<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><GetPassage xmlns="http://relaxng.org/ns/structure/1.0" xmlns:tei="http://www.tei-c.org/ns/1.0" xmlns:ti="http://chs.harvard.edu/xmlns/cts"><request><requestName>GetPassage</requestName><requestUrn>urn:cts:pbc:bible.parallel.ita.diodati:</requestUrn></request><reply><urn>urn:cts:pbc:bible.parallel.ita.diodati:</urn><passage>NEL principio Iddio creò il cielo e la terra . E la terra era una cosa deserta e vacua ; e tenebre erano sopra la faccia dell’ abisso . E lo Spirito di Dio si moveva sopra la faccia delle acque . E Iddio disse : Sia la luce . E la luce fu . E Iddio vide che la luce era buona . E Iddio separò la luce dalle tenebre . E Iddio nominò la luce Giorno , e le tenebre Notte . Così fu sera , e poi fu mattina , che fu il primo giorno . Poi Iddio disse : Siavi una distesa tra le acque , la quale separi le acque dalle acque . E Iddio fece quella distesa : e separò le acque che son disotto alla distesa , da quelle che son disopra d’ essa . E così fu . E Iddio nominò la distesa Cielo . Così fu sera , e poi fu mattina , che fu il secondo giorno . Poi Iddio disse : Sieno tutte le acque , che son sotto al cielo , raccolte in un luogo , ed apparisca l’ asciutto . E così fu . E Iddio nominò l’ asciutto Terra , e la raccolta delle acque Mari . E Iddio vide che ciò era buono . Poi Iddio disse : Produca la terra erba minuta , erbe che facciano seme , ed alberi fruttiferi che portino frutto , secondo le loro specie ; il cui seme sia in esso , sopra la terra . E così fu . La terra adunque produsse erba minuta , erbe che fanno seme , secondo le loro specie , ed alberi che portano frutto , il cui seme è in esso , secondo le loro specie . E Iddio vide che ciò era buono . Così fu sera , e poi fu mattina , che fu il terzo giorno . Poi Iddio disse : Sienvi de’ luminari nella distesa del cielo , per far distinzione tra il giorno e la notte : e quelli sieno per segni , e per distinguer le stagioni e i giorni e gli anni . E sieno per luminari nella distesa del cielo , per recar la luce in su la terra . E così fu . Iddio adunque fece i due gran luminari il maggiore per avere il reggimento del giorno , e il minore per avere il reggimento della notte , e le stelle . E Iddio li mise nella distesa del cielo , per recar la luce sopra la terra , e per avere il reggimento del giorno e della notte , e per separar la luce dalle tenebre . E Iddio vide che ciò era buono . Così fu sera , e poi fu mattina , che fu il quarto giorno . Poi Iddio disse : Producano le acque copiosamente rettili , che sieno animali viventi ; e volino gli uccelli sopra la terra , e per la distesa del cielo . Iddio adunque creò le grandi balene , ed ogni animal vivente che va serpendo ; i quali animali le acque produssero copiosamente , secondo le loro specie ; ed ogni sorta di uccelli che hanno ale , secondo le loro specie . E Iddio vide che ciò era buono . E Iddio li benedisse , dicendo : Figliate , moltiplicate , ed empiete le acque ne’ mari ; moltiplichino parimente gli uccelli sulla terra . Così fu sera , e poi fu mattina , che fu il quinto giorno . Poi Iddio disse : Produca la terra animali viventi , secondo le loro specie ; bestie domestiche , rettili e fiere della terra , secondo le loro specie . E così fu . Iddio adunque fece le fiere della terra , secondo le loro specie ; e gli animali domestici , secondo le loro specie ; ed ogni sorta di rettili della terra , secondo le loro specie . E Iddio vide che ciò era buono . Poi Iddio disse : Facciamo l’ uomo alla nostra immagine , secondo la nostra somiglianza ; ed abbia la signoria sopra i pesci del mare , e sopra gli uccelli del cielo , e sopra le bestie , e sopra tutta la terra , e sopra ogni rettile che serpe sopra la terra . Iddio adunque creò l’ uomo alla sua immagine ; egli lo creò all’ immagine di Dio ; egli li creò maschio e femmina . E Iddio li benedisse , e disse loro : Fruttate e moltiplicate , ed empiete la terra , e rendetevela soggetta , e signoreggiate sopra i pesci del mare , e sopra gli uccelli del cielo , e sopra ogni bestia che cammina sopra la terra . Oltre a ciò , Iddio disse : Ecco , io vi do tutte l’ erbe che producono seme , che son sopra tutta la terra ; e tutti gli alberi fruttiferi che fanno seme . Queste cose vi saranno per cibo . Ma a tutte le bestie della terra , ed a tutti gli uccelli del cielo , ed a tutti gli animali che serpono sopra la terra , ne’ quali è anima vivente , io do ogni erba verde per mangiarla . E così fu . E Iddio vide tutto quello ch’ egli avea fatto ; ed ecco , era molto buono . Così fu sera , e poi fu mattina , che fu il sesto giorno . Così furono compiuti i cieli e la terra , e tutto l’ esercito di quelli . Ora , avendo Iddio compiuta nel settimo giorno l’ opera sua , la quale egli avea fatta , si riposò nel settimo giorno da ogni sua opera , che egli avea fatta . E Iddio benedisse il settimo giorno , e lo santificò ; perciocchè in esso egli s’ era riposato da ogni sua opera ch’ egli avea creata , per farla . TALI furono le origini del cielo e della terra , quando quelle cose furono create , nel giorno che il Signore Iddio fece la terra e il cielo ; e ogni albero ed arboscello della campagna , avanti che ne fosse alcuno in su la terra ; ed ogni erba della campagna , avanti che ne fosse germogliata alcuna ; perciocchè il Signore Iddio non avea ancora fatto piovere in su la terra , e non v’ era alcun uomo per lavorar la terra . Or un vapore saliva dalla terra , che adacquava tutta la faccia della terra . E il Signore Iddio formò l’ uomo del la polvere della terra , e gli alitò nelle nari un fiato vitale ; e l’ uomo fu fatto anima vivente . Or il Signore Iddio piantò un giardino in Eden , dall’ Oriente , e pose quivi l’ uomo ch’ egli avea formato . E il Signore Iddio fece germogliar dalla terra ogni sorta d’ alberi piacevoli a riguardare , e buoni a mangiare ; e l’ albero della vita , in mezzo del giardino ; e l’ albero della conoscenza del bene e del male . Ed un fiume usciva di Eden , per adacquare il giardino ; e di là si spartiva in quattro capi . Il nome del primo è Pison ; questo è quello che circonda tutto il paese di Havila , ove è dell’ oro . E l’ oro di quel paese è buono ; quivi ancora si trovano le perle e la pietra onichina . E il nome del secondo fiume è Ghihon ; questo è quello che circonda tutto il paese di Cus . E il nome del terzo fiume è Hiddechel ; questo è quello che corre di rincontro all’ Assiria . E il quarto fiume è l’ Eufrate . Il Signore Iddio adunque prese l’ uomo e lo pose nel giardino di Eden , per lavorarlo , e per guardarlo . E il Signore Iddio comandò all’ uomo , dicendo : Mangia pur d’ ogni albero del giardino . Ma non mangiar dell’ albero della conoscenza del bene e del male ; perciocchè , nel giorno che tu ne mangerai per certo tu morrai . Il Signore Iddio disse ancora : E’ non è bene che l’ uomo sia solo ; io gli farò un aiuto convenevole a lui . Or il Signore Iddio , avendo formate della terra tutte le bestie della campagna , e tutti gli uccelli del cielo , li menò ad Adamo , acciocchè vedesse qual nome porrebbe a ciascuno di essi ; e che qualunque nome Adamo ponesse a ciascuno animale , esso fosse il suo nome . E Adamo pose nome ad ogni animal domestico , ed agli uccelli del cielo , e ad ogni fiera della campagna ; ma non si trovava per Adamo aiuto convenevole a lui . E il Signore Iddio fece cadere un profondo sonno sopra Adamo , onde egli si addormentò ; e Iddio prese una delle coste di esso , e saldò la carne nel luogo di quella . E il Signore Iddio fabbricò una donna della costa che egli avea tolta ad Adamo , e la menò ad Adamo . E Adamo disse : A questa volta pure ecco osso delle mie ossa , e carne della mia carne ; costei sarà chiamata femmina d’ uomo , conciossiachè costei sia stata tolta dall’ uomo . Perciò l’ uomo lascerà suo padre e sua madre , e si atterrà alla sua moglie , ed essi diverranno una stessa carne . Or amendue , Adamo e la sua moglie , erano ignudi , e non se ne vergognavano . OR il serpente era astuto più che qualunque altra bestia della campagna , che il Signore Iddio avesse fatta . Ed esso disse alla donna : Ha pure Iddio detto : Non mangiate del frutto di tutti gli alberi del giardino ? E la donna disse al serpente : Noi possiamo mangiare del frutto degli alberi del giardino . Ma del frutto dell’ albero , ch’ è in mezzo del giardino , Iddio ha detto : Non ne mangiate , e nol toccate , chè non muoiate . E il serpente disse alla donna : Voi non morreste punto . Ma Iddio sa che , nel giorno che voi ne mangereste , i vostri occhi si aprirebbero ; onde sareste come dii , avendo conoscenza del bene e del male . La donna adunque , veggendo che il frutto dell’ albero era buono a mangiare , e ch’ era dilettevole a vedere e che l’ albero era desiderabile per avere intelletto , prese del frutto , e ne mangiò , e ne diede ancora al suo marito , acciocchè ne mangiasse seco . Ed egli ne mangiò . Allora gli occhi di amendue loro si apersero , e conobbero ch’ erano ignudi ; onde cucirono insieme delle foglie di fico , e se ne fecero delle coperte da cignersi attorno . Poi , all’ aura del dì , udirono la voce del Signore Iddio che camminava per lo giardino . E Adamo , con la sua moglie , si nascose dal cospetto del Signore Iddio , per mezzo gli alberi del giardino . E il Signore Iddio chiamò Adamo , e gli disse : Ove sei ? Ed egli disse : Io intesi la tua voce per lo giardino , e temetti , perciocchè io era ignudo ; e mi nascosi . E Iddio disse : Chi ti ha mostrato che tu fossi ignudo ? Hai tu mangiato del frutto dell’ albero , del quale io ti avea vietato di mangiare ? E Adamo disse : La donna , che tu hai posta meco , è quella che mi ha dato del frutto dell’ albero , ed io ne ho mangiato . E il Signore Iddio disse alla donna : Che cosa è questo che tu hai fatto ? E la donna rispose : Il serpente mi ha sedotta , ed io ho mangiato di quel frutto . Allora il Signore Iddio disse al serpente : Perciocchè tu hai fatto questo , sii maledetto sopra ogni altro animale , e sopra ogni altra bestia della campagna ; tu camminerai in sul tuo ventre , e mangerai la polvere tutti i giorni della tua vita . Ed io metterò inimicizia fra te e la donna , e fra la tua progenie e la progenie di essa ; essa progenie ti triterà il capo e tu le ferirai il calcagno . Poi disse alla donna : Io accrescerò grandemente i dolori del tuo parto e della tua gravidanza ; tu partorirai figliuoli con dolori , e i tuoi desiderii dipenderanno dal tuo marito , ed egli signoreggerà sopra te . E ad Adamo disse : Perciocchè tu hai atteso alla voce della tua moglie , ed hai mangiato del frutto dell’ albero , del quale io ti avea data questo comandamento : Non mangiarne : la terra sarà maledetta per cagion tua ; tu mangerai del frutto di essa con affanno , tutti i giorni della tua vita . Ed ella ti produrrà spine e triboli ; e tu mangerai l’ erba de’ campi . Tu mangerai il pane col sudor del tuo volto , fin che tu ritorni in terra ; conciossiachè tu ne sii stato tolto ; perciocchè tu sei polvere , tu ritornerai altresì in polvere . E Adamo pose nome Eva alla sua moglie ; perciocchè ella è stata madre di tutti i viventi . E il Signore Iddio fece delle toniche di pelle ad Adamo ed alla sua moglie ; e li vestì . Poi il Signore Iddio disse : Ecco , l’ uomo è divenuto come uno di noi , avendo conoscenza del bene e del male ; ora adunque e’ si convien provvedere che talora egli non istenda la mano , e non prenda ancora del frutto dell’ albero della vita , e ne mangi , e viva in perpetuo . Perciò il Signore Iddio mandò l’ uomo fuor del giardino di Eden , per lavorar la terra , dalla quale era stato tolto . Così egli cacciò l’ uomo , e pose dei Cherubini davanti al giardino di Eden , con una spada fiammeggiante che si vibrava in giro , per guardar la via dell’ albero della vita . OR Adamo conobbe la sua moglie , ed ella concepette , e partorì Caino , e disse : Io ho acquistato un uomo col Signore . Poi partorì ancora Abele , fratello di esso . Ed Abele fu pastore di pecore , e Caino fu lavorator della terra . Or avvenne , in capo di alquanto tempo , che Caino offerse al Signore offerta de’ frutti della terra . Ed Abele offerse anch’ esso de’ primogeniti delle sue pecore , e del grasso di esse . E il Signore riguardò ad Abele ed alla sua offerta . Ma non riguardò a Caino , nè alla sua offerta ; onde Caino si sdegnò grandemente , e il suo volto fu abbattuto . E il Signore disse a Caino : Perchè sei tu sdegnato ? e perchè è il tuo volto abbattuto ? Se tu fai bene , non vi sarà egli esaltazione ? ma altresì , se tu fai male , il peccato giace alla porta . Ora i desiderii di esso dipendono da te , e tu hai la signoria sopra lui . E Caino disse ad Abele suo fratello : Andiamo ai campi . Ed avvenne che essendo essi ai campi , Caino si levò contro ad Abele suo fratello , e l’ uccise . E il Signore disse a Caino : Ov’ è Abele tuo fratello ? Ed egli disse : Io non so ; sono io guardiano del mio fratello ? E il Signore gli disse : Che hai fatto ? ecco la voce del sangue del tuo fratello grida a me dalla terra . Ora dunque tu sei maledetto , e sarai cacciato dalla terra , che ha aperta la sua bocca per ricevere il sangue del tuo fratello dalla tua mano . Quando tu lavorerai la terra , ella non continuerà più di renderti la sua virtù ; e tu sarai vagabondo ed errante sulla terra . E Caino disse al Signore : La mia iniquità è più grande che io non posso portare . Ecco , tu mi hai oggi cacciato d’ in su la faccia della terra , ed io sarò nascosto dal tuo cospetto , e sarò vagabondo ed errante sulla terra ; ed avverrà che chiunque mi troverà mi ucciderà . E il Signore gli disse : Perciò , chiunque ucciderà Caino sarà punito a sette doppi più che Caino . E il Signore pose un segnale in Caino , acciocchè alcuno , trovandolo , non lo uccidesse . E Caino si partì dal cospetto del Signore , e dimorò nel paese di Nod , dalla parte orientale di Eden . E Caino conobbe la sua moglie , ed ella concepette , e partorì Enoch . Poi egli si mise ad edificare una città , e la nominò del nome del suo figliuolo Enoch . E ad Enoch nacque Irad ; ed Irad generò Mehujael ; e Mehujael generò Metusael ; e Metusael generò Lamec . E Lamec si prese due mogli ; il nome dell’ una delle quali era Ada , e il nome dell’ altra Silla . E Ada partorì Iabal . Esso fu padre di coloro che dimorano in tende , e son mandriani . E il nome del suo fratello fu Iubal . Esso fu padre di tutti coloro che maneggiano la cetera e l’ organo . E Silla partorì anch’ ella Tubal-cain , il quale ha ammaestrato ogni fabbro di rame e di ferro ; e la sorella di Tubal-cain fu Naama . E Lamec disse ad Ada e Silla sue mogli : Ascoltate la mia voce , mogli di Lamec ; Porgete l’ orecchio al mio parlare . Certo io ho ucciso un uomo , dandogli una ferita ; Ed un giovane , dandogli una percossa . Se Caino è vendicato a sette doppi , Lamec lo sarà a settanta volte sette doppi . E Adamo conobbe ancora la sua moglie ; ed ella partorì un figliuolo , e gli pose nome Set ; perciocchè , disse ella , Iddio mi ha riposta un’ altra progenie in luogo di Abele , che Caino ha ucciso . Ed a Set ancora nacque un figliuolo ; ed egli gli pose nome Enos . Allora si cominciò a nominare una parte degli uomini del Nome del Signore . QUESTA è la descrizione delle generazioni di Adamo . Nel giorno che Iddio creò l’ uomo , egli lo fece alla sua somiglianza . Egli li creò maschio e femmina , e li benedisse , e pose loro nome UOMO , nel giorno che furono creati . Ora Adamo , essendo vivuto centotrent’ anni , generò un figliuolo alla sua somiglianza , secondo la sua immagine ; e gli pose nome Set . E il tempo che visse Adamo , dopo ch’ ebbe generato Set , fu ottocent’ anni ; e generò figliuoli e figliuole . Così tutto il tempo che visse Adamo fu novecentrent’ anni ; poi morì . E Set , essendo vivuto centocinque anni , generò Enos . E Set , dopo che ebbe generato Enos , visse ottocensette anni , e generò figliuoli e figliuole . Così tutto il tempo che visse Set fu novecendodici anni ; poi morì . Ed Enos , essendo vivuto novant’ anni , generò Chenan . Ed Enos , dopo ch’ ebbe generato Chenan , visse ottocenquindici anni , e generò figliuoli e figliuole . Così tutto il tempo che visse Enos fu novecencinque anni ; poi morì . E Chenan , essendo vivuto settant’ anni , generò Mahalaleel . E Chenan , dopo ch’ ebbe generato Mahalaleel , visse ottocento quaranta anni , e generò figliuoli e figliuole . Così tutto il tempo che Chenan visse fu novecendieci anni ; poi morì . E Mahalaleel , essendo vivuto sessantacinque anni , generò Iared . E Mahalaleel , dopo ch’ ebbe generato Iared , visse ottocento trenta anni , e generò figliuoli e figliuole . Così tutto il tempo che Mahalaleel visse fu ottocento novanta cinque anni ; poi morì . E Iared , essendo vivuto censessantadue anni , generò Enoc . E Iared , dopo ch’ ebbe generato Enoc , visse ottocent’ anni , e generò figliuoli e figliuole . Così tutto il tempo che Iared visse fu novecento sessantadue anni ; poi morì . Ed Enoc essendo vivuto sessantacinque anni , generò Metusela . Ed Enoc , dopo ch’ ebbe generato Metusela , camminò con Dio per lo spazio di trecent’ anni e generò figliuoli e figliuole . Così , tutto il tempo che Enoc visse fu trecento sessanta cinque anni . E dopo che Enoc fu camminato con Dio , non si vide più ; perciocchè Iddio lo prese . E Metusela , essendo vivuto cento ottantasette anni , generò Lamec . E Metusela , dopo ch’ ebbe generato Lamec , visse settecento ottantadue anni , e generò figliuoli e figliuole . Così , tutto il tempo che Metusela visse fu novecento sessantanove anni ; poi morì . E Lamec , essendo vivuto cento ottantadue anni , generò un figliuolo . E gli pose nome Noè , dicendo : Costui ci consolerà della nostra opera , e della fatica delle nostre mani , la quale portiamo per cagion della terra che il Signore ha maladetta . E Lamec , dopo ch’ ebbe generato Noè , visse cinquecento novantacinque anni , e generò figliuoli e figliuole . Così tutto il tempo che Lamec visse fu settecento settantasette anni ; poi morì . E Noè , essendo di età di cinquecent’ anni , generò Sem , Cam e Iafet . OR avvenne che , quando gli uomini cominciarono a moltiplicar sopra la terra , e che furono loro nate delle figliuole , i figliuoli di Dio , veggendo che le figliuole degli uomini erano belle , si presero per mogli quelle che si scelsero d’ infra tutte . E il Signore disse : Lo Spirito mio non contenderà in perpetuo con gli uomini ; perciocchè anche non sono altro che carne ; e il termine loro sarà centovent’ anni . In quel tempo i giganti erano in su la terra , e furono anche dappoi , quando i figliuoli di Dio entrarono dalle figliuole degli uomini , ed esse partorirono loro de’ figliuoli . Costoro son quegli uomini possenti , i quali già anticamente erano uomini famosi . E il Signore , veggendo che la malvagità degli uomini era grande in terra ; e che tutte le immaginazioni de’ pensieri del cuor loro non erano altro che male in ogni tempo , ei si pentì d’ aver fatto l’ uomo in su la terra , e se ne addolorò nel cuor suo . E il Signore disse : Io sterminerò d’ in su la terra gli uomini che io ho creati ; io sterminerò ogni cosa , dagli uomini fino agli animali , ai rettili ed agli uccelli del cielo ; perciocchè io mi pento di averli fatti . Ma Noè trovò grazia appo il Signore . Queste son le generazioni di Noè . Noè fu uomo giusto , intiero nelle sue età , e camminò con Dio . E generò tre figliuoli : Sem , Cam e Iafet . Ora , la terra si era corrotta nel cospetto di Dio , ed era piena di violenza . E Iddio riguardò la terra , ed ecco era corrotta ; poichè ogni carne aveva corrotta la sua via in su la terra . E Iddio disse a Noè : Appo me la fine di ogni carne è giunta ; perciocchè la terra è ripiena di violenza per cagion di costoro ; ed ecco io li farò perire , insieme con la terra . Fatti un’ Arca di legno di Gofer ; falla a stanze , ed impeciala , di fuori e di dentro , con pece . E questa è la forma della qual tu la farai : la lunghezza di essa sia di trecento cubiti , e la larghezza di cinquanta cubiti , e l’ altezza di trenta cubiti . E da’ lume all’ Arca ; e fa’ il comignolo di essa disopra di un cubito ; e metti la porta dell’ Arca al lato di essa ; falla a tre palchi , basso , secondo e terzo . Ed ecco io farò venir sopra la terra il diluvio delle acque , per far perir di sotto al cielo ogni carne in cui è alito di vita ; tutto ciò ch’ è in terra morrà . Ma io fermerò il mio patto teco ; e tu entrerai nell’ Arca , tu , ed i tuoi figliuoli , e la tua moglie , e le mogli de’ tuoi figliuoli teco . E di ogni creatura vivente , di ogni carne , fanne entrar dentro l’ Arca due per ciascuna , che saranno maschio e femmina , per conservarli in vita teco . Degli uccelli , secondo le loro specie ; delle bestie , secondo le loro specie ; e di tutti i rettili , secondo le loro specie ; due per ciascuna verranno a te , per esser conservati in vita . E tu , prenditi di ogni cibo che si mangia , ed accoglilo appresso a te ; acciocchè sia a te ed a quegli animali per cibo . E Noè fece così ; egli fece secondo tutto ciò che Iddio gli avea comandato . Poi il Signore disse a Noè : Entra tu , e tutta la tua famiglia dentro l’ Arca ; perciocchè in questa età io ti ho veduto giusto davanti a me . Di ciascuna specie di animali mondi , prendine sette paia , maschio e femmina ; e degli animali immondi , un paio , un maschio e la sua femmina . Degli uccelli del cielo , prendine parimente di ciascuna specie sette paia , maschio e femmina ; per conservarne in vita la generazione sopra la terra . Perciocchè fra qui e sette dì , io farò piovere in su la terra per lo spazio di quaranta giorni e di quaranta notti , e sterminerò d’ in su la terra ogni cosa sussistente che io ho fatta . E Noè fece secondo tutto ciò che il Signore gli avea comandato . Or Noè era di età di seicento anni , quando il diluvio fu , e le acque vennero sopra la terra . E Noè , insieme co’ suoi figliuoli , e con la sua moglie , e con le mogli de’ suoi figliuoli , entrò nell’ Arca d’ innanzi alle acque del diluvio . Degli animali mondi , e degli animali immondi , e degli uccelli , e di tutto ciò che serpe in su la terra , ne vennero delle paia , maschio e femmina , a Noè , dentro l’ Arca ; come Iddio avea comandato a Noè . Ed avvenne , al termine de’ sette giorni , che le acque del diluvio vennero sopra la terra . L’ anno seicentesimo della vita di Noè , nel secondo mese , nel decimosettimo giorno del mese , in quel giorno tutte le fonti del grande abisso scoppiarono , e le cateratte del cielo furono aperte . E la pioggia fu in su la terra , per lo spazio di quaranta giorni e di quaranta notti . In quel giorno stesso Noè entrò nell’ Arca , insieme con Sem , Cam e Iafet , suoi figliuoli , e con la sua moglie , e con le tre mogli de’ suoi figliuoli . Essi vi entrarono , ed anche fiere de ogni specie , ed animali domestici di ogni specie , e rettili che serpono sopra la terra di ogni specie , ed uccelli di ogni specie , ed uccelletti di ogni sorta di qualunque ala . In somma , di ogni carne , in cui è alito di vita , ne venne un paio a Noè dentro l’ Arca . E gli animali che vennero erano maschio e femmina , come Iddio avea comandato a Noè . Poi il Signore serrò l’ Arca sopra esso . E il diluvio venne sopra la terra , per lo spazio di quaranta giorni ; e le acque crebbero , e sollevarono l’ Arca , ed ella fu alzata d’ in su la terra . E le acque si rinforzarono , e crebbero grandemente sopra la terra ; e l’ Arca notava sopra le acque . E le acque si rinforzarono grandissimamente sopra la terra ; e tutti gli alti monti , che son sotto tutti i cieli , furono coperti . Le acque avanzarono essi monti , dell’ altezza di quindici cubiti . Così i monti furono coperti . Ed ogni carne che si muove sopra la terra , degli uccelli , degli animali domestici , delle fiere e di tutti i rettili che serpono sopra la terra , morì , insieme con tutti gli uomini . Tutto ciò che ha fiato d’ alito di vita nelle sue nari , d’ infra tutto ciò ch’ era nell’ asciutto , morì . E fu sterminata ogni cosa sussistente , che era sopra la faccia della terra , dagli uomini fino alle bestie , e i rettili , e gli uccelli del cielo ; furono , dico , sterminati d’ in su la terra ; e Noè solo scampò , con quelli ch’ erano con lui nell’ Arca . E le acque furono alte sopra la terra , per lo spazio di cencinquanta giorni . OR Iddio si ricordò di Noè , e di tutte le fiere , e di tutti gli animali domestici ch’ erano con lui nell’ Arca ; e fece passare un vento in su la terra ; e le acque si posarono . Ed essendo state le fonti dell’ abisso e le cateratte del cielo serrate , e rattenuta la pioggia del cielo , le acque andarono del continuo ritirandosi d’ in su la terra . Al termine adunque di cencinquanta giorni cominciarono a scemare . E , nel decimosettimo giorno del settimo mese , l’ Arca si fermò sopra le montagne di Ararat . E le acque andarono scemando fino al decimo mese . Nel primo giorno del decimo mese , le sommità de’ monti apparvero . E , in capo di quaranta giorni , Noè aperse la finestra dell’ Arca , ch’ egli avea fatta . E mandò fuori il corvo , il quale usciva del continuo fuori , e tornava , fin che le acque furono asciutte d’ in su la terra . Poi mandò d’ appresso a sè la colomba , per veder se le acque erano scemate d’ in su la faccia della terra . Ma la colomba , non trovando ove posar la pianta del piè , se ne ritornò a lui dentro l’ Arca ; perciocchè v’ erano ancora delle acque sopra la faccia di tutta la terra . Ed egli , stesa la mano , la prese , e l’ accolse a sè , dentro l’ Arca . Ed egli aspettò sette altri giorni , e di nuovo mandò la colomba fuor dell’ Arca . Ed in sul tempo del vespro , la colomba ritornò a lui ; ed ecco , avea nel becco una fronde spiccata di un ulivo ; onde Noè conobbe che le acque erano scemate d’ in su la terra . Ed egli aspettò sette altri giorni , e mandò fuori la colomba , ed essa non ritornò più a lui . E , nell’ anno seicentunesimo di Noè , nel primo giorno del primo mese , le acque furono asciutte d’ in su la terra . E Noè , levato il coperto dell’ Arca , vide che la faccia della terra era asciutta . E , nel ventisettesimo giorno del secondo mese , la terra era tutta asciutta . E Iddio parlò a Noè , dicendo : Esci fuor dell’ Arca , tu , e la tua moglie , ed i tuoi figliuoli , e le mogli de’ tuoi figliuoli teco . Fa uscir fuori teco tutti gli animali che son teco , di qualunque carne , degli uccelli , delle bestie , e di tutti i rettili che serpono sopra la terra ; e lascia che scorrano per la terra , e figlino , e moltiplichino in su la terra . E Noè uscì fuori , co’ suoi figliuoli , e con la sua moglie , e con le mogli de’ suoi figliuoli . Tutte le bestie ancora , e tutti i rettili , e tutti gli uccelli , e tutti gli animali che si muovono sopra la terra , secondo le lor generazioni , uscirono fuor dell’ Arca . E Noè edificò un altare al Signore ; e prese d’ ogni specie di animali mondi , e d’ ogni specie di uccelli mondi , ed offerse olocausti sopra l’ altare . E il Signore odorò un odor soave ; e disse nel cuor suo : Io non maledirò più la terra per l’ uomo ; conciossiachè l’ immaginazione del cuor dell’ uomo sia malvagia fin dalla sua fanciullezza ; e non percoterò più ogni cosa vivente , come ho fatto . Da ora innanzi , quanto durerà la terra , sementa e ricolta , freddo e caldo , state e verno , giorno e notte giammai non cesseranno . E IDDIO benedisse Noè , e i suoi figliuoli ; e disse loro ; Fruttate , e moltiplicate , e riempiete la terra . E la paura e lo spavento di voi sia sopra tutte le bestie della terra , e sopra tutti gli uccelli del cielo ; essi vi son dati nelle mani , insieme con tutto ciò che serpe sopra la terra , e tutti i pesci del mare . Ogni cosa che si muove , ed ha vita , vi sarà per cibo ; io ve le do tutte , come l’ erbe verdi . Ma pur non mangiate la carne con l’ anima sua , ch’ è il suo sangue . E certamente io ridomanderò conto del vostro sangue , per le vostre persone ; io ne ridomanderò conto ad ogni bestia , ed agli uomini ; io ridomanderò conto della vita dell’ uomo a qualunque suo fratello . Il sangue di colui che spanderà il sangue dell’ uomo sarà sparso dall’ uomo ; perciocchè Iddio ha fatto l’ uomo alla sua immagine . Voi dunque fruttate e moltiplicate ; generate copiosamente sulla terra , e crescete in essa . Poi Iddio parlò a Noè , ed a’ suoi figliuoli con lui , dicendo : E quant’ è a me , ecco , io fermo il mio patto con voi , e con la vostra progenie dopo voi ; e con ogni animal vivente ch’ è con voi , così degli uccelli , come degli animali domestici , e di tutte le fiere della terra , con voi ; così con quelle che sono uscite fuor dell’ Arca , come con ogni altra bestia della terra . Io fermo il mio patto con voi , che ogni carne non sarà più distrutta per le acque del diluvio , e che non vi sarà più diluvio , per guastar la terra . Oltre a ciò , Iddio disse : Questo sarà il segno del patto che io fo fra me e voi e tutti gli animali viventi , che son con voi , in perpetuo per ogni generazione . Io ho messo il mio Arco nella nuvola ; ed esso sarà per segno del patto fra me e la terra . Ed avverrà che , quando io avrò coperta la terra di nuvole , l’ Arco apparirà nella nuvola . Ed io mi ricorderò del mio patto , ch’ è fra me e voi , ed ogni animal vivente , di qualunque carne ; e le acque non faranno più diluvio , per distruggere ogni carne . L’ Arco adunque sarà nella nuvola , ed io lo riguarderò , per ricordarmi del patto perpetuo , fra Dio ed ogni animal vivente , di qualunque carne ch’ è sopra la terra . Così Iddio disse a Noè : Questo è il segno del patto , che io ho fermato fra me ed ogni carne ch’ è sopra la terra . OR i figliuoli di Noè , che uscirono fuor dell’ Arca , furono Sem , Cam e Iafet . E Cam fu padre di Canaan . Questi tre furono figliuoli di Noè ; e da essi , sparsi per tutta la terra , ella è stata popolata . E Noè cominciò ad esser lavorator della terra e piantò la vigna . E bevve del vino , e s’ inebbriò , e si scoperse in mezzo del suo tabernacolo . E Cam , padre di Canaan , vide le vergogne di suo padre , e lo rapportò fuori a’ suoi due fratelli . Ma Sem e Iafet presero un mantello , e se lo misero amendue in su le spalle ; e , camminando a ritroso , copersero le vergogne del padre loro ; e le faccie loro erano volte indietro , tal che non videro le vergogne del padre loro . E , quando Noè si fu svegliato dal suo vino , seppe ciò che gli avea fatto il suo figliuol minore . E disse : Maledetto sia Canaan ; sia servo de’ servi de’ suoi fratelli . Ma disse : Benedetto sia il Signore Iddio di Sem , e sia Canaan lor servo . Iddio allarghi Iafet , ed abiti egli ne’ tabernacoli di Sem ; e sia Canaan lor servo . E Noè visse dopo il diluvio trecencinquanta anni . E tutto il tempo che Noè visse fu novecencinquento anni ; poi morì . OR queste sono le generazioni dei figliuoli di Noè : Sem , Cam e Iafet ; e ad essi nacquero figliuoli dopo il diluvio . I figliuoli di Iafet furono Gomer , e Magog , e Madai , e Iavan , e Tubal , e Mesec , e Tiras . E i figliuoli di Gomer furono Aschenaz , e Rifat , e Togarma . E i figliuoli di Iavan furono Elisa e Tarsis , Chittim e Dodanim . Da costoro , per le lor famiglie , nelle lor nazioni , è venuto lo spartimento dell’ Isole delle genti , nei loro paesi , secondo la lingua di ciascun di essi . E i figliuoli di Cam furono Cus , Misraim , e Put , e Canaan . E i figliuoli di Cus furono Seba , ed Havila , e Sabta , e Rama , e Sabteca ; ed i figliuoli di Rama furono Seba e Dedan . E Cus generò Nimrod . Esso cominciò ad esser possente sulla terra . Egli fu un potente cacciatore nel cospetto del Signore ; perciò si dice : Come Nimrod , potente cacciatore nel cospetto del Signore . E il principio del suo regno fu Babilonia , ed Erec , ed Accad , e Calne , nel paese di Sinear . Di quel paese uscì Assur , ed edificò Ninive , e la città di Rehobot , a Cala ; e , fra Ninive e Cala , Resen , la gran città . E Misraim generò Ludim , ed Anamim , e Lehabim , e Naftuhim , e Patrusim , e Casluhim onde sono usciti i Filistei , e Caftorim . E Canaan generò Sidon suo primogenito , ed Het ; e il Gebuseo , e l’ Amorreo , e il Ghirgaseo ; e l’ Hivveo , e l’ Archeo , e il Sineo ; e l’ Arvadeo , e il Semareo , e l’ Hamateo . E poi le famiglie de’ Cananei si sparsero . Ed i confini de’ Cananei furono da Sidon , traendo verso Gherar , fino a Gaza ; e traendo verso Sodoma , e Gomorra , ed Adma , e Seboim , fino a Lesa . Questi sono i figliuoli di Cam , secondo le lor famiglie e lingue , ne’ lor paesi e nazioni . A Sem ancora , padre di tutti i figliuoli di Eber , e fratel maggiore di Iafet , nacquero figliuoli . I figliuoli di Sem furono Elam , ed Assur , ed Arfacsad , e Lud , ed Aram . E i figliuoli di Aram furono Us , Hul , Gheter , e Mas . Ed Arfacsad generò Sela , e Sela generò Eber . E ad Eber nacquero due figliuoli , il nome dell’ uno fu Peleg , perciocchè al suo tempo la terra fu divisa ; e il nome dell’ altro suo fratello fu Ioctan . E Ioctan generò Almodad , e Selef , ed Asarmavet , e Iera ; e Hadoram , ed Huzal , e Dicla ; ed Obal , ed Abimael , e Seba ; ed Ofir , ed Havila , e Iobab . Tutti costoro furono figliuoli di Ioctan . E le loro abitazioni furono da Mesa , traendo verso Sefar , fino al monte Orientale . Costoro furono i figliuoli di Sem , secondo le lor famiglie e lingue , ne’ lor paesi , per le lor nazioni . Queste son le famiglie de’ figliuoli di Noè secondo le loro generazioni , nelle lor nazioni ; e da costoro sono discese le genti divise per la terra , dopo il diluvio . OR tutta la terra era d’ una favella e di un linguaggio . Ed avvenne che , partendosi gli uomini di Oriente , trovarono una pianura nel paese di Sinear , e quivi si posarono . E dissero l’ uno all’ altro : Or su , facciamo de’ mattoni , e cociamoli col fuoco . I mattoni adunque furono loro in vece di pietre , e il bitume in vece di malta . Poi dissero : Or su , edifichiamoci una città , ed una torre , la cui sommità giunga fino al cielo , ed acquistiamoci fama ; che talora noi non siamo dispersi sopra la faccia di tutta la terra . E il Signore discese , per veder la città e la torre che i figliuoli degli uomini edificavano . E il Signore disse : Ecco un medesimo popolo , ed essi tutti hanno un medesimo linguaggio , e questo è il cominciamento del lor lavoro , ed ora tutto ciò che hanno disegnato di fare , non sarà loro divietato . Or su , scendiamo e confondiamo ivi la lor favella ; acciocchè l’ uno non intenda la favella dell’ altro . E il Signore li disperse di là sopra la faccia di tutta la terra ; ed essi cessarono di edificar la città . Perciò essa fu nominata Babilonia ; perciocchè il Signore confuse quivi la favella di tutta la terra , e disperse coloro di là sopra la faccia di tutta la terra . QUESTE sono le generazioni di Sem : Sem , essendo d’ età di cent’ anni , generò Arfacsad , due anni dopo il diluvio . E Sem , dopo ch’ ebbe generato Arfacsad , visse cinquecent’ anni , e generò figliuoli e figliuole . Ed Arfacsad , essendo vivuto trentacinque anni , generò Sela . Ed Arfacsad , dopo ch’ egli ebbe generato Sela , visse quattrocentotre anni , e generò figliuoli e figliuole . E Sela , essendo vivuto trent’ anni , generò Eber . E Sela , dopo ch’ ebbe generato Eber , visse quattrocentotre anni , e generò figliuoli e figliuole . Ed Eber , essendo vivuto trentaquattr’ anni , generò Peleg . Ed Eber , dopo ch’ ebbe generato Peleg , visse quattrocentrenta anni , e generò figliuoli e figliuole . E Peleg , essendo vivuto trent’ anni , generò Reu . E Peleg , dopo ch’ ebbe generato Reu , visse dugennove anni , e generò figliuoli e figliuole . E Reu , essendo vivuto trentadue anni , generò Serug . E Reu , dopo che ebbe generato Serug , visse dugensette anni , e generò figliuoli e figliuole . E Serug , essendo vivuto trent’ anni , generò Nahor . E Serug , dopo che ebbe generato Nahor , visse dugent’ anni , e generò figliuoli e figliuole . E Nahor , essendo vivuto ventinove anni , generò Tare . E Nahor , dopo ch’ ebbe generato Tare , visse cendiciannove anni , e generò figliuoli e figliuole . E Tare , essendo vivuto settant’ anni , generò Abramo , Nahor , e Haran . E queste sono le generazioni di Tare : Tare generò Abramo , Nahor e Haran ; e Haran generò Lot . Or Haran morì in presenza di Tare suo padre , nel suo natio paese , in Ur de’ Caldei . Ed Abramo e Nahor si presero delle mogli ; il nome della moglie di Abramo era Sarai ; e il nome della moglie di Nahor , Milca , la quale era figliuola di Haran , padre di Milca e d’ Isca . Or Sarai era sterile , e non avea figliuoli . E Tare prese Abramo suo figliuolo , e Lot figliuol del suo figliuolo , cioè di Haran , e Sarai sua nuora , moglie di Abramo suo figliuolo ; ed essi uscirono con loro fuori d’ Ur de’ Caldei , per andar nel paese di Canaan ; e , giunti fino in Charan , dimorarono quivi . E il tempo della vita di Tare fu dugentocinque anni ; poi morì in Charan . OR il Signore avea detto ad Abramo : Vattene fuor del tuo paese , e del tuo parentado , e della casa di tuo padre , nel paese che io ti mostrerò . Ed io ti farò divenire una gran gente , e ti benedirò , e magnificherò il tuo nome ; e tu sarai benedizione . Ed io benedirò coloro che ti benediranno , e maledirò coloro che ti malediranno ; e tutte le nazioni della terra saranno benedette in te . Ed Abramo se ne andò , come il Signore gli avea detto ; e Lot andò con lui . Or Abramo era d’ età di settantacinque anni quando partì di Charan . Abramo adunque prese Sarai sua moglie , e Lot figliuol del suo fratello , e tutte le lor facoltà che aveano acquistate , e parimente le persone che aveano acquistate in Charan ; e si partirono , per andar nel paese di Canaan . E pervennero al paese di Canaan . Ed Abramo passò per lo paese , fino al luogo di Sichem , fino alla pianura di More . Ed in quel tempo i Cananei erano nel paese . E il Signore apparve ad Abramo , e gli disse : Io darò questo paese alla tua progenie . Ed Abramo edificò quivi un altare al Signore che gli era apparito . Poi egli si tramutò di là verso il monte , dalla parte orientale di Betel ; e tese i suoi padiglioni , avendo dal lato occidentale Betel , e dall’ orientale Ai ; ed edificò quivi un altare al Signore , ed invocò il Nome del Signore . Poi Abramo si partì , camminando e traendo verso il Mezzodì . OR sopravvenne una fame nel paese ; ed Abramo scese in Egitto , per dimorarvi , perciocchè la fame era grave nel paese . E , come egli fu presso ad entrare in Egitto , disse a Sarai sua moglie : Ecco , ora io so che tu sei donna di bell’ aspetto . Laonde avverrà che , quando gli Egizj ti vedranno , diranno : Costei è moglie di costui ; e mi uccideranno , e a te scamperanno la vita . Deh ! ‘ che tu sei mia sorella ; acciocchè per cagion di te mi sia fatto del bene , e per amor tuo la vita mi sia conservata . Avvenne adunque che , come Abramo fu venuto in Egitto , gli Egizj riguardarono quella donna , perchè ella era molto bella . Ed i principi di Faraone , vedutala , la commendarono a Faraone ; onde quella donna fu presa e menata in casa di Faraone . Ed egli fece del bene ad Abramo , per amor di lei ; ed egli n’ ebbe pecore , e buoi , ed asini , e servi , e serve , ed asine , e cammelli . Ma il Signore percosse Faraone e la sua casa di gran piaghe , per cagion di Sarai , moglie di Abramo . E Faraone chiamò Abramo , e gli disse : Che cosa è questo che tu mi hai fatto ? perchè non mi hai tu dichiarato ch’ ella era tua moglie ? Perchè dicesti : Ell’ è mia sorella ? onde io me l’ avea presa per moglie ; ora dunque , eccoti la tua moglie , prendila , e vattene . E Faraone diede commissione di lui a certi uomini ; ed essi accommiatarono lui e la sua moglie e tutto quello ch’ era suo . Abramo adunque salì di Egitto , con la sua moglie , e con tutto ciò ch’ era suo , e con Lot , traendo verso il Mezzodì . Or Abramo era grandemente possente in bestiame , in argento ed in oro . Ed egli , seguendo il suo viaggio , andò dal Mezzodì fino a Betel , fino al luogo dove prima erano stati i suoi padiglioni , fra Betel ed Ai , nel luogo ove era l’ altare che egli aveva prima fatto quivi ; ed Abramo invocò quivi il nome del Signore . OR Lot ancora , che andava con Abramo , avea pecore , e buoi , e padiglioni . E il paese non li poteva portare , abitando amendue insieme ; perciocchè le lor facoltà erano grandi , e non potevano dimorare insieme . E nacque contesa fra i pastori del bestiame di Abramo , ed i pastori del bestiame di Lot . Or i Cananei ed i Ferezei abitavano allora nel paese . Ed Abramo disse a Lot : Deh ! non siavi contesa fra me e te , nè fra i miei pastori ed i tuoi ; conciossiachè noi siamo fratelli . Tutto il paese non è egli davanti a te ? deh ! separati d’ appresso a me ; se tu vai a sinistra , io andrò a destra ; e se tu vai a destra , io andrò a sinistra . E Lot , alzati gli occhi , riguardò tutta la pianura del Giordano , ch’ era tutta adacquata ; avanti che il Signore avesse distrutto Sodoma e Gomorra , quella era come il giardino del Signore , come il paese di Egitto , fino a Soar . E Lot elesse per sè tutta la pianura del Giordano ; ed egli si partì , traendo verso l’ Oriente ; e così si separarono l’ uno dall’ altro . Abramo dimorò nel paese di Canaan , e Lot dimorò nelle terre della pianura , e andò tendendo i suoi padiglioni fin che venne a Sodoma . Ora gli uomini di Sodoma erano grandemente scellerati e peccatori contro al Signore . E il Signore disse ad Abramo , dopo che Lot si fu separato d’ appresso a lui : Alza ora gli occhi tuoi , e riguarda , dal luogo ove tu sei , verso il Settentrione , verso il Mezzodì , verso l’ Oriente , e verso l’ Occidente . Perciocchè io darò a te ed alla tua progenie , in perpetuo , il paese che tu vedi . E farò che la tua progenie sarà come la polvere della terra ; che se alcuno può annoverar la polvere della terra , anche potrassi annoverar la tua progenie . Levati , va’ attorno per lo paese , per largo e per lungo ; perciocchè io tel darò . Abramo adunque andò tendendo i suoi padiglioni ; e , giunto alle pianure di Mamre , che sono in Hebron , dimorò quivi , e vi edificò un altare al Signore . OR avvenne al tempo di Amrafel re di Sinear , d’ Arioc re di Ellasar , di Chedor-laomer re di Elam , e di Tideal re de’ Goi , ch’ essi fecero guerra contro a Bera re di Sodoma , e contro a Birsa re di Gomorra , e contro a Sineab re di Adma , e contro a Semeeber re di Seboim , e contro al re di Bela , ch’ è Soar . Tutti costoro , fatta lega insieme , si adunarono nella Valle di Siddim , ch’ è il mar salato . Essi erano stati soggetti a Chedor-laomer , lo spazio di dodici anni , ed al decimoterzo si erano ribellati . E nell’ anno decimoquarto , Chedor-laomer e i re ch’ erano con lui erano venuti , ed aveano percossi i Rafei in Asterot-carnaim , e gli Zuzei in Ham , e gli Emei nella pianura di Chiriataim , e gli Horei nelle lor montagne di Seir , fino alla pianura di Paran , ch’ è presso al deserto . Poi , rivoltisi , erano venuti in Enmispat , ch’ è Cades ; ed aveano percosso tutto il territorio degli Amalechiti , ed anche gli Amorrei che dimoravano in Hasason-tamar . E il re di Sodoma , e il re di Gomorra , e il re di Adma , e il re di Seboim , e il re di Bela , ch’ è Soar , uscirono , ed ordinarono la battaglia nella Valle di Siddim , contro a questi : contro a Chedor-laomer re di Elam , e Tideal re de’ Goi , ed Amrafel re di Sinear , ed Arioc re di Ellasar ; quattro re contro a cinque . Or la valle di Siddim era piena di pozzi di bitume ; e i re di Sodoma e di Gomorra si misero in fuga , e cascarono dentro que’ pozzi ; e coloro che scamparono fuggirono verso il monte . E quei re presero tutte le ricchezze di Sodoma e di Gomorra , e tutta la lor vittuaglia ; poi se ne andarono . Presero ancora Lot figliuol del fratello di Abramo , il quale abitava in Sodoma , e la roba di esso ; poi se ne andarono . Ed alcuno ch’ era scampato venne e rapportò la cosa ad Abramo Ebreo , il qual dimorava nelle pianure di Mamre Amorreo , fratello di Escol , e fratello di Aner , i quali erano collegati con Abramo . Ed Abramo , com’ ebbe inteso che il suo fratello era menato prigione , armò trecendiciotto de’ suoi allievi nati in casa sua , e perseguì coloro fino in Dan . Ed egli , co’ suoi servitori , li assalì di notte da diverse bande , e li sconfisse , e li perseguì fino in Hoba , ch’ è dal lato sinistro di Damasco . E ricoverò tutta la roba ; riscosse ancora Lot suo fratello , e la sua roba , ed anche le donne , e il popolo . E di poi , come egli se ne ritornava dalla sconfitta di Chedor-laomer e de’ re ch’ erano con lui , il re di Sodoma gli uscì incontro nella Valle della pianura , ch’ è la Valle del re . E Melchisedec , re di Salem , arrecò pane e vino ; or egli era sacerdote dell’ Iddio altissimo . E lo benedisse , dicendo : Benedetto sia Abramo , appo l’ Iddio altissimo , possessor del cielo e della terra . E benedetto sia l’ altissimo Iddio , che ti ha dati i tuoi nemici nelle mani . Ed Abramo gli diede la decima di ogni cosa . E il re di Sodoma disse ad Abramo : Dammi le persone , e prendi per te la roba . Ma Abramo rispose al re di Sodoma : Io ho alzata la mano al Signore Iddio altissimo , possessor del cielo e della terra ; se , di tutto ciò ch’ è tuo , io prendo pure un filo , od una correggia di scarpa ; che talora tu non dica : Io ho arricchito Abramo ; salvo sol quello che questi fanti hanno mangiato , e la parte degli uomini che sono andati meco , cioè : Aner , Escol e Mamre ; essi prenderanno la lor parte . DOPO queste cose , la parola del Signore fu indirizzata ad Abramo in visione , dicendo : Non temere , o Abramo , io ti sono scudo ; il tuo premio è molto grande . Ed Abramo disse : O Signore Iddio , che mi daresti ? conciossiachè io viva senza figliuoli , e colui che ha il governo della mia casa è questo Eliezer Damasceno . Abramo disse ancora : Ecco , tu non mi hai data progenie ; ed ecco , un servo nato in casa mia sarà mio erede . Ed in quello stante , la parola del Signore gli fu indirizzata , dicendo : Costui non sarà tuo erede ; anzi colui che uscirà delle tue viscere sarà tuo erede . Poi lo menò fuori , e gli disse : Riguarda ora verso il cielo , ed annovera le stelle , se pur tu le puoi annoverare . Poi gli disse : Così sarà la tua progenie . Ed esso credette al Signore ; e il Signore gl’ imputò ciò a giustizia . E gli disse : Io sono il Signore che ti ho fatto uscire di Ur de’ Caldei , per darti questo paese , acciocchè tu lo possegga . Ed Abramo rispose : Signore Iddio , a che conoscerò io che io lo possederò ? E il Signore gli disse : Pigliami una giovenca di tre anni , ed una capra di tre anni , ed un montone di tre anni , ed una tortora ed un pippione . Ed egli prese tutte quelle cose , e le partì per lo mezzo , e pose ciascuna metà dirimpetto all’ altra ; ma non partì gli uccelli . Or certi uccelli discesero sopra quei corpi morti , ed Abramo , sbuffando , li cacciò . Ed in sul tramontar del sole , un profondo sonno cadde sopra Abramo ; ed ecco , uno spavento ed una grande oscurità cadde sopra lui . E il Signore disse ad Abramo : Sappi pure che la tua progenie dimorerà come straniera in un paese che non sarà suo , e servirà alla gente di quel paese , la quale l’ affliggerà ; e ciò sarà per lo spazio di quattrocent’ anni . Ma altresì io farò giudicio della gente alla quale avrà servito ; poi essi se ne usciranno con gran ricchezze . E tu te ne andrai a’ tuoi padri in pace , e sarai seppellito in buona vecchiezza . E nella quarta generazione , essi ritorneranno qua ; perciocchè fino ad ora l’ iniquità degli Amorrei non è compiuta . Ora , come il sole si fu coricato , venne una caligine ; ed ecco , un forno fumante , ed un torchio acceso , il qual passò per mezzo quelle parti di quegli animali . In quel giorno il Signore fece patto con Abramo , dicendo : Io ho dato alla tua progenie questo paese , dal fiume di Egitto fino al fiume grande , ch’ è il fiume Eufrate ; il paese de’ Chenei , e de’ Chenizzei , e de’ Cadmonei ; e degl’ Hittei , e de’ Ferezei , e de’ Rafei ; e degli Amorrei , e de’ Cananei , e de’ Ghirgasei , e de’ Gebusei . OR Sarai , moglie di Abramo , non gli partoriva figliuoli ; ed avendo una serva egizia , nominata Agar , disse ad Abramo : Ecco , ora il Signore mi ha fatta sterile , tal che non posso far figliuoli ; deh ! entra dalla mia serva ; forse avrò progenie da lei . Ed Abramo acconsentì alla voce di Sarai . Sarai adunque , moglie di Abramo , prese Agar egizia , sua serva , dopo che Abramo fu abitato nel paese di Canaan lo spazio di dieci anni , e la diede ad Abramo suo marito , da essergli per moglie . Ed egli entrò da lei , ed ella concepette ; e , veggendo che avea conceputo , sprezzò la sua padrona . E Sarai disse ad Abramo : L’ ingiuria ch’ è fatta a me è sopra te ; io ti ho data la mia serva in seno ; ed ella , veggendo che ha conceputo , mi sprezza ; il Signore giudichi fra me e te . Ed Abramo rispose a Sarai : Ecco , la tua serva è in mano tua ; falle come ti piacerà . Sarai adunque l’ afflisse ; laonde ella se ne fuggì dal suo cospetto . E l’ Angelo del Signore la trovò presso di una fonte d’ acqua , nel deserto , presso della fonte ch’ è in su la via di Sur . E le disse : Agar , serva di Sarai , onde vieni ? ed ove vai ? Ed ella rispose : Io me ne fuggo dal cospetto di Sarai , mia padrona . E l’ Angelo del Signore le disse : Ritornatene alla tua padrona , ed umiliati sotto la sua mano . L’ Angelo del Signore le disse ancora : Io moltiplicherò grandemente la tua progenie ; e non si potrà annoverare , per la moltitudine . L’ Angelo del Signore le disse oltre a ciò : Ecco , tu sei gravida , e partorirai un figliuolo , al quale poni nome Ismaele ; perciocchè il Signore ha udita la tua afflizione . Ed esso sarà un uomo simigliante ad un asino salvatico ; la man sua sarà contro a tutti , e la man di tutti contro a lui ; ed egli abiterà dirimpetto a tutti i suoi fratelli . Allora Agar chiamò il nome del Signore che parlava con lei : Tu sei l’ Iddio della veduta ; perciocchè disse : Ho io pur qui ancora veduto , dopo la mia visione ? Perciò quel pozzo è stato nominato : Il pozzo del Vivente che mi vede ; ecco , egli è fra Cades e Bered . Ed Agar partorì un figliuolo ad Abramo ; ed Abramo nominò il suo figliuolo , che Agar avea partorito , Ismaele . Ed Abramo era di età d’ ottantasei anni , quando Agar gli partorì Ismaele . POI , quando Abramo fu d’ età di novantanove anni , il Signore gli apparve , e gli disse : Io son l’ Iddio Onnipotente ; cammina davanti a me , e sii intiero . Ed io stabilirò il mio patto fra me e te ; e ti accrescerò grandissimamente . Allora Abramo cadde sopra la sua faccia , e Iddio parlò con lui , dicendo : Quant’ è a me , ecco , io fo il mio patto teco : Tu diventerai padre d’ una moltitudine di nazioni . E tu non sarai più nominato Abramo ; anzi il tuo nome sarà Abrahamo ; perciocchè io ti ho costituito padre d’ una moltitudine di nazioni . E ti farò moltiplicare grandissimamente , e ti farò divenir nazioni ; e re usciranno di te Ed io fermerò il mio patto fra me e te , ed i tuoi discendenti dopo te , per le lor generazioni , per patto perpetuo ; per esser l’ Iddio tuo , e della tua progenie dopo te . E darò a te , ed a’ tuoi discendenti dopo te , il paese dove tu abiti come forestiere , tutto il paese di Canaan , in possessione perpetua ; e sarò loro Dio . Iddio disse ancora ad Abrahamo : Tu altresì , ed i tuoi discendenti dopo te , per le lor generazioni , osservate il mio patto . Questo è il mio patto , che io fo fra me e voi , e la tua progenie dopo te , il quale voi avete ad osservare : Ogni maschio d’ infra voi sia circonciso . E voi circonciderete la carne del vostro prepuzio , e ciò sarà per segno del patto fra me a voi . Ed ogni maschio d’ infra voi sarà circonciso nell’ età di otto giorni per le vostre generazioni ; così il servo che sarà nato in casa , come colui che sarà stato comperato con danari d’ infra qualunque popolo straniero , che non sarà della tua progenie . Circoncidasi del tutto , così colui che sarà nato in casa tua , come colui che tu avrai comperato co’ tuoi danari ; e sia il mio patto nella vostra carne , per patto perpetuo . E quant’ è al maschio incirconciso , la carne del cui prepuzio non sarà stata circoncisa , sia una tal persona ricisa dai suoi popoli ; ella ha violato il mio patto . Oltre a ciò Iddio disse ad Abraham : Quant’ è a Sarai , non chiamar più la tua moglie Sarai ; perciocchè il suo nome ha ad esser Sara . Ed io la benedirò , ed anche ti darò d’ essa un figliuolo ; io la benedirò , ed ella diventerà nazioni ; e d’ essa usciranno re di popoli . Ed Abrahamo cadde sopra la sua faccia , e rise , e disse nel cuor suo : Nascerà egli pure un figliuolo ad un uomo di cent’ anni ? e Sara , ch’ è d’ età di novant’ anni partorirà ella pure ? Ed Abrahamo disse a Dio : Viva pure Ismaele nel tuo cospetto . E Iddio disse : Anzi Sara tua moglie ti partorirà un figliuolo , e tu gli porrai nome Isacco ; ed io fermerò il mio patto con lui , per patto perpetuo per la sua progenie dopo lui . E quant’ è ad Ismaele ancora , io ti ho esaudito ; ecco , io l’ ho benedetto , e lo farò moltiplicare e crescer grandissimamente ; egli genererà dodici principi , ed io lo farò divenire una gran nazione . Ma io fermerò il mio patto con Isacco , il qual Sara ti partorirà l’ anno vegnente , in quest’ istessa stagione . E , quando Iddio ebbe finito di parlare con Abrahamo , egli se ne salì d’ appresso a lui . Ed Abrahamo prese Ismaele suo figliuolo , e tutti coloro che gli erano nati in casa , e tutti coloro ch’ egli avea comperati co’ suoi danari , tutti i maschi dei suoi famigliari ; e circoncise il prepuzio della lor carne , in quell’ istesso giorno , come Iddio gliene avea parlato . Or Abrahamo era d’ età di novantanove anni , quando egli circoncise la carne del suo prepuzio . Ed Ismaele suo figliuolo era d’ età di tredici anni , quando gli fu circoncisa la carne del suo prepuzio . In quell’ istesso giorno fu circonciso Abraham , ed Ismaele suo figliuolo . Furono parimente circoncisi con lui tutti gli uomini della sua casa , così quelli ch’ erano nati in casa , come quelli ch’ erano stati comperati con danari d’ infra gli stranieri . POI il Signore gli apparve nelle pianure di Mamre , essendo egli a sedere all’ entrata del padiglione , in sul caldo del giorno . Ed egli , alzati gli occhi , riguardò , ed ecco , tre uomini si presentarono a lui ; e come egli li ebbe veduti , corse loro incontro dall’ entrata del padiglione , e s’ inchinò verso terra . E disse : Deh ! Signore mio , se io ho trovato grazia appo te , non passare , ti prego , oltre la stanza del tuo servitore . Deh ! prendasi un poco d’ acqua , e lavatevi i piedi , e vi posate sotto quest’ albero . Ed io arrecherò una fetta di pane , e voi vi conforterete il cuore ; poi procederete al vostro cammino ; conciossiachè per questo siate passati dal vostro servitore . Ed essi dissero : Fa’ così come tu hai detto . Abrahamo adunque se ne andò in fretta nel padiglione a Sara , e le disse : Prendi prestamente tre misure di fior di farina , ed intridila , e fanne delle schiacciate . Abrahamo corse ancora all’ armento , e ne prese un vitello tenero e buono , e lo diede al servitore , il qual si affrettò d’ apparecchiarlo . Poi prese del burro e del latte , e quel vitello che il servitore avea apparecchiato , e pose queste cose davanti a loro : ed egli si stette presso di loro sotto quell’ albero ; ed essi mangiarono . E gli dissero : Ov’ è Sara tua moglie ? Ed egli rispose : Eccola nel padiglione . Ed egli gli disse : Io del tutto ritornerò a te , l’ anno vegnente , in quest’ istessa stagione ; ed ecco , Sara tua moglie avrà un figliuolo . Or Sara ascoltava all’ uscio del padiglione , dietro al quale essa era . Or Abrahamo e Sara erano vecchi ed attempati ; ed era cessato a Sara ciò che sogliono aver le donne . E Sara rise tra sè stessa , dicendo : Avrei io diletto , dopo essere invecchiata ? ed oltre a ciò , il mio signore è vecchio . E il Signore disse ad Abrahamo : Perchè ha riso Sara , dicendo : Partorirei io pur certamente , essendo già vecchia ? Evvi cosa alcuna difficile al Signore ? io ritornerò a te al termine posto , l’ anno vegnente , in quest’ istessa stagione , e Sara avrà un figliuolo . E Sara negò d’ aver riso , dicendo : Io non ho riso ; perciocchè ebbe paura . Ma egli le disse : Non dir così , perciocchè tu hai riso . POI quegli uomini si levarono di là , e si dirizzarono verso Sodoma ; ed Abrahamo andava con loro , per accommiatarli . E il Signore disse : Celerò io ad Abrahamo ciò ch’ io son per fare ? Conciossiachè Abrahamo abbia pure a diventare una grande e possente nazione ; ed in lui saranno benedette tutte le nazioni della terra . Perciocchè io l’ ho conosciuto , io glielo paleserò , acciocchè ordini a’ suoi figliuoli ed alla sua casa , dopo sè , che osservino la via del Signore , per far giustizia e giudicio ; acciocchè il Signore faccia avvenire ad Abrahamo quello che gli ha promesso . Il Signore adunque disse : Certo il grido di Sodoma e di Gomorra è grande , e il lor peccato è molto grave . Ora io scenderò , e vedrò se son venuti allo stremo , come il grido n’ è pervenuto a me ; e se no , io lo saprò . Quegli uomini adunque , partitisi di là , s’ inviarono verso Sodoma ; ed Abrahamo stette ancora davanti al Signore . Ed Abrahamo si accostò , e disse : Faresti tu pur perire il giusto con l’ empio ? Forse vi son cinquanta uomini giusti dentro a quella città ; li faresti tu eziandìo perire ? anzi non perdoneresti tu a quel luogo per amor di cinquanta uomini giusti , che vi fosser dentro ? Sia lungi da te il fare una cotal cosa , di far morire il giusto con l’ empio , e che il giusto sia al par con l’ empio . Sia ciò lungi da te ; il Giudice di tutta la terra non farebbe egli diritta giustizia ? E il Signore disse : Se io trovo dentro alla città di Sodoma cinquanta uomini giusti , io perdonerò a tutto il luogo per amor di essi . Ed Abrahamo rispose , e disse : Ecco , ora io ho pure impreso di parlare al Signore , benchè io sia polvere e cenere . Forse ne mancheranno cinque di quei cinquanta uomini giusti ; distruggeresti tu tutta la città per cinque persone ? E il Signore disse : Se io ve ne trovo quarantacinque , io non la distruggerò . Ed Abrahamo continuò a parlargli , dicendo : Forse vi se ne troveranno quaranta . E il Signore disse : Per amor di que’ quaranta , io nol farò . Ed Abrahamo disse : Deh ! non adirisi il Signore , ed io parlerò : Forse vi se ne troveranno trenta . E il Signore disse : Io nol farò , se ve ne trovo trenta . Ed Abrahamo disse : Ecco , ora io ho impreso di parlare al Signore : Forse vi se ne troveranno venti . E il Signore disse : Per amor di que’ venti , io non la distruggerò . Ed Abrahamo disse : Deh ! non adirisi il Signore , ed io parlerò sol questa volta : Forse vi se ne troveranno dieci . E il Signore disse : Per amor di que’ dieci , io non la distruggerò . E quando il Signore ebbe finito di parlare ad Abrahamo , egli se ne andò ; ed Abrahamo se ne ritornò al suo luogo . OR que’ due Angeli giunsero in Sodoma , in su la sera ; e Lot sedeva alla porta di Sodoma ; e come egli li vide , si levò per andar loro incontro , e s’ inchinò verso terra . E disse : Or su , signori miei , io vi prego , riducetevi in casa del vostro servitore , e statevi questa notte ad albergo , e vi lavate i piedi : poi domattina voi vi leverete , e ve ne andrete al vostro cammino . Ed essi dissero : No ; anzi noi staremo questa notte in su la piazza . Ma egli fece loro gran forza , tanto che essi si ridussero appo lui , ed entrarono in casa sua . Ed egli fece loro un convito , e cosse de’ pani azzimi , ed essi mangiarono . Avanti che si fossero posti a giacere , gli uomini della città di Sodoma intorniarono la casa , giovani e vecchi , tutto il popolo , fin dalle estremità della città . E chiamarono Lot , e gli dissero : Ove son quegli uomini che son venuti a te questa notte ? menaceli fuori , acciocchè noi li conosciamo . E Lot uscì fuori a loro , in su la porta , e si serrò l’ uscio dietro . E disse : Deh ! fratelli miei , non fate male . Ecco , ora io ho due figliuole che non hanno conosciuto uomo ; deh ! lasciate che io ve le meni fuori , e fate loro come vi piacerà ; solo non fate nulla a questi uomini ; perciocchè per questo son venuti all’ ombra del mio coperto . Ma essi gli dissero : Fatti in là . Poi dissero : Quest’ uno è venuto qua per dimorarvi come straniere , e pur fa il giudice ! Ora noi faremo peggio a te che a loro . Fecero adunque gran forza a quell’ uomo Lot , e si accostarono per romper l’ uscio . E quegli uomini stesero le mani , e ritrassero Lot a loro , dentro alla casa ; poi serrarono l’ uscio . E percossero d’ abbarbaglio gli uomini ch’ erano alla porta della casa , dal minore al maggiore ; onde essi si stancarono , per trovar la porta . E quegli uomini dissero a Lot : Chi de’ tuoi è ancora qui ? fa’ uscir di questo luogo generi , figliuoli e figliuole , e chiunque è de’ tuoi in questa città . Perciocchè noi di presente distruggeremo questo luogo ; perchè il grido loro è grande nel cospetto del Signore ; e il Signore ci ha mandati per distruggerlo . Lot adunque uscì fuori , e parlò a’ suoi generi , che doveano prender le sue figliole , e disse loro : Levatevi , uscite di questo luogo ; perciocchè il Signore di presente distruggerà questa città . Ma parve loro ch’ egli si facesse beffe . E , come l’ alba cominciò ad apparire , gli Angeli sollecitarono Lot , dicendo : Levati , prendi la tua moglie , e le tue due figliuole che qui si ritrovano ; che talora tu non perisca nell’ iniquità della città . Ed egli s’ indugiava ; ma quegli uomini presero lui , la sua moglie e le sue due figliuole , per la mano perciocchè il Signore voleva risparmiarlo , e lo fecero uscire , e lo misero fuor della città . E quando li ebber fatti uscir fuori , il Signore disse : Scampa sopra l’ anima tua ; non riguardare indietro , e non fermarti in tutta la pianura ; scampa verso il monte , che talora tu non perisca . E Lot disse loro : Deh ! no , Signore . Ecco , ora il tuo servitore ha trovato grazia appo te , e tu hai usata gran benignità in ciò che hai fatto verso me , conservando in vita la mia persona ; ma io non potrò scampar verso il monte , che il male non mi giunga , onde io morrò . Deh ! ecco , questa città è vicina , per rifuggirmici , ed è poca cosa ; deh ! lascia che io mi salvi là non è ella poca cosa ? , e la mia persona resterà in vita . Ed egli gli disse : Ecco , io ti ho esaudito eziandio in questa cosa , per non sovvertir quella città , della quale tu hai parlato . Affrettati , scampa là ; perciocchè io non potrò far nulla fin che tu non vi sii arrivato . Perciò quella città è stata nominata Soar . Il sole si levava in su la terra , quando Lot arrivò a Soar . E il Signore fece piover dal cielo sopra Sodoma e sopra Gomorra , solfo e fuoco , dal Signore . E sovvertì quelle città e tutta la pianura , e tutti gli abitanti di esse città , e le piante della terra . Or la moglie di Lot riguardò di dietro a lui , e divenne una statua di sale . Ed Abrahamo levatosi la mattina a buon’ ora , andò al luogo ove si era fermato davanti al Signore . E , riguardando verso Sodoma e Gomorra e verso tutto il paese della pianura , vide che dalla terra saliva un fumo simile ad un fumo di fornace . Così avvenne che , quando Iddio distrusse le città della pianura , egli si ricordò di Abrahamo , e mandò Lot fuori di mezzo la sovversione , mentre egli sovvertiva le città nelle quali Lot era dimorato . POI Lot salì di Soar , e dimorò sul monte , insieme con le sue due figliuole perciocchè egli temeva di dimorare in Soar , e dimorò in una spelonca , egli e le sue due figliuole . E la maggiore disse alla minore : Nostro padre è vecchio , e non vi è più uomo alcuno sulla terra ch’ entri da noi , secondo l’ usanza di tutta la terra . Vieni , diam da bere del vino a nostro padre , e giaciamoci con lui ; e così di nostro padre conserveremo in vita alcuna progenie . Quell’ istessa notte adunque diedero a ber del vino al loro padre ; e la maggiore venne , e si giacque con suo padre , il quale non si avvide nè quando ella si pose a giacere , nè quando si levò . E il giorno seguente , la maggiore disse alla minore : Ecco , la notte passata io son giaciuta con mio padre ; diamogli a ber del vino ancora questa notte ; poi va’ , e giaciti con lui ; così di nostro padre conserveremo in vita alcuna progenie . Quella notte adunque diedero ancora a ber del vino al padre loro , e la minore si levò , e si giacque con lui ; ed egli non si avvide nè quando ella si pose a giacere , nè quando si levò . E le due figliuole di Lot concepettero di lor padre . E la maggiore partorì un figliuolo , al quale pose nome Moab . Esso è il padre de’ Moabiti , che son fino ad oggi . E la minore partorì anch’ essa un figliuolo , al quale pose nome Ben-ammi . Esso è il padre degli Ammoniti , che son fino ad oggi . ED Abrahamo se ne andò di là verso il paese del Mezzodì , e dimorò fra Cades e Sur ; ed abitò come forestiere in Gherar . Ed Abrahamo disse della sua moglie Sara : Ell’ è mia sorella . Ed Abimelecco , re di Gherar , mandò a torla . Ma Iddio venne ad Abimelecco in sogno di notte , e gli disse : Ecco , tu sei morto , per cagion della donna che tu hai tolta , essendo ella maritata ad un marito . Or Abimelecco non se l’ era accostato . Ed egli disse : Signore , uccideresti tu tutta una nazione , ed anche giusta ? Non mi ha egli detto : Ell’ è mia sorella ? ed essa ancora ha detto : Egli è mio fratello ; io ho fatto questo con integrità del mio cuore , e con innocenza delle mie mani . E Iddio gli disse in sogno : Anch’ io so che tu hai fatto questo con integrità del tuo cuore ; onde io ancora ti ho impedito di peccar contro a me ; perciò non ti ho permesso di toccarla . Ora dunque restituisci la moglie a quest’ uomo ; perciocchè egli è profeta ; ed egli pregherà per te , e tu viverai ; ma , se tu non la restituisci , sappi che per certo morrai , tu e tutti i tuoi . Ed Abimelecco , levatosi la mattina , chiamò tutti i suoi servitori , e raccontò in lor presenza tutte queste cose ; e quegli uomini temettero grandemente . Ed Abimelecco chiamò Abrahamo , e gli disse : Che cosa ci hai tu fatto ? e di che ti ho io offeso , che tu abbi fatto venir sopra me , e sopra il mio regno , un gran peccato ? Tu hai fatto inverso me cose che non si convengono fare . Abimelecco disse ancora ad Abrahamo : A che hai tu riguardato , facendo questo ? Ed Abrahamo disse : Io l’ ho fatto , perciocchè io diceva : E’ non vi è pure alcun timor di Dio in questo luogo ; e mi uccideranno per cagion della mia moglie . E pure anche certo ella è mia sorella , figliuola di mio padre , ma non già figliuola di mia madre ; ed è divenuta mia moglie . Or facendomi Iddio andar qua e là , fuor della casa di mio padre , io le ho detto : Questo è il favor che tu mi farai : dovunque noi giungeremo , di’ di me : Egli è mio fratello . Ed Abimelecco prese pecore , buoi , servi e serve , e le diede ad Abrahamo , e gli restituì Sara sua moglie . Ed Abimelecco disse : Ecco , il mio paese è davanti a te , dimora dovunque ti piacerà . Ed a Sara disse : Ecco , io ho donati mille sicli d’ argento al tuo fratello ; ecco , egli ti è coperta d’ occhi appo tutti coloro che son teco . E con tutto ciò , ella fu ripresa . Ed Abrahamo fece orazione a Dio ; e Iddio guarì Abimelecco , e la sua moglie , e le sue serve ; e poterono partorire . Perciocchè il Signore avea del tutto serrata ogni matrice alla casa di Abimelecco , per cagion di Sara moglie di Abrahamo . E IL Signore visitò Sara , come avea detto . E il Signore fece a Sara come ne avea parlato . Ella adunque concepette , e partorì un figliuolo ad Abrahamo , nella vecchiezza di esso , al termine che Iddio gli aveva detto . Ed Abrahamo pose nome Isacco al suo figliuolo che gli era nato , il qual Sara gli avea partorito . Ed Abrahamo circoncise Isacco suo figliuolo , nell’ età di otto giorni , come Iddio gli avea comandato . Or Abrahamo era d’ età di cent’ anni , quando Isacco suo figliuolo gli nacque . E Sara disse : Iddio mi ha fatto di che ridere ; chiunque l’ intenderà riderà meco . Disse ancora : Chi avrebbe detto ad Abrahamo che Sara allatterebbe figliuoli ? conciossiachè io gli abbia partorito un figliuolo nella sua vecchiezza . Poi , essendo il fanciullo cresciuto , fu spoppato ; e nel giorno che Isacco fu spoppato , Abrahamo fece un gran convito . E Sara vide che il figliuolo di Agar Egizia , il quale ella avea partorito ad Abrahamo , si faceva beffe . Onde ella disse ad Abrahamo : Caccia via questa serva e il suo figliuolo ; perciocchè il figliuol di questa serva non ha da essere erede col mio figliuolo Isacco . E ciò dispiacque grandemente ad Abrahamo , per amor del suo figliuolo . Ma Iddio gli disse : Non aver dispiacere per lo fanciullo , nè per la tua serva ; acconsenti a Sara in tutto quello ch’ ella ti dirà ; perciocchè in Isacco ti sarà nominata progenie . Ma pure io farò che anche il figliuolo di questa serva diventerà una nazione ; perciocchè egli è tua progenie . Abrahamo adunque , levatosi la mattina a buon’ ora , prese del pane , ed un bariletto d’ acqua , e diede ciò ad Agar , metendoglielo in ispalla ; le diede ancora il fanciullo , e la mandò via . Ed ella si partì , e andò errando per lo deserto di Beerseba . Ed essendo l’ acqua del bariletto venuta meno , ella gittò il fanciullo sotto un arboscello . Ed ella se ne andò , e si pose a sedere dirimpetto , di lungi intorno ad una tratta d’ arco ; perciocchè ella diceva : Ch’ io non vegga morire il fanciullo ; e sedendo così dirimpetto , alzò la voce e pianse . E Iddio udì la voce del fanciullo , e l’ Angelo di Dio chiamò Agar dal cielo , e le disse : Che hai , Agar ? non temere ; perciocchè Iddio ha udita la voce del fanciullo , là dove egli è . Levati , togli il fanciullo , e fortificati ad averne cura ; perciocchè io lo farò divenire una gran nazione . E Iddio le aperse gli occhi , ed ella vide un pozzo d’ acqua , ed andò , ed empiè il bariletto d’ acqua , e diè bere al fanciullo . E Iddio fu con quel fanciullo , ed egli divenne grande , e dimorò nel deserto , e fu tirator d’ arco . Ed egli dimorò nel deserto di Paran ; e sua madre gli prese una moglie del paese di Egitto . OR avvenne in quel tempo che Abimelecco con Picol , capo del suo esercito , parlò ad Abrahamo , dicendo : Iddio è teco in tutto ciò che tu fai . Ora dunque giurami qui per lo Nome di Dio , se tu menti a me , od al mio figliuolo , od al mio nipote ; che tu userai la medesima benignità inverso me , ed inverso il paese dove tu sei dimorato come forestiere , la quale io ho usata inverso te . Ed Abrahamo disse : Sì , io il giurerò . Ma Abrahamo si querelò ad Abimelecco , per cagion di un pozzo d’ acqua , che i servitori di Abimelecco aveano occupato per forza . Ed Abimelecco disse : Io non so chi abbia fatto questo ; nè anche tu me l’ hai fatto assapere , ed io non ne ho inteso nulla , se non oggi . Ed Abrahamo prese pecore e buoi , e li diede ad Abimelecco , e fecero amendue lega insieme . Poi Abrahamo mise da parte sette agnelle della greggia . Ed Abimelecco disse ad Abrahamo : Che voglion dire qui queste sette agnelle che tu hai poste da parte ? Ed egli disse : Che tu prenderai queste sette agnelle dalla mia mano ; acciocchè questo sia per testimonianza che io ho cavato questo pozzo . Perciò egli chiamò quel luogo Beerseba ; perchè amendue vi giurarono . Fecero adunque lega insieme in Beerseba . Poi Abimelecco con Picol , capo del suo esercito , si levò , ed essi se ne ritornarono nel paese de’ Filistei . Ed Abrahamo piantò un bosco in Beerseba , e quivi invocò il Nome del Signore Iddio eterno . Ed Abrahamo dimorò come forestiere nel paese de’ Filistei molti giorni . DOPO queste cose , avvenne che Iddio provò Abrahamo , e gli disse : Abrahamo . Ed egli disse : Eccomi . E Iddio gli disse : Prendi ora il tuo figliuolo , il tuo unico , il qual tu ami , cioè , Isacco ; e vattene nella contrada di Moria , ed offeriscilo quivi in olocausto , sopra l’ uno di que’ monti , il quale io ti dirò . Abrahamo adunque , levatosi la mattina a buon’ ora , mise il basto al suo asino , e prese due suoi servitori seco , ed Isacco , suo figliuolo ; e schiappate delle legne per l’ olocausto , si levò , e se ne andò al luogo il quale Iddio gli avea detto . Al terzo giorno , Abrahamo alzò gli occhi , e vide quel luogo di lontano . E disse a’ suoi servitori : Restate qui con l’ asino ; ed io e il fanciullo andremo fin colà , ed adoreremo ; poi ritorneremo a voi . Ed Abrahamo prese le legne per l’ olocausto , e le mise addosso ad Isacco , suo figliuolo ; e prese in mano il fuoco e il coltello ; e se ne andarono amendue insieme . Ed Isacco disse ad Abrahamo suo padre : Padre mio . Ed egli rispose : Eccomi , figliuol mio . Ed Isacco disse : Ecco il fuoco e le legne ; ma dove è l’ agnello per l’ olocausto ? Ed Abrahamo disse : Figliuol mio , Iddio si provvederà d’ agnello per l’ olocausto . Ed essi se ne andarono amendue insieme . E giunsero al luogo il quale Iddio avea detto ad Abrahamo ; ed egli edificò quivi un altare , ed ordinò le legne ; e legò Isacco suo figliuolo , e lo mise su l’ altare disopra alle legne . Ed Abrahamo stese la mano , e prese il coltello per iscannare il suo figliuolo . Ma l’ Angelo del Signore gli gridò dal cielo , e disse : Abrahamo , Abrahamo . Ed egli disse : Eccomi . E l’ Angelo gli disse : Non metter la mano addosso al fanciullo , e non fargli nulla ; perciocchè ora conosco che tu temi Iddio , poichè tu non mi hai dinegato il tuo figliuolo , il tuo unico . Ed Abrahamo alzò gli occhi , e riguardò ; ed ecco un montone dietro a lui , rattenuto per le corna ad un cespuglio . Ed Abrahamo andò , e prese quel montone , e l’ offerse in olocausto , in luogo del suo figliuolo . Ed Abrahamo nominò quel luogo : Il Signor provvederà . Che è quel che oggi si dice : Nel monte del Signore sarà provveduto . E l’ Angelo del Signore gridò ad Abrahamo dal cielo , la secondo volta . E disse : Io giuro per me stesso , dice il Signore , che , poichè tu hai fatto questo e non mi hai dinegato il tuo figliuolo , il tuo unico ; io del tutto ti benedirò , e farò moltiplicar grandemente la tua progenie , tal che sarà come le stelle del cielo , e come la rena che è in sul lido del mare ; e la tua progenie possederà la porta de’ suoi nemici . E tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua progenie ; perciocchè tu hai ubbidito alla mia voce . Poi Abrahamo se ne ritornò a’ suoi servitori . E si levarono , e se ne andarono insieme in Beerseba , ove Abrahamo dimorava . E DOPO queste cose , fu rapportato ad Abrahamo : Ecco , Milca ha anch’ essa partoriti figliuoli a Nahor , tuo fratello . Questi furono : Us primogenito di esso , e Buz suo fratello , e Chemuel padre di Aram , e Chesed , ed Hazo , e Pildas , ed Idlaf , e Betuel . Or Betuel generò Rebecca . Milca partorì questi otto a Nahor fratello di Abrahamo . E la concubina di esso , il cui nome era Reuma , partorì anch’ essa Tebach , e Gaham , e Tahas , e Maaca . OR la vita di Sara fu di cenventisette anni . Questi furono gli anni della vita di Sara . E Sara morì in Chiriat-Arba , ch’ è Hebron , nel paese di Canaan , ed Abrahamo entrò , per far duolo di Sara , e per piangerla . Poi Abrahamo si levò d’ appresso al suo morto , e parlò a’ figliuoli di Het , dicendo : Io sono straniere ed avveniticcio appresso di voi ; datemi la possessione di una sepoltura appo voi ; acciocchè io seppellisca il mio morto , e mel levi d’ innanzi . E i figliuoli di Het risposero ad Abrahamo , dicendogli : Signor mio , ascoltaci : Tu sei per mezzo noi un principe divino ; seppellisci il tuo morto nella più scelta delle nostre sepolture ; niuno di noi ti rifiuterà la sua sepoltura , che tu non vi seppellisca il tuo morto . Ed Abrahamo si levò , e s’ inchinò al popolo del paese , a’ figliuoli di Het ; e parlò con loro , dicendo : Se voi avete nell’ animo che io seppellisca il mio morto , e mel levi d’ innanzi , ascoltatemi : Intercedete per me appo Efron , figliuolo di Sohar ; che mi dia la spelonca di Macpela , che è sua , la quale è nell’ estremità del suo campo ; che me la dia per lo suo prezzo intiero , per possession di sepoltura fra voi . Or Efron sedeva per mezzo i figliuoli di Het . Ed Efron Hitteo rispose ad Abrahamo , in presenza de’ figliuoli di Het , di tutti coloro ch’ entravano nella porta della sua città , dicendo : No , signor mio ; ascoltami : Io ti dono il campo ; ti dono ancora la spelonca ch’ è in esso ; io te ne fo un dono , in presenza de’ figliuoli del mio popolo ; seppelliscivi il tuo morto . Ed Abrahamo s’ inchinò al popolo del paese ; e parlò ad Efron , in presenza del popolo del paese , dicendo : Anzi se così ti piace , ascoltami , ti prego : Io darò i danari del campo ; prendili da me , ed io vi seppellirò il mio morto . Ed Efron rispose ad Abrahamo , dicendogli : Signor mio , ascoltami : Fra me e te che cosa è una terra di quattrocento sicli d’ argento ? seppelliscivi pure il tuo morto . Ed Abrahamo acconsentì ad Efron , e gli pagò i danari ch’ egli gli avea detto , in presenza de’ figliuoli di Het ; cioè quattrocento sicli d’ argento , correnti fra’ mercatanti . Così l’ acquisto del campo di Efron , il quale è in Macpela , ch’ è dirimpetto a Mamre , insieme con la spelonca che è in esso , e con tutti gli alberi ch’ erano in esso campo , in tutti i suoi confini attorno attorno , fu fermato ad Abrahamo , in presenza de’ figliuoli di Het , fra tutti coloro ch’ entravano nella porta della città di esso . E dopo ciò , Abrahamo seppellì Sara , sua moglie , nella spelonca del campo di Macpela , ch’ è dirimpetto a Mamre , ch’ è Hebron , nel paese di Canaan . Così l’ acquisto di quel campo , e della spelonca ch’ è in esso , fu fermato ad Abrahamo , per possession di sepoltura , dai figliuoli di Het . OR Abrahamo , essendo vecchio ed attempato , ed avendolo il Signore benedetto in ogni cosa , disse ad un suo servitore , ch’ era il più vecchio di casa sua , il quale avea il governo di tutte le cose sue : Deh ! metti la tua mano sotto la mia coscia ; ed io ti farò giurar per lo Signore Iddio del cielo , ed Iddio della terra , che tu non prenderai al mio figliuolo moglie delle figliuole de’ Cananei , fra’ quali io dimoro . Ma che tu andrai al mio paese , ed al mio parentado , e di esso prenderai moglie al mio figliuolo Isacco . E quel servitore gli disse : Forse non aggradirà a quella donna di venir dietro a me in questo paese ; mi converrà egli del tutto rimenare il tuo figliuolo nel paese onde tu sei uscito ? Ed Abrahamo gli disse : Guardati che tu non rimeni là il mio figliuolo . Il Signore Iddio del cielo , il qual mi ha preso di casa di mio padre , e del mio natio paese , e mi ha parlato , e mi ha giurato , dicendo : Io darò alla tua progenie questo paese ; esso manderà l’ Angelo suo davanti a te , e tu prenderai di là moglie al mio figliuolo . E se non aggrada alla donna di venir dietro a te , tu sarai sciolto di questo giuramento che io ti fo fare ; sol non rimenar là il mio figliuolo . E il servitore pose la sua mano sotto la coscia di Abrahamo , suo signore , e gli giurò intorno a quest’ affare . E il servitore prese dieci cammelli , di quei del suo signore , e si partì , portando seco di ogni sorta di beni del suo signore ; e , messosi in viaggio , andò in Mesopotamia , alla città di Nahor . E , fatti posare in su le ginocchia i cammelli fuor della città , presso ad un pozzo d’ acqua , in su la sera , al tempo ch’ escono fuori quelle che vanno ad attigner l’ acqua , disse : O Signore Iddio di Abrahamo mio signore , dammi , ti prego , ch’ io scontri oggi buono incontro ; ed usa benignità inverso Abrahamo mio signore . Ecco , io mi fermerò presso alla fonte d’ acqua , e le figliuole della gente della città usciranno per attigner dell’ acqua . Avvenga adunque , che la fanciulla , la quale , dicendole io : Deh ! abbassa la tua secchia , acciocchè io bea ; mi dirà : Bevi , ed anche darò a bere a’ tuoi cammelli ; essa sia quella che tu hai preparata ad Isacco , tuo servitore ; ed in ciò conoscerò che tu avrai usata benignità verso il mio signore . Ed avvenne che , avanti ch’ egli avesse finito di parlare , ecco Rebecca , figliuola di Betuel , figliuol di Milca , moglie di Nahor , fratello di Abrahamo , usciva fuori , avendo la sua secchia in su la spalla . E la fanciulla era di molto bello aspetto , vergine , ed uomo alcuno non l’ avea conosciuta . Ed ella scese alla fonte , ed empiè la sua secchia , e se ne ritornava . E quel servitore le corse incontro , e le disse : Deh ! dammi a bere un poco d’ acqua della tua secchia . Ed ella disse : Bevi , signor mio . E prestamente , calatasi la secchia in mano , gli diè da bere . E , dopo avergli dato da bere a sufficienza , disse : Io ne attignerò eziandio per li tuoi cammelli , finchè abbiano bevuto a sufficienza . E prestamente votò la sua secchia nell’ abbeveratoio , e corse di nuovo al pozzo per attignere ; e attinse per tutti i cammelli di esso . E quell’ uomo stupiva di lei , stando tacito a considerare se il Signore avea fatto prosperare il suo viaggio , o no . E quando i cammelli ebber finito di bere , quell’ uomo prese un monile d’ oro , di peso d’ un mezzo siclo , e gliel mise disopra al naso ; e un par di maniglie d’ oro di peso di dieci sicli , e gliele mise in su le mani . E le disse : Di chi sei tu figliuola ? deh ! dichiaramelo . Evvi in casa di tuo padre luogo per albergarci ? Ed ella rispose : Io son figliuola di Betuel , figliuolo di Milca ; il quale ella partorì a Nahor . Gli disse ancora : E’ vi è strame e pastura assai appo noi , ed anche luogo da albergarvi . E quell’ uomo s’ inchinò , e adorò il Signore . E disse : Benedetto sia il Signore Iddio di Abrahamo mio signore , il qual non ha dismessa la sua benignità e lealtà inverso il mio signore ; e quant’ è a me , il Signore mi ha condotto per la diritta via in casa de’ fratelli del mio signore . E la fanciulla corse , e rapportò quelle cose in casa di sua madre . Or Rebecca avea un fratello , il cui nome era Labano ; costui corse fuori a quell’ uomo , alla fonte . Come adunque egli ebbe veduto quel monile , e quelle maniglie nelle mani della sua sorella ; e come ebbe intese le parole di Rebecca sua sorella , che dicea : Quell’ uomo mi ha così parlato ; egli se ne venne a quell’ uomo ; ed ecco , egli se ne stava presso de’ cammelli , appresso alla fonte . Ed egli gli disse : Entra , benedetto dal Signore ; perchè te ne stai fuori ? io ho pure apparecchiata la casa , e il luogo per i cammelli . E quell’ uomo entrò dentro la casa , e Labano scaricò i cammelli , e diede loro dello strame e della pastura ; parimente recò dell’ acqua per lavare i piedi a quell’ uomo , ed a quelli che erano con lui . Poi gli fu posto avanti da mangiare ; ma egli disse : Io non mangerò , finchè io non abbia detto ciò che ho da dire . Ed esso gli disse : Parla . Ed egli disse : Io son servitore di Abrahamo . Ora , il Signore ha grandemente benedetto il mio signore , ed egli è divenuto grande ; e il Signore gli ha dato pecore , e buoi , ed oro , ed argento , e servi , e serve , e cammelli , ed asini . E Sara , moglie del mio signore , dopo esser divenuta vecchia gli ha partorito un figliuolo , al quale egli ha dato tutto ciò ch’ egli ha . E il mio signore mi ha fatto giurare , dicendo : Non prender moglie al mio figliuolo delle figliuole de’ Cananei , nel cui paese io dimoro . Anzi , va’ alla casa di mio padre , ed alla mia nazione , e prendi moglie al mio figliuolo . Ed io ho detto al mio signore : Forse quella donna non vorrà venirmi dietro . Ed egli mi ha detto : Il Signore , nel cui cospetto io son camminato , manderà il suo Angelo teco , e prospererà il tuo viaggio , e tu prenderai moglie al mio figliuolo , della mia nazione , e della casa di mio padre . Allora sarai sciolto del giuramento che io ti fo fare ; quando sarai andato alla mia nazione , se essi non te l’ avranno voluta dare , allora sarai sciolto del giuramento che io ti fo fare . Essendo adunque oggi giunto alla fonte , io dissi : Signore Iddio di Abrahamo mio signore , se pur ti piace prosperare il viaggio che io ho impreso ; ecco , io mi fermerò presso a questa fontana di acqua ; avvenga adunque , che la vergine che uscirà per attignere , la quale , dicendole io : Deh ! dammi da bere un poco d’ acqua della tua secchia ; mi dirà : Bevi pure ; ed anche attignerò per i tuoi cammelli ; essa sia la moglie che il Signore ha preparata al figliuolo del mio signore . Avanti che io avessi finito di parlare fra me stesso , ecco , Rebecca uscì fuori , avendo la sua secchia in su la spalla ; e scese alla fontana , ed attinse . Ed io le dissi : Deh ! dammi da bere . Ed ella , calatasi prestamente la sua secchia d’ addosso , mi disse : Bevi ; ed anche darò da bere a’ tuoi cammelli . Ed io bevvi , ed ella diede ancora da bere a’ cammelli . Ed io la domandai , e le dissi : Di chi sei tu figliuola ? Ed ella mi disse : Io son figliuola di Betuel , figliuolo di Nahor , il quale Milca gli partorì . Allora io le posi quel monile disopra al naso , e quelle maniglie in su le mani . E m’ inchinai , e adorai il Signore , e benedissi il Signore Iddio d’ Abrahamo mio signore , il quale mi avea , per la vera via , condotto a prendere al figliuolo del mio signore la figliuola del fratello di esso . Ora dunque , se voi volete usar benignità e lealtà verso il mio signore , significatemelo ; se no , fatemelo assapere , ed io mi rivolgerò a destra o a sinistra . E Labano e Betuel risposero , e dissero : Questa cosa è proceduta dal Signore ; noi non possiamo dirti nè mal nè bene . Ecco Rebecca al tuo comando ; prendila , e vattene ; e sia moglie del figliuol del tuo signore , siccome il Signore ne ha parlato . E quando il servitore di Abrahamo ebbe udite le lor parole , s’ inchinò a terra , e adorò il Signore . Poi quel servitore trasse fuori vasellamenti d’ argento e d’ oro , e vestimenti ; e li diede a Rebecca ; ed al fratello , ed alla madre di essa donò cose preziose . E poi mangiarono e bevvero , egli , e gli uomini ch’ erano con lui , ed albergarono quivi quella notte ; e la mattina seguente , essendosi levati , egli disse : Rimandatemi al mio signore . E il fratello e la madre di Rebecca dissero : Rimanga la fanciulla con noi alcuni giorni , almeno dieci ; poi tu te ne andrai . Ed egli disse loro : Non mi ritardate , poichè il Signore ha fatto prosperare il mio viaggio : datemi commiato , acciocchè io me ne vada al mio signore . Ed essi dissero : Chiamiamo la fanciulla , e domandiamone lei stessa . Chiamarono adunque Rebecca , e le dissero : Vuoi tu andar con quest’ uomo ? Ed ella rispose : Sì , io vi andrò . Così mandarono Rebecca , lor sorella , e la sua balia , col servitore di Abrahamo , e con la sua gente . E benedissero Rebecca , e le dissero : Tu sei nostra sorella : moltiplica in mille migliaia ; e possegga la tua progenie la porta de’ suoi nemici . E Rebecca si levò , insieme con le sue serventi , e montarono sopra i cammelli , e andarono dietro a quell’ uomo . E quel servitore prese Rebecca , e se ne andò . Or Isacco se ne ritornava di verso il Pozzo del Vivente che mi vede ; perciocchè egli abitava nella contrada del mezzodì . Ed era uscito fuori per fare orazione alla campagna , in sul far della sera . E , alzati gli occhi , riguardò , ed ecco de’ cammelli che venivano . Rebecca alzò anch’ essa gli occhi , e vide Isacco , e si gittò giù d’ in sul cammello . Perciocchè avendo detto a quel servitore : Chi è quell’ uomo che ci cammina incontro nel campo ? egli le avea detto : Egli è il mio signore . E prese un velo , e se ne coprì . E il servitore raccontò ad Isacco tutte le cose ch’ egli avea fatte . E Isacco menò Rebecca nel padiglione di Sara , sua madre ; e la prese , ed ella divenne sua moglie , ed egli l’ amò . E Isacco si consolò dopo la morte di sua madre . ED Abrahamo prese un’ altra moglie , il cui nome era Chetura . Ed ella gli partorì Zimran , e Iocsan , e Medan , e Madian , e Isbac , e Sua . E Iocsan generò Seba e Dedan . Ed i figliuoli di Dedan furono Assurim , e Letusim , e Leummim . Ed i figliuoli di Madian furono Efa , ed Efer ed Hanoc , ed Abida , ed Eldaa . Tutti questi furono figliuoli di Chetura . Ed Abrahamo donò tutto il suo avere ad Isacco . Ed a’ figliuoli delle sue concubine diede doni ; e mentre era in vita , li mandò via d’ appresso al suo figliuolo Isacco , verso il Levante , nel paese Orientale . Or il tempo della vita di Abrahamo fu di centosettanta cinque anni . Poi trapassò , e morì in buona vecchiezza , attempato , e sazio di vita : e fu raccolto a’ suoi popoli . E Isacco ed Ismaele , suoi figliuoli , lo seppellirono nella spelonca di Macpela nel campo di Efron , figliuoli di Sohar Hitteo , ch’ è dirimpetto a Mamre ; ch’ è il campo che Abrahamo avea comperato da’ figliuoli di Het ; quivi fu seppellito Abrahamo , e Sara , sua moglie . Ora , dopo che Abrahamo fu morto , Iddio benedisse Isacco , suo figliuolo ; e Isacco abitò presso del Pozzo del Vivente che mi vede . OR queste sono le generazioni d’ Ismaele , figliuolo di Abrahamo , il quale Agar Egizia , serva di Sara , avea partorito ad Abrahamo . E questi sono i nomi de’ figliuoli d’ Ismaele secondo i lor nomi nelle lor generazioni : Il primogenito d’ Ismaele fu Nebaiot ; poi v’ era Chedar , ed Adbeel , e Mibsam ; e Misma , e Duma , e Massa ; ed Hadar , e Tema , e Ietur , e Nafis , e Chedma . Questi furono i figliuoli d’ Ismaele , e questi sono i lor nomi , nelle lor villate , e nelle lor castella ; e furono dodici principi fra’ lor popoli . E gli anni della vita d’ Ismaele furono centrentasette ; poi trapassò , e morì , e fu raccolto a’ suoi popoli . Ed i suoi figliuoli abitarono da Havila fin a Sur , ch’ è dirimpetto all’ Egitto , traendo verso l’ Assiria . Il paese di esso gli scadde dirimpetto a tutti i suoi fratelli . E QUESTE sono le generazioni d’ Isacco , figliuolo di Abrahamo : Abrahamo generò Isacco . Ed Isacco era d’ età di quarant’ anni , quando prese per moglie Rebecca , figliuola di Betuel , Sirio , da Paddanaram , e sorella di Labano , Sirio . E Isacco fece orazione al Signore per la sua moglie ; perciocchè ella era sterile : e il Signore l’ esaudì ; e Rebecca sua moglie concepette . Ed i figliuoli si urtavano l’ un l’ altro nel suo seno . Ed ella disse : Se così è , perchè sono io in vita ? E andò a domandarne il Signore . E il Signore le disse : Due nazioni sono nel tuo seno ; e due popoli diversi usciranno delle tue interiora ; e l’ un popolo sarà più possente dell’ altro , e il maggiore servirà al minore . E quando fu compiuto il termine di essa da partorire , ecco , due gemelli erano nel suo seno . E il primo uscì fuori , ed era rosso , tutto peloso come un mantel velluto ; e gli fu posto nome Esaù . Appresso uscì il suo fratello , il quale con la mano teneva il calcagno di Esaù ; e gli fu posto nome Giacobbe . Or Isacco era d’ età di settant’ anni , quando ella li partorì . ED i fanciulli crebbero ; ed Esaù fu uomo intendente della caccia , uomo di campagna ; ma Giacobbe fu uomo semplice , che se ne stava ne’ padiglioni . E Isacco amava Esaù ; perciocchè le selvaggine erano di suo gusto ; e Rebecca amava Giacobbe . Ora , concendo Giacobbe una minestra , Esaù giunse da’ campi , ed era stanco . Ed Esaù disse a Giacobbe : Deh ! dammi a mangiare un po’ di cotesta minestra rossa ; perciocchè io sono stanco ; perciò egli fu nominato Edom . E Giacobbe gli disse : Vendimi oggi la tua primogenitura . Ed Esaù disse : Ecco , io me ne vo alla morte , che mi gioverà la primogenitura ? E Giacobbe disse : Giurami oggi che tu me la vendi . Ed Esaù gliel giurò ; e vendette la sua primogenitura a Giacobbe . E Giacobbe diede ad Esaù del pane , ed una minestra di lenticchie . Ed egli mangiò e bevve ; poi si levò e se ne andò . Così Esaù sprezzò la primogenitura . OR vi fu fame nel paese , oltre alla prima fame ch’ era stata al tempo di Abrahamo . E Isacco se ne andò ad Abimelecco , re de’ Filistei , in Gherar . E il Signore gli apparve , e gli disse : Non iscendere in Egitto ; dimora nel paese che io ti dirò . Dimora in questo paese , ed io sarò teco , e ti benedirò ; perciocchè io darò a te , ed alla tua progenie , tutti questi paesi ; ed atterrò ciò che io ho giurato ad Abrahamo tuo padre . E moltiplicherò la tua progenie , talchè sarà come le stelle del cielo ; e darò alla tua progenie tutti questi paesi ; e tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua progenie . Perciocchè Abrahamo ubbidì alla mia voce ed osservò ciò che io gli avea imposto di osservare , i miei comandamenti , i miei statuti , e le mie leggi . E Isacco adunque dimorò in Gherar . E le genti del luogo lo domandarono della sua moglie . Ed egli disse : Ella è mia sorella ; perciocchè egli temeva di dire : Ella è mia moglie ; che talora le genti del luogo non l’ uccidessero per cagion di Rebecca ; perciocchè ella era di bell’ aspetto . Or avvenne che , dopo ch’ egli fu dimorato quivi alquanti giorni , Abimelecco , re de’ Filistei , riguardando per la finestra , vide Isacco , che scherzava con Rebecca , sua moglie . E Abimelecco chiamò Isacco , e gli disse : Ecco , costei è pur tua moglie ; come adunque hai tu detto : Ell’ è mia sorella ? E Isacco gli disse : Perciocchè io diceva : E’ mi convien guardare che io non muoia per cagion d’ essa . E Abimelecco gli disse : Che cosa è questo che tu ci hai fatto ? per poco alcuno del popolo si sarebbe giaciuto con la tua moglie , e così tu ci avresti fatto venire addosso una gran colpa . E Abimelecco fece un comandamento a tutto il popolo , dicendo : Chiunque toccherà quest’ uomo , o la sua moglie , del tutto sarà fatto morire . E Isacco seminò in quel paese ; e quell’ anno trovò cento per uno . E il Signore lo benedisse . E quell’ uomo divenne grande , e andò del continuo crescendo , finchè fu sommamente accresciuto . Ed avea gregge di minuto bestiame , ed armenti di grosso , e molta famiglia ; e perciò i Filistei lo invidiavano . Laonde turarono , ed empierono di terra tutti i pozzi che i servitori di suo padre aveano cavati al tempo di Abrahamo . E Abimelecco disse ad Isacco : Partiti da noi ; perciocchè tu sei divenuto molto più possente di noi . Isacco adunque si partì di là , e tese i padiglioni nella Valle di Gherar , e dimorò quivi . E Isacco cavò di nuovo i pozzi d’ acqua , che erano stati cavati al tempo di Abrahamo , suo padre , i quali i Filistei aveano turati dopo la morte di Abrahamo ; e pose loro gli stessi nomi che suo padre avea lor posti . E i servitori d’ Isacco cavarono in quella valle , e trovarono quivi un pozzo d’ acqua viva . Ma i pastori di Gherar contesero co’ pastori d’ Isacco , dicendo : Quest’ acqua è nostra . Ed esso nominò quel pozzo Esec ; perciocchè essi ne aveano mossa briga con lui . Poi cavarono un altro pozzo , e per quello ancora contesero ; laonde Isacco nominò quel pozzo Sitna . Allora egli si tramutò di là , e cavò un altro pozzo , per lo quale non contesero ; ed egli nominò quel pozzo Rehobot ; e disse : Ora ci ha pure il Signore allargati , essendo noi moltiplicati in questo paese . Poi di là salì in Beerseba . E il Signore gli apparve in quella stessa notte , e gli disse : Io son l’ Iddio di Abrahamo , tuo padre ; non temere ; perciocchè io son teco , e ti benedirò , e moltiplicherò la tua progenie , per amor di Abrahamo mio servitore . Ed egli edificò quivi un altare , ed invocò il Nome del Signore , e tese quivi i suoi padiglioni ; e i suoi servitori cavarono quivi un pozzo . E Abimelecco andò a lui da Gherar , insieme con Ahuzat suo famigliare , e con Picol capo del suo esercito . E Isacco disse loro : Perchè siete voi venuti a me , poichè mi odiate , e mi avete mandato via d’ appresso a voi ? Ed essi dissero : Noi abbiamo chiaramente veduto che il Signore è teco ; laonde abbiamo detto : Siavi ora giuramento fra noi ; fra noi e te , e facciamo lega teco : Se giammai tu ci fai alcun male ; come ancora noi non ti abbiamo toccato ; e non ti abbiam fatto se non bene , e ti abbiamo rimandato in pace ; tu che ora sei benedetto dal Signore . Ed egli fece loro un convito ; ed essi mangiarono e bevvero . E , levatisi la mattina seguente a buon’ ora , giurarono l’ uno all’ altro . Poi Isacco li accommiatò ; ed essi si partirono da lui amichevolmente . In quell’ istesso giorno , i servitori d’ Isacco vennero , e gli fecero rapporto di un pozzo che aveano cavato ; e gli dissero : Noi abbiam trovato dell’ acqua . Ed egli pose nome a quel pozzo Siba ; perciò quella città è stata nominata Beerseba fino ad oggi . Or Esaù , essendo d’ età di quarant’ anni , prese per moglie Iudit , figliuola di Beeri Hitteo ; e Basmat , figliuola di Elon Hitteo . Ed esse furono cagione di amaritudine d’ animo a Isacco ed a Rebecca . OR avvenne che , essendo già invecchiato Isacco , ed essendo gli occhi suoi scurati , sì che non vedeva , chiamò Esaù suo figliuol maggiore , e gli disse : Figliuol mio . Ed egli gli disse : Eccomi . E Isacco disse : Ecco , ora io sono invecchiato , e non so il giorno della mia morte . Deh ! prendi ora i tuoi arnesi , il tuo turcasso e il tuo arco ; e vattene fuori a’ campi , e prendimi qualche cacciagione . Ed apparecchiami alcune vivande saporite , quali io le amo , e portamele , che io ne mangi ; acciocchè l’ anima mia ti benedica avanti che io muoia . Or Rebecca stava ad ascoltare , mentre Isacco parlava ad Esaù , suo figliuolo . Esaù adunque andò a’ campi per prender qualche cacciagione , e portarla a suo padre . E Rebecca parlò a Giacobbe suo figliuolo , e gli disse : Ecco , io ho udito che tuo padre parlava ad Esaù , tuo fratello , dicendo : Portami della cacciagione , ed apparecchiami alcun mangiare saporito , acciocchè io ne mangi ; ed io ti benedirò nel cospetto del Signore , avanti che io muoia . Ora dunque , figliuol mio , attendi alla mia voce , in ciò che io ti comando . Vattene ora alla greggia , ed arrecami di là due buoni capretti , ed io ne apparecchierò delle vivande saporite a tuo padre , quali egli le ama . E tu le porterai a tuo padre , acciocchè ne mangi , e ti benedica , avanti ch’ egli muoia . E Giacobbe disse a Rebecca sua madre : Ecco , Esaù mio fratello è uomo peloso , ed io son uomo senza peli . Per avventura mio padre mi tasterà , e sarò da lui reputato un ingannatore ; e così mi farò venire addosso maledizione , e non benedizione . Ma sua madre gli disse : Figliuol mio , la tua maledizione sia sopra me ; attendi pure alla mia voce , e va’ ed arrecami que’ capretti . Egli adunque andò , e prese que’ capretti , e li arrecò a sua madre ; e sua madre ne apparecchiò delle vivande saporite , quali il padre di esso le amava . Poi Rebecca prese i più bei vestimenti di Esaù suo figliuol maggiore , ch’ ella avea appresso di sè in casa , e ne vestì Giacobbe suo figliuol minore . E con le pelli de’ capretti coperse le mani di esso , e il collo ch’ era senza peli . E diede in mano a Giacobbe suo figliuolo , quelle vivande saporite , e quel pane che avea apparecchiato . Ed egli venne a suo padre , e gli disse : Padre mio . Ed egli disse : Eccomi : chi sei , figliuol mio ? E Giacobbe disse a suo padre : Io sono Esaù , tuo primogenito ; io ho fatto come tu mi dicesti . Deh ! levati , assettati , e mangia della mia cacciagione , acciocchè l’ anima tua mi benedica . E Isacco disse al suo figliuolo : Come ne hai tu così presto trovato , figliuol mio ? Ed egli rispose : Perciocchè il Signore Iddio tuo me ne ha fatto scontrare . E Isacco disse a Giacobbe : Deh ! appressati , figliuol mio , che io ti tasti , per saper se tu sei pure il mio figliuolo Esaù , o no . Giacobbe adunque si appressò ad Isacco suo padre ; e come egli l’ ebbe tastato , disse : Cotesta voce è la voce di Giacobbe , ma queste mani son le mani di Esaù . E nol riconobbe ; perciocchè le sue mani erano pelose , come le mani di Esaù , suo fratello ; e lo benedisse . E disse : Sei tu pur desso , figliuol mio Esaù ? Ed egli disse : Sì , io son desso . Ed egli disse : Recami della cacciagione del mio figliuolo , acciocchè io ne mangi , e che l’ anima mia ti benedica . E Giacobbe gliela recò , e Isacco mangiò . Giacobbe ancora gli recò del vino , ed egli bevve . Poi Isacco suo padre gli disse : Deh ! appressati e baciami , figliuol mio . Ed egli si appressò , e lo baciò . E Isacco odorò l’ odor dei vestimenti di esso , e lo benedisse ; e disse : Ecco l’ odor del mio figliuolo , simile all’ odor di un campo che il Signore ha benedetto . Iddio adunque ti dia della rugiada del cielo , E delle grassezze della terra , Ed abbondanza di frumento e di mosto . Servanti i popoli , Ed inchininsi a te le nazioni ; Sii pardrone de’ tuoi fratelli , Ed inchininsi a te i figliuoli di tua madre ; Sieno maledetti coloro che ti malediranno , E benedetti coloro che ti benediranno . E come Isacco ebbe finito di benedir Giacobbe , ed essendo appena Giacobbe uscito d’ appresso ad Isacco suo padre , Esaù suo fratello giunse dalla sua caccia . E apparecchiò anch’ egli delle vivande saporite , e le recò a suo padre , e gli disse : Levisi mio padre , e mangi della cacciagion del suo figliuolo ; acciocchè l’ anima tua mi benedica . E Isacco suo padre gli disse : Chi sei tu ? Ed egli disse : Io sono Esaù tuo figliuolo primogenito . E Isacco sbigottì di un grandissimo sbigottimento , e disse : Or chi è colui che prese della cacciagione e me la recò ; talchè , avanti che tu fossi venuto , io mangiai di tutto ciò ch’ egli mi presentò , e lo benedissi ? ed anche sarà benedetto . Quando Esaù ebbe intese le parole di suo padre , fece un grande ed amarissimo gridare : poi disse a suo padre : Benedici me ancora , padre mio . Ed egli gli disse : Il tuo fratello è venuto con inganno , ed ha tolta la tua benedizione . Ed Esaù disse : Non fu egli pur nominato Giacobbe ? egli mi ha frodato già due volte ; egli mi tolse già la mia primogenitura ; ed ecco , ora mi ha tolta la mia benedizione . Poi disse a suo padre : Non mi hai tu riserbata alcuna benedizione ? E Isacco rispose , e disse ad Esaù : Ecco , io l’ ho costituito tuo padrone , e gli ho dati tutti i suoi fratelli per servi ; e l’ ho fornito di frumento e di mosto ; ora dunque , che ti farei io , figliuol mio ? Ed Esaù disse a suo padre : Hai tu una sola benedizione , padre mio ? benedici ancora me , padre mio . E alzò la voce , e pianse . E Isacco suo padre rispose , a gli disse : Ecco , la tua stanza sarà in luoghi grassi di terreno , E per la rugiada del cielo disopra . E tu viverai con la tua spada , E servirai al tuo fratello ; Ma egli avverrà che , dopo che tu avrai gemuto , Tu spezzerai il suo giogo d’ in sul tuo collo . Ed Esaù prese ad odiar Giacobbe , per cagion della benedizione , con la quale suo padre l’ avea benedetto ; e disse nel suo cuore : I giorni del duolo di mio padre si avvicinano ; allora io ucciderò Giacobbe mio fratello . E le parole di Esaù , suo figliuol maggiore , furono rapportate a Rebecca ; ed ella mandò a chiamar Giacobbe , suo figliuol minore , e gli disse : Ecco , Esaù tuo fratello si consola intorno a te , ch’ egli ti ucciderà . Ora dunque , figliuol mio , attendi alla mia voce ; levati , fuggitene in Charan , a Labano , mio fratello . E dimora con lui alquanto tempo , finchè l’ ira del tuo fratello sia racquetata ; finchè il cruccio del tuo fratello sia racquetato inverso te , e ch’ egli abbia dimenticato ciò che tu gli hai fatto ; e allora io manderò a farti tornar di là ; perchè sarei io orbata di amendue voi in uno stesso giorno ? E Rebecca disse ad Isacco : La vita mi è noiosa per cagion di queste Hittee ; se Giacobbe prende moglie delle figliuole degli Hittei , quali son queste che son delle donne di questo paese , che mi giova il vivere ? ISACCO adunque chiamò Giacobbe , e lo benedisse , e gli comandò , e gli disse : Non prender moglie delle figliuole di Canaan . Levati , vattene in Paddan-aram , alla casa di Betuel , padre di tua madre , e prenditi di là moglie , delle figliuole di Labano , fratello di tua madre . E l’ Iddio Onnipotente ti benedica , e ti faccia fruttare , e crescere ; talchè tu diventi una raunanza di popoli . E ti dia la benedizione di Abrahamo ; a te , ed alla tua progenie teco ; acciocchè tu possegga il paese dove sei andato peregrinando , il quale Iddio donò ad Abrahamo . Isacco adunque ne mandò Giacobbe ; ed egli si ne andò in Paddan-aram , a Labano , figliuolo di Betuel , Sirio , fratello di Rebecca , madre di Giacobbe e di Esaù . Ed Esaù vide che Isacco avea benedetto Giacobbe , e l’ avea mandato in Paddan-aram , acciocchè di là si prendesse moglie ; e che , benedicendolo , gli avea vietato e detto : Non prender moglie delle figliuole di Canaan ; e che Giacobbe avea ubbidito a suo padre ed a sua madre , e se n’ era andato in Paddan-aram . Esaù vedeva , oltre a ciò , che le figliuole di Canaan dispiacevano ad Isacco suo padre . Ed egli andò ad Ismaele , e prese per moglie Mahalat , figliuola d’ Ismaele , figliuolo di Abrahamo , sorella di Nebaiot ; oltre alle sue altre mogli . OR Giacobbe partì di Beerseba , ed andando in Charan , capitò in un certo luogo , e vi stette la notte ; perciocchè il sole era già tramontato , e prese delle pietre del luogo , e le pose per suo capezzale ; e giacque in quel luogo . E sognò ; ed ecco una scala rizzata in terra , la cui cima giungeva al cielo ; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano per essa . Ed ecco , il Signore stava al disopra di essa . Ed egli disse : Io sono il Signore Iddio di Abrahamo tuo padre , e l’ Iddio d’ Isacco ; io darò a te , ed alla tua progenie , il paese sopra il quale tu giaci . E la tua progenie sarà come la polvere della terra ; e tu ti spanderai verso occidente , e verso oriente , e verso settentrione , e verso mezzodì ; e tutte le nazioni della terra saranno benedette in te , e nella tua progenie . Ed ecco , io son teco , e ti guarderò dovunque tu andrai , e ti ricondurrò in questo paese ; perciocchè io non ti abbandonerò , finchè io abbia fatto ciò che ti ho detto . E quando Giacobbe si fu risvegliato dal suo sonno , disse : Per certo il Signore è in questo luogo , ed io nol sapeva . E temette , e disse : Quanto è spaventevole questo luogo ! questo luogo non è altro che la casa di Dio , e questa è la porta del cielo . E Giacobbe si levò la mattina a buon’ ora , e prese la pietra , la quale avea posta per suo capezzale , e ne fece un piliere , e versò dell’ olio sopra la sommità di essa . E pose nome a quel luogo Betel ; conciossiachè prima il nome di quella città fosse Luz . E Giacobbe fece un voto , dicendo : Se Iddio è meco , e mi guarda in questo viaggio che io fo , e mi dà del pane da mangiare , e de’ vestimenti da vestirmi ; e se io ritorno sano e salvo a casa di mio padre , il Signore sarà il mio Dio . E questa pietra , della quale ho fatto un piliere , sarà una casa di Dio , e del tutto io ti darò la decima di tutto quel che tu mi avrai donato . POI Giacobbe si mise in cammino , e andò nel paese degli Orientali . E riguardò , ed ecco un pozzo in un campo , e quivi erano tre gregge di pecore , che giacevano appresso di quello ; perciocchè di quel pozzo si abbeveravano le gregge ; ed una gran pietra era sopra la bocca del pozzo . E quivi si raunavano tutte le gregge , e i pastori rotolavano quella pietra d’ in su la bocca del pozzo , e abbeveravano le pecore ; e poi tornavano la pietra al suo luogo , in su la bocca del pozzo . E Giacobbe disse loro : Fratelli miei , onde siete voi ? Ed essi risposero : Noi siamo di Charan . Ed egli disse loro : Conoscete voi Labano , figliuolo di Nahor ? Ed essi dissero : Sì , noi lo conosciamo . Ed egli disse loro : Sta egli bene ? Ed essi dissero : Sì , egli sta bene ; ed ecco Rachele , sua figliuola , che viene con le pecore . Ed egli disse loro : Ecco , il giorno è ancora alto ; non è tempo di raccogliere il bestiame ; abbeverate queste pecore , ed andate , e pasturatele . Ma essi dissero : Noi non possiamo , finchè tutte le gregge non sieno adunate , e che si rotoli la pietra d’ in su la bocca del pozzo ; allora abbevereremo le pecore . Mentre egli parlava ancora con loro , Rachele sopraggiunse , con le pecore di suo padre ; perciocchè ella era guardiana di pecore . E , quando Giacobbe ebbe veduta Rachele , figliuola di Labano , fratello di sua madre , con le pecore di Labano , fratello di sua madre , egli si fece innanzi , e rotolò quella pietra d’ in su la bocca del pozzo , e abbeverò le pecore di Labano , fratello di sua madre . E Giacobbe baciò Rachele , e alzò la sua voce , e pianse . E Giacobbe dichiarò a Rachele come egli era fratello di suo padre ; e come egli era figliuolo di Rebecca . Ed ella corse , e lo rapportò a suo padre . E , come Labano ebbe udite le novelle di Giacobbe , figliuolo della sua sorella , gli corse incontro , e l’ abbracciò , e lo baciò , e lo menò in casa sua . E Giacobbe raccontò a Labano tutte queste cose . E Labano gli disse : Veramente tu sei mie ossa e mia carne . Ed egli dimorò con lui un mese intiero . E Labano gli disse : Perchè tu sei mio fratello , mi serviresti tu gratuitamente ? dichiarami qual deve essere il tuo premio . Or Labano avea due figliuole : la maggiore si chiamava Lea , e la minore Rachele . E Lea avea gli occhi teneri ; ma Rachele era formosa , e di bello aspetto . E Giacobbe amava Rachele ; e disse a Labano : Io ti servirò sett’ anni per Rachele , tua figliuola minore . E Labano disse : Meglio è che io la dia a te , che ad un altro uomo ; stattene pur meco . E Giacobbe servì per Rachele lo spazio di sette anni ; e quelli gli parvero pochi giorni , per l’ amore ch’ egli le portava . E Giacobbe disse a Labano : Dammi la mia moglie ; perciocchè il mio termine è compiuto ; e lascia che io entri da lei . E Labano adunò tutte le genti del luogo , e fece un convito . Ma la sera prese Lea , sua figliuola , e la menò a Giacobbe ; il quale entrò da lei . E Labano diede Zilpa , sua serva , a Lea , sua figliuola , per serva . Poi , venuta la mattina , ecco , colei era Lea . E Giacobbe disse a Labano : Che cosa è ciò che tu mi hai fatto ? non ho io servito appo te per Rachele ? perchè dunque mi hai ingannato ? E Labano gli disse : E’ non si suol far così appo noi , di dar la minore avanti la maggiore . Fornisci pure la settimana di questa ; e poi ti daremo ancora quest’ altra , per lo servigio che tu farai in casa mia altri sett’ anni . Giacobbe adunque fece così ; e fornì la settimana di quella ; poi Labano gli diede ancora per moglie Rachele , sua figliluola . E Labano diede Bilha , sua serva , a Rachele , sua figliola , per serva . E Giacobbe entrò eziandio da Rachele , ed anche amò Rachele più che Lea , e servì ancora sett’ altri anni appo Labano . E il Signore , veggendo che Lea era odiata , aperse la sua matrice ; ma Rachele era sterile . E Lea concepette , e partorì un figliuolo , al quale ella pose nome Ruben ; perciocchè disse : Il Signore ha pur riguardato alla mia afflizione ; ora mi amerà pure il mio marito . Poi concepette di nuovo , e partorì un figliuolo , e disse : Il Signore ha pure inteso che io era odiata , e però mi ha dato ancora questo figliuolo ; perciò gli pose nome Simeone . Ed ella concepette ancora , e partorì un figliuolo , e disse : Questa volta pure il mio marito starà congiunto meco ; perciocchè io gli ho partoriti tre figliuoli ; perciò fu posto nome a quel figliuolo Levi . Ed ella concepette ancora , e partorì un figliuolo , e disse : Questa volta io celebrerò il Signore ; perciò pose nome a quel figliuolo Giuda ; poi restò di partorire . E Rachele , veggendo che non faceva figliuoli a Giacobbe , portò invidia alla sua sorella ; e disse a Giacobbe : Dammi de’ figliuoli ; altrimenti io son morta . E Giacobbe s’ accesse in ira contro a Rachele , e disse : Sono io in luogo di Dio , il qual t’ ha dinegato il frutto del ventre ? Ed ella disse : Ecco Bilha , mia serva ; entra da lei ed ella partorirà sopra le mie ginocchia , ed io ancora avrò progenie da lei . Ed ella diede a Giacobbe Bilha , sua serva , per moglie , ed egli entrò da lei . E Bilha concepette , e partorì un figliuolo a Giacobbe . E Rachele disse : Iddio mi ha fatto ragione , ed ha eziandio ascoltata la mia voce , e mi ha dato un figliuolo ; perciò ella gli pose nome Dan . E Bilha , serva di Rachele , concepette ancora , e partorì un secondo figliuolo a Giacobbe . E Rachele disse : Io ho lottate le lotte di Dio con la mia sorella ; ed anche ho vinto ; perciò pose nome a quel figliuolo Neftali . E Lea , veggendo ch’ era restata di partorire , prese Zilpa , sua serva , e la diede a Giacobbe per moglie . E Zilpa , serva di Lea , partorì un figliuolo a Giacobbe . E Lea disse : Buona ventura è giunta ; e pose nome a quel figliuolo Gad . Poi Zilpa , serva di Lea , partorì un secondo figliuolo a Giacobbe . E Lea disse : Quest’ è per farmi beata ; conciossiachè le donne mi chiameranno beata ; perciò ella pose nome a quel figliuolo Aser . Or Ruben andò fuori al tempo della ricolta de’ grani , e trovò delle mandragole per i campi , e le portò a Lea , sua madre . E Rachele disse a Lea : Deh ! dammi delle mandragole del tuo figliuolo . Ed ella le disse : È egli poco che tu mi abbi tolto il mio marito , che tu mi vuoi ancora togliere le mandragole del mio figliuolo ? E Rachele disse : Or su , giacciasi egli questa notte teco per le mandragole del tuo figliuolo . E come Giacobbe se ne veniva in su la sera da’ campi , Lea gli uscì incontro , e gli disse : Entra da me ; perciocchè io ti ho tolto a prezzo per le mandragole del mio figliuolo . Egli adunque si giacque con lei quella notte . E Iddio esaudì Lea , talchè ella concepette , e partorì il quinto figliuolo a Giacobbe . Ed ella disse : Iddio mi ha dato il mio premio , di ciò che io diedi la mia serva al mio marito ; e pose nome a quel figliuolo Issacar . E Lea concepette ancora , e partorì il sesto figliuolo a Giacobbe . E Lea disse : Iddio mi ha dotata d’ una buona dote ; questa volta il mio marito abiterà meco , poichè io gli ho partoriti sei figliuoli ; e pose nome a quel figliuolo Zabulon . Poi partorì una figliuola , e le pose nome Dina . E Iddio si ricordò di Rachele , e l’ esaudì , e le aperse la matrice . Ed ella concepette , e partorì un figliuolo ; e disse : Iddio ha tolto via il mio obbrobrio . E pose nome a quel figliuolo Giuseppe , dicendo : Il Signore mi aggiunga un altro figliuolo . E , dopo che Rachele ebbe partorito Giuseppe , Giacobbe disse a Labano : Dammi licenza , acciocchè io me ne vada al mio luogo , ed al mio paese . Dammi le mie mogli , per le quali io ti ho servito , ed i miei figliuoli ; acciocchè io me ne vada ; perciocchè tu sai il servigio che io t’ ho renduto . E Labano gli disse : Deh ! se pure ho trovato grazia appo te : Io ho veduto che il Signore mi ha benedetto per cagion tua . Poi disse : Significami appunto qual salario mi ti converrà dare , ed io te lo darò . Ed egli gli disse : Tu sai come io ti ho servito , e quale è divenuto il tuo bestiame meco . Perciocchè poco era quello che tu avevi , avanti che io venissi ; ma ora egli è cresciuto sommamente ; e il Signore ti ha benedetto per lo mio governo ; ed ora quando mi adopererò io ancora per la mia famiglia ? Ed egli disse : Che ti darò io ? E Giacobbe disse : Non darmi nulla ; se tu mi fai questo , io tornerò a pasturare , ed a guardar le tue pecore . Io passerò oggi per mezzo tutte le tue gregge , levandone , d’ infra le pecore , ogni agnello macchiato e vaiolato ; e ogni agnello di color fosco ; e , d’ infra le capre , le vaiolate e le macchiate ; e tal sarà da ora innanzi il mio salario . Così da questo dì innanzi , quando tu mi contenderai il mio salario , la mia giustizia risponderà per me nel tuo cospetto ; tutto ciò che non sarà macchiato o vaiolato fra le capre , e di color fosco fra le pecore , e sarà trovato appo me , sarà furto . E Labano disse : Ecco , sia come tu hai detto . Ed in quel dì mise da parte i becchi , e i montoni macchiati e vaiolati ; e tutte le capre macchiate e vaiolate ; e tutte quelle in cui era alcuna macchia bianca ; e , d’ infra le pecore , tutte quelle ch’ erano di color fosco ; e le mise tra le mani de’ suoi figliuoli . E frappose il cammino di tre giornate fra sè e Giacobbe . E Giacobbe pasturava il rimanente delle gregge di Labano . E Giacobbe prese delle verghe verdi di pioppo , di nocciuolo , e di castagno ; e vi fece delle scorzature bianche , scoprendo il bianco ch’ era nelle verghe . Poi piantò le verghe ch’ egli avea scorzate , dinanzi alle gregge , ne’ canali dell’ acqua , e negli abbeveratoi , ove le pecore venivano a bere ; e le pecore entravano in calore quando venivano a bere . Le pecore adunque e le capre entravano in calore , vedendo quelle verghe ; onde figliavano parti vergati , macchiati , e viaolati . Poi , come Giacobbe avea spartiti gli agnelli , faceva volger gli occhi alle pecore delle gregge di Labano , verso le vaiolate , e verso tutte quelle ch’ erano di color fosco ; e metteva le sue gregge da parte , e non le metteva di rincontro alle pecore di Labano . E ogni volta che le pecore primaiuole entravano in calore , Giacobbe metteva quelle verghe ne’ canali , alla vista delle pecore e delle capre ; acciocchè entrassero in calore , alla vista di quelle verghe . Ma , quando le pecore erano serotine , egli non ve le poneva ; e così le pecore serotine erano di Labano , e le primaiuole di Giacobbe . E quell’ uomo crebbe sommamente in facoltà , ed ebbe molte gregge , e servi , e serve , e cammelli , ed asini . OR egli udì le parole de’ figliuoli di Labano , che dicevano : Giacobbe ha tolto a nostro padre tutto il suo avere ; e di quello ch’ era di nostra padre , egli ha acquistata tutta questa dovizia . Giacobbe ancora vide che la faccia di Labano non era verso lui qual soleva esser per addietro . E il Signore disse a Giacobbe : Ritornatene al paese de’ tuoi , ed al tuo luogo natio , ed io sarò teco . E Giacobbe mandò a chiamar Rachele e Lea , a’ campi , presso della sua greggia . E disse loro : Io veggo che la faccia di vostro padre non è inverso me qual soleva esser per addietro ; e pur l’ Iddio di mio padre è stato meco . E voi sapete che ho servito a vostro padre di tutto il mio potere . Ma egli mi ha ingannato , e m’ ha cambiato il mio salario dieci volte ; ma Iddio non gli ha permesso di farmi alcun danno . Se egli diceva così : Le macchiate saranno il tuo salario , tutta la greggia figliava parti macchiati ; e se diceva così : Le vergate saranno il tuo salario , tutta la greggia figliava parti vergati . E Iddio ha tolto il bestiame a vostro padre , e me lo ha dato . Ed avvenne una volta , al tempo che le pecore entrano in calore , che io alzai gli occhi , e vidi in sogno che i becchi ed i montoni che ammontavano le pecore e le capre , erano vergati , macchiati e grandinati . E l’ angelo di Dio mi disse in sogno : Giacobbe . Ed io dissi : Eccomi . Ed egli disse : Alza ora gli occhi , e vedi tutti i becchi e i montoni , che ammontano le capre e le pecore , come son tutti vergati , macchiati , e grandinati ; perciocchè io ho veduto tutto quello che Labano ti fa . Io son l’ Iddio di Betel , dove tu ugnesti quel piliere , e dove tu mi facesti quel voto ; ora levati , e partiti di questo paese , e ritornatene nel tuo natio paese . E Rachele e Lea risposero , e dissero : Abbiamo noi più alcuna parte od eredità in casa di nostro padre ? Non fummo noi da lui reputate straniere , quando egli ci vendette ? ed oltre a ciò egli ha tutti mangiati i nostri danari . Conciossiachè tutte queste facoltà che Iddio ha tolte a nostro padre , già fosser nostre e de’ nostri figliuoli ; ora dunque fa’ pur tutto quello che Iddio ti ha detto . E Giacobbe si levò , e mise i suoi figliuoli e le sue mogli in su de’ cammelli . E ne menò tutto il suo bestiame , e tutte le sue facoltà ch’ egli avea acquistate ; il bestiame ch’ egli avea acquistato in Paddan-aram per venirsene nel paese di Canaan , ad Isacco suo padre . Or Labano se n’ era andato a tondere le sue pecore ; e Rachele rubò gl’ idoli di suo padre . E Giacobbe si partì furtivamente da Labano , Sirio ; perciocchè egli non gliel dichiarò ; conciossiachè egli se ne fuggisse . Egli adunque se ne fuggì , con tutto quello ch’ egli avea ; e si levò , e passò il Fiume , e si dirizzò verso il monte di Galaad . E il terzo giorno appresso fu rapportato a Labano , che Giacobbe se n’ era fuggito . Allora egli prese seco i suoi fratelli , e lo perseguì per sette giornate di cammino ; e lo raggiunse al monte di Galaad . Ma Iddio venne a Labano , Sirio , in sogno di notte , e gli disse : Guardati che tu non venga a parole con Giacobbe , nè in bene , nè in male . Labano adunque raggiunse Giacobbe . E Giacobbe avea tesi i suoi padiglioni in sul monte ; e Labano , co’ suoi fratelli , tese parimente i suoi nel monte di Galaad . E Labano disse a Giacobbe : Che hai tu fatto , partendoti da me furtivamente , e menandone le mie figliuole come prigioni di guerra ? Perchè ti sei fuggito celatamente , e ti sei furtivamente partito da me , e non me l’ hai fatto assapere ? ed io ti avrei accommiatato con allegrezza e con canti , con tamburi e con cetere . E non mi hai pur permesso di baciare i miei figliuoli e le mie figliuole ; ora tu hai stoltamente fatto . E’ sarebbe in mio potere di farvi del male ; ma l’ Iddio del padre vostro mi parlò la notte passata , dicendo : Guardati che tu non venga a parole con Giacobbe , nè in bene , nè in male . Ora dunque , siitene pure andato , poichè del tutto bramavi la casa di tuo padre ; ma , perchè hai tu rubati i miei dii ? E Giacobbe rispose , e disse a Labano : Io me ne son così andato , perchè io avea paura ; perciocchè io diceva che mi conveniva guardar che talora tu non rapissi le tue figliuole d’ appresso a me . Colui , appo il quale tu avrai trovati i tuoi dii , non sia lasciato vivere ; riconosci , in presenza de’ nostri fratelli , se vi è nulla del tuo appo me , e prenditelo . Or Giacobbe non sapeva che Rachele avesse rubati quegl’ iddii . Labano adunque entrò nel padiglione di Giacobbe , e nel padiglione di Lea , e nel padiglione delle due serve , e non li trovò ; ed uscito del padiglione di Lea , entrò nel padiglione di Rachele . Ma Rachele avea presi quegl’ idoli , e li avea messi dentro l’ arnese d’ un cammello , e s’ era posta a sedere sopra essi ; e Labano frugò tutto il padiglione , e non li trovò . Ed ella disse a suo padre : Non prenda il mio signore sdegno , ch’ io non posso levarmi su davanti a te ; perciocchè io ho quello che sogliono aver le donne . Egli adunque investigò , ma non trovò quegl’ idoli . E Giacobbe si adirò , e contese con Labano , e gli parlò , e gli disse : Qual misfatto , o qual peccato ho io commesso , che tu mi abbi così ardentemente perseguito ? Poichè tu hai frugate tutte le mie masserizie , che hai tu trovato di tutte le masserizie di casa tua ? mettilo qui davanti a’ tuoi e miei fratelli , acciocchè giudichino chi di noi due ha ragione . Già son vent’ anni ch’ io sono stato teco ; le tue pecore e le tue capre non hanno disperduto , ed io non ho mangiati i montoni della tua greggia . Io non ti ho portato ciò ch’ era lacerato ; io l’ ho pagato ; tu me lo hai ridomandato : come ancora se alcuna cosa era stata rubata di giorno o di notte . Io mi son portato in maniera che il caldo mi consumava di giorno , e di notte il gelo , e il sonno mi fuggiva dagli occhi . Già son vent’ anni ch’ io sono in casa tua , io ti ho servito quattordici anni per le tue due figliuole , e sei anni per le tue pecore ; e tu mi hai mutato il mio salario dieci volte . Se l’ Iddio di mio padre , l’ Iddio di Abrahamo , e il terrore d’ Isacco , non fosse stato meco , certo tu mi avresti ora rimandato voto . Iddio ha veduta la mia afflizione , e la fatica delle mie mani : e però la notte passata ne ha data la sentenza . Labano rispose a Giacobbe , e gli disse : Queste figliuole son mie figliuole , e questi figliuoli son miei figliuoli , e queste pecore son mie pecore , e tutto quello che tu vedi è mio ; e che farei io oggi a queste mie figliuole , ovvero a’ lor figliuoli che esse hanno partoriti ? Ora dunque , vieni , facciam patto insieme , tu ed io ; e sia ciò per testimonianza fra me e te . E Giacobbe prese una pietra , e la rizzò per un piliere . E Giacobbe disse a’ suoi fratelli : Raccogliete delle pietre . Ed essi presero delle pietre , e ne fecero un mucchio , e mangiarono quivi . E Labano chiamò quel mucchio Iegar-sahaduta ; e Giacobbe gli pose nome Galed . E Labano disse : Questo mucchio è oggi testimonio fra me e te ; perciò fu nominato Galed : ed anche Mispa ; perciocchè Labano disse : Il Signore riguardi fra te e me , quando non ci potremo vedere l’ un l’ altro . Se tu affliggi le mie figliuole , ovvero , se tu prendi altre mogli oltre alle mie figliuole , non un uomo è testimonio fra noi ; vedi : Iddio è testimonio fra me e te . Labano , oltre a ciò , disse a Giacobbe : Ecco questo mucchio che io ho ammonticchiato , ed ecco questo piliere fra me e te . Questo mucchio sarà testimonio , e questo piliere ancora sarà testimonio , che nè io non passerò questo mucchio per andare a te , nè tu non passerai questo mucchio e questo piliere , per venire a me , per male . L’ Iddio di Abrahamo , e l’ Iddio di Nahor , l’ Iddio del padre loro , sieno giudici fra noi . Ma Giacobbe giurò per lo terrore d’ Isacco , suo padre . E Giacobbe sacrificò un sacrificio in su quel monte , e chiamò i suoi fratelli a mangiar del pane . Essi adunque mangiarono del pane , e dimorarono quella notte in su quel monte . E la mattina , Labano si levò a buon’ ora , e baciò le sue figliuole , e i suoi figliuoli , e li benedisse . Poi se ne andò , e ritornò al suo luogo . E GIACOBBE andò al suo cammino ; ed egli scontrò degli Angeli di Dio . E come Giacobbe li vide , disse : Quest’ è un campo di Dio : perciò pose nome a quel luogo Mahanaim . E Giacobbe mandò davanti a sè dei messi ad Esaù , suo fratello , nel paese di Seir , territorio di Edom . E diede loro quest’ ordine : Dite così ad Esaù , mio signore : Così ha detto il tuo servitore Giacobbe : Io sono stato forestiere appo Labano , e vi son dimorato infino ad ora . Ed ho buoi , ed asini , e pecore , e servi , e serve ; e mando significandolo al mio signore , per ritrovar grazia appo te . E i messi se ne ritornarono a Giacobbe , e gli dissero : Noi siamo andati ad Esaù , tuo fratello ; ed egli altresì ti viene incontro , menando seco quattrocent’ uomini . E Giacobbe temette grandemente , e fu angosciato ; e spartì la gente ch’ era seco , e le gregge , e gli armenti , e i cammelli in due schiere . E disse : Se Esaù viene ad una delle schiere , e la percuote , l’ altra scamperà . Poi Giacobbe disse : O Dio di Abrahamo , mio padre , e Dio parimente d’ Isacco , mio padre ; o Signore , che mi dicesti : Ritorna al tuo paese , ed al tuo luogo natio , ed io ti farò del bene , io son piccolo appo tutte le benignità , e tutta la lealtà che tu hai usata inverso il tuo servitore ; perciocchè io passai questo Giordano col mio bastone solo , ed ora son divenuto due schiere . Liberami , ti prego , dalle mani del mio fratello , dalle mani di Esaù ; perciocchè io temo di lui , che talora egli non venga , e mi percuota , madre e figliuoli insieme . E pur tu hai detto : Per certo io ti farò del bene , e farò che la tua progenie sarà come la rena del mare , la qual non si può annoverare per la sua moltitudine . Ed egli dimorò quivi quella notte ; e prese di ciò che gli venne in mano per farne un presente ad Esaù , suo fratello ; cioè dugento capre , e venti becchi ; dugento pecore , e venti montoni ; trenta cammelle allattanti , insieme co’ lor figli ; quaranta vacche , e dieci giovenchi ; venti asine , e dieci puledri d’ asini . E diede ciascuna greggia da parte in mano ai suoi servitori ; e disse loro : Passate davanti a me , e fate che vi sia alquanto spazio fra una greggia e l’ altra . E diede quest’ ordine al primo : Quando Esaù , mio fratello , ti scontrerà , e ti domanderà : Di cui sei tu ? e dove vai ? e di cui son questi animali che vanno davanti a te ? di’ : Io son del tuo servitore Giacobbe ; quest’ è un presente mandato al mio signore Esaù ; ed ecco , egli stesso viene dietro a noi . E diede lo stesso ordine al secondo , ed al terzo , ed a tutti que’ servitori che andavano dietro a quelle gregge ; dicendo : Parlate ad Esaù in questa maniera , quando voi lo troverete . E ditegli ancora : Ecco il tuo servitore Giacobbe dietro a noi . Perciocchè egli diceva : Io lo placherò col presente che va davanti a me ; e poi potrò veder la sua faccia ; forse mi farà egli buona accoglienza . Quel presente adunque passò davanti a lui ; ed egli dimorò quella notte nel campo . Ed egli si levò di notte , e prese le sue due mogli , e le sue due serve , e i suoi undici figliuoli ; e passò il guado di Iabboc . E , dopo che li ebbe presi , ed ebbe loro fatto passare il torrente , fece passare tutto il rimanente delle cose sue . E Giacobbe restò solo ; ed un uomo lottò con lui fino all’ apparir dell’ alba . Ed esso , veggendo che non lo potea vincere , gli toccò la giuntura della coscia ; e la giuntura della coscia di Giacobbe fu smossa , mentre quell’ uomo lottava con lui . E quell’ uomo gli disse : Lasciami andare ; perciocchè già spunta l’ alba . E Giacobbe gli disse : Io non ti lascerò andare , che tu non mi abbi benedetto . E quell’ uomo gli disse : Quale è il tuo nome ? Ed egli disse : Giacobbe . E quell’ uomo gli disse : Tu non sarai più chiamato Giacobbe , anzi Israele ; conciossiachè tu sii stato prode e valente con Dio e con gli uomini , ed abbi vinto . E Giacobbe lo domandò , e gli disse : Deh ! dichiarami il tuo nome . Ed egli disse : Perchè domandi del mio nome ? E quivi lo benedisse . E Giacobbe pose nome a quel luogo Peniel ; perciocchè disse : Io ho veduto Iddio a faccia a faccia ; e pur la vita mi è stata salvata . E il sole gli si levò come fu passato Peniel ; ed egli zoppicava della coscia . Perciò i figliuoli d’ Israele non mangiano fino ad oggi del muscolo della commessura dell’ anca ch’ è sopra la giuntura della coscia ; perciocchè quell’ uomo toccò la giuntura della coscia di Giacobbe , al muscolo della commessura dell’ anca . POI Giacobbe alzò gli occhi , e riguardò ; ed ecco Esaù veniva , menando seco quattrocent’ uomini . Ed egli spartì i fanciulli in tre schiere , sotto Lea , sotto Rachele , e sotto le due serve . E mise le serve e i lor figliuoli davanti ; e Lea e i suoi figliuoli appresso ; e Rachele e Giuseppe gli ultimi . Ed egli passò davanti a loro , e s’ inchinò sette volte a terra , finchè fu presso al suo fratello . Ed Esaù gli corse incontro , e l’ abbracciò , e gli si gittò al collo , e lo baciò ; ed amendue piansero . Ed Esaù alzò gli occhi , e vide quelle donne e que’ fanciulli , e disse : Che ti son costoro ? E Giacobbe disse : Sono i fanciulli che Iddio ha donati al tuo servitore . E le serve si accostarono , coi loro figliuoli , e s’ inchinarono . Poi Lea si accostò , co’ suoi figliuoli , e s’ inchinarono . Poi si accostò Giuseppe e Rachele , e si inchinarono . Ed Esaù disse a Giacobbe : Che vuoi far di tutta quell’ oste che io ho scontrata ? Ed egli disse : Io l’ ho mandata per trovar grazia appo il mio signore . Ed Esaù disse : Io ne ho assai , fratel mio ; tienti per te ciò ch’ è tuo . Ma Giacobbe disse : Deh ! no ; se ora io ho trovato grazia appo te , prendi dalla mia mano il mio presente ; conciossiachè per ciò io abbia veduta la tua faccia , il che mi è stato come se avessi veduta la faccia di Dio ; e tu mi hai gradito . Deh ! prendi il mio presente che ti è stato condotto ; perciocchè Iddio mi è stato liberal donatore , ed io ho di tutto . E gli fece forza , sì ch’ egli lo prese . Poi Esaù disse : Partiamoci , ed andiamocene ; ed io ti accompagnerò . Ma Giacobbe gli disse : Ben riconosce il mio signore che questi fanciulli son teneri ; ed io ho le mie pecore e le mie vacche pregne ; e se sono spinte innanzi pure un giorno , tutta la greggia morrà . Deh ! passi il mio signore davanti al suo servitore , ed io mi condurrò pian piano , al passo di questo bestiame ch’ è davanti a me , e di questi fanciulli , finchè io arrivi al mio signore in Seir . Ed Esaù disse : Deh ! lascia che io faccia restar teco della gente ch’ è meco . Ma Giacobbe disse : Perchè questo ? lascia che io ottenga questa grazia dal mio signore . Esaù adunque in quel dì se ne ritornò verso Seir , per lo suo cammino . E Giacobbe partì , e venne in Succot , e si edificò una casa , e fece delle capanne per lo suo bestiame ; perciò pose nome a quel luogo Succot . Poi Giacobbe arrivò sano e salvo nella città di Sichem , nel paese di Canaan , tornando di Paddan-aram ; e tese i suoi padiglioni davanti alla città . E comperò da’ figliuoli d’ Hemor , padre di Sichem , per cento pezze di moneta , la parte del campo , ove avea tesi i suoi padiglioni . E rizzò un altare , e lo nominò Iddio , l’ Iddio d’ Israele . OR Dina , figliuola di Lea , la quale ella avea partorita a Giacobbe , uscì fuori , per veder le donne del paese . E Sichem , figliuolo d’ Hemor , Hivveo , principe del paese , vedutala , la rapì , e si giacque con lei , e la sforzò . E l’ animo suo si apprese a Dina , figliuola di Giacobbe ; ed amò quella giovane , e la racconsolò . Poi disse ad Hemor , suo padre : Prendimi questa giovane per moglie . E Giacobbe intese che Sichem avea contaminata Dina , sua figliuola ; ed essendo i suoi figliuoli a’ campi col suo bestiame , Giacobbe si tacque finchè fosser venuti . Ed Hemor , padre di Sichem , venne a Giacobbe , per parlarne con lui . E quando i figliuoli di Giacobbe ebbero inteso il fatto , se ne vennero da’ campi ; e quegli uomini furono addolorati , e gravemente adirati , che colui avesse commessa villania in Israele , giacendosi con la figliuola di Giacobbe ; il che non si conveniva fare . Ed Hemor parlò con loro , dicendo : Sichem , mio figliuolo , ha posto il suo amore alla figliuola di casa vostra ; deh ! dategliela per moglie . Ed imparentatevi con noi ; dateci le vostre figliuole , e prendetevi le nostre . Ed abitate con noi ; e il paese sarà a vostro comando ; dimoratevi , e trafficatevi , ed acquistate delle possessioni in esso . Sichem ancora disse al padre ed a’ fratelli di essa : Lasciate che io trovi grazia appo voi ; ed io darò ciò che mi direte . Imponetemi pur gran dote e presenti , ed io li darò , secondo che mi direte ; e datemi la fanciulla per moglie . E i figliuoli di Giacobbe risposero a Sichem , e ad Hemor suo padre , con inganno , e lo trattennero con parole ; perciocchè egli avea contaminata Dina , lor sorella . E disser loro : Noi non possiam far questa cosa , di dar la nostra sorella ad un uomo incirconciso ; perciocchè il prepuzio ci è cosa vituperosa . Ma pur vi compiaceremo con questo , che voi siate come noi , circoncidendosi ogni maschio d’ infra voi . Allora noi vi daremo le nostre figliuole , e ci prenderemo le vostre , ed abiteremo con voi , e diventeremo uno stesso popolo . Ma se voi non ci acconsentite di circoncidervi , noi prenderemo la nostra fanciulla , e ce ne andremo . E le lor parole piacquero ad Hemor , ed a Sichem figliuolo d’ Hemor . E quel giovane non indugiò il far questa cosa ; perciocchè egli portava affezione alla figliuola di Giacobbe ; ed egli era il più onorato di tutta la casa di suo padre . Ed Hemor , e Sichem suo figliuolo , vennero alla porta della città , e parlarono agli uomini della lor città , dicendo : Questi uomini vivono pacificamente con noi , e dimoreranno nel paese , e vi trafficheranno ; ed ecco il paese è ampio assai per loro ; e noi ci prenderemo le lor figliuole per mogli , e daremo loro le nostre . Ma pure a questi patti ci compiaceranno di abitar con noi , per diventare uno stesso popolo , che ogni maschio d’ infra noi sia circonciso , siccome essi son circoncisi . Il lor bestiame , e le lor facoltà , e tutte le lor bestie non saranno elle nostre ? compiacciamo pur loro , ed essi abiteranno con noi . E tutti quelli che uscivano per la porta della lor città , acconsentirono loro ; e ogni maschio d’ infra tutti quelli che uscivano per la porta della lor città , fu circonciso . E al terzo giorno , mentre essi erano in dolore , due figliuoli di Giacobbe , Simeone e Levi fratelli di Dina , presa ciascuno la sua spada , assalirono a man salva la città , ed uccisero tutti i maschi . Uccisero ancora Hemor e Sichem suo figliuolo , mettendoli a fil di spada ; e presero Dina della casa di Sichem , e se ne uscirono . Dopo che coloro furono uccisi , sopraggiunsero i figliuoli di Giacobbe , e predarono la città ; perciocchè la lor sorella era stata contaminata . E presero le lor gregge , e i loro armenti , e i loro asini , e ciò ch’ era nella città e per li campi . Così predarono tutte le facoltà de’ Sichemiti , e tutto ciò ch’ era nelle case , e menarono prigioni i lor piccoli figliuoli e le lor mogli . E Giacobbe disse a Simeone ed a Levi : Voi mi avete messo in gran turbamento , rendendomi abbominevole agli abitanti di questo paese , a’ Cananei , ed a’ Ferezei ; laonde , avendo io poca gente , essi si rauneranno contro a me , e mi percoteranno ; e sarò distrutto io e la mia famiglia . Ed essi dissero : Avrebbe egli fatto della nostra sorella come d’ una meretrice ? E IDDIO disse a Giacobbe : Levati , vattene in Betel , e dimora quivi , e fa’ un altare all’ Iddio che ti apparve quando tu fuggivi per tema di Esaù , tuo fratello . E Giacobbe disse alla sua famiglia , ed a tutti coloro ch’ erano con lui : Togliete via gl’ iddii stranieri che son fra voi , e purificatevi , e cambiatevi i vestimenti . E noi ci leveremo , ed andremo in Betel ; ed io farò quivi un altare all’ Iddio che mi ha risposto al giorno della mia angoscia , ed è stato meco per lo viaggio che io ho fatto . Ed essi diedero a Giacobbe tutti gl’ iddii degli stranieri , ch’ erano nelle lor mani , e i monili che aveano agli orecchi ; e Giacobbe il nascose sotto la quercia , ch’ è vicina a Sichem . Poi si partirono . E il terror di Dio fu sopra le città ch’ erano d’ intorno a loro ; laonde non perseguirono i figliuoli di Giacobbe . E Giacobbe , con tutta la gente ch’ era con lui , giunse a Luz , ch’ è nel paese di Canaan , la quale è Betel . Ed edificò quivi un altare , e nominò quel luogo : L’ Iddio di Betel ; perciocchè quivi gli apparve Iddio , quando egli si fuggiva per tema del suo fratello . E Debora , balia di Rebecca , morì , e fu seppellita al disotto di Betel , sotto una quercia , la quale Giacobbe nominò : Quercia di pianto . E Iddio apparve ancora a Giacobbe , quando egli veniva di Paddan-aram , e lo benedisse . E Iddio gli disse : Il tuo nome è Giacobbe : tu non sarai più nominato Giacobbe , anzi il tuo nome sarà Israele ; e gli pose nome Israele . Oltre a ciò Iddio gli disse : Io son l’ Iddio Onnipotente ; cresci e moltiplica ; una nazione , anzi una raunanza di nazioni , verrà da te , e re usciranno da’ tuoi lombi . Ed io donerò a te , ed alla tua progenie dopo te , il paese che io diedi ad Abrahamo e ad Isacco . Poi Iddio risalì d’ appresso a lui , nel luogo stesso dove egli avea parlato con lui . E Giacobbe rizzò un piliere di pietra nel luogo ove Iddio avea parlato con lui ; e versò sopra esso una offerta da spandere , e vi sparse su dell’ olio . Giacobbe adunque pose nome Betel a quel luogo , dove Iddio avea parlato con lui . Poi Giacobbe , co’ suoi , partì di Betel ; e , restandovi ancora alquanto spazio di paese per arrivare in Efrata , Rachele partorì , ed ebbe un duro parto . E , mentre penava a partorire , la levatrice le disse : Non temere ; perciocchè eccoti ancora un figliuolo . E , come l’ anima sua si partiva perciocchè ella morì , ella pose nome a quel figliuolo : Ben-oni ; ma suo padre lo nominò Beniamino . E Rachele morì , e fu seppellita nella via d’ Efrata , ch’ è Bet-lehem . E Giacobbe rizzò una pila sopra la sepoltura di essa . Quest’ è la pila della sepoltura di Rachele , che dura infino al dì d’ oggi . E Israele si partì , e tese i suoi padiglioni di là da Migdal-eder . Ed avvenne , mentre Israele abitava in quel paese , che Ruben andò , e si giacque con Bilha , concubina di suo padre ; e Israele lo intese . Or i figliuoli di Giacobbe furono dodici . I figliuoli di Lea furono Ruben , primogenito di Giacobbe , e Simeone e Levi , e Giuda , ed Issacar , e Zabulon . E i figliuoli di Rachele furono Giuseppe e Beniamino . E i figliuoli di Bilha , serva di Rachele , furono Dan e Neftali . E i figliuoli di Zilpa , serva di Lea , furono Gad ed Aser . Questi sono i figliuoli di Giacobbe , i quali gli nacquero in Paddan-aram . E Giacobbe arrivò ad Isacco , suo padre , in Mamre , nella città di Arba , ch’ è Hebron , ove Abrahamo ed Isacco erano dimorati . Or il tempo della vita d’ Isacco fu di centottant’ anni . Poi Isacco trapassò , e morì , e fu raccolto a’ suoi popoli , vecchio e sazio di giorni . Ed Esaù e Giacobbe , suoi figliuoli , lo seppellirono . OR queste sono le generazioni di Esaù , che è Edom . Esaù prese le sue mogli d’ infra le figliuole de’ Cananei ; Ada , figliuola di Elon Hitteo ; ed Oholibama , figliuola di Ana , e figliuola di Sibon Hivveo ; e Basemat , figliuola d’ Ismaele , sorella di Nebaiot . E Ada partorì ad Esaù Elifaz ; e Basemat partorì Reuel . Ed Oholibama partorì Ieus , e Ialam , e Cora . Questi sono i figliuoli di Esaù , che gli nacquero nel paese di Canaan . Ed Esaù prese le sue mogli , ed i suoi figliuoli , e le sue figliuole , e tutte le persone di casa sua , e le sue gregge , e tutte le sue bestie , e tutte le sue facoltà , che egli avea acquistate nel paese di Canaan ; ed andò nel paese , lungi da Giacobbe , suo fratello . Perciocchè le lor facoltà erano troppo grandi , per poter dimorare insieme ; e il paese , nel quale abitavano come forestieri , non li poteva comportare per cagion de’ lor bestiami . Ed Esaù abitò nella montagna di Seir . Esaù è Edom . E queste sono le generazioni di Esaù , padre degl’ Idumei , nella montagna di Seir . Questi sono i nomi de’ figliuoli di Esaù : Elifaz , figliuolo di Ada , moglie di Esaù ; e Reuel , figliuolo di Basemat , moglie di Esaù . E i figliuoli di Elifaz furono Teman , Omar , Sefo , Gatam , e Chenaz . E Timna fu concubina d’ Elifaz , figliuolo di Esaù , e gli partorì Amalec . Questi furono i figliuoli di Ada moglie di Esaù . E questi furono i figliuoli di Reuel : Nahat , e Zera , e Samma , e Mizza . Questi furono i figliuoli di Basemat , moglie di Esaù . E questi furono i figliuoli d’ Oholibama figliuola di Ana , figliuola di Sibon , moglie di Esaù . Ella partorì ad Esaù Ieus , Ialam e Cora . Questi sono i duchi de’ figliuoli di Esaù : de’ figliuoli di Elifaz , primogenito di Esaù , il duca Teman , il duca Omar , il duca Sefo , il duca Chenaz ; il duca Cora , il duca Gatam , il duca Amalec . Questi furono i duchi della linea di Elifaz , nel paese degl’ Idumei . Essi furono dei figliuoli di Ada . E questi furono i duchi de’ figliuoli di Reuel , figliuolo di Esaù : il duca Nahat , il duca Zera , il duca Samma , il duca Mizza . Questi furono i duchi della linea di Reuel , nel paese degl’ Idumei . Questi furono de’ figliuoli di Basemat , moglie di Esaù . E questi furono de’ figliuoli di Oholibama , moglie di Esaù : il duca Ieus , il duca Ialam , il duca Cora . Questi furono i duchi de’ figliuoli di Oholibama , figliuola di Ana , moglie di Esaù . Questi furono i figliuoli di Esaù , che è Edom ; e questi furono i duchi d’ infra loro . Questi furono i figliuoli di Seir Horeo , i quali abitavano in quel paese cioè : Lotan , e Sobal , e Sibon , ed Ana ; e Dison , ed Eser , e Disan . Questi furono i duchi degli Horei , figliuoli di Seir , nel paese degl’ Idumei . E i figliuoli di Lotan furono Hori , ed Hemam ; e la sorella di Lotan fu Timna . E questi furono i figliuoli di Sobal , cioè : Alvan , e Manahat , ed Ebal , e Sefo , ed Onam . E questi furono i figliuoli di Sibon : Aia , ed Ana . Questo Ana fu colui che trovò le acque calde nel deserto , mentre pasturava gli asini di Sibon , suo padre . E questi furono i figliuoli di Ana : Dison , ed Oholibama , figliuola di Ana . E questi furono i figliuoli di Dison : Hemdan , ed Esban , ed Itran , e Cheran . Questi furono i figliuoli di Eser , cioè : Bilhan , e Zaavan , ed Aran . Questi furono i figliuoli di Dison , cioè : Us , ed Aran . Questi furono i duchi degli Horei : il duca Lotan , il duca Sobal , il duca Sibon , il duca Ana ; il duca Dison , il duca Eser , il duca Disan . Questi furono i duchi degli Horei , secondo il numero de’ lor duchi nel paese di Seir . E questi furono i re , che regnarono nel paese d’ Idumea , avanti che re alcuno regnasse sopra i figliuoli d’ Israele . Bela , figliuolo di Beor , regnò in Idumea ; e il nome della sua città era Dinhaba . E , morto Bela , Iobab , figliuolo di Zera , da Bosra , regnò in luogo suo . E , morto Iobab , Husam , del paese de’ Temaniti , regnò in luogo suo . E , morto Husam , Hadad , figliuolo di Bedad , il qual percosse i Madianiti nel territorio di Moab , regnò in luogo suo ; e il nome della sua città era Avit . E , morto Hadad , Samla , da Masreca , regnò in luogo suo . E , morto Samla , Saul , da Rehobot del Fiume , regnò in luogo suo . E , morto Saul , Baal-hanan , figliuolo di Acbor , regnò in luogo suo . E , morto Baal-hanan , figliuolo di Acbor , Hadar regnò in luogo suo ; il nome della cui città era Pau e il nome della sua moglie era Mehetabeel , figliuola di Matred , figliuola di Mezahab . E questi sono i nomi de’ duchi di Esaù , per le lor famiglie , secondo i lor luoghi , nominati de’ loro nomi : il duca Timna , il duca Alva , il duca Ietet ; il duca Oholibama , il duca Ela , il duca Pinon ; il duca Chenaz , il duca Teman , il duca Mibsar ; il duca Magdiel , e il duca Iram . Questi furono i duchi degl’ Idumei , spartiti secondo le loro abitazioni , nel paese della lor possessione . Così Esaù fu padre degl’ Idumei . OR Giacobbe abitò nel paese dove suo padre era andato peregrinando , nel paese di Canaan . E le generazioni di Giacobbe furono quelle . Giuseppe , essendo giovane , d’ età di diciassette anni , pasturava le gregge , coi suoi fratelli , co’ figliuoli di Bilha , e coi figliuoli di Zilpa , mogli di suo padre . Ed egli rapportava al padre loro la mala fama che andava attorno di loro . Or Israele amava Giuseppe più che tutti gli altri suoi figliuoli ; perciocchè gli era nato nella sua vecchiezza , e gli fece una giubba vergata . E i suoi fratelli , veggendo che il padre loro l’ amava più che tutti i suoi fratelli , l’ odiavano , e non potevano parlar con lui in pace . E Giuseppe sognò un sogno , ed egli lo raccontò a’ suoi fratelli ; ed essi l’ odiarono vie maggiormente . Egli adunque disse loro : Deh ! udite questo sogno che io ho sognato . Ecco , noi legavamo i covoni in mezzo di un campo ; ed ecco , il mio covone si levò su , ed anche si tenne ritto ; ed ecco , i vostri covoni furon d’ intorno al mio covone , e gli s’ inchinarono . E i suoi fratelli gli dissero : Regneresti tu pur sopra noi ? signoreggeresti tu pur sopra noi ? Essi adunque l’ odiarono vie maggiormente per i suoi sogni , e per le sue parole . Ed egli sognò ancora un altro sogno , e lo raccontò a’ suoi fratelli , dicendo : Ecco , io ho sognato ancora un sogno : ed ecco , il sole , e la luna , ed undici stelle , mi s’ inchinavano . Ed egli lo raccontò a suo padre , e a’ suoi fratelli . E suo padre lo sgridò , e gli disse : Quale è questo sogno che tu hai sognato ? avremo noi , io , e tua madre , e i tuoi fratelli , pure a venire ad inchinarci a te a terra ? E i suoi fratelli gli portavano invidia ; ma suo padre riserbava appo sè queste parole . Or i suoi fratelli andarono a pasturar le gregge del padre loro in Sichem . Ed Israele disse a Giuseppe : I tuoi fratelli non pasturano essi in Sichem ? Vieni , ed io ti manderò a loro . Ed egli disse : Eccomi . Ed esso gli disse : Or va’ , e vedi se i tuoi fratelli , e le gregge , stanno bene , e rapportamelo . Così lo mandò dalla valle di Hebron ; ed egli venne in Sichem . Ed un uomo lo trovò ch’ egli andava errando per li campi ; e quell’ uomo lo domandò , e gli disse : Che cerchi ? Ed egli disse : Io cerco i miei fratelli ; deh ! insegnami dove essi pasturano . E quell’ uomo gli disse : Essi son partiti di qui ; perciocchè io li udii che dicevano : Andamocene in Dotain . Giuseppe adunque andò dietro a’ suoi fratelli , e li trovò in Dotain . Ed essi lo videro da lungi ; ed avanti che si appressasse a loro , macchinarono contro a lui , per ucciderlo . E dissero l’ uno all’ altro : Ecco cotesto sognatore viene . Ora dunque venite , ed uccidiamolo ; e poi gittiamolo in una di queste fosse ; e noi diremo che una mala bestia l’ ha divorato ; e vedremo che diverranno i suoi sogni . Ma Ruben , udendo questo , lo riscosse dalle lor mani , e disse : Non percotiamolo a morte . Ruben ancora disse loro : Non ispandete il sangue ; gittatelo in quella fossa ch’ è nel deserto , ma non gli mettete la mano addosso ; per riscuoterlo dalle lor mani e per rimenarlo a suo padre . E , quando Giuseppe fu venuto a’ suoi fratelli , essi lo spogliarono della sua giubba , di quella giubba vergata ch’ egli avea indosso . Poi lo presero , e lo gittarono in quella fossa : or la fossa era vota , e non vi era acqua alcuna dentro . Poi si assettarono per prender cibo , ed alzarono gli occhi , e videro una carovana d’ Ismaeliti che veniva di Galaad , i cui cammelli erano carichi di cose preziose , di balsamo e di mirra ; ed essi andavano per portar quelle cose in Egitto . E Giuda disse a’ suoi fratelli : Che guadagno faremo , quando avremo ucciso il nostro fratello , ed avremo occultato il suo sangue ? Venite , vendiamolo a cotesti Ismaeliti , e non mettiamogli la mano addosso ; perciocchè egli è nostro fratello , nostra carne . E i suoi fratelli gli acconsentirono . E come que’ mercatanti Madianiti passavano , essi trassero e fecero salir Giuseppe fuor di quella fossa , e per venti sicli d’ argento lo vendettero a quegl’ Ismaeliti ; ed essi lo menarono in Egitto . Or Ruben tornò alla fossa , ed ecco , Giuseppe non v’ era più ; ed egli stracciò i suoi vestimenti . E tornò a’ suoi fratelli , e disse : Il fanciullo non si trova ; ed io , dove andrò io ? Ed essi presero la giubba di Giuseppe ; e scannarono un becco , e tinsero quella col sangue . E mandarono a portar quella giubba vergata al padre loro , ed a dirgli : Noi abbiam trovata questa giubba : riconosci ora se è la giubba del tuo figliuolo , o no . Ed egli la riconobbe , e disse : Questa è la giubba del mio figliuolo ; una mala bestia l’ ha divorato ; Giuseppe per certo è stato lacerato . E Giacobbe stracciò i suoi vestimenti , e si mise un sacco sopra i lombi , e fece cordoglio del suo figliuolo per molti giorni . E tutti i suoi figliuoli , e tutte le sue figliuole , si levarono per consolarlo ; ma egli rifiutò di esser consolato , e disse : Certo io scenderò con cordoglio al mio figliuolo nel sepolcro . E suo padre lo pianse . E que’ Madianiti , menato Giuseppe in Egitto , lo vendettero a Potifarre , Eunuco di Faraone , Capitan delle guardie . OR avvenne in quel tempo , che Giuda discese d’ appresso a’ suoi fratelli , e si ridusse ad albergare in casa di un uomo Adullamita , il cui nome era Hira . E Giuda vide quivi una figliuola di un uomo Cananeo , il nome del quale era Sua ; ed egli la prese per moglie , ed entrò da lei . Ed ella concepette e partorì un figliuolo , al quale Giuda pose nome Er . Poi ella concepette ancora , e partorì un figliuolo , e gli pose nome Onan . Ed ella partorì ancora un figliuolo , e gli pose nome Sela ; or Giuda era in Chezib , quando ella lo partorì . E Giuda prese una moglie ad Er , suo primogenito , il cui nome era Tamar . Ma Er , primogenito di Giuda , dispiacque al Signore , e il Signore lo fece morire . E Giuda disse ad Onon : Entra dalla moglie del tuo fratello , e sposala per ragion di consanguinità , e suscita progenie al tuo fratello . Ma Onan , sapendo che quella progenie non sarebbe sua , quando entrava dalla moglie del suo fratello , si corrompeva in terra , per non dar progenie al suo fratello . E ciò ch’ egli faceva dispiacque al Signore ; ed egli fece morire ancora lui . E Giuda disse a Tamar , sua nuora : Stattene vedova in casa di tuo padre , finchè Sela , mio figliuolo , sia divenuto grande ; perciocchè egli diceva : E’ si convien provvedere che costui ancora non muoia , come i suoi fratelli . Tamar adunque se ne andò , e dimorò in casa di suo padre . E , dopo molti giorni , morì la figliuola di Sua , moglie di Giuda ; e , dopo che Giuda si fu consolato , salì in Timna , con Hira Adullamita , suo famigliare amico , a’ tonditori delle sue pecore . Ed e’ fu rapportato a Tamar , e detto : Ecco , il tuo suocero sale in Timna , per tonder le sue pecore . Allora ella si levò d’ addosso gli abiti suoi vedovili , e si coperse di un velo , e se ne turò il viso , e si pose a sedere alla porta di Enaim , ch’ è in sulla strada , traendo verso Timna ; perciocchè vedeva che Sela era divenuto grande , e pure ella non gli era data per moglie . E Giuda la vide , e stimò lei essere una meretrice ; conciossiachè ella avesse coperto il viso . E , stornatosi verso lei in su la via , le disse : Deh ! permetti che io entri da te perciocchè egli non sapeva ch’ ella fosse sua nuora . Ed ella gli disse : Che mi darai , perchè tu entri da me ? Ed egli le disse : Io ti manderò un capretto della greggia . Ed ella disse : Mi darai tu un pegno , finchè tu me l’ abbi mandato ? Ed egli disse : Qual pegno ti darò io ? Ed ella disse : Il tuo suggello , e la tua benda , e il tuo bastone che tu hai in mano . Ed egli le diede quelle cose , ed entrò da lei , ed ella concepette di lui . Poi si levò , e se ne andò , e si levò d’ addosso il suo velo , e si rivestì i suoi abiti vedovili . E Giuda mandò il capretto per le mani di quell’ Adullamita , suo famigliare amico , per ritrarre il pegno da quella donna ; ma egli non la trovò . E ne domandò gli uomini del luogo dove era stata , dicendo : Dove è quella meretrice ch’ era alla porta di Enaim in sulla strada ? Ed essi risposero : Qui non è stata alcuna meretrice . Ed egli se ne ritornò a Giuda , e gli disse : Io non ho trovata colei ; ed anche gli uomini di quel luogo mi hanno detto : Qui non è stata alcuna meretrice . E Giuda disse : Tengasi pure il pegno , che talora noi non siamo in isprezzo : ecco , io le ho mandato questo capretto ; ma tu non l’ hai trovata . Or intorno a tre mesi appresso , fu rapportato , e detto a Guida : Tamar , tua nuora , ha fornicato , ed anche ecco , è gravida di fornicazione . E Giuda disse : Menatela fuori , e sia arsa . Come era menata fuori , mandò a dire al suo suocero : Io son gravida di colui al quale appartengono queste cose . Gli mandò ancora a dire : Riconosci ora di cui è questo suggello , e queste bende , e questo bastone . E Giuda riconobbe quelle cose , e disse : Ell’ è più giusta di me ; conciossiachè ella abbia fatto questo , perciocchè io non l’ ho data per moglie a Sela , mio figliuolo . Ed egli non la conobbe più da indi innanzi . Or avvenne che al tempo ch’ ella dovea partorire , ecco , avea due gemelli in corpo . E , mentre partoriva , l’ uno porse la mano ; e la levatrice la prese , e vi legò dello scarlatto sopra , dicendo : Costui è uscito il primo . Ma avvenne ch’ egli ritrasse la mano ; ed ecco , il suo fratello uscì fuori ; e la levatrice disse : Qual rottura hai tu fatta ? la rottura sia sopra te ; e gli fu posto nome Fares . Poi uscì il suo fratello che avea lo scarlatto sopra la mano ; e gli fu posto nome Zara . ORA , essendo stato Giuseppe menato in Egitto , Potifarre , Eunuco di Faraone , Capitan delle guardie , uomo Egizio , lo comperò da quegl’ Ismaeliti , che l’ aveano menato . E il Signore fu con Giuseppe ; e fu uomo che andava prosperando ; e stette in casa del suo signore Egizio . E il suo signore vide che il Signore era con lui , e che il Signore gli prosperava nelle mani tutto ciò ch’ egli faceva . Laonde Giuseppe venne in grazia di esso , e gli serviva ; ed egli lo costituì sopra tutta la sua casa , e gli diede in mano tutto ciò ch’ egli avea . E da che quell’ Egizio l’ ebbe costituito sopra la sua casa , e sopra tutto ciò ch’ egli avea , il Signore benedisse la casa di esso , per amor di Giuseppe ; e la benedizione del Signore fu sopra tutto ciò ch’ egli avea in casa , e ne’ campi . Ed egli rimise nelle mani di Giuseppe tutto ciò ch’ egli avea , e non tenea ragion con lui di cosa alcuna , salvo del suo mangiare . Or Giuseppe era formoso , e di bell’ aspetto . Ed avvenne , dopo queste cose , che la moglie del signore di Giuseppe gli pose l’ occhio addosso , e gli disse : Giaciti meco . Ma egli il ricusò , e disse alla moglie del suo signore : Ecco , il mio signore non tiene ragione meco di cosa alcuna che sia in casa , e mi ha dato in mano tutto ciò ch’ egli ha . Egli stesso non è più grande di me in questa casa , e non mi ha divietato null’ altro che te ; perciocchè tu sei sua moglie ; come dunque farei questo gran male , e peccherei contro a Dio ? E , benchè ella gliene parlasse ogni giorno , non però le acconsentì di giacerlesi allato , per esser con lei . Or avvenne un giorno , che , essendo egli entrato in casa per far sue faccende , e non essendovi alcuno della gente di casa ivi in casa ; ella , presolo per lo vestimento , gli disse : Giaciti meco . Ma egli , lasciatole il suo vestimento in mano , se ne fuggì , e se ne uscì fuori . E , quando ella vide ch’ egli le avea lasciato il suo vestimento in mano , e che se ne era fuggito fuori ; chiamò la gente di casa sua , e disse loro : Vedete , egli ci ha menato in casa un uomo Ebreo per ischernirci ; esso venne a me per giacersi meco ; ma io gridai ad alta voce . E come egli udì che io avea alzata la voce , e gridava , lasciò il suo vestimento appresso a me , e se ne fuggì , e se ne uscì fuori . Ed ella ripose il vestimento di Giuseppe appo sè , finchè il signore di esso fosse tornato in casa sua . Poi gli parlò in questa maniera : Quel servo Ebreo che tu ci menasti venne a me per ischernirmi . Ma , come io ebbi alzata la voce , ed ebbi gridato , egli lasciò il suo vestimento appresso a me , e se ne fuggì fuori . E quando il signore di Giuseppe ebbe intese le parole che sua moglie gli diceva , cioè : Il tuo servo mi ha fatte cotali cose , si accese nell’ ira . E il signore di Giuseppe lo prese , e lo mise nel Torrione , ch’ era il luogo dove i prigioni del re erano incarcerati ; ed egli fu ivi nel Torrione . E il Signore fu con Giuseppe , e spiegò la sua benignità inverso lui , e lo rendette grazioso al carceriere . E il carceriere diede in mano a Giuseppe tutti i prigioni ch’ erano nel Torrione ; ed egli faceva tutto ciò che vi si avea a fare . Il carceriere non riguardava a cosa alcuna ch’ egli avesse nelle mani ; perciocchè il Signore era con lui ; e il Signore prosperava tutto quello ch’ egli faceva . OR , dopo queste cose , avvenne che il coppiere del re di Egitto , e il panattiere , peccarono contro al re di Egitto , lor signore . E Faraone si crucciò gravemente contro a que’ suoi due Eunuchi , cioè : contro al coppier maggiore , e contro al panattier maggiore . E li fece mettere in prigione in casa del Capitan delle guardie , nel Torrione , nello stesso luogo ove Giuseppe era incarcerato . E il Capitan delle guardie commise a Giuseppe d’ esser con loro ; ed egli li serviva . Ed essi furono un anno in prigione . Ed amendue , il coppiere ed il panattiere del re di Egitto , ch’ erano incarcerati nel Torrione , sognarono ciascuno un sogno in una stessa notte , conveniente alla interpretazione che ne fu data a ciascun d’ essi . E Giuseppe , venuto la mattina a loro , li riguardò ; ed ecco , erano conturbati . Ed egli domandò quegli Eunuchi di Faraone , ch’ erano seco in prigione , in casa del suo signore , dicendo : Perchè sono oggi le vostre facce meste ? Ed essi gli dissero : Noi abbiam sognato ciascuno un sogno , e non vi è alcuno che ce lo interpreti . E Giuseppe disse loro : Le interpretazioni non appartengono esse a Dio ? deh ! raccontatemeli . E il coppier maggiore raccontò a Giuseppe il suo sogno , e gli disse : E’ mi pareva nel mio sogno di veder davanti a me una vite . E in quella vite erano tre tralci ; e parve ch’ ella germogliasse , poi che fiorisse , ed in fine che i suoi grappoli maturassero le uve . Ed io avea la coppa di Faraone in mano ; e prendeva quelle uve , e le spremeva nella coppa di Faraone , e dava la coppa in mano a Faraone . E Giuseppe gli disse : Quest’ è l’ interpretazione di cotesto sogno : I tre tralci son tre giorni . Fra qui e tre giorni , Faraone , rivedendo la sua famiglia , ti rassegnerà , e ti rimetterà nel tuo stato ; e tu porgerai in mano a Faraone la sua coppa , secondo il tuo primiero ufficio , quando eri suo coppiere . Ma abbi appo te memoria di me , quando avrai del bene ; ed usa , ti prego , benignità inverso me , e fa’ menzion di me a Faraone , e fa’ che io esca fuor di questa casa . Perciocchè in verità io sono stato rubato dal paese degli Ebrei ; ed anche qui non ho fatto nulla , perchè io dovessi esser messo in questa fossa . E il panattier maggiore , veggendo che Giuseppe avea interpretato il sogno di colui in bene , disse a Giuseppe : A me ancora pareva nel mio sogno di aver tre panieri bianchi in su la testa . E nel più alto paniere vi erano di tutte le vivande di Faraone , di lavoro di fornaio ; e gli uccelli le mangiavano di dentro quel paniere d’ in sul mio capo . E Giuseppe rispose , e disse : Questa è l’ interpretazione di cotesto sogno : I tre panieri son tre giorni . Fra qui e tre giorni , Faraone , rivedendo la sua famiglia , ti casserà e ti torrà il tuo ufficio , e ti farà appiccare ad un legno , e gli uccelli ti mangeranno la carne d’ addosso . Ed egli avvenne il terzo giorno appresso , ch’ era il giorno della natività di Faraone , ch’ egli fece un convito a tutti i suoi servitori ; e trovò fra’ suoi servitori rassegnati , il coppier maggiore , e il panattier maggiore . Ed egli rimise il coppier maggiore nel suo ufficio di coppiere ; ed egli porse la coppa in mano a Faraone . Ma fece appiccare il panattier maggiore , secondo l’ interpretazione che Giuseppe avea lor data . E il coppier maggiore non si ricordò di Giuseppe ; anzi lo dimenticò . ED avvenne , in capo di due anni intieri , che Faraone sognò , e gli pareva di essere presso al fiume . Ed ecco , dal fiume salivano sette vacche di bella apparenza , e grasse , e carnose , e pasturavano nella giuncaia . Poi ecco , dal fiume salivano sette altre vacche di brutta apparenza , e magre , e scarne ; e si fermarono presso a quelle altre in su la riva del fiume . E le vacche di brutta apparenza , e magre , e scarne , mangiarono le sette vacche di bella apparenza , e grasse . E Faraone si risvegliò . Poi , raddormentatosi , sognò di nuovo : ed ecco , sette spighe prospere , e belle , salivano da un gambo . Poi ecco , sette altre spighe minute , ed arse dal vento orientale , germogliavano dopo quelle . E le spighe minute tranghiottirono le sette spighe prospere e piene . E Faraone si risvegliò ; ed ecco un sogno . E venuta la mattina , lo spirito suo fu conturbato ; e mandò a chiamar tutti i Magi ed i Savi d’ Egitto , e raccontò loro i suoi sogni ; ma non vi fu alcuno che li potesse interpretare a Faraone . Allora il coppier maggiore parlò a Faraone , dicendo : Io mi rammemoro oggi i miei falli . Faraone si crucciò già gravemente contro a’ suoi servitori , e mise me e il panattier maggiore in prigione , in casa del Capitan delle guardie . E sognammo egli ed io , in una stessa notte ciascuno un sogno ; noi sognammo ciascuno il suo sogno , conveniente all’ interpretazione che ne fu data . Or quivi con noi era un giovane Ebreo , servitor del Capitan delle guardie , al quale noi raccontammo i nostri sogni , ed egli ce l’ interpretò , dando la interpretazione a ciascuno secondo il suo sogno . Ed avvenne che , secondo l’ interpretazione ch’ egli ci avea data , Faraone mi rimise nel mio stato , e fece appiccar quell’ altro . Allora Faraone mandò a chiamar Giuseppe , il quale prestamente fu tratto fuor della fossa ; ed egli si tondè , e si cambiò i vestimenti , e venne a Faraone . E Faraone disse a Giuseppe : Io ho sognato un sogno , e non vi è niuno che l’ interpreti ; or io ho udito dir di te , che tu intendi i sogni , per interpretarli . E Giuseppe rispose a Faraone , dicendo : V’ è altri che me ; Iddio risponderà ciò che sarà per la prosperità di Faraone . E Faraone disse a Giuseppe : E’ mi pareva nel mio sogno che io stava presso alla riva del fiume . Ed ecco , dal fiume salivano sette vacche , grasse , e carnose , e di bella apparenza , e pasturavano nella giuncaia . Poi ecco , sette altre vacche salivano dietro a quelle , magre , e di bruttissima apparenza , e scarne ; io non ne vidi mai di così misere in tutto il paese di Egitto . E le vacche magre , e misere , mangiarono le sette prime vacche grasse . E quelle entrarono loro in corpo ; ma pur non se ne riconobbe nulla ; conciossiachè fossero di così brutto aspetto , come prima . Ed io mi risvegliai . E’ mi parve ancora , sognando , veder sette spighe piene e belle , che salivano da un gambo . Poi ecco , sette altre spighe aride , minute , arse dal vento orientale , germogliarono dopo quelle . E le spighe minute tranghiottirono le sette spighe belle . Or io ho detti questi sogni a’ Magi ; ma non vi è stato alcuno che me li abbia saputi dichiarare . Allora Giuseppe disse a Faraone : Ciò che ha sognato Faraone è una stessa cosa . Iddio ha significato a Faraone ciò ch’ egli è per fare . Le sette vacche belle son sette anni ; e le sette spighe belle sono altresì sette anni ; l’ uno e l’ altro sogno sono una stessa cosa . Parimente , le sette vacche magre e brutte , che salivano dopo quelle , son sette anni ; e le sette spighe vote , arse dal vento orientale , saranno sette anni di fame . Questo è quello che io ho detto a Faraone : Che Iddio ha mostrato a Faraone ciò ch’ egli è per fare . Ecco , vengono sette anni di grande abbondanza in tutto il paese di Egitto . Poi , dopo quelli , verranno sette anni di fame ; e tutta quella abbondanza sarà dimenticata nel paese di Egitto ; e la fame consumerà il paese . E quell’ abbondanza non si conoscerà nel paese , per cagion di quella fame che verrà appresso ; perciocchè ella sarà molto aspra . E quant’ è a ciò che il sogno è stato reiterato per due volte a Faraone , ciò è avvenuto , perchè la cosa è determinata da Dio ; e Iddio l’ eseguirà tosto . Ora dunque provveggasi Faraone di un uomo intendente e savio , il quale egli costituisca sopra il paese di Egitto . Faraone faccia questo : Ordini de’ commissari nel paese ; e facciasi dare il quinto della rendita del paese di Egitto , ne’ sette anni dell’ abbondanza . E adunino essi tutta la vittuaglia di questi sette buoni anni che vengono , e ammassino il grano sotto la mano di Faraone , per vittuaglia nella città ; e lo conservino . E quella vittuaglia sarà per provvisione del paese , ne’ sette anni della fame che saranno nel paese di Egitto ; e il paese non sarà distrutto per la fame . E la cosa piacque a Faraone e a tutti i suoi servitori . E Faraone disse a’ suoi servitori : Potremmo noi trovare alcuno pari a costui , ch’ è uomo in cui è lo Spirito di Dio ? E Faraone disse a Giuseppe : Poichè Iddio ti ha manifestato tutto questo , e’ non vi è alcuno intendente , nè savio , come sei tu . Tu sarai sopra la mia casa , e tutto il mio popolo ti bacerà in bocca ; io non sarò più grande di te , salvo che nel trono . Oltre a ciò , Faraone disse a Giuseppe : Vedi , io ti costituisco sopra tutto il paese di Egitto . E Faraone si trasse il suo anello di mano , e lo mise in mano a Giuseppe , e lo fece vestir di vestimenti di bisso , e gli mise una collana d’ oro al collo . E lo fece salir sopra il carro della seconda persona del suo regno ; e si gridava davanti a lui : Ognuno s’ inginocchi ; e ch’ egli lo costituiva sopra tutto il paese di Egitto . Faraone disse ancora a Giuseppe : Io son Faraone ; niuno leverà il piè , nè la mano , in tutto il paese di Egitto , senza te . E Faraone pose nome a Giuseppe Safenatpaanea ; e gli diede per moglie Asenat , figliuola di Potifera , Governatore di On . E Giuseppe andò attorno per lo paese di Egitto . Or Giuseppe era d’ età di trent’ anni , quando egli si presentò davanti a Faraone , re di Egitto . Giuseppe adunque si partì dal cospetto di Faraone , e passò per tutto il paese di Egitto . E la terra produsse a menate , ne’ sette anni dell’ abbondanza . E Giuseppe adunò tutta la vittuaglia di quei sette anni , che furono nel paese di Egitto , e la ripose nelle città ; egli ripose in ciascuna tutta la vittuaglia del contado circonvicino . Giuseppe adunque ammassò grano in grandissima quantità , come la rena del mare ; tanto che si rimase di annoverarlo ; perciocchè era innumerabile . Ora , avanti che venisse il primo anno della fame , nacquero a Giuseppe due figliuoli ; i quali Asenat , figliuola di Potifera , Governatore di On , gli partorì . E Giuseppe pose nome al primogenito Manasse ; perciocchè , disse egli , Iddio mi ha fatto dimenticare ogni affanno , e tutta la casa di mio padre . E pose nome al secondo , Efraim ; perciocchè , disse egli , Iddio mi ha fatto fruttare nel paese della mia afflizione . Poi , finiti i sette anni dell’ abbondanza che fu nel paese di Egitto ; cominciarono a venire i sette anni della fame , siccome Giuseppe avea detto ; e vi fu fame per tutti i paesi ; ma per tutto Egitto vi era del pane . Alla fine tutto il paese di Egitto fu anch’ esso affamato , e il popolo gridò a Faraone per del pane . E Faraone disse a tutti gli Egizj : Andate a Giuseppe , e fate ciò ch’ egli vi dirà . Ed essendo la fame per tutto il paese , Giuseppe aperse tutti i granai , e ne vendè agli Egizj . E la fame si aggravò nel paese di Egitto . Da ogni paese eziandio si veniva in Egitto a Giuseppe , per comperar del grano ; perciocchè la fame si era aggravata per tutta la terra . E GIACOBBE , veggendo che vi era del grano da vendere in Egitto , disse a’ suoi figliuoli : Perchè state a riguardarvi l’ un l’ altro ? Poi disse : Ecco , io ho udito che in Egitto v’ è del grano da vendere ; scendete là , e compratacene di là ; e noi viveremo , e non morremo . E dieci de’ fratelli di Giuseppe scesero in Egitto , per comperar del grano di là . Ma Giacobbe non mandò Beniamino , fratello di Giuseppe , co’ suoi fratelli ; perciocchè diceva : E’ si convien guardare che talora alcuna mortale sciagura non gl’ intervenga . I figliuoli d’ Israele adunque giunsero in Egitto , per comperar del grano , per mezzo altri che vi andavano ; perciocchè la fame era nel paese di Canaan . Or Giuseppe , ch’ era rettor del paese , vendeva il grano a ciascun popolo della terra . I fratelli di Giuseppe adunque , essendo giunti , s’ inchinarono a lui , con la faccia verso terra . E , come Giuseppe ebbe veduti i suoi fratelli , li riconobbe ; ma pur s’ infinse strano inverso loro , e parlò loro aspramente , e disse loro : Onde venite voi ? Ed essi dissero : Dal paese di Canaan , per comperar della vittuaglia . Giuseppe adunque riconobbe i suoi fratelli , ma essi non riconobber lui . E Giuseppe si ricordò de’ sogni che egli avea sognati di loro , e disse loro : Voi siete spie ; voi siete venuti per vedere i luoghi sforniti del paese . Ma essi dissero : No , signor mio , anzi i tuoi servitori son venuti per comperar della vittuaglia . Noi siamo tutti figliuoli di uno stesso uomo ; noi siamo uomini leali ; i tuoi servitori non furono giammai spie . Ed egli disse loro : No ; anzi voi siete venuti per veder i luoghi sforniti del paese . Ed essi dissero : Noi , tuoi servitori , eravamo dodici fratelli , figliuoli di uno stesso uomo , nel paese di Canaan ; ed ecco , il minore è oggi con nostro padre , e uno non è più . E Giuseppe disse loro : Quest’ è pur quello che io vi ho detto , che voi siete spie . E’ si farà prova di voi in questo : Come vive Faraone , voi non partirete di qui , prima che il vostro fratel minore sia venuto qua . Mandate un di voi a prendere il vostro fratello ; e voi restate qui incarcerati , e si farà prova delle vostre parole , se vi è in voi verità ; se no , come vive Faraone , voi siete spie . E li serrò in prigione , per tre dì . E al terzo giorno , Giuseppe disse loro : Fate questo , e voi viverete ; io temo Iddio . Se voi siete uomini leali uno di voi fratelli rimanga incarcerato nella prigione dove siete stati posti , e voi altri andate , portatene del grano , secondo la necessità delle vostre case . E menatemi il vostro fratel minore , e così le vostre parole saranno verificate , e voi non morrete . Ed essi fecero così . E dicevano l’ uno all’ altro : Certamente noi siamo colpevoli intorno al nostro fratello ; perciocchè noi vedemmo l’ angoscia dell’ anima sua , quando egli ci supplicava , e non l’ esaudimmo ; perciò è avvenuta questa angoscia a noi . E Ruben rispose loro , dicendo : Non vi diceva io : Non peccate contro al fanciullo ? ma voi non mi voleste ascoltare ; perciò altresì , ecco , è domandata ragion del suo sangue . Or essi non sapevano che Giuseppe li intendesse ; perciocchè fra loro vi era un interprete . E Giuseppe si rivoltò indietro da loro , e pianse . Poi ritornò a loro , e parlò loro , e prese d’ infra loro Simeone , il quale egli fece incarcerare in lor presenza . Poi Giuseppe comandò che si empiessero di grano le lor sacca , e che si rimettessero i danari di ciascun d’ essi nel suo sacco , e che si desse loro provvisione per lo viaggio . E così fu lor fatto . Ed essi , caricato sopra i loro asini il grano che aveano comperato , si partirono di là . E l’ uno di essi , aperto il suo sacco , per dar della pastura al suo asino nell’ albergo , vide i suoi danari ch’ erano alla bocca del suo sacco . E disse a’ suoi fratelli : I miei danari mi sono stati restituiti ; e anche eccoli nel mio sacco . E il cuore isvenne loro , e si spaventarono , dicendo l’ uno all’ altro : Che cosa è questo che Iddio ci ha fatto ? Poi , venuti a Giacobbe , lor padre , nel paese di Canaan , gli raccontarono tutte le cose ch’ erano loro intervenute , dicendo : Quell’ uomo , che è rettor del paese , ci ha parlato aspramente , e ci ha trattati da spie del paese . E noi gli abbiam detto : Noi siamo uomini leali ; noi non fummo giammai spie . Noi eravamo dodici fratelli , figliuoli di nostro padre , e l’ uno non è più ; e il minore è oggi con nostro padre , nel paese di Canaan . E quell’ uomo , rettor del paese , ci ha detto : Per questo conoscerò che voi siete uomini leali : lasciate un di voi fratelli appo me , e prendete quanto vi fa bisogno per la necessità delle vostre casa , e andate . E menatemi il vostro fratel minore ; ed io conoscerò che voi non siete spie , anzi uomini leali ; ed io vi renderò il vostro fratello , e voi potrete andare attorno trafficando per lo paese . Ora , come essi votavano le lor sacca , ecco , il sacchetto de’ denari di ciascuno era nel suo sacco ; ed essi , e il padre loro , videro i sacchetti de’ lor danari , e temettero . E Giacobbe , lor padre , disse loro : Voi mi avete orbato di figliuoli ; Giuseppe non è più , Simeone non è più , e ancora volete tormi Beniamino ; tutte queste cose son contro a me . E Ruben disse a suo padre : Fa’ morire i miei due figliuoli , se io non te lo riconduco ; rimettilo nelle mie mani , ed io te lo ricondurrò . Ma Giacobbe disse : Il mio figliuolo non iscenderà con voi ; perciocchè il suo fratello è morto , ed egli è rimasto solo ; e , se gli avvenisse alcuna mortale sciagura per lo viaggio che farete , voi fareste scender la mia canutezza con cordoglio nel sepolcro . OR la fame era grave nel paese . E , dopo ch’ essi ebber finito di mangiare il grano che aveano portato di Egitto , il padre loro disse loro : Tornate a comperarci un poco di vittuaglia . E Giuda gli disse : Quell’ uomo ci ha espressamente protestato , e detto : Voi non vedrete la mia faccia , che il vostro fratello non sia con voi . Se tu mandi il nostro fratello con noi , noi scenderemo , e ti compreremo della vittuaglia . Ma , se pur tu non vel mandi , noi non iscenderemo ; perciocchè quell’ uomo ci ha detto : Voi non vedrete la mia faccia , che il vostro fratello non sia con voi . E Israele disse : Perchè mi avete voi fatto questa offesa , di dichiarare a quell’ uomo che avevate ancora un fratello ? Ed essi dissero : Quell’ uomo ci domandò partitamente di noi , e del nostro parentado , dicendo : Il padre vostro vive egli ancora ? avete voi alcun altro fratello ? E noi gliene demmo contezza , secondo quelle parole ; potevamo noi in alcun modo sapere ch’ egli direbbe : Fate venire il vostro fratello ? E Giuda disse a Israele , suo padre : Lascia venire il giovane meco , e noi ci leveremo , e andremo , e viveremo , e non morremo , e noi , e tu , e le nostre famiglie . Io te lo sicuro ; ridomandalo dalla mia mano ; se io non tel riconduco , e non tel rappresento , io sarò colpevole inverso te in perpetuo . Che se non ci fossimo indugiati , certo ora saremmo già ritornati due volte . E Israele , lor padre , disse loro : Se pur qui così bisogna fare , fate questo : Prendete delle più isquisite cose di questo paese nelle vostre sacca , e portatene un presente a quell’ uomo ; un poco di balsamo , e un poco di mele , e degli aromati , e della mirra , e de’ pinocchi , e delle mandorle . E pigliate in mano danari al doppio ; riportate eziandio i danari che vi furono rimessi alla bocca de’ vostri sacchi ; forse fu errore . E prendete il vostro fratello , e levatevi e ritornate a quell’ uomo . E facciavi l’ Iddio Onnipotente trovar pietà appo quell’ uomo , sì ch’ egli vi rilasci il vostro altro fratello , e Beniamino ; e se pure io sarò orbato di figliuoli , sialo . Quegli uomini adunque presero quel presente ; presero eziandio danari al doppio , e Beniamino ; e , levatisi , scesero in Egitto , e si presentarono davanti a Giuseppe . E Giuseppe , veggendo Beniamino con loro , disse al suo mastro di casa : Mena questi uomini dentro alla casa , e ammazza delle carni e apparecchiale ; perciocchè questi uomini mangeranno meco a meriggio . E colui fece come Giuseppe avea detto , e menò quegli uomini dentro alla casa di Giuseppe . E quegli uomini temettero , perciocchè erano menati dentro alla casa di Giuseppe , e dissero : Noi siamo menati qua entro per que’ danari che ci furono tornati ne’ nostri sacchi la prima volta ; acciocchè egli si rivolti addosso a noi , e si avventi contro a noi , e ci prenda per servi , insieme co’ nostri asini . E accostatisi al mastro di casa di Giuseppe , gli parlarono in su l’ entrata della casa . E dissero : Ahi , signor mio ! certo da principio noi scendemmo per comperar della vittuaglia . Or avvenne , come fummo giunti all’ albergo , che , aprendo i nostri sacchi , ecco , i danari di ciascun di noi erano alla bocca del suo sacco ; i nostri danari vi erano appunto secondo il lor peso ; e noi li abbiamo riportati con noi . Abbiamo , oltre a ciò , portati nelle nostre mani altri danari per comperar della vittuaglia ; noi non sappiamo chi mettesse i nostri danari ne’ nostri sacchi . Ed egli disse loro : Datevi pace ; non temiate ; l’ Iddio vostro , e l’ Iddio del padre vostro , ha messo un tesoro ne’ vostri sacchi ; i vostri danari mi vennero in mano . Poi trasse lor fuori Simeone . E , menatili dentro alla casa di Giuseppe , fece portar dell’ acqua , ed essi si lavarono i piedi ; ed egli diede della pastura ai loro asini . E aspettando che Giuseppe venisse a meriggio , essi apparecchiarono quel presente ; perciocchè aveano inteso che resterebbero quivi a mangiare . E quando Giuseppe fu venuto in casa , essi gli porsero quel presente che aveano in mano , dentro alla casa ; e gli s’ inchinarono fino in terra . E egli li domandò del lor bene stare , e disse : Il padre vostro , quel vecchio di cui mi parlaste , sta egli bene ? vive egli ancora ? Ed essi dissero : Nostro padre , tuo servitore , sta bene ; egli vive ancora . E s’ inchinarono , e gli fecero riverenza . E Giuseppe alzò gli occhi , e vide Beniamino , suo fratello , figliuol di sua madre , e disse : È costui il vostro fratel minore , del qual mi parlaste ? Poi disse : Iddio ti sia favorevole , figliuol mio . E Giuseppe si ritrasse prestamente ; perciocchè le sue viscere si riscaldavano inverso il suo fratello ; e cercando luogo per piangere , se n’ entrò nella cameretta , e quivi pianse . Poi , lavatosi il viso , uscì fuori , e si fece forza , e disse : Recate le vivande . Furono adunque recate le vivande a lui da parte , a loro da parte , e agli Egizj che mangiavano con lui da parte ; conciossiachè gli Egizj non possano mangiare con gli Ebrei ; perciocchè ciò è cosa abbominevole agli Egizj . Essi adunque si posero a sedere nel suo cospetto , il primogenito , secondo l’ ordine suo di primogenito ; e il minore , secondo l’ ordine della sua età minore ; e quegli uomini , maravigliandosi , si riguardavano l’ un l’ altro . Ed egli prese de’ messi delle vivande d’ appresso a sè , e le mandò loro ; e la parte di Beniamino fu cinque volte maggiore di quella di qualunque altro di loro . Ed essi bevvero , e goderono con lui . E GIUSEPPE comandò , e disse al suo mastro di casa : Empi le sacca di questi uomini di vittuaglia , quanto essi ne potranno portare ; e rimetti i danari di ciascuno di essi alla bocca del suo sacco . Metti eziandio la mia coppa , quella coppa di argento , alla bocca del sacco del minore , insieme co’ danari del suo grano . Ed egli fece come Giuseppe gli avea detto . In su lo schiarir della mattina , quegli uomini furono accommiatati co’ loro asini . Essendo usciti fuor della città , e non essendo ancora lungi , Giuseppe disse al suo mastro di casa : Levati , persegui quegli uomini ; e , quando tu li avrai aggiunti , di’ loro : Perchè avete voi renduto mal per bene ? Non è quella la coppa , nella quale il mio signore suol bere , per la quale egli suole indovinare ? voi avete malvagiamente operato in ciò che avete fatto . Egli adunque li raggiunse , e disse loro quelle parole . Ed essi gli dissero : Perchè dice il mio signore cotali parole ? tolga Iddio che i tuoi servitori facciano una cotal cosa . Ecco , noi ti riportammo dal paese di Canaan i danari che avevamo trovati alle bocche delle nostre sacca ; come dunque avremmo noi rubato della casa del tuo signore oro od argento ? Muoia colui de’ tuoi servitori , appo il quale quella coppa sarà trovata ; e oltre a ciò noi saremo servi al mio signore . Ed egli disse : Quantunque ora fosse ragionevole di far secondo le vostre parole , pur nondimeno colui solo appo il quale ella sarà trovata , mi sarà servo , e voi altri sarete sciolti . E ciascun d’ essi mise giù il suo sacco in terra , e l’ aperse . E il maestro di casa li frugò tutti , cominciando dal sacco del maggiore , e finendo a quel del minore ; e la coppa fu ritrovata nel sacco di Beniamino . Allora essi stracciarono i lor vestimenti ; e , caricato ciascuno il suo asino , tornarono nella città . E Giuda , co’ suoi fratelli , entrò nella casa di Giuseppe , il quale era ancora quivi ; ed essi si gittarono in terra davanti a lui . E Giuseppe disse loro : Quale è questo atto che voi avete fatto ? non sapete voi che un par mio per certo indovina ? E Giuda disse : Che diremo al mio signore ? quali parole useremo ? e come ci giustificheremo noi ? Iddio ha ritrovata l’ iniquità de’ tuoi servitori ; ecco , noi siamo servi al mio signore , così noi altri , come colui appo il quale è stata ritrovata la coppa . Ma Giuseppe disse : Tolga Iddio che io faccia questo ; colui , appo il quale è stata trovata la coppa , mi sia servo , e voi altri ritornatevene in pace a vostro padre . E Giuda gli si accostò , e disse : Ahi ! signor mio : deh ! lascia che il tuo servitore dica una parola al mio signore , e non accendasi la tua ira contro al tuo servitore ; conciossiachè tu sii appunto come Faraone . Il mio signore domandò i suoi servitori , dicendo : Avete voi padre o fratello ? Enoi : dicemmo al mio signore : Noi abbiamo un padre vecchio , e un giovane piccol fratello , nato a nostro padre nella sua vecchiezza , e il suo fratello è morto ; talchè egli è rimasto solo di sua madre , e suo padre l’ ama . Allora tu dicesti a’ tuoi servitori : Menatemelo , ed io porrò l’ occhio mio sopra lui . E noi dicemmo al mio signore : Il fanciullo non può lasciar suo padre ; perciocchè s’ egli lo lasciasse , suo padre morrebbe . E tu dicesti a’ tuoi servitori : Se il vostro fratel minore non iscende con voi , voi non vedrete più la mia faccia . Come dunque fummo ritornati a mio padre , tuo servitore , gli rapportammo le parole del mio signore . Dipoi nostro padre disse : Tornate a comperarci un poco di vittuaglia . E noi dicemmo : Noi non possiamo scender là ; ma , se il nostro fratello minore è con noi , noi vi scenderemo ; perciocchè noi non possiam veder la faccia di quell’ uomo , se il nostro fratel minore non è con noi . E mio padre , tuo servitore , ci disse : Voi sapete che mia moglie mi partorì due figliuoli . L’ uno de’ quali , essendosi dipartito d’ appresso a me , io ho detto : Certo egli del tutto è stato lacerato ; ed io non l’ ho veduto fino ad ora . E se voi togliete ancora questo d’ appresso a me , e gli avviene alcuna mortal sciagura , voi farete scender la mia canutezza con afflizione nel sepolcro . Ora dunque se , quando io giungerò a mio padre , tuo servitore , il fanciullo , alla cui anima la sua è legata , non è con noi ; egli avverrà che , come vedrà che il fanciullo non vi sarà , egli si morrà ; e così i tuoi servitori avranno fatto scender la canutezza di nostro padre , tuo servitore , con cordoglio , nel sepolcro . Ora , perciocchè il tuo servitore ha assicurato di questo fanciullo a mio padre , menandonelo d’ appresso a lui , dicendo : Se io non te lo riconduco , io sarò colpevole inverso mio padre in perpetuo ; deh ! lascia ora che il tuo servitore rimanga servo al mio signore , in luogo del fanciullo , e che il fanciullo se ne ritorni co’ suoi fratelli . Perciocchè , come ritornerei io a mio padre , non essendo il fanciullo meco ? Io non potrei farlo , che talora io non vedessi l’ afflizione che ne avverrebbe a mio padre . ALLORA Giuseppe , non potendo più farsi forza in presenza di tutti i circostanti , gridò : Facciasi uscire ognuno fuori d’ appresso a me . E niuno restò con lui , quando egli si diede a conoscere a’ suoi fratelli . Ed egli diede un grido con pianto , e gli Egizj lo intesero ; que’ della casa di Faraone lo intesero anch’ essi . E Giuseppe disse a’ suoi fratelli : Io son Giuseppe ; mio padre vive egli ancora ? Ma i suoi fratelli non gli potevano rispondere ; perciocchè erano tutti sbigottiti della sua presenza . E Giuseppe disse a’ suoi fratelli : Deh ! appressatevi a me . Ed essi si appressarono a lui . Ed egli disse : Io son Giuseppe , vostro fratello , il qual voi vendeste per esser menato in Egitto . Ma ora non vi contristate , e non vi rincresca di avermi venduto per esser menato qua ; conciossiachè Iddio mi abbia mandato davanti a voi per vostra conservazione . Perciocchè quest’ è l’ anno secondo della fame dentro del paese ; e ve ne saranno ancora cinque , ne’ quali non vi sarà nè aratura , nè mietitura . Ma Iddio mi ha mandato davanti a voi , per far che abbiate alcun rimanente nella terra , e per conservarvelo in vita , per un grande scampo . Ora dunque , non voi mi avete mandato qua , anzi Iddio ; ed egli mi ha costituito per padre a Faraone , e per padrone sopra tutta la sua casa , e rettore in tutto il paese di Egitto . Ritornatevene prestamente a mio padre , e ditegli : Così dice il tuo figliuolo Giuseppe : Iddio mi ha costituito rettor di tutto l’ Egitto ; scendi a me , non restare . E tu dimorerai nella contrada di Gosen , e sarai presso di me , tu , e i tuoi figliuolo , e i figliuoli de’ tuoi figliuoli e le tue gregge , e i tuoi armenti , e tutto ciò ch’ è tuo . E io ti sostenterò quivi , perciocchè vi saranno ancora cinque anni di fame ; acciocchè talora tu non sofferi necessità , tu , e la tua famiglia , e tutto ciò ch’ è tuo . Ed ecco , gli occhi vostri veggono , gli occhi del mio fratello Beniamino anch’ essi veggono , che la mia bocca è quella che vi parla . Rapportate adunque a mio padre tutta la gloria , nella quale io sono in Egitto , e tutto ciò che voi avete veduto ; e fate prestamente venir qua mio padre . Poi , gittatosi al collo di Beniamino , suo fratello , pianse ; Beniamino altresì pianse sopra il collo di esso . Baciò ancora tutti i suoi fratelli , e pianse sopra loro . E , dopo questo , i suoi fratelli parlarono con lui . E il grido ne fu udito nella casa di Faraone , e fu detto : I fratelli di Giuseppe son venuti . E la cosa piacque a Faraone ed a’ suoi servitori . E Faraone disse a Giuseppe : Di’ a’ tuoi fratelli : Fate questo : caricate le vostre bestie , e andatevene ; e , quando sarete giunti nel paese di Canaan , prendete vostro padre , e le vostre famiglie , e venite a me ; ed io vi darò il meglio del paese di Egitto , e voi mangerete il grasso del paese . E a te , Giuseppe , è ordinato questo : fate ciò : prendete de’ carri del paese di Egitto , per le vostre famiglie , e per le vostre mogli ; e levate vostro padre , e venitevene . E non vi rincresca di lasciar le vostre masserizie ; perciocchè il meglio di tutto il paese di Egitto sarà vostro . E i figliuoli d’ Israele fecero così ; e Giuseppe diede loro de’ carri secondo il comandamento di Faraone ; diede loro ancora provvisione per lo viaggio . Diede eziandio a ciascun d’ essi tutti delle mute di vestimenti ; e a Beniamino diede trecento sicli di argento , e cinque mute di vestimenti . E a suo padre mandò questo : dieci asini carichi delle migliori cose di Egitto ; e dieci asine cariche di grano , e di pane , e di vittuaglia , per suo padre , per lo viaggio . E diede commiato a’ suoi fratelli , ed essi se ne andarono . Ed egli disse loro : Non vi crucciate per cammino . Ed essi se ne ritornarono di Egitto ; e vennero nel paese di Canaan , a Giacobbe , lor padre . E gli rapportarono la cosa , dicendo : Giuseppe vive ancora ; e anche è rettore in tutto il paese di Egitto . E il cuore gli venne meno ; perciocchè non credeva loro . Ma essi gli dissero tutte le parole che Giuseppe avea lor dette ; ed egli vide i carri , che Giuseppe avea mandati per levarlo ; allora lo spirito si ravvivò a Giacobbe , lor padre . E Israele disse : Basta , il mio figliuolo Giuseppe vive ancora ; io andrò , e lo vedrò , avanti che io muoia . ISRAELE adunque si partì , con tutto ciò ch’ egli avea . E , giunto in Beerseba , sacrificò sacrificii all’ Iddio d’ Isacco suo padre . E Iddio parlò a Israele in visioni di notte , e disse : Giacobbe , Giacobbe . Ed egli disse : Eccomi . E Iddio disse : Io sono Iddio , l’ Iddio di tuo padre ; non temer di andare in Egitto ; perciocchè io ti farò divenir quivi una gran nazione . Io scenderò teco in Egitto ; e altresì te ne ricondurrò fuori ; e Giuseppe metterà la sua mano sopra gli occhi tuoi . E Giacobbe partì di Beerseba ; e i figliuoli d’ Israele fecero salire Giacobbe , loro padre , e i lor piccoli figliuoli , e le lor mogli , sopra i carri , che Faraone avea mandati per levar Giacobbe . Presero ancora i lor bestiami , e le facoltà che aveano acquistate nel paese di Canaan ; e vennero in Egitto , Giacobbe e tutta la sua progenie . Egli menò seco in Egitto i suoi figliuoli , e i figliuoli de’ suoi figliuoli ; le sue figliuole , e le figliuole de’ suoi figliuoli , e tutta la sua progenie . E questi sono i nomi de’ figliuoli d’ Israele , che vennero in Egitto : Giacobbe , vi venne , co’ suoi figliuoli ; il primogenito di Giacobbe fu Ruben . E i figliuoli di Ruben furono Henoc , e Pallu , e Hesron , e Carmi . E i figliuoli di Simeone furono Iemuel , e Iamin , e Ohad , e Iachin , e Sohar , e Saul , figliuolo di una Cananea . E i figliuoli di Levi furono Gherson , e Chehat , e Merari . E i figliuoli di Giuda furono Er , e Onan , e Sela , e Fares , e Zara ; or Er , e Onan morirono nel paese di Canaan . E i figliuoli di Fares furono Hesron , e Hamul . E i figliuoli d’ Issacar furono Tola , e Puva , e Iob , e Simron . E i figliuoli di Zabulon furono Sered , ed Elon , e Ialeel . Questi sono i figliuoli di Lea , i quali ella partorì a Giacobbe in Paddan-aram , oltre a Dina , figliuola di esso : tutte le persone de’ suoi figliuoli , con le sue figliuole , erano trentatre . E i figliuoli di Gad furono Siflon , e Hagghi , e Suni , ed Esbon , ed Eri , e Arodi , e Areeli . E i figliuoli di Aser furono Imna , e Isua , e Isui , e Beria , e Sera , lor sorella . E i figliuoli di Beria furono Heber , e Malchiel . Questi sono i figliuoli di Zilpa , la quale Labano diede a Lea , sua figliuola ; ed ella partorì costoro a Giacobbe , che furono sedici persone . I figliuoli di Rachele , moglie di Giacobbe , furono Giuseppe , e Beniamino . E a Giuseppe , nel paese di Egitto , nacquero Manasse ed Efraim , i quali Asenat , figliuola di Potifera , Governatore di On , gli partorì . E i figliuoli di Beniamino furono Bela , e Becher , e Asbel , e Ghera , e Naaman , ed Ehi , e Ros , e Muppim , e Huppim , e Ard . Questi sono i figliuoli di Rachele , i quali nacquero a Giacobbe : in tutto quattordici persone . E il figliuolo di Dan fu Husim . E i figliuoli di Neftali furono Iaseel , e Guni , e Ieser , e Sillem . Questi sono i figliuoli di Bilha , la quale Labano diede a Rachele , sua figliuola : ed ella partorì costoro a Giacobbe ; in tutto sette persone . Tutte le persone che vennero in Egitto , appartenenti a Giacobbe , procedute dalla sua anca , oltre alle mogli de’ figliuoli di Giacobbe , furono in tutto sessantasei . E i figliuoli di Giuseppe , che gli nacquero in Egitto , furono due persone ; talchè tutte le persone della famiglia di Giacobbe , che vennero in Egitto , furono settanta . Or Giacobbe mandò davanti a sè Giuda a Giuseppe , per avvisarlo che gli venisse incontro in Gosen . Ed essi giunsero alla contrada di Gosen . E Giuseppe fece mettere i cavalli al suo carro , e andò incontro a Israele , suo padre , in Gosen , e gli si fece vedere , e gli si gittò al collo , e pianse sopra il suo collo , per lungo spazio . E Israele disse a Giuseppe : Muoia io pure questa volta , poichè ho veduta la tua faccia ; conciossiachè tu vivi ancora . Poi Giuseppe disse a’ suoi fratelli , e alla famiglia di suo padre : Io andrò , e farò assapere la vostra venuta a Faraone , e gli dirò : I miei fratelli , e la famiglia di mio padre , i quali erano nel paese di Canaan , son venuti a me . E questi uomini son pastori di gregge ; conciossiachè sieno sempre stati gente di bestiame ; e hanno menate le lor gregge , e i loro armenti , e tutto ciò che hanno . Ora , s’ egli avviene che Faraone vi chiami , e vi dica : Qual’ è il vostro mestiere ? dite : I tuoi servitori , dalla nostra giovanezza infino ad ora , sono sempre stati gente di bestiame , così noi , come i nostri padri ; acciocchè dimoriate nella contrada di Gosen : perciocchè ogni pastor di greggia è in abbominio agli Egizj . GIUSEPPE adunque venne , e rapportò e disse a Faraone : Mio padre , e i miei fratelli , con le lor gregge , e co’ loro armenti , e con tutto ciò che hanno , son venuti dal paese di Canaan ; ed ecco , sono nella contrada di Gosen . Prese eziandio una parte de’ suoi fratelli , cioè cinque , e li presentò davanti a Faraone . E Faraone disse a’ fratelli di Giuseppe : Qual’ è il vostro mestiere ? Ed essi dissero a Faraone : I tuoi servitori son pastori di gregge , come anche furono i nostri padri . Poi dissero a Faraone : Noi siam venuti per dimorare in questo paese ; perciocchè non vi è pastura per le gregge de’ tuoi servitori nel paese di Canaan , conciossiachè la fame vi sia grave ; deh ! permetti ora che i tuoi servitori dimorino nella contrada di Gosen . E Faraone disse a Giuseppe : Poichè tuo padre , e i tuoi fratelli , son venuti a te ; il paese di Egitto è al tuo comando ; fa’ abitar tuo padre , e i tuoi fratelli , nel meglio del paese ; dimorino pur nella contrada di Gosen , e se tu conosci che fra loro vi sieno degli uomini di valore , costituiscili governatori del mio bestiame . Poi Giuseppe menò Giacobbe , suo padre , a Faraone , e gliel presentò . E Giacobbe benedisse Faraone . E Faraone disse a Giacobbe : Quanti anni hai ? E Giacobbe rispose a Faraone : Il tempo degli anni de’ miei pellegrinaggi è centrent’ anni ; il tempo degli anni della mia vita è stato corto , e malvagio , e non è giunto al tempo degli anni della vita de’ miei padri , ne’ quali andarono peregrinando . Poi Giacobbe , salutato Faraone , se ne uscì fuori dal suo cospetto . E Giuseppe diede a suo padre , e ai suoi fratelli , stanza e possessione nel paese di Egitto , nel meglio del paese , nella contrada di Rameses , come Faraone avea comandato . E Giuseppe sostentò suo padre , e i suoi fratelli , e tutta la casa di suo padre , provvedendo loro di pane , secondo le bocche delle lor famiglie . OR in tutta la terra non vi era pane ; perciocchè la fame era gravissima ; e il paese di Egitto , e di Canaan , si veniva meno per la fame . E Giuseppe raccolse tutti i danari che si ritrovarono nel paese di Egitto , e nel paese di Canaan , per lo grano che la gente di que’ paesi comperava ; e Giuseppe portò que’ danari in casa di Faraone . E , quando i danari furono mancati nel paese di Egitto , e nel paese di Canaan , tutti gli Egizj vennero a Giuseppe , dicendo : Dacci del pane , perchè morremmo noi davanti agli occhi tuoi per mancamento di danari ? E Giuseppe disse : Datemi il vostro bestiame , ed io vi darò del pane per lo vostro bestiame , se pure i danari son mancati . Ed essi menarono il lor bestiame a Giuseppe ; e Giuseppe diede loro del pane per cavalli , e per gregge di pecore , e per armenti di buoi , e per asini . Così li sostentò di pane quell’ anno per tutto il lor bestiame . E , passato quell’ anno , ritornarono l’ anno seguente a lui , e gli dissero : Noi non possiamo celare il nostro bisogno al mio signore ; ma i danari son mancati , e i nostri bestiami son pervenuti al mio signore ; e’ non ci resta nulla che il mio signore possa pigliare , salvo i nostri corpi , e le nostre terre . Perchè periremmo , e noi , e le nostre terre , davanti agli occhi tuoi ? compera noi , e le nostre terre , per del pane ; e noi , e le nostre terre , saremo servi a Faraone ; e dacci della semenza , acciocchè viviamo , e non muoiamo , e che la terra non sia desolata . Giuseppe adunque acquistò a Faraone tutte le terre di Egitto ; perciocchè gli Egizj venderono ciascun la sua possessione ; conciossiachè la fame si fosse aggravata sopra loro ; e così le terre furono acquistate a Faraone . E Giuseppe trasportò il popolo nelle città , da un capo de’ confini di Egitto infino all’ altro . Sol non acquistò le terre de’ sacerdoti ; perciocchè vi era una provvisione assegnata da Faraone a’ sacerdoti ; onde essi mangiarono la provvisione che Faraone dava loro , e perciò non venderono le lor terre . E Giuseppe disse al popolo : Ecco io ho oggi acquistati a Faraone e voi e le vostre terre ; eccovi della semenza : seminate la terra . E al tempo della ricolta , voi darete il quinto di essa a Faraone , e le altre quattro parti saranno vostre , per la sementa de’ campi , e per lo mangiar di voi , e di coloro che son nelle vostre case , e per lo mangiar delle vostre famiglie . Ed essi dissero : Tu ci hai scampata la vita ; troviamo pur grazia appo il mio signore , e siamo servi a Faraone . E Giuseppe , per istatuto che dura infino ad oggi , fece una imposta sopra le terre di Egitto , del quinto della rendita , per Faraone ; sol le terre de’ sacerdoti non furono di Faraone . Così gl’ Israeliti abitarono nel paese di Egitto , nella contrada di Gosen , e ne furono fatti possessori , e moltiplicarono , e crebbero grandemente . E Giacobbe visse nel paese di Egitto diciassette anni ; e gli anni della vita di Giacobbe furono cenquarantasette . Or avvicinandosi il tempo della morte di Israele , egli chiamò il suo figliuolo Giuseppe , e gli disse : Deh ! se io ho trovato grazia appo te , metti ora la tua mano sotto la mia coscia , promettendomi che tu userai inverso me benignità e lealtà ; deh ! non seppellirmi in Egitto . Anzi , quando io giacerò co’ miei padri , portami fuor di Egitto , e seppelliscimi nella lor sepoltura . E Giuseppe disse : Io farò secondo la tua parola . E Israele disse : Giuramelo . Ed egli gliel giurò . E Israele , inchinatosi verso il capo del letto , adorò . ORA , dopo queste cose , fu detto a Giuseppe : Ecco , tuo padre è infermo . Allora egli prese seco i suoi due figliuoli , Manasse ed Efraim . Ed egli fu rapportato , e detto a Giacobbe : Ecco , Giuseppe , tuo figliuolo , viene a te . E Israele , isforzatosi , si mise a sedere in sul letto . E Giacobbe disse a Giuseppe : L’ Iddio Onnipotente mi apparve in Luz , nel paese di Canaan , e mi benedisse . E mi disse : Ecco , io ti farò moltiplicare , e ti accrescerò , e ti farò divenir raunanza di popoli ; e darò questo paese alla tua progenie dopo te , per possession perpetua . Ora dunque , i tuoi due figliuoli , che ti son nati nel paese di Egitto , prima che io venissi a te in Egitto , son miei ; Efraim e Manasse saranno miei , come Ruben e Simeone . Ma i figliuoli che tu genererai dopo loro , saranno tuoi ; nella loro eredità saranno nominati del nome de’ lor fratelli . Or , quant’ è a me , quando io veniva di Paddan , Rachele morì appresso di me nel paese di Canaan , per cammino , alquanto spazio lungi di Efrata ; e io la seppellii quivi nel cammino di Efrata , ch’ è Betlehem . E Israele , veduti i figliuoli di Giuseppe , disse : Chi son costoro ? E Giuseppe disse a suo padre : Sono i miei figliuoli , i quali Iddio mi ha dati qui . E Giacobbe disse : Deh ! falli appressare a me , ed io li benedirò . Or gli occhi d’ Israele erano gravi per la vecchiezza , talchè egli non potea vedere . E Giuseppe glieli fece appressare . Ed egli li baciò , e li abbracciò . E Israele disse a Giuseppe : Io non pensava di veder mai più la tua faccia ; ed ecco , Iddio mi ha fatto vedere eziandio della tua progenie . Poi Giuseppe , fattili levar d’ appresso alle ginocchia di esso , s’ inchinò con la faccia in terra . E li prese amendue , e pose Efraim alla sua destra , dalla sinistra d’ Israele ; e Manasse alla sua sinistra , dalla destra d’ Israele ; e così glieli fece appressare . E Israele porse la sua man destra , e la pose sopra il capo di Efraim , ch’ era il minore , e pose la sinistra sopra il capo di Manasse ; e , benchè Manasse fosse il primogenito , nondimeno avvedutamente pose così le mani . E benedisse Giuseppe , e disse : Iddio , nel cui cospetto i miei padri , Abrahamo ed Isacco , son camminati ; Iddio , che mi ha pasciuto da che io sono al mondo infino a questo giorno ; l’ Angelo , che mi ha riscosso d’ ogni male , benedica questi fanciulli , e sieno nominati del mio nome , e del nome de’ miei padri , Abrahamo ed Isacco ; e moltiplichino copiosamente sulla terra . Ora , veggendo Giuseppe che suo padre avea posta la sua man destra sopra il capo di Efraim , ciò gli dispiacque , e prese la mano di suo padre , per rimoverla d’ in sul capo di Efraim , e per metterla in sul capo di Manasse . E Giuseppe disse a suo padre : Non così , padre mio ; conciossiachè questo sia il primogenito , metti la tua man destra sopra il suo capo . Ma suo padre ricusò di farlo , e disse : Io il so , figliuol mio , io il so ; ancora esso diventerà un popolo , e ancora esso sarà grande ; ma pure il suo fratel minore sarà più grande di lui , e la progenie di esso sarà una piena di genti . Così in quel giorno li benedisse , dicendo : Israele benedirà altrui , prendendone l’ esempio in te ; dicendo : Iddio ti faccia esser simile ad Efraim ed a Manasse . E Israele antepose Efraim a Manasse . Poi Israele disse a Giuseppe : Ecco , io muoio , e Iddio sarà con voi , e vi ricondurrà al paese de’ vostri padri . Ed io ti dono una parte sopra i tuoi fratelli , la quale io ho conquistata dalle mani degli Amorrei con la mia spada e col mio arco . POI Giacobbe chiamò i suoi figliuoli , e disse : Adunatevi , ed io vi dichiarerò ciò che vi avverrà nel tempo a venire . Adunatevi e ascoltate , figliuoli di Giacobbe ! Prestate udienza a Israele , vostro padre . RUBEN , tu sei il mio primogenito , La mia possa , e il principio delle mie forze , Eccellente in dignità , ed eccellente in forza . Tutto ciò è scolato come acqua ; non aver la maggioranza ! Perciocchè tu salisti in sul letto di tuo padre ; Allora che tu contaminasti il mio letto , tutto ciò sparì . SIMEONE e LEVI son fratelli ; Le loro spade sono arme di violenza . Non entri l’ anima mia nel lor consiglio segreto ; Non uniscasi la gloria mia alla lor raunanza ; Perciocchè nella loro ira hanno uccisi uomini , E hanno a lor voglia spianato il muro . Maledetta sia l’ ira loro , perciocchè è stata violenta ; E il furor loro , perciocchè è stato aspro ; Io li dividerò per Giacobbe , E li spargerò per Israele . GIUDA , te celebreranno i tuoi fratelli ; La tua mano sarà sopra il collo de’ tuoi nemici ; I figliuoli di tuo padre s’ inchineranno a te ; Giuda è un leoncello ; Figliuol mio , tu sei ritornato dalla preda ; Quando egli si sarà chinato , e si sarà posto a giacere come un leone , Anzi come un gran leone , chi lo desterà ? Lo Scettro non sarà rimosso da Giuda , Nè il Legislatore d’ infra i piedi di esso , Finchè non sia venuto colui al quale quello appartiene ; E inverso lui sarà l’ ubbidienza de’ popoli . Egli lega il suo asinello alla vite , E al tralcio della vite nobile il figlio della sua asina ; Egli lava il suo vestimento nel vino , E i suoi panni nel liquor delle uve . Egli ha gli occhi rosseggianti per lo vino , E i denti bianchi per lo latte . ZABULON abiterà nel porto de’ mari Egli sarà al porto delle navi ; E il suo confine sarà fino a Sidon . ISSACAR è un asino ossuto , Che giace fra due sbarre . E avendo egli veduto che il riposo è cosa buona , E che il paese è ameno , Chinerà la spalla per portar la soma , E diverrà tributario . DAN giudicherà il suo popolo , Come una delle tribù d’ Israele . Dan sarà una serpe in su la strada , Un colubro in sul sentiero , Il qual morde i pasturali del cavallo , Onde colui che lo cavalca cade indietro . O Signore , io ho aspettata la tua salute . Quant’ è a GAD , schiere lo scorreranno ; Ma egli in iscambio scorrerà altri . Dal paese di ASER procederà la grascia della sua vittuaglia , Ed esso produrrà delizie reali . NEFTALI è una cerva sciolta ; Egli proferisce belle parole . GIUSEPPE è un ramo di una vite fruttifera , Un ramo di una vite fruttifera appresso ad una fonte , I cui rampolli si distendono lungo il muro . E benchè egli sia stato amaramente afflitto , E che degli arcieri l’ abbiano saettato e nimicato ; Pur è dimorato l’ arco suo nella sua forza ; E le sue braccia e le sue mani si son rinforzate , Per l’ aiuto del Possente di Giacobbe : Quindi egli è stato il pastore , la pietra d’ Israele , Ciò è proceduto dall’ Iddio di tuo padre , il quale ancora ti aiuterà ; E dall’ Onnipotente , il quale ancora ti benedirà Delle benedizioni del cielo di sopra , Delle benedizioni dell’ abisso che giace disotto , Delle benedizioni delle mammelle e della matrice . Le benedizioni di tuo padre Hanno avanzate le benedizioni de’ miei genitori , E son giunte fino al sommo de’ colli eterni . Esse saranno sopra il capo di Giuseppe , E sopra la sommità del capo di lui , Ch’ è stato messo da parte d’ infra i suoi fratelli . BENIAMINO è un lupo rapace ; La mattina egli divorerà la preda , E in su la sera partirà le spoglie . Tutti costoro sono i capi delle dodici tribù d’ Israele ; e questo è quello che il padre loro disse loro , quando il benedisse , benedicendo ciascuno di essi secondo la sua propria benedizione . Poi comandò , e disse loro : Tosto sarò raccolto al mio popolo ; seppellitemi coi miei padri , nella spelonca ch’ è nel campo di Efron Hitteo ; nella spelonca , ch’ è nel campo di Macpela , il quale è dirincontro a Mamre , nel paese di Cannan ; la quale spelonca Abrahamo comperò da Efron Hitteo , insieme col campo , per possession di sepoltura . Quivi fu seppellito Abrahamo e Sara , sua moglie ; quivi fu seppellito Isacco e Rebecca , sua moglie ; quivi ancora ho seppellita Lea . L’ acquisto di quel campo , e della spelonca ch’ è in esso , fu fatto da’ figliuoli di Het . E , dopo che Giacobbe ebbe finito di dar questi comandamenti a’ suoi figliuoli , ritrasse i piedi dentro al letto , e trapassò , e fu raccolto a’ suoi popoli . E GIUSEPPE , gittatosi sopra la faccia di suo padre , pianse sopra lui , e lo baciò . Poi comandò a’ suoi servitori medici , che imbalsamassero suo padre . E i medici imbalsamarono Israele . E quaranta giorni intieri furono posti ad imbalsamarlo ; perciocchè tanto tempo appunto si metteva ad imbalsamar coloro che s’ imbalsamavano ; e gli Egizj lo piansero per settanta giorni . E , dopo che furono passati i giorni del pianto che si fece per lui , Giuseppe parlò alla famiglia di Faraone , dicendo : Deh ! se io ho trovata grazia appo voi , parlate , vi prego , a Faraone , e ditegli : Che mio padre mi ha fatto giurare , dicendo : Ecco , io mi muoio ; seppelliscimi nella mia sepoltura , la quale io mi ho cavata nel paese di Canaan . Deh ! lascia ora dunque che io vada a seppellire mio padre ; poi ritornerò . E Faraone disse : Va’ , seppellisci tuo padre , come egli ti ha fatto giurare . Giuseppe adunque salì , per seppellir suo padre ; e con lui andarono tutti gli anziani della casa di Faraone , servitori di esso , e tutti gli anziani del paese di Egitto ; e tutta la famiglia di Giuseppe , e i suoi fratelli , e la famiglia di suo padre ; sol lasciarono nella contrada di Gosen le lor famiglie , e le lor gregge , e i loro armenti . Con lui andarono eziandio carri e cavalieri ; talchè lo stuolo fu grandissimo . E , come furono giunti all’ aia di Atad , che era di là dal Giordano , fecero quivi un grande e molto grave lamento . E Giuseppe fece cordoglio di suo padre per sette giorni . Or i Cananei , abitanti di quel paese , veggendo il cordoglio che si faceva nell’ aia di Atad , dissero : Quest’ è un duolo grave agli Egizj : perciò fu posto nome a quell’ aia , Abel-Misraim , ch’ è di là dal Giordano . E i figliuoli di Giacobbe gli fecero come egli avea lor comandato . E lo portarono nel paese di Canaan , e lo seppellirono nella spelonca del campo di Macpela , dirimpetto a Mamre , la quale Abrahamo avea comperata , insieme col campo , da Efron Hitteo , per possession di sepoltura . E Giuseppe , dopo ch’ ebbe seppellito suo padre , se ne ritornò in Egitto , co’ suoi fratelli , e con tutti coloro che erano andati con lui , per seppellir suo padre . Or i fratelli di Giuseppe , veggendo che il padre loro era morto , dissero : Forse Giuseppe ci porterà odio , e nimistà , e non mancherà di renderci tutto il male che gli abbiam fatto . Laonde commisero ad alcuni di andare a Giuseppe , per dirgli ; Tuo padre , avanti che morisse , ordinò , e disse : Dite così a Giuseppe : Perdona , ti prego , ora a’ tuoi fratelli il lor misfatto , e il lor peccato ; conciossiachè essi ti abbiano fatto del male . Deh ! perdona dunque ora a’ servitori dell’ Iddio di tuo padre il lor misfatto . E Giuseppe pianse , quando coloro gli parlarono . I suoi fratelli andarono eziandio a lui ; e , gittatisi in terra davanti a lui , gli dissero : Eccociti per servi . Ma Giuseppe disse loro : Non temiate ; perciocchè , sono io in luogo di Dio ? Voi certo avevate pensato del male contro a me ; ma Iddio ha pensato di convertir quel male in bene , per far ciò che oggi appare , per conservare in vita una gran gente . Ora dunque , non temiate ; io sostenterò voi , e le vostre famiglie . Così li consolò , e li riconfortò . E Giuseppe dimorò in Egitto , con la famiglia di suo padre , e visse centodieci anni . E vide ad Efraim figliuoli della terza generazione ; i figliuoli di Machir , figliuolo di Manasse , nacquero anch’ essi , e furono allevati sopra le ginocchia di Giuseppe . E Giuseppe disse a’ suoi fratelli : Tosto morrò , e Iddio per certo vi visiterà , e vi farà salire fuor di questo paese , nel paese il quale egli giurò ad Abrahamo , a Isacco , e a Giacobbe . E Giuseppe fece giurare i figliuoli d’ Israele , dicendo : Iddio per certo vi visiterà ; allora trasportate di qui le mie ossa . Poi Giuseppe morì , essendo di età di centodieci anni ; e fu imbalsamato , e posto in un cataletto in Egitto . OR questi sono i nomi de’ figliuoli d’ Israele , che vennero in Egitto : essi vi vennero con Giacobbe , ciascuno con la sua famiglia . Ruben , Simeone , Levi , e Giuda ; Issacar , Zabulon , e Beniamino ; Dan , Neftali , Gad , e Aser . E tutte le persone , uscite dell’ anca di Giacobbe , erano settanta . Or Giuseppe era già in Egitto . E Giuseppe morì , e tutti i suoi fratelli , e tutta quella generazione . E i figliuoli d’ Israele fruttarono e moltiplicarono copiosamente , e crebbero , e divennero grandemente possenti , talchè il paese fu ripieno di essi . Or sorse un nuovo re sopra l’ Egitto , il qual non avea conosciuto Giuseppe . Costui disse al suo popolo : Ecco , il popolo de’ figliuoli d’ Israele è più grande e più possente di noi . Ora procediamo saggiamente intorno ad esso ; che talora non moltiplichi ; onde , se alcuna guerra avvenisse , egli non si congiunga anche esso co’ nostri nemici , e non guerreggi contro a noi , o se ne vada via dal paese . Furono adunque costituiti sopra il popolo d’ Israele commissari d’ angherie , per affliggerlo con le lor gravezze . E il popolo edificò a Faraone delle città da magazzini , cioè , Pitom e Raamses . Ma quanto più l’ affliggevano , tanto più cresceva , e tanto più moltiplicava fuor di modo ; onde gli Egizj portavano gran noia de’ figliuoli d’ Israele . E gli Egizj facevano servire i figliuoli d’ Israele con asprezza . E li facevano vivere in amaritudine , con dura servitù , adoperandoli intorno all’ argilla , e a’ mattoni , e ad ogni servigio de’ campi ; tutta la servitù , nella quale li adoperavano , era con asprezza . Il re di Egitto disse ancora alle levatrici delle donne Ebree , il nome dell’ una delle quali era Sifra , e quel dell’ altra Pua : Quando voi ricoglierete i parti delle donne Ebree , e le vedrete in su la seggiola , se il parto è un figliuol maschio , uccidetelo ; ma se è una figliuola femmina , lasciatela vivere . Ma quelle levatrici temettero Iddio , e non fecero secondo che il re di Egitto avea loro detto ; anzi lasciarono vivere i fanciulli . E il re di Egitto chiamò le levatrici , e disse loro : Perchè avete voi fatto questo , di lasciar vivere i fanciulli ? E le levatrici dissero a Faraone : Le donne Ebree non sono come l’ Egizie , perciocchè sono vigorose ; avanti che la levatrice sia venuta a loro , hanno partorito . E Iddio fece del bene a quelle levatrici ; e il popolo crebbe , e divenne grandemente possente . E perchè quelle levatrici temettero Iddio , egli edificò loro delle case . Allora Faraone comandò a tutto il suo popolo , dicendo : Gittate nel fiume ogni figliuol maschio che nascerà , e lasciate vivere tutte le figliuole femmine . OR un uomo della famiglia di Levi andò , e prese per moglie una figliuola di Levi . E quella donna concepette , e partorì un figliuolo ; e , veggendolo bello , lo tenne nascosto lo spazio di tre mesi . Ma non potendo più tenerlo nascosto , ella prese una cestella fatta di giunchi , e la impiastrò di bitume e di pece ; e , postovi dentro il fanciullo , la mise nella giuncaia , in su la riva del fiume . E la sorella del fanciullo se ne stava da lungi , per saper ciò che gli avverrebbe . Or la figliuola di Faraone discese per bagnarsi nel fiume ; e le sue donzelle passeggiavano su la riva del fiume ; ed ella vide quella cestella per mezzo la giuncaia , e mandò una sua servente , e la fece torre . E apertala vide quel bambino ; ed ecco , il fanciullo piangeva ; ed ella ne ebbe compassione , e disse : Questo fanciullo è de’ figliuoli degli Ebrei . E la sorella di esso disse alla figliuola di Faraone : Andrò io a chiamarti una balia d’ infra le donne Ebree , che ti allatti questo fanciullo ? E la figliuola di Faraone le disse : Va’ . E la fanciulla andò , e chiamò la madre del fanciullo . E la figliuola di Faraone disse : Portane questo fanciullo , e allattamelo , ed io ti darò il tuo salario . E quella donna prese il fanciullo , e lo allattò . E quando il fanciullo fu grande , ella lo menò alla figliuola di Faraone , ed esso le fu in luogo di figliuolo , ed ella gli pose nome Mosè ; perciocchè , disse ella , io lo ho tratto fuor delle acque . Or in quel tempo , essendo Mosè già divenuto grande , avvenne ch’ egli uscì fuori a’ suoi fratelli , e vide le lor gravezze ; e vide un Egizio che percuoteva un uomo Ebreo de’ suoi fratelli . E avendo riguardato qua e là , e veduto , che non v’ era nissuno , percosse quell’ Egizio , e lo nascose nel sabbione . E il giorno seguente egli uscì ancora fuori ; ed ecco , due uomini Ebrei contendevano insieme . Ed egli disse a colui che avea il torto : Perchè percuoti il tuo prossimo ? E colui gli rispose : Chi ti ha costituito principe e giudice sopra noi ? pensi tu di uccider me , come uccidesti quell’ Egizio ? E Mosè temette , e disse : Per certo la cosa si è saputa . E Faraone udì questa cosa , e cercò Mosè per ucciderlo ; ma Mosè se ne fuggì dal cospetto di Faraone , e si fermò nel paese di Madian , ove si pose a sedere presso ad un pozzo . Or il sacerdote di Madian avea sette figliuole ; le quali vennero , e attinsero dell’ acqua , ed empierono gli abbeveratoi , per abbeverar le gregge del lor padre . E i pastori sopraggiunsero , e scacciarono le gregge ; ma Mosè si levò , e soccorse quelle fanciulle , e abbeverò le lor gregge . Ed elleno se ne vennero a Reuel , lor padre ; ed egli disse loro : Perchè siete voi oggi così presto ritornate ? Ed elleno risposero : Un uomo Egizio ci ha riscosse dalle mani de’ pastori , e anche ci ha attinto dell’ acqua abbondantemente , ed ha abbeverate le gregge . Ed egli disse alla sue figliuole : E dov’ è egli ? perchè avete lasciato là quell’ uomo ? chiamatelo , che prenda cibo . E Mosè acconsentì di dimorar con quell’ uomo : ed egli diede a Mosè Sippora , sua figliuola . Ed ella partorì un figliuolo , ed egli gli pose nome Ghersom ; perciocchè disse : Io sono stato forestiere in paese strano . Or avvenne che in quel mezzo tempo , che fu lungo , il re di Egitto morì ; e i figliuoli d’ Israele sospirarono per la servitù , e gridarono ; e le lor grida , che gittarono per la servitù , salirono a Dio . E Iddio intese i loro stridi , e si ricordò del suo patto con Abrahamo , con Isacco , e con Giacobbe . E Iddio riguardò a’ figliuoli d’ Israele , e ne prese conoscenza . OR Mosè pasturava la greggia di Ietro , sacerdote di Madian , suo suocero ; e guidando la greggia dietro al deserto , pervenne alla montagna di Dio , ad Horeb . E l’ Angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco , di mezzo un pruno . Ed egli riguardò , ed ecco , il pruno ardea in fuoco , e pure il pruno non si consumava . E Mosè disse : Or andrò là , e vedrò questa gran visione , per qual cagione il pruno non si bruci . E il Signore vide ch’ egli era andato là fuor di via , per veder quella visione . E Iddio lo chiamò di mezzo il pruno , e disse : Mosè , Mosè . Ed egli rispose : Eccomi . E Iddio gli disse : Non appressarti in qua ; tratti le scarpe da’ piedi , perciocchè il luogo , sopra il quale tu stai , è terra santa . Poi disse : Io son l’ Iddio di tuo padre , l’ Iddio di Abrahamo , l’ Iddio d’ Isacco , e l’ Iddio di Giacobbe . E Mosè si nascose la faccia ; perciocchè egli temeva di riguardar verso Iddio . E il Signore disse : Ben ho veduta l’ afflizion del mio popolo , ch’ è in Egitto , ed ho udite le lor grida , per cagion dei loro esattori ; perciocchè io ho presa conoscenza delle sue doglie . E sono sceso per riscuoterlo dalle mani degli Egizj , e per farlo salir da quel paese in un paese buono e largo ; in un paese stillante latte e miele ; nel luogo de’ Cananei , degl’ Hittei , degli Amorrei , dei Ferezei , degl’ Hivvei , e de’ Gebusei . Ora dunque , ecco , le grida de’ figliuoli d’ Israele son pervenute a me , ed anche ho veduta l’ oppressione , con la quale gli Egizj li oppressano . Perciò , vieni ora , ed io ti manderò a Faraone , e tu trarrai fuor di Egitto il mio popolo , i figliuoli d’ Israele . E Mosè disse a Dio : Chi sono io , che io vada a Faraone , e tragga fuor di Egitto i figliuoli d’ Israele ? E Iddio gli disse ! Va’ pure ; perciocchè io sarò teco ; e questo ti sarà per segno che io ti ho mandato . Quando tu avrai tratto fuor di Egitto il popolo , voi servirete a Dio sopra questo monte . E Mosè disse a Dio : Ecco , quando io sarò venuto a’ figliuoli d’ Israele , e avrò lor detto : L’ Iddio de’ vostri padri mi ha mandato a voi , se essi mi dicono : Qual’ è il suo nome ? che dirò io loro ? E Iddio disse a Mosè : IO SON COLUI CHE SONO ; poi disse : Così dirai ai figliuoli d’ Israele : Colui che si chiama IO SONO , m’ ha mandato a voi . Iddio disse ancora a Mosè : Così dirai a’ figliuoli d’ Israele : Il Signore Iddio de’ padri vostri , l’ Iddio di Abrahamo , e l’ Iddio d’ Isacco , e l’ Iddio di Giacobbe , mi ha mandato a voi ; questo è il mio Nome in eterno e questa è la mia ricordanza per ogni età . Va’ , e raduna gli Anziani d’ Israele , e di’ loro : Il Signore Iddio de’ vostri padri , l’ Iddio di Abrahamo , d’ Isacco , e di Giacobbe , mi è apparito , dicendo : Certamente io vi ho visitati , e ho veduto ciò che vi si fa in Egitto . E ho detto : Io vi trarrò fuor dell’ afflizione di Egitto , e vi condurrò nel paese de’ Cananei , degl’ Hittei , degli Amorrei , de’ Ferezei , degl’ Hivvei , e de’ Gebusei ; in un paese stillante latte e miele . Ed essi ubbidiranno alla tua voce ; e tu , con gli Anziani d’ Israele , entrerai dal re di Egitto , e voi gli direte : Il Signore Iddio degli Ebrei ci ha incontrati ; deh ! lascia dunque ora che andiamo tre giornate di cammino nel deserto , e che sacrifichiamo al Signore Iddio nostro . Or io so che il re di Egitto non vi concederà l’ andare , se non isforzato con potente mano . Ed io stenderò la mia mano , e percuoterò l’ Egitto con tutte le mie maravigliose opere , che io farò in mezzo di esso . Dopo ciò egli vi lascerà andare . E allora metterò in grazia questo popolo inverso gli Egizj ; e avverrà che , quando voi ve ne andrete , non ve ne andrete vuoti . Anzi , ciascuna donna chiederà alla sua vicina , e alla sua albergatrice , vasellamenti di argento , e vasellamenti di oro , e vestimenti ; e voi metterete quelli addosso a’ vostri figliuoli , e alle vostre figliuole ; e così spoglierete gli Egizj . E Mosè rispose , e disse : Ma ecco , essi non mi crederanno , e non ubbidiranno alla mia voce ; perciocchè diranno : Il Signore non ti è apparito . E il Signore gli disse : Che cosa è questa che tu hai in mano ? Ed egli rispose : Una bacchetta . E il Signore gli disse : Gittala in terra . Ed egli la gittò in terra ; ed ella divenne un serpente ; e Mosè fuggì d’ innanzi a quello . Ma il Signore disse a Mosè : Stendi la tua mano , e prendilo per la coda . Ed egli stese la mano , e lo prese ; ed esso divenne bacchetta nella sua mano . Così farai , disse Iddio , acciocchè credano che il Signore Iddio de’ lor padri , l’ Iddio di Abrahamo , l’ Iddio d’ Isacco e l’ Iddio di Giacobbe , ti è apparito . Il Signore gli disse ancora : Mettiti ora la mano in seno . Ed egli si mise la mano in seno ; poi , trattala fuori , ecco , la sua mano era lebbrosa , bianca come neve . Poi gli disse : Rimettiti la mano in seno . Ed egli si rimise la mano in seno ; poi , trattasela fuor del seno , ecco , era tornata come l’ altra sua carne . Se dunque , disse il Signore , non ti credono , e non ubbidiscono alla tua voce al primo segno , ubbidiranno alla tua voce , al secondo segno . E se egli avviene che non pure a questi due segni credano , e non ubbidiscano alla tua voce ; allora prendi dell’ acqua del fiume , e spandila in su l’ asciutto ; e l’ acqua che tu avrai presa dal fiume diventerà sangue in su l’ asciutto . E Mosè disse al Signore : Ahi ! Signore , io non son mai per addietro stato uomo ben parlante , non pur da che tu parlasti al tuo servitore ; conciossiachè io sia tardo di bocca e di lingua . E il Signore gli disse : Chi ha posta la bocca all’ uomo ? ovvero , chi fa il mutolo , o il sordo , o colui che ha gli occhi , e gli orecchi aperti , o il cieco ? non son desso io , il Signore ? Ora dunque va’ , ed io sarò con la tua bocca , e t’ insegnerò ciò che avrai a dire . E Mosè disse : Ahi ! Signore ; deh ! manda a far questo per colui il qual tu hai a mandare . Allora l’ ira del Signore si accese contro a Mosè ; ed egli gli disse : Non so io che Aaronne , tuo fratello , Levita , è uomo ben parlante ? e anche , ecco , egli se n’ esce fuori a incontrarti ; e , veggendoti , si rallegrerà nel suo cuore . Parlagli adunque , e mettigli in bocca queste parole , ed io sarò con la tua bocca , e con la sua , e v’ insegnerò ciò che avrete a fare . Ed egli parlerà per te al popolo ; e così egli ti sarà in luogo di bocca , e tu gli sarai in luogo di Dio . Or prendi questa bacchetta in mano , acciocchè con essa tu faccia que’ segni . MOSÈ adunque andò ; e , ritornato a Ietro , suo suocero , gli disse : Deh ! lascia che io me ne vada , e ritorni a’ miei fratelli che sono in Egitto e vegga se sono ancora vivi . E Ietro gli disse : Vattene in pace . Il Signore disse ancora a Mosè nel paese di Madian : Va’ , ritornatene in Egitto ; perciocchè tutti coloro che cercavano l’ anima tua son morti . Mosè adunque prese la sua moglie e i suoi figliuoli ; e , postili sopra degli asini , se ne ritornava in Egitto . Mosè prese ancora la bacchetta di Dio nella sua mano . E il Signore disse a Mosè : Poichè tu te ne vai per ritornare in Egitto , vedi , fa’ davanti a Faraone tutti i miracoli che io ti ho posti in mano ; ma io gl’ indurerò il cuore , talchè egli non lascerà andare il popolo . E tu dirai a Faraone : Così dice il Signore : Israele è mio figliuolo , il mio primogenito . Or io ti ho detto : Lascia andare il mio figliuolo , acciocchè mi serva ; e tu hai ricusato di lasciarlo andare ; ecco , io uccido il tuo figliuolo , il tuo primogenito . Ora , essendo Mosè per cammino , in un albergo , il Signore l’ incontrò , e cercava di farlo morire . E Sippora prese una selce tagliente , e tagliò il prepuzio del suo figliuolo , e lo gittò a’ piedi di Mosè , e disse : Certo tu mi sei uno sposo di sangue . E il Signore lo lasciò . Allora ella disse : Sposo di sangue , per le circoncisioni . E il Signore disse ad Aaronne : Va’ incontro a Mosè verso il deserto . Ed egli andò , e lo scontrò , al Monte di Dio , e lo baciò . E Mosè dichiarò ad Aaronne tutte le parole del Signore , per le quali lo mandava , e tutti i segni che gli avea comandato di fare . Mosè adunque , ed Aaronne , andarono , e adunarono tutti gli Anziani de’ figliuoli d’ Israele . E Aaronne annunziò loro tutte le parole che il Signore avea dette a Mosè , e fece que’ segni nel cospetto del popolo . E il popolo credette , e intese che il Signore visitava i figliuoli d’ Israele ; e ch’ egli avea veduta la loro afflizione . Ed essi s’ inchinarono , e adorarono . POI Mosè ed Aaronne vennero a Faraone , e gli dissero : Così ha detto il Signore Iddio d’ Israele : Lascia andare il mio popolo , acciocchè mi celebri una festa nel deserto . Ma Faraone disse : Chi è il Signore , che io ubbidisca alla sua voce , per lasciare andare Israele ? Io non conosco il Signore , e anche non lascerò andare Israele . Ed essi dissero : L’ Iddio degli Ebrei ci ha scontrati ; deh ! lascia che noi andiamo tre giornate di cammino nel deserto , e che sacrifichiamo al Signore Iddio nostro ; che talora egli non si avventi sopra noi con pestilenza , o con la spada . E il re di Egitto disse loro : O Mosè ed Aaronne , perchè distraete il popolo dalle sue opere ? andate a’ vostri incarichi . Faraone disse ancora : Ecco , ora il popolo del paese è in gran numero ; e voi lo fate restare da’ suoi incarichi . E quell’ istesso giorno Faraone comandò a’ commissari costituiti sopra il popolo , e a’ rettori d’ esso , e disse : Non continuate più a dar della paglia a questo popolo , per fare i mattoni , come avete fatto per addietro ; vadano essi medesimi , e raccolgansi della paglia . E pure imponete loro la medesima somma di mattoni che facevano per addietro ; non diminuitene nulla ; perciocchè essi sono oziosi , e però gridano , dicendo : Andiamo , sacrifichiamo all’ Iddio nostro . Sia il lavoro aggravato sopra questi uomini ; e lavorino intorno ad esso , e non attendano a parole di menzogna . I commissari adunque del popolo , e i rettori di esso , uscirono fuori , e dissero al popolo : Così ha detto Faraone : Io non vi darò più paglia . Andate voi medesimi , e prendetevi della paglia dovunque ne troverete ; perciocchè nulla sarà diminuito del vostro lavoro . E il popolo si sparse per tutto il paese di Egitto , per raccoglier della stoppia in luogo di paglia . E i commissari sollecitavano , dicendo : Fornite le vostre opere , giorno per giorno , come quando avevate della paglia . E i rettori dei figliuoli d’ Israele , i quali i commissari di Faraone aveano costituiti sopra loro , furono battuti ; e fu lor detto : Perchè non avete voi fornito ieri ed oggi la somma de’ mattoni che vi è imposta , come per addietro ? E i rettori de’ figliuoli d’ Israele vennero , e gridarano a Faraone , dicendo : Perchè fai così a’ tuoi servitori ? E’ non si dà paglia a’ tuoi servitori , e pur ci dicono : Fate de’ mattoni ; ed ora i tuoi servitori son battuti ; e il tuo popolo commette fallo . Ed egli disse : Voi siete oziosi , voi siete oziosi ; perciò dite : Andiamo , sacrifichiamo al Signore . Ora dunque andate , lavorate ; e’ non vi si darà paglia , e pur renderete la somma de’ mattoni . E i rettori de’ figliuoli d’ Israele , veggendoli a mal partito , essendo lor detto : Non diminuite nulla de’ mattoni impostivi giorno per giorno , quando uscirono d’ appresso a Faraone , scontrarono Mosè ed Aaronne , che si presentarono davanti a loro . Ed essi dissero loro : Il Signore riguardi a voi , e facciane giudicio ; conciossiachè voi abbiate renduto puzzolente l’ odor nostro appo Faraone , e appo i suoi servitori , dando loro in mano la spada per ucciderci . E MOSÈ ritornò al Signore , e disse : Signore , perchè hai fatto questo male a questo popolo ? perchè mi hai mandato ? Conciossiachè dacchè io son venuto a Faraone , per parlargli in nome tuo , egli abbia trattato male questo popolo ; e tu non hai punto liberato il tuo popolo . Ed il Signore disse a Mosè : Ora vedrai quel ch’ io farò a Faraone ; perciocchè , sforzato con potente mano , li lascerà andare ; anzi , sforzato con potente mano , li caccerà dal suo paese . Oltre a ciò , Iddio parlò a Mosè , e gli disse : Io sono il Signore . E apparvi ad Abrahamo , ad Isacco , ed a Giacobbe , sotto il nome di : Dio Onnipotente ; ma non fui conosciuto da loro sotto il mio nome di : Colui che è . E , come io fermai il mio patto con loro , di dar loro il paese di Canaan , il paese de’ lor pellegrinaggi , nel quale dimorarono come forestieri ; così ancora ho uditi gli stridi de’ figliuoli d’ Israele , i quali gli Egizj tengono in servitù ; e mi son ricordato del mio patto . Perciò , di’ ai figliuoli d’ Israele : Io sono il Signore ; e vi trarrò di sotto alle gravezze degli Egizj , e vi libererò dalla servitù loro , e vi riscuoterò con braccio steso , e con grandi giudicii . E vi prenderò per mio popolo , e sarò vostro Dio ; e voi conoscerete ch’ io sono il Signore Iddio vostro , che vi traggo di sotto alle gravezze degli Egizj . E vi condurrò nel paese , del quale io ho alzata la mano che io lo darei ad Abrahamo , ad Isacco , ed a Giacobbe ; e vel darò per possessione ereditaria . Io sono il Signore . E Mosè parlò in quella stessa maniera a’ figliuoli d’ Israele ; ma essi non porsero orecchio a Mosè , per l’ angoscia dello spirito loro , e per la dura servitù . E il Signore parlò a Mosè , dicendo : Va’ , parla a Faraone , re di Egitto , che lasci andare i figliuoli d’ Israele dal suo paese . E Mosè parlò nel cospetto del Signore , dicendo : Ecco , i figliuoli di Israele non mi hanno porto orecchio ; e come mi porgerebbe orecchio Faraone , essendo io incirconciso di labbra ? Ma il Signore parlò a Mosè e ad Aaronne , e comandò loro di andare ai figliuoli d’ Israele , e a Faraone , re di Egitto , per trar fuor del paese di Egitto i figliuoli d’ Israele . QUESTI sono i capi delle famiglie paterne di essi : I figliuoli di Ruben , primogenito di Israele , furono Henoc , e Pallu , e Hesron , e Carmi . Queste son le famiglie de’ Rubeniti . E i figliuoli di Simeone furono Iemuel , e Iamin , e Ohad , e Iachin , e Sohar , e Saul , figliuolo d’ una Cananea . Queste son le famiglie de’ Simeoniti . E questi sono i nomi de’ figliuoli di Levi , secondo le lor generazioni : Gherson , e Chehat , e Merari . E gli anni della vita di Levi furono centrentasette . I figliuoli di Gherson furono : Libni , e Simi , divisi per le lor generazioni . E i figliuoli di Chehat furono : Amram , e Ishar , e Hebron , e Uzziel . E gli anni della vita di Chehat furono centrentatre . E i figliuoli di Merari furono Mahali , e Musi . Queste son le famiglie dei Leviti , divise per le lor linee . Or Amram prese Iochebed , sua zia , per moglie ; ed essa gli partorì Aaronne e Mosè . E gli anni della vita di Amram furono centrentasette . E i figliuoli di Ishar furono : Core , e Nefeg , e Zicri . E i figliuoli di Uzziel furono : Misael , ed Elsafan , e Zicri . E Aaronne si prese per moglie Eliseba , figliuola di Amminadab , sorella di Nahasson ; ed essa gli partorì Nadab , e Abihu , ed Eleazar , e Itamar . E i figliuoli di Core furono : Assir , ed Elcana , e Abiasaf . Queste son le famiglie de’ Coriti . Ed Eleazar , figliuolo di Aaronne si prese per moglie una delle figliuole di Putiel ; ed essa gli partorì Finees . Questi sono i capi delle famiglie paterne de’ Leviti per le loro schiatte . Quest’ è quell’ Aaronne , e quel Mosè , a’ quali il Signore disse : Traete fuor del paese di Egitto i figliuoli d’ Israele , per le loro schiere . Essi , cioè Mosè ed Aaronne , furon quelli che parlarono a Faraone , re di Egitto , per trar fuor di Egitto i figliuoli d’ Israele . OR nel giorno che il Signore parlò a Mosè , nel paese di Egitto , il Signore gli disse : Io sono il Signore ; di’ a Faraone , re di Egitto , tutto ciò che io ti dico . E Mosè disse nel cospetto del Signore : Ecco , io sono incirconciso di labbra ; come dunque Faraone mi porgerebbe egli orecchio ? E il Signore disse a Mosè : Vedi , io ti ho costituito per essere in luogo di Dio a Faraone ; ed Aaronne , tuo fratello , sarà tuo profeta . Tu dirai tutte le cose che io ti avrò comandate ; e parli Aaronne , tuo fratello , a Faraone , acciocchè lasci andar dal suo paese i figliuoli d’ Israele . Ma io indurerò il cuor di Faraone ; e moltiplicherò i miei segni ed i miei prodigi nel paese di Egitto . E pur ancora Faraone non vi porgerà orecchio ; ma io metterò la mia mano in sul paese di Egitto e trarrò fuor del paese di Egitto le mie schiere , il mio popolo , i figliuoli d’ Israele , con grandi giudicii . E gli Egizj conosceranno che io sono il Signore , quando avrò stesa la mia mano in su l’ Egitto , e avrò tratti fuori d’ infra loro i figliuoli d’ Israele . E Mosè ed Aaronne fecero così ; essi fecero intieramente come il Signore avea lor comandato . Ora , Mosè era d’ età di ottant’ anni , e Aaronne di ottantatrè anni , quando parlarono a Faraone . E il Signore parlò a Mosè e ad Aaronne , dicendo : Quando Faraone parlerà a voi , e vi dirà : Fate un prodigio ; tu Mosè , di’ ad Aaronne : Prendi la tua bacchetta , e gittala davanti a Faraone ; ed ella diverrà un serpente . Mosè adunque ed Aaronne vennero a Faraone , e fecero come il Signore avea comandato . Ed Aaronne gittò la sua bacchetta davanti a Faraone , e davanti ai suoi servitori ; ed ella divenne un serpente . Allora Faraone chiamò eziandio i savi e gl’ incantatori . E i Magi di Egitto fecero anch’ essi il simigliante co’ loro incantesimi . E ciascun d’ essi gittò la sua bacchetta , ed esse divennero serpenti ; ma la bacchetta di Aaronne tranghiottì le lor bacchette . E il cuore di Faraone s’ indurò , e non porse orecchio a Mosè e ad Aaronne ; secondo che il Signore ne avea parlato . E IL Signore disse a Mosè : Il cuor di Faraone è aggravato ; egli ricusa di lasciare andare il popolo . Va’ questa mattina a Faraone ; ecco egli uscirà fuori verso l’ acqua , e presentati innanzi a lui in su la riva del fiume , e prendi in mano la bacchetta ch’ è stata cangiata in serpente . E digli : Il Signore Iddio degli Ebrei mi avea mandato a te , dicendo : Lascia andare il mio popolo , acciocchè mi serva nel deserto ; ed ecco , fino a qui tu non hai ubbidito . Così ha detto il Signore : Da questo conoscerai che io sono il Signore : ecco , io darò una percossa con la bacchetta che io ho in mano , in su le acque che son nel fiume , ed esse saranno cangiate in sangue . E il pesce che è nel fiume morrà , e il fiume putirà ; e gli Egizj si stancheranno per bere dell’ acqua del fiume . E il Signore disse a Mosè : Di’ ad Aaronne : Prendi la tua bacchetta , e stendi la tua mano sopra le acque degli Egizj , sopra i lor fiumi , sopra i lor rivi , sopra i loro stagni , e sopra ogni raccolta delle loro acque ; ed esse diverranno sangue ; e vi sarà sangue per tutto il paese di Egitto , eziandio ne’ vasi di legno e di pietra . E Mosè ed Aaronne fecero come il Signore avea comandato ; e Aaronne alzò la bacchetta , e ne percosse le acque ch’ erano nel fiume , nel cospetto di Faraone , e nel cospetto dei suoi servitori ; e tutte le acque , ch’ erano nel fiume , furono cangiate in sangue . E il pesce , ch’ era nel fiume , morì , e il fiume putì , talchè gli Egizj non potevano ber delle acque del fiume : e vi fu sangue per tutto il paese di Egitto . E i magi di Egitto fecero il simigliante co’ loro incantesimi ; e il cuor di Faraone s’ indurò , e non porse orecchio a Mosè e ad Aaronne , come il Signore ne avea parlato . E Faraone , rivoltosi indietro , se ne venne in casa sua ; e non pure a questo pose mente . E tutti gli Egizj , cavando intorno al fiume , cercavano acqua da bere ; conciossiachè non potessero ber delle acque del fiume . E sette giorni intieri passarono , dopo che il Signore ebbe percosso il fiume . POI il Signore disse a Mosè : Vattene a Faraone , e digli : Così ha detto il Signore : Lascia andare il mio popolo , acciocchè egli mi serva . E se tu ricusi di lasciarlo andare , ecco , io percuoterò con rane tutto il tuo paese . E il fiume produrrà copiosamente rane ; le quali saliranno fuori , ed entreranno in casa tua , e nella camera dove tu giaci , e in sul tuo letto , e nelle case dei tuoi servitori , e fra il tuo popolo , e nei tuoi forni , e nelle tue madie . E le rane saliranno contro a te , e contro al tuo popolo , e contro a tutti i tuoi servitori . Poi il Signore disse a Mosè : Di’ ad Aaronne : Stendi la tua mano con la tua bacchetta sopra i fiumi , sopra i rivi , e sopra gli stagni , e fanne salir le rane in sul paese di Egitto . E Aaronne stese la sua mano sopra le acque di Egitto , e le rane salirono , e copersero il paese di Egitto . E i Magi di Egitto fecero il simigliante co’ loro incantesimi ; e fecero salir rane in sul paese di Egitto . E Faraone chiamò Mosè ed Aaronne , e disse loro : Pregate il Signore che rimuova da me , e dal mio popolo , queste rane ; ed io lascerò andare il popolo , acciocchè sacrifichi al Signore . E Mosè disse a Faraone : Gloriati pur sopra me ; per quando pregherò io il Signore per te , e per i tuoi servitori , e per il tuo popolo , ch’ egli stermini le rane d’ appresso a te , e dalle tue case , e che rimangano solo nel fiume ? Ed egli disse : Per domani . E Mosè disse : Sarà fatto secondo la tua parola ; acciocchè tu sappi che non vi è alcuno pari all’ Iddio nostro . E le rane si partiranno da te , e dalle tue case , e da’ tuoi servitori , e dal tuo popolo ; e rimarranno solo nel fiume . E Mosè ed Aaronne uscirono d’ appresso a Faraone . E Mosè gridò al Signore intorno al fatto delle rane , ch’ egli avea mandate contro a Faraone . E il Signore fece secondo la parola di Mosè ; e le rane morirono ; e le case , e i cortili , e i campi ne furono liberati . E gli Egizj le raccolsero per mucchi , e la terra ne putì . Ma Faraone , veggendo che vi era dell’ alleggerimento , aggravò il suo cuore , e non porse orecchio a Mosè e ad Aaronne , come il Signore ne avea parlato . E IL Signore disse a Mosè : Di’ ad Aaronne : Stendi la tua bacchetta , e percuoti la polvere della terra , ed ella diverrà mosconi in tutto il paese di Egitto . Ed essi fecero così ; e Aaronne stese la sua mano con la sua bacchetta , e percosse la polvere della terra ; e una moltitudine di mosconi venne in su gli uomini , e in su gli animali ; tutta la polvere della terra divenne mosconi in tutto il paese di Egitto . E i Magi si adoperarono anch’ essi simigliantemente co’ loro incantesimi , per produrre mosconi ; ma non poterono . E quella moltitudine di mosconi fu sopra gli uomini , e sopra gli animali . E i Magi dissero a Faraone : Questo è il dito di Dio . Ma il cuor di Faraone s’ indurò , e non porse loro orecchio ; come il Signore ne avea parlato . POI il Signore disse a Mosè : Levati da mattina , e presentati davanti a Faraone ; ecco , egli uscirà fuori verso l’ acqua ; e digli : Così ha detto il Signore : Lascia andare il mio popolo , acciocchè mi serva . Perciocchè , se tu non lasci andare il mio popolo , ecco , io manderò sopra te , sopra i tuoi servitori , sopra il tuo popolo , e sopra le tue case , una mischia d’ insetti ; e le case degli Egizj , e la terra sopra la quale abitano , saranno ripiene di quella mischia . Ma in quel giorno io lascerò da parte la contrada di Gosen , nella quale sta il mio popolo ; talchè non vi sarà alcuna mischia ; acciocchè tu conosca che io sono il Signore in mezzo della terra . Ed io metterò una salvaguardia tra il mio popolo e il tuo popolo ; domani avverrà questo segno . E il Signore fece così ; e venne una gran mischia d’ insetti nella casa di Faraone , e nelle case de’ suoi servitori ; e la terra fu guasta da questa mischia d’ insetti per tutto il paese di Egitto . E Faraone chiamò Mosè ed Aaronne , e disse : Andate , sacrificate al vostro Dio nel paese . Ma Mosè disse : E’ non è convenevole di far così ; conciossiachè noi abbiamo a sacrificare al Signore Iddio nostro cose , che gli Egizj abbominano di sacrificare ; ecco , se noi sacrificassimo davanti agli occhi degli Egizj ciò ch’ essi abbominano di sacrificare , non ci lapiderebbero essi ? Lascia che andiamo tre giornate di cammino nel deserto , e noi sacrificheremo al Signore Iddio nostro , secondo ch’ egli ci dirà . E Faraone disse : Io vi lascerò andare , acciocchè sacrifichiate al Signore Iddio vostro nel deserto ; sol che non andiate più lungi ; pregate per me . E Mosè disse : Ecco , io esco di presente d’ appresso a te , e pregherò il Signore , e la mischia degl’ insetti si partirà domani da Faraone , da’ suoi servitori , e dal suo popolo ; ma non continui Faraone a farsi beffe , per non lasciare andare il popolo , per sacrificare al Signore . E Mosè uscì fuori d’ appresso a Faraone , e pregò il Signore . E il Signore fece secondo la parola di Mosè ; e rimosse quella mischia d’ insetti da Faraone , da’ suoi servitori , e dal suo popolo ; non ve ne restò pur uno . Ma Faraone ancora questa volta aggravò il suo cuore , e non lasciò andare il popolo . E IL Signore disse a Mosè : Entra da Faraone , e digli : Così ha detto il Signore Iddio degli Ebrei : Lascia andare il mio popolo , acciocchè mi serva . Perciocchè se tu ricusi di lasciarlo andare , e se tu lo ritieni ancora ; ecco , la mano del Signore sarà sopra il tuo bestiame ch’ è per li campi , sopra i cavalli , sopra gli asini , sopra i cammelli , sopra i buoi , e sopra le pecore , con una grandissima mortalità . E il Signore metterà separazione fra il bestiame degl’ Israeliti , e il bestiame degli Egizj ; e nulla , di tutto quel che appartiene a’ figliuoli d’ Israele , morrà . E il Signore pose un termine , dicendo : Domani il Signore farà questa cosa nel paese . E il giorno seguente il Signore fece quello ; e ogni bestiame degli Egizj morì , ma del bestiame de’ figliuoli d’ Israele non ne morì alcuna bestia . E Faraone mandò a vedere ; ed ecco , del bestiame degl’ Israeliti non era morta pure una bestia . Ma pure il cuor di Faraone si aggravò e non lasciò andare il popolo . E IL Signore disse a Mosè e ad Aaronne : Prendetevi delle menate di faville di fornace , e spargale Mosè verso il cielo , davanti agli occhi di Faraone . E quelle diverranno polvere , che si spargerà sopra tutto il paese di Egitto ; onde , sopra gli uomini , e sopra gli animali nasceranno ulcere , dalle quali germoglieranno bolle in tutto il paese di Egitto . Essi adunque presero delle faville di fornace ; e , presentatisi davanti a Faraone , Mosè sparse quelle verso il cielo ; e da esse nacquero , negli uomini e negli animali , ulcere dalle quali germogliavano bolle . E i Magi non poterono stare in piè davanti a Mosè , per cagion di quell’ ulcere ; perciocchè quell’ ulcere erano sopra i Magi , come sopra tutti gli Egizj . E il Signore indurò il cuor di Faraone ; ed egli non porse orecchio a Mosè e ad Aaronne , come il Signore ne avea parlato a Mosè . POI il Signore disse a Mosè : Levati da mattina , e presentati a Faraone , e digli : Così ha detto il Signore Iddio degli Ebrei : Lascia andare il mio popolo , acciocchè mi serva . Perciocchè questa volta io manderò tutte le mie piaghe nel tuo cuore , e sopra i tuoi servitori , e sopra il tuo popolo ; acciocchè tu conosca che non vi è alcuno pari a me in tutta la terra . Conciossiachè , se io avessi stesa la mano , potrei aver percosso te e il tuo popolo , con la mortalità ; e tu saresti stato sterminato d’ in su la terra . Ma pur perciò ti ho costituito , acciocchè in te si vegga la mia potenza , e che il mio Nome sia predicato per tutta la terra . Ancora t’ innalzi contro al mio popolo , per non lasciarlo andare ? Ecco , domani , intorno a quest’ ora , io farò piovere una gravissima gragnuola , la cui simile non fu giammai in Egitto , dal giorno che fu fondato , fino ad ora . Ora dunque , manda a fare accogliere tutto il tuo bestiame , e tutto ciò ch’ è del tuo per li campi ; la gragnuola caderà sopra tutti gli uomini , e sopra gli animali che si troveranno per li campi e non saranno accolti in casa ; e morranno . D’ infra i servitori di Faraone , chi temette la parola del Signore fece rifuggire i suoi servitori , e il suo bestiame , nelle case . Ma chi non pose mente alla parola del Signore lasciò i suoi servitori , e il suo bestiame , per li campi . E il Signore disse a Mosè : Stendi la tua mano verso il cielo , a caderà gragnuola in tutto il paese di Egitto , sopra gli uomini , e sopra gli animali , e sopra tutta l’ erba de’ campi , nel paese di Egitto . E Mosè stese la sua bacchetta verso il cielo ; e il Signore fece tonare , e cader gragnuola ; e il fuoco si avventava verso la terra ; e il Signore fece piover gragnuola sopra il paese di Egitto . E vi fu gragnuola e fuoco avviluppato per mezzo essa gragnuola , la quale era molto fiera , la cui pari non fu giammai in tutto il paese degli Egizj , da che essi son divenuti nazione . E la gragnuola percosse , in tutto il paese di Egitto , tutto quello ch’ era per li campi , così uomini come animali ; percosse ancora tutta l’ erba de’ campi , e spezzò tutti gli alberi de’ campi . Sol nella contrada di Gosen , dove erano i figliuoli d’ Israele , non vi fu gragnuola . E Faraone mandò a chiamar Mosè ed Aaronne , e disse loro : Questa volta io ho peccato ; il Signore è il giusto ; ma io e il mio popolo siamo i colpevoli . Pregate il Signore , acciocchè basti , e che non vi sieno più tuoni di Dio , nè gragnuola ; ed io vi lascerò andare , e non resterete più . E Mosè gli disse : Come io sarò uscito fuor della città , io spanderò le palme delle mani verso il Signore ; e i tuoni cesseranno , e la gragnuola non sarà più ; acciocchè tu conosca che la terra e del Signore . Ma io so che nè tu , nè i tuoi servitori , non avrete ancora timore del Signore Iddio . Or il lino e l’ orzo furono percossi ; perciocchè l’ orzo era già in ispiga , mezzo maturo , e il lino in gambo . Ma il grano e la spelta non furono percossi ; perciocchè erano più serotini . Mosè adunque uscì fuor della città , d’ appresso a Faraone , e sparse le palme delle sue mani verso il Signore ; e cessarono i tuoni e la gragnuola ; e la pioggia non fu più versata sopra la terra . E Faraone , veggendo ch’ era cessata la pioggia , la gragnuola , ed i tuoni , continuò a peccare , e aggravò il cuor suo , egli , e i suoi servitori . E il cuor di Faraone s’ indurò , ed egli non lasciò andare i figliuoli d’ Israele ; come il Signore ne avea parlato per Mosè . E IL Signore disse a Mosè : Entra da Faraone ; perciocchè io ho aggravato il suo cuore , e il cuore dei suoi servitori , acciocchè io ponga questi miei segni in mezzo del suo paese ; e acciocchè tu racconti al tuo figliuolo , e al figliuolo del tuo figliuolo , ciò che io avrò operato in Egitto , e i segni che avrò fatti fra loro ; e che voi conosciate che io sono il Signore . Mosè adunque ed Aaronne entrarono da Faraone , e gli dissero : Così ha detto il Signore Iddio degli Ebrei : Fino a quando ricuserai d’ umiliarti davanti alla mia faccia ? lascia andare il mio popolo , acciocchè mi serva . Perciocchè , se tu ricusi di lasciarlo andare , ecco , io fo venir domane delle locuste nelle tue contrade . Ed esse copriranno la faccia della terra , talchè la terra non si potrà vedere ; e mangeranno il rimanente ch’ è scampato , quel che vi è restato dalla gragnuola ; mangeranno ancora ogni albero che vi germoglia fuori ne’ campi . Ed empieranno le tue case , e le case di tutti i tuoi servitori , e le case di tutti gli Egizj ; il che nè i tuoi padri nè i padri de’ tuoi padri , giammai non videro , dal giorno che furono in su la terra , infino ad oggi . Detto questo , egli si rivoltò indietro , e uscì d’ appresso a Faraone . E i servitori di Faraone gli dissero : Fino a quando ci sarà costui per laccio ? lascia andar questi uomini acciocchè servano al Signore Iddio loro ; non sai tu ancora che l’ Egitto è perito ? Allora Mosè ed Aaronne furono fatti tornare a Faraone ; ed egli disse loro : Andate , servite al Signore Iddio vostro ; ma chi e chi son coloro che andranno ? E Mosè disse : Noi andremo co’ nostri fanciulli , e co’ nostri vecchi ; noi andremo co’ nostri figliuoli , e con le nostre figliuole ; con le nostre gregge , e co’ nostri armenti ; perciocchè abbiamo a celebrare una festa al Signore . Ed egli disse loro : Così sia il Signore con voi , come io vi lascerò andare con le vostre famiglie ; guardate , perciocchè il male vi soprastà davanti agli occhi . E’ non sarà così ; andate ora voi uomini , e servite al Signore ; poichè questo è quel che voi cercate . E Faraone li cacciò dal suo cospetto . E il Signore disse a Mosè : Stendi la tua mano sopra il paese di Egitto , per far venir le locuste ; ed esse saliranno sopra il paese di Egitto , e mangeranno tutta l’ erba della terra ; tutto quel che la gragnuola ha lasciato di resto . E Mosè stese la sua bacchetta sopra il paese di Egitto ; e il Signore fece venire un vento orientale in sul paese tutto quel giorno , e tutta quella notte ; e , come fu mattina , il vento orientale avea portate le locuste . E le locuste salirono sopra tutto il paese di Egitto , e si posarono per tutte le contrade di Egitto , in grandissima moltitudine ; avanti quelle non ne furono , e dopo quelle non ne saranno giammai di tali . Ed esse copersero la faccia di tutto il paese , talchè il paese ne fu scurato , e mangiarono tutta l’ erba del paese , e tutti i frutti degli alberi , i quali la gragnuola avea lasciati di resto ; e non rimase alcun verdume negli alberi , nè nell’ erbe dei campi per tutto il paese di Egitto . Allora Faraone fece prestamente chiamar Mosè ed Aaronne , e disse loro : Io ho peccato contro al Signore Iddio vostro , e contro a voi . Ma ora perdonami , ti prego , il mio peccato , sol questa volta ; e pregate il Signore Iddio vostro , che rimuova d’ addosso a me sol questa morte . E Mosè uscì d’ appresso a Faraone , e pregò il Signore . E il Signore voltò il vento in un fortissimo vento occidentale , il qual portò via le locuste , e le affondò nel mar rosso ; e’ non vi restò una sola locusta in tutti i confini di Egitto . Ma il Signore indurò il cuor di Faraone ; ed egli non lasciò andare i figliuoli d’ Israele . E IL Signore disse a Mosè : Stendi la tua mano verso il cielo , e verranno tenebre sopra il paese di Egitto , tali che si potranno tastar con le mani . E Mosè stese la sua mano verso il cielo , e vennero tenebre caliginose in tutto il paese di Egitto , per lo spazio di tre giorni . L’ uno non vedeva l’ altro ; e niuno si levò dal suo luogo , per lo spazio di tre giorni ; ma tutti i figliuoli d’ Israele ebbero luce nelle loro stanze . E Faraone chiamò Mosè , e disse : Andate , servite al Signore ; sol le vostre gregge e i vostri armenti saranno fatti restare ; le vostre famiglie eziandio andranno con voi . E Mosè disse : Tu ci concederai pure ancora di prender sacrificii ed olocausti , per offerire al Signore Iddio nostro . Anche il nostro bestiame verrà con noi , senza che ne rimanga pure un’ unghia ; perciocchè di esso noi abbiamo a prendere da servire al Signore Iddio nostro ; e noi non sappiamo con che abbiamo a servire al Signore , finchè siamo arrivati là . Ma il Signore indurò il cuor di Faraone , ed egli non volle lasciarli andare . E Faraone disse a Mosè : Vattene d’ appresso a me ; guardati che tu non vegga mai più la mia faccia ; perciocchè nel giorno che tu vedrai la mai faccia , tu morrai . E Mosè disse : Tu hai parlato bene : io non vedrò più la tua faccia . E IL Signore disse a Mosè : Io farò venire ancora una piaga sopra Faraone , e sopra l’ Egitto ; e poi egli vi lascerà andar di qui ; quando egli vi lascerà andare , egli del tutto vi scaccerà tutti quanti di qui . Parla ora al popolo , e digli che ciascuno uomo chiegga al suo amico , e ciascuna donna alla sua amica , vasellamenti di argento , e vasellamenti d’ oro . E il Signore rendette grazioso il popolo agli Egizj ; e anche quell’ uomo Mosè era molto grande nel paese di Egitto , appo i servitori di Faraone , ed appo il popolo . E Mosè disse : Così ha detto il Signore : In su la mezza notte io uscirò fuori , e passerò per mezzo l’ Egitto . E ogni primogenito morrà nel paese di Egitto , dal primogenito di Faraone che siede sopra il suo trono , fino al primogenito della serva che è dietro alle macine ; e anche ogni primogenito degli animali . E vi sarà un gran grido per tutto il paese di Egitto , il cui pari non fu , nè sarà giammai più . Ma appresso tutti i figliuoli d’ Israele , così fra gli uomini , come fra gli animali , non pure un cane moverà la lingua ; acciocchè voi sappiate che il Signore avrà messa separazione fra gli Egizj e gl’ Israeliti . Allora tutti questi tuoi servitori scenderanno a me , e s’ inchineranno davanti a me , dicendo : Partiti , tu , e il popolo che è al tuo seguito ; e , dopo quello , io me ne partirò . E Mosè se ne uscì d’ appresso a Faraone , acceso d’ ira . Or il Signore aveva detto a Mosè : Faraone non vi porgerà orecchio ; acciocchè io moltiplichi i miei prodigi nel paese di Egitto . E Mosè ed Aaronne fecero tutti questi prodigi nel cospetto di Faraone , ma il Signore indurò il cuor di Faraone , ed egli non lasciò andare i figliuoli d’ Israele fuori del suo paese . OR il Signore parlò a Mosè e ad Aaronne nel paese di Egitto , dicendo : Questo mese vi sarà il principio de’ mesi ; egli vi sarà il primo dei mesi dell’ anno . Parlate a tutta la raunanza d’ Israele , dicendo ; Nel decimo giorno di questo mese , ciascuna casa di padre di famiglia prenda un agnello o un capretto ; uno per casa . Ma se la famiglia è minore che non conviene per mangiar quell’ agnello o capretto , prendalo il padre della famiglia in compagnia del suo vicino , il più prossimo di casa sua , con un certo numero di persone , il quale voi conterete , facendo ragione su l’ agnello o il capretto , secondo che ciascuno può mangiare . Prendete quell’ agnello o quel capretto , senza difetto , maschio , di un anno , d’ infra le pecore , o d’ infra le capre . E tenetelo in guardia fino al quartodecimo giorno di questo mese ; e allora tutta la raunanza della comunanza d’ Israele lo scanni fra i due vespri . E prendasene del sangue , e mettasene sopra i due stipiti , e sopra il limitar di sopra della porta , nelle case nelle quali si mangerà . E mangisene quella stessa notte la carne arrostita al fuoco , con pani azzimi , e lattughe salvatiche . Non mangiate nulla di esso crudo , o pur lesso nell’ acqua ; ma arrostito al fuoco , capo , gambe e interiora . E non ne lasciate nulla di resto fino alla mattina ; e ciò che sarà restato fino alla mattina , bruciatelo col fuoco . Or mangiatelo in questa maniera : abbiate i lombi cinti , e i vostri calzamenti ne’ piedi , e il vostro bastone in mano , e mangiatelo in fretta . Esso è il Passaggio del Signore . E quella notte io passerò per lo paese di Egitto , e percuoterò ogni primogenito nel paese di Egitto , così d’ uomini come di animali ; e farò ancora giudicii sopra tutti gl’ iddii di Egitto . Io sono il Signore . E quel sangue vi sarà per un segnale , nelle case nelle quali sarete ; e quando io vedrò quel sangue , passerò oltre senza toccarvi ; e non vi sarà fra voi alcuna piaga a distruzione , mentre io percuoterò il paese di Egitto . E quel giorno vi sarà per una ricordanza , e voi lo celebrerete per festa solenne , al Signore ; voi lo celebrerete per festa solenne , per istatuto perpetuo , per le vostre età . Voi mangerete per sette giorni pani azzimi ; anzi fin dal primo giorno farete che non vi sia alcun lievito nelle vostre case ; perciocchè , se alcuno mangia cosa alcuna lievitata dal primo giorno fino al settimo , quella persona sarà ricisa d’ Israele . E nel primo giorno voi avrete santa raunanza ; siavi parimente santa raunanza nel settimo giorno ; non facciasi alcun’ opera in que’ giorni ; solo vi si apparecchi quel che ciascuna persona deve mangiare e non altro . Osservate adunque l’ osservanza de’ pani azzimi ; perciocchè in quel giorno stesso io avrò tratte le vostre schiere fuor del paese di Egitto ; perciò osservate quel giorno per le vostre età , per istatuto perpetuo . Mangiate pani azzimi , dal quartodecimo giorno del primo mese al vespro , fino al ventunesimo giorno di esso mese al vespro . Non trovisi alcun lievito nelle vostre case per sette giorni ; perciocchè , se alcuno mangia cosa alcuna lievitata , quella persona sarà ricisa dalla raunanza d’ Israele ; forestiere , o natio del paese , ch’ egli si sia . Non mangiate nulla di lievitato ; mangiate pani azzimi in tutte le vostre stanze . Mosè adunque chiamò tutti gli Anziani d’ Israele , e disse loro : Traete fuori , e prendetevi un agnello , o un capretto , per ciascuna delle vostre famiglie , e scannate la Pasqua . Pigliate eziandio un mazzuol d’ isopo , e intignetelo nel sangue che sarà nel bacino ; e spruzzate di quel sangue che sarà nel bacino il limitar disopra , e i due stipiti delle porte ; e non esca alcun di voi fuor dell’ uscio della sua casa fino alla mattina . E quando il Signore passerà per percuoter gli Egizj , egli vedrà il sangue sopra il limitare , e sopra i due stipiti ; e trapasserà oltre alla porta , e non permetterà al distruttore di entrar nelle vostre case per percuotere . Voi dunque osservate questa cosa , come uno statuto imposto a te e a’ tuoi figliuoli , in perpetuo . E quando voi sarete entrati nel paese che il Signore vi darà , come egli ne ha parlato , osservate questo servigio . E quando i vostri figliuoli vi diranno : Che vuol dire questo servigio che voi fate ? dite : Quest’ è il sacrificio della Pasqua del Signore , il quale trapassò oltre alle case de’ figliuoli d’ Israele in Egitto , quando egli percosse gli Egizj , e salvò le nostre case . E il popolo s’ inchinò e adorò . E i figliuoli d’ Israele andarono , e fecero interamente come il Signore avea comandato a Mosè e ad Aaronne . E ALLA mezza notte il Signore percosse tutti i primogeniti nel paese di Egitto , dal primogenito di Faraone , che sedeva sopra il suo trono , fino al primogenito del prigione che era nella carcere ; ed anche tutti i primogeniti degli animali . E Faraone si levò di notte , egli , e tutti i suoi servitori , e tutti gli Egizj ; e vi fu un gran grido in Egitto ; perciocchè non vi era alcuna casa ove non fosse un morto . E Faraone chiamò Mosè ed Aaronne , di notte , e disse : Levatevi , partitevi di mezzo il mio popolo , voi , e i figliuoli d’ Israele ; e andate , servite al Signore , secondo che avete detto . Pigliate le vostre gregge e i vostri armenti , come avete detto ; e andatevene , ed anche beneditemi . E gli Egizj sollecitavano instantemente il popolo , affrettandosi di mandarlo via dal paese ; perciocchè dicevano : Noi siam tutti morti . E il popolo tolse la sua pasta , avanti che fosse lievitata , avendo le sue madie involte ne’ suoi vestimenti , in su le spalle . Or i figliuoli d’ Israele aveano fatto secondo la parola di Mosè : e aveano chiesto agli Egizj vasellamenti di argento , e vasellamenti d’ oro , e vestimenti . E il Signore avea reso grazioso il popolo agli Egizj , onde essi gli aveano prestate quelle cose . Così , spogliarono gli Egizj . E i figliuoli d’ Israele si partirono di Rameses , e pervennero a Succot , essendo intorno a seicentomila uomini a piè , oltre alle famiglie . Una gran turba ancora di gente mescolata salì con loro ; e grandissimo numero di bestiame , minuto e grosso . Ed essi cossero la pasta che aveano portata fuor di Egitto , in focacce azzime ; conciossiachè non fosse lievitata ; perciocchè , essendo scacciati dagli Egizj , non si erano potuti indugiare , ed anche non si aveano apparecchiata alcuna vivanda . Or la dimora che i figliuoli d’ Israele fecero in Egitto fu di quattrocentrenta anni . E al termine di quattrocentrenta anni , lo stesso giorno che quelli finivano , avvenne che tutte le schiere del Signore uscirono fuor del paese di Egitto . Quest’ è la notte dell’ osservanze , consecrata al Signore , quando egli trasse fuor del paese di Egitto i figliuoli d’ Israele ; quest’ è la notte consecrata al Signore , che si deve celebrare con ogni osservanza da tutti i figliuoli d’ Israele , per le loro età . E IL Signore disse a Mosè e ad Aaronne : Quest’ è lo statuto della Pasqua . Niun forestiere ne mangi . Ma qualunque servo di chi che sia comperato con danari , dopo che tu l’ avrai circonciso , ne mangerà . L’ avveniticcio e il mercenario non ne mangino . Mangisi in una stessa casa ; non portar fuor di casa della carne di essa , e non ne rompete alcun osso . Facciala tutta la raunanza d’ Israele . E quando un forestiere dimorerà teco , e vorrà far la Pasqua del Signore , circoncidasi prima ogni maschio di casa sua ; e allora accostisi per farla , e sia come colui ch’ è natio del paese ; ma niuno incirconciso ne mangi . Siavi una stessa legge per colui ch’ è natio del paese , e per lo forestiere che dimora per mezzo di voi . E tutti i figliuoli d’ Israele fecero interamente come il Signore avea comandato a Mosè e ad Aaronne . E in quello stesso giorno avvenne che il Signore trasse fuor del paese di Egitto i figliuoli d’ Israele , per le loro schiere . E IL Signore parlò a Mosè , dicendo : Consacrami ogni primogenito , tutto quello che apre la matrice fra i figliuoli d’ Israele , così degli uomini come degli animali ; esso è mio . E Mosè disse al popolo : Ricordatevi di questo giorno , nel quale siete usciti di Egitto , della casa di servitù ; conciossiachè il Signore ve ne abbia tratti fuori con potente mano ; perciò non mangisi alcuna cosa lievitata . Oggi voi uscite fuori nel mese di Abib . Quando adunque il Signore ti avrà introdotto , nel paese de’ Cananei , degl’ Hittei , degli Amorrei , degl’ Hivvei , e de’ Gebusei , ch’ egli giurò a’ tuoi padri di darti , ch’ è un paese stillante latte e miele , osserva questo servigio in questo mese . Mangia per sette giorni pani azzimi ; e nel settimo giorno siavi festa solenne al Signore . Manginsi pani azzimi per sette giorni , e non veggasi appo te cosa lievitata , nè lievito , in tutti i tuoi confini . E in quel giorno dichiara questa cosa a’ tuoi figliuoli , dicendo : Questo si fa per cagion di quello che mi fece il Signore , quando io uscii di Egitto . E ciò ti sia per segnale sopra la tua mano , e per ricordanza fra’ tuoi occhi ; acciocchè la Legge del Signore sia nella tua bocca ; conciossiachè egli ti abbia tratto fuori di Egitto con potente mano . E osserva questo statuto d’ anno in anno , nella sua stagione . E quando il Signore ti avrà introdotto nel paese de’ Cananei , come egli ha giurato a te e a’ tuoi padri , e te l’ avrà dato ; rassegna al Signore tutto ciò che apre la matrice : parimente , d’ ogni primo portato del tuo bestiame , i maschi apparterranno al Signore . Ma riscatta ogni primo portato dell’ asino , con un agnello , o con un capretto ; e se tu non lo riscatti , fiaccagli il collo : riscatta eziandio ogni primogenito dell’ uomo d’ infra i tuoi figliuoli . E quando per innanzi il tuo figliuolo ti domanderà : Che vuol dir questo ? digli : Il Signore ci trasse fuori di Egitto , della casa di servitù , con potenza di mano . E avvenne che , mostrandosi Faraone duro a lasciarci andare , il Signore uccise tutti i primogeniti nel paese di Egitto , da’ primogeniti degli uomini , fino a’ primogeniti delle bestie ; perciò io sacrifico al Signore i maschi d’ ogni primo portato , e riscatto ogni primogenito de’ miei figliuoli . Ciò adunque ti sarà per segnale sopra la tua mano , e per frontali fra’ tuoi occhi , che il Signore ci ha tratti fuori di Egitto con potenza di mano . OR , quando Faraone ebbe lasciato andare il popolo , Iddio , non condusse quello per la via del paese de’ Filistei ; benchè quella fosse la più corta ; perciocchè Iddio disse : Che talora il popolo non si penta , quando vedrà la guerra , e non se ne ritorni in Egitto . Ma Iddio fece fare un giro al popolo , traendo al deserto , verso il mar rosso . E i figliuoli d’ Israele salirono del paese di Egitto in ordinanza . E Mosè prese seco l’ ossa di Giuseppe ; perciocchè egli avea espressamente fatto giurare i figliuoli d’ Israele , dicendo : Iddio per certo vi visiterà ; allora trasportate di qui le mie ossa con voi . E gl’ Israeliti , partitisi di Succot , si accamparono in Etam all’ estremità del deserto . E il Signore camminava davanti a loro ; di giorno , in una colonna di nuvola , per guidarli per lo cammino ; e di notte , in una colonna di fuoco , per illuminarli ; acciocchè camminassero giorno e notte . Egli non rimosse dal cospetto del popolo la colonna della nuvola di giorno , nè la colonna del fuoco di notte . E il Signore parlò a Mosè , dicendo : Di’ a’ figliuoli d’ Israele , che si rivolgano , e si accampino dinanzi alla foce d’ Hirot , fra Migdol e il mare , dirincontro a Baal-sefon ; ponete campo presso al mare , dirimpetto a quel luogo . E Faraone dirà de’ figliuoli d’ Israele : Sono intrigati nel paese ; il deserto ha lor serrato il passo . Ed io indurerò il cuor di Faraone , talchè egli li perseguiterà , ed io sarò glorificato in Faraone e in tutto il suo esercito ; e gli Egizj conosceranno ch’ io sono il Signore . Ed essi fecero così . Or fu rapportato al re di Egitto , che il popolo se ne fuggiva ; e il cuore di Faraone e de’ suoi servitori si mutò inverso il popolo , e dissero : Che cosa è questo che noi abbiam fatto , di aver lasciato andar gl’ Israeliti , per non servirci più ? E Faraone fece mettere i cavalli al suo carro , e prese la sua gente seco . E prese seicento carri scelti , e tutti i carri dell’ Egitto , sopra tutti i quali vi erano de’ capitani . E il Signore indurò il cuor di Faraone , re di Egitto ; ed egli perseguì i figliuoli di Israele , i quali se ne uscivano a mano alzata . Gli Egizj adunque li perseguirono ; e tutti i cavalli , e i carri di Faraone , e i suoi cavalieri , e il suo esercito , li raggiunsero , mentre erano accampati presso al mare , in su la foce d’ Hirot , dirimpetto a Baal-sefon . E quando Faraone fu vicino , i figliuoli d’ Israele alzarono gli occhi ; ed ecco , gli Egizj venivano dietro a loro ; onde temettero grandemente , e gridarono al Signore . E dissero a Mosè : Ci hai tu menati a morire nel deserto , perchè mancassero sepolture in Egitto ? che cosa è questo che tu ci hai fatto , di averci fatti uscir di Egitto ? Non è egli ciò che noi ti dicevamo in Egitto , dicendo : Lasciaci stare , che serviamo agli Egizj ? perciocchè meglio era per noi di servire agli Egizj , che di morir nel deserto . E Mosè disse al popolo : Non temete ; fermatevi , e state a vedere la liberazione del Signore , la quale oggi egli vi farà ; perciocchè voi non vedrete mai più in eterno quegli Egizj che avete oggi veduti . Il Signore combatterà per voi , e voi ve ne starete queti . E il Signore disse a Mosè : Perchè gridi a me ? di’ a’ figliuoli d’ Israele che camminino . E tu , alza la tua bacchetta , e stendi la tua mano sopra il mare , e fendilo ; ed entrino i figliuoli di Israele dentro al mare per l’ asciutto . E quant’ è a me , ecco , io induro il cuor degli Egizj , ed essi entreranno dietro a loro ; ed io sarò glorificato in Faraone , e in tutto il suo esercito , e ne’ suoi carri , e nella sua cavalleria . E gli Egizj sapranno che io sono il Signore , quando io mi sarò glorificato in Faraone , e ne’ suoi carri , e nella sua cavalleria . Allora l’ Angelo di Dio che andava davanti al campo degl’ Israeliti , si partì , e andò dietro a loro ; parimente la colonna della nuvola si partì d’ innanzi a loro , e si fermò dietro a loro . E venne fra il campo degli Egizj e il campo degl’ Israeliti ; e agli uni era nuvola e oscurità ; e agli altri illuminava la notte ; e l’ un campo non si appressò all’ altro in tutta quella notte . E Mosè stese la sua mano sopra il mare ; e il Signore fece con un potente vento orientale ritrarre il mare tutta quella notte ; e ridusse il mare in asciutto , e l’ acque furono spartite . E i figliuoli d’ Israele entrarono in mezzo al mare per l’ asciutto ; e l’ acque erano loro a guisa di muro , a destra e a sinistra . E gli Egizj li perseguirono ; e tutti i cavalli di Faraone , e i suoi carri , e i suoi cavalieri , entrarono dietro a loro in mezzo al mare . E avvenne , alla vigilia della mattina , che il Signore , dalla colonna del fuoco e della nuvola , riguardò verso il campo degli Egizj , e lo mise in rotta . E , levate le ruote de’ lor carri , li conduceva pesantemente . E gli Egizj dissero : Fuggiamo d’ innanzi agl’ Israeliti ; perciocchè il Signore combatte per loro contr’ agli Egizj . Allora il Signore disse a Mosè : Stendi la tua mano in sul mare , e l’ acque ritorneranno sopra gli Egizj , e sopra i lor carri , e sopra i lor cavalieri . Mosè adunque stese la sua mano in sul mare ; e , in sul far della mattina , il mare ritornò al suo corso violento ; e gli Egizj gli fuggivano incontro ; ma il Signore li traboccò in mezzo al mare . E l’ acque ritornarono , e coprirono i carri e i cavalieri di tutto l’ esercito di Faraone , i quali erano entrati dentro al mare dietro agl’ Israeliti ; e’ non iscampò di loro neppur uno . Ma i figliuoli d’ Israele camminarono per l’ asciutto in mezzo al mare , e l’ acque erano loro a guisa di muro a destra e a sinistra . Così in quel giorno il Signore salvò gl’ Israeliti dalle mani degli Egizj ; e gli Israeliti videro gli Egizj morti in sul lito del mare . E Israele vide la gran mano che il Signore avea adoperata contro agli Egizj , e temette il Signore , e credette al Signore e a Mosè suo servitore . ALLORA Mosè , co’ figliuoli d’ Israele , cantò questo cantico al Signore , e dissero così : Io canterò al Signore , perciocchè egli si è sommamente magnificato ; Egli ha traboccato in mare il cavallo , e colui che lo cavalcava . Il Signore è la mia forza e il mio cantico , E mi è stato in salvezza ; Quest’ è il mio Dio , io lo glorificherò ; L’ Iddio del padre mio , io l’ esalterò . Il Signore è un gran guerriero ; Il suo Nome è , il Signore . Egli ha traboccati in mare i carri di Faraone , e il suo esercito ; E la scelta de’ suoi capitani è stata sommersa nel mar rosso . Gli abissi li hanno coperti ; Essi sono andati a fondo , come una pietra . La tua destra , o Signore , è stata magnificata in forza ; La tua destra , o Signore , ha rotto il nemico . E con la tua magnifica grandezza , Tu hai distrutti coloro che s’ innalzavano contro a te ; Tu hai mandata l’ ira tua , Che li ha consumati come stoppia . E , col soffiar delle tue nari , l’ acque sono state accumulate ; Le correnti si son fermate come un mucchio ; Gli abissi si sono assodati nel cuor del mare . Il nemico dicea : Io li perseguirò , io li raggiungerò , Io partirò le spoglie , l’ anima mia si sazierà di essi ; Io sguainerò la mia spada , la mia mano li sterminerà . Ma tu hai soffiato col tuo vento , e il mare li ha coperti ; Essi sono stati affondati come piombo in acque grosse . Chi è pari a te fra gl’ iddii , o Signore ? Chi è pari a te , magnifico in santità , Reverendo in laudi , facitor di miracoli ? Tu hai distesa la tua destra , E la terra li ha tranghiottiti . Tu hai condotto , per la tua benignità , Il popolo che tu hai riscattato ; Tu l’ hai guidato per la tua forza Verso l’ abitacolo della tua santità . I popoli l’ hanno inteso , ed hanno tremato ; Dolore ha colti gli abitanti della Palestina . Allora sono stati smarriti i principi di Edom ; Tremore ha occupati i possenti di Moab ; Tutti gli abitanti di Canaan si sono strutti . Spavento e terrore caggia loro addosso ; Sieno stupefatti per la grandezza del tuo braccio , come una pietra ; Finchè sia passato il tuo popolo , o Signore ; Finchè sia passato il popolo che tu hai acquistato . Tu l’ introdurrai , e lo pianterai nel Monte della tua eredità ; Nel luogo che tu hai preparato per tua stanza , o Signore ; Nel Santuario , o Signore , che le tue mani hanno stabilito . Il Signore regnerà in sempiterno . Questo disse Mosè ; perciocchè i cavalli di Faraone , co’ suoi carri , e co’ suoi cavalieri , erano entrati nel mare , e il Signore avea fatte ritornar sopra loro le acque del mare ; ma i figliuoli d’ Israele erano camminati per mezzo il mare per l’ asciutto . E Maria profetessa , sorella di Aaronne , prese in mano un tamburo ; e tutte le donne uscirono dietro a lei , con tamburi , e con danze . E Maria rispondeva a Mosè e agli altri uomini , dicendo : Cantate al Signore ; perciocchè egli si è sommamente magnificato ; Egli ha traboccato in mare il cavallo e colui che lo cavalcava . POI Mosè fece partir gl’ Israeliti dal mar rosso ; ed essi procedettero innanzi verso il deserto di Sur ; e camminarono tre giornate nel deserto senza trovar acqua . Poi arrivarono a Mara ; e non potevano ber dell’ acque di Mara ; perciocchè erano amare ; perciò a quel luogo fu posto nome Mara . E il popolo mormorò contro a Mosè , dicendo ; Che berremo ? Ed egli gridò al Signore ; e il Signore gli mostrò un legno , il quale egli gittò nell’ acque , e l’ acque divennero dolci . Quivi ordinò il Signore al popolo statuti e leggi ; e quivi ancora lo provò . E disse : Se del tutto tu ubbidisci alla voce del Signore Iddio tuo , e fai ciò che gli piace , e porgi gli orecchi a’ suoi comandamenti , e osservi tutti i suoi statuti ; io non ti metterò addosso niuna delle infermità , le quali io ho messe sopra l’ Egitto ; perciocchè io sono il Signore che ti guarisco d’ ogni male . Poi vennero in Elim , e quivi erano dodici fontane d’ acqua , e settanta palme ; e si accamparono quivi presso all’ acque . POI tutta la raunanza de’ figliuoli d’ Israele si partì di Elim , e venne nel deserto di Sin , ch’ è fra Elim e Sinai , nel quintodecimo giorno del mese secondo , da che furono usciti di Egitto . E tutta la raunanza de’ figliuoli d’ Israele mormorò contro a Mosè , e contro ad Aaronne , nel deserto . E i figliuoli d’ Israele dissero loro : Oh ! fossimo pur morti per la mano del Signore , nel paese di Egitto , quando sedevamo presso alle pignatte delle carni , quando mangiavamo del pane a sazietà ; conciossiachè voi ci abbiate tratti in questo deserto , per far morir di fame tutta questa raunanza . E il Signore disse a Mosè : Ecco , io vi farò piovere del pane dal cielo ; e il popolo uscirà , e ne raccoglierà di dì in dì quanto gliene bisognerà per giorno ; acciocchè io lo provi , s’ egli camminerà nella mia Legge , o no . Ma ogni sesto giorno apparecchino essi ciò che avranno a portare in tavola ; e ciò sia il doppio di quello che coglieranno per ciascun giorno . E Mosè ed Aaronne dissero a tutti i figliuoli d’ Israele : Questa sera voi conoscerete che il Signore vi ha tratti fuori del paese di Egitto . E domattina voi vedrete la gloria del Signore ; conciossiachè egli abbia uditi i vostri mormorii contro al Signore ; ma , quant’ è a noi , che siamo noi , che voi mormoriate contro a noi ? Mosè , oltre a ciò , disse : Ciò avverrà , dandovi il Signore questa sera della carne a mangiare , e domattina del pane a sazietà ; perchè il Signore ha intesi i vostri mormorii , co’ quali avete mormorato contro a lui ; ma , quant’ è a noi , che siamo noi ? i vostri mormorii non s’ indirizzano contro a noi , anzi contro al Signore . Poi Mosè disse ad Aaronne : Di’ a tutta la raunanza de’ figliuoli d’ Israele : Appressatevi davanti al Signore ; perciocchè egli ha intesi i vostri mormorii . E , come Aaronne parlava a tutta la raunanza de’ figliuoli d’ Israele , essi voltarono la faccia verso il deserto ; ed ecco , la gloria del Signore apparve nella nuvola . E il Signore parlò a Mosè , dicendo : Io ho intesi i mormorii dei figliuoli d’ Israele ; parla loro , dicendo : Fra i due vespri voi mangerete della carne , e domattina sarete saziati di pane ; e conoscerete ch’ io sono il Signore Iddio vostro . E avvenne su la sera che delle quaglie salirono , e coprirono il campo ; e la mattina vi fu un suolo di rugiada intorno al campo . E quando quel suolo di rugiada fu sparito , ecco , sopra la faccia del deserto vi era una cosa minuta , tonda , sottile come brina , in su la terra . E quando i figliuoli d’ Israele la videro , dissero l’ uno all’ altro : Questo è del Man ; perciocchè non sapevano che cosa fosse . E Mosè disse loro : Quest’ è il pane che il Signore vi dà per mangiare . Quest’ è quello che il Signore ha comandato : Raccoglietene ciascuno a ragion del suo mangiare , un omer per testa , secondo il numero delle vostre persone ; prendane ciascuno per quelli che son nel suo padiglione . E i figliuoli d’ Israele fecero così ; e ne raccolsero , chi assai , e chi poco . E lo misurarono con l’ omer ; e chi ne avea raccolto assai non n’ ebbe di soverchio ; e chi ne avea raccolto poco non n’ ebbe di manco ; ciascuno ne raccoglieva quanto gliene bisognava per lo suo mangiare . E Mosè disse loro : Niuno ne lasci di resto fino alla mattina . Ma alcuni non ubbidirono a Mosè , e ne lasciarono di resto fino alla mattina , e quello inverminò , e putì ; laonde Mosè si adirò contro a loro . Così lo raccoglievano ogni mattina , ciascuno a ragion del suo mangiare ; e quando il sole si riscaldava , quello si struggeva . E nel sesto giorno raccolsero di quel pane il doppio , cioè : due omer per uno . E tutti i principali della raunanza vennero , e rapportarono la cosa a Mosè . Ed egli disse loro : Quest’ è quel che il Signore ha detto : Domani è il Sabato , il riposo sacro al Signore ; cuocete oggi quel che avete a cuocere al forno od al fuoco ; e riponetevi tutto quello che soprabbonderà , per serbarlo fino a domani . Essi adunque riposero quello fino alla mattina , come Mosè avea comandato ; e non putì , e non vi fu alcun vermine . E Mosè disse : Mangiatelo oggi ; perciocchè oggi è Sabato al Signore ; oggi voi non ne troverete per li campi . Raccoglietene per sei giorni ; ma nel settimo giorno è Sabato ; in quel dì non ne sarà . Ora , nel settimo giorno avvenne che alcuni del popolo uscirono per raccoglierne , ma non ne trovarono . E il Signore disse a Mosè : Fino a quando ricuserete di osservare i miei comandamenti , e le mie leggi ? Vedete che il Signore vi ha ordinato il Sabato ; perciò egli vi dà nel sesto giorno del pane per due giorni ; stiasene ciascun di voi in casa , non esca alcuno del suo luogo al settimo giorno . Il popolo adunque si riposò nel settimo giorno . E la casa d’ Israele chiamò quel pane manna ; ed esso era simile a seme di coriandolo , ed era bianco , e il suo sapore era come di frittelle fatte col miele . Mosè , oltre a ciò , disse : Quest’ è quello che il Signore ha comandato : Empi un omer di manna , acciocchè sia serbata per le vostre età , e che esse veggano il pane , del quale io vi ho cibati nel deserto , dopo avervi tratti fuor del paese di Egitto . Mosè adunque disse ad Aaronne : Piglia un vaso , e mettivi dentro un pieno omer di manna , e riponilo davanti al Signore , acciocchè quella sia serbata per le vostre età . Come il Signore avea comandato a Mosè , Aaronne ripose quella manna davanti alla Testimonianza , per esser serbata . E i figliuoli d’ Israele mangiarono la manna lo spazio di quarant’ anni , finchè furono arrivati in paese abitato ; mangiarono la manna , finchè furono arrivati a’ confini del paese di Canaan . Or un omer è la decima parte di un efa . POI tutta la raunanza de’ figliuoli d’ Israele si partì dal deserto di Sin , movendosi da un luogo all’ altro , secondo il comandamento del Signore : e si accampò in Refidim . Or non vi era acqua per lo bere del popolo . E il popolo contese con Mosè , e disse : Dateci dell’ acqua da bere . E Mosè disse loro : Perchè contendete voi meco ? e perchè tentate il Signore ? Avendo adunque il popolo quivi sete di acqua , mormorò contro a Mosè , e disse : Perchè ci hai fatti salire fuor di Egitto , per far morir di sete , noi , i nostri figliuoli , e i nostri bestiami ? E Mosè gridò al Signore , dicendo : Che farò io a questo popolo ? tantosto mi lapideranno . E il Signore disse a Mosè : Passa davanti al popolo , e prendi teco degli Anziani d’ Israele ; piglia eziandio in mano la bacchetta con la quale tu percuotesti il fiume , e va’ . Ecco , io starò ivi davanti a te sopra la roccia in Horeb ; e tu percuoterai la roccia , e d’ essa uscirà acqua , e il popolo berrà . E Mosè fece così alla vista degli Anziani d’ Israele . E pose nome a quel luogo Massa , e Meriba , per la contesa de’ figliuoli d’ Israele ; e perchè essi aveano tentato il Signore , dicendo : Il Signore è egli nel mezzo di noi , o no ? ALLORA gli Amalechiti vennero per combattere contro agl’ Israeliti , in Refidim . E Mosè , disse a Giosuè : Sceglici degli uomini , ed esci fuori , e combatti contro agli Amalechiti ; domani io mi fermerò in su la sommità del colle , avendo la bacchetta di Dio in mano . E Giosuè fece come Mosè gli avea comandato , combattendo contro agli Amalechiti . E Mosè , Aaronne , e Hur , salirono in su la sommità del colle . Or avvenne , che quando Mosè alzava la sua mano , gl’ Israeliti vincevano ; ma , quando egli la posava , gli Amalechiti vincevano . Or essendo le mani di Mosè pesanti , Aaronne , ed Hur , presero una pietra , e la misero sotto lui , ed egli vi si pose sopra a sedere ; ed Aaronne , e Hur , gli sostenevano le mani , l’ un di qua , e l’ altro di là ; e così le sue mani furono ferme fino al tramontar del sole . E Giosuè ruppe gli Amalechiti , e la lor gente , e li mise a fil di spada . E il Signore disse a Mosè : Scrivi questa cosa per ricordanza , nel libro ; e metti nell’ orecchie di Giosuè che io del tutto spegnerò la memoria di Amalec di sotto al cielo . E Mosè edificò un altare , al quale pose nome : Il Signore è la mia bandiera . E disse : Certo , e’ v’ è una mano in sul trono del Signore , che il Signore avrà per ogni età guerra con Amalec . OR Ietro , sacerdote di Madian , suocero di Mosè , intese tutto quel che Iddio avea fatto a Mosè , e ad Israele , suo popolo ; come il Signore avea tratto Israele fuor di Egitto . E Ietro prese Sippora , moglie di Mosè , dopo ch’ egli l’ ebbe rimandata ; e i due figliuoli di essa ; il nome dell’ uno de’ quali era Ghersom ; perciocchè Mosè , avea detto : Io sono stato forestiere in paese strano . E il nome dell’ altro era Eliezer ; perciocchè egli avea detto : L’ Iddio di mio padre mi è stato in aiuto , e mi ha scampato dalla spada di Faraone . Ietro adunque , suocero di Mosè , venne a Mosè , co’ figliuoli di esso , e con la sua moglie , nel deserto , ove egli era accampato al Monte di Dio . E mandò a dire a Mosè : Io Ietro , tuo suocero , vengo a te , con la tua moglie , e co’ suoi due figliuoli . E Mosè uscì incontro al suo suocero ; e gli s’ inchinò , e lo baciò ; e si domandarono l’ un l’ altro del lor bene stare ; poi entrarono nel padiglione . E Mosè raccontò al suo suocero tutto ciò che il Signore avea fatto a Faraone , ed agli Egizj , per amor d’ Israele ; e tutti i travagli ch’ erano loro sopraggiunti per cammino , de’ quali il Signore li avea liberati . E Ietro si rallegrò di tutto il bene che il Signore avea fatto a Israele , avendolo riscosso dalla man degli Egizj . E Ietro disse : Benedetto sia il Signore , il qual vi ha liberati dalla mano degli Egizj , e dalla mano di Faraone ; il quale ha riscosso questo popolo di sotto alla man degli Egizj . Ora conosco che il Signore è più grande di tutti gl’ iddii ; conciossiachè questo sia loro avvenuto , perciocchè erano superbamente proceduti contro a loro . Poi Ietro , suocero di Mosè , prese un olocausto , e de’ sacrificii da offerire a Dio ; e Aaronne , e tutti gli Anziani d’ Israele , vennero a mangiar col suocero di Mosè , davanti al Signore . E il giorno seguente , avvenne che , sedendo Mosè , per render ragion al popolo , e stando il popolo in piè davanti a Mosè , dalla mattina fino alla sera ; il suocero di Mosè vide tutto quel che egli faceva al popolo , e disse : Che cosa è questo che tu fai inverso questo popolo ? perchè siedi tu solo , e tutto il popolo ti sta in piè davanti , dalla mattina fino alla sera ? E Mosè rispose al suo suocero : Io il fo , perchè questo popolo viene a me per domandare Iddio . Quando essi hanno qualche affare , vengono a me , ed io giudico fra l’ uno e l’ altro , e dichiaro loro gli statuti di Dio , e le sue leggi . Ma il suocero di Mosè , gli disse : Ciò che tu fai non istà bene . Per certo tu verrai meno , e tu , e questo popolo ch’ è teco ; perciocchè cotesto affare è troppo grave per te ; tu non puoi far ciò tutto solo . Attendi ora alla mia voce , io ti consiglierò , e Iddio sarà teco : Sii tu per lo popolo davanti a Dio , e rapporta a Dio gli affari . E ammaestra il popolo intorno agli statuti , e alle leggi ; e dichiaragli la via per la quale ha da camminare , e l’ opere che ha da fare . E tu scegli d’ infra tutto il popolo degli uomini di valore , che temano Iddio ; uomini leali che abbiano in odio l’ avarizia ; e costituiscili sopra il popolo capi di migliaia , capi di centinaia , capi di cinquantine , e capi di diecine . E rendano essi ragione al popolo in ogni tempo ; e rapportino a te ogni grande affare ; ma giudichino ogni piccolo affare . Così ti sgraverai del carico che hai addosso , ed essi lo porteranno teco . Se tu fai questa cosa , e se Iddio te la comanda , tu potrai durare ; e anche tutto questo popolo perverrà in pace al suo luogo . E Mosè acconsentì al dire del suo suocero , e fece tutto ciò ch’ egli avea detto . E Mosè scelse di tutto Israele degli uomini di valore , e li costituì capi sopra il popolo ; capi di migliaia , capi di centinaia , capi di cinquantine , e capi di diecine . E quelli doveano render ragione al popolo in ogni tempo ; essi rapportavano a Mosè gli affari difficili , e giudicavano ogni piccolo affare . Poi Mosè accommiatò il suo suocero , ed egli se ne andò nel suo paese . NEL primo giorno del terzo mese , da che i figliuoli d’ Israele furono usciti del paese di Egitto , in quell’ istesso giorno arrivarono nel deserto di Sinai . Essendo adunque partiti di Refidim , arrivarono nel deserto di Sinai , e si accamparono nel deserto . Ed essendo Israele accampato quivi dirimpetto al monte , Mosè salì a Dio ; e il Signore gli gridò dal monte , dicendo : Di’ così alla casa di Giacobbe , e dichiara questo a’ figliuoli d’ Israele . Voi avete veduto ciò che ho fatto agli Egizj , e come vi ho portati come sopra ale di aquile , e vi ho menati a me . Ora dunque , se voi del tutto ubbidite alla mia voce , e osservate il mio patto , voi mi sarete un tesoro riposto d’ infra tutti i popoli ; conciossiachè tutta la terra sia mia . E mi sarete un Reame sacerdotale , e una gente santa . Queste son le parole che tu dirai a’ figliuoli di Israele . Mosè adunque venne , e chiamò gli Anziani del popolo , e propose loro tutte queste parole , che il Signore gli avea comandate . E tutto il popolo rispose ad una , e disse : Noi faremo tutto quello che il Signore ha detto . E Mosè rapportò al Signore le parole del popolo . E il Signore disse a Mosè : Ecco , io verrò a te in una folta nuvola , acciocchè il popolo oda quando io parlerò teco , ed anche ti creda in perpetuo . Ora , dopo che Mosè ebbe rapportate le parole del popolo al Signore , il Signore gli disse : Vattene al popolo , e santificalo oggi e domani , e fa’ che lavino i lor vestimenti . E che sieno presti per lo terzo giorno ; perciocchè al terzo giorno il Signore scenderà in sul monte di Sinai , nel cospetto di tutto il popolo . E tu poni de’ termini al popolo attorno attorno , dicendo : Guardatevi di salire al monte , o di toccar pur l’ estremità di esso : chiunque toccherà il monte del tutto sarà fatto morire . Niuna mano tocchi un tale ; anzi del tutto sia lapidato o saettato ; o bestia , od uomo che egli si sia , non viva ; quando il corno sonerà alla distesa , allora salgano essi verso il monte . E Mosè scese dal monte al popolo , e santificò il popolo , ed essi lavarono i lor vestimenti . Ed egli disse al popolo : Siate presti per lo terzo giorno ; non vi accostate a donna . E al terzo giorno , come fu mattina , si fecero tuoni e folgori ; e vi era una folta nuvola in sul monte , insieme con un suon di tromba molto forte ; e tutto il popolo ch’ era nel campo tremava . E Mosè fece uscire il popolo fuor del campo , incontro a Dio ; e si fermarono appiè del monte . Or il monte di Sinai fumava tutto ; perciocchè il Signore era sceso sopra esso in fuoco ; e il fumo ne saliva a guisa di fumo di fornace ; e tutto il monte tremava forte . E il suon della tromba si andava vie più rinforzando grandemente ; e Mosè parlava , e Iddio gli rispondeva per un tuono . Il Signore adunque scese in sul monte di Sinai , sulla sommità del monte , e chiamò Mosè alla sommità del monte . E Mosè vi salì . E il Signore disse a Mosè : Scendi , protesta al popolo , che talora egli non rompa i termini , e non si appressi al Signore per riguardare ; onde molti di essi caggiano morti . I sacerdoti eziandio , che si appressano al Signore , si santifichino ; che talora il Signore non si avventi sopra loro . E Mosè disse al Signore : Il popolo non può salire al monte Sinai ; conciossiachè tu ci abbi protestato , dicendo : Poni de’ termini a questo monte , e santificalo . E il Signore disse a Mosè : Va’ , scendi ; poi monta tu , ed Aaronne teco ; ma i sacerdoti , e il popolo non rompano i termini , per salire al Signore , che talora egli non si avventi sopra loro . E Mosè discese al popolo , e gliel disse . ALLORA Iddio pronunziò tutte queste parole , dicendo : Io sono il Signore Iddio tuo , che ti ho tratto fuor del paese di Egitto , della casa di servitù . Non avere altri dii nel mio cospetto . Non farti scultura alcuna , nè immagine alcuna di cosa che sia in cielo di sopra , nè di cosa che sia in terra di sotto , nè di cosa che sia nell’ acque di sotto alla terra . Non adorar quelle cose , e non servir loro ; perciocchè io , il Signore Iddio tuo , son Dio geloso , che visito l’ iniquità de’ padri sopra i figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di coloro che m’ odiano . Ed uso benignità in mille generazioni verso coloro che mi amano , e osservano i miei comandamenti . Non usare il Nome del Signore Iddio tuo in vano ; perciocchè il Signore non terrà innocente chi avrà usato il suo Nome in vano . Ricordati del giorno del riposo , per santificarlo . Lavora sei giorni , e fa’ in essi ogni opera tua . Ma il settimo giorno è il riposo al Signore Iddio tuo ; non fare in esso lavoro alcuno , nè tu , nè il tuo figliuolo , nè la tua figliuola , nè il tuo servo , nè la tua serva , nè il tuo bestiame , nè il tuo forestiere ch’ è dentro alle tue porte . Perciocchè in sei giorni il Signore fece il cielo e la terra , e il mare , e tutto ciò ch’ è in essi , e si riposò al settimo giorno ; perciò , il Signore ha benedetto il giorno del riposo e l’ ha santificato . Onora tuo padre e tua madre ; acciocchè i tuoi giorni sieno prolungati sopra la terra , la quale il Signore Iddio tuo ti dà . Non uccidere . Non commettere adulterio . Non furare . Non dir falsa testimonianza contro al tuo prossimo . Non concupire la casa del tuo prossimo ; non concupir la moglie del tuo prossimo ; nè il suo servo , nè la sua serva , nè il suo bue , nè il suo asino , nè cosa alcuna che sia del tuo prossimo . Or tutto il popolo vedeva i tuoni , e i lampi , e il suon della tromba , e il monte fumante ; e veggendo queste cose , tremava , e se ne stava lungi ; e disse a Mosè : Parla tu con noi , e noi ascolteremo ; e non parli Iddio con noi , chè talora noi non muoiamo . E Mosè disse al popolo : Non temiate ; perciocchè Iddio è venuto per provarvi , e affinchè il suo timore sia davanti agli occhi vostri , acciocchè non pecchiate . Il popolo adunque si fermò da lungi ; e Mosè si accostò alla caligine ; nella quale Iddio era . E il Signore disse a Mosè : Di’ così a’ figliuoli d’ Israele : Voi avete veduto che io ho parlato a voi dal cielo . Non fate alcun dio meco ; non vi fate dii di argento , nè dii d’ oro . Fammi un altar di terra , e sacrifica sopra esso i tuoi olocausti , e i tuoi sacrificii da render grazie , le tue pecore , e i tuoi buoi ; in qualunque luogo io farò ricordare il mio Nome , io verrò a te , e ti benedirò . E se pur tu mi fai un altar di pietre , non fabbricarlo di pietre conce a scarpello ; quando tu vi avrai fatto passar lo scarpello sopra , tu l’ avrai contaminate . E non salir per gradi al mio altare ; acciocchè non si scuopra la tua nudità sopra esso . OR queste sono le leggi giudiciali , le quali tu proporrai loro : Quando tu avrai comperato un servo Ebreo , servati egli sei anni ; ma al settimo anno vadasene franco , senza pagar nulla . Se egli è venuto sol col suo corpo , vadasene col suo corpo ; se egli avea moglie , vadasene la sua moglie con lui . Se il suo signore gli ha data moglie , la quale gli abbia partoriti figliuoli o figliuole ; quella moglie , e i figliuoli di essa , sieno del signore ; e vadasene egli col suo corpo . Ma se pure il servo dice : Io amo il mio signore , la mia moglie , e i miei figliuoli ; io non me ne voglio andar franco ; faccialo il suo signore comparire davanti a’ giudici ; poi faccialo appressare all’ uscio , o allo stipite della porta , e forigli l’ orecchio con una lesina ; e servagli colui in perpetuo . E quando alcuno avrà venduta la sua figliuola per serva , non esca ella di casa , come i servi ne escono . Se ella dispiace al suo signore , a cui il padre l’ avrà sposata , facciala quello franca ; non abbia podestà di venderla a un popolo straniero , dopo averle rotta la fede . E se egli la fa sposare al suo figliuolo , facciale secondo la ragion delle fanciulle . Se egli gliene prende un’ altra , non tolgale il nutrimento , nè il vestire , nè la coabitazione . E se egli non le fa queste tre cose , vadasene ella gratuitamente , senza pagar danari alcuni . Chi avrà percosso un uomo , sì che egli ne muoia , del tutto sia fatto morire . Ma , quant’ è a colui che non l’ avrà appostato , anzi Iddio glielo avrà fatto scontrar nelle mani , io ti costituirò un luogo , al quale colui rifugga . Ma , quando alcuno per temerità avrà macchinato contro al suo prossimo , per ucciderlo con inganno , trallo fuori , eziandio d’ appresso al mio altare , perchè muoia . Chi avrà battuto suo padre , o sua madre , del tutto sia fatto morire . Parimente , chi avrà rubata una persona , o sia che l’ abbia venduta , o che gli sia trovata in mano , del tutto sia fatto morire . Ed anche , chi avrà maledetto suo padre , o sua madre , del tutto sia fatto morire . E quando alcuni contenderanno insieme , e l’ uno avrà percosso l’ altro con pietra , o col pugno , onde egli non muoia , ma giaccia in letto ; se egli si rileva , e cammina fuori in sul suo bastone , colui che l’ avrà percosso sia assolto ; sol gli paghi ciò ch’ egli è stato a bada , e lo faccia medicare fino a compiuta guarigione . E quando alcuno avrà percosso il suo servo , o la sua serva , con un bastone , sì che gli muoia sotto la mano , facciasene del tutto punizione . Ma se pur campa un giorno , o due , non facciasene punizione ; perciocchè è suo danaro . E quando alcuni , contendendo insieme , avranno percossa una donna gravida , sì che il parto n’ esca fuori , ma pur non vi sarà caso di morte ; sia colui che l’ avrà percossa condannato ad ammenda , secondo che il marito della donna gl’ imporrà ; e paghila per autorità de’ giudici . Ma , se vi è caso di morte , metti vita per vita ; occhio per occhio , dente per dente , mano per mano , piè per piè ; arsura per arsura , ferita per ferita , lividore per lividore . E quando alcuno avrà percosso l’ occhio del suo servo , o l’ occhio della sua serva , e l’ avrà guasto ; lascilo andar franco per lo suo occhio . Parimente , se ha fatto cadere un dente al suo servo o alla sua serva , lascilo andar franco per lo suo dente . E quando un bue avrà cozzato un uomo o una donna , sì che ne muoia , del tutto sia quel bue lapidato , e non mangisene la carne ; e il padrone del bue sia assolto . Ma se il bue per addietro è stato uso di cozzare , e ciò è stato protestato al padron di esso , ed egli non l’ ha guardato , e il bue ha ucciso un uomo o una donna , sia il bue lapidato , e anche facciasi morire il padron di esso . Se gli è imposto alcun prezzo di riscatto , paghi il riscatto della sua vita , interamente come gli sarà imposto . Se il bue cozza un figliuolo o una figliuola , facciaglisi secondo questa legge . Se il bue cozza un servo o una serva , paghi il padron del bue trenta sicli di argento al padrone di esso , e sia lapidato il bue . E , se alcuno scuopre una fossa ; ovvero , avendo cavata una fossa , non la ricuopre , e vi cade dentro bue od asino ; ristorine il danno il padron della fossa , pagandone i danari al padron del bue o dell’ asino ; e il morto sia suo . E se il bue d’ alcuno urta il bue del prossimo di esso , dì che muoia , vendano essi il bue vivo , e partiscanne i danari per metà ; partiscano eziandio il morto . Ma , se è notorio che quel bue per addietro fosse uso di cozzare , e il padrone di esso non l’ ha guardato , restituisca egli del tutto bue per bue ; ma il morto sia suo . QUANDO alcuno avrà rubato un bue , o una pecora , o una capra , e l’ avrà ammazzata o venduta ; paghi cinque buoi per quel bue , e quattro pecore , o capre , per quella pecora , o capra . Se il ladro , colto di notte nello sconficcare è percosso , e muore , non vi è omicidio . Se il sole è levato quando sarà colto , vi è omicidio . Il ladro soddisfaccia del tutto ; e se non ha da soddisfare , sia venduto per lo suo furto . Se pure il furto gli è trovato in mano , vivo ; o bue , o asino , o pecora che sia , restituiscalo al doppio . Se alcuno fa pascolare un campo , o una vigna ; e se manda nel campo altrui il suo bestiame , il quale vi pasturi dentro , soddisfaccia il danno col meglio del suo campo , e col meglio della sua vigna . Quando un fuoco uscirà fuori , e incontrerà delle spine , onde sia consumato grano in bica , o biade , o campo , del tutto soddisfaccia il danno colui che avrà acceso il fuoco . Quando alcuno avrà dato al suo prossimo danari , o vasellamenti , a guardare , e quelli saranno rubati dalla casa di colui , se il ladro è trovato , restituiscali al doppio . Se il ladro non si trova , facciasi comparire il padron della casa davanti a’ rettori , per giurare s’ egli non ha punto messa la mano sopra la roba del suo prossimo . In ogni causa di misfatto intorno a bue , asino , pecora , capra , vestimento , o a qualunque altra cosa perduta , della quale uno dica : Questa è dessa ; venga la causa d’ amendue le parti davanti a’ rettori ; e colui che i rettori avranno condannato , paghi il doppio al suo prossimo . Quando alcuno avrà dato al suo prossimo , asino , o bue , o pecora , o qualunque altra bestia , a guardare , ed ella muore , o le si fiacca alcun membro , o è rapita , senza che alcuno l’ abbia veduto , il giuramento del Signore intervenga fra le due parti , per saper se colui non ha punto messa la mano sopra il bene del suo prossimo ; e accetti il padron della bestia quel giuramento , e non sia l’ altro obbligato a pagamento . Ma se pur quella bestia gli è stata rubata d’ appresso , facciane soddisfazione al padron di essa . Se pur quella bestia è stata lacerata dalle fiere , portila per testimonianza , e non sia obbligato a pagar la bestia . E quando alcuno avrà presa in prestanza una bestia dal suo prossimo , e le si fiaccherà alcun membro , o morrà , e il padrone di essa non sarà presente , del tutto colui paghila . Ma se il padrone è stato presente , non sia colui obbligato a pagarla ; se la bestia è stata tolta a vettura , ell’ è venuta per lo prezzo della sua vettura . E quando alcuno avrà sedotta una vergine , la qual non sia sposata , e sarà giaciuto con lei , del tutto dotila , e prendalasi per moglie . Se pure il padre di essa del tutto ricusa di dargliela , paghi danari , secondo la dote delle vergini . Non lasciar vivere la donna maliosa . Chiunque si congiungerà con una bestia , del tutto sia fatto morire . Chi sacrificherà ad altri dii , fuor che al Signore solo , sia sterminato come anatema . Non far violenza al forestiere , e non opprimerlo ; conciossiachè voi siate stati forestieri nel paese di Egitto . Non affliggete alcuna vedova nè orfano . Guardati d’ affliggerlo in alcuna maniera , perciocchè , se egli grida a me , io del tutto esaudirò il suo grido . E l’ ira mia si accenderà , ed io vi ucciderò con la spada : e le vostre mogli saranno vedove , e i vostri figliuoli orfani . Quando tu presterai danari al mio popolo , al povero ch’ è appresso a te , non procedere inverso lui a guisa di usuraio : non imponetegli usura . Se pur tu togli in pegno il vestimento del tuo prossimo , rendiglielo infra il tramontar del sole . Perciocchè quello solo è la sua copritura , ed è il suo vestire per coprir la sua pelle ; in che giacerebbe egli ? se dunque egli avviene che egli gridi a me , io l’ esaudirò ; perciocchè io son pietoso . Non dir male de’ rettori ; e non maledir colui ch’ è principe nel tuo popolo . Non indugiare il pagar le primizie della tua vendemmia , nè del gocciolar de’ tuoi olii ; dammi il primogenito dei tuoi figliuoli . Fa’ il simigliante del tuo bue , e della tua pecora , e capra ; stia il primo portato di esse sette giorni appresso la madre sua , e all’ ottavo giorno dammelo . E siatemi uomini santi ; e non mangiate carne lacerata dalle fiere per li campi ; gittatela a’ cani . NON levare un falso grido ; non metter mano con l’ empio per esser testimonio falso . Non andar dietro a’ grandi per far male ; e non dar sentenza in una lite , inchinando a favorire i grandi , per far torto . Non avere altresì rispetto al povero nella sua lite . Se tu incontri il bue del tuo nemico , o l’ asino suo smarrito , del tutto riconduciglielo . Se tu vedi l’ asino di colui che ti odia giacer sotto il suo carico , mentre tu ti rimani di aiutarlo a farglielo andare oltre , del tutto fa’ con lui sì che possa andare oltre . Non far torto al tuo bisognoso nella sua lite . Allontanati dal parlar falso ; e non far morir l’ innocente nè il giusto ; perciocchè io non assolverò l’ empio . E non prender presenti ; perciocchè il presente accieca coloro che hanno chiara vista , e sovverte le parole de’ giusti . E non oppressare il forestiere ; perciocchè voi sapete in quale stato è l’ anima del forestiere , essendo stati forestieri nel paese di Egitto . Semina la tua terra sei anni , e ricogli il frutto di essa . Ma ogni settimo anno lasciala vacare , e in abbandono , e mangino i bisognosi del tuo popolo il frutto di essa ; e ciò che rimarrà loro , manginlo le bestie della campagna ; fa’ il simigliante alla tua vigna ed a’ tuoi ulivi . Sei giorni fa’ le tue faccende ; ma al settimo giorno riposati ; acciocchè il tuo bue , e il tuo asino , abbiano requie ; e il figliuolo della tua serva , e il forestiere possano respirare . E prendete guardia a tutto quello che io vi ho detto ; e non ricordate il nome degl’ iddii stranieri ; non odasi quello nella tua bocca . Celebrami tre feste solenni per anno . Osserva la festa degli azzimi ; mangia pani azzimi per sette giorni , come io ti ho comandato , nel tempo ordinato del mese di Abib ; conciossiachè in quel mese tu sii uscito fuori di Egitto ; e non comparisca alcuno davanti alla mia faccia vuoto . Parimente osserva la festa della mietitura , delle primizie de’ tuoi frutti , di ciò che tu avrai seminato nel tuo campo ; e la festa della ricolta , all’ uscita dell’ anno , quando tu avrai ricolti i tuoi frutti d’ in sui campi . Tre volte l’ anno comparisca ogni maschio tuo davanti alla faccia del Signore , ch’ è l’ Eterno . Non sacrificare il sangue del mio sacrificio con pan lievitato ; e non sia guardato il grasso dell’ agnello della mia solennità la notte fino alla mattina . Porta nella Casa del Signore Iddio tuo le primizie de’ primi frutti della tua terra . Non cuocere il capretto nel latte di sua madre . ECCO , io mando un Angelo davanti a te , per guardarti per lo cammino , e per condurti al luogo che io ho preparato . Guardati , per la sua presenza , e ubbidisci alla sua voce , e non irritarlo ; perciocchè egli non vi perdonerà i vostri misfatti ; conciossiachè il mio Nome sia in lui . Ma se pure tu ubbidisci alla sua voce , e fai tutto quello che io ti dirò , io sarò nemico de’ tuoi nemici , e avversario dei tuoi avversari . Perciocchè l’ Angelo mio andrà davanti a te , e t’ introdurrà nel paese degli Amorrei , degl’ Hittei , dei Ferezei , de’ Cananei , degl’ Hivvei , a dei Gebusei ; ed io distruggerò que’ popoli . Non adorar gl’ iddii loro , e non servir loro ; e non far secondo l’ opere di quei popoli ; anzi distruggi quelli affatto , e del tutto spezza le loro statue . E servite al Signore Iddio vostro , ed egli benedirà il tuo pane , e la tua acqua ; ed io torrò via ogni infermità dal mezzo di te . E’ non vi sarà nel tuo paese femmina che sperda , nè sterile ; io compierò il numero de’ tuoi giorni . Io manderò davanti a te il mio spavento , e metterò in rotta ogni popolo , nel cui paese tu entrerai , e farò che tutti i tuoi nemici volteran le spalle dinanzi a te . Manderò eziandio davanti a te de’ calabroni , i quali scacceranno gl’ Hivvei , i Cananei , e gl’ Hittei dal tuo cospetto . Io non li scaccerò dal tuo cospetto in un anno ; che talora il paese non divenga deserto , e che le fiere della campagna non moltiplichino contro a te . Io li scaccerò dal tuo cospetto a poco a poco , finchè tu sii cresciuto , e abbi presa la possessione del paese . E io porrò i tuoi confini dal mar rosso fino al mar de’ Filistei ; e dal deserto fino al Fiume ; perciocchè io darò nelle vostre mani gli abitanti del paese , e tu li scaccerai dinanzi a te . Non far lega alcuna con loro , nè co’ loro iddii . Non abitino essi nel tuo paese , chè talora non ti facciano peccare contro a me ; conciossiachè tu serviresti agl’ iddii loro ; perciocchè quello ti sarebbe in laccio . POI disse a Mosè : Sali al Signore , tu , ed Aaronne , e Nadab , e Abihu , e settanta degli Anziani d’ Israele , e adorate da lungi . Poi accostisi Mosè solo al Signore , e quegli altri non vi si accostino ; e non salga il popolo con lui . E Mosè venne , e raccontò al popolo tutte le parole del Signore , e tutte quelle leggi . E tutto il popolo rispose ad una voce , e disse : Noi faremo tutte le cose che il Signore ha dette . Poi Mosè scrisse tutte le parole del Signore ; e , levatosi la mattina , edificò sotto a quel monte un altare , e rizzò dodici pilieri , per le dodici tribù d’ Israele . E mandò i ministri de’ figliuoli d’ Israele a offerire olocausti , e sacrificare al Signore giovenchi , per sacrificii da render grazie . E Mosè prese la metà del sangue , e lo mise in bacini ; e ne sparse l’ altra metà sopra l’ altare . Poi prese il Libro del Patto , e lo lesse in presenza del popolo . E esso disse : Noi faremo tutto quello che il Signore ha detto , e ubbidiremo . Allora Mosè prese quel sangue , e lo sparse sopra il popolo , e disse : Ecco il sangue del patto che il Signore ha fatto con voi , sopra tutte quelle parole . Poi Mosè , ed Aaronne , e Nadab , e Abihu , e settanta degli Anziani d’ Israele , salirono . E videro l’ Iddio d’ Israele ; e sotto i piedi di esso vi era come un lavorio di lastre di zaffiro , risomigliante il cielo stesso in chiarezza . Ed egli non avventò la sua mano sopra gli Eletti d’ infra i figliuoli d’ Israele ; anzi videro Iddio , e mangiarono e bevvero . E il Signore disse a Mosè : Sali a me in sul monte , e fermati quivi ; ed io ti darò delle tavole di pietra , cioè : la Legge , e i comandamenti che io ho scritti , per insegnarli a’ figliuoli d’ Israele . Mosè adunque , con Giosuè , suo ministro , si levò ; e Mosè salì al monte di Dio . E disse agli Anziani d’ Israele : Rimanete qui , aspettandoci , finchè noi ritorniamo a voi ; ecco , Aaronne ed Hur sono con voi ; chiunque avrà qualche affare , vada a loro . Mosè adunque salì al monte , e la nuvola coperse il monte . E la gloria del Signore si posò in sul monte di Sinai , e la nuvola lo coperse per lo spazio di sei giorni ; e al settimo giorno il Signore chiamò Mosè del mezzo della nuvola . E l’ aspetto della gloria del Signore era simile a un fuoco consumante , in su la sommità del monte , alla vista de’ figliuoli d’ Israele . E Mosè entrò nel mezzo della nuvola , e salì al monte , e dimorò in sul monte quaranta giorni e quaranta notti . E IL Signore parlò a Mosè , dicendo : Di’ a’ figliuoli d’ Israele , che prendano da farmi un’ offerta ; prendete quella mia offerta da ogni uomo il cui cuore lo moverà volontariamente . E quest’ è l’ offerta che voi prenderete da loro : oro , e argento , e rame ; e violato , e porpora , e scarlatto , e fin lino , e pel di capra ; e pelli di montoni tinte in rosso , e pelli di tassi , e legno di Sittim ; olio per la lumiera , aromati per l’ olio dell’ Unzione , e per lo profumo degli aromati ; pietre onichine , e pietre da incastonare , per l’ Efod , e per lo Pettorale . E faccianmi essi un Santuario , ed io abiterò nel mezzo di loro . Fatelo interamente secondo il modello del Tabernacolo , e il modello di tutti i suoi arredi , che io ti mostro . Facciano adunque un’ Arca di legno di Sittim , la cui lunghezza sia di due cubiti e mezzo , e la larghezza di un cubito e mezzo , e l’ altezza di un cubito e mezzo . E coprila d’ oro puro di dentro e di fuori ; e fa’ sopra essa una corona d’ oro attorno . E fondile quattro anelli d’ oro , e metti quegli anelli a’ quattro cantoni di essa , due da uno de’ lati dell’ Arca , e due dall’ altro . Fai ancora delle stanghe di legno di Sittim , e coprile d’ oro . E metti quelle stanghe dentro agli anelli da’ lati dell’ Arca , per portarla con esse . Dimorino le stanghe negli anelli dell’ Arca e non ne sieno rimosse . Poi metti nell’ Arca la Testimonianza che io ti darò . Fa’ eziandio all’ Arca un Coperchio d’ oro puro , la cui lunghezza sia di due cubiti e mezzo , e la larghezza di un cubito e mezzo . E fa’ due Cherubini d’ oro ; falli di lavoro tirato al martello , a’ due capi del Coperchio . Fai adunque un Cherubino da un de’ capi di qua , e un altro dall’ altro di là ; fate questi Cherubini tirati dal Coperchio stesso , sopra i due capi d’ esso . E spandano i Cherubini l’ ale in su , facendo con le loro ale una coverta al disopra del Coperchio , e abbiano le lor facce volte l’ un verso l’ altro ; sieno le facce de’ Cherubini volte verso il Coperchio . E metti il Coperchio in su l’ Arca disopra , e nell’ Arca metti la Testimonianza che io ti darò . Ed io mi troverò quivi presente teco , e parlerò teco d’ in sul Coperchio , di mezzo i due Cherubini che saranno sopra l’ Arca della Testimonianza ; e ti dirò tutte le cose che ti comanderò di proporre a’ figliuoli di Israele . Fa’ ancora una Tavola di legno di Sittim , la cui lunghezza sia di due cubiti , e la larghezza di un cubito e l’ altezza di un cubito e mezzo . E coprila d’ oro puro , e falle una corona d’ oro attorno . Falle eziandio attorno una chiusura di un palmo , d’ oro puro , e a quella sua chiusura fa’ una corona d’ oro attorno attorno . Falle , oltre a ciò , quattro anelli d’ oro , e metti quegli anelli a’ quattro canti , che saranno ai quattro piedi di essa . Sieno gli anelli dirincontro alla chiusura , per farvi passar dentro le stanghe , per portar la Tavola . E fa’ le stanghe di legno di Sittim , e coprile d’ oro , e con esse portisi la Tavola . Fa’ eziandio i suoi piattelli , le sue scodelle , i suoi nappi , e i suoi bacini , co’ quali si faranno gli spargimenti ; fa’ quelle cose d’ oro puro . E metti sopra la Tavola il pane del cospetto , il quale sia del continuo nel mio cospetto . Fa’ ancora un Candelliere d’ oro puro ; facciasi di lavoro tirato al martello , così il suo gambo , come i suoi rami ; sieno i vasi d’ esso , i suoi pomi , e le sue bocce , di un pezzo col Candelliere . E sienvi sei rami procedenti da’ lati di esso ; tre de’ rami del Candelliere dall’ uno de’ lati di esso , e tre dall’ altro . In uno di essi rami sieno tre vasi in forma di mandorla ; e un pomo , e una boccia a ciascun vaso ; e parimente nell’ altro ramo , tre vasi in forma di mandorla ; e un pomo e una boccia a ciascun vaso ; e così conseguentemente ne’ sei rami del Candelliere . E nel gambo del Candelliere sieno quattro vasi in forma di mandorla , co’ suoi pomi , e con le sue bocce . E ne’ sei rami procedenti dal Candelliere , siavi un pomo sotto i due primi rami di un pezzo col Candelliere ; e un pomo sotto i due altri rami , d’ un pezzo altresì col Candelliere ; e un pomo sotto i due ultimi rami , di un pezzo altresì col Candelliere . Sieno i pomi , e i rami loro di un pezzo col Candelliere ; sia tutto il Candelliere di un pezzo , d’ oro puro , tirato al martello . Fa’ ancora le sette lampane di esso , e accendansi , e porgano lume verso la parte anteriore del Candelliere . E sieno gli smoccolatoi , e i catinelli di esso d’ oro puro . Impiega intorno ad esso , e intorno a tutti questi strumenti , un talento d’ oro . E vedi di far tutte queste cose , secondo il modello che ti è mostrato in sul monte . FA’ ancora il Padiglione , di dieci teli di fin lino ritorto , di violato , di porpora , e di scarlatto ; e fa’ que’ teli lavorati a cherubini di lavoro di disegno . Sia la lunghezza d’ un telo di ventotto cubiti , e la larghezza di quattro cubiti ; sieno tutti que’ teli di una stessa misura . Sieno cinque teli accoppiati l’ uno con l’ altro , e cinque altri teli parimente accoppiati l’ uno con l’ altro . E fa’ de’ lacciuoli di violato all’ orlo dell’ uno de’ teli , che sarà all’ estremità dell’ uno degli accoppiamenti ; fa’ il simigliante ancora nell’ orlo del telo estremo nel secondo accoppiamento . Fa’ cinquanta lacciuoli nell’ uno di que’ teli , e parimente cinquanta lacciuoli all’ estremità del telo che sarà al secondo accoppiamento ; sieno i lacciuoli dirincontro l’ uno all’ altro . Fa’ ancora cinquanta graffi d’ oro , e accoppia que’ teli , l’ uno con l’ altro con que’ graffi ; e così sia il Padiglione giunto in uno . Fa’ , oltre a ciò , sopra il Padiglione una Tenda a teli di pel di capra ; fai undici di que’ teli . Sia la lunghezza di un telo di trenta cubiti , e la larghezza di quattro cubiti ; sieno gli undici teli di una stessa misura . E accoppia cinque di que’ teli da parte , e sei da parte ; e raddoppia il sesto telo in su la parte anteriore del Tabernacolo . E fa’ cinquanta lacciuoli all’ orlo dell’ un de’ teli , che sarà l’ estremo del primo accoppiamento ; e parimente cinquanta lacciuoli all’ orlo del telo estremo del secondo accoppiamento . Fa’ ancora cinquanta graffi di rame , e metti i graffi dentro i lacciuoli ; e assembra insieme la Tenda , acciocchè sia giunta in uno . E quel soverchio che avanzerà ne’ teli della Tenda , cioè : quel mezzo telo che sarà di soverchio , soprabbondi nella parte di dietro del Tabernacolo . E il cubito di qua , e il cubito di là , che sarà di soverchio nella lunghezza de’ teli della Tenda , soprabbondi ne’ lati del Tabernacolo , di qua e di là , per coprirlo . Fa’ ancora alla Tenda una coverta di pelli di montone , tinte in rosso ; e un’ altra coverta di pelli di tasso , disopra . Fa’ , oltre a ciò , delle assi per lo Tabernacolo ; falle di legno di Sittim , per metterle ritte . Sia la lunghezza di ciascuna asse di dieci cubiti , e la larghezza di un cubito e mezzo . Abbia ciascuna asse due cardini da incastrare un pezzo nell’ altro ; fa’ così a tutte le assi del Tabernacolo . Fa’ adunque le assi per lo Tabernacolo ; venti assi dal lato Australe , verso il Mezzodì . E fa’ quaranta piedistalli di argento per metter sotto quelle venti assi ; due piedistalli sotto ciascuna asse , per li suoi due cardini . E venti assi per l’ altro lato del Tabernacolo , verso Aquilone ; co’ lor quaranta piedistalli di argento , due piedistalli sotto ciascuna asse . E per lo fondo del Tabernacolo , verso Occidente , fa’ sei assi . Fa’ ancora due assi per li cantoni del Tabernacolo , nel fondo . E sieno quelle a due facce fin da basso ; e tutte sieno ben commesse insieme al capo di queste assi con un anello ; sieno quelle due assi , che saranno per li due cantoni , fatte di una medesima maniera . Sienvi adunque otto assi , co’ lor piedistalli di argento , in numero di sedici piedistalli ; due piedistalli sotto ciascuna asse . Fai ancora cinque sbarre di legno di Sittim , per le assi dell’ uno de’ lati del Tabernacolo . Parimente cinque sbarre per le assi dell’ altro lato del Tabernacolo ; e cinque sbarre per le assi del lato del fondo del Tabernacolo , verso Occidente . E la sbarra di mezzo sia nel mezzo delle assi , e traversi da un capo all’ altro . E copri d’ oro le assi , e fa’ d’ oro i loro anelli , da mettervi dentro le sbarre ; copri ancora d’ oro le sbarre . Poi rizza il Tabernacolo secondo il modello di esso , che ti è stato mostrato nel monte . Fa’ ancora una Cortina di violato , e di porpora , e di scarlatto , e di fin lino ritorto ; facciasi di lavoro di disegno a Cherubini . E appendila a quattro colonne di legno di Sittim , coperte d’ oro , co’ lor capitelli d’ oro ; e quelle sieno poste sopra quattro piedistalli di argento . E metti la Cortina sotto i graffi ; e porta là , dentro della Cortina , l’ Arca della Testimonianza ; e facciavi quella Cortina separazione fra il luogo Santo e il Santissimo . E metti il Coperchio sopra l’ Arca della Testimonianza , nel luogo Santissimo . E metti la Tavola di fuori della Cortina , dal lato Settentrionale ; e il Candelliere , dirimpetto alla Tavola , dal lato Australe del Tabernacolo . Fa’ eziandio , per l’ entrata del Tabernacolo , un tappeto di violato , e di porpora , e di scarlatto , e di fin lino ritorto , di lavoro di ricamatore . E fai cinque colonne di legno di Sittim , per appendervi quel tappeto , e copri le colonne d’ oro , e sieno i lor capitelli d’ oro ; e fondi loro cinque piedistalli di rame . FA’ , oltre a ciò , un Altare di legno di Sittim , la cui lunghezza sia di cinque cubiti , e la larghezza di cinque cubiti ; talchè sia quadrato ; e l’ altezza di tre cubiti . E fagli delle corna a’ quattro canti , le quali sieno dell’ Altare stesso ; e coprilo di rame . Fagli eziandio de’ calderoni per raccoglier le sue ceneri , e delle palette , e de’ bacini , e delle forcelle , e delle cazze ; fa’ tutti gli stumenti d’ esso di rame . Fagli ancora una grata di rame , di lavor reticolato ; e fa’ disopra di quella grata quattro anelli di rame , sopra le quattro estremità di essa . E mettila disotto al procinto dell’ Altare a basso ; e sia quella rete fino a mezzo l’ Altare . Fa’ ancora delle stanghe per l’ Altare , di legno di Sittim , e coprile di rame . E mettansi quelle stanghe di esso agli anelli ; e sieno le stanghe a’ due lati dell’ Altare , quando si avrà da portare . Fallo di tavole , vuoto ; facciasi come ti è stato mostrato in sul monte . Fa’ ancora il Cortile del Tabernacolo ; dal lato Australe verso il Mezzodì abbia il Cortile cento cubiti di lunghezza di cortine di fin lino ritorto ; abbiane tanto da un lato ; con le sue venti colonne , e i lor venti piedistalli di rame ; e sieno i capitelli , e i fili delle colonne di argento . Così ancora dal lato Settentrionale per lungo , abbia la lunghezza di cento cubiti di cortine ; con lor venti colonne , e i lor venti piedistalli di rame ; e sieno i capitelli , e i fili delle colonne di argento . E per largo , dal lato Occidentale , abbia il Cortile cinquanta cubiti di cortine colle lor dieci colonne , e dieci piedistalli . E per largo dal lato Orientale , verso il Levante , abbia il Cortile parimente cinquanta cubiti di cortine ; cioè all’ un de’ canti quindici cubiti di cortine , colle lor tre colonne , e tre piedistalli ; e dall’ altro canto , parimente quindici cubiti di cortine , colle lor tre colonne , e tre piedistalli . E all’ entrata del Cortile siavi un tappeto di venti cubiti , di violato , e di porpora , e di scarlatto , e di fin lino ritorto , di lavoro di ricamatore , colle lor quattro colonne , e quattro piedistalli . Abbiano tutte le colonne del Cortile d’ intorno de’ fili di argento ; e sieno i lor capitelli di argento , e i lor piedistalli di rame . Sia la lunghezza del Cortile di cento cubiti , e la larghezza , da un lato e dall’ altro , di cinquanta cubiti , e l’ altezza di cinque cubiti ; sieno le cortine di fin lino ritorto , e i piedistalli delle colonne di rame . Sieno di rame tutti gli arredi del Tabernacolo , per qualunque suo servigio , come ancora tutti i suoi piuoli , e tutti i piuoli del Cortile . Comanda ancora a’ figliuoli d’ Israele che ti portino dell’ olio di uliva puro , vergine , per la lumiera , per accendere del continuo le lampane . Mettanle in ordine Aaronne ed i suoi figliuoli , per ardere dalla sera fino alla mattina , davanti al Signore , nel Tabernacolo della convenenza , di fuori della cortina che ha da essere davanti alla Testimonianza . Sia questo uno statuto perpetuo , da osservarsi da’ figliuoli d’ Israele per le loro età . E TU , fa’ accostare a te , d’ infra i figliuoli d’ Israele , Aaronne tuo fratello , e i suoi figliuoli con lui , per esercitarmi il sacerdozio ; Aaronne , dico , e Nadab , e Abihu , ed Eleazaro , e Itamar , figliuoli di Aaronne . E fa’ ad Aaronne , tuo fratello , de’ vestimenti sacri , a gloria ed ornamento . E parla a tutti gli uomini industriosi , i quali io ho ripieni di spirito d’ industria , che facciano i vestimenti di Aaronne , per consacrarlo , acciocchè mi eserciti il sacerdozio . E questi sono i vestimenti che hanno da fare ; il Pettorale , e l’ Efod , e il Manto , e la Tonica trapunta ; la Benda , e la Cintura . Facciano adunque i vestimenti sacri ad Aaronne , tuo fratello , e a’ suoi figliuoli , per esercitarmi il sacerdozio . E prendano di quell’ oro , di quel violato , porpora , scarlatto , e fin lino ; e facciano l’ Efod , d’ oro , di violato , di porpora , di scarlatto , e di fin lino ritorto , di lavoro di disegno . Sienvi due omerali che si accoppino insieme da’ due capi di esso ; e così sia l’ Efod accoppiato . E sia il disegno del fregio che sarà sopra l’ Efod , col quale egli si cingerà , del medesimo lavoro , tirato dall’ Efod istesso , d’ oro , di violato , di porpora , di scarlatto , e di fin lino ritorto . Piglia ancora due pietre onichine , e scolpisci sopra esse i nomi de’ figliuoli d’ Israele ; sei de’ nomi loro sopra una pietra , e gli altri sei nomi sopra l’ altra pietra , secondo le lor nascite . Scolpisci sopra quelle due pietre i nomi de’ figliuoli d’ Israele , a lavoro di scultor di pietre , come s’ intagliano i suggelli ; falle intorniate di castoni d’ oro . E metti quelle due pietre sopra gli omerali dell’ Efod , acciochè sieno pietre di ricordanza per i figliuoli d’ Israele ; porti Aaronne i nomi loro davanti al Signore , sopra le sue due spalle , per memoria . E fai de’ castoni d’ oro . E due catenelle di oro puro ; falle a capi , di lavoro intorcicchiato ; e attacca quelle catenelle intorcicchiate a’ castoni . Fa’ , oltre a ciò , il Pettorale del giudicio , di lavoro di disegno ; fallo del lavoro dell’ Efod , d’ oro , e di violato , e di porpora , e di scarlatto , e di fin lino ritorto . Sia quadrato , e doppio ; e abbia in lunghezza una spanna , e una spanna in larghezza . E incastra in esso delle pietre preziose in castoni , in quattro ordini ; nel primo siavi un sardonio , un topazio , e uno smeraldo . E nel secondo , un carbonchio , uno zaffiro , e un diamante . E nel terzo , un ligurio , un’ agata , e un’ amatista . E nel quarto un grisolito , una pietra onichina , e un diaspro . Sieno quelle pietre incastrate nei lor castoni d’ oro . E sieno quelle pietre in numero di dodici , secondo i nomi de’ figliuoli d’ Israele ; abbia ciascuna il suo nome intagliato a lavoro d’ intagli di suggello ; e sieno per le dodici tribù . Fa’ eziandio al Pettorale delle catenelle a capi , di lavoro intorcicchiato , d’ oro puro . Fa’ ancora al Pettorale due anelli d’ oro , e metti que’ due anelli a due de’ capi del Pettorale . E metti quelle due catenelle d’ oro intorcicchiate a que’ due anelli , a’ capi del Pettorale . E attacca i due capi di quelle due catenelle intorcicchiate a que’ due castoni , e metti il Pettorale , e le sue catenelle , sopra i due omerali dell’ Efod , in su la parte anteriore di esso . Fa’ ancora due anelli d’ oro , e mettili agli altri due capi del Pettorale , all’ orlo di esso che sarà allato all’ Efod , in dentro . Fa’ parimente due anelli d’ oro , e mettili a’ due omerali dell’ Efod , al disotto , nella parte anteriore di esso , allato alla giuntura di esso , disopra al fregio lavorato dell’ Efod . E giungasi il Pettorale serrato da’ suoi anelli agli anelli dell’ Efod , con una bendella di violato , acciocchè stia disopra al fregio lavorato dell’ Efod , e non sia il Pettorale rimosso d’ in su l’ Efod . E porti Aaronne i nomi de’ figliuoli d’ Israele nel Pettorale del giudicio , in sul suo cuore , quando egli entrerà nel Santuario , per ricordanza , nel cospetto del Signore , del continuo . E metti Urim e Tummim nel Pettorale del giudicio ; sieno in sul cuore di Aaronne , quando egli entrerà nel cospetto del Signore ; e porti Aaronne il Giudicio de’ figliuoli d’ Israele sopra il suo cuore , del continuo . Fa’ ancora il Manto dell’ Efod , tutto di violato . E siavi nel mezzo di esso una scollatura da passarvi dentro il capo ; abbia quella sua scollatura un orlo d’ intorno , di lavoro tessuto ; a guisa di scollatura di corazza , acciocchè non si schianti . E fa’ alle fimbrie di esso Manto , attorno attorno , delle melagrane di violato , di porpora , e di scarlatto ; e de’ sonagli d’ oro per mezzo quelle d’ ogni intorno . Un sonaglio di oro , poi una melagrana ; un sonaglio di oro , poi una melagrana , alle fimbrie del Manto d’ ogn’ intorno . Ed abbia Aaronne quel Manto addosso quando farà il servigio divino ; e odasi il suono di esso quando egli entrerà nel luogo Santo , nel cospetto del Signore , e quando ne uscirà , acciocchè non muoia . Fa’ ancora una lama d’ oro puro , e scolpisci sopra essa , a lavoro d’ intagli di suggello : LA SANTITÀ DEL SIGNORE . E metti quella piastra in sur una bendella di violato , sicchè sia sopra la Benda , in su la parte anteriore di essa . E sia in su la fronte di Aaronne : acciocchè Aaronne porti l’ iniquità delle sante offerte , le quali i figliuoli d’ Israele avranno consacrate in tutte le offerte ch’ essi consacrano ; e sia in su la fronte di esso del continuo , per renderli grati nel cospetto del Signore . Fa’ ancora la Tonica di fin lino , trapunta ; fa’ parimente la Benda di fin lino ; e fa’ la Cintura di lavoro di ricamatore . Fa’ ancora a’ figliuoli di Aaronne , delle toniche , e delle cinture , e delle mitrie , a gloria ed ornamento . E vesti di questi vestimenti Aaronne , tuo fratello , e i suoi figliuoli ; e ungili , e consacrali , e santificali , acciocchè mi esercitino il sacerdozio . Fa’ loro ancora delle mutande line , per coprir la carne delle vergogne ; giungano quelle mutande dai lombi fino al disotto delle cosce . E abbianle Aaronne ed i suoi figliuoli addosso , quando entreranno nel Tabernacolo della convenenza ; ovvero , quando si accosteranno all’ Altare , per fare il servigio nel luogo Santo ; acciocchè non portino pena d’ iniquità , e non muoiano . Questo è uno statuto perpetuo per lui , e per la sua progenie dopo lui . E QUESTO è quello che tu farai loro per consacrarli , acciocchè mi esercitino il sacerdozio . Prendi un giovenco , e due montoni , senza difetto ; e de’ pani azzimi , e delle focacce azzime , intrise con olio ; e delle schiacciate azzime , unte con olio ; fai quelle cose di fior di farina di frumento . E mettile in un paniere , e presentale in esso paniere , col giovenco , e co’ due montoni . E fa’ accostare Aaronne e i suoi figliuoli , all’ entrata del Tabernacolo della convenenza ; e lavali con acqua . Poi prendi que’ vestimenti , e fa’ vestire ad Aaronne la Tonica , e il Manto dell’ Efod , e l’ Efod , e il Pettorale ; e cingilo al fregio lavorato dell’ Efod . Poi mettigli in sul capo la Benda , e sopra la Benda metti il sacro Diadema . E piglia dell’ olio dell’ Unzione , e spandiglielo in sul capo , e ungilo . Poi fa’ accostare i suoi figliuoli , e fa’ lor vestire le toniche . E cingi Aaronne e i suoi figliuoli con le cinture ; e allaccia loro le mitrie ; e sia loro il sacerdozio per istatuto perpetuo . Così consacra Aaronne e i suoi figliuoli . Poi fa’ accostar quel giovenco davanti al Tabernacolo della convenenza , e posino Aaronne e i suoi figliuoli le mani sopra il capo del giovenco . Poi scanna il giovenco davanti al Signore , all’ entrata del Tabernacolo della convenenza . E piglia del sangue del giovenco , e col dito mettine sopra le corna dell’ Altare , poi spandi tutto il sangue appiè dell’ Altare . Prendi ancora tutto i grasso che copre l’ interiora , e la rete ch’ è sopra il fegato , e i due arnioni , col grasso ch’ è sopra essi ; e , bruciando quelle cose , fanne profumo sopra l’ Altare . Ma brucia col fuoco , fuor del campo , la carne , la pelle , e lo sterco del giovenco ; egli è sacrificio per lo peccato . Poi piglia uno de’ montoni ; e posino Aaronne e i suoi figliuoli le mani sopra il capo del montone . Poi scanna il montone , e prendine il sangue , e spargilo sopra l’ Altare , attorno attorno . Poi taglia il montone a pezzi , e lava le sue interiora , e i suoi piedi , e mettili sopra i pezzi , e sopra il capo di esso . E , bruciando il montone tutto intiero , fanne profumo sopra l’ Altare ; egli è un olocausto al Signore , egli è un odor soave , un’ offerta fatta col fuoco al Signore . Poi prendi l’ altro montone ; e posino Aaronne e i suoi figliuoli le mani sopra il capo del montone . Poi scanna il montone , e piglia del suo sangue , e mettilo in sul tenerume dell’ orecchia destra di Aaronne e de’ suoi figliuoli , e in sul dito grosso della lor man destra , e in sul dito grosso del loro piè destro ; poi spargi il sangue sopra l’ Altare , attorno attorno . Prendi , oltre a ciò , del sangue che sarà sopra l’ Altare , e dell’ olio dell’ Unzione , e spruzzane Aaronne e i suoi vestimenti ; e parimente i suoi figliuoli e i lor vestimenti . Così sarà consacrato egli e i suoi vestimenti ; e parimente i suoi figliuoli e i lor vestimenti , con lui . Poi piglia del montone il grasso , e la coda , e il grasso che copre l’ interiora , e la rete del fegato , e i due arnioni , e il grasso ch’ è sopra essi , e la spalla destra ; perciocchè egli è il montone delle consacrazioni . Prendi ancora dal paniere degli azzimi , che sarà davanti al Signore , una fetta di pane , e una focaccia intrisa nell’ olio , e una schiacciata . E metti tutte coteste cose sopra le palme delle mani di Aaronne , e sopra le palme delle mani de’ suoi figliuoli , e falle dimenare come offerta dimenata davanti al Signore . Poi prendi quelle cose dalle lor mani ; e , bruciandole sopra l’ Altare , fanne profumo sopra l’ olocausto , per odor soave davanti al Signore . Quest’ è un’ offerta fatta col fuoco al Signore . Prendi ancora il petto del montone delle consacrazioni , che è per Aaronne , e fallo dimenare davanti al Signore per offerta dimenata . E quello sia per tua parte . Così santifica il petto di offerta dimenata , e la spalla di offerta elevata , che sarà stata dimenata ed elevata , del montone delle consacrazioni e di ciò che è stato offerto per Aaronne , e per li suoi figliuoli . E quello , per istatuto perpetuo , appartenga ad Aaronne e a’ suoi figliuoli , e prendasi da’ figliuoli d’ Israele ; conciossiachè sia un’ offerta elevata ; or le offerte elevate si prenderanno dai figliuoli d’ Israele de’ lor sacrificii da render grazie ; le loro offerte elevate apparterranno al Signore . E i vestimenti sacri , che sono per Aaronne , saranno per li suoi figliuoli dopo lui , per essere unti , e consacrati , in essi . Vestali per sette giorni il Sacerdote che sarà in luogo di esso , d’ infra i suoi figliuoli ; il quale entrerà nel Tabernacolo della convenenza , per fare il servigio nel luogo Santo . Poi prendi il montone delle consacrazioni , e cuoci la sua carne in luogo santo . E mangino Aaronne e i suoi figliuoli , all’ entrata del Tabernacolo della convenenza , la carne del montone , e il pane che sarà in quel paniere . Mangino , dico , quelle cose , con le quali sarà stato fatto il purgamento del peccato , per consacrarli e per santificarli ; e non mangine alcuno straniere ; conciossiachè sieno cosa santa . E se pur vi rimarrà della carne delle consacrazioni , e di quel pane , fino alla mattina , brucia col fuoco quello che ne sarà rimasto , e non si mangi ; perciocchè è cosa santa . Fa’ adunque ad Aaronne e a’ suoi figliuoli , interamente com’ io ti ho comandato ; consacrali per lo spazio di sette giorni . E sacrifica un giovenco per lo peccato , per giorno , per li purgamenti del peccato ; e fa’ sacrificio per lo peccato per l’ Altare , quando tu farai il purgamento per esso ; e ungilo , per consacrarlo . Fa’ il purgamento per l’ altare , per sette giorni ; e così consacralo , e sia l’ Altare una cosa santissima ; tutto quello che toccherà l’ Altare sia sacro . OR questo è quello che tu sacrificherai sopra l’ Altare , cioè : due agnelli di un anno , per giorno , del continuo . Sacrificane uno la mattina , e l’ altro fra i due vespri . Con la decima parte di un’ efa di fior di farina , stemperata con la quarta parte di un hin d’ olio vergine , e un’ offerta da spandere , di una quarta parte di un hin di vino , per l’ uno degli agnelli . E sacrifica l’ altro agnello fra i due vespri , facendo con esso la medesima offerta e spargimento , come con quel della mattina ; per soave odore , per offerta fatta per fuoco al Signore . Sia questo un olocausto continuo , per le vostre generazioni , e facciasi all’ entrata del Tabernacolo della convenenza , davanti al Signore , dove io mi ritroverò con voi , per parlar quivi a te . Io adunque mi ritroverò quivi co’ figliuoli d’ Israele , e Israele sarà santificato per la mia gloria . Io santificherò ancora il Tabernacolo della convenenza , e l’ Altare ; santificherò parimente Aaronne e i suoi figliuoli , acciocchè mi esercitino il sacerdozio . E abiterò nel mezzo de’ figliuoli d’ Israele , e sarò loro Dio . E dessi conosceranno ch’ io sono il Signore Iddio loro , che li ho tratti fuor del paese di Egitto , per abitar nel mezzo di loro . Io sono il Signore Iddio loro . FA’ ancora un Altare da fare i profumi ; fallo di legno di Sittim . Sia quadro , di lunghezza d’ un cubito , e di larghezza d’ un cubito ; e sia la sua altezza di due cubiti ; sieno le sue corna tirate di esso . E coprilo d’ oro puro , il suo coperchio , i suoi lati d’ intorno , e le sue corna ; e fagli una corona d’ oro attorno attorno . Fagli ancora due anelli d’ oro disotto a quella sua corona , a’ due suoi cantoni ; falli da due dei suoi lati ; e sieno per mettervi dentro le stanghe , per portar l’ Altare con esse . E fa’ le stanghe di legno di Sittim , e coprile d’ oro . E metti quell’ Altare davanti alla Cortina , che sarà dirimpetto all’ Arca della Testimonianza , davanti al Coperchio che sarà sopra la Testimonianza , dove io mi ritroverò teco . E faccia Aaronne profumo di aromati sopra esso ; faccia quel profumo ogni mattina , quando egli avrà acconce le lampane . E faccia Aaronne quel medesimo profumo , quando avrà accese le lampane fra i due vespri . Sia questo un profumo continuo davanti al Signore , per le vostre età . Non offerite sopra esso alcun profumo strano , nè olocausto , nè offerta ; e non ispandete alcuno spargimento sopra esso . E faccia Aaronne , una volta l’ anno , purgamento de’ peccati sopra le corna di esso ; faccia quel purgamento una volta l’ anno , per le vostre età , sopra esso , col sangue del sacrificio de’ purgamenti , fatto per lo peccato . Questo Altare sia una cosa santissima al Signore . IL Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Quando tu farai la rassegna de’ figliuoli d’ Israele , di coloro d’ infra essi che devono essere annoverati , dia ciascuno al Signore il riscatto dell’ anima sua , quando saranno annoverati ; acciocchè non venga sopra essi alcuna piaga , mentre saranno annoverati . Essi daranno questo : chiunque passa fra gli annoverati , darà un mezzo siclo , a siclo di Santuario , il quale è di venti oboli , per offerta al Signore . Chiunque passa fra gli annoverati , di età da vent’ anni in su , darà quell’ offerta al Signore . Il ricco non darà più , nè il povero meno di un mezzo siclo , in questa offerta al Signore , per lo riscatto delle anime vostre . E piglia que’ danari de’ riscatti dai figliuoli d’ Israele , e impiegali nell’ opera del Tabernacolo della convenenza , e sieno per ricordanza per li figliuoli d’ Israele , nel cospetto del Signore , per fare il riscatto delle anime vostre . IL Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Fa’ , oltre a ciò , una Conca di rame , col suo piè di rame , per lavare ; e ponila fra il Tabernacolo della convenenza e l’ Altare ; e mettivi dentro dell’ acqua . E lavinsene Aaronne e i suoi figliuoli le mani ed i piedi . Quando entreranno nel Tabernacolo della convenenza , ovvero quando si accosteranno all’ Altare , per fare il servigio divino per far bruciare alcuna offerta fatta col fuoco al Signore , lavinsi con acqua , acciocchè non muoiano . E lavinsi le mani ed i piedi , acciocchè non muoiano . Sia loro questo uno statuto perpetuo ; ad Aaronne , dico , e a’ suoi figliuoli , per le loro età . Il Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Prenditi degli aromati eccellenti , della mirra schietta il peso di cinquecento sicli , del cinamomo odoroso la metà , cioè dugencinquanta , e della canna odorosa parimente dugencinquanta ; e della cassia cinquecento sicli , a siclo di Santurario ; e un hin d’ olio di uliva . E fanne l’ olio per la sacra Unzione , un unguento composto per arte d’ unguentaro . Questo sia l’ olio della sacra Unzione . Ungi con esso il Tabernacolo della convenenza , e l’ Arca della Testimonianza ; e la Tavola , e tutti i suoi strumenti ; ed il Candelliere , e tutti i suoi strumenti ; e l’ Altar de’ profumi ; e l’ Altar degli olocausti , e tutti i suoi strumenti ; e la Conca , e il suo piè . Così consacrerai quelle cose , e saranno cose santissime ; tutto quello che le toccherà sia sacro . Ungi parimente Aaronne e i suoi figliuoli , e consacrali acciocchè mi esercitino il sacerdozio . E parla a’ figliuoli d’ Israele , dicendo : Quest’ olio mi sarà un olio di sacra unzione , per le vostre età . Non ungasene la carne di alcun uomo , e non ne fate alcun simigliante , secondo la sua composizione ; egli è cosa santa ; siavi cosa santa . Chi ne comporrà del simigliante , ovvero chi ne metterà sopra alcuna persona strana , sia riciso da’ suoi popoli . Il Signore disse oltre a ciò a Mosè : Prenditi degli aromati , storace liquida , unghia odorosa , e galbano , e incenso puro ; ciascuno aromato a parte a peso uguale . E fanne un profumo una composizione aromatica fatta per arte di profumiere , confettata , pura e santa . E di essa stritolane alquanto minuto minuto , e mettilo davanti alla Testimonianza , nel Tabernacolo della convenenza , dove io mi troverò teco . Siavi questo profumo una cosa santissima . E non fatevi alcun profumo di composizione simigliante a quello che tu avrai fatto . Siati esso una cosa sacra al Signore . Chi ne farà del simigliante , per odorarlo , sia riciso da’ suoi popoli . IL Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Vedi , io ho chiamato per nome Besaleel , figliuol di Uri , figliuol di Hur , della tribù di Giuda . E l’ ho ripieno dello spirito di Dio , in industria , e in ingegno , e in sapere , e in ogni artificio ; per far disegni da lavorare in oro , e in argento , e in rame ; e in arte di pietre da legare , e in arte di lavorar di legno , in qualunque lavorio . Ed ecco , io gli ho aggiunto Oholiab , figliuol di Ahisamac , della tribù di Dan . Io ho oltre a ciò messa industria nell’ animo d’ ogni uomo industrioso , acciocchè facciano tutte le cose che io ti ho comandate . Il Tabernacolo della convenenza , e l’ Arca per la Testimonianza , e il Coperchio che ha da esser sopra essa , e tutti gli arredi del Tabernacolo . E la Tavola , e i suoi strumenti ; e il Candelliere puro , e tutti i suoi strumenti ; e l’ Altar de’ profumi . E l’ Altar degli olocausti , e tutti i suoi strumenti ; e la Conca , e il suo piede . E i vestimenti del servigio divino , e i vestimenti sacri del Sacerdote Aaronne , e i vestimenti dei suoi figliuoli , per esercitare il sacerdozio . E l’ olio dell’ Unzione , e il profumo degli aromati per lo Santuario . Facciano interamente com’ io ti ho comandato . IL Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : E tu , parla a’ figliuoli di Israele , dicendo : Tuttavia osservate i miei Sabati ; perciocchè il Sabato è un segnale fra me e voi , per le vostre età ; acciocchè voi conosciate ch’ io sono il Signore che vi santifico . Osservate adunque il Sabato ; perciocchè egli vi è un giorno santo ; chiunque lo profanerà del tutto sia fatto morire ; perciocchè qualunque persona farà in esso alcun lavoro , sarà ricisa d’ infra i suoi popoli . Lavorisi sei giorni , ma al settimo giorno è il Sabato del riposo , giorno sacro al Signore ; chiunque farà lavoro alcuno nel giorno del Sabato , del tutto sia fatto morire . Osservino adunque i figliuoli d’ Israele il Sabato , per celebrarlo per le loro età , per patto perpetuo . Esso è un segnale perpetuo fra me e i figliuoli d’ Israele ; conciossiachè il Signore abbia in sei giorni fatto il cielo e la terra ; e nel settimo giorno cessò , e si riposò . E dopo che il Signore ebbe finito di parlar con Mosè in sul monte di Sinai , egli gli diede le due Tavole della Testimonianza , tavole di pietra , scritte col dito di Dio . OR il popolo , veggendo che Mosè tardava a scender dal monte , si adunò appresso ad Aaronne , e gli disse : Levati , facci degl’ iddii che vadano davanti a noi ; perciocchè , quant’ è a quell’ uomo Mosè , che ci ha condotti fuor del paese di Egitto , noi non sappiamo che ne sia stato . Ed Aaronne disse loro : Spiccate i pendenti d’ oro che sono alle orecchie delle vostre mogli , de’ vostri figliuoli , e delle vostre figliuole ; e portatemeli . E tutto il popolo si spiccò i pendenti d’ oro che avea agli orecchi ; e li portò ad Aaronne . Ed egli li prese dalle lor mani ; e , dopo aver fatto il modello con lo scarpello , ne fece un vitello di getto . E gl’ Israeliti dissero : O Israele , questi sono i tuoi dii , che ti hanno tratto fuor del paese di Egitto . Ed Aaronne , veggendo questo , edificò un altare davanti ad esso ; e fece fare una grida , dicendo : Domani sarà festa solenne al Signore . E la mattina seguente , i figliuoli di Israele si levarono a buon’ ora , e sacrificarono olocausti , e offersero sacrificii da render grazie ; e il popolo si assettò per mangiare e per bere ; poi si levò per sollazzare . E il Signore disse a Mosè : Va’ , scendi giù ; perciocchè il tuo popolo , che tu hai tratto fuor del paese di Egitto , si è corrotto . Essi si son tosto stornati dalla via che io avea lor comandata ; essi si hanno fatto un vitello di getto , e l’ hanno adorato , e gli hanno sacrificato , e hanno detto : Questi , o Israele , sono i tuoi dii , che ti hanno tratto fuor del paese di Egitto . Il Signore disse ancora a Mosè : Io ho riguardato questo popolo , ed ecco , egli è un popolo di collo duro . Ora dunque , lasciami fare , e l’ ira mia si accenderà contro a loro , e io li consumerò ; e io ti farò diventare una gran nazione . Ma Mosè supplicò al Signore Iddio suo , e disse : Perchè si accenderebbe , o Signore , l’ ira tua contro al tuo popolo , che tu hai tratto fuor del paese di Egitto , con gran forza e con possente mano ? Perchè direbbero gli Egizj : Egli li ha tratti fuori per male , per farli morir su per que’ monti , e per consumarli d’ in su la terra ? Racqueta il tuo cruccio acceso , e pentiti di questo male inverso il tuo popolo . Ricordati di Abrahamo , d’ Isacco e d’ Israele , tuoi servitori , ai quali tu giurasti per te stesso ; ed a’ quali dicesti : Io moltiplicherò la vostra progenie , come le stelle del cielo ; e darò alla vostra progenie tutto questo paese , del quale io ho parlato , acciocchè lo possegga in perpetuo . E il Signore si pentì del male che avea detto di fare al suo popolo . E Mosè , rivoltosi , scese dal monte , avendo in mano le due Tavole della Testimonianza , tavole scritte da’ due lati , di qua e di là . E le Tavole erano lavoro di Dio , e la scrittura era scrittura di Dio , intagliata sopra le Tavole . Or Giosuè udì il romor del popolo , mentre gridava , e disse a Mosè : E’ vi è un grido di battaglia nel campo . E Mosè disse : Questo non è punto grido di vittoriosi ; nè grido di vinti ; io odo un suono di canto . E , come egli fu vicino al campo , vide quel vitello e le danze . E l’ ira sua si accese , ed egli gittò le Tavole dalle sue mani , e le spezzò appiè del monte . Poi prese il vitello , che i figliuoli d’ Israele aveano fatto , e lo bruciò col fuoco , e lo tritò , finchè fu ridotto in polvere ; e sparse quella polvere sopra dell’ acqua , e fece bere quell’ acqua a’ figliuoli d’ Israele . E Mosè disse ad Aaronne : Che ti ha fatto questo popolo , che tu gli hai tratto addosso un gran peccato ? Ed Aaronne disse : Non accendasi l’ ira del mio signore ; tu conosci questo popolo , come egli è dato al male . Essi mi dissero : Facci degl’ iddii che vadano davanti a noi ; perciocchè , quant’ è e quell’ uomo Mosè , che ci ha tratti fuor del paese di Egitto , noi non sappiamo che ne sia stato . E io dissi loro : Chi ha dell’ oro ? spiccatevelo d’ addosso . Ed essi mi diedero quell’ oro , e io lo misi nel fuoco , e n’ è uscito questo vitello . E Mosè , veggendo che il popolo era spogliato conciossiachè Aaronne lo avesse spogliato , per essere in vituperio appo i suoi assalitori , si fermò alla porta del campo , e disse : Chi è qui per lo Signore ? venga a me . E tutti i figliuoli di Levi si adunarono appresso a lui . Ed egli disse loro : Così ha detto il Signore Iddio d’ Israele : Ciascun di voi metta la sua spada al fianco ; e passate , e ripassate per lo campo , da una porta all’ altra , e uccidete ciascuno il suo fratello , il suo amico , e il suo prossimo parente . E i figliuoli di Levi fecero secondo la parola di Mosè ; e in quel giorno caddero morti del popolo intorno a tremila uomini . Or Mosè avea lor detto : Consacratevi oggi al Signore ; anzi ciascuno si consacri nel suo proprio figliuolo , e nel suo fratello ; e ciò affin di attrarre oggi benedizione sopra voi . E IL giorno seguente , Mosè disse al popolo : Voi avete commesso un gran peccato ; ma ora io salirò al Signore : forse farò io che vi sia perdonato il vostro peccato . Mosè dunque ritornò al Signore , e disse : Deh ! Signore ; questo popolo ha commesso un gran peccato , facendosi degl’ iddii d’ oro . Ma ora , rimetti loro il lor peccato ; se no , cancellami ora dal tuo Libro che tu hai scritto . E il Signore disse a Mosè : Io cancellerò dal mio Libro colui che avrà peccato contro a me . Or va’ al presente , conduci il popolo al luogo del quale ti ho parlato ; ecco , un mio Angelo andrà davanti a te ; e al giorno della mia visitazione , io li punirò del lor peccato . E il Signore percosse il popolo , perciocchè avea fatto il vitello , che Aaronne avea fabbricato . Il Signore adunque disse a Mosè : Va’ , sali di qui , col popolo che tu hai tratto fuor del paese di Egitto , verso il paese del quale io ho giurato ad Abrahamo , a Isacco , e a Giacobbe , dicendo : Io lo darò alla tua progenie . Ed io manderò davanti a te un Angelo , e caccerò i Cananei , gli Amorrei , gl’ Hittei , i Ferezei , gl’ Hivvei , e i Gebusei . Ed esso ti condurrà in un paese stillante latte e miele ; perciocchè io non salirò nel mezzo di te ; conciossiachè tu sii un popolo di collo duro ; che talora io non ti consumi per lo cammino . E il popolo , avendo udita questa dolorosa parola , ne fece cordoglio ; e niuno si mise addosso i suoi ornamenti . Perciocchè il Signore avea detto a Mosè : Di’ a’ figliuoli d’ Israele : Voi siete un popolo di collo duro ; in un momento , se salgo nel mezzo di te , io ti avrò consumato ; ora dunque , levati d’ addosso i tuoi ornamenti , e io saprò quello che avrò da farti . E i figliuoli d’ Israele si trassero i loro ornamenti , dalla montagna di Horeb . E Mosè prese il Padiglione , e se lo tese fuor del campo , lungi da esso ; e lo nominò : Il Tabernacolo della convenenza ; e , chiunque cercava il Signore , usciva fuori al Tabernacolo della convenenza , ch’ era fuor del campo . Ora , quando Mosè uscì verso il Padiglione , tutto il popolo si levò , e ciascuno si fermò all’ entrata del suo padiglione , e riguardò dietro a Mosè , finchè fosse entrato nel Padiglione . E avvenne , come Mosè entrava nel Tabernacolo , la colonna della nuvola si abbassò , e si fermò all’ entrata del Tabernacolo , e il Signore parlò con Mosè . E tutto il popolo , veggendo la colonna della nuvola fermarsi all’ entrata del Tabernacolo , si levò , e adorò , ciascuno all’ entrata del suo padiglione . Ora , il Signore parlava a Mosè a faccia a faccia , come un uomo parla al suo compagno . Poi Mosè tornò nel campo ; ma Giosuè , figliuol di Nun , ministro di Mosè , uomo giovane , non si partì di dentro al Tabernacolo . E Mosè disse al Signore : Vedi , tu mi dici : Mena fuori questo popolo ; e tu non mi hai fatto conoscere chi tu manderai meco ; e pur tu mi hai detto : Io ti ho conosciuto per nome , e anche tu hai trovata grazia davanti agli occhi miei . Ora dunque , se pure ho trovata grazia davanti agli occhi tuoi , fammi , ti prego , conoscere la tua via , e fa’ ch’ io ti conosca ; acciocchè io trovi grazia davanti agli occhi tuoi ; e riguarda che questa nazione è tuo popolo . E il Signore disse : La mia faccia andrà , e io ti darò riposo . Mosè adunque avendo detto al Signore : Se la tua faccia non va con noi , non farci partir di qui ; e a che si conoscerà egli ora che io e il tuo popolo abbiamo trovata grazia davanti agli occhi tuoi ? non sarà egli quando tu andrai con noi ? onde io e il tuo popolo saremo renduti ammirabili sopra qualunque popolo che sia sopra la terra . Il Signore gli disse : Io farò ancora questo che tu dici ; conciossiachè tu abbi trovata grazia davanti agli occhi miei , e che io t’ abbia conosciuto per nome . E Mosè disse al Signore : Deh ! fammi veder la tua gloria . E il Signore gli disse : Io farò passare davanti a te tutta la mia bellezza , e griderò il Nome del Signore davanti a te ; e farò grazia a chi vorrò far grazia , e avrò pietà di chi vorrò aver pietà . Ma gli disse : Tu non puoi veder la mia faccia ; perciocchè l’ uomo non mi può vedere , e vivere . Poi gli disse : Ecco un luogo appresso di me ; fermati adunque sopra quel sasso . E quando la mia gloria passerà , io ti metterò nella buca del sasso , e ti coprirò con la mia mano , finchè io sia passato . Poi rimoverò la mia mano , e tu mi vedrai di dietro ; ma la mia faccia non si può vedere . E IL Signore disse a Mosè : Tagliati due tavole di pietra , simili alle primiere ; e io scriverò in su quelle tavole la parole ch’ erano in su le primiere che tu spezzasti . E sii presto domattina , e sali la mattina in sul monte di Sinai , e presentati quivi davanti a me , in su la sommità del monte . E non salga teco alcuno , nè anche si vegga alcuno in tutto il monte , nè anche pasturi alcun bestiame , minuto o grosso , dirincontro a questo monte . Mosè adunque tagliò due tavole di pietra , simili alle primiere ; e si levò la mattina seguente a buon’ ora , e salì in sul monte di Sinai ; come il Signore gli avea comandato ; e prese in mano quelle due tavole di pietra . E il Signore scese nella nuvola , e si fermò quivi con lui , e gridò : Il Nome del Signore . Il Signore adunque passò davanti a lui , e gridò : Il Signore , il Signore , l’ Iddio pietoso e misericordioso , lento all’ ira , e grande in benignità e verità ; che osserva la benignità in mille generazioni ; che perdona l’ iniquità , il misfatto , e il peccato : il quale altresì non assolve punto il colpevole ; anzi fa punizione della iniquità de’ padri sopra i figliuoli , e sopra i figliuoli de’ figliuoli , fino alla terza e alla quarta generazione . E Mosè subito s’ inchinò a terra , e adorò . E disse : Deh ! Signore ; se io ho trovata grazia davanti agli occhi tuoi , venga ora il Signore nel mezzo di noi ; questo popolo è veramente un popolo di collo duro ; ma tu , perdonaci le nostre iniquità e il nostro peccato , e possedici . E il Signore disse : Ecco , io fo patto nel cospetto di tutto il tuo popolo ; io farò maraviglie , quali non furono mai create in tutta la terra , nè fra alcuna nazione ; e tutto il popolo , nel mezzo del quale tu sei , vedrà l’ opera del Signore ; conciossiachè quello che io farò teco sia cosa tremenda . Osserva quello che oggi ti comando . Ecco , io scaccerò d’ innanzi a te gli Amorrei , e i Cananei , e gl’ Hittei e i Ferezei , e gli Hivvei , e i Gebusei . Guardati che tu non faccia lega con gli abitanti del paese , nel qual tu entrerai ; che talora essi non ti sieno in laccio nel mezzo di te . Anzi disfate i loro altari , e spezzate le loro statue , e tagliate i lor boschi . Perciocchè tu non hai da adorare altro dio ; conciossiachè il nome del Signore sia : Il Geloso ; egli è un Dio geloso . Guardati dunque che tu non faccia lega con gli abitanti di quel paese ; che talora , quando essi fornicheranno dietro a’ lor dii , e sacrificheranno loro , non ti chiamino , e tu non mangi de’ lor sacrificii . E non prenda delle lor figliuole per li tuoi figliuoli ; e ch’ esse , fornicando dietro a’ lor dii , non facciano parimente fornicare i tuoi figliuoli dietro agl’ iddii loro . Non farti alcun dio di getto . Osserva la festa solenne degli Azzimi ; mangia azzimi sette giorni , come io ti ho comandato , nel tempo ordinato del mese di Abib ; conciossiachè nel mese di Abib tu sii uscito di Egitto . Tutto quello che apre la matrice è mio ; e di tutto il tuo bestiame sarà fatta offerta per ricordanza , cioè : dei primi parti del tuo minuto e del tuo grosso bestiame . Ma riscatta con un agnello , o con un capretto , il primogenito dell’ asino ; e se pur tu non lo riscatti , fiaccagli il collo ; riscatta ogni primogenito d’ infra i tuoi figliuoli ; e non comparisca alcuno davanti a me vuoto . Lavora sei giorni , e riposati al settimo giorno ; riposati eziandio nel tempo dell’ arare e del mietere . Celebra ancora la festa solenne delle Settimane , ch’ è la festa delle primizie della mietitura del grano ; e parimente la festa solenne della ricolta de’ frutti , all’ uscita dell’ anno . Tre volte l’ anno comparisca ogni maschio tuo davanti alla faccia del Signore , dell’ Eterno Signore Iddio d’ Israele . Perciocchè io scaccerò le genti d’ innanzi a te , e allargherò i tuoi confini ; e quando tu salirai per comparir davanti alla faccia del Signore Iddio tuo , tre volte l’ anno , niuno sarà mosso da cupidità per assalire il tuo paese . Scannando il mio sacrificio , non ispandere il sangue di esso con pan lievitato ; e non sia il sacrificio della festa della Pasqua guardato la notte infino alla mattina . Porta nella Casa del Signore Iddio tuo le primizie de’ primi frutti della tua terra . Non cuocere il capretto nel latte di sua madre . Poi il Signore disse a Mosè : Scrivi queste parole , perciocchè su queste parole io ho fatto patto teco e con Israele . E Mosè stette quivi col Signore quaranta giorni e quaranta notti ; senza mangiar pane , nè bere acqua ; e il Signore scrisse sopra quelle tavole le parole del patto , le dieci parole . Ora , quando Mosè scese dal monte di Sinai , avendo le due Tavole della Testimonianza in mano , mentre scendeva dal monte , egli non sapeva che la pelle del suo viso era divenuta risplendente , mentre egli parlava col Signore . Ed Aaronne e tutti i figliuoli d’ Israele riguardarono Mosè ; ed ecco , la pelle del suo viso risplendeva ; onde temettero di accostarsi a lui . Ma Mosè il chiamò ; ed Aaronne e tutti i principali ritornarono a lui alla raunanza ; e Mosè parlò loro . E , dopo questo , tutti i figliuoli d’ Israele si accostarono , ed egli comandò loro tutte le cose che il Signore gli avea dette nel monte di Sinai . E quando ebbe finito di parlar con loro , egli si mise un velo in sul viso . E quando Mosè veniva davanti alla faccia del Signore , per parlar con lui , si toglieva il velo , finchè uscisse fuori ; poi , come era uscito , diceva a’ figliuoli d’ Israele ciò che gli era comandato . E i figliuoli d’ Israele , riguardando la faccia di Mosè , vedevano che la pelle del suo viso risplendeva . Poi egli si rimetteva il velo in sul viso , finchè entrasse a parlar col Signore . MOSÈ adunque adunò tutta la raunanza de’ figliuoli d’ Israele , e disse loro : Queste son le cose che il Signore ha comandate che si facciano : Lavorisi sei giorni , e al settimo giorno siavi giorno santo , il Riposo del Sabato consacrato al Signore ; chiunque farà in esso opera alcuna sia fatto morire . Non accendete fuoco in alcuna delle vostre stanze nel giorno del Sabato . Poi Mosè disse a tutta la raunanza de’ figliuoli d’ Israele : Questo è quello che il Signore ha comandato . Pigliate di quello che avete appo voi da fare un’ offerta al Signore ; chiunque sarà d’ animo volenteroso , porti quell’ offerta al Signore ; oro , e argento , e rame , e violato , e porpora , e scarlatto , e fin lino , e pel di capra , e pelli di montone tinte in rosso , e pelli di tasso , e legno di Sittim , e olio per la lumiera , e aromati per l’ olio dell’ Unzione , e per lo profumo degli aromati , e pietre onichine , e pietre da legare , per l’ Efod , e per lo Pettorale . E tutti gli uomini industriosi che son fra voi vengano , e facciano tutto quello che il Signore ha comandato : il Tabernacolo , la sua tenda , la sua coverta , i suoi graffi , le sue assi , le sue sbarre , le sue colonne , e i suoi piedistalli ; l’ Arca , e le sue stanghe ; il Coperchio , e la Cortina da tender davanti ; la Tavola , e le sue stanghe , e tutti i suoi strumenti ; e il Pane del cospetto ; e il Candelliere della lumiera , e i suoi strumenti , e le sue lampane , e l’ olio per la lumiera ; e l’ Altar de’ profumi , e le sue stanghe ; l’ olio dell’ Unzione , e il profumo degli aromati , e il Tappeto dell’ entrata , per l’ entrata del Tabernacolo ; l’ Altar degli olocausti , e la sua grata di rame , e le sue sbarre , e tutti i suoi strumenti ; la Conca , e il suo piede ; le cortine del Cortile , le sue colonne e i suoi piedistalli ; e il Tappeto dell’ entrata del Cortile ; i piuoli del Tabernacolo , e i piuoli del Cortile , e le lor corde ; i vestimenti del servigio , da fare il servigio nel Luogo santo ; i vestimenti sacri del Sacerdote Aaronne , e i vestimenti de’ suoi figliuoli , per esercitare il sacerdozio . Allora tutta la raunanza de’ figliuoli d’ Israele si partì dal cospetto di Mosè . E tutti coloro , il cui cuore li sospinse , e il cui spirito li mosse volenterosamente , vennero , e portarono l’ offerta del Signore , per l’ opera del Tabernacolo della convenenza , e per ogni servigio di esso , e per li vestimenti sacri . E tutte le persone di cuor volenteroso vennero , uomini e donne ; e portarono fibbie , e monili , e anella , e fermagli ; ogni sorte di arredi d’ oro ; oltre a tutti coloro che offersero al Signore offerta d’ oro . E ogni uomo , appo cui si trovò violato , o porpora , o scarlatto , o fin lino , o pel di capra , o pelli di montone tinte in rosso , e pelli di tasso , ne portò . Chiunque potè offerire offerta d’ argento , e di rame , ne portò per l’ offerta del Signore ; parimente ciascuno , appo cui si trovò legno di Sittim , per qualunque opera del lavorio , ne portò . E tutte le donne industriose filarono con le lor mani , e portarono il filato del violato , e della porpora , e dello scarlatto , e del fin lino . Tutte le donne ancora , il cui cuore le sospinse ad adoperarsi con industria , filarono il pel di capra . E i principali del popolo portarono pietre onichine , e pietre da legare , per l’ Efod , e per lo Pettorale ; e aromati , e olio , per la lumiera , e per l’ olio dell’ Unzione , e per lo profumo degli aromati . Così tutti coloro d’ infra i figliuoli d’ Israele , così uomini come donne , il cui cuore li mosse volenterosamente a portar ciò che faceva bisogno per tutto il lavorio , che il Signore avea comandato per Mosè che si facesse , portarono offerte volontarie al Signore . E MOSÈ disse a’ figliuoli d’ Israele : Vedete , il Signore ha chiamato per nome Besaleel , figliuol di Uri , figliuol di Hur , della tribù di Giuda . E l’ ha empiuto dello Spirito di Dio , in industria , in ingegno , in sapere , e in ogni artificio ; eziandio per far disegni da lavorare in oro , e in argento , e in rame , e in arte di pietre da legare , e in arte di lavorar di legno , per far qualunque lavorio ingegnoso . E anche ha messo nell’ animo suo il sapere ammaestrare altrui ; e con lui Oholiab , figliuol di Ahisamac , della tribù di Dan . Egli li ha empiuti d’ industria , da far qualunque lavorio di fabbro , e di disegnatore , e di ricamatore in violato , in porpora , in iscarlatto , e in fin lino ; e di tessitore ; e di artefice in qualunque lavorio e disegno . Besaleel adunque , e Oholiab , e ogni uomo industrioso , in cui il Signore ha posto industria ed ingegno , da saper lavorare , facciano tutto il lavorio dell’ opera del Santuario , secondo tutto quello che il Signore ha comandato . E Mosè chiamò Besaleel , e Oholiab , e ogni uomo industrioso , nel cui animo il Signore avea posta industria ; ogni uomo il cui cuore lo sospinse a profferirsi a quell’ opera , per farla . Ed essi tolsero d’ innanzi a Mosè tutta quella offerta , che i figliuoli d’ Israele aveano portata , acciocchè se ne facesse l’ opera del lavoro del Santuario . Ma i figliuoli d’ Israele portando loro ancora ogni mattina alcuna offerta volontaria ; tutti que’ maestri artefici , che facevano tutto il lavorio del Santuario , lasciato ciascuno il suo lavorio che facevano , vennero , e dissero a Mosè : Il popolo porta troppo , vie più che non bisogna per lo lavoro dell’ opera , che il Signore ha comandato che si faccia . Laonde Mosè comandò che si facesse andare una grida per lo campo , dicendo : Non faccia più nè uomo nè donna offerta di alcuna roba per lo Santuario . Così si divietò che il popolo non portasse altro . Perciocchè coloro aveano , in quelle robe che si erano già portate , quanto bastava loro per far tutto quel lavorio , e anche ne avanzava . COSÌ tutti i maestri artefici , d’ infra coloro che facevano il lavorio , fecero il Padiglione di dieci teli di fin lino ritorto , e di violato , e di porpora , e di scarlatto ; essi fecero que’ teli lavorati a Cherubini , di lavoro di disegno . La lunghezza di un telo era di ventotto cubiti , e la larghezza di quattro cubiti : tutti que’ teli erano di una stessa misura . E accoppiarono cinque teli l’ uno con l’ altro ; parimente accoppiarono cinque altri teli l’ uno con l’ altro . E fecero de’ lacciuoli di violato all’ orlo dell’ un de’ teli , all’ estremità dell’ uno degli accoppiamenti ; fecero ancora il simigliante nell’ orlo dell’ estremo telo nel secondo accoppiamento . Fecero cinquanta lacciuoli all’ uno di que’ teli ; e fecero parimente cinquanta lacciuoli all’ estremità del telo che era al secondo accoppiamento ; que’ lacciuoli erano l’ uno dirincontro all’ altro . Fecero ancora cinquanta graffi d’ oro , e accoppiarono i teli l’ uno con l’ altro con quei graffi ; e così il Padiglione fu giunto in uno . Fecero , oltre a ciò , de’ teli di pel di capra , per Tenda sopra il Padiglione . Fecero undici di que’ teli . La lunghezza d’ uno di essi era di trenta cubiti , e la larghezza di quattro cubiti ; quegli undici teli erano di una stessa misura . E accoppiarono cinque teli da parte , e sei teli da parte . E fecero cinquanta lacciuoli all’ orlo del telo estremo dell’ uno degli accoppiamenti ; e altri cinquanta lacciuoli all’ orlo del medesimo telo del secondo accoppiamento . Fecero , oltre a ciò , cinquanta graffi di rame , per giugnere insieme la Tenda , acciocchè fosse giunta in uno . Fecero ancora alla Tenda una coverta di pelli di montone , tinte in rosso ; e un’ altra coverta di pelli di tasso , di sopra . Poi fecero per lo Tabernacolo le assi di legno di Sittim , da esser ritte . La lunghezza di ciascun’ asse era di dieci cubiti , e la larghezza di un cubito e mezzo . E in ciascun’ asse v’ erano due cardini da incastrar l’ un pezzo con l’ altro ; così fecero a tutte le assi del Tabernacolo . Fecero adunque le assi per lo Tabernacolo ; venti assi pel lato Australe , verso il Mezzodì ; e quaranta piedistalli di argento , per metter sotto quelle venti assi ; due piedistalli sotto ciascun’ asse , per li suoi due cardini . E per l’ altro lato del Tabernacolo , verso l’ Aquilone , venti assi ; co’ lor quaranta piedistalli di argento , due piedistalli sotto ciascun’ asse . E per lo fondo del Tabernacolo , verso l’ Occidente , fecero sei assi . Fecero ancora due assi per li cantoni del Tabernacolo , nel fondo di esso . E quelle erano a due facce fin da basso ; e tutte erano ben commesse insieme al capo di ciascuna di queste assi , con un anello ; fecero queste due assi ch’ erano per li due cantoni , di una medesima maniera . V’ erano adunque otto assi , insieme co’ lor sedici piedistalli di argento ; due piedistalli sotto ciascun’ asse . Fecero , oltre a ciò , cinque sbarre di legno di Sittim , per le assi dell’ uno de’ lati del Tabernacolo . Parimente cinque sbarre per le assi dell’ altro lato del Tabernacolo ; e cinque sbarre per le assi del fondo del Tabernacolo , verso l’ Occidente . E fecero la sbarra di mezzo , per traversar per lo mezzo delle assi , da un capo all’ altro . E copersero d’ oro le assi , e fecero d’ oro i loro anelli , per mettervi dentro le sbarre ; copersero anche d’ oro le sbarre . Fecero ancora la Cortina di violato , e di porpora , e di scarlatto , e di fin lino ritorto , di lavoro di disegno : la fecero di lavoro di disegno a Cherubini . E fecero per essa quattro colonne di legno di Sittim e le copersero d’ oro ; e i lor capitelli erano d’ oro ; e fonderono per quelle colonne quattro piedistalli di argento . Fecero eziandio per l’ entrata del Tabernacolo un Tappeto di violato , e di porpora , e di scarlatto , e di fin lino ritorto , di lavoro di ricamatore ; con le lor cinque colonne , e i lor capitelli ; e copersero d’ oro i capitelli , e i fili di esse ; e fecero loro cinque piedistalli di rame . BESALEEL fece ancora l’ Arca , di legno di Sittim ; la sua lunghezza era di due cubiti e mezzo , e la larghezza di un cubito e mezzo , e l’ altezza di un cubito e mezzo . E la coperse d’ oro puro , di dentro e di fuori , e le fece una corona d’ oro attorno . E le fondè quattro anelli d’ oro , e mise quegli anelli a’ quattro piedi di essa , due dall’ uno de’ lati di essa , e due dall’ altro . Fece ancora delle stanghe di legno di Sittim , e le coperse d’ oro . E mise quelle stanghe dentro agli anelli , da’ lati dell’ Arca , per portarla . Fece ancora il Coperchio d’ oro puro ; e la sua lunghezza era di due cubiti e mezzo , e la larghezza di un cubito e mezzo . Fece , oltre a ciò , due Cherubini d’ oro ; li fece di lavoro tirato al martello , da’ due capi del Coperchio ; un Cherubino nell’ uno de’ capi di qua , e un altro nell’ altro di là ; fece que’ Cherubini tirati dal Coperchio stesso , da’ due capi di esso . E i Cherubini spandevano l’ ale in su , facendo coverta sopra il Coperchio con le loro ale ; e aveano le lor facce volte l’ uno verso l’ altro ; le facce de’ Cherubini erano verso il Coperchio . Fece ancora la Tavola , di legno di Sittim ; la sua lunghezza era di due cubiti , e la larghezza di un cubito , e l’ altezza di un cubito e mezzo . E la coperse d’ oro puro , e le fece una corona d’ oro attorno . Le fece eziandio attorno una chiusura di larghezza di un palmo , e a quella sua chiusura fece una corona d’ oro attorno . E fondè a quella Tavola quattro anelli d’ oro , e mise quegli anelli a’ quattro canti , ch’ erano a’ quattro piedi di essa Tavola . Quegli anelli erano dirincontro a quella chiusura , per mettervi dentro le stanghe , da portar la Tavola . Fece , oltre a ciò , le stanghe di legno di Sittim , e le coperse d’ oro . Fece ancora d’ oro puro i vasellamenti che s’ aveano a mettere sopra la Tavola , le sue scodelle , e le sue coppe , e i suoi bacini , e i suoi nappi , co’ quali si doveano far gli spargimenti . Fece eziandio il Candelliere , d’ oro puro ; egli lo fece di lavoro tirato al martello ; così il suo gambo , come i suoi rami , i suoi vasi , i suoi pomi , e le sue bocce , erano di un pezzo . E v’ erano sei rami procedenti da’ lati di esso ; tre rami dall’ uno de’ lati di esso , e tre dall’ altro . Nell’ uno di essi rami v’ erano tre vasi in forma di mandorla , un pomo , e una boccia , a ciascun vaso ; parimente tre vasi in forma di mandorla , un pomo , e una boccia a ciascun vaso , nell’ altro ramo ; e così in tutti i sei rami procedenti dal Candelliere . E nel gambo del Candelliere v’ erano quattro vasi in forma di mandorla , co’ suoi pomi , e con le sue bocce . E ne’ sei rami procedenti dal Candelliere , v’ era un pomo sotto i due primi rami , d’ un pezzo col Candelliere ; e un pomo sotto i due altri rami , d’ un pezzo col Candelliere ; e un pomo sotto i due altri rami , d’ un pezzo col Candelliere . I pomi de’ rami e i rami loro erano d’ un pezzo col Candelliere ; tutto il Candelliere era d’ un pezzo d’ oro puro tirato al martello . Fece ancora le sette lampane d’ esso , i suoi smoccolatoi , e i suoi catinelli , d’ oro puro . Egli impiegò intorno al Candelliere , e a tutti i suoi strumenti , un talento d’ oro . Poi fece l’ Altar de’ profumi , di legno di Sittim ; la sua lunghezza era di un cubito , e la larghezza di un cubito , sì ch’ era quadrato ; e la sua altezza era di due cubiti ; e le sue corna erano tirate d’ esso . E lo coperse d’ oro puro , il suo coperchio , i suoi lati d’ intorno , e le sue corna : gli fece eziandio una corona d’ oro attorno . Gli fece ancora due anelli d’ oro , disotto a quella sua corona , a’ due suoi cantoni , da due de’ suoi lati , i quali erano per mettervi dentro le stanghe , per portar quell’ Altare con esse . E fece quelle stanghe di legno di Sittim , e le coperse d’ oro . Poi fece l’ olio sacro dell’ Unzione , e il profumo degli aromati , puro , di lavoro di profumiere . POI fece l’ Altar degli olocausti , di legno di Sittim ; la sua lunghezza era di cinque cubiti , e la larghezza di cinque cubiti , tal ch’ era quadrato , e l’ altezza di tre cubiti . E gli fece delle corna a’ suoi quattro canti , le quali erano tirate dall’ Altare ; e lo coperse di rame . Fece eziandio tutti gli strumenti dell’ Altare , i calderoni , e le palette , e i bacini , e le forcelle , e le cazze ; egli fece tutti gli strumenti dell’ Altare di rame . Fece ancora all’ Altare una grata di rame , di lavor reticolato , disotto al procinto dell’ Altare , a basso , ed era fino a mezzo l’ Altare . E fondè quattro anelli , i quali egli mise a’ quattro canti della grata di rame , per mettervi dentro le stanghe . Fece , oltre a ciò , le stanghe di legno di Sittim , e le coperse di rame . E mise quelle stanghe dentro agli anelli , a’ lati dell’ Altare , per portarlo con esse ; egli fece l’ Altare di tavole , vuoto . Fece ancora di rame la Conca , e il suo piè di rame , degli specchi delle donne , che a certi tempi ordinati venivano a servire nell’ entrata del Tabernacolo della convenenza . Fece , oltre a ciò , il Cortile ; dal lato Australe verso il Mezzodì v’ erano cento cubiti di cortine di fin lino ritorto , per lo Cortile , con le lor venti colonne , e i lor venti piedistalli , di rame ; ma i capitelli delle colonne , e i lor fili , erano di argento . Così ancora dal lato Settentrionale v’ erano cento cubiti di cortine , con le lor venti colonne , e i lor venti piedistalli , di rame ; ma i capitelli delle colonne , e i lor fili , erano d’ argento . E dal lato Occidentale , v’ erano cinquanta cubiti di cortine , con le lor dieci colonne , e i lor dieci piedistalli ; e i capitelli delle colonne , e i lor fili , erano di argento . E dal lato Orientale , verso il Levante , v’ erano cinquanta cubiti di cortine . Cioè , all’ un de’ canti vi erano quindici cubiti di cortine , con le lor tre colonne , e i lor tre piedistalli ; e all’ altro canto , cioè così di qua , come di là dell’ entrata del Cortile , quindici cubiti di cortine , con le lor tre colonne , e i lor tre piedistalli . Tutte le cortine del Cortile d’ intorno erano di fin lino ritorto . E i piedistalli e le colonne erano di rame ; ma i capitelli delle colonne , e i lor fili erano di argento ; tutte le colonne del Cortile aveano i capitelli coperti di argento ; ma i lor fili erano di argento . Fece ancora all’ entrata del Cortile un tappeto di lavoro di ricamatore , di violato , e di porpora , e di scarlatto , e di fin lino ritorto , di venti cubiti di lunghezza , e di cinque cubiti d’ altezza , nella larghezza corrispondente alle cortine del Cortile ; con le lor quattro colonne , e i lor quattro piedistalli , di rame ; ma i lor capitelli erano di argento ; esse aveano i lor capitelli coperti di argento , ma i lor fili erano di argento . E fece tutti i piuoli del Tabernacolo , e del Cortile d’ intorno , di rame . QUESTE son le somme dell’ oro , dell’ argento , e del rame , impiegato intorno al Tabernacolo della Testimonianza , le quali furono fatte d’ ordine di Mosè , per opera de’ Leviti , sotto la condotta d’ Itamar , figliuol del Sacerdote Aaronne . Delle quali Besaleel , figliuol di Uri , figliuol di Hur , della tribù di Giuda , fece tutte quelle cose che il Signore avea comandate a Mosè ; insieme con Oholiab , figliuol di Ahisamac , della tribù di Dan , e altri fabbri , e disegnatori , e ricamatori in violato , e in porpora , e in iscarlatto , e in fin lino . Tutto l’ oro che fu impiegato nell’ opera , in tutto il lavorio del Santuario : l’ oro di quell’ offerta fu ventinove talenti , e settecentrenta sicli , a siclo di Santuario . E l’ argento degli annoverati d’ infra la raunanza fu cento talenti , e mille settecensettanta cinque sicli , a siclo di Santuario ; prendendo un didramma per testa , ch’ è la metà d’ un siclo , a siclo di Santuario , da chiunque passava fra gli annoverati , dall’ età di vent’ anni in su , i quali furono seicentotremila cinquecentocinquanta . Di questo argento cento talenti furono per fondere i piedistalli del Santuario , e i piedistalli della Cortina ; cento talenti per cento piedistalli , un talento per piedistallo . E con que’ mille settecensettanta cinque sicli , egli fece i capitelli alle colonne , e coperse i lor capitelli ; e fece lor de’ fili . E il rame dell’ offerta fu settanta talenti , e duemila quattrocento sicli . E d’ esso fece i piedistalli dell’ entrata del Tabernacolo della convenenza , e l’ Altar di rame , e la sua grata di rame ; e tutti gli strumenti dell’ Altare ; e i piedistalli del Cortile , d’ intorno , e i piedistalli dell’ entrata del Cortile , e tutti i piuoli del Tabernacolo , e tutti i piuoli del Cortile d’ intorno . POI del violato , e della porpora e dello scarlatto , coloro fecero i vestimenti del servigio , per fare il ministerio nel Santuario ; e anche fecero i vestimenti sacri per Aaronne ; come il Signore avea comandato a Mosè . Fecero adunque l’ Efod d’ oro , di violato , e di porpora , e di scarlatto , e di fin lino ritorto . E assottigliarono delle piastre d’ oro e le tagliarono per fila , per metterle in opera per mezzo il violato , e per mezzo la porpora , e per mezzo lo scarlatto , e per mezzo il fin lino , in lavoro di disegno . E fecero a quello degli omerali che si accoppiavano insieme ; e così l’ Efod era accoppiato dai suoi due capi . E il disegno del fregio ch’ era sopra l’ Efod , era tirato dell’ Efod istesso , e del medesimo lavoro , d’ oro , e di violato , e di porpora , e di scarlatto , e di fin lino ritorto ; come il Signore avea comandato a Mosè . Lavorarono ancora le pietre onichine , intorniate di castoni d’ oro , nelle quali erano scolpiti i nomi de’ figliuoli d’ Israele , a lavoro d’ intagli di suggello . E le misero sopra gli omerali dell’ Efod , per esser pietre di ricordanza per li figliuoli d’ Israele ; come il Signore avea comandato a Mosè . Fecero , oltre a ciò , il Pettorale , di lavoro di disegno , e dell’ istesso lavoro dell’ Efod , d’ oro , di violato , e di porpora , e di scarlatto , e di fin lino ritorto . Il Pettorale era quadrato ed essi lo fecero doppio ; la sua lunghezza era d’ una spanna , e la sua larghezza d’ una spanna ; ed era doppio . E incastrarono in esso quattro ordini di pietre ; nel primo v’ era un sardonio , un topazio , e uno smeraldo . E nel second’ ordine v’ era un carbonchio , uno zaffiro , e un diamante . E nel terz’ ordine v’ era un ligurio , un’ agata , ed un’ amatista . E nel quart’ ordine v’ era un grisolito , una pietra onichina , e un diaspro . Queste pietre erano legate in oro , ciascuna nel suo castone . E quelle pietre erano in numero di dodici , secondo i nomi dei figliuoli d’ Israele ; in ciascuna d’ esse era scolpito , a lavoro d’ intagli di suggello , il suo nome , per le dodici tribù . Fecero ancora al Pettorale le catenelle , d’ oro puro , a capi , di lavoro intorcicchiato . Fecero , oltre a ciò , due castoni d’ oro , e due fibbie d’ oro ; misero eziandio due anelli a due capi del Pettorale . Poi attaccarono quelle due catenelle d’ oro intorcicchiate a que’ due anelli , a’ capi del Pettorale . E i due capi dell’ altre due catenelle intorcicchiate li attaccarono a que’ due castoni , i quali essi misero sopra gli omerali dell’ Efod , in su la parte anteriore di esso . Fecero ancora due anelli d’ oro , i quali misero agli altri due capi del Pettorale , all’ orlo di esso , ch’ era allato all’ Efod , in dentro . Fecero , oltre a ciò , due anelli d’ oro , e li misero ai due omerali dell’ Efod , disotto , nella parte anteriore di esso , allato alla giuntura d’ esso , disopra al fregio lavorato dell’ Efod . E serrarono il Pettorale da’ suoi anelli agli anelli dell’ Efod , con una bendella di violato ; in modo ch’ egli era disopra del fregio lavorato dell’ Efod , e non poteva esser tolto d’ in su l’ Efod ; come il Signore avea comandato a Mosè . Fecero ancora il Manto dell’ Efod , di lavoro tessuto , tutto di violato . E nel mezzo di quel Manto v’ era una scollatura , simile a una scollatura di corazza , avendo un orlo attorno , acciocchè non si schiantasse . E alle fimbrie di esso Manto d’ intorno , fecero delle melagrane di violato , e di porpora , e di scarlatto , a fila ritorte . Fecero ancora de’ sonagli d’ oro puro , e misero que’ sonagli per mezzo quelle melagrane , alle fimbrie del Manto d’ intorno , mescolandoli con le melagrane . E mettendo un sonaglio , poi una melagrana ; un sonaglio , poi una melagrana , alle fimbrie del Manto d’ ogni intorno , per fare il ministerio ; come il Signore avea comandato a Mosè . Fecero ancora le toniche di fin lino , di lavoro tessuto , per Aaronne , e per li suoi figliuoli . Fecero parimente la Benda di fin lino , e gli ornamenti delle mitrie , altresì di fin lino ; e le mutande line , di fin lino ritorto . Fecero ancora la Cintura , di fin lino ritorto , e di violato , e di porpora , e di scarlatto , di lavoro di ricamatore ; come il Signore avea comandato a Mosè . Fecero ancora la lama della sacra corona , d’ oro puro ; e scrissero sopra essa , in iscrittura d’ intagli di suggello : LA SANTITÀ DEL SIGNORE . E misero a quella una bendella di violato , per metterla in su la Benda , disopra ; come il Signore avea comandato a Mosè . Così fu finito tutto il lavorio del Padiglione , e del Tabernacolo della convenenza ; e i figliuoli d’ Israele fecero interamente secondo che il Signore avea comandato a Mosè . POI portarono a Mosè la Tenda , il Tabernacolo , e tutti i suoi arredi , i suoi graffi , le sue assi , le sue sbarre , le sue colonne , e i suoi piedistalli ; e la coverta delle pelli di montone tinte in rosso , e la coverta delle pelli di tasso , e la Cortina da tendere davanti al Luogo santissimo ; l’ Arca della Testimonianza , e le sue stanghe ; e il Coperchio ; la Tavola , e tutti i suoi strumenti ; e il pane del cospetto ; il Candelliere puro , e le sue lampane da tenere in ordine del continuo ; e tutti i suoi strumenti , e l’ olio per la lumiera ; e l’ Altare d’ oro , e l’ olio dell’ Unzione , e il profumo degli aromati , e il Tappeto dell’ entrata del Tabernacolo ; l’ Altar di rame , e la sua grata di rame , le sue sbarre , e tutti i suoi strumenti ; la Conca , e il suo piede ; le cortine del Cortile , le sue colonne , e i suoi piedistalli ; e il Tappeto per l’ entrata del Cortile ; le funi di esso Cortile , e i suoi piuoli , e tutti gli arredi dell’ opera della Tenda del Tabernacolo della convenenza ; i vestimenti del servigio , per fare il ministerio nel Santuario ; i vestimenti sacri per il Sacerdote Aaronne , e i vestimenti de’ suoi figliuoli , per esercitare il sacerdozio . I figliuoli d’ Israele fecero tutto il lavorio , interamente secondo che il Signore avea comandato a Mosè . E Mosè vide tutta l’ opera ; ed ecco , essi l’ aveano fatta come il Signore avea comandato . E Mosè li benedisse . E IL Signore parlò a Mosè , dicendo : Nel primo giorno del primo mese rizza la Tenda del Tabernacolo della convenenza . E mettivi dentro l’ Arca della Testimonianza , e tendi la Cortina davanti all’ Arca . Poi portavi dentro la Tavola , e ordina ciò che deve essere ordinato in quella ; portavi parimente il Candelliere , e accendi le sue lampane . E metti l’ Altare d’ oro per li profumi davanti all’ Arca della Testimonianza ; metti eziandio il Tappeto all’ entrata del Tabernacolo . E metti l’ Altare degli olocausti davanti all’ entrata della Tenda del Tabernacolo della convenenza . E metti la Conca fra il Tabernacolo della convenenza , e l’ Altare ; e mettivi dentro dell’ acqua . Disponi ancora il Cortile d’ intorno , e metti il Tappeto all’ entrata del Cortile . Poi piglia l’ olio dell’ Unzione , e ungine il Tabernacolo , e tutto quello chi vi sarà dentro ; e consacralo , con tutti i suoi arredi ; e sarà cosa santa . Ungi parimente l’ Altar degli olocausti , e tutti i suoi strumenti , e consacra l’ Altare ; e sarà cosa santissima . Ungi ancora la Conca , e il suo piè , e consacrala . Poi fa’ accostare Aaronne e i suoi figliuoli , all’ entrata del Tabernacolo della convenenza ; e lavali con acqua . E fai vestire ad Aaronne i vestimenti sacri , e ungilo , e consacralo ; e così amministrimi egli il sacerdozio . Fa’ eziandio accostare i suoi figliuoli , e fa’ lor vestir le toniche . E ungili , come tu avrai unto il padre loro ; e così amministrimi il sacerdozio ; e la loro Unzione sarà loro per sacerdozio perpetuo , per le lor generazioni . E Mosè fece interamente come il Signore gli avea comandato . E nell’ anno secondo , nel primo giorno del primo mese , fu rizzato il Tabernacolo . Mosè adunque rizzò il Tabernacolo ; e , posati i suoi piedistalli , dispose le sue assi , e vi mise le sbarre , e rizzò le sue colonne . E stese la Tenda sopra il Tabernacolo , e pose la coverta della Tenda sopra essa al disopra ; come il Signore gli avea comandato . Poi prese la Testimonianza , e la pose dentro all’ Arca ; e mise le stanghe all’ Arca ; e posò il Coperchio in su l’ Arca , disopra . E portò l’ Arca dentro al Tabernacolo , e mise la Cortina che s’ avea da tender davanti , e la tese davanti all’ Arca della Testimonianza ; come il Signore gli avea comandato . Poi mise la Tavola nel Tabernacolo della convenenza , dal lato settentrionale del Tabernacolo , difuori della Cortina ; e mise per ordine sopra essa i pani che si aveano da tenere in ordine davanti al Signore ; come il Signore gli avea comandato . Poi mise il Candelliere nel Tabernacolo della convenenza , dirimpetto alla Tavola , dal lato australe del Tabernacolo ; e accese le lampane davanti al Signore ; come il Signore gli avea comandato . Poi mise l’ Altar d’ oro nel Tabernacolo della convenenza , davanti alla Cortina ; e bruciò sopra esso il profumo degli aromati ; come il Signore gli avea comandato . Poi mise il Tappeto all’ entrata del Tabernacolo . E pose l’ Altar degli olocausti all’ entrata della Tenda del Tabernacolo della convenenza ; e offerse sopra esso l’ olocausto , e l’ offerta ; come il Signore gli avea comandato . E pose la Conca fra il Tabernacolo della convenenza , e l’ Altare ; e vi mise dentro dell’ acqua , da lavare . E Mosè , ed Aaronne , e i suoi figliuoli , se ne lavarono le mani ed i piedi . Quando entravano nel Tabernacolo della convenenza , e quando si accostavano all’ Altare , si lavavano ; come il Signore avea comandato a Mosè . Poi rizzò il Cortile d’ intorno al Tabernacolo , e all’ Altare ; e mise il Tappeto all’ entrata del Cortile . Così Mosè fornì l’ opera . E la nuvola coperse il Tabernacolo della convenenza , e la gloria del Signore empiè il Tabernacolo . E Mosè non potè entrare nel Tabernacolo della convenenza ; conciossiachè la nuvola si fosse posata sopra esso , e la gloria del Signore empiesse il Tabernacolo . Or , quando la nuvola s’ alzava d’ in sul Tabernacolo , i figliuoli d’ Israele si partivano ; ciò avvenne in tutte le lor mosse . E , quando la nuvola non si alzava , non si partivano , fino al giorno ch’ ella s’ alzava . Perciocchè la nuvola del Signore era di giorno sopra il Tabernacolo , e un fuoco v’ era di notte , alla vista di tutta la casa d’ Israele , in tutti i lor viaggi . OR il Signore chiamò Mosè , e parlò a lui dal Tabernacolo della convenenza , dicendo : Parla a’ figliuoli d’ Israele , e di’ loro : Quando alcun di voi offerirà un’ offerta al Signore , se quella è di animali , offerite le vostre offerte di buoi , o di pecore , o di capre . Se la sua offerta è olocausto di buoi , offerisca quell’ animale maschio , senza difetto ; offeriscalo all’ entrata del Tabernacolo della convenenza ; acciocchè quello sia gradito per lui davanti al Signore . E posi la mano in su la testa dell’ olocausto ; ed esso sarà gradito , per far purgamento del peccato per lui . Poi quel bue sarà scannato davanti al Signore ; e i figliuoli di Aaronne , sacerdoti , ne offeriranno il sangue , e lo spanderanno in su l’ Altare ch’ è all’ entrata del Tabernacolo della convenenza , attorno attorno . Poi l’ olocausto sarà scorticato , e tagliato a pezzi . E i figliuoli del Sacerdote Aaronne metteranno il fuoco sopra l’ Altare , e ordineranno le legne in sul fuoco . E poi i figliuoli di Aaronne , sacerdoti , ordineranno que’ pezzi , il capo , e la corata , sopra le legne , che saranno in sul fuoco , il qual sarà sopra l’ Altare . Ma si laveranno l’ interiora , e le gambe di quel bue . E il sacerdote farà ardere tutte queste cose sopra l’ Altare , in olocausto , in offerta soave fatta per fuoco , di soave odore al Signore . E se l’ offerta di esso per l’ olocausto è del minuto bestiame , di pecore , o di capre , offerisca quell’ animale maschio , senza difetto . E scannisi dal lato settentrionale dell’ Altare , davanti al Signore ; e spandanne e figliuoli d’ Aaronne , sacerdoti , il sangue sopra l’ Altare , attorno attorno . Poi taglisi a pezzi , i quali , insieme con la testa , e la corata , il sacerdote metterà per ordine sopra le legne che saranno in sul fuoco , il qual sarà sopra l’ Altare . Ma lavinsi le interiora , e le gambe , con acqua ; e il sacerdote offerirà tutte queste cose , e le farà ardere sopra l’ Altare . Quest’ è un olocausto un’ offerta fatta per fuoco , di soave odore al Signore . E se la sua offerta al Signore è olocausto di uccelli , offerisca la sua offerta di tortole , ovvero di pippioni . E offerisca il sacerdote quell’ olocausto sopra l’ Altare ; e , torcendogli il collo , gli spicchi il capo , e faccialo ardere sopra l’ Altare ; e spremasene il sangue all’ un dei lati dell’ Altare . Poi tolgasene il gozzo , e la piuma , e gittinsi quelle cose allato all’ Altare , verso Oriente nel luogo delle ceneri . Poi fenda il sacerdote l’ uccello per le sue ale , senza partirlo in due ; e faccialo ardere sopra l’ Altare , sopra le legne che saranno in sul fuoco . Quest’ è un olocausto , un’ offerta fatta per fuoco , di soave odore al Signore . E QUANDO alcuna persona offerirà offerta di panatica , sia la sua offerta fior di farina ; e spanda sopra essa dell’ olio , e mettavi sopra dell’ incenso . E portila a’ figliuoli di Aaronne , sacerdoti ; e prenda il sacerdote una piena menata del fior di farina , e dell’ olio di essa , insieme con tutto il suo incenso ; e faccia bruciar quelle cose , che son la ricordanza di quell’ offerta , in su l’ Altare . Questa è un’ offerta fatta per fuoco , di soave odore al Signore . E sia il rimanente di quell’ offerta , di Aaronne e de’ suoi figliuoli ; è cosa santissima , d’ infra le offerte che si ardono al Signore . E quando tu offerirai , per offerta di panatica , alcuna cosa cotta al forno , offerisci focacce azzime di fior di farina , intrise con olio ; o schiacciate azzime , unte con olio . E se la tua offerta è di cose di panatica , cotte in su la teglia , sia di fior di farina , intrisa con olio , senza lievito . Spartiscila in pezzi , e spandi sopra essa dell’ olio . Ella è offerta di panatica . E se la tua offerta è di cose di panatica cotte nella padella , facciasi di fior di farina , con olio . E porta al Signore quell’ offerta che sarà fatta di quelle cose ; e presentala al sacerdote , ed egli rechila in su l’ Altare . E levine il sacerdote la ricordanza di essa , e facciala bruciare in su l’ Altare , in offerta fatta per fuoco , di soave odore al Signore . E sia il rimanente dell’ offerta di Aaronne e de’ suoi figliuoli ; è cosa santissima , d’ infra le offerte che si ardono al Signore . Niuna offerta di panatica , che voi offerirete al Signore , non facciasi con lievito ; perciocchè voi non dovete fare ardere alcun lievito , nè alcun miele , in offerta fatta per fuoco al Signore . Ben potrete offerir quelle cose per offerta di primizie al Signore ; ma non sieno poste in su l’ Altare , per odor soave . E sala ogni tua offerta di panatica con sale ; e non lasciar venir meno il sale del patto del Signore d’ in su le tue offerte ; offerisci del sale sopra ogni tua offerta . E se tu offerisci al Signore offerta di primizie di panatica , offerisci spighe fresche arrostite al fuoco ; granelli sfregolati di fior di frumento , per offerta delle tue primizie . E spandi sopra essa dell’ olio e dell’ incenso ; ella è offerta di panatica . E faccia il sacerdote bruciar la ricordanza di essa , insieme con tutto il suo incenso , in offerta fatta per fuoco al Signore . E SE l’ offerta di alcuno è sacrificio da render grazie , s’ egli l’ offerisce del grosso bestiame , maschio o femmina che quella bestia sia , offeriscala senza difetto , nel cospetto del Signore . E posi la mano in sul capo della sua offerta ; e scannisi quella all’ entrata del Tabernacolo della convenenza ; e spandanne i figliuoli di Aaronne , sacerdoti , il sangue in su l’ Altare , attorno attorno . Poi offerisca il sacerdote , del sacrificio da render grazie , ciò che si ha da ardere al Signore , cioè : il grasso che copre l’ interiora , e tutto il grasso che è sopra l’ interiora ; e i due arnioni , e il grasso che è sopra essi , e quello che è sopra i fianchi ; e levi la rete che è sopra il fegato , insieme con gli arnioni . E i figliuoli di Aaronne faccianla bruciare in su l’ Altare , sopra l’ olocausto che sarà sopra le legne , le quali saranno in sul fuoco ; in offerta fatta per fuoco , di soave odore al Signore . E se l’ offerta di alcuno , per sacrificio da render grazie al Signore , è del minuto bestiame , maschio o femmina , offeriscala senza difetto . S’ egli offerisce per sua offerta una pecora , offeriscala nel cospetto del Signore . E posi la mano in sul capo della sua offerta ; e scannisi quella all’ entrata del Tabernacolo della convenenza ; e spandanne i figliuoli di Aaronne il sangue in su l’ Altare , attorno attorno . E offerisca il sacerdote di quel sacrificio da render grazie , ciò che si ha da ardere al Signore , cioè : il grasso , e la coda intiera , la quale spicchisi appresso della schiena ; e il grasso che copre l’ interiora , e tutto il grasso che è sopra l’ interiora ; e i due arnioni , e il grasso che è sopra essi , che è sopra i fianchi ; e levi la rete che è sopra il fegato , insieme con gli arnioni . E faccia il sacerdote bruciar quel grasso in su l’ Altare , in cibo di offerta fatta per fuoco al Signore . E se l’ offerta di alcuno è capra , offeriscala nel cospetto del Signore . E posi la mano sopra il capo di essa , e scannisi davanti al Tabernacolo della convenenza ; e spandanne i figliuoli di Aaronne il sangue in su l’ Altare , attorno attorno . Poi offeriscane il sacerdote l’ offerta che deve esser fatta per fuoco al Signore , cioè : il grasso che copre l’ interiora , e tutto il grasso che è sopra l’ interiora ; e i due arnioni , insieme col grasso che è sopra essi , che è sopra i fianchi ; e levi la rete che è sopra il fegato , insieme con gli arnioni . E faccia il sacerdote bruciar queste cose in su l’ Altare , in cibo di offerta fatta per fuoco , di soave odore . Ogni grasso appartiene al Signore . Questo sia uno statuto perpetuo , per le vostre generazioni , in tutte le vostre abitazioni . Non mangiate alcun sangue , nè alcun grasso . IL Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Parla a’ figliuoli d’ Israele , dicendo : Quando alcuna persona avrà peccato per errore , e avrà fatta alcuna di tutte quelle cose che il Signore ha vietate di fare ; se il Sacerdote unto è quel che avrà peccato , onde il popolo sia renduto colpevole , offerisca al Signore per lo peccato suo , il quale egli avrà commesso , un giovenco senza difetto per sacrificio per lo peccato . E adduca quel giovenco all’ entrata del Tabernacolo della convenenza , davanti al Signore ; e posi la mano in sul capo di esso , e scannisi nel cospetto del Signore . Poi prenda il Sacerdote unto , del sangue del giovenco , e portilo dentro al Tabernacolo della convenenza . E intinga il Sacerdote il dito in quel sangue sette volte nel cospetto del Signore , davanti alla Cortina del Santuario . E metta il Sacerdote di quel sangue in su le corna dell’ Altar de’ profumi degli aromati , che è nel Tabernacolo della convenenza , nel cospetto del Signore ; e spanda tutto il rimanente del sangue del giovenco appiè dell’ Altar degli olocausti , che è all’ entrata del Tabernacolo della convenenza . E levi dal giovenco del sacrificio per lo peccato tutto il grasso di esso ; il grasso che copre l’ interiora , e tutto il grasso che è sopra l’ interiora ; e i due arnioni , e il grasso che è sopra essi , che è sopra i fianchi ; levi parimente con gli arnioni la rete che è sopra il fegato ; come queste cose si levano dal bue del sacrificio da render grazie ; e facciale il Sacerdote bruciare sopra l’ Altar degli olocausti . Ma , quant’ è alla pelle del giovenco , e tutta la sua carne , insieme col capo , e con le gambe , e le sue interiora , e il suo sterco , e tutto il giovenco , portilo fuor del campo , in luogo mondo , dove si versano le ceneri ; e brucilo col fuoco sopra delle legne ; brucisi là dove si versano le ceneri . E se tutta la raunanza d’ Israele ha peccato per errore , senza ch’ ella se ne sia avveduta ; e ha fatta alcuna di tutte quelle cose che il Signore ha vietate di fare ; onde sia caduta in colpa ; quando il peccato , ch’ ella avrà commesso , sarà venuto a notizia , offerisca la raunanza un giovenco , per sacrificio per lo peccato , ed adducalo davanti al Tabernacolo della convenenza . E posino gli Anziani della raunanza le lor mani in sul capo di quel giovenco , nel cospetto del Signore ; e scannisi quel giovenco davanti al Signore . E porti il Sacerdote unto , del sangue del giovenco , dentro al Tabernacolo della convenenza . E intinga il Sacerdote il dito in quel sangue , e spargane sette volte nel cospetto del Signore , davanti alla Cortina . E metta di esso sangue sopra le corna dell’ Altare , che è nel Tabernacolo della convenenza , davanti al Signore ; e spanda tutto il rimanente del sangue , appiè dell’ Altar degli olocausti , che è all’ entrata del Tabernacolo della convenenza . E levi da quel giovenco tutto il grasso , e faccialo bruciar sopra l’ Altare . E faccia di questo giovenco come ha fatto dell’ altro giovenco offerto per lo suo peccato . E così farà il purgamento del peccato della raunanza , e le sarà perdonato . Poi porti il giovenco fuor del campo , e brucilo , come ha bruciato il primo giovenco . Esso è sacrificio per lo peccato della raunanza . Se alcuno de’ principali ha peccato , e ha , per errore , fatta alcuna di tutte quelle cose , che il Signore Iddio suo ha vietate di fare , onde sia caduto in colpa ; quando il suo peccato , ch’ egli avrà commesso , gli sarà fatto conoscere , adduca , per la sua offerta , un becco , un maschio d’ infra le capre , senza difetto . E posi la mano sopra il capo di quel becco ; e scannisi quello nel luogo dove si scannano gli olocausti , davanti al Signore . Esso è sacrificio per lo peccato . E prenda il sacerdote del sangue di questo sacrificio per lo peccato , col dito , e mettalo sopra le corna dell’ Altare degli olocausti ; e spanda il rimanente del sangue di esso appiè dell’ Altare degli olocausti . E faccia bruciar tutto il grasso di quel becco sopra l’ Altare , come il grasso del sacrificio da render grazie . E così il sacerdote farà il purgamento del peccato di esso , e gli sarà perdonato . E se alcuno del comun popolo ha peccato per errore , e ha fatta alcuna delle cose che il Signore ha vietate di fare , onde sia caduto in colpa ; quando il suo peccato , ch’ egli avrà commesso , gli sarà fatto conoscere , adduca , per la sua offerta , una femmina d’ infra le capre , senza difetto , per sacrificio per lo suo peccato , che egli ha commesso . E posi la mano in sul capo di quel sacrificio per lo peccato ; e scannisi quello nel luogo degli olocausti . Poi prenda il sacerdote del sangue di esso col dito , e mettalo in su le corna dell’ Altare degli olocausti , e spanda tutto il rimanente del sangue di esso appiè dell’ Altare . E levine tutto il grasso , come si leva il grasso del sacrificio da render grazie ; e faccia il sacerdote bruciar quel grasso sopra l’ Altare , in odor soave al Signore . E così il sacerdote farà il purgamento del peccato di esso , e gli sarà perdonato . E se pur colui adduce una pecora per sua offerta , per sacrificio per lo peccato , adducala femmina , senza difetto . E posi la mano in sul capo del sacrificio per lo peccato ; e scannisi quel sacrificio per lo peccato , nel luogo dove si scannano gli olocausti dell’ Altare . E levine tutto il grasso , Poi prenda il sacerdote del sangue di quel sacrificio per lo peccato , col dito , e mettalo sopra le corna dell’ Altare degli olocausti , e spanda tutto il rimanente del sangue di esso appiè come si leva il grasso della pecora del sacrificio da render grazie ; e faccia il sacerdote bruciar quei grassi in su l’ Altare , sopra le offerte che si fanno per fuoco al Signore . E così il sacerdote farà il purgamento del peccato di esso , il quale egli avrà commesso , e gli sarà perdonato . E QUANDO alcuno avrà peccato , perciocchè avrà udita la voce di una dinunziazione con giuramento di alcuna cosa , onde egli sia testimonio o che l’ abbia veduta , o che l’ abbia altramente saputa , e non l’ avrà dichiarata ; egli porterà la sua iniquità . Parimente , quando alcuno avrà toccata alcuna cosa immonda , carogna di fiera immonda , o carogna di animal domestico immondo , o carogna di rettile immondo ; avvenga ch’ egli l’ abbia fatto per ignoranza , pure è immondo , e colpevole . Così , quando egli avrà toccata alcuna immondizia dell’ uomo , secondo ogni sua immondizia , per la quale egli è contaminato , benchè egli non l’ abbia fatto saputamente , se viene a saperlo , egli è colpevole . Similmente , quando alcuno avrà giurato , profferendo leggermente con le sue labbra di voler male o ben fare , secondo tutte le cose che gli uomini sogliono profferir leggermente con giuramento ; ed egli non ne ha più conoscenza ; se viene a saperlo , egli è colpevole in una di queste maniere . Quando adunque alcuno sarà colpevole in una di queste maniere , faccia la confession del peccato ch’ egli avrà commesso . E adduca al Signore il sacrificio per la sua colpa , per lo peccato ch’ egli avrà commesso , cioè : una femmina del minuto bestiame , o pecora , o capra , per lo peccato . E faccia il sacerdote il purgamento del peccato di esso . E se pur la possibilità di colui non potrà fornire una pecora , o una capra , adduca al Signore , per sacrificio per la sua colpa , in ciò che avrà peccato , due tortole , o due pippioni ; l’ uno per sacrificio per lo peccato , e l’ altro per olocausto . E portili al sacerdote ; ed esso offerisca imprima quello che sarà per lo peccato , e torcendogli il collo , gli spicchi il capo appresso al collo , senza però spartirlo in due . Poi sparga del sangue del sacrificio per lo peccato sopra una delle pareti dell’ Altare , e spremasi il rimanente del sangue appiè dell’ Altare . Esso è sacrificio per lo peccato . E dell’ altro facciane olocausto , secondo ch’ è ordinato . E così il sacerdote farà il purgamento del peccato che colui avrà commesso , e gli sarà perdonato . E se colui non può fornire pur due tortole , o due pippioni , porti per sua offerta , per ciò ch’ egli avrà peccato , la decima parte d’ un efa di fior di farina , per offerta per lo peccato ; non mettavi sopra nè olio , nè incenso ; perciocchè è un’ offerta per lo peccato . Porti adunque quella farina al sacerdote , e prendane il sacerdote una menata piena per la ricordanza di quella ; e facciala bruciar sopra l’ Altare , in su l’ offerte fatte per fuoco al Signore . Ella è un’ offerta per lo peccato . E così il sacerdote farà il purgamento per esso del peccato che egli avrà commesso in una di quelle maniere , e gli sarà perdonato . E sia il rimanente di quella farina del sacerdote , come l’ offerta di panatica . Il Signore parlò , oltre a ciò , a Mosè , dicendo : Quando alcuno avrà misfatto , e peccato per errore , prendendo delle cose consacrate al Signore , adduca al Signore , per sacrificio per la sua colpa , un montone senza difetto , del prezzo di tanti sicli d’ argento , a siclo di Santuario , che tu l’ avrai tassato per la colpa . E restituisca ciò in che egli avrà peccato , prendendo delle cose consacrate , e sopraggiungavi il quinto , e dialo al sacerdote ; e faccia il sacerdote , con quel montone del sacrificio per la colpa , il purgamento del peccato di esso ; e gli sarà perdonato . In somma , quando una persona avrà peccato , e avrà fatta alcuna di tutte quelle cose che il Signore ha vietate di fare , benchè egli non l’ abbia fatto saputamente , pure è colpevole ; e deve portar la sua iniquità . Adduca adunque al sacerdote un montone del prezzo che tu l’ avrai tassato per la colpa ; e faccia il sacerdote il purgamento dell’ errore ch’ egli avrà commesso per ignoranza ; e gli sarà perdonato . Ciò è colpa ; egli del tutto si è renduto colpevole inverso il Signore . Il Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Quando alcuno avrà peccato , e commesso misfatto contro al Signore , avendo mentito al suo prossimo intorno a deposito , o a roba rimessagli nelle mani , o a cosa rapita ; ovvero , avendo fatta fraude al suo prossimo ; ovvero anche , avendo trovata alcuna cosa perduta , e avendo mentito intorno ad essa , e giurato falsamente ; e in qualunque altra cosa , di tutte quelle , le quali l’ uomo suol fare , peccando in esse ; quando adunque alcuno avrà peccato , e sarà caduto in colpa , restituisca la cosa ch’ egli avrà rapita o fraudata ; o il deposito che gli sarà stato dato in guardia , o la cosa perduta che egli avrà trovata . Ovvero qualunque altra cosa , della quale egli abbia giurato falsamente ; restituiscane il capitale , e sopraggiungavi il quinto ; e dialo a colui al quale appartiene , nel giorno stesso del sacrificio per la sua colpa . E adduca al Signore , per sacrificio per la sua colpa , un montone senza difetto , del prezzo che tu l’ avrai tassato per la colpa ; e menilo al sacerdote . E faccia il sacerdote il purgamento per esso , nel cospetto del Signore , e gli sarà perdonato ; qualunque cosa egli abbia fatta di tutte quelle , le quali si soglion fare , onde l’ uomo cade in colpa . IL Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Comanda ad Aaronne e ai suoi figliuoli , dicendo : Quest’ è la legge dell’ olocausto : Stia esso olocausto sopra il fuoco acceso che sarà sopra l’ Altare , tutta la notte , fino alla mattina ; e arda il fuoco dell’ Altare sopra esso del continuo . E vestasi il sacerdote il suo vestimento di lino , e vesta la sua carne delle mutande line ; e levi le ceneri , nelle quali il fuoco avrà ridotto l’ olocausto , consumandolo sopra l’ Altare ; e mettale allato all’ Altare . Poi spogli i suoi vestimenti , e vestane degli altri , e porti la cenere fuor del campo in luogo mondo . E sia il fuoco che sarà sopra l’ Altare , tenuto del continuo acceso in esso ; non lascisi giammai spegnere ; e accenda il sacerdote ogni mattina delle legne sopra esso , e dispongavi gli olocausti sopra , e bruci sopra esso i grassi de’ sacrificii da render grazie . Arda il fuoco del continuo sopra l’ Altare ; non lascisi giammai spegnere . Ora , quest’ è la legge dell’ offerta di panatica . Offeriscala uno de’ figliuoli di Aaronne , nel cospetto del Signore , davanti all’ Altare . E levine una menata del fior di farina , e dell’ olio di essa offerta , insieme con tutto , l’ incenso che sarà sopra l’ offerta , e faccia bruciar sopra l’ Altare la ricordanza di essa , in odor soave , al Signore . E mangino Aaronne e i suoi figliuoli il rimanente di essa ; mangisi in azzimi , in luogo sacro , nel Cortile del Tabernacolo della convenenza . Non cuocasi con lievito ; io l’ ho data loro per lor parte dell’ offerte che mi son fatte per fuoco . E cosa santissima , come il sacrificio per lo peccato , e per la colpa . Ogni maschio , d’ infra i figliuoli di Aaronne , può mangiare quello , per istatuto perpetuo , per le vostre età , dell’ offerte che si fanno per fuoco al Signore . Chiunque toccherà quelle cose sia santo . Il Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Quest’ è l’ offerta , che Aaronne e i suoi figliuoli hanno sempre da offerire al Signore , nel giorno che alcun di loro sarà unto , cioè : un’ offerta di panatica d’ un decimo d’ un efa di fior di farina , per offerta perpetua ; la metà la mattina , e l’ altra metà la sera . Apparecchisi con olio in su la teglia ; portala così cotta in su la teglia ; e offerisci , per soave odore al Signore , quella offerta cotta in pezzi . E faccia il Sacerdote , che sarà unto in luogo di Aaronne , d’ infra i suoi figliuoli , quella offerta per istatuto perpetuo ; brucisi tutta intera al Signore . E , generalmente , ogni offerta di panatica del Sacerdote brucisi interamente ; non mangisene nulla . Il Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Parla ad Aaronne e a’ suoi figliuoli , dicendo : Quest’ è la legge del sacrificio per lo peccato : Scannisi il sacrificio per lo peccato davanti al Signore , nell’ istesso luogo dove si scannano gli olocausti ; è cosa santissima . Mangilo il sacerdote che farà quel sacrificio per lo peccato ; mangisi in luogo santo , nel Cortile del Tabernacolo della convenenza . Chiunque toccherà la carne di esso sia santo ; e se sprizza del sangue di esso sopra alcun vestimento , lavisi quello sopra che sarà sprizzato , in luogo santo . E spezzisi il vaso di terra , nel quel sarà stato cotto ; che se pure è stato cotto in un vaso di rame , strebbisi quello , e sciacquisi con acqua . Ogni maschio d’ infra i sacerdoti ne potrà mangiare ; è cosa santissima . Ma non mangisi di alcun sacrificio per lo peccato , del cui sangue si deve portar nel Tabernacolo della convenenza , per far purgamento di peccato , nel Santuario ; brucisi col fuoco . Or quest’ è la legge del sacrificio per la colpa ; è cosa santissima : Scannisi il sacrificio per la colpa nello stesso luogo dove si scannano gli olocausti ; e spargasene il sangue sopra l’ Altare , attorno attorno . E offeriscasene tutto il grasso , la coda , e il grasso che copre l’ interiora ; e i due arnioni , e il grasso che è sopra essi , che è sopra i fianchi ; e levisi la rete che è in sul fegato , insieme co’ due arnioni . E faccia il sacerdote bruciar quelle cose sopra l’ Altare , per offerta fatta per fuoco al Signore ; è sacrificio per la colpa . Ogni maschio d’ intra i sacerdoti ne potrà mangiare ; mangisi in luogo santo : è cosa santissima . Facciasi al sacrificio per la colpa , come al sacrificio per lo peccato ; siavi una stessa legge per l’ uno e per l’ altro ; sia quel sacrificio del sacerdote , il qual con esso avrà fatto il purgamento del peccato . Parimente abbia per sè il sacerdote , che avrà offerto l’ olocausto di alcuno , la pelle dell’ olocausto ch’ egli avrà offerto . Così ancora ogni offerta di panatica che si cuocerà al forno , o si apparecchierà nella padella , o in su la teglia sia del sacerdote che l’ offerirà . Ma ogni offerta di panatica , intrisa con olio , o asciutta , sia di tutti i figliuoli di Aaronne indifferentemente . E quest’ è la legge del sacrificio da render grazie , che si offerirà al Signore . Se alcuno l’ offerisce per sacrificio di laude , offerisca , oltre ad esso sacrificio di laude , delle focacce azzime , intrise con olio , e delle schiacciate azzime , unte con olio ; e del fior di farina , cotta in su la teglia , in focacce intrise con olio . Offerisca ancora per sua offerta , oltre a quelle focacce , del pan lievitato , insieme col suo sacrificio di laude , da render grazie . E di quel pane lievitato , presentine uno di tutta l’ offerta , in offerta elevata al Signore ; ed esso sia del sacerdote che avrà sparso il sangue del sacrificio da render grazie . E mangisi la carne del suo sacrificio di laude da render grazie , nel giorno stesso ch’ egli avrà fatta la sua offerta ; non lascisene nulla di avanzo fino alla mattina . E se il sacrificio ch’ egli offerirà è votato , o volontario , mangisi nel giorno stesso ch’ egli l’ avrà offerto ; e se ne rimane alcuna cosa , mangisi il giorno seguente . E brucisi col fuoco quello che sarà rimasto della carne di esso sacrificio fino al terzo giorno . E se pure al terzo giorno si mangia della carne del sacrificio di colui da render grazie , colui che l’ avrà offerto non sarà gradito ; quello non gli sarà imputato ; sarà fracidume ; e la persona che ne avrà mangiato porterà la sua iniquità . E di questa carne ciò che avrà toccata qualunque cosa immonda , non mangisi ; brucisi col fuoco ; quant’ è a questa carne , mangine chiunque è mondo . Ma la persona che avrà mangiata della carne del sacrificio da render grazie , offerto al Signore , avendo la sua immondizia addosso , sia ricisa da’ suoi popoli . Parimente la persona , la quale , avendo toccata qualunque cosa immonda , come immondizia d’ uomo , o alcun animale immondo , o alcun rettile immondo , mangerà della carne del sacrificio da render grazie , offerta al Signore , sia ricisa da’ suoi popoli . Il Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Parla a’ figliuoli d’ Israele , dicendo : Non mangiate alcun grasso , nè di bue , nè di pecora , nè di capra . Ben potrassi adoperare in qualunque altro uso il grasso di una bestia morta da sè , o il grasso di una bestia lacerata dalle fiere ; ma non mangiatelo per niuna maniera . Perciocchè , se alcuno mangia del grasso di alcun animale , del quale si offerisce sacrificio fatto per fuoco al Signore , la persona che ne mangerà sarà ricisa da’ suoi popoli . Parimente , non mangiate , in niuna delle vostre abitazioni , alcun sangue , nè di uccelli , nè di bestie . Qualunque persona avrà mangiato alcun sangue , sia ricisa da’ suoi popoli . Il Signore parlò , oltre a ciò , a Mosè , dicendo : Parla a’ figliuoli d’ Israele , dicendo : Se alcuno offerisce al Signore un suo sacrificio da render grazie , porti egli stesso al Signore la sua offerta del sacrificio da render grazie . Portino le sue mani stesse quelle cose che si hanno da ardere al Signore ; porti il grasso , insieme col petto ; il petto , per esser dimenato per offerta dimenata , nel cospetto del Signore . E faccia il sacerdote bruciare il grasso sopra l’ Altare ; e il petto sia di Aaronne e de’ suoi figliuoli . Date ancora al sacerdote , per offerta elevata , la spalla destra de’ vostri sacrificii da render grazie . Sia quella spalla destra di colui de’ figliuoli di Aaronne che avrà offerto il sangue , e il grasso de’ sacrificii da render grazie , per sua parte . Perciocchè io ho preso dai figliuoli d’ Israele il petto dell’ offerta dimenata , e la spalla dell’ offerta elevata , de’ lor sacrificii da render grazie ; e ho date al Sacerdote Aaronne , e a’ suoi figliuoli , per istatuto perpetuo , quelle cose che si devono prendere da’ figliuoli d’ Israele . Quest’ è il diritto dell’ Unzione di Aaronne , e dell’ Unzione dei figliuoli suoi , che si deve torre dell’ offerte fatte per fuoco al Signore , il quale è stato loro assegnato nel giorno che il Signore li ha fatti accostare , per esercitargli il sacerdozio . Il quale il Signore ha comandato che sia loro dato da’ figliuoli d’ Israele , nel giorno che li ha unti , per istatuto perpetuo , per le lor generazioni . Quest’ è la legge dell’ olocausto , dell’ offerta di panatica , e del sacrificio per lo peccato , e del sacrificio per la colpa , e del sacrificio delle consacrazioni , e del sacrificio da render grazie ; la quale il Signore diede a Mosè , in sul monte di Sinai , nel giorno ch’ egli comandò nel deserto di Sinai , a’ figliuoli d’ Israele , d’ offerir le loro offerte al Signore . IL Signore parlò , oltre a ciò , a Mosè , dicendo : Prendi Aaronne , e i suoi figliuoli con lui ; e i vestimenti , e l’ olio dell’ Unzione , e il giovenco per lo sacrificio per lo peccato , e i due montoni , e il paniere degli azzimi . E aduna tutta la raunanza , all’ entrata del Tabernacolo della convenenza . E Mosè fece come il Signore gli avea comandato ; e la raunanza fu adunata all’ entrata del Tabernacolo della convenza . E Mosè disse alla raunanza : Quest’ è quello che il Signore ha comandato che si faccia . E Mosè fece accostare Aaronne e i suoi figliuoli , e li lavò con acqua . Poi mise indosso ad Aaronne la Tonica , e lo cinse con la Cintura ; poi lo vestì del Manto , e gli mise l’ Efod addosso , e lo cinse col fregio lavorato dell’ Efod ; e così con quello gli serrò le vesti addosso . Poi mise sopra lui il Pettorale , nel quale pose Urim e Tummim . Poi gli mise in capo la Benda ; sopra la quale , in su la parte anteriore di essa , mise la lama d’ oro , il Diadema di santità ; come il Signore avea comandato a Mosè . Poi Mosè prese l’ olio dell’ Unzione , e unse il Tabernacolo , e tutte le cose che erano in esso ; e le consacrò . E ne spruzzò l’ Altare per sette volte , e unse l’ Altare , e tutti i suoi strumenti ; e la Conca , e il suo piede ; per consacrar quelle cose . Poi versò dell’ olio dell’ Unzione in sul capo di Aaronne ; e l’ unse , per consacrarlo . Poi Mosè fece accostare i figliuoli di Aaronne e li vestì delle toniche , e li cinse con le cinture , e allacciò loro le mitrie ; come il Signore gli avea comandato . Appresso fece accostare il giovenco del sacrificio per lo peccato ; e Aaronne e i suoi figliuoli posarono le mani in sul capo del giovenco del sacrificio per lo peccato . Poi Mosè lo scannò , e ne prese del sangue , e lo mise col dito in su le corna dell’ Altare , attorno attorno , e purgò l’ Altare ; e versò il rimanente del sangue appiè dell’ Altare ; e così consacrò l’ Altare , per far purgamento del peccato sopra esso . Appresso prese tutto il grasso ch’ era sopra l’ interiora , e la rete del fegato , e i due arnioni , col grasso loro ; e Mosè fece bruciar quelle cose sopra l’ Altare . Ma bruciò col fuoco fuor del campo il giovenco , e la sua pelle , e la sua carne , e il suo sterco ; come il Signore gli avea comandato . Poi fece appressare il montone dell’ olocausto ; e Aaronne e i suoi figliuoli posarono le mani in sul capo del montone . E Mosè lo scannò , e ne sparse il sangue sopra l’ Altare , attorno attorno . Poi tagliò il montone a pezzi ; e fece bruciare il capo , e i pezzi , e la corata . E lavò con acqua l’ interiora , e le gambe ; e così fece bruciar tutto quel montone sopra l’ Altare ; come olocausto di soave odore , e offerta fatta per fuoco al Signore ; come il Signore gli avea comandato . Poi fece appressare il secondo montone , il montone delle consacrazioni ; e Aaronne e i suoi figliuoli posarono le mani in sul capo di esso . E Mosè lo scannò , e ne prese del sangue , e lo mise in sul tenerume dell’ orecchia destra di Aaronne , e sopra il dito grosso della man destra di esso , e sopra il dito grosso del suo piè destro . Poi fece appressare i figliuoli di Aaronne , e pose di quel sangue in sul tenerume della loro orecchia destra , e sopra il dito grosso della lor mano destra , e sopra il dito grosso del lor piè destro ; e sparse il rimanente di quel sangue in su l’ Altare , attorno attorno . Poi prese il grasso , e la coda , e tutto il grasso ch’ era sopra l’ interiora , e la rete del fegato , e i due arnioni , col grasso loro , e la spalla destra . E del paniere degli azzimi , ch’ era davanti al Signore , prese una focaccia azzima , e una focaccia di pane fatta con olio , e una schiacciata ; e pose quelle sopra que’ grassi , e sopra la spalla destra . Poi mise tutte quelle cose in su le palme delle mani di Aaronne , e in su le palme delle mani de’ suoi figliuoli ; e le fece dimenare per offerta dimenata , nel cospetto del Signore . Poi Mosè prese quelle cose d’ in su le lor mani , e le fece bruciare sopra l’ Altare , sopra l’ olocausto ; come offerte di consacrazioni , di odor soave , offerta fatta per fuoco al Signore . Poi Mosè prese il petto di quel montone , e lo dimenò per offerta dimenata , nel cospetto del Signore ; e Mosè ebbe quello per la sua parte del montone delle consacrazioni ; come il Signore gli avea comandato . Oltre a ciò , Mosè prese dell’ olio dell’ Unzione , e del sangue ch’ era sopra l’ Altare , e ne spruzzò Aaronne e i suoi vestimenti ; e i figliuoli di esso , e i lor vestimenti ; e così consacrò Aaronne e i suoi vestimenti ; e i suoi figliuoli , e i vestimenti de’ suoi figliuoli . E Mosè disse ad Aaronne e a’ suoi figliuoli : Fate cuocere cotesta carne all’ entrata del Tabernacolo della convenenza , e quivi mangiatela ; insieme col pane ch’ è nel paniere dell’ offerta delle consacrazioni ; come mi è stato comandato , dicendo : Mangino Aaronne e i suoi figliuoli quelle cose . E bruciate col fuoco ciò che rimarrà della carne e del pane . E non vi dipartite dall’ entrata del Tabernacolo della convenenza , per sette giorni ; finchè non sieno compiuti i giorni delle vostre consacrazioni ; conciossiachè abbiate ad esser consacrati nel vostro ufficio per lo spazio di sette giorni . Come si è oggi fatto , così avea il Signore comandato che si facesse , per far purgamento de’ vostri peccati . Dimorate adunque all’ entrata del Tabernacolo della convenenza per sette giorni , dì e notte ; e osservate ciò che il Signore ha comandato che si osservi ; acciocchè non muoiate : perciocchè così mi è stato comandato . E Aaronne e i suoi figliuoli fecero tutte le cose che il Signore avea comandate per Mosè . E L’ OTTAVO giorno appresso , Mosè chiamò Aaronne e i suoi figliuoli , e gli Anziani d’ Israele . E disse ad Aaronne : Prenditi un vitello per sacrificio per lo peccato , e un montone per olocausto ; amendue senza difetto ; e presentali davanti al Signore . E parla a’ figliuoli d’ Israele , dicendo ; Prendete un becco per sacrificio per lo peccato , e un vitello , e un agnello , amendue di un anno , senza difetto , per olocausto ; e un bue , e un montone , per sacrificio da render grazie , per sacrificarli davanti al Signore ; e una offerta di panatica intrisa con olio ; perchè oggi il Signore vi apparirà . Essi adunque presero le cose che Mosè avea comandate , e le addussero davanti al Tabernacolo della convenenza ; e tutta la raunanza si accostò , e stette in piè davanti al Signore . E Mosè disse : Fate questo che il Signore ha comandato ; e la gloria del Signore v’ apparirà . E Mosè disse ad Aaronne : Accostati all’ Altare , e fa’ il tuo sacrificio per lo peccato , e il tuo olocausto ; e fa’ il purgamento de’ tuoi peccati , e di que’ del popolo ; offerisci eziandio l’ offerta del popolo , e fa’ il purgamento de lor peccati ; come il Signore ha comandato . Aaronne adunque si accostò all’ Altare , e scannò il vitello del sacrificio per lo peccato ch’ era per lui . E i suoi figliuoli gli porsero il sangue ; ed egli intinse il dito nel sangue , e lo mise in su le corna dell’ Altare ; e sparse il rimanente del sangue appiè dell’ Altare . E fece bruciare il grasso , e gli arnioni , e la rete del fegato , del sacrificio per lo peccato , sopra l’ Altare ; come il Signore avea comandato a Mosè . Ma bruciò col fuoco la carne , e la pelle , fuor del campo . Poi scannò l’ olocausto , e i suoi figliuoli gliene porsero il sangue , ed egli lo sparse in su l’ Altare , attorno attorno . Gli porsero eziandio l’ olocausto tagliato a pezzi , insieme col capo ; ed egli lo fece bruciar sopra l’ Altare . E lavò l’ interiora , e le gambe ; e le bruciò sopra l’ olocausto , sopra l’ Altare . Poi offerse l’ offerta del popolo ; e prese il becco del sacrificio del popolo per lo peccato , e l’ offerse per sacrificio per lo peccato , come il vitello precedente . Poi offerse l’ olocausto ; e ne fece come era ordinato . Poi offerse l’ offerta di panatica ; e n’ empiè la palma della sua mano , e la fece bruciar sopra l’ Altare ; oltre all’ olocausto della mattina . Appresso scannò il bue , e il montone del sacrificio del popolo da render grazie ; e i suoi figliuoli gliene porsero il sangue , ed egli lo sparse in su l’ Altare , attorno attorno . Gli porsero eziandio i grassi del bue ; e del montone la coda , e il grasso che copre l’ interiora , e gli arnioni , e la rete del fegato . E posero i grassi in su i petti ; ed Aaronne fece bruciar que’ grassi sopra l’ Altare . E dimenò , per offerta dimenata , que’ petti , e quella spalla destra davanti al Signore , come Mosè avea comandato . Poi Aaronne alzò le mani verso il popolo , e lo benedisse ; e , dopo che ebbe fatto il sacrificio per lo peccato , l’ olocausto , e i sacrificii da render grazie , scese giù . Or Mosè ed Aaronne erano entrati nel Tabernacolo della convenenza ; poi , essendone usciti , aveano benedetto il popolo ; e la gloria del Signore era apparita a tutto il popolo . E un fuoco era uscito dal cospetto del Signore , e avea consumato l’ olocausto , ed i grassi , sopra l’ Altare . E tutto il popolo lo vide , e diede grida di allegrezza , e si gittò in terra sopra la sua faccia . OR Nadab ed Abihu , figliuoli di Aaronne , presero ciascuno il suo turibolo , e vi posero dentro del fuoco , e vi misero su dell’ incenso ; e presentarono davanti al Signore del fuoco strano ; il che egli non avea lor comandato . E un fuoco uscì dal cospetto del Signore , il quale li divampò ; ed essi morirono davanti al Signore . E Mosè disse ad Aaronne : Quest’ è pur quello che il Signore ha pronunziato , dicendo : Io sarò santificato ne’ miei più prossimi ; e sarò glorificato in presenza di tutto il popolo . E Aaronne tacque . E Mosè chiamò Misael ed Elsafan , figliuoli di Uzziel , zio di Aaronne , e disse loro : Accostatevi ; portatene i vostri fratelli d’ innanzi al Santuario fuor del campo . Ed essi si accostarono , e li portarono via con le lor toniche , fuor del campo ; come Mosè avea detto . E Mosè disse ad Aaronne , e a Eleazar , e a Itamar , suoi figliuoli : Non andate a capo scoperto , e non vi sdrucite i vestimenti ; acciocchè non muoiate , e ch’ egli non si adiri contro a tutta la raunanza ; ma piangano i vostri fratelli , tutta la casa d’ Israele , l’ arsione che il Signore ha fatta . E non vi dipartite dall’ entrata del Tabernacolo della convenenza , che talora non muoiate ; perciocchè l’ olio dell’ Unzione del Signore è sopra voi . Ed essi fecero secondo la parola di Mosè . E IL Signore parlò ad Aaronne , dicendo : Non ber vino , nè cervogia , nè tu , nè i tuoi figliuoli , quando avrete ad entrar nel Tabernacolo della convenenza ; acciocchè non muoiate . Sia questo uno statuto perpetuo per le vostre generazioni . E ciò per poter discernere tra la cosa santa e la profana ; e tra la cosa immonda e la monda ; e per insegnare a’ figliuoli d’ Israele tutti gli statuti che il Signore ha loro dati per Mosè . Poi Mosè parlò ad Aaronne , e a Eleazar , e a Itamar , suoi figliuoli , ch’ erano rimasti , dicendo : Pigliate l’ offerta di panatica ch’ è rimasta dell’ offerte fatte per fuoco al Signore , e mangiatela in pani azzimi appresso all’ Altare ; conciossiachè sia cosa santissima . Mangiatela adunque in luogo santo ; perciocchè è la parte ordinata per te , e per i tuoi figliuoli , delle offerte che si fanno per fuoco al Signore ; perciocchè così mi è stato comandato . Mangiate ancora il petto dell’ offerta dimenata , e la spalla dell’ offerta elevata , in luogo mondo , tu , e i tuoi figliuoli , e le tue figliuole , teco ; perciocchè quelle sono state date a te , ed ai tuoi figliuoli , per parte vostra de’ sacrificii da render grazie de’ figliuoli d’ Israele . Portino essi la spalla dell’ offerta elevata , e il petto dell’ offerta dimenata , insieme co’ grassi che si hanno da ardere , acciocchè quelle cose sieno dimenate davanti al Signore , per offerta dimenata ; e sieno di te , e de’ tuoi figliuoli teco , per istatuto perpetuo ; come il Signore ha comandato . Or Mosè cercò , e ricercò il becco del sacrificio per lo peccato ; ed ecco , egli era stato bruciato ; laonde si adirò gravemente contro ad Eleazar , e contro ad Itamar , figliuoli di Aaronne , ch’ erano rimasti , dicendo : Perchè non avete voi mangiato il sacrificio per lo peccato nel luogo santo ? conciossiachè sia cosa santissima , e che il Signore ve l’ abbia dato per portar l’ iniquità della raunanza , per far purgamento de’ peccati di essa , nel cospetto del Signore . Ecco , il sangue di esso non è stato portato dentro al Santuario ; per l’ innanzi adunque del tutto mangiatelo nel luogo santo , come io ho comandato . E Aaronne disse a Mosè : Ecco , essi hanno oggi offerto il loro sacrificio per lo peccato , e il loro olocausto , davanti al Signore ; e cotali cose mi sono avvenute ; se dunque io avessi oggi mangiato del sacrificio per lo peccato , sarebbe ciò piaciuto al Signore ? E , quando Mosè ebbe udito questo , fu contento . POI il Signore parlò a Mosè e ad Aaronne , dicendo loro : Parlate a’ figliuoli d’ Israele , dicendo : Questi son gli animali , de’ quali voi potrete mangiare , d’ infra tutte le bestie che son sopra la terra . D’ infra le bestie a quattro piedi , voi potrete mangiar di tutte quelle bestie che hanno il piè forcuto , e l’ unghia spartita in due , e che ruminano . Ma , fra quelle che hanno il piè forcuto , o che ruminano , non mangiate di queste : del cammello ; conciossiachè egli rumini , ma non abbia il piè forcuto ; siavi immondo ; nè del coniglio ; conciossiachè egli rumini , ma non abbia il piè forcuto ; siavi immondo ; nè della lepre ; conciossiachè ella rumini , ma non abbia il piè forcuto ; siavi immonda ; nè del porco ; conciossiachè egli abbia il piè forcuto , e spartito in due , ma non rumini ; siavi immondo . Non mangiate della carne loro , e non toccate le lor carogne ; sienvi immonde . Voi potrete mangiar di queste specie d’ infra tutti gli animali acquatici , cioè : di tutti quelli che hanno pennette , e scaglie , nell’ acque , così ne’ mari , come nei fiumi . Ma siavi in abbominazione tutto ciò che non ha pennette , nè scaglie , così ne’ mari , come ne’ fiumi , fra tutti i rettili acquatici , e fra tutti gli animali che vivono nelle acque . Sienvi adunque in abbominazione ; non mangiate della carne loro , e abbiate in abbominio le lor carogne . In somma , siavi cosa abbominevole ogni animale che nell’ acque non ha pennette , nè scaglie . E fra gli uccelli abbiate questi in abbominio ; non manginsi ; son cosa abbominevole : l’ aquila , il girifalco , l’ aquila marina ; ogni specie di nibbio e di avvoltoio ; ogni specie di corvo ; l’ ulula , la civetta , la folica , e ogni specie di sparviere ; il gufo , lo smergo , e l’ alocco ; il cigno , il pellicano , la pica ; la cicogna , e ogni specie di aghirone ; l’ upupa , e il vipistrello . Siavi parimente in abbominio ogni rettile che vola , e cammina a quattro piedi . Ma pur d’ infra tutti i rettili che volano , e camminano a quattro piedi , voi potrete mangiar di quelli che hanno garetti disopra a’ piedi , per saltar con essi in su la terra . Di tali potrete mangiar di questi ; d’ ogni specie di arbe , di ogni specie di soleam , d’ ogni specie di argol , e d’ ogni specie di agab . Ma siavi in abbominio ogni altro rettile che vola , ed ha quattro piedi . E per queste bestie voi vi renderete immondi ; chiunque toccherà il corpo morto loro , sarà immondo infino alla sera . E chiunque avrà portato del lor corpo morto lavi i suoi vestimenti , e sia immondo infino alla sera . Di tutte le bestie domestiche sienvi immonde tutte quelle che hanno l’ unghia fessa , ma non spartita in due , e che non ruminano ; chiunque avrà toccati tali animali , sia immondo . E di tutte le bestie che camminano a quattro piedi sienvi immonde tutte quelle che camminano sopra le lor branche ; chiunque avrà toccato il corpo morto di tali bestie , sia immondo infino alla sera . E chi avrà portato il lor corpo morto lavi i suoi vestimenti , e sia immondo infino alla sera ; quelle bestie vi sono immonde . E de’ rettili che van serpendo sopra la terra , sienvi immondi questi , cioè : ogni specie di donnola , e di topo , e di testuggine ; e il toporagno , e il cameleone , e la lucertola , e la tarantola , e la talpa . Fra tutti i rettili , sienvi questi immondi ; chiunque li avrà toccati , essendo morti , sia immondo infino alla sera . E qualunque cosa , sopra la quale sarà caduto alcuno di que’ rettili , essendo morto , sia immonda ; qualunque vasello di legno , o vestimento , o pelle , o sacco , o qualunque altro strumento , col quale si fa alcun servigio ; e però sia posto nell’ acqua , e sia immondo infino alla sera ; poi sia mondo . E se alcun di quei rettili sarà caduto dentro alcun testo , tutto quello che vi sarà dentro sia immondo , e spezzate il testo . Qualunque vivanda si mangia , sopra la quale si mette dell’ acqua , sia immonda ; e qualunque bevanda si beve , in qualche vaso ella si sia , sia immonda . E ogni cosa , sopra la quale caderà del corpo morto loro , sia immonda ; il forno , o il testo da cuocere , sia disfatto ; essi sono immondi ; però teneteli per immondi . Ma pur la fonte , o il pozzo d’ acqua raccolta , sia monda ; ma chi avrà tocco il corpo morto loro , sia immondo . Ma , se cade del corpo morto loro sopra qualunque semenza che si semina , sia quella semenza monda . Ma , se è stata messa dell’ acqua sopra la semenza , e vi cade sopra del corpo morto loro , siavi quella semenza immonda . E , quando alcuna di quelle bestie che vi son per cibo sarà morta da sè , chi avrà tocco il corpo morto di essa , sia immondo infino alla sera . E chi avrà mangiata della carne morta di essa lavi i suoi vestimenti , e sia immondo infino alla sera ; parimente , chi avrà portato il corpo morto di essa lavi i suoi vestimenti , e sia immondo infino alla sera . Ogni rettile che serpe sopra la terra sia immondo ; non mangisi . D’ infra tutti i rettili che serpono sopra la terra non mangiate niuno di quelli che camminano in sul petto , o sia che camminino a quattro piedi , o che abbiano più piedi ; perciocchè son cosa abbominevole . Non rendete abbominevoli le vostre persone per niun rettile che serpe ; e non vi contaminate con essi , onde siate immondi per essi . Perciocchè io sono il Signore Iddio vostro ; santificatevi adunque , e siate santi ; conciossiachè io sia santo ; e non contaminate le vostre persone con alcun rettile che serpe sopra la terra . Perciocchè io sono il Signore , che vi ho tratti fuor del paese di Egitto , acciocchè io vi sia Dio ; siate adunque santi ; imperocchè io son santo . Quest’ è la legge intorno alle bestie , e agli uccelli , e ad ogni animal vivente che guizza nelle acque , e ad ogni animale che serpe sopra la terra ; per discernere fra l’ immondo e il mondo ; e fra gli animali che si posson mangiare , e quelli che non si devono mangiare . IL Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Parla a’ figliuoli d’ Israele , dicendo : Quando una donna avrà fatto un figliuolo , e avrà partorito un maschio , sia immonda sette giorni ; sia immonda come al tempo che è separata per la sua immondizia . E , nell’ ottavo giorno , circoncidasi la carne del prepuzio del fanciullo . Poi stia quella donna trentatrè giorni a purificarsi del sangue ; non tocchi alcuna cosa sacra , e non venga al Santuario , finchè non sieno compiuti i giorni della sua purificazione . Ma , se partorisce una femmina , sia immonda lo spazio di due settimane , come al tempo ch’ ella è separata per la sua immondizia , poi stia sessantasei giorni a purificarsi del sangue . E , quando saranno compiuti i giorni della sua purificazione , per figliuolo , o per figliuola , porti al sacerdote , all’ entrata del Tabernacolo della convenenza , un agnello d’ un anno , per olocausto ; e un pippione , o una tortola , per sacrificio per lo peccato . E offerisca il sacerdote quelle cose davanti al Signore , e faccia il purgamento del peccato di essa ; ed ella sarà purificata del suo flusso di sangue . Questa è la legge della donna che partorisce maschio o femmina . E se pur non avrà il modo di fornire un agnello , pigli due tortole , o due pippioni , l’ uno per olocausto , l’ altro per sacrificio per lo peccato ; e faccia il sacerdote il purgamento del peccato di essa ; ed ella sarà purificata . IL Signore parlò ancora a Mosè e ad Aaronne , dicendo : Quando nella pelle della carne di alcuno vi sarà tumore , o rogna , o bolla , o tacca tralucente ; e ciò diventerà nella pelle della sua carne come piaga di lebbra ; sia colui condotto al Sacerdote Aaronne , ovvero ad uno de’ suoi figliuoli sacerdoti . E riguardi il sacerdote la piaga nella pelle della carne di esso ; e se il pelo della piaga ha mutato colore , ed è divenuto bianco , e la piaga apparisce più profonda della pelle della carne di esso , è piaga di lebbra ; perciò , dopo che il sacerdote l’ avrà riguardato , dichiarilo immondo . Ma , se è una tacca tralucente , e bianca , nella pelle della carne di esso , senza apparir più profonda della pelle , e senza che il suo pelo abbia mutato colore , nè sia divenuto bianco ; rinchiuda il sacerdote colui che avrà quella piaga , per sette giorni . E se , al settimo giorno , al sacerdote , riguardandolo , parrà che la piaga si sia arrestata , e non si sia allargata nella pelle , rinchiudalo di nuovo per sette giorni . Che se , al settimo giorno , il sacerdote , riguardandolo di nuovo , vede che la piaga si sia ristretta , e non si sia allargata nella pelle , dichiarilo netto ; è rogna ; e lavi colui i suoi vestimenti ; e sarà netto . Ma , se pur quella rogna si è allargata nella pelle , dopo che colui si sarà fatto riguardare al sacerdote , per esser dichiarato netto ; e sarà stato riguardato la seconda volta dal sacerdote ; e , riguardandolo il sacerdote , ecco , la rogna si è allargata nella pelle ; dichiari il sacerdote colui immondo ; è lebbra . Quando vi sarà in alcuno piaga di lebbra , sia condotto al sacerdote . E se , riguardandolo il sacerdote , ecco vi è alcun tumore bianco nella pelle , e il pelo di essa ha mutato colore , ed è divenuto bianco , e vi è qualche rimanente di carne viva nel tumore ; è lebbra invecchiata nella pelle della carne di colui ; perciò , dichiarilo il sacerdote immondo ; non rinchiudalo ; conciossiachè egli sia immondo . Ma , se la lebbra germoglia largamente nella pelle , e copre tutta la pelle di colui che avrà la piaga , dal capo ai piedi , dovunque il sacerdote potrà vedere con gli occhi ; allora , se , riguardandolo il sacerdote , ecco , la lebbra ha coperta tutta la pelle di esso , dichiarilo netto ; la piaga è tutta divenuta bianca ; egli è netto . Ma , al giorno che apparirà in lui alcuna carne viva , sia immondo . E il sacerdote , avendo veduta la carne viva , dichiarilo immondo ; la carne viva è immonda ; è lebbra . Che se la carne viva si muta di nuovo , e diviene bianca , venga colui al sacerdote . E se , riguardandolo il sacerdote , ecco , la piaga ha mutato colore , ed è divenuta bianca , dichiari netto colui che avrà la piaga ; egli è netto . Quando vi sarà stato nella pelle della carne di alcuno ulcera , la qual sia guarita ; e poi , nel luogo dell’ ulcera nascerà tumor bianco , o tacca tralucente , bianca , rosseggiante ; sia mostrato al sacerdote . E se , riguardandolo il sacerdote , ecco , quella apparisce più bassa che la pelle , e il pelo di essa ha mutato colore , ed è divenuto bianco ; dichiari colui immondo ; è piaga di lebbra , la quale è germogliata nell’ ulcera . Ma se , riguardandolo il sacerdote , ecco , non vi è alcun pelo bianco , ed ella non è più bassa che la pelle , ed ella s’ è ristretta ; rinchiudalo il sacerdote per sette giorni . Ma , se pur quella si è allargata nella pelle , dichiarilo il sacerdote immondo ; è piaga di lebbra . Ma , se la tacca tralucente si è arrestata nel suo luogo , e non si è allargata ; è la crosta dell’ ulcera ; perciò , dichiarilo il sacerdote netto . Parimente , quando nella pelle della carne di alcuno vi sarà arsura di fuoco , e in quella parte guarita dell’ arsura vi sarà tacca tralucente , bianca , rosseggiante , o sol bianca ; e , riguardandola il sacerdote , ecco , il pelo nella tacca ha mutato colore , ed è divenuto bianco , ed essa apparisce più profonda che la pelle ; è lebbra ch’ è germogliata nell’ arsura ; perciò , dichiari il sacerdote colui immondo ; è piaga di lebbra . Ma se , riguardandola il sacerdote , ecco , non vi è alcun pelo bianco nella tacca , ed ella non è punto più bassa che la pelle , e si è ristretta ; rinchiuda il sacerdote colui per sette giorni . Ma se pure , riguardando il sacerdote quella tacca al settimo giorno , ella si è allargata nella pelle ; dichiari il sacerdote colui immondo ; è piaga di lebbra . Ma , se la tacca si è arrestata nel suo luogo , e non si è allargata nella pelle , anzi si è ristretta ; è una sobbollitura di arsura ; perciò , dichiarilo il sacerdote netto ; conciossiachè sia crosta di arsura . E se un uomo , o una donna , ha alcuna piaga , nel capo , o nella barba ; e , riguardando il sacerdote la piaga , ecco , ella apparisce più profonda che la pelle ; e vi è in essa alcun pelo giallo sottile ; dichiari il sacerdote colui immondo ; è tigna , è lebbra di capo , o di barba . Ma se , riguardando il sacerdote quella piaga della tigna , ecco , ella non apparisce più profonda che la pelle , ma non vi è alcun pelo bruno ; rinchiuda il sacerdote colui che avrà la piaga della tigna , per sette giorni . E se , riguardando il sacerdote quella piaga al settimo giorno , ecco la tigna non si è allargata , e non vi è nato alcun pelo giallo , e la tigna non apparisce più profonda che la pelle ; radasi colui , ma non rada la tigna ; poi rinchiudalo il sacerdote di nuovo per sette giorni . E se , riguardando il sacerdote la tigna al settimo giorno , ecco , la tigna non si è allargata nella pelle , e non apparisce punto più profonda della pelle ; dichiari il sacerdote colui netto ; e lavi egli i suoi vestimenti , e sarà netto . Ma se pure , dopo che sarà stato dichiarato netto , la tigna si allarga nella sua pelle ; e , riguardandolo il sacerdote , ecco , la tigna si è allargata nella pelle : non cerchi il sacerdote del pelo giallo ; colui è immondo . Ma , se gli pare che la tigna si sia arrestata , e il pelo bruno vi è nato , la tigna è guarita ; colui è netto ; dichiarilo adunque il sacerdote netto . E se un uomo , o una donna , ha alcune tacche tralucenti , bianche , nella pelle della sua carne ; e , riguardandolo il sacerdote , ecco , nella pelle della lor carne vi sono delle tacche bianche , tralucenti , raggrinzate ; son broffole , che son germogliate nella pelle ; quella persona è netta . E se il capo di alcuno è tutto senza peli , egli è calvo ; è netto . E s’ egli ha la testa pelata dalla parte della faccia , egli è calvo dalla fronte ; è netto . Ma , se nel capo tutto senza peli , o calvo dalla fronte , v’ è piaga bianca rosseggiante , è lebbra , che germoglia nel capo tutto senza peli , o calvo dalla fronte . Se adunque , riguardandolo il sacerdote , ecco un tumore di piaga bianca rosseggiante nel capo , tutto senza peli , o calvo dalla fronte , simile in vista alla lebbra della pelle della carne ; colui è lebbroso ; egli è immondo ; del tutto dichiarilo il sacerdote immondo ; egli ha la sua piaga nel capo . Or abbia il lebbroso , in cui sarà piaga di lebbra , i vestimenti sdruciti , e il capo scoperto , e velisi il labbro disopra ; e vada gridando : L’ immondo ! l’ immondo ! Sia immondo tutto il tempo che quella piaga sarà in lui ; egli è immondo ; dimori in disparte , sia la sua stanza fuor del campo . E se vi è piaga di lebbra in alcun vestimento di lana o di lino ; ovvero in istame , o in trama di lino , o di lana , o in pelle ; ovvero in qualunque lavorio di pelle ; ed essa piaga è verdeggiante , o rosseggiante , nel vestimento , o nella pelle , o nello stame , o nella trama , o in qualunque cosa fatta di pelle ; è piaga di lebbra ; sia adunque mostrata al sacerdote . E il sacerdote , dopo averla riguardata , rinchiuda quello in che sarà la piaga , per sette giorni . E se , al settimo giorno , egli vede che la piaga si sia allargata nel vestimento , o nello stame , o nella trama , o nella pelle , in qualunque lavorio s’ adoperi pelle ; quella piaga è lebbra rodente ; quella cosa è immonda . Perciò , faccia bruciar quel vestimento , o quello stame , o quella trama , di lana , o di lino , ovvero qualunque cosa fatta di pelle nella quale sia quella piaga ; conciossiachè sia lebbra rodente ; brucisi col fuoco . Ma se , riguardandola il sacerdote , ecco , la piaga non si è allargata nel vestimento , nello stame , nella trama , ovvero in qualunque cosa fatta di pelle ; comandi che si lavi ciò in che sarà la piaga ; e rinchiudalo il sacerdote per sette altri giorni . Ma se , dopo che ciò in che sarà la piaga sarà stato lavato ; e , riguardandolo il sacerdote , ecco , la piaga non ha mutato colore , benchè non si sia allargata ; quella cosa è immonda ; brucisi col fuoco ; è una rosura che fa cava , o nel diritto , o nel rovescio di quella cosa . Ma se , riguardandola il sacerdote , ecco , la piaga si è arrestata , dopo essere stata lavata , stracci quella parte , dove sarà la piaga , dal vestimento , o dalla pelle , o dallo stame , o dalla trama . E se apparisce ancora nel vestimento , o nello stame , o nella trama , ovvero in qualunque cosa fatta di pelle ; è lebbra germogliante ; bruciate col fuoco ciò in che sarà la piaga . Ma il vestimento , o lo stame , o la trama , o qualunque cosa fatta di pelle , dalla quale , dopo che tu l’ avrai lavata , la piaga sarà dipartita , lavisi di nuovo ; e sarà netta . Quest’ è la legge della piaga della lebbra nel vestimento di lana , o di lino , o nello stame , o nella trama , o in qualunque cosa fatta di pelle ; per dichiararla o netta , o immonda . IL Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Quest’ è la legge intorno al lebbroso , nel giorno della sua purificazione : Sia menato al sacerdote . Ed esca il sacerdote fuor del campo ; e se , avendo riguardato colui , ecco , la piaga della lebbra è guarita nel lebbroso ; comandi che si prendano , per colui che si purificherà , due uccelletti vivi , mondi , e del legno di cedro , e dello scarlatto , e dell’ isopo . Poi comandi il sacerdote , che si scanni l’ uno degli uccelletti , versandone il sangue dentro un testo , sopra dell’ acqua viva . Ed egli stesso prenda l’ uccelletto vivo , e il legno di cedro , e lo scarlatto , e l’ isopo ; e intinga quelle cose , insieme con l’ uccelletto vivo , nel sangue dell’ uccelletto scannato sopra l’ acqua viva . E spruzzine sette volte colui che si purifica della lebbra ; e , dopo averlo così purificato , lascine andar libero l’ uccelletto vivo , su per li campi . E colui che si purifica lavi i suoi vestimenti , e radasi tutti i peli , e lavisi con acqua ; e sarà netto ; poi potrà entrar nel campo ; ma dimori sette giorni fuor del suo padiglione . E al settimo giorno radasi tutti i peli , il capo , e la barba , e le ciglia degli occhi ; in somma , radasi tutti i peli , e lavi i suoi vestimenti ; lavisi parimente con acqua le carni ; e sarà netto . E l’ ottavo giorno appresso , prenda due agnelli senza difetto , e un’ agnella d’ un anno , senza difetto , e tre decimi di fior di farina stemperata con olio , per offerta di panatica , e un log d’ olio . E presenti il sacerdote , che farà la purificazione , colui che si purificherà , insieme con quelle cose , davanti al Signore , all’ entrata del Tabernacolo della convenenza . Poi prenda il sacerdote l’ uno degli agnelli , e offeriscalo per la colpa ; insieme col log dell’ olio ; e dimeni quelle cose per offerta davanti al Signore . Poi scanni l’ agnello nel luogo dove si scannano i sacrificii per lo peccato , e gli olocausti , in luogo santo ; perciocchè , come il sacrificio per lo peccato appartiene al sacerdote , così ancora gli appartiene il sacrificio per la colpa ; è cosa santissima . E prenda il sacerdote del sangue del sacrificio per la colpa , e mettalo in sul tenerume dell’ orecchia destra di colui che si purificherà , e in sul dito grosso della sua man destra , e in sul dito grosso del suo piè destro . Poi prenda il sacerdote dell’ olio di quel log , e versine sopra la palma della sua man sinistra . E intinga il dito della sua man destra , in quell’ olio che sarà sopra la palma della sua man sinistra ; e col dito spruzzi di quell’ olio sette volte nel cospetto del Signore . E del rimanente dell’ olio , ch’ egli avrà in su la palma della mano , mettane in sul tenerume dell’ orechhia destra di colui che si purificherà ; e in sul dito grosso della sua man destra e in sul dito grosso del suo piè destro , sopra il sangue del sacrificio per la colpa . E metta il sacerdote il rimasto dell’ olio , ch’ egli avrà in mano , in sul capo di colui che si purificherà . E così faccia il sacerdote il purgamento per lui , davanti al Signore . Poi offerisca il sacerdote il sacrificio per lo peccato ; e faccia il purgamento per colui che si purificherà della sua immondizia ; e poi appresso scanni l’ olocausto . E offerisca l’ olocausto , insieme con l’ offerta di panatica , sopra l’ Altare . Così faccia il sacerdote purgamento per colui , ed egli sarà netto . Ma , se colui è povero , e non può fornire quelle cose , prenda un agnello per sacrificio per la colpa , per essere offerto in offerta dimenata , per far purgamento per lui ; e un decimo di fior di farina intrisa con olio , per offerta di panatica , e un log d’ olio ; e due tortole , o due pippioni , secondo ch’ egli potrà fornire ; de’ quali l’ uno sarà per sacrificio per lo peccato , e l’ altro per olocausto . E porti quelle cose al sacerdote , all’ entrata del Tabernacolo della convenenza , davanti al Signore , l’ ottavo giorno appresso la sua purificazione . E prenda il sacerdote l’ agnello per sacrificio per la colpa , e il log d’ olio ; e dimenti quelle cose davanti al Signore , in offerta dimenata . Poi scanni l’ agnello del sacrificio per la colpa , e prenda del sangue di esso , e mettalo in sul tenerume dell’ orecchia destra di colui che si purificherà , e in sul dito grosso della sua man destra , e in sul dito grosso del suo piè destro . Poi versi di quell’ olio in su la palma della sua man sinistra . E col dito della sua man destra spruzzi il sacerdote di quell’ olio , che egli avrà nella sua man sinistra , sette volte davanti al Signore . Poi metta di quell’ olio , ch’ egli avrà sopra la palma della sua mano , in sul tenerume dell’ orecchia destra di colui che si purificherà , e in sul dito grosso della sua man destra , e in sul dito grosso del suo piè destro , sopra il luogo dove sarà stato posto il sangue del sacrificio per la colpa . Poi metta il sacerdote il rimanente di quell’ olio , ch’ egli avrà sopra la palma della sua mano , in sul capo di colui che si purificherà , per far purgamento per lui nel cospetto del Signore . Poi sacrifichi l’ una di quelle tortole , o l’ uno di que’ pippioni , secondo che colui avrà potuto fornire . Di quello ch’ egli avrà potuto fornire , o tortole o pippioni , siane uno per sacrificio per lo peccato , e l’ altro per olocausto , insieme con l’ offerta di panatica . E così il sacerdote faccia il purgamento davanti al Signore per colui che si purificherà . Quest’ è la legge intorno a colui , in cui sarà stata piaga di lebbra , il quale non potrà fornire le cose suddette per la sua purificazione . IL Signore parlò , oltre a ciò , a Mosè e ad Aaronne , dicendo : Quando voi sarete entrati nel paese di Canaan , il quale io vi do per possessione , se io mando piaga di lebbra in alcuna casa del paese della vostra possessione ; venga colui di cui sarà la casa , e significhilo al sacerdote , dicendo : Egli appare come una piaga di lebbra nella mia casa . Allora comandi il sacerdote che si sgomberi la casa , avanti ch’ egli vi entri per riguardar la piaga , acciocchè non sia immondo tutto ciò che sarà in quella casa ; dopo questo , entrivi il sacerdote , per riguardar la casa . E se , avendo riguardata la piaga , vedrà che vi sia piaga nelle pareti della casa , fossatelle verdeggianti , o rosseggianti , che appariscano più basse della parete ; escasene il sacerdote fuor della casa , all’ uscio di essa , e serri la casa per sette giorni . E il settimo giorno appresso , tornivi il sacerdote ; e se , riguardandola , ecco , la piaga si è allargata per le pareti della casa ; comandi che si cavino le pietre , nelle quali sarà la piaga , e che si gittino fuor della città in luogo immondo . E faccia rader lo smalto della casa di dentro d’ ogni intorno , e versisi la polvere dello smalto che si sarà raso , fuor della città , in luogo immondo . Poi prendansi dell’ altre pietre , e ficchinsi in luogo di quelle ; prendasi ancora dell’ altro smalto , e smaltisene la casa . Ma , se la piaga torna a germogliar nella casa , dopo che ne saranno state cavate le pietre , e dopo che la casa sarà stata rasa , e di nuovo smaltata ; e il sacerdote , entrandovi , e riguardando , ecco , la piaga si è allargata nella casa ; è lebbra rodente nella casa ; la casa è immonda . Perciò disfacciasi quella casa , le sue pietre , e il suo legname , e tutto lo smalto di essa ; e portinsi quelle cose fuor della città , in luogo immondo . E chi sarà entrato in quella casa , in tutti i giorni ch’ ella sarà serrata , sia immondo infino alla sera . E chi sarà giaciuto in quelle casa , lavi i suoi vestimenti ; parimente , chi avrà mangiato in essa , lavi i suoi vestimenti . Ma se pure , essendovi entrato il sacerdote , e avendo riguardato , ecco , la piaga non si è allargata nella casa , dopo che è stata smaltata ; dichiari quella casa netta ; conciossiachè la piaga sia guarita . Poi prenda , per purificar la casa , due uccelletti , e del legno di cedro , e dello scarlatto , e dell’ isopo . E scanni l’ uno degli uccelletti ; versandone il sangue dentro un testo , sopra dell’ acqua viva . Poi prenda il legno di cedro e l’ isopo , e lo scarlatto , e l’ uccelletto vivo , e intinga quelle cose nel sangue dell’ uccelletto scannato , e nell’ acqua viva ; e spruzzi la casa sette volte . E così purifichi la casa col sangue dell’ uccelletto , e con l’ acqua viva , e con l’ uccelletto vivo , e col legno di cedro , e con l’ isopo , e con lo scarlatto ; poi lascine andar libero l’ uccelletto vivo , fuor della città , su per li campi ; e così faccia il purgamento per la casa ; ed ella sarà netta . Quest’ è la legge intorno a qualunque piaga di lebbra , o tigna ; e intorno alla lebbra di vestimento o di casa ; e intorno a tumore , o bolla , o tacca tralucente ; per insegnare in qual giorno alcuna cosa è immonda , e in quale è netta . Quest’ è la legge intorno alla lebbra . IL Signore parlò ancora a Mosè e ad Aaronne , dicendo : Parlate ai figliuoli d’ Israele , e dite loro : Quando ad alcuno colerà la carne , egli è immondo per la sua colagione . E questa sarà la sua immondizia , per la sua colagione ; o sia che la sua carne coli a guisa di bava , o che la sua carne rattenga la sua colagione ; ciò è la sua immondizia . Sia immondo ogni letto , sopra il quale sarà giaciuto colui che avrà la colagione ; sieno parimente immonde tutte le masserizie , sopra le quali egli sarà seduto . E colui che avrà tocco il letto di esso , lavi i suoi vestimenti , e sè stesso , con acqua ; e sia immondo infino alla sera . Parimente , chi sarà seduto sopra alcuna delle masserizie , sopra la quale sia seduto colui che avrà la colagione , lavi i suoi vestimenti , e sè stesso , con acqua ; e sia immondo infino alla sera . Simigliantemente , chi avrà tocca la carne di colui che avrà la colagione , lavi i suoi vestimenti , e sè stesso , con acqua ; e sia immondo infino alla sera . E se colui che avrà la colagione sputa sopra alcuna persona netta , lavi quella persona i suoi vestimenti , e sè stessa , con acqua ; e sia immonda infino alla sera . Sia parimente immonda ogni sella , sopra la quale colui che avrà la colagione sarà cavalcato . E chiunque avrà tocca cosa alcuna che sia stata sotto di lui , sia immondo infino alla sera ; e chi porterà cotali cose , lavi i suoi vestimenti , e sè stesso , con acqua ; e sia immondo infino alla sera . E chiunque sarà stato tocco da colui che avrà la colagione , senza ch’ egli abbia prima tuffate le mani nell’ acqua ; lavi i suoi vestimenti , e sè stesso , con acqua ; e sia immondo infino alla sera . E sia spezzato il testo , il quale colui che avrà la colagione avrà tocco ; e ogni vasello di legno sia tuffato nell’ acqua . E quando colui che avrà la colagione si purificherà della sua colagione contisi sette giorni per la sua purificazione , e lavi i suoi vestimenti ; lavisi parimente le carni con acqua viva ; e sarà netto . E l’ ottavo giorno , prendasi due tortole , o due pippioni , e venga davanti al Signore , all’ entrata del Tabernacolo della convenenza ; e rechi quelli al sacerdote . E offeriscali il sacerdote , l’ uno in sacrificio per lo peccato , e l’ altro in olocausto ; e così faccia il sacerdote , davanti al Signore , il purgamento per lui della sua colagione . E quando di alcuno sarà uscito seme genitale , lavisi egli con acqua tutte le carni ; e sia immondo infino alla sera . Sia eziandio lavata con acqua ogni vesta , e ogni pelle , sopra la quale sarà seme genitale ; e sia immonda infino alla sera . E se un uomo , che abbia la colagione , giace carnalmente con una donna ; lavinsi amendue con acqua , e sieno immondi infino alla sera . E quando la donna avrà il suo flusso , quando le colerà sangue dalla sua carne , dimori separata sette giorni ; e chiunque la toccherà sia immondo infino alla sera . E ogni cosa , sopra la quale ella si sarà giaciuta , mentre sarà separata , sia immonda ; sia parimente immonda ogni cosa , sopra la quale si sarà seduta . E chiunque avrà toccato il letto di essa , lavi i suoi vestimenti , e sè stesso , con acqua ; e sia immondo infino alla sera . Parimente , chiunque avrà tocca alcuna delle masserizie , sopra la quale ella si sarà seduta , lavi i suoi vestimenti , e sè stesso , con acqua ; e sia immondo infino alla sera . Anzi , se alcuna cosa è sopra il letto o sopra alcun arnese , sopra il quale ella sia seduta , quando alcuno toccherà quella cosa , sia immondo infino alla sera . E se pure alcuno giace con lei talchè abbia addosso della di lei immondizia , sia immondo sette giorni ; e sia immondo ogni letto , sopra il quale egli sarà giaciuto . Parimente , quando la donna avrà il flusso del sangue più dì , fuor del tempo de’ suoi corsi ; ovvero , quando avrà esso flusso oltre al tempo di essi ; sia immonda tutto il tempo del flusso della sua immondizia , come al tempo de’ suoi corsi . Siale ogni letto , sopra il quale sarà giaciuta in tutto il tempo del suo flusso , come il letto , sopra il quale giacerà avendo i suoi corsi ; sieno parimente tutte le masserizie , sopra le quali ella si sederà , immonde , per l’ immondizia de’ suoi corsi . E chiunque avrà tocche quelle cose sia immondo ; e lavi i suoi vestimenti , e sè stesso , con acqua ; e sia immondo infino alla sera . E , quando sarà netta del suo flusso , contisi sette giorni ; e poi sarà netta . E l’ ottavo giorno prendasi due tortole , o due pippioni ; e portili al sacerdote , all’ entrata del Tabernacolo della convenenza . E offeriscane il sacerdote uno in sacrificio per lo peccato , e l’ altro in olocausto ; e così faccia il sacerdote il purgamento per lei del flusso della sua immondizia , nel cospetto del Signore . Così fate che i figliuoli d’ Israele si guardino della loro immondizia ; acciocchè non muoiano per la loro immondizia , contaminando il mio Tabernacolo , ch’ è nel mezzo di loro . Quest’ è la legge intorno a colui del quale esce seme genitale , onde è renduto immondo ; e intorno alla donna che ha l’ infermità della sua immondizia ; e intorno a chiunque ha flusso , maschio , o femmina ; e intorno all’ uomo che sarà giaciuto con donna immonda . E IL Signore parlò a Mosè , dopo che i due figliuoli di Aaronne furon morti , quando , essendosi appressati davanti al Signore , morirono . Il Signore adunque disse a Mosè : Parla ad Aaronne , tuo fratello , che non entri in ogni tempo nel Santuario , dentro della Cortina , davanti al Coperchio , ch’ è in su l’ Arca , acciocchè non muoia ; conciossiachè io apparisca nella nuvola , in sul Coperchio . Entri Aaronne nel Santuario con questo , cioè : con un giovenco per sacrificio per lo peccato , e un montone per olocausto ; vestasi la sacra Tonica di lino ; e abbia in su la sua carne le mutande line ; e sia cinto con la Cintura di lino ; e ravvolgasi intorno al capo la Benda di lino ; quelli sono i sacri vestimenti ; vestali dunque , dopo essersi lavate le carni con acqua . E prenda dalla raunanza de’ figliuoli d’ Israele , due becchi per sacrificio per lo peccato , e un montone per olocausto . E offerisca Aaronne il giovenco del sacrificio per lo peccato , ch’ è per lui ; e faccia purgamento per sè , e per la sua casa . Appresso , prenda due becchi , e presentili nel cospetto del Signore , all’ entrata del Tabernacolo della convenenza . E tragga Aaronne le sorti sopra que’ due becchi ; una sorte per lo Signore , e un’ altra per Azazel . E offerisca Aaronne il becco , sopra il quale sarà caduta la sorte per lo Signore ; e sacrifichilo per lo peccato . Ma il becco , sopra il quale sarà caduta la sorte per Azazel , sia presentato vivo davanti al Signore , per far purgamento con esso , per mandarlo nel deserto , come per Azazel . Offerisca adunque Aaronne il giovenco del sacrificio per lo peccato ch’ è per lui , e faccia purgamento per sè , e per la sua casa . E dopo ch’ egli avrà scannato il giovenco del suo sacrificio per lo peccato , ch’ è per lui ; prenda pieno il turibolo di brace accese d’ in su l’ Altare , d’ innanzi al Signore ; e due menate piene del profumo degli aromati polverizzato ; e rechilo dentro della Cortina . E metta il profumo sopra il fuoco , davanti al Signore ; e copra il vapore del profumo il Coperchio , ch’ è sopra la Testimonianza ; che talora egli non muoia . Poi prenda del sangue del giovenco , e spruzzine col dito la parte anteriore del Coperchio , verso oriente ; spruzzi parimente col dito di quel sangue , sette volte davanti al Coperchio . Scanni ancora il becco del sacrificio per lo peccato , ch’ è per lo popolo , e portine il sangue dentro della Cortina ; e faccia del sangue di esso come avrà fatto del sangue del giovenco ; e spruzzine sopra il Coperchio , e davanti al Coperchio . E così purifichi il Santuario , purificandolo dell’ immondizie dei figliuoli d’ Israele , e de’ loro misfatti , secondo tutti i lor peccati ; faccia ancora il simigliante al Tabernacolo della convenenza , il quale è stanziato appresso loro , per le loro immondizie . E non siavi alcun uomo nel Tabernacolo della convenenza , quando esso entrerà nel Santuario , per farvi purgamento , finchè non sia uscito . E , dopo ch’ egli avrà fatto il purgamento per sè , per la sua casa , e per tutta la raunanza d’ Israele ; esca verso l’ Altare , ch’ è davanti al Signore , e faccia purgamento per esso ; e prenda del sangue del giovenco , e del sangue del becco , e mettalo in su le corna dell’ Altare , attorno attorno . E col dito spruzzi di quel sangue sette volte sopra l’ Altare ; e così purifichilo , e santifichilo , dell’ immondizie de’ figliuoli d’ Israele . E , dopo ch’ egli avrà compiuto di fare il purgamento del Santuario , e del Tabernacolo della convenenza , e dell’ Altare , offerisca il becco vivo . E posi Aaronne le sue due mani sopra il capo del becco vivo , e faccia sopra esso confessione di tutte le iniquità de’ figliuoli d’ Israele , e di tutti i misfatti loro , secondo tutti i lor peccati ; e metta quelli sopra il capo di quel becco , e mandinelo nel deserto per mano di un uomo apposta . E quel becco porterà sopra sè tutte le loro iniquità , in terra solitaria ; e lascilo colui andar per lo deserto . Appresso entri Aaronne nel Tabernacolo della convenenza , e spoglisi i vestimenti lini , i quali egli si avea vestiti entrando nel Santuario ; e ripongali quivi . Poi lavisi le carni con acqua , in luogo santo , e rivesta i suoi vestimenti ; poi esca e sacrifichi il suo olocausto , e l’ olocausto del popolo ; e faccia purgamento per sè , e per lo popolo . E bruci il grasso del sacrificio per lo peccato sopra l’ Altare . E lavi colui che avrà menato via il becco per Azazel i suoi vestimenti , e le sue carni , con acqua ; poi ritorni nel campo . Ma portisi fuor del campo il giovenco del sacrificio per lo peccato , e il becco del sacrificio per lo peccato , il cui sangue sarà stato portato dentro al Santuario , per farvi purgamento ; e brucisi la lor pelle , e la lor carne , e il loro sterco , col fuoco . E lavi colui che li avrà bruciati i suoi vestimenti , e le sue carni , con acqua ; e poi vengasene nel campo . E siavi questo per istatuto perpetuo . Nel settimo mese , nel decimo giorno del mese , affliggete l’ anime vostre ; e non fate lavoro alcuno , nè colui ch’ è natio del paese , nè il forestiere che dimora fra voi . Perciocchè in quel dì si farà purgamento per voi , per purificarvi ; voi sarete purificati di tutti i vostri peccati nel cospetto del Signore . Siavi quel giorno riposo di Sabato ; e affliggete in esso l’ anime vostre , per istatuto perpetuo . E il Sacerdote , che sarà stato unto , e consacrato , per esercitare il sacerdozio , in luogo di suo padre , faccia il purgamento , essendo vestito de’ vestimenti lini , de’ vestimenti sacri . E faccia il purgamento per lo santo Santuario , e per lo Tabernacolo della convenenza , e per l’ Altare ; faccia parimente il purgamento per li sacerdoti , e per tutto il popolo della raunanza . E siavi questo per istatuto perpetuo , per far purgamento per i figliuoli d’ Israele , di tutti i lor peccati , una volta l’ anno . E si fece come il Signore avea comandato a Mosè . IL Signore parlò , oltre a ciò , a Mosè , dicendo : Parla ad Aaronne e a’ suoi figliuoli , e a tutti i figliuoli d’ Israele , e di’ loro : Quest’ è quello che il Signore ha comandato , dicendo : Se alcuno della casa d’ Israele scanna bue , o agnello , o capra , dentro del campo ; o anche se lo scanna fuor del campo , e non l’ adduce all’ entrata del Tabernacolo della convenenza , per offerirne l’ offerta al Signore , davanti al Tabernacolo del Signore ; ciò sia imputato a colui in ispargimento di sangue ; egli ha sparso sangue , e però sia riciso d’ infra il suo popolo . Acciocchè i figliuoli d’ Israele adducano i lor sacrificii , i quali essi sacrificano per li campi , e li presentino al Signore all’ entrata del Tabernacolo della convenenza , dandoli al sacerdote ; e li sacrifichino al Signore , per sacrificii da render grazie ; e acciocchè il sacerdote spanda il sangue di essi sacrificii sopra l’ Altare del Signore , all’ entrata del Tabernacolo della convenenza ; e faccia bruciare il grasso in soave odore al Signore ; e non sacrifichino più i lor sacrificii a’ demoni , dietro ai quali sogliono andar fornicando . Questo sia loro uno statuto perpetuo per le lor generazioni . Di’ loro ancora : Se alcuno della casa d’ Israele , o de’ forestieri che dimoreranno fra voi , offerisce olocausto , o sacrificio ; e non l’ adduce all’ entrata del Tabernacolo della convenenza , per sacrificarlo al Signore ; sia quell’ uomo riciso da’ suoi popoli . E SE alcuno della casa d’ Israele , o de’ forestieri che dimoreranno fra loro , mangia alcun sangue , io metterò la mia faccia contro a quella persona che avrà mangiato il sangue ; e la sterminerò d’ infra il suo popolo . Perciocchè la vita della carne è nel sangue ; e però vi ho ordinato che sia posto sopra l’ Altare , per far purgamento per l’ anime vostre ; conciossiachè il sangue sia quello con che si fa il purgamento per la persona . Perciò ho detto a’ figliuoli di Israele : Niuno di voi mangi sangue ; il forestiere stesso , che dimora fra voi , non mangi sangue . E anche , se alcuno dei figliuoli d’ Israele , o de’ forestieri che dimoreranno fra loro , prende a caccia alcuna fiera , o uccello , che si può mangiare , spandane il sangue , e copralo di polvere . Perciocchè esso è la vita di ogni carne ; il sangue le è in luogo di anima ; e però ho detto a’ figliuoli d’ Israele : Non mangiate sangue di alcuna carne ; perciocchè il sangue è la vita di ogni carne ; chiunque ne mangerà sia sterminato . E qualunque persona avrà mangiata carne di bestia morta da sè , o lacerata dalle fiere , natio , o forestiere , ch’ egli sia , lavi i suoi vestimenti , e sè stesso , con acqua ; e sia immondo infino alla sera : poi sia netto . E , se non lava i suoi vestimenti , e le sue carni , egli porterà la sua iniquità . IL Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Parla a’ figliuoli d’ Israele , e di’ loro : Io sono il Signore Iddio vostro . Non fate secondo l’ opere del paese di Egitto , nel quale siete dimorati ; non fate altresì secondo l’ opere del paese di Canaan , dove io vi conduco ; e non procedete secondo i lor costumi . Mettete in opera le mie leggi , e osservate i miei statuti , per camminare in essi . Io sono il Signore Iddio vostro . Osservate , dico , i miei statuti , e le mie leggi ; le quali chiunque metterà in opera viverà per esse . Io sono il Signore . Niuno si accosti ad alcuna sua carnal parente , per iscoprire le sue vergogne . Io sono il Signore . Non iscoprir le vergogne di tuo padre , nè le vergogne di tua madre : ell’ è tua madre ; non iscoprir le sue vergogne . Non iscoprir le vergogne della moglie di tuo padre ; esse son le vergogne di tuo padre . Non iscoprir le vergogne di tua sorella , figliuola di tuo padre , o figliuola di tua madre , generata in casa , o generata fuori . Non iscoprir le vergogne della figliuola del tuo figliuolo , o della figliuola della tua figliuola ; conciossiachè esse sieno le tue vergogne proprie . Non iscoprir le vergogne della figliuola della moglie di tuo padre , generata da tuo padre . Ell’ è tua sorella . Non iscoprir le vergogne della sorella di tuo padre . Ell’ è la carne di tuo padre . Non iscoprir le vergogne della sorella di tua madre ; perciocchè ell’ è la carne di tua madre . Non iscoprir le vergogne del fratello di tuo padre ; non accostarti alla sua moglie ; ell’ è tua zia . Non iscoprir le vergogne della tua nuora ; ell’ è moglie del tuo figliuolo ; non iscoprir le sue vergogne . Non iscoprir le vergogne della moglie del tuo fratello ; esse son le vergogne del tuo fratello . Non iscoprir le vergogne di una donna , e della sua figliuola insieme ; non prender la figliuola del suo figliuolo , nè la figliuola della sua figliuola , per iscoprir le lor vergogne ; esse sono una medesima carne ; ciò è una scelleratezza . Non prendere eziandio una donna , insieme con la sua sorella ; per esser la sua rivale , scoprendo le vergogne della sua sorella , insieme con lei , in vita sua . E non accostarti a donna , mentre è appartata per la sua immondizia , per iscoprir le sue vergogne . E non giacer carnalmente con la moglie del tuo prossimo , contaminandoti con essa . E non dar della tua progenie , per farla passar per lo fuoco a Molec ; e non profanare il nome dell’ Iddio tuo . Io sono il Signore . Non giacer carnalmente con maschio ; ciò è cosa abbominevole . Parimente , non congiungerti carnalmente con alcuna bestia , per contaminarti con essa ; e non presentisi la donna ad alcuna bestia , per farsi coprire ; ciò è confusione . Non vi contaminate in alcuna di queste cose ; conciossiachè le genti , che io scaccio dal vostro cospetto , si sieno contaminate in tutte queste cose . E il paese è stato contaminato ; onde io visito sopra esso la sua iniquità , e il paese vomita fuori i suoi abitatori . Ma voi , osservate i miei statuti , e le mie leggi ; e non fate alcuna di queste cose abbominevoli , nè il natio del paese , nè il forestiere che dimora fra voi ; conciossiachè gli uomini di quel paese , che sono stati innanzi a voi , abbiano fatte tutte queste cose abbominevoli ; laonde il paese è stato contaminato ; acciocchè il paese non vi vomiti fuori , se voi lo contaminerete ; come avrà vomitata fuori la gente ch’ era innanzi a voi . Perciocchè , se alcuno fa alcuna di queste cose abbominevoli , le persone che avranno ciò fatto saranno sterminate d’ infra il lor popolo . Osservate adunque ciò che io comando che si osservi , per non operare secondo alcuno di que’ costumi abbominevoli , che sono stati usati innanzi a voi ; e non vi contaminate in essi . Io sono il Signore Iddio vostro . IL Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Parla a tutta la raunanza de’ figliuoli d’ Israele , e di’ loro : Siate santi ; perciocchè io , il Signore Iddio vostro , son santo . Porti ciascuno riverenza a sua madre , e a suo padre ; e osservate i miei Sabati . Io sono il Signore Iddio vostro . Non vi rivolgete agl’ idoli , e non vi fate dii di getto . Io sono il Signore Iddio vostro . E quando voi sacrificherete al Signore sacrificio da render grazie , sacrificatelo in maniera ch’ egli sia gradito per voi . Mangisi il giorno stesso che voi l’ avrete sacrificato , e il giorno seguente ; ma ciò che ne sarà avanzato fino al terzo giorno sia bruciato col fuoco . E se pur se ne mangerà il terzo giorno , sarà fracidume ; non sarà gradito . E chiunque ne avrà mangiato porterà la sua iniquità ; perciocchè egli avrà profanata una cosa sacra al Signore ; e però sia quella persona ricisa da’ suoi popoli . E quando voi mieterete la ricolta della vostra terra , non mietere affatto il canto del campo ; e non ispigolar le spighe tralasciate dalla tua ricolta . E non racimolar la tua vigna , nè raccoglierne i granelli ; lasciali a’ poveri , e ai forestieri . Io sono il Signore Iddio vostro . Niuno di voi rubi , nè menta , nè frodi il suo prossimo . E non giurate falsamente per lo mio Nome , sì che tu profani il Nome dell’ Iddio tuo . Io sono il Signore . Non oppressare il tuo prossimo , e non rapirgli il suo ; il pagamento dell’ opera del tuo mercenario non dimori appresso di te la notte , infino alla mattina . Non maledire il sordo , e non porre intoppo davanti al cieco ; ma temi l’ Iddio tuo . Io sono il Signore . Non fate iniquità in giudicio ; non aver riguardo alla qualità del povero ; e non portare onore alla qualità del grande ; rendi giusto giudicio al tuo prossimo . Non andare sparlando d’ altrui fra i tuoi popoli ; e non levarti contro al sangue del tuo prossimo . Io sono il Signore . Non odiare il tuo fratello nel tuo cuore ; riprendi pure il tuo prossimo , e non caricarti di peccato per lui . Non far vendetta , e non serbare odio a quei del tuo popolo ; anzi ama il tuo prossimo come te stesso . Io sono il Signore . Osservate i miei statuti : Non far coprire la tua bestia da altra di diversa specie ; non seminare il tuo campo di diverse specie di semenze ; e non portare addosso veste contesta di diverse materie . Se alcuno giace carnalmente con donna , la quale essendo serva , sia stata sposata ad un uomo , senza essere stata riscattata , nè essere stata messa in libertà , sieno amendue castigati di scopatura ; non sieno fatti morire ; perciocchè colei non è stata messa in libertà . E adduca colui al Signore , all’ entrata del Tabernacolo della convenenza , un montone per sacrificio per la sua colpa . E faccia il sacerdote , col montone del sacrificio per la colpa , purgamento davanti al Signore , per lui , del peccato ch’ egli ha commesso ; e il peccato ch’ egli ha commesso gli sia perdonato . Ora , quando voi sarete entrati nel paese , e avrete piantato qualche albero fruttifero , toglietegli il prepuzio , cioè il suo frutto ; tenete quell’ albero per incirconciso per tre anni ; non mangisene del frutto . E l’ anno quarto sia tutto il frutto suo cosa sacra al Signore , da rendergli lode . Ma l’ anno quinto mangiate del suo frutto , cogliendo la sua rendita per voi . Io sono il Signore Iddio vostro . Non mangiate nulla col sangue ; non usate augurii , nè pronostichi . Non vi tagliate a tondo i capelli da’ lati del capo ; e non vi guastate i canti della barba . Parimente non vi fate alcuna tagliatura nelle carni per un morto , e non vi fate bollatura alcuna addosso . Io sono il Signore . Non contaminar la tua figliuola , recandola a fornicare ; e il paese non fornichi , e non si empia di scelleratezze . Osservate i miei Sabati ; e riverite il mio Santuario . Io sono il Signore . Non vi rivolgete agli spiriti di Pitone , e agl’ indovini ; e non li domandate , per contaminarvi con essi . Io sono il Signore Iddio vostro . Levati su davanti al canuto , e onora l’ aspetto del vecchio ; e temi dell’ Iddio tuo . Io sono il Signore . E quando alcun forestiere dimorerà con voi nel vostro paese , non gli fate alcun torto . Siavi il forestiere , che dimorerà con voi , come uno di voi che sia natio del paese ; amalo come te stesso ; conciossiachè voi siate stati forestieri nel paese di Egitto . Io sono il Signore Iddio vostro . Non fate alcuna iniquità in giudicio , nè in misura di spazio , nè in peso , nè in misura di contenenza . Abbiate bilance giuste , pesi giusti , efa giusto , e hin giusto . Io sono il Signore Iddio vostro , che vi ho tratti fuor del paese di Egitto . Osservate adunque tutti i miei statuti e tutte le mie leggi , e mettetele in opera . Io sono il Signore . IL Signore parlò , oltre a ciò , a Mosè dicendo : Di’ ancora a’ figliuoli d’ Israele : Chiunque de’ figliuoli d’ Israele , o de’ forestieri che dimorano in Israele , avrà dato della sua progenie a Molec , del tutto sia fatto morire ; lapidilo il popolo del paese . E io ancora metterò la mia faccia contro a quell’ uomo , e lo sterminerò d’ infra il suo popolo ; perciocchè egli avrà dato della sua progenie a Molec , per contaminare il mio Santuario , e per profanare il mio Nome santo . Che se pure il popolo del paese del tutto chiude gli occhi , per non vedere quell’ uomo , quando avrà dato della sua progenie a Molec , per non farlo morire ; io metterò la mia faccia contro a quell’ uomo , e contro alla sua famiglia ; e sterminerò d’ infra il lor popolo lui , e tutti coloro che lo seguiranno , in fornicare dietro a Molec . E se alcuna persona si rivolge agli spiriti di Pitone , o agl’ indovini , per fornicar dietro a loro , io metterò la mia faccia contro a quella persona , e la sterminerò d’ infra il suo popolo . Voi dunque santificatevi , e siate santi ; perciocchè io sono il Signore Iddio vostro . E osservate i miei statuti , e metteteli in opera . Io sono il Signore che vi santifico . Se alcuno maledice suo padre , o sua madre , del tutto sia fatto morire ; egli ha maledetto suo padre , o sua madre ; sia il suo sangue sopra lui . E se alcuno commette adulterio con la moglie di un altro , con la moglie del suo prossimo ; facciansi morire l’ adultero e l’ adultera . E se alcuno giace con la moglie di suo padre , egli ha scoperte le vergogne di suo padre ; del tutto facciansi morire amendue ; sia il lor sangue sopra loro . E se alcuno giace con la sua nuora , del tutto facciansi morire amendue ; essi hanno fatta confusione ; sia il lor sangue sopra loro . E se alcuno giace carnalmente con maschio , amendue hanno fatta una cosa abbominevole ; del tutto facciansi morire ; sia il lor sangue sopra loro . E se alcuno prende una donna , e la madre di essa insieme , ciò è scelleratezza ; brucinsi col fuoco , e lui e loro ; acciocchè non vi sia alcuna scelleratezza nel mezzo di voi . E se alcuno si congiunge carnalmente con una bestia , del tutto sia fatto morire ; uccidete ancora la bestia . Parimente , se alcuna donna si accosta ad alcuna bestia , per farsi coprire , uccidi la donna , e la bestia ; del tutto facciansi morire ; sia il lor sangue sopra loro . E se alcuno prende la sua sorella , figliuola di suo padre , o figliuola di sua madre , e vede le sue vergogne , ed essa vede le vergogne di lui , ciò è cosa vituperosa ; sieno adunque amendue sterminati alla vista de’ figliuoli del lor popolo ; colui ha scoperte le vergogne della sua sorella ; porti la sua iniquità . E se alcuno giace con donna che è nella sua immondizia , e scopre le sue vergogne , egli ha scoperto il flusso di quella donna , ed essa ha scoperto il flusso del suo sangue ; perciò sieno amendue sterminati del mezzo del lor popolo . E non iscoprir le vergogne della sorella di tua madre , o della sorella di tuo padre ; perciocchè se alcuno scopre la carne loro , amendue porteranno la loro iniquità . E se alcuno giace con la sua zia , egli ha scoperte le vergogne del suo zio ; amendue porteranno il lor peccato ; sieno fatti morire , e non abbiano figliuoli . Parimente , se alcuno prende la moglie del suo fratello , ciò è cosa brutta ; colui ha scoperte le vergogne del suo fratello ; sieno senza figliuoli . Osservate tutti i miei statuti , e tutte le mie leggi , e metteteli in opera ; acciocchè il paese , dove io vi conduco per abitarvi , non vi vomiti fuori . E non procedete secondo i costumi della nazione che io scaccio dal vostro cospetto ; perciocchè essi hanno fatte tutte queste cose ; onde io li ho avuti in abbominio . E io vi ho detto : Voi possederete la terra loro , e io ve la darò per possederla ; terra stillante latte e miele . Io sono il Signore Iddio vostro , che vi ho separati dagli altri popoli . E però mettete differenza fra la bestia monda e l’ immonda , e fra l’ uccello mondo e l’ immondo ; e non rendete le vostre persone abbominevoli per quelle bestie , o per quegli uccelli , o per alcun rettile che serpe sopra la terra , i quali io vi ho separati per averli per immondi . E siatemi santi ; perciocchè io , il Signore , son santo ; e vi ho separati dagli altri popoli , acciocchè siate miei . Se alcuno , uomo o donna , ha lo spirito di Pitone , o è indovino , del tutto sia fatto morire ; sia lapidato ; sia il sangue di tali persone sopra loro . IL Signore disse , oltre a ciò , a Mosè : Parla a’ sacerdoti , figliuoli di Aaronne , e di’ loro : Non contaminisi alcun sacerdote fra’ suoi popoli , per un morto , se non è per alcun suo prossimo carnal parente ; per sua madre , per suo padre , per suo figliuolo , per sua figliuola , e per suo fratello ; o per una sua sorella germana , che sia vergine , e che non abbia avuto marito ; per una tale potrà contaminarsi . Non contaminisi fra’ suoi popoli , come marito , in maniera che si renda immondo . Non dipelinsi il capo , e non radansi i canti della barba , e non facciansi tagliature nelle carni . Sieno santi all’ Iddio loro , e non profanino il Nome dell’ Iddio loro ; conciossiachè essi offeriscano i sacrificii che si fanno per fuoco al Signore , le vivande dell’ Iddio loro ; perciò sieno santi . Non prendano donna meretrice , nè viziata , nè donna ripudiata dal suo marito ; perciocchè son santi all’ Iddio loro . Santificali adunque ; conciossiachè essi offeriscano le vivande dell’ Iddio tuo ; sienti santi ; perciocchè io , il Signore che vi santifico , son santo . E se la figliuola di un sacerdote si contamina , fornicando , ella contamina suo padre ; sia arsa col fuoco . Ma il Sacerdote , il sommo fra’ suoi fratelli , sopra il cui capo sarà stato sparso l’ olio dell’ Unzione , e il quale sarà stato consacrato per vestire i vestimenti sacri , non iscoprasi il capo , e non isdruciscasi i vestimenti . E non entri in luogo dove sia alcun corpo morto ; non contaminisi , non pur per suo padre , nè per sua madre . E non esca fuori del Santuario , e non contamini il Santuario dell’ Iddio suo ; perciocchè il Diadema dell’ olio dell’ Unzione dell’ Iddio suo è sopra lui . Io sono il Signore . E prendasi moglie che sia ancora vergine . Non prenda queste : nè vedova , nè ripudiata , nè viziata , nè meretrice ; anzi , prenda per moglie una vergine dei suoi popoli . E non contamini la sua progenie ne’ suoi popoli ; perciocchè io sono il Signore , che lo santifico . Il Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Parla ad Aaronne , e digli : Se alcuno della tua progenie , per le loro età , ha in sè alcun difetto , non s’ appressi per offerir le vivande dell’ Iddio suo . Perciocchè niun uomo , in cui sia difetto , vi si deve appressare ; nè il cieco , nè lo zoppo , nè colui che ha il naso schiacciato , o smisurato . Nè colui che ha rottura nel piè , o rottura nella mano . Nè il gobbo , nè colui che ha panno o albugine nell’ occhio , nè colui che ha scabbia , o volatica ; nè l’ ernioso . Niun uomo adunque , della progenie del Sacerdote Aaronne , in cui sia alcun difetto , s’ appressi per offerire i sacrificii fatti per fuoco al Signore ; vi è difetto in lui ; perciò , non si appressi per offerir le vivande dell’ Iddio suo . Ben potrà egli mangiar delle vivande dell’ Iddio suo , così delle santissime , come delle sante . Ma non venga alla Cortina , e non si appressi all’ Altare ; perciocchè vi è in lui difetto ; e non contamini i miei luoghi santi ; perciocchè io sono il Signore che li santificio . E Mosè disse queste cose ad Aaronne e a’ suoi figliuoli , e a tutti i figliuoli d’ Israele . IL Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Di’ ad Aaronne e a’ suoi figliuoli , che si astengano dalle cose sacre de’ figliuoli d’ Israele , e non profanino il mio Nome nelle cose che mi consacrano . Io sono il Signore . Di’ loro : Se alcuno , di tutta la vostra progenie , nelle vostre generazioni , si appressa alla cose sacre , che i figliuoli di Israele avranno consacrate al Signore , avendo addosso la sua immondizia ; quella persona sia ricisa dal mio cospetto . Io sono il Signore . Niuno , della progenie di Aaronne , che sia lebbroso , o che abbia la colagione , non mangi delle cose sacre , finchè non sia netto . Parimente , se alcuno ha toccata qualunque persona immonda per un morto , o se d’ alcuno è uscito seme genitale ; o se alcuno ha tocco qual si voglia rettile , per lo quale sia renduto immondo ; o alcun uomo , per lo quale sia renduto immondo , secondo qualunque sua immondizia ; la persona che l’ avrà tocco sia immonda infino alla sera , e non mangi delle cose sacre , che prima ella non abbia lavate le sue carni con acqua . E , ciò fatto , dopo che il sole sarà tramontato , sarà netta ; e poi potrà mangiar delle cose sacre ; perciocchè sono suo cibo . Non mangi il sacerdote alcuna carne di bestia morta da sè , o lacerata dalle fiere , per rendersi immondo . Io sono il Signore . Osservino adunque ciò che io ho comandato che si osservi , e non si carichino di peccato , e non muoiano per esso , se profanano questa mia ordinazione . Io sono il Signore che li santifico . E niuno strano non mangi delle cose sacre ; il forestiere del sacerdote , nè il suo mercenario , non mangino delle cose sacre . Ma , quando il sacerdote avrà comperata una persona co’ suoi danari , essa ne potrà mangiare ; parimente il servo natogli in casa ; costoro potranno mangiare del cibo di esso . E la figliuola del sacerdote , se è maritata a uno strano , non mangi dell’ offerta delle cose sacre . Ma , se la figliuola del sacerdote è vedova , o ripudiata , senza aver figliuoli , e torna a stare in casa di suo padre , come nella sua fanciullezza ; ella potrà mangiar delle vivande di suo padre ; ma niuno straniere ne mangi . E se pure alcuno mangia alcuna cosa sacra per errore , sopraggiungavi il quinto , e dialo al sacerdote , insieme con la cosa sacra . Non profanino adunque le cose sacre de’ figliuoli d’ Israele , le quali essi avranno offerte al Signore . E non si carichino d’ iniquità di colpa , mangiando le cose da essi consacrate ; perciocchè io sono il Signore che li santifico . IL Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Parla ad Aaronne e a’ suoi figliuoli , e a tutti i figliuoli d’ Israele ; e di’ loro : Quando alcuno della casa d’ Israele , ovvero de’ forestieri che sono in Israele , offerirà la sua offerta , secondo tutti i lor voti , e le loro offerte volontarie , che offeriranno al Signore per olocausto ; acciocchè sia gradita per voi , sia un maschio senza difetto , d’ infra i buoi , o d’ infra le pecore , o d’ infra le capre . Non offerite nulla che abbia difetto ; perciocchè non sarebbe gradito per voi . Parimente , quando alcuno offerirà al Signore sacrificio da render grazie , o per singolar voto , o per offerta volontaria , sia quello di buoi , o di pecore , o di capre , senza difetto ; acciocchè sia gradito ; non siavi alcun difetto . Non offerite al Signore bestia alcuna cieca , nè che abbia alcun membro fiaccato , nè monca , nè porrosa , nè rognosa , nè scabbiosa ; e non presentatene alcuna tale in su l’ Altare al Signore , per offerta che si fa per fuoco . Ben potrai , per offerta volontaria , offerir bue , o pecora , o capra , che abbia alcun membro di manco , o di soverchio ; ma per voto non sarebbe gradita . Non offerite al Signore alcun animale che abbia i granelli schiacciati , o infranti , o strappati , o ricisi ; e non ne fate di tali nel vostro paese . Nè prendetene alcuni di man degli stranieri , per offerirne cibo al Signore ; perciocchè il lor vizio è in essi ; v’ è in essi difetto ; non sarebbero graditi per voi . Il Signore parlò ancora a Mosè dicendo : Quando sarà nato un vitello , o un agnello , o un capretto , stia sette giorni sotto la madre ; poi dall’ ottavo giorno innanzi , sarà gradito per offerta da ardere al Signore . E non iscannate in uno stesso giorno la vacca , o la pecora , o la capra , col suo figlio . E quando voi sacrificherete al Signore sacrificio di laude , sacrificatelo in maniera ch’ egli sia gradito per voi . Mangisi nell’ istesso giorno ; non ne lasciate nulla di avanzo fino alla mattina seguente . Io sono il Signore . E osservate i miei comandamenti , e metteteli in opera . Io sono il Signore . E non profanate il mio santo Nome ; onde io mi santifichi me stesso nel mezzo de’ figliuoli d’ Israele . Io sono il Signore che vi santifico ; che vi ho tratti fuor del paese di Egitto , per essere vostro Dio . Io sono il Signore . IL Signore parlò , oltre a ciò , a Mosè , dicendo : Parla a’ figliuoli di Israele , e di’ loro : Quant’ è alle feste solenni del Signore , le quali voi bandirete per sante raunanze , queste son le mie feste solenni . Lavorisi sei giorni ; ma , al settimo giorno , siavi riposo di Sabato , santa raunanza ; non fate in esso lavoro alcuno ; quel giorno è il Sabato del Signore , in tutte le vostre abitazioni . Queste sono le feste solenni del Signore , sante raunanze , le quali voi bandirete nelle loro stagioni : Nel primo mese , nel quartodecimo giorno del mese , fra i due vespri , è la Pasqua del Signore . E nel quintodecimo giorno dell’ istesso mese , è la festa degli azzimi , consacrata al Signore ; mangiate per sette giorni pani azzimi . Siavi santa raunanza nel primo giorno , e non fate in esso alcuna opera servile . E offerite offerte da ardere al Signore per sette giorni ; e nel settimo giorno siavi santa raunanza ; non fate in esso opera alcuna servile . Il Signore parlò , oltre a ciò , a Mosè , dicendo : Parla a’ figliuoli d’ Israele , e di’ loro : Quando voi sarete entrati nel paese , il quale io vi do , e ne mieterete la ricolta ; portate al sacerdote una menata delle primizie della vostra ricolta . E dimeni il sacerdote quella menata , davanti al Signore , in favor vostro ; offeriscala il sacerdote il giorno appresso quel Sabato . E nel giorno che voi offerirete quella menata , sacrificate un agnello di un anno , senza difetto , in olocausto al Signore . E sia la sua offerta di panatica di due decimi di fior di farina , stemperata con olio , per offerta da ardere al Signore , in odor soave ; e la sua offerta da spandere sia della quarta parte di un hin di vino . E non mangiate pane , nè grano arrostito , nè spighe fresche , fino a questo stesso giorno ; finchè non abbiate portata l’ offerta del vostro Iddio . Quest’ è uno statuto perpetuo per le vostre generazioni , in tutte le vostre abitazioni . E , dal giorno appresso quel Sabato , dal giorno che voi avrete portata la menata dell’ offerta dimenata , contatevi sette settimane compiute . Contatevi cinquanta giorni , fino al giorno appresso la settima settimana ; e allora offerite una nuova offerta di panatica al Signore . Portate dalle vostre stanze , per primizie , al Signore , due pani per offerta dimenata , i quali sieno di due decimi di fior di farina , cotti con lievito . E con que’ pani offerite sette agnelli di un anno , senza difetto ; e un giovenco , e due montoni ; e sieno per olocausto al Signore , insieme con le loro offerte di panatica , e da spandere ; per sacrificii da ardere , di soave odore al Signore . Oltre a ciò , offerite un becco per sacrificio per lo peccato ; e due agnelli di un anno per sacrificio da render grazie . E offeriscali il sacerdote in offerta dimenata , davanti al Signore , insieme co’ pani delle primizie , e co’ due agnelli ; sieno quelle cose sacre al Signore , per lo sacerdote . E in quell’ istesso giorno bandite la festa ; esso vi sia giorno di santa raunanza ; non fate in esso alcuna opera servile . Quest’ è uno statuto perpetuo in tutte le vostre abitazioni , per le vostre generazioni . E , quando voi mieterete la ricolta della vostra terra , non mietere affatto i canti del tuo campo , e non ispigolar le spighe della tua ricolta ; lasciale al povero e al forestiere . Io sono il Signore Iddio vostro . Il Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Parla a’ figliuoli d’ Israele , dicendo : Nel settimo mese , nel primo giorno del mese , celebrate un Sabato una ricordanza con suon di tromba , una santa raunanza . Non fate in quel dì alcuna opera servile ; e offerite al Signore offerte da ardere . Il Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Ma nel decimo giorno di questo settimo mese , ch’ è il giorno de’ purgamenti , celebrate una santa raunanza ; e affliggete le vostre anime , e offerite offerte da ardere al Signore . E non fate in quel giorno lavoro alcuno ; conciossiachè sia il giorno de’ purgamenti , per far purgamento per voi , davanti al Signore Iddio vostro . Perciocchè , ogni persona che non sarà stata afflitta in quel giorno , sarà ricisa da’ suoi popoli . E se alcuna persona fa in quel giorno alcun lavoro , io la farò perire d’ infra il suo popolo . Non fate in quel giorno lavoro alcuno . Quest’ è uno statuto perpetuo , per le vostre generazioni , in tutte le vostre abitazioni . Siavi quel giorno riposo di Sabato ; e affliggete le vostre persone ; cominciando al nono dì del mese , in sul vespro ; celebrate il vostro Sabato da un vespro all’ altro . Il Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Parla a’ figliuoli d’ Israele , dicendo : In questo stesso settimo mese , nel quintodecimo giorno del mese , celebrisi al Signore la festa solenne de’ Tabernacoli , per sette giorni . Nel primo giorno siavi santa raunanza ; non fate in esso alcuna opera servile . Offerite per sette giorni offerte da ardere al Signore ; e nell’ ottavo giorno siavi santa raunanza , e offerite offerte da ardere al Signore ; quel giorno è giorno di solenne raunanza ; non fate in esso opera alcuna servile . Queste sono le feste solenni del Signore , le quali voi bandirete , acciocchè sieno sante raunanze , per offerire al Signore offerte da ardere , olocausti , offerte di panatica , sacrificii , ed offerte da spandere ; in ciascun giorno ciò che conviene ; oltre a’ Sabati del Signore , e oltre a’ vostri doni , e oltre a tutti i vostri voti , e oltre a tutte le vostre offerte volontarie , che voi presenterete al Signore . Or nel quintodecimo giorno del settimo mese , quando avrete ricolta la rendita della terra , celebrate la festa solenne del Signore per sette giorni ; nel primo giorno siavi Sabato , e nell’ ottavo giorno parimente siavi Sabato . E nel primo giorno prendetevi del frutto di cedro , de’ rami di palme , delle frasche di mortella , e de’ salci di riviera ; e rallegratevi nel cospetto del Signore Iddio vostro per sette giorni . E celebrate quella festa al Signore per sette giorni , ogni anno . Quest’ è uno statuto perpetuo per le vostre generazioni ; celebratela al settimo mese . Dimorate in tabernacoli per sette giorni ; dimori ognuno , che è natio d’ Israele , in tabernacoli . Acciocchè le vostre generazioni sappiano che io ho fatto dimorare i figliuoli d’ Israele in tabernacoli , quando io li ho tratti fuor del paese di Egitto . Io sono il Signore Iddio vostro . Così Mosè ordinò a’ figliuoli d’ Israele le feste solenni del Signore . IL Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Comanda a’ figliuoli d’ Israele che ti rechino dell’ olio di uliva , puro , vergine , per la lumiera , per tener del continuo le lampane accese . Mettale in ordine Aaronne nel Tabernacolo della convenenza , di fuori della Cortina della Testimonianza , dalla sera infino alla mattina , del continuo , davanti al Signore . Quest’ è uno statuto perpetuo per le vostre generazioni . Metta del continuo in ordine le lampane in sul Candelliere puro , davanti al Signore . Piglia , oltre a ciò , del fior di farina , e fanne dodici focacce , e cuocile ; sia ciascuna focaccia di due decimi d’ efa . E mettile in due ordini , sei per ordine , sopra la Tavola pura , davanti al Signore . E metti dell’ incenso puro sopra ciascun ordine ; e sia quell’ incenso per ricordanza di que’ pani , per offerta che si fa per fuoco al Signore . Mettansi per ordine , ogni giorno di Sabato , del continuo , nel cospetto del Signore , quelle focacce tolte da’ figliuoli d’ Israele , per patto perpetuo . E sieno quelle per Aaronne e per i suoi figliuoli ; ed essi le mangino in luogo santo ; conciossiachè sieno cosa santissima , a lui appartenente dell’ offerte che si hanno da ardere al Signore , per istatuto perpetuo . OR un uomo , figliuolo di una donna Israelita , ma di padre Egizio , che stava per mezzo i figliuoli d’ Israele , uscì fuori ; ed egli e un Israelita contesero insieme nel campo . E il figliuolo della donna Israelita bestemmiò il Nome , e lo maledisse ; laonde fu condotto a Mosè ; or il nome di sua madre era Selomit , figliuola di Dibri , della tribù di Dan ; e fu messo in prigione , finchè Mosè avesse dichiarato ciò che se ne avesse a fare , per comandamento del Signore . E il Signore parlò a Mosè , dicendo : Mena quel bestemmiatore fuor del campo ; e posino tutti coloro che l’ hanno udito le lor mani sopra il capo di esso , e lapidilo tutta la raunanza . E parla a’ figliuoli d’ Israele , dicendo : Chiunque avrà maledetto il suo Dio , porti il suo peccato . E chi avrà bestemmiato il Nome del Signore , del tutto sia fatto morire ; in ogni modo lapidilo tutta la raunanza ; sia fatto morire così lo straniere , come colui ch’ è natio del paese , quando avrà bestemmiato il Nome . Parimente , chi avrà percossa a morte alcuna persona , del tutto sia fatto morire . E chi avrà percossa alcuna bestia a morte , paghila ; animale per animale . E quando alcuno avrà fatta alcuna lesione corporale al suo prossimo , facciaglisi il simigliante di ciò ch’ egli avrà fatto . Rottura per rottura , occhio per occhio , dente per dente ; facciaglisi tal lesione corporale , quale egli avrà fatta ad altrui . Chi avrà percossa a morte una bestia , paghila ; ma chi avrà percosso un uomo a morte , sia fatto morire . Abbiate una stessa ragione ; sia il forestiere , come colui ch’ è natio del paese ; perciocchè io sono il Signore Iddio vostro . E Mosè parlò a’ figliuoli d’ Israele ; ed essi trassero quel bestemmiatore fuor del campo , e lo lapidarono con pietre . E i figliuoli d’ Israele fecero come il Signore avea comandato a Mosè . IL Signore parlò ancora a Mosè nel monte di Sinai , dicendo : Parla a’ figliuoli d’ Israele , e di’ loro : Quando voi sarete entrati nel paese che io vi do , abbia la terra i suoi riposi , per maniera di Sabato al Signore . Semina il tuo campo sei anni continui , e pota la tua vigna altresì sei anni continui , e ricogli la sua rendita . Ma l’ anno settimo siavi riposo di Sabato per la terra ; siavi Sabato al Signore ; non seminare in esso il tuo campo , e non potar la tua vigna . Non mietere ciò che sarà nato da sè stesso da’ granelli caduti nella tua ricolta ; e non vendemmiar le uve della vigna che tu non avrai potata ; sia quell’ anno anno di riposo per la terra . E ciò che sarà prodotto nell’ anno del Sabato della terra sarà per mangiarlo , a te , e al tuo servo , e alla tua serva , e al tuo mercenario , e al tuo avveniticcio , i quali dimoreranno appresso di te , e alle tue bestie domestiche , e alle fiere che saranno nel tuo paese ; sia tutta la rendita di quell’ anno per mangiare . Contati eziandio sette settimane di anni , sette volte sette anni ; in maniera che il tempo delle sette settimane di anni ti sia lo spazio di quarantanove anni . E nel settimo mese , nel decimo giorno del mese , fa’ passare un suon di tromba ; fate passar la tromba per tutto il vostro paese , nel giorno de’ purgamenti . E santificate l’ anno cinquantesimo , e bandite franchigia nel paese , a tutti suoi abitanti ; siavi quello il Giubileo ; e allora ritorni ciascun di voi nella sua possessione , e alla sua famiglia . Quest’ è il Giubileo ; celebratelo ogni cinquantesimo anno ; non seminate in esso , e non ricogliete ciò che in quell’ anno sarà nato da sè stesso , e non vendemmiate le vigne che non saranno state potate . Perciocchè quello è il Giubileo ; siavi sacro ; mangiate ciò che il campo produrrà tolto dal campo stesso . In quest’ anno del Giubileo , ritorni ciascun di voi nella sua possessione . E quando tu farai qualche vendita al tuo prossimo , ovvero qualche compera , niun di voi rapisca il bene del suo fratello . Compera dal tuo prossimo a ragione degli anni scorsi dopo il Giubileo ; ed egli facciati la vendita a ragione degli anni della rendita . Secondo che vi saranno più o meno anni , accresci o scema il prezzo di ciò che tu compererai da lui ; conciossiachè egli ti venda un certo numero di rendite . E niun di voi rapisca il ben del suo prossimo ; anzi abbi timore dell’ Iddio tuo ; perciocchè io sono il Signore Iddio vostro . Ed eseguite i miei statuti , e osservate le mie leggi , e mettetele in opera ; e voi abiterete nel paese in sicurtà . E la terra produrrà i suoi frutti , e voi ne mangerete a sazietà , e abiterete in essa in sicurtà . Che se pur dite : Che mangeremo l’ anno settimo , se non seminiamo , e non ricogliamo le nostre rendite ? Io comanderò alla mia benedizione che venga sopra voi l’ anno sesto , e quell’ anno produrrà frutto per tre anni . E nell’ anno ottavo voi seminerete , e mangerete del vecchio di quella ricolta , fino all’ anno nono ; voi mangerete del vecchio , finchè venga la ricolta di quell’ anno . OR non vendansi le terre assolutamente ; conciossiachè la terra sia mia ; perciocchè voi siete forestieri , e fittaiuoli appresso di me . Perciò , date luogo di riscatto delle terre in tutto il paese della vostra possessione . Quando il tuo fratello sarà impoverito , e avrà venduto della sua possessione ; se il suo prossimo parente , il qual per consanguinità avrà la ragion del riscatto , si presenta , egli potrà riscattar ciò che il suo fratello avrà venduto . Ma , se alcuno , non avendo parente che per consanguinità abbia la ragion del riscatto , ricovera da sè stesso il modo , e trova quanto gli fa bisogno per lo suo riscatto ; allora conti le annate dopo la sua vendita , e restituisca il soprappiù a colui a chi avrà fatta la vendita , e rientri nella sua possessione . Ma , s’ egli non trova quanto gli fa bisogno per fargli il suo pagamento , resti quello ch’ egli avrà venduto in man di colui che l’ avrà comperato , fino all’ anno del Giubileo ; e nel Giubileo escane il comperatore , e rientri colui nella sua possessione . E quando alcuno avrà venduta una casa da abitare , in città murata , siavi podestà di riscatto fino all’ anno compiuto dopo la sua vendita ; sia il termine del suo riscatto un anno intiero . Ma se non è ricomperata infra il compiersi di un anno intiero , quella casa che è in città murata resterà assolutamente in proprio a colui che l’ avrà comperata , e a’ suoi d’ età in età ; egli non sarà obbligato di uscirne nel Giubileo . Ma le case delle ville , non intorniate di mura , sieno reputate come possessioni di terra ; siavi ragion di riscatto per esse , ed escane il comperatore nel Giubileo . Ma , quant’ è alle città de’ Leviti , abbiano i Leviti in perpetuo ragion di ricompera in su le case delle città della lor possessione . E colui de’ Leviti , che ricompererà alcuna casa , esca fuori della casa venduta , e della città della possession del venditore , nel Giubileo ; perciocchè le case delle città de’ Leviti sono la lor possessione nel mezzo de’ figliuoli d’ Israele . Ma non vendansi i campi de’ contorni delle lor città ; perciocchè sono loro una possessione perpetua . E quando il tuo fratello sarà impoverito , e le sue facoltà saranno scadute appresso di te , porgigli la mano , forestiere o avveniticcio che egli si sia ; acciocchè possa vivere appresso di te . Non prender da lui usura nè profitto ; e abbi timore dell’ Iddio tuo , e fa’ che il tuo fratello possa vivere appresso di te . Non dargli i tuoi danari ad usura , nè la tua vittuaglia a profitto . Io sono il Signore Iddio vostro , che vi ho tratti fuor del paese di Egitto , per darvi il paese di Canaan , per essere vostro Iddio . E quando il tuo fratello sarà impoverito appresso di te , e si sarà venduto a te , non adoperarlo in servitù da schiavo . Stia appresso di te a guisa di mercenario o di avveniticcio ; serva appresso di te fino all’ anno del Giubileo . E allora egli si partirà d’ appresso a te , insieme co’ suoi figliuoli , e se ne ritornerà alla sua famiglia ; e rientrerà nella possessione de’ suoi padri . Perciocchè essi sono miei servitori , avendoli io tratti fuor del paese di Egitto ; e però non sieno venduti nella maniera degli schiavi . Non signoreggiarlo con asprezza ; anzi abbi timore dell’ Iddio tuo . Ma , quant’ è al tuo servo , e alla tua serva , che hanno ad esser tuoi in proprio , compera servi e serve d’ infra le genti che saranno intorno a te . Anche ne potrete comperar de’ figliuoli degli avveniticci che dimoreranno con voi ; e delle lor famiglie che saranno appresso di voi , le quali essi avranno generate nel vostro paese ; e quelli saranno vostri in proprio . E tali potrete possedere , e lasciare a’ vostri figliuoli dopo voi in proprietà ereditaria ; e anche servirvi di loro in perpetuo ; ma , quant’ è a’ vostri fratelli , figliuoli d’ Israele , niuno di voi signoreggi il suo fratello con asprezza . E se il forestiere , o l’ avveniticcio che sarà appresso di te , acquista delle facoltà , e il tuo fratello impoverisce appresso a lui , e si vende al forestiere , o all’ avveniticcio che sarà appresso di te , o a qualcuno di stirpe di nazione straniera ; abbia egli podestà di riscatto , dopo essersi venduto ; riscattilo alcuno de’ suoi fratelli . Riscattilo il suo zio , o il figliuol del suo zio , o alcun altro suo carnal parente , della sua famiglia ; ovvero , riscattisi egli stesso , se ne trova il modo . E faccia ragione col suo comperatore , dall’ anno che gli si sarà venduto fino all’ anno del Giubileo , e vadano i danari della sua vendita per lo numero degli anni ch’ egli avrà servito ; stia con lui come a giornate di mercenario . Se vi sono ancora molti anni fino al Giubileo , restituisca a ragione di essi , de’ danari della sua compera , per suo riscatto . E se vi restano pochi anni fino all’ anno del Giubileo , faccia ragione con lui ; e restituisca il prezzo del suo riscatto , secondo il numero degli anni che gli restano da servire . Stia con lui a guisa di mercenario annuale ; non signoreggilo con asprezza nel tuo cospetto . E se pur non è riscattato in alcuna di queste maniere , egli se ne uscirà l’ anno del Giubileo , insieme coi suoi figliuoli . Conciossiachè i figliuoli d’ Israele mi sieno servi ; sono miei servi , avendoli io tratti fuor del paese di Egitto . Io sono il Signore Iddio vostro . NON vi fate idoli , e non vi rizzate scultura , nè statua , e non mettete alcuna pietra effigiata nel vostro paese , per adorarla ; perciocchè io sono il Signore Iddio vostro . Osservate i miei Sabati ; e riverite il mio Santuario . Io sono il Signore . Se voi camminate ne’ miei statuti , e osservate i miei comandamenti , e li mettete in opera ; io vi darò le vostre pioggie nelle loro stagioni , e la terra produrrà la sua rendita , e gli alberi della campagna produrranno i lor frutti . E la trebbiatura vi giungerà infino alla vendemmia , e la vendemmia giungerà infino alla sementa ; e voi mangerete il vostro pane a sazietà , e abiterete nel vostro paese in sicurtà . E io farò che vi sarà pace nel paese , e voi vi coricherete , e non vi sarà chi vi spaventi ; e farò venir meno le bestie nocive nel paese , e la spada non passerà per lo vostro paese . E voi perseguirete i vostri nemici , ed essi caderanno per la spada davanti a voi . E cinque di voi ne perseguiranno cento , e cento ne perseguiranno diecimila ; e i vostri nemici caderanno per la spada davanti a voi . E io mi volgerò verso voi , e vi farò crescere e moltiplicare ; e stabilirò il mio patto con voi . E voi mangerete del vecchio , serbato per molto tempo ; e trarrete fuori il vecchio , per dar luogo al nuovo . E io farò che il mio Tabernacolo starà nel mezzo di voi ; e l’ anima mia non vi sdegnerà . E camminerò nel mezzo di voi , e vi sarò Dio , e voi mi sarete popolo . Io sono il Signore Iddio vostro , che vi ho tratti fuor del paese degli Egizj , acciocchè non foste loro servi ; e ho spezzate le sbarre del vostro giogo , e vi ho fatti camminare a capo erto . Ma , se voi non mi ubbidite , e non mettete in opera tutti questi comandamenti ; e se sprezzate i miei statuti , e se l’ anima vostra sdegna le mie leggi , per non eseguire tutti i miei comandamenti , per annullare il mio patto ; io altresì vi farò queste cose : io manderò contr’ a voi lo spavento , la tisichezza , e l’ arsura , che vi consumeranno gli occhi , e vi tormenteranno l’ anima ; e voi seminerete indarno la vostra semenza ; perciocchè i vostri nemici la mangeranno . E io metterò la mia faccia contro a voi , e sarete sconfitti da’ vostri nemici , e quelli che vi odieranno , vi signoreggeranno ; e voi fuggirete , senza che alcuno vi persegua . E se pur anche , dopo queste cose , voi non mi ubbidite , io continuerò a castigarvi per i vostri peccati sette volte più . E romperò l’ alterezza della vostra forza ; e farò che il vostro cielo sarà come di ferro , e la vostra terra come di rame . E la vostra forza si consumerà indarno ; e la vostra terra non darà la sua rendita , nè gli alberi della campagna i lor frutti . E se voi procedete meco con contrasto , e non volete ubbidirmi , io vi aggiugnerò sette cotanti di piaghe , secondo i vostri peccati . E manderò contro a voi le fiere della campagna , le quali vi orberanno di figliuoli , e diserteranno il vostro bestiame , e vi dipopoleranno , e le vostre strade saranno deserte . E se pur anche per queste cose voi non vi ammendate inverso me , anzi procedete meco con contrasto ; io altresì procederò con voi con contrasto e vi percoterò anch’ io sette volte più , per i vostri peccati . E farò venir contro a voi la spada , che farà la vendetta del patto ; e voi vi ricovererete nelle vostre città ; ma io manderò nel mezzo di voi la pestilenza , e sarete dati nelle mani dei nemici . Quando io vi avrò rotto il sostentamento del pane , dieci donne coceranno il vostro pane in uno stesso forno , e vi renderanno il vostro pane a peso ; e voi mangerete , e non vi sazierete . E se per questo ancora non mi ubbidite , anzi procedete meco con contrasto ; io ancora procederò con voi con ira e con contrasto ; e io ancora vi castigherò sette volte più , per i vostri peccati . E mangerete la carne de’ vostri figliuoli , e la carne delle vostre figliuole . E io disfarò i vostri alti luoghi , e distruggerò i vostri idoli , e metterò i vostri corpi morti sopra le carogne dei vostri idoli ; e l’ anima mia vi avrà in abbominio . E ridurrò le vostre città in desolazione , e diserterò i vostri santuari , e non odorerò i vostri odori soavi . E io stesso desolerò il paese ; e i vostri nemici , che abiteranno in esso , ne saranno stupefatti . E , quant’ è a voi , io vi disperderò fra le genti , e vi sarò dietro a spada tratta ; e il vostro paese sarà deserto , e le vostre città desolate . Allora la terra si compiacerà ne’ suoi Sabati , tutto il tempo ch’ ella resterà deserta , e che voi sarete nel paese dei vostri nemici ; allora la terra si riposerà , e si compiacerà ne’ suoi Sabati . Ella si riposerà tutto il tempo ch’ ella starà deserta di ciò che non si sarà riposata ne’ vostri Sabati , mentre voi sarete dimorati in essa . E , quant’ è a quelli che di voi saranno rimasti , io manderò loro un avvilimento di cuore ne’ paesi de’ lor nemici ; talchè eziandio il rumor d’ una fronde agitata li perseguiterà , e fuggiranno , come d’ innanzi alla spada ; e caderanno , senza che alcuno li persegua . E traboccheranno l’ uno sopra l’ altro , come se fuggissero davanti alla spada , senza però che alcuno li perseguiti ; e voi non potrete durar davanti a’ vostri nemici . E perirete fra le genti , e il paese de’ vostri nemici vi consumerà . Ma , se pur que’ di voi che saranno rimasti si struggono nel paese de’ lor nemici , per le loro iniquità , e insieme per quelle de’ lor padri ; e confessano la loro iniquità , e l’ iniquità de’ lor padri , ne’ lor misfatti che avranno commessi contro a me ; ed anche in ciò che saranno proceduti meco con contrasto ; onde io ancora sarò proceduto con loro con contrasto ; e li avrò condotti nel paese de’ lor nemici ; se allora il lor cuore incirconciso si umilia , e se di buon grado riconoscono la loro iniquità ; io ancora mi ricorderò del mio patto con Giacobbe , e anche del mio patto con Isacco , e anche del mio patto con Abrahamo ; mi ricorderò eziandio del paese . Appresso adunque che la terra sarà stata disabitata di essi , e si sarà compiaciuta ne’ suoi Sabati , mentre sarà stata desolata , essendone essi fuori ; ed essi di buon grado avranno riconosciuta la loro iniquità , perciocchè avranno sprezzate le mie leggi , e l’ anima loro avrà sdegnati i miei statuti ; e che nondimeno , mentre saranno stati nel paese de’ lor nemici , io non li avrò riprovati , e non li avrò avuti in abbominio , per ridurli al niente , annullando il mio patto con loro ; perciocchè io sono il Signore Iddio loro ; io mi ricorderò in favor loro del patto degli antichi loro , i quali io trassi fuor del paese di Egitto , nel cospetto delle genti , per essere loro Dio . Io sono il Signore . Questi sono gli statuti , e le ordinazioni , e le leggi , le quali il Signore stabilì fra sè , e i figliuoli d’ Israele , nel monte di Sinai , per mano di Mosè . IL Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Parla a’ figliuoli d’ Israele , e di’ loro : Quando alcuno avrà fatto qualche singolar voto ; quando egli avrà fatto voto di persone al Signore , sotto la tua estimazione ; l’ estimazione che tu farai , d’ un maschio di età di venti anni fino a sessant’ anni , sia a cinquanta sicli d’ argento , a siclo di Santuario . E d’ una femmina , sia la tua estimazione a trenta sicli . E se è una persona di età da cinque anni a venti , sia la tua estimazione a venti sicli per lo maschio , e a dieci sicli per la femmina . E se è una persona di età da un mese a cinque anni , sia la tua estimazione a cinque sicli d’ argento per lo maschio , e a tre sicli d’ argento per la femmina . E se è una persona di età da sessant’ anni in su , sia la tua estimazione a quindici sicli per lo maschio , e a dieci sicli per la femmina . E se colui che avrà fatto il voto sarà così povero , che non possa pagar la tua estimazione , presenti la persona votata davanti al Sacerdote , il qual ne faccia l’ estimazione ; facciala secondo la possibilità di colui che avrà fatto il voto . E se il voto è di bestia della quale si offerisce offerta al Signore , tutto ciò che egli avrà di quella specie donato al Signore sia sacro . Non cambila , e non permutila , buona per cattiva , nè cattiva per buono ; e se pur permuta quella bestia con un’ altra , così la bestia votata , come la bestia messa in iscambio suo , saranno sacre . E se il voto è di qualunque bestia immonda , della quale non si offerisce offerta al Signore , presenti quella bestia davanti al Sacerdote . E facciane il Sacerdote l’ estimazione secondo che sarà buona o cattiva ; facciasene secondo l’ estimazione , che tu , o Sacerdote , ne avrai fatta . E se pure egli vuol riscattarla , sopraggiunga il quinto del prezzo di essa , oltre alla tua estimazione . E quando alcuno avrà consacrata la casa sua , per esser cosa sacra al Signore , apprezzila il Sacerdote , secondo che sarà buona o cattiva ; resti fermo il suo prezzo , quale il Sacerdote le avrà posto . E se pur colui che avrà consacrata la sua casa la vuol riscattare , sopraggiunga alla tua estimazione il quinto del prezzo di essa , e sia sua . E se alcuno consacra al Signore dei campi della sua eredità , sia la tua estimazione a ragione della sementa di esso ; la sementa d’ un omer d’ orzo sia estimata a cinquanta sicli di argento . Se egli consacra il suo campo fin dall’ anno del Giubileo , stia fermo il prezzo di esso , come tu l’ avrai tassato . Ma , se egli lo consacra dopo il Giubileo , faccia il Sacerdote ragion de’ danari col comperatore secondo gli anni che resteranno fino all’ anno del Giubileo , e secondo il numero di essi diffalchisi della tua estimazione . E se colui che ha consacrato il campo , pur vuol riscattarlo , sopraggiunga alla tua estimazione il quinto dei danari di essa , e resti il campo suo . Ma , se egli non riscatta il campo , e il campo è venduto ad un altro , non possa più riscattarlo . E quando il comperatore ne uscirà al Giubileo , sia cosa sacra al Signore , come campo d’ interdetto ; appartenga esso in proprio al Sacerdote . E se alcuno ha consacrato al Signore un campo da sè comperato , il qual non sia de’ campi della sua eredità ; faccia il Sacerdote ragione col comperatore della somma della tua estimazione , secondo il tempo che vi sarà fino all’ anno del Giubileo ; e dia colui in quello stesso giorno il prezzo da te posto ; è cosa sacra al Signore . Nell’ anno del Giubileo ritorni il campo a colui da chi esso l’ avrà comperato , a colui di cui sarà la proprietà del terreno . Or sia ogni tua estimazione a siclo di Santuario ; sia il siclo di venti oboli . Ma niuno consacri alcun primogenito di bestie , delle quali s’ offeriscono i primogeniti al Signore ; o vitello , o agnello , o capretto ch’ egli sia , già appartiene al Signore . Ma , se è degli animali immondi , riscattilo secondo la tua estimazione , e sopraggiungavi il quinto di essa ; e se pur non è riscattato , vendasi secondo il prezzo da te posto . Ma niuna cosa consacrata per interdetto , che l’ uomo abbia consacrata al Signore per interdetto , di tutto ciò ch’ è suo , così degli uomini , come del bestiame , e de’ campi della sua eredità , non si potrà vendere nè riscattare ; ogni interdetto è cosa santissima , appartenente al Signore . Niuno interdetto , consacrato d’ infra gli uomini , si possa riscattare ; del tutto sia fatto morire . Tutte le decime eziandio della terra così delle semenze della terra , come dei frutti degli alberi , appartengono al Signore ; son cosa sacra al Signore . E se pure alcuno vuol riscattar delle sue decime , sopraggiunga il quinto al prezzo di esse . Parimente sia cosa sacra al Signore ogni decima di buoi , e di pecore , e di capre ; ogni decimo animale di tutti quelli che passano sotto la verga . Non discernasi tra buono e cattivo ; e non permutisi l’ un con l’ altro ; e se pure alcuno permuta l’ un con l’ altro , quel decimo , e quell’ altro messo in suo scambio , saranno cosa sacra ; non si potranno riscattare . Questi sono i comandamenti che il Signore diede a Mosè , nel monte di Sinai , per proporli a’ figliuoli d’ Israele . IL Signore parlò ancora a Mosè , nel deserto di Sinai , nel Tabernacolo della convenenza , nel primo giorno del secondo mese , nell’ anno secondo da che i figliuoli d’ Israele furono usciti fuor del paese di Egitto , dicendo : Levate la somma di tutta la raunanza de’ figliuoli d’ Israele , secondo le lor nazioni , e le famiglie de’ padri loro , contando per nome , a testa a testa , ogni maschio , di età da vent’ anni in su , tutti coloro che possono andare alla guerra in Israele ; annoverateli , tu , ed Aaronne , per le loro schiere . E siavi con voi un uomo di ciascuna tribù , che sia capo della sua casa paterna . E questi sono i nomi di coloro che saranno presenti con voi : Di Ruben , Elisur , figliuolo di Sedeur ; Di Simeone , Selumiel , figliuolo di Surisaddai ; Di Giuda , Naasson , figliuolo di Amminadab ; D’ Issacar , Natanael , figliuolo di Suar ; Di Zabulon , Eliab , figliuolo di Helon ; De’ figliuoli di Giuseppe : di Efraim , Elisama , figliuoli di Ammiud ; di Manasse , Gamliel , figliuolo di Pedasur ; Di Beniamino , Abidan , figliuolo di Ghidoni ; Di Dan , Ahiezer , figliuolo di Ammisaddai ; Di Aser , Paghiel , figliuolo di Ocran ; Di Gad , Eliasaf , figliuolo di Deuel ; Di Neftali , Ahira , figliuolo di Enan . Costoro erano quelli che si chiamavano alla raunanza , principali delle tribù loro paterne , e capi delle migliaia d’ Israele . Mosè adunque ed Aaronne presero seco questi uomini , ch’ erano stati nominati per li nomi loro . E , a’ calendi del secondo mese , adunarono tutta la raunanza ; e le generazioni de’ figliuoli d’ Israele furono descritte per le lor nazioni , e per le famiglie loro paterne , contandoli per nome dall’ età di vent’ anni in su , a testa a testa . Come il Signore avea comandato a Mosè , egli li annoverò nel deserto di Sinai . E delle generazioni de’ figliuoli di Ruben , primogenito d’ Israele , per le lor nazioni , e famiglie paterne , contati per nome , a testa a testa , d’ infra tutti i maschi , dall’ età di vent’ anni in su , tutti quelli che potevano andare alla guerra ; gli annoverati della tribù di Ruben furono quarantaseimila cinquecento . Delle generazioni de’ figliuoli di Simeone , per le lor nazioni , e famiglie paterne , contati per nome , a testa a testa , d’ infra tutti i maschi , dall’ età di vent’ anni in su , tutti quelli che potevano andare alla guerra ; gli annoverati della tribù di Simeone furono cinquantanovemila trecento . Delle generazioni de’ figliuoli di Gad , per le lor nazioni , e famiglie paterne , contati per nome tutti quelli che potevano andare alla guerra , dall’ età di vent’ anni in su ; gli annoverati della tribù di Gad furono quarantacinquemila seicencinquanta . Delle generazioni de’ figliuoli di Giuda , per le lor nazioni , e famiglie paterne , contati per nome tutti quelli che potevano andare alla guerra , dall’ età di vent’ anni in su ; gli annoverati della tribù di Giuda furono settantaquattromila seicento . Delle generazioni de’ figliuoli d’ Issacar , per le lor nazioni , e famiglie paterne , contati per nome tutti quelli che potevano andare alla guerra , dall’ età di vent’ anni in su ; gli annoverati della tribù d’ Issacar furono cinquantaquattromila quattrocento . Delle generazioni de’ figliuoli di Zabulon , per le lor nazioni , e famiglie paterne , contati per nome tutti quelli che potevano andare alla guerra , dall’ età di vent’ anni in su ; gli annoverati della tribù di Zabulon furono cinquantasettemila quattrocento . De’ figliuoli di Giuseppe ; delle generazioni de’ figliuoli di Efraim , per le lor nazioni , e famiglie paterne , contati per nome tutti quelli che potevano andare alla guerra , dall’ età di vent’ anni in su ; gli annoverati della tribù di Efraim furono quarantamila cinquecento . Delle generazioni de’ figliuoli di Manasse , per le lor nazioni , e famiglie paterne , contati per nome tutti quelli che potevano andare alla guerra , dall’ età di vent’ anni in su ; gli annoverati della tribù di Manasse furono trentaduemila dugento . Delle generazioni de’ figliuoli di Beniaminio , per le lor nazioni , e famiglie paterne , contati per nome tutti quelli che potevano andare alla guerra , dall’ età di vent’ anni in su ; gli annoverati della tribù di Beniamino furono trentacinquemila quattrocento . Delle generazioni de’ figliuoli di Dan , per le lor nazioni , e famiglie paterne , contati per nome tutti quelli che potevano andare alla guerra , dall’ età di vent’ anni in su ; gli annoverati della tribù di Dan furono sessantaduemila settecento . Delle generazioni de’ figliuoli di Aser , per le lor nazioni , e famiglie paterne ; contati per nome tutti quelli che potevano andare alla guerra , dall’ età di vent’ anni in su ; gli annoverati della tribù di Aser furono quarantunmila cinquecento . Delle generazioni de’ figliuoli di Neftali , per le lor nazioni , e famiglie paterne , contati per nome tutti quelli che potevano andare alla guerra , dall’ età di vent’ anni in su ; gli annoverati della tribù di Neftali furono cinquantatremila quattrocento . Questi furono gli annoverati , i quali Mosè ed Aaronne annoverarono , insieme co’ principali d’ Israele , ch’ erano dodici uomini , uno per famiglia paterna . Così , tutti gli annoverati d’ infra i figliuoli d’ Israele , per le lor famiglie paterne , dall’ età di vent’ anni in su , che potevano andare alla guerra , furono seicentotremila cinquecencinquanta . Ma i Leviti non furono annoverati fra loro secondo la lor tribù paterna ; perciocchè il Signore avea detto a Mosè : Sol non annoverar la tribù di Levi , e non levarne la somma per mezzo i figliuoli d’ Israele . Ma ordina i Leviti sopra il Tabernacolo della Testimonianza , e sopra tutti i suoi arredi ; e sopra tutte le cose ad esso appartenenti ; e portino essi il Tabernacolo e tutti i suoi arredi ; e facciano i servigi di esso , e accampinvisi attorno . E quando il Tabernacolo si dipartirà , mettanlo giù i Leviti ; quando altresì si accamperà , rizzinlo i Leviti ; e se alcuno straniere vi si appressa , sia fatto morire . Or accampinsi i figliuoli d’ Israele , ciascuno nel suo quartiere , e ciascuno presso alla sua bandiera , per le loro schiere . Ma accampinsi i Leviti intorno al Tabernacolo della Testimonianza ; acciocchè non vi sia ira contro alla raunanza de’ figliuoli d’ Israele ; e facciano i Leviti la funzione del Tabernacolo della Testimonianza . E i figliuoli d’ Israele fecero interamente come il Signore avea comandato . POI il Signore parlò a Mosè e ad Aaronne , dicendo : Accampinsi i figliuoli d’ Israele , ciascuno presso alla sua bandiera , distinti per le insegne delle lor famiglie paterne ; accampinsi dirincontro al Tabernacolo della convenenza d’ ogn’ intorno . E quelli che si accamperanno dalla parte anteriore , verso il Levante , sieno que’ della bandiera del campo di Giuda distinti per le loro schiere ; e sia il lor capo Naasson , figliuolo di Amminadab . La cui schiera , e gli annoverati , son settantaquattromila seicento . E quelli che si accamperanno presso a lui , sieno la tribù d’ Issacar e sia capo de’ figliuoli d’ Issacar Natanael , figliuolo di Suar . La cui schiera , e gli annoverati , son cinquantaquattromila quattrocento . E la tribù di Zabulon ; e sia capo de’ figliuoli di Zabulon Eliab , figliuolo di Helon . La cui schiera , e gli annoverati , son cinquantasettemila quattrocento . Tutti gli annoverati del campo in Giuda son centottantaseimila quattrocento , distinti per le loro schiere . Questi si moveranno i primi . Sia la bandiera del campo di Ruben , distinta per le sue schiere , verso il Mezzodì ; e sia capo de’ figliuoli di Ruben Elisur , figliuolo di Sedeur . La cui schiera , e gli annoverati , son quarantaseimila cinquecento . E quelli che si accamperanno presso a lui sieno la tribù di Simeone ; e sia capo de’ figliuoli di Simeone Selumiel , figliuolo di Surisaddai . La cui schiera , e gli annoverati , son cinquantanovemila trecento . E la tribù di Gad ; e sia capo de’ figliuoli di Gad Eliasaf , figliuolo di Reuel . La cui schiera , e gli annoverati , son quarantacinquemila seicencinquanta . Tutti gli annoverati del campo di Ruben son cencinquantunmila quattrocencinquanta , distinti per le loro schiere . Questi movansi i secondi . Poi movasi il Tabernacolo della convenenza , essendo l’ oste de’ Leviti nel mezzo degli altri campi ; come sono accampati , così movansi , ciascuno nel suo ordine , secondo le lor bandiere . Sia la bandiera del campo di Efraim , distinta per le sue schiere , verso il Ponente ; e sia capo de’ figliuoli di Efraim Elisama , figliuolo di Ammiud . La cui schiera , e gli annoverati , son quarantamila cinquecento . E presso a lui si accampi la tribù di Manasse ; e sia capo de’ figliuoli di Manasse Gamliel , figliuolo di Pedasur . La cui schiera , e gli annoverati , son trentaduemila dugento . E la tribù di Beniamino ; e sia capo de’ figliuoli di Beniamino Abidan , figliuolo di Ghidoni . La cui schiera , e gli annoverati , son trentacinquemila quattrocento . Tutti gli annoverati del campo di Efraim son centottomila cento , distinti per le loro schiere . Questi movansi i terzi . Sia la bandiera del campo di Dan , distinta per le sue schiere , verso il Settentrione ; e sia capo de’ figliuoli di Dan Ahiezer , figliuolo di Ammisaddai . La cui schiera , e gli annoverati , son sessantaduemila settecento . E quelli che si accamperanno presso a lui sieno la tribù di Aser , e sia capo de’ figliuoli di Aser Paghiel , figliuolo di Ocran . La cui schiera , e gli annoverati , son quarantunmila cinquecento . E la tribù di Neftali ; e sia capo de’ figliuoli di Neftali Ahira , figliuolo di Enan . La cui schiera , e gli annoverati , son cinquantatremila quattrocento . Tutti gli annoverati del campo di Dan , son cencinquantasettemila seicento . Questi si movano gli ultimi , distinti per le lor bandiere . Questi sono gli annoverati d’ infra i figliuoli d’ Israele , per le lor famiglie paterne . Tutti gli annoverati de’ campi , per le loro schiere , furono seicentotremila cinquecencinquanta . Ma i Leviti non furono annoverati per mezzo i figliuoli d’ Israele ; secondo che il Signore avea comandato a Mosè . E i figliuoli d’ Israele fecero interamente come il Signore avea comandato a Mosè ; così si accampavano distinti per le lor bandiere , e così si movevano , ciascuno secondo la sua nazione , e secondo la sua famiglia paterna . OR queste sono le generazioni di Aaronne e di Mosè , al tempo che il Signore parlò con Mosè , nel monte di Sinai . E questi sono i nomi de’ figliuoli d’ Aaronne : Nadab il primogenito , e Abihu , Eleazaro e Itamar . Questi sono i nomi de’ figliuoli d’ Aaronne , sacerdoti , i quali furono unti e consacrati , per esercitare il sacerdozio . Or Nadab ed Abihu morirono davanti al Signore , quando offersero fuoco strano nel cospetto del Signore , nel deserto di Sinai ; e non ebbero figliuoli ; ed Eleazaro e Itamar esercitarono il sacerdozio nella presenza d’ Aaronne , lor padre . E il Signore parlò a Mosè , dicendo : Fa’ appressar la tribù di Levi , e falla comparir davanti al Sacerdote Aaronne , acciocchè gli ministrino . E facciano la fazione di esso , e la fazione di tutta la raunanza , davanti al Tabernacolo della convenenza , facendo i servigi del Tabernacolo . E abbiano in guardia tutti gli arredi del Tabernacolo della convenenza ; e in somma facciano la fazione de’ figliuoli d’ Israele , facendo i servigi del Tabernacolo . Così da’ i Leviti ad Aaronne , e a’ suoi figliuoli ; essi gli sono dati in dono d’ infra i figliuoli d’ Israele . E costituisci Aaronne e i suoi figliuoli , a far la fazione del lor sacerdozio ; e se alcuno straniere vi si appressa , sia fatto morire . Oltre a ciò , il Signore parlò a Mosè dicendo : Ecco , io ho presi i Leviti d’ infra i figliuoli d’ Israele in luogo di tutti i primogeniti che aprono la matrice fra i figliuoli d’ Israele ; perciò i Leviti saranno miei . Conciossiachè ogni primogenito sia mio ; nel giorno che io percossi tutti i primogeniti nel paese di Egitto , io mi consacrai tutti i primogeniti d’ Israele , così degli uomini , come degli animali ; essi hanno ad esser miei . Io sono il Signore . Il Signore parlò ancora a Mosè , nel deserto di Sinai , dicendo : Annovera i figliuoli di Levi , per le lor famiglie paterne , e per le lor nazioni , annovera ogni maschio d’ infra loro , dall’ età d’ un mese in su . E Mosè li annoverò secondo il comandamento del Signore , come gli era stato imposto . Or questi furono i figliuoli di Levi , secondo i lor nomi ; Gherson , e Chehat , e Merari . E questi sono i nomi de’ figliuoli di Gherson , distinti per le lor nazioni ; Libni e Simei . E i figliuoli di Chehat , distinti per le lor nazioni , furono Amram , e Ishar , e Hebron , e Uzziel . E i figliuoli di Merari , distinti per le lor nazioni , furono Mahali e Musi . Queste sono le nazioni de’ Leviti , distinte per le lor famiglie paterne . Di Gherson fu la nazione de’ Libniti , e la nazione de’ Simeiti . Queste furono le nazioni de’ Ghersoniti . De’ quali gli annoverati , contati tutti i maschi dall’ età d’ un mese in su , furono settemila cinquecento . Le nazioni de’ Ghersoniti furono dietro al Tabernacolo , verso il Ponente . E il capo della famiglia paterna de’ Ghersoniti fu Eliasaf , figliuolo di Lael . E la fazione de’ figliuoli di Gherson , nel Tabernacolo della convenenza , era il Tabernacolo e la Tenda , la Coverta di essa , e il Tappeto dell’ entrata del Tabernacolo della convenenza ; e le cortine del Cortile , insieme col Tappeto dell’ entrata del Cortile , d’ intorno al Padiglione e all’ Altare , e le sue corde , per tutti i suoi servigi . E di Chehat fu la nazione degli Amramiti , e la nazione degl’ Ishariti , e la nazione degli Hebroniti , e la nazione degli Uzzieliti . Queste sono le nazioni de’ Chehatiti . I quali , contati tutti i maschi , dall’ età d’ un mese in su , furono ottomila seicento , che facevano la fazione del Santuario . Le nazioni de’ figliuoli di Chehat doveano accamparsi allato al Tabernacolo verso il Mezzodì . E il capo delle famiglie paterne delle nazioni de’ Chehatiti fu Elisafan , figliuolo d’ Uzziel . E la lor fazione era l’ Arca e la Tavola , e il Candelliere , e gli Altari , e i vasellamenti del Santuario , co’ quali si faceva il ministerio , e la Cortina , e tutti i suoi servigi . Ed Eleazaro , figliuolo del Sacerdote Aaronne , era Capo de’ capi de’ Leviti ; essendo Sopraintendente di coloro che facevano la fazione del Santuario . Di Merari fu la nazione de’ Mahaliti , e la nazione de’ Musiti . Queste sono le nazioni de’ Merariti . De’ quali gli annoverati , contati tutti i maschi dall’ età d’ un mese in su , furono seimila dugento . E il capo delle famiglie paterne delle nazioni de’ Merariti fu Suriel , figliuolo di Abihail . Essi doveano accamparsi allato al Tabernacolo , verso il Settentrione . E il carico della fazione de’ figliuoli di Merari era le assi , e le sbarre , e le colonne , e i piedistalli del Tabernacolo , e tutti i suoi tali arredi , e tutti tali suoi servigi ; e le colonne del Cortile d’ intorno , e i lor piedistalli , e i lor piuoli , e le lor corde . E quelli che doveano accamparsi davanti alla Tenda , verso il Levante , dalla parte anteriore del Tabernacolo della convenenza , verso l’ Oriente , erano Mosè e Aaronne , e i suoi figliuoli ; i quali facevano la fazione del Santuario , in vece ed a nome de’ figliuoli d’ Israele ; in maniera , che se alcuno straniere vi si appressava , dovea esser fatto morire . Tutti gli annoverati d’ infra i Leviti , i quali Mosè ed Aaronne , per comandamento del Signore , annoverarono per le lor nazioni , cioè : tutti i maschi , dall’ età d’ un mese in su , furono ventiduemila . POI il Signore disse a Mosè : Annovera tutti i primogeniti maschi d’ infra i figliuoli d’ Israele , dall’ età d’ un mese in su ; e leva la somma de’ loro nomi . E prendi per me , io sono il Signore , i Leviti , in luogo di tutti i primogeniti d’ infra i figliuoli d’ Israele ; prendi parimente il bestiame de’ Leviti , in luogo di tutti i primogeniti del bestiame dei figliuoli d’ Israele . E Mosè annoverò tutti i primogeniti d’ infra i figliuoli d’ Israele , come il Signore gli avea comandato . E tutti i primogeniti maschi , secondo che furono annoverati , contati per nome , dall’ età di un mese in su , furono ventiduemila dugensettantatrè . Il Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Prendi i Leviti in luogo di tutti i primogeniti d’ infra i figliuoli d’ Israele ; e il bestiame de’ Leviti in luogo del bestiame di essi ; e sieno i Leviti miei . Io sono il Signore . E per lo riscatto di que’ dugensettantatrè , de’ primogeniti dei figliuoli d’ Israele , che son di avanzo sopra il numero de’ Leviti ; prendi cinque sicli per testa , a siclo di Santuario , che è di venti oboli . E da’ ad Aaronne , e a’ suoi figliuoli , i danari del riscatto di coloro che son di avanzo fra’ primogeniti . Mosè adunque prese i danari del riscatto , da coloro ch’ erano stati d’ avanzo de’ riscattati per i Leviti . Egli prese que’ danari da’ primogeniti de’ figliuoli d’ Israele , che furono milletrecensessantacinque sicli , a siclo di Santuario . E Mosè diede i danari del riscatto ad Aaronne , e a’ suoi figliuoli , secondo il comandamento del Signore , come il Signore gli avea imposto . IL Signore parlò ancora a Mosè e ad Aaronne , dicendo : Levate la somma de’ figliuoli di Chehat , d’ infra i figliuoli di Levi , per le lor nazioni e famiglie paterne ; dall’ età di trent’ anni in su , fino a cinquanta ; cioè : tutti quelli che possono entrare in ufficio , per fare l’ opera nel Tabernacolo della convenenza . Questo è il servizio de’ figliuoli di Chehat , nel Tabernacolo della convenenza , nelle cose santissime . Quando il campo si moverà , vengano Aaronne ed i suoi figliuoli , e pongan giù la Cortina che si tende davanti all’ Arca , e copre l’ Arca della Testimonianza . Poi mettanvi sopra una coverta di pelli di tasso , e stendano disopra un drappo tutto di violato ; e mettano le stanghe all’ Arca . Poi stendano sopra la Tavola di presenza un drappo di violato ; e mettano sopra essa i piattelli , e le scodelle , e le coppe , e i nappi da fare gli spargimenti ; sia parimente sopra essa il pane continuo . E stendano sopra quelle cose un drappo di scarlatto , e coprano quello con una coverta di pelli di tasso ; poi mettano le stanghe alla Tavola . Poi prendano un drappo di violato , e copranne il Candelliere della lumiera , e le sue lampane , e i suoi smoccalatoi , e i suoi catinelli , e tutti i vaselli dell’ olio di esso , co’ quali si fanno i suoi servigi . Poi mettano il Candelliere , con tutti i suoi strumenti , in una coverta di pelli di tasso ; e mettanlo sopra un par di stanghe . Poi stendano un drappo di violato sopra l’ Altare d’ oro ; e copranlo con una coverta di pelli di tasso ; poi mettano le stanghe all’ Altare . Poi prendano tutti gli arredi del servigio , co’ quali si fa il servigio nel Santuario , e mettanli dentro un drappo di violato , e copranli con una coverta di pelli di tasso ; e mettanli sopra un par di stanghe . Poi tolgano le ceneri dall’ Altare , e stendano sopra esso un drappo di scarlatto . E mettano sopra esso tutti i suoi strumenti , co’ quali si fa il servigio sopra esso , le cazze , le forcelle , le palette , i bacini , e tutti gli altri strumenti dell’ Altare ; e stendanvi sopra una coverta di pelli di tasso ; poi mettano le stanghe all’ Altare . E , dopo che Aaronne e i suoi figliuoli avranno finito di coprire il Santuario , e tutti gli arredi di esso , quando il campo si moverà ; vengano i figliuoli di Chehat , per portar quelle cose ; e non tocchino il Santuario , che non muoiano . Queste son le cose che i figliuoli di Chehat devono portare , del Tabernacolo della convenenza . E abbia Eleazaro , figliuolo del Sacerdote Aaronne , il carico dell’ olio della lumiera , e del profumo aromatico , e dell’ offerta continua , e dell’ olio dell’ Unzione ; oltre alla sopraintendenza sopra tutto il Tabernacolo , e tutto ciò ch’ è in esso , per lo Santuario , e per li suoi arredi . Poi il Signore parlò a Mosè e ad Aaronne , dicendo : Non fate sì che la tribù delle famiglie de’ Chehatiti sia sterminata d’ infra i Leviti . Anzi fate loro questo , acciocchè vivano , e non muoiano , quando si accosteranno alle cose santissime : Vengano Aaronne e i suoi figliuoli , e disponganli ciascuno al suo servigio , e a ciò ch’ egli ha da portare . Ma non vengano per riguardare , quando si copriranno le cose sante , che non muoiano . Il Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Leva parimente la somma dei figliuoli di Gherson , per le lor famiglie paterne e nazioni . Annoverali , dall’ età di trent’ anni in su , fino a cinquanta , cioè : tutti quelli che possono entrare in esercizio di ufficio , per servire nel Tabernacolo della convenenza . Questo è il servigio delle famiglie dei Ghersoniti , in ministrare e in portare : Portino i teli della Tenda , e il Tabernacolo della convenenza ; la sua Coverta , e la Coverta di pelli di tasso che è disopra , e il Tappeto dell’ entrata del Tabernacolo della convenenza ; e le cortine del Cortile , e il Tappeto dell’ entrata della porta del Cortile , il quale è intorno al Tabernacolo e all’ Altare ; e le corde di quelle , e tutti gli arredi per lor servigio . E servano essi in tutto ciò che si deve fare intorno a quelle cose . Tutto il servigio de’ figliuoli di Gherson , in tutto ciò che devono portare , e in tutti i servigi che devono fare , sia secondo l’ ordine di Aaronne e de’ suoi figliuoli ; e voi darete loro il carico di tutto ciò che dovranno portare . Questo è il servigio delle famiglie de’ figliuoli di Gherson , nel Tabernacolo della convenenza ; e la fazion loro sarà sotto la sopraintendenza d’ Itamar , figliuolo del Sacerdote Aaronne . Annovera eziandio i figliuoli di Merari , per le lor nazioni e famiglie paterne . Annoverali , dall’ età di trenta anni in su , fino a cinquanta , cioè : tutti quelli che possono entrare nel servigio del Tabernacolo della convenenza . E questo sia ciò che devono portare per lor fazione , insieme con tutto il servigio che dovranno fare nel Tabernacolo della convenenza , cioè : le assi del Tabernacolo , e le sue sbarre e le sue colonne , e i suoi piedistalli . E le colonne del Cortile d’ intorno , e i lor piedistalli , e i lor piuoli , e le lor corde , insieme con tutti i loro arredi , per tutti i lor servigi ; e consegnate loro per nome gli arredi che dovranno portare per lor fazione . Questo è il servigio delle famiglie de’ figliuoli di Merari ; oltre a tutto il servigio che hanno da fare nel Tabernacolo della convenenza , sotto la sopraintendenza di Itamar , figliuolo del Sacerdote Aaronne . Mosè adunque , ed Aaronne , e i principali della raunanza , annoverarono i figliuoli di Chehat , per le lor nazioni e famiglie paterne ; dall’ età di trent’ anni in su , fino a cinquanta , cioè : tutti quelli che potevano entrare in ufficio , per servire nel Tabernacolo della convenenza . E gli annoverati d’ infra loro , distinti per le lor nazioni , furono duemila settecencinquanta . Questi sono gli annoverati delle nazioni de’ Chehatiti ; che erano tutti quelli che servivano nel Tabernacolo della convenenza , i quali Mosè ed Aaronne annoverarono , per comandamento del Signore , dato per man di Mosè . E gli annoverati d’ infra i figliuoli di Gherson , distinti per le lor nazioni e famiglie paterne ; dall’ età di trent’ anni in su , fino a cinquanta ; ch’ erano tutti quelli che potevano entrare in ufficio , per servire nel Tabernacolo della convenenza ; gli annoverati , dico , d’ infra loro , distinti per le lor nazioni e famiglie paterne , furono duemila seicentrenta . Questi sono gli annoverati delle nazioni de’ figliuoli di Gherson ; ch’ erano tutti quelli che servivano nel Tabernacolo della convenenza ; i quali Mosè ed Aaronne annoverarono , per comandamento del Signore . E gli annoverati delle nazioni de’ figliuoli di Merari , distinti per le lor nazioni e famiglie paterne ; dall’ età di trent’ anni in su , fino a cinquanta , cioè : tutti quelli che potevano entrare in ufficio , per servire nel Tabernacolo della convenenza ; gli annoverati , dico , d’ infra loro , distinti per le lor nazioni , furono tremila dugento . Questi sono gli annoverati delle nazioni de’ figliuoli di Merari ; i quali Mosè ed Aaronne annoverarono , per comandamento del Signore , dato per man di Mosè . Tutti gli annoverati i quali Mosè , ed Aaronne , e i principali d’ Israele , annoverarono , d’ infra i Leviti , distinti per le lor nazioni e famiglie paterne ; dall’ età di trent’ anni in su , fino a cinquanta , cioè : tutti quelli che potevano entrare in servigio , così per servire , come per portare , nel Tabernacolo della convenenza ; gli annoverati , dico , d’ infra loro , furono ottomila cinquecentottanta . Essi gli annoverarono per comandamento del Signore , dato per man di Mosè , ciascuno secondo che dovea servire o portare ; e gli annoverati da loro furono quelli che il Signore avea comandati a Mosè . POI il Signore parlò a Mosè , dicendo : Comanda a’ figliuoli d’ Israele che mandino fuor del campo ogni lebbroso , e ogni uomo che ha la colagione , e ogni uomo immondo per un morto . Mandateli fuori , così maschi , come femmine ; mandateli fuor del campo ; acciocchè non contaminino il campo loro , nel mezzo del quale io abito . E i figliuoli d’ Israele fecero così , e mandarono coloro fuor del campo . Come il Signore avea detto a Mosè , così fecero i figliuoli d’ Israele . IL Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Parla a’ figliuoli d’ Israele , e di’ loro : Quando un uomo o una donna avrà fatto alcuno de’ peccati degli uomini , commettendo misfatto contro al Signore ; quella cotal persona è colpevole . Se confessa il suo peccato che avrà commesso , restituisca il capitale di ciò intorno a che avrà misfatto ; e vi sopraggiunga il quinto , e dialo a colui contro a cui avrà misfatto . E se colui non ha alcun prossimo parente , che abbia ragione di ricoverar ciò che fu suo , per restituirgli ciò in che il misfatto sarà stato commesso ; venendosi ciò a restituire , appartenga al Signore , cioè al sacerdote , oltre al montone de’ purgamenti , col quale il sacerdote farà purgamento per lui . Parimente sia del sacerdote ogni offerta elevata di tutte le cose consacrate da’ figliuoli d’ Israele , le quali essi gli presenteranno . E le cose consacrate da chi che sia sieno del sacerdote ; sia suo ciò che qualunque persona gli avrà dato . OLTRE a ciò , il Signore parlò a Mosè , dicendo : Parla a’ figliuoli d’ Israele , e di’ loro : Quando la moglie di alcun si sarà sviata , e avrà commesso misfatto contro a lui ; e alcuno sarà giaciuto carnalmente con lei , di nascosto dal marito ; ed ella si sarà celatamente contaminata , senza che vi sia alcun testimonio contro a lei nè che sia stata colta in sul fatto ; se lo spirito della gelosia entra nel marito , sì ch’ egli sia geloso della sua moglie , essendosi ella contaminata ; ovvero anche , se lo spirito della gelosia entra in lui , sì che sia geloso della sua moglie , non essendosi ella contaminata ; meni quell’ uomo la sua moglie al sacerdote , e presenti per lei l’ offerta di essa , che sarà la decima parte di un efa di farina d’ orzo ; non ispandavi sopra olio , e non mettavi sopra incenso ; perciocchè è offerta di gelosie , oblazione di rammemorazione , che riduce a memoria iniquità . E faccia il sacerdote appressar quella donna , e facciala stare in piè nel cospetto del Signore . Poi prenda il sacerdote dell’ acqua santa in un vasello di terra ; prenda eziandio della polvere che sarà sopra il suolo del Tabernacolo , e mettala in quell’ acqua . E facendo star quella donna in piè davanti al Signore , scoprale il sacerdote la testa , e mettale in su le palme delle mani l’ offerta della rammemorazione , che è l’ offerta delle gelosie ; e abbia il Sacerdote in mano quell’ acqua amara che reca maledizione . E faccia il sacerdote giurar quella donna , e dicale : Se niun uomo è giaciuto teco , e se tu non ti sei sviata per contaminazione , ricevendo un altro in luogo del tuo marito ; quest’ acqua amara , che reca maledizione , non facciati alcun danno . Ma se tu ti sei sviata , ricevendo un altro in luogo del tuo marito , e ti sei contaminata , e altri che il tuo marito è giaciuto teco carnalmente ; allora faccia il sacerdote giurar la donna , con giuramento di esecrazione , e dicale : Il Signore ti metta in maledizione ed esecrazione , nel mezzo del tuo popolo , facendoti cader la coscia , e gonfiare il ventre . Ed entriti nell’ interiora quest’ acqua che reca maledizione , per farti gonfiare il ventre , e cader la coscia . E la donna dica : Amen , Amen . Poi scriva il sacerdote queste maledizioni in un cartello , e le cancelli con quell’ acqua amara . E dia a bere alla donna quell’ acqua amara , che reca maledizione , sì che quell’ acqua che reca maledizione entri in lei , per acqua amara . Or prenda il sacerdote di man di quella donna l’ offerta delle gelosie ; e dimenila davanti al Signore ; e poi offeriscala sopra l’ Altare . Prenda eziandio una menata di quell’ offerta , per la sua ricordanza , e brucila sopra l’ Altare ; e poi dia a bere quell’ acqua alla donna . E quando egli gliela avrà data a bere , avverrà che , se ella si è contaminata , e ha commesso misfatto contro al suo marito , quando l’ acqua che reca maledizione sarà entrata in lei , per acqua amara , il ventre le gonfierà , e la coscia le caderà ; e quella donna sarà in esecrazione in mezzo del suo popolo . Ma , se quella donna non si è contaminata , anzi è pura , ella non avrà male alcuno , e potrà portar figliuoli . Questa è la legge delle gelosie , quando la moglie di alcuno si sarà sviata , ricevendo un altro in luogo del suo marito , e si sarà contaminata . Ovvero , quando lo spirito della gelosia sarà entrato nel marito , ed egli sarà geloso della sua moglie ; facciala comparire davanti al Signore , e facciale il Sacerdote tutto quello ch’ è ordinato per questa legge . E sia il marito esente di colpa , ma porti la donna la sua iniquità . IL Signore parlò , altre a ciò , a Mosè , dicendo : Parla a’ figliuoli d’ Israele , e di’ loro : Quando alcuno , uomo o donna , avrà fatto singolar voto di Nazireo , per farsi Nazireo al Signore ; astengasi da vino e da cervogia ; non beva alcun aceto , nè di vino , nè di cervogia ; nè alcun liquor d’ uva ; e non mangi alcuna uva , nè fresca nè secca . Tutto il tempo del suo Nazireato non mangi cosa niuna prodotta da vite che fa vino ; non pure acini nè fiocini . Tutto il tempo del voto del suo Nazireato non passi il rasoio sopra il suo capo ; sia santo , finchè sia compiuto il tempo per lo quale egli si è votato Nazireo al Signore ; lasciando crescer la chioma de’ capelli del suo capo . Non vada , in tutto il tempo per lo quale , egli si sarà votato Nazireo al Signore , in alcun luogo ove sia un morto . Non contaminisi per suo padre , nè per sua madre , nè per suo fratello , nè per sua sorella , quando alcuno di loro sarà morto ; perciocchè il Nazireato dell’ Iddio suo è sopra il suo capo . Sia santo al Signore , tutto il tempo del suo Nazireato . E se alcuno muore appresso di lui di subito improvviso , egli ha contaminato il capo del suo Nazireato ; perciò radasi il capo al giorno della sua purificazione ; radaselo al settimo giorno . E nell’ ottavo giorno porti al sacerdote alla entrata del Tabernacolo della convenenza , due tortole o due pippioni . E sacrifichine il sacerdote uno per lo peccato , e uno per olocausto ; e faccia purgamento per lui , di ciò ch’ egli avrà peccato intorno al morto ; e in quel giorno stesso santifichi il suo capo ; e consacri al Signore i giorni del suo Nazireato ; e adduca un agnello di un anno per la colpa ; e sieno i giorni precedenti tenuti per nulla ; conciossiachè il suo Nazireato sia stato contaminato . Or questa è la legge intorno al Nazireo : Nel giorno che il tempo del suo Nazireato sarà compiuto , portilo all’ entrata del Tabernacolo della convenenza . E offerisca la sua offerta al Signore ; cioè : un agnello di un anno , senza difetto , per olocausto ; e un’ agnella di un anno , senza difetto , per lo peccato ; e un montone senza difetto , per sacrificio da render grazie ; e un paniere di focacce di fior di farina , azzime , intrise con olio , e di schiacciate azzime , unte con olio ; insieme con l’ offerte di panatica , e da spandere di que’ sacrificii . E offerisca il sacerdote quelle cose nel cospetto del Signore ; e sacrifichi il sacrificio per lo peccato , e l’ olocausto di esso . Poi offerisca quel montone al Signore , per sacrificio da render grazie , insieme con quel paniere di azzimi ; offerisca ancora il sacerdote l’ offerta di panatica , e l’ offerta da spandere di esso . E facciasi il Nazireo radere il capo del suo Nazireato all’ entrata del Tabernacolo della convenenza ; e prenda i capelli del suo Nazireato , e mettali in sul fuoco , che sarà sotto il sacrificio da render grazie . Poi prenda il sacerdote una spalla di quel montone cotta ; e una focaccia azzima di quel paniere , e una schiacciata azzima ; e mettale in su le palme delle mani del Nazireo , dopo ch’ egli avrà fatto radere il suo Nazireato . E dimeni il sacerdote quelle cose per offerta dimenata davanti al Signore ; sono cosa sacra , appartenente al sacerdote , siccome ancora il petto dell’ offerta dimenata , e la spalla dell’ offerta elevata . Dopo questo , il Nazireo potrà ber vino . Questa è la legge del Nazireo che avrà votata la sua offerta al Signore per lo suo Nazireato ; oltre a quello ch’ egli potrà fornir di più secondo la sua facoltà ; faccia secondo il voto ch’ egli avrà fatto , oltre alla legge del suo Nazireato . Il Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Parla ad Aaronne e a’ suoi figliuoli , dicendo : Benedite i figliuoli di Israele in questa maniera , dicendo loro : Il Signore ti benedica e ti guardi . Il Signore faccia risplendere le sua faccia verso te , e ti sia propizio . Alzi il Signore la sua faccia verso te , e ti stabilisca la pace . E mettano il mio Nome sopra i figliuoli d’ Israele ; e io il benedirò . OR nel giorno che Mosè ebbe finito di rizzare il Tabernacolo , e l’ ebbe unto e consacrato , con tutti i suoi arredi : e l’ Altare , con tutti i suoi strumenti ; i principali d’ Israele , capi delle case loro paterne , i quali erano i principali delle tribù , ed erano stati sopra le rassegne del popolo , fecero un’ offerta . E l’ addussero davanti al Signore , cioè : sei carri coperti e dodici buoi ; un carro per due di que’ principali , e un bue per uno ; e offersero quelli davanti al Tabernacolo . E il Signore parlò a Mosè , dicendo : Prendili da loro , e sieno impiegati nei servigi del Tabernacolo della convenenza , e dalli a’ Leviti ; acciocchè se ne servano , ciascuno secondo il suo servigio . Mosè adunque prese que’ carri e quei buoi , e li diede a’ Leviti . A’ figliuoli di Gherson diede due di que’ carri , e quattro di que’ buoi , per servirsene secondo il lor servigio . E a’ figliuoli di Merari diede i quattro altri carri , e gli altri otto buoi , per servirsene secondo il lor servigio ; sotto la sopraintendenza d’ Itamar , figliuolo del Sacerdote Aaronne . Ma a’ figliuoli di Chehat non ne diede ; perciocchè il servigio del Santuario era loro imposto ; essi aveano da portare in su le spalle . Oltre a ciò , que’ principali fecero una offerta per la dedicazione dell’ Altare , nel giorno ch’ egli fu unto ; e l’ offersero davanti all’ Altare . E il Signore disse a Mosè : Di questi capi uno per giorno offerisca la sua offerta , per la Dedicazione dell’ Altare . E colui che offerse la sua offerta il primo giorno , fu Naasson , figliuolo di Amminadab , della tribù di Giuda . E la sua offerta fu un piattel d’ argento , di peso di centrenta sicli ; un nappo di argento , di settanta sicli , a siclo di Santuario ; amendue pieni di fior di farina , stemperata con olio , per offerta di panatica ; un turibolo d’ oro , di dieci sicli , pien di profumo ; un giovenco , un montone , un agnello di un anno , per olocausto ; un becco , per sacrificio per lo peccato : e , per sacrificio da render grazie , un par di buoi , cinque montoni , cinque becchi , e cinque agnelli di un anno . Questa fu l’ offerta di Naasson , figliuolo di Amminadab . Il secondo giorno , Natanael , figliuolo di Suar , capo d’ Issacar , offerse la sua offerta ; che fu : un piattel d’ argento , di peso di centrenta sicli ; un nappo di argento , di settanta sicli , a siclo di Santuario ; amendue pieni di fior di farina , stemperata con olio , per offerta di panatica ; un turibolo d’ oro , di dieci sicli , pien di profumo ; un giovenco , un montone , un agnello di un anno , per olocausto ; un becco , per sacrificio per lo peccato : e , per sacrificio da render grazie , un par di buoi , cinque montoni , cinque becchi , e cinque agnelli di un anno . Questa fu l’ offerta di Natanael , figliuolo di Suar . Il terzo giorno , Eliab , figliuolo di Helon , capo de’ figliuoli di Zabulon , offerse la sua offerta ; che fu : un piattel di argento , di peso di centrenta sicli ; un nappo di argento , di settanta sicli , a siclo di Santuario ; amendue pieni di fior di farina , stemperata con olio , per offerta di panatica ; un turibolo d’ oro , di dieci sicli , pien di profumo ; un giovenco , un montone , un agnello di un anno , per olocausto ; un becco , per sacrificio per lo peccato : e , per sacrificio da render grazie , un par di buoi , cinque montoni , cinque becchi , e cinque agnelli di un anno . Questa fu l’ offerta di Eliab , figliuolo di Helon . Il quarto giorno , Elisur , figliuolo di Sedeur , capo de’ figliuoli di Ruben , offerse la sua offerta ; che fu : un piattel di argento , di peso di centrenta sicli ; un nappo di argento , di settanta sicli , a siclo di Santuario ; amendue pieni di fior di farina , stemperata con olio , per offerta di panatica ; un turibolo d’ oro , di dieci sicli , pien di profumo ; un giovenco , un montone , un agnello di un anno , per olocausto ; un becco , per sacrificio per lo peccato : e , per sacrificio da render grazie , un par di buoi , cinque montoni , cinque becchi , e cinque agnelli di un anno . Questa fu l’ offerta di Elisur , figliuolo di Sedeur . Il quinto giorno , Selumiel , figliuolo di Surisaddai , capo de’ figliuoli di Simeone , offerse la sua offerta ; che fu : un piattel di argento , di peso di centrenta sicli ; un nappo di argento , di settanta sicli , a siclo di Santuario ; amendue pieni di fior di farina , stemperata con olio , per offerta di panatica ; un turibolo d’ oro , di dieci sicli , pien di profumo ; un giovenco , un montone , un agnello di un anno , per olocausto ; un becco , per sacrificio per lo peccato : e , per sacrificio da render grazie , un par di buoi , cinque montoni , cinque becchi , e cinque agnelli di un anno . Questa fu l’ offerta di Selumiel , figliuolo di Surisaddai . Il sesto giorno , Eliasaf , figliuolo di Deuel , capo de’ figliuoli di Gad , offerse la sua offerta ; che fu : un piattel di argento , di peso di centrenta sicli ; un nappo di argento , di settanta sicli , a siclo di Santuario ; amendue pieni di fior di farina , stemperata con olio , per offerta di panatica ; un turibolo d’ oro di dieci sicli , pien di profumo ; un giovenco , un montone , un agnello di un anno , per olocausto ; un becco , per sacrificio per lo peccato : e , per sacrificio da render grazie , un par di buoi , cinque montoni , cinque becchi , e cinque agnelli di un anno . Questa fu l’ offerta di Eliasaf , figliuolo di Deuel . Il settimo giorno , Elisama , figliuolo di Ammiud , capo de’ figliuoli di Efraim , offerse la sua offerta ; che fu : un piattel di argento , di peso di centrenta sicli ; un nappo di argento , di settanta sicli , a siclo di Santuario ; amendue pieni di fior di farina , stemperata con olio , per offerta di panatica ; un turibolo d’ oro , di dieci sicli , pien di profumo ; un giovenco , un montone , un agnello di un anno , per olocausto ; un becco , per sacrificio per lo peccato : e , per sacrificio da render grazie , un par di buoi , cinque montoni , cinque becchi , e cinque agnelli di un anno . Questa fu l’ offerta di Elisama , figliuolo di Ammiud . L’ ottavo giorno , Gamliel , figliuolo di Pedasur , capo de’ figliuoli di Manasse , offerse la sua offerta ; che fu : un piattel di argento , di peso di centrenta sicli ; un nappo di argento , di settanta sicli , a siclo di Santuario ; amendue pieni di fior di farina , stemperata con olio , per offerta di panatica ; un turibolo d’ oro , di dieci sicli , pien di profumo ; un giovenco , un montone , un agnello di un anno , per olocausto ; un becco , per sacrificio per lo peccato : e , per sacrificio da render grazie , un par di buoi , cinque montoni , cinque becchi , e cinque agnelli di un anno . Questa fu l’ offerta di Gamliel , figliuolo di Pedasur . Il nono giorno , Abidan , figliuolo di Ghidoni , capo de’ figliuoli di Beniamino , offerse la sua offerta ; che fu : un piattel di argento , di peso di centrenta sicli ; un nappo di argento , di settanta sicli , a siclo di Santuario ; amendue pieni di fior di farina , stemperata con olio , per offerta di panatica ; un turibolo d’ oro , di dieci sicli , pien di profumo ; un giovenco , un montone , un agnello di un anno , per olocausto ; un becco , per sacrificio per lo peccato : e , per sacrificio da render grazie , un par di buoi , cinque montoni , cinque becchi , e cinque agnelli di un anno . Questa fu l’ offerta di Abidan , figliuolo di Ghidoni . Il decimo giorno , Ahiezer , figliuolo di Ammisaddai , capo de’ figliuoli di Dan , offerse la sua offerta ; che fu : un piattel di argento , di peso di centrenta sicli ; un nappo di argento , di settanta sicli , a siclo di Santuario ; amendue pieni di fior di farina , stemperata con olio , per offerta di panatica ; un turibolo d’ oro , di dieci sicli , pien di profumo ; un giovenco , un montone , un agnello di un anno , per olocausto ; un becco , per sacrificio per lo peccato : e , per sacrificio da render grazie , un par di buoi , cinque montoni , cinque becchi , e cinque agnelli di un anno . Questa fu l’ offerta di Ahiezer , figliuolo di Ammisaddai . L’ undecimo giorno , Paghiel , figliuolo di Ocran , capo de’ figliuoli di Aser , offerse la sua offerta ; che fu : un piattel di argento , di peso di centrenta sicli ; un nappo di argento , di settanta sicli , a siclo di Santuario ; amendue pieni di fior di farina , stemperata con olio , per offerta di panatica ; un turibolo d’ oro , di dieci sicli , pien di profumo ; un giovenco , un montone , un agnello di un anno , per olocausto ; un becco , per sacrificio per lo peccato : e , per sacrificio da render grazie , un par di buoi , cinque montoni , cinque becchi , e cinque agnelli di un anno . Questa fu l’ offerta di Paghiel , figliuolo di Ocran . Il duodecimo giorno , Ahira , figliuolo di Enan , capo de’ figliuoli di Neftali , offerse la sua offerta ; che fu : un piattel di argento , di peso di centrenta sicli ; un nappo di argento , di settanta sicli , a siclo di Santuario ; amendue pieni di fior di farina , stemperata con olio , per offerta di panatica ; un turibolo d’ oro , di dieci sicli , pien di profumo ; un giovenco , un montone , un agnello di un anno , per olocausto ; un becco , per sacrificio per lo peccato ; e , per sacrificio da render grazie , un par di buoi , cinque montoni , cinque becchi , e cinque agnelli di un anno . Questa fu l’ offerta di Ahira , figliuolo di Enan . Questa fu l’ offerta della Dedicazione dell’ Altare , nel giorno ch’ esso fu unto , fatta da’ Capi d’ Israele , cioè : dodici piattelli di argento , dodici nappi di argento , dodici turiboli d’ oro . Ciascun piattello di argento era di peso di centrenta sicli , e ciascun nappo di settanta ; tutto l’ argento di que’ vasellamenti era di duemila quattrocento sicli , a siclo di Santuario . Ciascuno di que’ dodici turiboli d’ oro , pieni di profumo , era di dieci sicli , a siclo di Santuario ; tutto l’ oro di que’ turiboli era cenventi sicli . Tutti i buoi per olocausto erano dodici giovenchi ; con dodici montoni , e dodici agnelli di un anno , e le loro offerte di panatica ; vi erano anche dodici becchi , per sacrificio per lo peccato . E tutti i buoi del sacrificio da render grazie erano ventiquattro giovenchi ; con sessanta montoni , sessanta becchi , e sessanta agnelli di un anno . Questa fu l’ offerta della Dedicazione dell’ Altare , dopo che fu unto . Or da indi innanzi , quando Mosè entrava nel Tabernacolo della convenenza , per parlar col Signore , egli udiva la voce che parlava a lui , d’ in sul Coperchio ch’ era sopra l’ Arca della Testimonianza , di mezzo de’ due Cherubini ; ed egli parlava a lui . IL Signore parlò ancora a Mosè dicendo : Parla ad Aaronne , e digli : Quando tu accenderai le lampane , porgano le sette lampane il lume verso la parte anteriore del Candelliere . E Aaronne fece così ; e accese le lampane per maniera che porgevano il lume verso la parte anteriore del Candelliere , come il Signore avea comandato a Mosè . Or tale era il lavoro del Candelliere : egli era tutto d’ oro tirato al martello , così il suo gambo , come le sue bocce . Mosè l’ avea fatto secondo la forma che il Signore gli avea mostrata . IL Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Prendi i Leviti d’ infra i figliuoli d’ Israele , e purificali . E fa’ loro così per purificarli : spruzzali d’ acqua di purgamento ; e facciano passare il rasoio sopra tutta la lor carne , e lavino i lor vestimenti , e purifichinsi . Poi prendano un giovenco con la sua offerta di panatica , che sia fior di farina , stemperata con olio ; e tu piglia un altro giovenco per sacrificio per lo peccato . E fa’ appressare i Leviti davanti al Tabernacolo della convenenza , e aduna tutta la raunanza de’ figliuoli d’ Israele . E quando tu avrai fatti appessare i Leviti davanti al Signore , posino i figliuoli d’ Israele le lor mani sopra i Leviti . E presenti Aaronne i Leviti davanti al Signore , per offerta dimenata da parte de’ figliuoli d’ Israele ; e sieno per esercitare il ministerio del Signore . Poi posino i Leviti le lor mani sopra la testa di que’ giovenchi ; e tu sacrificane l’ uno per sacrificio per lo peccato , e l’ altro per olocausto , al Signore , per far purgamento per i Leviti . E fa’ stare in piè i Leviti davanti ad Aaronne , e davanti a’ suoi figliuoli , e offeriscili per offerta al Signore . E separa i Leviti d’ infra i figliuoli d’ Israele , e sieno i Leviti miei . E , dopo questo , vengano i Leviti , per esercitare il ministerio nel Tabernacolo della convenenza . Così li purificherai , e li offerirai per offerta . Conciossiachè del tutto mi sieno appropriati d’ infra i figliuoli d’ Israele ; io me li ho presi in luogo di tutti quelli che aprono la matrice , d’ ogni primogenito di ciascuno de’ figliuoli d’ Israele . Perciocchè ogni primogenito de’ figliuoli d’ Israele , così degli uomini , come delle bestie , è mio ; io me li consacrai nel giorno che io percossi tutti i primogeniti nel paese di Egitto . E ho presi i Leviti in luogo di tutti i primogeniti de’ figliuoli d’ Israele . E ho dati in dono ad Aaronne e ai suoi figliuoli i Leviti , d’ infra i figliuoli d’ Israele , per fare il ministerio de’ figliuoli d’ Israele , nel Tabernacolo della convenenza , e per fare il purgamento de’ figliuoli d’ Israele ; acciocchè non vi sia piaga fra’ figliuoli d’ Israele , se talora si accostassero al Santuario . E Mosè , ed Aaronne , e tutta la raunanza de’ figliuoli d’ Israele , fecero a’ Leviti interamente come il Signore avea comandato a Mosè , intorno a loro . E i Leviti si purificarono , e lavarono i lor vestimenti . E Aaronne li presentò per offerta davanti al Signore , e fece purgamento per loro , per purificarli . E , dopo questo , i Leviti vennero per esercitare il lor ministerio nel Tabernacolo della convenenza , davanti ad Aaronne , e a’ suoi figliuoli . E si fece inverso i Leviti , come il Signore avea comandato a Mosè , intorno a loro . Il Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Questo è quello che appartiene al carico de’ Leviti : I Leviti , dall’ età di venticinque anni in su , entrino in ufficio nel ministerio del Tabernacolo della convenenza . Ma , da cinquant’ anni in su , ritraggansi dall’ esercizio dell’ ufficio , e non servano più . Ben potrà un tale servire a’ suoi fratelli nel Tabernacolo della convenenza , a far la lor fazione , ma non faccia più il servigio . Fa’ così a’ Leviti nelle loro fazioni . IL Signore parlò ancora a Mosè , nel deserto di Sinai , nel primo mese dell’ anno secondo dacchè i figliuoli d’ Israele furono usciti del paese di Egitto , dicendo : Facciano i figliuoli d’ Israele la Pasqua , nella sua stagione . Fatela nella sua stagione , nel quartodecimo giorno di questo mese , fra’ due vespri ; fatela secondo tutti i suoi statuti , e secondo tutti i suoi ordini . E Mosè parlò a’ figliuoli d’ Israele , acciocchè facessero la Pasqua . Ed essi fecero la Pasqua nel quartodecimo giorno del primo mese , fra’ due vespri , nel deserto di Sinai . I figliuoli d’ Israele fecero interamente come il Signore avea comandato a Mosè . Or vi furono alcuni uomini , i quali , essendo immondi per una persona morta , non poterono far la Pasqua in quel giorno ; laonde si presentarono davanti a Mosè e davanti ad Aaronne , in quel giorno stesso . E dissero loro : Noi siamo immondi per una persona morta ; perchè saremmo noi divietati di offerir l’ offerta al Signore nella sua stagione , fra’ figliuoli d’ Israele ? E Mosè disse loro : Statevene ; e io udirò ciò che il Signore comanderà intorno a voi . E il Signore parlò a Mosè , dicendo : Parla a’ figliuoli d’ Israele , dicendo : Quando alcun di voi , o delle vostre generazioni , sarà immondo per una persona morta , ovvero sarà in viaggio lontano , non lasci però di far la Pasqua al Signore . Faccianla nel quartodecimo giorno del secondo mese , fra’ due vespri ; manginla con azzimi e con lattughe salvatiche . Non lascinne nulla di resto fino alla mattina ; e non ne rompano osso alcuno ; faccianla secondo tutti gli statuti della Pasqua . Ma , se alcuno è netto , e non è in viaggio , e pur si rimane di far la Pasqua ; sia una tal persona ricisa da’ suoi popoli ; porti quell’ uomo il suo peccato ; perciocchè non ha offerta nella sua stagione l’ offerta del Signore . E quando alcuno straniere , dimorando con voi , farà la Pasqua del Signore , facciala secondo gli statuti e gli ordini di essa ; siavi un medesimo statuto fra voi ; così per lo forestiere , come per colui che è natio del paese . OR nel giorno che il Tabernacolo fu rizzato , la nuvola coperse il Tabernacolo , di sopra il Padiglione della Testimonianza ; e in su la sera era sopra il Tabernacolo in apparenza di fuoco , fino alla mattina . Così era del continuo ; la nuvola lo copriva di giorno ; e di notte vi era un’ apparenza di fuoco . E , secondo che la nuvola si alzava d’ in sul Tabernacolo , i figliuoli d’ Israele camminavano appresso ; e dove la nuvola stanziava , quivi si accampavano i figliuoli d’ Israele . Al comandamento del Signore i figliuoli d’ Israele si movevano , e altresì al comandamento del Signore si accampavano ; e stavano accampati tutto il tempo che la nuvola stanziava sopra il Tabernacolo . E quando la nuvola continuava a star per molti giorni in sul Tabernacolo , allora i figliuoli d’ Israele attendevano alle fazioni del servigio del Signore , e non si partivano . O fosse che la nuvola stesse pochi dì in sul Tabernacolo , al comandamento del Signore si accampavano , e altresì al comandamento del Signore si movevano . O fosse che la nuvola vi stesse dalla sera fino alla mattina , e poi si alzasse in su la mattina , essi si movevano ; o fosse che , statavi un giorno ed una notte , poi si alzasse , essi parimente si movevano . Per quanto tempo la nuvola continuava a stanziare in sul Tabernacolo , o fossero due dì , o un mese , o un anno , tanto se ne stavano i figliuoli d’ Israele accampati , e non si movevano ; poi , quando la nuvola si alzava , si movevano . Al comandamento del Signore si accampavano , e al comandamento del Signore si movevano ; e al comandamento del Signore , dato per Mosè , attendevano alle fazioni del servigio del Signore . IL Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Fatti due trombe d’ argento , di lavoro tirato al martello , e servitene per adunar la raunanza , e per far movere i campi . E quando si sonerà con amendue , adunisi tutta la raunanza appresso di te , all’ entrata del Tabernacolo della convenenza . E quando si sonerà con una solamente , aduninsi appresso di te i principali , i capi delle migliaia d’ Israele . E quando voi sonerete con suono squillante , movansi i campi posti verso il levante . E quando voi sonerete con suono squillante la seconda volta , movansi i campi posti verso il mezzodì . Suonisi con suono squillante ogni volta che i campi dovranno moversi . Ma quando voi adunerete la raunanza , sonate , ma non con suono squillante . E suonino i figliuoli di Aaronne , sacerdoti , con quelle trombe ; e usatele per istatuto perpetuo , per le vostre generazioni . E quando nel vostro paese voi entrerete in battaglia contro al nemico che vi assalirà , allora sonate con le trombe , con suono squillante , ed e’ sovverrà di voi al Signore Iddio vostro ; e sarete salvati da’ vostri nemici . Parimente a’ giorni delle vostre allegrezze , e nelle vostre feste solenni , e nelle vostre calendi , sonate con le trombe , offerendo i vostri olocausti , e i vostri sacrificii da render grazie ; ed esse vi saranno per ricordanza nel cospetto dell’ Iddio vostro . Io sono il Signore Iddio vostro . OR nell’ anno secondo , nel secondo mese , nel ventesimo giorno del mese , avvenne che la nuvola si alzò d’ in sul Tabernacolo della Testimonianza . E i figliuoli d’ Israele si mossero , secondo l’ ordine delle lor mosse , dal deserto di Sinai ; e la nuvola stanziò nel deserto di Paran . Così si mossero la prima volta , secondo che il Signore avea comandato per Mosè . E la bandiera del campo de’ figliuoli di Giuda si mosse la primiera , distinta per le sue schiere ; essendo Naasson figliuolo di Amminadab , capo dell’ esercito de’ figliuoli di Giuda ; e Natanael , figliuolo di Suar , capo dell’ esercito della tribù de’ figliuoli d’ Issacar ; ed Eliab , figliuolo di Helon , capo dell’ esercito della tribù de’ figliuoli di Zabulon . E , dopo che il Tabernacolo fu posto giù , i figliuoli di Gherson , e i figliuoli di Merari , si mossero , portando il Tabernacolo . Appresso si mosse la bandiera del campo di Ruben , distinta per le sue schiere ; essendo Elisur , figliuolo di Sedeur , capo dell’ esercito di Ruben ; e Selumiel , figliuolo di Surisaddai , capo dell’ esercito della tribù de’ figliuoli di Simeone ; ed Eliasaf , figliuolo di Deuel , capo dell’ esercito della tribù de’ figliuoli di Gad . Poi si mossero i Chehatiti , che portavano il Santuario ; e mentre essi arrivavano , gli altri rizzavano il Tabernacolo . Appresso si mosse la bandiera del campo de’ figliuoli di Efraim , distinta per le sue schiere ; essendo Elisama , figliuolo di Ammiud , capo dell’ esercito de’ figliuoli di Efraim ; e Gamliel , figliuolo di Pedasur , capo dell’ esercito della tribù de’ figliuoli di Manasse ; e Abidan , figliuolo di Ghidoni , capo dell’ esercito della tribù de’ figliuoli di Beniamino . Appresso si mosse la bandiera del campo de’ figliuoli di Dan , distinta per le sue schiere ; facendo retroguardia a tutti i campi ; essendo Ahiezer , figliuolo di Ammisaddai , capo dell’ esercito di Dan ; e Paghiel , figliuolo di Ocran , capo dell’ esercito della tribù de’ figliuoli di Aser ; e Ahira , figliuolo di Enan , capo dell’ esercito della tribù de’ figliuoli di Neftali . Queste erano le mosse de’ figliuoli di Israele , distinti per le loro schiere , quando si movevano . Or Mosè disse a Hobab , figliuolo di Reuel , Madianita , suo suocero : Noi ci partiamo per andare al luogo del quale il Signore ha detto : Io vel darò ; vieni con noi , e noi ti faremo del bene ; conciossiachè il Signore abbia promesso del bene a Israele . Ed egli gli disse : Io non vi andrò ; anzi me ne andrò al mio paese , e al mio parentado . Ma Mosè gli disse : Deh ! non lasciarci ; perciocchè , conoscendo tu i luoghi dove noi abbiamo da accamparci nel deserto , tu ci servirai di occhi . E se tu vieni con noi , quando sarà avvenuto quel bene che il Signore ci vuol fare , noi ti faremo del bene . Così si partirono dal Monte del Signore ; e fecero il cammino di tre giornate , andando l’ Arca del Patto del Signore davanti a loro tre giornate , per investigar loro un luogo di riposo . E quando si movevano dal luogo ove erano stati accampati , la nuvola del Signore era sopra loro , di giorno . E , quando l’ Arca si moveva , Mosè diceva : Levati su , o Signore , e sieno dispersi i tuoi nemici ; e quelli che ti odiano fuggiranno per la tua presenza . E , quando ella si posava , diceva : O Signore , riconduci le diecine delle migliaia delle schiere d’ Israele . OR il popolo mostrò di lamentarsi agli orecchi del Signore , come per disagio sofferto . E il Signore l’ udì , e l’ ira sua si accese , e il fuoco del Signore si apprese fra esso , e consumò una della estremità del campo . E il popolo sclamò a Mosè . E Mosè pregò il Signore , e il fuoco fu ammorzato . E fu posto nome a quel luogo Tabera ; perciocchè il fuoco del Signore si apprese quivi in essi . OR la turba della gente accogliticcia ch’ era fra il popolo , si mosse a concupiscenza ; e i figliuoli d’ Israele anch’ essi tornarono a piagnere , e dissero : Chi ci darà a mangiar della carne ? E’ ci ricorda nel pesce che noi mangiavamo in Egitto per nulla , de’ cocomeri , de’ poponi , de’ porri , delle cipolle , e degli agli . Laddove ora l’ anima nostra è arida ; e non abbiam nulla ; noi non possiamo volger gli occhi sopra altro che sopra la Manna . Or la Manna era simile al seme di coriandolo ; e il suo colore simile al color delle perle . E il popolo si spandeva , e la raccoglieva ; poi la macinava con le macine , o la pestava nel mortaio ; e la coceva in pentole , o ne facea delle focaccie ; e il sapore di essa era come il sapor di pastello oliato . E , quando cadeva la rugiada in sul campo di notte , sopra essa cadea ancora la Manna . E Mosè intese che il popolo piagneva per le sue famiglie , ciascuno all’ entrata del suo padiglione . E l’ ira del Signore si accese gravemente . Ciò dispiacque eziandio a Mosè . Ed egli disse al Signore : Perchè hai tu fatto questo male al tuo servitore ? e perchè non ho io trovata grazia appo te , che tu mi abbi posto addosso il carico di tutto questo popolo ? Ho io conceputo tutto questo popolo ? l’ ho io generato , perchè tu mi dica che io lo porti in seno , come il balio porta il fanciullo che poppa , nel paese che tu hai giurato a’ padri loro ? Onde avrei io della carne , per darne a tutto questo popolo ? conciossiachè egli mi pianga appresso , dicendo : Dacci a mangiar della carne . Io solo non posso regger tutto questo popolo ; perciocchè è troppo grave peso per me . E se pur tu mi vuoi fare in cotesta maniera , uccidimi ti prego , se ho trovata grazia appo te ; e non fare che io vegga il mio male . E il Signore disse a Mosè : Adunami settant’ uomini degli Anziani d’ Israele , i quali tu conosci , essendo essi Anziani del popolo , e suoi rettori ; e menali al Tabernacolo della convenenza ; e compariscano quivi teco . E io scenderò , e parlerò quivi teco , e metterò da parte dello Spirito che è sopra te , e lo metterò sopra loro ; ed essi porteranno teco il carico del popolo , e tu non lo porterai solo . Or di’ al popolo : Santificatevi per domani , e voi mangerete della carne ; conciossiachè voi abbiate pianto agli orecchi del Signore , dicendo : Chi ci darà a mangiar della carne ? certo noi stavamo bene in Egitto . Il Signore adunque vi darà della carne , e voi ne mangerete . Voi non ne mangerete sol un giorno , nè due , nè cinque , nè dieci , nè venti ; ma fino a un mese intiero , finchè vi esca per le nari , e che l’ abbiate in abbominio ; poichè voi avete sprezzato il Signore che è nel mezzo di voi , e avete pianto davanti a lui , dicendo : Perchè siamo usciti di Egitto ? E Mosè disse : Questo popolo , fra il quale io sono , è di seicentomila uomini a piè ; e tu hai detto : Io darò loro della carne , ed essi ne mangeranno un mese intiero . Scanneransi loro pecore e buoi , tantochè ne abbiano a sufficienza ? rauneransi loro tutti i pesci del mare , tantochè ne abbiano quanto basti loro ? E il Signore disse a Mosè : È forse la mano del Signore raccorciata ? ora vedrai se la mia parola ti avverrà o no . E Mosè se ne uscì fuori , e rapportò al popolo le parole del Signore ; e adunò settant’ uomini degli Anziani del popolo , i quali fece stare in piè intorno al Tabernacolo . E il Signore scese nella nuvola , e parlò a lui , e mise da parte dello Spirito , ch’ era sopra lui , e lo mise sopra que’ settant’ uomini Anziani ; e avvenne che , quando lo Spirito si fu posato sopra loro , profetizzarono , e da indi innanzi non restarono . Or due di quegli uomini erano rimasti nel campo ; e il nome dell’ uno era Eldad , e il nome dell’ altro Medad ; e lo Spirito si posò sopra loro . Or essi erano d’ infra quelli ch’ erano stati rassegnati ; ma non erano usciti , per andare al Tabernacolo . E profetizzarono dentro al campo . E un giovane corse , e rapportò la cosa a Mosè , dicendo : Eldad , e Medad , profetizzano dentro al campo . Allora Giosuè , figliuolo di Nun , che avea servito a Mosè fin dalla sua giovanezza , fece motto a Mosè , e gli disse : Signore mio Mosè , divietali . Ma Mosè gli disse : Sei tu geloso per me ? anzi , fosse pur tutto il popolo del Signore profeta : e avesse pure il Signore messo il suo Spirito sopra loro . Poi Mosè si ricolse nel campo insieme con gli Anziani d’ Israele . Mosè si ricolse nel campo insieme con gli Anziani d’ Israele . E un vento si levò , mosso dal Signore , e trasportò delle quaglie di verso il mare , e le gittò in sul campo , d’ intorno a una giornata di cammino di qua , e una giornata di cammino di là , intorno al campo ; e n’ era l’ altezza presso che di due cubiti in su la faccia della terra . E il popolo si levò , e tutto quel giorno , e tutta quella notte , e tutto il dì seguente , raccolse delle quaglie ; chi ne raccolse il meno , ne raccolse dieci omer ; poi se le distesero al largo intorno al campo . Essi aveano ancora la carne fra’ denti , e non era ancora mancata , quando l’ ira del Signore si accese contro al popolo ; e il Signore percosse il popolo d’ una piaga grandissima . E fu posto nome a quel luogo : Chibrot-taava ; perciocchè quivi furono seppelliti que’ del popolo che si erano mossi a concupiscenza . Da Chibrot-taava il popolo partì , traendo in Haserot , e si fermò in Haserot . OR Maria ed Aaronne parlarono contro a Mosè , per cagion della moglie Cusita ch’ egli avea presa ; perciocchè egli avea presa una moglie Cusita . E dissero : Ha veramente il Signore parlato sol per Mosè ? non ha egli eziandio parlato per noi ? E il Signore udì queste parole . Or quell’ uomo Mosè era molto mansueto , più che altro uomo che fosse in su la terra . E il Signore disse in quello stante a Mosè , e ad Aaronne , e a Maria : Uscite tutti e tre , e venite al Tabernacolo della convenenza . Ed essi uscirono tutti e tre . E il Signore scese nella colonna della nuvola , e si fermò all’ entrata del Tabernacolo ; e chiamò Aaronne e Maria . E amendue andarono là . E il Signore disse : Ascoltate ora le mie parole : Se v’ è fra voi alcun profeta , io , il Signore , mi do a conoscere a lui in visione , o parlo a lui in sogno . Ma non fo così inverso il mio servitore Mosè , il quale è fedele in tutta la mia casa . Io parlo a bocca a bocca con lui , e a veduta , e non con maniere oscure ; ed egli vede la sembianza del Signore ; perchè dunque non avete voi temuto di parlar contro al mio servitore , contro a Mosè ? E l’ ira del Signore si accese contro a loro , ed egli se ne andò . E la nuvola si partì d’ in sul Tabernacolo ; ed ecco , Maria era lebbrosa , bianca come neve ; e Aaronne riguardò Maria ; ed ecco , era lebbrosa . E Aaronne disse a Mosè : Ahi ! Signore mio ; deh ! non metterci peccato addosso ; conciossiachè noi abbiamo follemente fatto , e abbiamo peccato . Deh ! non sia ella come un parto morto , la cui carne , quando egli esce del seno di sua madre , è già mezza consumata . E Mosè gridò al Signore , dicendo : Deh ! sanala ora , o Dio . E il Signore disse a Mosè : Se suo padre le avesse sputato nel viso , non sarebb’ ella tutta vergognosa per sette giorni ? Sia rinchiusa fuor del campo sette giorni ; poi sia raccolta . Maria adunque fu rinchiusa fuor del campo sette giorni ; e il popolo non si mosse , finchè Maria non fu raccolta . POI il popolo si partì di Haserot , e si accampò nel deserto di Paran . E il Signore parlò a Mosè , dicendo : Manda degli uomini , che spiino il paese di Canaan , il quale io dono a’ figliuoli d’ Israele ; mandate un uomo per tribù de’ lor padri ; tutti capi de’ figliuoli d’ Israele . Mosè adunque mandò quegli uomini dal deserto di Paran , secondo il comandamento del Signore ; e tutti erano capi de’ figliuoli d’ Israele . E questi sono i nomi loro : Sammua , figliuolo di Zaccui , della tribù di Ruben ; Safat , figliuolo di Hori , della tribù di Simeone ; Caleb , figliuolo di Gefunne , della tribù di Giuda ; Igheal , figliuolo di Giuseppe , della tribù d’ Issacar ; Hosea , figliuolo di Nun , della tribù di Efraim ; Palti , figliuolo di Rafu , della tribù di Beniamino ; Gaddiel , figliuolo di Sodi , della tribù di Zabulon ; Gaddi , figliuolo di Susi , dell’ altra tribù di Giuseppe , cioè , della tribù di Manasse ; Ammiel , figliuolo di Ghemalli , della tribù di Dan ; Setur , figliuolo di Micael , della tribù di Aser ; Nabi , figliuolo di Vofsi , della tribù di Neftali ; Gheuel , figliuolo di Machi , della tribù di Gad . Questi sono i nomi degli uomini , che Mosè mandò per ispiare il paese or Mosè avea posto nome Giosuè , a Hosea , figliuolo di Nun . Mosè adunque li mandò a spiare il paese di Canaan , e disse loro : Andate di qua , dal Mezzodi , poi salite al monte . E vedete qual sia quel paese , e qual sia il popolo che abita in esso , se egli è forte o debole ; se egli è in piccolo , o in gran numero . E qual sia la terra nella quale egli abita , se ella è buona o cattiva ; e quali sieno le città nelle quali egli abita , se abita in luoghi steccati , o in murati . E qual sia il terreno , se è grasso o magro ; e se vi son alberi , o no ; e portatevi valentemente , e recate de’ frutti del paese . Or allora era il tempo dell’ uve primaticce . Essi adunque andarono , e spiarono il paese , dal deserto di Sin fino a Rehob , all’ entrata d’ Hamat . Poi salirono verso il mezzodì , e vennero fino in Hebron , dove erano Ahiman , Sesai e Talmai , nati da Anac . Or Hebron era stata edificata sette anni innanzi a Soan di Egitto . E , giunti fino al torrente di Escol , tagliarono di là un tralcio con un grappolo d’ uva , e lo portarono con una stanga a due ; insieme con delle melagrane e dei fichi . E , per cagione di quel grappolo d’ uva che i figliuoli d’ Israele ne tagliarono , fu posto nome a quel luogo , Nahal-escol . E , in capo di quaranta giorni , tornarono da spiare il paese . E andarono a Mosè e ad Aaronne , e a tutta la raunanza de’ figliuoli d’ Israele , nel deserto di Paran , di Cades ; ove essendo giunti , rapportarono l’ affare a loro , e a tutta la raunanza , e mostrarono loro que’ frutti del paese . E raccontarono il lor viaggio a Mosè , e dissero : Noi arrivammo nel paese nel quale tu ci mandasti ; e certo è un paese che stilla latte e miele ; ed ecco de’ suoi frutti . Sol vi è questo , che il popolo che abita in esso , è potente , e le città son molto forti e grandi ; e anche vi abbiamo veduti i figliuoli di Anac . Gli Amalechiti abitano nella contrada Meridionale ; gl’ Hittei , i Gebusei , e gli Amorrei abitano nel monte ; e i Cananei abitano presso al mare , e lungo il Giordano . E Caleb racquetò il popolo inverso Mosè , e disse : Andiamo pure in quel paese , e conquistiamolo ; perciocchè di certo noi lo soggiogheremo . Ma quegli uomini ch’ erano andati con lui dissero : Egli non è in poter nostro di salir contro a quel popolo ; conciossiachè egli sia troppo potente per noi . E infamarono il paese che aveano spiato appresso i figliuoli d’ Israele , dicendo : Il paese per lo quale siam passati , per ispiarlo , è un paese che divora i suoi abitanti ; e tutto il popolo che noi abbiamo veduto in esso , sono uomini alti e grandi . Noi vi abbiamo eziandio veduti de’ giganti , i figliuoli di Anac , della schiatta de’ giganti ; appetto a’ quali ci pareva di esser locuste ; e tali eziandio parevamo loro . ALLORA tutta la raunanza alzò la voce , e diede di gran grida , e il popolo pianse quella notte . E tutti i figliuoli d’ Israele mormorarono contro a Mosè , e contro ad Aaronne ; e tutta la raunanza disse loro : Fossimo pur morti nel paese di Egitto , o fossimo pur morti in questo deserto . E perchè ci mena il Signore in quel paese , acciocchè siamo morti per la spada , e sieno le nostre mogli , e le nostre famiglie , in preda ? non sarebb’ egli meglio per noi di ritornarcene in Egitto ? E dissero l’ uno all’ altro : Costituiamoci un capo , e ritorniamocene in Egitto . Allora Mosè ed Aaronne si gittarono a terra sopra le lor facce , davanti a tutta la raunanza della comunanza de’ figliuoli d’ Israele . E Giosuè , figliuolo di Nun , e Caleb , figliuolo di Gefunne , ch’ erano stati di quelli che aveano spiato il paese , si stracciarono i vestimenti ; e dissero a tutta la raunanza de’ figliuoli d’ Israele : Il paese , per lo quale siamo passati , per ispiarlo , è un buonissimo paese . Se il Signore ci è favorevole , egli c’ introdurrà in quel paese , e cel darà ; che è un paese stillante latte e miele . Sol non ribellatevi contro al Signore , e non abbiate paura del popolo di quel paese ; conciossiachè essi sieno nostro pane ; la loro ombra s’ è dipartita d’ in su loro ; e il Signore è con noi ; non abbiatene paura . Allora tutta la raunanza disse di lapidarli ; ma la gloria del Signore apparve a tutti i figliuoli d’ Israele , nel Tabernacolo della convenenza . E il Signore disse a Mosè : Infino a quando mi dispetterà questo popolo ? e infino a quando non crederanno essi in me , per tutti i miracoli che io ho fatti nel mezzo di lui ? Io lo percoterò di mortalità , e lo disperderò ; e io ti farò divenire una nazione più grande , e più potente di lui . E Mosè disse al Signore : Ma gli Egizj l’ udiranno ; conciossiachè tu abbi tratto fuori questo popolo del mezzo di loro , con la tua forza . E diranno agli abitanti di questo paese , i quali hanno inteso che tu , Signore , sei nel mezzo di questo popolo , e che tu apparisci loro a vista d’ occhio , e che la tua nuvola si ferma sopra loro , e che tu cammini davanti a loro in colonna di nuvola di giorno , e in colonna di fuoco di notte ; se , dico , tu fai morir questo popolo , come un solo uomo le genti che avranno intesa la tua fama , diranno : Perciocchè il Signore non ha potuto fare entrar cotesto popolo nel paese ch’ egli avea lor giurato , egli li ha ammazzati nel deserto . Ora dunque , sia , ti prego , la potenza del Signore magnificata , e fa’ secondo che tu hai parlato , dicendo : Il Signore è lento all’ ira , e grande in benignità ; egli perdona l’ iniquità e il misfatto ; ma altresì non assolve punto il colpevole ; anzi fa punizione dell’ iniquità de’ padri sopra i figliuoli , infino alla terza e alla quarta generazione . Deh ! perdona a questo popolo la sua iniquità , secondo la grandezza della tua benignità , e come tu gli hai perdonato dall’ Egitto infin a qui . E il Signore disse : io gli ho perdonato , secondo la tua parola . Ma pure , come io vivo , e come tutta la terra è ripiena della mia gloria ; niuno di quegli uomini che hanno veduta la mia gloria , e i miei miracoli che io ho fatti in Egitto , e nel deserto , e pur m’ hanno tentato già dieci volte , e non hanno ubbidito alla mia voce ; non vedrà il paese , il quale ho giurato a’ lor padri ; niuno di quelli che m’ hanno dispettato non lo vedrà . Ma , quant’ è a Caleb , mio servitore , perchè in lui è stato un altro spirito , e m’ ha seguitato appieno , io l’ introdurrò nel paese nel quale egli è andato , e la sua progenie lo possederà . Or gli Amalechiti e i Cananei abitano nella Valle , e però domani voltate faccia , e camminate verso il deserto , traendo verso il mar rosso . Il Signore parlò ancora a Mosè e ad Aaronne , dicendo : Infino a quando sofferirò io questa malvagia raunanza , che mormora contro a me ? io ho uditi i mormorii de’ figliuoli d’ Israele , co’ quali mormorano contro a me . Di’ loro : Come io vivo , dice il Signore , io vi farò come voi avete parlato a’ miei orecchi . I vostri corpi caderanno morti in questo deserto ; e quant’ è a tutti gli annoverati d’ infra voi , seconda tutto il vostro numero , dall’ età di vent’ anni in su , che avete mormorato contro a me ; se voi entrate nel paese del quale io alzai la mano che io vi ci stanzierei ; salvo Caleb , figliuolo di Gefunne ; e Giosuè , figliuolo di Nun . Ma io ci farò entrare i vostri piccoli fanciulli , de’ quali voi avete detto che sarebbero in preda ; ed essi conosceranno che cosa è il paese , il quale voi avete sdegnato . Ma di voi i corpi caderanno morti in questo deserto . E i vostri figliuoli andranno pasturando nel deserto , per quarant’ anni , e porteranno la pena delle vostre fornicazioni , finchè i vostri corpi morti sieno consumati nel deserto . Voi porterete la pena delle vostre iniquità per quarant’ anni , secondo il numero de’ quaranta giorni che siete stati in ispiare il paese , un anno per un giorno ; e voi conoscerete come io rompo le mie promesse . Io il Signore ho parlato . Se io non fo questo a tutta questa malvagia raunanza , che si è convenuta contro a me ; essi verranno meno in questo deserto , e vi morranno . E quegli uomini che Mosè avea mandati per ispiare il paese , i quali , essendo tornati , aveano fatta mormorar tutta la raunanza contro a lui , infamando quel paese ; quegli uomini , dico , che aveano sparso un cattivo grido di quel paese , morirono di piaga , davanti al Signore . Ma Giosuè , figliuolo di Nun , e Caleb , figliuolo di Gefunne , restarono in vita , d’ infra quelli ch’ erano andati per ispiare il paese . Or Mosè riferì quelle parole a tutti i figliuoli d’ Israele ; e il popolo ne fece un gran cordoglio . E la mattina seguente si levarono , e salirono alla sommità del monte , dicendo : Eccoci ; noi saliremo al luogo che il Signore ha detto ; perciocchè noi abbiamo peccato . Ma Mosè disse : Perchè trapassate il comandamento del Signore ? ciò non prospererà . Non salite ; conciossiachè il Signore non sia nel mezzo di voi ; che talora , se vi affrontate co’ vostri nemici , non siate sconfitti . Perchè colà davanti a voi son gli Amalechiti , e i Cananei , e voi sarete morti per la spada ; perciocchè voi vi siete rivolti di dietro al Signore ; ed egli non sarà con voi . Nondimeno essi si attentarono temerariamente di salire alla sommità del monte ; ma l’ Arca del Patto del Signore , e Mosè non si mossero di mezzo al campo . E gli Amalechiti , e i Cananei , che abitavano in quel monte , scesero giù , e li percossero , e li ruppero , perseguendoli fino in Horma . POI il Signore parlò a Mosè , dicendo : Parla a’ figliuoli d’ Israele , e di’ loro : Quando voi sarete entrati nel paese , dove avete ad abitare , il quale io vi do ; e farete alcun sacrificio da ardere al Signore , come olocausto , o altro sacrificio , per singolar voto , o per ispontanea volontà , o nelle vostre feste solenni , per offerir soave odore , del grosso o del minuto bestiame , al Signore ; offerisca colui che farà la sua offerta al Signore , un’ offerta di panatica della decima parte d’ un efa di fior di farina , stemperata con la quarta parte d’ un hin d’ olio ; e la quarta parte di un hin di vino , per offerta da spandere . Questo offerirai per ciascuno olocausto , o altro sacrificio che sia d’ un agnello . E se fai offerta di panatica per un montone , offeriscila di due decimi di fior di farina , stemperata col terzo d’ un hin d’ olio . E per offerta da spandere , offerisci il terzo d’ un hin di vino , in odor soave al Signore . E se tu offerisci al Signore un giovenco per olocausto , o per altro sacrificio , per singolar voto , o per sacrificio da render grazie ; offerisci , insieme col giovenco , un’ offerta di panatica , di tre decimi di fior di farina , stemperata con la metà d’ un hin d’ olio . E , per offerta da spandere , offerisci la metà d’ un hin di vino ; il tutto in offerta da ardere , di soave odore al Signore . Facciasi così per ciascun bue , per ciascun montone , e per ciascuna minuta bestia , pecora o capra . Fate così per ciascuna di quelle bestie , secondo il numero che ne sacrificherete . Chiunque è natio del paese offerisca queste cose in questa maniera , per presentare offerta da ardere , di soave odore , al Signore . E quando alcuno straniere che dimorerà appresso di voi , o qualunque altro sarà fra voi , per le vostre generazioni , farà offerta da ardere , di soave odore al Signore , faccia così come farete voi . Siavi un medesimo statuto per voi , e per lo forestiere che dimora con voi che siete della raunanza . Sia questo uno statuto perpetuo per le vostre generazioni . Davanti al Signore il forestiere sarà come voi . Una medisima legge , e una medesima ragione sarà per voi , e per lo straniere che dimora con voi . Il Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Parla a’ figliuoli d’ Israele , e di’ loro : Quando voi sarete entrati nel paese , dove io vi conduco ; quando voi mangerete del pane del paese , offeritene un’ offerta al Signore . Offerite una focaccia per offerta , delle primizie delle vostre paste ; offeritela nella medesima maniera , come l’ offerta dell’ aia . Date al Signore , per le vostre generazioni , un’ offerta delle primizie delle vostre paste . Ora , quando voi avrete fallito per errore , e non avrete eseguiti tutti questi comandamenti che il Signore ha dati a Mosè ; tutto quello che il Signore vi ha comandato per Mosè , fin dal dì che egli vi ha dati comandamenti per le vostre generazioni ; se l’ errore è stato commesso per inavvertenza della raunanza , offerisca tutta la raunanza per olocausto , in soave odore al Signore , un giovenco , con la sua offerta di panatica e da spandere , secondo l’ ordinazione ; e un becco per sacrificio per lo peccato . E faccia il sacerdote il purgamento per tutta la raunanza de’ figliuoli d’ Israele , e sarà loro perdonato ; perciocchè è errore , ed essi hanno addotta davanti al Signore la loro offerta da ardere al Signore , e il sacrificio per lo peccato , per l’ error loro . Così sarà perdonato a tutta la raunanza de’ figliuoli d’ Israele , e parimente a’ forestieri che dimoreranno fra loro ; perciocchè tutto il popolo ha parte in quell’ errore . Ma , se una sola persona ha peccato per errore , offerisca una capra di un anno , per lo peccato . E faccia il sacerdote il purgamento per quella persona che avrà peccato per errore , peccando per errore nel cospetto del Signore ; e quando il sacerdote avrà fatto purgamento per essa , le sarà perdonato . Siavi una medesima legge per chiunque avrà fatta alcuna cosa per errore , così se sarà de’ figliuoli d’ Israele , natio del paese , come se sarà forestiere , che dimori fra loro . Ma la persona , così il natio del paese , come il forestiere , che farà alcun atto a mano alzata , oltraggia il Signore ; e però sia una cotal persona ricisa d’ infra il suo popolo . Conciossiachè abbia sprezzata la parola del Signore , e abbia rotto il suo comandamento , del tutto sia quella persona ricisa ; sia la sua iniquità sopra essa . ORA , essendo i figliuoli d’ Israele nel deserto , trovarono un uomo che ricoglieva delle legne in giorno di Sabato . E , coloro che lo trovarono cogliendo delle legne , lo menarono a Mosè , e ad Aaronne , e a tutta la raunanza . E lo misero in prigione ; perciocchè non era stato dichiarato ciò che se gli avesse a fare . E il Signore disse a Mosè : Del tutto sia quell’ uomo fatto morire ; lapidilo tutta la raunanza fuor del campo . E tutta la raunanza lo menò fuor del campo , e lo lapidò , sicchè egli morì ; come il Signore avea comandato a Mosè . IL Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Parla a’ figliuoli d’ Israele , e di’ loro , che si facciano delle fimbrie ai lembi delle lor veste , per le lor generazioni ; e mettano sopra quelle fimbrie de’ lor lembi un cordone di violato . E abbiate quel cordone in su le fimbrie , acciocchè , quando lo riguarderete , voi vi ricordiate di tutti i comandamenti del Signore , e li mettiate in opera , e non andiate guatando dietro al vostro cuore , e agli occhi vostri , dietro a’ quali solete andar fornicando . Acciocchè vi ricordiate di mettere in opera tutti i miei comandamenti , e siate santi all’ Iddio vostro . Io sono il Signore Iddio vostro , che vi ho tratti fuor del paese di Egitto , per esservi Dio . Io sono il Signore Iddio vostro . OR Core , figliuolo d’ Ishar , figliuolo di Chehat , figliuolo di Levi ; e Datan e Abiram , figliuoli di Eliab ; e On , figliuolo di Pelet , avendo presi degli altri seco ; si levarono in presenza di Mosè , con dugencinquanta uomini de’ figliuoli d’ Israele , ch’ erano de’ principali della raunanza , che si solevano chiamare alla raunata del popolo , uomini di nome . E , adunatisi contro a Mosè , e contro ad Aaronne , disser loro : Bastivi ; perciocchè tutta la raunanza è santa , e il Signore è nel mezzo di loro ; perchè dunque v’ innalzate sopra la raunanza del Signore ? Quando Mosè ebbe ciò inteso , egli si gittò a terra sopra la sua faccia . E parlò a Core , e a tutto il suo seguito , dicendo : Domattina farà il Signore conoscere chi è suo , e chi è santo , e lo farà accostare a sè ; egli farà accostare a sè chi egli avrà eletto . Fate questo : Tu , Core , e tutti voi che siete del suo seguito , prendete de’ turiboli . E domani mettete in essi del fuoco , e ponetevi su del profumo nel cospetto del Signore ; e colui che il Signore avrà eletto sarà il Santo . Bastivi , figliuoli di Levi . Mosè , oltre a ciò , disse a Core : Deh ! ascoltate , figliuoli di Levi . È egli troppo poco per voi , che l’ Iddio d’ Israele v’ abbia appartati della raunanza d’ Israele , per farvi accostare a sè , per fare il servigio del Tabernacolo del Signore , e per presentarvi davanti alla raunanza , per fare il suo ministerio ? E ch’ egli abbia in effetto fatto accostar te , e tutti i tuoi fratelli , figliuoli di Levi , teco ; che voi procacciate ancora il sacerdozio ? Perciò , tu , e tutto il tuo seguito , siete quelli che si son convenuti contro al Signore ; e che cosa è Aaronne , che voi mormorate contro a lui ? Mosè mandò ancora a chiamar Datan e Abiram , figliuoli di Eliab ; ma essi dissero : Noi non ci andremo . È egli poca cosa che tu ci abbi tratti fuor di un paese stillante latte e miele , per farci morir nel deserto , che tu vogli eziandio assolutamente fare il principe sopra noi ? Ma , lasciamo che tu non ci abbi condotti in un paese stillante latte e miele , avessici data almeno qualche possessione di campi o di vigne ! Pensi tu di abbacinar gli occhi di questi uomini ? Noi non ci andremo . Allora Mosè si adirò forte , e disse al Signore : Non riguardare alla loro offerta ; io non ho preso nulla di quel d’ alcun di loro , non pure un asino ; e non ho offeso alcun di loro . Poi Mosè disse a Core : Comparite domani , tu , e tutti quelli del tuo seguito , davanti al Signore ; Aaronne vi comparirà anch’ esso . E prenda ciascun di voi il suo turibolo , e mettavi del profumo , e rechi ciascuno il suo turibolo , davanti al Signore , che saranno dugencinquanta turiboli . Tu ancora , ed Aaronne , abbiate ciascuno il suo turibolo . Essi adunque presero ciascuno il suo turibolo , e postovi del fuoco , vi misero del profumo ; e si fermarono all’ entrata del Tabernacolo della convenenza . Il simigliante fecero ancora Mosè ed Aaronne . E Core adunò tutta la raunanza contro a loro , all’ entrata del Tabernacolo della convenenza ; e la gloria del Signore apparve a tutta la raunanza . E il Signore parlò a Mosè e ad Aaronne , dicendo : Separatevi di mezzo di questa raunanza , e in un momento io li consumerò . Ma essi , gittatisi in terra sopra la faccia , dissero : O Dio , Dio degli spiriti d’ ogni carne , quest’ uomo solo avendo peccato , ti adireresti tu contro a tutta la raunanza ? E il Signore parlò a Mosè , dicendo : Parla alla raunanza , dicendo : Ritraetevi d’ intorno a’ padiglioni di Core , di Datan , e di Abiram . E Mosè si levò , e andò a Datan , e ad Abiram ; e gli Anziani d’ Israele andarono dietro a lui . Ed egli parlò alla raunanza , dicendo : Deh ! dipartitevi d’ appresso a’ padiglioni di cotesti malvagi uomini , e non toccate cosa alcuna loro ; che talora non periate per tutti i lor peccati . Ed essi si dipartirono d’ appresso a’ padiglioni di Core , di Datan , e di Abiram , d’ ogni intorno . Or Datan e Abiram uscirono fuori , e si fermarono all’ entrata de’ lor padiglioni , con le lor mogli , i lor figliuoli , e le lor famiglie . E Mosè disse : Da questo conoscerete che il Signore mi ha mandato , per far tutte queste opere ; conciossiachè io non l’ abbia fatte di mio senno . Se costoro muoiono nella maniera di tutti gli uomini , e son puniti come tutti gli altri uomini , il Signore non mi ha mandato . Ma , se il Signore crea una cosa nuova , tal che la terra apra la sua bocca , e li tranghiottisca , insieme con tutto quello che appartiene loro , sì che scendano vivi nell’ inferno , voi conoscerete che questi uomini hanno dispettato il Signore . Ed egli avvenne che , come egli ebbe finito di proferire tutte queste parole , la terra ch’ era sotto coloro si fendè , e aperse la sua bocca , e li tranghiottì , insieme con le lor case ; e parimente tutte le persone appartenenti a Core , e tutta la roba . E scesero vivi nell’ inferno , insieme con tutto quello che apparteneva loro ; e la terra li coperse , ed essi perirono d’ infra la raunanza . E tutti gl’ Israeliti ch’ erano intorno a loro fuggirono al grido loro ; perciocchè dicevano : Che la terra non ci tranghiottisca . Oltre a ciò , un fuoco uscì d’ appresso al Signore , il qual consumò que’ dugencinquanta uomini , che offerivano il profumo . Appresso , il Signore parlò a Mosè , dicendo : Di’ a Eleazaro , figliuolo del Sacerdote Aaronne , che raccolga i turiboli di mezzo dell’ arsione , spargendone via il fuoco ; perciocchè sono sacri . E dei turiboli di costoro che han peccato contro alle lor proprie anime , facciansene delle piastre distese , da coprir l’ Altare ; perciocchè essi li hanno presentati davanti al Signore , e sono sacri ; e sieno per segnale a’ figliuoli d’ Israele . E il sacerdote Eleazaro prese que’ turiboli di rame , i quali coloro ch’ erano stati arsi aveano presentati ; e furono distesi in piastre , per coprir l’ Altare , per ricordanza a’ figliuoli d’ Israele ; acciocchè alcun uomo straniere , che non è della progenie d’ Aaronne , non si accosti per far profumo davanti al Signore ; e non sia come Core , e come que’ del suo seguito ; siccome il Signore avea comandato a Eleazaro , per Mosè . E il giorno seguente tutta la raunanza de’ figliuoli d’ Israele mormorò contro a Mosè , e contro ad Aaronne , dicendo : Voi avete fatto morire il popolo del Signore . E avvenne che , come la raunanza si adunava contro a Mosè , e contro ad Aaronne , i figliuoli d’ Israele riguardarono verso il Tabernacolo della convenenza ; ed ecco , la nuvola lo coperse , e la gloria del Signore apparve . E Mosè ed Aaronne vennero davanti al Tabernacolo della convenenza . E il Signore parlò a Mosè , dicendo : Levatevi di mezzo di questa raunanza , e io la consumerò in un momento . Ma essi si gittarono a terra sopra le lor facce . E Mosè disse ad Aaronne : Prendi il turibolo , e mettivi del fuoco d’ in su l’ Altare , e ponvi del profumo , e va’ prestamente alla raunanza , e fa’ purgamento per loro ; perciocchè una grave ira è proceduta d’ innanzi al Signore ; la piaga è già cominciata . E Aaronne prese il turibolo , come Mosè avea detto , e corse in mezzo della raunanza ; ed ecco , la piaga era già cominciata fra il popolo ; ed egli mise il profumo in sul turibolo , e fece purgamento per lo popolo . E si fermò fra i vivi e i morti ; e la piaga fu arrestata . E i morti per quella piaga furono quattordicimila settecento persone ; oltre a quelli ch’ erano morti per lo fatto di Core . E la piaga essendo arrestata , Aaronne se ne ritornò a Mosè , all’ entrata del Tabernacolo della convenenza . POI il Signore parlò a Mosè , dicendo : Parla a’ figliuoli d’ Israele , e prendi da loro una verga per ciascuna nazione paterna ; dodici verghe , da tutti i capi delle lor nazioni paterne ; e scrivi il nome di ciascun d’ essi sopra la sua verga . E scrivi il nome di Aaronne sopra la verga di Levi ; perciocchè v’ ha da essere una verga per ciascun capo di nazione paterna . Poi riponi quelle verghe nel Tabernacolo della convenenza , davanti alla Testimonianza , dove io mi ritrovo con voi . E avverrà che la verga di colui che io avrò eletto germoglierà ; e così acqueterò d’ attorno a me i mormorii de’ figliuoli d’ Israele , co’ quali mormorano contro a voi . Mosè adunque parlò a’ figliuoli d’ Israele ; e tutti i lor capi gli diedero una verga per ciascun capo delle lor nazioni paterne , che furono dodici verghe ; e la verga d’ Aaronne era per mezzo le lor verghe . E Mosè ripose quelle verghe davanti al Signore , nel Tabernacolo della Testimonianza . E il giorno seguente , essendo Mosè entrato nel Tabernacolo della Testimonianza , ecco , la verga d’ Aaronne , ch’ era per la nazione di Levi , era germogliata ; e avea messe gemme , e prodotti fiori , e maturate delle mandorle . E Mosè trasse fuori tutte quelle verghe d’ innanzi al Signore , e le recò a tutti i figliuoli d’ Israele ; i quali le videro , e ciascuno prese la sua verga . E il Signore disse a Mosè : Riporta la verga d’ Aaronne davanti alla Testimonianza ; acciocchè sia guardata per segnale a’ ribelli ; e così fa’ restar d’ attorno a me i lor mormorii ; che talora non muoiano . E Mosè fece così ; come il Signore gli avea comandato , così fece . E i figliuoli d’ Israele dissero a Mosè : Ecco , noi siam morti , noi siam perduti , noi tutti siam perduti . Chiunque si accosta al Tabernacolo del Signore muore ; morremo noi tutti quanti ? E IL Signore disse ad Aaronne : Tu , e i tuoi figliuoli , e la casa di tuo padre teco , porterete l’ iniquità che si commetterà intorno al Santuario ; e , parimente , tu , e i tuoi figliuoli , porterete l’ iniquità che si commetterà nel vostro sacerdozio . Or fa’ eziandio accostar teco i tuoi fratelli , la tribù di Levi , che è la tribù tua paterna , e sienti aggiunti , e ti ministrino ; ma tu , e i tuoi figliuoli teco , state davanti al Tabernacolo della Testimonianza . E facciano essi la fazione che tu ordinerai loro , e la fazione di tutto il Tabernacolo ; ma non appressinsi agli arredi del Santuario , nè all’ Altare ; che talora non muoiano essi , e voi ancora . Sienti adunque aggiunti , e facciano la fazione del Tabernacolo della convenenza , in ogni suo servigio ; niuno straniere non si accosti a voi . E voi fate la fazione del Santuario e dell’ Altare , acciocchè non vi sia più ira contro a’ figliuoli d’ Israele . E , quant’ è a me , ecco , io ho presi i vostri fratelli , i Leviti , d’ infra i figliuoli d’ Israele ; essi vi son dati in dono da parte del Signore , per fare i servigi del Tabernacolo della convenenza . Ma tu , e i tuoi figliuoli teco , fate l’ ufficio del vostro sacerdozio , in tutte le cose che si devono far nell’ Altare , e dentro della Cortina , e fate il servigio ; io vi dono il vostro sacerdozio per ministerio dato in dono in proprio ; e però facciasi morir lo straniere che vi si accosterà . Il Signore parlò ancora ad Aaronne , dicendo : Ecco , io t’ ho donate le mie offerte elevate , per una ordinazione da osservarsi ; di tutte le cose consacrate da’ figliuoli d’ Israele , io dono quelle a te , e a’ tuoi figliuoli , per istatuto perpetuo , in virtù dell’ Unzione . Questo sarà tuo delle cose santissime , rimaste del fuoco ; tutte le loro offerte delle loro oblazioni di panatica , e di tutti i lor sacrificii per lo peccato , e di tutti lor sacrificii per la colpa , che mi presenteranno per soddisfazione , che son cose santissime , saranno tue , e de’ tuoi figliuoli . Mangiale in luogo santissimo ; mangine ogni maschio ; sienti cosa santa . Questo ancora sia tuo , cioè : l’ offerte elevate di tutte le cose che i figliuoli d’ Israele avranno presentate in dono , e di tutte le loro offerte dimenate ; io dono quelle a te , e a’ tuoi figliuoli , e alle tue figliuole , teco , per istatuto perpetuo ; mangine chiunque sarà netto in casa tua . Io ti dono parimente tutto il fior dell’ olio , tutto il fior del mosto , e del frumento , delle lor primizie , che presenteranno al Signore . Sieno tuoi i primi frutti di tutto ciò che nascerà nella lor terra , i quali essi presenteranno al Signore ; mangine chiunque sarà netto in casa tua . Sia tua ogni cosa interdetta in Israele . Sia tuo tutto ciò che apre la matrice , d’ ogni carne che si offerisce al Signore , così degli uomini come delle bestie ; ma del tutto fa’ che si riscatti il primogenito dell’ uomo ; fa’ parimente che si riscatti il primogenito della bestia immonda . E fa’ riscattare i primogeniti degli uomini che conviene riscattare , dall’ età d’ un mese , secondo la tua estimazione , che sarà di cinque sicli d’ argento , a siclo di Santuario , che è di vent’ oboli ; ma non lasciar riscattare il primogenito della vacca , nè il primogenito della pecora , nè il primogenito della capra ; sono cosa sacra ; spandi il sangue loro sopra l’ Altare ; e brucia il lor grasso , per offerta da ardere , in soave odore al Signore . E sia la lor carne tua , come il petto dell’ offerta dimenata , e come la spalla destra . Io dono a te e a’ tuoi figliuoli , e alle tue figliuole , teco , per istatuto perpetuo , tutte le offerte elevate delle cose consacrate , che i figliuoli d’ Israele offeriranno al Signore . Questa è una convenzione di sale ; perpetua davanti al Signore , per te , e per la tua progenie teco . Il Signore disse ancora ad Aaronne : Tu non avrai alcuna eredità nella terra loro , e non avrai parte fra loro . Io son la tua parte , e la tua eredità fra’ figliuoli d’ Israele . E a’ figliuoli di Levi : Ecco , io dono tutte le decime in Israele , per eredità , per ricompensa del lor servigio che fanno intorno al Tabernacolo della convenenza . E non accostinsi più i figliuoli d’ Israele al Tabernacolo della convenenza ; acciocchè non portino peccato , e non muoiano . Ma facciano i Leviti il servigio del Tabernacolo della convenenza ; ed essi porteranno la loro iniquità questo è uno statuto perpetuo per le vostre generazioni ; ed essi non possederanno alcuna possessione fra’ figliuoli d’ Israele ; conciossiachè io abbia data a’ Leviti in eredità le decime , delle quali i figliuoli d’ Israele offeriranno offerta al Signore . Perciò ho detto di loro , che non posseggano alcuna eredità fra’ figliuoli d’ Israele . E il Signore parlò , oltre a ciò , a Mosè , dicendo : Parla ancora a’ Leviti , e di’ loro : Quando voi avrete ricevute da’ figliuoli d’ Israele le decime che io vi dono a prender da loro , per vostra eredità , offeritene ancora voi un’ offerta al Signore , le decime delle decime . E la vostra offerta vi sarà imputata , come grano tolto dall’ aia , e mosto del tino . Così ancora voi offerirete offerta al Signore di tutte le vostre decime che riceverete da’ figliuoli d’ Israele ; e ne darete l’ offerta del Signore al Sacerdote Aaronne . Offerite , di tutte le cose che vi saranno donate , l’ offerta del Signore tutta intera ; offerite di tutto il meglio di quelle cose la parte che n’ ha da essere consacrata . Di’ loro ancora : Quando avrete offerto il meglio di quelle cose , egli sarà imputato a’ Leviti , come rendita d’ aia , e rendita di tino . Poi potrete mangiar quelle cose in qualunque luogo , e voi , e le vostre famiglie ; perciocchè son vostra mercede , in ricompensa del vostro servigio intorno al Tabernacolo della convenenza . E quando avrete offerto il meglio di quelle cose , voi non porterete peccato per quelle , e non profanerete le cose consacrate dai figliuoli d’ Israele , e non morrete . IL Signore parlò ancora a Mosè e ad Aaronne , dicendo : Questo è uno statuto e legge che il Signore ha data , dicendo : Di’ a’ figliuoli d’ Israele che ti adducano una giovenca rossa intiera , senza difetto , la quale non abbia ancora portato giogo . E datela al Sacerdote Eleazaro , ed esso la meni fuor del campo , e la faccia scannare in sua presenza . E prenda il Sacerdote Eleazaro del sangue di essa col suo dito , e spruzzine verso la parte anteriore del Tabernacolo della convenenza sette volte . Poi brucisi quella giovenca davanti agli occhi di esso ; brucisi la sua pelle , la sua carne , il suo sangue , insieme col suo sterco . Poi prenda il Sacerdote del legno di cedro , dell’ isopo , e dello scarlatto ; le gitti quelle cose in mezzo del fuoco , nel quale si brucerà la giovenca . Appresso lavisi il Sacerdote i vestimenti , e le carni , con acqua ; e poi rientri nel campo , e sia immondo infino alla sera . Parimente colui che avrà bruciata la giovenca lavisi i vestimenti , e le carni , con acqua ; e sia immondo infino alla sera . E raccolga un uomo netto la cenere della giovenca , e riponga fuor del campo , in un luogo netto ; e sia quella cenere guardata per la raunanza de’ figliuoli d’ Israele , per farne l’ acqua di purificazione ; quell’ è un sacrificio per lo peccato . E lavisi colui che avrà raccolta la cenere della giovenca i vestimenti , e sia immondo infino alla sera . E sia questo uno statuto perpetuo a’ figliuoli d’ Israele , e al forestiere che dimorerà fra loro . Chi avrà tocco il corpo morto di qualunque persona , sia immondo per sette giorni . Purifichisi al terzo giorno con quell’ acqua , e al settimo giorno sarà netto ; ma s’ egli non sarà purificato al terzo giorno , nè anche sarà netto al settimo . Chiunque avrà tocco il corpo morto d’ una persona che sia morta , e non si sarà purificato ; egli ha contaminato il Tabernacolo del Signore ; perciò sia quella persona ricisa d’ Israele ; conciossiachè l’ acqua di purificazione non sia stata sparsa sopra lui , egli sarà immondo ; la sua immondizia rimarrà da indi innanzi in lui . Questa è la legge , quando un uomo sarà morto in un padiglione : chiunque entrerà nel padiglione , o vi sarà dentro , sia immondo per sette giorni . Parimente sia immondo ogni vasello aperto , sopra il quale non vi sarà coperchio ben commesso . E chiunque per li campi avrà tocco alcuno ucciso con la spada , o un uomo morto da sè , o alcun osso d’ uomo , o alcuna sepoltura , sia immondo per sette giorni . E per l’ immondo prendasi della cenere del fuoco di quel sacrificio per lo peccato , e mettavisi su dell’ acqua viva in un vaso . Poi pigli un uomo che sia netto , dell’ isopo , e intingalo in quell’ acqua , e spruzzine quel padiglione , e tutti que’ vaselli , e tutte le persone che vi saranno dentro ; spruzzine parimente colui che avrà tocco l’ osso , o l’ uomo ucciso , o l’ uomo morto da sè , o la sepoltura . Quell’ uomo netto adunque spruzzi l’ immondo , al terzo e al settimo giorno ; e , avendolo purificato al settimo giorno , lavi colui i suoi vestimenti , e sè stesso , con acqua ; e sarà netto la sera . Ma , se alcuno , essendo immondo , non si purifica , sia quella persona ricisa di mezzo la raunanza ; conciossiachè abbia contaminato il Santuario del Signore ; l’ acqua di purificazione non è stata sparsa sopra lui ; egli è immondo . E questo sia loro uno statuto perpetuo ; e colui che avrà spruzzata l’ acqua di purificazione lavisi i vestimenti ; e chi avrà toccata l’ acqua di purificazione sia immondo infino alla sera . Sia ancora immondo tutto quello che l’ immondo avrà tocco ; e la persona che avrà tocco lui sia immonda infino alla sera . ORA , essendo tutta la raunanza dei figliuoli d’ Israele giunta al deserto di Sin , nel primo mese , il popolo si fermò in Cades ; e quivi morì , e fu seppellita Maria . Ora , non v’ era acqua per la raunanza ; laonde si adunarono contro a Mosè e contro ad Aaronne . E il popolo contese con Mosè e disse : Ah ! fossimo pur morti , quando morirono i nostri fratelli davanti al Signore ! E perchè avete voi menata la raunanza del Signore in questo deserto , acciocchè noi e il nostro bestiame vi muoiamo ? E perchè ci avete tratti fuor di Egitto , per menarci in questo cattivo luogo , che non è luogo di sementa , nè di fichi , nè di vigne , nè di melagrane , e non vi è pure acqua da bere ? Allora Mosè ed Aaronne se ne vennero d’ appresso alla raunanza , all’ entrata del Tabernacolo della convenenza , e si gittarono in terra sopra le lor facce ; e la gloria del Signore apparve loro . E il Signore parlò a Mosè , dicendo : Piglia la verga ; e tu ed Aaronne , tuo fratello , adunate la raunanza , e parlate a quel sasso , in presenza loro ; ed esso darà la sua acqua , e tu farai loro uscir dell’ acqua del sasso , e darai da bere alla raunanza e al lor bestiame . Mosè adunque prese la verga d’ innanzi al Signore , come egli gli avea comandato . E Mosè ed Aaronne adunarono la raunanza davanti a quel sasso , e dissero loro : Ascoltate ora , o ribelli ; vi faremo noi uscir dell’ acqua di questo sasso ? E Mosè , alzata la mano , percosse il sasso con la sua verga due volte , e ne uscì molt’ acqua ; e la raunanza e il suo bestiame ne bevve . Poi il Signore disse a Mosè e ad Aaronne : Perciocchè voi non mi avete creduto , per santificarmi in presenza dei figliuoli d’ Israele ; perciò voi non introdurrete questa raunanza nel paese che io ho lor donato . Quest’ è l’ acqua della contesa , della quale i figliuoli d’ Israele contesero col Signore ; ed egli fu santificato fra loro . POI Mosè mandò di Cades ambasciatori al re di Edom , a dirgli : Così dice Israele , tuo fratello : Tu sai tutti i travagli che ci sono avvenuti . Come i nostri padri scesero in Egitto , e come noi siamo dimorati in Egitto lungo tempo , e come gli Egizj hanno trattato male noi e i nostri padri . Onde avendo noi gridato al Signore , egli ha uditi i nostri gridi , e ha mandato l’ Angelo , e ci ha tratti fuor del paese di Egitto . Or eccoci in Cades , città che è allo stremo de’ tuoi confini . Deh ! lascia che passiamo per lo tuo paese ; noi non passeremo per campi , nè per vigne , e non berremo alcun’ acqua di pozzo ; cammineremo per la strada reale , e non ci rivolgeremo nè a destra nè a sinistra , finchè abbiamo passati i tuoi confini . Ma l’ Idumeo mandò loro a dire : Non passate per lo mio paese , ch’ io non esca incontro a voi a mano armata . E i figliuoli d’ Israele gli risposero : Noi cammineremo per la strada pubblica ; e , se noi e il nostro bestiame beviamo della tua acqua , noi te ne pagheremo il prezzo ; sol una cosa ti chieggiamo , che possiamo passare col nostro seguito . Ma egli disse : Voi non passerete . E l’ Idumeo uscì incontro a loro , con molta gente , e con potente mano . L’ Idumeo adunque ricusò di dare a Israele il passo per li suoi confini ; laonde Israele si rivolse dal suo paese . E TUTTA la raunanza de’ figliuoli d’ Israele , partitasi di Cades , pervenne al monte di Hor . E il Signore parlò a Mosè e ad Aaronne , al monte di Hor , presso a’ confini del paese di Edom , dicendo : Aaronne sarà raccolto a’ suoi popoli ; perciocchè egli non entrerà nel paese che io ho donato a’ figliuoli d’ Israele ; conciossiachè voi siate stati ribelli al mio comandamento all’ acqua della contesa . Prendi Aaronne ed Eleazaro suo figliuolo ; e falli salire in sul monte di Hor . E spoglia Aaronne dei suoi vestimenti , e vestine Eleazaro , suo figliuolo ; ed Aaronne sarà quivi raccolto , e morrà . E Mosè fece come il Signore gli avea comandato ; ed essi salirono in sul monte di Hor , alla vista di tutta la raunanza . E Mosè spogliò Aaronne dei suoi vestimenti , e li fece vestire a Eleazaro , figliuolo di esso ; ed Aaronne morì quivi in su la sommità del monte . Poi Mosè ed Eleazaro scesero giù dal monte . E avendo tutta la raunanza veduto che Aaronne era trapassato , tutte le famiglie d’ Israele lo piansero per trenta giorni . OR avendo il Cananeo , re di Arad , che abitava verso il Mezzodì , inteso che Israele se ne veniva per lo cammino delle spie , combattè contro a Israele , e ne menò alcuni prigioni . Allora Israele votò un voto al Signore , e disse : Se pur tu mi dài questo popolo nelle mani , io distruggerò le lor città nella maniera dell’ interdetto . E il Signore esaudì la voce d’ Israele , e gli diede nelle mani que’ Cananei ; ed egli distrusse loro , e le lor città , nella maniera dell’ interdetto ; perciò pose nome a quel luogo Horma . Poi gl’ Israeliti si partirono dal monte di Hor , traendo verso il mar rosso , per circuire il paese di Edom ; e l’ animo venne meno al popolo per lo cammino . E il popolo parlò contro a Dio , e contro a Mosè , dicendo : Perchè ci avete voi tratti fuor di Egitto , acciocchè muoiamo in questo deserto ? conciossiachè non vi sia nè pane alcuno , nè acqua ; e l’ anima nostra è tutta svogliata di questo pane tanto leggiero . Allora il Signore mandò contro al popolo de’ serpenti ardenti , i quali mordevano il popolo ; onde molta gente d’ Israele morì . E il popolo venne a Mosè , e disse : Noi abbiamo peccato ; conciossiachè abbiamo parlato contro al Signore , e contro a te ; prega il Signore che rimova d’ addosso a noi i serpenti . E Mosè pregò per lo popolo . E il Signore disse a Mosè : Fatti un serpente ardente , e mettilo sopra un’ antenna ; e avverrà che chiunque sarà morso , riguardando quello , scamperà . E Mosè fece un serpente di rame , e lo mise sopra una antenna ; e avveniva che , se un serpente avea morso alcuno , ed egli riguardava al serpente di rame , egli scampava . POI i figliuoli d’ Israele si mossero , e si accamparono in Obot . E , partitisi di Obot , si accamparono a’ Poggi di Abarim , nel deserto ch’ è dirimpetto al paese di Moab , dal sol levante . Poi si mossero di là , e si accamparono nella valle di Zered . Poi si partirono di là , e si accamparono lungo il fiume di Arnon , che è nel deserto ; il quale si sporge innanzi dai confini degli Amorrei ; perciocchè Arnon è il confine di Moab , fra Moab e gli Amorrei . Perciò è detto nel Libro delle battaglie del Signore , Vaheb in Suf , e i fiumi di Arnon , e il letto del fiume , che si volge là dove siede Ar , e tocca i confini di Moab . E di là giunsero in Beer Quest’ è il pozzo del quale il Signore disse a Mosè : Aduna il popolo , e io darò loro dell’ acqua . Allora Israele cantò questo cantico : Sali , o pozzo ; cantategli : Pozzo , che i principali hanno cavato ; Che i nobili d’ infra il popolo hanno tagliato nel sasso , Col Legislatore , avendo in mano i lor bastoni . Poi , dal deserto giunsero in Mattana . E da Mattana in Nahaliel , e da Nahaliel in Bamot . E da Bamot nella valle che è nel territorio di Moab , in capo di Pisga , e riguarda verso il deserto . Allora Israele mandò ambasciatori a Sihon , re degli Amorrei , a dirgli : Lascia ch’ io passi per lo tuo paese ; noi non ci rivolgeremo nè in campi , nè in vigne , e non berremo alcun’ acqua di pozzo ; noi cammineremo per la strada reale , finchè siamo passati i tuoi confini . Ma Sihon non concedette a Israele di passar per li suoi confini ; anzi adunò tutta la sua gente , e uscì fuori incontro a Israele , nel deserto ; e venne in Iaas , e combattè con Israele . E Israele lo sconfisse , e lo mise a fil di spada , e conquistò il suo paese , ch’ era da Arnon fino a Iabboc , fino al paese de’ figliuoli di Ammon ; perciocchè la frontiera de’ figliuoli di Ammon era forte . E Israele prese tutte le città ch’ erano in quel paese , e abitò in tutte le città degli Amorrei , cioè in Hesbon , e in tutte le terre del suo territorio . Perciocchè Hesbon era la città di Sihon , re degli Amorrei , il quale era stato il primo che avea guerreggiato contro al re di Moab , e gli avea tolto tutto il suo paese , fino all’ Arnon . Perciò dicono i poeti : Venite in Hesbon ; Sia riedificata e ristorata la città di Sihon . Perciocchè un fuoco uscì già di Hesbon , E una fiamma della città di Sihon , E consumò Ar di Moab , Gli abitanti di Bamot-Arnon . Guai a te , Moab ! O popolo di Chemos , tu sei perito ; Esso ha dati i suoi figliuoli ch’ erano scampati , E le sue figliuole , in cattività A Sihon , re degli Amorrei . Ma noi li abbiamo sconfitti . Hesbon è perito fino a Dibon ; E noi li abbiamo distrutti fino a Nofa , Che arriva fino a Medeba . E Israele abitò nel paese degli Amorrei . Poi Mosè mandò a spiare Iazer : e gli Israeliti presero le terre del suo territorio ; e ne cacciarono gli Amorrei che vi erano . Poi , voltatisi , salirono per lo cammino di Basan ; e Og , re di Basan , uscì incontro a loro , con tutta la sua gente , in battaglia , in Edrei . E il Signore disse a Mosè : Non temerlo ; perciocchè io ti ho dato nelle mani lui , e tutta la sua gente , e il suo paese ; e fagli come tu hai fatto a Sihon , re degli Amorrei , che abitava in Hesbon . Gl’ Israeliti adunque percossero lui , e i suoi figliuoli , e tutto il suo popolo ; talchè non ne lasciarono alcuno in vita ; e conquistarono il suo paese . POI i figliuoli d’ Israele si mossero , e si accamparono nelle campagne di Moab , di là dal Giordano di Gerico . Or avendo Balac , figliuolo di Sippor , veduto tutto ciò che Israele avea fatto agli Amorrei ; i Moabiti ebbero grande spavento del popolo ; perciocchè era in gran numero ; talchè i Moabiti erano in angoscia per tema dei figliuoli d’ Israele . Perciò i Moabiti dissero agli Anziani di Madian : Questa gente roderà ora tutto ciò ch’ è d’ intorno a noi , come il bue rode l’ erba verde della campagna . Or Balac , figliuolo di Sippor , era re di Moab , in quel tempo . Ed egli mandò ambasciatori a Balaam , figliuolo di Beor , in Petor , città posta in sul Fiume , ch’ era la patria d’ esso , per chiamarlo , dicendo : Ecco , un popolo è uscito di Egitto ; ecco , egli copre la faccia della terra , ed è stanziato dirimpetto a me ; ora dunque vieni , ti prego , e maledicimi questo popolo ; perciocchè egli è troppo potente per me ; forse potrò fare in maniera che noi lo sconfiggeremo , e che io lo scaccerò dal paese ; perciocchè io so che chi tu benedici è benedetto , e maledetto chi tu maledici . E gli Anziani di Moab , e gli Anziani di Madian , andarono , avendo in mano gl’ indovinamenti . E , giunti a Balaam , gli rapportarono le parole di Balac . Ed egli disse loro : State qui questa notte ; e poi io vi renderò risposta , secondo che il Signore avrà parlato . E i principali di Moab dimorarono con Balaam . E Iddio venne a Balaam , e gli disse : Chi son cotesti uomini che sono appresso di te ? E Balaam disse a Dio : Balac , figliuolo di Sippor , re di Moab , ha mandato a dirmi : Ecco un popolo , ch’ è uscito di Egitto , e ha coperta la faccia della terra ; or vieni , e maledicimelo ; forse potrò combattere con lui , e lo scaccerò . E Iddio disse a Balaam : Non andar con loro ; non maledire quel popolo ; conciossiachè egli sia benedetto . E la mattina seguente , Balaam si levò , e disse a que’ principi di Balac : Andatevene al vostro paese ; perciocchè il Signore ha rifiutato di concedermi ch’ io vada con voi . E i principi di Moab si levarono , e vennero a Balac , e gli dissero : Balaam ha ricusato di venir con noi . E Balac vi mandò di nuovo altri principi , in maggior numero , e più onorati che que’ primi . Ed essi vennero a Balaam , e gli dissero : Così dice Balac , figliuolo di Sippor : Deh ! non ritenerti di venire a me ; perciocchè io del tutto ti farò grande onore , e farò tutto quello che tu mi dirai ; deh ! vieni pure , e maledicimi questo popolo . E Balaam rispose , e disse a’ servitori di Balac : Avvegnachè Balac mi desse la sua casa piena d’ argento e d’ oro , io non potrei trapassare il comandamento del Signore Iddio mio , per far cosa alcuna piccola o grande . Tuttavia statevene , vi prego , qui ancora voi questa notte , e io saprò ciò che il Signore seguiterà a dirmi . E Iddio venne di notte a Balaam , e gli disse : Cotesti uomini sono eglino venuti per chiamarti ? levati , vai con loro ; tuttavolta , fa’ quello che io ti dirò . Balaam adunque si levò la mattina , e sellò la sua asina , e andò co’ principi di Moab . E l’ ira di Dio si accese , perciocchè egli andava ; e l’ Angelo del Signore si presentò in su la strada , per contrariarlo . Or egli cavalcava la sua asina , e avea seco due suoi fanti . E l’ asina vide l’ Angelo del Signore che stava in su la strada , con la sua spada nuda in mano ; e l’ asina si rivolse dalla strada , e andava per li campi . E Balaam percosse l’ asina , per farla ritornar nella strada . E l’ Angelo del Signore si fermò in un sentier di vigne , dove era una chiusura di muro secco di qua e di là . E l’ asina , vedendo l’ Angelo del Signore , si strinse contro al muro , e stringeva il piè di Balaam al muro ; laonde egli da capo la percosse . E l’ Angelo del Signore passò di nuovo oltre , e si fermò in un luogo stretto , ove non v’ era spazio da volgersi nè a destra nè a sinistra . E l’ asina , avendo veduto l’ Angelo del Signore , si coricò sotto Balaam ; laonde l’ ira di Balaam si accese , e percosse l’ asina col bastone . Allora il Signore aperse la bocca all’ asina ; ed ella disse a Balaam : Che t’ ho io fatto , che tu mi hai percossa già tre volte ? E Balaam disse all’ asina : Io t’ ho percossa , perchè tu m’ hai beffato ; avessi pure in mano una spada , che ora ti ucciderei . E l’ asina disse a Balaam : Non sono io la tua asina , che sempre hai cavalcata per addietro , fino a questo giorno ? sono io mai stata usata di farti così ? Ed egli disse : No . Allora il Signore aperse gli occhi a Balaam ; ed egli vide l’ Angelo del Signore , che stava in su la strada , avendo in mano la sua spada nuda . E Balaam si chinò , e si prostese in terra sopra la sua faccia . E l’ Angelo del Signore gli disse : Perchè hai percossa la tua asina già tre volte ? Ecco , io sono uscito fuori per contrastarti ; perciocchè questo viaggio non è dirittamente ordinato nel mio cospetto . Ma l’ asina mi ha veduto ; e , veggendomi , si è rivolta già tre volte ; forse si è ella rivolta per tema di me ; perciocchè già avrei ucciso te , e lei avrei lasciata vivere . E Balaam disse all’ Angelo del Signore : Io ho peccato ; perciocchè io non sapeva che tu mi stessi contra in questo viaggio ; ma ora , se esso ti dispiace , io me ne ritornerò . E l’ Angelo del Signore disse a Balaam : Va’ pure con cotesti uomini ; ma di’ sol ciò ch’ io ti dirò . E Balaam andò co’ principi di Balac . E Balac , udito che Balaam veniva , andò ad incontrarlo in una città di Moab , che è in sul confine di Arnon , il quale è all’ estremità della frontiera del paese . E Balac disse a Balaam : Non ti avea io mandato instantemente a chiamare ? perchè non venivi tu a me ? non potrei io pur farti onore ? E Balaam rispose a Balac : Ecco , io son venuto a te ; ora potrei io in alcuna maniera dir cosa alcuna ? Ciò che il Signore mi avrà messo in bocca , quello dirò . E Balaam andò con Balac , e vennero in Chiriat-husot . E Balac sacrificò buoi , e pecore , e ne mandò a Balaam , e a’ principi ch’ erano con lui . E la mattina seguente , Balac prese Balaam , e lo menò sopra gli alti luoghi di Baal ; e di là gli mostrò una estremità del popolo . E Balaam disse a Balac : Edificami qui sette altari , e apparecchiami qui sette giovenchi , e sette montoni . E Balac fece come Balaam avea detto ; e Balac e Balaam offersero un giovenco e un montone , sopra ciascuno altare . E Balaam disse a Balac : Fermati presso al tuo olocausto , e io andrò ; forse mi si farà il Signore incontro , e ciò ch’ egli mi avrà fatto vedere , io tel rapporterò . Ed egli se ne andò sopra un’ alta cima di un monte . E Iddio si fece incontro a Balaam ; e Balaam gli disse : Io ho ordinati sette altari , e ho offerto un giovenco e un montone , sopra ciascuno altare . Allora il Signore mise la parola in bocca a Balaam , e gli disse : Ritorna a Balac , e parla così . Egli adunque ritornò a Balac ; ed ecco , egli si stava presso al suo olocausto , insieme con tutti i principi di Moab . Allora egli prese a proferire la sua sentenza , e disse : Balac , re di Moab , mi ha fatto condurre di Siria , Dalle montagne d’ Oriente , Dicendo : Vieni , maledicimi Giacobbe ; Vieni pure , scongiura Israele . Come lo maledirò io ? Iddio non l’ ha maledetto ; Come lo scongiurerò io ? il Signore non l’ ha scongiurato . Quando io lo riguardo dalla sommità delle rupi , E lo miro d’ in su i colli , Ecco un popolo che abiterà da parte , E non si acconterà fra l’ altre nazioni . Chi annovererà Giacobbe , che è come la polvere ? E chi farà il conto pur della quarta parte d’ Israele ? Muoia la mia persona della morte degli uomini diritti , E sia il mio fine simile al suo . Allora Balac disse a Balaam : Che mi hai tu fatto ? io ti avea fatto venir per maledire i miei nemici ; ed ecco , tu li hai pur benedetti . Ed egli rispose , e disse : Non prenderei io guardia di dir ciò che il Signore mi ha messo in bocca ? E Balac gli disse : Deh ! vieni meco in un altro luogo , onde tu lo vedrai ; tu ne puoi di qui veder solamente una estremità , tu non lo puoi veder tutto ; e maledicimelo di là . E lo condusse al campo di Sofim , nella cima di Pisga ; ed edificò sette altari , e offerse un giovenco e un montone , sopra ciascuno altare . E Balaam disse a Balac : Fermati qui presso al tuo olocausto , e io me ne andrò colà allo scontro . E il Signore si fece incontro a Balaam , e gli mise la parola in bocca ; e gli disse : Ritorna a Balac , e parla così . Ed egli se ne venne a Balac ; ed egli se ne stava presso al suo olocausto , e con lui erano i principi di Moab . E Balac gli disse : Che ha detto il Signore ? Ed egli prese a proferir la sua sentenza , e disse : Levati , Balac , e ascolta ! Porgimi gli orecchi , figliuolo di Sippor . Iddio non è un uomo , ch’ egli menta ; Nè un figliuol d’ uomo , ch’ egli si penta . Avrà egli detta una cosa , e non la farà ? Avrà egli parlato , e non atterrà la sua parola ? Ecco , io ho ricevuta commissione di benedire ; E poi ch’ egli ha benedetto , io non posso impedir la sua benedizione . Egli non iscorge iniquità in Giacobbe , E non vede perversità in Israele . Il Signore Iddio suo è con lui , E fra esso v’ è un grido di trionfo reale . Iddio , che li ha tratti fuori di Egitto , È loro a guisa di forze di liocorno . Perciocchè non v’ è incantamento in Giacobbe , Nè indovinamento in Israele ; Infra un anno , intorno a questo tempo , e’ si dirà di Giacobbe e d’ Israele : Quali cose ha fatte Iddio ! Ecco un popolo che si leverà come un gran leone , E si ergerà come un leone ; Egli non si coricherà , finchè non abbia divorata la preda , E bevuto il sangue degli uccisi . Allora Balac disse a Balaam : Non maledirlo , ma pure anche non benedirlo . E Balaam rispose , e disse a Balac : Non ti diss’ io , ch’ io farei tutto ciò che il Signore direbbe ? E Balac disse a Balaam : Deh ! vieni , io ti menerò in un altro luogo ; forse piacerà a Dio che di là tu mel maledica . Balac adunque menò Balaam in cima di Peor , che riguarda verso il deserto . E Balaam disse a Balac : Edificami qui sette altari , e apparecchiami qui sette giovenchi , e sette montoni . E Balac fece come Balaam avea detto ; e offerse un giovenco e un montone , sopra ciascuno altare . Or Balaam , veggendo che piaceva al Signore di benedire Israele , non andò più , come l’ altre volte , a incontrare augurii ; e dirizzò la faccia verso il deserto . E , alzati gli occhi , vide Israele , stanziato a tribù a tribù . Allora lo Spirito di Dio fu sopra lui . Ed egli prese a proferir la sua sentenza , e disse : Così dice Balaam , figliuolo di Beor , Così dice l’ uomo che ha l’ occhio aperto : Così dice colui che ode le parole di Dio , Che vede la visione dell’ Onnipotente , che cade a terra , E a cui gli occhi sono aperti . Quanto son belli i tuoi padiglioni , o Giacobbe ! E i tuoi tabernacoli , o Israele ! Essi son distesi a guisa di valli ; Sono come orti presso a un fiume , Come santali che il Signore ha piantati , Come cedri presso all’ acque . Egli verserà dell’ acqua delle sue secchie , E il suo seme sarà fra acque copiose , E il suo re sarà innalzato sopra Agag , E il suo regno sarà esaltato . Iddio , che l’ ha tratto fuor di Egitto , Gli sarà a guisa di forze di liocorno ; Egli consumerà le genti che gli saranno nemiche , E triterà loro le ossa , e le trafiggerà con le sue saette . Quando egli si sarà chinato , e si sarà posto a giacere come un leone , E come un gran leone , chi lo desterà ? Coloro che ti benedicono saranno benedetti , E coloro che ti maledicono saranno maledetti . Allora l’ ira di Balac si accese contro a Balaam ; e , battendosi a palme , gli disse : Io t’ ho chiamato per maledire i miei nemici ; ed ecco , tu li hai pur benedetti già tre volte . Ora dunque , fuggitene al tuo luogo ; io avea detto che ti farei grande onore ; ma ecco , il Signore ti ha divietato d’ essere onorato . E Balaam rispose a Balac : E io non aveva io detto a’ tuoi ambasciatori che tu mi mandasti : Avvegnachè Balac mi desse piena la sua casa d’ argento , e d’ oro , io non potrei trapassare il comandamento del Signore , per far cosa alcuna , buona o malvagia , di mio senno ; ciò che il Signore mi avrà detto , quello dirò ? Ora dunque , io me ne vo al mio popolo ; vieni , io ti consiglierò ; e ti dirò ciò che questo popolo farà al tuo popolo negli ultimi tempi . Allora egli prese a proferir la sua sentenza , e disse : Così dice Balaam , figliuolo di Beor ; Così dice l’ uomo che ha l’ occhio aperto : Così dice colui che ode le parole di Dio ; E che intende la scienza dell’ Altissimo ; Che vede la visione dell’ Onnipotente , Che cade a terra , e a cui gli occhi sono aperti : Io lo veggo , ma non al presente ; Io lo scorgo , ma non di presso . Una stella procederà da Giacobbe , E uno scettro surgerà d’ Israele , Il quale trafiggerà i principi di Moab , E distruggerà tutti i figliuoli del fondamento . Ed Edom sarà il conquisto , Seir sarà il conquisto de’ suoi nemici ; E Israele farà prodezze . E uno disceso di Giacobbe , signoreggerà E distruggerà chi sarà scampato della città . Poi Balaam riguardò Amalec , e prese a proferir la sua sentenza , e disse : Amalec è una primizia di Gentili , E il suo rimanente sarà ridotto a perdizione . Poi riguardò il Cheneo , e prese a proferir la sua sentenza , e disse : La tua stanza è forte , E tu hai posto il tuo nido nella rupe . Ma pur Cain sarà disertato , Infino a tanto che Assur ti meni in cattività . Poi prese di nuovo a proferir la sua sentenza , e disse : Guai a chi viverà dopo che Iddio avrà innalzato colui ! Poi appresso verranno navi dalla costa di Chittim , E affliggeranno Assur , e oppresseranno Eber ; Ed essi ancora saranno ridotti a perdizione . Poi Balaam si levò , e se ne andò , e ritornò al suo luogo ; e Balac altresì andò a suo cammino . OR Israele , stanziato in Sittim , cominciò a fornicar con le figliuole di Moab . Ed esse invitarono il popolo a’ sacrificii de’ loro iddii , e il popolo ne mangiò , e adorò gl’ iddii d’ esse . E Israele si congiunse con Baal-peor ; laonde l’ ira del Signore si accese contro a Israele . E il Signore disse a Mosè : Prendi tutti i Capi del popolo , e appiccali al Signore , davanti al sole ; e l’ ira accesa del Signore si rivolgerà d’ Israele . Mosè disse ancora a’ Giudici d’ Israele : Uccida ciascun di voi quelli de’ suoi , che si son congiunti con Baal-peor . Or in quel mezzo tempo un uomo d’ Israele venne , e menò a’ suoi fratelli una donna Madianita , davanti agli occhi di Mosè , e davanti agli occhi di tutta la raunanza de’ figliuoli d’ Israele , i quali piangevano all’ entrata del Tabernacolo della convenenza . E Finees , figliuolo d’ Eleazaro , figliuolo del Sacerdote Aaronne , avendo ciò veduto , si levò d’ infra la raunanza , e prese in mano una lancia . Ed entrò dietro a quell’ uomo Israelita , dentro al lupanare , e li trafisse amendue , l’ uomo Israelita , e la donna , per lo ventre d’ essa . E la piaga fu arrestata d’ in su i figliuoli d’ Israele . E i morti di quella piaga furono ventiquattromila . E il Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Finees , figliuolo d’ Eleazaro , figliuolo del Sacerdote Aaronne , ha acquetata l’ ira mia d’ in su i figliuoli d’ Israele ; perchè è stato mosso del mio zelo nel mezzo di loro ; laonde io non ho consumati i figliuoli d’ Israele nella mia gelosia . Perciò digli ch’ io gli do il mio patto di pace . E il patto del Sacerdozio perpetuo sarà suo , e della sua progenie dopo lui ; perciocchè egli è stato mosso di zelo per l’ Iddio suo , e ha fatto purgamento per li figliuoli d’ Israele . Or il nome dell’ uomo Israelita ucciso , il quale era stato ucciso con la donna Madianita , era Zimri , figliuolo di Salu , Capo d’ una famiglia paterna de’ Simeoniti . E il nome della donna Madianita uccisa era Cozbi , figliuola di Sur , Capo di nazioni , e di famiglia paterna in Madian . Poi il Signore parlò a Mosè , dicendo : Fate guerra a’ Madianiti , e percoteteli ; conciossiachè essi abbiano fatta guerra a voi , co’ loro inganni , che v’ hanno fatti nel fatto di Peor , e nel fatto di Cozbi , figliuola d’ un de’ Capi di Madian , lor sorella , ch’ è stata uccisa al giorno della piaga avvenuta per cagione di Peor . ORA , dopo quella piaga , il Signore disse a Mosè e ad Eleazaro , figliuolo d’ Aaronne , Sacerdote : Levate la somma di tutta la raunanza de’ figliuoli d’ Israele , annoverando dall’ età di vent’ anni in su , per le nazioni loro paterne , tutti quelli che possono andare alla guerra in Israele . Mosè adunque , e il Sacerdote Eleazaro , parlarono loro nelle campagne di Moab , presso al Giordano di Gerico , dicendo : Annoverate il popolo , dall’ età di vent’ anni in su ; come il Signore avea comandato a Mosè , e ai figliuoli d’ Israele , ch’ erano usciti del paese di Egitto . Il primogenito d’ Israele fu Ruben . I figliuoli di Ruben furono , di Hanoc , la nazione degli Hanochiti ; di Pallu , la nazione de’ Palluiti ; di Hesron , la nazione degli Hesroniti ; di Carmi , la nazione dei Carmiti . Queste sono le nazioni de’ Rubeniti , e gli annoverati fra loro furono quarantatremila settecentrenta . Di Pallu fu figliuolo Eliab . E i figliuoli di Eliab furono Nemuel , Datan e Abiram . Questo è quel Datan e quell’ Abiram , d’ infra quelli che si chiamavano alla raunata del popolo , i quali si sollevarono contro a Mosè e contro ad Aaronne , quando Core fece la sua massa , ed essi si sollevarono contro al Signore . E la terra aperse la sua bocca , e li tranghiottì ; insieme con Core , che morì quando morì quella raunata , quando il fuoco consumò i dugencinquanta uomini , i quali furono per segno . Or i figliuoli di Core non morirono . I figliuoli di Simeone , distinti per le lor nazioni , furono , di Nemuel , la nazione de’ Nemueliti ; di Giamin , la nazione de’ Giaminiti ; di Giachin , la nazione de’ Giachiniti ; di Zera , la nazione de’ Zeraiti ; e di Saul , la nazione de’ Sauliti . Queste sono le nazioni de’ Simeoniti , de’ quali gli annoverati furono ventiduemila dugento . I figliuoli di Gad , distinti per le lor nazioni , furono , di Sefon , la nazione dei Sefoniti ; d’ Hagghi , la nazione degli Hagghiti ; di Suni , la nazione de’ Suniti ; d’ Ozni , la nazione degli Ozniti ; di Eri , la nazione degli Eriti ; di Arod , la nazione degli Aroditi ; e di Areel , la nazione degli Areeliti . Queste sono le nazioni de’ figliuoli di Gad , secondo i loro annoverati , che furono quarantamila cinquecento . I figliuoli di Giuda furono Er e Onan . Ora Er e Onan morirono nel paese di Canaan . E i figliuoli di Giuda , distinti per le lor nazioni , furono , di Sela , la nazione de’ Selaniti ; di Fares , la nazione de’ Farsiti ; di Zara , la nazione degli Zariti . E i figliuoli di Fares furono , di Hesron , la nazione degli Hesroniti ; e di Hamul , la nazione degli Hamuliti . Queste sono le nazioni di Giuda , secondo i loro annoverati , che furono settantaseimila cinquecento . I figliuoli d’ Issacar , distinti per le lor nazioni , furono , di Tola , la nazione dei Tolaiti ; di Puva , la nazione de’ Puviti ; di Giasub , la nazione de’ Giasubiti ; e di Simron , la nazione de’ Simroniti . Queste sono le nazioni d’ Issacar , secondo i loro annoverati , che furono sessantaquattromila trecento . I figliuoli di Zabulon , distinti per le lor nazioni , furono , di Sered , la nazione de’ Sarditi ; di Elon , la nazione degli Eloniti ; e di Gialeel , la nazione de’ Gialeeliti . Queste sono le nazioni degli Zabuloniti , secondo i loro annoverati , che furono sessantamila cinquecento . I figliuoli di Giuseppe , distinti per le lor nazioni , furono Manasse ed Efraim . I figliuoli di Manasse furono , di Machir , la nazione de’ Machariti . E Machir generò Galaad , e di Galaad discese la nazione de’ Galaaditi . Questi sono i figliuoli di Galaad : di Iezer , la nazione degl’ Iezeriti ; di Helec , la nazione degli Helchiti ; di Asriel , la nazione degli Asrieliti ; di Sechem , la nazione de’ Sechemiti ; di Semida , la nazione de’ Semidaiti ; e di Hefer , la nazione degli Heferiti . Or Selofad , figliuolo di Hefer , non ebbe figliuoli maschi , ma sol figliuole , i cui nomi erano Mala , Noa , Hogla , Milca , e Tirsa . Queste sono le nazioni di Manasse , delle quali gli annoverati furono cinquantaduemila settecento . Questi sono i figliuoli di Efraim , distinti per le lor nazioni : di Sutela , la nazione de’ Sutelaiti ; di Becher , la nazione de’ Bacriti ; di Tahan , la nazione de’ Tahaniti . E questi sono i figliuoli di Sutela : di Eran , la nazione degli Eraniti . Queste sono le nazioni de’ figliuoli d’ Efraim , secondo i loro annoverati , che furono trentaduemila cinquecento . Questi sono i figliuoli di Giuseppe , distinti per le lor nazioni . I figliuoli di Beniamino , distinti per le lor nazioni , furono , di Bela , la nazione de’ Belaiti ; di Asbel , la nazione degli Asbeliti ; di Ahiram , la nazione degli Ahiramiti ; di Sefusam , la nazione dei Sefusamiti ; e di Huppam , la nazione degli Huppamiti . E i figliuoli di Bela furono Ard e Naaman ; di Ard discese la nazione degli Arditi ; di Naaman , la nazione de’ Naamiti . Questi sono i figliuoli di Beniamino , distinti per le lor nazioni , de’ quali gli annoverati furono quarantacinquemila seicento . Questi sono i figliuoli di Dan , distinti per le lor famiglie : di Suham , discese la nazione de’ Suhamiti . Questa è la nazione de’ Daniti , distinta per le lor famiglie . Tutte le famiglie de’ Suhamiti , secondo i loro annoverati , furono sessantaquattromila quattrocento . I figliuoli di Aser , distinti per le lor nazioni , furono , d’ Imna , la nazione degli Imnaiti ; d’ Isui , la nazione degl’ Isuiti ; e di Beria , la nazione de’ Beriiti . E de’ figliuoli di Beria , di Heber , la nazione degli Hebriti ; di Malchiel , la nazione de’ Malchieliti . E il nome della figliuola di Aser fu Sera . Queste sono le nazioni de’ figliuoli di Aser , secondo i loro annoverati , che furono cinquantatremila quattrocento . I figliuoli di Neftali , distinti per le lor nazioni , furono , di Giaseel , la nazione de’ Giaseeliti ; di Guni , la nazione de’ Guniti ; di Geser , la nazione de’ Geseriti ; e di Sillem , la nazione de’ Sillemiti . Queste sono le nazioni di Neftali , distinte per le lor famiglie ; e gli annoverati d’ infra loro furono quarantacinquemila quattrocento . Questi sono gli annoverati de’ figliuoli d’ Israele , in numero di seicentunmila settecentrenta . E il Signore parlò a Mosè , dicendo : Sia il paese spartito tra costoro per eredità , secondo il numero delle persone . Da’ maggiore eredità a chi è in maggior numero , e minore a chi è in minor numero ; diasi a ciascuno eredità a ragione de’ suoi annoverati . Ma pure spartiscasi il paese a sorte ; e abbiano eredità secondo i nomi delle loro tribù paterne . Spartiscasi l’ eredità di ciascuna tribù , grande o piccola , a sorte . E questi sono gli annoverati d’ infra i Leviti , distinti per le lor nazioni : di Gherson discese la nazione de’ Ghersoniti ; di Chehat , la nazione de’ Chehatiti ; di Merari , la nazione de’ Merariti . Queste sono le nazioni de’ Leviti : la nazione de’ Libniti , la nazione degli Hebroniti , la nazione de’ Mahaliti , la nazione dei Musiti , e la nazione de’ Coriti . Or Chehat generò Amram . E il nome della moglie di Amram fu Iochebed , che fu figliuola di Levi , la qual gli nacque in Egitto ; ed essa partorì ad Amram Aaronne , Mosè , e Maria , lor sorella . E ad Aaronne nacquero Nadab , e Abihu , ed Eleazaro , e Itamar . Or Nadab e Abihu morirono quando presentarono fuoco strano davanti al Signore . E gli annoverati d’ infra i Leviti furono ventitremila , tutti maschi , dall’ età d’ un mese in su ; conciossiachè non fossero annoverati fra’ figliuoli d’ Israele ; perciocchè non era lor data eredità fra’ figliuoli d’ Israele . Questi sono quelli che furono annoverati da Mosè , e dal Sacerdote Eleazaro , i quali annoverarono i figliuoli d’ Israele nelle campagne di Moab , presso al Giordano di Gerico . E fra costoro non vi fu alcuno di quelli ch’ erano stati annoverati da Mosè , e dal Sacerdote Aaronne , i quali annoverarono i figliuoli d’ Israele nel deserto di Sinai . Conciossiachè il Signore avesse detto di quelli : Del tutto morranno nel deserto . Onde non ne rimase alcuno , salvo Caleb , figliuolo di Gefunne ; e Giosuè , figliuolo di Nun . OR le figliuole di Selofad , figliuolo di Hefer , figliuolo di Galaad , figliuolo di Machir , figliuolo di Manasse , si accostarono alle nazioni di Manasse , figliuolo di Giuseppe ; e i nomi loro erano Mala , Noa , Hogla , Milca , e Tirsa . E si presentarono davanti a Mosè , e davanti al Sacerdote Eleazaro , e davanti a’ Capi , e davanti a tutta la raunanza , all’ entrata del Tabernacolo della convenenza , dicendo : Nostro padre è morto nel deserto ; egli però non fu fra la raunata di coloro che s’ adunarono contro al Signore alla raunata di Core ; anzi è morto per suo peccato , e non ha lasciati figliuoli maschi . Perchè verrebbe meno il nome di nostro padre di mezzo della sua nazione , per non avere egli alcun figliuolo maschio ? Dacci possessione tra i fratelli di nostro padre . E Mosè rapportò la causa loro davanti al Signore . E il Signore rispose a Mosè , dicendo : Le figliuole di Selofad parlano dirittamente ; del tutto da’ loro possession d’ eredità tra i fratelli del padre loro ; e trasporta in loro la possessione del padre loro . E parla a’ figliuoli d’ Israele , dicendo : Quando alcuno sarà morto senza figliuol maschio , trasportate l’ eredità di esso nella sua figliuola . E s’ egli non ha figliuola , date la sua eredità a’ suoi fratelli . E se non ha fratelli , date la sua eredità a’ fratelli di suo padre . E se non vi sono fratelli di suo padre , date la sua eredità al suo prossimo carnal parente , che sia della sua famiglia ; ed egli la possegga . E ciò sia uno statuto di ragione a’ figliuoli d’ Israele ; come il Signore ha comandato a Mosè . POI il Signore disse a Mosè : Sali in su questo monte di Abarim , e riguarda il paese ch’ io ho donato a’ figliuoli d’ Israele . E dopo che tu l’ avrai veduto , anche tu sarai raccolto a’ tuoi popoli , come è stato raccolto Aaronne , tuo fratello . Perciocchè voi contravveniste al comandamento ch’ io vi diedi nel deserto di Sin , alla contesa della raunanza , che voi non mi santificaste in quell’ acqua , nel cospetto del popolo . Quella è l’ acqua della contesa di Cades , nel deserto di Sin . E Mosè parlò al Signore , dicendo : Costituisca il Signore Iddio degli spiriti d’ ogni carne , sopra questa raunanza , un uomo , che vada e che venga davanti a loro , il quale li conduca e riconduca ; acciocchè la raunanza del Signore non sia a guisa di pecore senza pastore . E il Signore disse a Mosè : Prenditi Giosuè , figliuolo di Nun , che è uomo in cui è lo Spirito , e posa la tua mano sopra lui . E fallo comparir davanti al Sacerdote Eleazaro , e davanti a tutta la raunanza ; e dagli i tuoi ordini in presenza loro . E metti della tua maestà sopra lui ; acciocchè tutta la raunanza de’ figliuoli d’ Israele gli ubbidisca . E presentisi egli davanti al Sacerdote Eleazaro , e l’ addimandi per lo giudicio di Urim , nel cospetto del Signore ; vadano e vengano , egli , e tutti i figliuoli d’ Israele con lui , e tutta la raunanza , secondo ch’ esso dirà . E Mosè fece come il Signore gli avea comandato ; e prese Giosuè , e lo fece comparir davanti al Sacerdote Eleazaro , e davanti a tutta la raunanza . E posò le sue mani sopra lui , e gli diede i suoi ordini , come il Signore avea comandato per Mosè . IL Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Comanda a’ figliuoli d’ Israele , e di’ loro : Prendete guardia alle mie offerte , che son mio cibo ; a’ miei sacrificii da ardere , in odor soave a me , per offerirmeli a’ lor tempi . E di’ loro : Quest’ è il sacrificio da ardere , che voi avete a offerire al Signore per ciascun giorno , in olocausto continuo , cioè : due agnelli di un anno , senza difetto . Sacrifica l’ uno di quegli agnelli la mattina , e l’ altro fra’ due vespri . E la decima parte di un efa di fior di farina , stemperata con la quarta parte di un hin d’ olio vergine , per offerta di panatica . Quest’ è l’ olocausto continuo , che è stato offerto nel monte di Sinai , in odor soave , per sacrificio da ardere al Signore . E sia l’ offerta da spandere d’ esso , la quarta parte di un hin , per ciascun agnello ; spandi al Signore l’ offerta da spandere , d’ ottimo vino , nel luogo santo . Poi fra’ due vespri sacrifica l’ altro agnello ; fagli la medesima offerta di panatica , e da spandere , quale è quella della mattina ; per sacrificio da ardere , d’ odor soave al Signore . E NEL giorno del Sabato offerite due agnelli di un anno , senza difetto ; e due decimi di fior di farina , stemperata con olio , per offerta di panatica , insieme con le loro offerte da spandere . Quest’ è l’ olocausto del Sabato , per ciascun Sabato , oltre all’ olocausto continuo , e la sua offerta da spandere . E ne’ principii de’ vostri mesi , offerite per olocausto al Signore , due giovenchi , e un montone , e sette agnelli di un anno , senza difetto ; e tre decimi di fior di farina , stemperata con olio , per offerta di panatica , per ciascun giovenco ; e due decimi di fior di farina , stemperata con olio , per offerta di panatica , per lo montone ; e un decimo di fior di farina stemperata con olio , per offerta di panatica , per ciascun agnello ; per olocausto , in odor soave , per sacrificio da ardere al Signore . E le loro offerte da spandere sieno la metà di un hin di vino , per ciascun giovenco ; il terzo di un hin , per lo montone ; e il quarto di un hin , per ciascun agnello . Quest’ è l’ olocausto delle calendi , per ogni mese dell’ anno . Sacrifichisi ancora al Signore un becco , per sacrificio per lo peccato , oltre all’ olocausto continuo , e la sua offerta da spandere . OLTRE a ciò , nel primo mese , nel quartodecimo giorno del mese , è la Pasqua del Signore . E nel quintodecimo giorno del medesimo mese , è festa solenne ; manginsi pani azzimi per sette giorni . Nel primo giorno siavi santa raunanza ; non fate in esso alcuna opera servile . E offerite per sacrificio da ardere , in olocausto , al Signore , due giovenchi , e un montone , e sette agnelli di un anno , che sieno senza difetto ; insieme con la loro offerta di panatica di fior di farina , stemperata con olio ; offeritene tre decimi per giovenco , e due decimi per lo montone . Offeriscine ancora un decimo per ciascun di que’ sette agnelli . Offerite , oltre a ciò , un becco , per sacrificio per lo peccato , per far purgamento per voi . Offerite queste cose , oltre all’ olocausto della mattina , che è per olocausto continuo . Offerite cotali cose ciascun di que’ sette giorni , per cibo , per sacrificio da ardere , di soave odore al Signore ; offeriscasi quello , oltre all’ olocausto continuo , e la sua offerta da spandere . E al settimo giorno siavi santa raunanza ; non fate in esso alcuna opera servile . Oltre a ciò , al giorno de’ primi frutti , quando voi offerirete nuova offerta di panatica al Signore , al termine delle vostre settimane , siavi santa raunanza ; e non fate in quel giorno alcuna opera servile . E offerite per olocausto , in soave odore al Signore , due giovenchi , un montone , e sette agnelli di un anno ; insieme con la loro offerta di panatica di fior di farina , stemperata con olio , di tre decimi per giovenco , e di due decimi per lo montone , e di un decimo per ciascuno di que’ sette agnelli . Offerite eziandio un becco , per far purgamento per voi . Offerite , oltre all’ olocausto continuo , e la sua offerta di panatica , quegli animali , con le loro offerte da spandere ; e sieno quelli senza difetto . E nel settimo mese , alle calendi , siavi santa raunanza ; non fate in quel giorno opera alcuna servile ; siavi giorno di suon di tromba . E offerite in esso per olocausto , in soave odore al Signore , un giovenco , un montone , e sette agnelli di un anno , senza difetto ; insieme con la loro offerta di panatica , di fior di farina , stemperata con olio , di tre decimi per lo giovenco , e di due decimi per lo montone , e di un decimo per ciascuno di que’ sette agnelli ; e un becco , per sacrificio per lo peccato , per far purgamento per voi ; oltre all’ olocausto delle calendi , e la sua offerta di panatica ; e oltre all’ olocausto continuo , e la sua offerta di panatica , e le loro offerte da spandere , secondo i loro ordini , in soave odore , in sacrificio da ardere al Signore . Parimente , al decimo giorno di questo settimo mese , siavi santa raunanza ; e affliggete l’ anime vostre , e non fate alcun lavoro . E offerite al Signore per olocausto , in soave odore , un giovenco , un montone , e sette agnelli di un anno , che sieno senza difetto ; insieme con la loro offerta di panatica , di fior di farina , stemperata con olio , di tre decimi per lo giovenco , di due decimi per lo montone , e di un decimo per ciascuno di que’ sette agnelli ; e un becco , per sacrificio per lo peccato , oltre al sacrificio de’ purgamenti per lo peccato ; e oltre all’ olocausto continuo , e la sua offerta di panatica , e le loro offerte da spandere . Parimente , al quintodecimo giorno del settimo mese siavi santa raunanza ; non fate in esso opera alcuna servile ; e celebrate la festa solenne al Signore , per sette giorni . E offerite per olocausto , per sacrificio da ardere in soave odore al Signore , tredici giovenchi , due montoni , e quattordici agnelli di un anno , che sieno senza difetto ; insieme con la loro offerta di panatica , di fior di farina , stemperata con olio di tre decimi per ciascuno di que’ tredici giovenchi , di due decimi per ciascuno di que’ due montoni , e di un decimo per ciascuno di que’ quattordici agnelli ; e un becco , per sacrificio per lo peccato , oltre all’ olocausto continuo , e la sua offerta di panatica , e da spandere . E , nel secondo giorno , offerite dodici giovenchi , due montoni , e quattordici agnelli di un anno , senza difetto ; insieme con le loro offerte di panatica , e da spandere , per li giovenchi , per li montoni , e per gli agnelli , secondo il lor numero , siccome è ordinato ; e un becco , per sacrificio per lo peccato , oltre all’ olocausto continuo , e la sua offerta di panatica , e le loro offerte da spandere . E nel terzo giorno , offerite undici giovenchi , due montoni , e quattordici agnelli di un anno , senza difetto ; insieme con le loro offerte di panatica , e da spandere , per li giovenchi , per li montoni , e per gli agnelli , secondo il lor numero , siccome è ordinato ; e un becco , per sacrificio per lo peccato , oltre all’ olocausto continuo , e la sua offerta di panatica , e da spandere . E nel quarto giorno , offerite dieci giovenchi , due montoni , e quattordici agnelli di un anno , senza difetto ; insieme con le loro offerte di panatica , e da spandere , per li giovenchi , per li montoni , e per gli agnelli , secondo il lor numero , siccome è ordinato ; e un becco , per sacrificio per lo peccato , oltre all’ olocausto continuo , e la sua offerta di panatica , e da spandere . E nel quinto giorno , offerite nove giovenchi , due montoni , e quattordici agnelli di un anno , senza difetto ; insieme con le loro offerte di panatica , e da spandere , per li giovenchi , per li montoni , e per gli agnelli , secondo il lor numero , siccome è ordinato ; e un becco , per sacrificio per lo peccato , oltre all’ olocausto continuo , e la sua offerta di panatica , e da spandere . E nel sesto giorno , offerite otto giovenchi , due montoni , e quattordici agnelli di un anno , senza difetto ; insieme con le loro offerte di panatica , e da spandere , per li giovenchi , per li montoni , e per gli agnelli , secondo il lor numero , siccome è ordinato ; e un becco , per sacrificio per lo peccato , oltre all’ olocausto continuo , e la sua offerta di panatica , e da spandere . E nel settimo giorno , offerite sette giovenchi , due montoni , e quattordici agnelli di un anno , senza difetto ; insieme con le loro offerte di panatica , e da spandere , per li giovenchi , per li montoni , e per gli agnelli , secondo il lor numero , siccome è ordinato ; e un becco , per sacrificio per lo peccato , oltre all’ olocausto continuo , e la sua offerta di panatica e da spandere . Nell’ ottavo giorno , siavi solenne raunanza ; non fate in esso opera alcuna servile ; e offerite per olocausto , per sacrificio da ardere , in soave odore al Signore , un giovenco , un montone , sette agnelli di un anno , senza difetto ; insieme con le loro offerte di panatica , e da spandere , per lo giovenco , per lo montone , e per gli agnelli , secondo il lor numero , siccome è ordinato ; e un becco , per sacrificio per lo peccato , oltre all’ olocausto continuo , e la sua offerta di panatica , e da spandere . Offerite queste cose al Signore nelle vostre solennità , oltre a’ vostri voti , e le vostre offerte volontarie , de’ vostri olocausti , delle vostre offerte di panatica , delle vostre offerte da spandere , e dei vostri sacrificii da render grazie . E Mosè parlò a’ figliuoli d’ Israele , secondo tutto ciò che il Signore gli avea comandato . POI Mosè parlò a’ Capi delle tribù de’ figliuoli d’ Israele , dicendo : Questo è quello che il Signore ha comandato : Quando alcuno avrà votato un voto al Signore , ovvero avrà giurata alcuna cosa , obbligandosi per obbligazione sopra l’ anima sua , non violi la sua parola ; faccia interamente secondo ciò che gli sarà uscito di bocca . E quando una femmina avrà votato un voto al Signore , e si sarà obbligata per obbligazione in casa di suo padre , essendo ancor fanciulla ; se suo padre ha inteso il suo voto , e la sua obbligazione , con la quale ella si è obbligata sopra l’ anima sua , e non ne le fa motto ; tutti i voti di essa saranno fermi , e ogni obbligazione , con la quale ella si sarà obbligata sopra l’ anima sua , sarà ferma . Ma , se suo padre , nel giorno ch’ egli avrà intesi tutti i suoi voti , e le sue obbligazioni , con le quali ella si sarà obbligata sopra l’ anima sua , la disdice ; que’ voti non saranno fermi , e il Signore le perdonerà ; conciossiachè suo padre l’ abbia disdetta . E se pure è maritata , avendo ancora sopra sè i suoi voti , o la promessa fatta con le sue labbra , con la quale si sarà obbligata sopra l’ anima sua ; e il suo marito l’ intende , e nel giorno stesso che l’ avrà inteso , non ne le fa motto ; i voti di essa , e le sue obbligazioni , con le quali si sarà obbligata sopra l’ anima sua , saranno ferme . Ma , se nel giorno stesso che il suo marito l’ avrà inteso , egli la disdice , egli annulla il suo voto ch’ ella avea sopra sè , e la promessa fatta con le sue labbra , con la quale ella si era obbligata sopra l’ anima sua ; e il Signore le perdonerà . Ma , quant’ è al voto della vedova , o della ripudiata , tutto ciò a che si sarà obbligata sopra l’ anima sua , sarà fermo contro a lei . E se la donna fa voto , ovvero si obbliga per obbligazione sopra l’ anima sua , con giuramento , essendo in casa del suo marito ; e il suo marito l’ intende , e non ne le fa motto , e non la disdice , sieno fermi tutti i suoi voti ; sia parimente ferma ogni obbligazione , con la quale ella si sarà obbligata sopra l’ anima sua . Ma se , nel giorno stesso che il suo marito li avrà intesi , egli del tutto li annulla ; cosa alcuna che le sia uscita di bocca , o voto , od obbligazione sopra l’ anima sua , non sarà ferma ; il suo marito ha annullate quelle cose , e il Signore le perdonerà . Il marito di essa ratificherà , o annullerà qualunque voto e qualunque giuramento , col quale ella si sarà obbligata di affliggere l’ anima sua . E se pure il suo marito non ne le fa motto d’ un giorno all’ altro , egli ha ratificati tutti i voti di essa , o qualunque obbligazione ch’ ella avea sopra sè ; egli li ha ratificati ; perciocchè egli non ne le ha fatto motto nel giorno stesso che li ha intesi . Ma se , appresso averli intesi , del tutto li annulla , egli porterà l’ iniquità di essa . Questi sono gli statuti , i quali il Signore comandò a Mosè che si osservassero tra marito e moglie , e tra padre e figliuola , mentre ella è ancor fanciulla in casa di suo padre . POI il Signore parlò a Mosè , dicendo : Fa’ la vendetta de’ figliuoli d’ Israele sopra i Madianiti ; e poi tu sarai raccolto a’ tuoi popoli . E Mosè parlò al popolo , dicendo : Mettasi in ordine un certo numero di voi , per andare alla guerra , e vadano contro a Madian , per far la vendetta del Signore sopra Madian . Mandate a questa guerra mille uomini per ciascuna di tutte le tribù d’ Israele . Così furono dati mille uomini per ciascuna tribù , d’ infra le migliaia d’ Israele , che furono in tutto dodicimila uomini in ordine per la guerra . E Mosè mandò alla guerra que’ mille uomini di ciascuna tribù , e con loro Finees , figliuolo del Sacerdote Eleazaro , il quale avea in mano gli arredi del Santuario , e le trombe da sonare . Ed essi fecero guerra contro a Madian , siccome il Signore avea comandato a Mosè , e uccisero tutti i maschi . Uccisero ancora fra’ loro uccisi i re di Madian , Evi , e Rechem , e Sur , e Hur , e Reba , i cinque re di Madian ; uccisero eziando con la spada Balaam , figliuolo di Beor . E i figliuoli d’ Israele ne menarono prigioni le donne di Madian , e i lor piccoli fanciulli ; e predarono tutto il lor grosso e minuto bestiame , e tutte le lor facoltà . E bruciarono col fuoco tutte le lor città , nelle loro stanze ; e tutte le lor castella . E presero tutte le spoglie e tutta la preda , così degli uomini , come degli animali . E addussero a Mosè e al Sacerdote Eleazaro , e alla raunanza de’ figliuoli d’ Israele , i prigioni e la preda , e le spoglie , nel campo , nelle campagne di Moab , che sono lungo il Giordano di Gerico . E Mosè , e il Sacerdote Eleazaro e tutti i Capi della raunanza , uscirono loro incontro fuor del campo . E Mosè si adirò gravemente contro a’ condottieri dell’ esercito , Capi di migliaia , e Capi di centinaia , che ritornavano da quella guerra . E Mosè disse loro : Avete voi scampata la vita a tutte le femmine ? Ecco , esse furono quelle che , secondo la parola di Balaam , servirono a porgere a’ figliuoli d’ Israele cagione di misfatto contro al Signore , nel fatto di Peor ; onde fu quella piaga nella raunanza del Signore . Ora dunque uccidete tutti i maschi d’ infra i piccoli fanciulli ; uccidete parimente ogni femmina che ha conosciuto carnalmente uomo . E serbatevi in vita tutte le femmine che son di piccola età , le quali non hanno conosciuto carnalmente uomo . E voi , campeggiate per sette giorni fuor del campo . Ogni persona , così d’ infra voi , come d’ infra i vostri prigioni , che avrà ucciso alcuno , e avrà tocco alcuno ucciso , purifichisi al terzo , e al settimo giorno . Purificate parimente ogni vestimento , e ogni arnese fatto di pelle , e ogni lavorio fatto di pel di capra , e ogni vasello di legno . E il Sacerdote Eleazaro disse alla gente di guerra , ch’ era andata a quella guerra : Questo è lo statuto di legge che il Signore ha comandato a Mosè . Ma fate passar per lo fuoco l’ oro , l’ argento , il rame , il ferro , lo stagno , e il piombo , e in somma tutto ciò che può portare il fuoco ; e così sarà netto ; ma pure ancora sia purificato con l’ acqua di purificazione ; e tutto ciò che non può portare il fuoco , fatelo passar per l’ acqua . E lavate i vostri vestimenti al settimo giorno , e sarete netti , e poi potrete entrar nel campo . Il Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Tu , e il Sacerdote Eleazaro , e i Capi delle nazioni paterne della raunanza , levate la somma delle persone che sono state menate prigioni , e del bestiame ch’ è stato predato ; e partisci la preda per la metà , fra la gente di guerra ch’ è andata a questa guerra , e tutta la raunanza . E leva , della gente di guerra , ch’ è andata a questa guerra , un tributo per lo Signore , una testa di cinquecento , degli uomini , de’ buoi , degli asini , e delle pecore . Prendete quel tributo della metà che appartiene loro ; e dallo al Sacerdote Eleazaro per un’ offerta al Signore . E , della metà appartenente ai figliuoli d’ Israele , prendi uno , tratto di cinquanta , degli uomini , de’ buoi , degli asini , delle pecore , e in somma di tutto il bestiame ; e da’ quelli a’ Leviti che fanno la fazione del Tabernacolo del Signore . E Mosè e il Sacerdote Eleazaro fecero come il Signore avea comandato a Mosè . Or la preda , cioè il rimasto della preda , che la gente ch’ era andata a quella guerra avea fatta , fu di seicensettanta cinquemila pecore , e di settantaduemila buoi , e di settantunmila asini . E quanto all’ anime umane , le femmine che non aveano carnalmente conosciuto uomo , furono in tutto trentaduemila anime . E la metà , cioè la parte di coloro ch’ erano andati a quella guerra , fu di trecentrenta settemila cinquecento pecore , delle quali il tributo per lo Signore fu di seicensettanta cinque pecore ; e di trentaseimila buoi , de’ quali il tributo per lo Signore fu di settantadue buoi ; e di trentamila cinquecento asini , de’ quali il tributo per lo Signore fu di sessantun asini ; e di sedicimila anime umane ; delle quali il tributo per lo Signore fu di trentadue anime . E Mosè diede il tributo , levato per offerta al Signore , al Sacerdote Eleazaro , come il Signore gli avea comandato . E della metà appartenente a’ figliuoli d’ Israele , secondo che Mosè avea partito per metà , fra loro , e quelli ch’ erano andati a quella guerra ; or la metà appartenente alla raunanza fu di trecentrenta settemila cinquecento pecore , e di trentaseimila buoi , e di trentamila cinquecento asini , e di sedicimila anime umane ; di questa metà , appartenente a’ figliuoli d’ Israele , Mosè prese uno , tratto di cinquanta , così degli uomini , come degli animali ; e diede quelli a’ Leviti che fanno la fazione del Tabernacolo del Signore ; come il Signore avea comandato a Mosè . E i condottieri delle migliaia di quell’ esercito , Capi di migliaia , e Capi di centinaia , si accostarono a Mosè ; e gli dissero : I tuoi servitori hanno fatta la rassegna della gente di guerra ch’ era sotto la nostra condotta , e non ne manca pure uno . Perciò noi offeriamo per offerta al Signore , ciascuno ciò che gli è caduto in mano , di vasellamenti d’ oro , di cerchielli da gamba , di maniglie , d’ anella , e di fermagli , per pagare il riscatto delle nostre persone , davanti al Signore . E Mosè e il Sacerdote Eleazaro presero da loro tutto quell’ oro , tutto lavorato in vasellamenti , e monili . E tutto l’ oro dell’ offerta , che fu offerto al Signore da’ Capi delle migliaia , e da’ Capi delle centinaia , fu di peso di sedicimila settecencinquanta sicli . Ma la gente di guerra guardò per sè ciò che ciascuno avea predato . E Mosè e il Sacerdote Eleazaro presero quell’ oro da’ Capi delle migliaia , e delle centinaia , e lo portarono nel Tabernacolo della convenenza , per ricordanza per li figliuoli d’ Israele , nel cospetto del Signore . OR i figliuoli di Ruben , e i figliuoli di Gad , aveano del bestiame in grandissimo numero : laonde , veggendo che il paese di Iazer , e il paese di Galaad , era luogo da bestiame ; vennero , e parlarono a Mosè , e al Sacerdote Eleazaro , e a’ Capi della raunanza , dicendo : Atarot , e Dibon , e Iazer , e Nimra , e Hesbon , ed Eleale , e Sebam , e Nebo , e Beon , che è il paese che il Signore ha percosso davanti alla raunanza d’ Israele , è un paese da bestiame , e i tuoi servitori hanno del bestiame . Poi dissero : Se abbiamo trovata grazia appo te , sia dato questo paese a possedere ai tuoi servitori , e non farci passare il Giordano . Ma Mosè rispose a’ figliuoli di Gad , e a’ figliuoli di Ruben : Andrebbero i vostri fratelli alla guerra , e voi ve ne stareste qui ? E perchè rendete voi fiacco il cuor de’ figliuoli d’ Israele , per non passare al paese , che il Signore ha loro donato ? Così fecero i vostri padri , quando io li mandai da Cades-barnea , per vedere il paese . Perciocchè essi salirono fino alla Valle di Escol , e , dopo ch’ ebbero veduto il paese , renderono fiacco il cuor de’ figliuoli d’ Israele , per non entrar nel paese che il Signore avea loro donato . Laonde , l’ ira del Signore si accese in quel giorno , ed egli giurò , dicendo : Se gli uomini , che sono usciti fuor di Egitto , dall’ età di vent’ anni in su , veggono mai la terra , della quale io ho giurato ad Abrahamo , a Isacco e a Giacobbe ; conciossiachè non mi abbiano seguitato appieno ; salvo Caleb , figliuolo di Gefunne , Chenizzeo , e Giosuè , figliuolo di Nun ; perciocchè essi hanno seguitato il Signore appieno . E l’ ira del Signore si accese contro a Israele ; ed egli li ha fatti andar vagando per lo deserto , lo spazio di quarant’ anni , finchè sia stata consumata tutta quella generazione , che avea fatto quel male nel cospetto del Signore . Ed ecco , voi siete sorti in luogo de’ vostri padri , schiatta d’ uomini peccatori , per accrescere ancora l’ ira del Signore contro a Israele . Perciocchè , se voi vi stornate di dietro a lui , egli seguiterà a lasciarlo nel deserto ; e così farete perir tutto questo popolo . Ma essi si accostarono a lui , e dissero : Noi edificheremo qui delle mandre per lo nostro bestiame , e delle città per le nostre famiglie . Ma noi ci metteremo in ordine , pronti per andar davanti a’ figliuoli d’ Israele , infino a tanto che li abbiamo condotti al luogo loro ; e in questo mezzo le nostre famiglie dimoreranno nelle città forti , per tema degli abitanti del paese . Noi non ritorneremo alle case nostre , finchè ciascuno de’ figliuoli d’ Israele non sia entrato nella sua eredità . Perciocchè , quant’ è a noi , noi non possederemo nulla con loro di là dal Giordano ; essendoci la nostra eredità scaduta di qua dal Giordano , verso oriente . E Mosè disse loro : Se voi fate questa cosa , e siete in ordine per andare alla guerra , davanti al Signore ; e qualunque di voi è atto alla guerra , passa il Giordano davanti al Signore , finchè egli abbia cacciati i suoi nemici dal suo cospetto ; dopo che il paese sarà stato soggiogato al Signore , voi potrete ritornarvene , e sarete fuor di colpa appo il Signore , e appo Israele ; e questo paese sarà vostro , per possederlo nel cospetto del Signore . Ma , se non fate così , ecco , voi avrete peccato contro al Signore ; e sappiate che il vostro peccato vi ritroverà . Edificatevi delle città per le vostre famiglie , e delle mandre per le vostre gregge , e fate ciò che vi è uscito della bocca . E i figliuoli di Gad , e i figliuoli di Ruben , risposero a Mosè , dicendo : I tuoi servitori faranno come il mio signore comanda . I nostri piccoli fanciulli , le nostre mogli , le nostre gregge , e tutto il nostro bestiame dimoreranno colà nelle città di Galaad . Ma quant’ è a’ tuoi servitori chiunque sarà atto alla guerra passerà alla guerra , davanti al Signore , come dice il mio signore . E Mosè diede ordine intorno a loro al Sacerdote Eleazaro , e a Giosuè , figliuolo di Nun , e a’ Capi delle nazioni paterne delle tribù de’ figliuoli d’ Israele ; e disse loro : Se tutti coloro d’ infra i figliuoli di Gad , e i figliuoli di Ruben , che sono atti alla guerra , passano con voi il Giordano davanti al Signore , quando il paese vi sarà soggiogato , date loro a possedere il paese di Galaad . Ma , se non passano con voi in arme , abbiano la lor possessione fra voi nel paese di Canaan . E i figliuoli di Gad , e i figliuoli di Ruben , risposero , dicendo : Noi faremo interamente come il Signore ha detto ai tuoi servitori . Noi passeremo in arme nel paese di Canaan , davanti al Signore ; sol restici la possessione della nostra eredità di qua dal Giordano . Mosè adunque diede loro , a’ figliuoli di Gad , a’ figliuoli di Ruben , e alla metà della tribù di Manasse , figliuolo di Giuseppe , il regno di Sihon , re degli Amorrei , e il regno di Og , re di Basan , il paese diviso per le sue città , co’ lor confini , le città del paese d’ ogni intorno . E i figliuoli di Gad riedificarono Dibon , e Atarot , e Aroer ; e Atrotsofan , e Iazer , e Iogbeha ; e Betnimra , e Bet-haran , città forti , e fecero ancora delle mandre per le gregge . E i figliuoli di Ruben riedificarono Hesbon , ed Eleale , e Chiriataim ; e Nebo , e Baal-meon , mutati i nomi , e Sibma ; e posero altri nomi alle città che riedificarono . E i figliuoli di Machir , figliuolo di Manasse , andarono in Galaad , e lo presero , e cacciarono gli Amorrei che vi erano . Mosè adunque diede Galaad a Machir , figliuolo di Manasse ; ed egli abitò quivi . Iair anch’ egli , figliuolo di Manasse , andò , e prese le villate di quelli , e pose loro nome : Le villate di Iair . Noba parimente andò , e prese Chenat , e le terre del suo territorio ; e chiamò quella Noba , del suo nome . QUESTE son le mosse de’ figliuoli d’ Israele , che uscirono fuor del paese di Egitto , distinti per le loro schiere , sotto la condotta di Mosè e d’ Aaronne ; Or Mosè scrisse le lor partite secondo ch’ essi si mossero per lo comandamento del Signore ; queste , dico , son le lor mosse , secondo le lor partite : Essi adunque si partirono di Rameses , nel primo mese , nel quintodecimo giorno del primo mese ; i figliuoli d’ Israele si partirono il giorno appresso la Pasqua , a mano alzata , alla vista di tutti gli Egizj , mentre gli Egizj seppellivano quelli che il Signore avea percossi fra loro , che erano tutti i primogeniti . Or il Signore avea fatti giudicii sopra i lor dii . I figliuoli d’ Israele adunque , partitisi di Rameses , si accamparono in Succot . E , partitisi di Succot , si accamparono in Etam , ch’ è nell’ estremità del deserto . E , partitisi di Etam , si rivolsero verso la foce di Hirot , ch’ è dirincontro a Baal-sefon , e si accamparono dinanzi a Migdol . Poi , partitisi d’ innanzi a Hirot , passarono per mezzo il mare , traendo verso il deserto ; e , andati tre giornate di cammino per lo deserto di Etam , si accamparono in Mara . E , partitisi di Mara , giunsero in Elim , ove erano dodici fonti d’ acqua , e settanta palme ; e si accamparono quivi . E , partitisi di Elim , si accamparono presso al mar rosso . E , partitisi dal mar rosso , si accamparono nel deserto di Sin . E , partitisi dal deserto di Sin , si accamparono in Dofca . E , partitisi di Dofca , si accamparono in Alus . E , partitisi di Alus , si accamparono in Refidim , ove non era acqua da bere per lo popolo . E , partitisi di Refidim , si accamparono nel deserto di Sinai . E , partitisi dal deserto di Sinai , si accamparono in Chibrot-taava . E , partitisi di Chibrot-taava , si accamparono in Haserot . E , partitisi di Haserot , si accamparono in Ritma . E , partitisi di Ritma , si accamparono in Rimmon-peres . E , partitisi di Rimmon-peres , si accamparono in Libna . E , partitisi di Libna , si accamparono in Rissa . E , partitisi di Rissa , si accamparono in Chehelata . E , partitisi di Chehelata , si accamparono nel monte di Sefer . E , partitisi dal monte di Sefer , si accamparono in Harada . E , partitisi di Harada , si accamparono in Machelot . E , partitisi di Machelot , si accamparono in Tahat . E , partitisi di Tahat , si accamparono in Tera . E , partitisi di Tera , si accamparono in Mitca . E , partitisi di Mitca , si accamparono in Hasmona . E , partitisi di Hasmona , si accamparono in Moserot . E , partitisi di Moserot , si accamparono in Bene-Iaacan . E , partitisi di Bene-Iaacan , si accamparono in Hor-ghidgad . E , partitisi di Hor-ghidgad , si accamparono in Iotbata . E , partitisi di Iotbata , si accamparono in Abrona . E , partitisi d’ Abrona , si accamparono in Esion-gaber . E , partitisi d’ Esion-gaber , si accamparono nel deserto di Sin , ch’ è Cades . E , partitisi di Cades , si accamparono nel monte di Hor , nell’ estremità del paese di Edom . E il sacerdote Aaronne salì in sul monte di Hor , per comandamento del Signore , e morì quivi nell’ anno quarantesimo da che i figliuoli d’ Israele furono usciti fuor del paese di Egitto , nel quinto mese , alle calendi . Or Aaronne era d’ età di cenventitrè anni , quando egli morì nel monte di Hor . Allora il Cananeo , re di Arad , che abitava verso il mezzodì , nel paese di Canaan , intese la venuta de’ figliuoli di Israele . Poi , partitisi dal monte di Hor , si accamparono in Salmona . E , partitisi di Salmona , si accamparono in Funon . E , partitisi di Funon , si accamparono in Obot . E , partitisi di Obot , si accamparono a’ poggi di Abarim , a’ confini di Moab . E , partitisi da’ Poggi , si accamparono in Dibon-Gad . E , partitisi di Dibon-Gad , si accamparono in Almon , verso Diblataim . E , partitisi d’ Almon , verso Diblataim , si accamparono nei monti di Abarim , dirimpetto a Nebo . E , partitisi da’ monti di Abarim , si accamparono nelle campagne di Moab , presso al Giordano di Gerico . E si accamparono presso al Giordano , da Betiesimot fino ad Abel-Sittim , nelle campagne di Moab . E il Signore parlò a Mosè nelle campagne di Moab , presso al Giordano di Gerico , dicendo : Parla a’ figliuoli d’ Israele , e di’ loro : Quando sarete passati il Giordano , e sarete entrati nel paese di Canaan , cacciate d’ innanzi a voi tutti gli abitanti del paese , e disfate tutte le loro immagini , e tutte le loro statue di getto , e distruggete tutti i loro alti luoghi . E mettetevi in possession del paese , e abitate in esso ; conciossiachè io vi abbia donato il paese , per possederlo . E spartite la possessione del paese a sorte , secondo le vostre nazioni ; a quelle che sono in maggior numero date maggior possessione , e minore a quelle che sono in minor numero ; in qualunque luogo la sorte d’ alcuna gli sarà scaduta quello sia suo ; spartitevi la possessione del paese per le vostre tribù paterne . E se voi non iscacciate d’ innanzi a voi gli abitanti del paese , que’ di loro che avrete lasciati di resto vi saranno stecchi agli occhi , e spine a’ fianchi , e vi nimicheranno nel paese nel quale abiterete . E avverrà ch’ io farò a voi , come io avea proposto di fare a loro . IL Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Comanda a’ figliuoli d’ Israele , e di’ loro : Conciossiachè voi siate ora per entrar nel paese di Canaan , quest’ è il paese che vi scaderà per eredità , cioè il paese di Canaan , secondo i suoi confini . E siavi il lato meridionale dal deserto di Sin alle frontiere di Edom ; e l’ estremità del mar salato sia il vostro confine dal mezzodì verso oriente . E giri questo confine dal mezzodì verso la salita di Acrabbim , e passi a Sin , e arrivino le sue estremità a Cades-barnea , dal mezzodì ; e proceda in Hasa-raddar , e passi in Asmon ; poi volti questo confine da Asmon verso il Torrente di Egitto , e arrivino le sue estremità al mare . E per confine occidentale siavi il mar grande , e i confini . Questo siavi il confine occidentale . E questo siavi il confine settentrionale : Dal mar grande segnatevi il monte di Hor ; dal monte di Hor , segnatevi per confine là dove si entra in Hamat ; e arrivino le estremità di questo confine a Sedad ; e proceda fino a Zifron , e arrivino le sue estremità in Hasar-enan . Questo sia il vostro confine settentrionale . Poi segnatevi , per confine orientale , da Hasar-enan a Sefam . E scenda questo confine da Sefam in Ribla , dirincontro alla Fonte ; poi scenda , e tocchi il lato del mare di Chinneret , verso oriente . Poi scenda al Giordano , e arrivino le sue estremità al mar salato . Questo sia il vostro paese , limitato per li suoi confini d’ ogn’ intorno . E Mosè comandò , e disse a’ figliuoli di Israele : Quest’ è il paese , del quale voi partirete la possessione a sorte ; il quale il Signore ha comandato che si dia a nove tribù e mezza ; conciossiachè la tribù de’ Rubeniti , secondo le lor nazioni paterne , e la tribù de’ Gaditi , secondo le lor nazioni paterne , e la metà della tribù di Manasse , abbiano ricevuta la loro eredità . Queste due tribù e mezza hanno ricevuta la loro eredità di qua dal Giordano di Gerico , verso oriente . Il Signore parlò ancora a Mosè , dicendo : Questi sono i nomi degli uomini che vi partiranno l’ eredità del paese : Eleazaro Sacerdote , e Giosuè , figliuolo di Nun . Prendete ancora di ciascuna tribù uno de’ Capi , per far la partizione del paese . E questi sono i nomi degli uomini : Della tribù di Giuda , Caleb , figliuolo di Gefunne ; Della tribù de’ figliuoli di Simeone , Samuele , figliuolo di Ammihud ; Della tribù di Beniamino , Elidad , figliuolo di Chislon ; Della tribù de’ figliuoli di Dan , il Capo , Bucchi , figliuolo di Iogli ; De’ figliuoli di Giuseppe , della tribù de’ figliuoli di Manasse , il Capo , Hanniel , figliuolo di Efod ; E della tribù de’ figliuoli di Efraim , il Capo , Chemuel , figliuolo di Siftan ; E della tribù de’ figliuoli di Zabulon , il Capo , Elisafan , figliuolo di Parnac ; E della tribù de’ figliuoli d’ Issacar , il Capo , Patiel , figliuolo di Azan ; E della tribù de’ figliuoli di Aser , il Capo , Ahihud , figliuolo di Selomi ; E della tribù de’ figliuoli di Neftali , il Capo , Pedahel , figliuolo di Ammihud . Questi son quelli , a’ quali il Signore comandò di far la partizone dell’ eredità a’ figliuoli d’ Israele , nel paese di Canaan . IL Signore parlò ancora a Mosè , nelle campagne di Moab , presso al Giordano di Gerico , dicendo : Comanda a’ figliuoli d’ Israele che dieno , della possessione della loro eredità , ai Leviti , delle città da abitare , e anche i contorni di esse città . Abbiano adunque le città per abitarvi ; e sieno i contorni di esse per li lor bestiami , per le lor facoltà , e per tutte le lor bestie . E sieno i contorni delle città , che voi darete a’ Leviti , ciascuno di mille cubiti d’ ogn’ intorno , dalle mura della città in fuori . Misurate adunque fuor della città duemila cubiti , per lo lato orientale , e duemila cubiti , per lo lato meridionale , e duemila cubiti , per lo lato occidentale , e duemila cubiti , per lo lato settentrionale , e sia la città nel mezzo . Questo sia loro lo spazio de’ contorni di quelle città . E quant’ è alle città , che voi darete a’ Leviti , sienvi imprima le sei città di rifugio , le quali voi costituirete , acciocchè chi avrà ucciso alcuno vi si rifugga ; e a quelle sopraggiugnetene quarantadue altre . Tutte le città , che voi darete a’ Leviti , sieno quarantotto città , insieme co’ lor contorni . E di queste città , che voi darete a’ Leviti , dell’ eredità dei figliuoli d’ Israele , datene più , della tribù che sarà più grande ; e meno , di quella che sarà più piccola . Ciascuna tribù dia delle sue città a’ Leviti , a ragion della sua eredità ch’ ella possederà . Poi il Signore parlò a Mosè , dicendo : Parla a’ figliuoli d’ Israele , e di’ loro : Quando voi sarete passati il Giordano , e sarete entrati nel paese di Canaan , assegnate fra voi delle città di rifugio , nelle quali l’ ucciditore , che avrà percossa a morte alcuna persona disavvedutamente , si rifugga . E quelle città vi saranno per rifugio d’ innanzi a colui che ha la ragione di vendicare il sangue ; acciocchè l’ ucciditore non muoia , finchè non sia comparito in giudicio davanti alla raunanza . Di quelle città adunque , che voi darete a’ Leviti , sienvene sei di rifugio . Assegnate tre di quelle città di qua dal Giordano ; e tre altre , nel paese di Canaan , per esser città di rifugio . Sieno queste sei città per rifugio , a’ figliuoli d’ Israele , a’ forestieri , e agli avveniticci che saranno fra loro ; acciocchè vi si rifugga chiunque avrà percossa a morte alcuna persona disavvedutamente . Ora , se alcuno percuote un altro con alcuno strumento di ferro , colui è micidiale ; del tutto facciasi morire quel micidiale . Parimente , se lo percuote con una pietra da mano della qual possa morire , ed esso muore , egli è micidiale ; del tutto facciasi morire quel micidiale . Simigliantemente , se lo percuote con uno strumento di legno da mano , del quale egli possa morire , ed esso muore , egli è micidiale ; del tutto facciasi morire quel micidiale . Colui che ha la ragione di vendicare il sangue faccia morire quel micidiale ; quando lo scontrerà egli stesso lo potrà uccidere . Così ancora se lo spinge per odio , o gli gitta contro alcuna cosa apposta , onde sia morto ; ovvero per nimicizia lo percuote con la mano , ed esso muore , del tutto sia il percotitore fatto morire ; egli è micidiale ; colui che ha la ragione di vendicare il sangue potrà uccidere quel micidiale , quando lo scontrerà . Ma , s’ egli lo spinge , o gli gitta contro impensatamente , senza nimicizia , qualche strumento , ma non apposta ; ovvero , senza averlo veduto , gli fa cadere addosso alcuna pietra , della quale egli possa morire , ed esso muore , senza che gli fosse nimico , o procacciasse il suo male ; allora giudichi la raunanza fra il percotitore , e colui che ha la ragion di vendicare il sangue , secondo queste leggi ; e riscuota l’ ucciditore dalle mani di colui che ha la ragione di vendicare il sangue , e faccialo ritornare alla città del suo rifugio , ove si era rifuggito ; e dimori egli quivi , fino alla morte del sommo Sacerdote , il qual sarà stato unto con l’ olio santo . Ma , se pur l’ ucciditore esce fuor de’ confini della città del suo rifugio , ove egli si sarà rifuggito ; e colui che ha la ragione di vendicare il sangue , trovandolo fuor de’ confini della città del suo rifugio , l’ uccide ; egli non è colpevole d’ omicidio . Perciocchè colui ha da star nella città del suo rifugio , fino alla morte del sommo Sacerdote ; e dopo la morte del sommo Sacerdote , l’ ucciditore potrà ritornare alla terra della sua possessione . Sienvi adunque queste cose per istatuto di legge , per le vostre generazioni , in tutte le vostre stanze . Quando alcuno avrà percossa a morte una persona , sia quel micidiale ucciso , in sul dire di più testimoni ; ma non possa un solo testimonio render testimonianza contro a una persona a morte . E non prendete prezzo di riscatto per la vita dell’ ucciditore , il quale è colpevole , e degno di morte ; anzi del tutto sia fatto morire . Parimente non prendete alcun prezzo , per lasciar rifuggire alcuno alla città del suo rifugio ; nè per ritornare a dimorar nel paese avanti la morte del Sacerdote . E non profanate il paese , nel quale voi abiterete ; conciossiachè il sangue profani il paese ; e il paese non può esser purgato del sangue , che sarà stato sparso in esso , se non col sangue di chi l’ avrà sparso . Non profanate adunque il paese , nel quale voi dimorerete , in mezzo del quale io abiterò ; perciocchè io sono il Signore , che abito per mezzo i figliuoli d’ Israele . OR i Capi delle famiglie paterne della nazione de’ figliuoli di Galaad , figliuolo di Machir , figliuol di Manasse , delle nazioni de’ figliuoli di Giuseppe , si fecero innanzi , e parlarono in presenza di Mosè , e de’ principali ch’ erano Capi delle famiglie paterne de’ figliuoli d’ Israele , e dissero : Il Signore ha comandato al mio signore di dare il paese in eredità a’ figliuoli d’ Israele , a sorte ; e oltr’ a ciò , al mio signore è stato comandato dal Signore di dar l’ eredità di Selofad , nostro fratello , alle sue figliuole . Ora , se elleno si maritano ad alcuno dell’ altre tribù de’ figliuoli d’ Israele , la loro eredità sarà ricisa dall’ eredità de’ nostri padri , e sarà aggiunta all’ eredità della tribù di quelli a’ quali si mariteranno ; e così sarà diminuito della sorte della nostra eredità . E anche , quando i figliuoli d’ Israele avranno il Giubileo , l’ eredità di esse sarà aggiunta all’ eredità della tribù di quelli a’ quali si mariteranno ; e così la loro eredità sarà ricisa dall’ eredità della tribù de’ nostri padri . E Mosè diede comandamento a’ figliuoli d’ Israele , secondo la parola del Signore , dicendo : La tribù de’ figliuoli di Giuseppe parla dirittamente . Quest’ è quello che il Signore ha comandato intorno alle figliuole di Selofad , dicendo : Maritinsi a chi aggraderà loro ; ma pur maritinsi in alcuna delle nazioni della tribù del padre loro . E non sia trasportata tra’ figliuoli d’ Israele , alcuna eredità di tribù in tribù ; anzi attengasi ciascuno de’ figliuoli d’ Israele all’ eredità della tribù de’ suoi padri . E maritisi ogni fanciulla , che sarà erede , fra le tribù de’ figliuoli d’ Israele , a uno della nazione della tribù di suo padre ; acciocchè i figliuoli d’ Israele posseggano ciascuno l’ eredità de’ suoi padri . E non si trasportino le eredità da una tribù all’ altra , anzi ciascuna tribù de’ figliuoli d’ Israele s’ attenga alla sua eredità . Come il Signore avea comandato a Mosè , così fecero le figliuole di Selofad . E Mala , e Tirsa , ed Hogla , e Milca , e Noa , figliuole di Selofad , si maritarono co’ figliuoli de’ loro zii . Così furono maritate a mariti ch’ erano delle nazioni de’ figliuoli di Manasse , figliuolo di Giuseppe ; e la loro eredità restò nella tribù della nazione del padre loro . Questi sono i comandamenti e le leggi , le quali il Signore diede a’ figliuoli d’ Israele , per man di Mosè , nelle campagne di Moab , presso al Giordano di Gerico . QUESTE son le parole , le quali Mosè pronunziò a tutto Israele , di qua dal Giordano , nel deserto , nella campagna , dirincontro a Suf , fra Paran , e Tofel , e Laban , e Haserot , e Dizahab . Vi sono undici giornate da Horeb , per la via del monte di Seir , fino a Cades-barnea . Or l’ anno quarantesimo , alle calendi dell’ undecimo mese , Mosè parlò a’ figliuoli d’ Israele , secondo tutto ciò che il Signore gli aveva comandato di dir loro , dopo ch’ ebbe sconfitto Sihon , re degli Amorrei , il quale abitava in Hesbon , e . Og , re di Basan , che abitava in Astarot , e in Edrei . Di qua dal Giordano , nel paese di Moab , Mosè imprese a dichiarar questa Legge dicendo : Il Signore Iddio nostro parlò a noi in Horeb , dicendo : Voi siete assai dimorati in questo monte . Mettetevi in cammino , partitevi di qui , ed entrate ne’ monti degli Amorrei , e in tutte le lor vicinanze , nella campagna , nel monte , nella pianura , nella parte meridionale , e nella costa del mare , nel paese de’ Cananei , e nel Libano , fino al gran Fiume , ch’ è il fiume Eufrate . Ecco , io ho posto il paese in vostro potere : entrate , e possedete il paese , il quale il Signore giurò a’ vostri padri , ad Abrahamo , a Isacco , e a Giacobbe , ch’ egli lo darebbe loro , e alla lor progenie dopo loro . E in quel tempo io vi parlai , dicendo : Io non posso reggervi solo . Il Signore Iddio vostro vi ha moltiplicati , ed ecco , oggi voi siete come le stelle del cielo , in moltitudine . Il Signore Iddio de’ vostri padri vi accresca pure mille volte più , e benedicavi , siccome egli vi ha parlato . Come potrei io portar solo la fatica , e il carico di voi , e le vostre liti ? Datemi d’ infra le vostre tribù degli uomini savi , e intendenti , e ben riconosciuti , e io ve li costituirò per Capi . E voi mi rispondeste , e diceste : Egli è bene di far ciò che tu dici . Allora io presi de’ principali delle vostre tribù , uomini savi , e ben riconosciuti , e li costituii Capi sopra voi , Capi di migliaia , Capi di centinaia , Capi di cinquantine , Capi di decine , e Ufficiali per le vostre tribù . E in quel tempo comandai , e dissi a’ vostri giudici : Date udienza a’ vostri fratelli negli affari che avranno insieme , e giudicate giustamente fra l’ uno uomo e l’ altro ; fratello , o straniere ch’ egli gli sia . Non riguardate alla qualità della persona nel giudicio ; ascoltate così il piccolo , come il grande ; non temete di alcun uomo ; conciossiachè il giudicio appartenga a Dio ; e rapportate a me le cose che saranno troppo difficili per voi , ed io le udirò . In quel tempo ancora vi comandai tutte le cose che dovete fare . Poi noi ci partimmo di Horeb , e camminammo per tutto quel grande e spaventevole deserto , il qual voi avete veduto , traendo al monte degli Amorrei , come il Signore Iddio nostro ci avea comandato : e arrivammo fino a Cades-barnea . Allora io vi dissi : Voi siete arrivati al monte degli Amorrei , il quale il Signore Iddio nostro ci dona . Vedi , il Signore Iddio tuo ha posto il paese in tuo potere ; sali , possedilo , come il Signore Iddio de’ tuoi padri ti ha detto ; non temere , e non ispaventarti . E voi vi accostaste tutti a me , e diceste : Lascia che mandiamo davanti a noi degli uomini , che c’ investighino il paese , e ci rapportino alcuna cosa del cammino per lo quale abbiamo da salire , e delle città alle quali abbiamo da venire . E la cosa mi aggradì ; e io presi dodici uomini di voi , uno per tribù ; ed essi si misero in cammino ; e , saliti al monte , pervennero fino alla valle di Escol , e spiarono il paese . E presero in mano del frutto di esso , e cel portarono , e fecero la lor relazione , e dissero : Il paese che il Signore Iddio nostro ci dona è buono . Ma voi non voleste salire , e foste ribelli al comandamento del Signore Iddio vostro . E mormoraste nelle vostre tende , e diceste : Perciocchè il Signore ci odia , egli ci ha fatti uscir fuor del paese di Egitto , per darci nelle mani degli Amorrei , per distruggerci . Dove montiamo noi ? i nostri fratelli ci hanno fatto struggere il cuore , dicendo : Quella gente è più grande , e di più alta statura di noi ; le città vi sono grandi e forti , e arrivano fino al cielo ; e anche vi abbiamo veduti i figliuoli degli Anachiti . E io vi dissi : Non vi sgomentate , e non abbiate paura di loro . Il Signore Iddio vostro , che cammina davanti a voi , esso combatterà per voi , secondo tutto ciò ch’ egli ha fatto inverso voi , davanti agli occhi vostri in Egitto ; e nel deserto , dove tu hai veduto come il Signore Iddio vostro ti ha portato , come un uomo porterebbe il suo figliuolo , per tutto il cammino che avete fatto , finchè siate arrivati in questo luogo . Ma per tutto ciò voi non credeste al Signore Iddio vostro , il quale andava davanti a voi per lo cammino , per investigarvi luogo da accamparvi , in fuoco di notte per illuminarvi nel cammino , per lo quale avevate da camminare , e di giorno nella nuvola . E il Signore udì la voce delle vostre parole , e si adirò gravemente , e giurò , dicendo : Se alcuno di questi uomini , questa malvagia generazione , vedrà quel buon paese che ho giurato di dare a’ vostri padri , salvo Caleb , figliuolo di Gefunne ; egli lo vedrà , e a lui , e a’ suoi figliuoli , darò il paese , nel quale è camminato ; perciocchè egli ha compiutamente seguitato il Signore . Eziandio contr’ a me si adirò il Signore per cagion vostra , dicendo : Nè anche tu vi entrerai . Giosuè , figliuolo di Nun , che ti serve , esso vi entrerà ; confortalo ; perciocchè esso metterà Israele in possessione di quel paese . E i vostri piccoli figliuoli , de’ quali avete detto che sarebbero in preda , e i vostri figliuoli , i quali oggi non conoscono nè il bene nè il male , essi vi Ma voi , tornate indietro e avviatevi verso il deserto , in direzione del mar Rosso &quot; . Allora voi rispondeste , dicendomi : &quot; Abbiam peccato contro l’ Eterno ; noi saliremo e combatteremo , interamente come l’ Eterno , l’ Iddio nostro , ci ha ordinato &quot; . E ognun di voi cinse le armi , e vi metteste temerariamente a salire verso i monti . E l’ Eterno mi disse : &quot; Di’ loro : Non salite , e non combattete , perché io non sono in mezzo a voi ; voi sareste sconfitti davanti ai vostri nemici &quot; . Io ve lo dissi , ma voi non mi deste ascolto ; anzi foste ribelli all’ ordine dell’ Eterno , foste presuntuosi , e vi metteste a salire verso i monti . Allora gli Amorei , che abitano quella contrada montuosa , uscirono contro a voi , v’ inseguirono come fanno le api , e vi batterono in Seir fino a Horma . E voi tornaste e piangeste davanti all’ Eterno ; ma l’ Eterno non dette ascolto alla vostra voce e non vi porse orecchio . Così rimaneste in Kades molti giorni ; e ben sapete quanti giorni vi siete rimasti . Poi noi ci rivolgemmo indietro , e andammo verso il deserto , traendo al mar rosso , come il Signore mi avea detto ; e circuimmo il monte di Seir , per un lungo tempo . Poi il Signore mi disse : Voi avete assai circuito questo monte ; rivolgetevi verso il Settentrione . E comanda al popolo , e digli : Voi siete ora per passar per li confini de’ figliuoli di Esaù , vostri fratelli , i quali dimorano in Seir ; ed essi avranno paura di voi ; ma però prendetevi gran guardia . Non movete lor guerra ; perciocchè io non vi darò nulla del lor paese , non pure un piè di terra ; perciocchè io ho dato il monte di Seir per eredità a Esaù . Comperate da loro con danari la vittuaglia che mangerete ; comperate eziandio da loro con danari l’ acqua che berrete . Conciossiachè il Signore Iddio tuo ti abbia benedetto in tutta l’ opera delle tue mani ; egli ha avuta cura di te , mentre sei camminato per questo gran deserto ; il Signore Iddio tuo è stato teco questi quarant’ anni , e tu non hai avuto mancamento di nulla . Così noi passammo oltre , lasciati i figliuoli di Esaù , nostri fratelli , i quali abitano nel monte di Seir , fin dalla via della pianura , da Elat , e da Esion-gaber , e ci rivolgemmo , e passammo oltre , traendo verso il deserto di Moab . E il Signore mi disse : Non nimicare i Moabiti , e non mover loro guerra ; perciocchè io non ti darò nulla del lor paese a possedere ; conciossiachè io abbia dato Ar per eredità a’ figliuoli di Lot . Già abitavano quel paese gli Emei , gente grande , possente , e d’ alta statura , come gli Anachiti . Ed erano anch’ essi riputati giganti , come gli Anachiti ; e i Moabiti li chiamavano Emei . E in Seir già abitavano gli Horei ; ma i figliuoli di Esaù li cacciarono , e li distrussero d’ innanzi a loro , e abitarono in luogo loro ; come ha fatto Israele nel paese della sua eredità , che il Signore gli ha dato . Ora levatevi , passate il torrente di Zered . E noi passammo il torrente di Zered . Or il tempo , nel quale noi siamo camminati da Cades-barnea , finchè siamo passati il torrente di Zered , è stato trentotto anni ; finchè sia stata consumata , d’ infra il campo , tutta quella generazione , cioè gli uomini di guerra ; come il Signore avea loro giurato . La mano del Signore è stata altresì contro a loro , per distruggerli d’ infra il campo , finchè sieno stati consumati . E , dopo che tutti quegli uomini di guerra d’ infra il popolo furono finiti di morire , il Signore mi parlò , dicendo : Oggi tu sei per passare i confini di Moab , cioè Ar ; e tu ti appresserai dirincontro a’ figliuoli di Ammon ; non usar contr’ a loro alcuna ostilità , e non mover loro guerra ; perciocchè io non ti darò nulla del lor paese a possedere ; conciossiachè io l’ abbia dato a’ figliuoli di Lot , per eredità . Quel paese fu anch’ esso già riputato paese di giganti ; già vi abitavano i giganti ; e gli Ammoniti li chiamavano Zamzummei ; gente grande , e possente , e d’ alta statura , come gli Anachiti ; e il Signore li distrusse d’ innanzi agli Ammoniti , onde essi li cacciarono , e abitarono nel luogo loro ; come egli avea fatto a’ figliuoli di Esaù , che abitano in Seir , d’ innanzi ai quali distrusse gli Horei ; onde essi li cacciarono , e sono abitati nel luogo loro sino a questo giorno . I Caftorei anch’ essi , usciti di Caftor , distrussero gli Avvei , che dimoravano in Haserim , fino a Gaza , e abitarono nel luogo loro . Levatevi , dipartitevi , e passate il torrente di Arnon ; vedi , io ti do nelle mani Sihon , re di Hesbon , Amorreo , e il suo paese ; comincia a prender possessione , e movigli guerra . Oggi comincerò a mettere spavento e paura di te sopra i popoli , sotto tutto il cielo , talchè udendo il grido di te , tremeranno , e saranno in angoscia per tema di te . Allora io mandai ambasciatori dal deserto di Chedemot , a Sihon , re di Hesbon , per portargli parole di pace , dicendo : Lascia che io passi per lo tuo paese ; io camminerò per la strada maestra , senza rivolgermi nè a destra nè a sinistra . Tu mi venderai la vittuaglia ch’ io mangerò a prezzo , e a prezzo altresì mi darai l’ acqua ch’ io berrò ; concedimi solo di passare col mio seguito ; come mi han fatto i figliuoli di Esaù , che abitano in Seir ; e i Moabiti , che abitano in Ar ; finchè io sia passato il Giordano , per entrar nel paese che il Signore Iddio nostro ci dà . Ma Sihon , re di Hesbon , non volle lasciarci passar per lo suo paese ; perciocchè il Signore Iddio tuo gli avea indurato lo spirito , e ostinato il cuore , per dartelo nelle mani , come oggi appare . E il Signore mi disse : Vedi , io ho cominciato a darti in tuo potere Sihon , e il suo paese ; comincia a prender possessione , conquistando il suo paese . Sihon adunque uscì , con tutta la sua gente , in battaglia contro a noi , in Iaas . E il Signore Iddio nostro lo mise in nostro potere , e noi percotemmo lui , e i suoi figliuoli , e tutta la sua gente . E in quel tempo noi prendemmo tutte le sue città , e distruggemmo alla maniera dell’ interdetto , in tutte le città , gli uomini , le donne , e i piccoli fanciulli ; noi non vi lasciammo alcuno in vita . Sol predammo per noi il bestiame , e le spoglie delle città che avevamo prese . Da Aroer , che è in su la riva del torrente di Arnon , e la città che è nel torrente , fino a Galaad , e’ non vi fu città alcuna così forte , che noi non l’ occupassimo ; il Signore Iddio nostro le mise tutte in nostro potere . Sol tu non ti appressasti al paese de’ figliuoli di Ammon ; cioè a parte alcuna delle contrade che son lungo il torrente di Iabboc , nè alle città del monte , nè ad alcuno di quei luoghi che il Signore Iddio nostro avea vietati . Poi noi ci mettemmo in cammino , e salimmo traendo verso Basan ; e Og , re di Basan , con tutta la sua gente , uscì in battaglia contro a noi , in Edrei . E il Signore mi disse : Non temerlo ; perciocchè io ti do nelle mani lui , e tutta la sua gente , e il suo paese : e fagli come tu facesti a Sihon , re degli Amorrei , che abitava in Hesbon . E il Signore Iddio nostro ci diede nelle mani eziandio Og , re di Basan , e tutta la sua gente ; e noi lo percotemmo , per maniera che non gli lasciammo alcuno in vita . E in quel tempo pigliammo tutte le sue città ; e non vi fu città alcuna che noi non prendessimo loro ; noi prendemmo sessanta città , tutta la contrada di Argob , ch’ era il regno di Og , in Basan . Tutte quelle città erano fortificate con alte mura , con porte e sbarre ; oltre alle terre non murate , ch’ erano in grandissimo numero . E noi le distruggemmo al modo dell’ interdetto , come avevamo fatto a Sihon , re di Hesbon ; distruggendo al modo dell’ interdetto , in tutte le città , gli uomini , le donne , e i fanciulli . Ma predammo per noi tutto il bestiame , e le spoglie delle città . Così pigliammo in quel tempo a’ due re degli Amorrei , ch’ erano di qua dal Giordano , questo paese , dal torrente di Arnon , fino al monte di Hermon ; i Sidonii chiamano Hermon Sirion , ma gli Amorrei lo chiamano Senir tutte le città della pianura , e tutto Galaad , e tutto Basan , fino a Salca , ed Edrei , le città del regno di Og , in Basan . Conciossiachè Og , re di Basan , fosse rimasto solo delle reliquie de’ giganti ; ecco , la sua lettiera , che è una lettiera di ferro , non è ella in Rabbat de’ figliuoli di Ammon ? la cui lunghezza è di nove cubiti , e la larghezza di quattro cubiti , a cubito d’ uomo . E in quel tempo noi prendemmo possessione di questo paese ; io diedi a’ Gaditi , e a’ Rubeniti , ciò che è da Aroer , che è in sul torrente di Arnon , e la metà del monte di Galaad , e le sue città . Diedi ancora alla metà della tribù di Manasse il rimanente di Galaad , e tutto Basan , ch’ era il regno di Og . Tutta la contrada di Argob , per tutto Basan , si chiamava il paese de’ giganti . Iair , figliuolo di Manasse , prese tutta la contrada di Argob , fino a’ confini de’ Ghesuriti e de’ Maacatiti ; e chiamò que’ luoghi del suo nome : Basan delle villate di Iair ; il quale nome dura infino a questo giorno . E a Machir diedi Galaad . Ma a’ Rubeniti e a’ Gaditi diedi da Galaad fino al torrente di Arnon , nel mezzo del torrente , e i confini ; e fino al torrente di Iabboc , confine de’ figliuoli di Ammon ; e la campagna , e il Giordano , e i confini , da Chinneret , fino al mare della pianura , che è il mar salato , sotto Asdot-Pisga , verso Oriente . E in quel tempo io vi comandai , e dissi : Il Signore Iddio vostro vi ha dato questo paese , per possederlo ; tutti gli uomini di valore d’ infra voi passino in arme , davanti a’ figliuoli d’ Israele , vostri fratelli . Sol restino nelle vostre città , ch’ io vi ho date , le vostre mogli , e i vostri piccoli figliuoli , e il vostro bestiame , del quale io so che avete assai ; finchè il Signore abbia dato riposo a’ vostri fratelli , siccome ha dato a voi , e che abbian presa anch’ essi possessione del paese che il Signore Iddio vostro dà loro , di là dal Giordano ; poi ve ne ritornerete , ciascuno alla sua possessione , la quale io vi ho data . In quel tempo ancora io comandai , e dissi a Giosuè : I tuoi occhi hanno veduto tutto ciò che il Signore Iddio vostro ha fatto a questi due re ; così farà il Signore a tutti i regni , dove tu passerai . Non temete di loro ; perciocchè il Signore Iddio vostro è quel che combatte per voi . In quel tempo ancora io supplicai al Signore , dicendo : Signore Iddio , tu hai cominciato a mostrare al tuo servitore la tua grandezza , e la tua potente mano ; perciocchè , chi è quel Dio nel cielo , o nella terra , che possa fare secondo le tue opere , e secondo le tue potenze ? Deh ! permetti ch’ io passi , e vegga quel buon paese , che è di là dal Giordano , que’ buoni monti , e il Libano . Ma il Signore si era gravemente adirato contro a me , per cagion vostra , e però non mi esaudì . E il Signore mi disse : Bastiti ; non parlarmi più di questa cosa . Sali in su la sommità di Pisga , e alza gli occhi verso Occidente , verso Settentrione , verso Mezzodì , e verso Oriente , e riguarda quel paese con gli occhi tuoi ; perciocchè tu non passerai questo Giordano . E da’ i tuoi ordini a Giosuè , e confortalo , e inanimalo ; conciossiachè esso abbia da passar davanti a questo popolo , e da metterlo in possessione del paese che tu vedrai . E noi ci fermammo in questa valle , dirimpetto a Bet-peor . ORA dunque , Israele , attendi agli statuti e alle leggi le quali io t’ insegno , acciocchè tu le metta in opera , affinchè voi viviate , ed entriate nel paese , che il Signore Iddio de’ vostri padri vi dà , e lo possediate . Non aggiungete nulla a ciò ch’ io vi comando , e non ne diminuite nulla , affine di osservare i comandamenti del Signore Iddio vostro , i quali io vi do . Gli occhi vostri hanno veduto ciò che il Signore fece per cagione di Baal-peor ; come il Signore Iddio tuo distrusse d’ infra te chiunque era andato dietro a Baal-peor . Ma voi , che vi siete attenuti al Signore Iddio vostro , siete oggi tutti in vita . Ecco , io vi ho insegnati statuti e leggi , siccome il Signore Iddio mio mi ha comandato ; acciocchè facciate così nel paese , nel quale voi entrate , per possederlo . Osservateli adunque , e metteteli in opera ; conciossiachè questa sia la vostra sapienza e il vostro senno , nel cospetto de’ popoli , i quali , udendo tutti questi statuti , diranno : Questa gran nazione sola è un popolo savio e intendente . Imperocchè quale è la gran nazione , alla quale Iddio sia prossimo , come a noi è il Signore Iddio nostro , ogni volta che noi l’ invochiamo ? E quale è la gran nazione , che abbia statuti e leggi giuste , siccome è tutta questa Legge , la quale oggi io vi propongo ? Sol prenditi guardia , e guarda diligentemente l’ anima tua , che tu non dimentichi le cose che gli occhi tuoi hanno vedute ; e che giammai , tutti i giorni della tua vita , non si dipartano dal tuo cuore ; anzi falle assapere a’ tuoi figliuoli , e a’ figliuoli de’ figliuoli ; le cose che tu vedesti in quel giorno che tu comparisti davanti al Signore Iddio tuo , in Horeb , dopo che il Signore mi ebbe detto : Adunami il popolo , e io farò loro intendere le mie parole , acciocchè le imparino , per temermi tutto il tempo che viveranno in su la terra ; e le insegnino a’ lor figliuoli . E voi vi appressaste , e vi fermaste sotto il monte , il quale ardeva in fuoco , fino a mezzo il cielo , con oscurità , nuvola e caligine . E il Signore parlò a voi di mezzo al fuoco ; voi udiste la voce delle parole , ma dalla voce in fuori , non vedeste alcuna simiglianza . Ed egli vi dichiarò il suo patto , ch’ egli vi comandò di mettere in opera ; le dieci parole ch’ egli scrisse in su due Tavole di pietra . E a me comandò il Signore in quel tempo che io v’ insegnassi statuti e leggi , acciocchè voi le metteste in opera nel paese , al quale voi passate per possederlo . Guardatevi adunque diligentemente , sopra l’ anime vostre ; conciossiachè voi non vedeste alcuna simiglianza nel giorno che il Signore vi parlò in Horeb di mezzo al fuoco ; che talora voi non vi corrompiate , e non vi facciate alcuna scultura , nè simiglianza d’ alcuna immagine , nè ritratto di maschio o di femmina ; nè ritratto d’ alcun animale che sia in su la terra ; nè ritratto d’ alcun uccello che abbia ale , e voli per lo cielo ; nè ritratto d’ alcuna bestia che serpa in su la terra ; nè ritratto d’ alcun pesce che sia nell’ acque , sotto la terra ; e che talora , alzando gli occhi al cielo , e veggendo il sole , e la luna , e le stelle , tutto l’ esercito del cielo , tu non sii sospinto ad adorar quelle cose e a servir loro ; conciossiachè il Signore Iddio tuo abbia fatto parte di quelle a tutti i popoli sotto tutto il cielo . Ma il Signore ha presi voi ; e trattivi fuor della fornace di ferro , di Egitto , acciocchè gli siate un popolo ereditario , come oggi appare . Or il Signore si adirò gravemente contro a me per cagion vostra , e giurò che io non passerei il Giordano , e che io non entrerei nel buon paese che il Signore Iddio tuo ti dà per eredità . Conciossiachè io abbia da morire in questo paese , e non abbia da passare il Giordano ; ma voi lo passerete , e possederete quel buon paese . Guardatevi che talora non dimentichiate il patto del Signore Iddio vostro , il quale egli ha fatto con voi , e non vi facciate alcuna scultura nè simiglianza di cosa alcuna ; il che il Signore Iddio vostro vi ha vietato . Perciocchè il Signore Iddio tuo è un fuoco consumante , un Dio geloso . Quando avrete generati figliuoli e figliuoli di figliuoli , e sarete invecchiati nel paese , se voi vi corrompete , e fate scultura , o somiglianza di cosa alcuna , e ciò che dispiace al Signore Iddio vostro , per irritarlo ; io prendo oggi in testimonio contro a voi il cielo e la terra , che tosto perirete del tutto d’ in sul paese , al quale , passato il Giordano , andate per possederlo ; voi non prolungherete i vostri giorni sopra esso , anzi del tutto sarete distrutti . E il Signore vi dispergerà fra’ popoli , e resterete in piccol numero fra le nazioni , dove il Signore vi avrà condotti . E quivi servirete a dii che saranno opera di mano d’ uomini , di legno , o di pietra , i quali non veggono , e non odono , e non mangiano , e non odorano . Ma pure , se di là voi ricercherete il Signore Iddio vostro , voi lo troverete , quando l’ avrete cercato con tutto il cuor vostro , e con tutta l’ anima vostra . Quando tu sarai in angoscia , e tutte queste cose ti saranno avvenute , se negli ultimi tempi tu ti converti al Signore Iddio tuo , e ubbidisci alla sua voce ; perciocchè il Signore Iddio tuo è un Dio pietoso ; egli non ti abbandonerà , e non ti distruggerà , e non dimenticherà il patto fatto co’ tuoi padri il quale egli ha lor giurato . Perciocchè , domanda pure ora dei tempi antichi , che sono stati avanti che tu fossi , dal dì che Iddio creò l’ uomo in su la terra , se mai da uno estremo del cielo , infino all’ altro , è stato fatto , o si è udito nulla di simile a questa gran cosa ; se mai alcun popolo ha udita la voce di Dio parlante di mezzo al fuoco , come l’ hai udita tu , ed è restato in vita . Ovvero , se Iddio ha mai fatta una tal prova , di venire a prendersi una nazione d’ infra un’ altra , con prove , con miracoli , e con prodigi , e con battaglie , e con potente mano , e con braccio disteso , e con grandi spaventi , secondo tutto ciò che il Signore Iddio vostro vi ha fatto in Egitto , davanti agli occhi vostri . A te sono state fatte veder queste cose , acciocchè tu conosca che il Signore è l’ Iddio , e che non ve n’ è alcun altro fuor che lui . Egli ti ha fatto udir la sua voce dal cielo , per ammaestrarti ; e in terra ti ha fatto vedere il suo gran fuoco , e tu hai udite le sue parole di mezzo al fuoco . E per ciò ch’ egli ha amati i tuoi padri , egli ha eletta la lor progenie dopo loro , e ti ha tratto fuor di Egitto , con la sua faccia , e con la sua gran forza ; per cacciar d’ innanzi a te genti più grandi , e più potenti di te , per farti entrar nel lor paese , e per dartelo in eredità , come oggi appare . Conosci adunque oggi , e riduciti al cuore , che il Signore è Iddio , in cielo disopra , e in terra disotto , e che non ve n’ è alcun altro . Osserva adunque i suoi statuti e i suoi comandamenti che oggi ti do , acciocchè sia bene a te , e a’ tuoi figliuoli dopo te ; e acciocchè tu sempremai prolunghi i tuoi giorni in su la terra che il Signore Iddio tuo ti dà . ALLORA Mosè mise da parte di qua dal Giordano , verso il sol levante , tre città , acciocchè vi si rifuggisse l’ ucciditore che avesse ucciso il suo prossimo disavvedutamente , non avendolo per addietro odiato ; e ch’ essendosi rifuggito in una di quelle città , avesse la vita salva . Quelle furono Beser , nel deserto , nella contrada della pianura , del paese de’ Rubeniti ; e Ramot in Galaad , di quel de’ Gaditi ; e Golan in Basan , di quel de’ Manassiti . OR quest’ è la legge , la qual Mosè propose a’ figliuoli d’ Israele . Queste son le testimonianze , e gli statuti , e le leggi , le quali Mosè pronunziò a’ figliuoli d’ Israele , dopo che furono usciti d’ Egitto . Di qua dal Giordano , nella valle , dirincontro a Bet-peor , nel paese di Sihon , re degli Amorrei , che abitava in Hesbon ; il qual Mosè , e i figliuoli d’ Israele , aveano percosso , dopo che furono usciti d’ Egitto ; e il cui paese conquistarono , insieme col paese di Og , re di Basan ; due re degli Amorrei , i quali erano di qua dal Giordano , verso il Sol levante ; da Aroer , che è in su la riva del torrente di Arnon , e fino al monte di Sion , che è Hermon , e tutta la pianura di qua dal Giordano , verso oriente ; e fino al mar della pianura , sotto Asdot-Pisga . E Mosè chiamò tutto Israele , e disse loro : Ascolta , Israele , gli statuti e le leggi le quali io pronunzio oggi a’ vostri orecchi ; imparatele adunque , e osservatele , per metterle in opera . Il Signore Iddio nostro fece patto con noi in Horeb . Il Signore non fece questo patto co’ nostri padri , anzi con noi , che siamo oggi qui e siamo tutti in vita . Il Signore parlò con voi a faccia a faccia , sul monte , di mezzo al fuoco , stando io in quel tempo fra il Signore e voi , per rapportarvi la parola del Signore ; conciossiachè voi temeste per quel fuoco , e non saliste in sul monte , dicendo : Io sono il Signore Iddio tuo , che ti ho tratto fuor del paese di Egitto , della casa di servitù . Non avere altri dii nel mio cospetto . Non farti scultura alcuna , nè immagine alcuna di cosa che sia in cielo disopra , nè di cosa che sia in terra disotto , nè di cosa che sia nell’ acque disotto alla terra . Non adorar quelle cose , e non servir loro ; perciocchè io , il Signore Iddio tuo , sono un Dio geloso , che fo punizione dell’ iniquità de’ padri sopra i figliuoli , fino alla terza e alla quarta generazione , inverso quelli che m’ odiano ; e uso benignità in mille generazioni verso quelli che m’ amano , e osservano i miei comandamenti . Non usare il Nome del Signore Iddio tuo in vano ; perciocchè il Signore non terrà per innocente chi avrà usato il suo Nome in vano . Osserva il giorno del riposo , per santificarlo , siccome il Signore Iddio tuo ti ha comandato . Lavora sei giorni , e fai ogni opera tua . Ma il settimo giorno è il giorno del riposo al Signore Iddio tuo ; non fare in esso lavoro alcuno , nè tu , nè il tuo figliuolo , nè la tua figliuola , nè il tuo servo , nè la tua serva , nè il tuo bue , nè il tuo asino , nè alcuna tua bestia , nè il tuo forestiere , che è dentro alle tue porte ; acciocchè il tuo servo , e la tua serva , si riposino , come tu . E ricordati che tu sei stato servo nel paese di Egitto , e che il Signore Iddio tuo ti ha tratto fuor di là con potente mano , e con braccio disteso ; perciò il Signore Iddio tuo ti comanda che tu osservi il giorno del riposo . Onora tuo padre e tua madre , come il Signore Iddio tuo ti ha comandato ; acciocchè i tuoi giorni sieno prolungati ; e acciocchè ti sia bene in su la terra che il Signore Iddio tuo ti dà . Non uccidere . Non commettere adulterio . Non furare . Non dir falsa testimonianza contro al tuo prossimo . Non concupir la moglie del tuo prossimo ; parimente non appetir la casa del tuo prossimo ; nè il suo campo , nè il suo servo , nè la sua serva , nè il suo bue , nè il suo asino , nè cosa alcuna che sia del tuo prossimo . Queste parole pronunziò il Signore a tutta la vostra raunanza , sul monte , di mezzo al fuoco , alla nuvola , e alla caligine , ad alta voce ; e non le disse altro ; e scrisse quelle sopra due Tavole di pietra , le quali egli mi diede . Ora , dopo che aveste udita quella voce di mezzo all’ oscurità , ardendo il monte in fuoco , voi foste a me , cioè tutti i Capi delle vostre tribù , e i vostri Anziani ; e diceste : Ecco , il Signore Iddio nostro ci ha fatta veder la sua gloria , e la sua grandezza , e noi abbiamo udita la sua voce di mezzo al fuoco ; oggi abbiamo veduto che , parlando Iddio con l’ uomo , esso è rimasto in vita . Ora dunque , perchè morremmo noi ? perciocchè questo gran fuoco ci consumerà ; se noi seguitiamo a udire ancora la voce del Signore Iddio nostro , noi morremo . Imperocchè , quale è la carne , qual ch’ ella sia , che , avendo udita la voce del vivente Iddio , parlante di mezzo al fuoco , come abbiamo udito noi , sia restata in vita ? Accostati tu , e ascolta tutto ciò che il Signore Iddio nostro dirà ; e tu ci rapporterai tutto ciò che il Signore Iddio nostro ti avrà detto , e noi l’ ascolteremo , e lo faremo . E il Signore udì la voce delle vostre parole , mentre parlavate meco . E il Signore mi disse : Io ho udita la voce delle parole di questo popolo , ch’ egli ti ha dette ; essi hanno ben parlato in tutto ciò che hanno detto . Oh ! avessero pur sempre un tal animo per temermi , e per osservar tutti i miei comandamenti , acciocchè fosse bene a loro , e a’ lor figliuoli , in perpetuo ! Va’ , di’ loro : Ritornate alle vostre tende . Ma tu , resta qui meco , ed io ti dirò tutti i comandamenti , e gli statuti , e le leggi , che tu devi loro insegnare , e ch’ essi debbono mettere in opera , nel paese che io do loro , per possederlo . Prendete adunque guardia di far secondo che il Signore Iddio vostro vi ha comandato ; non ve ne rivolgete nè a destra nè a sinistra . Camminate per tutta la via che il Signore Iddio vostro vi ha comandata , acciocchè viviate , e vi sia bene , e prolunghiate i vostri giorni , nel paese che voi possederete . OR questi sono i comandamenti , gli statuti e le leggi , che il Signore Iddio vostro mi ha comandato di insegnarvi , acciocchè le mettiate in opera , nel paese al quale voi passate per possederlo ; acciocchè tu tema il Signore Iddio tuo , osservando tutti i suoi statuti e comandamenti , i quali io ti do ; tu , e il tuo figliuolo , e il figliuolo del tuo figliuolo , tutto il tempo della tua vita ; e acciocchè i tuoi giorni sieno prolungati . Ascolta adunque o Israele , e osserva di metterli in opera , acciocchè ti sia bene , e acciocchè siate grandemente moltiplicati , nel paese stillante latte e miele , come il Signore Iddio dei tuoi padri ti ha detto . Ascolta , Israele : Il Signore Iddio nostro è l’ unico Signore ; Ama dunque il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore , con tutta l’ anima tua , e con tutto il tuo maggior potere . E dimorino queste parole , le quali oggi ti comando , nel tuo cuore ; e inculcale a’ tuoi figliuoli , e ragionane quando tu sarai a sedere in casa tua , e quando tu camminerai per via , e quando tu giacerai , e quando tu ti leverai . E legale per segnale , in su la tua mano , e sieno per frontali fra’ tuoi occhi . Scrivile ancora sopra gli stipiti della tua casa , e sopra le tue porte . E quando il Signore Iddio tuo ti avrà introdotto nel paese , del quale egli ha giurato a’ tuoi padri , ad Abrahamo , a Isacco , e a Giacobbe , ch’ egli te lo darebbe , nelle città grandi e belle , le quali tu non hai edificate ; e nelle case piene d’ ogni bene , le quali tu non hai empiute ; e a’ pozzi cavati , che tu non hai cavati ; e alle vigne , e agli uliveti , che tu non hai piantati ; e tu avrai mangiato , e sarai sazio ; guardati che talora tu non dimentichi il Signore , che ti ha tratto fuor del paese di Egitto , della casa di servitù . Temi il Signore Iddio tuo , e a lui servi , e giura per lo suo Nome . Non andate dietro agl’ iddii stranieri , d’ infra gl’ iddii de’ popoli che saranno d’ intorno a voi ; perciocchè il Signore Iddio tuo è un Dio geloso nel mezzo di te ; che talora l’ ira del Signore Iddio tuo non si accenda contro a te , e ch’ egli non ti distrugga d’ in su la terra . Non tentate il Signore Iddio vostro , come voi lo tentaste in Massa . Del tutto osservate i comandamenti del Signore Iddio vostro , e le sue testimonianze , e i suoi statuti ch’ egli vi ha dati . E fa’ ciò che è diritto e buono negli occhi del Signore ; acciocchè ti sia bene , e che tu entri nel buon paese , il quale il Signore ha giurato a’ tuoi padri ; e che tu lo possegga . Acciocchè egli cacci d’ innanzi a te tutti i tuoi nemici ; come il Signore ne ha parlato . Quando il tuo figliuolo per l’ innanzi ti domanderà , dicendo : Che voglion dire queste testimonianze , e questi statuti , e queste leggi , che il Signore Iddio nostro vi ha date ? Di’ al tuo figliuolo : Noi eravamo servi di Faraone in Egitto ; e il Signore ci trasse fuor di Egitto con potente mano . E il Signore fece miracoli , e prodigi grandi e dannosi sopra gli Egizj , e sopra Faraone , e sopra tutta la sua casa , davanti agli occhi nostri . E ci trasse fuor di là , per condurci nel paese il quale egli avea giurato a’ nostri padri , e per darcelo . E il Signore ci comandò di mettere in opera tutti questi statuti , per temere il Signore Iddio nostro , acciocchè ci sia bene in perpetuo , e siamo conservati in vita , come siamo oggi . E ciò ci sarà giustizia , quando noi osserveremo di mettere in opera tutti questi comandamenti , nel cospetto del Signore Iddio nostro , siccome egli ci ha comandato . QUANDO il Signore Iddio tuo ti avrà introdotto nel paese , al quale tu vai per possederlo , e avrà stirpate d’ innanzi a te molte nazioni , gli Hittei , e i Ghirgasei , e gli Amorrei , e i Cananei , e i Ferezei , e gli Hivvei , e i Gebusei , sette nazioni maggiori e più potenti di te ; e il Signore le avrà messe in tuo potere , e tu le avrai sconfitte ; del tutto distruggile al modo dell’ interdetto ; non far patto con loro , e non far loro grazia . E non imparentarti con loro ; non dar le tue figliuole a’ lor figliuoli , e non prender le lor figliuole per li tuoi figliuoli . Perciocchè rivolgerebbero i tuoi figliuoli di dietro a me ; onde essi servirebbero a dii stranieri ; e l’ ira del Signore si accenderebbe contro a voi , ed egli vi distruggerebbe subitamente . Anzi fate loro così : Disfate i loro altari , e spezzate le loro statue , e tagliate i lor boschi , e bruciate col fuoco le loro sculture . Perciocchè tu sei un popol santo al Signore Iddio tuo ; il Signore Iddio tuo ti ha scelto , acciocchè tu gli sii un popolo peculiare d’ infra tutti i popoli che son sopra la faccia della terra . Il Signore non vi ha posta affezione , e non vi ha eletti , perchè foste più grandi che tutti gli altri popoli ; conciossiachè eravate in minor numero che alcun di tutti gli altri popoli . Anzi , perchè il Signore vi ha amati , e perchè egli attiene il giuramento fatto a’ vostri padri , egli vi ha tratti fuori con potente mano , e vi ha riscossi della casa di servitù , della man di Faraone , re di Egitto . Conosci adunque che il Signore Iddio tuo è Iddio , l’ Iddio verace che osserva il patto e la benignità in mille generazioni , inverso quelli che l’ amano , e osservano i suoi comandamenti ; e che fa la retribuzione in faccia a quelli che l’ odiano , per distruggerli ; egli non la prolunga a quelli che l’ odiano , anzi la rende loro in faccia . Osserva adunque i comandamenti , e gli statuti , e le leggi , le quali oggi ti do , acciocchè tu le metta in opera . E avverrà , perciocchè voi avrete udite queste leggi , e le avrete osservate , e messe in opera , che il Signore Iddio vostro vi osserverà il patto e la benignità ch’ egli ha giurata a’ vostri padri . Ed egli ti amerà , e ti benedirà , e ti accrescerà , e benedirà il frutto del tuo seno , e il frutto della tua terra ; il tuo frumento , e il tuo mosto , e il tuo olio ; i parti delle tue vacche , e le gregge delle tue pecore ; nel paese del quale egli giurò a’ tuoi padri , ch’ egli te lo darebbe . Tu sarai benedetto sopra tutti i popoli ; ei non vi sarà nel mezzo di te , e del tuo bestiame , nè maschio , nè femmina sterile . E il Signore rimoverà da te ogni malattia ; e non ti metterà addosso alcuna di quelle malvage infermità di Egitto , delle quali tu hai avuto conoscenza ; anzi le metterà addosso a tutti i tuoi nemici . Distruggi adunque tutti i popoli che il Signore Iddio tuo ti dà ; l’ occhio tuo non li risparmi , e non servire agl’ iddii loro ; perciocchè ciò ti sarebbe un laccio . Se pur tu dici nel tuo cuore : Queste nazioni sono più grandi di me , come le potrò io scacciare ? Non temer di loro ; ricordati pur delle cose che il Signore Iddio tuo ha fatte a Faraone , e a tutti gli Egizj ; delle gran prove che gli occhi tuoi hanno vedute , e de’ miracoli , e de’ prodigi , e della potente mano , e del braccio steso , col quale il Signore Iddio tuo ti ha tratto fuori ; e così farà il Signore Iddio tuo a tutti i popoli , dei quali tu temi . Il Signore Iddio tuo manderà eziandio de’ calabroni contro a loro , finchè quelli che saran rimasti , e quelli che si saran nascosti dal tuo cospetto , sieno periti . Non isgomentarti per cagion di loro ; conciossiachè il Signore Iddio tuo , Dio grande e tremendo , sia nel mezzo di te . Or il Signore Iddio tuo stirperà quelle nazioni d’ innanzi a te , a poco a poco ; tu non le potrai distruggere subitamente ; che talora le fiere della campagna non moltiplichino contro a te . E il Signore Iddio tuo le metterà in tuo potere , e le romperà d’ una gran rotta , finchè sieno distrutte . E ti darà i re loro nelle mani , e tu farai perire il lor nome di sotto al cielo ; niuno potrà starti a fronte , finchè tu le abbia distrutte . Brucia col fuoco le sculture de’ loro dii ; non appetir l’ argento , nè l’ oro che sarà sopra esse , e non prenderlo per te ; che talora tu non ne sii allacciato ; perciocchè è cosa abbominevole al Signore Iddio tuo . E non recare in casa tua cosa abbominevole , onde tu sii interdetto , come è quella cosa ; abbilo del tutto in detestazione , e abbominalo ; conciossiachè sia interdetto . PRENDETE guardia di mettere in opera tutti i comandamenti che oggi vi do , acciocchè viviate , e cresciate , ed entriate nel paese che il Signore Iddio vostro ha giurato a’ vostri padri , e lo possediate . E ricordati di tutto il cammino , per lo quale il Signore Iddio tuo ti ha condotto questi quarant’ anni per lo deserto , per affliggerti , e per isperimentarti , per conoscer ciò che è nel cuor tuo ; se tu osserverai i suoi comandamenti o no . Egli adunque ti ha afflitto , e ti ha fatto aver fame ; poi ti ha pasciuto di Manna , della quale nè tu nè i tuoi padri avevate avuta conoscenza ; per insegnarti che l’ uomo non vive di pan solo , ma d’ ogni parola procedente dalla bocca del Signore . Il tuo vestimento non ti si è logorato addosso ; e il tuo piè non si è calterito in questi quarant’ anni . Conosci adunque nel tuo cuore , che il Signore Iddio tuo ti corregge , come un uomo corregge il suo figliuolo . E osserva i comandamenti del Signore Iddio tuo , per camminar nelle sue vie , e per temerlo . Perciocchè il Signore Iddio tuo ti fa entrare in un buon paese , paese di rivi d’ acque , di fonti e di gorghi , che sorgono nelle valli e ne’ monti ; paese di frumento , e di orzo , e di vigne , e di fichi , e di melagrani ; paese d’ ulivi da olio , e di miele ; paese nel quale tu non mangerai il pane scarsamente , nel quale non ti mancherà nulla ; paese , le cui pietre sono ferro , e da’ cui monti tu caverai il rame . E quando tu avrai mangiato , e sarai sazio , benedici il Signore Iddio tuo nel buon paese , ch’ egli ti avrà dato . Guardati , che talora tu non dimentichi il Signore Iddio tuo , per non osservare i suoi comandamenti , e le sue leggi , e i suoi statuti , i quali oggi ti do . Che talora , dopo che tu avrai mangiato , e sarai sazio , e avrai edificate delle belle case , e vi abiterai dentro ; e il tuo grosso e minuto bestiame sarà moltiplicato ; e l’ argento e l’ oro ti sarà aumentato , e ti sarà accresciuta ogni cosa tua ; il tuo cuore non s’ innalzi e tu non dimentichi il Signore Iddio tuo , il qual ti ha tratto fuor del paese di Egitto , della casa di servitù ; il qual ti ha condotto per questo grande e terribile deserto , paese di serpi , di serpenti ardenti , e scorpioni ; paese arido , senz’ acqua ; il quale ti ha fatto uscire acqua della rupe del macigno ; il qual ti ha pasciuto nel deserto di Manna , della quale i tuoi padri non aveano avuta conoscenza ; per affliggerti , e per provarti , per farti del bene al fine ; e non dica nel cuor tuo : La mia possanza , e la forza della mia mano mi ha acquistate queste ricchezze . Anzi ricordati del Signore Iddio tuo ; ch’ egli è quel che ti dà la forza , per portarti valorosamente ; per confermare il suo patto ch’ egli ha giurato a’ tuoi padri , come oggi appare . Ma , se pur tu dimentichi il Signore Iddio tuo , e vai dietro ad altri dii , e servi loro , e li adori ; io vi protesto oggi che del tutto voi perirete . Come saran perite le nazioni che il Signore fa perire d’ innanzi a voi , così perirete ; perciocchè non avrete ubbidito alla voce del Signore Iddio vostro . ASCOLTA , Israele : oggi tu passi il Giordano , per andare a possedere un paese di genti più grandi e più potenti di te ; città grandi e forti , che arrivano fino al cielo , di una gente grande , e d’ alta statura , de’ figliuoli degli Anachiti , de’ quali tu hai conoscenza , e de’ quali tu hai udito dire : Chi potrà stare a fronte a’ figliuoli di Anac ? Sappi adunque oggi che il Signore Iddio tuo , che passa davanti a te , è un fuoco consumante ; esso li distruggerà , ed esso li abbatterà davanti a te ; tu li scaccerai , e li distruggerai subitamente , come il Signore ti ha parlato . Non dir nel cuor tuo , quando il Signore li avrà scacciati d’ innanzi a te : Il Signore mi ha condotto in questo paese , per possederlo , per la mia giustizia ; essendo che il Signore scaccia d’ innanzi a te queste genti per la lor malvagità . Tu non entri a possedere il lor paese per la tua giustizia , nè per la dirittura del cuor tuo ; conciossiachè il Signore Iddio tuo scacci quelle genti d’ innanzi a te , per la lor malvagità , e per attener la parola ch’ egli ha giurata a’ tuoi padri , ad Abrahamo , a Isacco , e a Giacobbe . Sappi adunque che il Signore Iddio tuo non ti dà a posseder questo buon paese , per la tua giustizia ; conciossiachè tu sii un popolo di collo duro . Ricordati , non dimenticarti come tu hai fatto gravemente adirare il Signore Iddio tuo nel deserto ; dal giorno che tu uscisti del paese di Egitto , finchè siete arrivati in questo luogo , voi siete stati ribelli contro al Signore . Eziandio in Horeb faceste gravemente adirare il Signore ; talchè il Signore si crucciò contro a voi , per distruggervi ; quando io salii in su la montagna , per ricever le Tavole di pietra , le Tavole del Patto che il Signore avea fatto con voi ; e dimorai in su la montagna quaranta giorni e quaranta notti , senza mangiar pane , nè bere acqua ; e il Signore mi diede le due Tavole di pietra , scritte col dito di Dio , sopra le quali era scritto , conforme a tutte le parole che il Signore vi avea dette , parlando con voi nella montagna , di mezzo al fuoco , al giorno della raunanza . Avvenne adunque in capo di quaranta giorni , e di quaranta notti , che il Signore mi diede le due Tavole di pietra , le Tavole del Patto ; e il Signore mi disse : Levati , scendi prestamente di qui ; perciocchè il tuo popolo che tu hai tratto fuor di Egitto , si è corrotto ; tosto si sono eglino rivolti dalla via che io avea lor comandata : si sono fatti una statua di getto . Il Signore mi disse ancora : Io ho riguardato questo popolo ; ed ecco , egli è un popolo di collo duro . Lasciami fare , e io li distruggerò , e cancellerò il lor nome di sotto al cielo : e ti farò divenire una nazione più potente , e più grande di lui . E io mi mossi , e discesi giù dal monte , il quale ardeva in fuoco , avendo nelle mie due mani le due Tavole del Patto . E io riguardai ; ed ecco , voi avevate peccato contro al Signore Iddio vostro ; voi vi eravate fatti un vitello di getto ; tosto vi eravate stornati dalla via che il Signore vi avea comandata . E io presi quelle due Tavole , e le gittai giù d’ in su le mie due mani , e le spezzai in vostra presenza . Poi mi gittai in terra davanti al Signore , come prima , per quaranta giorni e per quaranta notti , senza mangiar pane , nè bere acqua , per tutto il vostro peccato che avevate commesso , facendo ciò che dispiace al Signore , per irritarlo . Conciossiachè io avessi paura , per cagion dell’ ira e del cruccio , del quale il Signore era gravemente adirato contro a voi , per distruggervi . E il Signore mi esaudì ancora quella volta . Il Signore si crucciò ancora gravemente contro ad Aaronne , per distruggerlo ; ma in quel tempo io pregai eziandio per Aaronne . Poi presi il vostro peccato che avevate fatto , cioè il vitello , e lo bruciai col fuoco , e lo tritai , macinandolo ben bene , finchè fu ridotto in polvere ; e ne gittai la polvere nel rivo che scendea giù dal monte . Voi faceste eziandio gravemente adirare il Signore in Tabera , e in Massa , e in Chibrot-taava ; parimente , quando il Signore vi mandò da Cades-barnea , dicendo : Salite , possedete il paese che io vi ho dato ; voi foste ribelli al comandamento del Signore Iddio vostro , e non gli credeste , e non ubbidiste alla sua voce . Dal giorno che io vi ho conosciuti , voi siete stati ribelli contro al Signore . Io mi gittai adunque in terra davanti al Signore , per que’ quaranta giorni , e quelle quaranta notti , che io stetti così prostrato ; perciocchè il Signore avea detto di distruggervi . E pregai il Signore , e dissi : Signore Iddio , non distruggere il tuo popolo e la tua eredità , che tu hai riscossa con la tua grandezza , la quale tu hai tratta fuor di Egitto con man forte . Ricordati de’ tuoi servitori , d’ Abrahamo , d’ Isacco , e di Giacobbe ; non aver riguardo alla durezza di questo popolo , nè alla sua malvagità , nè al suo peccato ; che talora que’ del paese , onde tu ci hai tratti fuori , non dicano : Il Signore li ha tratti fuori per farli morire nel deserto , perchè non poteva condurli nel paese ch’ egli avea lor promesso , e perchè li odiava . E pure essi sono tuo popolo e tua eredità , la qual tu hai tratta fuori con la tua gran forza , e col tuo braccio steso . IN quel tempo il Signore mi disse : Tagliati due Tavole di pietra , simili alle primiere ; poi sali a me in sul monte ; fatti ancora un’ Arca di legno . E io scriverò in su quelle Tavole le parole ch’ erano in su le primiere che tu spezzasti ; e tu le metterai dentro a quell’ Arca . E io feci un’ Arca di legno di Sittim , e tagliai due Tavole di pietra , simili alle primiere ; poi salii in sul monte , avendo quelle due Tavole in mano . Ed egli scrisse in su quelle Tavole , conforme alla prima scrittura , le dieci parole , che il Signore vi avea pronunziate nel monte , di mezzo al fuoco , al giorno della raunanza . E il Signore me le diede . Allora io mi rivolsi indietro , e discesi giù dal monte , e posi quelle Tavole nell’ Arca che io avea fatta , e son restate quivi ; come il Signore mi avea comandato . Or i figliuoli d’ Israele partirono di Beerot-bene-iaacan , per andare a Mosera ; quivi morì Aaronne , e quivi fu seppellito ; ed Eleazaro , suo figliuolo , fu sacerdote in luogo suo . Di là partirono , per andare a Gudgod ; e di Gudgod , per andare a Iotbat , ch’ è un paese di rivi d’ acque . In quel tempo il Signore appartò la tribù di Levi , per portar l’ Arca del Patto del Signore , per comparir davanti al Signore per ministrargli , e per benedir nel suo Nome , come fa infino al dì d’ oggi . Perciò Levi non ha parte , nè possessione co’ suoi fratelli ; il Signore è la sua possessione , siccome il Signore Iddio tuo gliene ha parlato . Or essendo io dimorato in sul monte tanto tempo quanto la prima volta , cioè quaranta giorni e quaranta notti , il Signore esaudì la mia voce ancora quella volta , e non ti volle distruggere . E il Signore mi disse : Levati , va’ per camminar davanti al popolo ; ed entrino nel paese , del quale ho giurato a’ lor padri che io lo darei loro ; e possegganlo . Ora dunque , o Israele , che chiede il Signore Iddio tuo da te , se non che tu tema il Signore Iddio tuo , per camminare in tutte le sue vie , e per amarlo , e per servire al Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore , e con tutta l’ anima tua ? E per osservare i comandamenti del Signore , e i suoi statuti , i quali oggi ti do ; acciocchè ti sia bene ? Ecco , i cieli e i cieli de’ cieli sono del Signore , e la terra , e tutto quello ch’ è in essa . E pure il Signore ha posto affezione solo a’ tuoi padri , per amarli ; e ha eletta , d’ infra tutti i popoli , la lor progenie dopo loro , cioè voi , come oggi appare . Circoncidete adunque il prepuzio del vostro cuore , e non indurate più il vostro collo . Perciocchè il Signore Iddio vostro è l’ Iddio degl’ iddii , e il Signore de’ signori ; l’ Iddio grande , il potente , e il tremendo ; il qual non riguarda alla qualità della persona , e non piglia presenti ; il quale fa ragione all’ orfano e alla vedova ; e ama il forestiere , per dargli del pane e de’ vestimenti . Voi dunque altresì amate i forestieri ; conciossiachè siate stati forestieri nel paese di Egitto . Temi il Signore Iddio tuo , servigli , e attienti a lui , e giura per lo suo Nome . Egli è la tua laude , e il tuo Dio , il quale ha operate inverso te queste grandi e tremende cose , che gli occhi tuoi hanno vedute . I tuoi padri discesero in Egitto in numero di settanta persone ; e ora il Signore Iddio tuo ti ha fatto diventare come le stelle del cielo , in moltitudine . AMA adunque il Signore Iddio tuo , e osserva del continuo ciò ch’ egli ha comandato che si osservi , e i suoi statuti , e le sue leggi , e i suoi comandamenti . E riconoscete oggi conciossiachè queste cose non sieno state operate inverso i vostri figliuoli , i quali non l’ hanno conosciute nè vedute i gastighi del Signore Iddio vostro , la sua grandezza , la sua potente mano , e il suo braccio steso ; e i suoi segni , e le sue opere ch’ egli ha fatte in mezzo dell’ Egitto , sopra Faraone , re di Egitto , e sopra tutto il suo paese ; e ciò ch’ egli ha fatto all’ esercito dell’ Egitto , a’ suoi cavalli e a’ suoi carri ; come egli fece traboccar l’ acque del mar rosso sopra loro quando essi vi perseguivano ; e come egli li fece perire fino al dì d’ oggi ; e ciò ch’ egli ha fatto a voi stessi nel deserto , finchè siate pervenuti a questo luogo ; e ciò ch’ egli ha fatto a Datan e ad Abiram , figliuoli d’ Eliab , figliuoli di Ruben ; come la terra aperse la sua bocca e li tranghiottì , insieme con le lor case e le lor tende , e tutte le anime viventi ch’ aveano a lor seguito , in mezzo di tutto Israele . Conciossiachè gli occhi vostri abbiano vedute tutte le grandi opere del Signore le quali egli ha fatte . E osservate tutti i comandamenti i quali oggi vi do ; acciocchè siate fortificati ed entriate in possessione del paese al quale voi passate per possederlo ; e acciocchè prolunghiate i vostri giorni sopra la terra , la quale il Signore giurò a’ vostri padri di darla loro e alla lor progenie ; terra stillante latte e miele . Perciocchè il paese , nel qual tu entri per possederlo , non è come il paese di Egitto , onde voi siete usciti : dove , avendo seminata la tua semenza , tu l’ adacquavi col piè come un orto da erbe . Ma il paese , al quale voi passate per possederlo , è un paese di monti e di valli , inaffiato d’ acqua secondo che piove dal cielo ; un paese , del quale il Signore Iddio tuo ha cura ; sopra il quale gli occhi del Signore Iddio tuo sono del continuo , dal principio dell’ anno infino al fine . E avverrà , se voi del tutto ubbidite a’ miei comandamenti , i quali oggi vi do , amando il Signore Iddio vostro e servendogli con tutto il vostro cuore e con tutta l’ anima vostra ; che io darò al vostro paese la sua pioggia al suo tempo , la pioggia della prima e dell’ ultima stagione ; e voi ricoglierete il vostro frumento , il vostro mosto e il vostro olio . Farò ancor nascere dell’ erba nei vostri campi per lo vostro bestiame ; e voi mangerete , e sarete saziati . Guardatevi che talora il vostro cuore non sia sedotto , sì che vi rivoltiate a servire a dii stranieri , e ad adorarli ; e che l’ ira del Signore non si accenda contro a voi ; e ch’ egli non serri il cielo , sì che non vi sia pioggia , e che la terra non porti la sua rendita , e che voi non periate subitamente d’ in sul buon paese che il Signore vi dà . Anzi mettetevi queste mie parole nel cuore e nell’ animo , e legatevele per segnale in su le mani , e sienvi per frontali fra gli occhi . E insegnatele a’ vostri figliuoli , ragionandone quando sedete nelle vostre case , e quando camminate per via , e quando giacete , e quando vi levate . Scrivetele ancora sopra gli stipiti delle vostre case , e sopra le vostre porte ; acciocchè i vostri giorni , e i giorni de’ vostri figliuoli , sieno moltiplicati sopra la terra , la quale il Signore giurò a’ vostri padri di dar loro , come i giorni del cielo sopra la terra . Perciocchè , se voi del tutto osservate tutti questi comandamenti , i quali io vi do , per metterli in opera , per amare il Signore Iddio vostro , per camminare in tutte le sue vie , e per attenervi a lui ; il Signore scaccerà tutte quelle genti dal vostro cospetto ; e voi possederete il paese di nazioni più grandi , e più potenti di voi . Ogni luogo che la pianta del vostro piè calcherà sarà vostro ; i vostri confini saranno dal deserto fino al Libano ; e dal Fiume , dal fiume Eufrate , fino al mare occidentale . Niuno vi potrà stare a fronte ; il Signore Iddio vostro metterà spavento , e tema di voi per tutto il paese , sopra il quale voi camminerete , siccome egli ve ne ha parlato . Ecco , io metto oggi davanti a voi benedizione e maledizione ; benedizione , se voi ubbidite a’ comandamenti del Signore Iddio vostro , i quali oggi vi do ; e maledizione , se non ubbidite a’ comandamenti del Signore Iddio vostro , e se vi rivoltate dalla via che oggi vi comando , per andar dietro a dii stranieri , i quali voi non avete conosciuti . Ora , quando il Signore Iddio tuo ti avrà introdotto nel paese nel quale tu entri per possederlo , pronunzia la benedizione sopra il monte di Gherizim , e la maledizione sopra il monte di Ebal . Non sono essi di là dal Giordano , lungo la strada verso il Ponente , nel paese dei Cananei che abitano nella pianura , dirincontro a Ghilgal , presso alle pianure di More ? Conciossiachè adunque voi passiate il Giordano , per entrare a possedere il paese che il Signore Iddio vostro vi dona , e che voi lo possederete , e in esso abiterete ; prendete guardia di mettere in opera tutti gli statuti e le leggi che oggi vi propongo . QUESTI sono gli statuti e le leggi , i quali voi osserverete , per metterli in opera , nel paese che il Signore Iddio de’ vostri padri vi dà , per possederlo , tutto il tempo che voi viverete in su la terra . Del tutto distruggete tutti i luoghi , ne’ quali quelle nazioni , il cui paese voi possederete , hanno servito agl’ iddii loro , sopra gli alti monti , e sopra i colli , e sotto qualunque albero verdeggiante ; e disfate i loro altari , e spezzate le loro statue , e bruciate col fuoco i lor boschi , e tagliate a pezzi le sculture de’ lor dii ; e sterminate il lor nome da quel luogo . Non fate così inverso il Signore Iddio vostro . Anzi ricercatelo nel luogo che il Signore Iddio vostro avrà scelto d’ infra tutte le vostre tribù , per sua abitazione , per mettervi il suo Nome ; e là andate . E adducete là i vostri olocausti , e i vostri sacrificii , e le vostre decime , e l’ offerte delle vostre mani , e i vostri voti , e le vostre offerte volontarie , e i primogeniti del vostro grosso e minuto bestiame . E mangiate quivi davanti al Signore Iddio vostro , e rallegratevi voi e le vostre famiglie , di tutto ciò a che avrete messa la mano , in che il Signore Iddio vostro vi avrà benedetti . Non fate secondo tutto ciò che facciamo qui oggi , facendo ciascuno tutto quello che gli pare e piace . Perciocchè infino ad ora voi non siete pervenuti al riposo , e all’ eredità che il Signore Iddio vostro vi dà . Ma , quando voi sarete passati il Giordano , e abiterete nel paese il quale il Signore Iddio vostro vi dà a possedere , e avrete requie da tutti i vostri nemici d’ ogn’ intorno , e abiterete in sicurtà ; allora adducete al luogo , il quale il Signore Iddio vostro avrà eletto , per istanziarvi il suo Nome , tutte le cose che io vi comando : i vostri olocausti , e i vostri sacrificii ; le vostre decime , e l’ offerte delle vostre mani , e tutta la scelta de’ vostri voti che avrete fatti al Signore . E rallegratevi davanti al Signore Iddio vostro , voi , e i vostri figliuoli , e le vostre figliuole , e i vostri servi , e le vostre serve , e il Levita che sarà dentro alle vostre porte ; conciossiachè egli non abbia nè parte , nè possessione fra voi . Guardati d’ offerire i tuoi olocausti in qualunque luogo tu vedrai ; anzi offerisci i tuoi olocausti nel luogo che il Signore avrà eletto in una delle tue tribù ; e quivi fa’ tutto quel che io ti comando . Pur potrai scannare e mangiar carni ad ogni tua voglia , dentro a tutte le tue porte , secondo la benedizione che il Signore Iddio tuo ti avrà mandata : il mondo e l’ immondo ne potranno mangiare , come di cavriuolo o di cervo . Sol non mangiate il sangue ; spandetelo in terra , come acqua . Tu non potrai mangiare dentro alle tue porte le decime del tuo frumento nè del tuo mosto , nè del tuo olio , nè i primogeniti del tuo grosso e minuto bestiame , nè alcun voto che tu avrai fatto , nè le tue offerte volontarie , nè l’ offerte della tua mano . Ma mangia quelle cose davanti al Signore Iddio tuo , nel luogo che il Signore Iddio tuo avrà scelto , tu , e il tuo figliuolo , e la tua figliuola , e il tuo servo , e la tua serva , e il Levita che sarà dentro alle tue porte ; e rallegrati davanti al Signore Iddio tuo d’ ogni cosa alla quale avrai messa la mano . Guardati che tu non abbandoni il Levita tutto il tempo che sarai in su la tua terra . Quando il Signore Iddio tuo avrà ampliati i tuoi confini , siccome egli te ne ha parlato ; se tu dici : Io voglio mangiar delle carne , perchè avrai voglia di mangiarne ; mangiane pure a ogni tua voglia . Perciocchè il luogo che il Signore Iddio tuo avrà scelto per mettervi il suo Nome , sarà lontano da te , ammazza pur del tuo grosso e minuto bestiame , che il Signore ti avrà dato , siccome io ti ho comandato , e mangiane dentro alle tue porte a ogni tua voglia . Ma mangiane , come si mangia del cavriuolo e del cervo ; mangine l’ immondo e il mondo indifferentemente . Solo osserva fermamente di non mangiare il sangue ; perciocchè il sangue è l’ anima ; or non mangiar l’ anima con la carne . Non mangiarlo ; spandilo in terra come acqua . Non mangiarlo ; acciocchè sia bene a te e a’ tuoi figliuoli dopo te , quando avrai fatto ciò che piace al Signore . Ma , quant’ è alle tue cose consacrate , che saranno tue , e a’ tuoi voti ; prendili , e vientene al luogo che il Signore avrà scelto . Or offerisci i tuoi olocausti tutti intieri , carne e sangue , sopra l’ Altare del Signore Iddio tuo ; ma quant’ è a’ tuoi altri sacrificii , spandasene il sangue sopra l’ Altare del Signore Iddio tuo , e mangiane la carne . Osserva , e ascolta tutte queste parole che io ti comando , acciocchè sia bene a te e a’ tuoi figliuoli dopo te , in perpetuo , quando tu avrai fatto ciò ch’ è buono e diritto appo il Signore Iddio tuo . Quando il Signore Iddio tuo avrà sterminate d’ innanzi a te le genti , nel cui paese tu entri per possederlo ; e tu lo possederai e vi abiterai ; guardati che talora , dopo ch’ esse saranno state distrutte d’ innanzi a te , tu non ti allacci a seguitarle ; e che tu non ricerchi dei loro dii , dicendo : Come servivano queste nazioni a’ loro dii , acchiocchè anch’ io faccia così ? Non far così inverso il Signore Iddio tuo ; perciocchè quelle nazioni hanno fatto inverso i lor dii tutto ciò ch’ è abbominevole al Signore , e ciò ch’ egli odia ; conciossiachè abbiano eziandio bruciati col fuoco i lor figliuoli e le lor figliuole agl’ iddii loro . Prendete guardia di far tutto ciò che io vi comando ; non sopraggiugnetevi nulla e non diminuitene nulla . QUANDO sorgerà in mezzo di te un profeta , o un sognator di sogni , il quale ti darà alcun miracolo o prodigio e quel miracolo o prodigio che egli ti avrà detto , avverrà , dicendo : Andiamo dietro a dii stranieri , i quali tu non hai conosciuti , e serviamo loro ; non attendere alle parole di quel profeta , nè a quel sognator di sogni ; perciocchè il Signore Iddio vostro vi prova , per conoscere se amate il Signore Iddio vostro con tutto il vostro cuore , e con tutta l’ anima vostra . Andate dietro al Signore Iddio vostro , e lui temete , e osservate i suoi comandamenti , e ubbidite alla sua voce , e a lui servite e a lui v’ attenete . E facciasi morir quel profeta , o quel sognator di sogni ; conciossiachè egli abbia parlato di rivolta contro al Signore Iddio vostro , che vi ha tratti fuor del paese di Egitto , e vi ha riscossi della casa di servitù ; per sospignervi fuor della via , nella quale il Signore Iddio vostro vi ha comandato che camminiate ; e così togli via il male del mezzo di te . Quando il tuo fratello , figliuolo di tua madre , o il tuo figliuolo , o la tua figliuola , o la moglie del tuo seno , o il tuo famigliare amico , che è come l’ anima tua , t’ inciterà di segreto , dicendo : Andiamo , e serviamo ad altri dii , i quali non avete conosciuti , nè tu , nè i tuoi padri ; d’ infra gl’ iddii de’ popoli che saranno d’ intorno a voi , vicino o lontano da te , da un estremo della terra , fino all’ altro estremo ; non compiacergli , e non ascoltarlo ; l’ occhio tuo eziandio non gli perdoni , e non risparmiarlo , e non celarlo . Anzi del tutto uccidilo ; sia la tua mano la prima sopra lui , per farlo morire , e poi la mano di tutto il popolo . E lapidalo con pietre , sì che muoia ; perciocchè egli ha cercato di sospignerti d’ appresso al Signore Iddio tuo , che ti ha tratto fuor del paese di Egitto , della casa di servitù . Acciocchè tutto Israele oda , e tema ; e niuno per l’ innanzi faccia più in mezzo di te una tal mala cosa . Quando tu udirai che si dirà d’ una delle tue città , che il Signore Iddio tuo ti dà , per abitarvi ; che alcuni uomini scellerati sono usciti del mezzo di te , e hanno incitati gli abitanti della lor città , dicendo : Andiamo , e serviamo ad altri dii , i quali voi non avete conosciuti informati , investiga , e domandane ben bene ; e se tu trovi che la cosa sia vera e certa , e che questa cosa abbominevole sia stata fatta nel mezzo di te ; del tutto percuoti gli abitanti di quella città , e mettili a fil di spada ; distruggila al modo dell’ interdetto , insieme con tutti quelli che vi saranno dentro , e il suo bestiame , mettendoli a fil di spada . E raccogli le spoglie della città nel mezzo della sua piazza , e brucia interamente col fuoco la città , e tutte le sue spoglie , al Signore Iddio tuo ; e sia quella città in perpetuo un mucchio di ruine , e non sia mai più riedificata . E nulla dell’ interdetto ti si attacchi alle mani ; acciocchè il Signore si stolga dall’ ardor della sua ira , e ti faccia misericordia , e abbia pietà di te , e ti accresca , come egli giurò a’ tuoi padri ; quando tu ubbidirai alla voce del Signore Iddio tuo , per osservar tutti i suoi comandamenti , i quali io oggi ti do , per fare ciò ch’ è diritto appo il Signore Iddio tuo . VOI siete figliuoli del Signore Iddio vostro ; non vi fate tagliature addosso , e non vi dipelate fra gli occhi , per alcun morto . Conciossachè tu sii un popolo santo al Signore Iddio tuo ; e il Signore ti ha eletto d’ infra tutti i popoli che son sopra la terra , per essergli un popolo peculiare . Non mangiar cosa alcuna abbominevole . Queste son le bestie , delle quali voi potrete mangiare : il bue , la pecora , la capra , il cervo , il cavriuolo , la gran capra , la rupicapra , il daino , il bufalo , e la camozza . In somma , voi potrete mangiar d’ ogni bestia che ha il piè forcuto , e l’ unghia spartita in due , e che rumina . Ma fra quelle che ruminano , o hanno il piè forcuto , e l’ unghia spartita , non mangiate del cammello , nè della lepre , nè del coniglio ; conciossiachè ruminino , ma non abbiano l’ unghia spartita ; sienvi immondi ; nè del porco ; conciossiachè egli abbia l’ unghia spartita , ma non rumini ; siavi immondo . Non mangiate della carne di questi animali , e non toccate i lor corpi morti . Di tutti gli animali che son nell’ acque , voi potrete mangiar di queste specie , cioè : di tutte quelle che hanno pennette e scaglie ; ma non mangiate di alcuna che non ha pennette e scaglie ; sienvi immondi . Voi potrete mangiar d’ ogni uccello mondo . E questi son quelli de’ quali non dovete mangiare , cioè : l’ aquila , e il girifalco , e l’ aquila marina , ogni specie di falcone , e di nibbio , e d’ avoltoio , e ogni specie di corvo , e l’ ulula , e la civetta , e la folica , e ogni specie di sparviere , e il gufo , e l’ ibis , e il cigno , e il pellicano , e la pica , e lo smergo , e la cicogna , e ogni specie d’ aghirone , e l’ upupa , e il vipistrello . Siavi parimente immondo ogni rettile volatile ; non mangisene . Voi potrete mangiar d’ ogni volatile mondo . Non mangiate d’ alcuna carne morta da sè ; dalla a mangiare al forestiere che sarà dentro alle tue porte , o vendila ad alcuno straniere ; perciocchè tu sei un popol santo al Signore Iddio tuo . Non cuocere il capretto nel latte di sua madre . DEL tutto leva la decima di tutta la rendita della tua sementa , prodotta dal campo tuo , ogni anno . E mangia davanti al Signore Iddio tuo , nel luogo ch’ egli avrà scelto per istanziarvi il suo Nome , le decime del tuo frumento , del tuo mosto , e del tuo olio , e i primi parti del tuo grosso e minuto bestiame ; acciocchè tu impari a temere il Signore Iddio tuo del continuo . E se il cammino ti è troppo grande , sì che tu non possa portar quelle decime , per esser quel luogo , che il Signore Iddio tuo avrà scelto per mettervi il suo Nome , troppo lontano da te ; perciocchè il Signore ti avrà benedetto ; fanne danari , e metti quegli in borsa , e prendili in mano , e va’ al luogo che il Signore tuo avrà scelto ; e impiega que’ danari in tutto quello che l’ anima tua desidererà , in buoi , in pecore , in vino , e in cervogia , e in somma in qualunque cosa l’ anima tua richiederà ; e mangia quivi davanti al Signore Iddio tuo , e rallegrati tu e la tua famiglia . E non abbandonare il Levita che sarà dentro alle tue porte ; conciossiachè egli non abbia nè parte nè eredità teco . In capo d’ ogni terzo anno , leva tutte le decime della tua entrata di quell’ anno , e riponle dentro alle tue porte . E venga il Levita conciossiachè egli non abbia nè parte nè eredità teco , e il forestiere , e l’ orfano e la vedova , che saranno dentro alle tue porte , e mangino , e sieno saziati ; acciocchè il Signore Iddio tuo ti benedica in ogni opera delle tue mani che tu farai . IN capo d’ ogni settimo anno , celebra l’ anno della remissione . E questa sia l’ ordinazione della remissione : Rimetta ogni creditore ciò ch’ egli avrà dato in presto al suo prossimo ; non riscuotalo dal suo prossimo , e dal suo fratello ; conciossiachè la remissione del Signore sia stata bandita . Tu potrai riscuotere i tuoi crediti dallo straniere ; ma rimetti al tuo fratello ciò ch’ egli avrà del tuo . Come che sia , non siavi alcun bisognoso fra te ; perciocchè il Signore ti benedirà largamente , nel paese che il Signore Iddio tuo ti dà , in eredità , per possederlo . Purchè del tutto tu ubbidisca alla voce del Signore Iddio tuo , per osservar di mettere in opera tutti questi comandamenti che io ti do oggi . Quando il Signore Iddio tuo ti avrà benedetto , siccome egli ti ha promesso , tu presterai a molte genti , e tu non prenderai nulla in prestanza ; e signoreggerai sopra grandi nazioni , ed esse non signoreggeranno sopra te . QUANDO vi sarà nel mezzo di te alcuno de’ tuoi fratelli , che sia bisognoso in alcuna delle terre dove tu abiterai , nel tuo paese che il Signore Iddio tuo ti dà ; non indurare il cuor tuo , e non serrar la mano inverso il tuo fratello bisognoso ; anzi del tutto aprigli la mano , e del tutto prestagli quanto gli fia di bisogno per la necessità nella quale si troverà . Guardati , che talora non vi sia nel tuo cuore alcun pensiero scellerato , per dire : L’ anno settimo , l’ anno della remissione è vicino ; e che l’ occhio tuo non sia maligno inverso il tuo fratello bisognoso , sì che tu non gli dia nulla ; ed egli gridi contro a te al Signore , e vi sia in te peccato . Del tutto dagli ciò che gli fia di bisogno ; e non ti dolga il cuore quando tu gliel darai ; perciocchè per cagion di questo il Signore Iddio tuo ti benedirà in ogni opera tua , e in ogni cosa alla quale tu metterai la mano . Perciocchè i bisognosi non verranno giammai meno nel paese ; perciò io ti comando che tu apra largamente la mano al tuo fratello , al tuo povero , e al tuo bisognoso che sarà nel tuo paese . Quando alcuno de’ tuoi fratelli , Ebreo o Ebrea , si sarà venduto a te , servati sei anni , e al settimo anno mandalo in libertà d’ appresso a te . E quando tu lo rimanderai in libertà d’ appresso a te , non rimandarlo vuoto . Del tutto donagli alcun fornimento della tua greggia , e della tua aia , e del tuo torcolo ; dagli di ciò in che il Signore Iddio tuo ti avrà benedetto . E ricordati che tu sei stato servo nel paese di Egitto , e che il Signore Iddio tuo te n’ ha riscosso ; perciò io ti comando oggi questo . Ma se pure egli ti dice : Io non voglio uscir d’ appresso a te ; perciocchè egli amerà te e la tua casa , perchè egli starà bene teco ; allora prendi una lesina , e foragli l’ orecchia contro all’ uscio ; ed egli ti sarà servo in perpetuo . Fa’ eziandio così alla tua serva . Non ti sia grave il rimandarlo in libertà d’ appresso a te ; conciossiachè egli t’ abbia servito sei anni , che è il doppio dell’ allogazione d’ un mercenario ; e il Signore Iddio tuo ti benedirà in tutto ciò che tu farai . CONSACRA al Signore Iddio tuo ogni primogenito maschio che ti nascerà del tuo grosso o minuto bestiame ; non lavorar la terra col primogenito della tua vacca , e non tosare il primogenito della tua pecora . Mangialo , tu , e la tua famiglia , davanti al Signore Iddio tuo , ogni anno , nel luogo che il Signore avrà scelto . E se v’ è in esso alcun difetto , come s’ egli è zoppo , o cieco , o ha alcun cattivo difetto , non sacrificarlo al Signore Iddio tuo . Mangialo dentro alle tue porte ; mangine indifferentemente l’ immondo e il mondo , come d’ un cavriuolo , o d’ un cervo . Sol non mangiarne il sangue ; spandilo in terra come acqua . OSSERVA il mese di Abib , e celebra in esso la Pasqua al Signore Iddio tuo ; perciocchè il Signore Iddio tuo ti trasse fuor di Egitto , di notte , nel mese di Abib . E sacrifica , nella Pasqua del Signore Iddio tuo , pecore e buoi , nel luogo che il Signore avrà scelto per istanziarvi il suo Nome . Non mangiar con essa pane lievitato ; mangia per sette giorni con essa pani azzimi , pane di afflizione ; perciocchè tu uscisti in fretta del paese di Egitto ; acciocchè tu ti ricordi del giorno che uscisti del paese di Egitto , tutto il tempo della vita tua . E per sette giorni non veggasi alcun lievito appo te , in tutti i tuoi confini ; e della carne che tu avrai ammazzata la sera , nel primo giorno , non restine nulla la notte fino alla mattina . Tu non potrai sacrificar la Pasqua in qualunque tua città , la quale il Signore Iddio tuo ti dà ; ma sacrificala nel luogo , che il Signore Iddio tuo avrà scelto per istanziarvi il suo Nome , in su la sera , come il sole tramonterà , nel medesimo tempo che tu uscisti di Egitto . E cuocila , e mangiala nel luogo che il Signore Iddio tuo avrà scelto ; poi la mattina seguente tu te ne potrai ritornare , e andare alle tue stanze . Mangia pani azzimi sei giorni ; e al settimo giorno siavi solenne raunanza al Signore Iddio tuo ; non fare in esso lavoro alcuno . Contati sette settimane ; da che si sarà cominciato a metter la falce nelle biade , comincia a contar queste sette settimane . E celebra la festa delle Settimane al Signore Iddio tuo , offerendo offerte volontarie di tua mano a sufficienza , le quali tu darai secondo che il Signore Iddio tuo ti avrà benedetto . E rallegrati davanti al Signore Iddio tuo , tu , e il tuo figliuolo , e la tua figliuola , e il tuo servo , e la tua serva , e il Levita che sarà dentro alle tue porte , e il forestiere , e l’ orfano , e la vedova , che saranno nel mezzo di te , nel luogo il quale il Signore Iddio tuo avrà scelto per istanziarvi il suo Nome . E ricordati che tu sei stato servo in Egitto , e osserva questi statuti , e mettili in opera . Celebra la festa de’ Tabernacoli per sette giorni , quando tu avrai ricolti i frutti della tua aia e del tuo tino ; e rallegrati nella tua festa , tu , e il tuo figliuolo , e la tua figliuola , e il tuo servo , e la tua serva , e il Levita , e il forestiere , e l’ orfano , e la vedova , che saranno dentro alle tue porte . Celebra la festa al Signore Iddio tuo , per sette giorni , nel luogo che il Signore avrà scelto ; quando il Signore Iddio tuo ti avrà benedetto in tutta la tua rendita , e in tutta l’ opera delle tue mani ; e del tutto sii lieto . Tre volte l’ anno comparisca ogni maschio tuo davanti al Signore Iddio tuo , nel luogo ch’ egli avrà scelto , cioè : nella festa de’ Pani azzimi , nella festa delle Settimane , e nella festa de’ Tabernacoli ; e niuno comparisca vuoto davanti al Signore . Offerisca ciascuno secondo che potrà donare , secondo la benedizione che il Signore Iddio tuo ti avrà mandata . COSTITUISCITI de’ Giudici e degli Ufficiali , in tutte le tue città le quali il Signore Iddio tuo ti dà , per le tribù ; e giudichino essi il popolo con giusto giudicio . Non pervertir la ragione ; non aver riguardo alla persona , e non prender presenti ; perciocchè il presente accieca gli occhi de’ savi , e sovverte le parole de’ giusti . Del tutto va’ dietro alla giustizia , acciocchè tu viva , e possegga il paese che il Signore Iddio tuo ti dà . Non piantarti alcun bosco , di veruno albero presso all’ Altar del Signore Iddio tuo , che tu ti avrai fatto . E non rizzarti alcuna statua ; il che il Signore Iddio tuo odia . Non sacrificare al Signore Iddio tuo bue , pecora , o capra , che abbia difetto , o alcun male ; perciocchè è cosa abbominevole al Signore Iddio tuo . Quando si troverà nel mezzo di te , in una delle tue città le quali il Signore Iddio tuo ti dà , uomo , o donna , che faccia ciò che dispiace al Signore Iddio tuo , trasgredendo il suo patto , e che vada , e serva ad altri dii , e li adori ; sia pure il sole , o la luna , o cosa alcuna di tutto l’ esercito del cielo , il che io non ho comandato ; e ciò ti sarà rapportato , e tu l’ avrai inteso , informatene diligentemente ; e se tu trovi che ciò sia vero e certo , che questa cosa abbominevole sia stata commesso in Israele ; trai fuori alle tue porte quell’ uomo o quella donna che avrà commesso quell’ atto malvagio , e lapidalo con pietre , sì che muoia . Facciasi morir colui che deve morire in sul dire di due o di tre testimoni ; non facciasi morire in sul dire d’ un sol testimonio . Sia la mano de’ testimoni la prima sopra lui , per farlo morire , e poi la mano di tutto il popolo ; e così togli via il male del mezzo di te . Quando alcuna causa ti sarà troppo difficile , per dar giudicio fra omicidio ed omicidio , fra lite e lite , fra piaga e piaga , o altre cause di liti nelle tue porte ; allora levati , e sali al luogo che il Signore Iddio tuo avrà scelto . E vientene a’ sacerdoti della nazione di Levi , e al Giudice che sarà in que’ tempi , e informati da loro ; ed essi ti dichiareranno la sentenza che si deve dare . E fa’ secondo ciò ch’ essi t’ avranno dichiarato , dal luogo che il Signore avrà scelto ; e osserva di fare interamente come ti avranno insegnato . Fa’ secondo la Legge ch’ essi ti avranno insegnata , e secondo la ragione che ti avranno detta ; non istornarti di ciò che ti avranno detto , nè a destra nè a sinistra . E se alcuno procede superbamente , per non ubbidire al Sacerdote , che sarà in ufficio per ministrare in quel luogo al Signore Iddio tuo , e al Giudice , muoia quell’ uomo ; e togli via il male d’ Israele ; acciocchè tutto il popolo oda , e tema , e non proceda superbamente da indi innanzi . Quando tu sarai entrato nel paese che il Signore Iddio tuo ti dà , e lo possederai , e vi abiterai dentro ; se tu vieni a dire : Io voglio costituire un re sopra me , come hanno tutte le genti che son d’ intorno a me ; del tutto costituisci per re sopra te colui che il Signore Iddio tuo avrà eletto ; costituisci per re sopra te uno d’ infra i tuoi fratelli ; tu non potrai costituir sopra te un uomo straniere , che non sia tuo fratello . Ma pur non moltiplichisi egli i cavalli ; e non faccia ritornare il popolo in Egitto , per aver moltitudine di cavalli ; conciossiachè il Signore vi abbia detto : Non tornate mai più per questa via . Parimente , non moltiplichisi le mogli , acciocchè il suo cuore non si svii ; nè anche moltiplichisi grandemente l’ argento e l’ oro . E , come prima egli sederà sopra il suo trono reale , scrivasi una copia di questa Legge in un libro , d’ in su l’ esemplare de’ sacerdoti Leviti ; e abbialo appresso di sè , e leggavi dentro tutti i giorni della vita sua ; acciocchè impari a temere il Signore Iddio suo , per osservar tutte le parole di questa Legge , e questi statuti , per metterli in opera . Acciocchè il cuor suo non s’ innalzi sopra i suoi fratelli , e ch’ egli non si svii dal comandamento , nè a destra nè a sinistra ; affin di prolungare i suoi giorni nel suo regno , egli , e i suoi figliuoli , nel mezzo d’ Israele . NON abbiano i sacerdoti Leviti , anzi tutta la tribù di Levi , nè parte , nè eredità con Israele ; vivano dell’ offerte che si fanno per fuoco al Signore , e della sua eredità . Non abbiano , dico , alcuna eredità fra’ lor fratelli ; il Signore è la loro eredità , siccome egli ne ha parlato loro . E questo sarà il diritto de’ sacerdoti , il qual prenderanno dal popolo , da quelli che sacrificheranno alcun sacrificio , sia bue , sia pecora , o capra ; dieno essi al Sacerdote la spalla , le mascelle e il ventre . Dagli le primizie del tuo frumento , del tuo mosto , del tuo olio , e le primizie del vello delle tue pecore . Conciossiachè il Signore Iddio tuo l’ abbia scelto d’ infra tutte le tue tribù , acciocchè si presenti per fare il servigio nel Nome del Signore , egli , e i suoi figliuoli , in perpetuo . E quando alcun Levita , partendo d’ alcuna delle tue terre , di qualunque luogo d’ Israele , dove egli dimorerà , verrà , a ogni sua voglia , al luogo che il Signore avrà scelto ; faccia il servigio nel Nome del Signore Iddio suo , come tutti gli altri suoi fratelli Leviti , che stanno quivi davanti al Signore . Mangino la lor parte gli uni come gli altri , per le lor nazioni paterne ; oltre a quello ch’ egli potrà aver venduto . QUANDO tu sarai entrato nel paese che il Signore Iddio tuo ti dà , non apprendere a fare secondo le abbominazioni di quelle genti . Non trovisi fra te chi faccia passare il suo figliuolo o la sua figliuola per lo fuoco ; nè indovino , nè pronosticatore , nè augure , nè malioso ; nè incantatore , nè chi domandi lo spirito di Pitone , nè mago , nè negromante . Perciocchè chiunque fa queste cose è in abbominio al Signore ; e , per cagione di queste abbominazioni , il Signore Iddio tuo scaccia quelle genti d’ innanzi a te . Sii intiero inverso il Signore Iddio tuo . Perciocchè queste genti , il cui paese tu vai a possedere , hanno atteso a’ pronosticatori e agl’ indovini ; ma , quant’ è a te , il Signore Iddio tuo non ti ha date tali cose . IL Signore Iddio tuo ti susciterà un Profeta come me , del mezzo di te , de’ tuoi fratelli ; esso ascoltate ; secondo tutto ciò che tu richiedesti dal Signore Iddio tuo in Horeb , nel giorno della raunanza , dicendo : Ch’ io non oda più la voce del Signore Iddio mio , e non vegga più questo gran fuoco , che io non muoia . Onde il Signore mi disse : Bene hanno parlato in ciò che hanno detto . Io susciterò loro un Profeta come te , del mezzo de’ lor fratelli , e metterò le mie parole nella sua bocca , ed egli dirà loro tutto quello ch’ io gli avrò comandato . E avverrà che , se alcuno non ascolta le mie parole ch’ egli dirà a mio Nome , io gliene ridomanderò conto . Ma altresì , se alcuno presuntuosamente imprende di dire a mio Nome cosa alcuna , ch’ io non gli abbia comandata di dire , ovvero parla a nome di dii stranieri , sia fatto morire . E se tu dici nel cuor tuo : Come conosceremo la parola che il Signore non avrà detta ? Quando il profeta avrà detta alcuna cosa a Nome del Signore , e quella cosa non sarà , e non avverrà ; quella cosa sarà quella che il Signore non avrà detta ; quel profeta l’ avrà pronunziata per presunzione ; non temer di lui . QUANDO il Signore Iddio tuo avrà distrutte le nazioni , il cui paese egli ti dà , e tu possederai il lor paese , e abiterai nelle lor città , e nelle lor case ; mettiti da parte tre città nel mezzo del tuo paese che il Signore Iddio tuo ti dà per possederlo . Dirizzati il cammino , e partisci in tre le contrade del tuo paese , che il Signore Iddio tuo ti avrà dato a possedere ; e sieno quelle città acciocchè chiunque avrà ucciso un altro vi si rifugga . E quest’ è il caso dell’ ucciditore che vi si potrà rifuggire e salvar la vita sua : quando egli avrà ucciso il suo prossimo disavvedutamente , non avendolo odiato per addietro ; come se , essendo andato al bosco col suo prossimo , per tagliar delle legne , egli avventa la mano con la scure per tagliar delle legne , e il ferro si spicca dal manico , e incontra il suo prossimo , sì ch’ egli muoia ; rifuggasi colui in una di queste città , per salvar la vita sua ; che talora colui che avrà la ragione di vendicare il sangue non persegua quell’ ucciditore , avendo il cuore infocato , e non lo giunga , in caso che il cammino fosse troppo lungo , e non lo percuota a morte ; benchè in lui non vi sia giusta cagione d’ esser condannato a morte , non avendo per addietro odiato il suo prossimo . Perciò , io ti comando che tu ti metta da parte tre città . E se il Signore Iddio tuo allarga i tuoi confini , come egli giurò a’ tuoi padri , e ti dà tutto il paese ch’ egli disse di dare a’ tuoi padri ; perciocchè tu avrai osservati tutti questi comandamenti , i quali oggi ti do , per metterli in opera , amando il Signore Iddio tuo , e camminando nelle sue vie del continuo ; sopraggiugniti a queste tre città tre altre ; acciocchè non si spanda il sangue dell’ innocente in mezzo del tuo paese che il Signore Iddio tuo ti dà in eredità ; a che tu non sii colpevole di omicidio . Ma , quando un uomo , odiando il suo prossimo , l’ avrà insidiato , e l’ avrà assalito , e percosso a morte , sì che muoia ; e poi si sarà rifuggito in una di quelle città ; mandino gli Anziani della sua città a trarlo di là , e dienlo in man di colui che avrà la ragione di vendicare il sangue , e muoia . L’ occhio tuo non lo risparmi ; e togli via d’ Israele la colpa del sangue innocente ; ed e’ ti sarà bene . NON rimovere i termini del tuo prossimo , i quali gli antichi hanno posti , nell’ eredità che tu possederai nel paese che il Signore Iddio tuo ti dà a possedere . Non presentisi un testimonio solo contro ad alcuno , per testimoniar di alcuna iniquità o peccato ch’ egli abbia commesso ; sia il fatto verificato per lo dire di due o di tre testimoni . Quando un testimonio si leverà contro ad alcuno , per testimoniar contr’ a lui d’ apostasia , presentinsi que’ due uomini , tra cui sarà quella lite , davanti al Signore , nel cospetto de’ Sacerdoti e de’ Giudici che saranno in quel tempo . E se i Giudici , dopo diligente inchiesta , trovano che quel testimonio sia falso testimonio , e che abbia testimoniato il falso contro al suo fratello , fategli come egli avea deliberato di fare al suo fratello ; e togli via il male del mezzo di te . Acciocchè gli altri , udendo questo , temano ; e che da indi innanzi non si faccia più una tal mala cosa in mezzo di te . L’ occhio tuo non lo risparmi ; vita per vita , occhio per occhio , dente per dente , mano per mano , piè per piè . QUANDO tu uscirai in guerra contro a’ tuoi nemici , e vedrai cavalli e carri , e gente in maggior numero di te , non temer però di loro ; conciossiachè il Signore Iddio tuo , che t’ ha tratto fuor del paese di Egitto , sia teco . E quando vi appresserete per dar la battaglia , facciasi il Sacerdote innanzi , e parli al popolo , e dicagli : Ascolta , Israele : Voi siete oggi vicini a venire a battaglia co’ vostri nemici ; il cuor vostro non s’ invilisca ; non temiate , e non vi smarrite , nè vi spaventate per tema di loro ; perciocchè il Signore Iddio vostro è quel che cammina con voi , per combatter per voi contro a’ vostri nemici , per salvarvi . Parlino eziandio gli Ufficiali al popolo , dicendo : Chi è colui che abbia edificata una casa nuova , e non l’ abbia ancora dedicata ? vada , e ritorni a casa sua , che talora egli non muoia nella battaglia , e un altro dedichi la sua casa . E chi è colui che abbia piantata una vigna , e non l’ abbia ancora cominciata a godere in uso comune ? vada , e ritorni a casa sua , che talora egli non muoia nella battaglia , e un altro cominci a goderla . E chi è colui che abbia sposata una moglie , e non l’ abbia ancora menata ? vada , e ritorni a casa sua , che talora egli non muoia nella battaglia , e un altro la meni . Gli Ufficiali parlino ancora al popolo , e dicano : Chi è timido , e di poco cuore ? vada e ritorni a casa sua , acciocchè i suoi fratelli non s’ inviliscano di cuore come esso . E , dopo che gli Ufficiali avranno finito di parlare al popolo , ordinino i Capi delle schiere in capo del popolo . Quando tu ti accosterai a una città per combatterla , chiamala prima a pace . E se ti dà risposta di pace , e ti apre le porte , tutto il popolo che in essa si troverà , siati tributario e soggetto . Ma , s’ ella non fa pace teco , anzi guerreggia contro a te , assediala ; e il Signore Iddio tuo te la darà nelle mani ; allora metti a fil di spada tutti i maschi . Predati sol le femmine , e i piccoli fanciulli , e il bestiame , e tutto quello che sarà nella città , tutte le spoglie di essa ; e mangia della preda de’ tuoi nemici che il Signore Iddio tuo ti avrà data . Fai così a tutte le città che saranno molto lontane da te , che non saranno delle città di queste genti . Ma delle città di questi popoli , le quali il Signore Iddio tuo ti dà per eredità , non iscampar la vita ad alcun’ anima vivente ; anzi del tutto distruggi que’ popoli al modo dell’ interdetto ; gli Hittei , e gli Amorrei , e i Cananei , e i Ferizzei , e gli Hivvei , e i Gebusei ; come il Signore Iddio tuo ti ha comandato ; acciocchè non v’ insegnino a far secondo tutte le loro abbominazioni che hanno usate inverso i loro iddii ; e che voi non pecchiate contro al Signore Iddio vostro . Quando tu terrai l’ assedio a una città lungo tempo , combattendola per pigliarla , non guastar gli alberi di essa , avventando la scure contro a essi ; perciocchè d’ essi potrai mangiare , e però non tagliarli ; perciocchè è forse l’ albero della campagna un uomo , per entrar dentro alla fortezza , fuggendo d’ innanzi a te ? Sol potrai guastare , e tagliar gli alberi che tu conoscerai non essere alberi da mangiare ; e ne potrai fabbricar ciò che sarà necessario all’ assedio della città che guerreggerà contro a te , fin ch’ ella caggia . QUANDO si troverà in su la terra che il Signore Iddio tuo ti dà a possedere , un uomo ucciso che giacerà su la campagna , senza che si sappia chi l’ abbia ucciso , escano fuori i tuoi Anziani e i tuoi Giudici , e misurino lo spazio che vi sarà fino alle città che saranno d’ intorno a colui . Poi prendano gli Anziani della città più vicina dell’ ucciso una giovenca , con la quale non si sia lavorata la terra , che non abbia tirato al giogo . E menino gli Anziani di quella città quella giovenca in una valle deserta , nella quale non si lavori nè semini ; e taglino quivi il collo alla giovenca nella valle . Vengano ancora i sacerdoti , i figliuoli di Levi ; conciossiachè il Signore Iddio tuo li abbia eletti per fare il suo servigio , e per benedire nel Nome del Signore ; e , secondo la lor parola , ha da esser giudicata qualunque lite , e qualunque piaga . E lavinsi tutti gli Anziani di quella città , più vicini dell’ ucciso , le mani sopra quella giovenca , alla quale sarà stato tagliato il collo nella valle ; e protestino , e dicano : Le nostre mani non hanno sparso questo sangue ; gli occhi nostri eziandio non l’ hanno veduto spandere . O Signore , sii propizio inverso il tuo popolo Israele , il quale tu hai riscattato , e non permettere che vi sia , in mezzo del tuo popolo Israele , colpa di sangue innocente sparso . Così sarà purgato quel sangue , quant’ è a loro . E tu avrai tolta via del mezzo di te la colpa del sangue innocente , quando avrai fatto ciò che piace al Signore . QUANDO sarai uscito in guerra contro a’ tuoi nemici , e il Signore Iddio tuo te li avrà dati nelle mani , e ne avrai menati de’ prigioni ; e vedrai fra i prigioni una donna di bella forma , e le porrai amore , e te la vorrai prender per moglie ; menala dentro alla tua casa , e radasi ella il capo , e taglisi le unghie ; e levisi d’ addosso gli abiti nei quali fu presa , e dimori in casa tua , e pianga suo padre e sua madre un mese intiero ; poi potrai entrar da lei , e giacer con lei ; ed ella ti sarà moglie . E se avviene ch’ ella non ti aggradi più , rimandala a sua volontà ; e non venderla per danari in modo alcuno ; non farne traffico ; conciossiachè tu l’ abbi sverginata . QUANDO un uomo avrà due mogli , delle quali l’ una sia amata , e l’ altra odiata ; e l’ amata e l’ odiata gli avranno partoriti figliuoli , e il primogenito sarà dell’ odiata ; nel giorno ch’ egli spartirà l’ eredità de’ suoi beni a’ suoi figliuoli , egli non potrà far primogenito il figliuol dell’ amata , anteponendolo al figliuol dell’ odiata , che sarà il primogenito . Anzi riconoscerà il primogenito , figliuol dell’ odiata , per dargli la parte di due , in tutto ciò che si troverà avere ; conciossiachè egli sia il principio della sua forza ; a lui appartiene la ragione della primogenitura . QUANDO alcuno avrà un figliuol ritroso e ribelle , il qual non ubbidisca alla voce di suo padre , nè alla voce di sua madre ; e , benchè essi l’ abbiano castigato , non però ubbidisca loro ; prendanlo suo padre e sua madre , e meninlo fuori agli Anziani della sua città , e alla porta del suo luogo ; e dicano agli Anziani della sua città : Questo nostro figliuolo è ritroso e ribelle ; egli non vuole ubbidire alla nostra voce ; egli è goloso ed ubbriaco . E lapidinlo con pietre tutte le genti della sua città , sì che muoia ; e così togli il male del mezzo di te ; acciocchè tutto Israele oda , e tema . E QUANDO alcuno sarà reo di alcun fallo capitale , e tu l’ avrai appiccato al legno ; non dimori il suo corpo morto in sul legno , la notte fino alla mattina ; anzi del tutto seppelliscilo in quell’ istesso giorno ; perciocchè l’ appiccato è in esecrazione a Dio ; e non contaminare il paese che il Signore Iddio tuo ti dà a possedere . SE tu vedi smarriti il bue o la pecora del tuo fratello , non ritrarti indietro da essi ; del tutto riconducili al tuo fratello . E se il tuo fratello non ti è vicino , o se tu non lo conosci , raccogli quelli dentro alla tua casa , e dimorino appresso di te , finchè il tuo fratello ne domandi ; e allora rendiglieli . E il simigliante del suo asino , e del suo vestimento , e di ogni cosa che il tuo fratello avrà perduta , e che tu avrai trovata ; tu non potrai ritrartene indietro . Se tu vedi l’ asino del tuo fratello , o il suo bue , caduto nella strada , non ritrartene indietro ; del tutto adoperati con lui a rilevarlo . LA donna non porti indosso abito d’ uomo ; l’ uomo altresì non vesta roba di donna ; perciocchè chiunque fa cotali cose è in abbominio al Signore Iddio tuo . Quando tu scontrerai davanti a te nella via , sopra qualche albero , o sopra la terra , un nido di uccelli , co’ piccoli uccellini , o con le uova dentro ; e insieme la madre che covi i piccoli uccellini o le uova ; non prender la madre co’ figli ; del tutto lasciane andar la madre , e prenditi i figli ; acciocchè ti sia bene , e che tu prolunghi i tuoi giorni . Quando tu edificherai una casa nuova , fa’ una sponda al tuo tetto ; e non metter sangue sopra la tua casa , in caso che alcuno ne cadesse a basso . Non piantar la tua vigna di diverse specie ; acciocchè non sien contaminate la vendemmia , le viti che tu avrai piantate , e la rendita della vigna . Non arar con un bue , e con un asino insieme . Non vestirti vestimento mescolato , tessuto di lana e di lino insieme . Fatti delle fimbrie a’ quattro capi del tuo manto , col qual tu ti ammanti . QUANDO alcuno avrà presa una moglie , e sarà entrato da lei , e poi prenderà ad odiarla ; e le apporrà cose che daranno cagione che se ne sparli , e metterà fuori mala fama contro a lei , e dirà : Io avea presa questa moglie ; ma , essendolemi accostato , non l’ ho trovata vergine ; allora prendano il padre e la madre della giovane il segnal della virginità di essa , e lo producano davanti agli Anziani della città nella porta ; e dica il padre della giovane agli Anziani : Io avea data la mia figliuola per moglie a quest’ uomo , ed egli ha preso ad odiarla ; ed ecco , egli le ha apposte cose che dànno cagione che se ne sparli , dicendo : Io non ho trovata vergine la tua figliuola ; e pure , ecco il segnal della virginità della mia figliuola . E stendano quel panno davanti agli Anziani della città . Allora prendano gli Anziani di quella città quell’ uomo , e lo castighino con battitura ; e condanninlo in cento sicli di argento d’ ammenda , i quali daranno al padre della giovane ; perciocchè egli ha messa fuori una mala fama contro ad una vergine d’ Israele ; e siagli colei moglie , e non possa egli giammai in vita sua mandarla via . Ma se la cosa è vera , che quella giovane non sia stata trovata vergine ; tragganla fuori alla porta della casa di suo padre , e lapidinla le genti della sua città con pietre , sì che muoia ; perciocchè ha commesso un atto infame in Israele , fornicando in casa di suo padre . E così togli via il male del mezzo di te . QUANDO un uomo sarà trovato giacendo con una donna maritata , muoiano amendue ; l’ uomo che sarà giaciuto con la donna , e la donna . E così togli via il male d’ Israele . Quando una fanciulla vergine sarà sposata a un uomo , e un altro trovandola dentro alla città , sarà giaciuto con lei ; menateli amendue fuori alla porta di quella città , e lapidateli con pietre , sì che muoiano ; la fanciulla , perchè non avrà gridato , essendo nella città , e l’ uomo , perchè avrà violata la pudicizia della moglie del suo prossimo . E così togli via il male del mezzo di te . Ma , se l’ uomo trova su per li campi una fanciulla sposa , e la prende a forza , e giace con lei ; muoia sol l’ uomo che sarà giaciuto con lei . Ma non far nulla alla fanciulla ; ella non vi ha colpa degna di morte ; perciocchè questo fatto è tale , come se alcuno si levasse contro al suo prossimo , e l’ uccidesse . Perciocchè avendo egli trovata quella fanciulla sposa su per li campi , benchè ella abbia gridato , niuno l’ ha salvata . Quando alcuno troverà una fanciulla vergine , che non sia sposa , e la prenderà , e giacerà con lei , e saranno trovati ; dia l’ uomo che sarà giaciuto con la fanciulla cinquanta sicli d’ argento al padre di essa , e siagli colei moglie , perciocchè egli l’ ha sverginata ; non possala rimandar giammai in tempo di vita sua . Non prenda alcuno la moglie di suo padre , e non iscopra il lembo di suo padre . NON entri nella raunanza del Signore alcuno che abbia i testicoli infranti o tagliati . Niuno nato di pubblica meretrice entri nella raunanza del Signore ; niuno de’ suoi fino alla decima generazione , entri nella raunanza del Signore . L’ Ammonita , nè il Moabita , non entri nella raunanza del Signore ; niuno dei lor discendenti in perpetuo , fino alla decima generazione , entri nella raunanza del Signore . Perciocchè non vennero incontro a voi con pane e con acqua , nel cammino , quando usciste di Egitto ; e perchè essi condussero per prezzo contro a voi Balaam , figliuolo di Beor , di Petor di Mesopotamia , per maledirvi . Ma il Signore Iddio tuo non volle ascoltar Balaam ; anzi il Signore Iddio tuo ti rivolse la maledizione in benedizione ; perciocchè il Signore Iddio tuo ti ama . Non procacciar giammai , in tempo di vita tua , la pace o il bene loro . Non abbominar l’ Idumeo ; conciossiachè egli sia tuo fratello ; non abbominar l’ Egizio ; conciossiachè tu sii stato forestiere nel suo paese . La terza generazione de’ figliuoli che nasceranno loro potrà entrar nella raunanza del Signore . QUANDO tu uscirai in guerra contro a’ tuoi nemici , guardati d’ ogni mala cosa . Se nel mezzo di te vi è alcuno che sia immondo per alcun accidente notturno , esca fuor del campo , e non entri dentro al campo ; e in sul far della sera lavisi con acqua ; e poi , come il sole sarà tramontato , egli potrà rientrar dentro al campo . Abbi parimente un luogo fuor del campo , al quale tu esca per li tuoi bisogni . E abbi fra i tuoi arredi un piuolo , col quale , quando ti assetterai fuori , tu faccia un buco in terra , e poi ricopri il tuo scremento . Conciossiachè il Signore Iddio tuo cammini nel mezzo del tuo campo , per salvarti , e per mettere in tuo potere i tuoi nemici ; perciò sia il tuo campo santo ; e fa’ ch’ egli non vegga alcuna bruttura in te , onde egli si rivolga indietro da te . NON dare il servo che sarà scampato a te d’ appresso al suo signore , in man del suo signore . Dimori appresso di te , nel mezzo di te , nel luogo ch’ egli avrà scelto , in qualunque delle tue città gli aggraderà ; non fargli violenza . Non siavi alcuna meretrice d’ infra le figliuole d’ Israele ; parimente non siavi alcun cinedo d’ infra i figliuoli d’ Israele . Non recar dentro alla Casa del Signore Iddio tuo , per alcun voto , il guadagno della meretrice , nè il prezzo del cane ; perciocchè amendue son cosa abbominevole al Signore Iddio tuo . Non prestare ad usura al tuo fratello , nè danari , nè vittuaglia , nè cosa alcuna che si presta ad usura . Presta ad usura allo straniere , ma non al tuo fratello ; acciocchè il Signore Iddio tuo ti benedica in tutto ciò a che metterai la mano , nel paese nel quale tu entri per possederlo . Quando tu avrai votato un voto al Signore Iddio tuo , non indugiar d’ adempierlo ; perciocchè il Signore Iddio tuo per certo te ne ridomanderebbe conto , e vi sarebbe peccato in te . E se pur tu ti astieni di far voto , non vi sarà peccato in te . Osserva , e fa’ ciò che ti sarà uscito delle labbra , secondo che volontariamente tu avrai votato al Signore Iddio tuo , come avrai pronunziato con la tua bocca . Quando tu entrerai nella vigna del tuo prossimo , potrai a tua voglia mangiarne dell’ uve a sazietà ; ma non riporne nel tuo vasello . Quando tu entrerai per mezzo le biade del tuo prossimo , potrai svellerne delle spighe con la mano ; ma non metter la falce nelle biade del tuo prossimo . QUANDO alcuno avrà presa moglie , e sarà abitato con lei ; se poi ella non gli aggrada , perchè egli avrà trovata in lei alcuna cosa brutta ; scrivale il libello del ripudio , e diaglielo in mano ; e così mandila fuor di casa sua . E s’ ella , essendo uscita di casa di colui , e andatasene , si marita ad un altro uomo ; e quest’ ultimo marito prende ad odiarla , e le scrive il libello del ripudio , e glielo dà in mano , e la manda fuor di casa sua ; ovvero , quest’ ultimo marito , che se l’ avea presa per moglie , muore ; non possa il suo primiero marito , il qual l’ avea mandata via , tornare a prenderla per essergli moglie , dopo che avrà fatto ch’ ella si sia contaminata ; perchè ciò è cosa abbominevole nel cospetto del Signore ; e non far sì che il paese che il Signore Iddio tuo ti dà in eredità , sia reo di peccato . Quando alcuno avrà presa novellamente moglie , non vada alla guerra , e non siagli imposto affare alcuno ; stia esente in casa sua un anno , e sollazzi la sua moglie ch’ egli avrà presa . NON prenda alcuno in pegno macine , non pur la mola disopra ; perciocchè egli prenderebbe in pegno la vita del suo prossimo . Quando si troverà alcuno che abbia rubato un uomo d’ infra i suoi fratelli , figliuoli d’ Israele , e ne abbia fatto traffico , e l’ abbia venduto , muoia quel ladro ; e togli il mal del mezzo di te . Prendi guardia alla piaga della lebbra , per osservar diligentemente di far secondo tutto ciò che i sacerdoti Leviti vi avranno insegnato ; prendete guardia di fare come io ho loro comandato . Ricordati di ciò che il Signore Iddio tuo fece a Maria , nel cammino , dopo che foste usciti di Egitto . Quando tu farai alcun presto al tuo prossimo , non entrare in casa sua , per prender pegno da lui . Stattene fuori , e portiti colui , al qual tu farai il presto , il pegno fuori . E s’ egli è povero uomo , non ti porre a giacere , avendo ancora il suo pegno . Del tutto rendigli il pegno , al tramontar del sole ; acciocchè egli possa giacer ne’ suoi panni , e ti benedica ; e ciò ti sarà giustizia nel cospetto del Signore Iddio tuo . Non fraudare il mercenario povero e bisognoso , chi ch’ egli si sia de’ tuoi fratelli , o de’ forestieri che saranno nel tuo paese , dentro alle tue porte . Dagli il suo premio al suo giorno , e non tramonti il sole avanti che tu gliel’ abbia dato ; conciossiachè egli sia povero , e che l’ anima sua s’ erga a quello ; acciocchè egli non gridi contro a te al Signore , e non vi sia in te peccato . Non facciansi morire i padri per li figliuoli , nè i figliuoli per li padri ; facciasi morir ciascuno per lo suo proprio peccato . NON pervertire la ragione del forestiere , nè dell’ orfano ; e non prender in pegno i panni della vedova . E ricordati che tu sei stato servo in Egitto , e che il Signore Iddio tuo te ne ha riscosso ; perciò io ti comando che tu faccia questo . Quando tu avrai mietuta la tua ricolta nel tuo campo , e avrai dimenticata alcuna menata nel campo , non tornare indietro per prenderla ; sia per lo forestiere , per l’ orfano , e per la vedova ; acciocchè il Signore Iddio tuo ti benedica in tutta l’ opera delle tue mani . Quando tu avrai scossi i tuoi ulivi , non ricercare a ramo a ramo ciò che vi sarà rimasto dietro a te ; sia per lo forestiere , per l’ orfano , e per la vedova . Quando tu avrai vendemmiata la tua vigna , non raspollare i grappoli rimasti dietro a te ; sieno per lo forestiere , per l’ orfano , e per la vedova . E ricordati che tu sei stato servo nel paese di Egitto ; per ciò io ti comando che tu faccia questo . QUANDO vi sarà lite fra alcuni , ed essi verranno in giudicio , giudichinli i Giudici , e giustifichino il giusto , e condannino il reo . E se il reo ha meritato d’ esser battuto , faccialo il giudice gittare in terra , e battere in sua presenza , secondo il merito del suo misfatto , a certo numero di battiture . Facciagli dare quaranta battiture , e non più ; che talora , se continuasse a fargli dare una gran battitura oltre a questo numero , il tuo fratello non fosse avvilito nel tuo cospetto . Non metter la museruola in bocca al bue , mentre trebbia . QUANDO alcuni fratelli dimoreranno insieme , e un d’ essi morrà senza figliuoli , non maritisi la moglie del morto fuori ad un uomo strano ; il suo cognato venga da lei , e prendasela per moglie , e sposila per ragion di cognato . E il primogenito ch’ ella partorirà , nasca a nome del fratello morto del marito ; acciocchè il suo nome non sia spento in Israele . E se non aggrada a quell’ uomo di prender la sua cognata , vada la sua cognata alla porta , agli Anziani , e dica : Il mio cognato ricusa di suscitar nome al suo fratello in Israele ; egli non vuole sposarmi per ragion di cognato . Allora gli Anziani della sua città lo chiamino , e parlino a lui ; e s’ egli , presentatosi , dice : E’ non mi aggrada di prenderla ; accostiglisi la sua cognata , nel cospetto degli Anziani , e traggagli del piè il suo calzamento , e sputigli nel viso . Poi protesti , e dica : Così sarà fatto all’ uomo che non edificherà la casa del suo fratello . E gli sarà posto nome in Israele : La casa dello scalzato . Quando alcuni contenderanno insieme l’ un contro all’ altro , e la moglie dell’ uno si accosterà per liberare il suo marito dalla man di colui che lo percuote , e stenderà la mano , e lo prenderà per le sue vergogne , mozzale la mano ; l’ occhio tuo non le perdoni . NON aver nel tuo sacchetto peso e peso ; grande e piccolo . Non avere in casa efa ed efa ; grande e piccolo . Abbi peso intiero e giusto ; e parimente efa intiero e giusto ; acciocchè i tuoi giorni sieno prolungati sopra la terra che il Signore Iddio tuo ti dà . Perciocchè chiunque fa cotali cose , chiunque fa iniquità , è in abbominio al Signore Iddio tuo . RICORDATI di ciò che ti fece Amalec nel cammino , dopo che voi foste usciti di Egitto ; come egli ti venne ad incontrare nel cammino , e alla coda percosse tutte le persone deboli che venivano dietro a te , essendo tu stanco e affaticato ; e non temette Iddio . Perciò , quando il Signore Iddio tuo ti avrà data requie da tutti i tuoi nemici d’ ogn’ intorno , nel paese che il Signore Iddio tuo ti dà in eredità per possederlo ; spegni la memoria di Amalec disotto al cielo ; non dimenticarlo . ORA , quando tu sarai entrato nel paese che il Signore Iddio tuo ti dà in eredità , e lo possederai , e vi abiterai ; prendi delle primizie di tutti i frutti della terra , che tu fai nascer dalla terra che il Signore Iddio tuo di dà ; e mettile in un paniere , e va’ al luogo che il Signore Iddio tuo avrà scelto per istanziar quivi il suo Nome . E vieni al Sacerdote che sarà in que’ giorni , e digli : Io fo oggi pubblica riconoscenza al Signore Iddio tuo di ciò che io sono entrato nel paese , del quale il Signore avea giurato a’ nostri padri ch’ egli ce lo darebbe . Poi prenda il sacerdote dalla tua mano quel paniere , e ripongalo davanti all’ altare del Signore Iddio tuo . Appresso prendi a dire davanti al Signore Iddio tuo : Il padre mio era un misero Siro , e discese in Egitto con poca gente , e dimorò quivi come straniere , e quivi divenne una nazione grande , e potente , e numerosa . E gli Egizj ci trattarono male , e ci afflissero e c’ imposero una dura servitù . E noi gridammo al Signore Iddio de’ nostri padri ; e il Signore esaudì la vostra voce , e riguardò alla nostra afflizione , e al nostro travaglio , e alla nostra oppressione ; e ci trasse fuor di Egitto con potente mano , e con braccio steso , e con grande spavento , e con miracoli , e con prodigi ; e ci ha condotti in questo luogo , e ci ha dato questo paese , paese stillante latte e miele . Ora dunque , ecco , io ho recate le primizie de’ frutti della terra , che tu , Signore , m’ hai data . E posa quel paniere davanti al Signore Iddio tuo , e adora davanti al Signore Iddio tuo ; e rallegrati di tutto il bene , che il Signore Iddio tuo avrà dato a te , e alla tua casa , tu , e il Levita , e il forestiere che sarà nel mezzo di te . Quando tu avrai finito di levar tutte le decime della tua entrata , nel terzo anno , che è l’ anno delle decime , e le avrai date al Levita , al forestiere , all’ orfano , ed alla vedova , ed essi le avranno mangiate dentro alle tue porte , e si saranno saziati ; allora di’ nel cospetto del Signore Iddio tuo : Io ho tolto di casa mia ciò ch’ è sacro , e anche l’ ho dato al Levita , e al forestiere , e all’ orfano , e alla vedova , interamente secondo il tuo comandamento che tu mi hai fatto ; io non ho trapassati i tuoi comandamenti , e non li ho dimenticati . Io non ne ho mangiato nel mio cordoglio , e non ne ho tolto nulla , per impiegarlo in uso immondo , e non ne ho dato nulla per alcun morto ; io ho ubbidito alla voce del Signore Iddio mio ; io ho fatto interamente come tu m’ hai comandato . Riguarda dall’ abitacolo della tua santità , dal cielo , e benedici il tuo popolo Israele , e la terra che tu ci hai data , come tu giurasti a’ nostri padri , terra stillante latte e miele . Oggi ti comanda il Signore Iddio tuo di mettere in opera questi statuti e queste leggi ; osservale adunque , e mettile in opera , con tutto il cuor tuo , e con tutta l’ anima tua . Oggi hai stipulato col Signore , ch’ egli ti sarebbe Dio , e che tu cammineresti nelle sue vie , e osserveresti i suoi statuti , e i suoi comandamenti , e le sue leggi , e ubbidiresti alla sua voce . E il Signore altresì ha stipulato con te , che tu gli saresti un popolo peculiare , come egli te ne ha parlato , e che tu osserveresti tutti i suoi comandamenti ; e ch’ egli ti farebbe eccelso sopra tutte le nazioni ch’ egli ha create , e ti metterebbe in laude , in fama , ed in gloria ; e che tu saresti un popolo santo al Signore Iddio tuo ; come egli ne ha parlato . OR Mosè , con gli Anziani d’ Israele , comandò e disse al popolo : Osservate tutti i comandamenti i quali oggi vi do . E nel giorno che sarete passati il Giordano , per entrar nel paese che il Signore Iddio vostro vi dà , rizzati delle grandi pietre , e smaltale con calcina . E scrivi sopra esse tutte le parole di questa Legge , dopo che tu sarai passato , per entrar nel paese che il Signore Iddio tuo ti dà , paese stillante latte e miele ; siccome il Signore Iddio de’ tuoi padri te ne ha parlato . Quando adunque sarete passati il Giordano , rizzatevi queste pietre , le quali oggi vi comando , nel monte di Ebal ; e smaltatele con calcina . Edifica ancora quivi un altare al Signore Iddio tuo , un altar di pietre ; non far passare ferro sopra esse . Edifica l’ altare del Signore Iddio tuo di pietre intiere ; e offerisci sopra esso olocausti al Signore Iddio tuo . Sacrifica ancora quivi sacrificii da render grazie ; e mangia , e rallegrati davanti al Signore Iddio tuo . E scrivi sopra quelle pietre tutte le parole di questa Legge chiaramente e bene . Mosè ancora , co’ sacerdoti Leviti , parlò a tutto Israele , dicendo : Attendi , e ascolta , Israele : Oggi tu sei divenuto popolo del Signore Iddio tuo . Ubbidisci adunque alla voce del Signore Iddio tuo , e metti in opera i suoi comandamenti , e i suoi statuti , i quali oggi ti do . Mosè ancora in quello stesso giorno comandò , e disse al popolo : Gli uni d’ infra voi stieno sopra il monte di Gherizim , per benedire il popolo quando sarete passati il Giordano ; cioè , le tribù di Simeone , di Levi , di Giuda , d’ Issacar , di Giuseppe , e di Beniamino ; e gli altri stieno sopra il monte di Ebal , per pronunziar la maledizione ; cioè , le tribù di Ruben , di Gad , di Aser , di Zabulon , di Dan , e di Neftali . E parlino i Leviti , e dicano ad alta voce a tutti gl’ Israeliti : Maledetto sia l’ uomo che avrà fatta scultura , o statua di getto , che è cosa abbominevole al Signore , opera di man di artefice , e l’ avrà riposta in luogo occulto . — E risponda tutto il popolo , e dica : Amen . Maledetto sia chi sprezza suo padre o sua madre . — E dica tutto il popolo : Amen . Maledetto sia chi muove i termini del suo prossimo . — E tutto il popolo dica : Amen . Maledetto sia chi trasvia il cieco . — E tutto il popolo dica : Amen . Maledetto sia chi pervertisce la ragione del forestiere , dell’ orfano , e della vedova . — E tutto il popolo dica : Amen . Maledetto sia chi giace con la moglie di suo padre ; perciocchè egli scopre il lembo di suo padre . — E tutto il popolo dica : Amen . Maledetto sia chi si congiugne con alcuna bestia . — E tutto il popolo dica : Amen . Maledetto sia chi giace con la sua sorella , figliuola di suo padre , o figliuola di sua madre . — E tutto il popolo dica : Amen . Maledetto sia chi giace con la sua suocera . — E tutto il popolo dica : Amen . Maledetto sia chi uccide il suo prossimo in occulto . — E tutto il popolo dica : Amen . Maledetto sia chi prende presente , per far morir l’ innocente . — E tutto il popolo dica : Amen . Maledetto sia chi non avrà attenute le parole di questa Legge , per metterle in opera . — E tutto il popolo dica : Amen . ORA egli avverrà , se pur tu ubbidisci alla voce del Signore Iddio tuo , per osservar di mettere in opera tutti i suoi comandamenti , i quali oggi ti do , che il Signore ti farà eccelso sopra tutte le nazioni della terra . E tutte queste benedizioni verranno sopra te e ti giugneranno ; perciocchè tu avrai ubbidito alla voce del Signore Iddio tuo . Tu sarai benedetto nella città ; tu sarai ancora benedetto ne’ campi . Il frutto del tuo seno sarà benedetto , e il frutto della tua terra , e il frutto del tuo bestiame ; i parti delle tue vacche e le gregge delle tue pecore . Il tuo paniere sarà benedetto , e la tua madia . Tu sarai benedetto nel tuo entrare , e benedetto nel tuo uscire . Il Signore metterà i tuoi nemici che si saran levati contro a te , in rotta e sconfitta davanti a te ; per una via usciranno contro a te , e per sette vie fuggiranno d’ innanzi a te . Il Signore ordinerà alla benedizione ch’ ella sia teco , ne’ tuoi granai , e in tutto ciò a che metterai la mano ; e ti benedirà nella terra che il Signore Iddio tuo ti dà . Il Signore ti stabilirà per essergli un popol santo , come egli ti ha giurato ; quando tu osserverai i comandamenti del Signore Iddio tuo , e camminerai nelle sue vie . E tutti i popoli della terra vedranno che voi portate il Nome del Signore ; e temeranno di te . E il Signore Iddio tuo ti farà abbondare in beni , nel frutto del tuo seno , nel frutto del tuo bestiame , e nel frutto della tua terra , nel paese del quale egli giurò a’ tuoi padri , ch’ egli te lo darebbe . Il Signore ti aprirà il suo buon tesoro , il cielo , per dare alla tua terra la sua pioggia al suo tempo , e per benedir tutta l’ opera delle tue mani ; e tu presterai a molte genti , e non prenderai nulla in presto . Il Signore ti metterà in capo , e non in coda ; e non sarai giammai se non al disopra , e non al disotto ; quando tu ubbidirai a’ comandamenti del Signore Iddio tuo , i quali oggi ti do , per osservarli , e per metterli in opera ; e non ti rivolgerai nè a destra nè a sinistra , d’ alcuna delle cose che io ti comando oggi , per andar dietro ad altri dii , per servirli . Ma , se tu non ubbidisci alla voce del Signore Iddio tuo , per osservar di mettere in opera tutti i suoi comandamenti , e i suoi statuti , i quali oggi ti do ; egli avverrà che tutte queste maledizioni verranno sopra te , e ti giungeranno . Tu sarai maledetto nella città , sarai ancora maledetto ne’ campi . Il tuo paniere sarà maledetto , e la tua madia . Il frutto del tuo seno sarà maledetto , e il frutto della tua terra ; i parti delle tue vacche , e le gregge delle tue pecore . Tu sarai maledetto nel tuo entrare , e maledetto nel tuo uscire . Il Signore manderà contro a te la maledizione , la dissipazione , e la perdizione , in ogni cosa alla quale tu metterai la mano , e la qual tu farai ; finchè tu sii distrutto , e perito subitamente , per la malvagità dei tuoi fatti ; perciocchè tu mi avrai abbandonato . Il Signore farà che la mortalità s’ attaccherà a te , finchè ti abbia consumato d’ in su la terra , nella qual tu entri per possederla . Il Signore ti percoterà di tisichezza , e d’ arsura , e di febbre , e d’ infiammazione ; d’ aridità , e di nebbia , e di rubiggine ; che ti perseguiranno , finchè tu sii perito . E il tuo cielo , che sarà sopra il tuo capo , sarà di rame ; e la terra , che sarà sotto di te , sarà di ferro . Il Signore manderà alla tua terra , in luogo di pioggia , polvere e cenere , la quale caderà sopra te dal cielo , finchè tu sii sterminato . Il Signore ti metterà in rotta e sconfitta davanti a’ tuoi nemici ; per una via tu uscirai contro a loro , e per sette vie fuggirai d’ innanzi a loro ; e sarai agitato per tutti i regni della terra . E i tuoi corpi morti saranno per pasto a ogni uccello del cielo , e alle bestie della campagna , senza che alcuno le spaventi . Il Signore ti percoterà dell’ ulcere di Egitto , di morici , e di scabbia , e di pizzicore , onde tu non potrai guarire . Il Signore ti percoterà di smania , e di cecità , e di sbigottimento di cuore . E andrai a tastone nel mezzodì , come il cieco va a tastone nell’ oscurità , e non prospererai nelle tue vie ; e del continuo non sarai se non oppressato e rubato ; e non vi sarà alcuno che ti salvi . Tu sposerai moglie , e un altro si giacerà con lei ; tu edificherai case , ma non vi abiterai dentro ; tu pianterai vigne , e non ne coglierai il frutto per uso tuo comune . Il tuo bue sarà ammazzato nel tuo cospetto , e tu non ne mangerai ; il tuo asino sarà rapito d’ innanzi a te , e non ti sarà renduto ; le tue pecore saranno date a’ tuoi nemici , e non vi sarà alcuno che te le riscuota . I tuoi figliuoli e le tue figliuole saranno date ad un popolo straniere ; e gli occhi tuoi lo vedranno , e verranno meno del continuo dietro a loro , e non avrai alcuna forza nelle mani . Un popolo che tu non avrai conosciuto mangerà il frutto della tua terra , e tutta la tua fatica ; e del continuo non sarai se non oppressato e conquassato . E tu diventerai forsennato per le cose che vedrai con gli occhi . Il Signore ti percoterà d’ ulcera maligna in su le ginocchia , e in su le coscie , onde tu non potrai guarire ; anzi dalla pianta del piè fino alla sommità della testa . Il Signore farà camminar te e il tuo re che tu avrai costituito sopra te , ad una nazione , le qual nè tu nè i tuoi padri non avrete conosciuta ; e quivi servirai a dii stranieri , al legno ed alla pietra . E sarai in istupore , in proverbio , e in favola fra tutti i popoli , dove il Signore ti avrà condotto . Tu recherai sementa assai al campo , e raccoglierai poco ; perciocchè le locuste la consumeranno . Tu pianterai vigne , e le lavorerai , e non ne berrai il vino , anzi non pure ne coglierai il frutto ; perciocchè i vermini lo mangeranno . Tu avrai degli ulivi in tutte le tue contrade , ma tu non ti ungerai d’ olio ; perciocchè i tuoi ulivi perderanno il lor frutto . Tu genererai figliuoli e figliuole , ma non saranno tuoi ; perciocchè andranno in cattività . I grilli diserteranno tutti i tuoi alberi , e il frutto della tua terra . Il forestiere che sarà nel mezzo di te sarà innalzato ben alto sopra te , e tu sarai abbassato ben basso . Egli presterà a te , e tu non presterai a lui ; egli sarà in capo , e tu in coda . E tutte queste maledizioni verranno sopra te e ti perseguiranno , e ti giungeranno , finchè tu sii distrutto ; perciocchè tu non avrai ubbidito alla voce del Signore Iddio tuo , per osservare i suoi comandamenti , e i suoi statuti , ch’ egli ti ha dati . E saranno in te , e nella tua progenie in perpetuo , per segno e per prodigio . Perciocchè tu non avrai servito al Signore Iddio tuo allegramente , e di buon cuore , per l’ abbondanza di ogni cosa . E servirai a’ tuoi nemici , che il Signore avrà mandati contro a te , con fame , e con sete , e con nudità , e con mancamento d’ ogni cosa ; ed essi metteranno un giogo di ferro sopra il tuo collo , finchè t’ abbiano distrutto . Il Signore farà muovere una gente contro a te di lontano , dall’ estremità della terra , a guisa che vola l’ aquila ; una gente , della quale tu non intenderai il linguaggio ; una gente sfacciata , la qual non avrà riguardo alla persona del vecchio , e non avrà mercè del fanciullo ; e mangerà il frutto del tuo bestiame , e il frutto della tua terra , finchè tu sii distrutto ; e non ti lascerà di resto nè frumento , nè mosto , nè olio , nè figli delle tue vacche , nè gregge delle tue pecore ; finchè t’ abbia fatto perire . E ti assedierà in tutte le tue città , finchè le tue alte e forti mura , nelle quali tu ti sarai fidato in tutto il tuo paese , caggiano a terra ; anzi ti assedierà dentro a tutte le tue porte , in tutto il tuo paese che il Signore Iddio tuo ti avrà dato . E tu mangerai il frutto del tuo seno , la carne de’ tuoi figliuoli , e delle tue figliuole , che il Signore Iddio tuo ti avrà date , nell’ assedio , e nella distretta , della quale i tuoi nemici ti stringeranno . L’ occhio del più morbido e delicato uomo fra voi sarà maligno inverso il suo fratello , e inverso la moglie del suo seno , e inverso il rimanente de’ suoi figliuoli ch’ egli avrà riserbati ; per non dare ad alcun di loro nulla della carne degli altri suoi figliuoli , la quale egli mangerà ; perciocchè non gli sarà rimasto nulla nell’ assedio , e nella distretta , della quale i tuoi nemici ti stringeranno dentro a tutte le tue porte . L’ occhio della più morbida e delicata donna fra voi , la quale non si sarebbe pure attentata di posar la pianta del piede in terra , per delicatezza e morbidezza , sarà maligno inverso il marito del suo seno , e inverso il suo figliuolo , e inverso la sua figliuola ; e ciò , per la secondina che le uscirà d’ infra le gambe , e per li suoi figliuoli che partorirà ; perciocchè ella li mangerà di nascosto per mancamento d’ ogni cosa , nell’ assedio e nella distretta , della quale il tuo nemico ti stringerà dentro alle tue porte . Se tu non osservi di mettere in opera tutte le parole di questa Legge , che sono scritte in questo Libro , per temer questo Nome glorioso e tremendo , il Signore Iddio tuo , il Signore percoterà te e la tua progenie di battiture strane , grandi e durabili ; e di malattie malvage e durabili . E farà ritornar sopra te tutti i languori di Egitto , de’ quali tu hai avuta paura ; ed essi si attaccheranno a te . Il Signore ti farà eziandio venire addosso ogni altra infermità e piaga , che non è scritta nel Libro di questa Legge ; finchè tu sii distrutto . E voi resterete poca gente , là dove per addietro sarete stati come le stelle del cielo , in moltitudine ; perciocchè tu non avrai ubbidito alla voce del Signore Iddio tuo . E avverrà che , siccome il Signore si sarà rallegrato in voi , facendovi del bene , e moltiplicandovi ; così si rallegrerà in voi , facendovi perire , e distruggendovi ; e sarete divelti d’ in su la terra , nella quale tu entri per possederla . E il Signore ti dispergerà fra tutti i popoli , da uno estremo della terra all’ altro estremo ; e quivi servirai ad altri dii , i quali nè tu , nè i tuoi padri , non avete conosciuti ; al legno ed alla pietra . Ancora fra quelle genti non avrai alcuna requie , e la pianta del tuo piè non avrà alcun riposo ; e il Signore vi darà quivi un cuor tremante , e consumamento d’ occhi , e doglia d’ animo . E la tua vita ti starà dirimpetto in pendente ; e sarai in ispavento notte e giorno ; e non sarai sicuro della tua vita . La mattina tu dirai : Oh ! fosse pur sera ! e la sera dirai : Oh ! fosse pur mattina ! per lo spavento del tuo cuore , del quale sarai spaventato , e per le cose che vedrai con gli occhi . E il Signore ti farà ritornare in Egitto , per navi , per far viaggio nel paese , del quale io ti ho detto : Mai più non lo vedrai . E quivi voi vi venderete a’ vostri nemici per servi e per serve , e non vi sarà chi vi comperi . QUESTE son le parole del patto , che il Signore comandò a Mosè di fare co’ figliuoli d’ Israele nel paese di Moab ; oltre al patto ch’ egli avea fatto con loro in Horeb . Mosè adunque chiamò tutto Israele , e disse loro : Voi avete veduto tutto quello che il Signore ha fatto davanti agli occhi vostri , nel paese di Egitto , a Faraone , e a tutti i suoi servitori , e a tutto il suo paese ; le prove grandi che gli occhi tuoi hanno vedute , que’ miracoli e gran prodigi . Or il Signore , infino a questo giorno , non vi ha dato cuor da conoscere , nè occhi da vedere , nè orecchi da intendere . E io v’ ho condotti quarant’ anni per lo deserto ; i vostri vestimenti non vi si son logorati addosso , e il vostro calzamento non s’ è logorato ne’ vostri piedi . Voi non avete mangiato pane , nè bevuto vino , nè cervogia ; acciocchè conosceste ch’ io sono il Signore Iddio vostro . Alla fine voi siete giunti in questo luogo ; e Sihon , re di Hesbon , e Og , re di Basan , sono usciti incontro a noi in battaglia , e noi li abbiamo sconfitti ; e abbiam preso il lor paese , e l’ abbiam dato in eredità a’ Rubeniti , e a’ Gaditi , e alla mezza tribù di Manasse . Osservate adunque le parole di questo patto , e mettetele in opera ; acciocchè facciate prosperar tutto ciò che farete . Oggi voi comparite tutti davanti al Signore Iddio vostro , i vostri Capi , le vostre tribù , i vostri Anziani , e i vostri Ufficiali , e tutti gli uomini d’ Israele ; i vostri piccoli fanciulli , le vostre mogli , e il tuo forestiere che è nel mezzo del tuo campo , fino a colui che ti taglia le legne , e colui che ti attigne l’ acqua ; per entrar nel patto del Signore Iddio tuo , e nel suo giuramento , il quale il Signore Iddio tuo fa oggi teco ; per istabilirti oggi per suo popolo , e acciocchè egli ti sia Dio , com’ egli te n’ ha parlato , e com’ egli giurò a’ tuoi padri , ad Abrahamo , a Isacco , e a Giacobbe . Or io non fo questo patto , e questo giuramento , con voi soli ; anzi , tanto con chi è qui con noi , e comparisce oggi davanti al Signore Iddio nostro , quanto con chi non è oggi qui con noi ; perciocchè voi sapete come siamo dimorati nel paese di Egitto , e come siamo passati per mezzo le nazioni , per le quali siete passati . E avete vedute le loro abbominazioni , e i loro idoli di legno , di pietra , d’ argento , e d’ oro , che sono appresso di loro . Guardatevi , che non sia fra voi uomo , o donna , o famiglia , o tribù , il cui cuore si rivolga oggi indietro dal Signore Iddio nostro , per andare a servire agl’ iddii di quelle nazioni ; che non vi sia fra voi radice alcuna che produca tosco ed assenzio ; e che non avvenga che , avendo alcuno udite le parole di questo giuramento , si benedica nel cuor suo , dicendo : Io avrò pace , benchè io cammini secondo la pravità del mio cuore ; per aggiungere ebbrezza alla sete . Il Signore non vorrà perdonargli ; anzi allora , l’ ira del Signore e la sua gelosia fumeranno contro a quell’ uomo ; e tutte l’ esecrazioni scritte in questo Libro si poseranno sopra lui ; e il Signore cancellerà il suo nome disotto al cielo . E il Signore lo separerà d’ infra tutte le tribù d’ Israele , a male ; secondo tutte l’ esecrazioni del patto scritto in questo Libro della Legge . Onde la generazione futura , i vostri figliuoli che sorgeranno dopo voi , e il forestiere che verrà di paese lontano diranno , quando vedranno le piaghe di questo paese , e le sue infermità , delle quali il Signore l’ avrà afflitto ; e che tutta la terra di esso sarà solfo , salsuggine ed arsura ; e che non sarà seminata , e che non produrrà nulla , e che non vi crescerà alcuna erba : qual fu la sovversione di Sodoma , di Gomorra , di Adma e di Seboim ; le quali il Signore sovvertì nella sua ira , e nel suo cruccio ; anzi pur tutte le nazioni diranno : Perchè ha fatto il Signore così a questo paese ? quale è l’ ardor di questa grand’ ira ? E si dirà : Perciocchè hanno abbandonato il patto del Signore Iddio de’ lor padri il quale egli avea fatto con loro , quando li ebbe tratti fuor del paese di Egitto ; e sono andati , e hanno servito ad altri dii , e li hanno adorati ; dii , i quali essi non aveano conosciuti ; e i quali il Signore non avea lor dati per parte . Laonde l’ ira del Signore si è accesa contro a questo paese , per far venir sopra esso tutte le maledizioni scritte in questo Libro ; e il Signore li ha stirpati d’ in su la lor terra , con ira , con cruccio e con grande indegnazione ; e li ha cacciati in un altro paese come oggi appare . Le cose occulte sono per lo Signore Iddio nostro ; ma le rivelate sono per noi , e per li nostri figliuoli , in perpetuo ; acciocchè mettiamo in opera tutte le parole di questa Legge . OR avverrà che , dopo che tutte queste cose , la benedizione e la maledizione , le quali io ho poste davanti a te , saranno venute sopra te ; e tu te le ridurrai a mente fra tutte le genti dove il Signore Iddio ti avrà sospinto ; e ti convertirai al Signore Iddio tuo , e ubbidirai alla sua voce , tu , e i tuoi figliuoli , con tutto il tuo cuore , e con tutta l’ anima tua , interamente come io ti comando oggi ; il Signore Iddio tuo altresì ti ricondurrà di cattività , e avrà pietà di te , e tornerà a raccoglierti d’ infra tutti i popoli , fra’ quali il Signore Iddio tuo ti avrà disperso . Avvegnachè tu fossi stato sospinto all’ estremità del cielo , pure il Signore Iddio tuo ti raccoglierà di là , e ti prenderà di là . E il Signore Iddio tuo ti condurrà nel paese , che i tuoi padri avranno posseduto , e tu lo possederai ; ed egli ti farà del bene , e ti accrescerà più che i tuoi padri . E il Signore Iddio tuo circonciderà il tuo cuore , e il cuore della tua progenie ; acciocchè tu ami il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore , e con tutta l’ anima tua , affinchè tu viva . E il Signore Iddio tuo metterà tutte queste esecrazioni sopra i tuoi nemici , e sopra quelli che ti odieranno , i quali ti avranno perseguitato . Così , quando tu ti sarai convertito , e ubbidirai alla voce del Signore , e metterai in opera tutti i suoi comandamenti , i quali oggi ti do , il Signore Iddio tuo ti farà abbondare in beni , in ogni opera delle tue mani , nel frutto del tuo seno , e nel frutto del tuo bestiame , e nel frutto della tua terra ; perciocchè il Signore tornerà a rallegrarsi in te a bene , come si rallegrò ne’ tuoi padri . Perciocchè tu ubbidirai alla voce del Signore Iddio tuo , per osservare i suoi comandamenti , e i suoi statuti , scritti in questo Libro della Legge ; dopo che tu ti sarai convertito al Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore , e con tutta l’ anima tua . Conciossiachè questo comandamento , ch’ io ti do oggi , non sia tanto alto che tu nol possa comprendere ; e anche non è lontano . Egli non è nel cielo , perchè tu dica : Chi salirà per noi al cielo , e ce lo recherà , e ce lo farà intendere , acciocchè lo mettiamo in opera ? Parimente non è oltre mare , perchè tu dica : Chi passerà oltre mare per noi , e ce lo recherà , e ce lo farà intendere , acciocchè lo mettiamo in opera ? Anzi questa parola è molto vicina a te ; ella è nella tua bocca e nel tuo cuore , per metterla in opera . Vedi , io pongo oggi davanti a te la vita e il bene ; e la morte e il male . Conciossiachè io ti comandi oggi di amare il Signore Iddio tuo , di camminar nelle sue vie , e di osservare i suoi comandamenti , e i suoi statuti , e le sue leggi ; acciocchè tu viva , e cresca ; e che il Signore Iddio tuo ti benedica , nel paese dove tu entri per possederlo . Ma , se il cuor tuo si rivolge indietro , e se tu non ubbidisci , anzi sei sospinto ad adorare altri dii , e servir loro , io vi annunzio oggi che del tutto perirete , e che non prolungherete i vostri giorni sopra la terra , per entrar nella quale , e per possederla , voi passate il Giordano . Io prendo oggi in testimonio contr’ a voi il cielo e la terra , ch’ io ho posta davanti a voi la vita e la morte ; la benedizione e la maledizione ; eleggete adunque la vita , acciocchè tu viva , tu , e la tua progenie ; amando il Signore Iddio tuo , ubbidendo alla sua voce , e attenendovi a lui conciossiachè egli sia la tua vita , e la lunghezza de’ tuoi giorni ; per abitare in su la terra , della quale il Signore Iddio vostro giurò a’ tuoi padri , ad Abrahamo , ad Isacco , e a Giacobbe , ch’ egli la darebbe loro . POI Mosè andò , e tenne questi ragionamenti a tutto Israele , e disse loro : Io sono oggi d’ età di centovent’ anni ; io non posso più andare e venire ; oltre a ciò , il Signore mi ha detto : Tu non passerai questo Giordano . Il Signore Iddio tuo sarà quel che passerà davanti a te ; esso distruggerà d’ innanzi a te queste nazioni , e tu possederai il lor paese ; Giosuè sarà quel che passerà davanti a voi , come il Signore ne ha parlato . E il Signore farà a quelle , come ha fatto a Sihon , e ad Og , re degli Amorrei , e al lor paese , i quali egli ha distrutti . E il Signore le metterà in vostro potere , e voi farete loro interamente secondo il comandamento che io v’ ho dato . Siate valenti , e fortificatevi ; non temete , e non vi spaventate di loro ; perciocchè il Signore Iddio vostro è quel che cammina teco ; egli non ti lascerà , e non ti abbandonerà . Poi Mosè chiamò Giosuè , e gli disse in presenza di tutto Israele : Sii valente , e fortificati ; perciocchè tu sei quel che entrerai con questo popolo nel paese , del quale il Signore giurò a’ lor padri ch’ egli lo darebbe loro ; e tu lo metterai in possessione di esso . E il Signore è quel che cammina davanti a te ; egli sarà teco , egli non ti lascerà , e non ti abbandonerà ; non temere , e non ispaventarti . POI Mosè scrisse questa legge , e la diede a’ sacerdoti , figliuoli di Levi , i quali portano l’ Arca del Patto del Signore ; e a tutti gli Anziani d’ Israele . E Mosè comandò , e disse loro : In capo d’ ogni settimo anno , nel termine dell’ anno della remissione , nella festa de’ Tabernacoli ; quando tutto Israele sarà venuto per comparir davanti alla faccia del Signore Iddio vostro , nel luogo ch’ egli avrà scelto , leggi questa Legge davanti a tutto Israele , sì ch’ egli l’ oda ; avendo raunato il popolo , gli uomini , e le donne , e i piccoli fanciulli , e il tuo forestiere che sarà dentro alle tue porte ; acciocchè odano , e imparino , e temano il Signore Iddio vostro , e osservino di mettere in opera tutte le parole di questa Legge ; e che i lor figliuoli , i quali non hanno ancora alcuna conoscenza , odano , e imparino a temere il Signore Iddio vostro , tutto il tempo che voi viverete in su la terra , nella quale , passato il Giordano , voi entrate per possederla . E IL Signore disse a Mosè : Ecco , il tempo della tua morte è vicino ; chiama Giosuè , e presentatevi nel Tabernacolo della convenenza ; ed io gli comanderò ciò ch’ egli ha da fare . Mosè adunque e Giosuè andarono , e si presentarono nel Tabernacolo della convenenza . E il Signore apparve nel Tabernacolo , nella colonna della nuvola ; e la colonna della nuvola si fermò in su l’ entrata del Tabernacolo . E il Signore disse a Mosè : Ecco tu sei per giacer in breve co’ tuoi padri ; e questo popolo si leverà , e fornicherà dietro agl’ iddii stranieri del paese , nel quale egli entra ; e mi abbandonerà , e romperà il mio patto che io ho fatto con lui . E in quel giorno l’ ira mia si accenderà contro a lui , e io l’ abbandonerò , e nasconderò da lui la mia faccia , e sarà consumato ; e gran mali ed angosce gli avverranno ; e in quel giorno egli dirà : Questi mali non mi sono eglino avvenuti perchè il Signore non è nel mezzo di me ? E io nasconderò del tutto la mia faccia in quel giorno , per tutto il male ch’ egli avrà fatto ; perciocchè si sarà rivolto ad altri dii . Ora dunque , scrivetevi questo Cantico , ed insegnatelo a’ figliuoli d’ Israele , mettendolo loro in bocca ; acciocchè questo Cantico mi sia per testimonio contro a’ figliuoli d’ Israele . Perciocchè io l’ introdurrò nella terra , la quale io giurai a’ suoi padri , terra stillante latte e miele ; ed egli mangerà , e sarà saziato , e ingrassato ; ed egli si rivolgerà ad altri dii , e servirà loro , e mi dispetterà , e romperà il mio patto . Onde , quando gran mali ed angosce gli saranno avvenute , questo Cantico testimonierà contro a lui in faccia ; perciocchè non sarà dimenticato per non esser più nella bocca della sua progenie ; conciossiachè io conosca la sua natura , ciò ch’ egli fa oggi , innanzi ch’ io l’ abbia introdotto nel paese , ch’ io ho giurato . Mosè adunque scrisse questo Cantico in quel giorno , e l’ insegnò a’ figliuoli d’ Israele . Poi il Signore diede comandamenti a Giosuè , figliuolo di Nun , e gli disse : Sii valente , e fortificati ; perciocchè tu sei quel che introdurrai i figliuoli d’ Israele nel paese che io ho loro giurato ; e io sarò teco . E , dopo che Mosè ebbe finito di scrivere compiutamente le parole di questa Legge in un libro , comandò a’ Leviti , che aveano da portar l’ Arca del Patto del Signore , e disse loro : Prendete questo Libro della Legge , e mettetelo allato all’ Arca del Patto del Signore Iddio vostro ; e sia quivi per testimonio contro a te . Perciocchè io conosco la tua ribellione , e il tuo collo duro ; ecco oggi , essendo io ancora in vita appresso di voi , voi siete stati ribelli contro al Signore ; e quanto più lo sarete dopo la mia morte ? Raunate appresso di me tutti gli Anziani delle vostre tribù , e i vostri Ufficiali , e io pronunzierò , in lor presenza , queste parole , e prenderò in testimonio contro a loro il cielo e la terra . Perciocchè io so che , dopo la mia morte , per certo voi vi corromperete , e vi rivolgerete dalla via ch’ io v’ ho comandata ; onde male vi avverrà nel tempo a venire ; perciocchè avrete fatto ciò che dispiace al Signore , dispettandolo con l’ opera delle vostre mani . Mosè adunque pronunziò da un capo all’ altro le parole di questo Cantico , nella presenza di tutta la raunanza di Israele . CIELI , porgete gli orecchi , ed io parlerò ; Ed ascolti la terra le parole della mia bocca . La mia dottrina stillerà come pioggia , E il mio ragionamento colerà come rugiada ; Come pioggia minuta in su l’ erbetta , E come pioggia a grosse gocciole in su l’ erbe ; Perciocchè io celebrerò il Nome del Signore . Magnificate l’ Iddio nostro . L’ opera della Rocca è compiuta ; Conciossiachè tutte le sue vie sieno dirittura ; Iddio è verità , senza alcuna iniquità ; Egli è giusto e diritto . Esso si è corrotto inverso lui ; Il lor vizio non è di figliuoli suoi ; Egli è una generazione perversa e storta . Popolo stolto , e non savio , è questa la retribuzione che voi fate al Signore ? Non è egli tuo padre , che t’ ha acquistato ? Non è egli quel che ti ha fatto , e ti ha stabilito ? Ricordati de’ giorni antichi ; Considera gli anni dell’ età addietro ; Domandane tuo padre , ed egli te lo dichiarerà ; I tuoi vecchi , ed essi te lo diranno . Quando l’ Altissimo spartiva l’ eredità alle nazioni , Quando egli divideva i figliuoli di Adamo , Egli costituì i confini de’ popoli , Secondo il numero de’ figliuoli d’ Israele . Perciocchè la parte del Signore è il suo popolo ; Giacobbe è la sorte della sua eredità . Egli lo trovò in una terra di deserto , E in un luogo desolato d’ urli di solitudine ; Egli l’ ha menato attorno , egli l’ ha ammaestrato , Egli l’ ha conservato come la pupilla dell’ occhio suo . Come l’ aquila fa muovere la sua nidata , Si dimena sopra i suoi figli , Spande le sue ale , li prende , E li porta sopra le sue penne ; Il Signore solo l’ ha condotto , E con lui non è stato alcun dio strano . Egli l’ ha fatto passare a cavallo sopra gli alti luoghi della terra , Onde egli ha mangiati i frutti de’ campi ; E gli ha ancora dato a suggere il miele dalla rupe , E l’ olio dal macigno ; Il burro delle vacche , e il latte delle pecore , Col grasso degli agnelli , e de’ montoni di Basan , e de’ becchi ; Insieme con la grascia del fior di frumento ; E tu hai bevuto il vin puro , il sugo dell’ uve . Ma Iesurun si è ingrassato , e ha ricalcitrato ; Tu ti sei ingrassato , ingrossato , e coperto di grasso ; Ed egli ha abbandonato Iddio che l’ ha fatto , E ha villaneggiata la Rocca della sua salute . Essi l’ hanno mosso a gelosia con iddii strani , E l’ hanno irritato con abbominazioni . Hanno sacrificato a’ demonii , e non a Dio ; A dii , i quali essi non aveano conosciuti , Dii nuovi , venuti di prossimo , De’ quali i vostri padri non aveano avuta paura . Tu hai dimenticata la Rocca che t’ ha generato , E hai posto in obblio Iddio che t’ ha formato . E il Signore l’ ha veduto , ed è stato sdegnato , Per lo dispetto fattogli da suoi figliuoli e dalle sue figliuole . E ha detto : Io nasconderò da loro la mia faccia , Io vedrò qual sarà il lor fine ; Conciossiachè sieno una generazione perversissima , Figliuoli ne’ quali non v’ è alcuna lealtà . Essi m’ hanno mosso a gelosia per cose che non sono Dio , E m’ hanno provocato a sdegno per le lor vanità ; Io altresì li muoverò a gelosia per un popolo che non è popolo , E li provocherò a sdegno per una gente stolta . Perciocchè un fuoco s’ è acceso nella mia ira . Ed ha arso fino al luogo più basso sotterra , Ed ha consumata la terra e il suo frutto , Ed ha divampati i fondamenti delle montagne . Io accumulerò sopra loro mali sopra mali , E impiegherò contro a loro tutte le mie saette . Saranno arsi di fame , e divorati da carboncelli , E da pestilenza amarissima ; E io manderò contro a loro i denti delle fiere , Insieme col veleno de’ rettili della polvere . La spada dipopolerà di fuori E dentro delle camerette lo spavento ; Giovani e fanciulle , Bambini di poppa e uomini canuti . Io avrei detto : Io li dispergerò per tutti i canti del mondo , e farò venir meno la memoria di loro fra gli uomini ; Se non ch’ io temeva del dispetto del nemico ; Che talora i loro avversari non insuperbissero ; Che talora non dicessero : La nostra mano è stata alta , E il Signore non ha operato tutto questo . Conciossiachè essi sieno una gente perduta di consigli , E non vi sia alcun senno in loro . Oh fossero pur savi , e intendessero queste cose , E considerassero il lor fine ! Come ne perseguirebbe uno mille , E ne metterebbero due in fuga diecimila , Se non fosse che la lor Rocca li ha venduti , E il Signore li ha messi nelle mani de’ lor nemici ? Conciossiachè la lor rocca non sia come la nostra Rocca , E i nostri nemici ne sieno giudici . Perciocchè la lor vigna è stata tolta dalla vigna di Sodoma , E da’ campi di Gomorra ; Le loro uve sono uve di tosco , Hanno i grappi amari . Il lor vino è veleno di dragoni , Crudel veleno d’ aspidi . Questo non è egli riposto appo me , E suggellato ne’ miei tesori ? A me appartiene di far la vendetta , e la retribuzione , Nel giorno che il piè loro vacillerà ; Perciocchè il giorno della lor calamità è vicino , E le cose che son loro apparecchiate si affrettano . Quando il Signore avrà fatto giudicio del suo popolo , Egli si pentirà per l’ amor de’ suoi servitori , Quando egli vedrà che ogni forza sarà venuta meno , E che non vi sarà nè serrato , nè lasciato . E dirà : Ove sono i lor dii ? La Rocca , nella quale si confidavano ? Il grasso de’ sacrificii de’ quali essi mangiavano , E il vino delle cui offerte da spandere essi beveano ; Levinsi eglino , e soccorranvi , E sienvi per ricetto . Vedete ora , che io , io son desso , E che non v’ è alcun Dio meco ; Io fo morire , e rimetto in vita ; Io ferisco , e guarisco ; E non v’ è niuno che possa liberar dalla mia mano . Perciocchè io levo la mano al cielo , E dico : Come io vivo in eterno ; Se io aguzzo la mia folgorante spada , E prendo in mano il giudicio , Io farò la vendetta sopra i miei nemici , E farò la retribuzione a quelli che m’ odiano . Io inebbrierò le mie saette di sangue , E la mia spada divorerà la carne ; Io le inebbrierò del sangue degli uccisi e de’ prigioni , Cominciando dal capo ; con vendette da nemico . Sclamate d’ allegrezza , o nazioni , o suo popolo ; Perciocchè egli farà la vendetta del sangue de’ suoi servitori , E farà retribuzion di vendetta a’ suoi avversari , E sarà propizio alla sua terra , al suo popolo . Mosè adunque , con Hosea , figliuolo di Nun , venne , e pronunziò tutte le parole di questo Cantico , agli orecchi del popolo . E , dopo che Mosè ebbe finito di pronunziar tutte queste parole a tutto Israele , egli disse loro : Mettete il cuor vostro a tutte le parole , le quali oggi io vi protesto , acciocchè insegniate a’ vostri figliuoli di prender guardia di mettere in opera tutte le parole di questa Legge . Conciossiachè non sia una parola vana , della quale non abbiate a curarvi ; anzi è la vita vostra ; e per essa prolungherete i vostri giorni sopra la terra , alla quale , passato il Giordano , andate per possederla . E in quell’ istesso giorno il Signore parlò a Mosè , dicendo : Sali sopra questo monte di Abarim , al monte di Nebo , che è nel paese di Moab , dirincontro a Gerico , e riguarda il paese di Canaan , il quale io do a possedere a’ figliuoli d’ Israele ; e muori sopra il monte al qual tu sali , e sii raccolto a’ tuoi popoli ; come Aaronne , tuo fratello , è morto sul monte di Hor , ed è stato raccolto a’ suoi popoli . Perciocchè voi commetteste misfatto contro a me , nel mezzo de’ figliuoli d’ Israele , alle acque della contesa di Cades , nel deserto di Sin ; perchè voi non mi santificaste nel mezzo de’ figliuoli d’ Israele . Conciossiachè tu vedrai solamente davanti a te il paese ; ma tu non entrerai nel paese ch’ io do a’ figliuoli d’ Israele . OR quest’ è la benedizione con la quale Mosè , uomo di Dio , benedisse i figliuoli d’ Israele , avanti la sua morte . Disse adunque : Il Signore venne di Sinai , E apparve loro di Seir ; Egli risplendè dal monte di Paran , E venne dalle decine delle migliaia de’ santi , Avendo dalla sua destra il fuoco della Legge , per darla loro . Benchè tu ami i popoli , Tutti i santi di esso son nella tua mano ; Ed essi stanno fra i tuoi piedi , Affin di ricevere delle tue parole . Mosè ci ha data la Legge , Che è una eredità alla raunanza di Giacobbe . Ed egli è stato Re in Iesurun , Quando si raunavano i Capi del popolo , Insieme con le tribù d’ Israele . Viva RUBEN , e non muoia ; Ma sieno i suoi uomini pochi . E quest’ è la benedizion di GIUDA . Mosè adunque disse : Ascolta , o Signore , la voce di Giuda , E riconducilo al suo popolo ; Bastingli le sue mani , E siigli in aiuto , per liberarlo da’ suoi nemici . Poi disse di LEVI : I tuoi Tummim e Urim sieno al tuo uomo pietoso , Il qual tu provasti in Massa , E col quale tu contendesti alle acque di Meriba ; Il quale dice di suo padre e di sua madre : Io non l’ ho veduto ; E il quale non ha riconosciuti i suoi fratelli , E non ha conosciuti i suoi figliuoli ; Perciocchè essi hanno osservate le tue parole , E guardato il tuo patto . Essi insegneranno le tue ordinazioni a Giacobbe , E la tua Legge ad Israele ; Essi presenteranno il profumo alle tue nari , E i sacrificii da ardere interamente , sopra il tuo Altare . O Signore , benedici il suo esercito , E gradisci l’ opera delle sue mani ; Trafiggi le reni a coloro che si solleveranno contro a lui , E a coloro che l’ odieranno , sì che non possano risorgere . Di BENIAMINO disse : L’ amato del Signore abiti in sicurtà con lui ; Egli del continuo gli farà riparo , Ed esso abiterà fra le sue spalle . Poi disse di GIUSEPPE : Il suo paese sia benedetto dal Signore , Delle delizie del cielo , della rugiada , e dell’ abisso che giace a basso , E delle delizie che il sole fa produrre , E parimente delle delizie che le lune fanno nascere . E del meglio de’ monti antichi , E delle cose preziose de’ colli eterni . E delle delizie della terra , e di tutto ciò ch’ ella contiene , E del favor di colui che stava nel pruno ; Venga quello sopra il capo di Giuseppe , E sopra la sommità del capo Di colui ch’ è stato messo da parte d’ infra i suoi fratelli . Egli ha una bravura , come il primogenito di un toro ; E le sue corna son come corna di liocorno ; Con quello egli cozzerà i popoli tutti quanti , Fino alle stremità della terra . E queste son le decine delle migliaia d’ Efraim , E queste son le migliaia di Manasse . Poi disse di ZABULON : Rallegrati , Zabulon , nella tua uscita ; E tu , ISSACAR , ne’ tuoi tabernacoli . Essi chiameranno i popoli al Monte , E quivi sacrificheranno sacrificii di giustizia ; Perciocchè suggeranno la dovizia del mare , E i tesori nascosti della rena . Poi disse di GAD : Benedetto sia colui che allarga Gad ; Egli se ne sta come un fiero leone , E lacera braccio e testa . Egli l’ ha provveduto delle primizie del paese , Perciocchè ivi era riposta la parte del Legislatore ; Ed egli è venuto co’ capi del popolo ; Egli ha eseguita la giustizia del Signore , E i suoi giudicii , con Israele . Poi disse di DAN : Dan è come un leoncello Che salta di Basan . Poi disse di NEFTALI : Neftali è sazio di benevolenza , E ripieno della benedizione del Signore ; Tu avrai possessione dall’ Occidente , e dal Mezzodì . Poi disse di ASER : Aser sarà benedetto in figliuoli ; Egli sarà l’ aggradevole fra i suoi fratelli , E tufferà il suo piè nell’ olio . I tuoi calzari saranno ferro e rame ; E la tua forza durerà quanto i tuoi giorni . O Iesurun , ei non v’ è niuno pari a Dio , Ch’ è portato , come sopra un carro , Sopra i cieli in tuo aiuto , E nella sua altezza sopra le nuvole , Che son l’ abitacolo dell’ eterno Dio , E di sotto son le braccia eterne . Egli ha scacciato d’ innanzi a te il nemico ; E ha detto : Distruggi . Laonde Israele abiterà da parte in sicurtà ; L’ occhio di Giacobbe sarà verso un paese di frumento e di mosto ; I suoi cieli eziandio stilleranno la rugiada . Beato te , Israele . Quale è il popolo pari a te , Salvato dal Signore , Ch’ è lo scudo della tua salvezza , E la spada della tua altezza ? Laonde i tuoi nemici s’ infingeranno inverso te , E tu calcherai i loro alti luoghi . POI Mosè salì dalle campagne di Moab , al monte di Nebo , alla sommità di Pisga , che è dirincontro a Gerico . E il Signore gli fece vedere tutto il paese , Galaad , fino a Dan ; e tutto Neftali , e il paese di Efraim , e di Manasse , e tutto il paese di Giuda , fino al mare Occidentale ; e la contrada Meridionale , e la pianura , e la valle di Gerico , città delle palme , fino a Soar . E il Signore gli disse : Quest’ è il paese del quale io giurai ad Abrahamo , a Isacco , e a Giacobbe , dicendo : Io lo darò alla tua progenie ; io te l’ ho fatto veder con gli occhi , ma tu non vi entrerai . E Mosè , servitor del Signore , morì quivi , nel paese di Moab , secondo che il Signore avea detto . E il Signore lo seppellì nella valle , nel paese di Moab , dirimpetto a Bet-peor ; e niuno , infino a questo giorno , ha saputo ove fosse la sua sepoltura . Or Mosè era d’ età di centovent’ anni quando morì ; la vista non gli era scemata , e il suo vigore non era fuggito . E i figliuoli d’ Israele lo piansero nelle campagne di Moab , per trenta giorni ; e così si compierono i giorni del pianto del cordoglio di Mosè . E Giosuè , figliuolo di Nun , fu ripieno dello Spirito di sapienza ; perciocchè Mosè avea posate le sue mani sopra lui ; e i figliuoli d’ Israele gli ubbidirono , e fecero come il Signore avea comandato a Mosè . Or non è mai più sorto alcun profeta in Israele , simile a Mosè , il quale il Signore ha conosciuto a faccia a faccia , in tutti i miracoli e prodigi , i quali il Signore lo mandò a fare nel paese d’ Egitto , contro a Faraone , e contro a tutti i suoi servitori , e contro a tutto il suo paese , e in tutta quella potente mano , e in tutte quelle gran cose tremende , che Mosè fece davanti agli occhi di tutto Israele . OR avvenne dopo la morte di Mosè , servitor del Signore , che il Signore parlò a Giosuè , figliuolo di Nun , ministro di Mosè , dicendo : Mosè , mio servitore , è morto ; ora dunque , levati , passa questo Giordano , tu , e tutto questo popolo , per entrar nel paese che io do loro , cioè a’ figli d’ Israele . Io vi ho dato ogni luogo , il quale la pianta del vostro piè calcherà , come io ne ho parlato a Mosè . I vostri confini saranno dal deserto fino a quel Libano ; e dal gran fiume , il fiume Eufrate , tutto il paese degli Hittei , infino al mar grande , dal Ponente . Niuno potrà starti a fronte tutti i giorni della tua vita ; come io sono stato con Mosè , così sarò teco ; io non ti lascerò , e non ti abbandonerò . Sii valente , e fortificati : perciocchè tu metterai questo popolo in possessione del paese , del quale io ho giurato a’ lor padri che lo darei loro . Sol sii valente , e fortificati grandemente , per prender guardia di far secondo tutta la Legge , la quale Mosè , mio servitore , ti ha data ; non rivolgertene nè a destra nè a sinistra , acciocchè tu prosperi dovunque tu andrai . Questo Libro della Legge non si diparta giammai dalla tua bocca ; anzi medita in esso giorno e notte ; acciocchè tu prenda guardia di far secondo tutto ciò che in esso è scritto ; perciocchè allora renderai felici le tue vie , e allora prospererai . Non te l’ ho io comandato ? sii pur valente , e fortificati ; e non isgomentarti , e non ispaventarti ; perciocchè il Signore Iddio tuo sarà teco dovunque tu andrai . Allora Giosuè comandò agli Ufficiali del popolo , dicendo : Passate per mezzo il campo , e comandate al popolo , dicendo : Apparecchiatevi della vittuaglia ; perciocchè di qui a tre giorni voi avete a passar questo Giordano , per andare a possedere il paese che il Signore Iddio vostro vi dà , acciocchè lo possediate . Giosuè parlò eziandio a’ Rubeniti , e ai Gaditi , e alla mezza tribù di Manasse , dicendo : Ricordatevi di ciò che Mosè , servitor di Dio , vi ha comandato , dicendo : Il Signore Iddio vostro vi ha messi in riposo , e vi ha dato questo paese . Le vostre mogli , i vostri piccoli fanciulli e il vostro bestiame , dimorino nel paese , il quale Mosè vi ha dato di qua dal Giordano ; ma voi , quanti siete valenti e forti , passate in armi davanti a’ vostri fratelli , e date loro aiuto ; finchè il Signore abbia posti in riposo i vostri fratelli , come voi ; e che posseggano anch’ essi il paese , il quale il Signore Iddio vostro dà loro ; e poi voi ritornerete al paese della vostra possessione , il quale Mosè , servitor del Signore , vi ha dato di qua dal Giordano , dal sol levante , e lo possederete . Ed essi risposero a Giosuè , dicendo : Noi faremo tutto quel che tu ci hai comandato , e andremo dovunque tu ci manderai . Noi ti ubbidiremo interamente come abbiamo ubbidito a Mosè ; sia pure il Signore Iddio tuo teco , come è stato con Mosè . Chiunque sarà ribello a’ tuoi comandamenti , e non ubbidirà alle tue parole , in qualunque cosa tu gli comanderai , sarà fatto morire ; sii pur valente , e fortificati . OR Giosuè , figliuolo di Nun , avea mandati segretamente da Sittim due uomini , per ispiare il paese ; dicendo loro : Andate , vedete il paese , e Gerico . Essi adunque andarono , ed entrarono in casa d’ una meretrice , il cui nome era Rahab , e quivi si posarono . E ciò fu rapportato al re di Gerico , e gli fu detto : Ecco , certi uomini sono entrati là entro questa notte , mandati da’ figliuoli d’ Israele , per ispiare il paese . E il re di Gerico mandò a dire a Rahab : Fa’ uscir fuori quegli uomini che son venuti a te , e sono entrati in casa tua ; perciocchè essi son venuti per ispiar tutto il paese . Ma la donna avea presi que’ due uomini , e li avea nascosti . Ed ella disse : Egli è vero ; quegli uomini erano venuti in casa mia ; e io non sapeva onde si fossero . Ma in sul serrar delle porte , nel farsi oscuro , quegli uomini sono usciti fuori ; io non so dove sieno andati ; perseguiteli prestamente , perciocchè voi li raggiungerete . Or essa li avea fatti salir sul tetto , e li avea nascosti sotto del lino non ancora gramolato , il quale ella avea disteso sopra il tetto . E alcuni uomini li perseguirono per la via del Giordano , infino a’ passi ; e tosto che furono usciti quelli che li perseguivano , la porta fu serrata . Ora , avanti che quegli uomini si mettessero a giacere , ella salì a loro in sul tetto . E disse loro : Io so che il Signore vi ha dato il paese , e che lo spavento di voi è caduto sopra noi , e che tutti gli abitanti del paese son divenuti tutti fiacchi , per tema di voi . Perciocchè noi abbiamo udito come il Signore seccò le acque del mar rosso d’ innanzi a voi , quando voi usciste di Egitto ; abbiamo ancora udito ciò che avete fatto a’ due re degli Amorrei , ch’ erano di là dal Giordano , a Sihon , e ad Og ; i quali voi avete distrutti al modo dell’ interdetto . E , avendolo udito , il cuor nostro si è strutto , e l’ animo non è più restato fermo in alcuno per tema di voi ; conciossiachè il vostro Dio sia Iddio in cielo disopra , e in su la terra disotto . Ora dunque , giuratemi , vi prego , per lo Signore , e datemene un segno verace , che poichè io ho usata benignità inverso voi , voi altresì userete benignità inverso la casa di mio padre ; e che salverete la vita a mio padre , e a mia madre , e ai miei fratelli , e alle mie sorelle , e a tutti i loro ; e che salverete da morte le nostre persone . E quegli uomini le dissero : Se voi non palesate questo nostro affare , noi esporremo a morte le nostre persone per voi ; e quando il Signore ci avrà dato il paese , noi useremo benignità e lealtà inverso te . Allora ella li calò giù dalla finestra con una fune perciocchè la sua casa atteneva al muro della città , ed ella dimorava in sul muro ; e disse loro : Andate verso il monte , che talora quelli che vi perseguono non vi scontrino ; e quivi state nascosti tre giorni , finchè sieno ritornati quelli che vi perseguono ; e poi andrete a vostro cammino . E quegli uomini le dissero ; Noi saremo sciolti da questo tuo giuramento , che tu ci hai fatto fare , in questa maniera . Ecco , quando noi entreremo nel paese , tu legherai questa cordella di filo di scarlatto alla finestra , per la quale tu ci avrai calati giù , e accoglierai appo te in questa casa tuo padre , e tua madre , e i tuoi fratelli , e tutta la famiglia di tuo padre . E se alcuno esce fuor dell’ uscio di casa tua , il suo sangue sarà sopra il suo capo , e noi non vi avremo colpa ; ma il sangue di chiunque sarà teco in casa sarà sopra il nostro capo , se alcuno gli metterà la mano addosso . Se altresì tu palesi questo nostro affare , noi saremo sciolti dal tuo giuramento che tu ci hai fatto fare . Ed ella disse : Egli è ragionevole di fare come voi avete detto . Poi li accommiatò , ed essi se ne andarono . Ed ella legò la cordella dello scarlatto alla finestra . E coloro se ne adarono , e , giunti al monte , dimorarono quivi tre giorni ; finchè fossero ritornati coloro che li perseguivano ; i quali avendoli cercati per tutto il cammino , non li trovarono . E que’ due uomini se ne ritornarono ; e scesi giù dal monte , passarono il Giordano , e vennero a Giosuè , figliuolo di Nun , e gli raccontarono tutte le cose ch’ erano loro avvenute . E dissero a Giosuè : Certo , il Signore ci ha dato nelle mani tutto quel paese ; e anche tutti gli abitanti del paese son divenuti fiacchi per tema di noi . E GIOSUÈ si levò la mattina a buon’ ora ; ed egli e tutti i figliuoli di Israele , partirono di Sittim , e arrivarono infino al Giordano , e quivi si posarono la notte , avanti che passassero . E in capo di tre giorni , gli Ufficiali passarono per mezzo il campo ; e comandarono al popolo , dicendo : Come prima vedrete partir l’ Arca del Patto del Signore Iddio vostro , e i sacerdoti Leviti che la portano , partitevi ancora voi da’ vostri alloggiamenti , e andate dietro a lei . Pur siavi distanza tra voi ed essa dello spazio d’ intorno a duemila cubiti ; non accostatevi ad essa , acciocchè voi conosciate la via per la quale avete a camminare ; perciocchè per addietro voi non siete passati per questa via . E Giosuè disse al popolo : Santificatevi : perciocchè domani il Signore farà maraviglie nel mezzo di voi . Poi Giosuè parlò a’ sacerdoti , dicendo : Caricatevi in su le spalle l’ Arca del Patto , e passate dinanzi al popolo . Essi adunque si caricarono in sul le spalle l’ Arca del Patto , e camminarono dinanzi al popolo . Ora il Signore avea detto a Giosuè : Oggi comincerò a magnificarti nel cospetto di tutto Israele ; acciocchè sappiano che , come io sono stato con Mosè , sarò teco . Tu adunque comanda a’ sacerdoti che portano l’ Arca del Patto , dicendo : Quando voi sarete giunti alla riva dell’ acque del Giordano , fermatevi nel Giordano . E Giosuè disse a’ figliuoli d’ Israele : Accostatevi qua e ascoltate le parole del Signore Iddio vostro . Poi Giosuè disse : Da questo conoscerete che l’ Iddio vivente è nel mezzo di voi , e ch’ egli del tutto caccerà d’ innanzi a voi i Cananei , e gli Hittei , e gli Hivvei , e i Ferizzei , e i Ghirgasei , e gli Amorrei , e i Gebusei . Ecco , l’ Arca del Patto del Signore di tutta la terra passerà ora davanti a voi per lo Giordano . Ora dunque , prendetevi dodici uomini delle tribù d’ Israele , un uomo per tribù . Ed egli avverrà che , come le piante de’ piedi de’ sacerdoti che portano l’ Arca dell’ Eterno Signore di tutta la terra , si poseranno nell’ acque del Giordano , le acque del Giordano verranno meno ; e le acque che scendono di sopra si fermeranno in un mucchio . E quando il popolo fu partito dalle sue tende per passare il Giordano , i sacerdoti che portavano l’ Arca del Patto camminando davanti al popolo , come quelli che portavano l’ Arca furono giunti al Giordano , e i sacerdoti che portavano l’ Arca ebber tuffati i piedi nella riva dell’ acque or il Giordano è pieno fin sopra tutte le sue rive il tempo della mietitura ; le acque che scendevano di sopra si fermarono , e si alzarono in un mucchio , molto lungi , dalla città di Adam , che è allato a Sartan ; e quelle che correvano disotto verso il mare della campagna , che è il mar salso , vennero meno , e si scolarono ; e il popolo passò dirimpetto a Gerico . E i sacerdoti che portavano l’ Arca del Patto del Signore si fermarono ritti nell’ asciutto , in mezzo al Giordano , mentre tutto Israele passava per l’ asciutto , finchè tutta la gente ebbe finito di passare il Giordano . OR , quando tutta la gente ebbe finito di passare il Giordano perciocchè il Signore avea detto a Giosuè : Pigliatevi dodici uomini del popolo , un uomo di ciascuna tribù ; e comandate loro , dicendo : Toglietevi di qui , di mezzo del Giordano , dal luogo dove i piedi de’ sacerdoti stanno fermi , dodici pietre , e portatele di là dal Giordano con voi , e posatele nell’ alloggiamento , nel quale voi alloggerete questa notte ; Giosuè chiamò i dodici uomini , i quali egli avea ordinati d’ infra i figliuoli d’ Israele , un uomo di ciascuna tribù , e disse loro : Passate dinanzi all’ Arca del Signore Iddio vostro , in mezzo al Giordano , e levisi ciascun di voi in ispalla una pietra , secondo il numero delle tribù de’ figliuoli d’ Israele . Acciocchè questo sia un segnale nel mezzo di voi . Quando i vostri figliuoli vi domanderanno nel tempo a venire , dicendo : Che voglion dire queste pietre che avete qui ? Voi direte loro : Come l’ acque del Giordano vennero meno d’ innanzi all’ Arca del Patto del Signore , quando ella passò il Giordano ; e che queste pietre sono state poste per ricordanza a’ figliuoli d’ Israele , in perpetuo . E i figliuoli d’ Israele fecero come Giosuè avea comandato ; e tolsero , secondo che il Signore avea detto a Giosùe , dodici pietre di mezzo al Giordano , secondo il numero delle tribù de’ figliuoli d’ Israele ; e le portarono di là dal Giordano con loro , all’ alloggiamento , e quivi le posarono . Giosuè ancora rizzò dodici pietre in mezzo al Giordano , nel luogo stesso dove i piedi de’ sacerdoti che portavano l’ Arca del Patto s’ erano fermati ; le quali son restate quivi infino a questo giorno . I sacerdoti adunque che portavano l’ Arca stettero ritti in mezzo al Giordano , finchè tutte le cose che il Signore avea comandate a Giosuè di dire al popolo furono finite , secondo tutto ciò che Mosè avea comandato a Giosuè ; e il popolo si affrettò di passare . E , quando tutto il popolo ebbe finito di passare , l’ Arca del Signore passò anche essa , e i sacerdoti si misero dinanzi al popolo . Or i figliuoli di Ruben , e i figliuoli di Gad , e la metà della tribù di Manasse , passarono in armi dinanzi a’ figliuoli d’ Israele , secondo che Mosè avea loro detto . Essi passarono , nelle campagne di Gerico , davanti al Signore , alla guerra , in numero d’ intorno a quarantamila combattenti . In quel giorno il Signore magnificò Giosuè davanti agli occhi di tutto Israele ; ed essi lo temettero , come aveano temuto Mosè , tutti i giorni della sua vita . Or il Signore avea parlato a Giosuè , dicendo : Comanda a’ sacerdoti che portano l’ Arca della Testimonianza , che salgano fuor del Giordano . E Giosuè comandò , e disse a’ sacerdoti : Salite fuor del Giordano . E avvenne , che quando i sacerdoti che portavano l’ Arca del Patto del Signore furono saliti di mezzo al Giordano , come prima le piante de’ lor piedi ne furono spiccate , e poste in su l’ asciutto , le acque del Giordano ritornarono al luogo loro , e corsero come per addietro , sopra tutte le rive di esso . Così il popolo salì fuor del Giordano , nel decimo giorno del primo mese , e si accampò in Ghilgal , dal lato orientale di Gerico . E Giosuè rizzò in Ghilgal quelle dodici pietre , che aveano tolte dal Giordano . E disse a’ figliuoli d’ Israele in questa maniera : Quando i vostri figliuoli nel tempo a venire domanderanno i lor padri , dicendo : Che voglion dire queste pietre ? Voi il farete assapere a’ vostri figliuoli , dicendo : Israele passò questo Giordano per l’ asciutto . Conciossiachè il Signore Iddio vostro abbia seccate le acque del Giordano davanti a voi , finchè voi siate passati ; siccome il Signore Iddio vostro fece al mar rosso , il quale egli seccò davanti a noi , finchè fossimo passati ; acciocchè tutti i popoli della terra sappiano che la mano del Signore è potente ; affinchè voi temiate del continuo il Signore Iddio vostro . Ora , come tutti re degli Amorrei che erano di qua dal Giordano , verso Ponente , e tutti i re de’ Cananei , ch’ erano presso al mare , udirono che il Signore avea seccate le acque del Giordano davanti a’ figliuoli d’ Israele , finchè fossero passati ; il cuor loro divenne tutto fiacco , e non restò loro più alcun animo , per tema de’ figliuoli d’ Israele . IN quel tempo il Signore disse a Giosuè : Fatti de’ coltelli taglienti , e torna di nuovo a circoncidere i figliuoli d’ Israele . Giosuè adunque si fece dei coltelli taglienti , e circoncise i figliuoli d’ Israele al colle de’ prepuzi . Or questa fu la cagione per la quale Giosuè li circoncise : tutti i maschi del popolo , ch’ era uscito di Egitto , cioè , tutti gli uomini di guerra , erano morti nel deserto per lo cammino , dopo essere usciti di Egitto . E , benchè tutto il popolo che uscì d’ Egitto fosse circonciso , non però aveano circonciso tutto il popolo ch’ era nato nel deserto per lo cammino , dopo che furono usciti d’ Egitto . Perciocchè , dopo che i figliuoli d’ Israele furono camminati quarant’ anni per lo deserto , finchè fosse consumata la gente degli uomini di guerra ch’ erano usciti di Egitto , i quali non aveano ubbidito alla voce del Signore , onde il Signore avea lor giurato , che non farebbe lor vedere il paese , del quale avea giurato a’ lor padri , che ce lo darebbe ; paese stillante latte e miele ; il Signore fece sorgere , in luogo loro , i lor figliuoli , e quelli circoncise Giosuè ; perciocchè erano incirconcisi , conciossiachè non fossero stati circoncisi per lo cammino . E , dopo che si fu finito di circoncidere tutta la gente , dimorarono fermi nel campo , finchè fossero guariti . E il Signore disse a Giosuè : Oggi io vi ho tolto d’ addosso il vituperio di Egitto . Ed egli pose nome a quel luogo , Ghilgal , il quale dura fino a questo giorno . E i figliuoli d’ Israele , accampati in Ghilgal , celebrarono la Pasqua nel quartodecimo giorno di quel mese , in su la sera nelle campagne di Gerico . E il giorno seguente la Pasqua , in quello stesso giorno , mangiarono del grano del paese , in pani azzimi , e del grano arrostito . E il giorno appresso ch’ ebber mangiato del grano del paese , la manna cessò ; e i figliuoli d’ Israele non ebbero più manna ; anzi quell’ anno mangiarono del frutto della terra di Canaan . Or avvenne che , mentre Giosuè era presso a Gerico , egli alzò gli occhi , e riguardò , ed ecco , un uomo stava ritto davanti a lui , il quale avea la sua spada tratta in mano . E Giosuè andò a lui , e gli disse : Sei tu de’ nostri , ovvero dei nostri nemici ? Ed egli disse : No ; anzi io sono il Capo dell’ esercito del Signore ; pur ora son venuto . E Giosuè cadde sopra la sua faccia in terra , e adorò ; e gli disse : Che vuol dire il mio Signore al suo servitore ? E il Capo dell’ esercito del Signore disse a Giosuè : Tratti le scarpe da’ piedi ; perciocchè il luogo , sopra il quale tu stai , è santo . E Giosuè fece così . OR Gerico era serrata ed abbarrata , per tema de’ figliuoli d’ Israele ; niuno ne usciva , e niuno vi entrava . E il Signore disse a Giosuè : Vedi , io ti do nelle mani Gerico , e il suo re , e la sua gente di valore . Voi dunque , quanti siete uomini di guerra , circuite la città , aggirandola una volta . Fa’ così per sei giorni . E sette sacerdoti portino davanti all’ Arca sette trombe da sonar suono d’ allegrezza ; e al settimo giorno circuite la città sette volte , e suonino i sacerdoti con le trombe . E quando soneranno alla distesa col corno da sonar suono d’ allegrezza , e voi udirete il suon delle trombe , sclami tutto il popolo con gran grida ; e le mura della città caderanno sotto di sè , e il popolo vi salirà dentro , ciascuno dirincontro a sè . Allora Giosuè , figliuolo di Nun , chiamò i sacerdoti , e disse loro : Portate l’ Arca del Patto sopra le vostre spalle ; e sette sacerdoti portino davanti all’ Arca del Signore sette trombe da sonar suono d’ allegrezza . Disse ancora al popolo : Passate , e circuite la città ; e passi la gente di guerra davanti all’ Arca del Signore . E quando Giosuè ebbe detto questo al popolo , i sette sacerdoti , portando sette trombe da sonar suono d’ allegrezza davanti al Signore , passarono oltre , e sonarono con le trombe ; e l’ Arca del Patto del Signore andava dietro a loro . E la gente di guerra camminava dinanzi a’ sacerdoti che sonavano con le trombe ; ma la retroguardia camminava dietro all’ Arca ; camminando si sonava con le trombe . Or Giosuè avea comandato al popolo , dicendo ; Non isclamate , e non fate udir la vostra voce , e non esca dalla vostra bocca parola alcuna , fino al giorno che io vi dirò : Sclamate ; allora sclamate . Così Giosuè fece circuir la città all’ Arca del Signore , aggirandola una volta ; poi il popolo se ne venne nel campo , e alloggiò nel campo . Poi Giosuè si levò la mattina , e i sacerdoti si caricarono l’ Arca del Signore in su le spalle . E sette sacerdoti , portando sette trombe da sonar suono di allegrezza dinanzi all’ Arca del Signore , camminavano , e camminando sonavano con le trombe ; e la gente di guerra andava dinanzi a loro ; e la retroguardia camminava dietro all’ Arca del Signore ; camminando si sonava con le trombe . E circuirono una volta la città nel secondo giorno , e poi ritornarono nel campo . Così fecero per sei giorni . E al settimo giorno , levatisi la mattina allo spuntar dell’ alba , circuirono la città nella medesima maniera sette volte ; sol quel giorno circuirono la città sette volte . E la settima volta , come i sacerdoti sonavano con le trombe , Giosuè disse al popolo : Sclamate ; perciocchè il Signore vi ha data la città . E la città sarà un interdetto consacrato al Signore , insieme con tutto ciò che vi è dentro ; sol la meretrice Rahab sarà lasciata in vita , con tutti quelli che saranno in casa con lei ; perciocchè ella nascose i messi i quali noi mandammo . Or guardatevi sol dell’ interdetto , che talora voi non vi rendiate colpevoli intorno all’ interdetto , prendendo alcuna cosa d’ esso , e non mettiate il campo di Israele nell’ interdetto , e nol turbiate . Ma tutto l’ argento , e l’ oro , e i vasellamenti di rame e di ferro , saranno consacrati al Signore ; essi entreranno nel tesoro del Signore . Il popolo adunque sclamò , e i sacerdoti sonarono con le trombe ; e avvenne che , quando il popolo ebbe udito il suon delle trombe , ed ebbe sclamato con gran grida , le mura di Gerico caddero sotto di sè ; e il popolo salì dentro alla città , ciascuno dirincontro a sè , e presero la città . E distrussero al modo dell’ interdetto tutto quello ch’ era dentro della città , uomini e donne , fanciulli e vecchi ; fino a’ buoi , alle pecore , ed agli asini ; mettendoli a fil di spada . E Giosuè disse a’ due uomini che aveano spiato il paese : Andate in casa di quella donna meretrice , e fatene uscire lei , e tutto ciò che le appartiene , come voi le giuraste . E que’ giovani che aveano spiato il paese entrarono in quella casa , e ne fecero uscir fuori Rahab , e suo padre , e sua madre , e i suoi fratelli , e tutto ciò che le apparteneva ; fecero eziandio uscir fuori tutte le famiglie dei suoi , e le misero fuor del campo d’ Israele . E i figliuoli d’ Israele bruciarono col fuoco la città , e tutto ciò che v’ era dentro ; sol posero l’ argento , e l’ oro , e i vasellamenti di rame e di ferro , nel tesoro della Casa del Signore . E Giosuè salvò la vita a Rahab meretrice , e alla famiglia di suo padre , e a tutti i suoi ; ed essa è dimorata per mezzo Israele fino a questo giorno ; perciocchè avea nascosti i messi che Giosuè avea mandati per ispiar Gerico . E Giosuè in quel tempo fece fare un giuramento , dicendo : Maledetto sia , nel cospetto del Signore , l’ uomo il quale imprenderà di riedificar questa città di Gerico ; egli la fonderà sopra il suo figliuol maggiore , e poserà le porte d’ essa sopra il suo figliuol minore . E il Signore fu con Giosuè , e la fama di esso andò per tutta la terra . MA i figliuoli d’ Israele commisero misfatto intorno all’ interdetto ; perciocchè Acan , figliuolo di Carmi , figliuolo di Zabdi , figliuolo di Zera , della tribù di Giuda , prese dell’ interdetto ; laonde l’ ira del Signore si accese contro a’ figliuoli d’ Israele . E Giosuè mandò degli uomini da Gerico in Ai , che è vicino di Bet-aven , dal lato Orientale di Betel , e disse loro : Salite e spiate il paese . Ed essi salirono , e spiarono Ai . Poi tornarono a Giosuè , e gli dissero : Tutto il popolo non salga ; salgano solo intorno a due o tremila uomini , e percoteranno Ai ; non istancar tutto il popolo , facendolo andar là ; perciocchè in Ai son poca gente . Così salirono là intorno a tremila uomini del popolo , i quali fuggirono davanti alla gente d’ Ai . E la gente d’ Ai ne percosse intorno a trentasei uomini , e li perseguirono d’ appresso alla porta fino in Sebarim , e li percossero nella scesa ; laonde il cuor del popolo si strusse , e divenne come acqua . E Giosuè si stracciò i vestimenti , e cadde in su la sua faccia in terra davanti all’ Arca del Signore , e stette così infino alla sera , egli , e gli Anziani d’ Israele ; e si gittarono della polvere in sul capo . E Giosuè disse : Ahi ! Signore Iddio , perchè hai pur fatto passare il Giordano a questo popolo , per darci nelle mani degli Amorrei , acciocchè ci distruggano ? oh ! ci fossimo noi pur contentati di star di là dal Giordano ! Ahi ! Signore , che dirò io , poichè Israele ha voltate le spalle davanti a’ suoi nemici ? I Cananei , e tutti gli abitanti del paese , l’ udiranno , e si rauneranno d’ ogn’ intorno contro a noi , e distruggeranno il nostro nome d’ in su la terra : e che farai tu del tuo gran Nome ? E il Signore rispose a Giosuè : Levati : perchè sei tu così prostrato sopra la tua faccia ? Israele ha peccato , e anche hanno trasgredito il mio patto , che io avea loro comandato , e anche hanno preso dell’ interdetto , e anche hanno rubato , e anche hanno mentito , e anche l’ hanno posto fra i loro arnesi . Perciò i figliuoli d’ Israele non potranno stare a fronte a’ lor nemici , e volteranno le spalle davanti a loro ; perchè son divenuti interdetto . Io non sarò più con voi , se non distruggete d’ infra voi l’ interdetto . Levati , santifica il popolo , e digli : Santificatevi per domani ; perciocchè così ha detto il Signore Iddio d’ Israele : O Israele , ei v’ è fra te dell’ interdetto ; tu non potrai stare a fronte a’ tuoi nemici , finchè non abbiate tolto l’ interdetto del mezzo di voi . Poi domattina vi accosterete , a tribù a tribù ; e la tribù che il Signore avrà presa si accosterà a nazione a nazione ; e la nazione che il Signore avrà presa si accosterà a famiglia a famiglia ; e la famiglia che il Signore avrà presa si accosterà a uomo a uomo . E colui che sarà colto nell’ interdetto sarà arso col fuoco , egli , e tutto ciò che è suo ; perciocchè egli ha trasgredito il patto del Signore , e ha commessa scelleratezza in Israele . Giosuè adunque si levò la mattina a buon’ ora , e fece accostare Israele a tribù a tribù ; e la tribù di Giuda fu presa . E , fatta accostar la tribù di Giuda , il Signore prese la nazione degli Zariti ; poi , fatta accostar la nazione degli Zariti , a uomo a uomo , Zabdi fu preso . Poi , fatta accostar la famiglia di esso , a uomo a uomo , fu preso Acan , figliuolo di Carmi , figliuolo di Zabdi , figliuolo di Zera , della tribù di Giuda . E Giosuè disse ad Acan : Deh ! figliuol mio , da’ gloria al Signore Iddio d’ Israele , e fagli confessione , e dichiarami ora ciò che tu hai fatto ; non celarmelo . E Acan rispose a Giosuè , e gli disse : Certo , io ho peccato contro al Signore Iddio d’ Israele , e ho fatto così e così . Avendo veduta fra le spoglie una bella mantellina Babilonica , e dugento sicli d’ argento , e un regol d’ oro di peso di cinquanta sicli , io m’ invaghii di queste cose , e le presi ; ed ecco , sono nascoste in terra in mezzo del mio padiglione , e l’ argento è sotto la mantellina . Allora Giosuè mandò de’ messi , i quali corsero a quel padiglione ; ed ecco , la mantellina era nascosta nel padiglione , e sotto essa era l’ argento . Essi adunque presero quelle cose di mezzo del padiglione , e le portarono a Giosuè , e a tutti i figliuoli d’ Israele , e le gettarono davanti al Signore . E Giosuè , e tutto Israele con lui , presero Acan , figliuolo di Zera , e l’ argento , e la mantellina , e il regol d’ oro , e i figliuoli e le figliuole di esso , e i suoi buoi , e i suoi asini , e le sue pecore , e il suo padiglione , e tutto ciò ch’ era suo , e li menarono nella valle di Acor . E Giosuè disse ad Acan : Perchè ci hai tu conturbati ? il Signore ti conturbi in questo giorno . E tutto Israele lo lapidò con pietre ; e , dopo aver lapidati gli altri con pietre , li bruciarono tutti col fuoco . Poi alzarono sopra lui un gran monte di pietre , il qual dura infino a questo giorno . E il Signore s’ acquetò della sua ardente ira : per ciò quel luogo è stato nominato : Valle di Acor , fino al dì d’ oggi . POI il Signore disse a Giosuè : Non temere , e non ispaventarti ; prendi teco tutta la gente di guerra , e levati , e sali contro ad Ai ; vedi , io ti ho dato nelle mani il re d’ Ai , e il suo popolo , e la sua città , e il suo paese . Or fa’ ad Ai , e al suo re , come tu hai fatto a Gerico , e al suo re ; sol voi prenderete per voi le spoglie , e il bestiame di essa ; metti degli agguati alla città , dalla parte di dietro di essa . Giosuè adunque , e tutta la gente di guerra , si levò per salire contro ad Ai ; e Giosuè scelse trentamila uomini , valenti e prodi , e li mandò innanzi di notte . E comandò loro , dicendo : Vedete , state agli agguati contro alla città , dalla parte di dietro della città ; non vi allontanate molto dalla città , e siate tutti presti . Ed io , e tutto il popolo che resta meco , ci appresseremo alla città , e quando essi usciranno contro a noi , come la prima volta , noi fuggiremo davanti a loro ed essi usciranno dietro a noi , finchè noi li abbiamo tratti fuor della città ; perciocchè diranno : Essi fuggono davanti a noi , come la prima volta ; e noi fuggiremo davanti a loro . Allora levatevi dagli agguati , e occupate la città ; perciocchè il Signore Iddio vostro ve la darà nelle mani . E quando voi avrete presa la città , mettetevi il fuoco ; fate secondo la parola del Signore ; vedete , io ve l’ ho comandato . Così Giosuè li mandò ; ed essi andarono agli agguati , e si fermarono fra Betel ed Ai , dal ponente d’ Ai ; e Giosuè dimorò quella notte per mezzo il popolo . E la mattina levatosi a buon’ ora , fece la rassegna del popolo ; ed egli con gli Anziani d’ Israele salì davanti al popolo , verso Ai . E tutta la gente di guerra ch’ era con lui , salì , e si accostò , e giunse dirimpetto alla città , e pose campo dalla parte settentrionale d’ Ai ; e la valle era tra lui ed Ai . Prese ancora intorno a cinquemila uomini , i quali egli pose in agguati tra Betel ed Ai , dal Ponente della città . E , dopo che tutto il popolo fu disposto , cioè tutto il campo , ch’ era dal Settentrione della città , e il suo agguato , ch’ era dal Ponente di essa , Giosuè camminò quella notte per lo mezzo della valle . E quando il re d’ Ai ebbe ciò veduto , la gente della città si affrettò , e si levò a buon’ ora . E il re , e tutto il suo popolo uscì alla campagna a punto preso ad incontrare Israele , per dargli battaglia ; or egli non sapeva che vi erano degli agguati dietro alla città contro a lui . Allora Giosuè , e tutto Israele , fecero vista d’ essere sconfitti da loro , e fuggirono , traendo al deserto . E tutto il popolo ch’ era in Ai , fu adunato a grido , per perseguitarli . Così perseguitarono Giosuè , e furono tratti fuor della città . E non restò alcun uomo dentro ad Ai , nè dentro a Betel , che non uscisse dietro ad Israele ; e lasciarono la città aperta , e perseguitarono Israele . Allora il Signore disse a Giosuè : Leva lo stendardo che tu hai in mano , verso Ai ; perciocchè io te la darò nelle mani . E Giosuè levò verso la città lo stendardo ch’ egli avea in mano . E tosto , come egli ebbe stesa la mano , gli agguati si levarono dal lor luogo , e corsero , ed entrarono nella città , e la presero , e si affrettarono a mettervi il fuoco . E gli uomini d’ Ai , rivoltisi indietro , riguardarono ; ed ecco , il fumo della città saliva al cielo , e non ebbero spazio per fuggir nè qua nè là ; e il popolo che fuggiva verso il deserto si rivoltò contro a quelli che lo perseguitavano . Giosuè adunque , e tutto Israele , veggendo che gli agguati aveano presa la città , e che il fumo di essa saliva , voltarono faccia , e percossero la gente d’ Ai . Quegli altri eziandio uscirono fuor della città incontro a loro ; e così furono rinchiusi in mezzo d’ Israele , essendo gli uni di qua , e gli altri di là ; ed essi li sconfissero in modo , che non ne lasciarono alcuno di resto in vita . Presero ancora il re di Ai vivo , e lo menarono a Giosuè . E , dopo ch’ Israele ebbe finito di uccidere tutti gli abitanti d’ Ai nella campagna , nel deserto , dove li aveano perseguitati ; e che tutti interamente furono abbattuti a fil di spada , tutto Israele se ne ritornò verso Ai , e la mise a fil di spada . E tutti quelli che caddero morti in quel giorno , così uomini come donne , furono dodicimila persone ch’ erano tutta la gente d’ Ai . E Giosuè non ritrasse la sua mano , la quale egli avea stesa con lo stendardo , finchè non ebbe distrutti nel modo dell’ interdetto tutti gli abitanti d’ Ai . Gl’ Israeliti predarono sol per loro il bestiame , e le spoglie di quella città , secondo ciò che il Signore avea comandato a Giosuè . E Giosuè bruciò Ai , e la ridusse in un monte di ruine in perpetuo , come è infino al dì d’ oggi . Appiccò ancora ad un legno il re d’ Ai , il qual vi rimase fino alla sera ; ma in sul tramontar del sole , Giosuè comandò che il corpo morto di esso fosse messo giù dal legno ; e fu gittato all’ entrata della porta della città , e sopra esso fu alzato un gran monte di pietre , il qual dura fino a questo giorno . ALLORA Giosuè edificò un altare al Signore Iddio d’ Israele , nel monte di Ebal , secondo che Mosè , servitor del Signore , avea comandato a’ figliuoli d’ Israele , come è scritto nel Libro della Legge di Mosè ; un altare di pietre intiere , sopra le quali non avea fatto passar ferro ; e i figliuoli d’ Israele offersero sopra esso olocausti al Signore , e sacrificarono sacrificii da render grazie . Scrisse ancora quivi , sopra delle pietre un transunto della Legge di Mosè ; la quale egli avea scritta , per esser posta davanti a’ figliuoli d’ Israele . E tutto Israele , e i suoi Anziani , e i suoi Ufficiali , Prefetti , e i suoi Giudici , stavano in piè di qua e di là dall’ Arca , dirimpetto a’ sacerdoti Leviti , che portavano l’ Arca del patto del Signore ; tutti dico , così forestieri , come natii d’ Israele ; l’ una metà stava dirimpetto al monte di Gherizim , e l’ altra metà dirimpetto al monte di Ebal ; come Mosè , servitor del Signore , avea comandato , per benedire il popolo d’ Israele la prima volta . E , dopo questo , egli lesse tutte le parole della Legge , le benedizioni e le maledizioni , secondo tutto ciò ch’ è scritto nel Libro della Legge . Ei non vi fu parola alcuna , di tutto ciò che Mosè avea comandato , che Giosuè non leggesse davanti a tutta la raunanza d’ Israele , eziandio delle donne , e de’ piccoli fanciulli , e de’ forestieri che andavano fra loro . ORA , come tutti i re ch’ erano di qua dal Giordano , nel monte , e nella pianura , e lungo tutto il lito del mar grande , fin dirimpetto al Libano , l’ Hitteo , l’ Amorreo , il Cananeo , il Ferizzeo , l’ Hivveo , e il Gebuseo , ebbero intese queste cose , si adunarono tutti insieme per guerreggiar con Giosuè , e con Israele , di pari consentimento . Ma gli abitanti di Gabaon , avendo udito ciò che Giosuè avea fatto a Gerico e ad Ai , si adoperarono anch’ essi , ma con inganno ; perciocchè andarono , e fecero provvisione di vittuaglia , e presero de’ sacchi logori , sopra i loro asini , e degli otri di vino logori , ch’ erano stati schiantati e poi ricuciti ; e de’ calzamenti logori , e risarciti ne’ piedi ; e dei vestimenti logori indosso ; e tutto il pane della lor provvisione era secco e mucido . E andarono a Giosuè , nel campo , in Ghilgal , e dissero a lui e a’ principali d’ Israele : Noi siamo venuti di lontano paese ; ora dunque fate patto con noi . E i principali d’ Israele dissero a quegli Hivvei : Forse voi abitate nel mezzo di noi ; come dunque faremo noi lega con voi ? Ma essi dissero a Giosuè : Noi siamo tuoi servitori . E Giosuè disse loro : Chi siete voi , e donde venite ? Ed essi gli dissero : I tuoi servitori son venuti di molto lontan paese , alla fama del Signore Iddio tuo ; perciocchè noi abbiamo udita la sua fama , e tutto ciò ch’ egli ha fatto in Egitto , e tutto ciò ch’ egli ha fatto a’ due re degli Amorrei , ch’ erano di là dal Giordano ; a Sihon , re di Hesbon , e ad Og , re di Basan , che dimorava in Astarot . E i nostri Anziani , e tutti gli abitanti del nostro paese , ci hanno detto : Prendete in mano della provvisione per lo viaggio , e andate incontro a coloro , e dite loro : Noi siamo vostri servitori ; fate dunque patto con noi . Quest’ è il nostro pane ; noi lo prendemmo caldo dalle case nostre per nostra provvisione , nel giorno che partimmo per venire a voi ; ma ora , ecco egli è secco , ed è diventato mucido ; e questi sono gli otri del vino , i quali noi empiemmo tutti nuovi ; ed ecco , sono schiantati ; e questi nostri vestimenti , e i nostri calzamenti , si son logorati per lo molto lungo viaggio . E que’ personaggi presero della lor provvisione , e non domandarono la bocca del Signore . E Giosuè fece pace con loro , e patteggiò con loro , che li lascerebbe vivere ; e i principali della raunanza lo giurarono loro . Ma tre giorni appresso ch’ ebbero fatto patto con loro , intesero ch’ erano lor vicini , e che abitavano nel mezzo di loro . Perciocchè al terzo giorno , i figliuoli d’ Israele si mossero , e vennero alle lor città , ch’ erano Gabaon , e Chefira , e Beerot , e Chiriat-iearim . E i figliuoli d’ Israele non li percossero ; perciocchè i principali della raunanza aveano giurato loro per lo Signore Iddio d’ Israele . E tutta la raunanza mormorò contro a’ principali E tutti i principali dissero a tutta la raunanza : Noi abbiamo loro giurato per lo Signore Iddio d’ Israele ; perciò ora non li possiam toccare . Facciamo loro questo , e lasciamoli vivere ; acciocchè non vi sia indegnazione contro a noi , per cagione del giuramento che abbiamo loro fatto . Così i principali dissero loro , che si lascerebbero vivere ; ma furono ordinati tagliatori di legne , e attignitori d’ acqua , per tutta la raunanza ; come i principali dissero loro . Giosuè adunque li chiamò , e parlò loro , dicendo : Perchè ci avete voi ingannati , dicendo : Noi siamo d’ un paese molto lontan da voi ; e pur voi abitate nel mezzo di noi ? Ora dunque voi siete maledetti , e giammai non sarà che non vi sieno d’ infra voi de’ servi , e de’ tagliatori di legne , e degli attignitori di acqua , per la Casa dell’ Iddio mio . Ed essi risposero a Giosuè , e dissero : Noi l’ abbiam fatto , perciocchè era stato rapportato per cosa certa a’ tuoi servitori ciò che il Signore Iddio tuo avea comandato a Mosè , suo servitore , di darvi tutto il paese , e di distruggere d’ innanzi a voi tutti gli abitanti del paese ; laonde noi , temendo grandemente di voi per le nostre persone , abbiamo fatto questa cosa ; e ora eccoci nelle tue mani ; fa’ inverso noi come ti parrà buono e diritto di farci . Egli adunque fece loro così ; e li scampò dalle mani de’ figliuoli d’ Israele , sì che non li ammazzarono . E in quel giorno Giosuè li ordinò tagliatori di legne , e attignitori d’ acqua , per la raunanza , e per l’ Altare del Signore , in qualunque luogo egli eleggerebbe ; il che dura fino al dì d’ oggi . ORA , quando Adonisedec , re di Gerusalemme , ebbe udito che Giosuè avea presa Ai , e l’ avea distrutta al modo dell’ interdetto ; e che Giosuè avea fatto ad Ai e al suo re , come avea fatto a Gerico ed al suo re ; e che gli abitanti di Gabaon , aveano fatto pace con gl’ Israeliti , e ch’ erano nel mezzo di loro ; egli e il suo popolo , temettero grandemente ; perciocchè Gabaon era città grande , come una delle città reali , ed era più grande che Ai , e tutti i suoi abitanti erano uomini di valore . Perciò Adonisedec , re di Gerusalemme , mandò a dire a Hoham , re di Hebron ; ed a Piream , re di Iarmut ; ed a Iafia , re di Lachis ; e a Debir , re di Eglon : Salite a me , e soccorretemi , e noi percoteremo Gabaon ; perciocchè ha fatto pace con Giosuè , e co’ figliuoli d’ Israele . E i cinque re degli Amorrei , il re di Gerusalemme , il re di Hebron , il re di Iarmut , il re di Lachis , il re di Eglon , si adunarono , con tutti i loro eserciti , e si posero a campo contro a Gabaon , e combatterono contro ad essa . E i Gabaoniti mandarono a dire a Giosuè , nel campo , in Ghilgal : Non sieno le tue mani rimesse a porgere aiuto a’ tuoi servitori ; sali a noi prestamente , e salvaci , e soccorrici ; perciocchè tutti i re degli Amorrei , che abitano nel monte , si sono adunati contro a noi . E Giosuè salì di Ghilgal , insieme con tutta la gente di guerra e tutti gli uomini di valore . E il Signore disse a Giosuè : Non temer di loro ; perciocchè io te li ho dati nelle mani ; niuno di loro potrà starti a fronte . E Giosuè venne a loro subito improvviso , essendo camminato tutta la notte da Ghilgal . E il Signore il mise in rotta davanti a Israele , il qual li sconfisse con grande sconfitta , presso a Gabaon ; e li perseguitò per la via della salita di Bet-horon , e li percosse fino ad Azeca , ed a Maccheda . E mentre essi fuggivano d’ innanzi a Israele , ed erano nella scesa di Bet-horon , il Signore gittò sopra loro dal cielo delle pietre grosse , infino ad Azeca ; onde essi morirono . Più furono quelli che furono morti dalle pietre della gragnuola , che quelli che i figliuoli d’ Israele uccisero con la spada . Allora Giosuè parlò al Signore nel giorno che il Signore diede gli Amorrei in man de’ figliuoli d’ Israele , e disse in presenza d’ Israele : Sole , fermati in Gabaon : e tu , luna , nella valle d’ Aialon . E il sole si fermò e la luna si arrestò , finchè il popolo si fu vendicato de’ suoi nemici . Questo non è egli scritto nel Libro del Diritto ? Il sole adunque si arrestò in mezzo del cielo , e non si affrettò a tramontare , per lo spazio d’ intorno ad un giorno intiero . E giammai , nè avanti nè poi , non è stato giorno simile a quello , avendo il Signore esaudita la voce d’ un uomo ; perciocchè il Signore combatteva per Israele . Poi Giosuè , insieme con tutto Israele , ritornò al campo , in Ghilgal . Or , que’ cinque re erano fuggiti , e si erano nascosti nella spelonca , ch’ è in Maccheda . Ed essendo stato rapportato a Giosuè : I cinque re si son trovati nascosti nella spelonca ch’ è in Maccheda , egli disse : Rotolate delle grosse pietre alla bocca della spelonca , e ordinate presso di essa degli uomini per guardarli . Ma voi non restate ; perseguitate i vostri nemici , e uccidete quelli che restano dietro ; non lasciate ch’ entrino nelle lor città ; perciocchè il Signore Iddio vostro ve li ha dati nelle mani . E , dopo che Giosuè , e i figliuoli d’ Israele , ebbero finito di sconfiggerli d’ una molto grande sconfitta , finchè furono del tutto distrutti , e che quelli di loro che scamparono si furono salvati , entrando nelle città forti , tutto il popolo ritornò a Giosuè nel campo , in Maccheda , in pace ; niuno mosse pur la lingua contro ad alcuno de’ figliuoli d’ Israele . Allora Giosuè disse : Aprite la bocca della spelonca , e traete fuori di essa quei cinque re , e menateli a me . E così fu fatto . E que’ cinque re furono tratti fuori della spelonca , e menati a Giosuè , cioè : il re di Gerusalemme , il re di Hebron , il re di Iarmut , il re di Lachis , e il re di Eglon . E , dopo che quei re furono tratti fuori , e menati a Giosuè , Giosuè chiamò tutti gli uomini d’ Israele , e disse a’ capitani della gente di guerra ch’ erano andati con lui : Accostatevi , mettete i piedi sul collo di questi re . Ed essi si accostarono , e misero i piedi sul collo loro . E Giosuè disse loro : Non temete , e non vi spaventate ; siate valenti , e fortificatevi ; perciocchè così farà il Signore a tutti i vostri nemici contro ai quali voi combattete . Poi Giosuè percosse quei re , e li fece morire , e li appiccò a cinque forche , alle quali stettero appiccati infino alla sera . E in sul tramontar del sole , per comandamento di Giosuè furon messi giù dalle forche , e gittati nella spelonca , nella quale si erano nascosti ; e furon poste delle pietre grandi alla bocca della spelonca , le quali vi son restate infino a questo giorno . Giosuè prese ancora Maccheda in quel dì , e la percosse , mettendola a fil di spada ; e distrusse nel modo dell’ interdetto il re di essa insieme con gli abitanti , e ogni anima ch’ era dentro ; egli non ne lasciò alcuno in vita ; e fece al re di Maccheda , come avea fatto al re di Gerico . Poi Giosuè , con tutto Israele , passò di Maccheda in Libna , e la combattè . E il Signore la diede anch’ essa , insieme col suo re , nelle mani d’ Israele ; ed egli la mise a fil di spada , con tutte le anime ch’ erano dentro ; egli non ne lasciò alcuno in vita ; e fece al re di essa , come avea fatto al re di Gerico . Poi Giosuè , con tutto Israele , passò di Libna in Lachis , e si accampò davanti , e la combattè . E il Signore diede Lachis nelle mani d’ Israele , ed egli la prese al secondo giorno , e la mise a fil di spada , con tutte le anime ch’ erano dentro , interamente come avea fatto a Libna . Allora Horam , re di Ghezer , salì per soccorrer Lachis ; ma Giosuè percosse lui e il suo popolo , fino a non lasciargli alcuno in vita . Poi Giosuè , con tutto Israele , passò di Lachis in Eglon , e si accampò davanti , e la comabattè . E la prese in quell’ istesso giorno , e la mise a fil di spada ; e distrusse in quel dì al modo dell’ interdetto tutte le anime ch’ erano dentro , interamente come avea fatto a Lachis . Poi Giosuè , con tutto Israele , salì di Eglon in Hebron , e la combattè . E la prese e la mise a fil di spada , insieme col suo re , e con tutte le sue città , e con tutte le anime ch’ erano dentro ; egli non ne lasciò alcuno in vita , interamente come avea fatto ad Eglon ; e la distrusse al modo dell’ interdetto , con tutte le anime ch’ erano dentro . Poi Giosuè , con tutto Israele , si rivolse verso Debir , e la combattè . E la prese , insieme col suo re , e con tutte le sue città ; e le mise a fil di spada ; e distrusse al modo dell’ interdetto tutte le anime ch’ erano dentro ; egli non ne lasciò alcuno in vita ; egli fece a Debir , e al suo re , come avea fatto a Hebron , e come avea fatto a Libna , e al suo re . Giosuè dunque percosse tutto quel paese , la contrada del monte , e del Mezzodì , e della pianura , e delle pendici dei monti , insieme con tutti i re loro ; egli non ne lasciò alcuno in vita ; anzi distrusse al modo dell’ interdetto ogni anima , come il Signore Iddio d’ Israele avea comandato . Così Giosuè li percosse da Cades-barnea fino a Gaza ; e tutto il paese di Gosen , fino a Gabaon . E Giosuè prese tutti quei re , e il lor paese ad una volta ; perciocchè il Signore Iddio d’ Israele combatteva per Israele . Poi Giosuè , con tutto Israele , ritornò al campo , in Ghilgal . OR come Iabin , re di Hasor , ebbe intese queste cose , mandò a Iobab , re di Madon , e al re di Simron , e al re di Acsaf ; e ai re ch’ erano dal Settentrione , nel monte , e nella campagna , dal Mezzodì di Chinneret , e nella pianura , e nelle contrade di Dor , dall’ Occidente ; al Cananeo , dall’ Oriente , e dall’ Occidente , e all’ Amorreo , e all’ Hitteo , e al Ferizzeo , e al Gebuseo , ch’ era nel monte , e all’ Hivveo , ch’ era sotto Hermon , nel paese di Mispa . Ed essi uscirono fuori , con tutti i loro eserciti , ch’ erano una gran gente , come la rena ch’ è in su la riva del mare , in moltitudine , e con cavalli e carri , in grandissimo numero . E tutti questi re , convenutisi insieme , vennero , e si accamparono insieme presso alle acque di Merom , per combattere contro ad Israele . E il Signore disse a Giosuè : Non temer di loro ; perciocchè domani intorno a questo tempo io farò che tutti saranno uccisi nel cospetto d’ Israele ; taglia i garetti a’ lor cavalli , e abbrucia col fuoco i lor carri . Giosuè adunque , con tutta la gente di guerra , venne di subito improvviso contro a loro alle acque di Merom , e li assaltò . E il Signore li diede nelle mani d’ Israele ; ed essi li percossero , e li perseguitarono fino a Sidon la gran città , e alle Acque calde , e fino alla valle di Mispa , verso Oriente ; e li percossero in modo che non ne lasciarono alcuno in vita . E Giosuè fece loro come il Signore gli avea detto ; egli tagliò i garetti a’ lor cavalli , e bruciò i lor carri col fuoco . In quel tempo ancora Giosuè , ritornandosene , prese Hasor , e percosse il re di essa con la spada ; perciocchè Hasor era stata per addietro il capo di tutti que’ regni . Mise eziandio ogni anima ch’ era dentro a fil di spada , distruggendole al modo dell’ interdetto ; non vi restò alcun’ anima ; e Giosuè bruciò Hasor col fuoco . Giosuè prese parimente tutte le città di quei re , e tutti i re di esse ; e li mise a fil di spada , e li distrusse al modo dell’ interdetto ; come Mosè , servitor del Signore , avea comandato . Solo Israele non bruciò alcuna delle città ch’ erano rimaste in piè , fuor che Hasor sola , la quale Giosuè bruciò . E i figliuoli d’ Israele predarono per loro tutte le spoglie di quelle città , e il bestiame ; ma misero a fil di spada tutti gli uomini , finchè li ebbero sterminati ; non lasciarono alcun’ anima in vita . Come il Signore avea comandato a Mosè , suo servitore , così comandò Mosè a Giosuè , e così fece Giosuè ; egli non tralasciò cosa alcuna di tutto ciò che il Signore avea comandato a Mosè . Giosuè adunque prese tutto quel paese , il monte , e tutta la contrada meridionale , e tutto il paese di Gosen , e la pianura , e la campagna , e il monte d’ Israele , e la sua pianura ; dal monte Halac , che sale verso Seir , infino a Baal-gad , nella valle del Libano , sotto il monte di Hermon ; prese ancora tutti i re di quel paese , e li percosse e li fece morire . Giosuè fece guerra con tutti quei re per un lungo tempo . Ei non vi fu città alcuna che facesse pace co’ figliuoli d’ Israele , fuor che gli Hivvei , abitanti di Gabaon : essi presero tutte l’ altre per forza d’ arme . Perciocchè dal Signore procedeva che coloro induravano il cuor loro , per venire a battaglia con Israele ; acciocchè egli li distruggesse al modo dell’ interdetto , e non vi fosse grazia alcuna per loro , anzi fossero sterminati ; come il Signore avea comandato a Mosè . Giosuè ancora , in quel tempo , venne , e distrusse gli Anachiti del monte di Hebron , di Debir , di Anab , e di tutto il monte di Giuda , e di tutto il monte d’ Israele . Giosuè li distrusse al modo dell’ interdetto , insieme con le lor città . Non restarono alcuni Anachiti nel paese de’ figliuoli d’ Israele ; sol ne restarono in Gaza , in Gat , e in Asdod . Giosuè adunque prese tutto il paese , interamente come il Signore avea detto a Mosè , e lo diede in eredità a Israele , secondo i loro spartimenti , a tribù a tribù . E il paese ebbe riposo della guerra . OR questi sono i re del paese , i quali i figliuoli d’ Israele percossero , e il cui paese possedettero di là dal Giordano , dal sol levante , dal torrente di Arnon fino al monte di Hermon , e tutta la campagna verso Oriente . Cioè : Sihon , re degli Amorrei , che abitava in Hesbon , il qual signoreggiava da Aroer , che è in su la riva del torrente di Arnon , e nella città che è in mezzo del torrente , e nella metà di Galaad , fino al torrente di Iabboc , che è il confine de’ figliuoli di Ammon ; e nella campagna , fino al mare di Chinneret , verso Oriente ; e infino al mar della campagna , che è il mar salso , altresì verso Oriente , traendo verso Bet-iesimot ; e dal lato meridionale , fin sotto le pendici di Pisga ; E il paese d’ Og , re di Basan , che era del rimanente de’ Rafei , il quale abitava in Astarot , e in Edrei , e signoreggiava nel monte di Hermon , e in Salca , e in tutto Basan , fino a’ confini de’ Ghesuriti , e de’ Maacatiti , e nella metà di Galaad , che era il confine di Sihon , re di Hesbon . Mosè , servitor del Signore , e i figliuoli d’ Israele , percossero questi re ; e Mosè , servitor del Signore , diede il paese loro a possedere a’ Rubeniti , ed a’ Gaditi , e alla metà della tribù di Manasse . E questi sono i re del paese , i quali Giosuè , e i figliuoli d’ Israele percossero di qua dal Giordano , verso Occidente , da Baal-gad , nella valle del Libano , infino al monte Halac , che sale verso Seir ; il qual paese Giosuè diede a possedere alle tribù d’ Israele , secondo i loro spartimenti ; cioè , il paese del monte , e della pianura , e della campagna , e delle pendici de’ monti , e del deserto , e della parte meridionale ; il paese degli Hittei , degli Amorrei , de’ Cananei , de’ Ferizzei , degli Hivvei , e de’ Gebusei . Un re di Gerico ; un re d’ Ai , la quale è allato di Betel ; un re di Gerusalemme ; un re di Hebron ; un re di Iarmut ; un re di Lachis ; un re d’ Eglon ; un re di Ghezer ; un re di Debir ; un re di Gheder ; un re di Horma ; un re di Arad ; un re di Libna ; un re di Adullam ; un re di Maccheda ; un re di Betel ; un re di Tappua ; un re di Hefer ; un re di Afec ; un re di Lassaron ; un re di Madon ; un re di Hasor ; un re di Simron-meron ; un re di Acsaf ; un re di Taanac ; un re di Meghiddo ; un re di Chedes ; un re di Iocneam , presso di Carmel ; un re di Dor , nella contrada di Dor ; un re di Goim , presso di Ghilgal ; un re di Tirsa . In tutto trentun re . ORA , quando Giosuè fu diventato vecchio ed attempato , il Signore disse : Tu sei diventato vecchio ed attempato , e vi resta ancora molto gran paese a conquistare . Quest’ è il paese che resta : tutte le contrade de’ Filistei , e tutto il paese de’ Ghesuriti ; da Sihor , che è a fronte all’ Egitto , fino a’ confini di Ecron , verso Settentrione , il paese è riputato de’ Cananei ; cioè : i cinque principati de’ Filistei , quel di Gaza , quel di Asdod , quel di Ascalon , quel di Gat , e quel di Ecron , e gli Avvei ; dal Mezzodì , tutto il paese de’ Cananei , e Meara , che è de’ Sidonii , fino ad Afec , fino a’ confini degli Amorrei ; e il paese de’ Ghiblei , e tutto il Libano , dal Sol levante , da Baal-gad , che è sotto il monte di Hermon , fino all’ entrata di Hamat ; tutti gli abitanti del monte , dal Libano fino alle Acque calde ; e tutti i Sidonii . Io li caccerò dal cospetto dei figliuoli d’ Israele ; spartisci pur questo paese a sorte ad Israele per eredità , come io t’ ho comandato . Ora dunque spartisci questo paese a nove tribù , e alla metà della tribù di Manasse , in eredità . I Rubeniti , e i Gaditi , con l’ altra metà della tribù di Manasse , hanno ricevuta la loro eredità , la quale Mosè ha data loro , di là dal Giordano , verso Oriente ; secondo che Mosè , servitor del Signore , l’ ha data loro ; da Aroer , che è in sulla riva del torrente di Arnon , e la città che è in mezzo del torrente , e tutta la pianura di Medeba , fino a Dibon ; e tutte le città di Sihon , re degli Amorrei , il qual regnò in Hesbon , fino a’ confini dei figliuoli di Ammon ; e Galaad , e le contrade de’ Ghesuriti , e de’ Maacatiti , e tutto il monte di Hermon , e tutto Basan , fino a Salca ; tutto il regno d’ Og in Basan , il qual regnò in Astarot , e in Edrei , ed era restato del rimanente dei Rafei ; Mosè percosse questi re , e li scacciò . Or i figliuoli d’ Israele non cacciarono i Ghesuriti , nè i Maacatiti ; anzi i Ghesuriti ed i Maacatiti son dimorati per mezzo Israele fino al dì d’ oggi . Solo alla tribù di Levi Mosè non diede alcuna eredità ; i sacrificii da ardere del Signore Iddio d’ Israele son la sua eredità , come egli ne ha parlato . Mosè adunque diede eredità alla tribù de’ figliuoli di Ruben , secondo le lor nazioni . E i lor confini furono da Aroer , che è in su la riva del torrente di Arnon , e la città che è in mezzo del torrente , e tutta la pianura fino a Medeba ; Hesbon , e tutte le sue città che son nella pianura ; Dibon , e Bamot-baal , e Bet-baal-meon ; e Iasa , e Chedemot , e Mefaat ; e Chiriataim , e Sibma , e Seret-sahar , nel monte della valle ; e Bet-peor , e Asdot-pisga , e Bet-iesimot ; e tutte le città della pianura , e tutto il regno di Sihon , re degli Amorrei , che avea regnato in Hesbon , il qual Mosè percosse , insieme co’ principi di Madian , Evi , e Rechem , e Sur , e Hur , e Reba , ch’ erano principi vassalli di Sihon , e abitavano nel paese . I figliuoli d’ Israele uccisero ancora con la spada Balaam , figliuolo di Beor , indovino , insieme con gli altri uccisi d’ infra i Madianiti . E i confini de’ figliuoli di Ruben furono il Giordano e i confini . Questa fu l’ eredità de’ figliuoli di Ruben , secondo le lor nazioni , cioè : quelle città e le lor villate . Mosè diede ancora eredità alla tribù di Gad , a’ figliuoli di Gad , secondo le lor nazioni . E la lor contrada fu Iaser , e tutte le città di Galaad , e la metà del paese de’ figliuoli di Ammon , fino ad Aroer , che è a fronte a Rabba ; e da Hesbon fino a Ramatmispe , e Betonim ; e da Mahanaim fino a’ confini di Debir ; e nella valle , Bet-haram , e Bet-nimra , e Succot , e Safon , il rimanente del regno di Sihon , re di Hesbon ; lungo il Giordano e i confini , infino all’ estremità del mare di Chinneret , di là dal Giordano , verso Oriente . Questa fu l’ eredità dei figliuoli di Gad , secondo le lor nazioni , cioè : quelle città e le lor villate . Mosè diede ancora eredità alla metà della tribù di Manasse : quella fu per la metà della tribù de’ figliuoli di Manasse , secondo le lor nazioni . La lor contrada fu da Mahanaim , tutto Basan , tutto il regno d’ Og , re di Basan , e tutte le villate di Iair , che sono in Basan , che sono sessanta terre ; e la metà di Galaad , e Astarot , ed Edrei , città del regno d’ Og , in Basan . Tutto ciò fu dato a’ figliuoli di Machir , figliuolo di Manasse , cioè : alla metà de’ figliuoli di Machir , secondo le lor nazioni . Queste son le contrade che Mosè diede per eredità , nelle campagne di Moab , di là dal Giordano di Gerico , verso Oriente . Ma egli non diede alcuna eredità ai figliuoli di Levi ; il Signore Iddio d’ Israele è la loro eredità , come egli ne ha lor parlato . OR queste son le terre che i figliuoli d’ Israele ebbero per eredità nel paese di Canaan , le quali il Sacerdote Eleazaro , e Giosuè , figliuolo di Nun , e i Capi delle nazioni paterne delle tribù de’ figliuoli d’ Israele , diedero loro a possedere . La loro eredità scadde loro a sorte , come il Signore avea comandato per Mosè , cioè : a nove tribù , e ad una mezza tribù . Perciocchè Mosè avea data a due tribù , e ad una mezza tribù , eredità di là dal Giordano ; e non avea data alcuna eredità a Levi per mezzo essi . Ma i figliuoli di Giuseppe facevano due tribù , Manasse ed Efraim ; e non fu data a’ Leviti alcuna parte nel paese , se non delle città per abitare , insieme co’ lor contorni , per i lor bestiami , e per gli altri lor beni . Come il Signore avea comandato a Mosè , così fecero i figliuoli d’ Israele , e spartirono il paese . Ora , i figliuoli di Giuda vennero a Giosuè in Ghilgal ; e Caleb , figliuolo di Gefunne , Chenizzeo , gli disse : Tu sai ciò che il Signore disse a Mosè , uomo di Dio , intorno a me , e intorno a te , in Cades-barnea . Io era d’ età di quarant’ anni , quando Mosè , servitor del Signore , mi mandò da Cades-barnea , per ispiare il paese ; ed io gli rapportai la cosa , come io l’ avea nell’ animo . Ora i miei fratelli , ch’ erano andati meco , facevano venir meno il cuore al popolo ; ma io seguitai appieno il Signore Iddio mio . Laonde Mosè in quel giorno giurò , dicendo : Se la terra , sopra la quale il tuo piede è camminato , non è tua , e dei tuoi figliuoli , per eredità in perpetuo ; perciocchè tu hai appieno seguitato il Signore Iddio mio . E ora , ecco , il Signore mi ha conservato in vita , come egli ne avea parlato . Già son quarantacinque anni , da che il Signore disse quello a Mosè , quando Israele andò nel deserto ; e ora , ecco , io sono oggi d’ età d’ ottantacinque anni . Io sono infino ad oggi ancora forte , come io era al giorno che Mosè mi mandò ; le mie forze , per la guerra , e per andare e per venire , sono oggi le medesime ch’ erano allora . Ora dunque dammi questo monte , del quale il Signore parlò in quel giorno ; perciocchè tu udisti in quel giorno che gli Anachiti sono là , e che vi sono delle città grandi e forti ; forse il Signore sarà meco , e io li scaccerò , come il Signore ne ha parlato . E Giosuè benedisse Caleb , figliuolo di Gefunne , e gli diede Hebron per eredità . Perciò Caleb , figliuolo di Gefunne , Chenizzeo , ha avuto Hebron per eredità , fino al dì d’ oggi ; perchè egli avea appieno seguitato il Signore Iddio d’ Israele . Ora il nome di Hebron era stato per addietro Chiriat-Arba ; il quale Arba era stato un grand’ uomo fra gli Anachiti . E il paese ebbe riposo della guerra . OR questa fu la sorte della tribù de’ figliuoli di Giuda , per le lor nazioni : L’ estremità del lor paese verso il Mezzodì fu il deserto di Sin , a’ confini di Edom , verso il Mezzodì . Così ebbero per confine dal Mezzodì , l’ estremità del mar salso , dalla punta che riguarda verso il Mezzodì . E questo confine procedeva verso il Mezzodì , alla salita di Acrabbim , e passava fino a Sin ; e dal Mezzodì saliva a Cades-barnea , e passava in Hesron ; e di là saliva in Adar , e poi si volgeva verso Carcaa ; poi passava verso Asmon , e si stendeva fino al Torrente di Egitto , e questo confine faceva capo al mare . Questo sarà , disse Giosuè , il vostro confine meridionale . E il confine orientale fu il mar salso , fino all’ estremità del Giordano . E il confine dal lato settentrionale fu dalla punta di quel mare , la quale è all’ estremità del Giordano . E questo confine saliva in Bet-hogla , e passava dal lato settentrionale di Bet-araba , e di là saliva al Sasso di Bohan Rubenita ; poi saliva in Debir , dalla valle di Acor ; e dal Settentrione riguardava verso Ghilgal , che è dirimpetto alla salita di Adummim , che è dal lato meridionale del torrente ; poi questo confine passava alle acque di En-semes , e faceva capo ad En-roghel . Poi questo confine saliva alla valle de’ figliuoli di Hinnom , allato alla città de’ Gebusei , dal Mezzodì , la quale è Gerusalemme ; e di là saliva alla sommità del monte , che è dirimpetto alla valle di Hinnom , verso l’ Occidente , il quale è all’ estremità della valle de’ Rafei , verso il Settentrione . Poi questo confine girava dalla sommità di quel monte , verso la fonte delle acque di Neftoa , e procedeva verso le città del monte di Efron ; poi girava verso Baala , che è Chiriat-iearim . Poi questo confine si volgeva da Baala verso Occidente , al monte di Seir , e passava fino allato al monte di Iearim dal Settentrione , nel luogo detto Chesalon ; poi scendeva in Bet-semes , e passava in Timna . Poi questo confine procedeva al canto di Ecron , verso il Settentrione , e girava verso Siccheron , e passava al monte Baala , e si stendeva fino a Iabneel , e faceva capo al mare . E il confine dall’ Occidente era il mar grande , e i confini . Questi furono i confini de’ figliuoli di Giuda d’ ogni intorno , secondo le lor nazioni . Or Giosuè avea data a Caleb , figliuolo di Gefunne , una porzione nel mezzo dei figliuoli di Giuda , secondo il comandamento fattogli dal Signore , cioè : Chiriat-Arba , il quale Arba fu padre di Anac ; essa è Hebron . E Caleb scacciò di là i tre figliuoli di Anac , Sesai , ed Ahiman , e Talmai , nati di Anac . E di là egli salì agli abitanti di Debir , il cui nome per addietro era stato Chiriat-sefer . E Caleb disse : Chi percoterà Chiriat-sefer , e la prenderà , io gli darò Asca , mia figliuola , per moglie . E Otniel , figliuolo di Chenaz , fratello di Caleb , la prese ; e Caleb gli diede Acsa , sua figliuola , per moglie . E quando ella venne a marito , indusse Otniel a domandare un campo a suo padre ; poi ella si gittò giù d’ in su l’ asino ; e Caleb le disse : Che hai ? Ed ella disse : Fammi un dono ; conciossiachè tu m’ abbi data una terra asciutta , dammi anche delle fonti d’ acque . Ed egli le donò delle fonti ch’ erano disopra , e delle fonti ch’ erano disotto . Quest’ è l’ eredità della tribù de’ figliuoli di Giuda , secondo le lor nazioni . Nell’ estremità della contrada della tribù de’ figliuoli di Giuda , a’ confini di Edom , verso il Mezzodì , v’ erano queste città : Cabseel , ed Eder , e Iagur ; e China , e Dimona , e Adada ; e Chedes , e Hasor , e Itnan ; e Zif , e Telem , e Bealot ; e Hasor-hadatta e Cheriot Hesron è Hasor ; e Amam e Sema , e Molada ; e Hasar-gadda , e Hesmon , e Betpelet ; e Hasar-sual , e Beerseba , e Biziotia ; e Baala , e Iim , ed Esem ; ed Eltolad , e Chesil , e Horma ; e Siclag , e Madmanna , e Sansanna ; e Labaot , e Silhim , e Ain , e Rimmon ; in tutto ventinove città , con le lor villate . Nella pianura v’ erano queste città : Estaol , e Sorea , e Asna ; e Zanoa , ed En-gannim , e Tappua , ed Enam ; e Iarmut , e Adullam , e Soco , e Azeca ; e Saaraim , e Aditaim , e Ghedera , e Ghederotaim ; quattordici città , con le lor villate . Poi Senan , e Hadasa , e Migdal-Gad ; e Dilan , e Mispe , e Iocteel ; e Lachis , e Boscat , ed Eglon ; e Cabbon , e Lamas , e Chitlis ; e Ghederot , e Bet-Dagon , e Naama , e Maccheda ; sedici città con le lor villate . Poi Libna , ed Eter , e Asan ; e Ifta , e Asna , e Nesib ; e Cheila , e Aczib , e Maresa ; nove città , con le lor villate ; poi Ecron , e le terre del suo territorio , e le sue villate ; da Ecron , e verso il mare , tutte le città che sono presso di Asdod , con le lor villate . Poi Asdod , e le terre del suo territorio , e le sue villate ; Gaza , e le terre del suo territorio , e le sue villate , infino al Torrente di Egitto , e al mar grande , e i confini . E nel monte v’ erano queste città : Samir , e Iattir , e Soco ; e Danna , e Chiriat-sanna , che è Debir ; e Anab , ed Estemo , e Anim ; e Gosen , e Holon , e Ghilo ; undici città , con le lor villate . Poi Arab , e Duma , ed Esan ; e Ianum , e Bet-tappua , e Afeca ; e Humta , e Chiriat-Arba , che è Hebron , e Sior ; nove città , con le lor villate . Poi Maon , e Carmel , e Zif , e Iuta ; e Izreel , e Iocdeam , e Zanoa ; e Cain , e Ghibea , e Timna ; dieci città , con le lor villate ; poi Halhul , e Bet-sur , e Ghedor ; e Maarat , e Bet-anot , ed Eltecon ; sei città , con le lor villate . Poi Chiriat-baal , che è Chiriat-iearim , e Rabba ; due città , con le lor villate . Nel deserto v’ erano queste città : Bet-araba , e Middin , e Secaca ; e Nibsan , e la Città del sale , ed Enghedi ; sei città , con le lor villate . Or i figliuoli di Giuda non poterono scacciare i Gebusei che abitavano in Gerusalemme ; perciò i Gebusei son dimorati in Gerusalemme co’ figliuoli di Giuda , infino a questo giorno . POI fu tratta la sorte per li figliuoli di Giuseppe , e la lor parte scadde loro dal Giordano di Gerico , presso delle acque di Gerico , verso il Levante , traendo verso il deserto che sale da Gerico per li monti di Betel . E questo confine si stendeva da Betel verso Luz ; poi passava lungo i confini degli Archei , fino ad Atarot ; poi scendeva verso Occidente , a’ confini de’ Giafletei , fino a’ confini di Bet-horon disotto , e fino a Ghezer ; e faceva capo al mare . Così i figliuoli di Giuseppe , Manasse , ed Efraim , ebbero la loro eredità . Or il confine de’ figliuoli di Efraim , distinti per le lor nazioni ; il confine , dico , della loro eredità , dall’ Oriente , fu Atrot-addar , fino a Bet-horon disopra . E questo confine si stendeva dal Settentrione verso l’ Occidente , fino a Micmetat ; e dall’ Oriente si volgeva verso Taanat-Silo , e da quel luogo passava dall’ Oriente fino a Ianoa . Poi scendeva da Ianoa in Atarot , e Naarat , e s’ incontrava in Gerico , e faceva capo al Giordano . Questo confine andava da Tappua verso Occidente , fino alla valle delle canne , e faceva capo al mare . Questa fu l’ eredità della tribù de’ figliuoli di Efraim , secondo le lor nazioni . Oltre alle città che furon messe da parte per li figliuoli di Efraim per mezzo l’ eredità de’ figliuoli di Manasse ; tutte queste città , dico , con le lor villate . Or essi non iscacciarono i Cananei che abitavano in Ghezer : laonde que’ Cananei son dimorati per mezzo Efraim infino a questo giorno , e sono stati fatti tributari . E LA sorte che scadde alla tribù di Manasse quantunque egli fosse il primogenito di Giuseppe , fu questa : Alla nazione di Machir , primogenito di Manasse , padre di Galaad , perchè erano uomini di guerra , scadde Galaad , e Basan . Poi scadde la sorte agli altri figliuoli di Manasse , secondo le lor nazioni , cioè : a’ figliuoli di Abiezer , e a’ figliuoli di Helec , e a’ figliuoli di Asriel , e a’ figliuoli di Sechem , e a’ figliuoli di Hefer , e a’ figliuoli di Semida . Questi furono i figliuoli maschi di Manasse , figliuoli di Giuseppe , distinti per le lor nazioni . Or Selofad , figliuolo di Hefer , figliuolo di Galaad , figliuolo di Machir , figliuolo di Manasse , non ebbe figliuoli , ma sol figliuole ; delle quali i nomi sono Mahala , Noa , Hogla , Milca e Tirsa . Ed esse si presentarono davanti al Sacerdote Eleazaro , e davanti a Giosuè , figliuolo di Nun , e davanti a’ principali , dicendo : Il Signore comandò a Mosè di darci eredità per mezzo i nostri fratelli . Giosuè adunque diede loro eredità per mezzo i fratelli di lor padre , secondo il comandamento del Signore . Scaddero adunque dieci parti a Manasse , oltre al paese di Galaad e di Basan , ch’ è di là dal Giordano ; perciocchè quelle figliuole di Manasse ebbero eredità per mezzo i figliuoli di esso ; e il paese di Galaad fu per lo rimanente de’ figliuoli di Manasse . E il confine di Manasse , dal lato di Aser , fu Micmetat , che è dirimpetto a Sichem ; poi questo confine andava a man destra verso gli abitanti di Entappua . Il paese di Tappua fu di Manasse ; ma Tappua , che è a’ confini di Manasse , fu de’ figliuoli di Efraim . Poi quel confine scendeva alla Valle delle canne ; le città dal lato meridionale di detta valle furono di Efraim , per mezzo le città di Manasse ; ma il confine di Manasse fu dal Settentrione di essa valle , e faceva capo al mare . Quello ch’ era verso il Mezzodì fu di Efraim , e quello ch’ era verso il Settentrione fu di Manasse ; e il mare era il lor confine ; e dal Settentrione confinavano con Ascer , e dall’ Oriente con Issacar . E Manasse ebbe in quel d’ Issacar , e in quel di Aser , Bet-sean , e le terre del suo territorio ; e Ibleam , e le terre del suo territorio ; e gli abitanti di Dor , e le terre del suo territorio ; e gli abitanti di Endor , e le terre del suo territorio ; e gli abitanti di Taanac , e le terre del suo territorio ; e gli abitanti di Meghiddo , e le terre del suo territorio ; che sono tre contrade . Or i figliuoli di Manasse non poterono scacciar gli abitanti di quelle città ; anzi i Cananei si misero in cuore di abitare in quel paese . Ma , dopo che i figliuoli d’ Israele si furono rinforzati , fecero tributari i Cananei ; ma pur non li scacciarono . Or i figliuoli di Giuseppe parlarono a Giosuè , dicendo : Perchè mi hai tu data per eredità una sola sorte , ed una sola parte , poichè io sono un gran popolo , secondo che il Signore mi ha benedetto infino ad ora ? E Giosuè disse loro : Se tu sei un gran popolo , sali al bosco , e sboscati delle terre nel paese de’ Ferizzei , e dei Rafei , poichè il monte di Efraim è troppo stretto per te . E i figliuoli di Giuseppe dissero : Quel monte non ci basta ; e in tutte le città de’ Cananei , che stanno nel paese della pianura , vi sono de’ carri di ferro ; quelli che stanno in Bet-sean , e nelle terre del suo territorio , e quelli che stanno nelle valle d’ Izreel ne hanno anch’ essi . Ma Giosuè parlò alla casa di Giuseppe , ad Efraim , ed a Manasse , dicendo : Tu sei un gran popolo , ed hai gran forze ; tu non avrai una sola porzione . Perciocchè il monte sarà tuo , e se quello è un bosco , sboscalo , e sarà tuo , quanto egli si stenderà ; perciocchè tu ne scaccerai i Cananei , benchè abbiano dei carri di ferro , e sieno potenti . POI tutta la raunanza de’ figliuoli d’ Israele si adunò in Silo , e quivi posarono il Tabernacolo della convenenza . Or bene aveano soggiogato il paese ; ma restavano ancora fra i figliuoli d’ Israele sette tribù , alle quali non era stata assegnata la parte della loro eredità . Laonde Giosuè disse a’ figliuoli d’ Israele : Infino a quando starete voi a bada , senza entrare a possedere il paese , il quale il Signore Iddio de’ padri vostri vi ha dato ? Ordinatevi tre uomini per tribù , ed io li manderò , acciocchè si levino , e vadano attorno per lo paese , e lo descrivano , secondo l’ eredità che hanno da avere ; e poi ritorneranno a me . E partiranno il paese in sette parti : Giuda rimarrà ne’ suoi confini dal Mezzodì , e la casa di Giuseppe rimarrà ne’ suoi confini dal Settentrione . Voi dunque fate una descrizione del paese , spartendolo in sette parti , e portatemela qua , e io vi trarrò qui le sorti , nel cospetto del Signore Iddio nostro . Perciocchè i Leviti non hanno da aver parte alcuna per mezzo voi , conciossiachè il sacerdozio del Signore sia la loro eredità ; e Gad , e Ruben , e la metà della tribù di Manasse , hanno già ricevuta la loro eredità di là dal Giordano , verso Oriente , la quale Mosè , servitor del Signore , ha data loro . Quegli uomini adunque si levarono , e andarono ; e Giosuè comandò a quelli che andavano a descrivere il paese , dicendo : Andate , e camminate attorno per lo paese , e fatene la descrizione ; e poi ritornate a me , e io vi trarrò qui le sorti davanti al Signore , in Silo . E quegli uomini andarono , e traversarono il paese , e lo descrissero a città a città in un libro , facendone sette parti ; poi ritornarono a Giosuè nel campo in Silo . E Giosuè trasse loro le sorti , in Silo , davanti al Signore , e quivi spartì il paese a’ figliuoli d’ Israele , assegnando a ciascuna tribù la sua parte . E LA sorte della tribù de’ figliuoli di Beniamino , secondo le lor nazioni , fu tratta fuori ; e i confini della lor sorte scaddero fra i figliuoli di Giuda e i figliuoli di Giuseppe . E dal lato settentrionale , il lor confine fu dal Giordano ; e quel confine saliva allato a Gerico , dal Settentrione ; poi saliva per lo monte , verso l’ Occidente , e faceva capo a Bet-aven , verso il deserto . E di là passava verso Luz , allato a Luz che è Betel , verso il Mezzodì ; poi scendeva in Atrot-addar , presso al monte , che è dal lato meridionale di Bet-horon disotto . Poi questo confine girava , e si rivolgeva al canto occidentale , verso il Mezzodì , dal monte che è dirimpetto a Bet-horon , dal Mezzodì , e faceva capo a Chiriat-Baal , che è Chiriat-iearim , città de’ figliuoli di Giuda . Questo era il canto occidentale . E il lato meridionale era dall’ estremità di Chiriat-iearim ; e questo confine si stendeva verso l’ Occidente , fino alla fonte delle acque di Neftoa . Poi scendeva all’ estremità del monte che è a fronte alla valle de’ figliuoli di Hinnom , che è nella valle de’ Rafei verso il Settentrione ; poi scendeva per la valle di Hinnom fino allato alla città de’ Gebusei verso il Mezzodì , e di là scendeva in En-roghel . E dal Settentrione girava , e si stendeva fino ad En-semes ; e di là a Ghelilot , che è a fronte alla salita di Adummim ; poi scendeva al Sasso di Bohan Rubenita . Poi passava al lato che è dirimpetto alla campagna verso il Settentrione , e scendeva alla campagna . Poi questo confine passava allato a Bet-hogla , verso il Settentrione , e faceva capo alla punta del mar salso , la quale è verso il Settentrione , all’ estremità del Giordano , verso il Mezzodì . Questo fu il confine meridionale . E il Giordano faceva confine a Beniamino dal lato orientale . Questa fu l’ eredità de’ figliuoli di Beniamino , per li suoi confini d’ ogn’ intorno , secondo le lor nazioni . E queste città furono date alla tribù de’ figliuoli di Beniamino , secondo le lor nazioni : Gerico , e Bet-Hogla , e la valle di Chesis ; e Bet-araba , e Semaraim , e Betel ; e Avvim , e Para , ed Ofra ; e Chefar-ammonai , ed Ofni , e Gheba ; dodici città , con le lor villate ; poi Ghibon , e Rama , e Beerot ; e Mispe , e Chefira , e Mosa ; e Rechem , e Irpeel , e Tareala ; e Sela , ed Elef , e la città dei Gebusei , che è Gerusalemme , e Ghibeat , e Chiriat ; quattordici città , con le lor villate . Questa fu l’ eredità de’ figliuoli di Beniamino , secondo le lor nazioni . POI la seconda sorte fu tratta per Simeone , per la tribù de’ figliuoli di Simeone , secondo le lor nazioni ; e la loro eredità fu per mezzo l’ eredità dei figliuoli di Giuda . Ed ebbero nella loro eredità Beer-seba , e Seba e Molada ; e Hasar-sual , e Bala , ed Esem ; ed Eltolad , e Betul , e Horma ; e Siclag , e Bet-marcabot , e Hasar-susa ; e Bet-lebaot , e Saruhem ; tredici città , con le lor villate ; poi Ain , e Rimmon , ed Eter , e Asan ; quattro città , con le lor villate ; e tutte le villate ch’ erano d’ intorno a queste città , fino a Baalat-beer , che è Rama meridionale . Questa fu l’ eredità della tribù de’ figliuoli di Simeone , secondo le lor nazioni . L’ eredità de’ figliuoli di Simeone fu tolta della parte de’ figliuoli di Giuda ; perciocchè la parte de’ figliuoli di Giuda era troppo grande per loro ; perciò i figliuoli di Simeone ebbero la loro eredità per mezzo l’ eredità di essi . POI la terza sorte fu tratta per li figliuoli di Zabulon , secondo le lor nazioni ; e il confine della loro eredità fu infino a Sarid . E il lor confine saliva verso il mare , fino a Mareala ; e si scontrava in Dabbeset , e giungeva al torrente , che è dirincontro a Iocneam . E da Sarid si volgeva verso il Levante , a’ confini di Chislot-tabor ; e si stendeva verso Dabrat , e saliva in Iafia ; e di là passava verso il Levante in Ghitta-hefer , e Itta-casin ; poi , girando verso Nea , si stendeva fino a Rimmon ; poi quel confine si volgeva dal Settentrione verso Hannaton , e faceva capo alla valle d’ Iftael ; e comprendeva Cattat , e Nahalal , e Simron , e Ideala , e Betlehem ; dodici città , con le lor villate . Questa fu l’ eredità de’ figliuoli di Zabulon , secondo le lor nazioni , cioè : queste città , con le lor villate . LA quarta sorte fu tratta per Issacar , per li figliuoli d’ Issacar , secondo le lor nazioni . E della lor contrada fu Izreel , e Chesullot , e Sunem ; e Hafaraim , e Sion , e Anaharat ; e Rabbit , e Chision , ed Ebes ; e Remet , ed Ed-gannim , ed En-hadda , e Bet-passes . E il lor confine si scontrava in Tabor , e in Sahasim , e in Bet-semes ; e faceva capo al Giordano : e v’ erano sedici città , con le lor villate . Questa fu l’ eredità della tribù de’ figliuoli d’ Issacar , secondo le lor nazioni , cioè : queste città , con le lor villate . POI la quinta sorte fu tratta per la tribù de’ figliuoli di Aser , secondo le lor nazioni . E della lor contrada fu Helcat , e Hali , e Beten , e Acsaf ; e Alammelec , e Amead , e Miseal ; e il lor confine si scontrava in Carmel , verso il mare e in Sihor-libnat . Poi ritornava verso il Levante in Bet-dagon , e si scontrava in Zabulon , e nella valle d’ Iftael , verso il Settentrione , e in Bet-emec , e in Neiel , e faceva capo a Cabul , dalla man sinistra ; e comprendeva Ebron , e Rehob , e Hammon , e Cana , fino a Sidon , la gran città . Poi questo confine si volgeva verso Rama infino a Tiro , città forte ; e di là si rivolgeva verso Hosa , e faceva capo al mare , dalla costa di Aczib ; e comprendeva Umma , e Afec , e Rehob ; ventidue città , con le lor villate . Questa fu l’ eredità della tribù de’ figliuoli di Aser , secondo le lor nazioni , cioè : queste città con le lor villate . LA sesta sorte fu tratta per li figliuoli di Neftali , secondo le lor nazioni . E il lor confine fu da Helef , e da Allon fino in Saanannim ; e da Adaminecheb , e Iabneel , fino a Laccum ; e faceva capo al Giordano . E questo confine si volgeva dall’ Occidente verso Asnot-tabor , e di là procedeva fino a Huccoc ; e dal Mezzodì si scontrava in Zabulon , e dall’ Occidente in Aser ; e da Giuda il Giordano era dal Levante . E le città forti erano Siddim , e Ser , e Hammat , e Raccat , e Chinneret ; e Adama , e Rama , e Hasor ; e Chedes , ed Edrei , ed En-hasor ; e Ireon , e Migda-el , e Horem , e Bet-anat , e Bet-semes ; diciannove città , con le lor villate . Questa fu l’ eredità della tribù de’ figliuoli di Neftali , secondo le lor nazioni , cioè : queste città , con le lor villate . LA settima sorte fu tratta per la tribù de’ figliuoli di Dan , secondo le lor nazioni . E della contrada della loro eredità fu Sorea , ed Estaol , e Irsemes ; e Saalabbim , e Aialon , e Itla ; ed Elon , e Timnata , ed Ecron ; ed Elteche , e Ghibbeton , e Baalat ; e Iud , e Bene-berac , e Gat-rimmon ; e Meiarcon , e Raccon , con la contrada che è dirimpetto a Iafo . Ora , a’ figliuoli di Dan scaddero i confini troppo piccoli per loro ; e però salirono , e combatterono Lesem , e la presero , e la misero a fil di spada , e la possedettero , e abitarono in essa , e le posero nome Dan , del nome di Dan , lor padre . Questa fu l’ eredità della tribù de’ figliuoli di Dan , secondo le lor nazioni , cioè : queste città , con le lor villate . ORA , dopo che i figliuoli d’ Israele ebber finito di prender la possessione del paese , secondo i suoi confini , diedero eredità a Giosuè , figliuolo di Nun , per mezzo loro . Secondo il comandamento del Signore , gli diedero la città ch’ egli chiese , cioè : Timnat-sera , nel monte di Efraim ; ed egli riedificò la città , e abitò in essa . Queste sono le eredità , le quali il Sacerdote Eleazaro , e Giosuè , figliuolo di Nun , e i capi delle nazioni paterne delle tribù de’ figliuoli d’ Israele , spartirono a sorte , in Silo , davanti al Signore , all’ entrata del Tabernacolo della convenenza ; e così finirono di spartire il paese . POI il Signore parlò a Giosuè , dicendo : Parla a’ figliuoli d’ Israele , dicendo : Costituitevi le città del rifugio , delle quali io vi parlai per Mosè ; acciocchè l’ ucciditore , che avrà uccisa una persona per errore , disavvedutamente , si rifugga là ; ed esse vi saranno per rifugio da colui che ha la ragione di vendicare il sangue . Un tale adunque si rifuggirà in una di quelle città ; e , fermatosi all’ entrata della porta della città , dirà agli Anziani della città le sue ragioni ; ed essi l’ accoglieranno a loro dentro alla città , e gli daranno luogo , ed egli abiterà con loro . E quando colui che ha la ragione di vendicare il sangue lo perseguiterà , essi non gliel daranno nelle mani ; perciocchè egli ha ucciso il suo prossimo disavvedutamente , non avendolo per addietro odiato . Ed egli starà in quella città , finchè , alla morte del sommo Sacerdote che sarà a que’ dì , egli comparisca in giudicio davanti alla raunanza ; allora l’ ucciditore se ne ritornerà , e verrà alla sua città , e alla sua casa ; alla città , onde egli sarà fuggito . I figliuoli d’ Israele adunque consacrarono Chedes in Galilea , nel monte di Neftali ; e Sichem nel monte di Efraim ; e Chiriat-arba , che è Hebron , nel monte di Giuda . E di là dal Giordano di Gerico , verso Oriente , costituirono Beser , nel deserto , nella pianura , d’ infra le terre della tribù di Ruben ; e Ramot in Galaad , d’ infra le terre della tribù di Gad ; e Golan in Basan , d’ infra le terre della tribù di Manasse . Queste furono le città assegnate per tutti i figliuoli di Israele , e per li forestieri che dimorano fra loro ; acciocchè chiunque avesse uccisa una persona per errore si rifuggisse là , e non morisse per man di colui che ha la ragione di vendicare il sangue ; finchè fosse comparito davanti alla raunanza . OR i Capi delle nazioni paterne dei Leviti vennero al Sacerdote Eleazaro , e a Giosuè , figliuolo di Nun , e ai Capi delle nazioni paterne delle tribù de’ figliuoli d’ Israele ; e parlarono loro , in Silo , nel paese di Canaan , dicendo : Il Signore comandò per Mosè , che ci fossero date delle città da abitare , insieme co’ lor contorni per lo nostro bestiame . E i figliuoli d’ Israele diedero della loro eredità a’ Leviti , secondo il comandamento del Signore , queste città co’ lor contorni . E la sorte essendo tratta per le nazioni de’ Chehatiti , scaddero a sorte a’ figliuoli del Sacerdote Aaronne , d’ infra i Leviti , tredici città della tribù di Giuda , e della tribù di Simeone , e della tribù di Beniamino . E al rimanente de’ figliuoli di Chehat , scaddero a sorte dieci città delle nazioni della tribù di Efraim , e della tribù di Dan , e della mezza tribù di Manasse . E a’ figliuoli di Gherson scaddero a sorte tredici città delle nazioni della tribù d’ Issacar , e della tribù di Aser , e della tribù di Neftali , e della mezza tribù di Manasse , in Basan . Ai figliuoli di Merari , secondo le lor nazioni , scaddero dodici città , della tribù di Ruben , e della tribù di Gad , e della tribù di Zabulon . I figliuoli d’ Israele adunque diedero queste città , co’ lor contorni , a’ Leviti a sorte ; come il Signore avea comandato per Mosè . Diedero , dico , della tribù de’ figliuoli di Giuda , e della tribù de’ figliuoli di Simeone , queste città , che saranno nominate per nome ; le quali i figliuoli di Aaronne , d’ infra le nazioni de’ Chehatiti , d’ infra i figliuoli di Levi , ebbero ; perciocchè la prima sorte fu per loro . Diedero adunque loro la città di Arba , padre di Anac , che è Hebron , nel monte di Giuda , co’ suoi contorni . Ma diedero il territorio della città , e le sue villate , a Caleb , figliuolo di Gefunne , per sua possessione . Così diedero a’ figliuoli del Sacerdote Aaronne la città del rifugio dell’ ucciditore , cioè Hebron e i suoi contorni ; e Lebna , e i suoi contorni ; e Iattir e i suoi contorni ; ed Estemoa e i suoi contorni ; e Holon e i suoi contorni ; e Debir e i suoi contorni ; e Ain e i suoi contorni ; e Iutta e i suoi contorni ; e Bet-semes e i suoi contorni ; nove città di queste due tribù . E della tribù di Beniamino , Ghibon e i suoi contorni ; Gheba e i suoi contorni ; Anatot e i suoi contorni ; e Almon e i suoi contorni ; quattro città . Tutte le città de’ figliuoli di Aaronne , sacerdoti , furono tredici città co’ lor contorni . Poi le nazioni de’ figliuoli di Chehat , Leviti , cioè , il rimanente de’ figliuoli di Chehat , ebbero le città della lor sorte della tribù di Efraim . E furono loro date , la città del rifugio dell’ ucciditore , cioè : Sichem e i suoi contorni , nel monte di Efraim ; e Ghezer e i suoi contorni ; e Chibsaim e i suoi contorni ; e Bet-horon e i suoi contorni ; quattro città ; e della tribù di Dan , Elteche e i suoi contorni ; Ghibbeton e i suoi contorni ; Aialon , e i suoi contorni ; Gat-rimmon e i suoi contorni ; quattro città . E della mezza tribù di Manasse , Taanac e i suoi contorni ; e Gat-rimmon e i suoi contorni ; due città . Tutte le città del rimanente delle nazioni de’ figliuoli di Chehat furono dieci , co’ lor contorni . Poi a’ figliuoli di Gherson , ch’ erano delle nazioni de’ Leviti , furono date della mezza tribù di Manasse , la città del rifugio dell’ ucciditore , cioè : Golan in Basan e i suoi contorni ; e Beestera e i suoi contorni ; due città . E della tribù d’ Issacar , Chision e i suoi contorni ; Dabrat e i suoi contorni ; Iarmut e i suoi contorni ; ed En-gannim e i suoi contorni ; quattro città . E della tribù di Aser , Miseal e i suoi contorni ; Abdon e i suoi contorni ; Helcat e i suoi contorni ; e Rehob e i suoi contorni ; quattro città . E della tribù di Neftali , la città del rifugio dell’ ucciditore , cioè : Chedes in Galilea e i suoi contorni ; Hammot-dor e i suoi contorni ; e Cartan e i suoi contorni ; tre città . Tutte le città dei Ghersoniti , secondo le lor nazioni , furono tredici , co’ lor contorni . Poi alle nazioni de’ figliuoli di Merari , ch’ erano il rimanente de’ Leviti , furono date della tribù di Zabulon , Iocneam e i suoi contorni ; Carta e i suoi contorni ; Dimna e i suoi contorni ; Nahalal e i suoi contorni ; quattro città . E della tribù di Ruben , Beser e i suoi contorni ; e Iasa e i suoi contorni ; Chedemot e i suoi contorni ; e Mefaat e i suoi contorni ; quattro città . E della tribù di Gad , la città del rifugio dell’ ucciditore , cioè : Ramot in Galaad e i suoi contorni ; e Mahanaim e i suoi contorni ; Hesbon e i suoi contorni ; Iazer e i suoi contorni ; in tutto quattro città . Tutte quelle città furono date a’ figliuoli di Merari , secondo le lor nazioni , ch’ erano il rimanente delle nazioni , de’ Leviti ; e la lor sorte fu di dodici città . Tutte le città de’ Leviti , per mezzo la possessione de’ figliuoli d’ Israele , furono quarantotto , co’ lor contorni . Ciascuna di queste città avea i suoi contorni ; e così fu osservato in tutte quelle città . Il Signore adunque diede ad Israele tutto il paese ch’ egli aveva giurato ai padri loro di dar loro ; e i figliuoli d’ Israele ne presero la possessione , e abitarono in esso . E il Signore diede loro riposo d’ ogn’ intorno , interamente come avea giurato a’ lor padri ; e niuno , d’ infra tutti i lor nemici , potè stare a fronte a loro : il Signore diede loro nelle mani tutti i lor nemici . Ei non cadde a terra pure una parola di tutto il bene che il Signore avea detto alla casa d’ Israele ; ogni cosa avvenne . ALLORA Giosuè chiamò i Rubeniti , e i Gaditi , e la mezza tribù di Manasse , e disse loro : Voi avete osservato tutto ciò che Mosè , servitor del Signore , vi avea comandato ; e avete ubbidito alla mia voce , in tutto quello che io vi ho comandato ; voi non avete abbandonati i vostri fratelli in questo lungo tempo , infino ad oggi ; e avete osservato ciò che il Signore Iddio vostro vi avea comandato d’ osservare . Or dunque , poichè il Signore Iddio vostro ha dato riposo a’ vostri fratelli , come egli avea loro detto , ritornatevene , e andate alla vostre stanze nel paese della vostra possessione , la qual Mosè , servitor del Signore , vi diede di là dal Giordano . Sol prendete diligentemente guardia di mettere in opera i comandamenti e la Legge che Mosè , servitor del Signore , vi ha data , per amare il Signore Iddio vostro , e camminare in tutte le sue vie , e osservare i suoi comandamenti , e attenervi a lui , e servirgli con tutto il cuor vostro , e con tutta l’ anima vostra . Poi Giosuè li benedisse , e li accommiatò . Ed essi se ne andarono alle loro stanze . Or Mosè avea data eredità alla metà della tribù di Manasse , in Basan ; e Giosuè diede eredità all’ altra metà co’ lor fratelli , di qua dal Giordano , verso Occidente . Giosuè , oltre a ciò , rimandandoli alle loro stanze , e benedicendoli , disse loro : Poichè voi ritornate alle vostre stanze con gran ricchezze , e con moltissimo bestiame , e con grandissima quantità d’ argento , e d’ oro , e di rame , e di ferro , e di vestimenti ; spartite le spoglie de’ vostri nemici co’ vostri fratelli . I figliuoli di Ruben adunque , e i figliuoli di Gad , e la mezza tribù di Manasse , partitisi d’ appresso a’ figliuoli d’ Israele , di Silo , che è nel paese di Canaan , se ne ritornarono , per andare al paese di Galaad , nel paese della loro eredità , del quale erano stati messi in possessione , secondo che il Signore avea comandato per Mosè . E , arrivati agli argini del Giordano , che sono nel paese di Canaan , i figliuoli di Ruben , e i figliuoli di Gad , e la mezza tribù di Manasse , edificarono quivi un altare , presso al Giordano ; un altare grande e ragguardevole . E i figliuoli d’ Israele udirono dire : Ecco , i figliuoli di Ruben , e i figliuoli di Gad , e la mezza tribù di Manasse , hanno edificato un altare dirincontro al paese di Canaan , presso agli argini del Giordano , dal lato de’ figliuoli d’ Israele . E ciò udito , tutta la raunanza de’ figliuoli d’ Israele si adunò in Silo , per salire a far loro guerra . Ma prima i figliuoli d’ Israele mandarono a’ figliuoli di Ruben , e a’ figliuoli di Gad , e alla mezza tribù di Manasse , nel paese di Galaad , Finees , figliuolo del Sacerdote Eleazaro ; e , con lui , dieci uomini principali , uno per ciascuna casa paterna di tutte le tribù d’ Israele ; e ciascun di loro era Capo della sua casa paterna fra le migliaia d’ Israele . Costoro adunque vennero a’ figliuoli di Ruben , e a’ figliuoli di Gad , e alla mezza tribù di Manasse , nel paese di Galaad , e parlarono con loro , dicendo : Così ha detto tutta la raunanza del Signore : Qual misfatto è questo , che voi avete commesso contro all’ Iddio d’ Israele , rivoltandovi oggi indietro dal Signore , edificandovi un altare , per ribellarvi oggi contro al Signore ? L’ iniquità di Peor , della quale infino ad oggi non siamo purgati , e per la quale fu quella piaga sopra la raunanza del Signore , ci pare ella poca cosa , che voi oggi vi rivoltiate indietro dal Signore ? onde avverrà che , ribellandovi oggi contro al Signore , domani egli si adirerà contro a tutta la raunanza d’ Israele . Che se pure il paese della vostra possessione è immondo , passate al paese della possessione del Signore , nel quale il Tabernacolo del Signore è stanziato ; e abbiate possessione fra noi , e non vi ribellate contro al Signore , e non vi rivoltate da noi , edificandovi un altare , oltre all’ Altare del Signore Iddio nostro . Acan , figliuolo di Zera , non commise egli misfatto intorno all’ interdetto ; onde vi fu indegnazione contro a tutta la raunanza d’ Israele ? e quell’ uomo non morì solo per la sua iniquità . Ma i figliuoli di Ruben , e i figliuoli di Gad , e la mezza tribù di Manasse , risposero , e dissero a’ Capi delle migliaia d’ Israele : Il Signore Iddio degl’ iddii , il Signore Iddio degl’ iddii , esso il sa ; Israele anch’ esso il saprà . O Signore se abbiam fatto questo per ribellione , e per commetter misfatto contro a te , non salvarci in questo giorno . Se , edificandoci un altare l’ abbiam fatto per rivoltarci indietro dal Signore ; ovvero per offerir sopra esso olocausto od offerta ; ovvero , per far sopra esso sacrificio da render grazie ; il Signore istesso ne domandi conto . E se non l’ abbiam fatto per tema di questo , cioè che per l’ innanzi i vostri figliuoli potrebbero dire a’ nostri figliuoli : Che avete voi a fare col Signore Iddio d’ Israele ? Poichè il Signore ha posto un confine tra voi e noi , o figliuoli di Ruben , e figliuoli di Gad , cioè il Giordano ; voi non avete parte alcuna nel Signore ; laonde i vostri figliuoli farebbero che i nostri figliuoli resterebbero di temere il Signore . Perciò abbiamo detto : Provvediamo ora a noi , edificando questo altare , non per olocausto , nè per sacrificio ; anzi , acciocchè sia un testimonio fra noi e voi , e fra le nostre generazioni dopo noi , che noi possiamo fare il servigio del Signore nel suo cospetto , ne’ nostri olocausti , ne’ nostri sacrificii , e nelle nostre offerte da render grazie ; e che i vostri figliuoli per l’ innanzi non dicano a’ nostri figliuoli : Voi non avete alcuna parte nel Signore . Abbiamo adunque detto : Quando per innanzi diranno così a noi , e alle nostre generazioni , noi diremo loro : Vedete la somiglianza dell’ Altare del Signore , che i padri nostri hanno fatta , non per olocausto , nè per sacrificio ; anzi acciocchè sia testimonio fra noi e voi . Tolga Iddio da noi che noi ci ribelliamo contro al Signore , e che oggi ci rivoltiamo indietro dal Signore , per edificare un altare per olocausto , per offerta , o per altro sacrificio , oltre all’ Altare del Signore Iddio nostro , che è davanti al suo Tabernacolo . Quando il Sacerdote Finees , e i principali della raunanza , e i Capi delle migliaia d’ Israele , ch’ erano con lui , ebbero intese le parole che i figliuoli di Ruben , e i figliuoli di Gad , e i figliuoli di Manasse dissero , la cosa piacque loro . E Finees , figliuolo del Sacerdote Eleazaro , disse a’ figliuoli di Ruben , e a’ figliuoli di Gad , e a’ figliuoli di Manasse : Oggi conosciamo che il Signore è nel mezzo di noi , poichè voi non avete commesso questo misfatto contro al Signore ; a tal’ ora avete scampati i figliuoli d’ Israele dalla man del Signore . E Finees , figliuolo del Sacerdote Eleazaro , e que’ principali , se ne ritornarono d’ appresso a’ figliuoli di Ruben , e d’ appresso a’ figliuoli di Gad , dal paese di Galaad , nel paese di Canaan , a’ figliuoli d’ Israele , e rapportarono loro la cosa . E la cosa piacque a’ figliuoli d’ Israele ; ed essi benedissero Iddio , e non parlarono più di salire a far guerra a’ figliuoli di Ruben e di Gad , per guastare il paese nel quale essi abitavano . E i figliuoli di Ruben , e i figliuoli di Gad , posero nome a quell’ altare : Ed ; perciocchè dissero : Esso è testimonio fra noi , che il Signore è l’ Iddio . ORA , lungo tempo appresso che il Signore ebbe dato riposo a Israele da tutti i suoi nemici d’ ogn’ intorno , Giosuè , essendo vecchio ed attempato , chiamò tutto Israele , gli Anziani , e i Capi , e i Giudici , e gli Ufficiali di esso , e disse loro : Io sono omai vecchio ed attempato ; e voi avete veduto tutto ciò che il Signore Iddio vostro ha fatto a tutte queste genti per cagion vostra ; conciossiachè il Signore Iddio vostro sia quel che ha combattuto per voi . Ecco , io vi ho spartito a sorte , per eredità , secondo le vostre tribù , il paese di queste genti che restano , insieme col paese di tutte quelle che io ho sterminate , cioè dal Giordano , infino al mar grande , verso il Ponente . E il Signore Iddio vostro disperderà quelle dal vostro cospetto , e le scaccerà d’ innanzi a voi ; e voi possederete il lor paese , come il Signore Iddio vostro ve ne ha parlato . Perciò , fortificatevi vie più , per osservare , e per fare tutto quello che è scritto nel Libro della Legge di Mosè ; acciocchè non ve ne rivolgiate nè a destra nè a sinistra ; e non entriate da queste genti che restano appresso di voi , e non ricordiate il nome de’ loro dii , e non li usiate in giuramenti , e non serviate loro , e non li adoriate . Anzi vi atteniate al Signore Iddio vostro , come avete fatto infino ad oggi . Onde il Signore ha cacciate dal cospetto vostro delle nazioni grandi e potenti ; e niuno è potuto starvi a fronte fino ad oggi . Un solo uomo d’ infra voi ne perseguiterà mille ; perciocchè il Signore Iddio vostro è quel che combatte per voi ; come egli ve ne ha parlato . Prendetevi adunque diligentemente guardia , sopra le anime vostre , di amare il Signore Iddio vostro . Perciocchè , se pur voi vi rivoltate , e vi congiungete col rimanente di queste genti , che son rimaste appresso di voi , e v’ imparentate con loro , ed entrate da loro , ed esse entrano da voi , sappiate di certo che il Signore Iddio vostro non continuerà di scacciar queste genti d’ innanzi a voi ; anzi esse vi saranno per laccio , ed intoppo , e flagello a’ fianchi , e spine agli occhi , finchè periate d’ in su questa buona terra , che il Signore Iddio vostro vi ha data . Or ecco , io me ne vo oggi per la via di tutta la terra ; riconoscete adunque con tutto il cuor vostro , e con tutta l’ anima vostra , che non pure una di tutte le buone parole che il Signore Iddio vostro vi avea dette , è caduta in terra ; ogni cosa vi è avvenuta ; non ne è caduta in terra una sola parola . Ma egli avverrà che , come ogni buona parola che il Signore Iddio vostro vi avea detta , vi è avvenuta , così il Signore farà venir sopra voi ogni malvagia parola , finchè vi abbia sterminati d’ in su questa buona terra , la quale il Signore Iddio vostro vi ha data ; se voi trasgredite il patto del Signore Iddio vostro , il quale egli vi ha comandato , e andate a servire ad altri dii , e li adorate . E l’ ira del Signore si accenderà contro a voi , e perirete subitamente d’ in su questa buona terra , la quale egli vi ha data . GIOSUÈ adunò ancora tutte le tribù d’ Israele in Sichem , e chiamò gli Anziani d’ Israele , e i Capi , e i Giudici , e gli Ufficiali di esso ; ed essi si presentarono davanti a Dio . E Giosuè disse a tutto il popolo : Così ha detto il Signore Iddio d’ Israele : I vostri padri , qual fu Tare , padre di Abrahamo , e padre di Nahor , abitarono già anticamente di là dal Fiume , e servirono ad altri dii . Ma io presi vostro padre Abrahamo di là dal Fiume , e lo condussi per tutto il paese di Canaan , e accrebbi la sua progenie , e gli diedi Isacco . E diedi ad Isacco Giacobbe ed Esaù ; e diedi ad Esaù il monte di Seir , per possederlo ; ma Giacobbe e i suoi figliuoli discesero in Egitto . Poi mandai , Mosè ed Aaronne , e percossi l’ Egitto , secondo le opere che io feci nel mezzo di esso ; poi ve ne trassi fuori . E , dopo che io ebbi tratti fuor di Egitto i padri vostri , voi arrivaste al mare ; e gli Egizj perseguitarono i padri vostri con carri , e con cavalleria , fino al mar rosso . Ed essi gridarono al Signore , ed egli pose una caligine fra voi e gli Egizj ; poi fece venire il mare addosso a loro , il qual li coperse ; e gli occhi vostri videro ciò che io feci contro agli Egizj . Poi voi dimoraste nel deserto un lungo spazio di tempo . E dipoi io vi condussi nel paese degli Amorrei , che abitavano di là dal Giordano ; ed essi vi fecero guerra ; ma io ve li diedi nelle mani , e voi prendeste possessione del lor paese , e io li distrussi d’ innanzi a voi . Balac eziandio , figliuolo di Sippor , re di Moab , si mosse , e fece guerra a Israele , e mandò a chiamar Balaam , figliuolo di Beor , per maledirvi ; ma io non volli ascoltar Balaam ; anzi egli vi benedisse espressamente , e io vi liberai dalla mano di esso . Poi voi passaste il Giordano , e arrivaste a Gerico ; e gli abitanti di Gerico , e gli Amorrei , e i Ferizzei , e i Cananei , e gli Hittei , e i Ghirgasei , e gli Hivvei , e i Gebusei , guerreggiarono contro a voi ; ma io ve li diedi nelle mani . E mandai davanti a voi de’ calabroni , i quali scacciarono coloro d’ innanzi a voi , come i due re degli Amorrei ; ciò non avvenne per la tua spada , nè per lo tuo arco . E io vi ho dato il paese , intorno al quale non vi siete affaticati ; e delle città , le quali non avete edificate , e voi abitate in esse ; voi mangiate delle vigne e degli ulivi che non avete piantati . Ora dunque temete il Signore , e servitegli con integrità e con verità ; e togliete via gl’ iddii , a’ quali i padri vostri servirono di là dal Fiume e in Egitto ; e servite al Signore . E se pur non vi aggrada di servire al Signore , sceglietevi oggi a cui volete servire ; o agl’ iddii , a’ quali i padri vostri , che furono di là dal Fiume , servirono , ovvero agl’ iddii degli Amorrei , nel cui paese abitate ; ma io e la casa mia serviremo al Signore . Allora il popolo rispose , e disse : Tolga Iddio da noi che noi abbandoniamo il Signore , per servire ad altri dii ; perciocchè il Signore Iddio nostro è quel che ha tratti noi e i padri nostri fuor del paese di Egitto , della casa di servitù ; il quale ancora ha fatti questi gran miracoli nel nostro cospetto , e ci ha guardati per tutto il cammino , per lo quale siamo camminati ; e per mezzo tutti i popoli , fra i quali siamo passati . Il Signore ha eziandio scacciati d’ innanzi a noi tutti questi popoli , e gli Amorrei che abitavano nel paese . Ancora noi serviremo al Signore ; perciocchè egli è il nostro Dio . E Giosuè disse al popolo : Voi non potrete servire al Signore ; perciocchè egli è un Dio santo , un Dio geloso ; egli non comporterà i vostri misfatti ed i vostri peccati . Perciocchè voi abbandonerete il Signore , e servirete ad altri dii ; laonde egli si rivolgerà , e vi farà del male e vi consumerà , dopo avervi fatto del bene . Ma il popolo disse a Giosuè : No ; anzi noi serviremo al Signore . E Giosuè disse al popolo : Voi siete testimoni contro a voi stessi , che voi vi avete scelto il Signore , per servirgli . Ed essi dissero : Sì , noi ne siamo testimoni . Ora dunque , soggiunse Giosuè , togliete via gl’ iddii degli stranieri che son nel mezzo di voi , e inchinate il cuor vostro al Signore Iddio d’ Israele . E il popolo disse a Giosuè : Noi serviremo al Signore Iddio nostro , e ubbidiremo alla sua voce . Così Giosuè fece in quel giorno patto col popolo , e gli ordinò statuti e leggi in Sichem . Poi Giosuè scrisse queste parole nel Libro della Legge di Dio ; e prese una gran pietra , e la rizzò quivi sotto la quercia , ch’ era nel Santuario del Signore . E Giosuè disse a tutto il popolo : Ecco , questa pietra sarà per testimonianza fra noi ; perciocchè ella ha udite tutte le parole che il Signore ci ha dette ; laonde sarà per testimonianza contro a voi , se talora voi rinnegate il vostro Dio . Poi Giosuè rimandò il popolo ciascuno alla sua eredità . E AVVENNE dopo queste cose , che Giosuè , figliuolo di Nun , servitor del Signore , morì d’ età di cendieci anni . E fu seppellito nella contrada della sua eredità , in Timnat-sera , che è nel monte di Efraim , dal Settentrione del monte di Gaas . E Israele servì al Signore tutto il tempo di Giosuè , e tutto il tempo degli Anziani , i quali sopravvissero a Giosuè , e i quali aveano avuta conoscenza di tutte le opere del Signore , ch’ egli avea fatte inverso Israele . I figliuoli d’ Israele seppellirono ancora le ossa di Giuseppe , le quali aveano portate fuor di Egitto , in Sichem , nella possessione del campo che Giacobbe avea comperata da’ figliuoli di Hemor , padre di Sichem , per cento pezzi d’ argento ; e i figliuoli di Giuseppe l’ ebbero nella loro eredità . Poi morì ancora Eleazaro , figliuolo di Aaronne , e fu seppellito nel colle di Finees , suo figliuolo ; il qual luogo gli era stato dato nel monte di Efraim . ORA , dopo la morte di Giosuè , i figliuoli d’ Israele domandarono il Signore , dicendo : Chi di noi salirà il primo contro a’ Cananei , per far loro guerra ? E il Signore disse : Salga Giuda ; ecco , io gli ho dato il paese nelle mani . E Giuda disse a Simeone , suo fratello : Sali meco alla mia parte ; e noi guerreggeremo contro a’ Cananei ; poi , ancora io andrò alla tua parte . E Simeone andò con lui . Giuda adunque salì ; e il Signore diede loro nelle mani i Cananei ed i Ferizzei ; ed essi li percossero in Bezec , in numero di diecimila . E trovarono Adonibezec in Bezec , e combatterono contro a lui , e percossero i Cananei ed i Ferizzei . E Adonibezec fuggì ; ma essi lo perseguitarono , e , presolo , gli tagliarono i diti grossi delle mani e de’ piedi . E Adonibezec disse : Settanta re , che aveano i diti grossi delle mani e de’ piedi tagliati , se ne stavano già sotto la mia tavola , a ricoglier ciò che ne cadea ; come io ho fatto , così mi ha Iddio renduto . Ed essi lo menarono in Gerusalemme , e quivi morì . Ora i figliuoli di Giuda aveano combattuta Gerusalemme , e l’ aveano presa , e messa a fil di spada ; e aveano messa la città a fuoco e fiamma . E poi erano scesi per guerreggiar contro a’ Cananei , che abitavano il monte , e nella parte meridionale , e nella pianura . Giuda ancora era andato contro a’ Cananei che abitavano in Hebron , il cui nome per addietro era stato Chiriat-Arba , e avea percosso Sesai , Ahiman e Talmai . E di là era andato contro agli abitanti di Debir , il cui nome per addietro era stato Chiriat-sefer . E Caleb avea detto : Chi percoterà Chiriat-sefer , e la piglierà , io gli darò Acsa , mia figliuola , per moglie . E Otniel , figliuolo di Chenaz , fratel minore di Caleb , l’ avea presa ; ed egli gli diede Acsa , sua figliuola , per moglie . E quando ella venne a marito , ella l’ indusse a domandare un campo a suo padre . Poi ella si gittò giù dall’ asino . E Caleb le disse : Che hai ? Ed ella gli disse : Fammi un dono ; poichè tu m’ hai data una terra asciutta , dammi ancora delle fonti d’ acque . E Caleb le donò delle fonti ch’ erano disopra , e disotto di quella terra . Ora i figliuoli del Cheneo , suocero di Mosè , erano anch’ essi saliti co’ figliuoli di Giuda , dalla città delle palme , al deserto di Giuda , che è dal Mezzodì di Arad . Essi adunque andarono , e dimorarono col popolo . Poi Giuda andò con Simeone , suo fratello , e percosse i Cananei che abitavano in Sefat , e distrussero quella città al modo dell’ interdetto ; onde le fu posto nome Horma . Giuda prese anche Gaza e i suoi confini ; Ascalon e i suoi confini ; ed Ecron e i suoi confini . E il Signore fu con Giuda ; ed essi scacciarono gli abitanti del monte ; ma non poterono scacciar gli abitanti della valle ; perchè aveano de’ carri di ferro . E diedero Hebron a Caleb , secondo che Mosè avea detto ; ed egli ne scacciò i tre figliuoli di Anac . Ora i figliuoli di Beniamino non iscacciarono i Gebusei che abitavano in Gerusalemme ; anzi i Gebusei son dimorati in Gerusalemme , co’ figliuoli di Beniamino , infino a questo giorno . La casa di Giuseppe salì anch’ essa contro a Betel ; e il Signore fu con loro . E fecero spiare Betel , il cui nome anticamente era Luz . E quelli ch’ erano all’ agguato videro un uomo che usciva della città ; e gli dissero : Deh ! mostraci da qual parte si può entrar nella città , e noi useremo benignità inverso te . Egli adunque mostrò loro la parte per la quale potevano entrar nella città ; ed essi la misero a fil di spada ; ma lasciarono andar quell’ uomo con tutta la sua famiglia . Ed egli se ne andò nel paese degli Hittei , ed edificò una città , e le pose nome Luz ; il qual nome le dura infino al dì d’ oggi . Manasse anch’ esso non iscacciò gli abitanti di Bet-sean , nè delle terre del suo territorio ; nè di Taanac , nè delle terre del suo territorio ; nè gli abitanti di Dor , nè delle terre del suo territorio ; nè gli abitanti d’ Ibleam , nè delle terre del suo territorio ; nè gli abitanti di Meghiddo , nè delle terre del suo territorio . E i Cananei si misero in cuore di abitare in quel paese . Ben avvenne che , dopo che Israele si fu rinforzato , egli fece tributari i Cananei ; ma non li scacciò . Efraim anch’ esso non iscacciò i Cananei che abitavano in Ghezer ; anzi i Cananei abitarono per mezzo esso in Ghezer . Zabulon non iscacciò gli abitanti di Chitron , nè gli abitanti di Nahalol ; anzi i Cananei abitarono per mezzo esso , e furono fatti tributari . Aser non iscacciò gli abitanti di Acco , nè gli abitanti di Sidon , nè di Alab , nè di Aczib , nè di Helba , nè di Afic , nè di Rehob . Anzi Aser abitò per mezzo i Cananei che abitavano nel paese ; perciocchè egli non li scacciò . Neftali non iscacciò gli abitanti di Bet-semes , nè gli abitanti di Bet-anat ; anzi abitò per mezzo i Cananei che abitavano nel paese ; e gli abitanti di Bet-semes , e di Bet-anat , furono loro tributari . E gli Amorrei tennero i figliuoli di Dan ristretti nel monte ; perciocchè non li lasciavano scender nella valle . E gli Amorrei si misero in cuore di abitare in Harheres , in Aialon , ed in Saalbim ; ma , essendo la potenza di Giuseppe accresciuta , furono fatti tributari . E i confini degli Amorrei erano dalla salita di Acrabbim , dalla Rocca in su . ORA l’ Angelo del Signore salì di Ghilgal in Bochim , e disse : Io vi ho fatti salir fuori di Egitto , e vi ho condotti nel paese , il quale io avea giurato a’ vostri padri ; e ho detto ; Io non annullerò giammai in eterno il mio patto con voi . Ma voi altresì non patteggiate con gli abitanti di questo paese ; disfate i loro altari ; ma voi non avete ubbidito alla mia voce ; che cosa è questa che voi avete fatta ? Perciò io altresì ho detto : Io non li scaccerò d’ innanzi a voi ; anzi vi saranno a’ fianchi , e i lor dii vi saranno per laccio . E mentre l’ Angelo del Signore diceva queste parole a tutti i figliuoli d’ Israele , il popolo alzò la voce , e pianse . Onde posero nome a quel luogo Bochim ; e quivi sacrificarono al Signore . OR Giosuè rimandò il popolo ; e i figliuoli d’ Israele se ne andarono ciascuno alla sua eredità , per possedere il paese . E il popolo servì al Signore tutto il tempo di Giosuè , e tutto il tempo degli Anziani che sopravvissero a Giosuè , i quali aveano vedute tutte le grandi opere del Signore , le quali egli avea fatte inverso Israele . Poi Giosuè , figliuolo di Nun , servitor del Signore , morì d’ età di cendieci anni ; e fu seppellito ne’ confini della sua eredità in Timnat-heres , nel monte d’ Efraim , dal Settentrione del monte di Gaas . E tutta quella generazione ancora fu raccolta a’ suoi padri ; poi , surse dopo loro un’ altra generazione , la quale non avea conosciuto il Signore , nè le opere ch’ egli avea fatte inverso Israele . E i figliuoli d’ Israele fecero ciò che dispiace al Signore , e servirono a’ Baali . E abbandonarono il Signore Iddio de’ lor padri , il quale li avea tratti fuor del paese di Egitto , e andarono dietro ad altri dii , d’ infra gl’ iddii de’ popoli ch’ erano d’ intorno a loro ; e li adorarono , e irritarono il Signore . E abbandonarono il Signore , e servirono a Baal e ad Astarot . Laonde l’ ira del Signore si accese contro ad Israele , ed egli li diede nelle mani di predatori , i quali li predarono ; e li vendè nelle mani de’ lor nemici d’ ogni intorno , talchè non poterono più stare a fronte a’ lor nemici . Dovunque uscivano , la mano del Signore era contro a loro in male , come il Signore avea loro detto e giurato ; onde furono grandemente distretti . Or il Signore suscitava de’ Giudici , i quali li liberavano dalla mano di quelli che li predavano . Ma non pure a’ lor Giudici ubbidivano ; anzi andavano fornicando dietro ad altri dii , e li adoravano ; subito si rivolgevano dalla via , per la quale erano camminati i lor padri , ubbidendo a’ comandamenti del Signore ; essi non facevano già così . E pure , quando il Signore suscitava loro de’ Giudici , il Signore era col Giudice , e li liberava dalla mano de’ lor nemici , tutto il tempo del Giudice ; perciocchè il Signore si pentiva , per li loro sospiri , che gittavano per cagion di coloro che li oppressavano , e tenevano in distretta . Ma , quando il Giudice era morto , tornavano a corrompersi più che i lor padri , andando dietro ad altri dii , per servirli , e per adorarli ; non tralasciavano nulla delle loro opere , nè della lor via indurata . Laonde l’ ira del Signore si accese contro a Israele ; ed egli disse : Perciocchè questa gente ha trasgredito il mio patto , il quale io avea ordinato a’ lor padri , e non hanno ubbidito alla mia voce ; io altresì non continuerò di scacciar d’ innanzi a loro alcuna delle genti , le quali Giosuè lasciò quando egli morì . Il che fu , per provar per esse Israele se osserverebbero la via del Signore , per camminare in essa , come l’ osservarono i padri loro , o no . Il Signore adunque lasciò quelle genti , senza scacciarle così subito ; e non le diede nelle mani di Giosuè . Ora queste son le genti , che il Signore lasciò per provar con esse Israele , cioè tutti quelli che non aveano avuta conoscenza di tutte le guerra di Canaan ; acciocchè almeno le generazioni de’ figliuoli d’ Israele sapessero che cosa è la guerra , essendo ammaestrati ; quegli almeno che prima non ne aveano conoscenza : I cinque principati de’ Filistei , e tutti i Cananei , i Sidonii , e gli Hivvei che abitavano il monte Libano , dal monte Baal-hermon fino all’ entrata di Hamat . Quelli adunque furono per provar con essi Israele ; per saper se ubbidirebbero a’ comandamenti del Signore , i quali egli avea dati a’ lor padri , per Mosè . COSÌ i figliuoli d’ Israele abitarono per mezzo i Cananei , e gli Hittei , e gli Amorrei , e i Ferizzei , e gli Hivvei , e i Gebusei . E presero le lor figliuole per mogli , e diedero le lor figliuole a’ figliuoli di quelli , e servirono agl’ iddii loro . Così i figliuoli d’ Israele fecero ciò che dispiace al Signore , e dimenticarono il Signore Iddio loro , e servirono a’ Baali , e a’ boschi . Laonde l’ ira del Signore si accese contro ad Israele , ed egli li vendè nelle mani di Cusan-risataim , re di Mesopotamia ; e i figliuoli d’ Israele servirono a Cusan-risataim ott’ anni . Poi i figliuoli d’ Israele gridarono al Signore , ed egli suscitò loro un liberatore che li liberò , cioè : Otniel , figliuolo di Chenaz , fratel minore di Caleb . E lo Spirito del Signore fu sopra lui , ed egli giudicò Israele , e uscì fuori in battaglia ; e il Signore gli diede in mano Cusan-risataim , re di Mesopotamia ; e la sua mano si rinforzò contro a Cusan-risataim . E il paese ebbe requie lo spazio di quarant’ anni . Poi Otniel , figliuolo di Chenaz , morì . E I figliuoli d’ Israele continuarono a fare ciò che dispiace al Signore ; laonde il Signore fortificò Eglon , re di Moab , contro ad Israele ; perciocchè aveano fatto ciò che dispiace al Signore . Ed egli adunò appresso di sè i figliuoli di Ammon , e gli Amalechiti , e andò , e percosse Israele ; ed essi occuparono la città delle palme . E i figliuoli d’ Israele servirono diciotto anni ad Eglon , re di Moab . Poi i figliuoli d’ Israele gridarono al Signore , ed egli suscitò loro un liberatore , cioè : Ehud , figliuolo di Ghera , Beniaminita , il quale era mancino . Or i figliuoli d’ Israele mandarono per lui un presente ad Eglon , re di Moab . Ed Ehud si fece un pugnale a due tagli , lungo un cubito ; e se lo cinse sotto i vestimenti , in su la coscia destra . E presentò il presente ad Eglon , re di Moab , il quale era uomo molto grasso . Ed avendo compiuto di presentare il presente , accommiatò la gente che avea portato il presente . Ma egli se ne ritornò al re , dalle statue di pietra , che son presso di Ghilgal ; e gli disse : Io ho alcuna cosa segreta a dirti . Ed egli gli disse : Taci . Allora tutti quelli che gli stavano d’ intorno uscirono fuori d’ appresso a lui . Ed Ehud si accostò a lui , che sedeva tutto solo nella sua sala dell’ estate ; e disse : Io ho da dirti alcuna cosa da parte di Dio . Ed egli si levò d’ in sul seggio reale . Ed Ehud , dato della man sinistra al pugnale , lo prese d’ in su la coscia destra , e gliel ficcò nel ventre . E quello entrò dietro alla lama infino all’ elsa , e il grasso serrò la lama d’ intorno , sì ch’ egli non potè trargli il pugnale dal ventre ; e lo sterco uscì fuori . Ed Ehud uscì verso il portico , e chiuse le porte della sala dietro a sè , e serrò quella con la chiave . E , dopo ch’ egli fu uscito , i servitori di Eglon vennero , e videro che le porte della sala erano serrate con la chiave ; e dissero : Per certo egli fa i suoi bisogni naturali nella cameretta della sala dell’ estate . E tanto aspettarono che ne furono confusi ; ed ecco , egli non apriva le porte della sala ; laonde presero la chiave , e l’ apersero ; ed ecco , il lor signore giaceva in terra morto . Ma Ehud scampò , mentre essi indugiavano , e passò le statue di pietra , e si salvò in Seira . E , come egli fu giunto , sonò con la tromba nel monte di Efraim ; e i figliuoli d’ Israele scesero con lui dal monte , ed egli andava davanti a loro . Ed egli disse loro : Seguitatemi ; perciocchè il Signore vi ha dati nelle mani i Moabiti , vostri nemici . Così scesero giù dietro a lui , e occuparono a’ Moabiti i passi del Giordano , e non ne lasciarono passare alcuno . E in quel tempo percossero i Moabiti in numero d’ intorno a diecimila uomini , tutti grassi e possenti ; e non ne scampò neppur uno . Così in quel giorno Moab fu abbattuto sotto la mano d’ Israele ; e il paese ebbe riposo ottant’ anni . E , dopo Ehud , fu Samgar , figliuolo di Anat , il quale percosse i Filistei in numero di seicento , con un pungolo da buoi . Ed egli ancora liberò Israele . ORA , dopo che fu morto Ehud , i figliuoli d’ Israele seguitarono a far ciò che dispiace al Signore . Laonde il Signore li vendè nelle mani di Iabin , re di Canaan , che regnava in Hasor ; il Capo del cui esercito era Sisera ; ed egli abitava in Haroset de’ Gentili . E i figliuoli d’ Israele gridarono al Signore ; perciocchè Iabin avea novecento carri di ferro ; e avea già vent’ anni oppressato Israele con violenza . Or in quel tempo Debora , donna profetessa , moglie di Lappidot , giudicava Israele . Ed essa dimorava sotto la Palma di Debora , fra Rama e Betel , nel monte di Efraim ; e i figliuoli d’ Israele salivano a lei a giudicio . Or essa mandò a chiamare , da Chedes di Neftali , Barac , figliuolo di Abinoam ; e gli disse : Non t’ ha il Signore Iddio d’ Israele comandato : Va’ , fa’ massa di gente nel monte di Tabor , e prendi teco diecimila uomini de’ figliuoli di Neftali , e de’ figliuoli di Zabulon ? E io accoglierò contro a te , al torrente di Chison , Sisera , Capo dell’ esercito di Iabin insieme co’ suoi carri , e con la massa della sua gente ; e io te lo darò nelle mani . E Barac le disse : Se tu vai meco , io andrò ; ma , se tu non vai meco , io non andrò . Ed ella disse : Del tutto io andrò teco ; ma pur tu non avrai onore nell’ impresa che tu fai , quando il Signore avrà venduto Sisera nelle mani di una donna . E Debora si mosse e andò con Barac in Chedes . E Barac adunò a grida Zabulon , e Neftali , in Chedes ; e salì , e menò seco diecimila uomini . E Debora salì con lui . Or Heber Cheneo , partitosi da’ Chenei , ch’ erano de’ discendenti di Hobab , suocero di Mosè , avea tesi i suoi padiglioni fino al querceto di Saanaim , ch’ è vicin di Chedes . Allora fu rapportato a Sisera , che Barac , figliuolo di Abinoam , era salito al monte di Tabor . Ed egli adunò tutti i suoi carri , ch’ erano in numero di novecento carri di ferro , e tutta la gente che era seco , da Haroset de’ Gentili fino al torrente di Chison . E Debora disse a Barac : Moviti ; perciocchè questo è il giorno , nel quale il Signore ha messo Sisera nelle tue mani ; il Signore non è egli uscito davanti a te ? Allora Barac scese giù dal monte di Tabor , avendo dietro a sè diecimila uomini . E il Signore mise in rotta Sisera , e tutti i carri , e tutto il campo , mettendolo a fil di spada , davanti a Barac . E Sisera scese giù dal carro , e se ne fuggì a piè . E Barac perseguitò i carri , e il campo , fino in Haroset de’ Gentili ; e tutto il campo di Sisera fu messo a fil di spada , e non ne scampò pur un uomo . E Sisera se ne fuggì a piè verso il padiglione di Iael , moglie di Heber Cheneo ; perciocchè v’ era pace fra Iabin , re di Hasor , e la casa di Heber Cheneo . E Iael uscì fuori incontro a Sisera ; e gli disse : Riduciti , signor mio , riduciti appresso di me ; non temere . Egli adunque si ridusse appresso di lei nel padiglione ; ed ella lo coprì con una schiavina . Ed egli le disse : Deh ! dammi a bere un poco d’ acqua ; perciocchè io ho sete . Ed ella , aperto un baril di latte , gli diè a bere , poi lo ricoperse . Ed egli le disse : Stattene all’ entrata del padiglione ; e se alcuno viene , e ti domanda : Evvi alcuno qua entro ? di’ di no . Ma Iael , moglie di Heber , prese un piuolo del padiglione ; e , messosi un martello in mano , venne a Sisera pianamente , e gli cacciò il piuolo nella tempia , sì ch’ esso si ficcò in terra . Or Sisera era profondamente addormentato e stanco . E così egli morì . Ed ecco Barac , che perseguitava Sisera ; e Iael gli uscì incontro e gli disse : Vieni , e io ti mostrerò l’ uomo che tu cerchi . Ed egli entrò da lei ; ed ecco , Sisera giaceva morto col piuolo nella tempia . Così Iddio abbattè in quel giorno Iabin , re di Canaan , davanti a’ figliuoli di Israele . E la mano de’ figliuoli d’ Israele si andò del continuo aggravando sopra Iabin , re di Canaan , finchè l’ ebbero distrutto . ORA in quel giorno , Debora , con Barac , figliuolo di Abinoam , cantò questo Cantico , dicendo : Benedite il Signore : Perciocchè egli ha fatte le vendette in Israele ; Perciocchè il popolo vi s’ è portato volenterosamente . Ascoltate , o re ; e voi principi , porgete le orecchie ; Io , io canterò al Signore ; Io salmeggerò al Signore Iddio d’ Israele . O Signore , quando tu uscisti di Seir , Quando tu camminasti fuor del territorio di Edom , La terra tremò , i cieli eziandio gocciolarono , E le nuvole eziandio stillarono acqua . I monti colarono , per la presenza del Signore ; Questo Sinai anch’ esso , per la presenza del Signore Iddio d’ Israele . Al tempo di Samgar , figliuolo di Anat ; Al tempo di Iael , le strade maestre erano cessate , E i viandanti andavano per sentieri torti . Le villate in Israele erano venute meno ; Erano venute meno , finch’ io Debora sursi ; Finch’ io sursi , per esser madre in Israele . Quando Israele ha scelti nuovi dii , Allora la guerra è stata alle porte ; Si vedeva egli alcuno scudo , o lancia , Fra quarantamila uomini in Israele ? Il cuor mio è inverso i rettori d’ Israele , Che si son portati francamente fra il popolo . Benedite il Signore . Voi , che cavalcate asine bianche , Che sedete in sul luogo del giudicio ; E voi , viandanti , ragionate di questo . Essendo lo strepito degli arcieri venuto meno , Per mezzo i luoghi ove si attigne l’ acqua , Narrinsi quivi le giustizie del Signore ; Le sue giustizie eseguite per le sue villate in Israele . A tal’ ora il popolo del Signore è sceso alle porte . Destati , destati , Debora ; Destati , destati , di’ un Cantico . Levati , Barac ; e tu , figliuolo di Abinoam , Mena in cattività i tuoi prigioni . A tal’ ora il Signore ha fatto signoreggiare colui ch’ era scampato ; Egli ha fatto signoreggiare il popolo sopra i magnifici ; Egli mi ha fatta signoreggiare sopra i possenti . Da Efraim , da coloro la cui radice è in Amalec , I quali sono dietro a te , o Beniamino , co’ tuoi popoli ; E da Machir , e da Zabulon , son discesi i rettori , Conducendo le loro schiere con bacchette da scriba . I principali d’ Issacar sono stati anch’ essi con Debora , Insieme col popolo d’ Issacar . Così Barac è stato mandato nella valle , Con la gente ch’ egli conduceva . Fra le fiumane di Ruben Vi sono stati grandi uomini in risoluzione di cuore . Perchè sei tu dimorato fra le sbarre delle stalle , Per udire il belar delle gregge ? Fra le fiumane di Ruben , Vi sono stati grandi uomini in deliberazioni di cuore . Galaad è dimorato di là dal Giordano ; E perchè è Dan dimorato presso alle navi ? Ed è Aser restato presso al lito del mare , E si è rattenuto ne’ suoi porti ? Zabulon è un popolo che ha esposta la sua vita alla morte ; Così ancora ha fatto Neftali , In alta campagna . I re son venuti , hanno combattuto ; A tal’ ora i re di Canaan hanno combattuto In Taanac , presso all’ acque di Meghiddo ; Non hanno fatto alcun guadagno d’ argento . Ei s’ è combattuto dal cielo ; Le stelle hanno combattuto contro a Sisera da’ lor cerchi . Il torrente di Chison li ha strascinati via ; Il torrente di Chedumim , il torrente di Chison ; Anima mia , tu hai calpestata la forza . Allora i cavalli si tritarono l’ unghie , Per lo gran calpestio , calpestio de’ lor destrieri . Maledite Meroz , ha detto l’ Angelo del Signore ; Maledite pur gli abitanti di essa ; Perciocchè non son venuti al soccorso del Signore , co’ prodi . Sia benedetta , sopra tutte le donne , Iael , Moglie di Heber Cheneo ; Sia benedetta sopra tutte le donne che stanno in padiglioni . Egli chiese dell’ acqua , ed ella gli diè del latte ; Ella gli porse del fior di latte nella coppa de’ magnifici . Ella diè della man sinistra al piuolo , E della destra al martello de’ lavoranti , E colpì sopra Sisera , e gli passò il capo ; Ella gli trafisse , e gli conficcò la tempia . Egli si chinò fra i piedi di essa , Cadde , giacque in terra ; Si chinò fra i piedi di essa , cadde ; Dove si chinò , quivi cadde deserto . La madre di Sisera riguardava per la finestra ; E , mirando per li cancelli , si lagnava , dicendo : Perchè indugia a venire il suo carro ? Perchè si muovono lentamente i suoi carri ? Le più savie delle sue dame le rispondevano , Ed ella ancora rispondeva a sè stessa : Non hanno essi trovata la preda ? non la spartiscono essi ? Una fanciulla , due fanciulle per uomo ; Le spoglie delle robe di color variato son per Sisera ; Le spoglie delle robe di color variato ricamate ; Egli ha fatta preda di robe di color variato , ricamate da amendue i lati , Da passarvi il collo . Così periscano , o Signore , tutti i tuoi nemici ; E quelli che amano il Signore Sieno come quando il sole esce fuori nella sua forza . Poi il paese ebbe riposo quarant’ anni . ORA i figliuoli d’ Israele fecero ciò che dispiace al Signore : e il Signore li diede nelle mani de’ Madianiti per sette anni . E la mano de’ Madianiti si rinforzò contro ad Israele ; laonde i figliuoli d’ Israele si fecero quelle grotte che son ne’ monti ; e delle spelonche e delle rocche , per tema de’ Madianiti . E , quando Israele avea seminato , i Madianiti , e gli Amalechiti , e gli Orientali , salivano contro a lui . E , fatto campo sopra gl’ Israeliti , guastavano i frutti della terra fino a Gaza ; e non lasciavano in Israele nè vittuaglia , nè pecore , nè buoi , nè asini . Perciocchè salivano con le lor gregge , e co’ lor padiglioni , e venivano come locuste in moltitudine ; ed erano innumerabili , essi e i lor cammelli ; e venivano nel paese per guastarlo . Israele adunque impoverì grandemente , per cagion de’ Madianiti ; laonde i figliuoli d’ Israele gridarono al Signore . E avvenne che , quando i figliuoli di Israele ebbero gridato al Signore , per cagion de’ Madianiti , il Signore mandò loro un uomo profeta , il qual disse loro : Così ha detto il Signore Iddio d’ Israele : Io vi ho fatti salire fuor di Egitto , e vi ho tratti fuor della casa di servitù ; e vi ho riscossi dalla mano degli Egizj , e dalla mano di tutti coloro che vi oppressavano ; e li ho scacciati d’ innanzi a voi , e vi ho dato il lor paese . Or io vi avea detto : Io sono il Signore Iddio vostro ; non temiate gl’ iddii degli Amorrei , nel cui paese voi abitate ; ma voi non avete ubbidito alla mia voce . Poi l’ Angelo del Signore venne , e si pose a sedere sotto la quercia ch’ è in Ofra , il qual luogo era di Ioas Abiezerita . E Gedeone , figliuolo di esso , batteva il grano nel torchio , per salvarlo d’ innanzi a’ Madianiti . E l’ Angelo del Signore gli apparve , e gli disse : Il Signore sia teco , valent’ uomo . E Gedeone gli disse : Ahi ! Signor mio ; come è possibile che il Signore sia con noi ? perchè dunque ci sarebbero avvenute tutte queste cose ? E dove son tutte le sue maraviglie , le quali i nostri padri ci hanno raccontate , dicendo : Il Signore non ci ha egli tratti fuor di Egitto ? ma ora il Signore ci ha abbandonati , e ci ha dati nelle mani de’ Madianiti . E il Signore riguardò verso lui , e gli disse : Vai con cotesta tua forza , e tu salverai Israele dalla mano de’ Madianiti : non t’ ho io mandato ? Ma egli gli disse : Ahi ! Signor mio ; con che salverei io Israele ? ecco , il mio migliaio è il più misero di Manasse , ed io sono il minimo della casa di mio padre . E il Signore gli disse : Perciocchè io sarò teco , e tu percoterai i Madianiti , come se fossero un uomo solo . E Gedeone gli disse : Deh ! se io ho trovata grazia appo te , dammi un segno che tu sei desso , tu che parli meco . Deh ! non moverti di qui , finch’ io venga a te , e ti rechi il mio presente , e te lo metta davanti . Ed egli gli disse : Io rimarrò qui , finchè tu ritorni . Gedeone adunque entrò in casa , e apparecchiò un capretto , e fece de’ pani azzimi d’ un efa di farina ; poi mise la carne in un canestro , e il brodo in una pentola , e gliel recò sotto la quercia , e gliel presentò . E l’ Angelo del Signore gli disse : Piglia questa carne , e questi pani azzimi , e posali in su quel sasso , e spandi il brodo . Ed egli fece così . Allora l’ Angelo del Signore distese il bastone ch’ egli avea in mano , e toccò con la cima di esso la carne e i pani azzimi ; ed ei salì del fuoco dal sasso , che consumò la carne e i pani azzimi . E l’ Angelo del Signore se ne andò via dal cospetto di esso . E Gedeone , avendo veduto ch’ egli era l’ Angelo del Signore , disse : Oimè ! Signore Iddio ; è egli per questo , ch’ io ho veduto l’ Angelo del Signore , a faccia a faccia ? Ma il Signore gli disse : Abbi pace ; non temere , tu non morrai . E Gedeone edificò un altare al Signore , e lo nominò : La pace è del Signore ; il qual resta fino ad oggi in Ofra degli Abiezeriti . E in quella stessa notte il Signore gli disse : Prendi il giovenco di tuo padre , e il secondo bue di sette anni ; e disfai l’ altare di Baal , che è di tuo padre , e taglia il bosco che gli è appresso . Ed edifica un altare al Signore Iddio tuo in su la cima di questa rocca , nell’ istesso luogo ove tu avevi posto l’ apparecchio di quelle vivande ; poi prendi quel secondo bue , e offeriscilo in olocausto con le legne del bosco che tu avrai tagliato . Gedeone adunque prese seco dieci uomini , d’ infra i suoi servitori , e fece così , come il Signore gli avea detto ; e , temendo di farlo di giorno , per cagion della casa di suo padre , e degli uomini della città , lo fece di notte . Ed essendosi gli uomini della città levati la mattina , ecco , l’ altare di Baal era stato disfatto , e il bosco che gli era appresso era stato tagliato , e quel secondo bue era stato offerto sopra l’ altare ch’ era stato edificato . Ed essi dissero l’ uno all’ altro : Chi ha fatto questo ? E avendone domandato , e ricercato , fu detto : Gedeone , figliuol di Ioas , ha fatto questo . E gli uomini della città dissero a Ioas : Mena fuori il tuo figliuolo , e sia fatto morire ; conciossiachè egli abbia disfatto l’ altare di Baal , ed abbia tagliato il bosco che gli era appresso . Ma Ioas disse a tutti i circostanti : Volete voi difender la causa di Baal ? lo volete voi salvare ? chi difenderà la sua causa sarà fatto morire , mentre è ancor mattina . Se egli è dio , contenda con Gedeone , poich’ egli ha disfatto il suo altare . E in quel giorno Ioas pose nome Ierubbaal a Gedeone , dicendo : Contenda Baal con lui , poich’ egli ha disfatto il suo altare . Or tutti i Madianiti , e gli Amalechiti , e gli Orientali , adunatisi insieme , passarono il Giordano , e si accamparono nella valle d’ Izreel . E lo Spirito del Signore investì Gedeone , ed egli sonò con la tromba ; e gli Abiezeriti furono adunati a grida , per seguitarlo . Egli mandò ancora de’ messi per tutto Manasse ; ed esso ancora fu adunato a grida per seguitarlo : mandò anche de’ messi in Aser , e in Zabulon , e in Neftali ; ed essi salirono ad incontrar quegli altri . E Gedeone disse a Dio : Se pur tu vuoi salvar Israele per la mia mano , come tu hai detto , ecco , io porrò in su l’ aia un vello di lana ; se la rugiada è in sul vello solo , e tutta la terra è asciutta , io conoscerò che tu salverai Israele per la mia mano , come tu hai detto . Ed egli avvenne così . Ed egli si levò la mattina seguente , e stringendo il vello , spremè della rugiada una piena coppa d’ acqua . E Gedeone disse a Dio : L’ ira tua non si accenda contro a me , ed io parlerò ancora sol questa volta ; deh ! permetti ch’ io faccia ancora questa sola volta prova col vello ; deh ! sia il vello solo asciutto , e sia la rugiada sopra tutta la terra . E Iddio fece così in quella notte ; e il vello solo fu asciutto , e la rugiada fu sopra tutta la terra . IERUBBAAL adunque che è Gedeone , levatosi la mattina , con tutta la gente ch’ era con lui , si accampò con essa presso alla fonte di Harod ; e il campo de Madianiti gli era dal Settentrione , verso il colle di More , nella valle . E il Signore disse a Gedeone : La gente ch’ è teco è troppa , perchè io dia loro Madian nelle mani ; che talora Israele non si glorii sopra me , dicendo : La mia mano mi ha salvato . Ora dunque fai una grida , che il popolo oda , dicendo : Chi è pauroso e timido , se ne ritorni prestamente indietro dal monte di Galaad . E se ne ritornarono indietro ventiduemila uomini del popolo ; e ne rimasero diecimila . E il Signore disse a Gedeone : La gente è ancora troppa ; falli scendere all’ acqua , e quivi io te li discernerò ; e colui del quale io ti dirò : Costui andrà teco , vada teco ; e colui del quale io ti dirò : Costui non andrà teco , non vada teco . Gedeone adunque fece scender la gente all’ acqua ; e il Signore gli disse : Metti da parte chiunque lambirà l’ acqua con la lingua , come lambisce il cane ; e altresì chiunque s’ inchinerà sopra le ginocchia , per bere . E il numero di coloro che , recatasi l’ acqua con la mano alla bocca , la lambirono , fu di trecento uomini ; e tutto il rimanente della gente s’ inchinò sopra le ginocchia per ber dell’ acqua . E il Signore disse a Gedeone : Per questi trecent’ uomini , che hanno lambita l’ acqua , io vi salverò , e ti darò i Madianiti nelle mani ; ma vadasene tutta l’ altra gente , ciascuno al luogo suo . E quella gente prese della vittuaglia in mano , e le sue trombe . Gedeone adunque rimandò a casa tutti gli altri Israeliti , ciascuno alle sue stanze , e ritenne seco que’ trecent’ uomini . Or il campo de’ Madianiti era disotto di lui nella valle . E in quella notte il Signore gli disse : Levati , scendi nel campo ; perciocchè io te l’ ho dato nelle mani . E se pur tu temi di scendervi , scendi prima tu , con Fura , tuo servitore , verso il campo . E tu udirai ciò che vi si dirà ; e poi le tue mani saranno rinforzate , e tu scenderai nel campo . Egli adunque , con Fura , suo servitore , scese all’ estremità della gente ch’ era in armi nel campo . E i Madianiti , e gli Amalechiti , e tutti gli Orientali , giacevano nella valle , come locuste in moltitudine ; e i lor cammelli erano innumerevoli , ed erano in moltitudine come la rena ch’ è in sul lito del mare . Giuntovi adunque Gedeone , ecco , uno raccontava un sogno al suo compagno , e gli diceva : Ecco , io ho sognato un sogno . E’ mi parea che una focaccia d’ orzo si rotolava verso il campo de’ Madianiti , e giungeva infino a’ padiglioni , e li percoteva , ed essi cadevano ; e li riversava sottosopra , e i padiglioni cadevano . E il suo compagno rispose , e disse : Questo non è altro , se non la spada di Gedeone , figliuolo di Ioas , uomo Israelita ; Iddio gli ha dati i Madianiti , e tutto il campo , nelle mani . E , quando Gedeone ebbe udito raccontare il sogno , ed ebbe intesa la sua interpretazione , adorò . Poi , ritornato al campo d’ Israele , disse : Levatevi ; perciocchè il Signore vi ha dato il campo de’ Madianiti nelle mani . Poi spartì quei trecent’ uomini in tre schiere , e diede a tutti delle trombe in mano , e de’ testi voti , e delle fiaccole dentro ai testi . E disse loro : Riguardate ciò che da me sarà fatto , e fate così voi . Quando adunque io sarò giunto all’ estremità del campo , fate così come farò io . E quando io , con tutti quelli che sono meco , sonerò con la tromba , sonate ancora voi con le trombe , intorno a tutto il campo , e dite : Al Signore , ed a Gedeone . Gedeone adunque , e i cent’ uomini che erano con lui , vennero all’ estremità del campo , al principio della veglia della mezzanotte , come prima furono poste le guardie , e sonarono con le trombe , e spezzarono i testi che aveano nelle mani . Allora le tre schiere sonarono con le trombe , e spezzarono i testi , e tenevano con la man sinistra le fiaccole , e con la destra le trombe per sonare , e gridavano ; La spada del Signore , e di Gedeone . E ciascuno di essi stette fermo nel suo luogo , intorno al campo ; e tutto il campo discorreva qua e là , sclamando , e fuggendo . Ora , mentre que’ trecent’ uomini sonavano con le trombe , il Signore voltò la spada di ciascuno contro al suo compagno , e ciò per tutto il campo . E il campo fuggì fino a Bet-sitta , verso Serera , infino alla ripa d’ Abel-mehola , presso a Tabbat . E gl’ Israeliti furono raunati a grida , di Neftali , e di Aser , e di tutto Manasse , e perseguitarono i Madianiti . E Gedeone mandò de’ messi per tutto il monte d’ Efraim , a dire : Scendete giù ad incontrare i Madianiti , e prendete loro i passi delle acque fino a Bet-bara , lungo il Giordano . Tutti gli Efraimiti adunque , adunatisi a grida , presero i passi delle acque fino a Bet-bara , lungo il Giordano . E presero due Capi dei Madianiti , Oreb e Zeeb ; e ammazzarono Oreb nel luogo detto : Il sasso d’ Oreb ; e Zeeb , nel luogo detto : Il torcolo di Zeeb ; e , dopo aver perseguitati i Madianiti , portarono le teste di que’ Capi a Gedeone , di qua dal Giordano . E GLI uomini di Efraim gli dissero : Che cosa è questo che tu ci hai fatto , di non averci chiamati , quando tu sei andato a combattere contro a Madian ? E contesero aspramente con lui . Ma egli disse loro : Che ho io ora fatto al par di voi ? il raspollar d’ Efraim non vale egli meglio che la vendemmia d’ Abiezer ? Iddio vi ha dati i Capi de’ Madianiti , Oreb , e Zeeb , nelle mani ; e che ho io potuto fare al par di voi ? Allora , dopo ch’ ebbe loro così parlato , il lor cruccio contro a lui si acquetò . Or Gedeone arrivò al Giordano , e , passandolo con que’ trecent’ uomini ch’ erano con lui , i quali stanchi come erano , pur perseguitavano i Madianiti , disse a que’ di Succot : Deh ! date alcuni pezzi di pane alla gente che è al mio seguito ; perciocchè sono stanchi , e io perseguito Zeba , e Salmunna , re di Madian . Ma i principali di Succot risposero : Hai tu già in mano le palme di Zeba e di Salmunna , che noi diamo del pane al tuo esercito ? E Gedeone rispose : Perciò , quando il Signore mi avrà dato nelle mani Zeba e Salmunna , io vi sminuzzerò le carni con delle spine del deserto , e con triboli . Poi di là egli salì in Penuel , e parlò a que’ di Penuel nella medesima maniera ; ed essi gli risposero come que’ di Succot aveano risposto . Ed egli disse parimente a que’ di Penuel : Quando io ritornerò in pace , io disfarò questa torre . Or Zeba e Salmunna , erano in Carcor , co’ lor campi d’ intorno a quindicimila uomini , ch’ erano tutti quelli ch’ erano rimasti di tutto il campo degli Orientali ; e i morti erano cenventimila uomini , che potevano trar la spada . E Gedeone salì traendo al paese di coloro che abitano in padiglioni , dal lato orientale di Noba , e di Iogbea ; e percosse il campo , il qual se ne stava in sicurtà . E Zeba , e Salmunna , fuggirono ; ma egli li perseguitò , e prese i due re di Madian , Zeba , e Salmunna , e mise in rotta tutto il campo . Poi Gedeone , figliuolo di Ioas , se ne ritornò dalla battaglia , dalla salita di Heres . E prese un fanciullo della gente di Succot , e lo domandò ; ed egli gli descrisse i principali e gli Anziani di Succot , ch’ erano settantasette uomini . Poi Gedeone venne agli uomini di Succot , e disse : Ecco Zeba , e Salmunna , de’ quali per ischerno voi mi diceste : Hai tu già nelle mani le palme di Zeba , e di Salmunna , che noi diamo del pane alla tua gente stanca ? Ed egli prese gli Anziani della città , e delle spine del deserto , e de’ triboli , e con essi castigò quegli uomini di Succot . Disfece ancora la torre di Penuel , e uccise gli uomini della città . Poi disse a Zeba , ed a Salmunna : Come erano quegli uomini che voi uccideste in Tabor ? Ed essi risposero : Come tu appunto ; ciascuno di essi pareva nel sembiante un figliuolo di re . Ed egli disse loro : Essi erano miei fratelli , figliuoli di mia madre ; come il Signore vive , se voi aveste loro salvata la vita , io non vi ucciderei . Poi disse a Ieter , suo primogenito : Levati , uccidili . Ma il fanciullo non trasse fuori la sua spada ; perciocchè avea paura ; conciossiachè egli fosse ancor giovanetto . E Zeba , e Salmunna , dissero : Levati su tu , e avventati sopra noi ; perciocchè quale è l’ uomo tale è la sua forza . Gedeone adunque si levò , e uccise Zeba , e Salmunna , e prese le borchie che i lor cammelli aveano al collo . E gl’ Israeliti dissero a Gedeone : Signoreggia sopra noi , tu , e il tuo figliuolo , e il figliuolo del tuo figliuolo ; conciossiachè tu ci abbi salvati dalla mano de’ Madianiti . Ma Gedeone disse loro : Nè io , nè il mio figliuolo , signoreggeremo sopra voi ; il Signore signoreggerà sopra voi . Poi Gedeone disse loro : Io vi farò una richiesta , che ciascun di voi mi dia il monile ch’ egli ha predato ; perciocchè coloro aveano de’ monili d’ oro , perchè erano Ismaeliti . Ed essi dissero : Noi del tutto te li daremo . Steso adunque un ammanto , ciascuno vi gittò il monile ch’ egli aveva predato . E il peso dei monili d’ oro , che Gedeone avea chiesti , fu di mille settecento sicli d’ oro ; oltre alle borchie , e alle collane , e a’ vestimenti di porpora , che i re di Madian aveano indosso ; e oltre a’ collari che i cammelli loro aveano al collo . E Gedeone fece di quell’ oro un Efod , e lo pose in Ofra , sua città ; e tutto Israele fornicò quivi dietro ad esso ; e ciò fu in laccio a Gedeone e alla sua casa . Così Madian fu depresso davanti a’ figliuoli d’ Israle , e non alzò più il capo ; e il paese ebbe riposo per quarant’ anni , a’ dì di Gedeone . E Ierubbaal , figliuolo di Ioas , se ne andò , e dimorò in casa sua . Or Gedeone ebbe settanta figliuoli , ch’ erano usciti della sua anca ; conciossiachè egli avesse molte mogli . E la sua concubina , ch’ era in Sichem , gli partorì anch’ essa un figliuolo , al quale egli pose nome Abimelec . Poi Gedeone , figliolo di Ioas , morì in buona vecchiezza , e fu seppellito nella sepoltura di Ioas , suo padre , in Ofra degli Abiezeriti . E , dopo che Gedeone fu morto , i figliuoli d’ Israele tornarono a fornicare dietro a’ Baali , e si costituirono Baal-berit per dio . E non si ricordarono del Signore Iddio loro , il quale li avea riscossi dalle mani di tutti i lor nemici d’ ogn’ intorno ; e non usarono benignità inverso la casa di Ierubbaal , cioè , di Gedeone , secondo tutto il bene ch’ egli avea operato inverso Israele . OR Abimelec , figliuolo di Ierubbaal , andò in Sichem a’ fratelli di sua madre , e parlò loro , e a tutta la famiglia della casa del padre di sua madre , dicendo : Deh ! parlate a tutti i Sichemiti , e dite loro : Qual cosa è migliore per voi , che settant’ uomini , cioè tutti i figliuoli di Ierubbaal , signoreggino sopra voi , ovvero , che un uomo solo signoreggi sopra voi ? ricordatevi ancora che io sono vostre ossa , e vostra carne . E i fratelli di sua madre parlarono di lui a tutti i Sichemiti , e dissero loro tutte quelle parole ; e il cuor loro s’ inchinò a seguitare Abimelec ; perchè dissero : Egli è nostro fratello . E gli diedero settanta sicli d’ argento , tolti dal tempio di Baal-berit , co’ quali Abimelec soldò degli uomini da nulla , e vagabondi , i quali lo seguitarono . Ed egli venne in casa di suo padre , in Ofra , e uccise in su una stessa pietra i suoi fratelli , figliuoli di Ierubbaal , ch’ erano settant’ uomini ; ma Giotam , figliuol minore di Ierubbaal , scampò ; perchè s’ era nascosto . Poi tutti i Sichemiti , e tutta la casa di Millo , si adunarono insieme , e andarono , e costituirono re Abimelec , presso alla quercia dove era rizzato il piliere in Sichem . E ciò essendo rapportato a Giotam , egli andò , e si fermò in su la sommità del monte di Gherizim ; e alzò la voce , e gridò , e disse loro : Ascoltatemi , Sichemiti , e così vi ascolti Iddio . Gli alberi andarono già per ungere un re che regnasse sopra loro ; e dissero all’ ulivo : Regna sopra noi . Ma l’ ulivo disse loro : Resterei io di produrre il mio olio , il quale Iddio e gli uomini onorano in me , per andar vagando per gli altri alberi ? Poi gli alberi dissero al fico : Vieni tu , regna sopra noi . Ma il fico disse loro : Resterei io di produrre la mia dolcezza , e il mio buon frutto , per andar vagando per gli altri alberi ? E gli alberi dissero alla vite : Vieni tu , regna sopra noi . Ma la vite disse loro : Resterei io di produrre il mio mosto , che rallegra Iddio e gli uomini , per andar vagando per gli altri alberi ? Allora tutti gli alberi dissero al pruno : Vieni tu , regna sopra noi . E il pruno disse agli alberi : Se ciò che voi fate , ungendomi per re sopra voi , è con verità , venite , riparatevi sotto alla mia ombra ; se no , esca il fuoco dal pruno , e consumi i cedri del Libano . Ora altresì , se voi siete proceduti con verità e con integrità , costituendo Abimelec re ; e se avete operato bene inverso Ierubbaal , e inverso la sua casa ; e se voi gli avete renduta la retribuzione delle sue opere conciossiachè mio padre abbia guerreggiato per voi , e abbia cacciato dietro alle spalle ogni riguardo alla sua vita , e vi abbia riscossi dalla mano de’ Madianiti . Ma oggi voi vi siete sollevati contro alla casa di mio padre , e avete uccisi sopra una medesima pietra i suoi figliuoli , in numero di settant’ uomini , e avete costituito re sopra i Sichemiti Abimelec , figliuolo della sua serva , perciocchè egli è vostro fratello ; se , dico , siete oggi proceduti con verità e con integrità , verso Ierubbaal e verso la sua casa , godete d’ Abimelec , e Abimelec goda di voi ; se no , esca il fuoco d’ Abimelec , e consumi i Sichemiti e la casa di Millo ; esca parimente il fuoco de’ Sichemiti e della casa di Millo , e consumi Abimelec . Poi Giotam scampò e se ne fuggì d’ innanzi ad Abimelec suo fratello , e andò in Beer , e quivi dimorò . E Abimelec signoreggiò sopra Israele tre anni . E Iddio mandò uno spirito maligno fra Abimelec e i Sichemiti ; e i Sichemiti ruppero la fede ad Abimelec ; acciocchè la violenza fatta a’ settanta figliuoli di Ierubbaal , e il sangue loro , venisse ad esser messo addosso ad Abimelec lor fratello , il quale li avea uccisi ; e addosso a’ Sichemiti , i quali aveano tenuta mano con lui a uccidere i suoi fratelli . I Sichemiti adunque gli posero agguati in su le sommità de’ monti , i quali rubavano in su la strada chiunque passava appresso di loro . E ciò fu rapportato ad Abimelec . Poi Gaal , figliuolo di Ebed , e i suoi fratelli , vennero , e passarono in Sichem ; e i Sichemiti presero confidenza in lui . E , usciti alla campagna , vendemmiarono le lor vigne , e calcarono le uve , e cantarono delle canzoni . Poi entrarono nel tempio dell’ iddio loro , e mangiarono , e bevvero , e maledissero Abimelec . E Gaal , figliuolo di Ebed , disse : Chi è Abimelec , e quale è Sichem , che noi serviamo ad Abimelec ? non è egli figliuolo di Ierubbaal ? e Zebul non è egli suo commissario ? Servite a’ discendenti di Hemor , padre di Sichem . E perchè serviremo noi a costui ? Oh ! fossemi pur data questa gente sotto la mia condotta , io caccerei Abimelec . Poi disse ad Abimelec : Accresci pure il tuo esercito , e vien fuori . E Zebul , capitano della città , avendo udite le parole di Gaal , figliuolo di Ebed , si accese nell’ ira . E cautamente mandò messi ad Abimelec , a dirgli : Ecco , Gaal , figliuolo di Ebed , e i suoi fratelli , son venuti in Sichem ; ed ecco , stringono la città contro a te . Ora , dunque , levati di notte , con la gente ch’ è teco , e poni agguati nella campagna ; e domattina a buon’ ora , in sul levar del sole , levati , e fa’ una correria sopra la città ; ed ecco , egli e la gente ch’ è con lui , uscirà incontro a te , e tu gli farai secondo che ti occorrerà . Abimelec adunque si levò di notte , con tutta la gente ch’ era con lui , e stettero agli agguati contro a Sichem , in quattro schiere . Or Gaal , figliuolo di Ebed , uscì fuori , e si fermò in su l’ entrata della porta della città ; e Abimelec si levò dagli agguati , con la gente ch’ era con lui . E Gaal , veduta quella gente , disse a Zebul : Ecco della gente , che scende dalle sommità de’ monti . E Zebul gli disse : Tu vedi l’ ombra de’ monti , e ti pare che sieno uomini . E Gaal parlò di nuovo , e disse : Ecco della gente che scende dal bellico del paese , ed una schiera che viene dalla via del querceto degl’ indovini . E Zebul gli disse : Dove è ora la tua bocca , con la quale tu dicevi : Chi è Abimelec , che noi gli serviamo ? Non è egli questo popolo quello che tu sprezzavi ? Deh ! esci ora fuori , e combatti con lui . Allora Gaal uscì fuori davanti a’ Sichemiti , e combattè con Abimelec . Ma Abimelec gli diè la caccia , ed egli fuggì d’ innanzi a lui , e molti caddero uccisi infino all’ entrata della porta . E Abimelec si fermò in Aruma ; e Zebul cacciò di Sichem Gaal , e i suoi fratelli ; talchè non poterono più stare in Sichem . E il giorno seguente , il popolo di Sichem uscì fuori a’ campi ; e ciò fu rapportato ad Abimelec . Ed egli prese la sua gente , e la spartì in tre schiere , e si pose in agguato su per li campi ; e , veggendo che il popolo usciva della città , si levò contro ad esso , e lo percosse . Ed Abimelec , con la schiera ch’ egli avea seco , corse verso la città , e si fermò all’ entrata della porta della città ; e le altre due schiere corsero sopra tutti quelli ch’ erano per li campi , e li percossero . Ed Abimelec combattè contro alla città tutto quel giorno , e la prese , e uccise il popolo ch’ era in essa ; poi spianò la città , e vi seminò del sale . E tutti gli abitanti della torre di Sichem , udito ciò , si ridussero nella fortezza del tempio d’ El-berit . E fu rapportato ad Abimelec , che tutti gli abitanti della torre di Sichem si erano adunati là . Laonde Abimelec salì in sul monte di Salmon , con tutta la gente ch’ era con lui ; e prese delle scuri in mano , e tagliò un ramo d’ albero ; e , toltolo , sel recò in ispalla ; poi disse alla gente ch’ era con lui : Quello che mi avete veduto fare , fatelo prestamente , come ho fatto io . Tutta la gente adunque tagliò anch’ essa de’ rami , ciascuno il suo ; poi , andati dietro ad Abimelec , posero quelli intorno alla fortezza , e arsero la fortezza sopra coloro che v’ erano dentro ; e tutti gli abitanti morirono anch’ essi , in numero d’ intorno a mille persone , tra uomini e donne . Poi Abimelec andò a Tebes , e vi pose campo , e la prese . Ora , nel mezzo della città v’ era una torre forte , nella quale tutti gli uomini e le donne , e tutti gli abitanti della città , si rifuggirono ; e , serratisi dentro , salirono in sul tetto della torre . Ed Abimelec , venuto fino alla torre , la combattè , e si accostò infino alla porta della torre , per bruciarla col fuoco . Ma una donna gittò giù un pezzo di macina in sul capo di Abimelec , e gli spezzò il teschio . Laonde egli prestamente chiamò il fante che portava le sue armi , e gli disse : Tira fuori la tua spada , e uccidimi , che talora non si dica di me : Una donna l’ ha ammazzato . Il suo fante adunque lo trafisse , ed egli morì . E quando gl’ Israeliti ebber veduto che Abimelec era morto , se ne andarono ciascuno al suo luogo . Così Iddio fece la retribuzione ad Abimelec , del male ch’ egli avea commesso contro a suo padre , uccidendo i suoi settanta fratelli . Iddio fece ancora ritornare in sul capo degli uomini di Sichem tutto il male che aveano commesso ; e avvenne loro la maledizione di Giotam , figliuolo di Ierubbaal . ORA , dopo Abimelec , surse , per liberare Israele , Tola , figliuolo di Pua , figliuolo di Dodo , uomo d’ Issacar , il quale dimorava in Samir , nel monte di Efraim . Ed egli giudicò Israele ventitrè anni ; poi morì , e fu seppellito in Samir . E , dopo lui , surse Iair , Galaadita , il quale giudicò Israele ventidue anni . Ed esso ebbe trenta figliuoli , i quali cavalcavano trent’ asinelli , e aveano trenta città , che si chiamano fino ad oggi le Villate di Iair , le quali sono nel paese di Galaad . Poi Iair morì , e fu seppellito in Camon . E I figliuoli d’ Israele continuarono a far ciò che dispiace al Signore , e servirono a’ Baali , e ad Astarot , e agli iddii di Siria , e agl’ iddii di Sidon , e agl’ iddii di Moab , e agl’ iddii de’ figliuoli di Ammon , e agl’ iddii de’ Filistei ; e abbandonarono il Signore , e non gli servivano più . Laonde l’ ira del Signore si accese contro ad Israele ; ed egli lo vendè nelle mani de’ Filistei , e nelle mani dei figliuoli di Ammon . E in quell’ anno , ch’ era il diciottesimo , quelli afflissero ed oppressarono i figliuoli d’ Israele , cioè tutti i figliuoli d’ Israele ch’ erano di là dal Giordano , nel paese degli Amorrei , ch’ è in Galaad . E i figliuoli di Ammon passarono il Giordano , per combattere eziandio contro a Giuda , e contro a Beniamino , e contro alla casa di Efraim ; onde Israele fu grandemente distretto . Allora i figliuoli d’ Israele gridarono al Signore , dicendo : Noi abbiamo peccato contro a te ; conciossiachè abbiamo abbandonato il nostro Dio , e abbiamo servito a’ Baali . E il Signore disse a’ figliuoli d’ Israele : Quando voi avete gridato a me , non vi ho io salvati dalle mani degli Egizi , e degli Amorrei , e de’ figliuoli di Ammon , e de’ Filistei , e de’ Sidonii , e degli Amalechiti , e dei Maoniti , i quali vi oppressavano ? Ma voi mi avete abbandonato , ed avete servito ad altri dii ; perciò , io non vi libererò più . Andate , e gridate agl’ iddii che avete scelti ; salvinvi essi al tempo della vostra angoscia . Ma i figliuoli d’ Israele dissero al Signore : Noi abbiamo peccato ; facci tu tutto quello che ti piacerà ; sol ti preghiamo che tu ci liberi oggi . Allora tolsero gl’ iddii degli stranieri del mezzo di loro , e servirono al Signore ; ed egli si accorò l’ animo per lo travaglio d’ Israele . Or i figliuoli di Ammon si adunarono a grida , e si accamparono in Galaad . I figliuoli d’ Israele si adunarono anch’ essi , e si accamparono in Mispa . E il popolo , cioè i principali di Galaad , dissero gli uni agli altri : Chi sarà l’ uomo che comincerà a combattere contro a’ figliuoli di Ammon ? esso sarà capo a tutti gli abitanti di Galaad . OR Iefte Galaadita era un valente uomo , ed era figliuolo d’ una meretrice ; e Galaad l’ avea generato . E la moglie di Galaad gli avea partoriti de’ figliuoli ; e quando i figliuoli della moglie furono grandi , cacciarono Iefte , e gli dissero : Tu non avrai eredità nella casa di nostro padre ; perciocchè tu sei figliuolo d’ una donna straniera . E Iefte se ne fuggì d’ innanzi a’ suoi fratelli , e dimorò nel paese di Tob ; e presso a lui si adunarono degli uomini da nulla , e uscivano fuori con lui . E , dopo alquanto tempo , avvenne che i figliuoli di Ammon fecero guerra ad Israele . E , mentre i figliuoli di Ammon facevano guerra ad Israele , gli Anziani di Galaad andarono a prender Iefte nel paese di Tob . E dissero a Iefte : Vieni , e sii nostro capitano ; acciocchè noi combattiamo contro a’ figliuoli di Ammon . Ma Iefte disse agli Anziani di Galaad : Non mi avete voi odiato , e cacciato della casa di mio padre ? perchè dunque venite a me , ora che voi siete distretti ? E gli Anziani di Galaad dissero a Iefte : Perciò siamo noi ora ritornati a te , acciocchè tu venga con noi , e combatta contro a’ figliuoli di Ammon ; e che tu sii capo di tutti gli abitanti di Galaad . E Iefte disse agli Anziani di Galaad : Se voi mi riconducete per combattere contro a’ figliuoli di Ammon , e il Signore li mette in mio potere , sarò io vostro capo ? E gli Anziani di Galaad dissero a Iefte : Il Signore attenda a quello che diciamo fra noi , se non facciamo secondo che tu hai detto . Iefte adunque andò con gli Anziani di Galaad ; e il popolo lo costituì capo e condottiere sopra sè ; e Iefte pronunziò davanti al Signore , in Mispa , tutte le parole ch’ egli avea prima dette . Poi Iefte mandò ambasciatori al re de’ figliuoli di Ammon , a dirgli : Che v’ è egli fra me e te , che tu sei venuto contro a me , per far guerra nel mio paese ? E il re de’ figliuoli di Ammon disse agli ambasciatori di Iefte : Io son venuto , perciocchè , quando Israele salì fuor di Egitto , prese il mio paese , dall’ Arnon fino a Iabboc , e infino al Giordano ; ora dunque rendimi quelle contrade amichevolmente . E Iefte mandò di nuovo ambasciatori al re de’ figliuoli di Ammon , a dirgli : Così dice Iefte : Israele non prese il paese di Moab , nè il paese de’ figliuoli di Ammon . Anzi , dopo che Israele fu salito fuor di Egitto , e fu camminato per lo deserto fino al mar rosso , e fu giunto a Cades , mandò ambasciatori al re di Edom , a dirgli : Deh ! lascia che io passi per lo tuo paese ; ma il re di Edom nol consentì ; mandò eziandio al re di Moab , e anch’ egli non volle . Laonde , dopo che Israele fu dimorato in Cades , camminò per lo deserto , e circuì il paese di Edom , e il paese di Moab , e giunse al lato orientale del paese di Moab , e si accampò di là dall’ Arnon , e non entrò dentro a’ confini di Moab , consiossiachè l’ Arnon sia il confine di Moab . E Israele mandò ambasciatori a Sihon , re degli Amorrei , re di Hesbon , e dirgli : Deh ! lascia che noi passiamo per lo tuo paese , finchè siamo giunti al nostro luogo . Ma Sihon non si fidò d’ Israele , ch’ egli passasse per li suoi confini ; anzi adunò tutta la sua gente , e con essa si accampò in Iaas , e combattè con Israele . E il Signore Iddio d’ Israele diede Sihon , e tutta la sua gente , nelle mani degl’ Israeliti , i quali li percossero , e conquistarono tutto il paese degli Amorrei , che abitavano in quel paese . Conquistarono eziandio tutti i confini degli Amorrei , dall’ Arnon fino a Iabboc , e dal deserto fino al Giordano . Ora dunque , avendo il Signore Iddio d’ Israele cacciati gli Amorrei d’ innanzi ad Israele , suo popolo , possederesti tu il lor paese ? Non possederesti tu ciò che Chemos , tuo dio , ti avrebbe dato a possedere ? noi altresì possederemo il paese di tutti quelli che il Signore Iddio nostro avrà cacciati d’ innanzi a noi . Ed ora vali tu in alcun modo meglio che Balac , figliuolo di Sippor , re di Moab ? contese egli con Israele , o fecegli guerra ? Essendo Israele dimorato in Hesbon , e nelle terre del suo territorio , e in Aroer , e nelle terre del suo territorio , e in tutte le città che sono lungo l’ Arnon , lo spazio di trecent’ anni , perchè non le avete voi riscosse in quel tempo ? E anche io non t’ ho offeso ; e tu procedi malvagiamente inverso me , guerreggiando contro a me . Il Signore , che è il Giudice , giudichi oggi fra i figliuoli d’ Israele e i figliuoli di Ammon . Ma il re de’ figliuoli di Ammon non attese alle parole , che Iefte gli avea mandato a dire . E lo Spirito del Signore fu sopra Iefte , ed egli traversò Galaad e Manasse , e passò in Mispe di Galaad , e di Mispe di Galaad passò a’ figliuoli di Ammon . E Iefte votò un voto al Signore , e disse : Se pur tu mi dài i figliuoli di Ammon nelle mani ; quando io ritornerò in pace da’ figliuoli di Ammon , ciò che uscirà dell’ uscio di casa mia sarà del Signore , e io l’ offerirò in olocausto . Iefte adunque passò a’ figliuoli di Ammon , per combatter con loro ; e il Signore li diede nelle mani di esso . Ed egli li percosse d’ una grandissima sconfitta , da Aroer fino a Minnit , venti città ; e fino alla pianura delle vigne . E così i figliuoli di Ammon furono abbassati dinanzi ai figliuoli d’ Israele . Ora , come Iefte ritornava a casa sua in Mispe , ecco , la sua figliuola gli uscì incontro con tamburi , e con flauti ; or ella era unica e sola , ed egli non avea altri proceduto da lui , nè figliuolo , nè figliuola . E , come egli la vide , stracciò i suoi vestimenti , e disse : Ahi ! figliuola mia ; tu mi hai affatto abbattuto , e sei di quelli che mi conturbano ; conciossiachè io abbia aperta la mia bocca al Signore , e non possa ritrarmene . Ed ella gli disse : Padre mio , se pur tu hai aperta la bocca al Signore , fammi come t’ è uscito di bocca ; poichè il Signore ha fatte le tue vendette sopra i figliuoli di Ammon , tuoi nemici . Poi disse a suo padre : Facciamisi questo : Lasciami per due mesi , acciocchè io vada su e giù per li monti , e pianga la mia verginità , con le mie compagne . Ed egli le disse : Va’ . Così la lasciò andare per due mesi . Ed ella andò con le sue compagne , e pianse la sua verginità su per li monti . E , al termine di due mesi , ella ritornò a suo padre , ed egli le fece secondo il voto ch’ egli avea votato . Or ella non avea conosciuto uomo . E di qui nacque l’ usanza in Israele , che le figliuole d’ Israele andavano ogni anno a far lamento della figliuola di Iefte Galaadita , quattro giorni dell’ anno . OR gli Efraimiti , adunatisi a grida , passarono verso il Settentrione , e dissero a Iefte : Perchè sei tu passato per combattere contro a’ figliuoli di Ammon , e non ci hai chiamati per andar teco ? noi bruceremo col fuoco la tua casa , e te insieme . E Iefte disse loro : Il mio popolo ed io abbiamo avuta gran contesa co’ figliuoli di Ammon ; ed io v’ ho chiamati , ma voi non mi avete liberato dalle lor mani . Laonde , veggendo che voi non mi liberavate , io ho messa la mia vita nella palma della mia mano , e son passato agli Ammoniti ; e il Signore me li ha dati nelle mani ; perchè dunque siete voi oggi saliti a me , per farmi guerra ? E Iefte adunò tutti i Galaaditi , e combattè contro ad Efraim ; e i Galaaditi percossero Efraim ; perciocchè dicevano : Voi siete degli scampati di Efraim ; Galaad è in mezzo di Efraim e di Manasse . E i Galaaditi occuparono i passi del Giordano a que’ di Efraim ; e quando alcuno di que’ di Efraim che scampavano diceva : Lascia ch’ io passi , i Galaaditi gli dicevano : Sei tu di Efraim ? E s’ egli diceva : No , i Galaaditi gli dicevano : Deh ! di’ Scibbolet ; ma egli diceva : Sibbolet ; e non accertava a profferir dirittamente . Ed essi lo prendevano , e lo scannavano a’ passi del Giordano . Così in quel tempo caddero morti di Efraim quarantaduemila uomini . E Iefte Galaadita giudicò Israele sei anni ; poi morì , e fu seppellito nella città di Galaad . E , DOPO lui , Ibsan , da Bet-lehem , giudicò Israele . Ed ebbe trenta figliuoli , e mandò fuori trenta figliuole a marito , a menò trenta fanciulle di fuori a’ suoi figliuoli per mogli ; e giudicò Israele sett’ anni . Poi Ibsan morì , e fu seppellito in Bet-lehem . E , dopo lui , Elon Zabulonita fu Giudice d’ Israele ; e giudicò Israele dieci anni . Poi Elon Zabulonita morì , e fu seppellito in Aialon , nel paese di Zabulon . E , dopo lui , Abdon , figliuolo di Hillel , Piratonita , giudicò Israele . Ed ebbe quaranta figliuoli , e trenta figliuoli di figliuoli , i quali cavalcavano settant’ asinelli ; e giudicò Israele ott’ anni . Poi Abdon , figliuolo di Hillel , Piratonita , morì , e fu seppellito in Piraton , nel paese di Efraim , nel monte degli Amalechiti . POI i figliuoli d’ Israele seguitarono a far ciò che dispiace al Signore ; laonde il Signore li diede nelle mani de’ Filistei per quarant’ anni . Or v’ era un uomo da Sorea , della nazione di Dan , chiamato Manoa , la cui moglie era sterile , e non avea mai partorito . E l’ Angelo del Signore apparve a questa donna , e le disse : Ecco , ora tu sei sterile , e non hai mai partorito ; ma tu concepirai , e partorirai un figliuolo . Ora dunque , guardati pur di non ber vino , nè cervogia , e di non mangiar cosa alcuna immonda . Perciocchè , ecco , tu concepirai , e partorirai un figliuolo , sopra il cui capo non salirà giammai rasoio ; perciocchè il fanciullo sarà dal ventre della madre Nazireo a Dio ; ed egli comincerà a salvare Israele dalle mani de’ Filistei . E la donna se ne venne al suo marito , e gli disse : Un uomo di Dio è venuto a me , col sembiante simile a quel di un Angelo di Dio , molto tremendo ; e io non gli ho domandato onde egli si fosse , ed egli altresì non mi ha dichiarato il suo nome . Ma egli mi ha detto : Ecco , tu concepirai , e partorirai un figliuolo ; ora dunque non ber vino , nè cervogia , e non mangiar cosa alcuna immonda ; perciocchè il fanciullo sarà Nazireo a Dio , dal ventre della madre , fino al giorno della sua morte . Allora Manoa supplicò al Signore , e disse : Ahi ! Signore , deh ! venga ancora una volta a noi l’ uomo di Dio che tu mandasti , e insegnici ciò che abbiamo da fare al fanciullo che ha da nascere . E Iddio esaudì la voce di Manoa ; e l’ Angelo di Dio venne un’ altra volta alla donna , mentre ella sedeva in un campo . Or Manoa , suo marito , non era con lei . Essa adunque corse prestamente a rapportarlo al suo marito , e gli disse : Ecco , quell’ uomo , che venne quel giorno a me , mi è apparito . E Manoa si levò , e andò dietro alla sua moglie , e venne a quell’ uomo , e gli disse : Sei tu quell’ uomo che hai parlato a questa donna ? Ed egli rispose : Io son desso . E Manoa disse : Avvengano pure ora le cose che tu hai dette ; qual modo s’ ha egli da tenere inverso il fanciullo ? e che si deve fare intorno a lui ? E l’ Angelo del Signore disse a Manoa : Guardisi la donna da tutte le cose che io le ho dette . Non mangi di cosa alcuna prodotta dalla vite , e non beva nè vino , nè cervogia , e non mangi cosa alcuna immonda ; osservi tutto quello che io le ho comandato . E Manoa disse all’ Angelo del Signore : Deh ! lascia che noi ti riteniamo ; e noi apparecchieremo un capretto da porti innanzi . E l’ Angelo del Signore disse a Manoa : Avvegnachè tu mi ritenga , non però mangerò del tuo cibo ; e , se pur tu fai un olocausto , offeriscilo al Signore . Perciocchè Manoa non sapeva ch’ egli fosse l’ Angelo del Signore . Poi Manoa disse all’ Angelo del Signore : Quale è il tuo nome ? acciocchè , quando le cose che tu hai dette saranno avvenute , noi ti onoriamo . E l’ Angelo del Signore gli disse : Perchè domandi del mio nome ? conciossiachè egli sia incomprensibile . E Manoa prese il capretto e l’ offerta , e l’ offerse al Signore sopra il sasso . E l’ Angelo del Signore fece una cosa maravigliosa alla vista di Manoa e della sua moglie ; che fu che , come la fiamma saliva d’ in su l’ altare al cielo , l’ Angelo del Signore salì con la fiamma dell’ altare . E Manoa e la sua moglie , veduto ciò , caddero in terra in su le lor facce . E l’ Angelo del Signore non apparve più a Manoa , nè alla sua moglie . Allora Manoa conobbe ch’ egli era l’ Angelo del Signore . E Manoa disse alla sua moglie : Per certo noi morremo ; perciocchè abbiamo veduto Iddio . Ma la sua moglie gli disse : Se fosse piaciuto al Signore di farci morire , egli non avrebbe accettato l’ olocausto , nè l’ offerta dalla nostra mano , e non ci avrebbe fatte veder tutte queste cose ; e in un tal tempo egli non ci avrebbe fatte intender cotali cose . Poi quella donna partorì un figliuolo , ed essa gli pose nome Sansone . E il fanciullo crebbe , e il Signore lo benedisse . E lo Spirito del Signore cominciò a sospingerlo in Mahane-Dan , fra Sorea ed Estaol . OR Sansone discese in Timnat , e vide quivi una donna delle figliuole de’ Filistei . E , ritornato a casa , dichiarò il fatto a suo padre e a sua madre , dicendo : Io ho veduta in Timnat una donna delle figliuole de’ Filistei ; ora dunque , prendetemela per moglie . E suo padre e sua madre gli dissero : Non v’ è egli alcuna donna fra le figliuole de’ tuoi fratelli , o fra tutto il nostro popolo , che tu vada a prendere una moglie d’ infra i Filistei incirconcisi ? Ma Sansone disse a suo padre : Prendimi costei ; perciocchè ella piace a’ miei occhi . Or suo padre e sua madre non sapevano che questa cosa procedesse dal Signore ; perciocchè egli cercava che i Filistei gli dessero cagione . Or in quel tempo i Filistei signoreggiavano sopra Israele . Sansone adunque , con suo padre e con sua madre , discese in Timnat ; e , come furono giunti alle vigne di Timnat , ecco , un leoncello veniva ruggendo incontro a lui . E lo Spirito del Signore si avventò sopra Sansone , ed egli lacerò quel leoncello , come se avesse lacerato un capretto , senza aver cosa alcuna in mano ; e non dichiarò a suo padre , nè a sua madre , ciò ch’ egli avea fatto . Poi discese , e parlò alla donna , ed ella piacque agli occhi di Sansone . E alquanti giorni appresso , tornando per menarla , si torse dalla via , per vedere la carogna del leone ; ed ecco , dentro della carogna del leone v’ era uno sciame d’ api , e del miele . Ed egli ne prese nelle palme delle mani , e ne andava mangiando ; e andò a suo padre e a sua madre , e ne diede loro , ed essi ne mangiarono ; ma non dichiarò loro che avesse tolto il miele dalla carogna del leone . Suo padre adunque discese alla donna ; e Sansone fece quivi un convito ; perciocchè così solevano fare i giovani . E , come i Filistei l’ ebbero veduto , presero trenta compagni per esser con lui . E Sansone disse loro : Io vi proporrò ora un enimma ; e se pur voi me lo dichiarate infra i sette giorni del convito , e lo rinvenite , io vi darò trenta panni lini , e trenta mute di vesti ; ma , se voi non potete dichiararmelo , mi darete trenta panni lini , e trenta mute di vesti . Ed essi gli dissero : Proponi pure il tuo enimma , che noi l’ udiamo . Ed egli disse loro : Da colui che divorava è uscito del cibo , e dal forte è uscita della dolcezza . E per lo spazio di tre giorni essi non poterono dichiarar l’ enimma . E , al settimo giorno , dopo ch’ ebbero detto alla moglie di Sansone : Induci il tuo marito a dichiararci l’ enimma , che talora noi non bruciamo col fuoco te , e la casa di tuo padre ; che ? ci avete voi chiamati per avere il nostro ? e che la moglie di Sansone gli ebbe pianto appresso , e dettogli : Tu mi hai pure in odio , e non mi ami ; non hai tu proposto un enimma a’ figliuoli del mio popolo ? e tu non me l’ hai dichiarato ; e ch’ egli le ebbe detto : Ecco , io non l’ ho dichiarato nè a mio padre , nè a mia madre , e lo dichiarerei a te ? e ch’ ella gli ebbe pianto appresso per lo spazio de’ sette giorni , che fu loro fatto il convito ; al settimo giorno egli glielo dichiarò , perchè lo premeva ; ed ella dichiarò l’ enimma ai figliuoli del suo popolo . Laonde gli uomini della città dissero a Sansone al settimo giorno , avanti che il sole tramontasse : Che cosa è più dolce che il miele ? e chi è più forte che il leone ? Ed egli disse loro : Se voi non aveste arato con la mia giovenca , non avreste rinvenuto il mio enimma . E lo Spirito del Signore si avventò sopra lui , ed egli discese in Ascalon , e uccise trenta nomini di quella gente , e prese le loro spoglie , e diede quelle mute di vesti a quelli che aveano dichiarato l’ enimma . Ed egli si accese nell’ ira , e se ne ritornò alla casa di suo padre . E la moglie di Sansone fu data al compagno di esso , il quale era il suo intimo amico . ORA , dopo alquanti giorni , al tempo della ricolta delle biade , Sansone andò a visitare la sua moglie , portandole un capretto , e disse : Io voglio entrar dalla mia moglie , in camera sua ; ma il padre di essa non gli permise di entrarvi . E gli disse : Io stimava sicuramente che del tutto tu l’ odiavi ; e però la diedi al tuo compagno ; la sorella sua minore non è ella più bella di lei ? deh ! prendila in luogo di essa . E Sansone disse loro : Ora non avrò colpa de’ Filistei , quando io farò loro del male . Sansone adunque andò , e prese trecento volpi ; prese ancora delle fiaccole ; e , volte le code delle volpi l’ una contro all’ altra , mise una fiaccola nel mezzo fra due code . Poi accese le fiaccole , e cacciò le volpi nelle biade de’ Filistei , ed arse le biade ch’ erano in bica , e quelle ch’ erano ancora in piè , e le vigne , e gli ulivi . E i Filistei dissero : Chi ha fatto questo ? E fu detto : Sansone , genero di quel Timneo ; perciocchè egli ha presa la sua moglie , e l’ ha data al suo compagno . E i Filistei andarono , ed arsero col fuoco lei , e suo padre . E Sansone disse loro : Fate voi a questo modo ? se io non mi vendico di voi ; poi resterò . Ed egli li percosse con grande sconfitta , percotendoli con la coscia in su i fianchi . Poi discese , e si fermò nella caverna della rupe di Etam . E i Filistei salirono , e si accamparono in Giuda , e si sparsero in Lehi . E gli uomini di Giuda dissero : Perchè siete voi saliti contro a noi ? Ed essi dissero : Noi siamo saliti per far prigione Sansone ; acciocchè facciamo a lui , come egli ha fatto a noi . E tremila uomini di Giuda discesero nella caverna della rupe di Etam , e dissero a Sansone : Non sai tu che i Filistei signoreggiano sopra noi ? Che cosa è dunque questo che tu ci hai fatto ? Ed egli disse loro : Come hanno fatto a me , così ho fatto a loro . Ed essi gli dissero : Noi siamo discesi per farti prigione , per darti nelle mani dei Filistei . E Sansone disse loro : Giuratemi che voi non vi avventerete sopra me . Ed essi gli dissero : No ; ma ben ti legheremo , e ti daremo nelle mani de’ Filistei ; ma non ti faremo già morire . Così lo legarono con due funi nuove , e lo menarono via dalla rupe . Quando egli fu giunto a Lehi , i Filistei gli vennero incontro , con grida d’ allegrezza ; ma lo Spirito del Signore si avventò sopra lui ; e le funi ch’ egli avea in su le braccia , diventarono come lino che si arde al fuoco , e i suoi legami si sciolsero d’ in su le sue mani . E , trovata una mascella d’ asino non ancora secca , vi diè della mano ; e , presala , ammazzò con essa mille uomini . Poi Sansone disse : Con una mascella d’ asino , un mucchio , due mucchi ! Con una mascella d’ asino , ho uccisi mille uomini ! E , quando ebbe finito di parlare , gittò via di sua mano la mascella ; e pose nome a quel luogo Ramat-lehi . Poi ebbe gran sete ; e gridò al Signore , e disse : Tu hai messa questa gran vittoria in mano al tuo servo ; ed ora ho io a morir di sete , e a cader nelle mani degl’ incirconcisi ? Allora Iddio fendè un sasso concavo ch’ era in Lehi ; e d’ esso uscì dell’ acqua , onde Sansone bevve , ed egli tornò in vita ; perciò pose nome a quel luogo En-haccore ; la qual fonte è in Lehi , fino a questo giorno . Ed egli giudicò Israele al tempo dei Filistei vent’ anni . OR Sansone andò in Gaza , e vide quivi una meretrice , ed entrò da lei . E fu detto a que’ di Gaza : Sansone è venuto qua . Ed essi l’ intorniarono , e gli posero insidie tutta quella notte , stando alla porta della città , e stettero cheti tutta quella notte , dicendo : Aspettiamo fino allo schiarir della mattina ; allora l’ uccideremo . Ma Sansone , giaciuto fino a mezza notte , in su la mezza notte si levò , e diè di piglio alle reggi delle porte della città , e alla due imposte , e le levò via , insieme con la sbarra ; e , recatelesi in ispalla , le portò in su la sommità del monte , ch’ è dirimpetto ad Hebron . Egli avvenne poi , ch’ egli amò una donna , della valle di Sorec , il cui nome era Delila . E i principi de’ Filistei salirono a lei , e le dissero : Lusingalo , e vedi in che consiste quella sua gran forza , e come noi potremmo superarlo , acciocchè lo leghiamo , per domarlo ; e ciascun di noi ti donerà mille e cento sicli d’ argento . Delila adunque disse a Sansone : Deh ! dichiarami in che consiste la tua gran forza , e come tu potresti esser legato , per esser domato . E Sansone le disse : Se io fossi legato di sette ritorte fresche , che non fossero ancora secche , io diventerei fiacco , e sarei come un altr’ uomo . E i principi de’ Filistei le portarono sette ritorte fresche , che non erano ancora secche ; ed ella lo legò con esse . Or ella avea posto un agguato nella sua camera . Ed ella gli disse : O Sansone , i Filistei ti sono addosso . Ed egli ruppe le ritorte , come si rompe un fil di stoppa , quando sente il fuoco . E non fu conosciuto in che consistesse la sua forza . E Delila disse a Sansone : Ecco , tu mi hai beffata , e mi hai dette delle bugie ; ora dunque , dichiarami , ti prego , con che tu potresti esser legato . Ed egli le disse : Se io fossi legato ben bene con grosse corde nuove , le quali non fossero ancora state adoperate , io diventerei fiacco , e sarei come un altr’ uomo . E Delila prese delle grosse corde nuove , e lo legò ; poi gli disse : O Sansone , i Filistei ti sono addosso . Or l’ agguato era posto nella camera . Ed egli ruppe quelle corde d’ in su le sue braccia , come refe . Poi Delila gli disse : Tu mi hai beffata fino ad ora , e mi hai dette delle bugie ; dichiarami con che tu potresti esser legato . Ed egli le disse : Se tu tessessi le sette ciocche del mio capo ad un subbio . Ed ella conficcò il subbio con la caviglia , e gli disse : O Sansone , i Filistei ti sono addosso . Ed egli , svegliatosi dal suo sonno , se ne andò con la caviglia del telaro , e col subbio . Ed ella gli disse : Come dici : Io t’ amo ; e pure il tuo cuore non è meco ? Già tre volte tu mi hai beffata , e non mi hai dichiarato in che consiste la tua gran forza . Or avvenne che , premendolo essa ogni giorno con le sue parole , e molestandolo , sì ch’ egli si ne accorava l’ animo fino alla morte , egli le dichiarò tutto il suo cuore , e le disse : Rasoio non salì mai in sul mio capo ; perciocchè io son Nazireo a Dio dal seno di mia madre ; se io fossi raso , la mia forza si partirebbe da me , e diventerei fiacco , e sarei come qualunque altr’ uomo . Delila adunque , veduto ch’ egli le avea dichiarato tutto il cuor suo , mandò a chiamare i principi de’ Filistei , dicendo : Venite questa volta ; perciocchè egli mi ha dichiarato tutto il cuor suo . E i principi de’ Filistei salirono a lei , recando in mano i danari . Ed ella addormentò Sansone sopra le sue ginocchia ; poi , chiamato un uomo , gli fece radere le sette ciocche del capo ; e così fu la prima a domarlo , e la sua forza si partì da lui . Allora ella gli disse : O Sansone , i Filistei ti sono addosso . Ed egli , risvegliatosi dal suo sonno , disse : Io uscirò come l’ altre volte , e mi riscoterò ; ma egli non sapeva che il Signore si era partito da lui . E i Filistei lo presero , e gli abbacinarono gli occhi , e lo menarono in Gaza , e lo legarono con due catene di rame . Ed egli se ne stava macinando nella prigione . Or i capelli del capo ricominciandogli a crescere , come erano quando fu raso , i principi de’ Filistei si adunarono per fare un gran sacrificio a Dagon , loro dio , e per rallegrarsi ; e dissero : Il nostro dio ci ha dato nelle mani Sansone , nostro nemico . Il popolo anch’ esso , avendolo veduto , avea lodato il suo dio ; perciocchè dicevano : Il nostro dio ci ha dato nelle mani il nostro nemico , e il distruggitore del nostro paese , il quale ha uccisi tanti di noi . E , quando ebbero il cuore allegro , dissero : Chiamate Sansone , acciocchè ci faccia ridere . Sansone adunque fu chiamato dalla prigione , e giocava in presenza loro . Ed essi lo fecero stare in piè fra le colonne . E Sansone disse al fanciullo che lo teneva per la mano : Lasciami , e fammi toccar le colonne , sopra le quali la casa è posta ; acciocchè io mi appoggi ad esse . Or la casa era piena d’ uomini e di donne ; e tutti i principi de’ Filistei erano quivi ; e in sul tetto v’ erano intorno a tremila persone , uomini e donne , che stavano a veder Sansone , che giocava . Allora Sansone invocò il Signore , e disse : Signore Iddio , ricordati , ti prego , di me , e fortificami pur questa volta , o Dio ; acciocchè ad un tratto io mi vendichi de’ Filistei , per li miei due occhi . Poi , abbracciate le due colonne di mezzo , sopra le quali la casa era posta , pontò , attenendosi ad esse , avendo l’ una alla man destra , e l’ altra alla sinistra . E disse : Muoia io pur co’ Filistei . E , inchinatosi di forza , la casa cadde addosso a’ principi , e addosso a tutto il popolo che v’ era dentro . E più furono quelli che Sansone fece morire alla sua morte , che quelli ch’ egli avea fatti morire in vita sua . Poi i suoi fratelli , e tutta la casa di suo padre , vennero , e lo portarono via ; e salirono , e lo seppellirono fra Sorea ed Estaol , nella sepoltura di Manoa , suo padre . Or egli giudicò Israele venti anni . OR v’ era un uomo della montagna di Efraim , il cui nome era Mica . Ed esso disse a sua madre : I mille e cento sicli d’ argento che ti erano stati tolti , per li quali tu scongiurasti con maledizioni , le quali eziandio tu proferisti in mia presenza ; ecco , sono appresso di me ; io li avea presi . E sua madre gli disse : Benedetto sia il mio figliuolo appo il Signore . E , quando egli rendè i mille e cento sicli d’ argento a sua madre , ella disse : Io avea del tutto consacrato questo argento al Signore , dispodestandomene per lo mio figliuolo , per farne una scultura , e una statua di getto ; ora dunque io te lo renderò . Esso adunque rendè quell’ argento a sua madre ; ed ella ne prese dugento sicli , e li diede all’ orafo ; ed egli ne fece una scultura , e una statua di getto , che furono in casa di Mica . Quest’ uomo Mica ebbe dunque un tempio , e fece un Efod , e degl’ idoli ; e consacrò uno de’ suoi figliuoli , il qual gli fu per sacerdote . In quel tempo non v’ era alcun re in Israele ; ciascuno faceva ciò che gli parea bene . Or un certo giovane di Bet-lehem di Giuda , che è della nazione di Giuda , il quale era Levita , ed era dimorato quivi , partitosi di quella città , cioè , di Bet-lehem di Giuda , per dimorare ovunque troverebbe luogo , e procedendo a suo cammino , giunse al monte di Efraim , alla casa di Mica . E Mica gli disse : Onde vieni ? E il Levita gli disse : Io son di Bet-lehem di Giuda , e vo a dimorare ovunque troverò luogo . E Mica gli disse : Dimora meco , e siimi per padre , e per sacerdote ; e io ti darò dieci sicli d’ argento l’ anno , e il tuo vestire ordinario , e il tuo nudrimento . E il Levita vi andò . Così quel giovane Levita si convenne di dimorar con quell’ uomo , il qual lo tenne come l’ uno de’ suoi figliuoli . E Mica consacrò quel Levita ; e il giovane gli fu per sacerdote , e stette in casa di Mica . E Mica disse : Ora conosco che il Signore mi farà del bene , poichè io ho un Levita per sacerdote . IN quel tempo non v’ era re alcuno in Israele ; e in que’ dì la tribù di Dan si cercava eredità , da abitare ; perciocchè fino a quel dì non le era scaduta sorte fra le tribù d’ Israele in eredità . Laonde i figliuoli di Dan mandarono cinque uomini della lor nazione , presi qua e là d’ infra loro , uomini di valore , da Sorea e da Estaol , a spiare un certo paese , e ad investigarlo ; e dissero loro : Andate , investigate quel paese . Essi adunque , giunti al monte di Efraim , alla casa di Mica , albergarono quivi . Come furono presso alla casa di Mica , riconobbero la voce del giovane Levita ; e , ridottisi là , gli dissero : Chi ti ha condotto qua ? e che fai qui ? e che hai da far qui ? Ed egli disse loro : Mica mi ha fatte tali e tali cose , e mi ha condotto per prezzo per essergli sacerdote . Ed essi gli dissero : Deh ! domanda Iddio , acciocchè sappiamo se il viaggio che facciamo sarà prospero . E il sacerdote disse loro : Andate in pace ; il viaggio che voi fate è davanti al Signore . Que’ cinque uomini adunque andarono ; e , giunti in Lais , videro il popolo che era in quella città , la quale era situata in luogo sicuro , stare in riposo e in sicurtà , nella maniera de’ Sidonii ; non essendovi alcuno nel paese , che desse loro molestia in cosa alcuna ; ed erano padroni del loro stato , e lontani da’ Sidonii , e non aveano da far nulla con alcuno . Poi , essendo ritornati a’ lor fratelli , in Sorea ed in Estaol , i lor fratelli dissero loro : Che dite voi ? Ed essi dissero ; Or su , saliamo contro a quella gente : perciocchè noi abbiamo veduto il paese , ed ecco , egli è grandemente buono : e voi ve ne state a bada ? non siate pigri a mettervi in cammino , per andare a prender possessione di quel paese . Quando voi giungerete là consciossiachè Iddio ve l’ abbia dato nelle mani , verrete ad un popolo che se ne sta sicuro , e il paese è largo ; è un luogo , nel quale non v’ è mancamento di cosa alcuna che sia in su la terra . Allora seicent’ uomini della nazione de’ Daniti si partirono di là , cioè , di Sorea e di Estaol , in armi . E salirono , e si accamparono in Chiriat-iearim , in Giuda ; perciò quel luogo è stato chiamato Mahane-Dan , fino a questo giorno ; ed ecco , egli è dietro a Chiriat-iearim . E di là passarono al monte di Efraim , e giunsero alla casa di Mica . Allora , i cinque uomini ch’ erano andati a spiare il paese di Lais , fecero motto a’ lor fratelli , e dissero loro : Sapete voi che in queste case vi è un Efod , e delle immagini , e una scultura , e una statua di getto ? Ora dunque , considerate ciò che avete a fare . Ed essi si ridussero là , e vennero alla casa del giovane Levita , nella casa di Mica , e gli domandarono del suo bene stare . Or i seicent’ uomini de’ figliuoli di Dan armati si fermarono all’ entrata della porta . Ma que’ cinque uomini , ch’ erano andati per ispiar il paese , salirono , ed entrarono là entro , e presero la scultura , e l’ Efod , e le immagini , e la statua di getto , mentre il sacerdote era arrestato all’ entrata della porta , co’ seicent’ uomini armati . Essi adunque , essendo entrati in casa di Mica , e avendo presa la scultura , e l’ Efod e le immagini , e la statua di getto , il sacerdote disse loro : Che fate voi ? Ed essi gli dissero : Taci ; mettiti la mano in su la bocca , e vieni con noi , e siici per padre , e per sacerdote ; quale è meglio per te , esser sacerdote a una casa d’ un uomo , ovvero esser sacerdote a una tribù , e ad una nazione in Israele ? E il sacerdote se ne rallegrò nel suo cuore , e prese l’ Efod , e le immagini , e la scultura , e se ne andò fra quella gente . Poi i Daniti si rimisero al lor cammino , avendo posto innanzi a loro i piccoli fanciulli , ed il bestiame , e le robe . Ed essendo già lungi della casa di Mica , gli uomini ch’ erano nelle case vicine alla casa di Mica , si adunarono a grida , e seguitarono di presso i figliuoli di Dan . E gridarono a’ figliuoli di Dan . Ed essi , voltando la faccia , dissero a Mica : Che cosa hai , che tu hai adunata la tua gente ? Ed egli disse : Voi avete presi i miei dii , che io avea fatti , e il sacerdote , e ve ne siete andati via . Che mi resta egli più ? E come dunque mi dite voi : Che hai ? Ma i figliuoli di Dan gli dissero : Non far che s’ intenda la tua voce appresso di noi ; che talora alcuni uomini d’ animo iracondo non si avventino sopra voi ; e che tu , e que’ di casa tua , perdiate la vita . I figliuoli di Dan adunque seguitarono il lor cammino ; e Mica , veggendo ch’ erano più forti di lui , rivoltosi indietro , se ne ritornò a casa sua . Ed essi , preso quello che Mica avea fatto , e il sacerdote ch’ egli avea , giunsero a Lais , ad un popolo che se ne stava in quiete e in sicurtà ; e percossero la gente a fil di spada , e arsero la città col fuoco . E non vi fu alcuno che la riscotesse ; perciocchè era lungi di Sidon , e gli abitanti non aveano da far nulla con niuno ; e la città era nella valle che è nel paese di Bet-rehob . Poi riedificarono la città , e abitarono in essa . E le posero nome Dan , del nome di Dan , lor padre , il qual fu figliuolo d’ Israele ; in luogo che il nome di quella città prima era Lais . E i figliuoli di Dan si rizzarono la scultura ; e Gionatan , figliuolo di Ghersom , figliuolo di Manasse , e i suoi figliuoli dopo di lui , furono sacerdoti della tribù di Dan , infino al giorno che gli abitanti del paese furono menati in cattività . Si rizzarono adunque quella scultura di Mica , ch’ egli avea fatta ; ed ella vi fu tutto il tempo che la Casa di Dio fu in Silo . OR in quel tempo , non essendovi alcun re in Israele , avvenne che un uomo Levita , dimorando nel fondo del monte di Efraim , si prese una donna concubina di Bet-lehem di Giuda . E questa sua concubina fornicò in casa sua , e si partì da lui , e se ne andò a casa di suo padre , in Bet-lehem di Giuda , ove stette lo spazio di quattro mesi . Poi il suo marito si levò , e le andò dietro , per piegare il cuor suo con dolci parole , e per ricondurla ; e avea seco il suo servitore , e un paio d’ asini . Ed ella lo menò in casa di suo padre ; e il padre della giovane , come l’ ebbe veduto , gli si fece lietamente incontro . E il suo suocero , padre della giovane , lo ritenne ; ed egli dimorò con lui tre giorni ; e mangiarono , e bevvero , e albergarono quivi . E , al quarto giorno , si levarono la mattina ; e il Levita si mise in ordine per andarsene ; ma il padre della giovane disse al suo genero : Confortati il cuore con un boccon di pane , e poi voi ve ne andrete . Così si posero amendue a sedere , e mangiarono , e bevvero insieme ; e il padre della giovane disse a quell’ uomo : Deh ! piacciati star qui questa notte , e il cuor tuo si rallegri . Ma quell’ uomo si levò per andarsene ; ma pure il suo suocero gli fece forza , talchè egli se ne ritornò , e stette quivi quella notte . E al quinto giorno , egli si levò la mattina per andarsene ; e il padre della giovane gli disse : Deh ! confortati il cuore . E , postisi amendue a mangiare insieme , indugiarono finchè il giorno fu calato . Allora quell’ uomo si levò , per andarsene con la sua concubina , e col suo servitore . Ma il suo suocero , padre della giovane , gli disse : Ecco ora , il giorno vien mancando e fassi sera ; deh ! state qui questa notte : ecco , il giorno cade ; deh ! sta’ qui questa notte , e rallegrisi il cuor tuo ; e domattina voi vi leverete per andare a vostro cammino , e tu te ne andrai a casa tua . Ma quell’ uomo non volle star quivi la notte ; anzi si levò , e se ne andò ; e giunse fin dirincontro a Iebus , che è Gerusalemme , co’ suoi due asini carichi , e con la sua concubina . Come furono presso a Iebus , il giorno era molto calato ; laonde il servitore disse al suo padrone : Deh ! vieni , riduciamoci in questa città de’ Gebusei , e alberghiamo in essa . Ma il suo padrone gli disse : Noi non ci ridurremo in alcuna città di stranieri , che non sia de’ figliuoli d’ Israele ; anzi passeremo fino a Ghibea . Poi disse al suo servitore : Cammina , e arriviamo ad uno di que’ luoghi , e alberghiamo in Ghibea , o in Rama . Essi adunque passarono oltre , e camminarono ; e il sole tramontò loro presso a Ghibea , la quale è di Beniamino . Ed essi si rivolsero là , per andare ad albergare in Ghibea . Ed essendo quel Levita entrato nella città , si fermò in su la piazza ; e non vi fu alcuno che li accogliesse in casa per passar la notte . Ma ecco , un uomo vecchio , che veniva in su la sera dal suo lavoro da’ campi , il quale era della montagna di Efraim , e dimorava in Ghibea ; gli abitanti del qual luogo erano Beniaminiti . Ed esso , alzati gli occhi , vide quel viandante nella piazza della città ; e gli disse : Ove vai ? ed onde vieni ? Ed egli gli disse : Noi passiamo da Bet-lehem di Giuda , per andare al fondo della montagna di Efraim ; io sono di là , ed era andato fino a Bet-lehem di Giuda ; e ora me ne vo alla Casa del Signore ; e non vi è alcuno che mi accolga in casa . E pure abbiamo della paglia , e della pastura , per li nostri asini ; e anche del pane e del vino , per me , e per la tua servente , e per lo famiglio che è co’ tuoi servitori ; noi non abbiamo mancamento di nulla . E quell’ uomo vecchio gli disse : Datti pace ; lascia pur la cura a me d’ ogni tuo bisogno ; sol non istar la notte in su la piazza . Ed egli lo menò in casa sua , e diè della pastura agli asini ; ed essi si lavarono i piedi , e mangiarono e bevvero . Mentre stavano allegramente , ecco , gli uomini di quella città , uomini scellerati , furono attorno alla casa , picchiando all’ uscio ; e dissero a quell’ uomo vecchio , padron della casa : Mena fuori quell’ uomo ch’ è venuto in casa tua , acciocchè noi lo conosciamo . Ma quell’ uomo , padron della casa , uscì fuori a loro , e disse loro : No , fratelli miei ; deh ! non fate questo male ; poichè quest’ uomo è venuto in casa mia , non fate questa villania . Ecco , la mia figliuola , ch’ è vergine , e la concubina di esso ; deh ! lasciate che io ve le meni fuori , e usate con esse , e fate loro ciò che vi piacerà ; ma non fate questa villania a quest’ uomo . Ma quegli uomini non vollero ascoltarlo ; laonde quell’ uomo prese la sua concubina , e la menò loro nella strada ; ed essi la conobbero , e la straziarono tutta quella notte infino alla mattina ; poi , all’ apparir dell’ alba , la rimandarono . E quella donna se ne venne , in sul far del dì , e cascò alla porta della casa di quell’ uomo , nella quale il suo signore era ; e stette quivi finchè fosse dì chiaro . E il suo signore si levò la mattina , e aprì l’ uscio della casa , e usciva fuori per andarsene a suo cammino ; ed ecco , quella donna , sua concubina , giaceva alla porta della casa , con le mani in su la soglia . Ed egli le disse : Levati , e andiamocene . Ma non v’ era chi rispondesse . Allora egli la caricò sopra un asino , e si levò , e se ne andò al suo luogo . E , come fu giunto a casa sua , tolse un coltello , e prese la sua concubina , e la tagliò , per le sue ossa , in dodici pezzi , e la mandò per tutte le contrade d’ Israele . E chiunque vide ciò , disse : Tal cosa non è giammai stata fatta , nè veduta , dal dì che i figliuoli d’ Israele salirono fuor del paese di Egitto , fino a questo giorno ; prendete il fatto a cuore , tenetene consiglio e parlamento . ALLORA tutti i figliuoli d’ Israele uscirono fuori , e la raunanza si adunò , come se non fosse stata che un uomo solo , da Dan fino a Beerseba , e dal paese di Galaad appresso al Signore , in Mispa . E i capi di tutto il popolo , di tutte le tribù d’ Israele , comparvero nella raunanza del popolo di Dio , in numero di quattrocentomila uomini a piè , che potevano trar la spada . E i figliuoli di Beniamino udirono che i figliuoli di Israele erano saliti in Mispa . E i figliuoli d’ Israele dissero : Dicasi come questo male è stato commesso . E quell’ uomo Levita , marito della donna ch’ era stata ammazzata , rispose , e disse : Io giunsi in Ghibea , che è di Beniamino , con la mia concubina , per albergarvi la notte . E gli abitanti di Ghibea si levarono , e intorniarono la casa di notte contro a me , avendo intenzione d’ ammazzarmi ; poi straziarono la mia concubina , tanto ch’ ella ne morì . Ed io presi la mia concubina , e la tagliai a pezzi , e la mandai per tutte le contrade dell’ eredità d’ Israele ; conciossiachè quella gente abbia commessa una scelleratezza , e una villania in Israele . Eccovi tutti , figliuoli d’ Israele ; mettete qui il fatto in deliberazione , e tenetene consiglio . E tutto il popolo si levò , come se non fosse stato che un uomo solo , dicendo : Noi non ce ne andremo ciascuno alla sua stanza , nè ci ritrarremo ciascuno in casa sua . Ma ora , ecco quel che faremo a Ghibea : noi trarremo la sorte contro ad essa . E prenderemo di cent’ uomini d’ ogni tribù d’ Israele dieci , e di mille cento , e di diecimila mille ; per far provvisione di vittuaglia per lo popolo , acciocchè vada , e faccia a Ghibea di Beniamino , secondo tutta la villania che ha commessa in Israele . Così tutti gli uomini d’ Israele furono adunati contro a quella città , congiunti come se non fossero stati che un uomo solo . E le tribù d’ Israele mandarono degli uomini per tutte le comunità di Beniamino , a dire : Che male è questo ch’ è stato commesso fra voi ? Ora dunque , dateci quegli uomini scellerati che sono in Ghibea , e noi li faremo morire , e torremo via il male d’ Israele . Ma i figliuoli di Beniamino non vollero attendere alla voce de’ figliuoli d’ Israele , lor fratelli . Anzi i figliuoli di Beniamino si adunarono dall’ altre città , in Ghibea , per uscire in battaglia contro a’ figliuoli d’ Israele . E in quel dì furono annoverati i figliuoli di Beniamino dell’ altre città , in numero di ventiseimila uomini , che potevano trar la spada ; senza gli abitanti di Ghibea , che furono annoverati , in numero di settecento uomini scelti . Di tutta questa gente , v’ erano settecento uomini scelti ch’ erano mancini ; tutti costoro tiravano pietre con la frombola ad un capello , senza fallire . E que’ d’ Israele furono annoverati senza Beniamino , in numero di quattrocentomila uomini , che potevano trar la spada ; tutti costoro erano uomini di guerra . Poi i figliuoli d’ Israele si levarono , e salirono alla Casa di Dio , e domandarono Iddio , e dissero : Chi di noi salirà il primo in battaglia contro a’ figliuoli di Beniamino ? E il Signore disse : Giuda sia il primo . I figliuoli d’ Israele adunque si levarono la mattina , e posero campo sopra Ghibea . E gl’ Israeliti uscirono in battaglia contro a que’ di Beniamino ; e ordinarono la battaglia contro a loro presso a Ghibea . Allora i figliuoli di Beniamino uscirono di Ghibea , e in quel dì tagliarono a pezzi , e misero per terra ventiduemila uomini degl’ Israeliti . Ma pure il popolo , cioè , que’ d’ Israele , prese animo , e ordinò di nuovo la battaglia nel luogo dove l’ avea ordinata il primo giorno . Perciocchè i figliuoli d’ Israele erano saliti , e aveano pianto davanti al Signore infino alla sera , e aveano domandato il Signore , dicendo : Debbo io di nuovo venire a battaglia co’ figliuoli di Beniamino , mio fratello ? E il Signore avea risposto : Salite contro a loro . I figliuoli d’ Israele adunque vennero a battaglia contro a’ figliuoli di Beniamino , il secondo giorno . E que’ di Beniamino uscirono loro incontro di Ghibea , il secondo giorno ; e tagliarono a pezzi , e misero per terra ancora diciottomila uomini , i quali tutti potevano trar la spada . Allora tutti i figliuoli d’ Israele , e tutto il popolo , salirono , e vennero alla Casa del Signore , e piansero , e stettero quivi davanti al Signore , e digiunarono quel dì fino alla sera ; e offersero olocausti e sacrificii da render grazie , davanti al Signore . E i figliuoli d’ Israele domandarono il Signore or in que’ dì l’ Arca del patto di Dio era quivi ; e Finees , figliuolo d’ Eleazaro , figliuolo di Aaronne , in que’ dì si presentava davanti al Signore , dicendo : Uscirò io ancora di nuovo in battaglia contro a’ figliuoli di Beniamino , mio fratello ; o me ne rimarrò io ? E il Signore disse : Salite ; perciocchè domani io ve li darò nelle mani . E Israele pose degli agguati a Ghibea d’ ogni intorno . E i figliuoli d’ Israele nel terzo giorno salirono contro a’ figliuoli di Beniamino , e ordinarono la battaglia presso a Ghibea , come le altre volte . E i figliuoli di Beniamino uscirono incontro al popolo , e furono tratti fuor della città ; e cominciarono , come l’ altre volte , a uccidere alcuni del popolo , in su le strade , delle quali l’ una sale in Betel , e l’ altra sale in Ghibea , nella campagna ; che furono intorno a trenta uomini d’ Israele . E i figliuoli di Beniamino dissero : Essi sono sconfitti davanti a noi , come per addietro . Ma i figliuoli d’ Israele dicevano : Fuggiamo , e tiriamoli fuori della città alle grandi strade . Tutti gl’ Israeliti adunque si levarono dal luogo loro , e ordinarono la battaglia in Baal-tamar ; e gli agguati d’ Israele uscirono del luogo loro , dalla costa di Ghibea . E , nel maggior calore della battaglia , diecimila uomini , scelti di tutto Israele , vennero a dirittura contro a Ghibea ; e que’ della città non si avvidero che quel male veniva loro addosso . E il Signore sconfisse Beniamino davanti ad Israele ; e in quel giorno i figliuoli d’ Israele tagliarono a pezzi venticinquemila e cent’ uomini di Beniamino , i quali tutti potevano trar la spada . E i figliuoli di Beniamino videro ch’ erano sconfitti . Gl’ Israeliti adunque diedero luogo a que’ di Beniamino ; perciocchè si confidavano in su gli agguati che aveano posti contro a Ghibea . E gli agguati corsero prestamente sopra Ghibea ; ed essendo tratti là , percossero la città , mettendola a fil di spada . Ora , fra la gente d’ Israele e gli agguati , v’ era un punto preso , cioè : quando accenderebbero un gran fuoco , con fumo . Così , dopo che la gente d’ Israele ebbe voltate le spalle nella battaglia e che que’ di Beniamino ebbero cominciato a uccidere della gente d’ Israele intorno a trenta uomini perciocchè dicevano : Per certo essi son del tutto sconfitti davanti a noi , come nella precedente battaglia ; quando l’ incendio cominciò a salir dalla città , in una colonna di fumo , que’ di Beniamino si rivoltarono , ed ecco , l’ incendio della città saliva al cielo . E gl’ Israeliti voltarono faccia ; e i Beniaminiti furono spaventati ; perchè vedevano che il male era loro sopraggiunto . E voltarono le spalle davanti agl’ Israeliti , traendo verso la via dal deserto ; ma la battaglia li perseguiva da presso ; e anche quelli che uscivano della città li ammazzavano , avendoli rinchiusi nel mezzo di loro . Gl’ Israeliti adunque intorniarono i Beniaminiti , e li perseguitarono , e li calpestarono a loro agio , fin dirincontro a Ghibea , dal sol levante . E caddero morti de’ Beniaminiti diciottomila uomini , tutti uomini di valore . Or i Beniaminiti , voltate le spalle , fuggirono verso il deserto , alla rupe di Rimmon ; ma gl’ Israeliti ne raspollarono per le grandi strade cinquemila uomini ; poi , perseguitandoli da presso fino a Ghideom , ne percossero ancora duemila . Così tutti quelli che in quel giorno caddero morti de’ Beniaminiti , furono venticinquemila uomini , che potevano trar la spada , tutti uomini di valore . E seicent’ uomini voltarono le spalle , e se ne fuggirono verso il deserto , alla rupe di Rimmon , ove stettero quattro mesi . Poi gl’ Israeliti ritornarono a’ figliuoli di Beniamino , e li percossero , e li misero a fil di spada , così le persone ch’ erano nella città , come le bestie , e tutto ciò che si ritrovò ; misero eziandio a fuoco e fiamma tutte le città che si ritrovarono . OR gl’ Israeliti aveano giurato in Mispa , dicendo : Niuno di noi darà la sua figliuola per moglie ad alcun Beniaminita . Poi il popolo venne alla Casa di Dio , e stette quivi fino alla sera davanti a Dio ; e alzò la voce , e pianse d’ un gran pianto , e disse : Perchè , Signore Iddio d’ Israele , è questo avvenuto in Israele , che oggi una tribù d’ Israele sia venuta meno ? E il giorno seguente , il popolo si levò la mattina , ed edificò quivi un altare , e offerse olocausti , e sacrificii da render grazie . Poi i figliuoli d’ Israele dissero : Chi , d’ infra tutte le tribù d’ Israele , non è salito alla raunanza appresso al Signore ? conciossiachè un giuramento grande fosse stato fatto contro a chi non salirebbe in Mispa appresso al Signore , dicendo : Egli del tutto sarà fatto morire . I figliuoli d’ Israele adunque , pentendosi di quello che aveano fatto a’ Beniaminiti , lor fratelli , dissero : Oggi è stata ricisa una tribù d’ Israele . Che faremo noi inverso quelli che son rimasti , per delle donne ? poichè noi abbiamo giurato per lo Signore , che noi non daremo loro delle nostre figliuole per mogli . Poi dissero : Chi è quell’ unica comunità , d’ infra le tribù d’ Israele , che non è salita in Mispa appresso al Signore ? Ed ecco , niuno di Iabes di Galaad era venuto nel campo alla raunanza . E fattasi la rassegna del popolo , ecco , quivi non v’ era alcuno degli abitanti di Iabes di Galaad ; perciò la raunanza vi mandò dodicimila uomini , de’ più valenti , e diede loro ordine , dicendo : Andate , e percotete gli abitanti di Iabes di Galaad a fil di spada , con le donne , e co’ piccoli fanciulli . Or ecco ciò che voi farete : Distruggete al modo dell’ interdetto ogni maschio , ed ogni donna che ha conosciuto carnalmente uomo . Ed essi trovarono quattrocento fanciulle vergini d’ infra gli abitanti di Iabes di Galaad , le quali non aveano conosciuto carnalmente uomo ; ed essi le menarono al campo , in Silo , ch’ è nel paese di Canaan . Allora tutta la raunanza mandò a parlare a’ figliuoli di Beniamino , ch’ erano nella rupe di Rimmon , e bandirono loro la pace . Ed allora i figliuoli di Beniamino ritornarono , e i figliuoli d’ Israele diedero loro le donne che aveano lasciate in vita d’ infra le donne di Iabes di Galaad ; ma non ve ne fu abbastanza per loro . E il popolo si pentì di quello che avea fatto a Beniamino ; perciocchè il Signore avea fatta una rottura nelle tribù d’ Israele . Laonde gli Anziani della raunanza dissero : Che faremo noi a quelli che restano , per delle donne ? poichè le donne sono state distrutte d’ infra i Beniaminiti ? Poi dissero : Quelli che sono scampati possederanno ciò ch’ era di Beniamino , e non sarà spenta una tribù d’ Israele . Or noi non possiam dar loro mogli delle nostre figliuole ; conciossiachè i figliuoli d’ Israele abbiano giurato , dicendo : Maledetto sia chi darà moglie a’ Beniaminiti . Perciò dissero : Ecco , la solennità annuale del Signore si celebra in Silo , nel luogo che è dal Settentrione della Casa di Dio , e dal sol levante della grande strada , che sale dalla Casa di Dio in Sichem , e dal Mezzodì di Lebona . E diedero ordine a’ figliuoli di Beniamino , dicendo : Andate , e ponetevi in agguato nelle vigne . E riguardate ; ed ecco , quando le fanciulle di Silo usciranno per far balli , allora uscite delle vigne , e rapitevene ciascuno una per sua moglie , e andatevene al paese di Beniamino . E , quando i lor padri , ovvero i lor fratelli , verranno a noi per litigarne , noi diremo loro : Datele a noi di grazia ; perciocchè in quella guerra non abbiamo presa per ciascun di loro la sua donna ; conciossiachè voi non le abbiate loro date , onde ora siate colpevoli . I figliuoli di Beniamino adunque fecero così , e tolsero delle mogli secondo il numero loro , d’ infra quelle che ballavano , le quali essi rapirono ; poi se ne andarono , e ritornarono alla loro eredità ; e riedificarono le città e abitarono in esse . E in quel medesimo tempo i figliuoli d’ Israele se ne andarono di là ciascuno alla sua tribù , e alla sua nazione , e si ridussero di là ciascuno alla sua eredità . In quel tempo non v’ era alcun re in Israele ; ciascuno faceva ciò che gli piaceva . OR al tempo che i Giudici giudicavano , fu una fame nel paese . E un uomo di Bet-lehem di Giuda andò a dimorare nelle contrade di Moab , con la sua moglie , e con due suoi figliuoli . E il nome di quell’ uomo era Elimelec , e il nome della sua moglie Naomi , e i nomi de’ suoi due figliuoli Malon e Chilion ; ed erano Efratei , da Bet-lehem di Giuda . Vennero adunque nelle contrade di Moab , e stettero quivi . Or Elimelec , marito di Naomi , morì , ed essa rimase co’ suoi due figliuoli . Ed essi si presero delle mogli Moabite ; il nome dell’ una era Orpa , e il nome dell’ altra Rut ; e dimorarono quivi intorno a dieci anni . Poi amendue , Malon e Chilion , morirono anch’ essi ; e quella donna rimase priva de’ suoi due figliuoli , e del suo marito . Allora ella si levò , con le sue nuore , e se ne ritornò dalle contrade di Moab ; perciocchè udì , nelle contrade di Moab , che il Signore avea visitato il suo popolo , dandogli del pane . Ella adunque si partì dal luogo ove era stata , con le sue due nuore ; ed erano in cammino , per ritornarsene al paese di Giuda . E Naomi disse alle sue due nuore : Andate , ritornatevene ciascuna alla casa di sua madre ; il Signore usi inverso voi benignità , come voi l’ avete usata inverso quelli che son morti , e inverso me . Il Signore conceda a ciascuna di voi di trovar riposo nella casa del suo marito . E le baciò . Ed esse , alzata la voce , piansero . E le dissero : Anzi noi ritorneremo teco al tuo popolo . Ma Naomi disse : Figliuole mie , ritornatevene ; perchè verreste voi meco ? ho io ancora de’ figliuoli in seno , che vi possano esser mariti ? Ritornate , figliuole mie , andate ; perciocchè io son troppo vecchia , per rimaritarmi ; e , benchè io dicessi d’ averne speranza , e anche questa notte fossi maritata , e anche partorissi figliuoli , aspettereste voi per ciò finchè fossero diventati grandi ? stareste voi per ciò a bada senza maritarvi ? No , figliuole mie ; benchè ciò mi sia cosa molto più amara che a voi ; perciocchè la mano del Signore è stata stesa contro a me . Allora esse alzarono la voce , e piansero di nuovo . E Orpa baciò la sua suocera ; ma Rut restò appresso di lei . E Naomi le disse : Ecco , la tua cognata se n’ è ritornata al suo popolo , e a’ suoi dii ; ritornatene dietro alla tua cognata . Ma Rut rispose : Non pregarmi che io ti lasci , e me ne ritorni indietro da te : perciocchè dove tu andrai , andrò anch’ io , e dove tu albergherai , albergherò anch’ io ; il tuo popolo è il mio popolo , e il tuo Dio è il mio Dio . Dove tu morrai , morrò anch’ io , e quivi sarò seppellita . Così mi faccia il Signore , e così mi aggiunga , se altro che la morte fa la separazione fra me a te . Naomi adunque , veggendo ch’ ella era ferma d’ andar seco , restò di parlargliene Così camminarono amendue , finchè giunsero in Bet-lehem . E , quando vi furono giunte , tutta la città si commosse per cagion loro ; e le donne dicevano : E questa Naomi ? Ma ella disse loro : Non mi chiamate Naomi , anzi chiamatemi Mara ; perciocchè l’ Onnipotente mi ha fatto avere di grandi amaritudini . Io me ne andai piena , e il Signore mi ha fatta ritornar vuota . Perchè mi chiamereste Naomi , poichè il Signore ha testimoniato contro a me , e l’ Onnipotente mi ha afflitta ? Naomi adunque se ne ritornò , con Rut Moabita , sua nuora , rivenendo dalle contrade di Moab . Ed esse arrivarono in Bet-lehem , in sul principio della ricolta degli orzi . OR Naomi avea quivi un parente del suo marito Elimelec , uomo possente in facoltà , della nazione di Elimelec ; il cui nome era Booz . E Rut Moabita disse a Naomi : Deh ! lascia che io vada a’ campi , ed io spigolerò dietro a colui , appo il quale avrò trovata grazia . Ed ella le disse : Va’ , figliuola mia . Rut adunque andò , ed entrò in un campo , e spigolò dietro ai mietitori ; e per caso si abbattè nella possessione d’ un campo di Booz , il quale era della nazione di Elimelec . Or ecco , Booz venne di Bet-lehem , e disse a’ mietitori : Il Signore sia con voi . Ed essi gli dissero : Il Signore ti benedica . Poi Booz disse al suo servitore ordinato sopra i mietitori : Di cui è questa giovane ? E il servitore ordinato sopra i mietitori rispose e disse : Costei è una giovane Moabita , la quale è tornata con Naomi dalle contrade di Moab . Ed ella ci ha detto : Deh ! lasciate che io spigoli , e raccolga delle spighe fra le mannelle , dietro a’ mietitori . E , dopo ch’ ella è entrata nel campo , è stata in piè dalla mattina infino ad ora ; pur ora è stata un poco in casa . Allora Booz disse a Rut : Intendi , figliuola mia ; non andare a spigolare in altro campo , e anche non partirti di qui ; anzi stattene qui presso alle mie fanciulle . Abbi gli occhi al campo che si mieterà , e va’ dietro ad esse ; non ho io comandato a’ servitori che non ti tocchino ? e , se avrai sete , vattene a’ vasi , e bevi di ciò che i servitori avranno attinto . Allora Rut si gittò in su la sua faccia , e s’ inchinò a terra , e disse a Booz : Perchè ho io trovato grazia appo te , che tu mi riconosca , essendo io forestiera ? E Booz rispose , e le disse : Tutto ciò che tu hai fatto inverso la tua suocera , dopo la morte del tuo marito , mi è stato molto ben rapportato ; come tu hai lasciato tuo padre , e tua madre , e il tuo natio paese , e sei venuta ad un popolo , il qual per addietro tu non avevi conosciuto . Il Signore ti faccia la retribuzione delle tue opere , e siati il premio renduto appieno dal Signore Iddio d’ Israele , sotto alle cui ale tu ti sei venuta a ricoverare . Ed ella disse : Signor mio , trovi io pur grazia appo te ; perciocchè tu mi hai consolata , e hai usate benigne parole inverso la tua servente ; benchè io non sia pari ad una delle tue serventi . Poi , nell’ ora del mangiare , Booz le disse : Accostati qua , e mangia del pane , e intigni il tuo boccone nell’ aceto . Ella dunque si pose a sedere allato a’ mietitori ; e Booz le diè del grano arrostito , ed ella mangiò , e fu saziata , e ne serbò di resto . Poi si levò per ispigolare . E Booz diede ordine a’ suoi servitori , dicendo : Lasciate ch’ ella spigoli eziandio fra le mannelle , e non le fate vergogna . Lasciatele pure eziandio alquanto de’ covoni ; e permettete che lo colga , e non la sgridate . Ella adunque spigolò nel campo fino alla sera , e battè ciò che avea ricolto , e v’ ebbe intorno ad un efa di orzo . Ed ella sel caricò addosso , e venne nella città . E la sua suocera vide ciò ch’ ella avea ricolto . Rut , oltre a ciò , trasse fuori ciò che avea serbato di resto , dopo che fu sazia , e gliel diede . E la sua suocera le disse : Dove hai oggi spigolato ? a dove hai lavorato ? benedetto sia colui che t’ ha riconosciuta . Ed ella dichiarò alla sua suocera appo cui ella avea lavorato , e disse : Il nome di colui appo il quale oggi ho lavorato , è Booz . E Naomi disse alla sua nuora : Benedetto sia egli appresso al Signore ; conciossiachè egli non abbia dismessa inverso i viventi la sua benignità , ch’ egli avea usata inverso i morti . Poi Naomi le disse : Costui è nostro prossimo parente ; ed è di quelli che hanno per consanguinità la ragion del riscatto delle nostre eredità . Rut Moabita , oltre a ciò , le disse : Egli mi ha eziandio detto : Stattene presso a’ miei servitori , finchè abbiano finita tutta la mia mietitura . E Naomi disse a Rut , sua nuora : Egli è bene , figliuola mia , che tu vada con le fanciulle di esso , e che altri non ti scontri in altro campo . Ella dunque se ne stette presso alle fanciulle di Booz , per ispigolare , finchè la ricolta degli orzi e de’ frumenti fu finita . Poi dimorò con la sua suocera . E NAOMI , sua suocera , disse : Figliuola mia , non ti procaccerei io riposo , acciocchè ti sia bene ? Ora dunque , Booz , con le cui fanciulle tu sei stata , non è egli nostro parente ? ecco , egli sventolerà questa notte gli orzi nell’ aia . Lavati adunque , e ugniti , e mettiti indosso le tue veste , e scendi all’ aia ; non far che tu sii scorta da quell’ uomo , finchè egli abbia finito di mangiare e di bere . E , quando egli si sarà posto a giacere , sappi il luogo ove egli giacerà , ed entravi , e scoprilo da’ piedi , e ponti quivi a giacere ; ed egli ti dichiarerà ciò che tu avrai da fare . E Rut le disse : Io farò tutto quello che tu mi dici . Ella adunque scese all’ aia , a fece secondo tutto ciò che la suocera le avea ordinato . E Booz mangiò , e bevve , ed ebbe il cuore allegro ; e poi se ne venne a giacere da un capo della bica . E Rut venne pianamente , e lo scoperse da’ piedi , e vi si pose a giacere . E in su la mezza notte quell’ uomo si spaventò , e si riscosse tutto ; ed ecco , una donna gli era coricata a’ piedi . Ed egli le disse : Chi sei ? Ed ella disse : Io sono Rut , tua servente ; stendi il lembo della tua veste sopra la tua servente ; perciocchè tu sei quel che per consanguinità hai la ragione del riscatto sopra me . Ed egli le disse : Benedetta sii tu appo il Signore , figliuola mia ; questa tua ultima benignità , la quale tu hai usata , è migliore della primiera , non essendo andata dietro a’ giovani , poveri o ricchi . Ora dunque , figliuola mia , non temere ; io ti farò tutto ciò che tu mi dici ; perciocchè tutta la porta del mio popolo sa che tu sei donna di valore . Ma pure , benchè sia vero che io abbia la ragione della consanguinità , nondimeno ve n’ è ancora un altro che l’ ha , il quale è più prossimo di me . Stattene qui questa notte : e domattina , se colui vorrà usar la sua ragione di consanguinità inverso te , bene , faccialo ; ma , se non gli piacerà usarla , io userò la mia ragione di consanguinità inverso te : sì , come il Signore è vivente ; giaci fino alla mattina . Ella adunque giacque a’ piedi di esso fino alla mattina ; poi si levò innanzi che uomo si potesse riconoscere l’ un l’ altro . E Booz disse : Non sappiasi che donna alcuna sia entrata nell’ aia . Poi disse a Rut : Porgi il panno lino che tu hai addosso , e tienilo . Ed ella lo tenne , ed egli misurò sei misure d’ orzo , e gliele pose addosso ; e poi se ne venne nella città . E Rut venne alla sua suocera . Ed ella le disse : Chi sei , figliuola mia ? E Rut le dichiarò tutto ciò che quell’ uomo le avea fatto . Le disse ancora : Egli mi ha date queste sei misure d’ orzo ; perciocchè egli mi ha detto : Non tornar vuota alla tua suocera . E Naomi le disse : Rimantene , figliuola mia , finchè tu sappia come la cosa riuscirà ; perciocchè quell’ uomo non resterà ch’ egli non abbia oggi compiuto quest’ affare . BOOZ adunque salì alla porta , e vi si pose a sedere . Ed ecco , colui che avea la ragione della consanguinità , del quale Booz avea parlato , passò . E Booz gli disse : O tu , tale , vieni qua , e poniti qui a sedere . Ed egli andò , e si pose a sedere . E Booz prese dieci uomini degli Anziani della città , e disse loro : Sedete qui ; ed essi si misero a sedere . Poi Booz disse a colui che avea la ragion della consanguinità : Naomi , ch’ è ritornata dalle contrade di Moab , ha venduta la possessione del campo , ch’ era di Elimelec , nostro fratello ; laonde io ho detto di fartene motto , e di dirti che tu l’ acquisti in presenza di costoro che seggono qui , e in presenza degli Anziani del mio popolo ; se tu la vuoi riscuotere , per ragione di consanguinità , fallo ; ma , se tu non la vuoi riscuotere , dichiaramelo , acciocchè io il sappia ; perciocchè non v’ è alcun altro per riscuoterla , se non tu , ed io dopo te . Allora colui disse : Io la riscuoterò . E Booz gli disse : Nel giorno che tu acquisterai il campo della mano di Naomi , tu l’ acquisterai ancora da Rut Moabita , moglie del morto , per suscitare il nome del morto sopra la sua eredità . Ma , colui che avea la ragione della consanguinità , disse : Io non posso usare la ragione della consanguinità per me ; che talora io non dissipi la mia eredità ; usa tu la mia ragione della consanguinità , per riscuoterla ; perciocchè io non posso farlo . Or ab antico v’ era questa usanza , che , in caso di riscatto per ragione di consanguinità , e di trasportamento di ragione , per fermar tutto l’ affare , l’ uomo si traeva la scarpa , e la dava al suo prossimo ; e ciò serviva di testimonianza in Israele . Così , dopo che colui che avea la ragione della consanguinità ebbe detto a Booz : Acquistati tu quel campo , egli si trasse la scarpa . E Booz disse agli Anziani , e a tutto il popolo : Voi siete oggi testimoni che io ho acquistato dalla mano di Naomi tutto ciò ch’ era di Elimelec , e tutto ciò ch’ era di Chilion e di Malon ; e che ancora mi ho acquistata per moglie Rut Moabita , moglie di Malon , per suscitare il nome del morto sopra la sua eredità ; acciocchè il nome del morto non sia spento d’ infra i suoi fratelli , e dalla porta del suo luogo . Voi ne siete oggi testimoni . E tutto il popolo ch’ era nella porta , e gli Anziani , dissero : Sì , noi ne siamo testimoni . Il Signore faccia che la moglie , ch’ entra in casa tua , sia come Rachele e come Lea , le quali edificarono amendue la casa d’ Israele ; fatti pur possente in Efrata , e fa’ che il tuo nome sia celebrato in Bet-lehem . E della progenie , che il Signore ti darà di cotesta giovane , sia la casa tua come la casa di Fares , il quale Tamar partorì a Giuda . Booz adunque prese Rut , ed ella gli fu moglie : ed egli entrò da lei , e il Signore le fece grazia d’ ingravidare ; e partorì un figliuolo . E le donne dissero a Naomi : Benedetto sia il Signore , il quale non ha permesso che oggi ti sia mancato uno che avesse la ragione della consanguinità ; il cui nome sia celebrato in Israele . E siati esso per ristorarti l’ anima , e per sostentar la tua vecchiezza ; conciossiachè la tua nuora , la qual ti ama , e ti val meglio che sette figliuoli , abbia partorito questo fanciullo . E Naomi prese il fanciullo , e se lo recò al seno , e gli fu in luogo di balia . E le vicine gli posero nome , quando fu detto : Un figliuolo è nato a Naomi ; e lo chiamarono Obed . Esso fu padre d’ Isai , padre di Davide . Or queste sono le generazioni di Fares : Fares generò Hesron ; ed Hesron generò Ram ; e Ram generò Amminadab ; e Amminadab generò Naasson ; e Naasson generò Salmon ; e Salmon generò Booz ; e Booz generò Obed ; e Obed generò Isai ; ed Isai generò Davide . OR v’ era un uomo di Ramataim-Somfi , del monte di Efraim , il cui nome era Elcana , figliuolo di Ieroham , figliuolo di Elihu , figliuolo di Tohu , figliuolo di Suf , Efrateo . Ed esso avea due mogli : il nome dell’ una era Anna , e il nome dell’ altra Peninna ; e Peninna avea figliuoli , ma Anna non ne avea . Or quell’ uomo saliva dalla sua città di anno in anno , per adorare , e per sacrificare al Signore degli eserciti , in Silo ; ove erano i due figliuoli di Eli , Hofni e Finees , sacerdoti del Signore . Ed avvenne un giorno che Elcana , avendo sacrificato , diede delle porzioni a Peninna , sua moglie , ed a tutti i figliuoli e figliuole di essa ; ma ad Anna ne diede una doppia ; perciocchè egli amava Anna , benchè il Signore le avesse serrata la matrice . E la sua avversaria non restava di provocarla a cruccio , per farla turbare ; perciocchè il Signore le avea serrata la matrice . Elcana adunque , facendo così ogni anno , una volta , da che Anna fu salita alla Casa del Signore , quell’ altra la provocò a sdegno a questo modo ; onde ella piangeva , e non mangiava . Ed Elcana , suo marito , le disse : Anna , perchè piangi , e perchè non mangi , e perchè stai di mal’ animo ? non ti valgo io meglio che dieci figliuoli ? Ed Anna , dopo che si fu mangiato , e bevuto in Silo , si levò or il Sacerdote Eli sedeva sopra la seggia , presso ad uno degli stipiti della porta del Tempio del Signore ; ed essendo in amaritudine d’ animo , pregò il Signore , e piangea dirottamente . Poi votò un voto , dicendo : O Signore degli eserciti , se pur tu riguardi all’ afflizione della tua servente , e ti ricordi di me , e non dimentichi la tua servente , e doni alla tua servente progenie di figliuol maschio , io lo donerò al Signore , per tutto il tempo della sua vita ; e rasoio non gli salirà giammai in sul capo . Ora , mentre ella moltiplicava in orazioni davanti al Signore , Eli pose mente alla bocca di essa . E Anna parlava entro a sè stessa , e le si movevano sol le labbra , e non si udiva la sua voce ; onde Eli reputò che fosse ebbra ; e le disse : Infino a quando farai l’ ebbra ? cacciati il tuo vino d’ addosso . Ma Anna rispose , e disse : No , signor mio ; io sono una donna tribolata nello spirito , e non ho bevuto nè vino , nè cervogia ; anzi spando l’ anima mia davanti al Signore . Non agguagliar la tua servente alle ree femmine ; perciocchè per la gravezza del mio lamento , e del mio rammarico , io ho parlato infino ad ora . Ed Eli rispose , e disse : Vattene in pace ; l’ Iddio d’ Israele ti conceda la richiesta che tu gli hai fatta . Ed ella gli disse : Trovi la tua servente grazia appo te . Poi quella donna se ne andò al suo cammino , e mangiò ; e la sua faccia non fu più quale era prima . Poi Elcana , e i suoi , si levarono la mattina , e adorarono davanti al Signore ; e se ne ritornarono , e vennero in casa loro , in Rama . Ed Elcana conobbe Anna sua moglie , e il Signore si ricordò di lei . E al termine del tempo , dopo che Anna ebbe conceputo , ella partorì un figliuolo , e gli pose nome Samuele ; perciocchè disse ella , io l’ ho chiesto al Signore . E quell’ uomo Elcana salì con tutta la sua famiglia , per sacrificare al Signore il sacrificio annuale , e il suo voto . Ma Anna non vi salì ; perciocchè disse al suo marito : Io non vi salirò , finchè il fanciullo non sia spoppato ; allora io lo condurrò , acciocchè sia presentato davanti al Signore , e che dimori quivi in perpetuo . Ed Elcana , suo marito , le disse : Fa’ quello che ti par meglio ; rimantene finchè tu l’ abbi spoppato ; adempia pure il Signore la sua parola . Così quella donna se ne rimase , e allattò il suo figliuolo , finchè l’ ebbe spoppato . E , quando l’ ebbe spoppato , ella lo menò seco , con tre giovenchi , e un efa di farina , e un barile di vino ; e lo menò nella Casa del Signore , in Silo ; e il fanciullo era ancora molto piccolo . Ed Elcana ed Anna scannarono un giovenco , e menarono il fanciullo ad Eli . Ed Anna gli disse : Ahi ! signor mio ; come l’ anima tua vive , signor mio , io son quella donna che stava qui appresso di te , per fare orazione al Signore . Io pregai per aver questo fanciullo ; e il Signore mi ha conceduta la richiesta che io gli feci . Onde io altresì l’ ho prestato al Signore ; egli sarà prestato al Signore tutti i giorni ch’ egli sarà in vita . Ed essi adorarono quivi il Signore . ALLORA Anna orò , e disse : Il cuor mio giubila nel Signore ; Il mio corno è innalzato per lo Signore ; La mia bocca è allargata contro a’ miei nemici ; Perciocchè , o Signore , io mi son rallegrata nella tua salute . Ei non v’ è alcun Santo , come il Signore ; Perciocchè non v’ è alcun altro , fuor che te ; E non v’ è alcuna Rocca tale , come è il nostro Dio . Non moltiplicate in parole altiere ; Non escavi dalla bocca un parlar aspro ; Perciocchè il Signore è l’ Iddio d’ ogni scienza ; Ed a lui s’ appartiene il pesar le imprese . L’ arco de’ possenti è stato rotto , E quelli che vacillavano sono stati cinti di forza . Quelli ch’ erano satolli si son messi a servire a prezzo per del pane ; E quelli ch’ erano affamati nol sono più ; La sterile eziandio ha partoriti sette figliuoli ; E quella che avea molti figliuoli è divenuta fiacca . Il Signore fa morire , e fa vivere ; Egli fa scendere al sepolcro , e ne trae fuori . Il Signore fa impoverire , ed arricchisce ; Egli abbassa , ed altresì innalza . Egli rileva il misero dalla polvere , Ed innalza il bisognoso dallo sterco , Per farlo sedere co’ nobili ; E fa loro eredare un seggio di gloria ; Imperocchè le colonne dalla terra sono del Signore , Ed egli ha posto il mondo sopra esse . Egli guarderà i piedi de’ suoi santi ; E gli empi periranno nelle tenebre ; Perciocchè l’ uomo non vincerà con le sue forze . Quelli che contendono col Signore saranno tritati ; Egli tonerà dal cielo sopra loro ; Il Signore giudicherà le estremità della terra ; E donerà forza al suo Re , E innalzerà il corno del suo Unto . Poi Elcana se ne andò a casa sua in Rama ; e il fanciullo serviva al Signore , davanti al Sacerdote Eli . OR i figliuoli d’ Eli erano uomini scellerati ; essi non conoscevano il Signore . E l’ usanza di que’ sacerdoti inverso il popolo era tale : Quando qualunque persona faceva qualche sacrificio , il servitore del sacerdote veniva , mentre si coceva la carne , avendo una forcella a tre denti in mano . E , fittala nella caldaia , o nel paiuolo , o nella pentola , o nella pignatta , tutto ciò che la forcella traeva fuori , il sacerdote lo prendeva per sè . Così facevano a tutti gl’ Israeliti che venivano là in Silo . Ed anche , avanti che si fosse arso il grasso , il servitore del sacerdote veniva , e diceva a colui che faceva il sacrificio : Dammi della carne , per arrostirla per il sacerdote ; perciocchè egli non prenderà da te carne cotta , ma cruda . E se pur quell’ uomo gli diceva : Ardasi ora di presente il grasso , poi prendine a tua voglia ; egli gli diceva : Anzi pure ora tu ne darai ; altrimenti , io ne prenderò a forza . E il peccato di que’ giovani era molto grande nel cospetto del Signore ; perciocchè gli uomini sprezzavano le offerte del Signore . Or Samuele , essendo piccol fanciullo , serviva davanti al Signore , cinto d’ un Efod di lino . E sua madre gli fece una tonicella , e gliela portò ; e il simigliante faceva ogni anno , quando ella saliva , col suo marito , per sacrificare il sacrificio annuale . Or Eli benedisse Elcana , e la sua moglie , e disse : Il Signore ti dia progenie di questa donna , in luogo del presto ch’ ella ha fatto al Signore . Ed essi se ne andarono al luogo loro . E invero il Signore visitò Anna ; ed ella concepette , e partorì tre figliuoli , e due figliuole . E il fanciullo Samuele crebbe presso il Signore . Or Eli , essendo già molto vecchio , udì tutto ciò che i suoi figliuoli facevano a tutto Israele ; e come giacevano con le donne , che a certi tempi venivano a servire all’ entrata del Tabernacolo della convenenza . Ed egli disse loro : Perchè fate voi cotali cose ? perciocchè io intendo i vostri malvagi fatti ; queste cose mi sono riferite da tutto il popolo . Non fate così , figliuoli miei ; perciocchè la fama , che mi perviene agli orecchi di voi , non è buona ; voi inducete a trasgressione il popolo del Signore . Se un uomo pecca contro ad un altro uomo , Iddio lo giudica ; e se un uomo pecca contro al Signore , chi pregherà per lui ? Ma essi non attesero alla voce del padre loro ; perciocchè il Signore voleva farli morire . Intanto il fanciullo Samuele andava crescendo , e diventando grazioso al Signore ed agli uomini . OR un uomo di Dio venne ad Eli , e gli disse : Così ha detto il Signore : Non mi manifestai io pure alla casa di tuo padre , mentre erano in Egitto , mandandoli alla casa di Faraone ? Io mi elessi eziandio tuo padre , d’ infra tutte le tribù d’ Israele , per sacerdote , per offerir sacrificii sopra il mio altare , e per arder profumi , e per portar l’ Efod davanti a me ; e diedi alla casa di tuo padre tutte le offerte da ardere de’ figliuoli d’ Israele . Perchè avete voi dato del calcio a’ miei sacrificii , e alle mie offerte , che io ho comandato che si offeriscano nel mio Tabernacolo ? e perchè hai tu portato maggiore onore a’ tuoi figliuoli che a me , per ingrassarvi del meglio delle offerte d’ Israele , mio popolo ? Perciò , il Signore Iddio d’ Israele dice così : Io del tutto avea detto che la tua casa , e la casa di tuo padre , andrebbero e verrebbero davanti a me in perpetuo ; ma ora il Signore dice : Ciò sia lungi da me ; perciocchè io onorerò quelli che mi onorano , e quelli che mi sprezzano saranno avviliti . Ecco , i giorni vengono , che io riciderò il braccio a te , e alla casa di tuo padre , e farò che non vi sarà alcuno in casa tua che diventi vecchio . E tu vedrai l’ afflizione del Tabernacolo , in luogo di tutto il bene che Iddio avea fatto a Israele ; e non vi sarà giammai alcuno in casa tua che diventi vecchio . E colui de’ tuoi , il quale io non avrò sterminato d’ appresso al mio Altare , sarà per consumarti gli occhi , e accorarti l’ anima ; e chiunque sarà nato e cresciuto in casa tua morrà in fior d’ età . E questo , che avverrà a’ tuoi due figliuoli , Hofni e Finees , che morranno amendue in uno stesso giorno , ti sarà per segno . Ed io mi susciterò un sacerdote leale ; esso opererà secondo il mio cuore , e secondo l’ anima mia ; ed io gli edificherò una casa stabile , ed egli andrà e verrà davanti al mio Unto del continuo . E chiunque rimarrà di casa tua andrà ad inchinarsi a lui per un danaio d’ argento , e per una fetta di pane ; e dirà : Deh ! mettimi a fare alcuno dei servigi del sacerdozio , perchè io abbia da mangiare un boccon di pane . OR il giovane fanciullo Samuele serviva al Signore , nella presenza di Eli . E in quel tempo la parola di Dio era rara , e non appariva alcuna visione . Ed avvenne in quel giorno , che Eli , la cui vista cominciava a scemare , talchè egli non poteva più vedere , giacendo nel suo luogo ; Samuele , giacendo anch’ esso nel Tempio del Signore , ove era l’ Arca di Dio , avanti che fossero spente le lampane di Dio ; il Signore chiamò Samuele . Ed egli rispose : Eccomi . E corse ad Eli , e gli disse : Eccomi ; perciocchè tu m’ hai chiamato . Ma Eli gli disse : Io non t’ ho chiamato ; ritornatene a giacere . Ed egli se ne andò a giacere . E il Signore chiamò di nuovo Samuele . E Samuele si levò , e andò ad Eli , e gli disse : Eccomi ; perciocchè tu m’ hai chiamato . Ma Eli gli disse : Io non t’ ho chiamato , figliuol mio ; ritornatene a giacere . Or Samuele non conosceva ancora il Signore , e la parola del Signore non gli era ancora stata rivelata . E il Signore chiamò di nuovo Samuele per la terza volta . Ed egli si levò , e andò ad Eli , e gli disse : Eccomi ; perciocchè tu m’ hai chiamato . Allora Eli si avvide che il Signore chiamava il fanciullo . Ed Eli disse a Samuele : Vattene a giacere ; e , se egli ti chiama , di’ : Parla , Signore ; perciocchè il tuo servitore ascolta . Samuele adunque se ne andò a giacere nel suo luogo . E il Signore venne , e si presentò a lui , e lo chiamò , come le altre volte : Samuele , Samuele . E Samuele disse : Parla ; perciocchè il tuo servitore ascolta . E il Signore disse a Samuele : Ecco , io fo una cosa in Israele , la quale chiunque udirà avrà amendue l’ orecchie intronate . In quel dì io metterò ad effetto contro ad Eli , da capo a fine , tutto ciò che io ho detto contro alla sua casa . Io gli avea dinunziato ch’ io punirei la sua casa in perpetuo , per cagion dell’ iniquità , con la quale egli ha saputo che i suoi figliuoli si rendevano maledetti , ed egli non li ha repressi . Perciò adunque , io ho giurato alla casa di Eli : Se mai in perpetuo l’ iniquità della casa di Eli è purgata con sacrificio , nè con offerta . Or Samuele stette coricato fino alla mattina ; poi aperse le porte della Casa del Signore . Ed egli temeva di dichiarar la visione ad Eli . Ma Eli lo chiamò , e gli disse : Samuele , figliuol mio . Ed egli disse : Eccomi . Ed Eli gli disse : Quale è la parola ch’ egli ti ha detta ? deh ! non celarmela ; così ti faccia Iddio , e così ti aggiunga , se tu mi celi cosa alcuna di tutto ciò ch’ egli ti ha detto . Samuele adunque gli raccontò tutte quelle parole , e non gli celò nulla . Ed Eli disse : Egli è il Signore ; faccia quello che gli parrà bene . Or Samuele crebbe , e il Signore fu con lui ; ed esso non lasciò cadere in terra alcuna di tutte le sue parole . E tutto Israele , da Dan fino a Beerseba , conobbe che Samuele era ben certificato profeta del Signore . E il Signore continuò d’ apparire in Silo ; perciocchè il Signore si manifestava a Samuele per la parola del Signore . E la parola di Samuele fu indirizzata a tutto Israele . OR Israele uscì in battaglia incontro a’ Filistei , e si accampò presso ad Eben-ezer ; e i Filistei si accamparono in Afec . E i Filistei ordinarono la battaglia incontro ad Israele . E , datasi la battaglia , Israele fu sconfitto davanti a’ Filistei ; ed essi ne percossero intorno a quattromila uomini in battaglia ordinata , nella campagna . Ed essendo il popolo venuto nel campo , gli Anziani d’ Israele dissero : Perchè ci ha il Signore oggi sconfitti davanti a’ Filistei ? facciamoci portar da Silo l’ Arca del Patto del Signore , e venga egli nel mezzo di noi , e salvici , dalla mano de’ nostri nemici . Il popolo adunque mandò in Silo , e di là fu portata l’ Arca del Patto del Signore degli eserciti , che siede sopra i Cherubini ; e quivi , con l’ Arca del Patto di Dio , erano i due figliuoli di Eli , Hofni e Finees . E , come l’ Arca del Patto del Signore arrivò nel campo , tutto Israele sclamò d’ allegrezza con gran grida , talchè la terra ne rimbombò . E i Filistei , udita la voce delle grida , dissero : Che vuol dire la voce di queste gran grida nel campo degli Ebrei ? Poi seppero che l’ Arca del Signore era venuta nel campo . E i Filistei ebbero paura ; perciocchè dicevano : Iddio è venuto nel campo . E dissero : Guai a noi ! perciocchè tal cosa non è stata per addietro . Guai a noi ! chi ci scamperà dalla mano di questo possente dio ? questo è l’ Iddio che percosse gli Egizj d’ una sconfitta intiera nel deserto . O Filistei , rinforzatevi , e portatevi da valenti uomini ; che talora non serviate agli Ebrei , come essi hanno servito a voi ; portatevi adunque da valenti uomini , e combattete . I Filistei adunque combatterono , e gl’ Israeliti furono sconfitti , e fuggirono ciascuno alle sue stanze ; e la sconfitta fu molto grande , talchè caddero morti degl’ Israeliti trentamila uomini a piè . E l’ Arca di Dio fu presa e i due figliuoli di Eli , Hofni e Finees , furono morti . E un uomo di Beniamino se ne corse dal campo , e giunse in Silo quello stesso giorno , co’ vestimenti stracciati , e con della terra in sul capo . E , come egli giunse , ecco , Eli sedeva in sul seggio , allato alla strada , e stava a riguardare ; perciocchè il cuor gli tremava per cagion dell’ Arca di Dio . Quell’ uomo adunque entrò nella città , portando le novelle , e tutta la città fece un gran grido . Ed Eli , udendo il romor delle grida disse : Che vuol dire il romore di questo tumulto ? E quell’ uomo andò prestamente ad Eli , e gli raccontò la cosa . Or Eli era d’ età di novantotto anni , e la vista gli era venuta meno , talchè egli non poteva vedere . Quell’ uomo adunque gli disse : Io son colui che vengo dal campo , e oggi me ne son fuggito dalla battaglia . Ed Eli gli disse : Figliuol mio , come è andato il fatto ? E colui che portava le novelle rispose e disse : Israele è fuggito d’ innanzi a’ Filistei ; ed anche è stata fatta una grande sconfitta del popolo ; i tuoi due figliuoli , Hofni e Finees , eziandio son morti , e l’ Arca di Dio è stata presa . E , quando egli mentovò l’ Arca di Dio , Eli cadde d’ in sul seggio a rovescio allato alla porta , e si ruppe la nuca , e morì ; perciocchè egli era vecchio e grave . Or egli avea giudicato Israele quarant’ anni . E la sua nuora , moglie di Finees , essendo gravida , presta a partorire , udì il grido che l’ Arca di Dio era presa , e che il suo suocero , e il suo marito erano morti ; onde ella si accosciò , e partorì ; perciocchè i dolori le sopraggiunsero ad un tratto . E , in quel punto ch’ ella moriva , le donne che le stavano d’ intorno , le dissero : Non temere ; perciocchè tu hai partorito un figliuolo ; ma ella non rispose , e non vi mise il cuore . Pur nondimeno pose nome al fanciullo , Icabod , dicendo : La gloria è stata trasportata d’ Israele ; perciocchè l’ Arca di Dio era stata presa , e per cagione del suo suocero e del suo marito . Disse adunque : La gloria è stata trasportata d’ Israele ; perciocchè l’ Arca di Dio è stata presa . OR i Filistei , avendo presa l’ Arca di Dio , la condussero da Eben-ezer in Asdod . Presero adunque l’ Arca di Dio , e la condussero dentro alla casa di Dagon , e la posarono presso a Dagon . E il giorno seguente , essendosi que’ di Asdod levati la mattina , ecco , Dagon giaceva boccone in terra , davanti all’ Arca del Signore . Ed essi presero Dagon , e lo riposero nel suo luogo . E la mattina del giorno seguente essendosi levati , ecco Dagon giaceva boccone in terra , davanti all’ Arca del Signore ; e la testa di Dagon , e amendue le palme delle sue mani erano mozze in su la soglia ; e l’ imbusto solo di Dagon era rimasto presso a quella . Perciò i sacerdoti di Dagon , nè alcun di quelli ch’ entrano nella casa di esso , non calcano la soglia di Dagon , in Asdod , infino a questo giorno . Poi la mano del Signore si aggravò sopra quei di Asdod , ed egli li disertò , e li percosse di morici in Asdod , e ne’ confini di essa . E quelli di Asdod , veggendo che così andava la cosa , dissero : L’ Arca dell’ Iddio d’ Israele non dimorerà appresso di noi ; perciocchè la sua mano è aspra sopra noi , e sopra Dagon , nostro dio . Perciò , mandarono ad adunare tutti i principi de’ Filistei appresso a loro , e dissero : Che faremo noi dell’ Arca dell’ Iddio d’ Israele ? Ed essi dissero : Trasportisi l’ Arca dell’ Iddio d’ Israele in Gat . Così l’ Arca dell’ Iddio d’ Israele fu trasportata in Gat . Ma , poichè fu trasportata in Gat , la mano del Signore fu sopra la città , con gran turbamento ; ed egli percosse gli uomini della città , dal maggiore al minore ; e vennero loro delle morici nascoste . Perciò mandarono l’ Arca di Dio in Ecron ; e , come l’ Arca di Dio giunse in Ecron , quei di Ecron sclamarono , dicendo : Hanno trasportata l’ Arca dell’ Iddio d’ Israele a me , per far morir me , e il mio popolo . E per questa cagione mandarono a raunare tutti i principi de’ Filistei , e dissero loro : Rimandate l’ Arca dell’ Iddio d’ Israele , e ritorni al suo luogo , e non faccia morir me , e il mio popolo ; perciocchè v’ era uno spavento di morte per tutta la città ; e la mano del Signore era molto aggravata in quel luogo . E gli uomini che non morivano erano percossi di morici ; e il grido della città salì infino al cielo . ESSENDO adunque l’ Arca del Signore stata sette mesi nel territorio de’ Filistei , i Filistei chiamarono i sacerdoti e gl’ indovini , dicendo : Che faremo noi dell’ Arca del Signore ? Dichiarateci in qual maniera noi la dobbiamo rimandare al suo luogo . Ed essi dissero : Se voi rimandate l’ Arca dell’ Iddio d’ Israele , non rimandatela a vuoto ; anzi del tutto pagategli un’ offerta per la colpa ; allora voi sarete guariti , e voi saprete per qual cagione la sua mano non si sarà rimossa da voi . Ed essi dissero : Quale offerta per la colpa gli pagheremo noi ? E quelli dissero : Cinque morici d’ oro , e cinque topi d’ oro , secondo il numero de’ principati de’ Filistei ; perciocchè una stessa piaga è stata sopra tutti i Filistei , e sopra i vostri principi . Fate adunque delle forme delle vostre morici e delle forme de’ vostri topi , che guastano il paese ; e date gloria all’ Iddio d’ Israele ; forse allevierà egli la sua mano d’ in su voi , e d’ in su i vostri dii , e d’ in sul vostro paese . E perchè indurereste voi il cuor vostro , come gli Egizj e Faraone indurarono il cuor loro ? dopo ch’ egli li ebbe scherniti , non rimandarono essi gl’ Israeliti , ed essi se ne andarono ? Ora dunque , fate un carro nuovo , e prendetelo ; prendetevi eziandio due vacche lattanti , sopra cui giammai non sia stato posto giogo ; poi legate queste vacche al carro , e rimenate i lor figli a casa , indietro da esse ; e prendete l’ Arca del Signore , e ponetela sopra il carro ; e mettete allato ad essa in una cassetta que’ lavori d’ oro , che voi gli pagherete per offerta per la colpa ; e rimandatela , e vadasene . E state a guardare ; se ella sale verso Bet-semes , traendo alle contrade di esso , egli ci avrà fatto questo gran male ; se no , noi sapremo che la sua mano non ci ha toccati , anzi che è stato un caso che ci è avvenuto . Quegli uomini adunque fecero così , e presero due vacche lattanti , e le legarono al carro , e rinchiusero i lor figli in casa . Poi posero l’ Arca del Signore sopra il carro , con la cassetta , e co’ topi d’ oro , e con le forme delle lor morici . E le vacche si dirizzarono alla via che trae verso Bet-semes , seguitando una medesima strada , e andavano mugghiando ; e non si rivolsero nè a destra nè a sinistra ; e i principi de’ Filistei andarono loro dietro fino a’ confini di Bet-semes . Or que’ di Bet-semes segavano la ricolta de’ grani nella valle ; e , alzati gli occhi , videro l’ Arca , e si rallegrarono di vederla . E il carro , giunto al campo di Giosuè da Bet-semes , si fermò quivi . Or quivi era una gran pietra ; e coloro spezzarono il legname del carro , e offersero le vacche in olocausto al Signore . Or i Leviti aveano posta giù l’ Arca del Signore , e la cassetta ch’ era appresso , nella quale erano que’ lavori d’ oro , e l’ aveano messa sopra quella gran pietra ; e in quel giorno que’ di Bet-semes offersero olocausti , e sacrificarono sacrificii al Signore . E i cinque principati dei Filistei , avendo ciò veduto , se ne ritornarono quell’ istesso giorno in Ecron . Or questo è il numero delle morici d’ oro , le quali i Filistei pagarono al Signore per offerta per la colpa ; per Asdod una , per Gaza una , per Ascalon una , per Gat una , per Ecron una . E i topi d’ oro furono secondo il numero di tutte le città de’ Filistei , divise in cinque principati , così città murate , come villate senza mura , fino ad Abel la gran pietra , sopra la quale posarono l’ Arca del Signore , la quale è infino ad oggi nel campo di Giosuè da Bet-semes . Or il Signore percosse alquanti di que’ di Bet-semes , perchè aveano riguardato dentro all’ Arca del Signore ; percosse ancora del popolo cinquantamila e settanta uomini . E il popolo fece cordoglio , perciocchè il Signore l’ avea percosso di una gran piaga . E que’ di Bet-semes dissero : Chi potrà durare davanti al Signore , a questo Iddio Santo ? e a cui salirà egli d’ appresso a noi ? Mandarono adunque de’ messi agli abitanti di Chiriat-iearim , a dire : I Filistei hanno ricondotta l’ Arca del Signore ; scendete , e menatela da voi . E que’ di Chiriat-iearim vennero , e ne menarono l’ Arca del Signore , e la condussero nella casa di Abinadab , sul colle ; e consacrarono Eleazaro , figliuolo di esso , per guardar l’ Arca del Signore . OR lungo tempo appresso che l’ Arca fu posata in Chiriat-iearim , che furono vent’ anni , tutta la casa d’ Israele si lamentò , gridando dietro al Signore . E Samuele parlò a tutta la casa d’ Israele , dicendo : Se pur voi vi convertite con tutto il vostro cuore al Signore , togliete del mezzo di voi gl’ iddii degli stranieri , ed Astarot ; ed addirizzate il cuor vostro al Signore , e servite a lui solo , ed egli vi riscoterà dalla mano de’ Filistei . I figliuoli d’ Israele adunque tolsero via i Baali e Astarot ; e servirono al solo Signore . Poi Samuele disse : Adunate tutto Israele in Mispa , ed io supplicherò al Signore per voi . Essi adunque si adunarono in Mispa , ed attinsero dell’ acqua , e la sparsero davanti al Signore , e digiunarono quel giorno ; e quivi dissero ; Noi abbiamo peccato contro al Signore . E Samuele giudicò i figliuoli d’ Israele in Mispa . Ora , quando i Filistei ebbero inteso che i figliuoli d’ Israele s’ erano adunati in Mispa , i principati de’ Filistei salirono contro ad Israele . Il che come i figliuoli d’ Israele ebbero udito , temettero dei Filistei ; e dissero a Samuele : Non restar di gridar per noi al Signore Iddio nostro , acciocchè egli ci salvi dalla mano de’ Filistei . E Samuele prese un agnel di latte , e l’ offerse tutto intiero in olocausto al Signore . E Samuele gridò al Signore per Israele ; e il Signore l’ esaudì . Ora , mentre Samuele offeriva quell’ olocausto , i Filistei si accostarono in battaglia contro ad Israele ; ma il Signore in quel giorno tonò sopra i Filistei con gran tuono , e li mise in rotta ; e furono sconfitti davanti ad Israele . E gli Israeliti uscirono di Mispa , e perseguitarono i Filistei , e li percossero fin disotto a Bet-car . Allora Samuele prese una pietra , e la pose fra Mispa e la punta della rupe ; e pose nome a quella pietra Eben-ezer ; e disse : Il Signore ci ha soccorsi fino a questo luogo . E i Filistei furono abbassati , e non continuarono più d’ entrar ne’ confini d’ Israele . E la mano del Signore fu contro a’ Filistei tutto il tempo di Samuele . E le città , che i Filistei aveano prese ad Israele , ritornarono ad Israele ; Israele riscosse dalle mani dei Filistei quelle città da Ecron fino a Gat , insieme co’ lor confini . E vi fu pace tra gl’ Israeliti e gli Amorrei . E Samuele giudicò Israele tutto il tempo della vita sua . Ed egli andava d’ anno in anno attorno in Betel , e in Ghilgal , e in Mispa , e giudicava Israele in tutti que’ luoghi . Ma il suo ridotto era in Rama ; perciocchè quivi era la sua casa , e quivi giudicava Israele ; quivi ancora edificò un altare al Signore . ORA , quando Samuele fu divenuto vecchio , costituì i suoi figliuoli Giudici ad Israele . E il nome del suo figliuolo primogenito era Ioel , e il nome del suo secondo era Abia ; i quali tenevano ragione in Beerseba . Ma i suoi figliuoli non camminarono nelle vie di esso , anzi si rivolsero dietro all’ avarizia , e prendevano presenti , e pervertivano la ragione . Laonde tutti gli Anziani d’ Israele si adunarono insieme , e vennero a Samuele in Rama , e gli dissero : Ecco , tu sei divenuto vecchio , e i tuoi figliuoli non camminano nelle tue vie ; ora dunque costituisci sopra noi un re che ci giudichi , come hanno tutte le altre nazioni . E la cosa dispiacque a Samuele , quando dissero : Dacci un re che ci giudichi . Ed egli fece orazione al Signore . E il Signore disse a Samuele : Acconsenti alla voce del popolo , in tutto ciò ch’ egli ti dirà ; perciocchè essi non hanno sdegnato te , anzi hanno sdegnato me , acciocchè io non regni sopra loro . Secondo tutte le opere che hanno fatte dal dì che io li trassi fuori di Egitto , fino ad oggi , per le quali mi hanno abbandonato , e hanno servito ad altri dii ; così fanno ancora a te . Ora dunque acconsenti alla voce loro ; ma tuttavia del tutto protesta , e dichiara loro la ragione del re , che regnerà sopra loro . E Samuele rapportò tutte le parole del Signore al popolo , che gli chiedeva un re . E disse : Questa sarà la ragione del re che regnerà sopra voi : Egli piglierà i vostri figliuoli , e li metterà sopra i suoi carri , e fra i suoi cavalieri , ed essi correranno davanti al suo carro . Li prenderà eziandio per constituirseli capitani di migliaia , e capitani di cinquantine ; e per arare i suoi campi , e per far la sua ricolta , e per fabbricar le sue armi , e gli arnesi de’ suoi carri . Egli prenderà eziandio le vostre figliuole per profumiere , e cuoche , e panattiere . Piglierà ancora i vostri campi , e le vostre vigne , e i vostri migliori uliveti , e li donerà a’ suoi servitori . Egli torrà eziandio le decime delle vostre semente , e delle vostre vigne , e le donerà a’ suoi ufficiali , e a’ suoi servitori . Piglierà eziandio i vostri servi , e le vostre serve , e il fior de’ vostri giovani , e i vostri asini , e li adopererà al suo lavoro . Egli prenderà la decima delle vostre gregge ; e voi gli sarete servi . E in quel giorno voi griderete per cagione del vostro re , che vi avrete eletto ; ma il Signore allora non vi esaudirà . Ma il popolo ricusò di ascoltar le parole di Samuele , e disse : No ; anzi vi sarà un re sopra noi . E noi ancora saremo come tutte le altre genti ; e il nostro re ci giudicherà , e uscirà davanti a noi , e condurrà le nostre guerre . Samuele adunque , avendo udite tutte le parole del popolo , le rapportò agli orecchi del Signore . E il Signore disse a Samuele : Acconsenti alla voce loro , e costituisci loro un re . E Samuele disse agl’ Israeliti : Andatevene ciascuno alla sua città . OR v’ era un uomo di Beniamino , prode e valoroso , il cui nome era Chis , figliuolo di Abiel , figliuolo di Seror , figliuolo di Becorat , figliuolo di Afia , figliuolo di un uomo Beniaminita . Ed esso avea un figliuolo , il cui nome era Saulle , giovane e bello ; e non v’ era alcuno fra i figliuoli d’ Israele più bello di lui ; egli era più alto che niuno del popolo dalle spalle in su . Or le asine di Chis , padre di Saulle , si smarrirono . E Chis disse a Saulle , suo figliuolo : Deh ! piglia teco uno de’ servitori , e levati , e va’ a cercar le asine . Egli adunque passò nel monte di Efraim , e poi nella contrada di Salisa ; ma essi non le trovarono ; poi passarono nella contrada di Saalim , ma non v’ erano ; passarono eziandio nel paese de’ Beniaminiti , ma non le trovarono . Quando furono giunti alla contrada di Suf , Saulle disse al suo servitore , ch’ egli avea seco : Or su ritorniamcene ; che talora mio padre , lasciata la cura delle asine , non sia in sollecitudine di noi . Ma egli gli disse : Ecco ora , un uomo di Dio è in questa città , il quale è uomo onorato ; tutto quello ch’ egli dice avviene senza fallo ; ora andiamvi ; forse egli ci farà chiari di ciò perchè ci siam messi in cammino . E Saulle disse al suo servitore : Ma ecco , se noi vi andiamo , che porteremo a quell’ uomo ? conciossiachè la vittuaglia ci sia venuta meno nelle tasche , e non abbiamo alcun presente da portare all’ uomo di Dio ; che abbiamo appresso di noi ? E il servitore rispose di nuovo a Saulle , e disse : Ecco , io mi trovo in mano un quarto d’ un siclo d’ argento ; io lo darò all’ uomo di Dio , ed egli ci farà chiari di ciò perchè ci siam messi in cammino . Anticamente in Israele , quando alcuno andava per domandare Iddio , diceva così : Or andiamo fino al Veggente ; perciocchè in quel tempo quel che si chiama oggi profeta , si chiamava il Veggente . E Saulle disse al suo servitore : Ben dici ; or andiamo . Essi adunque andarono alla città , nella quale era l’ uomo di Dio . Mentre essi salivano per la salita della città , trovarono delle fanciulle che uscivano per attigner dell’ acqua , e dissero loro : Il Veggente è egli quivi ? E quelle risposero loro , e dissero : Egli v’ è : eccolo davanti a te , affrettati pure ; perciocchè egli è oggi venuto nella città , perchè il popolo fa oggi un sacrificio nell’ alto luogo . Quando voi giungerete nella città , voi lo troverete di certo , avanti ch’ egli salga all’ alto luogo a mangiare ; perciocchè il popolo non mangerà , ch’ egli non sia venuto ; conciossiachè egli abbia da benedire il convito ; poi appresso gli invitati mangeranno . Ora dunque salite ; perciocchè appunto ora lo troverete . Essi adunque salirono alla città ; e , come furono giunti nel mezzo della città , ecco , Samuele usciva loro incontro , per salire all’ alto luogo . Or il Signore , un giorno innanzi che Saulle venisse , avea rivelato e detto a Samuele : Domani , a quest’ ora , io ti manderò un uomo del paese di Beniamino , il quale tu ungerai per conduttore sopra il mio popolo Israele ; ed egli salverà il mio popolo dalla mano de’ Filistei ; perciocchè io ho riguardato al mio popolo ; conciossiachè il suo grido sia pervenuto a me . E , quando Samuele ebbe veduto Saulle , il Signore gli disse : Ecco quell’ uomo , del quale io t’ ho parlato ; costui signoreggerà sopra il mio popolo . E Saulle , accostatosi a Samuele dentro della porta , gli disse : Deh ! mostrami ove è la casa del Veggente . E Samuele rispose a Saulle , e disse : Io sono il Veggente ; sali davanti a me all’ alto luogo , e voi mangerete oggi meco ; poi domattina io vi accommiaterò , ed io ti dichiarerò tutto quello che tu hai nel cuore . E intorno alle asine , che ti si smarrirono , oggi ha tre dì , non istarne in pensiero ; perciocchè si son trovate . Ma inverso cui è tutto il desiderio d’ Israele ? non è egli inverso te , e inverso tutta la casa di tuo padre ? E Saulle rispose , e disse : Non sono io di Beniamino , ch’ è una delle più piccole tribù d’ Israele ? e la mia nazione non è ella la più piccola di tutte le nazioni della tribù di Beniamino ? perchè dunque mi tieni cotali ragionamenti ? E Samuele prese Saulle , e il suo servitore , e li menò dentro alla sala , e diede loro luogo in capo di tavola fra gl’ invitati , ch’ erano intorno a trenta persone . E Samuele disse al cuoco : Reca qua quella parte , la quale io ti diedi , della quale io ti dissi : Riponila appresso di te . Ora il cuoco avea levata una coscia , e ciò ch’ è sopra . E Samuele la pose davanti a Saulle , e disse : Ecco quello ch’ era stato riserbato ; mettilo davanti a te , e mangia ; perciocchè t’ era stato serbato per questo tempo , quando io dissi : Io ho invitato il popolo . Così Saulle in quel dì mangiò con Samuele . Poi , essendo scesi dall’ alto luogo nella città , Samuele parlò con Saulle sopra il tetto . E la mattina seguente si levarono a buon’ ora , e all’ apparir dell’ alba Samuele chiamò Saulle , ch’ era salito in sul tetto , dicendo : Levati , ed io ti accommiaterò . E Saulle si levò ; e amendue , egli e Samuele , uscirono fuori . Come essi scendevano verso l’ estremità della città , Samuele disse a Saulle : Di’ al servitore che passi oltre davanti a noi ed egli passò oltre ; ma tu fermati ora , acciocchè io ti faccia intendere la parola di Dio . Or Samuele avea preso un piccol vaso d’ olio , e lo versò in sul capo di esso , e lo baciò , e disse : Non è egli vero che il Signore ti ha unto per conduttore sopra la sua eredità ? Quando oggi tu sarai partito d’ appresso a me , tu troverai due uomini presso alla sepoltura di Rachele , a’ confini di Beniamino , in Selsa , i quali ti diranno : Le asine che tu eri andato a cercare , si son trovate ; ed ecco , tuo padre ha lasciata la cura delle asine , e sta in pensiero di voi , dicendo : Che farò io intorno al mio figliuolo ? E , quando di là tu sarai passato più innanzi , e sarai giunto al querceto di Tabor , tu scontrerai tre uomini che salgono a Dio , alla Casa di Dio , che porteranno , l’ uno tre capretti , l’ altro tre schiacciate di pane , e il terzo un baril di vino . Ed essi ti domanderanno del tuo bene stare , e ti daranno due pani , i quali tu prenderai di man loro . Poi tu verrai al colle di Dio , ov’ è la guernigione de’ Filistei ; e avverrà che , come tu entrerai nella città , tu scontrerai una schiera di profeti , che scenderanno giù dall’ alto luogo , i quali avranno davanti a sè de’ salteri , de’ tamburi , de’ flauti e delle cetere ; e profetizzeranno . Allora lo Spirito di Dio si avventerà sopra te , e tu profetizzerai con loro , e sarai mutato in un altro uomo . E quando questi segni ti saranno avvenuti , fa’ quello che ti occorrerà ; perciocchè Iddio è teco . Poi tu scenderai incontro a me in Ghilgal ; ed ecco , io verrò a te per offerire olocausti , e per sacrificar sacrificii da render grazie ; aspetta sette giorni , finchè io venga a te , ed io ti dichiarerò ciò che tu avrai a fare . Ora , come egli ebbe voltate le spalle , per andarsene d’ appresso a Samuele , Iddio gli mutò il cuore in un altro , e tutti que’ segni avvennero quello stesso giorno . E , quando essi furono arrivati là al colle , ecco , una schiera di profeti gli veniva incontro ; e lo Spirito di Dio si avventò sopra lui , ed egli profetizzò per mezzo loro . Ed avvenne che , quando tutti quelli che l’ aveano conosciuto per addietro , ebber veduto ch’ egli profetizzava co’ profeti , la gente disse l’ una all’ altro : Che cosa è questo ch’ è avvenuto al figliuolo di Chis ? Saulle è egli anch’ esso fra i profeti ? Ed un uomo di quel luogo rispose , e disse : E chi è il padre loro ? Perciò , questo passò in proverbio : Saulle è egli anch’ esso fra i profeti ? Poi , avendo finito di profetizzare , arrivò all’ alto luogo . E lo zio di Saulle disse a lui , e al suo servitore : Ove eravate voi andati ? Ed egli disse : A cercar le asine ; ma , veggendo che non le trovavamo , ce ne venimmo a Samuele . E lo zio di Saulle gli disse : Deh ! dichiarami ciò che vi ha detto Samuele . E Saulle disse al suo zio : Egli ci ha significato per certo che le asine erano ritrovate . Ma non gli dichiarò ciò che Samuele gli avea detto intorno al regno . Poi Samuele adunò il popolo a grida , appresso al Signore , in Mispa . E disse a’ figliuoli d’ Israele : Così ha detto il Signore Iddio d’ Israele : Io ho tratto Israele fuori di Egitto , e vi ho riscossi dalla man degli Egizj , e dalla mano di tutti i regni che vi oppressavano . Ma oggi voi avete sdegnato l’ Iddio vostro , il qual vi ha salvati di tutti i vostri mali e distrette ; e gli avete detto : Che che sia , costituisci un re sopra noi . Ora , dunque , comparite nel cospetto del Signore , per le vostre tribù e migliaia . E Samuele fece accostar tutte le tribù d’ Israele , e la tribù di Beniamino fu presa . Poi fece accostar la tribù di Beniamino a nazione a nazione , e la nazione de’ Matriti fu presa ; poi fu preso Saulle , figliuolo di Chis ; ed egli fu cercato , ma non si trovò . E gl’ Israeliti domandarono di nuovo il Signore , dicendo : È quell’ uomo già venuto qua ? E il Signore disse : Ecco , egli è nascosto fra la salmeria . Ed essi corsero , e lo presero di là ; ed egli comparve in mezzo del popolo ; ed era dalle spalle in su più alto che niuno del popolo . E Samuele disse a tutto il popolo : Vedete voi colui che il Signore ha eletto ? come non vi è alcuno pari a lui fra tutto il popolo ? E tutto il popolo sclamò d’ allegrezza , e disse : Viva il Re . E Samuele pronunziò al popolo la ragione del regno , e la scrisse in un libro , il quale egli ripose davanti al Signore . Poi Samuele rimandò tutto il popolo , ciascuno a casa sua . Saulle se ne andò anch’ esso a casa sua in Ghibea ; e la gente di guerra , a cui il Signore toccò il cuore , andò con lui . Ma certi uomini scellerati dissero : Come ci salverebbe costui ? E lo sprezzarono , e non gli portarono alcun presente . Ma egli fece vista di non udire . OR Nahas Ammonita salì , e pose campo sopra Iabes di Galaad ; e tutti que’ di Iabes di Galaad dissero a Nahas : Fa’ patti con noi , e noi ti serviremo . E Nahas Ammonita disse loro : Io farò patti con voi , con questo che io vi cavi a tutti l’ occhio destro , e metta questo vituperio sopra tutto Israele . E gli Anziani di Iabes gli dissero : Concedici tregua di sette giorni , acciocchè noi mandiamo messi per tutte le contrade d’ Israele ; e se niuno ci libera , noi usciremo fuori a te . I messi adunque vennero in Ghibea di Saulle , e dissero quelle parole in presenza del popolo . E tutto il popolo alzò la voce e pianse . Or ecco , Saulle se ne veniva da’ campi , dietro a’ suoi buoi , e disse : Che ha il popolo , ch’ egli piange ? E le parole di que’ di Iabes gli furono raccontate . E lo Spirito del Signore si avventò sopra Saulle , quando egli udì quelle parole , ed egli si accese nell’ ira grandemente . E prese un paio di buoi , e li tagliò in pezzi , i quali egli mandò per tutte le contrade d’ Israle , per certi messi , dicendo : Chiunque non uscirà dietro a Saulle , e dietro a Samuele , il simigliante si farà a’ suoi buoi . E lo spavento del Signore cadde sopra il popolo ; e tutti uscirono fuori , come se non fossero stati che un uomo . E Saulle fece la rassegna di loro in Bezec ; e si trovarono trecentomila uomini de’ figliuoli d’ Israele , e trentamila di que’ di Giuda . Poi dissero a’ messi ch’ erano venuti : Dite così a que’ di Iabes di Galaad : Domani , come il sole si riscalderà , voi sarete liberati . I messi adunque se ne ritornarono , e rapportarono la cosa a que’ di Iabes , i quali se ne rallegrarono . E que’ di Iabes dissero agli Ammoniti : Domani noi usciremo fuori a voi , e voi ci farete interamente come e’ vi parrà . E il giorno seguente Saulle dispose il popolo in tre schiere ; e quelle entrarono dentro al campo in su la veglia della mattina , e percossero gli Ammoniti , finchè il dì fu riscaldato . E avvenne che coloro che scamparono furono dispersi qua e là , e non ne rimase di loro due insieme . E il popolo disse a Samuele : Chi son coloro che hanno detto : Saulle regnerà egli sopra noi ? dateci quegli uomini , e noi li faremo morire . Ma Saulle disse : Ei non si farà morire alcuno in questo giorno ; perciocchè oggi il Signore ha fatta liberazione in Israele . E Samuele disse al popolo : Venite , andiamo in Ghilgal , e quivi rinnoviamo il reame . E tutto il popolo andò in Ghilgal , e quivi costituirono re Saulle , davanti al Signore , in Ghilgal ; quivi ancora , nel cospetto del Signore , sacrificarono sacrificii da render grazie . E Saulle , e tutti gli uomini d’ Israele , si rallegrarono quivi grandemente . ALLORA Samuele disse a tutto Israele : Ecco , io ho acconsentito alla vostra voce , in tutto ciò che voi mi avete detto ; e ho costituito un re sopra voi . E ora ecco , esso re cammina davanti a voi , ed io son diventato vecchio e canuto ; ecco , ancora i miei figliuoli son con voi . Or io son camminato davanti a voi , dalla mia giovanezza fino a questo giorno . Eccomi ; testificate contro a me , in presenza del Signore , e in presenza del suo Unto ; di cui ho io preso il bue ? di cui ho io preso l’ asino ? e chi ho io oppressato ? a cui ho io fatto storsione ? dalle cui mani ho io preso alcun prezzo di riscatto per nasconder gli occhi miei da lui ? Ed io ve ne farò restituzione . Ma essi dissero : Tu non ci hai oppressati , e non ci hai fatta storsione alcuna , e non hai preso nulla dalle mani d’ alcuno . Ed egli disse loro : Il Signore è testimonio contro a voi , il suo Unto è anche esso oggi testimonio , che voi non avete trovato nulla nelle mie mani . E il popolo disse : Sì , egli n’ è testimonio . Allora Samuele disse al popolo : Il Signore è quello che ordinò Mosè ed Aaronne , e che trasse i padri vostri fuor del paese di Egitto . Ma ora comparite qua , ed io contenderò in giudicio con voi , nel cospetto del Signore , intorno a tutte le opere giuste che il Signore ha fatte inverso voi , e inverso i vostri padri . Dopo che Giacobbe fu venuto in Egitto , i padri vostri gridarono al Signore ; e il Signore mandò Mosè ed Aaronne , i quali trassero i padri vostri fuor di Egitto , e li fecero abitare in questo luogo . Ma essi , dimenticando il Signore Iddio loro , egli li vendè in mano di Sisera , capitano dell’ esercito d’ Hasor , e in mano de’ Filistei , e in mano del re di Moab , i quali guerreggiarono contro a loro . Allora gridarono al Signore , e dissero : Noi abbiam peccato ; conciossiachè abbiamo abbandonato il Signore , e abbiam servito a’ Baali e ad Astarot ; ma ora riscuotici di mano de’ nostri nemici , e noi ti serviremo . E il Signore mandò Ierubbaal , e Bedan , e Iefte , e Samuele , e vi liberò di mano de’ vostri nemici di ogn’ intorno , e voi abitaste in sicurtà . Or voi , avendo veduto che Nahas , re dei figliuoli di Ammon , veniva contro a voi , mi avete detto : No ; anzi un re regnerà sopra noi ; benchè il Signore Iddio vostro fosse vostro re . Ora dunque , ecco il re che voi avete scelto , il quale avete chiesto ; ed ecco , il Signore ha costituito un re sopra voi . Se voi temete il Signore e gli servite , e ubbidite alla sua voce , e non siete ribelli alla bocca del Signore ; e voi , e il vostro re , che regna sopra voi , sarete dietro al Signore Iddio vostro . Ma , se voi non ubbidite alla voce del Signore , e siete ribelli alla sua bocca , la mano del Signore sarà contro a voi , come è stata contro a’ vostri padri . Fermatevi pure al presente ancora , e vedete questa gran cosa che il Signore farà davanti agli occhi vostri . Non è egli oggi la ricolta de’ grani ? io griderò al Signore , ed egli farà tonare e piovere ; acciocchè sappiate , e veggiate che il male , il qual voi avete commesso davanti al Signore , chiedendovi un re , è grande . Samuele adunque gridò al Signore ; e il Signore fece tonare e piovere in quel giorno ; laonde tutto il popolo temette grandemente il Signore e Samuele . E tutto il popolo disse a Samuele : Prega il Signore Iddio tuo per li tuoi servitori , che noi non muoiamo ; perciocchè noi abbiamo sopraggiunto a tutti i nostri peccati questo male , d’ averci chiesto un re . E Samuele disse al popolo : Non temiate ; voi avete commesso tutto questo male ; ma pur non vi rivolgete indietro dal Signore , anzi servite al Signore con tutto il cuor vostro . Non vi rivolgete pure indietro ; perciocchè voi andreste dietro a cose vane , le quali non possono giovare , nè liberare ; perciocchè son cose vane . Imperocchè il Signore , per amor del suo gran Nome , non abbandonerà il suo popolo ; conciossiachè sia piaciuto al Signore farvi suo popolo . Tolga anche da me Iddio , che io pecchi contro al Signore , e che io resti di pregar per voi ; anzi , io vi ammaestrerò nella buona e diritta via . Sol temete il Signore , e servitegli in verità , con tutto il cuor vostro ; perciocchè , guardate le gran cose ch’ egli ha operate inverso voi . Ma , se pur voi vi portate malvagiamente , e voi e il vostro re perirete . SAULLE avea regnato un anno , quando queste cose avvennero ; e poi , dopo aver regnato due anni sopra Israele , scelse tremila uomini d’ Israele ; de’ quali duemila stettero con lui in Micmas , e nel monte di Betel , e mille con Gionatan , in Ghibea di Beniamino ; e rimandò il rimanente del popolo , ciascuno alle sue stanze . E Gionatan percosse la guernigione de’ Filistei ch’ era nel colle ; e i Filistei l’ intesero . E Saulle fece sonar la tromba per tutto il paese , dicendo : Odano gli Ebrei . E tutto Israele udì dire : Saulle ha percossa la guernigione de’ Filistei , ed anche Israele è diventato abbominevole fra i Filistei . E il popolo fu adunato a grida in Ghilgal , per seguitare Saulle . I Filistei si adunarono anch’ essi per guerreggiare contro ad Israele , avendo trentamila carri , e seimila cavalieri , e della gente in moltitudine , come la rena che è in sul lito del mare . E salirono , e si accamparono in Micmas , verso l’ Oriente di Bet-aven . Ora gl’ Israeliti , veggendosi distretti , perciocchè il popolo era oppressato , si nascosero nelle spelonche , e per li greppi de’ monti , e nelle rupi , e nelle rocche , e nelle grotte . E gli altri Ebrei passarono di là dal Giordano al paese di Gad e di Galaad . E Saulle non si moveva di Ghilgal , e tutto il popolo che lo seguitava era impaurito . Ed egli aspettò sette giorni , secondo il termine posto da Samuele ; e Samuele non veniva in Ghilgal ; laonde il popolo si dispergeva d’ appresso a Saulle . Allora Saulle disse : Adducetemi l’ olocausto , e i sacrificii da render grazie . Ed egli offerse l’ olocausto . E , come egli forniva d’ offerir l’ olocausto , ecco , Samuele arrivò ; e Saulle gli uscì incontro , per salutarlo . Ma Samuele gli disse : Che hai fatto ? E Saulle gli rispose : Perciocchè io vedeva che il popolo si dispergeva d’ appresso a me , e che tu non venivi al termine posto de’ giorni , e che i Filistei erano adunati in Micmas , io dissi : I Filistei verranno ora contro a me in Ghilgal , ed io non ho supplicato al Signore ; laonde , dopo essermi rattenuto quant’ ho potuto , io ho offerto l’ olocausto . Allora Samuele disse a Saulle : Tu hai follemente fatto , non avendo osservato il comandamento del Signore Iddio tuo , il quale egli ti avea dato ; perciocchè il Signore avrebbe ora stabilito il tuo regno sopra Israele , in perpetuo . Ma ora il tuo regno non sarà stabile ; il Signore s’ è cercato un uomo secondo il cuor suo , il quale egli ha ordinato per conduttore sopra il suo popolo ; poichè tu non hai osservato quello che il Signore ti avea comandato . Poi Samuele si levò , e salì da Ghilgal in Ghibea di Beniamino . E Saulle fece la rassegna della gente che si ritrovava con lui , ch’ era d’ intorno a seicent’ uomini . Or Saulle , e Gionatan suo figliuolo , e il popolo che si ritrovava con loro , se ne stavano in Ghibea di Beniamino ; e i Filistei erano accampati in Micmas . E del campo de’ Filistei uscì della gente in tre schiere , da fare il guasto ; l’ una delle quali si voltò al cammino di Ofra , traendo verso il paese di Saulle ; l’ altra si voltò alla via di Bet-horon ; e la terza si voltò alla via del confine del paese che riguarda su la valle di Seboim , verso il deserto . Or non si trovava alcun fabbro in tutto il paese d’ Israele ; perciocchè i Filistei aveano detto : Provvediamo che gli Ebrei non facciano spade nè lance . E tutto Israele scendeva a’ Filistei , per aguzzare , chi il suo vomero , chi la sua zappa , chi la sua scure , chi la sua vanga . E si servivano di lime per le vanghe , e per le zappe , e per li tridenti , e per le scuri , e per acconciare fino ad un pungolo . Laonde , al giorno della battaglia , avvenne che non si trovò nè spada , nè lancia , nelle mani d’ alcuno del popolo ch’ era con Saulle e con Gionatan ; sol se ne trovò a Saulle , e a Gionatan , suo figliuolo . Poi la guernigione de’ Filistei uscì fuori verso il passo di Micmas . OR avvenne un dì che Gionatan , figliuolo di Saulle , disse al fante che portava le sue armi : Vieni , passiamo alla guernigione de’ Filistei , ch’ è di là . E non lo fece assapere a suo padre . E Saulle se ne stava all’ estremità del colle , sotto un melagrano ch’ era in Migron ; e la gente ch’ era con lui era d’ intorno a seicent’ uomini . Ed Ahia , figliuolo di Ahitub , fratello d’ Icabod , figliuolo di Finees , figliuolo d’ Eli , Sacerdote del Signore , in Silo , portava l’ Efod . E il popolo non sapeva che Gionatan fosse andato là . Ora , fra i passi , per li quali Gionatan cercava di passare alla guernigione de’ Filistei , v’ era una punta di rupe di qua , e un’ altra di là ; l’ una si chiamava Boses , e l’ altra Sene . L’ una di queste punte era posta dal lato settentrionale , dirincontro a Micmas ; e l’ altra dal lato meridionale , dirincontro a Ghibea . E Gionatan disse al fante che portava le sue armi : Vieni , passiamo alla guernigione di questi incirconcisi ; forse il Signore opererà per noi ; perciocchè niente può impedire il Signore di salvare , o con gente assai , o con poca . E colui che portava le sue armi gli rispose : Fa’ tutto quello che tu hai nell’ animo ; vacci pure ; eccomi teco a tua volontà . E Gionatan disse : Ecco , noi passiamo a quella gente ; se , quando noi ci mostreremo loro , ci dicono così : Aspettate , finchè siamo giunti a voi , noi staremo fermi , e non saliremo a loro ; ma , se ci dicono così : Salite a noi , noi vi saliremo ; perciocchè il Signore ce li avrà dati nelle mani . E ciò ce ne sarà il segno . Così amendue si mostrarono alla guernigione de’ Filistei ; e i Filistei dissero : Ecco , gli Ebrei escono fuor delle grotte , nelle quali si erano nascosti . E la gente della guernigione parlò a Gionatan , e a colui che portava le sue armi , e disse loro : Salite a noi , e noi vi faremo assapere qualche cosa . E Gionatan disse a colui che portava le sue armi : Sali dietro a me ; perciocchè il Signore li ha dati nelle mani d’ Israele . Gionatan adunque salì , aggrappandosi con le mani e co’ piedi ; e dietro a lui colui che portava le sue armi . E i Filistei caddero davanti a Gionatan , e colui che portava le sue armi non faceva altro che ammazzarli dietro a lui . E questa fu la prima sconfitta , nella quale Gionatan , e colui che portava le sue armi , percossero intorno a venti uomini , nello spazio d’ intorno alla metà d’ una bifolca di campo . E vi fu spavento nell’ oste , e nella campagna , e fra tutta la gente ; la guernigione anch’ essa , e quelli che facevano il guasto furono spaventati , e il paese fu commosso ; e questo fu come uno spavento mandato da Dio . E le guardie di Saulle che stavano alla veletta in Ghibea di Beniamino , riguardarono ; ed ecco , la moltitudine era in rotta , e fuggiva a calca . E Saulle disse al popolo ch’ era con lui : Deh ! fate la rassegna , e vedete chi è partito d’ appresso a noi . E , fatta la rassegna ecco , Gionatan , e colui che portava le sue armi , non v’ erano . E Saulle disse ad Ahia : Accosta l’ Arca di Dio ; perciocchè l’ Arca di Dio era in quel giorno co’ figliuoli d’ Israele . Ma , mentre Saulle parlava ancora al Sacerdote , il tumulto ch’ era nel campo de’ Filistei andava crescendo ; laonde Saulle disse al Sacerdote : Ritira la tua mano . E Saulle , e tutto il popolo ch’ era con lui , adunato a grida , vennero fino al luogo della battaglia ; ed ecco , la spada di ciascuno era volta contro al suo compagno , con grandissimo fracasso . Ora i Filistei aveano degli Ebrei con loro , come per addietro , i quali erano saliti , con loro alla guerra , dal paese d’ intorno . Costoro si giunsero anch’ essi con gl’ Israeliti , ch’ erano con Saulle e con Gionatan . Tutti gl’ Israeliti eziandio che s’ erano nascosti nel monte di Efraim , avendo udito che i Filistei fuggivano , li perseguitarono di presso , combattendo . E in quel giorno il Signore salvò Israele : e la battaglia passò oltre a Bet-aven . Ora in quel giorno gl’ Israeliti furono straccati ; perciocchè Saulle fece fare al popolo un giuramento con esecrazione , dicendo : Maledetto sia colui che mangerà cibo alcuno infino alla sera , finchè io mi sia vendicato de’ miei nemici . Perciò niuno del popolo assaggiò alcun cibo . Or tutto il popolo del paese venne in una selva , dove era del miele in su la campagna . E , come fu entrato nella selva , ecco del miele che colava ; ma non vi fu alcuno che si recasse la mano alla bocca ; perciocchè il popolo temeva del giuramento . Ma Gionatan non avea udito quando suo padre avea fatto giurare il popolo ; laonde stese la bacchetta ch’ egli avea in mano , e ne intinse la cima in un favo di miele , e si recò la mano alla bocca ; e i suoi occhi furono rischiarati . E uno del popolo gli fece motto , e disse : Tuo padre ha fatto espressamente giurare il popolo , dicendo : Maledetto sia colui che mangerà oggi alcun cibo ; perciò il popolo è stanco . E Gionatan disse : Mio padre ha turbato il paese ; deh ! vedete come gli occhi miei sono rischiarati , perchè io ho assaggiato un poco di questo miele . E quanto maggiore sarebbe stata la rotta de’ Filistei , se il popolo avesse mangiato a piena voglia della preda de’ suoi nemici ch’ egli ha trovata ? perciocchè ora quella non è stata grande . Il popolo adunque , avendo in quel giorno percossi i Filistei da Micmas fino in Aialon , fu grandemente stanco . Onde , voltosi alla preda , prese pecore , e buoi , e vitelli , e li scannò in terra ; e il popolo mangiava le carni col sangue . E ciò fu rapportato a Saulle , e gli fu detto : Ecco , il popolo pecca contro al Signore , mangiando le carni col sangue . Ed egli disse : Voi avete misfatto ; rotolate ora qua appresso di me una gran pietra . Poi Saulle disse : Andate qua e là fra il popolo , e dite loro che ciascuno meni qua appresso di me il suo bue , e la sua pecora ; e qui li scannerete , e mangerete , e non peccherete contro al Signore , mangiandoli col sangue . E ciascuno del popolo menò quella notte il suo bue con la mano , e lo scannò quivi . E Saulle edificò un altare al Signore . Questo fu il primo altare che Saulle edificò al Signore . Poi Saulle disse : Scendiamo dietro ai Filistei di notte , e saccheggiamoli fino allo schiarir della mattina , e non ne lasciamo scampare alcuno . E il popolo disse : Fa’ tutto ciò che ti piace . Ma il Sacerdote disse : Accostiamoci qua a Dio . Saulle adunque domandò Iddio , dicendo : Scenderò io dietro a’ Filistei ? li darai tu nelle mani d’ Israele ? Ma il Signore non gli diede alcuna risposta in quel dì . Laonde Saulle disse : Accostatevi qua tutte le comunità del popolo ; e sappiate , e vediate in che si è oggi commesso questo peccato . Perciocchè , come il Signore che salva Israele vive , avvegnachè quel peccato si trovi in Gionatan , mio figliuolo , egli del tutto ne morrà . E niuno di tutto il popolo gli rispose . Poi disse a tutto Israele : Voi , state da un lato , ed io e Gionatan , mio figliuolo , staremo dall’ altro . E il popolo disse a Saulle : Fa’ ciò che ti piace . E Saulle disse al Signore Iddio d’ Israele : Mostra chi è innocente . E Gionatan e Saulle furono presi ; e il popolo scampò . Poi Saulle disse : Traete la sorte fra me a Gionatan , mio figliuolo . E Gionatan fu preso . Allora Saulle disse a Gionatan : Dichiarami ciò che tu hai fatto . E Gionatan gliel dichiarò , e disse : Io di vero ho assaggiato con la cima della bacchetta ch’ io avea nella mano , un poco di miele ; eccomi , ho io da morire ? E Saulle disse : Così mi faccia Iddio , e così mi aggiunga , Gionatan , se tu del tutto non muori . Ma il popolo disse a Saulle : Gionatan , che ha fatta questa gran liberazione in Israele , morrebbe egli ? tolga Iddio che ciò avvenga . Come il Signore vive , non gli caderà pur un capello di testa in terra ; perciocchè egli ha operato oggi con l’ aiuto di Dio . Il popolo adunque riscosse Gionatan , sì che non morì . Poi Saulle se ne tornò dalla caccia dei Filistei ; e i Filistei se ne andarono al luogo loro . COSÌ Saulle , avendo preso il regno sopra Israele , guerreggiò contro a tutti i suoi nemici d’ ogn’ intorno ; contro a Moab , e contro a’ figliuoli di Ammon , e contro ad Edom , e contro ai re di Soba , e contro a’ Filistei ; dovunque egli si volgeva , vinceva . Fece ancora un esercito , e percosse Amalec , e riscosse Israele dalla mano di quelli che lo predavano . Ora i figliuoli di Saulle erano Gionatan , ed Isui , e Malchi-sua ; e delle sue due figliuole , la primogenita avea nome Merab , e la minore Mical . E il nome della moglie di Saulle era Ahinoam , figliuola di Ahimaas ; e il nome del capo del suo esercito era Abner , figliuolo di Ner , zio di Saulle . E Chis , padre di Saulle , e Ner , padre di Abner , erano figliuoli di Abiel . E tutto il tempo di Saulle vi fu aspra guerra contro a’ Filistei ; e Saulle accoglieva appresso di sè qualunque uomo prode , e qualunque persona di valore egli vedeva . OR Samuele disse a Saulle : Il Signore mi ha mandato per ungerti per re sopra il suo popolo , sopra Israele ; ora dunque ascolta la voce delle parole del Signore . Così dice il Signore degli eserciti : Io mi son rammemorato ciò che Amalec fece ad Israele , come egli se gli oppose tra via , quando egli salì fuor di Egitto . Ora va’ , e percuoti Amalec , e distruggete al modo dell’ interdetto tutto ciò che è suo ; e non risparmiarlo ; anzi fa’ morire uomini e donne , fanciulli e bambini di poppa , buoi e pecore , cammelli ed asini . Saulle adunque raunò il popolo , e ne fece la rassegna in Telaim , in numero di dugentomila uomini a piè , e di diecimila di Giuda . E Saulle venne fino alla città di Amalec , e pose agguati nella valle . E Saulle disse a’ Chenei : Andate , partitevi , scendete del mezzo degli Amalechiti ; che talora io non vi distrugga con loro ; avendo pur voi usata benignità inverso tutti i figliuoli d’ Israele , quando salirono fuor di Egitto . I Chenei adunque si partirono di mezzo gli Amalechiti . E Saulle percosse gli Amalechiti da Havila fino a Sur , che è a fronte all’ Egitto . E prese vivo Agag , re degli Amalechiti ; ma distrusse tutto il popolo al modo dell’ interdetto , mettendolo a fil di spada . E Saulle , e il popolo , risparmiarono Agag , e il meglio delle pecore , e i buoi appaiati , e i montoni , e tutto ciò ch’ era buono ; e non vollero distruggere queste cose ; ben distrussero ogni cosa vile e cattiva . Allora la parola del Signore fu indirizzata a Samuele , dicendo : Io mi pento d’ aver costituito re Saulle ; perciocchè egli si è rivolto indietro da me , e non ha messe ad esecuzione le mie parole . E Samuele ne fu molto cruccioso , e gridò al Signore tutta quella notte . Poi Samuele si levò la mattina , per andare incontro a Saulle . Ed egli fu rapportato e detto a Samuele : Saulle è venuto in Carmel ; ed ecco , egli si ha rizzato un trofeo ; poi se n’ è ritornato , ed è passato oltre , ed è disceso in Ghilgal . Samuele adunque venne a Saulle . E Saulle disse a Samuele : Sii tu benedetto appo il Signore ; io ho messa ad esecuzione la parola del Signore . E Samuele disse : Che belar di pecore dunque è questo che mi viene agli orecchi ? e che mugghiar di buoi è questo che io odo ? E Saulle disse : Queste bestie sono state menate dal paese degli Amalechiti ; perciocchè il popolo ha risparmiato il meglio delle pecore e de’ buoi , per farne sacrificio al Signore Iddio tuo ; ma abbiamo distrutto il rimanente al modo dell’ interdetto . E Samuele disse a Saulle : Permetti che io ti dichiari ciò che il Signore mi ha detto questa notte . Ed egli gli disse : Parla pure . E Samuele disse : Non è egli così , che , quando tu ti sei reputato piccolo , tu sei stato costituito capo delle tribù d’ Israele , e il Signore ti ha unto per re sopra Israele ? Ora il Signore ti avea mandato a questa impresa , e ti avea detto : Va’ , distruggi que’ peccatori , gli Amalechiti , e fa’ loro guerra finchè sieno consumati . Perchè dunque non hai tu ubbidito alla voce del Signore ? anzi ti sei rivolto alla preda , ed hai fatto ciò che dispiace al Signore ? E Saulle disse a Samuele : Io ho pure ubbidito alla voce del Signore , e sono andato all’ impresa , alla quale il Signore mi ha mandato , e ne ho menato Agag , re di Amalec , ed ho distrutti gli Amalechiti al modo dell’ interdetto . Ma il popolo ha preso , d’ infra la preda , buoi e pecore , il meglio dell’ interdetto , per farne sacrificio al Signore Iddio tuo , in Ghilgal . E Samuele disse : Il Signore ha egli a grado gli olocausti e i sacrificii , come che si ubbidisca alla sua voce ? Ecco , ubbidire val meglio che sacrificio ; e prestare attenzione val meglio che grasso di montoni . Perciocchè la ribellione è pari al peccato dell’ indovinare ; e il trasgredire è pari al peccato che si commette intorno agl’ idoli ed alle immagini . Perciocchè tu hai sdegnata la parola del Signore , egli altresì ha sdegnato te , acciocchè tu non sii più re . Allora Saulle disse a Samuele : Io ho peccato ; conciossiachè io abbia trasgredito il comandamento del Signore , e le tue parole ; perciocchè io temeva del popolo , onde io acconsentii a ciò ch’ egli disse . Ma ora , perdonami , ti prego , il mio peccato , e ritorna meco ; ed io adorerò il Signore . E Samuele disse a Saulle : Io non ritornerò teco ; perciocchè tu hai sdegnata la parola del Signore , e il Signore altresì ha sdegnato te , acciocchè tu non sii più re sopra Israele . E come Samuele si fu voltato per andarsene , Saulle prese il lembo del manto di esso , il quale si stracciò . E Samuele gli disse : Il Signore ha oggi stracciato d’ addosso a te il regno d’ Israele , e l’ ha dato ad un tuo prossimo , ch’ è miglior di te . Ed anche egli , che è la Vittoria d’ Israele , non mentirà , e non si pentirà ; perciocchè egli non è un uomo , per pentirsi . E Saulle disse : Io ho peccato : deh ! onorami ora in presenza degli Anziani del mio popolo , ed in presenza d’ Israele , e ritorna meco , ed io adorerò il Signore Iddio tuo . Samuele adunque se ne ritornò dietro a Saulle ; e Saulle adorò il Signore . Poi Samuele disse : Menatemi qua Agag , re di Amalec ; ed Agag se ne andò a lui con dilicatezze . Ed Agag diceva : Certo l’ amaritudine della morte è passata . Ma Samuele gli disse : Siccome la tua spada ha orbate le donne di figliuoli , così sarà tua madre orbata di figliuoli fra le donne . E Samuele fece squartare Agag nel cospetto del Signore , in Ghilgal . Poi Samuele se ne andò in Rama . E Saulle salì a casa sua in Ghibea di Saulle . E Samuele non vide più Saulle , fino al giorno della sua morte ; benchè Samuele facesse cordoglio di Saulle ; ma il Signore s’ era pentito d’ aver costituito Saulle re sopra Israele . E IL Signore disse a Samuele : Infino a quando farai tu cordoglio di Saulle ? conciossiachè io l’ abbia sdegnato , acciocchè non regni più sopra Israele . Empi il tuo corno d’ olio , e va’ ; io ti manderò ad Isai Betlehemita ; perciocchè io mi sono provveduto di un re d’ infra i suoi figliuoli . E Samuele disse : Come v’ andrò io ? se Saulle l’ intende , egli mi ucciderà . Ma il Signore gli disse : Prendi teco una giovenca e di’ : Io son venuto per far sacrificio al Signore . Ed invita Isai al convito del sacrificio ; ed io ti farò assapere ciò che tu avrai a fare , e tu mi ungerai colui ch’ io ti dirò . Samuele adunque fece quello che il Signore gli avea detto , e venne in Bet-lehem . E gli Anziani della città furono spaventati al suo incontro , e dissero : La tua venuta è ella per bene ? Ed egli disse : Sì , ella è per bene . Io son venuto per sacrificare al Signore : santificatevi , e venite meco al sacrificio . Fece ancora santificare Isai , e i suoi figliuoli , e li invitò al convito del sacrificio . Ora , come essi entravano , egli vide Eliab , e disse : Certo , l’ Unto del Signore è davanti a lui . Ma il Signore disse a Samuele : Non riguardare al suo aspetto , nè all’ altezza della sua statura ; perciocchè io l’ ho lasciato indietro ; conciossiachè il Signore non riguardi a ciò a che l’ uomo riguarda ; perchè l’ uomo riguarda a ciò che è davanti agli occhi , ma il Signore riguarda al cuore . Poi Isai chiamò Abinadab , e lo fece passare davanti a Samuele . Ma egli disse : Nè anche costui ha eletto il Signore . Poi Isai fece passare Samma ; ma Samuele disse : Nè anche costui ha eletto il Signore . Ed Isai fece passare i suoi sette figliuoli davanti a Samuele . Ma Samuele disse ad Isai : Il Signore non ha eletti costoro . E Samuele disse ad Isai : I giovani sono eglino tutti passati ? Ed Isai disse : Ei vi resta ancora il più piccolo , ma ecco , egli pastura la greggia . E Samuele disse ad Isai : Manda per lui ; perciocchè noi non ci metteremo a tavola , ch’ egli non sia venuto qua . Egli adunque mandò , e lo fece venire or egli era biondo , di bello sguardo , e di formoso aspetto . E il Signore disse a Samuele : Levati , ungilo ; perciocchè costui è desso . Samuele adunque prese il corno dell’ olio , e l’ unse in mezzo de’ suoi fratelli ; e lo Spirito del Signore da quel dì innanzi si avventò sopra Davide . Poi Samuele si levò , e se ne andò in Rama . E LO Spirito del Signore si partì da Saulle ; e lo spirito malvagio , mandato da Dio , lo turbava . Laonde i servitori di Saulle gli dissero : Ecco , ora lo spirito malvagio di Dio ti turba . Deh ! dica il nostro signore a’ suoi servitori che stanno davanti a lui , che cerchino un uomo che sappia sonare con la cetera ; e quando lo spirito malvagio di Dio sarà sopra te , egli sonerà con le sue mani , e tu ne sarai sollevato . E Saulle disse a’ suoi servitori : Deh ! provvedetemi di un uomo che suoni bene , e menatemelo . Ed uno de’ servitori rispose , e disse : Ecco , io ho veduto un figliuolo di Isai Betlehemita , il quale sa sonare , ed è uomo prode e valente , e guerriero , ed avveduto nel parlare , ed è un bell’ uomo , e il Signore è con lui . Saulle adunque mandò de’ messi ad Isai a dirgli : Mandami Davide , tuo figliuolo , che è appresso alla greggia . Ed Isai prese un asino carico di pane , e di un barile di vino , e d’ un capretto ; e lo mandò a Saulle , per Davide suo figliuolo . E Davide venne a Saulle , e stette davanti a lui . E Saulle l’ amò forte , e Davide fu suo scudiere . E Saulle mandò a dire ad Isai : Deh ! lascia che Davide stia davanti a me ; perciocchè egli mi è in grazia . Ora , quando lo spirito malvagio , mandato da Dio , era sopra Saulle , Davide pigliava la cetera , e ne sonava con la mano ; e Saulle n’ era sollevato , e ne stava meglio , e lo spirito malvagio si partiva da lui . OR i Filistei adunarono i lor campi in battaglia ; e , fatta lor massa in Soco , che è di Giuda , si accamparono fra Soco ed Azeca , all’ estremità di Dammin . E Saulle e gl’ Israeliti si adunarono anch’ essi , e si accamparono nella valle di Ela , ed ordinarono la battaglia contro ai Filistei . Ora , mentre i Filistei se ne stavano nell’ un de’ monti di qua , e gl’ Israeliti nell’ altro monte di là , la valle in mezzo fra loro , uscì del campo de’ Filistei un uomo , che si presentò nel mezzo fra i due campi , il cui nome era Goliat , da Gat ; alto di sei cubiti , e d’ una spanna . E avea in testa un elmo di rame , ed era armato d’ una corazza di rame a scaglie , il cui peso era di cinquemila sicli . Avea eziandio delle gambiere di rame in su le gambe , ed uno scudo di rame in mezzo delle spalle . E l’ asta della sua lancia era come un subbio di tessitore , e il ferro di essa era di seicento sicli ; e colui che portava il suo scudo gli andava davanti . Costui adunque si fermò , e gridò alle schiere ordinate d’ Israele , e disse loro : Perchè verreste voi in battaglia ordinata ? Non sono io il Filisteo , e voi servitori di Saulle ? scegliete un uomo d’ infra voi , il quale scenda a me . Se egli , combattendo meco , mi vince e mi percuote , noi vi saremo servi ; ma , se io lo vinco e lo percuoto , voi ci sarete servi , e ci servirete . E quel Filisteo diceva : Io ho oggi schernite le schiere d’ Israele , dicendo : Datemi un uomo , e noi combatteremo insieme . Ma Saulle e tutti gli Israeliti , avendo udite queste parole del Filisteo , furono spaventati , ed ebbero gran paura . Or Davide , figliuolo di quell’ uomo Efrateo , da Bet-lehem di Giuda , il cui nome era Isai costui avea otto figliuoli , ed al tempo di Saulle era già vecchio , e passava fra gli uomini onorati ; e i tre figliuoli maggiori d’ Isai erano andati dietro a Saulle alla guerra ; e i nomi dei tre figliuoli di esso ch’ erano andati alla guerra , erano Eliab , il primogenito , e Abinadab , il secondo , e Samma , il terzo ; e Davide era il minore ; e i tre maggiori seguitavano Saulle ; Davide , dico , di tempo in tempo tornava d’ appresso a Saulle , per pasturar la greggia di suo padre , in Bet-lehem . E quel Filisteo si faceva avanti mattina e sera ; e si presentò così quaranta giorni . Ed Isai disse a Davide , suo figliuolo : Or prendi questo efa di grano arrostito , e questi dieci pani , e portali a’ tuoi fratelli ; e recali loro prontamente nel campo . Porta eziandio al capitano del lor migliaio questi dieci caci di latte ; e visita i tuoi fratelli , per sapere se stanno bene , e prendi da loro qualche contrassegno . Or Saulle , ed essi , e tutti gl’ Israeliti erano nella valle di Ela , in battaglia contro a’ Filistei . Davide adunque si levò la mattina , e lasciò la greggia , alla cura del guardiano , e tolse quelle cose , e andò , come Isai gli avea comandato ; e giunse al procinto del campo ; e l’ esercito usciva fuori in ordinanza , e si sonava alla battaglia . E gl’ Israeliti ed i Filistei ordinarono la battaglia gli uni incontro agli altri . E Davide , rimessi i vaselli in mano del guardiano della salmeria , corse al luogo dove la battaglia era ordinata ; e , giuntovi , domandò i suoi fratelli se stavano bene . Ora , mentre egli parlava con loro , ecco , quell’ uomo che si presentava all’ abbattimento , il cui nome era Goliat il Filisteo , da Gat , si mosse d’ infra le schiere de’ Filistei , e proferì le medesime parole ; e Davide l’ udì . E tutti gl’ Israeliti , quando vedevano quell’ uomo , se ne fuggivano dal suo cospetto , ed aveano gran paura . E gl’ Israeliti dicevano : Avete voi veduto quell’ uomo che si fa avanti ? certo , egli si fa avanti per far vituperio ad Israele ; perciò , se alcuno lo percuote , il re lo farà grandemente ricco , e gli darà la sua figliuola , e farà franca la casa di suo padre in Israele . E Davide disse agli uomini che erano quivi presenti con lui : Che si farà egli a quell’ uomo che avrà percosso questo Filisteo , ed avrà tolto questo vituperio d’ addosso ad Israele ? perciocchè , chi è questo Filisteo incirconciso ch’ egli schernisca le schiere dell’ Iddio vivente ? E la gente gli disse quelle stesse cose , dicendo : Così si farà a quell’ uomo che l’ avrà percosso . Ed Eliab , fratel maggiore di Davide , udì ch’ egli parlava a quegli uomini ; laonde egli si accese nell’ ira contro ad esso , e disse : Perchè sei tu venuto qua ? ed a cui hai tu lasciate quelle poche pecore nel deserto ? io conosco il tuo orgoglio , e la malvagità del tuo cuore ; perciocchè tu sei venuto per veder la battaglia . Ma Davide disse : Che cosa ho io ora fatto ? queste non sono elleno parole ? E , rivoltosi d’ appresso a colui ad un altro , egli gli tenne i medesimi ragionamenti . E la gente gli fece la medesima risposta che gli era stata fatta prima . E le parole che Davide avea dette , furono udite , e furono rapportate in presenza di Saulle . Ed egli lo fece venire . E Davide disse a Saulle : Non caggia il cuore a niuno per cagion di colui ; il tuo servitore andrà , e combatterà contro a questo Filisteo . E Saulle disse a Davide : Tu non potresti andare contro a questo Filisteo , per combattere contro a lui ; perciocchè tu sei un fanciullo , ed egli è uomo di guerra fin dalla sua gioventù . E Davide disse a Saulle : Il tuo servitore pasturava la greggia di suo padre ; ed un leone , ed un’ altra volta un orso venne , e se ne portava via una pecora della greggia . Ed io uscii dietro a lui , e lo percossi , e riscossi la pecora dalla sua gola ; ed essendosi esso levato contro a me , io l’ afferrai per la barbozza , e lo percossi , e l’ ammazzai . Il tuo servitore adunque ha percosso un leone ed un orso ; e questo Filisteo incirconciso sarà come uno di essi ; perciocchè egli ha schernite le schiere ordinate dell’ Iddio vivente . Davide disse ancora : Il Signore che mi ha riscosso dalla branca del leone , e dalla zampa dell’ orso , esso mi riscoterà dalla mano di questo Filisteo . E Saulle disse a Davide : Va’ , e il Signore sia teco . E Saulle fece armar Davide delle sue armi , e gli mise un elmo di rame in testa , e lo fece armar d’ una corazza . Poi Davide cinse la spada di esso sopra le sue armi , e volle camminare con quelle ; perciocchè non avea mai provato . E Davide disse a Saulle : Io non posso camminar con queste armi ; perciocchè io non ho mai provato . E Davide se le tolse d’ addosso . E prese il suo bastone in mano , e si scelse dal torrente cinque pietre pulite , e le pose nel suo arnese da pastore , e nella tasca , avendo la sua frombola in mano . E così si accostò al Filisteo . Il Filisteo si mosse anch’ esso , e venne accostandosi a Davide ; e colui che portava il suo scudo andava davanti a lui . E quando il Filisteo ebbe riguardato , ed ebbe veduto Davide , lo sprezzò ; perciocchè egli era giovanetto , e biondo , e di bello sguardo . E il Filisteo disse a Davide : Sono io un cane , che tu vieni contro a me con bastoni ? E il Filisteo maledisse Davide per li suoi dii . Il Filisteo , oltre a ciò , disse a Davide : Vieni pure a me , ed io darò la tua carne agli uccelli del cielo , e alle bestie della campagna . Ma Davide disse al Filisteo : Tu vieni contro a me con ispada , e con lancia , e con iscudo ; ma io vengo contro a te nel Nome del Signore degli eserciti , dell’ Iddio delle schiere ordinate di Israele , il quale tu hai oltraggiato . Oggi il Signore ti darà nella mia mano , ed io ti percoterò , e ti spiccherò il capo ; e darò pur oggi i corpi morti del campo de’ Filistei agli uccelli del cielo , ed alle fiere della terra ; e tutta la terra conoscerà che Israele ha un Dio . E tutta questa moltitudine conoscerà che il Signore non salva con ispada , nè con lancia ; conciossiachè la battaglia sia del Signore , il quale vi darà nelle nostre mani . Ora , dopo che il Filisteo si fu mosso , egli veniva accostandosi incontro a Davide . E Davide corse prestamente anch’ esso al luogo dell’ abbattimento incontro al Filisteo . E Davide mise la mano a quel suo arnese , e ne prese una pietra , e , trattala con la frombola , percosse il Filisteo nella fronte ; e la pietra gli si ficcò nella fronte , ed egli cadde boccone a terra . Così Davide , con la frombola e con la pietra , vinse il Filisteo ; poi lo percosse , e l’ uccise . Or Davide , non avendo spada alcuna in mano , corse , e , fermatosi sopra il Filisteo , prese la spada di esso , e , trattala fuor del fodero , l’ ammazzò , e con essa gli spiccò la testa . Ed i Filistei , veduto che il lor valente campione era morto , si misero in fuga . E que’ d’ Israele e di Giuda si mossero , e con gran grida perseguitarono i Filistei fin nella valle , e fino alle porte di Ecron . Ed i Filistei caddero uccisi per la via di Saaraim , fino a Gat , e fino ad Ecron . Poi i figliuoli d’ Israele se ne ritornarono dalla caccia de’ Filistei , e predarono il lor campo . E Davide prese il capo del Filisteo , e lo portò in Gerusalemme , e pose l’ armi di esso nel suo Tabernacolo . Ora , quando Saulle vide che Davide usciva incontro al Filisteo , disse ad Abner , Capo dell’ esercito : Abner , di cui è figliuolo questo giovanetto ? E Abner rispose : Come vive l’ anima tua , o re , io nol so . E il re disse : Domanda di cui è figliuolo questo giovane . E , quando Davide fu ritornato da percuotere il Filisteo , Abner lo prese , e lo menò in presenza di Saulle , avendo egli la testa del Filisteo in mano . E Saulle gli disse : Di chi sei tu figliuolo , o giovanetto ? E Davide disse : Io son figliuolo d’ Isai Betlehemita , tuo servitore . ORA , come egli ebbe finito di parlare a Saulle , l’ anima di Gionatan fu legata all’ anima di esso , sì che Gionatan l’ amò come l’ anima sua . Ed in quel giorno , Saulle lo prese appresso di sè , e non gli permise più di ritornare a casa di suo padre . E Gionatan fece lega con Davide ; perciocchè egli l’ amava come l’ anima sua . E Gionatan si spogliò l’ ammanto ch’ egli avea indosso , e lo diede a Davide , co’ suoi vestimenti , fino alla sua spada , ed al suo arco , ed alla sua cintura . E Davide usciva fuori ; dovunque Saulle lo mandava , egli prosperava ; laonde Saulle lo costituì sopra un certo numero di gente di guerra ; ed egli fu grazioso a tutto il popolo , ed anche a’ servitori di Saulle . Or avvenne che , come essi venivano , ritornando Davide da pecuotere il Filisteo , le donne uscirono fuori di tutte le città d’ Israele , cantando , e menando danze incontro al re Saulle con tamburi , con allegrezza , e con canti di trionfo . E le donne che giocavano , cantavano a vicenda , e dicevano : Saulle ne ha percossi i suoi mille , E Davide i suoi diecimila . Laonde Saulle si adirò gravemente , e questa cosa gli dispiacque , e disse : Esse ne hanno dati a Davide diecimila , e a me ne hanno sol dati mille ; certo non gli manca altro che il reame . E da quel dì innanzi Saulle riguardava Davide di mal occhio . Ora il giorno seguente avvenne che lo spirito malvagio mandato da Dio si avventò sopra Saulle , onde egli facea atti da uomo forsennato in mezzo la casa ; e Davide sonava con le sue mani come per addietro , e Saulle avea una lancia in mano . E Saulle lanciò la lancia , e disse : Io conficcherò Davide nella parete . Ma Davide si stornò d’ innanzi a lui due volte . E Saulle temette per cagion di Davide ; perciocchè il Signore era con lui , e si era partito da Saulle . Laonde Saulle lo rimosse d’ appresso a sè , e lo costituì capitano di mille uomini ; ed egli andava e veniva davanti al popolo . Or Davide prosperava in tutte le sue imprese , e il Signore era con lui . E Saulle , veggendo ch’ egli prosperava grandemente , ebbe paura di lui . Ma tutto Israele e Giuda amava Davide ; perciocchè egli andava e veniva davanti a loro . E SAULLE disse a Davide : Ecco Merab , mia figliuola maggiore ; io te la darò per moglie ; siimi pur valoroso , e conduci le guerre del Signore . Or Saulle diceva : Non sia la mia mano sopra lui : ma sia la mano de’ Filistei sopra lui . E Davide disse a Saulle : Chi son io , e quale è la mia vita , e quale è la nazione di mio padre in Israele , che io sia genero del re ? Or avvenne che al tempo che Merab , figliuola di Saulle , si dovea dare a Davide , fu data per moglie ad Adriel Meholatita . Ma Mical , figliuola di Saulle , amava Davide ; il che fu rapportato a Saulle , e la cosa gli piacque . E Saulle disse : Io gliela darò , acciocchè gli sia per laccio , e che la mano de’ Filistei sia sopra lui . Saulle adunque disse a Davide : Tu sarai oggi mio genero per amendue . E Saulle comandò a’ suoi servitori di parlare in segreto a Davide , e dirgli : Ecco , il re ti gradisce , e tutti i suoi servitori ti amano ; ora adunque sii genero del re . I servitori di Saulle adunque ridissero queste parole a Davide . Ma Davide disse : Parvi egli cosa leggiera d’ esser genero del re , essendo io uomo povero e vile ? Ed i servitori di Saulle gliel rapportarono , dicendo : Davide ha dette tali cose . E Saulle disse : Dite così a Davide : Il re non vuol dote , ma cento prepuzii de’ Filistei , acciocchè sia fatta vendetta de’ suoi nemici . Or Saulle pensava di far cader Davide nelle mani de’ Filistei . I suoi servitori adunque rapportarono queste parole a Davide ; e la cosa piacque a Davide , per esser genero del re . Ora , avanti che i giorni fossero compiuti , Davide si levò , ed andò con la sua gente , e percosse dugent’ uomini de’ Filistei e portò i lor prepuzii , onde il numero compiuto fu consegnato al re , acciocchè egli potesse esser genero del re . E Saulle gli diede Mical , sua figliuola , per moglie . E Saulle vide e conobbe che il Signore era con Davide ; e Mical , figliuola di esso , l’ amava . Laonde Saulle continuò di temere di Davide vie maggiormente ; e fu sempre suo nemico . Or i capitani de’ Filistei uscirono fuori in guerra ; e dacchè furono usciti , Davide prosperò più che tutti gli altri servitori di Saulle ; onde il suo nome fu in grande stima . E SAULLE parlò a Gionatan , suo figliuolo , ed a tutti i suoi servitori , di far morir Davide . Ma Gionatan , figliuolo di Saulle , voleva gran bene a Davide ; laonde Gionatan dichiarò la cosa a Davide , dicendo : Saulle , mio padre , cerca di farti morire ; ora dunque guardati , ti prego , domattina , e tienti in alcun luogo occulto , e nasconditi . Ed io , stando allato a mio padre , uscirò fuori al campo ove tu sarai , e parlerò di te a mio padre ; e se io scorgo alcuna cosa , io te la farò sapere . Gionatan adunque parlò a Saulle , suo padre , di Davide , in bene ; e gli disse : Il re non voglia già peccare contro al suo servitore , contro a Davide ; perciocchè egli non ha peccato contro a te ; ed anche perchè i suoi fatti ti sono stati grandemente utili ; ed egli ha messa la vita sua a rischio , e ha percosso il Filisteo , e il Signore ha operata per lui una gran liberazione a tutto Israele ; tu l’ hai veduto , e te ne sei rallegrato ; perchè dunque peccheresti contro al sangue innocente , facendo morir Davide senza ragione ? E Saulle attese alle parole di Gionatan , e giurò : Come il Signore vive , egli non sarà fatto morire . Allora Gionatan chiamò Davide , e gli riferì tutte queste parole . Poi Gionatan menò Davide a Saulle , ed egli stette al suo servigio , come per addietro . Or vi fu di nuovo guerra ; e Davide uscì , e combattè contro a’ Filistei , e li percosse d’ una grande sconfitta , ed essi fuggirono d’ innanzi a lui . POI lo spirito malvagio , mandato dal Signore , fu sopra Saulle ; ed egli sedeva in casa sua , avendo una lancia in mano ; e Davide sonava con la mano . E Saulle cercava di conficcar Davide nella parete con la lancia ; ma Davide sfuggì d’ innanzi a Saulle , e la lancia diè nella parete . E Davide se ne fuggì , e scampò quella notte . E Saulle mandò de’ messi alla casa di Davide , per guardarlo , e per farlo morire la mattina ; ma Mical , moglie di Davide , gliel dichiarò , dicendo : Se tu non iscampi la vita tua questa notte , domani tu sarai fatto morire . E Mical calò giù Davide per una finestra ; ed egli se ne andò , e se ne fuggì , e scampò . Poi Mical prese una statua , e la pose nel letto , e le mise in capo un cappuccio di pel di capra , e la coperse con una coverta . E Saulle mandò de’ messi per pigliar Davide . Ed ella disse : Egli è malato . E Saulle rimandò i messi per invitar Davide , dicendo : Portatemelo nel letto , acciocchè io lo faccia morire . Ed i messi vennero ; ed ecco , una statua era nel letto , sopra il cui capo v’ era un cappuccio di pel di capra . E Saulle disse a Mical : Perchè mi hai tu così ingannato , ed hai lasciato andare il mio nemico , sì ch’ egli è scampato ? E Mical disse a Saulle : Egli mi disse : Lasciami andare ; perchè t’ ucciderei io ? Davide adunque se ne fuggì , e scampò , e venne a Samuele in Rama , e gli raccontò ciò che Saulle gli avea fatto . Poi , egli e Samuele andarono , e stettero in Naiot . E ciò fu rapportato a Saulle , e gli fu detto : Ecco , Davide è in Naiot , ch’ è in Rama . E Saulle mandò de’ messi per pigliar Davide , i quali videro una raunanza di profeti che profetizzavano , e Samuele era quivi presente , e presiedeva . E lo Spirito di Dio fu sopra i messi di Saulle , e profetizzarono anch’ essi . E ciò essendo rapportato a Saulle , egli vi mandò altri messi ; ma profetizzarono anch’ essi . E Saulle continuò a mandarvi de’ messi per la terza volta ; ma profetizzarono anch’ essi . Laonde egli stesso andò in Rama ; e , giunto alla gran grotta , ch’ è in Secu , domandò , e disse : Ove è Samuele , e Davide ? E gli fu detto : Ecco , sono in Naiot , ch’ è in Rama . Egli adunque andò là in Naiot , ch’ è in Rama ; e lo Spirito di Dio fu eziandio sopra lui ; talchè , camminando , andava profetizzando , finchè fu arrivato in Naiot , ch’ è in Rama . E spogliò anch’ egli i suoi vestimenti , e profetizzò anch’ egli nella presenza di Samuele , e giacque in terra così spogliato tutto quel giorno , e tutta quella notte . Perciò si disse : È Saulle anch’ egli fra i profeti ? POI Davide se ne fuggì di Naiot , ch’ è in Rama , e venne a Gionatan , e gli disse in faccia : Che ho io fatto ? quale è la mia iniquità , e quale è il mio peccato inverso tuo padre , ch’ egli cerca di tormi la vita ? E Gionatan gli disse : Tolga ciò Iddio ; tu non morrai ; ecco , mio padre non suol far cosa alcuna , nè piccola nè grande , ch’ egli non me ne faccia motto . E perchè mi avrebbe mio padre celato questa cosa ? questo non è . Ma Davide replicò , giurando , e disse : Tuo padre sa molto bene che io sono in grazia tua ; e perciò egli avrà detto : Gionatan non sappia nulla di questo , che talora egli non se ne conturbi . Ma pure , come vive il Signore , e come l’ anima tua vive , non v’ è se non un passo fra me e la morte . E Gionatan disse a Davide : Che desidera l’ anima tua , ed io tel farò ? E Davide disse a Gionatan : Ecco , domani è la nuova luna , nel qual giorno io soglio seder col re a mangiare ; lasciami dunque andare , ed io mi nasconderò per la campagna fino alla sera del terzo giorno . Se pur tuo padre domanda di me , di’ : Davide mi ha istantemente richiesto di poter andar correndo in Bet-lehem , sua città ; perciocchè tutta la sua nazione fa quivi un sacrificio solenne . Se egli allora dice così : Bene sta ; e’ va bene per lo tuo servitore ; ma , se pur si adira , sappi che il male è determinato da parte sua . Usa adunque benignità inverso il tuo servitore , poichè tu hai fatto entrare il tuo servitore teco in una lega giurata per lo Nome del Signore ; e se pur vi è iniquità in me , fammi morir tu ; e perchè mi meneresti a tuo padre ? E Gionatan gli disse : Tolga ciò Iddio da te ; perciocchè , se io so che il male sia determinato da parte di mio padre , per fartelo venire addosso , non te lo farò io sapere ? E Davide disse a Gionatan : Chi me lo rapporterà , se pur tuo padre ti fa qualche aspra risposta ? E Gionatan disse a Davide : Vieni , usciamo fuori alla campagna . E uscirono amendue fuori alla campagna . Allora Gionatan disse a Davide : O Signore Iddio d’ Israele , quando domani , o posdomani , intorno a quest’ ora , io avrò tentato mio padre , ed ecco , egli sarà di buon animo inverso Davide , se allora , o Davide , io non mando a fartelo sapere , così faccia il Signore a Gionatan , e così gli aggiunga . Ma , se piace a mio padre farti male , io te lo farò sapere , e ti lascerò andare , e tu te ne andrai in pace ; e sia il Signore teco , come egli è stato con mio padre . E se pure io sono ancora in vita , non userai tu inverso me la benignità del Signore , sì che io non muoia ? E non farai tu che la tua benignità non venga giammai in perpetuo meno inverso la casa mia , nè anche quando il Signore distruggerà ciascuno de’ nemici di Davide d’ in su la terra ? Gionatan adunque fece lega con la casa di Davide ; ma il Signore domandò conto a’ nemici di Davide . Gionatan ancora scongiurò Davide per l’ amore che gli portava ; perciocchè egli l’ amava come l’ anima sua . Poi Gionatan gli disse : Domani è nuova luna ; e tu sarai domandato ; perciocchè il tuo seggio sarà vuoto . Or aspetta fino al terzo giorno ; poi scendi prestamente , e vieni al luogo , nel quale tu ti nascondesti in quel dì d’ opera ; e dimora presso alla pietra che mostra il cammino . Ed io tirerò tre saette allato ad essa , come se io le tirassi ad un bersaglio . Ed ecco , io manderò il mio garzone , dicendogli : Va’ , trova le saette . Allora , se dico al garzone : Ecco , le saette son di qua da te ; prendile , e vientene ; perciocchè i fatti tuoi staranno bene , e non vi sarà nulla ; sì , come vive il Signore . Ma , se io dico al garzone : Ecco , le saette son di là da te ; vattene , perciocchè il Signore ti manda via . Ora , intorno al ragionamento che abbiamo tenuto insieme , tu ed io , ecco , il Signore ne è testimonio fra me e te , in perpetuo . Davide adunque si nascose nel campo ; e , venuto il giorno della nuova luna , il re si pose a sedere a tavola per mangiare . Il re adunque si pose a sedere in su la sua sedia , come l’ altre volte , cioè : in su la sedia d’ appresso alla parete ; e Gionatan si levò , ed Abner si pose a sedere allato a Saulle , e il luogo di Davide era vuoto . E Saulle non disse nulla in quel giorno ; perciocchè diceva fra sè stesso : Questo è qualche accidente , onde egli non è netto ; di certo egli non è netto . Ora il giorno appresso la nuova luna , ch’ era il secondo , il luogo di Davide era ancora vuoto ; e Saulle disse a Gionatan , suo figliuolo : Perchè non è venuto il figliuolo d’ Isai a mangiare , nè ieri , nè oggi ? E Gionatan rispose a Saulle : Davide mi ha istantemente richiesto che io lo lasciassi andare fino in Bet-lehem . E mi ha detto : Deh ! lasciami andare ; perciocchè noi facciamo un sacrificio della nostra nazione nella città ; e il mio fratello istesso mi ha comandato che io ci andassi ; ora dunque , se io sono in grazia tua , lascia , ti prego , che io fugga , e visiti i miei fratelli ; perciò egli non è venuto alla tavola del re . Allora l’ ira di Saulle si accese contro a Gionatan ; ed egli gli disse : O figliuolo di madre perversa e ribelle , non so bene io che tu tieni la parte del figliuol d’ Isai , a tua vergogna , ed a vergogna della tua vituperosa madre ? Perciocchè tutto il tempo che il figliuolo d’ Isai viverà in su la terra , non sarai stabilito , nè tu , nè il tuo reame . Ora dunque , manda per esso , e fammelo venire ; perciocchè convien ch’ egli muoia . E Gionatan rispose a Saulle , suo padre , e gli disse : Perchè sarebbe egli fatto morire ? che ha egli fatto ? E Saulle lanciò la sua lancia contro a lui , per ferirlo . Allora Gionatan conobbe ch’ era cosa determinata da suo padre di far morire Davide . Ed egli si levò da tavola acceso nell’ ira ; e quel secondo giorno della nuova luna non mangiò cibo alcuno ; perciocchè egli era addolorato per cagion di Davide , e perchè suo padre gli avea fatto vituperio . La mattina seguente adunque Gionatan uscì fuori alla campagna , al tempo ch’ egli avea assegnato a Davide , avendo seco un piccolo garzone . Ed egli disse al suo garzone : Corri , trova ora le saette che io trarrò . E il garzone corse , e Gionatan tirò le saette , per passar di là da esso . E , come il garzone fu giunto al segno , al quale Gionatan avea tratte le saette , Gionatan gridò dietro a lui , e disse : Le saette non sono elleno di là da te ? E Gionatan gridava dietro al garzone : Va’ prestamente , affrettati , non restare . E il garzone di Gionatan raccolse le saette , e se ne venne al suo padrone . Così il garzone non seppe nulla del fatto . Davide solo e Gionatan lo sapevano . E Gionatan diede i suoi arnesi a quel suo garzone , e gli disse : Vattene , portali nella città . Come il garzone se ne fu andato , Davide si levò dal lato del Mezzodì ; e , gittatosi a terra in su la sua faccia , s’ inchinò per tre volte ; poi essi si baciarono l’ un l’ altro , e piansero l’ un con l’ altro ; e Davide fece un grandissimo pianto . Poi Gionatan disse a Davide : Vattene in pace ; conciossiachè abbiamo giurato amendue l’ uno all’ altro , nel Nome del Signore , dicendo : Il Signore sia testimonio fra me e te , e fra la mia progenie e la tua , in perpetuo . Davide adunque si levò su , e se ne andò . E Gionatan se ne ritornò nella città . OR Davide venne in Nob , al Sacerdote Ahimelec ; ed Ahimelec fu spaventato del suo incontro , e gli disse : Perchè sei tu solo , e non v’ è alcuno teco ? E Davide disse al Sacerdote Ahimelec : Il re m’ ha comandato qualche cosa , e m’ ha detto : Niuno sappia nulla di ciò perchè io ti mando , e di ciò che t’ ho ordinato . E , quant’ è a’ miei fanti , io li ho assegnati a trovarsi in un certo luogo . Ora dunque , che hai a mano ? dammi cinque pani , o ciò che tu potrai . E il Sacerdote rispose a Davide , e disse : Io non ho a mano alcun pan comune , ma bene ho del pane sacro ; i fanti si sono eglino almen guardati da donne ? E Davide rispose al Sacerdote , e gli disse : Anzi le donne sono state appartate da noi dall’ altro ieri che io partii ; e gli arnesi de’ fanti già erano santi ; benchè il nostro viaggio sia per affare che non è sacro ; quanto più adunque sarà oggi quel pane tenuto santamente fra i nostri arnesi ? Il Sacerdote adunque gli diè del pane sacro ; perciocchè quivi non era altro pane che i pani di presenza , ch’ erano stati levati d’ innanzi al Signore , per mettervi de’ pani caldi , il giorno stesso che quelli si erano levati . Or in quel dì un uomo de’ servitori di Saulle , il cui nome era Doeg , Idumeo , il principale de’ mandriani di Saulle , era quivi rattenuto davanti al Signore . E Davide disse ad Ahimelec : Non hai tu qui a mano alcuna lancia o spada ? perciocchè io non ho presa meco nè la mia spada , nè le mie armi ; perchè l’ affare del re premeva . E il Sacerdote rispose : Io ho la spada di Goliat Filisteo , il qual tu percotesti nella valle di Ela ; ecco , ella è involta in un drappo dietro all’ Efod ; se tu te la vuoi pigliare , pigliala ; perciocchè qui non ve n’ è alcuna altra , se non quella . E Davide disse : Non ve n’ è alcuna pari ; dammela . Allora Davide si levò , e in quel giorno se ne fuggì d’ innanzi a Saulle , e venne ad Achis , re di Gat . E i servitori di Achis gli dissero : Non è costui Davide , re del paese ? Non è egli costui , del quale si cantava nelle danze , dicendo : Saulle ne ha percossi i suoi mille , E Davide i suoi diecimila ? E Davide si mise queste parole nel cuore , e temette grandemente di Achis , re di Gat . Ed egli si contraffece in lor presenza , e s’ infinse pazzo fra le lor mani ; e segnava gli usci della porta , e si scombavava la barba . Ed Achis disse a’ suoi servitori : Ecco , voi vedete un uomo insensato ; perchè me l’ avete voi menato ? Mi mancano forse insensati , che voi mi avete menato costui , per far l’ insensato appresso di me ? entrerebbe costui in casa mia ? Or Davide si partì di là , e si salvò nella spelonca di Adullam ; il che come i suoi fratelli , e tutta la famiglia di suo padre , ebbero inteso , discesero a lui . E tutte le persone ch’ erano in distretta , ed indebitate , e ch’ erano in amaritudine d’ animo , si adunarono appresso di lui , ed egli fu lor capitano ; e si trovarono con lui intorno a quattrocent’ uomini . E di là Davide andò in Mispa di Moab ; e disse al re di Moab : Deh ! lascia che mio padre , e mia madre , vadano e vengano fra voi , finchè io sappia ciò che Iddio farà di me . Egli adunque li menò davanti al re di Moab ; ed essi dimorarono con lui tutto il tempo che Davide fu in quella fortezza . Or il profeta Gad disse a Davide : Non dimorare in questa fortezza ; vattene , ed entra nel paese di Giuda . Davide adunque si partì di là , e se ne venne nella selva di Heret . E SAULLE intese che Davide , con la sua gente , era stato riconosciuto . Or Saulle sedeva in Ghibea , sotto al bosco di diletto , ch’ è in Rama , avendo la sua lancia in mano , e tutti i suoi servitori gli stavano d’ intorno . E Saulle disse a’ suoi servitori che gli stavano d’ intorno : Deh ! ascoltate , uomini Beniaminiti : Il figliuolo d’ Isai vi darà egli pure a tutti de’ campi e delle vigne ? vi costituirà egli tutti capitani di migliaia , e capitani di centinaia ? Conciossiachè vi siate tutti congiurati contro a me , e non vi sia alcuno che mi abbia fatto motto come il mio figliuolo ha fatto lega col figliuolo d’ Isai ; e non vi sia alcun di voi a cui dolga di me , e che mi scopra cosa alcuna ; perciocchè il mio figliuolo ha fatto levare contro a me il mio servitore , acciocchè egli m’ insidii , come egli fa oggi . Allora Doeg Idumeo , il quale era costituito sopra i servitori di Saulle , rispose , e disse : Io vidi il figliuolo d’ Isai ch’ era venuto in Nob , ad Ahimelec , figliuolo di Ahitub ; il quale domandò il Signore per lui , e gli diè della vittuaglia , e anche gli diede la spada di Goliat Filisteo . Allora il re mandò a chiamare Ahimelec , figliuolo di Ahitub , sacerdote , e tutta la famiglia del padre di esso , cioè : i sacerdoti ch’ erano in Nob . Ed essi tutti vennero al re . E Saulle disse : Ascolta ora , figliuolo di Ahitub . Ed Ahimelec rispose : Eccomi , signor mio . E Saulle disse : Perchè vi siete congiurati contro a me , tu e il figliuolo d’ Isai ? conciossiachè tu gli abbi dato del pane ed una spada , ed abbia domandato Iddio per lui , acciocchè egli si levi contro a me , per pormi insidie , come egli fa oggi . Ed Ahimelec rispose al re , e disse : E chi è , fra tutti i tuoi servitori , pari a Davide , leale , e genero del re , e che va e viene secondo che tu gli comandi , ed è onorato in casa tua ? Ho io cominciato oggi a domandare Iddio per lui ? tolga ciò Iddio da me ; non apponga il re cosa alcuna al suo servitore , nè a tutta la famiglia di mio padre ; perciocchè il tuo servitore non sa cosa alcuna , nè piccola nè grande , di tutto questo . E il re disse : Per certo tu morrai , Ahimelec , insieme con tutta la famiglia di tuo padre . E il re disse a’ sergenti che gli stavano d’ intorno : Volgetevi , ed uccidete i sacerdoti del Signore ; perciocchè anch’ essi tengono mano con Davide ; ed avendo saputo ch’ egli fuggiva , non me l’ hanno fatto sapere . Ma i servitori del re non vollero metter le mani ad avventarsi sopra i sacerdoti del Signore . E il re disse a Doeg : Volgiti tu , ed avventati sopra questi sacerdoti . E Doeg Idumeo , rivoltosi , si avventò sopra i sacerdoti , ed uccise in quel dì ottantacinque uomini che portavano l’ Efod di lino . Poi Saulle percosse Nob , città de’ sacerdoti , mettendo a fil di spada uomini e donne , fanciulli e bambini di poppa ; mise eziandio a fil di spada buoi , asini e pecore . Ma pure uno de’ figliuoli di Ahimelec , figliuolo di Ahitub , il cui nome era Ebiatar , scampò , e se ne fuggì dietro a Davide . Ed Ebiatar rapportò a Davide come Saulle avea uccisi i sacerdoti del Signore . E Davide disse ad Ebiatar : Io pensai bene in quel dì , che , essendo quivi Doeg Idumeo , egli per certo rapporterebbe il fatto a Saulle ; io sono stato cagione della morte di tutti quelli della famiglia di tuo padre . Dimora meco , non temere ; chi cercherà di tormi la vita , cercherà ancora di torla a te : perciocchè tu sarai in buona guardia appresso di me . OR egli fu rapportano e detto a Davide : Ecco , i Filistei fanno guerra a Cheila e rubano le aie . E Davide domandò il Signore , dicendo : Andrò io , e percoterò que’ Filistei ? E il Signore disse a Davide : Va’ , e tu percoterai i Filistei , e libererai Cheila . E la gente di Davide gli disse : Ecco , noi , essendo qui in Guida , abbiamo paura ; quanto più , se andiamo in Cheila , ove sono le schiere de’ Filistei ? E Davide domandò di nuovo il Signore . E il Signore gli rispose , e disse : Levati , scendi in Cheila ; perciocchè io darò i Filistei in man tua . Davide adunque andò , con la sua gente , in Cheila , e combattè contro a’ Filistei , e ne menò il lor bestiame , e li percosse d’ una grande sconfitta ; e liberò gli abitanti di Cheila . Or avvenne , quando Ebiatar , figliuolo di Ahimelec , fuggì a Davide in Cheila , che l’ Efod gli cadde nelle mani . E fu rapportato a Saulle , che Davide era venuto in Cheila . E Saulle disse : Iddio me lo ha dato nelle mani ; conciossiachè egli si sia venuto a rinchiudere in una città che ha porte e sbarre . Saulle adunque con bando pubblico adunò tutto il popolo , per andare alla guerra , e per iscendere in Cheila , ed assediar Davide e la sua gente . Ma Davide , avendo saputo che Saulle gli macchinava questo male , disse al sacerdote Ebiatar : Accosta l’ Efod . Poi Davide disse : O Signore Iddio d’ Israele , il tuo servitore ha inteso per certo che Saulle cerca di venire in Cheila , per guastar la città per cagion mia . Que’ di Cheila mi daranno essi nelle sue mani ? Saulle scenderà egli , come il tuo servitore ha inteso ? Deh ! Signore Iddio d’ Israele , dichiaralo al tuo servitore . E il Signore rispose : Egli scenderà . Davide disse ancora : Quei di Cheila daranno essi me , e la mia gente , nelle mani di Saulle ? E il Signore rispose : Sì , essi ti ci daranno . Davide adunque , e la sua gente , ch’ era d’ intorno a seicent’ uomini , si levarono , e uscirono di Cheila , e andarono qua e là dovunque si abbattevano d’ andare . E fu rapportato a Saulle che Davide era scampato di Cheila ; laonde egli restò d’ uscir fuori . E Davide stette nel deserto , in luoghi forti ; poi dimorò in un monte nel deserto di Zif . E Saulle lo cercava tutto dì , ma Iddio non glielo diede nelle mani . E Davide stava a mirare , quando Saulle usciva per cercar la sua vita . Ora , mentre Davide era nel deserto di Zif , nelle selva , Gionatan , figliuolo di Saulle , si levò e andò a Davide nella selva , e lo confortò in Dio ; e gli disse : Non temere ; perchè la mano di Saulle , mio padre , non ti giungerà ; e tu regnerai sopra Israele , ed io sarò il secondo dopo te ; e anche Saulle , mio padre , sa che così avverrà . Fecero adunque amendue lega insieme davanti al Signore ; e Davide dimorò nella selva , e Gionatan se ne andò a casa sua . Or gli Zifei salirono a Saulle in Ghibea , dicendo : Davide non si nasconde egli appresso di noi nelle fortezze che son nella selva , nel colle di Hachila ch’ è dal lato meridionale del deserto ? Ora dunque , o re , vieni pure ad ogni tua volontà ; ed a noi starà di metterlo nelle mani del re . E Saulle disse loro : Benedetti siate voi appo il Signore , conciossiachè abbiate avuta compassione di me . Deh ! andate , accertatevi ancora , e sappiate , e vedete il luogo dove egli si sarà fermato , e chi ce l’ ha veduto ; perciocchè mi è stato detto ch’ egli usa astuzia in ogni cosa . Vedete adunque , e sappiate in qual luogo egli è , fra tutti i nascondimenti dove egli si suol nascondere ; poi tornate a me , sapendo la cosa di certo , ed io andrò con voi ; e se pure egli è nel paese , io lo ricercherò per tutte le migliaia di Giuda . Essi adunque si levarono , e andarono in Zif , davanti a Saulle ; ma Davide era con la sua gente , nel deserto di Maon , nella pianura ch’ è dalla parte meridionale del deserto . E Saulle , con la sua gente , andò per cercarlo . Ma , la cosa essendo stata rapportata a Davide , egli scese dalla rocca , e dimorò ancora nel deserto di Maon . E Saulle , avendolo inteso , perseguitò Davide nel deserto di Maon . E Saulle camminava da uno de’ lati del monte di qua ; e Davide e la sua gente dall’ altro de’ lati di là . E Davide si affrettava a camminare , per salvarsi d’ innanzi a Saulle ; ma Saulle e la sua gente intorniavano Davide per pigliarli . Allora un messo venne a Saulle , a dirgli : Affrettati , e vieni ; perciocchè i Filistei sono scorsi dentro al paese . Laonde Saulle se ne ritornò indietro da perseguitar Davide , e andò incontro ai Filistei ; perciò a quel luogo fu posto nome : Il sasso delle separazioni . POI Davide salì di là , e dimorò nelle fortezze di En-ghedi . E , come Saulle fu ritornato di dietro a’ Filistei , gli fu rapportato e detto : Ecco , Davide è nel deserto di En-ghedi . Allora Saulle prese tremila uomini scelti d’ infra tutto Israele , e andò per cercar Davide e la sua gente , su per le rupi delle camozze . E , giunto alle mandre delle pecore , in su la via ov’ è una spelonca , Saulle entrò per fare i suoi bisogni naturali ; e Davide e la sua gente erano assettati nel fondo della spelonca . E la gente di Davide gli disse : Ecco il giorno che il Signore ti ha detto : Ecco io ti do il tuo nemico nelle mani , e tu gli farai come ti piacerà . Allora Davide si levò , e pianamente tagliò il lembo dell’ ammanto di Saulle . E , dopo questo , il cuore battè a Davide , perchè egli avea tagliato il lembo dell’ ammanto di Saulle . E disse alla sua gente : Tolga il Signore da me che io faccia questo al mio signore , all’ Unto del Signore , che io gli metta la mano addosso ; conciossiachè egli sia l’ Unto del Signore . E Davide , con parole , stolse da ciò la sua gente , e non le permise di levarsi contro a Saulle . E Saulle , levatosi dalla spelonca , se ne andava a suo cammino . E Davide si levò , e uscì fuori della spelonca , e gridò dietro a Saulle , dicendo : O re , mio signore . E Saulle riguardò dietro a sè . E Davide s’ inchinò con la faccia verso terra , e si prostese . E Davide disse a Saulle : Perchè attendi alle parole delle genti che dicono : Ecco , Davide procaccia il tuo male ? Ecco , pur oggi , gli occhi tuoi veggono che il Signore ti avea oggi dato in mano mia , nella spelonca , ed alcuno parlò di ucciderti ; ma la mia mano ti ha risparmiato ; ed io ho detto : Io non metterò la mano addosso al mio signore ; perciocchè egli è l’ Unto del Signore . Ora , padre mio , vedi , vedi pure il lembo del tuo ammanto che io ho in mano mia ; e poichè , quando io tagliai il lembo del tuo ammanto , non ti uccisi , sappi e vedi che nella mia mano non vi è male , nè misfatto alcuno , e che io non ho peccato contro a te ; e pur tu vai a caccia della vita mia , per tormela . Il Signore giudichi fra me e te , e il Signore mi vendichi di te ; ma io non metterò la mia mano sopra te . Come dice il proverbio degli antichi : L’ empietà proceda dagli empi ; ma io non metterò la mia mano sopra te . Dietro a cui è uscito il re di Israele ? chi vai tu perseguitando ? un can morto , una pulce . Il Signore adunque sia giudice , e giudichi fra me e te , e vegga e mantenga la mia causa , e mi faccia ragione , riscotendomi dalla tua mano . E , quando Davide ebbe fornito di dire queste parole a Saulle , Saulle disse : È questa la tua voce , Davide , figliuol mio ? E alzò la voce , e pianse . E disse a Davide : Tu sei più giusto di me ; perciocchè tu mi hai renduto bene per male ; là dove io ti ho renduto male per bene . E tu mi hai oggi fatto conoscere come tu sei sempre proceduto bene inverso me ; conciossiachè il Signore mi avesse messo nelle tue mani ; e pur tu non mi hai ucciso . E , se alcuno trovasse il suo nemico , lo lascerebbe egli andare benignamente ? Il Signore adunque ti renda del bene in iscambio di ciò che tu mi hai oggi fatto . Ed ora , ecco , io so che per certo tu regnerai , e che il regno di Israele sarà fermo nelle tue mani . Ora dunque giurami per lo Signore , che tu non distruggerai la mia progenie dopo me , e che tu non isterminerai il mio nome dalla famiglia di mio padre . E Davide giurò a Saulle . Poi Saulle se ne andò a casa sua . E Davide e la sua gente salirono alla fortezza . POI morì Samuele , e tutti gl’ Israeliti si adunarono , e ne fecero cordoglio , e lo seppellirono nella sua casa in Rama . E Davide si levò , e andò nel deserto di Paran . Or v’ era un uomo in Maon , le cui facoltà erano in Carmel , ed era uomo molto possente , ed avea tremila pecore , e mille capre ; ed era in Carmel tosando le sue pecore . E il nome di quell’ uomo era Nabel , e il nome della sua moglie Abigail , la quale era donna di buon senno e bella ; ma quell’ uomo era aspro e di male affare , ed era del legnaggio di Caleb . Or Davide intese nel deserto che Nabal tosava le sue pecore . E mandò dieci fanti , e disse loro : Salite in Carmel , ed andate a Nabal , e salutatelo a nome mio . E dite : Possa tu fare il medesimo l’ anno vegnente , in questa stessa stagione , essendo tu , e la casa tua , e tutto il tuo , in prospero stato . Ora io ho inteso che tu hai i tonditori ; or i tuoi pastori sono stati con noi , e noi non abbiamo fatto loro alcuno oltraggio , e non si è trovato mancar loro nulla , tutto il tempo che sono stati in Carmel . Domandane i tuoi servitori , ed essi te lo diranno . Trovino adunque questi giovani grazia appo te ; conciossiachè noi siamo venuti in un buon giorno ; deh ! da’ a’ tuoi servitori , ed a Davide , tuo figliuolo , ciò che ti verrà a mano . E i servitori di Davide vennero , e parlarono a Nabal , a nome di Davide , secondo tutte quelle parole ; poi si tacquero . Ma Nabal rispose a’ servitori di Davide , e disse : Chi è Davide ? e chi è il figliuolo d’ Isai ? oggi molti sono i servi che si dipartono da’ lor signori . Prenderei io il mio pane , e la mia acqua , e le carni che ho ammazzate per li miei tonditori , e le darei ad uomini , de’ quali io non so onde si sieno ? Ed i fanti di Davide si rivolsero al lor cammino , e ritornarono , e vennero , e rapportarono a Davide tutte quelle parole . Allora Davide disse alla sua gente : Cingasi ognun di voi la sua spada . Davide si cinse anch’ egli la sua ; e salirono dietro a Davide intorno a quattrocent’ uomini ; e dugento ne restarono presso agli arnesi . Or uno de’ servitori rapportò la cosa ad Abigail , moglie di Nabal , dicendo : Ecco , Davide ha mandati de’ messi dal deserto , per salutare il nostro padrone ; ed egli li ha scacciati . E pur quella gente ci è stata grandemente buona , e non abbiamo ricevuto alcuno oltraggio , e non ci siamo trovati mancar nulla , in tutto il tempo che siamo andati attorno con loro , mentre eravamo per la campagna . Essi sono stati un muro d’ intorno a noi , di notte e di giorno , tutto il tempo che siamo stati con loro , pasturando le gregge . Or dunque sappi , e vedi ciò che tu hai a fare ; perciocchè il male è determinato contro al nostro padrone , e contro a tutta la sua casa ; ed egli è uomo di tanto male affare , che non se gli può parlare . Allora Abigail prese prestamente dugento pani , e due barili di vino , e cinque castroni apparecchiati , e cinque moggi di grano arrostito , e cento mazzuoli d’ uva secca , e dugento fiscelle di fichi secchi , e mise tutto ciò sopra degli asini . Poi disse a’ suoi servitori : Passate davanti a me ; ecco , io vengo dietro a voi ; e non lo fece sapere a Nabal , suo marito . Ora , cavalcando un asino , e scendendo per lo coperto del monte , ecco Davide e la sua gente che le venivano incontro ; ed ella si abbattè in loro . Or Davide avea detto : Certo indarno ho io guardato tutto ciò che costui avea nel deserto , talchè non gli è mancato nulla di tutto il suo ; ed egli mi ha renduto male per bene . Così faccia Iddio a’ nemici di Davide , e così aggiunga , se , fra qui e domattina , allo schiarir del dì , io lascio in vita di tutto ciò che gli appartiene , anche solo un bambino . E , quando Abigail ebbe veduto Davide , smontò prestamente dall’ asino , e si gittò boccone in terra davanti a Davide , e si prostese . E , gittataglisi a’ piedi , disse : Signor mio , sia questa iniquità sopra me ; deh ! lascia pur che la tua servente parli in tua presenza , e ascolta le parole della tua servente . Deh ! non ponga il mio signore mente a quest’ uomo tristo , a Nabal ; perciocchè egli è tale , quale è il suo nome ; il nome suo è Nabal , e follia è appo lui ; or io , tua servente , non vidi i fanti del mio signore , i quali tu mandasti . Or dunque , signore mio , come il Signore vive , e l’ anima tua vive , il Signore ti ha divietato di venire a spargimento di sangue , e di farti ragione con le tue mani . Or dunque , sieno i tuoi nemici , e quelli che procacciano male al mio signore , simili a Nabal . E ora , ecco questo presente , il quale la tua servente ha portato al mio signore , acciocchè sia dato a’ fanti che sono al seguito del mio signore . Deh ! perdona alla tua servente il suo misfatto ; conciossiachè il Signore per certo farà una casa stabile al mio signore ; perciocchè il mio signore guerreggia le guerre del Signore , e giammai a’ tuoi dì non è stata trovata malvagità alcuna in te . E , benchè gli uomini si sieno mossi per perseguitarti , e per cercar la vita tua , pur la vita del mio signore sarà legata nel fascetto della vita appo il Signore Iddio tuo ; ma egli caccerà fuori l’ anima de’ tuoi nemici , come di mezzo del cavo d’ una frombola . Ed avverrà che , quando il Signore avrà fatto al mio signore secondo tutto ciò ch’ egli ti ha promesso di bene , e ti avrà ordinato conduttore sopra Israele , allora il mio signore non avrà questo intoppo , nè questo sturbo d’ animo , di avere sparso il sangue senza cagione , e di aversi fatto ragione da sè stesso ; e quando il Signore avrà fatto del bene al mio signore , tu ti ricorderai della tua servente . E Davide disse ad Abigail : Benedetto sia il Signore Iddio d’ Israele , il quale oggi ti ha mandata ad incontrarmi . Benedetto sia il tuo senno , e benedetta sii tu , che mi hai oggi impedito di venire a spargimento di sangue , e di farmi ragione con le mie mani . Certo , come il Signore Iddio d’ Israele , che mi ha impedito di farti alcun male , vive , se tu non ti fossi affrettata a venirmi incontro , non sarebbe restato in vita a Nabal , fra qui e domattina , allo schiarir del dì , pure un piccolo fanciullo . E Davide prese dalla mano di essa ciò che gli avea portato , e le disse : Vattene in pace a casa tua ; vedi , io ho esaudita la tua voce , ed ho avuto rispetto a te . Ed Abigail venne a Nabal ; ed ecco , egli faceva un convito in casa sua , simile ad un convito reale : ed avea il cuore allegro , ed era ebbro fuor di modo ; laonde ella non gli dichiarò cosa alcuna , nè piccola nè grande , fino alla mattina allo schiarir del dì . Ma , la mattina seguente , quando Nabal fu disebbriato , la sua moglie gli raccontò tutte queste cose ; e il cuore gli si tramortì in corpo , ed egli diventò come una pietra . Ed intorno a dieci giorni appresso , il Signore percosse Nabal , ed egli morì . E , quando Davide ebbe udito che Nabal era morto , disse : Benedetto sia il Signore , il quale mi ha fatto ragione del vituperio fattomi da Nabal , ed ha rattenuto il suo servitore da far male ; ed ha fatta ritornare in sul capo di Nabal la sua malvagità . Poi Davide mandò a parlare ad Abigail , per prendersela per moglie . Ed i servitori di Davide vennero ad Abigail , in Carmel , e le parlarono , e le dissero : Davide ci ha mandati a te , per prenderti per sua moglie . Allora ella si levò , e s’ inchinò con la faccia verso terra , e disse : Eccoti la tua servente per serva , da lavare i piedi de’ servitori del mio signore . Poi Abigail si levò prestamente , e montò sopra un asino , avendo al suo seguito cinque sue serventi ; e andò dietro a’ servitori di Davide , e gli fu moglie . Davide prese ancora Ahinoam , da Izreel ; e tutte due gli furono mogli . E Saulle diede Mical , sua figliuola , moglie di Davide , a Palti , figliuolo di Lais , ch’ era da Gallim . OR gli Zifei vennero a Saulle , in Ghibea , dicendo : Davide non si tiene egli nascosto nel colle di Hachila , a fronte al deserto ? E Saulle si levò su , e scese nel deserto di Zif , avendo seco tremila uomini scelti d’ Israele , per cercar Davide nel deserto di Zif . E Saulle si accampò nel colle di Hachila , ch’ è a fronte al deserto , in su la via . E Davide , dimorando nel deserto , si avvide che Saulle veniva nel deserto per perseguitarlo ; e mandò delle spie , e seppe per certo che Saulle era venuto . Allora Davide si levò , e venne al luogo dove Saulle era accampato , e vide il luogo dove giaceva Saulle , ed Abner , figliuolo di Ner , capo dell’ esercito di esso . Or Saulle giaceva dentro al recinto , e il popolo era accampato d’ intorno a lui . E Davide fece motto ad Abimelec Hitteo , e ad Abisai , figliuolo di Seruia , fratello di Ioab , dicendo : Chi scenderà meco a Saulle , nel campo ? E Abisai disse : Io scenderò teco . Davide adunque , ed Abisai , vennero di notte al popolo . Ed ecco , Saulle giaceva dormendo dentro al recinto , e la sua lancia era fitta in terra presso a lui dal capo ; ed Abner e il popolo giacevano d’ intorno a lui . Allora Abisai disse a Davide : Oggi ti ha Iddio messo il tuo nemico nelle mani ; ora dunque lascia , ti prego , che io lo conficchi in terra con la lancia d’ un sol colpo , e non raddoppierò il colpo . Ma Davide disse ad Abisai : Non ammazzarlo ; perciocchè , chi sarà innocente , avendo messa la mano addosso all’ Unto del Signore ? Davide disse ancora : Come il Signore vive , io nol farò ; anzi , o il Signore lo percoterà ; ovvero , il suo giorno verrà , e morrà ; ovvero , scenderà in battaglia , e perirà . Tolga il Signore da me che io metta la mano addosso all’ Unto del Signore ; ma ora prendi , ti prego , questa lancia ch’ è presso a lui dal capo , e il vaso dell’ acqua , e andiamocene . Davide adunque prese la lancia , e il vaso dell’ acqua , che era presso a Saulle dal capo di esso ; poi se ne andarono amendue ; e niuno il vide , e niuno lo scorse , e niuno si risvegliò ; perciocchè tutti dormivano ; perchè era loro caduto addosso un profondo sonno mandato dal Signore . E Davide passò all’ altro lato , e si fermò in su la sommità del monte da lungi , talchè vi era un grande spazio fra lui e il campo di Saulle . E gridò al popolo e ad Abner , figliuolo di Ner , dicendo : Non rispondi , Abner ? E Abner rispose , e disse : Chi sei tu , che gridi al re ? E Davide disse ad Abner : Non sei tu un valent’ uomo ? e chi è pari a te in Israele ? perchè dunque non hai tu guardato il re , tuo signore ? perciocchè alcuno del popolo è venuto per ammazzare il re , tuo signore . Questo che tu hai fatto non istà bene ; come il Signore vive , voi siete degni di morte ; conciossiachè voi non abbiate fatta buona guardia al vostro signore , all’ Unto del Signore . Vedi pure ora , dove è la lancia del re , e il vaso dell’ acqua ch’ era presso a lui dal capo ? E Saulle riconobbe la voce di Davide , e disse : È questa la tua voce , figliuol mio Davide ? E Davide rispose : Sì , o re , mio signore , è la mia voce . Poi disse : Perchè perseguita il mio signore il suo servitore ? perciocchè , che ho io fatto ? e qual male vi è egli nella mia mano ? Ora dunque , ascolti pure il re , mio signore , le parole del suo servitore . Se pure il Signore è quello che t’ incita contro a me , siagli la tua offerta accettevole ; ma , se sono gli uomini , sieno essi maledetti davanti al Signore ; conciossiachè essi mi abbiano oggi scacciato , acciocchè io non mi tenga congiunto con l’ eredità del Signore , dicendo : Va’ , servi ad altri dii . Ma ora non caggia il mio sangue in terra senza che il Signore vegga ; conciossiachè il re d’ Israele sia uscito per cercare una pulce , come se perseguitasse una pernice su per li monti . Allora Saulle disse : Io ho peccato ; ritornatene , figliuol mio Davide ; perciocchè io non ti farò più male alcuno , poichè l’ anima mia ti è oggi stata preziosa ; ecco , io ho follemente fatto , ed ho molto gravemente errato . E Davide rispose , e disse : Ecco la lancia del re ; passi qua uno de’ fanti , e piglila . E renda il Signore a ciascuno secondo la sua giustizia e la sua lealtà ; conciossiachè il Signore ti avesse oggi messo nelle mie mani , e pure io non ho voluto metter la mano sopra l’ Unto del Signore . Or ecco , siccome la vita tua è stata oggi in grande stima appo me , così sarà la vita mia in grande stima appo il Signore , ed egli mi riscoterà d’ ogni tribolazione . E Saulle disse a Davide : Benedetto sii tu , figliuol mio Davide : per certo tu verrai a capo de’ fatti tuoi , ed anche vincerai . Poi Davide se ne andò a suo cammino , e Saulle ritornò al suo luogo . OR Davide disse fra sè stesso : Ecco , un giorno io perirò per le mani di Saulle ; non vi è nulla di meglio per me , se non che io scampi affatto nel paese de’ Filistei ; talchè Saulle , se pur continua a cercarmi per tutte le contrade d’ Israele , perda ogni speranza di me ; così scamperò dalla sua mano . Davide adunque si levò , e passò , con seicent’ uomini ch’ egli avea seco , ad Achis , figliuolo di Maoc , re di Gat . E Davide dimorò con Achis in Gat , insieme con la sua gente , ciascuno con la sua famiglia . Davide vi era con le sue due mogli Ahinoam Izreelita , e Abigail , ch’ era stata moglie di Nabal da Carmel . Or egli fu rapportato a Saulle che Davide era fuggito in Gat ; laonde egli non continuò più a cercarlo . E Davide disse ad Achis : Deh ! se io sono in grazia tua , siami data stanza in una delle città della campagna , acciocchè io vi dimori ; e perchè dimorerebbe il tuo servitore teco nella città reale ? Ed Achis gli diede in quel dì Siclag ; perciò Siclag è restata ai re di Giuda infino a questo giorno . Or lo spazio del tempo che Davide dimorò nelle contrade de’ Filistei , fu un anno e quattro mesi . E Davide saliva con la sua gente , e faceva delle correrie nel paese de’ Ghesurei , e de’ Ghirzei , e degli Amalechiti ; perciocchè quelle nazioni abitavano nel lor paese , da Sur fino al paese di Egitto . E Davide percoteva il paese , e non lasciava in vita nè uomo , nè donna ; e pigliava pecore , e buoi , ed asini , e cammelli e vestimenti ; poi se ne ritornava , e veniva ad Achis . E Achis diceva : Dove siete oggi scorsi ? E Davide diceva : Sopra la contrada meridionale di Giuda , sopra la contrada meridionale de’ Ierameeliti , e sopra la contrada meridionale de’ Chenei . Ma Davide non lasciava in vita nè uomo , nè donna , per menarli in Gat ; perciocchè diceva : Ei si convien provvedere che non facciano alcun rapporto contro a noi , dicendo : Così ha fatto Davide . E tal fu il suo costume tutto il tempo ch’ egli dimorò nelle contrade de’ Filistei . Ed Achis credeva a Davide , e diceva : Egli si è renduto del tutto abbominevole ad Israele , suo popolo ; per ciò , egli mi sarà servitore in perpetuo . OR avvenne in que’ dì che i Filistei adunarono i lor campi in una massa di esercito per guerreggiare contro ad Israele . Ed Achis disse a Davide : Sappi pure che tu e la tua gente uscirete meco alla guerra . E Davide disse ad Achis : Tu conoscerai adunque ciò che il tuo servitore farà . Ed Achis disse a Davide : Ed io adunque ti costituirò guardia della mia persona in perpetuo . Or Samuele era morto , e tutti gl’ Israeliti ne aveano fatto cordoglio , e l’ aveano seppellito in Rama , nella sua città . Or Saulle avea tolti via dal paese quelli che aveano lo spirito di Pitone e gl’ indovini . Essendosi adunque i Filistei adunati , vennero , e si accamparono in Sunem ; Saulle adunò anch’ egli tutto Israele , e si accamparono in Ghilboa . E Saulle , veduto il campo de’ Filistei , ebbe paura , e il cuor suo fu grandemente spaventato . E Saulle domandò il Signore . Ma il Signore non gli rispose , nè per sogni , nè per Urim , nè per profeti . Laonde Saulle disse a’ suoi servitori : Cercatemi una donna che abbia uno spirito di Pitone acciocchè io vada da lei , e la domandi . Ed i suoi servitori gli dissero : Ecco , in En-dor vi è una donna che ha uno spirito di Pitone . E Saulle mutò abito , e si travestì , e se ne andò con due uomini seco . E , giunti a quella donna di notte , Saulle le disse : Deh ! indovinami per lo spirito di Pitone , e fammi salir fuori colui che io ti dirò . E quella donna gli disse : Ecco , tu sai ciò che Saulle ha fatto , come egli ha sterminati dal paese quelli che aveano lo spirito di Pitone , e gl’ indovini ; perchè dunque ti metti a tendere un laccio alla mia vita , per farmi morire ? Ma Saulle le giurò per lo Signore , dicendo : Come il Signore vive , niente ti avverrà in pena di questo fatto . La donna adunque gli disse : Chi ti farò io salir fuori ? E Saulle disse : Fammi salir fuori Samuele . E , quando la donna ebbe veduto Samuele , sclamò con gran voce , e disse a Saulle : Perchè mi hai ingannata ? conciossiachè tu sii Saulle . Ma il re le disse : Non temere ; ma pure che hai tu veduto ? E la donna disse a Saulle : Io ho veduto un Angelo che sale fuor della terra . Ed egli disse : Qual’ è la sua forma ? Ed ella disse : Ei sale fuori un uomo vecchio , il quale è avvolto di un mantello . E Saulle riconobbe ch’ era Samuele ; e s’ inchinò con la faccia in terra , e gli fece riverenza . E Samuele disse a Saulle : Perchè mi hai tu inquietato , facendomi salir fuori ? E Saulle disse : Io son grandemente distretto ; perciocchè i Filistei guerreggiano contro a me , e Iddio si è partito da me , e non mi risponde più , nè per profeti , nè per sogni ; perciò ti ho chiamato , acciocchè tu mi dichiari ciò che ho da fare . E Samuele disse : E perchè domandi me , poichè il Signore si è partito da te , e ti è diventato nemico ? Or il Signore ha fatto come egli ne avea parlato per me ; ed ha stracciato il regno d’ infra le tue mani , e l’ ha dato a Davide , tuo famigliare . Perciocchè tu non ubbidisti alla voce del Signore , e non mettesti ad esecuzione l’ ira sua accesa contro ad Amalec ; perciò il Signore ti ha oggi fatto questo . E il Signore darà eziandio Israele nelle mani de’ Filistei ; e domani , tu , e i tuoi figliuoli , sarete meco ; il Signore darà eziandio il campo d’ Israele nelle mani de’ Filistei . Allora Saulle cadde subitamente di tutta la sua lunghezza a terra , ed ebbe gran paura per le parole di Samuele ; ed oltre a ciò , non vi era in lui alcuna forza ; perciocchè non avea mangiato alcun cibo in tutto quel giorno , nè in tutta quella notte . E quella donna venne a Saulle , e veggendo ch’ egli era forte turbato , gli disse : Ecco , la tua servente ha acconsentito alla tua voce , ed io ho messa la vita mia a rischio , e ho ubbidito alle parole che tu mi hai dette . Ora dunque , ascolta , ti prego , altresì ciò che ti dirà la tua servente ; e lascia che io ti metta una fetta di pane davanti , e mangia , e tu avrai un poco di forza , quando tu ti rimetterai in cammino . Ed egli lo rifiutò , e disse : Io non mangerò . Ma i suoi servitori , e anche quella donna , lo strinsero ; talchè egli acconsentì al dir loro ; e , levatosi da terra , si pose a sedere sopra un letto . Or quella donna avea un vitello stiato in casa , il quale ella prestamente ammazzò ; prese eziandio della farina , e l’ intrise , e ne cosse de’ pani azzimi ; e recò quelle cose davanti a Saulle , e davanti a’ suoi servitori . Ed essi mangiarono ; poi si levarono , e andarono via quella stessa notte . OR i Filistei adunarono tutti i lor campi in Afec ; e gl’ Israeliti erano accampati presso alla fonte ch’ è in Izreel . E i principati de’ Filistei passarono a cento a cento , e a mille a mille ; e Davide , con la sua gente , passò nella retroguardia con Achis . E i capitani de’ Filistei dissero : Che fanno qui questi Ebrei ? Ed Achis disse a’ capitani de’ Filistei : Non è costui Davide , servitore di Saulle re d’ Israele , il quale è stato meco già un anno e più ; ed in cui non ho trovato nulla , dal giorno ch’ egli si è rivoltato da parte mia fino ad oggi ? Ma i capitani de’ Filistei si adirarono contro a lui , e gli dissero : Rimanda quest’ uomo , e ritorni al luogo suo , ove tu l’ hai costituito , e non iscenda con noi alla battaglia ; che talora non si rivolti contro a noi nella battaglia ; perciocchè , con che potrebbe costui racquistarsi la grazia del suo signore ? non sarebbe egli con le teste di questi uomini ? Non è costui quel Davide , del quale si cantava nelle danze , dicendo : Saulle ne ha percossi i suoi mille , E Davide i suoi diecimila ? Allora Achis chiamò Davide , e gli disse : Come il Signore vive , tu sei uomo diritto , e il tuo andare e venire meco nel campo mi è piaciuto ; perciocchè io non ho trovato in te alcun male , dal dì che tu venisti a me fino ad oggi ; ma tu non piaci a’ principi . Ora dunque , ritornatene , e vattene in pace , e non fare una cosa che dispiacerebbe a’ principi de’ Filistei . E Davide disse ad Achis : Ma pure che ho fatto ? e che hai trovato nel tuo servitore , dal dì che io sono stato al tuo servigio infino ad oggi , che io non debba andare a combattere contro a’ nemici del re , mio signore ? Ed Achis rispose , e disse a Davide : Io il so ; conciossiachè tu mi piaccia , come un angelo di Dio ; ma i capitani de’ Filistei hanno detto : Non salga costui con noi alla battaglia . Ora dunque , levati domattina a buon’ ora , insieme co’ servitori del tuo signore che son venuti teco ; ed in su lo schiarir del dì , levatevi , e andatevene . Davide adunque si levò la mattina seguente a buon’ ora , insieme con la sua gente , per andarsene , e per ritornar nel paese de’ Filistei . E i Filistei salirono in Izreel . ORA , tre giorni appresso , Davide essendo ritornato in Siclag con la sua gente , trovò che gli Amalechiti erano scorsi verso il Mezzodì , e in Siclag , e che aveano percossa Siclag , e l’ aveano arsa col fuoco ; ed aveano menate prigioni le donne che vi erano dentro , e tutte le persone dal maggiore al minore ; ma non aveano ucciso alcuno , anzi li aveano menati tutti via , e se ne erano andati a lor cammino . Come dunque Davide , con la sua gente , fu venuto nella città , ecco , essa era arsa col fuoco ; e le lor mogli , e i lor figliuoli , e le lor figliuole , erano state menate prigioni . Laonde Davide , e la gente ch’ era con lui , alzò la voce , e pianse , finchè non ebbero più potere di piangere . Le due mogli di Davide , Ahinoam Izreelita , e Abigail ch’ era stata moglie di Nabal da Carmel , erano anch’ esse state menate prigioni . E Davide era grandemente distretto ; perciocchè il popolo parlava di lapidarlo ; perchè tutto il popolo era in amaritudine d’ animo , ciascuno per li suoi figliuoli e per le sue figliuole ; ma Davide si fortificò nel Signore Iddio suo ; e disse al sacerdote Ebiatar , figliuolo di Ahimelec : Deh ! accostami l’ Efod . Ed Ebiatar accostò l’ Efod a Davide . E Davide domandò il Signore , dicendo : Perseguiterò io quegli scherani ? li raggiungerò io ? E il Signore gli disse : Perseguitali pure ; perciocchè per certo tu li raggiungerai , e riscoterai ogni cosa . Davide adunque andò co’ seicent’ uomini ch’ egli avea seco ; e , quando furono giunti al torrente di Besor , una parte di essi restò quivi . E Davide , con quattrocent’ uomini , perseguitò coloro ; e dugento ne restarono , i quali erano tanto stanchi , che non poterono passare il torrente di Besor . Or essi trovarono un uomo Egizio per la campagna , e lo menarono a Davide , e gli diedero del pane , ed egli mangiò ; poi gli diedero a ber dell’ acqua . Gli diedero ancora un pezzo d’ una massa di fichi secchi , e due grappoli d’ uva secca ; ed egli mangiò , e lo spirito gli rivenne ; perciocchè egli non avea mangiato pane , nè bevuta acqua , da tre giorni , e da tre notti . E Davide gli disse : Di cui sei tu ? e d’ onde sei tu ? Ed egli disse : Io sono un garzone Egizio , servo di un Amalechita ; e il mio padrone mi ha lasciato , perciocchè io infermai oggi ha tre giorni . Noi siamo scorsi nella contrada meridionale de’ Cheretei , e nel paese di Giuda , e nella contrada meridionale di Caleb , e abbiamo arsa Siclag col fuoco . E Davide gli disse : Mi condurresti tu a quegli scherani ? Ed egli gli disse : Giurami per Iddio che tu non mi farai morire , e che tu non mi darai in mano del mio padrone , ed io ti condurrò a quegli scherani . Colui adunque ve lo condusse ; ed ecco , essi erano sparsi senza guardia su per tutta quella contrada , mangiando e bevendo , e facendo festa di tutta la gran preda che aveano portata dal paese de’ Filistei , e dal paese di Giuda . E Davide li percosse dal vespro infino alla sera del giorno seguente ; e non ne scampò alcuno , se non quattrocento giovani , i quali montarono sopra de’ cammelli , e fuggirono . E Davide riscosse tutto quello che gli Amalechiti aveano preso ; riscosse eziandio le sue due mogli . E non mancò loro alcuno , nè piccolo , nè grande , nè figliuolo , nè figliuola , nè robe , nè cosa veruna che avessero loro presa . Davide ricoverò tutto . Davide prese eziandio tutto il bestiame , piccolo e grosso , il qual fu condotto davanti a quelle gregge . E si diceva : Questa è la preda di Davide . Poi Davide venne a que’ dugent’ uomini , ch’ erano stati tanto stanchi , che non erano potuti andar dietro a lui ; onde egli li avea fatti rimanere al torrente di Besor ; ed essi uscirono incontro a Davide , e incontro alla gente che era con lui . E Davide , accostatosi a quella gente , li salutò . Ma tutti gli uomini malvagi e scellerati , d’ infra coloro ch’ erano andati con Davide , si mossero a dire : Poichè essi non son venuti con noi , noi non daremo loro nulla della preda che abbiamo riscossa , se non a ciascuno la sua moglie , e i suoi figliuoli ; e se li menino via , e vadano . Ma Davide disse : Non fate così , fratelli miei , di ciò che il Signore ci ha dato ; avendoci egli guardati , e avendoci dati nelle mani quegli scherani ch’ eran venuti contro a noi . E chi vi acconsentirebbe in questo affare ? perciocchè la parte di chi dimora appresso alla salmeria dev’ essere uguale a quella di chi scende alla battaglia ; essi debbono partir fra loro . E questo è stato osservato da quel dì innanzi ; e Davide lo stabilì per istatuto e legge in Israele , che dura infino ad oggi . Poi Davide , essendo tornato in Siclag , mandò di quella preda agli Anziani di Giuda , suoi amici , dicendo : Eccovi un presente della preda de’ nemici del Signore . Egli ne mandò a quelli ch’ erano in Betel , ed a quelli che’ erano in Ramot meridionale , e a quelli che erano in Iatir , ed a quelli ch’ erano in Aroer , ed a quelli ch’ erano in Sifmot , ed a quelli ch’ erano in Estemoa , ed a quelli ch’ erano in Racal , ed a quelli ch’ erano nelle città de’ Ierameeliti , e a quelli ch’ erano nelle città de’ Chenei , ed a quelli ch’ erano in Horma , e a quelli ch’ erano in Corasan , ed a quelli ch’ erano in Atac , ed a quelli ch’ erano in Hebron , e in tutti gli altri luoghi , ne’ quali Davide era andato e venuto con la sua gente . ORA i Filistei combatterono contro ad Israele ; e gl’ Israeliti fuggirono d’ innanzi a’ Filistei , e caddero morti nel monte di Ghilboa . Ed i Filistei perseguitarono di presso Saulle e i suoi figliuoli ; e percossero Gionatan , e Abinadab , e Malchi-sua , figliuoli di Saulle . E lo sforzo della battaglia si voltò contro a Saulle , e gli arcieri saettando lo scontrarono ; ed egli ebbe gran paura di quegli arcieri . Allora Saulle disse a colui che portava le sue armi : Tira fuori la tua spada , e trafiggimi con essa chè talora questi incirconcisi non vengano , e mi trafiggano , e mi scherniscano . Ma colui che portava le sue armi non volle farlo ; perciocchè egli temeva forte . Laonde Saulle prese la spada , e si lasciò cader sopra essa . E colui che portava le armi di Saulle , veduto ch’ egli era morto , si lasciò cadere anch’ egli sopra la sua spada , e morì con lui . Così in quel dì morirono tutti insieme , Saulle , e i suoi tre figliuoli , e colui che portava le sue armi , e tutti i suoi uomini . E gl’ Israeliti che stavano intorno a quella valle , e lungo il Giordano , veduto che que’ d’ Israele erano fuggiti e che Saulle ed i suoi figliuoli erano morti , abbandonarono le città , e se ne fuggirono ; ed i Filistei vennero , e dimorarono in esse . Or il giorno appresso i Filistei vennero per ispogliar gli uccisi ; e trovarono Saulle e i suoi tre figliuoli che giacevano in sul monte di Ghilboa . E tagliarono la testa di Saulle , e lo spogliarono delle sue armi , e mandarono nel paese de’ Filistei d’ ogn’ intorno a portarne le novelle , nè tempii de’ loro idoli , e al popolo ; e posero le armi di esso nel tempio di Astarot , e appiccarono il suo corpo alle mura di Bet-san . Ora , avendo gli abitanti di Iabes di Galaad inteso quello che i Filistei aveano fatto a Saulle ; tutti gli uomini di valore d’ infra loro si levarono , e camminarono tutta la notte , e tolsero via dalle mura di Bet-san il corpo di Saulle , e i corpi de’ suoi figliuoli ; e se ne vennero in Iabes , e quivi gli arsero . Poi presero le loro ossa , e le sotterrarono sotto il bosco ch’ è in Iabes ; e digiunarono sette giorni . ORA , dopo la morte di Saulle , Davide , essendo ritornato dalla sconfitta degli Amalechiti , dimorò in Siclag due giorni . Ed al terzo giorno , ecco , un uomo venne dal campo , d’ appresso a Saulle , avendo i vestimenti stracciati , e della terra sopra la testa ; e , come egli giunse a Davide , si gittò in terra , e gli fece riverenza . E Davide gli disse : Onde vieni ? Ed egli gli disse : Io sono scampato dal campo d’ Israele . E Davide gli disse : Come è andato il fatto ? deh ! raccontamelo . Ed egli disse : Il popolo è fuggito dalla battaglia , ed anche molti del popolo son caduti , e morti . Saulle anch’ egli , e Gionatan , suo figliuolo , son morti . E Davide disse al giovane che gli raccontava queste cose : Come sai tu che Saulle , e Gionatan , suo figliuolo , sieno morti ? E il giovane che gli raccontava queste cose , gli disse : Io mi scontrai a caso nel monte di Ghilboa ; ed ecco , Saulle era chinato sopra la sua lancia , e già i carri e la gente a cavallo lo stringevano di presso . Allora egli , voltosi indietro , mi vide , e mi chiamò . Ed io gli dissi : Eccomi . E egli mi disse : Chi sei tu ? Ed io gli disse : Io sono Amalechita . Ed egli mi disse : Mettimi , ti prego , il piede addosso , e fammi morire ; perciocchè questa armatura di maglia mi ha rattenuto ; e tutta la mia vita è ancora in me . Io adunque gli misi il piede addosso , e lo feci morire ; perciocchè io sapeva ch’ egli non potea vivere , dopo essersi lasciato cadere sopra la sua lancia ; poi presi la benda reale ch’ egli avea sopra la testa , e la maniglia ch’ egli avea al braccio , e le ho recate qua al mio signore . Allora Davide prese i suoi vestimenti , e li stracciò . Il simigliante fecero ancora tutti gli uomini ch’ erano con lui ; e fecero cordoglio , e piansero , e digiunarono infino alla sera , per cagion di Saulle , e di Gionatan , suo figliuolo , e del popolo del Signore , e della casa d’ Israele ; perciocchè erano caduti per la spada . Poi Davide disse al giovane che gli avea portate le novelle : Onde sei ? Ed egli gli disse : Io son figliuolo d’ un uomo forestiere Amalechita . E Davide gli disse : Come non hai temuto di metter la mano ad ammazzar l’ Unto del Signore ? E Davide chiamò uno de’ fanti , e gli disse : Vien qua , avventati sopra lui . E colui lo percosse , ed egli morì . E Davide gli disse : Sia il tuo sangue sopra il tuo capo ; perciocchè la tua bocca stessa ha testimoniato contro a te , dicendo : Io ho fatto morir l’ Unto del Signore . ALLORA Davide fece questo lamento sopra Saulle , e sopra Gionatan , suo figliuolo ; e lo pronunziò , per ammaestrare i figliuoli di Giuda a tirar l’ arco ecco , esso è scritto nel Libro del Diritto : O gentil paese d’ Israele , Sopra i tuoi alti luoghi giacciono gli uccisi ; Come son caduti gli uomini valorosi ! Nol rapportate in Gat , E non ne recate le novelle nelle piazze di Ascalon ; Che talora le figliuole de’ Filistei non se ne rallegrino ; Che talora le figliuole degl’ incirconcisi non ne facciano festa . O monti di Ghilboa , Sopra voi non sia giammai nè rugiada , nè pioggia , Nè campi da portare offerte ; Perciocchè quivi è stato gittato via lo scudo de’ prodi , Lo scudo di Saulle , come se egli non fosse stato unto con olio . L’ arco di Gionatan non si rivolgea indietro , Che non avesse sparso il sangue degli uccisi , E trafitto il grasso de’ prodi , E la spada di Saulle non se ne ritornava a vuoto . Saulle e Gionatan , amabili e piacevoli in vita loro , Eziandio nella morte loro non sono stati separati . Erano più veloci che aquile . Più forti che leoni . Figliuole d’ Israele , piangete per cagion di Saulle , Il qual faceva ch’ eravate vestite di scarlatto in delizie ; Il qual faceva che mettevate de’ fregi d’ oro in su le vostre robe . Come son caduti i prodi in mezzo della battaglia ! E come è stato ucciso Gionatan sopra i tuoi alti luoghi , O paese d’ Israele ! Gionatan , fratello mio , io son distretto per cagion di te ; Tu mi eri molto piacevole ; L’ amor tuo mi era più singolare che l’ amore che si porta alle donne . Come son caduti i prodi , E son periti gli arnesi da guerra ! ORA , dopo questo , Davide domandò il Signore , dicendo : Salirò io in alcuna delle città di Giuda ? E il Signore gli disse : Sali . E Davide disse : Dove salirò io ? E il Signore disse : In Hebron . Davide adunque salì là , con le sue due mogli , Ahinoam Izreelita , ed Abigail ch’ era stata moglie di Nabal da Carmel . Davide vi menò eziandio la gente ch’ era con lui , ciascuno con la sua famiglia ; e dimorarono nella città di Hebron . E que’ di Giuda vennero , e unsero quivi Davide per re sopra la casa di Giuda . Or fu rapportato e detto a Davide : Que’ di Iabes di Galaad son quelli che hanno seppellito Saulle . E Davide mandò de’ messi a que’ di Iabes di Galaad , e fece loro dire : Benedetti siate voi appo il Signore ; perciocchè avete usata questa benignità inverso il vostro signore Saulle , d’ averlo seppellito . Ora dunque il Signore usi inverso voi benignità e verità ; io ancora vi renderò questo bene , che voi avete fatto in questo affare . Perciò sieno ora le vostre mani rinforzate , e portatevi da valenti uomini ; perciocchè Saulle , vostro signore , è morto ; ma la casa di Giuda mi ha unto per re sopra loro . Or Abner , figliuolo di Ner , capo dell’ esercito di Saulle , prese Isboset , figliuolo di Saulle , e lo fece passare in Mahanaim . E lo costituì re sopra Galaad , e sopra gli Asurei , e sopra Izreel , e sopra Efraim , e sopra Beniamino , e sopra tutto Israele . Isboset , figliuolo di Saulle , era d’ età di quarant’ anni , quando cominciò a regnare sopra Israele , e regnò due anni . Ma la casa di Giuda seguitava Davide . E lo spazio del tempo che Davide fu re in Hebron , sopra la casa di Giuda , fu di sett’ anni , e di sei mesi . OR Abner , figliuol di Ner , uscì , con la gente d’ Isboset , figliuolo di Saulle , di Mahanaim , e venne in Gabaon . Ioab , figliuolo di Seruia , uscì anch’ esso con la gente di Davide ; e si scontrarono insieme presso allo stagno di Gabaon ; e gli uni si fermarono presso allo stagno di qua , e gli altri presso allo stagno di là . Allora Abner disse a Ioab : Deh ! levinsi alcuni fanti , ed armeggino in nostra presenza . E Ioab disse : Levinsi pure . Quegli adunque si levarono , e passarono in numero uguale ; dodici dalla parte di Beniamino , e d’ Isboset , figliuolo di Saulle , e dodici della gente di Davide . E ciascun di loro prese il suo compagno per la testa , e gli ficcò la spada nel fianco ; e tutti insieme caddero morti . Per ciò fu quel luogo chiamato . Helcat-hassurim , ch’ è in Gabaon . Poi in quel dì vi fu una molto aspra battaglia ; ed Abner , con la gente d’ Israele fu sconfitto dalla gente di Davide . Or quivi erano i tre figliuoli di Seruia , Ioab , ed Abisai ed Asael ; ed Asael era leggier di gambe , come un cavriuolo ch’ è per la campagna . Ed Asael si mise a perseguitare Abner , e non si torceva di dietro a lui , nè a destra nè a sinistra . Ed Abner rivoltosi indietro , gli disse : Sei tu Asael ? Ed egli gli disse : Io son desso . Ed Abner gli disse : Torciti a destra od a sinistra , e pigliati uno di questi fanti , e prenditi le sue spoglie . Ma Asael non volle torcersi di dietro a lui . Ed Abner gli disse di nuovo : Torciti di dietro a me ; perchè ti percoterei io , e ti farei cader morto a terra ? e come alzerei io poi il viso davanti a Ioab , tuo fratello ? Ma egli non volle torcersi ; laonde Abner lo ferì nella quinta costa , con la punta di dietro della lancia , talchè la lancia gli usciva per dietro ; ed egli cadde quivi , e morì in quello stesso luogo ; e chiunque veniva a quel luogo , dove Asael giaceva morto , si fermava . Ma Ioab ed Abisai perseguitarono Abner ; e il sole tramontò , quando giunsero al colle di Amma , il quale è dirincontro a Ghia , in su la via del deserto di Gabaon . Ed i figliuoli di Beniamino si ricolsero dietro ad Abner ; e , schieratisi insieme , si fermarono in su la sommità di un colle . Ed Abner gridò a Ioab , e disse : La spada divorerà ella in perpetuo ? non sai tu che vi sarà dell’ amaritudine alla fine ? infino a quando non comanderai tu alla gente che se ne ritorni dalla caccia dei suoi fratelli ? E Ioab disse : Come Iddio vive , se tu non avessi parlato , fin dalla mattina la gente se ne sarebbe ritratta , ciascuno indietro dal suo fratello . Ioab adunque fece sonar con la tromba ; e tutto il popolo si fermò , e non perseguitò più gl’ Israeliti , e non continuò più a combattere . Ed Abner e la sua gente camminarono tutta quella notte per la campagna ; e passarono il Giordano , e traversarono tutta la contrada di Bitron , ed arrivarono in Mahanaim . Ioab se ne ritornò anch’ egli di dietro ad Abner ; e , adunato tutto il popolo , si trovò che della gente di Davide ne mancavano diciannove , ed Asael . Ma la gente di Davide avea percossi di que’ di Beniamino , e della gente di Abner , trecensessanta uomini , i quali erano morti . Poi tolsero Asael , e lo seppellirono nella sepoltura di suo padre , la quale era in Bet-lehem . E Ioab e la sua gente camminarono tutta quella notte , e giunsero in Hebron in su lo schiarir del giorno . Or la guerra fu lunga fra la casa di Saulle e la casa di Davide . Ma Davide si andava fortificando , e la casa di Saulle si andava indebolendo . ED a Davide nacquero figliuoli in Hebron ; e il suo primogenito fu Ammon , di Ahinoam Izreelita ; e il suo secondo fu Chileab , di Abigail che era stata moglie di Nabal da Carmel ; e il terzo fu Absalom , figliuolo di Maaca , figliuola di Talmai , re di Ghesur ; e il quarto fu Adonia , figliuolo di Hagghit ; e il quinto fu Sefatia , figliuolo di Abital . E il sesto fu Itream , figliuolo di Egla , donna di Davide . Questi nacquero a Davide in Hebron . ORA , mentre durò la guerra fra la casa di Saulle e la casa di Davide , Abner si fece potente nella casa di Saulle . Or Saulle avea avuta una concubina , il cui nome era Rispa , figliuola di Aia . E Isboset disse ad Abner : Perchè sei tu entrato dalla concubina di mio padre ? Ed Abner si adirò forte per le parole d’ Isboset , e disse : Son io la testa di un cane , io che uso oggi benignità inverso la casa di Saulle , tuo padre , ed inverso i suoi fratelli ed amici , contro a Giuda , e non ti ho dato nelle mani di Davide , che tu mi ricerchi oggi per questa donna , come per un misfatto ? Così faccia Iddio ad Abner , e così gli aggiunga , se io non fo a Davide , secondo che il Signore gli ha giurato , trasportando il reame fuor della casa di Saulle , e fermando il trono di Davide sopra Israele , e sopra Giuda , da Dan fino in Beerseba . Ed Isboset non potè più risponder nulla ad Abner , per la tema ch’ egli avea di lui . Ed Abner mandò in quello stante dei messi a Davide , a dirgli : A cui appartiene il paese ? Ed anche per dirgli : Patteggia meco , ed ecco , io mi giugnerò teco , per rivolgere a te tutto Israele . E Davide disse : Bene sta ; io patteggerò teco ; sol ti chieggio una cosa , cioè , che tu non mi venga davanti , che prima tu non mi rimeni Mical , figliuola di Saulle , quando tu verrai per presentarti a me . Davide ancora mandò ambasciatori a Isboset , figliuolo di Saulle , a dirgli : Dammi Mical , mia moglie , la quale io mi sposai per cento prepuzii de’ Filistei . Ed Isboset mandò a torla d’ appresso a Paltiel , figliuolo di Lais , suo marito . E il marito di essa andò con lei , seguitandola e piangendo fino a Bahurim . Poi Abner gli disse : Va’ , ritornatene . Ed egli se ne ritornò . Or Abner tenne ragionamento con gli Anziani d’ Israele , dicendo : Per addietro voi avete procacciato che Davide fosse re sopra voi ; ora dunque , fate , perciocchè il Signore ha parlato intorno a Davide , dicendo : Per la mano di Davide , mio servitore , io salverò il mio popolo Israele dalla mano de’ Filistei , e dalla mano di tutti i loro nemici . Abner parlò eziandio co’ Beniaminiti . Poi andò ancora in Hebron , per fare intendere a Davide tutto ciò che parea buono ad Israele , ed a tutta la casa di Beniamino . Abner adunque venne a Davide in Hebron , avendo seco venti uomini . E Davide fece un convito ad Abner , e agli uomini che erano con lui . Poi Abner disse a Davide : Io mi leverò , ed andrò , e raunerò tutto Israele appresso al re , mio signore , acciocchè patteggino teco , e che tu regni interamente a tua volontà . E Davide diede commiato ad Abner ; ed egli se ne andò in pace . Or ecco , la gente di Davide e Ioab tornavano d’ una correria , e portavano con loro una gran preda . Ed Abner non era più con Davide in Hebron ; perciocchè egli gli avea dato commiato , ed egli se n’ era andato in pace . E quando Ioab fu ritornato , con tutto l’ esercito ch’ era con lui , alcuni rapportarono a Ioab il fatto , dicendo : Abner , figliuolo di Ner , è venuto al re , ed egli gli ha dato commiato , ed egli se n’ è andato in pace . E Ioab venne al re , e disse : Che hai fatto ? ecco , Abner era venuto a te ; e perchè l’ hai lasciato andare , sì ch’ egli se n’ è andato liberamente ? Conosci tu bene Abner , figliuolo di Ner ? Certo , egli è venuto per ingannarti , e per conoscere i tuoi andamenti , e per saper tutto quello che tu fai . E Ioab uscì d’ appresso a Davide , e mandò messi dietro ad Abner , i quali lo ricondussero dalla fossa di Sira , senza che Davide ne sapesse nulla . E come Abner fu ritornato in Hebron , Ioab lo tirò da parte dentro della porta , per parlargli in segreto ; e quivi lo ferì nella quinta costa , ed egli morì , per cagion del sangue di Asael , fratello di Ioab . E Davide , avendo dipoi udita la cosa , disse : Io e il mio regno siamo innocenti appo il Signore , in perpetuo , del sangue di Abner , figliuolo di Ner . Dimori quello sopra il capo di Ioab , e sopra tutta la casa di suo padre ; e non avvenga giammai che nella casa di Ioab manchi uomo che abbia la colagione , o che sia lebbroso , o che si appoggi al bastone , o che muoia di spada , o che abbia mancamento di pane . Così Ioab , e Abisai , suo fratello , uccisero Abner ; perciocchè egli avea ammazzato Asael , lor fratello , presso a Gabaon , in battaglia . E Davide disse a Ioab , e a tutto il popolo ch’ era seco : Stracciatevi i vestimenti , e cignetevi di sacchi , e fate duolo , andando davanti ad Abner . E il re Davide andava dietro alla bara . Ed Abner fu seppellito in Hebron . E il re alzò la voce , e pianse presso alla sepoltura di Abner ; tutto il popolo ancora pianse . E il re fece un lamento sopra Abner , e disse : Abner deve egli esser morto , come muore un uomo da nulla ? Le tue mani non erano legate , e i tuoi piedi non erano stati messi ne’ ceppi ; Tu sei morto come altri muore per mano d’ uomini scellerati . E tutto il popolo da capo fece duolo sopra Abner . Poi tutto il popolo venne per far prender cibo a Davide , mentre era ancora giorno . Ma Davide giurò , e disse : Così mi faccia Iddio , e così aggiunga , se io assaggio pane , o cosa altra veruna , avanti che il sole sia tramontato . E tutto il popolo riconobbe la verità del fatto , e la cosa gli piacque : tutto quello che il re fece aggradì al popolo . E tutto il popolo e tutto Israele , conobbe in quel dì che non era proceduto dal re il far morire Abner , figliuolo di Ner . E il re disse a’ suoi servitori : Non riconoscete voi che un capitano , eziandio grande , è oggi morto in Israele ? Ma oggi , benchè io sia unto re , pur non sono ancora bene stabilito ; e questi uomini , figliuoli di Seruia , son troppo violenti per me . Faccia il Signore la retribuzione a colui che ha fatto il male , secondo la sua malvagità . QUANDO il figliuolo di Saulle ebbe inteso che Abner era morto in Hebron , le mani gli diventarono fiacche , e tutto Israele fu conturbato . Or il figliuolo di Saulle avea due capitani di schiere ; il nome dell’ uno era Baana , e il nome dell’ altro Recab ; ed erano figliuoli di Rimmon Beerotita , dei figliuoli di Beniamino ; perciocchè anche Beerot è reputata di Beniamino . Ma i Beerotiti se n’ erano fuggiti in Ghittaim , ove son dimorati come avveniticci infino a questo giorno . Or Gionatan , figliuolo di Saulle , avea un figliuolo , storpiato dei piedi . Costui essendo d’ età di cinque anni , quando la novella di Saulle e di Gionatan venne da Izreel , la sua balia lo tolse , e se ne fuggì ; ed avvenne che , come ella si affrettava a fuggire , egli cadde , e diventò zoppo ; e il suo nome era Mefiboset . Recab adunque e Baana , figliuoli di Rimmon Beerotita , andarono ed entrarono , in sul caldo del dì , nella casa d’ Isboset . Or egli era a giacere , riposandosi di meriggio . E Recab , e Baana , suo fratello , entrarono fin nel mezzo della casa , come per prender del frumento ; e lo percossero nella quinta costa ; poi scamparono . Essendo adunque entrati in casa d’ Isboset , mentre egli giaceva in sul suo letto , nella camera dove egli soleva giacere , lo percossero , e l’ uccisero , e gli spiccarono la testa ; e la presero , e camminarono per la via della campagna tutta quella notte . E recarono la testa d’ Isboset a Davide , in Hebron , e dissero al re : Ecco la testa d’ Isboset , figliuolo di Saulle , tuo nemico , il qual cercava di torti la vita . Or il Signore ha oggi conceduta al re , mio signore , intiera vendetta di Saulle e della sua progenie . Ma Davide rispose a Recab , ed a Baana , suo fratello , figliuoli di Rimmon Beerotita , e disse loro : Come vive il Signore , il quale ha riscossa l’ anima mia d’ ogni tribolazione , colui che mi rapportò , e disse : Ecco , Saulle è morto , benchè paresse portar buone novelle , fu da me preso , e fatto morire in Siclag ; il che io feci per dargli la mancia per le sue buone novelle . Quanto più debbo io far morire degli uomini scellerati , i quali hanno ucciso un uomo innocente in casa sua , in sul suo letto ? ora dunque non vi ridomanderei io ragione del suo sangue , e non vi distruggerei io d’ in su la terra ? Davide adunque comandò a’ fanti che li uccidessero ; il che fecero ; e poi mozzarono loro le mani ed i piedi , e li appiccarono presso allo stagno in Hebron . Poi presero la testa d’ Isboset , e la seppellirono nella sepoltura di Abner , in Hebron . ALLORA tutte le tribù d’ Israele vennero a Davide in Hebron , e gli dissero così : Ecco , noi siamo tue ossa e tua carne . Ed anche per addietro , mentre Saulle era re sopra noi , tu eri quel che conducevi Israele fuori e dentro . E il Signore ti ha detto : Tu pascerai il mio popolo Israele , e sarai il conduttore sopra Israele . Così tutti gli Anziani d’ Israele vennero al re , in Hebron ; e il re Davide patteggiò con loro in Hebron , in presenza del Signore . Ed essi unsero Davide per re sopra Israele . Davide era d’ età di trent’ anni , quando cominciò a regnare , e regnò quarant’ anni . In Hebron regnò sopra Giuda sette anni e sei mesi ; ed in Gerusalemme regnò trentatrè anni sopra tutto Israele e Giuda . Ora il re andò , con la sua gente , in Gerusalemme , contro ai Gebusei che abitavano nel paese ; ed essi dissero a Davide : Tu non entrerai qua entro , che tu non ne abbia cacciati i ciechi e gli zoppi ; volendo dire : Davide non entrerà mai qua entro . Ma Davide prese la fortezza di Sion , che è la città di Davide . E Davide disse in quel dì : Chiunque percoterà i Gebusei , e perverrà fino al canale , ed a que’ ciechi e zoppi , i quali l’ anima di Davide odia , sarà capitano : perciò si dice : Nè cieco nè zoppo non entrerà in questa casa . E Davide abitò in quella fortezza , e le pose nome : La Città di Davide . E Davide edificò d’ intorno dal terrapieno in dentro . E Davide andava del continuo crescendo , e il Signore Iddio degli eserciti era con lui . Ed Hiram , re di Tiro , mandò a Davide ambasciatori , e legname di cedri , e legnaiuoli , e scarpellini , i quali edificarono una casa a Davide . E Davide conobbe che il Signore l’ aveva stabilito re sopra Israele , e ch’ egli avea innalzato il suo regno , per amor del suo popolo Israele . E Davide prese ancora delle concubine , e delle mogli di Gerusalemme , dopo ch’ egli fu venuto di Hebron ; e nacquero ancora a Davide altri figliuoli e figliuole . E questi sono i nomi di quelli che gli nacquero in Gerusalemme : Sammua , e Sobab , e Natan , e Salomone ; e Ibhar , ed Elisua , e Nefeg , e Iafia ; ed Elisama , ed Eliada , ed Elifelet . Ora , quando i Filistei ebbero inteso che Davide era stato unto per re sopra Israele , salirono tutti per cercarlo . E Davide , avendolo udito , discese alla fortezza . Ed i Filistei vennero , e si sparsero nella valle de’ Rafei . Allora Davide domandò il Signore , dicendo : Salirò io contro a’ Filistei ? me li darai tu nelle mani ? E il Signore disse a Davide : Sali ; perciocchè io del tutto ti darò i Filistei nelle mani . Davide adunque venne in Baal-perasim , e quivi li percosse ; poi disse : Il Signore ha rotti i miei nemici davanti a me a guisa d’ un trabocco d’ acque ; perciò pose nome a quel luogo Baal-perasim . Ed i Filistei lasciarono quivi i loro idoli , i quali Davide e la sua gente tolsero via . Poi i Filistei salirono di nuovo , e si sparsero nella valle de’ Rafei . E Davide domandò il Signore , il quale gli disse : Non salire ; gira dietro a loro , e vienli ad incontrare dirincontro a’ gelsi . E quando tu udirai un romor di calpestio sopra le cime de’ gelsi , allora moviti ; perciocchè allora il Signore sarà uscito davanti a te , per percuotere il campo de’ Filistei . Davide adunque fece così , come il Signore gli avea comandato ; e percosse i Filistei , da Gheba fino in Ghezer . OR Davide adunò di nuovo tutti gli uomini scelti d’ Israele in numero di trentamila . E Davide , con tutto quel popolo ch’ era con lui , si mosse di Baale-Giuda , e andò per trasportar di là l’ Arca di Dio , la quale si chiama del Nome del Signore degli eserciti , che siede sopra i Cherubini . E posero l’ Arca di Dio sopra un carro nuovo , e la menarono via dalla casa di Abinadab , ch’ era in sul colle ; ed Uzza , ed Ahio , figliuoli di Abinadab , guidavano il carro nuovo . Così menarono via l’ Arca di Dio dalla casa di Abinadab , ch’ era in sul colle , accompagnandola ; e Ahio andava davanti all’ Arca . E Davide e tutta la casa d’ Israele facevano festa davanti al Signore , sonando d’ ogni sorta di strumenti fatti di legno d’ abete , con cetere , e con salteri , e con tamburi , e con sistri , e con cembali . Ora , quando furono giunti infino all’ aia di Nacon , Uzza stese la mano verso l’ Arca di Dio , e la ritenne ; perciocchè i buoi l’ aveano smossa . E l’ ira del Signore si accese contro ad Uzza ; e Iddio lo percosse quivi per la sua temerità ; ed egli morì quivi presso all’ Arca di Dio . E Davide si attristò , per ciò che il Signore avea fatto rottura in Uzza ; e chiamò quel luogo Peres-Uzza , il qual nome dura infino a questo giorno . E Davide ebbe in quel dì paura del Signore , e disse : Come entrerebbe l’ Arca del Signore appresso di me ? E Davide non volle condurre l’ Arca del Signore appresso di sè , nella Città di Davide ; ma la fece ridurre dentro alla casa di Obed-Edom Ghitteo . E l’ Arca del Signore dimorò tre mesi nella casa di Obed-Edom Ghitteo ; e il Signore benedisse Obed-Edom , e tutta la sua casa . E fu rapportato e detto al re Davide : Il Signore ha benedetta la casa di Obed-Edom , e tutto quello ch’ è suo , per cagione dell’ Arca di Dio . Laonde Davide andò , e fece portare l’ Arca di Dio dalla casa di Obed-Edom nella città di Davide , con allegrezza . E , quando quelli che portavano l’ Arca del Signore erano camminati sei passi , Davide sacrificava un bue e un montone grasso . E Davide saltava di tutta forza davanti al Signore , essendo cinto d’ un Efod di lino . Così Davide e tutta la casa d’ Israele conducevano l’ Arca del Signore , con grida di allegrezza , e con suono di trombe . Or avvenne che , come l’ Arca del Signore entrava nella città di Davide , Mical , figliuola di Saulle , riguardò dalla finestra , e vide il re Davide che saltava di forza in presenza del Signore ; e lo sprezzò nel cuor suo . Condussero adunque l’ Arca del Signore , e la posero nel suo luogo , in mezzo d’ un padiglione che Davide le avea teso . E Davide offerse olocausti e sacrificii da render grazie , in presenza del Signore . E , quando Davide ebbe finito di offerire olocausti e sacrificii da render grazie , benedisse il popolo nel Nome del Signore degli eserciti . E spartì a tutto il popolo , a tutta la moltitudine d’ Israele , così agli uomini come alle donne , una focaccia di pane , ed un pezzo di carne , ed un fiasco di vino per uno . Poi tutto il popolo se ne andò , ciascuno a casa sua . Davide ancora se ne ritornò per benedir la sua casa . E Mical , figliuola di Saulle , gli uscì incontro , e disse : Quant’ è egli stato oggi onorevole al re d’ Israele d’ essersi oggi scoperto davanti agli occhi delle serventi de’ suoi servitori , non altrimenti che si scoprirebbe un uomo da nulla ! E Davide disse a Mical : Sì , nel cospetto del Signore , il quale ha eletto me , anzi che tuo padre , e che alcuno di tutta la sua famiglia , per costituirmi conduttore sopra il suo popolo , sopra Israele ; per ciò farò festa nel cospetto del Signore . E mi avvilirò per ciò ancora più di questo , e mi terrò più basso ; e pur sarò onorato appo quelle serventi , delle quali tu hai parlato . E Mical , figliuola di Saulle , non ebbe figliuoli , fino al giorno della sua morte . OR avvenne che , abitando il re in casa sua , dopo che il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici d’ ogn’ intorno , egli disse al profeta Natan : Deh ! vedi , io abito in una casa di cedri , e l’ Arca di Dio abita in mezzo d’ un padiglione . E Natan disse al re : Va’ , fa’ tutto quello che tu hai nel cuore ; perciocchè il Signore è teco . Ma quella stessa notte la parola del Signore fu indirizzata a Natan , dicendo : Va’ , e di’ al mio servitore Davide : Così ha detto il Signore : Mi edificheresti tu una casa per mia stanza ? Conciossiachè io non sia abitato in casa , dal dì che io trassi fuori di Egitto i figliuoli d’ Israele , infino a questo giorno ; anzi son camminato qua e là in un padiglione ed in un tabernacolo . Dovunque io son camminato con tutti i figliuoli d’ Israele , ho io mai in alcuna maniera parlato di questo ad alcuna delle tribù d’ Israele , alla quale io avessi comandato di pascere il mio popolo Israele , dicendo : Perchè non mi avete voi edificata una casa di cedri ? Ora dunque , così dirai al mio servitore Davide : Così ha detto il Signore degli eserciti : Io ti ho preso dalla mandra , di dietro alle pecore , acciocchè tu sii conduttore sopra il mio popolo Israele . E sono stato teco dovunque tu sei camminato , ed ho distrutti tutti i tuoi nemici d’ innanzi a te , e ti ho acquistato un nome grande , al pari del nome de’ più grandi che sieno in terra . Ed oltre a ciò , costituirò un luogo al mio popolo Israele , e lo pianterò , ed egli abiterà in casa sua , e non sarà più agitato , e gl’ iniqui non l’ affliggeranno più come prima ; eziandio dal dì che io ordinai de’ Giudici sopra il mio popolo Israele ; ed io ti darò riposo da tutti i tuoi nemici . Il Signore ti dichiara ancora ch’ egli ti farà una casa . Quando i tuoi giorni saranno compiuti , e tu giacerai co’ tuoi padri , io susciterò uno della tua progenie dopo te , il quale sarà uscito delle tue interiora , e stabilirò il suo regno . Egli edificherà una casa al mio Nome , e io farò che il trono del suo regno sarà fermo in perpetuo . Io gli sarò per padre , ed egli mi sarà per figliuolo ; e , se pur commette iniquità , io lo castigherò con verga d’ uomo , e con battiture di figliuoli d’ uomini . Ma la mia benignità non si dipartirà da lui , come io l’ ho fatta dipartire da Saulle , il quale io ho rimosso d’ innanzi a te . E la tua casa e il tuo regno saranno in perpetuo stabili nel tuo cospetto ; il tuo trono sarà fermo in eterno . Natan parlò a Davide secondo tutte queste parole , e secondo tutta questa visione . Allora il re Davide venne , e si fermò davanti al Signore , e disse : Chi sono io , Signore Iddio , e quale è la casa mia , che tu mi abbia fatto pervenire infino a questo grado ? E pure anche , o Signore Iddio , ciò ti è paruto poco ; onde hai parlato della casa del tuo servitore per un lungo tempo a venire . E pure , o Signore Iddio , è questo una legge d’ uomini ? E che saprebbe Davide dirti di più ? ma , Signore Iddio , tu conosci il tuo servitore . Per amor della tua parola , e secondo il tuo cuore , tu hai operata tutta questa gran cosa , facendo assapere questo al tuo servitore . Perciò , Signore Iddio , tu sei magnificato ; imperocchè non vi è niuno pari a te , e non vi è alcun Dio fuor che te , secondo tutte le cose che noi abbiamo udite con le nostre orecchie . E quale è l’ unica gente in terra pari al tuo popolo Israele ? per lo quale Iddio è andato per riscattarselo per suo popolo , e per acquistarsi un nome , e per operare inverso voi , o Israele , queste cose grandi , ed effetti tremendi , o Dio , verso il tuo paese , per amor del tuo popolo , il qual tu ti hai riscosso di Egitto , dalle genti , e da’ loro dii . E ti hai stabilito il tuo popolo Israele per tuo popolo in perpetuo ; e tu , Signore , sei stato loro Dio . Ora dunque , Signore Iddio , attieni in perpetuo la parola che tu hai detta intorno al tuo servitore e alla sua casa , ed opera come tu hai parlato . E sia il tuo Nome magnificato in eterno ; e dicasi : Il Signore degli eserciti è Dio sopra Israele ; e sia la casa del tuo servitore Davide ferma davanti a te . Perciocchè tu , Signore degli eserciti , Dio d’ Israele , hai rivelato e detto al tuo servitore : Io ti edificherò una casa ; e però il tuo servitore ha trovato il suo cuore , per farti questa orazione . Ora dunque , Signore Iddio , tu sei Iddio ; e le tue parole , con le quali tu hai promesso al tuo servitore questo bene , saranno verità . Ed ora , piacciati benedir la casa del tuo servitore , acciocchè ella duri davanti a te in perpetuo ; conciossiachè tu , Signore Iddio , abbi parlato . Sia dunque la casa del tuo servitore benedetta della tua benedizione in perpetuo . ORA , dopo queste cose , Davide percosse i Filistei , e li abbassò ; e prese Metegamma di mano de’ Filistei . Percosse ancora i Moabiti , e fattili giacere in terra , li misurò con una funicella ; e ne misurò due parti per farli morire , e una parte intiera per salvar loro la vita . Ed i Moabiti furono renduti soggetti a Davide , e tributari . Davide , oltre a ciò , percosse Hadadezer , figliuolo di Rehob , re di Soba , andando per ridurre il paese sotto alla sua mano fino al fiume Eufrate . E Davide gli prese mille settecento uomini a cavallo , e ventimila uomini a piè . E Davide tagliò i garetti a’ cavalli di tutti i carri ; ma ne riserbò i cavalli di cento carri . Ora i Siri di Damasco erano venuti per soccorrere Hadadezer , re di Soba . E Davide percosse di essi ventiduemila uomini . Poi pose guernigioni nella Siria di Damasco ; e i Siri furono renduti soggetti a Davide , e tributari . E il Signore salvava Davide , dovunque egli andava . E Davide prese gli scudi d’ oro ch’ erano de’ servitori di Hadadezer , e li portò in Gerusalemme . Il re Davide prese ancora grandissima quantità di rame da Beta , e da Berotai , città di Hadadezer . Or Toi , re di Hamat , avendo udito che Davide avea sconfitto tutto l’ esercito di Hadadezer , mandò al re Davide Ioram , suo figliuolo , per salutarlo , e per benedirlo , di ciò ch’ egli avea guerreggiato contro a Hadadezer , e l’ avea sconfitto ; imperocchè Hadadezer avea guerra aperta con Toi . E Ioram portò seco vasellamenti d’ argento , e vasellamenti di oro e vasellamenti di rame . E il re Davide consacrò eziandio quelli al Signore , insieme con l’ argento , e con l’ oro , che egli avea consacrato della preda di tutte le nazioni ch’ egli avea soggiogate ; dei Siri , e de’ Moabiti , e de’ figliuoli di Ammon , e de’ Filistei , e degli Amalechiti ; e della preda di Hadadezer , figliuolo di Rehob , re di Soba . Davide ancora acquistò fama di ciò che , ritornando dalla rotta de’ Siri , sconfisse diciottomila uomini nella Valle del sale . E pose guernigioni in Idumea ; egli ne pose per tutta l’ Idumea ; e tutti gl’ Idumei furono renduti soggetti a Davide ; e il Signore salvava Davide , dovunque egli andava . Così Davide regnò sopra tutto Israele , facendo ragione e giustizia a tutto il suo popolo . E Ioab , figliuolo di Seruia , era sopra l’ esercito ; e Iosafat , figliuolo di Ahilud , era Cancelliere ; e Sadoc , figliuolo di Ahitub , ed Ahimelec , figliuolo di Ebiatar , erano Sacerdoti ; e Seraia era Segretario ; e Benaia , figliuolo di Ioiada , era capo dei Cheretei , e de’ Peletei ; ed i figliuoli di Davide erano principi . E DAVIDE disse : Evvi più alcuno che sia rimasto della casa di Saulle , acciocchè io usi benignità inverso lui per amor di Gionatan ? Ora , nella casa di Saulle vi era un servitore , il cui nome era Siba , il qual fu chiamato a Davide . E il re gli disse : Sei tu Siba ? Ed egli disse : Tuo servitore . E il re disse : Non vi è egli più alcuno della casa di Saulle , ed io userò inverso lui la benignità di Dio ? E Siba disse al re : Vi è ancora un figliuolo di Gionatan , ch’ è storpiato de’ piedi . E il re gli disse : Dove è egli ? E Siba disse al re : Ecco , egli è in casa di Machir , figliuolo di Ammiel , in Lo-debar . E il re Davide mandò a prenderlo dalla casa di Machir , figliuolo di Ammiel , da Lo-debar . E quando Mefiboset , figliuolo di Saulle , fu venuto a Davide , si gittò in terra sopra la sua faccia , e si prosternò . E Davide disse : Mefiboset . Ed egli disse : Ecco il tuo servitore . E Davide gli disse : Non temere ; perciocchè io del tutto userò inverso te benignità , per amor di Gionatan , tuo padre , e ti restituirò tutte le possessioni di Saulle , tuo padre ; e , quant’ è a te , tu mangerai del continuo alla mia tavola . E Mefiboset s’ inchinò , e disse : Che cosa è il tuo servitore , che tu abbia riguardato ad un can morto , qual sono io ? Poi il re chiamò Siba , servitore di Saulle , e gli disse : Io ho donato al figliuolo del tuo signore tutto quello che apparteneva a Saulle , ed a tutta la sua casa . Tu adunque , co’ tuoi figliuoli e servitori , lavoragli la terra , e ricogline la rendita ; acciocchè il figliuolo del tuo signore abbia di che sostentarsi ; ma , quant’ è a Mefiboset , figliuolo del tuo signore , egli mangerà del continuo alla mia tavola . Or Siba avea quindici figliuoli e venti servitori . E Siba disse al re : Il tuo servitore farà secondo tutto quello che il re , mio signore , ha comandato al suo servitore . Ma , quant’ è a Mefiboset , disse il re , egli mangerà alla mia tavola , come uno de’ figliuoli del re . Or Mefiboset avea un figliuolo piccolo , il cui nome era Mica ; e tutti quelli che stavano in casa di Siba erano servitori di Mefiboset . E Mefiboset dimorava in Gerusalemme ; perciocchè egli mangiava del continuo alla tavola del re ; ed era zoppo de’ due piedi . ORA , dopo queste cose , avvenne che il re de’ figliuoli di Ammon morì ; ed Hanun , suo figliuolo , regnò in luogo suo . E Davide disse : Io userò benignità inverso Hanun , figliuolo di Nahas come suo padre usò benignità inverso me . E Davide mandò a consolarlo di suo padre , per li suoi servitori . Ma , quando i servitori di Davide furono giunti nel paese de’ figliuoli di Ammon , i principali de’ figliuoli di Ammon dissero ad Hanun , lor signore : Parti che ciò , che Davide ti ha mandati de’ consolatori , sia per onorar tuo padre ? non ti ha egli mandati i suoi servitori , per investigar la città , e per ispiarla , e per sovvertirla ? Hanun adunque prese i servitori di Davide , e fece lor radere mezza la barba , e tagliare i vestimenti per lo mezzo fino alle natiche ; poi li rimandò . Ed essi fecero assaper la cosa al re Davide ; ed egli mandò loro incontro ; perciocchè quegli uomini erano grandemente confusi . E il re fece lor dire : Dimorate in Gerico , finchè la barba vi sia ricresciuta ; poi ve ne ritornerete . Or i figliuoli di Ammon , veggendo che si erano renduti abbominevoli a Davide , mandarono ad assoldare ventimila uomini a piè , de’ Siri di Bet-rehob , e dei Siri di Soba ; e mille uomini del re di Maaca , e dodicimila di que’ di Tob . E Davide , avendo ciò inteso , mandò contro a loro Ioab , con tutto l’ esercito della gente di valore . E gli Ammoniti uscirono in campagna , e ordinarono la battaglia in su l’ entrata della porta della città , ed i Siri di Soba e di Rehob , e la gente di Tob e di Maaca , stavano da parte nella campagna . E Ioab , veggendo che la battaglia era volta contro a lui , davanti e dietro , fece una cernita d’ infra tutti gli uomini scelti d’ Israele , ed ordinò quelli contro a’ Siri . E diede a condurre il rimanente della gente ad Abisai , suo fratello , e l’ ordinò contro a’ figliuoli di Ammon ; e disse ad Abisai : Se i Siri mi superano , soccorrimi ; se i figliuoli di Ammon altresì ti superano , io ti soccorrerò . Fortificati , e portiamoci valorosamente per lo popolo nostro , e per le città del nostro Dio . E faccia il Signore ciò che gli parrà bene . Allora Ioab , con la gente ch’ egli avea seco , venne a battaglia contro a Siri ; ed essi fuggirono d’ innanzi a lui . E gli Ammoniti , veggendo che i Siri erano fuggiti , fuggirono anch’ essi d’ innanzi ad Abisai , ed entrarono dentro alla città . E Ioab se ne ritornò indietro da’ figliuoli di Ammon , e venne in Gerusalemme . E i Siri , veggendo ch’ erano stati sconfitti da Israele , si adunarono insieme . E Hadarezer mandò a far venire i Siri di là dal fiume ; ed essi vennero in Helam ; e Sobac , capo dell’ esercito di Hadarezer , li conduceva . Ed essendo ciò rapportato a Davide , egli adunò tutto Israele , e passò il Giordano , e venne in Helam . E i Siri ordinarono la battaglia contro a Davide , e combatterono con lui . Ma i Siri fuggirono d’ innanzi a Israele ; e Davide uccise de’ Siri la gente di settecento carri , e quarantamila uomini a cavallo ; percosse eziandio Sobac , capo del loro esercito ; ed egli morì quivi . E tutti i re , vassalli di Hadarezer , veggendo ch’ erano stati sconfitti da Israele , fecero pace con Israele , e furono loro soggetti . Ed i Siri temettero di più soccorrere i figliuoli di Ammon . OR l’ anno seguente , nel tempo che i re sogliono uscire alla guerra , Davide mandò Ioab , con la sua gente , e tutto Israele ; ed essi diedero il guasto a’ figliuoli di Ammon , e posero l’ assedio a Rabba ; ma Davide dimorò in Gerusalemme . Ed avvenne una sera , che Davide , levatosi d’ in sul suo letto , e passeggiando sopra il tetto della casa reale , vide d’ in sul tetto una donna che si lavava , la quale era bellissima d’ aspetto . Ed egli mandò a domandar di quella donna ; e gli fu detto : Non è costei Batseba , figliuola di Eliam , moglie di Uria Hitteo ? E Davide mandò de’ messi a torla . Ed ella venne a lui , ed egli si giacque con lei . Or ella si purificava della sua immondizia ; poi ella ritornò a casa sua . E quella donna ingravidò ; e mandò a farlo assapere a Davide , dicendo : Io son gravida . E Davide mandò a dire a Ioab : Mandami Uria Hitteo . E Ioab mandò Uria a Davide . E , quando Uria fu venuto a lui , Davide gli domandò del bene stare di Ioab , e del bene stare del popolo ; e se la guerra andava bene . Poi Davide disse ad Uria : Scendi a casa tua , e lavati i piedi . Uria adunque uscì fuor della casa reale , e gli fu portato dietro un messo di vivande del re . Ma Uria giacque alla porta della casa del re , con tutti i servitori del suo signore , e non iscese a casa sua . E fu rapportato a Davide , che Uria non era sceso a casa sua . E Davide disse ad Uria : Non vieni tu di viaggio ? perchè dunque non sei sceso a casa tua ? Ed Uria disse a Davide : L’ Arca , ed Israele , e Giuda , sono alloggiati in tende ; e Ioab , mio signore , e i servitori del mio signore , sono accampati in su la campagna ; ed io entrerei in casa mia , per mangiare e per bere , e per giacer con la mia moglie ! Come tu vivi , e come l’ anima tua vive , io non farò questa cosa . E Davide disse ad Uria : Stattene qui ancora oggi , e domani io ti accommiaterò . Uria adunque dimorò in Gerusalemme quel giorno , e il giorno seguente . E Davide l’ invitò ; ed egli mangiò e bevve in presenza di esso , ed egli l’ inebbriò ; ma pure in su la sera egli uscì fuori per giacer nel suo letto , co’ servitori del suo signore , e non iscese a casa sua . E la mattina seguente , Davide scrisse una lettera a Ioab , e gliela mandò per Uria . E nella lettera scrisse in questa maniera : Ponete Uria dirincontro alla più aspra battaglia ; poi ritraetevi indietro da lui , acciocchè egli sia percosso , e muoia . Ioab adunque , tenendo l’ assedio alla città , pose Uria in un luogo dove sapeva che vi erano uomini di valore . E la gente della città uscì , e combattè contro a Ioab ; ed alcuni del popolo , de’ servitori di Davide , caddero morti ; Uria Hitteo morì anch’ esso . Allora Ioab mandò a fare assapere a Davide tutto ciò ch’ era seguito in quella battaglia . E diede quest’ ordine al messo : Quando tu avrai finito di raccontare al re tutto ciò ch’ è seguito in questa battaglia , se il re monta in ira , e ti dice : Perchè vi siete accostati alla città per combattere ? non sapete voi come si suol tirare d’ in su le mura ? Chi percosse Abimelec , figliuolo di Ierubbeset ? non fu egli una donna , che gli gittò addosso un pezzo di macina d’ in sul muro , onde egli morì a Tebes ? perchè vi siete accostati al muro ? Allora digli : Uria Hitteo , tuo servitore , è morto anch’ esso . Il messo adunque andò ; e , giunto , raccontò a Davide tutto ciò per che Ioab l’ avea mandato . E disse a Davide : Essi aveano fatto uno sforzo contro a noi , ed erano usciti fuori a noi alla campagna , e noi li avevamo respinti infino all’ entrata della porta . Allora gli arcieri saettarono contro a’ tuoi servitori d’ in sul muro ; e alcuni de’ servitori del re son morti ; Uria Hitteo , tuo servitore , è morto anch’ esso . E Davide disse al messo : Di’ così a Ioab : Non dolgati di questo ; perciocchè la spada consuma così l’ uno come l’ altro ; rinforza la battaglia contro alla città , e distruggila ; e tu confortalo . E la moglie d’ Uria udì che Uria , suo marito , era morto , e fece cordoglio del suo marito . E passato il duolo , Davide mandò per lei , e se l’ accolse in casa , ed ella gli fu moglie , e gli partorì un figliuolo . Ma questa cosa che Davide avea fatta , dispiacque al Signore . E IL Signore mandò Natan a Davide . Ed egli entrò da lui , e gli disse : Vi erano due uomini in una città , l’ uno ricco , e l’ altro povero . Il ricco avea del minuto e del grosso bestiame , in gran quantità ; ma il povero non avea se non una sola piccola agnella , la quale egli avea comperata , e l’ avea nudrita , ed ella era cresciuta con lui e coi suoi figliuoli , mangiando de’ bocconi di esso , e bevendo nella sua coppa , e giacendogli in seno ; e gli era a guisa di figliuola . Ora , essendo venuto a quell’ uomo ricco un viandante in casa , egli risparmiò il suo grosso e minuto bestiame , e non ne prese per apparecchiarlo al viandante che gli era venuto in casa ; ma prese l’ agnella di quel povero uomo , e l’ apparecchiò a colui che gli era venuto in casa . Allora Davide si accese grandemente nell’ ira contro a quell’ uomo , e disse a Natan : Come vive il Signore , colui che ha fatto questo ha meritata la morte ; ed oltre a ciò , conviene che per quella agnella ne paghi quattro ; per ammenda di ciò ch’ egli ha commesso questo fatto , e ch’ egli non ha risparmiata quell’ agnella . Allora Natan disse a Davide : Tu sei quell’ uomo . Così ha detto il Signore Iddio d’ Israele : Io ti ho unto per re sopra Israele , ed io ti ho riscosso dalle mani di Saulle . E ti ho data la casa del tuo signore ; ti ho anche date le donne del tuo signore in seno , e ti ho dato la casa d’ Israele e di Giuda ; e se pure anche questo era poco , io ti avrei aggiunte tali e tali cose . Perchè hai sprezzata la parola del Signore , per far ciò che gli dispiace ? tu hai fatto morire con la spada Uria Hitteo , e ti hai presa per moglie la sua moglie , e hai ucciso lui con la spada de’ figliuoli di Ammon . Ora dunque , la spada non si dipartirà giammai in perpetuo dalla tua casa ; perciocchè tu mi hai sprezzato , e ti hai presa per moglie la moglie di Uria Hitteo . Così ha detto il Signore : Ecco , io farò sorgere contro a te un male dalla tua casa stessa , e torrò le tue mogli davanti agli occhi tuoi , e le darò ad un tuo prossimo , il qual giacerà con loro al cospetto di questo sole . Perciocchè tu l’ hai fatto in occulto , io farò questo davanti a tutto Israele , e davanti al sole . Allora Davide disse a Natan : Io ho peccato contro al Signore . E Natan disse a Davide : Il Signore altresì ha fatto passare il tuo peccato ; tu non morrai . Ma pure , perciocchè con questo tu hai del tutto data cagione a’ nemici del Signore di bestemmiarlo , il figliuolo che ti è nato per certo morrà . E Natan andò a casa sua . E il Signore percosse il fanciullo che la moglie di Uria avea partorito a Davide ; ed egli infermò , fuor di speranza di guarigione . E Davide fece richiesta a Dio per lo fanciullo , e digiunò , e venne , e passò la notte giacendo in terra . E gli Anziani di casa sua gli fecero istanza , per farlo levar di terra ; ma egli non volle , e non prese cibo con loro . Ed avvenne al settimo giorno che il fanciullo morì . Ed i servitori di Davide temevano di fargli assapere che il fanciullo era morto ; perciocchè dicevano : Ecco , mentre il fanciullo era ancora in vita , noi gli parlammo , ed egli non porse orecchie al nostro dire ; come dunque gli diremo noi : Il fanciullo è morto ? onde egli si affliggerà . E Davide , veggendo che i suoi servitori bisbigliavano , si avvide che il fanciullo era morto ; onde disse a’ suoi servitori : Il fanciullo è egli morto ? Ed essi gli dissero : Sì , egli è morto . Allora Davide si levò di terra , e si lavò , e s’ unse , e mutò i suoi vestimenti , ed entrò nella Casa del Signore , e adorò ; poi venne in casa sua , e chiese che gli fosse messa la tavola con le vivande , e mangiò . E i suoi servitori gli dissero : Che cosa è questo che tu hai fatto ? tu hai digiunato , e pianto per lo fanciullo , mentre era ancora in vita ; e quando egli è stato morto , tu ti sei levato , ed hai mangiato . Ed egli disse : Io ho digiunato e pianto , mentre il fanciullo era ancora in vita ; perciocchè io diceva : Chi sa ? forse il Signore mi farà grazia che il fanciullo viverà . Ma ora ch’ egli è morto , perchè digiunerei io ? potrei io farlo ancora tornare ? io me ne vo a lui , ma egli non ritornerà a me . Poi Davide consolò Bat-seba , sua moglie ; ed entrò da lei , e giacque con lei ; ed ella partorì un figliuolo , al quale egli pose nome Salomone ; e il Signore l’ amò . Ed egli mandò il profeta Natan , che gli pose nome Iedidia , per cagione del Signore . Or Ioab , avendo combattuta Rabba dei figliuoli di Ammon , e presa la città reale , mandò de’ messi a Davide , a dirgli : Io ho combattuta Rabba , e anche ho presa la città delle acque . Ora dunque aduna il rimanente del popolo , e metti campo contro alla città , e prendila ; che talora , se io la prendessi , ella non fosse chiamata del mio nome . Davide adunque adunò tutto il popolo , ed andò a Rabba , e la combattè , e la prese . E prese la corona di Melcam d’ in sul capo di esso ; ed ella pesava un talento d’ oro , e vi erano delle pietre preziose ; e fu posta in sul capo di Davide . Egli trasse eziandio le spoglie della città , che furono in grandissima quantità . Egli trasse parimente fuori il popolo ch’ era in essa , e lo pose sotto delle seghe , e sotto delle trebbie di ferro , e sotto delle scuri di ferro , e lo fece passare per fornaci da mattoni ; e così fece a tutte le città de’ figliuoli di Ammon . Poi Davide , con tutto il popolo , se ne ritornò in Gerusalemme . ORA , dopo queste cose , avvenne che , avendo Absalom , figliuolo di Davide , una sorella molto bella , il cui nome era Tamar , Amnon figliuolo di Davide , se ne innamorò . Ed Amnon era in grande ansietà , fino ad infermare , per amor di Tamar , sua sorella ; perciocchè ella era vergine , e gli parea troppo difficil cosa di farle nulla . Or Amnon avea un famigliare amico , il cui nome era Ionadab , figliuolo di Sima , fratello di Davide ; e Ionadab era uomo molto accorto . Ed esso gli disse : Perchè vai tu così dimagrando ogni mattina , o figliuol del re ? non me lo dichiarerai tu ? Ed Amnon gli disse : Io amo Tamar , sorella di Absalom , mio fratello . E Ionadab gli disse : Mettiti in letto , e fatti infermo : e , quando tuo padre verrà a visitarti , digli : Deh ! venga Tamar , mia sorella , e mi dia da mangiare alcuna vivanda , apparecchiandomela in mia presenza ; acciocchè , vedutagliela apparecchiare , io la mangi di sua mano . Amnon adunque si mise in letto , e si fece infermo ; e il re venne a visitarlo . E Amnon gli disse : Deh ! venga Tamar , mia sorella , e facciami un par di frittelle in mia presenza , ed io le mangerò di sua mano . E Davide mandò a dire a Tamar in casa : Or va’ in casa del tuo fratello Amnon , e apparecchiagli qualche vivanda . Tamar adunque andò in casa di Amnon , suo fratello , il quale giaceva in letto ; ed ella prese della farina stemperata , e l’ intrise , e ne fece delle frittelle in presenza di esso , e le cosse . Poi prese la padella , e le versò davanti a lui ; ma egli rifiutò di mangiare , e disse : Fate uscir tutti d’ appresso a me . E tutti uscirono d’ appresso a lui . Allora Amnon disse a Tamar : Recami questa vivanda nella cameretta , ed io prenderò cibo di tua mano . Tamar adunque prese le frittelle che avea fatte , e le recò ad Amnon suo fratello , nella cameretta , e gliele porse , acciocchè mangiasse . Ma egli la prese , e le disse : Vieni , giaci meco , sorella mia . Ed ella gli disse : No , fratello mio , non violarmi ; perciocchè non si deve far così in Israele : non far questa scelleratezza . Ed io , dove caccerei il mio vituperio ? e tu saresti reputato uno de’ più scellerati uomini che sieno in Israele ; ma ora parlane , ti prego , al re ; perciocchè egli non mi ti rifiuterà . Ma egli non volle ascoltar la sua voce ; anzi le fece forza , e la violò , e giacque con lei . E poi Amnon l’ odiò d’ un odio molto grande ; perciocchè l’ odio che le portava era maggiore che l’ amore che le avea portato . Ed egli le disse : Levati , vattene via . Ma ella gli disse : Ei non vi è già cagione di così cacciarmi , che è un male maggiore di quell’ altro che tu mi hai fatto . Ma egli non volle ascoltarla . Anzi chiamò un suo fante che lo serviva , e gli disse : Mandisi ora costei fuori d’ appresso a me , e serra l’ uscio dietro a lei . Or ella avea indosso una giubba ricamata ; perciocchè le figliuole del re , vergini , erano vestite di tali ammanti . Il famiglio di Amnon adunque la mise fuori , e serrò l’ uscio dietro a lei . E Tamar prese della cenere , e se la mise su la testa , e stracciò la giubba ricamata ch’ ella avea indosso , e si pose le mani in sul capo , e andava gridando . Ed Absalom , suo fratello , le disse : Il tuo fratello Amnon è egli stato teco ? taci pur ora , sorella mia ; egli è tuo fratello , non ti accorare per questa cosa . Tamar adunque dimorò in casa del suo fratello Absalom tutta sconsolata . Ora il re Davide intese tutte queste cose , e ne fu grandemente adirato . Ed Absalom non parlava con Amnon nè in male , nè in bene ; perciocchè egli odiava Amnon , perchè avea violata Tamar , sua sorella . Or avvenne , in capo di due anni , che avendo Absalom i tonditori in Baal-hasor , che è presso di Efraim , egli invitò tutti i figliuoli del re . E venne anche al re , e gli disse : Ecco , ora il tuo servitore ha i tonditori ; deh ! venga il re , ed i suoi servitori , col tuo servitore . Ma il re disse ad Absalom : No , figliuol mio ; deh ! non andiamoci tutti , chè non ti siamo di gravezza . E , benchè gliene facesse istanza , non però volle andarvi ; ma lo benedisse . E Absalom disse : Se tu non vieni , venga , ti prego , Amnon , mio fratello , con noi . E il re gli disse : Perchè andrebbe egli teco ? Ma Absalom gli fece tanta istanza , che egli mandò con lui Amnon , e tutti i figliuoli del re . E Absalom diede ordine a’ suoi servitori , dicendo : Deh ! guardate quando il cuore di Amnon sarà allegro di vino , e che io vi dirò : Percotetelo ; allora ammazzatelo , e non temiate ; non sono io quello che ve l’ ho comandato ? confortatevi , e portatevi da valent’ uomini . E i servitori di Absalom fecero ad Amnon come Absalom avea comandato . E tutti i figliuoli del re si levarono , e montarono ciascuno sopra il suo mulo , e fuggirono . Ora , mentre erano ancora per cammino , il grido venne a Davide , che Absalom avea percossi tutti i figliuoli del re , e che niuno di loro era scampato . Allora il re si levò , e stracciò i suoi vestimenti , e si coricò in terra ; e tutti i suoi servitori gli stavano davanti co’ vestimenti stracciati . Ma Ionadab , figliuolo di Sima , fratello di Davide , parlò a Davide , e disse : Il mio signore non dica : Tutti i giovani , figliuoli del re , sono stati uccisi ; perciocchè Amnon solo è morto ! imperocchè , per lo comandamento di Absalom , è stato eseguito questo , ch’ egli avea proposto fin dal giorno che Amnon violò Tamar , sua sorella . Or dunque il re , mio signore , non si metta in cuore questa cosa di dire che tutti i figliuoli del re sieno morti ; perciocchè Amnon solo è morto . Or Absalom se ne fuggì . E il fante che stava alla veletta alzò gli occhi , e riguardò ; ed ecco , un gran popolo veniva dalla via di dietro , allato al monte . E Ionadab disse al re : Ecco , i figliuoli del re vengono ; la cosa sta come il tuo servitore ha detto . E come egli ebbe finito di parlare , ecco , i figliuoli del re arrivarono , ed alzarono la lor voce , e piansero . Il re anch’ esso , e tutti i suoi servitori , piansero di un grandissimo pianto . Or Absalom fuggì , e andò a Talmai , figliuolo di Ammihud , re di Ghesur . E Davide ogni giorno facea cordoglio del suo figliuolo . E dopo che Absalom se ne fuggì , e fu andato in Ghesur , e fu quivi dimorato tre anni , il re Davide si struggeva di andare ad Absalom ; perciocchè egli era racconsolato intorno ad Amnon , che era morto . OR Ioab , figliuolo di Seruia , conoscendo che il cuor del re era inverso Absalom , mandò in Tecoa , e ne fece venire una donna accorta , alla quale disse : Deh ! infigniti di far duolo , e vestiti di vestimenti da cordoglio , e non ungerti di olio ; anzi sii a guisa di una donna , che già da molti giorni faccia cordoglio di un morto ; ed entra dal re , e digli tali e tali cose . E Ioab le mise le parole in bocca . Quella donna Tecoita adunque andò a parlare al re , e si gittò in terra sopra la sua faccia , e si prosternò , e disse : Salvami , o re . E il re le disse : Che hai ? Ed ella disse : Certo io sono una donna vedova , e il mio marito è morto . Ora la tua servente avea due figliuoli , i quali vennero a contesa fuori a’ campi ; e , non essendovi fra loro chi li spartisse , l’ uno percosse l’ altro , e l’ uccise . Ed ecco , tutto il parentado si è levato contro alla tua servente , dicendo : Dacci colui che ha percosso il suo fratello , acciocchè lo facciamo morire , per la vita del suo fratello ch’ egli ha ucciso , e lo sterminiamo ; benchè egli sia l’ erede ; e così spegneranno il carbone acceso che mi è rimasto , senza lasciare al mio marito alcun nome , nè alcun rimanente sopra la faccia della terra . E il re disse alla donna : Vattene a casa tua , ed io darò ordine intorno al fatto tuo . E la donna Tecoita disse al re : O re , mio signore , l’ iniquità sia sopra me , e sopra la casa di mio padre ; e sia innocente il re e il suo trono . E il re le disse : Se alcuno parla contro a te , fallo venire a me , ed egli non ti toccherà più . Ed ella disse : Deh ! mentovi il re il Signore Iddio suo , che tu non lascerai che il vendicatore del sangue passi misura per uccidere ; e che non istermineranno il mio figliuolo . Ed egli le disse : Come vive il Signore , non caderà pure un capello del tuo figliuolo a terra . E la donna disse : Deh ! lascia che la tua servente dica una parola al re , mio signore . Ed egli le disse : Parla . E la donna disse : Perchè dunque hai tu pensato una cosa simile a questa contro al popolo di Dio ? e il re parlando in questa maniera , è in certo modo colpevole , non facendo tornar colui ch’ egli ha cacciato . Perciocchè noi per certo morremo , e saremo simili ad acqua sparsa in terra , la qual non si può raccogliere ; e Iddio non ha riguardo ad alcuna persona ; pensi adunque il re alcun modo , che colui ch’ è cacciato non rimanga scacciato da lui . Ed ora ciò che io son venuta per parlare di questa cosa al re , mio signore , è stato perchè il popolo mi ha fatto paura ; onde la tua servente ha detto : Ora io parlerò col re ; forse il re farà ciò che la sua servente gli dirà . Se il re acconsente di liberar la sua servente dalla mano di colui che vuole sterminar me , e insieme il mio figliuolo , dall’ eredità del Signore ; la tua servente ha anche detto : Or sarà la parola del re , mio signore , a tranquillità ; perciocchè il re , mio signore , è come un angelo di Dio , per udire il bene e il male ; e il Signore Iddio tuo sarà teco . E il re rispose , e disse alla donna : Deh ! non celarmi ciò che io ti domanderò . E la donna disse : Parli pure il re , mio signore . E il re disse : Non ha Ioab tenuto mano a farti far tutto questo ? E la donna rispose , e disse : Come l’ anima tua vive , o re , mio signore , ei non si può sfuggire nè a destra , nè a sinistra , di cosa alcuna che il re , mio signore , ha detta ; perciocchè Ioab , tuo servitore , è quel che mi ha ordinato questo ; ed egli stesso ha poste in bocca alla tua servente tutte queste parole . Ioab , tuo servitore , ha fatto questo per trasformare il negozio ; ma il mio signore è savio come un angelo di Dio , per conoscer tutto quello che si fa in terra . Allora il re disse a Ioab : Ecco , ora tu hai condotto questo affare ; va’ dunque , e fa’ ritornare il giovane Absalom . E Ioab si gittò in terra sopra la sua faccia , e si prosternò , e benedisse il re , e disse : Oggi conosce il tuo servitore che io ho trovata grazia appo te , o re , mio signore ; poichè il re ha fatto ciò che il suo servitore gli ha detto . Ioab adunque si levò , e andò in Ghesur , e ne menò Absalom in Gerusalemme . E il re disse : Riducasi a casa sua , e non vegga la mia faccia . Absalom adunque si ridusse a casa sua , e non vide la faccia del re . Ora in tutto Israele non vi era uomo alcuno che fosse pari ad Absalom in eccellente bellezza ; non vi era in lui alcun difetto , dalla pianta del piè fino alla sommità del capo . E , quando egli si facea tondere il capo , il che facea ogni anno , perciocchè gli pesava troppo , egli pesava le chiome del suo capo , ed erano di peso di dugento sicli a peso del re . E nacquero ad Absalom tre figliuoli , e una figliuola , il cui nome era Tamar ; e fu una bella donna . Ed Absalom dimorò in Gerusalemme due anni , senza vedere la faccia del re . Ed Absalom mandò per Ioab , per mandarlo al re . Ma egli non volle venire a lui . Ed Absalom mandò per lui ancora la seconda volta ; ma egli non volle venire . Ed Absalom disse a’ suoi servitori : Ecco il campo di Ioab , ch’ è presso del mio , dove egli ha dell’ orzo ; andate , e mettetevi il fuoco . E i servitori di Absalom misero il fuoco in quel campo . E Ioab si levò , e venne ad Absalom in casa , e gli disse : Perchè hanno i tuoi servitori messo il fuoco nel mio campo ? Ed Absalom disse a Ioab : Ecco , io ti avea mandato a dire : Vieni qua , ed io ti manderò al re , a dirgli : Perchè sono io venuto di Ghesur ? meglio sarebbe per me che io vi fossi ancora ; ora dunque fa’ che io vegga la faccia del re ; e se in me vi è alcuna iniquità , facciami morire . Ioab adunque venne al re , e gli rapportò la cosa . E il re chiamò Absalom ; ed egli venne a lui , e si prosternò in terra davanti a lui sopra la sua faccia . E il re baciò Absalom . ORA , dopo queste cose , avvenne che Absalom si fornì di carri e di cavalli ; e cinquant’ uomini correvano davanti a lui . Ed egli si levava la mattina , e si fermava allato alla via della porta ; e se vi era alcuno che avesse qualche piato , per lo quale gli convenisse venire al re per giudicio , Absalom lo chiamava , e gli diceva : Di qual città sei tu ? E colui gli rispondeva : Il tuo servitore è di tale e tale tribù d’ Israele . Ed Absalom gli diceva : Vedi , le tue ragioni son buone e diritte ; ma tu non hai alcuno che ti ascolti da parte del re . E Absalom diceva : Oh ! fossi io pur costituito giudice nel paese ; acciocchè chiunque avrebbe alcun piato , o affare di giudicio , venisse a me ! io gli farei ragione . E , se alcuno gli si accostava per prosternarsi davanti a lui , egli stendeva la mano , e lo prendeva , e lo baciava . E così faceva Absalom a tutti quelli d’ Israele che venivano al re per giudicio ; e furava il cuore di que’ d’ Israele . Or avvenne , in capo di quarant’ anni , che Absalom disse al re : Deh ! lascia che io vada in Hebron , per adempiere un mio voto che io ho fatto al Signore . Perciocchè , mentre io dimorava in Ghesur , in Siria , il tuo servitore fece un voto , dicendo : Se pure il Signore mi riconduce in Gerusalemme , io sacrificherò al Signore . E il re gli disse : Va’ in pace . Egli adunque si levò , e andò in Hebron . Or Absalom avea mandate per tutte le tribù d’ Israele delle persone che dessero loro la posta , dicendo : Quando voi udirete il suon della tromba , dite : Absalom è fatto re in Hebron . E con Absalom andarono dugent’ uomini di Gerusalemme , ch’ erano stati convitati ; e vi andarono nella loro semplicità , non sapendo nulla . Ed Absalom , quando fu per sacrificare i sacrificii , mandò per Ahitofel Ghilonita , consigliere di Davide , che venisse da Ghilo , sua città ; e la conguira divenne potente , e il popolo andava crescendo di numero appresso di Absalom . Ora un messo venne a Davide , dicendo : Il cuor degl’ Israeliti è dietro ad Absalom . Allora Davide disse a tutti i suoi servitori ch’ erano con lui in Gerusalemme : Levatevi , fuggiamocene ; perciocchè noi non potremo scampare d’ innanzi ad Absalom ; affrettatevi a camminare ; chè talora egli di subito non ci raggiunga , e non trabocchi la ruina addosso a noi ; e non percuota la città , mettendola a fil di spada . Ed i servitori del re gli dissero : Ecco i tuoi servitori , per fare interamente secondo che al re , mio signore , parrà bene . Il re adunque uscì fuori , e tutta la sua casa lo seguitò . E il re lasciò dieci donne concubine a guardia della casa . E quando il re fu uscito , con tutto il popolo che lo seguitava , si fermarono in una casa remota . E tutti i suoi servitori , con tutti i Cheretei , e tutti i Peletei , camminavano allato a lui ; e tutti i Ghittei , ch’ erano seicent’ uomini , venuti di Gat al suo seguito , passavano davanti al re . E il re disse a Ittai Ghitteo : Perchè andresti ancora tu con noi ? ritornatene , e dimora col re ; perciocchè tu sei forestiere , e sei per andartene presto al tuo luogo . Pur ieri ci venisti ; e ti farei io andar vagando qua e là con noi ? ma , quant’ è a me , io vo dove potrò ; ritornatene , e rimena i tuoi fratelli ; benignità e verità dimorino teco . Ma Ittai rispose al re , e disse : Come vive il Signore , e come vive il re , mio signore , dovunque il re , mio signore , sarà , così per morire , come per vivere , il tuo servitore vi sarà ancora . Davide adunque disse ad Ittai : Va’ , passa oltre . Così Ittai Ghitteo passò oltre con tutta la sua gente , e tutti i fanciulli ch’ egli avea seco . E tutto il popolo del paese piangeva con gran grida , mentre tutta quella gente passava . E il re passò il torrente di Chidron ; e tutta la gente passò , traendo verso il deserto . Or ecco , quivi era ancora Sadoc , con tutti i Leviti , portando d’ Arca del Patto di Dio ; ed essi posarono l’ Arca di Dio , mentre Ebiatar saliva , finchè tutto il popolo ebbe finito di uscire della città . Ma il re disse a Sadoc : Riporta l’ Arca di Dio nella città ; se io trovo grazia appo il Signore , egli mi ricondurrà , e me la farà vedere , insieme col suo abitacolo ; ma , se pure egli dice così : Io non ti gradisco ; eccomi , facciami egli come gli piacerà . Il re disse ancora al sacerdote Sadoc : Non sei tu il veggente ? ritornatene in pace nella città , tu , ed Ebiatar , insieme co’ vostri due figliuoli : Ahimaas , tuo figliuolo , e Gionatan , figliuolo di Ebiatar . Vedete , io mi andrò trattenendo nelle campagne del deserto , finchè mi venga rapportata alcuna novella da parte vostra . Sadoc adunque , ed Ebiatar , riportarono l’ Arca di Dio in Gerusalemme , e dimorarono quivi . E Davide saliva per la salita degli Ulivi , piangendo , ed avendo il capo coperto , e camminava scalzo . E tutta la gente ch’ egli avea seco avea il capo coperto , e saliva piangendo . E fu rapportato e detto a Davide : Ahitofel è fra quelli che si son congiurati con Absalom . E Davide disse : Signore , rendi , ti prego , pazzo il consiglio di Ahitofel . Or avvenne che , come Davide fu giunto alla cima del monte , dove egli voleva adorare Iddio , ecco , Husai Archita gli venne incontro , avendo la vesta stracciata , e della terra in su la testa . E Davide gli disse : Se tu passi oltre meco , tu mi sarai di gravezza ; ma , se tu te ne ritorni nella città , e dici ad Absalom : Io sarò tuo servitore , o re ; ab antico io sono stato servitore di tuo padre , ed ora sarò il tuo ; tu mi romperai il consiglio di Ahitofel . E non avrai tu quivi teco i sacerdoti Sadoc ed Ebiatar , a’ quali farai assapere tutto quello che tu intenderai dalla casa del re ? Ecco , là son con loro i due lor figlioli , Ahimaas , figliuolo di Sadoc , e Gionatan , figliuolo di Ebiatar ; per essi mandatemi a dire tutto quello che avrete udito . Così Husai , famigliare amico di Davide , venne nella città , allora appunto che Absalom entrava in Gerusalemme . Ora , quando Davide fu passato un poco di là dalla cima del monte , ecco , Siba , servitore di Mefiboset , gli venne incontro con un paio d’ asini carichi , sopra i quali erano dugento pani , e cento mazzuoli d’ uve secche , e cento di frutti dalla state , ed un baril di vino . E il re disse a Siba : Che vuoi far di coteste cose ? E Siba disse : Gli asini son per la famiglia del re , per cavalcarli ; e il pane , e i frutti dalla state , son per li fanti , perchè mangino ; e il vino è per quelli che saranno stanchi nel deserto , perchè bevano . E il re disse : E dove è il figliuolo del tuo signore ? E Siba disse al re : Ecco , egli è dimorato in Gerusalemme ; perciocchè egli ha detto : Oggi la casa d’ Israele mi restituirà il reame di mio padre . E il re disse a Siba : Ecco , tutto quello ch’ era di Mefiboset è tuo . E Siba disse : Io mi t’ inchino , o re , mio signore ; trovi io pur grazia appo te . Ora , essendo il re Davide giunto a Bahurim , ecco , un uomo della famiglia di Saulle , il cui nome era Simi , figliuolo di Ghera , uscì di là , e andava maledicendo Davide . E tirava delle pietre contro al re Davide , e contro a tutti i suoi servitori ; benchè egli avesse a destra ed a sinistra tutta la gente , e tutti gli uomini di valore . E Simi diceva così , maledicendolo : Esci , esci pur fuori , uomo di sangue , ed uomo scellerato ; il Signore ti ha fatto ritornare addosso tutto il sangue della casa di Saulle , in luogo del quale tu hai regnato ; e il Signore ha dato il regno in mano ad Absalom , tuo figliuolo ; ed eccoti nel tuo male ; perciocchè tu sei un uomo di sangue . E Abisai , figliuolo di Seruia , disse al re : Perchè maledice questo can morto il re , mio signore ? deh ! lascia che io vada , e gli tolga il capo . Ma il re rispose : Che ho io da far con voi , figliuoli di Seruia ? Maledica pure ; e , se il Signore gli ha detto : Maledici Davide , chi dirà : Perchè hai tu fatto così ? Davide , oltre a ciò , disse ad Abisai , e a tutti i suoi servitori : Ecco , il mio figliuolo , ch’ è uscito delle mie interiora , cerca di tormi la vita ; quanto più ora lo può fare un Beniaminita ? lasciatelo , ch’ egli maledica pure ; perciocchè il Signore glielo ha detto . Forse il Signore riguarderà alla mia afflizione , e mi renderà del bene , in luogo della maledizione , della quale costui oggi mi maledice . Davide adunque , con la sua gente , camminava per la via , e Simi andava allato al monte , dirimpetto a lui , maledicendo del continuo , e tirandogli pietre , e levando la polvere . Ora il re , e tutta la gente ch’ era con lui , giunsero là tutti stanchi ; e quivi presero lena . ED Absalom , con tutto il popolo , i principali d’ Israele , entrò in Gerusalemme ; ed Ahitofel con lui . E quando Husai Archita , famigliare amico di Davide , fu venuto ad Absalom , gli disse : Viva il re , viva il re . Ed Absalom disse ad Husai : È questa la tua benignità inverso il tuo famigliare amico ? perchè non sei andato con lui ? Ed Husai disse ad Absalom : No ; anzi io sarò di colui , il quale il Signore , e questo popolo , e tutti i principali d’ Israele , hanno eletto ; e dimorerò con lui . E secondamente , a cui servirò io ? non servirò io al figliuolo di esso ? Come io sono stato al servigio di tuo padre , così anche sarò al tuo . Allora Absalom disse ad Ahitofel : Consigliate ciò che abbiamo a fare . Ed Ahitofel disse ad Absalom : Entra dalle concubine di tuo padre , le quali egli ha lasciate a guardia della casa ; acciocchè tutto Israele intenda che tu ti sei renduto abbominevole a tuo padre ; e così le mani di tutti coloro che sono teco saranno rinforzate . E fu teso ad Absalom un padiglione in sul tetto ; ed Absalom entrò dalle concubine di suo padre , davanti agli occhi di tutto Israele . E in que’ giorni il consiglio che Ahitofel dava era stimato come se si fosse domandato l’ oracolo di Dio ; di tanta stima era ogni consiglio di Ahitofel , così appresso Davide , come appresso Absalom . Poi Ahitofel disse ad Absalom : Deh ! lascia che io scelga dodicimila uomini ; ed io mi leverò , e perseguirò Davide questa notte ; e lo sopraggiungerò , mentre egli è stanco , ed ha le mani fiacche ; ed io gli darò lo spavento , e tutta la gente ch’ è con lui se ne fuggirà ; e io percoterò il re solo ; e ridurrò tutto il popolo a te ; l’ uomo che tu cerchi vale quanto il rivoltar di tutti ; tutto il rimanente del popolo non farà più guerra . E questo parere piacque ad Absalom , ed a tutti gli Anziani d’ Israele . Ma pur Absalom disse : Deh ! chiama ancora Husai Archita , ed intendiamo ciò ch’ egli ancora avrà in bocca . Husai adunque venne ad Absalom ; ed Absalom gli disse : Ahitofel ha parlato in questa sentenza ; faremo noi ciò ch’ egli ha detto , o no ? parla tu . Ed Husai disse ad Absalom : Il consiglio che Ahitofel ha dato questa volta non è buono . Poi disse : Tu conosci tuo padre , e gli uomini ch’ egli ha seco , che sono uomini di valore , e che hanno gli animi inaspriti come un’ orsa che abbia perduti i suoi orsacchi in su la campagna ; oltre a ciò , tuo padre è uomo di guerra , e non istarà la notte col popolo . Ecco , egli è ora nascosto in una di quelle grotte , o in uno di que’ luoghi ; ed avverrà che , se alcuni di coloro caggiono al primo incontro , chiunque l’ udirà dirà : La gente che seguitava Absalom è stata sconfitta . Laonde eziandio i più valorosi , che hanno il cuore simile ad un cuor di leone , del tutto si avviliranno ; perciocchè tutto Israele sa che tuo padre è uomo prode , e che quelli che son con lui son valorosi . Ma io consiglio che del tutto si aduni appresso di te tutto Israele , da Dan fino in Beerseba , in gran numero , come la rena ch’ è in sul lido del mare ; e che tu vada in persona alla battaglia . E allora noi andremo contro a lui in qualunque luogo egli si troverà , e ci accamperemo intorno a lui , a guisa che cade la rugiada in su la terra ; e non pur uno di tutti gli uomini che son con lui gli resterà . E se pure egli si riduce in alcuna città , tutto Israele vi porterà delle funi , e noi la strascineremo fino al torrente , finchè non vi si trovi pure una petruzza . Ed Absalom , e tutti i principali d’ Israele dissero : Il consiglio di Husai Archita è migliore che il consiglio di Ahitofel . Ora il Signore aveva così ordinato , per rompere il consiglio di Ahitofel , ch’ era migliore ; acciocchè il Signore facesse venire il male sopra Absalom . Allora Husai disse a Sadoc , e ad Ebiatar , sacerdoti : Ahitofel ha dato tale e tal consiglio ad Absalom , e agli Anziani d’ Israele ; ed io l’ ho dato tale e tale . Ora dunque , mandate prestamente a farlo intendere a Davide , e a dirgli : Non istar questa notte nelle campagne del deserto ; ed anche del tutto passa il Giordano ; che talora il re non sia sopraffatto , con tutta la gente ch’ è con lui . Or Gionatan ed Ahimaas se ne stavano presso alla fonte di Roghel ; e , perciocchè non potevano mostrarsi , nè entrar nella città , una servente andò , e rapportò loro la cosa ; ed essi andarono , e la fecero assapere al re Davide . Ed un garzone li vide , e lo rapportò ad Absalom . Ma amendue camminarono prestamente , e vennero in Bahurim , in casa d’ un uomo che avea un pozzo nel suo cortile , e vi si calarono dentro . E la donna di casa prese una coverta , e la distese sopra la bocca del pozzo , e vi sparse su del grano infranto ; e niuno seppe il fatto . Ed i servitori di Absalom vennero a quella donna in casa , e le dissero : Dove è Ahimaas e Gionatan ? Ed ella disse loro : Hanno passato il guado dell’ acqua . Ed essi li cercarono ; ma , non trovandoli , se ne ritornarono in Gerusalemme . E , dopo che se ne furono andati , quelli salirono fuor del pozzo , e andarono , e rapportarono la cosa a Davide ; e gli dissero : Levatevi , e passate prestamente l’ acqua ; perciocchè Ahitofel ha dato tal consiglio contro a voi . Davide adunque si levò , con tutta la gente ch’ era con lui , e passò il Giordano ; avanti lo schiarir del dì , tutti , fino ad uno , aveano passato il Giordano . Or Ahitofel , veduto che non si era fatto ciò ch’ egli avea consigliato , sellò il suo asino , e si levò , e andò a casa sua nella sua città , e diede ordine alla sua casa ; e poi si strangolò , e morì , e fu seppellito nella sepoltura di suo padre . E DAVIDE venne in Mahanaim . Poi Absalom passò il Giordano , insieme con tutta la gente d’ Israele . Ed Absalom costituì Amasa sopra l’ esercito , in luogo di Ioab . Or Amasa era figliuolo d’ un uomo Israelita , chiamato Itra , il quale era entrato da Abigail , figliuola di Nahas , sorella di Seruia , madre di Ioab . Ed Israele , con Absalom , si accampò nel paese di Galaad . Ora , quando Davide fu giunto in Mahanaim , Sobi , figliuolo di Nahas , da Rabba de’ figliuoli di Ammon , e Machir , figliuolo di Ammiel , da Lodebar , e Barzillai Galaadita , da Roghelim , portarono a Davide , ed alla gente ch’ era con lui , letti , e bacini , e vasellame di terra ; e da mangiare , frumento , ed orzo , e farina , e grano arrostito , e fave , e lenti , ed anche delle arrostite ; e miele , e butirro , e pecore , e caci di vacca ; perciocchè dissero : Questa gente ha patito fame , e stanchezza , e sete , nel deserto . Or Davide fece la rassegna della gente ch’ era con lui , e costituì sopra loro de’ capitani di migliaia , e dei capitani di centinaia . E Davide mandò il popolo , il terzo sotto la condotta di Ioab , l’ altro terzo sotto la condotta di Abisai , figliuolo di Seruia , fratello di Ioab , e l’ altro terzo , sotto la condotta d’ Ittai Ghitteo . Poi il re disse al popolo : Anch’ io del tutto uscirò con voi . Ma il popolo rispose : Tu non uscirai ; perciocchè , se pur noi fuggiamo , essi non ne terran conto ; ed avvegnachè morisse la metà di noi , che siamo pur ora intorno a diecimila , non ne terrebbero conto ; ora dunque meglio è che tu ci dia soccorso dalla città . E il re disse loro : Io farò ciò che vi par bene . Così il re si fermò allato alla porta , mentre tutto il popolo usciva , a centinaia ed a migliaia . E il re comandò , e disse a Ioab , e ad Abisai , e ad Ittai : Trattatemi dolcemente il giovane Absalom . E tutto il popolo udì , quando il re diede questo comandamento a tutti i capitani intorno ad Absalom . Il popolo adunque uscì fuori in campagna incontro ad Israele ; e la battaglia si diede nella selva di Efraim . E quivi fu sconfitto il popolo d’ Israele dalla gente di Davide ; e in quel dì la sconfitta fu grande in quel luogo , cioè , di ventimila uomini . E la battaglia si sparse quivi per tutto il paese ; e la selva consumò in quel giorno del popolo assai più che la spada non ne avea consumato . Ed Absalom s’ incontrò nella gente di Davide . Or egli cavalcava un mulo , e il mulo entrò sotto il folto di una gran quercia , e il capo di Absalom si appese alla quercia , ed egli restò sospeso fra cielo e terra ; e il mulo , ch’ egli avea sotto di sè , passò oltre . Ed un uomo lo vide , e lo rapportò a Ioab , e disse : Ecco , io ho veduto Absalom appeso ad una quercia . E Ioab disse a colui che gli rapportava questo : Ecco , poichè tu l’ hai veduto , perchè non l’ hai percosso , e messo per terra in quel luogo stesso ? e a me sarebbe stato il darti dieci sicli d’ argento e una cintura . Ma quell’ uomo disse a Ioab : Quantunque io avessi nelle palme delle mani mille sicli d’ argento contanti , non però metterei la mano addosso al figliuolo del re : perciocchè il re ha dato comandamento , udenti noi , a te , e ad Abisai , e ad Ittai , dicendo : Guardate che alcun di voi non metta la mano sopra il giovane Absalom . E se io avessi fatta questa fraude contro alla mia vita , poichè cosa niuna è occulta al re , tu te ne staresti lontan da me . E Ioab rispose : Io non me ne starò così a bada in presenza tua . E prese tre dardi in mano , e li ficcò nel petto di Absalom , ch’ era ancora vivo in mezzo della quercia . Poi dieci fanti , scudieri di Ioab , circondarono Absalom , e lo percossero , e l’ ammazzarono . Allora Ioab sonò con la tromba , e il popolo se ne ritornò dalla caccia d’ Israele ; perciocchè Ioab rattenne il popolo . Poi presero Absalom , e lo gittarono nella selva , dentro una gran fossa ; e alzarono sopra quella un grandissimo mucchio di pietre ; e tutto Israele fuggì , ciascuno alle sue stanze . Or Absalom , mentre era in vita , avea preso il piliere ch’ è nella Valle del re , e se l’ avea rizzato ; perciocchè diceva : Io non ho figliuoli , per conservar la memoria del mio nome ; e chiamò quel piliere del suo nome . Laonde infino a questo giorno è stato chiamato : Il piliere di Absalom . ED Ahimaas , figliuolo di Sadoc , disse : Deh ! ch’ io corra , e porti al re queste buone novelle , che il Signore gli ha fatto ragione , liberandolo dalla mano de’ suoi nemici . Ma Ioab gli disse : Tu non saresti oggi portatore di buone novelle ; un altro giorno porterai le novelle ; ma oggi tu non porteresti buone novelle ; perciocchè il figliuolo del re è morto . E Ioab disse ad un Etiopo : Va’ , rapporta al re ciò che tu hai veduto . E l’ Etiopo s’ inchinò a Ioab , e poi si mise a correre . E Ahimaas , figliuolo di Sadoc , disse di nuovo a Ioab : Checchè sia , lascia , ti prego , che ancora io corra dietro all’ Etiopo . E Ioab gli disse : Perchè vuoi così correre , figliuol mio , poichè non ti si presenta alcuna buona novella a portare ? Ed egli disse : Checchè sia , io correrò . E Ioab gli disse : Corri . Ahimaas adunque si mise a correre per la via della pianura , ed avanzò l’ Etiopo . Or Davide sedeva fra le due porte ; e la guardia ch’ era alla veletta salì in sul tetto della porta , in sul muro , ed alzò gli occhi , e riguardò ; ed ecco un uomo che correva tutto solo . E la guardia gridò , e lo fece assapere al re . E il re disse : Se egli è solo , egli porta novelle . E colui si andava del continuo accostando . Poi la guardia vide un altro uomo che correva ; e gridò al portinaio , e disse : Ecco un altro uomo che corre tutto solo . E il re disse : Anche costui porta novelle . E la guardia disse : Il correr del primo mi pare il correre di Ahimaas , figliuolo di Sadoc . E il re disse : Costui è uomo da bene ; egli deve venire per alcuna buona novella . Allora Ahimaas gridò , e disse al re : Bene stii . E , dopo essersi inchinato in terra davanti al re sopra la sua faccia , disse : Benedetto sia il Signore Iddio tuo , il quale ti ha dati nelle mani quegli uomini che aveano levate le mani loro contro al re , mio signore . E il re disse : Il giovane Absalom è egli sano e salvo ? Ed Ahimaas disse : Io vidi una gran calca , quando Ioab mandò il fante del re , e me , tuo servitore ; ma io non ho saputo che cosa si fosse . E il re gli disse : Va’ da canto , e fermati là . Egli adunque andò da canto , e si fermò . Ed ecco , l’ Etiopo giunse , e disse : Il re , mio signore , riceva queste buone novelle , che il Signore ti ha oggi fatto ragione , liberandoti delle mani di tutti coloro che si erano levati contro a te . E il re disse all’ Etiopo : Il giovane Absalom è egli sano e salvo ? E l’ Etiopo rispose : Sieno i nemici del re , mio signore , e tutti quelli che si levano contro a te per male , come il giovane . Allora il re si conturbò , e salì nella sala della porta , e pianse ; e , mentre andava , diceva così : Figliuol mio Absalom ! figliuol mio , figliuol mio Absalom ! oh ! fossi io pur morto in luogo tuo , figliuol mio Absalom , figliuol mio ! E fu rapportato a Ioab : Ecco , il re piange , e fa cordoglio di Absalom . E la vittoria tornò in quel dì a tutto il popolo in duolo ; perciocchè il popolo udì dire in quel dì : Il re è addolorato del suo figliuolo . E il popolo in quel dì entrò furtivamente nella città , come furtivamente entrerebbe gente che si vergognasse per esser fuggita nella battaglia . E il re si coprì la faccia , e gridava con gran voce : Figliuol mio Absalom , figliuol mio Absalom , figliuol mio ! Ma Ioab entrò dal re in casa , e disse : Tu hai oggi svergognato il volto a tutta la tua gente , che ha oggi salvata la vita a te , ed ai tuoi figliuoli , ed alle tue figliuole , ed alle tue mogli , ed alle tue concubine ; amando quelli che ti odiano , e odiando quelli che ti amano ; perciocchè tu hai oggi dichiarato che capitani e soldati non ti son nulla ; perchè io conosco oggi che , se Absalom fosse in vita , e noi tutti fossimo oggi morti , la cosa allora ti piacerebbe . Or dunque levati , esci fuori , e parla alla tua gente graziosamente ; perciocchè io giuro per lo Signore , che se tu non esci fuori , non pure un uomo dimorerà teco questa notte ; e ciò ti sarà un male peggiore che ogni altro male che ti sia avvenuto dalla tua giovanezza infino ad ora . Allora il re si levò , e si pose a sedere nella porta . E fu rapportato , e detto a tutto il popolo : Ecco , il re siede nella porta . E tutto il popolo venne davanti al re . ORA , essendosene gl’ Israeliti fuggiti ciascuno alle sue stanze , tutto il popolo contendeva fra sè stesso in tutte le tribù d’ Israele , dicendo : Il re ci ha riscossi dalle mani de’ nostri nemici : egli ancora ci ha salvati dalle mani de’ Filistei ; e ora egli è fuggito dal paese per cagione di Absalom . Ed Absalom , il qual noi avevamo unto sopra noi , è morto nella battaglia . Ora dunque , perchè non dite voi nulla di far ritornare il re ? E il re Davide mandò a dire a’ sacerdoti Sadoc ed Ebiatar : Parlate agli Anziani di Giuda , dicendo : Perchè sareste voi gli ultimi a ricondurre il re in casa sua ? or i ragionamenti di tutto Israele erano pervenuti al re in casa sua . Voi siete miei fratelli , mie ossa , e mia carne ; perchè dunque sareste gli ultimi a ricondurre il re ? Dite ancora ad Amasa : Non sei tu mie ossa , e mia carne ? Così mi faccia Iddio , e così aggiunga , se tu non sei capo dell’ esercito davanti a me in perpetuo , in luogo di Ioab . Così egli piegò il cuore di tutti gli uomini di Giuda , come di un uomo solo ; laonde essi mandarono a dire al re : Ritornatene con tutta la tua gente . E il re se ritornò , ed arrivò al Giordano . Or que’ di Giuda erano venuti in Ghilgal , per andare incontro al re , per fargli passare il Giordano . E Simi , figliuolo di Ghera , Beniaminita , ch’ era da Bahurim , si affrettò , e scese con que’ di Giuda incontro al re Davide , avendo seco mille uomini di Beniamino ; e Siba , famiglio della casa di Saulle , con quindici suoi figliuoli , e venti suoi servitori ; e passarono il Giordano davanti al re . Poi la barca passò , per tragittare la famiglia del re , e per far ciò che piacerebbe al re . E , come il re era per passare il Giordano , Simi , figliuolo di Ghera , gli si gittò ai piedi ; e disse al re : Il mio signore non m’ imputi a colpa , e non ridurti a memoria il misfatto che il tuo servitore commise al giorno che il re , mio signore , uscì fuor di Gerusalemme , per recarselo a cuore . Perciocchè il tuo servitore conosce che io ho peccato ; ed ecco , oggi son venuto il primo , avanti ogni altro della casa di Giuseppe , per iscendere incontro al re , mio signore . Ma Abisai , figliuolo di Seruia , si mosse a dire : Non si farebbe egli morir Simi , perciò ch’ egli ha maledetto l’ Unto del Signore ? E Davide disse : Che ho io da far con voi , figliuoli di Seruia , che oggi mi siate in luogo di Satana ? Farebbesi oggi morire alcuno in Israele ? perciocchè non conosco io che oggi son re sopra Israele ? E il re disse a Simi : Tu non morrai . E il re gliel giurò . Poi scese ancora incontro al re Mefiboset , figliuolo di Saulle ; il quale non si avea acconci i piedi , nè la barba , nè lavati i vestimenti , dal dì che il re se n’ era andato , fino al giorno ch’ egli tornò in pace . E quando egli venne in Gerusalemme incontro al re , il re gli disse : Perchè non venisti meco , Mefiboset ? Ed egli disse : O re , mio signore , il mio servitore m’ ingannò ; perciocchè il tuo servitore avea detto : Io mi farò sellar l’ asino , e monterò su , ed andrò col re ; conciossiachè il tuo servitore sia zoppo . Ed egli ha calunniato il tuo servitore appo il re , mio signore ; ma pure il re , mio signore , è come un angelo di Dio ; fa’ dunque ciò che ti piacerà . Conciossiachè tutta la casa di mio padre non sia se non d’ uomini che hanno meritata la morte appo il re , mio signore ; e pur tu avevi posto il tuo servitore fra quelli che mangiano alla tua tavola . E qual diritto ho io ancora , e che ho io da gridare più al re ? E il re gli disse : Perchè conteresti più le tue ragioni ? Io ho detto : Tu , e Siba , partite le possessioni . E Mefiboset disse al re : Anzi prenda egli pure il tutto , poichè il re , mio signore , è venuto in pace in casa sua . Or Barzillai Galaadita era disceso da Roghelim , e passò il Giordano col re , per accompagnarlo fin di là dal Giordano . E Barzillai era molto vecchio , d’ età di ottant’ anni ; ed egli avea nudrito il re , mentre era dimorato in Mahanaim ; perciocchè egli era uomo di grandissime facoltà . E il re disse a Barzillai : Tu , vientene meco , ed io ti nudrirò appresso di me in Gerusalemme . Ma Barzillai disse al re : Di che età sono io , per salir col re in Gerusalemme ? Io sono omai d’ età di ottant’ anni ; potrei io discernere fra il buono e il cattivo ? potrebbe il tuo servitore gustar ciò che mangerebbe o berrebbe ? potrei io ancora udir la voce de’ cantatori e delle cantatrici ? e perchè sarebbe il tuo servitore più in gravezza al re , mio signore ? Il tuo servitore passerà un poco di là dal Giordano col re ; e perchè mi farebbe il re una cotal ricompensa ? Deh ! lascia che il tuo servitore se ne ritorni , e che io muoia nella mia città , presso alla sepoltura di mio padre e di mia madre ; ma ecco Chimham , tuo servitore ; passi egli col re , mio signore , e fagli ciò che ti piacerà . E il re disse : Vengasene Chimham meco , e io gli farò ciò che ti piacerà ; ed a te ancora farò tutto ciò che tu chiederai da me . E quando tutto il popolo ebbe passato il Giordano , e che il re ancora fu passato , il re baciò Barzillai , e lo benedisse . Ed egli se ne ritornò al suo luogo . E il re passò in Ghilgal , e Chimham passò con lui . E tutto il popolo di Giuda , e anche parte del popolo d’ Israele , ricondussero il re . Or ecco , tutti gli altri Israeliti vennero al re , e gli dissero : Perchè ti hanno i nostri fratelli , gli uomini di Giuda , furtivamente menato via , ed hanno fatto passare il Giordano al re , ed alla sua famiglia , ed a tutta la sua gente con lui ? E tutti gli uomini di Giuda risposero agli uomini d’ Israele : Perciocchè il re è nostro prossimo ; e perchè vi adirate voi per questo ? abbiamo noi mangiato cosa alcuna del re ? ovvero , ci ha egli fatto alcun dono ? E gli uomini d’ Israele risposero agli uomini di Giuda , e dissero : Noi abbiamo dieci parti nel re , ed anche inverso Davide noi siamo da più di voi ; perchè dunque ci avete voi sprezzati ? E non abbiamo noi i primieri parlato fra noi di far ritornare il nostro re ? Ma il parlar degli uomini di Giuda fu più aspro che il parlar degli uomini d’ Israele . Or quivi si trovò a caso un uomo scellerato , il cui nome era Seba , figliuolo di Bicri , Beniaminita , il qual sonò con la tromba , e disse : Noi non abbiamo parte alcuna in Davide , nè ragione d’ eredità nel figliuolo d’ Isai . O Israele , vadasene ciascuno alle sue stanze . E tutti gli uomini d’ Israele si dipartirono d’ appresso Davide , e andarono dietro a Seba , figliuolo di Bicri ; ma que’ di Giuda si attennero al re loro , accompagnandolo dal Giordano fino in Gerusalemme . Ora , quando il re Davide fu arrivato in casa sua , in Gerusalemme , prese le dieci donne concubine , ch’ egli avea lasciate a guardia della casa , e le mise in una casa in custodia ; e le nudriva , ma non entrava da loro ; e furono così rinchiuse fino al dì della lor morte , in perpetuo vedovatico . Poi il re disse ad Amasa : Adunami la gente di Giuda infra tre giorni , e tu ritrovati qui presente . Amasa dunque andò per adunare que’ di Giuda ; ma tardò oltre al termine che il re gli avea posto . Laonde Davide disse ad Abisai : Ora Seba , figliuolo di Bicri , ci farà peggio che Absalom ; prendi tu la gente del tuo signore , e perseguita Seba ; che talora egli non si trovi alcune città forti , e scampi dagli occhi nostri . Così uscirono fuori dietro a lui la gente di Ioab , ed i Cheretei , ed i Peletei , e tutti gli uomini di valore ; ed uscirono di Gerusalemme , per perseguitar Seba , figliuolo di Bicri . E come furono presso alla gran pietra ch’ è in Gabaon , Amasa venne loro incontro . Or Ioab avea cinto il manto onde era vestito ; e sopra esso la cintura della spada ch’ era attaccata , pendendo sopra i suoi lombi nel fodero . Ed egli si fece avanti , e quella cadde . E Ioab disse ad Amasa : Stai tu bene , fratel mio ? Poi con la man destra prese Amasa per la barba , per baciarlo . E Amasa non si prendeva guardia della spada che Ioab avea in mano . Ed egli lo percosse nella quinta costa , e sparse l’ interiora di esso in terra , d’ un sol colpo , senza raddoppiarlo . Così egli morì . Poi Ioab , ed Abisai suo fratello , perseguitarono Seba , figliuolo di Bicri . Ed uno de’ fanti di Ioab si fermò presso ad Amasa , e disse : Chi vuol bene a Ioab , e chi è per Davide , vada dietro a Ioab . E Amasa si voltolava nel sangue in mezzo della strada . E quell’ uomo , veggendo che tutto il popolo si fermava , strascinò Amasa fuor della strada , in un campo , e gli gittò una vesta addosso , poichè vide che tutti quelli che venivano a lui si arrestavano . Quando egli fu levato via , ciascuno passò dietro a Ioab , per perseguitar Seba , figliuolo di Bicri . Ed esso , passato per tutte le tribù d’ Israele , venne in Abel , ed in Bet-maaca , con tutti i Beriti , i quali si erano adunati , e l’ aveano eziandio seguitato . E tutta la gente ch’ era con Ioab , venne e l’ assediò in Abel di Bet-maaca ; e fecero un argine contro alla città , il quale essendo condotto fino all’ antimuro , essi tagliavano il muro , per farlo cadere . Allora una donna savia gridò dalla città : Udite , udite ; deh ! dite a Ioab : Accostati qua , ed io parlerò teco . E , quando egli si fu accostato a lei , la donna gli disse : Sei tu Ioab ? Ed egli disse : Sì , io son desso . Ed ella gli disse : Ascolta le parole della tua servente . Ed egli disse : Io ascolto . Ed ella disse così : Anticamente si soleva dire : Vadasi pure a domandar consiglio in Abel ; e come Abel aveva consigliato , così si mandava ad esecuzione . Io sono una delle più pacifiche e leali città d’ Israele ; tu cerchi di far perire una città , anzi una madre in Israele . Perchè disperderesti l’ eredità del Signore ? E Ioab rispose , e disse : Tolga Iddio , tolga Iddio da me , che io disperda , e guasti . La cosa non istà così ; ma un uomo del monte di Efraim , il cui nome è Seba , figliuolo di Bicri , ha levata la mano contro al re Davide . Datemi lui solo , ed io mi partirò dalla città . E la donna disse a Ioab : Ecco , il suo capo ti sarà gittato d’ in sul muro . Quella donna adunque se ne venne a tutto il popolo con la sua saviezza . Ed essi tagliarono la testa a Seba , figliuolo di Bicri , e la gittarono a Ioab . Allora egli fece sonar la tromba , e ognuno si sparse d’ appresso alla città , e si ridusse alle sue stanze . E Ioab se ne ritornò in Gerusalemme al re . E Ioab restò sopra tutto l’ esercito di Israele ; e Benaia , figliuolo di Ioiada , era sopra i Cheretei , ed i Peletei ; ed Adoram era sopra i tributi ; e Iosafat , figliuolo di Ahilud , era Cancelliere ; e Seia era Segretario ; e Sadoc ed Ebiatar erano Sacerdoti ; vi era eziandio Ira Iairita , ch’ era Governatore per Davide . ORA al tempo di Davide vi fu una fame tre anni continui . E Davide domandò la faccia del Signore . E il Signore disse : Questo è avvenuto per cagion di Saulle , e di quella casa di sangue ; perciocchè egli fece morire i Gabaoniti . Allora il re chiamò i Gabaoniti , e disse loro ora i Gabaoniti non erano de’ figliuoli d’ Israele , anzi del rimanente degli Amorrei ; ed i figliuoli d’ Israele aveano loro giurato ; ma Saulle , per una certa gelosia ch’ egli avea per li figliuoli d’ Israele e di Giuda , cercò di farli morire ; Davide , dico , disse a’ Gabaoniti : Che vi farò io , e con che purgherò io il torto che vi è stato fatto , acciocchè voi benediciate l’ eredità del Signore ? Ed i Gabaoniti gli dissero : Noi non abbiam da fare con Saulle , nè con la sua casa , per argento , nè per oro ; nè anche abbiam da fare di far morire alcuno in Israele . E il re disse loro : Che chiedete voi che io vi faccia ? Ed essi dissero al re : Sienci dati sette uomini de’ figliuoli di colui che ci ha distrutti , ed ha macchinato contro a noi ; talchè siamo stati sterminati , sì che non siam potuti durare in alcuna contrada d’ Israele ; e noi li appiccheremo al Signore in Ghibea di Saulle , eletto del Signore . E il re disse loro : Io ve li darò . E il re risparmiò Mefiboset , figliuolo di Gionatan , figliuolo di Saulle , per cagion del giuramento fatto nel Nome del Signore ch’ era stato fra loro ; fra Davide , e Gionatan , figliuolo di Saulle . Ma il re prese i due figliuoli di Rispa , figliuola di Aia , i quali ella avea partoriti a Saulle , cioè Armoni e Mefiboset ; e i cinque figliuoli di Mical , figliuola di Saulle , i quali ella avea partoriti ad Adriel , figliuolo di Barzillai , Meholatita ; e li diede nelle mani de’ Gabaoniti ; ed essi li appiccarono in quel monte , davanti al Signore ; e tutti e sette morirono insieme . Or furono fatti morire ai primi giorni della mietitura , in sul principio della ricolta degli orzi . E Rispa , figliuola di Aia , prese un panno grosso , e se lo stese sopra una pietra , dimorando quivi , dal principio della ricolta , finchè stillò dell’ acqua dal cielo sopra essi ; e non permetteva che alcuno uccello del cielo si posasse sopra loro di giorno , nè alcuna fiera della campagna di notte . E fu rapportato a Davide ciò che Rispa , figliuola di Aia , concubina di Saulle , avea fatto . E Davide andò , e tolse le ossa di Saulle , e le ossa di Gionatan , suo figliuolo , d’ appo quei di Iabes di Galaad , le quali essi aveano furtivamente tolte dalla piazza di Betsan , ove i Filistei li aveano appiccati , al giorno che i Filistei percossero Saulle in Ghilboa . E avendo fatte trasportar di là le ossa di Saulle , e le ossa di Gionatan , suo figliuolo ; e le ossa di coloro ch’ erano stati appiccati essendo eziandio state raccolte ; furono sotterrate con le ossa di Saulle , e di Gionatan , suo figliuolo , nel paese di Beniamino , in Sela , nella sepoltura di Chis , padre di Saulle ; e fu fatto tutto ciò che il re avea comandato . E , dopo questo , Iddio fu placato inverso il paese . ORA , mentre i Filistei aveano ancora guerra con Israele , Davide , con la sua gente , andò e combattè contro a’ Filistei . Ed essendo Davide stanco , Isbibenob , ch’ era de’ discendenti di Rafa il ferro della cui lancia era di peso di trecento sicli , ed era di rame , ed egli avea cinta una spada nuova , propose di percuotere Davide . Ma Abisai , figliuolo di Seruia , lo soccorse , e percosse il Filisteo , e l’ uccise . Allora la gente di Davide giurò , dicendo : Tu non uscirai più con noi in battaglia , che talora tu non ispenga la lampana d’ Israele . Ora , dopo questo , vi fu ancora guerra contro a’ Filistei , in Gob ; ed allora Sibbecai Hussatita percosse Saf , ch’ era dei discendenti di Rafa . Vi fu ancora un’ altra guerra contro a’ Filistei , in Gob ; ed Elhanan , figliuolo di Iaare-oreghim , Bet-lehemita , percosse Goliat Ghitteo ; l’ asta della cui lancia era come un subbio di tessitore . Vi fu ancora un’ altra guerra in Gat ; e quivi si trovò un uomo di grande statura , che avea sei dita in ciascuna mano , e in ciascun piede , ventiquattro in tutto ; ed era anche esso della progenie di Rafa . Ed egli schernì Israele ; ma Gionatan , figliuolo di Sima , fratello di Davide , lo percosse . Questi quattro nacquero in Gat , della schiatta di Rafa ; e furono morti per mano di Davide , e per mano de’ suoi servitori . E DAVIDE proferì al Signore le parole di questo cantico , al giorno che il Signore l’ ebbe riscosso dalla mano di tutti i suoi nemici , e dalla mano di Saulle ; e disse : Il Signore è la mia rocca , e la mia fortezza , e il mio liberatore ; Egli è l’ Iddio della mia rupe , io spererò in lui ; Egli è il mio scudo , e il corno della mia salute ; Il mio alto ricetto , il mio rifugio ; Il mio Salvatore , che mi salva di violenza . Io invocai il Signore , al quale appartiene ogni lode , E fui salvato da’ miei nemici . Perciocchè onde di morte mi aveano intorniato , Torrenti di scellerati mi aveano spaventato . Legami di sepolcro , mi aveano circondato , Lacci di morte mi aveano incontrato . Mentre io era distretto , io invocai il Signore , E gridai all’ Iddio mio ; Ed egli udì la mia voce dal suo Tempio , E il mio grido pervenne a’ suoi orecchi . Allora la terra fu smossa , e tremò ; I fondamenti de’ cieli furono crollati e scossi ; Perciocchè egli era acceso nell’ ira . Fumo gli saliva per le nari , E fuoco consumante per la bocca ; Da lui procedevano brace accese . Ed egli abbassò i cieli , e discese , Avendo una caligine sotto a’ suoi piedi . E cavalcava sopra Cherubini , e volava , Ed appariva sopra le ale del vento . Ed avea poste d’ intorno a sè , per tabernacoli , tenebre , Viluppi d’ acque , e nubi dell’ aria , Dallo splendore che scoppiava davanti a lui , Procedevano brace accese . Il Signore tonò dal cielo , E l’ Altissimo mandò fuori la sua voce ; Ed avventò saette , e disperse coloro ; Folgore , e li mise in rotta . E , per lo sgridare del Signore , E per lo soffiar dell’ alito delle sue nari , I canali del mare furon veduti , I fondamenti del mondo furono scoperti . Egli da alto distese la mano , Mi prese , mi trasse fuori di grandi acque . Egli mi riscosse dal mio potente nemico , Da quelli che mi odiavano ; perciocchè erano più forti di me . Essi mi erano venuti incontro al giorno della mia calamità ; Ma il Signore fu il mio sostegno . E mi trasse fuori in luogo largo ; Egli mi liberò ; perciocchè egli mi gradisce . Il Signore mi ha fatta la retribuzione secondo la mia giustizia ; Egli mi ha renduto secondo la purità delle mie mani . Perciocchè io ho osservate le vie del Signore , E non mi sono empiamente rivolto dall’ Iddio mio . Perciocchè io ho tenute davanti agli occhi tutte le sue leggi , E non mi son rivolto da’ suoi statuti . E sono stato intiero inverso lui , E mi son guardato dalla mia iniquità . E il Signore mi ha fatta la retribuzione secondo la mia giustizia , Secondo la purità che io ho guardata davanti agli occhi suoi . Tu ti mostri pietoso inverso il pio , Intiero inverso l’ uomo intiero . Puro inverso il puro , E ritroso inverso il perverso ; E salvi la gente afflitta , E bassi gli occhi in su gli altieri . Perciocchè tu sei la mia lampana , o Signore ; E il Signore allumina le mie tenebre . Perciocchè per te io rompo tutta una schiera ; Per l’ Iddio mio io salgo sopra il muro . La via di Dio è intiera ; La parola del Signore è purgata col fuoco ; Egli è scudo a tutti coloro che sperano in lui . Perciocchè , chi è Dio , fuor che il Signore ? E chi è Rocca , fuor che l’ Iddio nostro ? Iddio è la mia forza ; e il mio valore ; Ed ha renduta spedita e appianata la mia via . Egli rende i miei piedi simili a quelli delle cerve , E mi fa star ritto in su i miei alti luoghi . Egli ammaestra le mie mani alla battaglia , E con le mie braccia un arco di rame è spezzato . Tu mi hai ancora dato lo scudo della tua salvezza , E la tua benignità mi ha accresciuto . Tu hai allargati i miei passi sotto me , E le mie calcagna non son vacillate . Io ho perseguiti i miei nemici , e li ho sterminati ; E non me ne son tornato indietro , finchè non li avessi distrutti . Io li ho distrutti , e li ho trafitti , e non son potuti risorgere ; E mi son caduti sotto a’ piedi . E tu mi hai cinto di prodezza per la guerra ; Tu hai abbassati sotto me quelli che si levavano contro a me . Ed hai fatte voltar le spalle a’ miei nemici , Ed a coloro che mi odiavano , davanti a me ; Ed io li ho sterminati . Essi riguardavano in qua ed in là , ma non vi fu chi li salvasse ; Riguardarono al Signore , ma egli non rispose loro . Ed io li ho stritolati minuto come polvere della terra ; Io li ho calpestati , schiacciati , come il fango delle strade . Tu mi hai ancora scampato dalle brighe del mio popolo ; Tu mi hai guardato per esser capo di genti ; Il popolo che io non conosceva , mi è divenuto servo . Gli stranieri si sono infinti inverso me ; Al solo udire degli orecchi , si son renduti ubbidienti a me . Gli stranieri son divenuti fiacchi , Ed hanno tremato di paura fin dentro i lor ricetti chiusi . Viva il Signore , e benedetta sia la mia Rocca ; E sia esaltato Iddio , ch’ è la Rocca della mia salvezza . Iddio è quel che mi dà modo di far le mie vendette , E che abbassa i popoli sotto me . Ed è quel che mi trae fuori da’ miei nemici ; Tu mi levi ad alto d’ infra coloro che mi assaltano , E mi riscuoti dagli uomini violenti . Perciò , o Signore , io ti celebrerò fra le nazioni , E salmeggerò al tuo Nome ; Il quale rende magnifiche le vittorie del suo re , Ed usa benignità inverso Davide , suo Unto , E inverso la sua progenie , in sempiterno . ORA queste son le ultime parole di Davide : Davide , figliuolo d’ Isai , dice ; Anzi l’ uomo che è stato costituito in alta dignità , L’ Unto dell’ Iddio di Giacobbe , E il componitore delle soavi canzoni d’ Israele , dice : Lo Spirito del Signore ha parlato per me , E la sua parola è stata sopra la mia lingua . L’ Iddio d’ Israele ha detto ; La Rocca d’ Israele mi ha parlato , dicendo ; Chi signoreggia sopra gli uomini , sia giusto , Signoreggiando nel timor di Dio . Ed egli sarà come la luce della mattina , quando il sole si leva ; Di una mattina senza nuvole ; Come l’ erba che nasce dalla terra per lo sole , e per la pioggia . Benchè la mia casa non sarà così appo Iddio ; Perciocchè egli ha fatto meco un patto eterno Perfettamente bene ordinato ed osservato ; Conciossiachè tutta la mia salute , e tutto il mio piacere sia , Ch’ egli non lo farà rigermogliare . Ma gli uomini scellerati tutti quanti saranno gittati via , Come spine che non si prendono con la mano ; Anzi , chi vuol maneggiarle impugna del ferro , od un’ asta di lancia ; Ovvero , son del tutto bruciate col fuoco in su la pianta . QUESTI sono i nomi degli uomini prodi di Davide : Colui che sedeva nel seggio , il Tacmonita , era il principale de’ colonnelli . Esso era Adino Eznita , il quale in una volta andò sopra ottocent’ uomini , e li sconfisse . E , dopo lui , era Eleazaro , figliuolo di Dodo , figliuolo di Ahohi . Costui era fra i tre prodi ch’ erano con Davide , allora che sfidarono i Filistei , che si erano quivi adunati in battaglia , e che gl’ Israeliti si ritrassero . Costui si levò , e percosse i Filistei , finchè la sua mano fu stanca , e restò attaccata alla spada . E il Signore diede una gran vittoria in quel dì ; e il popolo ritornò dietro a Eleazaro , solo per ispogliare . E , dopo lui , Samma , figliuolo di Aghe , Hararita . Essendosi i Filistei adunati in una stuolo , in un luogo dove era un campo pieno di lenti , ed essendosi il popolo messo in fuga d’ innanzi a’ Filistei , costui si presentò in mezzo del campo , e lo riscosse , e percosse i Filistei . E il Signore diede una gran vittoria . Ora questi tre capi de’ colonnelli vennero a Davide , al tempo della ricolta , nella spelonca di Adullam . Ed allora lo stuolo de’ Filistei era accampato nella valle de’ Rafei . E Davide era allora nella fortezza ; ed in quel tempo i Filistei aveano guernigione in Bet-lehem . E Davide fu mosso di desiderio , e disse : Chi mi darà da bere dell’ acqua della cisterna di Bet-lehem , ch’ è alla porta ? E que’ tre prodi penetrarono nel campo de’ Filistei , e attinsero dell’ acqua dalla cisterna di Bet-lehem , ch’ è alla porta ; e la portarono , e la presentarono a Davide ; ma egli non volle berne , anzi la sparse al Signore , e disse : Togli da me , Signore , che io faccia questo ; berrei io il sangue di questi uomini che sono andati là al rischio della lor vita ? E non volle ber quell’ acqua . Queste cose fecero que’ tre prodi . Abisai anch’ esso , fratello di Ioab , figliuolo di Seruia , era capo fra altri tre . Costui eziandio vibrò la sua lancia contro a trecent’ uomini , e li uccise ; onde egli acquistò fama fra que’ tre ; fra i quali certo egli fu il più illustre , e fu lor capo ; ma non pervenne a quegli altri tre . Poi vi era Benaia , figliuolo di Ioiada , figliuol d’ un uomo valoroso ; il qual Benaia fece di gran prodezze , ed era da Cabseel . Costui percosse i due Ariel di Moab ; discese ancora , e percosse un leone in mezzo di una fossa , al tempo della neve . Egli percosse ancora un uomo Egizio , ch’ era ragguardevole , ed avea in mano una lancia ; ma Benaia discese contro a lui con un bastone , e gli strappò la lancia di mano , e l’ uccise con la sua propria lancia . Queste cose fece Banaia , figliuolo di Ioiada , e fu famoso fra quei tre prodi . Egli fu illustre sopra i trenta ; ma pure non pervenne a que’ tre . E Davide lo costituì sopra la gente ch’ egli avea del continuo a suo comando . Poi vi era Asael , fratello di Ioab , ch’ era sopra questi trenta , cioè : Elhanaan , figliuolo di Dodo , da Bet-lehem ; Samma Harodita , Elica Harodita ; Heles Paltita ; Ira , figliuolo d’ Icches , Tecoita ; Abiezer Anatotita , Mebunnai Husatita ; Salmon Ahohita , Maharai Netofatita ; Heleb , figliuolo di Baana , Netofatita ; Ittai , figliuolo di Ribai , da Ghibea de’ figliuoli di Beniamino ; Benaia Piratonita , Hiddai dalle valli di Gaas ; Abi-albon Arbatita , Azmavet Barhumita ; Elihaba Saalbonita , Gionatan de’ figliuoli di Iasen ; Samma Hararita ; Ahiam figliuolo di Sarar , Ararita ; Elifelet , figliuolo di Ahasbai , figliuolo di un Maacatita ; Eliam , figliuolo di Ahitofel , Ghilonita ; Hesrai Carmelita , Parai Arbita ; Igheal , figliuolo di Natan , da Soba ; Bani Gadita ; Selec Ammonita ; Naarai Beerotita , il quale portava le armi di Ioab , figliuolo di Seruia ; Ira Itrita , Gareb Itrita ; Uria Hitteo ; in tutto trentasette . OR l’ ira del Signore si accese di nuovo contro ad Israele ; ed egli incitò Davide contro ad essi , dicendo : Va’ , annovera Israele e Giuda . E il re disse a Ioab , capo dell’ esercito ch’ era appresso di lui : Or va’ attorno per tutte le tribù d’ Israele , da Dan fino in Beerseba , e annoverate il popolo , acciocchè io ne sappia il numero . E Ioab disse al re : Il Signore Iddio tuo accresca il popolo per cento cotanti , e faccia che gli occhi del re , mio signore , il veggano . E perchè vuole questa cosa il re , mio signore ? Ma la parola del re prevalse a Ioab , ed a’ capi dell’ esercito . Laonde Ioab , ed i capi dell’ esercito ch’ erano davanti al re , si partirono per annoverare il popolo d’ Israele . E passarono il Giordano , e si accamparono in Aroer , a man destra della città che è in mezzo del torrente di Gad , ed appresso di Iazer . Poi vennero in Galaad , e nel paese delle contrade basse , cioè in Hodsi ; poi vennero in Dan-Iaan , e ne’ contorni di Sidon . Poi vennero alla fortezza di Tiro , e in tutte le città degli Hivvei e de’ Cananei ; poi di là procedettero verso la parte meridionale di Giuda , in Beerseba . Così circuirono tutto il paese , e ritornarono in Gerusalemme in capo di nove mesi e venti giorni . E Ioab diede al re il numero della descrizione del popolo ; e d’ Israele vi erano ottocentomila uomini valenti che potevano tirar la spada ; e di que’ di Giuda cinquecentomila . E Davide fu tocco nel cuore , dopo che egli ebbe annoverato il popolo . E Davide disse al Signore : Io ho gravemente peccato in ciò che io ho fatto ; ma ora , Signore , rimovi , ti prego , l’ iniquità del tuo servitore ; perciocchè io ho fatta una gran follia . Ed essendosi Davide levato la mattina , il Signore parlò al profeta Gad , Veggente di Davide , dicendo : Va’ , e di’ a Davide : Così ha detto il Signore : Io ti propongo tre cose ; eleggitene una , ed io te la farò . Gad adunque venne a Davide , e gli rapportò la cosa , e gli disse : Qual cosa vuoi tu che ti avvenga ? o sett’ anni di fame nel tuo paese ; o che tu fugga per tre mesi davanti a’ tuoi nemici , e ch’ essi ti perseguitino ; o che per tre giorni vi sia pestilenza nel tuo paese ? Ora considera , e vedi ciò che io ho da rispondere a colui che mi ha mandato . Allora Davide disse a Gad : Io son grandemente distretto : deh ! caggiamo nelle mani del Signore ; perciocchè le sue compassioni son grandi ; e ch’ io non caggia nelle mani degli uomini . Il Signore adunque mandò una pestilenza in Israele , da quella mattina fino al termine posto ; e morirono settantamila uomini del popolo , da Dan fino in Beerseba . E l’ Angelo stese la sua mano sopra Gerusalemme , per farvi il guasto ; ma il Signore si pentì di quel male , e disse all’ Angelo che faceva il guasto fra il popolo : Basta , rallenta ora la tua mano . Or l’ Angelo del Signore era presso dell’ aia di Arauna Gebuseo . E Davide , avendo veduto l’ Angelo che percoteva il popolo , disse al Signore : Ecco , io ho peccato , io ho operato iniquamente ; ma queste pecore che hanno fatto ? Deh ! sia la tua mano sopra me , e sopra la casa di mio padre . E Gad venne in quel dì a Davide , e gli disse : Sali , rizza un altare al Signore nell’ aia di Arauna Gebuseo . E Davide salì , secondo la parola di Gad , come il Signore avea comandato . E Arauna riguardò , e vide il re e i suoi servitori che venivano a lui . Ed Arauna uscì fuori , e s’ inchinò al re con la faccia verso terra . Poi disse : Perchè è venuto il re , mio signore , al suo servitore ? E Davide disse : Per comperar de te quest’ aia , per edificarvi un altare al Signore ; acciocchè questa piaga sia arrestata d’ in sul popolo . E Arauna disse a Davide : Il re , mio signore , prenda , ed offerisca ciò che gli piacerà ; ecco questi buoi per l’ olocausto ; e queste trebbie e questi arnesi da buoi per legne . Il re Arauna donò tutte queste cose al re , e gli disse : Il Signore Iddio tuo ti gradisca . Ma il re disse ad Arauna : No ; anzi del tutto compererò queste cose da te per prezzo , e non offerirò al Signore Iddio mio olocausti che io abbia avuti in dono . Davide adunque comperò l’ aia e i buoi per cinquanta sicli d’ argento . E Davide edificò quivi un altare al Signore , e offerì olocausti e sacrificii da render grazie . E il Signore fu placato inverso il paese , e la piaga fu arrestata d’ in su Israele . ORA il re Davide divenne vecchio e molto attempato ; e benchè lo coprissero di panni , non però si riscaldava . Laonde i suoi servitori gli dissero : Cerchisi al re , nostro signore , una fanciulla vergine , la quale stia davanti al re , e lo governi , e ti giaccia in seno ; acciocchè il re , mio signore , si riscaldi . Cercarono adunque , per tutte le contrade d’ Israele , una bella fanciulla ; e trovarono Abisag Sunamita , e la condussero al re . E la fanciulla era bellissima , e governava il re , e lo serviva ; ma il re non la conobbe . Allora Adonia , figliuolo di Hagghit , s’ innalzò , dicendo : Io regnerò ; e si fornì di carri e di cavalieri ; e cinquant’ uomini correvano davanti a lui . Or suo padre non volle contristarlo in vita sua , dicendo : Perchè hai fatta cotesta cosa ? Ed oltre a ciò , egli era bellissimo , e sua madre l’ avea partorito dopo Absalom . Poi tenne ragionamento con Ioab , figliuolo di Seruia , e col sacerdote Ebiatar ; ed essi gli porsero aiuto , e lo seguitarono . Ma il sacerdote Sadoc , e Benaia , figliuolo di Ioiada , e il profeta Natan , e Simi , e Rei , e gli uomini prodi che Davide avea , non furono della parte di Adonia . Or Adonia ammazzò pecore e buoi , ed animali grassi , presso alla pietra di Zohelet , ch’ è vicin della fonte di Roghel ; e invitò tutti i suoi fratelli , figliuoli del re , e tutti gli uomini di Giuda ch’ erano al servigio del re ; ma non invitò il profeta Natan , nè Benaia , nè gli uomini prodi , nè Salomone , suo fratello . E Natan disse a Batseba , madre di Salomone : Non hai tu udito che Adonia , figliuolo di Hagghit , è stato fatto re , senza che Davide , nostro signore , ne sappia nulla ? Ora dunque vieni , e permetti , ti prego , che io ti dia un consiglio , acciocchè tu scampi la vita tua , e la vita di Salomone , tuo figliuolo . Va’ , ed entra dal re Davide , e digli : Non hai tu , o re , mio signore , giurato alla tua servente , dicendo : Certo , Salomone , tuo figliuolo , regnerà dopo me , e sederà in sul mio trono ? perchè dunque è stato fatto re Adonia ? Ecco , mentre tu sarai ancora quivi , parlando col re , io entrerò dopo te , e supplirò le tue parole . Batseba dunque entrò dal re dentro alla camera . Ora il re era molto vecchio , ed Abisag Sunamita lo serviva . E Batseba s’ inchinò , e fece riverenza al re . E il re le disse : Che hai ? Ed ella gli disse : Signor mio , tu hai giurato alla tua servente per lo Signore Iddio tuo : Certo , Salomone , tuo figliuolo , regnerà dopo me , e sederà in sul mio trono . E pure ecco ora , Adonia è stato fatto re , senza che ora tu , o re , mio signore , ne abbi saputo nulla . Ed ha ammazzati buoi , ed animali grassi , e pecore , in gran numero ; ed ha invitati tutti i figliuoli del re , e il sacerdote Ebiatar , e Ioab , capo dell’ esercito ; ma non ha chiamato il tuo servitore Salomone . Ora gli occhi di tutto Israele son volti verso te , o re , mio signore ; acciocchè tu dichiari loro chi ha da sedere in sul trono del re , mio signore , dopo lui . Altrimenti avverrà che , quando il re , mio signore , giacerà co’ suoi padri , io e il mio figliuolo Salomone saremo riputati colpevoli . Or , mentre ella parlava ancora col re , ecco , il profeta Natan sopraggiunse . E ciò fu rapportato al re , dicendo : Ecco il profeta Natan . Ed egli venne alla presenza del re , e gli s’ inchinò , con la faccia verso terra . E Natan disse al re : O re , mio signore , hai tu detto : Adonia regnerà dopo me , ed egli sarà quel che sederà sopra il mio trono ? Conciossiachè oggi egli sia sceso , ed abbia ammazzati buoi , ed animali grassi , e pecore in gran numero ; ed abbia invitati tutti i figliuoli del re , ed i capi dell’ esercito , e il sacerdote Ebiatar ; ed ecco , mangiano e bevono davanti a lui , ed hanno detto : Viva il re Adonia . Ma egli non ha chiamato me , tuo servitore , nè il sacerdote Sadoc , nè Benaia , figliuolo di Ioiada , nè Salomone , tuo servitore . Questa cosa è ella stata fatta da parte del re , mio signore , senza che tu abbi dichiarato al tuo servitore chi ha da sedere sopra il trono del re , mio signore , dopo lui ? E il re Davide rispose , e disse : Chiamatemi Batseba . Ed ella venne davanti al re , e stette in piè in sua presenza . E il re giurò , e disse : Come il Signore , che ha riscossa l’ anima mia d’ ogni tribolazione , vive , io ti farò oggi , come io ti ho giurato per lo Signore Iddio di Israele , dicendo : Salomone , tuo figliuolo , regnerà dopo me ; ed egli sederà in sul mio trono , in luogo mio . E Batseba s’ inchinò con la faccia verso terra , e fece riverenza al re , e disse : Possa il re Davide , mio signore , vivere in perpetuo . Poi il re Davide disse : Chiamatemi il sacerdote Sadoc , e il profeta Natan , e Benaia , figliuolo di Ioiada . Ed essi vennero in presenza del re . E il re disse loro : Prendete con voi i servitori del vostro signore , e fate montar Salomone , mio figliuolo sopra la mia mula , e menatelo sopra Ghihon . E il sacerdote Sadoc e il profeta Natan unganlo quivi per re sopra Israele . Poi sonate con la tromba , e dite : Viva il re Salomone . Poi ritornatevene dietro a lui , ed egli verrà , e sederà sopra il mio trono , e regnerà in luogo mio ; perciocchè io l’ ho ordinato per esser conduttore sopra Israele e sopra Giuda . E Benaia , figliuolo di Ioiada , rispose al re , e disse : Amen , così dica il Signore Iddio del re , mio signore . Siccome il Signore è stato col re , mio signore , così sia con Salomone ; e magnifichi il suo trono , anche sopra il trono del re Davide , mio signore . Il sacerdote Sadoc adunque , e il profeta Natan e Benaia , figliuolo di Ioiada , e i Cheretei , e i Peletei , scesero , e fecero montare Salomone sopra la mula del re Davide , e lo condussero sopra Ghihon . E il sacerdote Sadoc prese il corno dell’ olio del Tabernacolo , ed unse Salomone . Poi si sonò con la tromba , e tutto il popolo disse : Viva il re Salomone . E tutto il popolo ritornò dietro a lui , sonando flauti , e rallegrandosi di una grande allegrezza , talchè la terra si schiantava per le lor grida . Or Adonia , e tutti gl’ invitati ch’ erano con lui , come finivano di mangiare , udirono questo romore . Ioab ancora udì il suon della tromba , e disse : Che vuol dire questo grido della città , che è così commossa ? Mentre egli parlava ancora , ecco , Gionatan , figliuolo del sacerdote Ebiatar , giunse . Ed Adonia gli disse : Vien pure ; perciocchè tu sei un valent’ uomo , e devi recar buone novelle . Ma Gionatan rispose , e disse ad Adonia : Per certo il re Davide , nostro signore , ha costituito re Salomone . E il re ha mandato con lui il sacerdote Sadoc , e il profeta Natan , e Benaia , figliuolo di Ioiada , e i Cheretei , e i Peletei ; ed essi l’ hanno fatto montare sopra la mula del re . E il sacerdote Sadoc e il profeta Natan l’ hanno unto per re in Ghihon ; e di là se ne son tornati con allegrezza ; e la città se n’ è commossa . Quest’ è il romore che voi avete udito . Ed anche Salomone si è posto a sedere sopra il trono reale . Ed anche i servitori del re son venuti per benedire il re Davide , nostro signore , dicendo : Iddio renda il nome di Salomone vie più eccellente che il tuo nome , e magnifichi il suo trono vie più che il tuo . E il re ha adorato in sul letto ; ed anche ha detto così : Benedetto sia il Signore Iddio d’ Israele , il quale ha oggi stabilito uno che segga sopra il mio trono , davanti agli occhi miei . Allora tutti gl’ invitati da Adonia sbigottirono , e si levarono , e andarono , ciascuno a suo cammino . Ed Adonia , temendo di Salomone , si levò , e andò , e impugnò le corna dell’ Altare . E ciò fu rapportato a Salomone , dicendo : Ecco , Adonia teme del re Salomone ; ed ecco , egli ha impugnate le corna dell’ Altare , dicendo : Giurimi oggi il re Salomone , ch’ egli non farà morire il suo servitore con la spada . E Salomone disse : Se egli si porta da uomo virtuoso , ei non caderà pur uno de’ suoi capelli a terra ; ma , se si trova in lui del male , morrà . E il re Salomone mandò a ritrarlo d’ appresso all’ Altare . Ed egli venne , e s’ inchinò al re Salomone . E Salomone gli disse : Vattene a casa tua . ORA , avvicinandosi il tempo della morte di Davide , egli comandò al suo figliuolo Salomone , e gli disse : Io me ne vo per la via di tutta la terra ; fortificati , e portati da uomo ; e osserva ciò che il Signore Iddio tuo ti ha comandato di osservare ; camminando nelle sue vie , ed osservando i suoi statuti , e i suoi comandamenti , e le sue leggi , e le sue testimonianze , siccome è scritto nella Legge di Mosè ; acciocchè tu prosperi in tutto quello che tu farai , e in tutto ciò a che tu ti volterai ; affinchè il Signore adempia ciò ch’ egli mi ha promesso , dicendo : Se i tuoi figliuoli prendono guardia alla via loro , per camminar con lealtà nel mio cospetto , con tutto il cuor loro , e con tutta l’ anima loro ; non ti verrà giammai meno uomo che segga sopra il trono d’ Israele . Oltre a ciò , tu sai quello che mi ha fatto Ioab , figliuolo di Seruia ; ciò che egli ha fatto a’ due capi degli eserciti d’ Israele , ad Abner , figliuolo di Ner , e ad Amasa , figliuolo di Ieter , i quali egli ha uccisi , spandendo in pace il sangue che si spande in guerra , e mettendo il sangue , che si spande in guerra , nella sua cintura ch’ egli avea sopra le reni , e nelle sue scarpe ch’ egli avea ne’ piedi . Fanne adunque secondo la tua sapienza , e non lasciare scendere la sua canutezza in pace nel sepolcro . Ma usa benignità inverso i figliuoli di Barzillai Galaadita , e sieno fra quelli che mangeranno alla tua tavola ; perciocchè così vennero a me , quando io fuggiva d’ innanzi ad Absalom , tuo fratello . Ecco , oltre a ciò , appo te è Simi , figliuolo di Ghera , Beniaminita , da Bahurim , il qual mi maledisse d’ una maledizione atroce nel giorno che io andava in Mahanaim . Ma egli mi scese incontro verso il Giordano , ed io gli giurai per lo Signore , che io non lo farei morire con la spada . Ma ora non lasciarlo impunito ; perciocchè tu sei uomo savio ; considera dunque ciò che tu gli avrai da fare , e fa’ scendere la sua canutezza nel sepolcro per morte sanguinosa . Davide poi giacque co’ suoi padri , e fu seppellito nella Città di Davide . E il tempo che Davide regnò sopra Israele , fu di quarant’ anni ; egli regnò sette anni in Hebron , e in Gerusalemme regnò trentatrè anni . E Salomone sedette sopra il trono di Davide , suo padre ; e il suo reame fu grandemente stabilito . OR Adonia , figliuolo di Hagghit , venne a Batseba , madre di Salomone . Ed ella disse : La tua venuta è ella pacifica ? Ed egli disse : Sì , è pacifica . Poi disse : Io ho da dirti una parola . Ed ella disse : Parla . Ed egli disse : Tu sai che il regno mi apparteneva , e tutti gl’ Israeliti aveano affissate le facce loro sopra me , sperando che io regnerei ; ma il reame è stato trasportato , ed è scaduto al mio fratello ; perciocchè esso è stato fatto suo dal Signore . Ma ora io ti chieggio sol una cosa , non disdirmela . Ed ella gli disse : Parla pure . Ed egli le disse : Deh ! di’ al re Salomone , perciocchè egli non te lo disdirà , ch’ egli mi dia Abisag Sunamita per moglie . E Batseba disse : Bene sta , io parlerò per te al re . Batseba dunque venne al re Salomone , per parlargli per Adonia . E il re si levò a incontrarla , e le s’ inchinò . Poi si pose a sedere sopra il suo trono , e fece mettere un seggio per sua madre ; ed ella si pose a sedere alla man destra di esso . Ed ella disse : Io ho da farti una piccola richiesta , non disdirmela . E il re le disse : Falla pure , madre mia ; perciocchè io non te la disdirò . Ed ella disse : Diasi Abisag Sunamita al tuo fratello Adonia per moglie . E il re Salomone rispose , e disse a sua madre : E perchè chiedi tu Abisag Sunamita per Adonia ? Chiedi pure anche il reame per lui , poichè egli è mio fratello maggiore ; per lui , per lo sacerdote Ebiatar , e per Ioab , figliuolo di Seruia . Ed il re Salomone giurò per lo Signore , dicendo : Così mi faccia Iddio , e così aggiunga , se Adonia non ha parlato di questa cosa contro alla vita sua . Ed ora come vive il Signore , il qual mi ha stabilito , e mi ha fatto sedere sopra il trono di Davide , mio padre ; e mi ha fatta una casa , come egli ne avea parlato ; Adonia sarà oggi fatto morire . E il re Salomone mandò a farne l’ esecuzione per le mani di Benaia , figliuolo di Ioiada , il quale si avventò sopra lui ; ed egli morì . Poi il re disse al sacerdote Ebiatar : Vattene in Anatot , alla tua possessione ; perciocchè tu hai meritata la morte ; ma pure oggi non ti farò morire ; perchè tu hai portata l’ Arca del Signore Iddio davanti a Davide , mio padre , e perchè tu sei stato afflitto in tutto ciò in che mio padre è stato afflitto . Così Salomone depose Ebiatar , per non esser più sacerdote al Signore ; per adempiere la parola del Signore , la quale egli avea detta contro alla casa di Eli , in Silo . Ora il grido ne venne fino a Ioab ; perciocchè Ioab si era rivolto dietro ad Adonia , benchè non si fosse rivolto dietro ad Absalom . Ed egli si rifuggì nel Tabernacolo del Signore , e impugnò le corna dell’ Altare . E fu rapportato al re Salomone che Ioab si era rifuggito al Tabernacolo del Signore , e ch’ egli era appresso dell’ Altare . E Salomone mandò Benaia , figliuolo di Ioaida , dicendo : Va’ , avventati sopra lui . E Benaia entrò nel Tabernacolo del Signore , e disse a Ioab : Così ha detto il re : Esci fuori . Ma egli rispose : No ; anzi morrò quì . E Benaia rapportò la cosa al re , dicendo : Così ha detto Ioab , e così mi ha risposto . E il re gli disse : Fa’ come egli ha detto , ed avventati sopra lui ; e poi sotterralo ; e togli d’ addosso a me , e d’ addosso alla casa di mio padre , il sangue che Ioab ha sparso senza cagione . E il Signore farà ritornare sopra il suo capo il sangue ch’ egli ha sparso ; perciocchè egli si è avventato sopra due uomini più giusti e migliori di lui , e li ha uccisi con la spada , senza che Davide , mio padre , ne sapesse nulla , cioè : Abner , figliuolo di Ner , capo dell’ esercito d’ Israele , ed Amasa , figliuolo di Ieter , capo dell’ esercito di Giuda . Ritorni adunque il sangue di coloro in sul capo di Ioab , e in sul capo della sua progenie in perpetuo ; ma siavi pace , da parte del Signore , a Davide , ed alla sua progenie , ed alla sua casa , ed al suo trono , in perpetuo . Così Benaia , figliuolo di Ioiada , salì , e si avventò sopra lui , e lo fece morire . Poi fu seppellito nella sua casa nel deserto . Ed il re costituì Benaia , figliuolo di Ioiada , sopra l’ esercito , in luogo di esso . Il re ordinò eziandio il sacerdote Sadoc , in luogo di Ebiatar . Poi il re mandò a chiamare Simi , e gli disse : Edificati una casa in Gerusalemme , e dimoravi , e non uscirne nè qua , nè là . Perciocchè al giorno che tu ne sarai uscito , e sarai passato il torrente di Chidron , sappi pur che del tutto tu morrai ; il tuo sangue sarà sopra la tua testa . E Simi disse al re : La parola è buona ; il tuo servitore farà come il re , mio signore , ha detto . E Simi stette in Gerusalemme un lungo spazio di tempo . Ed in capo di tre anni , avvenne che due servi di Simi se ne fuggirono ad Achis , figliuolo di Maaca , re di Gat . E ciò fu rapportato a Simi , e gli fu detto : Ecco , i tuoi servi sono in Gat . E Simi si levò , e sellò il suo asino , e andò in Gat , ad Achis , per cercare i suoi servi ; e andò , e ricondusse i suoi servi da Gat . E fu rapportato a Salomone che Simi era andato da Gerusalemme in Gat , ed era ritornato . E il re mandò a chiamar Simi , e gli disse : Non ti avea io fatto giurare per lo Signore , e non ti avea io protestato , dicendo : Al giorno che tu uscirai , e andrai o qua o là , sappi pur che del tutto tu morrai ? E tu mi dicesti : La parola che io ho udita è buona . Perchè dunque non hai osservato il giuramento del Signore , e il comandamento che io ti avea fatto ? Il re , oltre a ciò , disse a Simi : Tu sai tutto il male che tu hai fatto a Davide , mio padre , del quale il tuo cuore è consapevole ; e per ciò il Signore ha fatto ritornare in sul tuo capo il male che tu hai fatto . Ma il re Salomone sarà benedetto , e il trono di Davide sarà stabile davanti al Signore in perpetuo . E , per comandamento del re , Benaia , figliuolo di Ioiada , uscì , e si avventò sopra lui , ed egli morì . Ed il reame fu stabilito nelle mani di Salomone . OR Salomone s’ imparentò con Faraone , re di Egitto ; e prese la figliuola di Faraone , e la menò nella Città di Davide , finchè avesse compiuto di edificare la sua casa , e la Casa del Signore , e le mura di Gerusalemme d’ ogn’ intorno . Solo il popolo sacrificava sopra gli alti luoghi ; perciocchè fino a que’ dì non era stata edificata Casa al Nome del Signore . Ma pur Salomone amò il Signore , camminando negli statuti di Davide , suo padre ; solo sacrificava , e faceva profumi sopra gli alti luoghi . IL re andò eziandio in Gabaon , per sacrificar quivi ; perciocchè quello era il grande alto luogo . Salomone offerse mille olocausti sopra quell’ Altare . E il Signore apparve a Salomone , in Gabaon , di notte , in sogno . E Iddio gli disse : Chiedi ciò che tu vuoi che io ti dia . E Salomone disse : Tu hai usata gran benignità inverso Davide , mio padre , tuo servitore , siccome egli è camminato davanti a te in lealtà , ed in giustizia , e in dirittura di cuore verso te ; e tu gli hai ancora riserbata questa gran benignità , che tu gli hai dato un figliuolo che siede sopra il suo trono , come oggi appare . Ora dunque , Signore Iddio mio , tu hai costituito re me , tuo servitore , in luogo di Davide , mio padre ; ed io sono un piccol fanciullo , e non so nè uscire nè entrare . E il tuo servitore è in mezzo del tuo popolo che tu hai eletto , ch’ è un popolo grande , il quale , per la moltitudine , non si può contare , nè annoverare . Da’ dunque al tuo servitore un cuore intendente , per giudicare il tuo popolo , per discernere tra il bene ed il male ; perciocchè , chi potrebbe giudicare questo tuo popolo ch’ è in così gran numero ? E questo piacque al Signore , che Salomone avesse chiesta una tal cosa . E Iddio gli disse : Perciocchè tu hai chiesta questa cosa , e non hai chiesta lunga vita , nè ricchezze , nè la vita de’ tuoi nemici ; anzi hai chiesto di avere intelletto per essere intendente a giudicare ; ecco , io fo secondo la tua parola ; ecco , io ti do un cuor savio ed intendente ; talchè nè davanti a te è stato , nè dopo te sorgerà alcuno pari a te . Ed oltre a ciò , io ti do quello che tu non mi hai chiesto , ricchezze e gloria ; talchè fra i re non ne fu mai alcun tale , qual tu sarai tutto il tempo della tua vita . E se tu cammini nelle mie vie , per osservare i miei statuti ed i miei comandamenti , come è camminato Davide , tuo padre , io prolungherò il tempo della tua vita . E Salomone si svegliò , ed ecco un sogno . Poi se ne venne in Gerusalemme , e si presentò davanti all’ Arca del Patto del Signore , ed offerse olocausti , e sacrificò sacrificii da render grazie ; fece eziandio un convito a tutti i suoi servitori . Allora due donne meretrici vennero al re , e si presentarono davanti a lui . E l’ una di loro disse : Ahi , signor mio ! Io , e questa donna , dimoriamo in una stessa casa ; or io partorii , stando con lei in quella casa . E il terzo giorno appresso che io ebbi partorito , questa donna partorì anch’ essa ; e noi stavamo insieme , e non vi era alcun forestiere con noi in casa ; non vi era altri che noi due in casa . Ora , la notte passata , il figliuolo di questa donna è morto ; perciocchè ella gli era giaciuta addosso . Ed ella s’ è levata in mezzo alla notte , ed ha preso il mio figliuolo d’ appresso a me , mentre la tua servente dormiva , e se l’ ha posto a giacere in seno , e mi ha posto a giacere in seno il suo figliuolo morto . Ora io , levatami la mattina per allattare il mio figliuolo , ho trovato ch’ era morto ; ma , avendolo la mattina considerato , ecco , egli non era il mio figliuolo che io avea partorito . E l’ altra donna disse : No ; anzi il vivo è il mio figliuolo , e il morto è il tuo . E quell’ altra diceva : No ; anzi il morto è il tuo figliuolo , e il vivo è il mio figliuolo . Così parlavano in presenza del re . E il re disse : Costei dice : Questo che è vivo è il mio figliuolo , e il morto è il tuo ; e colei dice : No ; anzi il morto è il tuo figliuolo , e il vivo è il mio . Allora il re disse : Recatemi una spada . E fu portata una spada davanti al re . Poi il re disse : Spartite il fanciullo vivo in due : e datene la metà all’ una , e la metà all’ altra . Ma la donna di cui era il fanciullo vivo , disse al re perciocchè le viscere le si commossero inverso il suo figliuolo : Ahi ! signor mio ; datele il fanciullo vivo , e nol fate punto morire . Ma l’ altra disse : Non sia nè a te , nè a me , spartasi . Allora il re diede la sentenza , e disse : Date a costei il fanciullo vivo , e nol fate punto morire ; essa è la madre sua . E tutti gl’ Israeliti , udito il giudicio che il re avea dato , temettero il re ; perciocchè videro che vi era in lui una sapienza di Dio , per giudicare . IL re Salomone adunque fu re sopra tutto Israele . E questi erano i principali signori della sua corte : Azaria , figliuolo di Sadoc , era Governatore ; Elihoref ed Ahia , figliuoli di Sisa , erano Segretari ; Iosafat , figliuolo di Ahilud , era Cancelliere ; Benaia , figliuolo di Ioiada , era Capo dell’ esercito ; e Sadoc ed Ebiatar erano Sacerdoti ; ed Azaria , figliuolo di Natan , era sopra i commissari ; e Zabud , figliuolo di Natan , era principale Ufficiale , famigliare del re ; ed Ahizar era il gran Maestro di casa ; e Adoniram , figliuolo di Abda , era sopra i tributi . Or Salomone avea dodici commissari sopra tutto Israele , i quali provvedevano di vittuaglia il re e la sua casa ; ciascuno di essi avea la cura di provvedere di vittuaglia un mese dell’ anno . E questi erano i nomi loro : Il figliuolo di Ur era commissario nel monte di Efraim . Il figliuolo di Decher , in Macas , ed in Saalbim , ed in Bet-semes , ed in Elon , ed in Bet-hanan . Il figliuolo di Hesed , in Arubbot ; del suo ripartimento era Soco , e tutto il paese di Hefer . Il figliuolo di Abinadab , in tutta la contrada di Dor ; costui ebbe per moglie Tafat , figliuola di Salomone . Baana , figliuolo di Ahilud , in Taanac , ed in Meghiddo , ed in tutta la contrada di Bet-sean , che è presso di Sartan , disotto ad Izreel , da Bet-sean fino ad Abel-mehola , fin di là da Iocmeam . Il figliuolo di Gheber , in Ramot di Galaad ; del suo ripartimento erano le villate di Iair , figliuol di Manasse , che sono in Galaad ; ed anche la contrada di Argob che è in Basan ; sessanta gran città murate , con isbarre di rame . Ahinadab , figliuolo d’ Iddo , in Mahanaim . Ahimaas , in Neftali ; ancora costui prese una figliuola di Salomone , cioè : Basmat , per moglie . Baana , figliuolo di Husai , in Aser , ed in Alot . Iosafat , figliuolo di Parua , in Issacar . Simi , figliuolo di Ela , in Beniamino . Gheber , figliuolo di Uri , nel paese di Galaad , che fu il paese di Sihon , re degli Amorrei , e di Og , re di Basan ; ed era solo commissario in quel paese . Giuda ed Israele erano in gran numero ; erano come la rena ch’ è in sul lito del mare , in moltitudine ; mangiavano , e beveano , e si rallegravano . E Salomone signoreggiava sopra tutti i regni di qua dal Fiume , infino al paese de’ Filistei , ed infino a’ confini di Egitto ; essi portavano presenti a Salomone , e furono suoi soggetti tutto il tempo della vita sua . Ora la provvisione della vittuaglia di Salomone , per ciascun giorno , era di trenta cori di fior di farina , e di sessanta cori d’ altra farina ; di dieci buoi grassi , e di venti buoi di pasco , e di cento montoni , oltre a’ cervi , e cavriuoli , e daini , e pollame di stia . Perciocchè egli signoreggiava in tutto il paese di qua del Fiume , da Tifsa fino in Gaza , sopra tutti i re ch’ erano di qua dal Fiume ; ed avea pace d’ intorno a sè da ogni lato . E Giuda ed Israele dimoravano in sicurtà , ciascuno sotto alla sua vite , e sotto al suo fico , da Dan fino in Beerseba , tutto il tempo di Salomone . Salomone avea ancora quarantamila luoghi da cavalli per li suoi carri , e per dodicimila cavalieri . E que’ commissari , un mese dell’ anno per uno , provvedevano di vittuaglia il re Salomone , e tutti quelli che si accostavano alla sua tavola ; non lasciavano mancar cosa alcuna . Facevano eziandio venir l’ orzo e la paglia , per i cavalli e per i muli , nel luogo dove erano ; ciascuno secondo la sua commissione . E IDDIO diede sapienza a Salomone , e grandissimo senno , ed un animo capace di tante cose , quant’ è la rena ch’ è in sul lito del mare . E la sapienza di Salomone fu maggiore che la sapienza di tutti gli Orientali , e che tutta la sapienza degli Egizi ; talchè egli era più savio che alcun altro uomo ; più ch’ Etan Ezrahita , e che Heman , e che Calcol e che Darda , figliuoli di Mahol ; e la sua fama andò per tutte le nazioni d’ ogn’ intorno . Ed egli pronunziò tremila sentenze ; ed i suoi cantici furono in numero di mille e cinque . Parlò eziandio degli alberi , dal cedro ch’ è nel Libano , fino all’ isopo che nasce nella parete ; parlò anche delle bestie , e degli uccelli , e de’ rettili , e de’ pesci . E da tutti i popoli , da parte di tutti i re della terra , che aveano udito parlare della sapienza di Salomone , si veniva per udire la sua sapienza . OR Hiram , re di Tiro , avendo udito che Salomone era stato unto re , in luogo di suo padre , gli mandò i suoi servitori ; perciocchè Hiram era sempre stato amico di Davide . E Salomone mandò a dire ad Hiram : Tu sai che Davide , mio padre , non ha potuto edificare una Casa al Nome del Signore Iddio suo , per le guerre , con le quali i suoi nemici lo tennero intorniato , finchè il Signore li ebbe posti sotto la pianta de’ suoi piedi . Ma ora il Signore Iddio mio mi ha dato riposo d’ ogn’ intorno ; io non ho avversario alcuno , nè sinistro accidente . Perciò , ecco , io delibero di edificare una casa al Nome del Signore Iddio mio , siccome il Signore ne avea parlato a Davide , mio padre , dicendo : Il tuo figliuolo , il quale io metterò sopra il tuo trono , in luogo tuo , sarà quello che edificherà una Casa al mio Nome . Ora dunque comanda che mi si taglino de’ cedri del Libano ; e i miei servitori saranno co’ tuoi servitori ; ed io ti darò il pagamento de’ tuoi servitori , secondo tutto ciò che tu dirai ; perciocchè tu sai che fra noi non vi è alcuno che sappia tagliare il legname , come i Sidonii . E quando Hiram ebbe udite le parole di Salomone , egli si rallegrò grandemente , e disse : Benedetto sia oggi il Signore , che ha dato a Davide un figliuolo savio , per successore sopra cotesto gran popolo . Ed Hiram mandò a dire a Salomone : Io ho inteso ciò che tu mi hai mandato ; io farò tutto ciò che tu desideri intorno al legname di cedro , ed al legname di abete . I miei servitori lo condurranno dal Libano infino al mare ; ed io lo farò metter per foderi nel mare , fino al luogo che tu mi manderai , e quivi il farò sciogliere , e tu li piglierai ; e dal canto tuo tu mi contenterai con darmi della vittuaglia per la mia casa . Hiram adunque dava a Salomone del legname di cedro , e del legname di abete , ad ogni sua volontà . E Salomone dava ad Hiram ventimila cori di grano , per lo mangiare di casa sua , e venti cori d’ olio vergine ; tanto ne dava Salomone ad Hiram ogni anno . Il Signore adunque avendo data sapienza a Salomone , come gliene avea parlato ; ed essendovi pace fra Hiram e Salomone , e avendo amendue fatta lega insieme ; il re Salomone levò gente da tutto Israele ; e la levata fu di trentamila uomini . Ed egli ne mandava nel Libano diecimila per mese , a muta ; un mese erano nel Libano , e due mesi in casa ; e Adoniram era sopra quella levata . Oltre a ciò , Salomone avea settantamila uomini da portar pesi ; ed ottantamila che tagliavano pietre nel monte ; oltre a’ capi , e i commissari di Salomone , i quali erano sopra l’ opera , in numero di tremila trecento , che , comandavano al popolo che lavorava all’ opera . E per comandamento del re , si addussero pietre grandi , pietre fine , per fondar la Casa , e pietre pulite . Così i muratori di Salomone , e i muratori di Hiram , ed i Ghiblei , tagliarono , ed apparecchiarono il legname e le pietre , per edificar la Casa . ORA , quattrocentottanta anni da che i figliuoli d’ Israele furono usciti del paese di Egitto , l’ anno quarto del regno di Salomone sopra Israele , nel mese di Ziv , che è il secondo mese , egli cominciò ad edificar la Casa al Signore . E la Casa che il re Salomone edificò al Signore , avea sessanta cubiti di lunghezza , e venti di larghezza , e trenta di altezza . E vi era un portico davanti alla parte della Casa , che si chiamava il Tempio , il quale avea venti cubiti di lunghezza , al pari della larghezza della Casa ; e dieci cubiti di larghezza in fronte della Casa . Fece eziandio alla Casa delle finestre reticolate . Edificò ancora de’ palchi di camere , attenenti al muro della Casa d’ ogn’ intorno ; d’ intorno alle mura della Casa , così del luogo detto il Tempio , come dell’ altro detto l’ Oracolo ; avendovi fatto d’ ogn’ intorno de’ contrafforti . La larghezza del palco da basso era di cinque cubiti , e la larghezza di quel di mezzo di sei , e la larghezza del terzo di sette ; perciocchè egli fece delle ritratte alla Casa , di fuori ; acciocchè que’ palchi non entrassero dentro alle mura della Casa . Ora , quando la Casa fu edificata , ella fu fabbricata di pietre ch’ erano state condotte acconce in perfezione come aveano da essere ; talchè nè martello , nè scure , nè alcun altro strumento di ferro , non fu sentito nella Casa , mentre si edificava . La porta de’ contrafforti , ch’ erano in mezzo fra que’ palchi , era al lato destro della Casa ; e per iscale a lumaca si saliva al palco di mezzo , e di quello al terzo . Egli adunque edificò la Casa , e la compiè ; e la coperse di soffitti , e di riquadrature di cedro . E fabbricò quei palchi di camere d’ intorno a tutta la Casa , dell’ altezza di cinque cubiti ciascuno ; intavolò eziandio la Casa di legno di cedro . E la parola del Signore fu indirizzata a Salomone , dicendo : Quant’ è a questa Casa che tu edifichi , se tu cammini ne’ miei statuti , e metti in opera le mie leggi , ed osservi tutti i miei comandamenti , per camminare in essi ; io atterrò fermamente inverso te la mia parola , che io ho detta a Davide , tuo padre ; ed abiterò in mezzo de’ figliuoli d’ Israele , e non abbandonerò il mio popolo Israele . Salomone adunque edificò la Casa , e la compiè . Or egli intavolò le mura della Casa di dentro d’ assi di cedro ; egli coperse il di dentro di legno , dal suolo della Casa fino al sommo delle pareti , e al coperto ; e coperse il suolo della Casa d’ assi di abete . Egli intavolò eziandio d’ assi di cedro venti cubiti verso il fondo della Casa , dal suolo fino al sommo delle pareti ; e fabbricò quello spazio indentro per l’ Oracolo , pel Luogo santissimo . E la Casa , cioè il Tempio anteriore , era di quaranta cubiti . E il legno di cedro , ch’ era dentro la Casa , era intagliato di coloquintide , e di fiori aperti ; ogni cosa era di cedro , non si vedeva alcuna pietra . Dispose eziandio l’ Oracolo , dentro della Casa , del fondo , per mettervi l’ Arca del Patto del Signore . E le facciate dell’ Oracolo erano di venti cubiti di lunghezza , e di venti di larghezza , e di venti di altezza , ed egli lo coperse d’ oro finissimo ; e coperse di cedro l’ Altare . E Salomone coperse la casa di dentro , d’ oro finissimo , e fece davanti all’ Oracolo delle serrature d’ oro ; e coperse quello d’ oro . Così coperse d’ oro interamente tutta la Casa . Coperse eziandio d’ oro tutto l’ Altare ch’ era presso all’ Oracolo . E fece due Cherubini di legno di ulivo , dentro all’ Oracolo , de’ quali ciascuno era alto dieci cubiti . E l’ una delle ale dell’ uno de’ Cherubini era lunga cinque cubiti , e l’ altra altrettanto ; dall’ estremità d’ una delle ale di esso , fino all’ estremità dell’ altra , vi erano dieci cubiti . L’ altro Cherubino era parimente di dieci cubiti ; amendue i Cherubini erano di una stessa misura e scultura . L’ altezza d’ uno de’ Cherubini era di dieci cubiti , e parimente l’ altezza dell’ altro . Ed egli mise i Cherubini nel mezzo della parte interiore della Casa ; e quelli spandevano le loro ale di Cherubini ; talchè l’ ala dell’ uno toccava l’ una delle pareti , e l’ ala dell’ altro l’ altra ; e le loro ale , ch’ erano verso il mezzo della Casa , si toccavano l’ una l’ altra . E coperse d’ oro i Cherubini . E fece intagliare attorno attorno , in tutte le pareti della Casa , delle figure di rilievo , di Cherubini , e di palme , e di fiori aperti , di dentro , e di fuori . Coperse eziandio d’ oro il suolo della Casa , di dentro e di fuori . Ed all’ entrata dell’ Oracolo fece delle reggi di legno di ulivo ; il limitare e gli stipiti erano di una quinta parte . E sopra quelle due reggi di legno di ulivo , fece intagliare delle figure di Cherubini , e di palme , e di fiori aperti , e li coperse d’ oro ; e distese l’ oro sopra i Cherubini , e sopra le palme . Fece ancora all’ entrata del Tempio degli stipiti di legno di ulivo , d’ una quarta parte ; e due reggi di legno di abete , ciascuna delle quali si ripiegava in due . E vi fece intagliare de’ Cherubini , e delle palme , e de’ fiori aperti , e li coperse d’ oro apposto sottilmente sopra gl’ intagli . Edificò eziandio il cortile di dentro , a tre ordini di pietre pulite , ed un ordine di travatura di cedro . L’ anno quarto , nel mese di Ziv , furono posti i fondamenti della Casa del Signore ; e l’ anno undecimo , nel mese di Bul , che è l’ ottavo mese , la Casa fu compiuta , secondo tutto il suo disegno ed i suoi ordini . Così Salomone mise sett’ anni ad edificarla . POI Salomone , nello spazio di tredici anni , edificò la sua casa , e la compiè interamente . Edificò ancora la casa del Bosco del Libano , di lunghezza di cento cubiti , e di larghezza di cinquanta , e d’ altezza di trenta ; ed era posta sopra quattro ordini di colonne di cedro , sopra le quali vi era una travatura di cedro . E la casa era coperta di cedro di sopra , cioè sopra i palchi , ch’ erano posti sopra quarantacinque colonne , a quindici per ordine . E vi erano tre ordini di finestre , il cui aspetto rispondeva l’ uno all’ altro triplicatamente . E tutti i vani e gli stipiti erano di figura quadra ; e l’ uno aspetto era dirincontro all’ altro triplicatamente . Fece eziandio il portico a quelle colonne , di lunghezza di cinquanta cubiti , e di larghezza di trenta ; e questo portico era davanti a quelle ; talchè in fronte di esse vi erano colonne e travatura . Fece ancora il portico del trono , sopra il quale egli teneva ragione , nominato : Il Portico del giudicio ; ed esso fu coperto di cedro , dal suolo fino al solaio . E nella sua casa , dove egli dimorava , vi era un altro cortile , dentro del portico , di simil lavoro a questo . Salomone fece ancora una casa per la figliuola di Faraone , la quale egli avea presa per moglie , somigliante a quel portico . Tutte queste fabbriche , di dentro e di fuori , dal fondamento fino agli sporti delle cornici , e di fuori fino al cortil grande , erano di pietre fine , segate con la sega , della medesima misura che le pietre pulite . Il fondamento ancora era di pietre fine , di pietre grandi , di pietre di dieci e di otto cubiti . Parimente al disopra vi erano delle pietre fine , della medesima misura delle pietre pulite ; ed una fabbrica di legname di cedro . Similmente il cortile grande d’ ogn’ intorno era a tre solai di pietre pulite , ed un solaio di travi di cedro ; come il cortile di dentro della Casa del Signore , e il portico della Casa . ORA il re Salomone mandò a prender di Tiro Hiram , figliuolo di una donna vedova , della tribù di Neftali ; ma suo padre era un Tirio , fabbro di rame , e compiuto in industria , ed intendimento , e scienza , da far qualunque lavorio di rame . Ed egli venne al re Salomone , e fece tutto il suo lavorio . E gettò le due colonne di rame , delle quali ciascuna avea di altezza diciotto cubiti ; ed un filo di dodici cubiti circondava l’ una e l’ altra . Fece eziandio due capitelli di rame di getto , per porre in cima delle colonne : de’ quali ciascuno avea cinque cubiti di altezza . I capitelli , ch’ erano in cima delle colonne , aveano certe reti di lavoro intralciato di cordoni fatti in forma di catene ; erano a sette a sette in ciascun capitello . Ed avendo fatte le colonne , fece ancora due ordini di melegrane d’ intorno , presso a ciascuna di quelle reti , per coprire di melegrane i capitelli ch’ erano in cima delle colonne . Ed i capitelli ch’ erano in cima delle colonne nel portico , erano fatti in forma di gigli , di quattro cubiti . E vi erano delle corone su le due colonne , al disopra , presso al ventre che era all’ orlo dell’ intralciatura ; e vi erano dugento melegrane a più ordini d’ ogn’ intorno , su la seconda corona . Salomone rizzò le colonne nel portico del Tempio ; una a man destra , e le pose nome Iachin ; e l’ altra a man sinistra , e le pose nome Boaz . E mise il lavoro fatto in forma di giglio in cima delle colonne . E così fu compiuto il lavoro delle colonne . Poi fece il mare di getto , che avea dieci cubiti da una parte dell’ orlo all’ altra opposta , ed era tondo d’ ogn’ intorno ; ed era alto cinque cubiti , ed un filo di trenta cubiti lo circondava d’ ogn’ intorno . E disotto all’ orlo di esso , d’ intorno , vi erano delle figure di rilievo che l’ intorniavano , dieci per cubito , circondando il mare attorno attorno . Vi erano due ordini di queste figure di rilievo gettate insieme col mare . Esso era posto sopra dodici buoi , de’ quali tre erano volti verso il Settentrione , e tre verso l’ Occidente , e tre verso il Mezzodì , e tre verso l’ Oriente ; e il mare era al disopra di essi ; e tutte le parti di dietro di que’ buoi erano volte indentro . E la spessezza d’ esso era di un palmo , e il suo orlo era fatto a guisa dell’ orlo di una coppa , a fior di giglio ; ed esso conteneva duemila bati . Oltre a ciò , fece dieci basamenti di rame , de’ quali ciascuno avea quattro cubiti di lunghezza , e quattro di larghezza , e tre di altezza . E tale era il lavoro de’ basamenti : vi erano delle aiuole in mezzo di certi orli , fatti a guisa di cornici incastrate ; e sopra quelle aiuole , ch’ erano in mezzo di quegli orli , vi erano de’ leoni , de’ buoi , e de’ Cherubini ; e su quegli orli , disopra , vi era il piè della conca ; e disotto ai leoni ed a’ buoi vi erano de’ fregi di basso rilievo . E ciascun basamento avea quattro ruote di rame , e le tavole di rame ; e ne’ suoi quattro cantoni vi erano delle spalle ; queste spalle erano gettate all’ orlo di ciascuno de’ lati dei fregi , per esser sotto la conca . E la bocca del piè era indentro della corona , e rilevata disopra d’ un cubito ; e questa sua bocca era rotonda , a foggia d’ un piè di vaso ; ed era di un cubito e mezzo ; e sopra questa sua bocca vi erano eziandio degl’ intagli , co’ lor compartimenti , quadri , e non rotondi . Ora le quattro ruote eran disotto a quelle aiuole ; e i perni delle ruote attenevano al basamento ; e l’ altezza di ciascuna ruota era di un cubito e mezzo . E le ruote erano fatte a guisa della ruota di un carro ; i lor perni , e i lor mozzi , e i lor cerchi , e i lor razzuoli , tutto ciò era di getto . E quant’ è alle quattro spalle ch’ erano a’ quattro cantoni di ciascun basamento , erano di un medesimo pezzo col basamento . Ed in cima di ciascun basamento vi era un mezzo cubito di altezza , tondo d’ intorno ; ed in cima del basamento vi erano i suoi spazii ed aiuole , di uno stesso pezzo col basamento . Ed Hiram intagliò sopra le tavole di quegli spazii del basamento , e sopra le sue aiuole , de’ Cherubini , de’ leoni , e delle palme , secondo il vuoto di ciascuna di esse ; e d’ intorno vi erano de’ fregi . In questa maniera fece i dieci basamenti , i quali tutti erano gettati in un medesimo modo , e di una medesima misura , e di una medesima intagliatura . Poi fece le dieci conche di rame , delle quali ciascuna conteneva quaranta bati , ed era di quattro cubiti ; ciascuna conca era posta sopra uno de’ dieci basamenti . E Salomone pose cinque di quei basamenti dal lato destro della Casa , e cinque dal lato sinistro ; e pose il mare al lato destro della Casa , verso Oriente , dalla parte meridionale . Ed Hiram fece le conche , e le pale , ed i bacini ; e compiè di fare tutto il lavoro che faceva al re Salomone , per la Casa del Signore : le due colonne , e i due vasi de’ capitelli , ch’ erano in cima delle colonne , e le due reti , per coprire i due vasi de’ capitelli , ch’ erano in cima delle colonne ; e le quattrocento melegrane , per le due reti , a due ordini di melegrane , per ciascuna rete , per coprire i due vasi de’ capitelli ch’ erano sopra le colonne ; e i dieci basamenti , e le dieci conche per metter sopra i basamenti ; e il mare , ch’ era unico , e i dodici buoi ch’ erano sotto il mare ; e le caldaie , e le pale , e i bacini . Or tutti questi arredi , i quali Hiram fece al re Salomone , per la Casa del Signore , erano di rame pulito . Il re li fece gettare nella pianura del Giordano , in terra argillosa , fra Succot e Sartan . E Salomone si rimase di pesar tutti questi arredi , per la grandissima moltitudine ; il peso del rame non fu ricercato . Salomone fece ancora d’ oro tutti questi altri arredi , ch’ erano per la Casa del Signore . Egli fece d’ oro l’ Altare , e le Tavole , sopra le quali si mettevano i pani del cospetto . Fece ancora d’ oro fine i Candellieri , de’ quali cinque erano a man destra , e cinque a sinistra , davanti all’ Oracolo ; fece parimente d’ oro le bocce , e le lampane , e gli smoccolatoi ; fece anche d’ oro fino i nappi , e le forcelle , ed i bacini , e le coppe , ed i turiboli ; i perni eziandio degli usci della Casa di dentro , cioè del Luogo santissimo , e degli usci dell’ altra parte della Casa , cioè del Tempio , erano d’ oro . Così fu compiuto tutto il lavorio , che il re Salomone faceva fare per la Casa del Signore . Poi Salomone vi fece portar dentro le cose che Davide , suo padre , avea consacrate : l’ argento , e l’ oro , ed i vasellamenti ; e le pose ne’ tesori della Casa del Signore . ALLORA il re Salomone adunò appresso di sè , in Gerusalemme , gli Anziani d’ Israele , e tutti i capi delle tribù , i principali delle nazioni paterne de’ figliuoli d’ Israele , per trasportar l’ Arca del Patto del Signore , dalla Città di Davide , la quale è Sion . Si raunarono ancora appresso del re Salomone tutti gli uomini d’ Israele , nel mese di Etanim , che è il settimo mese , nella festa . E tutti gli Anziani d’ Israele essendo arrivati , i sacerdoti levarono l’ Arca in su le spalle . E trasportarono l’ Arca del Signore , e il Tabernacolo della convenenza , e tutti i vasellamenti sacri ch’ erano nel Tabernacolo . I Sacerdoti e i Leviti li trasportarono . E il re Salomone , e tutta la raunanza d’ Israele che si era adunata appresso di lui , camminavano con lui davanti all’ Arca , sacrificando pecore e buoi , in tanto numero che non si potevano nè contare , nè annoverare . Ed i sacerdoti portarono l’ Arca del Patto del Signore dentro al suo luogo , nell’ Oracolo della Casa , nel Luogo santissimo , sotto alle ale de’ Cherubini ; perciocchè i Cherubini spandevano le ale sopra il luogo dell’ Arca , e coprivano l’ Arca , e le sue stanghe , disopra . E tirarono infuori le stanghe , per tutta la lor lunghezza ; ed i capi di esse si vedevano dal Luogo santo , in su la parte anteriore dell’ Oracolo , e non si videro più di fuori ; anzi son restate quivi fino a questo giorno . Dentro dell’ Arca non vi era null’ altro , che le due Tavole di pietra , che Mosè vi avea riposte in Horeb , quando il Signore fece patto co’ figliuoli d’ Israele , dopo che furono usciti del paese di Egitto . Or avvenne che , dopo che i sacerdoti furono usciti fuori del Luogo santo , una nuvola riempiè la Casa del Signore . Ed i sacerdoti non potevano stare in piè per fare il servigio , per cagione della nuvola ; perciocchè la gloria del Signore avea ripiena la Casa del Signore . ALLORA Salomone disse : Il Signore ha detto ch’ egli abiterebbe nella caligine . Io ti ho pure edificata , o Signore , una Casa per tuo abitacolo , una stanza per tua dimora in perpetuo . Poi il re voltò la faccia , e benedisse tutta la raunanza d’ Israele or tutta la raunanza d’ Israele stava quivi in piè , e disse : Benedetto sia il Signore Iddio d’ Israele , il quale con la sua bocca parlò a Davide , mio padre , ed ha con la sua mano adempiuto ciò ch’ egli avea detto . Cioè : Dal giorno che io trassi fuor di Egitto il mio popolo Israele , io non ho scelta alcuna città d’ infra tutte le tribù d’ Israele , per edificarvi una Casa , nella quale il mio Nome dimorasse ; ma io ho scelto Davide , per istabilirlo sopra il mio popolo Israele . Or Davide mio padre ebbe in cuore di edificare una Casa al Signore Iddio d’ Israele . Ma il Signore disse a Davide , mio padre : Quant’ è a quello che tu hai avuto in cuore di edificare una Casa al mio Nome , bene hai fatto di averlo avuto in cuore ; nondimeno tu non edificherai essa Casa ; anzi il tuo figliuolo , che uscirà dei tuoi lombi , sarà quello che edificherà questa Casa al mio Nome . Il Signore adunque ha messa ad effetto la parola ch’ egli avea detta ; ed io son surto in luogo di Davide , mio padre , e son seduto sopra il trono d’ Israele , siccome il Signore ne avea parlato , ed ho edificata questa Casa al Nome del Signore Iddio d’ Israele . E quivi ho costituito un luogo per l’ Arca , nella quale è il Patto del Signore , ch’ egli fece co’ nostri padri , quando li trasse fuor del paese di Egitto . Poi Salomone si presentò davanti all’ Altare del Signore , in presenza di tutta la raunanza d’ Israele , ed aperse le palme delle sue mani verso il cielo , e disse : O Signore Iddio d’ Israele , ei non vi è , nè disopra ne’ cieli , nè disotto sopra la terra , alcun dio pari a te , che attieni il patto e la benignità inverso i tuoi servitori , che camminano davanti a te con tutto il cuor loro ; che hai attenuto al tuo servitore Davide , mio padre , ciò che tu gli avevi detto ; e ciò che tu gli avevi detto con la tua bocca , tu l’ hai adempiuto con la tua mano , come oggi appare . Ora dunque , Signore Iddio di Israele , osserva al tuo servitore Davide , mio padre , ciò che tu gli hai detto ; cioè : Ei non ti verrà giammai meno , dal mio cospetto , uomo che segga in sul trono d’ Israele ; purchè i tuoi figliuoli prendano guardia alla via loro , per camminare davanti a me , come tu sei camminato . Ora dunque , o Dio d’ Israele , sia , ti prego , verificata la tua parola , che tu hai detta al tuo servitore Davide , mio padre . Ma pure veramente abiterà Iddio in su la terra ? Ecco , i cieli , ed i cieli de’ cieli non ti possono capire ; quanto meno questa Casa la quale io ho edificata ? Tuttavolta , o Signore Iddio mio , riguarda all’ orazione del tuo servitore , ed alla sua supplicazione , per ascoltare il grido , e l’ orazione la quale il tuo servitore fa oggi nel tuo cospetto ; acciocchè gli occhi tuoi sieno aperti , notte e giorno verso questa Casa ; verso il luogo del qual tu hai detto : Il mio Nome sarà quivi ; per ascoltar l’ orazione che il tuo servitore farà , volgendosi verso questo luogo . Esaudisci adunque la supplicazione del tuo servitore , e del tuo popolo Israele , quando ti faranno orazione , volgendosi verso questo luogo ; ascoltali dal luogo della tua stanza ne’ cieli ; ed ascoltandoli , perdona loro . Quando alcuno avrà peccato contro al suo prossimo , ed esso avrà da lui richiesto il giuramento , per farlo giurare ; ed il giuramento sarà venuto davanti al tuo Altare , in questa Casa , porgi le orecchie dal cielo , ed opera , e giudica i tuoi servitori , condannando il colpevole , per fargli ritornare in su la testa ciò che egli avrà fatto ; ed assolvendo il giusto , per rendergli secondo la sua giustizia . Quando il tuo popolo Israele sarà stato sconfitto dal nemico , perchè avrà peccato contro a te ; se poi si converte a te , e dà gloria al tuo Nome , e ti fa orazione e supplicazione , in questa Casa , esaudiscilo dal cielo , e perdona al tuo popolo Israele il suo peccato , e riconducilo al paese che tu desti a’ suoi padri . Quando il cielo sarà serrato , e non pioverà , perchè i figliuoli d’ Israele avranno peccato contro a te ; se essi fanno orazione , volgendosi verso questo luogo , e dànno gloria al tuo Nome , e si convertono da’ lor peccati , perciocchè tu li avrai afflitti , esaudiscili dal cielo , e perdona a’ tuoi servitori , ed al tuo popolo Israele , il lor peccato , dopo che tu avrai loro mostrato il buon cammino , per lo quale hanno da camminare ; e manda la pioggia in su la terra , la quale tu hai data per eredità al tuo popolo . Quando vi sarà nel paese fame , o pestilenza , od arsura , o rubigine , o locuste , o bruchi ; ovvero , quando i nemici strigneranno il tuo popolo , nel paese della sua stanza ; ovvero , quando vi sarà qualunque piaga , e qualunque infermità , esaudisci ogni orazione , ed ogni supplicazione , che farà qualunque persona , o tutto il tuo popolo Israele , quando ciascuno di loro avrà conosciuta la piaga del suo cuore , ed avrà aperte le palme delle sue mani verso questa Casa . Esaudiscila dal cielo , stanza della tua abitazione , e perdona , ed opera , e rendi a ciascuno secondo ogni sua via , come tu avrai conosciuto il suo cuore ; perciocchè tu solo conosci il cuore di tutti i figliuoli degli uomini ; acciocchè essi ti temano tutto il tempo che viveranno in su la terra che tu hai data a’ padri nostri . Esaudisci eziandio il forestiere che non sarà del tuo popolo Israele , e sarà venuto di lontan paese , per cagione del tuo Nome . Perciocchè udiranno parlare del tuo gran Nome , e della tua possente mano , e del tuo braccio steso . Quando adunque un tale sarà venuto , ed avrà fatta orazione in questa Casa , esaudiscila dal cielo , stanza della tua abitazione , e fa’ secondo tutto quello per che quel forestiere ti avrà invocato ; acciocchè tutti i popoli della terra conoscano il tuo Nome , per temerti , come il tuo popolo Israele ; e per conoscere che questa Casa che io ho edificata , si chiama del tuo Nome . Quando il tuo popolo sarà uscito in guerra contro a’ suoi nemici , per la via per la quale tu lo avrai mandato , e ti avrà fatta , o Signore , orazione volgendosi verso la città che tu hai eletta , e verso la Casa che io ho edificata al tuo Nome , esaudisci dal cielo la sua orazione , e la sua supplicazione , e fagli ragione . Quando avranno peccato contro a te perciocchè non vi è uomo alcuno che non pecchi , e tu ti sarai adirato contro a loro , e li avrai messi in potere dei lor nemici , e quelli che li avranno presi li avranno menati in cattività , in paese nemico , o lontano , o vicino ; se nel paese , nel quale saranno stati menati in cattività , si ravveggono , e si convertono , e ti supplicano , nel paese di coloro che li avranno menati in cattività , dicendo : Noi abbiamo peccato , e commessa iniquità , noi siamo colpevoli ; se si convertono a te con tutto il cuor loro , e con tutta l’ anima loro , nel paese dei loro nemici , che li avranno menati in cattività ; e ti fanno orazione , volgendosi verso il paese loro , che tu hai dato a’ lor padri , e verso la città che tu hai eletta , e verso la Casa che io ho edificata al tuo Nome , esaudisci dal cielo , stanza della tua abitazione , la loro orazione , e la lor supplicazione , e fa’ lor ragione . E perdona al tuo popolo che avrà peccato contro a te ; e rimetti loro tutti i lor misfatti , che avranno commessi contro a te ; e rendi loro misericordiosi quelli che li avranno menati in cattività , acciocchè abbiano pietà di loro ; perciocchè essi sono tua gente , e tua eredità , che tu hai tratta fuor di Egitto , di mezzo della fornace di ferro . Sieno gli occhi tuoi aperti alla supplicazione del tuo servitore , ed alla supplicazione del tuo popolo Israele , per esaudirli in tutto ciò per che t’ invocheranno . Perciocchè tu li hai messi da parte , per tua eredità , d’ infra tutti i popoli della terra , siccome tu ne parlasti per lo tuo servitore Mosè , quando tu traesti fuor di Egitto i padri nostri , o Signore Iddio . Ora , quando Salomone ebbe finito di far tutta questa orazione , e supplicazione al Signore , egli si levò su d’ innanzi all’ Altare del Signore , dove era stato inginocchione , con le palme delle mani aperte verso il cielo . E rizzatosi in piè , benedisse tutta la raunanza d’ Israele , ad alta voce , dicendo : Benedetto sia il Signore , il quale ha dato riposo al suo popolo Israele , interamente secondo ch’ egli ne avea parlato ; e’ non è caduto a terra nulla di tutte le buone parole ch’ egli avea pronunziate per Mosè , suo servitore . Il Signore Iddio nostro sia con noi , come è stato co’ padri nostri ; il Signore non ci abbandoni , e non ci lasci ; per piegare il cuor nostro inverso lui , acciocchè camminiamo in tutte le sue vie , ed osserviamo i suoi comandamenti , ed i suoi statuti , e le sue leggi , ch’ egli ha ordinate ai nostri padri . E queste mie parole , con le quali io ho fatta supplicazione nel cospetto del Signore , stieno presso del Signore Iddio nostro , giorno e notte ; acciocchè egli mantenga la ragione del suo servitore , e del suo popolo Israele , secondo che occorrerà giorno per giorno ; affinchè tutti i popoli della terra conoscano che il Signore è Dio , e che non ve n’ è alcun altro . Sia dunque il cuor vostro intiero inverso il Signore Iddio nostro , per camminar ne’ suoi statuti , e per osservare i suoi comandamenti , come fate oggi . Poi il re , e tutto Israele con lui , sacrificarono sacrificii davanti al Signore . E Salomone sacrificò , per sacrificio da render grazie , il quale egli fece al Signore , ventiduemila buoi , e cenventimila pecore . Così il re e tutti i figliuoli d’ Israele dedicarono la Casa del Signore . In quel giorno il re dedicò il mezzo del Cortile , ch’ era davanti alla Casa del Signore ; perciocchè sacrificò quivi olocausti ed offerte , e il grasso de’ sacrificii da render grazie ; perchè l’ Altare di rame ch’ era davanti al Signore , era troppo piccolo , per capirvi gli olocausti , e le offerte , e il grasso de’ sacrificii da render grazie . Ed in quel tempo Salomone celebrò la solennità , insieme con tutto Israele , ch’ era una gran raunanza , raccolta dall’ entrata di Hamat fino al Torrente di Egitto , davanti al Signore Iddio nostro ; e quella solennità durò sette giorni , e poi ancora sette altri , che furono quattordici giorni . L’ ottavo giorno egli licenziò il popolo ; ed essi benedissero il re , e se ne andarono alle loro stanze , allegri e lieti di cuore , per cagione di tutti i beni che il Signore avea fatti a Davide , suo servitore , e ad Israele , suo popolo . ORA , dopo che Salomone ebbe finito di edificar la Casa del Signore , e la casa reale , e tutto ciò ch’ egli ebbe desiderio e volontà di fare , il Signore , gli apparve la seconda volta , come gli era apparito in Gabaon ; e gli disse : Io ho esaudita la tua orazione e la tua supplicazione , che tu hai fatta davanti a me ; io ho santificata questa Casa , la quale tu hai edificata per mettervi il mio Nome in perpetuo ; e gli occhi miei , e il cuor mio saranno del continuo là . E quant’ è a te , se tu cammini nel mio cospetto , come è camminato Davide , tuo padre , in integrità di cuore , ed in dirittura , per far secondo tutto quello che io ti ho comandato ; e se tu osservi i miei statuti e le mie leggi ; io altresì stabilirò il trono del tuo reame sopra Israele , in perpetuo , come io promisi a Davide , tuo padre , dicendo : Giammai non ti verrà meno uomo che segga in sul trono d’ Israele . Ma , se pur voi ed i vostri figliuoli vi rivolgete indietro da me , e non osservate i miei comandamenti e i miei statuti , i quali io vi ho proposti ; anzi andate , e servite ad altri dii , e li adorate ; io distruggerò Israele d’ in su la terra che io gli ho data , e gitterò via dal mio cospetto la Casa , la quale io ho santificata al mio Nome ; ed Israele sarà in proverbio ed in favola fra tutti i popoli . E quant’ è a questa Casa , che sarà stata eccelsa , chiunque passerà presso di essa stupirà , e sufolerà ; e si dirà : Perchè ha fatto il Signore in questo modo a questo paese ed a questa Casa ? E si risponderà : Perciocchè hanno abbandonato il Signore Iddio loro , il qual trasse i lor padri fuor del paese di Egitto ; e si sono appresi ad altri dii , e li hanno adorati , e hanno loro servito ; perciò il Signore ha fatto venire sopra loro tutto questo male . ORA in capo de’ venti anni , ne’ quali Salomone edificò le due case , la Casa del Signore , e la casa reale , Hiram , re di Tiro , avendo fatto presente a Salomone di legname di cedro , e d’ abete , e d’ oro , ad ogni suo piacere , il re Salomone allora gli diede venti città nel paese di Galilea . Ed Hiram uscì di Tiro , per veder le città che Salomone gli avea date ; ma non gli piacquero . E disse : Che città son queste che tu mi hai date , fratel mio ? E le chiamò : Il paese di Cabul . E questo nome è restato loro fino a questo giorno . Or Hiram avea mandato al re centoventi talenti d’ oro . Or questa fu la maniera che il re Salomone osservò nella levata della gente , ch’ egli fece per edificar la Casa del Signore , e la casa sua , e Millo , e le mura di Gerusalemme , ed Hasor , e Meghiddo , e Ghezer Faraone , re di Egitto , era salito , ed avea preso Ghezer , e l’ avea arsa col fuoco , ed avea uccisi i Cananei che abitavano nella città ; poi l’ avea data per un presente alla sua figliuola , moglie di Salomone ; onde Salomone riedificò Ghezer , e Bethoron disotto , e Baalat , e Tadmor , nel deserto del paese , e tutte le città da magazzini di Salomone , e le città dove erano i carri , e dove stava la gente a cavallo ; in somma , tutto quello che Salomone ebbe desiderio di edificare in Gerusalemme , e nel Libano , ed in tutto il paese della sua signoria . Egli levò , per esser tributario a fazioni personali , tutto il popolo rimasto degli Amorrei , degli Hittei , dei Ferizzei , degli Hivvei , e dei Gebusei , i quali non erano de’ figliuoli d’ Israele ; cioè i lor figliuoli rimasti dopo loro nel paese , i quali i figliuoli d’ Israele non aveano potuti distruggere ; ed è durato infino a questo giorno . Ma Salomone non fece servo alcuno de’ figliuoli d’ Israele ; anzi essi erano uomini di guerra , e suoi ministri , e suoi colonnelli , e suoi capitani , e capi de’ suoi carri , e della sua cavalleria . Questo fu il numero de’ capi de’ commissari , che furono costituiti sopra l’ opera di Salomone , cioè : cinquecencinquanta , i quali comandavano alla gente che lavorava all’ opera . Ora la figliuola di Faraone non salì dalla città di Davide nella sua casa , che Salomone le avea edificata , se non allora ch’ egli ebbe edificato Millo . E , dopo ch’ egli ebbe finito di edificare la Casa , egli offeriva tre volte l’ anno olocausti , e sacrificii da render grazie , sopra l’ Altare ch’ egli avea edificato al Signore ; e faceva profumi in su quello ch’ era nel cospetto del Signore . Il re Salomone fece ancora un navilio in Esion-gheber , ch’ è presso di Elot , in sul lito del mar rosso , nel paese degl’ Idumei . Ed Hiram mandò in quel navilio , co’ servitori di Salomone , i suoi servitori marinari , intendenti dell’ arte marinaresca . Ed essi , arrivati in Ofir , tolsero di là quattrocenventi talenti d’ oro , i quali condussero al re Salomone . ORA la regina di Seba , avendo intesa la fama di Salomone nel Nome del Signore , venne per far prova di lui con enimmi . Ed entrò in Gerusalemme con un grandissimo seguito e con cammelli carichi di aromati , e con grandissima quantità d’ oro , e di pietre preziose ; e venne a Salomone , e parlò con lui di tutto ciò ch’ ella avea nel cuore . E Salomone le dichiarò tutto quello ch’ ella propose ; ei non vi fu cosa alcuna occulta al re , ch’ egli non le dichiarasse . Laonde le regina di Seba , veggendo tutta la sapienza di Salomone , e la casa ch’ egli avea edificata ; e le vivande della sua tavola , e le stanze de’ suoi servitori , e l’ ordine del servire de’ suoi ministri , e i lor vestimenti , e i suoi coppieri , e gli olocausti ch’ egli offeriva nella Casa del Signore , svenne tutta . E disse al re : Ciò che io avea inteso nel mio paese de’ fatti tuoi , e della tua sapienza , era ben la verità . Ma io non credeva quello che se ne diceva , finchè io non son venuta , e che gli occhi miei non l’ hanno veduto ; ora ecco , non me n’ era stata rapportata la metà ; tu sopravanzi in sapienza ed in eccellenza la fama che io ne avea intesa . Beati gli uomini tuoi ; beati questi tuoi servitori , che stanno del continuo davanti a te , che odono la tua sapienza . Sia benedetto il Signore Iddio tuo , il quale ti ha gradito , per metterti sopra il trono d’ Israele , per l’ amor che il Signore porta in eterno ad Israele ; e ti ha costituito re , per far ragione e giustizia . Poi ella donò al re centoventi talenti d’ oro , e gran quantità d’ aromati , e di pietre preziose . Mai più non vennero cotali aromati , in gran quantità , come la regina di Seba ne donò al re Salomone . Il navilio di Hiram , che portava d’ Ofir dell’ oro , portò anche d’ Ofir del legno d’ Almugghim , in gran quantità , e delle pietre preziose ; ed il re fece di quel legno d’ Almugghim delle sponde alla Casa del Signore , ed alla casa reale , e delle cetere , e de’ salteri per li cantori ; tal legno d’ Almugghim non era mai più venuto , e mai più , fino a quel giorno , non era stato veduto . Il re Salomone altresì donò alla regina di Seba tutto ciò ch’ ella ebbe a grado , e che gli chiese ; oltre a quello che le donò secondo il poter del re . Poi ella si rimise in cammino ; e , co’ suoi servitori , se ne andò al suo paese . ORA il peso dell’ oro , che veniva ogni anno a Salomone , era di seicensessantasei talenti d’ oro ; oltre a quello che traeva da’ gabellieri , e dal traffico de’ mercatanti di spezierie , e da tutti i re dell’ Arabia , e da’ principali signori del paese . Onde il re Salomone fece fare dugento pavesi d’ oro battuto , in ciascuno de’ quali impiegò siecento sicli d’ oro ; e trecento scudi d’ oro battuto , in ciascuno de’ quali impiegò tre mine d’ oro . E il re li mise nella casa del bosco del Libano . Il re fece , oltre a ciò , un gran trono d’ avorio , il quale egli coperse d’ oro fino . Quel trono avea sei gradi , e la parte disopra di esso era rotonda di dietro , e nel luogo del seggio v’ erano degli appoggiatoi , di qua e di là , e due leoni erano posti presso di quegli appoggiatoi . V’ erano eziandio dodici leoni , posti quivi sopra i sei gradi , di qua e di là . Niun tale trono fu giammai fatto in alcun regno . E tutti i vasellamenti della credenza del re Salomone erano d’ oro ; parimente tutti i vasellamenti della casa del Bosco del Libano erano d’ oro fino ; nulla era d’ argento ; l’ argento non era in alcuna stima al tempo di Salomone . Perciocchè il re avea il navilio di Tarsis nel mare , insieme col navilio di Hiram . Il navilio di Tarsis veniva di tre in tre anni una volta , portando oro ed argento , avorio , e scimmie , e pappagalli . Così il re Salomone fu , in ricchezze ed in sapienza , il più grande di tutti i re della terra . E tutta la terra ricercava di veder Salomone , per intender la sua sapienza , la quale Iddio gli avea messa nel cuore . E ciascuno gli portava anno per anno il suo presente , vasellamenti d’ oro , e vasellamenti d’ argento , e vestimenti , ed arme , ed aromati , e cavalli , e muli . E Salomone adunò carri e cavalieri ; ed ebbe mille quattrocento carri , e dodicimila cavalieri , i quali egli stanziò per le città ordinate per li carri , ed appresso di sè in Gerusalemme . Ed il re fece che l’ argento era in Gerusalemme in quantità come le pietre ; ed i cedri come i sicomori che son per la campagna . Ora , quant’ è alla tratta de’ cavalli , e del filo che Salomone avea di Egitto , i fattori del re prendevano il filo a certo prezzo . E due coppie di cavalli erano comperate e tratte fuor di Egitto per seicento sicli d’ argento , e ciascun cavallo per cencinquanta . Così , per le mani di que’ fattori , se ne traeva fuori per tutti i re degli Hittei , e per i re della Siria . ORA il re Salomone amò , oltre alla figliuola di Faraone , molte donne straniere , Moabite , Ammonite , Idumee , Sidonie , Hittee , delle nazioni delle quali il Signore avea detto a’ figliuoli di Israele : Non entrate da esse , ed esse non entrino da voi ; per certo esse faranno rivolgere il cuor vostro dietro ai loro dii ; a quelle si congiunse Salomone per amore . Ed ebbe settecento donne principesse , e trecento concubine ; e le sue donne sviarono il suo cuore . Al tempo della sua vecchiezza avvenne che le sue donne sviarono il suo cuore dietro ad altri dii ; ed il suo cuore non fu intiero inverso il Signore Iddio suo , come era stato il cuor di Davide , suo padre . E Salomone andò dietro ad Astoret , dio de’ Sidonii ; e dietro a Milcom , abbominazione degli Ammoniti . Così Salomone fece ciò che dispiace al Signore ; e non seguitò il Signore appieno , come avea fatto Davide , suo padre . Allora Salomone edificò un alto luogo a Chemos , abbominazione di Moab , nel monte ch’ è dirimpetto a Gerusalemme ; ed a Molec , abbominazione de’ figliuoli di Ammon . Il simigliante fece per tutte le sue donne straniere , le quali facevano profumi , e sacrificavano agl’ iddii loro . Perciò il Signore si adirò contro a Salomone , perchè il suo cuore s’ era sviato dal Signore Iddio d’ Israele , che gli era apparito due volte . E gli avea fatto comandamento intorno a questo , ch’ egli non andasse dietro ad altri dii ; ma egli non osservò ciò che il Signore avea comandato . E il Signore disse a Salomone : Perciocchè questo è stato in te , e tu non hai osservato il mio patto , ed i miei statuti , i quali io ti avea imposti ; io del tutto straccerò il reame d’ addosso a te , e lo darò al tuo servitore . Ma pure , per amor di Davide , tuo padre , io non farò questo a’ tuoi dì ; io lo straccerò d’ infra le mani del tuo figliuolo . Nondimeno , io non istraccerò tutto il reame ; io ne darò una tribù al tuo figliuolo , per amor di Davide , mio servitore ; e per amor di Gerusalemme , che io ho eletta . IL Signore adunque fece sorgere un avversario a Salomone , cioè Hadad Idumeo , ch’ era del sangue reale di Edom . Perciocchè avvenne , quando Davide era in Idumea , allora che Ioab , Capo dell’ esercito , salì per far sotterrar gli uccisi , e percosse tutti i maschi d’ Idumea perciocchè Ioab , con tutto Israele , dimorò quivi sei mesi , finchè ebbe distrutti tutti i maschi d’ Idumea , che Hadad se ne fuggì , con alcuni uomini Idumei , de’ servitori di suo padre , per ridursi in Egitto . Or Hadad era giovanetto . Costoro adunque si partirono di Madian , e vennero in Paran , e presero con loro degli uomini di Paran , e vennero in Egitto a Faraone , re di Egitto , il quale diede ad Hadad una casa , e gli assegnò il suo vitto , ed anche gli diede una terra . Ed Hadad venne molto in grazia di Faraone ; ed esso gli diede per moglie la sorella della sua moglie , la sorella della regina Tafnes . E la sorella di Tafnes gli partorì Ghenubat , suo figliuolo , il quale Tafnes allevò nella casa di Faraone ; e Ghenubat fu nella casa di Faraone per mezzo i figliuoli di esso . Ora , quando Hadad ebbe inteso in Egitto , che Davide giaceva co’ suoi padri , e che Ioab , capo dell’ esercito , era morto , disse a Faraone : Dammi licenza che io me ne vada al mio paese . E Faraone gli disse : Ma che ti manca appresso di me , che ecco tu cerchi di andartene al tuo paese ? Ed gli disse : Nulla ; ma pur dammi licenza . Iddio fece ancora sorgere un altro avversario a Salomone , cioè : Rezon , figliuolo d’ Eliada , il quale se n’ era fuggito d’ appresso Hadadezer , re di Soba , suo signore . Or egli adunò appresso di sè della gente , e fu capo di scherani , quando Davide uccideva quella gente . Poi egli ed i suoi andarono in Damasco , e dimorarono quivi , e regnarono in Damasco . E Rezon fu avversario ad Israele tutto il tempo di Salomone , oltre al male che fece Hadad ; ed infestò Israele , e regnò sopra la Siria . GEROBOAMO ancora , figliuolo di Nebat Efrateo , da Sereda , servo di Salomone , il nome della cui madre era Serua , donna vedova , si levò contro al re . E questa fu la cagione , per la quale si levò contro al re : Salomone edificava Millo , e chiudeva la rottura della Città di Davide , suo padre . Or quell’ uomo Geroboamo era valente e prode ; e Salomone , veggendo il giovane che lavorava , l’ ordinò sopra quelli della casa di Giuseppe , che portavano pesi . Ora , essendo in quel tempo Geroboamo uscito fuor di Gerusalemme , il profeta Ahia Silonita lo trovò per la via , vestito d’ una vesta nuova ; ed erano amendue soli in su la campagna . Ed Ahia prese la vesta nuova ch’ egli avea indosso , e la stracciò in dodici pezzi . E disse a Geroboamo : Prenditene dieci pezzi ; perciocchè il Signore Iddio d’ Israele ha detto così : Ecco , io straccio il reame d’ infra le mani di Salomone , e te ne darò dieci tribù . Ed a lui ne resterà una tribù , per amor di Davide , suo padre , e per amor di Gerusalemme , che è la città ch’ io ho eletta d’ infra tutte le tribù d’ Israele . Perciocchè essi mi hanno abbandonato , ed hanno adorato Astoret , dio de’ Sidonii , e Chemos , dio de’ Moabiti , e Milcom , dio de’ figliuoli di Ammon ; e non son camminati nelle mie vie , per far ciò che mi piace , e per mettere in opera i miei statuti , e le mie leggi , come fece Davide , padre di Salomone . Ma pure io non torrò dalle mani di lui nulla di tutto il reame ; anzi lo manterrò principe tutto il tempo della vita sua , per amor di Davide , mio servitore , che io ho eletto , il quale ha osservati i miei comandamenti ed i miei statuti . Ma io torrò il reame di mano al suo figliuolo , e ne darò a te dieci tribù ; ed al suo figliuolo ne darò una tribù ; acciocchè vi resti del continuo una lampana a Davide , mio servitore , davanti a me , in Gerusalemme , che è la città , la quale io ho eletta per mettervi il mio Nome . Io adunque ti prenderò , e tu regnerai interamente secondo il desiderio dell’ anima tua , e sarai re sopra Israele . Ed avverrà che , se tu ubbidisci a tutto quello che io ti comanderò , e cammini nelle mie vie , e fai ciò che mi piace , osservando i miei statuti ed i miei comandamenti , come ha fatto Davide , mio servitore , io sarò teco , e ti edificherò una casa stabile , come io l’ avea edificata a Davide , e ti darò Israele . Ed io affliggerò la progenie di Davide per questo , ma non già in perpetuo . Perciò Salomone cercò di far morire Geroboamo ; ma egli si levò , e se ne fuggì in Egitto , a Sisac , re di Egitto , e dimorò in Egitto fino alla morte di Salomone . ORA , quant’ è al rimanente dei fatti di Salomone , ed a quello ch’ egli fece , ed alla sua sapienza ; queste cose non sono esse scritte nel Libro dei fatti di Salomone ? Ora il tempo che Salomone regnò in Gerusalemme sopra tutto Israele , fu di quarant’ anni . Poi Salomone giacque co’ suoi padri , e fu seppellito nella Città di Davide , suo padre ; e Roboamo , suo figliuolo , regnò in luogo suo . E ROBOAMO andò in Sichem ; perciocchè tutto Israele era venuto in Sichem , per costituirlo re . Ora , quando Geroboamo , figliuolo di Nebat , ch’ era ancora in Egitto , ove era fuggito d’ innanzi al re Salomone , ebbe ciò inteso , egli dimorò ancora in Egitto ; ma gl’ Israeliti lo mandarono a chiamare . E Geroboamo , e tutta la raunanza d’ Israele , vennero , e parlarono a Roboamo , dicendo : Tuo padre ci ha posto addosso un grave giogo ; ma tu alleviaci ora dalla dura servitù di tuo padre , e dal suo grave giogo , il quale egli ci ha posto addosso , e noi ti saremo soggetti . Ed egli disse loro : Andatevene fin di qui a tre giorni ; poi ritornate a me . E il popolo se ne andò . E il re Roboamo si consigliò co’ vecchi ch’ erano stati ministri del re Salomone , suo padre , mentre era in vita ; dicendo : Come consigliate che si risponda a questo popolo ? Ed essi gli risposero , dicendo : Se oggi tu ti sottometti a questo popolo , e te gli rendi soggetto , e gli dài buona risposta , e buone parole , egli ti sarà soggetto in perpetuo . Ma egli lasciò il consiglio che i vecchi gli aveano dato , e si consigliò co’ giovani , ch’ erano stati allevati con lui , ed erano suoi ministri . E disse loro : Che consigliate voi che rispondiamo a questo popolo , che mi ha parlato , dicendo : Alleviaci dal giogo , il qual tuo padre ha posto sopra noi ? E i giovani , ch’ erano stati allevati con lui , gli risposero , e dissero : Di’ così a questo popolo che t’ ha parlato , dicendo : Tuo padre ci ha posto addosso un grave giogo , ma tu alleviacene , e rispondi loro così : Il mio piccol dito è più grosso che i lombi di mio padre . Ora dunque mio padre vi ha caricato addosso un grave giogo , ma io lo farò vie più grave ; mio padre vi ha castigati con isferze , ma io vi castigherò con flagelli pungenti . Ora , tre giorni appresso , Geroboamo , con tutto il popolo , venne a Roboamo , secondo che il re avea comandato , dicendo : Ritornate a me di qui a tre dì . E il re rispose aspramente al popolo , e lasciò il consiglio che i vecchi gli aveano dato . E parlò al popolo secondo il consiglio de’ giovani , dicendo : Mio padre vi ha posto addosso un grave giogo , ma io lo farò vie più grave ; mio padre vi ha castigati con isferze , ma io vi castigherò con flagelli pungenti . Il re adunque non prestò le orecchie al popolo ; perciocchè questo era una occasione procedente dal Signore , per adempier la sua parola , la quale egli avea pronunziata , per Ahia Silonita , a Geroboamo , figliuolo di Nebat . E tutto il popolo d’ Israele , veduto che il re non gli avea prestato orecchio , rispose al re , e disse : Qual parte abbiamo noi in Davide ? noi non abbiamo alcuna ragione di eredità nel figliuolo d’ Isai ; o Israele , vattene alle tue stanze ; provvedi ora , Davide , a casa tua . Ed Israele se ne andò alle sue stanze . Ma , quant’ è a’ figliuoli d’ Israele , che dimoravano nelle città di Giuda , Roboamo regnò sopra loro . E il re Roboamo mandò a tutti gl’ Israeliti Adoram , ch’ era sopra i tributi ; ma essi lo lapidarono , ed egli morì . E il re Roboamo salì prestamente sopra un carro , per fuggirsene in Gerusalemme . Così gl’ Israeliti si ribellarono dalla casa di Davide , e son restati così , fino a questo giorno . E , quando tutto Israele ebbe inteso che Geroboamo era ritornato , lo mandarono a chiamare nella raunanza , e lo costituirono re sopra tutto Israele ; niuna tribù seguitò la casa di Davide , fuorchè la tribù di Giuda sola . E Roboamo , giunto in Gerusalemme , raunò tutta la casa di Giuda , e la tribù di Beniamino , in numero di centottantamila uomini scelti , atti alla guerra , per guerreggiar con la casa d’ Israele , affine di ridurre il regno sotto l’ ubbidienza di Roboamo , figliuolo di Salomone . Ma la parola di Dio fu indirizzata a Semaia , uomo di Dio , dicendo : Di’ a Roboamo , figliuolo di Salomone , re di Giuda , ed a tutta la casa di Giuda , e di Beniamino , ed al rimanente del popolo : Così ha detto il Signore : Non salite , e non combattete co’ figliuoli d’ Israele , vostri fratelli ; ritornatevene ciascuno a casa sua ; perciocchè questa cosa è proceduta da me . Ed essi ubbidirono alla parola del Signore , e si volsero indietro , e se ne andarono , secondo il comandamento del Signore . OR Geroboamo edificò Sichem , nel monte di Efraim , e vi dimorò ; poi uscì di là , ed edificò Penuel . E Geroboamo disse tra sè stesso : Ora ben potrebbe ritornare il regno alla casa di Davide . Se questo popolo sale , per far sacrificii nella Casa del Signore , in Gerusalemme , il cuor suo si rivolgerà a Roboamo , re di Giuda , suo signore , e mi uccideranno , e ritorneranno a Roboamo , re di Giuda . Laonde il re prese consiglio di far due vitelli d’ oro ; poi disse al popolo : Voi non avete più bisogno di salire in Gerusalemme ; ecco , o Israele , i tuoi dii , che ti hanno tratto fuor del paese di Egitto . E ne mise uno in Betel , e l’ altro in Dan . E ciò fu cagione di peccato ; e il popolo andava fino in Dan davanti all’ uno di essi . Fece eziandio delle case d’ alti luoghi , e creò de’ sacerdoti , presi di qua e di là d’ infra il popolo , i quali non erano de’ figliuoli di Levi . Geroboamo ancora ordinò una festa solenne , al quintodecimo giorno dell’ ottavo mese , simile alla festa chi si celebrava in Giuda ; ed offeriva offerte sopra un altare . Così fece in Betel , sacrificando a’ vitelli ch’ egli avea fatti ; e costituì in Betel i sacerdoti degli alti luoghi ch’ egli avea creati . Ora al quintodecimo giorno dell’ ottavo mese , del qual mese egli era stato l’ inventore di suo senno , egli offerse offerte sopra l’ altare ch’ egli avea fatto in Betel , e celebrò la festa solenne de’ figliuoli d’ Israele ; ed offerse offerte sopra l’ altare , facendovi profumi . ED ecco , un uomo di Dio venne di Giuda in Betel , con la parola del Signore , come Geroboamo stava in piè presso all’ altare , per farvi profumi . E gridò contro all’ altare , per la parola del Signore , e disse : Altare , altare , così ha detto il Signore : Ecco , egli nascerà un figliuolo alla casa di Davide , il cui nome sarà Giosia , il qual sacrificherà sopra te i sacerdoti degli alti luoghi , che fanno profumi sopra te ; e si arderanno sopra te ossami d’ uomini . E quello stesso giorno diede un segno , dicendo : Questo è il segno , che il Signore ha parlato : Ecco , l’ altare di presente si schianterà , e la cenere che è sopra esso sarà sparsa . E quando il re Geroboamo ebbe udita la parola dell’ uomo di Dio , la quale egli avea ad alta voce pronunziata contro all’ altare di Betel , distese la sua mano disopra all’ altare dicendo : Prendetelo . Ma la mano , ch’ egli avea distesa contro al profeta , gli si seccò , ed egli non potè ritrarla a sè . L’ altare eziandio si schiantò , e la cenere fu sparsa d’ in su l’ altare , secondo il segno che l’ uomo di Dio avea dato per la parola del Signore . E il re fece motto all’ uomo di Dio , e gli disse : Deh ! supplica al Signore Iddio tuo , e fa’ orazione per me , che la mia mano mi sia restituita . E l’ uomo di Dio supplicò al Signore , e la mano del re gli fu restituita , e divenne come prima . E il re disse all’ uomo di Dio : Vientene meco in casa , e ristorati con cibo , ed io ti donerò un presente . Ma l’ uomo di Dio disse al re : Avvegnachè tu mi dessi la metà della tua casa , io non andrei teco , e non mangerei pane , nè berrei acqua in questo luogo ; perciocchè così mi è stato comandato per la parola del Signore , dicendo : Non mangiar pane , e non bere acqua in quel luogo ; e non ritornartene per la medesima via , per la quale tu sarai andato . Così egli se ne andò per un’ altra via , e non se ne ritornò per la medesima via , per la quale era venuto in Betel . ORA in Betel abitava un profeta vecchio , il cui figliuolo venne , e gli raccontò tutte le opere che l’ uomo di Dio avea in quel dì fatte in Betel , e le parole ch’ egli avea dette al re ; i figliuoli di esso le raccontarono al lor padre . Ed egli disse loro : Per qual via se n’ è egli andato ? E i suoi figliuoli videro la via , per la quale se n’ era andato l’ uomo di Dio , ch’ era venuto di Giuda . Ed egli disse a’ suoi figliuoli : Sellatemi l’ asino . Ed essi gli sellarono l’ asino ; ed egli vi montò su ; e andò dietro all’ uomo di Dio , e lo trovò a sedere sotto una quercia , e gli disse : Sei tu l’ uomo di Dio che sei venuto di Giuda ? Ed egli disse : Sì , lo sono . Ed egli gli disse : Vientene meco in casa mia e prendi cibo . Ma egli disse : Io non posso ritornare indietro , nè venir teco ; e non mangerò pane , nè berrò acqua teco , in questo luogo . Perciocchè così mi è stato detto per la parola del Signore : Non mangiar pane , nè bere acqua , in quel luogo ; e quando tu te ne andrai , non ritornar per la via , per la quale tu sarai andato . E colui gli disse : Anch’ io son profeta , come tu ; ed un Angelo mi ha parlato per la parola del Signore , dicendo : Rimenalo teco in casa tua , acciocchè mangi del pane , e beva dell’ acqua . Ma egli gli mentiva . Egli adunque se ne ritornò con lui , e mangiò del pane in casa sua , e bevve dell’ acqua . Ora , mentre sedevano a tavola , la parola del Signore fu indirizzata al profeta che l’ avea fatto ritornare ; ed egli gridò all’ uomo di Dio ch’ era venuto di Giuda , dicendo : Così ha detto il Signore : Perciocchè tu sei stato ribello alla parola del Signore , e non hai osservato il comandamento che il Signore Iddio tuo ti avea fatto ; anzi sei ritornato , ed hai mangiato del pane , e bevuto dell’ acqua , nel luogo del quale egli ti avea detto : Non mangiarvi pane , nè bervi acqua ; il tuo corpo non entrerà nella sepoltura de’ tuoi padri . E dopo che il profeta ch’ egli avea fatto ritornare , ebbe mangiato del pane , ed ebbe bevuto , egli gli fece sellar l’ asino . Ed egli se ne andò , ed un leone lo scontrò per la strada , e l’ uccise ; e il suo corpo morto giaceva in su la strada , e l’ asino se ne stava in piè presso di quel corpo morto , e il leone parimente . Or ecco , certi passanti videro quel corpo morto , che giaceva in su la via , e il leone che gli stava appresso , e vennero , e rapportarono la cosa nella città , nella quale il vecchio profeta abitava . E come il profeta , che l’ avea fatto ritornar dal suo cammino , ebbe ciò udito , disse : Egli è l’ uomo di Dio , il quale è stato ribello alla parola del Signore ; perciò , il Signore l’ ha dato al leone , che l’ ha lacerato ed ucciso , secondo la parola del Signore ch’ egli gli avea detta . Poi parlò a’ suoi figliuoli , dicendo : Sellatemi l’ asino . Ed essi gliel sellarono . Ed egli andò , e trovò il corpo morto di colui che giaceva in su la via , e l’ asino , e il leone , che stavano in piè presso del corpo morto ; il leone non avea divorato il corpo , nè lacerato l’ asino . E il profeta levò il corpo dell’ uomo di Dio , e lo pose in su l’ asino , e lo riportò indietro . E quel profeta vecchio se ne venne nella sua città , per farne cordoglio , e per seppellirlo . E pose il corpo di esso nella sua sepoltura ; ed egli e i suoi figliuoli fecero cordoglio di lui , dicendo : Ahi ! fratel mio . E dopo che l’ ebbe seppellito , disse a’ suoi figliuoli : Quando io sarò morto , seppellitemi nel sepolcro , nel quale l’ uomo di Dio è seppellito ; mettete le mie ossa presso delle sue ossa . Perchè ciò ch’ egli ha gridato , per la parola del Signore , contro all’ altare ch’ è in Betel , e contr’ a tutte le case degli alti luoghi che son nelle città di Samaria , avverrà per certo . Dopo questo fatto , Geroboamo non si rivolse però dalla sua cattiva via ; anzi di nuovo fece de’ sacerdoti degli alti luoghi , presi di qua e di là d’ infra il popolo ; chi voleva si consacrava , ed era dei sacerdoti degli alti luoghi . E Geroboamo fu , in questo , cagion di peccato alla sua casa , fin per essere spenta , e distrutta d’ in su la terra . IN quel tempo Abia , figliuolo di Geroboamo , infermò . E Geroboamo disse alla sua moglie : Deh ! levati , e travestiti , in modo che non si conosca che tu sei moglie di Geroboamo , e vattene in Silo ; ecco , quivi è il profeta Ahia , il qual mi predisse che io sarei re sopra questo popolo . E prendi in mano dieci pani , e de’ boccellati , ed un fiasco di miele , e vattene a lui ; egli ti dichiarerà ciò che avverrà al fanciullo . E la moglie di Geroboamo fece così ; e si levò , e andò in Silo , ed entrò in casa d’ Ahia . Or Ahia non poteva più vedere ; perciocchè la vista gli era venuta meno per la vecchiezza . E il Signore disse ad Ahia : Ecco , la moglie di Geroboamo viene per domandarti del suo figliuolo ; perciocchè egli è infermo ; parlale in tale e tale maniera . Ora , quando ella entrerà , ella fingerà d’ essere un’ altra . Come dunque Ahia udì il suon de’ piedi di essa , ch’ entrava per la porta , disse : Entra pure , moglie di Geroboamo ; perchè fingi d’ essere un’ altra ? io son pur mandato a te per portarti un duro messaggio . Va’ , di’ a Geroboamo : Così ha detto il Signore Iddio d’ Israele : Perciocchè , avendoti io innalzato d’ infra il popolo , e costituito conduttore sopra il mio popolo Israele ; ed avendo lacerato il regno d’ infra le mani della casa di Davide , ed avendolo dato a te ; tu non sei stato come il mio servitore Davide , il quale osservò i miei comandamenti , e camminò dietro a me con tutto il suo cuore , per far sol ciò che mi piace ; ed hai fatto peggio che tutti coloro che sono stati davanti a te , e sei andato , e ti sei fatti degli altri dii , e delle statue di getto , per dispettarmi ; ed hai gittato me dietro alle spalle ; per questo , ecco , io fo venire un male sopra la casa di Geroboamo , e distruggerò a Geroboamo fino al piccolo fanciullo , chi è serrato e chi è lasciato in Israele ; e andrò dietro alla casa di Geroboamo , per ispazzarla via , come si spazza lo sterco ; finchè sia tutta consumata . Colui che sarà morto a Geroboamo dentro alla città , i cani lo mangeranno ; e colui che sarà morto per la campagna , gli uccelli del cielo lo mangeranno ; perciocchè il Signore ha parlato . Or tu , levati , vattene a casa tua ; in quello stante che i tuoi piedi entreranno nella città , il fanciullo morrà . E tutto Israele farà cordoglio di lui , e lo seppellirà ; perciocchè costui solo , d’ infra quelli che appartengono a Geroboamo , entrerà nel sepolcro ; conciossiachè in lui solo , della casa di Geroboamo , sia stato trovato alcun bene appo il Signore Iddio d’ Israele . E il Signore si costituirà un re sopra Israele , il qual distruggerà la casa di Geroboamo in quel dì . E che ? anzi pure or ora . E il Signore percoterà Israele , sì che sarà come la canna che è dimenata nell’ acqua ; e divellerà Israele d’ in su questa buona terra ch’ egli ha data a’ lor padri , e li dispergerà di là dal Fiume ; perciocchè hanno fatti i lor boschi , dispettando il Signore . E darà Israele in man de’ suoi nemici , per cagion de’ peccati di Geroboamo , i quali egli ha commessi , ed ha fatti commettere a Israele . E la moglie di Geroboamo si levò , e se ne andò , e venne in Tirsa ; e nell’ istante ch’ ella mise il piè in su la soglia della casa , il fanciullo morì . E fu seppellito , e tutto Israele ne fece duolo , secondo la parola del Signore , ch’ egli avea pronunziata per lo profeta Ahia suo servitore . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Gerobaomo , le guerre ch’ egli fece , e come regnò ; ecco , queste cose sono scritte nel Libro delle Croniche dei re d’ Israele . E il tempo che Geroboamo regnò , fu di ventidue anni ; poi giacque co’ suoi padri ; e Nadab , suo figliuolo , regnò in luogo suo . OR Roboamo , figliuolo di Salomone , regnava in Giuda ; egli era di età di quarantun anno , quando cominciò a regnare , e regnò diciassette anni in Gerusalemme , città , la quale il Signore avea eletta d’ infra tutte le tribù d’ Israele , per mettervi il suo nome . E il nome di sua madre era Naama Ammonita . E Giuda fece anch’ egli ciò che dispiace al Signore , e lo provocò a gelosia , più che non aveano fatto i suoi padri , con tutti i lor peccati , che aveano commessi . E si edificarono anch’ essi degli alti luoghi , e si fecero delle statue , e de’ boschi , sopra ogni alto colle , e sotto ogni albero verdeggiante . V’ erano eziandio de’ cinedi nel paese . Essi fecero secondo tutti i fatti abbominevoli delle genti , le quali il Signore avea scacciate d’ innanzi a’ figliuoli d’ Israele . Ed avvenne , l’ anno quinto del re Roboamo , che Sisac , re di Egitto , salì contro a Gerusalemme ; e prese i tesori della Casa del Signore , ed i tesori della casa reale ; prese ogni cosa ; prese ancora tutti gli scudi d’ oro che Salomone avea fatti . E il re Roboamo fece , in luogo di quelli , degli scudi di rame , e li rimise nelle mani de’ capitani de’ sergenti , che facevano la guardia alla porta della casa reale . E quando il re entrava nella Casa del Signore , i sergenti li portavano ; e poi li riportavano nella loggia de’ sergenti . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Roboamo , e tutto ciò ch’ egli fece ; queste cose non sono esse scritte nel Libro delle Croniche dei re di Giuda ? Ora vi fu del continuo guerra fra Roboamo e Geroboamo . E Roboamo giacque co’ suoi padri , e fu seppellito con essi nella Città di Davide . E il nome di sua madre era Naama Ammonita . Ed Abiam , suo figliuolo , regnò in luogo suo . OR l’ anno diciottesimo del re Geroboamo , figliuolo di Nebat , Abiam cominciò a regnare sopra Giuda . Egli regnò tre anni in Gerusalemme . E il nome di sua madre era Maaca , figliuola di Abisalom . Ed egli camminò in tutti i peccati di suo padre , ch’ egli avea commessi davanti a lui ; e il cuor suo non fu intiero inverso il Signore Iddio suo , come era stato il cuore di Davide , suo padre . Ma pure , per amor di Davide , il Signore Iddio suo gli diede una lampana in Gerusalemme , facendo sorgere il suo figliuolo dopo lui , e facendo sussistere Gerusalemme . Perciocchè Davide avea fatto ciò che piace al Signore , e non si era , in tutto il tempo della vita sua , rivolto da qualunque cosa egli gli avea comandata , salvo nel fatto d’ Uria Hitteo . Ora , come v’ era stata guerra fra Roboamo e Geroboamo , tutto il tempo della vita di esso , così vi fu guerra fra Abiam e Geroboamo . Quant’ è al rimanente de’ fatti di Abiam , e tutto ciò ch’ egli fece ; queste cose non sono elleno scritte nel Libro delle Croniche dei re di Giuda ? Ed Abiam giacque co’ suoi padri , e fu seppellito nella Città di Davide ; ed Asa , suo figliuolo , regnò in luogo suo . OR Asa cominciò a regnare sopra Giuda l’ anno ventesimo di Geroboamo , re d’ Israele . E regnò in Gerusalemme quarantun anno . E il nome di sua madre era Maaca , figliuola di Abisalom . Ed Asa fece ciò che piace al Signore , come Davide , suo padre ; e tolse via i cinedi dal paese ; rimosse eziandio tutti gl’ idoli , che i suoi padri aveano fatti ; rimosse ancora dal governo Maaca , sua madre ; perciocchè ella avea fatto un idolo per un bosco . Ed Asa spezzò l’ idolo di essa , e l’ arse presso al torrente di Chidron . Tuttavolta gli alti luoghi non furono tolti via ; ma pure il cuor d’ Asa fu intiero inverso il Signore , tutto il tempo della vita sua . Ed egli portò nella Casa del Signore le cose che suo padre avea consacrate , e quelle ancora ch’ egli stesso avea consacrate : argento , ed oro , e vasellamenti . Ora vi fu guerra fra Asa e Baasa , re d’ Israele , tutto il tempo della vita loro . E Baasa , re d’ Israele , salì contro a Giuda , ed edificò Rama , per non lasciare uscire , nè entrare alcuno ad Asa , re di Giuda . Laonde Asa prese tutto l’ argento , e l’ oro , ch’ era rimasto nel tesori della Casa del Signore ; prese eziandio i tesori della casa del re , e li diede in mano a’ suoi servitori , e li mandò a Ben-hadad , figliuolo di Tabrimmon , figliuolo di Hesion , re di Siria , il quale abitava in Damasco , dicendo : Siavi lega fra me e te , come è stata fra mio padre e tuo padre ; ecco , io ti mando un presente d’ argento e d’ oro ; va’ , rompi la lega che tu hai con Baasa , re d’ Israele , acciocchè egli si ritragga da me . E Ben-hadad prestò le orecchie al re Asa , e mandò i capitani de’ suoi eserciti contro alle città d’ Israele , e percosse Ion , e Dan , ed Abel-bet-maaca , e tutto Chinnerot , insieme con tutto il paese di Neftali . E , quando Baasa ebbe ciò inteso , restò di edificare Rama , e dimorò in Tirsa . Allora il re Asa , con bando pubblico , adunò tutto Giuda , senza eccettuarne alcuno ; ed essi portarono via le pietre , e il legname di Rama , la quale Baasa edificava ; e con quelle cose il re Asa edificò Ghibea di Beniamino , e Mispa . Ora , quant’ è al rimanente di tutti i fatti d’ Asa , e tutte le sue prodezze , e tutto ciò ch’ egli fece , e le città ch’ egli edificò ; queste cose non son esse scritte nel Libro delle Croniche dei re di Giuda ? Sol avvenne che nel tempo della sua vecchiezza egli infermò de’ piedi . Ed Asa giacque co’ suoi padri , e fu seppellito con essi nella Città di Davide , suo padre ; e Giosafat , suo figliuolo , regnò in luogo suo . OR Nadab , figliuolo di Geroboamo , cominciò a regnare sopra Israele l’ anno secondo d’ Asa , re di Giuda , e regnò sopra Israele due anni . E fece ciò che dispiace al Signore , e camminò nella via di suo padre , e nel suo peccato , col quale egli avea fatto peccare Israele . E Baasa , figliuolo di Ahia , della casa d’ Issacar , congiurò contro a lui , e lo percosse presso a Ghibbeton de’ Filistei , mentre Nadab , e tutti gl’ Israeliti , assediavano Ghibbeton . Baasa adunque l’ uccise l’ anno terzo d’ Asa , re di Giuda , e regnò in luogo suo . E , quando egli fu re , percosse tutta la casa di Geroboamo ; egli non lasciò in vita alcuna anima vivente della casa di Geroboamo , finchè l’ ebbe distrutta , secondo la parola del Signore , ch’ egli avea pronunziata per Ahia Silonita , suo servitore ; per li peccati di Geroboamo , ch’ egli avea commessi , e avea fatti commettere ad Israele , e per lo dispetto onde egli avea dispettato il Signore Iddio di Israele . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Nadab , e tutto ciò ch’ egli fece ; queste cose non son esse scritte nel Libro delle Croniche dei re d’ Israele ? Or vi fu guerra fra Asa e Baasa re d’ Israele , tutto il tempo della vita loro . L’ anno terzo d’ Asa , re di Giuda , Baasa , figliuolo d’ Ahia , cominciò a regnare sopra tutto Israele , in Tirsa ; e regnò ventiquattro anni . E fece ciò che dispiace al Signore , e camminò nella via di Geroboamo , e nel peccato di esso , col quale egli avea fatto peccare Israele . Allora la parola del Signore fu indirizzata a Iehu , figliuolo di Hanani , contro a Baasa , dicendo : Perciocchè avendoti io innalzato dalla polvere , ed avendoti posto per conduttore sopra il mio popolo Israele , pur sei camminato nella via di Geroboamo , e hai fatto peccare il mio popolo Israele , per dispettarmi co’ lor peccati ; ecco io sarò dietro a Baasa , e dietro alla sua casa , per torla via ; e farò che la tua casa sarà come la casa di Geroboamo , figliuolo di Nebat . Colui che sarà morto a Baasa nella città , i cani lo mangeranno ; e colui che gli sarà morto per i campi , gli uccelli del cielo lo mangeranno . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Baasa , e ciò ch’ egli fece , e le sue prodezze ; queste cose non son esse scritte nel Libro delle Croniche dei re d’ Israele ? E Baasa giacque co’ suoi padri , e fu seppellito in Tirsa ; ed Ela , suo figliuolo , regnò in luogo suo . Ora il Signore avea parlato per lo profeta Iehu , figliuolo di Hanani , contro a Baasa , e contro alla sua casa , così per cagione di tutto il male ch’ egli avea commesso davanti al Signore , dispettandolo con le opere delle sue mani ; dinunziandogli ch’ ella sarebbe come la casa di Geroboamo ; come anche perciocchè egli l’ avea percossa . L’ ANNO ventesimosesto d’ Asa , re di Giuda , Ela , figliuolo di Baasa , cominciò a regnare sopra Israele , e regnò in Tirsa due anni . E Zimri , suo servitore , capitano della metà de’ suoi carri , congiurò contro a lui . Or egli era in Tirsa , bevendo , ed ebbro , in casa di Arsa , suo mastro di casa in Tirsa . E Zimri venne , e lo percosse , e l’ uccise l’ anno ventesimosettimo d’ Asa , re di Giuda , e regnò in luogo suo . E quando egli fu re , come prima fu assiso sopra il trono di Ela , egli percosse tutta la casa di Baasa ; egli non gli lasciò in vita pur un bambino , nè parenti , nè amici . Così Zimri distrusse tutta la casa di Baasa , secondo la parola del Signore , ch’ egli avea pronunziata contro a Baasa , per Iehu profeta ; per tutti i peccati di Baasa , e di Ela , suo figliuolo , i quali aveano commessi , ed aveano fatti commettere ad Israele , dispettando il Signore Iddio d’ Israele con gl’ idoli loro . Or , quant’ è al rimanente de’ fatti d’ Ela , e tutto ciò ch’ egli fece ; queste cose non son esse scritte nel Libro delle Croniche dei re d’ Israele ? L’ anno ventesimosettimo d’ Asa , re di Giuda , Zimri cominciò a regnare , e regnò sette giorni in Tirsa . Or il popolo era a campo contro a Ghibbeton de’ Filistei . Ed avendo udito che Zimri avea fatta una congiura , e che avea eziandio percosso il re , tutti gl’ Israeliti , quel giorno istesso , costituirono re sopra Israele Omri , capo dell’ esercito , nel campo . Ed Omri salì , insieme con tutto Israele , da Ghibbeton , ed assediarono Tirsa . E come Zimri vide che la città era presa , entrò nel palazzo della casa reale , ed arse col fuoco la casa reale sopra sè , e così morì ; per i suoi peccati ch’ egli avea commessi , facendo ciò che dispiace al Signore , camminando nella via di Geroboamo , e nel peccato di esso , il quale egli avea commesso , facendo peccare Israele . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Zimri , e la congiura ch’ egli fece ; queste cose non son esse scritte nel Libro delle Croniche dei re d’ Israele ? Allora il popolo d’ Israele fu diviso in due parti ; l’ una seguitava Tibni , figliuolo di Ghinat , per farlo re ; e l’ altra seguitava Omri . Ma il popolo , che seguitava Omri , fu più forte che quello che seguitava Tibni , figliuolo di Ghinat ; e Tibni morì , ed Omri regnò . L’ anno trentuno d’ Asa , re di Giuda , Omri cominciò a regnare sopra Israele , e regnò dodici anni ; in Tirsa regnò sei anni . E comperò il monte di Samaria da Semer , per due talenti di argento , ed edificò una città in quel monte ; e chiamò quella città , ch’ egli edificò : Samaria , del nome di Semer , ch’ era stato signore di quel monte . Ed Omri fece ciò che dispiace al Signore , e fece peggio che tutti quelli ch’ erano stati davanti a lui ; e camminò in tutte le vie di Geroboamo , figliuolo di Nebat , e nel peccato di esso , col quale egli avea fatto peccare Israele , dispettando il Signore Iddio d’ Israele co’ loro idoli . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti d’ Omri , e le prodezze ch’ egli fece ; queste cose non sono esse scritte nel Libro delle Croniche dei re d’ Israele ? Ed Omri giacque co’ suoi padri , e fu seppellito in Samaria ; ed Achab , suo figliuolo , regnò in luogo suo . ED Achab , figliuolo d’ Omri , cominciò a regnare sopra Israele l’ anno trentesimottavo d’ Asa , re di Giuda ; e regnò in Samaria sopra Israele ventidue anni . Ed Achab , figliuolo d’ Omri , fece ciò che dispiace al Signore , più che tutti quelli ch’ erano stati davanti a lui . Ed avvenne che , come se fosse stata leggier cosa di camminare ne’ peccati di Geroboamo , figliuolo di Nebat , egli prese per moglie Izebel , figliuola d’ Et-baal , re de’ Sidonii ; e andò , e servì a Baal , e l’ adorò ; e rizzò un altare a Baal , nella casa di Baal , la quale egli avea edificata in Samaria . Achab fece ancora un bosco . Ed Achab fece vie peggio che tutti i re d’ Israele , ch’ erano stati davanti a lui , per dispettare il Signore Iddio d’ Israele . Nel suo tempo , Hiel , da Betel , riedificò Gerico , e la fondò sopra Abiram , suo primogenito ; e posò le porte di essa sopra Segub , suo figliuol minore ; secondo la parola del Signore , la quale egli avea pronunziata per Giosuè , figliuolo di Nun . ALLORA Elia Tisbita , ch’ era di quelli della nuova popolazione di Galaad , disse ad Achab : Come il Signore Iddio d’ Israele , al quale io ministro , vive , non vi sarà nè rugiada , nè pioggia , questi anni , se non alla mia parola . Poi la parola del Signore gli fu indirizzata , dicendo : Partiti di qui , e volgiti verso l’ Oriente , e nasconditi presso al torrente Cherit , ch’ è dirincontro al Giordano . E tu berrai del torrente , ed io ho comandato a’ corvi che ti nudriscano quivi . Egli adunque se ne andò , e fece secondo la parola del Signore , e andò , e dimorò presso al torrente Cherit , ch’ è dirincontro al Giordano . E i corvi gli portavano del pane e della carne , mattina e sera ; ed egli bevea del torrente . Ora , in capo all’ anno , il torrente si seccò ; perciocchè non v’ era stata alcuna pioggia nel paese . Allora la parola del Signore gli fu indirizzata , dicendo : Levati , vattene in Sarepta , città de’ Sidonii , e dimora quivi ; ecco , io ho comandato quivi ad una donna vedova che ti nudrisca . Egli adunque si levò , e andò in Sarepta ; e , come giunse alla porta della città , ecco , quivi era una donna vedova , che raccoglieva delle legne ; ed egli la chiamò , e le disse : Deh ! recami un poco d’ acqua in un vaso , acciocchè io beva . E come ella andava per recargliela , egli la richiamò , e le disse : Deh ! recami ancora una fetta di pane . Ma ella disse : Come il Signore Iddio tuo vive , io non ho pure una focaccia ; io non ho altro che una menata di farina in un vaso , ed un poco di olio in un orciuolo ; ed ecco , io raccolgo due stecchi , poi me ne andrò , e l’ apparecchierò , per me e per lo mio figliuolo , e la mangeremo , e poi morremo . Ed Elia le disse : Non temere ; va’ , fa’ come tu hai detto ; ma pur fammene prima una piccola focaccia , e recamela qua fuori ; poi ne farai del pane per te e per lo tuo figliuolo . Perciocchè il Signore Iddio d’ Israele ha detto così : Il vaso della farina , nè l’ orciuol dell’ olio non mancherà , fino al giorno che il Signore manderà della pioggia sopra la terra . Ella dunque andò , e fece come Elia le avea detto ; ed ella , ed egli , e la casa di essa , ne mangiarono un anno intiero . Il vaso della farina , nè l’ orciuol dell’ olio non mancarono , secondo la parola del Signore , ch’ egli avea detta per Elia . Or avvenne , dopo queste cose , che il figliuolo di quella donna , padrona della casa , infermò ; e la sua infermità fu molto grave , talchè egli spirò . Allora ella disse ad Elia : Che ho io a far teco , uomo di Dio ? sei tu venuto a me , per far che la mia iniquità sia ricordata , e per far morire il mio figliuolo ? Ma egli le disse : Dammi il tuo figliuolo . Ed egli lo prese dal seno di quella donna , e lo portò nella camera nella quale egli stava , e lo coricò sopra il suo letto ; e gridò al Signore , e disse : Signore Iddio mio , hai tu pure anche afflitta questa vedova , appo la quale io albergo , facendole morire il suo figliuolo ? Poi egli si distese , per tutta la sua lunghezza , sopra il fanciullo per tre volte , e gridò al Signore , e disse : Signore Iddio mio , torni , ti prego , l’ anima di questo fanciullo in lui . E il Signore esaudì la voce d’ Elia , e l’ anima del fanciullo ritornò in lui , ed egli rivisse . Ed Elia prese il fanciullo , e lo portò giù dalla camera in casa , e lo diede a sua madre , e le disse : Vedi , il tuo figliuolo è vivo . Allora la donna disse ad Elia : Ora conosco che tu sei uomo di Dio , e che la parola del Signore , ch’ è nella tua bocca , è verità . E MOLTO tempo appresso , la parola del Signore fu indirizzata ad Elia , nell’ anno terzo , dicendo : Va’ , mostrati ad Achab , ed io manderò della pioggia sopra il paese . Elia dunque andò per mostrarsi ad Achab . Or la fame era grave in Samaria . Ed Achab chiamò Abdia , ch’ era suo mastro di casa or Abdia temeva grandemente il Signore ; e quando Izebel distruggeva i profeti del Signore , Abdia prese cento profeti , e li nascose , cinquanta in una spelonca , e cinquanta in un’ altra , e li nudrì di pane e d’ acqua ; ed Achab disse ad Abdia : Va’ per lo paese , a tutte le fonti dell’ acque , ed a tutti i torrenti ; forse troveremo dell’ erba , e conserveremo in vita i cavalli ed i muli ; e non lasceremo che il paese divenga deserto di bestie . Spartirono adunque fra loro il paese , per andare attorno per esso ; Achab andò per un cammino da parte , e Abdia per un altro cammino da parte . E mentre Abdia era per cammino , ecco , Elia gli venne incontro . E Abdia , riconosciutolo , si gittò in terra sopra la sua faccia , e disse : Sei tu desso , Elia , mio signore ? Ed egli gli rispose : Sì , sono . Va’ , di’ al tuo signore : Ecco Elia . Ma egli disse : Qual peccato ho io commesso , che tu voglia dare il tuo servitore nelle mani di Achab , per farmi morire ? Come il Signore Iddio tuo vive , non v’ è nazione , nè regno , dove il mio signore non abbia mandato a cercarti ; ma è stato detto che tu non v’ eri ; anzi ha scongiurato il regno e la nazione , per sapere se niuno ti avea trovato . E ora tu dici : Va’ , di’ al tuo signore : Ecco Elia . Ed avverrà che , quando io sarò partito d’ appresso a te , lo Spirito del Signore ti trasporterà in qualche luogo che io non saprò , e quando io sarò venuto ad Achab , per rapportargli questo , egli , non trovandoti , mi ucciderà ; e pure il tuo servitore teme il Signore dalla sua giovanezza . Non è egli stato dichiarato al mio signore ciò che io feci , quando Izebel uccideva i profeti del Signore ? come io ne nascosi cento , cinquanta in una spelonca , e cinquanta in un’ altra , e li nudrii di pane e d’ acqua ? E ora tu dici : Va’ , di’ al tuo signore : Ecco Elia ; onde egli mi ucciderà . Ma Elia disse : Come il Signore degli eserciti , al quale io ministro , vive , oggi io mi mostrerò ad Achab . Abdia adunque andò ad incontrare Achab , e gli rapportò la cosa . Ed Achab andò ad incontrare Elia . E come Achab ebbe veduto Elia , gli disse : Sei tu qui , tu , che conturbi Israele ? Ma egli disse : Io non ho conturbato Israele ; anzi tu , e la casa di tuo padre , l’ avete conturbato , avendo voi lasciati i comandamenti del Signore , ed essendo tu andato dietro a’ Baali . Ma ora , manda a far adunare appresso di me , in sul monte Carmel , tutto Israele , insieme co’ quattrocencinquanta profeti di Baal , e i quattrocento profeti del bosco , che mangiano alla tavola d’ Izebel . E Achab mandò a tutti i figliuoli d’ Israele , e adunò que’ profeti in sul monte Carmel . Allora Elia si accostò a tutto il popolo , e disse : Infino a quando zoppicherete de’ due lati ? Se il Signore è Dio , seguitatelo ; se altresì Baal è Dio , seguitate lui . Ma il popolo non gli rispose nulla . Ed Elia disse al popolo : Io son restato solo profeta del Signore , ed i profeti di Baal sono quattrocencinquanta uomini . Or sienci dati due giovenchi , ed eleggansene essi uno , e taglinlo a pezzi , e ponganlo sopra delle legne , senza mettervi fuoco ; io altresì appresterò l’ altro giovenco , e lo porrò sopra delle legne , e non vi metterò fuoco . Poi invocate il nome de’ vostri dii ; ed io invocherò il Nome del Signore . E quel dio che risponderà per fuoco , sia Iddio . E tutto il popolo rispose , e disse : Ben dici . Ed Elia disse a’ profeti di Baal : Sceglietevi uno de’ giovenchi , e apprestatelo i primi ; perciocchè voi siete in maggior numero ; e invocate il nome de’ vostri dii , ma non vi mettete fuoco . Essi adunque presero il giovenco ch’ egli diede loro , e l’ apprestarono ; poi invocarono il nome di Baal , dalla mattina infino a mezzodì , dicendo : O Baal , rispondici . Ma non v’ era nè voce , nè chi rispondesse ; ed essi saltavano intorno all’ altare che aveano fatto . E in sul mezzodì Elia li beffava , e diceva : Gridate con gran voce , poichè egli è dio ; perciocchè egli è in alcun ragionamento , o in procaccio di qualche cosa , o in viaggio ; forse anche dorme , e si risveglierà . Essi adunque gridavano con gran voce , e si facevano delle talgliature , secondo il lor costume , con coltelli , e con lancette , fino a spandersi il sangue addosso . E quando il mezzodì fu passato , ed essi ebbero profetizzato fino all’ ora che si offerisce l’ offerta , non essendovi nè voce , nè chi rispondesse , nè chi attendesse a ciò che facevano , Elia disse a tutto il popolo : Accostatevi a me . E tutto il popolo si accostò a lui . Ed egli racconciò l’ altare del Signore ch’ era stato disfatto . Poi Elia prese dodici pietre , secondo il numero delle tribù dei figliuoli di Giacobbe , al quale il Signore avea detto : Il tuo nome sarà Israele . E di quelle pietre edificò un altare al Nome del Signore , e fece d’ intorno all’ altare un condotto della capacità d’ intorno a due staia di semenza . Poi ordinò le legne , e tagliò il giovenco a pezzi , e lo mise sopra le legne . E disse : empiete quattro vasi d’ acqua , e spandetela sopra l’ olocausto , e sopra le legne . Poi disse : Fatelo la seconda volta . Ed essi lo fecero la seconda volta . Poi disse : Fatelo la terza volta . Ed essi lo fecero la terza volta ; talchè l’ acqua andava intorno all’ altare , ed anche empiè il condotto . E in su l’ ora che si offerisce l’ offerta , il profeta Elia si accostò , e disse : Signore Iddio d’ Abrahamo , d’ Isacco , e d’ Israele , conoscasi oggi che tu sei Dio in Israele , e che io son tuo servitore , e che per la tua parola io ho fatte tutte queste cose . Rispondimi , Signore , rispondimi ; acciocchè questo popolo conosca che tu , Signore , sei l’ Iddio , e che tu hai rivolto il cuor loro indietro . Allora cadde fuoco del Signore , e consumò l’ olocausto , e le legne , e le pietre , e la polvere , e lambì l’ acqua che era nel condotto . E tutto il popolo , avendo ciò veduto , cadde sopra la sua faccia , e disse : Il Signore è l’ Iddio , il Signore è l’ Iddio . Ed Elia disse loro : Prendete i profeti di Baal , non iscampine alcuno . Ed essi li presero . Ed Elia li fece scendere al torrente Chison , e quivi li scannò . Allora Elia disse ad Achab : Sali , mangia , e bevi ; perciocchè , ecco il suon d’ un romor di pioggia . Ed Achab salì per mangiare e per bere . Ed Elia salì in su la sommità di Carmel ; ed inchinatosi a terra , mise la faccia fra le ginocchia ; e disse al suo servitore : Deh ! sali , e riguarda verso il mare . Ed egli salì , e riguardò , e disse : Ei non vi è nulla . Ed Elia disse : Ritornavi fino a sette volte . Ed alla settima volta il servitore disse : Ecco , una piccola nuvola , come la palma della mano d’ un uomo , sale dal mare . Ed Elia disse : Va’ , di’ ad Achab : Metti i cavalli al carro , e scendi , chè la pioggia non ti arresti . Ed a poco a poco il cielo si oscurò di nuvoli e di vento , e vi fu una gran pioggia . E Achab montò sopra il suo carro , e se ne andò in Izreel . E la mano del Signore fu sopra Elia ; ed egli si cinse i lombi , e corse davanti ad Achab , fino all’ entrata d’ Izreel . OR Achab raccontò ad Izebel tutto quello ch’ Elia avea fatto , e tutto il modo ch’ egli avea tenuto in uccidere col coltello tutti que’ profeti . Ed Izebel mandò un messo ad Elia , a dirgli : Così mi facciano gl’ iddii , e così aggiungano , se domani a quest’ ora io non fo alla tua persona , come tu hai fatto alla persona dell’ uno di essi . Ed Elia , veggendo questo , si levò , e se ne andò per iscampar la vita sua ; e venne in Beerseba , città di Giuda , e lasciò quivi il suo servitore . Ma egli camminò dentro al deserto una giornata di cammino ; e venuto ad un ginepro , vi si posò sotto , e chiedeva fra sè stesso di morire , e disse : Basta , Signore , prendi pur ora l’ anima mia ; perciocchè io non valgo meglio che i miei padri . Ed egli si coricò , e si addormentò sotto il ginepro . Ed ecco , un Angelo lo toccò , e gli disse : Levati , mangia . Ed egli riguardò ; ed ecco , dal capo avea una focaccia cotta su le brace , ed una guastada d’ acqua . Ed egli mangiò , e bevve ; poi tornò a coricarsi . E l’ Angelo del Signore tornò , e lo toccò la seconda volta , e disse : Levati , mangia ; perciocchè questo cammino è troppo grande per te . Egli adunque si levò , e mangiò , e bevve ; e poi per la forza di quel cibo , camminò quaranta giorni e quaranta notti , fino in Horeb , monte di Dio , E quivi entrò in una spelonca , e vi passò la notte . Ed ecco la parola del Signore gli fu indirizzata ; ed egli gli disse : Che hai tu a far qui , Elia ? Ed egli disse : Io sono stato commosso a gran gelosia per lo Signore Iddio degli eserciti ; perciocchè i figliuoli d’ Israele hanno abbandonato il tuo patto , han disfatti i tuoi altari , ed hanno uccisi con la spada i tuoi profeti ; ed io son restato solo , e pure anche cercano di tormi la vita . Allora il Signore gli disse : Esci fuori , e fermati in sul monte , davanti al Signore . Ed ecco , il Signore passò , e davanti a lui veniva un grande ed impetuoso vento , che schiantava i monti , e spezzava le pietre ; ma il Signore non era nel vento . E dopo il vento , veniva un tremuoto ; ma il Signore non era nel tremuoto . E dopo il tremuoto , veniva un fuoco ; ma il Signore non era nel fuoco . E dopo il fuoco , veniva un suono sommesso e sottile . E come Elia l’ ebbe udito , s’ involse la faccia nel suo mantello , ed uscì fuori , e si fermò all’ entrata della spelonca ; ed ecco , una voce gli venne , che gli disse : Che hai tu a far qui , Elia ? Ed egli disse : Io sono stato commosso a gran gelosia per lo Signore Iddio degli eserciti ; perciocchè i figliuoli d’ Israele hanno abbandonato il tuo patto , han disfatti i tuoi altari , ed hanno uccisi con la spada i tuoi profeti ; ed io sono restato solo , e pure anche cercano di tormi la vita . Ma il Signore gli disse : Va’ , ritornatene verso il deserto di Damasco , per lo cammino per lo quale sei venuto ; e quando tu sarai giunto là , ungi Hazael per re sopra la Siria . Ungi eziandio , per re sopra Israele , Iehu , figliuolo di Nimsi ; ungi ancora per profeta , in luogo tuo , Eliseo , figliuolo di Safat , da Abel-Mehola . Ed egli avverrà che , chiunque sarà scampato dalla spada di Hazael , Iehu l’ ucciderà ; e chiunque sarà scampato dalla spada di Iehu , Eliseo l’ ucciderà . Or io ho riserbati in Israele settemila uomini , che son tutti quelli le cui ginocchia non si sono inchinate a Baal , e la cui bocca non l’ ha baciato . Ed Elia si partì di là , e trovò Eliseo , figliuolo di Safat , il quale arava , avendo davanti a sè dodici paia di buoi ; ed egli era col duodecimo . Ed Elia andò da lui , e gli gittò addosso il suo mantello . Ed Eliseo lasciò i buoi , e corse dietro ad Elia , e disse : Deh ! lascia che io baci mio padre e mia madre , e poi ti seguiterò . Ed Elia gli disse : Va’ , e ritorna ; perciocchè , che ti ho io fatto ? Ed egli , lasciatolo , se ne ritornò in casa , e prese un paio di buoi , e li ammazzò ; e con gli arnesi de’ buoi ne cosse la carne , e la diede al popolo , ed essi mangiarono . Poi si levò , e andò dietro ad Elia , e gli fu ministro . OR Ben-hadad , re di Siria , adunò tutto il suo esercito ; ed avea seco trentadue re , e cavalli , e carri ; poi salì , pose l’ assedio a Samaria , e la combattè . E mandò messi ad Achab , re d’ Israele , nella città , a dirgli : Così dice Ben-hadad : Il tuo argento ed il tuo oro è mio ; mie sono ancora le tue mogli ed i tuoi bei figliuoli . E il re d’ Israele rispose , e disse : Egli è come tu dici , o re , mio signore ; io son tuo , insieme , con tutto quello ch’ è mio . Ed i messi ritornarono , e dissero : Così ha detto Ben-hadad : Anzi io ti avea mandato a dire : Dammi il tuo argento , e il tuo oro , e le tue mogli , ed i tuoi figliuoli ; altrimenti , domani a quest’ ora io ti manderò i miei servitori , che ricercheranno la tua casa , e le case de’ tuoi servitori , e metteranno nelle mani loro tutto quello che ti è il più caro , e lo porteranno via . Allora il re d’ Israele chiamò tutti gli Anziani del paese , e disse : Deh ! considerate , e vedete come costui cerca il male ; perciocchè egli ha mandato a me per aver le mie mogli , e i miei figliuoli , e l’ argento mio , e l’ oro mio ; ed io non gli ho rifiutato nulla . E tutti gli Anziani e tutto il popolo gli dissero : Non ascoltarlo , e non compiacergli . Egli adunque disse a’ messi di Ben-hadad : Dite al re , mio signore : Io farò tutto quello che tu mandasti a dire la prima volta al tuo servitore ; ma questo , io nol posso fare . Ed i messi andarono , e portarono quella risposta a Ben-hadad . E Ben-hadad mandò a dire ad Achab : Così mi facciano gl’ iddii , e così aggiungano , se la polvere di Samaria basterà , acciocchè ciascuno della gente , che è al mio seguito , ne abbia pieni i pugni . E il re d’ Israele rispose , e disse : Ditegli : Non gloriisi colui che si allaccia l’ armi come colui che le dislaccia . E quando Ben-hadad ebbe intesa quella risposta , bevendo , insieme con quei re , nelle tende , disse a’ suoi servitori : Mettetevi in ordine . Ed essi si misero in ordine contro alla città . Allora un profeta si accostò ad Achab , re d’ Israele , e disse : Così ha detto il Signore : Hai tu veduta tutta questa gran moltitudine ? ecco , oggi io la do nelle tue mani ; e tu conoscerai che io sono il Signore . Ed Achab disse : Per cui ? Ed esso disse : Così ha detto il Signore : Per li fanti de’ governatori delle provincie . E Achab disse : Chi attaccherà la zuffa ? Ed esso disse : Tu . Allora egli fece la rassegna de’ fanti de’ governatori delle provincie , e se ne trovò dugentrentadue . E dopo loro , fece la rassegna di tutta la gente di tutti i figliuoli d’ Israele , e se ne trovò settemila . Ed essi uscirono in sul mezzodì . Or Bed-hadad beveva , ed era ebbro nelle tende , insieme co’ trentadue re ch’ erano venuti a suo soccorso . E i fanti dei governatori delle provincie uscirono i primi ; e Ben-hadad mandò alcuni , per vedere che cosa ciò fosse , ed essi gliel rapportarono , dicendo : Alcuni uomini sono usciti di Samaria . Ed egli disse : O per pace o per guerra che sieno usciti , pigliateli vivi . Coloro adunque , cioè i fanti de governatori delle provincie , uscirono della città ; poi uscì l’ esercito che veniva dietro a loro . E ciascuno di essi percosse il suo uomo ; ed i Siri fuggirono , e gl’ Israeliti li perseguitarono ; e Ben-hadad , re di Siria , scampò sopra un cavallo , con alcuni cavalieri . E il re d’ Israele uscì fuori , e percosse i cavalli ed i carri , e fece una grande sconfitta dei Siri . Allora quel profeta venne al re d’ Israele , e gli disse : Va’ , rinforzati , e considera , e vedi ciò che tu avrai da fare ; perciocchè di qui ad un anno il re di Siria salirà di nuovo contro a te . Ed i servitori del re di Siria gli dissero : Gl’ iddii degl’ Israeliti son dii delle montagne , e però ci hanno vinti ; ma combattiamo contro a loro nella pianura , e tu vedrai se noi non li vinciamo . Ma fa’ questo : leva ciascuno di quei re dal suo carico , e metti in luogo loro dei capitani ; poi leva un esercito pari all’ esercito che ti è stato sconfitto , ed altrettanti cavalli e carri ; e noi combatteremo contro a loro nella pianura ; e tu vedrai se noi non li vinciamo . Ed egli acconsentì al lor dire , e fece così . E l’ anno seguente , Ben-hadad fece la rassegna de’ Siri , e salì in Afec , per guerreggiare contro ad Israele . I figliuoli d’ Israele fecero parimente la lor rassegna ; e provvedutisi di vittuaglia , andarono incontro a’ Siri , e si accamparono dirimpetto a loro , e parevano due piccole gregge di capre ; ma i Siri empievano la terra . Allora l’ uomo di Dio si accostò al re d’ Israele , e gli disse : Così ha detto il Signore : Perciocchè i Siri hanno detto : Il Signore è Dio de’ monti , e non è Dio delle valli , io ti darò nelle mani tutta questa gran moltitudine , e voi conoscerete che io sono il Signore . E stettero accampati gli uni dirincontro agli altri per sette giorni ; ed al settimo giorno si diede la battaglia ; ed i figliuoli d’ Israele percossero in un giorno centomila uomini a piè de’ Siri . E il rimanente fuggì in Afec , dentro alla città , ove il muro cadde sopra ventisettemila uomini ch’ erano rimasti . Ben-hadad fuggì anch’ esso ; e giunto nella città , passava di camera in camera . Ed i suoi servitori gli dissero : Ecco ora , noi abbiamo udito dire che i re della casa d’ Israele son re benigni ; ora dunque lascia che noi ci mettiamo de’ sacchi sopra i lombi , e delle corde al collo , ed usciamo al re d’ Israele ; forse ti scamperà egli la vita . Essi adunque si cinsero de’ sacchi in su i lombi , e si misero delle corde al collo , e vennero al re di Israele , e dissero : Il tuo servitore Ben-hadad dice così ; Deh ! che io viva . Ed egli disse : È egli ancora vivo ? egli è mio fratello . E quegli uomini presero di ciò buon augurio ; e prestamente gli trassero di bocca ciò che si poteva sperar da lui ; e gli dissero : È Ben-hadad tuo fratello ? Ed egli disse : Andate , e menatelo qua . Ben-hadad adunque venne fuori ad Achab ; ed egli lo fece salire sopra il suo carro . E Ben-hadad gli disse : Io ti restituirò le città che mio padre tolse a tuo padre ; e tu ti costituirai delle piazze in Damasco , come mio padre se ne avea costituite in Samaria . Ed io , disse Achab , ti lascerò andare con questi patti . Così patteggiò con lui , e lo lasciò andare . Allora un uomo d’ infra i figliuoli dei profeti , disse al suo compagno per parola del Signore : Deh ! percuotimi . Ma colui ricusò di percuoterlo . Ed egli disse : Perciocchè tu non hai ubbidito alla voce del Signore , ecco , quando tu te ne andrai d’ appresso a me , un leone ti ucciderà . E quando egli si fu partito d’ appresso a lui , un leone lo scontrò , e l’ uccise . Poi egli scontrò un altr’ uomo , e gli disse : Deh ! percuotimi ; e colui lo percosse , e lo ferì . E il profeta andò , e si presentò al re in su la via , essendosi travestito , con una benda in su gli occhi . E come il re passava , egli gridò al re , e disse : Il tuo servitore era passato in mezzo alla battaglia ; ed ecco , un uomo venne , e mi menò un uomo , e mi disse : Guarda quest’ uomo ; se pure egli viene a mancare , la tua persona sarà per la sua , ovvero tu pagherai un talento d’ argento . Ora , come il tuo servitore faceva certe sue faccende qua e là , colui non si trovò più . E il re d’ Israele gli disse : Tale è la tua sentenza ; tu stesso ne hai fatta la decisione . Allora egli prestamente si levò la benda d’ in su gli occhi ; e il re d’ Israele lo riconobbe , ch’ egli era uno de’ profeti . Ed egli disse al re : Così ha detto il Signore : Perciocchè tu hai lasciato andarne dalle tue mani l’ uomo che io avea messo all’ interdetto , la tua persona sarà per la sua , e il tuo popolo per lo suo . E il re d’ Israele se ne andò in casa sua , conturbato e sdegnato , e venne in Samaria . ORA , dopo queste cose , avvenne che , avendo Nabot Izreelita una vigna , la quale era in Izreel , presso del palazzo di Achab , re di Samaria , Achab parlò a Nabot , dicendo : Dammi la tua vigna , acciocchè io ne faccia un orto da erbe ; perciocchè ell’ è vicina allato alla mia casa ; ed io te ne darò in iscambio una migliore ; ovvero , se ti aggrada , io ti darò danari per lo prezzo di essa . Ma Nabot rispose ad Achab : Tolga il Signore da me che io ti dia l’ eredità de’ miei padri . Ed Achab se ne venne in casa sua , conturbato e sdegnato , per la parola che Nabot Izreelita gli avea detta , cioè : Io non ti darò l’ eredità dei miei padri ; e si coricò sopra il suo letto , e rivoltò la faccia indietro , e non prese cibo . Allora Izebel , sua moglie , venne a lui , e gli disse : Che cosa è questo , che tu sei così conturbato nello spirito , e non prendi cibo ? Ed egli le disse : Perchè io avea parlato a Nabot Izreelita , e gli avea detto : Dammi la tua vigna per danari ; ovvero , se così ti aggrada , io te ne darò un’ altra in iscambio . Ma egli ha detto : Io non ti darò la mia vigna . Ed Izebel , sua moglie , gli disse : Eserciteresti tu ora il regno sopra Israele ? levati , prendi cibo , e sia il cuor tuo lieto ; io ti farò avere la vigna di Nabot Izreelita . Ed ella scrisse lettere a nome di Achab , e le suggellò col suggello di esso , e le mandò agli Anziani e a’ principali della città di Nabot , che abitavano con lui . E scrisse in quelle lettere in questa maniera : Bandite il digiuno , e fate stare Nabot in capo del popolo ; e fate comparire contro a lui due uomini scellerati , i quali testimonino contro a lui , dicendo : Tu hai bestemmiato Iddio ed il re . Poi menatelo fuori , e lapidatelo , sì che muoia . E la gente della città di Nabot , gli Anziani , e i principali che abitavano nella città di esso , fecero come Izebel avea lor mandato , secondo ch’ era scritto nelle lettere che avea lor mandate . E bandirono il digiuno , e fecero star Nabot in capo del popolo . Poi vennero que’ due uomini scellerati , e si presentarono contro a Nabot , e testimoniarono contro a lui , davanti al popolo , dicendo : Nabot ha bestemmiato Iddio ed il re . Laonde coloro lo menarono fuori della città , e lo lapidarono , sì ch’ egli morì . Poi mandarono a dire ad Izebel : Nabot è stato lapidato , ed è morto . E quando Izebel ebbe inteso che Nabot era stato lapidato , e ch’ era morto , disse ad Achab : Levati , prendi la possessione della vigna di Nabot Izreelita , la quale egli avea ricusato di darti per danari ; perciocchè Nabot non vive più , ma è morto . E quando Achab , ebbe udito che Nabot era morto , si levò per iscendere alla vigna di Nabot Izreelita , per prenderne la possessione . Allora la parola del Signore fu indirizzata ad Elia Tisbita , dicendo : Levati , scendi incontro ad Achab , re d’ Israele , il quale risiede in Samaria ; ecco , egli è nella vigna di Nabot , dove egli è sceso , per prenderne la possessione . E parla a lui , dicendo : Così ha detto il Signore : Avresti tu ucciso , e anche possederesti ? Poi digli : Come i cani hanno leccato il sangue di Nabot , leccheranno altresì il tuo . Ed Achab disse ad Elia : Mi hai tu trovato , nemico mio ? Ed egli gli disse : Si , io ti ho trovato ; perciocchè tu ti sei venduto a far ciò che dispiace al Signore . Ecco , dice il Signore , io ti fo venire del male addosso , e torrò via chi verrà dietro a te , e sterminerò ad Achab fino al piccolo bambino , chi è serrato , e chi è abbandonato in Israele ; e ridurrò la tua casa come la casa di Geroboamo , figliuolo di Nebat ; e come la casa di Baasa , figliuolo di Ahia ; perciocchè tu mi hai provocato ad ira , ed hai fatto peccare Israele . Il Signore parlò eziandio contro ad Izebel , dicendo : I cani mangeranno Izebel all’ antimuro d’ Izreel . Colui della casa di Achab , che morrà dentro alla città , i cani lo mangeranno ; e colui che morrà per li campi , gli uccelli lo mangeranno . E veramente non vi era stato ancora alcuno simile ad Achab , il quale si era venduto a far ciò che dispiace al Signore ; perciocchè Izebel , sua moglie , l’ incitava . Laonde egli fece cose molto abbominevoli , andando dietro agl’ idoli , interamente come aveano fatto gli Amorrei , i quali il Signore avea scacciati d’ innanzi a’ figliuoli d’ Israele . E quando Achab ebbe udite quelle parole , stracciò i suoi vestimenti , e si mise un sacco sopra le carni e digiunò , e giacque in sacco , e camminava a passo lento . E la parola del Signore fu indirizzata ad Elia Tisbita , dicendo : Hai tu veduto come Achab si è umiliato davanti a me ? Perciocchè egli si è umiliato davanti a me , io non farò venir quel male a’ suoi dì ; io lo farò venir sopra la casa sua , a’ dì del suo figliuolo . ORA i Siri e gl’ Israeliti stettero tre anni senza guerra fra loro . Ma l’ anno terzo , essendo Giosafat , re di Giuda , sceso al re d’ Israele , il re d’ Israele disse a’ suoi servitori : Non sapete voi che Ramot di Galaad è nostra ? e pur noi non parliamo di ripigliarla dalle mani del re di Siria . Poi disse a Giosafat : Andrai tu meco alla guerra contro a Ramot di Galaad ? E Giosafat disse al re d’ Israele : Fa’ conto di me come di te , e della mia gente come della tua , e de’ miei cavalli come de’ tuoi . Ma Giosafat disse al re d’ Israele : Deh ! domanda oggi la parola del Signore . E il re d’ Israele adunò i profeti , in numero d’ intorno a quattrocent’ uomini , e disse loro : Andrò io alla guerra contro a Ramot di Galaad ; ovvero , me ne rimarrò io ? Ed essi dissero : Vacci ; e il Signore la darà nelle mani del re . Ma Giosafat disse : Evvi qui più niun profeta del Signore , il quale noi domandiamo ? E il re d’ Israele disse a Giosafat : Vi è bene ancora un uomo , per lo quale noi potremmo domandare il Signore ; ma io l’ odio ; perciocchè egli non mi profetizza giammai del bene , anzi del male ; egli è Mica , figliuolo di Imla . E Giosafat disse : Il re non dica così . Allora il re d’ Israele chiamò un eunuco , e gli disse : Fa’ prestamente venir Mica , figliuolo d’ Imla . Ora il re d’ Israele , e Giosafat , re di Giuda , sedevano ciascuno sopra il suo seggio , vestiti d’ abiti reali , nell’ aia che è all’ entrata della porta di Samaria , e tutti i profeti profetizzavano in presenza loro . Or Sedechia , figliuolo di Chenaana , si avea fatte delle corna di ferro , e disse : Così ha detto il Signore : Con queste corna tu cozzerai i Siri , finchè tu li abbia consumati . E tutti i profeti profetizzavano in quella medesima maniera , dicendo : Sali contro a Ramot di Galaad , e tu prospererai , e il Signore la darà in mano del re . Ora il messo ch’ era andato a chiamar Mica , gli parlò , dicendo : Ecco ora , i profeti tutti ad una voce predicono del bene al re ; deh ! sia il tuo parlare conforme al parlare dell’ uno di essi , e predicigli del bene . Ma Mica disse : Come il Signore vive , io dirò ciò che il Signore mi avrà detto . Egli adunque venne al re . E il re gli disse : Mica , andremo noi alla guerra contro a Ramot di Galaad ; ovvero , ce ne rimarremo noi ? Ed egli gli disse : Va’ pure , e tu prospererai , e il Signore la darà in mano del re . E il re gli disse : Fino a quante volte ti scongiurerò io che tu non mi dica altro che la verità , a nome del Signore ? Allora egli gli disse : Io vedeva tutto Israele sparso su per i monti , come pecore che non hanno pastore ; e il Signore diceva : Costoro son senza signore ; ritornisene ciascuno a casa sua in pace . Allora il re d’ Israele disse a Giosafat : Non ti diss’ io , ch’ egli non mi profetizzerebbe alcun bene , anzi del male ? E Mica gli disse : Perciò , ascolta la parola del Signore : Io vedeva il Signore assiso sopra il suo trono , e tutto l’ esercito del cielo ch’ era presente davanti a lui , a destra ed a sinistra . E il Signore disse : Chi indurrà Achab , acciocchè salga contro a Ramot di Galaad , e vi muoia ? E l’ uno diceva una cosa , e l’ altro un’ altra . Allora uscì fuori uno spirito , il quale si presentò davanti al Signore , e disse : Io l’ indurrò . E il Signore gli disse : Come ? Ed egli disse : Io uscirò fuori , e sarò spirito di menzogna nella bocca di tutti i suoi profeti . E il Signore gli disse : Sì , tu l’ indurrai , e anche ne verrai a capo ; esci fuori , e fa’ così . Ora dunque , ecco , il Signore ha messo uno spirito di menzogna nella bocca di tutti questi tuoi profeti , e il Signore ha pronunziato del male contro a te . Allora Sedechia , figliuolo di Chenaana , si accostò , e percosse Mica in su la guancia , e disse : Onde si è partito lo Spirito del Signore da me , per parlar teco ? E Mica disse : Ecco , tu il vedrai al giorno che tu entrerai di camera in camera per appiattarti . E il re d’ Israele disse ad uno : Prendi Mica , e menalo ad Amon , capitano della città , ed a Gioas , figliuolo del re . E di’ loro : Così ha detto il re : Mettete costui in prigione , e cibatelo di pane e d’ acqua strettamente , finchè io ritorni in pace . E Mica disse : Se pur tu ritorni in pace , il Signore non avrà parlato per me . Poi disse : Voi , popoli tutti , ascoltate . Il re d’ Israele adunque salì con Giosafat , re di Giuda , contro a Ramot di Galaad . E il re d’ Israele disse a Giosafat : Io mi travestirò , e così entrerò nella battaglia ; ma tu , vestiti delle tue vesti . Il re d’ Israele adunque si travestì , e così entrò nella battaglia . Ora il re di Siria avea comandato ai suoi capitani de’ carri , ch’ erano trentadue : Non combattete contro a piccoli , nè contro a grandi , ma contro al re d’ Israele solo . Perciò , quando i capitani de’ carri ebbero veduto Giosafat , dissero : Certo , egli è il re d’ Israele ; e si voltarono a lui , per combatter contro a lui ; ma Giosafat gridò . E quando i capitani de’ carri ebber veduto ch’ egli non era il re d’ Israele , si rivolsero indietro da lui . Allora qualcuno tirò con l’ arco a caso , e ferì il re d’ Israele fra le falde e la corazza ; laonde egli disse al suo carrettiere : Volta la mano , e menami fuor del campo ; perciocchè io son ferito . Ma la battaglia si rinforzò in quel dì ; onde il re fu rattenuto nel carro contro a’ Siri , e morì in su la sera ; e il sangue della piaga colò nel cavo del carro . E come il sole tramontava , passò un bando per il campo , dicendo : Riducasi ciascuno alla sua città , ed al suo paese . E il re morì , e fu portato in Samaria , e quivi fu seppellito . E il carro fu tuffato nel vivaio di Samaria ; le arme vi furono eziandio lavate ; ed i cani leccarono il sangue di Achab , secondo la parola del Signore ch’ egli avea pronunziata . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Achab , e tutto quello ch’ egli fece , e la casa d’ avorio ch’ egli edificò , e tutte le città ch’ egli edificò ; queste cose non sono esse scritte nel Libro delle Croniche dei re d’ Israele ? Così Achab giacque co’ suoi padri ; ed Achazia , suo figliuolo , regnò in luogo suo . OR Giosafat , figliuolo di Asa , avea cominciato a regnare sopra Giuda l’ anno quarto di Achab , re d’ Israele . E Giosafat era d’ età di trentacinque anni , quando cominciò a regnare , e regnò venticinque anni in Gerusalemme . E il nome di sua madre era Azuba , figliuola di Silai . Ed egli camminò per tutte le vie di Asa , suo padre , e non se ne rivolse , facendo ciò che piace al Signore . Nondimeno gli alti luoghi non furono tolti via ; il popolo sacrificava ancora e faceva profumi negli alti luoghi . Oltre a ciò , Giosafat fece pace col re d’ Israele . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Giosafat , e le prodezze ch’ egli fece , e le guerre ch’ egli ebbe ; queste cose non son elleno scritte nel Libro delle Croniche dei re di Giuda ? Egli tolse ancora via dal paese il rimanente de’ cinedi , ch’ erano rimasti al tempo di Asa , suo padre . Or in quel tempo non vi era re in Edom ; il Governatore era in luogo del re . Giosafat fece un navilio di Tarsis , per andare in Ofir , per dell’ oro ; ma non andò ; perciocchè le navi si ruppero in Esion-gheber . Allora Achazia , figliuolo di Achab , disse a Giosafat : Vadano i miei servitori co’ tuoi , sopra il navilio ; ma Giosafat non volle . E Giosafat giacque co’ suoi padri , e fu seppellito co’ suoi padri nella Città di Davide , suo padre ; e Gioram , suo figliuolo , regnò in luogo suo . Achazia , figliuolo di Achab , cominciò a regnare sopra Israele , in Samaria , l’ anno decimosettimo di Giosafat , re di Giuda ; e regnò due anni sopra Israele . E fece quello che dispiace al Signore , e camminò per la via di suo padre e di sua madre ; e per la via di Geroboamo , figliuolo di Nebat , il quale avea fatto peccare Israele . E servì a Baal , e l’ adorò , e dispettò il Signore Iddio d’ Israele , interamente come avea fatto suo padre . ORA , dopo la morte di Achab , Moab si ribellò da Israele . Ed Achazia cadde giù per un cancello , ch’ era nella sua sala in Samaria , onde gli infermò ; e mandò de’ messi , e disse loro : Andate , domandate Baal-zebub , dio di Ecron , se io guarirò di questa infermità . Ma l’ Angelo del Signore parlò ad Elia Tisbita , dicendo : Levati , sali incontro a’ messi del re di Samaria , e di’ loro : Andate voi per domandar Baal-zebub , dio di Ecron , perchè non vi sia alcun Dio in Israele ? Perciò adunque il Signore ha detto così : Tu non iscenderai dal letto , sopra il quale tu sei salito ; anzi , per certo tu morrai . Ciò detto , Elia se ne andò . E i messi ritornarono ad Achazia . Ed egli disse loro : Perchè siete ritornati ? Ed essi gli dissero : Un uomo ci è venuto incontro , il quale ci ha detto : Andate , ritornate al re che vi ha mandati , e ditegli : Così ha detto il Signore : Mandi tu a domandar Baal-zebub , dio di Ecron , perchè non vi sia Dio alcuno in Israele ? perciò , tu non iscenderai dal letto , sopra il quale tu sei salito ; anzi , per certo tu morrai . Ed egli disse loro : Quale è il portamento di colui che vi è venuto incontro , e vi ha dette coteste parole ? Ed essi gli dissero : Egli è un uomo velloso , ch’ è cinto di una cintura di cuoio sopra i lombi . Allora egli disse : Egli è Elia Tisbita . E mandò a lui un capitano di cinquant’ uomini , con la sua cinquantina . Ed ecco , egli sedeva in su la sommità del monte . E quello gli disse : Uomo di Dio , il re ha detto che tu scenda . Ed Elia rispose , e disse al capitano de’ cinquant’ uomini : Se pure io sono uomo di Dio , caggia fuoco dal cielo , e consumi te , e la tua cinquantina . E cadde fuoco dal cielo , e consumò lui , e la sua cinquantina . Ed Achazia mandò di nuovo un altro capitano di cinquant’ uomini , con la sua cinquantina . Ed egli parlò ad Elia , e gli disse : Uomo di Dio , così ha detto il re : Scendi prestamente . Ed Elia rispose , e disse loro : Se pure io sono uomo di Dio , caggia fuoco dal cielo , e consumi te , e la tua cinquantina . E il fuoco di Dio cadde dal cielo , e consumò lui , e la sua cinquantina . Ed Achazia mandò di nuovo un terzo capitano di cinquant’ uomini , con la sua cinquantina . Ed egli salì ad Elia , e venne , e s’ inginocchiò davanti a lui , e lo supplicò , e gli disse : Uomo di Dio , sia , ti prego , la vita mia , e la vita di questi cinquanta tuoi servitori , preziosa davanti agli occhi tuoi . Ecco , il fuoco è caduto dal cielo , ed ha consumati i due primi capitani di cinquant’ uomini , con le lor cinquantine ; ma ora sia la vita mia preziosa davanti agli occhi tuoi . E l’ Angelo del Signore disse ad Elia : Scendi con lui , non temer di lui . Egli adunque si levò , e scese con lui , e andò al re . Ed egli gli disse : Così ha detto il Signore : Perciocchè tu hai mandati messi , per domandar Baal-zebub , dio di Ecron , come se non vi fosse alcun Dio in Israele , per domandar la sua parola , ecco , tu non iscenderai dal letto , sopra il quale tu sei salito ; anzi , per certo tu morrai . Ed egli morì , secondo la parola del Signore , che Elia avea pronunziata ; e Gioram regnò in luogo suo , l’ anno secondo di Gioram , figliuolo di Giosafat , re di Giuda ; perciocchè Achazia non avea figliuoli . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Achazia ; queste cose non sono esse scritte nel Libro delle Croniche dei re d’ Israele ? ORA , in sul tempo che il Signore voleva levare Elia in cielo in un turbo , Elia si partì di Ghilgal con Eliseo . Ed Elia disse ad Eliseo : Deh ! rimani qui ; perciocchè il Signore mi manda fino in Betel . Ma Eliseo rispose : Come il Signore vive , e come l’ anima tua vive , io non ti lascerò . Così scesero in Betel . E i figliuoli de’ profeti ch’ erano in Betel , vennero ad Eliseo , e gli dissero : Sai tu che il Signore toglie oggi il tuo signore d’ appresso a te ? Ed egli disse : Anch’ io lo so ; tacete . Ed Elia gli disse : Eliseo , deh ! rimani qui ; perciocchè il Signore mi manda in Gerico . Ma egli disse : Come il Signore vive , e come l’ anima tua vive , io non ti lascerò . Così se ne vennero in Gerico . E i figliuoli de’ profeti ch’ erano in Gerico , si accostarono ad Eliseo , e gli dissero : Sai tu che il Signore toglie oggi il tuo signore d’ appresso a te ? Ed egli disse : Anch’ io lo so ; tacete . Ed Elia gli disse : Deh ! rimani qui ; perciocchè il Signore mi manda verso il Giordano . Ma egli disse : Come il Signore vive , e come l’ anima tua vive , io non ti lascerò . Così se ne andarono amendue insieme . E cinquant’ uomini , d’ infra i figliuoli de’ profeti , andarono , e si fermarono dirimpetto a loro , da lungi ; ed amendue si fermarono al Giordano . Allora Elia prese il suo mantello , e lo piegò , e percosse le acque , ed esse si partirono in qua e in là ; ed amendue passarono per l’ asciutto . E , quando furono passati , Elia disse ad Eliseo : Domanda ciò che tu vuoi che io ti faccia , avanti che io sia tolto d’ appresso a te . Ed Eliseo disse : Deh ! siami data la parte di due del tuo spirito . Ed Elia gli disse : Tu hai domandato una cosa difficile ; se tu mi vedi , quando io sarò tolto d’ appresso a te , ti sarà fatto così ; ma se tu non mi vedi , non ti sarà fatto . Or avvenne che , mentre essi camminavano , e parlavano insieme , ecco un carro di fuoco , e de’ cavalli di fuoco , che li partirono l’ uno dall’ altro . Ed Elia salì al cielo in un turbo . Ed Eliseo lo vide , e gridò : Padre mio , padre mio , carro d’ Israele , e la sua cavalleria . Poi non lo vide più ; e prese i suoi vestimenti , e li stracciò in due pezzi . APPRESSO levò il mantello d’ Elia , che gli era caduto d’ addosso , e tornò , e si fermò in su la ripa del Giordano . E prese il mantello d’ Elia , che gli era caduto d’ addosso , e ne percosse le acque , e disse : Ove è il Signore Iddio d’ Elia ? Ed avendo anch’ egli percosse le acque , esse si partirono in qua ed in là ; ed Eliseo passò . Quando i figliuoli de’ profeti che dimoravano in Gerico , l’ ebbero veduto , venendo incontro a loro , dissero : Lo spirito di Elia si è posato sopra Eliseo . E gli vennero incontro , e s’ inchinarono a terra davanti a lui . E gli dissero : Ecco ora , vi sono appresso i tuoi servitori cinquanta valenti uomini ; deh ! lascia che vadano , e cerchino il tuo signore ; che talora lo Spirito del Signore non l’ abbia rapito , e gittato sopra alcuno di que’ monti , ovvero in alcuna di quelle valli . Ma egli disse : Non vi mandate . Ma essi gli fecero forza , tanto ch’ egli se ne vergognò e disse : Mandate . Coloro adunque mandarono cinquant’ uomini , i quali lo cercarono tre giorni , e non lo trovarono . Poi tornarono a lui in Gerico , ove egli dimorava . Ed egli disse loro : Non vi avea io detto : Non andate ? Or la gente della città disse ad Eliseo : Ecco ora , la stanza di questa città è buona , come il mio signore vede ; ma le acque sono cattive , onde il paese è dipopolato . Allora egli disse : Recatemi una scodella nuova , e mettetevi dentro del sale . Ed essi gliela recarono . Ed egli uscì fuori alla scaturigine dell’ acqua , e vi gittò dentro quel sale , e disse : Così ha detto il Signore : Io rendo queste acque sane ; di qui non procederà più nè morte , nè disperdimento . E quelle acque furono rendute sane fino a questo giorno , secondo la parola d’ Eliseo , che egli avea pronunziata . Poi di là egli salì in Betel ; e , come egli saliva per la via , certi piccoli fanciulli usciron fuori della città , e lo beffavano , e gli dicevano : Sali , calvo ; sali , calvo . Ed egli , rivoltosi indietro , li vide , e li maledisse nel Nome del Signore . E due orse uscirono del bosco , e lacerarono quarantadue di que’ fanciulli . Di là egli andò nel monte Carmel , e di là ritornò in Samaria . OR l’ anno diciottesimo di Giosafat , re di Giuda , Gioram , figliuolo di Achab , cominciò a regnare sopra Israele in Samaria ; e regnò dodici anni . E fece ciò che dispiace al Signore ; non però come suo padre , e come sua madre ; perciocchè tolse via la statua di Baal , che suo padre avea fatta . Ma egli si attenne a’ peccati di Geroboamo , figliuolo di Nebat , per i quali egli avea fatto peccare Israele ; egli non se ne rivolse . Or Mesa , re di Moab , nudriva molto minuto bestiame ; e pagava per tributo al re d’ Israele centomila agnelli , e centomila montoni con la lana . Ma quando Achab fu morto , il re di Moab si ribellò contro al re d’ Israele . Laonde il re Gioram uscì in quel dì fuor di Samaria , e fece la rassegna di tutto Israele . E , partendo , mandò a dire a Giosafat , re di Giuda : Il re di Moab si è ribellato contro a me ; verrai tu meco alla guerra contro a Moab ? Ed egli disse : Sì , io vi salirò : fa’ conto di me come di te , della mia gente come della tua , e de’ miei cavalli come dei tuoi . Poi disse : Per qual via saliremo ? E Gioram disse : Per la via del deserto di Edom . Il re d’ Israele adunque , e il re di Giuda , e il re di Edom , si partirono ; e fatto il circuito di sette giornate di cammino , non vi era acqua per lo campo , nè per le bestie di servigio , che menavano con loro . E il re d’ Israele disse : Oimè ! certamente il Signore ha chiamati insieme questi tre re , per darli in mano di Moab . E Giosafat disse : Non evvi qui alcun profeta del Signore , acciocchè per lui domandiamo il Signore ; Ed uno dei servitori del re d’ Israele rispose , e disse : Eliseo , figliuolo di Safat , che versava l’ acqua sopra le mani d’ Elia , è qui . E Giosafat disse : La parola del Signore è con lui . Il re d’ Israele adunque , e Giosafat , e il re di Edom , andarono a lui . Ma Eliseo disse al re d’ Israele : Che ho io a far teco ? vattene a’ profeti di tuo padre , ed a’ profeti di tua madre . E il re d’ Israele gli disse : No ; perciocchè il Signore ha chiamati insieme questi tre re , per darli in mano di Moab . Ed Eliseo disse : Come il Signore degli eserciti , al quale io ministro , vive , se io non avessi rispetto a Giosafat , re di Giuda , io non ti riguarderei pure , e non ti vorrei vedere . Ora , fatemi venire un sonatore . E come il sonatore sonava , la mano del Signore fu sopra Eliseo ; ed egli disse : Così ha detto il Signore : Facciansi in questa valle molte fosse . Perciocchè così ha detto il Signore : Voi non sentirete vento , e non vedrete pioggia , e pur questa valle si empierà d’ acqua , della quale berrete , e voi , e le vostre gregge , e le vostre bestie di servigio . E ciò è ancora leggier cosa agli occhi del Signore ; perciocchè egli vi darà eziandio Moab nelle mani . E voi disfarete tutte le città murate , e tutte le città principali , ed abbatterete ogni buon albero , e turerete ogni fontana d’ acqua , e desolerete con pietre ogni buon campo . E la mattina seguente , nell’ ora che si offerisce l’ offerta , avvenne che , ecco delle acque che venivano di verso Edom ; e la terra fu ripiena d’ acque . Or tutti i Moabiti , avendo inteso che quei re erano saliti per far loro guerra , si erano adunati a grida , da chiunque si cominciava a cingere la spada in su ; e si erano fermati in su le frontiere . E quella mattina si levarono , come il sole dava già sopra quelle acque ; e videro davanti a loro da lontano quelle acque rosse come sangue ; e dissero : Questo è sangue ; per certo quei re si son distrutti , e l’ uno ha percosso l’ altro . Or dunque , Moabiti , alla preda . Così vennero verso il campo d’ Israele ; ma gl’ Israeliti si levarono , e percossero i Moabiti , ed essi fuggirono d’ innanzi a loro ; e gl’ Israeliti entrarono nel paese de’ Moabiti , sempre percotendoli . E disfecero le città ; e ciascuno gittò la sua pietra ne’ migliori campi , e così li empierono di pietre ; e turarono ogni fontana d’ acqua , e abbatterono ogni buon albero ; tanto che in Chir-hareset lasciarono sol le pietre ; ma i frombolatori la circondarono , e la percotevano . E il re di Moab , veggendo che la battaglia lo sopraffaceva , prese seco settecento uomini con la spada tratta in mano , per ispuntare della parte del re di Edom ; ma non poterono . Allora egli prese il suo figliuolo primogenito , che dovea regnare in luogo suo , e l’ offerse in olocausto in sul muro , e vi fu grande indegnazione contro agl’ Israeliti . E gli altri si partirono da lui , e ritornarono al paese . ORA una donna , delle mogli de’ figliuoli de’ profeti , gridò ad Eliseo , dicendo : Il mio marito , tuo servitore , è morto ; e tu sai che il tuo servitore temeva il Signore ; ora il suo creditore è venuto per prendersi i miei due figliuoli per servi . Ed Eliseo le disse : Che ti farò io ? Dichiarami ciò che tu hai in casa . Ed ella disse : La tua servente non ha nulla in casa , se non un piccolo vaso d’ olio . Allora egli le disse : Va’ , chiediti di fuori , da tutti i tuoi vicini , dei vasi vuoti : non chiederne pochi . Poi vieni , e serra l’ uscio dietro a te , e dietro a’ tuoi figliuoli ; e versa di quell’ olio in tutti que’ vasi , e fa’ levar via quelli che saran pieni . Ella dunque si partì da lui , e serrò l’ uscio dietro a sè , e dietro a’ suoi figliuoli ; ed essi le recavano i vasi , ed ella versava . E quando i vasi furono pieni , ella disse ad uno de’ suoi figliuoli : Recami ancora un vaso . Ma egli disse : Non ve n’ è più alcuno . Allora l’ olio si fermò . Ed ella venne , e dichiarò la cosa all’ uomo di Dio . Ed egli le disse : Va’ , vendi l’ olio , e paga il tuo debito ; e tu e i tuoi figliuoli vivete del rimanente . Avvenne poi un giorno , ch’ Eliseo passò per Sunem , e quivi era una possente donna , la quale lo ritenne con grande instanza a prender cibo ; ed ogni volta ch’ egli passava per Sunem , egli si riduceva là a prender cibo . E quella donna disse al suo marito : Ecco , ora io conosco che costui che passa tuttodì da noi , è un santo uomo di Dio . Deh ! facciamogli una piccola camera a pareti , e mettiamovici un letto , una tavola , una sedia , ed un candelliere ; acciocchè , quando egli verrà a noi , si riduca là . Così un giorno , essendo venuto là , egli si ridusse nella camera , e vi giacque ; e disse a Ghehazi , suo servitore : Chiama cotesta Sunamita . Ed egli la chiamò . Ed ella si presentò davanti a lui . Ed egli disse a Ghehazi : Or dille : Tu hai presa per noi tutta questa sollecitudine ; che si avrebbe egli a fare per te ? Hai tu da parlare al re , o al capo dell’ esercito ? Ma ella disse : Io abito per mezzo il mio popolo . Ed Eliseo disse a Ghehazi : Che si avrebbe egli a fare per lei ? Ed egli disse : Io nol so ; ma ella non ha alcun figliuolo , e il suo marito è vecchio . Ed egli gli disse : Chiamala . Ed egli la chiamò ; ed ella si presentò all’ uscio . Ed egli le disse : L’ anno vegnente , in questa stessa stagione , tu abbraccerai un figliuolo . Ed ella disse : Non mentire , signor mio , uomo di Dio ; non mentire alla tua servente . Quella donna adunque concepette , e partorì un figliuolo , l’ anno seguente , in quella stessa stagione , come Eliseo le avea detto . Ed essendo il fanciullo divenuto grande , avvenne un giorno che egli uscì fuori a suo padre , appresso dei mietitori . E disse a suo padre : Oimè ! il capo , oimè ! il capo . E il padre disse al servitore : Portalo a sua madre . Ed egli lo portò , e lo recò a sua madre . Ed essendo dimorato sopra le ginocchia di essa fino a mezzodì , morì . Allora ella salì , e lo coricò sopra il letto dell’ uomo di Dio ; poi chiuse l’ uscio sopra lui , e se ne uscì fuori ; e mandò a dire al suo marito : Deh ! mandami uno dei servitori , ed una delle asine , acciocchè io corra fino all’ uomo di Dio ; poi ritornerò . Ed egli le disse : Perchè vai oggi a lui ? Egli non è dì di calendi , nè sabato . Ed ella disse : Datti pace . Ed ella fece sellar l’ asina , e disse al suo servitore : Guidala , e va’ via ; non rattenermi di cavalcare , se non che io te lo dica . Ed ella andò ; e venne all’ uomo di Dio , nel monte Carmel . E quando l’ uomo di Dio l’ ebbe veduta dinanzi a sè , disse a Ghehazi , suo servitore : Ecco quella Sunamita . Deh ! corrile ora incontro , e dille : Stai tu bene ? il tuo marito sta egli bene ? il fanciullo sta egli bene ? Ed ella disse : Bene . Ma quando fu giunta all’ uomo di Dio , al monte , gli prese i piedi . E Ghehazi si appressò , per respingerla indietro . Ma l’ uomo di Dio gli disse : Lasciala ; perciocchè l’ anima sua è in amaritudine , e il Signore me ne ha celata la cagione , e non me l’ ha dichiarata . Ed ella disse : Avea io chiesto un figliuolo al mio signore ? non ti dissi io : Non ingannarmi ? Allora Eliseo disse a Ghehazi : Cingiti i lombi , e prendi il mio bastone in mano , e vattene ; se tu trovi chi che sia , non salutarlo ; e se egli ti saluta , non rispondergli ; e metti il mio bastone in sul viso del fanciullo . Ma la madre del fanciullo disse : Come il Signore vive , e come l’ anima tua vive , io non ti lascerò . Egli adunque si levò , e andò dietro a lei . Or Ghehazi era passato davanti a loro , ed avea posto il bastone in sul viso del fanciullo ; ma non vi fu nè voce , nè sentimento . Ed egli ritornò incontro ad Eliseo , e gli dichiarò la cosa , e gli disse : Il fanciullo non si è risvegliato . Eliseo adunque entrò nella casa ; ed ecco , il fanciullo era morto , coricato in sul letto di esso . Ed egli entrò nella camera , e serrò l’ uscio sopra sè , e sopra il fanciullo , e fece orazione al Signore . Poi salì in sul letto , e si coricò sopra il fanciullo , e pose la bocca in su la bocca di esso , e gli occhi in su gli occhi di esso , e le palme delle mani in su le palme delle mani di esso , e si distese di tutta la sua lunghezza sopra lui ; e la carne del fanciullo fu riscaldata . Poi , andava di nuovo or qua or là per la casa , e poi risaliva , e si distendeva sopra il fanciullo ; alla fine il fanciullo starnutì fino a sette volte , ed aperse gli occhi . Allora Eliseo chiamò Ghehazi , e gli disse : Chiama cotesta Sunamita . Ed egli la chiamò ; ed ella venne a lui . Ed egli le disse : Prendi il tuo figliuolo . Ed ella venne , e si gittò a’ piedi di Eliseo , e s’ inchinò verso terra ; poi prese il suo figliuolo , e se ne uscì fuori . Ed Eliseo se ne ritornò in Ghilgal . Or vi era fame nel paese ; ed i figliuoli dei profeti sedevano davanti a lui ; ed egli disse al suo servitore : Metti la gran caldaia al fuoco , e cuoci della minestra ai figliuoli de’ profeti . E uno di essi uscì fuori a’ campi , per cogliere delle erbe ; e , trovata una vite salvatica , ne colse delle zucche salvatiche piena la sua vesta ; poi venne , e le minuzzò dentro alla caldaia dove era la minestra ; perciocchè essi non sapevano che cosa fosse . Poi fu versato di quella minestra ad alcuni , per mangiarne ; ed avvenne che , come ne ebbero mangiato , sclamarono , e dissero : La morte è nella caldaia , o uomo di Dio ; e non ne poterono più mangiare . Ma egli disse : Recatemi ora della farina . Ed egli la gittò nella caldaia ; poi disse : Versa di quella minestra alla gente , acciocchè mangi . E non vi era più male alcuno nella caldaia . Allora venne un uomo da Baalsalisa , il quale portava all’ uomo di Dio del pane di primizie , cioè : venti pani d’ orzo , e del grano novello in ispiga . Ed Eliseo disse al suo servitore : Da’ questo a questa gente , che mangi . Ed egli rispose : Come metterei io questo davanti a cent’ uomini ? Ma egli disse : Dallo a questa gente , che mangi ; perciocchè , così ha detto il Signore : Ella mangerà , ed anche ne lascerà di resto . Egli adunque mise quello davanti a coloro , ed essi ne mangiarono , ed anche ne lasciarono di resto , secondo la parola del Signore . OR Naaman , capo dell’ esercito del re di Siria , era uomo grande appo il suo signore , e molto onorato ; perciocchè per lui il Signore avea date delle vittorie a’ Siri ; ma quest’ uomo , possente e prode , era lebbroso . Or alcune schiere de’ Siri uscirono per fare una correria , e menarono prigione dal paese d’ Israele una piccola fanciulla ; ed ella , essendo al servigio della moglie di Naaman , disse alla sua signora : Piacesse a Dio che il mio signore fosse appresso del profeta , ch’ è in Samaria ; egli l’ avrebbe tosto liberato dalla sua lebbra . E Naaman venne al suo signore , e gli dichiarò la cosa , dicendo : Quella fanciulla , ch’ è del paese d’ Israele , ha parlato così e così . E il re di Siria gli disse : Or su , vacci ; ed io ne manderò lettere al re d’ Israele . Egli adunque andò , e prese in mano dieci talenti d’ argento , e seimila sicli d’ oro , e dieci mute di vestimenti . E portò le lettere al re d’ Israele , il cui tenore era questo : Ora , come queste lettere saranno pervenute a te , sappi che io ti ho mandato Naaman , mio servitore , acciocchè tu lo liberi dalla sua lebbra . E quando il re d’ Israele ebbe lette le lettere , stracciò i suoi vestimenti , e disse : Sono io Dio , da far morire , e da tornare in vita , che costui mi manda che io liberi un uomo dalla sua lebbra ? ma del certo sappiate ora , e vedete ch’ egli cerca occasione contro a me . Ma come Eliseo , uomo di Dio , ebbe inteso che il re d’ Israele avea stracciati i suoi vestimenti , gli mandò a dire : Perchè hai stracciati i tuoi vestimenti ? venga pur Naaman a me , e conoscerà che vi è un profeta in Israele . Naaman adunque venne , co’ suoi cavalli , e col suo carro , e si fermò alla porta della casa di Eliseo . Ed Eliseo mandò a dirgli per un messo : Va’ , lavati sette volte nel Giordano , e la carne ti ritornerà sana e netta . Ma Naaman si adirò , e se ne andò , e disse : Ecco , io diceva fra me stesso : Egli del tutto uscirà fuori , e si fermerà , ed invocherà il Nome del Signore Iddio suo , e menerà la mano sopra il luogo , e libererà il lebbroso . Abana e Parpar , fiumi di Damasco , non vagliono essi meglio che tutte le acque d’ Israele ? non mi potrei io lavare in essi , ed esser nettato ? Egli adunque si rivolse indietro , e se ne andava via tutto cruccioso . Ma i suoi servitori si accostarono , e gli fecero motto , e dissero : Padre mio , se il profeta ti avesse detta qualche gran cosa , non l’ avresti tu fatta ; quanto più devi tu far ciò ch’ egli ti ha detto : Lavati , e sarai netto ? Egli adunque scese , e si tuffò sette volte nel Giordano , secondo la parola dell’ uomo di Dio ; e la carne gli ritornò simile alla carne di un piccol fanciullo , e fu netto . Allora egli ritornò all’ uomo di Dio , con tutto il suo seguito , e venne , e si presentò davanti a lui , e disse : Ecco , ora io conosco che non vi è alcun Dio in tutta la terra , se non in Israele ; ora dunque , ti prego , prendi un presente dal tuo servitore . Ma Eliseo disse : Come il Signore , al quale io servo , vive , io nol prenderò . E benchè Naaman gli facesse forza di prenderlo , pure lo ricusò . E Naaman disse : Or non potrebbesi egli dare al tuo servitore il carico di due muli di terra ? conciossiachè il tuo servitore non sia più per fare olocausto , nè sacrificio , ad altri dii , ma solo al Signore . Il Signore voglia perdonar questa cosa al tuo servitore , se io m’ inchino nel tempio di Rimmon , quando il mio signore entrerà in esso per adorare , e si appoggerà sopra la mia mano ; il Signore perdoni al tuo servitore questa cosa , se io m’ inchino nel tempio di Rimmon . Ed Eliseo gli disse : Vattene in pace . Ed egli si partì da lui . Ed era già camminato un miglio di paese . E Ghehazi , servitore di Eliseo , uomo di Dio , disse : Ecco , il mio signore si è astenuto di prendere di mano di questo Naaman Siro ciò ch’ egli avea portato ; come vive il Signore , io gli correrò dietro , e prenderò da lui qualche cosa . Ghehazi dunque corse dietro a Naaman ; e come Naaman vide ch’ egli gli correva dietro , si gittò giù dal carro incontro a lui , e disse : Va ogni cosa bene ? Ed egli disse : Bene . Il mio signore mi ha mandato a dirti : Ecco , pure ora son venuti a me dal monte di Efraim due giovani , de’ figliuoli de’ profeti ; deh ! da’ loro un talento d’ argento , e due mute di vestimenti . E Naaman disse : Prendi pur due talenti ; e gliene fece forza ; e fece legare due talenti di argento in due sacchetti , e piegar due mute di vestimenti ; e diede queste cose a due suoi servitori , che le portassero davanti a lui . E quando egli fu giunto alla rocca , tolse quelle cose di man di coloro , e le ripose in una casa ; poi rimandò quegli uomini , ed essi se ne andarono . Ed egli venne , e si presentò al suo signore . Ed Eliseo gli disse : Onde vieni , Ghehazi ? Ed egli rispose : Il tuo servitore non è andato nè qua nè là . Ma egli gli disse : Il cuor mio non era egli andato là , quando quell’ uomo ti si voltò incontro d’ in sul suo carro ? È egli tempo di prender danari , e vestimenti , e ulivi , e vigne , e pecore , e buoi , e servi , e serve ? Perciò , la lebbra di Naaman si attaccherà a te , e alla tua progenie , in perpetuo . Ed egli se ne uscì dalla presenza di esso , tutto lebbroso , bianco come neve . OR i figliuoli de’ profeti dissero ad Eliseo : Ecco ora , il luogo dove noi sediamo davanti a te è troppo stretto per noi ; deh ! lascia che andiamo fino al Giordano , e di là prenderemo ciascuno un pezzo di legname , e ci faremo là un luogo da abitarvi . Ed egli disse loro : Andate . E uno di essi disse : Deh ! piacciati venire co’ tuoi servitori . Ed egli disse : Io andrò . Egli adunque andò con loro ; e giunti al Giordano , si misero a tagliar le legna . E avvenne che uno di essi , abbattendo un pezzo di legname , il ferro della sua scure cadde nell’ acqua ; onde egli gridò e disse : Ahi ! signor mio ; anche l’ avea io in prestanza . E l’ uomo di Dio disse : Ove è caduto ? Ed egli gli mostrò il luogo . Allora egli tagliò un legno , e lo gittò là , e fece notare il ferro disopra ; e disse a colui : Toglilo . Ed egli distese la mano , e lo prese . Or il re di Siria faceva guerra contro ad Israele , e si consigliava co’ suoi servitori , dicendo : Io porrò campo in tale ed in tal luogo . E l’ uomo di Dio mandava a dire al re d’ Israele : Guardati che tu non passi per quel luogo ; perciocchè i Siri vi sono in agguato . E il re d’ Israele mandava a quel luogo che gli avea detto l’ uomo di Dio , e del quale egli l’ avea avvisato , e si guardava di passar per là ; e questo avvenne più d’ una , e di due volte . E il cuore del re di Siria si conturbò per questo ; e chiamò i suoi servitori , e disse loro : Non mi dichiarerete voi chi de’ nostri manda al re d’ Israele ? Ma uno de’ suoi servitori gli disse : Non ve n’ è alcuno , o re , mio signore ; ma il profeta Eliseo , che è in Israele , dichiara al re d’ Israele le parole stesse che tu dici nella camera nella quale tu giaci . Ed egli disse : Andate , e vedete ove egli è , ed io manderò a pigliarlo . E gli fu rapportato , e detto : Eccolo in Dotan . Ed egli vi mandò cavalli , e carri , e un grosso stuolo , il quale giunse là di notte , e intorniò la città . Or la mattina , a buon’ ora , il servitore dell’ uomo di Dio si levò , ed uscì fuori , e vide lo stuolo che intorniava la città , e i cavalli , e i carri . E quel servitore disse all’ uomo di Dio : Ahi ! signore mio , come faremo ? Ma egli disse : Non temere ; perciocchè più sono quelli che son con noi , che quelli che son con loro . Ed Eliseo orò , e disse : Deh ! Signore , apri gli occhi di costui , acciocchè vegga . E il Signore aperse gli occhi del servitore , ed egli vide ; ed ecco , il monte era pieno di cavalli , e di carri di fuoco , intorno ad Eliseo . Poi i Siri scesero verso Eliseo . Ed egli fece orazione al Signore , e disse : Deh ! percuoti questa gente d’ abbarbaglio . Ed egli li percosse d’ abbarbaglio , secondo la parola di Eliseo . Ed Eliseo disse loro : Questa non è la via , e questa non è la città ; venite dietro a me , ed io vi condurrò all’ uomo il qual voi cercate . Ed egli li menò in Samaria . E come furono entrati in Samaria , Eliseo disse : O Signore , apri gli occhi di costoro , acciocchè veggano . E il Signore aperse loro gli occhi , e videro ch’ erano in mezzo di Samaria . E il re d’ Israele , come li ebbe veduti , disse a Eliseo : Percoterò io , percoterò io , padre mio ? Ma egli disse : Non percuoterli ; percuoti tu coloro che tu hai presi prigioni , con la tua spada , e col tuo arco ? Metti loro davanti del pane e dell’ acqua , acciocchè mangino e bevano , e poi se ne vadano al lor signore . E il re fece loro un grande apparecchio di vivande ; ed essi mangiarono e bevvero ; poi li licenziò , ed essi se ne andarono al lor signore . Da quel dì innanzi i Siri non vennero più a schiere , per far correrie nel paese d’ Israele . OR avvenne , dopo queste cose , che Ben-hadad , re di Siria , adunò tutto il suo esercito , e salì , e pose l’ assedio a Samaria . E vi fu gran fame in Samaria ; ed ecco , i Siri la tenevano distretta , intanto che la testa di un asino valse ottanta sicli d’ argento , e la quarta parte di un cabo di sterco di colombi cinque sicli d’ argento . Or avvenne che , passando il re d’ Israele su le mura , una donna gli gridò , dicendo : O re , mio signore , salvami . Ed egli disse : Il Signore non ti salva ; onde ti darei io salvezza ? dall’ aia , o dal torcolo ? Ma pure il re le disse : Che hai ? Ed ella disse : Questa donna mi avea detto : Da’ qua il tuo figliuolo , e mangiamolo oggi , e domani mangeremo il mio . Così abbiamo cotto il mio figliuolo , e l’ abbiam mangiato ; ma il giorno appresso , quando io le ho detto : Da’ qua il tuo figliuolo , e mangiamolo , ella l’ ha nascosto . Quando il re ebbe intese le parole di quella donna , stracciò i suoi vestimenti . Or egli passava su le mura , e il popolo riguardò , ed ecco , il re avea un cilicio di dentro sopra la carne . E il re disse : Così mi faccia Iddio , e così aggiunga , se la testa di Eliseo , figliuolo di Safat , resta oggi sopra lui . Or Eliseo sedeva in casa sua , e gli Anziani sedevano appresso a lui ; e il re vi mandò un uomo de’ suoi ; ma avanti che il messo fosse venuto a lui , Eliseo disse agli Anziani : Non vedete voi che il figliuolo di quel micidiale ha mandato per tormi la testa ? vedete , dopo che il messo sarà venuto , serrate l’ uscio ; ed impedite , serrando l’ uscio di forza , che egli non entri ; il suono de’ piedi del suo signore non viene egli dietro a lui ? Mentre egli parlava ancora con loro , ecco , il messo scendeva a lui , e disse : Ecco , questo male procede dal Signore , che debbo io più sperare nel Signore ? Allora Eliseo disse : Ascoltate la parola del Signore : Così ha detto il Signore : Domani a quest’ ora lo staio del fior di farina si avrà per un siclo , e le due staia dell’ orzo altresì per un siclo , alla porta di Samaria . Ma il capitano , sopra la cui mano il re si appoggiava , rispose all’ uomo di Dio , e disse : Ecco , avvegnachè il Signore facesse delle cateratte nel cielo , questo però potrebbe egli avvenire ? Ed Eliseo gli disse : Ecco , tu il vedrai con gli occhi , ma non ne mangerai . Or all’ entrata della porta vi erano quattro uomini lebbrosi ; ed essi dissero l’ uno all’ altro : Perchè ce ne stiamo qui finchè siamo morti ? Se diciamo di entrare nella città , la fame vi è , e noi vi morremo ; se stiamo qui , morremo altresì ; ora dunque venite , e andiamoci ad arrendere al campo de’ Siri ; se ci lasciano in vita , viveremo ; e se pur ci fanno morire , morremo . Così si levarono al vespro , per entrare nel campo de’ Siri ; e venuti fino allo stremo del campo , ecco , non vi era alcuno . Perciocchè il Signore avea fatto risonar nel campo de’ Siri un romore di carri , e di cavalli , e di un grande esercito ; laonde aveano detto l’ uno all’ altro : Ecco , il re d’ Israele ha soldati contro a noi i re degli Hittei , e i re degli Egizj , per venire incontro a noi . E si erano levati , ed erano fuggiti in sul vespro , e aveano lasciati i lor padiglioni , e i lor cavalli , e i loro asini , e il campo , nello stato ch’ egli era ; ed erano fuggiti chi qua chi là , secondo il volere di ciascuno . Que’ lebbrosi adunque , venuti fino allo stremo del campo , entrarono in una tenda , e mangiarono , e bevvero , e tolsero di là argento , ed oro , e vestimenti , e andarono , e nascosero quelle cose ; poi tornarono , ed entrarono in un’ altra tenda , e tolsero ancora di là di quelle stesse cose , e andarono , e le nascosero . Ma poi dissero l’ uno all’ altro : Noi non facciamo bene ; questo giorno è un giorno di buone novelle , e noi tacciamo ! Se aspettiamo fino allo schiarir del dì , noi riceveremo la pena del nostro fallo ; ora dunque venite , e andiamo a rapportar la cosa alla casa del re . Così vennero , e gridarono alle guardie della porta della città , e fecero loro assapere la cosa , dicendo : Noi siamo entrati nel campo dei Siri , ed ecco , non vi è alcuno , nè voce alcuna d’ uomo ; ma sol vi sono i cavalli , e gli asini legati , e i padiglioni , come erano prima . Allora le guardie della porta gridarono , e fecero assapere la cosa nella casa del re . E il re si levò di notte , e disse a’ suoi servitori : Ora io vi dichiarerò quello che i Siri ci hanno fatto ; hanno saputo che noi siamo affamati , e per ciò sono usciti del campo , per nascondersi per la campagna , dicendo : Quando saranno usciti della città , noi li prenderemo vivi , ed entreremo nella città . Ma uno de’ servitori del re rispose , e disse : Deh ! prendansi cinque di que’ cavalli che son rimasti nella città ecco , sono come tutta la moltitudine d’ Israele ch’ è rimasta in esso ; come tutta la moltitudine d’ Israele ch’ è perita ; e mandiamo a vedere che cosa è . Presero adunque due coppie di cavalli ; e il re mandò degli uomini sopra quelli , dietro al campo de’ Siri , dicendo : Andate , e vedete . E coloro andarono dietro a’ Siri , fino al Giordano ; ed ecco , tutta la via era piena di vestimenti e d’ arnesi , che i Siri aveano gittati via , affrettandosi di fuggire . E que’ messi ritornarono , e rapportarono il fatto al re . Allora il popolo uscì , e predò il campo de’ Siri ; e lo staio del fior di farina si ebbe per un siclo , e le due staia dell’ orzo altresì per un siclo , secondo la parola del Signore . E il re costituì alla guardia della porta il capitano , sopra la cui mano egli si appoggiava ; e il popolo lo calpestò nella porta , onde egli morì , secondo che l’ uomo di Dio avea detto , quando parlò al re , allora ch’ egli scese a lui . Perciocchè , quando l’ uomo di Dio parlò al re , dicendo : Domani , a quest’ ora , lo staio del fior di farina si avrà alla porta di Samaria per un siclo , e le due staia dell’ orzo altresì per un siclo , quel capitano avea risposto all’ uomo di Dio , ed avea detto : Ecco , avvegnachè il Signore facesse delle cateratte nel cielo , questo potrebbe egli però avvenire ? Ed egli gli avea detto : Ecco , tu il vedrai con gli occhi tuoi , ma tu non ne mangerai . E così gli avvenne ; perciocchè il popolo lo calpestò nella porta , ed egli morì . ORA Eliseo parlò a quella donna , il cui figliuolo egli avea tornato in vita , dicendo : Levati , vattene con la tua famiglia , e dimora ove tu potrai ; perciocchè il Signore ha chiamata la fame , ed ella è già venuta nel paese per sette anni . Quella donna dunque si levò , e fece come l’ uomo di Dio le avea detto , e se ne andò con la sua famiglia , e dimorò nel paese de’ Filistei sette anni . Ed in capo di sette anni , quella donna ritornò dal paese de’ Filistei ; poi uscì , per richiamarsi al re della sua casa , e delle sue possessioni . Or il re parlava con Ghehazi , servitor dell’ uomo di Dio , dicendo : Deh ! raccontami tutte le gran cose ch’ Eliseo ha fatte . E mentre egli raccontava al re come egli avea tornato in vita un morto , ecco , la donna , il cui figliuolo Eliseo avea tornato in vita , venne a richiamarsi al re della sua casa , e delle sue possessioni . E Ghehazi disse : O re , mio signore , costei è quella donna , e costui è il suo figliuolo , il quale Eliseo ha tornato in vita . E il re ne domandò la donna , ed ella gli raccontò il fatto . E il re le diede un eunuco , al quale disse : Fa’ restituire a costei tutto quello che le appartiene , e tutti i frutti delle sue possessioni , dal dì ch’ ella lasciò il paese , infino ad ora . ORA Eliseo venne in Damasco . E Ben-hadad , re di Siria , era infermo , e gli fu rapportato che l’ uomo di Dio era venuto là . E il re disse ad Hazael : Prendi in mano un presente , e vattene a trovar l’ uomo di Dio , e domanda per lui il Signore , se io guarirò di questa infermità . Hazael adunque andò a trovarlo ; e prese un presente in mano , e il carico di quaranta cammelli di tutte le cose le più squisite di Damasco ; e venne , e si presentò davanti a lui , e disse : Ben-hadad , re di Siria , tuo figliuolo , mi ha mandato a te , per dirti : Guarirò io di quest’ infermità ? Ed Eliseo gli disse : Va’ , digli : Veramente tu guarirai ; ma pure il Signore mi ha fatto vedere che per certo egli morrà . Poi l’ uomo di Dio fermò il viso , e l’ affissò sopra Hazael , tanto ch’ egli n’ ebbe vergogna ; poi pianse . Ed Hazael disse : Perchè piange il mio signore ? Ed egli disse : Perciocchè io so il male che tu farai a’ figliuoli d’ Israele ; tu metterai a fuoco e fiamma le lor fortezze , ed ucciderai con la spada i lor giovani , e sbatterai i lor fanciulli , e fenderai le lor donne gravide . Ed Hazael disse : Ma che cosa è pure il tuo servitore , che non è altro che un cane , per fare queste gran cose ? Ed Eliseo disse : Il Signore mi ha fatto vedere che tu sarai re sopra la Siria . Ed Hazael si partì d’ appresso Eliseo , e venne al suo signore . Ed esso gli disse : Che ti ha detto Eliseo ? Ed egli disse : Egli mi ha detto che per certo tu guarirai . E il giorno appresso , Hazael prese una coverta da letto , e tuffatala nell’ acqua , la distese sopra la faccia di Ben-hadad , onde egli morì ; ed Hazael regnò in luogo suo . ORA , l’ anno quinto di Gioram , figliuolo di Achab , re d’ Israele , essendo Giosafat ancora re di Giuda , Gioram , figliuolo di Giosafat , re di Giuda , cominciò a regnare sopra Giuda . Egli era d’ età di trentadue anni , quando cominciò a regnare ; e regnò ott’ anni in Gerusalemme . E camminò per la via dei re d’ Israele , come la casa di Achab avea fatto ; perciocchè egli avea la figliuola di Achab per moglie ; e fece ciò che dispiace al Signore . Ma pure , per amor di Davide , suo servitore , il Signore non volle distruggere Giuda , secondo ch’ egli avea detto a Davide , che sempre gli darebbe una lampana accesa d’ infra i suoi figliuoli . A’ dì di esso , gl’ Idumei si ribellarono dall’ ubbidienza di Giuda , e costituirono un re sopra loro . Perciò Gioram passò in Seir , con tutti i carri ; e avvenne una notte , ch’ egli si levò , e percosse gl’ Idumei che l’ aveano intorniato , e i capitani de’ carri . E il popolo fuggì alle sue stanze . E nondimeno gl’ Idumei son perseverati nella lor ribellione dall’ ubbidienza di Giuda , fino a questo giorno . In quello stesso tempo Libna ancora si ribellò . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Gioram , e tutto quello ch’ egli fece ; queste cose non sono esse scritte nel libro delle Croniche dei re di Giuda ? E Gioram giacque co’ suoi padri , e fu seppellito co’ suoi padri nella Città di Davide . E Achazia , suo figliuolo , regnò in luogo suo . L’ anno duodecimo di Gioram , figliuolo di Achab , re d’ Israele , Achazia , figliuolo di Gioram , re di Giuda , cominciò a regnare . Achazia era d’ età di ventidue anni , quando cominciò a regnare ; e regnò un anno in Gerusalemme . E il nome di sua madre era Atalia , figliuola di Omri , re d’ Israele . Ed egli camminò per la via della casa di Achab , e fece quello che dispiace al Signore , come la casa di Achab ; perciocchè egli era genero della casa di Achab . Ed egli andò con Gioram , figliuolo di Achab , alla guerra contro ad Hazael , re di Siria , in Ramot di Galaad ; ed i Siri ferirono Gioram . E il re Gioram se ne ritornò , per farsi medicare in Izreel delle ferite che i Siri gli aveano date in Rama , quando egli combattè contro ad Hazael , re di Siria . Ed Achazia , figliuolo di Gioram , re di Giuda , scese per visitar Gioram , figliuolo di Achab , in Izreel ; perciocchè egli era infermo . ALLORA il profeta Eliseo chiamò uno de’ figliuoli de’ profeti , e gli disse : Cingiti i lombi , e prendi quest’ orciuolo d’ olio in mano , e vattene in Ramot di Galaad ; e quando tu sarai giunto là , riguarda ove sarà Iehu , figliuolo di Giosafat , figliuolo di Nimsi ; e va’ a lui , e fallo levar su d’ infra i suoi fratelli , e menalo in una camera segreta . Poi prendi l’ orciuolo dell’ olio , e spandiglielo sopra il capo , e digli : Così ha detto il Signore : Io ti ho unto per re sopra Israele . Poi apri l’ uscio , e fuggitene senza indugio . Quel giovane adunque , servitor del profeta , andò in Ramot di Galaad . E come egli vi fu giunto , ecco , i capitani dell’ esercito sedevano insieme . Ed egli disse : Io ho alcuna cosa a dirti , o capitano . E Iehu gli disse : A cui di tutti non parli tu ? Ed egli disse : E te , o capitano . Allora Iehu si levò , ed entrò dentro alla casa ; e quel giovane gli versò l’ olio in sul capo , e gli disse : Così ha detto il Signore Iddio d’ Israele : Io ti ho unto per re sopra il popolo del Signore , sopra Israele . E tu percoterai la casa di Achab , tuo signore ; ed io farò sopra Izebel la vendetta del sangue de’ profeti , miei servitori , e del sangue di tutti i servitori del Signore . E tutta la casa di Achab perirà , ed io distruggerò chiunque appartiene ad Achab , fino al piccolo fanciullo , e chiunque è serrato , e chiunque è abbandonato in Israele . E ridurrò la casa di Achab come la casa di Geroboamo , figliuolo di Nebat ; e come la casa di Baasa , figliuolo di Ahia . E quant’ è ad Izebel , i cani la mangeranno nel campo d’ Izreel , e non vi sarà alcuno che la seppellisca . Poi egli aperse l’ uscio , e se ne fuggì . E Iehu uscì fuori a’ servitori del suo signore ; ed uno di essi gli disse : Va ogni cosa bene ? perchè è venuto a te quell’ insensato ? Ed egli disse loro : Voi conoscete l’ uomo , e quali sieno i suoi ragionamenti . Ma essi dissero : Tu dici il falso ; deh ! dichiaraci quello ch’ egli ti ha detto . Ed egli disse : Egli mi ha dette tali e tali cose , cioè : Così ha detto il Signore : Io ti ho unto per re sopra Israele . Allora ciascuno di essi tolse prestamente il suo mantello , e gliel pose sotto , in cima de’ gradi . Poi sonarono con la tromba , e dissero : Iehu è fatto re . E Iehu , figliuolo di Giosafat , figliuolo di Nimsi , fece una congiura contro a Gioram . Ora Gioram , dopo essere stato a guardare Ramot di Galaad , con tutto Israele , contro ad Hazael , re di Siria , se n’ era ritornato , per farsi medicare in Izreel delle ferite che i Siri gli aveano date , quando egli combattè contro ad Hazael , re di Siria . E Iehu disse : Se tale è l’ animo vostro , non esca e non iscampi alcuno della città , per andare a portarne le novelle in Izreel . Poi Iehu montò a cavallo , e andò in Izreel ; perciocchè Gioram giaceva quivi ; ed Achazia , re di Giuda , vi era sceso per visitare Gioram . Or la guardia che stava alla veletta sopra la torre in Izreel , veggendo lo stuolo di Iehu che veniva , disse : Io veggo uno stuolo di gente . E Gioram disse : Piglia un uomo a cavallo , e mandalo loro incontro , per domandar se le cose vanno bene . E l’ uomo a cavallo andò incontro a Iehu , e disse : Così ha detto il re : Le cose vanno elleno bene ? E Iehu disse : Che hai tu da far di saper se le cose van bene ? passa dietro a me . E la guardia rapportò la cosa , dicendo : Il messo è pervenuto infino a loro , ma non ritorna . Allora il re mandò un altro uomo a cavallo , il quale , pervenuto a loro , disse : Così ha detto il re : Le cose vanno elleno bene ? E Iehu disse : Che hai tu da far di saper se le cose vanno bene ? passa dietro a me . E la guardia rapportò la cosa , dicendo : Egli è pervenuto infino a loro , ma non ritorna ; e l’ andare pare l’ andare di Iehu , figliuolo di Nimsi ; perciocchè egli cammina con furia . Allora Gioram , re d’ Israele , disse : Metti i cavalli al carro . Ed i cavalli furono messi al suo carro . A Gioram , re di Israele , ed Achazia , re di Giuda , uscirono ciascuno sopra il suo carro , incontro a Iehu ; e lo trovarono nella possessione di Nabot Izreelita . E come Gioram ebbe veduto Iehu , disse : Le cose vanno elleno bene , Iehu ? Ed egli disse : Come possono andar bene , mentre durano le fornicazioni d’ Izebel , tua madre , e le sue tante incantagioni ? Allora Gioram voltò mano , e si mise a fuggire , e disse ad Achazia : O Achazia , vi è del tradimento . E Iehu impugnò l’ arco a piena mano , e ferì Gioram fra le spalle , e la saetta gli passò il cuore ; onde gli cadde sopra le ginocchia nel suo carro . E Iehu disse a Bidcar , suo capitano : Piglialo , e gittalo nella possessione del campo di Nabot Izreelita ; perciocchè tu dei ricordarti come io , e tu , cavalcando a paro a paro con la gente a cavallo , che andava dietro ad Achab , suo padre , il Signore pronunziò contro a lui questo carico : Se ier sera io non vidi il sangue di Nabot , e il sangue de’ suoi figliuoli ; e se non ne fo la punizione in questo stesso campo , dice il Signore . Ora dunque , toglilo , e gittalo in cotesto campo , secondo la parola del Signore . Or Achazia , re di Giuda , vedute queste cose , fuggì verso la casa dell’ orto . Ma Iehu lo seguitò , e disse : Percotete ancora lui sopra il carro . Ed essi lo percossero alla salita di Gur , ch’ è presso d’ Ibleam ; poi egli fuggì in Meghiddo , e morì quivi . Ed i suoi servitori lo condussero sopra un carro in Gerusalemme , e lo seppellirono nella sua sepoltura , co’ suoi padri , nella Città di Davide . Or Achazia avea cominciato a regnare sopra Giuda l’ anno undecimo di Gioram figliuolo di Achab . Poi Iehu venne in Izreel ; ed Izebel , avendolo inteso , si lisciò il viso , e si adornò il capo , e stava a riguardar per la finestra . E come Iehu entrava nella porta , ella gli disse : O Zimri , ucciditor del tuo signore , le cose vanno elleno bene ? Ed egli alzò il viso verso la finestra , e disse : Chi è quivi di mia parte ? chi ? Allora due o tre eunuchi riguardarono verso lui . Ed egli disse loro : Gittatela a basso . Ed essi la gittarono a basso ; e sprizzò del suo sangue contro al muro , e contro a’ cavalli ; e Iehu la calpestò . Poi entrò , e mangiò , e bevve ; e disse : Deh ! andate a veder quella maledetta , e sotterratela ; perciocchè ell’ è figliuola di re . Essi adunque andarono per sotterrarla ; ma non vi trovarono altro che il teschio , e i piedi , e le palme delle mani . E ritornarono , e lo rapportarono a Iehu . Ed egli disse : Questa è la parola , che il Signore avea pronunziata per Elia Tisbita , suo servitore , dicendo : I cani mangeranno la carne di Izebel nel campo d’ Izreel . E il corpo morto d’ Izebel sarà come sterco in su la campagna , nel campo d’ Izreel ; talchè non si potrà dire : Questo è Izebel . OR vi erano in Samaria settanta figliuoli di Achab . E Iehu scrisse una lettera , e la mandò in Samaria , agli Anziani principali d’ Izreel , ed a’ balii de’ figliuoli di Achab , di tal tenore : Ora , come prima questa lettera sarà pervenuta a voi , che avete in man vostra i figliuoli del vostro signore , e i suoi carri , e cavalli , e città forte , ed armi , considerate , d’ infra i figliuoli del vostro signore , quello che più vi aggraderà , e mettetelo sopra il trono di suo padre , e guerreggiate per la casa del vostro signore . Ma essi ebbero grandissima paura , e dissero : Ecco , due re non hanno potuto contrastargli , e come potremo contrastargli noi ? Laonde il mastro del palazzo , e il governatore della città , e gli Anziani , e i balii , mandarono a dire a Iehu : Noi siamo tuoi servitori , e faremo tutto quello che tu ci dirai ; noi non faremo re alcuno ; fa’ tu ciò che ti piace . Ed egli scrisse loro la seconda volta lettere di tal tenore : Se voi siete de’ miei , e volete ubbidire a’ miei comandamenti , togliete le teste a’ figliuoli del vostro signore , e venite domani a quest’ ora a me , in Izreel . Or i figliuoli del re erano settanta , ed erano appresso i principali della città , che li allevavano . E quando vennero loro quelle lettere , presero i figliuoli del re , ch’ erano settant’ uomini , e li ammazzarono ; e , poste le lor teste in ceste , le mandarono a Iehu , in Izreel . Ed un messo venne , che gli rapportò il fatto , dicendo : Coloro hanno portate le teste de’ figliuoli del re . Ed egli disse : Mettetele in due mucchi all’ entrata della porta , infino a domattina . E la mattina seguente , essendo uscito fuori , egli si fermò , e disse a tutto il popolo : Voi siete giusti ; ecco , io ho congiurato contro al mio signore , e l’ ho ucciso ; ma chi ha uccisi tutti costoro ? Or sappiate che nulla della parola del Signore , che egli ha pronunziata contro alla casa di Achab , è caduto a terra ; e ch’ egli ha fatto ciò che egli avea parlato per Elia , suo servitore . Iehu percosse ancora tutti quelli ch’ erano rimasti della casa di Achab , in Izreel , e tutti i suoi grandi , e i suoi amici , e i suoi principali ufficiali , fino a non lasciarne alcuno di resto . Poi si levò , e si partì , e andò in Samaria . E per cammino , essendo presso ad una mandria di pastori , trovò i fratelli di Achazia , re di Giuda , e disse : Chi siete voi ? Ed essi dissero : Noi siamo i fratelli di Achazia , re di Giuda ; e siamo discesi per salutare i figliuoli del re , ed i figliuoli della regina . Allora Iehu disse a’ suoi : Pigliateli vivi . Ed essi li presero vivi e li ammazzarono presso alla cisterna della mandria . Ed erano quarantadue uomini ; e Iehu non ne lasciò scampare alcuno . Poi partitosi di là , trovò Ionadab , figliuolo di Recab , che gli veniva incontro . Ed egli lo salutò , e gli disse : È il cuor tuo diritto , come il cuor mio è diritto inverso il tuo ? E Ionadab rispose : Sì , lo è . Se così è , disse Iehu , dammi la mano . Ed egli gli diede la mano . E Iehu lo fece salire appresso di sè sopra il carro . Poi gli disse : Vieni meco , e tu vedrai il mio zelo per lo Signore . Egli adunque fu fatto salire in sul carro di esso . E quando Iehu fu giunto in Samaria , percosse tutti quelli ch’ erano rimasti in Samaria della casa di Achab , finchè l’ ebbe distrutta ; secondo la parola del Signore ch’ egli avea detta ad Elia . Poi Iehu adunò tutto il popolo , e disse loro : Achab ha poco servito a Baal ; Iehu gli servirà molto più . Ora dunque , chiamate a me tutti i profeti di Baal , tutti i suoi ministri , e tutti suoi sacerdoti ; non manchine pur uno ; perciocchè io ho da fare un gran sacrificio a Baal ; chiunque vi mancherà non viverà . Or Iehu facea questo con astuzia , per distruggere i ministri di Baal . E Iehu disse : Santificate una festa solenne a Baal . Ed essi la bandirono . E Iehu mandò per tutto Israele , che tutti i ministri di Baal venissero . Ed essi vennero tutti , e non ne restò pur uno che non venisse . Poi entrarono nel tempio di Baal ; e quello fu ripieno da un capo all’ altro . Allora Iehu disse al sagrestano : Trai fuori vesti per tutti i ministri di Baal . Ed egli trasse loro fuori le vesti . E Iehu , e Ionadab , figliuolo di Recab , entrarono dentro al tempio di Baal . E Iehu disse a’ ministri di Baal : Ricercate bene , e guardate che talora non vi sia qui fra voi alcuno dei servitori del Signore , ma solo i ministri di Baal . Essi adunque entrarono per far sacrificii e olocausti . Or Iehu avea posti ottanta uomini di fuori ; a’ quali disse : Se alcun di costoro , che io vi metto nelle mani , scampa , la vita di colui che l’ avrà lasciato scampare , sarà per la vita di esso . E quando quelli ebber finito di far l’ olocausto , Iehu disse a’ sergenti , ed a’ capitani : Entrate , percoteteli , non iscampine pur uno . Essi adunque li percossero a fil di spada ; e li gittarono via , e andarono nella città del tempio di Baal . E trassero fuori le statue del tempio di Baal , e le bruciarono ; e ruppero la statua di Baal , e disfecero il tempio di esso e lo ridussero in laterine e così è restato fino al dì d’ oggi . COSÌ Iehu sterminò Baal da Israele . Ma pure Iehu non si rivolse da’ peccati di Geroboamo , figliuolo di Nebat , co’ quali egli avea fatto peccare Israele , cioè , da’ vitelli d’ oro , ch’ erano in Betel , e in Dan . E il Signore disse a Iehu : Perciocchè tu hai bene eseguito ciò che mi piaceva , ed hai fatto alla casa di Achab , secondo tutto quello che io avea nel cuore , i tuoi figliuoli sederanno sopra il trono d’ Israele fino alla quarta generazione . Ma Iehu non osservò di camminare con tutto il suo cuore nella Legge del Signore Iddio d’ Israele ; egli non si rivolse da’ peccati di Geroboamo , co’ quali egli avea fatto peccare Israele . In quel tempo il Signore cominciò a mozzar parte d’ Israele . Ed Hazael percosse gl’ Israeliti in tutte le lor frontiere ; verso il Giordano , dall’ Oriente , tutto il paese di Galaad , e quel de’ Gaditi , e de’ Rubeniti , e de’ Manassiti ; da Aroer , che è sul torrente di Arnon , e Galaad , e Basan . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Iehu , e tutto quello ch’ egli fece , e tutte le sue prodezze ; queste cose non sono esse scritte nel libro delle Croniche dei re d’ Israele ? E Iehu giacque coi suoi padri , e fu seppellito in Samaria ; e Ioachaz , suo figliuolo , regnò in luogo suo . E il tempo che Iehu regnò sopra Israele in Samaria , fu di ventotto anni . OR Atalia , madre di Achazia , veggendo che il suo figliuolo era morto , si levò , e distrusse tutta la progenie reale . Ma Ioseba , figliuola del re Gioram , sorella di Achazia , prese Gioas , figliuolo di Achazia , e lo tolse furtivamente d’ infra i figliuoli del re che si uccidevano , e lo mise , con la sua balia , in una delle camere de’ letti ; e così fu nascosto d’ innanzi ad Atalia , e non fu ucciso . E stette così nascosto con quella , lo spazio di sei anni , nella Casa del Signore ; ed in quel mezzo tempo Atalia regnava sopra il paese . Ma l’ anno settimo , Gioiada mandò a chiamare de’ capi di centinaia per esser capitani e sergenti ; e li fece venire a sè nella Casa del Signore , e fece lega con loro , e fece lor giurare nella Casa del Signore ; poi mostrò loro il figliuolo del re . E diede loro ordine , dicendo : Quest’ è quello che voi farete : La terza parte di voi , cioè quelli ch’ entrano in settimana , faccia ancora la guardia alla casa del re ; e faccia un’ altra terza parte la guardia alla porta di Sur ; ed un’ altra terza parte alla porta di dietro ai sergenti . Così , voi i primi farete la guardia al corpo del Tempio ; e le altre due parti di voi , cioè tutti quelli che escono di settimana , faranno eziandio la guardia alla Casa del Signore per il re . E voi circonderete il re d’ ogn’ intorno , avendo ciascuno le sue armi in mano ; e chiunque entrerà dentro agli ordini , sia fatto morire . Siate eziandio col re , quando egli uscirà , e quando egli entrerà . E que’ capi delle centinaia fecero interamente come il sacerdote Gioiada avea comandato ; e ciascun di essi prese i suoi uomini , cioè , quelli ch’ entravano in settimana , e quelli che ne uscivano , e vennero al sacerdote Gioiada . E il sacerdote diede a que’ capi delle centinaia le lance e gli scudi ch’ erano stati del re Davide , ed erano nella Casa del Signore . Ed i sergenti stettero in piè , ciascuno con le sue armi in mano , dal lato destro della Casa fino al sinistro , presso dell’ Altare , e della Casa , d’ intorno al re . Allora Gioiada menò fuori il figliuolo del re , e pose sopra lui la benda reale , e gli ornamenti ; ed essi lo fecero re , e l’ unsero ; e tutti , battendo palma a palma , dicevano : Viva il re . Or Atalia udì il romore de’ sergenti e del popolo , e se ne venne al popolo , nella Casa del Signore . E riguardò ; ed ecco il re , che stava in piè sopra la pila , secondo il costume , e i capitani e i trombettieri erano presso del re , e tutto il popolo del paese era allegro , e sonava con le trombe . Allora Atalia si stracciò le vesti , e gridò : Congiura , congiura . E il sacerdote Gioiada comandò a que’ capi delle centinaia , che aveano la condotta di quell’ esercito , e disse loro : Menatela fuor degli ordini ; e chiunque la seguiterà sia ucciso con la spada . Perciocchè il sacerdote avea detto : Non facciasi morire nella Casa del Signore . Essi adunque le fecero largo ; e come ella se ne ritornava per la via dell’ entrata dei cavalli verso la casa del re , fu quivi uccisa . E Gioiada trattò patto fra il Signore e il re , e il popolo , ch’ essi sarebbero popolo del Signore ; parimente fra il re e il popolo . E tutto il popolo del paese entrò nel tempio di Baal , e lo disfece , insieme con gli altari di esso , e spezzò interamente le sue immagini , ed uccise Mattan , sacerdote di Baal , davanti a quegli altari . Poi il sacerdote dispose gli uffici nella Casa del Signore . E prese i capi delle centinaia , e i capitani , e i sergenti , e tutto il popolo del paese , e condussero il re a basso , fuor della Casa del Signore ; e vennero nella casa del re , per la via della porta de’ sergenti . E il re sedette sopra il trono reale . E tutto il popolo del paese si rallegrò , e la città fu in quiete , dopo che Atalia fu stata uccisa con la spada , nella casa del re . Gioas era d’ età di sett’ anni , quando cominciò a regnare . L’ ANNO settimo di Iehu , Gioas cominciò a regnare , e regnò quarant’ anni in Gerusalemme . E il nome di sua madre era Sibia , da Beerseba . E Gioas fece quello che piace al Signore , tutto il tempo che il sacerdote Gioiada l’ ammaestrò . Nondimeno gli alti luoghi non furono tolti ; il popolo sacrificava ancora , e faceva profumi negli altri luoghi . E Gioas disse a’ sacerdoti : Prendano i sacerdoti tutti i danari consecrati che son portati nella Casa del Signore , i danari di chiunque passa fra gli annoverati , i danari per le persone , secondo l’ estimazione di ciascuno ; prendano eziandio , ciascuno dal suo conoscente , tutti i danari che viene in cuore a ciascuno di portar nella Casa del Signore . E ne ristorino le rotture della Casa del Signore , dovunque se ne troverà alcuna . Ma nell’ anno ventesimoterzo del re Gioas , i sacerdoti non aveano ancora ristorate le rotture della Casa del Signore . Laonde il re Gioas chiamò il sacerdote Gioiada , e gli altri sacerdoti , e disse loro : Perchè non ristorate voi le rotture della Casa ? Ora dunque non prendete più danari da’ vostri conoscenti ; anzi , lasciateli per ristorare le rotture della Casa . Ed i sacerdoti acconsentirono di non prender più danari dal popolo , ed altresì di non avere a ristorare le rotture della Casa . E il sacerdote Gioiada prese una cassa , e nel coperchio di essa fece un buco ; e la mise presso all’ Altare dal lato destro , quando si entra nella Casa del Signore ; ed i sacerdoti che stavano alla guardia della soglia della Casa vi mettevano dentro tutti i danari ch’ erano portati nella Casa del Signore . E quando vedevano che vi erano danari assai nella cassa , lo scrivano del re , e il sommo sacerdote , venivano , e dopo aver contati i danari che si trovavano nella Casa del Signore , il legavano in sacchetti . Poi davano que’ danari contati in mano a coloro che aveano la cura del lavoro , ch’ erano costituiti sopra la Casa del Signore ; ed essi li spendevano in legnaiuoli e fabbricatori , che lavoravano nella Casa del Signore ; ed in muratori , ed in iscarpellini ; e per comperar legnami , e pietre tagliate , per ristorar le rotture della Casa del Signore , ed in tutto ciò che occorreva per ristorar la Casa . Altro non si faceva di que’ danari ch’ erano portati nella Casa del Signore , nè vasellamenti d’ argento , per la Casa del Signore , nè forcelle , nè bacini , nè trombe , nè alcun altro strumento d’ oro o di argento . Anzi erano dati a coloro che aveano la cura dell’ opera , i quali con essi ristoravano la Casa del Signore . E non si faceva render contro a quegli uomini , nelle cui mani si davano que’ danari , per darli a quelli che lavoravano all’ opera ; perciocchè essi lo facevano lealmente . I danari per la colpa , e i danari per lo peccato , non erano portati dentro alla Casa del Signore ; quegli erano per li sacerdoti . Allora Hazael , re di Siria , salì , e guerreggiò contro a Gat , e la prese ; poi voltò la faccia , per salire contro a Gerusalemme . Ma Gioas , re di Giuda , prese tutte le cose consacrate , che Giosafat , Gioram , ed Achazia , suoi padri , re di Giuda , aveano consacrate , e anche quelle che egli stesso avea consacrate , e tutto l’ oro che si trovò ne’ tesori della Casa del Signore , e della casa del re ; e mandò tutto ciò ad Hazael , re di Siria ; ed egli si dipartì da Gerusalemme . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Gioas , e tutto ciò ch’ egli fece ; queste cose non sono esse scritte nel libro delle Croniche dei re di Giuda ? Ora i suoi servitori si levarono , e fecero una congiura , e percossero Gioas nella casa di Millo , nella scesa di Silla . Iozacar , figliuolo di Simat , e Iozabad , figliuolo di Somer , suoi servitori , lo percossero ; ed egli morì , e fu seppellito , co’ suoi padri , nella Città di Davide . Ed Amasia , suo figliuolo , regnò in luogo suo . L’ ANNO ventesimoterzo di Gioas , figliuolo di Achazia , re di Giuda , Gioachaz , figliuolo di Iehu , cominciò a regnare sopra Israele , in Samaria ; e regnò diciassette anni . E fece quello che dispiace al Signore , e seguitò i peccati di Geroboamo , figliuolo di Nebat , co’ quali egli avea fatto peccare Israele ; egli non se ne rivolse . Laonde l’ ira del Signore si accese contro ad Israele ; ed egli li diede nelle mani di Hazael , re di Siria , e nelle mani di Ben-hadad , figliuolo di Hazael , tutto quel tempo . Ma Gioachaz pregò il Signore ; e il Signore l’ esaudì ; perciocchè egli vide l’ oppressione d’ Israele ; conciossiachè il re di Siria li oppressasse . Il Signore adunque diede un liberatore ad Israele ; ed essi uscirono di sotto alla mano de’ Siri ; ed i figliuoli d’ Israele abitarono nelle loro stanze , come per addietro . Ma pur non si rivolsero dai peccati della casa di Geroboamo , coi quali egli avea fatto peccare Israele ; Israele camminava in essi ; il bosco eziandio rimase in piè in Samaria . Dopo che il Signore non ebbe lasciata di resto a Gioachaz altra gente , che cinquanta cavalieri , e dieci carri , e diecimila pedoni ; conciossiachè il re di Siria avesse distrutti gl’ Israeliti , e tritandoli , li avesse ridotti ad essere come polvere . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Gioachaz , e tutto quello ch’ egli fece , e la sua prodezza ; queste cose non son esse scritte nel libro delle Croniche dei re d’ Israele ? E Gioachaz giacque coi suoi padri , e fu seppellito in Samaria ; e Gioas , suo figliuolo , regnò in luogo suo . L’ anno trentesimosettimo di Gioas , re di Giuda , Gioas , figliuolo di Gioachaz , cominciò a regnare sopra Israele , in Samaria ; e regnò sedici anni . E fece quello che dispiace al Signore ; egli non si rivolse da alcuno de’ peccati di Geroboamo , figliuolo di Nebat , coi quali egli avea fatto peccare Israele ; egli camminò in essi . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Gioas , e tutto quello ch’ egli fece , e la sua prodezza , con la quale egli combattè contro ad Amasia , re di Giuda ; queste cose non son esse scritte nel libro delle Croniche dei re d’ Israele ? E Gioas giacque co’ suoi padri , e Geroboamo sedette sopra il suo trono ; e Gioas fu seppellito in Samaria coi re d’ Israele . OR Eliseo infermò d’ una sua infermità , della quale eziandio egli morì . E Gioas , re d’ Israele , scese , e pianse sopra la faccia di esso , e disse : Padre mio , padre mio , carro d’ Israele , e sua cavalleria . Ed Eliseo gli disse : Portami un arco e delle saette . E Gioas gli portò un arco e delle saette . Ed Eliseo gli disse : Impugna l’ arco con la mano . Ed egli impugnò l’ arco ; ed Eliseo mise le mani sopra le mani del re , e disse : Apri la finestra verso Oriente . E quando egli l’ ebbe aperta , Eliseo gli disse : Tira . Ed egli tirò . Ed Eliseo disse : Questa è la saetta della vittoria del Signore ; la saetta della vittoria contro a’ Siri ; e tu percoterai i Siri in Afec , fino ad una intiera sconfitta . Poi disse : Prendi le saette . E quando le ebbe prese , egli disse al re d’ Israele : Percuoti contro alla terra . Ed egli percosse tre volte ; poi si arrestò . E l’ uomo di Dio si adirò gravemente contro a lui , e gli disse : Ei si conveniva percuotere cinque o sei volte ; allora tu avresti percossi i Siri fino ad una intiera distruzione ; ma ora , tu non percoterai i Siri se non tre volte . Ora Eliseo morì , e fu seppellito . Ed in su la fine dell’ anno certe schiere di Moabiti fecero una correria nel paese . Ed avvenne che , come certi seppellivano un uomo , ecco , videro quelle schiere ; e gittarono colui nella sepoltura di Eliseo ; e colui andò a toccar l’ ossa di Eliseo , e tornò in vita , e si rizzò in piè . Avendo adunque Hazael , re di Siria , oppressati gl’ Israeliti tutto il tempo di Gioachaz , il Signore fece loro grazia , ed ebbe pietà di loro , e si rivolse verso loro , per amor del suo patto con Abrahamo , Isacco e Giacobbe ; e non volle distruggerli , e non li scacciò dal suo cospetto fino a questo tempo . Ed Hazael , re di Siria , morì ; e Ben-hadad , suo figliuolo , regnò in luogo suo . E Gioas , figliuolo di Gioachaz , riprese di mano di Ben-hadad , figliuolo di Hazael , le città che Hazael avea prese a Gioachaz , suo padre , in guerra . Gioas lo percosse tre volte , e ricoverò le città d’ Israele . L’ ANNO secondo di Gioas , figliuolo di Gioachaz , re d’ Israele , Amasia , figliuolo di Gioas , re di Giuda , cominciò a regnare . Egli era d’ età di venticinque anni , quando cominciò a regnare , a regnò ventinove anni in Gerusalemme . E il nome di sua madre era Gioaddan , da Gerusalemme . Egli fece ciò che piace al Signore ; non però come Davide , suo padre ; egli fece interamente come avea fatto Gioas , suo padre . Sol gli alti luoghi non furono tolti ; il popolo sacrificava ancora , e faceva profumi in su gli alti luoghi . Ora , come il regno fu stabilito nelle sue mani , egli percosse i suoi servitori , che aveano ucciso il re suo padre . Ma non fece morire i figliuoli loro , secondo ch’ è scritto nel libro della Legge di Mosè , nella quale il Signore ha comandato che non si facciano morire i padri per li figliuoli , nè i figliuoli per li padri ; anzi , che ciascuno sia fatto morire per lo suo proprio peccato . Egli percosse gl’ Idumei nella valle del sale , in numero di dodicimila uomini ; e prese Sela per forza d’ arme , e le pose nome Iocteel , il qual le dura infino ad oggi . Allora Amasia mandò messi a Gioas , figliuolo di Gioachaz , figliuolo di Iehu , re d’ Israele , a dirgli : Vieni , veggiamoci in faccia l’ un l’ altro . Ma Gioas , re d’ Israele , mandò a dire ad Amasia , re di Giuda : Uno spino ch’ era nel Libano , mandò già a dire al cedro del Libano : Da’ la tua figliuola per moglie al mio figliuolo ; ma le fiere del Libano , passando , calpestarono quello spino . Tu hai gravemente percossi gl’ Idumei , e perciò il tuo cuore ti fa innalzare ; godi della tua gloria , e stattene in casa tua ; perchè ti rimescoleresti in un male , per lo quale tu , e Giuda teco , cadereste ? Ma Amasia non gli diè d’ orecchio . Gioas adunque , re d’ Israele , salì contro ad Amasia , re di Giuda ; ed essi si videro l’ un l’ altro in faccia in Bet-semes , città di Giuda . E Giuda fu sconfitto da Israele ; e ciascuno se ne fuggì alle sue stanze . E Gioas , re d’ Israele , prese in Bet-semes Amasia , re di Giuda , figliuolo di Gioas , figliuolo di Achazia ; poi venne in Gerusalemme , e fece una rottura nel muro di Gerusalemme , dalla porta di Efraim , infino alla porta del Cantone , lo spazio di quattrocento cubiti . E prese tutto l’ oro e l’ argento , e tutti i vasellamenti che si trovarono nella Casa del Signore , e nei tesori della casa del re ; prese eziandio stadichi ; poi se ne ritornò in Samaria . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Gioas , e la sua prodezza , e come egli combattè con Amasia , re di Giuda ; queste cose non sono esse scritte nel libro delle Croniche dei re d’ Israele ? E Gioas giacque co’ suoi padri , e fu seppellito in Samaria , coi re d’ Israele , e Geroboamo , suo figliuolo , regnò in luogo suo . Ed Amasia , figliuolo di Gioas , re di Giuda , visse ancora quindici anni , dopo la morte di Gioas , figliuolo di Gioachaz , re d’ Israele . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Amasia ; queste cose non sono esse scritte nel libro delle Croniche dei re di Giuda ? Or alcuni fecero una congiura contro a lui , in Gerusalemme ; ed egli fuggì in Lachis ; ma essi gli mandarono dietro in Lachis , e l’ uccisero quivi . E di là fu portato sopra cavalli , e fu seppellito in Gerusalemme , co’ suoi padri , nella Città di Davide . E tutto il popolo di Giuda prese Azaria , il quale era d’ età di sedici anni , e lo costituirono re , in luogo di Amasia , suo padre . Egli edificò Elat , avendola racquistata a Giuda , dopo che il re fu giaciuto co’ suoi padri . L’ anno quintodecimo di Amasia , figliuolo di Gioas , re di Giuda , Geroboamo , figliuolo di Gioas , re d’ Israele , cominciò a regnare in Samaria ; e regnò quarantun anno . E fece quello che dispiace al Signore ; egli non si rivolse da alcuno de’ peccati di Geroboamo , figliuolo di Nebat , coi quali egli avea fatto peccare Israele . Costui ristabilì i confini d’ Israele dall’ entrata di Hamat , fino al mare della campagna ; secondo la parola del Signore Iddio d’ Israele , ch’ egli avea pronunziata per lo profeta Giona , suo servitore , figliuolo di Amittai , il quale era da Gat-hefer . Perciocchè il Signore vide l’ afflizione d’ Israele ch’ era molto aspra , e che non vi era più nè serrato nè abbandonato , nè chi soccorresse Israele . E il Signore non avea ancora parlato di cancellare il nome d’ Israele disotto al cielo ; e però egli li salvò per man di Geroboamo , figliuolo di Gioas . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Geroboamo , e tutto quello ch’ egli fece , e la sua prodezza , con la quale guerreggiò , e con la quale racquistò ad Israele Damasco ed Hamat , ch’ erano state di Giuda ; queste cose non sono esse scritte nel libro delle Croniche dei re d’ Israele ? E Geroboamo giacque co’ suoi padri , cioè coi re d’ Israele ; e Zaccaria , suo figliuolo , regnò in luogo suo . L’ ANNO ventesimosettimo di Geroboamo , re d’ Israele , Azaria , figliuolo di Amasia , re di Giuda , cominciò a regnare . Egli era d’ età di sedici anni , quando cominciò a regnare ; e regnò in Gerusalemme cinquantadue anni . E il nome di sua madre era Iecolia , da Gerusalemme . Ed egli fece ciò che piace al Signore , interamente come avea fatto Amasia , suo padre . Sol gli alti luoghi non furono tolti via ; il popolo sacrificava ancora , e faceva profumi , sopra gli alti luoghi . Or il Signore percosse il re , ed egli fu lebbroso infin al giorno della sua morte , e dimorò in una casa in disparte ; e Iotam , figliuolo del re , era mastro del palazzo , e rendeva ragione al popolo del paese . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Azaria , e tutto quello ch’ egli fece ; queste cose non sono esse scritte nel libro delle Croniche dei re di Giuda ? Ed Azaria giacque co’ suoi padri , e fu seppellito , co’ suoi padri , nella Città di Davide ; e Iotam , suo figliuolo , regnò in luogo suo . L’ ANNO trentottesimo di Azaria , re di Giuda , Zaccaria , figliuolo di Geroboamo , cominciò a regnare sopra Israele , in Samaria , e regnò sei mesi . E fece quello che dispiace al Signore , come aveano fatto i suoi padri ; egli non si rivolse da’ peccati di Geroboamo , figliuolo di Nebat , co’ quali egli avea fatto peccare Israele . Or Sallum , figliuolo di Iabes , congiurò contro a lui , e lo percosse in presenza del popolo , e l’ ammazzò , e regnò in luogo suo . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Zaccaria ; ecco , queste cose sono scritte nel libro delle Croniche dei re d’ Israele . Questo fu l’ adempimento della parola del Signore , ch’ egli avea detta a Iehu : I tuoi discendenti sederanno sopra il trono d’ Israele , fino alla quarta generazione . E così avvenne . Sallum , figliuolo di Iabes , cominciò a regnare l’ anno trentanovesimo di Uzzia , re di Giuda . E quando ebbe regnato un mese intiero in Samaria , Menahem , figliuolo di Gadi , da Tirsa , salì , ed entrò in Samaria , e percosse Sallum , figliuolo di Iabes , in Samaria , e l’ uccise , e regnò in luogo suo . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Sallum , e la congiura ch’ egli fece ; ecco , queste cose sono scritte nel libro delle Croniche dei re d’ Israele . Allora Menahem percosse la città di Tifsa , e tutti quelli ch’ erano dentro , ed i suoi confini , da Tirsa ; egli la percosse perchè non gli avea aperte le porte , e fendè tutte le donne gravide di essa . L’ anno trentanovesimo di Azaria , re di Giuda , Menahem , figliuolo di Gadi , cominciò a regnare sopra Israele , e regnò dieci anni in Samaria . E fece quello che dispiace al Signore ; tutto il tempo della vita sua , egli non si rivolse da’ peccati di Geroboamo , figliuolo di Nebat , co’ quali egli avea fatto peccare Israele . Allora Pul , re degli Assiri , venne contro al paese ; e Menahem gli diede mille talenti d’ argento , acciocchè gli porgesse aiuto , per fermare il regno nelle sue mani . E Menahem levò que’ danari sopra Israele , sopra tutti coloro ch’ erano possenti in facoltà , per darli al re degli Assiri ; cinquanta sicli d’ argento per testa . Così il re degli Assiri se ne ritornò , e non si fermò quivi nel paese . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Menahem , e tutto quello ch’ egli fece ; queste cose non sono esse scritte nel libro delle Croniche dei re d’ Israele ? E Menahem giacque co’ suoi padri ; e Pecachia , suo figliuolo , regnò in luogo suo . L’ anno cinquantesimo di Azaria , re di Giuda , Pecachia , figliuolo di Menahem , cominciò a regnare sopra Israele in Samaria , e regnò due anni . E fece quello che dispiace al Signore ; egli non si rivolse da’ peccati di Geroboamo , figliuolo di Nebat , co’ quali egli avea fatto peccare Israele . E Peca , figliuolo di Remalia , suo capitano , congiurò contro a lui ; ed accompagnato da Argob , e da Arie , lo percosse in Samaria , nel palazzo della stanza reale , avendo Peca seco cinquant’ uomini Galaaditi . Così l’ uccise , e regnò in luogo suo . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Pecachia , e tutto quello ch’ egli fece ; ecco , queste cose sono scritte nel libro delle Croniche dei re d’ Israele . L’ anno cinquantesimosecondo di Azaria , re di Giuda , Peca , figliuolo di Remalia , cominciò a regnare sopra Israele in Samaria , e regnò vent’ anni . E fece quello che dispiace al Signore ; egli non si rivolse da’ peccati di Geroboamo , figliuolo di Nebat , co’ quali egli avea fatto peccare Israele . A’ dì di Peca , re d’ Israele , venne Tiglat-pileser , re degli Assiri , e prese Ion , ed Abel-met-maaca , e Ianoa , e Chedes , ed Hasor , e Galaad , e la Galilea , tutto il paese di Neftali ; e menò il popolo in cattività in Assiria . Or Osea , figliuolo di Ela , fece congiura contro a Peca , figliuolo di Remalia , e lo percosse , e l’ uccise , e regnò in luogo suo , l’ anno ventesimo di Iotam , figliuolo di Uzzia . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Peca , e tutto quello ch’ egli fece ; ecco , queste cose sono scritte nel libro delle Croniche dei re d’ Israele . L’ ANNO secondo di Peca , figliuolo di Remalia , re d’ Israele , Iotam , figliuolo di Uzzia , re di Giuda , cominciò a regnare . Egli era d’ età di venticinque anni , quando cominciò a regnare ; e regnò sedici anni in Gerusalemme . E il nome di sua madre era Ierusa , figliuola di Sadoc . Ed egli fece quello che piace al Signore , interamente come avea fatto Uzzia , suo padre . Sol gli alti luoghi non furono tolti via ; il popolo sacrificava ancora e faceva profumi , sopra gli alti luoghi . Esso edificò la porta alta della Casa del Signore . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Iotam , e tutto quello ch’ egli fece ; queste cose non sono esse scritte nel libro delle Croniche dei re di Giuda ? In quel tempo il Signore cominciò a mandar contro a Giuda , Resin , re di Siria , e Peca , figliuolo di Remalia . E Iotam , giacque co’ suoi padri , e fu seppellito co’ suoi padri , nella Città di Davide , suo padre . Ed Achaz , suo figliuolo , regnò in luogo suo . L’ ANNO diciassettesimo di Peca , figliuolo di Remalia , Achaz , figliuolo di Iotam , re di Giuda , cominciò a regnare . Achaz era d’ età di vent’ anni , quando cominciò a regnare ; e regnò sedici anni in Gerusalemme ; e non fece quello che piace al Signore Iddio suo , come avea fatto Davide , suo padre . Ma camminò per la via dei re d’ Israele , e fece anche passare il suo figliuolo per lo fuoco , secondo le abbominazioni delle genti , le quali il Signore avea scacciate d’ innanzi a’ figliuoli d’ Israele . E sacrificava , e faceva profumi negli alti luoghi , e sopra i colli , e sotto ogni albero verdeggiante . Allora Resin , re di Siria , e Peca , figliuolo di Remalia , re d’ Israele , salirono in armi contro a Gerusalemme , ed assediarono Achaz ; ma non poterono espugnar la città . In quel tempo , Resin , re di Siria , racquistò Elat a’ Siri , e cacciò i Giudei fuor di Elat ; così gli Idumei rientrarono in Elat , e vi sono abitati infino ad oggi . E Achaz mandò ambasciatori a Tiglat-pileser , re degli Assiri , a dirgli : Io son tuo servitore , e tuo figliuolo ; vieni , e salvami dalle mani del re di Siria , e dalle mani del re d’ Israele , i quali si son levati contro a me . E Achaz prese l’ argento e l’ oro che si trovò nella Casa del Signore , e ne’ tesori della casa reale , e lo mandò in dono al re degli Assiri . E il re degli Assiri gli acconsentì , e salì contro a Damasco , e la prese , e ne menò il popolo in cattività in Chir , e fece morire Resin . E il re Achaz andò incontro a Tiglat-pileser , re degli Assiri , in Damasco ; e veduto l’ altare ch’ era in Damasco , il re Achaz mandò al sacerdote Uria il ritratto di quell’ altare , e la figura di tutto il suo lavorio . E il sacerdote Uria edificò un altare : egli lo fece interamente secondo quello che il re Achaz gli avea mandato di Damasco ; finchè il re Achaz fu tornato di Damasco . E quando il re fu venuto di Damasco , ed ebbe veduto l’ altare , si accostò ad esso , e offerse sopra esso sacrificii . Ed arse il suo olocausto , e la sua offerta , e fece la sua offerta da spandere , e sparse il sangue de’ suoi sacrificii da render grazie , sopra quell’ altare . E fece levar via l’ Altar di rame , ch’ era davanti al Signore , d’ innanzi alla Casa , acciocchè non fosse fra il suo altare , e la Casa del Signore ; e lo mise allato a quell’ altro altare , verso il Settentrione . E il re Achaz comandò al sacerdote Uria , dicendo : Ardi sopra l’ altar grande l’ olocausto della mattina , e l’ offerta della sera , e l’ olocausto del re , e la sua offerta ; e gli olocausti di tutto il popolo del paese , con le loro offerte di panatica , e da spandere ; e spandi sopra esso tutto il sangue degli olocausti , e tutto il sangue de’ sacrificii ; ma quant’ è all’ Altar di rame , a me starà il ricercarlo . E il sacerdote Uria fece interamente secondo che il re Achaz gli avea comandato . Il re Achaz , oltre a ciò , tagliò a pezzi i basamenti fatti a quadri , e levò le conche d’ in su que’ basamenti ; mise anche giù il mare d’ in su i buoi di rame , che erano sotto di esso , e lo posò sopra il pavimento di pietra . Rimosse eziandio dalla Casa del Signore la Coperta del sabato , ch’ era stata edificata nella Casa ; e tolse l’ entrata di fuori del re , per cagione del re degli Assiri . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Achaz ; queste cose non sono esse scritte nel libro delle Croniche dei re di Giuda ? Ed Achaz giacque co’ suoi padri , e fu seppellito co’ suoi padri , nella Città di Davide . Ed Ezechia , suo figliuolo , regnò in luogo suo . L’ ANNO duodecimo di Achaz , re di Giuda , Osea , figliuolo di Ela , cominciò a regnare sopra Israele , in Samaria ; e regnò nove anni . E fece quello che dispiace al Signore ; non però come gli altri re d’ Israele , che erano stati davanti a lui . Salmaneser , re degli Assiri , salì contro a lui ; ed Osea gli fu fatto soggetto , e gli pagava tributo . Ma il re degli Assiri scoperse una congiura in Osea ; perciocchè egli avea mandati ambasciatori a So , re d’ Egitto , e non avea pagato il tributo annuale al re degli Assiri ; laonde il re degli Assiri lo serrò , e lo mise ne’ ceppi in carcere . E il re degli Assiri salì per tutto il paese , e venne in Samaria , e vi tenne l’ assedio tre anni . L’ anno nono di Osea , il re degli Assiri prese Samaria , e menò gl’ Israeliti in cattività in Assiria ; e li fece abitare in Hala , ed in Habor , presso al fiume Gozan , e nelle città di Media . Or questo avvenne , perciocchè i figliuoli d’ Israele aveano peccato contro al Signore Iddio loro , il quale li avea tratti fuor del paese di Egitto , di sotto alla mano di Faraone , re di Egitto ; ed aveano riveriti altri dii ; ed erano camminati negli statuti delle genti , le quali il Signore avea scacciate d’ innanzi a loro , e negli statuti che i re d’ Israele aveano fatti ; ed aveano copertamente fatte cose che non erano diritte inverso il Signore Iddio loro , e si aveano edificati degli alti luoghi in tutte le lor città , dalle torri delle guardie , fino alle città forti ; e si aveano rizzate statue , e boschi , sopra ogni alto colle , e sotto ogni albero verdeggiante . E quivi aveano fatti profumi in ogni alto luogo , come le genti che il Signore avea trasportate via d’ innanzi a loro ; ed aveano fatte cose malvage , per dispettare il Signore ; ed aveano servito agl’ idoli , de’ quali il Signore avea lor detto : Non fate ciò . E benchè il Signore avesse protestato ad Israele , ed a Giuda , per tutti i suoi profeti , e per tutti i veggenti , dicendo : Convertitevi dalle vostre vie malvage , ed osservate i miei comandamenti ed i miei statuti , seguendo tutta la Legge , la quale io ho comandata a’ padri vostri , e la quale io vi ho comandata per li profeti , miei servitori ; non però aveano ubbidito ; anzi aveano indurato il lor collo , come i padri loro , che non aveano creduto al Signore Iddio loro ; ed aveano sprezzati i suoi statuti , e il suo patto , il quale egli avea contratto coi lor padri ; e le protestazioni ch’ egli avea fatte a loro stessi ; ed erano camminati dietro alla vanità , onde si erano invaniti ; e dietro alle genti ch’ erano d’ intorno a loro , delle quali il Signore avea lor comandato , che non facessero come esse ; ed aveano lasciati tutti i comandamenti del Signore Iddio loro , e si aveano fatti due vitelli di getto , e de’ boschi ; ed aveano adorato tutto l’ esercito del cielo , ed aveano servito a Baal ; ed aveano fatti passare i lor figliuoli , e le lor figliuole , per lo fuoco ; ed aveano atteso a indovinamenti , e ad augurii ; e si erano venduti a far ciò che dispiace al Signore , per dispettarlo . Perciò , il Signore si adirò grandemente contro ad Israele , e li rimosse dal suo cospetto , e non vi restò , se non la tribù di Giuda sola . Ma anche Giuda non osservò i comandamenti del Signore Iddio suo ; anzi camminò negli statuti di que’ d’ Israele , ch’ essi aveano fatti . Perciò , il Signore sdegnò tutta la progenie d’ Israele , e li afflisse , e li diede in mano di predatori , finchè li ebbe cacciati via dal suo cospetto . Perciocchè , dopo ch’ egli ebbe stracciato Israele d’ addosso alla casa di Davide , e ch’ essi ebbero costituito re Geroboamo , figliuolo di Nebat , Geroboamo sviò Israele di dietro al Signore , e gli fece commettere un gran peccato . Ed i figliuoli d’ Israele camminarono in tutti i peccati che Geroboamo avea commessi , e non se ne rivolsero ; intanto che il Signore tolse via Israele dal suo cospetto , siccome ne avea parlato per tutti i profeti , suoi servitori ; ed Israele fu menato in cattività d’ in su la sua terra in Assiria , ove è stato infino ad oggi . E IL re degli Assiri fece venir genti di Babilonia , e di Cuta , e di Avva , e di Hamat , e di Sefarvaim ; e le fece abitare nelle città di Samaria , in luogo de’ figliuoli d’ Israele . Ed esse possedettero Samaria , ed abitarono nelle città di essa . Or da prima che cominciarono ad abitar quivi , quelle genti non riverivano il Signore ; laonde il Signore mandò contro a loro de’ leoni , i quali uccidevano molti di loro . Ed egli fu detto al re degli Assiri : Le genti che tu hai tramutate , e fatte abitare nelle città di Samaria , non sanno le leggi dell’ Iddio del paese ; laonde egli ha mandato contro a loro de’ leoni che le uccidono ; perciocchè non sanno le leggi dell’ Iddio del paese . Allora il re degli Assiri comandò , e disse : Fatevi andare uno dei sacerdoti che ne avete menati in cattività ; a vadasi , ed abitisi là , e quel sacerdote insegni a quelli che vi andranno le leggi dell’ Iddio del paese . Così uno dei sacerdoti , ch’ erano stati menati in cattività di Samaria , venne , ed abitò in Betel , ed insegnò a coloro in qual maniera doveano riverire il Signore . Nondimeno ciascuna di quelle genti si faceva i suoi dii , e li misero nelle case degli alti luoghi , che i Samaritani aveano fatti ; ciascuna nazione li mise nelle sue città , dove abitava . Ed i Babiloni fecero Succot-benot , e i Cutei Nergal , e gli Hamatei Asima ; e gli Avvei fecero Nibhaz e Tartac ; ed i Sefarvei bruciavano i lor figliuoli col fuoco ad Adrammelec e ad Anammelec , dii di Sefarvaim . E anche riverivano il Signore ; e si fecero de’ sacerdoti degli alti luoghi , presi di qua e di là d’ infra loro , i quali facevano i lor sacrificii nelle case degli alti luoghi . Essi riverivano il Signore , e insieme servivano a’ lor dii , secondo la maniera delle genti , d’ infra le quali erano stati trasportati là . Infino a questo giorno essi fanno secondo i lor costumi antichi ; essi non riveriscono il Signore , e non fanno nè secondo i loro statuti e costumi , nè secondo la legge e i comandamenti che il Signore ha dati a’ figliuoli di Giacobbe , al quale pose nome Israele ; co’ quali il Signore avea fatto patto , e a’ quali avea comandato , e detto : Non riverite altri dii e non li adorate , e non servite , nè sacrificate loro ; anzi riverite il Signore , il quale vi ha tratti fuor del paese di Egitto , con gran forza , e con braccio steso ; esso adorate , ed a lui sacrificate . Ed osservate di mettere sempre in opera gli statuti , e gli ordinamenti , e la Legge , e i comandamenti , ch’ egli vi ha scritti ; e non riverite altri dii . E non dimenticate il patto che io ho fatto con voi ; e non riverite altri dii . Ma riverite il Signore Iddio vostro ; ed egli vi libererà da tutti i vostri nemici . Ma essi non ubbidirono ; anzi fecero secondo il loro costume antico . Così quelle genti riverivano il Signore , e insieme servivano alle loro sculture . I lor figliuoli anch’ essi , e i figliuoli de’ lor figliuoli fanno , infino ad oggi , come fecero i lor padri . OR l’ anno terzo di Osea , figliuolo di Ela , re d’ Israele , Ezechia , figliuolo di Achaz , re di Giuda , cominciò a regnare . Egli era d’ età di venticinque anni , quando cominciò a regnare ; e regnò ventinove anni in Gerusalemme . E il nome di sua madre era Abi , figliuola di Zaccaria . Egli fece quello che piace al Signore , interamente come avea fatto Davide , suo padre . Egli tolse via gli alti luoghi , e spezzò le statue , e tagliò i boschi , e stritolò il serpente di rame che Mosè avea fatto ; perciocchè infino a quel tempo i figliuoli d’ Israele gli facevano profumi ; e lo chiamò Nehustan . Egli mise la sua confidenza nel Signore Iddio d’ Israele ; e giammai , nè davanti nè dopo lui , non vi è stato alcuno pari a lui , fra tutti i re di Giuda . E si attenne al Signore , e non si rivolse indietro da lui ; anzi osservò i comandamenti ch’ egli avea dati a Mosè . Laonde il Signore fu con lui ; dovunque egli andava , prosperava . Ed egli si ribellò dal re degli Assiri , e non gli fu più soggetto . Egli percosse i Filistei fino in Gaza , e i confini di essa , dalle torri delle guardie , fino alle città forti . OR avvenne l’ anno quarto del re Ezechia , ch’ era il settimo di Osea , figliuolo di Ela , re d’ Israele , che Salmaneser , re degli Assiri , salì contro a Samaria , e l’ assediò . Ed in capo di tre anni fu presa ; l’ anno sesto d’ Ezechia , ch’ era il nono di Osea , re d’ Israele , Samaria fu presa . E il re degli Assiri menò gl’ Israeliti in cattività in Assiria , e li fece condurre in Hala , ed in Habor , presso al fiume Gozan , e nelle città di Media ; perciocchè non aveano ubbidito alla voce del Signore Iddio loro , ed aveano trasgredito il suo patto ; tutto quello che Mosè , servitor di Dio , avea comandato , essi non aveano ubbidito , e non l’ aveano messo in opera . Poi l’ anno quartodecimo del re Ezechia , Sennacherib , re degli Assiri , salì contro a tutte le città forti di Giuda , e le prese . Ed Ezechia , re di Giuda , mandò a dire al re degli Assiri , in Lachis : Io ho fallito ; partiti da me , ed io pagherò quello che tu m’ imporrai . E il re degli Assiri impose ad Ezechia , re di Giuda , trecento talenti d’ argento , e trenta talenti d’ oro . Ed Ezechia diede tutto l’ argento , che si trovò nella Casa del Signore , e ne’ tesori della casa reale . In quel tempo Ezechia spiccò dalle reggi del Tempio del Signore e dagli stipiti , le piastre d’ oro , con le quali egli stesso li avea coperti , e le diede al re degli Assiri . Poi il re degli Assiri mandò al re Ezechia , da Lachis in Gerusalemme , Tartan , e Rab-saris , e Rab-sache , con un grande stuolo . Ed essi salirono , e vennero in Gerusalemme . Ed essendo arrivati , si fermarono presso dell’ acquidotto dello stagno disopra , ch’ è nella strada del campo del purgator di panni ; e gridarono al re . Allora Eliachim , figliuolo di Hilchia , mastro del palazzo , e Sebna , segretario , e Ioa , figliuolo di Asaf , cancelliere , uscirono a loro . E Rab-sache disse loro : Dite pur ora ad Ezechia : Così ha detto il gran re , il re degli Assiri : Quale è questa confidenza che tu hai avuta ? Tu dici , ma non sono che parole di labbra , che tu hai consiglio e forza per la guerra . Ora dunque , in cui ti sei tu confidato , che tu ti sei ribellato contro a me ? Ecco , ora tu ti sei confidato in quel sostegno di canna rotta , nell’ Egitto , sopra il quale se alcuno si appoggia , esso gli entra nella mano , e la fora ; tale è Faraone , re di Egitto , a tutti quelli che si confidano in lui . E se voi mi dite : Noi ci confidiamo nel Signore Iddio nostro , non è egli quello , i cui alti luoghi ed altari Ezechia ha tolti via ; e ha detto a Giuda ed a Gerusalemme : Voi adorerete solo dinanzi a questo Altare in Gerusalemme ? Deh ! scommetti ora col mio signore , re degli Assiri ; e io ti darò duemila cavalli , se tu puoi dare altrettanti uomini che li cavalchino . E come faresti tu voltar faccia all’ uno de’ capitani d’ infra i minimi servitori del mio signore ? ma tu ti sei confidato nell’ Egitto per de’ carri , e della gente a cavallo . Ora , sono io forse salito contro questo luogo , per guastarlo , senza il Signore ? Il Signore mi ha detto : Sali contro a quel paese , e guastalo . Allora Eliachim , figliuolo di Hilchia , e Sebna , e Ioa , dissero a Rabsache : Deh ! parla a’ tuoi servitori in lingua siriaca , perciocchè noi l’ intendiamo ; e non parlar con noi in lingua giudaica , udente il popolo ch’ è sopra le mura . Ma Rab-sache rispose loro : Il mio signore mi ha egli mandato a dir queste parole al tuo signore , o a te ? non mi ha egli mandato a quelli che stanno su le mura , per protestar loro che farà loro mangiare il loro sterco , e bere la loro urina insieme con voi ? Poi Rab-sache si rizzò in piè e gridò ad alta voce in lingua giudaica , e parlò , e disse : Ascoltate la parola del gran re , re degli Assiri : Così ha detto il re : Ezechia non v’ inganni ; perciocchè egli non potrà liberarvi dalla mia mano . E non vi faccia Ezechia confidar nel Signore , dicendo : Il Signore per certo ci libererà , e questa città non sarà data nelle mani del re degli Assiri . Non ascoltate Ezechia ; perciocchè il re degli Assiri ha detto così : Fate pace meco , ed uscite a me ; e ciascun di voi mangi della sua vite , e del suo fico , e beva dell’ acqua della sua cisterna ; finchè io venga , e vi meni in un paese simile al vostro ; paese di frumento e di mosto ; paese di pane e di vigne ; paese d’ ulivi da olio , e di miele ; e voi viverete , e non morrete : e non ascoltate Ezechia ; perciocchè egli v’ inganna , dicendo : Il Signore ci libererà . Ha pure alcuno degl’ iddii delle genti liberato il suo paese dalle mani del re degli Assiri ? Dove sono gl’ iddii di Hamat e di Arpad ? dove gl’ iddii di Sefarvaim , di Hena , e d’ Ivva ? hanno pure essi liberata Samaria dalla mia mano ? Quali son quegli dii , d’ infra tutti gl’ iddii di que’ paesi , che abbiano liberato il lor paese dalla mia mano ; che il Signore abbia da liberar Gerusalemme dalla mia mano ? E il popolo tacque , e non gli rispose nulla ; perciocchè tale era il comandamento del re : Non gli rispondete nulla . Ed Eliachim , figliuolo di Hilchia , mastro del palazzo , e Sebna , segretario , e Ioa , figliuolo di Asaf , cancelliere , vennero al re Ezechia co’ vestimenti stracciati , e gli rapportarono le parole di Rab-sache . E QUANDO il re Ezechia ebbe intese queste cose , stracciò i suoi vestimenti , e si coprì di un sacco , ed entrò nella Casa del Signore . E mandò Eliachim , mastro del palazzo , e Sebna , segretario , e i più vecchi de’ sacerdoti , coperti di sacchi , al profeta Isaia , figliuolo di Amos . Ed essi gli dissero : Così ha detto Ezechia : Questo è un giorno d’ angoscia , e di rimprovero , e di bestemmia ; perciocchè i figliuoli son venuti fino all’ apritura della matrice , ma non vi è forza da partorire . Forse che il Signore Iddio tuo avrà intese tutte le parole di Rab-sache , il quale il re degli Assiri , suo signore , ha mandato , per oltraggiar l’ Iddio vivente , e per fargli rimprovero , con le parole che il Signore Iddio tuo ha udite ; perciò mettiti a fare orazione per lo rimanente che si ritrova . I servitori adunque del re Ezechia vennero ad Isaia . Ed Isaia disse loro : Dite così al vostro signore : Così ha detto il Signore : Non temere per le parole che tu hai udite , con le quali i servitori del re degli Assiri mi hanno oltraggiato . Ecco , io di presente metterò un tale spirito in lui , che , intendendo un certo grido , egli ritornerà al suo paese , ed io lo farò cadere per la spada nel suo paese . Or Rab-sache , essendosene ritornato , e andato a trovare il re degli Assiri , che combatteva Libna perciocchè egli avea inteso ch’ egli si era partito di Lachis , esso ebbe novelle di Tirhaca , re di Etiopia , che dicevano : Ecco , egli è uscito per darti battaglia . Ed avendo ciò udito , mandò di nuovo messi ad Ezechia , dicendo : Dite così ad Ezechia , re di Giuda : Il tuo Dio nel qual tu ti confidi , non t’ inganni , dicendo : Gerusalemme non sarà data in mano del re degli Assiri . Ecco , tu hai inteso quello che i re degli Assiri hanno fatto a tutti i paesi , distruggendoli ; e tu scamperesti ? Gl’ iddii delle genti , che i miei padri distrussero , di Gozan , e di Haran , e di Resef , e de’ figliuoli di Eden , che sono in Telasar , le hanno essi liberate ? Dov’ è il re di Hamat , e il re di Arpad , e il re della città di Sefarvaim , di Hena e d’ Ivva ? Quando Ezechia ebbe ricevute quelle lettere , per mano di que’ messi , e le ebbe lette , egli salì alla Casa del Signore , e le spiegò nel cospetto del Signore ; e fece orazione davanti al Signore , e disse : O Signore Iddio d’ Israele , che siedi sopra i Cherubini , tu solo sei l’ Iddio di tutti i regni della terra ; tu hai fatto il cielo e la terra . O Signore , inchina il tuo orecchio , e odi ; o Signore , apri gli occhi tuoi e vedi ; ed ascolta le parole di Sennacherib , il quale ha mandato questo , per oltraggiare l’ Iddio vivente . Egli è vero , Signore , che i re degli Assiri hanno distrutte quelle genti ed i lor paesi ; ed hanno gittati nel fuoco gl’ iddii loro ; perciocchè essi non erano dii , ma opera di mani d’ uomini , pietra e legno ; perciò li hanno distrutti . Ma ora , o Signore Iddio nostro , liberaci , ti prego , dalla sua mano , acciocchè tutti i regni della terra conoscano che tu solo Signore , sei Dio . Allora Isaia , figliuolo di Amos , mandò a dire ad Ezechia : Così ha detto il Signore Iddio d’ Israele : Io ho esaudita la tua orazione intorno a Sennacherib , re degli Assiri . Questa è la parola che il Signore ha pronunziata contro a lui : La vergine , figliuola di Sion , ti ha sprezzato , e ti ha beffato ; e la figliuola di Gerusalemme ha scossa la testa dietro a te . Chi hai tu schernito ed oltraggiato ? e contro a cui hai tu alzata la voce , e levati in alto gli occhi tuoi ? contro al Santo d’ Israele . Tu hai , per li tuoi messi , schernito il Signore ; e hai detto : Con la moltitudine de’ miei carri , io son salito in cima de’ monti , fino al sommo del Libano ; io taglierò i suoi più alti cedri , ed i suoi scelti abeti , e perverrò fino alla stanza che è nella sommità di esso , al bosco del suo Carmelo . Io ho cavati pozzi , ed ho bevute acque strane , ed ho asciutti con le piante de’ miei piedi tutti i rivi de’ luoghi assediati . Non hai tu inteso che già da lungo tempo io ho fatto questo , e l’ ho formato ab antico ? ed ora l’ ho fatto venire , ed è stato per desolare , e per ridurre in mucchi di ruine le città forti . E gli abitanti di esse , scemi di forza , sono stati spaventati e confusi ; sono stati come l’ erba de’ campi , e come la verzura dell’ erbetta , e come l’ erba de’ tetti , e le biade riarse dal vento , avanti che sieno salite in ispiga . Ma io conosco il tuo stare , e il tuo uscire , e il tuo entrare , e il tuo furore contro a me . Perciocchè tu sei infuriato contro a me , e il tuo strepito è salito a miei orecchi ; perciò io ti metterò il mio raffio nelle nari , e il mio freno nelle mascelle , e ti farò ritornare indietro per la via stessa per la quale sei venuto . E questo , o Ezechia , ti sarà per segno : Quest’ anno si mangerà quello che sarà nato de’ granelli caduti nella ricolta precedente ; e l’ anno seguente altresì si mangerà quello che sarà nato da sè stesso ; ma l’ anno terzo voi seminerete , e ricoglierete ; e pianterete vigne , e mangerete del frutto . E quello che sarà restato della casa di Giuda , e sarà scampato , continuerà a far radici disotto , ed a portar frutto disopra . Perciocchè di Gerusalemme uscirà un rimanente , e del monte di Sion un residuo . La gelosia del Signore degli eserciti farà questo . Perciò il Signore ha detto così intorno al re degli Assiri : Egli non entrerà in questa città , e non vi tirerà dentro alcuna saetta , e non verrà all’ assalto contro ad essa con iscudi , e non farà alcun argine contro ad essa . Egli se ne ritornerà per la medesima via , per la quale è venuto , e non entrerà in questa città , dice il Signore . Ed io sarò protettore di questa città , per salvarla ; per amor di me stesso , e di Davide , mio servitore . Or quella stessa notte avvenne che un Angelo del Signore uscì , e percosse centottantacinquemila uomini , nel campo degli Assiri ; e quando si furono levati la mattina , ecco , non si vedeva altro che corpi morti . E Sennacherib , re degli Assiri , si partì di là , e se ne andò , e ritornò in Ninive , e vi dimorò . Ed avvenne che , mentre egli adorava nella casa di Nisroc , suo dio , Adrammelec , e Sareser , suoi figliuoli , lo percossero con la spada ; e poi scamparono nel paese di Ararat . Ed Esar-haddon , suo figliuolo , regnò in luogo suo . IN que’ dì Ezechia infermò mortalmente . E il profeta Isaia , figliuolo di Amos , venne a lui , e gli disse : Così ha detto il Signore : Disponi della tua casa ; perciocchè tu sei morto , e non viverai più . Allora Ezechia voltò la faccia verso la parete , e fece orazione al Signore , dicendo : Deh ! Signore , ricordati ora che io son camminato nel cospetto tuo in verità , e di cuore intiero ; ed ho fatto quello che ti è a grado . Ed Ezechia pianse d’ un gran pianto . Ora avvenne che , non essendo ancora Isaia uscito del cortile di mezzo , la parola del Signore gli fu indirizzata , dicendo : Ritornatene , e di’ ad Ezechia , conduttor del mio popolo : Così ha detto il Signore Iddio di Davide , tuo padre : Io ho udita la tua orazione , io ho vedute le tue lagrime ; ecco , io ti guarisco ; di qui a tre giorni tu salirai alla Casa del Signore . E aggiugnerò quindici anni al tempo della tua vita , libererò te , e questa città , dalla mano del re degli Assiri , e sarò protettor di questa città , per amor di me stesso , e di Davide , mio servitore . Poi Isaia disse : Prendete una massa di fichi secchi . Ed essi la presero , e la misero sopra l’ ulcera . Ed egli guarì . Ora Ezechia avea detto ad Isaia : Qual segno mi dai che il Signore mi guarirà , e che io salirò di qui a tre giorni alla Casa del Signore ? E Isaia avea detto : Questo sarà il segno che tu avrai da parte del Signore , ch’ egli adempierà la parola ch’ egli ha pronunziata . Vuoi tu che l’ ombra vada innanzi dieci gradi , ovvero che ritorni dieci gradi indietro ? Ed Ezechia disse : Egli è leggier cosa che l’ ombra dichini per dieci gradi ; questo no ; anzi ritorni l’ ombra dieci gradi indietro . Allora il profeta Isaia gridò al Signore . E il Signore fece ritornar l’ ombra indietro per li gradi , per li quali già era discesa nell’ orologio di Achaz , cioè , per dieci gradi . IN quel tempo Berodac-baladan , figliuolo di Baladan , re di Babilonia , mandò lettere e presenti ad Ezechia ; perciocchè egli avea inteso ch’ egli era stato infermo . Ed Ezechia diede orecchio a quegli ambasciatori , e mostrò loro tutta la casa delle sue cose preziose , l’ argento e l’ oro , e gli aromati , e gli olii odoriferi preziosi , e la casa de’ suoi vasellamenti , masserizie , e tutto quello che si ritrovava ne’ suoi tesori . Non vi fu cosa alcuna in casa , nè in tutto il dominio di Ezechia , ch’ egli non mostrasse loro . E il profeta Isaia venne al re Ezechia , e gli disse : Che hanno detto quegli uomini ? ed onde son venuti a te ? Ed Ezechia disse : Son venuti di lontan paese , di Babilonia . E Isaia disse : Che hanno veduto in casa tua ? Ed Ezechia disse : Hanno veduto tutto quello ch’ è in casa mia ; non vi è cosa alcuna ne’ miei tesori , che io non abbia loro mostrata . Ed Isaia disse ad Ezechia : Ascolta la parola del Signore : Ecco , i giorni vengono che tutto quello ch’ è in casa tua , e quello che i tuoi padri hanno raunato in tesoro , fino a questo giorno , sarà portato in Babilonia ; non ne sarà lasciato di resto cosa veruna , dice il Signore . Ed anche si prenderanno de’ tuoi figliuoli , usciti di te , i quali tu avrai generati , per essere eunuchi nel palazzo del re di Babilonia . Ed Ezechia disse ad Isaia : La parola del Signore , che tu hai pronunziata , è buona . Poi disse : Non vi sarà egli pur pace e sicurtà a’ miei dì ? Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Ezechia , e tutta la sua prodezza , e come egli fece lo stagno , e l’ acquidotto , e fece venir l’ acqua nella città ; queste cose non sono esse scritte nel libro delle Croniche dei re di Giuda ? Ed Ezechia giacque co’ suoi padri ; e Manasse , suo figliuolo , regnò in luogo suo . MANASSE era d’ età di dodici anni , quando cominciò a regnare ; e regnò cinquantacinque anni in Gerusalemme . E il nome di sua madre era Hefsiba . Ed egli fece ciò che dispiace al Signore , secondo le abbominazioni delle genti , che il Signore avea scacciate d’ innanzi a’ figliuoli d’ Israele . Ed edificò di nuovo gli alti luoghi , ch’ Ezechia , suo padre , avea disfatti ; e rizzò altari a Baal , e fece un bosco , come avea fatto Achab , re d’ Israele ; e adorò tutto l’ esercito del cielo , e gli servì . Edificò eziandio degli altari nella Casa del Signore , della quale il Signore avea detto : Io metterò il mio Nome in Gerusalemme ; ed edificò quegli altari a tutto l’ esercito del cielo , ne’ due cortili della Casa del Signore . E fece passare il suo figliuolo per lo fuoco , ed attese a pronostichi e ad augurii ; e ordinò uno spirito di Pitone , e degl’ indovini . Egli fece fino allo stremo ciò che dispiace al Signore , per dispettarlo . Mise ancora la statua del bosco , ch’ egli avea fatta , nella Casa della quale il Signore avea detto a Davide , ed a Salomone , suo figliuolo : Io metterò il mio Nome in perpetuo in questa Casa , ed in Gerusalemme , che io ho eletta d’ infra tutte le tribù d’ Israele . E non continuerò più a far vagare il piè de’ figliuoli d’ Israele fuor di questo paese , che io ho dato a’ lor padri ; pur solamente che osservino di fare secondo tutto quello che io ho lor comandato ; e secondo tutta la Legge , che il mio servitore Mosè ha loro data . Ma essi non ubbidirono ; anzi Manasse li fece deviare , per far peggio che le genti che il Signore avea distrutte d’ innanzi a’ figliuoli d’ Israele . E il Signore parlò per li profeti , suoi servitori , dicendo : Perciocchè Manasse , re di Giuda , ha commesse queste abbominazioni , facendo peggio che quanto fecer mai gli Amorrei , che furono dinanzi a lui ; ed ha fatto eziandio peccar Giuda co’ suoi idoli ; perciò così ha detto il Signore Iddio d’ Israele : Ecco , io fo venire un male sopra Gerusalemme , e sopra Giuda , tale che chiunque l’ udirà avrà amendue le orecchie intronate . E stenderò sopra Gerusalemme il regolo di Samaria , e la livella della casa di Achab ; e fregherò Gerusalemme , come si frega una scodella , la quale , dopo che è fregata , altri la rivolta sotto sopra . E abbandonerò il rimanente della mia eredità , e li darò nelle mani de’ lor nemici ; e saranno in preda ed in rapina a tutti i lor nemici . Perciocchè hanno fatto ciò che mi dispiace , e mi hanno dispettato , dal giorno che i padri loro uscirono fuor di Egitto fino al dì d’ oggi . Manasse , oltre a ciò , sparse molto sangue innocente , talchè n’ empiè Gerusalemme , da un capo all’ altro ; oltre al peccato suo , col quale egli fece peccar Giuda , facendo ciò che dispiace al Signore . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Manasse , e tutto quello ch’ egli fece , e il suo peccato ch’ egli commise ; queste cose non sono esse scritte nel libro delle Croniche dei re di Giuda ? E Manasse giacque co’ suoi padri , e fu seppellito nell’ orto della sua casa , nell’ orto di Uzza . Ed Amon , suo figliuolo , regnò in luogo suo . AMON era d’ età di ventidue anni quando cominciò a regnare ; e regnò due anni in Gerusalemme . E il nome di sua madre era Mesullemet , figliuola di Harus , da Iotba . Ed egli fece ciò che dispiace al Signore , come avea fatto Manasse , suo padre ; e camminò per tutta la via nella quale era camminato suo padre ; e servì agl’ idoli , a’ quali avea servito suo padre , e li adorò ; e lasciò il Signore , l’ Iddio de’ suoi padri , e non camminò per la via del Signore . Ora i servitori del re Amon fecero una congiura contro a lui , e l’ uccisero in casa sua . E il popolo del paese percosse tutti quelli che aveano fatta la congiura contro al re Amon ; e costituì re Giosia , suo figliuolo , in luogo suo . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Amon ; queste cose non sono esse scritte nel libro delle Croniche dei re di Giuda ? E il popolo lo seppellì nella sua sepoltura , nell’ orto di Uzza . E Giosia , suo figliuolo , regnò in luogo suo . GIOSIA era d’ età di ott’ anni , quando cominciò a regnare ; e regnò trentun anno in Gerusalemme . E il nome di sua madre era Iedida , figliuola di Adaia , da Boscat . Ed egli fece quello che piace al Signore , e camminò in tutte le vie di Davide , suo padre ; e non se ne stornò nè a destra , nè a sinistra . Or l’ anno diciottesimo del re Giosia , avvenne che il re mandò il segretario Safan , figliuolo di Asalia , figliuolo di Mesullam , nella Casa del Signore , dicendo : Sali ad Hilchia , sommo sacerdote , e digli che raccolga la somma dei danari che son portati nella Casa del Signore , i quali , coloro che stanno alla guardia della soglia della Casa , hanno raccolti dal popolo ; e sieno dati in mano a coloro che hanno la cura dell’ opera , e son costituiti sopra la Casa del Signore ; ed essi li dieno a coloro che lavorano all’ opera che si ha da far nella Casa del Signore , per ristorar le sue rotture , a’ legnaiuoli , ed a’ fabbricatori , e a’ muratori ; e ne comperino legnami e pietre tagliate , per ristorar la Casa . Tuttavolta non si faceva loro render conto de’ danari che si davano loro nelle mani ; perciocchè essi procedevano lealmente . Ora il sommo sacerdote Hilchia disse al segretario Safan : Io ho trovato il libro della Legge nella Casa del Signore . Ed Hilchia diede il libro a Safan , il qual lo lesse . E il segretario Safan venne al re , e gli rapportò la cosa , e disse : I tuoi servitori hanno raccolti i danari che si ritrovano nella Casa , e li hanno dati in mano a coloro che hanno la cura dell’ opera , e son costituiti sopra la Casa del Signore . Il segretario Safan rapportò eziandio al re , che il sacerdote Hilchia gli avea dato un libro . Ed egli lo lesse in presenza del re . E quando il re ebbe udite le parole del libro della Legge , stracciò i suoi vestimenti . Poi comandò al sacerdote Hilchia , e ad Ahicam , figliuolo di Safan , e ad Acbor , figliuolo di Micaia , ed al segretario Safan , e ad Asaia , servitor del re , dicendo : Andate , domandate il Signore per me , e per lo popolo , e per tutto Giuda , intorno alle parole di questo libro ch’ è stato trovato ; perciocchè grande è l’ ira del Signore , ch’ è accesa contro a noi ; perciocchè i nostri padri non hanno ubbidito alle parole di questo libro , per far tutto ciò che ci è prescritto . E il sacerdote Hilchia , ed Ahicam , ed Acbor , e Safan , ed Asaia , andarono alla profetessa Hulda , moglie di Sallum , figliuolo di Ticva , figliuolo di Harhas , guardiano delle vesti , la quale abitava in Gerusalemme , nel secondo ricinto della città , e parlarono con lei . Ed ella disse loro : Così ha detto il Signore Iddio d’ Israele : Dite all’ uomo che vi ha mandati a me : Così ha detto il Signore : Ecco io fo venir del male sopra questo luogo , e sopra i suoi abitatori : tutte le parole del libro che il re di Giuda ha lette . Perciocchè essi mi hanno abbandonato , ed hanno fatto profumi ad altri dii , per provocarmi con tutte le opere delle lor mani ; laonde la mia ira si è accesa contro a questo luogo , e non si spegnerà . Ma dite così al re di Giuda , che vi ha mandati per domandare il Signore : Così ha detto il Signore Iddio di Israele : Quant’ è alle parole che tu hai udite ; perciocchè il tuo cuore si è ammollito , e tu ti sei umiliato per timor del Signore , quando tu hai inteso ciò che io ho pronunziato contro a questo luogo , e contro a’ suoi abitatori , che sarebbero in desolazione ed in maledizione , ed hai stracciati i tuoi vestimenti , ed hai pianto nel mio cospetto ; io altresì ti ho esaudito , dice il Signore . Perciò , ecco , io ti ricoglierò co’ tuoi padri , e tu sarai raccolto nelle tue sepolture in pace ; e gli occhi tuoi non vedranno tutto il male che io fo venire sopra questo luogo . Ed essi rapportarono la cosa al re . Allora il re mandò a raunare appresso di sè tutti gli Anziani di Giuda e di Gerusalemme . E il re salì nella Casa del Signore , con tutti gli uomini principali di Giuda , e tutti gli abitanti di Gerusalemme , ed i sacerdoti , ed i profeti , e tutto il popolo , dal minore al maggiore ; ed egli lesse , in lor presenza , tutte le parole del libro del Patto , il quale era stato trovato nella Casa del Signore . E il re stette in piè sopra la pila , e fece patto davanti al Signore , promettendo di camminare dietro al Signore , e di osservare i suoi comandamenti , e le sue testimonianze , ed i suoi statuti , con tutto il cuore , e con tutta l’ anima , per mettere ad effetto le parole del Patto scritte in quel libro . E tutto il popolo se ne stette a quel Patto . E il re comandò al sommo Sacerdote Hilchia , ed a’ sacerdoti del secondo ordine , ed a’ guardiani della soglia , che portassero fuor del Tempio del Signore tutti gli arredi ch’ erano stati fatti per Baal , e per lo bosco , e per tutto l’ esercito del cielo . Ed egli li bruciò fuor di Gerusalemme , nelle campagne di Chidron , e portò la polvere di essi in Betel ; e sterminò i Camari , i quali i re di Giuda aveano ordinati , e i quali aveano fatti profumi negli alti luoghi , nelle città di Giuda , e ne’ contorni di Gerusalemme ; sterminò eziandio quelli che facevano profumi a Baal , al sole , alla luna , ed ai pianeti , ed a tutto l’ esercito del cielo . Fece ancora portar via il bosco fuor della Casa del Signore , alla valle di Chidron , fuor di Gerusalemme , e l’ arse in essa , e lo ridusse in polvere , la quale egli gittò sopra le sepolture de’ figliuoli del popolo . Poi disfece le case de’ cinedi , che erano nella Casa del Signore , nelle quali le donne tessevano delle cortine per lo bosco . Oltre a ciò , fece venir tutti i sacerdoti dalle città di Giuda , e contaminò gli alti luoghi , ne’ quali que’ sacerdoti aveano fatti profumi , da Gheba fino in Beerseba ; e disfece gli alti luoghi delle porte , e quello ancora ch’ era all’ entrata della porta di Giosuè , capitano della città , ch’ era a man sinistra della porta della città . Or quei sacerdoti degli alti luoghi non salivano più all’ Altare del Signore , in Gerusalemme ; ma pur mangiavano de’ pani azzimi , per mezzo i lor fratelli . Contaminò eziandio Tofet , ch’ era nella valle de’ figliuoli di Hinnom ; acciocchè niuno vi facesse più passare il suo figliuolo , o la sua figliuola , per lo fuoco , a Molec . Tolse ancora via i cavalli , che i re di Giuda aveano rizzati al sole , dall’ entrata della Casa del Signore , fino alla stanza di Netanmelec , eunuco , la quale era in Parvarim ; e bruciò col fuoco i carri del sole . Il re disfece ancora gli altari ch’ erano sopra il tetto della sala di Achaz , i quali i re di Giuda aveano fatti ; disfece parimente gli altari che Manasse avea fatti ne’ due Cortili della Casa del Signore , e toltili di là , li stritolò , e ne gittò la polvere nel torrente di Chidron . Oltre a ciò , il re contaminò gli alti luoghi , ch’ erano dirimpetto a Gerusalemme , da man destra del monte della corruzione , i quali Salomone re d’ Israele avea edificati ad Astoret , abbominazione de’ Sidonii ; ed a Chemos , abbominazione de’ Moabiti ; ed a Milcom , abbominazione de’ figliuoli di Ammon ; e spezzò le statue , e tagliò i boschi , ed empiè d’ ossa d’ uomini i luoghi dove quegli erano . Disfece eziandio l’ altare ch’ era in Betel , e l’ alto luogo ch’ avea fatto Geroboamo , figliuolo di Nebat , col quale egli avea fatto peccare Israele ; egli disfece e l’ altare , e l’ alto luogo , e lo ridusse in polvere : ed arse il bosco . Or Giosia , rivoltosi , vide le sepolture ch’ erano quivi nel monte ; e mandò a torre le ossa di quelle sepolture , e le arse sopra quell’ altare , e lo contaminò ; secondo la parola del Signore , la quale l’ uomo di Dio avea predicata , quando egli annunziò queste cose . E il re disse : Quale è quel monumento che io veggo ? E la gente della città gli disse : È la sepoltura dell’ uomo di Dio , che venne di Giuda , ed annunziò queste cose che tu hai fatte , contro all’ altare di Betel . Ed egli disse : Lasciatela stare , niuno muova le ossa di esso . Così furono conservate le ossa di esso , insieme con le ossa del profeta , ch’ era venuto di Samaria . Giosia tolse eziandio via tutte le case degli alti luoghi , ch’ erano nelle città di Samaria , le quali i re d’ Israele aveano fatte per dispettare il Signore ; e fece loro interamente come avea fatto in Betel . E sacrificò sopra gli altari tutti i sacerdoti degli alti luoghi ; ch’ erano quivi ; ed arse ossa d’ uomini sopra quelli . Poi se ne ritornò in Gerusalemme . Allora il re comandò a tutto il popolo , dicendo : Fate la Pasqua al Signore Iddio vostro , secondo ch’ è scritto in questo libro del Patto . Perciocchè dal tempo de’ Giudici che aveano giudicato Israele , nè in tutto il tempo dei re d’ Israele e di Giuda , non era stata celebrata tal Pasqua , qual fu quella che fu celebrata al Signore in Gerusalemme , l’ anno diciottesimo del re Giosia . Giosia tolse eziandio via quelli che aveano lo spirito di Pitone , e gl’ indovini , e le statue , e gl’ idoli , e tutte le abbominazioni che si vedevano nel paese di Giuda , ed in Gerusalemme ; per mettere ad effetto le parole della Legge , scritte nel libro che il sacerdote Hilchia avea trovato nella Casa del Signore . E davanti a lui non vi era stato re alcuno pari a lui , che si fosse convertito al Signore con tutto il suo cuore , e con tutta l’ anima sua , e con tutto il suo maggior potere , secondo tutta la Legge di Mosè ; e dopo lui non n’ è surto alcuno pari . Ma pure il Signore non si stolse dall’ ardore della sua grande ira ; perciocchè l’ ira sua era accesa contro a Giuda , per tutti i dispetti che Manasse gli avea fatti . Laonde il Signore avea detto : Io torrò via dal mio cospetto anche Giuda , come ho tolto Israele ; e rigetterò questa città di Gerusalemme che io avea eletta , e questa Casa della quale io avea detto : Il mio Nome sarà quivi . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Giosia , e tutto quello ch’ egli fece ; queste cose non sono esse scritte nel libro delle Croniche dei re di Giuda ? A’ suoi dì , Faraone Neco , re di Egitto , salì contro al re degli Assiri , verso il fiume Eufrate ; e il re Giosia andò incontro a lui ; e Faraone l’ uccise in Meghiddo , come l’ ebbe veduto . Ed i suoi servitori lo misero morto sopra un carro , e lo condussero da Meghiddo in Gerusalemme , e lo seppellirono nel suo sepolcro . E il popolo del paese prese Gioachaz , figliuolo di Giosia , e l’ unse , e lo costituì re , in luogo di suo padre . GIOACHAZ era d’ età di ventitre anni , quando cominciò a regnare ; e regnò tre mesi in Gerusalemme . E il nome di sua madre era Hamutal , figliuola di Geremia da Libna . Ed egli fece ciò che dispiace al Signore , interamente come aveano fatto i suoi padri . E Faraone Neco l’ incarcerò in Ribla , nel paese di Hamat , acciocchè non regnasse più in Gerusalemme ; ed impose al paese un’ ammenda di cento talenti d’ argento , e d’ un talento d’ oro . Poi Faraone Neco costituì re Eliachim , figliuolo di Giosia , in luogo di Giosia , suo padre ; e gli mutò il nome in Gioiachim ; e prese Gioachaz , e se ne venne in Egitto , dove Gioachaz morì . Or Gioiachim diede quell’ argento e quell’ oro a Faraone ; ma egli tassò il paese , per pagar que’ danari , secondo il comandamento di Faraone ; egli trasse quell’ argento , e quell’ oro , da ciascuno del popolo del paese , secondo ch’ egli era tassato , per darlo a Faraone Neco . Gioiachim era d’ età vi venticinque anni , quando cominciò a regnare ; e regnò undici anni in Gerusalemme . E il nome di sua madre era Zebudda , figliuola di Pedaia , da Ruma . Ed egli fece ciò che dispiace al Signore , interamente come aveano fatto i suoi padri . A’ dì di esso , Nebucadnesar , re di Babilonia , salì , e Gioiachim gli fu soggetto lo spazio di tre anni ; poi si rivoltò , e si ribellò da lui . E il Signore mandò contro a lui delle schiere di Caldei , e delle schiere di Siri , e delle schiere di Moabiti , e delle schiere di Ammoniti , che fecero delle correrie . Ed egli le mandò contro a Giuda , per guastarlo , secondo la parola del Signore , ch’ egli avea pronunziata per li profeti , suoi servitori . Certo , questo avvenne a Giuda , secondo la parola del Signore , per torlo via dal suo cospetto , per cagion de’ peccati di Manasse , secondo tutto ciò ch’ egli avea fatto ; ed anche per lo sangue innocente ch’ egli avea sparso , avendo empiuta Gerusalemme di sangue innocente ; laonde il Signore non volle dare alcun perdono . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Gioiachim , e tutto quello ch’ egli fece ; queste cose non son esse scritte nel libro delle Croniche dei re di Giuda ? E Gioiachim , giacque co’ suoi padri ; e Gioiachin , suo figliuolo , regnò in luogo suo . Ora il re di Egitto non continuò più di uscire del suo paese ; perciocchè il re di Babilonia avea preso tutto quello ch’ era stato del re di Egitto , dal fiume di Egitto , fino al fiume Eufrate . Gioiachin era d’ età di diciotto anni , quando cominciò a regnare ; e regnò in Gerusalemme tre mesi . E il nome di sua madre era Nehusta , figliuola di Elnatan , da Gerusalemme . Ed egli fece ciò che dispiace al Signore , interamente come avea fatto suo padre . IN quel tempo i servitori del re di Babilonia salirono contro a Gerusalemme , e l’ assedio fu posto alla città . E Nebucadnesar , re di Babilonia , venne in persona contro alla città , mentre i suoi servitori l’ assediavano . E Gioiachin , re di Giuda , uscì al re di Babilonia , con sua madre , e i suoi servitori , e i suoi capitani , e i suoi principi , e i suoi eunuchi . E il re di Babilonia lo fece prigione , l’ anno ottavo del suo regno . E trasse di Gerusalemme tutti i tesori della Casa del Signore , e i tesori della casa del re , e spezzò tutti i vasellamenti d’ oro , che Salomone re d’ Israele , avea fatti nel Tempio del Signore ; come il Signore ne avea parlato . E menò in cattività tutta Gerusalemme , e tutti i principi , e tutti gli uomini di valore , in numero di diecimila prigioni , insieme con tutti i legnaiuoli e ferraiuoli ; non vi rimase se non il popolo povero del paese . Così ne menò in cattività in Babilonia Gioiachin , e la madre del re , e le mogli del re , e i suoi eunuchi , e tutti i più possenti del paese ; insieme con tutti gli uomini di valore , ch’ erano in numero di settemila ; ed i legnaiuoli e ferraiuoli , ch’ erano mille ; tutti uomini valenti , e guerrieri ; e il re di Babilonia li menò in cattività in Babilonia . E IL re di Babilonia costituì re , in luogo di Gioiachin , Mattania , zio di esso , e gli mutò il nome in Sedechia . Sedechia era d’ età di ventun anno , quando cominciò a regnare ; e regnò in Gerusalemme undici anni . E il nome di sua madre era Hamutal , figliuola di Geremia , da Libna . Ed egli fece quello che dispiace al Signore , interamente come avea fatto Gioiachim ; perciocchè l’ ira del Signore venne fino all’ estremo contro a Gerusalemme , e contro a Giuda , finchè egli li ebbe scacciati dal suo cospetto . E Sedechia si ribellò dal re di Babilonia . Laonde l’ anno nono del suo regno , nel decimo giorno del decimo mese , Nebucadnesar , re di Babilonia , venne contro a Gerusalemme , con tutto il suo esercito , e pose campo contro ad essa ; e fabbricarono delle bastie contro ad essa d’ ogn’ intorno . E la città fu assediata fino all’ anno undecimo del re Sedechia . Il nono giorno del quarto mese , essendo la fame grande nella città , talchè non vi era pane per lo popolo del paese ; ed essendo stata la città sforzata , tutta la gente di guerra se ne fuggì di notte , per la via della porta fra le due mura , che riguardava verso l’ orto del re , essendo i Caldei sopra la città d’ ogn’ intorno ; e il re se ne andò traendo verso il deserto . E l’ esercito de’ Caldei lo perseguitò , e l’ aggiunse nelle campagne di Gerico ; e tutto il suo esercito si disperse d’ appresso a lui . E i Caldei presero il re : e lo menarono al re di Babilonia , in Ribla ; e quivi fu sentenziato . E i suoi figliuoli furono scannati in sua presenza ; e il re di Babilonia fece abbacinar gli occhi a Sedechia , e lo fece legare di due catene di rame , e fu menato in Babilonia . Poi , al settimo giorno del quinto mese dell’ anno decimonono di Nebucadnesar , re di Babilonia , Nebuzaradan , capitan della guardia , servitore del re di Babilonia , entrò in Gerusalemme . Ed arse la Casa del Signore , e la casa del re , e tutte le altre case di Gerusalemme ; in somma , egli arse col fuoco tutte le case grandi . E tutto l’ esercito de’ Caldei , ch’ era col capitano della guardia , disfece le mura di Gerusalemme d’ ogn’ intorno . Nebuzaradan , capitano della guardia , menò in cattività il rimanente del popolo ch’ era restato nella città , insieme con quelli ch’ erano andati ad arrendersi al re di Babilonia , e il rimanente del popolazzo . Ma pure il capitano della guardia lasciò alcuni de’ più miseri del paese , per vignaiuoli e lavoratori . E i Caldei misero in pezzi le colonne di rame , ch’ erano nella Casa del Signore , e i basamenti , e il mar di rame , ch’ era nella Casa del Signore , e ne portarono il rame in Babilonia . Portarono eziandio via le caldaie , e le palette , e le forcelle , e le cazzuole , e tutti gli strumenti di rame , co’ quali si faceva il servigio . Il capitano della guardia portò eziandio via i turiboli , i bacini ; quel ch’ era d’ oro a parte , e quel ch’ era d’ argento a parte . Quant’ è alle due colonne , al mare , ed a’ basamenti , le quali cose Salomone avea fatte per la Casa del Signore , il peso del rame di tutti que’ lavori era senza fine . Una colonna era alta diciotto cubiti , e sopra essa vi era un capitello di rame , alto tre cubiti ; e sopra il capitello d’ ogn’ intorno vi era una rete , e delle melegrane ; tutto era di rame ; le medesime cose erano ancora nell’ altra colonna , insieme con la sua rete . Il capitano della guardia prese ancora Seraia , primo sacerdote , e Sofonia , secondo sacerdote , e i tre guardiani della soglia . Prese eziandio , e menò via dalla città un eunuco , ch’ era commissario della gente di guerra , e cinque uomini de’ famigliari del re , che furono ritrovati nella città , e il principale scrivano di guerra , che faceva le rassegne degli eserciti del popolo del paese , e sessant’ uomini principali del popolo del paese , che furono ritrovati nella città . Nebuzaradan adunque , capitano della guardia , li prese , e li condusse al re di Babilonia , in Ribla . E il re di Babilonia li percosse , e li fece morire , in Ribla , nel paese di Hamat . Così Giuda fu menato via dal suo paese in cattività . E quant’ è al popolo che restò nel paese di Giuda , il quale Nebucadnesar , re di Babilonia , vi lasciò , egli costituì sopra loro Ghedalia , figliuolo di Ahicam , figliuolo di Safan . E quando tutti i capitani della gente di guerra : Ismaele , figliuolo di Netania , e Iohanan , figliuolo di Carea , e Seraia , figliuolo di Tanhumet Netofatita , e Iaazania , figliuolo d’ un Maacatita , e la lor gente , ebbero inteso che il re di Babilonia avea costituito governatore Ghedalia , vennero a lui in Mispa , con la lor gente . E Ghedalia giurò a loro , e alla lor gente , e disse loro : Non temiate d’ esser soggetti a’ Caldei ; dimorate nel paese , e servite al re di Babilonia , e starete bene . Ma avvenne che al settimo mese , Ismaele , figliuolo di Netania , figliuolo di Elisama , del sangue reale , venne , avendo dieci uomini seco , e percossero Ghedalia , ed egli morì . Percossero eziandio i Giudei , ed i Caldei , ch’ erano con lui in Mispa . E tutto il popolo , dal minore al maggiore , e i capitani della gente di guerra , si levarono , e se ne vennero in Egitto ; perciocchè temevano de’ Caldei . Or l’ anno trentasettesimo della cattività di Gioiachin , re di Giuda , nel ventisettesimo giorno del duodecimo mese , Evilmerodac , re di Babilonia , l’ anno stesso ch’ egli cominciò a regnare , facendo la rassegna della sua casa , vi mise Gioiachin , re di Giuda , e lo trasse di prigione ; e parlò con lui benignamente , ed innalzò il seggio di esso sopra il seggio degli altri re , ch’ erano con lui in Babilonia . Ed egli mutò il suoi vestimenti di prigione , ed egli mangiò del continuo in presenza del re , tutto il tempo della vita sua . E del continuo gli era dato , giorno per giorno , il suo piatto da parte del re , tutto il tempo della vita sua . ADAMO , Set , Enos ; Chenan , Mahaleel , Iered ; Henoc , Metusela , Lemec ; Noè , Sem , Cam , e Iafet . I figliuoli di Iafet furono Gomer , e Magog , e Madai , e Iavan , e Tubal , e Mesec , e Tiras . Ed i figliuoli di Gomer furono Aschenaz , e Rifat , e Togarma . Ed i figliuoli di Iavan furono Elisa e Tarsis , Chittim e Dodanim . Ed i figliuoli di Cam furono Cus , e Misraim , e Put , e Canaan . Ed i figliuoli di Cus furono Seba , ed Havila , e Sabta , e Raema , e Sabteca . Ed i figliuoli di Raema furono Seba e Dedan . Or Cus generò Nimrod . Esso fu il primo che si fece potente nella terra . E Misraim generò i Ludei , e gli Anamei , e i Lehabei , ed i Naftuhei ; ed i Patrusei , ed i Casluhei da’ quali sono usciti i Filistei , ed i Caftorei . E Canaan generò Sidon , suo primogenito , ed Het , ed i Gebusei , e gli Amorrei , ed i Ghirgasei , e gli Hivvei , e gli Archei , ed i Sinei , e gli Arvadei , e i Semarei , e gli Hamatei . I figliuoli di Sem furono Elam , ed Assur , ed Arfacsad , e Lud , ed Aram , ed Us , ed Hul , e Gheter , e Mesec . Ed Arfacsad generò Sela , e Sela generò Eber . E ad Eber nacquero due figliuoli ; il nome dell’ uno fu Peleg ; perciocchè al suo tempo la terra fu divisa ; e il nome del suo fratello fu Ioctan . E Ioctan generò Almodad e Selef , ed Asarmavet , e Iera , ed Hadoram , ed Uzal , e Dicla , ed Ebal , ed Abimael , e Seba , ed Ofir , ed Havila , e Iobab . Tutti costoro furono figliuoli di Ioctan . SEM , Arfacsad , Sela , Eber , Peleg , Reu , Serug , Nahor , Tare , Abramo , che è Abrahamo . I figliuoli di Abrahamo furono Isacco , ed Ismaele . Queste sono le lor generazioni . Il primogenito d’ Israele fu Nebaiot ; poi ebbe Chedar , ed Adbeel , e Mibsam , e Misma , e Duma , e Massa , ed Hadad , e Tema , Ietur , e Nafis , e Chedma . Questi furono i figliuoli d’ Ismaele . Ora , quant’ è a’ figliuoli di Chetura , concubina di Abrahamo , essa partorì Zimran , e Iocsan , e Medan , e Madian , ed Isbac , e Sua . Ed i figliuoli di Iocsan furono Seba , e Dadan . Ed i figliuoli di Madian furono Efa , ed Efer , ed Hanoc , ed Abida , ed Eldaa . Tutti questi furono figliuoli di Chetura . Ora Abrahamo generò Isacco . Ed i figliuoli d’ Isacco furono Esaù ed Israele . I figliuoli di Esaù furono Elifaz , e Reuel , e Ieus , e Ialem , e Cora . I figliuoli di Elifaz furono Teman , ed Omar , e Sefi , e Gatem , e Chenaz , e Timna , ed Amalec . I figliuoli di Reuel furono Nahat , Zera , Samma , e Mizza . Ed i figliuoli di Seir furono Lotan , e Sobal , e Sibon , ed Ana , e Dison , ed Eser , e Disan . Ed i figliuoli di Lotan furono Hori , ed Homam ; e la sorella di Lotan fu Timna . I figliuoli di Sobal furono Alian , e Manahat , ed Ebal , e Sefi , ed Onam . Ed i figliuoli di Sibon furono Aia , ed Ana . Il figliuolo di Ana fu Dison . Ed i figliuoli di Dison furono Hamran , ed Esban , ed Itran , e Cheran . I figliuoli di Eser furono Bilham , e Zaavan , e Iaacan . I figliuoli di Disan furono Us , ed Aran . Or questi furono i re , che regnarono nel paese di Edom , avanti che regnasse alcun re sopra i figliuoli d’ Israele : Bela , figliuolo di Beor ; e il nome della sua città era Dinhaba . Poi , morto Bela , Iobab , figliuolo di Zera , da Bosra , regnò in luogo suo . E , morto Iobab , Husam , del paese de’ Temaniti , regnò in luogo suo . E , morto Husam , Hadad , figliuolo di Bedad , il quale percosse i Madianiti nel territorio di Moab , regnò in luogo suo ; e il nome della sua città era Avit . Poi , morto Hadad , Samla , da Masreca , regnò in luogo suo . E , morto Samla , Saul , da Rehobot del Fiume , regnò in luogo suo . E , morto Saul , Baal-hanan , figliuolo di Acbor , regnò in luogo suo . E , morto Baal-hanan , Hadad regnò in luogo suo ; e il nome della sua città era Pai ; e il nome della sua moglie era Mehetabeel , figliuola di Matred , figliuola di Mezahab . Poi , morto Hadad , vi furono de’ duchi in Edom ; il duca Timna , il duca Alia , il duca Ietet , il duca Oholibama , il duca Ela , il duca Pinon , il duca Chenaz , il duca Teman , il duca Mibsar , il duca Magdiel , il duca Iram . Questi furono i duchi di Edom . QUESTI furono i figliuoli d’ Israele : Ruben , Simeone , Levi e Giuda ; Issacar e Zabulon ; Dan , Giuseppe e Beniamino ; Neftali , Gad ed Aser . I figliuoli di Giuda furono Er , ed Onan , e Sela . Questi tre gli nacquero dalla figliuola di Sua , Cananea . Or Er , primogenito di Giuda , dispiacque al Signore , ed egli lo fece morire . E Tamar , sua nuora , gli partorì Fares e Zara . Tutti i figliuoli di Giuda furono cinque . I figliuoli di Fares furono Hesron ed Hamul . Ed i figliuoli di Zara furono Zimri , ed Etan , ed Heman , e Calcol , e Dara . In tutto cinque . E il figliuolo di Carmi fu Acar , quel che conturbò Israele , che commise misfatto intorno all’ interdetto . E il figliuolo di Etan fu Azaria . Ed i figliuoli che nacquero ad Hesron furono Ierameel , e Ram , e Chelubai . E Ram generò Amminadab , ed Amminadab generò Nahasson , capo de’ figliuoli di Giuda . E Nahasson generò Salma , e Salma generò Booz , e Booz generò Obed , ed Obed generò Isai . Ed Isai generò Eliab , suo primogenito , ed Abinadab il secondo , e Sima il terzo , Natanael il quarto , Raddai il quinto , Osem il sesto , Davide il settimo ; e le lor sorelle , Seruia ed Abigail . E i figliuoli di Seruia furono tre : Abisai , Ioab , e Asael . Ed Abigail partorì Amasa , il cui padre fu Ieter Ismaelita . Or Caleb , figliuolo di Hesron , generò figliuoli con Azuba , sua moglie , e con Ieriot ; e questi furono i figliuoli di quella : Ieser , e Sobab , ed Ardon . E , morta Azuba , Caleb prese Efrat , la quale gli partorì Hur . Ed Hur generò Uri , ed Uri generò Besaleel . Poi Hesron entrò da una figliuola di Machir , padre di Galaad , e la prese , essendo egli già d’ età di sessant’ anni ; ed essa gli partorì Segub . E Segub generò Iair , il quale ebbe ventitre terre nel paese di Galaad ; e prese a’ Ghesurei , ed a’ Siri , le villate di Iair , e Chenat , con le terre del suo territorio , che sono sessanta terre . Esse furono dei figliuoli di Machir , padre di Galaad . E dopo che fu morto Hesron , in Caleb di Efrata , Abia , moglie di Hesron , gli partorì Ashur , padre di Tecoa . E i figliuoli di Ierameel , primogenito di Hesron , furono Ram , il primogenito ; poi Buna , ed Oren , ed Osem , ed Ahia . Or Ierameel ebbe un’ altra moglie , il cui nome era Atara , che fu madre di Onam . E i figliuoli di Ram , primogenito di Ierameel , furono Maas , e Iamin , ed Echer . E i figliuoli di Onam furono Sammai , e Iada . E i figliuoli di Sammai furono Nadab ed Abisur . E il nome della moglie di Abisur fu Abihail , la quale gli partorì Aban e Molid . E i figliuoli di Nadab furono Seled ed Appaim . E Seled morì senza figliuoli . E il figliuolo di Appaim fu Isi ; e il figliuolo d’ Isi fu Sesan ; e la figliuola di Sesan fu Alai . E i figliuoli di Iada , fratello di Sammai , furono Ieter e Gionatan ; e Ieter morì senza figliuoli . E i figliuoli di Gionatan furono Pelet e Zaza . Questi furono i figliuoli di Ierameel . Or Sesan non ebbe figliuoli maschi , ma una figliuola ; ed avendo un servo Egizio , il cui nome era Iarha , gli diede la sua figliuola per moglie , la quale gli partorì Attai . Ed Attai generò Natan , e Natan generò Zabad , e Zabad generò Eflal , ed Eflal generò Obed . Ed Obed generò Iehu , e Iehu generò Azaria , ed Azaria generò Heles , ed Heles generò Elasa , ed Elasa generò Sismai , e Sismai generò Sallum , e Sallum generò Iecamia , e Iecamia generò Elisama . E i figliuoli di Caleb , fratello di Ierameel , furono Mesa , suo primogenito , che fu padre di Zif ; poi i figliuoli di Maresa , padre di Hebron . E i figliuoli di Hebron furono Cora , e Tappua , e Rechem , e Sema . E Sema generò Raham , padre di Iorcheam ; e Rechem generò Sammai . E il figliuolo di Sammai fu Maon ; e Maon fu padre di Bet-sur . Ed Efa , concubina di Caleb , partorì Haran , e Mosa , e Gazez . Ed Haran generò Gazez . E i figliuoli di Iodai furono Reghem , e Iotam , e Ghesan , e Pelet , ed Efo , e Saaf . E Maaca , concubina di Caleb , partorì Sebet e Tirhana . Ella partorì eziandio Saaf , padre di Madman ; e Seva , padre di Macbena , e padre di Ghiba ; e la figliuola di Caleb fu Acsa . Questi furono i figliuoli di Caleb , figliuolo di Hur , primogenito di Efrat , cioè : Sobal , padre di Chiriat-iearim ; Salma , padre di Bet-lehem ; Haref , padre di Bet-gader . E Sobal , padre di Chiriat-iearim , ebbe de’ figliuoli , cioè , Roe , padre della metà di Menuhot . E le famiglie di Chiriat-iearim furono gl’ Ittei , e i Putei , e i Sumatei , e i Misraei ; di questi sono usciti i Soreatei e gli Estaolei . I figliuoli di Salma furono quei di Bet-lehem , e i Netofatiti ; quei di Atrot , di Bet-Ioab , e della metà di Menuhot , ed i Sorei . E le famiglie degli Scribi , che abitavano in Iabes , furono i Tiratei , i Simatei , i Sucatei . Questi sono i Chenei , ch’ erano usciti di Hamat , padre della casa di Recab . OR questi furono i figliuoli di Davide , che gli nacquero in Hebron : il primogenito fu Amnon , d’ Ahinoam Izreelita ; il secondo , Daniele , di Abigail Carmelita ; il terzo , Absalom , figliuolo di Maaca , figliuola di Talmai , re di Ghesur ; il quarto , Adonia figliuolo di Hagghit ; il quinto , Sefatia , di Abital ; il sesto , Itream , di Egla , sua moglie . Questi sei gli nacquero in Hebron , ove regnò sett’ anni e sei mesi ; poi regnò trentatre anni in Gerusalemme . E questi gli nacquero in Gerusalemme : Sima , e Sobab , e Natan , e Salomone , quattro di Batsua , figliuola di Ammiel ; ed Ibhar , ed Elisama , ed Elifelet , e Noga , e Nefeg , e Iafia , ed Elisama , ed Eliada , ed Elifelet ; nove in tutto . Tutti questi furono figliuoli di Davide , oltre a’ figliuoli delle concubine ; e Tamar , lor sorella . E il figliuolo di Salomone fu Roboamo , di cui fu figliuolo Abia , di cui fu figliuolo Asa , di cui fu figliuolo Giosafat , di cui fu figliuolo Gioram , di cui fu figliuolo Achazia , di cui fu figliuolo Gioas , di cui fu figliuolo Amasia , di cui fu figliuolo Azaria , di cui fu figliuolo Giotam , di cui fu figliuolo Achaz , di cui fu figliuolo Ezechia , di cui fu figliuolo Manasse , di cui fu figliuolo Amon , di cui fu figliuolo Giosia . E i figliuoli di Giosia furono Giohanan il primogenito , Gioiachim il secondo , Sedechia il terzo , Sallum il quarto . E il figliuolo di Gioiachim fu Geconia , di cui fu figliuolo Sedechia . E il figliuolo di Geconia prigione fu Sealtiel ; di cui furono figliuoli Malchiram , e Pedaia , e Seneassar , e Iecamia , ed Hosama , e Nedabia . Ed i figliuoli di Pedaia furono Zerubbabel e Simi ; ed i figliuoli di Zerubbabel furono Mesullam , ed Hanania ; e Selomit , lor sorella . Ed i figliuoli di Mesullam furono Hasuba , Ohel , e Berechia , ed Hasadia , e Iusab-hesed ; cinque in tutto . Ed i figliuoli di Hanania furono Pelatia ed Isaia ; i figliuoli di Refaia , i figliuoli di Arnan , i figliuoli di Obadia , e i figliuoli di Secania . E Semaia fu figliuolo di Secania ; ed i figliuoli di Semaia furono Hattus , e Igheal , e Baria , e Nearia , e Sefat ; sei in tutto . Ed i figliuoli di Nearia furono Elioenai , ed Ezechia , ed Azricam ; tre in tutto . Ed i figliuoli di Elioenai furono Hodaiva , ed Eliasib , e Pelaia , ed Accub , e Iohanan , e Delaia , ed Anani ; sette in tutto . I FIGLIUOLI di Giuda furono Fares , ed Hesron , e Carmi , ed Hur , e Sobal . E Reaia , figliuolo di Sobal , generò Iahat ; e Iahat generò Ahumai e Lahad . Queste son le famiglie de’ Soratei . E questi furono figliuoli del padre di Etam , cioè : Izreel , ed Isma , ed Idbas : e il nome della lor sorella era Haslelponi . E Penuel fu padre di Ghedor , ed Ezer padre di Husa . Questi furono i figliuoli di Hur , promigenito di Efrat , padre di Bet-lehem . Ed Ashur , padre di Tecoa , ebbe due mogli : Helea e Naara . E Naara gli partorì Ahuzzam , e Hefer , e Temeni , ed Ahastari . Questi furono figliuoli di Naara . Ed i figliuoli di Helea furono Seret , Iesohar , Etnan , e Cos , il quale generò Anub , e Sobeba , e le famiglie di Aharhel , figliuolo di Harum . E Iabes fu il più onorato de’ suoi fratelli ; or sua madre gli pose nome Iabes , perciocchè disse : Io l’ ho partorito con dolore . Or Iabes invocò l’ Iddio d’ Israele , dicendo : Oh ! se pur mi benedicessi , ed allargassi i miei confini , e fosse la tua mano meco , e facessi che io non fossi afflitto d’ alcun male ! E Iddio fece avvenire ciò ch’ egli avea chiesto . E Chelub , fratello di Suha , generò Mehir , che fu padre di Eston . Ed Eston generò la famiglia di Rafa , e Pasea , e Tehinna , padre della città di Nahas . Questi furono la gente di Reca . Ed i figliuoli di Chenaz furono Otniel e Seraia . Ed i figliuoli di Otniel furono Hatat , e Meonotai , il quale generò Ofra ; e Semia generò Ioab , padre di coloro che abitarono nella valle , detta dei fabbri ; perciocchè essi erano fabbri . Ed i figliuoli di Caleb , figliuolo di Gefunne , furono Iru , Ela , e Naam . E il figliuolo di Ela fu Chenaz . Ed i figliuoli di Iehalleleel furono Zif , e Zifa , Tiria , ed Asareel . Ed i figliuoli di Esdra furono Ieter , e Mered , ed Efer , e Ialon ; e la moglie di Mered partorì Miriam , e Sammai , ed Isba , padre di Estemoa . E l’ altra sua moglie Giudea partorì Iered , padre di Ghedor ; ed Heber , padre di Soco ; e Iecutiel , padre di Zanoa . Ma quegli altri precedenti furono figliuoli di Bitia , figliuola di Faraone , la quale Mered avea presa per moglie . E questi ultimi furono figliuoli della moglie Giudea , la quale era sorella di Naham , padre de’ Garmei , abitanti in Cheila ; e de’ Maacatiti , abitanti in Estemoa . E i figliuoli di Simone furono Amnon e Rinna ; Ben-hanan e Tilon . Ed i figliuoli d’ Isi furono Zobet e Ben-zohet . I figliuoli di Sela , figliuolo di Giuda , furono Er , padre di Lecha ; e Lada , padre di Maresa ; e le famiglie della casa di Asbea , la quale esercitava l’ arte del bisso ; e Iochim , e que’ di Cozeba , e Ioas , e Saraf , i quali signoreggiarono sopra Moab ; e Iasubi-lehem . Ma queste cose sono antiche . Essi furono vasellai ; ed uomini che stavano ne’ giardini e ne’ parchi ; e dimorarono quivi appresso del re per fare il suo lavoro . I FIGLIUOLI di Simeone furono Nemuel , e Iamin , Iarib , Zera e Saulle ; di cui fu figliuolo Sallum di cui fu figliuolo Mibsam , di cui fu figliuolo Misma . E il figliuolo di Misma fu Hamuel , di cui fu figliuolo Zaccur , di cui fu figliuolo Simi . E Simi ebbe sedici figliuoli e sei figliuole ; ma i suoi fratelli non ebbero molti figliuoli ; talchè tutta la lor nazione non moltiplicò al pari de’ figliuoli di Giuda . Ed abitarono in Beerseba , ed in Molada , ed in Hasar-sual , ed in Bilha , ed in Esem , ed in Tolad , ed in Betuel , ed in Horma , ed in Siclag , ed in Bet-marcabot , ed in Hasar-susim , ed in Bet-birei ed in Saaraim . Queste furono le lor città mentre regnò Davide . E le lor castella furono Etam , ed Ain ; Rimmon , e Tochen , ed Asan , cinque terre ; insieme con tutte le loro villate , ch’ erano intorno a quelle città , fino a Baal . Queste furono le loro stanze , come essi le spartirono fra loro per le lor nazioni . Or Mesobab , e Iamlec , e Iosa , figliuolo di Amasia ; e Ioel , e Iehu , figliuolo di Iosibia , figliuolo di Seraia , figliuolo di Asiel ; ed Elioenai , e Iaacoba , e Iesohaia , ed Asaia , ed Adiel , e Iesimiel , e Benaia ; e Ziza , figliuolo di Sifi , figliuolo di Allon , figliuolo di Iedaia , figliuolo di Simri , figliuolo di Semaia ; costoro furono quelli ch’ erano famosi , capi nelle lor famiglie ; e le case loro paterne crebbero in grandissimo numero . Laonde andarono dall’ entrata di Ghedor , fino alla parte orientale della valle , per cercar paschi per i lor bestiami . E trovarono de’ paschi grassi e buoni , ed un paese largo , quieto e felice ; perciocchè quelli che vi abitavano prima eran de’ discendenti di Cam . Costoro adunque , che sono stati descritti per i nomi loro , vennero al tempo di Ezechia , re di Giuda , e percossero le tende di coloro , e gli abitacoli che vi furono ritrovati ; e li distrussero a modo dell’ interdetto ; e così son restati fino a questo giorno , ed abitarono in luogo loro ; perciocchè quivi erano paschi per le lor gregge . Oltre a ciò , cinquecento uomini d’ infra loro , de’ figliuoli di Simeone , avendo per lor capi Pelatia , e Nearia , e Refaia , ed Uzziel , figliuoli d’ Isi , andarono al monte di Seir . E percossero il rimanente degli scampati d’ infra gli Amalechiti ; e sono abitati quivi infino a questo giorno . OR questi furono i figliuoli di Ruben , primogenito d’ Israele perciocchè egli era il primogenito ; ma dopo ch’ ebbe contaminato il letto di suo padre , la sua primogenitura fu data a’ figliuoli di Giuseppe , figliuolo d’ Israele ; non però per tenere il luogo della primogenitura nella genealogia . Perciocchè Giuda ebbe la maggioranza sopra i suoi fratelli ; e di lui sono usciti i conduttori ; ma il diritto della primogenitura fu dato a Giuseppe . I figliuoli , dico , di Ruben , primogenito d’ Israele , furono Hanoc , e Pallu , Hesron , e Carmi . Il figliuolo di Ioel fu Semaia , di cui fu figliuolo Gog , di cui fu figliuolo Simi , di cui fu figliuolo Mica , di cui fu figliuolo Reaia , di cui fu figliuolo Baal , di cui fu figliuolo Beera , il quale Tilgat-pilneser , re degli Assiri , meno in cattività . Esso fu capo principale de’ Rubeniti . E de’ suoi fratelli , per le lor famiglie , quando la lor genealogia fu composta per le lor generazioni , i capi furono Ieiel , e Zaccaria , e Bela , figliuolo di Azaz , figliuolo di Sema , figliuolo di Ioel . Esso abitò in Aroer , fino a Nebo , ed a Baal-meon . Dipoi egli abitò verso il Levante , dal fiume Eufrate , fino all’ entrata del deserto ; perciocchè i lor bestiami erano moltiplicati nel paese di Galaad . Laonde , al tempo di Saulle , fecero guerra contro agli Hagareni , i quali caddero uccisi per le lor mani ; ed essi abitarono nelle loro stanze , lungo tutta la parte orientale di Galaad . E I figliuoli di Gad abitarono dirimpetto a loro , nel paese di Basan , fino a Salca . Ioel fu il capo principale in Basan , e Safan , il secondo ; poi Ianai , poi Safat . E i lor fratelli , secondo le famiglie loro paterne , furono Micael , e Mesullam , e Seba , e Iorai , e Iacan , e Zia , ed Eber ; sette in tutto . Questi erano figliuoli di Abihail , figliuolo di Huri , figliuolo di Iaroa , figliuolo di Galaad , figliuolo di Micael , figliuolo di Iesisai , figliuolo di Iado , figliuolo di Buz . Ahi , figliuolo di Abdiel , figliuolo di Guni , fu il capo principale delle famiglie loro paterne . Ed essi abitarono in Galaad , ed in Basan , e nelle terre del suo territorio , ed in tutto il contado di Saron , fino alle sue uscite . La genealogia di tutti costoro fu composta per le lor generazioni al tempo di Giotam , re di Giuda , ed al tempo di Geroboamo , re d’ Israele . I figliuoli di Ruben , e i Gaditi , e la mezza tribù di Manasse , in numero di quarantaquattromila settecensessanta d’ infra gli uomini prodi , che portavano scudo e spada , e tiravano l’ arco , ed erano ammaestrati alla guerra , per uscir fuori in battaglia , fecero guerra agli Hagareni , ed a Ietur , ed a Nafis , ed a Nodab . Ed ebbero soccorso contro a loro ; talchè gli Hagareni , e tutti quelli che erano con loro furono dati nelle lor mani ; perciocchè essi gridarono a Dio nella battaglia , ed egli li esaudì ; perciocchè si erano confidati in lui . E presero i lor bestiami , in numero di cinquantamila cammelli , e dugencinquantamila pecore , duemila asini , e centomila anime umane . Perciocchè molti erano caduti uccisi ; perchè quella battaglia era da Dio ; ed essi abitarono in luogo loro fino al tempo della cattività . I FIGLIUOLI della mezza tribù di Manasse abitarono anch’ essi in quel paese ; e moltiplicarono da Basan fino a Baal-hermon , ed a Senir , ed alla montagna di Hermon . E questi furono i capi delle lor famiglie paterne : Efer , ed Isi , ed Eliel , ed Azriel , e Geremia , ed Hodavia , e Iadiel , uomini di valore , e famosi , capi delle lor famiglie paterne . Ma essi commisero misfatto contro all’ Iddio de’ lor padri , e fornicarono dietro agl’ iddii de’ popoli del paese , i quali il Signore avea distrutti d’ innanzi a loro . Laonde l’ Iddio d’ Israele eccitò lo spirito di Pul , re degli Assiri ; e lo spirito di Tilgat-pilneser , re degli Assiri , i quali ne menarono in cattività i Rubeniti , e i Gaditi , e la mezza tribù di Manasse ; e li condussero in Hala , ed in Habor , ed in Hara , e presso al fiume Gozan , dove son restati fino al dì d’ oggi . I FIGLIUOLI di Levi furono Ghersom , Chehat , e Merari . Ed i figliuoli di Chehat furono Amram , ed Ishar , ed Hebron , ed Uzziel . Ed i figliuoli di Amram furono Aaronne , e Mosè , e Maria . E i figliuoli di Aaronne furono Nadab , ed Abihu , ed Eleazaro , ed Itamar . Eleazaro generò Finees , e Finees generò Abisua , ed Abisua generò Bucchi , e Bucchi generò Uzzi , ed Uzzi generò Zerahia , e Zerahia generò Meraiot , e Meraiot generò Amaria , e Amaria generò Ahitub , ed Ahitub generò Sadoc , e Sadoc generò Ahimaas , ed Ahimaas generò Azaria , ed Azaria generò Giohanan , e Giohanan generò Azaria che fu quello che fece ufficio di sacerdote nella casa che Salomone avea edificata in Gerusalemme , ed Azaria generò Amaria , ed Amaria generò Ahitub , ed Ahitub generò Sadoc , e Sadoc generò Sallum , e Sallum generò Hilchia , ed Hilchia generò Azaria , ed Azaria generò Seraia , e Seraia generò Iosadac , e Iosadac andò in cattività , quando il Signore fece menare in cattività Giuda e Gerusalemme , per Nebucadnesar . I figliuoli di Levi adunque furono Ghersom , Chehat , e Merari . Or questi sono i nomi de’ figliuoli di Ghersom : Libni , e Simi . Ed i figliuoli di Chehat furono Amram , ed Ishar , Hebron , ed Uzziel . I figliuoli di Merari furono Mahali e Musi . E queste son le famiglie dei Leviti , secondo i lor padri . I figliuoli di Ghersom : d’ esso fu figliuolo Libni , di cui fu figliuolo Iahat , di cui fu figliuolo Zimma , di cui fu figliuolo Ioa , di cui fu figliuolo Iddo , di cui fu figliuolo Zera , di cui fu figliuolo Ieotrai . I figliuoli di Chehat : d’ esso fu figliuolo Amminadab , di cui fu figliuolo Core , di cui fu figliuolo Assir , di cui fu figliuolo Elcana , di cui fu figliuolo Ebiasaf di cui fu figliuolo Assir , di cui fu figliuolo Tahat , di cui fu figliuolo Uriel , di cui fu figliuolo Uzzia , di cui fu figliuolo Saulle . E i figliuoli di Elcana furono Amasei , ed Ahimot , ed Elcana . I figliuoli di Elcana : d’ esso fu figliuolo Sofai , di cui fu figliuolo Nahat , di cui fu figliuolo Eliab , di cui fu figliuolo Ieroham , di cui fu figliuolo Elcana . Ed i figliuoli di Samuele furono Vasni il primogenito , ed Abia . Di Merari fu figliuolo Mahali , di cui fu figliuolo Libni , di cui fu figliuolo Simi , di cui fu figliuolo Uzza , di cui fu figliuolo Sima , di cui fu figliuolo Hagghia , di cui fu figliuolo Asaia . Or costoro son quelli che Davide costituì sopra l’ ufficio del canto della Casa del Signore , dopo che l’ Arca fu posata in luogo fermo . Ed essi esercitarono il lor ministerio nel canto , davanti al padiglione del Tabernacolo della convenenza , finchè Salomone ebbe edificata la Casa del Signore in Gerusalemme ; ed essi attendevano al loro ufficio , secondo ch’ era loro ordinato . Questi , dico , son quelli che ministravano in ciò co’ lor figliuoli . D’ infra i figliuoli dei Chehatiti , Heman cantore , figliuolo di Ioel , figliuolo di Samuele , figliuolo di Elcana , figliuolo di Ieroham , figliuolo di Eliel , figliuolo di Toa , figliuolo di Suf , figliuolo di Elcana , figliuolo di Mahat , figliuolo di Amasai , figliuolo di Elcana , figliuolo di Ioel , figliuolo di Azaria , figliuolo di Sefania , figliuolo di Tahat , figliuolo di Assir , figliuolo di Ebiasaf , figliuolo di Core , figliuolo d’ Ishar , figliuolo di Chehat , figliuolo di Levi , figliuolo d’ Israele . Poi vi era Asaf , fratello di esso Heman , il quale stava alla sua destra . Or Asaf era figliuolo di Berechia , figliuolo di Sima , figliuolo di Micael , figliuolo di Baaseia , figliuolo di Malchia , figliuolo di Etni , figliuolo di Zera , figliuolo di Adaia , figliuolo di Etan , figliuolo di Zimma , figliuolo di Simi , figliuolo di Iahat , figliuolo di Ghersom , figliuolo di Levi . E i figliuoli di Merari , lor fratelli , stavano a man sinistra , cioè : Etan , figliuolo di Chisi , figliuolo di Abdi , figliuolo di Malluc , figliuolo di Hasabia , figliuolo di Amasia , figliuolo d’ Hilchia , figliuolo di Amsi , figliuolo di Bani , figliuolo di Semer , figliuolo di Mahali , figliuolo di Musi , figliuolo di Merari , figliuolo di Levi . E gli altri Leviti , lor fratelli , furono ordinati per fare tutto il servigio del Tabernacolo della Casa di Dio . Ma Aaronne ed i suoi figliuoli ardevano i sacrificii e le offerte sopra l’ Altare degli olocausti e sopra l’ Altare de’ profumi , secondo tutto ciò che si conveniva fare nel Luogo santissimo , e per far purgamento per Israele , secondo tutto ciò che Mosè , servitor di Dio , avea comandato . E questi furono i figliuoli d’ Aaronne : d’ esso fu figliuolo Eleazaro , di cui fu figliuolo Finees , di cui fu figliuolo Abisua , di cui fu figliuolo Bucchi , di cui fu figliuolo Uzzi , di cui fu figliuolo Zerahia , di cui fu figliuolo Meraiot , di cui fu figliuolo Amaria , di cui fu figliuolo Ahitub , di cui fu figliuolo Sadoc , di cui fu figliuolo Ahimaas . E queste furono le loro abitazioni , secondo le lor magioni , nelle lor contrade . Alla nazione de’ Chehatiti , d’ infra i figliuoli d’ Aaronne , fu dato perciocchè questa sorte fu per loro Hebron , nel paese di Giuda , insieme col suo contado d’ intorno ; ma il territorio , e le villate della città , furono date a Caleb , figliuolo di Gefunne . Furono adunque date a’ figliuoli d’ Aaronne queste città di Giuda , cioè : Hebron , città del rifugio ; e Libna , col suo contado ; e Iattir , ed Estemoa , co’ lor contadi ; ed Hilen , col suo contado ; e Debir , col suo contado ; ed Asan , col suo contado ; e Betsemes , col suo contado . E della tribù di Beniamino : Gheba , col suo contado ; ed Allemet , col suo contado ; ed Anatot , col suo contado . Tutte le lor città furono tredici , spartite per le lor nazioni . Ed al rimanente de’ figliuoli di Chehat furono date , a sorte , dieci città delle nazioni di due tribù , e di una mezza tribù , cioè , della metà di Manasse . Ed a’ figliuoli di Ghersom , spartiti per le lor nazioni , furono date tredici città , della tribù d’ Issacar , e della tribù di Aser , e della tribù di Neftali , e della tribù di Manasse , in Basan . A’ figliuoli di Merari , spartiti per le lor nazioni , furono date , a sorte , dodici città , della tribù di Ruben , e della tribù di Gad , e della tribù di Zabulon . Così i figliuoli d’ Israele diedero a’ Leviti quelle città , co’ lor contadi . E diedero a sorte quelle città che sono state nominate per i nomi loro , della tribù dei figliuoli di Giuda , e della tribù dei figliuoli di Simeone , e della tribù dei figliuoli di Beniamino . E quant’ è alle altre nazioni de’ figliuoli di Chehat , le città della lor contrada furono della tribù di Efraim . E fu loro dato , nel monte di Efraim , Sichem , ch’ era delle città del rifugio , col suo contado ; e Ghezer , col suo contado ; e Iocmeam , col suo contado ; e Bet-horon , col suo contado ; ed Aialon , col suo contado ; e Gat-rimmon , col suo contado . E della mezza tribù di Manasse : Aner , col suo contado ; e Bilam , col suo contado . Queste città furono date alle nazioni del rimanente de’ figliuoli di Chehat . A’ figliuoli di Ghersom fu dato delle nazioni della mezza tribù di Manasse : Golan in Basan , col suo contado ; ed Astarot , col suo contado . E della tribù d’ Issacar : Chedes , col suo contado ; e Dobrat , col suo contado ; e Ramot , col suo contado ; ed Anem , col suo contado . E della tribù di Aser : Masal , col suo contado ; ed Abdon , col suo contado ; ed Huccoc , col suo contado ; e Rehob , col suo contado . E della tribù di Neftali : Chedes in Galilea , col suo contado ; ed Hammon , col suo contado ; e Chiriataim , col suo contado . Al rimanente de’ figliuoli di Merari fu dato della tribù di Zabulon : Rimmono , col suo contado ; e Tabor , col suo contado . E , di là dal Giordano di Gerico , dall’ Oriente del Giordano , fu lor dato della tribù di Ruben : Beser nel deserto , col suo contado ; e Iasa , col suo contado ; e Chedemot , col suo contado ; e Mefaat , col suo contado . E della tribù di Gad : Ramot in Galaad , col suo contado ; e Mahanaim , col suo contado ; ed Hesbon , col suo contado ; e Iazer , col suo contado . ED I figliuoli d’ Issacar furono quattro ; Tola e Pua , Iasub e Simron . Ed i figliuoli di Tola furono Uzzi , e Refaia , e Ieriel , e Iamai , ed Ibsam , e Samuele , capi delle lor nazioni paterne discese di Tola ; ed erano uomini di valore nelle lor generazioni . Il numero loro , al tempo di Davide , fu di ventiduemila seicento . E il figliuolo di Uzzi fu Izrahia ; ed i figliuoli d’ Izrahia furono Micael , ed Obadia , e Ioel , ed Isia ; in tutto cinque capi . Ed aveano con loro , per le lor generazioni , e per le famiglie loro paterne , delle schiere di gente , in numero di trentaseimila uomini ; perciocchè essi aveano molte mogli , e molti figliuoli . Ed i lor fratelli , di tutte le altre nazioni d’ Issacar , uomini di gran valore , annoverati tutti insieme , secondo le lor generazioni , furono ottantasettemila . I FIGLIUOLI di Beniamino furono Bela , e Becher , e Iediael ; tre in tutto . Ed i figliuoli di Bela furono Esbon , ed Uzzi , ed Uzziel , e Ierimot , ed Iri ; cinque capi di famiglie paterne , uomini di gran valore . E quando furono annoverati secondo le lor generazioni , il numero loro fu di ventiduemila trentaquattro . Ed i figliuoli di Becher furono Zemira , e Ioas , ed Eliezer , ed Elioenai , ed Omri , e Ieremot , ed Abia , ed Anatot , ed Alemet . Tutti questi furono figliuoli di Becher . Ed essendo annoverati per le lor generazioni , nazioni , e capi delle famiglie paterne , il numero loro fu di ventimila dugent’ uomini di valore . E di Iedial fu figliuolo Bilhan . Ed i figliuoli di Bilhan furono Ieus , e Beniamino , ed Ehud , e Chenaana , e Zetan , e Tarsis , ed Ahisahar . Tutti questi furono figliuoli di Iediael , che furono per capi di famiglie paterne , uomini di gran valore , in numero di diciassettemila dugent’ uomini , che potevano andare alla guerra . E Suppim , ed Huppim , furono figliuoli d’ Ir ; ed Husim fu figliuolo di Aher . I figliuoli di Neftali furono Iaoel , e Guni , e Ieser , e Sallum ; discendenti di Bilha . DI MANASSE fu figliuolo Asriel , il quale la moglie di Galaad partorì la concubina Sira di Manasse avea partorito Machir , padre di Galaad . E Machir prese per moglie la sorella di Huppim , e di Suppim , il cui nome era Maaca ; il nome dell’ altro fu Selofad ; Selofad ebbe solo figliuole femmine . E Maaca , moglie di Machir , partorì un figliuolo , al quale ella pose nome Peres ; poi un altro suo fratello , al quale pose nome Seres , i cui figliuoli furono Ulam e Rechem . E di Ulam fu figliuolo Bedan . Questi furono i figliuoli di Galaad figliuolo di Machir , figliuolo di Manasse . E Molechet , sua sorella , partorì Ishod , ed Abiezer , e Mala . Ed i figliuoli di Semida furono Ahian , e Sechem , e Lichi , ed Aniam . E D’ EFRAIM fu figliuolo Sutela , di cui fu figliuolo Bered , di cui fu figliuolo Tahad , di cui fu figliuolo Elada , di cui fu figliuolo Tahat , di cui fu figliuolo Zabad , di cui furono figliuoli Sutela , ed Ezer , ed Elad . Ma que’ di Gat , natii del paese , li uccisero ; perciocchè erano scesi per predare i lor bestiami . Ed Efraim , lor padre , ne fece cordoglio molti giorni ; ed i suoi fratelli vennero a consolarlo . Poi egli entrò dalla sua moglie , la quale concepette , e partorì un figliuolo ; ed egli chiamò il nome di esso Beria ; perciocchè egli era nato nell’ afflizione ch’ era avvenuta alla sua casa . E la sua figliuola fu Seera , la quale edificò Bet-horon disopra , e Bet-horon disotto , e Uzzen-Seera . E d’ esso Beria fu figliuolo Refa , di cui furono figliuoli Resef e Tela , di cui fu figliuolo Tahan , di cui fu figliuolo Ladan , di cui fu figliuolo Ammihud , di cui fu figliuolo Elisama , di cui fu figliuolo Non , di cui fu figliuolo Giosuè . E la lor possessione , e le loro abitazioni furono Betel , e le terre del suo territorio ; e dall’ Oriente : Naaran ; e dall’ Occidente : Ghezer , e le terre del suo territorio ; e Sichem , e le terre del suo territorio ; ed Aza , e le terre del suo territorio . E nella contrada de’ figliuoli di Manasse : Betsean , e le terre del suo territorio ; Tanac , e le terre del suo territorio ; Meghiddo , e le terre del suo territorio ; Dor , e le terre del suo territorio . In questi luoghi abitarono i figliuoli di Giuseppe , figliuolo d’ Israele . I FIGLIUOLI di Aser furono Imna , ed Isua , ed Isui , e Beria , e Sera , lor sorella . Ed i figliuoli di Beria furono Heber , e Malchiel , che fu padre di Birzavit . Ed Heber generò Iaflet , e Somer , ed Hotam ; e Sua , lor sorella . Ed i figliuoli di Iaflet furono Pasac , e Bimhal , ed Asvat . Questi furono i figliuoli di Iaflet . Ed i figliuoli di Semer furono Ahi , e Rohega , e Iehubba , ed Aram . Ed i figliuoli di Helem , fratello di esso , furono Sofa , ed Imna , e Seles , ed Amal . I figliuoli di Sofa furono Sua , ed Harnefer , e Sual , e Beri , ed Imra , e Beser , ed Hod , e Samma , e Silsa , ed Itran , e Beera . Ed i figliuoli di Ieter furono Gefunne , e Pispa , ed Ara . Ed i figliuoli di Ulla furono Ara , ed Hanniel , e Risia . Tutti costoro furono figliuoli di Aser , capi di famiglie paterne , uomini scelti , e di gran valore , capi de’ principali . Ed essendo annoverati per le lor generazioni , il numero loro , per andare alla guerra , fu di ventiseimila uomini . OR BENIAMINO generò Bela , suo figliuolo primogenito ; ed Asbel , il secondo ; ed Ara , il terzo ; e Noha , il quarto ; e Rafa , il quinto . Ed i figliuoli di Bela furono Addar , e Ghera , ed Abihud , ed Abisua , e Naman , ed Ahoa , e Ghera , e Sefufim , ed Huram . Or questi furono i figliuoli di Ehud i quali erano capi di famiglie paterne degli abitanti di Gheba , i quali furono tramutati in Manahat : Naaman , ed Ahia , e Ghera , il qual fu colui che li tramutò . Egli generò eziandio Uzza ed Ahihud . Or Saharaim , dopo ch’ esso ebbe rimandati coloro , generò de’ figliuoli nel territorio di Moab or Husim , e Baara , erano sue mogli ; generò ancora di Hoses sua moglie : Iobab , e Sibia , e Mesa , e Malcam , e Ieus , e Sochia , e Mirma . Questi furono i suoi figliuoli , capi di famiglie paterne . E generò di Husim : Abitub , ed Elpaal . Ed i figliuoli di Elpaal furono Eber , e Misam , e Semed il quale edificò Ono , e Lod , e le terre del suo territorio ; e Beria , e Sema , i quali furono capi di famiglie paterne degli abitanti di Aialon ; essi misero in fuga gli abitanti di Gat . Ed Ahio , e Sasac , e Ieremot , e Zebadia , ed Arad , ed Eder , e Micael , ed Ispa , e Ioha , furono figliuoli di Beria . E Zebadia , e Mesullam , e Hizchi , ed Heber , ed Ismerai , ed Izlia , e Iobab , furono figliuoli di Elpaal . E Iachim , e Zicri , e Zabdi , ed Elienai , e Silletai , ed Eliel , ed Adaia , e Beraia , e Simrat , furono figliuoli di Simi . Ed Ispan , ed Eber , ed Eliel , ed Abdon , e Zicri , ed Hanan , ed Hanania , ed Elam , ed Antotia , e Ifdeia , e Peniel , furono figliuoli di Sasac . E Samserai , e Seharia , ed Atalia , e Iaaresia , ed Elia , e Zicri , furono figliuoli di Ieroham . Questi furono i capi principali delle famiglie paterne , secondo le lor generazioni ; e questi abitarono in Gerusalemme . Ed in Gabaon abitò il padre di Gabaon ; il nome della cui moglie era Maaca . E il suo figliuolo primogenito fu Abdon ; poi ebbe Sur , e Chis , e Baal , e Nadab , e Ghedor , ed Ahio , e Zecher , e Miclot , il quale generò Simea . Anche costoro abitarono dirimpetto a’ lor fratelli in Gerusalemme , insieme co’ lor fratelli . Or Ner generò Chis , e Chis generò Saulle , e Saulle generò Gionatan , e Malchi-sua , ed Abinadab , ed Esbaal . E il figliuolo di Gionatan fu Merib-baal ; e Merib-baal generò Mica . Ed i figliuoli di Mica furono Piton , e Melec , e Taarea , ed Achaz . Ed Achaz generò Ioadda , e Ioadda generò Alemet , ed Azmavet , e Zimri ; e Zimri generò Mosa . E Mosa generò Bina , di cui fu figliuolo Rafa , di cui fu figliuolo Elasa , di cui fu figliuolo Asel . Ed Asel ebbe sei figliuoli , i cui nomi son questi : Azricam , e Bocru , ed Ismael , e Searia , ed Obadia , ed Hanan . Tutti questi furono figliuoli di Asel . E i figliuoli di Esec , fratello di esso , furono Ulam , suo primogenito ; Ieus , il secondo ; ed Elifelet , il terzo . Ed i figliuoli di Ulam furono uomini prodi e valenti , i quali tiravano d’ arco ; ed ebbero molti figliuoli , e nipoti , fino a cencinquanta . Tutti questi furono de’ figliuoli di Beniamino . COSÌ tutti gl’ Israeliti furono annoverati per le lor generazioni ; ed ecco , sono descritti nel libro dei re d’ Israele . Ora , dopo che que’ di Giuda furono stati menati in cattività in Babilonia , per li lor misfatti ; e che i primieri abitatori , ch’ erano altre volte dimorati nelle lor possessioni , furono ritornati nelle lor città : Israeliti , sacerdoti , Leviti , e Netinei ; in Gerusalemme abitarono dei figliuoli di Giuda , e de’ figliuoli di Beniamino , e de’ figliuoli di Efraim e di Manasse : Utai , figliuolo di Ammihud , figliuolo di Omri , figliuolo d’ Imri , figliuolo di Bani , de’ figliuoli di Fares , figliuolo di Giuda . E de’ Siloniti : Asaia il primogenito , ed i suoi figliuoli . E de’ figliuoli di Zara : Ieuel , ed i suoi fratelli in numero di seicennovanta . E de’ figliuoli di Beniamino : Sallu , figliuolo di Mesullam , figliuolo di Hodavia , figliuolo di Hassenua ; ed Ibnea , figliuolo di Ieroham , ed Ela , figliuolo di Uzzi , figliuolo di Micri ; e Mesullam , figliuolo di Sefatia , figliuolo di Reuel , figliuolo d’ Ibnia ; ed i lor fratelli , spartiti per le lor generazioni , in numero di novecencinquantasei ; tutti coloro furono capi di famiglie paterne della casa de’ lor padri . E de’ sacerdoti : Iedaia , e Ioiarib , e Iachin ; ed Azaria , figliuolo d’ Hilchia , figliuolo di Mesullam , figliuolo di Sadoc , figliuolo di Meraiot , figliuolo di Ahitub , conduttore della Casa di Dio . Ed Adaia , figliuolo di Ieroham , figliuolo di Pashur , figliuolo di Malchia ; e Masai , figliuolo di Adiel , figliuolo di Iazera , figliuolo di Mesullam , figliuolo di Messillemit , figliuolo d’ Immer ; co’ lor fratelli , capi delle lor famiglie paterne , in numero di millesettecensessanta , uomini prodi e valenti , per l’ opera del servigio della Casa di Dio . E de’ Leviti : Semaia , figliuolo di Hassub , figliuolo di Azricam , figliuolo di Hasabia , de’ figliuoli di Merari . E Bacbaccar , ed Heres , e Galal , e Mattania , figliuolo di Mica , figliuolo di Zicri , figliuolo di Asaf ; ed Obaidia , figliuolo di Semaia , figliuolo di Galal , figliuolo di Iedutun ; e Berechia , figliuolo di Asa , figliuolo di Elcana , il quale abitò nelle villate de’ Netofatiti . E de’ portinai : Sallum , ed Accub , e Talmon , ed Ahiman , co’ lor fratelli , dei quali fu capo Sallum ; e lo è infino ad ora , ed ha la guardia della porta del re , verso Oriente ; costoro furono portinai , fra le schiere de’ figliuoli di Levi ; come Sallum , figliuolo di Core , figliuolo di Ebiasaf , figliuolo di Core , ed i suoi fratelli Coriti , della casa paterna di esso , nell’ opera del ministerio erano stati guardiani della soglia del Tabernacolo ; come i lor padri nel campo del Signore , erano stati guardiani dell’ entrata ; e Finees , figliuolo di Eleazaro , col quale il Signore era , anticamente era stato conduttore sopra loro ; e come Zaccaria , figliuolo di Meselemia , era stato portinaio dell’ entrata del Tabernacolo della convenenza . Tutti questi sono quelli che furono scelti per portinai nelle soglie , in numero di dugento dodici . Essi furono annoverati per le lor generazioni nelle lor villate . Or Davide , e il veggente Samuele , li aveano stabiliti nell’ ufficio loro . Ed essi , e i lor figliuoli , erano costituiti sopra le porte della Casa del Signore , della Casa del Tabernacolo , per far la guardia a vicenda . I portinai erano disposti per li quattro venti : dall’ Oriente , dall’ Occidente , dal Settentrione , e dal Mezzodì . E i lor fratelli , ch’ erano nelle lor villate , aveano da venire a dimorar con essi per sette giorni , di tempo in tempo . Perciocchè quei quattro maggiori portinai Leviti erano del continuo in ufficio , ed aveano la cura delle camere , e tesori della Casa di Dio . E giacevano la notte intorno alla Casa di Dio ; perciocchè la guardia ne era loro imposta , ed aveano il carico di aprirla ogni mattina . Ed alcuni di loro aveano la cura dei vasellamenti del servigio ; perciocchè si portavano dentro a conto , e si traevano altresì fuori a conto . Ed altri di loro erano costituiti sopra le altre masserizie , e sopra tutti gli arredi sacri , e sopra il fior della farina , e sopra il vino , e sopra l’ olio , e sopra l’ incenso , e sopra gli aromati . Ma quelli che componevano il profumo degli aromati , erano de’ figliuoli de’ sacerdoti . E d’ infra i Leviti , Mattitia , primogenito di Sallum , Corita , avea il carico di ciò che si coceva in su la tegghia . E d’ infra i lor fratelli , figliuoli de’ Chehatiti , alcuni aveano la cura de’ pani disposti per ordine , per apparecchiarli ogni sabato . Altri eziandio erano cantori , capi di famiglie paterne de’ Leviti , i quali stavano nelle camere , esenti d’ altra cura ; perciocchè l’ ufficio loro richiedeva che fossero giorno e notte in opera . Questi furono i capi delle famiglie paterne dei Leviti , capi delle lor generazioni . Essi abitarono in Gerusalemme . Or in Gabaon abitò Ieiel , padre di Gabaon ; ed il nome della sua moglie era Maaca . E il suo figliuolo primogenito fu Abdon ; poi ebbe Sur , e Chis , e Baal , e Ner , e Nadab , e Ghedor , ed Ahio , e Zaccaria , e Miclot . E Miclot generò Simeam ; ed essi abitarono dirimpetto ai lor fratelli in Gerusalemme , co’ lor fratelli . E Ner generò Chis , e Chis generò Saulle , e Saulle generò Gionatan , e Malchi-sua , ed Abinadab , ed Esbaal . E il figliuolo di Gionatan fu Merib-baal ; e Merib-baal generò Mica . Ed i figliuoli di Mica furono Piton , e Melec , e Tarea , ed Achaz , il quale generò Iara . E Iara generò Alemet , ed Azmavet , e Zimri ; e Zimri generò Mosa . E Mosa generò Bina , di cui fu figliuolo Refaia , di cui fu figliuolo Elasa , di cui fu figliuolo Asel . Ed Asel ebbe sei figliuoli , i cui nomi sono : Azricam , e Bocru , ed Ismaele , e Searia , ed Obadia , ed Hanan . Questi furono i figliuoli di Asel . OR i Filistei combatterono contro ad Israele ; e gl’ Israeliti fuggirono d’ innanzi a’ Filistei , e caddero morti nel monte di Ghilboa . Ed i Filistei perseguitarono di presso Saulle , e i suoi figliuoli ; e percossero Gionatan , ed Abinadab , e Malchi-sua , figliuoli di Saulle . E lo sforzo della battaglia si voltò contro a Saulle , e gli arcieri lo scontrarono ; ed egli ebbe gran paura degli arcieri . Allora Saulle disse al suo scudiere : Tira fuori la tua spada , e trafiggimi con essa , che talora questi incirconcisi non vengano , e mi scherniscano . Ma il suo scudiere non volle farlo , perciocchè egli temeva forte . Laonde Saulle prese la spada , e si lasciò cadere sopra essa . E lo scudiere di Saulle , veggendo ch’ egli era morto , si lasciò cadere anch’ egli sopra la sua spada , e morì . Così morì Saulle ed i suoi tre figliuoli , e tutta la gente di casa sua . E tutti gl’ Israeliti , che stavano nella valle , veggendo che gl’ Israeliti erano fuggiti , e che Saulle ed i suoi figliuoli erano morti , abbandonarono le lor città , e se ne fuggirono ; ed i Filistei vennero , ed abitarono in esse . Or il giorno appresso , i Filistei vennero per ispogliar gli uccisi , e trovarono Saulle ed i suoi figliuoli che giacevano sopra il monte di Ghilboa . Ed essi lo spogliarono , e gli tolsero la testa e le armi ; e mandarono nel paese de’ Filistei d’ ogn’ intorno a portarne le novelle nei tempii de’ loro idoli , ed al popolo ; e posero le armi di Saulle nel tempio de’ loro dii ; ed appiccarono il suo teschio nel tempio di Dagon . Or tutti que’ di Iabes di Galaad , avendo inteso tutto quello che i Filistei aveano fatto a Saulle , tutti gli uomini di valore d’ infra loro si levarono , e tolsero via il corpo di Saulle , ed i corpi de’ suoi figliuoli , e li portarono in Iabes , e seppellirono le loro ossa sotto la quercia in Iabes , e digiunarono sette giorni . Così morì Saulle per lo suo misfatto ch’ egli avea commesso contro al Signore , non avendo osservata la parola del Signore ; e anche , perchè avea ricercato lo spirito di Pitone , per domandarlo ; e non avea domandato il Signore ; perciò egli lo fece morire , e trasportò il reame a Davide , figliuolo d’ Isai . E TUTTO Israele si adunò appresso di Davide in Hebron , dicendo : Ecco , noi siamo tue ossa , e tua carne . Ed anche per addietro , eziandio mentre Saulle era re , tu eri quel che conducevi Israele fuori e dentro ; e il Signore Iddio tuo ti ha detto : Tu pascerai il mio popolo Israele , e sarai il conduttore del mio popolo Israele . Essendo adunque venuti tutti gli Anziani d’ Israele al re in Hebron , Davide patteggiò quivi con loro , in presenza del Signore ; ed essi unsero Davide per re sopra Israele , secondo la parola del Signore pronunziata per Samuele . Poi Davide andò con tutto Israele in Gerusalemme , che è Gebus ; e quivi erano i Gebusei , che abitavano in quel paese . E gli abitanti di Gebus dissero a Davide : Tu non entrerai qua entro . Ma Davide prese la fortezza di Sion , che è la Città di Davide . Or Davide avea detto : Chiunque percoterà il primo i Gebusei sarà Capo e Capitano . E Ioab , figliuolo di Seruia , salì il primo ; onde fu fatto Capo . E Davide abitò in quella fortezza ; e perciò ella fu chiamata : La Città di Davide . Ed egli edificò la città d’ ogn’ intorno , dal terrapieno fino a tutto il ricinto ; e Ioab rifece il rimanente della città . E Davide andava del continuo crescendo , e il Signore degli eserciti era con lui . OR questi sono i principali de’ prodi di Davide , i quali si portarono valorosamente appresso di lui nel suo regno , con tutto Israele , per farlo re , secondo che il Signore avea promesso ad Israele . E questo è il numero de’ prodi di Davide : Iasobam , figliuolo di Hacmoni , Capo de’ colonnelli ; costui mosse la sua lancia contro a trecent’ uomini , e li uccise a una volta . E dopo lui , era Eleazaro , figliuolo di Dodo , Ahoheo , il quale era di que’ tre prodi . Costui si trovò con Davide in Pasdammim , quando i Filistei si erano quivi adunati in battaglia . Or quivi era un campo pieno d’ orzo ; ed essendo il popolo fuggito d’ innanzi a’ Filistei , essi si presentarono alla battaglia in mezzo del campo , e lo riscossero , e percossero i Filistei ; e il Signore diede una gran vittoria . Oltre a ciò , questi tre , ch’ erano capi sopra i trenta , andarono alla rocca , a Davide , nella spelonca di Adullam , essendo il campo de’ Filistei posto nella valle de’ Rafei . E Davide era allora nella fortezza , ed i Filistei in quel tempo aveano guernigione in Bet-lehem . E Davide fu mosso da desiderio , e disse : Chi mi darà a bere dell’ acqua della cisterna di Bet-lehem , ch’ è alla porta ? E que’ tre penetrarono nel campo de’ Filistei , ed attinsero dell’ acqua della cisterna di Bet-lehem , ch’ è alla porta ; e la portarono , e la presentarono a Davide ; ma egli non ne volle bere , anzi la sparse al Signore , e disse : Tolga ciò l’ Iddio mio da me , che io faccia questo ; berrei io il sangue di questi uomini che sono andati là al rischio della lor vita ? conciossiachè abbiano recata quest’ acqua al rischio della lor vita ; e non ne volle bere . Queste cose fecero que’ tre uomini prodi . Abisai anch’ esso , fratello di Ioab , era il principale fra altri tre . Esso ancora mosse la sua lancia contro a trecent’ uomini , e li uccise , e fu famoso fra que’ tre . Fra que’ tre egli era più illustre che i due altri , e fu lor capo ; ma pur non arrivò a quegli altri tre . Poi vi era Benaia , figliuolo di Gioiada , figliuolo d’ un uomo valoroso ; e Benaia avea fatte di gran prodezze , ed era da Cabseel . Egli percosse i due Ariel di Moab ; scese ancora , e percosse un leone in mezzo d’ una fossa , al tempo della neve . Egli percosse ancora un uomo Egizio , il quale era uomo di grande statura , cioè , di cinque cubiti . Or quell’ Egizio avea in mano una lancia simile ad un subbio di tessitore ; ma Benaia scese contro a lui con un bastone , e gli strappò la lancia di mano , e l’ uccise con la sua propria lancia . Queste cose fece Benaia , figliuolo di Gioiada , e fu famoso fra i tre prodi . Ecco , egli era elevato in dignità sopra i trenta ; ma pur non arrivò a quegli altri tre . E Davide lo costituì sopra la gente ch’ egli avea del continuo a suo comando . Poi vi erano gli altri prodi degli eserciti , cioè : Asael , fratello di Ioab ; Elhanan , figliuolo di Dodo , da Bet-lehem ; Sammot Harodita ; Heles Pelonita ; Ira , figliuolo d’ Iches Tecoita ; Abiezer Anatotita ; Sibbecai Husatita ; Ilai Ahohita ; Maharai Netofatita ; Heled , figliuolo di Baana , Netofatita ; Itai , figliuolo di Ribai , da Ghibea de’ figliuoli di Beniamino ; Benaia Piratonita ; Hurai , delle valli di Gaas ; Abiel Arbatita ; Azmavet Baharumita ; Eliaba Saalbonita ; il Ghizonita , de’ figliuoli di Hazem ; Gionatan , figliuolo di Saghe , Hararita ; Ahiam , figliuolo di Sacar , Hararita ; Elifal , figliuolo di Ur ; Hefer Mecheratita ; Ahia Pelonita ; Hesro Carmelita ; Naarai , figliuolo di Ezbai ; Ioel , fratello di Natan ; Mibar , figliuolo di Hagri ; Selec Ammonita ; Naarai Berotita , scudiere di Ioab , figliuolo di Seruia ; Ira Itrita ; Gareb Itrita ; Uria Hitteo ; Zabad , figliuolo di Alai ; Adina , figliuolo di Siza , Rubenita , ch’ era capo de’ Rubeniti ; e ne avea trent’ altri seco ; Hanan , figliuolo di Maaca ; Giosafat Mitnita ; Uzzia Asteratita ; Sama , e Ieiel , figliuoli di Hotam , Aroerita ; Iediael , figliuolo di Simri , e Ioha , suo fratello , Tisita ; Eliel Hammahavim ; e Ieribai , e Iosavia , figliuoli di Elnaam ; Itma Moabita ; Eliel , ed Obed , e Iaasiel da Mesobaia . OR questi furono quelli che vennero a Davide in Siclag , mentre era ancora rattenuto là , per tema di Saulle , figliuolo di Chis ; i quali erano fra gli uomini prodi , buoni combattenti , armati di archi , tiratori di pietre con la frombola , e di saette con l’ arco , così della man sinistra , come della destra . De’ fratelli di Saulle , di Beniamino : Ahiezer , capo , e Ioas , figliuoli di Semaa , da Ghibea ; e Ieziel , e Pelet , figliuoli di Azmavet ; e Beraca , e Iehu Anatotita ; ed Ismaia Gabaonita , il più valoroso dei trenta , sopra i quali egli avea il reggimento ; e Geremia , e Iahaziel , e Iohanan , e Iozabad Ghederatita ; Elusai , e Ierimot , e Bealia , e Semaria , e Sefatia Harufita ; Elcana , ed Issia , e Azareel , ed Ioezer , e Iasobam , Coriti ; e Ioela , e Zebadia , figliuoli di Ieroham , da Ghedor . Alcuni eziandio de’ Gaditi si appartarono per ridursi appresso a Davide , nella fortezza nel deserto , uomini prodi nelle armi , e guerrieri , armati di rotelle e di scudi ; e parevano leoni in faccia , e cavriuoli in su i monti , in velocità . Ezer era il primo , Obadia il secondo , Eliab il terzo , Mismanna il quarto , Geremia il quinto , Attai il sesto , Eliel il settimo , Iohanan l’ ottavo , Elzabad il nono , Geremia il decimo , Macbannai l’ undecimo . Costoro , d’ infra i figliuoli di Gad , furono capitani dell’ esercito ; il minimo comandava a cent’ uomini , il maggiore a mille . Questi furono quelli che passarono il Giordano al primo mese , quando è pieno fin sopra tutte le sue rive ; e cacciarono tutti quelli che stavano nelle valli , verso Oriente , e verso Occidente . Vennero ancora de’ figliuoli di Beniamino , e di Giuda , a Davide , nella fortezza . E Davide uscì loro incontro , e parlò loro , e disse : Se voi siete venuti a me da buoni amici , per soccorrermi , l’ animo mio sarà inverso voi , per esser in buona unione insieme ; ma se siete venuti per tradirmi a’ miei nemici , quantunque non vi sia alcuna violenza nelle mie mani , l’ Iddio de’ nostri padri lo vegga , e ne faccia la punizione . Allora lo Spirito investì Amasai , capo di que’ capitani ; ed egli disse : Noi siamo tuoi , o Davide , e staremo teco , o figliuolo d’ Isai . Pace , pace a te , e pace a quelli che ti soccorrono ; conciossiachè l’ Iddio tuo ti soccorra . E Davide li accolse , e li costituì fra i capitani delle sue schiere . Alcuni ancora di Manasse andarono ad arrendersi a Davide , quando egli venne co’ Filistei , per combattere contro a Saulle . Ma Davide non diede loro alcun soccorso ; perciocchè i principi dei Filistei , per comun consiglio , lo rimandarono , dicendo : Egli si rivolterà a Saulle , suo signore , al rischio delle nostre teste . Quando egli di là andò in Siclag , Adna , e Iozabad , e Iediael , e Micael , e Iozabad , ed Elihu , e Silletai , d’ infra i Manassiti , capi di migliaia di Manasse , andarono ad arrendersi a lui . Ed essi diedero soccorso a Davide contro alle schiere che aveano fatta quella correria ; perciocchè erano tutti uomini valenti , onde furono fatti capitani nell’ esercito . Perciocchè di giorno in giorno venivano genti a Davide , per soccorrerlo , fino a fare un campo grande , come un campo di Dio . OR queste son le somme delle schiere di quelli che vennero a Davide in Hebron , in armi per la guerra , per trasportare in lui il reame di Saulle , secondo la parola del Signore : De’ figliuoli di Giuda , che portavano scudo e lancia , vennero seimila ottocento in armi per la guerra . De’ figliuoli di Simeone , valenti e prodi per la guerra , vennero settemila cento . De’ figliuoli di Levi , quattromila seicento ; insieme con Gioiada , conduttore de’ discendenti d’ Aaronne , ed avea seco tremila settecento uomini ; e Sadoc , giovane prode e valoroso , con ventidue de’ principali delle casa di suo padre . E de’ figliuoli di Beniamino , fratelli di Saulle , sol tremila ; perciocchè la maggior parte di essi fino allora tenea la parte della casa di Saulle . E de’ figliuoli di Efraim , ventimila ottocent’ uomini valorosi , e famosi nelle lor famiglie paterne . E della mezza tribù di Manasse , diciottomila , i quali furono nominatamente deputati per venire a costituir Davide re . E de’ figliuoli d’ Issacar , vennero uomini intendenti nella conoscenza dei tempi , per saper ciò che Israele avea da fare ; i lor capi erano dugento , e tutti i lor fratelli si reggevano per loro avviso . Di Zabulon vennero , di cuor sincero , cinquantamila uomini guerrieri , in ordine per la guerra , armati di tutte armi , ed ammaestrati a mettersi in ordinanza . E di Neftali , mille capitani , avendo seco trentasettemila uomini , con scudo e lancia . E de’ Daniti , ventottomila seicento in ordine per la guerra . E di Aser , quarantamila uomini guerrieri , ammaestrati ad ordinarsi in battaglia . E di quelli di là dal Giordano , de’ Rubeniti , de’ Gaditi , e della mezza tribù di Manasse , cenventimila uomini armati di tutte armi da combattere . Tutti questi uomini di guerra vennero in ordinanza , di cuore intiero in Hebron , per costituir Davide re sopra tutto Israele . Tutto il rimanente d’ Israele ancora era d’ uno stesso animo per far Davide re . E quella gente stette quivi tre giorni con Davide , mangiando e bevendo ; perciocchè i lor fratelli aveano loro provveduto . Ed anche i lor prossimi parenti , fin da Issacar , e Zabulon , e Neftali , portavano sopra asini , e sopra cammelli , e menavano con muli , e con buoi , pane , ed altra vittuaglia di farina , fichi secchi , ed uve secche , e vino , ed olio ; e menavano eziandio buoi , e pecore , in gran quantità ; perciocchè vi era allegrezza in Israele . POI Davide si consigliò con tutti i conduttori , capi delle migliaia , e delle centinaia . E disse a tutta la raunanza d’ Israele : Se vi par bene , e se ciò procede dal Signore Iddio nostro , mandiamo in qua ed in là agli altri nostri fratelli , che sono per tutte le contrade d’ Israele , appo i quali sono i sacerdoti e i Leviti , nelle terre , i cui contadi sono loro assegnati , a dir loro che si raunino appresso a noi . E riduciamo appresso di noi l’ Arca dell’ Iddio nostro ; perciocchè noi non l’ abbiamo ricercata al tempo di Saulle . E tutta la raunanza disse che si facesse così ; perciocchè la cosa piacque a tutto il popolo . Davide adunque adunò tutto Israele , da Sihor di Egitto , fino all’ entrata di Hamat , per condurre l’ Arca di Dio da Chiriat-iearim . E Davide salì con tutto Israele , verso Baala , in Chiriat-iearim , terra di Giuda , per trasportar di là l’ Arca del Signore Iddio , che siede sopra i Cherubini , del cui nome ella è nominata . E l’ Arca di Dio fu posta sopra un carro nuovo per condurla via dalla casa di Abinadab . Ed Uzza , ed Ahio guidavano il carro . E Davide , e tutto Israele , festeggiavano a tutto potere davanti a Dio , con canti , e con cetere , e con salteri , e con tamburi , e con cembali , e con trombe . Ora , quando furono giunti infino all’ aia di Chidon , Uzza stese la mano per rattener l’ Arca ; perciocchè i buoi l’ aveano smossa . E l’ ira del Signore si accese contro ad Uzza , ed egli lo percosse , perchè avea stesa la mano sopra l’ Arca ; ed egli morì quivi davanti a Dio . E Davide si attristò che il Signore avesse fatta rottura in Uzza ; perciò chiamò quel luogo Peres-Uzza ; il quale nome dura infino ad oggi . E Davide ebbe in quel dì paura di Dio , e disse : Come condurrei io appresso di me l’ Arca di Dio ? E Davide non ritrasse l’ Arca appresso di sè , nella Città di Davide ; ma la fece ridurre dentro alla casa di Obed-Edom Ghitteo . E l’ Arca di Dio dimorò in casa di Obed-Edom , con la famiglia di esso , lo spazio di tre mesi . E il Signore benedisse la casa di Obed-Edom , e tutto ciò ch’ era suo . OR Hiram , re di Tiro , mandò a Davide ambasciatori , e legname di cedro , e muratori , e legnaiuoli , per edificargli una casa . E Davide riconobbe che il Signore l’ avea stabilito re sopra Israele ; perciocchè il suo regno era grandemente innalzato , per amor d’ Israele , suo popolo . E Davide prese ancora delle mogli in Gerusalemme , e generò ancora figliuoli e figliuole . E questi sono i nomi de’ figliuoli che gli nacquero in Gerusalemme : Sammua , e Sobab , e Natan , e Salomone , ed Ibhar , ed Elisua , ed Elpelet , e Noga , e Nefeg , e Iafia , ed Elisama , e Beelsada , ed Elifelet . Ora , quando i Filistei ebbero inteso che Davide era stato unto re sopra tutto Israele , salirono tutti , per cercar Davide . E Davide , avendo ciò inteso , uscì loro incontro . Ed i Filistei vennero , e si sparsero per la valle de’ Rafei . Allora Davide domandò Iddio , dicendo : Salirò io contro a’ Filistei ? e me li darai tu nelle mani ? E il Signore gli disse : Sali , ed io te li darò nelle mani . Essi adunque salirono in Baal-perasim , e Davide li percosse quivi , e disse : Iddio ha rotti per mia mano i miei nemici ; a guisa d’ una inondazione d’ acqua ; perciò quel luogo fu chiamato Baal-perasim . Ed i Filistei lasciarono quivi i lor dii ; e per comandamento di Davide , furono bruciati col fuoco . Or i Filistei si sparsero un’ altra volta per quella valle . E Davide domandò di nuovo Iddio . E Iddio gli disse : Non salir dietro a loro ; rivolgiti d’ incontro a loro , e va’ sopra loro dirincontro a’ gelsi . E quando tu udirai un calpestio sopra le cime de’ gelsi , allora esci fuori in battaglia ; perciocchè Iddio sarà uscito davanti a te , per percuotere il campo dei Filistei . E Davide fece come Iddio gli avea comandato ; e il campo de’ Filstei fu percosso da Gabaon fino a Ghezer . E la fama di Davide si sparse per tutti i paesi ; e il Signore mise spavento di lui in tutte le genti . OR Davide si fece delle case nella Città di Davide ; ed apparecchiò un luogo per l’ Arca di Dio , e le tese un padiglione . Allora Davide disse : Ei non istà ad altri che a’ Leviti di portar l’ Arca di Dio ; perciocchè il Signore li ha eletti per portar l’ Arca di Dio , e per ministrargli in perpetuo . E Davide adunò tutto Israele in Gerusalemme , per trasportar l’ Arca del Signore al suo luogo , ch’ egli le avea apparecchiato . Davide adunò eziandio i figliuoli d’ Aaronne , e i Leviti . De’ figliuoli di Chehat , Uriel era il principale , ed avea seco centoventi dei suoi fratelli . De’ figliuoli di Merari , Asaia era il principale , ed avea seco dugentoventi de’ suoi fratelli . De’ figliuoli di Gherson , Ioel era il principale , ed avea seco centotrenta de’ suoi fratelli . De’ figliuoli di Elisafan , Semaia era il principale , ed avea seco dugento de’ suoi fratelli . De’ figliuoli di Hebron , Eliel era il principale , ed avea seco ottanta de’ suoi fratelli . De’ figliuoli di Uzziel , Amminadab era il principale , ed avea seco cento dodici de’ suoi fratelli . E Davide chiamò Sadoc ed Ebiatar , sacerdoti , e i Leviti Uriel , Asaia , e Ioel , Semaia , Eliel , ed Amminadab . E disse loro : Voi siete i capi delle famiglie paterne de’ Leviti ; santificate voi , ed i vostri fratelli ; acciocchè trasportiate l’ Arca del Signore Iddio d’ Israele al luogo che io le ho apparecchiato . Perciocchè voi non ci foste la prima volta , il Signore Iddio nostro fece una rottura fra noi ; perciocchè noi non l’ avevamo ricercato secondo che si conveniva . I sacerdoti adunque , e i Leviti , si santificarono , per trasportar l’ Arca del Signore Iddio d’ Israele . E i figliuoli dei Leviti portarono l’ Arca di Dio in su le loro spalle , con le stanghe che aveano addosso , come Mosè avea comandato , secondo la parola del Signore . E Davide disse a’ principali d’ infra i Leviti che facessero esser quivi presenti i lor fratelli cantori , con istrumenti musicali , salteri , e cetere , e cembali , sonando , ed alzando la voce , con allegrezza . E i Leviti fecero esser quivi presenti Heman , figliuolo di Ioel ; e d’ infra i fratelli di esso , Asaf , figliuolo di Berechia ; e d’ infra i figliuoli di Merari , lor fratelli , Etan , figliuolo di Cusaia ; e , con loro , i lor fratelli del secondo ordine : Zaccaria , e Ben , e Iaaziel , e Semiramot , e Iehiel , ed Unni , ed Eliab , e Benaia , e Maaseia , e Mattitia , ed Elifelehu , e Micneia , ed Obed-Edom , e Ieiel , portinai . Or questi cantori : Heman , Asaf , ed Etan , sonavano con cembali di rame ; e Zaccaria , e Iaaziel , e Semiramot , e Iehiel , ed Unni , ed Eliab , Maaseia , e Benaia , sonavano con salteri sopra Alamot . E Mattitia , ed Elifelehu , e Micneia , ed Obed-Edom , e Ieiel , ed Azaria , sonavano con le cetere sopra Seminit , per li canti di vittoria . E Chenania , principale fra i Leviti , intonava ; egli presideva all’ intonare , perciocchè egli era uomo intendente . E Berechia , ed Elcana , erano portinai dell’ Arca . E Sebania , e Giosafat , e Natanael , ed Amasai , e Zaccaria , e Benaia , ed Eliezer , sacerdoti , sonavano con le trombe davanti all’ Arca di Dio ; ed Obed-Edom , e Iehia , erano portinai dell’ Arca . Così Davide , e gli Anziani d’ Israele , ed i capi delle migliaia , camminavano trasportando l’ Arca del Patto del Signore dalla casa di Obed-Edom , con allegrezza . E quando Iddio dava alleggiamento a’ Leviti che portavano l’ Arca del Patto del Signore , si sacrificavano sette giovenchi , e sette montoni . E Davide era ammantato d’ un ammanto di bisso ; e parimente tutti i Leviti che portavano l’ Arca , ed i cantori , e Chenania , capo de’ cantori nell’ intonare ; e Davide avea indosso un Efod di lino . Così tutto Israele conduceva l’ Arca del Patto del Signore , con grida d’ allegrezza , con suon di corni , e con trombe , e con cembali , sonando con salteri , e con cetere . Ora , quando l’ Arca del Patto del Signore giunse alla Città di Davide , Mical , figliuola di Saulle , riguardò dalla finestra , e vide il re Davide , che saltava , e festeggiava . Ed ella lo sprezzò nel suo cuore . Così portarono l’ Arca di Dio , e la posarono in mezzo del padiglione che Davide le avea teso ; poi offersero olocausti , e sacrificii da render grazie , davanti a Dio . E quando Davide ebbe finito di offerir gli olocausti , e i sacrificii da render grazie , benedisse il popolo nel Nome del Signore . E spartì a tutti gl’ Israeliti , così agli uomini , come alle donne , una focaccia di pane , ed un pezzo di carne , ed un fiasco di vino per uno . Ed ordinò d’ infra i Leviti , alcuni ministri per rammemorare , e per celebrare , e per lodare il Signore Iddio d’ Israele , davanti all’ Arca del Signore ; Asaf era il capo , e Zaccaria il secondo dopo lui ; poi erano Ieiel , e Semiramot , e Iehiel , e Mattitia , ed Eliab , e Benaia , ed Obed-Edom . Or Ieiel sonava con salteri e con cetere ; ed Asaf con cembali . E Benaia , e Iahaziel , sacerdoti , sonavano del continuo con trombe , davanti all’ Arca del Patto di Dio . ALLORA , in quello stesso giorno , Davide diede primieramente questo salmo in mano ad Asaf , ed a’ suoi fratelli , per celebrare il Signore : Celebrate il Signore , predicate il suo Nome , E fate chiari e conti i suoi fatti fra i popoli . Cantate a lui , salmeggiategli , Ragionate di tutte le sue maraviglie . Gloriatevi nel Nome della sua santità ; Rallegrisi il cuor di coloro che cercano il Signore . Cercate il Signore , e la sua forza ; Ricercate del continuo la sua faccia . Ricordate le sue maraviglie ch’ egli ha fatte ; I suoi miracoli , e i giudicii della sua bocca ; O progenie d’ Israele , suo servitore ; Figliuoli di Giacobbe , suoi eletti . Egli è il Signore Iddio nostro ; I suoi giudicii sono per tutta la terra . Ricordatevi in perpetuo del suo patto , E in mille generazioni della parola ch’ egli ha comandata ; Del suo patto , ch’ egli fece con Abrahamo , E del suo giuramento ch’ egli diede ad Isacco . Il quale egli confermò a Giacobbe , per istatuto ; E ad Israele , per patto eterno ; Dicendo : Io ti darò il paese di Canaan , Per sorte della vostra eredità ; Quantunque voi siate in piccol numero , Ben poca gente , e forestieri in esso . E mentre essi andavano qua e là da una gente ad un’ altra , E da un regno ad un altro popolo ; Non permise che alcuno li oppressasse , Anzi castigò dei re per amor loro , Dicendo : Non toccate i miei Unti , E non fate male a’ miei profeti . Cantate al Signore , o abitanti di tutta la terra , Predicate tuttodì la sua salute . Raccontate la sua gloria fra le genti , Le sue maraviglie fra tutti i popoli . Perciocchè il Signore è grande , e degno di gran laude ; Ed è tremendo sopra tutti gl’ iddii . Perciocchè tutti gl’ iddii de’ popoli sono idoli ; Ma il Signore ha fatti i cieli . Maestà e magnificenza sono davanti a lui ; Forza e letizia sono nel luogo dove egli abita . O voi , nazioni de’ popoli , rendete al Signore , Rendete al Signore gloria e potenza ; Rendete al Signore la gloria dovuta al suo Nome ; Recate offerte , e venite davanti a lui ; Adorate il Signore nel magnifico santuario . Tremate , o abitanti di tutta la terra , per la sua presenza ; Certo il mondo sarà stabilito , senza potere esser più smosso . Rallegrinsi i cieli , e festeggi la terra , E dicasi fra le genti : Il Signore regna . Risuoni il mare , e quello che in esso si contiene ; Festeggino le campagne , e tutto quello ch’ è in esse . Allora gli alberi delle selve sclameranno di allegrezza , Per la presenza del Signore ; Perciocchè egli viene per giudicar la terra . Celebrate il Signore ; perciocchè egli è buono ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . E dite : Salvaci , o Dio della nostra salute , Raccoglici , e riscuotici dalle nazioni ; Acciocchè celebriamo il Nome della tua santità , E ci gloriamo nella tua laude . Benedetto sia il Signore Iddio d’ Israele da un secolo all’ altro . E tutto il popolo disse : Amen ; e lodò il Signore . DAVIDE adunque lasciò quivi , davanti all’ Arca del Patto del Signore , Asaf e i suoi fratelli , per ministrar del continuo davanti all’ Arca , giorno per giorno del continuo . Lasciò ancora Obed-Edom , figliuolo di Iedutun , ed Hosa , co’ lor fratelli , in numero di sessantotto . Lasciò eziandio il sacerdote Sadoc , co’ sacerdoti suoi fratelli , davanti al Tabernacolo del Signore , nell’ alto luogo ch’ era in Gabaon ; per offerir del continuo , sera e mattina , olocausti al Signore sopra l’ Altare degli olocausti ; e per far tutto quello che è scritto nella Legge del Signore , la quale egli ha data ad Israele . E con loro , erano Heman , e Iedutun , e gli altri ch’ erano stati eletti , e nominatamente ordinati per celebrare il Signore perciocchè la sua benignità è in eterno ; erano , dico , con loro Heman , e Iedutun , con trombe , e con cembali , per li sonatori , e con altri strumenti della musica di Dio . E i figliuoli di Iedutun aveano la cura della porta . Poi tutto il popolo se ne andò , ciascuno a casa sua . E Davide se ne ritornò per benedire la casa sua . OR Davide , abitando in casa sua , disse al profeta Natan : Ecco , io abito in una casa di cedro , e l’ Arca del Patto del Signore è sotto un padiglione . E Natan disse a Davide : Fa’ tutto quello che tu hai in cuore ; perciocchè Iddio è teco . Ma quella stessa notte la parola del Signore fu indirizzata a Natan , dicendo : Va’ , e di’ al mio servitore Davide : Così ha detto il Signore : Tu non sarai quello che mi edificherai la Casa , per abitarvi dentro . Conciossiachè io non sia abitato in casa alcuna , dal dì ch’ io trassi Israele fuor di Egitto , fino a questo giorno ; anzi sono stato di tabernacolo in tabernacolo , e di padiglione in padiglione . Dovunque io son camminato con tutto Israele , ho io mai parlato ad alcuno de’ Giudici d’ Israele , al quale io abbia comandato di pascere il mio popolo , dicendo : Perchè non mi avete voi edificata una Casa di cedro ? Ora dunque , così dirai al mio servitore Davide : Così ha detto il Signor degli eserciti : Io ti ho preso dalla mandria , di dietro alla greggia , acciocchè tu sii conduttore del mio popolo Israele ; e sono stato teco dovunque tu sei camminato , ed ho distrutti tutti i tuoi nemici d’ innanzi a te ; e t’ ho acquistato un nome pari al nome de’ più grandi che sieno in terra . Ed anche costituirò un luogo al mio popolo Israele , e lo pianterò , ed egli abiterà in casa sua , e non sarà più agitato , e gl’ iniqui non continueranno più a consumarlo , come da prima ; eziandio dal tempo che io ordinai de’ Giudici sopra il mio popolo Israele ; ed io abbasserò tutti i tuoi nemici . Oltre a ciò , io ti dichiaro che il Signore ti edificherà una casa . E quando i tuoi giorni saranno compiuti , per andartene co’ tuoi padri , io farò sorgere uno della tua progenie dopo te , il qual sarà de’ tuoi figliuoli ; e stabilirò il suo regno . Esso mi edificherà una Casa , ed io renderò fermo il suo trono in eterno . Io gli sarò padre , ed egli mi sarà figliuolo ; ed io non ritrarrò la mia benignità da lui , come l’ ho ritratta da colui ch’ è stato davanti a te . Ed io lo stabilirò nella mia Casa , e nel mio Regno , in perpetuo ; ed il suo trono sarà fermo in eterno . Natan parlò a Davide secondo tutte queste parole , e secondo tutta questa visione . Allora il re Davide venne , si pose a sedere davanti al Signore , e disse : Chi sono io , Signore Iddio ? e quale è la casa mia , che tu mi abbi fatto pervenire fino a questo ? E pure anche , o Dio , ciò ti è paruto poco ; ed hai parlato della casa del tuo servitore per un lungo tempo a venire ; e mi hai provveduto di questo grado , come per un ordine di successione umana , o Signore Iddio . Che saprebbe Davide dirti di più , intorno all’ onore che tu fai al tuo servitore ? ma tu conosci il tuo servitore . Signore , per amor del tuo servitore , e secondo il tuo cuore , tu hai fatto tutto questo grande affare , facendo assapere al tuo servitore queste gran cose . Signore , ei non vi è alcuno pari a te , e non vi è Dio fuor che te , secondo tutto ciò che abbiamo udito con le nostre orecchie . E quale è l’ unica gente in terra pari al tuo popolo Israele ? per lo quale Iddio è andato , per riscattarselo per suo popolo ; per acquistarti , o Dio , fama di cose grandi e tremende , scacciando le nazioni d’ innanzi al tuo popolo , che tu hai riscosso di Egitto . E ti hai costituito il popolo Israele per popolo in perpetuo ; e tu , Signore , ti sei fatto lor Dio . Ora dunque , o Signore , sia la parola , che tu hai promessa al tuo servitore , ed alla sua casa , ferma in perpetuo ; ed opera come tu hai parlato . Sia quella ferma , acciocchè sia magnificato il tuo Nome in eterno ; e si dica : Il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele , è Dio ad Israele ; e sia la casa di Davide , tuo servitore , stabile davanti a te . Imperocchè , tu , Dio mio , hai rivelato al tuo servitore che tu gli edificherai una casa ; per ciò , il tuo servitore si è disposto a fare orazione nel tuo cospetto . Ora dunque , Signore , tu sei Dio , ed hai promesso questo bene al tuo servitore . Ora dunque , poichè ti è piaciuto di benedir la casa del tuo servitore , acciocchè sia davanti a te in perpetuo ; poichè , dico , tu Signore , l’ hai benedetta , sia ella benedetta in eterno . ORA , dopo queste cose , Davide percosse i Filistei , e li abbassò ; e prese a’ Filistei Gat , e le terre del suo territorio . Egli percosse ancora i Moabiti ; onde i Moabiti furono soggetti di Davide , pagando tributo . Davide , oltre a ciò , percosse Hadarezer , re di Soba , verso Hamat , mentre egli andava per istabilire il suo dominio sul fiume Eufrate . E Davide gli prese mille carri , e settemila cavalieri , e ventimila pedoni , e tagliò i garetti a’ cavalli di tutti i carri , salvo di cento ch’ egli riserbò . Or i Siri di Damasco erano venuti al soccorso di Hadarezer , re di Soba ; e Davide percosse di que’ Siri ventiduemila uomini . Poi Davide pose guernigioni nella Siria Damascena ; ed i Siri divennero soggetti di Davide , pagando tributo . E il Signore salvava Davide dovunque egli andava . E Davide prese gli scudi d’ oro , che i servitori di Hadarezer portavano ; e li portò in Gerusalemme . Davide prese ancora una grandissima quantità di rame da Tibhat , e da Cun , città di Hadarezer ; onde Salomone fece il mar di rame , e le colonne , e i vasellamenti di rame . Or Tou , re di Hamat , avendo inteso che Davide avea sconfitto tutto l’ esercito di Hadarezer , re di Soba , mandò il suo figliuolo Hadoram al re Davide , per salutarlo , e per benedirlo di ciò che egli avea combattuto contro ad Hadarezer , e l’ avea sconfitto ; perciocchè Hadarezer avea fatta guerra aperta a Tou . Gli mandò ancora ogni sorte di vasellamenti d’ oro , e d’ argento , e di rame . Il re Davide consacrò ancora al Signore que’ vasellamenti , insieme con l’ argento , e con l’ oro , ch’ egli avea portato da tutte le genti , da Edom , e da’ Moabiti , e dai figliuoli di Ammon , e da’ Filistei , e da Amalec . Oltre a ciò , Abisai , figliuolo di Seruia , sconfisse gl’ Idumei nella valle del sale , in numero di diciottomila . E mise guernigioni in Idumea ; e tutti gl’ Idumei divennero soggetti di Davide . E il Signore salvava Davide dovunque egli andava . Così Davide regnò sopra tutto Israele , facendo ragione e giustizia a tutto il suo popolo . E Ioab , figliuolo di Seruia , era Capo dell’ esercito ; e Giosafat , figliuolo di Ahilud , era Cancelliere ; e Sadoc , figliuolo di Ahitub , ed Abimelec , figliuolo di Ebiatar , erano Sacerdoti ; e Sausa era Segretario ; e Benaia , figliuolo di Gioiada , era sopra i Cheretei , ed i Peletei ; ed i figliuoli di Davide erano i primi appresso del re . ORA , dopo queste cose , avvenne che Nahas , re de’ figliuoli di Ammon , morì ; e il suo figliuolo regnò in luogo suo . E Davide disse : Io userò benignità inverso Hanum , figliuolo di Nahas ; perciocchè suo padre usò benignità inverso me . E Davide mandò ambasciatori , per consolarlo di suo padre . Ma , quando i servitori di Davide furono giunti nel paese de’ figliuoli di Ammon , ad Hanun , per consolarlo , i principali de’ figliuoli di Ammon dissero ad Hanun : Al tuo parere è egli per onorar tuo padre , che Davide ti ha mandati dei consolatori ? non sono i suoi servitori venuti a te , per investigare , e per sovvertire , e per ispiare il paese ? Per ciò Hanun prese i servitori di Davide , e li fece radere , e tagliar loro i vestimenti a mezzo , fino alle natiche ; e così li rimandò . Ed essi se ne andarono , e fecero saper la cosa a Davide per uomini a posta . Ed egli mandò loro incontro ; perciocchè quegli uomini erano grandemente confusi . E il re fece lor dire : Dimorate in Gerico , finchè la barba vi sia ricresciuta ; poi ve ne ritornerete . Ora , i figliuoli di Ammon , veggendo che si erano renduti abbominevoli a Davide , Hanun , ed i figliuoli di Ammon , mandarono mille talenti d’ argento per soldar carri e cavalieri di Mesopotamia , e della Siria di Maaca , e di Soba . E soldarono trentaduemila carri , e il re di Maaca , con la sua gente ; i quali vennero , e si accamparono davanti a Medeba . I figliuoli di Ammon si adunarono anch’ essi dalle lor città , e vennero alla guerra . E Davide , avendo ciò inteso , mandò Ioab , con tutto l’ esercito della gente di valore . E i figliuoli di Ammon uscirono , e ordinarono la battaglia in su l’ entrata della porta ; e i re ch’ erano venuti , erano da parte nella campagna . E Ioab , veggendo che la battaglia era volta contro a lui , davanti e dietro , fece una scelta di tutti gli uomini scelti d’ Israele , e li ordinò incontro a’ Siri . E diede a condurre il rimanente della gente ad Abisai , suo fratello , e li ordinò in battaglia incontro a’ figliuoli di Ammon ; e disse ad Abisai : Se i Siri mi superano , soccorrimi ; se altresì i figliuoli di Ammon ti superano , io ti soccorrerò . Fortificati , e portiamoci valorosamente per lo nostro popolo , e per le città del nostro Dio ; e faccia il Signore ciò che gli parrà bene . Allora Ioab , con la gente ch’ egli avea seco , venne a battaglia contro a’ Siri ; ed essi fuggirono d’ innanzi a lui . Ed i figliuoli d’ Ammon , veggendo che i Siri erano fuggiti , fuggirono anch’ essi d’ innanzi ad Abisai fratello di Ioab , ed entrarono nella città . E Ioab se ne ritornò in Gerusalemme . E i Siri , veggendo ch’ erano stati sconfitti da Israele , mandarono messi , e fecero venire i Siri ch’ erano di là dal Fiume ; e Sofac , capo dell’ esercito di Hadarezer , li conduceva . Ed essendo ciò stato rapportato a Davide , egli adunò tutto Israele , e passò il Giordano , e venne a loro , e ordinò la battaglia contro a loro . E ciò fatto , i Siri combatterono con lui . Ma i Siri fuggirono d’ innanzi ad Israele ; e Davide uccise la gente di settemila carri de’ Siri , e quarantamila pedoni ; ed ammazzò Sofac , capo dell’ esercito . Ed i soggetti di Hadarezer , veggendo ch’ erano stati sconfitti da Israele , fecero pace con Davide , e gli furono soggetti . Ed i Siri non vollero più soccorrere i figliuoli di Ammon . Or avvenne che , in capo dell’ anno , al tempo che i re sogliono uscire alla guerra , Ioab condusse fuori l’ esercito , e guastò il paese de’ figliuoli di Ammon ; poi venne , e pose l’ assedio a Rabba ; ma Davide dimorò in Gerusalemme ; e Ioab percosse Rabba , e la disfece . E Davide prese la corona di Malcam d’ in su la testa di esso , e trovò che pesava un talento d’ oro , e vi erano delle pietre preziose ; e fu posta sopra il capo di Davide . Egli ne portò eziandio le spoglie della città , ch’ erano in grandissima quantità . E trasse fuori il popolo , e lo mise in pezzi con seghe , e con trebbie di ferro , e con mannaie . E così fece Davide a tutte le città de’ figliuoli di Ammon . Poi se ne ritornò , con tutto il popolo , in Gerusalemme . DOPO queste cose , avvenne che si mosse guerra contro a’ Filistei , in Ghezer . Allora Sibbecai Hussatita percosse Sippai , ch’ era della progenie di Rafa ; ed i Filistei furono abbassati . Vi fu ancora un’ altra guerra contro a’ Filistei , nella quale Elhanan , figliuolo di Iair , percosse Lachmi , fratello di Goliat , Ghitteo , l’ asta della cui lancia era come un subbio di tessitore . Vi fu ancora un’ altra guerra in Gat , dove si trovò un uomo di grande statura , il quale aveva sei dita in ciascuna mano , ed in ciascun piè ; sì ch’ erano in tutto ventiquattro ; ed era anch’ egli della progenie di Rafa . Ed egli schernì Israele ; ma Gionatan , figliuolo di Sima , fratello di Davide , lo percosse . Questi nacquero in Gat , della schiatta di Rafa , e furono morti per mano di Davide , e per mano de’ suoi servitori . OR Satana si levò contro ad Israele , ed incitò Davide ad annoverare Israele . E Davide disse a Ioab , ed a’ capi del popolo : Andate , annoverate Israele da Beerseba , fino in Dan ; e rapportatemene il numero , acciocchè io lo sappia . E Ioab disse : Il Signore accresca il suo popolo per cento cotanti ; non sono essi tutti , o re , mio signore , servitori del mio signore ? perchè cerca il mio signore questa cosa ? perchè sarebbe questo imputato a colpa ad Israele ? Ma la parola del re prevalse a Ioab . Ioab adunque si partì , e andò attorno per tutto Israele ; poi tornò in Gerusalemme . E diede a Davide la somma del popolo annoverato ; e di tutto Israele vi erano undici volte centomila uomini che potevano trar la spada ; e di Giuda , quattrocensettantamila uomini , che potevano trar la spada . Or egli non annoverò Levi , nè Beniamino , fra gli altri ; perciocchè il comandamento del re gli era abbominevole . Or questa cosa dispiacque a Dio ; laonde egli percosse Israele . E Davide disse a Dio : Io ho gravemente peccato d’ aver fatta questa cosa ; ma ora fa’ , ti prego , passar via l’ iniquità del tuo servitore ; perciocchè io ho fatta una gran follia . E il Signore parlò a Gad , veggente di Davide , dicendo : Va’ , e parla a Davide , dicendo : Così ha detto il Signore : Io ti propongo tre cose ; eleggitene una , ed io te la farò . Gad adunque venne a Davide , e gli disse : Così ha detto il Signore : Prenditi : o la fame per tre anni ; o di non poter durare davanti a’ tuoi nemici per tre mesi , e che la spada de’ tuoi nemici ti aggiunga ; ovvero che la spada del Signore , e la pestilenza sia per tre giorni nel paese ; e che l’ Angelo del Signore faccia il guasto per tutte le contrade d’ Israele . Ora dunque , vedi ciò che io ho da rispondere a Colui che mi ha mandato . E Davide rispose a Gad : Io son grandemente distretto : deh ! che io caggia nelle mani del Signore ; conciossiachè grandissime sieno le sue compassioni ; e ch’ io non caggia nelle mani degli uomini . Il Signore adunque mandò una pestilenza in Israele , e morirono settantamila uomini d’ Israele . Or Iddio mandò l’ Angelo in Gerusalemme , per farvi il guasto ; ma , come egli era per fare il guasto , il Signore riguardò , e si pentì del male , e disse all’ Angelo che distruggeva : Basta ; ritrai ora la tua mano . Or l’ Angelo del Signore stava in piè presso dell’ aia di Ornan Gebuseo . E Davide alzò gli occhi , e vide l’ Angelo del Signore che stava in piè fra terra e cielo , avendo in mano la spada tratta , vibrata contro a Gerusalemme . E Davide , e tutti gli Anziani , coperti di sacchi , caddero sopra le lor facce . E Davide disse a Dio : Non sono io quello che ho comandato che si annoverasse il popolo ? Io dunque son quello che ho peccato , ed ho del tutto mal fatto ; ma queste pecore che cosa hanno fatto ? deh ! Signore Iddio mio , sia la tua mano contro a me , e contro alla casa di mio padre ; e non sia contro al tuo popolo , per percuoterlo di piaga . Allora l’ Angelo del Signore disse a Gad , che dicesse a Davide di salire all’ aia di Ornan Gebuseo , per rizzar quivi un altare al Signore . E Davide salì là , secondo la parola di Gad , ch’ egli avea detta a Nome del Signore . Or Ornan , trebbiando del grano , si era rivolto , ed avea veduto l’ Angelo ; e si era nascosto , co’ suoi quattro figliuoli . E quando Davide fu giunto ad Ornan , Ornan riguardò ; ed avendo veduto Davide , uscì fuor dell’ aia , e s’ inchinò a Davide con la faccia verso terra . E Davide disse ad Ornan : Dammi il luogo di quest’ aia ; acciocchè io vi edifichi un altare al Signore ; dammelo per lo suo giusto prezzo ; acciocchè questa piaga sia arrestata d’ in sul popolo . Ed Ornan disse a Davide : Prenditelo , e faccia il re , mio signore , ciò che gli piace ; vedi , io ti dono questi buoi per olocausti , e queste trebbie per legne , e questo grano per offerta ; io ti dono il tutto . Ma il re Davide disse ad Ornan : No ; anzi io del tutto comprerò queste cose per giusto prezzo ; perciocchè io non voglio presentare al Signore ciò che è tuo , nè offerire olocausto che io abbia avuto in dono . Davide adunque diede ad Ornan per quel luogo il peso di seicento sicli d’ oro . E Davide edificò quivi un altare al Signore , ed offerse olocausti , e sacrificii da render grazie , ed invocò il Signore , il quale gli rispose dal cielo col fuoco ch’ egli mandò in su l’ altar dell’ olocausto . E per comandamento del Signore , l’ Angelo rimise la sua spada nel fodero . In quel tempo , Davide veggendo che il Signore gli avea risposto nell’ aia di Ornan Gebuseo , vi sacrificò . Or il Tabernacolo del Signore che Mosè avea fatto nel deserto , e l’ Altare degli olocausti , era in quel tempo nell’ alto luogo in Gabaon . E Davide non potè andare davanti a quello , per ricercare Iddio ; perciocchè egli era spaventato per la spada dell’ Angelo del Signore . E DAVIDE disse : Questa è la Casa del Signore Iddio ; e questo è il luogo dell’ Altare per gli olocausti ad Israele . Poi comandò che si adunassero i forestieri ch’ erano nel paese di Israele ; ed ordinò gli scarpellini , per tagliar le pietre che si aveano da tagliare , per edificar la Casa di Dio . Davide apparecchiò ancora del ferro in gran quantità , per li chiodi , per gli usci delle porte , e per le spranghe , ed i perni ; e del rame , in tanta quantità , che il peso ne era senza fine ; e legname di cedro senza numero ; perciocchè i Sidonii e i Tirii conducevano legname di cedro in gran quantità a Davide . E Davide diceva : Salomone , mio figliuolo , è fanciullo , e tenero ; e la Casa che si deve edificare al Signore , ha da essere sommamente magnifica in fama ed in gloria appo tutti i paesi ; ora dunque io gliene farò gli apparecchi . Così Davide , davanti alla sua morte , apparecchiò le materie in gran quantità . E chiamò Salomone , suo figliuolo , e gli comandò di edificare una Casa al Signore Iddio d’ Israele ; e gli disse : Figliuol mio , io avea avuto in cuore di edificare una Casa al Nome del Signore Iddio mio ; ma la parola del Signore mi è sopraggiunta , dicendo : Tu hai sparso molto sangue , ed hai fatte di gran guerre ; tu non edificherai la Casa al mio Nome ; perciocchè tu hai sparso sangue assai in terra nel mio cospetto . Ma ecco , ei ti nascerà un figliuolo , il quale sarà uomo di pace ; ed io gli darò riposo da tutti i suoi nemici d’ ogn’ intorno ; perciocchè , come il suo nome sarà Salomone , così al suo tempo io darò pace e quiete ad Israele . Esso edificherà una Casa al mio Nome ; ed egli mi sarà figliuolo , ed io gli sarò padre ; ed io stabilirò il trono del suo regno sopra Israele in perpetuo . Ora , figliuol mio , sia il Signore teco , e prospera , ed edifica la Casa del Signore Iddio tuo , come egli ti ha promesso . Sol diati il Signore senno e prudenza , quando egli ti costituirà sopra Israele ; e ciò , per osservar la Legge del Signore Iddio tuo . Allora tu prospererai , se tu osservi di mettere ad effetto gli statuti e le leggi , che il Signore ha comandato a Mosè di dare ad Israele . Fortificati , e prendi animo ; non temere , e non isgomentarti . Or ecco , io , nella mia povertà , ho apparecchiati per la Casa del Signore centomila talenti d’ oro , e millemila talenti d’ argento ; quant’ è al rame ed al ferro , il peso n’ è senza fine ; perciocchè ve n’ è in gran quantità ; ho eziandio apparecchiato legname e pietre ; e tu ve ne potrai aggiugnere ancora più . Tu hai eziandio appresso di te molti lavoranti , scarpellini , ed artefici di pietre , e di legname , ed ogni sorte d’ uomini intendenti in ogni lavorio . L’ oro , l’ argento , il rame , e il ferro è innumerabile . Or mettiti all’ opera , e il Signore sarà teco . Davide comandò ancora a tutti i capi d’ Israele che porgessero aiuto a Salomone , suo figliuolo . E disse loro : Il Signore Iddio vostro non è egli con voi , e non vi ha egli dato riposo d’ ogn’ intorno ? conciossiachè egli mi abbia dati nelle mani gli abitanti del paese ; e il paese è stato soggiogato al Signore , ed al suo popolo . Ora dunque recate i cuori , e gli animi vostri , a ricercare il Signore Iddio vostro ; e mettetevi ad edificare il Santuario del Signore Iddio , per portar l’ Arca del Patto del Signore , e i sacri arredi di Dio , dentro alla Casa che si deve edificare al Nome del Signore . DAVIDE adunque , essendo vecchio , e sazio di giorni , costituì Salomone , suo figliuolo , re sopra Israele . E adunò tutti i capi d’ Israele , e i sacerdoti , e i Leviti . E i Leviti furono annoverati dall’ età di trent’ anni in su . E il numero di essi , annoverati gli uomini a testa a testa , fu di trentottomila . D’ infra essi ventiquattromila doveano vacare all’ opera della Casa del Signore ; e seimila doveano esser giudici ed ufficiali ; e quattromila , portinai ; ed altri quattromila doveano lodare il Signore con gli strumenti che io ho fatti , disse Davide , per lodarlo . E Davide li distribuì in ispartimenti , secondo i figliuoli di Levi : Gherson , Chehat , e Merari . De’ Ghersoniti furono Ladan e Simi . I figliuoli di Ladan furono tre : Iehiel il primo , poi Zetam , poi Ioel . I figliuoli di Simi furono tre : Selomit , ed Haziel , ed Haran . Questi furono i capi delle famiglie paterne de’ Ladaniti . E i figliuoli di Simi furono Iahat , e Zina , e Ieus , e Beria . Questi furono i figliuoli di Simi , in numero di quattro . E Iahat era il primo , e Zina il secondo ; ma Ieus , e Beria , perchè non moltiplicarono in figliuoli , furono messi in una medesima descrizione , come una medesima casa paterna . I figliuoli di Chehat furono quattro : Amram , Ishar , Hebron , ed Uzziel . I figliuoli di Amram furono Aaronne e Mosè . Ed Aaronne fu messo da parte , insieme co’ suoi figliuoli , in perpetuo , per santificar le cose santissime , per far profumi davanti al Signore , per ministrargli , e per benedire al nome di esso , in perpetuo . E quant’ è a Mosè , uomo di Dio , i suoi figliuoli furono nominati della tribù di Levi . I figliuoli di Mosè furono Ghersom ed Eliezer . De’ figliuoli di Ghersom , Sebuel fu il capo . E de’ figliuoli di Eliezer , Rehabia fu il capo ; ed Eliezer non ebbe altri figliuoli ; ma i figliuoli di Rehabia moltiplicarono sommamente . De’ figliuoli d’ Ishar , Selomit fu il capo . I figliuoli di Hebron furono Ieria il primo , Amaria il secondo , Iahaziel il terzo , e Iecamam il quarto . I figliuoli di Uzziel furono Mica il primo , ed Isia il secondo . I figliuoli di Merari furono Mahali , e Musi . I figliuoli di Mahali furono Eleazaro , e Chis . Ed Eleazaro morì , e non ebbe figliuoli , ma sol figliuole ; ed i figliuoli di Chis , lor fratelli , le presero per mogli . I figliuoli di Musi furono tre , Mahali , ed Eder , e Ieremot . Questi furono i figliuoli di Levi , secondo le lor famiglie paterne , capi di esse nelle lor descrizioni ; essendo annoverati per nome , a testa a testa , quelli che facevano l’ opera del servigio della Casa del Signore , dall’ età di vent’ anni in su . Perciocchè Davide disse : Il Signore Iddio d’ Israele ha dato riposo al suo popolo , ed ha presa la sua abitazione in Gerusalemme in perpetuo ; ed anche i Leviti non avranno più da portare il Tabernacolo , e tutti i suoi arredi per lo suo servigio . Conciossiachè negli ultimi registri di Davide , le descrizioni de’ figliuoli di Levi fossero fatte dall’ età di vent’ anni in su ; perciocchè il loro ufficio era di stare appresso dei discendenti d’ Aaronne , per lo servigio della Casa del Signore , ne’ cortili , e nelle camere ; e nel tener nette tutte le cose sacre , e per ogni altra opera del servigio della Casa di Dio ; e per li pani , che doveano esser posti per ordine , e per lo fior della farina per le offerte , e per le schiacciate azzime , e per le cose che doveano cuocersi nella padella , ed in su la tegghia ; e per ogni sorte di misure ; e per presentarsi ogni mattina , per celebrare , e lodare il Signore ; e così ogni sera ; ed ogni volta che si aveano da offerire olocausti al Signore , ne’ sabati , nelle calendi , nelle feste solenni ; in certo numero , secondo ch’ era ordinato del continuo , davanti al Signore ; e per osservar ciò che si dovea fare nel Tabernacolo della convenenza , e nel santuario , e per lo servigio de’ figliuoli di Aaronne , lor fratelli , per lo ministerio della Casa del Signore . OR quant’ è a’ figliuoli d’ Aaronne , i loro spartimenti furono questi : I figliuoli d’ Aaronne furono Nadab , ed Abihu , Eleazaro , ed Itamar . Ed essendo Nadab ed Abihu morti senza figliuoli davanti al padre loro , Eleazaro ed Itamar esercitaroro il sacerdozio . Or Davide li distribuì secondo gli ordini loro nel lor ministerio , essendo Sadoc de’ figliuoli di Eleazaro , ed Ahimelec de’ figliuoli d’ Itamar . Ed i figliuoli di Eleazaro si trovarono in più gran numero di capi d’ uomini , che i figliuoli di Itamar , quando gli spartimenti furono fatti . De’ figliuoli di Eleazaro vi erano sedici capi di famiglie paterne , e de’ figliuoli d’ Itamar otto . E gli spartimenti furono fatti a sorte , gli uni per mezzo gli altri ; perciocchè anche i capi del santuario , e della Casa di Dio , erano de’ figliuoli di Eleazaro , e de’ figliuoli d’ Itamar . E Semaia , figliuolo di Natanael , Scriba , della tribù di Levi , li descrisse davanti al re , e davanti a’ capi del popolo , ed al sacerdote Sadoc , e ad Ahimelec , figliuolo di Ebiatar , ed a’ capi delle famiglie paterne de’ sacerdoti , e de’ Leviti ; una casa paterna si prendeva de’ discendenti di Eleazaro , ed un’ altra congiuntamente di que’ d’ Itamar . La prima sorte adunque scadde a Ioiarib , la seconda a Iedaia , la terza ad Harim , la quarta a Seorim , la quinta a Malchia , la sesta a Miamin , la settima a Cos , l’ ottava ad Abia , la nona a Iesua , la decima a Secania , l’ undecima ad Eliasib , la duodecima a Iachim , la tredicesima ad Huppa , la quartadecima a Iesebeab , la quintadecima a Bilga , la sestadecima ad Immer , la diciassettesima ad Hezir , la diciottesima a Pisses , la diciannovesima a Petahia , la ventesima ad Ezechiele , la ventunesima a Iachin , la ventiduesima a Gamul , la ventesimaterza a Delaia , la ventiquattresima a Maazia . Questi furono i loro ordini nel lor ministerio , secondo i quali aveano da venir nella Casa del Signore , secondo che era loro ordinato , sotto la condotta di Aaronne , lor padre ; come il Signore Iddio d’ Israele gli avea comandato . E QUANT’ è al rimanente de’ figliuoli di Levi , de’ figliuoli di Amram , vi fu Subael ; e de’ figliuoli di Subael , Iedeia . Quant’ è a’ figliuoli di Rehabia , Isia fu il capo . Degl’ Ishariti , Selomot ; de’ figliuoli di Selomot , Iahat . De’ figliuoli di Hebron , Ieria era il primo , Amaria il secondo , Iahaziel il terzo , Iecamam il quarto . De’ figliuoli di Uzziel fu capo Mica ; de’ figliuoli di Mica , Samir . Il fratello di Mica fu Isia ; de’ figliuoli d’ Isia , Zaccaria fu il capo . I figliuoli di Merari furono Mehali , e Musi ; e de’ figliuoli di Iaazia , Beno fu il capo . I figliuoli di Merari , per Iaazia , furono Beno , e Soham , e Zaccur , ed Ibri . Di Mahali il capo fu Eleazaro , il quale non ebbe figliuoli . Quant’ è a Chis , il capo de’ suoi figliuoli fu Ierameel . E de’ figliuoli di Musi furono i capi Mahali , ed Eder , e Ierimot . Questi furono i figliuoli de’ Leviti , secondo le lor case paterne . E tirarono anch’ essi le sorti , al pari de’ figliuoli d’ Aaronne , lor fratelli , in presenza del re Davide , e di Sadoc , e d’ Ahimelec , e de’ capi delle famiglie paterne de’ sacerdoti , e de’ Leviti ; le principali delle case paterne essendo pareggiate ad altre più piccole de’ lor fratelli . POI Davide ed i capi dell’ esercito fecero , fra i figliuoli di Asaf , e di Heman , e di Iedutun , gli spartimenti del servigio di quelli che aveano da profetizzar con cetere , con salteri , e con cembali ; e la lor descrizione fu fatta d’ uomini abili all’ opera del lor ministerio . I figliuoli di Asaf furono Zaccur , e Iosef , e Netania , ed Asareela , figliuoli di Asaf , il qual profetizzava sotto il re . I figliuoli di Iedutun furono Ghedalia , e Seri , ed Isaia , ed Hasabia , e Mattitia , e Simi , sei in tutto , con cetere , sotto la condotta di Iedutun , lor padre , che profetizzava in celebrare e lodare il Signore . I figliuoli di Heman furono Bucchia , Mattania , Uzziel , Sebuel , e Ierimot , Hanania , Hanani , Eliata , Ghiddalti , Romamtiezer , Iosbecasa , Malloti , Hotir , e Mahaziot . Tutti questi furono figliuoli di Heman , veggente del re , nelle parole di Dio , pertinenti ad innalzare il corno . E Iddio avea dati ad Heman quattordici figliuoli , e tre figliuole . Tutti costoro , sotto la condotta dei lor padri , vacavano alla musica della Casa del Signore , con cembali , salteri , e cetere , per lo ministerio della Casa di Dio ; ed Asaf , Iedutun , ed Heman , erano sotto la condotta del re . E il numero loro , co’ lor fratelli , ammaestrati nella musica del Signore , era di dugentottantotto , tutti mastri cantori . E si tirarono le sorti delle mute del servigio , i piccoli al par de’ grandi , i mastri al par de’ discepoli . E la prima sorte scadde per Asaf , a Iosef ; la seconda a Ghedalia , il quale , coi suoi fratelli , e figliuoli , faceva il numero di dodici ; la terza a Zaccur , il quale , co’ suoi figliuoli , e fratelli , faceva il numero di dodici ; la quarta ad Isri , il quale , co’ suoi figliuoli , e fratelli , faceva il numero di dodici ; la quinta a Netania , il quale , co’ suoi figliuoli , e fratelli , faceva il numero di dodici ; la sesta a Bucchia , il quale , co’ suoi figliuoli , e fratelli , faceva il numero di dodici ; la settima a Iesareela , il quale , co’ suoi figliuoli , e fratelli , faceva il numero di dodici ; l’ ottava ad Isaia , il quale , coi suoi figliuoli , e fratelli , faceva il numero di dodici ; la nona a Mattania , il quale , co’ suoi figliuoli , e fratelli , faceva il numero di dodici ; la decima a Simi , il quale , co’ suoi figliuoli , e fratelli , faceva il numero di dodici ; l’ undecima ad Azareel , il quale , co’ suoi figliuoli , e fratelli , faceva il numero di dodici ; la duodecima ad Hasabia , il quale , co’ suoi figliuoli , e fratelli , faceva il numero di dodici ; la tredecima a Subael , il quale , co’ suoi figliuoli , e fratelli , faceva il numero di dodici ; la quartadecima a Mattitia , il quale , co’ suoi figliuoli , e fratelli , faceva il numero di dodici ; la quintadecima a Ieremot , il quale , co’ suoi figliuoli , e fratelli , faceva il numero di dodici ; la sestadecima ad Hanania , il quale , co’ suoi figliuoli , e fratelli , faceva il numero di dodici ; la diciassettesima a Iosbecasa , il quale , co’ suoi figliuoli , e fratelli , faceva il numero di dodici ; la diciottesima ad Hanani , il quale , co’ suoi figliuoli , e fratelli , faceva il numero di dodici ; la diciannovesima a Malloti , il quale , co’ suoi figliuoli , e fratelli , faceva il numero di dodici ; la ventesima ad Eliata , il quale , co’ suoi figliuoli , e fratelli , faceva il numero di dodici ; la ventunesima ad Hotir , il quale , co’ suoi figliuoli , e fratelli , faceva il numero di dodici ; la ventiduesima a Ghiddalti , il quale , co’ suoi figliuoli , e fratelli , faceva il numero di dodici ; la ventesimaterza a Mahaziot , il quale , co’ suoi figliuoli , e fratelli , faceva il numero di dodici ; la ventiquattresima a Romamtiezer , il quale , co’ suoi figliuoli , e fratelli , faceva il numero di dodici ; QUANT’ è agli spartimenti de’ portinai , d’ infra i Coriti vi fu Meselemia , figliuolo di Asaf . E Meselemia ebbe questi figliuoli : Zaccaria il primogenito , Iediael il secondo , Zebadia il terzo , Iatniel il quarto , Elam il quinto , Iohanan il sesto , Elioenai il settimo . Ed Obed-Edom ebbe questi figliuoli : Semaia il primogenito , Iozabed il secondo , Ioa il terzo , Sacar il quarto , Natanael il quinto , Ammiel il sesto , Issacar il settimo , Peulletai l’ ottavo ; perciocchè Iddio l’ avea benedetto . A Semaia ancora , figliuolo di esso , nacquero figliuoli , i quali signoreggiarono sopra la casa del padre loro ; perciocchè erano uomini di valore . I figliuoli di Semaia furono Otni , e Refael , ed Obed , ed Elzabad , suoi fratelli , uomini di valore ; ed Elihu , e Semachia . Tutti costoro furono de’ figliuoli di Obed-Edom , coi lor figluioli , e i lor fratelli , uomini di valore , e forti per lo servigio , in numero di sessantadue , usciti di Obed-Edom . E i figliuoli , ed i fratelli di Meselemia furono diciotto , uomini di valore . E i figliuoli di Hosa , de’ figliuoli di Merari , furono Simri , il capo perciocchè , benchè egli non fosse il primogenito , pur suo padre lo costituì capo ; Hilchia il secondo , Tebalia il terzo , Zaccaria il quarto . Tutti i figliuoli , e i fratelli di Hosa furono tredici . Fra costoro si fecero gli spartimenti de’ portinai , per teste d’ uomini , a mute di servigio , al pari de’ lor fratelli , per servir nella Casa del Signore . E trassero le sorti , così per li piccoli , come per li grandi , secondo le lor case paterne , per ciascuna porta . E la sorte per la porta orientale scadde a Selemia . E poi , tratte di nuovo le sorti , la sorte scadde a Zaccaria , savio consigliere , figliuolo di esso , per la porta settentrionale . Ad Obed-Edom scadde la sorte per la porta meridionale ; ed a’ suoi figliuoli scadde il luogo delle collette . A Suppim , e ad Hosa , scadde la sorte verso Occidente , insieme con la porta di Sallechet , nella strada della salita . Le mute erano uguali l’ una all’ altra . Verso Oriente vi erano sei Leviti ; e verso Aquilone quattro per giorno ; e verso il Mezzodì quattro per giorno ; e ne’ luoghi delle collette due per uno . Dal lato di Parbar , verso Occidente , ve n’ erano quattro in su la strada , e due in Parbar . Questi furono gli spartimenti de’ portinai fra i figliuoli di Core , ed i figliuoli di Merari . E QUANT’ è agli altri Leviti , Ahia era sopra i tesori della Casa di Dio , e sopra i tesori delle cose consacrate . Quant’ è a’ figliuoli di Ladan , cioè , a’ figliuoli de’ Ghersoniti , discesi di Ladan , vi furono questi capi delle famiglie paterne di Ladan Ghersonita , cioè : Iehieli ; ed i figliuoli di Iehieli ; e Zetam , e Ioel , suo fratello , i quali ebbero il carico de’ tesori della Casa del Signore . Quant’ è agli Amramiti , Ishariti , Hebroniti , ed Uzzieliti . Sebuel , figliuolo di Ghersom , figliuolo di Mosè , era soprantendente sopra i tesori . E quant’ è a’ suoi fratelli , dal lato di Eliezer , di cui fu figliuolo Rehabia , di cui fu figliuolo Isaia , di cui fu figliuolo Gioram , di cui fu figliuolo Zicri , di cui fu figliuolo Selomit ; questo Selomit , e i suoi fratelli , erano sopra tutti i tesori delle cose sacre , che il re Davide , e i capi delle famiglie paterne , d’ infra i capi delle migliaia , e delle centinaia , e i capitani dell’ esercito , aveano consacrate , avendole consacrate delle guerre , e delle spoglie , per riparar la Casa del Signore ; insieme con tutto quello che il veggente Samuele , e Saulle , figliuolo di Chis , ed Abner , figliuolo di Ner , e Ioab , figliuolo di Seruia , aveano consacrato . Se alcuno consacrava alcuna cosa , quello era messo sotto le mani di Selomit , e de’ suoi fratelli . QUANT’ è agli Ishariti , Chenania e i suoi figliuoli aveano il carico dell’ opera di fuori , sopra Israele , come ufficiali , e giudici . Quant’ è agli Hebroniti , Hasabia , e i suoi fratelli uomini di valore , in numero di mille settecento , aveano il carico del reggimento d’ Israele di qua dal Giordano , verso Occidente , in ogni opera del Signore , e nel servigio del re . Quant’ è agli altri Hebroniti , Ieria fu il capo delle lor generazioni , divise per famiglie paterne . L’ anno quarantesimo del regno di Davide furono ricercati , e si trovarono fra essi in Iazer di Galaad degli uomini prodi e valorosi . Poi v’ erano i fratelli di esso , uomini di valore , capi di famiglie paterne , in numero di duemila settecento . E il re Davide li costituì sopra i Rubeniti , e sopra i Gaditi , e sopra la mezza tribù di Manasse , in ogni affare di Dio e del re . ORA quant’ è a’ figliuoli d’ Israele , secondo le lor descrizioni per capi di famiglie paterne , e capitani di migliaia , e di centinaia , ed i loro ufficiali , ogni spartimento di coloro che servivano al re secondo tutto l’ ordine degli spartimenti , de’ quali ciascuno entrava ed usciva di mese in mese , per tutti i mesi dell’ anno era di ventiquattromila uomini . Iasobam , figliuolo di Zabdiel , era sopra il primo spartimento , per lo primo mese ; e nel suo spartimento v’ erano ventiquattromila uomini . Egli era il capo sopra tutti i capitani del primo mese ; ed era de’ figliuoli di Fares . E sopra lo spartimento del secondo mese era Dodai Ahoheo ; e nel suo spartimento , nel quale v’ erano ventiquattromila uomini , Miclot era il conduttore . Il capo del terzo esercito , per lo terzo mese , era Benaia , figliuolo di Gioiada , principale ufficiale ; ed egli era capitano in capo ; e nel suo spartimento vi erano ventiquattromila uomini . Questo Benaia era uomo prode fra i trenta , ed era sopra i trenta ; ed Ammizzabad , suo figliuolo , era sopra lo spartimento di esso . Il quarto , per lo quarto mese , era Asael , fratello di Ioab ; e , dopo lui , Zebadia , suo figliuolo ; e nel suo spartimento v’ erano ventiquattromila uomini . Il quinto capo , per lo quinto mese , era Samhut Israhita ; e nel suo spartimento v’ erano ventiquattromila uomini . Il sesto , per lo sesto mese , era Ira , figliuolo d’ Icches Tecoita ; e nel suo spartimento v’ erano ventiquattromila uomini . Il settimo , per lo settimo mese , era Heles Pelonita , de’ figliuoli di Efraim ; e nel suo spartimento v’ erano ventiquattromila uomini . L’ ottavo , per l’ ottavo mese , era Sibbecai Husatita , della nazione de’ Zarhiti ; e nel suo spartimento v’ erano ventiquattromila uomini . Il nono , per lo nono mese , era Abiezer Anatotita , de’ figliuoli di Beniamino ; e nel suo spartimento v’ erano ventiquattromila uomini . Il decimo , per lo decimo mese , era Maharai Netofatita , della nazione dei Zarhiti ; e nel suo spartimento vi erano ventiquattromila uomini . L’ undecimo , per l’ undecimo mese , era Benaia Piratonita , de’ figliuoli di Efraim ; e nel suo spartimento v’ erano ventiquattromila uomini . Il duodecimo , per lo duodecimo mese , era Heldai Netofatita , della progenie di Otniel ; e nel suo spartimento v’ erano ventiquattromila uomini . OLTRE a ciò , vi erano de’ conduttori sopra le tribù d’ Israele ; Eliezer , figliuolo di Zicri , era conduttore dei Rubeniti ; Sefatia , figliuolo di Maaca , dei Simeoniti ; Hasabia , figliuolo di Chemuel , de’ Leviti ; Sadoc , degli Aaroniti ; Elihu , de’ fratelli di Davide , di que’ di Giuda ; Omri , figliuolo di Micael , degl’ Issacariti ; Ismaia , figliuolo di Obadia , de’ Zabuloniti ; Ierimot , figliuolo di Azriel , de’ Neftaliti ; Hosea , figliuolo di Azazia , de’ figliuoli di Efraim ; Ioel , figliuolo di Pedaia , della mezza tribù di Manasse ; Iddo , figliuolo di Zaccaria , dell’ altra mezza tribù di Manasse , in Galaad ; Iaaziel , figliuolo di Abner , dei Beniaminiti ; Azareel , figliuolo di Ieroham , de’ Daniti . Questi furono i capi principali delle tribù d’ Israele . E Davide non levò il numero di essi dall’ età di vent’ anni in giù ; perciocchè il Signore avea detto d’ accrescere Israele come le stelle del cielo . Ioab , figliuolo di Seruia , avea ben cominciato ad annoverare così il popolo , ma non finì ; e per questo vi fu indegnazione contro ad Israele ; laonde quella descrizione non fu messa fra le descrizioni poste ne’ registri del re Davide . ED Azmavet , figliuolo di Adiel , era sopra i tesori del re ; e Gionatan , figliuolo di Uzzia , era sopra i tesori della campagna , nelle città , nelle villate , e nelle castella ; ed Ezri , figliuolo di Chelub , era sopra quelli che lavoravano nella campagna nel lavoro della terra ; e Simi Ramatita era sopra le vigne ; e Zabdi Sifmita era sopra i cellieri ch’ erano nei vignai , e sopra le conserve del vino ; e Baal-hanan Ghederita , era sopra gli ulivi , e sopra i fichi , ch’ erano nella campagna ; e Gioas era sopra i cellieri dell’ olio ; e Sitrai Saronita era sopra gli armenti che pascevano in Saron ; e Safat , figliuolo di Adlai , era sopra gli armenti che pascevano nelle valli ; ed Obil Ismaelita era sopra i cammelli ; e Iedeia Merenotita era sopra le asine . E Iaziz Hagareno era sopra le gregge del minuto bestiame . Tutti costoro aveano il governo delle facoltà del re Davide . E Gionatan , zio di Davide , uomo intendente e letterato , era consigliere ; e Iehiel , figliuolo di Hacmoni , era co’ figliuoli del re ; ed Ahitofel era consigliere del re ; ed Husai Archita era famigliare del re ; e dopo Ahitofel , fu Gioiada , figliuolo di Benaia , ed Ebiatar ; e Ioab era capo dell’ esercito del re . OR Davide adunò in Gerusalemme tutti i capi d’ Israele , i capi delle tribù , ed i capitani degli spartimenti che servivano al re , ed anche i capi delle migliaia , e delle centinaia , e quelli che aveano il governo di tutte le facoltà , e del bestiame del re ; ed i suoi figliuoli , e gli uomini della sua corte , e gli uomini prodi , ed ogni uomo di valore . E il re Davide si levò in piè , e disse : Ascoltatemi , fratelli miei , e popol mio ; io avea in cuore di edificare una Casa di riposo all’ Arca del Patto del Signore ; ed allo scannello de’ piedi del nostro Dio ; ed avea fatto l’ apparecchio per edificarla . Ma Iddio mi ha detto : Tu non edificherai la Casa al mio Nome ; perciocchè tu sei uomo di guerra , ed hai sparso molto sangue . Ora , come il Signore Iddio d’ Israele mi ha eletto d’ infra tutta la casa di mio padre , per esser re sopra Israele , in perpetuo conciossiachè egli abbia eletto Giuda per conduttore , e la casa di mio padre , d’ infra la casa di Giuda , ed abbia gradito me , d’ infra i figliuoli di mio padre , per costituirmi re sopra tutto Israele ; così d’ infra tutti i miei figliuoli avendomene il Signore dati molti , egli ha eletto Salomone , mio figliuolo , per sedere sopra il trono del regno del Signore , sopra Israele . E mi ha detto : Il tuo figliuolo Salomone edificherà la mia Casa , ed i miei cortili ; perciocchè io me l’ ho eletto per figliuolo , e io gli sarò padre . E stabilirò il suo regno in perpetuo ; purchè egli perseveri fermamente in mettere in opera i miei comandamenti , e le mie leggi , come al dì d’ oggi . Ora dunque , davanti agli occhi di tutto Israele , della raunanza del Signore , ed agli orecchi dell’ Iddio nostro , io vi protesto che osserviate , e ricerchiate tutti i comandamenti del Signore Iddio vostro ; acciocchè possediate questo buon paese , e lo lasciate in eredità a’ vostri figliuoli , dopo voi , in perpetuo . E tu , Salomone , figliuol mio , riconosci l’ Iddio di tuo padre , e servigli di cuore intiero , e d’ animo volenteroso ; perciocchè il Signore ricerca tutti i cuori , e conosce tutte le immaginazioni de’ pensieri ; se tu lo cerchi , tu lo troverai ; ma , se tu l’ abbandoni , egli ti rigetterà in perpetuo . Vedi ora che il Signore ti ha eletto per edificare una Casa per Santuario ; fortificati , e mettiti all’ opera . Allora Davide diede a Salomone , suo figliuolo , il modello del portico , e delle sue case , e delle sue celle , e delle sue sale , e delle sue camere di dentro e del luogo del propiziatorio ; ed in somma , il modello di tutto quello ch’ egli avea disegno per lo Spirito di fare ne’ cortili della Casa del Signore , ed in tutte le camere d’ intorno , per li tesori della Casa di Dio , e per li tesori delle cose consacrate ; e per gli spartimenti de’ sacerdoti , e de’ Leviti ; e per ogni uso del servigio della Casa del Signore ; e per tutti gli arredi del servigio della Casa del Signore . Gli diede ancora dell’ oro , secondo il peso di tutti gli arredi di ciascun servigio , che doveano esser d’ oro ; e dell’ argento , secondo il peso di tutti gli arredi di ciascun servigio , che doveano esser d’ argento . E il peso che conveniva per li candellieri d’ oro , e per le lor lampane d’ oro , secondo il peso di ciascun candelliere , e delle sue lampane ; e il peso che conveniva per li candellieri d’ argento , secondo il peso di ciascun candelliere , e delle sue lampane , secondo il servigio di ciascun candelliere ; e il peso dell’ oro che conveniva per ciascuna delle tavole de’ pani , che doveano del continuo esser disposti per ordine ; e il peso dell’ argento che conveniva per le tavole d’ argento ; e dell’ oro puro , per le forcelle , e per li bacini , e per li nappi ; e parimente dell’ oro a certo peso , per le coppe d’ oro , secondo il peso di ciascuna di esse ; e dell’ argento a certo peso per le coppe d’ argento , secondo il peso di ciascuna di esse . Gli diede ancora dell’ oro affinato a certo peso per l’ Altar de’ profumi ; e per la figura del carro , e de’ Cherubini , che aveano da spander le ale , e coprir l’ Arca del patto del Signore disopra . Il Signore , disse Davide , mi ha dichiarato , per iscritto di sua mano , che mi è stato recato , tutte queste cose , tutti i lavori di questo modello . Poi disse a Salomone , suo figliuolo : Prendi animo , e fortificati , e mettiti all’ opera ; non temere , e non isgomentarti ; perciocchè il Signore Iddio , l’ Iddio mio , sarà teco ; egli non ti lascerà , e non ti abbandonerà finchè tu abbia compiuta tutta l’ opera del servigio della Casa del Signore . Ed ecco gli spartimenti de’ sacerdoti , e de’ Leviti , per tutto il servigio della Casa di Dio ; ed essi saranno teco in tutta l’ opera ; oltre a tutti quelli che volontariamente s’ impiegheranno , secondo la loro industria , in ogni sorte di servigio ; insieme co’ capi , e tutto il popolo , ad ogni tuo comando . POI il re Davide disse a tutta la raunanza : Iddio ha eletto un solo , Salomone , mio figliuolo , il quale è ancora giovane e tenero ; e pur quest’ opera è grande ; perciocchè questo palazzo non è per un uomo , anzi per lo Signore Iddio . Quant’ è a me , io ho fatto , secondo ogni mia possibilità , apparecchio per la Casa dell’ Iddio mio : d’ oro , per le cose che hanno ad esser d’ oro ; d’ argento , per le cose che hanno ad esser d’ argento ; di rame , per le cose che hanno ad esser di rame ; di ferro , per le cose che hanno ad esser di ferro ; e di legname , per le cose che hanno ad esser di legno ; di pietre onichine , e di pietre da incastonare , e di pietre variate , e di pietre preziose d’ ogni maniera , e di pietre di marmo in gran quantità . Ed anche per l’ affezione che io ho alla Casa dell’ Iddio mio , del mio tesoro riposto d’ oro e d’ argento , io dono per la Casa dell’ Iddio mio , di soprappiù , oltre a tutto ciò che io ho apparecchiato per la Casa del Santuario : tremila talenti d’ oro , d’ oro di Ofir , e settemila talenti d’ argento affinato , per coprir le pareti delle case ; per far d’ oro , ciò che deve esser d’ oro , e d’ argento ciò che deve esser d’ argento , e per ogni lavoro che si deve fare dagli artefici . Ora chi è colui che volontariamente si disponga a fare oggi offerta al Signore ? Allora i capi principali delle famiglie paterne , ed i capi delle tribù d’ Israele , ed i capi delle migliaia , e delle centinaia , insieme con quelli che aveano il governo degli affari del re , offerse volontariamente ; e diedero , per lo servigio della Casa di Dio , cinquemila talenti , e diecimila dramme d’ oro , e diecimila talenti d’ argento , e diciottomila talenti di rame , e centomila talenti di ferro . E chiunque ritrovò appresso di sè delle pietre , le mise del tesoro della Casa del Signore , in mano di Iehiel Ghersonita . E il popolo si rallegrò di ciò che coloro offerivano volontariamente ; perciocchè d’ un cuore intiero facevano le loro offerte volontarie al Signore . Il re Davide se ne rallegrò anch’ egli grandemente . POI Davide benedisse il Signore in presenza di tutta la raunanza , e disse : Benedetto sii tu , o Signore Iddio d’ Israele , nostro padre , da un secolo all’ altro . A te , Signore , appartiene la grandezza , e la potenza , e la gloria , e l’ eternità , e la maestà ; perciocchè tutto quello ch’ è in cielo , ed in terra , è tuo ; tuo , Signore , è il regno ; e tu sei quel che t’ innalzi in capo sopra ogni cosa . Le ricchezze ancora , e la gloria , vengono da te , e tu signoreggi sopra ogni cosa ; e in man tua è forza e potenza ; in man tua ancora è d’ ingrandire , e di fortificar chi che sia . Ora dunque , o Dio nostro , noi ti celebriamo , e lodiamo il tuo Nome glorioso . Perciocchè chi son io , e chi è il mio popolo , che noi abbiamo il potere di offerirti volontariamente cotanto ? ma il tutto viene da te , ed avendolo ricevuto di man tua , noi te lo rendiamo . Perciocchè noi siamo forestieri e avveniticci nel tuo cospetto , come furono tutti i nostri padri ; i nostri giorni sono sopra la terra come un’ ombra , e non vi è speranza alcuna . Signore Iddio nostro , tutta questa abbondanza , che noi abbiamo apparecchiata per edificarti una Casa al tuo Nome santo , viene dalla tua mano , e il tutto appartiene a te . Ed io , o Dio mio , conoscendo che tu provi i cuori , e gradisci la dirittura , ho , nella dirittura del mio cuore , volontariamente offerte tutte queste cose ; ed oltre a ciò , ho veduto ora con allegrezza il tuo popolo , che si ritrova , farti la sua offerta volontariamente . O Signore Iddio d’ Abrahamo , d’ Isacco , e d’ Israele , nostri padri , mantieni questo in perpetuo nell’ immaginazione de’ pensieri del cuor del tuo popolo , e addirizza il cuor loro a te . Ed a Salomone , mio figliuolo , da’ un cuore intiero , per osservare i tuoi comandamenti , le tue testimonianze , ed i tuoi statuti , e per mettere il tutto in opera , e per edificare il palazzo , del quale io ho fatto l’ apparecchio . Poi Davide disse a tutta la raunanza : Or benedite il Signore Iddio vostro . E tutta la raunanza benedisse il Signore Iddio de’ suoi padri , e s’ inchinò , e adorò il Signore , e fece riverenza al re . E il giorno seguente sacrificò sacrificii al Signore , e gli offerse olocausti : mille giovenchi , mille montoni , mille agnelli , insieme con le loro offerte da spandere ; e de’ sacrificii in gran numero per tutto Israele . E mangiarono , e bevvero in quel dì , nel cospetto del Signore , con grande allegrezza ; e di nuovo costituirono re Salomone , figliuolo di Davide , e l’ unsero al Signore per conduttore , e Sadoc per sacerdote . E Salomone sedette sopra il trono del Signore , per esser re , in luogo di Davide , suo padre , e prosperò , e tutto Israele gli ubbidì . E tutti i capi , e gli uomini prodi , ed anche tutti i figliuoli del re Davide , posero la mano sotto al re Salomone . E il Signore ingrandì sommamente Salomone , nel cospetto di tutto Israele , e mise in lui una maestà reale la cui pari non era stata in alcun re che avesse regnato davanti a lui sopra Israele . Così Davide figliuolo d’ Isai , regnò sopra tutto Israele ; e il tempo ch’ egli regnò sopra Israele fu di quarant’ anni . In Hebron egli regnò sett’ anni , e in Gerusalemme trentatrè anni ; poi morì in buona vecchiezza , sazio di giorni , di ricchezze , e di gloria ; e Salomone , suo figliuolo , regnò in luogo suo . Ora , quant’ è a’ fatti del re Davide , primi ed ultimi ; ecco , sono scritti nel libro di Samuele veggente , e nel libro del profeta Natan , e nel libro di Gad veggente ; insieme con tutto il suo regno , e la sua prodezza , ed i tempi che passarono sopra lui , e sopra Israele , e sopra tutti i regni di que’ paesi . OR Salomone , figliuolo di Davide , si fortificò nel suo reame ; e il Signore Iddio suo fu con lui , e l’ ingrandì sommamente . E Salomone parlò a tutto Israele , ai capi delle migliaia , e delle centinaia , ed ai giudici , ed a tutti i principali di tutto Israele , capi di famiglie paterne . Ed egli , con tutta questa raunanza , andò all’ alto luogo ch’ era in Gabaon ; perciocchè quivi era il Tabernacolo della convenenza di Dio , il qual Mosè , servitor del Signore , avea fatto nel deserto . Ma Davide avea trasportata l’ Arca di Dio , da Chiriat-iearim , nel luogo ch’ egli le avea apparecchiato ; perciocchè egli le avea teso un Tabernacolo in Gerusalemme . L’ altar di rame , che Besaleel , figliuolo di Uri , figliuolo di Hur , avea fatto , era eziandio quivi in Gabaon , davanti al Tabernacolo del Signore . E Salomone , e la raunanza , lo ricercò . E Salomone offerse quivi , davanti al Signore , sopra l’ altar di rame , ch’ era nel Tabernacolo della convenenza , mille olocausti . In quella notte Iddio apparve a Salomone , e gli disse : Chiedi ciò che tu vuoi che io ti dia . E Salomone disse a Dio : Tu hai usata gran benignità inverso Davide , mio padre , avendomi costituito re in luogo suo . Ora , o Signore Iddio , sia verificata la tua parola , che tu hai detta a Davide , mio padre ; perciocchè tu mi hai costituito re sopra un popolo , che è in gran numero come la polvere della terra . Dammi ora sapienza , e scienza , per andare e venir davanti a questo popolo ; perciocchè , chi potrebbe giudicare questo tuo gran popolo ? E Iddio disse a Salomone : Perciocchè tu hai avuto questo in cuore , e non hai chieste ricchezze , nè facoltà , nè gloria , nè la vita de’ tuoi nemici ; nè anche hai chiesta lunga vita ; anzi hai chiesta sapienza , e scienza , per poter giudicare il mio popolo , sopra il quale io ti ho costituito re , sapienza e scienza ti è data ; ed anche ti donerò ricchezze , e facoltà , e gloria , la cui pari i re che sono stati davanti a te non hanno avuta , e non avranno quelli che saranno dopo te . Poi Salomone se ne venne in Gerusalemme , dall’ alto luogo ch’ era in Gabaon , d’ innanzi al Tabernacolo della convenenza ; e regnò sopra Israele . E SALOMONE adunò carri e cavalieri ; ed ebbe mille quattrocento carri , e dodicimila cavalieri , i quali egli stanziò per le città dove teneva i carri , ed appresso del re in Gerusalemme . E il re fece che l’ argento e l’ oro erano in Gerusalemme in copia come le pietre ; ed i cedri come i sicomori , che son per la campagna . Ora , quant’ è alla tratta dei cavalli , e del filo , che Salomone avea di Egitto , i fattori del re prendevano il filo a certo prezzo ; e comperavano , e traevano fuor di Egitto due coppie di cavalli , per seicento sicli d’ argento ; e ciascun cavallo , per cencinquanta . E così per le mani di que’ fattori se ne traeva fuori , per tutti i re degli Hittei , e per i re della Siria . OR Salomone , avendo deliberato di edificare una Casa al Nome del Signore , e la sua casa reale , annoverò settantamila uomini da portar pesi , e ottantamila da tagliar pietre nel monte , e tremila siecento commissari sopra essi . Poi mandò a dire ad Huram , re di Tiro : Fa’ inverso me come tu facesti inverso Davide , mio padre , al quale tu mandasti cedri , per edificarsi una casa per abitarvi . Ecco , io edifico una Casa al nome del Signore Iddio mio , per consacrargliela , per far profumi di aromati davanti a lui , e per presentargli i pani che hanno da esser del continuo disposti per ordine , e per offerirgli olocausti della mattina e della sera , e de’ sabati , e delle calendi , e delle feste solenni del Signore Iddio nostro , come ciò è imposto in perpetuo ad Israele . Or la Casa , ch’ io edifico è grande ; perciocchè l’ Iddio nostro è grande più che tutti gl’ Iddii . E chi avrebbe il potere di edificargli una Casa ? conciossiachè i cieli , e i cieli de’ cieli , non lo possano comprendere ? e chi son io , che io gli edifichi una Casa , se non che sia per far profumi davanti a lui ? Ora dunque , mandami un uomo intendente in lavorare in oro , e in argento , e in rame , e in ferro , e in porpora , e in iscarlatto , e in violato ; e che sappia lavorar d’ intagli ; acciocchè sia con gli uomini industriosi che io ho appresso di me in Giuda , ed in Gerusalemme , i quali Davide , mio padre , avea ordinati . Mandami ancora dal Libano del legname di cedro , di abete , e di algummim , perciocchè io so che i tuoi servitori sanno tagliar il legname del Libano ; ed ecco , i miei servitori saranno co’ tuoi ; acciocchè mi apparecchino legname in gran quantità ; perciocchè la Casa , che io son per edificare , ha da esser maravigliosamente grande . Ed ecco , io darò a’ tuoi servitori , che taglieranno le legne , ventimila cori di grano battuto , e ventimila cori d’ orzo , e ventimila bati di vino , e ventimila bati d’ olio . Ed Huram , re di Tiro , rispose per lettere a Salomone , e gli mandò a dire : Perciocchè il Signore ama il suo popolo , egli ti ha costituito re sopra lui . Huram gli mandò ancora a dire : Benedetto sia il Signore Iddio d’ Israele , il quale ha fatto il cielo e la terra , perchè ha dato al re Davide un figliuolo savio , prudente , e intendente , che ha da edificare una Casa al Signore , ed una casa reale per sè . Ora dunque , io ti mando un uomo industrioso e intendente , il quale è stato di Huram , mio padre ; il quale è figliuolo d’ una donna delle figliuole di Dan , ma suo padre era Tirio ; che sa lavorare in oro ed in argento , in rame , in ferro , in pietre , ed in legname , ed in porpora , in violato , in bisso , ed in iscarlatto ; e fare qualunque sorte d’ intaglio , e di disegno di qualunque cosa gli sia proposta ; acciocchè sia co’ tuoi maestri , e con quei di Davide , tuo padre , mio signore . Ora dunque , mandi il mio signore a’ suoi servitori il grano , e l’ orzo , e l’ olio , e il vino , ch’ egli ha detto . E noi taglieremo dal Libano del legname quanto avrai bisogno , e te lo condurremo per foderi in sul mare , fino a Iafo ; e di là tu lo farai trasportare in Gerusalemme . E Salomone fece la rassegna di tutti gli uomini forestieri ch’ erano nel paese d’ Israele , dopo la descrizione che Davide , suo padre , ne avea fatta ; e se ne trovò cencinquantatremila seicento ; dei quali egli ordinò settantamila da portar pesi , ed ottantamila da tagliar pietre nel monte ; e tremila seicento per esser commissari da far sollecitamente lavorar la gente . E SALOMONE cominciò ad edificar la Casa del Signore in Gerusalemme , nel monte Moria , ch’ era stato mostrato a Davide , suo padre , nel luogo che Davide avea apparecchiato , cioè , nell’ aia di Ornan Gebuseo . Ed egli cominciò ad edificare nel secondo giorno del secondo mese , l’ anno quarto del suo regno . Or queste sono le misure della pianta del disegno di Salomone , per edificar la Casa di Dio ; la lunghezza era di sessanta cubiti di prima misura ; e la larghezza di venti . E il Portico , ch’ era in capo della lunghezza della Casa , in fronte della larghezza di essa , era di venti cubiti ; e l’ altezza era di centoventi cubiti ; e Salomone lo coperse di dentro d’ oro puro . E coperse la Casa grande di legno di abete ; e disopra la coperse d’ oro puro , e fece fare sopra essa delle palme , e delle intralciature . Coperse anche la Casa di pietre preziose per ornamento ; e quell’ oro era oro di Parvaim . Così coperse d’ oro la Casa , le travi , gli stipiti , e le pareti , e gli usci di essa ; e fece intagliar de’ Cherubini sopra le pareti . Fece eziandio il luogo Santissimo , la cui lunghezza era di venti cubiti , al pari della larghezza della Casa ; e la larghezza di venti cubiti ; e lo coperse d’ oro fino , che ascendeva fino alla somma di seicento talenti . E il peso de’ chiodi ascendeva a cinquanta sicli d’ oro . Coperse eziandio d’ oro le sale . Fece ancora nel luogo Santissimo due Cherubini di lavoro di statuario , e furono coperti d’ oro . E le ale de’ Cherubini aveano venti cubiti di lunghezza ; una delle ale avea cinque cubiti di lunghezza , e toccava la parete della Casa ; e l’ altra avea parimente cinque cubiti , e toccava l’ ala dell’ altro Cherubino . Così anche una delle ale dell’ altro Cherubino avea cinque cubiti , e toccava la parete della Casa ; e l’ altra avea parimente cinque cubiti , e giungeva all’ ala dell’ altro Cherubino . Le ale di questi Cherubini si spandevano per venti cubiti ; ed essi erano in piè , e le facce loro erano volte verso il di dentro dalla Casa . Fece ancora la Cortina di violato , e di porpora , e di scarlatto , e di bisso ; e fece far sopra essa de’ Cherubini . E , per metter davanti alla Casa , fece due colonne , che aveano di lunghezza trentacinque cubiti ; e i capitelli ch’ erano in cima di ciascuna di esse , erano di cinque cubiti . Ora , come egli avea fatte delle intralciature nell’ oracolo , così ancora ne mise in cima delle colonne . Fece anche cento melegrane , le quali mise fra quelle intralciature . E rizzò le colonne davanti al Tempio , una a man destra , e l’ altra a sinistra ; e pose nome a quella ch’ era a man destra : Iachin , ed a quella ch’ era a sinistra : Boaz . FECE ancora un Altare di rame , di lunghezza di venti cubiti , e di larghezza di venti cubiti , e d’ altezza di dieci cubiti . Fece ancora il Mar di getto , che avea dieci cubiti da una parte dell’ orlo all’ altra ; ed era tondo d’ ogn’ intorno , ed era alto cinque cubiti ; ed un filo di trenta cubiti lo circondava d’ ogn’ intorno . E disotto di quell’ orlo vi erano delle figure di buoi d’ ogn’ intorno , che circondavano il Mare d’ ogn’ intorno , dieci per ciascun cubito ; vi erano due ordini di figure di questi buoi , gettati insieme col Mare . Esso era posto sopra dodici buoi , de’ quali tre erano volti verso Settentrione , tre verso Occidente , tre verso Mezzodì , e tre verso Oriente ; ed il Mare era disopra essi ; e tutte le parti di dietro di que’ buoi erano volte indentro . E la spessezza di esso era di un palmo , e l’ orlo suo era fatto a guisa dell’ orlo di una tazza , a fior di giglio ; ed essendo pieno , conteneva tremila bati . Fece ancora dieci Conche , e ne pose cinque a man destra , e cinque a sinistra , per servirsene a lavare ; vi si lavava ciò che si apparecchiava per gli olocausti ; ma il Mare era per i sacerdoti , per lavarsi . Fece eziandio dieci Candellieri d’ oro , secondo l’ ordine loro , e li pose nel Tempio , cinque a man destra , e cinque a sinistra . Fece anche dieci Tavole , le quali pose nel Tempio , cinque a man destra , e cinque a sinistra ; fece ancora cento bacini d’ oro . Fece ancora il Cortile de’ sacerdoti , ed il Cortile grande , e gli usci de’ Cortili , i quali coperse di rame . E pose il Mare dal lato destro , verso Oriente , dalla parte meridionale . Ed Huram fece le caldaie , le palette , ed i bacini ; e compiè di fare il lavorio che facea al re Salomone per la Casa di Dio : le due colonne , e i due vasi de’ capitelli , in cima delle colonne ; e le due reti , da coprire i due vasi de’ capitelli ch’ erano in cima delle colonne ; e le quattrocento melegrane per le due reti , a due ordini di melegrane per ciascuna rete , da coprire i due vasi de’ capitelli , ch’ erano in cima delle colonne . Fece ancora i basamenti , e le conche per mettere sopra i basamenti ; il Mare , ch’ era unico ; e i dodici buoi , ch’ erano sotto esso . Ed Huram , suo padre , fece al re Salomone , per la Casa del Signore , le caldaie , e le palette , e le forcelle , e tutte le altre masserizie pertinenti a quelle , di rame pulito . Il re fece gittar queste cose nella pianura del Giordano , in terra argillosa , fra Succot e Sereda . E Salomone fece tutti questi arredi in grandissimo numero ; conciossiachè non si potesse rinvenire il peso del rame . Così Salomone fece tutti gli arredi pertinenti alla Casa di Dio ; e fece d’ oro fino l’ Altar d’ oro , e le Tavole , sopra le quali si ponevano i pani di presenza ; ed i Candellieri , con le lor lampane , per restare accese davanti all’ Oracolo , secondo ch’ era ordinato . Fece ancora le bocce , e le lampane , e gli smoccolatoi , d’ oro , ch’ era oro finissimo . Fece ancora i rampini , e i bacini , e le coppe , e i turiboli , d’ oro fino . E quant’ è alle porte della Casa , gli usci di dentro , per entrar nel luogo Santissimo , e gli usci della Casa , per entrar nel Tempio , erano d’ oro . Ora , quando tutto il lavoro , che Salomone faceva fare per la Casa del Signore , fu compiuto , Salomone portò le cose consacrate da Davide , suo padre , e l’ argento , e l’ oro , e tutti i vasellamenti , ne’ tesori della Casa di Dio . ALLORA Salomone adunò in Gerusalemme gli Anziani d’ Israele , e tutti i capi delle tribù , i principali delle famiglie paterne de’ figliuoli d’ Israele , per trasportar l’ Arca del Patto del Signore dalla città di Davide , che è Sion . E tutti gli uomini principali d’ Israele furono adunati appresso del re , alla festa solenne , che è al settimo mese . Quando dunque tutti gli Anziani d’ Israele furono venuti , i Leviti levarono l’ Arca in su le loro spalle ; e trasportarono l’ Arca , e il Tabernacolo della convenenza , e tutti i sacri arredi ch’ erano nel Tabernacolo . I sacerdoti e i Leviti trasportarono queste cose . Or il re Salomone , e tutta la raunanza degl’ Israeliti , che si erano adunati appresso di lui , stavano davanti all’ Arca , sacrificando pecore e buoi , in tanto numero , che non si potevano nè contare , nè annoverare . Ed i sacerdoti portarono l’ Arca del Patto del Signore nel suo luogo , nell’ Oracolo della Casa , nel luogo Santissimo , sotto alle ale de’ Cherubini . E i Cherubini spandevano le ale sopra il luogo dell’ Arca , e coprivano l’ Arca , e le sue stanghe , disopra . Ed essi tirarono fuori le stanghe per tutta la lor lunghezza ; talchè i capi di esse si vedevano fuor dell’ Arca , nella parte d’ innanzi dell’ Oracolo ; e non si videro più fuori ; e sono restate quivi infino a questo giorno . Dentro all’ Arca non vi era nulla , se non le due tavole che Mosè vi avea messe in Horeb , quando il Signore fece patto co’ figliuoli d’ Israele , dopo che furono usciti di Egitto . Or avvenne che , come i sacerdoti uscivano del luogo Santo conciossiachè tutti i sacerdoti che si ritrovarono si fossero santificati , senza osservare gli spartimenti ; ed i Leviti cantori d’ infra tutte le lor compagnie , di Asaf , di Heman , e di Iedutun , e i lor fratelli , e i lor figliuoli , vestiti di bisso , con cembali , e con salteri , e con cetere , stessero in piè , dal lato orientale dell’ Altare ; e con loro da centoventi sacerdoti , che sonavano con le trombe , avvenne , dico , che , come quelli che sonavano con le trombe , e quelli che cantavano , facevano unitamente risonare un medesimo concento , lodando e celebrando il Signore ; ed alzavano la voce con le trombe , co’ cembali , e con gli altri strumenti musicali , e con lodi al Signore , dicendo : Ch’ egli è buono , e che la sua benignità è in eterno ; la Casa del Signore fu ripiena della nuvola della Casa del Signore ; talchè i sacerdoti non potevano stare in piè per fare il servigio , per cagione della nuvola ; perciocchè la gloria del Signore avea riempiuta la Casa di Dio . ALLORA Salomone disse : Il Signore ha detto ch’ egli abiterebbe nella caligine . Dunque io ti ho edificata una Casa per abitacolo , ed una stanza per tua abitazione in perpetuo . Poi il re voltò la faccia , e benedisse tutta la raunanza d’ Israele , ch’ era in piè ; e disse : Benedetto sia il Signore Iddio d’ Israele , il quale con la sua bocca parlò a Davide , mio padre , e con le sue mani ha adempiuto ciò ch’ egli avea pronunziato , dicendo : Dal giorno che io trassi il mio popolo fuor del paese di Egitto , io non ho scelta alcuna città d’ infra tutte le tribù d’ Israele , per edificarvi una Casa , nella quale il mio Nome dimorasse ; e non ho eletto uomo alcuno per esser conduttore sopra il mio popolo Israele ; ma io ho scelta Gerusalemme , acciocchè il mio Nome dimori quivi ; ed ho eletto Davide , acciocchè egli governi il mio popolo Israele . E Davide , mio padre , ebbe in cuore di edificare una Casa al nome del Signore Iddio d’ Israele . Ma il Signore disse a Davide , mio padre : Quant’ è a quello che tu hai avuto in cuore , di edificare una Casa al mio Nome , bene hai fatto di averlo avuto in cuore ; nondimeno , tu non edificherai essa Casa ; anzi il tuo figliuolo che uscirà de’ tuoi lombi , sarà quel ch’ edificherà la Casa al mio Nome . Il Signore adunque ha attenuta la sua parola ch’ egli avea pronunziata ; ed io sono sorto in luogo di Davide , mio padre , e son seduto sopra il trono d’ Israele , come il Signore ne avea parlato ; ed ho edificata questa Casa al Nome del Signore Iddio d’ Israele ; ed ho posta in essa l’ Arca nella quale è il Patto del Signore , che egli ha fatto co’ figliuoli d’ Israele . Poi Salomone si presentò davanti all’ Altare del Signore , in presenza di tutta la raunanza d’ Israele , e spiegò le palme delle sue mani . Perciocchè Salomone avea fatto un pergamo di rame , lungo cinque cubiti , e largo cinque cubiti , e alto tre cubiti ; e l’ avea posto in mezzo del Cortile . Egli adunque si presentò sopra esso , e si mise inginocchione in presenza di tutta la raunanza d’ Israele , e spiegò le palme delle sue mani verso il cielo , e disse : O Signore Iddio d’ Israele , non vi è alcun dio pari a te , nè in cielo , nè in terra , che osservi il patto e la benignità inverso i tuoi servitori , che camminano davanti a te con tutto il cuor loro ; che hai attenuto a Davide , mio padre , tuo servitore , ciò che tu gli avevi detto ; e ciò che tu avevi pronunziato con la tua bocca , tu l’ hai adempiuto con la tua mano , come oggi appare . Ora dunque , o Signore Iddio d’ Israele , osserva al tuo servitore Davide , mio padre , ciò che tu gli hai promesso , dicendo : Ei non ti verrà giammai meno , nel mio cospetto , uomo che segga sopra il trono d’ Israele ; purchè i tuoi figliuoli prendano guardia alla via loro , per camminar nella mia Legge , come tu sei camminato nel mio cospetto . Ora dunque , o Signore Iddio d’ Israele , sia verificata la tua parola che tu hai pronunziata a Davide , tuo servitore . Ma pur veramente abiterà Iddio con gli uomini in su la terra ? ecco , i cieli , ed i cieli de’ cieli , non ti possono comprendere ; quanto meno questa Casa , la quale io ho edificata ? Ma pure , o Signore Iddio mio , riguarda alla preghiera , ed alla supplicazione del tuo servitore , per ascoltare il grido , e l’ orazione la quale il tuo servitore fa nel tuo cospetto ; acciocchè gli occhi tuoi sieno aperti giorno e notte verso questa Casa ; verso il luogo nel quale tu hai detto di mettere il tuo Nome ; per esaudir l’ orazione che il tuo servitore farà , volgendosi verso questo luogo . Esaudisci adunque le supplicazioni del tuo servitore , e del tuo popolo Israele , quando ti faranno orazione , volgendosi verso questo luogo ; esaudiscili , dal luogo della tua stanza , dal cielo ; ed avendoli esauditi , perdona loro . Quando alcuno avrà peccato contro al suo prossimo , ed esso avrà da lui chiesto il giuramento , per farlo giurare ; e il giuramento sarà venuto davanti al tuo Altare in questa Casa , porgi le orecchie dal cielo , ed opera , e giudica i tuoi servitori , per far la retribuzione al colpevole , e fargli ritornare in su la testa ciò ch’ egli avrà fatto ; e per assolvere il giusto , e rendergli secondo la sua giustizia . E quando il tuo popolo Israele sarà stato sconfitto dal nemico , perchè esso avrà peccato contro a te ; se poi egli si converte , e dà gloria al tuo Nome , e ti fa orazione e supplicazione in questa Casa , porgi le orecchie dal cielo , e perdona al tuo popolo Israele il suo peccato , e riconducilo al paese che tu desti a lui ed a’ suoi padri . Quando il cielo sarà serrato , e non vi sarà pioggia , perchè avranno peccato contro a te ; se ti fanno orazione volgendosi verso questo luogo , e dànno gloria al tuo Nome , e si convertono dai lor peccati , dopo che tu li avrai afflitti , porgi le orecchie dal cielo , e perdona a’ tuoi servitori , ed al tuo popolo Israele , il lor peccato , dopo che tu avrai loro insegnato il buon cammino , per lo quale hanno da camminare ; e manda la pioggia in su la tua terra che tu hai data al tuo popolo per eredità . Quando vi sarà nel paese fame , o pestilenza , od arsura , o rubigine , o locuste , o bruchi ; ovvero , quando i nemici del tuo popolo lo stringeranno nel paese della sua stanza ; ovvero quando vi sarà qualunque piaga , e qualunque infermità ; ascolta ogni orazione , ed ogni supplicazione di qualunque uomo , ovvero di tutto il tuo popolo Israele , quando ciascuno avrà conosciuta la sua piaga , e la sua doglia , ed avrà spiegate le palme delle sue mani verso questa Casa , ascolta dal cielo , stanza della tua abitazione , e perdona , e rendi a ciascuno secondo ogni sua via , secondo che tu avrai conosciuto il suo cuore perciocchè tu solo conosci il cuore de’ figliuoli degli uomini ; acciocchè essi ti temano , per camminar nelle tue vie , tutto il tempo che viveranno in su la terra , che tu hai data ai nostri padri . Ascolta eziandio il forestiere che non sarà del tuo popolo Israele , e sarà venuto di lontan paese , per cagione del tuo gran Nome , e della tua man possente , e del tuo braccio steso ; quando sarà venuto , ed avrà fatta orazione , volgendosi verso questa Casa ; ascoltalo dal cielo , dalla stanza della tua abitazione , e fa’ secondo tutto quello di che quel forestiere ti avrà invocato ; acciocchè tutti i popoli della terra conoscano il tuo Nome , per temerti come il tuo popolo Israele , e per conoscere che questa Casa che io ho edificata , si chiama del tuo Nome . Quando il tuo popolo sarà uscito in guerra contro a’ suoi nemici , per la via per la quale tu l’ avrai mandato , e ti avrà fatta orazione , volgendosi verso questa città che tu hai eletta , e verso questa Casa che io ho edificata al tuo Nome , esaudisci dal cielo la sua orazione , e la sua supplicazione , e difendi la lor ragione . Quando avranno peccato contro a te conciossiachè non vi sia niun uomo che non pecchi , e tu ti sarai adirato contro a loro , e li avrai messi in poter del nemico ; e quelli che li avranno presi , li avranno menati in cattività , in alcun paese , lontano o vicino , se nel paese nel quale saranno stati menati in cattività , si ravveggono , e si convertono , e ti supplicano nel paese della lor cattività , dicendo : Noi abbiamo peccato , noi abbiamo operato iniquamente , e siamo colpevoli ; se si convertono a te con tutto il cuor loro , e con tutta l’ anima loro , nel paese della lor cattività , dove saranno stati menati prigioni ; e fanno orazione , volgendosi verso il lor paese , che tu hai dato a’ lor padri , e verso questa città , che tu hai eletta , e verso questa Casa , che io ho edificata al tuo Nome ; esaudisci dal cielo , dalla stanza della tua abitazione , la loro orazione , e le lor supplicazioni , e difendi la lor ragione , e perdona al tuo popolo che avrà peccato contro a te . Ora , o Dio mio , sieno , ti prego , gli occhi tuoi aperti , e le tue orecchie attente all’ orazione fatta in questo luogo . Ed ora , o Signore Iddio , levati per entrar nel tuo riposo , tu , e l’ Arca della tua forza ; o Signore Iddio , sieno i tuoi sacerdoti vestiti di vestimenti di salvezza , e rallegrinsi i tuoi santi del bene . O Signore Iddio , non negare al tuo unto la sua richiesta ; ricordati delle benignità promesse a Davide , tuo servitore . ORA , quando Salomone ebbe finito di far la sua orazione , il fuoco scese dal cielo , e consumò l’ olocausto , e gli altri sacrificii ; e la gloria del Signore riempiè la Casa . E i sacerdoti non potevano entrar dentro alla Casa del Signore ; perciocchè la gloria del Signore avea riempiuta la Casa del Signore . E tutti i figliuoli d’ Israele , avendo veduto scendere il fuoco , e veggendo la gloria del Signore sopra la Casa , si prostesero con la faccia verso terra , sopra il pavimento , e adorarono , e si misero a celebrare il Signore , dicendo : Ch’ egli è buono , e che la sua benignità è in eterno . E il re e tutto il popolo sacrificarono sacrificii nel cospetto del Signore . E il re Salomone fece un sacrificio di ventiduemila buoi , e di cenventimila pecore . E così il re e tutto il popolo dedicarono la Casa di Dio . E i sacerdoti stavano quivi facendo i loro ufficii ; come anche i Leviti con gli strumenti musicali del Signore , i quali il re Davide avea fatti per celebrare il Signore , dicendo : Che la sua benignità è in eterno ; avendo i salmi di Davide in mano ; i sacerdoti ancora sonavano con le trombe dirimpetto a loro ; e tutto Israele stava in piè . E Salomone consacrò il mezzo del Cortile , ch’ era davanti alla Casa del Signore ; perciocchè offerse quivi gli olocausti , e i grassi de’ sacrificii da render grazie ; perciocchè nell’ Altar di rame , che Salomone avea fatto , non potevano capir gli olocausti , e le offerte , ed i grassi . E in quel tempo Salomone celebrò la festa solenne per sette giorni , insieme con tutto Israele , ch’ era una grandissima raunanza , raccolta dall’ entrar di Hamat fino al torrente di Egitto . E l’ ottavo giorno appresso , celebrarono la solenne raunanza ; perciocchè per sette giorni aveano celebrata la dedicazione dell’ Altare , e per sette altri giorni celebrarono la festa solenne . E nel ventesimoterzo giorno del settimo mese , Salomone rimandò alle sue stanze il popolo allegro e lieto di cuore , per lo bene che il Signore avea fatto a Davide ed a Salomone , ed al suo popolo Israele . ORA , dopo che Salomone ebbe finita la Casa del Signore , e la casa reale , ed ebbe avuta prospera riuscita di tutto ciò che gli venne in cuore di far nella Casa del Signore , e nella sua casa , il Signore gli apparve di notte , e gli disse : Io ho esaudita la tua orazione , e mi ho eletto questo luogo per Casa di sacrificio . Se io serro il cielo , talchè non vi sia pioggia ; ovvero , se comando alle locuste di mangiar la terra ; ovvero , se mando la pestilenza fra il mio popolo ; e il mio popolo , il quale è chiamato del mio Nome , si umilia , e mi fa orazione , e ricerca la mia faccia , e si converte dalle sue vie malvage ; io l’ esaudirò dal cielo , e gli perdonerò i suoi peccati , e risanerò il suo paese . Ora saranno gli occhi miei aperti , e le mie orecchie attente alle orazioni fatte in questo luogo . Ed ora io ho eletta e santificata questa Casa , acciocchè il mio Nome sia quivi in perpetuo ; e gli occhi miei ed il mio cuore saranno del continuo là . E quant’ è a te , se tu cammini nel mio cospetto , come è camminato Davide , tuo padre , per far tutto quello che io ti ho comandato , ed osservi i miei statuti e le mie leggi , io altresì stabilirò il trono del tuo reame , come io ho patteggiato con Davide , tuo padre , dicendo : Non ti verrà giammai meno uomo che signoreggi sopra Israele . Ma , se voi vi rivolgete indietro , ed abbandonate i miei statuti , ed i miei comandamenti , i quali io vi ho proposti , e andate a servire ad altri dii , e li adorate ; io vi divellerò d’ in su la mia terra che io vi ho data , e rigetterò dal mio cospetto questa Casa che io ho consacrata al mio Nome , e la metterò in proverbio ed in favola fra tutti i popoli . E questa Casa che sarà stata eccelsa , sarà in istupore a tutti coloro che passeranno appresso di essa ; ed essi diranno : Perchè ha fatto il Signore così a questo paese ed a questa Casa ? E si dirà : Perciocchè hanno abbandonato il Signore Iddio de’ lor padri , il quale li trasse fuor del paese di Egitto , e si sono attenuti ad altri dii , e li hanno adorati , ed hanno lor servito : per ciò egli ha fatto venire sopra loro tutto questo male . ORA in capo de’ vent’ anni , ne’ quali Salomone avea edificata la Casa del Signore e la sua , Salomone riedificò le città che Huram gli avea date , e vi fece abitare de’ figliuoli d’ Israele . Poi Salomone andò in Hamat di Soba , e l’ occupò . Ed edificò Tadmor nel deserto , insieme con tutte le città da magazzini , le quali egli edificò in Hamat . Riedificò anche Bet-horon disopra , e Bet-horon disotto , città forti di mura , di porte , e di sbarre . Riedificò ancora Baalat , e tutte le città de’ suoi magazzini , e tutte le città dove erano i carri , e quelle dove stavano le genti a cavallo ; ed in somma , tutto ciò ch’ egli ebbe desiderio di edificare in Gerusalemme , e nel Libano , ed in tutto il paese della sua signoria . E Salomone fece tributario tutto il popolo ch’ era rimasto degli Hittei , e degli Amorrei , e de’ Ferizzei , e degli Hivvei , e de’ Gebusei , i quali non erano d’ Israele ; cioè , de’ figliuoli di coloro che erano rimasti dopo loro nel paese , i quali i figliuoli d’ Israele non aveano distrutti ; e son rimasti tributari infino a questo giorno . Ma d’ infra i figliuoli d’ Israele , i quali Salomone non fece servi , per lavorare a’ suoi lavori perciocchè essi erano uomini di guerra , e colonnelli de’ suoi capitani , e capi de’ suoi carri , e della sua cavalleria ; costoro furono capi de’ commissari del re Salomone , cioè : dugencinquanta , i quali aveano il reggimento di quella gente . Or Salomone fece salire la figliuola di Faraone dalla città di Davide , nella casa ch’ egli le avea edificata ; perciocchè disse : La mia moglie non abiterà nella casa di Davide , re d’ Israele ; perciocchè i luoghi , ne’ quali l’ Arca del Signore è entrata , son santi . Allora Salomone offerse olocausti al Signore , sopra l’ Altar del Signore , il quale egli avea edificato davanti al portico . Egli offeriva eziandio di giorno in giorno ciò che si conveniva offerire secondo il comandamento di Mosè , nei sabati , e nelle calendi , e nelle feste solenni , tre volte l’ anno ; nella festa degli azzimi , e nella festa delle settimane , e nella festa de’ tabernacoli . E costituì , secondo l’ ordine di Davide , suo padre , i sacerdoti nel lor ministerio , secondo i loro spartimenti ; ed i Leviti ne’ loro uffici , per lodare il Signore , e per ministrar davanti a’ sacerdoti , secondo che si conveniva fare per ciascun giorno ; e i portinai , secondo i loro spartimenti per ciascuna porta ; perciocchè tale era stato il comandamento di Davide , uomo di Dio . Ei non si deviò punto dal comandamento del re , intorno a’ sacerdoti , ed a’ Leviti , nè intorno ad alcun’ altra cosa , nè intorno a’ tesori . Ora l’ apparecchio di tutta l’ opera di Salomone era già fatto , dal giorno che la Casa del Signore fu fondata , finchè fu compiuta . E quando la Casa del Signore fu finita , allora Salomone andò in Esion-gheber , ed in Elot , in sul lito del mare , nel paese di Edom . E Huram gli mandò , per i suoi servitori , materie da far navi , e marinari intendenti ; i quali andarono , co’ servitori di Salomone , in Ofir , e tolsero di là trecencinquanta talenti d’ oro , e li condussero al re Salomone . OR la regina di Seba , avendo intesa la fama di Salomone , venne in Gerusalemme , con grandissimo seguito , e con cammelli che portavano aromati , e gran quantità d’ oro e di pietre preziose , per far prova di Salomone con enimmi ; e venne a Salomone , e parlò con lui di tutto quello che avea nel cuore . E Salomone le dichiarò tutte le cose ch’ ella propose ; e non vi fu cosa alcuna occulta a Salomone , ch’ egli non le dichiarasse . Laonde la regina di Seba , veggendo la sapienza di Salomone , e la casa che egli avea edificata , e le vivande della sua tavola , e le stanze de’ suoi servitori , e l’ ordine del servigio de’ suoi ministri , e i lor vestimenti , e i suoi coppieri , e i lor vestimenti ; e ciò ch’ egli offeriva nella Casa del Signore , svenne tutta . E disse al re : Ciò che io avea inteso nel mio paese de’ fatti tuoi e della tua sapienza , era ben la verità ; ma io non credeva ciò che se ne diceva , finchè non son venuta , e che gli occhi miei non l’ hanno veduto . Or ecco , non mi era stata rapportata la metà della grandezza della tua sapienza ; tu sopravanzi la fama che io ne avea intesa . Beati gli uomini tuoi e beati questi tuoi servitori che stanno del continuo davanti alla tua faccia , e odono la tua sapienza . Benedetto sia il Signore Iddio tuo , il quale ti ha gradito , per metterti sopra il suo trono , per esser re nel Nome del Signore ; per l’ amore che l’ Iddio tuo porta ad Israele , per istabilirlo in perpetuo , egli ti ha costituito re sopra esso , per far ragione e giustizia . Ed ella diede al re centoventi talenti d’ oro , e grandissima quantità di aromati e di pietre preziose ; e mai più non si videro tali aromati , quali la regina di Seba donò al re Salomone . Oltre a ciò , i servitori di Huram , e i servitori di Salomone che aveano portato di Ofir dell’ oro , portarono anche del legno di Algummim , e delle pietre preziose . E il re adoperò quel legno di Algummim negli anditi che conducevano alla Casa del Signore , ed alla casa reale ; e in far cetere e salteri per li cantori . Cotal legno non era mai per addietro stato veduto nel paese di Giuda . Il re Salomone altresì diede alla regina di Seba tutto ciò ch’ ella ebbe a grado , e che gli chiese , fuor delle cose ch’ ella gli avea portate . Poi ella si rimise in cammino , e co’ suoi servitori se ne andò al suo paese . ORA il peso dell’ oro che veniva a Salomone ogni anno , era di seicensessantasei talenti d’ oro , oltre a quello che traeva da’ gabellieri , e ciò che gli portavano i mercatanti . Tutti i re dell’ Arabia , ed i signori del paese , portavano anch’ essi oro ed argento a Salomone . E il re Salomone fece fare dugento pavesi d’ oro battuto , in ciascuno dei quali impiegò seicento sicli d’ oro battuto ; e trecento scudi d’ oro battuto , in ciascuno de’ quali impiegò trecento sicli d’ oro . E li mise nella casa del bosco del Libano . Il re fece , oltre a ciò , un gran trono d’ avorio , il quale egli coperse d’ oro puro . E quel trono avea sei gradi , ed uno scannello , attaccati con oro al trono ; e nel luogo del seggio vi erano degli appoggiatoi di qua e di là ; e due leoni erano posti presso di quegli appoggiatoi . Vi erano eziandio dodici leoni , posti quivi sopra i sei gradi , di qua e di là . Niuno tale fu mai fatto in alcun regno . E tutti i vasellamenti della credenza del re Salomone erano d’ oro ; parimente tutti i vasellamenti della casa del bosco del Libano erano d’ oro fino ; nulla era d’ argento ; l’ argento non era in alcuna stima al tempo di Salomone . Perciocchè il re avea delle navi , che facevano viaggi in Tarsis , co’ servitori di Huram ; in tre anni una volta quelle navi di Tarsis venivano ; portando oro ed argento , ed avorio , e scimmie , e pappagalli . Così il re Salomone fu , in ricchezze ed in sapienza , il più grande d’ ogni altro re della terra . E tutti i re della terra cercavano di veder Salomone , per intender la sapienza di esso , la quale Iddio gli avea messa nel cuore . E ciascun d’ essi gli portava anno per anno il suo presente , vasellamenti d’ argento , e vasellamenti d’ oro , e vestimenti , armature , ed aromati , cavalli , e muli . Salomone avea eziandio quattromila stalle da tener cavalli e carri ; e dodicimila cavalieri , i quali egli stanziò per le città ordinate per li carri , ed appresso di sè , in Gerusalemme . Ed egli signoreggiava sopra tutti i re , dal Fiume fino al paese de’ Filistei , e fino al confine di Egitto . E il re fece che l’ argento era in moltitudine in Gerusalemme come le pietre , e i cedri come i sicomori che son per la campagna . E si traevano di Egitto , e d’ ogni altro paese , cavalli per Salomone . QUANT ‘ è al rimanente de’ fatti di Salomone , primi ed ultimi ; queste cose non sono esse scritte nel libro del profeta Natan , e nella profezia di Ahia Silonita , e nella visione del veggente Iddo intorno a Geroboamo , figliuolo di Nebat ? Or Salomone regnò in Gerusalemme sopra tutto Israele quarant’ anni . Poi giacque co’ suoi padri , e fu seppellito nella Città di Davide , suo padre ; e Roboamo , suo figliuolo , regnò in luogo suo . E ROBOAMO andò in Sichem ; perciocchè tutto Israele era ventuo in Sichem , per istabilirlo re . E quando Geroboamo , figliuolo di Nebat , ch’ era in Egitto , ove era fuggito d’ innanzi al re Salomone , ebbe ciò inteso , egli se ne ritornò di Egitto ; perciocchè gl’ Israeliti l’ aveano mandato a chiamare . Geroboamo adunque , e tutto Israele , vennero , e parlarono a Roboamo , dicendo : Tuo padre ci ha posto addosso un grave giogo ; ma tu , alleviaci ora dalla dura servitù di tuo padre , e dal suo grave giogo , il quale egli ci ha posto addosso , e noi ti saremo soggetti . Ed egli disse loro : Di qui a tre giorni ritornate a me . E il popolo se ne andò . E il re Roboamo si consigliò co’ vecchi , ch’ erano stati ministri di Salomone , suo padre , mentre era in vita , dicendo : Come consigliate voi che si risponda a questo popolo ? Ed essi gli risposero , dicendo : Se tu ti mostri benigno inverso questo popolo , e gli compiaci , e gli dài buone parole , essi ti saranno soggetti in perpetuo . Ma egli , lasciato il consiglio che i vecchi gli aveano dato , si consigliò co’ giovani ch’ erano stati allevati con lui , ed erano suoi ministri ordinari ; e disse loro : Che consigliate voi che rispondiamo a questo popolo , il qual m’ ha parlato , dicendo : Alleviaci dal giogo che tuo padre ha posto sopra noi ? Ed i giovani ch’ erano stati allevati con lui , gli risposero , dicendo : Di’ così a questo popolo che t’ ha parlato , dicendo : Tuo padre ci ha posto addosso un grave giogo ; ma tu , alleviacene ; di’ loro così : Il mio piccol dito è più grosso che i lombi di mio padre . Ora dunque , mio padre vi ha caricato addosso un grave giogo , ma io lo farò vie più grave ; mio padre vi ha gastigati con isferze , ma io vi gastigherò con flagelli pungenti . E il terzo giorno appresso , Geroboamo e tutto il popolo , vennero a Roboamo , secondo che il re avea parlato , dicendo ; Ritornate a me di qui a tre giorni . E il re Roboamo rispose loro aspramente , e lasciò il consiglio de’ vecchi . E parlò loro secondo il consiglio de’ giovani , dicendo : Mio padre vi ha posto addosso un grave giogo , ma io lo farò vie più grave ; mio padre vi ha castigati con isferze , ma io vi castigherò con flagelli pungenti . Il re adunque non acconsentì al popolo ; perciocchè questo era cagionato dal Signore Iddio , per adempier la sua parola , la quale egli avea pronunziata , per Ahia Silonita , a Geroboamo , figliuolo di Nebat . E quando tutto il popolo d’ Israele ebbe veduto che il re non avea loro acconsentito , rispose al re , dicendo : Qual parte abbiamo noi in Davide ? noi non abbiamo alcuna ragione di eredità nel figliuolo d’ Isai ; o Israele , vadasene ciascuno alle sue stanze ; o Davide , provvedi ora alla tua casa . Così tutto Israele se ne andò alle sue stanze . Ma quant’ è a’ figliuoli d’ Israele che abitavano nelle città di Giuda , Roboamo regnò sopra loro . E il re Roboamo mandò a’ figliuoli d’ Israele Hadoram , ch’ era sopra i tributi ; ma essi lo lapidarono , onde egli morì . Allora il re Roboamo salì prestamente sopra un carro , e se ne fuggì in Gerusalemme . Così Israele si ribellò dalla casa di Davide , ed è rimasto così fino a questo giorno . Roboamo adunque essendo giunto in Gerusalemme , raunò la casa di Giuda e di Beniamino in numero di centottantamila uomini di guerra scelti , per combattere contro ad Israele , per ridurre il regno sotto l’ ubbidienza di Roboamo . Ma la parola del Signore fu indirizzata a Semaia , uomo di Dio , dicendo : Di’ a Roboamo , figliuolo di Salomone , re di Giuda , ed a tutti gl’ Israeliti , che sono in Giuda ed in Beniamino : Così ha detto il Signore : Non salite , e non combattete contro a’ vostri fratelli ; ritornatevene ciascuno a casa sua ; perciocchè questa cosa è proceduta da me . Ed essi ubbidirono alle parole del Signore , e se ne ritornarono , senza andare contro a Geroboamo . E ROBOAMO abitò in Gerusalemme , ed edificò delle città in Giuda per fortezze . Ed edificò Bet-lehem , ed Etam , e Tecoa , e Bet-sur , e Soco , ed Adullam , e Gat , e Maresa , e Zif , ed Adoraim , e Lachis , ed Azeca , e Sora , ed Aialon , ed Hebron , ch’ erano città forti in Giuda ed in Beniamino . Così fortificò queste fortezze , e vi mise de’ capitani , e de’ magazzini di vittuaglia , e d’ olio e di vino . E in ciascuna città mise degli scudi e delle lance ; e le fortificò grandemente . Così Giuda e Beniamino furono a lui . Or i sacerdoti ed i Leviti ch’ erano in tutto il paese d’ Israele si ridussero appresso di lui da tutte le lor contrade . Perciocchè i Leviti lasciarono i lor contadi , e le lor possessioni , ed andarono in Giuda ed in Gerusalemme ; perciocchè Geroboamo ed i suoi figliuoli li scacciarono , acciocchè non esercitassero più il sacerdozio al Signore . E Geroboamo si costituì de’ sacerdoti per gli alti luoghi , e per li demoni , e per li vitelli ch’ egli fece . E , dopo que’ Leviti , quelli d’ infra tutte le tribù d’ Israele che disposero l’ animo loro a cercare il Signore Iddio d’ Israele , vennero in Gerusalemme , per sacrificare al Signore Iddio de’ lor padri ; e fortificarono il regno di Giuda , e rinforzarono Roboamo , figliuolo di Salomone , per lo spazio di tre anni ; perciocchè camminarono nella via di Davide e di Salomone , lo spazio di tre anni . Or Roboamo si prese per moglie Mahalat , figliuola di Ierimot , figliuolo di Davide , ed Abihail , figliuola di Eliab , figliuolo d’ Isai ; la quale gli partorì questi figliuoli , cioè : Ieus , e Semaria , e Zaham . E , dopo lei , prese Maaca , figliuola di Absalom , la quale gli partorì Abia , ed Attai , e Ziza , e Selomit . E Roboamo amò Maaca , figliuola di Absalom , sopra tutte le sue altre mogli e concubine ; conciossiachè egli avesse prese diciotto mogli , e sessanta concubine ; onde generò ventotto figliuoli , e sessanta figliuole . E Roboamo costituì Abia , figliuolo di Maaca , per capo della sua casa , per principe sopra i suoi fratelli ; perciocchè intendeva di farlo re . E prudentemente si avvisò di dispergere tutti i suoi figliuoli per tutte le contrade di Giuda e di Beniamino , per tutte le città forti ; ed assegnò loro da vivere abbondantemente , e procacciò loro molte mogli . ORA quando il regno di Roboamo fu stabilito e fortificato , egli , insieme con tutto Israele , lasciò la Legge del Signore . Laonde l’ anno quinto del re Roboamo , Sisac , re di Egitto , salì contro a Gerusalemme perciocchè essi aveano misfatto contro al Signore , con mille dugento carri , e con sessantamila cavalieri , e popolo senza fine , ch’ era venuto con lui di Egitto , Libii , Succhei , ed Etiopi ; e prese le città forti di Giuda , e venne fino in Gerusalemme . Allora il profeta Semaia venne a Roboamo , ed a’ capi di Giuda , i quali si erano raccolti in Gerusalemme , d’ innanzi a Sisac , e disse loro : Così ha detto il Signore : Voi mi avete abbandonato , ed io altresì vi ho abbandonati in mano di Sisac . Ed i capi d’ Israele , e il re , si umiliarono , e dissero : Il Signore è giusto . E il Signore vide che si erano umiliati . E la parola del Signore fu indirizzata a Semaia , dicendo : Essi si sono umiliati ; io non li distruggerò , ma fra poco darò loro salvezza ; e l’ ira mia non si verserà sopra Gerusalemme per mano di Sisac . Nondimeno essi gli saranno servi ; e conosceranno la differenza che vi è tra il servirmi , e il servire a’ regni della terra . Sisac adunque , re di Egitto , salì contro a Gerusalemme , e prese i tesori della Casa del Signore , ed i tesori della casa del re ; egli prese ogni cosa ; prese ancora gli scudi d’ oro che Salomone avea fatti . E il re Roboamo fece degli scudi di rame , in luogo di quelli , e li rimise in man de’ capitani de’ sergenti , che facevano la guardia alla porta della casa reale . E quando il re entrava nella Casa del Signore , i sergenti venivano , e li levavano ; e poi li riportavano nella loggia de’ sergenti . Così , perchè egli si umiliò , l’ ira del Signore si stolse da lui , ed egli non volle fare una intiera distruzione ; ed anche certo in Giuda vi erano di buone cose . Il re Roboamo adunque si fortificò in Gerusalemme , e regnò ; perciocchè egli era d’ età di quarantun’ anno , quando cominciò a regnare , e regnò diciassette anni in Gerusalemme , città la quale il Signore avea eletta d’ infra tutte le tribù d’ Israele , per mettervi il suo Nome . E il nome di sua madre era Naama Ammonita . Ed egli fece ciò che è male ; perciocchè non dispose l’ animo suo a ricercare il Signore . Ora , quant’ è a’ fatti di Roboamo , primi ed ultimi , non sono essi scritti nel libro del profeta Semaia , e fra le genealogie d’ Iddo veggente ? come ancora le guerre che furono del continuo fra Roboamo e Geroboamo ? E Roboamo giacque co’ suoi padri , e fu seppellito nella Città di Davide ; ed Abia , suo figliuolo , regnò in luogo suo . L’ ANNO diciottesimo del re Geroboamo , Abia cominciò a regnare sopra Giuda . Egli regnò tre anni in Gerusalemme . E il nome di sua madre era Micaia , figliuola di Uriel , da Ghibea . Or vi fu guerra fra Abia e Geroboamo . Ed Abia venne a battaglia con un esercito di quattrocentomila combattenti , tutti uomini scelti . E Geroboamo ordinò la battaglia contro a lui con ottocentomila combattenti , tutti uomini scelti . Ed Abia si levò in piè disopra al monte di Semaraim , che è nelle montagne di Efraim , e disse : O Geroboamo , e tutto Israle , ascoltatemi : Non dovete voi sapere che il Signore Iddio d’ Israele ha dato a Davide il regno sopra Israele , in perpetuo ? a lui , dico , ed a’ suoi figliuoli , per patto inviolabile ? Ma Geroboamo , figliuolo di Nebat , servo di Salomone , figliuolo di Davide , si è levato , e si è ribellato contro al suo signore . E certi uomini da nulla e scellerati , si sono adunati appresso di lui , e si sono fortificati contro a Roboamo , figliuolo di Salomone , il quale essendo giovane , e di cuor molle , non ha contrastato loro valorosamente . Ed ora voi pensate di resistere ostinatamente al regno del Signore , che è fra le mani de’ figliuoli di Davide ; perciocchè voi siete una gran moltitudine , ed avete con voi i vitelli d’ oro che Geroboamo vi ha fatti per dii . Non avete voi scacciati i sacerdoti del Signore , i figliuoli d’ Aaronne , ed i Leviti ? e non vi avete voi fatti de’ sacerdoti nella maniera de’ popoli de’ paesi ? chiunque si è presentato per consacrarsi con un giovenco , e con sette montoni ? e così è divenuto sacerdote di quelli che non son dii . Ma quant’ è a noi , il Signore è l’ Iddio nostro , e noi non l’ abbiamo abbandonato ; ed i sacerdoti , che ministrano al Signore , sono figliuoli d’ Aaronne ; ed i Leviti sono impiegati a questa opera ; ed ogni mattina , ed ogni sera ardono gli olocausti al Signore , co’ profumi degli aromati ; ed ordinano i pani che si devono ordinare sopra la tavola pura ; ed ogni sera accendono il candelliere d’ oro con le sue lampane ; perciocchè noi osserviamo ciò che il Signore ha ordinato ; ma voi avete abbandonato il Signore . Ed ecco , Iddio è con noi in capo , insieme co’ suoi sacerdoti , e con le trombe di suono squillante , per sonar con esse contro a voi . Figliuoli d’ Israele , non combattete contro al Signore Iddio de’ padri vostri ; perciocchè voi non prosperete . In quel mezzo Geroboamo fece volgere un agguato , perchè venisse sopra que’ di Giuda di dietro ; talchè Giuda avea gl’ Israeliti in fronte , e l’ agguato alle spalle . E que’ di Giuda si rivoltarono , e videro ch’ erano assaliti da fronte e dalle spalle ; laonde gridarono al Signore , e i sacerdoti sonarono con le trombe . La gente di Giuda ancora gittò grida ; e , come gittavano quelle grida , Iddio sconfisse Geroboamo e tutto Israele davanti ad Abia ed a Giuda . Ed i figliuoli d’ Israele fuggirono d’ innanzi a Giuda ; e Iddio li diede loro nelle mani . Ed Abia ed il suo popolo li percossero d’ una grande sconfitta ; e caddero uccisi cinquecentomila uomini scelti d’ Israele . Così i figliuoli d’ Israele furono in quel tempo abbassati , ed i figliuoli di Giuda si rinforzarono ; perciocchè si erano appoggiati sopra il Signore Iddio de’ padri loro . Ed Abia perseguitò Geroboamo , e gli prese alcune città : Betel , e le terre del suo territorio ; Iesana , e le terre del suo territorio ; ed Efraim , e le terre del suo territorio . E Geroboamo non ebbe più potere alcuno al tempo di Abia ; e il Signore lo percosse , ed egli morì . Ed Abia si fortificò , e prese quattordici mogli , e generò ventidue figliuoli , e sedici figliuole . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Abia , e de’ suoi portamenti , e de’ suoi fatti ; queste cose sono scritte nelle memorie del profeta Iddio . ED Abia giacque co’ suoi padri , e fu seppellito nella Città di Davide ; ed Asa , suo figliuolo , regnò in luogo suo . Al suo tempo il paese ebbe riposo lo spazio di dieci anni . Ed Asa fece ciò che piace ed è grato al Signore Iddio suo . E tolse via gli altari , e gli alti luoghi degli stranieri , e spezzò le statue , e tagliò i boschi ; e comandò a Giuda di ricercare il Signore Iddio dei suoi padri , e di mettere ad effetto la sua Legge ed i suoi comandamenti . Tolse eziandio via , da tutte le città di Giuda , gli alti luoghi ed i simulacri ; e il regno ebbe riposo mentre egli visse . Ed egli edificò delle città di fortezza in Giuda ; perciocchè il paese era in riposo ; e in quel tempo non vi fu alcuna guerra contro a lui ; perciocchè il Signore gli avea dato riposo . Laonde egli disse a Giuda : Edifichiamo queste città , ed intorniamole di mura , e di torri , e di porte , e di sbarre , mentre siamo padroni del paese ; perciocchè noi abbiamo ricercato il Signore Iddio nostro ; ed avendolo ricercato , egli ci ha dato riposo d’ ogn’ intorno . Così le edificarono , e prosperarono . Or Asa avea un esercito di trecentomila uomini di Giuda , che portavano scudo e lancia ; e di dugentotrentamila di Beniamino , che portavano scudo e tiravano con l’ arco ; tutti uomini di valore . E Zera Etiopo uscì , contro a loro con un esercito di mille migliaia d’ uomini , e di trecento carri ; e venne fino in Maresa . Ed Asa uscì incontro a lui ; ed essi ordinarono la battaglia nella valle di Sefata , presso di Maresa . Allora Asa gridò al Signore Iddio suo , e disse : O Signore , appo te non vi è alcuna differenza di aiutare , così chi non ha forze alcune , come chi ne ha di grandi ; soccorrici , o Signore Iddio nostro ; perciocchè noi ci siamo appoggiati sopra te , e nel tuo Nome siamo venuti contro a questa moltitudine ; tu sei il Signore Iddio nostro ; non lasciare che l’ uomo prevalga contro a te . Ed il Signore sconfisse gli Etiopi davanti ad Asa , e davanti a Giuda ; e gli Etiopi fuggirono . Ed Asa , e la gente ch’ era con lui , li perseguitarono fino in Gherar ; e morirono tanti Etiopi ch’ essi non si poterono più ristorare ; perciocchè furono rotti dal Signore , e dal suo esercito ; e ne furono portate spoglie in grandissima quantità . Percossero anche tutte le città ch’ erano d’ intorno a Gherar ; perciocchè lo spavento del Signore era sopra loro ; e predarono tutte quelle città ; perciocchè vi era dentro una grande preda . Percossero ancora le tende delle mandre , e ne menarono pecore , e cammelli , in gran numero . Poi se ne tornarono in Gerusalemme . ALLORA lo Spirito di Dio fu sopra Azaria , figliuolo di Oded ; ed egli uscì incontro ad Asa , e gli disse : Ascoltatemi , Asa , e tutto Giuda , e Beniamino ; il Signore è stato con voi , mentre voi siete stati con lui ; e se voi , lo ricercate , voi lo troverete ; ma , se voi l’ abbandonate , egli vi abbandonerà . Or Israele è stato un lungo tempo senza il vero Dio , e senza sacerdote che insegnasse , e senza Legge . Ma quando , essendo distretto , egli si è convertito al Signore Iddio d’ Israele , e l’ ha ricercato , egli l’ ha trovato . Or in que’ tempi non vi era pace alcuna per coloro che andavano e che venivano ; perciocchè turbamenti erano fra tutti gli abitanti dei paesi . Ed una nazione era conquisa dall’ altra nazione , ed una città dall’ altra città ; perciocchè Iddio li dibatteva con ogni sorte di tribolazioni . Ma voi , confortatevi , e le vostre mani non diventino rimesse ; perciocchè vi è premio per l’ opera vostra . E , quando Asa ebbe udite queste parole , e la profezia del profeta Oded , egli si fortificò , e tolse via le abbominazioni da tutto il paese di Giuda , e di Beniamino , e dalle città ch’ egli avea prese del monte di Efraim ; e rinnovò l’ Altar del Signore , ch’ era davanti al portico del Signore . Poi raunò tutto Giuda , e Beniamino , e que’ di Efraim , e di Manasse , e di Simeone , che dimoravano con loro ; perciocchè molti si erano rivolti da parte sua , veggendo che il Signore Iddio suo era con lui . Essi adunque si raunarono in Gerusalemme , nel terzo mese dell’ anno quintodecimo del regno di Asa . Ed in quel dì sacrificarono al Signore , della preda che aveano menata , settecento buoi , e settemila pecore . E convennero in questo patto di ricercare il Signore Iddio de’ lor padri , con tutto il cuor loro , e con tutta l’ anima loro ; e che chiunque non ricercherebbe il Signore Iddio d’ Israele , fosse fatto morire , piccolo o grande che egli fosse , uomo o donna ; e giurarono al Signore con gran voce e grida di allegrezza , con trombe e corni . E tutto Giuda si rallegrò di quel giuramento ; perciocchè giurarono con tutto il cuor loro , e cercarono il Signore con tutta la loro affezione , e lo trovarono ; e il Signore diede loro riposo d’ ogn’ intorno . Il re Asa rimosse ancora Maaca , sua madre , dal governo ; perciocchè ella avea fatto un idolo per un bosco ; ed Asa spezzò l’ idolo di essa , e lo tritò , e l’ arse nella valle di Chidron . Tuttavolta gli alti luoghi non furono tolti via d’ Israele ; ma pure il cuor di Asa fu intiero tutto il tempo della sua vita . Ed egli portò nella Casa di Dio le cose che suo padre avea consacrate , e quelle ancora ch’ egli stesso avea consacrate ; argento , ed oro , e vasellamenti . E non vi fu guerra alcuna fino all’ anno trentacinquesimo del regno di Asa . L’ ANNO trentesimosesto del regno di Asa , Baasa , re d’ Israele , salì contro a Giuda , ed edificò Rama , per non lasciar nè uscire nè entrare alcuno ad Asa , re di Giuda . Laonde Asa trasse fuori argento , ed oro , da’ tesori dalla Casa del Signore , e della casa reale , e lo mandò a Benhadad , re di Siria , il quale abitava in Damasco , dicendo : Siavi lega fra me e te come è stata fra tuo padre e mio padre ; ecco , io ti mando oro ed argento ; va’ , rompi la lega che tu hai con Baasa , re d’ Israele , acciocchè egli si ritragga da me . E Benhadad acconsentì al re Asa , e mandò i capitani de’ suoi eserciti contro alle città d’ Israele ; ed essi percossero Ion , e Dan , ed Abel-maim , e tutte le città da magazzini di Neftali . E quando Baasa ebbe ciò inteso , restò d’ edificar Rama , e fece cessare il suo lavoro . Allora il re Asa prese tutto il popolo di Giuda ; ed essi portarono via le pietre e il legname di Rama , la quale Baasa edificava ; ed egli ne edificò Ghibea e Mispa . Ed in quel tempo il veggente Hanani venne ad Asa , re di Giuda , e gli disse : Perciocchè tu ti sei appoggiato sopra il re di Siria , e non ti sei appoggiato sopra il Signore Iddio tuo , per ciò l’ esercito del re di Siria ti è scampato dalle mani . Gli Etiopi ed i Libii non erano essi un grande esercito , con grandissimo numero di carri e di cavalieri ? e pure , perchè tu ti appoggiasti sopra il Signore , egli te li diede nelle mani . Conciossiachè gli occhi del Signore corrano per tutta la terra , per mostrarsi potente in favor di coloro che hanno il cuore intiero inverso lui ; tu hai follemente fatto in questa cosa ; perciocchè da ora innanzi tu avrai sempre guerre . Ed Asa s’ indegnò contro al veggente , e lo fece incarcerare ; perciocchè era in gran cruccio contro a lui per ciò . Asa ancora oppressò in quel tempo alcuni del popolo . Or ecco , i fatti di Asa , primi ed ultimi , sono scritti nel libro dei re di Giuda e d’ Israele . Ed Asa , l’ anno trentanovesimo del suo regno , infermò de’ piedi , e la sua infermità fu strema , e pure ancora nella sua infermità egli non ricercò il Signore , anzi i medici . Ed Asa giacque co’ suoi padri , e morì l’ anno quarantunesimo del suo regno ; e fu seppellito nella sua sepoltura , la quale egli si avea cavata nella Città di Davide ; e fu posto in un cataletto che egli avea empiuto d’ aromati , e d’ odori composti per arte di profumiere ; e gliene fu arsa una grandissima quantità . E GIOSAFAT , figliuolo di Asa , regnò in luogo suo , e si fortificò contro ad Israele . E pose delle schiere di gente di guerra per tutte le città forti di Giuda , e mise guernigioni nel paese di Giuda , e nelle città di Efraim , le quali Asa , suo padre , avea prese . E il Signore fu con Giosafat ; perciocchè egli camminò nelle primiere vie di Davide , suo padre , e non ricercò i Baali . Anzi ricercò l’ Iddio di suo padre , e camminò ne’ suoi comandamenti , e non fece come Israele . Laonde il Signore stabilì il reame nelle mani di esso ; e tutto Giuda gli portava presenti talchè egli ebbe gran ricchezze e gloria . Ed egli elevò il cuor suo nelle vie del Signore ; tolse ancora via di Giuda gli alti luoghi ed i boschi . E l’ anno terzo del suo regno egli mandò d’ infra i suoi principali ufficiali , Benhail , ed Obadia , e Zaccaria , e Natanaele , e Micaia ; e con loro , questi Leviti : Semaia , e Netania , e Zebadia , e Asael , e Semiramot , e Gionatan , ed Adonia , e Tobia , e Tob-Adonia ; e con loro , Elisama , e Gioram , sacerdoti , per ammaestrare il popolo nelle città di Giuda . Ed essi , avendo seco il libro della Legge del Signore , andarono ammaestrando il popolo di Giuda ; e circuirono tutte le città di Giuda , ammaestrando il popolo . E lo spavento del Signore fu sopra tutti i regni de’ paesi ch’ erano d’ intorno a Giuda ; onde non fecero guerra a Giosafat . Da’ Filistei ancora gli erano portati presenti e tributo di argento ; gli Arabi gli adducevano eziandio del minuto bestiame , cioè : settemila settecento montoni , e settemila settecento becchi . E Giosafat andò crescendo sommamente ; ed edificò in Giuda castella , e città da magazzini . Ed ebbe di gran beni nelle città di Giuda ; e degli uomini di guerra prodi e valenti , in Gerusalemme . E questa è la descrizione di essi , secondo le lor case paterne : Di Giuda , i capi delle migliaia furono il capitano Adna , il quale avea sotto di sè trecentomila uomini prodi e valenti ; e dopo lui , il capitano Iohanan , il quale avea sotto di sè dugentottantamila uomini ; e dopo lui Amasia , figliuolo di Zicri , il quale si era volontariamente consacrato al Signore , ed avea sotto di sè dugentomila uomini prodi e valenti . E di Beniamino , Eliada , uomo prode e valente , il quale avea sotto di sè dugentomila uomini , armati d’ archi e di scudi ; e dopo lui , Iozabad , il quale avea sotto di sè centottantamila uomini in ordine per la guerra . Questi erano coloro che servivano al re ; oltre a quelli ch’ egli avea posti nelle fortezze per tutto il paese di Giuda . ORA Giosafat , avendo di gran ricchezze e gloria , s’ imparentò con Achab , e in capo di alquanti anni egli andò ad Achab in Samaria . Ed Achab fece ammazzar pecore e buoi , in grandissimo numero , per lui , e per la gente ch’ era con lui ; e l’ indusse ad andar contro a Ramot di Galaad . Ed Achab , re d’ Israele , disse a Giosafat , re di Giuda : Andrai tu meco contro a Ramot di Galaad ? Ed egli gli disse : Fa’ conto di me come di te , e della mia gente come della tua ; noi saremo teco in questa guerra . Poi Giosafat disse al re d’ Israele : Deh ! domanda oggi la parola del Signore . E il re d’ Israele adunò i profeti , in numero di quattrocent’ uomini , e disse loro : Andremo noi alla guerra contro a Ramot di Galaad , o me ne rimarrò io ? Ed essi dissero : Va’ ; perciocchè Iddio la darà nelle mani del re . Ma Giosafat disse : Non evvi qui più alcun profeta del Signore , il quale domandiamo ? E il re d’ Israele disse a Giosafat : Ei vi è bene ancora un uomo , per lo quale potremmo domandare il Signore ; ma io l’ odio ; perciocchè egli non mi profetizza giammai in bene , ma sempre in male ; egli è Mica , figliuolo d’ Imla . E Giosafat disse : Il re non dica così . Allora il re d’ Israele chiamò un eunuco , e gli disse : Fa’ prestamente venir Mica , figliuolo di Imla . Or il re d’ Israele , e Giosafat , re di Giuda , sedevano ciascuno sopra il suo seggio , vestiti di vestimenti reali , nell’ aia ch’ è all’ entrata della porta di Samaria ; e tutti i profeti profetizzavano in presenza loro . E Sedechia , figliuolo di Chenaana , si avea fatte delle corna di ferro , e disse : Così ha detto il Signore : Con queste corna tu cozzerai i Sirii , finchè tu li abbi distrutti . E tutti quei profeti profetizzavano in quella stessa maniera , dicendo : Sali contro a Ramot di Galaad , e tu prospererai ; e il Signore la darà nelle mani del re . Or il messo ch’ era andato a chiamar Mica , gli parlò , dicendo : Ecco , le parole de’ profeti , come d’ una medesima bocca , predicono del bene al re ; deh ! sia dunque il tuo parlare conforme al parlare dell’ uno di essi , predicigli del bene . Ma Mica disse : Come il Signore vive , io dirò ciò che l’ Iddio mio mi avrà detto . Egli adunque venne al re . E il re gli disse : Mica , andremo noi alla guerra contro a Ramot di Galaad , o me ne rimarrò io ? Ed egli gli disse : Andate pure , e voi prospererete , ed essi vi saranno dati nelle mani . E il re gli disse : Fino a quante volte ti scongiurerò io , che tu non mi dica altro che la verità nel Nome del Signore ? Allora egli disse : Io vedeva tutto Israele sparso su per li monti , come pecore che non hanno pastore . E il Signore diceva : Costoro son senza signore ; ritornisene ciascuno a casa sua in pace . E il re d’ Israele disse a Giosafat : Non ti dissi io ch’ egli non mi profetizzerebbe bene alcuno , anzi del male ? E Mica disse : Perciò , ascoltate la parola del Signore : Io vedeva il Signore assiso sopra il suo trono , e tutto l’ esercito del cielo , che gli stava appresso a destra ed a sinistra . E il Signore diceva : Chi indurrà Achab , re d’ Israele , acciocchè salga contro a Ramot di Galaad , e vi muoia ? Poi Mica disse : L’ uno diceva in una maniera , e l’ altro in un’ altra . Allora uno spirito uscì fuori , e si presentò davanti al Signore , e disse : Io ce l’ indurrò . E il Signore gli disse : Come ? Ed egli disse : Io uscirò fuori , e sarò spirito di menzogna nella bocca di tutti i suoi profeti . E il Signore disse : Sì , tu l’ indurrai , ed anche ne verrai a capo ; esci pur fuori , e fa’ così . Ora dunque , ecco , il Signore ha messo uno spirito di menzogna nella bocca di questi tuoi profeti ; ma il Signore ha pronunziato del male contro a te . Allora Sedechia , figliuolo di Chenaana , si fece avanti , e percosse Mica in su la guancia , e disse : Per qual via si è partito lo Spirito del Signore da me , per parlar teco ? E Mica disse : Ecco , tu il vedrai al giorno che tu te n’ entrerai di camera in camera , per appiattarti . E il re d’ Israele disse : Pigliate Mica , e menatelo ad Amon , capitano della città , ed a Gioas , figliuolo del re . E dite loro : Così ha detto il re : Mettete costui in prigione , e cibatelo di pane e d’ acqua , strettamente , finchè io ritorni in pace . E Mica disse : Se pur tu ritorni in pace , il Signore non avrà parlato per me . Poi disse : Voi popoli tutti , ascoltate . Il re d’ Israele adunque , e Giosafat , re di Giuda , salirono contro a Ramot di Galaad . E il re d’ Israele disse a Giosafat : Io mi travestirò , e così entrerò nella battaglia ; ma tu , vestiti delle tue vesti . Il re d’ Israele adunque si travestì , e così entrarono nella battaglia . Or il re di Siria avea comandato ai capitani de’ suoi carri , che non combattessero contro a piccolo , nè contro a grande ; me contro al re d’ Israele solo . Perciò , quando i capitani de’ carri ebber veduto Giosafat , dissero : Egli è il re d’ Israele ; e si voltarono a lui , per combattere contro a lui ; ma Giosafat gridò , e il Signore l’ aiutò , e Iddio indusse coloro a ritrarsi da lui . Quando dunque i capitani de’ carri ebber veduto ch’ egli non era il re d’ Israele , si rivolsero indietro da lui . Allora qualcuno tirò con l’ arco a caso , e ferì il re d’ Israele fra le falde e la corazza ; laonde egli disse al suo carrettiere : Volta la mano , e menami fuor del campo ; perciocchè io son ferito . Ma la battaglia si rinforzò in quel dì , onde il re d’ Israele si rattenne nel carro incontro a’ Siri , fino alla sera ; e nell’ ora del tramontar del sole morì . E GIOSAFAT , re di Giuda , ritornò sano e salvo a casa sua in Gerusalemme . Allora il veggente Iehu , figliuolo di Hanani , gli uscì incontro , e gli disse : Si conviene egli dar soccorso ad un empio ? Ti si conviene egli amar quelli che odiano il Signore ? Perciò dunque vi è ira contro a te da parte del Signore . Ma pure in te si son trovate di buone cose ; conciossiachè tu abbi tolti via dal paese i boschi , ed abbi disposto il cuor tuo a ricercare Iddio . E GIOSAFAT , essendo dimorato alquanto tempo in Gerusalemme , andò di nuovo attorno fra il popolo , da Beerseba fino al monte di Efraim , e li ridusse al Signore Iddio de’ lor padri . E costituì de’ giudici nel paese , per tutte le città forti di Giuda , di città in città . E disse a’ giudici : Riguardate ciò che voi fate ; perciocchè voi non tenete la ragione per un uomo , ma per lo Signore , il quale è con voi negli affari della giustizia . Ora dunque , sia lo spavento del Signore sopra voi ; prendete guardia al dover vostro , e mettetelo ed effetto ; perciocchè appo il Signore Iddio nostro non vi è alcuna iniquità , nè riguardo alla qualità delle persone , nè prendimento di presenti . Oltre a ciò , Giosafat costituì anche in Gerusalemme alcuni d’ infra i Leviti , e d’ infra i sacerdoti , e d’ infra i capi delle famiglie paterne d’ Israele , per tener la ragione del Signore , e per giudicar le liti ; e si ricorreva in Gerusalemme . E comandò loro che così facessero nel timor del Signore , con lealtà , e di cuore intiero . Ed in ogni lite , che sarà portata davanti a voi da’ vostri fratelli , che abitano nelle lor città , per giudicar fra omicidio ed omicidio , fra legge e comandamento , e fra statuti e ordinazioni , chiariteli ; acciocchè non si rendano colpevoli appo il Signore , onde vi sia ira contro a voi , e contro a’ vostri fratelli ; fate così , acciocchè non vi rendiate colpevoli . Or ecco il sommo sacerdote Amaria sarà presidente fra voi in ogni affare del Signore ; e Zebadia , figliuolo d’ Ismaele , conduttore della Casa di Giuda , in ogni affare del re . Voi avete ancora a vostro comando gli ufficiali Leviti ; prendete animo , e adoperatevi , e il Signore sarà co’ buoni . ORA , dopo queste cose , avvenne che figliuoli di Moab , e i figliuoli di Ammon , e con loro altri d’ infra gli Ammoniti , vennero per far guerra contro a Giosafat . E vennero de’ messi , che rapportarono la cosa a Giosafat , dicendo : Una gran moltitudine di gente di di là dal mare , e di Siria , viene contro a te ; ed ecco , essi sono in Hasason-tamar , che è Enghedi . Allora Giosafat ebbe paura , e si dispose a ricercare il Signore , e fece bandire il digiuno a tutto Giuda . E que’ di Giuda si raunarono per ricercare aiuto dal Signore ; molti eziandio da tutte le città di Giuda vennero per ricercare il Signore . E Giosafat , stando in piè nella raunanza di Giuda e di Gerusalemme , si presentò nella Casa del Signore , davanti al cortile nuovo , e disse : O Signore Iddio de’ nostri padri , non sei tu Dio nei cieli , e non signoreggi tu sopra tutti i regni delle nazioni ? e non hai tu nella tua mano forza , e potenza , talchè niuno ti può contrastare ? Non hai tu , o Dio nostro , scacciati gli abitanti di questo paese d’ innanzi al tuo popolo Israele ? e non hai tu dato esso paese in perpetuo alla progenie d’ Abrahamo , il quale ti amò ? Laonde essi vi sono abitati , e ti hanno in esso edificato un Santuario per lo tuo Nome , dicendo : Quando ci sopraggiugnerà alcun male , spada di punizione , o pestilenza , o fame , e noi ci presenteremo davanti a questa Casa , e davanti al tuo cospetto consiossiachè il tuo Nome sia in questa Casa , e grideremo a te per la nostra tribolazione ; esaudiscine , e salvaci . Or al presente , ecco , i figliuoli di Ammon e di Moab , e que’ del monte di Seir , nel cui paese tu non permettesti ad Israele di entrare , quando veniva fuor del paese di Egitto ; anzi se ne rivolse indietro , e non li distrusse ; ecco essi ce ne fanno la retribuzione , venendo per iscacciarci dalla tua eredità , la quale tu ci hai data a possedere . O Dio nostro , non farai tu giudicio di loro ? conciossiachè non vi sia forza alcuna in noi , per contrastare a questa gran moltitudine che viene contro a noi ; e noi non sappiamo ciò che dobbiam fare ; ma gli occhi nostri son volti a te . E tutti que’ di Giuda stavano diritti davanti al Signore , insieme co’ lor piccoli fanciulli , con le lor mogli , e co’ lor figliuoli . Allora lo Spirito del Signore fu sopra Iahaziel , figliuolo di Zaccaria , figliuolo di Benaia , figliuolo di Ieiel , figliuolo di Mattania Levita , d’ infra i figliuoli di Asaf , nel mezzo della raunanza , ed egli disse : Voi tutti uomini di Giuda , ed abitanti di Gerusalemme , e tu re Giosafat , attendete : Così vi dice il Signore : Voi , non temiate , e non vi spaventate , per questa gran moltitudine ; perciocchè questa guerra non appartiene a voi , anzi a Dio . Domani andate contro a loro ; ecco , essi montano per la salita di Sis , e voi li troverete all’ estremità del torrente , dirincontro al deserto di Ieruel . Voi non avrete a combattere in questo fatto ; presentatevi pure , e state fermi ; e voi vedrete ciò che il Signore farà inverso voi per vostra salvazione ; o Giuda , e Gerusalemme , non temiate , e non vi spaventate ; domani uscite incontro a loro , e il Signore sarà con voi . Allora Giosafat s’ inchinò con la faccia verso terra ; e tutto Giuda , e gli abitanti di Gerusalemme , si gittarono giù davanti al Signore , per adorarlo . Ed i Leviti , d’ infra i Chehatiti , e i Coriti , si levarono per lodare il Signore Iddio d’ Israele ad altissima voce . E la mattina seguente , il popolo si levò a buon’ ora , ed uscì fuori verso il deserto di Tecoa ; e , mentre usciva , Giosafat si fermò , e disse : Ascoltatemi , o Giuda , e voi abitanti di Gerusalemme ; credete al Signore Iddio vostro , e voi sarete assicurati ; credete a’ profeti di esso , e voi prospererete . E , tenuto consiglio col popolo , costituì de’ cantori che cantassero al Signore , e lodassero la santa sua Maestà ; e camminando dinanzi alla gente di guerra , dicessero : Celebrate il Signore ; perciocchè la sua benignità è in eterno . E nel medesimo tempo ch’ essi cominciarono il canto di trionfo , e le laudi , il Signore pose agguati fra i figliuoli di Ammon , e i Moabiti , e que’ del monte di Seir , i quali venivano contro a Giuda , ed essi si percossero gli uni gli altri . Ed i figliuoli di Ammon , e i Moabiti , si presentarono in battaglia contro agli abitanti del monte di Seir , per distruggerli , e per disperderli ; e quando ebbero finito con gli abitanti di Seir , si aiutarono gli uni gli altri a disfarsi . Ora , quando que’ di Giuda furono giunti fino a Mispa , che riguarda verso il deserto , si voltarono verso quella moltitudine ; ed ecco , tutti erano corpi morti , che giacevano per terra , e non n’ era scampato alcuno . Allora Giosafat , e la sua gente , vennero per predar le loro spoglie ; e fra i lor corpi morti trovarono molte ricchezze , e cari arredi ; e ne predarono tante , che non bastavano a portarle ; e stettero tre giorni a predar le spoglie ; perciocchè erano in gran quantità . Poi , al quarto giorno , si adunarono nella Valle , detta di Benedizione ; perciocchè quivi benedissero il Signore ; per questa cagione quel luogo è stato chiamato Valle di Benedizione infino a questo giorno . E tutta la gente di Giuda , e di Gerusalemme , e Giosafat in capo di essi , si rimisero in cammino , per ritornarsene in Gerusalemme , con allegrezza ; perciocchè il Signore avea loro data allegrezza de’ lor nemici . E , giunti in Gerusalemme , entrarono con salteri , e con cetere , e con trombe , nella Casa del Signore . E lo spavento di Dio fu sopra tutti i regni di que’ paesi , quando intesero che il Signore avea combattuto contro a’ nemici d’ Israele . E il regno di Giosafat ebbe quiete ; e l’ Iddio suo gli diè riposo d’ ogn’ intorno . Così Giosafat regnò sopra Giuda . Egli era di età di trentacinque anni , quando cominciò a regnare , e regnò venticinque anni in Gerusalemme . E il nome di sua madre era Azuba , figliuola di Silhi . Ed egli camminò nella via di Asa , suo padre , e non se ne rivolse , facendo ciò che piace al Signore . Nondimeno gli alti luoghi non furono tolti via ; non avendo il popolo ancora addirizzato il cuore suo all’ Iddio de’ suoi padri . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Giosafat , primi ed ultimi , ecco , sono scritti nel libro di Iehu , figliuolo di Hanani , il quale è stato inserito nel libro dei re d’ Israele . Ora , dopo quelle cose , Giosafat , re di Giuda , fece compagnia con Achazia , re d’ Israele , le cui opere erano empie . E lo prese in sua compagnia , per far navi , per far viaggi in Tarsis ; e fecero le navi in Esion-gheber . Allora Eliezer , figliuolo di Dodava , da Maresa , profetizzò contro a Giosafat , dicendo : Conciossiachè tu abbi fatta compagnia con Achazia , il Signore ha dissipate le tue opere . E le navi furono rotte , e non poterono fare il viaggio in Tarsis . POI Giosafat giacque co’ suoi padri , e con essi fu seppellito nella Città di Davide ; e Gioram , suo figliuolo , regnò in luogo suo . Or esso avea de’ fratelli , figliuoli di Giosafat , cioè : Azaria , e Iehiel , e Zaccaria , ed Azaria , e Micael , e Sefatia . Tutti costoro erano figliuoli di Giosafat , re di Israele . E il padre loro avea loro fatti gran doni d’ argento , e d’ oro , e di robe preziose , con alcune città forti nel paese di Giuda ; ma avea dato il regno a Gioram ; perciocchè egli era il primogenito . E Gioram , essendo salito al regno di suo padre , si fortificò , ed uccise con la spada tutti i suoi fratelli , ed anche alcuni de’ capi d’ Israele . Gioram era d’ età di trentadue anni , quando cominciò a regnare ; e regnò otto anni in Gerusalemme . E camminò per la via dei re d’ Israele , come faceva la casa di Achab ; perciocchè egli avea per moglie la figliuola di Achab . Così fece quello che dispiace al Signore . Nondimeno il Signore non volle distruggere la casa di Davide , per amor del patto ch’ egli avea fatto con Davide ; e secondo ch’ egli avea detto , che darebbe a lui ed a’ suoi figliuoli , in perpetuo , una lampana accesa . Al tempo di esso , gl’ Idumei si ribellarono dall’ ubbidienza di Giuda , e costituirono sopra loro un re . Perciò Gioram passò in Idumea , co’ suoi capitani , e con tutti i suoi carri ; ed avvenne che , essendosi egli mosso di notte , percosse gl’ Idumei che l’ aveano intorniato , ed i capitani de’ carri . Nondimeno gl’ Idumei sono perseverati nella lor ribellione dall’ ubbidienza di Giuda infino a questo giorno . In quell’ istesso tempo Libna si ribellò dall’ ubbidienza di Gioram ; perciocchè egli avea abbandonato il Signore Iddio de’ suoi padri . Egli fece ancora degli alti luoghi nei monti di Giuda , e fece fornicar gli abitanti di Gerusalemme , e diede lo spianto a Giuda . Allora gli venne uno scritto da parte del profeta Elia , di questo tenore : Così ha detto il Signore Iddio di Davide , tuo padre : Perciocchè tu non sei camminato per le vie di Giosafat , tuo padre , nè per le vie di Asa , re di Giuda ; anzi sei camminato per la via dei re di Israele , ed hai fatto fornicar Giuda , e gli abitanti di Gerusalemme , come la casa di Achab ha fatto fornicare Israele ; ed oltre a ciò , hai uccisi i tuoi fratelli , la famiglia di tuo padre , i quali erano migliori di te ; ecco , il Signore percoterà di una gran piaga il tuo popolo , e i tuoi figliuoli , e le tue mogli , e tutti i tuoi beni . E percoterà la tua persona di grandi infermità , d’ infermità d’ interiora , talchè le tue interiora usciranno fuori per l’ infermità che durerà un anno dopo l’ altro . Il Signore adunque eccitò contro a Gioram lo spirito de’ Filistei , e degli Arabi , che son presso agli Etiopi . Ed essi salirono contro a Guida , ed essendo entrati dentro a forza , predarono tutte le ricchezze che furono ritrovate nella casa del re ; ed anche ne menarono prigioni i suoi figliuoli , e le sue mogli , talchè non gli restò alcun figliuolo , se non Gioachaz , il più piccolo de’ suoi figliuoli . E dopo tutte queste cose , il Signore lo percosse d’ una infermità incurabile nelle interiora . Ed avvenne che , passato un anno dopo l’ altro , al tempo che il termine de’ due anni spirava , le interiora gli uscirono fuori , insieme con l’ infermità ; ed egli morì in gravi dolori ; e il suo popolo non arse per lui alcuni aromati , come avea fatto per li suoi padri . Egli era d’ età di trentadue anni , quando cominciò a regnare , e regnò otto anni in Gerusalemme , e se ne andò senza esser desiderato ; e fu seppellito nella Città di Davide , ma non già nelle sepolture dei re . E GLI abitanti di Gerusalemme costituirono re , in luogo suo , Achazia , suo figliuolo minore ; perciocchè quelle schiere ch’ erano venute in armi con gli Arabi , aveano uccisi tutti i maggiori . Così regnò Achazia , figliuolo di Gioram , re di Giuda . Achazia era d’ età di quarantadue anni , quando cominciò a regnare , e regnò un anno in Gerusalemme . E il nome di sua madre era Atalia , figliuola di Omri . Anch’ egli camminò nelle vie della casa di Achab ; perciocchè sua madre gli era consigliera a far male . Egli adunque fece ciò che dispiace al Signore , come la casa di Achab ; perciocchè , dopo la morte di suo padre , essi furono suoi consiglieri a sua perdizione . Ed anche , seguitando il lor consiglio , andò con Gioram , figliuolo di Achab , re d’ Israele , alla guerra contro ad Hazael , re di Siria , in Ramot di Galaad . E i Siri ferirono Gioram . Ed egli se ne ritornò , per farsi medicare in Izreel ; perciocchè egli avea delle ferite ch’ egli avea ricevute in Rama , mentre egli combatteva con Hazael , re di Siria . Ed Azaria , figliuolo di Gioram re di Giuda , andò a visitare Gioram , figliuolo di Achab , in Izreel ; perciocchè egli era infermo . E ciò che egli venne a Gioram , procedette da Dio per la ruina di Achazia ; perciocchè , essendo venuto , egli uscì con Gioram contro a Iehu , figliuolo di Nimsi , il quale il Signore avea unto per distruggere la casa di Achab . E quando Iehu faceva la punizione della casa di Achab , trovò i principali di Giuda , e i figliuoli de’ fratelli di Achazia , i quali servivano ad Achazia , e li uccise . E cercò Achazia , ed egli fu preso , essendo nascosto in Samaria , e fu menato a Iehu , ed ucciso ; e poi fu seppellito ; perciocchè fu detto : Egli è il figliuolo di Giosafat , il quale ricercò il Signore con tutto il suo cuore . E non vi fu alcuno della casa di Achazia che avesse il potere di farsi re . ED Atalia , madre di Achazia , avendo veduto che il suo figliuolo era morto , si levò , e distrusse tutta la progenie reale della casa di Giuda . Ma Iosabat , figliuola del re Gioram , prese Gioas , figliuolo di Achazia , e lo tolse furtivamente d’ infra i figliuoli del re che si uccidevano ; e lo mise , con la sua balia , nella camera de’ letti . Così Iosabat , figliuola del re Gioram , moglie del sacerdote Gioiada , lo nascose d’ innanzi ad Atalia ; perciocchè era sorella di Achazia ; talchè Atalia non lo fece morire . Ed egli stette con loro nascosto nella Casa di Dio lo spazio di sei anni ; ed in quel mezzo tempo Atalia regnava sopra il paese . Ma l’ anno settimo , Gioiada si fortificò , e prese seco questi capi di centinaia , coi quali egli fece lega , cioè : Azaria , figliuolo di Ieroham ; ed Ismaele , figliuolo di Iohanan ; ed Azaria , figluolo di Obed ; e Maaseia , figliuolo di Adaia ; ed Elisafat , figliuolo di Zicri . Ed essi andarono attorno per lo paese di Giuda , ed adunarono , da tutte le città di Giuda , i Leviti e i capi delle famiglie paterne d’ Israele ; e vennero in Gerusalemme . E tutta quella raunanza fece lega col re , nella Casa di Dio . E Gioiada disse loro : Ecco , il figliuol del re regnerà , come il Signore ha promesso a’ figliuoli di Davide . Questo è quello che voi farete : La terza parte di voi , cioè quelli ch’ entrano in settimana , così sacerdoti come Leviti , sieno per portinai alle soglie delle porte ; e l’ altra terza parte alla casa del re ; e l’ altra terza parte alla porta del fondamento ; e tutto il popolo sia ne’ cortili della Casa del Signore . E niuno entri nella Casa del Signore , se non i sacerdoti , ed i ministri d’ infra i Leviti ; essi entrino , perciocchè sono santificati ; ma tutto il popolo osservi ciò che il Signore ha comandato che si osservi . Ed i Leviti circondino il re d’ ogn’ intorno , avendo ciascuno le sue arme in mano ; e sia fatto morire chiunque entrerà nella Casa ; e siate col re , quando egli entrerà , e quando uscirà fuori . I Leviti adunque , e tutto Giuda , fecero interamente secondo che il sacerdote Gioiada avea comandato , e presero ciascuno la sua gente , cioè , quelli ch’ entravano in settimana e quelli che ne uscivano ; perciocchè il sacerdote Gioiada non licenziò gli spartimenti . E il sacerdote Gioiada diede a’ capi di centinaia le lance e gli scudi , e i pavesi , ch’ erano stati del re Davide , ed erano nella Casa di Dio . E fece star tutta quella gente , ciascuno con la sua arme in mano , dal lato destro della Casa fino al sinistro , presso dell’ Altare , e della Casa , d’ intorno al re . Allora il figliuolo del re fu menato fuori , e fu posta sopra lui la benda , e gli ornamenti reali , e fu dichiarato re . E Gioiada ed i suoi figliuoli l’ unsero , e dissero : Viva il re . Ed Atalia udì il romore del popolo , de’ sergenti , e di quelli che cantavano laudi presso del re ; e venne al popolo nella Casa del Signore . E riguardò , ed ecco , il re era in piè , sopra il suo pergolo , all’ entrata ; e i capitani , e i trombettieri , erano appresso del re , con tutto il popolo del paese , che si rallegrava , e sonava con le trombe ; parimente i cantori , con istrumenti musicali ; e i mastri del canto di laudi . Allora Atalia si stracciò le vesti , e disse : Congiura , congiura . E il sacerdote Gioiada fece uscir fuori i capi di centinaia , che comandavano a quell’ esercito , e disse loro : Menatela fuor degli ordini ; e chi le andrà dietro , sia ucciso con la spada . Perciocchè il sacerdote avea detto : Non fatela morire nella Casa del Signore . Essi adunque le fecero far largo ; e , come ella se ne veniva nella casa del re , per l’ entrata della porta de’ cavalli , fu quivi uccisa . E Gioiada trattò patto fra sè e tutto il popolo , e il re , che sarebbero popolo del Signore . E tutto il popolo entrò nel tempio di Baal , e lo disfece , e spezzò gli altari , e le imagini di esso ; ed uccise Mattan , sacerdote di Baal , davanti agli altari . E Gioiada dispose gli ufficii della Casa del Signore fra le mani de’ sacerdoti Leviti , i quali Davide avea costituiti , per certi spartimenti , sopra la Casa del Signore , per offerire olocausti al Signore , secondo ch’ è scritto nella Legge di Mosè ; e ciò fu fatto con allegrezza , e con cantici , secondo la disposizione di Davide . Costituì , oltre a ciò , i portinai alle porte della Casa del Signore ; acciocchè niuno immondo per qualunque cosa vi entrasse . Poi prese i capi delle centinaia , e gli uomini illustri , e quelli che aveano il reggimento del popolo , e tutto il popolo del paese ; e condusse il re a basso , fuor della Casa del Signore ; e passando per mezzo la porta alta , vennero nella casa del re , e fecero sedere il re sopra il trono reale . E tutto il popolo del paese si rallegrò , e la città fu in quiete , dopo che Atalia fu stata uccisa con la spada . GIOAS era d’ età di sette anni , quando cominciò a regnare ; e regnò quarant’ anni in Gerusalemme . E il nome di sua madre era Sibia , da Beerseba . E Gioas fece quello che piace al Signore tutto il tempo del sacerdote Gioiada . E Gioiada gli prese due mogli ; ed egli generò figliuoli e figliuole . Dopo questo venne in cuore a Gioas di ristorare la Casa del Signore . Perciò adunò i sacerdoti e i Leviti , e disse loro : Andate per le città di Giuda , e raccogliete , anno per anno , da tutto Israele , danari per ristorar la Casa dell’ Iddio vostro ; e voi sollecitate questo affare . Ma i Leviti non lo sollecitarono . E il re chiamò Gioiada , sommo sacerdote , e gli disse : Perchè non hai tu usata diligenza , che i Leviti portassero da Giuda , e da Gerusalemme , la colta di Mosè , servitor del Signore , e della raunanza d’ Israele , per lo Tabernacolo della Testimonianza ? Conciossiachè la scellerata Atalia , ed i suoi figliuoli avessero fatte delle rotture nella Casa di Dio ; ed anche avessero adoperate per i Baali tutte le cose consacrate della Casa del Signore . Il re adunque comandò che si facesse una cassetta , e che quella si mettesse alla porta della Casa del Signore , di fuori . Poi fu fatta una grida per Giuda ed in Gerusalemme , che si portasse al Signore la colta che Mosè , servitor di Dio , avea fatta sopra Israele nel deserto . E tutti i capi , e tutto il popolo , la portavano allegramente , e la gittavano nella cassetta , finchè fu finita l’ opera . Ora , quando la cassetta si portava , per le mani de’ Leviti , a quelli ch’ erano deputati del re il che si faceva , quando vedevano che vi erano dentro danari assai , il segretario del re , ed un commessario del sommo sacerdote venivano , e vuotavano la cassetta ; poi la riportavano , e la rimettevano nel suo luogo . Così facevano ogni giorno ; e raccolsero gran quantità di danari . E il re , e Gioiada , davano que’ danari a quelli che aveano la cura dell’ opera che si faceva per lo servigio della Casa del Signore ; ed essi ne prezzolavano scarpellini , e legnaiuoli , per rinnovar la Casa del Signore ; ed anche fabbri di ferro e di rame , per ristorarla . Coloro adunque che aveano la cura dell’ opera , si adoperarono ; e l’ opera fu ristorata per le lor mani ; ed essi rimisero la Casa di Dio nello stato suo , e la rinforzarono . E quando ebber finito , portarono davanti al re , e davanti a Gioiada , il rimanente de’ danari ; ed egli li impiegò in arredi per la Casa del Signore , in arredi per fare il servigio , e per offerir sacrificii , ed in coppe , ed altri vasellamenti d’ oro e d’ argento . E nel tempo di Gioiada , furono del continuo offerti olocausti nella Casa del Signore . Or Gioiada , essendo diventato vecchio e sazio di giorni , morì . Egli era d’ età di centotrent’ anni , quando morì . E fu seppellito nella Città di Davide coi re ; perciocchè egli avea fatto bene assai inverso Israele , ed inverso Iddio , e la sua Casa . E dopo che Gioiada fu morto , i capi di Giuda vennero al re , e si prostesero davanti a lui ; allora egli attese a loro . Ed essi lasciarono la Casa del Signore Iddio de’ lor padri , e servirono a’ boschi ed agl’ idoli ; laonde vi fu indegnazione contro a Giuda , e contro a Gerusalemme , per questa lor colpa . E benchè il Signore mandasse loro de’ profeti , per convertirli a sè , e ch’ essi protestassero loro , non però prestarono l’ orecchio . E lo Spirito di Dio investì Zaccaria , figliuolo del sacerdote Gioiada . Ed egli , stando in piè disopra al popolo , disse loro : Così ha detto Iddio : Perchè trasgredite voi i comandamenti del Signore ? Voi non prospererete : perciocchè voi avete abbandonato il Signore , egli altresì vi abbandonerà . Ed essi fecero congiura contro a lui , e lo lapidarono , per comandamento del re , nel cortile della Casa del Signore . E il re Gioas non si ricordò della benignità usata da Gioiada , padre di esso , inverso lui ; anzi uccise il suo figliuolo . Ora , mentre egli moriva , disse : Il Signore lo vegga , e ne ridomandi conto . Ed avvenne , in capo all’ anno , che l’ esercito de’ Siri salì contro a Gioas ; e venne in Giuda ed in Gerusalemme ; ed ammazzarono d’ infra il popolo tutti i capi di esso ; e mandarono tutte le spoglie loro al re in Damasco . E benchè l’ esercito de’ Siri fosse venuto con poca gente , nondimeno il Signore diede loro nelle mani un esercito grandissimo ; perciocchè aveano abbandonato il Signore Iddio de’ padri loro ; ed i Siri eseguirono i giudicii sopra Gioas . E , quando si furono partiti da lui , perciocchè l’ aveano lasciato in gran languori , i suoi servitori fecero congiura contro a lui , per cagione dell’ omicidio de’ figliuoli del sacerdote Gioiada , e l’ uccisero in sul suo letto . Così morì , e fu seppellito nella Città di Davide , ma non già nelle sepolture dei re . Ora , questi son quelli che congiurarono contro a lui : Zabad , figliuolo di Simat , donna Ammonita ; e Iozabad , figliuolo di Simrit , donna Moabita . Ora , quant’ è a’ figliuoli di esso , ed alla gran colta di danari che fu fatta per lui , ed alla fondazione della Casa di Dio ; ecco , queste cose sono scritte nella storia del libro dei re . Ed Amasia , suo figliuolo , regnò in luogo suo . AMASIA , essendo d’ età di venticinque anni , cominciò a regnare , e regnò ventinove anni in Gerusalemme . E il nome di sua madre era Ioaddan , da Gerusalemme . Ed egli fece ciò che piace al Signore , non però di cuore intiero . Ora , come egli fu ben fermo nel regno , egli uccise i suoi servitori che aveano percosso il re , suo padre . Ma non fece morire i lor figliuoli ; anzi fece come è scritto nella Legge , nel libro di Mosè , nel quale il Signore ha comandato che i padri non muoiano per li figliuoli , nè i figliuoli per li padri ; anzi , che ciascuno muoia per lo suo proprio peccato . Poi Amasia adunò que’ di Giuda ; e di quelli costituì , secondo le lor famiglie paterne , capi di migliaia , e capi di centinaia , per tutto Giuda e Beniamino ; e li annoverò dall’ età di vent’ anni in su : e trovò ch’ erano trecentomila uomini di guerra scelti , che portavano lancia e scudo . Soldò , oltre a ciò , d’ Israele centomila uomini di valore , con cento talenti d’ argento . Ma un uomo di Dio venne a lui , dicendo : O re , l’ esercito d’ Israele non vada teco ; perciocchè il Signore non è con Israele , nè con tutti i figliuoli di Efraim . Altrimenti , va’ pure , e portati valorosamente nella battaglia ; Iddio ti farà cadere davanti al nemico ; perciocchè Iddio ha il potere di soccorrere , e di far cadere . Ed Amasia disse all’ uomo di Dio : E che deve farsi de’ cento talenti che io ho dati alle schiere d’ Israele ? E l’ uomo di Dio disse : Egli è nel potere del Signore di darti molto più di questo . Amasia dunque separò le schiere ch’ erano venute a lui di Efraim , acciocchè se ne andassero al luogo loro ; laonde si adirarono gravemente contro a Giuda , e se ne ritornarono alle loro stanze , accesi nell’ ira . Ed Amasia si fortificò , e condusse la sua gente ; e andò alla valle del sale , e percosse i figliuoli di Seir , in numero di diecimila . I figliuoli di Giuda presero eziandio prigioni diecimila uomini vivi , e li menarono in cima di Sela , e li gittarono a basso dalla rupe ; e tutti creparono . Ma le schiere che Amasia avea rimandate , acciocchè non andassero con lui alla guerra , scorsero sopra le città di Giuda , da Samaria , fino in Bet-horon ; e percossero tremila uomini di quella , e fecero una gran preda . Ed Amasia , ritornando dalla sconfitta degl’ Idumei , portò gl’ iddii de’ figliuoli di Seir , e se li rizzò per dii , e li adorò , e fece loro profumi . Laonde l’ ira del Signore si accese contro ad Amasia ; ed egli gli mandò un profeta a dirgli : Perchè hai tu ricercati gl’ iddii di un popolo , i quali non hanno salvato il lor proprio popolo dalla tua mano ? Ma mentre colui parlava al re , egli gli disse : Sei tu stato dato al re per consigliere ? resta ; perchè saresti ucciso ? Il profeta dunque restò ; ma pur disse : Io so che il consiglio di Dio è di perderti , perchè tu hai fatto questo , e non hai ubbidito al mio consiglio . Or Amasia , re di Giuda , prese consiglio , e mandò a dire a Gioas , figliuolo di Gioachaz , figliuolo di Iehu re d’ Israele : Vieni , veggiamoci l’ un l’ altro in faccia . E Gioas , re d’ Israele , mandò a dire ad Amasia , re di Giuda : Uno spino del Libano mandò già a dire al cedro del Libano : Da’ la tua figliuola per moglie al mio figliuolo ; ma le fiere del Libano , passando , calpestarono lo spino . Tu hai detto : Ecco , io ho percossi gl’ Idumei ; e però il tuo cuore ti ha innalzato per glorificarti ; rimantene ora in casa tua ; perchè ti rimescoleresti in un male , per lo quale caderesti tu e Giuda teco ? Ma Amasia non gli diè d’ orecchio ; perciocchè quella cosa procedeva da Dio , per dar que’ di Giuda in mano de’ lor nemici ; perciocchè aveano ricercati gl’ iddii di Edom . Gioas adunque , re d’ Israele , salì ; ed egli , ed Amasia , re di Giuda , si videro l’ un l’ altro in faccia , in Bet-semes , città di Giuda . E Giuda fu sconfitto da Israele ; e ciascuno fuggì alle sue stanze . E Gioas , re d’ Israele , prese prigione Amasia , re di Giuda , figliuolo di Gioas , figliuolo di Gioachaz , in Bet-semes , e lo menò in Gerusalemme ; e fece una rottura nel muro di Gerusalemme , dalla porta di Efraim fino alla porta del cantone lo spazio di quattrocento cubiti . E prese tutto l’ oro e l’ argento , e tutti i vasellamenti che si trovarono nelle Casa di Dio , appo Obed-Edom , e ne’ tesori della Casa del re ; prese eziandio stadichi ; poi se ne ritornò in Samaria . Ed Amasia , figliuolo di Gioas , re di Giuda , visse quindici anni dopo la morte di Gioas , figliuolo di Gioachaz , re d’ Israele . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Amasia , primi ed ultimi ; ecco , non sono essi scritti nel libro dei re di Giuda e d’ Israele ? Ora , dal tempo che Amasia si fu rivolto dal Signore , alcuni fecero una congiura contro a lui in Gerusalemme , ed egli se ne fuggì in Lachis ; ma essi mandarono dietro a lui in Lachis , e quivi lo fecero morire . E di là fu portato sopra cavalli , e fu seppellito nella città di Giuda co’ suoi padri . ALLORA tutto il popolo di Giuda prese Uzzia , il quale era d’ età di sedici anni , e lo costituì re , in luogo di Amasia , suo padre . Egli edificò Elot , e la racquistò a Giuda dopo che il re fu giaciuto co’ suoi padri . Uzzia era d’ età di sedici anni quando cominciò a regnare ; e regnò cinquantadue anni in Gerusalemme . E il nome di sua madre era Iecolia , da Gerusalemme . Ed egli fece ciò che piace al Signore ; interamente come avea fatto Amasia , suo padre . E si diede a ricercare Iddio , mentre visse Zaccaria , uomo intendente nelle visioni di Dio ; e mentre egli ricercò il Signore , Iddio lo fece prosperare . Ed egli uscì , e fece guerra co’ Filistei , e fece delle rotture nelle mura di Gat , e nelle mura di Iabne , e nelle mura di Asdod ; ed edificò delle città nel paese di Asdod , e degli altri Filistei . E Iddio gli diede aiuto contro a’ Filistei , e contro agli Arabi che abitavano in Gurbaal , e contro a’ Maoniti . Gli Ammoniti eziandio davano presenti ad Uzzia ; e il suo nome andò fino in Egitto ; perciocchè egli si fece sommamente potente . Uzzia edificò ancora delle torri in Gerusaelemme , alla porta del cantone , e alla porta della valle , ed al cantone ; e le fortificò . Edificò ancora delle torri nel deserto e vi cavò molti pozzi ; perciocchè egli avea gran quantitià di bestiame , come anche nella campagna , e nella pianura ; avea eziandio de’ lavoratori , e dei vignaiuoli ne’ monti , ed in Carmel ; perciocchè egli amava l’ agricoltura . Ed Uzzia avea un esercito di gente di guerra , che andava alla guerra per ischiere , secondo il numero della lor rassegna , fatta per mano di Ieiel segretario , e di Maaseia commessario , sotto la condotta di Hanania , l’ uno de’ capitani del re . Tutto il numero de’ capi della gente di valore , distinta per famiglie paterne , era di duemila seicento . Ed essi aveano sotto la lor condotta un esercito di trecensettemila cinquecento prodi e valorosi guerrieri , per soccorrere il re contro al nemico . Ed Uzzia preparò a tutto quell’ esercito scudi , e lance , ed elmi , e corazze , ed archi , e frombole a trar pietre . Fece , oltre a ciò , in Gerusalemme degl’ ingegni d’ arte d’ ingegnere , per metterli sopra le torri , e sopra i canti , per trar saette e pietre grosse . E la sua fama andò lungi perciocchè egli fu maravigliosamente soccorso , finchè fu fortificato . Ma quando egli fu fortificato , il cuor suo s’ innalzò , fino a corrompersi ; e commise misfatto contro al Signore Iddio suo , ed entrò nel Tempio del Signore , per far profumo sopra l’ altar de’ profumi . Ma il sacerdote Azaria entrò dietro a lui , avendo seco ottanta sacerdoti del Signore , uomini valenti ; ed essi si opposero al re Uzzia , e gli dissero : Non istà a te , o Uzzia , il far profumo al Signore ; anzi a’ sacerdoti , figliuoli di Aaronne , che son consacrati per far profumi ; esci fuori del Santuario ; perciocchè tu hai misfatto , e ciò non ti tornerà in gloria da parte del Signore Iddio . Allora Uzzia si adirò , avendo in mano il profumo da incensare ; ma mentre si adirava contro a’ sacerdoti , la lebbra gli nacque in su la fronte in presenza dei sacerdoti nella Casa del Signore , d’ in su l’ altar de’ profumi . E il sommo sacerdote Azaria , e tutti i sacerdoti lo riguardarono , ed ecco , egli era lebbroso nella fronte ; ed essi lo fecero prestamente uscir di là ; ed egli ancora si gittò fuori per uscire ; perciocchè il Signore l’ avea percosso . E il re Uzzia fu lebbroso fino al giorno della sua morte , ed abitò così lebbroso in una casa in disparte ; perciocchè fu separato della Casa del Signore ; e Iotam , suo figliuolo , era mastro del palazzo reale , e rendeva ragione al popolo del paese . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Uzzia , primi ed ultimi , il profeta Isaia , figliuolo di Amos , li ha descritti . Ed Uzzia giacque co’ suoi padri e fu seppellito co’ suoi padri nel campo delle sepolture dei re ; perciocchè fu detto : Egli è lebbroso . E Iotam , suo figliuolo , regnò in luogo suo . IOTAM era d’ età di venticinque anni , quando cominciò a regnare , e regnò sedici anni in Gerusalemme . E il nome di sua madre era Ierusa , figliuola di Sadoc . Ed egli fece ciò che piace al Signore , interamente come avea fatto Uzzia , suo padre ; se non che non entrò nel Tempio del Signore ; nondimeno il popolo era ancora corrotto . Egli edificò la porta alta della Casa del Signore ; edificò ancora assai nel muro di Ofel . Edificò eziandio delle città nelle montagne di Giuda , e delle castella , e delle torri ne’ boschi . E combattè contro al re de’ figliuoli di Ammon , e vinse gli Ammoniti . Ed in quell’ anno essi gli diedero cento talenti d’ argento , e diecimila cori di grano , ed altrettanti d’ orzo ; cotanto ancora gli pagarono i figliuoli di Ammon il secondo ed il terzo anno . Iotam adunque si fortificò ; perciocchè egli avea addirizzate le sue vie nel cospetto del Signore Iddio suo . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Iotam , e tutte le sue battaglie , e i suoi portamenti ; ecco , queste cose sono scritte nel libro dei re d’ Israele e di Giuda . Egli era d’ età di venticinque anni , quando cominciò a regnare , e regnò sedici anni in Gerusalemme . Poi Iotam giacque co’ suoi padri , e fu seppellito nella Città di Davide . Ed Achaz , suo figliuolo , regnò in luogo suo . ACHAZ era d’ età di vent’ anni , quando cominciò a regnare ; e regnò sedici anni in Gerusalemme ; e non fece ciò che piace al Signore , come Davide , suo padre . Anzi camminò per le vie dei re d’ Israele ; ed anche fece delle statue di getto a’ Baali . Ed incensò nella valle del figliuolo di Hinnom , e arse de’ suoi figliuoli col fuoco , seguendo le abbominazioni delle genti , le quali il Signore avea scacciate d’ innanzi a’ figliuoli d’ Israele . Egli sacrificava eziandio , e faceva profumi negli alti luoghi , e sopra i colli , e sotto ogni albero verdeggiante . Laonde il Signore Iddio suo lo diede in mano del re de’ Siri ; ed essi lo sconfissero , e presero prigione una gran moltitudine della sua gente , e la menarono in Damasco . Egli fu eziandio dato in mano del re d’ Israele , il quale lo sconfisse d’ una grande sconfitta . E Peca , figliuolo di Remalia , uccise in un giorno cenventimila uomini di Giuda , tutti uomini di valore ; perciocchè aveano abbandonato il Signore Iddio de’ lor padri . E Zicri , uomo possente di Efraim , uccise Maaseia , figliuolo del re , e Azricam , mastro del palazzo , ed Elcana , la seconda persona dopo il re . E i figliuoli d’ Israele menarono prigioni dugentomila persone de’ lor fratelli , tra donne , figliuoli e figliuole ; e anche fecero sopra loro una gran preda , la quale conducevano in Samaria . Or quivi era un profeta del Signore , il cui nome era Oded ; ed egli uscì incontrò all’ esercito , ch’ entrava in Samaria ; e disse loro : Ecco , il Signore Iddio de’ vostri padri , perchè era adirato contro a Giuda , ve li ha dati nelle mani ; e voi ne avete uccisi a furore tanti , che il numero arriva infino al cielo . E pure ancora al presente voi deliberate di sottomettervi per servi , e per serve , i figliuoli di Giuda e di Gerusalemme . Non è egli vero , che già non v’ è altro in voi , se non colpe contro al Signore Iddio vostro ? Ora dunque , ascoltatemi , e riconducete i prigioni che avete presi d’ infra i vostri fratelli ; perciocchè v’ è ira accesa del Signore contro a voi . Allora certi uomini principali de’ capi de’ figliuoli di Efraim , cioè : Azaria , figliuolo di Iohanan , Berechia , figliuolo di Messillemot , Ezechia , figliuolo di Sallum , ed Amasa , figliuolo di Haldai , si levarono contro a quelli che venivano dalla guerra , e dissero loro : Voi non menerete qua entro questi prigioni ; perciocchè ciò che voi pensate fare è per renderci colpevoli appo il Signore , accrescendo il numero de’ nostri peccati e delle nostre colpe ; conciossiachè noi siamo grandemente colpevoli , e vi sia ira accesa contro ad Israele . Allora gli uomini di guerra rilasciarono i prigioni e la preda , in presenza dei capi e di tutta la raunanza . E quegli uomini suddetti si levarono , e presero i prigioni , e vestirono delle spoglie tutti que’ di loro ch’ erano ignudi ; e dopo averli rivestiti e calzati , diedero loro da mangiare e da bere , e li unsero ; e ricondussero sopra degli asini quelli d’ infra loro che non si potevano reggere ; e li menarono in Gerico , città delle palme , appresso i lor fratelli ; poi se ne ritornarono in Samaria . In quel tempo il re Achaz mandò ai re degli Assiri per soccorso . Or anche gl’ Idumei erano venuti , ed aveano percosso Giuda , e ne aveano menati de’ prigioni . Ed anche i Filistei erano scorsi sopra le città della pianura , e della parte meridionale di Giuda , e aveano preso Bet-semes , ed Aialon , e Ghederot , e Soco , e le terre del suo territorio ; e Timna , e le terre del suo territorio ; e Ghimzo , e le terre del suo territorio ; ed abitavano in esse . Perciocchè il Signore avea abbassato Giuda per cagione di Achaz , re d’ Israele ; perciocchè egli avea cagionato una gran licenza in Giuda , ed avea commesso ogni sorte di misfatti contro al Signore . E Tillegat-pilneser , re degli Assiri , venne a lui ; ma egli lo mise in distretta , e non lo fortificò . Perciocchè Achaz prese una parte de’ tesori della Casa del Signore , e della casa del re , e de’ principali del popolo ; e li diede al re degli Assiri , il qual però non gli diede alcuno aiuto . Ed al tempo ch’ egli era distretto , egli continuava vie più a commetter misfatti contro al Signore ; tale era il re Achaz . E sacrificò agl’ iddii di Damasco che l’ aveano sconfitto , e disse : Poichè gl’ iddii dei re di Siria li aiutano , io sacrificherò loro , acciocchè aiutino ancora me . Ma quelli gli furono cagione di far traboccar lui e tutto Israele . Ed Achaz raccolse i vasellamenti della Casa di Dio e li spezzò ; e serrò le porte della Casa del Signore , e si fece degli altari per tutti i canti di Gerusalemme . E fece degli alti luoghi in ogni città di Giuda , per far profumi ad altri dii ; ed irritò il Signore Iddio de’ suoi padri . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Achaz , e tutti i suoi portamenti , primi ed ultimi , ecco , queste cose sono scritte nel libro dei re di Giuda e d’ Israele . Poi Achaz giacque co’ suoi padri , e fu seppellito in Gerusalemme , nella città ; ma non fu messo nelle sepolture dei re d’ Israele . Ed Ezechia , suo figliuolo , regnò in luogo suo . EZECHIA era d’ età di venticinque anni , quando cominciò a regnare ; e regnò ventinove anni in Gerusalemme . E il nome di sua madre era Abia , figliuola di Zaccaria . Ed egli fece ciò che piace al Signore , interamente come avea fatto Davide , suo padre . Nel primo anno del suo regno , nel primo mese , egli aperse le porte della Casa del Signore , e le ristorò ; e fece venire i sacerdoti , e i Leviti , e li adunò nella piazza orientale . E disse loro : O Leviti , ascoltatemi : santificatevi ora , e santificate la Casa del Signore Iddio dei vostri padri , e traete fuor del Santuario le cose immonde . Perciocchè i nostri padri hanno misfatto , e fatto ciò che dispiace al Signore Iddio nostro , e l’ hanno abbandonato , ed hanno rivolte le facce loro indietro dal Tabernacolo del Signore , e gli hanno volte le spalle . Ed anche hanno serrate le porte del portico , ed hanno spente le lampane , e non hanno fatti profumi , nè offerti olocausti , nel luogo santo , all’ Iddio d’ Israele . Laonde l’ indegnazione del Signore è stata sopra Giuda e sopra Gerusalemme ; ed egli li ha dati ad essere agitati , desolati e sufolati come voi vedete con gli occhi . Ed ecco , i nostri padri son caduti per la spada ; ed i nostri figliuoli , e le nostre figliuole , e le nostre mogli , sono in cattività per questo . Ora , io ho in cuore di far patto col Signore Iddio d’ Israele , acciocchè l’ ardore della sua ira si storni da noi . Figliuoli miei , ora non errate ; perciocchè il Signore vi ha eletti , per presentarvi davanti a lui per servirgli , e per essergli ministri , e per fargli profumi . Allora i Leviti si levarono , cioè : Mahat , figliuolo di Amasai , e Ioel , figliuolo di Azaria , d’ infra i figliuoli de’ Chehatiti . E d’ infra i figliuoli di Merari : Chis , figliuolo di Abdi , ed Azaria , figliuolo di Iehaleleel . E d’ infra i Ghersoniti : Ioa , figliuolo di Zimma , ed Eden , figliuolo di Ioa . E d’ infra i figliuoli di Elisafan : Simri , e Ieiel ; e d’ infra i figliuoli di Asaf : Zaccaria e Mattania . E d’ infra i figliuoli di Heman : Iehiel , e Simi ; e d’ infra i figliuoli di Iedutun : Semaia ed Uzziel . Ed essi adunarono i lor fratelli , e si santificarono , ed entrarono , secondo il comandamento del re , fatto per parole del Signore , per nettare la Casa del Signore . Così i sacerdoti entrarono dentro alla Casa del Signore , per nettarla ; e trassero fuori , nel cortile della Casa del Signore , tutte le cose immonde che trovarono nel Tempio del Signore ; ed i Leviti le ricevevano per portarle fuori al torrente Chidron . E cominciarono nel primo giorno del primo mese a santificare ; e nell’ ottavo giorno del medesimo mese vennero al portico del Signore , e santificarono la Casa del Signore , per lo spazio d’ otto giorni ; e nel sestodecimo giorno del medesimo mese ebbero finito . Poi vennero al re Ezechia dentro in casa , e gli dissero : Noi abbiamo nettata tutta la Casa del Signore , e l’ Altar degli olocausti , e tutti i suoi arredi , e la Tavola dove si dispongono i pani , con tutti i suoi strumenti . Abbiamo eziandio ordinati e santificati tutti i vasellamenti , che il re Achaz avea per suo misfatto rimossi , mentre regnava ; ed ecco , sono davanti all’ Altare del Signore . E il re Ezechia , levatosi la mattina , adunò i principali della città , e salì alla Casa del Signore . Ed essi fecero addurre sette giovenchi , e sette montoni , e sette agnelli , e sette becchi per sacrificio per lo peccato , per lo regno , e per lo Santuario , e per Giuda . E il re disse a’ figliuoli d’ Aaronne , sacerdoti , che offerissero quelli sopra l’ Altare del Signore . Essi adunque scannarono quei buoi ; ed i sacerdoti ricevettero il sangue , e lo sparsero sopra l’ Altare ; poi scannarono i montoni , e ne sparsero il sangue sopra l’ Altare . Scannarono eziandio gli agnelli , e ne sparsero il sangue sopra l’ Altare . Poi fecero accostare i becchi del sacrificio per lo peccato davanti al re , e davanti alla raunanza , i quali posarono le mani sopra essi . Ed i sacerdoti li scannarono , e sparsero il lor sangue sopra l’ altare , come sangue di sacrificio per lo peccato , per fare il purgamento per tutto Israele ; perciocchè il re avea detto che si facesse questo olocausto , e questo sacrificio per lo peccato , per tutto Israele . Il re ordinò eziandio de’ Leviti della Casa del Signore , con cembali , con salteri , e con cetere , secondo il comandamento di Davide , e di Gad , veggente del re , e del profeta Natan ; perciocchè questo comandamento era stato dato dal Signore per li suoi profeti . I Leviti adunque furono qui presenti con gl’ instrumenti di Davide , ed i sacerdoti con le trombe . Allora Ezechia comandò che si offerisse l’ olocausto sopra l’ Altare . Ed al tempo che si cominciò ad offerir l’ olocausto , cominciò ancora il canto del Signore , e le trombe , e gli strumenti di Davide , re d’ Israele . E tutta la raunanza adorava , e si cantavano cantici , e le trombe sonavano ; tutto ciò finchè l’ olocausto fu compiuto . E quando si fu finito di offerir l’ olocausto , il re , e tutti quelli che si ritrovarono con lui s’ inchinarono , e adorarono . Poi il re Ezechia , e i principali , dissero a’ Leviti , che lodassero il Signore , con le parole di Davide , e del veggente Asaf . Ed essi lo lodarono con somma letizia , e s’ inchinarono , e adorarono . Allora Ezechia si mosse a dire : Ora , voi vi siete consacrati al Signore ; accostatevi , e presentate i sacrificii , e le offerte di laudi , nella Casa del Signore . Così la raunanza presentò sacrificii , ed offerte di laudi ; e chiunque fu di cuor volenteroso offerse olocausti . E il numero degli olocausti che la raunanza presentò fu di settanta buoi , di cento montoni , e di dugent’ agnelli ; tutto ciò in olocausto al Signore . E le altre bestie consacrate furono seicento buoi , e tremila montoni . Ma i sacerdoti erano pochi , talchè non poterono scorticar tutti gli olocausti ; e perciò i Leviti , lor fratelli , aiutarono loro , finchè l’ opera fu compiuta , e finchè gli altri sacerdoti si fossero santificati ; perciocchè i Leviti furono di cuore più diritto , per santificarsi , che i sacerdoti . Ed anche vi era gran numero d’ olocausti , oltre a’ grassi de’ sacrificii da render grazie , ed alle offerte da spandere degli olocausti . E così il servigio della Casa del Signore fu ristabilito . Ed Ezechia , e tutto il popolo , si rallegrò che Iddio avesse così disposto il popolo ; perciocchè questa cosa fu fatta subitamente . POI Ezechia mandò a dire a tutto Israele , ed a Giuda , ed anche scrisse lettere ad Efraim ed a Manasse , che venissero alla Casa del Signore in Gerusalemme , per celebrar la Pasqua al Signore Iddio d’ Israele . Ora , il re , ed i suoi principali ufficiali , e tutta la raunanza , aveano preso consiglio in Gerusalemme , di celebrar la Pasqua nel secondo mese . Conciossiachè non l’ avessero potuta celebrare in quel tempo ; perciocchè i sacerdoti non si erano santificati in numero sufficiente , ed anche il popolo non era raunato in Gerusalemme . E la cosa piacque al re , ed a tutta la raunanza ; e statuirono di far passare un bando per tutto Israele , da Beerseba fino in Dan , che si venisse a celebrar la Pasqua al Signore Iddio d’ Israele , in Gerusalemme ; perciocchè per l’ addietro non l’ aveano celebrata con quella frequenza che è scritta . I corrieri adunque andarono , con lettere da parte del re , e de’ suoi principali ufficiali , per tutto Israele e Giuda , dicendo ancora a bocca , secondo il comandamento del re : Figliuoli d’ Israele , convertitevi al Signore Iddio d’ Abrahamo , d’ Isacco , e d’ Israele ; ed egli si rivolgerà verso il rimanente di voi , che siete scampati delle mani dei re degli Assiri . E non siate come i vostri padri , e come i vostri fratelli , che hanno misfatto contro al Signore Iddio de’ lor padri ; laonde egli li ha messi in desolazione come voi vedete . Ora , non indurate il vostro collo , come hanno fatto i vostri padri ; porgete le mani al Signore , e venite al suo Santuario , il quale egli ha consacrato in perpetuo , e servite al Signore Iddio vostro ; e l’ ardor della sua ira si stornerà da voi . Perciocchè , se voi vi convertite al Signore , i vostri fratelli ed i vostri figliuoli troveranno pietà appresso quelli che li hanno menati in cattività ; eziandio per ritornare in questo paese , perciocchè il Signore Iddio vostro è pietoso e misericordioso , e non rivolgerà la sua faccia indietro da voi , se voi vi convertite a lui . Que’ corrieri adunque passarono di città in città , nel paese di Efraim e di Manasse , e fino in Zabulon ; ma la gente si faceva beffe di loro , e li scherniva . Pur nondimeno alcuni uomini di Aser , e di Manasse , e di Zabulon , si umiliarono , e vennero in Gerusalemme . La mano di Dio fu eziandio in Giuda , per dar loro un medesimo cuore , per far ciò che il re , ed i principali , aveano comandato , per parola del Signore . Così si raunò in Gerusalemme un gran popolo , per celebrar la festa degli Azzimi , nel secondo mese ; e vi fu una grandissima raunanza . Ed essi si levarono , e tolsero via gli altari ch’ erano in Gerusalemme , tolsero eziandio via tutti gli altari da far profumi , e li gittarono nel torrente Chidron . Poi si scannò la Pasqua nel quartodecimo giorno del secondo mese . Or i sacerdoti ed i Leviti si erano vergognati , e s’ erano santificati , ed aveano addotti olocausti nella Casa del Signore . Laonde essi si presentarono a fare il loro ufficio , secondo che è loro ordinato per la Legge di Mosè , uomo di Dio ; i sacerdoti spandevano il sangue , ricevendolo di man de’ Leviti . Perciocchè molti erano nella raunanza , i quali non si erano santificati ; e perciò i Leviti ebbero la cura di scannar gli agnelli della Pasqua per tutti coloro che non erano netti , per santificar quegli agnelli al Signore . Perciocchè una gran parte del popolo , molti di Efraim , e di Manasse , e d’ Issacar , e di Zabulon , non si erano purificati ; anzi mangiarono la Pasqua altrimenti che non è scritto . Ma Ezechia pregò per loro , dicendo : Il Signore , che è buono , sia placato inverso ciascuno che ha disposto il cuor suo a ricercare Iddio , il Signore Iddio de’ suoi padri ; benchè ciò non sia stato secondo la purità del Santuario . E il Signore esaudì Ezechia , e sanò il popolo . Così i figliuoli d’ Israele , che si ritrovarono in Gerusalemme , celebrarono la festa degli Azzimi per sette giorni con grande allegrezza ; e cantando i Leviti ed i sacerdoti laudi per ciascun giorno al Signore , e sonando con gli strumenti della gloria del Signore . Ed Ezechia parlò affettuosamente a tutti i Leviti ch’ erano bene intendenti nelle cose del servigio del Signore ; ed essi mangiarono de’ sacrificii della festa , sette giorni , sacrificando sacrificii da render grazie , e celebrando il Signore Iddio de’ lor padri . E tutta la raunanza prese consiglio di celebrare altri sette giorni ; ed essi li celebrarono con allegrezza . Perciocchè Ezechia , re di Giuda , presentò alla raunanza mille giovenchi , e settemila pecore ; i principali presentarono anch’ essi alla raunanza mille giovenchi , e diecimila pecore ; e molti sacerdoti si erano santificati . E tutta la raunanza di Giuda si rallegrò , come anche i sacerdoti , ed i Leviti , e tutta la raunanza di coloro ch’ erano venuti d’ Israele , e gli avveniticci ch’ erano venuti dal paese d’ Israele , ed abitavano in Giuda . E vi fu grande allegrezza in Gerusalemme ; perciocchè , dal tempo di Salomone , figliuolo di Davide , re d’ Israele , non era avvenuta cosa tale in Gerusalemme . Poi i sacerdoti Leviti si levarono , e benedissero il popolo ; e la lor voce fu esaudita , e la loro orazione pervenne fino al cielo , all’ abitacolo della santità del Signore . Ora , dopo che tutte queste cose furono compiute , tutti gl’ Israeliti , che si ritrovarono quivi , uscirono per le città di Giuda , e spezzarono le statue , e tagliarono i boschi , e disfecero gli alti luoghi , e gli altari di tutto Giuda , e Beniamino ; il medesimo fecero ancora in Efraim , ed in Manasse , senza lasciarne alcuna cosa di resto . Poi tutti i figliuoli d’ Israele ritornarono ciascuno alla sua possessione nelle lor terre . EZECHIA ristabilì ancora gli spartimenti de’ sacerdoti e de’ Leviti , secondo gli spartimenti che n’ erano stati fatti ; ciascuno secondo il suo ministerio , sacerdoti e Leviti , per offerire olocausti e sacrificii da render grazie ; per ministrare , e per celebrare e cantar laudi ; e per istare alle porte del campo del Signore . Ordinò eziandio la parte che il re fornirebbe delle sue facoltà per gli olocausti ; per gli olocausti della mattina e della sera ; e per gli olocausti de’ sabati , delle calendi , e delle feste solenni ; come è scritto nella Legge del Signore ; e disse al popolo , agli abitanti di Gerusalemme , che dessero a’ sacerdoti ed ai Leviti la parte loro ; acciocchè prendessero animo di far ciò che la Legge del Signore comanda . E quando questo comandamento fu divolgato , i figliuoli d’ Israele portarono le primizie del frumento , del vino , e dell’ olio , e del miele , e d’ ogni frutto della campagna , in gran quantità ; portarono ancora le decime d’ ogni cosa abbondantemente . I figliuoli d’ Israele e di Giuda che abitavano nelle città di Giuda , addussero anch’ essi le decime del grosso , e del minuto bestiame , e le decime delle cose sacre , consacrate al Signore Iddio loro ; e le misero per mucchi . Al terzo mese cominciarono ad accumulare que’ mucchi , ed al settimo mese finirono . Ed Ezechia , ed i principali vennero , e videro que’ mucchi , e benedissero il Signore , ed il suo popolo Israele . Ed Ezechia domandò i sacerdoti , e i Leviti , di que’ mucchi . Ed Azaria , principal sacerdote , della famiglia di Sadoc , gli disse : Da che si è cominciato a portar questa offerta alla Casa del Signore , noi abbiamo mangiato , e siamo stati saziati ; e anche n’ è rimasto assai ; perciocchè il Signore ha benedetto il suo popolo ; e quello ch’ è avanzato , è questa grande abbondanza . Ed Ezechia comandò che mettessero in ordine i cellieri e i granai nella Casa del Signore ; ed essi li misero in ordine ; e vi portarono dentro fedelmente le offerte , e le decime , e le cose consacrate ; e Conania Levita ebbe la soprantendenza di queste cose ; e Simi , suo fratello , fu il secondo . E Iehiel , ed Azazia , e Nahat , ed Asael , e Ierimot , e Iozabad , ed Eliel , ed Ismachia , e Mahat e Benaia , erano commessari sotto Conania , e sotto Simi , suo fratello , per ordine del re Ezechia , e di Azaria , conduttore della Casa di Dio . E Core , figliuolo d’ Imma , Levita , portinaio verso Oriente , avea la cura delle cose volontariamente offerte a Dio , per fornir le offerte elevate del Signore , e le cose santissime . E sotto lui erano Eden , e Miniamin , e Iesua , e Semaia , ed Amaria , e Secania , nelle città de’ sacerdoti procedenti in lealtà , per fornire a’ lor fratelli piccoli e grandi , secondo i loro spartimenti ; cioè , a tutti coloro ch’ entravano nella Casa del Signore , secondo il lor ministerio , per le lor mute , conforme a’ loro spartimenti , la lor porzione giorno per giorno ; oltre a’ maschi d’ infra loro , che furono annoverati per genealogie , dall’ età di tre anni in su . Or la descrizione de’ sacerdoti e de’ Leviti , per le lor genealogie , distinti per le lor famiglie paterne , fu fatta dall’ età di vent’ anni in su , per li loro ufficii , secondo i loro spartimenti . La detta porzione fu eziandio data a tutta la moltitudine di tutte le lor famiglie , mogli , figliuoli e figliuole , descritti per genealogie perciocchè in su la fede di coloro essi si consacravano alle cose sante . Parimente , quant’ è a’ sacerdoti , figliuoli d’ Aaronne , che stavano ne’ campi de’ contadi delle lor città , in ciascuna città v’ erano degli uomini deputati per nome , per dar le porzioni a tutti i maschi d’ infra i sacerdoti ; ed in somma a chiunque d’ infra i Leviti era annoverato per le lor genealogie . Così fece Ezechia per tutto Giuda ; e fece ciò che è buono , e diritto , e leale davanti al Signore Iddio suo . E si adoperò con tutto il cuor suo in tutta l’ opera ch’ egli imprese per lo servigio della Casa di Dio , e nella Legge , e nei comandamenti , ricercando l’ Iddio suo ; e prosperò . DOPO queste cose , e questa fedeltà , Sennacherib , re degli Assiri , venne , ed entrò in Giuda , e pose campo sopra le città forti , e deliberò di sforzarle , per ridurle sotto la sua ubbidienza . Ed Ezechia , veduto che Sennacherib era venuto , e ch’ egli volgeva la faccia contro a Gerusalemme , per combatterla ; si consigliò co’ suoi principali ufficiali , e co’ suoi uomini di valore , di turar le acque delle fonti ch’ erano fuor della città ; ed essi gli prestarono aiuto . Ed un gran popolo si adunò , e turarono tutte le fonti , e il torrente che si spande per mezzo la contrada , dicendo : Perchè i re degli Assiri , venendo , troverebbero essi copia d’ acque ? Egli prese eziandio animo di ristorar tutte le mura rotte , e le alzò fino alle torri ; e di fuori edificò un altro muro . Egli fortificò ancora Millo , nella Città di Davide ; e fece far dardi e scudi in gran quantità . Ed ordinò capitani di guerra sopra il popolo , e li adunò appresso di sè nella piazza della porta della città , e li confortò , dicendo : Prendete animo , e fortificatevi ; non temiate , e non vi spaventate per lo re degli Assiri , nè per tutta la moltitudine che è con lui ; perciocchè con noi v’ è uno maggiore che con lui . Con lui è il braccio della carne ; ma con noi è il Signore Iddio nostro , per aiutarci , e per combatter le nostre battaglie . E il popolo si rassicurò in su le parole di Ezechia , re di Giuda . Dopo questo , Sennacherib , re degli Assiri , essendo sopra Lachis con tutte le forze del suo imperio , mandò i suoi servitori in Gerusalemme ad Ezechia , re di Giuda , ed a tutti i Giudei ch’ erano in Gerusalemme per dir loro : Così ha detto Sennacherib , re degli Assiri : In che vi confidate voi , per dimorare in Gerusalemme nell’ assedio ? Ezechia non vi seduce egli , per ridurvi a morir di fame e di sete , dicendo : Il Signore Iddio nostro ci salverà dalla mano del re degli Assiri ? Non ha esso Ezechia tolti via gli alti luoghi , e gli altari di esso Signore , e detto a Giuda e a Gerusalemme : Adorate solo davanti ad un Altare , e fate sopra esso ardere i vostri sacrificii ? Non sapete voi quello che io ed i miei padri abbiam fatto a tutti i popoli de’ paesi ? gl’ iddii delle genti dei paesi hanno eglino giammai potuto salvare il lor paese dalla mia mano ? Quale , d’ infra tutti gl’ iddii di quelle genti che i miei padri hanno distrutte , ha potuto salvare il suo popolo dalla mia mano , che l’ Iddio vostro ve ne possa salvare ? Ora dunque Ezechia non v’ inganni , e non vi seduca in questa maniera ; e voi non gli prestate fede ; perciocchè poichè alcun dio d’ alcuna gente , o regno , non ha potuto salvare il suo popolo dalla mia mano , nè dalla mano de’ miei padri , quanto meno vi salverà l’ Iddio vostro dalla mia mano ? Ed i servitori di esso dissero ancora molte altre cose contro al Signore Iddio , e contro ad Ezechia , suo servitore . Sennacherib scrisse oltre a ciò lettere , per ischernire il Signore Iddio di Israele , e per parlar contro a lui in questa maniera : Siccome gl’ iddii delle genti de’ paesi non hanno salvati i lor popoli dalla mia mano , così anche l’ Iddio di Ezechia non salverà il suo . Quei servitori gridarono ancora ad alta voce , in lingua giudaica , al popolo di Gerusalemme , ch’ era in su le mura , per ispaventarlo , e per conturbarlo ; per prendere in questa maniera la città . E parlarono dell’ Iddio di Gerusalemme , come degl’ iddii de’ popoli della terra , che sono opera di mani d’ uomini . Allora il re Ezechia , e il profeta Isaia , figliuolo d’ Amos , fecero orazione per queste cose , e gridarono verso il cielo . E il Signore mandò un Angelo , il quale distrusse ogni valente uomo , ed ogni capo e capitano ch’ era nel campo del re degli Assiri ; laonde egli se ne ritornò svergognato al suo paese . Ed essendo entrato nella casa de’ suoi dii , di quelli che erano usciti delle sue interiora , l’ uccisero quivi con la spada . Così il Signore salvò Ezechia , e gli abitanti di Gerusalemme , dalla mano di Sennacherib , re degli Assiri , e dalla mano d’ ogni altro ; e li sollevò d’ ogn’ intorno . E molti portavano offerte al Signore in Gerusalemme , e cose preziose ad Ezechia , re di Giuda . E dopo queste cose , egli fu innalzato appresso tutte le nazioni . IN que’ giorni , Ezechia infermò fino alla morte ; ma egli fece orazione al Signore ; ed esso gli parlò , e gli diede un segno . Ma Ezechia non fu riconoscente del beneficio ricevuto ; perciocchè il suo cuore s’ innalzò ; laonde vi fu indegnazione contro a lui , contro a Giuda , e contro a Gerusalemme . Ma pure Ezechia , con gli abitanti di Gerusalemme , si umiliò di ciò che il suo cuore si era innalzato ; e per ciò l’ indegnazione del Signore non venne sopra loro al tempo d’ Ezechia . Ezechia dunque ebbe grandissime ricchezze e gloria ; e si fece de’ tesori d’ argento , e d’ oro , e di pietre preziose , e d’ aromati , e di scudi , e d’ ogni sorta di cari arredi . Fece ancora de’ magazzini per l’ entrata del grano , e del vino , e dell’ olio ; e delle stalle , per ogni sorta di grosso bestiame ; e delle mandre presso di quelle . Si fece eziandio delle città ; ed acquistò molto bestiame , minuto e grosso ; perciocchè Iddio gli avea date grandissime ricchezze . Ezechia fu eziandio quello che turò la fonte alta delle acque di Ghihon , e condusse quell’ acqua per diritto sotto terra , dall’ Occidente alla città di Davide . Ed Ezechia prosperò in tutte le sue opere . E in questo stato , essendo lui con gli ambasciatori de’ principi di Babilonia , i quali aveano mandato a lui per informarsi del miracolo ch’ era avvenuto in terra , Iddio lo lasciò , per far prova di lui , per conoscer tutto ciò ch’ egli avea nel cuor suo . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Ezechia , e le sue pie opere ; ecco , queste cose sono scritte nella visione del profeta Isaia , figliuolo di Amos , e nel libro dei re di Giuda , e d’ Israele . Poi Ezechia giacque co’ suoi padri , e fu seppellito nel più alto delle sepolture de’ figliuoli di Davide . E tutto Giuda , e gli abitanti di Gerusalemme , gli fecero onore alla sua morte . E Manasse , suo figliuolo , regnò in luogo suo . MANASSE era d’ età di dodici anni , quando cominciò a regnare ; e regnò cinquantacinque anni in Gerusalemme . E fece ciò che dispiace al Signore , secondo le abbominazioni delle genti , le quali il Signore avea scacciate d’ innanzi a’ figliuoli d’ Israele . E tornò ad edificare gli alti luoghi , i quali Ezechia , suo padre , avea disfatti ; e rizzò degli altari a’ Baali , e fece de’ boschi , e adorò tutto l’ esercito del cielo , e gli servì . Edificò ancora degli altari nella Casa del Signore , della quale il Signore avea detto : Il mio Nome sarà in Gerusalemme in perpetuo . Ed edificò quegli altari a tutto l’ esercito del cielo , ne’ due cortili della Casa del Signore . Egli fece eziandio passare i suoi figliuoli per lo fuoco , nella valle del figliuolo di Hinnom ; ed usò pronostichi , ed augurii , ed incantesimi ; e ordinò uno spirito di Pitone , e degl’ indovini . Egli fece fino al sommo ciò che dispiace al Signore , per dispettarlo . Egli pose eziandio la scultura del simulacro ch’ egli avea fatto , nella Casa di Dio , della quale Iddio avea detto a Davide , ed a Salamone , suo figliuolo : Io metterò il mio Nome in perpetuo in questa Casa , ed in Gerusalemme , che io ho eletta d’ infra tutte le tribù d’ Israele . E non farò più muovere il piè d’ Israele d’ in su la terra , la quale io ho stabilita a’ vostri padri ; pur solamente ch’ essi prendano guardia di far tutto quello che io ho loro comandato , secondo tutta la Legge , e gli statuti , e le ordinazioni date per Mosè . Manasse adunque sviò Giuda , e gli abitanti di Gerusalemme , per far male , più che le genti che il Signore avea distrutte d’ innanzi a’ figliuoli d’ Israele . E il Signore parlò a Manasse , ed al suo popolo ; ma essi non porsero l’ orecchio . Laonde il Signore fece venire contro a loro i capi dell’ esercito del re degli Assiri ; i quali presero Manasse in certi greppi , e lo legarono con due catene di rame , e lo menarono in Babilonia . E quando egli fu in distretta , supplicò al Signore Iddio suo , e si umiliò grandemente davanti all’ Iddio de’ suoi padri . Ed avendogli fatta orazione , egli fu placato inverso lui , ed esaudì la sua supplicazione , e lo ricondusse in Gerusalemme al suo regno . E Manasse conobbe che il Signore è Dio . E dopo queste cose , Manasse edificò il muro di fuori della Città di Davide , dall’ Occidente verso Ghihon , nella valle , fino alla porta de’ pesci , e d’ ogn’ intorno fino ad Ofel ; ed alzò grandemente quel muro ; e mise de’ capitani di guerra per tutte le città forti di Giuda ; e tolse via dalla Casa del Signore gl’ iddii degli stranieri , e il simulacro , e tutti gli altari ch’ egli avea edificati nel monte della Casa di Dio ed in Gerusalemme ; e li gittò fuori della città . Poi rifece l’ Altare del Signore , e sacrificò sopra esso sacrificii da render grazie , e di laude ; e comandò a Giuda di servire al Signore Iddio d’ Israele . Nondimeno il popolo sacrificava ancora negli alti luoghi ; ma pure al Signore Iddio suo . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Manasse , e l’ orazione ch’ egli fece all’ Iddio suo , e le parole de’ veggenti , che gli parlarono a nome del Signore Iddio d’ Israele ; ecco , queste cose sono scritte nel libro dei re d’ Israele . E quant’ è alla sua orazione , e come Iddio fu placato inverso lui , e tutto il suo peccato , e il suo misfatto , e i luoghi ne’ quali egli edificò degli alti luoghi , e rizzò boschi e sculture , avanti che si fosse umiliato ; ecco , queste cose sono scritte nel libro di Hozai . E Manasse giacque co’ suoi padri , e fu seppellito in casa sua . Ed Amon , suo figliuolo , regnò in luogo suo . AMON era d’ età di ventidue anni , quando cominciò a regnare ; e regnò due anni in Gerusalemme . E fece ciò che dispiace al Signore , come Manasse , suo padre , avea fatto ; e sacrificò , e servì a tutte le sculture , che Manasse , suo padre , avea fatte . Ma egli non si umiliò davanti al Signore , come Manasse , suo padre , si era umiliato ; anzi esso Amon accrebbe vie più le colpe . Or i suoi servitori fecero una congiura contro a lui , e l’ uccisero in casa sua . E il popolo del paese percosse tutti quelli che aveano fatta congiura contro al re Amon ; e costituì re , in luogo di esso , Giosia , suo figliuolo . GIOSIA era di età di otto anni , quando cominciò a regnare ; e regnò trentun’ anno in Gerusalemme . E fece ciò che piace al Signore , e camminò nelle vie di Davide , suo padre , e non se ne rivolse , nè a destra , nè a sinistra . E l’ anno ottavo del suo regno , essendo egli ancora giovanetto , cominciò a ricercar l’ Iddio di Davide , suo padre ; e l’ anno duodecimo cominciò a nettar Giuda e Gerusalemme degli alti luoghi , e de’ boschi , e delle sculture , e delle statue di getto . E in presenza sua furono disfatti gli altari de’ Baali ; ed egli troncò i simulacri ch’ erano al disopra di essi ; e spezzò , e tritò i boschi e le sculture , e le statue di getto , e ne sparse la polvere sopra le sepolture di coloro che aveano loro sacrificato . Ed arse le ossa de’ sacerdoti sopra gli altari loro ; e nettò Gerusalemme e Giuda . Egli fece lo stesso ancora nelle città di Manasse , e di Efraim , e di Simeone , e fino in Neftali , ne’ lor luoghi desolati d’ ogn’ intorno . E disfece gli altari , e spezzò i boschi e le sculture , fino a stritolarle ; e troncò tutti i simulacri in tutto il paese d’ Israele ; poi se ne ritornò in Gerusalemme . E l’ anno diciottesimo del suo regno , dopo aver nettato il paese e la Casa , mandò Safan , figliuolo di Asalia ; e Maaseia , capitano della città ; e Ioa , figliuolo di Ioachaz , segretario , per far ristorar la Casa del Signore Iddio suo . Essi adunque vennero ad Hilchia , sommo sacerdote , e furono loro dati i danari , che erano stati portati nella Casa di Dio ; i quali i Leviti , guardiani delle soglie , aveano raccolti da Manasse , e da Efraim , e da tutto il rimanente d’ Israele , e da tutto Giuda , e Beniamino ; e poi erano ritornati in Gerusalemme . Ed essi li diedero in mano a coloro che aveano la cura dell’ opera , i quali erano costituiti sopra la fabbrica della Casa del Signore ; e quelli che aveano la cura dell’ opera che si faceva nella Casa del Signore davano que’ danari , per racconciare , e per ristorar la Casa . E li davano a’ fabbri , ed a’ muratori ; e per comperar pietre tagliate , e legname per le travature , e per fare i palchi alle case , le quali i re di Giuda aveano guaste . Or quegli uomini si adoperavano fedelmente in quell’ opera ; e sopra essi erano costituiti Iahat , ed Abdia , Leviti , d’ infra i figliuoli di Merari ; e d’ infra i Chehatiti : Zaccaria e Mesullam , per sollecitar l’ opera . Tutti i maestri degli strumenti musicali erano eziandio Leviti ; come ancora quelli che comandavano a quelli che portavano i pesi ; ed essi aveano la cura di sollecitar tutti quelli che lavoravano all’ opera in qualunque servigio ; gli scrivani eziandio , ed i commessari , e i portinai , erano Leviti . Ora , mentre traevano fuori i danari , ch’ erano stati portati nella Casa del Signore , il sacerdote Hilchia trovò il libro della Legge del Signore , data per Mosè . Ed Hilchia parlò al segretario Safan , e gli disse : Io ho trovato il libro della Legge nella Casa del Signore . Ed Hilchia diede il libro a Safan . E Safan portò quel libro al re . E , dopo che gli ebbe fatta la sua relazione , dicendo : I tuoi servitori fanno tutto quello ch’ è loro stato commesso ; ed hanno messi insieme i danari che si sono trovati nella Casa del Signore , e li hanno dati in mano a’ commessari , ed a quelli che fanno l’ opera ; il segretario Safan rapportò ancora , e disse al re , che il sacerdote Hilchia gli avea dato un libro . E Safan vi lesse dentro in presenza del re . E come il re ebbe udite le parole della Legge , stracciò i suoi vestimenti . Poi comandò ad Hilchia , e ad Ahicam , figliuolo di Safan , e ad Abdon , figliuolo di Mica , ed al segretario Safan , e ad Asaia , servitor del re , dicendo : Andate , domandate il Signore per me , e per lo rimanente d’ Israele e di Giuda , intorno alle parole di questo libro ch’ è stato ritrovato ; perciocchè grande è l’ ira del Signore , la quale è versata sopra noi ; perciocchè i nostri padri non hanno osservata la parola del Signore , per far secondo tutto ciò ch’ è scritto in questo libro . Hilchia adunque , e gli uomini del re , andarono dalla profetessa Hulda , moglie di Sallum , figliuolo di Tochat , figliuolo di Hasra , guardiano delle vesti , la quale abitava in Gerusalemme , nel secondo recinto ; e parlarono a lei in quella sentenza . Ed ella disse loro : Così ha detto il Signore Iddio d’ Israele : Dite all’ uomo che vi ha mandati a me : Così ha detto il Signore : Ecco , io fo venir del male sopra questo luogo , e sopra i suoi abitatori ; tutte le maledizioni che sono scritte nel libro , ch’ è stato letto in presenza del re di Giuda . Perciocchè essi mi hanno abbandonato , ed hanno fatti profumi ad altri dii , per dispettarmi con tutte le opere delle lor mani ; laonde l’ ira mia si è versata sopra questo luogo , e non si spegnerà . Ma dite così al re di Giuda , che vi ha mandati per domandare il Signore : Così ha detto il Signore Iddio d’ Israele : Quant’ è alle parole che tu hai udite ; perciocchè il tuo cuore si è ammollito , e tu ti sei umiliato per timor di Dio , quando tu hai inteso ciò ch’ egli ha pronunziato contro a questo luogo , e contro a’ suoi abitatori ; e ti sei umiliato nel mio cospetto , ed hai stracciati i tuoi vestimenti , ed hai pianto davanti a me ; io altresì ti ho esaudito , dice il Signore . Ecco , io ti raccoglierò coi tuoi padri , e sarai raccolto nelle tue sepolture in pace ; e gli occhi tuoi non vedranno tutto il male che io fo venire sopra questo luogo , e sopra i suoi abitatori . Ed essi rapportarono la cosa al re . Allora il re mandò a raunar tutti gli Anziani di Giuda e di Gerusalemme . Poi salì nella Casa del Signore , con tutti gli uomini di Giuda , e con gli abitanti di Gerusalemme , insieme co’ sacerdoti , e i Leviti , e con tutto il popolo , dal maggiore al minore . Ed egli lesse , in lor presenza , tutte le parole del libro del Patto , il quale era stato trovato nella Casa del Signore . E il re stette in piè nel luogo suo ordinario , e fece patto nel cospetto del Signore , promettendo di camminare dietro al Signore , e di osservare i suoi comandamenti , e le sue testimonianze , e i suoi statuti , con tutto il cuore , e con tutta l’ anima sua ; mettendo ad effetto le parole del Patto , scritte in quel libro . E fece promettere il medesimo a tutti quelli che furono ritrovati in Gerusalemme , ed in Beniamino ; e gli abitanti di Gerusalemme fecero secondo il Patto di Dio , dell’ Iddio dei padri loro . E Giosia tolse via tutte le abbominazioni da tutte le contrade de’ figliuoli d’ Israele , e sottopose tutti quelli che si ritrovarono in Israele a servire al Signore Iddio loro . Tutto il tempo della vita di Giosia , essi non si rivolsero indietro dal Signore Iddio de’ lor padri . OR Giosia fece la Pasqua al Signore in Gerusalemme ; e quella fu scannata nel quartodecimo giorno del primo mese . Ed egli costituì i sacerdoti ne’ loro ufficii ; e li confortò al servigio della Casa del Signore . E disse a’ Leviti , che ammaestravano tutto Israele , ed erano consacrati al Signore : Lasciate pur l’ Arca santa nella Casa , la quale Salomone , figliuolo di Davide , re d’ Israele , ha edificata ; voi non avete più a portarla in su le spalle ; ora servite al Signore Iddio vostro ed al suo popolo Israele . E disponetevi per le case vostre paterne , secondo i vostri spartimenti , come Davide , re d’ Israele , e Salomone , suo figliuolo , hanno ordinato per iscritto . E state nel luogo santo , per ministrare a’ vostri fratelli del popolo , divisi per case paterne ; e ad una parte delle case paterne de’ Leviti ; e scannate la Pasqua ; e dopo esservi santificati , apparecchiatela a’ vostri fratelli ; acciocchè la facciano secondo la parola del Signore , data per Mosè . E Giosia presentò al comun popolo , che si trovò quivi , del minuto bestiame , agnelli , e capretti , in numero di trentamila , tutti per la Pasqua ; e tremila buoi ; i quali erano delle facoltà proprie del re . I suoi principali ufficiali fecero anch’ essi liberalmente presenti al popolo , a’ sacerdoti , ed a’ Leviti . Ed Hilchia , e Zaccaria , e Iehiel , conduttori della Casa di Dio , donarono a’ sacerdoti , per la Pasqua , duemila seicento tra agnelli e capretti , e trecento buoi . E Conania , e Semaia , e Natanael , suoi fratelli , ed Hasabia , e Ieiel , e Iozabad , capi de’ Leviti , presentarono a’ Leviti , per la Pasqua , cinquemila tra agnelli e capretti , e cinquecento buoi . Così , essendo il servigio apprestato , i sacerdoti stettero vacando al loro ufficio ; ed i Leviti , a’ Loro spartimenti , secondo il comandamento del re . Poi la Pasqua fu scannata ; e i sacerdoti ricevendo il sangue dalle mani di coloro che scannavano , lo spandevano ; ed i Leviti scorticavano gli animali . E , dandoli al comun popolo , diviso per case paterne , levavano l’ olocausto , per offerirlo al Signore , secondo ch’ è scritto nel libro di Mosè . Il simigliante facevano ancora dei buoi . E poi cossero la Pasqua al fuoco , secondo ch’ è ordinatò ; ma cossero le altre vivande consacrate in caldaie , ed in pentole , ed in pignatte ; e le mandarono prestamente a tutto il comun popolo . E poi essi apparecchiarono per sè e per li sacerdoti ; perciocchè i sacerdoti , figliuoli d’ Aaronne , furono occupati infino alla notte in offerir gli olocausti ed i grassi ; perciò , i Leviti apparecchiarono per sè , e per li sacerdoti , figliuoli d’ Aaronne . I cantori ancora , figliuoli di Asaf , stavano vacando all’ ufficio loro , secondo il comandamento di Davide , e di Asaf , e di Heman , e di Iedutun , veggente del re ; e i portinai stavano in ciascuna porta ; e non accadde loro rimuoversi dal lor ministerio ; perciocchè i Leviti , lor fratelli , apparecchiavano loro . Così tutto il servigio del Signore fu in quel dì ordinato , per far la Pasqua , e per offerir gli olocausti sopra l’ Altare del Signore , secondo il comandamento del re Giosia . Ed i figliuoli d’ Israele , che si ritrovarono , celebrarono in quel tempo la Pasqua , e la festa degli Azzimi , per sette giorni . E giammai non era stata celebrata in Israele Pasqua simile a questa , dal tempo del profeta Samuele ; e niuno dei re d’ Israele celebrò giammai Pasqua tale , qual celebrò Giosia , insieme co’ sacerdoti , e co’ Leviti , e con tutto Giuda ed Israele , che si ritrovò , e con gli abitanti di Gerusalemme . Questa Pasqua fu celebrata l’ anno diciottesimo del regno di Giosia . DOPO tutte queste cose , quando Giosia ebbe ristabilito l’ ordine della Casa del Signore , Neco , re di Egitto , salì per far guerra in Carchemis , in su l’ Eufrate ; e Giosia gli andò incontro . Ma Neco gli mandò messi , a dirgli : Che vi è egli fra me e te , re di Giuda ? io non sono oggi salito contro a te ; anzi contro alla casa che mi fa guerra ; e Iddio mi ha detto che mi affrettassi ; resta d’ opporti a Dio , il quale è meco ; acciocchè egli non ti distrugga . Ma Giosia non si volle storre dal suo proponimento di andare contro ad esso ; anzi si travestì per dargli battaglia ; e non attese alle parole di Neco , procedenti dalla bocca di Dio ; e venne nella campagna di Meghiddo , per dargli battaglia . E gli arcieri tirarono al re Giosia . E il re disse a’ suoi servitori : Toglietemi di qui ; perciocchè io son gravemente ferito . E i suoi servitori lo tolsero d’ in sul carro , e lo misero sopra il suo secondo carro , e lo menarono in Gerusalemme ; ed egli morì , e fu seppellito nelle sepolture de’ suoi padri . E tutto Giuda e Gerusalemme fecero cordoglio di Giosia . Geremia fece anch’ egli de’ lamenti sopra Giosia . E tutti i cantatori e le cantatrici hanno mentovato Giosia ne’ lor lamenti , fino ad oggi ; e li hanno dati a cantare ad Israele per istatuto ; ed ecco , sono scritti nelle Lamentazioni . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Giosia , e le sue opere pie , secondo quello ch’ è scritto nella Legge del Signore , e i suoi fatti primi ed ultimi ; ecco , queste cose sono scritte nel libro dei re d’ Israele e di Giuda . ALLORA il popolo del paese prese Gioachaz , figliuolo di Giosia ; e lo costituì re in Gerusalemme , in luogo di suo padre . Gioachaz era d’ età di ventitrè anni , quando cominciò a regnare ; e regnò tre mesi in Gerusalemme . E il re di Egitto lo depose in Gerusalemme ; ed impose al paese una ammenda di cento talenti d’ argento , e d’ un talento d’ oro . E il re di Egitto costituì re sopra Giuda e Gerusalemme , Eliachim , fratello di Gioachaz , e gli mutò il nome in Gioiachim . Poi Neco prese Gioachaz , fratello di esso , e lo menò in Egitto . Gioiachim era d’ età di venticinque anni , quando cominciò a regnare ; e regnò undici anni in Gerusalemme ; e fece ciò che dispiace al Signore Iddio suo . E Nebucadnesar , re di Babilonia , salì contro a lui , e lo legò con due catene di rame , per menarlo in Babilonia . Nebucadnesar ne portò ancora degli arredi della Casa del Signore , in Babilonia , e li pose nel suo tempio in Babilonia . Ora , quant’ è al rimanente de’ fatti di Gioiachim , e le sue abbominazioni ch’ egli commise , e ciò che fu trovato in lui ; ecco , queste cose sono scritte nel libro dei re d’ Israele e di Giuda ; e Gioiachin , suo figliuolo , regnò in luogo suo . Gioiachin era d’ età di otto anni , quando cominciò a regnare ; e regnò tre mesi e dieci giorni in Gerusalemme ; e fece ciò che dispiace al Signore . Laonde , in capo dell’ anno , il re Nebucadnesar mandò a farlo menare in Babilonia , insieme co’ più cari arredi della Casa del Signore ; e costituì re sopra Giuda e Gerusalemme Sedechia , fratello di esso . SEDECHIA era d’ età di ventun’ anno , quando cominciò a regnare ; e regnò undici anni in Gerusalemme ; e fece ciò che dispiace al Signore Iddio suo , e non si umiliò per lo profeta Geremia , che parlava da parte della bocca del Signore . Ed anch’ egli si ribellò dal re Nebucadnesar , che l’ avea fatto giurare per lo Nome di Dio ; e indurò il suo collo , e fermò l’ animo suo , per non convertirsi al Signore Iddio d’ Israele . Tutti i capi de’ sacerdoti , e il popolo , commisero anch’ essi molti e molti misfatti , secondo tutte le abbominazioni delle genti ; e contaminarono la Casa del Signore , la quale egli aveva santificata in Gerusalemme . E il Signore Iddio de’ lor padri mandava ogni mattina ad ammonirli per li suoi messi conciossiachè egli risparmiasse il suo popolo e il suo abitacolo ; ma essi si beffavano de’ messi di Dio , e sprezzavano le parole di esso , e schernivano i suoi profeti ; talchè l’ ira del Signore s’ infiammò in tal maniera contro al suo popolo , che non vi fu più rimedio alcuno . Ed egli fece salir contro a loro il re de’ Caldei , il quale uccise i lor giovani con la spada , nella casa del lor santuario , e non risparmiò nè giovane , nè vergine , nè vecchio , nè decrepito ; egli li diede tutti in mano di quello ; ed insieme tutti gli arredi della Casa di Dio , piccoli e grandi ; e i tesori della Casa del Signore , e i tesori del re , e de’ suoi principi . Egli fece portar tutto ciò in Babilonia . E i Caldei arsero la Casa di Dio , e disfecero le mura di Gerusalemme , e bruciarono col fuoco tutti i suoi palazzi , e guastarono tutti i suoi più cari arredi . E il re de’ Caldei menò in cattività in Babilonia quelli ch’ erano scampati dalla spada ; e furono servi a lui ed a’ suoi figliuoli , finchè il regno di Persia ottenne l’ imperio ; acciocchè la parola del Signore , pronunziata per la bocca di Geremia , si adempiesse ; mentre la terra si compiaceva ne’ suoi sabati ; tutto il tempo ch’ ella restò desolata , ella si riposò , finchè fossero compiuti settant’ anni . ORA , nell’ anno primo di Ciro , re di Persia acciocchè si adempiesse la parola del Signore , pronunziata per la bocca di Geremia , il Signore eccitò lo spirito di Ciro , re di Persia ; ed egli fece andare un bando per tutto il suo regno , eziandio con lettere , dicendo : Così ha detto Ciro , re di Persia : Il Signore Iddio del cielo mi ha dati tutti i regni della terra ; egli ancora mi ha imposto di edificargli una Casa in Gerusalemme , che è in Giudea . Chi , d’ infra voi è dell’ universo suo popolo ? il Signore Iddio suo sia con lui , e ritornisene . NELL’ anno primo di Ciro , re di Persia acciocchè si adempiesse la parola del Signore , pronunziata per la bocca di Geremia , il Signore eccitò lo spirito di Ciro , re di Persia ; ed egli fece andare un bando per tutto il suo regno , eziandio con lettere , dicendo : Così ha detto Ciro , re di Persia : Il Signore Iddio del cielo mi ha dati tutti i regni della terra ; egli ancora mi ha imposto di edificargli una Casa in Gerusalemme , che è in Giudea . Chi di voi è dell’ universo suo popolo ? l’ Iddio suo sia con lui , e ritornisene in Gerusalemme , ch’ è in Giudea , ed edifichi la Casa del Signore Iddio d’ Israele , ch’ è l’ Iddio che abita in Gerusalemme . E se vi è alcuno , in qualunque luogo egli dimori , che sia rimasto indietro , sovvengangli le genti del suo luogo , d’ oro , e d’ argento , e di facoltà , e di bestie da vettura , con qualche volontaria offerta per la Casa di Dio , che abita in Gerusalemme . Allora i capi delle famiglie paterne di Giuda e di Beniamino , e i sacerdoti , e i Leviti , insieme con tutti quelli de’ quali Iddio eccitò lo spirito per ritornarsene , per riedificar la Casa del Signore , che è in Gerusalemme , si misero in cammino . E tutti i lor vicini d’ ogn’ intorno sovvennero loro di vasellamenti d’ argento , d’ oro , di facoltà , e di bestie da vettura , e di cose preziose ; oltre a tutto quello che fu volontariamente offerto . Il re Ciro trasse eziandio fuori gli arredi della Casa del Signore , i quali Nebucadnesar avea tratti fuor di Gerusalemme , e posti nella Casa del suo dio ; Ciro , re di Persia , li trasse fuori per le mani di Mitredat , tesoriere , e li consegnò a conto a Sesbassar , principe di Giuda . E questo era il conto di essi : trenta bacini d’ oro , mille bacini di argento , ventinove coltelli , trenta coppe d’ oro , e quattrocento dieci coppe d’ argento seconde , e mille altri vasellamenti . Tutti questi vasellamenti , con altri d’ oro e d’ argento , erano in numero di cinquemila quattrocento . Sesbassar il riportò tutti , nel medesimo tempo che quelli ch’ erano in cattività furono ricondotti di Babilonia in Gerusalemme . OR questi sono gli uomini della provincia , che ritornarono dalla cattività , d’ infra la moltitudine che Nebucadnesar , re di Babilonia , avea menata in cattività in Babilonia ; e ritornarono in Gerusalemme ed in Giudea , ciascuno alla sua città . I quali vennero con Zorobabel , Iesua , Neemia , Seraia , Reelaia , Mardocheo , Bilsan , Mispar , Bigvai , Rehum , e Baana . Il numero degli uomini del popolo d’ Israele fu questo : I figliuoli di Paros furono due mila censettantadue ; i figliuoli di Sefatia trecensettantadue ; i figliuoli di Ara settecensettantacinque ; i figliuoli di Pahat-Moab , divisi ne’ figliuoli di Iesua , e di Ioab , duemila ottocento-dodici ; i figliuoli di Elam mille dugentocinquantaquattro ; i figliuoli di Zattu novecenquarantacinque ; i figliuoli di Zaccai settecensessanta ; i figliuoli di Bani seicenquarantadue ; i figliuoli di Bebai seicenventitrè ; i figliuoli di Azgad mille dugenventidue ; i figliuoli di Adonicam seicensessantasei ; i figliuoli di Bigvai duemila cinquantasei ; i figliuoli di Adin quattrocencinquantaquattro ; i figliuoli di Ater , per Ezechia , novantotto ; i figliuoli di Besai trecenventitrè ; i figliuoli di Iora centododici ; i figliuoli di Hasum dugenventitrè ; i figliuoli di Ghibbar novantacinque ; i figliuoli di Bet-lehem cenventitrè ; gli uomini di Netofa cinquantasei ; gli uomini di Anatot cenventotto ; gli uomini di Azmavet quarantadue ; gli uomini di Chiriat-arim , di Chefira , e di Beerot , settecenquarantatrè ; gli uomini di Rama e di Gheba , seicenventuno ; gli uomini di Micmas cenventidue ; gli uomini di Betel e di Ai dugenventitrè ; i figliuoli di Nebo cinquantadue ; i figliuoli di Magbis cencinquantasei ; i figliuoli d’ un altro Elam mille dugencinquantaquattro ; i figliuoli di Harim trecenventi ; i figliuoli di Lod , di Hadid , e d’ Ono , settecenventicinque ; i figliuoli di Gerico trecenquarantacinque ; i figliuoli di Senaa tremila seicentrenta . De’ sacerdoti : i figliuoli di Iedaia , della famiglia di Iesua , novecensettantatrè ; i figliuoli d’ Immer mille cinquantadue ; i figliuoli di Pashur mille dugenquarantasette ; i figliuoli di Harim mille diciassette . De’ Leviti : i figliuoli di Iesua , e di Cadmiel , d’ infra i figliuoli di Hodavia , settantaquattro . De’ cantori : i figliuoli di Asaf , cenventotto . De’ figliuoli de’ portinai : i figliuoli di Sallum , i figliuoli di Ater , i figliuoli di Talmon , i figliuoli di Accub , i figliuoli di Hatita , i figliuoli di Sobai ; in tutto centrentanove . De’ Netinei : i figliuoli di Siha , i figliuoli di Hasufa , i figliuoli di Tabbaot , i figliuoli di Cheros , i figliuoli di Siaha , i figliuoli di Padon . I figliuoli di Lebana , i figliuoli di Hagaba , i figliuoli di Accub , i figliuoli di Hagab , i figliuoli di Samlai , i figliuoli di Hanan , i figliuoli di Ghiddel , i figliuoli di Gahar , i figliuoli di Reaia , i figliuoli di Resin , i figliuoli di Necoda , i figliuoli di Gazam , i figliuoli di Uzza , i figliuoli di Pasea , i figliuoli di Besai , i figliuoli di Asna , i figliuoli di Meunim , i figliuoli di Nefusim , i figliuoli di Bacbuc , i figliuoli di Hacusa , i figliuoli di Harhur , i figliuoli di Baslut , i figliuoli di Mehida , i figliuoli di Harsa , i figliuoli di Barcos , i figliuoli di Sisera , i figliuoli di Tema , i figliuoli di Nesia , i figliuoli di Hatifa . De’ figliuoli de’ servi di Salomone : i figliuoli di Sotai , i figliuoli di Soferet , i figliuoli di Peruda , i figliuoli di Iaala , i figliuoli di Darcon , i figliuoli di Ghiddel , i figliuoli di Sefatia , i figliuoli di Hattil , i figliuoli di Pocheret-hassebaim , i figliuoli di Ami . Tutti i Netinei , e i figliuoli de’ servi di Salomone furono trecennovantadue . Or costoro vennero di Telmela , e di Telharsa , cioè : Cherub , Addan , ed Immer , e non poterono dimostrar la casa loro paterna , nè la lor progenie , se erano d’ Israele ; come anche i figliuoli di Delaia , i figliuoli di Tobia , i figliuoli di Necoda , in numero di seicencinquantadue . E de’ figliuoli de’ sacerdoti , i figliuoli di Abaia , i figliuoli di Cos , i figliuoli di Barzillai , il quale prese per moglie una delle figliuole di Barzillai Galaadita , e fu nominato del nome loro . Costoro cercarono i lor nomi fra i rassegnati nelle genealogie ; ma non furono trovati ; laonde furono appartati dal sacerdozio , come persone non consacrate . Ed Hattirsata disse loro che non mangiassero delle cose santissime , finchè si presentasse un sacerdote con Urim e Tummim . Questa raunanza , tutta insieme , era di quarantaduemila trecensessanta ; oltre a’ lor servi e serve , in numero di settemila trecentrentasette , fra i quali v’ erano dugento cantori e cantatrici . I lor cavalli erano settecentrentasei , i lor muli dugenquarantacinque , i lor cammelli quattrocentrentacinque , gli asini seimila settecenventi . Ed alcuni d’ infra i capi delle famiglie paterne , quando furono giunti alla Casa del Signore , che è in Gerusalemme , fecero una offerta volontaria per la Casa di Dio , per rimetterla in piè . E diedero nel tesoro della fabbrica , secondo il lor potere , sessantunmila dramme d’ oro , e cinquemila mine d’ argento , e cento robe da sacerdoti . E i sacerdoti e i Leviti , e que’ del popolo , e i cantori , e i portinai , e i Netinei , abitarono nelle lor città ; tutto Israele eziandio abitò nelle sue città . ORA , quando fu giunto il settimo mese , i figliuoli d’ Israele abitando nelle lor città , il popolo si adunò di pari consentimento in Gerusalemme . Allora , Iesua , figliuolo di Iosadac , si levò su , co’ sacerdoti , suoi fratelli ; e Zorobabel , figliuolo di Sealtiel , co’ suoi fratelli ; e riedificarono l’ Altare dell’ Iddio d’ Israele , per offerire sopra esso gli olocausti , come è scritto nella Legge di Mosè , uomo di Dio . E rizzarono l’ Altare sopra la sua pianta ; perchè aveano spavento de’ popoli de’ paesi vicini ; ed offersero sopra esso olocausti al Signore : gli olocausti della mattina e della sera . Celebrarono eziandio la festa de’ tabernacoli , come è scritto ; ed offersero olocausti per ciascun giorno in certo numero , secondo che è ordinato giorno per giorno . E dopo questo offersero l’ olocausto continuo , e quelli delle calendi , e di tutte le feste solenni del Signore , le quali sono santificate ; e quelli di tutti coloro che offerivano alcuna offerta volontaria al Signore . Dal primo giorno del settimo mese cominciarono ad offerire olocausti al Signore . Or il Tempio del Signore non era ancora fondato . Ed essi diedero danari agli scarpellini , ed a’ legnaiuoli ; diedero eziandio vittuaglia , e bevanda , ed olio , a’ Sidonii , e a’ Tirii , per portar legname di cedro dal Libano al mar di Iafo , secondo la concessione che Ciro , re di Persia , avea loro fatta . E nell’ anno secondo , da che furono giunti alla Casa di Dio in Gerusalemme , nel secondo mese , Zorobabel , figliuolo di Sealtiel , e Iesua , figliuolo di Iosadac , e il rimanente de’ lor fratelli , sacerdoti , e Leviti , e tutti quelli ch’ erano venuti dalla cattività in Gerusalemme , cominciarono a rifare il Tempio ; e costituirono de’ Leviti dall’ età di vent’ anni in su , per sollecitare il lavoro della Casa del Signore . Iesua eziandio , ed i suoi figliuoli e fratelli , e Cadmiel , co’ suoi figliuoli , figliuoli di Giuda , di pari consentimento erano presenti , per sollecitar quelli che lavoravano all’ opera della Casa di Dio ; come ancora i figliuoli di Henadad , ed i lor figliuoli , e fratelli . Ora , come gli edificatori fondavano il Tempio del Signore , si fecero star quivi presenti i sacerdoti , vestiti delle lor vesti , con trombe ; ed i Leviti , figliuoli di Asaf , con cembali per lodare il Signore , secondo l’ ordine di Davide , re d’ Israele . E cantavano a vicenda , lodando , e celebrando il Signore , dicendo : Ch’ egli è buono , che la sua benignità è in eterno sopra Israele . E tutto il popolo gittava gran grida , lodando il Signore , perchè la Casa del Signore si fondava . Ma molti de’ sacerdoti , e dei Leviti , e de’ capi delle famiglie paterne , ch’ erano vecchi , e aveano veduta la primiera Casa in piè , avendo questa Casa davanti agli occhi , piangevano con gran grida , mentre molti altri alzavano la voce con grida d’ allegrezza . E il popolo non poteva discernere la voce delle grida di allegrezza dalla voce del pianto nel popolo ; perciocchè il popolo gittava gran grida , e la voce ne fu udita fin da lungi . OR i nemici di Giuda e di Beniamino , avendo inteso che quelli ch’ erano stati in cattività , riedificavano il Tempio al Signore Iddio d’ Israele , si accostarono a Zorobabel , ed a’ capi delle famiglie paterne , e dissero loro : Lasciate che noi edifichiamo con voi ; perciocchè noi desideriamo ricercar l’ Iddio vostro , come voi ; ed anche noi gli sacrifichiamo dal tempo di Esar-haddon , re degli Assiri , il qual ci ha fatti venir qua . Ma Zorobabel , e Iesua , e gli altri capi delle famiglie paterne d’ Israele , risposero loro : Ei non vi si conviene di edificar la Casa all’ Iddio nostro con noi ; ma noi congiuntamente edificheremo la Casa al Signore Iddio d’ Israele , siccome Ciro , re di Persia , ci ha comandato . Ed il popolo del paese rendeva rimesse le mani del popolo di Giuda , e lo spaventava di fabbricare . Oltre a ciò davano pensione a certi consiglieri contro a’ Giudei , per rompere il lor consiglio ; e questo durò tutto il tempo di Ciro , re di Persia , e fino al regno di Dario , re di Persia . E sotto il regno di Assuero , al principio di esso , scrissero un’ accusa contro agli abitanti di Giuda e di Gerusalemme . E poi al tempo di Artaserse , Bislam , Mitredat , Tabeel , e gli altri suoi colleghi , scrissero ad Artaserse , re di Persia ; e la scrittura e la lingua della lettera era siriaca . Rehum , presidente del consiglio , e Simsai , segretario , scrissero una lettera al re Artaserse contro a Gerusalemme , di questo tenore . Allora Rehum , presidente del consiglio , e Simsai , segretario , e gli altri lor colleghi , i Dinei , e gli Afarsatchei , i Tarpelei , gli Afarsei , gli Archevei , i Babiloni , i Susanchei , i Dehavei , gli Elamiti , e gli altri popoli , che il grande e glorioso Osnappar avea tramutati di stanza , e fatti abitar nella città di Samaria , e gli altri di di là dal fiume , ecc . scrissero al re Artaserse . Questo è il tenor della lettera che gli mandarono . Al re Artaserse : i tuoi servitori , gli uomini di qua dal fiume , ecc . Il re sappia che i Giudei , che son venuti d’ appresso a te a noi , son giunti in Gerusalemme ; e che riedificano quella città ribella e malvagia ; e rifanno interamente le mura , ed hanno già racconci i fondamenti . Ora sappia il re , che se questa città è riedificata , e se le sue mura son rifatte , essi non pagheranno più tributo , nè taglia , nè gabella ; e così quella città recherà danno alle entrate reali . Ora , conciossiachè noi siamo salariati dal palazzo , e non sia cosa conveniente a noi il vedere che il re sia schernito , perciò abbiamo mandato a fare assapere la cosa al re . Acciocchè cerchi nel libro delle memorie de’ suoi predecessori ; e tu vi troverai , e conoscerai che questa città è una città ribella , e dannosa ai re ed alle provincie ; e che già ab antico vi si fanno dentro congiure ; per la qual cagione fu distrutta . Noi facciamo assapere al re , che , se questa città è riedificata , e le sue mura son rifatte , la parte de’ suoi stati ch’ è di qua dal fiume , non sarà più sua . Il re mandò questa risposta : A Rehum , presidente del consiglio , ed a Simsai , segretario , ed agli altri lor colleghi , abitanti in Samaria ; ed a tutti gli altri di di là dal fiume , salute ecc . La lettera , che voi ci avete mandata , è stata spiegata , e letta in presenza mia . E per mio comandamento , si è cercato , e trovato che cotesta città già ab antico si solleva contro ai re ; che vi si fanno ribellioni e congiure ; e che già vi furono re potenti in Gerusalemme , i quali signoreggiarono in tutto il paese ch’ è di là dal fiume ; e ch’ erano loro pagati tributi , taglie e gabelle . Ora dunque provvedete di far cessare quelle genti , acciocchè cotesta città non si riedifichi , finchè da me sia altrimenti ordinato ; e guardatevi di far fallo in questo ; perchè si lascerebbe crescere il male in detrimento dei re ? Allora , tosto che il tenor delle lettere del re Artaserse fu letto in presenza di Rehum , e di Simsai , segretario , e de’ lor colleghi , essi andarono prestamente in Gerusalemme a’ Giudei , e li fecero cessare a mano armata . In quel tempo fu tralasciata l’ opera della Casa di Dio , che è in Gerusalemme , e restò così tralasciata fino all’ anno secondo del regno di Dario , re di Persia . ALLORA il profeta Aggeo , e Zaccaria , figliuolo d’ Iddo , profeti , ch’ erano mandati a’ Giudei ch’ erano in Giuda e in Gerusalemme , profetizzarono loro a Nome dell’ Iddio d’ Israele . E Zorobabel , figliuolo di Sealtiel , e Iesua , figliuolo di Iosadac , si levarono , e ricominciarono ad edificar la Casa di Dio , che è in Gerusalemme ; e con loro erano i profeti di Dio , i quali li confortavano . In quel tempo venne a loro Tattenai , governatore di qua dal fiume , e Setarboznai , ed i lor colleghi , e dissero loro così : Chi vi ha ordinato di edificar questa Casa , e di rifar queste mura ? Allora noi rispondemmo loro sopra ciò , dicendo loro i nomi di quelli ch’ edificavano questo edificio . Ora , perciocchè l’ occhio dell’ Iddio loro era sopra gli Anziani de’ Giudei , coloro non li fecero cessare , finchè la cosa pervenne a Dario ; e allora riportarono lettere sopra ciò . Tenor delle lettere , le quali Tattenai , governatore di qua dal fiume , e Setarboznai , ed i suoi colleghi Afarsechei , che erano di qual dal fiume , mandarono al re Dario ; nelle quali gli mandarono il fatto . E così era scritto in esse : Al re Dario ogni salute . Il re sappia che noi siamo andati nella provincia della Giudea , alla Casa del grande Iddio , la quale si edifica di pietre pulite ; e già i legnami son posti in su le pareti ; e questa opera si fa in fretta , e si avanza nelle mani di quella gente . Avendo ciò veduto , abbiamo domandato a quegli Anziani , e abbiam loro detto così : Chi vi ha ordinato di edificar questa Casa , e di rifar queste mura ? Abbiamo loro eziandio domandati i nomi di coloro , per farteli assapere : acciocchè ti scrivessimo i nomi di quelli che sono i principali fra loro . Ed essi ci hanno data questa risposta , dicendo : Noi siamo servitori dell’ Iddio del cielo e della terra ; e riedifichiamo la Casa , la quale era già molti anni innanzi stata edificata ; la quale un gran re d’ Israele avea già edificata e compiuta . Ma dopo che i nostri padri ebbero provocato ad ira l’ Iddio del cielo , egli li diede nelle mani di Nebucadnesar , re di Babilonia , Caldeo , il qual distrusse questa Casa , e menò in cattività il popolo di essa in Babilonia . Ma l’ anno primo di Ciro , re di Babilonia , egli ordinò che questa Casa di Dio fosse riedificata . Ed anche il re Ciro trasse fuor del tempio di Babilonia i vasellamenti d’ oro e d’ argento della Casa di Dio , i quali Nebucadnesar avea tratti fuor del Tempio , ch’ era in Gerusalemme , e portati nel tempio di Babilonia ; e quelli furon dati ad uno , nominato Sesbassar , il quale Ciro avea costituito governatore . E Ciro gli disse : Prendi questi vasellamenti , e va’ , e li riporta al Tempio , che è in Gerusalemme ; e sia la Casa di Dio riedificata nel suo luogo . Allora questo Sesbassar venne , e pose i fondamenti della Casa di Dio , che è in Gerusalemme ; e da quel tempo infino ad ora ella si edifica , e non è ancora compiuta . Ora dunque , se piace al re , ricerchisi costì nella casa de’ tesori del re , che è in Babilonia , se egli è vero che da Ciro fosse fatto comandamento che questa Casa di Dio fosse riedificata in Gerusalemme ; e mandici il re la sua volontà intorno a ciò . Allora il re Dario ordinò che si ricercasse nell’ archivio , nel luogo dove si riponevano i tesori in Babilonia . E fu trovato in Ecbatana , nel palazzo reale , ch’ era nella provincia di Media , un libro , nel quale era scritto : Memoria : L’ anno primo del re Ciro , il re Ciro ordinò , intorno alla Casa di Dio in Gerusalemme , ch’ essa fosse riedificata , per essere un luogo dove si sacrificassero sacrificii ; e che i suoi fondamenti fossero saldi e forti ; e che la sua altezza fosse di sessanta cubiti , e la sua lunghezza parimente di sessanta cubiti ; e che vi fossero tre ordini di pietre pulite , e un ordine di travatura nuova ; e che la spesa fosse fornita dal palazzo del re . Ed anche che gli arredi d’ oro e d’ argento della Casa di Dio , i quali Nebucadnesar avea tratti fuor del Tempio di Gerusalemme , e portati in Babilonia , fossero restituiti , e portati nel luogo loro , nel Tempio di Gerusalemme , e fossero posti nella Casa di Dio . Ora tu , Tattenai , governatore di là dal fiume , e tu , Setar-boznai , e voi lor colleghi Afarsechei , che siete di là dal fiume , ritraetevi di là ; e lasciate continuar l’ opera di cotesta Casa di Dio . Riedifichino il governatore de’ Giudei , e gli Anziani loro , cotesta Casa di Dio nel suo luogo . Ed intorno a ciò che voi avete a fare inverso cotesti Anziani de’ Giudei , per riedificar cotesta Casa di Dio , io ordino , che delle entrate del re , che si traggono da’ tributi di di là dal fiume , le spese sieno prontamente fornite a quelle genti ; acciocchè non si facciano restare ; e che sia loro dato giorno per giorno , senza alcun fallo , ciò che sarà necessario : buoi , e montoni , ed agnelli , per fare olocausti all’ Iddio del cielo ; e grano , sale , vino , ed olio , secondo che diranno i sacerdoti che sono in Gerusalemme . Acciocchè offeriscano sacrificii di soave adore all’ Iddio del cielo ; e preghino per la vita del re , e de’ suoi figliuoli . Ed anche da me è fatto un decreto , che , se alcuno fa altrimenti , una trave sia spiccata della sua casa , e sia rizzata , e ch’ egli vi sia fatto morir sopra ; e che della sua casa sia fatta una latrina , per questa cagione . E Dio , che ha stanziato quivi il suo Nome , distrugga ogni re e popolo che metterà la mano per mutar questo , e per disfar di nuovo cotesta Casa di Dio , che è in Gerusalemme . Io Dario ho fatto questo decreto ; sia , senza indugio , messo ad esecuzione . Allora Tattenai , governatore di qua dal fiume , e Setar-boznai , ed i lor colleghi , perciocchè il re Dario avea lor mandato un tal comandamento , prontamente l’ eseguirono . E gli Anziani de’ Giudei edificarono , ed avanzarono l’ opera , secondo la profezia del profeta Aggeo , e di Zaccaria , figliuolo d’ Iddo . Essi adunque edificarono , e compierono l’ edificio per comandamento dell’ Iddio d’ Israele , e per ordine di Ciro , di Dario , e di Artaserse , re di Persia . E questa Casa fu finita al terzo giorno del mese di Adar , l’ anno sesto del regno del re Dario . E I figliuoli d’ Israele , i sacerdoti , i Leviti , e gli altri d’ infra quelli ch’ erano stati in cattività , celebrarono la dedicazione di questa Casa di Dio con allegrezza . E , per la dedicazione di questa Casa di Dio , offersero cento giovenchi , dugento montoni , e quattrocento agnelli ; e per sacrificio per lo peccato per tutto Israele , dodici becchi , secondo il numero delle tribù d’ Israele . E costituirono i sacerdoti nelle lor mute , e i Leviti ne’ loro spartimenti , per fare il servigio di Dio , che abita in Gerusalemme , secondo che è scritto nel libro di Mosè . Poi quelli ch’ erano stati in cattività fecero la Pasqua al quartodecimo giorno del primo mese ; perciocchè i sacerdoti ed i Leviti si erano purificati di pari consentimento , ed erano tutti netti ; e scannarono la Pasqua per tutti quelli ch’ erano stati in cattività , e per li sacerdoti , lor fratelli , e per sè stessi . Così i figliuoli d’ Israele , ch’ erano ritornati dalla cattività , e tutti quelli che si erano ridotti a loro , separandosi dalla contaminazione delle genti del paese , per cercare il Signore Iddio d’ Israele , mangiarono la Pasqua . E celebrarono la festa degli Azzimi per sette giorni con allegrezza ; perciocchè il Signore li avea rallegrati , avendo rivolto verso loro il cuore del re di Assiria , per dar loro aiuto e favore , nell’ opera della Casa di Dio , dell’ Iddio d’ Israele . ORA , dopo queste cose , sotto il regno di Artaserse , re di Persia , Esdra , figliuolo di Seraia , figliuolo di Azaria , figliuolo di Hilchia , figliuolo di Sallum , figliuolo di Sadoc , figliuolo di Ahitub , figliuolo di Amaria , figliuolo di Azaria , figliuolo di Meraiot , figliuolo di Zerahia , figliuolo di Uzzi , figliuolo di Bucchi , figliuolo di Abisua , figliuolo di Finees , figliuolo di Eleazaro , figliuolo d’ Aaronne , sommo sacerdote ; esso Esdra ritornò in Babilonia or egli era scriba , esercitato nella Legge di Mosè , la quale il Signore Iddio d’ Israele avea data , e il re gli diede tutto ciò ch’ egli domandò , secondo che la mano del Signore Iddio suo era sopra lui . E con lui ritornarono in Gerusalemme de’ figliuoli d’ Israele , e de’ sacerdoti , e dei Leviti , e de’ cantori , e de’ portinai , e dei Netinei ; l’ anno settimo del re Artaserse . Ed egli arrivò in Gerusalemme al quinto mese dell’ anno settimo del re . Perciocchè al primo giorno del primo mese fu fermata la dipartita di Babilonia ; e al primo giorno del quinto mese egli arrivò in Gerusalemme , secondo che la mano del Signore era buona sopra lui . Conciossiachè Esdra avesse disposto il cuor suo , per ricercar la Legge del Signore , e per eseguirla , e per insegnare gli statuti , e le leggi in Israele . Or questo è il tenore delle lettere che il re Artaserse diede ad Esdra sacerdote , e scriba , scriba delle parole de’ comandamenti del Signore , e de’ suoi statuti dati a Israele : Artaserse , re dei re , ad Esdra sacerdote , scriba della Legge dell’ Iddio del cielo : compiuta salute , ecc . Da me è stato fatto un decreto , che tutti quelli d’ infra il popolo d’ Israele , e de’ sacerdoti loro , e de’ Leviti , che nel mio regno si disporranno volontariamente ad andare in Gerusalemme , vadano teco . Perciocchè tu sei mandato dal re , e da’ suoi sette consiglieri , per informarti in Giudea ed in Gerusalemme , intorno alla Legge dell’ Iddio tuo , che tu hai in mano ; e per portar l’ argento e l’ oro che il re e i suoi consiglieri hanno volontariamente offerto all’ Iddio d’ Israele , la cui abitazione è in Gerusalemme ; e tutto l’ argento e l’ oro che tu troverai in tutta la provincia di Babilonia , insieme con le offerte volontarie del popolo , e de’ sacerdoti , le quali faranno per la Casa dell’ Iddio loro , che è in Gerusalemme . Acciocchè con que’ danari tu comperi prontamente giovenchi , montoni ed agnelli , insieme con le loro offerte di panatica e da spandere ; e che tu li offerisca sopra l’ Altare della Casa del vostro Dio , che è in Gerusalemme . E del rimanente dell’ oro e dell’ argento fatene ciò che parrà a te ed a’ tuoi fratelli , secondo la volontà del vostro Dio . E quant’ è agli arredi che ti son dati per lo servigio della Casa dell’ Iddio tuo , rimettili nel cospetto dell’ Iddio di Gerusalemme . E le altre cose necessarie per la Casa dell’ Iddio tuo , le quali ti accaderà fornire , tu le fornirai della camera del re . Ed io Artaserse , il re , ordino a tutti voi tesorieri che siete di là dal fiume , che tutto quello che il sacerdote Esdra , scriba della Legge dell’ Iddio del cielo , vi chiederà , sia incontanente fatto , fino a cento talenti d’ argento , e fino a cento cori di grano , fino a cento bati di vino , e fino a cento bati d’ olio ; e del sale senza alcuna prescritta quantità . Tutto ciò che è del comandamento dell’ Iddio del cielo , intorno alla sua Casa , sia prontamente fatto ; perchè vi sarebbe egli indegnazione contro al regno , al re , ed a’ suoi figliuoli ? Vi facciamo , oltre a ciò assapere che niuno abbia podestà d’ imporre tributo , taglia , o gabella , ad alcun sacerdote , o Levita , o cantore , o portinaio , o Netineo , od altro ministro di cotesta Casa di Dio . E tu , Esdra , secondo la sapienza dell’ Iddio tuo , che tu hai in mano , costituisci rettori , e giudici , i quali rendano ragione a tutto quel popolo che è di là dal fiume , cioè a tutti coloro che hanno conoscenza delle leggi dell’ Iddio tuo ; e insegnatele a quelli che non le sapranno . E se v’ è alcuno che non metta in opera la Legge dell’ Iddio tuo , e la legge del re , siane incontanente fatta giustizia , o per morte , o per bando , o per ammenda in danari , o per prigione . Benedetto sia il Signore Iddio de’ nostri padri , il quale ha messa una tal cosa nel cuor del re , per onorar la Casa del Signore , che è in Gerusalemme ; ed ha fatto che io ho trovata benignità appo il re , ed appo i suoi consiglieri , ed appo tutti i suoi potenti principi . Io dunque , essendomi fortificato , secondo che la mano del Signore Iddio mio era sopra me , adunai i capi d’ Israele , acciocchè ritornassero meco . OR questi sono i capi delle famiglie paterne , e questa è la descrizione , per le genealogie , di quelli che ritornarono meco di Babilonia , al tempo del regno del re Artaserse : De’ figliuoli di Finees , Ghersom ; de’ figliuoli d’ Itamar , Daniele ; de’ figliuoli di Davide , Hattus : de’ figliuoli di Secania , il quale era de’ figliuoli di Paros , Zaccaria ; e con lui , facendo la descrizione della genealogia per maschi , cencinquanta persone ; de’ figliuoli di Pahat-Moab , Elioenai , figliuolo di Zerahia , e con lui dugento maschi ; de’ figliuoli di Secania , il figliuolo di Iahaziel , e con lui trecento maschi ; e de’ figliuoli di Adin , Ebed , figliuolo di Gionatan , e con lui cinquanta maschi ; e de’ figliuoli di Elam , Isaia , figliuolo di Atalia , e con lui settanta maschi ; e de’ figliuoli di Sefatia , Zebadia , figliuolo di Micael , e con lui ottanta maschi ; de’ figliuoli di Ioab , Obadia , figliuolo di Iehiel , e con lui dugendiciotto maschi ; e de’ figliuoli di Selomit , il figliuolo di Iosifia , e con lui censessanta maschi ; e de’ figliuoli di Bebai , Zaccaria , figliuolo di Bebai , e con lui ventotto maschi ; e de’ figliuoli di Azgad , Iohanan , figliuolo di Catan , e con lui cendieci maschi ; e de’ figliuoli di Adonicam , gli ultimi , i cui nomi son questi : Elifelet , Iehiel , e Semaia , e con loro sessanta maschi ; e de’ figliuoli di Bigvai : Utai , e Zabbud , e con loro sessanta maschi . Ed io li adunai presso del fiume , che corre in Ahava ; e quivi stemmo accampati lo spazio di tre giorni . Ed avendo fatta la rassegna del popolo e de’ sacerdoti , non vi trovai alcuno de’ figliuoli di Levi . Perciò , mandai Eliezer , Ariel , Semaia , Elnatan , Iarib , Elnatan , Natan , Zaccaria , e Mesullam , ch’ erano capi ; e Ioiarib , ed Elnatan , dottori ; e comandai loro che andassero ad Iddo , capo nel luogo detto Casifia ; ed ordinai loro quello che aveano a dire ad Iddo ed al suo fratello , Netinei , nel luogo di Casifia , per menarci de’ ministri per la Casa dell’ Iddio nostro . Ed essi ci menarono , secondo che la mano dell’ Iddio nostro era buona sopra noi , un uomo intendente , de’ figliuoli di Mahali , figliuolo di Levi , figliuolo d’ Israele , cioè Serebia , insieme co’ suoi figliuoli , e fratelli , in numero di diciotto persone ; ed Hasabia , e con lui , Isaia , d’ infra i figliuoli di Merari , co’ suoi fratelli , e i lor figliuoli , in numero di venti persone ; e de’ Netinei , i quali Davide , ed i capi del popolo aveano costituiti al ministerio de’ Leviti , dugenventi Netinei , che furono tutti nominati per li nomi loro . Ed io bandii quivi il digiuno presso del fiume di Ahava , per umiliarci nel cospetto dell’ Iddio nostro , per chiedergli prospero viaggio per noi , per le nostre famiglie , e per tutte le nostre facoltà . Perciocchè io mi vergognava di chiedere al re gente d’ arme , o cavalieri , per difenderci da’ nemici per lo cammino ; conciossiachè noi avessimo detto al re : La mano dell’ Iddio nostro è in bene sopra tutti quelli che lo cercano ; ma la sua potenza , e la sua ira , è contro a tutti quelli che l’ abbandonano . Così noi digiunammo , e facemmo richiesta all’ Iddio nostro intorno a ciò , ed egli ci esaudì . Allora io misi da parte dodici de’ principali sacerdoti , con Serebia , Hasabia , e dieci de’ lor fratelli . E pesai loro l’ argento , e l’ oro , ed i vasellamenti , ch’ era l’ offerta ch’ era stata fatta per la Casa dell’ Iddio nostro , dal re , da’ suoi consiglieri , e da’ suoi principi , e da tutti gli Israeliti che si ritrovarono . Io adunque pesai loro in mano seicencinquanta talenti d’ argento , e di vasellamenti di argento cento talenti , e cento talenti d’ oro ; e venti coppe d’ oro , che pesavano mille dramme ; e due vasi d’ oricalco fino , preziosi come d’ oro . Ed io dissi loro : Voi siete persone sacre al Signore ; questi vasellamenti sono anch’ essi cosa sacra ; e quest’ argento , e quest’ oro , è una offerta volontaria fatta al Signore Iddio de’ vostri padri . Guardateli vigilantemente , finchè voi li pesiate in presenza de’ principali d’ infra i sacerdoti e Leviti ; e de’ capi delle famiglie paterne d’ Israele , in Gerusalemme , nelle camere della Casa del Signore . I sacerdoti adunque ed i Leviti ricevettero quell’ argento , e quell’ oro , e quei vasellamenti , a peso , per portar tutto ciò in Gerusalemme , nella Casa dell’ Iddio nostro . E noi ci partimmo d’ appresso al fiume di Ahava al duodecimo giorno del primo mese , per andare in Gerusalemme ; e la mano dell’ Iddio nostro fu sopra noi , ed egli ci liberò dalle mani dei nemici e degl’ insidiatori , per lo cammino . Ed arrivammo in Gerusalemme ; e dopo che fummo quivi stati tre giorni , al quarto giorno fu pesato quell’ argento , e quell’ oro , e que’ vasellamenti , nella Casa dell’ Iddio nostro , nelle mani di Meremot , figliuolo di Uria sacerdote , col quale era Eleazaro , figliuolo di Finees ; e con loro erano Iozabad , figliuolo di Iesua , e Noadia , figliuolo di Binnui , Leviti . Tutto ciò fu loro dato a conto ed a peso ; e il peso di tutto fu scritto in quello stesso tempo . E quelli ch’ erano stati in cattività , ed erano ritornati , offersero per olocausto all’ Iddio d’ Israele , dodici giovenchi per tutto Israele , novantasei montoni , settantasette agnelli , e dodici becchi per lo peccato ; tutto ciò fu offerto in olocausto al Signore . Poi diedero i decreti del re a’ satrapi del re , ed a’ governatori di qua dal fiume ; ed essi presero a favoreggiare il popolo , e la Casa di Dio . ORA , quando queste cose furono finite , i principali del popolo si accostarono a me , dicendo : Il popolo d’ Israele , ed i sacerdoti , ed i Leviti , non si son separati da’ popoli di questi paesi , da’ Cananei , dagli Hittei , da’ Ferizzei , da’ Gebusei , dagli Ammoniti , da’ Moabiti , dagli Egizi , e dagli Amorrei , secondo che si conveniva fare , per le loro abbominazioni . Perciocchè hanno prese delle lor figliuole per sè , e per li lor figliuoli ; laonde la santa progenie si è mescolata co’ popoli di questi paesi ; e i principali del popolo , e i rettori , sono stati i primi a commetter questo misfatto . E quando io ebbi intesa questa cosa , io stracciai la mia vesta , e il mio mantello , e mi strappai i capelli del capo e della barba , e mi posi a sedere tutto sconsolato . Allora tutti quelli che tremavano alle parole dell’ Iddio d’ Israele si adunarono appresso di me , per lo misfatto di coloro ch’ erano stati in cattività ; ed io me ne stetti così a sedere tutto sconsolato , infino al tempo dell’ offerta della sera . Ed al tempo dell’ offerta della sera , io mi levai dalla mia afflizione ; ed avendo la mia vesta e il mio mantello stracciato , io m’ inginocchiai , e spiegai le palme delle mie mani al Signore Iddio mio , e dissi : O Dio mio , io mi vergogno , e son confuso di alzare , o Dio mio , la faccia a te ; perciocchè le nostre iniquità sono fin disopra al nostro capo , e le nostre colpe son così grandi che arrivano fino al cielo . Dal tempo de’ nostri padri infino ad oggi , noi siamo in gran colpa ; e per le nostre iniquità , noi , i nostri re , i nostri sacerdoti , siamo stati dati nelle mani dei re de’ paesi , per esser messi a fil di spada , menati in cattività , predati , e svergognati , come appare al dì d’ oggi . E pure ora , di subito quasi in un momento , ci è stata fatta grazie dall’ Iddio nostro , per far che ci restasse alcun rimanente , e per darci un chiodo nel suo santo luogo ; acciocchè l’ Iddio nostro ci rischiarasse gli occhi , e ci desse un poco di ristoro nella nostra servitù . Conciossiachè noi siamo servi ; ma l’ Iddio nostro non ci ha abbandonati nella nostra servitù ; anzi ha fatto che abbiam trovata benignità appo i re di Persia , per darci qualche ristoro , affin di rimettere in piè la Casa dell’ Iddio nostro , e ristorar le sue ruine , e darci un chiuso in Giuda ed in Gerusalemme . Ma ora , o Dio nostro , che diremo noi dopo queste cose ? conciossiachè noi abbiamo lasciati i tuoi comandamenti , i quali tu desti per mano de’ tuoi servitori profeti , dicendo : Il paese , nel quale voi entrate per possederlo , è un paese immondo per l’ immondizia de’ popoli di que’ paese , nelle loro abbominazioni , delle quali l’ hanno riempiuto , da un capo all’ altro , con le lor contaminazioni . Ora dunque , non date le vostre figliuole a’ lor figliuoli ; e non prendete le lor figliuole per li vostri figliuoli ; e non procacciate giammai in perpetuo nè la pace , nè il ben loro ; acciocchè siate fortificati , e mangiate i beni del paese , e lasciate quello per eredità a’ vostri figliuoli in perpetuo . Ora , dopo tutte le cose che ci son sopraggiunte per le nostre opere malvage , e per le nostre gran colpe benchè , o Dio nostro , tu ti sii rattenuto disotto della nostra iniquità , e ci abbi dato un tal rimanente , quale è questo , torneremmo noi a rompere i tuoi comandamenti , e ad imparentarci co’ popoli dati a queste abbominazioni ? non ti adireresti tu contro a noi fino all’ estremo , talchè non vi sarebbe più nè rimanente , nè scampo alcuno ? Signore Iddio d’ Israele , tu sei giusto ; conciossiachè noi siamo rimasti alcun residuo , come si vede al dì d’ oggi ; eccoci davanti a te con la nostra colpa ; perciocchè altrimenti sarebbe impossibile di durare davanti alla tua faccia per questo . ORA , mentre Esdra faceva orazione , e confessione , piangendo , e prostrato davanti alla Casa di Dio , una grandissima moltitudine d’ Israele , d’ uomini , e di donne , e di fanciulli , si adunò appresso di lui ; perciocchè il popolo piangeva d’ un gran pianto . Allora Secania , figliuolo di Iehiel , dei figliuoli di Elam , parlò ad Esdra , e gli disse : Noi abbiam misfatto contro all’ Iddio nostro , avendo menate donne straniere , d’ infra i popoli di questo paese ; ma ora vi è pure alcuna speranza ad Israele intorno a questo . Ora dunque , patteggiamo con l’ Iddio nostro , che noi rimanderemo tutte queste donne , ed i figliuoli nati da esse , secondo il consiglio del Signore , e di coloro che tremano al comandamento dell’ Iddio nostro ; e siane fatto secondo la Legge . Levati ; perciocchè quest’ affare ti appartiene , e noi saremo teco ; prendi animo , e metti la mano all’ opera . Allora Esdra si levò , e fece giurare a’ principali de’ sacerdoti , de’ Leviti , e di tutto Israele , che farebbero secondo quelle parole . Ed essi lo giurarono . Poi Esdra si levò d’ innanzi alla Casa di Dio , e andò nella camera di Giohanan , figliuolo di Eliasib ; ed essendo entrato dentro , non mangiò pane , nè bevve acqua ; perciocchè egli faceva cordoglio per lo misfatto di coloro ch’ erano stati in cattività . Poi fecero andare un bando per Giuda e per Gerusalemme , che tutti quelli ch’ erano stati in cattività si adunassero in Gerusalemme ; e che chiunque non verrebbe infra tre giorni , secondo il consiglio preso da’ principali e dagli Anziani , tutti i suoi beni sarebbero messi all’ interdetto , ed egli sarebbe separato dalla raunanza di coloro ch’ erano stati in cattività . Così tutti gli uomini di Giuda e di Beniamino si adunarono in Gerusalemme infra il terzo giorno ; e ciò fu il ventesimo giorno del nono mese ; e tutto il popolo si fermò nella piazza della Casa di Dio , tremando , per questa cosa , e per le gran pioggie . Ed il sacerdote Esdra si levò e disse loro : Voi avete misfatto , avendo menate mogli straniere , per accrescer le colpe d’ Israele . Ora dunque fate confessione al Signore Iddio de’ vostri padri , e fate la sua volontà , e separatevi da’ popoli del paese , e dalle donne straniere . E tutta la raunanza rispose , e disse ad alta voce : Noi siamo obbligati di fare come tu hai detto . Ma il popolo è in gran numero , e il tempo è grandemente piovoso , e non è possibile di star fuori ; e l’ opera non è d’ uno , nè di due giorni ; perciocchè noi siamo molti che abbiamo misfatto in questo . Ora trovinsi insieme i capi nostri , capi di tutta la raunanza ; e con loro sieno gli Anziani , ed i giudici di ciascuna città ; e che ogni uomo , d’ infra tutti quelli che sono nelle nostre città , che ha menata moglie straniera , venga a’ tempi assegnati ; e con loro gli Anziani e i giudici di ciascuna città , finchè abbiamo stornato da noi l’ ardore dell’ ira dell’ Iddio nostro per questa cosa . Or Gionatan , figliuolo di Asael , e Iahazia , figliuolo di Ticva , furono costituiti sopra questo affare ; e Mesullam , e Sabbetai , Leviti , aiutarono loro . E quelli ch’ erano stati in cattività fecero così . E il sacerdote Esdra , e i capi delle famiglie paterne , secondo le famiglie loro paterne , tutti nominati per li nomi loro , furono messi da parte ; e sedettero al primo giorno del decimo mese , per prender conoscenza del fatto ; ed ebbero finito , con tutti quelli che aveano menate mogli straniere , infra il primo giorno del primo mese . E fra i figliuoli de’ sacerdoti , si trovarono questi che aveano menate moglie straniere , cioè , fra i figliuoli di Iesua , figliuolo di Iosadac , e fra i suoi fratelli , Maaseia , ed Eliezer , e Iarib , e Ghedalia ; ed essi diedero la mano , promettendo di mandar via le lor mogli ; e , come colpevoli , offerse un montone per la lor colpa ; e de’ figliuoli d’ Immer , Hanani , e Zebadia ; e de’ figliuoli di Harim , Maaseia , ed Elia , e Semaia , e Iehiel , ed Uzzia ; e de’ figliuoli di Pashur , Elioenai , Maaseia , Ismael , Natanael , Iozabad , ed Elasa . E de’ Leviti , Iozabad , Simi , e Chelaia il quale ancora si chiamava Chelita , Petahia , Giuda , ed Eliezer . E de’ cantori , Eliasib . E de’ portinai , Sallum , e Telem , ed Uri . E degl’ Israeliti : de’ figliuoli di Paros , Ramia , ed Izzia , e Malchia , e Miamin , ed Eleazaro , e Malchia , e Benaia ; e de’ figliuoli di Elam , Mattania , e Zaccaria , e Iehiel , ed Abdi , e Ieremot , ed Elia ; e de’ figliuoli di Zattu , Elioenai , ed Eliasib , e Mattania , e Ieremot , e Zabad , ed Aziza ; e de’ figliuoli di Bebai , Iohanan , Hanania , Zabbai , ed Atlai ; e de’ figliuoli di Bani , Mesullam , e Malluc , ed Adaia , e Iasub , e Seal , e Ramot ; e de’ figliuoli di Pahat-Moab , Adna , e Chelal , e Benaia , e Maaseia , e Mattania , e Besaleel , e Binnui , e Manasse ; e de’ figliuoli di Harim , Eliezer , Issia , Malchia , Semaia , Simeone , Beniamino , Malluc , Semaria ; de’ figliuoli di Hasum , Mattenai , Mattatta , Zabad , Elifelet , Ieremai , Manasse , Simi ; de’ figliuoli di Bani , Maadai , Amram ed Uel , Benaia , Bedia , Cheluhu , Vania , Meremot , Eliasib , Mattania , Mettenai e Iaasai , Bani , Binnui , Simi , Selemia , Natan , Adaia , Machnadbai , Sasai , Sarai , Azreel , Selemia , Semaria , Sallum , Amaria , e Giuseppe ; e de’ figliuoli di Nebo , Ieiel , Mattitia , Zabad , Zebina , Iaddau , Ioel , e Benaia . Tutti costoro aveano prese mogli straniere ; ed alcuni di loro avevano delle mogli delle quali avevano generati figliuoli . IL libro di Neemia , figliuolo di Hacalia . Egli avvenne l’ anno ventesimo , al mese di Chisleu , che , essendo io in Susan , stanza reale , arrivò di Giudea Hanani , uno de’ miei fratelli , con alcuni altri uomini di Giuda . Ed io domandai loro dei Giudei , ch’ erano scampati , e rimasti della cattività ; domandai loro ancora di Gerusalemme . Ed essi mi dissero : Quelli che son rimasti della cattività son là nella provincia , in gran miseria e vituperio ; e le mura di Gerusalemme restano rotte , e le sue porte arse col fuoco . E quando io ebbi intese quelle parole , io mi posi a sedere , e piansi , e feci cordoglio per molti giorni ; e digiunai , e feci orazione , davanti all’ Iddio del cielo , e dissi : Ahi ! Signore Iddio del cielo , Dio grande e tremendo , che osservi il patto e la benignità a quelli che t’ amano ed osservano i tuoi comandamenti ; deh ! sia l’ orecchia tua attenta , e sieno gli occhi tuoi aperti , per ascoltar l’ orazione del tuo servitore , la quale io fo al presente davanti a te , giorno e notte , per li figliuoli d’ Israele , tuoi servitori ; facendo anche confessione de’ peccati de’ figliuoli d’ Israele , i quali abbiamo commessi contro a te ; io ancora , e la casa di mio padre , abbiam peccato . Noi ci siamo del tutto corrotti inverso te , e non abbiamo osservati i comandamenti , gli statuti e le leggi , che tu desti a Mosè , tuo servitore . Deh ! ricordati della parola che tu ordinasti a Mosè , tuo servitore , di dire : Voi commetterete misfatti , ed io vi dispergerò fra i popoli . Ma se allora voi vi convertite a me , ed osservate i miei comandamenti , e li mettete in opera ; avvegnachè voi foste stati scacciati fino all’ estremità del cielo , io vi raccoglierò di là , e vi condurrò al luogo , il quale io avrò eletto per istanziarvi il mio nome . Ora , coloro son tuoi servitori , e tuo popolo , il quale tu hai riscosso con la tua gran forza , e con la tua possente mano . Ahi ! Signore ; deh ! sia l’ orecchia tua attenta all’ orazione del tuo servitore , ed all’ orazione degli altri tuoi servitori , i quali hanno buona volontà di temere il tuo Nome ; e fa’ , ti prego , oggi prosperare il tuo servitore , e fa’ ch’ egli trovi pietà appo quest’ uomo . Or io era coppiere del re . ED avvenne l’ anno ventesimo del re Artaserse , nel mese di Nisan , che , essendo stato portato il vino davanti a lui , io presi il vino , e lo porsi al re . Or io non soleva esser mesto nel suo cospetto . E il re mi disse : Perchè è la tua faccia mesta , non essendo tu infermo ? questo non è altro se non afflizione di cuore . Ed io ebbi grandissima paura ; e dissi al re : Possa il re vivere in perpetuo ; come non sarebbe la mia faccia mesta , rimanendo la città , che è il luogo delle sepolture de’ miei padri , distrutta , e le sue porte consumate dal fuoco ? E il re mi disse : Che chiedi tu ? Allora io pregai l’ Iddio del cielo ; e dissi al re : Se così piace al re , e se il tuo servitore ti è in grazia , mandami in Giudea , nella città dove sono le sepolture de’ miei padri , acciocchè io la riedifichi . E il re mi disse , ed anche la sua moglie che gli sedeva allato : Quanto tempo metterai alla tua andata , e quando ritornerai ? E quando io ebbi detto il tempo al re , egli ebbe a grado di darmi licenza . Poi dissi al re : Se così piace al re , sienmi date lettere a’ governatori di là dal fiume , acciocchè mi lascino passare , finchè io sia giunto in Giudea . Ed anche lettere ad Asaf , guardiano de’ boschi del re , acciocchè mi dia legname per fabbricar le porte del palazzo della Casa di Dio , e per le mura della città , e per la casa nella quale io entrerò . E il re mi diede quelle lettere , secondo che la mano di Dio era buona sopra me . Ed io me ne venni a’ governatori di qua dal fiume , e diedi loro le lettere del re or il re avea mandati meco capitani e cavalieri . Quando Samballat Horonita ; e Tobia , servo Ammonita , ebbero udite queste cose , ebbero gran dispiacere che fosse venuto alcuno per procacciar del bene a’ figliuoli d’ Israele . Poi giunsi in Gerusalemme ; ed essendovi stato tre giorni , mi levai di notte , con alcuni pochi uomini , e non dichiarai ad alcuno ciò che l’ Iddio mio mi metteva in cuore di fare a Gerusalemme ; e non avea meco alcun’ altra bestia , che quella che io cavalcava . Io adunque uscii di notte dalla porta della valle , e passai dirincontro alla fontana del dragone , ed alla porta del letame ; ed andava considerando le mura di Gerusalemme , come erano rotte , e come le porte di essa erano consumate dal fuoco . E di là io passai alla porta della fontana , e all’ acquidotto del re ; e non vi era spazio per la mia cavalcatura da passar sotto di me . E risalendo per lo torrente , mentre era ancora notte , io andava considerando le mura ; poi rientrai per la porta della valle , e così me ne rivenni . Ora i magistrati non sapevano ove io fossi andato , nè ciò che io facessi ; ed io fino allora non l’ avea dichiarato nè ai Giudei , nè a’ sacerdoti , nè agli uomini notabili , nè a’ magistrati , nè agli altri che aveano la cura dell’ opera . Allora io dissi loro : Voi vedete la miseria nella quale noi siamo , come Gerusalemme è distrutta , e le sue porte sono bruciate col fuoco : venite , riedifichiamo le mura di Gerusalemme , acciocchè non siamo più in vituperio . Ed io dichiarai loro come la mano dell’ Iddio mio era buona sopra me ; ed anche le parole del re , che egli mi avea dette . Ed essi dissero : Or mettiamoci ad edificare . Così presero animo a far bene . Ma Samballat Horonita , e Tobia , servo Ammonita , e Ghesem Arabo , avendo udito questo , ci beffavano , e ci sprezzavano , e dicevano : Che cosa è questo che voi fate ? vi volete voi ribellar contro al re ? Ed io risposi , e dissi loro : L’ Iddio del cielo è quel che ci farà prosperare ; e noi , suoi servitori , ci metteremo ad edificare ; ma voi non avete parte , nè diritto , nè memoria alcuna in Gerusalemme . ED Eliasib , sommo sacerdote , e i suoi fratelli sacerdoti , si levarono su , ed edificarono la porta delle pecore ; essi la santificarono , e posarono le sue porte ; e la santificarono , fino alla torre di Cento , e fino alla torre di Hananeel . Ed allato a lui edificarono gli uomini di Gerico ; e allato a loro edificò Zaccur , figliuolo d’ Imri . Ed i figliuoli di Senaa edificarono la porta de’ pesci ; essi le fecero i suoi palchi , e posarono le sue porte , i suoi serrami , e le sue sbarre . Ed allato a loro ristorò Meremot , figliuolo di Uria , figliuolo di Cos ; ed allato a loro ristorò Mesullam , figliuolo di Berechia , figliuolo di Mesezabeel ; ed allato a loro ristorò Sadoc , figliuolo di Baana . Ed allato a loro ristorarono i Tecoiti ; ma i principali d’ infra loro non sottomisero il collo al servigio del lor Signore . E Gioiada , figliuolo di Pasea , e Mesullam , figliuolo di Besodia , ristorarono la porta vecchia . Essi le fecero i suoi palchi , e posarono le sue porte , i suoi serrami , e le sue sbarre . Ed allato a loro ristorarono Melatia Gabaonita , e Iadon Merenotita , con que’ di Gabaon , e di Mispa , presso al seggio del governatore di qua dal fiume . Ed allato ad esso ristorò Uzziel , figliuolo di Harhoia , con gli orafi ; ed allato a lui ristorò Hanania , ch’ era de’ profumieri . E Gerusalemme fu lasciata come era , fino in capo del muro largo . Ed allato a coloro ristorò Refaia , figliuolo di Hur , capitano della metà della contrada di Gerusalemme . Ed allato a loro , e dirimpetto alla sua casa , ristorò Iedaia , figliuolo di Harumaf ; ed allato a lui ristorò Hattus , figliuolo di Hasabneia . Malchia , figliuolo di Harim , ed Hassub , figliuolo di Pahat-Moab , ristorarono un doppio spazio , ed anche la torre de’ forni . Ed allato a loro ristorò Sallum , figliuolo di Lohes , capitano dell’ altra metà della contrada di Gerusalemme , con le sue figliuole . Ed Hannun , e gli abitanti di Zanoa ristorarono la porta della valle ; essi la fabbricarono , e posarono le sue porte , i suoi serrami , e le sue sbarre ; ed insieme mille cubiti del muro , fino alla porta del letame . E Malchia , figliuolo di Recab , capitano della contrada di Bet-cherem , ristorò la porta del letame ; egli la fabbricò , e pose le sue porte , i suoi serrami , e le sue sbarre . E Sallum , figliuolo di Col-hoze , capitano della contrada di Mispa , ristorò la porta della fonte ; egli la fabbricò , e la coperse , e posò le sue porte , i suoi serrami , e le sue sbarre ; e insieme il muro dell’ acquidotto di Sela , verso l’ orto del re , e fino a’ gradi , che scendono dalla Città di Davide . Dopo lui Neemia , figliuolo di Azbuc , capitano della metà della contrada di Betsur , ristorò fin dirimpetto alle sepolture di Davide , e fino allo stagno fatto per arte , e fino alla casa de’ prodi . Dopo lui ristorarono i Leviti , Rehum , figliuolo di Bani ; ed allato a lui ristorò Hasabia , capitano della metà della contrada di Cheila , lungo la sua contrada . Dopo lui ristorarono i lor fratelli , Bavvai , figliuolo di Henadad , capitano dell’ altra metà della contrada di Cheila . Ed allato a lui Ezer , figliuolo di Iesua , capitano di Mispa , ristorò un doppio spazio , dirimpetto alla salita dell’ armeria del cantone . Dopo lui Baruc , figliuolo di Zaccai , s’ inanimò , e ristorò doppio spazio , dal cantone fino all’ entrata della casa di Eliasib , sommo sacerdote . Dopo lui Meremot , figliuolo di Uria , figliuolo di Cos , ristorò altresì doppio spazio , dall’ entrata della casa di Eliasib , fino all’ estremità di essa . E dopo lui , ristorarono i sacerdoti che abitavano nella pianura . Dopo loro ristorarono Beniamino , ed Hassub , dirimpetto alla lor casa . Dopo loro , Azaria , figliuolo di Maaseia , figliuolo di Anania , ristorò presso alla sua casa . Dopo lui , Binnui , figliuolo di Henadad , ristorò doppio spazio , dalla casa di Azaria fino alla rivolta , e fino al canto . Palal , figliuolo di Uzai , ristorò dalla rivolta , e dalla torre , che sporgeva infuori dall’ alta casa del re , ch’ era presso al cortile della prigione . Dopo lui ristorò Pedaia , figliuolo di Paros . E i Netinei che abitavano in Ofel , ristorarono fino allato della porta delle acque , verso Oriente , e la torre sporta in fuori . Dopo loro , i Tecoiti ristorarono doppio spazio , d’ allato alla torre grande sporta in fuori , fino al muro di Ofel . I sacerdoti ristorarono d’ appresso alla porta de’ cavalli , ciascuno dirincontro alla sua casa . Dopo loro , Sadoc , figliuolo d’ Immer , ristorò dirincontro alla sua casa . E dopo lui , ristorò Semaia , figliuolo di Secania , guardiano della porta orientale . Dopo lui , Hanania , figliuolo di Selemia , ed Hanun , sesto figliuolo di Salaf , ristorarono doppio spazio . Dopo loro Mesullam , figliuolo di Berechia , ristorò dirincontro alle sue camere . Dopo lui , Malchia , figliuolo di un orafo , ristorò fino alla casa de’ Netinei , e de’ mercantanti d’ aromati , allato alla porta della carcere , e fino all’ alta sala del cantone . E fra l’ alta sala del cantone , e la porta delle pecore , ristorarono gli orafi , ed i mercantanti di aromati . ORA , quando Samballat udì che noi edificavamo il muro , si adirò , e sdegnò grandemente , e si fece beffe de’ Giudei . E disse in presenza de’ suoi fratelli , e della gente di guerra di Samaria : Che fanno cotesti spossati Giudei ? Lasceransi fare ? permetterassi che sacrifichino ? permetterassi oggi che forniscano l’ opera ? faranno essi risorgere da’ mucchi della polvere le pietre che sono state arse ? E Tobia Ammonita , ch’ era presso di lui , disse : Avvegnachè edifichino , non ci vuole che una volpe che salga , per rompere il lor muro di pietra . Ascolta , o Dio nostro , come noi siamo in isprezzo ; e fa’ ritornare il lor vituperio in sul capo loro , e mettili in isprezzo in un paese di cattività ; e non ricoprir la loro iniquità , e non sia il lor peccato cancellato dal tuo cospetto ; perciocchè hanno fatto dispetto a quelli che edificavano , stando dirincontro a loro . Noi adunque riedificammo il muro , e tutto il muro fu riparato delle sue rotture fino alla metà ; e il popolo avea grande animo a lavorare . Ma quando Samballat , e Tobia , e gli Arabi , e gli Ammoniti , e gli Asdodei , ebbero inteso che le mura di Gerusalemme si ristoravano , e che si era cominciato a turar le rotture , n’ ebbero grande sdegno ; e tutti insieme congiurarono di venire a far guerra , a Gerusalemme , e di dare sturbo a Neemia . Allora noi pregammo l’ Iddio nostro , e ponemmo guardie giorno e notte contro a loro , per guardarci da loro . Ed i Giudei dissero : Quelli che portano i pesi sono stanchi , e vi è polvere assai ; e noi non potremmo lavorare alla fabbrica del muro . Or i nostri nemici aveano detto : Facciamo sì ch’ essi non ne sappian nulla , e che non ci veggano , finchè non siamo entrati per mezzo loro ; allora li uccideremo , e faremo cessar l’ opera . Ma i Giudei che dimoravano fra loro , venendo a noi , ci dissero per dieci volte : Guardatevi da tutti i luoghi per li quali voi andate e venite a noi . Allora io disposi il popolo , secondo le sue famiglie , con le sue spade , lance , ed archi , nel fondo di que’ luoghi , dietro al muro , e in su i greppi . E dopo ch’ ebbi così provveduto , mi levai , e dissi agli uomini notabili , ed ai magistrati , ed al rimanente del popolo : Non temiate di loro ; ricordatevi del Signore grande e tremendo ; e combattete per li vostri fratelli , per li vostri figliuoli e figliuole , e per le vostre mogli , e per le vostre case . Ora , quando i nostri nemici ebbero inteso che la cosa ci era venuta a notizia , Iddio dissipò il lor consiglio , e tutti noi ritornammo alle mura , ciascuno al suo lavoro . E da quel dì innanzi , la metà de’ miei fanti lavorava , e l’ altra metà stava in armi , con lance , scudi , archi , e corazze ; e i capi erano dietro ad ogni famiglia di Giuda . Una parte di coloro che fabbricavano il muro , e quelli che portavano i pesi , e quelli che li caricavano , con una delle mani lavoravano all’ opera , e con l’ altra tenevano un’ arme . Ed un’ altra parte di coloro che fabbricavano aveano ciascuno la sua spada cinta in su le reni , e così fabbricavano . E il trombetta era appresso di me . Ed io dissi agli uomini notabili , ed ai magistrati , ed al rimanente del popolo : Quest’ opera è grande , e di gran distesa ; e noi siamo sparsi in sul muro , lungi l’ uno dall’ altro . Dovunque voi udirete il suon della tromba , adunatevi là presso di noi ; l’ Iddio nostro combatterà per noi . Così noi lavoravamo all’ opera ; e la metà della gente avea le lance in mano , dallo spuntar dell’ alba fino all’ apparir delle stelle . In quel tempo ancora io dissi al popolo : Ciascuno dimori la notte dentro a Gerusalemme , col suo servitore ; e di notte servanci per la guardia , e di giorno per l’ opera . Ed io , ed i miei fratelli , ed i miei servitori , e le guardie che mi seguitavano , non ispogliavamo i nostri vestimenti ; ciascuno andava per dell’ acqua con le sue armi . OR vi fu un gran grido del popolo , e delle lor mogli , contro a’ Giudei lor fratelli . E vi erano di quelli che dicevano : I nostri figliuoli , e le nostre figliuole , e noi siamo in gran numero ; facciasi adunque che riceviamo del grano da mangiare , per vivere . Altri vi erano che dicevano : Noi impegnammo i nostri campi , e le nostre vigne , e le nostre case ; facciasi adunque che riceviamo del grano in questa carestia . Altri vi erano che dicevano : Noi abbiamo presi in prestanza , sopra i nostri campi , e sopra le nostre vigne , danari , per pagare il tributo del re . Ed ora , benchè la nostra carne sia come la carne de’ nostri fratelli , e i nostri figliuoli sieno come i lor figliuoli ; ecco , noi siamo in sul punto di mettere i nostri figliuoli e le nostre figliuole per servi ; e già alcune delle nostre figliuole sono in servitù ; e noi non abbiamo alcun modo in mano ; e i nostri campi e le nostre vigne sono in mano di altri . E quando io ebbi udito il grido loro e queste parole , io mi crucciai forte . Ed avendo preso consiglio fra me stesso , sgridai gli uomini notabili ed i magistrati , e dissi loro : Riscotete voi così i debiti , ciascuno dal suo fratello ? Ed io adunai contro a loro la gran raunanza . E dissi loro : Noi abbiamo , in quanto è stato in noi , riscattati i nostri fratelli Giudei che erano stati venduti alle genti ; e voi vendereste ancora i vostri fratelli ; o essi si venderebbero a noi ! Allora essi si tacquero , e non sepper che dire . Ed io dissi : Ciò che voi fate non è buono ; non dovete voi camminar nel timor dell’ Iddio nostro , per tema del vituperio delle genti nostre nemiche ? Io ancora , e i miei fratelli , e i miei servitori , abbiamo prestati a costoro danari , e grano ; deh ! rimettiamo loro questo debito . Deh ! rendete loro oggi i lor campi , le lor vigne , i loro uliveti , e le lor case ; e rimettete loro la centesima de’ danari , del grano , del vino , e dell’ olio , la quale voi riscotete da loro . Ed essi dissero : Noi la renderemo loro , e non domanderemo loro nulla ; noi faremo così come tu dici . Allora io chiamai i sacerdoti , e li feci giurare che farebbero così . Oltre a ciò , io scossi il grembo della mia vesta , e dissi : Così scuota Iddio dalla sua propria casa , e dalle sue facoltà , chiunque non metterà questa parola ad effetto ; e così sia scosso e vuoto . E tutta la raunanza disse : Così sia . E lodarono il Signore . E il popolo fece secondo quella parola . Eziandio dal dì che il re mi ordinò per esser lor governatore nel paese di Giuda , cioè , dall’ anno ventesimo del re Artaserse , fino all’ anno trentaduesimo , che son dodici anni , io ed i miei fratelli non mangiammo della provvisione assegnata al governatore . Benchè i precedenti governatori ch’ erano stati davanti a me , avessero gravato il popolo , e avessero presa quella da lui , in pane ed in vino ; e dipoi in quaranta sicli d’ argento ; e che anche i lor servitori avessero signoreggiato sopra il popolo ; ma io non feci così , per lo timor di Dio . Ed anche io ristorai la parte mia in questo lavoro delle mura , e non acquistammo alcuna possessione ; e tutti i miei servitori erano quivi adunati per l’ opera . Oltre a ciò , cencinquant’ uomini de’ Giudei e de’ magistrati , e quelli che venivano a noi dalle genti ch’ erano d’ intorno a noi , erano alla mia tavola . Or quello che mi si apparecchiava per giorno era un bue e sei montoni scelti ; mi si apparecchiava ancora dell’ uccellame ; e di dieci in dieci giorni queste cose si apparecchiavano con ogni sorta di vini copiosamente ; e pure , con tutto ciò , io non domandai la provvisione assegnata al governatore ; perciocchè quella servitù sarebbe stata grave a questo popolo . Ricordati , o Dio mio , di me in bene , per tutto quello che io ho fatto inverso questo popolo . OR quando Samballat , e Tobia , e Ghesem Arabo , e gli altri nostri nemici , ebbero inteso che io avea riedificate le mura , e che non vi era restata alcuna rottura quantunque fino a quel tempo io non avessi poste le reggi alle porte , Sanballat e Ghesem mi mandarono a dire : Vieni , troviamci insieme in alcuna delle ville della valle di Ono . Or essi macchinavano di farmi del male . Ed io mandai loro de’ messi , per dir loro : Io fo una grande opera , e non posso andarvi ; perchè cesserebbe l’ opera , tosto che io l’ avrei lasciata , e sarei andato da voi ? Ed essi mi mandarono a dire la stessa cosa quattro volte ; ed io feci loro la medesima risposta . E Sanballat mi mandò il suo servitore a dirmi la medesima cosa la quinta volta ; e quel servitore avea una lettera aperta in mano ; nella quale era scritto : Ei s’ intende fra queste genti , e Gasmu dice , che tu e i Giudei deliberate di ribellarvi ; e che perciò tu riedifichi le mura ; e secondo ciò che se ne dice , tu diventi lor re . Ed anche , che tu hai costituiti de’ profeti , per predicar di te in Gerusalemme , dicendo : Ei v’ è un re in Giuda . Or queste cose perverranno agli orecchi del re ; ora dunque , vieni , e prendiamo consiglio insieme . Ma io gli mandai a dire : Queste cose che tu dici non sono ; ma tu le fingi da te stesso . Perciocchè essi tutti ci spaventavano , dicendo : Le lor mani si rallenteranno , e lasceranno l’ opera , sì che non si farà . Ora dunque , o Dio , fortifica le mie mani . Oltre a ciò , essendo io entrato in casa di Semaia , figliuolo di Delaia , figliuolo di Mehetabeel , il quale era rattenuto , egli mi disse : Riduciamoci insieme nella Casa di Dio , dentro al Tempio , e serriamo le porte del Tempio ; perciocchè coloro vengono per ucciderti ; e per questo effetto arriveranno di notte . Ma io risposi : Un uomo par mio fuggirebbe egli ? e qual sarebbe il par mio ch’ entrasse nel Tempio , per salvar la sua vita ? Io non vi entrerò . Ed io riconobbi che Iddio non l’ avea mandato ; perciocchè avea pronunziata quella profezia contro a me ; e che Tobia e Sanballat gli davano pensione ; acciocchè fosse loro pensionario , per fare che io mi spaventassi , e facessi così come egli diceva , e commettessi peccato ; onde avessero alcun soggetto di spargere alcuna cattiva fama , per vituperarmi . Ricordati , o Dio mio , di Tobia , e di Sanballat , secondo quest’ opere di ciascun di loro . Ricordati anche della profetessa Noadia , e degli altri profeti che hanno cercato di spaventarmi . Or le mura furono finite al venticinquesimo giorno di Elul , nello spazio di cinquantadue giorni . E , quando tutti i nostri nemici ebbero ciò inteso , e tutte le nazioni ch’ erano d’ intorno a noi l’ ebber veduto , si videro grandemente scaduti ; e riconobbero che quest’ opera era stata fatta dall’ Iddio nostro . A que’ dì ancora andavano e venivano lettere di molti notabili di Giuda a Tobia , e di esso a loro . Perciocchè molti in Giuda erano in giuramento con lui ; conciossiachè egli fosse genero il Secania , figliuolo di Ara ; e Iohanan , suo figliuolo , avea presa per moglie la figliuola di Mesullam , figliuolo di Berechia . Ed anche in presenza mia raccontavano le sue virtù , e gli palesavano i miei ragionamenti . E Tobia mandava lettere per ispaventarmi . Ora , dopo che le mura furono riedificate , e che io ebbi posate le reggi , e che furono costituiti i portinai , i cantori ed i Leviti ne’ loro ufficii , io commisi la guardia di Gerusalemme ad Hanani , mio fratello ; e ad Hanania , mastro del palazzo conciossiachè veramente egli fosse uomo leale , e temesse Iddio più che molti altri ; e dissi loro : Non apransi le porte di Gerusalemme , finchè il sole non si cominci a riscaldare ; e mentre quelli che avranno fatta la guardia saranno ancora quivi presenti , serrinsi le porte , ed abbarratele voi ; ed oltre a ciò , dispongansi le guardie degli abitanti di Gerusalemme , ciascuno alla sua vicenda , e ciascuno dirimpetto alla sua casa . Or la città era ampia e grande , e vi era poco popolo dentro , e le case non erano riedificate . E L’ IDDIO mio mi mise in cuore d’ adunar gli uomini notabili , i magistrati , e il popolo , per descriverli secondo le lor genealogie . Ed io trovai il libro della descrizione di quelli che erano ritornati la prima volta ; ed in esso trovai scritto così : Questi son quei della provincia che ritornarono dalla cattività , d’ infra i prigioni che Nebucadnesar , re di Babilonia , trasportò ; ed i quali se ne rivennero in Gerusalemme , e in Giuda , ciascuno alla sua città ; i quali vennero con Zorobabel , Iesua , Neemia , Azaria , Raamia , Nahamani , Mardocheo , Bilsan , Misperet , Bigvai , Nehum , e Baana . Il numero degli uomini del popolo d’ Israele , era questo : I figliuoli di Paros erano duemila censettantadue ; i figliuoli di Sefatia , trecensettantadue ; i figliuoli di Ara , seicencinquantadue ; i figliuoli di Pahat-Moab , divisi ne’ figliuoli di Iesua , e di Ioab , duemila ottocendiciotto ; i figliuoli di Elam , mille dugencinquantaquattro ; i figliuoli di Zattu , ottocenquarantacinque ; i figliuoli di Zaccai , settecensessanta ; i figliuoli di Binnui , seicenquarantotto ; i figliuoli di Bebai , seicenventotto ; i figliuoli di Azgad , duemila trecenventidue ; i figliuoli di Adonicam , seicensessantasette ; i figliuoli di Bigvai , duemila sessantasette ; i figliuoli di Adin , seicencinquantacinque ; i figliuoli di Ater , per Ezechia , novantotto ; i figliuoli di Hasum , trecenventotto ; i figliuoli di Besai , trecenventiquattro ; i figliuoli di Harif , centododici ; i figliuoli di Ghibon , novantacinque ; gli uomini di Bet-lehem e di Netofa , centottantotto ; gli uomini di Anatot , cenventotto ; gli uomini di Bet-azmavet , quarantadue ; gli uomini di Chiriat-iearim , di Chefira , e di Beerot , settecenquarantatrè ; gli uomini di Rama e di Gheba , seicenventuno ; gli uomini di Micmas , cenventidue ; gli uomini di Betel e d’ Ai , cenventitrè ; gli uomini dell’ altra Nebo , cinquantadue ; i figliuoli d’ un altro Elam , mille dugencinquantaquattro ; i figliuoli di Harim , trecenventi ; i figliuoli di Gerico , trecenquarantacinque ; i figliuoli di Lod , di Hadid , e d’ Ono , settecenventuno ; i figliuoli di Senaa , tremila novecentrenta . De’ sacerdoti : i figliuoli di Iedaia , della famiglia di Iesua , novecensettantatrè ; i figliuoli d’ Immer , mille cinquantadue ; i figliuoli di Pashur , mille dugenquarantasette ; i figliuoli di Harim , mille diciassette . De’ Leviti : i figliuoli di Iesua , e di Cadmiel , d’ infra i figliuoli di Hodeva , settantaquattro . De’ cantori : i figliuoli di Asaf , cenquarantotto . De’ portinai : i figliuoli di Sallum , i figliuoli di Ater , i figliuoli di Talmon , i figliuoli di Accub , i figliuoli di Hatita , ed i figliuoli di Sobai , centrentotto . De’ Netinei : i figliuoli di Siha , i figliuoli di Hasufa , i figliuoli di Tabbaot , i figliuoli di Cheros , i figliuoli di Sia , i figliuoli di Padon , i figliuoli di Lebana , i figliuoli di Hagaba , i figliuoli di Salmai , i figliuoli di Hanan , i figliuoli di Ghiddel , i figliuoli di Gahar , i figliuoli di Reaia , i figliuoli di Resin , i figliuoli di Necoda , i figliuoli di Gazzam , i figliuoli di Uzza , i figliuoli di Pasea , i figliuoli di Besai , i figliuoli di Meunim , i figliuoli di Nefisesim , i figliuoli di Bacbuc , i figliuoli di Hacufa , i figliuoli di Harhur , i figliuoli di Baslit , i figliuoli di Mehida , i figliuoli di Harsa , i figliuoli di Barcos , i figliuoli di Sisera , i figliuoli di Tema , i figliuoli di Nesia , i figliuoli di Hatifa . De’ figliuoli de’ servi di Salomone : i figliuoli di Sotai , i figliuoli di Soferet , i figliuoli di Perida , i figliuoli di Iaala , i figliuoli di Darcon , i figliuoli di Ghiddel , i figliuoli di Sefatia , i figliuoli di Hattil , i figliuoli di Pocheret-hassebaim , i figliuoli di Amon . Tutti i Netinei , e i figliuoli de’ servi di Salomone , erano trecennovantadue . Or costoro , cioè Cherub , Addon ed Immer , i quali vennero di Tel-mela , e di Tel-harsa , non poterono dimostrar la casa loro paterna , nè la lor progenie se erano Israeliti . Come anche i figliuoli di Delaia , i figliuoli di Tobia , i figliuoli di Necoda , in numero di seicenquarantadue . E de’ sacerdoti , i figliuoli di Habaia , i figliuoli di Cos , i figliuoli di Barzillai , il quale prese per moglie una delle figliuole di Barzillai Galaadita , e si chiamò del nome loro . Costoro cercarono il nome loro scritto fra quelli ch’ erano descritti nelle genealogie , ma non furono trovati ; laonde furono appartati dal sacerdozio , come persone non consacrate . Ed Hattirsata disse loro che non mangiassero delle cose santissime , finchè si presentasse un sacerdote con Urim e Tummim . Questa raunanza , tutta insieme , era di quarantaduemila trecensessanta ; oltre a’ lor servi e serve , ch’ erano settemila trecentrentasette , fra i quali v’ erano dugenquarantacinque cantori e cantatrici . I lor cavalli erano settecentrentasei ; i lor muli dugenquarantacinque ; i cammelli quattrocentrentacinque ; gli asini seimila settecenventi . Or una parte de’ capi delle famiglie paterne fecero doni per l’ opera . Hattirsata diede nel tesoro mille dramme d’ oro , cinquanta bacini , e cinquecentrenta robe da sacerdoti . Ed altri dei capi delle famiglie paterne diedero nel tesoro della fabbrica ventimila dramme d’ oro , e duemila dugento mine d’ argento . E ciò che il rimanente del popolo diede , fu ventimila dramme d’ oro , e duemila mine d’ argento , e sessantasette robe da sacerdoti . E i sacerdoti , e i Leviti , e i portinai , e i cantori , e que’ del popolo , e i Netinei , e in somma tutto Israele , abitarono nelle lor città ; e il settimo mese essendo giunto , i figliuoli d’ Israele erano nelle lor città . ALLORA tutto il popolo si adunò di pari consentimento nella piazza , che è davanti alla porta delle acque ; e dissero ad Esdra , scriba , che portasse il libro della Legge di Mosè , la quale il Signore avea data ad Israele . E nel primo giorno del settimo mese , il sacerdote Esdra portò la Legge davanti alla raunanza , nella quale erano uomini e donne , tutti quelli ch’ erano in età di conoscimento , per ascoltare . Ed egli lesse nel Libro , in capo della piazza che è davanti alla porta delle acque , dallo schiarir del giorno fino a mezzodì , in presenza degli uomini , delle donne , e di coloro ch’ erano in età di conoscimento ; e gli orecchi di tutto il popolo erano intenti al libro della Legge . Ed Esdra , scriba , stava in piè sopra un pergamo di legname , ch’ era stato fatto per questo ; ed appresso a lui a man destra stavano Mattitia , e Sema , ed Anaia , ed Uria , ed Hilchia , e Maaseia ; e dalla sinistra , Pedaia , e Misael , e Malchia , ed Hasum , ed Hasbedana , e Zaccaria , e Mesullam . Esdra dunque aperse il libro , alla vista di tutto il popolo ; perciocchè egli era disopra a tutto il popolo ; e come egli l’ ebbe aperto , tutto il popolo si levò in piè . Poi Esdra benedisse il Signore , il grande Iddio . E tutto il popolo rispose : Amen , Amen , alzando le mani ; poi s’ inchinarono , e adorarono il Signore , con le facce verso terra . E Iesua , Bani , Serebia , Iamin , Accub , Sabbetai , Hodia , Maaseia , Chelita , Azaria , Iozabad , Hanan , Pelaia , e gli altri Leviti , dichiaravano al popolo la Legge , stando il popolo nel suo luogo . E leggevano nel libro della Legge di Dio distintamente , e chiaramente ; e , sponendone il sentimento , davano ad intendere ciò che si leggeva . Or Neemia , che è Hattirsata , e il sacerdote Esdra , scriba , e i Leviti che ammaestravano il popolo , dissero a tutto il popolo : Questo giorno è sacro all’ Iddio nostro ; non fate cordoglio , e non piangete ; conciossiachè tutto il popolo piangesse , udendo le parole della Legge . Poi Neemia disse loro : Andate , mangiate vivande grasse , e bevete vini dolci , e mandate delle porzioni a quelli che non hanno nulla d’ apparecchiato ; perciocchè questo giorno è sacro al Signore nostro , e non vi contristate ; conciossiachè l’ allegrezza del Signore sia la vostra forza . E i Leviti facevano far silenzio a tutto il popolo , dicendo : Tacete ; perciocchè questo giorno è sacro ; e non vi contristate . E tutto il popolo se ne andò per mangiare , e per bere , e per mandar messi di vivande , e per far gran festa ; perciocchè aveano intese le parole ch’ erano loro state dichiarate . E nel secondo giorno del mese , i capi delle famiglie paterne di tutto il popolo , ed i sacerdoti , ed i Leviti , si adunarono appresso d’ Esdra , scriba , per essere ammaestrati nelle parole della Legge ; e trovarono scritto nella Legge , che il Signore avea comandato per Mosè , che i figliuoli d’ Israele dimorassero in tabernacoli nella festa solenne , al settimo mese ; e che questo si dovea bandire . Fecero adunque andare un bando per tutte le città loro , e in Gerusalemme ; dicendo : Uscite fuori al monte , e portatene rami di ulivo , e d’ altri alberi oliosi , e di mirto , e di palma , e d’ altri alberi folti , per far tabernacoli , come è scritto . Il popolo adunque uscì fuori , e portò de’ rami , e si fecero de’ tabernacoli , ciascuno sopra il suo tetto , e ne’ lor cortili , e ne’ cortili della Casa di Dio , e nella piazza della porta delle acque , e nella piazza della porta di Efraim . E così tutta la raunanza di coloro ch’ erano ritornati dalla cattività fece de’ tabernacoli , e vi dimorò ; perciocchè , dal tempo di Giosuè , figliuolo di Nun , infino a quel giorno , i figliuoli d’ Israele , non aveano fatto nulla di simigliante ; e vi fu grandissima allegrezza . Ed Esdra lesse nel libro della Legge di Dio per ciascun giorno , dal primo giorno fino all’ ultimo ; e si celebrò la festa per lo spazio di sette giorni , e nell’ ottavo giorno vi fu raunanza solenne , secondo ch’ egli è ordinato . ED al ventiquattresimo giorno dell’ istesso mese , i figliuoli d’ Israele si adunarono con digiuno , e con sacchi , e con terra sparsa sopra loro . E la progenie d’ Israele si separò da tutti gli stranieri , e si presentarono , e fecero confessione de’ lor peccati , e dell’ iniquità de’ lor padri . Ed essendosi rizzati in piè nel luogo stesso ove ciascuno si ritrovava , si lesse nel libro della Legge del Signore Iddio loro , una quarta parte del giorno ; ed un’ altra quarta parte fecero confessione , e adorarono il Signore Iddio loro . E Iesua , Bani , Cadmiel , Sebania , Bunni , Serebia , Bani , e Chenani , si levarono in piè sopra il palco de’ Leviti , e gridarono ad alta voce al Signore Iddio loro . E i Leviti Iesua , Cadmiel , Bani , Hasabneia , Serebia , Hodia , Sebania , e Petahia , dissero : Levatevi , benedite il Signore Iddio vostro da un secolo all’ altro ; e benedicasi , o Dio , il Nome tuo glorioso , ed esaltato sopra ogni benedizione e laude . Tu solo sei il Signore ; tu hai fatti i cieli , i cieli de’ cieli , e tutto il loro esercito ; la terra , e tutto quello che è sopra essa ; i mari , e tutto quello che è in essi ; e tu vivifichi tutte queste cose , e l’ esercito del cielo ti adora . Tu sei il Signore Iddio , ch’ eleggesti Abramo , e lo traesti fuori di Ur de’ Caldei , e gli ponesti nome Abrahamo . E trovasti il cuor suo fedele davanti a te , e facesti patto con lui , promettendogli di dare alla sua progenie il paese de’ Cananei , degli Hittei , degli Amorrei , de’ Ferizzei , de’ Gebusei , e de’ Ghirgasei ; e tu hai messe ad effetto le tue parole ; perciocchè tu sei giusto . E riguardasti all’ afflizione de’ nostri padri in Egitto , ed esaudisti il lor grido al mar rosso . E facesti miracoli e prodigi sopra Faraone , e sopra i suoi servitori , e sopra tutto il popolo del suo paese ; perciocchè tu conoscesti ch’ erano superbamente proceduti contro a loro ; e ti acquistasti un tal Nome quale è al dì d’ oggi . E fendesti il mare davanti a loro , talchè passarono per mezzo il mare per l’ asciutto ; e gittasti a fondo coloro che li perseguitavano , come una pietra in acque forti . E li conducesti di giorno con una colonna di nuvola , e di notte con una colonna di fuoco , per illuminarli nella via per la quale aveano da camminare . E scendesti in sul monte di Sinai , e parlasti con loro dal cielo , e desti loro ordinazioni diritte , e leggi veraci , statuti , e comandamenti buoni . Ed insegnasti loro il tuo santo sabato , e desti loro comandamenti , statuti , e leggi per Mosè , tuo servitore . E desti loro dal cielo del pane per la fame loro , e facesti loro salire dell’ acqua dalla rupe per la lor sete ; e dicesti loro ch’ entrassero per possedere il paese , del quale tu avevi alzata la mano che tu il daresti loro . Ma essi e i padri nostri procedettero superbamente , e indurarono il lor collo , e non ubbidirono a’ tuoi comandamenti ; e ricusarono di ubbidire , e non si ricordarono delle tue maraviglie , che tu avevi operate inverso loro ; e indurarono il lor collo ; e nella lor ribellione si vollero costituire un capo per ritornare alla lor servitù . Ma tu che sei l’ Iddio de’ perdoni , pietoso , misericordioso , lento all’ ira , e di gran benignità , non li abbandonasti . Eziandio , quando essi si fecero un vitello di getto , e dissero : Questo è l’ Iddio tuo che ti ha tratto fuor di Egitto ; e ti fecero di gran dispetti , tu pure , per le tue gran misericordie , non li abbandonasti nel deserto ; la colonna della nuvola non si dipartì d’ in su loro di giorno , per condurli per lo cammino ; nè la colonna del fuoco di notte , per alluminarli nella via , per la quale aveano da camminare . E desti loro il tuo buono Spirito , per dar loro intelletto ; e non ritraesti la tua manna dalla lor bocca , e desti loro dell’ acqua per la lor sete . E li sostentasti quarant’ anni nel deserto , e non mancò loro nulla ; i lor vestimenti non si logorarono , e i lor piedi non si calterirono . E desti loro regni e popoli ; e li dividesti per contrade ; ed essi possedettero il paese di Sihon , cioè , il paese del re di Hesbon , e il paese di Og , re di Basan . E moltiplicasti i lor figliuoli , come le stelle del cielo , e li introducesti nel paese , del quale tu avevi detto a’ lor padri , ch’ essi vi entrerebbero , per possederlo . E così i lor figliuoli vi entrarono , e possedettero quel paese ; e tu abbassasti davanti a loro i Cananei , abitanti del paese , e li desti nelle lor mani , insieme con i re loro , e co’ popoli del paese , per far di loro a lor volontà . Talchè presero delle città forti , ed un paese grasso ; e possedettero case piene d’ ogni bene , pozzi cavati , vigne , uliveti , ed alberi fruttiferi , in abbondanza ; e mangiarono , e si saziarono , e s’ ingrassarono , e vissero in delizie per li tuoi gran beni . Ma essi ti provocarono ad ira , e si ribellarono contro a te , e gittarono la tua Legge dietro alle spalle , e uccisero i tuoi profeti che protestavano loro , per convertirli a te ; e ti fecero di gran dispetti . Laonde tu li desti nelle mani de’ lor nemici , i quali li afflissero ; ma al tempo della loro afflizione , avendo essi gridato a te , tu li esaudisti dal cielo ; e , secondo le tue gran misericordie , desti loro de’ liberatori , i quali li liberarono di mano de’ lor nemici . Ma quando aveano riposo , tornavano a far male nel tuo cospetto ; laonde tu li abbandonavi nelle mani de’ lor nemici , i quali si rendevano lor padroni ; poi , quando tornavano a gridare a te , tu li esaudivi dal cielo ; e così , secondo le tue misericordie , tu li hai più volte salvati . Ed hai loro protestato , per convertirli alla tua Legge ; ma essi sono superbamente proceduti , e non hanno ubbidito a’ tuoi comandamenti , ed hanno peccato contro alle tue leggi , per le quali , chi le metterà ad effetto viverà ; e sono stati restii a porger la spalla , ed hanno indurato il lor collo , e non hanno ubbidito . E benchè tu indugiassi inverso loro per molti anni , e protestassi loro per lo tuo Spirito , per lo ministerio de’ tuoi profeti , non però porsero gli orecchi ; laonde tu li desti nelle mani de’ popoli de’ paesi . E pure , per le tue gran misericordie , tu non ne hai fatta una final distruzione , e non li hai abbandonati ; perciocchè , tu sei un Dio pietoso e misericordioso . Ora dunque , o Dio nostro , Dio grande , forte e tremendo , che osservi il patto e la benignità , non sia reputato piccolo appo te tutto il travaglio che è avvenuto a noi , a’ nostri re , a’ nostri principi , a’ nostri sacerdoti , a’ nostri profeti , a’ nostri padri , e a tutto il tuo popolo , dal tempo dei re degli Assiri , fino ad oggi . Ora tu sei giusto in tutto quello che ci è avvenuto ; perciocchè tu hai operato fedelmente ; ma noi siamo proceduti empiamente . Nè i nostri re , nè i nostri principi , nè i nostri sacerdoti , nè i nostri padri , non hanno messa in opera la tua Legge , e non hanno atteso a’ tuoi comandamenti , nè alle tue testimonianze , con le quali tu hai loro protestato . E non ti hanno servito nel lor regno , e ne’ gran beni , che tu avevi loro dati , nè in quell’ ampio e grasso paese , che tu avevi messo in lor potere ; e non si son convertiti dalle loro opere malvage . Ecco , oggi noi siamo servi ; ecco , siamo servi nel paese che tu desti a’ nostri padri , per mangiarne i frutti ed i beni . Ed esso produce in abbondanza per li re che tu hai costituiti sopra noi , per li nostri peccati , e i quali signoreggiano sopra i nostri corpi , e sopra le nostre bestie , a lor volontà ; onde noi siamo in gran distretta . PER tutto ciò adunque noi facciamo un patto stabile , e lo scriviamo ; e i nostri capi , e i nostri Leviti , e i nostri sacerdoti hanno cura di suggellarlo . Or quelli che aveano la cura d’ apporre i suggelli furono Neemia , Hattirsata , figliuolo di Hacalia , e Sedechia , Seraia , Azaria , Geremia , Pashur , Amaria , Malchia , Hattus , Sebania , Malluc , Harim , Meremot , Obadia , Daniele , Ghinneton , Baruc , Mesullam , Abia , Miamin , Maazia , Bilgai , e Semaia ; costoro erano i sacerdoti . E i Leviti furono : Iesua , figliuolo di Azania ; e Binnui , de’ figliuoli di Henadad ; e Cadmiel ; e i lor fratelli : Sebania , Hodia , Chelita , Pelaia , Hanan , Mica , Rehob , Hasabia , Zaccur , Serebia , Sebania , Hodia , Bani , Beninu . I capi del popolo furono : Paros , Pahat-Moab , Elam , Zattu , Bani , Bunni , Azgad , Bebai , Adonia , Bigvai , Adin Ater , Ezechia , Azzur , Hodia , Hasum , Besai , Harif , Anatot , Nebai , Magpias , Mesullam , Hezir , Mesezabeel , Sadoc , Iaddua , Pelatia , Hanan , Anania , Hosea , Hanania , Hassub , Lohes , Pilha , Sobec , Rehum , Hasabna , Maaseia , Ahia , Hanan , Anan , Malluc , Harim , Baana . E il rimanente del popolo , sacerdoti , Leviti , portinai , cantori , Netinei , e tutti quelli che si erano separati da’ popoli de’ paesi , per la Legge di Dio , le lor mogli i lor figliuoli , e le lor figliuole , tutti quelli che aveano senno e conoscimento , si attennero a’ lor fratelli , i più notabili d’ infra loro ; e convennero per giuramento ed esecrazione , di camminar nella Legge di Dio , la quale fu data per Mosè , servitor di Dio ; e di osservare , e di mettere in opera tutti i comandamenti del Signore Iddio nostro , e le sue leggi , ed i suoi statuti . E che noi non daremmo le nostre figliuole a’ popoli del paese , e che non prenderemmo le lor figliuole per li nostri figliuoli ; e che noi non prenderemmo nulla in giorno di sabato , o in altro giorno sacro , da’ popoli del paese , che portano merci , e ogni sorta di derrate al giorno del sabato , per venderle ; e che noi lasceremmo vacar la terra ogni settimo anno ; ed in quello rilasceremmo ogni riscossa di debiti . Noi imponemmo eziandio a noi stessi per legge , di pagare ogni anno la terza parte d’ un siclo per testa , per lo servigio della Casa dell’ Iddio nostro ; per li pani che si doveano disporre per ordine , e per l’ offerta continua , e per l’ olocausto continuo ; e per quelli de’ sabati , delle calendi , e delle feste solenni : e per le cose sante , e per li sacrificii per lo peccato , per fare il purgamento , de’ peccati per Israele , e per ogni altra cosa che si conveniva fare nella Casa dell’ Iddio nostro . Noi tirammo eziandio le sorti fra i sacerdoti , i Leviti , e il popolo , per l’ offerta delle legne ; acciocchè a’ tempi assegnati anno per anno , per le case nostre paterne , ne fossero portate alla Casa dell’ Iddio nostro , per ardere sopra l’ Altar del Signore Iddio nostro , come è scritto nella Legge . Noi ordinammo ancora di portare ogni anno , nella Casa del Signore , le primizie della nostra terra , e le primizie d’ ogni frutto di qualunque albero ; e i primogeniti de’ nostri figliuoli , e delle nostre bestie da vettura , secondo che è scritto nella Legge ; e di menare alla Casa del nostro Iddio , a’ sacerdoti che fanno il servigio nella Casa dell’ Iddio nostro , i primogeniti del nostro grosso e minuto bestiame ; ed anche di portar le primizie della nostra pasta , e le nostre offerte , così de’ frutti di qualunque albero , come dell’ olio e del vino , a’ sacerdoti , nelle camere della Casa dell’ Iddio nostro ; e di pagar la decima della rendita della nostra terra a’ Leviti ; e che i Leviti leverebbero le decime in tutte le città dove noi lavoreremmo la terra ; e che un sacerdote , figliuolo d’ Aaronne , sarebbe co’ Leviti , quando si leverebbe la decima da’ Leviti ; e che i Leviti porterebbero le decime delle decime nella Casa dell’ Iddio nostro , nelle camere , nel luogo de’ magazzini conciossiachè i figliuoli d’ Israele , e i figliuoli di Levi , abbiano da portar le offerte del frumento , e del vino , e dell’ olio , nelle camere , ove sono gli arredi del santuario , e i sacerdoti che fanno il servigio , e i portinai , e i cantori ; e che noi non abbandoneremmo la Casa dell’ Iddio nostro . OR i principali del popolo abitarono in Gerusalemme ; e il rimanente del popolo tirò le sorti , per trarre delle dieci parti del popolo una , che abitasse in Gerusalemme , città santa ; e le altre nove , nelle altre città . E il popolo benedisse tutti coloro che volontariamente si presentarono ad abitare in Gerusalemme . Or costoro sono i principali della provincia , i quali abitarono in Gerusalemme ; gli altri , Israeliti , sacerdoti , Leviti , Netinei , e figliuoli de’ servi di Salomone , essendosi ridotti ad abitar nelle città di Giuda , ciascuno nella sua possessione , per le lor città . In Gerusalemme adunque abitarono de’ figliuoli di Giuda , e de’ figliuoli di Beniamino . De’ figliuoli di Giuda : Ataia , figliuolo di Uzzia , figliuolo di Zaccaria , figliuolo di Amaria , figliuolo di Sefatia , figliuolo di Mahalaleel , d’ infra i figliuoli di Fares ; e Maaseia , figliuolo di Baruc , figliuolo di Col-hoze , figliuolo di Hazaia , figliuolo di Adaia , figliuolo di Ioiarib , figliuolo di Zaccaria , figliuolo di Siloni ; tutti i figliuoli di Fares che abitarono in Gerusalemme , furono quattrocensessantotto uomini di valore . E d’ infra i figliuoli di Beniamino , costoro : Sallu , figliuolo di Mesullam , figliuolo di Ioed , figliuolo di Pedaia , figliuolo di Colaia , figliuolo di Maaseia , figliuolo d’ Itiel , figliuolo d’ Isaia ; e dopo lui , Gabbai , e Sallai ; in tutto novecenventotto . E Ioel , figliuolo di Zicri , era costituito sopra loro ; e Giuda , figliuolo di Senua , era la seconda persona ordinata sopra la città . De’ sacerdoti : Iedaia , figliuolo di Ioiarib , Iachin , Seraia , figliuolo di Hilchia , figliuolo di Mesullam , figliuolo di Sadoc , figliuolo di Meraiot , figliuolo di Ahitub , conduttore della Casa di Dio ; co’ lor fratelli che facevano l’ opera della Casa , in numero di ottocenventidue ; ed Adaia , figliuolo di Ieroham , figliuolo di Pelalia , figliuolo di Amsi , figliuolo di Zaccaria , figliuolo di Pashur , figliuolo di Malchia ; co’ suoi fratelli , capi di famiglie paterne , in numero di dugenquarantadue ; ed Amassai , figliuolo di Azareel , figliuolo di Azai , figliuolo di Messillemot , figliuolo d’ Immer ; co’ lor fratelli , uomini di valore , in numero di cenventotto ; e Zabdiel , figliuolo di Ghedolim , era costituito sopra loro . E de’ Leviti : Semaia , figliuolo di Hassub , figliuolo di Azricam , figliuolo di Hasabia , figliuolo di Buni ; e Sabbetai , e Iozabad , d’ infra i capi de’ Leviti , erano ordinati sopra l’ opera di fuori della Casa di Dio . E Mattania , figliuolo di Mica , figliuolo di Zabdi , figliuolo di Asaf , era il capo dei cantori , il quale intonava le laudi nel tempo dell’ orazione ; e Bacbuchia , il secondo d’ infra i fratelli di quello ; ed Abda , figliuolo di Sammua , figliuolo di Galal , figliuolo di Iedutun . Tutti i Leviti che abitarono nella città santa , erano dugentottantaquattro . E de’ portinai : Accub , Talmon , co’ lor fratelli , che facevano la guardia alle porte ; in numero di censettantadue . E il rimanente degl’ Israeliti , de’ sacerdoti , e de’ Leviti , abitò per tutte le città di Giuda , ciascuno nella sua possessione . Ma i Netinei abitarono in Ofel ; e Siha , e Ghispa , erano sopra i Netinei . E colui che avea la soprantendenza sopra i Leviti , in Gerusalemme , era Uzzi , figliuolo di Bani , figliuolo di Hasabia , figliuolo di Mattania , figliuolo di Mica . E i cantori , de’ figliuoli di Asaf , doveano esser del continuo presenti all’ opera della Casa di Dio . Perciocchè v’ era per li cantori ordine del re , e vi era una provvisione assegnata per loro , giorno per giorno . E Petahia , figliuolo di Mesezabeel , de’ figliuoli di Zera , figliuolo di Giuda , era commessario del re , in ogni affare del re col popolo . Ora , quant’ è alle villate , co’ lor contadi , quelli ch’ erano de’ figliuoli di Giuda abitarono in Chiriat-Arba , e nelle terre del suo territorio ; e in Dibon , e nelle terre del suo territorio ; e in Iecabseel , e nelle sue villate ; e in Iesua , e in Molada , e in Bet-pelet , e in Hasarsual , e in Beerseba , e ne’ luoghi del suo territorio ; e in Siclag , e in Mecona , e ne’ luoghi del suo territorio ; e in Enrimmon , e in Sorea , e in Iarmut , in Zanoa , in Adullam , e nelle lor villate ; in Lachis , e nel suo contado ; in Azeca , e ne’ luoghi del suo territorio . E presero le loro stanze da Beerseba fino alla valle di Hinnom . E i figliuoli di Beniamino abitarono da Gheba , in Micmas , in Aia , ed in Betel , e ne’ luoghi del suo territorio ; in Anatot , in Nob , in Anania , in Hasor , in Rama , in Ghittaim , in Hadid , in Seboim , in Neballat , in Lod , ed in Ono , valle de’ fabbri . E i Leviti furono spartiti fra Guida e Beniamino . OR questi sono i sacerdoti e i Leviti , che salirono con Zorobabel , figliuolo di Sealtiel , e con Iesua : Seraia , Geremia , Esdra , Amaria , Malluc , Hattus , Secania , Rehum , Meremot , Iddo , Ghinnetoi , Abia , Miamin , Maadia , Bilga , Semaaia , Ioiarib , Iedaia , Sallu , Amoc , Hilchia , Iedaia . Questi erano i capi de’ sacerdoti , co’ lor fratelli , al tempo di Iesua . E i Leviti erano Iesua , Binnui , Cadmiel , Serebia , Giuda , e Mattania ; il quale , co’ suoi fratelli , avea la cura di cantar le laudi . E Bacbuchia , ed Unni , lor fratelli , erano contraposti a loro nelle mute del lor servigio . Or Iesua generò Ioiachim , e Ioiachim generò Eliasib , ed Eliasib generò Ioiada , e Ioiada generò Gionatan , e Gionatan generò Iaddua . Ed al tempo di Ioiachim , i sacerdoti , capi delle famiglie paterne , erano questi : per Seraia , Meraia ; per Geremia , Hanania ; per Esdra , Mesullam ; per Amaria , Iohanan ; per Melicu , Gionatan ; per Sebania , Giuseppe ; per Harim , Adna ; per Meraiot , Helcai ; per Iddo , Zaccaria ; per Ghinneton , Mesullam ; per Abia , Zicri ; per Miniamin , e per Moadia , Piltai ; per Bilga , Sammua , per Semaia , Gionatan ; per Ioiarib , Mattenai ; per Iedaia , Uzzi ; per Sallai , Callai ; per Amoc , Eber ; per Hilchia , Hasabia ; per Iedaia , Natanaele . Quant’ è a’ Leviti , furono descritti per li capi delle famiglie paterne , al tempo di Eliasib , di Ioiada , di Iohanan , e di Iaddua , insieme co’ sacerdoti , fino al regno di Dario Persiano . I figliuoli di Levi sono descritti per li capi delle famiglie paterne , nel libro delle Croniche , fino al tempo di Iohanan , figliuolo di Eliasib . Ed i capi de’ Leviti furono Hasabia , Serebia , e Iesua , figliuoli di Cadmiel ; e i lor fratelli , appaiati con loro , per lodare , e per celebrare Iddio , secondo l’ ordine di Davide , uomo di Dio , l’ una muta essendo appaiata con l’ altra . Mattania , Bacbuchia , Obadia , Mesullam , Talmon , Accub , facevano la guardia alla soglia delle porte , in qualità di portinai . Costoro furono al tempo di Ioiachim , figliuolo di Iesua , figliuolo di Iosadac ; ed al tempo del governatore Neemia , e del sacerdote Esdra , scriba . OR nella dedicazione delle mura di Gerusalemme , si ricercarono i Leviti da tutti i luoghi loro , per farli venire in Gerusalemme , per far la dedicazione con allegrezza , con laudi , e cantici , con cembali , e salteri , e cetere . E furono adunati i figliuoli de’ cantori , così dalla pianura d’ intorno a Gerusalemme , come dalle villate de’ Netofatiti ; e da Bet-ghilgal , e da’ contadi di Gheba , e d’ Azmavet ; perciocchè i cantori si aveano edificate delle ville d’ intorno a Gerusalemme . E i sacerdoti e i Leviti si purificarono ; ed anche purificarono il popolo , e le porte , e le mura . Poi io feci salire sopra il muro i capi di Giuda , ed ordinai due grandi schiere , che cantavano le laudi di Dio ; e l’ una di quelle processioni trasse a man destra , disopra il muro , verso la porta del letame . Ed appresso quelli camminava Hosaia , e la metà de’ capi di Giuda , ed Azaria , Esdra , Mesullam , Giuda , Beniamino , Semaia , e Geremia ; e de’ figliuoli de’ sacerdoti , con le trombe : Zaccaria , figliuolo di Gionatan , figliuolo di Semaia , figliuolo di Mattania , figliuolo di Micaia , figliuolo di Zaccur , figliuolo di Asaf ; co’ suoi fratelli , Semaia , Azareel , Milalai , Ghilalai , Maai , Natanaele , Giuda , ed Hanani , con gli strumenti musicali di Davide , uomo di Dio , ed Esdra , scriba , camminava davanti a loro . Ed essendo giunti alla porta della fonte , salirono al diritto davanti a loro a’ gradi della Città di Davide , per la salita del muro , disopra alla casa di Davide ; e pervennero fino alla porta delle acque , verso Oriente . E la seconda schiera di quelli che cantavano le laudi di Dio camminava dal lato opposto , ed io appresso ad essa , con l’ altra metà del popolo , sopra il muro , disopra alla torre de’ forni , fino al muro largo ; e disopra alla porta di Efraim , e disopra alla porta vecchia , ed alla porta de’ pesci , ed alla torre di Hananeel , ed alla torre di Cento , fino alla porta delle pecore ; e quella schiera si fermò alla porta della carcere . Poi quelle due schiere di quelli che cantavano le laudi di Dio si fermarono nella Casa di Dio ; ed io ancora , con la metà de’ magistrati , e i sacerdoti Eliachim , Maaseia , Miniamin , Micaia , Elioenai , Zaccaria , ed Hanania , con le trombe ; e Maaseia , e Semaia , ed Eleazaro , ed Uzzi , e Iohanan , e Malchia , ed Elam , ed Ezer . I cantori cantavano anch’ essi ad alta voce , ed Israhia era il sopraintendente . E in quel giorno il popolo sacrificò di gran sacrificii , e si rallegrò ; perciocchè Iddio gli avea data gran letizia ; le donne eziandio , ed i fanciulli , si rallegrarono ; talchè l’ allegrezza di Gerusalemme fu udita fin da lungi . IN quel giorno ancora furono costituiti uomini sopra le camere dei magazzini delle offerte , primizie , e decime , per raccogliere in esse , dal contado della città , le porzioni assegnate per la Legge a’ sacerdoti , ed a’ Leviti ; perciocchè Giuda ebbe una grande allegrezza per cagione de’ sacerdoti e dei Leviti che stavano al loro ufficio ; ed aveano osservato ciò che l’ Iddio loro avea loro comandato d’ osservare , e l’ osservanza della purificazione . Come ancora i cantori , e i portinai , secondo il comandamento di Davide , e di Salomone , suo figliuolo ; perciocchè anticamente , al tempo di Davide , e di Asaf , erano stati costituiti i capi de’ cantori , e la musica da lodare , e celebrare Iddio . E però , al tempo di Zorobabel , e al tempo di Neemia , tutto Israele dava le porzioni assegnate a’ cantori , ed a’ portinai , giorno per giorno ; così le consacravano a’ Leviti , e i Leviti le consacravano ai figliuoli d’ Aaronne . IN quel tempo si lesse nel libro di Mosè , in presenza del popolo ; e fu trovato scritto in esso , che gli Ammoniti ed i Moabiti non debbono giammai in perpetuo entrare nella raunanza di Dio ; perciocchè non vennero incontro a’ figliuoli d’ Israele con pane ed acqua ; e prezzolarono contro a loro Balaam , per maledirli ; benchè l’ Iddio nostro avesse convertita quella maledizione in benedizione . Perciò , quando il popolo ebbe intesa quella legge , separò d’ Israele ogni mischianza . Ora , avanti questo , il sacerdote Eliasib , costituito sopra le camere della Casa dell’ Iddio nostro , essendo parente di Tobia , gli avea acconcia una gran camera ove anticamente si riponevano le offerte , l’ incenso , ed i vasellamenti , e le decime del frumento , del vino , e dell’ olio , ordinate per li Leviti , per li cantori , e per li portinai , e le porzioni , che se ne levavano per li sacerdoti . Ora , mentre si facevano tutte queste cose , io non era in Gerusalemme ; perciocchè l’ anno trentaduesimo di Artaserse , re di Babilonia , io me ne venni al re . Ma in capo d’ un anno , io ottenni licenza dal re . E giunto in Gerusalemme , intesi il male ch’ Eliasib avea fatto intorno a Tobia , avendogli acconcia una camera ne’ cortili della Casa di Dio . E la cosa mi dispiacque grandemente , ed io gittai fuor della camera tutte le masserizie della casa di Tobia . E per mio comandamento , quelle camere furono purificate ; poi io vi riportai dentro i vasellamenti della Casa di Dio , e le offerte , e l’ incenso . Io seppi ancora che le porzioni de’ Leviti non erano loro state date ; laonde i Leviti e i cantori che facevano il servigio , se n’ erano fuggiti , ciascuno alla sua possessione . Ed io contesi co’ magistrati , e dissi loro : Perchè si è egli abbandonata la Casa di Dio ? Poi raunai i Leviti , e li rimisi ne’ loro ufficii . E tutto Giuda portò le decime del frumento , del vino , e dell’ olio , nei magazzini . Sopra i quali io costituii soprastante Selemia , sacerdote , e Sadoc , scriba ; e d’ infra i Leviti , Pedaia ; e sotto loro , Hanan , figliuolo di Zaccur , figliuolo di Mattania ; perciocchè erano reputati uomini leali ; e la lor cura era di distribuir le porzioni a’ lor fratelli . O Dio mio , ricordati di me per questo ; e non iscancellar le opere pie fatte da me intorno alla Casa dell’ Iddio mio , ed intorno alle cose che vi si devono osservare . In que’ giorni io vidi de’ Giudei che calcavano ne’ torcoli in giorno di sabato , ed altri che portavano de’ fasci di biade , e le aveano caricate sopra asini , ed anche vino , uve , e fichi , e qualunque altra soma ; e portavano quelle cose in Gerusalemme in giorno di sabato . Ed io protestai loro nel giorno che si vendevano le vittuaglie , che non dovessero più farlo . I Tiri ancora , che dimoravano in Gerusalemme , adducevano pesce , ed ogni altra derrata , e vendevano quelle cose a’ figliuoli di Giuda in giorno di sabato , e ciò dentro a Gerusalemme . Laonde io contesi con gli uomini notabili di Giuda , e dissi loro : Quale è questo male , che voi fate , profanando il giorno del sabato ? I vostri padri non fecero essi così , onde l’ Iddio nostro ha fatto venir sopra noi , e sopra questa città , tutto questo male ? e pure anche voi accrescete l’ ira , che è accesa contro ad Israele , profanando il sabato ? Perciò , il giorno avanti il sabato , come prima le ombre cadevano sopra le porte di Gerusalemme , per mio comandamento le porte erano serrate ; ed io ordinai che non si aprissero fino al giorno d’ appresso il sabato ; e feci stare alcuni dei miei fanti alle porte , acciocchè non entrasse alcuna soma nel giorno del sabato . Ed i merciai , e coloro che vendevano ogni sorta di derrata , stettero la notte fuor di Gerusalemme , una , e due volte . Ma io protestai loro che nol facessero più , e dissi loro : Perchè state voi la notte dirincontro alle mura ? Se voi tornate a farlo , io vi metterò la mano addosso . Da quel tempo innanzi non vennero più nel giorno del sabato . Io dissi ancora a’ Leviti che si purificassero , e venissero a guardar le porte , per santificare il giorno del sabato . Ricordati anche di questo , o Dio mio , in mio favore , e perdonami , secondo la grandezza della tua benignità . In que’ giorni io vidi ancora de’ Giudei , che aveano menate mogli Asdodee , Ammonite , e Moabite . E la metà dei lor figliuoli parlava asdodeo , e non sapeva parlar giudaico ; anzi parlavano il linguaggio di un popolo e di un altro . Ed io contesi con loro , e li maledissi , e ne percossi alcuni , e divelsi loro i capelli ; poi li feci giurare per lo Nome di Dio , che non darebbero le lor figliuole a’ figliuoli di que’ popoli , e che non prenderebbero delle lor figliuole , nè per li lor figliuoli , nè per sè stessi . Salomone , dissi io , re d’ Israele , non peccò egli in questo , benchè fra molte nazioni non sia stato re pari a lui , e ch’ egli fosse amato dall’ Iddio suo , e che Iddio l’ avesse costituito re sopra tutto Israele ? E pur le donne straniere lo fecero peccare . Ed acconsentiremo noi a voi di far tutto questo gran male , di commetter misfatto contro all’ Iddio nostro , menando mogli straniere ? Or eziandio uno de’ figliuoli di Gioiada , figliuolo di Eliasib , sommo sacerdote , era genero di Samballat Horonita ; laonde lo scacciai d’ appresso a me . Ricordati di loro , o Dio mio ; conciossiachè abbiano contaminato il sacerdozio , e il patto del sacerdozio , e de’ Leviti . Io dunque li nettai da ogni persona straniera ; e ristabilii le mute de’ sacerdoti e de’ Leviti , ciascuno secondo il suo ufficio . Ed anche ordinai ciò che si conveniva fare intorno all’ offerta delle legne a’ tempi assegnati , ed intorno alle primizie . Ricordati , o Dio mio , di me in bene . ORA avvenne al tempo di Assuero , ch’ era quell’ Assuero che regnava dall’ India fino in Etiopia , sopra cenventisette provincie , che in quel tempo , sedendo il re Assuero sopra il suo trono reale , ch’ era in Susan , stanza reale , l’ anno terzo del suo regno , egli fece un convito a tutti i suoi principi e servitori , avendo davanti a sè l’ esercito di Persia e di Media , i baroni , e i governatori delle provincie ; facendo mostra delle ricchezze , e della gloria del suo regno , e dell’ eccellenza , e magnificenza della sua grandezza , e ciò per molti giorni , cioè , per centottanta giorni . E in capo di que’ giorni , il re fece un altro convito , per sette giorni , nel cortile dell’ orto del palazzo reale , a tutto il popolo che si ritrovò in Susan , stanza reale , dal maggiore al minore . Quivi erano veli bianchi e violati , appesi con anelli d’ argento , e funi di bisso , e di scarlatto , e colonne di marmo ; i letti erano d’ oro e d’ argento , sopra un lastrico di porfido , e di marmo bianco , di mischio , e di granito . E si presentava a bere in vasellamenti d’ oro , i quali si mutavano di tempo in tempo ; e vi era del vino reale in abbondanza , secondo il potere di quel re . E il bere era secondo questa legge , che niuno costringeva a bere ; perciocchè il re avea imposto a tutti i suoi maestri di casa , che ciascuno facesse a sua volontà . La regina Vasti fece anch’ essa un convito alle donne , nella casa reale del re Assuero . Al settimo giorno , il re avendo il cuore allegro di vino , disse a Mehuman , a Bizta , ad Harbona , a Bigta , ad Abagta , a Zetar , ed a Carcas , i sette eunuchi che erano i ministri ordinari del re Assuero ; che menassero la regina Vasti in presenza del re , con la corona reale , per mostrare a’ popoli ed a’ signori la sua bellezza ; perciocchè ella era bella di aspetto . Ma la regina Vasti ricusò di venire alla parola del re , recatale per gli eunuchi ; laonde il re si crucciò forte , e la sua ira si accese in lui . E il re disse a’ savi , che aveano conoscenza de’ tempi perciocchè così erano proposti gli affari del re a tutti coloro ch’ erano intendenti delle leggi , e della ragione ; ed allora erano appresso di lui Carsenar , Setar , Admata , Tarsis , Meres , Marsena , e Memucan , sette principali signori di Persia e di Media , i quali vedevano la faccia del re , ed aveano i primi seggi nel regno : Che conviensi egli fare , secondo la legge , alla regina Vasti , perciocchè non ha fatto il comandamento del re Assuero , recatole per gli eunuchi ? Allora Memucan disse in presenza del re e de’ principi : La regina Vasti non ha misfatto solo contro al re , ma eziandio contro a tutti i principi , e contro a tutti i popoli , che sono in tutte le provincie del re Assuero ; perciocchè quello che la regina ha fatto si spargerà fra tutte le donne , per far loro sprezzare i lor mariti ; quando si dirà : Il re Assuero avea comandato che si facesse venire la regina Vasti in presenza sua , e pure ella non ci è venuta . E fin da questo giorno le dame di Persia e di Media che avranno intese le parole della regina , ardiranno parlare a’ principi del re ; e vi sarà troppo grande sprezzo ed indegnazione . Se così par bene al re , sia bandito un decreto reale da parte sua , e sia scritto fra le leggi di Persia e di Media , talchè sia irrevocabile : Che Vasti non verrà più in presenza del re Assuero ; e che il re darà la dignità reale di essa ad una sua compagna , migliore di lei . E il decreto che il re avrà fatto , sarà inteso per tutto il suo regno , benchè egli sia grande ; e tutte le donne renderanno onore a’ lor mariti , dal maggiore al minore . E la cosa piacque al re ed a’ principi ; e il re fece come Memucan avea detto : E ne mandò lettere a tutte le sue provincie , a ciascuna provincia , secondo la sua maniera di scrivere , ed a ciascun popolo , secondo il suo linguaggio ; acciocchè ogni uomo fosse signore in casa sua , e parlasse secondo il linguaggio del suo popolo . DOPO queste cose , quando l’ ira del re Assuero fu racquetata , egli si ricordò di Vasti , e di quello che ella avea fatto , e del decreto ch’ era stato fatto contro a lei . Laonde i servitori del re che gli ministravano , dissero : Cerchinsi al re delle fanciulle vergini le più belle . Ed ordini il re de’ commessari per tutte le provincie del suo reame , i quali adunino tutte le fanciulle vergini , le più belle , in Susan , stanza reale , nell’ ostello delle femmine , sotto la cura di Hegai , eunuco del re , guardiano delle femmine ; e sieno lor date le cose richieste ad abbellirsi . E sia la giovane che piacerà al re , fatta regina , in luogo di Vasti . E la cosa piacque al re , ed egli fece così . Or vi era in Susan , stanza reale , un uomo Giudeo , il cui nome era Mardocheo , figliuolo di Iair , figliuolo di Simi , figliuolo di Chis , Beniaminita ; il quale era stato menato in cattività da Gerusalemme fra i prigioni , che furono menati in cattività con Ieconia , re di Giuda , il quale Nebucadnesar , re di Babilonia , avea menato in cattività . Ed egli allevava Hadassa , la quale è Ester , figliuola del suo zio ; perciocchè ella non avea nè padre nè madre ; e la fanciulla era formosa , e bella di aspetto ; e dopo la morte di suo padre e di sua madre , Mardocheo se l’ avea presa per figliuola . E , quando la parola del re , e il suo decreto fu inteso , molte fanciulle essendo raunate in Susan , stanza reale , sotto la cura di Hegai , Ester fu anch’ essa assunta nella casa del re , sotto la cura di Hegai , guardiano delle femmine . E la fanciulla piacque ad Hegai , ed acquistò la sua grazia ; laonde egli prestamente le diede le cose che si richiedevano per abbellirsi , e i suoi alimenti ; le diede ancora le sette più ragguardevoli donzelle della casa del re ; poi la tramutò , insieme con le sue donzelle , nella più bella parte dell’ ostello delle femmine . Ora Ester non dichiarò il suo popolo , nè il suo parentado ; perciocchè Mardocheo le avea divietato di dichiararlo . E Mardocheo passeggiava ogni dì davanti al cortile dell’ ostello delle femmine , per sapere se Ester stava bene , e ciò che si farebbe di lei . Ora , quando veniva la volta a ciascuna fanciulla di entrare dal re Assuero , al termine che si era fatto inverso essa , ciò ch’ era ordinato intorno alla femmine , cioè , di dodici mesi conciossiachè così si compiesse il tempo de’ loro abbellimenti : sei mesi con olio di mirra , e sei mesi con odori , e con altre cose da abbellir femmine ; allora la fanciulla , entrando in questo stato dal re , tutto ciò che diceva le era dato , per portarlo addosso , dall’ ostello delle femmine fino alla casa del re . Ella entrava la sera , e la mattina ritornava nel secondo ostello delle femmine , sotto la cura di Saasgaz , eunuco del re , guardiano delle concubine ; ella non entrava più dal re , se non che il re la volesse , e che fosse chiamata per nome . Così , quando fu venuta la volta ad Ester , figliuola di Abihail , zio di Mardocheo , il quale se l’ avea presa per figliuola , di entrar dal re , ella non chiese nulla se non ciò che Hegai , eunuco del re , guardiano delle femmine , direbbe . Ed Ester acquistò la grazia di chiunque la vide . Ester adunque fu menata al re Assuero , nel palazzo reale di esso , al decimo mese , che è il mese di Tebet , l’ anno settimo del regno di esso . E il re amò Ester sopra tutte le altre femmine ; ed ella acquistò la sua grazia e benevolenza , più che tutte le altre vergini ; laonde egli le pose la corona reale in sul capo , e la costituì regina in luogo di Vasti . E il re fece un gran convito a tutti i suoi baroni e servitori , cioè , il convito delle nozze di Ester ; e sgravò le provincie , e fece presenti secondo il poter reale . Ora , mentre le vergini si adunavano la seconda volta , Mardocheo sedeva alla porta del re . Ester non dichiarò il suo parentado , nè il suo popolo , secondo che Mardocheo le avea divietato ; ed ella faceva ciò che Mardocheo diceva , come quando era allevata appresso di lui . IN que’ dì , sedendo Mardocheo alla porta del re , due eunuchi del re , d’ infra i guardiani della soglia , Bigtan e Teres , per alcuno sdegno , cercavano di metter la mano addosso al re Assuero . Il che essendo venuto a notizia a Mardocheo , egli lo fece assapere alla regina Ester ; ed Ester lo disse al re da parte di Mardocheo . Ed essendo fatta inquisizione del fatto , fu trovato che così era ; laonde amendue furono appiccati ad un legno ; e ciò fu scritto nel libro delle Croniche , in presenza del re . DOPO queste cose , il re Assuero ingrandì Haman , figliuolo di Hammedata , Agageo , e l’ innalzò , e pose il suo seggio disopra a tutti i principi ch’ erano con lui . E tutti i servitori del re ch’ erano alla porta del re s’ inchinavano , e adoravano Haman ; perciocchè il re avea comandato che si facesse così inverso lui . Ma Mardocheo non s’ inchinava , e non lo adorava . Ed i servitori del re ch’ erano alla porta del re , dissero a Mardocheo : Perchè trapassi il comandamento del re ? Ora , come essi glielo dicessero ogni giorno , ed egli non desse loro orecchie , essi lo rapportarono ad Haman , per vedere se le parole di Mardocheo sarebbero costanti ; perciocchè egli avea lor dichiarato ch’ egli era Giudeo . Haman adunque vide che Mardocheo non s’ inchinava , e non l’ adorava , e fu ripieno di furore . Ma egli sdegnava di metter la mano sopra Mardocheo solo ; anzi , perchè gli era stato dichiarato il popolo di Mardocheo , cercava di distruggere tutti i Giudei , popolo di Mardocheo , ch’ erano in tutto il regno di Assuero . E nel primo mese , che è il mese di Nisan , nell’ anno duodecimo del re Assuero , fu tirata Pur , cioè la sorte , davanti ad Haman , per ciascun giorno , e per ciascun mese ; e la sorte cadde sul duodecimo mese che è il mese di Adar . Ed Haman disse al re Assuero : Ei v’ è un popolo sparso e diviso fra gli altri popoli , in tutte le provincie del tuo regno , le cui leggi son differenti da quelle di ogni altro popolo ; ed esso non osserva le leggi del re ; talchè non è spediente al re di lasciarlo vivere . Se così par bene al re , scrivasi che sia distrutto ; ed io pagherò , in mano di coloro che fanno le faccende del re , diecimila talenti di argento , per portarli ne’ tesori del re . Allora il re si trasse il suo anello di mano , e lo diede ad Haman , figliuolo di Hammedata , Agageo , nemico de’ Giudei . E il re disse ad Haman : Quell’ argento ti è rimesso in dono ; e pur sia fatto a quel popolo come ti parrà bene . E nel tredicesimo giorno del primo mese , furono chiamati i segretari del re , e furono scritte lettere , interamente come Haman comandò , a’ satrapi del re , e a’ governatori di ciascuna provincia , ed a’ principi di ciascun popolo ; a ciascuna provincia , secondo la sua maniera di scrivere , ed a ciascun popolo , secondo il suo linguaggio . E quelle furono scritte a nome del re Assuero , e suggellate con l’ anello del re . E furono mandate , per man de’ corrieri , a tutte le provincie del re , per far distruggere , uccidere , e sterminare tutti i Giudei , fanciulli , vecchi , piccoli figliuoli , e femmine , in un medesimo giorno , cioè , nel tredicesimo giorno del duodecimo mese , ch’ è il mese di Adar , e per predar le loro spoglie . Il tenore delle lettere era , che si bandisse un decreto in ciascuna provincia , sì che fosse palese a tutti i popoli ; acciocchè fosser presti per quel giorno . I corrieri , sollecitati dal comandamento del re , si misero in cammino ; e il decreto fu bandito in Susan , stanza reale . E il re , ed Haman , sedevano bevendo , mentre la città di Susan era in gran perplessità . ORA Mardocheo , avendo saputo tutto quello che si era fatto , si stracciò i vestimenti , e si vestì di un sacco , con cenere ; ed uscì fuori per mezzo la città gridando di un grande e amaro grido . E venne fin davanti alla porta del re ; perciocchè non era lecito di entrar dentro alla porta del re con vestimento di sacco . Parimente in ogni provincia , dovunque pervenne la parola del re , e il suo decreto , i Giudei fecero gran cordoglio , con digiuno , e con pianto , e con lamenti ; e molti si coricavano in su sacchi , ed in su la cenere . Or le serventi di Ester , ed i suoi eunuchi , vennero , e gliel rapportarono ; e la regina ne fu grandemente dolente , e mandò vestimenti per far rivestir Mardocheo , e per torgli d’ addosso il suo sacco ; ma egli non li accettò . Allora Ester chiamò Hatac , uno degli eunuchi del re , i quali egli avea ordinati per essere al servigio di essa ; e lo mandò a Mardocheo , con comandamento di sapere che cosa fosse , e perchè . Hatac adunque uscì fuori a Mardocheo , in su la piazza della città , ch’ era davanti alla porta del re . E Mardocheo gli dichiarò tutto quello che gli era avvenuto , e quanta fosse la somma de’ danari che Haman avea detto di pagare al tesoro del re , contro a’ Giudei , acciocchè fossero distrutti ; e gli diede la copia della patente del decreto , il quale era stato bandito in Susan , per distruggere i Giudei ; acciocchè lo mostrasse ed Ester , e le dichiarasse il fatto , e le ordinasse di entrar dal re , per domandargli grazia , e per fargli richiesta per lo suo popolo . Ed Hatac se ne ritornò , e rapportò ad Ester le parole di Mardocheo . Ed Ester disse ad Hatac , e gli comandò di andare a dire a Mardocheo : Tutti i servitori del re , e il popolo delle provincie di esso , sanno che chi che sia , uomo o donna , entra dal re , nel cortile di dentro , senza esser chiamato , non vi è che una legge per lui , ch’ egli sia fatto morire ; salvo colui , verso cui il re stende la verga d’ oro : quello ha la vita salva ; or io non sono stata chiamata , per entrar dal re , già son trenta giorni . E quando le parole di Ester furono rapportate a Mardocheo , egli disse che si rispondesse ad Ester : Non immaginarti nell’ animo tuo che tu , d’ infra tutti i Giudei , scampi per esser nella casa del re . Perciocchè , se pur tu ti taci in questo tempo , alleggiamento e scampo sorgerà a’ Giudei da qualche altro luogo ; ma tu e la casa di tuo padre perirete ; e chi sa se tu sei pervenuta ad esser regina per un cotal tempo ? Allora Ester comandò che si rispondesse a Mardocheo : Va’ , aduna tutti i Giudei che si ritrovano in Susan , e digiunate per me , e non mangiate , nè bevete di tre dì , nè di giorno , nè di notte ; io ancora , insieme con le mie serventi , digiunerò simigliantemente ; e poi appresso entrerò dal re , benchè ciò non sia secondo la legge ; e se pur perisco , perirò . Mardocheo adunque si partì , e fece interamente come Ester gli avea ordinato . Al terzo giorno adunque , Ester si vestì alla reale , e si presentò nel cortile didentro del palazzo del re , dirimpetto al palazzo del re ; e il re sedeva sopra il soglio reale , nel palazzo reale , dirincontro alla porta del palazzo . E come il re ebbe veduta la regina Ester , in piè nel cortile , ella guadagnò la sua grazia ; e il re stese verso Ester la verga d’ oro ch’ egli avea in mano ; ed Ester si accostò , e toccò la cima della verga . E il re le disse : Che hai , o regina Ester ? e quale è la tua richiesta ? fosse pur fino alla metà del regno , ti sarà data . Ed Ester disse : Se piace al re , venga oggi il re con Haman al convito che io gli ho apparecchiato . E il re disse : Fate prestamente venire Haman , per far ciò che Ester ha detto . Il re adunque venne con Haman al convito che Ester avea apparecchiato . E il re disse ad Ester , nel convito del vino : Quale è la tua richiesta ? e ti sarà conceduta ; e quale è la tua domanda ? fosse pur fino alla metà del regno , sarà fatta . Ed Ester rispose , e disse : La mia richiesta , e domanda , è : Che se io ho trovata grazia appo il re , e se piace al re di concedermi la mia richiesta , e di far la mia domanda , il re venga con Haman ad un altro convito che io farò loro ; e domani , io farò secondo la parola del re . ED Haman uscì in quel dì fuori , allegro , e col cuor lieto . Ma quando vide Mardocheo alla porta del re , il qual non si levava , nè si moveva per lui , fu ripieno di furore contro a lui . Ma pur si rattenne , e venne in casa sua , e mandò a far venire i suoi amici , e Zeres , sua moglie . Ed Haman raccontò loro la sua gloria , e le sue ricchezze , e la moltitudine de’ suoi figliuoli ; ed in quanti modi il re l’ avea ingrandito , e come egli l’ avea innalzato sopra i principi , e sopra i servitori del re . Poi soggiunse : Eziandio la regina Ester non ha fatto venir col re , al convito ch’ ella ha fatto , altri che me , ed anche per domani son da lei invitato col re . Ma tutto questo non mi contenta , mentre io veggo quel Giudeo Mardocheo sedere alla porta del re . E Zeres , sua moglie , e tutti i suoi amici , gli dissero : Apprestisi un legno alto cinquanta cubiti ; e domattina di’ al re che vi si appicchi Mardocheo ; poi va’ col re allegro al convito . E ciò piacque ad Haman , e fece apprestare il legno . In quella notte , avendo il re smarrito il sonno , comandò che si portasse il libro delle memorie de’ giornali ; e quelle furono lette in presenza del re . Ed in esse fu trovato scritto , che Mardocheo avea rivelata l’ impresa di Bigtana , e di Teres , due eunuchi del re , de’ guardiani della soglia , i quali cercavano di metter la mano addosso al re Assuero . Allora il re disse : In qual maniera è stato Mardocheo onorato e magnificato per questo ? E i famigli del re che gli ministravano dissero : Non gli è stato fatto nulla . E il re disse : Chi è nel cortile ? Or Haman era venuto nel cortile difuori del palazzo del re , per dire al re che comandasse che Mardocheo fosse appiccato al legno ch’ egli avea apprestato per lui . Ed i famigli del re gli dissero : Ecco Haman , che sta aspettando nel cortile . E il re disse : Fate ch’ egli entri . Haman adunque entrò , e il re gli disse : Che si converrebbe egli fare ad un uomo che il re volesse onorare ? Ed Haman disse fra sè stesso : A cui vorrebbe il re fare onore , se non a me ? Ed Haman disse al re : Se il re volesse onorare alcuno , si converrebbero recare i vestimenti reali , de’ quali il re si veste , e menare il cavallo , il quale il re cavalca , e metter la benda reale sopra la testa di esso . E que’ vestimenti , e quel cavallo , si converrebbero dare in mano di un personaggio d’ infra i principi del re , d’ infra i baroni ; e colui il quale il re volesse onorare , dovrebbe esser vestito di que’ vestimenti , e farsi cavalcar quel cavallo per le strade della città ; e si converrebbe gridar davanti a lui : Così deve farsi a colui , il quale il re vuole onorare . Allora il re disse ad Haman : Prendi prestamente i vestimenti , e il cavallo , come tu hai detto , e fa’ così a Mardocheo , quel Giudeo che siede alla porta del re ; non tralasciar nulla di tutto ciò che tu hai detto . Haman adunque prese i vestimenti , e il cavallo , e vestì Mardocheo , e lo fece cavalcar per le strade della città ; e gridava davanti a lui : Così deve farsi a colui che il re vuole onorare . Poi Mardocheo ritornò alla porta del re ; ed Haman si ritrasse ratto in casa sua , dolente , e col capo coperto . Ed Haman raccontò a Zeres , sua moglie , ed a tutti i suoi amici , tutto ciò che gli era avvenuto . E i suoi savi , e Zeres , sua moglie , gli dissero : Se Mardocheo , davanti al quale tu sei cominciato a scadere , è del legnaggio de’ Giudei , tu non potrai sopraffarlo ; anzi del tutto tu caderai davanti a lui . MENTRE costoro parlavano ancora con lui , giunsero degli eunuchi del re , e ne menarono prestamente Haman al convito che Ester avea apparecchiato . Il re adunque venne con Haman , al convito con la regina Ester . E il re disse ad Ester ancora in questo secondo giorno , nel convito del vino : Quale è la tua richiesta , o regina Ester ? e ti sarà conceduta ; e quale è la tua domanda ? fosse pur fino alla metà del regno , sarà fatta . Allora la regina Ester rispose , e disse : Se io ho trovata grazia appo te , o re , e se così piace al re , siami donata la mia vita alla mia richiesta , e il mio popolo alla mia domanda . Perciocchè io e il mio popolo siamo stati venduti per esser distrutti , uccisi e sterminati . Ora , se fossimo stati venduti per servi e per serve , io mi sarei taciuta ; ma ora io ne parlo , perciocchè il nemico non ristora punto il danno del re . E il re Assuero disse alla regina Ester : Chi è , e ove è colui che è stato tanto presuntuoso di far cotesto ? Ed Ester disse : L’ avversario e il nemico è questo malvagio Haman . Allora Haman fu spaventato per la presenza del re e della regina . E il re si levò dal convito del vino tutto adirato , e se ne andò nell’ orto del palazzo ; ma Haman si fermò per far richiesta alla regina Ester per la sua vita ; perciocchè vedeva che il male era determinato contro a lui da parte del re . Poi il re ritornò dall’ orto del palazzo nella casa del convito del vino . Or Haman s’ era gittato in sul letto , sopra il quale era Ester . E il re disse : Sforzerebbe egli pure ancora la regina appresso di me in casa ? Come quella parola fu uscita della bocca del re , la faccia di Haman fu coperta . Ed Harbona , uno degli eunuchi , ministri ordinari del re , disse : Ecco ancora il legno che Haman avea apprestato per Mardocheo , il quale diede quel buono avviso al re , è rizzato nella casa di Haman , alto cinquanta cubiti . E il re disse : Appiccatevelo su . Haman adunque fu appiccato al legno ch’ egli avea apprestato per Mardocheo . E l’ ira del re si acquetò . In quello stesso giorno il re Assuero donò alla regina Ester la casa di Haman , nemico de’ Giudei . E Mardocheo venne davanti al re ; perciocchè Ester gli avea dichiarato ciò ch’ egli le era . E il re si trasse il suo anello , il quale egli avea tolto ad Haman , e lo diede a Mardocheo . Ed Ester costituì Mardocheo sopra la casa di Haman . POI Ester parlò di nuovo in presenza del re , e gli si gittò a’ piedi ; e piangendo , lo supplicava di far che la malvagità di Haman Agageo , e la sua macchinazione contro a’ Giudei , non avesse effetto . E il re stese la verga d’ oro verso Ester . Ed Ester si levò , e si tenne in piè davanti al re ; e disse : Se così piace al re , e se io ho trovata grazia appo lui , e se la cosa gli pare convenevole , e se io gli sono a grado , scrivasi per rivocar le lettere della macchinazione di Haman , figliuol di Hammedata , Agageo ; le quali egli avea scritte per distruggere i Giudei , che sono per tutte le provincie del re . Perciocchè , come potrei io vivere , veggendo il male che avverrebbe al mio popolo ? anzi , come potrei io vivere , veggendo la distruzione del mio parentado ? E il re Assuero disse alla regina Ester , ed a Mardocheo Giudeo : Ecco , io ho donata ad Ester la casa di Haman , ed egli è stato appiccato al legno ; perciocchè egli avea voluto metter la mano sopra i Giudei . Or voi scrivete lettere a’ Giudei , nella maniera che vi parrà meglio , a nome del re ; e suggellatele con l’ anello del re ; perciocchè quello ch’ è scritto a nome del re , ed è suggellato col suo anello , non si può rivocare . Ed in quell’ istesso tempo , al ventesimoterzo giorno del terzo mese , che è il mese di Sivan , furono scritte lettere , interamente come ordinò Mardocheo , ai Giudei , ed a’ satrapi , ed a’ governatori , ed a’ principi delle provincie , ch’ erano dall’ India fino in Etiopia , in numero di cenventisette provincie ; a ciascuna provincia , secondo la sua maniera di scrivere , e a ciascun popolo , secondo il suo linguaggio ; ed a’ Giudei , secondo la lor maniera di scrivere , e secondo il lor linguaggio . Mardocheo adunque scrisse lettere a nome del re Assuero , e le suggellò con l’ anello del re , e le mandò per corrieri a cavallo , che cavalcano dromedari , muli corsieri , nati di cavalle ; il cui tenore era : Che il re concedeva ai Giudei ch’ erano in ciascuna città , di raunarsi , e di stare alla difesa della lor vita , per distruggere , per uccidere , e per isterminare ogni moltitudine di gente armata di qualunque popolo , o provincia , che li assalisse ; insieme co’ piccoli figliuoli , e le mogli ; e per predar le loro spoglie ; e ciò in un medesimo giorno , per tutte le provincie del re Assuero , cioè , nel tredicesimo giorno del duodecimo mese , che è il mese di Adar . In quelle lettere si conteneva ancora , che si bandisse un decreto per ciascuna provincia , sì che fosse palese a tutti i popoli : Che i Giudei stessero presti per quel giorno , per vendicarsi de’ lor nemici . Così i corrieri , cavalcando dromedari , e muli corsieri , si misero in cammino , affrettati , e sollecitati per lo comandamento del re . Il decreto fu eziandio bandito in Susan , stanza reale . E Mardocheo uscì d’ innanzi al re , con un vestimento reale di color violato e bianco , e con una gran corona d’ oro , e con un ammanto di bisso e di scarlatto ; e la città di Susan ne giubilò , e se ne rallegrò . E per li Giudei vi fu serenità , e allegrezza , e letizia , ed onore . Parimente , in ciascuna provincia , ed in ciascuna città , dovunque la parola del re e il suo decreto pervenne , vi fu allegrezza e letizia per li Giudei , conviti , e giorni lieti ; e molti d’ infra i popoli della terra si facevano Giudei ; perciocchè lo spavento de’ Giudei era caduto sopra loro . NEL duodecimo mese adunque , che è il mese di Adar , nel tredicesimo giorno del mese , nel quale scadeva l’ esecuzione della parola del re e del suo decreto ; nel medesimo giorno che i nemici de’ Giudei speravano di averli in lor potere ma la cosa si rivolse in contrario ; conciossiachè i Giudei avessero in lor potere i lor nemici , i Giudei si raunarono nelle lor città , per tutte le provincie del re Assuero , per metter le mani adosso a coloro che tenterebbero di far loro male ; e niuno potè loro stare a fronte ; perciocchè lo spavento de’ Giudei era caduto sopra tutti i popoli . E tutti i principi delle provincie , ed i satrapi , ed i governatori , e coloro che facevano le faccende del re , favorivano i Giudei ; perciocchè lo spavento di Mardocheo era caduto sopra loro . Conciossiachè Mardocheo fosse grande nella casa del re , e la sua fama si spargesse per tutte le provincie ; perchè quell’ uomo Mardocheo diventava ogni dì vie più grande . I Giudei adunque percossero tutti i lor nemici , mettendoli a fil di spada , e facendone uccisione e distruzione ; e fecero inverso i lor nemici a lor volontà . Ed in Susan , stanza reale , i Giudei uccisero e distrussero cinquecent’ uomini ; uccisero ancora Parsandata , e Dalfon , ed Aspata , e Porata , ed Adalia , ed Aridata , e Parmasta , ed Arisai , ed Aridai , e Vaizata , dieci figliuoli di Haman , figliuolo di Hammedata , nemico de’ Giudei ; ma non misero le mani alla preda . In quel giorno il numero di coloro ch’ erano stati uccisi in Susan , stanza reale , fu rapportato in presenza del re . E il re disse alla regina Ester : In Susan , stanza reale , i Giudei hanno uccisi , e distrutti cinquecent’ uomini , e i dieci figliuoli di Haman ; che avranno essi fatto nelle altre provincie del re ? Ma pure , che chiedi tu ancora ? e ti sarà conceduto ; e che domandi tu ancora ? e sarà fatto . Ed Ester disse : Se così piace al re , sia ancora domani conceduto a’ Giudei , che sono in Susan , di fare come era stato ordinato che oggi si facesse ; e sieno i dieci figliuoli di Haman appiccati al legno . E il re ordinò che così fosse fatto ; e il decreto ne fu bandito in Susan ; e i dieci figliuoli di Haman furono appiccati . E i Giudei ch’ erano in Susan , si adunarono ancora nel quartodecimo giorno del mese di Adar , ed uccisero in Susan trecent’ uomini ; ma non misero le mani alla preda . Gli altri Giudei ch’ erano nelle provincie del re , si adunarono anch’ essi , e stettero alla difesa della lor vita ; ed ebbero riposo de’ lor nemici , avendone uccisi settantacinquemila , senza però metter le mani alla preda . Questo avvenne al tredicesimo giorno del mese di Adar ; poi al quartodecimo dell’ istesso mese si riposarono , e celebrarono quel giorno , come giorno di conviti e di letizia . Ma i Giudei ch’ erano in Susan , si raunarono al tredicesimo ed al quartodecimo di quel mese ; poi al quintodecimo si riposarono , e celebrarono quel giorno , come giorno di conviti e di letizia . Perciò , i Giudei delle villate che abitano nelle terre non murate , celebrano il quartodecimo giorno del mese di Adar , con allegrezza , e con conviti , e con festa , e con mandar messi di vivande gli uni agli altri . E MARDOCHEO scrisse queste cose , e ne mandò lettere a tutti i Giudei ch’ erano per tutte le provincie del re Assuero , presso , e lungi ; ordinando loro per istatuto che celebrassero il quartodecimo , e il quintodecimo giorno del mese di Adar , ogni anno ; ch’ erano i giorni , ne’ quali i Giudei ebber riposo de’ lor nemici ; e il mese che fu loro convertito di dolore in letizia , e di duolo in festa ; acciocchè li celebrassero , come giorni di conviti e di allegrezza , e da mandarsi messi di vivande gli uni agli altri , e doni a’ bisognosi . E i Giudei accettarono di far ciò che aveano cominciato , e ciò che Mardocheo avea loro scritto . Perciocchè Haman , figliuolo di Hammedata , Agageo , nemico di tutti i Giudei , avea fatta una macchinazione contro a’ Giudei , per distruggerli ; e avea tirata Pur , cioè la sorte , per isconfiggerli , e per distruggerli . Ma dopo ch’ Ester fu venuta in presenza del re , egli ordinò con lettere , che la scellerata macchinazione che Haman avea fatta contro a’ Giudei , fosse rivolta in sul capo di lui stesso ; e ch’ egli co’ suoi figliuoli , fosse appiccato al legno . Perciò que’ giorni furono chiamati Purim , dal nome di Pur ; perciò ancora , secondo tutte le parole di quelle lettere , e secondo quello che aveano veduto intorno a ciò , e quello ch’ era pervenuto fino a loro , i Giudei costituirono , e presero sopra sè , e sopra la lor progenie , e sopra tutti quelli che si aggiungerebbero con loro , per istatuto immutabile , di celebrar que’ due giorni , secondo che n’ era stato scritto ; e ciò , al tempo loro , ogni anno ; e che la memoria di que’ giorni sarebbe celebrata , e che sarebbero solennizzati in ogni età , in ogni famiglia , provincia , e città ; e che que’ giorni di Purim non trapasserebbero mai , senza esser celebrati fra i Giudei , e che la lor memoria non verrebbe mai meno appo la loro posterità . E la regina Ester , figliuola di Abihail , insieme con Mardocheo Giudeo , scrisse , con ogni instanza , per la seconda volta , per confermar le prime lettere intorno a’ giorni di Purim . E Mardocheo ne mandò le lettere a tutti i Giudei , per le cenventisette provincie del regno di Assuero , con parole amorevoli e sincere . Per fermar l’ osservanza di que’ giorni di Purim a’ lor tempi ; siccome Mardocheo Giudeo , e le regina Ester , aveano loro ordinato ; e come eglino stessi aveano preso sopra sè , e sopra la lor posterità ; insieme co’ digiuni e con le grida che vi si devono usare . Così il comandamento di Ester confermò l’ osservanza di que’ giorni di Purim . E ciò fu scritto nel libro . POI il re Assuero impose un tributo alla terra ed alle isole del mare . Ora , quant’ è a tutti i fatti della sua potenza e forza ; e alla dichiarazione della grandezza di Mardocheo , della quale quel re l’ ingrandì ; queste cose non son esse scritte nel libro delle Croniche dei re di Media e di Persia ? Perciocchè Mardocheo Giudeo fu la seconda persona dopo il re Assuero , e grande appo i Giudei , e grato alla moltitudine de’ suoi fratelli , procacciando il bene del suo popolo , e parlando amorevolmente a tutto il suo legnaggio . V’ ERA nel paese di Us , un uomo , il cui nome era Giobbe ; e quell’ uomo era intiero e diritto , e temeva Iddio , e si ritraeva dal male . E gli erano nati sette figliuoli , e tre figliuole . E il suo bestiame era di settemila pecore , e di tremila cammelli , e di cinquecento paia di buoi , e di cinquecento asine , con una molto gran famiglia . E quell’ uomo era il più grande di tutti gli orientali . Or i suoi figliuoli andavano , e facevano conviti in casa di ciascun di loro , al suo giorno ; e mandavano a chiamare le lor tre sorelle , per mangiare , e per bere con loro . E quando aveano compiuta la volta de’ giorni del convito , Giobbe mandava a santificarli ; poi si levava la mattina , ed offeriva olocausti , secondo il numero di essi tutti ; perciocchè Giobbe diceva : I miei figliuoli avranno forse peccato , ed avranno parlato male di Dio nei cuori loro . Così faceva sempre Giobbe . Or avvenne un dì , che i figliuoli di Dio vennero a presentarsi dinanzi al Signore ; e Satana venne anch’ egli per mezzo loro . E il Signore disse a Satana : Onde vieni ? E Satana rispose al Signore , e disse : Da aggirar la terra , e da passeggiar per essa . E il Signore disse a Satana : Hai tu posto mente al mio servitore Giobbe ? come nella terra non vi è uomo intiero e diritto , e che tema Iddio , e si ritragga dal male , come esso ? E Satana rispose al Signore , e disse : Giobbe teme egli Iddio indarno ? Non hai tu intorniato , come di un riparo , lui , e la casa sua , ed ogni cosa sua ? Tu hai benedetta l’ opera delle sue mani , e il suo bestiame è sommamente moltiplicato nella terra . Ma stendi pur ora la tua mano , e tocca tutte le cose sue , e vedrai se non ti maledice in faccia . E il Signore disse a Satana : Ecco , tutto quello ch’ egli ha è in mano tua ; sol non metter la mano sopra lui . E Satana si partì dal cospetto del Signore . Ed avvenne un dì , mentre i figliuoli e le figliuole di Giobbe mangiavano , e bevevano del vino in casa del lor fratel maggiore , che un messo venne a Giobbe , e gli disse : I buoi aravano , e le asine pasturavano allato ad essi ; ed i Sabei sono scorsi , e li hanno rapiti , ed hanno messi a fil di spada i servitori ; ed io tutto solo sono scampato per rapportartelo . Mentre costui parlava ancora , ne venne un altro , che disse : Il fuoco di Dio è caduto dal cielo , e si è appreso al minuto bestiame , ed a’ servitori , e li ha consumati ; ed io tutto solvo sono scampato per rapportartelo . Mentre costui parlava ancora , ne venne un altro , che disse : De’ Caldei , in tre schiere , sono scorsi sopra i cammelli , e li hanno rapiti , ed hanno messi a fil di spada i servitori ; ed io tutto solo sono scampato per rapportartelo . Mentre costui parlava , ne venne un altro , che disse : I tuoi figliuoli e le tue figliuole mangiavano e bevevano del vino in casa del lor fratel maggiore ; ed ecco , un gran vento è venuto di là dal deserto , il quale ha dato ne’ quattro canti della casa , ed ella è caduta sopra i giovani , onde son morti ; ed io tutto solo sono scampato per rapportartelo . Allora Giobbe si levò , e stracciò il suo mantello , e si tondè il capo , e si gittò a terra , e adorò . E disse : Io sono uscito ignudo del seno di mia madre , ignudo altresì ritornerò là . Il Signore ha dato , il Signore ha tolto ; sia benedetto il Nome del Signore . In tutto ciò Giobbe non peccò , e non attribuì a Dio nulla di mal fatto . Or avvenne un dì , che i figliuoli di Dio vennero a presentarsi davanti al Signore ; e Satana venne anch’ egli per mezzo loro a presentarsi davanti al Signore . E il Signore disse a Satana : Onde vieni ? E Satana rispose al Signore , e disse : Da aggirar la terra , e da passeggiar per essa . E il Signore disse a Satana : Hai tu posto mente al mio servitore Giobbe ? come nella terra non vi è uomo intiero e diritto , che tema Iddio , e si ritragga dal male , come esso ? ed anche persevera egli nella sua integrità , benchè tu mi abbi incitato contro a lui , per distruggerlo senza cagione . E Satana rispose al Signore , e disse : Pelle per pelle ; ma l’ uomo darà tutto ciò ch’ egli ha per la sua vita . Ma ora , stendi pur la mano , e tocca le sue ossa , e la sua carne ; e vedrai se non ti maledice in faccia . E il Signore disse a Satana : Eccolo in man tua ; sol guardati di toccar la sua vita . E Satana , partitosi dal cospetto del Signore , percosse Giobbe d’ un’ ulcera maligna , dalla pianta del piè infino alla sommità del capo . Ed egli si prese un testo per grattarsi , ed era assiso per mezzo le ceneri . E la sua moglie gli disse : Ancora perseveri tu nella tua integrità ? benedici Iddio , e muori . Ma egli le disse : Tu parli come una d’ infra le donne stolte ; sì avremmo noi ricevuto da Dio il bene , e non riceveremmo il male ? In tutto ciò Giobbe non peccò con le sue labbra . OR tre amici di Giobbe : Elifaz Temanita , Bildad Suhita , e Sofar Naamatita , avendo udito tutto questo male che gli era sopraggiunto , se ne vennero , ciascuno dal suo luogo ; e si trovarono insieme , per venire a condolersi con lui , ed a consolarlo . E levati gli occhi da lungi , nol riconobbero ; e alzarono la voce , e piansero ; e ciascun di loro stracciò il suo mantello , e si sparsero della polvere in su la testa , gittandola verso il cielo . E sedettero con lui in terra per sette giorni , e per sette notti ; e niuno gli disse alcuna parola ; perciocchè vedevano che la doglia era molto grande . DOPO questo , Giobbe aprì la sua bocca , e maledisse il suo giorno . E prese a dire : Possa perire il giorno nel quale io nacqui , E la notte che fu detto : Un maschio è nato . Quel giorno sia tenebroso ; Iddio non ne abbia cura da alto , E non risplenda la luce sopra esso . Tenebre , ed ombra di morte rendanlo immondo ; La nuvola dimori sopra esso ; Queste cose rendanlo spaventevole , quali sono i giorni più acerbi . Caligine ingombri quella notte ; Non rallegrisi fra i giorni dell’ anno , Non sia annoverata fra i mesi . Ecco , quella notte sia solitaria , Non facciansi in essa canti alcuni . Maledicanla coloro che maledicono i giorni , I quali son sempre apparecchiati a far nuovi lamenti . Oscurinsi le stelle del suo vespro ; Aspetti la luce , ma non ne venga alcuna , E non vegga le palpebre dell’ alba ; Perciocchè non serrò gli usci del seno di mia madre , E non fece sì che gli occhi miei non vedessero l’ affanno . Perchè non morii io dalla matrice ? Perchè non trapassai come prima uscii del seno ? Perchè mi furono pòrte le ginocchia ? Perchè le mammelle , acciocchè io poppassi ? Conciossiachè ora giacerei , e mi riposerei ; Io dormirei , e pezzo fa sarei in riposo , Con i re , e con i consiglieri della terra , I quali edificavano i luoghi deserti ; Ovvero co’ principi , che aveano dell’ oro , Ed empievano le lor case d’ argento ; Ovvero anche del tutto non sarei stato , come un abortivo nascosto , Come il feto che non ha veduta la luce . Quivi cessano gli empi di travagliare altrui , E quivi si riposano gli stanchi . Parimente i prigioni hanno requie , E non odono più la voce del sollecitator delle opere . Quivi è il piccolo e il grande ; E il servo franco del suo signore . Perchè dà egli la luce al miserabile , E la vita a coloro che sono in amaritudine d’ animo ? I quali aspettano la morte , e pure ella non viene ; E la ricercano più che tesori nascosti ; E si rallegrano , fino a festeggiarne , E gioiscono , quando hanno trovato il sepolcro . Perchè dà egli la luce all’ uomo , la cui via è nascosta , E il quale Iddio ha assiepato d’ ogn’ intorno ? Conciossiachè , avanti che io prenda il mio cibo , il mio sospiro venga , E i miei ruggiti si versino come acqua . Perchè ciò di che io avea spavento mi è avvenuto , E mi è sopraggiunto quello di che avea paura . Io non ho avuta tranquillità , nè riposo , nè quiete ; Ed è venuto il turbamento . ED Elifaz Temanita rispose , e disse : Se noi imprendiamo a parlarti , ti sarà egli molesto ? Ma pur chi potrebbe rattener le parole ? Ecco , tu correggevi molti , E rinforzavi le mani rimesse . I tuoi ragionamenti ridirizzavano quelli che vacillavano , E tu raffermavi le ginocchia che piegavano . Ma ora che il male ti è avvenuto , tu te ne affanni ; Ora ch’ è giunto fino a te , tu ne sei smarrito . La tua pietà non è ella stata la tua speranza , E l’ integrità delle tue vie la tua aspettazione ? Deh ! rammemorati , quale innocente perì mai , Ed ove furono gli uomini diritti mai distrutti ? Siccome io ho veduto che quelli che arano l’ iniquità , E seminano la perversità , la mietono . Essi periscono per l’ alito di Dio , E son consumati dal soffiar delle sue nari . Il ruggito del leone , e il grido del fier leone son ribattuti ; E i denti de’ leoncelli sono stritolati . Il vecchio leone perisce per mancamento di preda , E i figli della leonessa son dissipati . Or mi è stata di nascosto significata una parola , E l’ orecchio mio ne ha ritenuto un poco . Fra le immaginazioni delle visioni notturne , Quando il più profondo sonno cade sopra gli uomini , Mi è venuto uno spavento ed un tremito , Che ha spaventate tutte quante le mie ossa . Ed uno spirito è passato davanti a me , Che mi ha fatto arricciare i peli della mia carne ; Egli si è fermato , ed io non ho riconosciuto il suo aspetto ; Una sembianza è stata davanti agli occhi miei , Ed io ho udita una voce sommessa che diceva : L’ uomo sarebbe egli giustificato da Dio ? L’ uomo sarebbe egli giudicato puro dal suo fattore ? Ecco , egli non si fida ne’ suoi servitori , E scorge della temerità ne’ suoi Angeli . Quanto più in coloro che abitano in case di fango , Il cui fondamento è nella polvere , E che son ridotti in polvere , esposti a’ vermi ? Dalla mattina alla sera sono stritolati , E periscono in perpetuo , senza che alcuno vi ponga mente . L’ eccellenza ch’ era in loro non si diparte ella ? Muoiono , ma non con sapienza . Grida pure , vi sarà egli alcuno che ti risponda ? Ed a cui d’ infra i santi ti rivolgerai tu ? Conciossiachè il cruccio uccida il pazzo , E lo sdegno faccia morir lo stolto . Io ho veduto il pazzo che si radicava ; Ma incontanente ho maledetto il suo abitacolo . I suoi figliuoli son lungi dalla salvezza , E sono oppressati nella porta , senza che alcuno li riscuota . L’ affamato divora la ricolta di esso , E la rapisce di mezzo le spine ; E i ladroni trangugiano le sue facoltà . Perciocchè la sventura non ispunta dalla polvere , E il dolore non germoglia dalla terra ; Benchè l’ uomo nasca per soffrire , Come le faville delle brace per volare in alto . Ma quant’ è a me , io ricercherei pure Iddio , Ed addirizzerei il mio ragionamento a Dio ; Il quale fa cose sì grandi , che non si posson investigare ; E tante cose maravigliose , che non si possono annoverare ; Che manda la pioggia in su la terra , E le acque in su le campagne ; Che innalza i bassi , E fa che quelli ch’ erano in duolo sono esaltati per salvazione ; Che disperde i pensieri degli astuti , E fa che le lor mani non possono far nulla di bene ordinato . Egli soprapprende i savi nella loro astuzia , E fa che il consiglio de’ perversi va in ruina . Di giorno scontrano tenebre , E in pien mezzodì vanno a tentone come di notte . Ma egli salva il bisognoso dalla spada , Dalla gola loro , e dalla mano del possente . E vi è qualche speranza per lo misero ; Ma l’ iniquità ha la bocca turata . Ecco , beato è l’ uomo , il quale Iddio castiga ; E però non disdegnar la correzione dell’ Onnipotente . Perciocchè egli è quel che manda la doglia e altresì la fascia ; Egli è quel che fa la piaga , e le sue mani altresì guariscono . In sei afflizioni egli ti libererà , Ed in sette il male non ti toccherà . In tempo di fame egli ti riscoterà dalla morte , E in tempo di guerra dalla spada . Al tempo del flagello della lingua tu sarai nascosto ; E non temerai la desolazione , quando verrà . Tu riderai del guasto e della carestia ; E non temerai delle fiere della terra . Perciocchè tu avrai patto eziandio con le pietre de’ campi ; E le fiere della campagna ti saranno rendute pacifiche . E tu conoscerai per prova che il tuo padiglione non sarà se non pace , E governerai la tua casa , e nulla ti verrà fallito . E riconoscerai che la tua progenie sarà molta , E che i tuoi discendenti saranno come l’ erba della terra . Tu entrerai in estrema vecchiezza nel sepolcro , Come la bica delle biade è accumulata al suo tempo . Ecco ciò noi ti diciamo ; noi l’ abbiamo investigato ; egli è così ; Ascoltalo , e riconoscilo . E GIOBBE rispose e disse : Fosse pur lo sdegno mio ben pesato , E fosse parimente la mia calamità levata in una bilancia ! Perciocchè ora sarebbe trovata più pesante che la rena del mare ; E però le mie parole vanno all’ estremo . Perchè le saette dell’ Onnipotente sono dentro di me , E lo spirito mio ne beve il veleno ; Gli spaventi di Dio sono ordinati in battaglia contro a me . L’ asino salvatico raglia egli presso all’ erba ? Il bue mugghia egli presso alla sua pastura ? Una cosa insipida si mangia ella senza sale ? Evvi sapore nella chiara ch’ è intorno al torlo dell’ uovo ? Le cose che l’ anima mia avrebbe ricusate pur di toccare Sono ora i miei dolorosi cibi . Oh ! venisse pur quel ch’ io chieggio , e concedessemi Iddio quel ch’ io aspetto ! E piacesse a Dio di tritarmi , Di sciorre la sua mano , e di disfarmi ! Questa sarebbe pure ancora la mia consolazione , Benchè io arda di dolore , e ch’ egli non mi risparmi , Che io non ho nascoste le parole del Santo . Quale è la mia forza , per isperare ? E quale è il termine che mi è posto , per prolungar l’ aspettazione dell’ anima mia ? La mia forza è ella come la forza delle pietre ? La mia carne è ella di rame ? Non è egli così che io non ho più alcun ristoro in me ? E che ogni modo di sussistere è cacciato lontan da me ? Benignità dovrebbe essere usata dall’ amico inverso colui ch’ è tutto strutto ; Ma esso ha abbandonato il timor dell’ Onnipotente , I miei fratelli mi hanno fallito , a guisa di un ruscello , Come rapidi torrenti che trapassano via ; I quali sono scuri per lo ghiaccio ; E sopra cui la neve si ammonzicchia ; Ma poi , al tempo che corrono , vengono meno , Quando sentono il caldo , spariscono dal luogo loro . I sentieri del corso loro si contorcono , Essi si riducono a nulla , e si perdono . Le schiere de’ viandanti di Tema li riguardavano , Le carovane di Seba ne aveano presa speranza ; Ma si vergognano di esservisi fidati ; Essendo giunti fin là , sono confusi . Perciocchè ora voi siete venuti a niente ; Avete veduta la ruina , ed avete avuta paura . Vi ho io detto : Datemi , E fate presenti delle vostre facoltà per me ? E liberatemi di man del nemico , E riscuotetemi di man de’ violenti ? Insegnatemi , ed io mi tacerò ; E ammaestratemi , se pure ho errato in qualche cosa . Quanto son potenti le parole di dirittura ! E che potrà in esse riprendere alcun di voi ? Stimate voi che parlare sia convincere ? E che i ragionamenti di un uomo che ha perduta ogni speranza non sieno altro che vento ? E pure ancora voi vi gittate addosso all’ orfano , E cercate di far traboccare il vostro amico . Ora dunque piacciavi riguardare a me , E se io mento in vostra presenza . Deh ! ravvedetevi ; che non siavi iniquità ; Da capo , il dico , ravvedetevi , io son giusto in questo affare . Evvi egli iniquità nella mia lingua ? Il mio palato non sa egli discerner le cose perverse ? Non ha l’ uomo un termine della sua milizia in su la terra ? E non sono i suoi giorni simili a quelli di un mercenario ? Come il servo aspira all’ ombra , E il mercenario aspetta il premio della sua opera ; Così mi sono stati dati per eredità de’ mesi molesti ; E mi sono state assegnate per parte mia notti penose . Se mi son posto a giacere , dico : Quando mi leverò ? Quando sarà passata la notte ? E mi stanco di dimenarmi fino all’ alba . La mia carne è rivestita di vermini , e di gromma di terra ; La mia pelle si schianta , e si disfa . I miei giorni son passati via più leggermente che la spola del tessitore , E son venuti meno senza speranza . Ricordati che la mia vita è un vento , Che l’ occhio mio non tornerà più a vedere il bene . L’ occhio di chi mi vede non mi riguarderà più ; Se tu rivolgi gli occhi verso me , io non sarò più . Come la nuvola si dilegua , e se ne va via ; Così chi scende nel sepolcro non ne salirà più fuori . Egli non ritornerà più a casa sua , E il luogo suo non lo riconoscerà più . Io altresì non ratterrò la mia bocca ; Io parlerò nell’ angoscia del mio spirito , Io mi lamenterò nell’ amaritudine dell’ anima mia . Sono io un mare , o una balena , Che tu mi ponga guardia attorno ? Quando io dico : La mia lettiera mi darà alleggiamento , Il mio letto solleverà parte del mio lamento ; Allora tu mi sgomenti con sogni , E mi spaventi con visioni . Talchè io nell’ animo sceglierei innanzi di essere strangolato , E innanzi vorrei la morte che le mie ossa . Io son tutto strutto ; io non viverò in perpetuo ; Cessati da me ; conciossiachè i miei giorni non sieno altro che vanità . Che cosa è l’ uomo , che tu ne faccia sì grande stima , Che tu ponga mente ad esso ? E che tu lo visiti ogni mattina , E ad ogni momento l’ esamini ? Fino a quando non ti rivolgerai indietro da me , E non mi darai alcuna posa , Tanto che io possa inghiottir la mia saliva ? Io ho peccato ; che opererò inverso te , o Guardiano degli uomini ? Perchè mi hai posto per tuo bersaglio , E perchè sono io grave a me stesso ? E perchè non perdoni il mio misfatto , E non rimuovi la mia iniquità ? Conciossiachè di presente giacerò nella polvere ; E , se poi tu mi ricerchi , io non sarò più . E BILDAD Suhita rispose , e disse : Infino a quando proferirai tali ragionamenti , E saranno le parole della tua bocca come un vento impetuoso ? Iddio pervertirebbe egli il giudicio ? L’ Onnipotente pervertirebbe egli la giustizia ? Se i tuoi figliuoli hanno peccato contro a lui , Egli altresì li ha dati in mano del lor misfatto . Ma quant’ è a te , se tu ricerchi Iddio , E chiedi grazia all’ Onnipotente ; Se tu sei puro e diritto , Certamente egli si risveglierà di presente in favor tuo , E farà prosperare il tuo giusto abitacolo . E la tua condizione di prima sarà stata piccola , E l’ ultima diventerà grandissima . Perciocchè domanda pur le età primiere , E disponti ad informarti da’ padri loro ; Imperocchè , quant’ è a noi , siamo sol da ieri in qua , E non abbiamo intendimento ; Perchè i nostri giorni son come un’ ombra sopra la terra ; Non insegnerannoti essi , e non parlerannoti , E non trarranno essi fuori ragionamenti dal cuor loro ? Il giunco sorgerà egli senza pantano ? L’ erba de’ prati crescerà ella senz’ acqua ? E pure , mentre è ancor verde , e non è ancora segata , Si secca avanti ogni altra erba . Tali son le vie di tutti quelli che dimenticano Iddio , E così perirà la speranza dell’ ipocrita ; La cui speranza sarà troncata , E la cui confidanza sarà una casa di ragnolo . Egli si appoggerà in su la casa sua , ma quella non istarà ferma ; Egli si atterrà ad essa , ma ella non istarà in piè . Egli è verdeggiante al sole , E i suoi rami si spandono fuori in sul giardino , nel quale è piantato ; Le sue radici s’ intralciano presso alla fonte , Egli mira la casa di pietra . Ma , se alcuno lo manderà in ruina , divellendolo dal luogo suo , Questo lo rinnegherà dicendo : Io non ti vidi giammai . Ecco , tale è l’ allegrezza della sua via , E dalla polvere ne germoglieranno altri . Ecco , Iddio non disdegna l’ uomo intiero ; Ma altresì non presta la mano a’ maligni . Ancora empierà egli la tua bocca di riso , E le tue labbra di giubilo . Quelli che ti odiano saranno vestiti di vergogna ; Ma il tabernacolo degli empi non sarà più . E GIOBBE rispose e disse : Veramente io so ch’ egli è così ; E come si giustificherebbe l’ uomo appo Iddio ? Se Iddio vuol litigar con lui , Egli non gli potrà rispondere d’ infra mille articoli ad un solo . Egli è savio di cuore , e potente di forza ; Chi si è mai indurato contro a lui , ed è prosperato ? Contro a lui , che spianta i monti , Senza che si possa sapere come egli li abbia rivolti sottosopra nella sua ira ; Che crolla la terra , e la smuove dal luogo suo ; E da cui le colonne di essa sono scosse ; Che parla al sole , ed esso non si leva ; Che tiene suggellate le stelle ; Che distende tutto solo i cieli , E calca le sommità del mare ; Che ha fatto i segni del Carro , dell’ Orione , delle Gallinelle , E quelli che sono in fondo all’ Austro ; Che fa cose tanto grandi , che non si possono investigare ; E tante cose maravigliose che non si possono annoverare . Ecco , egli passerà davanti a me , ed io nol vedrò ; Ripasserà , ed io non lo scorgerò . Ecco , egli rapirà , e chi gli farà far restituzione ? Chi gli dirà : Che fai ? Iddio non raffrena l’ ira sua ; Sotto lui sono atterrati i bravi campioni . Quanto meno gli risponderei io , Ed userei parole scelte contro a lui ? Io , che quantunque fossi giusto , non risponderei , Anzi chiederei grazia al mio Giudice . Se io grido , ed egli mi risponde , Pur non potrò credere ch’ egli abbia ascoltata la mia voce ; Conciossiachè egli mi abbia conquiso con un turbo , E mi abbia date di molte battiture senza cagione . Egli non mi permette pur di respirare ; Perciocchè egli mi sazia di amaritudini . Se si tratta di forza , ecco , egli è potente ; Se di giudicio , chi mi citerà ? Benchè io sia giusto , la mia bocca mi condannerà ; Quantunque io sia intiero , ella mi dichiarerà perverso . Benchè io sia intiero , io non riconoscerò me stesso ; Io avrò a sdegno la vita mia . Egli è tutt’ uno ; perciò ho detto : Egli distrugge ugualmente l’ uomo intiero e l’ empio . Se è un flagello , egli uccide in un momento ; Ma egli si beffa della prova degl’ innocenti . La terra è data in mano all’ empio , Il qual copre la faccia de’ giudici di essa . Ora , se Iddio non fa questo , chi è egli dunque ? Ma i miei giorni sono stati più leggieri che un corriero ; Son fuggiti via , non hanno goduto il bene ; Son trascorsi come saette , Come un’ aquila che vola frettolosa al pasto . Se io dico : Io dimenticherò il mio lamento , Io lascerò il mio cruccio , e mi rinforzerò ; Io sono spaventato di tutti i miei tormenti , Io so che tu non mi reputerai innocente . Io sarò reo ; Perchè adunque mi affaticherei in vano ? Quando io mi fossi lavato con acque di neve , E nettatomi le mani col sapone ; Allora pure tu mi tufferesti in una fossa , E i miei vestimenti mi avrebbero in abbominio . Perciocchè egli non è un uomo , come son io , perchè io gli risponda , E perchè noi veniamo insieme a giudicio . Ei non v’ è niuno che possa dar sentenza fra noi , Che possa metter la mano sopra amendue noi . Ma rimuova egli pur la sua verga d’ addosso a me , E non mi conturbi il suo spavento . Allora io parlerò , e non avrò paura di lui ; Perciocchè in questo stato io non sono in me stesso . L’ anima mia si annoia della mia vita . Io mi lascerò scorrere addosso il mio lamento ; Io parlerò nell’ amaritudine dell’ anima mia . Io dirò a Dio : Non condannarmi ; Fammi assapere perchè tu litighi meco . Ti par egli ben fatto di oppressare , Di sdegnar l’ opera delle tue mani , E di risplendere sopra il consiglio degli empi ? Hai tu occhi di carne ? Vedi tu come vede l’ uomo ? Sono i tuoi giorni come i giorni dell’ uomo mortale ? Sono i tuoi anni come l’ età umana ? Che tu faccia inchiesta della mia iniquità , E prenda informazione del mio peccato ? A te si appartiene di conoscere che io non son reo ; E non vi è niuno che riscuota dalla tua mano . Le tue mani mi hanno formato e composto ; E tu mi distruggi tutto quanto d’ ogn’ intorno . Deh ! ricordati che tu mi hai formato come dell’ argilla ; E tu mi fai ritornare in polvere . Non mi hai tu colato come latte , E fatto rappigliar come un cacio ? Tu mi hai vestito di pelle e di carne E mi hai contesto d’ ossa e di nervi . Tu mi hai data la vita , ed hai usata benignità inverso me ; E la tua cura ha guardato lo spirito mio . E pur tu avevi riposte queste cose nel cuor tuo ; Io conosco che questo era appo te . Se io ho peccato , tu mi hai notato , E non mi hai assolto della mia iniquità . Se io sono stato reo , guai a me ; E se son giusto , non però alzo il capo , Essendo sazio d’ ignominia , e veggendo la mia afflizione ; E se pur l’ alzo , tu mi cacci a giusa di fiero leone , E torni a dimostrarti maraviglioso contro a me . Tu mi produci in faccia nuovi testimoni tuoi ; Tu accresci la tua indegnazione contro a me ; Eserciti a muta sono sopra me . Perchè dunque mi hai tratto fuor della matrice ? Io vi sarei spirato , e l’ occhio d’ alcuno non mi avrebbe veduto . Io sarei stato come se non avessi giammai avuto essere ; Io sarei stato portato dal seno alla sepoltura . I miei giorni non sono eglino poca cosa ? cessa dunque , E rimanti da me , sì che io mi rinforzi un poco ; Avanti che io me ne vada alla terra delle tenebre , Dell’ ombra della morte , onde mai non tornerò ; Alla terra d’ oscurità simile a caligine ; D’ ombra di morte , ove non è ordine alcuno ; E la quale , quando fa chiaro , è simile a caligine . E SOFAR Naamatita rispose e disse : Non risponderebbesi egli ad un uomo di tante parole ? Ed un uomo loquace sarebbe egli per ciò reputato giusto ? Faranno le tue ciancie tacer gli uomini ? Ti farai tu beffe , senza che alcuno ti faccia vergogna ? Or tu hai detto : La mia maniera di vita è pura , Ed io sono stato netto davanti agli occhi tuoi . Ma volesse pure Iddio parlare , Ed aprir le sue labbra teco ; E dichiararti i segreti della sapienza ; Perciocchè sono doppi ; E tu conosceresti che Iddio ti fa portar pena minore Che la tua iniquità non merita di ragione . Potresti tu trovar modo d’ investigare Iddio ? Potresti tu trovar l’ Onnipotente in perfezione ? Queste cose sono le altezze de’ cieli , che ci faresti ? Son più profonde che l’ inferno , come le conosceresti ? La lor distesa è più lunga che la terra , E la lor larghezza è più grande che il mare . Se Iddio sovverte , ovvero s’ egli serra , E raccoglie , chi ne lo storrà ? Perciocchè egli conosce gli uomini vani ; E veggendo l’ iniquità , non vi porrebbe egli mente ? Ma l’ uomo è scemo di senno , e temerario di cuore ; E nasce simile a un puledro di un asino salvatico . Se tu addirizzi il cuor tuo , E spieghi le palme delle tue mani a lui ; Se vi è iniquità nella tua mano , e tu l’ allontani da te , E non lasci dimorare alcuna perversità ne’ tuoi tabernacoli ; Allora certamente tu alzerai la faccia netta di macchia , E sarai stabilito , e non avrai paura di nulla ; Perciocchè tu dimenticherai gli affanni , E te ne ricorderai come d’ acque trascorse ; E ti si leverà un tempo più chiaro che il mezzodì ; Tu risplenderai , tu sarai simile alla mattina ; E sarai in sicurtà ; perciocchè vi sarà che sperare ; E pianterai il tuo padiglione , e giacerai sicuramente ; E ti coricherai , e niuno ti spaventerà ; E molti ti supplicheranno . Ma gli occhi degli empi verranno meno , Ed ogni rifugio sarà perduto per loro ; E la loro unica speranza sarà di render lo spirito . E GIOBBE rispose , e disse : Sì , veramente voi siete tutt’ un popolo , E la sapienza morrà con voi . Anch’ io ho senno come voi ; Io non sono da men di voi ; Ed appo cui non sono cotali cose ? Io son quell’ uomo ch’ è schernito dal suo amico ; Ma un tale invoca Iddio , ed egli gli risponderà ; L’ uomo giusto ed intiero è schernito . Colui che sta per isdrucciolare col piè , E , per estimazione di chi è felice , un tizzone sprezzato . I tabernacoli de’ ladroni prosperano , E v’ è ogni sicurtà per quelli che dispettano Iddio , Nelle cui mani egli fa cadere ciò che desiderano . E in vero , domandane pur le bestie , ed esse tu l’ insegneranno ; E gli uccelli del cielo , ed essi te lo dichiareranno ; Ovvero , ragionane con la terra , ed essa te l’ insegnerà ; I pesci del mare eziandio te lo racconteranno . Fra tutte queste creature , Quale è quella che non sappia che la mano del Signore fa questo ? Nella cui mano è l’ anima d’ ogni uomo vivente , E lo spirito d’ ogni carne umana . L’ orecchio non prova egli le parole , Come il palato assapora le vivande ? Ne’ vecchi è la sapienza , E nella grande età è la prudenza . Appo lui è la sapienza e la forza ; A lui appartiene il consiglio e l’ intelligenza . Ecco , se egli ruina , la cosa non può esser riedificata ; Se serra alcuno , non gli può essere aperto . Ecco , se egli rattiene le acque , elle si seccano ; E se le lascia scorrere , rivoltano la terra sottosopra . Appo lui è forza e ragione ; A lui appartiene chi erra , e chi fa errare . Egli ne mena i consiglieri spogliati , E fa impazzare i giudici . Egli scioglie il legame dei re , E stringe la cinghia sopra i lor propri lombi . Egli ne mena i rettori spogliati , E sovverte i possenti . Egli toglie la favella agli eloquenti , E leva il senno a’ vecchi . Egli spande lo sprezzo sopra i nobili , E rallenta la cintura de’ possenti . Egli rivela le cose profonde , traendole fuor delle tenebre ; E mette fuori alla luce l’ ombra della morte . Egli accresce le nazioni , ed altesì le distrugge ; Egli sparge le genti , ed altresì le riduce insieme . Egli toglie il senno a’ capi de’ popoli della terra , E li fa andar vagando per luoghi deserti , ove non ha via alcuna . Vanno a tentone per le tenebre , senza luce alcuna : Ed egli li fa andare errando come un uomo ebbro . Ecco , l’ occhio mio ha vedute tutte queste cose , L’ orecchio mio le ha udite , e le ha intese . Quanto sapete voi , so anch’ io ; Io non son da men di voi . E pure io parlerò all’ Onnipotente ; Io avrò a grado di venire a ragione con lui . Ma certo , quant’ è a voi , voi siete rappezzatori di menzogna ; Voi siete medici da nulla tutti quanti . Oh ! vi taceste pur del tutto , Ciò vi sarebbe reputato in saviezza ! Deh ! ascoltate la difesa della mia ragione , Ed attendete agli argomenti delle mie labbra . Convienvisi in favor di Dio parlar perversamente , E per rispetto suo parlar frodolentemente ? Convienvisi aver riguardo alla qualità sua ? Convienvisi litigar per Iddio ? Sarebbe egli ben per voi ch’ egli vi esaminasse ? Gabberestelo voi come si gabba un uomo ? Egli del certo vi arguirà , Se di nascosto avete riguardo alla qualità delle persone . La sua altezza non vi sgomenterà ella ? Lo spavento di lui non vi caderà egli addosso ? I vostri detti memorandi son simili a cenere ; Ed i vostri sublimi ragionamenti a mucchi di fango . Tacetevi , e lasciatemi stare , ed io parlerò ; E passimi addosso che che sia . Perchè mi strappo io la carne co’ denti , E perchè tengo l’ anima mia nella palma della mia mano ? Ecco , uccidami egli pure ; sì spererò in lui ; Ma tuttavia difenderò le mie vie nel suo cospetto . Ed egli stesso mi sarà in salvazione ; Perciocchè l’ ipocrita non gli verrà davanti . Ascoltate attentamente il mio ragionamento ; Ed entrivi negli orecchi la mia dichiarazione . Ecco ora , quando io avrò esposta per ordine la mia ragione , Io so che sarò trovato giusto . Chi è colui che voglia litigar meco ? Conciossiachè di presente mi tacerò , e spirerò . Sol non farmi due cose , Ed allora io non mi nasconderò dal tuo cospetto . Allontana la tua mano d’ addosso a me , E non mi spaventi il tuo terrore . E poi chiama , ed io risponderò ; Ovvero , io parlerò , e tu rispondimi . Quante iniquità e peccati ho io ? Mostrami il mio misfatto , e il mio peccato . Perchè nascondi la tua faccia , E mi reputi tuo nemico ? Stritolerai tu una fronda sospinta ? O perseguiterai tu della stoppia secca ? Che tu mi sentenzii a pene amare , E mi faccia eredar l’ iniquità della mia fanciullezza ! E metta i miei piedi ne’ ceppi , E spii tutti i miei sentieri , E stampi le tue pedate in su le radici de’ miei piedi ! Onde costui si disfa come del legno intarlato , Come un vestimento roso dalle tignuole . L’ uomo nato di donna È di breve età , e pieno di travagli . Egli esce fuori come un fiore , e poi è reciso ; E fugge come l’ ombra , e non istà fermo . E pur tu apri gli occhi tuoi sopra un tale , E mi fai venire a giudicio teco ! Chi può trarre una cosa monda da una immonda ? Niuno . Poichè i suoi giorni son determinati , E che il numero de’ suoi mesi è appo te , E che tu gli hai posti i suoi termini , I quali egli non può trapassare , Rivolgiti d’ addosso a lui , sì ch’ egli abbia alcuna posa , Infino a tanto che di buona voglia egli fornisca la sua giornata , come un mercenario . Perciocchè quantunque un albero sia tagliato , Pur vi è speranza per lui , ch’ egli si rinnoverà ancora , E che i suoi rampolli non mancheranno . Benchè la sua radice sia invecchiata nella terra , E il suo tronco sia morto nella polvere ; Pur nondimeno , tosto ch’ egli sentirà l’ acqua , rigermoglierà , E produrrà rami come una pianta novella . Ma l’ uomo muore , e si fiacca ; E quando l’ uomo è trapassato , ov’ è egli ? Le acque se ne vanno via dal mare , E i fiumi si seccano , e si asciugano ; Così , quando l’ uomo giace in terra , egli non risorge ; Finchè non vi sieno più cieli , i morti non si risveglieranno , E non si desteranno dal sonno loro . Oh ! nascondessimi tu pur sottera , Ed occultassimi , finchè l’ ira tua fosse racquetata ; E ponessimi alcun termine , dopo il quale tu ti ricordassi di me ! Se l’ uomo muore , può egli tornare in vita ? Aspetterò io tutti i giorni del tempo determinato della mia vita , Finchè mi venga mutamento di condizione ? E che tu mi chiami , e che io ti risponda , E che tu desideri l’ opera delle tue mani ? Perciocchè ora tu conti i miei passi , E non riserbi nulla a punir del mio peccato . I miei misfatti son suggellati in un sacchetto , Tu l’ hai cucito sopra le mie iniquità . Ma certo , come un monte cadendo scoscende , Ed una rupe è divelta dal suo luogo ; E le acque rodono le pietre , E i lor diluvi inondano la polvere dalla terra ; Così tu fai perir la speranza dell’ uomo . Tu lo sopraffai in eterno , ed egli se ne va ; Tu gli fai mutar faccia , e lo mandi via . Se poi i suoi figliuoli sono in onore , egli nol sa ; Se altresì sono abbassati , egli non vi pon mente . La sua carne si duole sol di lui , E l’ anima sua fa cordoglio sol di lui . ED Elifaz Temanita rispose e disse : Deve un uomo savio pronunziare opinioni vane , Ed empiersi il ventre di vento orientale ? Ed argomentar con parole inutili , E con ragionamenti onde non può trarre alcun vantaggio ? Sì certo , tu annulli il timor di Dio , Ed impedisci l’ orazione che deve farsi davanti a lui . Perciocchè la tua bocca dimostra la tua iniquità , Poichè tu hai scelto il parlar de’ frodolenti . La tua bocca ti condanna , e non io ; E le tue labbra testificano contro a te . Sei tu il primiero uomo che sia nato nel mondo ? O sei tu stato formato avanti i colli ? Hai tu udito il segreto di Dio , E ne hai tu sottratta a te la sapienza ? Che sai tu , che noi non sappiamo ? Che intendi tu , che non sia appo noi ? Fra noi vi è eziandio alcun canuto , alcun molto vecchio , Più attempato che tuo padre . Son le consolazioni di Dio troppo poca cosa per te ? Hai tu alcuna cosa riposta appo te ? Perchè ti trasporta il cuor tuo ? E perchè ammiccano gli occhi tuoi , Che tu rivolga il tuo soffio , E proferisca della tua bocca parole contro a Dio ? Che cosa è l’ uomo , ch’ egli sia puro ? E che cosa è chi è nato di donna , ch’ egli sia giusto ? Ecco , egli non si fida ne’ suoi santi , Ed i cieli non son puri nel suo cospetto ; Quanto più abbominevole e puzzolente È l’ uomo , che beve l’ iniquità come acqua ? Io ti dichiarerò , ascoltami pure , E ti racconterò ciò che io ho veduto ; Il che i savi hanno narrato , E non l’ hanno celato , avendolo ricevuto da’ padri loro ; A’ quali soli la terra fu data , E per mezzo i cui paesi non passò mai straniero . L’ empio è tormentato tutti i giorni della sua vita ; Ed al violento è riposto un piccol numero d’ anni . Egli ha negli orecchi un romor di spaventi ; In tempo di pace il guastatore gli sopraggiunge . Egli non si fida punto di potere uscir delle tenebre ; Egli sta sempre in guato , aspettando la spada . Egli va tapinando per cercar dove sia del pane ; Egli sa che ha in mano tutto presto il giorno delle tenebre . Angoscia e tribolazione lo spaventano ; Lo sopraffanno come un re apparecchiato alla battaglia . Perciocchè egli ha distesa la sua mano contro a Dio , E si è rinforzato contro all’ Onnipotente ; E gli è corso col collo fermo , Co’ suoi spessi e rilevati scudi ; Perciocchè egli ha coperto il suo viso di grasso , Ed ha fatte delle pieghe sopra i suoi fianchi ; Ed è abitato in città desolate , in case disabitate , Ch’ erano preste ad esser ridotte in monti di ruine . Egli non arricchirà , e le sue facoltà non saranno stabili , E il suo colmo non si spanderà nella terra . Egli non si dipartirà giammai dalle tenebre , La fiamma seccherà i suoi rampolli , Ed egli sarà portato via dal soffio della bocca di Dio . Non confidisi già nella vanità , dalla quale è sedotto ; Perciocchè egli muterà stato , e sarà ridotto al niente . Questo mutamento si compierà fuor del suo tempo , E i suoi rami non verdeggeranno . Il suo agresto sarà rapito come quel d’ una vigna , E le sue gemme saranno sbattute come quelle di un ulivo . Perciocchè la raunanza de’ profani sarà deserta , E il fuoco divorerà i tabernacoli di quelli che prendon presenti ; I quali concepiscono perversità , e partoriscono iniquità , E il cui ventre macchina fraude . E GIOBBE rispose e disse : Io ho più volte udite le stesse cose ; Voi tutti siete consolatori molesti . Finiranno mai le parole di vento ? Ovvero , di che ti fai forte , che tu replichi ancora ? Se l’ anima vostra fosse nello stato dell’ anima mia , Anch’ io potrei parlar come voi , Mettere insieme parole contro a voi , E scuotervi il capo contra . Ma anzi io vi conforterei con la mia bocca , E la consolazione delle mie labbra rallenterebbe il vostro dolore . Se io parlo , il mio dolore non però si rallenta ; E se io resto di parlare , quanto se ne partirà egli da me ? Certo , egli ora mi ha straccato ; E tu mi hai , o Dio , diserta tutta la mia brigata . E mi hai fatto diventar tutto grinzo , Il che è un testimonio del mio male ; La mia magrezza si leva contro a me , e mi testifica contra in faccia . L’ ira sua mi ha lacerato , ed egli procede contro a me da avversario ; Egli digrigna i denti contro a me ; Il mio nemico appunta i suoi occhi in me . Hanno aperta la bocca contro a me , Mi hanno battuto in su le guance per vituperio , Si sono adunati insieme contro a me . Iddio mi ha messo in poter del perverso , E mi ha fatto cader nelle mani degli empi . Io era in istato tranquillo , ed egli mi ha rotto ; E presomi per lo collo , mi ha tritato , E mi ha rizzato per suo bersaglio . I suoi arcieri mi hanno intorniato ; Egli mi trafigge le reni , e non mi risparmia punto ; Egli mi ha sparso in terra il mio fiele . Egli mi rompe di rottura sopra rottura , Egli mi corre addosso come un possente uomo . Io ho cucito un sacco sopra la mia pelle , Ed ho lordato il mio splendore nella polvere . La mia faccia è sucida di piangere , E l’ ombra della morte è in su le mie palpebre ; Quantunque non vi sia violenza nelle mie mani , E la mia orazione sia pura . O terra , non nascondere il sangue sparso da me ; E se così è , il mio grido non abbia luogo . Eziandio ora , ecco , il mio testimonio è ne’ cieli ; Il mio testimonio è ne’ luoghi sovrani . O miei oratori , o amici miei , L’ occhio mio si volge lagrimando a Dio . Oh ! potesse pur l’ uomo piatire con Dio , Come un uomo col suo compagno ! Perciocchè i miei brevi anni se ne vanno forniti ; Ed io me ne vo per un sentiero , onde non tornerò più . Il mio spirito si dissolve , I miei giorni sono spenti , I sepolcri mi aspettano . Non ho io appresso di me degli schernitori ? E l’ occhio mio non dev’ egli sopportare le loro provocazioni ? Deh ! metti pegno , dammi sicurtà per piatir teco ; Chi sarà colui che mi toccherà nella mano ? Perciocchè , quant’ è a costoro , tu hai nascosto il senno al cuor loro , E però tu non li innalzerai . Di chi parla fra gli amici per lusinga Anche gli occhi de’ figliuoli saranno consumati . Egli mi ha posto per servir di proverbio a’ popoli , Ed io sono pubblicamente menato attorno in sul tamburo . E l’ occhio mio è tutto raggrinzato di sdegno , E tutte le mie membra son simili ad un’ ombra . Gli uomini diritti stupiranno di questo , E l’ innocente se ne commoverà per cagion dell’ ipocrita . Ma pure il giusto si atterrà alla sua via , E colui ch’ è puro di mani vie più si raffermerà . Or ravvedetevi pure voi tutti , e poi venite ; Non troverò io alcun savio fra voi ? I miei giorni son passati via ; I miei disegni , i proponimenti del mio cuore son rotti . La notte mi è cangiata in giorno , La luce è di presso seguita dalle tenebre . Se io mi trattengo di speranza , il sepolcro sarà la mia casa , Io farò il mio letto nelle tenebre . Già ho gridato alla fossa : Tu sei mio padre ; Ed a’ vermini : Voi siete la madre , e la sorella mia . Ed ove è ora la mia speranza ? Sì , la mia speranza ? chi la potrà vedere ? Le mie speranze scenderanno nel fondo del sepolcro ; Conciossiachè il riposo di tutti ugualmente sia nella polvere . E BILDAD Suhita rispose , e disse : Fino a quando non metterete fine a’ ragionamenti ? Intendete prima , e poi parleremo insieme . Perchè siamo noi riputati per bestie ? E perchè ci avete voi a schifo ? O tu , che laceri l’ anima tua nel tuo cruccio , Sarà la terra abbandonata per cagion tua , E saranno le roccie trasportate dal luogo loro ? Sì , la luce degli empi sarà spenta , E niuna favilla del fuoco loro rilucerà . La luce sarà oscurata nel lor tabernacolo . E la lor lampana sarà spenta intorno a loro . I lor fieri passi saran ristretti , E il lor proprio consiglio li traboccherà abbasso ; Perciocchè essi si gitteranno nel laccio co’ piedi loro , E cammineranno sopra la rete . Il laccio prenderà loro il calcagno , Il ladrone farà loro forza e violenza . La fune sarà loro nascosta in terra , E la trappola in sul sentiero . Spaventi li conturberanno d’ ogn’ intorno , E li faranno fuggire in rotta . La lor forza sarà affamata , E la calamità sarà loro apparecchiata allato . Il primogenito della morte divorerà le membra della lor pelle ; Divorerà le membra loro . La lor confidanza sarà divelta dal lor tabernacolo ; E ciò li farà camminare al re degli spaventi . Abiteranno ne’ lor tabernacoli che non saranno più loro ; Ei si spargerà del solfo in su le loro stanze . Disotto le lor radici si seccheranno , E disopra i lor rami saranno tagliati . La lor memoria perirà d’ in su la terra , E non avranno nome alcuno sopra le piazze . Saranno spinti dalla luce nelle tenebre , E saranno cacciati fuor del mondo . Non avranno figliuoli , nè nipoti fra il lor popolo , Nè alcuno che sopravviva loro nelle loro abitazioni . La posterità stupirà del lor giorno , Come gli antenati ne avranno avuto orrore . Certo tali saranno gli abitacoli de’ perversi , E tal sarà il luogo di coloro che non conoscono Iddio . E GIOBBE rispose , e disse : Infino a quando addoglierete voi l’ anima mia , E mi triterete con parole ? Già dieci volte voi mi avete fatta onta ; Non vi vergognate voi di procedere così stranamente meco ? Ma pure , sia così certamente che io abbia fallito , Il mio fallo dimorerà meco . Se pur volete innalzarvi sopra a me , E volete rimproverarmi il mio vituperio , Sappiate ora che Iddio mi ha sovvertito , E ch’ egli mi ha intorniato della sua rete . Ecco , io grido violenza , e non sono esaudito ; Io sclamo , e non mi si fa ragione . Egli ha abbarrata la mia via sì che io non posso passare ; Ed ha poste le tenebre sopra i miei sentieri . Egli mi ha spogliato della mia gloria , E mi ha tolta la corona del mio capo . Egli mi ha disfatto d’ ogn’ intorno , sì che io me ne vo via ; Ed ha fatta dileguar la mia speranza , come quella di un albero ; Ed ha accesa la sua ira contro a me , E mi ha reputato per uno de’ suoi nemici . Le sue schiere son venute tutte insieme , E si hanno spianata la via contro a me , E si sono accampate intorno al mio tabernacolo . Egli ha allontanati d’ appresso a me i miei fratelli ; I miei conoscenti si son del tutto alienati da me . I miei prossimi se ne son rimasti , Ed i miei conoscenti mi hanno dimenticato . I miei famigliari , e le mie serventi , mi tengono per istraniero ; Io paio loro un forestiere . Io chiamo il mio servitore , ed egli non risponde , Quantunque io lo preghi di mia bocca . Il mio fiato è divenuto stranio alla mia moglie , Benchè io la supplichi per li figliuoli del mio ventre . Fino a’ piccoli fanciulli mi disdegnano ; Se io mi levo , sparlano di me . Tutti i miei consiglieri segreti mi abbominano ; E quelli che io amava si son rivolti contro a me . Le mie ossa sono attaccate alla mia pelle ed alla mia carne ; E non mi è rimasto altro di salvo che la pelle d’ intorno a’ miei denti . Abbiate pietà di me , abbiate pietà di me , o voi amici miei ; Perciocchè la mano del Signore mi ha toccato . Perchè mi perseguitate voi come Iddio , E non vi saziate della mia carne ? Oh ! fosser pur ora scritti i miei ragionamenti ! Oh ! fosser pure stampati in un libro ! Oh ! fossero in sempiterno intagliati con uno scarpello di ferro E con del piombo , sopra un sasso ! Ora , quant’ è a me , io so che il mio Redentore vive , E che nell’ ultimo giorno egli si leverà sopra la polvere ; E quantunque , dopo la mia pelle , questo corpo sia roso , Pur vedrò con la carne mia Iddio ; Il quale io vedrò , gli occhi miei lo vedranno , e non un altro ; Le mie reni si consumano in me . Anzi dovreste dire : Perchè lo perseguitiamo noi ? Poichè la radice della parola si ritrova in me . Temiate della spada ; Perciocchè il supplicio dell’ iniquità è la spada ; Acciocchè sappiate che vi è un giudicio . E SOFAR Naamatita rispose , e disse : Perciò i miei pensamenti m’ incitano a rispondere , E perciò questa mia fretta è in me . Io ho udita la mia vituperosa riprensione ; Ma lo spirito mio mi spinge a rispondere del mio intendimento . Non sai tu questo , che è stato d’ ogni tempo , Da che l’ uomo fu posto sopra la terra ; Che il trionfo degli empi è di breve durata , E che la letizia dell’ ipocrita è sol per un momento ? Avvegnachè la sua altezza salisse fino al cielo , E il suo capo giungesse infino alle nuvole ; Pur perirà egli in perpetuo , come lo sterco suo ; Quelli che l’ avranno veduto , diranno : Ove è egli ? Egli se ne volerà via come un sogno , e non sarà più ritrovato , E si dileguerà come una visione notturna . L’ occhio che l’ avrà veduto nol vedrà più , E il suo luogo nol mirerà più . I suoi figliuoli procacceranno il favor de’ poveri , E le sue mani restituiranno quel ch’ egli avrà rapito per violenza . Le sue ossa saranno ripiene degli eccessi della sua gioventù , I quali giaceranno con lui in su la polvere . Se il male gli è stato dolce nella bocca , Se egli l’ ha nascosto sotto la sua lingua ; Se l’ ha riserbato , e non l’ ha gittato fuori ; Anzi l’ ha ritenuto in mezzo del suo palato ; Il suo cibo gli si cangerà nelle sue viscere , E diverrà veleno d’ aspido nelle sue interiora . Egli avrà trangugiate le ricchezze , ma egli le vomiterà ; Iddio gliele caccerà fuor del ventre . Egli avrà succiato il veleno dell’ aspido , La lingua della vipera l’ ucciderà . Egli non vedrà i ruscelli , I fiumi , i torrenti del miele e del burro . Egli renderà ciò che con fatica avrà acquistato , e non l’ inghiottirà ; Pari alla potenza sua sarà il suo mutamento , e non ne goderà . Perciocchè egli ha oppressato altrui , egli lascerà dietro a sè de’ bisognosi ; Perciocchè egli ha rapita la casa altrui , egli non edificherà la sua . Perciocchè egli non ha mai sentito riposo nel suo ventre , Non potrà salvar nulla delle sue più care cose . Nulla gli rimarrà da mangiare , E però egli non avrà più speranza ne’ suoi beni . Quando egli sarà ripieno a sufficienza , allora sarà distretto ; Tutte le mani de’ miseri gli verranno contra . Quando egli sarà per empiersi il ventre , Iddio gli manderà addosso l’ ardore della sua ira , E la farà piovere sopra lui , e sopra il suo cibo . Quando egli fuggirà dalle armi di ferro , Un arco di rame lo trafiggerà . Come prima la saetta sarà tratta fuori , La punta gli passerà per mezzo il fiele , Dopo esser uscita del suo turcasso ; Spaventi gli saranno addosso . Tutte le tenebre saran nascoste ne’ suoi nascondimenti ; Un fuoco non soffiato lo divorerà ; Chi sopravviverà nel suo tabernacolo , capiterà male . I cieli scopriranno la sua iniquità , E la terra si leverà contro a lui . La rendita della sua casa sarà trasportata ad altri ; Ogni cosa sua scorrerà via , nel giorno dell’ ira di esso , Questa è la parte assegnata da Dio all’ uomo empio , E l’ eredità ch’ egli riceve da Dio per le sue parole . E GIOBBE rispose , e disse : Date udienza al mio ragionamento , E ciò mi sarà in vece delle vostre consolazioni . Comportatemi che io parli ; E poichè avrò parlato , beffatevi pure . Quant’ è a me , il mio lamento si addirizza egli ad un uomo ? E perchè non sarebbe distretto lo spirito mio ? Riguardate a me , e stupite , E mettetevi la mano in su la bocca . Io stesso , quando me ne ricordo , sono tutto attonito , E la carne mia ne prende orrore . Perchè vivono gli empi ? Perchè invecchiano , ed anche son forti e vigorosi ? La lor progenie è stabilita nel lor cospetto , insieme con loro ; E i lor discendenti son davanti agli occhi loro . Le case loro non sono se non pace , senza spavento ; E la verga di Dio non è sopra loro . I lor tori ammontano , e non fallano ; Le lor vacche figliano , e non isperdono . Essi mandano fuori i lor fanciulletti come pecore ; E i lor figliuoli van saltellando . Essi alzano la voce col tamburo e con la cetera ; E si rallegrano al suon dell’ organo . Logorano la loro età in piacere , E poi in un momento scendono nel sepolcro . Quantunque abbiano detto a Dio : Dipartiti da noi ; Perciocchè noi non prendiam piacere nella conoscenza delle tue vie . Che è l’ Onnipotente , che noi gli serviamo ? E che profitto faremo se lo preghiamo ? Ecco , il ben loro non è egli nelle lor mani ? Sia il consiglio degli empi lungi da me . Quante volte avviene egli che la lampana degli empi sia spenta , E che la lor ruina venga loro addosso , E che Iddio dia loro tormenti nella sua ira per lor parte ? E che sieno come paglia al vento , E come pula che il turbo invola ? E che Iddio riserbi a’ lor figliuoli la violenza da loro usata ; O che egli la renda a loro stessi , e ch’ essi lo sentano ? E che gli occhi loro veggano la lor ruina , E ch’ essi bevano dell’ ira dell’ Onnipotente ? Perciocchè del rimanente , quale affezione avranno essi alle lor case , Da che il numero de’ lor mesi sarà stato troncato ? Potrebbesi insegnar scienza a Dio ? Conciossiachè egli sia quel che giudica gli eccelsi . Colui muore nel colmo della felicità , In compiuta pace e tranquillità . Le sue secchie son piene di latte , E le sue ossa sono abbeverate di midolla . E costui muore , essendo in amaritudine d’ animo , E non avendo giammai mangiato con diletto . Amendue giacciono nella polvere , E i vermini li coprono . Ecco , io conosco i vostri pensamenti , E i malvagi discorsi che voi fate contro a me a torto . Perciocchè voi direte : Ove è la casa del magnifico ? Ed ove sono i padiglioni ove abitavano gli empi ? Non vi siete voi giammai informati da coloro che fanno viaggi ? Voi non disdirete già i segnali ch’ essi ne dànno ; Che il malvagio è riparato al giorno della ruina , Quando le ire sono sparse . Chi gli rappresenterà la sua via in faccia ? E chi gli farà la retribuzione di ciò ch’ egli ha fatto ? Poi appresso egli è portato ne’ sepolcri , E non attende più ad altro che all’ avello . I cespi della valle gli son dolci ; Ed egli si tira dietro tutti gli uomini , Siccome davanti a lui ne son iti innumerabili . Come dunque mi consolate voi vanamente ? Conciossiachè nelle vostre repliche vi sia sempre della prevaricazione . ED Elifaz Temanita rispose e disse : L’ uomo può egli fare alcun profitto a Dio ? Anzi a sè stesso fa profitto l’ uomo intendente . L’ Onnipotente riceve egli alcun diletto , se tu sei giusto ? O alcun guadagno , se tu cammini in integrità ? Ti castiga egli per paura che abbia di te ? O viene egli teco a giudicio ? La tua malvagità non è essa grande ? E le tue iniquità non son esse senza fine ? Conciossiachè tu abbi preso pegno da’ tuoi fratelli senza cagione , Ed abbi spogliati gl’ ignudi de’ lor vestimenti . Tu non hai pur dato a bere dell’ acqua allo stanco , Ed hai rifiutato il pane all’ affamato . Ma la terra è stata per l’ uomo possente , E l’ uomo di rispetto è abitato in essa . Tu hai rimandate le vedove a vuoto , E le braccia degli orfani son da te state fiaccate . Perciò tu hai de’ lacci d’ intorno , Ed uno spavento di subito ti ha conturbato . Tu hai eziandio delle tenebre d’ intorno , sì che tu non puoi vedere ; Ed una piena d’ acque ti ha coperto . Iddio non è egli nell’ alto de’ cieli ? Riguarda il sommo delle stelle , come sono eccelse . E pur tu hai detto : Che cosa conosce Iddio ? Giudicherà egli per mezzo la caligine ? Le nuvole gli sono un nascondimento , ed egli non vede nulla , E passeggia per lo giro del cielo . Hai tu posto mente al cammino Che gli uomini iniqui hanno tenuto d’ ogni tempo ? I quali sono stati ricisi fuor di tempo , E il cui fondamento è scorso come un fiume ; I quali dicevano a Dio : Dipartiti da noi . E che avea loro fatto l’ Onnipotente ? Egli avea loro ripiene le case di beni ; Per ciò , sia lungi da me il consiglio degli empi . I giusti vedranno queste cose , e se ne rallegreranno ; E l’ innocente si befferà di coloro . Se la nostra sostanza non è stata distrutta , Pure ha il fuoco consumato il lor rimanente . Deh ! fa’ conoscenza con Dio , e rappacificati con lui ; Per questo mezzo ti avverrà il bene . Deh ! ricevi la legge dalla sua bocca , E riponi le sue parole nel cuor tuo . Se tu ti converti all’ Onnipotente , tu sarai ristabilito , Se tu allontani dal tuo tabernacolo l’ iniquità ; E metterai l’ oro in su la polvere , E l’ oro di Ofir in su le selci de’ fiumi . E l’ Onnipotente sarà il tuo oro , E il tuo argento , e le tue forze . Perciocchè allora tu prenderai diletto nell’ Onnipotente , Ed alzerai la tua faccia a Dio . Tu gli supplicherai , ed egli ti esaudirà , E tu gli pagherai i tuoi voti . Quando avrai determinato di fare alcuna cosa , Ella ti riuscirà sicuramente , E la luce risplenderà sopra le tue vie . Quando quelle saranno abbassate , allora dirai : Esaltazione ; E Iddio salverà l’ uomo con gli occhi chini . Egli lo libererà , quantunque non sia innocente ; Anzi sarà liberato per la purità delle tue mani . E GIOBBE rispose , e disse : Ancor oggi il mio lamento è ribellione ; Benchè la mia piaga sia aggravata sopra i miei sospiri . Oh ! sapessi io pure ove trovare Iddio ! Io andrei infino al suo trono ; Io sporrei per ordine la mia ragione nel suo cospetto , Ed empierei la mia bocca di argomenti ; Io saprei le parole ch’ egli mi risponderebbe , E intenderei ciò ch’ egli mi direbbe . Contenderebbe egli meco con grandezza di forza ? No ; anzi egli avrebbe riguardo a me . Ivi l’ uomo diritto verrebbe a ragione con lui , Ed io sarei in perpetuo liberato dal mio giudice . Ecco , se io vo innanzi , egli non vi è ; Se indietro , io non lo scorgo ; Se a man sinistra , quando egli opera , io nol veggo ; Se a man destra , egli si nasconde , ed io non posso vederlo . Quando egli avrà conosciuta la mia via , E mi avrà esaminato , io uscirò fuori come oro . Il mio piè si è attenuto alle sue pedate ; Io ho guardata la sua via , e non me ne son rivolto . Ed anche non ho rimosso d’ innanzi a me il comandamento delle sue labbra ; Io ho riposte appo me le parole della sua bocca , Più caramente che la mia provvisione ordinaria . Ma , se egli è in un proponimento , chi ne lo storrà ? Se l’ anima sua desidera di fare una cosa , egli la farà . Egli certo compierà ciò ch’ egli ha statuito di me ; E molte tali cose sono appo lui . Perciò io sono smarrito per cagion di lui ; Se io ci penso , io ho spavento di lui . Certo Iddio mi ha fatto struggere il cuore , E l’ Onnipotente mi ha conturbato . Perchè non sono io stato troncato , per non veder le tenebre ? E perchè ha egli nascosta l’ oscurità d’ innanzi a me ? Perchè non dirassi che i tempi sono occultati dall’ Onnipotente , E che quelli che lo conoscono , non veggono i suoi giorni ? Gli empi muovono i termini , Rapiscono le gregge , e le pasturano ; Menano via l’ asino degli orfani ; Prendono in pegno il bue della vedova ; Fanno torcere i bisognosi dalla via , I poveri della terra si nascondono tutti . Ecco , son simili ad asini salvatici nel deserto : Escono al lor mestiere , si levano la mattina per andare alla preda ; La campagna è il lor pane , per li lor fantini . Mietono il campo , E vendemmiano la vigna che non è loro . Fanno passar la notte agl’ ignudi senza vestimenti , Sì che non hanno con che coprirsi al freddo . Sono bagnati dalle acque che traboccano da’ monti ; E per mancamento di ricetto , abbracciano i sassi . Rapiscono l’ orfano dalla poppa , E prendono pegno dal povero . Fanno andar gl’ ignudi senza vestimenti ; E quelli che portano loro le manelle delle biade soffrono fame . Quelli che spremono loro l’ olio intra i lor muri , E quelli che calcano ne’ torcoli soffrono sete . Gli uomini gemono dalla città E l’ anima de’ feriti a morte sclama ; E pure Iddio non appone loro alcun fallo . Essi son di quelli che son ribelli alla luce , Non conoscono le sue vie , E non si fermano ne’ suoi sentieri . Il micidiale si leva allo schiarir del dì Uccide il povero , e il bisognoso ; E poi la notte opera da ladro . Parimente l’ occhio dell’ adultero osserva la sera , Dicendo : L’ occhio di alcuno non mi scorgerà ; E si nasconde la faccia . Di notte sconficcano le case , Che si aveano segnate di giorno ; Non conoscono la luce , Perciocchè la mattina è ad essi tutti ombra di morte ; Se alcuno li riconosce , hanno spaventi dell’ ombra della morte . Fuggono leggermente , come in su le acque ; La lor parte è maledetta nella terra , Non riguardano alla via delle vigne . La secchezza e il caldo involano le acque della neve ; Così il sepolcro invola quelli che hanno peccato . La matrice li dimentica , I vermini son loro dolci , Non son più ricordati ; Anzi i perversi son rotti come un legno . E benchè tormentino la sterile che non partorisce , E non facciano alcun bene alla vedova ; E traggano giù i possenti con la lor forza ; E , quando si levano , altri non si assicuri della vita ; Pur nondimeno Iddio dà loro a che potersi sicuramente appoggiare , E gli occhi suoi sono sopra le lor vie . Per un poco di tempo sono innalzati , poi non son più ; Sono abbattuti , e trapassano come tutti gli altri , E son ricisi come la sommità d’ una spiga . Se ora egli non è così , chi mi dimentirà , E metterà al niente il mio ragionamento ? E BILDAD Suhita rispose , e disse : La signoria , e lo spavento , è con lui ; Egli fa in pace ciò che gli piace ne’ suoi cieli altissimi . Le sue schiere si posson esse annoverare ? E sopra cui non si leva la sua luce ? Ma come sarà giusto l’ uomo appo Iddio ? E come sarà puro colui ch’ è nato di donna ? Ecco , fino alla luna non sarà pura , e non risplenderà ; E le stelle non saranno pure nel suo cospetto . Quanto meno l’ uomo , che è un verme , E il figliuol dell’ uomo , che è un vermicello ? E GIOBBE rispose , e disse : O quanto hai tu bene aiutato il debole , Ed hai salvato il braccio fiacco ! O quanto hai tu ben consigliato colui che è privo di sapienza , E gli hai largamente dimostrata la ragione ! A cui hai tu tenuti questi ragionamenti ? E lo spirito di cui è uscito di te ? I giganti sono stati formati da Dio , E gli animali che stanno nelle acque sono stati formati sotto esse . L’ inferno è ignudo davanti a lui , E non vi è copritura alcuna al luogo della perdizione . Egli distende l’ Aquilone in sul vuoto , Egli tiene sospesa la terra in su niente . Egli serra le acque nelle sue nuvole , E non però si schiantano le nubi sotto esse . Egli tavola la superficie del suo trono , Egli spande la sua nuvola sopra esso . Egli ha con la sesta posto un certo termine intorno alle acque , Il qual durerà infino alla fine della luce e delle tenebre . Le colonne de’ cieli sono scrollate , Ed attonite , quando egli le sgrida . Egli ha fesso il mare con la sua forza , E col suo senno ha trafitto Rahab . Egli ha col suo Spirito adorni i cieli ; La sua mano ha formato il serpente guizzante . Ecco , queste cose son solo alcune particelle delle sue vie ; E quanto poco è quel che noi ne abbiamo udito ? E chi potrà intendere il tuono delle sue potenze ? E GIOBBE riprese il suo ragionamento , e disse : Come Iddio che mi ha tolta la mia ragione , E l’ Onnipotente che ha data amaritudine all’ anima mia , vive ; Mentre il mio fiato sarà in me , E l’ alito di Dio sarà nelle mie nari , Le mie labbra giammai non parleranno perversamente , E la mia lingua giammai non ragionerà frodolentemente . Tolga , Iddio che giammai , finchè io muoia , consenta che voi abbiate ragione ; Io non mi lascerò toglier la mia integrità . Io ho presa in mano la difesa della mia giustizia , io non la lascerò ; Il cuor mio non mi farà vergogna giammai in tempo di vita mia . Il mio nemico sia come l’ empio , E chi si leva contro a me come il perverso . Perciocchè qual sarà la speranza dell’ ipocrita , Quando , dopo ch’ egli avrà ben guadagnato , Iddio gli strapperà fuori l’ anima ? Iddio ascolterà egli il suo grido , Quando tribolazione gli sarà sopraggiunta ? Prenderà egli il suo diletto nell’ Onnipotente ? Invocherà egli Iddio in ogni tempo ? Io vi ammaestrerò intorno alla mano di Dio ; Io non vi celerò le cose che sono appo l’ Onnipotente . Ecco , voi tutti avete vedute queste cose ; E perchè v’ invanite così in vanità ? Questa è la porzione dell’ uomo empio , appo Iddio ; E l’ eredità che i violenti ricevono dall’ Onnipotente . Se i suoi figliuoli moltiplicano , ciò è per la spada ; E i suoi discendenti non saranno satollati di pane . Quelli che gli saranno sopravvivuti saranno sepolti nella morte stessa , E le sue vedove non ne piangeranno . Avvegnachè avesse accumulato dell’ argento come della polvere , E messi insieme de’ vestimenti come del fango ; Egli li avrà messi insieme , ma il giusto se ne vestirà , E l’ innocente spartirà l’ argento . Egli avrà edificato , ma la sua casa sarà come la tignuola , E come la capanna che fa il guardiano de’ frutti . Avvegnachè sia stato ricco , giacerà , e non sarà raccolto ; Aprirà gli occhi , ma non vi sarà nulla . Spaventi lo coglieranno come acque , Il turbo l’ involerà di notte . Il vento orientale lo porterà via , ed egli se ne andrà ; E , tempestando , lo caccerà dal luogo suo . Iddio adunque gli traboccherà addosso queste cose , e non lo risparmierà ; Egli fuggirà senza restare , essendo perseguito dalla mano di esso . Altri si batterà a palme sopra lui , E ciascuno zuffolerà contro a lui dal suo luogo . Certo l’ argento ha la sua miniera , E l’ oro un luogo dove è fuso . Il ferro si trae dalla polvere , E la pietra liquefatta rende del rame . L’ uomo ha posto un termine alle tenebre , E investiga ogni cosa infino al fine ; Le pietre che son nell’ oscurità e nell’ ombra della morte ; Ove i torrenti che il piè avea dimenticati scoppiano fuori , E impediscono che niuno vi stia appresso ; Poi scemano , e se ne vanno per opera degli uomini . La terra , che produce il pane , Disotto è rivolta sottosopra , e pare tutta fuoco . Le pietre di essa sono il luogo degli zaffiri , E vi è della polvere d’ oro . Niuno uccello rapace ne sa il sentiero , E l’ occhio dell’ avvoltoio non riguardò mai là . I leoncini della leonessa non calcarono giammai que’ luoghi , Il leone non vi passò giammai . L’ uomo mette la mano a’ macigni ; Egli rivolta sottosopra i monti fin dalla radice . Egli fa de’ condotti a’ rivi per mezzo le rupi ; E l’ occhio suo vede ogni cosa preziosa . Egli tura i fiumi che non gocciolino , E trae fuori in luce le cose nascoste . Ma la sapienza , onde si trarrà ella ? E dov’ è il luogo dell’ intelligenza ? L’ uomo non conosce il prezzo di essa ; Ella non si trova nella terra de’ viventi . L’ abisso dice : Ella non è in me ; E il mare dice : Ella non è appresso di me . Ei non si può dare oro per essa , Nè può pesarsi argento per lo prezzo suo . Ella non può essere apprezzata ad oro di Ofir , Nè ad onice prezioso , nè a zaffiro . Nè l’ oro , nè il diamante , non posson pareggiarla di prezzo ; Ed alcun vasellamento d’ oro fino non può darsi in iscambio di essa . Appo lei non si fa menzione di coralli , nè di perle ; La valuta della sapienza è maggiore che quella delle gemme . Il topazio di Etiopia non la può pareggiar di prezzo ; Ella non può essere apprezzata ad oro puro . Onde viene adunque la sapienza ? E dove è il luogo dell’ intelligenza ? Conciossiachè ella sia nascosta agli occhi d’ ogni vivente , Ed occulta agli uccelli del cielo . Il luogo della perdizione e la morte dicono : Noi abbiamo con gli orecchi solo udita la fama di essa . Iddio solo intende la via di essa , E conosce il suo luogo . Perciocchè egli riguarda fino all’ estremità della terra , Egli vede sotto tutti i cieli . Quando egli dava il peso al vento , E pesava le acque a certa misura ; Quando egli poneva il suo ordine alla pioggia , E la via a’ lampi de’ tuoni ; Allora egli la vedeva , e la contava ; Egli l’ ordinava , ed anche l’ investigava . Ma egli ha detto all’ uomo : Ecco , il timor del Signore è la sapienza ; E il ritrarsi dal male è l’ intelligenza . E GIOBBE riprese il suo ragionamento , e disse : Oh ! fossi io pure come a’ mesi di prima , Come al tempo che Iddio mi guardava ! Quando egli faceva rilucere la sua lampana sopra il mio capo , E quando io camminava al suo lume , per mezzo le tenebre ; Come io era al tempo della mia giovanezza , Mentre il consiglio di Dio governava il mio tabernacolo ; Mentre l’ Onnipotente era ancora meco , E i miei famigli mi erano d’ intorno ; Mentre io lavava i miei passi nel burro , E le rocce versavano presso di me de’ ruscelli d’ olio . Quando io andava fuori alla porta per la città , O mi faceva porre il mio seggio in su la piazza , I fanciulli , veggendomi , si nascondevano ; E i vecchi si levavano , e stavano in piè ; I principali si rattenevano di parlare , E si mettevano la mano in su la bocca ; La voce de’ rettori era celata , E la lor lingua era attaccata al lor palato ; L’ orecchio che mi udiva mi celebrava beato ; L’ occhio che mi vedeva mi rendeva testimonianza ; Perciocchè io liberava il povero che gridava , E l’ orfano che non avea chi l’ aiutasse . La benedizione di chi periva veniva sopra me ; Ed io faceva cantare il cuor della vedova . Io mi vestiva di giustizia , ed ella altresì mi rivestiva ; La mia dirittura mi era come un ammanto , e come una benda . Io era occhi al cieco , E piedi allo zoppo . Io era padre a’ bisognosi , E investigava la causa che mi era sconosciuta . E rompeva i mascellari al perverso , E gli faceva gittar la preda d’ infra i denti . Onde io diceva : Io morrò nel mio nido , E moltiplicherò i miei giorni come la rena . La mia radice era aperta alle acque , E la rugiada era tutta la notte in su i miei rami . La mia gloria si rinnovava in me , E il mio arco si rinforzava in mano mia . Altri mi ascoltava , ed aspettava che io avessi parlato ; E taceva al mio consiglio . Dopo che io avea parlato , niuno replicava ; E i miei ragionamenti stillavano sopra loro . Essi mi aspettavano come la pioggia , Ed aprivano la bocca , come dietro alla pioggia della stagione della ricolta . Se io rideva verso loro , essi nol credevano , E non facevano scader la chiarezza della mia faccia . Se mi piaceva d’ andar con loro , io sedeva in capo , Ed abitava con loro come un re fra le sue schiere , E come una persona che consola quelli che fanno cordoglio . Ma ora , quelli che son minori d’ età di me si ridono di me , I cui padri io non avrei degnato mettere Co’ cani della mia greggia . Ed anche , che mi avrebbe giovato la forza delle lor mani ? La vecchiezza era perduta per loro . Di bisogno e di fame , Vivevano in disparte , e solitari ; Fuggivano in luoghi aridi , tenebrosi , desolati , e deserti . Coglievano la malva presso agli arboscelli , E le radici de’ ginepri , per iscaldarsi . Erano scacciati d’ infra la gente ; Ei si gridava dietro a loro , come dietro ad un ladro . Dimoravano ne’ dirupi delle valli , Nelle grotte della terra e delle rocce . Ruggivano fra gli arboscelli ; Si adunavano sotto a’ cardi . Erano gente da nulla , senza nome , Scacciata dal paese . Ed ora io son la lor canzone , E il soggetto de’ lor ragionamenti . Essi mi abbominano , si allontanano da me , E non si rattengono di sputarmi nel viso . Perciocchè Iddio ha sciolto il mio legame , e mi ha afflitto ; Laonde essi hanno scosso il freno , per non riverir più la mia faccia . I giovanetti si levano contro a me dalla man destra , mi spingono i piedi , E si appianano le vie contro a me , per traboccarmi in ruina ; Hanno tagliato il mio cammino , si avanzano alla mia perdizione , Niuno li aiuta ; Sono entrati come per una larga rottura , Si sono rotolati sotto le ruine . Spaventi si son volti contro a me , Perseguitano l’ anima mia come il vento ; E la mia salvezza è passata via come una nuvola . Ed ora l’ anima mia si versa sopra me , I giorni dell’ afflizione mi hanno aggiunto . Di notte egli mi trafigge l’ ossa addosso ; E le mie arterie non hanno alcuna posa . La mia vesta è tutta cangiata , per la quantità della marcia delle piaghe , E mi stringe come la scollatura del mio saio . Egli mi ha gittato nel fango , E paio polvere e cenere . Io grido a te , e tu non mi rispondi ; Io mi presento davanti a te , e tu non poni mente a me . Tu ti sei mutato in crudele inverso me ; Tu mi contrasti con la forza delle tue mani . Tu mi hai levato ad alto ; tu mi fai cavalcar sopra il vento , E fai struggere in me ogni virtù . Io so certamente che tu mi ridurrai alla morte , Ed alla casa assegnata ad ogni vivente . Pur non istenderà egli la mano nell’ avello ; Quelli che vi son dentro gridano essi , quando egli distrugge ? Non piangeva io per cagion di colui che menava dura vita ? L’ anima mia non si addolorava ella per i bisognosi ? Perchè , avendo io sperato il bene , il mal sia venuto ? Ed avendo aspettata la luce , sia giunta la caligine ? Le mie interiora bollono , e non hanno alcuna posa ; I giorni dell’ afflizione mi hanno incontrato . Io vo bruno attorno , non già del sole ; Io mi levo in pien popolo , e grido . Io son diventato fratello degli sciacalli , E compagno delle ulule . La mia pelle mi si è imbrunita addosso , E le mie ossa son calcinate d’ arsura . E la mia cetera si è mutata in duolo , E il mio organo in voce di pianto . Io avea fatto patto con gli occhi miei ; Come dunque avrei io mirata la vergine ? E pur quale è la parte che Iddio mi ha mandata da alto ? E quale è l’ eredità che l’ Onnipotente mi ha data da’ luoghi sovrani ? La ruina non è ella per lo perverso , E gli accidenti strani per gli operatori d’ iniquità ? Non vede egli le mie vie ? E non conta egli tutti i miei passi ? Se io son proceduto con falsità , E se il mio piè si è affrettato alla fraude , Pesimi pure Iddio con bilance giuste , E conoscerà la mia integrità . Se i miei passi si sono stornati dalla diritta via , E se il mio cuore è ito dietro agli occhi miei , E se alcuna macchia mi è rimasta attaccata alla mano ; Semini pure io , e un altro se lo mangi ; E sieno diradicati i miei rampolli . Se il mio cuore è stato allettato dietro ad alcuna donna , E se io sono stato all’ agguato all’ uscio del mio prossimo ; Macini pur la mia moglie ad un altro , E chininsi altri addosso a lei . Perciocchè quello è una scelleratezza , Ed una iniquità da giudici . Conciossiachè quello sarebbe stato un fuoco Che mi avrebbe consumato fino a perdizione , E avrebbe diradicata tutta la mia rendita . Se io ho disdegnato di comparire in giudicio col mio servitore , E con la mia servente , Quando hanno litigato meco ; E che farei io , quando Iddio si leverà ? E quando egli ne farà inchiesta , che gli risponderei ? Colui che mi ha fatto nel seno non ha egli fatto ancora lui ? Non è egli un medesimo che ci ha formati nella matrice ? Se io ho rifiutato a’ poveri ciò che desideravano , Ed ho fatti venir meno gli occhi della vedova ; E se ho mangiato tutto solo il mio boccone , E se l’ orfano non ne ha eziandio mangiato ; Conciossiachè dalla mia fanciullezza esso sia stato allevato meco , Come appresso un padre ; Ed io abbia dal ventre di mia madre avuta cura della vedova ; Se ho veduto che alcuno perisse per mancamento di vestimento , E che il bisognoso non avesse nulla da coprirsi ; Se le sue reni non mi hanno benedetto , E se egli non si è riscaldato con la lana delle mie pecore ; Se io ho levata la mano contro all’ orfano , Perchè io vedeva chi mi avrebbe aiutato nella porta ; Caggiami la paletta della spalla , E sia il mio braccio rotto , e divelto dalla sua canna . Perciocchè io avea spavento della ruina mandata da Dio , E che io non potrei durar per la sua altezza . Se ho posto l’ oro per mia speranza ; E se ho detto all’ oro fino : Tu sei la mia confidanza ; Se mi son rallegrato perchè le mie facoltà fosser grandi , E perchè la mia mano avesse acquistato assai ; Se ho riguardato il sole , quando risplendeva ; E la luna facendo il suo corso , chiara e lucente ; E se il mio cuore è stato di nascosto sedotto , E la mia bocca ha baciata la mia mano ; Questa ancora è una iniquità da giudici ; Conciossiachè io avrei rinnegato l’ Iddio disopra . Se mi son rallegrato della calamità del mio nemico , Se mi son commosso di allegrezza , quando male gli era sopraggiunto , Io che non pure ho recato il mio palato a peccare , Per chieder la sua morte con maledizione ; Se la gente del mio tabernacolo non ha detto : Chi ci darà della sua carne ? Noi non ce ne potremmo giammai satollare … . Il forestiere non è restato la notte in su la strada ; Io ho aperto il mio uscio al viandante . Se io ho coperto il mio misfatto , come fanno gli uomini , Per nasconder la mia iniquità nel mio seno … Quantunque io potessi spaventare una gran moltitudine , Pure i più vili della gente mi facevano paura , Ed io mi taceva , e non usciva fuor della porta . Oh ! avessi io pure chi mi ascoltasse ! Ecco , il mio desiderio è Che l’ Onnipotente mi risponda , O che colui che litiga meco mi faccia una scritta ; Se io non la porto in su la spalla , E non me la lego attorno a guisa di bende . Io gli renderei conto di tutti i miei passi , Io mi accosterei a lui come un capitano . Se la mia terra grida contro a me , E se parimente i suoi solchi piangono ; Se ho mangiati i suoi frutti senza pagamento , E se ho fatto sospirar l’ anima de’ suoi padroni ; In luogo del grano nascami il tribolo , E il loglio in luogo dell’ orzo . Qui finiscono i ragionamenti di Giobbe . ORA essendo que’ tre uomini restati di rispondere a Giobbe , perchè gli pareva di esser giusto ; Elihu , figliuolo di Baracheel , Buzita , della nazione di Ram , si accese nell’ ira contro a Giobbe , perchè giustificava sè stesso anzi che Iddio ; e contro a’ tre amici di esso , perciocchè non aveano trovata alcuna replica , e pure aveano condannato Giobbe . Ora Elihu avea aspettato che Giobbe avesse parlato ; perciocchè egli ed i suoi amici erano più attempati di lui . Ma , veggendo che non vi era replica alcuna nella bocca di que’ tre uomini , egli si accese nell’ ira . Ed Elihu , figliuolo di Baracheel , Buzita , parlò , e disse : Io son giovane , e voi siete molto attempati ; Perciò io ho avuta paura , ed ho temuto Di dichiararvi il mio parere . Io diceva : L’ età parlerà , E la moltitudine degli anni farà conoscere la sapienza . Certo lo spirito è negli uomini , Ma l’ inspirazione dell’ Onnipotente li fa intendere . I maggiori non son sempre savi ; E i vecchi non intendono sempre la dirittura . Perciò io ho detto : Ascoltatemi ; Ed io ancora dichiarerò il mio parere . Ecco , io ho aspettate le vostre parole , Io ho pòrto l’ orecchio alle vostre considerazioni , Finchè voi aveste ricercati de’ ragionamenti . Ma avendo posto mente a voi , Ecco , non vi è alcun di voi che convinca Giobbe , Che risponda a’ suoi ragionamenti ; Che talora non diciate : Noi abbiamo trovata la sapienza ; Scaccilo ora Iddio , e non un uomo . Or egli non ha ordinati i suoi ragionamenti contro a me ; Io altresì non gli risponderò secondo le vostre parole . Essi si sono sgomentati , non hanno più risposto ; Le parole sono state loro tolte di bocca . Io dunque ho aspettato ; ma perciocchè non parlano più , Perchè restano e non rispondono più ; Io ancora risponderò per la parte mia ; Io ancora dichiarerò il mio parere ; Perciocchè io son pieno di parole , Lo spirito del mio ventre mi stringe . Ecco , il mio ventre è come un vino che non ha spiraglio , E schianterebbesi come barili nuovi . Io parlerò adunque , ed avrò alcuna respirazione ; Io aprirò le mie labbra , e risponderò . Già non mi avvenga di aver riguardo alla qualità della persona di alcuno ; Io non m’ infingerò parlando ad un uomo . Perciocchè io non so infingermi ; Altrimenti , colui che mi ha fatto di subito mi torrebbe via . Ora dunque , Giobbe , ascolta , ti prego , i miei ragionamenti , E porgi gli orecchi a tutte le mie parole . Ecco , ora io ho aperta la mia bocca , La mia lingua parla nel mio palato . Le mie parole saranno secondo la dirittura del mio cuore ; E le mie labbra proferiranno scienza pura . Lo Spirito di Dio mi ha fatto , E l’ alito dell’ Onnipotente mi ha data la vita . Se tu puoi , rispondimi ; Mettiti in ordine contro a me , e presentati pure . Ecco , io sono a Dio , come tu ; Anch’ io sono stato tratto dal fango . Ecco , il mio spavento non ti sgomenterà , E la mia mano non ti sarà grave addosso . Tu hai pur detto , udendolo io , Ed io ho intesa la voce delle parole : Io son puro , senza misfatto ; Io son netto , e non vi è iniquità in me ; Ecco , egli trova delle occasioni contro a me ; Egli mi reputa per suo nemico ; Egli ha messi i miei piedi ne’ ceppi , Egli spia tutti i miei sentieri . Ecco , in questo tu non sei stato giusto ; io ti risponderò ; Perciocchè Iddio è vie maggiore che l’ uomo . Perchè hai tu conteso con lui , Perchè egli non dichiara tutte le sue ragioni ? Egli è ben vero , che talora Iddio parla una volta , E due , a chi non vi ha atteso . In sogno , in vision notturna , Quando il più profondo sonno cade in su gli uomini , Quando essi son tutti sonnacchiosi sopra i lor letti ; Allora egli apre loro l’ orecchio , E suggella il lor castigo ; Per istorre l’ uomo dalle opere sue , E per far che la superbia dell’ uomo non apparisca più ; Per iscampar l’ anima sua dalla fossa , E far che la sua vita non passi per la spada . Ma talora altresì l’ uomo è castigato con dolori sopra il suo letto , E tutte le sue ossa di grave malattia ; E la sua vita gli fa abbominare il cibo , E l’ anima sua la vivanda desiderabile ; La sua carne è consumata , talchè non apparisce più ; E le sue ossa , che prima non si vedevano , spuntano fuori ; E l’ anima sua si accosta alla fossa , E la vita sua a’ mali mortali . Ma se allora vi è appresso di lui alcun messo , un parlatore , Uno d’ infra mille , Per dichiarare all’ uomo il suo dovere ; Iddio gli farà grazia , e dirà : Riscuotilo , che non iscenda alla fossa ; Io ho trovato il riscatto . La sua carne diventerà morbida , più che non è in fanciullezza ; Egli ritornerà a’ dì della sua giovanezza . Egli supplicherà a Dio , ed egli gli sarà placato , E gli farà veder la sua faccia con giubilo , E renderà all’ uomo la sua giustizia . Ed esso poi si volgerà verso gli uomini , e dirà : Io avea peccato , ed avea pervertita la dirittura , E ciò non mi ha punto giovato . Così Iddio riscoterà l’ anima sua , che non passi nella fossa , E la vita sua vedrà la luce . Ecco , Iddio opera tutte queste cose Due e tre volte inverso l’ uomo ; Per ritrarre l’ anima sua dalla fossa , Acciocchè sia illuminata della luce de’ viventi . Attendi , o Giobbe , ascoltami ; Taci , ed io parlerò . Se tu hai alcuna cosa da dire , rispondimi ; Parla , perciocchè io desidero giustificarti . Se no , ascoltami tu ; Taci , ed io t’ insegnerò la sapienza . ED Elihu proseguì a parlare , e disse : Voi savi , udite i miei ragionamenti ; E voi intendenti , porgetemi l’ orecchio . Perciocchè l’ orecchio esamina i ragionamenti , Come il palato assapora ciò che si deve mangiare . Proponiamoci la dirittura , Giudichiamo fra noi che cosa sia bene . Conciossiachè Giobbe abbia detto : Io son giusto ; Iddio mi ha tolta la mia ragione . Mentirei io intorno alla mia ragione ? La saetta , con la quale son ferito , è dolorosissima , Senza che vi sia misfatto in me . Quale è l’ uomo simile a Giobbe , Che beve lo scherno come acqua ? E che cammina in compagnia con gli operatori d’ iniquità , E va con gli uomini empi ? Perciocchè egli ha detto : L’ uomo non fa niun profitto Di rendersi grato a Dio . Perciò , uomini di senno , ascoltatemi ; Tolga Iddio che vi sia empietà in Dio , O perversità nell’ Onnipotente . Perciocchè egli rende all’ uomo secondo l’ opera sua , E fa trovare a ciascuno secondo la sua via . Sì veramente Iddio non opera empiamente , E l’ Onnipotente non perverte la ragione . Chi gli ha commesso il governo della terra ? E chi gli ha imposta la cura del mondo tutto intiero ? Se egli ponesse mente all’ uomo , Egli ritrarrebbe a sè il suo alito , ed il suo soffio ; Ogni carne insieme trapasserebbe , E l’ uomo ritornerebbe nella polvere . Se pur tu hai del senno , ascolta questo ; Porgi l’ orecchio alla voce de’ miei ragionamenti . Di vero , colui che odia la dirittura signoreggerebbe egli ? E condannerai tu colui che è sommamente giusto ? Direbbesi egli ad un re : Scellerato ? E a’ principi : Empio ? Quanto meno a colui che non ha riguardo alla qualità de’ principi , Ed appo cui non è riconosciuto il possente , Per essere antiposto al povero , Perchè essi tutti sono opera delle sue mani ? Essi muoiono in un momento , E di mezza notte tutto un popolo è conquassato , e perisce ; E il potente è tolto via senza opera di mani . Perciocchè gli occhi suoi son sopra le vie dell’ uomo , Ed egli vede tutti i passi di esso . Non vi è oscurità , nè ombra di morte alcuna , Ove si possan nascondere gli operatori d’ iniquità . Perciocchè Iddio non ha più riguardo all’ uomo , Quando esso è per venire in giudicio davanti a lui . Egli fiacca i possenti incomprensibilmente , E ne costituisce altri in luogo loro . Perciò , conoscendo egli le opere loro , Nel girar d’ una notte son fiaccati , Egli li sbatte come empi , In luogo di molti spettatori ; Perciocchè si son rivolti indietro da lui , E non hanno considerate tutte le sue vie ; Facendo pervenire infino a lui il grido del povero , E facendogli udire lo strido degli afflitti . Se egli rimanda in pace , chi condannerà ? E se nasconde la sua faccia , chi lo riguarderà ? O sia una nazione intiera , o un uomo solo ; Acciocchè l’ uomo profano non regni più E che il popolo non sia più tenuto ne’ lacci . Certo ei ti si conveniva indirizzarti a Dio , dicendo : Io ho portato la pena ; io non peccherò più . Se vi è alcuna cosa , oltre a ciò che io veggo , mostramelo ; Se io ho operato perversamente , io non continuerò più . Vorresti tu , ch’ egli ti facesse la retribuzione di ciò ch’ è proceduto da te ? Sei tu che rifiuti ed eleggi , non già io ; Di’ pure ciò che tu sai . Gli uomini di senno diranno meco , E l’ uomo savio mi acconsentirà , Che Giobbe non parla con conoscimento , E che le sue parole non sono con intendimento . O padre mio , sia pur Giobbe provato infino all’ ultimo , Per cagione delle sue repliche , simili a quelle degli uomini iniqui . Perciocchè altrimenti egli aggiungerà misfatto al suo peccato , Si batterà a palme fra noi , E moltiplicherà le parole sue contro a Dio . ED Elihu proseguì il suo ragionamento , e disse : Hai tu stimato che ciò convenga alla ragione , Della quale tu hai detto : La mia giustizia è da Dio , Di dire : Che mi gioverà ella ? Che profitto ne avrò più che del mio peccato ? Io ti risponderò , Ed a’ tuoi compagni teco . Riguarda i cieli , e vedi ; E mira le nuvole , quanto sono più alte di te . Se tu pecchi , che cosa opererai tu contro a lui ? E se i tuoi misfatti son moltiplicati , che gli farai tu ? Se tu sei giusto , che cosa gli darai ? Ovvero che prenderà egli dalla tua mano ? Come la tua malvagità può nuocer solo ad un uomo simile a te , Così anche la tua giustizia non può giovare se non ad un figliuolo d’ uomo . Gli oppressati gridano per la grandezza dell’ oppressione , E dànno alte strida per la violenza de’ grandi ; Ma niuno dice : Ove è Dio , mio fattore , Il quale dà materia di cantar di notte ? Il qual ci ammaestra più che le bestie della terra , E ci rende savi più che gli uccelli del cielo ? Quivi adunque gridano , ed egli non li esaudisce , Per la superbia de’ malvagi . Certamente Iddio non esaudisce la vanità , E l’ Onnipotente non la riguarda . Quanto meno esaudirà egli te , che dici che tu nol riguardi ? Giudicati nel suo cospetto , e poi aspettalo . Certo ora quello che l’ ira sua ti ha imposto di castigo è come nulla ; Ed egli non ha preso conoscenza della moltitudine de’ tuoi peccati molto innanzi . Giobbe adunque indarno apre la sua bocca , Ed accumula parole senza conoscimento . ED Elihu proseguì , e disse : Aspettami un poco , ed io ti mostrerò Che vi sono ancora altri ragionamenti per Iddio . Io prenderò il mio discorso da lungi , Ed attribuirò giustizia al mio Fattore . Perciocchè di vero il mio parlare non è con menzogna ; Tu hai appresso di te uno che è intiero nelle sue opinioni . Ecco , Iddio è potente , ma non però disdegna alcuno ; Potente , ma di forza congiunta con sapienza . Egli non lascia viver l’ empio , E fa ragione agli afflitti . Egli non rimuove gli occhi suoi d’ addosso a’ giusti ; Anzi li fa sedere sopra il trono coi re ; Egli ve li fa sedere in perpetuo ; onde sono esaltati . E se pur son messi ne’ ceppi , E son prigioni ne’ legami dell’ afflizione ; Egli dichiara loro i lor fatti , E come i lor misfatti sono accresciuti . Ovvero , apre loro l’ orecchio , per far loro ricevere correzione ; E dice loro che si convertano dall’ iniquità . Se ubbidiscono , e gli servono , Finiscono i giorni loro in beni , E gli anni loro in diletti . Ma se non ubbidiscono , passano per la spada , E muoiono per mancamento d’ intendimento . Ma i profani di cuore accrescono l’ ira , E non gridano , quando egli li mette ne’ legami ; La lor persona morrà in giovanezza , E la lor vita fra i cinedi . Ma egli libera gli afflitti nella loro afflizione , Ed apre loro l’ orecchio nell’ oppressione . Ancora te avrebbe egli ritratto dall’ afflizione , E messo in luogo largo , fuori di ogni distretta ; E la tua mensa tranquilla sarebbe ripiena di vivande grasse . Ma tu sei venuto al colmo del giudicio di un empio ; Il giudicio e la giustizia ti tengono preso . Perciocchè egli è in ira , guarda che talora egli non ti atterri con battiture ; E con niun riscatto , benchè grande , non ti possa scampare . Farà egli alcuna stima delle tue ricchezze ? Egli non farà stima dell’ oro , nè di tutta la tua gran potenza . Non ansar dietro a quella notte , Nella quale i popoli periscono a fondo . Guardati che tu non ti rivolga alla vanità ; Conciossiachè per l’ afflizione tu abbi eletto quello . Ecco , Iddio è eccelso nella sua potenza ; Chi è il dottore convenevole a lui ? Chi gli ha ordinato come egli deve procedere ? E chi gli può dire : Tu hai operato perversamente ? Ricordati di magnificar le opere sue , Le quali gli uomini contemplano . Ogni uomo le vede , E gli uomini le mirano da lungi . Ecco , Iddio è grande , e noi nol possiamo conoscere ; E il numero de’ suoi anni è infinito . Perciocchè egli rattiene le acque che non istillino ; Ed altresì , al levar della sua nuvola , quelle versano la pioggia ; La quale le nuvole stillano , E gocciolano in su gli uomini copiosamente . Oltre a ciò , potrà alcuno intender le distese delle nubi , Ed i rimbombanti scoppi del suo tabernacolo ? Ecco , egli spande sopra esso la sua luce , E copre le radici del mare . Perciocchè , per queste cose egli giudica i popoli , Ed altresì dona il cibo abbondevolmente . Egli nasconde la fiamma nelle palme delle sue mani , E le ordina quello che deve incontrare . Egli le dichiara la sua volontà se deve incontrar bestiame , Ovvero anche cadere sopra alcuna pianta . Il cuor mi trema eziandio di questo , E si muove dal luogo suo . Udite pure il suo tremendo tuono , E il mormorare ch’ esce dalla sua bocca . Egli lo lancia sotto tutti i cieli , E la sua fiamma sopra le estremità della terra ; Dopo la quale rugge il tuono ; egli tuona con la voce della sua altezza , E non indugia quelle cose , dopo che la sua voce è stata udita . Iddio tuona maravigliosamente con la sua voce ; Egli fa cose tanto grandi , che noi non possiam comprenderle . Perciocchè egli dice alla neve : Cadi in su la terra ; E parimente al nembo della pioggia , al nembo delle sue forti piogge . Egli rinchiude ogni uomo in casa , Come per riconoscer tutti i suoi lavoratori . E le fiere se n’ entrano ne’ lor nascondimenti , E dimorano ne’ lor ricetti . La tempesta viene dall’ Austro , E il freddo dal Settentrione . Iddio , col suo soffio , produce il ghiaccio , E fa che le acque che si diffondevano diventano come di metallo . Egli stanca eziandio le nuvole in adacquar la terra , E disperge le nubi con la sua luce . Ed esse si rivolgono in molti giri , secondo gli ordini suoi Intorno a ciò che hanno a fare , Secondo tutto quello ch’ egli comanda loro di fare In su la faccia del mondo , nella terra ; Facendole venire , o per castigo , O per la sua terra , o per alcun beneficio . Porgi l’ orecchio a questo , o Giobbe ; Fermati , e considera le maraviglie di Dio . Sai tu , come Iddio dispone di esse , E come egli fa risplender la luce della sua nuvola ? Intendi tu come le nuvole son bilanciate ? Conosci tu le maraviglie di colui che è perfetto in ogni scienza ? Come i tuoi vestimenti son caldi , Quando egli acqueta l’ Austro in su la terra ? Hai tu con lui distesi i cieli , I quali son sodi , come uno specchio di metallo ? Insegnaci ciò che noi gli diremo ; Poichè , per cagione delle nostre tenebre , noi non possiam bene ordinare i nostri ragionamenti . Gli sarebbe egli rapportato quando io avessi parlato ? Se vi fosse alcuno che ne parlasse , certo egli sarebbe abissato . Ecco pure gli uomini non possono riguardare il sole , Quando egli risplende nel cielo , Dopo che il vento è passato , e l’ ha spazzato ; E che dal Settentrione è venuta la dorata serenità ; Or Iddio ha intorno a sè una tremenda maestà . Egli è l’ Onnipotente , noi non possiam trovarlo ; Egli è grande in forza , Ed in giudicio , ed in grandezza di giustizia ; Egli non oppressa alcuno ; Perciò gli uomini lo temono ; Alcun uomo , benchè savio di cuore , no ‘ l può vedere . ALLORA il Signore rispose a Giobbe da un turbo , e disse : Chi è costui , che oscura il consiglio Con ragionamenti senza scienza ? Deh ! cigniti i lombi come un valente uomo , Ed io ti farò delle domande , e tu insegnami . Ove eri , quando io fondava la terra ? Dichiaralo , se hai conoscimento ed intelletto . Chi ha disposte le misure di essa , se tu il sai ? Ovvero chi ha steso il regolo sopra essa ? Sopra che sono state fondate le sue basi ? Ovvero , chi pose la sua pietra angolare ? Quando le stelle della mattina cantavano tutte insieme , E tutti i figliuoli di Dio giubilavano ? E chi rinchiuse il mare con porte Quando fu tratto fuori , ed uscì della matrice ? Quando io posi le nuvole per suo vestimento , E la caligine per sue fasce , E determinai sopra esso il mio statuto , E gli posi attorno sbarre e porte , E dissi : Tu verrai fin qua , e non passerai più innanzi ; E qui si fermerà l’ alterezza delle tue onde ? Hai tu , da che tu sei in vita , comandato alla mattina ? Ed hai tu mostrato all’ alba il suo luogo ? Per occupar l’ estremità della terra , E far che gli empi se ne dileguino ? E far che la terra si muti in diverse forme , come argilla stampata ; E che quelle si appresentino alla vista come un vestimento ? E che la luce di queste cose sia divietata agli empi , E che il braccio altiero sia rotto ? Sei tu entrato infino a’ gorghi del mare , E sei tu passeggiato nel fondo dell’ abisso ? Le porte della morte ti son esse scoperte , Ed hai tu vedute le porte dell’ ombra della morte ? Hai tu compresa la larghezza della terra ? Dichiaralo , se tu la conosci tutta . Quale è la via del luogo ove dimora la luce ? E dov’ è il luogo delle tenebre ? Perchè tu vada a prendere essa luce , e la meni al termine del suo corso , E conosca i sentieri della sua casa ? Sì , tu il sai ; perciocchè allora nascesti , E il numero de’ tuoi giorni è grande . Sei tu entrato dentro a’ tesori della neve , Ed hai tu vedute le conserve della gragnuola , La quale io riserbo per lo tempo del nemico , Per lo giorno dell’ incontro , e della battaglia ? Per qual via scoppia la fiamma , E il vento orientale si spande egli in su la terra ? Chi ha fatti de’ condotti alla piena delle acque , E delle vie a’ lampi de’ tuoni ? Per far piovere in su la terra , ove non è niuno ; E in sul deserto , nel quale non abita uomo alcuno ? Per satollare il luogo desolato e deserto ; E per farvi germogliar l’ erba pullulante ? La pioggia ha ella un padre ? Ovvero , chi ha generate le stille della rugiada ? Del cui ventre è uscito il ghiaccio , E chi ha generata la brina del cielo ? Chi fa che le acque si nascondano , e divengano come una pietra ; E che la superficie dell’ abisso si rapprenda ? Puoi tu legare le delizie delle Gallinelle , Ovvero sciogliere le attrazioni dell’ Orione ? Puoi tu fare uscire i segni settentrionali al tempo loro , E condur fuori Arturo co’ suoi figli ? Conosci tu gli ordini costituiti de’ cieli ? Hai tu stabilito il lor reggimento sopra la terra ? Puoi tu , alzando la tua voce alla nuvola , Far che una piena d’ acqua ti copra ? Puoi tu mandare i folgori , Sì che vadano e ti dicano : Eccoci ? Chi ha messa la sapienza nell’ interior dell’ uomo ? Ovvero chi ha dato il senno alla mente di esso ? Chi annovera le nuvole con sapienza ? E chi posa i barili del cielo ; Dopo che la polvere è stata stemperata , come un metallo fonduto ; E le zolle si son rigiunte ? Andrai tu a cacciar preda per il leone ? E satollerai tu la brama de’ leoncelli ? Quando si appiattano ne’ lor ricetti , E giaccion nelle lor caverne , stando in guato . Chi apparecchia al corvo il suo pasto , Quando i suoi figli gridano a Dio , E vagano per mancamento di cibo ? Sai tu il tempo che le camozze delle rocce figliano ? Hai tu osservato quando le cerve partoriscono ? Annoveri tu i mesi del termine del lor portato , E sai tu il tempo che devono figliare ? Elle si chinano , fanno scoppiar fuori il lor feto , Si alleviano delle lor doglie . I lor figli son gagliardi , crescono per le biade , Escono fuori , e non ritornano più a quelle . Chi ne ha mandato libero l’ asino salvatico , E chi ha sciolti i suoi legami ? A cui io ho ordinato il deserto per casa ; E per abitazioni , i luoghi salsugginosi . Egli si beffa dello strepito della città ; Egli non ode gli schiamazzi del sollecitator delle opere . I monti , ch’ egli va spiando , sono il suo pasco ; Ed egli va ricercando qualunque verdura . Il liocorno ti vorrà egli servire ? Si riparerà egli presso alla tua mangiatoia ? Legherai tu il liocorno con la sua fune , per farlo arare al solco ? Erpicherà egli le valli dietro a te ? Ti fiderai tu in lui , perchè la sua forza è grande ? E gli rimetterai tu il tuo lavoro ? Ti fiderai tu in lui ch’ egli ti renda la ricolta della tua sementa , E ch’ egli te l’ accolga nella tua aia ? Le ale de’ paoni son esse vaghe per opera tua ? Od ha da te lo struzzolo le penne e la piuma ? Fai tu ch’ egli abbandoni le sue uova in su la terra , E che le lasci scaldare in su la polvere ? E che dimentichi che il piè d’ alcuno le schiaccerà , Ovvero che le fiere della campagna le calpesteranno ? Egli è spietato inverso i suoi figli , come se non fosser suoi ; Indarno è la sua fatica , egli è senza tema ; Perciocchè Iddio l’ ha privo di senno , E non l’ ha fatto partecipe d’ intendimento . Quando egli si solleva in alto , Egli si beffa del cavallo , e di colui che lo cavalca . Hai tu data la forza al cavallo ? Hai tu adorna la sua gola di fremito ? Lo spaventerai tu come una locusta ? Il suo magnifico nitrire è spaventevole . Egli raspa nella valle , si rallegra della sua forza , Esce ad incontrare le armi . Egli si beffa della paura , e non si spaventa , E non si volge indietro per la spada . Il turcasso , e la folgorante lancia , E lo spuntone gli risuonano addosso . D’ impazienza e di stizza pare ch’ egli voglia trangugiar la terra ; E non può credere che sia il suon della tromba . Come prima la tromba ha sonato , egli dice : Aha , Aha ; Da lontano annasa la battaglia , Lo schiamazzo de’ capitani ; e le grida . È per il tuo senno che lo sparviere vola ? Che spiega le sue ali verso il mezzodì ? L’ aquila si leva ella ad alto per lo tuo comandamento ? E fai tu ch’ ella faccia il suo nido in luoghi elevati ? Ella dimora e si ripara nelle rupi , Nelle punte delle rocce , ed in luoghi inaccessibili . Di là ella spia il pasto , Gli occhi suoi mirano da lontano . I suoi aquilini ancora sorbiscono il sangue , E dove sono corpi morti , quivi ella si ritrova . Poi il Signore parlò a Giobbe , e disse : Colui che litiga con l’ Onnipotente lo correggerà egli ? Colui che arguisce Iddio risponda a questo . E Giobbe rispose al Signore , e disse : Ecco , io sono avvilito ; che ti risponderei io ? Io metto la mia mano in su la bocca . Io ho parlato una volta , ma non replicherò più ; Anzi due , ma non continuerò più . E il Signore parlò di nuovo a Giobbe dal turbo , e disse : Cingiti ora i lombi , come un valente uomo ; Io ti farò delle domande , e tu insegnami . Annullerai tu pure il mio giudicio , E mi condannerai tu per giustificarti ? Hai tu un braccio simile a quel di Dio ? O tuoni tu con la voce come egli ? Adornati pur di magnificenza e di altezza ; E vestiti di maestà e di gloria . Spandi i furori dell’ ira tua , E riguarda ogni altiero , ed abbassalo ; Riguarda ogni altiero , ed atterralo ; E trita gli empi , e spronfondali ; Nascondili tutti nella polvere , E tura loro la faccia in grotte ; Allora anch’ io ti darò questa lode , Che la tua destra ti può salvare . Ecco l’ ippopotamo , il quale io ho fatto teco ; Egli mangia l’ erba come il bue . Ecco , la sua forza è ne’ lombi , E la sua possa nei muscoli del suo ventre . Egli rizza la sua coda come un cedro ; Ed i nervi delle sue coscie sono intralciati . Le sue ossa son come sbarre di rame , Come mazze di ferro . Egli è la principale delle opere di Dio ; Sol colui che l’ ha fatto può accostargli la sua spada . Perchè i monti gli producono il pasco , Tutte le bestie della campagna vi scherzano . Egli giace sotto gli alberi ombrosi , In ricetti di canne e di paludi . Gli alberi ombrosi lo coprono con l’ ombra loro ; I salci de’ torrenti l’ intorniano . Ecco , egli può far forza ad un fiume , sì che non corra ; Egli si fida di potersi attrarre il Giordano nella gola . Prenderallo alcuno alla sua vista ? Foreragli egli il naso , per mettervi de’ lacci ? Trarrai tu fuori il leviatan con l’ amo , O con una fune che tu gli avrai calata sotto alla lingua ? Gli metterai tu un uncino al muso ? Gli forerai tu le mascelle con una spina ? Userà egli molti preghi teco ? Ti parlerà egli con lusinghe ? Patteggerà egli teco , Che tu lo prenda per servo in perpetuo ? Scherzerai tu con lui , come con un uccello ? E lo legherai tu con un filo , per darlo alle tue fanciulle ? I compagni ne faranno essi un convito ? Lo spartiranno essi fra i mercatanti ? Gli empirai tu la pelle di roncigli , E la testa di raffi da pescare ? Pongli pur la mano addosso , Tu non ricorderai mai più la guerra . Ecco , la speranza di pigliarlo è fallace ; Anzi l’ uomo non sarà egli atterrato , solo a vederlo ? Non vi è alcuno così feroce , che ardisca risvegliarlo ; E chi potrà presentarsi davanti a me ? Chi mi ha prevenuto in darmi cosa alcuna ? ed io gliela renderò ; Quello che è sotto tutti i cieli è mio . Io non tacerò le membra di quello , Nè ciò ch’ è delle sue forze , nè la grazia della sua disposizione . Chi scoprirà il disopra della sua coverta ? Chi verrà a lui con le sue doppie redini ? Chi aprirà gli usci del suo muso ? Lo spavento è d’ intorno a’ suoi denti . I suoi forti scudi sono una cosa superba ; Son serrati strettamente come con un suggello . L’ uno si attiene all’ altro , Talchè il vento non può entrar per entro . Sono attaccati gli uni agli altri , ed accoppiati insieme , E non possono spiccarsi l’ uno dall’ altro . I suoi starnuti fanno sfavillar della luce , E i suoi occhi son simili alle palpebre dell’ alba . Della sua gola escono fiaccole , Scintille di fuoco ne sprizzano . Delle sue nari esce un fumo , Come d’ una pignatta bollente , o d’ una caldaia . L’ alito suo accende i carboni , E fiamma esce della sua bocca . La possa alberga nel suo collo , E la doglia tresca davanti a lui . Le polpe della sua carne son compresse ; Egli ha la carne addosso soda , e non tremola punto . Il cuor suo è sodo come una pietra , E massiccio come un pezzo della macina disotto . I più forti e valenti hanno paura di lui , quando egli si alza ; E si purgano de’ lor peccati , per lo gran fracasso . Nè la spada di chi l’ aggiungerà potrà durare , Nè l’ asta , nè lo spuntone , nè la corazza : Egli reputa il ferro per paglia , E il rame per legno intarlato . La saetta non lo farà fuggire ; Le pietre della frombola si mutano inverso lui in istoppia . Gli ordigni son da lui riputati stoppia ; Ed egli si beffa del vibrare dello spuntone . Egli ha sotto di sè de’ testi pungenti ; Egli striscia come una trebbia di ferro in sul pantano . Egli fa bollire il profondo mare come una caldaia ; Egli rende il mare simile a una composizione d’ unguentaro . Egli fa rilucere dietro a sè un sentiero , E l’ abisso pare canuto . Non vi è alcuno animale in su la terra che gli possa essere assomigliato , Che sia stato fatto per esser senza paura . Egli riguarda ogni cosa eccelsa , Ed è re sopra tutte le più fiere belve . E GIOBBE rispose al Signore , e disse : Io so che tu puoi tutto ; E che cosa niuna che tu abbia deliberata , non può essere impedita . Chi è costui , che oscura il consiglio senza scienza ? Perciò , io ho dichiarata la mia opinione , Ma io non intendeva ciò ch’ io diceva ; Son cose maravigliose sopra la mia capacità , Ed io non le posso comprendere . Deh ! ascolta , ed io parlerò ; Ed io ti farò delle domande , e tu insegnami . Io avea con gli orecchi udito parlar di te ; Ma ora l’ occhio mio ti ha veduto . Perciò io riprovo ciò che ho detto , e me ne pento In su la polvere , ed in su la cenere . Ora , dopo che il Signore ebbe dette queste cose a Giobbe , egli disse ancora ad Elifaz Temanita : L’ ira mia è accesa contro a te , e contro a’ due tuoi compagni ; perciocchè voi non mi avete parlato dirittamente , come Giobbe , mio servitore . Ora dunque , pigliatevi sette giovenchi , e sette montoni , e andate al mio servitore Giobbe , ed offerite olocausto per voi ; e faccia Giobbe , mio servitore , orazione per voi ; perciocchè certamente io avrò riguardo a lui , per non farvi portar la pena della vostra stoltizia ; conciossiachè voi non mi abbiate parlato dirittamente , come Giobbe , mio servitore . Ed Elifaz Temanita , e Bildad Suhita , e Sofar Naamatita , andarono , e fecero come il Signore avea loro detto . E il Signore esaudì Giobbe . E il Signore trasse Giobbe della sua cattività , dopo ch’ egli ebbe fatta orazione per li suoi amici ; e il Signore accrebbe a Giobbe al doppio tutto quello ch’ egli avea avuto per l’ addietro . E tutti i suoi fratelli , e tutte le sue sorelle , e tutti i suoi conoscenti di prima , vennero a lui , e mangiarono con lui in casa sua , e si condolsero con lui , e lo consolarono di tutto il male che il Signore avea fatto venir sopra lui ; e ciascuno di essi gli donò una pezza di moneta , ed un monile d’ oro . E il Signore benedisse lo stato ultimo di Giobbe , più che il primiero ; talchè egli ebbe quattordicimila pecore , e seimila cammelli , e mille paia di buoi , e mille asine . Ed ebbe sette figliuoli e tre figliuole . E pose nome alla prima Gemima , e alla seconda Chesia , e alla terza Cheren-happuc . E non si trovarono in tutto quel paese donne alcune belle come le figliuole di Giobbe ; e il lor padre diede loro eredità per mezzo i lor fratelli . E dopo queste cose , Giobbe visse cenquarant’ anni , e vide i suoi figliuoli , e i figliuoli de’ suoi figliuoli , infino alla quarta generazione . Poi morì vecchio , e sazio di giorni . BEATO l’ uomo che non è camminato nel consiglio degli empi , E non si è fermato nella via de’ peccatori , E non è seduto nella sedia degli schernitori . Anzi il cui diletto è nella Legge del Signore , E medita in essa giorno e notte . Egli sarà come un albero piantato presso a ruscelli d’ acque , Il quale rende il suo frutto nella sua stagione , E le cui frondi non appassano ; E tutto quello ch’ egli farà , prospererà . Così non saranno già gli empi ; Anzi saranno come pula sospinta dal vento . Perciò gli empi non istaranno ritti nel giudicio , Nè i peccatori nella raunanza de’ giusti . Perciocchè il Signore conosce la via de’ giusti ; Ma la via degli empi perirà . PERCHÈ tumultuano le genti , E mormorano i popoli cose vane ? I re della terra si ritrovano , Ed i principi consigliano insieme , Contro al Signore , e contro al suo Unto ; Dicendo : Rompiamo i lor legami , E gettiam via da noi le lor funi . Colui che siede ne’ cieli ne riderà ; Il Signore si befferà di loro . Allora parlerà loro nella sua ira , E li renderà smarriti nel suo cruccio acceso ; E dirà : Pur nondimeno ho io consacrato il mio Re Sopra Sion , monte della mia santità . Io spiegherò il decreto ; Il Signore mi ha detto : Tu sei il mio figliuolo ; Oggi io t’ ho generato . Chiedimi , ed io ti darò per eredità le genti , Ed i confini della terra per tua possessione . Tu le fiaccherai con una verga di ferro ; Tu le triterai come un testo di vasellaio . Ora dunque , o re , siate savi ; Giudici della terra , ricevete correzione . Servite al Signore con timore , E gioite con tremore . Baciate il figliuolo , che talora egli non si adiri , E che voi non periate nella vostra via , Quando l’ ira sua si sarà pure un poco accesa . Beati tutti coloro che si confidano in lui . Salmo di Davide , composto quando egli fuggi’ per cagione d’ Absalom , suo figliuolo O SIGNORE , in quanto gran numero sono i miei nemici ! Molti si levano contro a me . Molti dicono dell’ anima mia : Non v’ è salute alcuna appo Iddio per lui . Sela . Ma , Signore , tu sei uno scudo d’ intorno a me ; Tu sei la mia gloria , e quel che mi sollevi il capo . Io ho colla mia voce gridato al Signore , Ed egli mi ha risposto dal monte della sua santità . Sela . Io mi son coricato , e ho dormito ; Poi mi son risvegliato ; perciocchè il Signore mi sostiene . Io non temerei di migliaia di popolo , Quando si fossero accampate contro a me d’ ogn’ intorno . Levati , Signore ; salvami , Dio mio ; perciocchè tu hai percossa la mascella di tutti i miei nemici ; Tu hai rotti i denti degli empi . Il salvare appartiene al Signore ; La tua benedizione è sopra il tuo popolo . Sela . Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici , in su Neghinot QUANDO io grido , rispondimi , o Dio della mia giustizia ; Quando io sono stato distretto , tu mi hai messo in largo ; Abbi pietà di me , ed esaudisci la mia orazione . O uomini principali , infino a quando sarà la mia gloria in vituperio ? Infino a quando amerete vanità , E andrete dietro a menzogna ? Sela . Or sappiate che il Signore si ha eletto un pietoso ; Il Signore mi esaudirà quando io griderò a lui . Tremate , e non peccate ; Ragionate nel cuor vostro , sopra i vostri letti , e restate . Sela . Sacrificate sacrificii di giustizia , E confidatevi nel Signore . Molti dicono : Chi ci farà veder del bene ? O Signore , alza la luce del tuo volto sopra noi . Tu mi hai data maggiore allegrezza nel cuore , che non hanno quelli Nel tempo che il lor frumento , e il lor mosto è moltiplicato . Io mi coricherò in pace , ed in pace ancora dormirò ; Perciocchè tu solo , Signore , mi fai abitare sicuramente . Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici , in su Nehilot PORGI l’ orecchio alle mie parole , o Signore ; Intendi la mia meditazione . Re mio , e Dio mio , attendi alla voce del mio grido ; Perciocchè io t’ indirizzo la mia orazione . Signore , ascolta da mattina la mia voce ; Da mattina io ti spiego i miei desii , e sto aspettando . Perciocchè tu non sei un Dio che prenda piacere nell’ empietà ; Il malvagio non può dimorar teco . Gl’ insensati non possono comparir davanti agli occhi tuoi ; Tu odii tutti gli operatori d’ iniquità . Tu farai perire tutti quelli che parlano con menzogna ; Il Signore abbomina l’ uomo di sangue e di frode . Ma io , per la grandezza della tua benignità , entrerò nella tua Casa , E adorerò verso il Tempio della tua santità , nel tuo timore . Signore , guidami per la tua giustizia , per cagion de’ miei insidiatori ; Addirizza davanti a me la tua via . Perciocchè nella bocca loro non v’ è dirittura alcuna ; L’ interior loro non è altro che malizie ; La lor gola è un sepolcro aperto , Lusingano colla lor lingua . Condannali , o Dio ; Scadano da’ lor consigli ; Scacciali per la moltitudine de’ lor misfatti ; Perciocchè si son ribellati contro a te . E rallegrinsi tutti quelli che si confidano in te , E cantino in eterno , e sii lor protettore ; E festeggino in te Quelli che amano il tuo Nome . Perciocchè tu , Signore , benedirai il giusto ; Tu l’ intornierai di benevolenza , come d’ uno scudo . Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici , in Neghinot , sopra Seminit SIGNORE , non correggermi nella tua ira , E non gastigarmi nel tuo cruccio . Abbi pietà di me , o Signore ; perciocchè io son tutto fiacco ; Sanami , Signore ; perciocchè le mie ossa son tutte smarrite . L’ anima mia eziandio è grandemente smarrita ; E tu , Signore , infino a quando ? Rivolgiti , o Signore ; riscuoti l’ anima mia ; Salvami , per amor della tua benignità . Perciocchè nella morte non v’ è memoria di te ; Chi ti celebrerà nel sepolcro ? Io mi affanno ne’ miei sospiri ; Io allago tutta notte il mio letto , E bagno la mia lettiera colle mie lagrime . L’ occhio mio è consumato di fastidio ; Egli è invecchiato per cagione di tutti i miei nemici . Ritraetevi da me , voi tutti operatori d’ iniquità ; Perciocchè il Signore ha udita la voce del mio pianto . Il Signore ha udita la mia supplicazione ; Il Signore ha accettata la mia orazione . Tutti i miei nemici sieno confusi , e grandemente smarriti ; Voltin le spalle , e sieno svergognati in un momento . Siggaion di Davide , il quale egli canto’ al Signore , sopra le parole di Cus Beniaminita SIGNORE Iddio mio , io mi confido in te ; Salvami da tutti quelli che mi perseguitano , e riscuotimi ; Che talora il mio nemico non rapisca l’ anima mia come un leone ; E non la laceri , senza che vi sia alcuno che mi riscuota . Signore Iddio mio , se ho fatto questo , Se vi è perversità nelle mie mani ; Se ho renduto mal per bene a chi viveva in pace meco Io , che ho riscosso colui che mi era nemico senza cagione , Perseguiti pure il nemico l’ anima mia , e l’ aggiunga , E calpesti la vita mia , mettendola per terra ; E stanzi la mia gloria nella polvere . Sela . Levati , Signore , nell’ ira tua ; Innalzati contro a’ furori de’ miei nemici , E destati in mio favore ; tu hai ordinato il giudicio . E circonditi la raunanza de’ popoli ; E torna poi in luogo elevato di sopra ad essa . Il Signore giudicherà i popoli ; Signore , giudicami ; Giudica di me secondo la mia giustizia , e la mia integrità . Deh ! venga meno la malvagità de’ malvagi , E stabilisci l’ uomo giusto ; Conciossiachè tu sii l’ Iddio giusto , che provi i cuori e le reni . Il mio scudo è in Dio , Che salva quelli che son diritti di cuore . Iddio è giusto giudice , E un Dio che si adira ogni giorno . Se il mio nemico non si converte , egli aguzzerà la sua spada ; Già ha teso l’ arco suo , e l’ ha preparato . Egli ha apparecchiate arme mortali ; Egli adopererà le sue saette contro agli ardenti persecutori . Ecco , il mio nemico partorisce iniquità ; Egli ha conceputo affanno , e partorirà inganno . Egli ha cavata una fossa , e l’ ha affondata ; Ma egli stesso è caduto nella fossa ch’ egli ha fatta . Il travaglio ch’ egli dà altrui gli ritornerà sopra la testa , E la sua violenza gli scenderà sopra la sommità del capo . Io loderò il Signore , secondo la sua giustizia ; E salmeggerò il Nome del Signore Altissimo . Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici , sopra Ghittit QUANT’ è magnifico il nome tuo per tutta la terra , O Signore , Signor nostro , Che hai posta la tua maestà sopra i cieli ! Per la bocca de’ piccoli fanciulli , e di quelli che poppano , Tu hai fondata la tua gloria , per cagione de’ tuoi nemici , Per far restare il nemico e il vendicatore . Quando io veggo i tuoi cieli , che sono opera delle tue dita ; La luna e le stelle che tu hai disposte ; Io dico : Che cosa è l’ uomo , che tu ne abbi memoria ? E che cosa è il figliuolo dell’ uomo , che tu ne prenda cura ? E che tu l’ abbi fatto poco minor degli Angeli , E l’ abbi coronato di gloria e d’ onore ? E che tu lo faccia signoreggiare sopra le opere delle tue mani , Ed abbi posto ogni cosa sotto i suoi piedi ? Pecore e buoi tutti quanti , Ed anche le fiere della campagna , Gli uccelli del cielo , e i pesci del mare , Che guizzano per li sentieri del mare . O Signore , Signor nostro , Quanto è magnifico il Nome tuo in tutta la terra ! Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici , sopra Almut-labben IO celebrerò , o Signore , con tutto il mio cuore ; Io narrerò tutte le tue maraviglie . Io mi rallegrerò , e festeggerò in te ; Io salmeggerò il tuo Nome , o Altissimo ; Perciocchè i miei nemici hanno volte le spalle ; Son caduti , e periti d’ innanzi alla tua faccia . Conciossiachè tu mi abbi fatta ragione e diritto ; Tu ti sei posto a sedere sopra il trono , come giusto giudice . Tu hai sgridate le nazioni , tu hai distrutto l’ empio , Tu hai cancellato il loro nome in sempiterno . O nemico , le desolazioni sono finite in perpetuo , E tu hai disfatte le città . È pur perita la memoria di esse . Ma il Signore siede in eterno ; Egli ha fermato il suo trono per far giudicio . Ed egli giudicherà il mondo in giustizia , Egli renderà giudicio a’ popoli in dirittura . E il Signore sarà un alto ricetto al misero ; Un alto ricetto a’ tempi ch’ egli sarà in distretta . Laonde , o Signore , quelli che conoscono il Nome tuo si confideranno in te ; Perciocchè tu non abbandoni quelli che ti cercano . Salmeggiate al Signore che abita in Sion ; Raccontate fra i popoli i suoi fatti . Perciocchè egli ridomanda ragione del sangue , egli se ne ricorda ; Egli non dimentica il grido de’ poveri afflitti . Abbi pietà di me , o Signore , Tu che mi tiri in alto dalle porte della morte , Vedi l’ afflizione che io soffero da quelli che m’ odiano ; Acciocchè io racconti tutte le tue lodi Nelle porte della figliuola di Sion , E festeggi della tua liberazione . Le genti sono state affondate nella fossa che avevano fatta ; Il lor piè è stato preso nella rete che avevano nascosta . Il Signore è stato conosciuto per lo giudicio ch’ egli ha fatto ; L’ empio è stato allacciato per l’ opera delle sue proprie mani . Higgaion ; Sela . Gli empi , tutte le genti che dimenticano Iddio , Andranno in volta nell’ inferno . Perciocchè il povero non sarà dimenticato in sempiterno ; La speranza de’ poveri non perirà in perpetuo . Levati , o Signore ; non lasciar che l’ uomo si rinforzi ; Sieno giudicate le genti davanti alla tua faccia . Signore , metti spavento in loro ; Fa’ che le genti conoscano , che non sono altro che uomini . Sela . O SIGNORE , perchè te ne stai lontano ? Perchè ti nascondi a’ tempi che siamo in distretta ? L’ empio colla sua superbia persegue il povero afflitto ; Ma saranno presi nelle macchinazioni che hanno fatte . Perciocchè l’ empio si gloria de’ desiderii dell’ anima sua ; E benedice l’ avaro , e dispetta il Signore . L’ empio , secondo l’ alterezza del suo volto , non si cura di nulla ; Tutti i suoi pensieri sono , che non vi è Dio . Le sue vie son profane in ogni tempo ; I tuoi giudicii gli sono una cosa troppo alta , per averli davanti a sè ; Egli soffia contro a tutti i suoi nemici . Egli dice nel suo cuore : Io non sarò giammai smosso ; Egli dice , che in veruna età non caderà in alcun male . La sua bocca è piena di esecrazione , e di frodi , e d’ inganno ; Sotto la lingua sua vi è perversità ed iniquità . Egli sta negli agguati per le ville ; Egli uccide l’ innocente in luoghi nascosti ; I suoi occhi spiano il povero . Egli insidia il povero nel suo nascondimento , Come il leone nella sua spelonca ; Egli l’ insidia per predarlo ; Egli preda il povero , traendolo nella sua rete . Egli se ne sta quatto e chino ; E molti poveri caggiono nelle sue unghie . Egli dice nel cuor suo : Iddio l’ ha dimenticato ; Egli ha nascosta la sua faccia , egli giammai non lo vedrà . Levati , Signore ; o Dio , alza la tua mano ; Non dimenticare i poveri afflitti . Perchè l’ empio dispetta egli Iddio ? Perchè dice egli nel cuor suo , che tu non ne ridomanderai ragione ? Tu l’ hai pur veduto ; perciocchè tu riguardi l’ oltraggio e il dispetto , Per prendere il fatto in mano . Il povero si rimette in te ; Tu sei l’ aiutatore dell’ orfano . Fiacca il braccio dell’ empio ; E poi , se tu ricerchi l’ empietà del malvagio , non la troverai più . Il Signore è re in sempiterno ; Le genti son perite dalla sua terra . O Signore , tu esaudisci il desiderio degli umili ; Tu raffermi il cuor loro , le tue orecchie sono attente a loro ; Per far ragione all’ orfano e al povero ; Acciocchè l’ uomo di terra non continui più ad usar violenza . Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici IO mi confido nel Signore ; Come dite voi all’ anima mia : Fuggite al vostro monte , come un uccelletto ? Certo , ecco gli empi hanno teso l’ arco , Hanno accoccate le lor saette in su la corda , Per tirarle contro a’ diritti di cuore , in luogo scuro . Quando i fondamenti son ruinati , Che ha fatto il giusto ? Il Signore è nel Tempio della sua santità ; Il trono del Signore è ne’ cieli ; I suoi occhi veggono , Le sue palpebre esaminano i figliuoli degli uomini . Il Signore esamina il giusto , e l’ empio ; E l’ anima sua odia colui che ama la violenza . Egli farà piovere in su gli empi Brace , e fuoco , e solfo , E vento tempestoso , per la porzione del lor calice . Perciocchè il Signore è giusto ; egli ama la giustizia ; La sua faccia riguarda l’ uomo diritto . Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici , sopra Seminit SALVA , Signore ; perciocchè gli uomini pii son venuti meno , Ed i veraci son mancati fra i figliuoli degli uomini . Ciascuno parla con menzogna col suo prossimo , Con labbra lusinghiere ; Parlano con un cuor doppio . Il Signore ricida tutte le labbra lusinghiere , La lingua che parla altieramente ; Di coloro che dicono : Noi sarem padroni colle nostre lingue ; Le nostre labbra sono appo noi ; Chi è signore sopra noi ? Per la desolazione de’ poveri afflitti , per le strida de’ bisognosi , Ora mi leverò , dice il Signore ; Io metterò in salvo quelli contro a cui coloro parlano audacemente . Le parole del Signore son parole pure , Argento affinato nel fornello di terra , Purgato per sette volte . Tu , Signore , guarda coloro ; Preservali da questa generazione in perpetuo . Gli empi vanno attorno , Quando i più vili d’ infra i figliuoli degli uomini sono innalzati . Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici INFINO a quando , o Signore ? mi dimenticherai tu in perpetuo ? Infino a quando nasconderai la tua faccia da me ? Infino a quando non farò altro tuttodì che consigliar nell’ animo , Ed affannarmi nel cuore ? Infino a quando s’ innalzerà il mio nemico sopra me ? Riguarda , rispondimi , Signore Iddio mio ; Illumina gli occhi miei , Che talora io non dorma il sonno della morte ; Che il mio nemico non dica : Io l’ ho vinto ; E che i miei nemici non festeggino , se io caggio . Ora , quant’ è a me , io mi confido nella tua benignità ; Il mio cuore giubilerà nella tua liberazione ; Io canterò al Signore , perciocchè egli mi avrà fatta la mia retribuzione . Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici LO stolto ha detto nel suo cuore : Non vi è Dio . Si son corrotti , son divenuti abbominevoli nelle loro opere ; Non vi è alcuno che faccia bene . Il Signore ha riguardato dal cielo in su i figliuoli degli uomini , Per veder se vi fosse alcuno che avesse intelletto , Che cercasse Iddio . Tutti son guasti , tutti quanti son divenuti puzzolenti ; Non vi è alcuno che faccia bene , Non pur uno . Tutti questi operatori d’ iniquità son essi senza intelletto ? Essi mangiano il mio popolo , come se mangiassero del pane , E non invocano il Signore . Là saranno spaventati di grande spavento ; Perciocchè Iddio è colla gente giusta . Fate voi onta al consiglio del povero afflitto , Perciocchè il Signore è la sua confidanza ? Oh ! venga pur da Sion la salute d’ Israele ! Quando il Signore ritrarrà di cattività il suo popolo , Giacobbe festeggerà , Israele si rallegrerà . Salmo di Davide O SIGNORE , chi dimorerà nel tuo tabernacolo ? Chi abiterà nel monte della tua santità ? Colui che cammina in integrità , e fa ciò che è giusto , E parla il vero di cuore ; Che non dice male colla sua lingua , E non fa male alcuno al suo compagno , E non leva alcun vituperio contro al suo prossimo ; Appo cui è sprezzato chi deve esser riprovato , E che onora quelli che temono il Signore ; E il quale , se ha giurato alcuna cosa , Benchè sia a suo danno , non però la ritratta ; Il quale non dà i suoi danari ad usura . E non prende presenti contro all’ innocente . Chi fa queste cose non sarà giammai smosso . Orazione di Davide GUARDAMI , o Dio ; perciocchè io mi confido in te . Io ho detto all’ Eterno : Tu sei il mio Signore ; Io non ho bene all’ infuori di te . Tutta la mia affezione è inverso i santi che sono in terra , E inverso gli uomini onorati . I tormenti di coloro che corrono dietro ad altri dii , saran moltiplicati ; Io non farò le loro offerte da spandere , che son di sangue ; E non mi recherò nelle labbra i nomi loro . Il Signore è la porzione della mia parte , e il mio calice ; Tu , Signore , mantieni quello che mi è scaduto in sorte . La sorte mi è scaduta in luoghi dilettevoli ; Una bella eredità mi è pur toccata . Io benedirò il Signore , il qual mi consiglia ; Eziandio le notti le mie reni mi ammaestrano . Io ho sempre posto il Signore davanti agli occhi miei ; Perciocchè egli è alla mia destra , io non sarò giammai smosso . Perciò il mio cuore si rallegra , e la mia lingua festeggia ; Anzi pur la mia carne abiterà in sicurtà . Perciocchè tu non lascerai l’ anima mia nel sepolcro , E non permetterai che il tuo Santo senta la corruzione della fossa . Tu mi mostrerai il sentier della vita ; Sazietà d’ ogni gioia è col tuo volto ; Ogni diletto è nella tua destra in sempiterno . Mictam di Davide O SIGNORE , ascolta la giustizia , attendi al mio grido , Porgi l’ orecchio alla mia orazione , che io ti fo senza labbra di frode . Proceda il mio giudicio dalla tua presenza ; Gli occhi tuoi veggano le diritture . Tu hai provato il mio cuore , tu l’ hai visitato di notte ; Tu mi hai messo al cimento , e non hai trovato nulla ; La mia bocca non trapassa il mio pensiero . Nelle opere degli uomini , per la parola della tue labbra , Io mi son guardato dalle vie de’ violenti . Sostieni i miei passi ne’ tuoi sentieri , Acciocchè i miei piedi non vacillino . Io t’ invoco , o Dio , perciocchè tu mi esaudisci ; Inchina a me il tuo orecchio , ascolta le mie parole . Dimostra maravigliose le tue benignità , O tu , che , con la tua destra , salvi quelli che si confidano in te , Da quelli che si levano contro a loro . Guardami come la pupilla dell’ occhio , Nascondimi sotto l’ ombra delle tue ale , D’ innanzi agli empi che mi disertano ; E d’ innanzi a’ miei mortali nemici che mi circondano . Son tutti massicci di grasso , Parlano altieramente colla lor bocca . Ora c’ intorniano , seguitandoci alla traccia ; Mirano con gli occhi , per atterrarci ; Somigliano un leone che brama di lacerare ; E un leoncello che dimora in nascondimenti . Levati , o Signore , va’ loro incontro per affrontarli ; abbattili ; Riscuoti l’ anima mia dall’ empio colla tua spada ; O Signore , riscuotila colla tua mano dagli uomini , dagli uomini del mondo , La cui parte è in questa vita , E il cui ventre tu empi delle tue conserve ; Onde i lor figliuoli son saziati , E lasciano il lor rimanente a’ lor piccoli fanciulli . Quant’ è a me , per giustizia vedrò la tua faccia ; Io sarò saziato della tua sembianza , quando io mi risveglierò . Salmo di Davide , servitor del Signore , il qual pronunzio’ le parole di questo cantico al Signore , nel giorno che il Signore l’ ebbe riscosso dalla mano di tutti I suoi nemici , e dalla mano di Saulle ; dato al capo de’ Musici . Egli adunque disse : O SIGNORE , mia forza , io ti amerò affettuosamente . Il Signore è la mia rocca , e la mia fortezza , e il mio liberatore , Il mio Dio , la mia rupe ; io spererò in lui ; Il mio scudo , e il corno della mia salute , il mio alto ricetto . Io invocai il Signore , a cui si deve ogni lode ; E fui salvato da’ miei nemici . Doglie di morte mi avevano circondato , E torrenti di scellerati mi avevano spaventato . Legami di sepolcro mi avevano intorniato , Lacci di morte mi avevano incontrato . Nella mia distretta io invocai il Signore , E gridai all’ Iddio mio ; Ed egli udì la mia voce dal suo Tempio , E il mio grido pervenne davanti a lui a’ suoi orecchi . Allora la terra fu scossa , e tremò ; E i fondamenti de’ monti furono smossi E scrollati ; perciocchè egli era acceso nell’ ira . Un fumo gli saliva per le nari , Ed un fuoco consumante per la bocca ; Da lui procedevano brace accese . Ed egli abbassò i cieli , e discese ; E vi era una caligine sotto a’ suoi piedi . E cavalcava sopra Cherubini , e volava ; Ed era portato a volo sopra l’ ale del vento . Egli aveva poste delle tenebre per suo nascondimento ; Egli avea d’ intorno a sè il suo padiglione , Oscurità d’ acque , nubi dell’ aria . Le sue nubi si dileguarono per lo splendore che scoppiava davanti a lui , Con gragnuola e brace accese . E il Signore tuonò nel cielo , E l’ Altissimo diede fuori la sua voce , Con gragnuola e brace accese . Ed avventò le sue saette , e disperse coloro ; Egli lanciò folgori , e li mise in rotta . E per lo tuo sgridare , o Signore , E per lo soffiar del vento delle tue nari , I canali delle acque apparvero , E i fondamenti del mondo furono scoperti . Egli da alto distese la mano e mi prese , E mi trasse , fuori di grandi acque . Egli mi riscosse dal mio potente nemico , E da quelli che mi odiavano ; perciocchè erano più forti di me . Essi erano venuti incontro a me nel giorno della mia calamità ; Ma il Signore fu il mio sostegno ; E mi trasse fuori al largo ; Egli mi liberò , perciocchè egli mi gradisce . Il Signore mi ha fatta retribuzione secondo la mia giustizia ; Egli mi ha renduto secondo la purità delle mie mani ; Perciocchè io ho osservate le vie del Signore , E non mi sono empiamente rivolto dall’ Iddio mio ; Perciocchè io ho tenute davanti a me tutte le sue leggi , E non ho rimossi d’ innanzi a me i suoi statuti . E sono stato intiero inverso lui , E mi son guardato dalla mia iniquità . E il Signore mi ha renduto secondo la mia giustizia , Secondo la purità delle mie mani nel suo cospetto . Tu ti mostri pietoso inverso l’ uomo pio , Intiero inverso l’ uomo intiero . Tu ti mostri puro col puro , E procedi ritrosamente col perverso ; Perciocchè tu sei quel che salvi la gente afflitta , Ed abbassi gli occhi altieri ; Perciocchè tu sei quel che fai risplendere la mia lampana ; Il Signore Iddio mio allumina le mie tenebre ; Perciocchè per la tua virtù io rompo tutta una schiera ; E per la virtù dell’ Iddio mio salgo sopra il muro . La via di Dio è intiera ; La parola del Signore è purgata col fuoco ; Egli è lo scudo di tutti coloro che sperano in lui . Perciocchè chi è Dio , fuor che il Signore ? E chi è Rocca , fuor che l’ Iddio nostro ? Iddio è quel che mi cinge di prodezza , E che ha appianata la mia via . Egli rende i miei piedi simili a quelli delle cerve , E mi fa star ritto in su i miei alti luoghi . Egli ammaestra le mie mani alla battaglia ; E colle mie braccia un arco di rame è rotto . Tu mi hai ancora dato lo scudo della tua salvezza ; E la tua destra mi ha sostenuto , E la tua benignità mi ha accresciuto . Tu hai allargati i miei passi sotto di me ; E le mie calcagna non son vacillate . Io ho perseguitati i miei nemici , e li ho aggiunti ; E non me ne son tornato indietro , finchè non li abbia distrutti . Io li ho rotti , e non son potuti risorgere ; Mi son caduti sotto i piedi . E tu mi hai cinto di prodezza per la guerra ; Ed hai abbattuti sotto di me quelli che si levavano contro a me . Ed hai fatto voltar le spalle a’ miei nemici davanti a me ; Ed io ho distrutti quelli che mi odiavano . Essi gridarono , ma non vi fu chi li salvasse ; Gridarono al Signore , ma egli non rispose loro . Ed io li ho tritati , come polvere esposta al vento ; Io li ho spazzati via , come il fango delle strade . Tu mi hai scampato dalle brighe del popolo ; Tu mi hai costituito capo di nazioni ; Il popolo che io non conosceva mi è stato sottoposto . Al solo udir degli orecchi si son ridotti sotto la mia ubbidienza ; Gli stranieri si sono infinti inverso me . Gli stranieri son divenuti fiacchi , Ed hanno tremato di paura , fin dentro a’ lor ripari . Viva il Signore , e benedetta sia la mia Rocca ; E sia esaltato l’ Iddio della mia salute ; Iddio che mi dà il modo di far le mie vendette , E che mi sottomette i popoli . Che mi scampa da’ miei nemici , Ed anche mi solleva d’ infra quelli che mi assaltano , E mi riscuote dall’ uomo violento . Perciò , o Signore , io ti celebrerò fra le genti , E salmeggerò al tuo Nome ; Il quale rende magnifiche le vittorie del suo re , Ed usa benignità inverso Davide suo unto , E inverso la sua progenie in perpetuo . Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici I CIELI raccontano la gloria di Dio ; E la distesa annunzia l’ opera delle sue mani . Un giorno dietro all’ altro quelli sgorgano parole ; Una notte dietro all’ altra dichiarano scienza . Non hanno favella , nè parole ; La lor voce non si ode ; Ma la lor linea esce fuori per tutta la terra , E le lor parole vanno infino all’ estremità del mondo . Iddio ha posto in essi un tabernacolo al sole ; Ed egli esce fuori , come uno sposo dalla sua camera di nozze ; Egli gioisce , come un uomo prode a correr l’ aringo . La sua uscita è da una estremità de’ cieli , E il suo giro arriva infino all’ altra estremità ; E niente è nascosto al suo calore . La Legge del Signore è perfetta , ella ristora l’ anima ; La testimonianza del Signore è verace , e rende savio il semplice . Gli statuti del Signore son diritti , e rallegrano il cuore ; Il comandamento del Signore è puro , ed illumina gli occhi . Il timor del Signore è puro , e dimora in eterno ; I giudicii del Signore son verità , tutti quanti son giusti ; Sono più desiderabili che oro , anzi più che gran quantità d’ oro finissimo ; E più dolci che miele , anzi che quello che stilla da’ favi . Il tuo servitore è eziandio avvisato per essi ; Vi è gran mercede in osservarli . Chi conosce i suoi errori ? Purgami di quelli che mi sono occulti . Rattieni eziandio il tuo servitore dalle superbie , E fa’ che non signoreggino in me ; Allora io sarò intiero , e purgato di gran misfatto . Sieno grate nel tuo cospetto le parole della mia bocca , E la meditazione del cuor mio , O Signore , mia Rocca , e mio Redentore . Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici IL Signore ti risponda nel giorno che tu sarai in distretta ; Leviti ad alto in salvo il Nome dell’ Iddio di Giacobbe ; Manditi soccorso dal Santuario , E sostengati da Sion ; Ricordisi di tutte le tue offerte , E riduca in cenere il tuo olocausto . Sela . Diati ciò che è secondo il cuor tuo , E adempia ogni tuo consiglio . Noi canteremo di allegrezza per la tua vittoria , Ed alzeremo bandiere nel Nome dell’ Iddio nostro . Il Signore adempia tutte le tue domande . Ora so , che il Signore ha salvato il suo unto ; Egli gli risponderà dal cielo della sua santità ; La vittoria della sua destra è con gran potenza . Gli uni si fidano in carri , e gli altri in cavalli ; Ma noi ricorderemo il Nome del Signore Iddio nostro . Quelli sono andati in giù , e son caduti ; Ma noi siamo restati in piè , e ci siam rizzati . Salva , Signore ; Rispondaci il re nel giorno che noi grideremo . Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici SIGNORE , il re si rallegrerà nella tua forza ; E quanto festeggerà egli grandemente della tua vittoria ! Tu gli hai dato il desio del suo cuore , E non gli hai rifiutato quel ch’ egli ha pronunziato colle sue labbra . Sela . Perciocchè tu gli sei venuto incontro con benedizioni di beni ; Tu gli hai posta in sul capo una corona d’ oro finissimo . Egli ti aveva chiesta vita . E tu gli hai dato lunghezza di giorni in perpetuo . La sua gloria è grande per la tua vittoria ; Tu hai messa sopra lui maestà e magnificenza ; Perciocchè tu l’ hai posto in benedizioni in perpetuo ; Tu l’ hai rallegrato di letizia col tuo volto . Perciocchè il re si confida nel Signore , E nella benignità dell’ Altissimo , egli non sarà giammai smosso . La tua mano troverà tutti i tuoi nemici ; La tua destra troverà quelli che t’ odiano . Tu li renderai simili ad un forno ardente , Al tempo della tua ira ; Il Signore li abisserà nel suo cruccio , E il fuoco li divorerà . Tu farai perire il frutto loro d’ in sulla terra , E la lor progenie d’ infra i figliuoli degli uomini ; Perciocchè hanno ordito del male contro a te , Ed hanno divisata una malizia , della quale però non potranno venire a capo . Perciocchè tu li metterai per tuo bersaglio ; Tu tirerai diritto colle corde de’ tuoi archi contro alla lor faccia . Innalzati , Signore , colla tua forza ; Noi canteremo , e salmeggeremo la tua potenza . Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici , sopra Aielet-hassahar DIO mio , Dio mio , perchè mi hai lasciato ? Perchè stai lontano dalla mia salute , e dalle parole del mio ruggire ? O Dio mio , io grido di giorno , e tu non rispondi ; Di notte ancora , e non ho posa alcuna . E pur tu sei il Santo , Il Permanente , le lodi d’ Israele . I nostri padri si son confidati in te ; Si son confidati in te , e tu li hai liberati . Gridarono a te , e furon liberati ; In te si confidarono , e non furon confusi . Ma io sono un verme , e non un uomo ; Il vituperio degli uomini , e lo sprezzato fra il popolo . Chiunque mi vede , si beffa di me , Mi stende il labbro , e scuote il capo ; Dicendo : Egli si rimette nel Signore ; liberilo dunque ; Riscuotalo , poichè egli lo gradisce . Certo , tu sei quel che mi hai tratto fuor del seno ; Tu mi hai affidato da che io era alle mammelle di mia madre . Io fui gettato sopra te dalla matrice ; Tu sei il mio Dio fin dal seno di mia madre . Non allontanarti da me ; perciocchè l’ angoscia è vicina , E non vi è alcuno che mi aiuti . Grandi tori mi hanno circondato ; Possenti tori di Basan mi hanno intorniato ; Hanno aperta la lor gola contro a me , Come un leone rapace e ruggente . Io mi scolo come acqua , E tutte le mie ossa si scommettono ; Il mio cuore è come cera , E si strugge nel mezzo delle mie interiora . Il mio vigore è asciutto come un testo , E la mia lingua è attaccata alla mia gola ; Tu mi hai posto nella polvere della morte . Perciocchè cani mi hanno circondato ; Uno stuolo di maligni mi ha intorniato ; Essi mi hanno forate le mani ed i piedi . Io posso contar tutte le mie ossa ; Essi mi riguardano , e mi considerano . Si spartiscono fra loro i miei vestimenti , E tranno la sorte sopra la mia vesta . Tu dunque , Signore , non allontanarti ; Tu che sei la mia forza , affrettati a soccorrermi . Riscuoti l’ anima mia dalla spada , L’ unica mia dalla branca del cane . Salvami dalla gola del leone , Ed esaudiscimi , liberandomi dalle corna de’ liocorni . Io racconterò il tuo Nome a’ miei fratelli ; Io ti loderò in mezzo della raunanza . Voi che temete il Signore , lodatelo ; Glorificatelo voi , tutta la progenie di Giacobbe ; E voi tutta la generazione d’ Israele , abbiate timor di lui . Perciocchè egli non ha sprezzata , nè disdegnata l’ afflizione dell’ afflitto ; E non ha nascosta la sua faccia da lui ; E quando ha gridato a lui , l’ ha esaudito . Da te io ho l’ argomento della mia lode in grande raunanza ; Io adempirò i miei voti in presenza di quelli che ti temono . I mansueti mangeranno , e saranno saziati ; Que’ che cercano il Signore lo loderanno ; Il vostro cuore viverà in perpetuo . Tutte le estremità della terra ne avranno memoria , E si convertiranno al Signore ; E tutte le nazioni delle genti adoreranno nel suo cospetto . Perciocchè al Signore appartiene il regno ; Ed egli è quel che signoreggia sopra le genti . Tutti i grassi della terra mangeranno ed adoreranno ; Parimente tutti quelli che scendono nella polvere , E che non possono mantenersi in vita , s’ inchineranno davanti a lui . La lor posterità gli servirà ; Ella sarà annoverata per generazione al Signore . Essi verranno , ed annunzieranno la sua giustizia ; Ed alla gente che ha da nascere ciò ch’ egli avrà operato . Salmo di Davide IL Signore è il mio pastore : nulla mi mancherà . Egli mi fa giacere in paschi erbosi , Mi guida lungo le acque chete . Egli mi ristora l’ anima ; Egli mi conduce per sentieri di giustizia , Per amor del suo Nome . Avvegnachè io camminassi nella valle dell’ ombra della morte , Io non temerei male alcuno ; perciocchè tu sei meco ; La tua bacchetta , e la tua verga mi consolano . Tu apparecchi davanti a me la mensa , al cospetto de’ miei nemici ; Tu ungi il mio capo con olio ; la mia coppa trabocca . Per certo , beni e benignità mi accompagneranno Tutti i giorni della mia vita ; Ed io abiterò nella Casa del Signore Per lunghi giorni . Salmo di Davide AL Signore appartiene la terra , e tutto quello che è in essa ; Il mondo , ed i suoi abitanti . Perciocchè egli l’ ha fondata sopra i mari , E l’ ha fermata sopra i fiumi . Chi salirà al monte del Signore ? E chi starà nel luogo suo santo ? L’ uomo innocente di mani , e puro di cuore ; Il qual non eleva l’ animo a vanità , e non giura con frode . Un tale riceverà benedizione dal Signore , E giustizia dall’ Iddio della sua salute . Tale è la generazione di quelli che lo ricercano ; Tale è Giacobbe che cerca la tua faccia , o Dio . Sela . O porte , alzate i vostri capi ; E voi , porte eterne , alzatevi ; E il Re di gloria entrerà . Chi è questo Re di gloria ? Egli è il Signore forte e possente ; Il Signore poderoso in battaglia . O porte , alzate i vostri capi ; Alzatevi , o porte eterne ; E il Re di gloria entrerà . Chi è questo Re di gloria ? Egli è il Signor degli eserciti ; Esso è il Re di gloria . Sela . Salmo di Davide O SIGNORE , io levo l’ anima mia a te . Dio mio , io mi confido in te ; fa’ che io non sia confuso , E che i miei nemici non facciano festa di me . Ed anche che niuno di quelli che sperano in te sia confuso ; Sien confusi quelli che si portano dislealmente senza cagione . Signore , fammi conoscere le tue vie ; Insegnami i tuoi sentieri . Inviami nella tua verità , ed ammaestrami ; Perciocchè tu sei l’ Iddio della mia salute ; Io ti attendo tuttodì . Ricordati , Signore , delle tue compassioni , e delle tue benignità ; Perciocchè sono ab eterno . Non ridurti a memoria i peccati della mia giovanezza , Nè i miei misfatti ; Secondo la tua benignità , ricordati di me , O Signore , per amore della tua bontà . Il Signore è buono e diritto ; Perciò egli insegnerà la via a’ peccatori . Egli invierà i mansueti nella dirittura , Ed insegnerà la sua via agli umili . Tutte le vie del Signore son benignità e verità , Inverso quelli che guardano il suo patto e le sue testimonianze . O Signore , per amor del tuo Nome , Perdonami la mia iniquità ; perciocchè ella è grande . Chi è l’ uomo che tema il Signore ? Egli gl’ insegnerà la via ch’ egli deve eleggere . L’ anima sua dimorerà per mezzo i beni , E la sua progenie erederà la terra . Il Signore dà a conoscere il suo consiglio ed il suo patto A quelli che lo temono . I miei occhi son del continuo verso il Signore ; Perciocchè egli trarrà i miei piedi della rete . Riguarda a me , ed abbi pietà di me ; Perciocchè io son solo ed afflitto . Le angosce del mio cuore si sono aumentate ; Trammi delle mie distrette . Vedi la mia afflizione ed il mio affanno ; E perdonami tutti i miei peccati . Vedi i miei nemici ; perciocchè son molti , E mi odiano d’ un odio pieno di violenza . Guarda l’ anima mia , e riscuotimi ; Fa’ che io non sia confuso ; perciocchè io mi confido in te . L’ integrità e la dirittura mi guardino ; Perciocchè io ho sperato in te . O Dio , riscuoti Israele da tutte le sue tribolazioni . Salmo di Davide GIUDICIAMI , Signore ; perciocchè io son camminato nella mia integrità ; E mi son confidato nel Signore ; io non sarò smosso . Provami , Signore , e sperimentami ; Metti al cimento le mie reni ed il mio cuore . Perciocchè io ho davanti agli occhi la tua benignità , E son camminato nella tua verità . Io non son seduto con uomini bugiardi , E non sono andato co’ dissimulati . Io odio la raunanza de’ maligni , E non son seduto con gli empi . Io lavo le mie mani nell’ innocenza , E circuisco il tuo Altare , o Signore ; Facendo risonar voce di lode , E raccontando tutte le tue maraviglie . O Signore , io amo l’ abitacolo della tua Casa , E il luogo del tabernacolo della tua gloria . Non metter l’ anima mia in un fascio co’ peccatori , Nè la mia vita con gli uomini di sangue ; Nelle cui mani è scelleratezza , E la cui destra è piena di presenti . Ma io camminerò nella mia integrità ; Riscuotimi , ed abbi pietà di me . Il mio piè sta fermo e ritto in luogo piano . Io benedirò il Signore nelle raunanze . Salmo di Davide IL Signore è la mia luce e la mia salute ; Di chi temerò ? Il Signore è la forza della mia vita ; Di chi avrò paura ? Quando i maligni mi hanno assalito per divorar la mia carne , Eglino stessi , i miei nemici ed avversari , son traboccati e caduti . Avvegnachè tutto un campo si accampasse contro a me , Il mio cuore non avrebbe però paura ; Benchè una battaglia si levasse contro a me , Io avrei confidanza in questo . Io ho chiesta una cosa al Signore , quella procaccerò : Che io dimori nella Casa del Signore tutti i giorni della mia vita , Per mirar la bellezza del Signore , E visitare il suo Tempio . Perciocchè egli mi nasconderà nel suo tabernacolo , Nel giorno dell’ avversità ; Egli mi occulterà nel nascondimento del suo padiglione ; Egli mi leverà ad alto sopra una roccia . Anzi pure ora il mio capo s’ innalzerà sopra i miei nemici Che son d’ intorno a me ; Ed io sacrificherò nel suo tabernacolo sacrificii con giubilo ; Io canterò , e salmeggerò al Signore . Signore , ascolta la mia voce , colla quale io grido ; Ed abbi pietà di me , e rispondimi . Il mio cuore mi dice da parte tua : Cercate la mia faccia . Io cerco la tua faccia , o Signore . Non nascondere il tuo volto da me , Non rigettare in ira il tuo servitore ; Tu sei stato il mio aiuto ; non lasciarmi , e non abbandonarmi , O Dio della mia salute . Quantunque mio padre e mia madre mi avessero abbandonato , Pure il Signore mi accoglierà . O Signore , insegnami la tua via , E giudami per un sentiero piano , Per cagione de’ miei nemici . Non darmi alle voglie de’ miei nemici ; Perciocchè son surti contro a me falsi testimoni , Ed uomini che audacemente parlano di violenza . Oh ! se non avessi creduto di vedere i beni del Signore , Nella terra de’ viventi ! Attendi il Signore , Fortificati ; ed egli conforterà il tuo cuore ; Spera pur nel Signore . Salmo di Davide IO grido a te , Signore ; Rocca mia , non tacere , senza rispondermi ; Che talora , se tu ti taci , Io non sia renduto simile a quelli che scendono nella fossa . Ascolta la voce delle mie supplicazioni , mentre io grido a te , Mentre io levo le mani verso l’ oracolo della tua santità . Non istrascinarmi con gli empi , e con gli operatori d’ iniquità , I quali parlano di pace co’ lor prossimi , Ma hanno della malizia nel cuore . Rendi loro secondo le loro opere , e secondo le malvagità de’ lor fatti ; Rendi loro secondo le opere delle lor mani ; Da’ loro la lor retribuzione . Perciocchè non considerano i fatti del Signore , Nè l’ opere delle sue mani , Egli li distruggerà , e non li edificherà . Benedetto sia il Signore ; Perciocchè egli ha udita la voce delle mie supplicazioni . Il Signore è la mia forza ed il mio scudo ; In lui si è confidato il mio cuore , ed io sono stato soccorso ; Onde il mio cuore festeggia Ed io lo celebrerò co’ miei cantici . Il Signore è la forza del suo popolo , Ed è la fortezza delle salvazioni del suo unto . Salva il tuo popolo , e benedici la tua eredità ; E pascili , e innalzali in perpetuo . Salmo di Davide DATE al Signore , o figliuoli de’ potenti , Date al Signore gloria e forza . Date al Signore la gloria dovuta al suo Nome ; Adorate il Signore nel magnifico santuario . La voce del Signore è sopra le acque ; L’ Iddio di gloria tuona ; Il Signore è sopra le grandi acque . La voce del Signore è con potenza ; La voce del Signore è con magnificenza . La voce del Signore rompe i cedri ; E il Signore spezza i cedri del Libano ; E li fa saltellar come un vitello ; Il Libano stesso , e Sirion , come il figlio d’ un liocorno . La voce del Signore sparge , a guisa di schegge , fiamme di fuoco . La voce del Signore fa tremare il deserto ; Il Signore fa tremare il deserto di Cades . La voce del Signore fa partorir le cerve , E sfronda le selve ; Ma intanto ciascuna predica la sua gloria nel suo Tempio . Il Signore nel diluvio siede ; Anzi il Signore siede re in eterno . Il Signore darà forza al suo popolo ; Il Signore benedirà il suo popolo in pace . Salmo di canto di Davide , sopra la dedicazione della sua casa SIGNORE , io ti esalterò ; perciocchè tu mi hai tratto ad alto , E non hai rallegrati di me i miei nemici . Signore Iddio mio , Io ho gridato a te , e tu mi hai sanato . Signore , tu hai fatta salir l’ anima mia fuor del sepolcro ; Tu mi hai salvata la vita , acciocchè io non iscendessi nella fossa . Salmeggiate al Signore voi suoi santi ; E celebrate la memoria della sua santità . Perciocchè l’ ira sua dura solo un momento ; Ma la sua benevolenza dura tutta una vita ; La sera appo noi alberga il pianto , Ma la mattina vi è giubilo . Quant’ è a me , nella mia quiete , io diceva : Io non sarò giammai smosso . Signore , tu avevi , per lo tuo favore , stanziata la fortezza nel mio monte ; Ma tosto che tu hai nascosta la tua faccia , io sono stato smarrito . Io ho gridato a te , Signore , Ed ho supplicato al Signore , Dicendo : Che utilità avrai nel mio sangue , Se io scendo nella fossa ? La polvere ti celebrerà ella ? Predicherà ella la tua verità ? Ascolta , Signore , ed abbi pietà di me ; Signore , siimi in aiuto . Tu hai mutato il mio duolo in festa ; Tu hai sciolto il mio cilicio , e mi hai cinto di allegrezza ; Acciocchè la mia gloria ti salmeggi , e non si taccia . Signore Iddio mio , io ti celebrerò in eterno . Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici SIGNORE , io mi son confidato in te ; Fa’ che io non sia giammai confuso ; Liberami per la tua giustizia . Inchina a me il tuo orecchio , affrettati a liberarmi ; Siimi una rocca forte , e un luogo di fortezza , Per salvarmi . Perciocchè tu sei la mia rocca e la mia fortezza ; E , per amor del tuo Nome , guidami , e conducimi . Trammi fuor della rete che mi è stata tesa di nascosto ; Poichè tu sei la mia fortezza . Io rimetto il mio spirito nelle tue mani ; Tu mi hai riscattato , o Signore Iddio di verità . Io odio quelli che attendono alle vanità di menzogna ; Ma io mi confido nel Signore . Io festeggerò , e mi rallegrerò della tua benignità ; Perciocchè tu avrai veduta la mia afflizione , Ed avrai presa conoscenza delle tribolazioni dell’ anima mia ; E non mi avrai messo in mano del nemico ; Ed avrai fatto star ritti i miei piedi al largo . Abbi mercè di me , Signore ; perciocchè io sono in distretta ; L’ occhio mio , l’ anima mia , e il ventre mio , son consumati di cordoglio . Perciocchè la mia vita si vien meno di noia , Ed i miei anni di sospirare ; Le mie forze sono scadute per le mie pene , E le mie ossa son consumate . Per cagione di tutti i miei nemici , io sono stato in gran vituperio Eziandio a’ miei vicini , e in ispavento a’ miei conoscenti ; Quelli che mi veggono fuori se ne fuggono lontano da me . Io sono stato dimenticato dal cuor loro come un morto ; Io son simile ad un vaso perduto . Perciocchè io ho udito il vituperio di molti ; Spavento è d’ ogn’ intorno , Mentre prendono insieme consiglio contro a me , E macchinano di tormi la vita . Ma io , o Signore , mi confido in te ; Io ho detto : Tu sei l’ Iddio mio . I miei tempi son nella tua mano ; Riscuotimi dalla mano de’ miei nemici , e da quelli che mi perseguitano . Fa’ risplendere il tuo volto sopra il tuo servitore ; Salvami per la tua benignità . O Signore , fa’ che io non sia confuso ; perciocchè io t’ invoco ; Sieno confusi gli empi ; Abbian la bocca turata , e sieno posti nel sepolcro . Ammutoliscano le labbra bugiarde , Le quali parlano duramente contro al giusto , Con alterezza , e con isprezzo . Quanto grandi sono i tuoi beni Che tu hai riposti a quelli che ti temono ; E che tu fai in presenza de’ figliuoli degli uomini , Inverso quelli che si confidano in te ! Tu li nascondi , nel nascondimento della tua faccia , Dalle superbie degli uomini ; Tu li occulti in un tabernacolo , lungi dalle brighe delle lingue . Benedetto sia il Signore ; Perciocchè egli ha renduta ammirabile la sua benignità inverso me , Come se io fossi stato in una città di fortezza . Ora , quant’ è a me , nel mio smarrimento , dissi : Io son riciso d’ innanzi al tuo cospetto Ma pur tu hai udita la voce delle mie supplicazioni , Quando io ho gridato a te . Amate il Signore , voi suoi santi tutti ; Il Signore guarda i fedeli , E rende la retribuzione a colmo a quelli che procedono alteramente . Confortatevi , voi tutti che sperate nel Signore ; Ed egli fortificherà il vostro cuore . Maschil di Davide BEATO colui la cui trasgressione è rimessa , E il cui peccato è coperto ! Beato l’ uomo a cui il Signore non imputa iniquità , E nel cui spirito non vi è frode alcuna ! Mentre io mi son taciuto , le mie ossa si sono invecchiate , Nel mio ruggire di tutto dì . Perciocchè giorno e notte la tua mano era aggravata sopra me , L’ umor mio era divenuto simile ad arsure di state . Sela . Io ti ho dichiarato il mio peccato , non ho coperta la mia iniquità , Io ho detto : Io confesserò le mie trasgressioni al Signore ; E tu hai rimessa l’ iniquità del mio peccato . Sela . Perciò ogni uomo pio ti farà orazione Nel tempo che tu puoi esser trovato ; Nel tempo di diluvio di grandi acque , esse non pur perverranno a lui . Tu sei il mio ricetto , tu mi guarderai di distretta , Tu mi circonderai di canti di liberazione . Sela . Io voglio ammaestrarti ed insegnarti la via , Per la quale devi camminare ; E consigliarti , avendo l’ occhio sopra te . Non siate come il cavallo , nè come il mulo , che sono senza intelletto ; La cui bocca conviene frenare con morso e con freno , Altrimenti non si accosterebbero a te . Molti dolori avverranno all’ empio ; Ma benignità intornierà colui che si confida nel Signore . Rallegratevi nel Signore , e fate festa , o giusti ; E giubilate , voi tutti che siete diritti di cuore . VOI giusti , giubilate nel Signore ; La lode è decevole agli uomini diritti . Celebrate il Signore colla cetera ; Salmeggiategli col saltero e col decacordo . Cantategli un nuovo cantico , Sonate maestrevolmente con giubilo . Perciocchè la parola del Signore è diritta ; E tutte le sue opere son fatte con verità . Egli ama la giustizia e la dirittura ; La terra è piena della benignità del Signore . I cieli sono stati fatti per la parola del Signore , E tutto il loro esercito per lo soffio della sua bocca . Egli ha adunate le acque del mare come in un mucchio ; Egli ha riposti gli abissi come in tesori . Tutta la terra tema del Signore ; Abbianne spavento tutti gli abitanti del mondo . Perciocchè egli disse la parola , e la cosa fu ; Egli comandò , e la cosa surse . Il Signore dissipa il consiglio delle genti , Ed annulla i pensieri de’ popoli . Il consiglio del Signore dimora in eterno ; I pensieri del suo cuore dimorano per ogni età . Beata la gente di cui il Signore è l’ Iddio ; Beato il popolo , il quale egli ha eletto per sua eredità . Il Signore riguarda dal cielo , Egli vede tutti i figliuoli degli uomini . Egli mira , dalla stanza del suo seggio , Tutti gli abitanti della terra . Egli è quel che ha formato il cuor di essi tutti , Che considera tutte le loro opere . Il re non è salvato per grandezza di esercito ; L’ uomo prode non iscampa per grandezza di forza . Il cavallo è cosa fallace per salvare , E non può liberare colla grandezza della sua possa . Ecco , l’ occhio del Signore è inverso quelli che lo temono ; Inverso quelli che sperano nella sua benignità ; Per riscuoter l’ anima loro dalla morte , E per conservarli in vita in tempo di fame . L’ anima nostra attende il Signore ; Egli è il nostro aiuto , e il nostro scudo . Certo , il nostro cuore si rallegrerà in lui ; Perciocchè noi ci siam confidati nel Nome della sua santità . La tua benignità , o Signore , sia sopra noi , Siccome noi abbiamo sperato in te . Salmo di Davide , intorno a ciò ch’ egli si contraffece davanti ad Abimelec ; onde esso lo cacciò via , ed egli se ne andò IO benedirò il Signore in ogni tempo ; La sua lode sarà sempre nella mia bocca . L’ anima mia si glorierà nel Signore ; Gli umili l’ udiranno , e si rallegreranno . Magnificate meco il Signore , Ed esaltiamo tutti insieme il suo Nome . Io ho cercato il Signore , ed egli mi ha risposto , E mi ha liberato da tutti i miei spaventi . Quelli che hanno riguardato a lui sono stati illuminati , E le lor facce non sono state svergognate . Questo povero afflitto ha gridato , e il Signore l’ ha esaudito , E l’ ha salvato da tutte le sue distrette . Gli Angeli del Signore sono accampati intorno a quelli che lo temono , E li liberano . Gustate , e vedete quanto il Signore è buono ; Beato l’ uomo che spera in lui . Temete il Signore , voi suoi santi ; Poichè nulla manca a quelli che lo temono . I leoncelli soffrono necessità e fame ; Ma quelli che cercano il Signore non hanno mancamento di alcun bene . Venite , figliuoli , ascoltatemi ; Io v’ insegnerò il timor del Signore . Quale è l’ uomo che abbia voglia di vivere , Che ami lunghezza di giorni per veder del bene ? Guarda la tua lingua dal male , E le tue labbra da parlar frode . Ritratti dal male , e fa’ il bene ; Cerca la pace , e procacciala . Gli occhi del Signore son verso i giusti , E le sue orecchie sono attente al grido loro . La faccia del Signore è contro a quelli che fanno male , Per isterminare la lor memoria d’ in su la terra . I giusti gridano , e il Signore li esaudisce , E li libera da tutte le lor distrette . Il Signore è presso di quelli che hanno il cuor rotto , E salva quelli che hanno lo spirito contrito . Molte son le afflizioni del giusto ; Ma il Signore lo libererà da tutte . Egli guarda tutte le ossa di esso : E niuno ne può esser rotto . La malvagità farà morire il malvagio , E quelli che odiano il giusto saran distrutti . Il Signore riscatta l’ anima de’ suoi servitori ; E niuno di quelli che sperano in lui sarà distrutto . Salmo di Davide O SIGNORE , contendi con quelli che contendono meco ; Guerreggia con quelli che guerreggiano meco . Prendi lo scudo e la targa ; E levati in mio aiuto . E trai fuori la lancia , e serra il passo a quelli che mi perseguitano ; Di’ all’ anima mia : Io son la tua salute . Sien confusi e svergognati quelli che cercano l’ anima mia ; Voltin le spalle , e sieno svergognati Quelli che macchinano del male contro a me . Sien come pula al vento , E caccili l’ Angelo del Signore . Sia la via loro tutta tenebre , e sdruccioli ; E perseguali l’ Angelo del Signore . Perciocchè senza cagione hanno fatta una fossa nascosta , Per tendervi la lor rete ; Senza cagione l’ hanno cavata all’ anima mia . Venga loro una sprovveduta ruina , E sieno presi colla lor propria rete che hanno tesa di nascosto , E cadano nella ruina che mi hanno apparecchiata . Allora l’ anima mia festeggerà nel Signore , E si rallegrerà nella sua salute . Tutte le ossa mie diranno : O Signore , chi è pari a te , Che riscuoti il povero afflitto da chi è più forte di lui ; Il povero afflitto , e il bisognoso , da chi lo spoglia ? Falsi testimoni si levano ; Mi domandano cose , delle quali non so nulla . Mi rendono male per bene ; Rendono sconforto all’ anima mia . E pure io , quando essi erano infermi , mi vestiva d’ un cilicio . Ed affliggeva l’ anima mia col digiuno , E la mia orazione mi ritornava in seno . Io andava attorno , come se fosse stato per un mio amico , ovver fratello ; Io andava chino , e vestito a bruno , Come uno che faccia cordoglio di sua madre . Ma quando io son zoppicato , essi se ne son rallegrati , E si sono adunati insieme ; Gente da nulla si è adunata contro a me , senza che io lo sapessi ; Mi hanno lacerato , senza mai restare ; Insieme con profani beffatori giocolari , Digrignando i denti contro di me . O Signore , infino a quando vedrai queste cose ? Ritrai l’ anima mia dalle ruine loro , L’ unica mia d’ infra i leoncelli . Io ti celebrerò in gran raunanza ; Io ti loderò in mezzo d’ un gran popolo . Non rallegrinsi di me quelli che mi son nemici a torto ; Non ammicchino con gli occhi quelli che mi odiano senza cagione . Perciocchè non parlano giammai di pace ; Anzi macchinano frodi contro a’ pacifici della terra . Ed allargano la lor bocca contro a me , E dicono : Eia , Eia ! l’ occhio nostro ha pur veduto quello che desideravamo . O Signore , tu hai vedute queste cose ; non tacere ; O Signore , non allontanarti da me . Risvegliati , e destati , per farmi ragione ; Dio mio , e Signor mio , risvegliati per difendere la mia causa . O Signore Iddio mio , giudicami secondo la tua giustizia , E fa’ ch’ essi non si rallegrino di me ; E non dicano nel cuor loro : Ehi ! anima nostra ; E non dicano : Noi l’ abbiamo trangugiato . Sieno svergognati e confusi tutti quanti Quelli che si rallegrano del mio male ; Sieno vestiti di vergogna e di vituperio Quelli che si magnificano contro a me . Cantino , e rallegrinsi Quelli che hanno buona affezione alla mia giustizia ; E dicano del continuo : Magnificato sia il Signore , Che vuole la pace del suo servitore . E la mia lingua risonerà la tua giustizia E la tua laude , tuttodì . Salmo di Davide , servitore del Signore dato al capo de’ Musici IL misfatto dell’ empio mi dice dentro al cuore , Ch’ egli non ha timore alcuno di Dio davanti agli occhi . Perciocchè egli si lusinga appo sè stesso , Per venire a capo della sua iniquità , che è pur da odiare . Le parole della sua bocca sono iniquità e frode ; Egli non ha più intelletto da far bene . Egli divisa iniquità sopra il suo letto ; Egli si ferma nella via che non è buona , Egli non abborre il male . O Signore , la tua benignità arriva infino al cielo , E la tua verità infino alle nuvole . La tua giustizia è simile a monti altissimi ; I tuoi giudicii sono un grande abisso . O Signore , tu conservi uomini e bestie . O Dio , quanto preziosa è la tua benignità ! Perciò i figliuoli degli uomini si riducono sotto l’ ombra delle tue ale ; Son saziati del grasso della tua Casa ; Tu li abbeveri del torrente delle tue delizie . Perciocchè appo te è la fonte della vita ; E per la tua luce noi veggiamo la luce . Stendi la tua benignità inverso quelli che ti conoscono , E la tua giustizia inverso quelli che son diritti di cuore . Non vengami addosso il piè del superbo ; E la mano degli empi non mi smuova . Ecco là , gli operatori d’ iniquità son caduti ; Sono stati sospinti , e non son potuti risorgere . Salmo di Davide NON crucciarti per cagion de’ maligni ; Non portare invidia a quelli che operano perversamente ; Perciocchè saran di subito ricisi come fieno , E si appasseranno come erbetta verde . Confidati nel Signore , e fa’ bene ; Tu abiterai nella terra , e vi pasturerai in confidanza . E prendi il tuo diletto nel Signore , Ed egli ti darà le domande del tuo cuore . Rimetti la tua via nel Signore ; E confidati in lui , ed egli farà ciò che bisogna ; E produrrà fuori la tua giustizia , come la luce ; E la tua dirittura , come il mezzodì . Attendi il Signore in silenzio ; Non crucciarti per colui che prospera nella sua via , Per l’ uomo che opera scelleratezza . Rimanti dell’ ira , e lascia il cruccio ; Non isdegnarti , sì veramente , che tu venga a far male . Perciocchè i maligni saranno sterminati ; Ma coloro che sperano nel Signore possederanno la terra . Fra breve spazio l’ empio non sarà più ; E se tu poni mente al suo luogo , egli non vi sarà più . Ma i mansueti possederanno la terra , E gioiranno in gran pace . L’ empio fa delle macchinazioni contro al giusto , E digrigna i denti contro a lui . Il Signore si riderà di lui ; Perciocchè egli vede che il suo giorno viene . Gli empi hanno tratta la spada , Ed hanno teso il loro arco , Per abbattere il povero afflitto ed il bisognoso ; Per ammazzar quelli che camminano dirittamente . La loro spada entrerà loro nel cuore , E gli archi loro saranno rotti . Meglio vale il poco del giusto , Che l’ abbondanza di molti empi . Perciocchè le braccia degli empi saranno rotte ; Ma il Signore sostiene i giusti . Il Signore conosce i giorni degli uomini intieri ; E la loro eredità sarà in eterno . Essi non saran confusi nel tempo dell’ avversità ; E saranno saziati nel tempo della fame . Ma gli empi periranno ; Ed i nemici del Signore , come grasso d’ agnelli , Saranno consumati , e andranno in fumo . L’ empio prende in prestanza , e non rende ; Ma il giusto largisce , e dona . Perciocchè i benedetti dal Signore erederanno la terra ; Ma i maledetti da lui saranno sterminati . I passi dell’ uomo , la cui via il Signore gradisce , Son da lui addirizzati . Se cade , non è però atterrato ; Perciocchè il Signore gli sostiene la mano . Io sono stato fanciullo , e sono eziandio divenuto vecchio , E non ho veduto il giusto abbandonato , Nè la sua progenie accattare il pane . Egli tuttodì dona e presta ; E la sua progenie è in benedizione . Ritratti dal male , e fa’ il bene ; E tu sarai stanziato in eterno . Perciocchè il Signore ama la dirittura , E non abbandonerà i suoi santi ; Essi saranno conservati in eterno ; Ma la progenie degli empi sarà sterminata . I giusti erederanno la terra ; Ed abiteranno in perpetuo sopra essa . La bocca del giusto risuona sapienza , E la sua lingua pronunzia dirittura . La Legge dell’ Iddio suo è nel suo cuore ; I suoi passi non vacilleranno . L’ empio spia il giusto , E cerca di ucciderlo . Il Signore non glielo lascerà nelle mani , E non permetterà che sia condannato , quando sarà giudicato . Aspetta il Signore , e guarda la sua via , Ed egli t’ innalzerà , acciocchè tu eredi la terra ; Quando gli empi saranno sterminati , tu lo vedrai . Io ho veduto l’ empio possente , E che si distendeva come un verde lauro ; Ma egli è passato via ; ed ecco , egli non è più ; Ed io l’ ho cercato , e non si è ritrovato . Guarda l’ integrità , e riguarda alla dirittura ; Perciocchè vi è mercede per l’ uomo di pace . Ma i trasgressori saranno distrutti tutti quanti ; Ogni mercede è ricisa agli empi . Ma la salute de’ giusti è dal Signore ; Egli è la lor fortezza nel tempo dell’ afflizione ; Ed il Signore li aiuta e li libera ; Li libera dagli empi , e li salva ; Perciocchè hanno sperato in lui . Salmo di Davide , da rammemorare SIGNORE , non correggermi nella tua indegnazione ; E non castigarmi nel tuo cruccio . Perciocchè le tue saette son discese in me , E la tua mano mi si è calata addosso . Egli non vi è nulla di sano nella mia carne , per cagione della tua ira ; Le mie ossa non hanno requie alcuna , per cagion del mio peccato . Perciocchè le mie iniquità trapassano il mio capo ; Sono a guisa di grave peso , son pesanti più che io non posso portare . Le mie posteme putono , e colano , Per la mia follia . Io son tutto travolto e piegato ; Io vo attorno tuttodì vestito a bruno ; Perciocchè i miei fianchi son pieni d’ infiammagione ; E non vi è nulla di sano nella mia carne . Io son tutto fiacco e trito ; Io ruggisco per il fremito del mio cuore . Signore , ogni mio desiderio è nel tuo cospetto ; Ed i miei sospiri non ti sono occulti . Il mio cuore è agitato , la mia forza mi lascia ; La luce stessa de’ miei occhi non è più appo me . I miei amici ed i miei compagni se ne stanno di rincontro alla mia piaga ; Ed i miei prossimi si fermano da lungi . E questi che cercano l’ anima mia mi tendono delle reti ; E quelli che procacciano il mio male parlano di malizie , E ragionano di frodi tuttodì . Ma io , come se fossi sordo , non ascolto ; E son come un mutolo che non apre la bocca . E son come un uomo che non ode ; E come uno che non ha replica alcuna in bocca . Perciocchè , o Signore , io ti aspetto , Tu risponderai , o Signore Iddio mio . Perciocchè io ho detto : Fa’ che non si rallegrino di me ; Quando il mio piè vacilla , essi s’ innalzano contro a me . Mentre son tutto presto a cadere , E la mia doglia è davanti a me del continuo ; Mentre io dichiaro la mia iniquità , E sono angosciato per lo mio peccato ; I miei nemici vivono , e si fortificano ; E quelli che mi odiano a torto s’ ingrandiscono . Quelli , dico , che mi rendono mal per bene ; Che mi sono avversari , in iscambio di ciò che ho loro procacciato del bene . Signore , non abbandonarmi ; Dio mio , non allontanarti da me . Affrettati al mio aiuto , O Signore , mia salute . Salmo di Davide , dato a Iedutun capo de’ Musici IO aveva detto : Io prenderò guardia alle mie vie , Che io non pecchi colla mia lingua ; Io guarderò la mia bocca con un frenello , Mentre l’ empio sarà davanti a me . Io sono stato mutolo e cheto ; Ho eziandio taciuto il bene ; Ma la mia doglia si è inasprita . Il mio cuore si è riscaldato dentro di me ; Un fuoco si è acceso , mentre io ravvolgeva questo nell’ animo mio ; Onde io ho parlato colla mia lingua , dicendo : O Signore , fammi conoscere il mio fine , E quale è il termine de’ miei dì ; Fa’ ch’ io sappia quanto io ho da vivere ancora in questo mondo . Ecco tu hai ridotti i miei dì alla misura di un palmo , E il tempo della mia vita è come niente appo te ; Certo , ogni uomo , quantunque sia in piè , è tutta vanità . Sela . Certo l’ uomo va e viene in figura ; Certo in vano si travagliano tutti , E adunano de’ beni senza sapere chi li raccorrà . Ma ora , Signore , che aspetto io ? La mia speranza è in te . Liberami da tutti i miei misfatti ; Non farmi essere il vituperio dello stolto . Io ammutolisco , io non aprirò la bocca ; Perciocchè tu hai fatto questo . Toglimi d’ addosso la tua piaga ; Io mi vengo meno , per la guerra che tu mi fai colla tua mano . Se tu castighi alcuno con castigamenti d’ iniquità , Tu fai struggere tutto ciò che vi è di bello e d’ eccellente in lui , Come una tignuola ; certo , ogni uomo è vanità . Sela . Signore , ascolta la mia orazione , e porgi l’ orecchio al mio grido , E non esser sordo alle mie lagrime ; Perciocchè io son forestiere appo te , Ed avveniticcio , come tutti i miei padri . Cessati da me , acciocchè io mi rinforzi , Innanzi che io me ne vada , e non sia più . Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici IO ho lungamente e pazientemente aspettato il Signore ; Ed egli si è inchinato a me , ed ha ascoltato il mio grido ; E mi ha tratto fuor di una fossa ruinosa , Di un fango pantanoso ; Ed ha rizzati i miei piedi sopra una roccia , Ed ha fermati i miei passi . Ed ha messo nella mia bocca un nuovo cantico Per lode dell’ Iddio nostro ; Molti vedranno questo , e temeranno , E si confideranno nel Signore . Beato l’ uomo che ha posto il Signore per sua confidanza ; E non riguarda a’ possenti superbi , Nè a quelli che si rivolgono dietro a menzogna . Signore Iddio mio , tu fai grandi le tue maraviglie ; E i tuoi pensieri inverso noi Non ponno per alcuna maniera esserti spiegati per ordine ; Se io imprendo di narrarli e di parlarne , Son tanti che io non posso annoverarli . Tu non prendi piacere in sacrificio , nè in offerta ; Tu mi hai forate le orecchie ; Tu non hai chiesto , olocausto , nè sacrificio per lo peccato . Allora io ho detto : Eccomi venuto ; Egli è scritto di me nel volume del Libro . Dio mio , io prendo piacere in far la tua volontà ; E la tua Legge è nel mezzo delle mie interiora . Io ho predicata la tua giustizia in gran raunanza ; Ecco io non ho rattenute le mie labbra ; Tu lo sai , Signore . Io non ho nascosta la tua giustizia dentro al mio cuore ; Io ho narrata la tua verità e la tua salute ; Io non ho celata la tua benignità , nè la tua verità , In gran raunanza . Tu , Signore , non rattenere inverso me le tue compassioni ; Guardinmi del continuo la tua benignità e la tua verità . Perciocchè mali innumerabili mi hanno circondato ; Le mie iniquità mi hanno giunto , E pur non le posso vedere ; Sono in maggior numero che i capelli del mio capo , Onde il cuor mi vien meno . Piacciati , Signore , liberarmi ; Signore , affrettati in mio aiuto . Quelli che cercano l’ anima mia , per farla perire , Sieno confusi , e svergognati tutti quanti ; Quelli che prendono piacere nel mio male , Voltino le spalle , e sieno svergognati . Quelli che mi dicono : Eia , eia ! Sieno distrutti , per ricompensa del vituperio che mi fanno . Rallegrinsi , e gioiscano in te tutti quelli chi ti cercano ; Quelli che amano la tua salute dicano del continuo : Magnificato sia il Signore . Quanto è a me , io son povero , e bisognoso ; Ma pure il Signore ha cura di me ; Tu sei il mio aiuto e il mio liberatore ; O Dio mio , non tardare . Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici BEATO colui che si porta saviamente inverso il povero e misero ; Il Signore lo libererà nel giorno dell’ avversità . Il Signore lo guarderà , e lo manterrà in vita ; Egli sarà reso beato in terra ; E tu non lo darai , o Dio , alla voglia de’ suoi nemici . Il Signore lo sosterrà , quando sarà nel letto d’ infermità ; Quando sarà in malattia , tu gli rivolterai tutto il suo letto . Io ho detto : Signore , abbi pietà di me ; Sana l’ anima mia ; perciocchè io ho peccato contro a te . I miei nemici tengono malvagi ragionamenti di me , dicendo : Quando morrà egli mai ? e quando sarà perito il suo nome ? E se alcun di loro viene a vedermi , parla con menzogna ; Il suo cuore accoglie iniquità ; E quando egli è uscito fuori , ne ragiona . Tutti quelli che mi odiano bisbigliano insieme contro a me ; Pensano del male di me ; Dicendo : Alcun maligno male gli è attaccato addosso ; Egli non si rileverà giammai del male onde egli giace . Eziandio l’ uomo col quale io viveva in buona pace , Sul quale io mi confidava , che mangiava il mio pane , Ha alzato il calcagno contro a me . Ma tu , Signore , abbi pietà di me , e rilevami ; Ed io farò loro la lor retribuzione . Da questo conosco che tu mi gradisci , Che il mio nemico non trionfa di me . Anzi tu mi hai sostenuto nella mia integrità , E mi hai stabilito nel tuo cospetto in perpetuo . Benedetto sia il Signore , l’ Iddio d’ Israele , Da un secolo infino all’ altro secolo . Amen , Amen . Maschil de’ figliuoli di Core , dato al capo de’ Musici COME il cervo agogna i rivi dell’ acque , Così l’ anima mia agogna te , o Dio . L’ anima mia è assetata di Dio , dell’ Iddio vivente . Quando verrò , e comparirò io nel cospetto di Dio ? Le mie lagrime sono il mio cibo giorno e notte , Mentre mi è detto tuttodì : Dove è il tuo Dio ? Io mi verso addosso l’ anima mia Quando mi riduco in memoria queste cose ; Che io passava in ischiera , E camminava con essa infino alla Casa di Dio , Con voce di canto e di lode , la moltitudine facendo festa . Anima mia , perchè ti abbatti , e ti commovi in me ? Aspetta Iddio ; perciocchè ancora lo celebrerò ; Il suo aspetto è compiuta salvezza . O Dio mio , l’ anima mia si abbatte in me ; Perciò mi ricordo di te dal paese del Giordano , E da’ monti di Hermon , dal monte Misar . Un abisso chiama l’ altro abisso , al suon de’ tuoi canali ; Tutti i tuoi flutti e le tue onde mi son passate addosso . Il Signore di giorno manderà la sua benignità , E di notte io avrò appo me i suoi cantici , Ed orazione all’ Iddio della mia vita . Io dirò a Dio , mia Rocca : Perchè mi hai tu dimenticato ? Perchè vo io attorno vestito a bruno , Per l’ oppression del nemico ? I miei nemici mi fanno onta , trafiggendomi fino all’ ossa , Mentre mi dicono tuttodì : Dove è il tuo Dio ? Anima mia , perchè ti abbatti , e perchè ti commovi in me ? Aspetta Iddio ; perciocchè ancora lo celebrerò ; Egli è la compiuta salvezza della mia faccia , e il mio Dio . O DIO , fammi ragione , e dibatti la mia lite ; Liberami dalla gente spietata , dall’ uomo frodolente ed iniquo . Perciocchè tu sei l’ Iddio della mia fortezza ; perchè mi hai scacciato ? Perchè vo io attorno vestito a bruno , Per l’ oppression del nemico ? Manda la tua luce , e la tua verità ; guidinmi esse , Ed introducanmi al monte della tua santità , e ne’ tuoi tabernacoli . Allora verrò all’ Altare di Dio , all’ Iddio dell’ allegrezza del mio giubilo ; E ti celebrerò colla cetera , o Dio , Dio mio . Perchè ti abbatti , anima mia ? e perchè ti commovi in me ? Aspetta Iddio ; perciocchè ancora lo celebrerò ; Egli è la compiuta salvezza della mia faccia , e il mio Dio . Maschil , dato al capo de’ Musici , de’ figliuoli di Core . O DIO , noi abbiamo udite colle nostre orecchie , I nostri padri ci hanno raccontate Le opere che tu operasti a’ dì loro , A’ dì antichi . Tu , colla tua mano , scacciasti le genti , e piantasti i nostri padri ; Tu disertasti le nazioni , e propagginasti i nostri padri . Perciocchè essi non conquistarono il paese colla loro spada , E il braccio loro non li salvò ; Anzi la tua destra , e il tuo braccio , e la luce del tuo volto ; Perciocchè tu li gradivi . Tu , o Dio , sei lo stesso mio Re ; Ordina le salvazioni di Giacobbe . Per te noi cozzeremo i nostri nemici ; Nel tuo Nome noi calpesteremo coloro che si levano contro a noi . Perciocchè io non mi confido nel mio arco , E la mia spada non mi salverà . Anzi tu ci salverai da’ nostri nemici , E renderai confusi quelli che ci odiano . Noi ci glorieremo tuttodì in Dio , E celebreremo il tuo Nome in perpetuo . Sela . E pure tu ci hai scacciati , e ci hai svergognati ; E non esci più co’ nostri eserciti . Tu ci hai fatto voltar le spalle dinanzi al nemico ; E quelli che ci odiano ci hanno predati . Tu ci hai ridotti ad esser come pecore da mangiare ; E ci hai dispersi fra le genti . Tu hai venduto il tuo popolo senza danari , E non hai fatto alcuno avanzo de’ lor prezzi . Tu ci hai posti in vituperio appresso i nostri vicini , In beffa , e in ischerno a quelli che stanno d’ intorno a noi . Tu ci hai messi ad essere proverbiati fra le genti , Ed hai fatto che ci è scosso il capo contro fra i popoli . Il mio vituperio è tuttodì davanti a me , E la vergogna della mia faccia mi ha coperto , Per la voce del vituperatore e dell’ oltraggiatore ; Per cagione del nemico e del vendicatore . Tutto questo ci è avvenuto , e non però ti abbiamo dimenticato , E non ci siam portati dislealmente contro al tuo patto . Il cuor nostro non si è rivolto indietro , E i nostri passi non si sono sviati da’ tuoi sentieri ; Quantunque tu ci abbi tritati , e messi in luogo di sciacalli ; E ci abbi coperti d’ ombra di morte . Se noi avessimo dimenticato il Nome dell’ Iddio nostro , Ed avessimo stese le mani ad alcun dio strano , Iddio non ne farebbe egli inchiesta ? Conciossiachè egli conosca i segreti del cuore . Anzi , per cagion tua siamo uccisi tuttodì , Siam reputati come pecore da macello . Risvegliati ; perchè dormi , Signore ? Destati , non iscacciarci in perpetuo . Perchè nascondi la tua faccia ? Perchè dimentichi la nostra afflizione e la nostra oppressione ? Conciossiachè la nostra anima sia abbassata fin nella polvere , E il nostro ventre sia attaccato alla terra . Levati in nostro aiuto , E riscuotici , per amor della tua benignità . Maschil , cantico d’ amori , dato al capo de’ Musici , de’ figliuoli di Core , sopra Sosannim IL mio cuore sgorga un buon ragionamento ; Io recito al Re le mie opere ; La mia lingua sarà come la penna di un veloce scrittore . Tu sei più bello che alcuno de’ figliuoli degli uomini ; Grazia è sparsa sulle tue labbra ; Perciò Iddio ti ha benedetto in eterno . O prode , cingiti la tua spada al fianco , Che è la tua gloria , e la tua magnificenza ; E prospera nella tua gloria , Cavalca in su la parola di verità , e di mansuetudine , e di giustizia ; E la tua destra ti farà vedere opere tremende . Le tue saette sono acute ; I popoli caderanno sotto a te ; Esse entreranno nel cuor de’ nemici del Re . O Dio , il tuo trono è in sempiterno ; Lo scettro del tuo regno è uno scettro di dirittura . Tu hai amata la giustizia , ed hai odiata l’ empietà ; Perciò Iddio , l’ Iddio tuo , ti ha unto . D’ olio di letizia sopra i tuoi consorti . Tutti i tuoi vestimenti son mirra , aloe , e cassia , Che spandono il loro odore da’ palazzi d’ avorio , Dal luogo ove ti è dato diletto . Figliuole di re sono fra i tuoi onori ; La Sposa è alla tua man destra , adorna d’ oro di Ofir . Ascolta , fanciulla , e riguarda , e porgi l’ orecchio ; E dimentica il tuo popolo , e la casa di tuo padre ; E il Re porrà amore alla tua bellezza ; Adoralo adunque , perciocchè egli è il tuo Signore . E la figliuola di Tiro , E i ricchi fra i popoli ti supplicheranno con presenti . La figliuola del Re è tutta gloriosa dentro ; La sua vesta è tutta trapunta d’ oro . Ella sarà condotta al Re in vesti ricamate , Avendo dietro a sè le vergini sue compagne , Che ti saranno eziandio addotte , o Re . Ti saranno condotte con letizia , e con gioia ; Ed entreranno nel palazzo del Re . I tuoi figliuoli saranno in luogo de’ tuoi padri ; Tu li costituirai principi per tutta la terra . Io pubblicherò la memoria del tuo Nome , per ogni età ; Perciò , ti celebreranno i popoli in sempiterno . Cantico , dato al capo de’ Musici , de’ figliuoli di Core , sopra Alamot . IDDIO è nostro ricetto , e forza , Ed aiuto prontissimo nelle distrette . Perciò noi non temeremo , quantunque la terra si tramutasse di luogo , E i monti smossi fosser sospinti in mezzo del mare ; E le acque di esso romoreggiassero , e s’ intorbidassero ; E i monti fossero scrollati dall’ alterezza di esso . Sela . Il fiume , i ruscelli di Dio rallegreranno la sua Città . Il luogo santo degli abitacoli dell’ Altissimo . Iddio è nel mezzo di lei , ella non sarà smossa ; Iddio la soccorrerà allo schiarir della mattina . Le genti romoreggiarono , i regni si commossero ; Egli diede fuori la sua voce , la terra si strusse . Il Signore degli eserciti è con noi ; L’ Iddio di Giacobbe è il nostro alto ricetto . Sela . Venite , mirate i fatti del Signore ; Come egli ha operate cose stupende nella terra . Egli ha fatte restar le guerre infino all’ estremità della terra ; Egli ha rotti gli archi , e messe in pezzi le lance , Ed arsi i carri col fuoco . Restate , e conoscete che io son Dio ; Io sarò esaltato fra le genti , Io sarò esaltato nella terra . Il Signore degli eserciti è con noi ; L’ Iddio di Giacobbe è il nostro alto ricetto . Sela . Salmo , dato al capo de’ Musici , de’ figliuoli di Core . BATTETEVI a palme , o popoli tutti ; Giubilate a Dio con voce di trionfo . Perciocchè il Signore è l’ Altissimo , il Tremendo , Gran Re sopra tutta la terra . Egli ridurrà i popoli sotto noi , E la nazioni sotto i nostri piedi . Egli ci ha scelta la nostra eredità , La gloria di Giacobbe , il quale egli ama . Sela . Iddio è salito con giubilo , Il Signore è salito con suono di trombe . Salmeggiate a Dio , salmeggiate ; Salmeggiate al Re nostro , salmeggiate . Perciocchè Iddio è Re di tutta la terra ; Salmeggiate maestrevolmente Iddio regna sopra le genti : Iddio siede sopra il trono della sua santità . I principi de’ popoli si son raunati insieme ; Il popolo dell’ Iddio d’ Abrahamo , Perciocchè a Dio appartengono gli scudi della terra ; Egli è grandemente esaltato . Cantico di Salmo de’ figliuoli di Core . IL Signore è grande , e molto glorioso Nella Città dell’ Iddio nostro , nel monte della sua santità . Il monte di Sion , il fondo verso il Settentrione , La Città del gran Re È in bella contrada , è la gioia di tutta la terra . Iddio è riconosciuto ne’ palazzi di essa , per alta fortezza . Perciocchè ecco , i re si erano adunati , Ed erano tutti insieme passati oltre . Come prima la videro , furono attoniti , Si smarrirono , si affrettarono a fuggire . Tremore li colse quivi ; Doglia , come di donna che partorisce . Furono rotti come per lo vento orientale Che rompe le navi di Tarsis . Come avevamo udito , così abbiam veduto , Nella Città del Signor degli eserciti , Nella Città dell’ Iddio nostro ; Iddio la stabilirà in perpetuo . Sela . O Dio , noi abbiamo , chetamente aspettata la tua benignità Dentro al tuo Tempio . O Dio , quale è il tuo Nome , Tale è la tua lode , infino all’ estremità della terra ; La tua destra è piena di giustizia . Il monte di Sion si rallegrerà , Le figliuole di Giuda festeggeranno , per li tuoi giudicii . Circuite Sion , e andate attorno a lei , Contate le sue torri . Ponete mente alle bastie , Mirate l’ altezza de’ suoi palazzi ; Acciocchè lo raccontiate all’ età a venire . Perciocchè questo Dio è il nostro Dio in sempiterno ; Egli ci guiderà infino alla morte . Salmo , dato al capo de’ Musici , de’ figliuoli di Core . UDITE questo , popoli tutti ; Porgete gli orecchi , voi tutti gli abitanti del mondo ; E plebei , e nobili , E ricchi , e bisognosi tutti insieme . La mia bocca proferirà cose di gran sapienza ; E il ragionamento del mio cuore sarà di cose di grande intendimento . Io inchinerò il mio orecchio alle sentenze ; Io spiegherò sopra la cetera i miei detti notevoli . Perchè temerò ne’ giorni dell’ avversità Quando l’ iniquità che mi è alle calcagna m’ intornierà ? Ve ne son molti che si confidano ne’ lor beni , E si gloriano della grandezza delle lor ricchezze . Niuno però può riscuotere il suo fratello , Nè dare a Dio il prezzo del suo riscatto . E il riscatto della lor propria anima non può trovarsi , E il modo ne mancherà in perpetuo ; Per fare che continuino a vivere in perpetuo , E che non veggano la fossa ; Conciossiachè veggano che i savi muoiono , E che parimente i pazzi , e gli stolti periscono , E lasciano i lor beni ad altri . Il loro intimo pensiero è che le lor case dimoreranno in eterno , E che le loro abitazioni dureranno per ogni età ; Impongono i nomi loro a delle terre . E pur l’ uomo che è in onore non vi dimora sempre ; Anzi è renduto simile alle bestie che periscono . Questa lor via è loro una pazzia ; E pure i lor discendenti si compiacciono a seguire i lor precetti . Sela . Saranno posti sotterra , come pecore ; La morte li pasturerà ; E gli uomini diritti signoreggeranno sopra loro in quella mattina ; E il sepolcro consumerà la lor bella apparenza , Che sarà portata via dal suo abitacolo . Ma Iddio riscuoterà l’ anima mia dal sepolcro ; Non temere , quando alcuno sarà arricchito , Quando la gloria della sua casa sarà accresciuta . Perciocchè , quando egli morrà non torrà seco nulla ; La sua gloria non gli scenderà dietro . Benchè egli abbia benedetta l’ anima sua in vita sua ; E tali ti lodino , se tu ti dài piacere , e buon tempo ; Quella verrà là ove è la generazion de’ suoi padri ; Giammai in eterno non vedranno la luce . L’ uomo che è in istato onorevole , e non ha intelletto , È simile alle bestie che periscono . Salmo di Asaf . IL Signore , l’ Iddio degl’ iddii , ha parlato , ed ha gridato alla terra , Dal sol Levante , infino al Ponente . Iddio è apparito in gloria , Da Sion , luogo di compiuta bellezza . L’ Iddio nostro verrà , e non se ne starà cheto ; Egli avrà davanti a sè un fuoco divorante , E d’ intorno a sè una forte tempesta . Egli griderà da alto al cielo , Ed alla terra , per giudicare il suo popolo ; E dirà : Adunatemi i miei santi , I quali han fatto meco patto con sacrificio . E i cieli racconteranno la sua giustizia ; Perciocchè egli è Iddio Giudice . Sela . Ascolta , popol mio , ed io parlerò ; Ascolta , Israele , ed io ti farò le mie protestazioni . Io sono Iddio , l’ Iddio tuo . Io non ti riprenderò per li tuoi sacrificii , Nè per li tuoi olocausti che mi sono continuamente presentati . Io non prenderò giovenchi dalla tua casa , Nè becchi dalle tue mandre . Perciocchè mie sono tutte le bestie delle selve ; Mio è tutto il bestiame che è in mille monti . Io conosco tutti gli uccelli de’ monti ; E le fiere della campagna sono a mio comando . Se io avessi fame , io non te lo direi ; Perciocchè il mondo , e tutto quello ch’ è in esso , è mio . Mangio io carne di tori , O bevo io sangue di becchi ? Sacrifica lode a Dio , E paga all’ Altissimo i tuoi voti . E invocami nel giorno della distretta , Ed io te ne trarrò fuori , e tu mi glorificherai . Ma all’ empio Iddio ha detto : Che hai tu da far a raccontare i miei statuti , Ed a recarti il mio patto in bocca ? Conciossiachè tu odii correzione , E getti dietro a te le mie parole . Se tu vedi un ladro , tu prendi piacere d’ essere in sua compagnia ; E la tua parte è con gli adulteri . Tu metti la tua bocca al male , E la tua lingua congegna frode . Tu siedi , e parli contro al tuo fratello , E metti biasimo sopra il figliuol di tua madre . Tu hai fatte queste cose , ed io mi sono taciuto ; E tu hai pensato , che del tutto io era simile a te . Io ti arguirò , e te le spiegherò in su gli occhi . Deh ! intendete questo , voi che dimenticate Iddio ; Che talora io non rapisca , e non vi sia alcuno che riscuota . Chi sacrifica lode mi glorifica , E chi addirizza la sua via , Io gli mostrerò la salute di Dio . Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici ; intorno a ciò che il profeta Natan venne a lui , dopo ch’ egli fu entrato da Bat-seba . ABBI pietà di me , o Dio , secondo la tua benignità ; Secondo la moltitudine delle tue compassioni , cancella i miei misfatti . Lavami molto e molto della mia iniquità , E nettami del mio peccato . Perciocchè io conosco i miei misfatti , E il mio peccato è del continuo davanti a me . Io ho peccato contro a te solo , Ed ho fatto quello che ti dispiace ; Io lo confesso , acciocchè tu sii riconosciuto giusto nelle tue parole , E puro ne’ tuoi guidicii . Ecco , io sono stato formato in iniquità ; E la madre mia mi ha conceputo in peccato . Ecco , ti è piaciuto insegnarmi verità nell’ interiore , E sapienza nel di dentro . Purgami con isopo , e sarò netto ; Lavami , e sarò più bianco che neve . Fammi udire gioia ed allegrezza ; Fa’ che le ossa che tu hai tritate , festeggino . Nascondi la tua faccia da’ miei peccati , E cancella tutte le mie iniquità . O Dio , crea in me un cuor puro , E rinnovella dentro di me uno spirito diritto . Non rigettarmi dalla tua faccia ; E non togliermi lo Spirito tuo santo . Rendimi l’ allegrezza della tua salute ; E fa’ che lo Spirito volontario mi sostenga . Io insegnerò le tue vie a’ trasgressori ; E i peccatori si convertiranno a te . Liberami dal sangue , o Dio , Dio della mia salute ; La mia lingua canterà con giubilo la tua giustizia . Signore , aprimi le labbra ; E la mia bocca racconterà la tua lode . Perciocchè tu non prendi piacere in sacrificio ; Altrimenti io l’ avrei offerto ; Tu non gradisci olocausto . I sacrificii di Dio sono lo spirito rotto ; O Dio , tu non isprezzi il cuor rotto e contrito . Fa’ del bene a Sion per la tua benevolenza ; Edifica le mura di Gerusalemme . Allora prenderai piacere in sacrificii di giustizia , In olocausti , e in offerte da ardere interamente ; Allora si offeriranno giovenchi sul tuo Altare . Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici ; intorno a ciò che Doeg Idumeo era venuto a rapportare a Saulle che Davide era entrato in casa di Ahimelec . O POSSENTE uomo , perchè ti glorii del male ? La benignità del Signore dura sempre . La tua lingua divisa malizie ; Ella è come un rasoio affilato , o tu , operatore d’ inganni . Tu hai amato il male più che il bene ; La menzogna più che il parlare dirittamente . Tu hai amate tutte le parole di ruina , O lingua frodolente . Iddio altresì ti distruggerà in eterno ; Egli ti atterrerà , e ti divellerà dal tuo tabernacolo , E ti diradicherà dalla terra de’ viventi . Sela . E i giusti lo vedranno , e temeranno ; E si rideranno di lui , dicendo : Ecco l’ uomo che non aveva posto Iddio per sua fortezza ; Anzi si confidava nella grandezza delle sue ricchezze , E si fortificava nella sua malizia . Ma io sarò come un ulivo verdeggiante nella Casa di Dio ; Io mi confido nella benignità di Dio in sempiterno . O Signore , io ti celebrerò in eterno ; perciocchè tu avrai operato ; E spererò nel tuo Nome , perciocchè è buono , Ed è presente a’ tuoi santi . Maschil di Davide , dato al capo de’ Musici , sopra Mahalat LO stolto ha detto nel suo cuore : Non vi è Dio . Si son corrotti , e resi abbominevoli in perversità ; Non vi è niuno che faccia bene . Iddio ha riguardato dal cielo sopra i figliuoli degli uomini . Per vedere se vi fosse alcuno che avesse intelletto , Che cercasse Iddio . Tutti son corrotti , tutti son divenuti puzzolenti ; Non vi è niuno che faccia bene , Non pur uno . Non hanno essi alcuno intendimento , questi operatori d’ iniquità , Che mangiano il mio popolo , come se mangiassero del pane , E non invocano Iddio ? Là saranno spaventati di grande spavento , Ove però non sarà cagion di spavento ; Perciocchè il Signore dissipa le ossa di coloro Che si accampano contro a te , o Sion ; Tu li hai svergognati ; perciocchè Iddio li sdegna . Oh ! vengano pur da Sion le salvazioni d’ Israele ! Quando Iddio trarrà di cattività il suo popolo , Giacobbe festeggerà , Israele si rallegrerà . Maschil di Davide , dato al capo de’ Musici , sopra Neghinot . Intorno a ciò che gli Zifei vennero a dire a Saulle : Davide non si nasconde egli appresso di noi ? O DIO , salvami per lo tuo Nome , E fammi ragione per la tua potenza . O Dio , ascolta la mia orazione ; Porgi gli orecchi alle parole della mia bocca . Perciocchè degli uomini stranieri si son levati contro a me ; E degli uomini violenti cercano l’ anima mia , I quali non pongono Iddio davanti agli occhi loro . Sela . Ecco , Iddio è il mio aiutatore ; Il Signore è fra quelli che sostengono l’ anima mia . Egli renderà il male a’ miei nemici . Distruggili per la tua verità . Io ti farò sacrificio d’ animo volonteroso ; Signore , io celebrerò il tuo Nome , perciocchè è buono . Perciocchè esso mi ha tratto fuori d’ ogni distretta ; E l’ occhio mio ha veduto ne’ miei nemici ciò che io desiderava . Maschil di Davide , dato al capo de’ Musici sopra Neghinot O DIO , porgi l’ orecchio alla mia orazione ; E non nasconderti dalla mia supplicazione . Attendi a me , e rispondimi ; Io mi lagno nella mia orazione , e romoreggio ; Per lo gridar del nemico , per l’ oppressione dell’ empio ; Perciocchè essi mi traboccano addosso delle calamità , E mi nimicano con ira . Il mio cuore è angosciato dentro di me ; E spaventi mortali mi sono caduti addosso . Paura e tremito mi è sopraggiunto ; E terrore mi ha coperto . Onde io ho detto : Oh ! avessi io delle ale , come le colombe ! Io me ne volerei , e mi riparerei in alcun luogo . Ecco , io me ne fuggirei lontano ; Io dimorerei nel deserto . Sela . Io mi affretterei di scampare Dal vento impetuoso e dal turbo . Disperdili , Signore ; dividi le lor lingue ; Perciocchè io ho vedute violenze e risse nella città . Essa n’ è circondata d’ intorno alle sue mura , giorno e notte ; E in mezzo ad essa vi è iniquità ed ingiuria . Dentro di essa non vi è altro che malizie ; Frodi ed inganni non si muovono dalle sue piazze . Perciocchè non è stato un mio nemico che mi ha fatto vituperio ; Altrimenti , io l’ avrei comportato ; Non è stato uno che mi avesse in odio che si è levato contro a me ; Altrimenti , io mi sarei nascosto da lui . Anzi , sei stato tu , ch’ eri , secondo la mia estimazione , Il mio conduttore , ed il mio famigliare . Che comunicavamo dolcemente insieme i nostri segreti , E andavamo di compagnia nella Casa di Dio . Metta loro la morte la mano addosso , Scendano sotterra tutti vivi ; Perciocchè nel mezzo di loro , nelle lor dimore , non vi è altro che malvagità . Quant’ è a me , io griderò a Dio , E il Signore mi salverà . La sera , la mattina , e in sul mezzodì , io orerò e romoreggerò ; Ed egli udirà la mia voce . Egli riscuoterà l’ anima mia dall’ assalto che mi è dato , E la metterà in pace ; Perciocchè essi son contro a me in gran numero . Iddio mi udirà , e li abbatterà ; Egli , dico , che dimora in ogni eternità ; Sela . Perciocchè giammai non si mutano , E non temono Iddio . Hanno messa la mano addosso a quelli che vivevano in buona pace con loro ; Hanno rotto il lor patto . Le lor bocche son più dolci che burro ; Ma ne’ cuori loro vi è guerra ; Le lor parole son più morbide che olio , Ma son tante coltellate . Rimetti nel Signore il tuo peso , ed egli ti sosterrà ; Egli non permetterà giammai che il giusto caggia . Ma tu , o Dio , farai scender coloro nel pozzo della perdizione ; Gli uomini di sangue e di frode Non compieranno a mezzo i giorni loro ; Ma io mi confiderò in te . Mictam di Davide , intorno a ciò che I Filistei lo presero a Gat ; dato al capo de’ Musici , in su Ionat-elem-rehochim . ABBI pietà di me , o Dio ; Perciocchè gli uomini a gola aperta sono dietro a me ; I miei assalitori mi stringono tuttodì . I miei nemici son dietro a me a gola aperta tuttodì ; Perciocchè gran numero di gente mi assale da alto . Nel giorno che io temerò , Io mi confiderò in te . Coll’ aiuto di Dio , io loderò la sua parola ; Io mi confido in Dio , Io non temerò cosa che mi possa far la carne . Tuttodì fanno dolorose le mie parole ; Tutti i lor pensieri son contro a me a male . Si radunano insieme , stanno in agguato ; spiano le mie pedate , Come aspettando di coglier l’ anima mia . In vano sarebbe il salvar loro la vita ; O Dio , trabocca i popoli nella tua ira . Tu hai contate le mie fughe ; Riponi le mie lagrime ne’ tuoi barili ; Non sono elleno nel tuo registro ? Allora i miei nemici volteranno le spalle , nel giorno che io griderò ; Questo so io , che Iddio è per me . Con l’ aiuto di Dio , io loderò la sua parola ; Con l’ aiuto del Signore , io loderò la sua parola . Io mi confido in Dio ; Io non temerò cosa che mi possa far l’ uomo . Io ho sopra me i voti che io ti ho fatti , o Dio ; Io ti renderò lodi . Conciossiachè tu abbi riscossa l’ anima mia dalla morte ; Non hai tu guardati i miei piedi di ruina , Acciocchè io cammini nel cospetto di Dio nella luce de’ viventi ? Mictam di Davide , intorno a ciò ch’ egli se ne fuggi’ nella spelonca , d’ innanzi a Saulle ; dato al capo de’ Musici sopra Al-tashet . ABBI pietà di me , o Dio ; abbi pietà di me ; Perciocchè l’ anima mia si confida in te , Ed io ho la mia speranza nell’ ombra delle tue ale , Finchè sieno passate le calamità . Io griderò all’ Iddio altissimo ; A Dio che dà compimento a’ fatti miei . Egli manderà dal cielo a salvarmi ; Egli renderà confuso colui ch’ è dietro a me a gola aperta . Sela . Iddio manderà la sua benignità , e la sua verità . L’ anima mia è in mezzo a’ leoni ; Io giaccio fra uomini incendiari , I cui denti son lance , e saette , E la cui lingua è spada acuta . Innalzati , o Dio , sopra i cieli ; Innalzisi la tua gloria sopra tutta la terra . Essi avevano apparecchiata una rete a’ miei passi , Già tiravano a basso l’ anima mia ; Avevano cavata una fossa davanti a me ; Ma essi vi sono caduti dentro . Sela . Il mio cuore è disposto , o Dio ; il mio cuore è disposto ; Io canterò , e salmeggerò . Gloria mia , destati ; destati , saltero , e cetera ; Io mi risveglierò all’ alba . Io ti celebrerò , o Signore , fra i popoli ; Io ti salmeggerò fra le nazioni ; Perciocchè la tua benignità è grande infino al cielo , E la tua verità infino alle nuvole . Innalzati , o Dio , sopra i cieli ; Innalzisi la tua gloria sopra tutta la terra . Mictam di Davide , dato al capo de’ Musici , sopra Al-tashet . DI vero , parlate voi giustamente ? Giudicate voi dirittamente , o figliuoli di uomini ? Anzi voi fabbricate perversità nel cuor vostro ; Voi bilanciate la violenza delle vostre mani in terra . Questi empi sono stati alienati fin dalla matrice ; Questi parlatori di menzogna sono stati sviati fin dal seno della madre . Hanno del veleno simile al veleno del serpente ; Sono come l’ aspido sordo , che si tura le orecchie ; Il qual non ascolta la voce degl’ incantatori , Nè di chi è saputo in fare incantagioni . O Dio , stritola loro i denti nella lor bocca ; O Signore , rompi i mascellari de’ leoncelli . Struggansi come acque , e vadansene via ; Tiri Iddio le sue saette , e in uno stante sieno ricisi . Trapassino , come una lumaca che si disfa ; Come l’ abortivo di una donna , non veggano il sole . Avanti che le vostre pignatte sentano il fuoco del pruno , Porti via la bufera il verde ed il secco . Il giusto si rallegrerà , quando avrà veduta la vendetta ; Egli bagnerà i suoi piedi nel sangue dell’ empio . E ciascuno dirà : Certo egli vi è frutto pel giusto ; Vi è pure un Dio giudice in terra . Mictam di Davide , intorno a ciò che Saulle mando’ a guardar la sua casa , per ucciderlo ; dato al capo de’ Musici , sopra Al-tashet . DIO mio , riscuotimi da’ miei nemici ; Levami ad alto d’ infra quelli che si levano contro a me . Riscuotimi dagli operatori d’ iniquità , E salvami dagli uomini di sangue . Perciocchè , ecco , han posti agguati all’ anima mia ; Uomini possenti si son raunati contro a me ; Senza che vi sia in me , nè misfatto , nè peccato , o Signore . Benchè , non vi sia iniquità in me , pur corrono , e si apparecchiano ; Destati per venire ad incontrarmi , e vedi . Tu , dico , Signore Iddio degli eserciti , Dio d’ Israele , Risvegliati per visitar tutte le genti ; Non far grazia a tutti quelli che perfidamente operano iniquità . Sela . La sera vanno e vengono ; romoreggiano come cani , E circuiscono la città . Ecco , sgorgano parole colla lor bocca ; Hanno de’ coltelli nelle lor labbra ; perciocchè dicono : Chi ci ode ? Ma tu , Signore , ti riderai di loro ; Tu ti befferai di tutte le genti . Io mi guarderò dalla lor forza , riducendomi a te ; Perciocchè tu , o Dio , sei il mio alto ricetto . L’ Iddio mio benigno mi verrà ad incontrare ; Iddio mi farà veder ne’ miei nemici quello che io desidero . Non ucciderli già ; che talora il mio popolo non lo dimentichi ; Falli , per la tua potenza , andar vagando ; ed abbattili , O Signore , scudo nostro ; Per lo peccato della lor bocca , per le parole delle lor labbra ; E sieno colti per l’ orgoglio loro , E perciocchè tengono ragionamenti di esecrazioni e di menzogne . Distruggili nel tuo furore ; distruggili sì che non sieno più ; E sappiano , che Iddio signoreggia in Giacobbe , Anzi fino alle estremità della terra . Sela . Vadano pure , e vengano la sera ; romoreggino come cani , E circuiscano la città . Andranno tapinando per trovar da mangiare ; Avvegnachè non sieno sazii , pur passeranno così la notte . Ma io canterò la tua potenza , E la mattina loderò ad alta voce la tua benignità ; Perciocchè tu mi sei stato alto ricetto E rifugio , nel giorno che sono stato distretto . O mia forza , io ti salmeggerò ; Perciocchè Iddio è il mio alto ricetto , l’ Iddio mio benigno . Mictam di Davide , da insegnare ; dato al capo de’ Musici , sopra Susan-edut ; intorno a ciò ch’ egli diede il guasto alla Siria di Soba ; e che Ioab , ritornando , sconfisse gl’ Idumei nella valle del Sale ; in numero di dodici mila O DIO , tu ci hai scacciati , tu ci hai dissipati , Tu ti sei adirato ; e poi , tu ti sei rivolto a noi . Tu hai scrollata la terra , e l’ hai schiantata ; Ristora le sue rotture ; perciocchè è smossa . Tu hai fatte sentire al tuo popolo cose dure ; Tu ci hai dato a bere del vino di stordimento . Ma ora , tu hai dato a quelli che ti temono una bandiera , Per alzarla , per amor della tua verità . Sela . Acciocchè la tua diletta gente sia liberata , Salvami colla tua destra , e rispondimi . Iddio ha parlato per la sua santità : Io trionferò , Io spartirò Sichem , e misurerò la valle di Succot . Mio è Galaad , e mio è Manasse , Ed Efraim è la forza del mio capo ; Giuda è il mio legislatore ; Moab è la caldaia del mio lavatoio ; Io getterò le mie scarpe sopra Edom ; O Palestina , fammi delle acclamazioni . Chi mi condurrà nella città della fortezza ? Chi mi menerà fino in Edom ? Non sarai desso tu , o Dio , che ci avevi scacciati ? E non uscivi più fuori , o Dio , co’ nostri eserciti ? Dacci aiuto , per uscir di distretta ; Perciocchè il soccorso degli uomini è vanità . In Dio noi faremo prodezze ; Ed egli calpesterà i nostri nemici . Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici sopra Neghinot . O DIO , ascolta il mio grido ; Attendi alla mia orazione . Io grido a te dall’ estremità della terra , mentre il mio cuore spasima ; Conducimi in su la rocca , che è troppo alta da salirvi da me . Perciocchè tu mi sei stato un ricetto , Una torre di fortezza d’ innanzi al nemico . Io dimorerò nel tuo tabernacolo per molti secoli ; Io mi riparerò nel nascondimento delle tue ale . Sela . Perciocchè tu , o Dio , hai esauditi i miei voti ; Tu mi hai data l’ eredità di quelli che temono il tuo Nome . Aggiungi giorni sopra giorni al re ; Sieno gli anni suoi a guisa di molte età . Dimori in perpetuo nel cospetto di Dio ; Ordina benignità e verità che lo guardino . Così salmeggerò il tuo Nome in perpetuo , Per adempiere ogni giorno i miei voti . Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici , sopra i figliuoli di Iedutun . L’ ANIMA mia si acqueta in Dio solo ; Da lui procede la mia salute . Egli solo è la mia rocca e la mia salvezza , Il mio alto ricetto ; io non sarò giammai grandemente smosso . Infino a quando vi avventerete sopra un uomo ? Voi stessi sarete uccisi tutti quanti ; E sarete simili ad una parete chinata , E ad un muricciuolo sospinto . Essi non consigliano d’ altro che di sospinger giù quest’ uomo dalla sua altezza ; Prendono piacere in menzogna ; Benedicono colla lor bocca , Ma maledicono nel loro interiore . Sela . Anima mia , acquetati in Dio solo ; Perciocchè la mia speranza pende da lui . Egli solo è la mia rocca e la mia salvezza ; Egli è il mio alto ricetto , io non sarò giammai smosso . In Dio è la mia salvezza e la mia gloria ; In Dio è la mia forte rocca , il mio ricetto . Confidatevi in lui , o popolo , in ogni tempo ; Spandete i vostri cuori nel suo cospetto ; Iddio è la nostra speranza . Sela . Gli uomini volgari non sono altro che vanità , E i nobili altro che menzogna ; Se fosser messi in bilance , Tutti insieme sarebbero più leggieri che la vanità stessa . Non vi confidate in oppressione , Nè in rapina ; non datevi alla vanità ; Se le ricchezze abbondano , Non vi mettete il cuore . Iddio ha parlato una volta , E due volte ho udito lo stesso ; Che ogni forza appartiene a Dio ; E che a te , Signore , appartiene la benignità ; Perciocchè tu renderai la retribuzione a ciascuno secondo le sue opere . Salmo di Davide , composto quando egli era nel deserto di Giuda . O DIO , tu sei l’ Iddio mio , io ti cerco ; L’ anima mia è assetata di te ; la mia carne ti brama In terra arida ed asciutta , senz’ acqua . Così ti ho io mirato nel santuario , Riguardando la tua forza , e la tua gloria . Perciocchè la tua benignità è cosa buona più che la vita , Le mie labbra ti loderanno . Così ti benedirò in vita mia ; Io alzerò le mie mani nel tuo Nome . L’ anima mia è saziata come di grasso e di midolla ; E la mia bocca ti loderà con labbra giubilanti . Quando io mi ricordo di te sul mio letto . Io medito di te nelle veglie della notte . Perciocchè tu mi sei stato in aiuto , Io giubilo all’ ombra delle tue ale . L’ anima mia è attaccata dietro a te ; La tua destra mi sostiene . Ma quelli che cercano l’ anima mia , per disertarla , Entreranno nelle più basse parti della terra . Saranno atterrati per la spada ; Saranno la parte delle volpi . Ma il re si rallegrerà in Dio ; Chiunque giura per lui , si glorierà ; Perciocchè la bocca di quelli che parlano falsamente sarà turata . Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici O DIO , ascolta la mia voce , mentre io fo la mia orazione ; Guarda la vita mia dallo spavento del nemico . Nascondimi dal consiglio de’ maligni , E dalla turba degli operatori d’ iniquità ; I quali hanno aguzzata la lor lingua come una spada ; E in luogo di saette , hanno tratte parole amare ; Per saettar l’ uomo intiero in luoghi nascosti ; Di subito improvviso lo saettano , e non hanno timore alcuno . Fermano fra loro pensieri malvagi ; Divisano di tender di nascosto lacci , Dicono : Chi li vedrà ? Investigano malizie ; ricercano tutto ciò che si può investigare ; E quanto può l’ interior dell’ uomo , ed un cuor cupo . Ma Iddio li saetterà ; Le lor ferite saranno come di saetta subitanea . E le lor lingue saranno traboccate sopra loro ; Chiunque li vedrà fuggirà . E tutti gli uomini temeranno , E racconteranno l’ opera di Dio ; E considereranno quello ch’ egli avrà fatto . Il giusto si rallegrerà nel Signore , e spererà in lui ; E tutti quelli che son diritti di cuore , si glorieranno . Salmo di cantico di Davide , dato al capo de’ Musici O DIO , lode ti aspetta in Sion ; E quivi ti saran pagati i voti . O tu ch’ esaudisci i preghi , Ogni carne verrà a te . Cose inique mi avevano sopraffatto ; Ma tu purghi le nostre trasgressioni . Beato colui che tu avrai eletto , ed avrai fatto accostare a te . Acciocchè abiti ne’ tuoi cortili ! Noi saremo saziati de’ beni della tua Casa , Delle cose sante del tuo Tempio . O Dio della nostra salute , Confidanza di tutte le estremità le più lontane della terra e del mare , Rispondici , per la tua giustizia , in maniere tremende . Esso , colla sua potenza , ferma i monti ; Egli è cinto di forza . Egli acqueta il romor de’ mari , lo strepito delle sue onde , E il tumulto de’ popoli . Onde quelli che abitano nella estremità della terra temono de’ tuoi miracoli : Tu fai giubilare i luoghi , onde esce la mattina e la sera . Tu visiti la terra , e l’ abbeveri ; Tu l’ arricchisci grandemente ; I ruscelli di Dio son pieni d’ acqua ; Tu apparecchi agli uomini il lor frumento , dopo che tu l’ hai così preparata . Tu adacqui le sue porche ; tu pareggi i suoi solchi ; Tu la stempri colle stille della tua pioggia ; tu benedici i suoi germogli ; Tu coroni de’ tuoi beni l’ annata ; E le tue orbite stillano grasso . Le mandrie del deserto stillano ; E i colli son cinti di gioia . Le pianure son rivestite di gregge , E le valli coperte di biade ; Dànno voci di allegrezza , ed anche cantano . Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici DATE voci di allegrezza a Dio , Voi tutti gli abitanti della terra ; Salmeggiate la gloria del suo Nome ; Rendete la sua lode gloriosa . Dite a Dio : O quanto son tremende le tue opere ! Per la grandezza della tua forza , i tuoi nemici ti s’ infingono . Tutta la terra ti adora , e ti salmeggia ; Salmeggia il tuo Nome . Sela . Venite , e vedete i fatti di Dio ; Egli è tremendo in opere , sopra i figliuoli degli uomini . Egli convertì già il mare in asciutto ; Il suo popolo passò il fiume a piè ; Quivi noi ci rallegrammo in lui . Egli , colla sua potenza , signoreggia in eterno ; I suoi occhi riguardano le genti ; I ribelli non s’ innalzeranno . Sela . Voi popoli , benedite il nostro Dio ; E fate risonare il suono della sua lode . Egli è quel che ha rimessa in vita l’ anima nostra ; E non ha permesso che i nostri piedi cadessero . Perciocchè , o Dio , tu ci hai provati ; Tu ci hai posti al cimento , come si pone l’ argento . Tu ci avevi fatti entrar nella rete ; Tu avevi posto uno strettoio a’ nostri lombi . Tu avevi fatto cavalcar gli uomini in sul nostro capo ; Eravamo entrati nel fuoco e nell’ acqua ; Ma tu ci hai tratti fuori in luogo di refrigerio . Io entrerò nella tua Casa con olocausti ; Io ti pagherò i miei voti ; I quali le mie labbra han proferiti , E la mia bocca ha pronunziati , mentre io era distretto . Io ti offerirò olocausti di bestie grasse , Con profumo di montoni ; Io sacrificherò buoi e becchi . Sela . Venite , voi tutti che temete Iddio , ed udite ; Io vi racconterò quello ch’ egli ha fatto all’ anima mia . Io gridai a lui colla mia bocca , Ed egli fu esaltato sotto la mia lingua . Se io avessi mirato ad alcuna iniquità nel mio cuore , Il Signore non mi avrebbe ascoltato ; Ma certo Iddio mi ha ascoltato , Egli ha atteso alla voce della mia orazione . Benedetto sia Iddio Che non ha rigettata la mia orazione , Nè ritratta da me la sua benignità . Salmo di cantico , dato al capo de’ Musici sopra Neghinot . IDDIO abbia mercè di noi , e ci benedica ; Iddio faccia risplendere il suo volto verso noi . Sela . Acciocchè la tua via si conosca in terra , E la tua salute fra tutte le genti . I popoli ti celebreranno , o Dio ; I popoli tutti quanti ti celebreranno . Le nazioni si rallegreranno , e giubileranno ; Perciocchè tu giudicherai i popoli dirittamente , E condurrai le nazioni nella terra . Sela . I popoli ti celebreranno , o Dio ; I popoli tutti quanti ti celebreranno . La terra produrrà il suo frutto ; Iddio , l’ Iddio nostro ci benedirà . Iddio ci benedirà ; E tutte le estremità della terra lo temeranno . Salmo di cantico di Davide , dato al capo de’ Musici LEVISI Iddio , e i suoi nemici saranno dispersi ; E quelli che l’ odiano fuggiranno d’ innanzi al suo cospetto . Tu li dissiperai come si dissipa il fumo ; Gli empi periranno per la presenza di Dio , Come la cera è strutta per lo fuoco . Ma i giusti si rallegreranno , e trionferanno nel cospetto di Dio ; E gioiranno con letizia . Cantate a Dio , salmeggiate il suo Nome , Rilevate le strade a colui che cavalca per luoghi deserti ; Egli si chiama per nome : Il Signore ; e festeggiate davanti a lui . Egli è il padre degli orfani , e il giudice delle vedove ; Iddio nell’ abitacolo della sua santità ; Iddio , che fa abitare in famiglia quelli ch’ erano soli ; Che trae fuori quelli ch’ erano prigioni ne’ ceppi ; Ma fa’ che i ribelli dimorano in terra deserta . O Dio , quando tu uscisti davanti al tuo popolo , Quando tu camminasti per lo deserto ; Sela . La terra tremò , i cieli eziandio gocciolarono , per la presenza di Dio ; Sinai stesso , per la presenza di Dio , dell’ Iddio d’ Israele . O Dio , tu spandi la pioggia delle liberalità sopra la tua eredità ; E , quando è travagliata , tu la ristori . In essa dimora il tuo stuolo ; O Dio , per la tua bontà , tu l’ hai apparecchiata per i poveri afflitti . Il Signore ha dato materia di parlare ; Quelle che hanno recate le buone novelle , sono state una grande schiera . Fuggiti , fuggiti se ne sono i re degli eserciti ; E quelle che dimoravano in casa hanno spartite le spoglie . Quando giacerete in mezzo agli ovili , Sarete come le ale di una colomba , coperta d’ argento , Le cui penne son gialle d’ oro . Dopo che l’ Onnipotente ebbe dispersi i re in quella , La terra fu come quando è nevicato in Salmon . O monte di Dio , o monte di Basan , O monte di molti gioghi , o monte di Basan ! Perchè saltellate voi , o monti di molti gioghi ? Iddio desidera questo monte per sua stanza ; Anzi il Signore abiterà quivi in perpetuo . La cavalleria di Dio cammina a doppie decine di migliaia , A doppie migliaia ; Il Signore è fra essi ; Sinai è nel santuario . Tu sei salito in alto , tu ne hai menato in cattività numero di prigioni ; Tu hai presi doni d’ infra gli uomini , Eziandio ribelli , per far ora una ferma dimora , o Signore Iddio . Benedetto sia il Signore , il quale ogni giorno ci colma di beni ; Egli è l’ Iddio della nostra salute . Sela . Iddio è l’ Iddio nostro , per salvarci ; Ed al Signore Iddio appartengono le uscite della morte . Certo Iddio trafiggerà il capo de’ suoi nemici . La sommità del capo irsuto di chi cammina ne’ suoi peccati . Il Signore ha detto : Io ti trarrò di Basan , Ti trarrò dal fondo del mare ; Acciocchè il tuo piè , e la lingua de’ tuoi cani Si affondi nel sangue de’ nemici , e del capo stesso . O Dio , le tue andature si son vedute ; Le andature dell’ Iddio , e Re mio , nel luogo santo . Cantori andavano innanzi , e sonatori dietro ; E nel mezzo vergini che sonavano tamburi , dicendo : Benedite Iddio nelle raunanze ; Benedite il Signore , voi che siete della fonte d’ Israele . Ivi era il piccolo Beniamino , che ha signoreggiato sopra essi ; I capi di Giuda , colle loro schiere ; I capi di Zabulon , i capi di Neftali . L’ Iddio tuo ha ordinata la tua fortezza ; Rinforza , o Dio , ciò che tu hai operato inverso noi . Rinforzalo dal tuo Tempio , di sopra a Gerusalemme ; Fa’ che i re ti portino presenti . Disperdi le fiere delle giuncaie , La raunanza de’ possenti tori , e i giovenchi d’ infra i popoli , I quali si prostrano con monete d’ argento ; Dissipa i popoli che si dilettano in guerre . Vengano gran signori di Egitto ; Accorrano gli Etiopi a Dio , colle mani piene . O regni della terra , cantate a Dio ; Salmeggiate al Signore ; Sela . A colui che cavalca sopra i cieli de’ cieli eterni ; Ecco , egli tuona potentemente colla sua voce . Date gloria a Dio ; La sua magnificenza è sopra Israele , e la sua gloria ne’ cieli . O Dio , tu sei tremendo da’ tuoi santuari ; L’ Iddio d’ Israele è quel che dà valore e forze al popolo . Benedetto sia Iddio . Salmo di Davide , dato al capo de’ Musici , sopra Sosannim . SALVAMI , o Dio ; Perciocchè le acque son pervenute infino all’ anima . Io sono affondato in un profondo pantano , Ove non vi è luogo da fermare il piè ; Io son giunto alle profondità dell’ acqua , e la corrente m’ inonda . Io sono stanco di gridare , io ho la gola asciutta ; Gli occhi mi son venuti meno , aspettando l’ Iddio mio . Quelli che mi odiano senza cagione Sono in maggior numero che i capelli del mio capo ; Quelli che mi disertano , e che mi sono nemici a torto , si fortificano ; Ecco là , io ho renduto ciò che non aveva rapito . O Dio , tu conosci la mia follia ; E le mie colpe non ti sono occulte . O Signore , Dio degli eserciti , Quelli che sperano in te non sieno confusi per cagion di me ; Quelli che ti cercano non sieno svergognati per me , O Dio d’ Israele . Perciocchè per l’ amor di te io soffro vituperio ; Vergogna mi ha coperta la faccia . Io son divenuto strano a’ miei fratelli , E forestiere a’ figliuoli di mia madre . Perciocchè lo zelo della tua Casa mi ha roso ; E i vituperii di quelli che ti fanno vituperio mi caggiono addosso . Io ho pianto , affliggendo l’ anima mia col digiuno ; Ma ciò mi è tornato in grande obbrobrio . Ancora ho fatto d’ un sacco il mio vestimento ; Ma son loro stato in proverbio . Quelli che seggono nella porta ragionano di me ; E le canzoni de’ bevitori di cervogia ne parlano . Ma quant’ è a me , o Signore , la mia orazione s’ indirizza a te ; Egli vi è un tempo di benevolenza ; O Dio , per la grandezza della tua benignità , E per la verità della tua salute , rispondimi . Tirami fuor del pantano , che io non vi affondi , E che io sia riscosso da quelli che mi hanno in odio , Dalle profondità delle acque ; Che la corrente delle acque non m’ inondi , E che il gorgo non mi tranghiotta , E che il pozzo non turi sopra me la sua bocca . Rispondimi , o Signore ; perciocchè la tua benignità è buona ; Secondo la grandezza delle tue compassioni riguarda verso me . E non nascondere il tuo volto dal tuo servo ; Perciocchè io son distretto ; affrettati , rispondimi . Accostati all’ anima mia , riscattala ; Riscuotimi , per cagion de’ miei nemici . Tu conosci il vituperio , l’ onta , e la vergogna che mi è fatta ; Tutti i miei nemici son davanti a te . Il vituperio mi ha rotto il cuore , e io son tutto dolente ; Ed ho aspettato che alcuno si condolesse meco , ma non vi è stato alcuno ; Ed ho aspettati de’ consolatori , ma non ne ho trovati . Hanno , oltre a ciò , messo del veleno nella mia vivanda ; E , nella mia sete , mi hanno dato a bere dell’ aceto . Sia la lor mensa un laccio teso davanti a loro ; E le lor prosperità sieno loro una trappola . Gli occhi loro sieno oscurati , sì che non possano vedere ; E fa’ loro del continuo vacillare i lombi . Spandi l’ ira tua sopra loro , E colgali l’ ardor del tuo cruccio . Sieno desolati i lor palazzi ; Ne’ lor tabernacoli non vi sia alcuno abitatore . Perciocchè hanno perseguitato colui che tu hai percosso , E fatte le lor favole del dolore di coloro che tu hai feriti . Aggiugni loro iniquità sopra iniquità ; E non abbiano giammai entrata alla tua giustizia . Sieno cancellati dal libro della vita ; E non sieno scritti co’ giusti . Ora , quant’ è a me , io sono afflitto e addolorato ; La tua salute , o Dio , mi levi ad alto . Io loderò il Nome di Dio con cantici , E lo magnificherò con lode . E ciò sarà più accettevole al Signore , che bue , Che giovenco con corna ed unghie . I mansueti , vedendo ciò , si rallegreranno ; Ed il cuor vostro viverà , o voi che cercate Iddio . Perciocchè il Signore esaudisce i bisognosi , E non isprezza i suoi prigioni . Lodinlo i cieli e la terra ; I mari , e tutto ciò che in essi guizza . Perciocchè Iddio salverà Sion , ed edificherà le città di Giuda ; E coloro vi abiteranno , e possederanno Sion per eredità . E la progenie de’ suoi servitori l’ erederà ; E quelli che amano il suo Nome abiteranno in essa . Salmo di Davide , da rammemorare ; dato al capo de’ Musici O DIO , affrettati a liberarmi ; O Signore , affrettati in mio aiuto . Quelli che cercano l’ anima mia sien confusi e svergognati ; Quelli che prendono piacere nel mio male voltin le spalle , E sieno svergognati . Quelli che dicono : Eia , eia ! Voltin le spalle , per ricompensa del vituperio che mi fanno . Rallegrinsi , e gioiscano in te Tutti quelli che ti cercano ; E quelli che amano la tua salute Dicano del continuo : Magnificato sia Iddio . Ora , quant’ è a me , io son povero e bisognoso ; O Dio , affrettati a venire a me ; Tu sei il mio aiuto , ed il mio liberatore ; O Signore , non tardare . SIGNORE , io mi son confidato in te , Fa’ ch’ io non sia giammai confuso . Riscuotimi , e liberami , per la tua giustizia ; Inchina a me il tuo orecchio , e salvami . Siimi una rocca di dimora , Nella quale io entri sempre ; Tu hai ordinata la mia salute ; Perciocchè tu sei la mia rupe e la mia fortezza . O Dio mio , liberami dalla man dell’ empio , Dalla mano del perverso e del violento . Perciocchè tu sei la mia speranza , o Signore Iddio ; La mia confidanza fin dalla mia fanciullezza . Tu sei stato il mio sostegno fin dal seno di mia madre ; Tu sei quel che mi hai tratto fuori delle interiora di essa ; Per te ho avuto del continuo di che lodarti . Io sono stato a molti come un mostro ; Ma tu sei il mio forte ricetto . Sia la mia bocca ripiena della tua lode , E della tua gloria tuttodì . Non rigettarmi al tempo della vecchiezza ; Ora , che le forze mi mancano , non abbandonarmi . Perciocchè i miei nemici tengono ragionamenti contro a me , E quelli che spiano l’ anima mia prendono insieme consiglio . Dicendo : Iddio l’ ha abbandonato ; Perseguitatelo , e prendetelo ; perciocchè non vi è alcuno che lo riscuota . O Dio , non allontanarti da me ; Dio mio , affrettati in mio aiuto . Sieno confusi , e vengano meno gli avversari dell’ anima mia ; Quelli che procacciano il mio male sieno coperti di onta e di vituperio . Ma io spererò del continuo , E sopraggiungerò ancora altre lodi a tutte le tue . La mia bocca racconterà tuttodì la tua giustizia , e la tua salute ; Benchè io non ne sappia il gran numero . Io entrerò nelle prodezze del Signore Iddio ; Io ricorderò la giustizia di te solo . O Dio , tu mi hai ammaestrato dalla mia fanciullezza ; Ed io , infino ad ora , ho annunziate le tue maraviglie . Non abbandonarmi ancora , o Dio , fino alla vecchiezza , anzi fino alla canutezza ; Finchè io abbia annunziato il tuo braccio a questa generazione , E la tua potenza a tutti quelli che verranno appresso . E la tua giustizia , o Dio , esalterò sommamente : Perciocchè tu hai fatte cose grandi . O Dio , chi è pari a te ? Perciocchè , avendomi fatto sentir molte tribolazioni e mali , Tu mi hai di nuovo resa la vita , E mi hai di nuovo tratto fuor degli abissi della terra . Tu hai accresciuta la mia grandezza , E ti sei rivolto , e mi hai consolato . Io altresì , collo strumento del saltero , celebrerò te , E la tua verità , o Dio mio ; Io ti salmeggerò colla cetera , o Santo d’ Israele . Le mie labbra giubileranno , quando io ti salmeggerò ; E insieme l’ anima mia , la quale tu hai riscattata . La mia lingua ancora ragionerà tuttodì della tua giustizia ; Perciocchè sono stati svergognati , perchè sono stati confusi quelli che procacciavano il mio male . Salmo per Salomone O DIO , da’ i tuoi giudicii al re , E la tua giustizia al figliuolo del re . Ed egli giudicherà il tuo popolo in giustizia , Ed i tuoi poveri afflitti in dirittura . I monti produrranno pace al popolo ; E i colli saranno pieni di giustizia . Egli farà ragione a’ poveri afflitti d’ infra il popolo ; Egli salverà i figliuoli del misero , E fiaccherà l’ oppressore . Essi ti temeranno per ogni età , Mentre dureranno il sole e la luna . Egli scenderà come pioggia sopra erba segata ; Come pioggia minuta che adacqua la terra . Il giusto fiorirà a’ dì d’ esso , E vi sarà abbondanza di pace , finchè non vi sia più luna . Ed egli signoreggerà da un mare all’ altro , E dal fiume fino alle estremità della terra . Quelli che abitano ne’ deserti s’ inchineranno davanti a lui , Ed i suoi nemici leccheranno la polvere . I re di Tarsis e delle isole gli pagheranno tributo ; I re di Etiopia e di Arabia gli porteranno doni . E tutti i re l’ adoreranno , Tutte le nazioni gli serviranno . Perciocchè egli libererà il bisognoso che grida , E il povero afflitto , e colui che non ha alcuno che lo aiuti . Egli avrà compassione del misero e del bisognoso , E salverà le persone de’ poveri . Egli riscoterà la vita loro da frode e da violenza ; E il sangue loro sarà prezioso davanti a lui . Così egli viverà , ed altri gli darà dell’ oro di Etiopia ; E pregherà per lui del continuo , e tuttodì lo benedirà . Essendo seminata in terra , sulla sommità de’ monti , pure una menata di frumento , Quello ch’ essa produrrà farà romore come il Libano ; E gli abitanti delle città fioriranno come l’ erba della terra . Il suo nome durerà in eterno , Il suo nome sarà perpetuato di generazione in generazione , Mentre vi sarà sole ; E tutte le nazioni saranno benedette in lui , E lo celebreranno beato . Benedetto sia il Signore Iddio , l’ Iddio d’ Israele , Il qual solo fa maraviglie . Benedetto sia ancora eternamente il Nome suo glorioso ; E sia tutta la terra ripiena della sua gloria . Amen , Amen . Qui finiscono le orazioni di Davide , figliuolo d’ Isai . Salmo di Asaf CERTAMENTE Iddio è buono ad Israele , A quelli che son puri di cuore . Ora , quant’ è a me , quasi che incapparono i miei piedi ; Come nulla mancò che i miei passi non isdrucciolassero . Perciocchè io portava invidia agl’ insensati , Veggendo la prosperità degli empi . Perciocchè non vi sono alcuni legami alla lor morte ; E la lor forza è prosperosa . Quando gli altri uomini sono in travagli , essi non vi son punto ; E non ricevono battiture col rimanente degli uomini . Perciò , la superbia li cinge a guisa di collana ; La violenza li involge come un vestimento . Gli occhi escono loro fuori per lo grasso ; Avanzano le immaginazioni del cuor loro . Son dissoluti , e per malizia ragionano di oppressare ; Parlano da alto . Mettono la lor bocca dentro al cielo , E la lor lingua passeggia per la terra . Perciò , il popolo di Dio riviene a questo , Veggendo che l’ acqua gli è spremuta a bere a pien calice , E dice : Come può essere che Iddio sappia ogni cosa , E che vi sia conoscimento nell’ Altissimo ? Ecco , costoro son empi , e pur godono pace e tranquillità in perpetuo ; Ed accrescono le lor facoltà . Indarno adunque in vero ho nettato il mio cuore , Ed ho lavate le mie mani nell’ innocenza . Poichè son battuto tuttodì , Ed ogni mattina il mio gastigamento si rinnuova . Se io dico : Io ragionerò così ; Ecco , io son disleale inverso la generazione de’ tuoi figliuoli . Io ho adunque pensato di volere intender questo ; Ma la cosa mi è parsa molto molesta . Infino a tanto che sono entrato ne’ santuari di Dio ; Ed ho considerato il fine di coloro . Certo , tu li metti in isdruccioli ; Tu li trabocchi in ruine . Come sono eglino stati distrutti in un momento ! Come son venuti meno , e sono stati consumati per casi spaventevoli ! Son come un sogno , dopo che l’ uomo si è destato ; O Signore , quando tu ti risveglierai , tu sprezzerai la lor vana apparenza . Quando il mio cuore era inacerbito , Ed io era punto nelle reni ; Io era insensato , e non aveva conoscimento ; Io era inverso te simile alle bestie . Ma pure io sono stato del continuo teco ; Tu mi hai preso per la man destra . Tu mi condurrai per lo tuo consiglio , E poi mi riceverai in gloria ; Chi è per me in cielo , fuor che te ? Io non voglio altri che te in terra . La mia carne ed il mio cuore erano venuti meno : Ma Iddio è la rocca del mio cuore , e la mia parte in eterno . Perciocchè , ecco , quelli che si allontanano da te periranno ; Tu distruggerai ogni uomo che fornicando si svia da te . Ma quant’ è a me , egli mi è buono di accostarmi a Dio ; Io ho posta nel Signore Iddio la mia confidanza , Per raccontar tutte le opere sue . Maschil di Asaf O DIO , perchè ci hai scacciati in perpetuo ? Perchè fuma l’ ira tua contro alla greggia del tuo pasco ? Ricordati della tua raunanza , la quale tu acquistasti anticamente ; Della tribù della tua eredità che tu riscotesti ; Del monte di Sion , nel quale tu abitasti . Muovi i passi verso le ruine perpetue , Verso tutto il male che i nemici han fatto nel luogo santo . I tuoi nemici han ruggito in mezzo del tuo Tempio ; Vi hanno poste le loro insegne per segnali . Ciò sarà noto ; come chi , levando ad alto delle scuri , Le avventa contro a un cespo di legne ; Così ora hanno essi , con iscuri e martelli , Fracassati tutti quanti gl’ intagli di quello . Hanno messi a fuoco e fiamma i tuoi santuari , Hanno profanato il tabernacolo del tuo Nome , gettandolo per terra . Hanno detto nel cuor loro : Prediamoli tutti quanti ; Hanno arsi tutti i luoghi delle raunanze di Dio in terra . Noi non veggiam più i nostri segni ; Non vi è più profeta , E non abbiam con noi alcuno che sappia infino a quando . Infino a quando , o Dio , oltraggerà l’ avversario ? Il nemico dispetterà egli il tuo Nome in perpetuo ? Perchè ritiri la tua mano e la tua destra ? Non lasciare ch’ ella ti dimori più dentro al seno . Ora Iddio già ab antico è il mio Re . Il quale opera salvazioni in mezzo della terra . Tu , colla tua forza , spartisti il mare ; Tu rompesti le teste delle balene nelle acque . Tu fiaccasti i capi del leviatan , E li desti per pasto al popolo de’ deserti . Tu facesti scoppiar fonti e torrenti ; Tu seccasti fiumi grossi . Tuo è il giorno , tua eziandio è la notte ; Tu hai ordinata la luna e il sole . Tu hai posti tutti i termini della terra ; Tu hai formata la state ed il verno . Ricordati di questo : che il nemico ha oltraggiato il Signore , E che il popolo stolto ha dispettato il tuo Nome . Non dare alle fiere la vita della tua tortola ; Non dimenticare in perpetuo la raunanza de’ tuoi poveri afflitti . Riguarda al Patto , Perciocchè i luoghi tenebrosi della terra sono ripieni di ricetti di violenza . Non ritornisene il misero indietro svergognato ; Fa’ che il povero afflitto e il bisognoso lodino il tuo Nome . Levati , o Dio , dibatti la tua lite ; Ricordati dell’ oltraggio che ti è fatto tuttodì dallo stolto . Non dimenticar le grida de’ tuoi nemici ; Lo strepito di quelli che si levano contro a te sale del continuo al cielo . Salmo di cantico di Asaf , dato al capo de’ Musici , sopra Al-tashet . NOI ti celebriamo , noi ti celebriamo , o Dio ; Perciocchè il tuo Nome è vicino ; L’ uomo racconta le tue maraviglie . Al tempo che avrò fissato , Io giudicherò dirittamente . Il paese e tutti i suoi abitanti si struggevano ; Ma io ho rizzate le sue colonne . Sela . Io ho detto agl’ insensati : Non siate insensati ; Ed agli empi : Non alzate il corno ; Non levate il vostro corno ad alto ; E non parlate col collo indurato . Perciocchè nè di Levante , nè di Ponente , Nè dal deserto , viene l’ esaltamento . Ma Iddio è quel che giudica ; Egli abbassa l’ uno , ed innalza l’ altro . Perciocchè il Signore ha in mano una coppa , Il cui vino è torbido ; Ella è piena di mistione , ed egli ne mesce ; Certamente tutti gli empi della terra ne succeranno e berranno le fecce . Ora , quant’ è a me , io predicherò queste cose in perpetuo , Io salmeggerò all’ Iddio di Giacobbe . E mozzerò tutte le corna degli empi ; E farò che le corna de’ giusti saranno alzate . Salmo di cantico di Asaf , dato al capo de’ Musici , sopra Neghinot . IDDIO è conosciuto in Giuda ; Il suo Nome è grande in Israele . E il suo tabernacolo è in Salem , E la sua stanza in Sion . Quivi ha rotte saette , Archi , scudi , e spade , ed arnesi da guerra . Sela . Tu sei illustre , potente , Più che i monti dei predatori . I magnanimi sono stati spogliati , Hanno dormito il sonno loro ; E niuno di quegli uomini prodi ha saputo trovar le sue mani . O Dio di Giacobbe , E carri e cavalli sono stati stupefatti per lo tuo sgridare . Tu sei tremendo ; tu , dico ; E chi durerà davanti a te , dacchè tu ti adiri ? Tu bandisti giudicio dal cielo ; La terra temette , e stette chela . Quando Iddio si levò per far giudicio , Per salvar tutti i mansueti della terra . Sela . Certamente l’ ira degli uomini ti acquista lode ; Tu ti cingerai del rimanente dell’ ire . Fate voti al Signore Iddio vostro , e adempieteli ; Tutti quelli che sono d’ intorno a lui portino doni al Tremendo . Egli vendemmia lo spirito de’ principi ; Egli è tremendo ai re della terra . Salmo di Asaf , dato al capo de’ Musici de’ figliuoli di Iedutun . LA mia voce s’ indirizza a Dio , ed io grido ; La mia voce s’ indirizza a Dio , acciocchè egli mi porga l’ orecchio . Nel giorno della mia distretta , io ho cercato il Signore ; Le mie mani sono state sparse qua e là di notte , E non hanno avuta posa alcuna ; L’ anima mia ha rifiutato d’ essere consolata . Io mi ricordo di Dio , e romoreggio ; Io mi lamento , e il mio spirito è angosciato . Sela . Tu hai ritenuti gli occhi miei in continue vegghie ; Io son tutto attonito , e non posso parlare . Io ripenso a’ giorni antichi , Agli anni da lungo tempo passati . Io mi ricordo come già io sonava ; Io medito nel mio cuore di notte , E lo spirito mio va investigando . Il Signore mi rigetterà egli in perpetuo ? E non mi gradirà egli giammai più ? È la sua benignità venuta meno per sempre mai ? È la sua parola mancata per ogni età ? Iddio ha egli dimenticato di aver pietà ? Ha egli serrate per ira le sue compassioni ? Sela . Io ho adunque detto : Se io son fiacco , Egli è perchè la destra dell’ Altissimo è mutata . Io mi rammemoro le opere del Signore ; Perciocchè io mi riduco a memoria le tue maraviglie antiche ; E medito tutti i tuoi fatti , E ragiono delle tue operazioni . O Dio , le tue vie si veggono nel Santuario ; Chi è dio grande , come Iddio ? Tu sei l’ Iddio che fai maraviglie ; Tu hai fatta conoscere la tua forza fra i popoli . Tu hai , col tuo braccio , riscosso il tuo popolo ; I figliuoli di Giacobbe e di Giuseppe . Sela . Le acque ti videro , o Dio ; Le acque ti videro , e furono spaventate ; Gli abissi eziandio tremarono . Le nubi versarono diluvi d’ acque ; I cieli tuonarono ; I tuoi strali eziandio andarono attorno . Il suon de’ tuoi tuoni fu per lo giro del cielo ; I folgori alluminarono il mondo ; La terra fu smossa , e tremò . La tua via fu per mezzo il mare , E il tuo sentiero per mezzo le grandi acque ; E le tue pedate non furono riconosciute . Tu conducesti il tuo popolo , come una greggia , Per man di Mosè e d’ Aaronne . Maschil di Asaf . ASCOLTA , o popol mio , la mia dottrina ; Porgete gli orecchi alle parole della mia bocca . Io aprirò la mia bocca in sentenza ; Io sgorgherò detti notevoli di cose antiche ; Le quali noi abbiamo udite , e sappiamo , E le quali i nostri padri ci han raccontate . Noi non le celeremo a’ lor figliuoli , alla generazione a venire ; Noi racconteremo le lodi del Signore , E la sua forza , e le sue maraviglie ch’ egli ha fatte . Egli ha fermata la testimonianza in Giacobbe , Ed ha posta la Legge in Israele ; Le quali egli comandò a’ nostri padri di fare assapere a’ lor figliuoli ; Acciocchè la generazione a venire , i figliuoli che nascerebbero , le sapessero , E si mettessero a narrarle a’ lor figliuoli ; E ponessero in Dio la loro speranza , E non dimenticassero le opere di Dio . Ed osservassero i suoi comandamenti ; E non fossero come i lor padri , Generazione ritrosa e ribella ; Generazione che non dirizzò il cuor suo , Il cui spirito non fu leale inverso Dio . I figliuoli di Efraim , gente di guerra , buoni arcieri , Voltarono le spalle al dì della battaglia . Non avevano osservato il patto di Dio , Ed avevano ricusato di camminar nella sua Legge ; Ed avevano dimenticate le sue opere , E le maraviglie ch’ egli aveva lor fatte vedere . Egli aveva fatti miracoli in presenza de’ padri loro , Nel paese di Egitto , nel territorio di Soan . Egli aveva fesso il mare , e li aveva fatti passare per mezzo ; Ed aveva fermate le acque come un mucchio . E li aveva condotti di giorno colla nuvola , E tutta notte colla luce del fuoco . Egli aveva schiantate le rupi nel deserto , E li aveva copiosamente abbeverati , come di gorghi ; Ed aveva fatto uscir de’ ruscelli della roccia , E colare acque , a guisa di fiumi . Ma essi continuarono a peccar contro a lui , Provocando l’ Altissimo a sdegno nel deserto ; E tentarono Iddio nel cuor loro , Chiedendo vivanda a lor voglia ; E parlarono contro a Dio , E dissero : Potrebbe Iddio Metterci tavola nel deserto ? Ecco , egli percosse la roccia , e ne colarono acque , E ne traboccarono torrenti ; Potrebbe egli eziandio dar del pane , O apparecchiar della carne al suo popolo ? Perciò , il Signore , avendoli uditi , si adirò fieramente ; Ed un fuoco si accese contro a Giacobbe , Ed anche l’ ira gli montò contro ad Israele ; Perciocchè non avevano creduto in Dio , E non si erano confidati nella sua salvazione ; E pure egli aveva comandato alle nuvole di sopra , Ed aveva aperte le porte del cielo ; Ed aveva fatta piovere sopra loro la manna da mangiare , Ed aveva loro dato del frumento del cielo . L’ uomo mangiò del pane degli Angeli ; Egli mandò loro della vivanda a sazietà . Egli fece levar nel cielo il vento orientale , E per la sua forza addusse l’ Austro ; E fece piover sopra loro della carne , a guisa di polvere ; Ed uccelli , a guisa della rena del mare . E li fece cadere in mezzo al lor campo , D’ intorno a’ lor padiglioni . Ed essi mangiarono , e furono grandemente satollati ; E Iddio fece lor venire ciò che desideravano . Essi non si erano ancora stolti dalla lor cupidigia ; Avevano ancora il cibo loro nella bocca , Quando l’ ira montò a Dio contro a loro , Ed uccise i più grassi di loro , Ed abbattè la scelta d’ Israele . Con tutto ciò peccarono ancora , E non credettero alle sue maraviglie . Laonde egli consumò i lor giorni in vanità , E gli anni loro in ispaventi . Quando egli li uccideva , essi lo richiedevano , E ricercavano di nuovo Iddio . E si ricordavano che Iddio era la lor Rocca , E che l’ Iddio altissimo era il lor Redentore . Ma lo lusingavano colla lor bocca , E gli mentivano colla lor lingua ; E il cuor loro non era diritto inverso lui , E non erano leali nel suo patto . E pure egli , che è pietoso , purgò la loro iniquità , e non li distrusse ; E più e più volte racquetò l’ ira sua , e non commosse tutto il suo cruccio ; E si ricordò ch’ erano carne ; Un fiato che passa , e non ritorna . Quante volte lo provocarono essi a sdegno nel deserto , E lo contristarono nella solitudine ! E tornarono a tentare Iddio , E limitarono il Santo d’ Israele . Essi non si erano ricordati della sua mano , Nè del giorno nel quale li aveva riscossi dal nemico . Come egli aveva eseguiti i suoi segni in Egitto , E i suoi miracoli nel territorio di Soan . Ed aveva cangiati i fiumi , e i rivi degli Egizi in sangue , Talchè essi non ne potevano bere . Ed aveva mandata contro a loro una mischia d’ insetti che li mangiarono ; E rane , che li distrussero . Ed aveva dati i lor frutti a’ bruchi , E le lor fatiche alle locuste . Ed aveva guastate le lor vigne colla gragnuola , E i lor sicomori colla tempesta . Ed aveva dati alla grandine i lor bestiami , E le lor gregge a’ folgori . Ed aveva mandato sopra loro l’ ardore della sua ira , Indegnazione , cruccio e distretta ; Una mandata d’ angeli maligni . Ed aveva appianato il sentiero alla sua ira , E non aveva scampata l’ anima loro dalla morte , Ed aveva dato il lor bestiame alla mortalità . Ed aveva percossi tutti i primogeniti in Egitto , E le primizie della forza ne’ tabernacoli di Cam . E ne aveva fatto partire il suo popolo , a guisa di pecore ; E l’ aveva condotto per lo deserto , come una mandra . E l’ aveva guidato sicuramente , senza spavento ; E il mare aveva coperti i lor nemici . Ed egli li aveva introdotti nella contrada della sua santità , Nel monte che la sua destra ha conquistato . Ed aveva scacciate le nazioni d’ innanzi a loro , E le aveva fatte loro scadere in sorte di eredità , Ed aveva stanziate le tribù d’ Israele nelle loro stanze . Ed avevano tentato , e provocato a sdegno l’ Iddio altissimo , E non avevano osservate le sue testimonianze . Anzi si erano tratti indietro , E si erano portati dislealmente , Come i lor padri ; E si erano rivolti come un arco fallace ; E l’ avevano provocato ad ira co’ loro alti luoghi , E commosso a gelosia colle loro sculture . Iddio aveva udite queste cose , e se n’ era gravemente adirato , Ed aveva grandemente disdegnato Israele . Ed aveva abbandonato il tabernacolo di Silo ; Il padiglione ch’ egli aveva piantato per sua stanza fra gli uomini . Ed aveva abbandonata la sua forza , ad esser menata in cattività , E la sua gloria in man del nemico . Ed aveva dato il suo popolo alla spada , E si era gravemente adirato contro alla sua eredità . Il fuoco aveva consumati i suoi giovani ; E le sue vergini non erano state lodate . I suoi sacerdoti erano caduti per la spada ; E le sue vedove non avevano pianto . Poi il Signore si risvegliò , Come uno che fosse stato addormentato ; Come un uomo prode , che dà gridi dopo il vino . E percosse i suoi nemici da tergo , E mise loro addosso un eterno vituperio . Ed avendo riprovato il tabernacolo di Giuseppe , E non avendo eletta la tribù di Efraim ; Egli elesse la tribù di Giuda ; Il monte di Sion , il quale egli ama . Ed edificò il suo santuario , a guisa di palazzi eccelsi ; Come la terra ch’ egli ha fondata in perpetuo . Ed elesse Davide , suo servitore , E lo prese dalle mandre delle pecore . Di dietro alle bestie allattanti Egli lo condusse a pascer Giacobbe , suo popolo ; Ed Israele sua eredità . Ed egli li pasturò , secondo l’ integrità del suo cuore ; E li guidò , secondo il gran senno delle sue mani . Salmo di Asaf . O DIO , le nazioni sono entrate nella tua eredità , Hanno contaminato il Tempio della tua santità , Hanno ridotta Gerusalemme in monti di ruine . Hanno dati i corpi morti de’ tuoi servitori Agli uccelli del cielo per cibo ; E la carne de’ tuoi santi alle fiere della terra . Hanno sparso il sangue loro come acqua Intorno a Gerusalemme ; E non vi è stato alcuno che li seppellisse . Noi siamo stati in vituperio a’ nostri vicini ; In ischerno , e in derisione a quelli che stanno d’ intorno a noi . Infino a quando , Signore , sarai adirato ? La tua gelosia arderà ella come un fuoco in perpetuo ? Spandi l’ ira tua sopra le genti che non ti conoscono , E sopra i regni che non invocano il tuo Nome . Perciocchè essi hanno divorato Giacobbe , Ed hanno desolata la sua stanza . Non ridurti a memoria contro a noi l’ iniquità de’ passati ; Affrettati , venganci incontro le tue compassioni ; Perciocchè noi siam grandemente miseri . Soccorrici , o Dio della nostra salute , per amor della gloria del tuo Nome , E liberaci ; e fa’ il purgamento de’ nostri peccati , per amor del tuo Nome Perchè direbbero le genti : Ove è l’ Iddio loro ? Fa’ che sia conosciuta fra le genti , nel nostro cospetto , La vendetta del sangue sparso de’ tuoi servitori . Vengano davanti a te i gemiti de’ prigioni ; Secondo la grandezza del tuo braccio , Scampa quelli che son condannati a morte . E rendi a’ nostri vicini in seno , a sette doppi , Il vituperio che ti hanno fatto , o Signore . E noi , tuo popolo , e greggia del tuo pasco , Ti celebreremo in perpetuo ; E racconteremo la tua lode per ogni età . Salmo di Asaf , dato al capo de’ Musici , sopra Sosannim-edut . O PASTORE d’ Israele , che guidi Giuseppe come una greggia , Porgi gli orecchi ; Tu che siedi sopra i Cherubini , Apparisci in gloria . Eccita la tua potenza davanti ad Efraim , ed a Beniamino , ed a Manasse ; E vieni a nostra salute . O Dio , ristoraci ; E fa’ risplendere il tuo volto , e noi saremo salvati . O Signore Iddio degli eserciti , Infino a quando fumerai tu contro all’ orazione del tuo popolo ? Tu li hai cibati di pan di pianto , E li hai abbeverati di lagrime a larga misura . Tu ci hai posti in contesa co’ nostri vicini ; E i nostri nemici si fanno beffe di noi . O Dio degli eserciti , ristoraci ; E fa’ risplendere il tuo volto , e noi saremo salvati . Tu avevi trasportata di Egitto una vigna ; Tu avevi cacciate le nazioni , e l’ avevi piantata . Tu avevi sgomberato davanti a lei il suo luogo ; Ed avevi fatto ch’ ella aveva messe radici , ed aveva empiuta la terra . I monti erano coperti della sua ombra , E i suoi tralci erano come cedri altissimi . Aveva gettati i suoi rami infino al mare , E i suoi rampolli infino al fiume . Perchè hai tu rotte le sue chiusure , Sì che tutti i passanti l’ han vendemmiata ? I cinghiali l’ hanno guastata , E le fiere della campagna l’ hanno pascolata . O Dio degli eserciti , rivolgiti , ti prego ; Riguarda dal cielo , e vedi , e visita questa vigna . E le piante che la tua destra aveva piantate , E le propaggini che tu ti avevi fortificate . Quella è arsa col fuoco , ella è ricisa fino dal piè ; Quelle periscono per lo sgridar della tua faccia . Sia la tua mano sopra l’ uomo della tua destra , Sopra il figliuol dell’ uomo che tu ti avevi fortificato . E noi non ci trarremo indietro da te ; Mantienci in vita , e noi invocheremo il tuo Nome . O Signore Iddio degli eserciti , ristoraci ; Fa’ risplendere il tuo volto , e noi saremo salvati . Salmo di Asaf , dato al capo de’ Musici sopra Ghittit . CANTATE lietamente a Dio nostra forza ; Date grida di allegrezza all’ Iddio di Giacobbe . Prendete a salmeggiare , ed aggiugnetevi il tamburo , La cetera dilettevole , col saltero . Sonate colla tromba alle calendi , Nella nuova luna , al giorno della nostra festa . Perciocchè questo è uno statuto dato ad Israele , Una legge dell’ Iddio di Giacobbe . Egli lo costituì per una testimonianza in Giuseppe , Dopo ch’ egli fu uscito fuori contro al paese di Egitto ; Allora che io udii un linguaggio che io non intendeva . Io ho ritratte , dice Iddio , le sue spalle da’ pesi ; Le sue mani si son dipartite dalle corbe . O popol mio , tu gridasti essendo in distretta , ed io te ne trassi fuori ; Io ti risposi , stando nel nascondimento del tuono ; Io ti provai alle acque di Meriba . Sela . Io ti dissi : Ascolta , popol mio , ed io ti farò le mie protestazioni ; O Israele , attendessi tu pure a me ! Non siavi fra te alcun dio strano , E non adorare alcun dio forestiere . Io sono il Signore Iddio tuo , che ti ho tratto fuor del paese di Egitto ; Allarga pur la tua bocca , ed io l’ empierò . Ma il mio popolo non ha atteso alla mia voce ; Ed Israele non mi ha acconsentito . Onde io li ho abbandonati alla durezza del cuor loro ; Acciocchè camminino secondo i lor consigli . Oh ! avesse pure ubbidito il mio popolo , E fosse Israele camminato nelle mie vie ! Io avrei in uno stante abbattuti i lor nemici , Ed avrei rivolta la mia mano contro a’ loro avversari . Quelli che odiano il Signore si sarebbero infinti inverso loro ; E il tempo loro sarebbe durato in perpetuo . E Iddio li avrebbe cibati di grascia di frumento ; E dalla roccia , dice egli , io ti avrei satollato di miele . Salmo di Asaf . IDDIO è presente nella raunanza di Dio ; Egli giudica nel mezzo degl’ iddii . Infino a quando giudicherete voi ingiustamente , Ed avrete riguardo alla qualità delle persone degli empi ? Sela . Fate ragione al misero ed all’ orfano ; Fate diritto all’ afflitto ed al povero . Liberate il misero ed il bisognoso ; Riscotetelo dalla mano degli empi . Essi non hanno alcun conoscimento , nè senno ; Camminano in tenebre ; Tutti i fondamenti della terra sono smossi . Io ho detto : Voi siete dii ; E tutti siete figliuoli dell’ Altissimo . Tuttavolta voi morrete come un altro uomo , E caderete come qualunque altro de’ principi . Levati , o Dio , giudica la terra ; Perciocchè tu devi essere il possessore di tutte le genti . Cantico di Salmo di Asaf . O DIO , non istartene cheto ; Non tacere , e non riposarti , o Dio . Perciocchè ecco , i tuoi nemici romoreggiano ; E quelli che ti odiano alzano il capo . Hanno preso un cauto consiglio contro al tuo popolo , E si son consigliati contro a quelli che son nascosti appo te . Hanno detto : Venite , e distruggiamoli , Sì che non sieno più nazione , E che il nome d’ Israele non sia più ricordato . Perciocchè si son di pari consentimento consigliati insieme , Ed han fatta lega contro a te . Le tende di Edom , e gl’ Ismaeliti ; I Moabiti , e gli Hagareni ; I Ghebaliti , gli Ammoniti , e gli Amalechiti ; I Filistei , insieme con gli abitanti di Tiro ; Gli Assiri eziandio si son congiunti con loro ; Sono stati il braccio de’ figliuoli di Lot . Sela . Fa’ loro come tu facesti a Madian ; Come a Sisera , come a Iabin , al torrente di Chison ; I quali furono sconfitti in Endor , E furono per letame alla terra . Fa’ che i lor principi sieno come Oreb e Zeeb ; E tutti i lor signori come Zeba , e Salmunna ; Perciocchè hanno detto : Conquistiamoci gli abitacoli di Dio . Dio mio , falli essere come una palla ; Come della stoppia al vento . Come il fuoco brucia un bosco , E come la fiamma divampa i monti . Così perseguitali colla tua tempesta , E conturbali col tuo turbo . Empi le lor facce di vituperio ; E fa’ che cerchino il tuo Nome , o Signore . Sieno svergognati , e conturbati in perpetuo ; E sieno confusi , e periscano ; E conoscano che tu , il cui Nome è il Signore , Sei il solo Altissimo sopra tutta la terra . Salmo de’ figliuoli di Core , dato al capo de’ Musici , sopra Ghittit . OH quanto sono amabili i tuoi tabernacoli , O Signor degli eserciti ! L’ anima mia brama i cortili del Signore , e vien meno ; Il mio cuore e la mia carne sclamano all’ Iddio vivente . Anche la passera si trova stanza , E la rondinella nido , ove posino i lor figli Presso a’ tuoi altari , o Signor degli eserciti , Re mio , e Dio mio . Beati coloro che abitano nella tua Casa , E ti lodano del continuo . Sela . Beato l’ uomo che ha forza in te ; E coloro che hanno le tue vie nel cuore ; I quali , passando per la valle de’ gelsi , La riducono in fonti , Ed anche in pozze che la pioggia empie . Camminano di valore in valore . Finchè compariscano davanti a Dio in Sion . O Signore Iddio degli eserciti , ascolta la mia orazione ; Porgi l’ orecchio , o Dio di Giacobbe . Sela . O Dio , scudo nostro , vedi , E riguarda la faccia del tuo unto . Perciocchè un giorno ne’ tuoi cortili val meglio che mille altrove ; Io eleggerei anzi di essere alla soglia della Casa del mio Dio , Che di abitare ne’ tabernacoli di empietà . Perciocchè il Signore Iddio è sole e scudo ; Il Signore darà grazia e gloria ; Egli non divieterà il bene a quelli che camminano in integrità . O Signor degli eserciti , Beato l’ uomo che si confida in te . Salmo de’ figliuoli di Core , dato al capo de’ Musici . O SIGNORE , tu sei stato propizio alla tua terra ; Tu hai ritratto Giacobbe di cattività . Tu hai rimessa al tuo popolo la sua iniquità , Tu hai coperti tutti i lor peccati . Sela . Tu hai acquetato tutto il tuo cruccio ; Tu ti sei stolto dall’ ardore della tua ira . Ristoraci , o Dio della nostra salute , E fa’ cessar la tua indegnazione contro a noi . Sarai tu in perpetuo adirato contro a noi ? Farai tu durar l’ ira tua per ogni età ? Non tornerai tu a darci la vita , Acciocchè il tuo popolo si rallegri in te ? O Signore , mostraci la tua benignità , E dacci la tua salute . Io ascolterò ciò che dirà il Signore Iddio ; Certo egli parlerà di pace al suo popolo ed a’ suoi santi ; E farà ch’ essi non ritorneranno più a follia . Certo , la sua salute è vicina a quelli che lo temono ; La gloria abiterà nel nostro paese . Benignità e verità s’ incontreranno insieme ; Giustizia e pace si baceranno . Verità germoglierà dalla terra ; E giustizia riguarderà dal cielo . Il Signore eziandio darà il bene ; E la nostra terra produrrà il suo frutto . Egli farà camminar davanti a sè la giustizia , E la metterà nella via de’ suoi passi . Orazione di Davide O SIGNORE , inchina l’ orecchio tuo , e rispondimi ; Perciocchè io sono afflitto e misero . Guarda l’ anima mia ; perciocchè io mi studio a pietà ; O tu , Dio mio , salva il tuo servitore che si confida in te . O Signore , abbi pietà di me ; Perciocchè io grido a te tuttodì . Rallegra l’ anima del tuo servitore ; Perciocchè io levo l’ anima mia a te , o Signore . Perciocchè tu , Signore , sei buono e perdonatore ; E di gran benignità inverso tutti quelli che t’ invocano . O Signore , porgi gli orecchi alla mia orazione ; E attendi al grido delle mie supplicazioni . Io t’ invoco nel giorno della mia distretta ; Perciocchè tu mi risponderai . Non vi è niuno pari a te fra gl’ iddii , o Signore ; E non vi sono alcune opere pari alle tue . Tutte le genti le quali tu hai fatte , verranno , E adoreranno nel tuo cospetto , o Signore ; E glorificheranno il tuo Nome . Perciocchè tu sei grande , e facitore di maraviglie ; Tu solo sei Dio . O Signore , insegnami la tua via , E fa’ che io cammini nella tua verità ; Unisci il mio cuore al timor del tuo nome . Io ti celebrerò , o Signore Iddio mio , con tutto il mio cuore ; E glorificherò il tuo Nome in perpetuo . Perciocchè la tua benignità è grande sopra me ; E tu hai riscossa l’ anima mia dal fondo del sepolcro . O Dio , uomini superbi si son levati contro a me ; Ed una raunanza di violenti , I quali non ti pongono davanti agli occhi loro , Cercano l’ anima mia . Ma tu , Signore , sei l’ Iddio misericordioso e pietoso , Lento all’ ira , e di gran benignità e verità . Volgi la tua faccia verso me , ed abbi pietà di me ; Da’ la tua forza al tuo servitore , E salva il figliuolo della tua servente . Opera inverso me qualche miracolo in bene , Sì che quelli che mi odiano lo veggano , e sieno confusi ; Perciocchè tu , Signore , mi avrai aiutato , e mi avrai consolato . Salmo di Cantico de’ figliuoli di Core LA fondazione del Signore è ne’ monti santi . Il Signore ama le porte di Sion , Sopra tutte le stanze di Giacobbe . O Città di Dio , Cose gloriose son dette di te . Sela . Io mentoverò , dice al Signore , Rahab , e Babilonia , Fra quelli che mi conoscono ; Ecco , i Filistei ed i Tiri insieme con gli Etiopi , De’ quali si dirà : Costui è nato quivi . E si dirà di Sion : Questi e quegli è nato in essa ; E l’ Altissimo stesso la stabilirà . Il Signore , rassegnando i popoli , annovererà coloro , Dicendo : Un tale è nato quivi . Sela . E cantori , e suonatori , E tutte le mie fonti , saranno in te . Maschil di Heman Ezrahita , che è un cantico di salmo dato al capo de’ Musici , dei figliuoli di Core , per Cantarlo sopra Mahalat . O SIGNORE Iddio della mia salute , Io grido di giorno e di notte , nel tuo cospetto . Venga la mia orazione in tua presenza ; Inchina il tuo orecchio al mio grido . Perciocchè l’ anima mia è sazia di mali ; E la mia vita è giunta infino al sepolcro . Io son reputato del numero di quelli che scendono nella fossa ; Io son simile ad un uomo che non ha più forza alcuna . Io sono spacciato fra i morti , Come gli uccisi che giacciono nella sepoltura , De’ quali tu non ti ricordi più ; E che son ricisi dalla tua mano . Tu mi hai posto in una fossa bassissima , In tenebre , in luoghi profondi . L’ ira tua si è posata sopra me , E tu mi hai abbattuto con tutti i tuoi flutti . Sela . Tu hai allontanati da me i miei conoscenti , Tu mi hai renduto loro grandemente abbominevole ; Io son serrato , e non posso uscire . L’ occhio mio è doglioso d’ afflizione ; O Signore , io grido a te tuttodì , Io spiego a te le palme delle mie mani . Opererai tu alcuna maraviglia inverso i morti ? I trapassati risorgeranno essi , per celebrarti ? Sela . La tua benignità si narrerà ella nel sepolcro ? E la tua verità nel luogo della perdizione ? Le tue maraviglie si conosceranno esse nelle tenebre ? E la tua giustizia nella terra dell’ obblio ? Ora quant’ è a me , o Signore , io grido a te ; E la mia orazione ti si fa incontro la mattina . Perchè scacci , o Signore , l’ anima mia ? Perchè nascondi il tuo volto da me ? Io son povero , e vengo meno fin dalla mia giovanezza ; Io porto i tuoi spaventi , e ne sto in forse . Le tue ire mi son passate addosso ; I tuoi terrori mi hanno deserto ; Mi han circondato come acque tuttodì ; Tutti quanti mi hanno intorniato . Tu hai allontanati da me amici e compagni ; I miei conoscenti son nascosti nelle tenebre . Maschil di Etan Ezarahita IO canterò in perpetuo le benignità del Signore ; Io renderò colla mia bocca nota la tua verità per ogni età . Perciocchè io ho detto : La tua benignità sarà stabile in eterno ; Tu hai fermata la tua verità ne’ cieli . Io ho fatto , dice il Signore , patto col mio eletto ; Io ho giurato a Davide , mio servitore , dicendo : Io fonderò la tua progenie in eterno , Ed edificherò il tuo trono per ogni età . Sela . I cieli parimente celebreranno le tue maraviglie , o Signore ; La tua verità eziandio sarà celebrata nella raunanza de’ santi . Perciocchè , chi è nel cielo che pareggi il Signore ; E che possa essere assomigliato al Signore , fra i figliuoli de’ possenti ? Iddio è grandemente spaventevole nel consiglio de’ santi , E tremendo sopra tutti quelli che sono d’ intorno a lui . O Signore Iddio degli eserciti , chi è potente Signore come sei tu ? Tu hai , oltre a ciò , intorno a te la tua verità . Tu signoreggi sopra l’ alterezza del mare ; Quando le sue onde s’ innalzano , tu l’ acqueti . Tu hai fiaccato Rahab , a guisa d’ uomo ferito a morte ; Tu hai , col tuo possente braccio , dispersi i tuoi nemici . I cieli son tuoi , tua eziandio è la terra ; Tu hai fondato il mondo , e tutto ciò ch’ è in esso . Tu hai creato il Settentrione ed il Mezzodì ; Tabor ed Hermon trionfano nel tuo Nome . Tu hai un braccio forte ; La tua mano è potente , la tua destra è esaltata . Giustizia e giudicio son la ferma base del tuo trono ; Benignità e verità vanno davanti alla tua faccia . Beato il popolo che sa che cosa è il giubilare ; O Signore , essi cammineranno alla chiarezza della tua faccia ; Festeggeranno tuttodì nel tuo nome , E si esalteranno nella tua giustizia . Perchè tu sei la gloria della lor forza ; E il nostro corno è alzato per lo tuo favore . Perciocchè lo scudo nostro è del Signore ; E il Re nostro è del Santo d’ Israele . Tu parlasti già in visione intorno al tuo Santo , E dicesti : Io ho posto l’ aiuto intorno al possente ; Io ho innalzato l’ eletto d’ infra il popolo . Io ho trovato Davide , mio servitore ; E l’ ho unto coll’ olio mio santo ; Col quale la mia mano sarà ferma ; Il mio braccio eziandio lo fortificherà . Il nemico non l’ oppresserà ; Ed il perverso non l’ affliggerà . Anzi io fiaccherò i suoi nemici , cacciandoli d’ innanzi a lui ; E sconfiggerò quelli che l’ odieranno . E la mia verità , e la mia benignità , saranno con lui ; Ed il suo corno sarà alzato nel mio nome ; E metterò la sua mano sopra il mare , E la sua destra sopra i fiumi . Egli m’ invocherà , dicendo : Tu sei mio Padre , Il mio Dio , e la Rocca della mia salute . Io altresì lo costituirò il primogenito , Il più eccelso dei re della terra . Io gli osserverò la mia benignità in perpetuo , Ed il mio patto sarà leale inverso lui . E renderò la sua progenie eterna , Ed il suo trono simile a’ giorni del cielo . Se i suoi figliuoli abbandonano la mia Legge , E non camminano ne’ miei ordinamenti ; Se violano i miei statuti , E non osservano i miei comandamenti ; Io visiterò il lor misfatto con verga , E la loro iniquità con battiture ; Ma non annullerò la mia benignità inverso lui , E non mentirò contro alla mia verità . Io non violerò il mio patto , E non muterò quello che è uscito dalle mie labbra . Io ho giurato una volta per la mia santità : Se io mento a Davide ; Che la sua progenie sarà in eterno , E che il suo trono sarà come il sole nel mio cospetto ; Che sarà stabile in perpetuo , come la luna ; E di ciò vi è il testimonio fedele nel cielo . Sela . E pur tu l’ hai cacciato lungi da te , e l’ hai disdegnato ; Tu ti sei gravemente adirato contro al tuo unto . Tu hai annullato il patto fatto col tuo servitore ; Tu hai contaminata la sua benda reale , gettandola per terra . Tu hai rotte tutte le sue chiusure ; Tu hai messe in ruina le sue fortezze . Tutti i passanti l’ hanno predato ; Egli è stato in vituperio a’ suoi vicini . Tu hai alzata la destra de’ suoi avversari ; Tu hai rallegrati tutti i suoi nemici . Tu hai eziandio rintuzzato il taglio della sua spada , E non l’ hai fatto star fermo in piè nella battaglia . Tu l’ hai spogliato del suo splendore , Ed hai traboccato in terra il suo trono . Tu hai scorciati i giorni della sua giovanezza ; Tu l’ hai coperto di vergogna . Sela . Infino a quando , o Signore , ti nasconderai tu ? Ed arderà l’ ira tua come un fuoco , in perpetuo ? Ricordati quanto poco tempo io ho da vivere nel mondo ; Perchè avresti tu creati in vano tutti i figliuoli degli uomini ? Chi è l’ uomo che viva , senza veder mai la morte ? Che scampi la sua vita di man del sepolcro ? Sela . Ove sono , o Signore , le tue benignità antiche , Le quali tu giurasti a Davide per la tua verità ? Ricordati , o Signore , del vituperio fatto a’ tuoi servitori , Di quello che io porto in seno ; Del vituperio fattoci da tutti i grandi popoli . Conciossiachè i tuoi nemici abbiano vituperate , o Signore , Abbiano vituperate le vestigia del tuo unto . Benedetto sia il Signore in eterno . Amen , Amen . Orazione di Mosè , uomo di Dio O SIGNORE , tu ci sei stato un abitacolo In ogni età . Avanti che i monti fosser nati , E che tu avessi formata la terra ed il mondo ; Anzi ab eterno in eterno tu sei Dio . Tu fai ritornar l’ uomo in polvere , E dici : Ritornate , o figliuoli degli uomini . Perciocchè mille anni sono appo te Come il giorno d’ ieri , quando è passato ; O come una vegghia nella notte . Tu porti via gli uomini , come per una piena d’ acque ; Essi non sono altro che un sogno ; Son come l’ erba che si rinnovella la mattina . La mattina ella fiorisce e si rinnovella ; E la sera è segata e si secca . Perciocchè noi veniam meno per la tua ira ; E siam conturbati per lo tuo cruccio . Tu metti davanti a te le nostre iniquità , E i nostri peccati occulti alla luce della tua faccia . Conciossiachè tutti i nostri giorni dichinino per la tua ira ; Noi abbiam forniti gli anni nostri così presto come una parola . I giorni de’ nostri anni , in alcuni non sono che settant’ anni ; E in altri , se ve ne sono di maggiori forze , che ottant’ anni ; Ed anche il fiore di quelli non è altro che travaglio e vanità ; Perciocchè di subito è riciso , e noi ce ne voliam via . Chi conosce la forza della tua ira , E la tua indegnazione , secondo che devi esser temuto ? Insegnaci adunque a contare i nostri dì ; Acciocchè acquistiamo un cuor savio . Rivolgiti , Signore ; infino a quando ? E sii rappacificato inverso i tuoi servitori . Saziaci ogni mattina della tua benignità ; Acciocchè giubiliamo , e ci rallegriamo tutti i dì nostri . Rallegraci , al par de’ giorni che tu ci hai afflitti ; Degli anni che abbiamo sentito il male . Apparisca l’ opera tua verso i tuoi servitori , E la tua gloria verso i lor figliuoli . E sia il piacevole sguardo del Signore Iddio nostro sopra noi ; E addirizza , o Signore , sopra noi l’ opera delle nostre mani . CHI dimora nel nascondimento dell’ Altissimo , Alberga all’ ombra dell’ Onnipotente . Io dirò al Signore : Tu sei il mio ricetto e la mia fortezza ; Mio Dio , in cui mi confido . Certo egli ti riscoterà dal laccio dell’ uccellatore , Dalla pestilenza mortifera . Egli ti farà riparo colle sue penne , E tu ti ridurrai in salvo sotto alle sue ale ; La sua verità ti sarà scudo e targa . Tu non temerai di spavento notturno , Nè di saetta volante di giorno ; Nè di pestilenza che vada attorno nelle tenebre ; Nè di sterminio che distrugga in pien mezzodì . Mille te ne caderanno al lato manco , E diecimila al destro ; E pur quello non ti aggiungerà . Sol riguarderai con gli occhi , E vedrai la retribuzione degli empi , Perciocchè , o Signore , tu sei il mio ricetto ; Tu hai costituito l’ Altissimo per tuo abitacolo . Male alcuno non ti avverrà , E piaga alcuna non si accosterà al tuo tabernacolo . Perciocchè egli comanderà a’ suoi Angeli intorno a te , Che ti guardino in tutte le tue vie . Essi ti leveranno in palma di mano , Che talora il tuo piè non s’ intoppi in alcuna pietra . Tu camminerai sopra il leone , e sopra l’ aspido ; Tu calcherai il leoncello e il dragone . Perciocchè egli ha posta in me tutta la sua affezione , dice il Signore , io lo libererò ; E lo leverò ad alto , perchè egli conosce il mio Nome . Egli m’ invocherà , e io gli risponderò ; Io sarò con lui quando sarà in distretta ; Io lo riscoterò e lo glorificherò . Io lo sazierò di lunga vita , E gli farò veder la mia salute . Salmo di cantico per il giorno del sabato . EGLI è una bella cosa di celebrare il Signore , E di salmeggiare al tuo Nome , o Altissimo ; Di predicare per ogni mattina la tua benignità , E la tua verità tutte le notti ; In sul decacordo , e in sul saltero ; Con canto di voce , giunto alla cetera . Perciocchè , o Signore , tu mi hai rallegrato colle tue opere ; Io giubilo ne’ fatti delle tue mani . Quanto son grandi , o Signore , le tue opere ! I tuoi pensamenti son grandemente profondi . L’ uomo stolto non conosce , E il pazzo non intende questo : Che gli empi germogliano come l’ erba , E che tutti gli operatori d’ iniquità fioriscono , Per perire in eterno . Ma tu , o Signore , Sei l’ Eccelso in eterno . Perciocchè , ecco , i tuoi nemici , o Signore ; Perciocchè , ecco , i tuoi nemici periranno ; E tutti gli operatori d’ iniquità saranno dissipati . Ma tu alzerai il mio corno , come quello di un liocorno ; Io sarò unto d’ olio verdeggiante . E l’ occhio mio riguarderà i miei nemici ; E le mie orecchie udiranno ciò che io desidero de’ maligni Che si levano contro a me . Il giusto fiorirà come la palma , Crescerà come il cedro nel Libano . Quelli che saran piantati nella Casa del Signore Fioriranno ne’ cortili del nostro Dio . Nell’ estrema vecchiezza ancor frutteranno , E saranno prosperi e verdeggianti ; Per predicare che il Signore , la mia Rocca , è diritto ; E che non vi è alcuna iniquità in lui . IL Signore regna ; egli è vestito di maestà ; Il Signore è vestito e cinto di forza ; Il mondo eziandio è stabilito , e non sarà giammai smosso . Il tuo trono è fermo da tutta eternità ; Tu sei ab eterno . I fiumi hanno alzato , o Signore , I fiumi hanno alzato il lor suono ; I fiumi hanno alzate le loro onde ; Ma il Signore , che è disopra , È più potente che il suono delle grandi acque , Che le possenti onde del mare . Le tue testimonianze son sommamente veraci , o Signore ; La santità è bella nella tua Casa in perpetuo . O SIGNORE Iddio delle vendette ; O Dio delle vendette , apparisci in gloria . Innalzati , o Giudice della terra ; Rendi la retribuzione ai superbi . Infino a quando , o Signore , Infino a quando trionferanno gli empi ? Infino a quando sgorgheranno parole dure ? Infino a quando si vanteranno tutti gli operatori d’ iniquità ? Signore , essi tritano il tuo popolo , Ed affliggono la tua eredità ; Uccidono la vedova e il forestiere , Ed ammazzano gli orfani ; E dicono : Il Signore non ne vede , E l’ Iddio di Giacobbe non ne intende nulla . O voi i più stolti del popolo , intendete ; E voi pazzi , quando sarete savi ? Colui che ha piantata l’ orecchia non udirebbe egli ? Colui che ha formato l’ occhio non riguarderebbe egli ? Colui che gastiga le genti , Che insegna il conoscimento agli uomini , non correggerebbe egli ? Il Signore conosce i pensieri degli uomini , E sa che son vanità . Beato l’ uomo il qual tu correggi , Signore , Ed ammaestri per la tua Legge ; Per dargli riposo , liberandolo da’ giorni dell’ avversità , Mentre è cavata la fossa all’ empio . Perciocchè il Signore non lascerà il suo popolo , E non abbandonerà la sua eredità . Perciocchè il giudicio ritornerà a giustizia , E dietro a lui saranno tutti quelli che son diritti di cuore . Chi si leverà per me contro a’ maligni ? Chi si presenterà per me contro agli operatori d’ iniquità ? Se il Signore non fosse stato mio aiuto , Per poco l’ anima mia sarebbe stata stanziata nel silenzio . Quando io ho detto : Il mio piè vacilla ; La tua benignità , o Signore , mi ha sostenuto . Quando io sono stato in gran pensieri dentro di me , Le tue consolazioni han rallegrata l’ anima mia . Il seggio delle malizie che forma iniquità in luogo di statuti , Potrebbe egli esserti congiunto ? Essi corrono a schiere contro all’ anima del giusto , E condannano il sangue innocente . Ma il Signore mi è in vece d’ alto ricetto ; E l’ Iddio mio in vece di rocca di confidanza . Ed egli farà lor tornare addosso la loro iniquità , E li distruggerà per la lor propria malizia ; Il Signore Iddio nostro li distruggerà . VENITE , cantiamo lietamente al Signore ; Giubiliamo alla Rocca della nostra salute . Andiamogli incontro con lodi , Giubiliamogli con salmi . Perciocchè il Signore è Dio grande , E Re grande sopra tutti gl’ iddii . Perciocchè egli tiene in mano le profondità della terra ; E le altezze de’ monti sono sue . Ed a lui appartiene il mare , perchè egli l’ ha fatto ; E l’ asciutto , perchè le sue mani l’ hanno formato . Venite , adoriamo , ed inchiniamoci ; Inginocchiamoci davanti al Signore che ci ha fatti . Perciocchè egli è il nostro Dio ; E noi siamo il popolo del suo pasco , E la greggia della sua condotta . Oggi , se udite la sua voce , Non indurate il vostro cuore , come in Meriba ; Come al giorno di Massa , nel deserto ; Ove i padri vostri mi tentarono , Mi provarono , ed anche videro le mie opere . Lo spazio di quarant’ anni quella generazione mi fu di noia ; Onde io dissi : Costoro sono un popolo sviato di cuore , E non conoscono le mie vie . Perciò giurai nell’ ira mia : Se entrano giammai nel mio riposo . CANTATE al Signore un nuovo cantico ; Cantate , o abitanti di tutta la terra , al Signore . Cantate al Signore , benedite il suo Nome ; Predicate di giorno in giorno la sua salute . Raccontate fra le genti la sua gloria , E le sue maraviglie fra tutti i popoli . Perciocchè il Signore è grande , e degno di sovrana lode ; Egli è tremendo sopra tutti gl’ iddii . Perciocchè tutti gl’ iddii de’ popoli sono idoli ; Ma il Signore ha fatti i cieli . Maestà e magnificenza sono davanti a lui ; Forza e gloria sono nel suo santuario . Date al Signore , o generazioni de’ popoli , Date al Signore gloria e forza . Date al Signore la gloria dovuta al suo Nome ; Portategli offerte , e venite ne’ suoi cortili . Adorate il Signore nel magnifico santuario ; Tremate , o abitanti di tutta la terra , per la sua presenza . Dite fra le genti : Il Signore regna ; Il mondo sarà pure stabilito , e non sarà più smosso ; Egli giudicherà i popoli in dirittura . Rallegrinsi i cieli , e gioisca la terra ; Risuoni il mare , e quello ch’ è in esso . Festeggi la campagna , e tutto quello ch’ è in essa . Allora tutti gli alberi delle selve daranno voci d’ allegrezza , Nel cospetto del Signore ; perciocchè egli viene , Egli viene per giudicar la terra ; Egli giudicherà il mondo in giustizia , Ed i popoli nella sua verità . IL Signore regna : gioisca la terra ; Rallegrinsi le grandi isole . Nuvola e caligine sono d’ intorno a lui ; Giustizia e giudicio sono il fermo sostegno del suo trono . Fuoco va davanti a lui , E divampa i suoi nemici d’ ogn’ intorno . I suoi folgori alluminano il mondo ; La terra l’ ha veduto , ed ha tremato . I monti si struggono come cera per la presenza del Signore , Per la presenza del Signor di tutta la terra . I cieli predicano la sua giustizia , E tutti i popoli veggono la sua gloria . Tutti quelli che servono alle sculture , Che si gloriano negl’ idoli , sien confusi , adoratelo , dii tutti . Sion l’ ha udito , e se n’ è rallegrata ; E le figliuole di Giuda hanno festeggiato Per li tuoi giudicii , o Signore . Perciocchè tu sei il Signore , l’ Eccelso sopra tutta la terra ; Tu sei grandemente innalzato sopra tutti gl’ iddii . Voi che amate il Signore , odiate il male ; Egli guarda le anime de’ suoi santi ; E le riscuote di man degli empi . La luce è seminata al giusto ; E l’ allegrezza a quelli che son diritti di cuore . Rallegratevi , o giusti , nel Signore ; E celebrate la memoria della sua santità . Salmo CANTATE al Signore un nuovo cantico ; Perciocchè egli ha fatte maraviglie ; La sua destra e il braccio della sua santità gli hanno acquistata salute . Il Signore ha fatta conoscer la sua salute ; Egli ha manifestata la sua giustizia nel cospetto delle genti . Egli si è ricordato della sua benignità , e della sua verità , Verso la casa d’ Israele ; Tutte le estremità della terra hanno veduta la salute del nostro Dio . O abitanti di tutta la terra , Giubilate al Signore ; Risonate , cantate , e salmeggiate . Salmeggiate al Signore colla cetera . Colla cetera giunta alla voce di canto . Date voci d’ allegrezza con trombe , e suon di corno , Nel cospetto del Re , del Signore . Rimbombi il mare , e ciò che è in esso ; Il mondo , e i suoi abitanti . Battansi i fiumi a palme ; Cantino d’ allegrezza tutti i monti . Nel cospetto del Signore ; perciocchè egli viene per giudicar la terra ; Egli giudicherà il mondo in giustizia , E i popoli in dirittura . IL Signore regna : temino i popoli ; Colui che siede sopra i Cherubini regna : la terra tremi . Il Signore è grande in Sion , Ed eccelso sopra tutti i popoli . Essi celebreranno , o Signore , il tuo Nome grande e tremendo . Esso è santo . E la forza del Re ama il giudicio ; Tu hai stabilita la dirittura ; Tu hai fatto giudicio , e giustizia in Giacobbe . Esaltate il Signore Iddio nostro , E adorate davanti allo scannello de’ suoi piedi . Egli è santo . Mosè ed Aaronne furono fra i suoi sacerdoti ; E Samuele fra quelli che invocarono il suo Nome . Essi invocarono il Signore , ed egli rispose loro . Egli parlò loro dalla colonna della nuvola ; Essi altresì osservarono le sue testimonianze , E gli statuti ch’ egli diede loro . O Signore Iddio nostro , tu li esaudisti ; Tu fosti loro un Dio perdonatore ; Ma altresì vendicator de’ lor fatti . Esaltate il Signore Iddio nostro , E adorate nel monte della sua santità ; Perciocchè il Signore Iddio nostro è santo . Salmo di lode . VOI tutti gli abitanti della terra , Giubilate al Signore . Servite al Signore con allegrezza ; Venite nel suo cospetto con canto . Riconoscete che il Signore è Iddio ; Egli è quel che ci ha fatti , e non noi stessi ; Noi suo popolo , e greggia del suo pasco . Entrate nelle sue porte con ringraziamento , E ne’ suoi cortili con lode ; Celebratelo , benedite il suo Nome . Perciocchè il Signore è buono ; la sua benignità dura in eterno , E la sua verità per ogni età . Salmo di Davide . IO canterò un cantico di benignità e di giudicio ; Io te lo salmeggerò , o Signore . Io comporrò una maestrevol canzone intorno alla via intiera . Quando verrai a me ? Io camminerò nell’ integrità del mio cuore Dentro alla mia casa . Io non mi proporrò davanti agli occhi cosa alcuna scellerata ; Io odio i fatti degli sviati ; Niuno di essi mi starà appresso . Il cuor perverso si dipartirà da me ; Io non conoscerò il malvagio . Io sterminerò chi sparlerà in segreto contro al suo prossimo ; Io non comporterò l’ uomo con gli occhi altieri , E col cuor gonfio . Io avrò l’ occhio sugli uomini leali della terra A ciò che dimorino meco ; Chi cammina per la via intiera mi servirà . Chi usa frode nelle sue opere non abiterà dentro alla mia casa ; Chi parla menzogne non sarà stabilito davanti agli occhi miei . Ogni mattina io distruggerò tutti gli empi del paese ; Per isterminar dalla Città del Signore Tutti gli operatori d’ iniquità . Orazione dell’ afflitto , essendo angosciato , e spandendo il suo lamento davanti a Dio . SIGNORE , ascolta la mia orazione , E venga il mio grido infino a te . Non nasconder la tua faccia da me ; Nel giorno che io sono in distretta , inchina a me il tuo orecchio ; Nel giorno che io grido , affrettati a rispondermi . Perciocchè i miei giorni son venuti meno come fumo , E le mie ossa sono arse come un tizzone . Il mio cuore è stato percosso come erba , Ed è seccato ; Perciocchè io ho dimenticato di mangiare il mio pane . Le mie ossa sono attaccate alla mia carne , Per la voce de’ miei gemiti . Io son divenuto simile al pellicano del deserto ; E son come il gufo delle solitudini . Io vegghio , e sono Come il passero solitario sopra il tetto . I miei nemici mi fanno vituperio tuttodì ; Quelli che sono infuriati contro a me fanno delle esecrazioni di me . Perciocchè io ho mangiata la cenere come pane , Ed ho temperata la mia bevanda con lagrime . Per la tua indegnazione , e per lo tuo cruccio ; Perciocchè , avendomi levato ad alto , tu mi hai gettato a basso . I miei giorni son come l’ ombra che dichina ; Ed io son secco come erba . Ma tu , Signore , dimori in eterno E la tua memoria è per ogni età . Tu ti leverai , tu avrai compassione di Sion ; Perciocchè egli è tempo di averne pietà ; Perciocchè il termine è giunto . Imperocchè i tuoi servitori hanno affezione alle pietre di essa , Ed hanno pietà della sua polvere . E le genti temeranno il Nome del Signore , E tutti i re della terra la tua gloria , Quando il Signore avrà riedificata Sion , Quando egli sarà apparito nella sua gloria , Ed avrà volto lo sguardo all’ orazione de’ desolati , E non avrà sprezzata la lor preghiera . Ciò sarà scritto all’ età a venire ; E il popolo che sarà creato loderà il Signore . Perciocchè egli avrà riguardato dall’ alto luogo della sua santità ; Perciocchè il Signore avrà mirato dal cielo verso la terra ; Per udire i gemiti de’ prigioni ; Per isciogliere quelli ch’ erano condannati a morte ; Acciocchè si narri in Sion il Nome del Signore , E la sua lode in Gerusalemme . Quando i popoli e i regni saranno raunati insieme , Per servire al Signore . Egli ha tra via abbattute le mie forze ; Egli ha scorciati i miei giorni . Io dirò : O Dio mio , non farmi trapassare al mezzo de’ miei dì ; I tuoi anni durano per ogni età . Tu fondasti già la terra ; E i cieli son l’ opera delle tue mani ; Queste cose periranno , ma tu dimorerai ; Ed esse invecchieranno tutte , come un vestimento ; Tu le muterai come una vesta , e trapasseranno . Ma tu sei sempre lo stesso , E gli anni tuoi non finiranno giammai . I figliuoli de’ tuoi servitori abiteranno , E la progenie loro sarà stabilita nel tuo cospetto . Salmo di Davide . BENEDICI , anima mia , il Signore ; E tutte le mie interiora benedite il Nome suo santo . Benedici , anima mia , il Signore , E non dimenticare alcuno dei suoi beneficii . Egli è quel che ti perdona tutte le tue iniquità ; Che sana tutte le tue infermità ; Che riscuote dalla fossa la tua vita ; Che ti corona di benignità e di compassioni ; Che sazia di beni la tua bocca ; Che ti fa ringiovanire come l’ aquila . Il Signore fa giustizia E ragione a tutti quelli che sono oppressati . Egli ha fatte assapere a Mosè le sue vie , Ed a’ figliuoli d’ Israele le sue opere . Il Signore è pietoso e clemente ; Lento all’ ira , e di gran benignità . Egli non contende in eterno ; E non serba l’ ira in perpetuo . Egli non ci ha fatto secondo i nostri peccati ; E non ci ha reso la retribuzione secondo le nostre iniquità . Perciocchè , quanto sono alti i cieli sopra la terra , Tanto è grande la sua benignità inverso quelli che lo temono . Quant’ è lontano il Levante dal Ponente , Tanto ha egli allontanati da noi i nostri misfatti . Come un padre è pietoso inverso i figliuoli , Così è il Signore pietoso inverso quelli che lo temono . Perciocchè egli conosce la nostra natura ; Egli si ricorda che noi siamo polvere . I giorni dell’ uomo son come l’ erba ; Egli fiorisce come il fiore del campo . Il quale , se un vento gli passa sopra , non è più ; E il suo luogo non lo riconosce più . Ma la benignità del Signore è di secolo in secolo Sopra quelli che lo temono ; E la sua giustizia sopra i figliuoli de’ figliuoli , Di quelli che osservano il suo patto , E che si ricordano de’ suoi comandamenti , per metterli in opera . Il Signore ha stabilito il suo trono ne’ cieli ; E il suo regno signoreggia per tutto . Benedite il Signore , voi suoi Angeli , Possenti di forza , che fate ciò ch’ egli dice , Ubbidendo alla voce della sua parola . Benedite il Signore , voi tutti gli eserciti suoi ; Voi suoi ministri , che fate ciò che gli piace . Benedite il Signore , voi tutte l’ opere sue , In tutti i luoghi della sua signoria . Anima mia , benedici il Signore . BENEDICI , anima mia , il Signore ; O Signore Iddio mio , tu sei sommamente grande ; Tu sei vestito di gloria e di magnificenza . Egli si ammanta di luce come di una vesta ; Egli tende il cielo come una cortina . Egli fa i palchi delle sue sale nelle acque ; Egli pone le nuvole per suo carro : Egli passeggia sopra le ale del vento . Egli fa i venti suoi Angeli , E il fuoco divampante suoi ministri . Egli ha fondata la terra sulle sue basi ; Giammai in perpetuo non sarà smossa . Tu l’ avevi già coperta dell’ abisso , come d’ una vesta ; Le acque si erano fermate sopra i monti . Esse fuggirono per lo tuo sgridare ; Si affrettarono per la voce del tuo tuono ; Erano salite sopra i monti ; ma discesero nelle valli , Al luogo che tu hai loro costituito . Tu hai loro posto un termine , il qual non trapasseranno ; E non torneranno a coprir la terra . Egli è quel che manda le fonti per le valli , Onde esse corrono fra i monti ; Abbeverano tutte le bestie della campagna ; Gli asini salvatichi spengono la lor sete con esse . Presso a quelle si riparano gli uccelli del cielo ; Fanno sentir di mezzo alle frondi le lor voci . Egli adacqua i monti dalle sue stanze sovrane ; La terra è saziata del frutto delle sue opere . Egli fa germogliar l’ erba per le bestie ; E l’ erbaggio per lo servigio dell’ uomo , Facendo uscire della terra il pane . Egli rallegra il cuor dell’ uomo col vino , Egli fa risplender la faccia coll’ olio , E sostenta il cuor dell’ uomo col pane . Gli alberi del Signore ne son saziati ; I cedri del Libano ch’ egli ha piantati ; Dove gli uccelli si annidano ; Gli abeti , che son la stanza della cicogna . Gli alti monti sono per li cavriuoli ; Le rocce sono il ricetto de’ conigli . Egli ha fatta la luna per le stagioni ; Il sole conosce il suo occaso . Tu mandi le tenebre , ed e’ si fa notte , Nella quale tutte le fiere delle selve vanno attorno . I leoncelli rugghiano dietro alla preda , E per chiedere a Dio il lor pasto . Ma , tosto ch’ è levato il sole , si raccolgono , E giacciono ne’ lor ricetti . Allora l’ uomo esce alla sua opera , Ed al suo lavoro , infino alla sera . Quanto grandi sono , o Signore , le tue opere ! Tu le hai tutte fatte con sapienza ; La terra è piena de’ tuoi beni . Ecco , il mar grande ed ampio : Quivi son rettili senza numero , Amimali piccoli e grandi . Quivi nuotano le navi , E il Leviatan che tu hai formato per ischerzare in esso . Tutti gli animali sperano in te , Che tu dii loro il lor cibo al suo tempo . Se tu lo dài loro , lo ricolgono ; Se tu apri la tua mano , son saziati di beni . Se tu nascondi la tua faccia , sono smarriti ; Se tu ritiri il fiato loro , trapassano , E ritornano nella lor polvere . Se tu rimandi il tuo spirito son creati ; E tu rinnuovi la faccia della terra . Sia la gloria del Signore in eterno ; Rallegrisi il Signore nelle sue opere ; Il quale se riguarda verso la terra , ella trema ; Se tocca i monti , essi fumano . Io canterò al Signore , mentre viverò ; Io salmeggerò all’ Iddio mio , tanto che io durerò . Il mio ragionamento gli sarà piacevole , Io mi rallegrerò nel Signore . Vengano meno i peccatori d’ in su la terra , E gli empi non sieno più . Anima mia , benedici il Signore . Alleluia . CELEBRATE il Signore ; predicate il suo Nome ; Fate assapere i suoi fatti fra i popoli . Cantategli , salmeggiategli , Ragionate di tutte le sue maraviglie . Gloriatevi nel Nome della sua santità ; Rallegrisi il cuor di coloro che cercano il Signore . Cercate il Signore , e la sua forza ; Cercate del continuo la sua faccia . Ricordate le sue maraviglie ch’ egli ha fatte ; I suoi miracoli e i giudicii della sua bocca ; O voi , progenie d’ Abrahamo , suo servitore ; Figliuoli di Giacobbe , suoi eletti . Egli è il Signore Iddio nostro ; I suoi giudicii son per tutta la terra . Egli si ricorda in eterno del suo patto , E in mille generazioni della parola ch’ egli ha comandata ; Del suo patto , ch’ egli fece con Abrahamo ; E del suo giuramento , ch’ egli fece ad Isacco ; Il quale egli confermò a Giacobbe per istatuto , E ad Israele per patto eterno ; Dicendo : Io ti darò il paese di Canaan , Per sorte della vostra eredità . Quantunque fosser ben poca gente , E forestieri in esso . E mentre essi andavano da una gente ad un’ altra , Da un regno ad un altro popolo , Egli non permise che alcuno li oppressasse ; Anzi gastigò eziandio dei re per amor loro , E disse : Non toccate i miei unti , E non fate alcun male a’ miei profeti . Poi egli chiamò la fame sopra la terra ; E ruppe tutto il sostegno del pane . Egli aveva mandato dinanzi a loro un uomo , Cioè Giuseppe , che fu venduto per servo ; I cui piedi furono serrati ne’ ceppi ; La cui persona fu messa ne’ ferri . La parola del Signore lo tenne al cimento , Fino al tempo che venne ciò ch’ egli aveva detto . Allora il re mandò a farlo sciorre ; Il dominator di popoli mandò a largheggiarlo . Egli lo costituì padrone sopra la sua casa , E rettore sopra tutto il suo stato ; Per tenere a freno i suoi principi a suo senno ; E per dare ammaestramento a’ suoi anziani . Poi Israele entrò in Egitto ; E Giacobbe dimorò come forestiere nel paese di Cam . E Iddio fece grandemente moltiplicare il suo popolo ; E lo rendè più possente che i suoi nemici . Egli rivolse il cuor loro a odiare il suo popolo , A macchinar frode contro a’ suoi servitori . Egli mandò Mosè , suo servitore ; Ed Aaronne , il quale egli aveva eletto . Essi eseguirono fra loro i miracoli ch’ egli aveva loro detti , E i suoi prodigi nella terra di Cam . Egli mandò le tenebre , e fece oscurar l’ aria ; Ed essi non furono ribelli alle sue parole . Egli cangiò le acque loro in sangue , E fece morire il lor pesce . La terra loro produsse rane , Ch’ entrarono fin nelle camere de’ loro re . Alla sua parola venne una mischia d’ insetti , E pidocchi in tutte le lor contrade . Egli mutò le lor pioggie in gragnuola , E in fuoco divampante nel lor paese ; E percosse le lor vigne , e i lor fichi ; E fracassò gli alberi della lor contrada . Alla sua parola vennero locuste , E bruchi senza numero ; Che rosero tutta l’ erba nel lor paese , E mangiarono il frutto della lor terra . Poi egli percosse ogni primogenito nel lor paese , Le primizie d’ ogni lor forza . E condusse fuori Israele con oro e con argento ; E non vi fu alcuno , fra le sue tribù , che fosse fiacco . Gli Egizi si rallegrarono della lor partita ; Perciocchè lo spavento di essi era caduto sopra loro . Egli distese la nuvola , per coverta ; Ed accese un fuoco , per alluminarli di notte . Alla lor richiesta egli addusse delle quaglie , E li saziò del pane del cielo . Egli aperse la roccia , e ne colarono acque ; Rivi corsero per i luoghi aridi . Perciocchè egli si ricordò della parola della sua santità , Detta ad Abrahamo , suo servitore ; E trasse fuori il suo popolo con allegrezza , E i suoi eletti con giubilo ; E diede loro i paesi delle genti ; Ed essi possedettero le fatiche de’ popoli ; Acciocchè osservassero i suoi statuti , E guardassero le sue leggi . Alleluia . ALLELUIA . Celebrate il Signore ; perciocchè egli è buono ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . Chi potrà raccontar le potenze del Signore ? Chi potrà pubblicar tutta la sua lode ? Beati coloro che osservano la dirittura , Che fanno ciò ch’ è giusto in ogni tempo . Ricordati di me , o Signore , Secondo la tua benevolenza verso il tuo popolo ; Visitami colla tua salute ; Acciocchè io vegga il bene de’ tuoi eletti , E mi rallegri dell’ allegrezza della tua gente , E mi glorii colla tua eredità . Noi , e i nostri padri , abbiam peccato , Abbiamo operato iniquamente ed empiamente . I nostri padri in Egitto non considerarono le tue maraviglie , Non si ricordarono della grandezza delle tue benignità ; E si ribellarono presso al mare , nel Mar rosso . Ma pure il Signore li salvò per l’ amor del suo Nome , Per far nota la sua potenza ; E sgridò il Mar rosso , ed esso si seccò ; E li fece camminar per gli abissi , come per un deserto . E li salvò di man di coloro che li odiavano , E li riscosse di man del nemico . E le acque copersero i lor nemici ; E non ne scampò pure uno Allora credettero alle sue parole ; Cantarono la sua lode . Ma presto dimenticarono le sue opere ; Non aspettarono il suo consiglio ; E si accessero di cupidigia nel deserto ; E tentarono Iddio nella solitudine . Ed egli diede loro ciò che chiedevano ; Ma mandò la magrezza nelle lor persone . Oltre a ciò furono mossi d’ invidia contro a Mosè , nel campo ; E contro ad Aaronne , il Santo del Signore . La terra si aperse , e tranghiottì Datan , E coperse il seguito di Abiram . E il fuoco arse la lor raunanza ; La fiamma divampò gli empi . Fecero un vitello in Horeb , E adorarono una statua di getto ; E mutarono la lor gloria In una somiglianza di bue che mangia l’ erba . Dimenticarono Iddio , lor Salvatore , Il quale aveva fatte cose grandi in Egitto ; Cose maravigliose nel paese di Cam , Tremende al Mar rosso . Onde egli disse di sterminarli ; Se non che Mosè , suo eletto , si presentò alla rottura davanti a lui , Per istornar l’ ira sua che non distruggesse . Disdegnarono ancora il paese desiderabile ; Non credettero alla sua parola . E mormorarono ne’ lor tabernacoli ; Non attesero alla voce del Signore . Onde egli alzò loro la mano , Che li farebbe cader nel deserto ; E che farebbe cader la lor progenie fra le genti , E che li dispergerebbe per li paesi . Oltre a ciò si congiunsero con Baal-peor , E mangiarono de’ sacrificii de’ morti ; E dispettarono Iddio co’ lor fatti , Onde la piaga si avventò a loro . Ma Finees si fece avanti , e fece giudicio ; E la piaga fu arrestata . E ciò gli fu reputato per giustizia , Per ogni età , in perpetuo . Provocarono ancora il Signore ad ira presso alla acque di Meriba , Ed avvenne del male a Mosè per loro . Perciocchè inasprirono il suo spirito ; Onde egli parlò disavvedutamente colle sue labbra . Essi non distrussero i popoli , Che il Signore aveva lor detto ; Anzi si mescolarono fra le genti , Ed impararono le loro opere ; E servirono a’ loro idoli , E quelli furono loro per laccio ; E sacrificarono i lor figluioli . E le lor figliuole a’ demoni ; E sparsero il sangue innocente , Il sangue de’ lor figliuoli e delle lor figliuole , I quali sacrificarono agl’ idoli di Canaan ; E il paese fu contaminato di sangue . Ed essi si contaminarono per le loro opere , E fornicarono per li lor fatti . Onde l’ ira del Signore si accese contro al suo popolo , Ed egli abbominò la sua eredità ; E li diede in man delle genti ; E quelli che li odiavano signoreggiarono sopra loro . E i lor nemici li oppressarono ; Ed essi furono abbassati sotto alla lor mano . Egli li riscosse molte volte ; Ma essi lo dispettarono co’ lor consigli , Onde furono abbattuti per la loro iniquità . E pure egli ha riguardato , quando sono stati in distretta ; Quando ha udito il lor grido ; E si è ricordato inverso loro del suo patto , E si è pentito , secondo la grandezza delle sue benignità . Ed ha renduti loro pietosi Tutti quelli che li avevano menati in cattività . Salvaci , o Signore Iddio nostro , E raccoglici d’ infra le genti ; Acciocchè celebriamo il Nome della tua santità , E ci gloriamo nella tua lode . Benedetto sia il Signore Iddio d’ Israele di secolo in secolo . Or dica tutto il popolo : Amen . Alleluia . CELEBRATE il Signore ; perciocchè egli è buono . Perciocchè la sua benignità dura in eterno . Così dicano quelli che sono stati riscattati dal Signore , I quali egli ha riscossi di distretta . E li ha raccolti da’ diversi paesi , Dal Levante e dal Ponente ; dal Settentrione e dal mare . Essi andavano errando per deserti , per cammini di solitudine ; Non trovavano città abitata . Erano affamati ed assetati ; L’ anima loro spasimava in loro . Ma , avendo gridato al Signore , mentre erano in distretta , Egli li ha tratti fuor delle loro angosce ; E li ha condotti per diritto cammino , Per andare in città abitata . Celebrino adunque appo il Signore la sua benignità , E le sue maraviglie appo i figliuoli degli uomini . Perciocchè egli ha saziata l’ anima assetata , Ed ha empiuta di beni l’ anima affamata . Così dicano quelli che dimoravano in tenebre ed in ombra di morte , Prigioni , ritenuti in afflizione , e ne’ ferri . Perciocchè erano stati ribelli alle parole del Signore , Ed avevano sprezzato il consiglio dell’ Altissimo ; Onde egli aveva abbattuto il cuor loro con affanni , Ed erano caduti ; e non vi era alcuno che li soccorresse . Ma , avendo gridato al Signore , mentre erano in distretta , Egli li ha salvati dalle loro angosce ; E li ha tratti fuor delle tenebre , e dell’ ombra della morte ; Ed ha rotti i lor legami . Celebrino adunque appo il Signore la sua benignità , E le sue maraviglie appo i figliuoli degli uomini . Perciocchè egli ha rotte le porte di rame , Ed ha spezzate le sbarre di ferro . Così dicano gli stolti , ch’ erano afflitti per li lor misfatti , Ne’ quali camminavano , e per le loro iniquità . La cui anima abbominava ogni cibo ; Ed erano giunti fino alle porte della morte . Ma , avendo gridato al Signore , mentre erano in distretta , Egli li ha salvati dalle loro angosce . Egli ha mandata la sua parola , e li ha sanati , E liberati dalle lor malattie mortali . Celebrino adunque appo il Signore la sua benignità , E le sue maraviglie appo i figliuoli degli uomini . E sacrifichino sacrificii di lode , E raccontino le sue opere con giubilo . Così dicano quelli che scendono nel mare sopra navi , Che fanno traffico su per le grandi acque . Essi veggono le opere del Signore , E le sue maraviglie nel profondo mare . Perciocchè , alla sua parola , egli fa levare il vento di tempesta , Il quale alza le onde di esso . Salgono al cielo , poi scendono agli abissi ; L’ anima loro si strugge di male . Saltano , e traballano come un ebbro ; E perdono tutto il lor senno . Ma , gridando al Signore , mentre sono in distretta , Egli li trae fuor delle loro angosce . Egli acqueta la tempesta , E le onde loro si fermano . Ed essi si rallegrano che sono acquetate ; Ed egli li conduce al porto da loro desiderato . Celebrino adunque appo il Signore la sua benignità , E le sue maraviglie appo i figliuoli degli uomini . Ed esaltinlo nella raunanza del popolo , E laudinlo nel concistoro degli anziani . Egli riduce i fiumi in deserto , E le vene delle acque in luoghi aridi ; La terra fertile in salsuggine , Per la malvagità de’ suoi abitanti . Egli riduce i deserti in guazzi d’ acque . E la terra arida in vene d’ acque ; E fa quivi abitar gli affamati , I quali vi fondano città da abitare . E seminano campi , e piantano vigne , Che producono rendita di frutto . Ed egli li benedice , e moltiplicano grandemente ; Ed egli non iscema i lor bestiami . Poi vengono al meno , e sono abbassati Per distretta , per avversità , e per affanni . Egli spande lo sprezzo sopra i nobili , E li fa andare errando per luoghi deserti , ove non vi è via alcuna . E innalza il bisognoso dalla miseria , E fa che le famiglie moltiplicano a guisa di gregge . Gli uomini diritti , veggendo queste cose , si rallegrano ; Ma ogni iniquità si tura la bocca . Chi è savio ? osservi queste cose , E consideri le benignità del Signore . Cantico di Salmo di Davide IL mio cuore è disposto , o Dio , Ed anche la mia gloria ; io canterò , e salmeggerò . Saltero , e cetera , destati ; Io mi risveglierò all’ alba . Io ti celebrerò fra i popoli , o Signore , E ti salmeggerò fra le nazioni . Perciocchè la tua benignità è grande , disopra il cielo ; E la tua verità aggiunge infino alle nuvole . Innalzati , o Dio , sopra i cieli ; Ed innalzisi la tua gloria sopra tutta le terra ; Acciocchè i tuoi diletti sieno liberati ; Salvami colla tua destra , e rispondimi . Iddio ha parlato per la sua santità ; io trionferò , Io spartirò Sichem , e misurerò la valle di Succot . Mio è Galaad , mio è Manasse ; Ed Efraim è la forza del mio capo ; Giuda è il mio legislatore ; Moab è la caldaia del mio lavatoio ; Io getterò le mie scarpe sopra Edom ; Io trionferò della Palestina con voci di allegrezza . Chi mi condurrà nella città della fortezza ? Chi mi menerà fino in Edom ? Non sarai desso tu , o Dio , che ci avevi scacciati , E non uscivi più fuori , o Dio , co’ nostri eserciti ? Dacci aiuto , per uscir di distretta ; Perciocchè il soccorso degli uomini è vanità . Coll’ aiuto di Dio noi faremo prodezze ; Ed egli calpesterà i nostri nemici . Salmo di Davide dato al capo dei Musici . O DIO della mia lode , non tacere ; Perciocchè la bocca dell’ empio e la bocca di frode si sono aperte contro a me ; Hanno parlato meco con lingua bugiarda ; E mi hanno assediato con parole d’ odio ; E mi hanno fatta guerra senza cagione . In vece dell’ amore che ho loro portato , mi sono stati avversari ; Ed io ho loro renduta preghiera . Essi mi hanno renduto male per bene , E odio per lo mio amore . Costituisci il maligno sopra lui ; E fa’ che Satana gli stia alla destra . Quando sarà giudicato , esca condannato ; E la sua preghiera gli torni in peccato . Sieno i suoi giorni pochi ; Un altro prenda il suo ufficio . Sieno i suoi figliuoli orfani , E la sua moglie vedova . E vadano i suoi figliuoli del continuo vagando ; E mendichino , ed accattino , uscendo fuor de’ lor casolari . L’ usuraio tenda la rete a tutto ciò ch’ egli ha ; E rubino gli strani le sue fatiche . Non siavi alcuno che stenda la sua benignità inverso lui ; E non vi sia chi abbia pietà de’ suoi orfani . Sieno distrutti i suoi discendenti ; Sia cancellato il lor nome nella seconda generazione . Sia ricordata l’ iniquità de’ suoi padri appo il Signore ; E il peccato di sua madre non sia cancellato . Sieno que’ peccati del continuo nel cospetto del Signore ; E stermini egli d’ in su la terra la memoria di essi . Perciocchè egli non si è ricordato d’ usar benignità , Ed ha perseguitato l’ uomo povero , ed afflitto , E tribolato di cuore , per ucciderlo . Poichè egli ha amata la maledizione , vengagli ; E poichè non si è compiaciuto nella benedizione , allontanisi ella da lui . E sia vestito di maledizione , come del suo manto ; Ed entri quella come acqua nelle sue interiora , E come olio nelle sue ossa . Siagli quella a guisa di vestimento , del quale egli sia avvolto ; Ed a guisa di cintura , della quale sempre sia cinto . Tal sia , da parte del Signore , la ricompensa de’ miei avversari , E di quelli che parlano male contro all’ anima mia . Ma tu , o Signore Iddio , opera inverso me , per amor del tuo Nome ; Liberami , perciocchè la tua benignità è buona . Perciocchè io sono afflitto , e povero ; E il mio cuore è piagato dentro di me . Io me ne vo , come l’ ombra quando dichina ; Io sono agitato come una locusta . Le mie ginocchia vacillano per li miei digiuni ; E la mia carne è dimagrata , e non ha più grassezza alcuna . Ed anche son loro in vituperio ; Quando mi veggono , scuotono la testa . Aiutami , Signore Iddio mio ; Salvami secondo la tua benignità . E sappiano che questo è la tua mano , E che tu , Signore , hai fatto questo . Essi malediranno , e tu benedirai ; Si sono innalzati , ma saran confusi , Ed il tuo servitore si rallegrerà . Sieno i miei avversari vestiti di vituperio , Ed avvolti della lor vergogna , come di un mantello . Io celebrerò altamente il Signore colla mia bocca ; E lo loderò in mezzo de’ grandi . Perciocchè egli sta alla destra del povero , Per salvarlo da quelli che lo condannano a morte . Salmo di Davide . IL Signore ha detto al mio Signore ; Siedi alla mia destra , Infino a tanto che io abbia posti i tuoi nemici per iscannello de’ tuoi piedi . Il Signore manderà fuor di Sion lo scettro della tua potenza , Dicendo : Signoreggia in mezzo de’ tuoi nemici . Il tuo popolo sarà tutto volenteroso , Nel giorno che tu rassegnerai il tuo esercito , nel magnifico santuario ; La rugiada della tua gioventù ti sarà prodotta dalla matrice dell’ alba . Il Signore ha giurato , e non si pentirà : Tu sei sacerdote in eterno , Secondo l’ ordine di Melchisedec . Il Signore sarà alla tua destra . Questo mio Signore trafiggerà i re nel giorno della sua ira . Egli farà giudicio fra le genti , egli empierà ogni cosa di corpi morti ; Egli trafiggerà il capo che regna sopra molti paesi . Egli berrà del torrente tra via ; E perciò alzerà il capo . ALLELUIA . Io celebrerò il Signore con tutto il cuore , Nel consiglio , e nella raunanza degli uomini diritti . Grandi son le opere del Signore , Spiegate davanti a tutti quelli che si dilettano in esse . Le sue opere son gloria e magnificenza ; E la sua giustizia dimora in eterno . Egli ha rendute memorabili le sue maraviglie ; Il Signore è grazioso e pietoso . Egli dà da vivere a quelli che lo temono ; Egli si ricorda in eterno del suo patto . Egli ha dichiarata al suo popolo la potenza delle sue opere , Dandogli l’ eredità delle genti . Le opere delle sue mani son verità e dirittura ; Tutti i suoi comandamenti son veraci ; Stabili in sempiterno , Fatti con verità , e con dirittura . Egli ha mandata la redenzione al suo popolo ; Egli ha ordinato il suo patto in eterno ; Il suo Nome è santo e tremendo . Il principio della sapienza è il timor del Signore ; Ogni uomo che mette in opera i suoi comandamenti , ha buon senno ; La sua lode dimora in perpetuo . ALLELUIA , Beato l’ uomo che teme il Signore , E si diletta sommamente ne’ suoi comandamenti . La sua progenie sarà possente in terra ; La generazione degli uomini diritti sarà benedetta . Facoltà e ricchezze son nella sua casa , E la sua giustizia dimora in perpetuo . La luce si leva nelle tenebre a quelli che son diritti . Un tale uomo è pietoso , misericordioso , e giusto . L’ uomo da bene dona , e presta ; E governa i fatti suoi con dirittura . Certo egli non sarà giammai smosso ; Il giusto sarà in memoria perpetua . Egli non temerà di mal grido ; Il suo cuore è fermo , egli si confida nel Signore . Il suo cuore è bene appoggiato , egli non avrà paura alcuna , Finchè vegga ne’ suoi nemici ciò ch’ egli desidera . Egli ha sparso , egli ha donato a’ bisognosi ; La sua giustizia dimora in perpetuo , Il suo corno sarà alzato in gloria . L’ empio lo vedrà , e dispetterà ; Egli digrignerà i denti , e si struggerà ; Il desiderio degli empi perirà . ALLELUIA . Lodate , servitori del Signore , Lodate il Nome del Signore . Sia benedetto il nome del Signore , Da ora in eterno . Il nome del Signore è lodato Dal sol levante , infino al ponente . Il Signore è eccelso sopra tutte le nazioni , La sua gloria è sopra i cieli . Chi è simile al Signore Iddio nostro , Il quale abita ne’ luoghi altissimi ? Che riguarda abbasso In cielo ed in terra ; Che rileva il misero dalla polvere , Ed innalza il povero dallo sterco ; Per farlo sedere co’ principi , Co’ principi del suo popolo ; Che fa abitare in famiglia la donna sterile , Facendola diventar lieta madre di figliuoli ? Alleluia . QUANDO Israele uscì di Egitto , E la casa di Giacobbe d’ infra il popolo barbaro ; Giuda fu consacrato al Signore , Israele divenne suo dominio . Il mare lo vide , e fuggì ; Il Giordano si rivolse a ritroso . I monti saltarono come montoni , I colli come agnelli . Che avesti , o mare , che tu fuggisti ? E tu , Giordano , che ti rivolgesti a ritroso ? E voi , monti , che saltaste come montoni ; E voi , colli , come agnelli ? Trema , o terra , per la presenza del Signore ; Per la presenza dell’ Iddio di Giacobbe ; Il quale mutò la roccia in guazzo d’ acqua , Il macigno in fonte d’ acqua . NON a noi , Signore , non a noi , Anzi al tuo Nome , da’ gloria , Per la tua benignità , e verità . Perchè direbbero le genti : Dove è ora l’ Iddio loro ? Or l’ Iddio nostro è pur ne’ cieli E fa tutto ciò che gli piace . Gl’ idoli di quelle sono oro ed argento ; Opera di mani d’ uomini ; Hanno bocca , e non parlano ; Hanno occhi , e non veggono ; Hanno orecchie , e non odono ; Hanno naso , e non odorano ; Hanno mani , e non toccano ; Hanno piedi , e non camminano ; E non rendono alcun suono dalla lor gola . Simili ad essi sieno quelli che li fanno ; Chiunque si confida in essi . O Israele , confidati nel Signore ; Egli è l’ aiuto , e lo scudo di quelli che si confidano in lui . O casa d’ Aaronne , confidatevi , nel Signore ; Egli è l’ aiuto , e lo scudo di quelli che si confidano in lui . O voi che temete il Signore , confidatevi in lui ; Egli è l’ aiuto , e lo scudo di quelli che si confidano in lui . Il Signore si ricorda di noi ; egli ci benedirà ; Egli benedirà la casa d’ Israele ; Egli benedirà la casa d’ Aaronne . Egli benedirà quelli che lo temono , Piccoli e grandi . Il Signore vi accrescerà le sue grazie , A voi , ed a’ vostri figliuoli . Voi siete benedetti dal Signore Che ha fatto il cielo e la terra . Quant’ è al cielo , il cielo è per lo Signore ; Ma egli ha data la terra a’ figliuoli degli uomini . I morti non loderanno già il Signore , Nè alcun di quelli che scendono nel luogo del silenzio . Ma noi benediremo il Signore , Da ora in eterno . Alleluia . IO amo il Signore ; perciocchè egli ascolta La mia voce , e le mie supplicazioni . Poichè egli ha inchinato a me il suo orecchio , Io lo invocherò tutti i giorni della mia vita . I legami della morte mi avevano circondato , E le distrette del sepolcro mi avevano colto ; Io aveva scontrata angoscia e cordoglio . Ma io invocai il Nome del Signore , Dicendo : Deh ! Signore , libera l’ anima mia . Il Signore è pietoso e giusto ; E il nostro Dio è misericordioso . Il Signore guarda i semplici ; Io era ridotto in misero stato , Ed egli mi ha salvato . Ritorna , anima mia , al tuo riposo ; Perciocchè il Signore ti ha fatta la tua retribuzione . Poichè , o Signore , tu hai ritratta l’ anima mia da morte , Gli occhi miei da lagrime , I miei piedi da caduta ; Io camminerò nel tuo cospetto Nella terra de’ viventi . Io ho creduto , e però certo io parlerò . Io era grandemente afflitto ; Io diceva nel mio smarrimento : Ogni uomo è bugiardo . Che renderò io al Signore ? Tutti i suoi beneficii son sopra me . Io prenderò il calice delle salvazioni , E predicherò il Nome del Signore . Io pagherò i miei voti al Signore , Ora in presenza di tutto il suo popolo . La morte de’ santi del Signore È preziosa nel suo cospetto . Deh ! Signore , esaudiscimi ; perciocchè io son tuo servitore ; Io son tuo servitore , figliuolo della tua servente ; Tu hai sciolti i miei legami . Io ti sacrificherò sacrificio di lode , E predicherò il Nome del Signore . Io pagherò i miei voti al Signore , Ora in presenza di tutto il suo popolo ; Ne’ cortili della Casa del Signore , In mezzo di te , o Gerusalemme . Alleluia . NAZIONI tutte , lodate il Signore ; Popoli tutti , celebratelo ; Perciocchè la sua benignità è grandissima sopra noi ; E la sua verità è in eterno . Alleluia . CELEBRATE il Signore ; perciocchè egli è buono , Perciocchè la sua benignità è in eterno . Or dica Israele , Che la sua benignità è in eterno . Or dica la casa d’ Aaronne , Che la sua benignità è in eterno . Or dicano quelli che temono il Signore , Che la sua benignità è in eterno . Essendo in distretta , io invocai il Signore ; E il Signore mi rispose , e mi mise al largo . Il Signore è per me ; io non temerò Ciò che mi possa far l’ uomo . Il Signore è per me , fra quelli che mi soccorrono ; E però io vedrò ciò che io desidero ne’ miei nemici . Meglio è sperar nel Signore , Che confidarsi negli uomini . Meglio è sperar nel Signore , Che confidarsi ne’ principi . Nazioni d’ ogni parte mi avevano intorniato ; Nel nome del Signore è avvenuto che io le ho sconfitte . Mi avevano circondato , ed anche accerchiao ; Nel Nome del Signore è avvenuto che io le ho sconfitte . Mi avevano intorniato come api ; Ma sono state spente come fuoco di spine ; Nel Nome del Signore è avvenuto che io le ho sconfitte . Tu mi avevi fieramente sospinto , o nemico , per farmi cadere ; Ma il Signore mi ha soccorso . Il Signore è la mia forza , ed il mio cantico ; E mi è stato in salute . Voce di giubilo e di vittoria è ne’ tabernacoli de’ giusti ; La destra del Signore fa prodezze . La destra del Signore è innalzata ; La destra del Signore fa prodezze . Io non morrò , anzi viverò , E racconterò le opere del Signore . Il Signore veramente mi ha gastigato ; Ma non mi ha dato alla morte . Apritemi le porte di giustizia ; Io entrerò per esse , e celebrerò il Signore . Questa è la porta del Signore , I giusti entreranno per essa . Io ti celebrerò ; perciocchè tu mi hai risposto , E mi sei stato in salute . La pietra che gli edificatori avevano rigettata , E stata posta in capo del cantone . Questo è proceduto dal Signore ; Ed è cosa maravigliosa davanti agli occhi nostri . Questo è il giorno che il Signore ha operato : Festeggiamo , e rallegriamoci in esso . Deh ! Signore , ora salva ; Deh ! Signore , ora prospera . Benedetto sia colui che viene nel Nome del Signore ; Noi vi benediciamo dalla Casa del Signore . Il Signore è Iddio , e ci ha fatta apparire una chiara luce ; Legate con funi l’ ostia della solennità Alle corna dell’ altare . Tu sei il mio Dio , io ti celebrerò ; Tu sei il mio Dio , io ti esalterò . Celebrate il Signore ; perciocchè egli è buono , Perciocchè la sua benignità è in eterno . BEATI coloro che sono intieri di via , Che camminano nella Legge del Signore . Beati coloro che guardano le sue testimonianze , Che lo cercano con tutto il cuore ; I quali eziandio non operano iniquità ; Anzi camminano nelle sue vie . Tu hai ordinato che i tuoi comandamenti Sieno strettamente osservati . Oh ! sieno pure addirizzate le mie vie , Per osservare i tuoi statuti . Allora io non sarò svergognato , Quando io riguarderò a tutti i tuoi comandamenti . Io ti celebrerò con dirittura di cuore , Quando io avrò imparate le leggi della tua giustizia . Io osserverò i tuoi statuti ; Non abbandonarmi del tutto . Come renderà il fanciullo la sua via pura ? Prendendo guardia ad essa secondo la tua parola . Io ti ho cercato con tutto il mio cuore ; Non lasciarmi deviar da’ tuoi comandamenti . Io ho riposta la tua parola nel mio cuore ; Acciocchè io non pecchi contro a te . Tu sei benedetto , o Signore ; Insegnami i tuoi statuti . Io ho colle mie labbra raccontate Tutte le leggi della tua bocca . Io gioisco nella via delle tue testimonianze , Come per tutte le ricchezze del mondo . Io ragiono de’ tuoi comandamenti , E riguardo a’ tuoi sentieri . Io mi diletto ne’ tuoi statuti ; Io non dimenticherò le tue parole . Fa’ del bene al tuo servitore , Ed io viverò , ed osserverò la tua parola . Apri gli occhi miei , ed io riguarderò Le maraviglie della tua Legge . Io son forestiere in terra ; Non nascondermi i tuoi comandamenti . L’ anima mia si stritola di affezione Alle tue leggi in ogni tempo . Tu sgridi i superbi maledetti Che deviano da’ tuoi comandamenti . Togli d’ addosso a me il vituperio e lo sprezzo ; Perciocchè io ho guardate le tue testimonianze . Eziandio , mentre i principi sedevano , e ragionavano contro a me , Il tuo servitore ha meditato ne’ tuoi statuti . Ed anche le tue testimonianze sono i miei diletti Ed i miei consiglieri . L’ anima mia è attaccata alla polvere ; Vivificami secondo la tua parola . Io ti ho narrate le mie vie , e tu mi hai risposto ; Insegnami i tuoi statuti . Fammi intender la via de’ tuoi comandamenti , Ed io ragionerò delle tue maraviglie . L’ anima mia stilla di cordoglio ; Sollevami secondo le tue parole . Rimuovi da me la via della menzogna ; E fammi dono della tua Legge . Io ho scelta la via della verità ; Io mi son proposte le tue leggi . Io mi son tenuto alle tue testimonianze ; Signore , non lasciar che io sia confuso . Correrò nella via de’ tuoi comandamenti , Quando tu mi avrai allargato il cuore . Insegnami , Signore , la via de’ tuoi statuti ; Ed io la guarderò infino al fine . Dammi intelletto , ed io guarderò la tua Legge ; E l’ osserverò con tutto il cuore . Conducimi per lo sentiero de’ tuoi comandamenti ; Perciocchè io mi diletto in esso . Inchina il mio cuore alle tue testimonianze , E non a cupidigia . Storna gli occhi miei , che non riguardino a vanità ; Vivificami nelle tue vie . Attieni la tua parola al tuo servitore , Il quale è tutto intento al tuo timore . Rimuovi da me il mio vituperio , del quale io temo ; Perciocchè le tue leggi son buone . Ecco , io desidero affettuosamente i tuoi comandamenti ; Vivificami nella tua giustizia . Ed avvenganmi le tue benignità , o Signore ; E la tua salute , secondo la tua parola . Ed io risponderò a colui che mi fa vituperio ; Perciocchè io mi confido nella tua parola . E non ritrarmi del tutto dalla bocca la parola della verità ; Perciocchè io spero nelle tue leggi . Ed io osserverò la tua Legge del continuo , In sempiterno . E camminerò al largo ; Perciocchè io ho ricercati i tuoi comandamenti . E parlerò delle tue testimonianze davanti ai re , E non sarò svergognato . E mi diletterò ne’ tuoi comandamenti , I quali io amo . Ed alzerò le palme delle mie mani a’ tuoi comandamenti , i quali io amo ; E mediterò ne’ tuoi statuti . Ricordati della parola detta al tuo servitore , Sopra la quale tu mi hai fatto sperare . Questa è la mia consolazione nella mia afflizione , Che la tua parola mi ha vivificato . I superbi mi hanno grandemente schernito ; Ma io non mi sono stornato dalla tua Legge . Signore , io mi son ricordato de’ tuoi giudicii ab antico ; E mi son consolato . Tremito mi occupa , per gli empi Che abbandonano la tua Legge . I tuoi statuti sono stati i miei cantici Nella dimora de’ miei pellegrinaggi . O Signore , di notte io mi son ricordato del tuo Nome , Ed ho osservata la tua Legge . Questo mi è avvenuto , Perciocchè io ho guardati i tuoi comandamenti . Il Signore è la mia parte ; Io ho detto di osservare le tue parole . Io ti ho supplicato con tutto il cuore ; Abbi pietà di me , secondo la tua parola . Io ho fatta ragione delle mie vie ; Ed ho rivolti i miei piedi alle tue testimonianze . Io mi sono affrettato , e non mi sono indugiato D’ osservare i tuoi comandamenti . Schiere d’ empi mi hanno predato ; Ma però non ho dimenticata la tua Legge . Io mi levo a mezzanotte , per celebrarti , Per le leggi della tua giustizia . Io son compagno di tutti quelli che ti temono , Ed osservano i tuoi comandamenti . Signore , la terra è piena della tua benignità ; Insegnami i tuoi statuti . Signore , tu hai usata beneficenza inverso il tuo servitore , Secondo la tua parola . Insegnami buon senno ed intendimento ; Perciocchè io credo a’ tuoi comandamenti . Avanti che io fossi afflitto , io andava errando ; Ma ora osservo la tua parola . Tu sei buono e benefattore ; Insegnami i tuoi statuti . I superbi hanno acconciate delle bugie contro a me ; Ma io con tutto il cuore guarderò i tuoi comandamenti . Il cuor loro è condenso come grasso ; Ma io mi diletto nella tua Legge . Egli è stato buono per me , che io sono stato afflitto ; Acciocchè io impari i tuoi statuti . La Legge della tua bocca mi è migliore Che le migliaia d’ oro e d’ argento . Le tue mani mi hanno fatto e formato ; Dammi intelletto , ed io imparerò i tuoi comandamenti . Quelli che ti temono mi vedranno , e si rallegreranno ; Perciocchè io ho sperato nella tua parola . O Signore , io so che i tuoi giudicii non sono altro che giustizia ; E che ciò che mi hai afflitto è stato fedeltà . Deh ! sia la tua benignità per consolarmi , Secondo la tua parola , detta al tuo servitore . Avvenganmi le tue misericordie , acciocchè io viva ; Perciocchè la tua Legge è ogni mio diletto . Sien confusi i superbi , perciocchè a torto mi sovvertono ; Ma io medito ne’ tuoi comandamenti . Rivolgansi a me quelli che ti temono . E quelli che conoscono le tue testimonianze . Sia il mio cuore intiero ne’ tuoi statuti ; Acciocchè io non sia confuso . L’ anima mia vien meno dietro alla tua salute ; Io spero nella tua parola . Gli occhi miei vengono meno dietro alla tua parola , Dicendo : Quando mi consolerai tu ? Perciocchè io son divenuto come un otro al fumo ; E pur non ho dimenticati i tuoi statuti . Quanti hanno da essere i giorni del tuo servitore ? Quando farai giudicio sopra quelli che mi perseguitano ? I superbi mi hanno cavate delle fosse ; Il che non è secondo la tua Legge . Tutti i tuoi comandamenti son verità ; Essi mi perseguitano a torto ; soccorrimi . Mi hanno pressochè distrutto ed atterrato ; Ma io non ho abbandonati i tuoi comandamenti . Vivificami secondo la tua benignità , Ed io osserverò la testimonianza della tua bocca . O Signore , la tua parola è in eterno ; Ella è stabile ne’ cieli . La tua verità è per ogni età ; Tu hai stabilita la terra , ed ella sta ferma . Il cielo e la terra stanno anche oggi fermi , per li tuoi ordini , Perciocchè ogni cosa è al tuo servigio . Se la tua Legge non fosse stata ogni mio diletto , Io già sarei perito nella mia afflizione . Giammai non dimenticherò i tuoi comandamenti ; Perciocchè per essi tu mi hai vivificato . Io son tuo , salvami ; Perciocchè io ho ricercati i tuoi comandamenti . Gli empi mi hanno atteso , per farmi perire ; Ma io ho considerate le tue testimonianze . Io ho veduto che tutte le cose le più perfette hanno fine ; Ma il tuo comandamento è d’ una grandissima distesa . Oh ! quanto amo la tua Legge ! Ella è la mia meditazione di tutti i giorni . Per li tuoi comandamenti tu mi rendi più savio che i miei nemici ; Perciocchè quelli in perpetuo sono miei . Io son più intendente che tutti i miei dottori ; Perciocchè le tue testimonianze son la mia meditazione . Io son più avveduto che i vecchi ; Perciocchè io ho guardati i tuoi comandamenti . Io ho rattenuti i miei piedi da ogni sentiero malvagio ; Acciocchè io osservi la tua parola . Io non mi sono stornato dalle tue leggi ; Perciocchè tu mi hai ammaestrato . Oh ! quanto son dolci le tue parole al mio palato ! Son più dolci che miele alla mia bocca . Io son divenuto avveduto per li tuoi comandamenti ; Perciò , odio ogni sentiero di falsità . La tua parola è una lampana al mio piè , Ed un lume al mio sentiero . Io ho giurato , e l’ atterrò , Di osservare le leggi della tua giustizia . Io son sommamente afflitto ; O Signore , vivificami secondo la tua parola . Deh ! Signore , gradisci le offerte volontarie della mia bocca , Ed insegnami le tue leggi . Io ho l’ anima mia del continuo in palma di mano ; E pur non ho dimenticata la tua Legge . Gli empi mi hanno tesi de’ lacci ; E pur non mi sono sviato da’ tuoi comandamenti . Le tue testimonianze son la mia eredità in perpetuo ; Perciocchè esse son la letizia del mio cuore . Io ho inchinato il mio cuore a mettere in opera i tuoi statuti , In perpetuo , infino al fine . Io odio i discorsi ; Ma amo la tua Legge . Tu sei il mio nascondimento , ed il mio scudo ; Io spero nella tua parola . Ritraetevi da me , maligni ; Ed io guarderò i comandamenti del mio Dio . Sostienmi , secondo la tua parola , ed io viverò ; E non rendermi confuso della mia speranza . Confortami , ed io sarò salvato ; E riguarderò del continuo a’ tuoi statuti . Tu calpesti tutti quelli che si sviano da’ tuoi statuti ; Perciocchè la lor frode è una cosa falsa . Tu riduci al niente tutti gli empi della terra , come schiume ; Perciò io amo le tue testimonianze . La mia carne si raccapriccia tutta per lo spavento di te ; Ed io temo de’ tuoi giudicii . Io ho fatto ciò che è diritto e giusto ; Non abbandonarmi a quelli che mi oppressano . Da’ sicurtà per lo tuo servitore in bene , E non lasciar che i superbi mi oppressino . Gli occhi miei vengono meno dietro alla tua salute , Ed alla parola della tua giustizia . Opera inverso il tuo servitore secondo la tua benignità , Ed insegnami i tuoi statuti . Io son tuo servitore ; dammi intelletto ; Acciocchè io possa conoscere le tue testimonianze . Egli è tempo che il Signore operi ; Essi hanno annullata la tua Legge . Perciò io amo i tuoi comandamenti più che oro ; Anzi più che oro finissimo . Perciò approvo , come diritti , tutti i tuoi comandamenti intorno ad ogni cosa ; Ed odio ogni sentiero di menzogna . Le tue testimonianze son cose maravigliose ; Perciò l’ anima mia le ha guardate . La dichiarazione delle tue parole allumina , E dà intelletto a’ semplici . Io ho aperta la bocca , ed ho ansato ; Perciocchè io ho bramati i tuoi comandamenti . Riguarda a me , ed abbi pietà di me , Secondo ch’ è ragionevole di fare inverso quelli che amano il tuo Nome . Ferma i miei passi nella tua parola ; E non lasciare che alcuna iniquità signoreggi sopra me . Riscuotimi dall’ oppressione degli uomini ; Ed io osserverò i tuoi comandamenti . Fa’ rilucere il tuo volto sopra il tuo servitore ; Ed insegnami i tuoi statuti . Ruscelli d’ acque mi scendono giù dagli occhi ; Perciocchè la tua Legge non è osservata . O Signore , tu sei giusto , E i tuoi giudicii son diritti . Tu hai strettamente comandata la giustizia , E la verità delle tue testimonianze . Il mio zelo mi consuma ; Perciocchè i miei nemici hanno dimenticate le tue parole . La tua parola è sommamente purgata ; E però il tuo servitore l’ ama . Io son piccolo e sprezzato ; Ma però non ho dimenticati i tuoi comandamenti . La tua giustizia è una giustizia eterna , E la tua Legge è verità . Tribolazione e distretta mi hanno colto ; Ma i tuoi comandamenti sono i miei diletti . Le tue testimonianze sono una giustizia eterna ; Dammi intelletto , ed io viverò . Io ho gridato con tutto il cuore ; rispondimi , Signore ; Ed io guarderò i tuoi statuti . Io ti ho invocato ; salvami , Ed io osserverò le tue testimonianze . Io mi son fatto avanti all’ alba , ed ho gridato ; Io ho sperato nella tua parola . Gli occhi miei prevengono le vigilie della notte . Per meditar nella tua parola . Ascolta la mia voce , secondo la tua benignità ; O Signore , vivificami , secondo che tu hai ordinato . Quelli che vanno dietro a scelleratezza , E si sono allontanati dalla tua Legge , si sono accostati a me . O Signore , tu sei vicino ; E tutti i tuoi comandamenti son verità . Gran tempo è che io so questo delle tue testimonianze , Che tu le hai stabilite in eterno . Riguarda alla mia afflizione , e trammene fuori ; Perciocchè io non ho dimenticata la tua Legge . Dibatti la mia lite , e riscuotimi ; Vivificami , secondo la tua parola . La salute è lungi dagli empi ; Perciocchè non ricercano i tuoi statuti . Le tue misericordie son grandi , Signore ; Vivificami secondo ciò che hai ordinato . I miei persecutori ed i miei nemici son molti ; Ma io non mi sono deviato dalle tue testimonianze . Io ho veduti i disleali , e ne ho sentita gran noia ; Perciocchè non osservano la tua parola . Vedi quanto amo i tuoi comandamenti ! Signore , vivificami , secondo la tua benignità . La somma della tua parola è verità ; E tutte le leggi della tua giustizia sono in eterno . I principi m’ hanno perseguitato senza cagione ; Ma il mio cuore ha spavento della tua parola . Io mi rallegro per la tua parola , Come una persona che avesse trovate grandi spoglie . Io odio ed abbomino la menzogna ; Ma io amo la tua Legge . Io ti lodo sette volte il dì , Per li giudicii della tua giustizia . Quelli che amano la tua Legge godono di molta pace ; E non vi è alcuno intoppo per loro . Signore , io ho sperato nella tua salute ; Ed ho messi in opera i tuoi comandamenti . L’ anima mia ha osservate le tue testimonianze ; Ed io le ho grandemente amate . Io ho osservati i tuoi comandamenti , e le tue testimonianze ; Perciocchè tutte le mie vie sono nel tuo cospetto . Pervenga il mio grido al tuo cospetto , o Signore ; Dammi intelletto , secondo la tua parola . Venga la mia supplicazione in tua presenza ; Riscuotimi , secondo la tua parola . Le mie labbra sgorgheranno lode , Quando tu mi avrai insegnati i tuoi statuti . La mia lingua ragionerà della tua parola ; Perciocchè tutti i tuoi comandamenti son giustizia . Siami in aiuto la tua mano ; Perciocchè io ho eletti i tuoi comandamenti . Signore , io ho desiderata la tua salute ; E la tua Legge è ogni mio diletto . Viva l’ anima mia , ed ella ti loderà ; E soccorranmi i tuoi ordinamenti . Io vo errando , come una pecora smarrita ; cerca il tuo servitore ; Perciocchè io non ho dimenticati i tuoi comandamenti . Cantico di Maalot . IO ho gridato al Signore , quando sono stato in distretta , Ed egli mi ha risposto . O Signore , riscuoti l’ anima mia dalle labbra bugiarde , E dalla lingua frodolente . Che ti darà , e che ti aggiungerà La lingua frodolente ? Ella è simile a saette acute , tratte da un uomo prode ; Ovvero anche a brace di ginepro . Ahimè ! che soggiorno in Mesec , E dimoro presso alle tende di Chedar ! La mia persona è omai assai dimorata Con quelli che odiano la pace . Io sono uomo di pace ; ma , quando ne parlo , Essi gridano alla guerra . Cantico di Maalot . IO alzo gli occhi a’ monti , Per vedere onde mi verrà aiuto . Il mio aiuto verrà dal Signore Che ha fatto il cielo e la terra . Egli non permetterà che il tuo piè vacilli ; Il tuo Guardiano non sonnecchia . Ecco , il Guardiano d’ Israele Non sonnecchia , e non dorme . Il Signore è quel che ti guarda ; Il Signore è la tua ombra , egli è alla tua man destra . Di giorno il sole non ti ferirà , Nè la luna di notte . Il Signore ti guarderà d’ ogni male ; Egli guarderà l’ anima tua . Il Signore guarderà la tua uscita e la tua entrata , Da ora , e fino in eterno . Cantico di Maalot di Davide . IO mi son rallegrato di ciò che mi è stato detto : Andiamo alla Casa del Signore . O Gerusalemme , I nostri piedi son fermi nelle tue porte . Gerusalemme , che sei edificata Come una città che è ben congiunta insieme . Là ove salgono le tribù , le tribù del Signore , Alla Testimonianza d’ Israele , Per celebrare il Nome del Signore , Perciocchè quivi son posti i seggi per lo giudicio , I seggi della Casa di Davide . Richiedete la pace di Gerusalemme ; O Gerusalemme , prosperino quelli che ti amano . Pace sia nelle tue fortezze , E tranquillità ne’ tuoi palazzi . Per amor de’ miei fratelli e de’ miei prossimi , Io dirò ora : Pace sia in te . Per amor della Casa del Signore Iddio nostro , Io procaccerò il tuo bene . Cantico di Maalot . IO alzo gli occhi miei a te , Che abiti ne’ cieli . Ecco , come i servi hanno gli occhi alla mano de’ lor padroni ; Come la serva ha gli occhi alla mano della sua padrona , Così noi abbiamo gli occhi nostri al Signore Iddio nostro , Infino a tanto ch’ egli abbia pietà di noi . Abbi pietà di noi , Signore , abbi pietà di noi ; Perciocchè noi siamo molto sazii di disprezzo . L’ anima nostra è grandemente sazia Dello scherno degli uomini agiati , dello sprezzo degli altieri . Cantico di Maalot , di Davide . DICA pure ora Israele : Se non che il Signore fu per noi ; Se non che il Signore fu per noi , Quando gli uomini si levarono contro a noi ; Essi ci avrebbero tranghiottiti tutti vivi , Allora che l’ ira loro ardeva contro a noi ; Allora le acque ci avrebbero inondati ; Il torrente sarebbe passato sopra l’ anima nostra ; Allora le acque gonfiate Sarebbero passate sopra l’ anima nostra . Benedetto sia il Signore , Che non ci ha dati in preda a’ lor denti . L’ anima nostra è scampata dal laccio degli uccellatori , come un uccelletto ; Il laccio è stato rotto , e noi siamo scampati . Il nostro aiuto è nel Nome del Signore , Che ha fatto il cielo e la terra . Cantico di Maalot . QUELLI che si confidano nel Signore , Son come il monte di Sion , il quale non può essere smosso , E che dimora in perpetuo . Come Gerusalemme è intorniata di monti , Così il Signore è intorno al suo popolo , Da ora in eterno . Perciocchè la verga d’ empietà non riposerà in perpetuo Sopra la sorte de’ giusti ; Acciocchè talora i giusti non mettano le lor mani ad alcuna iniquità . O Signore , fa’ bene a’ buoni , Ed a quelli che son diritti ne’ lor cuori . Ma , quant’ è a quelli che deviano dietro alle loro obliquità , Scaccili il Signore con gli operatori d’ iniquità . Pace sia sopra Israele . Cantico di Maalot . QUANDO il Signore ritrasse Sion di cattività , Egli ci pareva di sognare . Allora fu ripiena la nostra bocca di riso , E la nostra lingua di giubilo ; Allora fu detto fra le nazioni : Il Signore ha fatte cose grandi inverso costoro . Il Signore ha fatte cose grandi inverso noi ; Noi siamo stati ripieni di letizia . Signore , ritiraci di cattività ; Il che sarà come correnti rivi in terra meridionale . Quelli che seminano con lagrime , Mieteranno con canti . Ben vanno piangendo , mentre portano la semenza comprata a prezzo ; Ma certo torneranno con canti , portando i lor fasci . Cantico di Maalot , di Salomone . SE il Signore non edifica la casa , In vano vi si affaticano gli edificatori ; Se il Signore non guarda la città , In vano vegghiano le guardie . Voi che vi levate la mattina a buon’ ora , e tardi vi posate , E mangiate il pane di doglie , in vano il fate ; In luogo di ciò , Iddio dà il sonno a colui ch’ egli ama . Ecco , i figliuoli sono una eredità del Signore ; Il frutto del ventre è un premio . Quali son le saette in mano d’ un valent’ uomo , Tali sono i figliuoli in giovanezza . Beato l’ uomo che ne ha il suo turcasso pieno ; Tali non saranno confusi , Quando parleranno co’ lor nemici nella porta . Cantico di Maalot . BEATO chiunque teme il Signore , E cammina nelle sue vie . Perciocchè tu mangerai della fatica delle tue mani ; Tu sarai beato , ed egli ti sarà bene . La tua moglie sarà dentro della tua casa Come una vigna fruttifera ; I tuoi figliuoli saranno d’ intorno alla tua tavola , Come piante novelle di ulivi . Ecco , certamente così sarà benedetto L’ uomo che teme il Signore . Il Signore ti benedirà di Sion ; E tu vedrai il bene di Gerusalemme Tutti i giorni della tua vita ; E vedrai i figliuoli de’ tuoi figliuoli . Pace sia sopra Israele . Cantico di Maalot . OR dica Israele : Mi hanno molte volte assalito dalla mia fanciullezza ; Mi hanno spesse volte assalito dalla mia fanciullezza ; E pure ancora non hanno potuto vincermi . Degli aratori hanno arato sopra il mio dosso ; V’ hanno tirati i lor solchi . Il Signore è giusto ; Egli ha tagliate le funi degli empi . Tutti quelli che odiano Sion Sieno confusi , e voltin le spalle . Sieno come l’ erba de’ tetti , Che si secca avanti che sia tratta ; Della quale il mietitore non empie la sua mano , Nè il suo grembo colui che lega le manelle ; Per la quale eziandio i passanti non dicono : La benedizione del Signore sia sopra voi ; Noi vi benediciamo nel Nome del Signore . Cantico di Maalot . SIGNORE , io grido a te di luoghi profondi . Signore , ascolta il mio grido ; Sieno le tue orecchie attente Alla voce delle mie supplicazioni . Signore , se tu poni mente alle iniquità , Chi potrà durare , o Signore ? Ma appo te vi è perdono , Acciocchè tu sii temuto . Io ho aspettato il Signore ; l’ anima mia l’ ha aspettato , Ed io ho sperato nella sua parola . L’ anima mia riguarda al Signore , Più che le guardie non riguardano alla mattina , Stando a guardar quando verrà la mattina . Aspetti Israele il Signore ; Perciocchè appo il Signore vi è benignità , E molta redenzione . Ed egli riscatterà Israele Di tutte le sue iniquità . Cantico di Maalot , di Davide . SIGNORE , il mio cuore non è elevato , e gli occhi miei non sono altieri ; E non cammino in cose più grandi , E più ardue che a me non si conviene , Se non ho composta ed acchetata l’ anima mia , A guisa di fanciullo novellamente spoppato appresso sua madre ; Se l’ anima mia non è stata in me , A guisa di fanciullo novellamente spoppato . Israele speri nel Signore Da ora in eterno . Cantico di Maalot . RICORDATI , Signore , di Davide , E di tutte le sue afflizioni . Come egli giurò al Signore , E fece voto al Possente di Giacobbe , dicendo : Se io entro nel tabernacolo della mia casa , Se salgo sopra la lettiera del mio letto ; Se do alcun sonno agli occhi miei , O alcun sonnecchiare alle mie palpebre ; Infino a tanto che io abbia trovato un luogo al Signore , Degli abitacoli al Possente di Giacobbe . Ecco , noi abbiamo udito che l’ Arca era stata nella contrada Efratea ; Poi la trovammo ne’ campi di Iaar . Entriamo negli abitacoli del Signore ; Adoriamo allo scannello de’ suoi piedi . Levati , Signore ; Tu , e l’ Arca della tua forza , per entrar nel tuo riposo . I tuoi sacerdoti sieno rivestiti di giustizia , E giubilino i tuoi santi . Per amor di Davide , tuo servitore , Non negare al tuo unto la sua richiesta . Il Signore giurò verità a Davide , E non la rivocherà , dicendo : Io metterò sopra il tuo trono del frutto del tuo ventre . Se i tuoi figliuoli osservano il mio patto , E la mia testimonianza , che io insegnerò loro ; Essi , e i lor figliuoli in perpetuo , Sederanno sopra il tuo trono . Perciocchè il Signore ha eletta Sion ; Egli l’ ha gradita per sua stanza , dicendo : Questo è il mio riposo in perpetuo , Qui abiterò ; perciocchè questo è il luogo che io ho desiderato . Io benedirò largamente la sua vittuaglia ; Io sazierò di pane i suoi poveri . E vestirò i suoi sacerdoti di vesti di liberazione ; E i suoi santi giubileranno in gran letizia . Quivi farò germogliare un corno a Davide ; E terrò accesa una lampana al mio unto . Io vestirò i suoi nemici di vergogna ; E la sua benda reale fiorirà sopra lui . Cantico di Maalot , di Davide . ECCO , quant’ è buono , e quant’ è piacevole , Che fratelli dimorino insieme ! Questo è come l’ olio eccellente , Che è sparso sopra il capo d’ Aaronne ; Il quale gli scende in su la barba , E poi cola infino al lembo de’ suoi vestimenti . Come la rugiada di Hermon , Che scende sopra i monti di Sion ; Perciocchè il Signore ha ordinata quivi la benedizione , E la vita in eterno . Cantico di Maalot , di Davide . ECCO , benedite il Signore , voi tutti i servitori del Signore , Che state le notti nella Casa del Signore , Alzate le vostre mani verso il santuario , E benedite il Signore . Benedicati da Sion il Signore , Che ha fatto il cielo e la terra . ALLELUIA . Lodate il Nome del Signore ; Lodatelo , voi servitori del Signore ; Che state nella Casa del Signore , Ne’ cortili della Casa del nostro Dio . Lodate il Signore ; perciocchè il Signore è buono ; Salmeggiate al suo Nome , perciocchè è amabile . Conciossiachè il Signore si abbia eletto Giacobbe Ed Israele per suo tesoro riposto . Certo io conosco che il Signore è grande , E che il nostro Signore è maggiore di tutti gl’ iddii . Il Signore fa tutto ciò che gli piace In cielo ed in terra ; Ne’ mari , ed in tutti gli abissi . Egli fa salire i vapori dall’ estremità dalle terra ; Egli fa i lampi per la pioggia ; Egli trae fuori il vento da’ suoi tesori . Egli è quel che percosse i primogeniti di Egitto , Così degli uomini , come degli animali . Che mandò segni e prodigi , in mezzo di te , o Egitto ; Sopra Faraone , e sopra tutti i suoi servitori . Che percosse nazioni grandi , Ed uccise re potenti ; Sihon , re degli Amorrei , E Og , re di Basan , E i re di tutti i regni di Canaan ; E diede i lor paesi per eredità , Per eredità ad Israele , suo popolo . O Signore , il tuo Nome è in eterno ; O Signore , la memoria di te è per ogni età . Quando il Signore avrà fatti i suoi giudicii sopra il suo popolo , Egli si pentirà per amor de’ suoi servitori . Gl’ idoli delle genti sono argento ed oro , Opera di mani d’ uomini ; Hanno bocca , e non parlano ; Hanno occhi , e non veggono ; Hanno orecchi , e non odono ; Ed anche non hanno fiato alcuno nella lor bocca . Simili ad essi sieno quelli che li fanno ; Chiunque in essi si confida . Casa d’ Israele , benedite il Signore ; Casa d’ Aaronne , benedite il Signore . Casa di Levi , benedite il Signore ; Voi che temete il Signore , beneditelo . Benedetto sia da Sion il Signore , Che abita in Gerusalemme . Alleluia . CELEBRATE il Signore ; perciocchè egli è buono ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . Celebrate l’ Iddio degl’ iddii ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . Celebrate il Signore de’ signori ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . Celebrate colui che solo fa maraviglie grandi ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . Colui che ha fatti i cieli con intendimento ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . Colui che ha distesa la terra sopra le acque ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . Colui che fa fatti i gran luminari ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . Il sole , per avere il reggimento del giorno ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . La luna e le stelle , per avere i reggimenti della notte ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . Colui che percosse gli Egizi ne’ lor primogeniti ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . E trasse fuori Israele del mezzo di loro ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . Con man potente , e con braccio steso ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . Colui che spartì il Mar rosso in due ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . E fece passare Israele per lo mezzo di esso ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . E traboccò nel Mar rosso Faraone ed il suo esercito ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . Colui che condusse il suo popolo per lo deserto ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . Colui per percosse re grandi ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . Ed uccise re potenti ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . Sihon , re degli Amorrei ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . Ed Og , re di Basan ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . E diede il lor paese in eredità ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . In eredità ad Israele , suo servitore ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . Il quale , quando siamo stati abbassati , si è ricordato di noi ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . E ci ha riscossi da’ nostri nemici ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . Il quale dà il cibo ad ogni carne ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . Celebrate il Signore de’ cieli ; Perciocchè la sua benignità è in eterno . ESSENDO presso alle fiumane di Babilonia , Dove noi sedevamo , ed anche piangevamo , Ricordandoci di Sion , Noi avevamo appese le nostre cetere A’ salci , in mezzo di essa . Benchè quelli che ci avevano menati in cattività Ci richiedessero quivi che cantassimo ; E quelli che ci facevano urlar piangendo Ci richiedessero canzoni d’ allegrezza , dicendo : Cantateci delle canzoni di Sion ; Come avremmo noi cantate le canzoni del Signore In paese di stranieri ? Se io ti dimentico , o Gerusalemme ; Se la mia destra ti dimentica ; Resti attaccata la mia lingua al mio palato , Se io non mi ricordo di te ; Se non metto Gerusalemme In capo d’ ogni mia allegrezza Ricordati , Signore , de’ figliuoli di Edom , I quali , nella giornata di Gerusalemme , Dicevano : Spianate , spianate , Fino a’ fondamenti . O figliuola di Babilonia , che devi esser distrutta , Beato chi ti farà la retribuzione Del male che tu ci hai fatto ! Beato chi piglierà i tuoi piccoli figliuoli , E li sbatterà al sasso . Salmo di Davide . IO ti celebrerò con tutto il mio cuore ; Io ti salmeggerò davanti agli Angeli . Io adorerò verso il Tempio della tua santità , E celebrerò il tuo Nome , per la tua benignità , e per la tua verità ; Perciocchè tu hai magnificata la tua parola , sopra ogni tua fama . Nel giorno che io ho gridato , tu mi hai risposto ; Tu mi hai accresciuto di forze nell’ anima mia . Tutti i re della terra ti celebreranno , Signore , Quando avranno udite le parole della tua bocca ; E canteranno delle vie del Signore ; Conciossiachè grande sia la gloria del Signore . Perciocchè il Signore è eccelso , e riguarda le cose basse ; E conosce da lungi l’ altiero . Se io cammino in mezzo di distretta , tu mi manterrai in vita ; Tu stenderai la mano sopra la faccia de’ miei nemici , E la tua destra mi salverà . Il Signore compierà l’ opera sua intorno a me ; O Signore , la tua benignità è in eterno ; Non lasciar le opere delle tue mani . Salmo di Davide dato al capo dei Musici . SIGNORE , tu mi hai investigato , e tu mi conosci . Tu vedi quando mi seggo , e quando mi alzo ; Tu intendi da lungi il mio pensiero . Tu aggiri i miei sentieri e il mio ricetto ; E sei usato a tutte le mie vie . Perciocchè non essendo ancora la parola sopra la mia lingua , Ecco , Signore , tu sai già il tutto . Tu mi strigni dietro e davanti ; E mi metti la mano addosso . La tua conoscenza è tanto maravigliosa che io non posso sottrarmene ; E tanto eccelsa , che appo lei non posso nulla . Dove me ne andrò d’ innanzi al tuo Spirito ? E dove me ne fuggirò dal tuo cospetto ? Se io salgo in cielo , tu vi sei ; E se mi metto a giacere ne’ luoghi bassi sotterra , eccoviti . Se prendo le ale dell’ alba , E vo a dimorar nell’ estremità del mare ; Anche quivi mi condurrà la tua mano , E la tua destra mi prenderà . E se dico : Certo , le tenebre mi appiatteranno , La notte sarà luce d’ intorno a me . Le tenebre stesse non possono oscurarti nulla ; Anzi la notte ti risplende come il giorno ; E le tenebre e la luce ti son tutt’ uno . Conciossiachè tu possegga le mie reni ; Tu mi hai composto nel seno di mia madre . Io ti celebrerò ; perciocchè io sono stato maravigliosamente formato In maniere stupende ; Le tue opere son maravigliose , E l’ anima mia lo sa molto bene . La fabbrica delle mie ossa non ti fu celata , Quando io fui fatto in occulto , E lavorato nelle basse parti delle terra . I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo ; E tutte queste cose erano scritte nel tuo libro , Nel tempo che si formavano , Quando niuna di esse era ancora . Oh ! quanto mi sono , o Dio , preziosi i tuoi pensamenti ! Quanto son grandi le somme di essi ! Se io li voglio annoverare , sono in maggior numero che la rena ; Quando io mi risveglio , io sono ancora teco . Certo , o Dio , tu ucciderai l’ empio ; Perciò , uomini di sangue , dipartitevi da me . Perciocchè i tuoi nemici ti hanno nominato a scelleratezza ; Hanno preso in bocca il tuo Nome in vano . O Signore , non odio io quelli che t’ odiano ? E non mi accuoro io per quelli che si levano contro a te ? Io li odio d’ un odio perfetto ; Io li ho per nemici . O Dio , investigami , e conosci il mio cuore ; Provami , e conosci i miei pensieri ; E vedi se vi è in me alcuna via iniqua ; E giudami per la via del mondo . Salmo di Davide dato al capo dei Musici . RISCUOTIMI , o Signore , dall’ uomo malvagio ; Guardami dall’ uomo violento ; I quali macchinano de’ mali nel cuore , E tuttodì muovono guerre . Aguzzano la lor lingua come il serpente ; Veleno d’ aspido è sotto alle lor labbra . Sela . Preservami , o Signore , dalle mani dell’ empio ; Guardami dall’ uomo violento ; Che hanno macchinato di far cadere i miei piedi . I superbi mi hanno nascosto un laccio , e delle funi ; Mi hanno tesa una rete sul sentiero ; Mi hanno poste delle trappole . Sela . Io ho detto al Signore : Tu sei il mio Dio ; O Signore , porgi l’ orecchio al grido delle mie supplicazioni . O Signore Iddio , che sei la forza della mia salute , Tu hai coperto il mio capo nel giorno dell’ armi ; O Signore , non concedere agli empi ciò che desiderano ; Non dar compimento a’ lor disegni , onde s’ innalzino . Sela . Fa’ che la perversità delle labbra Di coloro che m’ intorniano copra loro la testa . Caggiano loro addosso carboni accesi ; Trabocchili Iddio nel fuoco . In fosse profonde , onde non possano risorgere . Non sia l’ uomo maldicente stabilito in terra ; Il male cacci l’ uomo violento in precipizii . Io so che il Signore farà ragione all’ afflitto , E diritto a’ poveri . Certo , i giusti celebreranno il tuo Nome ; Gli uomini diritti abiteranno appresso alla tua faccia . Salmo di Davide . O SIGNORE , io t’ invoco ; affrettati a rispondermi ; Porgi l’ orecchio alla mia voce , mentre io grido a te . La mia orazione sia addirizzata al tuo cospetto , come l’ incenso ; E il mio alzar delle mani come l’ offerta della sera . O Signore , poni guardia alla mia bocca ; Guarda l’ uscio delle mie labbra . Non lasciar che il mio cuore s’ inchini a cosa alcuna malvagia , Per darmi a commettere opere empie , Con gli uomini operatori d’ iniquità ; E fa’ che io non mangi delle lor delizie . Pestimi pure il giusto , ciò mi sarà benignità ; E riprendami , ciò mi sarà olio eccellente , Il qual non mi fiaccherà il capo ; Anzi più ch’ egli lo farà , più pregherò per loro nelle loro avversità . I rettori di costoro furono abbandonati dentro alla roccia , E pure udirono le mie parole ch’ erano piacevoli . Le nostre ossa sono sparse su la bocca del sepolcro , Come quando altri spezza , e schianta legne per terra . Perciocchè , o Signore Iddio , gli occhi miei sono intenti a te , Ed io spero in te ; non privar di riparo l’ anima mia . Guardami dal laccio che mi è stato teso , Dalle trappole degli operatori d’ iniquità . Caggiano gli empi nelle lor reti tutti quanti , Mentre io passerò oltre . Maschil di Davide ; orazione ch’ egli fece quando era nella spelonca . IO grido colla mia voce al Signore ; Io supplico al Signore colla mia voce . Io spando la mia orazione davanti a lui ; Io racconto davanti a lui la mia tribolazione , Mentre lo spirito mio spasima in me . Or tu , Signore , conosci il mio sentiero . Essi mi hanno nascosto un laccio In su la via , per la quale ho da camminare . Io riguardo a destra , e miro ; E non vi è alcuno che mi riconosca ; Ogni rifugio è perduto per me ; Non vi è alcuno che abbia cura dell’ anima mia . O Signore , io grido a te ; Io dico : Tu sei il mio ricetto , La mia parte nella terra de’ viventi . Attendi al mio gridare ; Perciocchè io son ridotto in molto misero stato ; Riscuotimi da quelli che mi perseguitano ; Perciocchè son più possenti di me . Tira fuor di carcere l’ anima mia , Acciocchè io celebri il tuo Nome ; I giusti m’ intonieranno , Quando tu mi avrai fatta la mia retribuzione . Salmo di Davide . SIGNORE , ascolta la mia orazione , Porgi l’ orecchio alle mie supplicazioni ; Per la tua verità , e per la tua giustizia , rispondimi . E non venire a giudicio col tuo servitore ; Perciocchè niun vivente sarà trovato giusto nel tuo cospetto . Perciocchè il nemico perseguita l’ anima mia ; Egli ha fiaccata , ed atterrata la mia vita ; Egli mi fa giacere in luoghi tenebrosi , Come quelli che son morti già da lungo tempo . E lo spirito mio spasima in me ; Il mio cuore è tutto smarrito dentro di me . Io mi rammemoro i giorni antichi ; Io medito tutti i tuoi fatti ; Io ragiono delle opere delle tue mani . Io spiego a te le mie mani ; L’ anima mia è intenta a te , come terra asciutta . Sela . Affrettati a rispondermi , Signore ; Lo spirito mio vien meno ; Non nasconder da me la tua faccia , Sì che io sia renduto simile a quelli che scendono nella fossa . Fammi sentir la mattina la tua benignità , Perciocchè io mi confido in te ; Fammi conoscer la via per la quale ho da camminare , Perciocchè io levo l’ anima mia a te . Signore , riscuotimi da’ miei nemici ; Io mi riduco a te per nascondermi . Insegnami a far la tua volontà ; Perciocchè tu sei il mio Dio ; Il tuo buono Spirito mi guidi nella terra della dirittura . O Signore , vivificami , per amor del tuo Nome ; Tira fuor di distretta l’ anima mia , per la tua giustizia . E per la tua benignità , distruggi i miei nemici , E fa’ perir tutti quelli che affliggono l’ anima mia ; Perciocchè io son tuo servitore . Salmo di Davide . BENEDETTO sia il Signore , mia Rocca , Il quale ammaestra le mie mani alla battaglia , E le mie dita alla guerra . Egli è la mia benignità e la mia fortezza ; Il mio alto ricetto ed il mio liberatore ; Egli è il mio scudo , ed io mi confido in lui ; Egli è quello che abbatte i popoli sotto me . O Signore , che cosa è l’ uomo , che tu ne abbi cura ? Che cosa è il figliuol dell’ uomo , che tu ne faccia conto ? L’ uomo è simile a vanità ; I suoi giorni son come l’ ombra che passa . Signore , abbassa i tuoi cieli , e scendi ; Tocca i monti , e fa’ che fumino . Vibra il folgore , e dissipa quella gente ; Avventa le tua saette , e mettili in rotta . Stendi le tue mani da alto , E riscuotimi , e trammi fuor di grandi acque , Di man degli stranieri ; La cui bocca parla menzogna ; E la cui destra è destra di frode . O Dio , io ti canterò un nuovo cantico ; Io ti salmeggerò in sul saltero ed in sul decacordo . Tu , che dài vittoria ai re ; Che riscuoti Davide , tuo servitore , dalla spada scellerata ; Liberami , e riscuotimi dalla mano degli stranieri . La cui bocca parla menzogna , E la cui destra è destra di frode . Acciocchè i nostri figliuoli sieno come piante novelle , Bene allevate nella lor giovanezza ; E le nostre figliuole sieno come i cantoni intagliati Dell’ edificio d’ un palazzo ; E le nostre celle sieno piene , E porgano ogni specie di beni ; E le nostre gregge moltiplichino a migliaia , e a diecine di migliaia , Nelle nostre campagne ; E i nostri buoi sieno grossi e possenti ; E non vi sia per le nostre piazze nè assalto , Nè uscita , nè grido alcuno . Beato il popolo che è in tale stato ; Beato il popolo , di cui il Signore è l’ Iddio . Salmo di lode di Davide . O DIO mio , Re mio , io ti esalterò ; E benedirò il tuo Nome in sempiterno . Io ti benedirò tuttodì ; E loderò il tuo Nome in sempiterno . Il Signore è grande , e degno di somma lode ; E la sua grandezza non può essere investigata . Un’ età dopo l’ altra predicherà le lodi delle tue opere ; E gli uomini racconteranno le tue prodezze . Io ragionerò della magnificenza della gloria della tua maestà , E delle tue maraviglie . E gli uomini diranno la potenza delle tue opere tremende ; Ed io narrerò la tua grandezza . Essi sgorgheranno la ricordanza della tua gran bontà , E canteranno con giubilo la tua giustizia . Il Signore è grazioso , e pietoso ; Lento all’ ira , e di gran benignità . Il Signore è buono inverso tutti ; E le sue compassioni son sopra tutte le sue opere . O Signore , tutte le tue opere ti celebreranno ; E i tuoi santi ti benediranno : Diranno la gloria del tuo regno ; E narreranno la tua forza ; Per far note le tue prodezze , E la magnificenza della gloria del tuo regno a’ figliuoli degli uomini . Il tuo regno è un regno di tutti i secoli , E la tua signoria è per ogni età . Il Signore sostiene tutti quelli che cadono , E rileva tutti quelli che dichinano . Gli occhi di tutti sperano in te ; E tu dài loro il lor cibo al suo tempo . Tu apri la tua mano , E sazii di benevolenza ogni vivente Il Signore è giusto in tutte le sue vie , E benigno in tutte le sue opere . Il Signore è presso di tutti quelli che l’ invocano , Di tutti quelli che l’ invocano in verità . Egli adempie il desiderio di quelli che lo temono , E ode il lor grido , e li salva . Il Signore guarda tutti quelli che l’ amano ; E distruggerà tutti gli empi . La mia bocca narrerà la lode del Signore ; E ogni carne benedirà il Nome della sua santità In sempiterno . ALLELUIA . Anima mia , loda il Signore . Io loderò il Signore , mentre viverò ; Io salmeggerò al mio Dio , mentre durerò . Non vi confidate in principi , Nè in alcun figliuol d’ uomo , che non ha modo di salvare . Il suo fiato uscirà , ed egli se ne ritornerà nella sua terra ; In quel dì periranno i suoi disegni . Beato colui che ha l’ Iddio di Giacobbe in suo aiuto , La cui speranza è nel Signore Iddio suo Il quale ha fatto il cielo e la terra , Il mare , e tutto ciò ch’ è in essi ; Che osserva la fede in eterno ; Il qual fa ragione agli oppressati ; E dà del cibo agli affamati . Il Signore scioglie i prigioni . Il Signore apre gli occhi a’ ciechi ; Il Signore rileva quelli che son chinati ; Il Signore ama i giusti . Il Signore guarda i forestieri ; Egli solleva l’ orfano e la vedova ; E sovverte la via degli empi . Il Signore regna in eterno , E il tuo Dio , o Sion , per ogni età . Alleluia . LODATE il Signore ; Perciocchè egli è cosa buona e dilettevole di salmeggiar l’ Iddio nostro ; La lode è decevole . Il Signore è quel ch’ edifica Gerusalemme ; Egli raccoglierà i dispersi d’ Israele . Egli è quel che guarisce quelli che hanno il cuor rotto , E fascia le lor doglie ; Che conta il numero delle stelle ; Che le chiama tutte per li nomi loro . Il nostro Signore è grande , e di gran forza ; La sua intelligenza è infinita . Il Signore solleva i mansueti ; Ed abbatte gli empi fino a terra . Cantate al Signore con lode ; Salmeggiate colla cetera all’ Iddio nostro ; Il qual copre il cielo di nuvole , Ed apparecchia la pioggia alla terra , E fa che i monti producono l’ erba . Che dà la sua pastura al bestiame . A’ figli de’ corvi , che gridano . Egli non si compiace nella forza del cavallo ; Egli non gradisce le gambe dell’ uomo . Il Signore gradisce quelli che lo temono , Quelli che sperano nella sua benignità . Gerusalemme , celebra il Signore ; Sion , loda il tuo Dio . Perciocchè egli rinforza le sbarre delle tue porte ; Egli benedice i tuoi figliuoli in mezzo di te . Egli è quel che mantiene il tuo paese in pace ; Che ti sazia di grascia di frumento ; Che manda il suo dire in terra ; E la sua parola corre velocissimamente ; Che manda la neve a guisa di lana ; Che sparge la brina a guisa di cenere ; Che getta il suo ghiaccio come per pezzi ; E chi potrà durar davanti al suo freddo ? Egli manda la sua parola , e fa struggere quelle cose ; Egli fa soffiare il suo vento , è le acque corrono . Egli annunzia le sue parole a Giacobbe ; I suoi statuti e le sue leggi ad Israele . Egli non ha fatto così a tutte le genti ; Ed esse non conoscono le sue leggi . Alleluia . ALLELUIA . Lodate il Signore dal cielo ; Lodatelo ne’ luoghi altissimi . Lodatelo voi , suoi Angeli tutti . Lodatelo voi , suoi eserciti . Lodatelo , sole e luna ; Lodatelo voi , stelle lucenti tutte . Lodatelo voi , cieli de’ cieli ; E voi , acque che siete di sopra al cielo . Tutte queste cose lodino il nome del Signore ; Perciocchè al suo comandamento furono create . Ed egli le ha stabilite per sempre ed in perpetuo ; Egli ne ha fatto uno statuto , il qual non trapasserà giammai . Lodate il Signore della terra . Balene , ed abissi tutti ; Fuoco , e gragnuola ; neve , e vapore , E vento tempestoso ch’ eseguisce la sua parola ; Monti , e colli tutti ; Alberi fruttiferi , e cedri tutti ; Fiere , e bestie domestiche tutte ; Rettili , ed uccelli alati ; Re della terra , e popoli tutti ; Principi , e rettori della terra tutti ; Giovani , ed anche vergini ; Vecchi , e fanciulli ; Lodino il Nome del Signore ; Perciocchè il Nome di lui solo è innalzato ; La sua maestà è sopra la terra , e sopra il cielo . Ed ha alzato un corno al suo popolo , Il che è materia di lode a tutti i suoi santi : A’ figliuoli d’ Israele , suo popolo prossimo . Alleluia . ALLELUIA . Cantate al Signore un nuovo cantico ; Cantate la sua lode nella raunanza de’ santi . Rallegrisi Israele nel suo Fattore ; Festeggino i figliuoli di Sion nel Re loro . Lodino il suo Nome sul flauto ; Salmeggingli col tamburo e colla cetera . Perciocchè il Signore gradisce il suo popolo ; Egli glorificherà i mansueti per la sua salute . I santi festeggeranno con gloria , Canteranno sopra i lor letti ; Avranno nella lor gola le esaltazioni di Dio , E nelle mani spade a due tagli ; Per far vendetta fra le genti , E castigamenti fra i popoli . Per legare i loro re con catene , E gli onorati d’ infra loro con ceppi di ferro ; Per mandare ad esecuzione sopra loro il giudicio scritto ; Il che sarà gloria a tutti i suoi santi . Alleluia . ALLELUIA . Lodate Iddio nel suo santuario ; Lodatelo nella distesa della sua gloria . Lodatelo per le sue prodezze ; Lodatelo secondo la sua somma grandezza . Lodatelo col suon della tromba ; Lodatelo col saltero e colla cetera . Lodatelo col tamburo e col flauto ; Lodatelo coll’ arpicordo e coll’ organo . Lodatelo con cembali sonanti ; Lodatelo con cembali squillanti . Ogni cosa che ha fiato lodi il Signore . Alleluia . I PROVERBI di Salomone , figliuolo di Davide , Re d’ Israele ; Per conoscere sapienza ed ammaestramento , Per intendere i detti di senno ; Per ricevere ammaestramento di buon senno , Di giustizia , di giudicio e di dirittura ; Per dare avvedimento a’ semplici . E conoscenza , ed accorgimento a’ fanciulli . Il savio li udirà , e ne accrescerà la sua scienza ; E l’ uomo intendente ne acquisterà buoni consigli , e governo ; Per comprender le sentenze ed i bei motti , Le parole de’ savi ed i lor detti oscuri . IL timor del Signore è il capo della scienza ; Ma gli stolti sprezzano la sapienza e l’ ammaestramento . Ascolta , figliuol mio l’ ammaestramento di tuo padre ; E non lasciar l’ insegnamento di tua madre ; Perciocchè saranno un fregio grazioso al tuo capo , E collane al tuo collo . Figliuol mio , se i peccatori ti vogliono sedurre , Non acconsentir loro . Se dicono : Vieni con noi , poniamo agguati al sangue , Insidiamo di nascosto l’ innocente impunitamente ; Tranghiottiamoli tutti vivi , come il sepolcro ; E tutti intieri , a guisa di quelli che scendono nella fossa ; Noi troveremo ogni sorte di preziosi beni , Noi empieremo le nostre case di spoglie ; Tu trarrai la tua sorte con noi ; Fra noi non vi sarà che una sola borsa ; Figliuol mio , non inviarti con loro ; Rattieni il tuo piè dal lor sentiero . Perciocchè i lor piedi corrono al male , E si affrettano a spandere il sangue . Perciocchè invano si tende la rete Dinanzi agli occhi d’ ogni uccello ; Ma essi pongono agguati al lor proprio sangue , Ed insidiano nascosamente l’ anima loro . Tali sono i sentieri d’ ogni uomo dato all’ avarizia ; Ella coglie l’ anima di coloro in cui ella si trova . LA somma Sapienza grida di fuori ; Ella fa sentir la sua voce per le piazze ; Ella grida in capo de’ luoghi delle turbe ; Ella pronunzia i suoi ragionamenti nell’ entrate delle porte , nella città , Dicendo : Infino a quando , o scempi , amerete la scempietà ? Ed infino a quando gli schernitori prenderanno piacere in ischernire , Ed i pazzi avranno in odio la scienza ? Convertitevi alla mia riprensione ; Ecco , io vi sgorgherò lo spirito mio ; Io vi farò assapere le mie parole . Perciocchè io ho gridato , e voi avete ricusato di ascoltare ; Io ho distesa la mano , e niuno ha porto attenzione ; Ed avete lasciato ogni mio consiglio , E non avete gradita la mia correzione ; Io altresì riderò della vostra calamità ; Io mi farò beffe , quando il vostro spavento sarà venuto ; Quando il vostro spavento sarà venuto , a guisa di ruina , E la vostra calamità sarà giunta , a guisa di turbo ; Quando angoscia e distretta vi sarà sopraggiunta . Allora essi grideranno a me , ma io non risponderò ; Mi ricercheranno sollecitamente , ma non mi troveranno ; Perciocchè hanno odiata la scienza , E non hanno eletto il timor del Signore ; E non hanno gradito il mio consiglio , Ed hanno disdegnata ogni mia correzione . Perciò mangeranno del frutto delle lor vie , E saranno saziati de’ lor consigli . Perciocchè lo sviamento degli scempi li uccide , E l’ error degli stolti li fa perire . Ma chi mi ascolta abiterà in sicurtà , E viverà in riposo , fuor di spavento di male . FIGLIUOL mio , se tu ricevi i miei detti , E riponi appo te i miei comandamenti , Rendendo il tuo orecchio attento alla Sapienza ; Se tu inchini il tuo cuore all’ intendimento , E se tu chiami la prudenza , E dài fuori la tua voce all’ intendimento ; Se tu la cerchi come l’ argento , E l’ investighi come i tesori ; Allora tu intenderai il timor del Signore , E troverai la conoscenza di Dio . Perciocchè il Signore dà la sapienza ; Dalla sua bocca procede la scienza e l’ intendimento . Egli riserba la ragione a’ diritti ; Egli è lo scudo di quelli che camminano in integrità ; Per guardare i sentieri di dirittura , E custodire la via de’ suoi santi . Allora tu intenderai giustizia , giudicio , E dirittura , ed ogni buon sentiero . Quando la sapienza sarà entrata nel cuor tuo , E la scienza sarà dilettevole all’ anima tua ; L’ avvedimento ti preserverà , La prudenza ti guarderà ; Per liberarti dalla via malvagia , Dagli uomini che parlano di cose perverse ; I quali lasciano i sentieri della dirittura , Per camminar per le vie delle tenebre ; I quali si rallegrano di far male , E festeggiano nelle perversità di malizia ; I quali son torti nelle lor vie , E traviati ne’ lor sentieri . Per iscamparti ancora dalla donna straniera ; Dalla forestiera che parla vezzosamente ; La quale ha abbandonato il conduttor della sua giovanezza , Ed ha dimenticato il patto del suo Dio . Conciossiachè la casa di essa dichini alla morte , Ed i suoi sentieri a’ morti . Niuno di coloro ch’ entrano da essa non ne ritorna , E non riprende i sentieri della vita . Acciocchè ancora tu cammini per la via de’ buoni , Ed osservi i sentieri de’ giusti . Perciocchè gli uomini diritti abiteranno la terra , E gli uomini intieri rimarranno in essa . Ma gli empi saranno sterminati dalla terra , E i disleali ne saranno divelti . Figliuol mio , non dimenticare il mio insegnamento ; E il cuor tuo guardi i miei comandamenti ; Perchè ti aggiungeranno lunghezza di giorni , Ed anni di vita , e prosperità . Benignità e verità non ti abbandoneranno ; Legateli in su la gola , scrivili in su la tavola del tuo cuore ; E tu troverai grazia e buon senno Appo Iddio , ed appo gli uomini . Confidati nel Signore con tutto il tuo cuore ; E non appoggiarti in su la tua prudenza . Riconoscilo in tutte le tue vie , Ed egli addirizzerà i tuoi sentieri . Non reputarti savio appo te stesso ; Temi il Signore , e ritratti dal male . Ciò sarà una medicina al tuo bellico , Ed un inaffiamento alle tue ossa . Onora il Signore con le tue facoltà , E con le primizie d’ ogni tua rendita ; Ed i tuoi granai saran ripieni di beni in ogni abbondanza , E le tue tigne traboccheranno di mosto . Figliuol mio , non disdegnar la correzione del Signore ; E non ti rincresca il suo gastigamento ; Perciocchè il Signore gastiga chi egli ama ; Anzi come un padre il figliuolo ch’ egli gradisce . Beato l’ uomo che ha trovata sapienza , E l’ uomo che ha ottenuto intendimento . Perciocchè il traffico di essa è migliore che il traffico dell’ argento , E la sua rendita è migliore che l’ oro . Ella è più preziosa che le perle ; E tutto ciò che tu hai di più caro non la pareggia . Lunghezza di giorni è alla sua destra ; Ricchezza e gloria alla sua sinistra . Le sue vie son vie dilettevoli , E tutti i suoi sentieri sono pace . Ella è un albero di vita a quelli che si appigliano ad essa ; E beati coloro che la ritengono . Il Signore ha fondata la terra con sapienza ; Egli ha stabiliti i cieli con intendimento . Per lo suo conoscimento gli abissi furono fessi , E l’ aria stilla la rugiada . Figliuol mio , non dipartansi giammai queste cose dagli occhi tuoi ; Guarda la ragione e l’ avvedimento ; E quelle saranno vita all’ anima tua , E grazia alla tua gola . Allora camminerai sicuramente per la tua via , Ed il tuo piè non incapperà . Quando tu giacerai , non avrai spavento ; E quando tu ti riposerai , il tuo sonno sarà dolce . Tu non temerai di subito spavento , Nè della ruina degli empi , quando ella avverrà . Perciocchè il Signore sarà al tuo fianco , E guarderà il tuo piè , che non sia preso . Non negare il bene a quelli a cui è dovuto , Quando è in tuo potere di farlo . Non dire al tuo prossimo : Va’ , e torna , E domani te lo darò , se tu l’ hai appo te . Non macchinare alcun male contro al tuo prossimo Che abita in sicurtà teco . Non litigar con alcuno senza cagione , S’ egli non ti ha fatto alcun torto . Non portare invidia all’ uomo violento , E non eleggere alcuna delle sue vie . Perciocchè l’ uomo perverso è cosa abbominevole al Signore ; Ma egli comunica il suo consiglio con gli uomini diritti . La maledizione del Signore è nella casa dell’ empio ; Ma egli benedirà la stanza de’ giusti . Se egli schernisce gli schernitori , Dà altresì grazia agli umili . I savi possederanno la gloria ; Ma gli stolti se ne portano ignominia . FIGLIUOLI , ascoltate l’ ammaestramento del padre ; E siate attenti , per conoscer la prudenza . Perciocchè io vi ho data buona dottrina , Non lasciate la mia legge . Perciocchè io ancora sono stato figliuol di mio padre , Tenero , ed unico appresso mia madre . Ed esso mi ammaestrava , e mi diceva : Il tuo cuore ritenga le mie parole ; Osserva i miei comandamenti , e tu viverai . Acquista sapienza , acquista prudenza ; Non dimenticare i detti della mia bocca , e non rivolgertene indietro . Non abbandonar la sapienza , ed ella ti preserverà ; Amala , ed ella ti guarderà . La sapienza è la principal cosa ; acquista la sapienza ; Ed al prezzo di tutti i tuoi beni , acquista la prudenza . Esaltala , ed ella ti innalzerà ; Ella ti glorificherà , quando tu l’ avrai abbracciata . Ella ti metterà in sul capo un fregio di grazia ; E ti darà una corona d’ ornamento . Ascolta , figliuol mio , e ricevi i miei detti ; Ed anni di vita ti saranno moltiplicati . Io ti ho ammaestrato nella via della sapienza ; Io ti ho inviato ne’ sentieri della dirittura . Quando tu camminerai , i tuoi passi non saran ristretti ; E se tu corri , tu non incapperai . Attienti all’ ammaestramento , non lasciarlo ; Guardalo , perciocchè esso è la tua vita . Non entrare nel sentiero degli empi ; E non camminar per la via de’ malvagi . Schifala , non passar per essa ; Stornatene , e passa oltre . Perciocchè essi non possono dormire , se non hanno fatto qualche male ; E il sonno s’ invola loro , se non hanno fatto cader qualcuno . Conciossiachè mangino il pane dell’ empietà , E bevano il vino delle violenze . Ma il sentiero de’ giusti è come la luce che spunta , La quale va vie più risplendendo , finchè sia chiaro giorno . La via degli empi è come una caligine ; Essi non sanno in che incappano . Figliuol mio , attendi alle mie parole ; Inchina l’ orecchio tuo a’ miei detti . Non dipartansi quelli giammai dagli occhi tuoi ; Guardali in mezzo del tuo cuore ; Perciocchè son vita a quelli che li trovano , E sanità a tutta la lor carne . Sopra ogni guardia , guarda il tuo cuore ; Perciocchè da esso procede la vita . Rimuovi da te la perversità della bocca , Ed allontana da te la perversità delle labbra . Gli occhi tuoi riguardino diritto davanti a te , E le tue palpebre dirizzino la lor mira dinanzi a te . Considera attentamente il sentiero de’ tuoi piedi , E sieno addirizzate tutte le tue vie . Non dichinar nè a destra , nè a sinistra ; Rimuovi il tuo piè dal male . Figliuol mio , attendi alla mia sapienza , Inchina il tuo orecchio al mio intendimento ; Acciocchè tu osservi gli avvedimenti , E che le tue labbra conservino la scienza . Perciocchè le labbra della donna straniera stillano favi di miele . E il suo palato è più dolce che olio ; Ma il fine di essa è amaro come assenzio , Acuto come una spada a due tagli . I suoi piedi scendono alla morte ; I suoi passi fanno capo all’ inferno . I suoi sentieri sono vaganti , senza che essa sappia ove va , Perchè non considera attentamente la via della vita . Ora dunque , figliuoli , ascoltatemi , E non vi dipartite da’ detti della mia bocca . Allontana la tua via da essa , E non accostarti all’ uscio della sua casa ; Che talora tu non dia il tuo onore agli stranieri , E gli anni tuoi al crudele ; Che talora i forestieri non si sazino delle tue facoltà ; E che le tue fatiche non vadano nella casa dello strano ; E che tu non gema alla fine , Quando la tua carne ed il tuo corpo saranno consumati ; E non dica : Come ebbi io in odio l’ ammaestramento ? E come rigettò il mio cuore la correzione ? E come non ascoltai la voce di quelli che mi ammaestravano , E non inchinai il mio orecchio a quelli che m’ insegnavano ? Quasi che sono stato in ogni male , In mezzo della raunanza e della congregazione . Bevi delle acque della tua cisterna , E de’ ruscelli di mezzo della tua fonte . Spandansi le tue fonti fuori , Ed i ruscelli delle tue acque per le piazze . Sieno quelle acque a te solo , E a niuno strano teco . Sia la tua fonte benedetta ; E rallegrati della moglie della tua giovanezza . Siati ella una cerva amorosa , ed una cavriuola graziosa ; Inebbrinti le sue mammelle in ogni tempo ; Sii del continuo invaghito del suo amore . E perchè , figliuol mio , t’ invaghiresti della straniera , Ed abbracceresti il seno della forestiera ? Conciossiachè le vie dell’ uomo sieno davanti agli occhi del Signore , E ch’ egli consideri tutti i suoi sentieri . Le iniquità dell’ empio lo prenderanno , Ed egli sarà ritenuto con le funi del suo peccato . Egli morrà per mancamento di correzione ; E andrà errando per la molta sua pazzia . FIGLIUOL mio , se tu hai fatta sicurtà al tuo prossimo , Se tu hai toccata la mano allo strano , Tu sei allacciato con le parole della tua bocca , Tu sei preso con le parole della tua bocca . Ora fa’ questo , figliuol mio , e riscuotiti ; Poichè tu sei caduto in man del tuo prossimo , Va’ , gittati a’ piedi de’ tuoi amici , e sollecitali . Non lasciar dormire gli occhi tuoi , Nè sonnecchiar le tue palpebre . Riscuotiti , come un cavriuolo di mano del cacciatore , E come un uccello di mano dell’ uccellatore . Va’ , pigro , alla formica ; Riguarda le sue vie , e diventa savio ; Conciossiachè ella non abbia nè capitano , Nè magistrato , nè signore ; E pure ella apparecchia nella state il suo cibo , E raduna nella ricolta il suo mangiare . Infino a quando , o pigro , giacerai ? Quando ti desterai dal tuo sonno ? Dormendo un poco , sonnecchiando un poco , Piegando un poco le braccia per riposare ; La tua povertà verrà come un viandante , E la tua necessità come uno scudiere . L’ uomo scellerato , l’ uomo da nulla , Procede con perversità di bocca . Egli ammicca con gli occhi , parla co’ piedi , Accenna con le dita ; Egli ha delle perversità nel suo cuore , Egli macchina del male in ogni tempo ; Egli commette contese . Perciò in un momento verrà la sua ruina ; Egli di subito sarà fiaccato , senza rimedio . Il Signore odia queste sei cose ; Anzi queste sette son cosa abbominevole all’ anima sua ; Gli occhi altieri , la lingua bugiarda , E la mani che spandono il sangue innocente , Il cuore che divisa pensieri d’ iniquità , I piedi che si affrettano per correre al male , Il falso testimonio che sbocca menzogne , E colui che commette contese tra fratelli . FIGLIUOL mio , guarda il comandamento di tuo padre , E non lasciar l’ insegnamento di tua madre ; Tienli del continuo legati in sul tuo cuore , Ed avvinti in su la tua gola . Quando tu camminerai , quello ti guiderà ; Quando tu giacerai , farà la guardia intorno a te ; E quando tu ti risveglierai , ragionerà teco ; Perciocchè il comandamento è una lampana , E l’ insegnamento è una luce , E le correzioni di disciplina son la via della vita ; Per guardarti dalla femmina malvagia , Dalle lusinghe della lingua della straniera . Non invaghirti nel tuo cuore della sua bellezza ; E non prendati ella con le sue palpebre . Perciocchè per una donna meretrice si viene fino ad un pezzo di pane ; E la donna vaga d’ uomini va a caccia dietro alle anime preziose . Alcuno prenderà egli del fuoco in seno , Senza che i suoi vestimenti ne sieno arsi ? Alcuno camminerà egli sopra le brace , Senza bruciarsi i piedi ? Così avviene a chi entra dalla moglie del suo prossimo ; Chiunque la tocca non sarà innocente . Ei non si scusa il ladro , quando egli ruba Per saziarsi , avendo fame ; Anzi , se è colto , restituisce il furto a sette doppi , Egli dà tutta la sostanza di casa sua . Chi commette adulterio con una donna è scemo di senno ; Chi vuol perder l’ anima sua faccia tal cosa . Egli troverà ferite ed ignominia ; E il suo vituperio non sarà giammai cancellato . Perciocchè la gelosia è un furor dell’ uomo ; Ed egli non risparmierà nel giorno della vendetta . Egli non avrà riguardo ad alcun riscatto ; Ed avvegnachè tu moltiplichi i presenti , non però li accetterà . Figliuol mio , guarda i miei detti , E riponi appo te i miei comandamenti . Guarda i miei comandamenti , e tu viverai ; E guarda il mio insegnamento , come la pupilla degli occhi tuoi . Legateli alle dita , Scrivili in su la tavola del tuo cuore . Di’ alla sapienza : Tu sei mia sorella ; E chiama la prudenza tua parente ; Acciocchè esse ti guardino dalla donna straniera , Dalla forestiera che parla vezzosamente . Perciocchè io riguardava una volta per la finestra della mia casa , Per li miei cancelli ; E vidi tra gli scempi , E scorsi tra i fanciulli , un giovanetto scemo di senno ; Il qual passava per la strada , presso al cantone della casa d’ una tal donna ; E camminava traendo alla casa di essa ; In su la sera , in sul vespro del dì . In su l’ imbrunire ed oscurar della notte ; Ed ecco , una donna gli venne incontro , In assetto da meretrice , e cauta d’ animo ; Strepitosa , e sviata ; I cui piedi non si fermavano in casa ; Essendo ora fuori , or per le piazze ; E stando agli agguati presso ad ogni cantone . Ed essa lo prese , e lo baciò , E sfacciatamente gli disse : Io avea sopra me il voto di sacrificii da render grazie ; Oggi ho pagati i miei voti . Però ti sono uscita incontro , Per cercarti , e ti ho trovato . Io ho acconcio il mio letto con capoletti Di lavoro figurato a cordicelle di fil di Egitto . Io ho profumato il mio letto Con mirra , con aloe , e con cinnamomo . Vieni , inebbriamoci d’ amori infino alla mattina , Sollaziamoci in amorosi piaceri . Perciocchè il marito non è in casa sua ; Egli è andato in viaggio lontano ; Egli ha preso in mano un sacchetto di danari ; Egli ritornerà a casa sua a nuova luna . Ella lo piegò con le molte sue lusinghe , E lo sospinse con la dolcezza delle sue labbra . Ed egli andò dietro a lei subitamente , Come il bue viene al macello , E come i ceppi son per gastigamento dello stolto ; Come l’ uccello si affretta al laccio , Senza sapere che è contro alla vita sua , Finchè la saetta gli trafigga il fegato . Ora dunque , figliuoli , ascoltatemi , Ed attendete a’ detti della mia bocca . Il cuor tuo non dichini alle vie d’ una tal donna ; Non isviarti ne’ suoi sentieri . Perciocchè ella ne ha fatti cader molti uccisi ; E pur tutti coloro ch’ ella ha morti eran possenti . La sua casa è la via dell’ inferno , Che scende a’ più interni luoghi della morte . LA Sapienza non grida ella ? E la Prudenza non dà ella fuori la sua voce ? Ella sta in piè in capo de’ luoghi elevati , in su la via , Ne’ crocicchi . Ella grida presso alle porte , alla bocca della città , All’ entrata degli usci delle case , Dicendo : Io grido a voi , o uomini principali ; E la mia voce s’ indirizza ancora al volgo . Semplici , intendete che cosa sia avvedimento ; E voi stolti , intendete che cosa sia buon senno . Ascoltate ; perciocchè io proporrò cose eccellenti ; L’ aprir delle mie labbra sarà di cose diritte . Conciossiachè il mio palato ragionerà di verità ; Ma l’ empietà è ciò che le mie labbra abbominano . Tutti i detti della mia bocca son con giustizia ; In essi non vi è nulla di torto o di perverso . Essi tutti son diritti agl’ intendenti , E bene addirizzati a coloro che hanno trovata la scienza . Ricevete il mio ammaestramento , e non dell’ argento ; E scienza , anzi che oro eletto . Perciocchè la sapienza è migliore che le perle ; E tutte le cose le più care non l’ agguagliano . Io , la Sapienza , abito nell’ avvedimento , E trovo la conoscenza de’ buoni avvisi . Il timor del Signore è odiare il male ; Io odio la superbia , e l’ alterezza , e la via della malvagità , E la bocca perversa . A me appartiene il consiglio e la buona ragione ; Io son la prudenza ; a me appartiene la forza . Per me regnano i re , Ed i rettori fanno statuti di giustizia . Per me signoreggiano i signori , Ed i principi , e tutti i giudici della terra . Io amo quelli che mi amano ; E quelli che mi cercano mi troveranno . Ricchezze e gloria son meco ; Beni permanenti e giustizia . Il mio frutto è migliore che oro , anzi che oro finissimo ; E la mia rendita migliore che argento eletto . Io cammino per la via della giustizia , In mezzo de’ sentieri della dirittura ; Per fare eredare il vero essere a quelli che mi amano , Ed empiere i lor tesori . IL Signore mi possedeva al principio della sua via , Avanti le sue opere , ab eterno . Io sono stata costituita in principato ab eterno , Dal principio , avanti che la terra fosse . Avanti che fossero abissi , Nè fonti , nè gorghi d’ acque , io fui prodotta . Io fui prodotta innanzi che i monti fossero profondati , Avanti i colli ; Mentre egli non avea ancora fatta la terra , nè le campagne , Nè la sommità del terreno del mondo . Quando egli ordinava i cieli , io v’ era ; Quando egli disegnava il giro sopra la superficie dell’ abisso ; Quando egli fermava il cielo disopra ; Quando egli fortificava le fonti dell’ abisso ; Quando egli poneva il suo termine al mare , Talchè le acque non possono trapassare il suo comandamento ; Quando egli poneva i fondamenti della terra ; Ed era appo lui come un allievo , Ed era le sue delizie tuttodì ; Io mi sollazzava in ogni tempo nel suo cospetto . Io mi sollazzo nella parte abitata della sua terra ; Ed i miei diletti sono co’ figliuoli degli uomini . Ora dunque , figliuoli , ascoltatemi : Beati coloro che osservano le mie vie . Ascoltate l’ ammaestramento , e diventate savi , E non lo schifate . Beato l’ uomo che mi ascolta , Per vegliar tuttodì presso a’ miei usci ; Per istare a guardia agli stipiti delle mie porte . Perciocchè chi mi trova , trova la vita , Ed ottiene benevolenza dal Signore . Ma chi pecca contro a me fa ingiuria all’ anima sua ; Tutti quelli che mi odiano amano la morte . LA somma Sapienza ha edificata la sua casa , Ella ha tagliate le sue colonne in numero di sette ; Ella ha ammazzati i suoi animali , ha temperato il suo vino . Ed anche ha apparecchiata la sua mensa . Ella ha mandate le sue serventi a gridare D’ in su i poggiuoli degli alti luoghi della città : Chi è scempio ? riducasi qua . E a dire a quelli che sono scemi di senno : Venite , mangiate del mio pane , E bevete del vino che io ho temperato . Lasciate le scempietà , e voi viverete ; E camminate per la via della prudenza . Chi corregge lo schernitore ne riceve vituperio ; E chi riprende l’ empio ne riceve macchia . Non riprender lo schernitore , Che talora egli non ti odii ; Riprendi il savio , ed egli ti amerà . Insegna al savio , ed egli diventerà più savio ; Ammaestra il giusto , ed egli crescerà in dottrina . Il principio della sapienza è il timor del Signore ; E la scienza de’ santi è la prudenza . Perciocchè per me ti saranno moltiplicati i giorni , E ti saranno aggiunti anni di vita . Se sei savio , sarai savio per te ; Se altresì sei schernitore , tu solo ne porterai la pena . La donna stolta , strepitosa , Scempia , e che non ha alcuno intendimento , Siede anch’ essa all’ entrata della sua casa , In seggio , ne’ luoghi elevati della città . Per gridare a coloro che passano per la via , Che vanno a dirittura a lor cammino : Chi è scempio ? riducasi qua . E se vi è alcuno scemo di senno , gli dice : Le acque rubate son dolci , E il pane preso di nascosto è dilettevole . Ed egli non sa che là sono i morti ; E che quelli ch’ ella ha convitati son nel fondo dell’ inferno . LE sentenze di Salomone . Il figliuol savio rallegra il padre ; Ma il figliuolo stolto è il cordoglio di sua madre . I tesori d’ empietà non giovano ; Ma la giustizia riscuote da morte . Il Signore non lascerà aver fame all’ anima del giusto ; Ma egli sovverte la sostanza degli empi . La man rimessa fa impoverire ; Ma la mano de’ diligenti arricchisce . Chi raccoglie nella state è un figliuolo avveduto ; Ma chi dorme nella ricolta è un figliuolo che fa vituperio . Benedizioni sono sopra il capo del giusto ; Ma la violenza coprirà la bocca degli empi . La memoria del giusto è in benedizione ; Ma il nome degli empi marcirà . Il savio di cuore riceve i comandamenti ; Ma lo stolto di labbra andrà in precipizio . Chi cammina in integrità cammina in sicurtà ; Ma chi perverte le sue vie sarà fiaccato . Chi ammicca con l’ occhio reca molestia ; Ma lo stolto di labbra andrà in precipizio . La bocca del giusto è una fonte viva ; Ma la violenza coprirà la bocca degli empi . L’ odio muove contese ; Ma la carità ricopre ogni misfatto . La sapienza si trova nelle labbra dell’ intendente ; Ma il bastone è per lo dosso di chi è scemo di senno . I savi ripongono appo loro la scienza ; Ma la bocca dello stolto è una ruina vicina . Le facoltà del ricco son la sua forte città ; Ma la povertà de’ bisognosi è il loro spavento . Le opere de’ giusti sono a vita ; Ma quello che l’ empio produce è a peccato . Chi osserva l’ ammaestramento è un cammino a vita ; Ma chi lascia la correzione fa traviare . Chi copre l’ odio è uomo di labbra bugiarde ; E chi sbocca infamia è stolto . In moltitudine di parole non manca misfatto ; Ma chi rattiene le sue labbra è prudente . La lingua del giusto è argento eletto ; Ma il cuor degli empi è ben poca cosa . Le labbra del giusto pascono molti ; Ma gli stolti muoiono per mancamento di senno . La benedizione del Signore è quella che arricchisce ; E la fatica non le sopraggiugne nulla . Il commettere scelleratezza è allo stolto come uno scherzare ; Così è la sapienza all’ uomo d’ intendimento . Egli avverrà all’ empio ciò ch’ egli teme ; Ma Iddio darà a’ giusti ciò che desiderano . Come il turbo passa via di subito , così l’ empio non è più ; Ma il giusto è un fondamento perpetuo . Quale è l’ aceto a’ denti , e il fumo agli occhi , Tale è il pigro a quelli che lo mandano . Il timor del Signore accresce i giorni ; Ma gli anni degli empi saranno scorciati . L’ aspettar de’ giusti è letizia ; Ma la speranza degli empi perirà . La via del Signore è una fortezza all’ uomo intiero ; Ma ella è spavento agli operatori d’ iniquità . Il giusto non sarà giammai in eterno scrollato ; Ma gli empi non abiteranno la terra . La bocca del giusto produce sapienza ; Ma la lingua perversa sarà troncata . Le labbra del giusto conoscono ciò che è gradevole ; Ma la bocca dell’ empio non è altro che perversità . Le bilance false sono cosa abbominevole al Signore ; Ma il peso giusto gli è cosa grata . Venuta la superbia , viene l’ ignominia ; Ma la sapienza è con gli umili . L’ integrità degli uomini diritti li conduce ; Ma la perversità de’ disleali di distrugge . Le ricchezze non gioveranno al giorno dell’ indegnazione ; Ma la giustizia riscoterà da morte . La giustizia dell’ uomo intiero addirizza la via di esso ; Ma l’ empio caderà per la sua empietà . La giustizia degli uomini diritti li riscoterà ; Ma i disleali saranno presi per la lor propria malizia . Quando l’ uomo empio muore , la sua aspettazione perisce ; E la speranza ch’ egli aveva concepita delle sue forze è perduta . Il giusto è tratto fuor di distretta ; Ma l’ empio viene in luogo suo . L’ ipocrito corrompe il suo prossimo con la sua bocca ; Ma i giusti ne son liberati per conoscimento . La città festeggia del bene de’ giusti ; Ma vi è giubilo quando gli empi periscono . La città è innalzata per la benedizione degli uomini diritti ; Ma è sovvertita per la bocca degli empi . Chi sprezza il suo prossimo è privo di senno ; Ma l’ uomo prudente tace . Colui che va sparlando palesa il segreto ; Ma chi è leale di spirito cela la cosa . Il popolo cade in ruina dove non son consigli ; Ma vi è salute in moltitudine di consiglieri . L’ uomo certamente sofferirà del male , se fa sicurtà per lo strano ; Ma chi odia i mallevadori è sicuro . La donna graziosa otterrà gloria , Come i possenti ottengono ricchezze . L’ uomo benigno fa bene a sè stesso ; Ma il crudele conturba la sua propria carne . L’ empio fa un’ opera fallace ; Ma vi è un premio sicuro per colui che semina giustizia . Così è la giustizia a vita , Come chi procaccia il male lo procaccia alla sua morte . I perversi di cuore sono un abbominio al Signore ; Ma quelli che sono intieri di via son ciò che gli è grato . Il malvagio d’ ora in ora non resterà impunito ; Ma la progenie de’ giusti scamperà . Una donna bella , ma scema di senno , È un monile d’ oro nel grifo d’ un porco . Il desiderio de’ giusti non è altro che bene ; Ma la speranza degli empi è indegnazione . Vi è tale che spande , e pur vie più diventa ricco ; E tale che risparmia oltre al diritto , e pur ne diventa sempre più povero . La persona liberale sarà ingrassata ; E chi annaffia sarà anch’ esso annaffiato . Il popolo maledirà chi serra il grano ; Ma benedizione sarà sopra il capo di chi lo vende . Chi cerca il bene procaccia benevolenza ; Ma il male avverrà a chi lo cerca . Chi si confida nelle sue ricchezze caderà ; Ma i giusti germoglieranno a guisa di frondi . Chi dissipa la sua casa possederà del vento ; E lo stolto sarà servo a chi è savio di cuore . Il frutto del giusto è un albero di vita ; E il savio prende le anime . Ecco , il giusto riceve la sua retribuzione in terra ; Quanto più la riceverà l’ empio e il peccatore ? Chi ama la correzione ama la scienza ; Ma chi odia la riprensione è insensato . L’ uomo da bene ottiene benevolenza dal Signore ; Ma egli condannerà l’ uomo malizioso . L’ uomo non sarà stabilito per empietà ; E la radice de’ giusti non sarà smossa . La donna di valore è la corona del suo marito ; Ma quella che reca vituperio gli è come un tarlo nelle ossa . I pensieri de’ giusti son dirittura ; Ma i consigli degli empi son frode . La parole degli empi tendono ad insidiare al sangue ; Ma la bocca degli uomini diritti li riscoterà . In un voltar degli empi , essi non saranno più ; Ma la casa de’ giusti starà in piè . L’ uomo sarà lodato secondo il suo senno ; Ma chi è stravolto d’ animo sarà in isprezzo . Meglio è colui del quale non si fa stima , e pure ha un servitore , Che colui che fa il borioso , ed ha mancamento di pane . L’ uomo giusto ha cura della vita della sua bestia ; Ma le viscere degli empi son crudeli . Chi lavora la sua terra sarà saziato di pane ; Ma chi va dietro agli uomini oziosi è scemo d’ intelletto . L’ empio appetisce la rete de’ malvagi ; Ma la radice de’ giusti mette fuori . Il laccio del malvagio è nella dislealtà delle labbra ; Ma il giusto uscirà di distretta . L’ uomo sarà saziato di beni per lo frutto della sua bocca ; E Dio renderà all’ uomo la retribuzione dell’ opere delle sue mani . La via dello stolto è diritta al suo parere ; Ma chi ascolta consiglio è savio . Il cruccio dello stolto è conosciuto lo stesso giorno ; Ma l’ avveduto copre il vituperio . Chi parla verità rapporta il giusto ; Ma il falso testimonio rapporta frode . Ei vi è tale che pronunzia parole simile a coltellate ; Ma la lingua de’ savi è medicina . Il labbro verace sarà stabile in perpetuo ; Ma la lingua bugiarda sarà sol per un momento . Inganno è nel cuor di coloro che macchinano del male ; Ma vi è allegrezza per quelli che consigliano pace . Niuna molestia avverrà al giusto ; Ma gli empi saranno ripieni di male . Le labbra bugiarde son cosa abbominevole al Signore ; Ma coloro che operano in verità son graditi da lui . L’ uomo avveduto copre la scienza ; Ma il cuor degli stolti pubblica la follia . La mano de’ diligenti signoreggerà ; Ma la pigra sarà tributaria . Il cordoglio nel cuor dell’ uomo l’ abbatte ; Ma la buona parola lo rallegra . Il giusto abbonda in beni più che il suo prossimo ; Ma la via degli empi li fa andare errando . Il pigro non arrostisce la sua cacciagione ; Ma i beni dell’ uomo diligente sono preziosi . Nella via della giustizia vi è vita ; E nel cammino de’ suoi sentieri non vi è morte . Il figliuol savio ascolta l’ ammaestramento di suo padre ; Ma lo schernitore non ascolta riprensione . L’ uomo mangerà del bene del frutto delle sue labbra ; Ma l’ anima degli scellerati mangerà del frutto di violenza . Chi guarda la sua bocca preserva l’ anima sua ; Ma ruina avverrà a chi apre disordinatamente le sue labbra . L’ anima del pigro appetisce , e non ha nulla ; Ma l’ anima de’ diligenti sarà ingrassata . Il giusto odia la parola bugiarda ; Ma l’ empio si rende puzzolente ed infame . La giustizia guarda colui che è intiero di via ; Ma l’ empietà sovverte il peccatore . Vi è tale che si fa ricco , e non ha nulla ; Tale altresì che si fa povero , ed ha di gran facoltà . Le ricchezze dell’ uomo sono il riscatto della sua vita ; Ma il povero non ode alcuna minaccia . La luce de’ giusti sarà lieta ; Ma la lampana degli empi sarà spenta . Per orgoglio non si produce altro che contese ; Ma la sapienza è con quelli che si consigliano . Le ricchezze procedenti da vanità scemeranno ; Ma chi raduna con la mano le accrescerà . La speranza prolungata fa languire il cuore ; Ma il desiderio adempiuto è un albero di vita . Chi sprezza la parola andrà in perdizione ; Ma chi riverisce il comandamento riceverà retribuzione . L’ insegnamento di un savio è una fonte di vita , Per ritrarsi da’ lacci della morte . Buon senno reca grazia ; Ma il procedere de’ perfidi è duro . L’ uomo avveduto fa ogni cosa con conoscimento ; Ma il pazzo spande follia . Il messo malvagio caderà in male ; Ma l’ ambasciator fedele reca sanità . Povertà ed ignominia avverranno a chi schifa la correzione ; Ma chi osserva la riprensione sarà onorato . Il desiderio adempiuto è cosa soave all’ anima ; Ed agli stolti è cosa abbominevole lo stornarsi dal male . Chi va co’ savi diventerà savio ; Ma il compagno degli stolti diventerà malvagio . Il male perseguita i peccatori ; Ma Iddio renderà il bene a’ giusti . L’ uomo da bene lascerà la sua eredità a’ figliuoli de’ figliuoli ; Ma le facoltà del peccatore son riserbate al giusto . Il campo lavorato de’ poveri produce abbondanza di cibo ; Ma vi è tale che è consumato per mancamento di buon governo . Chi risparmia la sua verga odia il suo figliuolo ; Ma chi l’ ama gli procura correzione per tempo . Il giusto mangerà a sazietà dell’ anima sua ; Ma il ventre degli empi avrà mancamento . Le donne savie edificano le lor case ; Ma la stolta la sovverte con le sue mani . Chi cammina nella sua dirittura riverisce il Signore ; Ma chi è stravolto nelle sue vie lo sprezza . Nella bocca dello stolto è la bacchetta dell’ alterezza ; Ma le labbra de’ savi li guardano . Dove non son buoi , il granaio è vuoto ; Ma l’ abbondanza della ricolta è per la forza del bue . Il testimonio verace non mente ; Ma il falso testimonio sbocca bugie . Lo schernitore cerca la sapienza , e non la trova punto ; Ma la scienza agevolmente si acquista dall’ uomo intendente . Vattene via d’ innanzi all’ uomo stolto , E d’ innanzi a colui , nel quale non avrai conosciute labbra di scienza . La sapienza dell’ uomo è di considerar la sua via ; Ma la follia degli stolti è inganno . Gli stolti si fanno beffe del commetter misfatto ; Ma fra gli uomini diritti è la benevolenza . Il cuore di ciascuno conosce l’ amaritudine dell’ anima sua ; Ed altresì alcuno strano non è mescolato nella sua allegrezza . La casa degli empi sarà distrutta ; Ma il tabernacolo degli uomini diritti fiorirà . Vi è tal via che pare diritta all’ uomo , Il fine della quale son le vie della morte . Come di troppo ridere duole il cuore , Così la fine dell’ allegrezza è dolore . Chi è sviato di cuore sarà saziato delle sue vie ; E più ch’ esso lo sarà l’ uomo da bene delle sue . Lo scempio crede ogni cosa ; Ma l’ avveduto considera i suoi passi . Il savio teme , e si ritrae dal male ; Ma lo stolto trascorre , e si tien sicuro . Chi è pronto all’ ira commette follia ; E l’ uomo malizioso è odiato . Gli scempi erederanno la stoltizia ; Ma i prudenti coroneranno il lor capo di scienza . I malvagi saranno abbassati davanti a’ buoni ; E gli empi saranno alle porte del giusto . Il povero è odiato eziandio dal suo prossimo ; Ma molti son gli amici del ricco . Chi sprezza il suo prossimo pecca ; Ma beato chi ha pietà de’ poveri . Quelli che macchinano del male non sono eglino traviati ? Ma benignità e verità sarà usata inverso coloro che pensano del bene . In ogni fatica vi è del profitto ; Ma il parlar delle labbra torna solo in inopia . Le ricchezze de’ savi sono la lor corona ; Ma la follia degli stolti è sempre follia . Il testimonio verace libera le anime ; Ma il falso sbocca bugie . Nel timor del Signore vi è confidanza fortissima ; E vi sarà un ricetto per li figliuoli di colui che teme Iddio . Il timor del Signore è una fonte di vita , Per ritrarsi da’ lacci della morte . La magnificenza del re è nella moltitudine del popolo ; Ma la ruina del principe è nel mancamento della gente . Chi è lento all’ ira è di gran prudenza ; Ma chi è pronto al cruccio eccita la follia . Il cuor sano è la vita delle carni ; Ma l’ invidia è il tarlo delle ossa . Chi oppressa il povero fa onta a colui che l’ ha fatto ; Ma chi ha pietà del bisognoso l’ onora . L’ empio sarà traboccato per la sua malvagità ; Ma il giusto spera eziandio nella sua morte . La sapienza riposa nel cuore dell’ uomo intendente , Ed è riconosciuta in mezzo degli stolti . La giustizia innalza la nazione ; Ma il peccato è il vituperio de’ popoli . Il favor del re è verso il servitore intendente ; Ma la sua indegnazione è contro a quello che reca vituperio . La risposta dolce acqueta il cruccio ; Ma la parola molesta fa montar l’ ira . La scienza adorna la lingua de’ savi ; Ma la bocca degli stolti sgorga follia . Gli occhi del Signore sono in ogni luogo ; Riguardando i malvagi ed i buoni . La medicina della lingua è un albero di vita ; Ma la sovversione che avviene per essa è simile ad un fracasso fatto dal vento . Lo stolto disdegna la correzion di suo padre ; Ma chi osserva la riprensione diventerà avveduto . Nella casa del giusto vi sono di gran facoltà ; Ma vi è dissipazione nell’ entrate dell’ empio . Le labbra de’ savi spandono scienza ; Ma non fa già così il cuor degli stolti . Il sacrificio degli empi è cosa abbominevole al Signore ; Ma l’ orazione degli uomini diritti gli è cosa grata . La via dell’ empio è cosa abbominevole al Signore ; Ma egli ama chi procaccia giustizia . La correzione è spiacevole a chi lascia la diritta via ; Chi odia la riprensione morrà . L’ inferno e il luogo della perdizione son davanti al Signore ; Quanto più i cuori de’ figliuoli degli uomini ! Lo schernitore non ama che altri lo riprenda , E non va a’ savi . Il cuore allegro abbellisce la faccia ; Ma per lo cordoglio lo spirito è abbattuto . Il cuor dell’ uomo intendente cerca la scienza ; Ma la bocca degli stolti si pasce di follia . Tutti i giorni dell’ afflitto son cattivi ; Ma chi è allegro di cuore è come in un convito perpetuo . Meglio vale poco col timor del Signore , Che gran tesoro con turbamento . Meglio vale un pasto d’ erbe , ove sia amore , Che di bue ingrassato , ove sia odio . L’ uomo iracondo muove contese ; Ma chi è lento all’ ira acqueta le risse . La via del pigro è come una siepe di spine ; Ma la via degli uomini diritti è elevata . Il figliuol savio rallegra il padre ; Ma l’ uomo stolto sprezza sua madre . La follia è allegrezza all’ uomo scemo di senno ; Ma l’ uomo intendente cammina dirittamente . I disegni son renduti vani dove non è consiglio ; Ma sono stabili dove è moltitudine di consiglieri . L’ uomo riceve allegrezza della risposta della sua bocca ; E quant’ è buona una parola detta al suo tempo ! La via della vita va in su all’ uomo intendente , Per ritrarsi dall’ inferno che è a basso . Il Signore spianta la casa de’ superbi ; Ma stabilisce il confine della vedova . I pensieri malvagi son cosa abbominevole al Signore ; Ma i detti che gli son piacevoli sono i puri . Chi è dato a cupidigia dissipa la sua casa ; Ma chi odia i presenti viverà . Il cuor del giusto medita ciò che ha da rispondere ; Ma la bocca degli empi sgorga cose malvage . Il Signore è lontano dagli empi ; Ma egli esaudisce l’ orazione de’ giusti . La luce degli occhi rallegra il cuore ; La buona novella ingrassa le ossa . L’ orecchio che ascolta la riprensione della vita Dimorerà per mezzo i savi . Chi schifa la correzione disdegna l’ anima sua ; Ma chi ascolta la riprensione acquista senno . Il timor del Signore è ammaestramento di sapienza ; E l’ umiltà va davanti alla gloria . Le disposizioni dell’ animo son dell’ uomo ; Ma la risposta della lingua è dal Signore . Tutte le vie dell’ uomo gli paiono pure ; Ma il Signore pesa gli spiriti . Rimetti le tue opere nel Signore , E i tuoi pensieri saranno stabiliti . Il Signore ha fatto ogni cosa per sè stesso ; Eziandio l’ empio per lo giorno del male . Chiunque è altiero d’ animo è abbominevole al Signore ; D’ ora in ora egli non resterà impunito . L’ iniquità sarà purgata con benignità , e con verità ; E per lo timor del Signore l’ uomo si ritrae dal male . Quando il Signore gradisce le vie dell’ uomo , Pacifica con lui eziandio i suoi nemici . Meglio vale poco con giustizia , Che grandi entrate senza dirittura . Il cuor dell’ uomo delibera della sua via ; Ma il Signore dirizza i suoi passi . Indovinamento è nelle labbra del re ; La sua bocca non falla nel giudicio . La stadera , e le bilance giuste son del Signore ; Tutti i pesi del sacchetto son sua opera . Operare empiamente è abbominevole ai re ; Perciocchè il trono sarà stabilito per giustizia . Le labbra giuste son quelle che i re gradiscono ; Ed essi amano chi parla dirittamente . L’ ira del re son messi di morte ; Ma l’ uomo savio la placherà . Nella chiarezza della faccia del re vi è vita ; E la sua benevolenza è come la nuvola della pioggia della stagione della ricolta . Quant’ è egli cosa migliore acquistar sapienza che oro ! E quant’ è egli cosa più eccellente acquistar prudenza che argento ! La strada degli uomini diritti è di stornarsi dal male ; Chi osserva la sua via guarda l’ anima sua . La superbia viene davanti alla ruina , E l’ alterezza dello spirito davanti alla caduta . Meglio è essere umile di spirito co’ mansueti , Che spartir le spoglie con gli altieri . Chi è intendente nella parola troverà bene ; E beato chi si confida nel Signore . Il savio di cuore sarà chiamato intendente ; E la dolcezza delle labbra aggiugnerà dottrina . Il senno è una fonte di vita in coloro che ne son dotati ; Ma l’ ammaestramento degli stolti è stoltizia . Il cuor dell’ uomo savio rende avveduta la sua bocca , E aggiunge dottrina alle sue labbra . I detti soavi sono un favo di miele , Dolcezza all’ anima , e medicina alle ossa . Vi è tal via che pare diritta all’ uomo , Il fine della quale son le vie della morte . L’ anima di chi si affatica si affatica per lui stesso ; Perciocchè la sua bocca lo preme . L’ uomo scellerato apparecchia del male ; E in su le sue labbra vi è come un fuoco ardente . L’ uomo perverso commette contese ; E chi va sparlando disunisce gli amici . L’ uomo violento seduce il suo compagno , E lo conduce per una via che non è buona . Chi chiude gli occhi macchinando perversità , Dimena le labbra quando ha compiuto il male . La canutezza è una corona gloriosa ; Ella si troverà nella via della giustizia . Meglio vale chi è lento all’ ira , che il forte ; E meglio vale chi signoreggia il suo cruccio , che un prenditor di città . La sorte è gittata nel grembo ; Ma dal Signore procede tutto il giudicio di essa . Migliore è un boccon di pane secco , con quiete , Che una casa piena di animali ammazzati , con rissa . Il servitore intendente signoreggerà sopra il figliuolo che reca vituperio , E spartirà l’ eredità tra i fratelli . La coppella è per l’ argento , e il fornello per l’ oro ; Ma il Signore prova i cuori . L’ uomo maligno presta gli orecchi alle labbra inique ; E l’ ingannatore ascolta la lingua maliziosa . Chi beffa il povero fa onta a colui che l’ ha fatto ; Chi si rallegra della calamità altrui non resterà impunito . I figliuoli de’ figliuoli son la corona de’ vecchi ; E i padri son la gloria de’ figliuoli . Il parlar magnifico non è decevole all’ uomo da nulla ; Quanto meno al principe il labbro falso ! Il presente è , appo chi è dato a ricever presenti , una gioia graziosa ; Dovunque si volge produce effetto . Chi copre il fallo procaccia amicizia ; Ma chi lo ridice disunisce gli amici . La riprensione scende più addentro nell’ uomo intendente , Che cento percosse date allo stolto . Il malvagio non cerca altro che ribellione ; Ma l’ angelo crudele sarà mandato contro a lui . Scontrisi pure in un uomo un’ orsa , a cui sieno stati tolti i suoi figli , Anzi che un pazzo nella sua pazzia . Il male non si dipartirà giammai dalla casa Di chi rende il mal per lo bene . Chi comincia la contesa è come chi dà apritura alle acque ; Però avanti che si venga alle contumelie , lascia la questione . Chi assolve il reo , e chi condanna il giusto , Sono amendue ugualmente abbominevoli al Signore . A che serve il prezzo in mano allo stolto , Da comperar sapienza , poichè egli non ha alcun senno ? L’ amico ama in ogni tempo , E il fratello nasce per l’ afflizione . L’ uomo scemo di senno tocca la mano , E fa sicurtà al suo prossimo . Chi ama contesa ama misfatto ; Chi alza la sua porta cerca ruina . L’ uomo perverso di cuore non troverà il bene ; E l’ uomo stravolto nel suo parlare caderà nel male . Chi genera un pazzo lo genera a suo cordoglio ; E il padre dello stolto non si rallegrerà . Il cuore allegro giova , come una medicina ; Ma lo spirito afflitto secca le ossa . L’ empio prende il presente dal seno , Per pervertir le vie del giudicio . La sapienza è nel cospetto dell’ intendente ; Ma gli occhi dello stolto riguardano alle estremità della terra . Il figliuolo stolto è sdegno a suo padre , Ed amaritudine a colei che l’ ha partorito . Egli non è bene di condannare il giusto , non pure ad ammenda , Nè che i principi battano alcuno per dirittura . Chi rattiene i suoi detti è dotato di conoscimento ; E chi è di spirito riservato è uomo intendente . Lo stolto stesso è reputato savio , quando si tace ; E prudente , quando tiene le labbra chiuse . Colui che si separa cerca le sue cupidità , E schernisce ogni legge e ragione . Lo stolto non si diletta nella prudenza , Ma in ciò che il cuor suo si manifesti . Quando viene un empio , viene anche lo sprezzo , E il vituperio con ignominia . Le parole della bocca dell’ uomo eccellente sono acque profonde ; La fonte di sapienza è un torrente che sgorga . Egli non è bene d’ aver riguardo alla qualità dell’ empio , Per far torto al giusto nel giudicio . Le labbra dello stolto entrano in contesa , E la sua bocca chiama le percosse . La bocca dello stolto è la sua ruina , E le sue labbra sono il laccio dell’ anima sua . Le parole di chi va bisbigliando paiono lusinghevoli ; Ma scendono fin nell’ interiora del ventre . Chi si porta rimessamente nel suo lavoro , È fratello dell’ uomo dissipatore . Il Nome del Signore è una forte torre ; Il giusto vi ricorrerà , e sarà in salvo in luogo elevato . I beni del ricco son la sua città di fortezza , E come un alto muro alla sua immaginazione . Il cuor dell’ uomo s’ innalza avanti la ruina ; Ma l’ umiltà va davanti alla gloria . Chi fa risposta prima che abbia udito , Ciò gli è pazzia e vituperio . Lo spirito dell’ uomo sostiene l’ infermità di esso ; Ma chi solleverà lo spirito afflitto ? Il cuor dell’ uomo intendente acquista scienza ; E l’ orecchio de’ savi cerca conoscimento . Il presente dell’ uomo gli fa far largo , E lo conduce davanti a’ grandi . Chi è il primo a piatir la sua causa ha ragione ; Ma il suo compagno vien poi , ed esamina quello ch’ egli ha detto . La sorte fa cessar le liti , E fa gli spartimenti fra i potenti . Il fratello offeso è più inespugnabile che una forte città ; E le contese tra fratelli son come le sbarre di un palazzo . Il ventre dell’ uomo sarà saziato del frutto della sua bocca ; Egli sarà saziato della rendita delle sue labbra . Morte e vita sono in poter della lingua ; E chi l’ ama mangerà del frutto di essa . Chi ha trovata moglie ha trovata una buona cosa , Ed ha ottenuto favor del Signore . Il povero parla supplichevolmente ; Ma il ricco risponde duramente . Un uomo che ha degli amici deve portarsi da amico ; E vi è tale amico , che è più congiunto che un fratello . Il povero , che cammina nella sua integrità , Val meglio che il perverso di labbra , il quale è stolto . Come chi è frettoloso di piedi incappa ; Così non vi è alcun bene , quando l’ anima è senza conoscimento . La stoltizia dell’ uomo perverte la via di esso ; E pure il suo cuore dispetta contro al Signore . Le ricchezze aggiungono amici in gran numero ; Ma il misero è separato dal suo intimo amico . Il falso testimonio non resterà impunito , E chi sbocca menzogne non iscamperà . Molti riveriscono il principe ; Ma ognuno è amico del donatore . Tutti i fratelli del povero l’ odiano ; Quanto più si dilungheranno i suoi amici da lui ! Egli con parole li supplica , ma essi se ne vanno . Chi acquista senno ama l’ anima sua ; Chi osserva l’ intendimento troverà del bene . Il falso testimonio non resterà impunito , E chi sbocca menzogne perirà . I diletti non si convengono allo stolto ; Quanto meno conviensi al servo signoreggiar sopra i principi ! Il senno dell’ uomo rallenta l’ ira di esso ; E la sua gloria è di passar sopra le offese . L’ indegnazione del re è come il ruggito del leoncello ; Ma il suo favore è come la rugiada sopra l’ erba . Il figliuolo stolto è una grande sciagura a suo padre ; E le risse della moglie sono un gocciolar continuo . Casa e sostanza sono l’ eredità de’ padri ; Ma dal Signore viene la moglie prudente . La pigrizia fa cadere in profondo sonno ; E la persona negligente avrà fame . Chi osserva il comandamento guarda l’ anima sua ; Ma chi trascura le sue vie morrà . Chi dona al povero presta al Signore ; Ed egli gli farà la sua retribuzione . Gastiga il tuo figliuolo , mentre vi è ancora della speranza ; Ma non imprender già di ucciderlo . Chi è grandemente iracondo ne porterà la pena ; Che se tu lo scampi , tu lo renderai vie più iracondo . Ascolta consiglio , e ricevi correzione , Acciocchè tu diventi savio alla fine . Vi sono molti pensieri nel cuor dell’ uomo ; Ma il consiglio del Signore è quello che sarà stabile . La benignità dell’ uomo è il suo ornamento ; E meglio vale il povero , che l’ uomo bugiardo . Il timor del Signore è a vita ; E chi lo teme passerà la notte sazio , e non sarà visitato da alcun male . Il pigro nasconde la mano nel seno , E non la ritrae fuori , non pure per recarsela alla bocca . Percuoti lo schernitore , e il semplice ne diventerà avveduto ; E se tu correggi l’ uomo intendente , egli intenderà la scienza . Il figliuolo che fa vergogna e vituperio , Ruina il padre , e scaccia la madre . Figliuol mio , ascoltando l’ ammaestramento , Rimanti di deviare da’ detti di scienza . Il testimonio scellerato schernisce la dirittura ; E la bocca degli empi trangugia l’ iniquità . I giudicii sono apparecchiati agli schernitori , E le percosse al dosso degli stolti . Il vino è schernitore , e la cervogia è tumultuante ; E chiunque ne è vago non è savio . Il terrore del re è come il ruggito del leoncello ; Chi lo provoca ad indegnazione pecca contro a sè stesso . Egli è gloria all’ uomo di rimanersi di contesa ; Ma chiunque è stolto si fa schernire . Il pigro non ara per cagion del freddo ; E poi nella ricolta va accattando , e non trova nulla . Il consiglio nel cuor dell’ uomo è un’ acqua profonda ; E l’ uomo intendente l’ attignerà . Il più degli uomini predicano ciascuno la sua benignità ; Ma chi troverà un uomo verace ? I figliuoli del giusto , che cammina nella sua integrità , Saranno beati dopo di lui . Il re , sedendo sopra il trono del giudicio , Dissipa ogni male con gli occhi suoi . Chi può dire : Io ho purgato il mio cuore , Io son netto del mio peccato ? Doppio peso , e doppio staio , Sono amendue cosa abbominevole al Signore . Fin da fanciullo l’ uomo è riconosciuto da’ suoi atti , Se egli sarà puro , e se le sue opere saranno diritte . Il Signore ha fatte amendue queste cose : E l’ orecchio che ode , e l’ occhio che vede . Non amare il sonno , che tu non impoverisca ; Tieni gli occhi aperti , e sarai saziato di pane . Chi compera dice : Egli è cattivo , egli è cattivo ; Ma quando se n’ è andato , allora si vanta . Vi è dell’ oro , e delle perle assai ; Ma le labbra di scienza sono un vaso prezioso . Prendi pure il vestimento di chi ha fatta sicurtà per lo strano ; Prendi pegno da lui per gli stranieri . Il pane acquistato con frode è soave all’ uomo ; Ma poi la sua bocca si trova piena di ghiaia . I disegni son renduti stabili con consiglio ; Fa’ dunque la guerra con prudenti deliberazioni . Chi va sparlando palesa il segreto : Non rimescolarti adunque con chi è allettante di labbra . La lampana di chi maledice suo padre , o sua madre , Sarà spenta nelle più oscure tenebre . L’ eredità acquistata di subito da principio Non sarà benedetta alla fine . Non dire : Io renderò il male ; Aspetta il Signore , ed egli ti salverà . Doppio peso è cosa abbominevole al Signore ; E le bilance fallaci non sono buone . I passi dell’ uomo sono dal Signore ; E come intenderà l’ uomo la sua via ? Dire inconsideratamente : Questa è cosa sacra ; E riflettere dopo aver fatti i voti , è un laccio all’ uomo . Il re savio dissipa gli empi , E rimena la ruota sopra loro . L’ anima dell’ uomo è una lampana del Signore , Che investiga tutti i segreti nascondimenti del ventre . Benignità e verità guardano il re ; Ed egli ferma il suo trono per benignità . La forza de’ giovani è la lor gloria ; E l’ onor de’ vecchi è la canutezza . I lividori delle battiture , e le percosse che penetrano addentro nel ventre Sono una lisciatura nel malvagio . Il cuor del re è nella mano del Signore come ruscelli di acque ; Egli lo piega a tutto ciò che gli piace . Tutte le vie dell’ uomo gli paiono diritte ; Ma il Signore pesa i cuori . Far giustizia e giudicio È cosa più gradita dal Signore , che sacrificio . Gli occhi altieri , e il cuor gonfio , Che son la lampana degli empi , son peccato . I pensieri dell’ uomo diligente producono di certo abbondanza ; Ma l’ uomo disavveduto cade senza fallo in necessità . Il far tesori con lingua di falsità è una cosa vana , Sospinta in qua ed in là ; e si appartiene a quelli che cercan la morte . Il predar degli empi li trarrà in giù ; Perciocchè hanno rifiutato di far ciò che è diritto . La via stravolta dell’ uomo è anche strana ; Ma l’ opera di chi è puro è diritta . Meglio è abitare sopra un canto di un tetto , Che con una moglie rissosa in casa comune . L’ anima dell’ empio desidera il male ; Il suo amico stesso non trova pietà appo lui . Quando lo schernitore è gastigato , il semplice ne diventa savio ; E quando si ammonisce il savio , egli apprende scienza . Il giusto considera la casa dell’ empio ; Ella trabocca l’ empio nel male . Chi tura l’ orecchio , per non udire il grido del misero , Griderà anch’ egli , e non sarà esaudito . Il presente dato di nascosto acqueta l’ ira ; E il dono porto nel seno acqueta il forte cruccio . Il far ciò che è diritto è letizia al giusto ; Ma è uno spavento agli operatori d’ iniquità . L’ uomo che devia dal cammino del buon senno Riposerà in compagnia de’ morti . L’ uomo che ama godere sarà bisognoso ; Chi ama il vino e l’ olio non arricchirà . L’ empio sarà per riscatto del giusto ; E il disleale sarà in iscambio degli uomini diritti . Meglio è abitare in terra deserta , Che con una moglie rissosa e stizzosa . Nell’ abitacolo del savio vi è un tesoro di cose rare , e d’ olii preziosi ; Ma l’ uomo stolto dissipa tutto ciò . Chi va dietro a giustizia e benignità Troverà vita , giustizia , e gloria . Il savio sale nella città de’ valenti , Ed abbatte la forza di essa . Chi guarda la sua bocca e la sua lingua Guarda l’ anima sua d’ afflizioni . Il nome del superbo presuntuoso è : schernitore ; Egli fa ogni cosa con furor di superbia . Il desiderio del pigro l’ uccide ; Perciocchè le sue mani rifiutano di lavorare . L’ uomo dato a cupidigia appetisce tuttodì ; Ma il giusto dona , e non risparmia . Il sacrificio degli empi è cosa abbominevole ; Quanto più se l’ offeriscono con scelleratezza ! Il testimonio mendace perirà ; Ma l’ uomo che ascolta parlerà in perpetuo . L’ uomo empio si rende sfacciato ; Ma l’ uomo diritto addirizza le sue vie . Non vi è sapienza , nè prudenza , Nè consiglio , incontro al Signore . Il cavallo è apparecchiato per lo giorno della battaglia ; Ma il salvare appartiene al Signore . La fama è più a pregiare che grandi ricchezze ; E la buona grazia più che argento , e che oro . Il ricco e il povero si scontrano l’ un l’ altro ; Il Signore è quello che li ha fatti tutti . L’ uomo avveduto vede il male , e si nasconde ; Ma gli scempi passano oltre , e ne portano pena . Il premio della mansuetudine e del timor del Signore È ricchezze , e gloria , e vita . Spine e lacci son nella via dell’ uomo perverso ; Chi guarda l’ anima sua sarà lungi da queste cose . Ammaestra il fanciullo , secondo la via ch’ egli ha da tenere ; Egli non si dipartirà da essa , non pur quando sarà diventato vecchio . Il ricco signoreggia sopra i poveri ; E chi prende in prestanza è servo del prestatore . Chi semina iniquità mieterà vanità ; E la verga della sua indegnazione verrà meno . L’ uomo che è d’ occhio benigno sarà benedetto ; Perciocchè egli ha dato del suo pane al povero . Caccia lo schernitore , e le contese usciranno fuori ; E le liti , ed i vituperi cesseranno . Chi ama la purità del cuore Avrà il re per amico , per la grazia delle sue labbra . Gli occhi del Signore guardano l’ uomo dotato di conoscimento ; Ma egli sovverte i fatti del disleale . Il pigro dice : Il leone è fuori ; Io sarei ucciso per le campagne . La bocca delle donne straniere è una fossa profonda ; Colui contro a cui il Signore è indegnato vi caderà dentro . La follia è attaccata al cuor del fanciullo ; La verga della correzione la dilungherà da lui . Chi fa torto al povero , per accrescere il suo , E chi dona al ricco , di certo caderà in inopia . INCHINA il tuo orecchio , ed ascolta le parole de’ Savi , E reca il tuo cuore alla dottrina . Perciocchè ti sarà cosa soave , se tu le guardi nel tuo cuore , E se tutte insieme sono adattate in su le tue labbra . Io te le ho pur fatte assapere , Acciocchè la tua confidanza sia nel Signore . Non ti ho io scritto cose eccellenti In consigli e in dottrina ? Per farti conoscere la certezza delle parole di verità ; Acciocchè tu possa rispondere parole di verità a quelli che ti manderanno . Non predare il povero , perchè egli è povero ; E non oppressar l’ afflitto nella porta ; Perciocchè il Signore difenderà la causa loro , Ed involerà l’ anima di coloro che li avranno involati . Non accompagnarti con l’ uomo collerico ; E non andar con l’ uomo iracondo ; Che talora tu non impari i suoi costumi , E non prenda un laccio all’ anima tua . Non esser di quelli che percuotono nella palma della mano , Nè di quelli che fanno sicurtà per debiti . Per qual cagione , se tu non avessi da pagare , Ti si torrebbe egli il letto di sotto ? Non rimuovere il termine antico , Che i tuoi padri hanno posto . Hai tu mai veduto un uomo spedito nelle sue faccende ? Un tale comparirà nel cospetto del re , E non comparirà davanti a gente bassa . Quando tu sederai a tavola con alcun signore , Per mangiar con lui , Considera attentamente quello che sarà dinanzi a te ; Altrimenti , se tu sei ingordo , Tu ti metterai un coltello alla gola . Non appetire le sue delizie ; Perciocchè sono un cibo fallace . Non affaticarti per arricchire ; Rimanti della tua prudenza . In un batter d’ occhio le ricchezze non sono più ; Perciocchè ad un tratto si fanno delle ale ; E sono come un’ aquila , che se ne vola in aria . Non mangiare il pan dell’ uomo che è d’ occhio maligno , E non appetire le sue delizie . Perciocchè , come egli è villano nell’ anima sua , Così egli ti dirà : Mangia , e bevi ; Ma il cuor son non sarà teco . Tu vomiterai il boccone che ne avrai mangiato , Ed avrai perduti i tuoi ragionamenti piacevoli . Non parlare in presenza dello stolto ; Perciocchè egli sprezzerà il senno de’ tuoi ragionamenti . Non rimuovere il termine antico ; E non entrare ne’ campi degli orfani . Perciocchè il lor riscotitore è potente ; Egli difenderà la causa loro contro a te . Porgi il tuo cuore all’ ammaestramento , E le tue orecchie a’ detti della scienza . Non risparmiare la correzione al fanciullo ; Benchè tu lo batti con la verga , non però morrà . Tu lo batterai con la verga , E libererai l’ anima sua dall’ inferno . Figliuol mio , se il tuo cuore è savio , Il mio cuore altresì se ne rallegrerà . E le mie reni gioiranno , Quando le tue labbra parleranno cose diritte . Il cuor tuo non porti invidia a’ peccatori ; Anzi attienti sempre al timore del Signore . Perciocchè , se vi è premio , La tua speranza non sarà troncata . Ascolta , figliuol mio , e sii savio ; E addirizza il tuo cuore nella diritta via . Non esser de’ bevitori di vino ; Nè de’ ghiotti mangiatori di carne . Perciocchè l’ ubbriaco ed il ghiotto impoveriranno ; Ed il sonnecchiare farà vestire stracci . Ubbidisci a tuo padre , il qual ti ha generato ; E non isprezzar tua madre , quando sarà divenuta vecchia . Compera verità , e non venderla , Compera sapienza , ammaestramento , ed intendimento . Il padre del giusto gioirà grandemente ; E chi avrà generato un savio , ne avrà allegrezza . Fa’ che tuo padre e tua madre si rallegrino ; E che quella che ti ha partorito gioisca . Figliuol mio , recami il tuo cuore , E gli occhi tuoi guardino le mie vie . Perciocchè la meretrice è una fossa profonda , E la straniera un pozzo stretto . Ed anche ella sta agli agguati , come un ladrone ; Ed accresce il numero de’ malfattori fra gli uomini . A cui avvengono i guai ? a cui i lai ? A cui le contese ? a cui i rammarichi ? A cui le battiture senza cagione ? a cui il rossore degli occhi ? A quelli che si fermano lungamente appresso il vino ; A quelli che vanno cercando da mescere . Non riguardare il vino , quando rosseggia , Quando sfavilla nella coppa , E cammina diritto . Egli morderà alla fine come il serpente , E pungerà come l’ aspido . Allora gli occhi tuoi vedranno cose strane , E il tuo cuore parlerà cose stravolte . E tu sarai come chi giace in mezzo al mare , E come chi dorme in su la cima dell’ albero della nave . Tu dirai : Altri mi ha battuto , ed io non ne ho sentita la doglia ; Altri mi ha pesto , ed io non me ne sono avveduto ; Quando mi risveglierò ? io tornerò a cercarlo ancora . Non portare invidia agli uomini malvagi , E non desiderare di esser con loro . Perciocchè il cuor loro macchina rapina , E le lor labbra parlano d’ iniquità . La casa sarà edificata per sapienza , E sarà stabilita per prudenza . E per conoscimento le camere saranno ripiene Di beni preziosi e dilettevoli , d’ ogni maniera . L’ uomo savio è forte ; E l’ uomo intendente è possente di forza . Perciocchè con prudenti consigli tu farai la guerra ; E la salute è posta in moltitudine di consiglieri . Le sapienze son troppo alte per lo stolto ; Egli non aprirà la bocca nella porta . Chi divisa far male Sarà chiamato uomo malizioso . Il pensiero di stoltizia è peccato ; E lo schernitore è l’ abbominio degli uomini . Se tu ti rallenti nel giorno della distretta , Le tue forze saranno corte . Se tu ti rattieni dal riscuoter quelli che son tratti alla morte , E quelli che stanno in forse di essere uccisi , Dicendo : Ecco noi non ne sappiamo nulla ; Colui che pesa i cuori non vi porrà egli mente ? E il guardiano dell’ anima tua non lo conoscerà egli , E non renderà egli a ciascuno secondo le sue opere ? Figliuol mio , mangia pure del miele ; Perciocchè egli è buono ; E del favo del miele , che è dolce al tuo palato ; Tal sarà la conoscenza della sapienza all’ anima tua , Quando tu l’ avrai trovata ; e vi sarà premio , E la tua speranza non sarà troncata . O empio , non insidiar l’ abitacolo del giusto , Non guastare il suo ricetto . Perciocchè il giusto cade sette volte , e si rileva ; Ma gli empi ruinano nel male . Non rallegrarti , quando il tuo nemico sarà caduto ; E quando egli sarà ruinato , il cuor tuo non ne gioisca ; Che talora il Signore nol vegga , e che ciò non gli dispiaccia , E ch’ egli non istorni l’ ira sua d’ addosso a lui . Non adirarti per li maligni ; Non portare invidia agli empi . Perciocchè non vi sarà premio alcuno per lo malvagio ; La lampana degli empi sarà spenta . Figliuol mio , temi il Signore e il re ; Non rimescolarti co’ rapportatori . Perciocchè in un momento sorgerà la loro calamità ; E chi conosce la ruina procedente d’ amendue loro ? Queste cose ancora son per li Savi . Ei non è bene di aver riguardo alla qualità delle persone in giudicio . I popoli malediranno , e le nazioni esecreranno Colui che dice all’ empio : Tu sei giusto . Ma quelli che lo gastigano saranno grati ; E benedizione di bene verrà sopra loro . Chi risponde parole diritte Bacia le labbra . Ordina le tue faccende fuori , E mettile in assetto ne’ tuoi campi ; E poi edificherai la tua casa . Non essere testimonio contro al tuo prossimo senza cagione ; E vorresti tu subornare alcuno con le tue labbra ? Non dire : Come egli ha fatto a me , così farò a lui ; Io renderò a costui secondo l’ opera sua . Io passai già presso al campo del pigro , E presso alla vigna dell’ uomo scemo di senno ; Ed ecco , amendue erano tutti montati in ortiche , I cardi ne aveano coperto il disopra , E la lor chiusura di pietre era ruinata . Ed io , riguardando ciò , vi posi mente ; Vedutolo , ne presi ammaestramento . Dormendo un poco , sonnecchiando un poco , Piegando un poco le mani per riposare ; La tua povertà verrà come un viandante , E la tua inopia come uno scudiere . QUESTE ancora son sentenze di Salomone , le quali gli uomini di Ezechia , re di Giuda , raccolsero . La gloria di Dio è di celar la cosa ; Ma la gloria dei re è d’ investigare la cosa . L’ altezza del cielo , e la profondità della terra , E il cuor dei re , non si possono investigare . Togli le schiume dell’ argento , E ne riuscirà un vaso all’ orafo . Rimuovi l’ empio d’ innanzi al re , E il trono di esso sarà stabilito con giustizia . Non fare il vanaglorioso in presenza del re , E non istar nel luogo de’ grandi ; Perciocchè val maglio che ti si dica : Sali qua ; Che se tu fossi abbassato davanti al principe , Che gli occhi tuoi hanno veduto . Non uscir subitamente alla contesa ; Che talora alla fin d’ essa tu non faccia qualche cosa , Quando il tuo prossimo ti avrà fatta vergogna . Dibatti la tua lite col tuo prossimo ; Ma non palesare il segreto di un altro ; Che talora chi ti ode non ti vituperi , E che la tua infamia non possa essere riparata . La parola detta in modi convenevoli È simile a pomi d’ oro tra figure d’ argento . Il savio riprenditore ad un orecchio ubbidiente È un monile d’ oro , ed un ornamento d’ oro finissimo . Il messo fedele è , a quelli che lo mandano , Come il fresco della neve in giorno di ricolta ; E ristora l’ anima de’ suoi padroni . L’ uomo che si gloria falsamente di liberalità È simile alle nuvole , ed al vento senza pioggia . Il principe si piega con sofferenza , E la lingua dolce rompe le ossa . Se tu trovi del miele , mangiane quanto ti basta ; Che talora , se tu te ne satolli , tu nol vomiti fuori . Metti di rado il piè in casa del tuo prossimo ; Che talora egli non si sazii di te , e ti odii . Un uomo che dice falsa testimonianza contro al suo prossimo È come un martello , una spada , ed una saetta acuta . La confidanza che si pone nel disleale è , in giorno di afflizione , Un dente rotto , ed un piè dislogato . Chi canta canzoni presso di un cuor dolente È come chi si toglie la vesta d’ addosso in giorno di freddo , E come l’ aceto sopra il nitro . Se colui che ti odia ha fame , dagli da mangiar del pane ; E se ha sete , dagli da bere dell’ acqua ; Perciocchè così tu gli metterai delle brace in su la testa ; E il Signore te ne farà la retribuzione . Il vento settentrionale dissipa la pioggia ; E il viso sdegnoso la lingua che sparla di nascosto . Meglio vale abitare sopra il canto di un tetto , Che con una moglie rissosa in casa comune . Una buona novella di lontan paese È come acqua fresca alla persona stanca ed assetata . Il giusto che vacilla davanti all’ empio , È una fonte calpestata , ed una vena d’ acque guasta . Il mangiar troppo miele non è bene , E l’ investigar colui che è la gloria degli uomini è cosa gloriosa . L’ uomo , il cui animo non ha ritegno alcuno , È una città sfasciata , senza mura . Come la neve non si conviene alla state , Nè la pioggia al tempo della ricolta , Così la gloria non si conviene allo stolto . Come il passero vaga , e la rondinella vola , Così la maledizione data senza cagione non avverrà . La sferza al cavallo , ed il capestro all’ asino , E il bastone al dosso degli stolti . Non rispondere allo stolto secondo la sua follia ; Che talora anche tu non gli sii agguagliato . Rispondi allo stolto , come si conviene alla sua follia ; Che talora non gli paia d’ esser savio . Chi si taglia i piedi ne beve l’ ingiuria ; Così avviene a chi manda a far de’ messi per uno stolto . Lo zoppo zoppica delle sue due gambe ; Così fa la sentenza nella bocca degli stolti . Chi dà gloria allo stolto Fa come chi gittasse una pietra preziosa in un mucchio di sassi . La sentenza nella bocca degli stolti È come una spina , che sia caduta in mano ad un ebbro . I grandi tormentano ognuno , E prezzolano stolti , e salariano passanti . Come il cane ritorna al suo vomito , Così lo stolto reitera la sua follia . Hai tu veduto un uomo che si reputi savio ? Vi è maggiore speranza d’ uno stolto che di lui . Il pigro dice : Il leopardo è in su la strada , Il leone è per le campagne . Come l’ uscio si volge sopra i suoi arpioni , Così si volge il pigro sopra il suo letto . Il pigro nasconde la mano nel seno ; Egli dura fatica a trarla fuori per recarsela alla bocca . Al pigro par di esser savio , Più che sette che dànno risposte di prudenza . Colui che passando trascorre in ira per una questione che non gli tocca , È come chi afferra un cane per gli orecchi . Quale è colui che , infingendosi di scherzare , avventa razzi , Saette , e cose mortifere ; Tale è colui che inganna il suo prossimo , E dice : Non ischerzo io ? Il fuoco si spegne , quando mancano legne ; Così le contese si acquetano , quando non vi son rapportatori . Il carbone è per far brace , e le legne per far fuoco ; E l’ uomo rissoso per accender contese . Le parole del rapportatore paiono lusinghevoli ; Ma scendono fin dentro al ventre . Le labbra ardenti , e il cuor malvagio , Son come schiuma d’ argento impiastrata sopra un testo . Chi odia s’ infinge nel suo parlare , Ma cova la frode nel suo interiore ; Quando egli parlerà di una voce graziosa , non fidartici ; Perciocchè egli ha sette scelleratezze nel cuore . L’ odio si copre con inganno ; Ma la sua malignità sarà palesata in piena raunanza . Chi cava una fossa caderà in essa ; E se alcuno rotola una pietra ad alto , ella gli tornerà addosso . La lingua bugiarda odia quelli ch’ ella ha fiaccati ; E la bocca lusinghiera produce ruina . Non gloriarti del giorno di domani ; Perciocchè tu non sai ciò che il giorno partorirà . Loditi lo strano , e non la tua propria bocca ; Lo straniero , e non le tue proprie labbra . Le pietre son pesanti , e la rena è grave ; Ma l’ ira dello stolto è più pesante che amendue quelle cose . La collera è una cosa crudele , e l’ ira una cosa strabocchevole ; E chi potrà durar davanti alla gelosia ? Meglio vale riprensione palese , Che amore occulto . Le ferite di chi ama son leali ; Ma i baci di chi odia sono simulati . La persona satolla calca il favo del miele ; Ma alla persona affamata ogni cosa amara è dolce . Quale è l’ uccelletto , che va ramingo fuor del suo nido , Tale è l’ uomo che va vagando fuor del suo luogo . L’ olio odorifero e il profumo rallegrano il cuore ; Così fa la dolcezza dell’ amico dell’ uomo per consiglio cordiale . Non lasciare il tuo amico , nè l’ amico di tuo padre ; E non entrare in casa del tuo fratello nel giorno della tua calamità ; Meglio vale un vicino presso , che un fratello lontano . Figliuol mio , sii savio , e rallegra il mio cuore ; Ed io avrò che rispondere a colui che mi farà vituperio . L’ uomo avveduto , veggendo il male , si nasconde ; Ma gli scempi passano oltre , e ne portano la pena . Prendi pure il vestimento di chi ha fatta sicurtà per lo strano ; E prendi pegno da lui per la straniera . Chi benedice il suo prossimo ad alta voce , Levandosi la mattina a buon’ ora , Ciò gli sarà reputato in maledizione . Un gocciolar continuo in giorno di gran pioggia , E una donna rissosa , è tutt’ uno . Chi vuol tenerla serrata , pubblica di voler serrar del vento , E dell’ olio nella sua man destra . Il ferro si pulisce col ferro ; Così l’ uomo pulisce la faccia del suo prossimo . Chi guarda il fico ne mangia il frutto ; Così chi guarda il suo signore sarà onorato . Come l’ acqua rappresenta la faccia alla faccia ; Così il cuor dell’ uomo rappresenta l’ uomo all’ uomo . Il sepolcro , e il luogo della perdizione , non son giammai satolli ; Così anche giammai non si saziano gli occhi dell’ uomo . La coppella è per l’ argento , e il fornello per l’ oro ; Ma l’ uomo è provato per la bocca che lo loda . Avvegnachè tu pestassi lo stolto in un mortaio , Col pestello , per mezzo del grano infranto , La sua follia non si dipartirebbe però da lui . Abbi diligentemente cura delle tue pecore , Metti il cuor tuo alle mandre . Perciocchè i tesori non durano in perpetuo ; E la corona è ella per ogni età ? Il fieno nasce , e l’ erbaggio spunta , E le erbe de’ monti son raccolte . Gli agnelli son per lo tuo vestire , E i becchi sono il prezzo di un campo . E l’ abbondanza del latte delle capre è per tuo cibo , E per cibo di casa tua , E per lo vitto delle tue serventi . Gli empi fuggono , senza che alcuno li perseguiti ; Ma i giusti stanno sicuri , come un leoncello . Come il paese , per li suoi misfatti , cangia spesso di principe ; Così , per amor degli uomini savi ed intendenti , Il principe vive lungamente . L’ uomo povero , che oppressa i miseri , È come una pioggia strabocchevole , che fa che non vi è del pane . Coloro che lasciano la Legge lodano gli empi ; Ma coloro che la guardano fanno loro la guerra . Gli uomini dati al male non intendono la dirittura ; Ma quelli che cercano il Signore intendono ogni cosa . Meglio vale il povero che cammina nella sua integrità , Che il perverso che cammina per due vie , benchè egli sia ricco . Chi guarda la Legge è figliuolo intendente ; Ma chi è compagno de’ ghiottoni fa vergogna a suo padre . Chi accresce i suoi beni con usura e con interesse , Li aduna per colui che dona a’ poveri . Chi rivolge indietro l’ orecchio , per non udir la Legge , La sua orazione altresì sarà in abbominio . Chi travia gli uomini diritti per via cattiva . Caderà egli stesso nella sua fossa ; Ma gli uomini intieri erederanno il bene . Il ricco si reputa savio ; Ma il povero intendente l’ esamina . Quando i giusti trionfano , la gloria è grande ; Ma quando gli empi sorgono , gli uomini son ricercati . Chi copre i suoi misfatti non prospererà ; Ma chi li confessa , e li lascia , otterrà misericordia . Beato l’ uomo che si spaventa del continuo ; Ma chi indura il suo cuore caderà nel male . Un signore empio , che signoreggia sopra un popolo povero , È un leon ruggente , ed un orso affamato . Un rettore privo di ogni prudenza fa anche molte storsioni ; Ma quel che odia l’ avarizia prolungherà i suoi giorni . L’ uomo che fa violenza nel sangue alle persone , Fuggirà fino alla fossa , e niuno lo potrà sostenere . Chi cammina in integrità sarà salvo ; Ma il perverso , che cammina per due vie , caderà in un tratto . Chi lavora la sua terra sarà saziato di pane ; Ma chi va dietro agli uomini da nulla sarà saziato di povertà . L’ uomo leale avrà molte benedizioni ; Ma chi si affretta di arricchire non sarà tenuto innocente . Egli non è bene di aver riguardo alla qualità delle persone ; E per un boccon di pane l’ uomo commette misfatto . Chi si affretta di arricchire è uomo d’ occhio maligno , E non sa che povertà gli avverrà . Chi riprende alcuno ne avrà in fine maggior grazia Che chi lo lusinga con la lingua . Chi ruba suo padre e sua madre , E dice : Non vi è misfatto alcuno , È compagno del ladrone . Chi ha l’ animo gonfio muove contese ; Ma chi si confida nel Signore sarà ingrassato . Chi si confida nel suo cuore è stolto ; Ma chi cammina in sapienza scamperà . Chi dona al povero non avrà alcun bisogno ; Ma chi nasconde gli occhi da esso avrà molte maledizioni . Quando gli empi sorgono , gli uomini si nascondono ; Ma quando periscono , i giusti moltiplicano . L’ uomo , il quale , essendo spesso ripreso , indura il suo collo , Di subito sarà fiaccato , senza rimedio . Quando i giusti sono aggranditi , il popolo si rallegra ; Ma quando gli empi signoreggiano , il popolo geme . L’ uomo , che ama sapienza , rallegra suo padre ; Ma il compagno delle meretrici dissipa i suoi beni . Il re mantiene il paese con dirittura ; Ma chi è dato a’ presenti lo distrugge . L’ uomo che lusinga il suo prossimo , Tende una rete davanti a’ passi di esso . Nel misfatto dell’ uomo malvagio vi è un laccio ; Ma il giusto canterà , e si rallegrerà . Il giusto prende conoscenza della causa de’ miseri ; Ma l’ empio non intende alcun conoscimento . Gli uomini schernitori allacciano la città ; Ma i savi stornano l’ ira . L’ uomo savio che litiga con un uomo stolto , Or si adira , or ride , e non ha alcuna requie . Gli uomini di sangue odiano l’ uomo intiero ; Ma gli uomini diritti hanno cura della vita di esso . Lo stolto sfoga tutta la sua ira ; Ma il savio la racqueta e la rattiene indietro . Tutti i ministri del principe , Che attende a parole di menzogna , sono empi . Il povero e l’ usuraio si scontrano l’ un l’ altro ; Il Signore è quello che allumina gli occhi di amendue . Il trono del re , che fa ragione a’ miseri in verità , Sarà stabilito in perpetuo . La verga e la correzione dànno sapienza ; Ma il fanciullo lasciato in abbandono fa vergogna a sua madre . Quando gli empi crescono , cresce il misfatto ; Ma i giusti vedranno la ruina di quelli . Gastiga il tuo figliuolo , e tu ne sarai in riposo ; Ed egli darà di gran diletti all’ anima tua . Quando non vi è visione , il popolo è dissipato ; Ma beato chi guarda la Legge . Il servo non si corregge con parole ; Benchè intenda , non però risponderà . Hai tu mai veduto un uomo precipitoso nel suo parlare ? Vi è maggiore speranza d’ uno stolto che di lui . Se alcuno alleva delicatamente da fanciullo il suo servo , Quello sarà figliuolo alla fine . L’ uomo iracondo muove contese , E l’ uomo collerico commette molti misfatti . L’ alterezza dell’ uomo l’ abbassa ; Ma chi è umile di spirito otterrà gloria . Chi partisce col ladro odia l’ anima sua ; Egli udirà l’ esecrazione , e non però manifesterà il fatto . Lo spavento dell’ uomo gli mette un laccio ; Ma chi si confida nel Signore sarà levato ad alto in salvo . Molti cercano la faccia di colui che signoreggia ; Ma dal Signore procede il giudicio di ciascuno . L’ uomo iniquo è l’ abbominio de’ giusti ; E l’ uomo che cammina dirittamente è l’ abbominio dell’ empio . Le parole di Agur , figliuolo d’ Iache ; il sermone profetico che quell’ uomo pronunziò ad Itiel ; ad Itiel , e ad Ucal . CERTO io son troppo idiota , per esser gran personaggio ; E non ho pur l’ intendimento d’ un uomo volgare ; E non ho imparata sapienza ; Ma io so la scienza de’ santi . Chi è salito in cielo , e n’ è disceso ? Chi ha raccolto il vento nelle sue pugna ? Chi ha serrate le acque nella sua vesta ? Chi ha posti tutti i confini della terra ? Quale è il suo nome , o quale è il nome del suo figliuolo , Se tu il sai ? Ogni parola di Dio è purgata col fuoco ; Egli è scudo a coloro che sperano in lui . Non aggiungere alle sue parole ; Che talora egli non ti arguisca , e che tu non sii trovato bugiardo . Io ti ho chieste due cose , o Dio ; Non rifiutarmele avanti che io muoia : Allontana da me vanità e parole di bugia ; Non mandarmi povertà , nè ricchezze ; Cibami del mio pane quotidiano ; Che talora io non mi satolli , e ti rinneghi , E dica : Chi è il Signore ? Che talora altresì io non impoverisca , e rubi , Ed usi indegnamente il Nome dell’ Iddio mio . Non dir male del servo appo il suo padrone ; Che talora egli non ti maledica , e tu ti renda colpevole . Vi è una generazione d’ uomini che maledice suo padre ; E non benedice sua madre . Vi è una generazione d’ uomini che si reputa netta , E non è lavata della sua lordura . Vi è una generazione d’ uomini che ha gli occhi grandemente elevati , E le palpebre alzate . Vi è una generazione d’ uomini i cui denti sono spade , Ed i mascellari coltelli , Per divorare i poveri d’ in su la terra , Ed i bisognosi d’ infra gli uomini . La mignatta ha due figliuole , che dicono : Apporta , apporta . Queste tre cose non si saziano giammai ; Anzi queste quattro non dicono giammai : Basta ! Il sepolcro , la matrice sterile , La terra che non si sazia giammai d’ acqua , E il fuoco , che giammai non dice : Basta ! I corvi del torrente trarranno , E i figli dell’ aquila mangeranno gli occhi Di chi beffa suo padre , E sprezza di ubbidire a sua madre . Queste tre cose mi sono occulte ; Anzi , io non conosco queste quattro : La traccia dell’ aquila nell’ aria , La traccia del serpente sopra il sasso , La traccia della nave in mezzo del mare , La traccia dell’ uomo nella giovane . Tale è il procedere della donna adultera ; Ella mangia , e si frega la bocca , E dice : Io non ho commessa alcuna iniquità . Per tre cose la terra trema ; Anzi per quattro , ch’ ella non può comportare : Per lo servo , quando regna ; E per l’ uomo stolto , quando è satollo di pane ; Per la donna odiosa , quando si marita ; E per la serva , quando è erede della sua padrona . Queste quattro cose son delle più piccole della terra , E pur son savie , e molto avvedute : Le formiche , che sono un popolo senza forze , E pure apparecchiano di state il lor cibo ; I conigli , che sono un popolo senza potenza , E pur fanno i lor ricetti nelle roccie ; Le locuste , che non hanno re , E pure escono fuori tutte a stormo , divise per ischiere ; Il ramarro , che si aggrappa con le mani , Ed è ne’ palazzi dei re . Queste tre cose hanno un bel passo ; Anzi queste quattro hanno una bella andatura : Il leone , la più forte delle bestie , Che non si volge indietro per tema di alcuno ; Il gallo compresso di fianchi , e il becco , E il re , appresso al quale niuno può levare il capo . Se tu hai fatto qualche follia , innalzandoti ; Ovvero , se hai divisato alcun male , mettiti la mano in su la bocca . Perciocchè , come chi rimena il latte ne fa uscir del burro ; E chi stringe il naso , ne fa uscir del sangue ; Così ancora chi preme l’ ira ne fa uscir contesa . Le parole del re Lemuel ; il sermone profetico , col quale sua madre l’ ammaestrò . CHE , figliuol mio ? Che , figliuolo del seno mio ? E che , figliuolo de’ miei voti ? Non dar la tua forza alle donne , Nè i tuoi costumi a ciò che è per distruggere i re . Ei non si conviene ai re , o Lemuel , Ei non si conviene ai re d’ esser bevitori di vino , Nè a’ principi d’ esser bevitori di cervogia ; Che talora eglino , avendo bevuto , non dimentichino gli statuti , E non pervertano il diritto di qualunque povero afflitto . Date la cervogia al miserabile , E il vino a quelli che sono in amaritudine d’ animo ; Acciocchè bevano , e dimentichino la lor miseria , E non si ricordino più de’ lor travagli . Apri la tua bocca per lo mutolo , Per mantenere la ragion di tutti quelli che sono in pericolo di perire . Apri la tua bocca ; giudica giustamente ; Fa’ diritto al povero ed al bisognoso . Chi troverà una donna di valore ? Il prezzo di essa avanza di gran lunga quello delle perle . Il cuor del suo marito si fida in lei ; Ed egli non avrà giammai mancamento di veste . Ella gli fa del bene , e non del male , Tutto il tempo della sua vita . Ella cerca della lana e del lino , E lavora delle sue mani con diletto . Ella è come le navi de’ mercatanti : Ella fa venire il suo pane da lungi . Ella si leva , mentre è ancora notte , E dà il cibo alla sua famiglia , Ed ordina alle sue serventi il lor lavoro . Ella considera un campo , e l’ acquista ; Ella pianta una vigna del frutto delle sue mani . Ella si cinge i lombi di forza , E fortifica le sue braccia . Perciocchè il suo traffico è buono , ella lo gusta ; La sua lampana non si spegne di notte . Ella mette la mano al fuso , E le sue palme impugnano la conocchia . Ella allarga la mano all’ afflitto , E porge le mani al bisognoso . Ella non teme della neve per la sua famiglia ; Perciocchè tutta la sua famiglia è vestita a doppio . Ella si fa de’ capoletti ; Fin lino , e porpora sono il suo vestire . Il suo marito è conosciuto nelle porte , Quando egli siede con gli anziani del paese . Ella fa de’ veli , e li vende ; E delle cinture , le quali ella dà a’ mercatanti . Ella è vestita di gloria e d’ onore ; E ride del giorno a venire . Ella apre la bocca con sapienza , E la legge della benignità è sopra la sua lingua . Ella considera gli andamenti della sua casa , E non mangia il pan di pigrizia . I suoi figliuoli si levano , e la predicano beata , Il suo marito anch’ egli , e la loda ; Dicendo : Molte donne si son portate valorosamente ; Ma tu le sopravanzi tutte . La grazia è cosa fallace , e la bellezza è cosa vana ; Ma la donna che ha il timor del Signore sarà quella che sarà lodata . Datele del frutto delle sue mani ; E lodinla le sue opere nelle porte . Le parole del Predicatore , figliuolo di Davide , re in Gerusalemme . VANITÀ delle vanità , dice il Predicatore ; vanità delle vanità ; ogni cosa è vanità . Che profitto ha l’ uomo di tutta la sua fatica nella quale egli si affatica sotto il sole ? Una età va via , un’ altra età viene ; e la terra resta in perpetuo . Il sole si leva anch’ esso , e poi tramonta ; e , ansando , trae verso il luogo suo , ove egli si deve levare . Il vento trae verso il Mezzodì , e poi gira verso il Settentrione ; egli va sempre girando , e ritorna a’ suoi giri . Tutti i fiumi corrono nel mare , e il mare non s’ empie ; i fiumi ritornano sempre a correre al luogo dove sogliono correre . Ogni cosa si affatica più che l’ uomo non può dire ; l’ occhio non si sazia giammai di vedere , e l’ orecchio non si riempie di udire . Quello che è stato è lo stesso che sarà ; e quello che è stato fatto è lo stesso che si farà ; e non vi è nulla di nuovo sotto il sole . Evvi cosa alcuna , della quale altri possa dire : Vedi questo , egli è nuovo ? già è stato ne’ secoli che sono stati avanti a noi . Non vi è alcuna memoria delle cose che sono state innanzi ; così ancora non vi sarà memoria delle cose che saranno nel tempo a venire , fra coloro che verranno appresso . Io , il Predicatore , sono stato re sopra Israele , in Gerusalemme ; ed ho recato il mio cuore a ricercare , e ad investigare , con sapienza , tutto ciò che si fa sotto il cielo ; il che è una occupazione molesta , la quale Iddio ha data a’ figliuoli degli uomini , per occuparvisi . Io ho vedute tutte le cose che si fanno sotto il sole ; ed ecco , tutto ciò è vanità , e tormento di spirito . Le cose torte non si possono dirizzare ; e i difetti non si possono annoverare . Io parlava nel cuor mio , dicendo : Ecco , io mi sono aggrandito , ed accresciuto in sapienza , più che tutti quelli che sono stati innanzi a me sopra Gerusalemme ; e il cuor mio ha veduta molta sapienza e scienza ; ed ho recato il mio cuore a conoscere la sapienza ; ed anche a conoscere le pazzie e la stoltizia ; ed ho riconosciuto che questo ancora è un tormento di spirito . Perciocchè , dove è molta sapienza , vi è molta molestia ; e chi accresce la scienza accresce il dolore . IO ho detto nel cuor mio : Va’ ora , io ti proverò con allegrezza , e tu goderai del bene ; ma ecco , questo ancora è vanità . Io ho detto al riso : Tu sei insensato ; ed all’ allegrezza : Che cosa è quel che tu fai ? Io ho nel mio cuore ricercato il modo di passar dolcemente la vita mia in continui conviti ; e , reggendo il mio cuore con sapienza , di attenermi a stoltizia ; finchè vedessi che cosa fosse bene a’ figliuoli degli uomini di fare sotto il cielo , tutti i giorni della vita loro . Io ho fatte dell’ opere magnifiche ; io mi ho edificate delle case ; io mi ho piantate delle vigne . Io mi ho fatti degli orti e de’ giardini ; ed ho piantati in essi degli alberi fruttiferi di ogni maniera . Io mi ho fatte delle pescine d’ acqua , per adacquar con esse il bosco ove crescono gli alberi . Io ho acquistati de’ servi e delle serve , ed ho avuti de’ servi nati ed allevati in casa ; ho eziandio avuto molto grosso e minuto bestiame , più che tutti quelli che sono stati innanzi a me in Gerusalemme . Io mi ho eziandio adunato dell’ argento , e dell’ oro , e delle cose le più care dei re , e delle provincie ; io mi ho acquistato de’ cantori e delle cantatrici ; ed ho avute delle delizie degli uomini , d’ ogni maniera : musica semplice , e musica di concerto . E mi sono aggrandito ed accresciuto più che tutti quelli che sono stati innanzi a me in Gerusalemme ; la mia sapienza eziandio mi è restata . E non ho sottratta agli occhi miei cosa alcuna che abbiano chiesta ; e non ho divietato il mio cuore da niuna allegrezza ; anzi il mio cuore si è rallegrato d’ ogni mia fatica ; e questo è stato quello che mi è tocco in parte d’ ogni mia fatica . Ma , avendo considerate tutte le mie opere che le mie mani aveano fatte ; e la fatica che io avea durata a farle , ecco , tutto ciò era vanità , e tormento di spirito ; e non vi è di ciò profitto alcuno sotto il sole . Laonde mi son rivolto a vedere la sapienza , e le follie , e la stoltizia ; perciocchè , che cosa sono gli altri uomini , per poter seguitare il re ? essi fanno ciò che hanno già fatto . Ed ho veduto che la sapienza è più eccellente che la stoltizia ; siccome la luce è più eccellente che le tenebre . Il savio ha i suoi occhi nel capo , e lo stolto cammina in tenebre ; ma pure eziandio ho conosciuto che un medesimo avvenimento avviene ad essi tutti . Laonde ho detto nel cuor mio : Egli avverrà anche a me il medesimo avvenimento che allo stolto ; che mi gioverà egli adunque allora d’ essere stato più savio ? perciò ho detto nel cuor mio che ciò ancora è vanità . Perciocchè non vi sarà giammai più memoria del savio , come nè anche dello stolto ; conciossiachè nei giorni vegnenti ogni cosa sarà già dimenticata . E come muore il savio così muore anche lo stolto . Perciò ho odiata questa vita ; imperocchè le opere che si fanno sotto il sole mi son dispiaciute ; perchè ogni cosa è vanità , e tormento di spirito . Ho eziando odiata ogni mia fatica che io ho durata sotto il sole , la quale io lascerò a colui che sarà dopo di me . E chi sa s’ egli sarà savio , o stolto ? e pure egli sarà signore d’ ogni mia fatica , intorno alla quale mi sarò affaticato , ed avrò adoperata la mia sapienza sotto il sole . Anche questo è vanità . Perciò , mi son rivolto a far perdere al mio cuore la speranza d’ ogni fatica , intorno alla quale io mi sono affaticato sotto il sole . Perciocchè vi è tale uomo , la cui fatica sarà stata con sapienza , con conoscimento , e con dirittura ; il quale pur la lascia per parte a chi non s’ è affaticato intorno . Anche questo è vanità , e gran molestia . Perciocchè , che cosa ha un tale uomo di tutta la sua fatica , e del tormento del suo spirito , con che egli si affatica sotto il sole ? Conciossiachè tutti i suoi giorni non sieno altro che dolori , e le sue occupazioni altro che molestia ; anche non pur di notte il cuor suo non riposa . Questo ancora è vanità . Non è egli cosa buona nell’ uomo , ch’ egli mangi e beva , e faccia goder di beni l’ anima sua , con la sua fatica ? Anche questo ho veduto esser dalla mano di Dio . Perciocchè , chi mangerebbe , e chi goderebbe , se io nol facessi ? Conciossiachè Iddio dia all’ uomo , che gli è grato , sapienza , conoscimento ed allegrezza ; ed al peccatore , egli dà occupazione di adunare e di ammassare , per dare a colui che è grato a Dio . Questo ancora è vanità , e tormento di spirito . OGNI cosa ha la sua stagione , ed ogni azione sotto il cielo ha il suo tempo . Vi è tempo di nascere , e tempo di morire ; tempo di piantare , e tempo di divellere ciò che è piantato ; tempo di uccidere , e tempo di sanare ; tempo di distruggere , e tempo di edificare ; tempo di piangere , e tempo di ridere ; tempo di far cordoglio , e tempo di saltare ; tempo di spargere le pietre , e tempo di raccorle ; tempo di abbracciare , e tempo di allontanarsi dagli abbracciamenti ; tempo di procacciare , e tempo di perdere ; tempo di guardare , e tempo di gittar via ; tempo di stracciare , e tempo di cucire ; tempo di tacere , e tempo di parlare ; tempo di amare , e tempo di odiare ; tempo di guerra , e tempo di pace . Che profitto ha chi fa alcuna cosa , di quello intorno a che egli si affatica ? Io ho veduta questa occupazione , che Iddio ha data a’ figliuoli degli uomini , acciocchè si occupino in essa . Egli ha fatta ogni cosa bella nella sua stagione : ha eziandio posto l’ eternità nel cuor degli uomini , senza che però l’ uomo possa giammai rinvenir l’ opere che Iddio ha fatte , da capo al fine . Io ho conosciuto che fra essi non vi è altro bene , che di rallegrarsi , e di far bene in vita sua . Ed anche che ogni uomo mangi e beva ; e , con ogni sua fatica , goda del bene , è dono di Dio . Io ho conosciuto che tutto quello che Iddio fa è in perpetuo ; a ciò niente si può aggiungere , e niente se ne può diminuire ; e Dio il fa , acciocchè gli uomini lo temano . Ciò che è stato era già prima , e ciò che ha da essere già è stato ; e Iddio ricerca quello che è passato . Avendo , oltre a ciò , veduto sotto il sole , che nel luogo del giudicio vi è l’ empietà ; che nel luogo della giustizia vi è l’ empietà ; io ho detto nel mio cuore : Iddio giudicherà il giusto e l’ empio ; perciocchè , là , vi è un tempo per ogni cosa e per ogni opera . Io ho detto nel mio cuore , intorno alla condizione de’ figliuoli degli uomini , ch’ egli sarebbe da desiderare che Iddio li chiarisse , e ch’ essi vedessero che da loro stessi non sono altro che bestie . Perciocchè ciò che avviene a’ figliuoli degli uomini è ciò che avviene alle bestie ; vi è un medesimo avvenimento per essi tutti ; come muore l’ uno , così muore l’ altro , e tutti hanno un medesimo fiato ; e l’ uomo non ha vantaggio alcuno sopra le bestie ; perciocchè tutti son vanità . Tutti vanno in un medesimo luogo ; tutti sono stati fatti di polvere , e tutti ritornano in polvere . Chi sa che lo spirito de’ figliuoli degli uomini salga in alto , e quel delle bestie scenda a basso sotterra ? Io ho dunque veduto che non vi è altro bene , se non che l’ uomo si rallegri nelle sue opere ; conciossiachè questa sia la sua parte ; perciocchè chi lo rimenerà , per veder quello che sarà dopo lui ? MA di nuovo io ho vedute tutte le oppressioni che si fanno sotto il sole ; ed ecco , le lagrime degli oppressati i quali non hanno alcun consolatore , nè forza da potere scampar dalle mani de’ loro oppressatori ; non hanno , dico , alcun consolatore . Onde io pregio i morti , che già son morti , più che i viventi , che sono in vita fino ad ora . Anzi più felice che gli uni , e che gli altri , giudico colui che fino ad ora non è stato ; il qual non ha vedute le opere malvage che si fanno sotto il sole . Oltre a ciò , ho veduto che in ogni fatica , ed in ogni opera ben fatta , l’ uomo è invidiato dal suo prossimo . Ciò ancora è vanità , e tormento di spirito . Lo stolto piega le mani , e mangia la sua carne , dicendo : Meglio è una menata con riposo , che amendue i pugni pieni con travaglio , e con tormento di spirito . Ma di nuovo ho veduta un’ altra vanità sotto il sole . Vi è tale , che è solo , e non ha alcun secondo ; ed anche non ha figliuoli , nè fratello , e pure egli si affatica senza fine , ed anche l’ occhio suo non è giammai sazio di ricchezze ; e non pensa : Per chi mi affatico , e privo la mia persona di bene ? Questo ancora è vanità , ed un mal affare . Due valgono meglio che un solo ; conciossiachè essi abbiano un buon premio della lor fatica . Perciocchè , se l’ uno cade , l’ altro rileva il suo compagno ; ma guai a chi è solo ! perciocchè se cade , non vi è alcun secondo per rilevarlo . Oltre a ciò , se due dormono insieme , si riscalderanno ; ma un solo come potrà egli riscaldarsi ? E se alcuno fa forza all’ uno , i due gli resisteranno ; anche il cordone a tre fili non si rompe prestamente . Meglio vale il fanciullo povero e savio , che il re vecchio e stolto , il qual non sa più essere ammonito . Perciocchè tale esce di carcere , per regnare ; tale altresì , che è nato nel suo reame , diventa povero . Io ho veduto che tutti i viventi sotto il sole vanno col fanciullo , che è la seconda persona , che ha da succedere al re . Tutto il popolo senza fine va con lui , come aveano fatto tutti coloro che erano stati davanti a loro ; quelli eziandio che verranno appresso , non si rallegreranno di lui . Certo , questo ancora è vanità , e tormento di spirito . GUARDA il tuo piè , quando tu andrai nella Casa di Dio ; ed appressati per ascoltare , anzi che per dar quello che dànno gli stolti , cioè , sacrificio ; perciocchè essi , facendo male , non però se ne avveggono . Non esser precipitoso nel tuo parlare , e il tuo cuore non si affretti a proferire alcuna parola nel cospetto di Dio ; perciocchè Iddio , è nel cielo , e tu sei in terra ; però sieno le tue parole poche ; perciocchè dalla moltitudine delle occupazioni procede il sogno , e dalla moltitudine delle parole procede la voce stolta . Quando avrai votato a Dio alcun voto , non indugiare di adempierlo ; perciocchè gli stolti non gli son punto grati ; adempi ciò che avrai votato . Meglio è che tu non voti , che se tu voti , e non adempi . Non recar la tua bocca a far peccar la tua persona ; e non dire davanti all’ Angelo , che è stato errore ; perchè si adirerebbe Iddio per la tua voce , e dissiperebbe l’ opera delle tue mani ? Certo , in moltitudine di sogni vi sono ancora delle vanità assai ; così ancora ve ne son molte in molte parole ; ma tu , temi Iddio . Se tu vedi nella provincia l’ oppression del povero , e la ruberia del giudicio e della giustizia , non maravigliarti di questa cosa ; perciocchè vi è uno Eccelso di sopra all’ eccelso , che vi prende guardia ; anzi , vi sono degli eccelsi sopra essi tutti . Ora la terra è la più profittevole di tutte l’ altre cose ; il re stesso è sottoposto al campo . CHI ama l’ argento non è saziato con l’ argento ; e chi ama i gran tesori è senza rendita . Anche questo è vanità . Dove son molti beni , sono anche molti mangiatori di essi ; e che pro ne torna al padrone di essi , salvo la vista degli occhi ? Il sonno del lavoratore è dolce , poco o assai ch’ egli mangi ; ma la sazietà del ricco non lo lascia dormire . Vi è una mala doglia , la quale io ho veduta sotto il sole , cioè : che vi son delle ricchezze , conservate a’ lor padroni per lor male . Ed esse ricchezze periscono per mal affare , sì che , se il padrone di esse ha generato un figliuolo , non gliene riman nulla in mano . Un tale se ne torna ignudo , come è uscito del seno di sua madre , andandosene come è venuto ; e non prende nulla della sua fatica , ch’ egli se ne porti via nella mano . Anche questo è una mala doglia ; conciossiachè egli se ne vada come egli è venuto ; e che profitto ha egli di essersi affaticato per del vento ? Ed anche tutti i giorni della sua vita egli avrà mangiato in tenebre , con molta tristezza , e doglia , e cruccio . Ecco ciò che io ho veduto : ch’ egli è una buona e bella cosa che l’ uomo mangi , e beva , e goda del bene con tutta la sua fatica ch’ egli dura sotto il sole , tutti i giorni della sua vita , i quali Iddio gli ha dati ; perchè questo è la sua parte . Ed anche quando Iddio , avendo date a chi che sia ricchezze e facoltà , gli dà ancora il potere di mangiarne , e di prenderne la sua parte , e di rallegrarsi della sua fatica : ciò è un dono di Dio . Perciocchè un tale non si ricorderà molto dei giorni della sua vita ; conciossiachè Iddio gli risponda per l’ allegrezza del suo cuore . VI è un male che io ho veduto sotto il sole , ed è frequente fra gli uomini ; cioè : che vi è tal uomo , a cui Iddio ha date ricchezze , e facoltà , e gloria , talchè nulla manca all’ anima sua , di tutto ciò ch’ egli può desiderare ; e pure Iddio non gli dà il potere di mangiarne , anzi uno strano le mangia . Questo è vanità , ed una mala doglia . Avvegnachè alcuno generi cento figliuoli , e viva molti anni , talchè il tempo della sua vita sia grande , se l’ anima sua non è saziata di bene , e se non ha pur sepoltura , io dico che la condizione di un abortivo è migliore che la sua . Perciocchè quell’ abortivo è venuto in vano , e se ne va nelle tenebre , e il suo nome è coperto di tenebre . Ed avvegnachè non abbia veduto il sole , nè avuto alcun conoscimento , pure ha più riposo di quell’ altro . Il quale , benchè egli vivesse duemila anni , se non gode del bene , che vantaggio ne ha egli ? non vanno essi tutti in un medesimo luogo ? Tutta la fatica dell’ uomo è per la sua bocca ; e pur l’ anima sua non è giammai sazia . Perciocchè , qual vantaggio ha il savio sopra lo stolto ? qual vantaggio ha il povero intendente ? di camminare davanti a’ viventi . Meglio è il veder con gli occhi , che andar vagando qua e là con l’ anima . Anche questo è vanità , e tormento di spirito . Già fu posto nome all’ uomo ciò ch’ egli è ; ed egli è noto ch’ esso nome fu Adamo ; ed egli non può litigar con colui che è più forte di lui . Quando vi son cose assai , esse accrescono la vanità ; e che vantaggio ne ha l’ uomo ? Perciocchè , chi sa qual cosa sia buona all’ uomo in questa vita , tutti i giorni della vita della sua vanità , i quali egli passa come un’ ombra ? imperocchè , chi dichiarerà all’ uomo ciò che sarà dopo lui sotto il sole ? LA buona fama val meglio che il buon olio odorifero , e il giorno della morte meglio che il giorno della natività . Meglio vale andare in una casa di duolo , che andare in una casa di convito ; perciocchè quello è il fine d’ ogni uomo ; e chi vive vi pon mente . Meglio vale la tristezza che il riso ; perciocchè il cuore migliora per la mestizia del volto . Il cuore de’ savi è nella casa del duolo ; e il cuor degli stolti è nella casa dell’ allegrezza . Meglio vale udir lo sgridar del savio , che se alcuno ode il cantar de’ pazzi . Perciocchè , quale è il romore delle spine sotto la caldaia , tale è il ridere dello stolto . Anche questo è vanità . Certo l’ oppressione fa impazzare il savio , e il presente fa perdere il senno . Meglio vale il fin della cosa , che il principio di essa ; meglio vale chi è di spirito paziente , che chi è di spirito altiero . Non esser subito nell’ animo tuo ad adirarti ; perciocchè l’ ira riposa nel seno degli stolti . Non dire : Che vuol dire che i giorni di prima sono stati migliori di questi ? perciocchè tu non domanderesti di ciò per sapienza . La sapienza è buona come una eredità ; e quelli che veggono il sole han del vantaggio . Perciocchè la sapienza è all’ ombra , e i danari sono all’ ombra ; ma la scienza della sapienza ha questo vantaggio , ch’ ella fa vivere quelli che ne son dotati . Riguarda le opere di Dio ; perciocchè chi potrà ridirizzare ciò ch’ egli avrà travolto ? Nel giorno del bene sta’ in allegrezza ; e nel giorno dell’ avversità , ponvi mente ; ancora ha fatto Iddio l’ uno contrapposto all’ altro , per questa cagione , che l’ uomo non troverà nulla dopo sè . Io ho veduto tutto questo a’ giorni della mia vanità . Vi è tal giusto , che perisce per la sua giustizia ; e vi è tal empio , che prolunga la sua vita con la sua malvagità . Non esser troppo giusto , e non farti savio oltre misura ; perchè ti diserteresti ? Non esser troppo empio , nè stolto ; perchè morresti fuor del tuo tempo ? Egli è bene che tu ti attenga ad una cosa , sì però che tu non allenti la mano dall’ altra ; perciocchè , chi teme Iddio esce d’ ogni cosa . La sapienza rinforza il savio , più che dieci rettori non fanno la città nella quale sono . Certo non vi è niun uomo giusto in terra , il quale faccia bene , e non pecchi . Tu altresì non por mente a tutte le parole che altri dirà ; anzi non pure ascoltare il tuo servo che ti maledice . Perciocchè il tuo cuore sa che tu ancora ne hai maledetti altri , eziandio più volte . Io ho provate tutte queste cose per sapienza ; onde ho detto : Io son savio ; ma la sapienza è longi da me . Chi troverà una cosa che è cotanto lontana , ed è profondissima ? Io mi sono aggirato con l’ anima mia , per conoscere , per investigare , e per ricercar sapienza , e come si deve ben giudicar delle cose ; e per conoscere l’ empietà della stoltizia , e la follia delle pazzie ; ed ho trovata una cosa più amara che la morte , cioè : quella donna che non è altro che reti , e il cui cuore non è altro che giacchi , e le cui mani son tanti lacci ; l’ uomo gradevole a Dio scamperà da essa ; ma il peccatore sarà preso da lei . Vedi , io ho trovato questo , dice il Predicatore , cercando ogni cosa ad una ad una , per trovare come si deve ben giudicar delle cose ; il che ancora cerca l’ anima mia , e non l’ ho trovato ben ho trovato un uomo fra mille ; ma fra altrettante donne , non ne ho trovata neppur una . Sol ecco ciò che io ho trovato : che Iddio ha fatto l’ uomo diritto ; ma gli uomini hanno ricercati molti discorsi . CHI è come il savio ? e chi conosce la dichiarazione delle cose ? la sapienza dell’ uomo gli rischiara il volto , e la durezza della sua faccia ne è mutata . Io ti ammonisco che tu osservi il comandamento del re ; eziandio per cagione del giuramento fatto nel Nome di Dio . Non affrettarti a partirti dal suo cospetto ; ed anche non presentarti a lui con qualche cosa malvagia ; perciocchè egli farà tutto quello che gli piacerà . Perciocchè la parola del re è con imperio ; e chi gli dirà : Che fai ? Chi osserva il comandamento non proverà alcun malvagio accidente ; e il cuor dell’ uomo savio conosce il tempo e il buon modo , che si deve tenere . Conciossiachè a qual si voglia affare vi sia tempo e modo ; perciocchè gran mali soprastanno all’ uomo . Perchè egli non sa quello che avverrà ; imperocchè , chi gli dichiarerà come le cose saranno ? Niun uomo ha potere sopra il vento , per rattenere il vento ; e non vi è potere alcuno contro al giorno della morte , e nella battaglia non vi è licenza ; così l’ empietà non lascerà scampar quelli ne’ quali ella si trova . Io ho veduto tutto questo ; e ponendo mente a tutte le cose che si fanno sotto il sole , ho veduto che vi è tal tempo , che l’ uomo signoreggia sopra l’ uomo , a danno di esso . Ed allora ho veduto degli empi , esser sepolti , e venire al loro riposo ; e di quelli che s’ erano portati con dirittura , andarsene dal luogo santo , ed esser dimenticati nella città . Anche questo è vanità . PERCIOCCHÈ la sentenza non è prontamente data contro alle opere malvage , però il cuor de’ figliuoli degli uomini è pieno dentro di loro di voglia di mal fare . Conciossiachè il peccatore faccia male cento volte , e pur la pena gli è prolungata ; ma pure ancora so io che bene sarà a coloro che temono Iddio , perchè riveriscono la sua faccia . E che bene non sarà all’ empio , e ch’ egli non prolungherà i suoi giorni , che se ne andranno come l’ ombra ; perciocchè egli non riverisce la faccia di Dio . Vi è una vanità che avviene sopra la terra ; cioè : che vi son de’ giusti , a’ quali avviene secondo l’ opera degli empi ; e vi son degli empi , a’ quali avviene secondo l’ opera de’ giusti . Io ho detto che anche questo è vanità . Perciò , io ho lodata l’ allegrezza ; conciossiachè l’ uomo non abbia altro bene sotto il sole , se non di mangiare , e di bere , e di gioire , e questo è quello ch’ egli , con la sua fatica , ha in presto a’ dì della sua vita , che Iddio gli ha dati sotto il sole . Quando io ho recato il cuor mio a conoscer la sapienza , ed a veder gli affari che si fanno sopra la terra perciocchè nè giorno nè notte esso mio cuore non vede sonno degli occhi suoi ; io ho veduto , quant’ è a tutte le opere di Dio , che l’ uomo non può rinvenir le opere che si fanno sotto il sole ; intorno alle quali egli si affatica , cercandole , e non le trova ; ed avvegnachè il savio dica di aver conoscimento , non però le può trovare . PERCIOCCHÈ io mi ho recate tutte queste cose al cuore , eziandio per chiarir tutto questo : come i giusti e i savi , e i fatti loro , essendo nella man di Dio , gli uomini non conoscono nè l’ amore , nè l’ odio : tutto è davanti a loro . Tutte le cose avvengono simigliantemente a tutti ; un medesimo avvenimento avviene al giusto , ed all’ empio ; al buono e puro , ed all’ immondo ; a chi sacrifica , ed a chi non sacrifica ; quale è il buono , tale è il peccatore ; tal chi giura , qual chi teme di giurare . Quest’ è una cosa molesta , fra tutte quelle che si fanno sotto il sole , che un medesimo avvenimento avviene a tutti ; ed anche , che mentre i figliuoli degli uomini sono in vita , il cuor loro è pien di male , ed hanno delle follie al cuore ; e dopo ciò , vanno a’ morti . Perciocchè , chi è che faccia eccezione ? Vi è qualche speranza per tutti quelli che sono in vita ; conciossiachè la condizione d’ un can vivo sia migliore che quella d’ un leone morto . Perciocchè i viventi sanno che morranno ; ma i morti non sanno nulla , e non vi è più alcun premio per loro ; perciocchè la lor memoria è dimenticata . Già e il loro amore , e il loro odio , e la loro invidia è perita ; e non hanno giammai più parte alcuna in tutto quello che si fa sotto il sole . Va’ , mangia il tuo pane allegramente , e bevi il tuo vino di cuore lieto ; se pure Iddio gradisce le tue opere . Sieno in ogni tempo i tuoi vestimenti bianchi ; e l’ olio odorifero non venga meno in sul tuo capo . Godi della vita con la moglie che tu ami , tutti i giorni della vita della tua vanità , i quali Iddio ti ha dati sotto il sole , tutto il tempo della tua vanità ; perciocchè questa è la tua parte nella tua vita , e il frutto della tua fatica , che tu duri sotto il sole . Fa’ a tuo potere tutto quello che avrai modo di fare ; perciocchè sotterra , ove tu vai , non vi è nè opera , nè ragione , nè conoscimento , nè sapienza alcuna . DI nuovo , io ho veduto sotto il sole , che il correre non è in poter de’ leggieri , nè il far la guerra in poter de’ prodi , nè l’ aver del pane in poter de’ savi , nè l’ acquistar ricchezze in poter de’ prudenti , nè d’ essere in grazia in poter degl’ intendenti ; conciossiachè ad essi tutti avvengano tempi e casi . Perciocchè l’ uomo non pur conosce il suo tempo . Come i pesci , che son presi con la mala rete ; e come gli uccelli , che son colti col laccio ; così sono allacciati i figliuoli degli uomini , al tempo dell’ avversità , quando cade loro di subito addosso . Pure ancora ho veduta questa sapienza sotto il sole , che mi è paruta grande : vi era una piccola città con pochi uomini dentro ; ed un gran re venne contro ad essa , e l’ intorniò , e fece di gran bastie contro ad essa ; e in essa si trovò un povero uomo savio , il qual liberò la città con la sua sapienza , benchè niuno si ricordasse di quel povero uomo . Allora io dissi : Meglio val sapienza che forza ; benchè la sapienza del povero sia sprezzata , e che le sue parole non sieno ascoltate . Le parole de’ savi devono esser più quietamente ascoltate , che la grida d’ un signore fra gli stolti . La sapienza val meglio che gli strumenti bellici ; ma un sol peccatore fa perire un gran bene . LE mosche morte fanno putire , e ribollir l’ olio odorifero del profumiere ; così un poco di stoltizia guasta il pregio della sapienza e della gloria . L’ uomo savio ha il suo cuore alla sua destra , e lo stolto l’ ha alla sua sinistra . Lo stolto , eziandio mentre egli cammina per la via , è scemo di senno , e dice a tutti ch’ egli è stolto . Se il principe monta in ira contro a te , non lasciar però il tuo luogo ; perciocchè la dolcezza fa perdonar di gran peccati . Vi è un male che io ho veduto sotto il sole , simile all’ errore che procede dal principe . Cioè : che la stoltizia è posta in grandi altezze , ed i ricchi seggono in luoghi bassi . Io ho veduti i servi a cavallo , ed i ricchi camminare a piè come servi . Chi cava la fossa caderà in essa ; e chi rompe la chiusura il serpente lo morderà . Chi rimuove le pietre ne sarà offeso ; chi spezza delle legne ne sarà in pericolo . Se il ferro è rintuzzato , e non se ne arrota il taglio , bisogna raddoppiar la forza ; ma la sapienza è cosa eccellente , per addirizzar le cose . Se il serpente morde , non essendo incantato , niente meglio vale il maldicente . Le parole della bocca del savio non sono altro che grazia ; ma le labbra dello stolto lo distruggono . Il principio delle parole della sua bocca è stoltizia , ed il fine del suo parlare è mala pazzia . Benchè lo stolto moltiplichi le parole , l’ uomo pur non sa ciò che ha da essere ; e chi gli dichiarerà ciò che sarà dopo lui ? La fatica degli stolti li stanca ; perciocchè non sanno la via per andare alla città . Guai a te , o paese , il cui re è fanciullo , ed i cui principi mangiano fin dalla mattina ! Beato te , o paese , il cui re è di legnaggio nobile , ed i cui principi mangiano a tempo convenevole , per ristoro , e non per ebbrezza ! Per la pigrizia di ambe le mani il solaio scade , e per le mani spenzolate gocciola in casa . I conviti si fanno per gioire , e il vino rallegra i viventi ; ed i danari rispondono a tutto . Non dir male del re , non pur nel tuo pensiero ; e non dir male del ricco nella camera dove tu giaci ; perciocchè alcun uccello del cielo potrebbe portarne la voce , ed alcun animale alato rapportarne le parole . GITTA il tuo pane sopra le acque ; perciocchè tu lo ritroverai lungo tempo appresso . Fanne parte a sette , anzi ad otto ; perciocchè tu non sai qual male avverrà sopra la terra . Quando le nuvole son piene , versano la pioggia in su la terra ; e quando l’ albero cade , o verso il Mezzodì , o verso il Settentrione , ove egli cade quivi resta . Chi pon mente al vento non seminerà ; e chi riguarda alle nuvole non mieterà . Come tu non sai qual sia la via del vento , nè come si formino l’ ossa dentro al seno della donna gravida ; così tu non conosci le opere di Dio , il qual fa tutte queste cose . Semina la mattina la tua semenza , e la sera non lasciar posar le tue mani ; perciocchè tu non sai ciò che riuscirà meglio , questo , o quello ; o se l’ uno e l’ altro sarà ugualmente buono . Ben è la luce cosa dolce , e il vedere il sole cosa piacevole agli occhi . Ma pure , se l’ uomo , vivendo molti anni sempre in allegrezza , si ricorda che i giorni delle tenebre saranno molti , tutto quello che gli sarà avvenuto sarà vanità . RALLEGRATI pure , o giovane , nella tua fanciullezza ; e tengati lieto il cuor tuo a’ dì della tua giovinezza , e cammina nelle vie del cuor tuo , e secondo lo sguardo degli occhi tuoi ; ma sappi che per tutte queste cose Iddio ti farà venire in giudicio . E togli dal cuor tuo la tristizia , e rimuovi il cordoglio dalla tua carne ; perciocchè la fanciullezza e la giovanezza sono una cosa vana . Ma ricordati del tuo Creatore ai dì della tua giovanezza , avanti che sieno venuti i cattivi giorni , e giunti gli anni , de’ quali tu dirai : Io non vi ho alcun diletto . Avanti che il sole , e la luce , e la luna , e le stelle sieno oscurate ; e che le nuvole ritornino dopo la pioggia ; allora che le guardie della casa tremeranno , ed i possenti si piegheranno , e le macinatrici cesseranno , perchè saranno diminuite ; e quelli che riguardono per le finestre saranno oscurati ; e i due usci d’ in su la piazza saranno serrati con abbassamento del suon della macina ; e l’ uomo si leverà al suon dell’ uccelletto , e tutte le cantatrici saranno abbassate ; ed anche l’ uomo temerà dei luoghi elevati , ed avrà spaventi , camminando per la strada ; e il mandorlo fiorirà , e la locusta si aggraverà , e l’ appetito scaderà ; perciocchè l’ uomo se ne va alla sua casa perpetua ; e quelli che fanno cordoglio gli andranno d’ intorno per le strade . Avanti che la fune d’ argento si rompa , e la secchia d’ oro si spezzi , e il vaso si fiacchi in su la fonte , e la ruota vada in pezzi sopra la cisterna ; e la polvere ritorni in terra , come era prima ; e lo spirito ritorni a Dio , che l’ ha dato . VANITÀ delle vanità , dice il Predicatore ; ogni cosa è vanità . Più il Predicatore è stato savio , più ha insegnata scienza al popolo , e gliel’ ha fatta intendere , ed ha investigate , e composte molte sentenze . Il Predicatore ha cercato , per trovar cose approvate ; e ciò che è scritto è dirittura , parole di verità . Le parole de’ savi son come gli steccati , e come i pali piantati de’ mandriani che stabbiano ; e sono state date da uno stesso Pastore . Perciò , figliuol mio , guardati da quello che è oltre ad esse ; non vi è fine alcuno al far molti libri ; e molto studiare è fatica alla carne . La conclusione del ragionamento , ogni cosa udita , è : Temi Iddio , ed osserva i suoi comandamenti ; perchè questo è il tutto dell’ uomo . Perciocchè Iddio farà venire ogni opera , buona e malvagia , al giudicio , ch’ egli farà d’ ogni cosa occulta . Il Cantico de’ cantici di Salomone . BACIMI egli de’ baci della sua bocca ; Perciocchè i tuoi amori son migliori che il vino . Per l’ odore de’ tuoi preziosi olii odoriferi , Il tuo nome è un olio odorifero sparso , Ti amano le fanciulle . Tirami , noi correremo dietro a te ; Il re mi ha introdotta nelle sue camere ; Noi gioiremo , e ci rallegreremo in te ; Noi ricorderemo i tuoi amori , anzi che il vino ; Gli uomini diritti ti amano . O figliuole di Gerusalemme , io son bruna , ma bella ; Come le tende di Chedar , come i padiglioni di Salomone . Non riguardate che io son bruna ; Perciocchè il sole mi ha tocca co’ suoi raggi ; I figliuoli di mia madre si sono adirati contro a me ; Mi hanno posta guardiana delle vigne ; Io non ho guardata la mia vigna , che è mia . O tu , il qual l’ anima mia ama , dichiarami Ove tu pasturi la greggia , Ed ove tu la fai posare in sul mezzodì ; Perciocchè , perchè sarei io come una donna velata Presso alle mandre de’ tuoi compagni ? Se tu nol sai , o la più bella d’ infra le femmine , Esci seguendo la traccia delle pecore , E pastura le tue caprette . Presso alle tende de’ pastori . AMICA mia , io ti assomiglio alle cavalle Che sono a’ carri di Faraone . Le tue guance son belle ne’ lor fregi , E il tuo collo ne’ suoi monili . Noi ti faremo de’ fregi d’ oro Con punti d’ argento . Mentre il re è nel suo convito , Il mio nardo ha renduto il suo odore . Il mio amico m’ è un sacchetto di mirra , Che passa la notte sul mio seno . Il mio amico m’ è un grappolo di cipro Delle vigne di En-ghedi . Eccoti bella , amica mia , eccoti bella ; I tuoi occhi somigliano quelli de’ colombi . Eccoti bello , amico mio , ed anche piacevole ; Il nostro letto eziandio è verdeggiante . Le travi delle nostre case son di cedri , I nostri palchi son di cipressi . Io son la rosa di Saron , Il giglio delle valli . Quale è il giglio fra le spine , Tale è l’ amica mia fra le fanciulle . Quale è il melo fra gli alberi d’ un bosco , Tale è il mio amico fra i giovani ; Io ho desiderato d’ esser all’ ombra sua , E mi vi son posta a sedere ; E il suo frutto è stato dolce al mio palato . Egli mi ha condotta nella casa del convito , E l’ insegna ch’ egli mi alza è : Amore . Confortatemi con delle schiacciate d’ uva , Sostenetemi con de’ pomi , Perciocchè io languisco d’ amore . Sia la sua man sinistra sotto al mio capo , Ed abbraccimi la sua destra . IO vi scongiuro , o figliuole di Gerusalemme , Per le cavriuole , e per le cerve della campagna , Che voi non isvegliate l’ amor mio , e non le rompiate il sonno , Finchè non le piaccia . Ecco la voce del mio amico ; Ecco , egli ora viene Saltando su per i monti , Saltellando su per i colli . L’ amico mio è simile ad un cavriuolo , O ad un cerbiatto ; Ecco ora sta dietro alla nostra parete , Egli riguarda per le finestre , Egli si mostra per i cancelli . Il mio amico mi ha fatto motto , e mi ha detto : Levati , amica mia , bella mia , e vientene . Perciocchè , ecco , il verno è passato ; Il tempo delle gran piogge è mutato , ed è andato via ; I fiori si veggono sulla terra ; Il tempo del cantare è giunto , E s’ ode la voce della tortola nella nostra contrada . Il fico ha messi i suoi ficucci , E le viti fiorite rendono odore ; Levati , amica mia , bella mia , e vientene . O colomba mia , che stai nelle fessure delle rocce , Ne’ nascondimenti de’ balzi , Fammi vedere il tuo aspetto , Fammi udir la tua voce ; Perciocchè la tua voce è soave , e il tuo aspetto è bello . Pigliateci le volpi , Le piccole volpi che guastano le vigne , Le nostre vigne fiorite . Il mio amico è mio , ed io son sua ; Di lui , che pastura la greggia fra i gigli . Ritornatene , amico mio , A guisa di cavriuolo o di cerbiatto , Sopra i monti di Beter , Finchè spiri l’ aura del giorno , E che le ombre se ne fuggano . Io ho cercato nel mio letto , nelle notti , Colui che l’ anima mia ama ; Io l’ ho cercato , e non l’ ho trovato . Ora mi leverò , e andrò attorno per la città , Per le strade , e per le piazze ; Io cercherò colui che l’ anima mia ama ; Io l’ ho cercato , ma non l’ ho trovato . Le guardie che vanno attorno alla città , mi hanno trovata ; Ed io ho detto loro : Avete voi punto veduto colui che l’ anima mia ama ? Di poco li avea passati , Ed io trovai colui che l’ anima mia ama ; Io lo presi , e nol lascerò , Finchè io non l’ abbia menato in casa di mia madre , E nella camera di quella che mi ha partorita . Io vi scongiuro , figliuole di Gerusalemme , Per le cavriuole , e per le cerve della campagna , Che voi non isvegliate l’ amor mio , e non le rompiate il sonno , Finchè le piaccia . CHI è costei che sale dal deserto , Simile a colonne di fumo , Profumata di mirra , e d’ incenso , E d’ ogni polvere di profumiere ? Ecco il letto di Salomone , Intorno al quale sono sessant’ uomini valenti , De’ prodi d’ Israele . Essi tutti maneggiano la spada , E sono ammaestrati nell’ arme ; Ciascuno ha la sua spada al fianco , Per gli spaventi notturni . Il re Salomone si ha fatta una lettiera Di legno del Libano . Egli ha fatte le sue colonne d’ argento , Il suo capezzale d’ oro , Il suo cielo di porpora , E il mezzo di essa figurato a lavoro di mosaico Dell’ effigie di colei ch’ egli ama , Fra le figliuole di Gerusalemme . Figliuole di Sion , uscite fuori , e vedete Il re Salomone Con la corona , della quale sua madre l’ ha coronato , Nel giorno delle sue sponsalizie , E nel giorno dell’ allegrezza del suo cuore . Eccoti bella , amica mia , eccoti bella ; I tuoi occhi , per entro la tua chioma , Somigliano que’ de’ colombi ; I tuoi capelli son come una mandra di capre lisce , Del monte di Galaad . I tuoi denti son come una mandra di pecore tutte uguali , Che salgono fuor del lavatoio , Ed hanno tutte due gemelli , Senza che ve ne sia alcuna senza figlio . Le tue labbra somigliano un filo tinto in iscarlatto , E il tuo parlare è grazioso ; La tua tempia , per entro la tua chioma , Pare un pezzo di melagrana . Il tuo collo somiglia la torre di Davide , Edificata per gli esercizii dell’ armi , Alla quale sono appiccati mille scudi , Tutte le targhe de’ prodi . I tuoi due seni Son come due cavrioletti gemelli , Che pasturano fra i gigli . Finchè spiri l’ aura del giorno , E che le ombre se ne fuggano , Io me ne andrò al monte della mirra , Ed al colle dell’ incenso . Tu sei tutta bella , amica mia , E non vi è difetto alcuno in te . Vieni meco dal Libano , o Sposa , Vieni meco dal Libano ; Riguarda dalla sommità di Amana , Dalla sommità di Senir , e di Hermon , Da’ ricetti de’ leoni , Da’ monti de’ pardi . Tu mi hai involato il cuore , o Sposa , sorella mia ; Tu mi hai involato il cuore con uno de’ tuoi occhi , Con uno de’ monili del tuo collo . Quanto son belli i tuoi amori , o Sposa , sorella mia ! Quanto son migliori i tuoi amori che il vino ! E l’ odor de’ tuoi olii odoriferi più eccellenti che tutti gli aromati ! O Sposa , le tue labbra stillano favi di miele ; Miele e latte è sotto alla tua lingua ; E l’ odor de’ tuoi vestimenti è come l’ odor del Libano . O Sposa , sorella mia , tu sei un orto serrato , Una fonte chiusa , una fontana suggellata . Le tue piante novelle sono un giardino di melagrani , E d’ altri alberi di frutti deliziosi ; Di piante di cipro e di nardo ; Di nardo e di gruogo ; di canna odorosa , e di cinnamomo , E d’ ogni albero d’ incenso ; Di mirra , e d’ aloe , E d’ ogni più eccellente aromato . O fonte degli orti , O pozzo d’ acque vive , O ruscelli correnti giù dal Libano ! Levati , Aquilone , e vieni , Austro ; Spira per l’ orto mio , e fa’ che i suoi aromati stillino . Venga l’ amico mio nel suo orto , E mangi il frutto delle sue delizie . O Sposa , sorella mia , io son venuto nell’ orto mio ; Io ho colta la mia mirra ed i miei aromati ; Io ho mangiato il mio favo ed il mio miele ; Io ho bevuto il mio vino ed il mio latte . Amici , mangiate , bevete , ed inebbriatevi d’ amori . IO dormiva , ma il mio cuore vegliava ; Ed io udii la voce del mio amico , il quale , picchiando , diceva : Aprimi , sorella mia , amica mia , Colomba mia , compiuta mia ; Perciocchè il mio capo è pieno di rugiada , E le mie chiome delle stille della notte . Ed io risposi : Io ho spogliata la mia gonna , come la rivestirei ? Io mi ho lavati i piedi , come li brutterei ? L’ amico mio mise la mano per lo buco dell’ uscio , E le mie interiora si commossero per amor di lui . Io mi levai , per aprire al mio amico ; E le mie mani stillarono mirra , E le mie dita mirra schietta , Sopra la maniglia della serratura . Io apersi all’ amico mio ; Ma l’ amico mio già si era ritratto , ed era passato oltre . Io era fuor di me , quando egli parlava ; Io lo cercai , ma non lo trovai ; Io lo chiamai , ma egli non mi rispose . Le guardie , che vanno attorno alla città , mi trovarono , Mi batterono , mi ferirono ; Le guardie delle mura mi levarono il mio velo d’ addosso . Io vi scongiuro , figliuole di Gerusalemme , Se trovate il mio amico , Che gli rapporterete ? Rapportategli che io languisco di amore . Che è il tuo amico , più che un altro amico , O la più bella d’ infra le femmine ? Che è il tuo amico , più che un altro amico , Che tu ci hai così scongiurate ? Il mio amico è bianco e vermiglio , Portando la bandiera fra diecimila . Il suo capo è oro finissimo , Le sue chiome sono crespe , Brune come un corvo . I suoi occhi paiono colombe presso a ruscelli d’ acque ; E sono come lavati in latte , Posti come dentro i castoni d’ un anello . Le sue guance son simili ad un’ aia d’ aromati , Ad aiuole di fiori odorosi ; Le sue labbra paiono gigli , E stillano mirra schietta . Le sue mani paiono anelli d’ oro , Ne’ quali sono incastonati berilli ; Il suo corpo è avorio pulito , Coperto di zaffiri . Le sue gambe son come colonne di marmo , Fondate sopra piedistalli d’ oro fino ; Il suo aspetto è simile al Libano , Eccellente come i cedri . Il suo palato è tutto dolcezze , Ed egli è tutto amorevolezze . Tale è l’ amor mio , tale è l’ amico mio , O figliuole di Gerusalemme . Ove è andato il tuo amico , O la più bella d’ infra le femmine ? Dove si è volto l’ amico tuo , E noi lo cercheremo teco ? Il mio amico è disceso nel suo orto , All’ aie degli aromati , Per pasturar la sua greggia negli orti , E per coglier gigli . Io son dell’ amico mio ; e l’ amico mio , Che pastura la sua greggia fra i gigli , è mio . Amica mia , tu sei bella come Tirsa , Vaga come Gerusalemme , Tremenda come campi a bandiere spiegate . Rivolgi gli occhi tuoi , che non mi guardino fiso ; Perciocchè essi mi sopraffanno ; I tuoi capelli son come una mandra di capre Che pendono dai fianchi di Galaad . I tuoi denti son simili ad una mandra di pecore Che salgono fuor del lavatoio , Le quali hanno tutte due gemelli , E fra esse non ve n’ è alcuna senza figlio . La tua tempia , per entro la tua chioma , È simile ad un pezzo di melagrana . Vi son sessanta regine , ed ottanta concubine , E fanciulle senza numero ; Ma la colomba mia , la compiuta mia , È unica ; ella è unica a sua madre , E singolare a quella che l’ ha partorita ; Le fanciulle l’ hanno veduta , e l’ hanno celebrata beata ; Le regine altresì , e le concubine , e l’ hanno lodata . Chi è costei , che apparisce simile all’ alba , Bella come la luna , pura come il sole , Tremenda come campi a bandiere spiegate ? Io son discesa al giardino delle noci , Per veder le piante verdeggianti della valle , Per veder se le viti mettevano le lor gemme , E i melagrani le lor bocce . Io non mi sono avveduta che il mio desiderio mi ha renduta simile A’ carri di Amminadab . Ritorna , ritorna , o Sullamita ; Ritorna , ritorna , che noi ti miriamo . Perchè mirate la Sullamita Come una danza a due schiere ? O figliuola di principe , quanto son belli i tuoi piedi nel lor calzamento ! Le giunture delle tue membra son come monili Di lavoro di mani d’ artefice . Il tuo seno è come una tazza rotonda , Nella quale non manchi mai il vino profumato ; Il tuo corpo è un mucchio di grano , Intorniato di gigli . I tuoi due seni Paiono due cavrioletti gemelli . Il tuo collo pare una torre d’ avorio ; E gli occhi tuoi le pescine che sono in Hesbon , Presso alla porta di Bat-rabbim ; Il tuo naso pare la Torre del Libano Che riguarda verso Damasco . Il tuo capo sopra te pare un Carmel , E la chioma del tuo capo sembra di porpora , Il re è tenuto prigione dalle tue treccie . Quanto sei bella , e quanto sei piacevole , O amor mio , fra tutte le delizie ! Questa tua statura è simile ad una palma , Ed i tuoi seni a grappoli d’ uva . Io ho detto : Io salirò sopra la palma , E mi appiglierò a’ suoi rami ; Ed i tuoi seni saranno ora come grappoli di vite , E l’ odor del tuo alito come quello de’ pomi ; E la tua bocca sarà come il buon vino , Che cola dolcemente per il mio amico , E scivola fra le labbra de’ dormenti . Io son del mio amico , E il suo desiderio è verso me . Vieni , amico mio , usciamo a’ campi , Passiam la notte nelle ville . Leviamoci la mattina , per andare alle vigne ; Veggiamo se la vite è fiorita , se l’ agresto si scopre , Se i melagrani hanno messe le lor bocce ; Quivi ti darò i miei amori . Le mandragole rendono odore , E in su gli usci nostri vi son delizie d’ ogni sorta , E nuove , e vecchie , Le quali io ti ho riposte , amico mio . Oh fossi tu pur come un mio fratello , Che ha poppato le mammelle di mia madre ! Trovandoti io fuori , ti bacerei , E pur non ne sarei sprezzata . Io ti menerei , e ti condurrei in casa di mia madre ; Tu mi ammaestreresti , Ed io ti darei a bere del vino aromatico , Del mosto del mio melagrano . Sia la sua man sinistra sotto al mio capo , Ed abbraccimi la sua destra . Io vi scongiuro , figliuole di Gerusalemme , Che non destiate l’ amor mio e non le rompiate il sonno , Finchè non le piaccia . CHI è costei , che sale dal deserto , Che si appoggia vezzosamente sopra il suo amico ? Io ti ho svegliato sotto un melo , Dove tua madre ti ha partorito , Là dove quella che ti ha partorito si è sgravidata di te . Mettimi come un suggello in sul tuo cuore , Come un suggello in sul tuo braccio ; Perciocchè l’ amore è forte come la morte , La gelosia è dura come l’ inferno . Le sue brace son brace di fuoco , Son fiamma dell’ Eterno . Molte acque non potrebbero spegnere quest’ amore , Nè fiumi inondarlo ; Se alcuno desse tutta la sostanza di casa sua per quest’ amore , Non se ne farebbe stima alcuna . Noi abbiamo una piccola sorella , La quale non ha ancora mammelle ; Che faremo noi alla nostra sorella , Quando si terrà ragionamento di lei ? Se ella è un muro , Noi vi edificheremo sopra un palazzo d’ argento ; E se è un uscio , Noi la rinforzeremo di tavole di cedro . Io sono un muro , Ed i miei seni son come torri ; Allora sono stata nel suo cospetto come quella che ha trovata pace . Salomone avea una vigna in Baal-hamon , Ed egli la diede a de’ guardiani , Con patti che ciascun di loro gli portasse mille sicli d’ argento Per lo frutto di essa . La mia vigna , che è mia , è davanti a me . Sieno i mille sicli tuoi , o Salomone ; Ed abbianne i guardiani del frutto di essa dugento . O tu , che dimori ne’ giardini , I compagni attendono alla tua voce ; Fammela udire . Riduciti prestamente , o amico mio , A guisa di cavriuolo , o di cerbiatto , Sopra i monti degli aromati . La visione d’ Isaia , figliuolo di Amos , la quale egli vide intorno a Giuda ed a Gerusalemme , a’ dì di Uzzia , di Iotam , di Achaz , e di Ezechia , re di Giuda . ASCOLTATE , cieli ; e tu , terra , porgi gli orecchi ; percicocchè il Signore ha parlato , dicendo : Io ho allevati de’ figiuoli , e li ho cresciuti ; ma essi si son ribellati contro a me . Il bue conosce il suo possessore , e l’ asino la mangiatoia del suo padrone ; ma Israele non ha conoscimento , il mio popolo non ha intelletto . Guai alla nazione peccatrice , al popolo carico d’ iniquità , alla schiatta de’ maligni , a’ figliuoli perduti ! Hanno abbandonato il Signore ; hanno dispettato il Santo d’ Israele ; si sono alienati e rivolti indietro . A che sareste ancora percossi ? voi aggiungereste rivolta a rivolta ; ogni capo è infermo , e ogni cuore è languido . Dalla pianta del piè infino alla testa non vi è sanità alcuna in esso ; tutto è ferita , e lividore , e piaga colante ; le quali non sono state rasciugate , nè fasciate , nè allenite con unguento . Il vostro paese è desolato , le vostre città sono arse col fuoco ; i forestieri divorano il vostro paese , in presenza vostra ; e questa desolazione è come una sovversione fatta da strani . E la figliuola di Sion resta come un frascato in una vigna , come una capanna in un cocomeraio , come una città assediata . Se il Signor degli eserciti non ci avesse lasciato alcun piccolo rimanente , noi saremmo stati come Sodoma , saremmo stati simili a Gomorra . Ascoltate , rettori di Sodoma , la parola del Signore ; popolo di Gomorra , porgete le orecchie alla Legge dell’ Iddio nostro . Che ho io da far della moltitudine de’ vostri sacrificii ? dice il Signore ; io son satollo d’ olocausti di montoni , e di grasso di bestie grasse ; e il sangue de’ giovenchi , e degli agnelli , e de’ becchi , non mi è a grado . Quando voi venite per comparir nel mio cospetto , chi ha richiesto questo di man vostra , che voi calchiate i miei cortili ? Non continuate più a portare offerte da nulla ; i profumi mi son cosa abbominevole ; quant’ è alle calendi , a’ sabati , al bandir raunanze , io non posso portare iniquità , e festa solenne insieme . L’ anima mio odia le vostre calendi , e le vostre solennità ; mi son di gravezza ; io sono stanco di portarle . Perciò , quando voi spiegherete le palme delle mani , io nasconderò gli occhi miei da voi ; eziandio , quando moltiplicherete le orazioni , io non le esaudirò ; le vostre mani son piene di sangue . Lavatevi , nettatevi , rimovete la malvagità delle opere vostre d’ innanzi agli occhi miei . Restate di far male ; imparate a far bene ; cercate la dirittura , ridirizzate l’ oppressato , fate ragione all’ orfano , mantenete il diritto della vedova . Venite pur ora , dice il Signore , e litighiamo insieme . Quando i vostri peccati fossero come lo scarlatto , saranno imbiancati come la neve ; quando fosser rossi come la grana , diventeranno come la lana . Se voi volete ubbidire , mangerete i beni della terra . Ma se ricusate , e siete ribelli , sarete consumati dalla spada ; perciocchè la bocca del Signore ha parlato . Come è la città fedele divenuta meretrice ? ella era piena di dirittura ; giustizia dimorava in essa ; ma ora son tutti micidiali . Il tuo argento è divenuto schiuma ; la tua bevanda è mescolata con acqua ; i tuoi principi son ribelli , e compagni di ladri ; essi tutti amano i presenti , e procacciano le ricompense ; non fanno ragione all’ orfano , e la causa della vedova non viene davanti a loro . Perciò , il Signore , il Signor degli eserciti , il Possente d’ Israele , dice : Oh ! io mi appagherò pur sopra i miei nemici , e mi vendicherò de’ miei avversari . Poi rimetterò la mano sopra te , e ti purgherò delle tue schiume , come nel ceneraccio ; e rimoverò tutto il tuo stagno ; e ristabilirò i tuoi rettori , come erano da principio ; ed i tuoi consiglieri , come erano al cominciamento ; dopo questo tu sarai chiamata : Città di giustizia , Città fedele . Sion sarà riscattata per giudicio , e quelli che vi ritorneranno per giustizia . Ma i ribelli ed i peccatori saranno tutti quanti fiaccati , e quelli che abbandonano il Signore saranno consumati . Perciocchè voi sarete svergognati per le querce che avete amate , e confusi per li giardini che avete scelti . Perciocchè voi sarete come una quercia di cui son cascate le foglie , e come un giardino senza acqua . E il forte diventerà stoppa , e l’ opera sua favilla ; e amendue saranno arsi insieme , e non vi sarà niuno che spenga il fuoco . La parola che Isaia , figliuolo di Amos , ebbe in visione , intorno a Giuda ed a Gerusalemme . OR avverrà negli ultimi giorni , che il monte della Casa del Signore sarà fermato nel sommo de’ monti , e sarà alzato sopra i colli ; e tutte le genti concorreranno ad esso . E molti popoli andranno , e diranno : Venite , saliamo al monte del Signore , alla Casa dell’ Iddio di Giacobbe ; ed egli ci ammaestrerà intorno alle sue vie , e noi cammineremo ne’ suoi sentieri ; perciocchè la Legge uscirà di Sion , e la Parola del Signore di Gerusalemme . Ed egli farà giudicii fra le genti , e castigamenti sopra molti popoli ; ed essi delle loro spade fabbricheranno zappe , e delle lor lance falci ; una nazione non alzerà più la spada contro all’ altra nazione , e non impareranno più la guerra . O casa di Giacobbe , venite , e camminiamo nella luce del Signore . Perciocchè tu , Signore , hai abbandonato il tuo popolo , la casa di Giacobbe ; perchè son pieni d’ Oriente , e son pronosticatori come i Filistei ; dànno la mano a’ figliuoli de’ forestieri . E il lor paese si è riempiuto d’ argento e d’ oro , talchè hanno tesori senza fine ; il lor paese si è eziandio riempiuto di cavalli , ed hanno carri senza fine . Oltre a ciò , il lor paese si è riempiuto d’ idoli ; hanno adorata l’ opera delle lor mani , ciò che le lor dita hanno fatto . E la gente vile si è inchinata , e parimente gli uomini onorati si son bassati ; perciò non perdonar loro . Entra nella roccia , e nasconditi nella polvere , per lo spavento del Signore , e per la gloria della sua altezza . Gli occhi altieri dell’ uomo saranno abbassati , e l’ altezza degli uomini sarà depressa ; e il Signore solo sarà esaltato in quel giorno . Perciocchè vi è un giorno del Signore degli eserciti contro ad ogni superbo ed altiero ; e contro a chiunque s’ innalza ; ed egli sarà abbassato ; e contro a tutti i cedri alti ed elevati del Libano , e contro a tutte le querce di Basan ; e contro a tutti gli alti monti , e contro a tutti i colli elevati ; e contro ad ogni torre eccelsa , e contro ad ogni muro forte ; e contro a tutte le navi di Tarsis , e contro a tutti i be’ disegni . E l’ altezza degli uomini sarà depressa , e la sublimità degli uomini sarà abbassata ; e il Signore solo sarà esaltato in quel giorno . Ed egli sterminerà del tutto gl’ idoli . E gli uomini entreranno nelle spelonche delle rocce , e nelle grotte della terra , per lo spavento del Signore , e per la gloria della sua altezza , quando egli si leverà per fiaccar la terra . In quel giorno l’ uomo gitterà alle talpe , ed a’ vipistrelli , gl’ idoli del suo argento , e gl’ idoli del suo oro , i quali altri gli avrà fatti , per adorarli ; entrando nelle buche delle rocce , e nelle caverne de’ sassi , per lo spavento del Signore , e per la gloria della sua altezza , quando egli si leverà per fiaccar la terra . Rimanetevi di fidarvi nell’ uomo il cui alito è nelle nari ; perciocchè , di quanto pregio e valore è egli ? Perciocchè , ecco , il Signore , il Signor degli eserciti , toglie via di Gerusalemme e di Giuda ogni sostegno ed appoggio ; ogni sostegno di pane , ed ogni sostegno di acqua ; il forte e il guerriero ; il giudice e il profeta ; e l’ indovino e l’ anziano ; il capitano di cinquantina , e l’ uomo d’ autorità , e il consigliere , e l’ artefice industrioso , e l’ uomo intendente nelle parole segrete . Ed io farò , che de’ giovanetti saranno lor principi , e che de’ fanciulli li signoreggeranno . E il popolo sarà oppressato l’ uno dall’ altro , e ciascuno dal suo prossimo ; il fanciullo superbirà contro al vecchio , e il vile contro all’ onorevole . Se alcuno prende un suo fratello , della casa di suo padre , dicendo : Tu hai una veste , sii nostro principe , e sia questa ruina sotto alla tua mano , egli giurerà in quel giorno , dicendo : Io non sarò signore ; e in casa mia non vi è nè pane , nè vestimento ; non mi costituite principe del popolo . Perciocchè Gerusalemme è traboccata , e Giuda è caduto ; perchè la lingua e le opere loro son contro al Signore , per provocare ad ira gli occhi della sua gloria . Ciò che si riconosce loro nella faccia testifica contro a loro ; ed essi pubblicano il lor peccato come Sodoma , e non lo celano . Guai alle anime loro ! perciocchè fanno male a sè stessi . Dite al giusto , che gli avverrà bene ; perciocchè i giusti mangeranno il frutto delle loro opere . Guai all’ empio ! male gli avverrà ; perciocchè gli sarà fatta la retribuzione delle sue mani . Gli oppressatori del mio popolo sono fanciulli , e donne lo signoreggiano . Popol mio , quelli che ti predicano beato ti fanno traviare , e fanno andare in perdizione la via de’ tuoi sentieri . Il Signore comparisce , per contendere ; e si presenta , per giudicare i popoli . Il Signore verrà in giudicio contro agli anziani del suo popolo , e contro a’ principi di esso ; voi siete pur quelli che avete guasta la vigna ; la preda del povero è nelle vostre case . Perchè tritate il mio popolo , e pestate le facce dei poveri ? dice il Signore , il Signor degli eserciti . Oltre a ciò , il Signore ha detto : Perciocchè le figliuole di Sion si sono innalzate , e son camminate a gola stesa , ed ammiccando con gli occhi ; e son camminate carolando , ed hanno fatto tintinno co’ lor piedi ; il Signore pelerà la sommità del capo delle figliuole di Sion , e il Signore scoprirà le lor vergogne . In quel giorno il Signore torrà via l’ ornamento delle pianelle , i calzamenti fatti ad occhietti , e le lunette ; le collane , e i monili , e le maniglie ; i fregi , e i legaccioli da gamba , e le bende , e i bossoli d’ odori , e gli orecchini ; gli anelli , e i monili pendenti in sul naso ; le robe da festa , e i mantelletti , e i veli , e gli spilletti ; gli specchi , e gli zendadi , e le mitrie , e le gonne . Ed avverrà che , in luogo di buono odore , vi sarà marcia ; e in luogo di cintura , squarciatura ; e in luogo d’ increspatura di capelli , calvezza ; e in luogo di fascia da petto , cinto di sacco ; e in luogo di bellezza , arsura . I tuoi uomini cadranno per la spada , e i tuoi uomini prodi nella battaglia . E le porte di Gerusalemme si lamenteranno , e faranno cordoglio ; ed ella , dopo essere stata vuotata , giacerà per terra . E in quel giorno sette donne prenderanno un uomo , dicendo : Noi mangeremo il nostro pane , e ci vestiremo dei nostri vestimenti ; sol che siamo chiamate del tuo nome ; togli via il nostro vituperio . In quel giorno il Germoglio del Signore sarà ad onore ed a gloria ; e il frutto della terra ad altezza , ed a magnificenza a que’ d’ Israele , che saranno scampati . E avverrà , che chi sarà restato in Sion , e rimasto in Gerusalemme , sarà chiamato santo ; e che chiunque è scritto a vita sarà in Gerusalemme ; quando il Signore avrà lavate le brutture delle figliuole di Sion , ed avrà nettato il sangue di Gerusalemme del mezzo di essa , in ispirito di giudicio , ed in ispirito di ardore . E il Signore creerà sopra ogni stanza del monte di Sion , e sopra le sue raunanze , di giorno , una nuvola con fumo ; e di notte , uno splendore di fuoco fiammeggiante : perciocchè vi sarà una coverta sopra tutta la gloria . E vi sarà una tenda per ombra di giorno , per ripararsi dal caldo ; per ricetto e nascondimento dal nembo e dalla pioggia . OR io canterò all’ amico mio il cantico del mio amico , intorno alla sua vigna . Il mio amico avea una vigna , in un luogo grasso , come un corno d’ olio . E le fece attorno una chiusura , e ne tolse via le pietre , e la piantò di viti eccellenti , ed edificò una torre in mezzo di essa , ed anche vi fabbricò un torcolo ; or egli aspettava ch’ ella facesse delle uve , ed ha fatte delle lambrusche . Or dunque , abitanti di Gerusalemme , ed uomini di Giuda , giudicate fra me e la mia vigna . Chi si dovea più fare alla mia vigna che io non vi abbia fatto ? perchè ho io aspettato che facesse delle uve , ed ha fatte delle lambrusche ? Or dunque , io vi farò assapere ciò che io son per fare alla mia vigna . Io torrò via la sua siepe , e sarà pascolata ; io romperò la sua chiusura , e sarà calpestata . E la ridurrò in deserto ; non sarà potata , nè zappata ; e le vepri e i pruni vi monteranno ; divieterò ancora alle nuvole che non ispandano pioggia sopra essa . Certo , la vigna del Signore degli eserciti è la casa d’ Israele , e gli uomini di Giuda son le piante delle sue delizie ; egli ne ha aspettata dirittura , ed ecco lebbra ; giustizia , ed ecco grido . Guai a coloro che congiungono casa a casa , ed accozzano campo a campo , finchè non vi sia più luogo , e che voi soli siate stanziati in mezzo della terra ! Il Signor degli eserciti mi ha detto all’ orecchio : Se le case magnifiche non son ridotte in desolazione ; e le grandi e belle , ad esser disabitate ; quando dieci bifolche di vigna faranno solo un bato , e la sementa di un homer farà solo un efa . Guai a coloro che si levano la mattina a buon’ ora , per andar dietro alla cervogia , e la sera dimorano lungamente a bere , finchè il vino li riscaldi ! E ne’ cui conviti vi è la cetera e il saltero ; il tamburo , e il flauto , col vino ; e non riguardano all’ opera del Signore , e non veggono i fatti delle sue mani ! Perciò , il mio popolo è menato in cattività , perchè non ha conoscimento ; e la sua nobiltà si muor di fame , e il suo popolazzo è arido di sete . Perciò , il sepolcro si è allargato , ed ha aperta la sua gola smisuratamente ; e la nobiltà di Gerusalemme , ed il suo popolazzo , e la sua turba , e coloro che in essa festeggiano , vi scenderanno . E la gente vile sarà depressa , e parimente gli uomini onorati saranno abbattuti , e gli occhi degli altieri saranno abbassati . E il Signor degli eserciti sarà esaltato per giudicio , e l’ Iddio santo sarà santificato per giustizia . E gli agnelli pastureranno presso alle lor mandre ; e i pellegrini mangeranno i luoghi deserti delle bestie grasse . Guai a coloro che tirano l’ iniquità con funi di vanità , e il peccato come con corde di carro ! I quali dicono : Affrettisi pure , e solleciti l’ opera sua , acciocchè , noi la veggiamo ; ed accostisi , e venga pure il consiglio del Santo d’ Israele , acciocchè noi lo conosciamo . Guai a coloro che dicono del male bene , e del bene male ; i quali fanno delle tenebre luce , e della luce tenebre ; i quali fanno dell’ amaro il dolce , e del dolce l’ amaro ! Guai a coloro che si reputano savi , e che sono intendenti appo loro stessi . Guai a coloro che son valenti a bere il vino , e prodi a mescer la cervogia ! A coloro che giustificano l’ empio per presenti , e tolgono a’ giusti la lor ragione ! Perciò , siccome la fiamma del fuoco divora la stoppia , e la vampa consuma la paglia , così la lor radice sarà come una cosa marcia , e i lor germogli se ne andran via come la polvere ; perciocchè hanno sprezzata la Legge del Signor degli eserciti , ed han disdegnata la parola del Santo d’ Israele . Perciò , l’ ira del Signore si è accesa contro al suo popolo ; ed egli ha stesa la sua mano contro ad esso , e l’ ha percosso ; e i monti ne hanno tremato ; e i lor corpi morti sono stati a guisa di letame in mezzo delle strade . Per tutto ciò l’ ira del Signore non si è racquetata ; ma la sua mano è ancora stesa . Ed egli alzerà la bandiera alle nazioni lontane , e fischierà loro dall’ estremità della terra ; ed ecco , prestamente e leggermente verranno . Fra esse non vi sarà alcuno stanco , nè fiacco ; non saranno sonnacchiosi , nè addormentati ; e la cintura de’ lombi loro non sarà sciolta , nè la correggia delle scarpe rotta . Le lor saette saranno acute , e tutti i loro archi tesi ; l’ unghie de’ lor cavalli saranno reputate come selci , e le ruote de’ lor carri come un turbo . Avranno un ruggito simile a quel del leone , e ruggiranno come leoncelli ; fremeranno , e daranno di piglio alla preda , e la rapiranno , senza che alcuno la riscuota . E in quel giorno fremeranno contro al popolo , come freme il mare ; ed egli guarderà verso la terra , ed ecco tenebre , e distretta , che si rinnovellerà col dì ; e nel cielo di essa farà scuro . NELL’ anno che morì il re Uzzia , io vidi il Signore , che sedeva sopra un alto ed elevato trono ; e il lembo della sua veste riempieva il Tempio . I Serafini stavano di sopra ad esso ; e ciascun d’ essi avea sei ale ; con due copriva la sua faccia , e con due copriva i suoi piedi , e con due volava . E l’ uno gridava all’ altro , e diceva : Santo , Santo , Santo è il Signor degli eserciti ; Tutta la terra è piena della sua gloria . E gli stipiti delle soglie furono scrollati per la voce di colui che gridava , e la Casa fu ripiena di fumo . Ed io dissi : Ahi ! lasso me ! perciocchè io son deserto ; conciossiachè io sia uomo immondo di labbra , ed abiti in mezzo di un popolo immondo di labbra ; e pur gli occhi miei hanno veduto il Re , il Signor degli eserciti . Ed uno de’ Serafini volò a me , avendo in mano un carbone acceso , il quale egli avea preso con le molle d’ in su l’ Altare . E l’ accostò alla mia bocca , e disse : Ecco , questo ha toccate le tue labbra ; or sarà la tua iniquità rimossa , e il tuo peccato purgato . Poi io udii la voce del Signore che diceva : Chi manderò ? e chi andrà per noi ? Ed io dissi : Eccomi , manda me . Ed egli disse : Va’ , e di’ a questo popolo : Ascoltate pure , ma non intendiate ; e riguardate pure , ma non conosciate . Ingrassa il cuore di questo popolo , ed aggravagli le orecchie , e turagli gli occhi ; acciocchè non vegga co’ suoi occhi , e non oda colle sue orecchie , e non intenda col suo cuore ; e ch’ egli non si converta , e che Iddio non lo guarisca . E io dissi : Infino a quando , Signore ? Ed egli disse : Finchè le città sieno state desolate , senza abitatore ; e che le case sieno senza uomini ; e che la terra sia ridotta in deserto , e desolazione ; e che il Signore abbia allontanati gli uomini ; e che la solitudine sia stata lungo tempo in mezzo della terra . Ma pure ancora vi resterà in essa una decima parte ; ma quella di nuovo sarà consumata . Come i roveri , e le quercie , che sono tagliati hanno ancora il tronco , così il seme santo sarà il tronco di essa . OR avvenne a’ dì di Achaz , figliuolo di Iotam , figliuolo di Uzzia , re di Giuda , che Resin , re di Siria , e Peca , figliuolo di Remalia , re d’ Israele , salirono a mano armata contro a Gerusalemme ; ma non poterono espugnarla . Or ciò fu rapportato alla Casa di Davide , dicendo : La Siria si è riposata sopra Efraim . E il cuor di Achaz , e del suo popolo , fu commosso , come gli alberi di un bosco si muovono per lo vento . Allora il Signore disse ad Isaia : Esci ora incontro ad Achaz , tu , e Seariasub , tuo figliuolo , al capo del condotto della pescina alta , verso la strada del campo del purgator di panni . E digli . Prendi guardia che tu te ne stii queto ; non temere , e non avviliscasi il cuor tuo per queste due code di tizzoni fumanti ; per l’ ardente ira di Resin , e della Siria , e del figliuolo di Remalia . Perciocchè la Siria , Efraim , e il figliuolo di Remalia , hanno preso un consiglio di male contro a te , dicendo : Saliamo contro alla Giudea , e dividiamola in parti , e spartiamola fra noi , e costituiamo re in mezzo di essa il figliuolo di Tabeal . Così ha detto il Signore Iddio : Questo non avrà effetto , e non sarà . Perciocchè Damasco è il capo della Siria , e Resin è il capo di Damasco ; e infra i sessantacinque anni , Efraim sarà fiaccato , sì che non sarà più popolo . E Samaria è il capo di Efraim , e il figliuolo di Remalia il capo di Samaria . Non credete voi , perchè non siete accertati ? E il Signore continuò a parlare ad Achaz , dicendo : Domandati un segno al Signore Iddio tuo ; domandalo da alto , o da basso . Ed Achaz disse : Io non lo domanderò , e non tenterò il Signore . Ed Isaia disse : Ascoltate ora , casa di Davide : Evvi egli troppo poca cosa di travagliar gli uomini , che anche travagliate l’ Iddio mio ? Perciò , il Signore stesso vi darà un segno : Ecco , la Vergine concepirà , e partorirà un Figliuolo ; e tu chiamerai il suo nome Emmanuele . Egli mangerà burro e miele , finchè egli sappia riprovare il male , ed eleggere il bene . Perciocchè , avanti che questo fanciullo sappia riprovare il male ed eleggere il bene , la terra che tu abbomini sarà abbandonata dalla presenza de’ suoi due re . Il Signore farà venir sopra te , e sopra il tuo popolo , e sopra la casa di tuo padre , de’ giorni , quali non son giammai venuti , dal giorno che Efraim si dipartì da Giuda ; cioè : il re degli Assiri . Ed avverrà che , in quel giorno , il Signore fischierà alle mosche che sono all’ estremità de’ fiumi di Egitto ; ed alle api , che son nel paese di Assiria . E quelle verranno , e si riposeranno tutte nelle valli deserte , e nelle caverne delle rocce , e sopra ogni spino , e sopra ogni arboscello . In quel giorno il Signore raderà , col rasoio tolto a prezzo , che è di là dal Fiume , cioè , col re di Assiria , il capo , e i peli de’ piedi ; e anche la barba tutta interamente . Ed avverrà in quel giorno , che , se alcuno avrà salvata una vitella e due pecore , per l’ abbondanza del latte che faranno , egli mangerà del burro ; perciocchè chi sarà restato in mezzo della terra , mangerà burro e miele . Ed avverrà in quel giorno , che ogni luogo , dove saranno state mille viti , del prezzo di mille sicli d’ argento , sarà ridotto in vepri ed in pruni . Vi si entrerà dentro con saette , e con arco ; perciocchè tutta la terra non sarà altro che vepri e pruni . E in tutti i monti che solevano arroncarsi col roncone , non verrà timore alcuno di vepri , nè di pruni ; ma saranno per mandarvi a pascere i buoi , e per esser calcati dalle pecore . E IL Signore mi disse : Prenditi un gran rotolo , e scrivi sopra esso con istile d’ uomo : Egli si affretterà a spogliare , egli solleciterà di predare . Ed io presi per testimonio di ciò de’ testimoni fedeli , cioè : il sacerdote Uria , e Zaccaria , figliuolo di Ieberechia . Oltre a ciò , essendomi accostato alla profetessa , ed ella avendo conceputo , e poi partorito un figliuolo , il Signore mi disse : Pongli nome : Maher-salal-has-baz . Perciocchè , avanti che il fanciullo sappia gridare : Padre mio , e Madre mia , le ricchezze di Damasco , e le spoglie di Samaria saranno portate via , davanti al re di Assiria . E il Signore continuò ancora a parlarmi , dicendo : Perciocchè questo popolo ha sprezzate le acque di Siloe , che corrono quetamente , e si è rallegrato di Resin , e del figliuolo di Remalia ; perciò , ecco altresì il Signore fa salir sopra loro le acque del fiume , forti e grandi , cioè : il re di Assiria , e tutta la sua gloria ; ed esso salirà sopra tutti i lor ruscelli , e passerà sopra tutte le loro rive ; e spingerà innanzi fino in Giuda , e l’ inonderà , e travalicherà , ed arriverà infino al collo ; e le ale di esso si stenderanno per tutta quanta la larghezza della tua terra , o Emmanuele . Fate pur lega tra voi , o popoli , sì sarete fiaccati ; voi tutti che siete di lontani paesi , porgete gli orecchi ; apparecchiatevi pure , sì sarete fiaccati ; apparecchiatevi pure , sì sarete fiaccati . Prendete pur consiglio , sì sarà ridotto al niente ; dite pur la parola , sì non avrà effetto ; perciocchè Iddio è con noi . Perciocchè , così mi ha detto il Signore , con fortezza di mano ; e mi ha ammaestrato a non andar per la via di questo popolo , dicendo : Non dite lega , di tutto ciò che questo popolo dice lega ; e non temiate ciò ch’ egli teme , e non vi spaventate . Santificate il Signor degli eserciti ; e sia egli il vostro timore e il vostro spavento . Ed egli sarà per santuario ; ma altresì per pietra d’ intoppo , e per sasso d’ incappamento alle due case d’ Israele ; per laccio , e per rete agli abitanti di Gerusalemme . E molti di essi traboccheranno , e caderanno , e saranno rotti , e saranno allacciati e presi . Serra la testimonianza , suggella la Legge fra i miei discepoli . Io dunque aspetterò il Signore , il quale nasconde la sua faccia dalla casa di Giacobbe ; e spererò in lui . Ecco me , e questi piccoli fanciulli , i quali il Signore mi ha dati per segni e per prodigi in Israele ; questo procede dal Signore degli eserciti , il quale abita nel monte di Sion . E se vi si dice : Domandate gli spiriti di Pitone e gl’ indovini , i quali bisbigliano e mormorano , rispondete : Il popolo non domanderebbe egli l’ Iddio suo ? andrebbe egli a’ morti per i viventi ? Alla Legge ed alla Testimonianza ; se alcuno non parla secondo questa parola , certo non vi è in lui alcuna aurora . Ed egli andrà attorno per lo paese , aggravato ed affamato ; ed avendo fame , dispetterà , e maledirà il suo re , e il suo Dio ; e riguarderà ad alto . Poi rivolgerà lo sguardo verso la terra , ed ecco , distretta , ed oscurità , e tenebre di angoscia ; ed egli sarà sospinto nella caligine . Perciocchè colei che fu afflitta , non sarà più ravvolta in tenebre . Come al tempo di prima Iddio avvilì il paese di Zabulon , e il paese di Neftali , così , nel tempo posteriore , egli riempirà di gloria il paese dalla parte del mare , di là dal Giordano , la Galilea de’ Gentili . IL popolo che camminava nelle tenebre , ha veduta una gran luce ; la luce è risplenduta a quelli che abitavano nella terra dell’ ombra della morte . Tu hai moltiplicata la nazione , tu gli hai accresciuta l’ allegrezza ; essi si son rallegrati nel tuo cospetto , come l’ uomo si rallegra nella ricolta , come altri festeggia quando si spartiscono le spoglie . Perciocchè tu hai spezzato il giogo del quale egli era caricato , e la verga con la quale gli erano battute le spalle , e il bastone di chi lo tiranneggiava , come al giorno di Madian . Conciossiachè ogni saccheggiamento di saccheggiatori sia con istrepito e tumulto ; e i vestimenti son voltolati nel sangue ; poi sono arsi , e divengon pastura del fuoco . Perciocchè il Fanciullo ci è nato , il Figliuolo ci è stato dato ; e l’ imperio è stato posto sopra le sue spalle ; e il suo Nome sarà chiamato : L’ Ammirabile , il Consigliere , l’ Iddio forte , il Padre dell’ eternità , il Principe della pace . Vi sarà senza fine accrescimento d’ imperio e di pace , sopra il trono di Davide , e sopra il suo regno ; per istabilirlo , e per fermarlo in giudicio , e in giustizia , da ora fino in eterno . La gelosia del Signor degli eserciti farà questo . IL Signore ha mandata una parola contro a Giacobbe , ed ella caderà sopra Israele . E tutto il popolo la saprà ; Efraim , e gli abitanti di Samaria , i quali dicono con superbia , e con grandigia di cuore ; I mattoni son caduti , ma noi edificheremo di pietre pulite ; i sicomori sono stati tagliati , ma noi li muteremo in cedri . Quando adunque il Signore avrà innalzati i nemici di Resin sopra lui , farà anche muovere alla mescolata i nemici d’ Israele : i Siri dall’ Oriente , i Filistei dall’ Occidente ; ed essi divoreranno Israele a piena bocca . Per tutto ciò la sua ira non si racqueterà ; anzi la sua mano sarà ancora stesa . E perchè il popolo non si sarà convertito a colui che lo percuote , e non avrà ricercato il Signor degli eserciti , il Signore riciderà in un medesimo giorno da Israele il capo e la coda , il ramo ed il giunco . L’ anziano e l’ uomo d’ autorità sono il capo ; e il profeta che insegna menzogna è la coda . E quelli che predicano beato questo popolo saranno seduttori , e quelli d’ infra esso che si persuadono d’ esser beati saranno distrutti . Perciò , il Signore non prenderà alcun diletto ne’ giovani di esso , e non avrà pietà de’ suoi orfani , nè delle sue vedove ; perchè tutti son profani e maligni ; ed ogni bocca parla cose vituperose . Per tutto ciò l’ ira sua non si racqueterà ; anzi la sua mano sarà ancora stesa . Perciocchè l’ empietà arderà come un fuoco , divorerà le vepri ed i pruni , e si accenderà negli alberi più folti del bosco , e quelli se ne andranno a viluppi , come si alza il fumo . Per l’ indegnazione del Signor degli eserciti la terra scurerà , e il popolo sarà come l’ esca del fuoco ; l’ uomo non risparmierà il suo fratello ; anzi strapperà a destra , e pure avrà fame ; e divorerà a sinistra , e pur non sarà saziato ; ciascuno mangerà la carne del suo braccio . Manasse divorerà Efraim , ed Efraim Manasse ; benchè sieno insieme contro a Giuda . Per tutto ciò l’ ira sua non si racqueterà ; anzi la sua mano sarà ancora stesa . Guai a quelli che fanno decreti iniqui e dettano l’ ingiuria , la quale eglino stessi hanno innanzi scritta ; per fare scadere i miseri dal giudicio , e per rapire il diritto a’ poveri del mio popolo ; acciocchè le vedove sieno le loro spoglie , e per predar gli orfani ! E che farete voi al giorno della visitazione , e nella desolazione che verrà da lontano ? a chi rifuggirete per aiuto ? ed ove lascerete la vostra gloria ? Che farete voi , se non che gli uni si chineranno sotto i prigioni , e gli altri caderanno sotto gli uccisi ? Per tutto ciò la sua ira non si racqueterà ; anzi la sua mano sarà ancora stessa . GUAI ad Assur , verga della mia ira , il cui bastone , che hanno in mano , è la mia indegnazione ! Io lo manderò contro alla gente profana , e gli darò commissione contro al popolo del mio cruccio ; per ispogliar spoglie , per predar preda , e per render quello calcato , come il fango delle strade . Ma egli non penserà già così , e il suo cuore non istimerà già così ; anzi penserà nel cuor suo di distruggere , e di sterminar genti non poche . Perciocchè dirà : I miei principi non son eglino re tutti quanti ? Non è Calno come Carchemis ? non è Hamat come Arpad ? non è Samaria come Damasco ? Siccome la mia mano ha ritrovati i regni degl’ idoli , le cui sculture erano in maggior numero , e di più valore , che quelle di Gerusalemme e di Samaria ; non farei io a Gerusalemme , ed a’ suoi idoli , come ho fatto a Samaria , ed a’ suoi idoli ? Egli avverrà dunque , quando il Signore avrà compiuta tutta l’ opera sua nel monte di Sion , ed in Gerusalemme , che io farò , dice egli , la punizione del frutto della grandigia del cuore del re degli Assiri , e della gloria dell’ alterezza degli occhi suoi . Perciocchè egli avrà detto : Io ho fatte queste cose per la forza delle mie mani , e per la mia sapienza ; conciossiachè io sia intendente ; ed ho rimossi i confini de’ popoli , ed ho predati i lor tesori ; e , come possente , ho posti giù quelli ch’ erano a seder sopra troni . E la mia mano ha ritrovate , come un nido , le ricchezze de’ popoli ; e come si raccolgono le uova lasciate , così ho raccolta tutta la terra ; e non vi è stato alcuno che abbia mossa l’ ala , od aperto il becco e pigolato . Glorierassi la scure contro a colui che taglia con essa ? magnificherassi la sega contro a colui che la mena ? come se la verga movesse quelli che l’ alzano , e come se il bastone si elevasse da sè , quasi come non fosse legno . Perciò , il Signore , il Signor degli eserciti , manderà la magrezza ne’ grassi di esso ; e sotto la sua gloria accenderà un incendio , simile ad un incendio di fuoco . E la luce d’ Israele sarà come un fuoco , e il suo Santo come una fiamma ; e arderà , e divorerà le vepri , ed i pruni di esso , in un giorno . Ed anche consumerà la gloria del suo bosco , e il suo Carmel ; consumerà ogni cosa , dall’ anima infino alla carne ; e sarà di lui come quando il banderaro è messo in rotta . E il rimanente degli alberi del suo bosco sarà in piccol numero , ed un fanciullo potrà metterne il conto in iscritto . Ed avverrà che , in quel giorno , il rimanente d’ Israele , e quelli della casa di Giacobbe , che saranno scampati , non continueranno più ad appoggiarsi sopra colui che li percoteva ; anzi si appoggeranno sopra il Signore , il Santo d’ Israele , in verità . Il rimanente si convertirà ; il rimanente di Giacobbe si convertirà all’ Iddio forte . Perciocchè , avvegnachè il tuo popolo , o Israele , fosse come la rena del mare , il sol rimanente di esso si convertirà ; una distruzione è determinata , e farà inondare la giustizia . Perciocchè il Signore Iddio degli eserciti manda ad esecuzione una sentenza finale , ed una determinazione in mezzo di tutta la terra . Perciò , il Signore Iddio degli eserciti ha detto così : Popol mio , che abiti in Sion , non temer dell’ Assiro ; egli ti percoterà con la verga , ed alzerà il suo bastone sopra te , nella medesima maniera che l’ alzò l’ Egitto . Perciocchè fra qui e ben poco tempo l’ indegnazione sarà venuta meno ; e la mia ira sarà alla distruzione di quelli . E il Signor degli eserciti ecciterà contro a lui un flagello , qual fu la piaga di Madian , alla pietra di Oreb ; e la sua verga sarà sopra il mare , ed egli l’ alzerà nella medesima maniera ch’ egli l’ alzò in Egitto . Ed avverrà , in quel giorno , che il suo incarico sarà rimosso d’ in su la tua spalla , e il suo giogo d’ in sul tuo collo ; e il giogo sarà rotto per cagion dell’ unzione . Egli è venuto in Aiat , egli è passato in Migron , ha riposti in Micmas i suoi arnesi ; hanno passato il passo ; Gheba è stato un alloggiamento , dove sono alloggiati ; Rama ha tremato , Ghibea di Saul è fuggita . Strilla con la tua voce , o figliuola di Gallim ; e tu , povera Anatot , riguarda attentamente verso Lais . Madmena si è messa in fuga ; gli abitanti di Ghebim si son salvati in fretta . Egli si fermerà ancora quel giorno in Nob ; e moverà la sua mano contro al monte della figliuola di Sion , e contro al colle di Gerusalemme . Ecco , il Signore , il Signor degli eserciti , troncherà i rami con violenza , e i più elevati saran ricisi , e gli eccelsi saranno abbassati . Ed egli taglierà dal piè col ferro i più folti alberi del bosco , e il Libano caderà per la man di un possente . ED uscirà un Rampollo del tronco d’ Isai , ed una pianterella spunterà dalle sue radici . E lo Spirito del Signore riposerà sopra esso ; lo Spirito di sapienza e d’ intendimento ; lo Spirito di consiglio e di fortezza ; lo Spirito di conoscimento e di timor del Signore . E il suo diletto sarà nel timor del Signore , ed egli non giudicherà secondo la veduta de’ suoi occhi , e non renderà ragione secondo l’ udita de’ suoi orecchi . Anzi giudicherà i poveri in giustizia , e renderà ragione in dirittura ai mansueti della terra ; e percoterà la terra con la verga della sua bocca , ed ucciderà l’ empio col fiato delle sue labbra . E la giustizia sarà la cintura de’ suoi lombi , e la verità la cintura de’ suoi fianchi . E il lupo dimorerà con l’ agnello , e il pardo giacerà col capretto ; e il vitello , e il leoncello , e la bestie ingrassata staranno insieme ; ed un piccol fanciullo li guiderà . E la vacca e l’ orsa pasceranno insieme ; e i lor figli giaceranno insieme ; e il leone mangerà lo strame come il bue . E il bambino di poppa si trastullerà sopra la buca dell’ aspido , e lo spoppato stenderà la mano sopra la tana del basilisco . Queste bestie , in tutto il monte della mia santità , non faran danno , nè guasto ; perciocchè la terra sarà ripiena della conoscenza del Signore , a guisa che le acque coprono il mare . Ed avverrà che in quel giorno , le genti ricercheranno la radice d’ Isai , che sarà rizzata per bandiera de’ popoli ; e il suo riposo sarà tutto gloria . Oltre a ciò , avverrà in quel giorno , che il Signore metterà di nuovo la mano per la seconda volta a racquistare il rimanente del suo popolo , che sarà rimasto di Assur , e di Egitto , e di Patros , e di Cus , e di Elam , e di Sinar , e di Hamat , e delle isole del mare . Ed alzerà la bandiera alle nazioni , e adunerà gli scacciati d’ Israele , ed accoglierà le dispersioni di Giuda , da’ quattro canti della terra . E la gelosia di Efraim sarà tolta via , e i nemici di Giuda saran distrutti ; Efraim non avrà più gelosia a Giuda , e Giuda non sarà più nemico di Efraim . Anzi , congiuntamente voleranno addosso a’ Filistei , verso Occidente ; e prederanno insieme i figliuoli di Oriente ; metteranno la mano sopra Edom , e sopra Maob ; e i figliuoli di Ammon ubbidiranno loro . E il Signore seccherà la lingua del mar di Egitto , e scoterà la sua mano sopra il fiume , nella forza del suo Spirito ; e lo percoterà ne’ suoi sette rami , e farà che vi si camminerà con le scarpe . Vi sarà eziandio una strada , per lo rimanente del suo popolo che sarà rimasto di Assur , siccome ve ne fu una per Israele , nel giorno ch’ egli salì fuor del paese di Egitto . E tu dirai in quel giorno : Io ti celebrerò , o Signore ; perciocchè tu sei stato adirato contro a me ; ma l’ ira tua si è racquetata , e tu mi hai consolato . Ecco , Iddio è la mia salute ; io avrò confidanza , e non sarò spaventato ; perciocchè il Signore Iddio è la mia forza e il mio cantico ; e mi è stato in salute . E voi attingerete , con allegrezza , le acque dalle fonti della salute ; e direte in quel giorno : Celebrate il Signore , predicate il suo Nome , fate noti i suoi fatti fra i popoli , rammemorate che il suo Nome è eccelso . Salmeggiate il Signore ; perciocchè egli ha fatte cose eccelse ; questo è conosciuto per tutta la terra . Abitatrice di Sion , strilla d’ allegrezza , e canta ; perciocchè il Santo d’ Israele è grande in mezzo di te . Il carico di Babilonia , il quale Isaia figliuolo di Amos vide . LEVATE la bandiera sopra un alto monte , alzate la voce a coloro , scotete la mano , e dite che entrino nelle porte dei principi . Io ho data commissione a’ miei deputati ; ed anche , per eseguir l’ ira mia , ho chiamati i miei uomini prodi , gli uomini trionfanti della mia altezza . Vi è un romore di moltitudine sopra i monti , simile a quello di un gran popolo ; vi è un romore risonante de’ regni delle nazioni adunate ; il Signor degli eserciti rassegna l’ esercito della gente di guerra . Il Signore e gli strumenti della sua indegnazione vengono di lontan paese , dall’ estremità del cielo , per distrugger tutta la terra . Urlate ; perciocchè il giorno del Signore è vicino ; egli verrà come un guastamento fatto dall’ Onnipotente . Perciò , tutte le mani diventeranno fiacche , ed ogni cuor d’ uomo si struggerà . Ed essi saranno smarriti ; tormenti e doglie li coglieranno ; sentiranno dolori , come la donna che partorisce ; saranno tutti sbigottiti , riguardandosi l’ un l’ altro ; le lor facce saranno come facce divampate dalle fiamme . Ecco , il giorno del Signore viene , giorno crudele , e d’ indegnazione , e d’ ira accesa , per metter la terra in desolazione , e per distrugger da essa i suoi peccatori . Perciocchè le stelle dei cieli , e gli astri di quelli non faranno lucere la lor luce ; il sole scurerà , quando si leverà ; e la luna non farà risplendere la sua luce . Ed io , dice il Signore , punirò il mondo della sua malvagità , e gli empi della loro iniquità ; e farò cessar l’ alterezza de’ superbi , ed abbatterò l’ orgoglio de’ violenti . Io farò che un uomo sarà più pregiato che oro fino , e una persona più che oro di Ofir . Perciò , io crollerò il cielo , e la terra tremerà , e sarà smossa dal suo luogo , per l’ indegnazione del Signor degli eserciti , e per lo giorno dell’ ardor dell’ ira sua . Ed essi saranno come un cavriuolo cacciato , e come pecore che niuno accoglie ; ciascuno si volterà verso il suo popolo , e ciascuno fuggirà al suo paese . Chiunque sarà trovato sarà trafitto , e chiunque si sarà aggiunto con loro caderà per la spada . E i lor fanciulletti saranno schiacciati davanti agli occhi loro ; le lor case saranno rubate , e le lor mogli violate . Ecco , io eccito contro a loro i Medi , i quali non faranno stima alcuna dell’ argento , e non vorranno oro . E con gli archi loro atterreranno i fanciulli , e non avranno pietà del frutto del ventre ; e l’ occhio loro non risparmierà i figlioletti . E Babilonia , la gloria de’ regni , la magnificenza della superbia dei Caldei , sarà sovvertita , come Iddio sovvertì Sodoma e Gomorra . Ella non sarà giammai più in piè , nè sarà abitata per alcuna età , nè pur vi pianteranno gli Arabi i lor padiglioni , nè vi stabbieranno i pastori . Ma quivi giaceranno le fiere de’ deserti ; e le lor case saranno piene di gran serpenti , e l’ ulule vi abiteranno , e vi salteranno i demoni . E i gufi canteranno nelle lor case grandi , e i dragoni ne’ lor palazzi di diletto . Or il tempo di essa viene , ed è vicino , e i suoi giorni non saran prolungati . Perciocchè il Signore avrà pietà di Giacobbe , ed eleggerà ancora Israele , e li farà riposar sopra la lor terra ; e gli stranieri si aggiungeranno con loro , e si accompagneranno con la casa di Giacobbe . E i popoli li prenderanno , e li condurranno al luogo loro ; e la casa d’ Israele li possederà nella terra del Signore , per servi e per serve ; e terranno in cattività quelli che li aveano tenuti in cattività , e signoreggeranno sopra i loro oppressatori . Ed avverrà che nel giorno che il Signore ti avrà dato riposo del tuo affanno , del tuo commovimento , e della dura servitù , nella quale altri ti avrà fatto servire , tu proverbierai così il re di Babilonia , e dirai : Come è restato l’ esattore ? come è cessato il tributo ? Il Signore ha rotto il bastone degli empi , la verga de’ dominatori . Colui che con furore percoteva i popoli di percosse , che non si potevano schivare , il qual signoreggiava le genti con ira , ora è perseguito , senza che possa difendersi . Tutta la terra è in riposo , e quieta ; gli uomini fanno risonar grida di allegrezza . Gli abeti ancora e i cedri del Libano si son rallegrati di te , dicendo : Da che tu sei stato atterrato , niuno è salito contro a noi , per tagliarci . L’ inferno disotto si è commosso per te , per andarti incontro alla tua venuta ; egli ha fatti muovere i giganti , tutti i principi della terra , per te ; egli ha fatti levare d’ in su i lor troni tutti i re delle nazioni . Essi tutti ti faranno motto , e diranno : Anche tu sei stato fiaccato come noi , e sei divenuto simile a noi . La tua alterezza è stata posta giù nell’ inferno , al suono de’ tuoi salteri ; e si è fatto sotto te un letto di vermini , e i lombrici son la tua coverta . Come sei caduto dal cielo , o stella mattutina , figliuol dell’ aurora ? come sei stato riciso ed abbattuto in terra ? come sei caduto sopra le genti , tutto spossato ? E pur tu dicevi nel cuor tuo : Io salirò in cielo , io innalzerò il mio trono sopra le stelle di Dio , e sederò nel monte della raunanza , ne’ lati di verso il Settentrione . Io salirò sopra i luoghi eccelsi delle nuvole , io mi farò somigliante all’ Altissimo . Pur sei stato calato nell’ inferno nel fondo della fossa . Quelli che ti vedranno ti riguarderanno , e ti considereranno dicendo : È costui quell’ uomo che facea tremare la terra , che scrollava i regni ? Il quale ha ridotto il mondo come in un deserto , ed ha distrutte le sue città , e non ha sciolti i suoi prigioni , per rimandarli a casa ? Tutti quanti i re delle genti giacciono in gloria , ciascuno in casa sua . Ma tu sei stato gittato via dalla tua sepoltura , come un rampollo abbominevole ; come veste di uccisi , trafitti dalla spada , che scendono alle pietre della fossa ; come un corpo morto calpestato . Tu non sarai aggiunto con coloro nella sepoltura ; perciocchè tu hai guasta la tua terra , tu hai ucciso il tuo popolo ; la progenie dei malfattori non sarà nominata in perpetuo . Preparate l’ uccisione a’ suoi figliuoli , per l’ iniquità de’ lor padri ; acciocchè non si levino , e non posseggano la terra , e non empiano di città la superficie del mondo . Io mi leverò contro a loro , dice il Signor degli eserciti ; e sterminerò a Babilonia nome e rimanente , figliuolo e nipote , dice il Signore . E la ridurrò in possession di civette , e in paludi di acque ; e la spazzerò con iscope di distruzione , dice il Signor degli eserciti . IL Signor degli eserciti ha giurato , dicendo : Se egli non avviene così come io ho pensato ; e se la cosa non è messa ad effetto , secondo il consiglio che io ho preso ; che è , di romper l’ Assiro nella mia terra , e di calcarlo sopra i miei monti ; talchè il suo giogo sia rimosso da essi , e il suo incarico d’ in su le loro spalle . Quest’ è il consiglio preso contro a tutta la terra ; e questa è la mano stesa contro a tutte le genti . Perciocchè il Signor degli eserciti ne ha preso il consiglio ; e chi l’ annullerebbe ? e la sua mano è quella che è stesa ; e chi la farebbe rivolgere ? Questo carico fu rivelato nell’ anno che morì il re Achaz . NON rallegrarti , o Palestina tutta , di ciò che la verga di colui che ti batteva è stata rotta ; perciocchè dalla radice della serpe uscirà un basilisco ; e il suo frutto sarà un serpente ardente , e volante . E i primogeniti de’ poveri pastureranno , e i bisognosi giaceranno in sicurtà ; ma io farò morir di fame la tua radice , e colui ucciderà il tuo rimanente . Urla , o porta ; grida , o città ; struggiti , o Palestina tutta ; perciocchè viene un fumo dal Settentrione ; e niuno se ne starà in disparte a’ tempi ordinati di esso . E che risponderassi agli ambasciatori delle nazioni ? Che il Signore ha fondata Sion , e che in essa i poveri afflitti del suo popolo si riducono in salvo . Il carico di Moab . CERTO , Ar di Moab è stato saccheggiato , e distrutto di notte ; certo di notte è stato saccheggiato , e distrutto Chir di Moab . Egli è salito al tempio , e Dibon è salito agli alti luoghi , per piangere ; Moab urlerà per Nebo , e per Medeba ; tutte le teste di esso saranno pelate , ed ogni barba sarà rasa . Essi si cingeranno di sacchi per le sue strade ; tutti quanti urleranno sopra i suoi tetti , e nelle sue piazze , struggendosi in pianto . Hesbon ed Eleale han gridato ; la lor voce è stata udita infino a Iahas ; perciò , la gente di guerra di Moab ha fatto un gran gridare ; l’ anima loro si è rammaricata . Il cuor mio sclama per Moab ; i suoi fuggenti se ne son fuggiti infino a Soar , come una giovenca di tre anni ; perciocchè si salirà per la salita di Luhit con pianto , e si leverà un grido di fracasso nella via di Horonaim . Perciocchè le acque di Nimrim saranno ridotte in luoghi deserti ; e l’ erba si seccherà , e l’ erbaggio mancherà , e non vi sarà più alcuna verdura . Perciò , quello ch’ egli avrà riserbato , e ciò che avranno riposto , sarà portato nella valle degli Arabi . Perciocchè le grida han circondati i confini di Moab , il suo urlo è andato infino ad Eglaim , il suo urlo è andato infino a Beer-elim . E le acque di Dimon sono state ripiene di sangue ; perciocchè io aggiungerò mali sopra mali a Dimon ; io manderò il leone contro quelli che saranno scampati di Moab , e contro al rimanente del paese . Mandate l’ agnello di colui che domina nel paese , da Sela , che è inverso il deserto , al monte della figliuola di Sion . Ed egli avverrà , che le figliuole di Moab saranno a’ guadi dell’ Arnon , come un uccello ramingo , come una nidiata scacciata . Prendi un consiglio , o Moab , fa’ un decreto ; fa’ che la tua ombra , in pien mezzodì , sia come la notte ; nascondi quelli che sono scacciati , non palesare i fuggitivi . Que’ del mio popolo che sono scacciati , dimorino appresso di te ; o Moab , sii loro un nascondimento dal guastatore ; perciocchè colui che usava storsioni verrà meno , e il guastamento finirà , e coloro che calpestavano gli altri saran consumati d’ in su la terra . E il trono sarà stabilito in benignità ; e sopra quello sederà stabilmente , nel tabernacolo di Davide , uno che giudicherà , e ricercherà la ragione , e sarà pronto a far giustizia . Noi abbiamo intesa la superbia di Moab , grandemente superbo ; il suo orgoglio , e la sua alterezza , e la sua indegnazione ; le sue menzogne non saranno cosa ferma . Perciò , l’ un Moabita urlerà all’ altro ; tutti quanti urleranno ; voi gemerete per li fondamenti di Chir-hareset , essendo voi stessi feriti . Perciocchè le campagne di Hesbon , e le vigne di Sibma languiscono ; i padroni delle nazioni hanno tritate le viti eccellenti di essa , le quali arrivavano infino a Iazer , e scorrevano qua e là per lo deserto ; e le sue propaggini , che si spandevano , e passavano di là dal mare . Perciò , io piangerò le vigne di Sibma del pianto di Iazer ; o Hesbon , ed Eleale , io ti righerò delle mie lagrime ; perciocchè le grida di allegrezza per li tuoi frutti di state , e per la tua ricolta , son venute meno . E la letizia , e la festa è tolta via dal campo fertile ; e non si canta , nè si giubila più nelle vigne ; il pigiatore non pigia più il vino ne’ tini ; io ho fatte cessare , dice il Signore , le grida da inanimare . Perciò , le mie viscere romoreggeranno a guisa di cetera , per cagion di Moab ; e le mie interiora , per cagion di Chir-heres . Ed avverrà che , quantunque Moab si presenti , e si affatichi sopra il suo alto luogo , e venga al suo santuario , per fare orazione ; pur non potrà avanzar nulla . Quest’ è la parola che il Signore ha detta contro a Moab , ab antico . Ed ora il Signore ha parlato , dicendo : Infra tre anni , quale è il termine degli anni d’ un servitore tolto a prezzo , la gloria di Moab sarà avvilita , insieme con tutta la sua gran moltitudine di popolo ; e il rimanente sarà in poco numero , piccolo , e non grande . Il carico di Damasco ECCO , Damasco è tolto via , e ridotto a non essere più città ; e sarà un monte di ruine . Le città di Aroer saranno abbandonate ; saranno per le mandre , le quali vi giaceranno ; e non vi sarà alcuno che le spaventi . E le fortezze verranno meno in Efraim , e il regno in Damasco , e nel rimanente della Siria ; saranno come la gloria de’ figliuoli d’ Israele , dice il Signor degli eserciti . Ed avverrà in quel giorno che la gloria di Giacobbe sarà scemata , e la grassezza della sua carne dimagrerà . Ed avverrà loro , come quando il mietitore raccoglie le biade , e col suo braccio miete le spighe ; avverrà , dico , come quando si raccolgono le spighe ad una ad una nella valle de’ Rafei . E pur vi resteranno in esso alcuni grappoli ; come quando si scuote l’ ulivo , restano due o tre ulive nella cima delle vette , e quattro o cinque ne’ rami madornali , dice il Signore Iddio d’ Israele . In quel giorno l’ uomo riguarderà a colui che l’ ha fatto , e gli occhi suoi guarderanno verso il Santo d’ Israele . E non riguarderà più verso gli altari , opera delle sue mani ; e non guarderà a quello che le sue dita avranno fatto , nè a’ boschi , nè a’ simulacri . In quel giorno , le sue città forti saranno come rami e vette abbandonate ; perciocchè saranno abbandonate dalla presenza de’ figliuoli d’ Israele ; e vi sarà desolazione . Perciocchè tu hai dimenticato l’ Iddio della tua salute , e non ti sei ricordato della Rocca della tua fortezza ; perciò , pianterai piante bellissime , e porrai magliuoli forestieri . Di giorno farai crescere quello che avrai piantato , e la mattina farai germogliar quello che avrai posto ; ma i rami ne saranno scossi al giorno del fiaccamento , e della doglia incurabile . GUAI alla turba de’ gran popoli i quali romoreggiano come i mari ; ed alla turba risonante delle nazioni , che risuonano a guisa di acque grosse ! Le nazioni risuonano a guisa di grandi acque ; ma Iddio le sgriderà , e fuggiranno lontano , e saranno perseguite come la pula de’ monti dinanzi al vento , e come una palla dinanzi al turbo . Al tempo della sera ecco turbamento , e innanzi alla mattina non saranno più . Quest’ è la parte di quelli che ci predano , e la sorte di quelli che ci rubano . GUAI al paese che fa ombra con le ale , che è di là da’ fiumi d’ Etiopia ! Che manda messi per lo mare , e in vaselli di giunchi sopra le acque , dicendo ; Andate , messi leggieri , alla gente di lunga statura , e dipelata ; al popolo spaventevole , che è più oltre di quella ; alla gente sparsa qua e là , e calpestata , la cui terra i fiumi predano . Voi tutti gli abitatori del mondo , e voi gli abitanti della terra , quando si leverà la bandiera sopra i monti , riguardate ; e quando si sonerà la tromba , ascoltate . Perciocchè , così mi ha detto il Signore : Io me ne starò cheto , e riguarderò , dimorando nella mia stanza , a guisa di un calor chiaro più che il sole ; come una nuvola rugiadosa nel calore della ricolta . Perciocchè , avanti la mietitura , dopo che la vite avrà finito di metter le gemme , e che il fiore sarà divenuto agresto , che si andrà maturando , Iddio taglierà i magliuoli con falci , e torrà via i tralci , e li riciderà . Saranno tutti quanti lasciati in abbandono agli uccelli de’ monti , ed alle bestie della terra ; e gli uccelli passeranno la state sopra essi , ed ogni bestia della terra vi passerà il verno . In quel tempo sarà portato presente al Signor degli eserciti da parte del popolo di lunga statura , e dipelato ; e da parte del popolo spaventevole , che è più oltre di quello ; e della gente sparsa qua e là , e calpestata , la cui terra i fiumi predano ; al luogo del Nome del Signor degli eserciti , al monte di Sion . Il carico di Egitto . ECCO il Signore , cavalcando una nuvola leggiera , entrerà in Egitto ; e gl’ idoli di Egitto fuggiranno d’ innanzi a lui , e il cuor degli Egizi si struggerà in mezzo di loro . Ed io farò , dice il Signore , venire alla mischia Egizi contro ad Egizi ; e ciascuno combatterà contro al suo fratello , e ciascuno contro al suo prossimo ; città contro a città , regno contro a regno . E lo spirito dell’ Egitto verrà meno nel mezzo di esso ; ed io dissiperò il lor consiglio ; ed essi domanderanno gl’ idoli , e i magi , e gli spiriti di Pitone , e gl’ indovini . Ed io metterò gli Egizi in mano d’ un signore duro , ed un re violento signoreggerà sopra loro , dice il Signore , il Signor degli eserciti . E le acque del mare mancheranno , e il fiume sarà seccato ed asciutto . E i fiumi si ritrarranno , e i rivi del forte paese scemeranno , e si seccheranno ; le canne e i giunchi si appasseranno . Le praterie che son presso al fiume , in su la bocca del fiume , e tutti i seminati del fiume si seccheranno , e saranno dissipati e non saranno più . E i pescatori si lamenteranno , e tutti quelli che gittano l’ amo nel rivo piangeranno , e coloro che stendono la rete sopra le acque languiranno . E quelli che fanno lavori di lino finissimo , e che tessono le fine tele bianche , saranno confusi . E gli argini di Egitto , di tutti coloro che fanno chiusure per vivai , saranno rotti . Certo , i principi di Soan son pazzi ; i più savi d’ infra i consiglieri di Faraone sono un consiglio insensato ; come dite voi a Faraone : Io son figliuolo di savi ; io son figliuolo di re antichi ? Dove sono ora i tuoi savi ? dichiarinti ora , e sappiano qual consiglio il Signor degli eserciti ha preso contro all’ Egitto . I principi di Soan sono impazzati , i principi di Nof sono stati sedotti , ed i capi delle tribù di Egitto l’ han traviato . Il Signore ha mesciuto in mezzo di esso uno spirito di stordimento , ed essi hanno fatto errar l’ Egitto in tutte le sue opere ; come l’ ubbriaco va errando nel suo vomito . E niuna opera , che faccia il capo o la coda , il ramo o il giunco , gioverà all’ Egitto . In quel giorno gli Egizi saranno come donne ; e tremeranno , e saranno spaventati per lo scuotere della mano del Signor degli eserciti , la quale egli scoterà sopra loro . E la terra di Giuda sarà in ispavento all’ Egitto ; chiunque si ricorderà di essa si spaventerà in sè stesso , per lo consiglio del Signor degli eserciti , il quale egli ha preso contro a quello . In quel giorno vi saranno cinque città nel paese di Egitto , che parleranno il linguaggio di Canaan , e giureranno al Signor degli eserciti ; una di quella sarà chiamata : Città del sole . In quel giorno vi sarà , in mezzo del paese di Egitto , un altare consacrato al Signore ; e un piliere rizzato al Signore , presso al suo confine . E quello sarà per segnale , e per testimonianza al Signor degli eserciti , nel paese di Egitto . Quando gli Egizi grideranno al Signore per li loro oppressatori , egli manderà loro un Salvatore , ed un Grande , che li riscoterà . E il Signore sarà conosciuto all’ Egitto ; e in quel giorno gli Egizi conosceranno il Signore , e faranno il servigio di sacrificii e di offerte ; e faranno voti al Signore , e li adempieranno . Così il Signore percoterà gli Egizi ; e dopo averli percossi , li guarirà ; ed essi si convertiranno al Signore , ed egli sarà placato inverso loro , e li sanerà . In quel giorno vi sarà una strada di Egitto in Assiria ; e l’ Assiro verrà in Egitto , e l’ Egizio in Assiria ; e gli Egizi con gli Assiri serviranno al Signore . In quel giorno Israele sarà il terzo con l’ Egizio e con l’ Assiro ; vi sarà benedizione in mezzo della terra . Perciocchè il Signor degli eserciti li benedirà , dicendo : Benedetto sia Egitto , mio popolo , ed Assur , opera delle mie mani , ed Israele , mia eredità . NELL’ anno che Tartan , mandato da Sargon , re degli Assiri , venne contro ad Asdod , e la combattè , e la prese ; in quel tempo il Signore parlò per Isaia , figliuolo di Amos , dicendo : Va’ , e sciogli il sacco d’ in su i tuoi lombi , e tratti le scarpe da’ piedi . Ed egli fece così , camminando nudo e scalzo . E il Signore disse : Siccome Isaia , mio servitore , è camminato nudo e scalzo ; il che è un segno , e prodigio di tre anni , sopra l’ Egitto , e sopra l’ Etiopia ; così il re di Assiria ne menerà gli Egizi prigioni , e gli Etiopi in cattività ; fanciulli , e vecchi , nudi e scalzi , e con le natiche scoperte , per vituperio all’ Egitto . E saranno spaventati e confusi , per l’ Etiopia , alla quale riguardavano ; e per l’ Egitto , ch’ era la lor gloria . Ed in quel giorno gli abitatori di questo paese deserto diranno : Ecco , così è avvenuto a colui , a cui noi riguardavamo , dove noi eravamo fuggiti per soccorso , per esser liberati dal re degli Assiri ; e come scamperemmo noi ? Il carico del deserto del mare . COLUI vien dal deserto , dal paese spaventevole , a guisa di turbini , che passano nel paese del Mezzodì . Una dura visione mi è stata annunziata . Il disleale ha trovato un disleale ; il guastatore ha trovato un guastatore . Sali , Elam ; Media , assedia ; io ho fatto cessare ogni gemito . Perciò i miei lombi son pieni di doglia ; dolori mi hanno colto , simili a’ dolori della donna che partorisce ; io mi sono scontorto , per ciò che ho udito ; e mi sono smarrito , per ciò che ho veduto . Il mio cuore è smarrito , orrore mi ha conturbato , il vespro de’ miei diletti mi è stato cangiato in ispavento . Mentre la tavola sarà apparecchiata , e le guardie staranno alla veletta , e si mangerà , e si berrà ; levatevi , capitani , ungete lo scudo . perciocchè così mi ha detto il Signore : Va’ , metti uno alla veletta , ed annunzii ciò ch’ egli vedrà . Ed egli vide carri , coppie di cavalieri , carri tirati da asini , e carri tirati da cammelli ; e considerò tutto ciò molto attentamente . E gridò , come un leone : Io sto , Signore , del continuo nella veletta di giorno , e sto in piè nella mia guardia tutte le notti . Ed ecco , son venuti carri d’ uomini , coppie di cavalieri . Ed egli rispose , e disse : Caduta , caduta è Babilonia , e tutte le sculture de’ suoi dii sono state spezzate , egittate a terra . Ella è ciò che io ho adunato nella mia aia , per trebbiarlo . Io vi ho annunziato ciò che io ho udito dal Signor degli eserciti , dall’ Iddio d’ Israele . Il carico di Duma . EI si grida a me di Seir : Guardia , che hai tu veduto dopo la notte ? Guardia , che hai tu veduto dopo la notte ? La guardia ha detto : La mattina è venuta , e poi anche la notte ; se voi ne domandate , domandate pure , ritornate , venite . Il carico contro all’ Arabia . VOI passerete la notte nelle selve di Arabia , o carovane di Dedanei . Ei si è portato dell’ acqua incontro agli assetati ; gli abitanti del paese di Tema son venuti col loro pane incontro a’ fuggenti . Perciocchè son fuggiti d’ innanzi alle spade , d’ innanzi alla spada tratta , d’ innanzi all’ arco teso , e d’ innanzi allo sforzo della battaglia . Perciocchè il Signore mi ha detto così : Infa un anno , quale è il termine degli anni di un servitore tolto a prezzo , tutta la gloria di Chedar verrà meno . E il rimanente del numero de’ forti arcieri de’ figliuoli di Chedar sarà poco ; perciocchè il Signore Iddio d’ Israele ha parlato . Il carico della Valle della visione . CHE hai ora , che sei tutta salita sopra i tetti ? O città piena di strepiti , città romoreggiante , città trionfante ! I tuoi uccisi non sono stati uccisi con la spada , e non son morti in guerra . I tuoi capitani se ne son fuggiti tutti quanti , sono stati fatti prigioni dagli arcieri ; quelli de’ tuoi che sono stati ritrovati sono stati fatti prigioni tutti quanti , benchè fossero fuggiti lontano . Perciò , io ho detto : Ritraetevi da me , ed io piangerò amaramente ; non vi studiate di consolarmi intorno al guastamento della figliuola del mio popolo . Perciocchè quest’ è il giorno del fiaccamento , e del calpestamento , e della perplessità , da parte del Signore Iddio degli eserciti , nella Valle della visione ; ed egli diroccherà le mura , e le grida andranno infino al monte . Ed Elam si è messo indosso il turcasso ; sopra i carri degli uomini vi sono de’ cavalieri , e Chir ha scoperto lo scudo . Ed è avvenuto che le tue scelte valli sono state piene di carri e di cavalieri ; hanno posto campo in su la porta . E la coverta di Giuda è stata rimossa , e tu hai in quel giorno riguardato alle armi della casa del bosco . E voi avete provveduto alle rotture della città di Davide , perciocchè erano grandi : ed avete raccolte le acque della pescina disotto ; ed avete annoverate le case di Gerusalemme , ed avete diroccate delle case per fortificar le mura ; ed avete fatto fra le due mura un raccolto delle acque della pescina vecchia ; ma non avete riguardato a colui che ha fatto questo , e non avete rivolti gli occhi a colui che ab antico l’ ha formato . E il Signore Iddio degli eserciti ha chiamato in quel giorno a pianto , ed a cordoglio ; a trarsi i capelli , ed a cignersi di sacco ; ed ecco allegrezza , e letizia ; ammazzar buoi , e scannar pecore ; mangiar carni , e ber vino , dicendo : Mangiamo , e beviamo ; perciocchè domani morremo . E ciò è pervenuto agli orecchi di me , che sono il Signor degli eserciti . Se mai è fatto per voi purgamento di questa iniquità , finchè muoiate , dice il Signore Iddio degli eserciti . COSÌ ha detto il Signore Iddio degli eserciti : Va’ , entra da questo tesoriere , da Sebna , mastro del palazzo ; e digli : Che hai da far qui ? e chi è qui de’ tuoi che tu ti tagli qui una sepoltura ? or egli tagliava il suo sepolcro in un luogo rilevato , e si disegnava un ostello nella roccia . Ecco , o uomo , il Signore ti caccerà lontano , e ti turerà affatto il volto . Egli ti voltolerà sottosopra come una palla per terra larga e spaziosa ; quivi morrai , e quivi saranno i carri della tua gloria , o vituprio della casa del tuo signore . Ed io ti sospingerò giù dal tuo grado , e ti sovvertirò dal tuo stato . Ed avverrà in quel giorno , che io chiamerò Eliachim , mio servitore , figliuolo di Hilchia . E lo vestirò della tua veste , e lo fortificherò con la tua cintura , e gli darò in mano la tua podestà ; ed egli sarà per padre agli abitanti di Gerusalemme , ed alla casa di Giuda . E metterò la chiave della casa di Davide sopra la sua spalla ; ed egli aprirà , e niuno serrerà ; e serrerà , e niuno aprirà . E lo ficcherò , come un chiodo , in un luogo fermo ; ed egli sarà per trono di gloria alla casa di suo padre . E si appenderà a quel chiodo tutta la gloria della casa di suo padre , rampolli , e piantoni ; tutti gli arredi minori , da’ vasellamenti delle coppe fino a tutti i vasellamenti delle guastade . In quel giorno , dice il Signor degli eserciti , sarà tolto il chiodo , il quale era stato fitto in luogo fermo ; e sarà riciso , e caderà ; e il carico che riposava sopra esso andrà in ruina ; perciocchè il Signore ha parlato . Il carico di Tiro . URLATE , navi di Tarsis ; perciocchè ella è guasta , per modo che non vi sarà più casa , e non vi si verrà più . Questo è apparito loro dal paese di Chittim . Tacete , abitanti dell’ isola . I mercatanti di Sidon , quelli che fanno viaggi in sul mare , ti riempievano . E la sua entrata era la sementa del Nilo ; la ricolta del fiume , portata sopra grandi acque ; ed ella era il mercato delle nazioni . Sii confusa , Sidon ; perciocchè il mare , la fortezza del mare , ha detto così : Io non partorisco , nè genero , nè cresco più giovani ; non allevo più vergini . Quando il grido ne sarà pervenuto agli Egizi , saranno addolorati , secondo ciò che udiranno di Tiro . Passate in Tarsis , urlate , abitanti dell’ isola . E questa la vostra città trionfante , la cui antichità è fin dal tempo antico ? i suoi piedi la porteranno a dimorar come straniera in lontano paese . Chi ha preso questo consiglio contro a Tiro , la coronata , i cui mercatanti erano principi , e i cui negozianti erano i più onorati della terra ? Il Signor degli eserciti ha preso questo consiglio , per abbatter vituperosamente l’ alterezza di ogni nobiltà , per avvilire i più onorati della terra . Passa fuori del tuo paese , come un rivo , o figliuola di Tarsis ; non vi è più cintura . Il Signore ha stesa la sua mano sopra il mare , egli ha fatti tremare i regni ; egli ha dato comandamento contro a’ Cananei , che si distruggano le fortezze di quella . Ed ha detto : Tu non continuerai più a trionfare , o vergine , figliuola di Sidon , che hai da essere oppressata ; levati , passa in Chittim ; ancora quivi non avrai riposo . Ecco il paese de’ Caldei ; questo popolo non era ancora , quando Assur fondò quello per coloro che dimoravano ne’ deserti ; essi aveano rizzate le sue torri , aveano alzati i suoi palazzi ; e pure egli è stato messo in ruina . Urlate , navi di Tarsis ; perciocchè la vostra fortezza è stata guasta . E in quel giorno avverrà che Tiro sarà dimenticata per settant’ anni , secondo i giorni d’ un re ; ma , in capo di settant’ anni Tiro avrà in bocca come una canzone di meretrice . Prendi la cetera , va’ attorno alla città , o meretrice dimenticata ; suona pur bene , canta pur forte , acciocchè altri si ricordi di te . E in capo di settant’ anni , avverrà che il Signore visiterà Tiro , ed ella ritornerà al suo guadagno ; e fornicherà , con tutti i regni del mondo , sopra la faccia della terra . Ma , alla fine , il suo traffico , e il suo guadagno , sarà consacrato al Signore ; egli non sarà riposto , nè serrato ; anzi la sua mercatanzia sarà per quelli che abitano nel cospetto del Signore , per mangiare a sazietà , e per esser coperti di vestimenti durabili . ECCO , il Signore vuota il paese , e lo deserta ; e ne guasta la faccia , e ne disperge gli abitatori . E il sacerdote sarà come il popolo , il padrone come il servo , la padrona come la serva , chi compera come chi vende , chi presta come chi prende in presto , chi dà ad usura come chi prende ad usura . Il paese sarà del tutto vuotato , e del tutto predato ; perciocchè il Signore ha pronunziata questa parola . La terra fa cordoglio , ed è scaduta ; il mondo langue , ed è scaduto ; i più eccelsi del popolo del paese languiscono . E la terra è stata contaminata sotto i suoi abitatori ; perciocchè hanno trasgredite le leggi , hanno mutati gli statuti , hanno rotto il patto eterno . Perciò , l’ esecrazione ha divorato il paese , e gli abitanti di esso sono stati desolati ; perciò , sono stati arsi gli abitanti del paese , e pochi uomini ne son rimasti . Il mosto fa cordoglio , la vigna langue ; tutti quelli ch’ erano di cuore allegro gemono . L’ allegrezza de’ tamburi è cessata , lo strepito de’ festeggianti è venuto meno , la letizia della cetera è restata . Ei non si berrà più vino con canti , la cervogia sarà amara a quelli che la berranno . La città è ruinata e ridotta in solitudine ; ogni casa è serrata , sì che non vi si entra più . Vi è grido per le piazze , per mancamento del vino ; ogni allegrezza è scurata , la gioia del paese è andata in cattività . Nella città non è rimasto altro che la desolazione ; e le porte sono rotte e ruinate . Perciocchè avverrà in mezzo del paese , fra i popoli , come quando si scuotono gli ulivi ; come , finita la vendemmia , si racimola . Quelli che saran così rimasti alzeranno la lor voce , e canteranno di allegrezza ; e strilleranno fin dal mare , per l’ altezza del Signore . Perciò , glorificate il Signore nel paese degli Urei , il Nome del Signore Iddio d’ Israele nelle isole del mare . Noi abbiamo uditi cantici dall’ estremità della terra , che dicevano : Gloria al giusto . Ed io ho detto : Ahi lasso me ! ahi lasso me ! guai a me ! i disleali procedono dislealmente ; anzi procedono dislealmente , della dislealtà de’ più disleali . Lo spavento , la fossa , e il laccio , ti soprastano , o abitante del paese . Ed avverrà , che chi fuggirà per lo grido dello spavento caderà nella fossa ; e chi salirà fuor di mezzo della fossa sarà preso col laccio ; perciocchè le cateratte da alto saranno aperte , e i fondamenti della terra tremeranno . La terra si schianterà tutta , la terra si disfarà tutta , la terra tremerà tutta . La terra vacillerà tutta come un ebbro , e sarà mossa dal suo luogo come una capanna ; e il suo misfatto si aggraverà sopra lei ; ed ella caderà , e non risorgerà più . E in quel giorno avverrà , che il Signore farà , ne’ luoghi sovrani , punizione sopra l’ esercito de’ luoghi sovrani ; e sopra la terra , punizione dei re della terra . E saranno adunati insieme , come si adunano i prigioni in una fossa ; e saranno rinchiusi in un serraglio ; e dopo un lungo tempo , saranno visitati . E la luna si vergognerà , e il sole sarà confuso , quando il Signor degli eserciti regnerà nel monte di Sion , e in Gerusalemme ; e vi sarà gloria davanti agli anziani di essa . SIGNORE , tu sei il mio Dio , io ti esalterò ; io celebrerò il tuo Nome ; perciocchè tu hai fatte cose maravigliose ; i tuoi consigli , presi da lungo tempo , son verità e fermezza . Perciocchè tu hai ridotte le città in mucchi , le città forti in ruine , le città in castelli di stranieri ; giammai più non saranno riedificate . Perciò , popoli possenti ti glorificheranno ; città di nazioni forti ti temeranno . Perciocchè tu sei stato fortezza al povero , fortezza al bisognoso , nella sua distretta ; ricetto dall’ inondazione , ombra contro all’ arsura ; perciocchè l’ ira dei violenti è come un’ inondazione che percuote un muro . Tu abbasserai il tumulto degli stranieri , come un ardore in luogo arido ; come un ardore , con l’ ombra d’ una nuvola ; il canto de’ violenti sarà umiliato . E il Signor degli eserciti farà a tutti i popoli , in questo monte , un convito di vivande grasse , un convito d’ ottimi vini ; di vivande grasse , piene di midolla ; d’ ottimi e finissimi vini . E dissiperà in questo monte il disopra della coverta , che è posta sopra tutti i popoli , e il velame che è steso sopra tutte le nazioni . Egli abisserà la morte in eterno ; e il Signore Iddio asciugherà le lagrime d’ in su ogni faccia , e torrà via l’ onta del suo popolo d’ in su la terra ; perciocchè il Signore ha parlato . E si dirà in quel giorno : Ecco , questo è il nostro Dio ; noi l’ abbiamo aspettato , egli ci salverà : questo è il Signore ; noi l’ abbiamo atteso ; noi trionferemo , e ci rallegreremo nella sua salute . Perciocchè la mano del Signore riposerà sopra questo monte ; e Moab sarà trebbiato sotto lui , come si trebbia la paglia per farne del letame . Ed egli stenderà le sue mani in mezzo di esso , come chi nuota stende le mani per nuotare ; ed abbasserà la sua alterezza , co’ colpi rovesci delle sue mani . Ed abbasserà , abbatterà , gitterà a terra , fin nella polvere , la fortezza delle tue alte mura , o Moab . In quel giorno si canterà questo cantico nel paese di Giuda : Noi abbiamo una città forte ; Iddio vi ha posta salute , per muro , e per riparo . Aprite le porte , ed entri la gente giusta che osserva ogni lealtà . Questo è un pensiero fermo ; tu le manterrai la pace , la pace , perciocchè si confida in te . Confidatevi nel Signore in perpetuo ; perciocchè nel Signore Iddio è la Rocca eterna . Perciocchè egli ha abbassati quelli che abitavano in luoghi alti , in città elevata ; egli ha abbattuta quella città ; egli l’ ha abbattuta fino in terra , e l’ ha messa fin nella polvere . Il piè la calpesterà , i piedi de’ poveri , le piante dei miseri . Il cammino del giusto è tutto piano ; tu addirizzi , e livelli il sentiero del giusto . Noi ti abbiamo aspettato , o Signore , eziandio nella via de’ tuoi giudicii ; il desiderio dell’ anima nostra è stato intento al tuo Nome , ed alla tua ricordanza . Di notte io ti ho desiderato nell’ anima mia ; eziandio in sul far del giorno ti ho ricercato con lo spirito mio che è dentro di me ; perciocchè , secondo che i tuoi giudicii sono in terra , gli abitanti del mondo imparano giustizia . Se si fa grazia all’ empio , egli non impara però giustizia ; anzi opera perversamente nella terra della dirittura , e non riguarda all’ altezza del Signore . O Signore , la tua mano è eccelsa , ed essi nol veggono ; ma lo vedranno , e saranno confusi ; la gelosia per lo tuo popolo , anzi il fuoco apparecchiato a’ tuoi nemici , li divorerà . O Signore , disponci la pace ; perciocchè eziandio tu sei quello che hai fatti tutti i fatti nostri . O Signore Iddio nostro , altri signori che te ci hanno signoreggiati ; ma per te solo noi ricordiamo il tuo Nome . Quelli son morti , non torneranno più a vita ; son trapassati , non risusciteranno più ; perciò tu li hai visitati , e li hai sterminati , ed hai fatta perire ogni lor memoria . O Signore , tu hai accresciuta la tua gente ; tu l’ hai accresciuta ; tu sei stato glorificato , tu hai allargati tutti i confini del paese . O Signore , quando sono stati in distretta , si son ricordati di te ; hanno sparso un basso lamento , mentre il tuo castigamento è stato sopra loro . Come la donna gravida , quando si avvicina al parto , si duole , e grida ne’ suoi dolori ; così siamo stati noi , per cagione di te , o Signore . Noi abbiam conceputo , ed abbiam sentiti dolori di parto ; ma non abbiamo fatto altro che come se avessimo partorito del vento ; noi non abbiamo operata salute alcuna alla terra , e gli abitatori del mondo non son caduti . I tuoi morti torneranno a vita , il mio corpo morto anch’ esso , e risusciteranno . Risvegliatevi , e giubilate , voi che abitate nella polvere ; perciocchè , quale è la rugiada all’ erbe , tal sarà la tua rugiada , e la terra gitterà fuori i trapassati . Va’ , popol mio , entra nelle tue camerette , e serra il tuo uscio dietro te ; nasconditi , come per un piccol momento di tempo , finchè sia passata l’ indegnazione . Perciocchè , ecco , il Signore esce del suo luogo , per far punizione dell’ iniquità degli abitanti della terra contro a lui ; e la terra rivelerà il suo sangue , e non coprirà più i suoi uccisi . IN quel giorno il Signore farà punizione , con la sua dura , grande , e forte spada , di Leviatan , serpente guizzante , e di Leviatan , serpente torto ; ed ucciderà la balena che è nel mare . In quel giorno , cantate della vigna del vin vermiglio . Io , il Signore , la guardo ; io l’ adacquerò ad ogni momento ; io la guarderò giorno e notte , acciocchè niun la danneggi . Niuna ira è in me . Chi metterà in battaglia contro a me vepri e pruni ? io li calcherò , e li abbrucerò tutti quanti . Arresterebbe alcuno la mia forza ? faccia pur pace meco , faccia pur pace meco . Ne’ giorni a venire Giacobbe metterà radice , Israele fiorirà , e germoglierà ; ed empieranno di frutto la faccia del mondo . L’ ha egli percosso secondo le percosse di quelli ch’ egli percuote ? è egli stato ucciso secondo l’ uccisione di quelli ch’ egli uccide ? Tu contenderai con lei con misura , quando tu la manderai via ; egli l’ ha cacciata col suo vento impetuoso , nel giorno del vento orientale . In questo modo adunque sarà purgata l’ iniquità di Giacobbe , e questo sarà tutto il frutto ; cioè : che il suo peccato sarà tolto via , quando egli avrà ridotte tutte le pietre degli altari come pietre di calcina stritolate ; ed i boschi e le statue non saranno più in piè . Perciocchè le città forti saranno solitarie , e le case saranno abbandonate , e lasciate come un deserto ; ivi pasturerà il vitello , ed ivi giacerà , e mangerà interamente i rami che vi saranno . Quando i rami che vi saranno , saranno secchi , saranno rotti , e le donne verranno , e li arderanno ; conciossiachè questo popolo non sia un popolo d’ intendimento ; perciò colui che l’ ha fatto non ne avrà pietà , e colui che l’ ha formato non ne avrà mercè . In quel giorno adunque avverrà che il Signore scoterà dal letto del fiume , fino al torrente di Egitto ; e voi , figliuoli d’ Israele , sarete raccolti ad uno ad uno . Ma in quel giorno avverrà che si sonerà con una gran tromba , e quelli ch’ erano stati perduti nel paese di Assiria , e quelli ch’ erano stati scacciati nel paese di Egitto verranno , e adoreranno il Signore , nel monte santo , in Gerusalemme . GUAI alla corona della superbia degli ubbriachi di Efraim ; la gloria della cui magnificenza è un fiore che si appassa ; i quali abitano nel sommo delle valli grasse , e sono storditi di vino ! Ecco , il Signore ha appo sè un uomo forte e potente , che sarà come un nembo di gragnuola , come un turbo fracassante ; egli atterrerà ogni cosa con la mano , a guisa d’ una piena di grandi acque traboccanti . La corona della superbia , gli ubbriachi di Efraim , saranno calpestati co’ piedi ; e la gloria della magnificenza di colui che abita nel sommo delle valli grasse , sarà come un fiore che si appassa ; come un frutto primaticcio avanti la state , il qual tosto che alcuno ha veduto , lo trangugia , come prima l’ ha in mano . In quel giorno il Signor degli eserciti sarà per corona di gloria , e per benda di magnificenza , al rimanente del suo popolo ; e sarà per ispirito di giudicio a colui che siede sopra il seggio del giudicio ; e per forza a quelli che fanno nella battaglia voltar le spalle a’ nemici fino alla porta . Or anche costoro si sono invaghiti del vino , e son traviati nella cervogia ; il sacerdote e il profeta si sono invaghiti della cervogia , sono stati perduti per lo vino , e traviati per la cervogia ; hanno errato nella visione , si sono intoppati nel giudicio . Perciocchè tutte le tavole son piene di vomito e di lordure ; non vi è più luogo netto . A cui s’ insegnerebbe la scienza , ed a cui si farebbe intender la dottrina ? costoro son come bambini spoppati , svezzati dalle mammelle . Perciocchè bisogna dar loro insegnamento dopo insegnamento , insegnamento dopo insegnamento ; linea dopo linea , linea dopo linea ; un poco qui , un poco là . Conciossiachè Iddio parli a questo popolo con labbra balbettanti , e in lingua straniera . Perciocchè egli avea lor detto : Questo è il riposo ; date riposo allo stanco ; questa è la quiete ; ma essi non hanno voluto ascoltare . La parola del Signore adunque sarà loro a guisa d’ insegnamento dopo insegnamento , d’ insegnamento dopo insegnamento ; di linea dopo linea , di linea dopo linea ; un poco qui , un poco là ; acciocchè vadano , e cadano a ritroso , e sieno fiaccati , e sieno allacciati , e presi . Perciò , ascoltate la parola del Signore , uomini schernitori , che signoreggiate questo popolo , che è in Gerusalemme . Perciocchè voi avete detto : Noi abbiam fatto patto con la morte , ed abbiam fatta lega col sepolcro ; quando il flagello inondante passerà , egli non giungerà infino a noi ; conciossiachè noi abbiam posta la menzogna per nostro ricetto , e ci siam nascosti nella falsità ; perciò , così ha detto il Signore Iddio : Ecco , io son quel che ho posta in Sion una pietra , una pietra a prova , pietra di cantone preziosa , un fondamento ben fondato ; chi crederà non si smarrirà . E metterò il giudicio al regolo , e la giustizia al livello ; e la gragnuola spazzerà via il ricetto di menzogna , e le acque ne inonderanno il nascondimento . E il vostro patto con la morte sarà annullato , e la vostra lega col sepolcro non sarà ferma ; quando il flagello inondante passerà , voi ne sarete calpestati . Da che passerà , egli vi porterà via ; perciocchè passerà mattina dopo mattina , di giorno e di notte ; e il sentirne il grido non produrrà altro che commovimento . Perciocchè il letto sarà troppo corto , da potervisi distender dentro ; e la coverta troppo stretta , per avvilupparsene . Perciocchè il Signore si leverà , come nel monte di Perasim , e si commoverà come nella valle di Gabaon , per far la sua opera , la sua opera strana ; e per eseguire la sua operazione , la sua operazione straordinaria . Ora dunque , non vi fate beffe ; che talora i vostri legami non sieno rinforzati ; perciocchè io ho udita da parte del Signore Iddio degli eserciti una sentenza finale , ed una determinazione contro a tutto il paese . Porgete le orecchie , ed ascoltate la mia voce ; state attenti , ed ascoltate il mio ragionamento . L’ aratore ara egli ogni giorno per seminare ? non rompe , e non erpica egli la sua terra ? Quando ne ha appianato il disopra , non vi sparge egli la veccia , e non vi semina egli il comino , e non vi pone egli il frumento a certa misura , e l’ orzo a certi segni , e la spelta nel suo proprio spazio ? E l’ Iddio suo l’ ammaestra , e gl’ insegna l’ ordine che deve guardare . Conciossiachè non si trebbi la veccia con la trebbia , e non si ravvolga la ruota del carro sopra il comino ; anzi si scuote la veccia con la bacchetta , e il comino con la mazza . Ma il frumento è trebbiato ; perciocchè altrimenti egli non lo batterebbe giammai abbastanza . Così lo trebbia con le ruote del suo carro , ma non lo frange già coi denti del suo rastrello . Questo altresì procede dal Signor degli eserciti , il quale è maraviglioso in consiglio , e grande in sapienza . GUAI ad Ariel ; ad Ariel , alla città dove risedette Davide ! aggiungete anno ad anno , scanninsi i sacrificii delle feste . Ed io metterò Ariel in distretta ; e la città non sarà altro che tristizia e cordoglio ; e mi sarà come Ariel . Ed io mi porrò , a campo contro a te a tondo , e ti assedierò con edificii , e rizzerò contro a te delle fortezze , e de’ ripari . E tu sarai abbassata , tu parlerai da terra , e il tuo parlare , venendo dalla polvere , sarà sommesso ; e la tua voce , procedente dalla terra , sarà come quella di uno spirito di Pitone , e il tuo parlare bisbiglierà dalla polvere . E la moltitudine de’ tuoi stranieri sarà come polvere minuta , e il gran numero de’ bravi guerrieri come pula che trapassa , e quella non sarà se non per un piccol momento . Ella sarà visitata dal Signor degli eserciti , con tuono , con tremoto , e con gran romore ; con turbo , e con tempesta , e con fiamma di fuoco divorante . E la moltitudine di tutte le genti che guerreggeranno contro ad Ariel , e tutti quelli che combatteranno la città , e le sue fortezze ; e quelli che l’ assedieranno , saranno come un sogno d’ una vision notturna . Ed avverrà che , come chi ha fame si sogna che , ecco , mangia ; ma , quando è risvegliato , l’ anima sua è vuota ; e come chi ha sete si sogna che , ecco , beve ; ma , quando è desto , ecco , egli è stanco , e l’ anima sua è assetata ; così sarà la moltitudine di tutte le genti , che guerreggeranno contro al monte di Sion . Fermatevi , e vi maravigliate ; sclamate , e gridate : essi sono ebbri , e non di vino ; vacillano , e non di cervogia . Perciocchè il Signore ha versato sopra voi uno spirito di profondo sonno , e vi ha chiusi gli occhi , ed ha appannati gli occhi de’ profeti , e de’ veggenti , vostri capi . E la visione , intorno a qual si voglia cosa , vi sarà come le parole di lettere suggellate , le quali fossero date ad uno che sapesse leggere , dicendogli : Deh ! leggi questo ; il quale dicesse : Non posso , perchè è suggellato . Ovvero , come se si dessero lettere ad uno che non sapesse leggere , dicendogli : Deh ! leggi questo ; il quale dicesse : Io non so leggere . Oltre a ciò , il Signore ha detto : Perciocchè questo popolo , accostandosi , mi onora con la sua bocca , e con le sue labbra , e il suo cuore è lungi da me ; e il timore , del quale egli mi teme , è un comandamento degli uomini , che è stato loro insegnato ; perciò , ecco , io continuerò a fare inverso questo popolo maraviglie grandi , e stupende ; e la sapienza de’ suoi savi perirà , e l’ intendimento de’ suoi intendenti si nasconderà . Guai a quelli che si nascondono profondamente dal Signore , per prender segreti consigli ; e le cui opere son nelle tenebre ; e che dicono : Chi ci vede , e chi ci scorge ? Oh vostra perversità ! sarebbe il vasellaio reputato come l’ argilla ? l’ opera direbbe ella del suo fattore : Egli non mi ha fatta ? e la cosa formata direbbe ella del suo formatore : Egli non l’ ha intesa ? Non sarà il Libano fra ben poco tempo mutato in Carmel ? e Carmel reputato come una selva ? E in quel giorno i sordi udiranno le parole del libro , e gli occhi de’ ciechi vedranno , essendo liberati di caligine , e di tenebre . Ed i mansueti avranno allegrezza sopra allegrezza , nel Signore ; e i poveri d’ infra gli uomini gioiranno nel Santo d’ Israele . Perciocchè il violento sarà mancato , e non vi sarà più schernitore , e saranno stati distrutti tutti quelli che si studiano ad iniquità . I quali fanno peccar gli uomini in parole , e tendono lacci a chi li riprende nella porta , e traboccano il giusto in confusione . Perciò , il Signore , che ha riscattato Abrahamo , dice così della casa di Giacobbe : Ora Giacobbe non sarà più confuso , e la sua faccia non impallidirà più . Quando pur vedrà in mezzo di sè i suoi figliuoli , opera delle mie mani ; i quali santificheranno il mio Nome ; santificheranno il Santo di Giacobbe , e temeranno l’ Iddio d’ Israele . E quelli ch’ erano traviati di spirito comprenderanno l’ intendimento , ed i mormoratori impareranno la dottrina . GUAI a’ figliuoli ribelli , dice il Signore , i quali prendono consiglio , e non da me , e fanno delle imprese , e non dallo Spirito mio ; per sopraggiunger peccato a peccato ; i quali si mettono in cammino , per iscendere in Egitto , senza averne domandata la mia bocca ; per fortificarsi della forza di Faraone , e per ridursi in salvo all’ ombra dell’ Egitto ! Or la forza di Faraone vi sarà in vergogna , e il ridurvi all’ ombra di Egitto in ignominia . Quando i principi d’ esso saranno stati in Soan , e i suoi ambasciatori saranno venuti in Hanes ; tutti saranno confusi per lo popolo che non gioverà loro nulla , e non sarà di aiuto , nè di giovamento alcuno ; anzi di vergogna , ed anche d’ ignominia . Il carico delle bestie del Mezzodì : Essi porteranno in sul dosso degli asinelli le lor ricchezze , e sopra la gobba de’ cammelli i lor tesori , attraverso un paese di distretta e d’ angoscia dal quale viene il leone e il leopardo , la vipera e il serpente ardente , e volante , ad un popolo che non giova a nulla . E gli Egizi li soccerreranno in vano , ed a vuoto ; per questo io l’ ho chiamato : Rahab , che se ne sta tranquilla . Ora vieni , scrivi questo davanti a loro sopra una tavola , e descrivilo in un libro , acciocchè resti nel tempo a venire , in perpetuo . Perciocchè questo è un popolo ribelle , son figliuoli bugiardi ; figliuoli che non hanno voluto ascoltar la Legge del Signore . I quali han detto a’ veggenti : Non veggiate ; ed a quelli che hanno delle visioni : Non ci veggiate visioni diritte ; parlateci cose piacevoli , vedete delle illusioni ; ritraetevi dalla via , stornatevi dal sentiero , fate cessare il Santo d’ Israele dal nostro cospetto . Perciò , così ha detto il Santo d’ Israele : Perciocchè voi avete rigettata questa parola , e vi siete confidati in oppressione , ed in modi distorti , e vi siete appoggiati sopra ciò ; perciò questa iniquità vi sarà come una rottura cadente , come un ventre in un alto muro , la cui ruina viene di subito , in un momento . E il Signore la romperà come si rompe un testo di vasellaio , che si trita senza risparmiarlo , tanto che fra il rottame di esso non si trova alcun testolino da prender del fuoco dal focolare , nè da attingere dell’ acqua dalla fossa . Perciocchè così avea detto il Signore Iddio , il Santo d’ Israele : Voi sarete salvati per quiete , e riposo ; la vostra forza sarà in quiete , ed in confidanza ; ma voi non avete voluto . Anzi avete detto : No ; ma fuggiremo sopra cavalli ; perciò , voi fuggirete ; e cavalcheremo sopra cavalcature veloci ; perciò , veloci altresì saranno quelli che vi perseguiranno . Un migliaio fuggirà alla minaccia di un solo ; alla minaccia di cinque voi fuggirete tutti ; finchè restiate come un albero di nave sopra la sommità di un monte , e come un’ antenna sopra un colle . E però il Signore indugerà ad aver mercè di voi ; e però altresì egli sarà esaltato , avendo pietà di voi ; perciocchè il Signore è l’ Iddio del giudicio . Beati tutti coloro che l’ attendono . Perciocchè il popolo dimorerà in Sion , in Gerusalemme ; tu non piangerai più ; per certo egli ti farà grazia , udendo la voce del tuo grido ; tosto ch’ egli ti avrà udito , egli ti risponderà . E il Signore vi darà ben del pane di distretta , e dell’ acqua di oppressione , ma i tuoi dottori non si dilegueranno più ; anzi i tuoi occhi vedranno del continuo i tuoi dottori . E le tue orecchie udiranno dietro a te una parole che dirà : Questa è la via : camminate per essa , o che andiate a destra , o che andiate a sinistra . E voi contaminerete la coverta delle sculture del vostro argento , e l’ ammanto delle statue di getto del vostro oro ; tu le gitterai via come un panno lordato ; tu dirai loro : Esci fuori . E il Signore darà la pioggia , che si conviene alla tua semenza , che tu avrai seminata in terra ; e darà il pane del frutto della terra , il qual sarà dovizioso , e grasso ; in quel giorno il tuo bestiame pasturerà in paschi spaziosi . Ed i buoi , e gli asinelli , che lavorano la terra , mangeranno biada saporita , la quale sarà sventolata , col vaglio , e con la ventola . E vi saranno de’ rivi , e de’ condotti d’ acque sopra ogni alto monte , e sopra ogni colle elevato , nel giorno della grande uccisione , quando le torri caderanno . E la luce della luna sarà come la luce del sole , e la luce del sole sarà sette volte maggiore , come sarebbe la luce di sette giorni insieme ; nel giorno che il Signore avrà fasciata la rottura del suo popolo , e risanata la ferita della sua percossa . Ecco , il Nome del Signore viene da lontano , la sua ira è ardente , ed il suo carico è pesante ; le sue labbra son piene d’ indegnazione , e la sua lingua è come un fuoco divorante ; ed il suo Spirito è come un torrente traboccato , che arriva infino a mezzo il collo , per isbatter le genti d’ uno sbattimento tale , che sieno ridotte a nulla ; ed è come un freno nelle mascelle de’ popoli , che li fa andar fuor di via . Voi avrete in bocca un cantico , come nella notte che si santifica la solennità ; e letizia al cuore , come chi cammina con flauti , per venire al monte del Signore , alla Rocca d’ Israele . E il Signore farà udire la maestà della sua voce ; e mostrerà come egli colpisce sol suo braccio nell’ indegnazione della sua ira , e con fiamma di fuoco divorante ; con iscoppi , con nembo , e con pietre di gragnuola . Perciocchè Assur , che soleva percuoter col bastone , sarà fiaccato dalla voce del Signore . Ed ogni passaggio della verga determinata , la quale il Signore farà riposar sopra lui , sarà accompagnato da tamburi , e da cetere , dopo ch’ egli avrà combattuto contro a loro battaglie a mano alzata . Perciocchè Tofet è già apparecchiato , egli è preparato eziandio per lo re ; egli l’ ha fatto profondo , e largo ; la sua stipa è fuoco , e gran quantità di legne ; il fiato del Signore sarà come un torrente di zolfo che l’ accenderà . GUAI a coloro che scendono in Egitto per soccorso , e si appoggiano sopra cavalli , e si confidano in carri , perchè son molti ; e in cavalieri , perchè sono in grandissimo numero ; e non riguardano al Santo d’ Israele , e non cercano il Signore ! E pure anch’ egli è savio , ed ha fatto venire il male , e non ha rivocate le sue parole , e si è levato contro alla casa de’ maligni , e contro al soccorso degli operatori di iniquità . Ma gli Egizi sono uomini , e non Dio ; ed i lor cavalli son carne , e non ispirito . E il Signore stenderà la sua mano ; onde l’ aiutatore traboccherà , e l’ aiutato caderà ; e tutti insieme saran consumati . Ma , così mi ha detto il Signore : Siccome il leone ed il leoncello freme sopra la preda ; e benchè si raduni a grida una moltitudine di pastori contro a lui , non però si spaventa per le lor grida , e non si umilia per lo strepito loro ; così scenderà il Signor degli eserciti , per guerreggiare per lo monte di Sion , e per lo colle di essa . Come gli uccelli , volando , coprono i lor figli , così il Signor degli eserciti farà riparo a Gerusalemme ; facendole riparo , e riscotendola ; passando , e salvandola . Convertitevi a colui , dal quale i figliuoli di Israele si sono profondamente rivolti . Perciocchè in quel giorno ciascuno avrà a schifo gl’ idoli del suo argento , e gl’ idoli del suo oro , i quali le vostre mani vi hanno fatti a peccato . Ed Assur caderà per la spada , non di un uomo ; e il coltello , non di una persona umana , lo divorerà ; ed egli se ne fuggirà d’ innanzi alla spada , e i suoi giovani saran disfatti . Ed egli passerà nella sua rocca per paura , e i suoi principi saranno spaventati per la bandiera , dice il Signore , il cui fuoco è in Sion , e la fornace in Gerusalemme . ECCO , un re regnerà in giustizia ; e quant’ è a’ principi , signoreggeranno in dirittura . E quell’ uomo sarà come un ricetto dal vento , e come un nascondimento dal nembo ; come rivi d’ acque in luogo arido , come l’ ombra d’ una gran roccia in terra asciutta . E gli occhi di quelli che veggono non saranno più abbagliati , e le orecchie di quelli che odono staranno attente . E il cuore degl’ inconsiderati intenderà scienza , e la lingua de’ balbettanti parlerà speditamente e nettamente . Lo stolto non sarà più chiamato principe , e l’ avaro non sarà più detto magnifico . Perciocchè l’ uomo da nulla parla scelleratezza , e il suo cuore opera iniquità , usando ipocrisia , e pronunziando parole di disviamento contro al Signore ; per render vuota l’ anima dell’ affamato , e far mancar da bere all’ assetato . E gli strumenti dell’ avaro sono malvagi , ed egli prende scellerati consigli , per distruggere i poveri , con parole di falsità , eziandio quando il bisognoso parla dirittamente . Ma il principe prende consigli da principe , e si leva per far cose degne di principe . Donne agiate , levatevi , udite la mia voce ; fanciulle , che vivete sicure , porgete gli orecchi al mio ragionamento . Un anno dopo l’ altro voi sarete in gran turbamento , o voi , che vivete sicure ; perciocchè sarà mancata la vendemmia , la ricolta non verrà più . O donne agiate , abbiate spavento ; tremate , voi che vivete sicure ; spogliatevi ignude , e cingetevi di sacchi sopra i lombi ; percotendovi le mammelle , per li be’ campi , per le vigne fruttifere . Spine e pruni cresceranno sopra la terra del mio popolo ; anzi sopra ogni casa di diletto , e sopra la città trionfante . Perciocchè i palazzi saranno abbandonati , la città piena di popolo sarà lasciata ; i castelli e le fortezze saranno ridotte in perpetuo in caverne , in sollazzo d’ asini salvatici , in paschi di gregge . Finchè lo Spirito sia sparso sopra noi da alto , e che il deserto divenga un Carmel , e Carmel sia reputato per una selva . Allora il giudicio abiterà nel deserto , e la giustizia dimorerà in Carmel . E la pace sarà l’ effetto della giustizia ; e ciò che la giustizia opererà sarà riposo e sicurtà , in perpetuo . E il mio popolo abiterà in una stanza di pace , e in tabernacoli sicurissimi , e in luoghi tranquilli di riposo ; ma egli grandinerà , con caduta della selva ; e la città sarà abbassata ben basso . Beati voi , che seminate lungo ogni acqua , e che lasciate andar libero il piè del bue , e dell’ asino ! GUAI a te che predi , e non sei stato predato ; e a te , o disleale , che non sei stato trattato dislealmente ! quando avrai finito di predare , sarai predato ; quando avrai cessato di operar dislealmente , sarai trattato dislealmente . O Signore , abbi pietà di noi , noi ti abbiamo aspettato ; sii il braccio di costoro per ogni mattina ; ed anche la nostra salute al tempo della distretta . I popoli se ne son fuggiti per lo suon dello strepito ; le genti sono state disperse per lo tuo innalzamento . E la vostra preda sarà raccolta come si raccolgono i bruchi ; egli scorrerà per mezzo loro , come scorrono le locuste . Il Signore è innalzato ; perciocchè egli abita un luogo eccelso ; egli empierà Sion di giudicio e di giustizia . E la fermezza de’ tuoi tempi , e la forza delle tue liberazioni sarà sapienza , e scienza ; il timor del Signore sarà il suo tesoro . Ecco , i loro araldi hanno gridato di fuori ; i messi della pace hanno pianto amaramente . Le strade son deserte , i viandanti son cessati . Egli ha rotto il patto , ha disdegnata le città , non ha fatta alcuna stima degli uomini . La terra fa cordoglio , e languisce ; il Libano è confuso , e tagliato ; Saron è divenuto come un deserto ; e Basan e Carmel sono stati scossi . Ora mi leverò , dirà il Signore ; ora m’ innalzerò , ora sarò esaltato . Voi concepirete della pula , e partorirete della stoppia ; la vostra ira sarà un fuoco che vi divorerà . E i popoli saranno come fornaci da calcina ; saranno arsi col fuoco come spine tagliate . Ascoltate , lontani , ciò che io ho fatto ; e voi , vicini , conoscete la mia forza . I peccatori saranno spaventati in Sion , tremito occuperà gl’ ipocriti , e diranno : Chi di nio dimorerà col fuoco divorante ? Chi di noi dimorerà con gli ardori eterni ? Colui che cammina in ogni giustizia , e parla cose diritte ; che disdegna il guadagno di storsioni ; che scuote le sue mani , per non prender presenti ; che tura gli orecchi , per non udire omicidii ; e chiude gli occhi , per non vedere il male ; esso abiterà in luoghi eccelsi ; le fortezze delle rocce saranno il suo alto ricetto ; il suo pane gli sarà dato , la sua acqua non fallirà . Gli occhi tuoi mireranno il re nella sua bellezza , vedranno la terra lontana . Il tuo cuore mediterà lo spavento , e dirai : Dove è il commessario della rassegna ? dove è il pagatore ? dove è colui che tiene i registri delle torri ? Ma tu non vedrai il popolo fiero , popolo di linguaggio oscuro , che non s’ intende ; di lingua balbettante , che non si comprende . Riguarda Sion , città delle nostre feste solenni ; gli occhi tuoi veggano Gerusalemme , stanza tranquilla , tabernacolo che non sarà giammai trasportato altrove , i cui piuoli giammai non saranno rimossi , nè rotta alcuna delle sue funi ; anzi quivi sarà il Signore magnifico inverso noi ; quello sarà un luogo di fiumi , di rivi larghi , al quale non potrà giunger nave da remo , nè grosso navilio passarvi . Perciocchè il Signore è il nostro Giudice , il Signore è il nostro Legislatore , il Signore è il nostro Re ; egli ci salverà . Le tue corde son rallentate ; esse non potranno tener fermamente diritto l’ albero della lor nave , nè spiegar la vela ; allora sarà spartita la preda di grandi spoglie ; gli zoppi stessi prederanno la preda . E gli abitanti non diranno più : Io sono infermo ; il popolo che abiterà in quella sarà un popolo , al quale l’ iniquità sarà perdonata . ACCOSTATEVI , nazioni , per ascoltare ; e voi , popoli , siate attenti ; ascolti la terra , e ciò che è in essa ; il mondo , e tutto ciò che in esso è prodotto . Perciocchè vi è indegnazione del Signore sopra tutte le nazioni , ed ira ardente sopra tutti i loro eserciti ; egli le ha condannate a sterminio , egli le ha date ad uccisione . E i loro uccisi saranno gittati via ; e la puzza de’ lor corpi morti salirà , e i monti si struggeranno , essendo stemperati nel lor sangue . E tutto l’ esercito del cielo si dissolverà , e i cieli si ripiegheranno , come un libro ; e tutto l’ esercito loro cascherà , come casca una foglia di vite , e come cascano le foglie dal fico . Perciocchè la mia spada è inebbriata nel cielo ; ecco , scenderà in giudicio sopra Edom , e sopra il popolo ch’ io ho destinato ad isterminio . La spada del Signore è piena di sangue , è ingrassata di grasso ; di sangue d’ agnelli , e di becchi ; di grasso d’ arnioni di montoni ; perciocchè il Signore fa un sacrificio in Bosra , ed una grande uccisione nel paese di Edom . E i liocorni andranno a basso con loro , ed i giovenchi , insieme co’ tori ; e il lor paese sarà inebbriato di sangue , e la lor polvere sarà ingrassata di grasso . Perciocchè vi è un giorno di vendetta appo il Signore , un anno di retribuzioni , per mantener la casa di Sion . E i torrenti di quella saranno convertiti in pece , e la sua polvere in zolfo , e la sua terra sarà cangiata in pece ardente . Non sarà giammai spenta , nè giorno , nè notte ; il suo fumo salirà in perpetuo ; sarà desolata per ogni età : non vi sarà niuno che passi per essa in alcun secolo . E il pellicano e la civetta la possederanno ; e la nottola , e il corvo ; e il Signore stenderà sopra essa il regolo della desolazione , e il livello del disertamento . Il regno chiamerà i nobili di essa , e non ve ne sarà quivi più alcuno , e tutti i suoi principi saran mancati . Le spine cresceranno ne’ suoi palazzi ; e l’ ortica e il cardo nelle sue fortezze ; ed essa sarà un ricetto di sciacalli , un cortile di ulule . E quivi si scontreranno le fiere de’ deserti co’ gufi ; ed un demonio griderà all’ altro ; quivi eziandio si poserà l’ uccello della notte e si troverà luogo di riposo . Quivi si anniderà il serpente e partorirà le sue uova , e le farà spicciare , covandole alla propria ombra ; quivi eziandio si raduneranno gli avvoltoi l’ un con l’ altro . Ricercate nel libro del Signore , e leggete ; pure un di quelli non vi mancherà , e l’ uno non troverà fallar l’ altro ; perciocchè la sua bocca è quella che l’ ha comandato , ed il suo spirito è quel che li ha radunati . Ed egli stesso ha loro tratta la sorte , e la sua mano ha loro spartita quello terra col regolo ; essi la possederanno in perpetuo , ed abiteranno in essa per ogni età . IL deserto , e il luogo asciutto si rallegreranno di queste cose ; e la solitudine festeggerà , e fiorirà come una rosa . Fiorirà largamente , e festeggerà , eziandio con giubilo , e grida di allegrezza ; la gloria del Libano , la magnificenza di Carmel , e di Saron , le sarà data ; quei luoghi vedranno la gloria del Signore , la magnificenza del nostro Dio . Confortate le mani fiacche , e fortificate le ginocchia vacillanti . Dite a quelli che sono smarriti d’ animo : Confortatevi , non temiate ; ecco l’ Iddio vostro ; la vendetta verrà , la retribuzione di Dio ; egli stesso verrà , e vi salverà . Allora saranno aperti gli occhi de’ ciechi , e le orecchie de’ sordi saranno disserrate . Allora lo zoppo salterà come un cervo , e la lingua del mutolo canterà ; perciocchè acque scoppieranno nel deserto , e torrenti nella solitudine . E il luogo arido diventerà uno stagno , e la terra asciutta vene di acque ; il ricetto che accoglieva gli sciacalli diventerà un luogo da canne e giunchi . E quivi sarà una strada , ed una via , che sarà chiamata : La via santa ; gl’ immondi non vi passeranno ; anzi ella sarà per coloro ; i viandanti e gli stolti non andranno più errando . Ivi non sarà leone , ed alcuna delle fiere rapaci non vi salirà , niuna vi se ne troverà ; e quelli che saranno stati riscattati cammineranno per essa . E quelli che dal Signore saranno stati riscattati ritorneranno , e verranno in Sion con canto ; ed allegrezza eterna sarà sopra il capo di loro ; otterranno gioia e letizia ; e il dolore ed i gemiti fuggiranno . OR avvenne , l’ anno quartodecimo del re Ezechia , che Sennacherib , re di Assiria , salì contro a tutte le città forti di Giuda , e le prese . Poi il re di Assiria mandò Rab-sache , da Lachis in Gerusalemme , al re Ezechia , con un grande stuolo . Ed esso si fermò presso dell’ acquidotto dello stagno disopra , nella strada del campo del purgator di panni . Ed Eliachim , figliuolo di Hilchia , mastro del palazzo , e Sebna , segretario , e Ioa , figliuolo di Asaf , cancelliere , uscirono fuori a lui . E Rab-sache disse loro : Or dite ad Ezechia : Così ha detto il gran re , il re di Assiria : Quale è questa confidanza , che tu hai avuta ? Io ho detto , dici tu , che il consiglio , e la forza per la guerra , non sono altro che parole di labbra ; or pure , in cui ti sei confidato , che tu ti sei ribellato contro a me ? Ecco , tu ti sei confidato in quel sostegno di canna rotta , sopra il quale se alcuno si appoggia , esso gli entra nella mano , e la fora ; tale è Faraone , re di Egitto , a tutti coloro che si confidano in lui . E se pur tu mi dici : Noi ci confidiamo nel Signore Iddio nostro ; non è egli quello , del quale Ezechia ha tolti via gli alti luoghi , e gli altari ; ed ha detto a Giuda , ed a Gerusalemme : Adorate dinanzi a questo altare ? Deh ! scommetti ora col mio signore , re di Assiria , ed io ti darò duemila cavalli , se tu potrai dare altrettanti uomini che li cavalchino . E come faresti tu voltar faccia all’ uno de’ capitani d’ infra i minimi servitori del mio signore ? Ma tu ti sei confidato nell’ Egitto , per de’ carri e per della gente a cavallo . Ora , sono io forse salito contro a questo paese per guastarlo , senza il Signore ? il Signore mi ha detto : Sali contro a quel paese , e guastalo . Allora Eliachim , e Sebna , e Ioa , dissero a Rab-sache : Deh ! parla a’ tuoi servitori in lingua siriaca ; perciocchè noi l’ intendiamo ; e non parlarci in lingua giudaica , udente il popolo , che è sopra le mura . Ma Rab-sache disse : Il mio signore mi ha egli mandato a dir queste parole al tuo signore , od a te ? Non mi ha egli mandato a coloro che stanno in sul muro , per protestar loro che mangeranno il loro sterco , e berranno la loro urina , insieme con voi ? Poi Rab-sache si rizzò in piè , e gridò ad alta voce , in lingua giudaica , e disse : Ascoltate le parole del gran re , del re di Assiria : Così ha detto il re : Ezechia non v’ inganni ; perciocchè egli non potrà liberarvi . E non facciavi Ezechia confidar nel Signore , dicendo : Il Signore per certo ci libererà ; questa città non sarà data nelle mani del re di Assiria . Non ascoltate Ezechia ; perciocchè così ha detto il re di Assiria : Fate pace meco , ed uscite a me ; e ciascun di voi mangi della sua vite , e del suo fico , e beva dell’ acqua della sua cisterna ; finchè io venga , e vi meni in un paese simile al vostro ; in un paese di frumento e di mosto , in un paese di pane e di vigne . Guardatevi che Ezechia non vi seduca , dicendo : Il Signore ci libererà . Ha alcuno degl’ iddii delle genti potuto liberare il suo paese dalla mano del re di Assiria ? Dove son gl’ iddii di Hamat , e di Arpad ? Dove gl’ iddii di Sefarvaim ? ed hanno pure essi liberata Samaria di mano mia ? Quali son quei dii , fra tutti gl’ iddii di que’ paesi , che abbiano liberato il lor paese di mano mia , che il Signore abbia da liberare Gerusalemme di mano mia ? Ed il popolo tacque , e non gli rispose nulla ; perciocchè tale era il comandamento del re : Non gli rispondete nulla . Ed Eliachim , figliuolo di Hilchia , mastro del palazzo , e Sebna , segretario , e Ioa , figliuolo di Asaf , cancelliere , vennero ad Ezechia , con le vesti stracciate , e gli rapportarono le parole di Rab-sache . E QUANDO il re Ezechia ebbe intese queste cose , stracciò le sue vesti , e si coprì di un sacco ed entrò nella Casa del Signore . E mandò Eliachim , mastro del palazzo , e Sebna , segretario , e i più vecchi de’ sacerdoti , coperti di sacchi , al profeta Isaia , figliuolo di Amos . Ed essi gli dissero : Così ha detto Ezechia : Questo è un giorno di angoscia , di rimprovero , e di bestemmia ; perciocchè i figliuoli son venuti fino all’ apritura della matrice , ma non vi è forza da partorire . Forse che il Signore Iddio tuo avrà intese le parole di Rab-sache , il quale il re di Assiria , suo signore , ha mandato , per oltraggiar l’ Iddio vivente , e per fargli rimprovero con le parole che il Signore Iddio tuo ha udite ; perciò mettiti a fare orazione per lo rimanente del popolo che si ritrova . Così i servitori del re Ezechia vennero ad Isaia . Ed Isaia disse loro : Dite così al vostro signore : Così ha detto il Signore : Non temere per le parole che tu hai udite , con le quali i servitori del re degli Assiri mi hanno oltraggiato . Ecco , io di presente metterò un tale spirito in lui , che , avendo inteso un certo grido , egli ritornerà al suo paese , ed io ho farò cader per la spada nel suo paese . Or essendosene Rab-sache ritornato , e andato a trovare il re di Assiria , che combatteva Libna perciocchè egli avea inteso ch’ egli s’ era partito di Lachis ; esso ebbe novelle di Tirhaca , re di Etiopia , che dicevano : Egli è uscito fuori per darti battaglia . Ed avendo ciò udito , mandò messi ad Ezechia , dicendo : Dite così ad Ezechia , re di Giuda : Il tuo Dio , nel qual tu ti confidi , non t’ inganni , dicendo : Gerusalemme non sarà data nelle mani del re di Assiria . Ecco , tu hai inteso quello che i re degli Assiri hanno fatto a tutti gli altri paesi , distruggendoli ; e tu scamperesti ? Gl’ Iddii delle genti , che i miei padri distrussero , cioè : di Gozan , di Haran , di Resef , e de’ figliuoli di Eden , che sono in Telasar , le hanno essi liberate ? Dove è il re di Hamat , e il re di Arpad , e il re della città di Sefarvaim , di Hena , e di Ivva ? Quando Ezechia ebbe ricevute quelle lettere , per mano di que’ messi , e le ebbe lette , salì alla Casa del Signore , e le spiegò davanti al Signore . Ed Ezechia fece orazione al Signore , dicendo : O Signore degli eserciti , Iddio d’ Israele , che siedi sopra i Cherubini , tu solo sei l’ Iddio di tutti i regni della terra ; tu hai fatto il cielo e la terra . O Signore , inchina il tuo orecchio , e odi ; o Signore , apri i tuoi occhi , e vedi ; ed ascolta tutte le parole di Sennacherib , ch’ egli ha mandate a dire , per oltraggiar l’ Iddio vivente . Egli è vero , Signore , che i re degli Assiri hanno distrutti tutti que’ paesi , e le lor terre ; ed hanno gettati nel fuoco gl’ iddii loro ; perciocchè non erano dii , anzi opera di mani d’ uomini , pietra , e legno ; onde li hanno distrutti . Ma ora , o Signore Iddio nostro , liberaci dalla sua mano ; acciocchè tutti i regni della terra conoscano che tu solo sei il Signore . Allora Isaia , figliuolo di Amos , mandò a dire ad Ezechia : Così ha detto il Signore Iddio d’ Israele : Quant’ è a ciò , di che tu mi hai fatta orazione intorno a Sennacherib , re degli Assiri ; questa è la parola , che il Signore ha pronunziata contro a lui : La vergine , figliuola di Sion , ti ha sprezzato , e ti ha beffato ; la figliuola di Gerusalemme ha scossa la testa dietro a te . Chi hai tu schernito ed oltraggiato ? e contro a chi hai tu alzata la voce , e levati in alto gli occhi tuoi ? contro al Santo d’ Israele . Tu hai schernito il Signore per li tuoi servitori ; ed hai detto ; Con la moltitudine de’ miei carri , io son salito in cima de’ monti fino al sommo del Libano ; io taglierò i suoi più alti cedri , e i suoi più scelti abeti ; e perverrò infino all’ alto della sua cima , al bosco del suo Carmel . Io ho cavati dei pozzi , e ne ho bevute le acque ; ed ho asciutti con le piante de’ miei piedi tutti i rivi de’ luoghi assediati . Non hai tu inteso che già da lungo tempo io ho fatto questo , e l’ ho formato ab antico ? ed ora l’ ho fatto venire , ed è stato per desolare , e per ridurre in mucchi di ruine le città forti . E gli abitanti di esse , scemi di forza , sono stati spaventati e confusi ; sono stati come l’ erba de’ campi , e come la verzura dell’ erbetta , e come il fieno de’ tetti , e come le biade riarse , avanti che sieno salite in ispiga . Ma io conosco il tuo stare , e il tuo uscire , e il tuo andare , e il tuo furore contro a me . Perciocchè tu sei infuriato contro a me , e il tuo romoreggiare è salito a’ miei orecchi ; io ti metterò il mio raffio nelle nari , e il mio freno nelle mascelle ; e ti farò ritornare indietro per la via stessa , per la quale sei venuto . E questo , o Ezechia , te ne sarà il segno : Quest’ anno si mangerà quel che sarà nato de’ granelli caduti nella ricolta precedente ; e l’ anno seguente quello che sarà nato da sè stesso ; ma l’ anno terzo voi seminerete , e mieterete ; e pianterete vigne , e mangerete del frutto loro . E quello che sarà restato della casa di Giuda , e sarà scampato , continuerà a far radici di sotto , ed a portar frutto di sopra . Perciocchè di Gerusalemme uscirà un rimanente , e del monte di Sion un residuo . La gelosia del Signore degli eserciti farà questo . Perciò , il Signore ha detto così intorno al re degli Assiri : Egli non entrerà in questa città , e non vi tirerà dentro alcuna saetta , e non verrà all’ assalto contro ad essa con iscudi , e non farà alcun argine contro ad essa . Egli se ne ritornerà per la medesima via , per la quale è venuto , e non entrerà in questa città , dice il Signore . Ed io sarà protettor di questa città , per salvarla , per amor di me stesso , e di Davide , mio servitore . Or un Angelo del Signore uscì , e percosse centottantacinquemila uomini nel campo degli Assiri ; e quando si furono levati la mattina , ecco non si vedeva altro che corpi morti . E Sennacherib , re degli Assiri , si partì , e se ne andò , e ritornò in Ninive , e vi dimorò . Ed avvenne che mentre egli adorava nella casa di Nisroc , suo dio , Adrammelec , e Sareser , suoi figliuoli lo percossero con la spada , e poi scamparono nel paese di Ararat . Ed Esar-haddon , suo figliuolo , regnò in luogo suo . IN quel tempo , Ezechia infermò a morte . E il profeta Isaia , figliuolo di Amos , venne a lui , e gli disse : Il Signore ha detto così : Disponi della tua casa ; perciocchè tu sei morto , e non viverai più . Allora Ezechia voltò la faccia verso la parete , e fece orazione al Signore . E disse : Deh ! Signore , ricordati ora che io son camminato nel tuo cospetto in verità , e di cuore intiero ; ed ho fatto quello che ti è a grado . Ed Ezechia pianse di un gran pianto . Allora la parola del Signore fu indirizzata ad Isaia , dicendo : Va’ , e di’ ad Ezechia : Così ha detto il Signore Iddio di Davide , tuo padre : Io ho udita la tua orazione , io ho vedute le tue lagrime ; ecco , io aggiungerò quindici anni al tempo della tua vita . E libererò te , e questa città , dalla mano del re degli Assiri ; e sarò protettore di questa città . E questo ti sarà , da parte del Signore , il segno ch’ egli adempierà questa parola , ch’ egli ha pronunziata : Ecco , dice il Signore , io di presente farò ritornar l’ ombra dell’ orologio , la quale è già discesa nell’ orologio dal sole di Achaz , indietro di dieci gradi . E il sole ritornò indietro di dieci gradi , per li gradi , per li quali già era disceso . Quest’ è quel che scrisse Ezechia , re di Giuda , dopo che fu stato infermo , e fu guarito della sua infermità : Io diceva allora che i miei giorni erano ricisi : Io me ne vol alle porte del sepolcro ; Io son privato del rimanente de’ miei anni . Io diceva : Io non vedrò più il Signore , Il Signore , nella terra de’ viventi ; Io non riguarderò più alcun uomo Con gli abitanti del mondo . La mia età è passata , ella è andata via , Toltami come la tenda di un pastore ; Io ho tagliata la mia vita , a guisa di un tessitore ; Egli mi ha tagliato , mentre io era sol mezzo tessuto ; Dalla mattina alla sera , tu avrai fatto fine di me . Io faceva conto che infra la mattina egli mi avrebbe fiaccate tutte le ossa , come un leone ; Dalla mattina alla sera , tu avrai fatto fine di me . Io garriva come la gru , o la rondine ; Io gemeva come la colomba ; I miei occhi erano scemati , riguardando ad alto ; Io diceva : O Signore , ei mi si fa forza , Da’ sicurtà per me . Che dirò io ? Conciossiachè egli mi abbia parlato , Ed egli stesso abbia operato . Io me ne andrò pian piano tutti gli anni della mia vita A cagion dell’ amaritudine dell’ anima mia . O Signore , altri vivono oltre a questo numero d’ anni ; Ma in tutti questi , ne’ quali è terminata la vita del mio spirito , Tu mi manterrai in sanità ed in vita . Ecco , in tempo di pace , mi è giunta amaritudine amarissima ; Ma tu hai amata l’ anima mia , Per trarla fuor della fossa della corruzione ; Perciocchè tu hai gittati dietro alle tue spalle tutti i miei peccati . Perciocchè il sepolcro non ti celebrerà , La morte non ti loderà ; Quelli che scendono nella fossa non ispereranno nella tua verità . I viventi , i viventi saran quelli che ti celebreranno , Come io fo al dì d’ oggi ; Il padre farà assapere a’ figliuoli la tua verità . Il Signore mi salverà , E noi soneremo i miei cantici , Tutto il tempo della vita nostra , Nella Casa del Signore . Or Isaia avea detto : Piglisi una massa di fichi secchi , e facciasene un impiastro sopra l’ ulcera , ed egli guarirà . Ed Ezechia avea detto : Quale è il segno , che io salirò alla Casa del Signore ? IN quel tempo , Merodac-bala-dan , figliuolo di Baladan , re di Babilonia , mandò lettere e presenti ad Ezechia ; perciocchè avea inteso ch’ era stato infermo , e ch’ era guarito . Ed Ezechia si rallegrò di loro , e mostrò loro la casa delle sue cose preziose , l’ argento , e l’ oro , e gli oromati , e gli olii odoriferi , e la casa di tutti i suoi arredi , e tutto quello che si ritrovava ne’ suoi tesori ; non vi fu cosa alcuna in casa , ovvero in tutto il dominio di Ezechia , ch’ egli non mostrasse loro . E il profeta Isaia venne al re Ezechia , e gli disse : Che hanno detto quegli uomini ? e donde son venuti a te ? Ed Ezechia disse : Son venuti a me di paese lontano , di Babilonia . Ed Isaia disse : Che hanno veduto in casa tua ? Ed Ezechia disse : Hanno veduto tutto quello che è in casa mia ; non vi è nulla ne’ miei tesori , che io non abbia lor mostrato . Ed Isaia disse ad Ezechia : Ascolta la parola del Signor degli eserciti : Ecco , i giorni vengono , che tutto quello che è in casa tua , e quello che i tuoi padri hanno raunato in tesoro infino a questo giorno , sarà portato in Babilonia ; non ne sarà lasciata di resto cosa veruna , dice il Signore . Ed anche si prenderanno de’ tuoi figliuoli , i quali saranno usciti di te , i quali tu avrai generati ; e saranno eunuchi nel palazzo del re di Babilonia . Ed Ezechia disse ad Isaia : La parola del Signore , che tu hai pronunziata , è buona . Poi disse : Noi vi sarà egli pur pace e sicurtà , a’ miei dì ? CONSOLATE , consolate il mio popolo , dirà il vostro Dio . Parlate al cuor di Gerusalemme , e predicatele che il suo termine è compiuto , che la sua iniquità è quietata ; perchè ella ha ricevuto dalla mano del Signore il castigo di tutti i suoi peccati al doppio . Vi è una voce d’ uno che grida : Acconciate nel deserto la via del Signore , addirizzate per la solitudine la strada all’ Iddio nostro . Ogni valle sia alzata , ed ogni monte e colle sia abbassato ; e sieno i luoghi distorti ridirizzati , e i luoghi erti ridotti in pianura . E la gloria del Signore si manifesterà , ed ogni carne la vedrà ; perciocchè la bocca del Signore ha parlato . Vi è una voce che dice : Grida . Ed è stato detto : Che griderò ? Grida , che ogni carne è fieno , e che tutto il bene ch’ ella fa è come un fiore della campagna . Il fieno si secca , il fiore si appassa , quando lo Spirito del Signore vi soffia contra ; in verità il popolo non è altro che fieno . Il fieno si secca , il fiore si appassa ; ma la parola di Dio dimora in eterno . O Sion , che rechi le buone novelle , sali sopra un alto monte ; o Gerusalemme , che rechi le buone novelle , alza di forza la tua voce ; alzala , non temere ; di’ alle città di Giuda : Ecco l’ Iddio vostro . Ecco , il Signore Iddio verrà contro al forte , e il suo braccio lo signoreggerà ; ecco , la sua mercede è con lui , e la sua opera è dinanzi alla sua faccia . Egli pasturerà la sua greggia , a guisa di pastore ; egli si accoglierà gli agnelli in braccio , e li torrà in seno ; egli condurrà pian piano le pregne . CHI ha misurate le acque col pugno , e chi ha fatto il conto dello spazio del cielo con la spanna , ed ha compresa la polvere della terra in una misura , ed ha pesati i monti con la stadera , e i colli con la bilancia ? Chi ha addirizzato lo Spirito del Signore ? o chi è stato suo consigliere , e chi gli ha insegnata alcuna cosa ? Con chi si è egli consigliato , e chi l’ ha avvisato , o chi l’ ha ammaestrato nel sentier del giudicio ? e chi gli ha insegnata scienza , o mostrata la via degl’ intendimenti ? Ecco , le genti sono come una gocciola della secchia , e son reputate come la polvere minuta delle bilance ; ecco , egli può trasportar le isole di luogo in luogo , come polvere minuta . E il Libano non basterebbe per lo fuoco , e le bestie che sono in quello non basterebbero per l’ olocausto . Tutte le genti sono come un niente nel suo cospetto ; son da lui reputate men di nulla , e per una vanità . Ed a cui assomigliereste Iddio , e qual sembianza gli adattereste ? Il fabbro fonde la scultura , e l’ orafo vi distende su l’ oro , da coprirla ; e le fonde de’ cancelli di argento . Colui che fa povera offerta sceglie un legno che non intarli ; egli si cerca un artefice industrioso , per formargli una scultura che non si muove . Non avete voi alcun conoscimento ? non ascoltate voi ? la cosa non vi è ella stata dichiarata fin dal principio ? non intendete voi come la terra è stata fondata ? Egli è quel che siede sopra il globo della terra , ed a cui gli abitanti di essa sono come locuste ; che stende i cieli come una tela , e li tende come una tenda da abitare ; che riduce i principi a niente , e fa che i rettori della terra son come una cosa vana ; come se non fossero pure stati piantati , nè pur seminati , o che il lor ceppo non fosse pure stato radicato in terra ; sol che soffi contro a loro , si seccano , e il turbo li porta via come stoppia . A cui dunque mi assomigliereste ? o a cui sarei io agguagliato ? dice il Santo . Levate ad alto gli occhi vostri , e vedete ; chi ha create quelle cose ? chi fa uscire l’ esercito loro a conto ? chi le chiama tutte per nome , per la grandezza della sua forza , e , perciocchè egli è potente in virtù , senza che ne manchi pure una ? Perchè diresti , o Giacobbe ; e perchè , o Israele , parleresti così : La mia via è occulta al Signore , e la mia ragione non viene più davanti all’ Iddio mio ? Non sai tu , non hai tu udito ? Il Signore è l’ Iddio eterno , che ha create le estremità della terra ; egli non si stanca , e non si affatica ; il suo intendimento è infinito . Egli dà forza allo stanco , ed accresce vigore a chi è senza forze . I giovani si stancano , e si affaticano ; e i più scelti giovani traboccano , e cadono . Ma quelli che sperano nel Signore acquistano del continuo nuove forze ; salgono con l’ ale , come l’ aquile ; corrono , e non si affaticano ; camminano , e non si stancano . ISOLE , fatemi silenzio ; e rinforzinsi le nazioni ; accostinsi , ed allora parlino ; veniamo insieme a giudicio . Chi ha eccitata la giustizia dall’ Oriente ? chi l’ ha chiamata , perchè lo seguiti a passo a passo ? chi mette davanti a sè le genti , e signoreggia i re , e rende le spade loro come polvere , e i loro archi come stoppia agitata ? Egli li persegue , e passa oltre pacificamente , per una strada , per la quale non è venuto coi suoi piedi . Chi ha operato , e fatto questo ? Colui , che fin dal principio chiama le generazoni ; io , il Signore , che sono il primiero , ed anche son con gli ultimi ; io son desso . Le isole hanno veduto , ed hanno temuto ; le estremità della terra hanno tremato , si sono appressate , e son venute . Ciascuno aiuta il suo prossimo , e dice al suo fratello : Fa’ animo . Il fabbro conforta l’ orafo ; colui che tocca l’ opera col martello conforta colui che colpisce su l’ incudine ; l’ uno dice : Quest’ è buono per esser saldato ; l’ altro ferma il lavoro con chiodi , acciocchè non si smuova . Ma tu , Israele , mio servitore ; e tu , Giacobbe , che io ho eletto ; progenie d’ Abrahamo , mio amico conciossiachè io ti abbia preso dalle estremità della terra , e ti abbia chiamato d’ infra i maggiori di essa , e ti abbia detto : Tu sei mio servitore ; io ti ho eletto , e non ti ho riprovato ; non temere , perciocchè io son teco ; non ismarrirti , perciocchè io sono il tuo Dio ; io t’ ho fortificato , anzi aiutato , anzi sostenuto con la destra della mia giustizia . Ecco , tutti quelli che sono attizzati contro a te saranno svergognati e confusi ; i tuoi avversari saranno ridotti a nulla , e periranno . Tu cercherai quelli che contendono teco , e non li troverai ; quelli che ti fanno guerra saranno ridotti a nulla , e consumati . Perciocchè io sono il Signore Iddio tuo , che ti tengo per la man destra ; che ti dico : Non temere , io ti aiuto . Non temere , o verme di Giacobbe , uomini d’ Israele ; io ti aiuto , dice il Signore ; e il tuo Redentore è il Santo d’ Israele . Ecco , io ti farò essere come una trebbia , come una erpice a denti nuova ; tu trebbierai i monti , e li triterai ; e renderai i colli simili a della pula . Tu li sventolerai , e il vento li porterà via , e li turbo li dispergerà ; ma tu giubilerai nel Signore , tu ti glorierai nel Santo d’ Israele . Quant’ è a’ poveri e bisognosi , che cercano dell’ acque , e non ne trovano alcune ; la cui lingua spasima di sete ; io , il Signore , li esaudirò ; io , l’ Iddio d’ Israele , non li abbandonerà . Io farò sorgere de’ fiumi sopra i luoghi eccelsi , e delle fonti in mezzo delle campagne ; io ridurrò il deserto in istagna d’ acque , e la terra asciutta in rampolli d’ acque . Io metterò nel deserto il cedro , l’ acacia , ed il mirto , e l’ ulivo ; il metterò nella solitudine l’ abete , l’ olmo , e il busso insieme . Acciocchè tutti insieme veggano , e conoscano , e considerino , ed intendano , che la mano del Signore ha fatto questo , e che il Santo d’ Israele l’ ha creato . Producete la vostra lite , dirà il Signore ; recate le ragioni , delle quali voi vi fortificate , dirà il Re di Giacobbe . Facciano pure accostare i lor dii , e ci annunzino essi le cose che avverranno ; annunziate quali saranno le primiere , e noi vi porrem mente , e conosceremo le cose che seguiranno dopo quelle ; ovvero anche , fateci intendere quelle che verranno appresso . Annunziate le cose che avverranno ne’ tempi appresso , e noi conosceremo che siete dii ; ovvero anche fate qualche bene , o qualche male , e noi lo mireremo con diletto , e lo vedremo tutti insieme . Ecco , voi siete di niente , e l’ opera vostra è di nulla ; chi vi elegge è abbominazione . Io ho suscitato colui dall’ Aquilone , ed egli verrà ; egli prediccherà il mio Nome dal sol levante ; egli calpesterà i potentati come fango , ed a guisa che il vasellaio calca l’ argilla . Chi ha annunziate queste cose da principio , e noi lo riconosceremo ? ed ab antico , e noi lo pronunzieremo giusto ? Ma certo non vi è stato alcuno che le abbia dichiarate , nè che le abbia pur fatte intendere ; ed anche non vi è alcuno che ne abbia uditi i vostri ragionamenti . Il primiero verrà a Sion , dicendo : Ecco , ecco quelle cose ; ed io manderò a Gerusalemme un messo di buone novelle . Or io ho riguardato , e non vi è alcuno ; eziandio fra coloro , e non vi è alcuno che dia consiglio , il quale , quando io lo domando , dia alcuna risposta . Ecco , essi tutti son vanità ; le opere loro son nulla ; le loro statue di getto son vento , e cosa vana . ECCO il mio Servitore , io lo sosterrò ; il mio Eletto , in cui l’ anima mia si è compiaciuta ; io ho messo il mio Spirito sopra lui , egli recherà fuori giudicio alle genti . Egli non griderà , e non alzerà , nè farà udir la sua voce per le piazze . Egli non triterà la canna rotta , e non ispegnerà il lucignolo fumante ; egli proferirà giudicio secondo verità . Egli stesso non sarà oscurato , e non sarà rotto , finchè abbia messo il giudicio sulla terra ; e le isole aspetteranno la sua Legge . Così ha detto il Signore Iddio , che ha creati i cieli , e li ha distesi ; che ha appianata la terra , e le cose ch’ ella produce ; che dà l’ alito al popolo ch’ è sopra essa , e lo spirito a quelli che camminano in essa ; io , il Signore , ti ho chiamato in giustizia , e ti prenderò per la mano , e ti guarderò , e ti costituirò per patto del popolo , per luce delle genti ; per aprire gli occhi de’ ciechi , per trarre di carcere i prigioni , e quelli che giacciono nelle tenebre dalla casa della prigione . Io sono il Signore , questo è il mio Nome ; ed io non darò la mia gloria ad alcun altro , nè la mia lode alle sculture . Ecco , le prime cose son venute , ed io ne annunzio delle nuove ; io ve le fo intendere , avanti che sieno prodotte . Cantate al Signore un nuovo cantico ; cantate la sua lode fin dall’ estremità della terra ; quelli che scendono nel mare , e tutto quello ch’ è dentro esso ; le isole , e gli abitanti di esse . Il deserto , e le sue città , elevino la lor voce ; e le villate ancora dove dimora Chedar ; cantino quelli che abitano nelle rocce , dieno voci d’ allegrezza dalla sommità de’ monti . Dieno gloria al Signore , ed annunzino la sua lode nelle isole . Il Signore uscirà fuori , a guisa d’ uomo prode ; egli desterà la sua gelosia , come un guerriero ; egli sclamerà , anzi alzerà delle grida ; egli si renderà vittorioso sopra i suoi nemici . Io mi son taciuto già da lungo tempo , me ne sono stato cheto , e mi son rattenuto ; ma ora griderò , come la donna che è sopra parto ; distruggerò , ed abisserò insieme . Io deserterò i monti ed i colli ; io seccherò tutta l’ erba loro ; e ridurrò i fiumi in isole , ed asciugherò gli stagni . E farò camminare i ciechi per una via che non conoscono ; io li condurrò per sentieri , i quali non sanno ; io convertirò le tenebre dinanzi a loro in luce , e i luoghi distorti in cammin diritto . Queste cose farò loro , e non li abbandonerò . Volgano pur le spalle , e sien confusi di gran confusione quelli che si confidano nelle sculture ; quelli che dicono alle statue di getto : Voi siete i nostri dii . O sordi , ascoltate ; e voi ciechi , riguardate per vedere . Chi è cieco , se non il mio servitore ? e sordo , come il messo che io ho mandato ? chi è cieco , come il compiuto ? anzi , chi è cieco , come il servitor del Signore ? Tu vedi molte cose , ma non poni mente a nulla ; egli apre gli orecchi , ma non ascolta . Il Signore già si compiaceva in lui , per amor della sua giustizia ; egli magnificava , e rendeva illustre la Legge . Ma ora egli è un popolo rubato , e predato ; tutti quanti son legati nelle grotte , e son nascosti nelle prigioni ; sono in preda , e non vi è niuno che li riscuota ; son rubati , e non vi è niuno che dica : Rendi . Chi di voi porgerà gli orecchi a questo ? chi di voi attenderà , ed ascolterà per l’ avvenire ? Chi ha dato Giacobbe in preda , ed Israele a’ rubatori ? non è egli stato il Signore , contro la quale noi abbiamo peccato , e nelle cui vie essi non son voluti camminare , ed alla cui Legge non hanno ubbidito ? Laonde egli ha sparso sopra lui l’ ardor della sua ira , e forte guerra ; e l’ ha divampato d’ ogni intorno , ma egli non l’ ha conosciuto ; e l’ ha arso , ma egli non vi ha posta mente . MA ora , così ha detto il Signore , tuo Creatore , o Giacobbe , e tuo Formatore , o Israele : Non temere ; perciocchè io ti ho riscattato , io ti ho chiamato per lo tuo nome ; tu sei mio . Quando tu passerai per le acque , io sarò teco ; e quando passerai per li fiumi , non ti affogheranno ; quando camminerai per lo fuoco non sarai arso , e la fiamma non ti divamperà . Perciocchè io sono il Signore Iddio tuo , il Santo d’ Israele , tuo Salvatore ; io ho dato l’ Egitto per tuo riscatto , e l’ Etiopia , e Seba , in luogo tuo . Conciossiachè tu mi sii stato caro , e pregiato , ed io ti abbia amato ; io ho dati degli uomini per te , e de’ popoli per l’ anima tua . Non temere ; perciocchè io son teco ; io farò venir la tua progenie di Levante , e ti raccoglierò di Ponente . Io dirò al Settentrione : Da’ ; ed al Mezzodì : Non divietare ; adduci i miei figliuoli di lontano , e le mie figliuole dalle estremità della terra ; tutti quelli che si chiamano del mio Nome , e i quali io ho creati alla mia gloria , ho formati , anzi fatti ; traendo fuori il popolo ch’ è cieco , benchè abbia degli occhi ; e quelli che sono sordi , benchè abbiano degli orecchi . Sieno tutte le genti radunate insieme , e raccolti i popoli ; chi , d’ infra loro , ha annunziato questo ? e chi ci ha fatte intender le cose di prima ? producano i lor testimoni , e sieno giustificati ; ovvero , ascoltino eglino stessi , e dicano : Quest’ è la verità . Voi , insieme col mio Servitore , il quale io ho eletto , mi siete testimoni , dice il Signore ; acciocchè sappiate , e mi crediate , ed intendiate , che io son desso ; avanti me non fu formato alcun dio , e dopo me non ne sarà alcuno . Io , io sono il Signore , e fuor di me non vi è alcun Salvatore . Io ho annunziato , e salvato , e fatto intendere ; e fra voi non vi è stato alcun dio strano ; e voi mi siete testimoni , dice il Signore ; ed io sono Iddio . Eziandio da che il giorno fu , già era io desso ; e non vi è niuno che possa liberare dalla mia mano . Se io opero , chi potrà impedir l’ opera mia ? Così ha detto il Signore , vostro Redentore , il Santo d’ Israele : Per amor di voi io ho mandato contro a Babilonia , e li ho fatti tutti scendere in fuga ; anche i Caldei , nelle navi di cui si gloriano . Io sono il Signore , il vostro Santo , il Creatore d’ Israele , il vostro Re . Così ha detto il Signore , il qual già fece una via nel mare , ed un sentiero nelle acque impetuose ; il qual fece uscire carri , e cavalli , esercito , e forza ; tutti quanti furono atterrati , senza poter rilevarsi ; furono estinti , furono spenti come un lucignolo . Non ricordate le cose di prima , e non istate a mirare le cose antiche . Ecco , io fo una cosa nuova , ora sarà prodotta ; non la riconoscerete voi ? Io metterò ancora una via nel deserto , e de’ fiumi nella solitudine . Le fiere della campagna , gli sciacalli , e le ulule mi glorificheranno ; perciocchè io avrò messe dell’ acque nel deserto , e de’ fiumi nella solitudine , per dar bere al mio popolo , al mio eletto . Il popolo che io m’ ho formato , racconterà la mia lode . Ma , quant’ è a te , o Giacobbe , tu non mi hai invocato ; ti sei tu pure affaticato per me , o Israele ? Tu non m’ hai presentate le pecore de’ tuoi olocausti , e non m’ hai onorato co’ tuoi sacrificii ; io non t’ ho tenuto in servitù intorno ad offerte , nè faticato intorno ad incenso . Tu non m’ hai comperata con danari canna odorosa , e non m’ hai inebbriato col grasso de’ tuoi sacrificii ; anzi tu hai tenuto me in servitù co’ tuoi peccati , e m’ hai faticato con le tue iniquità . Io , io son quel che cancello i tuoi misfatti , per amor di me stesso ; e non ricorderò più i tuoi peccati , Riducimi a memoria , litighiamo insieme ; narra tu le tue ragioni , acciocchè tu ti giustifichi . Il tuo primo padre ha peccato , ed i tuoi oratori han commesso misfatto contro a me . Perciò , io tratterò come profani i principi del santuario , e metterò Giacobbe in isterminio , ed Israele in obrobrii . ORA dunque ascolta , o Giacobbe , mio servitore ; e tu , Israele , che io ho eletto . Così ha detto il Signore , tuo Fattore , e tuo Formatore fin dal ventre , il qual ti aiuta : Non temere , o Giacobbe , mio servitore ; e tu , Iesurun , che io ho eletto . Perciocchè io spanderò dell’ acque sopra l’ assetato , e dei rivi sopra la terra asciutta ; io spanderò il mio Spirito sopra la tua progenie , e la mia benedizione sopra quelli che usciranno di te . Ed essi germoglieranno fra l’ erba , come salci presso a’ rivi delle acque . L’ uno dirà : Io son del Signore ; e l’ altro si nominerà del nome di Giacobbe ; e l’ altro si sottoscriverà di sua mano del Signore , e si soprannominerà del nome d’ Israele . Così ha detto il Signore , il Re d’ Israele , e suo Redentore , il Signor degli eserciti : Io sono il primiero , ed io son l’ ultimo ; e non vi è Dio alcuno fuor che me . E chi è come me , che abbia chiamato , e dichiarato , e ordinato quello , da che io stabilii il popolo antico ? annunzino loro que’ dii le cose future , e quelle che avverranno . Non vi spaventate , e non vi smarrite ; non ti ho io fatte intendere , e dichiarate queste cose ab antico ? e voi me ne siete testimoni ; evvi alcun Dio , fuor che me ? non vi è alcun’ altra Rocca , io non ne conosco alcuna . Gli artefici delle sculture son tutti quanti vanità ; e i lor cari idoli non giovano nulla ; ed essi son testimoni a sè stessi che quelli non vedono , e non conoscono ; acciocchè sieno confusi . Chi ha formato un dio ? e chi ha fusa una scultura ? Ella non gioverà nulla . Ecco , tutti i compagni di un tale uomo saranno confusi , e insieme gli artefici , che son fra gli uomini ; aduninsi pure , e presentinsi tutti quanti ; sì , saranno tutti insieme spaventati , e confusi . Il ferraiuolo adopera la lima , e lo scarpello , e lavora col carbone , e forma la scultura co’ martelli ; ed anche , mentre la lavora con la forza del suo braccio , ha fame , e le forze gli mancano ; egli non beve acqua , e si stanca . Il legnaiuolo stende il regolo , disegna la scultura con la sinopia , la lavora con asce , e la disegna con la sesta , e la fa alla somiglianza umana , secondo la gloria dell’ uomo ; acciocchè dimori in casa . Tagliando de’ cedri , egli prende un elce , ed una quercia , e li lascia fortificar fra gli alberi di una selva ; egli pianta un frassino salvatico , il qual la pioggia fa crescere . E quegli alberi servono all’ uomo per bruciare ; ed egli ne prende una parte , e se ne scalda ; ed anche ne accende del fuoco , e ne cuoce del pane ; ed anche ne fa un dio , e l’ adora ; ne fa una scultura , e le s’ inchina . Egli ne avrà bruciata la metà al fuoco , col mezzo dell’ altra metà egli avrà mangiata della carne , ed avrà arrostito l’ arrosto , e si sarà saziato ; ed anche , dopo essersi scaldato , dirà : Eia ! io mi sono scaldato ; io ho veduto il fuoco . Poi impiega il rimanente a fare un dio , in una sua scultura , alla quale egli s’ inchina , e l’ adora , e gli fa orazione , e dice : Liberami ; perciocchè tu sei il mio dio . Essi non hanno conoscimento , nè intendimento alcuno ; perciocchè i loro occhi sono incrostati , per non vedere ; e i lor cuori , per non intendere . E non si recano la cosa al cuore , e non hanno conoscimento , nè intendimento alcuno , per dire : Io ho arsa col fuoco la metà di questo , ed anche ho cotto del pane su le brace di esso : io ne ho arrostita della carne , e l’ ho mangiata ; farei io del rimanente di esso una cosa abbominevole ? m’ inchinerei io davanti ad un tronco di legno ? Essi si pascono di cenere , il cuor sedotto li travia ; e non rinfrancano mai l’ anima loro , e non dicono : Questo che io ho nella destra , non è egli una cosa falsa ? RICORDATI di queste cose , o Giacobbe , e Israele ; perciocchè tu sei mio servitore , io ti ho formato , tu sei mio servitore ; Israele , non dimenticarmi . Io ho cancellati i tuoi misfatti , a guisa di una nuvola ; ed i tuoi peccati , a guisa di una nube ; convertiti a me , perciocchè io ti ho riscattato . Cantate , o cieli ; perciocchè il Signore ha operato ; giubilate , luoghi bassi della terra ; risonate grida di allegrezza , monti , selve , e tutti gli alberi che sono in esse ; perciocchè il Signore ha riscattato Giacobbe , e si è reso glorioso in Israele . Così ha detto il Signore , tuo Redentore , e tuo Formatore fin dal ventre : Io sono il Signore , che ho fatta ogni cosa , che ho distesi i cieli solo , ed ho appianata la terra , senza che alcuno sia stato meco ; che annullo i segni de’ bugiardi , e fo impazzar gl’ indovini ; che fo andare a ritroso i savi , e rendo stolto il loro conoscimento ; che confermo la parola del mio servitore , e adempio il consiglio de’ miei Angeli ; che dico a Gerusalemme : Tu sarai abitata ; ed alle città di Giuda : Voi sarete riedificate ; ed io ridirizzerò le sue ruine ; che dico al profondo mare : Seccati ; e che asciugherò i suoi fiumi ; che dico a Ciro : Mio pastore ; e fo ch’ egli adempierà tutta la mia volontà , per dire a Gerusalemme : Tu sarai riedificata ; ed al tempio : Tu sarai di nuovo fondato . Così ha detto il Signore a Ciro , suo unto , ed il quale io ho preso , dice egli , per la man destra , per atterrar davanti a lui le genti , e sciogliere i lombi dei re ; per aprir gli usci dinanzi a lui , e far che le porte non gli sieno serrate : Io andrò dinanzi a te , e dirizzerò le vie distorte ; io romperò le porte di rame , e spezzerò le sbarre di ferro . E ti darò i tesori riposti in luoghi tenebrosi , e le cose nascoste in luoghi segreti ; acciocchè tu conosca che io sono il Signore , l’ Iddio d’ Israele , che ti ho chiamato per lo tuo nome ; per amor di Giacobbe , mio servitore , e d’ Israele , mio eletto ; anzi ti ho chiamato per lo tuo nome , e ti ho soprannominato , benchè tu non mi conoscessi . Io sono il Signore , e non ve n’ è alcun altro ; non vi è Dio alcuno fuor che me ; io ti ho cinto , benchè tu non mi conoscessi ; acciocchè si conosca dal sol levante , e dal Ponente , che non vi è alcun Dio fuor che me . Io sono il Signore , e non ve n’ è alcun altro ; che formo la luce , e creo le tenebre ; che fo la pace , e creo il male . Io sono il Signore , che fo tutte queste cose . Cieli , gocciolate da alto , e stillino le nuvole la giustizia ; aprasi la terra , e fruttino la salute , e la giustizia ; facciale quella germogliare insieme . Io , il Signore , ho creato questo . Guai a chi contende col suo Formatore ! contenda il testo co’ testi di terra ; l’ argilla dirà ella al suo formatore : Che fai ? non vi è alcuna opera di mani nel tuo lavoro . Guai a chi dice al padre : Che generi ? ed alla donna : Che partorisci ? Così ha detto il Signore , il Santo d’ Israele , e suo Formatore : Domandatemi delle cose avvenire ; ordinatemi ciò che io ho da fare intorno a’ miei figliuoli , ed all’ opera delle mie mani . Io ho fatta la terra , ed ho creati gli uomini che sono sopra essa ; le mie mani hanno distesi i cieli , ed io ho dati gli ordini a tutto il loro esercito . Io ho suscitato quell’ uomo in giustizia , e addirizzerò tutte le sue imprese ; egli riedificherà la mia città , e rimanderà il mio popolo , che sarà stato in cattività , senza prezzo , e senza presente , ha detto il Signor degli eserciti . Così ha detto il Signore : La fatica dell’ Egitto , e il traffico degli Etiopi , e de’ Sabei , uomini di grande statura , passeranno a te , e saranno tuoi , o Gerusalemme ; que’ popoli cammineranno dietro a te , passeranno co’ ceppi , e s’ inchineranno dinanzi a te ; ti supplicheranno , dicendo : Certo in te è Iddio ; e fuor d’ Iddio , non vi è alcun altro Dio . Veramente tu sei l’ Iddio , che ti nascondi , l’ Iddio d’ Israele , il Salvatore . Essi tutti sono stati confusi e svergognati ; gli artefici degl’ idoli se ne sono andati tutti quanti con vituperio . Ma Israele è stato salvato dal Signore , di una salute eterna ; voi Israeliti non sarete giammai in eterno confusi , nè svergognati . Perciocchè , così ha detto il Signore che ha creati i cieli ; l’ Iddio , che ha formata la terra , e l’ ha fatta , e l’ ha stabilita , e non l’ ha creata per restar vacua , anzi l’ ha formata per essere abitata : Io sono il Signore , e non ve n’ è alcun altro . Io non ho parlato di nascosto , nè in luogo tenebroso della terra ; io non ho detto alla progenie di Giacobbe in vano : Cercatemi ; io sono il Signore , che parlo in giustizia , ed annunzio cose diritte . Adunatevi , e venite ; accostatevi tutti quanti voi che siete scampati d’ infra le genti . Quelli che portano il legno della loro scultura , e fanno orazione ad un dio che non può salvare , non hanno conoscimento alcuno . Annunziate loro , e fateli appressare , ed anche prendano consiglio insieme ; chi ha fatto intender questo ab antico , chi l’ ha annunziato già da lungo tempo ? non son desso io , il Signore , fuor del quale non vi è alcun altro Dio ? l’ Iddio giusto , e Salvatore ; fuor di me non ve n’ è alcun altro . Riguardate a me , voi tutti i termini della terra , e siate salvati ; perciocchè io sono Iddio , e non ve n’ è alcun altro . Io ho giurato per me stesso , una parola è uscita della mia bocca , in giustizia , e non sarà revocata : Che ogni ginocchio si piegherà davanti a me , ed ogni lingua giurerà per me . Ei si dirà di me : Veramente nel Signore è ogni giustizia e forza ; tutti quelli che sono accesi d’ ira contro a lui verranno a lui , e saranno confusi . Tutta la progenie d’ Israele sarà giustificata nel Signore , e si glorierà in lui . BEL è andato giù , Nebo è caduto boccone , i loro idoli sono stati posti sopra bestie , e sopra giumenti ; i vostri somieri sono stati caricati d’ una soma , fino a stanchezza . Essi son caduti boccone , e sono andati giù tutti quanti ; non hanno potuto salvar quella soma ; e le lor persone stesse sono andate in cattività . Ascoltatemi , o casa di Giacobbe , e voi , tutto il rimanente della casa d’ Israele , de’ quali io mi son caricato fin dal ventre , e li ho portati fin dalla matrice ; ed anche infino alla vostra vecchiezza sarò lo stesso ; e vi porterò fino alla vostra canutezza ; io vi ho fatti , ed altresì vi porterò ; io stesso mi caricherò di voi , e vi salverò . A cui mi assomigliereste ? ed a cui mi agguagliereste ? a cui mi pareggereste , per essere par suo ? Coloro che hanno tratto dell’ oro di borsa , ed han pesato dell’ argento alla stadera ; che han prezzolato un orafo , il quale ne ha fatto un dio ; poi gli s’ inchinano , ed anche l’ adorano ; lo levano in ispalla , lo portano ; poi lo posano nel suo luogo , ove egli sta fermo , senza muoversi ; benchè gridino a lui , non però risponde , e non li salva dalla lor distretta . Ricordatevi di questo , e fondatevi bene ; trasgressori , recatevelo al cuore . Ricordatevi delle cose di prima , che furono già ab antico ; perciocchè io sono Iddio , e non vi è alcun altra Dio , e niuno è pari a me ; che annunzio da principio la fine , e ab antico le cose che non sono ancoro fatte ; che dico : Il mio consiglio sarà stabile , ed io metterò ad effetto tutta la mia volontà ; che chiamo dal Levante un uccello , e da terra lontana l’ uomo del mio consiglio ; io ho parlato , ed altresì farò venire ciò che io ho detto ; io ho formata la cosa , ed altresì la farò . Ascoltatemi , voi indurati di cuore , che siete lontani di giustizia ; io ho fatta appessar la mia giustizia , ella non si allontanerà ; e la mia salute non tarderà ; io metterò la salute in Sion , e farò vedere la mia gloria ad Israele . SCENDI , e siedi sopra la polvere , vergine , figliuola di Babilonia ; siedi in terra ; non vi è più trono , o figliuola de’ Caldei ; certo , tu non continuerai più ad esser chiamata : Morbida e delicata . Metti la mano alle macine , e macina la farina ; scopri la tua chioma , scalzati , scopriti la coscia , passa i fiumi . Le tue vergogne saranno scoperte , ed anche la tua turpitudine sarà veduta ; io prenderò vendetta , e non ti verrò incontro da uomo . Il nome del nostro Redentore è il Signore degli eserciti , il Santo d’ Israele . Siedi tacita , ed entra nelle tenebre , figliuola de’ Caldei ; perciocchè tu non sarai più chiamata : La Signora de’ regni . Io mi adirai gravemente contro al mio popolo , io profanai la mia eredità , e li diedi in man tua : tu non usasti alcuna misericordia inverso loro ; tu aggravasti grandemente il tuo giogo sopra il vecchio . E dicesti : Io sarò signora in perpetuo ; fin là , que giammai non ti mettesti queste cose in cuore , tu non ti ricordasti di ciò che avverrebbe alla fine . Ora dunque , ascolta questo , o deliziosa , che abiti in sicurtà , che dici nel cuor tuo : Io son dessa , e non vi è altri che me ; io non sederò vedova , e non saprò che cosa sia l’ essere orbata di figliuoli ; ascolta questo : Queste due cose ti avverranno in un momento , in un medesimo giorno ; orbezza di figliuoli , e vedovità ; ti verranno appieno addosso , con tutta la moltitudine delle tue malie , con tutta la gran forza delle tue incantagioni . E pur tu ti sei confidata nella tua malizia , ed hai detto : Non vi è niuno che mi vegga ; la tua sapienza e la tua scienza ti hanno sedotta . E tu hai detto nel tuo cuore : Io son dessa , e non vi è altri che me . Perciò , un male ti verrà addosso , del quale tu non saprai il primo nascimento ; e ti caderà addosso una ruina , la quale tu non potrai stornare ; e ti sopraggiungerà di subito una desolazione , della quale tu non ti avvedrai . Sta’ ora in piè con le tue incantagioni , e con la moltitudine delle tue malie , intorno alle quali tu ti sei affaticata fin dalla tua fanciullezza ; forse potrai far qualche giovamento , forse ti fortificherai . Tu ti sei stancata nella moltitudine de’ tuoi consigli ; ora dunque presentinsi gli astrologhi , che contemplano le stelle , e di mese in mese fanno de’ pronostichi ; e salvinti da’ mali che ti sopraggiungeranno . Ecco , son divenuti come stoppia ; il fuoco li ha arsi ; non hanno potuto scampar le lor persone dalla fiamma ; non ne rimarrà alcuna bracia da scaldarsi , nè alcun fuoco per sedervi davanti . Tali ti sono state le cose , intorno alle quali tu ti sei affaticata . Quant’ è a’ tuoi mercatanti , coi quali tu hai mercatantato fin dalla tua fanciullezza , son fuggiti chi qua , chi là , ciascuno alle sue parti ; non vi è niuno che ti salvi . ASCOLTATE questo , o casa di Giacobbe , che siete nominati del nome d’ Israele , e siete usciti delle acque di Giuda ; che giurate per lo Nome del Signore , e mentovate l’ Iddio d’ Israele ; benchè non in verità , nè in giustizia . Perciocchè essi si nominano della città santa , si appoggiano sopra l’ Iddio d’ Israele , il cui Nome è : Il Signor degli eserciti . Io annunziai già ab antico le cose di prima , e quelle uscirono della mia bocca , ed io le feci intendere ; poi di subito le ho fatte , e sono avvenute . Perciocchè io so che tu sei indurato , e che il tuo collo è un nerbo di ferro , e che la tua fronte è di rame . Perciò ti annunziai quelle cose già anticamente ; io te le feci intendere , avanti che fossero avvenute ; che talora tu non dicessi : Il mio idolo le ha fatte , e la mia scultura , e la mia statua di getto le ha ordinate . Tu hai udite tutte queste cose , considerale ; e non le annunziereste voi ? da ora io ti ho fatte intendere cose nuove , e riserbate , le quali tu non sapevi . Ora sono state create , e non ab antico , nè avanti questo giorno ; e tu non ne avevi udito nulla ; che talora tu non dica : Ecco , io le sapeva . Tu non le hai nè udite , nè sapute ; ed anche in alcun tempo non ti è stato aperto l’ orecchio ; perciocchè io sapeva che del tutto tu ti porteresti dislealmente , e che tu sei chiamato : Prevaricator fin dal ventre . Per amor del mio Nome , io rallenterò la mia ira ; e per amor della mia lode , io mi ratterrò inverso te , per non distruggerti . Ecco , io ti ho posto al cimento , ma non già come l’ argento ; io ti ho affinato nel fornello dell’ afflizione . Per amor di me stesso , per amor di me stesso , io farò questo ; perciocchè , come sarebbe profanato il mio Nome ? ed io non darò la mia gloria ad alcun altro . Ascoltami , o Giacobbe , e tu , o Israele , che sei chiamato da me . Io son desso ; io sono il primo ; io sono anche l’ ultimo . La mia mano ha eziandio fondata la terra , e la mia destra ha misurati i cieli col palmo ; quando io li chiamo , tutti quanti compariscono . Voi tutti , adunatevi , ed ascoltate : Chi , d’ infra coloro , ha annunziate queste cose ? Il Signore ha amato colui ; egli metterà ad esecuzione la sua volontà contro a Babilonia , e il suo braccio sopra i Caldei . Io , io ho parlato , ed anche l’ ho chiamato ; io l’ ho fatto venire , e le sue imprese son prosperate . Accostatevi a me , ed ascoltate questo ; dal principio io non ho parlato di nascosto ; dal tempo che la cosa è stata io vi sono stato ; ed ora il Signore Iddio , e il suo Spirito , mi ha mandato . Così ha detto il Signore , il tuo Redentore , il Santo d’ Israele : Io sono il Signore Iddio tuo , che ti ammaestro per util tuo , che ti guido per la via , per la quale tu devi camminare . Oh avessi tu pure atteso a’ miei comandamenti ! la tua pace sarebbe stata come un fiume , e la tua giustizia come le onde del mare . E la tua progenie sarebbe stata come la rena , e quelli che sarebbero usciti delle tue interiora come la ghiaia di quello ; il suo nome non sarebbe stato sterminato , nè spento dal mio cospetto . Uscite di Babilonia , fuggitevene dai Caldei , con voce di giubilo ; annunziate , bandite questo ; datene fuori voce fino alle estremità della terra ; dite : Il Signore ha riscattato Giacobbe , suo servitore . Ed essi non hanno avuto sete , mentre egli li ha condotti per li deserti ; egli ha fatta loro stillar dell’ acqua dalla roccia ; egli ha fesso il sasso , e ne è colata dell’ acqua . Non vi è alcuna pace per gli empi , ha detto il Signore . ASCOLTATEMI , isole ; e state attenti , o popoli lontani . Il Signore mi ha chiamato infin dal ventre , egli ha mentovato il mio nome infin dalle interiora di mia madre . Ed ha renduta la mia bocca simile ad una spada acuta ; egli mi ha nascosto all’ ombra della sua mano , e mi ha fatto essere a guisa di saetta forbita ; egli mi ha riposto nel suo turcasso ; e mi ha detto : Tu sei il mio Servitore ; Israele è quello , nel quale io mi glorificherò in te . Ed io ho detto : Io mi sono affaticato a vuoto ; invano , ed indarno ho consumata la mia forza ; ma pur certo la mia ragione è appo il Signore , e l’ opera mia appo l’ Iddio mio . Ora dunque , avendomi detto il Signore , che mi ha formato infin dal ventre , acciocchè gli sia servitore , che io gli riconduca Giacobbe ; benchè Israele non si raccolga , pur sarò glorificato appo il Signore , e l’ Iddio mio sarà la mia forza . Ed egli mi ha detto : Egli è leggier cosa che tu mi sii servitore , per ridirizzare le tribù di Giacobbe , e per ricondurre i riserbati d’ Israele ; perciò , io ti ho dato per luce delle genti ; per esser la mia salute infino alle estremità della terra . Così ha detto il Signore , il Rendentore d’ Israele , il suo Santo , a colui ch’ è sprezzato della persona , ed abbominevole alla nazione , al servo di quelli che signoreggiano : I re ti vedranno , e si leveranno ; i principi ancora , e s’ inchineranno ; per cagion del Signore , ch’ è fedele , del Santo d’ Israele , che ti ha eletto . Così ha detto il Signore : Io ti ho esaudito nel tempo della benevolenza , e ti ho aiutato nel giorno della salute ; anche ti guarderò , e ti darò per patto del popolo , per ristabilir la terra , per far possedere le eredità desolate ; per dire a’ prigioni : Uscite , ed a quelli che sono nelle tenebre : Mostratevi . Essi pastureranno in su le vie , ed il lor pasco sarà sopra ogni luogo elevato . Non avranno fame , nè sete ; e l’ arsura ed il sole non li percoterà ; perciocchè colui che ha misericordia di loro li condurrà , e li menerà alle fonti delle acque . Ed io ridurrò tutti i miei monti in cammini , e le mie strade saranno rilevate . Ecco , gli uni verranno da lontano ; ed ecco , gli altri verranno dal Settentrione , e dall’ Occidente ; e gli altri dal paese de’ Sinei . Giubilate , o cieli ; e tu , terra , festeggia ; e voi , monti , risonate grida di allegrezza ; perciocchè il Signore ha consolato il suo popolo , ed ha avuta pietà de’ suoi poveri afflitti . Or Sion ha detto : Il Signore mi ha abbandonata , ed il Signore mi ha dimenticata . Dimenticherà la donna il suo figliuolino che poppa , per non aver pietà del figliuol del suo seno ? ma , avvegnachè le madri dimenticassero i lor figliuoli , non però ti dimenticherò io . Ecco , io ti ho scolpita sopra le palme delle mani ; le tue mura son del continuo nel mio cospetto . I tuoi figliuoli verranno in fretta ; e quelli che ti distruggevano , e disertavano , usciranno fuor di te . Alza d’ ogn’ intorno i tuoi occhi , e vedi ; tutti costoro si son radunati , e son venuti a te . Come io vivo , dice il Signore , tu ti rivestirai di costoro come di un ornamento , e te ne fregerai a guisa di sposa . Perciocchè le tue ruine , ed i tuoi luoghi deserti , ed il tuo paese distrutto , anzi tu stessa , sarai allora troppo stretta per gli abitatori ; e quelli che ti divoravano si allontaneranno . Ancora ti diranno i figliuoli che tu avrai , dopo che sarai stata orbata degli altri : Questo luogo è troppo stretto per me ; fattimi in là , che io possa abitare . E tu dirai nel cuor tuo : Chi mi ha generati costoro ? conciossiachè io fossi rimasta orbata di figliuoli , e sola , in cattività , ed in esilio ; e chi mi ha allevati costoro ? ecco , io era rimasta tutta sola , e costoro dove erano ? Così ha detto il Signore Iddio : Ecco , io leverò la mia mano alle genti ed alzerò la mia bandiera a’ popoli ; ed essi ti porteranno i tuoi figliuoli in braccio , e le tue figliuole saranno portate in ispalla . E i re saranno i tuoi balii , e le principesse , lor mogli , le tue balie ; essi s’ inchineranno a te , bassando la faccia a terra , e leccheranno la polvere de’ tuoi piedi ; e tu conoscerai che io sono il Signore , e che quelli che sperano in me non saranno giammai confusi . La preda sarebbe ella tolta all’ uomo prode ? ed i prigioni presi giustamente possono eglino esser riscossi ? Conciossiachè così abbia detto il Signore : Eziandio i prigioni dell’ uomo prode gli saran tolti , e la preda del possente sarà riscossa ; ed io contenderò con quelli che contendono teco , e salverò i tuoi figliuoli . E farò che i tuoi oppressatori mangeranno la lor propria carne , e s’ inebbrieranno del lor proprio sangue , a guisa di mosto ; ed ogni carne saprà che io sono il Signore , tuo Salvatore , e tuo Redentore , il Possente di Giacobbe . Così ha detto il Signore : Dove è la lettera del divorzio di vostra madre , per la quale io l’ abbia mandata via ? ovvero , chi è colui de’ miei creditori , a cui io vi abbia venduti ? Ecco , voi siete stati venduti per le vostre iniquità , e la madre vostra è stata mandata via per li vostri misfatti . Perchè , essendo io venuto , non si è trovato alcuno ? Ed avendo io chiamato , niuno ha risposto ? È forse la mia mano per alcuna maniera accorciata , da non poter riscuotere ? O non vi è egli in me forza alcuna , da poter liberare ? Ecco , col mio sgridare io secco il mare , io riduco i fiumi in deserto , sì che il pesce loro diventa puzzolente , per mancamento di acqua , essendo morto di sete . Io rivesto i cieli di caligine , e metto un cilicio per lor coverta . IL Signore Iddio mi ha data la lingua de’ dotti , per saper parlare opportunamente allo stanco ; egli mi desta ogni mattina l’ orecchio , per udire come i dotti . Il Signore Iddio mi ha aperto l’ orecchio , ed io non sono stato ribello , non mi son tratto indietro . Io ho porto il mio corpo a’ percotitori , e le mie guance a quelli che mi strappavano i capelli ; io non ho nascosta la mia faccia dalle onte , nè dallo sputo . Ma il Signore Iddio è stato in mio aiuto ; perciò , non sono stato confuso ; perciò , ho resa la mia faccia simile ad un macigno , e so che non sarò svergognato . Colui che mi giustifica è prossimo ; chi contenderà meco ? presentiamoci pure amendue insieme ; chi è mio avversario ? accostisi pure a me . Ecco , il Signore Iddio è in mio aiuto ; chi mi condannerà ? ecco , tutti coloro saran logorati come un vestimento ; la tignuola li roderà . Chi è colui , d’ infra voi , che tema il Signore , che ascolti la voce del suo Servitore ? Benchè cammini in tenebre , e non abbia chiarezza alcuna , pur confidisi nel Nome del Signore , ed appoggisi sopra l’ Iddio suo . Ecco , voi tutti che accendete del fuoco , e vi attorniate di faville , camminate alla luce del vostro fuoco , ed alle faville che avete accese . Questo vi è avvenuto dalla mia mano ; voi giacerete in tormento . ASCOLTATEMI , voi che procacciate la giustizia , che cercate il Signore ; riguardate alla roccia onde siete stati tagliati , e alla buca della cava onde siete stati cavati . Riguardate ad Abrahamo , vostro padre , ed a Sara , che vi ha partoriti ; perciocchè io lo chiamai solo , e lo benedissi , e lo moltiplicai . Perciocchè il Signore consolerà Sion , egli consolerà tutte le sue ruine , e renderà il suo deserto simile ad Eden , e la sua solitudine simile al giardino del Signore ; in essa si troverà gioia ed allegrezza ; lode , e voce di canto . Attendi a me , popol mio ; e tu , mia nazione , porgimi gli orecchi ; perciocchè la Legge procederà da me , ed io assetterò il mio giudicio , per luce de’ popoli . La mia giustizia è vicina ; la mia salute è uscita fuori , e le mie braccia giudicheranno i popoli ; le isole mi aspetteranno , e spereranno nel mio braccio . Alzate gli occhi vostri al cielo , e riguardate in terra abbasso ; perciocchè i cieli si dissolveranno a guisa di fumo , e la terra sarà logorata come un vestimento , ed i suoi abitanti similmente morranno ; ma la mia salute sarà in eterno , e la mia giustizia non iscaderà . Ascoltatemi , voi che conoscete la giustizia ; e tu , o popolo , nel cui cuore è la mia Legge . Non temiate delle onte degli uomini , e non vi sgomentate per li loro oltraggi . Perciocchè la tignuola li roderà come un vestimento , e la tarma li mangerà come lana ; ma la mia giustizia sarà in eterno , e la mia salute per ogni età . O braccio del Signore , risvegliati , risvegliati , rivestiti di forza , risvegliati come a’ giorni antichi , come nelle età dei secoli passati . Non sei tu quel che tagliasti a pezzi Rahab , che uccidesti il dragone ? Non sei tu quel che seccasti il mare , le acque del grande abisso ? Che riducesti le profondità del mare in un cammino , acciocchè i riscattati passassero ? Quelli adunque che dal Signore saranno stati riscattati ritorneranno , e verranno in Sion con canto ; ed allegrezza eterna sarà sopra il capo loro ; otterranno gioia e letizia ; il dolore ed il gemito fuggiranno . Io , io son quel che vi consolo ; chi sei tu che temi dell’ uomo che morrà , del figliuol dell’ uomo che diverrà simile a fieno ? Ed hai dimenticato il Signore che ti ha fatto , che ha distesi i cieli , e fondata la terra ; ed hai del continuo , tuttodì , avuto paura dell’ indegnazione di colui che ti stringeva , quando egli si apparecchiava per distruggere ; ora , dove è l’ indegnazione di colui che ti stringeva ? Colui che è stato menato in cattività si affretta a sciogliersi , acciocchè non muoia nella fossa , e che non gli manchi il pane . Or io sono il Signore Iddio tuo , che muovo il mare , e fo che le sue onde romoreggiano ; il cui Nome è : Il Signor degli eserciti . Ed ho messe le mie parole nella tua bocca , e ti ho coperto con l’ ombra della mia mano , per piantare i cieli , e per fondar la terra , e per dire a Sion : Tu sei il mio popolo . Risvegliati , risvegliati , levati , o Gerusalemme , che hai bevuta dalla mano del Signore la coppa della sua indegnazione ; tu hai bevuta , anzi succiata la feccia della coppa di stordimento . Infra tutti i figliuoli ch’ ella ha partoriti , non vi è alcuno che la guidi ; nè , fra tutti i figliuoli che ha allevati , alcuno che la prenda per la mano . Queste due cose ti sono avvenute ; chi se ne conduole teco ? Guastamento e ruina ; spada e fame ; per chi ti consolerei io ? I tuoi figliuoli son venuti meno , son giaciuti in capo d’ ogni strada , come un bue salvatico che è ne’ lacci , pieni dell’ indegnazione del Signore , dello sgridar dell’ Iddio tuo . Perciò ascolta ora questo , o tu afflitta ed ebbra , e non di vino ; così ha detto il tuo Signore , il Signore , e l’ Iddio tuo , che difende la causa del suo popolo : Ecco , io ti ho tolta di mano la coppa di stordimento , la feccia della coppa della mia indegnazione ; tu non ne berrai più per l’ innanzi . Ed io la metterò in mano a quelli che ti affliggono , che han detto all’ anima tua : Inchinati , e noi ti passeremo addosso : laonde tu hai posto il tuo corpo come terra , e come una strada a’ passanti . Risvegliati , risvegliati ; rivestiti della tua gloria , o Sion ; rivestiti de’ vestimenti della tua magnificenza , o Gerusalemme , città santa ; perciocchè l’ incirconciso , e l’ immondo , non entreranno più in te per l’ innanzi . Scuotiti la polvere d’ addosso ; levati , ed assettati , o Gerusalemme ; sciogliti i legami che hai in collo , o figliuola di Sion , che sei in cattività . Perciocchè , così ha detto il Signore : Voi siete stati venduti senza prezzo , e sarete altresì riscattati senza danari . Perciocchè , così ha detto il Signore Iddio : Il mio popolo discese anticamente in Egitto per dimorarvi ; ma Assur l’ ha oppressato per nulla . Ed ora , che ho io a far qui , dice il Signore , perchè il mio popolo sia stato menato via per nulla ? quelli che lo signoreggiano lo fanno urlare , dice il Signore ; ed il mio Nome del continuo , tuttodì , è bestemmiato . Perciò , il mio popolo conoscerà il mio Nome ; perciò , egli conoscerà in quel giorno che io son quel che parlo ; eccomi . O quanto son belli sopra questi monti i piedi di colui che porta le buone novelle , che annunzia la pace ; di colui che porta le novelle del bene , che annunzia la salute , che dice a Sion : Il tuo Dio regna ! Vi è un grido delle tue guardie , che hanno alzata la voce , che hanno tutte insieme dati gridi d’ allegrezza ; perciocchè hanno veduto con gli occhi che il Signore ha ricondotta Sion . Risonate , giubilate , ruine di Gerusalemme , tutte quante ; perciocchè il Signore ha consolato il suo popolo , ha riscattata Gerusalemme . Il Signore ha tratto fuori il braccio della sua santità , alla vista di tutte le genti ; e tutte le estremità della terra hanno veduta la salute del nostro Dio . Dipartitevi , dipartitevi , uscite di là , non toccate cosa alcuna immonda ; uscite del mezzo di quella ; purificatevi , voi che portate i vasi del Signore . Perciocchè voi non uscirete in fretta , e non camminerete in fuga ; imperocchè il Signore andrà dinanzi a voi , e l’ Iddio d’ Israele sarà la vostra retroguardia . ECCO , il mio Servitore prospererà , egli sarà grandemente innalzato , esaltato , e reso eccelso . Siccome molti sono stati stupefatti di te , tanto l’ aspetto di esso era sformato , in maniera che non somigliava più un uomo ; ed il suo sembiante , in maniera ch’ egli non somigliava più uno d’ infra i figliuoli degli uomini ; così egli cospergerà molte genti ; i re si tureranno la bocca sopra lui ; perciocchè vedranno ciò che non era giammai stato loro raccontato , ed intenderanno ciò che giammai non aveano udito . Chi ha creduto alla nostra predicazione ? ed a cui è stato rivelato il braccio del Signore ? Or egli è salito , a guisa di rampollo , dinanzi a lui , ed a guisa di radice da terra arida ; non vi è stata in lui forma , nè bellezza alcuna ; e noi l’ abbiamo veduto , e non vi era cosa alcuna ragguardevole , perchè lo desiderassimo . Egli è stato sprezzato , fino a non esser più tenuto nel numero degli uomini ; è stato uomo di dolori , ed esperto in languori ; è stato come uno dal quale ciascuno nasconde la faccia ; è stato sprezzato , talchè noi non ne abbiam fatta alcuna stima . Veramente egli ha portati i nostri languori , e si è caricato delle nostre doglie ; ma noi abbiamo stimato ch’ egli fosse percosso , battuto da Dio , ed abbattuto . Ma egli è stato ferito per li nostri misfatti , fiaccato per le nostre iniquità ; il gastigamento della nostra pace è stato sopra lui ; e per li suoi lividori noi abbiamo ricevuta guarigione . Noi tutti eravamo erranti , come pecore ; ciascun di noi si era volto alla sua via ; ma il Signore ha fatta avvenirsi in lui l’ iniquità di tutti noi . Egli è stato oppressato , ed anche afflitto , e pur non ha aperta la bocca ; è stato menato all’ uccisione , come un agnello ; ed è stato come una pecora mutola davanti a quelli che la tosano , e non ha aperta la bocca . Egli è stato assunto fuor di distretta , e di giudicio ; e chi potrà narrar la sua età , dopo ch’ egli sarà stato reciso dalla terra dei viventi ; e che , per li misfatti del mio popolo , egli sarà stato carico di piaghe ? Or la sua sepoltura era stata ordinata co’ malfattori ; ma egli è stato col ricco nella sua morte , la quale egli ha sofferta , senza ch’ egli avesse commessa alcuna violenza , e chi vi fosse alcuna frode nella sua bocca . Ma il Signore l’ ha voluto fiaccare , e l’ ha addogliato . Dopo che l’ anima sua si sarà posta per sacrificio per la colpa , egli vedrà progenie , prolungherà i giorni , e il beneplacito del Signore prospererà nella sua mano . Egli vedrà il frutto della fatica dell’ anima sua , e ne sarà saziato ; il mio Servitor giusto ne giustificherà molti per la sua conoscenza , ed egli stesso si caricherà delle loro iniquità . Perciò , io gli darò parte fra i grandi , ed egli partirà le spoglie co’ potenti ; perciocchè avrà esposta l’ anima sua alla morte , e sarà stato annoverato co’ trasgressori , ed avrà portato il peccato di molti , e sarà interceduto per i trasgressori . GIUBILA , o sterile , che non partorivi ; fa’ risonar grida di allegrezza , e strilla , o tu , che non avevi dolori di parto ; perciocchè i figliuoli della desolata saranno in maggior numero che quelli della maritata , ha detto il Signore . Allarga il luogo del tuo padiglione , e sieno tesi i teli de’ tuoi tabernacoli ; non divietarlo : allunga le tue corde , e ferma i tuoi piuoli . Perciocchè tu moltiplicherai , traboccando a destra ed a sinistra ; e la tua progenie possederà le genti , e renderà abitate le città deserte . Non temere , perciocchè , tu non sarai confusa ; e non vergognarti , perciocchè tu non sarai adontata ; anzi dimenticherai la vergogna della tua fanciullezza , e non ti ricorderai più del vituperio della tua vedovità . Perciocchè il tuo marito è quel che ti ha fatta ; il suo Nome è : Il Signor degli eserciti ; e il tuo Redentore è il Santo d’ Israele , il quale sarà chiamato l’ Iddio di tutta la terra . Perciocchè il Signore ti ha chiamata , come una donna abbandonata , e tribolata di spirito ; e come una moglie sposata in giovanezza , che sia stata mandata via , ha detto il tuo Dio . Io ti ho lasciata per un piccol momento , ma ti raccoglierò per grandi misericordie . Io ho nascosta la mia faccia da te per un momento , nello stante dell’ indegnazione ; ma ho avuta pietà di te per benignità eterna , ha detto il Signore , tuo Redentore . Perciocchè questo mi sarà come le acque di Noè ; conciossiachè , come io giurai che le acque di Noè non passerebbero più sopra la terra , così ho giurato che non mi adirerò più contro a te , e non ti sgriderò più . Avvegnachè i monti si dipartissero dal luogo loro , e i colli si smovessero ; pur non si dipartirà la mia benignità da te , e il patto della mia pace non sarà smosso ; ha detto il Signore , che ha pietà di te . O afflitta , tempestata , sconsolata ; ecco , io poserò le tue pietre sopra marmo fino , e ti fonderò sopra zaffiri . E farò le tue finestre di rubini e le tue porte di pietre di carbonchi , e tutto il tuo recinto di pietre preziose . E tutti i tuoi figliuoli saranno insegnati dal Signore ; e la pace de’ tuoi figliuoli sarà grande . Tu sarai stabilita in giustizia , tu sarai lontana d’ oppressione , sì che non la temerai ; e di ruina , sì ch’ ella non si accosterà a te . Ecco , ben si faranno delle raunate , ma non da parte mia ; chi si radunerà contro a te , venendoti addosso , caderà . Ecco , io ho creato il fabbro che soffia il carbone nel fuoco , e che trae fuori lo strumento , per fare il suo lavoro ; ed io ancora ho creato il guastatore , per distruggere . Niun’ arme fabbricata contro a te prospererà ; e tu condannerai ogni lingua che si leverà contro a te in giudicio . Quest’ è l’ eredità de’ servitori del Signore , e la lor giustizia da parte mia , dice il Signore . O VOI tutti che siete assetati , venite alle acque ; e voi che non avete alcuni danari , venite , comperate , e mangiate ; venite , dico , comperate , senza danari , e senza prezzo , vino , e latte . Perchè spendete danari in ciò che non è pane , e la vostra fatica in ciò che non può saziare ? ascoltatemi pure , e voi mangerete del buono , e l’ anima vostra goderà del grasso . Inchinate il vostro orecchio , e venite a me ; ascoltate , e l’ anima vostra viverà ; ed io farò con voi un patto eterno , secondo le benignità stabili , promesse a Davide . Ecco , io l’ ho dato per testimonio delle nazioni ; per conduttore , e comandatore a’ popoli . Ecco , tu chiamerai la gente che tu non conoscevi , e la nazione che non ti conosceva correrà a te , per cagion del Signore Iddio tuo , e del Santo d’ Israele ; perciocchè egli ti avrà glorificato . Cercate il Signore , mentre egli si trova ; invocatelo , mentre egli è vicino . Lasci l’ empio la sua via , e l’ uomo iniquo i suoi pensieri ; e convertasi al Signore , ed egli avrà pietà di lui ; ed all’ Iddio nostro , perciocchè egli è gran perdonatore . Perciocchè i miei pensieri non sono i vostri pensieri , nè le mie vie le vostre vie , dice il Signore . Conciossiachè , quanto i cieli son più alti che la terra , tanto sieno più alte le mie vie che le vostre vie , ed i miei pensieri che i vostri pensieri . Perciocchè , siccome la pioggia e la neve scende dal cielo , e non vi ritorna ; anzi adacqua la terra , e la fa produrre e germogliare , talchè ella dà sementa da seminare , e pane de mangiare ; così sarà la mia parola , che sarà uscita della mia bocca ; ella non ritornerà a me a vuoto ; anzi opererà ciò che io avrò voluto , e prospererà in ciò per che l’ avrò mandata . Perciocchè voi uscirete con allegrezza , e sarete condotti in pace ; i monti , e i colli risoneranno grida di allegrezza davanti a voi ; e tutti gli alberi della campagna si batteranno a palme . In luogo dello spino crescerà l’ abete , in luogo dell’ ortica crescerà il mirto ; e ciò sarà al Signore in fama , in segno eterno , che non verrà giammai meno . COSÌ ha detto il Signore : Osservate quel ch’ è diritto , e fate quel ch’ è giusto ; perciocchè la mia salute è vicina a venire , e la mia giustizia ad essere rivelata . Beato l’ uomo che farà questo , e il figliuol dell’ uomo che vi si atterrà ; che osserverà il sabato , per non profanarlo ; e guarderà la sua mano , per non fare alcun male . E non dica il figliuol del forestiere , che si sarà aggiunto al Signore : Il Signore mi ha del tutto separato dal suo popolo ; e non dica l’ eunuco : Ecco , io sono un albero secco . Perciocchè , così ha detto il Signore intorno agli eunuchi : Quelli che osserveranno i miei sabati , ed eleggeranno di far ciò che mi piace , e si atterranno al mio patto ; io darò loro nella mia Casa , e dentro delle mie mura , un luogo ed un nome , migliore che di figliuoli e di figliuole ; io darò loro un nome eterno , il quale giammai non sarà sterminato . E quant’ è ai figliuoli del forestiere , che si saranno aggiunti al Signore , per servirgli , e per amare il Nome del Signore , per essergli servitori ; tutti quelli che osserveranno il sabato , per non profanarlo , e che si atterranno al mio patto ; io li condurrò al monte della mia santità , e li rallegrerò nella mia Casa d’ orazione ; gli olocausti loro , e i sacrificii loro mi saranno a grado in sul mio Altare ; perciocchè la mia Casa sarà chiamata : Casa d’ orazione per tutti i popoli . Il Signore Iddio , che raccoglie gli scacciati d’ Israele , dice : Ancora ne accoglierò degli altri a lui , oltre a quelli de’ suoi che saranno già raccolti . VENITE per mangiare , voi tutte le bestie della campagna , tutte le fiere delle selve . Tutte le sue guardie son cieche , non hanno alcun conoscimento ; essi tutti son cani mutoli , non sanno abbaiare ; vaneggiano , giacciono , amano il sonnecchiare . E questi cani ingordi non sanno che cosa sia l’ esser satollo , e questi pastori non sanno che cosa sia intendimento ; ciascun di loro si è volto alla sua via , ciascuno alla sua cupidigia , dal canto suo . Venite , dicono , io recherò del vino , e noi c’ inebbrieremo di cervogia ; e il giorno di domani sarà come questo , anzi vie più grande . Il giusto muore , e non vi è alcuno che vi ponga mente ; e gli uomini da bene son raccolti , senza che alcuno consideri che il giusto è raccolto d’ innanzi al male . Chi cammina nella sua dirittura se ne andrà in pace , si riposeranno sopra i lor letti . Ma voi , figliuoli dell’ incantatrice , progenie adultera , che non fai altro che fornicare , accostatevi qua . Sopra cui vi sollazzate voi ? sopra cui allargate la bocca , ed allungate la lingua ? non siete voi figliuoli di misfatto , progenie di falsità ? Voi , che vi riscaldate dietro alle querce , sott’ ogni albero verdeggiante , che scannate i figliuoli nelle valli , sotto alle caverne delle rocce . La tua parte è nelle pietre pulite de’ torrenti ; quelle , quelle son la tua sorte ; a quelle eziandio hai sparse offerte da spandere , e presentate oblazioni ; con tutte queste cose potrei io esser rappacificato ? Tu hai posto il tuo letto sopra i monti alti ed elevati ; e sei eziandio salita là , per sacrificar sacrificii . Ed hai messa la tua ricordanza dietro all’ uscio , e dietro allo stipite ; conciossiachè tu ti sii scoperta , sviandoti da me ; e sii salita , ed abbi allargato il tuo letto , ed abbi fatto patto con alcuni di coloro ; tu hai amata la lor giacitura , tu hai spiato il luogo . Ed hai portati al Re presenti d’ olii odoriferi , con gran quantità delle tue composizioni aromatiche ; ed hai mandati i tuoi ambasciatori fino in paese lontano , e ti sei abbassata fino all’ inferno . Tu ti sei affaticata nella lunghezza del tuo cammino ; tu non hai detto : La cosa è disperata ; tu hai ritrovata la vita della tua mano , perciò tu non ti sei stancata . E di cui hai tu avuta paura ? chi hai tu temuto ? conciossiachè tu abbi mentito , e non ti sii ricordata di me , e non te ne sii curata ? non mi sono io taciuto , anzi già da lungo tempo ? e pur tu non mi hai temuto . Io dichiarerò la tua giustizia , e le tue opere , che non ti gioveranno nulla . Quando tu griderai , liberinti quelli che tu aduni ; ma il vento li porterà via tutti quanti , un soffio li torrà via ; ma chi spera in me possederà la terra , ed erederà il monte della mia santità . Ed ei si dirà : Rilevate , rilevate le strade , acconciatele ; togliete via gl’ intoppi dal cammino del mio popolo . Perciocchè , così ha detto l’ Alto , e l’ Eccelso , che abita l’ eternità , e il cui Nome è il Santo : Io abito in luogo alto , e santo , e col contrito , ed umile di spirito ; per vivificar lo spirito degli umili , e per vivificare il cuor de’ contriti . Conciossiachè io non contenda in perpetuo , e non mi adiri in eterno ; perciocchè altrimenti ogni spirito , e le anime che io ho fatte , verrebber meno per la mia presenza . Io sono stato adirato per l’ iniquità della sua cupidigia , e l’ ho percosso ; io mi son nascosto , e sono stato indegnato ; ma pur quel ribello è andato per la via del suo cuore . Io ho vedute le sue vie , e pur lo guarirò , e lo ricondurrò , e restituirò consolazioni a lui , ed a quelli d’ infra lui che fanno cordoglio . Io creo ciò ch’ è proferito con le labbra ; pace , pace al lontano , ed al vincino , dice il Signore ; ed io lo guarirò . Ma gli empi sono come il mare sospinto , il quale non può quietare , e le cui acque cacciano fuori pantano e fango . Non vi è niuna pace per gli empi ; ha detto l’ Iddio mio . GRIDA con la gola , non rattenerti : alza la tua voce a guisa di tromba , e dichiara al mio popolo i suoi misfatti , ed alla casa di Giacobbe i suoi peccati . Ben mi cercano ogni giorno , e prendono piacere di saper le mie vie , a guisa di gente che si adoperi a giustizia , e non abbia lasciata la Legge dell’ Iddio suo ; mi domandano de’ giudicii di giustizia , prendono piacere di accostarsi a Dio . Poi dicono : Perchè abbiamo digiunato e tu non vi hai avuto riguardo ? perchè abbiamo afflitte le anime nostre , e tu non vi hai posta mente ? Ecco nel giorno del vostro digiuno , voi trovate del diletto , e riscotete tutte le vostre rendite . Ecco , voi digiunate a liti , ed a contese , e per percuotere empiamente col pugno ; non digiunate più come fate oggi , se voi volete che la vostra voce sia esaudita da alto . Il digiuno che io approvo , e il giorno che l’ uomo deve affliggere l’ anima sua è egli tale ? nominerai tu questo digiuno , e giorno accettevole al Signore , che l’ uomo chini il capo come un giunco , e si corichi nel cilicio , e nella cenere ? Non è questo il digiuno che io approvo : che si sciolgano i legami di empietà , che si sleghino i fasci del giogo , e che si lascino andar franchi quelli che son fiaccati , e che voi rompiate ogni giogo ? E che tu rompi il tuo pane a chi ha fame , e che tu raccolga in casa i poveri erranti ; che quando tu vedi alcuno ignudo , tu lo copri , e non ti nascondi dalla tua carne ? Allora la tua luce spunterà fuori come l’ alba , e il tuo ristoro germoglierà subitamente ; e la tua giustizia andrà davanti a te , e la gloria del Signore sarà la tua retroguardia . Allora tu invocherai , e il Signore ti risponderà , e dirà : Eccomi . Se tu togli del mezzo di te il giogo , l’ alzare il dito , e il parlare iniquità ; ed apri l’ anima tua a colui che ha fame , e sazii la persona afflitta ; la tua luce si leverà nelle tenebre , e la tua oscurità sarà come il mezzodì . Ed il Signore ti condurrà del continuo , e sazierà l’ anima tua nell’ arsure , ed empierà di midolla le tue ossa ; e tu sarai come un orto adacquato , e come una fonte d’ acqua , la cui acqua non fallisce . E quelli che usciranno di te riedificheranno i luoghi già ab antico deserti ; tu ridirizzerai i fondamenti di molte età addietro ; e sarai chiamato : Ristorator delle ruine , Racconciator de’ sentieri , da potere abitare . Se tu ritrai il tuo piè , per non far le tue volontà nel sabato , nel mio giorno santo ; e se tu chiami il sabato delizie , e quello ch’ è santo al Signore onorevole ; e se tu l’ onori senza operar secondo le tue vie , senza ritrovar le tue volontà , e senza dir parola ; allora tu prenderai i tuoi diletti nel Signore , ed io ti farò cavalcare sopra gli alti luoghi della terra ; e ti darò mangiare l’ eredità di Giacobbe , tuo padre ; perciocchè la bocca del Signore ha parlato . ECCO , la mano del Signore non è raccorciata , per non poter salvare ; e la sua orecchia non è aggravata , per non potere udire . Ma le vostre iniquità sono quelle che han fatta separazione tra voi e l’ Iddio vostro ; e i vostri peccati han fatta nasconder la sua faccia da voi , per non ascoltare . Conciossiachè le vostre mani sieno contaminate di sangue , e le vostre dita d’ iniquità ; e le vostre labbra hanno proferita falsità , la vostra lingua ha ragionata perversità . Non vi è niuno che gridi per la giustizia , nè che litighi per la verità ; si confidano in cose di nulla , e parlano falsità ; concepiscono perversità , e partoriscono iniquità . Fanno spicciare uova d’ aspido , e tessono tele di ragnoli ; chi avrà mangiato delle loro uova ne morrà ; e schiacciandosene alcuno , ne scoppierà una vipera . Le lor tele non saranno da vestimenti , ed eglino stessi non si copriranno del lor lavoro ; il lor lavoro è lavoro d’ iniquità , e vi sono opere di violenza nelle lor mani . I lor piedi corrono al male , e si affrettano per andare a spandere il sangue innocente ; i lor pensieri son pensieri d’ iniquità ; nelle loro strade vi è guastamento e ruina . Non conoscono il cammino della pace , e nelle lor vie non vi è alcuna dirittura ; si hanno distorti i lor sentieri ; chiunque cammina per essi non sa che cosa sia pace . Perciò , il giudicio si è allontanato da noi , e la giustizia non ci ha aggiunti ; noi abbiamo aspettata luce , ed ecco tenebre ; splendore , ed ecco camminiamo in caligine . Noi siamo andati brancolando intorno alla parete , come ciechi ; siamo andati brancolando , come quelli che non hanno occhi ; noi ci siamo intoppati nel mezzodì , come in sul vespro ; noi siamo stati in luoghi ermi e solitari , come morti . Noi tutti fremiamo come orsi , e gemiamo continuamente come colombe ; abbiamo aspettato il giudicio , e non ve n’ è punto ; la salute , ed ella si dilunga da noi . Perciocchè i nostri misfatti son moltiplicati dinanzi a te , ed i nostri peccati testificano contro a noi ; conciossiachè i nostri misfatti sieno appo noi , e noi conosciamo le nostre iniquità ; che sono : prevaricare , e mentire contro al Signore , e trarsi indietro dall’ Iddio nostro ; parlar di oppressione , e di rivolta ; concepire , e ragionar col cuore parole di falsità . Perciò , il giudicio si è tratto indietro , e la giustizia si è fermata lontano ; perciocchè la verità è caduta nella piazza , e la dirittura non è potuta entrare . E la verità è mancata , e chi si ritrae dal male è stato in preda . Or il Signore ha veduto questo , e gli è dispiaciuto che non vi era dirittura alcuna . E veduto che non vi era uomo alcuno , e maravigliatosi che non vi era alcuno che s’ interponesse , il suo braccio gli ha operata salute , e la sua giustizia l’ ha sostenuto . E si è vestito di giustizia a guisa di corazza , e l’ elmo della salute è stato sopra il suo capo ; e , per vestimento , egli si è vestito degli abiti di vendetta , e si è ammantato di gelosia a guisa di ammanto ; come per far retribuzioni , come per rendere ira a’ suoi nemici , retribuzione a’ suoi avversari ; per render la ricompensa alle isole . Laonde il Nome del Signore sarà temuto dal Ponente , e la sua gloria dal Levante ; perciocchè il nemico verrà a guisa di fiume ; ma lo Spirito del Signore leverà lo stendardo contro a lui . E il Redentore verrà a Sion , ed a quelli di Giacobbe che si convertiranno da’ misfatti , dice il Signore . E quant’ è a me , dice il Signore , questo sarà il mio patto che io farò con loro : Il mio Spirito , che è sopra te , e le mie parole che io ho messe nella tua bocca , non si partiranno giammai dalla tua bocca , nè dalla bocca della tua progenie , nè dalla bocca della progenie della tua progenie , da ora fino in eterno , ha detto il Signore . LEVATI , sii illuminata ; perciocchè la tua luce è venuta , e la gloria del Signore si è levata sopra te . Perciocchè ecco , le tenebre copriranno la terra , e la caligine coprirà i popoli ; ma il Signore si leverà sopra te , e la sua gloria apparirà sopra te . E le genti cammineranno alla tua luce , e i re allo splendor della luce del tuo levare . Alza gli occhi tuoi d’ ogn’ intorno , e vedi ; tutti costoro si son radunati , e son venuti a te ; i tuoi figliuoli verran da lontano , e le tue figliuole saran portate sopra i fianchi dalle lor balie . Allora tu riguarderai , e sarai illuminata ; e il tuo cuore sbigottirà , e si allargherà ; perciocchè la piena del mare sarà rivolta a te , la moltitudine delle nazioni verrà a te . Stuoli di cammelli ti copriranno , dromedari di Madian , e di Efa ; quelli di Seba verranno tutti quanti , porteranno oro , ed incenso ; e predicheranno le lodi del Signore . Tutte le gregge di Chedar si raduneranno appresso di te , i montoni di Nebaiot saranno al tuo servigio ; saranno offerti sopra il mio Altare a grado , ed io glorificherò la Casa della mia gloria . Chi son costoro che volano come nuvole , e come colombi ai loro sportelli ? Perciocchè le isole mi aspetteranno , e le navi di Tarsis imprima ; per ricondurre i tuoi figliuoli di lontano , ed insieme con loro il loro argento , e il loro oro , al Nome del Signore Iddio tuo , ed al Santo d’ Israele , quando egli ti avrà glorificata . Ed i figliuoli degli stranieri edificheranno le tue mura , e i loro re ti serviranno ; perciocchè , avendoti percossa nella mia indegnazione , io avrò pietà di te nella mia benevolenza . Le tue porte ancora saranno del continuo aperte ; non saranno serrate nè giorno , nè notte ; acciocchè la moltitudine delle genti sia introdotta a te , e che i re loro ti sieno menati ; perciocchè la gente , e il regno che non ti serviranno , periranno ; tali genti saranno del tutto distrutte . La gloria del Libano verrà a te ; l’ abete , e il busso , e il pino insieme ; per adornare il luogo del mio santuario , ed affin ch’ io renda glorioso il luogo de’ miei piedi . Ed i figliuoli di quelli che ti affliggevano verranno a te , chinandosi ; e tutti quelli che ti dispettavano si prosterneranno alle piante dei tuoi piedi ; e tu sarai nominata : La Città del Signore , Sion del Santo d’ Israele . In vece di ciò che tu sei stata abbandonata , e odiata , e che non vi era alcuno che passasse per mezzo di te , io ti costituirò in altezza eterna , ed in gioia per ogni età . E tu succerai il latte delle genti , e popperai le mammelle dei re ; e conoscerai che io , il Signore , sono il tuo Salvatore , e che il Possente di Giacobbe è il tuo Redentore . Io farò venir dell’ oro in luogo del rame , e dell’ argento in luogo del ferro , e del rame in luogo delle legne , e del ferro in luogo delle pietre ; e ti costituirò per prefetti la pace , e per esattori la giustizia . Ei non si udirà più violenza nella tua terra ; nè guasto , nè fracasso ne’ tuoi confini ; e chiamerai le tue mura : Salute , e le tue porte : Lode . Tu non avrai più il sole per la luce del giorno , e lo splendor della luna non ti illuminerà più ; ma il Signore ti sarà per luce eterna , e l’ Iddio tuo ti sarà per gloria . Il tuo sole non tramonterà più , e la tua luna non iscemerà più ; perciocchè il Signore ti sarà per luce eterna , e i giorni del tuo duolo finiranno . E quei del tuo popolo saran giusti tutti quanti ; erederanno la terra in perpetuo ; i rampolli che io avrò piantati , l’ opera delle mie mani , saranno per glorificar me stesso . Il piccolo diventerà un migliaio , ed il minimo una nazione possente . Io , il Signore , metterò prestamente ad effetto questa cosa al suo tempo . LO Spirito del Signore Iddio è sopra di me ; perciocchè il Signore mi ha unto , per annunziar le buone novelle a’ mansueti ; mi ha mandato , per fasciar quelli che hanno il cuor rotto ; per bandir libertà a quelli che sono in cattività , ed apertura di carcere a’ prigioni ; per pubblicar l’ anno della benevolenza del Signore , e il giorno della vendetta del nostro Dio ; per consolar tutti quelli che fanno cordoglio ; per proporre a quelli di Sion che fanno cordoglio , che sarà lor data una corona di gloria in luogo di cenere , olio di allegrezza in luogo di duolo , ammanto di lode in luogo di spirito angustiato ; e che saranno chiamati : Querce di giustizia , piante che il Signore ha piantate , per glorificar sè stesso . E riedificheranno i luoghi desolati già da lungo tempo , e ridirizzeranno le ruine antiche , rinnoveranno le città desolate , e i disertamenti di molte età addietro . E gli stranieri staranno in piè , e pastureranno le vostre gregge ; e i figliuoli de’ forestieri saranno i vostri agricoltori , e i vostri vignaiuoli . E voi sarete chiamati : Sacerdoti del Signore , e sarete nominati : Ministri dell’ Iddio nostro ; voi mangerete le facoltà delle genti , e vi farete magnifici della lor gloria . In luogo della vostra confusione , avrete il doppio ; e invece dell’ ignominia , giubileranno nella loro porzione ; perciò erederanno il doppio nel lor paese ed avranno allegrezza eterna . Perciocchè io sono il Signore , che amo la dirittura , e odio la rapina con l’ olocausto ; e darò loro il lor premio in verità , e farò con loro un patto eterno . E la lor progenie sarà riconosciuta fra le genti , e i lor discendenti in mezzo de’ popoli ; tutti quelli che li vedranno riconosceranno che quelli son la progenie che il Signore ha benedetta . Io mi rallegrerò di grande allegrezza nel Signore , l’ anima mia festeggerà nell’ Iddio mio ; perciocchè egli mi ha vestita di vestimenti di salute , mi ha ammantata dell’ ammanto di giustizia ; a guisa di sposo adorno di corona , ed a guisa di sposa acconcia co’ suoi corredi . Perciocchè , siccome la terra produce il suo germoglio , e come un orto fa germinar le cose che vi son seminate ; così il Signore Iddio farà germogliar la giustizia e la lode , nel cospetto di tutte le genti . PER amor di Sion , io non mi tacerò , e per amor di Gerusalemme , io non istarò cheto , finchè la sua giustizia esca fuori come uno splendore , e la sue salute lampeggi come una face . Allora le genti vedranno la tua giustizia , e tutti i re la tua gloria . E sarai chiamata d’ un nome nuovo , che la bocca del Signore avrà nominato ; e sarai una corona di gloria nella mano del Signore , ed una benda reale nella palma del tuo Dio . Tu non sarai più chiamata : Abbandonata , e la tua terra non sarà più nominata : Desolata ; anzi sarai chiamata : Il mio diletto è in essa ; e la tua terra : Maritata ; perciocchè il Signore prenderà diletto in te , e la tua terra avrà un marito . Imperocchè , siccome il giovane sposa la vergine , così i tuoi figliuoli ti sposeranno ; e come uno sposo si rallegra della sua sposa , così l’ Iddio tuo si rallegrerà di te . O Gerusalemme , io ho costituite delle guardie sopra le tue mura ; quelle non si taceranno giammai , nè giorno , nè notte . O voi che ricordate il Signore , non abbiate mai posa ; e non gli date mai posa , infin che abbia stabilita , e rimessa Gerusalemme in lode nella terra . Il Signore ha giurato per la sua destra , e per lo bracci della sua forza : Se io do più il tuo frumento a’ tuoi nemici , per mangiarlo ; e se i figliuoli degli stranieri bevono più il tuo mosto , intorno al quale tu ti sei affaticata . Ma quelli che avranno ricolto il frumento lo mangeranno , e loderanno il Signore ; e quelli che avranno vendemmiato il mosto lo berranno ne’ cortili del mio santuario . Passate , passate per le porte ; acconciate il cammino del popolo ; rilevate , rilevate la strada , toglietene le pietre , alzate la bandiera a’ popoli . Ecco , il Signore ha bandito questo infino alle estremità della terra . Dite alla figliuola di Sion : Ecco , colui ch’ è la tua salute viene ; ecco , la sua mercede è con lui , e la sua opera è davanti a lui . E quelli saranno chiamati : Popol santo , Riscattati del Signore ; e tu sarai chiamata : Ricercata , città non abbandonata . CHI è costui , che viene d’ Edom , di Bosra , co’ vestimenti macchiati ? costui , ch’ è magnifico nel suo ammanto , che cammina nella grandezza della sua forza ? Io son desso , che parlo in giustizia , e son grande per salvare . Perchè vi è del rosso nel tuo ammanto , e perchè sono i tuoi vestimenti come di chi calca nel torcolo ? Io ho calcato il tino tutto solo , e niuno d’ infra i popoli è stato meco ; ed io li ho calcati nel mio cruccio , e li ho calpestati nella mia ira ; ed è sprizzato del lor sangue sopra i miei vestimenti , ed io ho bruttati tutti i miei abiti . Perciocchè il giorno della vendetta è nel mio cuore , e l’ anno dei miei riscattati è venuto . Ed io ho riguardato , e non vi è stato alcuno che mi aiutasse ; ed ho considerato con maraviglia , e non vi è stato alcuno che mi sostenesse ; ma il mio braccio mi ha operata salute , e la mia ira è stata quella che mi ha sostenuto . Ed io ho calcati i popoli nel mio cruccio , e li ho inebbriati nella mia ira , ed ho sparso il lor sangue a terra . IO rammemorerò le benignità del Signore , e le sue lodi , secondo tutti i beneficii ch’ egli ci ha fatti , e secondo il gran bene ch’ egli ha fatto alla casa d’ Israele , secondo le sue compassioni , e secondo la grandezza delle sue benignità . Or egli aveva detto : Veramente essi son mio popolo , figliuoli che non traligneranno ; e fu loro Salvatore . In tutte le lor distrette , egli stesso fu in distretta ; e l’ Angelo della sua faccia li salvò : per lo suo amore , e per la sua clemenza , egli li riscattò , e li levò in ispalla , e li portò in ogni tempo . Ma essi furon ribelli , e contristarono lo Spirito della sua santità ; onde egli si convertì loro in nemico , egli stesso combattè contro a loro . E pure egli si ricordò de’ giorni antichi , di Mosè , e del suo popolo . Ma ora , dove è colui che li trasse fuor del mare , co’ pastori della sua greggia ? dove è colui che metteva il suo Spirito santo in mezzo di loro ? Il quale faceva camminare il braccio della sua gloria alla destra di Mosè ? il quale fendette le acque davanti a loro , per acquistarsi un nome eterno ? Il quale li condusse per gli abissi , ove , come un cavallo per un deserto , non s’ intopparono ? Lo Spirito del Signore li condusse pianamente , a guisa di bestia che scende in una valle ; così conducesti il tuo popolo , per acquistarti un nome glorioso . Riguarda dal cielo , dalla stanza della tua santità , e della tua gloria , e vedi ; dove è la tua gelosia , la tua forza , e il commovimento delle tue interiora , e delle tue compassioni ? Elle si son ristrette inverso me . Certo , tu sei nostro Padre , benchè Abrahamo non ci conosca , e che Israele non ci riconosca ; tu , Signore , sei nostro Padre , e il tuo Nome ab eterno è : Redentor nostro . Perchè , o Signore , ci hai traviati dalle tue vie , ed hai indurato il cuor nostro , per non temerti ? Rivolgiti , per amor de’ tuoi servitori , delle tribù della tua eredità . Il popolo della tua santità è stato per poco tempo in possessione ; i nostri nemici han calpestato il tuo santuario . Noi siamo stati come quelli sopra i quali tu non hai giammai signoreggiato , e sopra i quali il tuo Nome non è invocato . Oh ! fendessi tu pure i cieli , e scendessi , sì che i monti colassero per la tua presenza ! a guisa che il fuoco divampa le cose che si fondono , e fa bollir l’ acqua ; per far conoscere il tuo Nome a’ tuoi nemici , onde le genti tremassero per la tua presenza ! Quando tu facesti le cose tremende che noi non aspettavamo , tu discendesti , e i monti colarono per la tua presenza . E giammai non si è udito , nè inteso con gli orecchi ; ed occhio non ha giammai veduto altro Dio , fuor che te , che abbia fatte cotali cose a quelli che sperano in lui . Tu ti facevi incontro a chi si rallegrava , ed operava giustamente ; essi si ricorderanno di te nelle tue vie ; ecco , tu ti sei gravemente adirato , avendo noi peccato ; noi ci ricorderemo di te in perpetuo in quelle , e saremo salvati . E noi siamo stati tutti quanti come una cosa immonda , e tutte le nostre giustizie sono state come un panno lordato ; laonde siamo tutti quanti scaduti come una foglia , e le nostre iniquità ci hanno portati via come il vento . E non vi è stato alcuno che abbia invocato il tuo Nome , che si sia destato per attenersi a te ; perciocchè tu hai nascosta la tua faccia da noi , e ci hai strutti per mano delle nostre proprie iniquità . Ma ora , o Signore , tu sei nostro Padre ; noi siamo l’ argilla , e tu sei il nostro formatore ; e noi tutti siamo l’ opera della tua mano . O Signore , non essere adirato fino all’ estremo , e non ricordarti in perpetuo dell’ iniquità ; ecco , riguarda , ti prego ; noi tutti siamo tuo popolo . Le città della tua santità son divenute un deserto ; Sion è divenuta un deserto , Gerusalemme un luogo desolato . La Casa della nostra santità , e della nostra gloria , dove già ti lodarono i nostri padri , è stata arsa col fuoco ; e tutte le cose nostre più care sono state guaste . O Signore , ti ratterrai tu sopra queste cose ? tacerai tu , e ci affliggerai tu infino all’ estremo ? IO sono stato ricercato da quelli che non domandavano di me , io sono stato trovato da quelli che non mi cercavano ; io ho detto alla gente che non si chiamava del mio Nome : Eccomi , eccomi . Io ho stese tuttodì le mani ad un popolo ribello , il qual cammina per una via che non è buona , dietro a’ suoi pensieri ; ad un popolo , che del continuo mi dispetta in faccia , che sacrifica nei giardini , e fa profumi sopra i mattoni . Il qual dimora fra i sepolcri , e passa le notti ne’ luoghi appartati ; che mangia carne di porco , e ne’ cui vaselli vi è del brodo di cose abbominevoli . Che dice : Fatti in là , non accostarti a me ; perciocchè io son più santo di te . Tali sono un fumo al mio naso , un fuoco ardente tuttodì . Ecco , tutto questo è scritto nel mio cospetto ; io non mi tacerò , ma ne farò la retribuzione ; ne farò loro la retribuzione in seno . Le vostre iniquità , e l’ iniquità de’ vostri padri , che han fatti profumi sopra i monti , e mi hanno villaneggiato sopra i colli , son tutte insieme , ha detto il Signore ; perciò , io misurerò loro in seno il pagamento di ciò che han fatto fin dal principio . Così ha detto il Signore : Siccome , quando si trova del mosto ne’ grappoli , si dice : Non guastar la vigna , perciocchè vi è della benedizione ; così farò io per amor de’ miei servitori , per non guastare ogni cosa . E farò uscire di Giacobbe una progenie , e di Giuda de’ possessori de’ miei monti ; ed i miei eletti possederanno la terra , ed i miei servitori abiteranno in essa . E Saron sarà per mandra del minuto bestiame , e la valle di Acor per mandra del grosso ; per lo mio popolo che mi avrà cercato . Ma quant’ è a voi che abbandonate il Signore , che dimenticate il monte della mia santità , che apparecchiate la mensa al pianeta Gad , e fate a piena coppa offerte da spandere a Meni , io vi darò a conto alla spada , e voi tutti sarete messi giù per essere scannati ; perciocchè io ho chiamato , e voi non avete risposto ; io ho parlato , e voi non avete ascoltato ; anzi avete fatto ciò che mi dispiace , ed avete eletto ciò che non mi aggrada . Perciò , così ha detto il Signore Iddio : Ecco , i miei servitori mangeranno , e voi sarete affamati ; ecco , i miei servitori berranno , e voi sarete assetati ; ecco , i miei servitori si rallegreranno , e voi sarete confusi ; ecco , i miei servitori giubileranno di letizia di cuore , e voi striderete di cordoglio , ed urlerete di rottura di spirito . E lascerete il vostro nome a’ miei eletti , per servir d’ esecrazione ; e il Signore Iddio ti ucciderà ; ma egli nominerà i suoi servitori d’ un altro nome . Colui che si benedirà nella terra si benedirà nell’ Iddio di verità ; e colui che giurerà nella terra giurerà per l’ Iddio di perità ; perciocchè le afflizioni di prima saranno dimenticate , e saranno nascoste dagli occhi miei . Perciocchè , ecco , io creo nuovi cieli , e nuova terra ; e le cose di prima non saranno più rammemorate , e non verranno più alla mente . Anzi rallegratevi , e festeggiate in perpetuo , per le cose che io son per creare ; perciocchè , ecco , io creerò Gerusalemme per esser tutta gioia , ed il suo popolo per esser tutto letizia . Ed io festeggerò di Gerusalemme , e mi rallegrerò del mio popolo ; ed in quella non si udirà più voce di pianto , nè voce di strido . Non vi sarà più da indi innanzi bambino di pochi giorni nè vecchio , che non compia la sua età ; perciocchè chi morrà d’ età di cent’ anni sarà ancora fanciullo , e il malfattore d’ età di cent’ anni sarà maledetto . Ed edificheranno delle case , e vi abiteranno ; e pianteranno delle vigne , e ne mangeranno il frutto . Ei non avverrà più ch’ essi edifichino delle case , e che altri vi abiti dentro ; ch’ essi piantino , e che altri mangi il frutto ; perciocchè i giorni del mio popolo saranno come i giorni degli alberi , e i miei eletti faranno invecchiar l’ opera delle lor mani . Non si affaticheranno più in vano , e non genereranno più a turbamento ; perciocchè saranno la progenie de’ benedetti del Signore , ed avran seco quelli che saranno usciti di loro . Ed avverrà che , avanti che abbian gridato , io risponderò ; mentre parleranno ancora , io li avrò esauditi . Il lupo e l’ agnello pastureranno insieme ; e il leone mangerà lo strame come il bue ; e il cibo della serpe sarà la polvere ; queste bestie , in tutto il monte della mia santità , non faranno danno , nè guasto ; ha detto il Signore . COSÌ ha detto il Signore : Il cielo è il mio trono , e la terra è lo scannello de’ miei piedi ; dove è la Casa che voi mi edifichereste ? e dove è il luogo del mio riposo ? E la mia mano ha fatte tutte queste cose , onde tutte sono state prodotte , dice il Signore ; a chi dunque riguarderò io ? all’ afflitto , ed al contrito di spirito , ed a colui che trema alla mia parola . Chi scanna un bue mi è come se uccidesse un uomo ; chi sacrifica una pecora mi è come se tagliasse il collo ad un cane ; chi offerisce offerta mi è come se offerisse sangue di porco ; chi fa profumo d’ incenso per ricordanza mi è come se benedicesse un idolo . Come essi hanno scelte le lor vie , e l’ anima loro ha preso diletto nelle loro abbominazioni , io altresì sceglierò i lor modi di fare , e farò venir sopra loro le cose ch’ essi temono ; perciocchè , io ho gridato , e non vi è stato alcuno che rispondesse ; io ho parlato , ed essi non hanno ascoltato ; anzi hanno fatto quello che mi dispiace , ed hanno scelto ciò che non mi aggrada . Ascoltate la parola del Signore , voi che tremate alla sua parola . I vostri fratelli che vi odiano , e vi scacciano per cagion del mio Nome , hanno detto : Apparisca pur glorioso il Signore . Certo egli apparirà in vostra letizia , ed essi saran confusi . Vi è un suono di strepito ch’ esce della città , un romore che esce del tempio ; ch’ è la voce del Signore , che rende la retribuzione a’ suoi nemici . Quella ha partorito innanzi che sentisse le doglie del parto ; innanzi che le venissero i dolori , si è sgravidata di un figliuol maschio . Chi udì mai una cotal cosa ? chi vide mai cose simili ? potrebbe un paese esser partorito in un giorno ? o potrebbe una nazione nascere ad una volta , che Sion abbia sentite le doglie del parto , ed abbia partoriti i suoi figliuoli , come prima ha sentiti i dolori del parto ? Io , che fo partorire , non potrei io generare ? dice il Signore ; io , che fo generare , sarei io sterile ? dice l’ Iddio tuo . Rallegratevi con Gerusalemme , e festeggiate in essa , voi tutti che l’ amate ; gioite con lei d’ una gran gioia , voi tutti che facevate cordoglio di lei . Acciocchè poppiate , e siate saziati della mammella della sue consolazioni ; acciocchè mungiate , e godiate dello splendor della sua gloria . Perciocchè , così ha detto il Signore : Ecco , io rivolgo verso lei la pace , a guisa di fiume ; e la gloria delle genti , a guisa di torrente traboccato ; e voi la succerete , e sarete portati sopra i fianchi , e sarete sollazzati sopra le ginocchia . Io vi consolerò , a guisa di un fanciullo che sua madre consola ; e voi sarete consolati in Gerusalemme . E voi vedrete , e il vostro cuore si rallegrerà , e le vostre ossa germoglieranno come erba ; e la mano del Signore verso i suoi servitori sarà conosciuta ; ma egli si adirerà contro a’ suoi nemici . Perciocchè , ecco , il Signore verrà con fuoco , ed i suoi carri verranno a guisa di turbo ; per rendere l’ ira sua con indegnazione e la sua minaccia con fiamme di fuoco . Perciocchè il Signore farà giudicio con fuoco , e con la sua spada , sopra ogni carne ; e gli uccisi dal Signore saranno in gran numero . Quelli che si santificano , e si purificano ne’ giardini , dietro ad Ahad , nel mezzo ; che mangiano carne di porco , e cose abbominevoli , e topi , saran consumati tutti quanti , dice il Signore . Ora , quant’ è a me , essendo tali le loro opere , e i lor pensieri , il tempo viene che io raccoglierò tutte le genti , e lingue ; ed esse verranno , e vedranno la mia gloria . E metterò in coloro un segnale , e manderò quelli d’ infra loro , che saranno scampati , alle genti , in Tarsis , in Pul , ed in Lud , dove tirano dell’ arco ; in Tubal , ed in Iavan , ed alle isole lontane , che non hanno udita la mia fama , e non hanno veduta la mia gloria ; e quelli annunzieranno la mia gloria fra le genti . E addurranno tutti i vostri fratelli , d’ infra tutte le genti , per offerta al Signore , sopra cavalli , in carri , in lettighe , sopra muli , e sopra dromedari , al monte della mia santità , in Gerusalemme , ha detto il Signore ; siccome i figliuoli d’ Israele portano l’ offerta in un vaso netto alla Casa del Signore . Ed anche ne prenderò d’ infra loro per sacerdoti , e Leviti , ha detto il Signore . Perciocchè , siccome i nuovi cieli a la nuova terra che io farò , saranno stabili nel mio cospetto , dice il Signore ; così ancora sarà stabile la vostra progenie , ed il vostro nome . Ed avverrà , che da calendi a calendi , e da sabato a sabato , ogni carne verrà , per adorar nel mio cospetto , ha detto il Signore . Ed usciranno , e vedranno i corpi morti degli uomini che saran proceduti dislealmente meco ; perciocchè il verme loro non morrà , ed il fuoco loro non sarà spento ; e saranno in abbominio ad ogni carne . Le parole di Geremia , figliuolo di Hilchia , d’ infra i sacerdoti che dimoravano in Anatot , nella contrada di Beniamino ; al quale fu indirizzata la parola del Signore , a’ dì di Giosia , figliuolo di Amon , re di Giuda , nell’ anno tredicesimo del suo regno . E fu ancora appresso a’ dì di Gioiachim , figliuolo di Giosia , re di Giuda : infino al fine dell’ anno undecimo di Sedechia , figliuolo di Giosia , re di Giuda ; finchè Gerusalemme fu menata in cattività , che fu nel quinto mese . LA parola del Signore adunque mi fu indirizzata , dicendo : Io ti ho conosciuto , avanti che ti formassi nel ventre ; e avanti che tu uscissi della matrice , io ti ho consacrato , io ti ho costituito profeta alle genti . Ed io risposi : Ahi ! Signore Iddio ! ecco , io non so parlare ; perciocchè io son fanciullo . E il Signore mi disse : Non dire : Io son fanciullo ; perciocchè tu andrai dovunque io ti manderò , e dirai tutte le cose che io ti comanderò . Non temer di loro ; conciossiachè io sia teco per liberati , dice il Signore . E il Signore distese la sua mano , e mi toccò la bocca . Poi il Signore mi disse : Ecco , io ho messe le mie parole nella tua bocca . Vedi , io ti ho oggi costituito sopra le genti , e sopra i regni ; per divellere , per diroccare , per disperdere , e per distruggere ; ed altresì per edificare , e per piantare . Poi la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Che vedi , Geremia ? Ed io dissi : Io veggo una verga di mandorlo . Ed il Signore mi disse : Bene hai veduto ; conciossiachè io sia vigilante , ed intento a mandare ad esecuzione la mia parola . Poi la parola del Signore mi fu indirizzata la seconda volta , dicendo : Che vedi ? Ed io dissi : Io veggo una pignatta che bolle , la cui bocca è volta verso il Settentrione . E il Signore mi disse : Dal Settentrione traboccherà il male sopra tutti gli abitanti del paese . Perciocchè , ecco , io chiamo tutte le nazioni de’ regni del Settentrione , dice il Signore ; e verranno , e porranno ciascuna il suo seggio reale all’ entrata delle porte di Gerusalemme , ed appresso tutte le sue mura d’ ogni intorno , ed appresso tutte le città di Giuda . Ed io pronunzierò i miei giudicii contro a loro , per tutta la lor malvagità per la quale mi hanno abbandonato , ed han fatti profumi ad altri dii , ed hanno adorate le opere delle lor mani . Tu adunque , cingiti i lombi , e levati , e di’ loro tutto ciò che io ti comanderò ; non aver spavento di loro , che talora io non ti fiacchi nel lor cospetto . E quant’ è a me , ecco , io ti ho oggi posto come una città di fortezza , e come una colonna di ferro , e come mura di rame , contro a tutto il paese ; contro ai re di Giuda , a’ suoi principi , a’ suoi sacerdoti , ed al popolo del paese . Ed essi combatteranno contro a te , ma non vi vinceranno ; perciocchè io son teco , per liberarti , dice il Signore . LA parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Va’ , e grida agli orecchi di Gerusalemme , dicendo : Così ha detto il Signore : Io mi ricordo di te , della benignità che io usai inverso te nella tua giovanezza , dell’ amore che io ti portava nel tempo delle tue sponsalizie , quando tu comminavi dietro a me per lo deserto , per terra non seminata . Israele era una cosa santa al Signore , le primizie della sua rendita ; tutti quelli che lo divoravano erano colpevoli , male ne avveniva loro , dice il Signore . Ascoltate la parola del Signore , casa di Giacobbe , e voi tutte le famiglie della casa d’ Israele . Così ha detto il Signore : Quale iniquità hanno trovata i vostri padri in me , che si sono allontanati da me , e sono andati dietro alla vanità , e son divenuti vani ? E non hanno detto : Dove è il Signore , che ci ha tratti fuor del paese di Egitto ; che ci ha condotti per lo deserto ; per un paese di solitudine e di sepolcri ; per un paese di aridità , e d’ ombra di morte ; per un paese , per lo quale non passò mai , ed ove non abitò mai alcuno ? Or io vi ho menati in un paese di Carmel , per mangiar del suo frutto , e de’ suoi beni ; ma voi , essendovi entrati , avete contaminata la mia terra , ed avete renduta abbominevole la mia eredità . I sacerdoti non hanno detto : Dove è il Signore ? e quelli che trattano la Legge non mi han conosciuto , e i pastori hanno commesso misfatto contro a me , ed i profeti hanno profetizzato per Baal , e sono andati dietro a cose che non giovano nulla . Perciò , io contenderò ancora con voi , dice il Signore ; e contenderò co’ figliuoli de’ vostri figliuoli . Perciocchè , passate nell’ isole di Chittim , e riguardate ; mandate in Chedar e considerate bene , e vedete se avvenne mai una cotal cosa . Evvi gente alcuna che abbia mutati i suoi dii , i quali però non son dii ? ma il mio popolo ha mutata la sua gloria in ciò che non giova nulla . Cieli , siate attoniti di questo , ed abbiatene orrore ; siatene grandemente desolati , dice il Signore . Perciocchè il mio popolo ha fatti due mali : hanno abbandonato me , fonte d’ acqua viva , per cavarsi delle cisterne , cisterne rotte , che non ritengono l’ acqua . Israele è egli servo ? è egli uno schiavo nato in casa ? perchè dunque è egli in preda ? I leoncelli han ruggito , ed hanno messe le lor grida contro a lui , ed hanno ridotto il suo paese in desolazione ; le sue città sono state arse , senza che alcuno vi abiti più . Eziandio i figliuoli di Nof , e di Tahafnes , ti fiaccheranno la sommità del capo . Non sei tu quella che fai questo a te stessa , abbandonando il Signore Iddio tuo , nel tempo ch’ egli ti conduce per lo cammino ? Ed ora , che hai tu a fare per lo cammino di Egitto , per bere dell’ acque di Sihor ? ovvero , che hai tu a fare per lo cammino di Assiria , per bere dell’ acque del Fiume ? La tua malvagità ti castigherà , ed i tuoi sviamenti ti condanneranno ; e tu saprai , e vedrai ch’ egli è una mala ed amara cosa , che tu abbia lasciato il Signore Iddio tuo , e che lo spavento di me non sia in te , dice il Signore Iddio degli eserciti . Perciocchè io già ab antico avea spezzato il tuo giogo , e rotti i tuoi legami ; tu hai detto : Io non sarò mai più serva ; perciocchè tu scorri fornicando sopra ogni alto colle , e sotto ogni albero verdeggiante . Or ti avea io piantata di viti nobili , di una generazione vera tutta quanta ; e come mi ti sei mutata in tralci tralignanti di vite strana ? Avvegnachè tu ti lavi col nitro , ed usi attorno a te assai erba di purgatori di panni ; pure è la tua iniquità suggellata nel mio cospetto , dice il Signore Iddio . Come diresti : Io non mi sono contaminata ? io non sono andata dietro ai Baali ? Riguarda il tuo procedere nella valle , riconosci quello che tu hai fatto , o dromedaria leggiera , che involvi le tue vie ; asina salvatica , avvezza a star nel deserto , che sorbisce il vento a sua voglia ; chi potrebbe stornare una sua opportunità ? niuno di quelli che la cercano si stancherà per trovarla ; la troveranno nel suo mese . Rattieni il tuo piè , che non sia scalzo ; e la tua gola , che non abbia sete ; ma tu hai detto : Non vi è rimedio , no ; perciocchè io amo gli stranieri , ed andrò dietro a loro . Come è confuso il ladro , quando è colto , così sarà confusa la casa d’ Israele ; essi , i loro re , i lor principi , i lor sacerdoti , ed i lor profeti ; che dicono al legno : Tu sei mio padre ; ed alla pietra : Tu ci hai generati . Conciossiachè mi abbiano volte le spalle , e non la faccia ; e pure , al tempo della loro avversità , dicono : Levati , e salvaci . Ma , dove sono i tuoi dii , che tu ti hai fatti ? levinsi , se pur ti potranno salvare al giorno della tua avversità ; perciocchè , o Giuda , tu hai avuti tanti dii , quante città . Perchè contendereste meco ? voi tutti vi siete portati dislealmente inverso me , dice il Signore . Indarno ho percossi i vostri figliuoli ; non hanno ricevuta correzione ; la vostra spada ha divorati i vostri profeti , a guisa d’ un leone guastatore . O generazione , considerate voi stessi la parola del Signore ; sono io stato ad Israele un deserto ? sono io stato una terra caliginosa ? perchè ha detto il mio popolo : Noi siamo signori ; non verremo più a te ? La vergine dimenticherà ella i suoi ornamenti , o la sposa i suoi fregi ? ma il mio popolo mi ha dimenticato , già da giorni innumerabili . Perchè ti rendi così vezzosa nel tuo procedere , per procacciare amore ? laonde tu hai insegnati i tuoi costumi , eziandio alle malvage femmine . Oltre a ciò , ne’ tuoi lembi si è trovato il sangue delle persone de’ poveri innocenti , i quali tu non avevi colti sconficcando ; anzi li hai uccisi per tutte queste cose . E pur tu dici : Certo , io sono innocente ; l’ ira sua si è pure stornata da me . Ecco , io contenderò teco per ciò che tu hai detto : Io non ho peccato . Perchè trascorri cotanto or qua , or là , mutando il tuo cammino ? tu sarai confusa di Egitto , come sei stata confusa di Assur . Eziandio d’ appresso a costui uscirai con le mani in sul capo ; perciocchè il Signore riprova le tue confidanze , e tu non prospererai in esse . Vogliam dire che , se un marito manda via la sua moglie , ed ella , partitasi d’ appresso a lui , si marita ad un altro , quel primo ritorni più a lei ? quella terra , ove ciò si farebbe , non sarebbe ella del tutto contaminata ? Ora , tu hai fornicato con molti amanti ; ma pure , ritorna a me , dice il Signore . Alza gli occhi tuoi verso i luoghi elevati , e riguarda dove tu non sii stata viziata ? Tu sedevi in su le vie alla posta di quelli , a guisa d’ Arabo nel deserto ; e così hai contaminato il paese per le tue fornicazioni , e per la tua malvagità . Laonde le pioggie sono state divietate , e non vi è stata pioggia dell’ ultima stagione ; e tu hai avuta una fronte di meretrice , tu hai ricusato di vergognarti . Non griderai tu oramai a me : Padre mio , tu sei il conduttor della mia giovanezza ? Ritiene egli l’ ira sua in perpetuo ? la guarda egli sempremai ? Ecco , tu hai parlato , ma hai fatti tanti mali , quanti hai potuto . IL Signore mi disse ancora al tempo del re Giosia : Hai tu veduto quel che la sviata Israele ha fatto ? come ella è andata sopra ogni alto monte , e sotto ogni albero verdeggiante , e quivi ha fornicato ? E pure , dopo ch’ ebbe fatte tutte queste cose , io le dissi : Convertiti a me ; ma ella non si convertì ; e ciò vide la disleale Giuda , sua sorella . Ed io ho veduto che con tutto che , avendo la sviata Israele commesso adulterio , io l’ avessi mandata via , e le avessi dato il libello del suo ripudio , la disleale Giuda , sua sorella , non ha però temuto ; anzi è andata , ed ha fornicato anch’ ella . E per la lubricità delle sue fornicazioni , è avvenuto che il paese è stato contaminato ; ed ella ha commesso adulterio con la pietra e col legno . E pure anche , con tutto ciò , la disleale Giuda , sorella di quell’ altra , non si è convertita a me con tutto il cuor suo ; anzi con menzogna , dice il Signore . E il Signore mi disse : La sviata Israele si è mostrata più giusta che la disleale Giuda . Va’ , e grida queste parole verso Aquilone , e di’ : Convertiti , o sviata Israele , dice il Signore ; ed io non farò cadere l’ ira mia addosso a voi ; perciocchè io son benigno , dice il Signore ; io non guardo l’ ira mia in perpetuo . Sol riconosci la tua iniquità ; conciossiachè tu abbia commesso misfatto contro al Signore Iddio tuo , e ti sii prostituita agli stranieri sotto ogni albero verdeggiante , e non abbiate atteso alla mia voce , dice il Signore . Convertitevi , figliuoli ribelli , dice il Signore ; perciocchè io vi ho sposati ; ed ancora vi prenderò , uno d’ una città , e due l’ una famiglia , e vi condurrò in Sion . E vi darò de’ pastori secondo il mio cuore , che vi pasceranno di scienza e d’ intendimento . Ed avverrà che quando sarete moltiplicati , ed accresciuti nella terra ; in quel tempo , dice il Signore , non si dirà più : L’ Arca del patto del Signore ; ed essa non verrà più a mente , e non ne sarà più memoria , e non sarà più ricercata , e non sarà più rifatta . In quel tempo Gerusalemme sarà chiamata : Il trono del Signore ; e tutte le genti si accoglieranno a lei , al Nome del Signore in Gerusalemme ; e non andranno più dietro alla durezza del lor cuore malvagio . In que’ giorni , la casa di Giuda andrà alla casa d’ Israele , e se ne verranno insieme dal paese d’ Aquilone , nel paese che io ho dato in eredità a’ vostri padri . Ma io ho detto : Come ti riporrò io fra i miei figliuoli , e ti darò il paese desiderabile , la bella eredità degli eserciti delle genti ? Ed io ho detto : Tu mi chiamerai : Padre mio , e non ti rivolgerai indietro da me . Certo , siccome una moglie è disleale al suo consorte , lasciandolo ; così voi , o casa d’ Israele , siete stati disleali inverso me , dice il Signore . Una voce è stata udita sopra i luoghi elevati , un pianto di supplicazioni de’ figliuoli d’ Israele ; perchè hanno pervertita la lor via , ed hanno dimenticato il Signore Iddio loro . Convertitevi , figliuoli ribelli , ed io guarirò le vostre ribellioni . Ecco , noi veniamo a te , perciocchè tu sei il Signore Iddio nostro . Certo , in vano si aspetta la salute dai colli , dalla moltitudine de’ monti ; certo , nel Signore Iddio nostro è posta la salute d’ Israele . E quella cosa vergognosa ha consumata la sostanza de’ padri nostri , fin dalla nostra fanciullezza ; le lor pecore , i lor buoi , i lor figliuoli , e le lor figliuole . Noi giacciamo nella nostra vergogna , e la nostra ignominia ci copre ; perciocchè noi , ed i nostri padri , abbiam peccato contro al Signore Iddio nostro , dalla nostra fanciullezza infino a questo giorno ; e non abbiamo ascoltata la voce del Signore Iddio nostro . O Israele , se tu ti converti , dice il Signore , convertiti a me ; e se tu togli dal mio cospetto le tue abbominazioni , e non vai più vagando , e giuri : Il Signore vive , veracemente , dirittamente , e giustamente ; allora , le genti si benediranno in te , e in te si glorieranno . Perciocchè , così ha detto il Signore a que’ di Giuda , e di Gerusalemme : Aratevi il campo novale , e non seminate fra le spine . Uomini di Giuda , ed abitanti di Gerusalemme , circoncidetevi al Signore , e togliete l’ incirconcisione del vostro cuore ; che talora l’ ira mia non esca a guisa di fuoco , e non arda , e non vi sia alcuno che la spenga ; per la malvagità de’ vostri fatti . ANNUNZIATE in Giuda , e bandite in Gerusalemme , e dite : Sonate la tromba per lo paese , gridate , raunate il popolo , e dite : Raccoglietevi , ed entriamo nelle città forti . Alzate la bandiera verso Sion , fiuggite di forza , non restate ; perciocchè io fo venir d’ Aquilone na calamità , ed una gran ruina . Il leone è salito fuor del suo ricetto , e il distruggitore delle genti è partito ; egli è uscito del suo luogo , per mettere il tuo paese in desolazione , e per far che le tue città sieno ruinate , per modo che niuno abiti più in esse . Perciò , cingetevi di sacchi , fate cordoglio , ed urlate ; imperocchè l’ ardor dell’ ira del Signore non si è stornato da noi . Ed avverrà in quel giorno , dice il Signore , che il cuor del re , e de’ principi , verrà meno ; e i sacerdoti saranno stupefatti , ed i profeti attoniti . Ed io ho detto : Ahi ! Signore Iddio ! hai tu pure ingannato questo popolo , e Gerusalemme , dicendo : Voi avrete pace ; e pur la spada è giunta infino all’ anima ! In quel tempo si dirà a questo popolo , ed a Gerusalemme : Un vento secco , qual soffia ne’ luoghi elevati , soffia nel deserto , traendo verso la figliuola del mio popolo ; il quale non è da sventolare , nè da nettare ; un vento , più forte che tali venti , verrà da parte mia ; ora anch’ io pronunzierò loro i miei giudicii . Ecco , colui salirà a guisa di nuvole , ed i suoi carri saranno come un turbo ; i suoi cavalli saranno più leggieri che aquile . Guai a noi ! perciocchè siamo deserti . O Gerusalemme , lava il cuor tuo di malvagità , acciocchè tu sii salvata ; infino a quando albergherai tu dentro di te i pensieri della tua iniquità ? Conciossiachè vi sia na voce , che annunzia che l’ iniquità è maggiore che in Dan ; e bandisce ch’ ella è più grave che nel monte di Efraim . Avvertite le genti ; ecco , adunate a grida contro a Gerusalemme degli assediatori , che vengano di lontan paese , e mandino fuori le lor grida contro alle città di Giuda . Essi si son posti contro a Gerusalemme d’ ogn’ intorno , a guisa delle guardie de’ campi ; perciocchè ella mi è stata ribella , dice il Signore . Il tuo procedere , ed i tuoi fatti , ti hanno fatte queste cose ; questa tua malvagità ha fatto che ti è avvenuta amaritudine , e ch’ ella ti è giunta infino al cuore . Ahi ! le mie interiora , le mie interiora ! io sento un gran dolore ; ahi ! il chiuso del mio cuore ! il mio cuore romoreggia in me ; io non posso racchetarmi ; perciocchè , o anima mia , tu hai udito il suon della tromba , lo stormo della guerra . Una ruina è chiamata dietro all’ altra ruina ; conciossiachè tutto il paese sia guasto ; le mie tende sono state di subito guaste , ed i miei teli in un momento . Infino a quando vedrò la bandiera , e udirò il suon della tromba ? Questo è perciocchè il mio popolo è stolto , e non mi conoscono ; son figliuoli pazzi , e non hanno alcuno intendimento ; ben sono cauti a far male , ma non hanno alcun conoscimento da far bene . Io ho riguardata la terra ; ed ecco , era una cosa tutta guasta , e deserta ; ho anche riguardati i cieli , e la lor luce non era più . Ho riguardati i monti ; ed ecco , tremavano , e tutti i colli erano scrollati . Io ho riguardato ; ed ecco , gli uomini non erano più ; ed anche tutti gli uccelli de’ cieli si erano dileguati . Io ho riguardato ; ed ecco , Carmel era un deserto , e tutte le sue città erano distrutte dal Signore , per l’ ardor della sua ira . Perciocchè , così ha detto il Signore : Tutto il paese sarà desolato , ma non farò ancora fine . Per tanto la terra farà cordoglio , e i cieli di sopra scureranno ; perciocchè io ho pronunziata , io ho pensata la cosa , e non me ne pentirò , nè storrò . Tutte le città se ne fuggono , per lo strepito de’ cavalieri , e de’ saettatori ; entrano in boschi folti , e salgono sopra le rocce ; ogni città è abbandonata , e niuno vi abita più . E tu , o distrutta , che farai ? benchè tu ti vesti di scarlatto , e ti adorni di fregi d’ oro , e ti stiri gli occhi col liscio , in vano ti abbellisci ; gli amanti ti hanno a schifo , cercano l’ anima tua . Perciocchè io ho udito un grido , come di donna che partorisce ; una distretta , come di donna che è sopra parto del suo primogenito ; il grido della figliuola di Sion , che sospira ansando , ed allarga le palme delle sue mani , dicendo : Ahi lassa me ! perciocchè l’ anima mi vien meno per gli ucciditori . Andate attorno per le strade di Gerusalemme , e riguardate ora , e riconoscete , e cercate per le sue piazze , se trovate un solo uomo ; se vi è alcuno che operi dirittamente , che cerchi la lealtà ; ed io le perdonerò . E se pur dicono : Il Signor vive ; certo giurano falsamente . O Signore , non sono gli occhi tuoi volti verso la lealtà : tu li hai percossi , e non è lor doluto ; tu li hai consumati , ed han ricusato di ricevere correzione ; hanno indurata la faccia loro , più che un sasso ; hanno rifiutato di convertirsi . Or io diceva : Questi son solo i miseri ; sono insensati ; perciocchè non conoscono la via del Signore , la Legge dell’ Iddio loro . Io me ne andrò a grandi , e parlerò con loro ; perciocchè essi conoscono la via del Signore , la Legge dell’ Iddio loro ; ma essi tutti quanti hanno spezzato il giogo , hanno rotti i legami . Perciò il leone della selva li ha percossi , il lupo del vespro li ha deserti , il pardo sta in guato presso alle lor città ; chiunque ne uscirà sarà lacerato ; perciocchè i lor misfatti sono moltiplicati , le lor ribellioni si son rinforzate . Come ti perdonerei io questo ? i tuoi figliuoli mi hanno lasciato , ed han giurato per quelli che non sono dii ; ed avendoli io satollati , han commesso adulterio ; e si sono adunati a schiere in casa della meretrice . Quando si levano la mattina , son come cavalli ben pasciuti : ciascun di loro ringhia dietro alla moglie del suo prossimo . Non farei io punizione di queste cose ? dice il Signore ; e non vendicherebbesi l’ anima mia d’ una cotal gente ? Salite su le sue mura , e guastate , e non fate fine ; togliete via i suoi ripari ; perciocchè non son del Signore . Conciossiachè la casa d’ Israele , e la casa di Giuda , si sieno portate del tutto dislealmente inverso me , dice il Signore . Han rinnegato il Signore , ed han detto : Egli non è : e male alcuno non ci verrà addosso ; e non vedremo spada , nè fame ; e i profeti andranno al vento , e non vi è oracolo alcuno in loro ; così sarà lor fatto . Per tanto , così ha detto il Signore Iddio degli eserciti : Perciocchè voi avete proferita questa parola , ecco , io farò che le mie parole saranno nella tua bocca come un fuoco , e questo popolo sarà come legne , e quel fuoco lo divorerà . O casa d’ Israele , ecco , io fo venir sopra voi , dice il Signore , una gente di lontano ; ella è una gente poderosa , una gente antica , una gente , della quale tu non saprai la lingua , e non intenderai quel che dirà . Il suo turcasso sarà come un sepolcro aperto , essi tutti saranno uomini di valore . Ed ella mangerà la tua ricolta , ed il tuo pane , che i tuoi figliuoli , e le tue figliuole doveano mangiare ; mangerà le tue pecore , e i tuoi buoi ; mangerà i frutti delle tue vigne , e de’ tuoi fichi ; e con la spada ridurrà allo stremo le città forti , nelle quali tu ti confidi . E pure anche in que’ giorni , dice il Signore , non farò fine con voi . Ed avverrà che voi direte : Perchè ci ha il Signore Iddio nostro fatte tutte queste cose ? Allora tu di’ loro : Siccome voi mi avete lasciato , e avete servito a dii stranieri nel vostro paese , così servirete a stranieri in paese non vostro . Annunziate questo nella casa di Giacobbe , e banditelo in Giuda , dicendo : Ascoltate ora questo , o popolo stolto , e che non ha senno ; che ha occhi , e non vede ; orecchi , e non ode . Non mi temerete voi ? dice il Signore ; non avrete voi spavento di me , che ho , per istatuto perpetuo , posta la rena per termine del mare , il quale egli non trapasserà ; e benchè le sue onde si commuovano , non però verranno al disopra ; e benchè romoreggino , non però lo trapasseranno ? Ma questo popolo ha un cuor ritroso e ribello ; si sono stornati , e se ne sono iti ; e non han detto nel cuor loro : Deh ! temiamo il Signore Iddio nostro , che dà la pioggia della prima e dell’ ultima stagione , al suo tempo ; che ci conserva le settimane ordinate per la mietitura . Le vostre iniquità hanno stornate queste cose , e i vostri peccati vi han divietato il bene . Perciocchè fra il mio popolo si son trovati degli empi , che stanno a guato , a guisa che gli uccellatori se ne stanno cheti ; e rizzano trappole da prendere uomini . Come la gabbia è piena di uccelli , così le case loro son piene d’ inganno ; perciò , sono aggranditi , ed arricchiti . Son divenuti grassi , e lisci ; e pure ancora hanno passati di mali accidenti ; non fanno ragione alcuna , non pure all’ orfano , e pur prosperano ; e non fanno diritto a’ poveri . Non farei io punizione di queste cose ? dice il Signore ; non vendicherebbesi l’ anima mia d’ una cotal gente ? Cosa stupenda e brutta è avvenuta nella terra : i profeti han profetizzato con menzogna ; e i sacerdoti han signoreggiato , appoggiandosi sopra le mani di essi ; e il mio popolo l’ ha amato così . Ora , che farete voi alla fine ? Fuggite di forza , figliuoli di Beniamino , del mezzo di Gerusalemme ; e sonate la tromba in Tecoa , ed alzate il segnale del fuoco sopra Bet-cherem ; perciocchè una calamità , e gran ruina , è apparita dal Settentrione . Io avea fatta la figliuola di Sion simile ad una donna bella e delicata . Dei pastori verranno contro a lei con le lor mandre ; tenderanno d’ ogn’ intorno contro a lei i lor padiglioni ; ciascuno pasturerà dal lato suo . Preparate la battaglia contro a lei , levatevi , e saliamo in pien mezzodì . Guai a noi ! perciocchè il giorno è dichinato , e le ombre del vespro si sono allungate . Levatevi , e saliamo di notte , e guastiamo i suoi palazzi . Perciocchè , così ha detto il Signor degli eserciti : Tagliate degli alberi , e fate degli argini contro a Gerusalemme ; questa è la città , che ha da essere visitata ; ella non è altro che oppressione dentro di sè . Come la fonte del pozzo sgorga le sue acque , così quella sgorga la sua malvagità ; violenza e guasto si sentono in lei ; vi è del continuo davanti alla mia faccia doglia e percossa . Correggiti , o Gerusalemme , che talora l’ animo mio non si divella da te ; che talora io non ti riduca in deserto , in terra disabitata . Così ha detto il Signor degli eserciti : Il rimanente d’ Israele sarà del tutto racimolato , come una vigna ; rimetti , a guisa di vendemmiatore , la mano a’ canestri . A chi parlerò , a chi protesterò , che ascolti ? ecco , l’ orecchio loro è incirconciso , e non possono attendere ; ecco , la parola del Signore è loro in vituperio ; non si dilettano in essa . Per tanto io son pieno dell’ ira del Signore , io stento a ritenerla ; io la spanderò sopra i piccoli fanciulli per le piazze , e parimente sopra le raunanze de’ giovani ; perciocchè anche tutti , uomini e donne , vecchi e decrepiti , saranno presi . E le lor case saran trasportate a stranieri , ed insieme i campi , e le mogli ; perciocchè io stenderò la mia mano sopra gli abitanti del paese , dice il Signore . Conciossiachè essi tutti , dal maggiore al minore , sieno dati all’ avarizia ; tutti , e profeti , e sacerdoti , commettono falsità . Ed han curata alla leggiera la rottura della figliuola del mio popolo , dicendo : Pace , pace ; benchè non vi sia alcuna pace . Si son eglino vergognati , perchè hanno fatta una cosa abbominevole ? non hanno avuta vergogna alcuna , nè si sono saputi vergognare ; perciò , caderanno fra i morti , nel giorno che io li visiterò , e traboccheranno , ha detto il Signore . Il Signore avea detto così : Fermatevi in su le vie , e riguardate ; e domandate de’ sentieri antichi , per saper quale è la buona strada , e camminate per essa ; e voi troverete riposo all’ anima vostra . Ma essi han detto : Noi non vi cammineremo . Oltre a ciò , io avea costituite sopra voi delle guardie , che dicessero : Attendete al suon della tromba . Ma essi hanno detto : Noi non vi attenderemo . Perciò , o genti , ascoltate ; e tu , o raunanza , conosci ciò che è in loro . Ascolta , o terra . Ecco , io fo venire un male sopra questo popolo , il frutto de’ lor pensieri ; perciocchè non hanno atteso alle mie parole , ed hanno rigettata la mia Legge . A che offerirmi l’ incenso che vien di Seba , e la buona canna odorosa che viene di lontan paese ? i vostri olocausti non mi sono a grado , e i vostri sacrificii non mi son piacevoli . Per tanto , così ha detto il Signore : Ecco , io metterò a questo popolo degl’ intoppi , ne’ quali s’ intopperanno , padri e figliuoli insieme ; vicini ed amici periranno . Così ha detto il Signore : Ecco , un popolo viene dal paese di Settentrione , ed una gran gente si muove dal fondo della terra . Impugneranno l’ arco e lo scudo ; essi sono una gente crudele , e non avranno pietà alcuna ; la lor voce romoreggerà come il mare , e cavalcheranno sopra cavalli ; ciascun di loro sarà in ordine , come un uomo prode , per combattere contro a te , o figliuola di Sion . Come prima ne avremo sentito il grido , le nostre mani diverranno fiacche ; distretta ci coglierà , e doglia , come di donna che partorisce . Non uscite a’ campi , e non andate per li cammini ; perciocchè la spada del nemico , e lo spavento è d’ ogn’ intorno . Figliuola del mio popolo , cingiti d’ un sacco , e voltolati nella cenere ; fa’ cordoglio , come per un figliuolo unico , ed un lamento amarissimo ; perciocchè il guastatore verrà di subito sopra noi . Io ti ho posto per riparo , e fortezza , nel mio popolo ; e tu conoscerai , e proverai la lor via . Essi tutti son ribelli ritrosissimi , vanno sparlando ; son rame e ferro ; tutti son corrotti . Il mantice è arso , il piombo è consumato dal fuoco ; indarno pur sono stati posti al cimento ; i mali però non ne sono stati separati . Saranno chiamati : Argento riprovato ; perciocchè il Signore li ha riprovati . LA parola , che fu dal Signore indirizzata a Geremia , dicendo : Fermati alla porta della Casa del Signore , e quivi predica questa parola , e di’ : Uomini di Giuda tutti quanti , ch’ entrate per queste porte , per adorare il Signore , ascoltate la parola del Signore . Così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Ammendate le vostre vie , e le vostre opere ; ed io vi farò abitare in questo luogo . Non vi fidate in su parole fallaci , dicendo : Questo è il Tempio del Signore , il Tempio del Signore , il Tempio del Signore . Anzi del tutto ammendate le vostre vie , e le vostre opere . Se pur fate diritto giudicio fra l’ uomo , ed il suo prossimo ; e non oppressate il forestiere , nè l’ orfano , nè la vedova ; e non ispandete sangue innocente in questo luogo ; e non andate dietro ad altri dii , a danno vostro ; io altresì farò che abiterete per ogni secolo in questo luogo , nel paese che io ho dato a’ vostri padri . Ecco , voi confidate in su parole fallaci , che non possono recare alcun giovamento . Rubando , uccidendo , commettendo adulterio , e giurando falsamente , e facendo profumi a Baal , e andando dietro ad altri dii , i quali voi non avete conosciuti ; verreste voi pure ancora , e vi presentereste nel mio cospetto in questa Casa , che si chiama del mio Nome , e direste : Noi siamo stati liberati per far tutte queste cose abbominevoli ? È , e vostro parere , questa Casa , che si chiama del mio Nome , divenuta una spelonca di ladroni ? ecco , io altresì l’ ho veduto , dice il Signore . Ma andate pure ora al mio luogo , che fu in Silo , dove io da prima stanziai il mio Nome ; e riguardate quel che io gli ho fatto , per la malvagità del mio popolo Israele . Ora altresì , perciocchè voi avete fatte tutte queste cose , dice il Signore ; e benchè io vi abbia parlato del continuo per ogni mattina , non però avete ascoltato ; e benchè io vi abbia chiamati , non però avete risposto ; io farò a questa Casa , che si chiama del mio Nome , nella quale voi vi confidate ; ed al luogo , che io ho dato a voi , ed ai vostri padri , come già feci a Silo . E vi scaccerò dal mio cospetto , come ho scacciati i vostri fratelli , tutta la progenie di Efraim . E tu , non pregar per questo popolo , e non prendere a gridare , o a fare orazione per loro ; e non intercedere appo me ; perciocchè io non ti esaudirò . Non vedi tu quel che fanno nelle città di Giuda , e nelle piazze di Gerusalemme ? I figliuoli ricolgono le legne , e i padri accendono il fuoco , e le donne intridono la pasta , per far focacce alla regina del cielo , e per fare offerte da spandere ad altri dii , per dispettarmi . Fanno essi dispetto a me ? dice il Signore ; anzi non fanno essi dispetto a loro stessi , alla confusion delle lor proprie facce ? Perciò , così ha detto il Signore Iddio : Ecco , la mia ira ed il mio cruccio sarà versato sopra questo luogo , sopra gli uomini , e sopra le bestie , e sopra gli alberi della campagna , e sopra i frutti della terra ; ed arderà , e non si spengerà . Così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Aggiungete pure i vostri olocausti a’ vostri sacrificii , e mangiate della carne . Perciocchè io non parlai a’ vostri padri , nè diedi lor comandamento , quando li trassi fuor del paese di Egitto , intorno ad olocausti , ed a sacrificii . Anzi comandai loro questo , cioè : Ascoltate la mia voce , ed io vi sarò Dio , e voi mi sarete popolo ; e camminate in tutte le vie che io vi comando , acciocchè bene vi avvenga . Ma essi non hanno ascoltato , e non hanno inchinato il loro orecchio ; ma son camminati secondo i consigli , e la durezza del cuor loro malvagio ; e sono andati indietro , e non innanzi . Dal dì che i vostri padri uscirono del paese di Egitto , infino a questo giorno , io vi ho mandati tutti i miei servitori profeti , mandandoli ogni giorno , fin dalla mattina ; ma essi non mi hanno ascoltato , e non hanno inchinato il loro orecchio ; anzi hanno indurato il lor collo ; han fatto peggio che i padri loro . Pronunzia loro adunque tutte queste parole , ma essi non ti ascolteranno ; grida pur loro , ma non ti risponderanno . E perciò tu dirai loro : Questa è la gente , che non ha ascoltata la voce del Signore Iddio suo , e non ha ricevuta correzione ; la verità è perita , ed è venuta meno nella bocca loro . Tonditi la chioma , o Gerusalemme , e gittala via ; prendi a far lamento sopra i luoghi elevati ; perciocchè il Signore ha riprovata , ed abbandonata la generazione del suo cruccio . Perciocchè i figliuoli di Giuda han fatto quel che mi dispiace , dice il Signore ; han messe le loro abbominazioni nella Casa , la quale si chiama del mio Nome , per contaminarla . Ed hanno edificati gli alti luoghi di Tofet , che è nella valle del figliuolo di Hinnom , per ardere al fuoco i lor figliuoli , e le lor figliuole ; cosa che io non comandai giammai ; e che non mi entrò giammai in cuore . Per tanto , ecco , i giorni vengono , dice il Signore , che quella non si chiamerà più Tofet , nè valle del figliuolo di Hinnom , ma valle di uccisione ; ed i morti si seppelliranno in Tofet , finchè non vi resti più luogo . E i corpi morti di questo popolo saranno per cibo agli uccelli del cielo , ed alle bestie della terra ; e non vi sarà che le spaventi . Farò eziandio cessare nelle città di Giuda , e nelle piazze di Gerusalemme , la voce d’ allegrezza , e la voce di gioia ; la voce dello sposo , e la voce della sposa : perciocchè il paese sarà in desolazione . In quel tempo , dice il Signore , saranno tratte fuor de’ lor sepolcri l’ ossa dei re di Giuda , e l’ ossa de’ suoi principi , e l’ ossa de’ sacerdoti , e l’ ossa de’ profeti , e l’ ossa degli abitanti di Gerusalemme . E saranno sparse al sole , e alla luna , ed a tutto l’ esercito del cielo ; le quali cose essi hanno amate , ed hanno lor servito , e sono loro andati dietro , e l’ hanno ricercate , e l’ hanno adorate ; quell’ ossa non saranno raccolte , nè seppellite ; saranno come letame in su la faccia della terra . E la morte sarà più desiderabile che la vita , a tutto il rimanente di coloro che saranno avanzati di questa nazion malvagia ; in tutti i luoghi ove ne saranno rimasti alcuni di resto , ne’ quali io li avrò scacciati , dice il Signor degli eserciti . DI’ loro ancora : Così ha detto il Signore : Se alcun cade , non si rileva egli ? se si disvia , non ritorna egli al diritto cammino ? Perchè si è questo popolo di Gerusalemme sviato d’ uno sviamento pertinace ? si sono attenuti all’ inganno , han ricusato di convertirsi , io sono stato attento , ed ho ascoltato ; non parlano dirittamente , non vi è alcuno che si penta del suo male , dicendo : Che cosa ho fatto ? ciascun di loro si è volto al suo corso , a guisa di cavallo , che trascorre alla battaglia . Anche la cicogna nel cielo conosce le sue stagioni ; e la tortola , e la gru , e la rondine , osservano il tempo della lor venuta ; ma il mio popolo non ha conosciuto il giudicio del Signore . Come potete dire : Noi siamo savi , e la Legge del Signore è con noi ? ecco pure il falso stile degli scribi si è adoperato a falsità . I savi sono stati confusi , sono stati spaventati , e presi ; ecco , hanno rigettata la parola del Signore ; e qual sapienza sarebbe in loro ? Perciò , io darò le lor mogli ad altri , e i lor poderi ad altri possessori ; perciocchè tutti , dal maggiore al minore , son dati all’ avarizia ; tutti , profeti , e sacerdoti , commettono falsità ; ed han curata la rottura della figliuola del mio popolo alla leggiera , dicendo : Pace , pace ; benchè non vi sia alcuna pace . Si son eglino vergognati , perchè hanno fatta una cosa abbominevole ? non hanno avuta vergogna alcuna , e non son saputi vergognarsi ; perciò caderanno fra gli uccisi , nel tempo della lor visitazione , e traboccheranno , ha detto il Signore . Io li consumerò affatto , dice il Signore ; non vi è più uva nella vite , nè fichi nel fico ; le foglie stesse si son appassate ; ed anche ciò che io darò loro sarà loro tolto . Perchè ce ne stiamo ? ricoglietevi , ed entriamo nelle città forti , ed ivi stiamocene cheti ; perciocchè il Signore Iddio nostro ci fa star cheti , e ci abbevera d’ acqua di tosco ; perciocchè abbiam peccato contro al Signore . Ei si sta aspettando pace , ma non vi è bene alcuno ; il tempo della guarigione , ed ecco turbamento . Il fremito de’ suoi cavalli è stato udito da Dan ; tutta la terra ha tremato per lo suono dell’ annitrire de’ suoi destrieri ; son venuti , ed hanno divorato il paese , e tutto ciò che è in esso ; le città , ed i loro abitanti . Perciocchè , ecco , io mando contro a voi de’ serpenti , degli aspidi , contro a’ quali non vi è alcuna incantagione ; e vi morderanno , dice il Signore . O mio conforto nel cordoglio ! il mio cuore langue in me . Ecco la voce del grido della figliuola del mio popolo , da lontan paese : Non è il Signore in Sion ? non vi è il re d’ essa ? Perchè mi hanno essi dispettato con le loro sculture , con vanità di stranieri ? La ricolta è passata , la state è finita , e noi non siamo stati salvati . Io son tutto rotto per la rottura della figliuola del mio popolo ; io ne vo vestito a bruno ; stupore mi ha occupato . Non vi è egli alcun balsamo in Galaad ? non vi è egli alcun medico ? perchè dunque non è stata risaldata la piaga della figliuola del mio popolo ? Oh ! fosse pur la mia testa acqua , e l’ occhio mio una fonte di lagrime ! io piangerei giorno e notte gli uccisi della figliuola del mio popolo . Oh ! avessi io pure un alberghetto da viandanti nel deserto ! io lascerei il mio popolo , e me ne andrei via da loro ; perciocchè essi tutti sono adulteri , una raunanza di disleali . E scoccano falsità dalla lor lingua , che è l’ arco loro ; e non si fortificano in verità nella terra ; anzi procedono di male in male , e non mi conoscono , dice il Signore . Guardatevi ciascuno dal suo compagno , e non vi fidate in alcun fratello ; perciocchè ogni fratello non fa altro che usar frodi , ed ogni compagno va sparlando . Ed ogni uomo gabba il suo compagno , e non parlano verità ; hanno ammaestrata la lor lingua a parlar menzogna , si stancano a far male . La tua dimora è in mezzo di frodi ; per frode ricusano di conoscermi , dice il Signore . Perciò , così ha detto il Signor degli eserciti : Ecco , io li metterò al cimento , ed alla prova ; perciocchè , come farei altrimenti , per amor della figliuola del mio popolo ? La lingua loro è una saetta tratta , parla frode ; ciascuno con la sua bocca , parla di pace co’ suoi prossimi ; ma nel loro interiore pongono insidie . Non farei io punizion di loro per queste cose ? dice il Signore ; non vendicherebbesi l’ anima mia d’ una cotal gente ? Io prenderò a far pianto , e rammarichio per questi monti , e lamento per le mandre del deserto ; perciocchè sono arse , e non vi passa più alcuno , e non vi si ode più la voce del bestiame ; e gli uccelli del cielo , e le bestie se ne son fuggite , e sono andate via . Ed io ridurrò Gerusalemme in monti di ruine , in ricetto di sciacalli ; e metterò le città di Giuda in desolazione , senza che alcuno abiti più in esse . Chi è l’ uomo savio ? sì , ponga mente a questo ; e chi è colui , al quale la bocca del Signore abbia parlato ? sì , annunzilo . Perchè è perita la terra , ed è stata desolata come un deserto , senza che alcuno vi passi più ? Il Signore ha detto : Perciocchè han lasciata la mia Legge , che io avea lor proposta ; e non hanno ascoltata la mia voce , e non son camminati secondo quella . Anzi sono andati dietro alla durezza del cuor loro , e dietro a’ Baali ; il che i lor padri insegnarono loro . Perciò , così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Ecco , io ciberò questo popolo di assenzio , e l’ abbevererò d’ acqua di tosco . E li dispergerò fra genti , le quali nè essi , nè i lor padri , non han conosciute ; e manderò dietro a loro la spada , finchè io li abbia consumati . Così ha detto il Signor degli eserciti : Considerate , e chiamate delle lamentatrici , e fate che vengano ; e mandate per delle più avvedute , che vengano ; ed affrettinsi , e prendano a fare un rammarichio di noi ; e struggansi i nostri occhi in lagrime , e le nostre palpebre stillino acqua ; perciocchè una voce di lamento è stata unita da Sion : Come siamo stati distrutti ? noi siamo grandemente confusi ; perciocchè abbiam lasciato il paese , e le nostre stanze ci hanno scacciati . Perciocchè , o donne , ascoltate la parola del Signore ; e riceva il vostro orecchio la parola della sua bocca ; ed insegnate dei rammarichii alle vostre figliuole , e de’ lamenti , ciascuna alla sua compagna . Perciocchè la morte è salita per le nostre finestre , è entrata ne’ nostri palazzi , per isterminare i piccoli fanciulli d’ in su le strade , ed i giovani d’ in su le piazze . Parla : Così ha detto il Signore : I corpi morti degli uomini ancora giaceranno come letame su per la campagna , e come una manella di spighe , lasciata indietro dal mietitore , la quale niuno raccoglie . Così ha detto il Signore : Il savio non si glorii della sua saviezza , e il forte non si glorii della sua forza , e il ricco non si glorii delle sue ricchezze ; ma chi si gloria gloriisi di questo , ch’ egli ha intendimento , e conosce me ; perciocchè io sono il Signore , che fo benignità , giudicio , e giustizia in terra ; perciocchè , queste cose gradisco , dice il Signore . Ecco , i giorni vengono , dice il Signore , che io farò punizione d’ ogni circonciso che è incirconciso ; d’ Egitto , e di Giuda , e di Edom , e de’ figliuoli di Ammon , e di Moab , e di tutti quelli che si tondono i canti delle tempie , i quali abitano nel deserto ; perciocchè tutte queste genti sono incirconcise ; tutta la casa d’ Israele ancora è incirconcisa di cuore . CASA d’ Israele , ascoltate la parola che il Signore vi ha pronunziata . Così ha detto il Signore : Non imparate a seguitare i costumi delle genti , e non abbiate paura de’ segni del cielo , perchè le genti ne hanno paura . Perciocchè gli statuti de’ popoli son vanità ; conciossiachè si tagli un albero del bosco , per farne un lavoro di mani d’ artefice con l’ ascia . Quello si adorna con oro , e con argento ; e si fa star saldo con chiodi , e con martelli , acciocchè non sia mosso . Son tratti diritti , a guisa di palma , e non parlano ; convien portarli attorno , perchè non possono camminare ; non temiate di loro ; perciocchè non possono far danno alcuno , ed altresì in lor potere non è di fare alcun bene . Non vi è niuno pari a te , o Signore ; tu sei grande , ed il tuo Nome è grande in forza . Chi non ti’ temerebbe , o Re delle genti ? conciossiachè questa ti si convenga ; perciocchè , fra tutti i savi delle genti , e in tutti i regni loro , non vi è alcun pari a te . E tutti insieme sono insensati , e pazzi ; il legno è un ammaestramento di vanità . L’ argento , che si distende col martello , è addotto di Tarsis , e l’ oro di Ufaz ; sono opera di fabbro , e lavorio di mani di orafo ; il lor vestimento è giacinto e porpora ; essi tutti sono lavoro d’ uomini industriosi . Ma il Signore è il vero Dio , egli è l’ Iddio vivente , e il Re eterno ; la terra trema per la sua ira , e le genti non possono sostenere il suo cruccio . Così direte loro : Gl’ Iddii , che non hanno fatto il cielo , e la terra , periscano d’ in su la terra , e di sotto al cielo . Colui , che ha fatta la terra con la sua potenza , che ha stabilito il mondo con la sua sapienza , ed ha distesi i cieli col suo intendimento ; tosto ch’ egli dà fuori la sua voce , vi è un romor d’ acque nel cielo ; egli fa salir vapori dalle estremità della terra , e fa i lampi per la pioggia , e trae il vento fuor de’ suoi tesori . Ogni uomo è insensato per scienza ; ogni orafo è renduto infame per le sculture ; perciocchè le sue statue di getto sono una falsità , e non vi è alcuno spirito in loro . Sono vanità , lavoro d’ inganni ; periranno nel tempo della lor visitazione . Colui che è la parte di Giacobbe non è come queste cose ; perciocchè egli è il Formator d’ ogni cosa , ed Israele è la tribù della sua eredità ; Il suo Nome è : Il Signor degli eserciti . O ABITATRICE della fortezza , raccogli la tua mercatanzia , per portarla fuor del paese . Perciocchè , così ha detto il Signore : Ecco , questa volta gitterò via , come con una frombola , gli abitanti del paese , e li metterò in distretta , acciocchè trovino ciò che han meritato . Ahi lasso me ! dirà il paese , per cagione del mio fiaccamento ! la mia piaga è dolorosa ; e pure io avea detto : Questa è una doglia , che ben potrò sofferire . Le mie tende son guaste , e tutte le mie corde son rotte ; i miei figliuoli sono usciti fuor di me , e non sono più ; non vi è più alcuno che tenda il mio padiglione , nè che rizzi i miei teli . Perciocchè i pastori son divenuti insensati , e non hanno ricercato il Signore ; perciò non son prosperati , e tutte le lor mandre sono state dissipate . Ecco , una voce di grido viene , con gran commovimento , dal paese di Settentrione , per ridurre le città di Giuda in desolazione , in ricetti di sciacalli . O Signore , io conosco che la via dell’ uomo non è in suo potere ; e che non è in poter dell’ uomo che cammina di addirizzare i suoi passi . O Signore , castigami , ma pur moderatamente ; non nell’ ira tua , che talora tu non mi faccia venir meno . Spandi la tua ira sopra le genti che non ti conoscono , e sopra le nazioni che non invocano il tuo Nome ; perciocchè han divorato Giacobbe ; anzi l’ han divorato , e consumato , ed hanno desolata la sua stanza . LA parola che fu dal Signore indirizzata a Geremia , dicendo : Ascoltate le parole di questo patto , e parlate agli uomini di Giuda , ed agli abitanti di Gerusalemme . E tu di’ loro : Così ha detto il Signore Iddio d’ Israele : Maledetto l’ uomo , che non ascolterà le parole di questo patto ; il quale io comandai a’ padri vostri di osservare , quando li trassi fuor del paese di Egitto , della fornace di ferro , dicendo : Ascoltate la mia voce , e fate queste cose , secondo tutto quello che io vi comando ; e voi mi sarete popolo , ed io vi sarò Dio . Acciocchè io metta ad effetto il giuramento che io feci a’ vostri padri , di dar loro un paese stillante latte e miele ; come si vede al dì d’ oggi . Ed io risposi , e dissi : Amen , Signore . Appresso il Signore mi disse : Predica tutte queste parole nelle città di Giuda , e nelle piazze di Gerusalemme : dicendo : Ascoltate le parole di questo patto , e mettetele ad effetto . Conciossiachè io abbia fatte di gran protestazioni a’ vostri padri , dal dì che io li trassi fuor del paese di Egitto , infino a questo giorno , protestando loro ogni giorno , fin dalla mattina , e dicendo : Ascoltate la mia voce . Ma essi non l’ hanno ascoltata , e non hanno porto l’ orecchio loro , e son camminati ciascuno secondo la durezza del cuor suo malvagio ; laonde io ho fatte venir sopra loro tutte le parole di questo patto , il quale io avea lor comandato di osservare ; ma non l’ hanno osservato . Poi il Signore mi disse : Ei si trova una congiura fra gli uomini di Giuda , e fra gli abitanti di Gerusalemme . Son tornati alle iniquità de’ lor padri antichi , i quali ricusarono di ascoltar le mie parole ; e sono anch’ essi andati dietro ad altri dii , per servirli ; la casa d’ Israele e la casa di Giuda hanno rotto il mio patto , che io avea fatto co’ lor padri . Perciò , cosi ha detto il Signore : Ecco , io fo venir sopra loro un male , del quale non potranno uscire , e grideranno a me , ma io non li ascolterò . Allora le città di Giuda , e gli abitanti di Gerusalemme , andranno , e grideranno agl’ iddii , a’ quali fanno profumi ; ma essi non li salveranno in modo alcuno , nel tempo della loro avversità . Perciocchè , o Giuda , tu hai avuti tanti dii , quanto è il numero delle tue città ; e voi avete rizzati tanti altari alla cosa vergognosa , quanto è il numero delle strade di Gerusalemme ; altari da far profumi a Baal . Tu adunque non pregar per questo popolo , e non prendere a gridare , nè a fare orazion per loro ; perciocchè io non li esaudirò , quando grideranno a me per la loro avversità . Che ha da far più il mio caro amico nella mia Casa , piochè i maggiori l’ impiegano a scelleratezza ? Or le carni sacre trapasseranno via da te ; perciocchè allora che tu commetti il tuo male , tu festeggi . Il Signore avea chiamato il tuo nome : Ulivo verdeggiante , bello in vaghi frutti ; ma , al suono di un grande stormo , egli ha acceso d’ intorno a quello un fuoco , e i suoi rami sono stati consumati . E il Signor degli eserciti , che ti avea piantata , ha pronunziato contro a te del male , per la malvagità della casa d’ Israele , e della casa di Giuda , che han commessa per dispettarmi , facendo profumi a Baal . OR il Signore mi ha fatti conoscere i lor fatti , ed io li ho conosciuti ; allora , Signore , tu me li hai mostrati . Ed io sono stato come un agnello , od un bue , che si mena al macello ; ed io non sapeva che facessero delle macchinazioni contro a me , dicendo : Attossichiamo il suo cibo , e sterminiamolo dalla terra de’ viventi , e non sia il suo nome più ricordato . Ma , o Signor degli eserciti , giusto Giudice , che provi le reni , e il cuore , fa’ che io vegga la tua vendetta sopra loro ; perciocchè io ti dichiaro la mia ragione . Perciò , così ha detto il Signore intorno a que’ di Anatot , che cercano l’ anima tua , dicendo : Non profetizzar nel Nome del Signore , che tu non muoia per le nostre mani ; perciò così ha detto il Signor degli eserciti : Ecco , io ne farò punizione sopra loro ; i giovani morranno per la spada ; e i lor figliuoli e le lor figliuole morranno di fame . E non resterà di loro alcun rimanente ; perciocchè io farò venire del male sopra que’ di Anatot , l’ anno della lor visitazione . Signore , se io litigo teco , tu sei pur giusto ; nondimeno io ti proporrò le mie ragioni : Perchè prospera la via degli empi ? perchè sono a lor agio tutti quelli che procedono dislealmente ? Tu li hai piantati , ed hanno messa radice ; si avanzano , e fruttano ; tu sei presso della lor bocca , ma lontano dalle lor reni . Ma , o Signore , tu mi conosci , tu mi vedi , ed hai provato qual sia il mio cuore inverso te ; strascinali , a guisa di pecore , al macello , e preparali per lo giorno dell’ uccisione . Infino a quando farà cordoglio il paese , e seccherassi l’ erba di tutta la campagna , per la malvagità degli abitanti di quello ? le bestie , e gli uccelli son venuti meno ; perciocchè hanno detto : Iddio non vede il nostro fine . Se , correndo co’ pedoni , essi ti hanno stanco , come ti rimescolerai co’ cavalli ? e se hai sol fidanza in terra di pace , come farai , quando il Giordano sarà gonfio ? Perciocchè , eziandio i tuoi fratelli , e que’ della casa di tuo padre , si son portati dislealmente teco ; ed essi ancora hanno a grida radunata la moltitudine dietro a te ; non fidarti di loro , quando ti daranno buone parole . IO ho lasciata la mia Casa , io ho abbandonata la mia eredità ; io ho dato l’ amor dell’ anima mia nelle mani de’ suoi nemici . La mia eredità mi è stata come un leone nel bosco ; ha data fuori la sua voce contro a me ; perciò l’ ho odiata . La mia eredità mi è stata come un uccello vaiolato ; o uccelli , venite contro a lei d’ ogn’ intorno ; andate , radunatevi , voi tutte le fiere della campagna , venite per mangiare . Molti pastori han guasta la mia vigna , han calpestata la mia possessione , han ridotta la mia cara possessione in un deserto di desolazione . È stata ridotta in desolazione ; e , tutta desolata , ha fatto cordoglio appo me ; tutta la terra è desolata , perciocchè non vi è alcuno che ponga mente a queste cose . De’ guastatori son venuti sopra tutti i luoghi elevati nel deserto ; perciocchè la spada del Signore divorerà da una estremità del paese infino all’ altra ; non vi è pace alcuna per veruna carne . Han seminato del frumento , ed han ricolte delle spine ; si sono affannati , e non hanno fatto alcun profitto ; voi sarete confusi delle vostre rendite , per l’ ardente ira del Signore . Così ha detto il Signore contro a tutti i suoi malvagi vicini , che toccano l’ eredità , la quale egli ha data a possedere ad Israele , suo popolo : Ecco , io li divellerò d’ in sul lor paese , e divellerò la casa di Giuda del mezzo di loro . Ed avverrà che dopo che io li avrò divelti , avrò di nuovo pietà di loro ; e li ricondurrò , ciascuno alla sua eredità , e ciascuno alla sua terra . Ed avverrà che , se pure imparano le vie del mio popolo per giurar per lo mio Nome , dicendo il Signore vive siccome hanno insegnato al mio popolo di giurare per Baal , saranno edificati in mezzo del mio popolo . Ma se non ubbidiscono , io divellerò una cotal gente , divellendola , ed insieme distruggendola , dice il Signore . COSÌ mi ha detto il Signore : Va’ , e comperati una cintura lina , e mettitela in su i lombi , e non metterla nell’ acqua . Io dunque comperai quella cintura , secondo la parola del Signore , e me la misi in su i lombi . E la parola del Signore mi fu indirizzata la seconda volta , dicendo : Prendi la cintura che tu hai comperata , la quale tu hai in su i lombi , e levati , e va’ all’ Eufrate , e nascondila quivi in una buca di un sasso . Ed io andai , e la nascosi presso all’ Eufrate , siccome il Signore mi avea comandato . E dopo molti giorni , avvenne che il Signore mi disse : Levati , va’ all’ Eufrate , e togli di là la cintura , che io ti avea comandato di nascondervi . Ed io andai all’ Eufrate , e cavai , e tolsi la cintura del luogo dove io l’ avea nascosta ; ed ecco , la cintura era guasta , e non era più buona a nulla . E la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Così ha detto il Signore : Così guasterò la magnificenza di Giuda , la gran magnificenza di Gerusalemme ; di questo popolo malvagio , che ricusa di ascoltar le mie parole , che cammina nella durezza del cuor suo , e va dietro ad altri dii , per servirli , e per adorarli ; e quella diventerà come questa cintura , che non è più buona a nulla . Perciocchè , siccome la cintura è apposta in su i lombi dell’ uomo , così io mi avea congiunta tutta la casa d’ Israele , e tutta la casa di Giuda , dice il Signore ; acciocchè fosse mio popolo , a fama , ed a lode , ed a gloria ; ma essi non hanno ubbidito . Di’ loro adunque questa parola : Così ha detto il Signore , l’ Iddio d’ Israele : Ogni barile sarà ripieno di vino . Ed essi ti diranno : Non sappiam noi bene , che ogni barile sarà ripieno di vino ? E tu dirai loro : Così ha detto il Signore : Ecco , io empierò d’ ebbrezza tutti gli abitatori di questo paese , ed i re del legnaggio di Davide , che seggono sopra il suo trono ; ed i sacerdoti , ed i profeti , e tutti gli abitanti di Gerusalemme . E li sbatterò l’ uno contro all’ altro , padri e figliuoli insieme , dice il Signore ; io non risparmierò , e non perdonerò , e non avrò pietà , per non distruggerli . Ascoltate , e porgete l’ orecchio : Non superbite ; perciocchè il Signore ha parlato . Date gloria al Signore Iddio vostro , avanti ch’ egli faccia venir le tenebre , e avanti che i vostri piedi s’ intoppino sopra i monti di oscurità , e che voi aspettiate la luce , e ch’ egli l’ abbia cangiata in ombra di morte , e mutata in oscurità . Che se voi non ascoltate questo , l’ anima mia piangerà in segreto , per lo vostro orgoglio ; e l’ occhio mio non resterà di lagrimare , e si struggerà in lagrime ; perciocchè la greggia del Signore è menata in cattività . Di’ al re , ed alla regina : Umiliatevi , e sedete in terra ; perciocchè il vostro principato , la corona della vostra gloria , è caduta a basso . Le città del Mezzodì sono serrate , e non vi è alcuno che le apra ; tutto Giuda è menato in cattività , egli è menato in una intiera cattività . Alzate gli occhi vostri , e vedete quelli che vengono di Settentrione ; dove è la mandra che ti era stata data , la greggia della tua gloria ? Che dirai quando egli farà punizion di te ? conciossiachè tu stessa abbi loro insegnato ad esser tuoi principi in capo ; non ti stringeranno dolori , a guisa di donna che partorisce ? Che se pur dici nel cuor tuo : Perchè mi son avvenute queste cose ? Per la grandezza della tua iniquità i tuoi lembi sono stati rimboccati , le tue calcagna sono state calterite . Potrebbe il moro mutar la sua pelle , o il pardo le sue macchie ? potreste altresì voi , assuefatti a far male , far bene ? Io dunque li dispergerò come stoppia , che è trasportata via al soffiar del vento del deserto . Quest’ è la tua sorte , la parte delle tue misure , da parte mia , dice il Signore ; perciocchè tu mi hai dimenticato , e ti sei confidata in menzogna . Laonde io altresì ti rimboccherò i tuoi lembi in sul viso , e il tuo vituperio apparirà . I tuoi adulterii , ed il tuo ringhiare , e l’ infamia del tuo fornicare , è stata sopra i colli , per li campi ; io ho vedute le tue abbominazioni . Guai a te , Gerusalemme ! non ti netterai tu mai ? dopo quando ancora ? LA parola del Signore che fu indirizzata a Geremia intorno al fatto della secchezza . La Giudea fa cordoglio , e le sue porte languiscono ; giacciono per terra in abito lugubre ; il grido di Gerusalemme è salito . Ed i più onorati d’ infra loro hanno mandata per dell’ acqua la lor piccola gente ; ed essa , venuta alle fosse , non ha trovata acqua alcuna ; se ne son tornati co’ vasi vuoti ; hanno avuta vergogna , e sono stati confusi , ed hanno coperto il capo loro . Conciossiachè la terra sia stata trita , perciocchè non vi è stata alcuna pioggia nel paese ; i lavoratori sono stati confusi , ed han coperto il capo loro . Ed anche la cerva , per li campi , avendo figliato , ha abandonati i suoi cerbiatti ; perciocchè non vi era alcuna erba . E gli asini salvatici si son fermati sopra i luoghi elevati , ed han sorbito il vento , come sciacalli ; gli occhi loro son venuti meno ; perciocchè non vi era erba alcuna . O Signore , se le nostre iniquità rendono testimonianza contro a noi , opera per amor del tuo Nome ; perciocchè le nostre ribellioni son moltiplicate , noi abbiamo peccato contro a te . O speranza d’ Israele , suo Salvatore in tempo di distretta , perchè saresti nel paese a guisa di forestiere , e come un viandante , che si riduce in un albergo , per passarvi la notte ? Perchè saresti come un uomo smarrito , come un uomo prode che non può salvare ? Ora , Signore , tu sei pur nel mezzo di noi , e il tuo Nome è invocato sopra noi ; non abbandonarci . Così ha detto il Signore a questo popolo : Così hanno preso diletto d’ andar vagando , e non hanno rattenuti i lor piedi ; perciò il Signore non li gradisce ; ora ricorderà la loro iniquità , e farà punizion de’ lor peccati . Poi il Signore mi disse : Non pregare in bene per questo popolo . Quando digiuneranno , io non ascolterò il grido loro ; e quando offeriranno olocausto ed offerta , io non li avrò a grado ; anzi li consumerò per la spada , e per la fame , e per la peste . Ed io dissi : Ahi Signore Iddio ! ecco , i profeti dicon loro : Voi non vedrete la spada , e fame non vi avverrà ; anzi vi darò ferma pace in questo luogo . E il Signore mi disse : Que’ profeti profetizzano menzogna nel Nome mio ; io non li ho mandati , e non ho data loro commessione , e non ho lor parlato ; essi vi profetizzano visioni di menzogna , e indovinamento , e vanità , e l’ inganno del cuor loro . Perciò , così ha detto il Signore intorno a que’ profeti , che profetizzano nel mio Nome , quantunque io non li abbia mandati , e dicono : Ei non vi sarà nè spada , nè fame , in questo paese ; que’ profeti saran consumati per la spada , e per la fame . E il popolo , al quale hanno profetizzato , sarà gittato su per le strade di Gerusalemme , per la fame , e per la spada ; e non vi sarà alcuno che seppellisca nè loro , nè le lor mogli , nè i lor figliuoli , nè le lor figliuole ; ed io spanderò sopra loro la lor malvagità . Di’ loro adunque questa parola : Struggansi gli occhi miei in lagrime giorno e notte , e non abbiano alcuna posa ; perciocchè la vergine , figliuola del mio popolo , è stata fiaccata d’ un gran fiaccamento , d’ una percossa molto dolorosa . Se io esco fuori a’ campi , ecco gli uccisi con la spada ; se entro nella città , ecco quelli che languiscono di fame ; perciocchè , eziandio i profeti e i sacerdoti , sono andati vagando per lo paese , e non sanno quel che si facciano . Avresti tu pur riprovato Giuda ? ed avrebbe l’ anima tua Sion in abbominazione ? perchè ci hai percossi , senza che abbiamo potuto aver guarigione ? Ei si aspetta pace , e non vi è alcun bene ; e il tempo della guarigione , ed ecco turbamento . O Signore , noi riconosciamo la nostra malvagità , l’ iniquità de’ nostri padri ; perciocchè noi abbiam peccato contro a te . Per amor del tuo Nome , non disdegnare , non mettere in vituperio il trono della tua gloria ; ricordati del tuo patto con noi ; non annullarlo . Evvi , fra le vanità delle genti , alcuno che faccia piovere ? i cieli dànno essi le piogge ? non sei desso tu , o Signore Iddio nostro ? Perciò , noi spereremo in te ; perciocchè tu hai fatte tutte queste cose . Poi il Signore mi disse : Avvegnachè Mosè e Samuele si presentassero davanti alla mia faccia , l’ anima mia non sarebbe però inverso questo popolo ; mandali fuori della mia presenza , ed escansene fuori . Che se pur ti dicono : Dove usciremo ? di’ loro : Così ha detto il Signore : Chi è condannato alla mortalità , esca alla mortalità ; chi alla spada , esca alla spada ; chi alla fame , esca alla fame ; chi alla cattività , esca alla cattività . Ed io costituirò sopra loro quattro generazioni , dice il Signore : la spada , per uccidere ; i cani , per istrascinare ; gli uccelli del cielo , e le bestie della terra , per divorare , e per distruggere . E farò che saranno agitati per tutti i regni della terra , per cagion di Manasse , figliuolo di Ezechia , re di Giuda ; per quello ch’ egli ha fatto in Gerusalemme . Perciocchè , o Gerusalemme , chi avrebbe pietà di te ? chi si condorrebbe teco ? o chi si rivolgerebbe per domandarti del tuo bene stare ? Tu mi hai abbandonato , dice il Signore , e te ne sei ita indietro ; io altresì stenderò la mano sopra te , e ti distruggerò ; io sono stanco di pentirmi . Benchè io li abbia sventolati con la ventola nelle porte del paese , ed abbia deserto , e distrutto il mio popolo , non però si son convertiti dalle lor vie . Le sue vedove sono state da me moltiplicate , più che la rena de’ mari ; io ho loro addotto in pien mezzodì un guastatore contro alla madre de’ giovani ; io ho fatto di subito cader sopra lei turbamento e spaventi . Quella che avea partoriti sette figliuoli è divenuta fiacca , l’ anima sua ha ansato io suo sole è tramontato , mentre era ancora giorno ; è stata confusa e svergognata ; ancora darò il lor rimanente alla spada , all’ arbitrio de’ lor nemici , dice il Signore . Ahi lasso me ! madre mia ; perciocchè tu mi hai partorito per essere uomo di lite , e di contesa a tutto il paese : io non ho loro dato nulla in presto , ed essi altresì non mi hanno prestato nulla ; e pur tutti quanti mi maledicono . Il Signore ha detto : Se il tuo sol rimanente non è riserbato per lo bene ; se io non fo che il nemico si scontri in te nel tempo dell’ avversità , e nel tempo della distretta . Potrebbesi rompere il ferro , il ferro di Aquilone , e il rame ? Io darò senza prezzo in preda le tue facoltà , e i tuoi tesori , in tutti i tuoi confini ; e ciò per tutti i tuoi peccati . E farò passare i tuoi nemici per un paese che tu non sai ; perciocchè un fuoco si è acceso nella mia ira , il quale si apprenderà sopra voi . O Signore , tu il sai ; ricordati di me , e visitami , e vendicami de’ miei persecutori ; non rapirmi , mentre tu sei lento all’ ira ; conosci che io soffero vituperio per te . Tosto che le tue parole sono state ritrovate da me , io le ho mangiate ; e la tua parola mi è stata in gioia , e in allegrezza del mio cuore ; perciocchè il tuo Nome è invocato sopra me , o Signore Iddio degli eserciti . Io non son seduto nel consiglio degli schernitori , per far festa , ed allegrezza ; io son seduto tutto solo , per cagion della tua mano ; perciocchè tu mi hai empiuto d’ indegnazione . Perchè è stato il mio dolore perpetuo , e la mia piaga disperata ? perchè ha ella ricusato d’ esser guarita ? mi saresti tu pure come una cosa fallace , come acque che non son perenni ? Perciò così ha detto il Signore : Se tu ti converti , io ti ristorerò , e tu starai davanti a me ; e se tu separi il prezioso dal vile , tu sarai come la mia bocca ; convertansi eglino a te ; ma tu , non convertirti a loro . Ed io ti farò essere a questo popolo , a guisa d’ un muro fortissimo di rame ; ed essi combatteranno contro a te , ma non ti vinceranno ; perciocchè io son teco , per salvarti e per riscuoterti , dice il Signore . E ti trarrò di man de’ maligni , e ti riscoterò di man de’ violenti . POI la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Non prenderti moglie , e non aver figliuoli , nè figliuole , in questo luogo . Perciocchè , così ha detto il Signore intorno a’ figliuoli , ed alle figliuole , che nasceranno in questo luogo , ed alle madri che li avranno partoriti , ed a’ padri che li avranno generati in questo paese : Morranno di morti dolorose ; non se ne farà cordoglio , e non saranno seppelliti ; saranno per letame in su la faccia della terra , e saranno consumati per la spada , e per la fame ; ed i lor corpi morti saranno per pasto agli uccelli del cielo , ed alle bestie della terra . Perciocchè , così ha detto il Signore : Non entrare in alcuna casa di convito funerale , e non andar per far cordoglio , e non condolerti con loro ; perciocchè io ho ritratta la mia pace da questo popolo , dice il Signore , e la mia benignità , e le mie compassioni . E grandi e piccoli morranno in questo paese , senza esser seppelliti ; e non si farà cordoglio per loro , e niuno si farà tagliature addosso , nè si raderà per loro ; e non si spartirà loro pane per lo duolo , per consolarli del morto ; e non si darà loro a bere la coppa delle consolazioni per padre , nè per madre di alcuno . Parimente non entrare in alcuna casa di convito , per seder con loro , per mangiare e per bere . Perciocchè , così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Ecco , io fo cessare in questo luogo , davanti agli occhi vostri , e a’ dì vostri , la voce di gioia , e la voce di allegrezza , la voce dello sposo , e la voce della sposa . Or avverrà , quando tu avrai annunziate tutte queste parole a questo popolo , ch’ essi ti diranno : Perchè ha il Signore pronunziato contro a noi tutto questo gran male ? e quale è la nostra iniquità , e quale è il nostro peccato , che noi abbiamo commesso contro al Signore Iddio nostro ? E tu dirai loro : Perciocchè i vostri padri mi hanno lasciato , dice il Signore ; e sono iti dietro ad altri dii , e li hanno serviti , ed adorati ; ed hanno abbandonato me , e non hanno osservata la mia Legge . E voi avete fatto vie peggio che i vostri padri ; ed ecco , ciascun di voi va dietro alla durezza del cuor suo malvagio , per non ascoltarmi . Perciò , io vi caccerò fuor di questo paese , in un paese che nè voi , nè i vostri padri , non avete conosciuto ; e quivi servirete giorno e notte , ad altri dii ; perciocchè io non vi farò grazia . Ma pure , ecco , i giorni vengono , dice il Signore , che non si dirà più : Il Signor vive , il quale ha tratti i figliuoli d’ Israele fuor del paese di Egitto ; ma : Il Signore vive , che ha tratti i figliuoli d’ Israele fuor del paese di Settentrione , e di tutti gli altri paesi , ne’ quali egli li avea scacciati ; ed io li ricondurrò alla lor terra , che io diedi a’ padri loro . Ecco , io mando a molti pescatori , che li peschino , dice il Signore ; e dopo ciò , a molti cacciatori che li caccino sopra ogni monte , e sopra ogni colle , e nelle buche de’ sassi . Perciocchè gli occhi miei son sopra tutte le lor vie ; quelle non son nascoste dal mio cospetto , e la loro iniquità non è occulta d’ innanzi agli occhi miei . E imprima renderò loro al doppio la retribuzione della loro iniquità , e del lor peccato ; perciocchè han contaminato il mio paese ed hanno empiuta la mia eredità dei carcami delle lor cose esecrabili , e delle loro abbominazioni . O Signore , mia forza , e mia fortezza , e mio rifugio nel giorno della distretta , le genti verranno a te dalle estremità della terra , e diranno : Veramente i padri nostri hanno posseduta falsità , vanità , e cose nelle quali non era alcun giovamento . Farebbesi l’ uomo degl’ iddii , i quali però non son dii ? Per tanto , ecco io farò lor conoscere questa volta , io farò lor conoscere la mia mano , e la mia forza ; e sapranno che il mio Nome è : Il Signore . Il peccato di Giuda è scritto con uno stile di ferro , con una punta di diamante ; egli è scolpito in su la tavola del lor cuore , e nelle corna de’ vostri altari . Il ricordarsi de’ loro altari , e de’ lor boschi , presso agli alberi verdeggianti , sopra gli alti colli , è loro come il ricordarsi de’ lor propri figliuoli . O montanaro , scendi nella campagna ; io darò in preda le tue facoltà , e tutti i tuoi tesori ; i tuoi alti luoghi son pieni di peccato , in tutti i tuoi confini . E tu , e quelli che sono fra te , lascerete vacar la vostra eredità , la quale io vi avea data , essendone cacciati fuori ; ed io ti farò servire a’ tuoi nemici , nel paese che tu non è conosci ; perciocchè voi avete acceso un fuoco nella mia ira , il quale arderà in perpetuo . Così ha detto il Signore : Maledetto sia l’ uomo che si confida nell’ uomo , e mette la carne per suo braccio , e il cui cuore si ritrae dal Signore . Egli sarà come un tamerice in una piaggia ; e quando il bene verrà , egli nol vedrà ; ed abiterà nel deserto , in luoghi aridi , in terra di salsuggine , e disabitata . Benedetto sia l’ uomo che si confida nel Signore , e la cui confidanza è il Signore . Egli sarà come un albero piantato presso alle acque , e che stende le sue radici lungo un ruscello ; e quando viene l’ arsura , egli non la sente ; anzi le sue fronde verdeggiano ; e nell’ anno della secchezza non se ne affanna , e non resta di far frutto . Il cuor dell’ uomo è frodolente sopra ogni altra cosa , ed insanabile ; chi lo conoscerà ? Io , il Signore , che investigo i cuori , che provo le reni ; e ciò , per rendere a ciascuno la retribuzione secondo le sue vie , secondo il frutto de’ suoi fatti . Chi acquista delle ricchezze , e non dirittamente , è come la pernice , che cova l’ uova che non ha fatte ; egli le lascerà al mezzo de’ suoi dì , ed alla fine sarà trovato stolto . Il luogo del nostro santuario è un trono di gloria , un luogo eccelso fin dal principio . O Signore , speranza d’ Israele , tutti quelli che ti lasciano saran confusi ; e quelli che si rivoltano indietro da me saranno scritti nella terra ; perciocchè hanno abbandonata la fonte delle acque vive , il Signore . Sanami , Signore , ed io sarò sanato ; salvami , ed io sarò salvato ; perciocchè tu sei la mia lode . Ecco , costoro mi dicono : Dove è la parola del Signore ? venga pur ora . Ora , quant’ è a me , io non ho fatta maggiore istanza dietro a te , che si convenga ad un pastore ; e non ho desiderato il giorno del male insanabile ; tu il sai , ciò che è uscito delle mie labbra è stato nel tuo cospetto . Non essermi in ispavento ; tu sei la mia speranza , e rifugio , nel giorno dell’ avversità . Sieno confusi i miei persecutori , e non io ; sieno spaventati , e non io ; fa’ venire sopra loro il giorno del male , e rompili di doppia rottura . COSÌ mi ha detto il Signore : Va’ , e fermati alla porta de’ figliuoli del popolo , per la quale entrano ed escono i re di Giuda ; ed a tutte le porte di Gerusalemme , e di’ loro : Ascoltate la parola del Signore , re di Giuda , e tutto Giuda , e voi , tutti gli abitanti di Gerusalemme , ch’ entrate per queste porte . Così ha detto il Signore : Guardatevi , sopra le anime vostre , di portare alcun carico , nè di farlo passare per le porte di Gerusalemme , nel giorno del sabato ; e non traete fuor delle vostre case alcun carico , nè fate opera alcuna nei giorno del sabato ; ma santificate il giorno del sabato , come io comandai a’ padri vostri . Ma essi non ascoltarono , e non porsero il loro orecchio ; anzi indurarono il lor collo per non ascoltare , e per non ricever correzione . Ed avverrà , se pur mi ascoltate , dice il Signore , per non fare entrare alcun carico per le porte di questa città nel giorno del sabato , e per santificare il giorno del sabato , per non fare in esso alcun lavoro ; che i re ed i principi che seggono sopra il trono di Davide , montati sopra carri e cavalli ; i re , dico , e i lor principi , gli uomini di Giuda , e gli abitanti di Gerusalemme , entreranno per le porte di questa città ; e questa città sarà abitata in perpetuo . E si verrà dalle città di Giuda , e da’ luoghi circonvicini di Gerusalemme , e dal paese di Beniamino , e dal piano , e dal monte , e dalla parte meridionale , portando olocausti e sacrificii , ed offerte , ed incenso ; portando ancora offerte da render grazie , alla Casa del Signore . Ma , se non mi ascoltate , per santificare il giorno del sabato , e per non portare alcun carico , e per non entrar con esso per le porte di Gerusalemme , nel giorno del sabato , io accenderò un fuoco nelle sue porte , il quale consumerà i palazzi di Gerusalemme , e non si spegnerà . LA parola che fu dal Signore indirizzata a Geremia , dicendo : Levati , e scendi in casa di un vasellaio , e quivi ti farò intender le mie parole . Io adunque scesi in casa di un vasellaio , ed ecco , egli faceva il suo lavorio in su la ruota . E il vasello ch’ egli faceva si guastò , come l’ argilla suol guastarsi in man del vasellaio ; ed egli da capo ne fece un altro vasello , come a lui vasellaio parve bene di fare . Allora la parola del Signore mi fu indirizzata dicendo : Non posso io fare a voi , o casa d’ Israele , come ha fatto questo vasellaio ? dice il Signore ; ecco , siccome l’ argilla è in man del vasellaio , così voi , o casa d’ Israele , siete in mano mia . In uno stante io parlerò contro ad una nazione , o contro ad un regno , per divellere , per diroccare , e per distruggere . Ma se quella nazione , contro alla quale io avrò parlato , si converte dalla sua malvagità , io altresì mi pentirò del male che io avea pensato di farle . In uno stante parimente , parlerò in favore di una nazione , o di un regno , per piantare , e per edificare . Ma se quel regno , o nazione fa quel che mi dispiace , non ascoltando la mia voce , io altresì mi pentirò del bene che io avea detto di fargli . Ora dunque , parla pure agli uomini di Giuda , ed agli abitanti di Gerusalemme , dicendo : Così ha detto il Signore : Ecco , io formo contro a voi del male , e penso de’ pensieri contro a voi ; convertasi ora ciascun di voi dalla sua via malvagia , ed ammendate le vostre vie , ed i vostri fatti . Ed essi dissero : Non vi è rimedio ; perciocchè noi andremo dietro a’ nostri pensieri , e faremo ciascuno secondo la durezza del cuor suo malvagio . Perciò , così ha detto il Signore : Deh ! domandate fra le genti ; chi ha mai udite cotali cose ? la vergine d’ Israele ha fatta una cosa molto brutta . Lascerebbesi per lo sasso di un campo il nevoso Libano ? abbandonerebbersi le acque pellegrine , fresche , e correnti ? Conciossiachè il mio popolo mi abbia dimenticato , ed abbia fatti profumi a ciò che non è che vanità ; e sia stato fatto intopparsi nelle sue vie , ch’ erano sentieri antichi , per camminar per li sentieri di un cammino non appianato ; per mettere il lor paese in desolazione , e in zufolo , in perpetuo ; onde chiunque passerà per esso stupirà , e scoterà la testa . Io li dispergerò dinanzi al nemico , a guisa di vento orientale ; io mostrerò loro la coppa , e non la faccia , nel giorno della lor calamità . Ed essi hanno detto : Venite , e facciamo delle macchinazioni contro a Geremia ; perciocchè la Legge non verrà giammai meno dal sacerdote , nè il consiglio dal savio , nè la parola dal profeta ; venite , e percotiamolo con la lingua e non attendiamo a tutte le sue parole . O Signore , attendi a me , ed ascolta la voce di quelli che contendono meco . Devesi rendere mal per bene ? conciossiachè essi abbiano cavata una fossa all’ anima mia . Ricordati che io mi son presentato dinanzi a te , per parlare in favor loro , per istornar l’ ira tua da loro . Perciò , abbandona i lor figliuoli alla fame , e falli cader per la spada ; e sieno le lor mogli orbate di figliuoli , e vedove ; e sieno i loro uomini uccisi , e morti ; e sieno i lor giovani percossi dalla spada nella battaglia . Sieno udite le strida dalle case loro , quando in uno stante tu avrai fatte venir sopra loro delle schiere ; perciocchè hanno cavata una fossa , per prendermi ; ed hanno di nascosto tesi de’ lacci a’ miei piedi . Ma tu , o Signore , conosci tutto il lor consiglio contro a me , che è di farmi morire ; non fare il purgamento della loro iniquità , e non iscancellare il lor peccato dal tuo cospetto ; anzi sieno traboccati davanti a te ; opera contro a loro nel tempo della tua ira . IL Signore ha detto così : Va’ , insieme con alcuni degli anziani del popolo , e degli anziani de’ sacerdoti , e compera un boccale di vasellaio . Ed esci alla valle del figliuolo di Hinnom , che è all’ entrata della porta de’ vasellai ; e quivi grida le parole che io ti dirò , e di’ : Ascoltate la parola del Signore , voi re di Giuda , ed abitanti di Gerusalemme : Così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Ecco , io fo venire sopra questo luogo un male , il quale chiunque udirà avrà gli orecchi intronati . Perciocchè mi hanno lasciato , ed hanno profanato questo luogo , ed hanno in esso fatti profumi ad altri dii , i quali nè essi , nè i lor padri , nè i re di Giuda , non han conosciuti ; ed hanno empiuto questo luogo di sangue d’ innocenti . Ed hanno edificati degli alti luoghi a Baal , per bruciar col fuoco i lor figliuoli in olocausto a Baal , il che io non comandai , e non ne parlai giammai , e non mi entrò giammai in cuore ; Perciò , ecco , i giorni vengono , dice il Signore , che questo luogo non sarà più chiamato Tofet , nè valle del figliuolo di Hinnom , ma valle di uccisione . Ed io metterò al niente il consiglio di Giuda e di Gerusalemme , in questo luogo ; e li farò cader per la spada dinanzi a’ lor nemici , e li darò in man di quelli che cercano l’ anima loro ; e darò i lor corpi morti per pasto agli uccelli del cielo , ed alle bestie della terra . E metterò questa città in desolazione , ed in zufolo ; chiunque passerà presso di essa stupirà , e zufolerà , per tutte le sue piaghe . E farò che mangeranno la carne de’ lor figliuoli , e la carne delle lor figliuole ; e ciascuno mangerà la carne del suo compagno , nell’ assedio , e nella distretta , della quale i lor nemici , e quelli che cercano l’ anima loro , li stringeranno . Poi spezza il boccale in presenza di quegli uomini , che saranno andati teco , e di’ loro : Così ha detto il Signor degli eserciti : Così romperò questo popolo , e questa città , come si spezza un vasello di vasellaio , il quale non si può più risaldare ; e saranno seppelliti in Tofet , finchè non vi sia più luogo da seppellire . Così farò a questo luogo , dice il Signore , ed a’ suoi abitanti ; e ciò , per render questa città simile a Tofet . E le case di Gerusalemme , e le case dei re di Giuda , saranno immonde come il luogo di Tofet ; tutte le case , sopra i cui tetti hanno fatti profumi a tutto l’ esercito del cielo , e offerte da spandere ad altri dii . Poi Geremia se ne venne di Tofet , dove il Signore l’ avea mandato per profetizzare ; e si fermò nel cortile della Casa del Signore , e disse a tutto il popolo : Così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Ecco , io fo venire sopra questa città , e sopra tutte le terre d’ essa , tutto il male che io ho pronunziato contro a lei ; perciocchè hanno indurato il lor collo , per non ascoltar le mie parole . OR Pashur , figliuolo d’ Immer , sacerdote , ch’ era soprantendente , e conduttore nella Casa del Signore , udì Geremia , che profetizzava queste parole . E Pashur percosse il profeta Geremia , e lo mise nella grotta , ch’ era nella porta alta di Beniamino , la quale conduceva alla Casa del Signore . E il giorno seguente , Pashur trasse Geremia fuor della carcere . E Geremia gli disse : Il Signore ti nomina , non Pashur , ma Magor-missabib . Perciocchè , così ha detto il Signore : Ecco , io ti metterò in ispavento a te stesso , ed a tutti i tuoi amici ; ed essi caderanno per la spada de’ lor nemici , ed i tuoi occhi lo vedranno ; e darò tutto Giuda in man del re di Babilonia , il quale li menerà in cattività in Babilonia , e li percoterà con la spada . E darò tutte le ricchezze di questa città , e tutto il suo guadagno , e tutte le sue cose preziose ; e insieme tutti i tesori dei re di Giuda in man dei lor nemici , i quali li prederanno , e li rapiranno , e li porteranno via in Babilonia . E tu , Pashur , e tutti quelli che abitano in casa tua , andrete in cattività ; e tu entrerai in Babilonia , e quivi morrai , e quivi sarai seppellito , tu , e tutti i tuoi amici , a’ quali tu hai profetizzato falsamente . O Signore , tu mi allettasti , ed io mi lasciai allettare ; tu mi facesti forza , e mi vincesti ; tuttodì sono in derisione , ciascuno si beffa di me . Perciocchè , da che io parlo , sclamo , e grido violenza , ed assassinamento ; imperocchè la parola del Signore mi è stata in obbrobrio , ed in ischerno tuttodì . Laonde io dissi : Io non lo mentoverò più , e non parlerò più nel suo Nome ma vi è stato nel mio cuore come un fuoco ardente , rinchiuso nelle mie ossa , e mi sono stancato per ritenerlo , e non ho potuto ; perciocchè io ho udito come molti mi hanno infamato ; spavento è d’ ogn’ intorno : rapportate , e noi rapporteremo . Tutti quelli co’ quali io stava in buona pace mi hanno spiato , se io incappava punto ; ed hanno detto : Forse si lascerà egli cogliere per inganno , e voi verremo a capo di lui . Ma il Signore è meco , come un uomo prode , e terribile ; perciò quelli che mi perseguitano caderanno , e non avranno la vittoria ; saranno grandemente confusi , perciocchè non prospereranno ; ciò sarà loro una ignominia eterna , che giammai non sarà dimenticata . Dunque , o Signor degli eserciti , che provi il giusto , che vedi le reni , e il cuore , fa’ ch’ io vegga la vendetta che tu prenderai di loro ; perciocchè io ti ho spiegata la mia ragione . Cantate al Signore , lodate il Signore ; perciocchè egli ha riscossa l’ anima del povero dalla mano de’ malfattori . Maledetto sia il giorno che io nacqui ; il giorno che mia madre mi partorì non sia benedetto . Maledetto sia l’ uomo che ne portò la novella a mio padre , dicendo : Un figliuol maschio ti è nato ; e lo rallegrò grandemente . E sia quell’ uomo come quelle città che il Signore ha sovvertite , senza essersene mai pentito ; e oda il grido la mattina , e lo stormo in sul mezzodì . Conciossiachè Iddio non mi abbia fatto morire fin dalla matrice , e non abbia fatto che mia madre fosse il mio sepolcro , e che la sua matrice fosse in perpetuo gravida . Perchè son io uscito della matrice , per veder travaglio , e tormento , e per finire i miei giorni in vituperio ? LA parola , che fu dal Signore indirizzata a Geremia , quando il re Sedechia mandò a lui Pashur , figliuolo di Malchia , e Sefania , figliuolo di Maaseia , sacerdote , dicendo : Deh ! domanda per noi il Signore ; perciocchè Nebucadnesar , re di Babilonia , guerreggia contro a noi ; forse il Signore opererà inverso noi secondo tutte le sue maraviglie , e farà ch’ egli si ritrarrà da noi . E Geremia disse loro : Così direte a Sedechia : Il Signore Iddio d’ Israele ha detto così : Ecco , io fo rivolgere indietro gli strumenti bellici , che son nelle vostre mani , co’ quali voi combattete contro al re di Babilonia , e contro ai Caldei , che vi assediano di fuori delle mura ; e li raccoglierò in mezzo di questa città . Ed io stesso combatterò contro a voi con man distesa , e con possente braccio , in ira , e in cruccio , e in grande indegnazione . E percoterò gli abitanti di questa città , gli uomini , e gli animali ; e morranno di gran mortalità . E poi appresso , dice il Signore , io darò Sedechia , re di Giuda , e i suoi servitori , e il popolo e quelli che saranno scampati in questa città dalla mortalità , e dalla spada , e dalla fame , in man di Nebucadnesar , re di Babilonia , e in mano de’ lor nemici , e di quelli che cercano l’ anima loro ; ed egli li percoterà , mettendoli a fil di spada ; egli non perdonerà loro e non li risparmierà , e non ne avrà pietà . Ed a questo popolo di’ : Così ha detto il Signore : Ecco , io vi propongo la via della vita , e la via della morte . Coloro che dimoreranno in questa città morranno di spada , o di fame , o di pestilenza ; ma quelli che andranno ad arrendersi a’ Caldei , i quali vi assediano , viveranno , e l’ anima loro sarà loro per ispoglia . Perciocchè io ho volta la mia faccia contro a questa città , in male , e non in bene , dice il Signore ; ella sarà messa in mano del re di Babilonia , ed egli l’ arderà col fuoco . Ed alla casa del re di Giuda di’ : Ascoltate la parola del Signore : O casa di Davide , così ha detto il Signore : Da mattina fate ragione , e riscotete di mano dell’ oppressore colui a cui è tolto il suo : che talora l’ ira mia non esca a guisa di fuoco , ed arda , senza che alcuno la possa spegnere , per la malvagità dei vostri fatti . Eccomi a te , o abitatrice della valle , della rocca del piano , dice il Signore ; a voi che dite : Chi potrebbe scendere sopra noi , e chi potrebbe entrar nelle nostre stanze ? Ed io farò punizione di voi secondo il frutto de’ vostri fatti , dice il Signore ; ed accenderò un fuoco nella selva di quella , il quale consumerà tutto ciò che è d’ intorno a lei . COSÌ ha detto il Signore : Scendi nella casa del re di Giuda , e pronunzia quivi questa parola , e di’ : Ascolta la parola del Signore o re di Giuda , che siedi sopra il trono di Davide ; tu , e i tuoi servitori , e il tuo popolo ch’ entrate per queste porte . Così ha detto il Signore : Fate giudicio e giustizia ; e riscotete di man dell’ oppressore colui a cui è tolto il suo : e non fate torto al forestiere , nè all’ orfano , nè alla vedova ; non fate violenza , e non ispandete sangue innocente in questo luogo . Perciocchè , se pur mettete ad affetto questa parola , i re del legnaggio di Davide , che seggono sopra il suo trono , entreranno per le porte di questa Casa , montati sopra carri , e sopra cavalli , essi , ed i lor servitori , ed il lor popolo . Ma se voi non ascoltate queste parole , io giuro per me stesso , dice il Signore , che questa Casa sarà messa in desolazione . Perciocchè , così ha detto il Signore intorno alla casa del re di Giuda : Tu mi sei stata come Galaad , come la sommità del Libano ; se io non ti riduco in deserto , in città disabitate . Io ordinerò contro a te de’ guastatori , che avranno ciascuno le sue armi ; e taglieranno la scelta de’ tuoi cedri , e li gitteranno nel fuoco . E molte genti passeranno presso di questa città , e diranno l’ uno all’ altro : Perchè ha il Signore fatto così a cotesta gran città ? E si dirà : Perciocchè hanno lasciato il patto del Signore Iddio loro , ed hanno adorati altri dii , ed hanno lor servito . Non piangete per lo morto , e non ve ne condolete ; piangete pur per quel che se ne va via ; perciocchè egli non ritornerà più , e non vedrà più il suo natio paese . Perciocchè il Signore ha detto così di Sallum , figliuolo di Giosia , re di Giuda , che ha regnato in luogo di Giosia , suo padre , ed è uscito di questo luogo : Egli non vi ritornerà più ; anzi morrà nel luogo dove è stato menato in cattività , e non vedrà più questo paese . Guai a colui ch’ edifica la sua casa , e non con giustizia ; e le sue sale , e non con dirittura ; che si serve del suo prossimo per nulla , e non gli dà il pagamento dell’ opera sua ; che dice : Io mi edificherò una casa grande , e delle sale spaziose ; e taglia a quelle delle finestre larghe , e la fa tavolata di cedri , e la dipinge di minio ! Regnerai tu perchè cerchi d’ eccellere co’ cedri ? non mangiò , e non bevve tuo padre , facendo ciò ch’ è diritto , e giusto ? ed allora bene gli avvenne . Egli fece ragione al povero ed al bisognoso : ed allora bene gli avvenne ; non è ciò conoscermi ? dice il Signore . Ma tu non hai gli occhi , nè il cuore , se non alla tua avarizia , ed a spandere il sangue innocente , e ad oppressione , ed a storsione , per farla . Perciò , il Signore ha detto così di Gioiachim , figliuolo di Giosia , re di Giuda : Ei non se ne farà cordoglio , dicendo : Ahi fratel mio ! Ahi sorella ! Ei non se ne farà altresì cordoglio , dicendo : Ahi Signore ! e : Ahi sua maestà ! Egli sarà seppellito della sepoltura di un asino , essendo strascinato , e gettato via lungi dalle porte di Gerusalemme . Sali pure in sul Libano , e grida ; e da’ fuori la tua voce in Basan , e grida a quelli che sono di là ; perciocchè tutti i tuoi amanti sono stati rotti . Io ti ho parlato nelle tue prosperità ; ma tu hai detto : Io non ascolterò ; questa è stata la tua usanza fin dalla tua fanciullezza , che tu non hai giammai ascoltata la mia voce . Il vento si pascerà di tutti i tuoi pastori , ed i tuoi amanti andranno in cattività ; allora sarai pure svergognata e confusa , per tutta la tua malvagità . Tu dimori nel Libano , tu ti annidi sopra i cedri ; oh ! quanto sarai graziosa , quando ti verranno le doglie del parto ; i dolori , come di donna che partorisce ! Come io vivo , dice il Signore , avvegnachè tu , Conia , figliuolo di Gioiachim , re di Giuda , fossi un suggello nella mia man destra , pur te ne divellerò ; e ti darò in man di quelli che cercano l’ anima tua , e in man di quelli de’ quali tu hai spavento , e in man di Nebucadnesar , re di Babilonia , e in man de’ Caldei . E caccerò te , e tua madre che ti ha partorito , in un paese strano , dove non siete nati ; e quivi morrete . E quant’ è al paese , al quale essi hanno l’ animo intento , per tornarvi , non vi torneranno . È quest’ uomo Conia un idolo sprezzato , e rotto in pezzi ? è egli un vaso , del quale non si fa stima alcuna ? perchè dunque sono stati cacciati egli , e la sua progenie , e gettati in un paese , che non conoscono ? O paese , o paese , o paese , ascolta la parola del Signore ! Così ha detto il Signore : Scrivete pure che quest’ uomo sarà privo di figliuoli , e sarà uomo che non prospererà a’ suoi dì ; e che niuno della sua progenie prospererà , sedendo sopra il trono di Davide , e signoreggiando per l’ innanzi sopra Giuda . Guai a’ pastori , che disperdono , e dissipano la greggia del mio pasco ! dice il Signore . Perciò , così ha detto il Signore Iddio d’ Israele a’ pastori che pascono il mio popolo : Voi avete dissipate le mie pecore , e le avete scacciate , e non ne avete avuta cura ; ecco , io farò punizione sopra voi della malvagità dei vostri fatti , dice il Signore . Ed io raccoglierò il rimanente delle mie pecore , da tutti i paesi ne’ quali io le avrò scacciate , e le farò tornare alle lor mandre ; e frutteranno , e moltiplicheranno . Ed io costituirò sopra loro de’ pastori che le pastureranno ; ed esse non avranno più paura , nè spavento , e non ne mancherà alcuna , dice il Signore . ECCO , i giorni vengono , dice il Signore , che io farò sorgere a Davide un Germoglio giusto , il quale regnerà da re , e prospererà , e farà giudicio , e giustizia nella terra . A’ suoi dì Giuda sarà salvato , ed Israele abiterà in sicurtà ; e questo sarà il suo Nome , del quale sarà chiamato : IL SIGNORE NOSTRA GIUSTIZIA . Perciò , ecco , i giorni vengono , dice il Signore , che non si dirà più : Il Signore vive , che ha tratti i figliuoli d’ Israele fuor del paese di Egitto ; ma : Il Signore vive , che ha tratta e condotta la progenie della casa d’ Israele fuor del paese di Settentrione , e di tutti i paesi dove io li avea scacciati ; ed essi abiteranno nella lor terra . IL mio cuore è rotto dentro di me per cagion de’ profeti ; tutte le mie ossa ne sono scrollate ; io son come un uomo ebbro , e come una persona sopraffatta dal vino ; per cagion del Signore , e per cagion delle parole della sua santità . Perciocchè il paese è pieno di adulteri ; perciocchè il paese fa cordoglio per l’ esecrazioni ; i paschi del deserto ne son tutti secchi ; il corso di costoro è malvagio , e la lor forza non è diritta . Perciocchè e profeti e sacerdoti sono profani ; e nella mia Casa stessa ho trovata la lor malvagità , dice il Signore . Perciò , la lor via sarà come sdruccioli in tenebre ; saranno sospinti , e caderanno in esse ; perciocchè io farò venir sopra loro del male , l’ anno della lor visitazione , dice il Signore . Ben avea io vedute cose sconvenevoli ne’ profeti di Samaria ; profetizzavano per Baal , e traviavano il mio popolo Israele ; ma io ho vedute cose nefande ne’ profeti di Gerusalemme , commettere adulterii , e procedere in falsità ; ed hanno confortate le mani de’ malfattori , acciocchè niun di loro si converta dalla sua malvagità ; essi tutti mi sono stati come Sodoma , e gli abitanti di quella come Gomorra . Perciò , il Signor degli eserciti ha detto così di que’ profeti : Ecco , io li ciberò di assenzio , e darò loro a bere acque di tosco ; perciocchè da’ profeti di Gerusalemme è uscita la profanità per tutto il paese . Così ha detto il Signor degli eserciti : Non ascoltate le parole de’ profeti che vi profetizzano ; essi vi fanno vaneggiare ; propongono le visioni del cuor loro , che non sono uscite della bocca del Signore . Non restano di dire a quelli che mi dispettano : Il Signore ha detto : Voi avrete pace ; ed a tutti coloro che camminano secondo la durezza del cuor loro : Male alcuno non verrà sopra voi . Perciocchè , chi è stato presente nel segreto consiglio del Signore ? e chi ha veduta , ed intesa la sua parola ? chi ha porto l’ orecchio alla sua parola , e l’ ha udita ? Ecco il turbo del Signore , l’ ira è uscita , il turbo soprasta , caderà sopra il capo degli empi . L’ ira del Signore non si racqueterà finchè egli non abbia eseguiti e messi ad effetto i pensieri del cuor suo ; alla fin de’ giorni voi intenderete molto bene la cosa . Io non ho mandati que’ profeti , e son corsi ; io non ho lor parlato , ed hanno profetizzato . Se fossero stati presenti nel mio segreto consiglio , avrebbero fatte intendere le mie parole al mio popolo , e li avrebbero stornati dalla lor cattiva via , e dalla malvagità de’ lor fatti . Sono io Dio da presso , dice il Signore , e non Dio da lungi ? Potrebbesi nascondere alcuno in tali nascondimenti che io nol vedessi ? dice il Signore ; non riempio io il cielo , e la terra ? dice il Signore . Io ho udito quel che hanno detto quei profeti , che profetizzano menzogna nel Nome mio , dicendo : Io ho avuto un sogno , io ho avuto un sogno . Infino a quando è questo nel cuore de’ profeti che profetizzano menzogna , e son profeti dell’ inganno del cuor loro ? Essi pensano di far dimenticare il mio Nome al mio popolo , per i lor sogni , i quali raccontano l’ uno all’ altro , siccome i padri loro dimenticarono il mio Nome per Baal . Il profeta , appo cui è un sogno , racconti quel sogno ; e quello , appo cui è la mia parola , proponga la mia parola in verità ; che ha da far la paglia col frumento ? dice il Signore . Non è la mia parola come un fuoco ? dice il Signore ; e come un martello , che spezza il sasso ? Perciò , eccomi contro a que’ profeti , dice il Signore , che rubano le mie parole ciascuno al suo compagno . Eccomi contro a que’ profeti , dice il Signore , che prendono la lor lingua , e dicono : Egli dice . Eccomi contro a quelli che profetizzano sogni falsi , dice il Signore , e li raccontano , e traviano il mio popolo per le lor bugie , e per la lor temerità ; benchè io non li abbia mandati , e non abbia data loro alcuna commessione ; e non recheranno alcun giovamento a questo popolo , dice il Signore . Se questo popolo , o alcun profeta , o sacerdote , ti domanda , dicendo : Quale è il carico del Signore ? di’ loro : Che carico ? Io vi abbandonerò , dice il Signore . E se alcun profeta , o sacerdote , o il popolo dice : Il carico del Signore ; io farò punizione sopra quell’ uomo , e sopra la sua casa . Dite così , ciascuno al suo prossimo , e ciascuno al suo fratello : Che ha risposto il Signore ? e : Che ha detto il Signore ? E non mentovate più il carico del Signore ; perciocchè la parola di ciascuno sarà il suo carico ; poscia che voi pervertite le parole dell’ Iddio vivente , del Signor degli eserciti , Iddio nostro . Di’ così al profeta : Che ti ha risposto il Signore ? e : Che ti ha egli detto ? E pure ancora direte : Il carico del Signore ? Perciò , così ha detto il Signore : Perciocchè voi avete detta questa parola : Il carico del Signore ; benchè io vi avessi mandato a dire : Non dite più : Il carico del Signore ; perciò , ecco , io vi dimenticherò affatto , ed abbandonerò voi , e questa città , che io diedi a voi , ed a’ vostri padri , cacciandovi dal mio cospetto . E vi metterò addosso una infamia eterna , ed un vituperio perpetuo , che non sarà giammai dimenticato . IL Signore mi fece vedere una visione , dopo che Nebucadnesar , re di Babilonia , ebbe menato di Gerusalemme in cattività Geconia , figliuolo di Gioiachim , re di Giuda , ed i principi di Giuda , e i fabbri , e i ferraiuoli ; e li ebbe condotti in Babilonia . Ecco dunque due canestri di fichi , posti davanti al Tempio del Signore . L’ uno de’ canestri era di fichi molto buoni , quali sono i fichi primaticci ; e l’ altro canestro era di fichi molto cattivi , che non si potevano mangiare , per la lor cattività . E il Signore mi disse : Che vedi , Geremia ? Ed io dissi : De’ fichi , dei quali gli uni , che son buoni , sono ottimi ; e gli altri , che son cattivi , son pessimi , sì che non si posson mangiare per la loro cattività . E la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Così ha detto il Signore Iddio d’ Israele : Come questi fichi sono buoni , così riconoscerò in bene quelli di Giuda che sono stati menati in cattività , i quali io ho mandati fuor di questo luogo , nel paese de’ Caldei . E volgerò l’ occhio mio verso loro in bene , e li ricondurrò in questo paese ; e li edificherò , e non li distruggerò più ; e li pianterò , e non li divellerò più . E darò loro un cuore per conoscermi , che io sono il Signore ; essi mi saranno popolo , ed io sarò loro Dio ; perciocchè si convertiranno a me di tutto il lor cuore . E come quegli altri fichi sono tanto cattivi , che non se ne può mangiare , per la loro cattività , così altresì ha detto il Signore : Tale renderò Sedechia , re di Giuda , e i suoi principi , e il rimanente di que’ di Gerusalemme , che saranno restati in questo paese , o che si saranno ridotti ad abitare nel paese di Egitto ; e farò che saranno agitati , e maltrattati , per tutti i regni della terra ; e che saranno in vituperio , e in proverbio , e in favola , e in maledizione , in tutti i luoghi , dove li avrò cacciati . E manderò contro a loro la spada , e la fame , e la pestilenza ; finchè io li abbia consumati d’ in su la terra che io avea data loro , ed a’ lor padri . LA parola che fu indirizzata a Geremia , intorno a tutto il popolo di Giuda , nell’ anno quarto di Gioiachim , figliuolo di Giosia , re di Giuda ; ch’ era il primo anno di Nebucadnesar , re di Babilonia , la quale il profeta Geremia pronunziò a tutto il popolo di Giuda , ed a tutti gli abitanti di Gerusalemme , dicendo : Dall’ anno tredicesimo di Giosia , figliuolo di Amon , re di Giuda , infino a questo giorno , già per lo spazio di ventitre anni , la parola del Signore mi è stata indirizzata , ed io ho parlato a voi del continuo , per ogni mattina ; ma voi non avete ascoltato . Il Signore vi ha eziandio mandati tutti gli altri suoi servitori profeti , del continuo , per ogni mattina ma voi non avete ubbidito , nè porto l’ orecchio vostro per ascoltare , dicendo : Deh ! convertasi ciascun di voi dalla sua cattiva via , e dalla malvagità de’ suoi fatti ; e voi abiterete per ogni secolo in su la terra che il Signore ha data a voi , ed a’ vostri padri . E non andate dietro ad altri dii , per servirli , e adorarli ; e non mi dispettate per le opere delle vostre mani ; ed io non vi farò male alcuno . Ma voi non mi avete ubbidito , dice il Signore , per dispettarmi con le opere delle vostre mani , a danno vostro . Perciò , così ha detto il Signor degli eserciti : Conciossiachè voi non abbiate ubbidito alle mie parole ; ecco , io manderò per tutte le nazioni di Settentrione , dice il Signore ; e per Nebucadnesar , re di Babilonia , mio servitore ; e le farò venire contro a questo paese , e contro a’ suoi abitanti , e contro a tutte queste genti d’ intorno ; e le distruggerò , e le metterò in desolazione , e in zufolo , e in disertamenti eterni . E farò venir meno fra loro la voce di gioia , e la voce d’ allegrezza ; la voce dello sposo , e la voce della sposa ; il romore delle macine , e il lume delle lampane . E tutto questo paese sarà ridotto in deserto , e in desolazione ; e queste genti serviranno al re di Babilonia settant’ anni . E quando i settant’ anni saran compiuti , io farò punizione sopra il re di Babilonia , e sopra quella gente , dice il Signore , della loro iniquità ; ed anche sopra il paese de’ Caldei , e lo ridurrò in desolazioni perpetue . E farò venir sopra quel paese tutte le cose che io ho pronunziate contro ad esso ; tutto ciò che è scritto in questo libro , ciò che Geremia ha profetizzato contro a tutte le genti . Perciocchè anche genti grandi , e re possenti li ridurranno in servitù ; ed io renderò loro la retribuzione secondo i fatti loro , e secondo le opere delle lor mani . Perciocchè il Signore Iddio d’ Israele mi ha detto così : Prendi di man mia questa coppa del vino dell’ ira , e danne bere a tutte le genti , alle quali io ti mando . Esse ne berranno , e ne saranno stordite , e smanieranno , per la spada che io mando fra loro . Io adunque presi la coppa di man del Signore , e ne diedi bere a tutte le genti , alle quali il Signore mi mandava ; a Gerusalemme , ed alle città di Giuda , ed a’ suoi re , ed a’ suoi principi ; per metterli in istupore , in desolazione , in zufolo , e in maledizione , come sono al dì d’ oggi ; a Faraone , re di Egitto , ed ai suoi servitori , ed a’ suoi principi , ed a tutto il suo popolo ; ed a tutto il popolo mischiato , ed a tutti i re del paese di Us , ed a tutti i re del paese de’ Filistei , e ad Ascalon , ed a Gaza , e ad Ecron , ed al rimanente di Asdod ; ad Edom , ed a Moab , ed a’ figliuoli di Ammon ; ed a tutti i re di Tiro , ed a tutti i re di Sidon , ed ai re delle isole oltre mare ; a Dedan , ed a Tema , ed a Buz , ed a tutti quelli che si radono i canti delle tempie ; ed a tutti i re dell’ Arabia , ed a tutti i re del popolo mischiato , i quali abitano nel deserto ; ed a tutti i re di Zimri , ed a tutti i re di Elam , ed a tutti i re di Media ; ed a tutti i re di Settentrione , vicini , o lontani , dall’ uno all’ altro ; ed a tutti i regni della terra che son sopra la faccia di essa ; il re di Sesac ne berrà anch’ egli dopo loro . Di’ loro adunque : Così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Bevete , e inebbriatevi , e vomitate , e lasciatevi cadere , senza poter rilevarvi , per la spada che io mando fra voi . E se pur ricusano di prender di mano tua la coppa , per bere , di’ loro : Così ha detto il Signor degli eserciti : Pur ne berrete . Perciocchè , ecco , io comincio dalla città che si chiama del mio Nome , a far del male ; e sareste voi pure esenti ? voi non ne sarete esenti ; imperocchè io chiamo la spada sopra tutti gli abitanti della terra , dice il Signor degli eserciti . Tu adunque profetizza loro tutte queste parole , e di’ loro : Il Signore ruggirà da alto , e darà fuori la sua voce dall’ abitacolo della sua santità ; egli ruggirà fieramente contro alla sua stanza ; un gran grido , come di quelli che calcano la vendemmia , risonerà a tutti gli abitatori della terra . Lo stormo ne è andato infino alle estremità della terra ; perciocchè il Signore ha lite contro alle genti , egli verrà a giudicio con ogni carne ; egli darà gli empi alla spada , dice il Signore . Così ha detto il Signor degli eserciti : Ecco , il male passerà da una gente all’ altra , ed un gran turbo si leverà dal fondo della terra . E in quel giorno gli uccisi del Signore saranno da una estremità della terra infino all’ altra estremità ; non se ne farà cordoglio , e non saranno raccolti , nè seppelliti ; saranno per letame sopra la faccia della terra . Urlate , pastori , e gridate ; e voltolatevi nella polvere , voi i principali della greggia ; perciocchè il vostro termine , per essere scannati , e il termine delle vostre dissipazioni , è compiuto ; e voi caderete a guisa di un vaso prezioso . Ed ogni rifugio verrà meno a’ pastori , ed ogni scampo a’ principali della greggia . Vi è una voce di grido de’ pastori , ed un urlo de’ principali della greggia ; perciocchè il Signore guasta il lor pasco . E le mandre pacifiche saran distrutte , per l’ ardor dell’ ira del Signore . Egli ha abbandonato il suo tabernacolo , a guisa di un leoncello che abbandonasse il suo ricetto ; perciocchè il lor paese è stato messo in desolazione per lo furor dello sforzatore , e per l’ ardor dell’ ira di esso . NEL principio del regno di Gioiachim , figliuolo di Giosia , re di Giuda , questa parola mi fu dal Signore indirizzata , dicendo : Così ha detto il Signore : Presentati nel cortile della Casa del Signore , e pronunzia a tutte le città di Giuda che vengono per adorar nella Casa del Signore , tutte le parole che io ti ho comandato di dir loro ; non sottrarne nulla . Forse ubbidiranno , e si convertiranno ciascuno dalla sua via malvagia ; ed io altresì mi pentirò del male , che penso di far loro per la malvagità de’ lor fatti . Di’ loro adunque : Così ha detto il Signore : Se voi non mi ubbidite , per camminar nella mia Legge , la quale io vi ho proposta ; per ascoltar le parole dei miei servitori profeti , i quali io vi mando ; a’ quali , benchè io li abbia mandati del continuo per ogni mattina , voi non avete però ubbidito ; io renderò questa Casa simile a Silo , e metterò questa città in maledizione appresso tutte le genti della terra . Or i sacerdoti , e i profeti , e tutto il popolo , udirono Geremia pronunziando queste parole nella Casa del Signore . Laonde , dopo che Geremia ebbe fornito di pronunziare tutto ciò che il Signore gli avea comandato di dire a tutto il popolo , i sacerdoti , i profeti , e tutto il popolo lo presero , dicendo : Del tutto tu morrai . Perchè hai tu profetizzato in Nome del Signore , dicendo : Questa Casa sarà come Silo , e questa città sarà deserta , senza abitatori ? E tutto il popolo si adunò appresso di Geremia nella Casa del Signore . E i principi di Giuda , avendo intese queste cose , salirono dalla casa del re alla Casa del Signore , e sedettero all’ entrata della porta nuova della Casa del Signore . E i sacerdoti , e i profeti parlarono a’ principi di Giuda , ed a tutto il popolo , dicendo : Quest’ uomo deve esser giudicato a morte ; perciocchè ha profetizzato contro a questa città , come voi avete udito co’ vostri propri orecchi . E Geremia parlò a tutti i principi , ed a tutto il popolo , dicendo : Il Signore mi ha mandato per profetizzare contro a questa Casa , e contro a questa città , tutte le parole che voi avete udite . Ora dunque , ammendate le vostre vie , e i vostri fatti , ed ubbidite alla voce del Signore Iddio vostro ; e il Signore si pentirà del male ch’ egli ha pronunziato contro a voi . E quant’ è a me , eccomi nelle vostre mani ; fatemi secondo che vi parrà bene , e diritto . Ma pur sappiate per certo che se voi mi fate morire , voi mettete del sangue innocente addosso a voi , ed a questa città , ed ai suoi abitanti ; perciocchè in verità il Signore mi ha mandato a voi , per pronunziare a’ vostri orecchi tutte queste parole . Allora i principi , e tutto il popolo , dissero a’ sacerdoti , ed a’ profeti : Non vi è cagione di condannare quest’ uomo a morte ; conciossiachè egli ci abbia parlato in Nome del Signore Iddio nostro . Ed alcuni degli anziani del paese di levarono , e parlarono a tutta la raunanza del popolo , dicendo : Michea Morastita profetizzò a’ dì di Ezechia , re di Giuda , e parlò a tutto il popolo di Giuda , dicendo : Così ha detto il Signore degli eserciti : Sion sarà arata come un campo , e Gerusalemme sarà ridotta in monti di ruine , e la montagna del Tempio in poggi di boschi . Ezechia , re di Giuda , e tutto Giuda , lo fecero eglino perciò morire ? anzi non temette egli il Signore , e non supplicò egli al Signore ? Laonde il Signore si pentì del male che egli avea ronunziato contro a loro . Noi dunque facciamo un gran male contro alle anime nostre . Ben vi fu anche un altro uomo , che profetizzò in Nome del Signore , cioè : Uria , figliuolo di Semaia , da Chiriat-iearim ; il quale profetizzò contro a questa città , e contro a questo paese , secondo tutte le parole di Geremia . E il re Gioiachim , e tutti i suoi uomini di valore , e tutti i principi , udirono le parole di esso ; e il re procacciò di farlo morire ; ma Uria l’ intese , e temette , e se ne fuggì , ed entrò in Egitto . Ma il re Gioiachim mandò degli uomini in Egitto , cioè Elnatan , figliuolo di Acbor , ed altri personaggi con lui . Ed essi trassero Uria fuor di Egitto , e lo condussero al re Gioiachim ; ed egli lo percosse con la spada , e fece gittare il suo corpo morto fra le sepolture del comun popolo . Ma la mano di Ahicam , figliuolo di Safan , fu con Geremia , acciocchè non fosse messo in man del popolo , per farlo morire . NEL principio del regno di Gioiachim , figliuolo di Giosia , re di Giuda , questa parola fu dal Signore indirizzata a Geremia , dicendo : Così mi ha detto il Signore : Fatti dei legami , e de’ gioghi ; e mettiti gli uni in sul collo . E manda gli altri al re di Edom , ed al re di Moab , ed al re de’ figliuoli di Ammon , ed al re di Tiro , ed al re di Sidon , per gli ambasciatori che verranno in Gerusalemme , a Sedechia , re di Giuda . E ingiungi loro che dicano a’ lor signori : Così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Dite così a’ vostri signori : Io ho fatta la terra , gli uomini , e le bestie che sono sopra la faccia della terra , con la mia gran potenza , e col mio braccio disteso ; e do quella a cui mi piace . Ed ora io ho dati tutti questi paesi in man di Nebucadnesar , re di Babilonia , mio servitore ; e gli ho dato eziandio fino alle bestie delle campagna , acciocchè gli servano . E tutte le nazioni serviranno a lui , ed al suo figliuolo , ed al figliuolo del suo figliuolo , finchè venga ancora il tempo del suo paese ; ed allora nazioni possenti , e re grandi , ridurranno ancora lui in servitù . E se alcuna gente , o regno , non vuol servirgli , cioè , a Nebucadnesar , re di Babilonia , e non vuol sottoporre il collo al giogo del re di Babilonia ; io farò punizione di quella gente , dice il Signore , con la spada , e con la fame , e con la pestilenza , finchè io li abbia consumati per mano di esso . Voi adunque non ascoltate i vostri profeti , nè i vostri indovini , nè i vostri sognatori , nè i vostri pronosticatori , nè i vostri incantatori , che vi dicono : Voi non servirete al re di Babilonia ; perciocchè essi vi profetizzano menzogna , per dilungarvi d’ in su la vostra terra ; e acciocchè io vi scacci , e periate . Ma la gente , che sottoporrà il collo al giogo del re di Babilonia , e gli servirà , io la lascerò sopra la sua terra , dice il Signore ; ed ella la lavorerà , ed abiterà in essa . Io parlai ancora a Sedechia , re di Giuda , secondo tutte quelle parole , dicendo : Sottoponete il vostro collo al giogo del re di Babilonia , e servite a lui , ed al suo popolo , e voi viverete . Perchè morreste , tu e il tuo popolo , per la spada , per la fame , e per la pestilenza , come il Signore ha pronunziato contro alla gente che non servirà al re di Babilonia ? E non ascoltate le parole de’ profeti che vi dicono : Voi non servirete al re di Babilonia ; perciocchè essi vi profetizzano menzogna . Conciossiachè io non li abbia mandati , dice il Signore ; ma profetizzano in Nome mio falsamente ; acciocchè io vi scacci , e periate , voi e i profeti che vi profetizzano . Io parlai eziandio a’ sacerdoti , ed a tutto questo popolo , dicendo : Così ha detto il Signore : Non attendete alle parole de’ vostri profeti che vi profetizzano , dicendo : Ecco , ora prestamente saranno riportati di Babilonia gli arredi della Casa del Signore ; perciocchè essi vi profetizzano menzogna . Non li ascoltate ; servite al re di Babilonia , e voi viverete ; perchè sarebbe questa città messa in desolazione ? Che se pure eglino son profeti , e se la parola del Signore è appo loro , intercedano ora appo il Signor degli eserciti , che quegli arredi che son rimasti nella Casa del Signore , e nella casa del re di Giuda , e in Gerusalemme , non vadano in Babilonia . Perciocchè il Signor degli eserciti ha detto così delle colonne , del mare , e de’ basamenti , e del rimanente degli arredi , che son restati in questa città ; i quali Nebucadnesar , re di Babilonia , non prese , quando menò in cattività Geconia , figliuolo di Gioiachim , re di Giuda , di Gerusalemme in Babilonia , insieme con tutti i nobili di Giuda , e di Gerusalemme ; così , dico , ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele , degli arredi , che son rimasti nella Casa del Signore , e nella casa del re di Giuda , ed in Gerusalemme : Saranno portati in Babilonia , e quivi resteranno , infino al giorno che io li visiterò , dice il Signore ; poi li trarrò di là , e li farò riportare in questo luogo . OR avvenne in quello stesso anno , nel principio del regno di Sedechia , re di Giuda , nell’ anno quarto , nel quinto mese , che Anania , figliuolo di Azzur , profeta , ch’ era da Gabaon , mi parlò nella Casa del Signore , nel cospetto de’ sacerdoti , e di tutto il popolo , dicendo : Così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Io ho rotto il giogo del re di Babilonia . Infra lo spazio di due anni io farò riportare in questo luogo tutti gli arredi della Casa del Signore , che Nebucadnesar , re di Babilonia , ha tolti di questo luogo , ed ha portati in Babilonia . Ed io ricondurrò , dice il Signore , in questo luogo , Geconia , figliuolo di Gioiachim , re di Giuda , e tutti que’ di Giuda , che sono stati menati in cattività , e son venuti in Babilonia ; perciocchè io romperò il giogo del re di Babilonia . E il profeta Geremia rispose al profeta Anania , nel cospetto de’ sacerdoti , e nel cospetto di tutto il popolo , ch’ era presente nella Casa del Signore , e disse : Amen ; così faccia il Signore ; il Signore metta ad effetto le tue parole , che tu hai profetizzate , facendo tornar di Babilonia in questo luogo gli arredi della Casa del Signore , e tutti quelli che sono stati menati in cattività . Ma pure , ascolta ora questa parola , la quale io pronunzio in presenza tua ed in presenza di tutto il popolo : I profeti che sono stati davanti a me , e davanti a te , ab antico , han profetizzato contro a molti paesi , e contro a gran regni , di guerra , e di fame , e di pestilenza . Quando la parola del profeta , che avrà profetizzato di pace , sarà avvenuta , egli sarà riconosciuto essere il profeta che il Signore avrà mandato in verità . Ma il profeta Anania prese il giogo d’ in sul collo del profeta Geremia , e lo ruppe . Ed Anania parlò nel cospetto di tutto il popolo , dicendo : Così ha detto il Signore : In questo modo romperò , infra lo spazio di due anni , il giogo di Nebucadnesar , re di Babilonia , d’ in sul collo di tutte le nazioni . E il profeta Geremia se ne andò a suo cammino . E la parola del Signore fu indirizzata a Geremia , dopo che il profeta Anania ebbe rotto il giogo d’ in sul collo del profeta Geremia , dicendo : Va’ , e parla ad Anania , dicendo : Così ha detto il Signore : Tu hai rotti i gioghi di legno ; ma fattene , in luogo di quelli , degli altri di ferro . Perciocchè , così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Io ho messo un giogo di ferro in sul collo di tutte queste nazioni ; acciocchè servano a Nebucadnesar , re di Babilonia ; e gli serviranno ; gli ho eziandio dato fino alle fiere della campagna . Poi il profeta Geremia disse al profeta Anania : Deh ! ascolta , o Anania : Il Signore non ti ha mandato , e tu hai fatto confidar questo popolo in menzogna . Perciò , così ha detto il Signore : Ecco , io ti scaccio d’ in su la faccia della terra ; quest’ anno tu morrai ; perchè tu hai parlato di ribellione contro al Signore . E il profeta Anania morì quello stesso anno , nel settimo mese . OR queste sono le parole delle lettere che il profeta Geremia mandò di Gerusalemme al rimanente degli anziani di quelli ch’ erano stati menati in cattività , ed a’ sacerdoti , ed a’ profeti , ed a tutto il popolo , che Nebucadnesar avea menato in cattività di Gerusalemme in Babilonia dopo che il re Geconia fu uscito di Gerusalemme , insieme con la regina , e con gli eunuchi , e coi principi di Giuda , e di Gerusalemme , e co’ fabbri , e ferraiuoli , per Elasa , figliuolo di Safan , e per Ghemaria , figliuolo di Hilchia i quali Sedechia , re di Giuda , mandava in Babilonia , a Nebucadnesar , re di Babilonia ; cioè : Così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele , a tutti quelli che sono stati menati in cattività , i quali io ho fatti menare in cattività di Gerusalemme in Babilonia . Edificate delle case , ed abitate in esse , e piantate de’ giardini , e mangiatene il frutto . Prendete mogli , e generate figliuoli e figliuole ; prendete eziandio mogli per li vostri figliuoli , e date a marito le vostre figliuole , e partoriscano figliuoli e figliuole ; e moltiplicate quivi , e non diminuite . E procacciate la pace della città , dove io vi ho fatti andare in cattività ; e pregate il Signore per essa : perciocchè nella pace di essa voi avrete pace . Conciossiachè il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele , abbia detto così : Non seducanvi i vostri profeti , che sono fra voi , nè i vostri indovini ; e non attendete a’ vostri sogni , che voi sognate . Perciocchè quelli vi profetizzano falsamente in Nome mio ; io non li ho mandati , dice il Signore . Imperocchè così ha detto il Signore : Quando i settant’ anni di Babilonia saranno compiuti , io vi visiterò , e metterò ad effetto inverso voi la mia buona parola , per ricondurvi in questo luogo . Perciocchè io so i pensieri che io penso intorno a voi , dice il Signore ; che son pensieri di pace , e non a male , per darvi uscita e speranza . E voi m’ invocherete , ed andrete , e mi farete orazione , ed io vi esaudirò . E voi mi cercherete , e mi troverete , quando mi avrete ricercato di tutti il vostro cuore . Ed io mi renderò inverso voi agevole a trovare , dice il Signore ; e vi ritrarrò della vostra cattività ; e vi raccoglierò d’ infra tutte le genti , e di tutti i luoghi , dove vi avrò cacciati , dice il Signore ; e vi ricondurrò nel luogo , onde vi ho fatti andare in cattività . Perciocchè voi avete detto : Il Signore ci ha suscitati de’ profeti in Babilonia . Sappiate che il Signore ha detto così del re che siede sopra il trono di Davide , e del popolo che abita in questa città , e de’ vostri fratelli che non sono stati menati in cattività con voi ; così , dico , ha detto il Signor degli eserciti : Ecco , io mando contro a loro la spada , la fame , e la pestilenza ; e li farò essere come fichi marci , che non si possono mangiare , per la lor cattività . E li perseguirò con la spada , con la fame , e con la pestilenza ; e farò che saranno agitati per tutti i regni della terra ; e saranno in esecrazione , e in istupore , e in zufolo , e in vituperio fra tutte le genti , dove li avrò scacciati . Perciocchè non hanno ubbidito alle mie parole , dice il Signore , che io ho lor mandate a dire per li miei servitori profeti , del continuo per ogni mattina ; ma essi non hanno ascoltato , dice il Signore . Voi dunque tutti che siete in cattività , i quali io ho mandati di Gerusalemme in Babilonia , ascoltate la parola del Signore . Così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele , intorno ad Achab , figliuolo di Colaia , e intorno a Sedechia , figliuolo di Maaseia , che vi profetizzano in Nome mio falsità : Ecco , io do costoro in man di Nebucadnesar , re di Babilonia ; ed egli li farà morire davanti agli occhi vostri . E di loro si prenderà una forma di maledizione fra tutti quelli di Giuda che sono in cattività , in Babilonia , dicendo : Il Signore ti renda simile a Sedechia , e ad Achab , i quali il re di Babilonia ha arrostiti al fuoco . Perciocchè han fatte delle cose nefande in Israele , ed han commesso adulterio con le mogli de’ lor prossimi , ed han parlato in Nome mio falsamente ; il che io non avea lor comandato ; ed io sono quel che ne son sapevole e testimonio , dice il Signore . Parla eziandio a Semaia Nehelamita , dicendo : Così ha detto il Signore degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Perciocchè tu hai mandate in nome tuo lettere a tutto il popolo , che è in Gerusalemme , ed a Sofonia , figliuolo di Maaseia , sacerdote , ed a tutti i sacerdoti , dicendo : Il Signore ti ha costituito sacerdote in luogo del sacerdote Gioiada ; acciocchè voi siate sopraintendenti della Casa del Signore , avendo podestà sopra ogni uomo forsennato , e che fa il profeta , per metterlo in carcere , e ne’ ceppi ; ora dunque , perchè non hai tu sgridato Geremia di Anatot , che fa il profeta fra voi ? Perciocchè egli ci ha mandato a dire in Babilonia : La cosa andrà in lungo ; edificate pur delle case , ed abitate in esse ; piantate de’ giardini , e mangiatene il frutto . Or il sacerdote Sofonia avea lette queste lettere in presenza del profeta Geremia . La parola del Signore fu indirizzata a Geremia , dicendo : Manda a dir così a tutti quelli che sono in cattività : Il Signore ha detto così intorno a Semaia Nehelamita : Perciocchè Semaia vi ha profetizzato , benchè io non l’ abbia mandato ; e vi ha fatti confidare in menzogna ; perciò , così ha detto il Signore : Ecco , io farò punizione di Semaia Nehelamita , e della sua progenie ; non vi sarà alcuno de’ suoi discendenti che abiti in mezzo di questo popolo ; e nè egli , nè alcuno della sua progenie , non vedrà il bene che io farò al mio popolo , dice il Signore ; perciocchè egli ha parlato di ribellione contro al Signore . LA parola che fu dal Signore indirizzata a Geremia , dicendo : Così ha detto il Signore , l’ Iddio d’ Israele : Scriviti in un libro tutte le parole che io ti ho dette . Perciocchè , ecco , i giorni vengono , dice il Signore , che io ritrarrò di cattività il mio popolo , Israele e Giuda , ha detto il Signore ; e li ricondurrò nel paese , che io diedi ai padri loro , ed essi lo possederanno . Or queste sono le parole , che il Signore ha pronunziate intorno ad Israele , ed a Giuda . Perciocchè il Signore ha detto così : Noi abbiamo udito un grido di terrore ; spavento , e niuna pace . Deh ! domandate , e vedete se un maschio partorisce ; perchè dunque ho io veduto ogni uomo con le mani in su i lombi , come una donna che partorisce ? e perchè son tutte le facce cangiate , e divenute pallide ? Ohimè lasso ! quant’ è pur grande quel giorno ! non ne fu giammai alcun pari ; egli è il tempo della distretta a Giacobbe ; ma pure egli ne sarà salvato . Ed avverrà in quel giorno , dice il Signor degli eserciti , che io spezzerò il giogo di colui d’ in sul tuo collo , e romperò i tuoi legami ; e gli stranieri non ti terranno più in servitù . Anzi serviranno al Signore Iddio loro , e a Davide , lor re , che io susciterò loro . Tu adunque , o Giacobbe , mio servitore , non temere , dice il Signore ; e non ispaventarti , o Israele ; perciocchè , ecco , io ti salverò di lontano paese , e la tua progenie dal paese della sua cattività ; e Giacobbe ritornerà , e sarà in riposo , e tranquillità ; e non vi sarà alcuno che lo spaventi . Perciocchè io son teco , dice il Signore , per salvarti ; e farò una finale esecuzione sopra tutte le genti , dove ti avrò disperso ; ma sopra te non farò una finale esecuzione ; anzi ti castigherò moderatamente ; ma pur non ti lascerò del tutto impunito . Perciocchè , così ha detto il Signore : Il tuo fiaccamento è senza rimedio , la tua piaga è dolorosa . Non vi è alcuno che prenda in mano la tua causa , per guarir la tua piaga ; tu non hai alcuni medicamenti per risaldarla . Tutti i tuoi amanti ti hanno dimenticata , non ti ricercano ; perciocchè io ti ho percossa d’ una battitura da nemico , d’ un gastigamento da crudele ; per la grandezza della tua iniquità , perchè i tuoi peccati sono accresciuti . Perchè gridi per lo tuo fiaccamento ? la tua doglia è insanabile . Io ti ho fatte queste cose per la grandezza della tua iniquità , perchè i tuoi peccati sono accresciuti . Ma pure , tutti quelli che ti divorano saranno divorati , e tutti i tuoi nemici andranno in cattività , e quelli che ti spogliano saranno spogliati , e darò in preda tutti quelli che ti predano . Perciocchè io risalderò la tua piaga , e ti guarirò delle tue ferite , dice il Signore ; perciocchè ti hanno chiamata : Scacciata , Sion che niuno ricerca . Così ha detto il Signore : Ecco , io ritrarrò di cattività i tabernacoli di Giacobbe , ed avrò pietà de’ suoi abitacoli ; e la città sarà riedificata in sul suo colmo , e il Tempio sarà posto secondo i suoi ordini . E di quelli uscirà lode , e voce d’ uomini festeggianti ; ed io li farò moltiplicare , e non iscemeranno ; e li accrescerò , e non diminuiranno . E i suoi figliuoli saranno come anticamente , e la sua raunanza sarà stabilita dinanzi a me ; e farò punizione di tutti quelli che l’ oppressano . E colui che avrà autorità sopra lui sarà di lui stesso , e colui che signoreggerà sopra lui uscirà del mezzo di lui ; ed io lo farò accostare , ed egli verrà a me ; perciocchè chi è colui che pieghi dolcemente il cuor suo , per accostarsi a me ? dice il Signore . E voi mi sarete popolo , ed io vi sarò Dio . Ecco il turbo del Signore , l’ ira è uscita fuori , la tempesta si accoglie ; caderà sopra il capo degli empi . L’ ardor dell’ ira del Signore non si racqueterà , finchè egli non abbia eseguiti e messi ad effetto i pensieri del cuor suo ; alla fin de’ giorni voi intenderete la cosa . In quel tempo , dice il Signore , io sarò Dio a tutte le famiglie d’ Israele , ed essi mi saran popolo . Così ha detto il Signore : Il popolo scampato dalla spada trovò grazia nel deserto , allora che io andava per dar riposo ad Israele . Anticamente avvenne che il Signore mi appariva . Anzi io ti ho amata d’ un amore eterno ; perciò anche ho usata continua benignità inverso te . Ancora ti edificherò , e sarai edificata , o vergine d’ Israele ; ancora sarai adorna de’ tuoi tamburi , ed uscirai con danze d’ uomini sollazzanti . Ancora pianterai delle vigne ne’ monti di Samaria ; e quelli che le avranno piantate ne corranno il frutto per uso loro comune . Perciocchè vi è un giorno , nel quale le guardie grideranno nel monte di Efraim : Levatevi , e saliamo in Sion , al Signore Iddio nostro . Perciocchè , così ha detto il Signore : Fate grida di allegrezza per Giacobbe , e strillate in capo delle genti ; risonate , cantate lodi , e dite : O Signore , salva il tuo popolo , il rimanente d’ Israele . Ecco , io li adduco dal paese di Settentrione , e li raccolgo dal fondo della terra ; fra loro saranno ciechi , e zoppi , donne gravide , e donne di parto , tutti insieme ; ritorneranno qua in gran raunanza . Saranno andati con pianto ; ma io li farò ritornare con supplicazioni ; e li condurrò a’ torrenti d’ acque , per una strada diritta , nella quale non s’ intopperanno ; perciocchè io son padre ad Israele , ed Efraim è il mio primogenito . O genti , ascoltate la parola del Signore , e annunziatela fra le isole lontane , e dite : Colui che ha sparso Israele lo raccoglierà , e lo guarderà come un pastore la sua mandra ; perciocchè il Signore ha riscattato Giacobbe , e l’ ha riscosso di mano d’ un più forte di lui . E verranno e daranno grida di allegrezza nella sommità di Sion , e accorreranno a’ beni del Signore , al frumento , ed al mosto , ed all’ olio , ed a’ frutti del minuto , e del grosso bestiame ; e l’ anima loro sarà come un orto inaffiato ; e non saranno più in continui dolori . Allora la vergine si rallegrerà nel ballo ; e i giovani , e i vecchi tutti insieme ; ed io cangerò il lor cordoglio in letizia , e li rallegrerò , e li consolerò del lor dolore . E inebbrierò l’ anima de’ sacerdoti di grasso , e il mio popolo sarà saziato de’ miei beni , dice il Signore . Così ha detto il Signore : Una voce è stata udita in Rama , un lamento , un pianto amarissimo : Rachele piange i suoi figliuoli , ha rifiutato d’ essere consolata de’ suoi figliuoli , perciocchè non son più . Così ha detto il Signore : Ritieni la tua voce di piangere , e i tuoi occhi di lagrimare ; perciocchè vi è premio per la tua opera , dice il Signore ; ed essi ritorneranno dal paese del nemico . E vi è ancora speranza per te alla fine , dice il Signore ; e i tuoi figliuoli ritorneranno a’ lor confini . Io ho pure udito Efraim che si rammaricava , dicendo : Tu mi hai castigato , ed io sono stato castigato , come un toro non ammaestrato ; convertimi , ed io mi convertirò ; conciossiachè tu sii il Signore Iddio mio . Perciocchè , dopo che sarò stato convertito , io mi pentirò ; e dopo che sarò stato ammaestrato a riconoscermi , mi percoterò in su la coscia . Io son confuso , ed anche svergognato ; perciocchè io porto il vituperio della mia giovanezza . È costui Efraim , mio figliuolo caro ? è costui il fanciullo delle mie delizie ? da che io parlai contro a lui , io mi son pure anche sempre ricordato di lui ; perciò , le mie interiora son commosse per lui ; io del tutto ne avrò pietà , dice il Signore . Rizzati de’ pilieri , poniti de’ monti di pietre per insegne , pon mente alla strada , al cammino che hai fatto ; ritornatene , vergine d’ Israele ; ritorna a queste tue città . Infino a quando andrai aggirandoti , figliuola ribella ? conciossiachè il Signore abbia creata una cosa nuova nella terra : la femmina intornia l’ uomo . Così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Ancora sarà detta questa parola nel paese di Giuda , e nelle sue città , quando io li avrò ritratti di cattività : Il Signore ti benedica , o abitacolo di giustizia , o monte di santità . E in esso abiteranno que’ di Giuda , e que’ di tutte le sue città insieme ; i lavoratori , e quelli che vanno qua e là con le lor mandre . Perciocchè io avrò inebbriata l’ anima assetata e stanca , ed avrò saziata ogni anima languente . Per questo io mi sono svegliato , ed ho riguardato ; e il mio sonno mi è stato dolce . Ecco , i giorni vengono , dice il Signore , che io seminerò la casa d’ Israele , e la casa di Giuda , di semenza d’ uomini , e di semenza di animali . Ed avverrà che , siccome io ho vigilato sopra loro , per divellere , e per diroccare , e per distruggere , e per disperdere , e per danneggiare , così vigilerò sopra loro , per edificare , e per piantare , dice il Signore . In que’ giorni non si dirà più : I padri han mangiato l’ agresto , e i denti de’ figliuoli ne sono allegati . Ma ognuno morrà per la sua iniquità ; chiunque mangerà l’ agresto , i denti gli si allegheranno . ECCO , i giorni vengono , dice il Signore , che io farò un nuovo patto con la casa d’ Israele , e con la casa di Giuda . Non già , qual fu il patto che io feci coi padri loro , quando io li presi per la mano , per trarli fuor del paese di Egitto ; il qual mio patto essi han rotto ; onde io li ho avuti a schifo , dice il Signore . Perciocchè , questo è il patto , che io farò con la casa d’ Israele , dopo que’ giorni , dice il Signore : Io metterò la mia Legge nel loro interiore , e la scriverò sopra il lor cuore ; ed io sarò lor Dio , ed essi mi saranno popolo . E non insegneranno più ciascuno il suo compagno , e il suo fratello , dicendo : Conoscete il Signore ; perciocchè essi tutti , dal minore infino al maggiore di loro , mi conosceranno , dice il Signore ; imperocchè io perdonerò loro la lor iniquità , e non mi ricorderò più del lor peccato . Così ha detto il Signore , che ha dato il sole per la luce del dì , e gli ordini della luna , e delle stelle , per la luce della notte ; che commuove il mare , onde le sue onde romoreggiano ; il cui Nome è : Il Signor degli eserciti : Se quegli ordini sono giammai da me cangiati , dice il Signore ; anche potrà la progenie d’ Israele cessare d’ esser nazione davanti a me in perpetuo . Così ha detto il Signore : Se i cieli di sopra si possono misurare , e i fondamenti della terra di sotto si possono scandagliare , io altresì riproverò tutta la progenie d’ Israele , per tutte le cose che hanno fatte , dice il Signore . Ecco , i giorni vengono , dice il Signore , che questa città sarà riedificata al Signore , dalla torre di Hananeel , infino alla porta del cantone . E la funicella da misurare sarà ancora tratta lungo il colle di Gareb , e girerà verso Goa . E tutta la valle de’ corpi morti , e delle ceneri , e tutti i campi infino al torrente Chidron , ed infino al canto della porta de’ cavalli , verso Oriente , sarà luogo sacro al Signore ; essa non sarà giammai più diroccata , nè distrutta . LA parola che fu dal Signore indirizzata a Geremia , nell’ anno decimo di Sedechia , re di Giuda , che fu l’ anno diciottesimo di Nebucadnesar ; ed allora l’ esercito del re di Babilonia assediava Gerusalemme ; e il profeta Geremia era rinchiuso nel cortile della prigione , ch’ era nella casa del re di Giuda . Perciocchè Sedechia , re di Giuda , l’ avea rinchiuso , dicendo : Perchè profetizzi tu , dicendo : Così ha detto il Signore : Ecco , io do questa città in man del re di Babilonia , ed egli la prenderà ? E Sedechia , re di Giuda , non iscamperà dalla mano de’ Caldei ; anzi per certo sarà dato in man del re di Babilonia ; ed egli parlerà a lui a bocca a bocca , e lo vedrà a faccia a faccia . E menerà Sedechia in Babilonia , ed egli resterà quivi , finchè io lo visiti , dice il Signore . Se voi combattete co’ Caldei , non prospererete . Geremia adunque disse : La parola del Signore mi è stata indirizzata , dicendo : Ecco Hanameel , figliuolo di Sallum , tuo zio , viene a te , per dirti : Compera il mio campo , che è in Anatot ; perciocchè tu hai per consanguinità la ragion del riscatto , per comperarlo . Ed Hanameel , figliuol del mio zio , venne a me , secondo la parola del Signore , nel cortile della prigione , e mi disse : Deh ! compera il mio campo , che è in Anatot , nel territorio di Beniamino ; perciocchè a te appartiene il diritto dell’ eredità , e la ragion del riscatto ; comperalo adunque . Ed io conobbi che ciò era parola del Signore . Ed io comperai quel campo , ch’ era in Anatot , da Hanameel , figliuol del mio zio ; e gli pesai i danari , cioè : diciassette sicli d’ argento . Ed io ne feci la scritta , e la suggellai , e ne presi testimoni , e pesai i danari nelle bilance . Poi presi la scritta della compera ; quella suggellata , secondo la legge e gli statuti , e quella aperta ; e diedi la scritta della compera a Baruc , figliuolo di Neria , figliuolo di Maaseia , in presenza di Hanameel , mio cugino , e in presenza de’ testimoni che aveano sottoscritto nella scritta della compera , alla vista di tutti i Giudei , che sedevano nel cortile della prigione . Poi comandai a Baruc , in lor presenza , dicendo : Così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Prendi queste scritte , questa scritta di compera , così quella che è suggellata , come quest’ altra che è aperta ; e mettile dentro un vaso di terra , acciocchè durino lungo tempo . Perciocchè , così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele ; Ancora si compereranno case , e campi , e vigne , in questo paese . E dopo ch’ ebbi data la scritta della compera a Baruc , figliuolo di Neria , io feci orazione al Signore , dicendo : Ahi Signore Iddio ! ecco , tu hai fatto il cielo , e la terra , con la tua gran forza , e col tuo braccio steso ; niente ti è difficile : Tu sei quel che usi benignità in mille generazioni , e fai la retribuzione dell’ iniquità de’ padri nel seno de’ lor figliuoli , dopo loro ; Iddio grande , potente , il cui Nome è : Il Signor degli eserciti ; grande in consiglio , e potente in opere ; i cui occhi sono aperti sopra tutte le vie de’ figliuoli degli uomini , per rendere ad ognuno secondo le sue vie , e secondo il frutto de’ suoi fatti ; che hai , infino al dì d’ oggi , fatti miracoli , e prodigi , nel paese di Egitto , e in Israele , e fra tutti gli uomini ; e ti sei acquistato un Nome , quale è oggidì ; e traesti il tuo popolo Israele fuor del paese di Egitto , con miracoli , e prodigi , e man forte , e braccio steso , e con grande spavento ; e desti loro questo paese , il quale tu avevi giurato a’ padri loro di dar loro , paese stillante latte , e miele ; nel quale essendo entrati , l’ han posseduto ; ma non hanno ubbidito alla tua voce , e non son camminati nella tua Legge ; non han fatte tutte le cose che tu avevi lor comandate di fare ; laonde tu hai lor fatto avvenire tutto questo male . Ecco , gli argini son giunti fino alla città , per prenderla ; e la città è data in man de’ Caldei che la combattono , per cagion della spada , e della fame , e della pestilenza ; e quello che tu hai detto è avvenuto ; ed ecco , tu il vedi . E pure , o Signore Iddio , tu mi hai detto : Comperati quel campo per danari , e prendine testimoni ; avvegnachè la città sia data in man de’ Caldei . Ma la parola del Signore fu indirizzata a Geremia , dicendo : Ecco , io sono il Signore , l’ Iddio d’ ogni carne ; emmi cosa alcuna difficile ? Perciò , il Signore ha detto così : Ecco , io do questa città in man de’ Caldei , e in man di Nebucadnesar , re di Babilonia ; ed egli la prenderà . E i Caldei , che combattono contro a questa città , vi entreranno dentro , e vi metteranno il fuoco , e l’ arderanno , insieme con le case , sopra i cui tetti hanno fatti profumi a Baal , ed offerte da spandere ad altri dii , per dispettarmi . Perciocchè i figliuoli d’ Israele , ed i figliuoli di Giuda non hanno , fin dalla lor fanciullezza , fatto altro che quel che mi dispiace ; perciocchè i figliuoli d’ Israele non fanno altro che dispettarmi con l’ opere delle lor mani , dice il Signore . Conciossiachè questa città mi sia sempre stata da provocar l’ ira mia , e il mio cruccio , dal dì che fu edificata , infino a questo giorno ; acciocchè io la tolga via dal mio cospetto ; per tutta la malvagità de’ figliuoli d’ Israele , e de’ figliuoli di Giuda , la quale hanno adoperata per dispettarmi , essi , i lor re , i lor principi , i lor sacerdoti , e i lor profeti , e gli uomini di Giuda , e gli abitanti di Gerusalemme ; e mi han volte le spalle , e non la faccia ; e benchè io li abbia ammaestrati del continuo per ogni mattina , non però hanno ubbidito , per ricevere correzione . Ed han messe le loro abbominazioni nella Casa che si chiama del mio Nome , per contaminarla . Ed hanno edificati gli alti luoghi di Baal , che son nella valle del figliuolo di Hinnom , per far passare i lor figliuoli e le lor figliuole , per lo fuoco a Molec ; il che io non comandai loro giammai ; e non mi entrò giammai in cuore , che facessero questo cosa abbominevole , per far peccare Giuda . Ma nondimeno ora , così ha detto il Signore , l’ Iddio d’ Israele , intorno a questa città , della quale voi dite : Ella è data in man del re di Babilonia , per la spada , e per la fame , e per la pestilenza : Ecco , io li adunerò da tutti i paesi , dove li avrò scacciati nella mia ira , nel mio cruccio , e nella mia grande indegnazione ; e li farò ritornare in questo luogo , e li farò abitare in sicurtà . E mi saranno popolo , ed io sarò loro Dio . E darò loro uno stesso cuore , ed una stessa via , per temermi in perpetuo , in ben loro , e de’ lor figliuoli dopo loro . E farò con loro un patto eterno , che io non mi ritrarrò giammai indietro da loro , per non far loro bene ; e metterò il mio timor nel cuor loro , acciocchè non si dipartano da me . E mi rallegrerò di loro , facendo loro bene ; e li pianterò in questo paese stabilmente , di tutto il mio cuore , e di tutta l’ anima mia . Perciocchè , così ha detto il Signore : Siccome io ho fatto venire sopra questo popolo tutto questo gran male , così farò venire sopra loro tutto il bene che io prometto loro . E si compereranno ancora de’ campi in questo paese , del quale voi dite : Egli è deserto , e non vi è più uomo , nè bestia ; egli è dato in man de’ Caldei . Si compereranno ancora de’ campi per danari , e se ne faranno scritte , e si suggelleranno , e se ne prenderanno testimoni , nel paese di Beniamino , e ne’ luoghi circonvicini di Gerusalemme , e nelle città di Giuda ; e nelle città del monte , e nelle città del piano , e nelle città del Mezzodì ; perciocchè io li ritrarrò di cattività , dice il Signore . E la parola del Signore fu indirizzata la seconda volta a Geremia , mentre egli era ancora rinchiuso nel cortile della prigione , dicendo : Così ha detto il Signore , che fa questa cosa ; il Signore , che la forma , per istabilirla ; il cui Nome è : Il Signore : Grida a me , ed io ti risponderò , e ti dichiarerò cose grandi , e riserbate , che tu non sai . Perciocchè , così ha detto il Signore Iddio d’ Israele , delle case di questa città , e delle case del re di Giuda , che sono state diroccate per li terrapieni , e per le macchine ; le quali sono state impiegate per combattere co’ Caldei , e per empierle di corpi morti d’ uomini ; perciocchè io li ho percossi nella mia ira , e nel mio cruccio ; e perchè io ho nascosta la mia faccia da questa città , per tutta la lor malvagità : Ecco , io ristorerò , e rifarò questa città e riparerò queste case , e farò loro apparire abbondanza di pace , e di stabilità . E ritrarrò di cattività Giuda ed Israele , e li riedificherò come erano prima ; e li purgherò di tutta la loro iniquità , per la quale hanno peccato contro a me ; e perdonerò loro tutte le loro iniquità , per le quali hanno peccato contro a me ; e per le quali hanno misfatto contro a me . E questa città mi sarà in nome di gioia , in lode , e in gloria appresso tutte le nazioni della terra , che udiranno tutto il bene che io farò loro ; e saranno spaventate , e tremeranno per tutto il bene , e per tutta la pace , della quale io la farò godere . Così ha detto il Signore : In questo luogo , del quale voi dite : Egli è deserto , e non vi è più nè uomo , nè bestia ; nelle città di Giuda , e nelle piazze di Gerusalemme , che sono desolate , senza che vi sia più nè uomo , nè abitante , nè bestia ; ancora sarà udita voce di gioia , e voce di allegrezza ; voce di sposo , e voce di sposa ; voce di persone che diranno : Celebrate il Signor degli eserciti ; perciocchè il Signore è buono ; perciocchè la sua benignità è in eterno ; porteranno offerte di lode alla Casa del Signore ; perciocchè io trarrò di cattività il paese , e lo rimetterò nello stato ch’ era prima , ha detto il Signore . Così ha detto il Signor degli eserciti : In questo luogo , che è deserto , e dove non vi sono più nè uomini , nè bestie ; e in tutte le sue città , vi saranno ancora mandre di pastori , che vi faranno posar le gregge . Nelle città del monte , e nelle città del piano , e nelle città del Mezzodì , e nel paese di Beniamino , e ne’ luoghi circonvicini di Gerusalemme , e nelle città di Giuda , le pecore passeranno ancora sotto la mano di colui che le conta , da detto il Signore . Ecco , i giorni vengono , dice il Signore , che io metterò ad effetto la buona parola , che io ho pronunziata alla casa d’ Israele , ed alla casa di Giuda . In que’ giorni , e in quel tempo , io farò germogliare a Davide il Germoglio di giustizia , il quale farà giudicio e giustizia nella terra . In que’ giorni Giuda sarà salvato , e Gerusalemme abiterà in sicurtà ; e questo è il nome , del quale ella si chiamerà : IL SIGNORE È LA NOSTRA GIUSTIZIA . Perciocchè , così ha detto il Signore : Giammai non verrà meno a Davide , uomo che segga sopra il trono della casa d’ Israele ; ed a’ sacerdoti Leviti non verrà giammai meno nel mio cospetto , uomo che offerisca olocausto , e che faccia profumo d’ offerta , e che faccia sacrificio tutti i giorni . La parola del Signore fu ancora indirizzata a Geremia , dicendo : Così ha detto il Signore : Se voi potete annullare il mio patto intorno al giorno , e il mio patto intorno alla notte , sì che il giorno e la notte non sieno più al tempo loro ; ei si potrà altresì annullare il mio patto con Davide , mio servitore , sì ch’ egli non abbia più figliuolo che regni sopra il suo trono ; e co’ sacerdoti Leviti miei ministri . Perciocchè , come l’ esercito del cielo non si può annoverare , e la rena del mare non si può misurare ; così accrescerò la progenie di Davide , mio servitore , e i Leviti che fanno il servigio . La parola del Signore fu ancora indirizzata a Geremia , dicendo : Non hai tu posta mente a ciò che questo popolo ha pronunziato , dicendo : Il Signore ha riprovate le due nazioni , ch’ egli avea elette ? laonde sprezzano il mio popolo , come se non dovesse mai più esser nazione nel lor cospetto . Così ha detto il Signore : Se io non ho stabilito il mio patto intorno al giorno , ed alla notte , e gli statuti del cielo , e della terra ; io altresì riproverò la progenie di Giacobbe , e di Davide , mio servitore ; per non prender più del suo legnaggio persone che signoreggino sopra la progenie di Abrahamo , d’ Isacco , e di Giacobbe ; perciocchè io li ritrarrò di cattività , e avrò pietà di loro . LA parola , che fu dal Signore indirizzata a Geremia , allora che Nebucadnesar , re di Babilonia , e tutto il suo esercito , tutti i regni della terra , sottoposti al suo imperio , e tutti i popoli , combattevano contro a Gerusalemme , e contro a tutte le sue città , dicendo : Così ha detto il Signore Iddio d’ Israele : Va’ , e parla a Sedechia , re di Giuda , e digli : Così ha detto il Signore : Ecco , io do questa città in man del re di Babilonia , ed egli l’ arderà col fuoco , e tu non iscamperai dalla sua mano ; perciocchè per certo sarai preso , e sarai dato in man sua , e vedrai il re di Babilonia a faccia a faccia , ed egli ti parlerà a bocca a bocca , e tu verrai in Babilonia . Ma pure , o Sedechia , re di Giuda , ascolta la parola del Signore : Il Signore ha detto così di te : Tu non morrai per la spada . Tu morrai in pace , e ti saranno arsi aromati , come si è fatto a’ tuoi padri , i re precedenti , che sono stati avanti te ; e si farà cordoglio di te , dicendo : Ahi Signore ! perciocchè io ho pronunziata la parola , dice il Signore . E il profeta Geremia pronunziò a Sedechia , re di Giuda , tutte queste parole , in Gerusalemme . Or l’ esercito del re di Babilonia combatteva contro a Gerusalemme , e contro a tutte le città di Giuda , ch’ erano rimaste , cioè , contro a Lachis , ed Azeca ; perciocchè quelle sole ch’ erano città forti , erano rimaste d’ infra le città . LA parola che fu dal Signore indirizzata a Geremia , dopo che il re Sedechia ebbe fatto patto con tutto il popolo ch’ era in Gerusalemme , di bandir loro libertà ; per fare che ciascuno rimandasse in libertà il suo servo , e la sua serva , Ebreo , ed Ebrea ; acciocchè niuno tenesse più in servitù alcun suo fratello Giudeo . Or tutti i principi , e tutto il popolo che si erano convenuti in questo patto , di rimandare in libertà ciascuno il suo servo , e la sua serva , per non tenerli più in servitù , ubbidirono , e li rimandarono . Ma poi appresso fecero di nuovo tornare i servi , e le serve , che aveano rimandati in libertà , e li sforzarono ad esser loro servi , e serve . Laonde la parola del Signore fu dal Signore indirizzata a Geremia , dicendo : Così ha detto il Signore , l’ Iddio d’ Israele : Io feci patto co’ padri vostri , quando li trassi fuor del paese di Egitto , della casa di servitù , dicendo : Al termine di sette anni rimandi ciascun di voi il suo fratello Ebreo , che si sarà venduto a te ; servati sei anni , poi rimandalo in libertà d’ appresso a te ; ma i vostri padri non mi hanno ubbidito , e non hanno inchinato il loro orecchio . Or voi vi eravate oggi convertiti , ed avevate fatto ciò che mi piace , in bandir libertà ciascuno al suo prossimo ; e avevate fatto patto nel mio cospetto , nella Casa che si chiama del mio Nome . Ma voi vi siete rivolti , ed avete profanato il mio Nome , e ciascun di voi ha fatto ritornare il suo servo , e la sua serva , che voi avevate rimandati in libertà , a lor volontà ; e li avete sforzati ad esservi servi e serve . Perciò , così ha detto il Signore : Voi non mi avete ubbidito , per bandir libertà ciascuno al suo fratello , e ciascuno al suo prossimo ; ecco , io vi bandisco libertà , dice il Signore , alla spada , alla pestilenza , ed alla fame ; e farò che sarete agitati per tutti i regni della terra . E darò gli uomini che han trasgredito il mio patto , e non han messe ad effetto le parole del patto che aveano fatto nel mio cospetto , passando in mezzo delle parti del vitello che aveano tagliato in due , cioè : i principi di Giuda , ed i principi di Gerusalemme , e gli eunuchi , e i sacerdoti , e tutto il popolo del paese , che son passati in mezzo delle parti del vitello ; li darò , dico , in man de’ lor nemici , e in man di quelli che cercano l’ anima loro ; e i lor corpi morti saran per pasto agli uccelli del cielo , ed alle bestie della terra . Darò eziandio Sedechia , re di Giuda , e i suoi principi , in mano de’ loro nemici , e in man di quelli che cercano l’ anima loro , e in man dell’ esercito del re di Babilonia , che si è ora ritratto da voi . Ecco , io do loro comandamento , dice il Signore ; e li farò ritornare a questa città , ed essi la combatteranno , e la prenderanno , e l’ arderanno col fuoco ; io metterò eziandio in desolazione le città di Giuda , sì che niuno abiterà in esse . LA parola che fu dal Signore indirizzata a Geremia , nel tempo di Gioiachim , figliuol di Giosia , re di Giuda , dicendo : Va’ alla casa de’ Recabiti , e parla loro , e menali nella Casa del Signore , in una delle camere , e presenta loro del vino a bere . Io adunque presi Iaazania , figliuol di Geremia , figliuolo di Habassinia , e i suoi fratelli , e tutti i suoi figliuoli , e tutta la famiglia de’ Recabiti . E li menai nella Casa del Signore , nella camera de’ figliuoli di Hanan , figliuolo d’ Igdalia , uomo di Dio ; la quale era appresso della camera dei capi di sopra della camera di Maaseia figliuolo di Sallum , guardiano della soglia . Ed io misi davanti a’ figliuoli della casa de’ Recabiti de’ nappi pieni di vino , e delle coppe , e dissi loro : Bevete del vino . Ma essi dissero : Noi non berremo vino ; perciocchè Gionadab , figliuolo di Recab , nostro padre , ce l’ ha divietato , dicendo : Non bevete giammai in perpetuo vino , nè voi , nè i vostri figliuoli . E non edificate alcuna casa , e non seminate alcuna semenza , e non piantate vigne , e non ne abbiate alcuna ; anzi abitate tutti i giorni della vita vostra in tende ; acciocchè viviate per lunghi giorni sopra la terra , nella quale voi siete forestieri . E noi abbiamo ubbidito alla voce di Gionadab , figliuolo di Recab , nostro padre , in tutto ciò che egli ci ha comandato , per non ber vino tutti i giorni della vita nostra , nè noi , nè le nostre mogli , nè i nostri figliuoli , nè le nostre figliuole ; e per non edificar case da abitarvi ; e per non aver nè vigna , nè campo , nè sementa alcuna . E siamo abitati in tende , ed abbiamo ubbidito , e fatto secondo tutto ciò che Gionadab , nostro padre , ci avea comandato . Or è avvenuto che quando Nebucadnesar , re di Babilonia , è salito contro al paese , noi abbiamo detto : Venite , ed entriamo in Gerusalemme , per iscampar d’ innanzi all’ esercito dei Caldei , e dinanzi all’ esercito di Siria ; e così siamo dimorati in Gerusalemme . E la parola del Signore fu indirizzata a Geremia , dicendo : Così ha detto il Signore degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Va’ , e di’ agli uomini di Giuda , e agli abitanti di Gerusalemme : Non riceverete voi correzione , per ubbidire alle mie parole ? dice il Signore . Le parole di Gionadab , figliuolo di Recab , il quale comandò a’ suoi figliuoli , che non bevessero vino , sono state messe ad effetto , talchè essi non hanno bevuto vino infino al dì d’ oggi ; anzi hanno ubbidito al comandamento del padre loro ; ed io vi ho parlato del continuo , per ogni mattina ; e voi non mi avete ubbidito . E vi ho mandati , del continuo , per ogni mattina , tutti i miei servitori profeti , per dirvi : Deh ! convertasi ciascun di voi dalla sua via malvagia , ed ammendate i vostri fatti , e non andate dietro ad altri dii , per servirli ; e voi abiterete nella terra che io ho data a voi , ed a’ padri vostri ; ma voi non avete porto l’ orecchio , e non mi avete ubbidito . Perciocchè i figliuoli di Gionadab , figliuolo di Recab , hanno messo ad effetto il comandamento che diede loro il lor padre ; e questo popolo non ha ubbidito a me ; perciò , il Signore , l’ Iddio degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele , ha detto così : Ecco , io fo venire sopra Giuda , e sopra tutti gli abitanti di Gerusalemme , tutto il male , che ho pronunziato contro a loro ; perciocchè io ho lor parlato , e non hanno ascoltato ; io ho lor gridato , e non hanno risposto . Ed alla casa de’ Recabiti Geremia disse : Così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Perciocchè voi avete ubbidito al comandamento di Gionadab , vostro padre , ed avete osservati tutti i suoi ordini , ed avete fatto secondo tutto quello ch’ egli vi avea comandato ; perciò , così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Giammai in perpetuo non verrà meno a Gionadab , figliuolo di Recab , uomo che stia davanti alla mia faccia . OR avvenne , nell’ anno quarto di Gioiachim , figliuolo di Giosia , re di Giuda , che questa parola fu indirizzata dal Signore a Geremia , dicendo : Prenditi un rotolo da scrivere , e scrivi in esso tutte le parole che io ti ho dette contro ad Israele , e contro a Giuda , e contro a tutte le altre genti , dal giorno che io cominciai a parlarti , cioè , dai giorni di Giosia , infino a questo giorno . Forse ascolterà la casa di Giuda tutto il male che io penso di farle , per convertirsi ciascuno dalla sua via malvagia ; ed io perdonerò loro la loro iniquità , e il lor peccato . Geremia adunque chiamò Baruc , figliuolo di Neria ; e Baruc scrisse nel rotolo da scrivere , di bocca di Geremia , tutte le parole del Signore , ch’ egli avea dette . Poi Geremia comandò a Baruc , dicendo : Io son rattenuto , io non posso entrare nella Casa del Signore . Ma tu entravi , e leggi in presenza del popolo , nel rotolo che tu hai scritto di mia bocca , le parole del Signore , nella Casa del Signore , nel giorno del digiuno ; leggile ancora in presenza di tutti que’ di Giuda che saranno venuti dalle lor città . Forse la lor supplicazione caderà nel cospetto del Signore , e si convertiranno ciascuno dalla sua via malvagia ; perciocchè l’ ira , e il cruccio che il Signore ha pronunziato contro a questo popolo è grande . Baruc adunque , figliuolo di Neria , fece secondo tutto ciò che il profeta Geremia gli avea comandato , leggendo nel libro le parole del Signore , nella Casa del Signore . Or nell’ anno quinto di Gioiachim , figliuolo di Giosia , re di Giuda , nel nono mese , tutto il popolo ch’ era in Gerusalemme , e tutto il popolo ch’ era venuto dalle città di Giuda in Gerusalemme , bandirono il digiuno nel cospetto del Signore . Baruc , dico , lesse nel libro le parole di Geremia ; nella Casa del Signore , nella camera di Ghemaria , figliuolo di Safan , scriba , nel cortile di sopra , nell’ entrata della porta nouva della Casa del Signore , in presenza di tutto il popolo . E Michea , figliuolo di Ghemaria , figliuolo di Safan , udì tutte le parole del Signore , lette fuor del libro . E scese nella Casa del re , nella camera del segretario ; ed ecco , quivi sedevano tutti i principi : Elisama segretario , e Delaia figliuolo di Semaia , ed Elnatan figliuolo di Acbor , e Ghemaria figliuolo di Safan , e Sedechia figliuolo di Hanania , e tutti gli altri principi . E Michea rapportò loro tutte le parole ch’ egli aveva udite , mentre Baruc leggeva nel libro , in presenza del popolo . Allora tutti i principi mandarono Iudi , figliuolo di Netania , figliuolo di Selemia , figliuolo di Cusi , a Baruc , per dirgli : Prendi in mano il rotolo , nel quale tu hai letto in presenza del popolo , e vieni . E Baruc , figliuolo di Neria , prese il rotolo in mano , e se ne venne a loro . Ed essi gli dissero : Deh ! siedi , e leggicelo . E Baruc lo lesse loro . E quando ebbero intese tutte quelle parole sbigottirono , riguardandosi l’ un l’ altro , poi dissero a Baruc : Noi non mancheremo di rapportar tutte queste parole al re . Appresso domandarono Baruc , dicendo : Deh ! dichiaraci come tu hai scritte tutte queste parole di bocca di Geremia . E Baruc disse loro : Egli mi dettava di sua bocca tutte queste parole , ed io le scriveva con inchiostro nel libro . Allora i principi dissero a Baruc : Va’ , nasconditi tu , e Geremia ; e niuno sappia dove voi siate . Ed essi vennero al re , dentro al cortile , e riposero il rotolo nella camera di Elisama , segretario ; e rapportarono al re tutte quelle parole . E il re mandò Iudi , per recare il rotolo . Ed egli lo recò dalla camera di Elisama , segretario . E Iudi lo lesse in presenza del re , e in presenza di tutti i principi , ch’ erano in piè d’ intorno al re . Or il re sedeva nella casa del verno , nel nono mese ; e dinanzi a lui vi era un focolare acceso . E quando Iudi ne ebbe lette tre o quattro facce , il re lo tagliò col coltellino del segretario , e lo gettò nel fuoco , ch’ era nel focolare , finchè tutto il rotolo fu consumato sul fuoco , ch’ era in sul focolare . E nè il re , nè alcun de’ suoi servitori , che udirono tutte quelle parole , si spaventarono , nè stracciarono i lor vestimenti . E benchè Elnatan e Delaia e Ghemaria intercedessero appo il re , che non bruciasse il libro , egli non li ascoltò . Anzi il re comandò a Ieremeel , figliuolo di Hammelec , ed a Seraia , figliuolo di Azriel , ed a Selemia , figliuolo di Abdeel , di prender lo scriba Baruc , e il profeta Geremia . Ma il Signore li nascose . E la parola del Signore fu indirizzata a Geremia , dopo che il re ebbe bruciato il rotolo , e le parole che Baruc aveva scitte di bocca di Geremia , dicendo : Torna a prenderti un altro rotolo e scrivi in quello tutte le parole di prima , ch’ erano nel primo rotolo , che Gioiachim , re di Giuda , ha bruciato . E di’ a Gioiachim , re di Giuda : Così ha detto il Signore : Tu hai bruciato quel rotolo , dicendo : Perchè hai scritto in esso , che il re di Babilonia per certo verrà , e guasterà questo paese , e farà che non vi saranno più nè uomini , nè bestie ? Perciò , così ha detto il Signore intorno a Gioiachim , re di Giuda : Egli non avrà alcuno che segga sopra il trono di Davide ; e il suo corpo morto giacerà esposto al caldo di giorno , e al gelo di notte . Ed io farò punizione sopra lui , e sopra la sua progenie , e sopra i suoi servitori , della loro iniquità ; e farò venire sopra loro , e sopra gli abitanti di Gerusalemme , e sopra gli uomini di Giuda , tutto il male che io ho loro pronunziato , e che non hanno ascoltato . Geremia adunque prese un altro rotolo , e lo diede a Baruc , figliuolo di Neria , scriba ; ed egli vi scrisse , di bocca di Geremia , tutte le parole del libro , che Gioiachim , re di Giuda , aveva bruciato al fuoco ; alle quali furono ancora aggiunte molte somiglianti parole . OR il re Sedechia , figliuolo di Giosia , regnò in luogo di Conia , figliuolo di Gioiachim , essendo stato costituito re nel paese di Giuda , da Nebucadnezar , re di Babilonia . E nè egli , nè i suoi servitori , nè il popolo del paese , non ubbidirono alle parole del Signore , ch’ egli aveva pronunziate per lo profeta Geremia . Or il re Sedechia mandò Iucal , figliuolo di Selemia ; e Sefania , figliuolo di Maaseia , sacerdote , al profeta Geremia , per dirgli : Deh ! fa’ orazione per noi al Signore Iddio nostro . Or Geremia andava e veniva per mezzo il popolo , e non era ancora stato messo in prigione . E l’ esercito di Faraone era uscito di Egitto ; laonde i Caldei che assediavano Gerusalemme , intesone il grido , si erano dipartiti d’ appresso a Gerusalemme . E la parola del Signore fu indirizzata al profeta Geremia , dicendo : Così ha detto il Signore Iddio d’ Israele : Dite così al re di Giuda , che vi ha mandati a me , per domandarmi ; Ecco , l’ esercito di Faraone , ch’ era uscito a vostro soccorso , è ritornato nel suo paese , in Egitto . Ed i Caldei torneranno , e combatteranno contro a questa città , e la prenderanno , e l’ arderanno col fuoco . Così ha detto il Signore : Non v’ ingannate voi stessi , dicendo : Per certo i Caldei si dipartiranno da noi ; perciocchè essi non se ne dipartiranno . Anzi , avvegnachè voi aveste sconfitto tutto l’ esercito de’ Caldei , che combattono con voi , e che non ne fossero rimasti se non alcuni pochi , pur si leverebbero quelli , ciascuno nella sua tenda , e brucerebbero questa città col fuoco . Or avvenne che quando l’ esercito dei Caldei si fu dipartito d’ appresso a Gerusalemme , per cagion dell’ esercito di Faraone , Geremia usciva di Gerusalemme , per andarsene nel paese di Beniamino , per isfuggire di là per mezzo il popolo . Ma quando fu alla porta di Beniamino , quivi era un capitano della guardia , il cui nome era Ireia , figliuolo di Selemia , figliuolo di Hanania ; il quale prese il profeta Geremia , dicendo : Tu vai ad arrenderti a’ Caldei . E Geremia disse : Ciò è falso ; io non vo ad arrendermi a’ Caldei . Ma colui non l’ ascoltò ; anzi , lo prese , e lo menò a’ principi . E i principi si adirarono gravemente contro a Geremia , e lo percossero , e lo misero in prigione , in casa di Gionatan , scriba ; perciocchè avevano di quella fatta una carcere . Quando Geremia fu entrato nella fossa , e nelle grotte , vi dimorò molti giorni . Poi il re Sedechia mandò a farlo trare di là : e il re lo domandò in casa sua di nascosto , e disse : Evvi alcuna parola da parte del Signore ? E Geremia disse : Sì , ve n’ è . Poi disse : Tu sarai dato in mano del re di Babilonia . Oltre a ciò , Geremia disse al re Sedechia : Che peccato ho io commesso contro a te , o contro a’ tuoi servitori , o contro a questo popolo , che voi mi avete messo in prigione ? E dove sono ora i vostri profeti , che vi profetizzavano , dicendo : Il re di Babilonia non verrà sopra voi , nè sopra questo paese ? Or al presente , ascolta , ti prego , o re , mio signore ; deh ! caggia la mia supplicazione nel tuo cospetto ; non farmi ritornar nella casa di Gionatan , scriba , che io non vi muoia . E il re Sedechia comandò che Geremia fosse rinchiuso nella corte della prigione , e che gli fosse dato un pezzo di pane per giorno , dalla piazza de’ fornai ; il che fu fatto finchè tutto il pane fu venuto meno nella città . Così Geremia stette nella corte della prigione . MA Sefatia , figliuolo di Mattan , e Ghedalia , figliuolo di Pashur , e Iucal , figliuolo di Selemia , e Pashur , figliuolo di Malchia , udirono le parole che Geremia pronunziava a tutto il popolo , dicendo : Così ha detto il Signore : Quelli che dimoreranno in questa città morranno di spada , di fame , e di pestilenza ; ma chi se ne uscirà a’ Caldei viverà ; e l’ anima sua gli sarà per ispoglia , ed egli viverà . Così ha detto il Signore : Questa città sarà per certo data in man dell’ esercito del re di Babilonia , ed esso la prenderà . E i principi dissero al re : Deh ! facciasi morir quest’ uomo ; perciocchè egli rende rimesse le mani della gente di guerra , che è restata in questa città , e le mani di tutto il popolo ; tenendo loro cotali ragionamenti ; conciossiachè quest’ uomo non procacci punto la prosperità di questo popolo , anzi il male . E il re Sedechia disse : Eccolo in mano vostra ; perciocchè il re non può nulla contro a voi . Essi adunque presero Geremia , e lo gettarono nella fossa di Malchia , figliuolo di Hammelec , ch’ era nella corte della prigione ; e ve lo calarono con delle funi . Or nella fossa non vi era acqua , ma del pantano ; e Geremia affondò nel pantano . Ma Ebed-melec Etiopo , eunuco , il quale era nella casa del re , avendo udito che avevano messo Geremia nella fossa ora , il re sedeva allora nella porta di Beniamino , se ne uscì della casa del re , e parlò al re , dicendo : O re , mio signore , male hanno fatto quegli uomini in tutto ciò che hanno fatto al profeta Geremia , avendolo gettato nella fossa ; or assai sarebbe egli morto di fame là dove era ; conciossiachè non vi sia più pane alcuno nella città . E il re comandò ad Ebed-melec Etiopo , dicendo : Prendi teco di qui trenta uomini , e tira il profeta Geremia fuor della fossa , avanti ch’ egli muoia . Ed Ebed-melec prese quegli uomini seco , ed entrò nella casa del re , di sotto alla tesoreria , e ne tolse de’ vecchi stracci , e de’ vecchi panni logori , e li calò a Geremia con delle funi nella fossa . Ed Ebed-melec Etiopo disse a Geremia : Deh ! mettiti questi vecchi stracci , e panni logori , sotto le ascelle di sotto alle funi . E Geremia fece così . Ed essi trassero Geremia con quelle funi , e lo fecero salir fuor della fossa . E Geremia dimorò nella corte della prigione . Poi il re Sedechia mando a far venire a sè il profeta Geremia all’ entrata principale della Casa del Signore . E il re disse a Geremia : Io ti domando una cosa , non celarmi nulla . E Geremia disse a Sedechia : Quando io te l’ avrò dichiarata , non mi farai tu pur morire ? se altresì io ti do alcun consiglio , tu non mi ascolterai . E il re Sedechia giurò in segreto a Geremia , dicendo : Come il Signore , che ci ha fatta quest’ anima , vive , io non ti farò morire , e non ti darò in man di questi uomini , che cercano l’ anima tua . Allora Geremia disse a Sedechia : Così ha detto il Signore , l’ Iddio degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Se pur tu esci fuori a’ capitani del re di Babilonia , l’ anima tua viverà , e questa città non sarà arsa col fuoco ; e viverai , tu , e la casa tua . Ma , se tu non esci a’ capitani del re di Babilonia , questa città sarà data in man de’ Caldei , che l’ arderanno col fuoco , e tu non iscamperai dalle lor mani . E il re Sedechia disse a Geremia : Io sono in gran perplessità per que’ Giudei , che si son rivolti a parte de’ Caldei , che io non sia dato in man loro , e che non mi scherniscano . E Geremia disse : Tu non vi sarai dato . Deh ! ascolta la voce del Signore , in ciò che io ti dico ; ed egli ti sarà bene , e l’ anima tua viverà . Ma , se tu ricusi d’ uscire , quest’ è quello , che il Signore mi ha fatto vedere : Ecco , tutte le donne ch’ eran rimaste nella casa del re di Giuda , erano tratte fuori a’ capitani del re di Babilonia ; ed esse dicevano : I tuoi confidenti ti han persuaso e vinto ; i tuoi piedi sono stati fitti nel fango , ed essi si son tratti addietro . Così saranno menate tutte le tue mogli , e i tuoi figliuoli , a’ Caldei ; e tu stesso non iscamperai dalle lor mani ; anzi sarai preso , e dato in mano del re di Babilonia ; e farai , che questa casa sarà arsa col fuoco . E Sedechia disse a Geremia : Niuno sappia di queste parole , e tu non morrai . E se pure i principi , avendo udito che io ho parlato teco , vengono a te , e ti dicono : Deh ! dichiaraci quel che tu hai detto al re , non celarcelo , e noi non ti faremo morire ; e che ti ha detto il re ? Di’ loro : Io ho supplicato umilmente al re , che non mi facesse ritornar nella casa di Gionatan , per morir quivi . Tutti i principi adunque vennero a Geremia , e lo domandarono ; ed egli rispose loro secondo tutte le parole che il re gli aveva comandate . Ed essi lo lasciarono in pace ; perciocchè la cosa non fu divolgata . E Geremia dimorò nella corte della prigione , infino al giorno che Gerusalemme fu presa ; ed egli vi era allora che Gerusalemme fu presa . NELL’ anno nono di Sedechia , re di Giuda , nel decimo mese , Nebucadnesar , re di Babilonia , venne con tutto il suo esercito , sopra Gerusalemme , e l’ assediò . Nell’ anno undecimo di Sedechia , nel quarto mese , nel nono giorno del mese , i Caldei penetrarono dentro alla città . E tutti i capitani del re di Babilonia vi entrarono , e si fermarono alla porta di mezzo , cioè : Nergal-sareser , Samgar-nebu , Sarsechim , Rab-saris , Nergal-sareser , Rab-mag , e tutti gli altri capitani del re di Babilonia . E quando Sedechia , re di Giuda , e tutta la gente di guerra , li ebber veduti , se ne fuggirono , e uscirono di notte della città , traendo verso l’ orto del re , per la porta d’ infra le due mura ; e il re uscì traendo verso il deserto . Ma l’ esercito de’ Caldei li perseguitò , e raggiunse Sedechia nelle campagne di Gerico ; e lo presero , e lo menarono a Nebucadnesar , re di Babilonia , in Ribla , nel paese di Hamat ; e quivi egli gli pronunziò la sua sentenza . E il re di Babilonia fece scannare i figliuoli di Sedechia in Ribla , in sua presenza ; fece eziandio scannare tutti i nobili di Giuda . Poi fece abbacinar gli occhi a Sedechia , e lo fece legar di due catene di rame , per menarlo in Babilonia . E i Caldei arsero col fuoco la casa del re , e le case del popolo e disfecero le mura di Gerusalemme . E Nebuzaradan , capitano delle guardie , menò in cattività in Babilonia il rimanente del popolo ch’ era restato nella città ; e quelli che si erano andati ad arrendere a lui , e tutto l’ altro popolo ch’ era restato . Ma Nebuzaradan , capitano delle guardie , lasciò nel paese di Giuda i più poveri d’ infra il popolo , i quali non avevano nulla ; e diede loro in quel giorno vigne e campi . Or Nebucadnesar , re di Babilonia , aveva data commessione a Nebuzaradan , capitano delle guardie , intorno a Geremia , dicendo : Prendilo , ed abbi cura di lui , e non fargli alcun male ; anzi fa’ inverso lui come egli ti dirà . Nebuzaradan adunque , capitano delle guardie , e Nebusazban , Rab-saris , Nergal-sareser , Rab-mag , e tutti gli altri capitani del re di Babilonia , mandarono a far trarre Geremia fuor delle corte della prigione , e lo diedero a Ghedalia , figliuolo di Ahicam , figliuolo di Safan , per condurlo fuori in casa sua . Ma egli dimorò per mezzo il popolo . Or la parola del Signore era stata indirizzata a Geremia , mentre egli era rinchiuso nella corte della prigione , dicendo : Va’ e parla ad Ebed-malec Etiopo , dicendo : Così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Ecco , io fo venire le mie parole contro a questa città , in male , e non in bene ; e in quel giorno esse avverranno nella tua presenza . Ma in quel giorno io ti libererò , dice il Signore ; e tu non sarai dato in man degli uomini , de’ quali tu temi . Perciocchè io ti scamperò di certo , e tu non caderai per la spada ; e l’ anima tua ti sarà per ispoglia ; conciossiachè tu ti sii confidato in me , dice il Signore . LA parola che fu dal Signore indirizzata a Geremia , dopo che Nebuzaradan , capitano delle guardie , l’ ebbe rimandato da Rama , quando lo prese . Or egli era legato di catene in mezzo della moltitudine di que’ di Gerusalemme , e di Giuda , ch’ erano menati in cattività in Babilonia . Il capitano delle guardie adunque prese Geremia , e gli disse : Il Signore Iddio tuo aveva pronunziato questo male contro a questo luogo . Ed il Signore altresì l’ ha fatto venire , ed ha fatto secondo ch’ egli aveva parlato ; perciocchè voi avete peccato contro al Signore , e non avete ubbidito alla sua voce ; laonde questo vi è avvenuto . Or al presente , ecco , io ti sciolgo oggi dalle catene , che tu hai in sulle mani ; se ti piace di venir meco in Babilonia , vieni , ed io avrò cura di te ; ma , se non ti aggrada di venir meco in Babilonia , rimantene ; ecco , tutto il paese è al tuo comando ; va’ dove ti parrà e piacerà . E perciocchè Ghedalia , figliuolo di Ahicam , figliuolo di Safan , il quale il re di Babilonia ha costituito sopra le città di Giuda , non ritornerà ancora , ritorna tu a lui , e dimora con lui in mezzo del popolo ; ovvero , va’ dovunque ti piacerà . E il capitano delle guardie gli diede provvisione per lo viaggio , ed un presente , e l’ accomiatò . Geremia adunque venne a Ghedalia , figliuolo di Ahicam , in Mispa , e dimorò con lui , in mezzo del popolo , ch’ era restato nel paese . Or tutti i capi della gente di guerra , ch’ erano per la campagna , colla lor gente , avendo inteso che il re di Babilonia aveva costituito Ghedalia , figliuolo di Ahicam , sopra il paese , e che gli aveva dati in governo uomini , e donne , e piccoli fanciulli ; e questi , de’ più poveri del paese , d’ infra quelli che non erano stati menati in cattività in Babilonia ; vennero a Ghedalia , in Mispa , cioè : Ismaele , figliuolo di Netania ; e Giohanan , e Gionatan , figliuoli di Carea ; e Seraia , figliuolo di Tanhumet ; e i figliuoli di Efai Netofatita ; e Iezania , figliuolo d’ un Maacatita , colla lor gente . E Ghedalia , figliuolo di Ahicam , figliuolo di Safan , giurò loro , ed alla lor gente , dicendo : Non temiate di servire a’ Caldei ; abitate nel paese , e servite al re di Babilonia , e sarà ben per voi . E quant’ è a me , ecco , io dimoro in Mispa , per presentarmi davanti a’ Caldei , che verranno a noi ; ma voi ricogliete il vino , i frutti della state , e l’ olio , e riponeteli ne’ vostri vaselli , ed abitate nelle vostre città che avete occupate . Parimente ancora tutti i Giudei , che erano in Moab , e fra i figliuoli di Ammon , ed in Edom , e quelli ch’ erano in qualunque altro paese , avendo inteso che il re di Babilonia aveva lasciato qualche rimanente a Giuda , e che aveva costituito sopra essi Ghedalia , figliuolo di Ahicam , figliuolo di Safan , se ne ritornarono da tutti i luoghi , dove erano stati dispersi , e vennero nel paese di Giuda , a Ghedalia , in Mispa ; e ricolsero vino , e frutti della state , in molto grande abbondanza . Or Giohanan , figliuolo di Carea , e tutti i capi della gente di guerra , che erano per la campagna , vennero a Ghedalia , in Mispa ; e gli dissero : Sai tu bene , che Baalis , re de’ figliuoli di Ammon , ha mandato Ismaele , figliuolo di Netania , per percuoterti a morte ? Ma Ghedalia , figliuolo di Ahicam , non credette loro . Oltre a ciò , Giohanan , figliuolo di Carea , parlò di segreto a Ghedalia , in Mispa , dicendo : Deh ! lascia che io vada , e percuota Ismaele , figliuolo di Netania , e niuno lo risaprà ; perchè ti percuoterebbe egli a morte , laonde tutti i Giudei , che si son raccolti appresso di te sarebbero dispersi , e il rimanente di Giuda perirebbe ? E Ghedalia , figliuolo di Ahicam , disse a Giohanan , figliuolo di Carea : Non farlo ; perciocchè tu parli falsamente contro ad Ismaele . OR avvenne nel settimo mese , che Ismaele , figliuolo di Netania , figliuolo di Elisama , del sangue reale , ed alcuni grandi della corte del re , e dieci uomini con lui , vennero a Ghedalia , figliuolo di Ahicam , in Mispa ; e quivi in Mispa mangiarono insieme . Poi Ismaele , figliuolo di Netania , si levò , insieme co’ dieci uomini ch’ erano con lui , e percossero colla spada Ghedalia , figliuolo di Ahicam , figliuolo di Safan . Così lo fece morire ; lui , che il re di Babilonia aveva costituito sopra il paese . Ismaele uccise ancora gli uomini di guerra , d’ infra tutti i Giudei , ch’ erano con Ghedalia in Mispa , e i Caldei che si ritrovarono quivi . E il giorno appresso ch’ egli ebbe ucciso Ghedalia , avanti che se ne sapesse nulla , avvenne , che alcuni uomini di Sichem , di Silo , e di Samaria , in numero di ottanta uomini , venivano , avendo le barbe rase , ed i vestimenti stracciati , e delle tagliature sul corpo ; ed aveano in mano offerte , ed incenso , da presentar nella Casa del Signore . Ed Ismaele , figliuolo di Netania , uscì di Mispa incontro a loro , e camminava piangendo ; e quando li ebbe scontrati , disse loro : Venite a Ghedalia , figliuolo di Ahicam . Ma quando furono entrati in mezzo della città , Ismaele , figliuolo di Netania , accompagnato dagli uomini , ch’ egli aveva seco , li scannò , e li gettò in mezzo della fossa . Or fra quelli si trovarono dieci uomini , che dissero ad Ismaele : Non ucciderci ; perciocchè noi abbiamo in sulla campagna delle segrete conserve di grano , e d’ orzo , e d’ olio , e di miele . Ed egli si ritenne , e non li uccise fra i lor fratelli . Or la fossa , nella quale Ismaele gettò tutti i corpi morti degli uomini , ch’ egli uccise del seguito di Ghedalia , era quella che il re Asa aveva fatta per tema di Baasa , re d’ Israele ; Ismaele , figliuolo di Netania , la riempiè di uccisi . Poi appresso Ismaele ne menò via prigione tutto il rimanente del popolo , ch’ era in Mispa : le figliuole del re , e tutto il popolo restato in Mispa , il quale Nebuzaradan , capitan delle guardie , aveva dato in governo a Ghedalia , figliuolo di Ahicam ; Ismaele , figliuolo di Netania , li menava via prigioni , e se ne andava per passare a’ figliuoli di Ammon . Ma Giohanan , figliuolo di Carea , e tutti i capi della gente di guerra , ch’ erano con lui , avendo udito tutto il male , che Ismaele , figliuolo di Netania , aveva fatto , presero tutta la lor gente , e andarono per combattere contro ad Ismaele , figliuolo di Netania ; e lo trovarono presso alle grandi acque , che sono in Gabaon . E quando tutto il popolo che era con Ismaele vide Giohanan , figliuolo di Carea , e tutti i capi della gente di guerra , che erano con lui , si rallegrò . E tutto il popolo , che Ismaele menava prigione da Mispa , si rivoltò , e se ne ritornò a Giohanan , figliuolo di Carea . Ma Ismaele , figliuolo di Netania , scampò con otto uomini , d’ innanzi a Giohanan , e se ne andò a’ figliuoli di Ammon . Poi Giohanan , figliuolo di Carea , e tutti i capitani della gente di guerra , ch’ erano con lui , presero tutto il rimanente del popolo , che avevano riscosso da Ismaele , figliuolo di Netania , e il quale egli ne menava via da Mispa , dopo aver percosso Ghedalia , figliuolo di Ahicam : uomini , gente di guerra , e donne , e fanciulli , ed eunuchi ; e li ricondussero da Gabaon . Ed andarono , e dimorarono in Gherut-Chimham , che è vicin di Bet-lehem , con intenzione di andarsene , e di entrare in Egitto , d’ innanzi a’ Caldei ; conciossiachè temessero di loro ; perciocchè Ismaele , figliuolo di Netania , aveva percosso Ghedalia , figliuolo di Ahicam , il quale il re di Babilonia aveva costituito sopra il paese . E TUTTI i capi della gente di guerra , e Giohanan , figliuolo di Carea , e Iezania , figliuolo di Osaia , e tutto il popolo , dal minore al maggiore , si accostarono ; e dissero al profeta Geremia : Deh ! caggia la nostra supplicazione nel tuo cospetto , e fa’ orazione al Signore Iddio tuo per noi , per tutto questo rimanente perciocchè di molti siamo rimasti pochi , come i tuoi occhi ci veggono , acciocchè il Signore Iddio tuo ci dichiari la via , per la quale abbiamo da camminare , e ciò che abbiamo a fare . E il profeta Geremia disse loro : Ho inteso ; ecco , io farò orazione al Signore Iddio vostro , come avete detto ; ed io vi rapporterò tutto ciò che il Signore vi avrà risposto ; io non ve ne celerò nulla . Ed essi dissero a Geremia : Il Signore sia per testimonio verace e fedele tra noi , se noi non facciamo secondo tutto ciò che il Signore Iddio tuo ti avrà mandato a dirci . O bene , o mal che sia , noi ubbidiremo alla voce del Signore Iddio nostro , al quale noi ti mandiamo ; acciocchè bene ne avvenga , quando avremo ubbidito alla voce del Signore Iddio nostro . Ed avvenne , in capo di dieci giorni , che la parola del Signore fu indirizzata a Geremia . Ed egli chiamò Giohanan , figliuolo di Carea , e tutti i capi della gente di guerra , ch’ erano con lui , e tutto il popolo , dal minore al maggiore . E disse loro : Così ha detto il Signore , l’ Iddio d’ Israele , al quale voi mi avete mandato , per presentargli la vostra supplicazione : Se pur voi dimorate in questo paese , io vi edificherò , e non vi distruggerò ; io vi pianterò , e non vi divellerò ; perciocchè io mi pento del male che vi ho fatto . Non temiate del re di Babilonia , di cui voi avete paura ; non temiate di lui , dice il Signore ; perciocchè io sono con voi , per salvarvi , e per liberarvi dalla sua mano . E vi farò trovar misericordia , ed egli avrà pietà di voi , e vi rimetterà nel vostro paese . Ma se voi dite : Noi non dimoreremo in questo paese , non ubbidendo alla voce del Signore Iddio vostro , dicendo : No ; anzi entreremo nel paese di Egitto , acciocchè non veggiamo la guerra , e non udiamo il suon della tromba , e non sofferiamo fame , per mancamento di pane , e quivi abiteremo ; ascoltate ora sopra ciò la parola del Signore , o rimanente di Giuda . Così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Se pur voi rivolgete la faccia per entrare in Egitto , e vi entrate per dimorarvi ; egli avverrà , che la spada della quale temete , vi aggiugnerà là nel paese di Egitto ; e parimente la fame , della quale voi avete paura , vi starà attaccata dietro là in Egitto ; e quivi morrete . E tutti gli uomini , che avran volta la faccia per entrare in Egitto , per dimorarvi , vi morranno di spada , di fame , e di pestilenza ; niuno di loro scamperà , o si salverà dal male che io fo venir sopra loro . Perciocchè , così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Siccome la mia ira , e il mio cruccio , si è versato sopra gli abitanti di Gerusalemme , così si verserà la mia ira sopra voi , quando sarete entrati in Egitto ; e sarete in esecrazione , e in istupore , e in maledizione , e in vituperio ; e giammai più non vedrete questo luogo . O rimanente di Giuda , il Signore parla a voi : Non entrate in Egitto ; sappiate pure che io ve lo protesto oggi . Conciossiachè voi mi abiate ingannato contro alle vostre proprie anime , quando mi avete mandato al Signore Iddio vostro , dicendo : Fa’ orazione al Signore Iddio nostro per noi ; e secondo tutto ciò che il Signore Iddio nostro dirà , fanne la relazione , e noi lo metteremo ad effetto . Ed oggi io ve l’ ho dichiarato ; ma voi non avete ubbidito alla voce del Signore Iddio vostro , nè a cosa alcuna , che egli abbia mandato a dirvi . Ora dunque , sappiate pure , che voi morrete di spada , di fame , e di pestilenza , nel luogo dove vi piace di entrare , per dimorarvi . OR avvenne che quando Geremia ebbe finito di pronunziare a tutto il popolo tutte le parole del Signore Iddio loro , le quali il Signore Iddio loro mandava a dir loro per lui , cioè , tutte quelle parole . Azaria , figliuolo di Osaia , e Giohanan , figliuolo di Carea , e tutti gli uomini superbi , dissero a Geremia : Tu parli falsamente ; il Signore Iddio nostro non ti ha mandato per dire : Non entrate in Egitto , per dimorarvi . Anzi Baruc , figliuolo di Neria , t’ incita contro a noi , per darci in man de’ Caldei , per farci morire , o per farci menare in cattività in Babilonia . Così Giohanan , figliuolo di Carea , e tutti i capi della gente di guerra , e tutto il popolo , non ubbidirono alla voce del Signore , per dimorar nel paese di Giuda . E Giohanan , figliuolo di Carea , e tutti i capi della gente di guerra , presero tutto il rimanente di Giuda , e quelli che se n’ erano tornati da tutte le nazioni , dove erano stati dispersi , per dimorar nel paese di Giuda : gli uomini , le donne , i fanciulli , e le figliuole del re , e tutte le persone , che Nebuzaradan , capitano delle guardie , aveva lasciate con Ghedalia , figliuolo di Ahicam , figliuolo di Safan , ed anche il profeta Geremia , e Baruc , figliuolo di Neria ; e se ne vennero nel paese di Egitto ; perciocchè non ubbidirono alla voce del Signore ; ed arrivarano fino a Tafnes . E LA parola del Signore fu indirizzata a Geremia in Tafnes , dicendo : Prendi in man tua delle pietre grosse , e nascondile nella malta , nella fornace da mattoni , ch’ è all’ entrata della casa di Faraone in Tafnes , alla vista d’ alcuni uomini Giudei . E di’ loro : Così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Ecco , io mando a far venire Nebucadnesar , re di Babilonia , mio servitore ; e porrò il suo trono sopra queste pietre , che io ho fatte nascondere ; ed egli tenderà il suo padiglione reale sopra esse . E verrà e percoterà il paese di Egitto , mettendo a morte chi è condannato a morte ; e menando in cattività chi è condannato a cattività ; e percotendo colla spada chi è condannato alla spada . Ed io accenderò il fuoco nelle case degl’ iddii di Egitto ; ed esso le arderà , e menerà quelli in cattività : e si avvilupperà del paese di Egitto , a guisa che il pastore si avviluppa del suo tabarro ; ed uscirà di là in pace . Egli romperà eziandio in pezzi le statue del tempio del sole , che è nel paese di Egitto ; e brucerà col fuoco le case degl’ iddii di Egitto . LA parola che fu indirizzata a Geremia , per rapportarla a tutti i Guidei , che dimoravano nel paese di Egitto , in Migdol , e in Tafnes , e in Nof , e nel paese di Patros , dicendo : Così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Voi avete veduto tutto il male , che io ho fatto venire sopra Gerusalemme , e sopra tutte le città di Giuda ; ed ecco , oggi son desolate , e non vi è alcuno che abiti in esse ; per la lor malvagità , che usarono per dispettarmi ; andando a far profumi , ed a servire ad altri dii , i quali nè essi , nè voi , nè i vostri padri non avevate conosciuti . E benchè io vi mandassi tutti i miei servitori profeti , del continuo per ogni mattina , dicendo : Deh ! non fate questa cosa abbominevole , che io odio ; non però ubbidirono , nè inchinarono il loro orecchio , per istornarsi dalla lor malvagità ; per non far profumi ad altri dii . Laonde il mio cruccio , e la mia ira si è versata , ed ha divampate le città di Giuda e le piazze di Gerusalemme ; e sono state deserte e desolate , come appare al dì d’ oggi . Ed ora , così ha detto il Signore , l’ Iddio degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Perchè fate voi questo gran male contro alle anime vostre , per farvi distruggere del mezzo di Giuda , uomini , e donne , e fanciulli , e bambini di poppa , e non lasciarvi alcun rimanente ? dispettandomi colle opere delle vostre mani , facendo profumi ad altri dii , nel paese di Egitto , dove siete venuti per dimorarvi ; acciocchè siate sterminati , e siate in maledizione , e in vituperio , appo tutte le nazioni della terra ? Avete voi dimenticati i misfatti de’ vostri padri , e i misfatti dei re di Giuda , e i misfatti delle lor mogli , e i vostri propri misfatti , e i misfatti delle vostre mogli , che han commessi nel paese di Giuda , e nelle piazze di Gerusalemme ? Essi non sono stati domi infino al dì d’ oggi , e non han temuto , e non son camminati nella mia Legge , e ne’ miei statuti , che io avea proposti a voi , ed a’ vostri padri . Perciò , così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Ecco , io metto la mia faccia contro a voi in male , e per distruggere tutto Giuda . Ed io torrò via quelli che son rimasti di Giuda , i quali han volta la faccia per entrar nel paese di Egitto , per dimorarvi ; e saran tutti consumati ; caderanno nel paese di Egitto : saran consumati per la spada , e per la fame , dal minore al maggiore ; morranno per la spada , e per la fame ; e saranno in esecrazione , in istupore , e in maledizione , e in vituperio . Ed io farò punizione di quelli che abitano nel paese di Egitto , siccome ho fatta punizione di Gerusalemme , per la spada , per la fame , e per la pestilenza . E non vi sarà alcuno del rimanente di Giuda , di quelli che sono entrati nel paese di Egitto per dimorarvi , che si salvi , o che scampi per ritornar nel paese di Giuda , dove han l’ animo intento a ritornare per abitarvi ; perciocchè non vi ritorneranno , da alcuni infuori che scamperanno . Or tutti gli uomini , che sapevano che le lor mogli facevano profumi ad altri dii ; e parimente tutte le donne quivi presenti , in gran raunanza , e tutto il popolo che dimorava nel paese di Egitto , in Patros , risposero a Geremia , dicendo : Quant’ è alla parola che tu ci hai detta a nome del Signore , noi non ti ubbidiremo . Anzi del tutto metteremo ad effetto tutte le parole che sono uscite della nostra bocca , per far profumi ed offerte da spandere alla regina del cielo ; come e noi , e i nostri padri , e i nostri re , e i nostri principi , abbiam fatto per lo passato , nelle città di Giuda , e nelle piazze di Gerusalemme ; e siamo stati saziati di pane , e siamo stati bene , e non abbiamo sentito alcun male . Là dove , da che siamo restati di far profumi , ed offerte da spandere alla regina del cielo , abbiamo avuto mancamento d’ ogni cosa , e siamo stati consumati per la spada , e per la fame . E quando noi facevamo profumi , ed offerte da spandere alla regina del cielo , le facevamo noi delle focacce , per servirla nella maniera degl’ idoli , e dell’ offerte da spandere , senza l’ autorità de’ nostri principali ? E Geremia rispose a tutto il popolo , agli uomini , ed alle donne , ed a tutto il popolo che gli avea fatta quella risposta , dicendo : Non si è il Signore ricordato de’ profumi , che voi facevate nelle città di Giuda , e nelle piazze di Gerusalemme , voi , e i vostri padri , i vostri re , e i vostri principi , e il popolo del paese ? ciò non gli è egli salito al cuore ? E il Signore non l’ ha più potuto comportare , per la malvagità de’ vostri fatti , e per le abbominazioni che voi avete commesse ; onde il vostro paese è stato messo in desolazione , e in istupore , e in maledizione , senza che vi abiti più alcuno ; come si vede al dì d’ oggi . Perciocchè voi avete fatti que’ profumi , ed avete peccato contro al Signore , e non avete ubbidito alla voce del Signore , e non siete camminati nella sua Legge , e ne’ suoi statuti , e nelle sue testimonianze ; perciò vi è avvenuto questo male , qual si vede al dì d’ oggi . Poi Geremia disse a tutto il popolo , ed a tutte le donne : O voi tutti , uomini di Giuda , che siete nel paese di Egitto , ascoltate la parola del Signore . Così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Voi , e le vostre mogli , avete pronunziato con la bocca ciò che anche avete messo ad effetto con le vostre mani , dicendo : Noi adempieremo pure i nostri voti che abbiam fatti , per far profumi alla regina del cielo , e per farle offerte da spandere . Voi avete adunque adempiuti , e messi ad effetto i vostri voti . Perciò , ascoltate la parola del Signore , voi tutti uomini di Giuda che dimorate nel paese di Egitto ; Ecco , io ho giurato per lo mio gran Nome , ha detto il Signore , che il mio Nome non sarà più nominato per la bocca d’ alcun Giudeo , che dica in tutto il paese di Egitto : Il Signore Iddio vive . Ecco , io vegghio contro a loro in male , e non in bene ; e tutti gli uomini di Giuda , che sono nel paese di Egitto , saranno consumati per la spada , e per la fame ; finchè sieno del tutto venuti meno . E quelli che saranno scampati dalla spada ritorneranno dal paese di Egitto nel paese di Giuda , in ben piccol numero ; e tutto il rimanente di Giuda , che è entrato in Egitto per dimorarvi , conoscerà la cui parola sarà ferma , la mia , o la loro . E questo vi sarà il segno , dice il Signore , che io farò punizione di voi in questo luogo ; acciocchè sappiate che le mie parole saranno del tutto messe ad effetto contro a voi in male . Così ha detto il Signore : Ecco , io do Faraone Ofra , re di Egitto , in man de’ suoi nemici , e in man di quelli che cercano l’ anima sua ; siccome ho dato Sedechia , re di Giuda , in man di Nebucadnesar , re di Babilonia , suo nemico , e che cercava l’ anima sua . LA parola che il profeta Geremia pronunziò a Baruc , figliuolo di Neria , quando scriveva quelle parole nel libro , di bocca di Geremia , l’ anno quarto di Gioiachim , figliuol di Giosia , re di Giuda dicendo : Così ha detto il Signore , l’ Iddio d’ Israele , a te , o Baruc : Tu hai detto : Ahi lasso me ! perciocchè il Signore ha sopraggiunta tristizia al mio dolore ; io mi affanno ne’ miei sospiri , e non trovo alcun riposo . Digli così tu : Così ha detto il Signore : Ecco , io distruggo ciò che io avea edificato , e divello quello che io avea piantato , cioè , tutto questo paese . E tu ti cercheresti delle grandezze ! non cercarle ; perciocchè ecco , io fo venir del male sopra ogni carne , dice il Signore ; ma io ti darò l’ anima tua per ispoglia , in tutti i luoghi ove tu andrai . LA parola del Signore che fu indirizzata al profeta Geremia , contro alle nazioni . Quant’ è all’ Egitto , contro all’ esercito di Faraone Neco , re di Egitto , ch’ era sopra il fiume Eufrate , in Carchemis , il quale Nebucadnesar , re di Babilonia , sconfisse , l’ anno quarto di Gioiachim , figliuolo di Giosia , re di Giuda . Apparecchiate lo scudo e la targa , e venite alla battaglia . Giugnete i cavalli a’ carri ; e voi , cavalieri , montate a cavallo , e presentatevi con gli elmi ; forbite le lance , mettetevi indosso le corazze . Perchè veggo io costoro spaventati , e messi in volta ? i loro uomini prodi sono stati rotti , e si son messi in fuga , senza rivolgersi indietro ; spavento è d’ ogn’ intorno , dice il Signore . Il leggier non fugga , e il prode non iscampi ; verso il Settentrione , presso alla ripa del fiume Eufrate , son traboccati e caduti . Chi è costui che si alza a guisa di rivo , e le cui acque si commuovono come i fiumi ? Questo è l’ Egitto , che si è alzato a guisa di rivo , e le cui acque si son commosse come i fiumi ; e ha detto : Io salirò , io coprirò la terra , io distruggerò le città , e quelli che abitano in esse . Salite , cavalli , e smaniate , carri ; ed escano fuori gli uomini di valore ; que’ di Cus , e que’ di Put , che portano scudi ; e que’ di Lud , che trattano , e tendono archi . E questo giorno è al Signore Iddio degli eserciti un giorno di vendetta , da vendicarsi de’ suoi nemici ; e la spada divorerà , e sarà saziata , e inebbriata del sangue loro ; perciocchè il Signore Iddio degli eserciti fa un sacrificio nel paese di Settentrione , presso al fiume Eufrate . Sali in Galaad , e prendine del balsamo , o vergine , figliuola di Egitto ; indarno hai usati medicamenti assai , non vi è guarigione alcuna per te . Le genti hanno udita la tua ignominia , e il tuo grido ha riempiuta la terra ; perciocchè il prode è traboccato sopra il prode ; amendue son caduti insieme . La parola che il Signore pronunziò al profeta Geremia , intorno alla venuta di Nebucadnesar , re di Babilonia , per percuotere il paese di Egitto . Annunziate in Egitto , e bandite in Migdol , e pubblicate in Nof , e in Tafnes ; dite : Presentati alla battaglia , e preparati ; perciocchè la spada ha già divorati i tuoi luoghi circonvicini . Perchè sono stati atterrati i tuoi possenti ? non son potuti star saldi , perciocchè il Signore li ha sospinti . Egli ne ha traboccati molti , ed anche l’ uno è caduto sopra l’ altro ; ed han detto : Or su , ritorniamo al nostro popolo , e al nostro natio paese , d’ innanzi alla spada di quel disertatore . Hanno quivi gridato : Faraone , re di Egitto , è ruinato ; egli ha lasciata passar la stagione . Come io vivo , dice il Re , il cui nome è : Il Signor degli eserciti , colui verrà , a guisa che Tabor è fra i monti , e Carmel in sul mare . Fatti degli arnesi da cattività , o figliuola abitatrice di Egitto ; perciocchè Nof sarà messa in desolazione , e sarà arsa , e non vi abiterà più alcuno . Egitto è una bellissima giovenca ; ma dal Settentrione viene , viene lo scannamento . E benchè la gente che egli avea a suo soldo , fosse dentro di esso come vitelli di stia , pur si son messi in volta anch’ essi , son fuggiti tutti quanti , non si sono fermati ; perciocchè il giorno della lor calamità è sopraggiunto loro , il tempo della lor visitazione . La voce di esso uscirà , a guisa di quella della serpe ; perciocchè coloro , cammineranno con poderoso esercito , e verranno contro a lui con iscuri , come tagliatori di legne . Taglieranno il suo bosco , dice il Signore , il cui conto non poteva rinvenirsi ; perciocchè essi saranno in maggior numero che locuste , anzi saranno , innumerabili . La figliuola di Egitto è svergognata , è data in man del popolo di Settentrione . Il Signor degli eserciti , l’ Iddio , d’ Israele , ha detto ; Ecco , io fo punizione della moltitudine di No , e di Faraone , e dell’ Egitto , e de’ suoi dii , e de’ suoi re ; di Faraone , e di quelli che si confidano in lui . E li darò in man di quelli che cercano l’ anima loro , ed in man di Nebucadnesar re di Babilonia , ed in man de’ suoi servitori ; ma dopo questo , l’ Egitto sarà abitato , come ai dì di prima , dice il Signore . E tu , o Giacobbe , mio servitore , non temere ; e tu , o Israele , non ispaventarti ; perciocchè ecco , io ti salverò di lontan paese , e la tua progenie dal paese della sua cattività ; e Giacobbe se ne ritornerà , e sarà in riposo , e in tranquillità , e non vi sarà alcuno che lo spaventi . Tu , Giacobbe , mio servitore , non temere , dice il Signore ; perciocchè io son teco ; perciocchè ben farò una finale esecuzione sopra le genti , dove ti avrò scacciato ; ma sopra te non farò una finale esecuzione ; anzi ti castigherò moderatamente ; ma pur non ti lascerò del tutto impunito . LA parola del Signore che fu indirizzata al profeta Geremia contro a’ Filistei , avanti che Faraone percotesse Gaza . Così ha detto il Signore : Ecco , delle acque salgono di Settentrione , e sono come un torrente che trabocca , e inonderanno la terra , e tutto quello ch’ è in essa , le città , e i loro abitanti ; e gli uomini grideranno , e tutti gli abitatori del paese urleranno . Per lo strepito del calpestio delle unghie de’ destrieri di esso , per lo romore de’ suoi carri , per lo fracasso delle sue ruote , i padri non si son rivolti a’ figliuoli , per la fiacchezza delle lor mani ; per cagion del giorno che viene , per guastar tutti i Filistei , per isterminare a Tiro , e a Sidon , ogni rimanente di aiuto ; perciocchè il Signore diserterà i Filistei , il rimanente dell’ isola di Caftor . Raditura di capo è avvenuta a Gaza , Ascalon è perita , col rimanente della lor valle . Infino a quando ti farai tu delle tagliature addosso ? Ahi spada del Signore ! infino a quando non ti riposerai ? ricogliti nel tuo fodero , riposati , e resta . Come ti riposeresti ? conciossiachè il Signore le abbia data commessione , e l’ abbia assegnata là , contro ad Ascalon , e contro al lito del mare . QUANT’ è a Moab , così ha detto il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele : Guai a Nebo ! perciocchè è stata guasta ; Chiriataim è stata confusa , e presa ; la rocca è stata confusa , e spaventata . Non vi è più vanto per Moab in Hesbon ; è stato macchinato contro a quella del male , dicendo : Venite , e distruggiamola , che non sia più nazione ; anche tu , Madmen , perirai ; la spada ti perseguiterà . Una voce di grido viene di Horonaim , voce di guasto , e di gran rotta . Moab è rotto , i suoi piccoli figliuoli hanno dati di gran gridi . Perciocchè un continuo pianto sale per la salita di Luhit ; imperocchè hanno uditi i nemici , un grido di rotta , nella discesa di Horonaim . Fuggite , scampate le vostre persone , e sieno come un tamerice nel deserto . Perciocchè , perchè tu ti sei confidata nelle tue opere , e ne’ tuoi tesori , tu ancora sarai presa ; e Chemos andrà in cattività , co’ suoi sacerdoti , e co’ suoi principi . E il guastatore entrerà in tutte le città , e niuna città scamperà ; e la valle perirà , e la pianura sarà distrutta ; perciocchè il Signore l’ ha detto . Date dell’ ale a Moab , ch’ egli se ne voli via ratto ; le sue città saranno messe in desolazione , senza che vi abiti più alcuno . Maledetto sia colui che farà l’ opera del Signore rimessamente , e maledetto sia colui che divieterà la sua spada di spandere il sangue . Moab è stato in tranquillità fin dalla sua fanciullezza , e si è riposato sopra la sua feccia , e non è stato mai travasato , e non è andato in cattività ; perciò il suo sapore gli è restato , e il suo odore non si è mutato . Perciò , ecco i giorni vengono , dice il Signore , che io gli manderò de’ tramutatori , che lo tramuteranno di stanza , e vuoteranno i suoi vaselli , e spezzeranno i suoi barili . E Moab sarà confuso di Chemos , come la casa d’ Israele è stata confusa di Betel , lor confidanza . Come dite voi : Noi siam forti , ed uomini di valore per la guerra ? Moab è deserto , e le sue città son perite , e la scelta de’ suoi giovani è scesa all’ uccisione , dice il Re , il cui Nome è : Il Signor degli eserciti . La calamità di Moab è presta a venire , e il suo male si affretta molto . Condoletevi con lui , voi suoi circonvicini tutti ; e voi tutti , che conoscete il suo nome , dite : Come è stato rotto lo scettro di fortezza , la verga di gloria ? O figliuola abitatrice di Dibon , scendi del seggio di gloria , e siedi in luogo arido ; perciocchè il guastatore di Moab è salito contro a te , egli ha disfatte le tue fortezze . O abitatrice di Aroer , fermati in su la strada , e riguarda ; domanda colui che fugge , e colei che scampa ; di’ : Che cosa è avvenuto ? Moab è confuso , perciocchè è stato rotto ; urlate , e gridate ; annunziate in su l’ Arnon che Moab è stato guasto ; e che il giudicio è venuto sopra la contrada della pianura , sopra Holon , e sopra Iasa , e sopra Mefaat ; e sopra Dibon , e sopra Nebo , e sopra Bet-diblataim ; e sopra Chiriataim , e sopra Bet-gamul , e sopra Bet-meon ; e sopra Cheriot , e sopra Bosra , e sopra tutte le città del paese di Moab , lontane e vicine . Il corno di Moab è stato troncato , ed il suo braccio è stato rotto , dice il Signore . Inebbriatelo , perciocchè egli si è innalzato contro al Signore ; e dibattasi Moab nel suo vomito , e sia in derisione anch’ egli . Israele non ti è egli stato in derisione ? è egli forse stato ritrovato fra i ladri , che ogni volta che tu parli di lui , tu ti commuovi tutto ? Lasciate le città , ed abitate nella rocca , abitatori di Moab ; e siate come una colomba , che si annida nel didentro della foce d’ una grotta . Noi abbiamo intesa la superbia di Moab , grandemente superbo ; il suo orgoglio , la sua superbia , e la sua alterezza , e l’ innalzamento del suo cuore . Io ho conosciuto , dice il Signore , il suo furore ; ma non sarà cosa ferma ; le sue menzogne non produrranno nulla di stabile . Perciò , io urlerò per cagion di Moab , darò di gran gridi per cagion di tutto quanto Moab ; ei si gemerà per que’ di Chir-heres . Io vi piangerò , o vigne di Sibma , del pianto di Iazer ; le tue propaggini passavan di là dal mare , ed arrivavano infino al mare di Iazer ; il guastatore si è avventato sopra i tuoi frutti di state , e sopra la tua vendemmia . E la letizia , e la festa è tolta dal campo fertile , e dal paese di Moab ; ed io ho fatto venir meno il vino ne’ tini ; non si pigerà più con grida da inanimare ; le grida non saranno più grida da inanimare . Per lo grido di Hesbon , che è pervenuto infino ad Eleale , hanno messi i lor gridi infino a Iahas , e da Soar infino ad Horonaim , come una giovenca di tre anni ; perciocchè anche le acque di Nimrim sono state ridotte in luoghi deserti . Ed io farò venir meno a Moab , dice il Signore , ogni uomo che offerisca sacrificio nell’ alto luogo , e che faccia profumi a’ suoi dii . Per tanto , il mio cuore romoreggerà per Moab , a guisa di flauti ; il mio cuore romoreggerà per la gente di Chir-heres , a guisa di flauti ; perciò ancora il loro avanzo , ch’ aveano fatto , perirà . Perciocchè ogni testa sarà pelata , ed ogni barba sarà rasa ; sopra tutte le mani vi saranno delle tagliature , e de’ sacchi sopra i lombi . Sopra tutti i tetti di Moab , e nelle sue piazze , non vi sarà altro che cordoglio ; perciocchè io ho rotto Moab , come un vaso del quale non si fa stima alcuna , dice il Signore . Urleranno , dicendo : Moab come è egli stato messo in rotta ? come ha egli volte le spalle ? egli è stato confuso , ed è stato in derisione , e in ispavento , a tutti quelli che sono d’ intorno a lui . Perciocchè , così ha detto il Signore : Ecco , colui volerà come un’ aquila , e spiegherà le sue ale contro a Moab . Cheriot è stata presa , e le fortezze sono state occupate ; in quel giorno il cuor degli uomini prodi di Moab sarà come il cuore d’ una donna , che è nella distrette del parto . E Moab sarà distrutto , talchè non sarà più popolo ; perciocchè egli si è innalzato contro al Signore . Spavento , fossa , e laccio , ti soprastanno , o abitatore di Moab , dice il Signore . Chi fuggirà per lo spavento caderà nella fossa ; e chi salirà fuor della fossa sarà preso col laccio ; perciocchè io farò venir sopra lui , sopra Moab , l’ anno della lor visitazione , dice il Signore . Quelli che fuggivano si son fermati all’ ombra di Hesbon , perchè le forze son lor mancate ; ma un fuoco è uscito di Hesbon , ed una fiamma di mezzo della città di Sihon , che ha consumati i principi di Moab , e la sommità del capo degli uomini di tumulto . Guai a te , Moab ! il popolo di Chemos è perito ; perciocchè i tuoi figliuoli sono andati in cattività , e le tue figliuole in servitù . Ma pure ancora io ritrarrò Moab di cattività negli ultimi giorni , dice il Signore . Fino a qui è il giudicio di Moab . QUANT’ è a’ figliuoli di Ammon , così ha detto il Signore : Israele non ha egli alcuni figliuoli ? non ha egli alcuno erede ? perchè si è Malcam messo in possesso di Gad , e si è il suo popolo stanziato nelle città di esso ? Perciò , ecco i giorni vengono , dice il Signore , che io farò udire in Rabba de’ figliuoli di Ammon lo stormo di guerra , ed ella sarà ridotta in un monte di ruine ; e le città del suo territorio saranno arse col fuoco ; ed Israele possederà quelli che l’ aveano posseduto , ha detto il Signore . Urla , o Hesbon ; perciocchè Ai è guasta ; o città del territorio di Rabba , gridate , cingetevi di sacchi , fate cordoglio , e andate attorno lungo le chiusure ; perciocchè Malcam andrà in cattività , insieme co’ suoi sacerdoti , e i suoi principi . Perchè ti glorii delle valli ? la tua valle si è scolata , o figliuola ribelle , che ti confidavi ne’ tuoi tesori ; che dicevi : Chi verrà contro a me ? Ecco , io fo venir sopra te d’ ogn’ intorno di te lo spavento , dice il Signore Iddio degli eserciti ; e voi sarete scacciati , chi qua , chi là ; e non vi sarà alcuno che raccolga gli erranti . Ma pure , dopo queste cose , io ritrarrò di cattività i figliuoli di Ammon , dice il Signore . QUANT’ è ad Edom , il Signor degli eserciti ha detto così : Non vi è egli più sapienza alcuna in Teman ? il consiglio è egli venuto meno agl’ intendenti ? la lor sapienza è ella marcita ? Fuggite , o abitanti di Dedan ; hanno volte le spalle , e si son riparati in luoghi segreti e profondi , per dimorarvi , perciocchè io ho fatta venir sopra Esaù la sua ruina , il tempo nel quale io voglio visitarlo . Se ti fosser sopraggiunti dei vendemmiatori , non ti avrebbero essi lasciati alcuni grappoli ? se de’ ladri fosser venuti contro a te di notte , non avrebbero essi predato quanto fosse lor bastato ? Ma io ho frugato Esaù , io ho scoperti i suoi nascondimenti , ed egli non si è potuto occultare ; la sua progenie , e i suoi fratelli , e i suoi vicini , son deserti , ed egli non è più . Lascia i tuoi orfani , io li nudrirò ; e confidinsi le tue vedove in me . Perciocchè , così ha detto il Signore : Ecco , coloro a’ quali non si apparteneva di ber della coppa , ne hanno pur bevuto ; e tu sarestine pure esente ? tu non ne sarai esente ; anzi del tutto ne berrai . Conciossiachè io abbia giurato per me stesso , dice il Signore , che Bosra sarà messa in desolazione , in vituperio , in disertamento , ed in maledizione ; e che tutte le sue città saranno ridotte in deserti in perpetuo . Io ho udito un grido da parte del Signore , e un messo è stato mandato fra le genti , per dire : Adunatevi , e venite contro ad essa , e levatevi per venire a battaglia . Perciocchè , ecco , io ti ho fatto piccolo fra le nazioni , sprezzato fra gli uomini . La tua fierezza , e la superbia del cuor tuo ti hanno ingannato , o tu , che abiti nelle fessure delle rocce , che occupi la sommità degli alti colli ; avvegnachè tu avessi elevato il tuo nido a guisa dell’ aquila , pur ti gitterò giù di là , dice il Signore . Ed Edom sarà messo in desolazione ; chiunque passerà presso di esso sarà attonito , e zufolerà , per tutte le sue piaghe . Siccome Sodoma , e Gomorra , e le città lor vicine , furono sovvertite , ha detto il Signore ; così non abiterà più quivi alcun uomo , e niun figliuol d’ uomo vi dimorerà . Ecco , colui salirà come un leone , più violentemente che la piena del Giordano , contro all’ abitacolo forte ; perciocchè io lo farò muovere , e lo farò correre sopra l’ Idumea ; e chi è valente uomo scelto ? ed io lo rassegnerò contro a lei ; perciocchè , chi è pari a me ? e chi mi sfiderà ? e chi è il pastore che possa star fermo dinanzi a me ? Perciò , ascoltate il consiglio del Signore , ch’ egli ha preso contro all’ Idumea , e i pensieri ch’ egli ha divisati contro agli abitatori di Teman : Se i più piccoli della greggia non li strascinano ; se la lor mandra non è deserta insieme con loro . La terra ha tremato per lo suon della lor caduta ; il suono n’ è andato fino al Mar rosso ; il grido di essa è stato quivi udito . Ecco , colui salirà , e volerà come un’ aquila , e spiegherà le sue ale contro a Bosra ; e il cuor degli uomini prodi di Edom in quel giorno sarà come il cuor d’ una donna che è nella distretta del parto . QUANT’ è a Damasco , Hamat ed Arpad sono confuse ; si struggono , perciocchè hanno udita una mala novella ; vi è spavento nella marina ; ella non può racquetarsi . Damasco è fiacca , si è messa in volta per fuggire , e tremito l’ ha colta ; distretta e dolori l’ hanno occupata , come la donna che partorisce . Come non è stata risparmiata la città famosa , la città della mia allegrezza ? I suoi giovani adunque caderanno nelle sue piazze , e tutta la gente di guerra in quel giorno sarà distrutta , dice il Signor degli eserciti . Ed io accenderò un fuoco nelle mura di Damasco , che consumerà i palazzi di Ben-hadad . QUANT’ è a Chedar , ed a’ regni di Hasor , i quali Nebucadnesar , re di Babilonia , percosse , il Signore ha detto così : Levatevi , salite contro a Chedar , e guastate gli Orientali . Essi se ne torranno via le lor tende , e le lor gregge ; se ne porteran via i lor teli , e tutti i loro arnesi , e ne meneranno i lor cammelli ; e d’ ogn’ intorno daranno contro a loro gridi di spavento . Fuggite , dileguatevi ben lungi ; riducetevi in luoghi segreti e profondi , per dimorarvi , o abitanti di Hasor , dice il Signore ; perciocchè Nebucadnesar , re di Babilonia , ha preso un consiglio contro a voi , ed ha divisato contro a voi un pensiero . Levatevi , salite contro alla nazione pacifica , che abita in sicurtà , dice il Signore ; ella non ha nè porte , nè sbarre ; abitano in disparte . E i lor cammelli saranno in preda , e la moltitudine del lor bestiame in ruberia ; ed io dispergerò a tutti i venti quelli che si radono i canti delle tempie ; e farò venire la lor calamità da ogni lor lato , dice il Signore . Ed Hasor diverrà un ricetto di sciacalli un luogo deserto in perpetuo : uomo alcuno non vi abiterà , e niun figliuolo d’ uomo vi dimorerà . LA parola del Signore che fu indirizzata al profeta Geremia contro ad Elam , nel principio del regno di Sedechia , re di Giuda , dicendo : Così ha detto il Signor degli eserciti : Ecco , io rompo l’ arco di Elam , che è la lor principal forza . E farò venire contro agli Elamiti i quattro venti , dalle quattro estremità del cielo , e li dispergerò a tutti questi venti ; e non vi sarà nazione alcuna alla quale non pervengano degli scacciati di Elam . Ed io spaurirò gli Elamiti dinanzi a’ lor nemici , e dinanzi a quelli che cercano l’ anima loro ; e farò venir sopra loro del male , l’ ardor della mia ira , dice il Signore ; e manderò dietro a loro la spada , finchè io li abbia consumati . E metterò il mio trono in Elam , e ne farò perire re e principi , dice il Signore . Ma pure , negli ultimi tempi avverrà che io ritrarrò gli Elamiti di cattività , dice il Signore . LA parola che il Signore pronunziò contro a Babilonia , contro al paese de’ Caldei , per lo profeta Geremia . Annunziate fra le genti , e bandite , ed alzate la bandiera ; banditelo , nol celate ; dite : Babilonia è stata presa , Bel è confuso , Merodac è rotto in pezzi ; le sue immagini sono confuse , i suoi idoli son rotti in pezzi . Perciocchè una nazione è salita contro a lei dal Settentrione , la quale metterà il paese di quella in desolazione , e non vi sarà più alcuno che abiti in lei ; uomini , e bestie si son dileguati , se ne sono andati via . In que’ giorni , ed in quel tempo , dice il Signore , i figliuoli d’ Israele , ed i figliuoli di Giuda verranno , tutti insieme , e andranno piangendo , e ricercheranno il Signore Iddio loro . Domanderanno di Sion ; per la via avranno volte là le facce ; diranno : Venite , e congiungetevi al Signore per un patto eterno , che giammai non si dimentichi . Il mio popolo è stato a guisa di pecore smarrite ; i lor pastori le hanno fatte andare errando , le han traviate su per li monti ; sono andate di monte in colle , hanno dimenticata la lor mandra . Tutti coloro che le hanno trovate le han divorate ; e i lor nemici hanno detto : Noi non saremo colpevoli di misfatto ; conciossiachè abbiano peccato contro al Signore , abitacolo di giustizia , e contro al Signore , speranza de’ lor padri . Fuggite del mezzo di Babilonia , ed uscite del paese de’ Caldei ; e siate come becchi dinanzi alla greggia . Perciocchè , ecco , io eccito , e fo levare contro a Babilonia una raunanza di grandi nazioni del paese di Settentrione ; ed esse ordineranno la battaglia contro a lei , e sarà presa ; le lor saette saranno come d’ un valente , ed intendente saettatore che non ritorna a vuoto . E la Caldea sarà in preda ; tutti quelli che la prederanno saranno saziati , dice il Signore . Perciocchè voi vi siete rallegrati ; perciocchè voi avete trionfato , rubando la mia eredità ; perciocchè voi avete ruzzato a guisa di vitella che pastura fra l’ erbetta tenera , e avete annitrito come destrieri . La madre vostra è grandemente confusa ; quella che vi ha partoriti è svergognata ; ecco , è l’ ultima delle nazioni , un deserto , un luogo arido , ed una solitudine . Per l’ indegnazione del Signore , ella non sarà più abitata , anzi sarà tutta desolata ; chiunque passerà presso di Babilonia sarà attonito , e zufolerà , per tutte le sue piaghe . Ordinate l’ assalto contro a Babilonia d’ ogni intorno , o voi arcieri tutti ; saettate contro a lei , non risparmiate le saette ; perciocchè ella ha peccato contro al Signore . Date di gran gridi contro a lei d’ ogn’ intorno ; ella porge le mani ; i suoi fondamenti caggiono , e le sue mura son diroccate ; perciocchè questa è la vendetta del Signore ; prendete vendetta di lei ; fatele siccome ella ha fatto . Sterminate di Babilonia il seminatore , e colui che tratta la falce nel tempo della mietitura ; ritorni ciascuno al suo popolo , e fuggasene ciascuno al suo paese , d’ innanzi alla spada dello sforzatore . Israele è stato una pecorella smarrita , i leoni l’ hanno cacciata ; il primo che la divorò fu il re d’ Assiria ; ma quest’ ultimo , cioè , Nebucadnesar , re di Babilonia , le ha tritate le ossa . Perciò , il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele , ha detto così : Ecco , io farò punizione del re di Babilonia , e del suo paese , siccome ho fatta punizione del re di Assiria . E ricondurrò Israele alla sua mandra , ed egli pasturerà in Carmel , ed in Basan ; e l’ anima sua sarà saziata nel monte di Efraim , e di Galaad . In quei giorni , e in quel tempo , dice il Signore , si cercherà l’ iniquità d’ Israele , ma non sarà più ; e i peccati di Giuda , ma non si ritroveranno più : perciocchè io perdonerò a quelli che avrò lasciati di resto . Sali contro al paese di Merataim , e contro agli abitanti di Pecod ; deserta , e distruggi ogni cosa dietro a loro , dice il Signore ; e fa’ secondo tutto ciò che io ti ho comandato . Vi è un grido di guerra nel paese , ed una gran rotta . Come è stato mozzato , e rotto il martello di tutta la terra ? come è stata Babilonia ridotta in desolazione fra le genti ? Io ti ho incapestrata , o Babilonia , e tu sei stata presa , senza che tu l’ abbia saputo ; tu sei stata trovata , ed anche colta ; perciocchè tu hai combattuto col Signore . Il Signore ha aperta la sua armeria , ed ha tratte fuori l’ armi della sua indegnazione ; perciocchè questa è un’ opera , che il Signore Iddio degli eserciti vuole eseguire nel paese dei Caldei . Venite contro a lei dall’ estremità del mondo , aprite le sue aie ; calcatela come delle manelle di biade , e distruggetela ; non restine alcun rimanente . Ammazzate con la spada tutti i suoi giovenchi , scendano al macello ; guai a loro ! perciocchè il giorno loro è venuto , il tempo della lor visitazione . Vi è una voce di genti che fuggono , e scampano dal paese di Babilonia , per annunziare in Sion la vendetta del Signore Iddio nostro , la vendetta del suo Tempio . Radunate a grida gran numero di genti contro a Babilonia ; voi tutti che tirate dell’ arco , accampatevi contro a lei d’ ogn’ intorno ; niuno ne scampi ; rendetele la retribuzione delle sue opere ; secondo tutto ciò ch’ ella ha fatto , fatele altresì ; perciocchè ella è superbita contro al Signore , contro al Santo d’ Israele . Perciò i suoi giovani caderanno nelle sue piazze , e tutti i suoi guerrieri saranno distrutti in quel giorno , dice il Signore . Eccomiti , o superba , dice il Signore Iddio degli eserciti ; perciocchè il tuo giorno è venuto , il tempo che io ti visiterò . E la superbia traboccherà , e caderà , e non vi sarà alcuno che la rilevi ; ed io accenderò un fuoco nelle sue città , che consumerà tutti i suoi luoghi circonvicini . Così ha detto il Signor degli eserciti : I figluioli d’ Israele , e i figliuoli di Giuda , sono tutti quanti oppressati ; tutti quelli che li hanno menati prigioni li ritengono , hanno ricusato di lasciarli andare . Il lor Redentore è forte , il suo Nome è : Il Signor degli eserciti ; egli di certo dibatterà la lor querela , per commuovere la terra , e per mettere in turbamento gli abitatori di Babilonia . La spada soprasta a’ Caldei , dice il Signore , ed agli abitatori di Babilonia , ed a’ suoi principi , ed a’ suoi savi . La spada soprasta a’ bugiardi indovini d’ essa , e ne smanieranno ; la spada soprasta agli uomini prodi di essa , e ne saranno spaventati . La spada , soprasta a’ suoi cavalli , ed a’ suoi carri , ed a tutto il popolo mischiato , che è in mezzo di essa , e diverranno come donne ; la spada soprasta a’ suoi tesori , e saranno predati . Disseccamento soprasta alle sue acque , e saranno asciutte , perciocchè ella è un paese di sculture , ed essi sono insensati intorno agl’ idoli . Perciò , le fiere , de’ deserti avranno in essa la loro stanza , insieme co’ gufi ; e l’ ulule vi dimoreranno ; e non sarà giammai più abitata ; e giammai , per niuna età , non vi si dimorerà più . Siccome Iddio sovvertì Sodoma , Gomorra , e le città lor vicine , dice il Signore ; così non abiterà più quivi uomo alcuno , e niun figliuol d’ uomo vi dimorerà più . Ecco , un popolo viene di Settentrione , ed una gran nazione ; e re possenti si muovono dal fondo della terra . Impugneranno l’ arco e la lancia ; sono crudeli , senza pietà ; la voce loro romoreggerà come il mare , e cavalcheranno sopra cavalli ; saranno in ordine , a guisa d’ uomini prodi , per la battaglia , contro a te , o figliuola di Babilonia . Il re di Babilonia ne ha udito il grido , e le sue mani ne son divenute fiacche ; angoscia l’ ha occupato ; dolore , come di donna che partorisce . Ecco , colui salirà a guisa di leone , più violentemente che la piena del Giordano , contro all’ abitacolo forte ; perciocchè io lo farò correre sopra essa ; e chi è valent’ uomo scelto ? ed io lo rassegnerò contro ad essa . Perciocchè , chi è pari a me ? e chi mi sfiderà ? e chi è il pastore che possa star fermo davanti a me ? Perciò , ascoltate il consiglio del Signore , ch’ egli ha preso contro a Babilonia ; e i pensieri ch’ egli ha divisati contro al paese de’ Caldei : Se i più piccoli della greggia non li trascinano ; se la lor mandra non è deserta insieme con loro . La terra ha tremato per lo romore della presa di Babilonia , e il grido se n’ è udito fra le genti . Così ha detto il Signore : Ecco , io fo levare contro a Babilonia , e contro a quelli che abitano nel cuor de’ miei nemici , un vento disertante . E manderò contro a Babilonia degli sventolatori , che la sventoleranno , e vuoteranno il suo paese ; perciocchè , nel giorno della calamità , saranno sopra lei d’ ogn’ intorno . Tenda l’ arciero l’ arco contro a chi tende l’ arco , e contro a colui che si rizza nella sua corazza ; e non risparmiate i giovani di essa , distruggete tutto il suo esercito . E caggiano uccisi nel paese de’ Caldei , e trafitti nelle piazze di Babilonia . Perciocchè Israele , e Giuda , non è lasciato vedovo dall’ Iddio suo , dal Signor degli eserciti , dal Santo d’ Israele ; benchè il lor paese sia pieno di misfatti . Fuggite di mezzo di Babilonia , e scampi ciascun di voi l’ anima sua ; non fate sì che periate nell’ iniquità d’ essa ; perciocchè questo è il tempo della vendetta del Signore ; egli le rende la sua retribuzione . Babilonia è stata una coppa d’ oro nella mano del Signore , che ha inebbriata tutta la terra ; le genti hanno bevuto del suo vino ; e però son divenute forsennate . Babilonia è caduta di subito , ed è stata rotta in pezzi ; urlate sopra lei , prendete del balsamo per la sua doglia , forse guarirà . Noi abbiam medicata Babilonia , ma non è guarita ; lasciatela , e andiamocene ciascuno al suo paese ; perciocchè il suo giudicio è arrivato infino al cielo , e si è alzato infino alle nuvole . Il Signore ha prodotte le nostre ragioni ; venite , e raccontiamo in Sion l’ opera del Signore Iddio nostro . Forbite le saette , imbracciate le targhe ; il Signore ha eccitato lo spirito dei re di Media ; perciocchè il suo pensiero è contro a Babilonia , per distruggerla ; conciossiachè questa sia la vendetta del Signore , la vendetta del suo Tempio . Alzate pur la bandiera sopra le mura di Babilonia , rinforzate la guernigione , ponete le guardie , ordinate gli agguati ; perciocchè il Signore ha presa una deliberazione , ed anche ha eseguito ciò ch’ egli ha detto contro agli abitanti di Babilonia . O tu , che abiti sopra grandi acque , abbondante in tesori , il tuo fine è venuto , il colmo della tua avarizia . Il Signor degli eserciti ha giurato per sè stesso , dicendo : Se io non ti riempio d’ uomini , come di bruchi ; e se essi non dànno grida da inanimare contro a te . Egli è quel che ha fatta la terra con la sua forza , che ha stabilito il mondo con la sua sapienza , ed ha distesi i cieli col suo intendimento . Tosto ch’ egli dà fuori la sua voce , vi è un romore d’ acque nel cielo ; egli fa salir vapori dalle estremità della terra , e fa lampi per la pioggia , e trae il vento fuor de’ suoi tesori . Ogni uomo è insensato per scienza ; ogni orafo è renduto infame per le sculture ; perciocchè le sue statue di getto sono una falsità , e non vi è alcuno spirito in loro . Son vanità , lavoro d’ inganno ; periranno nel tempo della lor visitazione . Colui che è la parte di Giacobbe non è come queste cose ; perciocchè egli è il formator d’ ogni cosa , ed esso è la tribù della sua eredità ; il Nome suo è : Il Signor degli eserciti . Tu mi sei stato un martello , e strumenti di guerra ; e con te ho fiaccate le nazioni , e con te ho distrutti i regni ; e con te ho fiaccati i cavalli , e quelli che li cavalcavano ; e con te ho fiaccati i carri , e quelli ch’ eran montati sopra . E con te ho fiaccati gli uomini , e le donne ; e con te ho fiaccati i vecchi , e i fanciulli ; e con te ho fiaccati i giovani , e le vergini . E con te ho fiaccati i pastori , e le lor mandre ; e con te ho fiaccati i lavoratori , e i lor buoi accoppiati ; e con te ho fiaccati i duci , ed i satrapi . Ma io farò a Babilonia , ed a tutti gli abitatori di Caldea , la retribuzione di tutta la lor malvagità , che hanno usata inverso Sion , nel vostro cospetto , dice il Signore . Eccomiti , o monte distruttore , dice il Signore , che distruggi tutta la terra ; e stenderò la mia mano contro a te , e ti rotolerò giù dalle rocce , e ti ridurrò in un monte d’ incendio . E non si torrà da te nè pietra da cantone , nè pietra da fondamenti ; perciocchè tu sarai desolazioni perpetue , dice il Signore . Alzate la bandiera nella terra , sonate la tromba fra le genti , mettete in ordine le nazioni contro a lei , radunate a grida contro a lei i regni di Ararat , di Minni , e di Aschenaz ; costituite contro a lei un capitano , fate salir cavalli , a guisa di bruchi pilosi . Mettete in ordine le genti contro a lei , i re di Media , i suoi duci , e tutti i suoi principi , e tutto il paese del suo imperio . E tremi la terra , e sia angosciata ; perciocchè tutti i pensieri del Signore saranno messi ad effetto contro a Babilonia , per ridurre il paese di Babilonia in deserto , senza che niuno vi abiti più . Gli uomini prodi di Babilonia si son rimasti di combattere , si son ritenuti nelle fortezze ; la lor forza è venuta meno , sono stati come donne ; le abitazioni di quella sono state arse , le sue sbarre sono state rotte . Un corriere correrà incontro all’ altro corriere , ed un messo incontro all’ altro messo , per rapportare al re di Babilonia che la sua città è presa da un capo ; e che i guadi sono stati occupati , e che le giuncaie sono state arse col fuoco , e che gli uomini di guerra sono stati spaventati ; perciocchè il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele , ha detto così : La figliuola di Babilonia è come un’ aia ; egli è tempo di trebbiarla ; fra qui a poco le verrà il tempo della mietitura . Nebucadnesar , re di Babilonia , mi ha divorata , mi ha tritata , mi ha ridotta ad esser come un vaso vuoto , mi ha inghiottita come un dragone , ha empiuto il suo ventre delle mie delizie , mi ha scacciata . La violenza che mi e stata fatta , e la mia carne , è sopra Babilonia , dirà l’ abitatrice di Sion ; e il mio sangue è sopra gli abitatori di Caldea , dirà Gerusalemme . Perciò , così ha detto il Signore : Ecco , io dibatterò la tua querela , e farò la tua vendetta ; ed asciugherò il mar di quella , e disseccherò la sua fonte . E Babilonia sarà ridotta in monti di ruine , in ricetto di sciacalli , in istupore , e in zufolo , senza che vi abiti più alcuno . Essi ruggeranno tutti insieme come leoncelli , fremeranno come leoncini di leonesse . Io farò che i lor conviti si riscalderanno nel modo usato , e li farò inebbriare , acciocchè facciano gran festa , e dormano un eterno sonno , senza risvegliarsi mai , dice il Signore . Io li farò scendere al macello , come agnelli , come montoni , e becchi . Come è stata presa Sesac , ed è stata occupata colei ch’ era il vanto di tutta la terra ? come è stata ridotta Babilonia in istupore fra le genti ? Il mare è salito sopra Babilonia , ella è stata coperta con la moltitudine delle sue onde . Le sue città sono state ridotte in desolazione , in paese arido , e in deserto ; in terra tale , che in quelle non abiterà giammai alcuno , e per quelle non passerà giammai alcun figliuolo d’ uomo . Ed io farò punizione di Bel in Babilonia , e gli trarrò dalla gola ciò ch’ egli ha trangugiato ; e le nazioni non accorreranno più a lui ; le mura di Babilonia eziandio caderanno . O popol mio , uscite di mezzo di quella , e scampi ciascun di voi la sua persona d’ innanzi all’ ardor dell’ ira del Signore . E guardatevi che talora il vostro cuore non si avvilisca , e che voi non siate spaventati per le novelle che si udiranno nel paese ; quando novelle verranno un anno , e dopo quello altre novelle un altro anno ; e vi sarà violenza nel paese , dominatore contro a dominatore . Ecco dunque , i giorni vengono che io farò punizione delle sculture di Babilonia , e tutto il paese di essa sarà confuso , e tutti i suoi uccisi caderanno in mezzo di essa . E i cieli , e la terra , e tutto ciò ch’ è in essi , giubileranno di Babilonia ; perciocchè di Settentrione le saranno venuti i distruttori , dice il Signore . Siccome Babilonia è stata per far cadere gli uccisi d’ Israele , così caderanno a Babilonia gli uccisi di tutta la terra . O voi che siete scampati dalla spada , andate , non restate ; ricordatevi da lungi del Signore , e Gerusalemme vi venga al cuore . Noi siamo confusi , perciocchè abbiamo udito vituperio ; ignominia ci ha coperta la faccia , perciocchè gli stranieri son venuti contro a’ luoghi santi della Casa del Signore . Perciò , ecco i giorni vengono , dice il Signore , che io farò punizione delle sculture di quella , e per tutto il suo paese gemeranno uomini feriti a morte . Avvegnachè Babilonia fosse salita in cielo , ed avesse fortificati i luoghi altissimi per sua fortezza , pur le verranno i distruttori da parte mia , dice il Signore . S’ intende una voce di strido da Babilonia , e una gran rotta dal paese de’ Caldei . Perciocchè il Signore distrugge Babilonia , e fa perir d’ essa il suo grande strepito ; e le onde di coloro romoreggeranno , lo stormo delle lor grida risonerà a guisa di grandi acque . Perciocchè sopra lei , sopra Babilonia , è venuto il distruttore , e gli uomini valorosi di essa sono stati presi , i loro archi sono stati spezzati ; perciocchè il Signore è l’ Iddio delle retribuzioni ; egli non manca di rendere il giusto pagamento . Ed io inebbrierò i principi di quella , e i suoi savi ; i suoi duci , e i suoi satrapi , e i suoi uomini prodi , sì che dormiranno un sonno perpetuo , e non si risveglieranno giammai , dice il Re , il cui Nome è : Il Signor degli eserciti . Così ha detto il Signor degli eserciti : Le larghe mura di Babilonia saranno spianate infino al suolo , e le sue alte porte saranno arse col fuoco ; e i popoli avranno lavorato invano , e le nazioni a pro del fuoco , e si saranno stancati . La parola della quale il profeta Geremia diede commessione a Seraia , figliuolo di Neria , figliuolo di Maaseia , quando egli andò da parte di Sedechia , re di Giuda , in Babilonia , l’ anno quarto del regno di esso . Or Seraia era il gran cameriere . Geremia adunque scrisse in un libro tutto il male , ch’ era per avvenire a Babilonia ; cioè , tutte queste parole scritte contro a Babilonia . Poi Geremia disse a Seraia : Quando tu sarai arrivato in Babilonia , e l’ avrai veduta , leggi tutte queste parole . E di’ : O Signore , tu hai parlato contro a questo luogo , che tu lo distruggeresti , sì che non vi dimorerebbe più nè uomo , nè bestia ; anzi che sarebbe ridotto in desolazioni perpetue . E quando tu avrai fornito di legger questo libro , lega una pietra sopra esso , e gettalo in mezzo dell’ Eufrate , e di’ : Così sarà affondata Babilonia , e non risorgerà giammai , per lo male che io fo venir sopra lei ; onde ogni forza mancherà loro . Fin qui sono le parole di Geremia . SEDECHIA era d’ età di ventun anno , quando cominciò a regnare , e regnò in Gerusalemme undici anni . E il nome di sua madre era Hamutal , figliuola di Geremia da Libna . Ed egli fece quel che dispiace al Signore , del tutto come Gioiachim avea fatto . Perciocchè l’ ira del Signore si accrebbe vie più contro a Gerusalemme , e contro a Giuda , fin là , che li scacciò dal suo cospetto . E Sedechia si ribellò contro al re di Babilonia . Laonde l’ anno nono del suo regno , nel decimo giorno del decimo mese , Nebucadnesar , re di Babilonia , venne sopra Gerusalemme , con tutto il suo esercito , e vi si pose a campo , e fabbricò delle bastie contro ad essa , intorno intorno . E la città fu assediata infino all’ anno undecimo del re Sedechia . Nel nono giorno del quarto mese , essendo la fame grave nella città , talchè non vi era più pane per lo popolo del paese ; ed essendo i Caldei penetrati dentro alla città , tutta la gente di guerra se ne fuggì , e uscì di notte della città , per la via della porta d’ infra le due mura , ch’ era volta verso l’ orto del re , essendo i Caldei sopra la città d’ ogn’ intorno ; e se ne andavano traendo verso il deserto . Ma l’ esercito de’ Caldei perseguitò il re , e raggiunse Sedechia nelle campagne di Gerico ; e tutto il suo esercito si disperse d’ appresso a lui . Ed i Caldei presero il re , e lo menarono al re di Babilonia , in Ribla , nel paese di Hamat ; ed egli gli pronunziò la sua sentenza . Ed il re di Babilonia fece scannare i figliuoli di Sedechia , davanti ai suoi occhi ; fece eziandio scannare tutti i principi di Giuda , in Ribla . E fece abbacinar gli occhi a Sedechia , e lo fece legar di due catene di rame ; e il re di Babilonia lo menò in Babilonia , e lo mise in prigione , ove stette infino al giorno della sua morte . E nel decimo giorno del quinto mese , nell’ anno diciannovesimo del re Nebucadnesar , re di Babilonia , Nebuzaradan , capitano delle guardie , ministro ordinario di casa del re di Babilonia , essendo entrato in Gerusalemme , arse la Casa del Signore , e la casa del re , e tutte le case di Gerusalemme ; in somma , arse col fuoco tutte le case grandi . E tutto l’ esercito de’ Caldei , ch’ era col capitano delle guardie , disfece tutte le mura di Gerusalemme d’ ogn’ intorno . E Nebuzaradan , capitano delle guardie , menò in cattività de’ più poveri del popolo , e il rimanente del popolo ch’ era restato nella città , e quelli ch’ erano andati ad arrendersi al re di Babilonia , e il rimanente del popolazzo . Ma pur Nebuzaradan , capitano delle guardie , lasciò alcuni de’ più poveri del paese , per esser vignaiuoli , e lavoratori . Ed i Caldei spezzarono le colonne di rame , ch’ erano nella Casa del Signore , e i basamenti , e il mar di rame , ch’ era nella Casa del Signore ; e ne portarono tutto il rame in Babilonia . Ne portarono eziandio le caldaie , e le palette , e le forcelle , e i bacini , e le coppe , e tutti gli arredi di rame , co’ quali si faceva il servigio . Il capitano delle guardie ne portò eziandio i vasi , e i turiboli , e i bacini , e i calderotti , e i candellieri , e le tazze , e i nappi ; ciò ch’ era d’ oro a parte , e ciò ch’ era d’ argento a parte . Quant’ è alle due colonne , al mare , e a’ dodici buoi di rame che vi erano sotto , a guisa di basamenti , le quali cose il re Salomone avea fatte per la Casa del Signore , il peso del rame di tutti que’ lavori era senza fine . Ora , quant’ è alle colonne , l’ una d’ esse era alta diciotto cubiti , ed un filo di dodici cubiti la circondava ; e la sua spessezza era di quattro dita , ed era vuota . E sopra essi vi era un capitello di rame , e l’ altezza del capitello era di cinque cubiti ; vi era ancora sopra il capitello d’ ogn’ intorno una rete , e delle melegrane ; il tutto di rame ; le medesime cose erano ancora nell’ altra colonna , insieme con le melegrane . E le melegrane , per ciascun lato , erano novantasei ; tutte le melegrane sopra la rete d’ ogn’ intorno erano in numero di cento . Oltre a ciò , il capitano delle guardie prese Seraia , primo sacerdote , e Sofonia , secondo sacerdote , e i tre guardiani della soglia . Prese eziandio , e ne menò dalla città un eunuco , ch’ era commessario della gente di guerra ; e sette uomini de’ famigliari del re , che furono trovati nella città ; e il principale segretario di guerra , il quale faceva le rassegne del popolo del paese , che si trovarono dentro alla città . Nebuzaradan adunque , capitano delle guardie , li prese , e li menò al re di Babilonia , in Ribla . Ed il re di Babilonia li percosse , e li fece morire in Ribla , nel paese di Hamat . Così Giuda fu menato in cattività fuor della sua terra . Questo è il popolo che Nebucasnesar menò in cattività : l’ anno settimo del suo regno ne menò tremila ventitrè Giudei . L’ anno diciottesimo del suo regno , menò in cattività di Gerusalemme , ottocentrentadue anime ; l’ anno ventesimoterzo di Nebucadnesar , Nebuzaradan , capitano delle guardie , menò in cattività settecenquarantacinque anime di Giudei . Tutte le anime furono quattromila seicento . Or l’ anno trentasettesimo della cattività di Gioiachin , re di Giuda , nel venticinquesimo giorno del duodecimo mese , Evilmerodac , re di Babilonia , nell’ istesso anno ch’ egli cominciò a regnare , facendo la rassegna della sua casa , vi mise Gioiachin , re di Giuda , e lo trasse fuor di prigione . E parlò benignamente con lui , e innalzò il suo seggio sopra il seggio degli altri re ch’ erano con lui in Babilonia . E gli mutò i suoi vestimenti di prigione , ed egli mangiò del continuo in presenza del re , tutto il tempo della vita sua . E del continuo gli era dato , giorno per giorno , il suo piatto , da parte del re di Babilonia , tutto il tempo della vita sua , infino al giorno della sua morte . COME siede solitaria , ed è divenuta simile ad una vedova , La città piena di popolo ! Come è divenuta tributaria Quella ch’ era grande fra le genti , signora fra le provincie ! Ella piange continuamente di notte , e le sue lagrime son sopra le sue guance ; Ella non ha alcuno , fra tutti i suoi amanti , che la consoli ; Tutti i suoi intimi amici si son portati dislealmente inverso lei , Le son divenuti nemici . La nazione di Giuda è andata fuori del suo paese , Per l’ afflizione , e per la gravezza della servitù ; Ella dimora fra le genti , non trova riposo ; Tutti i suoi persecutori l’ hanno sorpresa nelle distrette . Le strade di Sion fanno cordoglio ; Perciocchè non viene più alcuno alle feste solenni ; Tutte le sue porte son deserte , i suoi sacerdoti sospirano , Le sue vergini sono addolorate , ed essa è in amaritudine . I suoi nemici sono stati posti in capo , I suoi avversari son prosperati ; Perciocchè il Signore l’ ha afflitta , per la moltitudine de’ suoi misfatti ; I suoi piccoli fanciulli son iti in cattività davanti al nemico . E tutta la gloria della figliuola di Sion è uscita fuor di lei ; I suoi principi sono stati come cervi , Che non trovan pastura ; E son camminati tutti spossati davanti al persecutore . Gerusalemme , a’ dì della sua afflizione , e de’ suoi esilii , Si è ricordata di tutte le sue care cose ch’ erano state ab antico ; Allora che il suo popolo cadeva per la mano del nemico , Senza che alcuno la soccorresse ; I nemici l’ hanno veduta , e si son beffati delle sue desolazioni . Gerusalemme ha commesso peccato , e però è stata in ischerno ; Tutti quelli che l’ onoravano l’ hanno avuta a vile ; Perciocchè hanno vedute le sue vergogne ; Anch’ essa ne ha sospirato , e si è rivolta indietro . La sua lordura è stata ne’ suoi lembi ; non si è ricordata della sua fine ; È maravigliosamente scaduta ; non ha alcuno che la consoli ; Signore , riguarda alla mia afflizione ; Perciocchè il nemico si è innalzato . Il nemico ha stesa la mano sopra tutte le care cose di essa ; Perciocchè ella ha vedute entrar le genti nel suo santuario , Delle quali tu avevi comandato : Non entrino nella tua raunanza . Tutto il popolo di essa geme , cercando del pane ; Hanno date le lor cose più preziose per del cibo , Da ristorarsi l’ anima ; Signore , vedi , e riguarda ; perciocchè io sono avvilita . O viandanti tutti , questo non vi tocca egli punto ? Riguardate , e vedete , se vi è doglia pari alla mia doglia , Ch’ è stata fatta a me , Che il Signore ha afflitta nel giorno dell’ ardor della sua ira . Egli ha da alto mandato un fuoco nelle mie ossa , Il quale si è appreso in esse ; Egli ha tesa una rete a’ miei piedi , egli mi ha fatta cadere a rovescio ; Egli mi ha renduta desolata e dolorosa tuttodì . Il giogo de’ miei misfatti è stato aggravato dalla sua mano ; Quelli sono stati attorti , e mi sono stati posti in sul collo ; Egli ha fatta traboccar la mia forza ; Il Signore mi ha messa nelle mani di tali , che non posso rilevarmi . Il Signore ha atterrati tutti i miei possenti uomini in mezzo di me ; Egli ha bandito contro a me un termine assegnato , Per rompere i miei giovani ; Il Signore ha calcato , come in un tino , la vergine figliuola di Giuda . Per queste cose piango ; l’ occhio , l’ occhio mio si strugge in acqua ; Perciocchè ogni consolatore , che mi ristori l’ anima , si è allontanato da me ; I miei figliuoli son deserti ; Perciocchè il nemico è stato vittorioso . Sion distribuisce il pane a sè stessa con le sue proprie mani ; Non ha niuno che la consoli . Il Signore ha data commessione contro a Giacobbe ; I suoi nemici son d’ intorno a lui ; Gerusalemme è in mezzo di essi come una donna immonda . Il Signore è giusto ; Perciocchè io sono stata ribelle alla sua bocca . Deh ! ascoltate , e vedete la mia doglia , o popoli tutti ; Le mie vergini , e i miei giovani , sono andati in cattività . Io ho chiamati i miei amanti , ma essi mi hanno ingannata ; I miei sacerdoti , ed i miei anziani sono spirati nella città ; Perciocchè si han cercato del cibo , Per ristorar l’ anima loro . Signore , riguarda ; perciocchè io son distretta ; Le mie interiora si conturbano ; il mio cuore si riversa dentro di me ; Perciocchè in vero io sono stata ribelle ; La spada ha dipopolato di fuori , e dentro non vi è stato altro che morte . Altri mi ode sospirare ; io non ho alcuno che mi consoli ; I miei nemici hanno udito il mio male , e se ne son rallegrati ; Perciocchè tu l’ hai fatto ; Quando tu avrai fatto venire il giorno che tu hai pubblicato , saranno simili a me . Tutte la lor malvagità venga nel tuo cospetto , E fa’ loro come hai fatto a me per tutti i miei misfatti ; Perciocchè i miei sospiri son molti , E il mio cuore è addolorato . COME ha il Signore involta , nella sua ira , la figliuola di Sion , Come di una nuvola ! Come ha gettata a basso di cielo in terra la gloria d’ Israele ; E non si è ricordato , dello scannello de’ suoi piedi , Nel giorno del suo cruccio ! Il Signore ha distrutte tutte le stanze di Giacobbe , senza risparmiarle ; Egli ha diroccate le fortezze della figliuola di Giuda , Nella sua indegnazione , E le ha abbattute in terra ; Egli ha profanato il regno , ed i suoi principi . Egli ha troncato , nell’ ardor dell’ ira , tutto il corno d’ Israele ; Egli ha ritratta indietro la sua destra d’ innanzi al nemico ; E si è appreso a Giacobbe , come il fuoco di una fiamma , Ed ha divorato d’ ogn’ intorno . Egli ha teso il suo arco , come un nemico ; La sua destra si è presentata a battaglia , a guisa di avversario , Ed ha uccisi tutti i più cari all’ occhio ; Egli ha sparsa la sua ira , a guisa di fuoco , Sopra il tabernacolo della figliuola di Sion . Il Signore è stato come un nemico ; Egli ha distrutto Israele ; Egli ha distrutti tutti i suoi palazzi , ha guaste le sue fortezze , Ed ha moltiplicato , nella figliuola di Giuda , tristizia e duolo . Ed ha tolto via con violenza il suo tabernacolo , come la capanna di un orto ; Egli ha guasto il luogo della sua raunanza ; Il Signore ha fatto dimenticare in Sion festa solenne , e sabato ; Ed ha rigettato , nell’ indegnazione della sua ira , re e sacerdote . Il Signore ha gettato via il suo altare , ha distrutto il suo santuario , Ha messe in man de’ nemici le mura de’ palazzi di Gerusalemme ; Essi hanno messe grida nella Casa del Signore , Come si soleva fare a’ dì delle solennità . Il Signore ha pensato di guastar le mura della figliula di Sion , Egli ha steso il regolo , e non ha rimossa la sua mano da dissipare ; Ed ha distrutti ripari , e mura ; Tutte quante languiscono . Le porte di essa sono affondate in terra ; Egli ha disfatte , e spezzate le sue sbarre ; Il suo re ed i suoi principi sono fra le genti ; la Legge non è più , I profeti di essa eziandio non hanno trovata alcuna visione Da parte del Signore . Gli anziani della figliuola di Sion seggono in terra , e tacciono ; Si son messa della polvere sopra il capo , Si son cinti di sacchi ; Le vergini di Gerusalemme bassano il capo in terra . Gli occhi mi si son consumati di lagrimare , le mie interiora si son conturbate , Il mio fegato si è versato in terra , Per lo fiaccamento della figliuola del mio popolo , Quando i fanciulli , ed i bambini di poppa spasimavano Per le piazze della città . E dicevano alle madri loro : Dove vi è del frumento e del vino ? E svenivano , come un ferito per le strade della città , E l’ anima loro si versava nel seno delle madri loro . Con che ti scongiurerò ? a che ti assomiglierò , figliuola di Gerusalemme ? A che ti agguaglierò , per consolarti , Vergine , figliuola di Sion ? Conciossiachè il tuo fiaccamento sia grande come il mare : chi ti medicherà ? I tuoi profeti ti han vedute visioni di vanità , e di cose scempie ; E non hanno scoperta la tua iniquità , Per ritrarti di cattività , E ti hanno veduti carichi di vanità , e traviamenti . Ogni viandante si è battuto a palme per te ; Ha zufolato , e ha scosso il capo contro alla figliuola di Gerusalemme , Dicendo : È questa quella città , che diceva esser compiuta in bellezza , La gioia di tutta la terra ? Tutti i tuoi nemici hanno aperta la lor bocca contro a te ; Hanno zufolato , e digrignati i denti ; Hanno detto ; Noi l’ abbiamo inghiottita ; Questo è pur quel giorno che noi aspettavamo , Noi l’ abbiam trovato , noi l’ abbiam veduto . Il Signore ha fatto ciò ch’ egli avea divisato ; Egli ha adempiuta la sua parola , ch’ egli avea ordinata già anticamente ; Egli ha distrutto , senza risparmiare ; Ed ha rallegrato di te il nemico , ed ha innalzato il corno de’ tuoi avversari . Il cuor loro ha gridato al Signore : O muro della figliuola di Sion , spandi lagrime giorno e notte , A guisa di torrente ; non darti posa alcuna ; La pupilla dell’ occhio tuo non resti . Levati , grida di notte , al principio delle vegghie delle guardie ; Spandi il cuor tuo , come acqua , davanti alla faccia del Signore ; Alza le tue mani a lui , per l’ anima de’ tuoi piccoli fanciulli , Che spasimano di fame , ad ogni capo di strada . Vedi , Signore , e riguarda a cui tu hai giammai fatto così ; Conviensi che le donne mangino il lor frutto , I bambini ch’ esse allevano ? Conviensi che nel santuario del Signore sieno uccisi sacerdoti e profeti ? Fanciulli e vecchi son giaciuti per terra in su le strade ; Le mie vergini , ed i miei giovani son caduti per la spada ; Tu hai ucciso nel giorno della tua ira , Tu hai ammazzato , tu non hai risparmiato . Tu hai chiamati , d’ ogn’ intorno , i miei spaventi , Come ad un giorno di solennità ; E nel giorno dell’ ira del Signore , niuno si è salvato , nè è scampato ; Il mio nemico ha consumati quelli che io aveva allevati , e cresciuti . IO son l’ uomo che ha veduta afflizione , Per la verga dell’ indegnazion del Signore . Egli mi ha condotto , e fatto camminar nelle tenebre , E non nella luce . Certo , egli mi ritorna addosso , E rivolge la sua mano contro a me tuttodì . Egli ha fatta invecchiar la mia carne , e la mia pelle ; Egli mi ha fiaccate le ossa . Egli ha fatti degli edificii contro a me , E mi ha intorniato di tosco e di affanno . Egli mi ha fatto dimorare in luoghi tenebrosi , A guisa di quelli che son morti già da lungo tempo . Egli mi ha assiepato d’ ogn’ intorno , sì che non posso uscire ; Egli ha aggravati i miei ceppi . Eziandio quando grido e sclamo , Egli chiude il passo alla mia orazione , Egli ha chiuse le mie vie di pietre conce a scarpello , Ha rinvolti i miei sentieri . Egli mi è stato un orso all’ agguato , Un leone ne’ suoi nascondimenti . Egli ha traviate le mie vie , Mi ha tagliato a pezzi , mi ha renduto desolato . Egli ha teso l’ arco suo , E mi ha posto come un bersaglio incontro alle saette . Egli mi ha fitti nelle reni Gli strali del suo turcasso . Io sono in derisione a tutti i popoli , E son la lor canzone tuttodì . Egli mi ha saziato di amaritudini , Mi ha inebbriato di assenzio . Egli mi ha stritolati i denti con della ghiaia , Mi ha voltolato nella cenere . E tu hai allontanata l’ anima mia dalla pace , Ed io ho dimenticato il bene . E ho detto : Il Signore ha fatta perire la mia forza , E la mia speranza . Ricordati della mia afflizione , E del mio esilio ; del tosco e dell’ assenzio . L’ anima mia se ne ricorda del continuo , E se ne abbatte in me . Questo mi torna alla mente , Perciò spererò ancora . Se non siamo stati del tutto consumati , È per le benignità del Signore ; Perciocchè le sue misericordi non son venute meno ; Si rinnovano ogni mattina ; La tua lealtà è grande . Il Signore è la mia parte , ha detto l’ anima mia ; Perciò spererò in lui . Il Signore è buono a quelli che l’ aspettano , All’ anima che lo ricerca . Buona cosa è di aspettare in silenzio La salute del Signore . Buona cosa è all’ uomo di portare il giogo Nella sua giovanezza . Sieda egli pur solitario , ed in silenzio , Se Dio gliel’ ha imposto ! Metta pur la sua bocca nella polvere ! Forse , ci sarà ancora speranza ; Porga pur la guancia a chi lo percuote ; Si sazi pur di vituperio ! Poichè il Signore non rigetta in perpetuo ; Anzi , se affligge , ha altresì compassione , Secondo la moltitudine delle sue benignità . Perciocchè s’ egli affligge , E addolora i figliuoli degli uomini , Non lo fa volentieri . Mentre altri trita sotto i suoi piedi Tutti i prigioni della terra ; Mentre altri pervertisce la ragion dell’ uomo , Nel cospetto dell’ Altissimo ; Mentre altri fa torto all’ uomo nella sua lite ; Il Signore nol vede egli ? Chi è colui che abbia detta qualche cosa , e quella sia avvenuta , Che il Signore non l’ abbia comandata ? Non procedono i mali ed i beni Dalla bocca dell’ Altissimo ? Perchè si rammarica l’ uomo vivente ? Perchè si rammarica l’ uomo della pena del suo peccato ? Esaminiamo le nostre vie , E ricerchiamole e convertiamoci al Signore . Alziamo i nostri cuori , e le palme delle mani , A Dio ne’ cieli , dicendo : Noi abbiam misfatto , e siamo stati ribelli ; E tu non hai perdonato . Tu ci hai coperti d’ ira , e ci hai perseguitati ; Tu hai ucciso e non hai risparmiato . Tu hai distesa una nuvola intorno a te , Acciocchè l’ orazione non passasse . Tu ci hai fatti essere spazzature , Ed abbominio , per mezzo i popoli . Tutti i nostri nemici hanno aperta la bocca contro a noi . Noi siamo incorsi in ispavento , ed in fossa ; In desolazione , ed in fiaccamento . L’ occhio mio cola in rivi d’ acque , Per lo fiaccamento della figliuola del mio popolo . L’ occhio mio stilla , senza posa , E non ha alcuna requie ; Finchè il Signore non riguarda , E non vede dal cielo . L’ occhio mio affanna l’ anima mia , Per tutte le figliuole della mia città . Quelli che senza cagione , mi son nemici , Mi han cacciato del continuo , come un uccelletto ; Hanno troncata la vita mia , e l’ hanno messa nella fossa ; Ed hanno gettate delle pietre sopra me . Le acque mi hanno inondato fin sopra il capo ; Io ho detto : Io son riciso . Io ho invocato il tuo Nome , o Signore , Dalla fossa de’ luoghi bassissimi . Tu hai udita la mia voce ; Non nascondere il tuo orecchio al mio sospiro , ed al mio grido . Tu ti sei accostato al giorno che io ti ho invocato ; Tu hai detto : Non temere . O Signore , tu hai dibattute le querele dell’ anima mia ; Tu hai riscossa la vita mia . O Signore , tu vedi il torto che mi è fatto ; Giudica la mia causa . Tu vedi tutte le lor vendette , Tutti i lor pensieri contro a me . Tu odi , Signore , i loro obbrobri , Tutte le lor macchinazioni contro a me ; Le parole di quelli che mi si levano incontro , Ed i ragionamenti che tengono contro a me tuttodì . Riguarda , quando si seggono , e quando si levano ; Io sono la lor canzone . O Signore , rendi loro la retribuzione , Secondo le opere delle lor mani . Da’ loro ingombramento di cuore , La tua maledizione . Perseguili in ira , E disperdili di sotto al cielo del Signore . COME è oscurato l’ oro , Ed ha mutato colore il buon oro fino , E sono le pietre del santuario state sparse In capo d’ ogni strada ! Come i nobili figliuoli di Sion , Pregiati al pari dell’ ottimo oro , Sono stati reputati quali vaselli di terra , Lavoro di man di vasellaio ! Vi sono anche de’ gran pesci marini che porgon le poppe , E lattano i lor figli ; Ma la figliuola del mio popolo è divenuta crudele , Come gli struzzi nel deserto . La lingua del bambino di poppa Si è attaccata al suo palato , per la sete ; I fanciulli hanno chiesto del pane , E non vi era alcuno che ne distribuisse loro . Quelli che mangiavano cibi delicati Son periti per le strade ; Quelli ch’ erano stati allevati sopra lo scarlatto Hanno abbracciato il letame . E la pena dell’ iniquità della figliuola del mio popolo è stata maggiore Che la pena del peccato di Sodoma , Che fu sovvertita come in un momento , Senza che la mano d’ alcuno si levasse contro di lei . I principi di essa erano più puri che neve , Più candidi che latte , Vermigli del corpo più che gemme , Puliti come zaffiri . Il loro sguardo è divenuto fosco più che la nerezza stessa ; Non si son riconosciuti per le piazze ; La lor pelle si è attaccata alle loro ossa ; È seccata , è divenuta come legno . Più felici sono stati gli uccisi con la spada , Che quelli che son morti di fame ; Perciocchè , essendo traffitti , il sangue loro è colato , E non hanno più avuto bisogno della rendita del campo . Donne pietose , colle proprie mani , Hanno cotti i loro figliuoli : Quelli sono loro stati per cibo , Nella ruina della figliuola del mio popolo . Il Signore ha adempiuta la sua ira , Ha sparso l’ ardor del suo cruccio , Ed ha acceso un fuoco in Sion , Che ha consumati i fondamenti di essa . I re della terra , e tutti gli abitatori del mondo , Non avrebbero mai creduto Ch’ entrasse nemico , nè avversario Dentro alle porte di Gerusalemme . Quest’ è avvenuto per i peccati de’ profeti di essa , Per l’ iniquità de’ suoi sacerdoti , Che spandevano nel mezzo di essa Il sangue de’ giusti . I ciechi sono andati vagando per le strade , Si son contaminati di sangue , L’ han toccato co’ lor vestimenti , Senza poterlo schivare . Ei si gridava loro : Traetevi addietro ; ciò è immondo ; Traetevi addietro , nol toccate ; E pur se ne volavano via , e andavano errando . Ei si è detto fra le genti : Essi non potran più dimorare nel lor paese . La faccia del Signore li ha dispersi ; Egli non continuerà più a riguardarli ; Non hanno avuto alcun rispetto a’ sacerdoti , Nè pietà de’ vecchi . Mentre siamo durati , i nostri occhi si son consumati Dietro al nostro soccorso , che non è stato altro che vanità ; Noi abbiam riguardato nella nostra vedetta Ad una gente che non potea salvare . Ci hanno cacciati , seguendo i nostri passi , Sì che non siam potuti andar per le nostre campagne ; Il nostro fine si è avvicinato , i nostri dì son compiuti ; Perciocchè il nostro fine è venuto . Quelli che ci hanno perseguiti Sono stati più leggieri che le aquile del cielo ; Ci son corsi dietro in su i monti , Ci han posti agguati nel deserto . Il respiro delle nostre nari , L’ Unto del Signore , di cui noi dicevamo : Noi viveremo alla sua ombra fra le genti , È stato preso nelle lor trappole . Gioisci pure , e rallegrati , figliuola di Edom ; Tu che abiti nel paese di Us , Sopra te ancora passerà la coppa ; Tu ne sarai inebbriata , e ti scoprirai . La pena della tua iniquità è finita , figliuola di Sion ; Egli non ti farà più menare in cattività ; Egli farà punizione della tua iniquità , figliuola di Edom ; Egli scoprirà i tuoi peccati . RICORDATI , Signore , di quello che ci è avvenuto ; Riguarda , e vedi li nostro vituperio . La nostra eredità è stata trasportata agli stranieri , E le nostre case a’ forestieri . Noi siam divenuti orfani , senza padre ; E le nostre madri come donne vedove . Noi abbiam bevuta la nostra acqua per danari , Le nostre legne ci sono state vendute a prezzo . Noi abbiam sofferta persecuzione sopra il nostro collo ; Noi ci siamo affannati , e non abbiamo avuto alcun riposo . Noi abbiam porta la mano agli Egizi , Ed agli Assiri , per saziarci di pane . I nostri padri hanno peccato , e non sono più ; Noi abbiam portate le loro iniquità . De’ servi ci hanno signoreggiati ; Non vi è stato alcuno che ci abbia riscossi di man loro . Noi abbiamo addotta la nostra vittuaglia A rischio della nostra vita , per la spada del deserto . La nostra pelle è divenuta bruna come un forno , Per l’ arsure della fame . Le donne sono state sforzate in Sion , E le vergini nelle città di Giuda . I principi sono stati impiccati per man di coloro ; Non si è avuta riverenza alle facce de’ vecchi . I giovani hanno portata la macinatura , E i fanciulli son caduti per le legne . I vecchi hanno abbandonato le porte , E i giovani i loro suoni . La gioia del nostro cuore è cessata , I nostri balli sono stati cangiati in duolo . La corona del nostro capo è caduta ; Guai ora a noi ! perciocchè abbiam peccato . Per questo il cuor nostro è languido ; Per queste cose gli occhi nostri sono scurati . Egli è perchè il monte di Sion è deserto , Sì che le volpi vi passeggiano . Tu , Signore , dimori in eterno ; Il tuo trono è stabile per ogni età . Perchè ci dimenticheresti in perpetuo ? Perchè ci abbandoneresti per lungo tempo ? O Signore , convertici a te , e noi sarem convertiti : Rinnova i nostri giorni , come erano anticamente . Perciocchè , ci hai tu del tutto riprovati ? Sei tu adirato contro a noi fino all’ estremo ? OR avvenne , nell’ anno trentesimo , nel quinto giorno del quarto mese , che essendo io sopra il fiume Chebar , fra quelli ch’ erano stati menati in cattività , i cieli furono aperti , ed io vidi delle visioni di Dio . Nel quinto giorno di quel mese di quell’ anno , ch’ era il quinto della cattività del re Gioiachin , la parola del Signore fu d’ una maniera singolare indirizzata ad Ezechiele , figliuolo di Buzi , sacerdote , nel paese de’ Caldei , in sul fiume Chebar ; e la mano del Signore fu quivi sopra lui . Io adunque vidi , ed ecco un vento tempestoso , che veniva dal Settentrione , ed una grossa nuvola , ed un fuoco avviluppato , intorno al quale vi era uno splendore ; e di mezzo di quel fuoco appariva come la sembianza di fin rame scintillante . Di mezzo di quello ancora appariva la sembianza di quattro animali . E tale era la lor forma : aveano sembianza d’ uomini ; ed aveano ciascuno quattro facce , e quattro ali . Ed i lor piedi eran diritti , e la pianta de’ lor piedi era come la pianta del piè d’ un vitello ; ed erano sfavillanti , quale è il colore del rame forbito . Ed aveano delle mani d’ uomo di sotto alle loro ali , ne’ quattro lor lati ; e tutti e quattro aveano le lor facce , e le loro ali . Le loro ali si accompagnavano l’ una l’ altra ; essi non si volgevano camminando ; ciascuno camminava diritto davanti a sè . Ora , quant’ è alla sembianza delle lor facce , tutti e quattro aveano una faccia d’ uomo , ed una faccia di leone , a destra ; parimente tutti e quattro aveano una faccia di bue , e una faccia d’ aquila , a sinistra . E le lor facce , e le loro ali , erano divise di sopra ; ciascuno avea due ali che si accompagnavano l’ una l’ altra , e due altre che coprivano i lor corpi . E ciascun d’ essi camminava diritto davanti a sè ; camminavano dovunque lo spirito si moveva ; mentre camminavano , non si volgevano qua e là . E quant’ è alla sembianza degli animali , il loro aspetto somigliava delle brace di fuoco ; ardevano in vista , come fiaccole ; quel fuoco andava attorno per mezzo gli animali , dava uno splendore , e del fuoco usciva un folgore . E gli animali correvano , e ritornavano , come un folgore in vista . E , come io ebbi veduti gli animali , ecco una ruota in terra , presso a ciascun animale , dalle quattro lor facce . L’ aspetto delle ruote , e il lor lavoro , era simile al color d’ un grisolito ; e tutte e quattro aveano una medesima sembianza ; e il loro aspetto , e il lor lavoro era come se una ruota fosse stata in mezzo di un’ altra ruota . Quando si movevano , si movevano tutte e quattro , ciascuna dal suo lato ; elleno non si volgevano qua e là , movendosi . E quant’ è a’ lor cerchi , erano alti spaventevolmente ; e tutti e quattro erano pieni d’ occhi d’ ogn’ intorno . E quando gli animali camminavano , le ruote si movevano allato a loro ; e quando gli animali si alzavano da terra , le ruote parimente si alzavano . Dovunque lo spirito si moveva , si movevano anch’ essi ; e le ruote si alzavano allato a quelli ; perciocchè lo spirito degli animali era nelle ruote . Quando quelli camminavano , le ruote altresì si movevano ; quando quelli si fermavano , le ruote altresì si fermavano ; e quando si alzavano da terra , le ruote altresì si alzavano da terra , allato ad essi ; perciocchè lo spirito degli animali era nelle ruote . E la sembianza di ciò ch’ era di sopra alle teste degli animali era d’ una distesa del cielo , simile a cristallo in vista , molto spaventevole ; ed era distesa di sopra alle lor teste . E sotto alla distesa erano le loro ali diritte , l’ una di rincontro all’ altra ; ciascuno ne avea due altre che gli coprivano il corpo . Ed io udii il suono delle loro ali , mentre camminavano ; ed era simile al suono di grandi acque , alla voce dell’ Onnipotente ; la voce della lor favella era come il romore di un campo ; quando si fermavano , bassavano le loro ali ; e quando si fermavano , e bassavano le loro ali , vi era una voce , che veniva d’ in su la distesa , ch’ era sopra le lor teste . E di sopra alla distesa , ch’ era sopra le lor teste , vi era la sembianza di un trono , simile in vista ad una pietra di zaffiro , e in su la sembianza del trono vi era una sembianza come della figura di un uomo che sedeva sopra esso . Poi vidi come un color di rame scintillante , simile in vista a fuoco , indentro di quella sembianza di trono , d’ ogn’ intorno , dalla sembianza de’ lombi di quell’ uomo in su ; parimente , dalla sembianza dei suoi lombi in giù , vidi come un’ apparenza di fuoco , intorno al quale vi era uno splendore . L’ aspetto di quello splendore d’ ogn’ intorno era simile all’ aspetto dell’ arco , che è nella nuvola in giorno di pioggia . Questo fu l’ aspetto della somiglianza della gloria del Signore ; la quale come io ebbi veduta , caddi sopra la mia faccia , e udii la voce d’ uno che parlava . Ed egli mi disse : Figliuol d’ uomo , rizzati in piè , ed io parlerò teco . E quando egli mi ebbe parlato , lo Spirito entrò in me , e mi rizzò in piè ; ed io udii colui che parlava a me . Il qual mi disse : Figliuol d’ uomo , io ti mando a’ figliuoli d’ Israele , a nazioni ribelli , che si son ribellate contro a me : essi , e i lor padri , hanno misfatto contro a me , infino a questo stesso giorno . Anzi ti mando a’ figliuoli di fronte dura , e di cuore ostinato ; acciocchè tu dica a loro : Così ha detto il Signore Iddio . E che che sia , o che ti ascoltino , o che se ne rimangano perciocchè sono una casa ribelle , sì sapranno che vi sarà stato un profeta in mezzo di loro . E tu , figliuol d’ uomo , non temer di loro , nè delle lor parole ; perciocchè tu hai appresso di te degli uomini ritrosi , e delle spine ; e tu abiti per mezzo di scorpioni ; non temer delle lor parole , e non isgomentarti della lor presenza ; perciocchè sono una casa ribelle . E pronunzia loro le mie parole , che che sia , o che ti ascoltino , o che se ne rimangano ; perciocchè son ribelli . Ma tu , figliuol d’ uomo , ascolta ciò che io ti dico ; non esser ribelle , come questa casa ribelle ; apri la bocca , e mangia ciò che io ti do . Ed io riguardai , ed ecco una mano , ch’ era mandata a me ; ed ecco , in essa vi era il rotolo di un libro . E quella lo spiegò in mia presenza ; ed esso era scritto dentro , e di fuori ; e in esso erano scritti lamenti , e rammarichii e guai . Poi colui mi disse : Figliuol d’ uomo , mangia ciò che tu troverai ; mangia questo rotolo ; poi va’ , e parla alla casa d’ Israele . Ed io apersi la mia bocca , ed egli mi fece mangiar quel rotolo . E mi disse : Figliuol d’ uomo , pasci il tuo ventre , ed empi le tue interiora di questo rotolo che io ti do . Ed io lo mangiai , ed esso mi fu dolce in bocca , come miele . Poi egli mi disse : Figliuol d’ uomo , vattene alla casa d’ Israele , e parla loro con le mie parole . Conciossiachè tu non sii mandato ad un popolo di favella sconosciuta , nè di lingua non intelligibile ; anzi alla casa d’ Israele . Non a molti popoli di favella sconosciuta , nè di lingua non intelligibile , le cui parole tu non intenda . Se io ti avessi mandato a tali popoli , non ti ascolterebbero essi ? Ma la casa d’ Israele non vorrà ascoltarti ; perciocchè non pur me voglion ascoltare ; perchè tutta la casa d’ Israele è di dura fronte , e di cuore ostinato . Ecco , io induro la tua faccia contro alla lor faccia , e la tua fronte contro alla lor fronte . Io rendo la tua fronte simile ad un diamante , più dura che una selce ; non temerli , e non avere spavento di loro ; perciocchè sono una casa ribelle . Poi mi disse . Figliuol d’ uomo , ricevi nel cuor tuo tutte le mie parole , che io ti dirò , e ascoltale con le tue orecchie . E vattene a’ figliuoli del tuo popolo , che sono in cattività , e parla loro , e di’ loro : Così ha detto il Signore Iddio ; che che sia , o che ascoltino , o che se ne rimangano . E lo Spirito mi levò ad alto , ed io udii dietro a me una voce , con un grande scrollamento , che diceva : Benedetta sia la gloria del Signore dal suo luogo . Io udii eziandio il suono dell’ ali degli animali , che battevano l’ una all’ altra ; e il suono delle ruote allato a quelle , e il romor di un grande scrollamento . Lo Spirito adunque mi levò , e mi prese ; ed io andai , essendo tutto in amaritudine , per lo sdegno del mio spirito ; e la mano del Signore fu forte sopra me . E venni a quelli ch’ erano in cattività in Tel-abib , che dimoravano presso al fiume Chebar ; e mi posi a sedere dove essi sedevano ; e dimorai quivi sette giorni , nel mezzo di loro , tutto attonito , e desolato . ED in capo di sette giorni , la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , io ti ho costituito guardia alla casa d’ Israele ; ascolta dunque la mia parola , che esce della mia bocca , ed ammoniscili da parte mia . Quando io avrò detto all’ empio : Per certo tu morrai ; se tu non l’ ammonisci , e non gli parli , per avvertirlo che si ritragga dalla sua via malvagia , per far ch’ egli viva ; esso empio morrà per la sua iniquità ; ma io ridomanderò il suo sangue dalla tua mano . Ma quando tu avrai ammonito l’ empio , s’ egli non si converte dalla sua empietà , e dalla via sua malvagia , egli morrà per la sua iniquità , ma tu avrai scampata l’ anima tua . Parimente , se avviene che il giusto si storni dalla sua giustizia , e commetta iniquità ; e che io gli ponga innanzi alcun intoppo ; e ch’ egli muoia , egli morrà nel suo peccato ; perciocchè tu non l’ avrai ammonito ; e le sue opere giuste , ch’ egli avrà fatte , non saran più ricordate ; ma io ridomanderò il suo sangue dalla tua mano . Ma quando tu avrai ammonito il giusto , ch’ egli non pecchi , se egli non pecca , per certo egli viverà ; perciocchè sarà stato ammonito ; e tu avrai scampata l’ anima tua . Poi la mano del Signore fu quivi sopra me ; ed egli mi disse : Levati , esci alla campagna , e quivi io parlerò teco . Ed io mi levai , ed uscii alla campagna ; ed ecco , quivi era ferma la gloria del Signore , simile alla gloria che io avea veduta in sul fiume Chebar ; ed io caddi sopra la mia faccia . E lo Spirito entrò in me , e mi rizzò in piè , e parlò meco , e mi disse : Entra in casa tua , e rinchiuditi dentro . E quant’ è a te , figliuol d’ uomo , ecco , ti son messe delle funi addosso , e tu sarai legato con esse , e non uscirai fra loro . Ed io farò che la tua lingua starà attaccata al tuo palato , e sarai mutolo , e non sarai loro uomo riprenditore ; perciocchè sono una casa ribelle . Ma quando io ti parlerò , ti aprirò la bocca ; e tu dirai loro : Così ha detto il Signore Iddio ; chi ascolta ascolti ; chi se ne rimane se ne rimanga ; perciocchè sono una casa ribelle . E TU , figliuol d’ uomo , prenditi un mattone , e mettitelo davanti , e disegna sopra esso una città , cioè Gerusalemme . E ponvi l’ assedio , e fabbrica delle bastie contro ad essa , e fa’ contro a lei un argine , e ponvi campo , e disponi contro a lei d’ ogn’ intorno dei trabocchi . Prenditi eziandio una piastra di ferro , e ponila per muro di ferro fra te , e la città ; e ferma la tua faccia contro ad essa , e sia assediata , e tu assediala . Questo è un segno alla casa d’ Israele . Poi giaci sopra il tuo lato sinistro , e metti sopra esso l’ iniquità della casa di Israele ; tu porterai la loro iniquità per tanto numero di giorni , quanti tu giacerai sopra quello . Ed io ti ordino gli anni della loro iniquità , secondo il numero de’ giorni che tu giacerai così , che saranno trecennovanta giorni ; e così porterai l’ iniquità della casa d’ Israele . E , quando tu avrai compiuti questi giorni , giaci di nuovo sopra il tuo lato destro , e porta l’ iniquità della casa di Giuda per quaranta giorni ; io ti ordino un giorno per un anno . E ferma la tua faccia all’ assedio di Gerusalemme , e sbracciati , e profetizza contro ad essa . Ed ecco , io ti metto delle funi addosso , e tu non potrai voltarti da un lato in su l’ altro , finchè tu non abbi compiuti i giorni del tuo assedio . Prenditi eziandio del frumento , e dell’ orzo , e delle fave , e delle lenti , e del miglio , e della veccia ; e metti quelle cose in un vasello , e fattene del pane , e di quello mangia tutti i giorni che tu giacerai sopra il tuo lato , cioè trecennovanta giorni . E sia il tuo cibo che tu mangerai di peso di venti sicli per giorno ; mangialo di tempo in tempo . Bevi eziandio l’ acqua a misura , la sesta parte d’ un hin per giorno ; bevi di tempo in tempo . E mangia una focaccia d’ orzo , che sia cotta con isterco d’ uomo ; cuocila in lor presenza . E il Signore disse : Così mangeranno i figliuoli d’ Israele il pan loro contaminato , fra le genti dove io li scaccerò . Ed io dissi : Ahi Signore Iddio ! ecco , la mia persona non è stata contaminata , e non ho mai , dalla mia fanciullezza infino ad ora , mangiato carne di bestia morta da sè , nè lacerata dalle fiere ; e non mi è giammai entrata nella bocca alcuna carne abbominevole . Ed egli mi disse : Vedi , io ti do sterco di bue , in luogo di sterco d’ uomo : cuoci con esso il tuo pane . Poi mi disse : Figliuol d’ uomo , ecco , io rompo il sostegno del pane in Gerusalemme ; ed essi mangeranno il pane a peso , e con angoscia ; e berranno l’ acqua a misura , e con ismarrimento ; acciocchè pane ed acqua manchino loro , e sieno smarriti , riguardandosi l’ un l’ altro , e si struggano per la loro iniquità . Figliuol d’ uomo , prenditi eziandio un coltello tagliente , prenditi un rasoio di barbiere , e fattelo passare sopra il capo , e sopra la barba ; poi pigliati delle bilance da pesare , e spartisci i peli . Ardine la terza parte col fuoco , in mezzo della città , mentre si compieranno i giorni dell’ assedio ; poi prendine un’ altra terza parte , e percuotila con la spada d’ intorno alla città ; e spargi l’ altra terza parte al vento ; ed io sguainerò la spada dietro a loro . Ma pure prendine un piccol numero , e legalo a’ lembi della tua vesta . E di questo prendine ancora una parte , e gittala in mezzo del fuoco , e ardila col fuoco . Di quella uscirà un fuoco contro a tutta la casa d’ Israele . Così ha detto il Signore Iddio : Questa è Gerusalemme ; io l’ avea posta in mezzo delle nazioni , e vi erano diversi paesi d’ intorno a lei . Ma ella ha trasgredite le mie leggi , per darsi all’ empietà , più che le nazioni ; ed ha trasgrediti i miei statuti , più che i paesi ch’ erano d’ intorno a lei ; perciocchè han rigettate le mie leggi , e non son camminati ne’ miei statuti . Perciò , così ha detto il Signore Iddio : Perciocchè voi avete sopravanzate le genti ch’ erano d’ intorno a voi , e non siete camminati ne’ miei statuti , e non avete messe ad effetto le mie leggi ; anzi non pure avete fatto secondo le usanze delle genti ch’ erano d’ intorno a voi ; perciò , così ha detto il Signore Iddio : Eccomi altresì contro a te ; ed io eseguirò i miei giudicii in mezzo di te , nel cospetto delle genti ; e farò in te ciò che mai non ho fatto , e non farò giammai più , per cagion di tutte le tue abbominazioni . Perciò , i padri mangeranno i lor figliuoli in mezzo di te , e i figliuoli mangeranno i lor padri ; ed io eseguirò i miei giudicii in te , e dispergerò tutto il tuo rimanente a tutti i venti . Per tanto , come io vivo , dice il Signore Iddio , perchè tu hai contaminato il mio santuario con tutti i tuoi fatti esecrabili , e con tutte le tue abbominazioni , io altresì ti raderò , e il mio occhio non perdonerà , ed io ancora non risparmierò . Una terza parte di te morrà di pestilenza , e sarà consumata di fame , nel mezzo di te ; e un’ altra terza parte caderà per la spada d’ intorno a te ; ed io dispergerò a tutti i venti l’ altra terza parte , e sguainerò la spada dietro a loro . E il mio cruccio si adempierà , ed io acqueterò l’ ira mia sopra loro , e mi appagherò ; ed essi conosceranno che io , il Signore , ho parlato nella mia gelosia , quando avrò adempiuta l’ ira mia sopra loro . Ed io ti metterò in deserto , e in vituperio , fra le genti che son d’ intorno a te , alla vista d’ ogni passante . E il tuo vituperio ed obbrobrio , sarà in ammaestramento , e in istupore alle genti , che son d’ intorno a te ; quando io avrò eseguiti i miei giudicii sopra te , con ira , con cruccio , e con castigamenti d’ indegnazione . Io , il Signore , ho parlato . Quando avrò tratte sopra loro le male saette della fame , che saranno mortali , le quali io trarrò per distruggervi ; ed avrò aggravata sopra voi la fame , e vi avrò rotto il sostegno del pane ; ed avrò mandata contro a voi la fame , e le bestie nocive , che ti dipopoleranno ; e quando la pestilenza e il sangue saranno passati per mezzo di te ; ed io avrò fatta venire sopra te la spada . Io , il Signore , ho parlato . POI la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , volgi la tua faccia verso i monti d’ Israele , e profetizza contro ad essi ; e di’ : Monti d’ Israele , ascoltate la parola del Signore Iddio . Così ha detto il Signore Iddio a’ monti ed a’ colli , alle pendici ed alle valli : Eccomi , io fo venire sopra voi la spada , e distruggerò i vostri alti luoghi . E i vostri altari saran desolati , e i vostri simulacri saranno spezzati ; ed abbatterò i vostri uccisi davanti a’ vostri idoli . E metterò i corpi morti de’ figliuoli d’ Israele davanti ai loro idoli ; e dispergerò le vostre ossa intorno a’ vostri altari . In tutte le vostre abitazioni le città saranno deserte , e gli alti luoghi desolati ; acciocchè sieno deserti , e desolati i vostri altari ; e che i vostri idoli sieno spezzati , e non sieno più ; e che le vostre statue sieno troncate , e che i vostri lavori sieno sterminati . E gli uccisi caderanno nel mezzo di voi , e voi conoscerete che io sono il Signore . Ma pure io vi lascerò alcun rimanente , quando una parte di voi , che sarà scampata dalla spada , sarà fra le genti ; quando voi sarete stati dispersi per li paesi . E quelli d’ infra voi che saranno scampati si ricorderanno di me fra le genti , dove saranno stati menati in cattività ; come io sono stato tribolato col cuor loro fornicatore , che si è stornato da me , e co’ loro occhi , che fornicano dietro a’ loro idoli ; e si accoreranno appo loro stessi , per li mali che hanno commessi in tutte le lor abbominazioni . E conosceranno che io sono il Signore , e che non indarno ho parlato di far loro questo male . Così ha detto il Signore Iddio : Battiti a palme , e scalpita la terra co’ piedi , e di’ : Ahi lasso ! per tutte le scellerate abbominazioni della casa d’ Israele ; perciocchè caderanno per la spada , e per la fame , e per la peste . Chi sarà lontano morirà di peste , e chi sarà vicino caderà per la spada ; e chi sarà rimasto , e sarà assediato morrà di fame ; ed io adempierò la mia ira sopra loro . E voi conoscerete che io sono il Signore , quando i loro uccisi saranno in mezzo de’ loro idoli intorno a’ loro altari , sopra ogni alto colle , sopra tutte le sommità de’ monti , e sotto ogni albero verdeggiante , e sotto ogni quercia folta ; che sono i luoghi dove han fatti soavi odori a tutti i loro idoli . Ed io stenderò la mia mano sopra loro , e renderò il paese desolato e deserto , più che non è il deserto di verso Dibla , in tutte le loro abitazioni ; e conosceranno che io sono il Signore . LA parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , così ha detto il Signore Iddio alla terra d’ Israele : La fine , la fine viene sopra i quattro canti del paese . Ora ti soprasta la fine , ed io manderò contro a te le mia ira , e ti giudicherò secondo le tue vie , e ti metterò addosso tutte le tue abbominazioni . E l’ occhio mio non ti perdonerà , ed io non ti risparmierò ; anzi ti metterò le tue vie addosso , e le tue abbominazioni saranno nel mezzo di te ; e voi conoscerete che io sono il Signore . Così ha detto il Signore Iddio : Ecco un male , un male viene . La fine viene , la fine viene ; ella si è destata contro a te ; ecco , viene . Quel mattutino ti è sopraggiunto , o abitator del paese ; il tempo è venuto , il giorno della rotta è vicino , che non sarà un’ eco di monti . Ora fra breve spazio io spanderò la mia ira sopra te , e adempierò il mio cruccio in te , e ti giudicherò secondo le tue vie , e ti metterò addosso tutte le tue abbominazioni . E l’ occhio mio non perdonerà , ed io non risparmierò ; io ti darò la pena secondo le tue vie , e le tue abbominazioni saranno nel mezzo di te ; e voi conoscerete che io , il Signore , son quel che percuoto . Ecco il giorno , ecco , è venuto ; quel mattutino è uscito ; la verga è fiorita , la superbia è germogliata . La violenza è cresciuta in verga d’ empietà ; non più d’ essi , non più della lor moltitudine , non più della lor turba ; e non facciasi alcun lamento di loro . Il tempo è venuto , il giorno è giunto ; chi compera non si rallegri , chi vende non si dolga ; perciocchè vi è ardor d’ ira contro a tutta la moltitudine di essa . Perciocchè chi vende non ritornerà a ciò ch’ egli avrà venduto , benchè sia ancora in vita ; perciocchè la visione contro a tutta la moltitudine di essa non sarà rivocata ; e niuno si potrà fortificare per la sua iniquità , per salvar la vita sua . Han sonato con la tromba , ed hanno apparecchiata ogni cosa ; ma non vi è stato alcuno che sia andato alla battaglia ; perciocchè l’ ardor della mia ira è contro a tutta la moltitudine d’ essa . La spada è di fuori ; e la peste e la fame dentro ; chi sarà fuori a’ campi morrà per la spada , e chi sarà nella città , la fame e la peste lo divoreranno . E quelli d’ infra loro che saranno scampati si salveranno , e saranno su per li monti come le colombe delle valli , gemendo tutti , ciascuno per la sua iniquità . Tutte le mani diverranno fiacche , e tutte le ginocchia andranno in acqua . Ed essi si cingeranno di sacchi , e spavento li coprirà ; e vi sarà vergogna sopra ogni faccia , e calvezza sopra tutte le lor teste . Getteranno il loro argento per le strade , e il loro oro sarà come una immondizia ; il loro argento , nè il loro oro non potrà liberarli , nel giorno dell’ indegnazion del Signore ; essi non ne sazieranno le lor persone , e non n’ empieranno le loro interiora ; perciocchè quelli sono stati l’ intoppo della loro iniquità . Ed esso ha impiegata la gloria del suo ornamento a superbia , e ne han fatte delle immagini delle loro abbominazioni , le lor cose esecrabili ; perciò , farò che quelle cose saranno loro come una immondizia . E le darò in preda in man degli stranieri , e per ispoglie agli empi della terra , i quali le contamineranno . Ed io rivolgerò la mia faccia indietro da loro ; e coloro profaneranno il mio luogo nascosto ; e ladroni entreranno in essa , e la profaneranno . Fa’ una chiusura ; perciocchè il paese è pieno di giudicio di sangue , e la città è piena di violenza . Ed io farò venire i più malvagi delle genti ; ed essi possederanno le case loro ; e farò venir meno la superbia de’ potenti , e i lor luoghi sacri saran profanati . La distruzione viene ; cercheranno la pace , ma non ve ne sarà alcuna . Calamità verrà sopra calamità , e vi sarà romore sopra romore ; ed essi ricercheranno qualche visione del profeta ; e non vi sarà più legge nel sacerdote , nè consiglio negli anziani . Il re farà cordoglio , e i principi si vestiranno di desolazione , e le mani del popolo del paese saranno conturbate ; io opererò inverso loro secondo la lor via , e li giudicherò de’ giudicii che si convengono loro ; e conosceranno che io sono il Signore . POI avvenne , nell’ anno sesto , nel quinto giorno del sesto mese , che sedendo io in casa mia , e sedendo gli anziani di Giuda in mia presenza , la mano del Signore Iddio cadde quivi sopra me . Ed io riguardai , ed ecco la sembianza d’ un uomo simile in vista al fuoco ; dall’ apparenza de’ lombi di esso in giù , vi era fuoco ; e da’ lombi in su , vi era come l’ apparenza d’ un grande splendore , simile al colore di fin rame scintillante . Ed egli stese una sembianza di mano , e mi prese per la chioma della mia testa ; e lo Spirito mi levò fra cielo e terra , e mi menò in Gerusalemme , in visioni di Dio , all’ entrata della porta di dentro , che guarda verso il Settentrione , dove era la cappella dell’ idolo di gelosia , che provoca a gelosia . Ed ecco , quivi era la gloria dell’ Iddio d’ Israele , simile alla visione che io avea veduta nella campagna . Ed egli mi disse : Figliuol d’ uomo , leva ora gli occhi tuoi verso il Settentrione . Ed io levai gli occhi miei verso il Settentrione ; ed ecco , dal Settentrione , alla porta dell’ altare , all’ entrata , era quell’ idolo di gelosia . Ed egli mi disse : Figliuol d’ uomo , vedi tu ciò che costoro fanno ? le grandi abbominazioni che la casa d’ Israele commette qui ; acciocchè io mi dilunghi dal mio santuario ? ma pur di nuovo vedrai ancora altre grandi abbominazioni . Ed egli mi condusse all’ entrata del cortile , ed io riguardai , ed ecco un buco nella parete . Ed egli mi disse : Figliuol d’ uomo , fa’ ora un foro in questa parete . Ed io feci un foro nella parete ; ed ecco un uscio . Ed egli mi disse : Entra , e vedi le scellerate abbominazioni ch’ essi commettono qui . Io dunque entrai , e riguardai ; ed ecco delle figure di rettili , e d’ animali d’ ogni specie , cosa abbominevole ; e tutti gl’ idoli della casa d’ Israele , ritratti in su la parete attorno attorno . E settant’ uomini degli anziani della casa d’ Israele , con Iaazania figliuolo di Safan , ch’ era in piè per mezzo loro , stavano diritti davanti a quelli , avendo ciascuno il suo turibolo in mano , onde saliva una folta nuvola di profumo . Ed egli mi disse : Figliuol d’ uomo , hai tu veduto ciò che gli anziani della casa d’ Israele fanno in tenebre , ciascuno nella sua cappella d’ immagini ? perciocchè dicono : Il Signore non ci vede ; il Signore ha abbandonato il paese . Poi mi disse : Tu vedrai ancora di nuovo altre grandi abbominazioni , che costoro commettono . Ed egli mi menò all’ entrata della porta della Casa del Signore , che è verso il Settentrione ; ed ecco , quivi sedavano delle donne che piangevano Tammuz . Ed egli mi disse : Figliuol d’ uomo , hai tu veduto ? ancor di nuovo vedrai abbominazioni maggiori di queste . Ed egli mi menò nel cortile di dentro della Casa del Signore ; ed ecco , all’ entrata del Tempio del Signore , fra il portico e l’ altare , intorno a venticinque uomini , che aveano le spalle volte alla Casa del Signore , e le facce verso l’ Oriente ; e adoravano il sole , verso l’ Oriente . Ed egli mi disse : Hai tu veduto , figliuol d’ uomo ? È egli cosa leggiera alla casa di Giuda di aver commesse le abbominazioni che hanno commesse qui , che hanno ancora ripieno il paese di violenza , e si son volti a dispettarmi ? ma ecco , essi si cacciano il ramo nel volto a loro stessi . Io adunque altresì opererò in ira ; l’ occhio mio non perdonerà , ed io non risparmierò ; benchè gridino ad alta voce a’ miei orecchi , io non li ascolterò . POI egli gridò ad alta voce , udente me , dicendo : Accostatevi voi , che avete commessione contro alla città , avendo ciascuno le sue armi da distruggere in mano . Ed ecco sei uomini , che venivano di verso la porta alta , che riguarda verso il Settentrione , avendo ciascuno in mano le sue armi da dissipare ; e nel mezzo di loro vi era un uomo vestito di panni lini , il quale avea un calamaio di scrivano in su i lombi ; ed essi entrarono , e si fermarono presso all’ altare di rame . E la gloria dell’ Iddio d’ Israele si elevò d’ in su i Cherubini , sopra i quali era ; e trasse verso la soglia della Casa . E il Signore gridò all’ uomo ch’ era vestito di panni lini , che avea il calamaio di scrivano in su i lombi , e gli disse : Passa per mezzo la città , per mezzo Gerusalemme , e fa’ un segno sopra la fronte degli uomini che gemono , e sospirano per tutte le abbominazioni che si commettono nel mezzo di lei . Ed agli altri disse , udente me : Passate dietro a lui per la città , e percotete ; il vostro occhio non perdoni , e non risparmiate . Uccidete ad esterminio vecchi , e giovani , e vergini , e piccoli fanciulli , e donne ; ma non vi accostate ad alcuno , sopra cui sia il segno ; e cominciate dal mio santuario . Essi adunque cominciarono da quegli uomini anziani , ch’ erano davanti alla Casa . Ed egli disse loro : Contaminate la Casa , ed empiete d’ uccisi i cortili . Poi disse loro : Uscite . Ed essi uscirono , e andavano percotendo per la città . E come essi andavano percotendo , io rimasi quivi solo , e caddi sopra la mia faccia , e gridai , e dissi : Oimè lasso , Signore Iddio ! distruggi tu tutto il rimanente d’ Israele , spandendo la tua ira sopra Gerusalemme ? Ed egli mi rispose : L’ iniquità della casa d’ Israele , e di Giuda , è oltre modo grande ; e il paese è pieno di sangue , e la città è piena di sviamento ; perciocchè hanno detto : Il Signore ha abbandonato il paese , e il Signore non vede nulla . Perciò , l’ occhio mio non perdonerà , ed io non risparmierò ; io renderò loro la lor via in sul capo . Ed ecco , l’ uomo ch’ era vestito di panni lini , che avea il calamaio sopra i lombi , fece il suo rapporto , dicendo : Io ho fatto secondo che tu mi comandasti . POI riguardai , ed ecco , sopra la distesa ch’ era sopra il capo dei Cherubini , vi era come una pietra di zaffiro , simigliante in vista ad un trono , il quale appariva sopra loro . E colui che sedeva sopra il trono disse all’ uomo ch’ era vestito di panni lini : Entra per mezzo le ruote , di sotto a’ Cherubini , ed empiti le pugna di brace di fuoco , d’ infra i Cherubini , e spargile sopra la città . Ed egli vi entrò nel mio cospetto . Ed i Cherubini erano fermi dal lato destro della Casa , quando quell’ uomo entrò là ; e la nuvola riempiè il cortile di dentro . Poi la gloria del Signore si levò d’ in su i Cherubini , traendo verso la soglia della Casa ; e la Casa fu ripiena della nuvola ; e il cortile fu ripieno dello splendor della gloria del Signore . Ed il suono dell’ ali de’ Cherubini si udiva fino al cortile di fuori , simile alla voce dell’ Iddio onnipotente , quando egli parla . Ora , quando colui ebbe comandato all’ uomo vestito di panni lini , dicendo : Prendi del fuoco di mezzo delle ruote , d’ infra i Cherubini , egli venne , e si fermò presso ad una delle ruote . E l’ uno de’ Cherubini distese la sua mano , d’ infra i Cherubini , verso il fuoco , ch’ era per mezzo i Cherubini , e ne prese , e lo diede nelle pugna di colui ch’ era vestito di panni lini ; il quale lo pigliò , ed uscì fuori . Or ne’ Cherubini appariva una figura d’ una man d’ uomo , sotto alle loro ali . Ed io riguardai , ed ecco quattro ruote allato a’ Cherubini , ciascuna ruota allato a ciascun Cherubino ; e le ruote rassomigliavano in vista al color della pietra del grisolito . E quant’ è alla lor sembianza , tutte e quattro erano d’ una medesima sembianza ; come se una ruota fosse stata in mezzo d’ un’ altra ruota . Quando si movevano , si movevano tutte e quattro , ciascuna dal lato suo ; e movendosi , non si volgevano qua e là ; anzi là dove si volgeva il capo , esse si volgevano dietro a lui ; movendosi , non si volgevano qua e là . Vi era eziandio tutta la carne de’ Cherubini , e i lor dossi , e le lor mani , e le loro ali ; e quant’ è alle ruote , le lor quattro ruote erano piene d’ occhi d’ ogn’ intorno . E fu gridato alle ruote , udente me : O ruote . E ciascun Cherubino avea quattro facce ; la prima faccia era faccia di Cherubino ; la seconda , faccia d’ uomo ; la terza , faccia di leone ; e la quarta , faccia d’ aquila . E i Cherubini si alzarono . Questi erano i medesimi animali , che io avea veduti presso al fiume Chebar . E quando i Cherubini camminavano , le ruote ancora si movevano allato a loro ; e quando i Cherubini alzavano le loro ali , per elevarsi da terra , le ruote ancora non si rivolgevano d’ appresso a loro . Quando quelli si fermavano , le ruote altresì si fermavano ; quando essi si alzavano , le ruote si alzavano insieme con loro ; perciocchè lo spirito degli animali era in esse . Poi la gloria del Signore si partì d’ in su la soglia della Casa , stando sopra i Cherubini . E i Cherubini , uscendo fuori , alzarono le loro ali , e si elevarono da terra nel mio cospetto ; e le ruote si elevarono parimente con loro ; e quelli si fermarono all’ entrata della porta orientale , della Casa del Signore ; e la gloria dell’ Iddio d’ Israele era al disopra di loro . Questi erano gli stessi animali , che io avea veduti sotto l’ Iddio d’ Israele , presso al fiume Chebar ; ed io riconobbi che erano Cherubini . Ciascun di loro avea quattro facce e quattro ali ; ed aveano sotto alle loro ali una sembianza di mani d’ uomo . E quant’ è alla sembianza delle lor facce , erano le medesime , che io avea vedute presso al fiume Chebar ; erano i medesimi aspetti di quelli anzi i Cherubini erano gli stessi ; ciascuno camminava diritto davanti a sè . POI lo Spirito mi elevò , e mi menò alla porta orientale della Casa del Signore , che riguarda verso il Levante ; ed ecco , all’ entrata della porta , venticinque uomini ; ed io vidi nel mezzo di loro Iaazania , figliuolo di Azzur , e Pelatia , figliuolo di Benaia , capi del popolo . E colui mi disse : Figliuol d’ uomo , questi son gli uomini , che divisano iniquità , e che tengono consigli di male in questa città ; che dicono : La cosa non è ancor vicina ; edifichiamo delle case ; questa città è la pignatta , e noi saremo la carne . Perciò , profetizza contro a loro ; profetizza , o figliuol d’ uomo . E lo Spirito del Signore cadde sopra me , e mi disse : Di’ : Così ha detto il Signore : O casa d’ Israele , voi avete detto così , ed io conosco le cose che vi salgono nello spirito . Voi avete moltiplicati i vostri uccisi in questa città , ed avete ripiene le sue strade d’ uccisi . Per tanto , così ha detto il Signore Iddio : I vostri uccisi , che voi avete fatti essere in mezzo di lei , son la carne , ed ella è la pignatta ; ma quant’ è a voi , io vi trarrò fuori del mezzo di essa . Voi avete avuto timore della spada ; ed io farò venir sopra voi la spada , dice il Signore Iddio . E vi trarrò fuori del mezzo di essa , e vi darò in man di stranieri , e farò giudicii sopra voi . Voi caderete per la spada , io vi giudicherò a’ confini d’ Israele ; e voi conoscerete che io sono il Signore . Questa città non vi sarà per pignatta , nè voi sarete nel mezzo di essa a guisa di carne ; io vi giudicherò a’ confini d’ Israele . E voi conoscerete che io sono il Signore , ne’ cui statuti voi non siete camminati , e le cui leggi non avete osservate ; anzi avete fatto secondo le usanze delle genti che son d’ intorno a voi . Or avvenne che mentre io profetizzava , Pelatia , figliuolo di Benaia , morì ; ed io mi gettai in terra , sopra la mia faccia , e gridai ad alta voce , e dissi : Oimè lasso ! Signore Iddio , fai tu una final distruzione del rimanente d’ Israele ? E la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , i tuoi fratelli , i tuoi fratelli , gli uomini del tuo parentado , e tutta quanta la casa d’ Israele , son quelli a’ quali gli abitanti di Gerusalemme hanno detto : Andatevene lontano d’ appresso al Signore ; a noi è dato il paese in eredità . Perciò , di’ : Così ha detto il Signore Iddio : Benchè io li abbia dilungati fra le genti , e li abbia dispersi fra i paesi , sì sarò loro per santuario , ne’ paesi dove saran pervenuti ; e ciò , per un breve spazio di tempo . Per tanto , di’ : Così ha detto il Signore Iddio : Io vi raccoglierò d’ infra i popoli , e vi radunerò da’ paesi dove siete stati dispersi , e vi darò la terra d’ Israele . Ed essi verranno in quella , e ne torranno via tutte le sue cose esecrabili , e tutte le sue abbominazioni . Ed io darò loro un medesimo cuore , e metterò un nuovo spirito dentro di loro , e torrò via dalla lor carne il cuor di pietra , e darò loro un cuor di carne ; acciocchè camminino ne’ miei statuti , ed osservino le mie leggi , e le mettano ad effetto ; e mi saranno popolo , ed io sarò loro Dio . Ma quant’ è a quelli , il cui cuore va seguendo l’ affetto che hanno alle lor cose esecrabili , ed alle loro abbominazioni , io renderò loro la lor via in sul capo , dice il Signore Iddio . Dopo questo , i Cherubini alzarono le loro ali ; le ruote altresì si alzarono allato a loro ; e la gloria dell’ Iddio d’ Israele era di sopra a loro . E la gloria del Signore si elevò d’ in sul mezzo della città , e si fermò sopra il monte che è dall’ Oriente della città . Poi lo Spirito mi elevò , e mi menò in Caldea , a quelli ch’ erano in cattività , in visione , in Ispirito di Dio ; e la visione , che io avea veduta , disparve da me . Ed io raccontai a quelli ch’ erano in cattività tutte le parole del Signore , ch’ egli mi avea dette in visione . LA parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , tu abiti in mezzo di una casa ribelle , che ha occhi da vedere , e non vede ; orecchi da udire , e non ode ; perciocchè è una casa ribelle . Dunque tu , figliuol d’ uomo , fatti degli arnesi d’ un uomo che vada in paese strano ; mettiti in viaggio di giorno nel lor cospetto ; e dipartiti dal tuo luogo , per andare in un altro , nel lor cospetto ; forse vi porranno mente ; perciocchè sono una casa ribelle . Metti dunque fuori di giorni , nel lor cospetto , i tuoi arnesi , simili a quelli d’ un uomo che vada in paese strano ; e poi la sera esci fuori in lor presenza , come altri esce , andando in paese strano . Fatti un foro nella parete , nel lor cospetto , e per quello porta fuori que’ tuoi arnesi . Portali in su le spalle , nel lor cospetto ; portali fuori in su l’ imbrunir della notte ; copriti la faccia , che tu non vegga la terra ; perciocchè io ti ho posto per segno alla casa d’ Israele . Ed io feci così , come mi era stato comandato ; di giorno trassi fuori i miei arnesi , simili a quelli d’ un uomo che vada in paese strano ; e in su la sera mi feci un foro nella parete con la mano ; e in su l’ imbrunir della notte trassi fuori quegli arnesi , e li portai in su le spalle , nel lor cospetto . E la mattina la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , la casa d’ Israele , quella casa ribelle , non ti ha ella detto : Che cosa fai ? Di’ loro : Così ha detto il Signore Iddio : Questo carico riguarda al principe che è in Gerusalemme , ed a tutta la casa d’ Israele , che è in mezzo di essi . Di’ : Io vi sono per segno ; siccome io ho fatto , così sarà lor fatto ; andranno in paese strano in cattività . E il principe , che è in mezzo di loro , porterà i suoi arnesi sopra le spalle , in su l’ imbrunir della notte , e se ne uscirà ; faranno un foro nel muro per portar fuori per esso i loro arnesi ; egli si coprirà la faccia , acciocchè non vegga la terra con gli occhi . Ma io stenderò la mia rete sopra lui , ed egli sarà preso ne’ miei lacci ; e lo farò venire in Babilonia , nel paese de’ Caldei ; ed egli non la vedrà , e pur vi morrà . Ed io dispergerò a tutti i venti tutti quelli che gli saranno d’ intorno , il suo soccorso , e tutte le sue schiere ; e sguainerò la spada dietro a loro . E conosceranno che io sono il Signore , quando io li avrò dispersi fra le nazioni , e dissipati fra i paesi . Ma lascerò d’ infra loro alcuni pochi uomini , restati della spada , della fame , e della pestilenza ; acciocchè raccontino tutte le loro abbominazioni , fra le nazioni dove perverranno ; e conosceranno che io sono il Signore . La parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuolo d’ uomo , mangia il tuo pane con tremore , e bevi la tua acqua con ispavento , e con ansietà . E di’ al popolo del paese : Il Signore Iddio ha detto così intorno a quelli che abitano in Gerusalemme , nella terra d’ Israele : Mangeranno il lor pane con ansietà , e berranno la loro acqua con ismarrimento ; perciocchè il paese d’ essa sarà desolato , e spogliato di tutto ciò che vi è , per la violenza di tutti quelli che vi abitano . E le città abitate saranno deserte , e il paese sarà desolato ; e voi conoscerete che io sono il Signore . La parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , che proverbio è questo , che voi usate intorno al paese d’ Israele , dicendo : I giorni saranno prolungati , ed ogni visione è perita ? Per tanto , di’ loro : Così ha detto il Signore Iddio : Io farò cessare questo proverbio , e non si userà più in Israele . Anzi di’ loro : I giorni , e la parola d’ ogni visione , son vicini . Perciocchè per l’ innanzi non vi sarà più visione alcuna di vanità , nè alcuno indovinamento di lusinghe , in mezzo della casa d’ Israele . Perciocchè , io , il Signore , avendo parlato , la cosa che avrò detta sarà messa ad effetto , non sarà più prolungata ; anzi , se a’ dì vostri io pronunzio alcuna parola , o casa ribelle , a’ dì vostri altresì la metterò ad effetto , dice il Signore Iddio . La parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , ecco , la casa d’ Israele dice : La visione , che costui vede , è per lunghi giorni a venire ; ed egli profetizza di cose di tempi lontani . Perciò , di’ loro : Così ha detto il Signore Iddio : Niuna mia parola sarà più prolungata ; la parola che io avrò detta , sarà messa ad effetto , dice il Signore Iddio . LA parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , profetizza contro ai profeti d’ Israele , che profetizzano ; e di’ a’ profeti che profetizzano di lor senno : Ascoltate la parola del Signore . Così ha detto il Signore Iddio : Guai ai profeti stolti , che vanno dietro al loro spirito , e dietro a cose che non hanno vedute ! O Israele , i tuoi profeti sono stati come volpi ne’ deserti . Voi non siete saliti alle rotture , e non avete fatto alcun riparo davanti alla casa d’ Israele , per presentarsi a battaglia nel giorno del Signore . Han vedute visioni di vanità , e indovinamenti di menzogna ; essi son quelli che dicono : Il Signore dice ; benchè il Signore non li abbia mandati ; ed hanno data speranza , che la parola sarebbe adempiuta . Non avete voi vedute visioni di vanità , e pronunziati indovinamenti di menzogna ? e pur dite : Il Signore dice ; benchè io non abbia parlato . Per tanto , così ha detto il Signore Iddio : Perciocchè voi avete proposta vanità , ed avete vedute visioni di falsità ; perciò , eccomi contro a voi , dice il Signore Iddio . E la mia mano sarà contro a que’ profeti , che veggon visioni di vanità , e indovinano menzogna ; non saran più nel consiglio del mio popolo , e non saranno scritti nella rassegna della casa d’ Israele ; e non verranno nella terra d’ Israele ; e voi conoscerete che io sono il Signore Iddio . Perchè , ed appunto perchè essi hanno traviato il mio popolo , dicendo : Pace , benchè non vi fosse alcuna pace ; e perchè quand’ uno edifica una parete , ecco , essi l’ hanno smaltata di smalto mal tegnente ; di’ a quelli che smaltano di smalto mal tegnente , che la parete caderà ; verrà una pioggia strabocchevole , e voi , o pietre di grossa gragnuola , caderete ; ed un vento tempestoso la schianterà . Ed ecco , quando la parete sarà caduta , non saravvi egli detto : Dove è lo smalto , col quale voi l’ avete smaltata ? Perciò , così ha detto il Signore Iddio : Io farò scoppiare un vento tempestoso nella mia ira ; e caderà una pioggia strabocchevole , nel mio cruccio ; e pietre di grossa gragnuola , nella mia indegnazione , per disperdere interamente . Ed io disfarò la parete , che voi avete smaltata di smalto mal tegnente , e l’ abbatterò a terra , e i suoi fondamenti saranno scoperti ; ed ella caderà , e voi sarete consumati in mezzo di essa ; e conoscerete che io sono il Signore . Ed io adempierò la mia ira sopra la parete , e sopra quelli che la smaltano di smalto mal tegnente ; ed io vi dirò : La parete non è più ; quelli ancora che l’ hanno smaltata non sono più ; cioè i profeti d’ Israele , che profetizzano a Gerusalemme , e le veggono visioni di pace , benchè non vi sia alcuna pace , dice il Signore Iddio . Oltre a ciò , tu , figliuol d’ uomo , volgi la tua faccia contro alle figliuole del tuo popolo , che profetizzano di lor proprio senno ; e profetizza contro a loro ; e di’ : Così ha detto il Signore Iddio : Guai a quelle che cuciono de’ piumacciuoli a tutte le ascelle , e che fanno de’ veli sopra il capo delle ersone d’ ogni statura , per cacciare alle anime ! caccereste voi alle anime del mio popolo , e salvereste le vostre proprie anime ? E mi profanereste voi inverso il mio popolo , per delle menate d’ orzo , e delle fette di pane ; facendo morir le anime che non devono morire , e facendo viver l’ anime che non devono vivere , mentendo al mio popolo , che ascolta la menzogna ? Perciò , così ha detto il Signore Iddio : Eccomi contro a’ vostri piumacciuoli , dove voi cacciate alle anime , come ad uccelli : e li straccerò d’ in su le vostre braccia , e lascerò andar le anime , alle quali voi cacciate , come ad uccelli . Straccerò parimente i vostri veli , e libererò il mio popolo dalle vostre mani , ed egli non sarà più nelle vostre mani , per esser vostra caccia ; e voi conoscerete che io sono il Signore . Perciocchè voi avete falsamente contristato il cuor del giusto , il quale io non avea contristato ; ed avete fortificate le mani dell’ empio , acciocchè non si convertisse dalla sua via malvagia , per far ch’ egli vivesse . Perciò , voi non vedrete più visioni di vanità , e non indovinerete più indovinamenti ; ed io libererò il mio popolo dalle vostre mani , e voi conoscerete che io sono il Signore . OR alcuni uomini degli anziani d’ Israele vennero a me , e sedettero davanti a me . E la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , questi uomini hanno rizzati i loro idoli nel lor cuore , ed han posto l’ intoppo della loro iniquità davanti alla lor faccia ; sarei io in vero ricercato da loro ? Perciò , parla loro , e di’ loro : Così ha detto il Signore Iddio : Quando chi che sia della casa d’ Israele avrà rizzati i suoi idoli nel suo cuore , ed avrà posto davanti alla sua faccia l’ intoppo della sua iniquità ; e dopo questo , verrà al profeta ; io , il Signore , mi recherò a rispondergli per questo stesso , cioè , per la moltitudine de’ suoi idoli . Acciocchè la casa d’ Israele sia presa per lo suo proprio cuore ; conciossiachè si sieno tutti alienati da me per li loro idoli . Perciò , di’ alla casa d’ Israele : Così ha detto il Signore Iddio : Convertitevi , e ritraetevi da’ vostri idoli ; e stornate le vostre facce da tutte le vostre abbominazioni . Perciocchè , se alcuno della casa d’ Israele , o dei forestieri che dimorano in Israele , si separa di dietro a me , e rizza i suoi idoli nel suo cuore , e mette l’ intoppo della sua iniquità davanti alla sua faccia ; e , dopo questo , viene al profeta , per domandarmi per lui ; io , il Signore , mi recherò a rispondergli per me stesso ; e volgerò la mia faccia contro a quell’ uomo , e lo porrò in segno , e in proverbio ; e lo sterminerò di mezzo il mio popolo ; e voi conoscerete che io sono il Signore . E se il profeta è sedotto , e dice alcuna parola , io , il Signore , avrò sedotto quel profeta , e stenderò la mia mano sopra lui , e lo distruggerò di mezzo il popolo d’ Israele . Ed amendue porteranno la pena della loro iniquità ; la pena dell’ iniquità del profeta sarà pari a quella di colui che domanda ; acciocchè la casa d’ Israele non si svii più di dietro a me ; e ch’ essi non si contaminino più in tutti i lor misfatti ; e che mi sieno popolo , e che io sia loro Dio , dice il Signore Iddio . LA parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuolo d’ uomo , s’ egli avviene che un paese pecchi contro a me , commettendo misfatto , e che io stenda la mano sopra esso , e gli rompa il sostegno del pane , e mandi contro ad esso la fame , e ne stermini uomini e bestie ; quando questi tre uomini : Noè , Daniele , e Giobbe , fossero in mezzo di quello , essi libererebbero sol le lor persone per la lor giustizia , dice il Signore Iddio . S’ egli avviene che io faccia passar le bestie nocive per lo paese , e ch’ esse lo dipopolino , onde sia desolato , senza che vi passi alcuno , per cagion delle bestie , quando questi tre uomini fossero in mezzo di quello , come io vivo , dice il Signore Iddio , non libererebbero nè figliuoli , nè figliuole ; eglino soli sarebbero liberati , e il paese sarebbe desolato . Ovvero s’ egli avviene che io faccia venire la spada sopra quel paese , e dica : Spada , passa per quel paese ; e che io ne stermini uomini , e bestie , quando questi tre uomini fossero in mezzo di quello , come io vivo , dice il Signore Iddio , essi non libererebbero nè figliuoli , nè figliuole ; anzi eglino soli sarebbero liberati . Ovvero , s’ egli avviene che io mandi la pestilenza contro a quel paese , e spanda la mia ira sopra esso con sangue , per isterminarne uomini e bestie , quando Noè , Daniele , e Giobbe , fossero in mezzo di quello , come io vivo , dice il Signore Iddio , non libererebbero nè figliuolo , nè figliuola ; eglino soli libererebbero le lor persone per la lor giustizia . Perciocchè , così ha detto il Signore Iddio : Quanto meno , se io mando i miei quattro gravi giudicii , la spada , e la fame , e le bestie nocive , e la pestilenza , tutti insieme contro a Gerusalemme per isterminarne uomini e bestie ! Pur nondimeno , ecco , alcuni pochi resteranno in essa ; e scamperanno figliuoli , e figliuole , che saranno condotti fuori ; ecco , escono fuori per venire a voi , e voi vedrete la lor via , ed i lor fatti ; e sarete racconsolati del male che io avrò fatto venire sopra essa , in tutto ciò che io avrò fatto venir sopra essa . Ed essi vi racconsoleranno , quando avrete veduta la lor via , ed i lor fatti ; e conoscerete che non senza cagione io avrò fatto tutto ciò che avrò fatto in essa , dice il Signore Iddio . LA parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , che cosa è il legno della vite , più che qualunque altro legno ? che cosa è ciò ch’ è stato tralcio , fra gli alberi della selva ? Può egli prendersene alcun legno da farne qualche lavorio ? può egli pur prendersene un cavigliuolo , da appiccarvi su qualunque arnese ? Ecco , dopo che sarà stato posto nel fuoco , per esser consumato , e che il fuoco ne avrà consumati i due capi , e che il mezzo ne sarà inarsicciato , varrà egli più nulla da farne alcun lavorio ? Ecco , mentre è intiero , non se ne può fare alcun lavorio ; quanto meno potrassene più fare alcun lavorio , dopo che il fuoco l’ avrà consumato , e ch’ egli sarà inarsicciato ? Perciò , così ha detto il Signore Iddio : Quale è , fra le legne del bosco , il legno della vite , il quale io ho ordinato per pastura del fuoco , tali renderò gli abitanti di Gerusalemme . E volgerò la mia faccia contro a loro ; quando saranno usciti d’ un fuoco , un altro fuoco li consumerà ; e voi conoscerete che io sono il Signore , quando avrò volta la mia faccia contro a loro . E renderò il paese desolato ; perciocchè hanno commesso misfatto ; dice il Signore Iddio . LA parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , dichiara a Gerusalemme le sue abbominazioni , e di’ : Così ha detto il Signore Iddio a Gerusalemme : La tua origine , e la tua nazione è dal paese de’ Cananei ; tuo padre era Amorreo , e tua madre Hittea . E quant’ è al tuo nascimento , nel giorno che tu nascesti , il bellico non ti fu tagliato , e non fosti lavata con acqua , per esser nettata ; non fosti punto fregata con sale , nè fasciata di fasce . L’ occhio d’ alcuno non ebbe pietà di te , per farti alcuna di queste cose , avendo compassione di te ; anzi tu fosti gettata sopra la faccia della campagna , per lo sdegno in che altri avea la tua persona , nel giorno che tu nascesti . Ed io passai presso di te , e ti vidi che tu giacevi nel tuo sangue ; e ti dissi : Vivi nel tuo sangue ; e da capo ti dissi : Vivi nel tuo sangue . Io ti feci crescere a decine di migliaia , come i germogli della campagna ; e tu moltiplicasti , e divenisti grande , e pervenisti a somma bellezza ; le poppe ti si formarono , e i capelli ti crebbero ; ma tu eri ignuda , e scoperta . Ed io passai presso di te , e ti vidi ; ed ecco , la tua età era età di amori ; ed io stesi il lembo della mia vesta sopra te , e ricopersi la tua nudità ; e ti giurai , ed entrai teco in patto , dice il Signore Iddio ; e tu divenisti mia . Ed io ti lavai con acqua , e tuffandoti nell’ acqua , ti tolsi il tuo sangue d’ addosso , e ti unsi con olio . E ti vestii di ricami , e ti calzai di pelle di tasso , e ti cinsi di fin lino , e ti copersi di seta ; e ti adornai di ornamenti , e ti misi delle maniglie nelle mani , ed un collare al collo . Ti misi eziandio un monile in sul naso , e degli orecchini agli orecchi , ed una corona di gloria in capo . Così fosti adorna d’ oro e d’ argento ; e il tuo vestire fu fin lino , e seta , e ricami ; tu mangiasti fior di farina , e miele , ed olio ; e divenisti sommamente bella , e prosperasti fino a regnare . E la fama di te si sparse fra le genti , per la tua bellezza ; perciocchè era compiuta , per la mia gloria , che io avea messa in te , dice il Signore Iddio . Ma tu ti sei confidata nella tua bellezza , ed hai fornicato per la tua fama ; ed hai sparse le tue fornicazioni ad ogni passante ; in lui era di far ciò che gli piaceva . Ed hai presi de’ tuoi vestimenti , e te ne hai fatti degli alti luoghi variati , ed hai fornicato sopra essi ; cose le cui simili non avverranno , e non saranno giammai più . Ed hai presi gli ornamenti della tua gloria , fatti del mio oro , e del mio argento , che io ti avea dato , e te ne hai fatte delle immagini di maschi , ed hai fornicato con esse . Tu hai eziandio presi i vestimenti de’ tuoi ricami , ed hai coperte quelle con essi ; ed hai loro presentato il mio olio , ed il mio profumo . Parimente hai loro presentato , in odor soave , il mio pane , che io ti avea dato ; e il fior della farina , e l’ olio , e il miele , con che io ti cibava ; e ciò è stato , dice il Signore Iddio . Oltre a ciò , tu hai presi i tuoi figliuoli , e le tue figliuole , che tu mi avevi partoriti , e li hai sacrificati a quelle per essere consumati . Era egli poca cosa delle tue fornicazioni , che tu abbi ancora scannati i miei figliuoli , e li abbi dati a quelle , facendoli passare per lo fuoco ? E con tutte le tue abbominazioni e fornicazioni , tu non ti sei ricordata del tempo della tua fanciullezza , quando eri ignuda , e scoperta , e giacevi nel tuo sangue . Ora , dopo tutta la tua malvagità guai , guai a te ! dice il Signore Iddio , tu hai eziandio edificato un bordello , e ti hai fatto un alto luogo in ogni piazza publica . In ogni capo di strada , tu hai edificato un tuo alto luogo , ed hai renduta abbominevole la tua bellezza , ed hai allargate le gambe ad ogni passante , ed hai moltiplicate le tue fornicazioni . Ed hai fornicato co’ figliuoli di Egitto , tuoi vicini , molto membruti ; ed hai moltiplicate le tue fornicazioni , per dispettarmi . Laonde , ecco , io ho stesa la mia mano sopra te , ed ho diminuita la tua provvisione ordinaria , e ti ho abbandonata alla voglia delle figliuole dei Filistei , che ti hanno in odio , ed hanno vergogna del tuo scellerato procedere . Tu hai eziandio fornicato co’ figliuoli di Assur ; perciocchè non eri ancor sazia ; tu hai fornicato con loro , e pure ancora non ti sei saziata . Ed hai moltiplicate le tue fornicazioni nel paese di Canaan , fino in Caldea ; e pure ancora , con tutto ciò , non ti sei saziata . Quant’ è stato il tuo cuor fiacco , dice il Signore Iddio , facendo tutte queste cose , che sono opere d’ una baldanzosa meretrice ! edificando il tuo bordello in capo d’ ogni strada , e facendo i tuoi alti luoghi in ogni piazza pubblica . Or tu non sei stata come le altre meretrici , in quanto tu hai sprezzato il guadagno , o donna adultera , che ricevi gli stranieri in luogo del tuo marito ! Ei si dà premio a tutte le altre meretrici ; ma tu hai dati i premii a tutti i tuoi amanti , ed hai loro fatti de’ presenti ; acciocchè venissero a te d’ ogn’ intorno , per le tue fornicazioni . Ed è avvenuto in te , nelle tue fornicazioni , tutto il contrario delle altre donne ; in quanto niuno ti è stato dietro , per fornicare ; ed anche in quanto tu hai dato premio , e premio non è stato dato a te ; e così sei stata al contrario delle altre . Perciò , o meretrice , ascolta la parola del Signore . Così ha detto il Signore Iddio : Perciocchè le tue lordure sono state sparse ; e che , nelle tue fornicazioni , la tua nudità è stata scoperta a’ tuoi amanti , e a tutti gl’ idoli delle tue abbominazioni ; ed anche , per cagion del sangue de’ tuoi figliuoli , che tu hai dati a quelli ; perciò , ecco , io adunerò tutti i tuoi amanti , co’ quali hai presi i tuoi diletti ; e tutti quelli che tu hai amati , insieme con tutti quelli che hai avuti in odio ; e li raccoglierò d’ ogn’ intorno contro a te , e scoprirò loro la tua nudità , ed essi vedranno tutte le tue vergogne . E ti giudicherò de’ giudicii delle adultere , e di quelle che spandono il sangue , e ti punirò di pena capitale , in ira , e in gelosia . E ti darò nelle lor mani , ed essi disfaranno il tuo bordello , e distruggeranno i tuoi alti luoghi , e ti spoglieranno de’ tuoi vestimenti , e ne porteranno via gli ornamenti della tua gloria , e ti lasceranno ignuda e scoperta ; e faranno venir contro a te una gran raunanza di gente , e ti lapideranno con pietre , e ti trafiggeranno con le loro spade ; ed arderanno le tue case col fuoco , ed eseguiranno giudicii sopra te , nel cospetto di molte donne ; ed io ti farò rimanere di fornicare , ed anche non darai più premii di fornicazione . Ed io acqueterò la mia ira sopra te , e la mia gelosia si rimoverà da te , ed io mi poserò , e non mi adirerò più . Perciocchè tu non ti sei ricordata dei giorni della tua fanciullezza , e mi hai provocato ad ira con tutte queste cose ; ecco , io altresì ti renderò il tuo procedere in sul capo , dice il Signore Iddio . Ed anche , con tutte queste abbominazioni , tu non hai commessa scelleratezza . Ecco , tutti quelli che usano di proverbiare proverbieranno di te , dicendo : Qual fu la madre , tale è la sua figliuola . Tu sei figliuola di tua madre , che ebbe a sdegno il suo marito , ed i suoi figliuoli ; e sei sorella delle tue sorelle , che hanno avuti a sdegno i lor mariti , e i lor figliuoli ; la madre vostra fu Hittea , e il vostro padre Amorreo . Or la tua sorella maggiore è Samaria , con le sue terre , la quale è posta alla tua man sinistra ; e la tua sorella minore , che è posta alla tua destra , è Sodoma , con le sue terra . Ed anche non sei camminata nelle lor vie , e non hai fatto secondo le loro abbominazioni , come se ciò fosse stata piccola e leggier cosa ; anzi ti sei corrotta in tutte le tue vie , più che esse . Come io vivo , dice il Signore Iddio , Sodoma , tua sorella , con le sue terre , non fecero quanto hai fatto tu , e le tue terre . Ecco , questa fu l’ iniquità di Sodoma , tua sorella , con le sue terre : ella ebbe gran gloria , ed abbondanza di pane , ed agio di riposo ; ed ella non diede alcun conforto al povero , ed al bisognoso . Ed esse superbirono , e commisero abbominazione nel mio cospetto ; laonde io le tolsi via , come vidi che dovea farsi . E quant’ è a Samaria , ella non ha peccato a metà quanto tu ; e tu hai moltiplicate le tue abbominazioni , più che l’ una e l’ altra ; ed hai giustificate le tue sorelle con tutte le abbominazioni che hai commesse . Tu , che hai giudicate amendue le tue sorelle , porta anche tu il tuo vituperio , per il tuoi peccati , per li quali ti sei renduta più abbominevole di loro ; elleno son più giuste di te ; ed anche tu sii svergognata , e porta il tuo vituperio , poichè tu giustifichi le tue sorelle . Se mai il le ritiro di cattività , cioè Sodoma e le sue terre , e Samaria e le sue terre , ritrarrò te altresì fra loro dalla cattività delle tue cattività . Acciocchè , consolandole , tu porti il tuo vituperio , e sii svergognata per tutto ciò che hai fatto . E quando le tue sorelle , Sodoma e le sue terre , e Samaria e le sue terre ritorneranno al lor primiero stato , allora eziandio tu e le tue terre , ritornerete al vostro primiero stato . Or Sodoma , tua sorella , non è stata mentovata dalla bocca tua , nel giorno delle tue magnificenze ; avanti che la tua malvagità fosse palesata , come fu nel tempo del vituperio che ti fu fatto dalle figliuole di Siria , e di tutti i suoi luoghi circonvicini ; e dalle figliuole de’ Filistei , che ti predarono d’ ogn’ intorno . Tu porti addosso la tua scelleratezza , e le tue abbominazioni , dice il Signore . Perciocchè , così ha detto il Signore Iddio : Io altresì farò inverso te , come tu hai fatto ; conciossiachè tu abbi sprezzato il giuramento , per rompere il patto . Ma pure , io mi ricorderò del mio patto , che io feci teco ne’ giorni della tua fanciullezza ; e ti fermerò un patto eterno . Allor tu ti ricorderai delle tue vie , e sarai confusa , quando riceverai le tue sorelle maggiori , insieme con le minori di te , le quali io ti darò per figliuole ; ma non già secondo il tuo patto . Ed io fermerò il mio patto teco , e tu conoscerai che io sono il Signore ; acciocchè tu ti ricordi di queste cose , ed abbi vergogna , e non apra più la bocca , per lo tuo vituperio , dopo che io mi sarà placato inverso te , di tutto ciò che tu avrai fatto , dice il Signore Iddio . LA parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , proponi un enimma , ed una parabola alla casa d’ Israele ; e di’ : Così ha detto il Signore Iddio : Una grande aquila , con grandi ali , e lunghe penne , piena di piuma variata , venne al Libano , e ne prese la vetta di un cedro . Ella spiccò la sommità de’ suoi ramoscelli teneri , e li trasportò in un paese di traffico , e li pose in una città di mercatanti . E prese della stirpe del paese , e la pose in un campo da sementa ; e la portò presso a grandi acque , e la pose a guisa di magliuolo . E quella germogliò , e divenne vite prospera , bassa di pianta , avendo i suoi tralci rivolti verso l’ aquila , e rimanendo le sue radici nel proprio luogo di essa ; così divenne vite , e fece de’ tralci , e mise dei rami madornali . Or vi fu un’ altra grande aquila , con grandi ali , e con molte penne ; ed ecco , quella vite voltò le sue radici ad essa , e stese verso lei i suoi tralci , acciocchè la rigasse co’ rigagnoli delle sue piante . Quella era piantata in un buon terreno , presso a grandi acque , per metter pampani , e portar frutto , e divenire una vite magnifica . Di’ : Così ha detto il Signore Iddio : Prospererebbe ella ? quell’ acquila non divellerà ella le sue radici ? e non riciderà ella il suo frutto , sì che si secchi ? e non si seccheranno tutte le cime , ed i pampani ch’ ella ha messi ? e non farà ella ciò con grande sforzo , e con molto popolo , per torla via fin dalle radici ? Ora , eccola piantata ; prospererà ella però ? non si seccherà ella del tutto , come prima il vento orientale l’ avrà tocca ? ella si seccherà sopra i rigagnoli che l’ avran fatta germogliare . Poi la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Di’ ora a questa casa ribelle : Non conoscete voi , che si voglion dir queste cose ? Di’ : Ecco , il re di Babilonia venne in Gerusalemme , e prese il re , e i principi d’ essa ; e li fece venire appresso di sè in Babilonia . E prese uno del sangue reale , e fece patto con lui , e lo fece giurare , e prese i possenti del paese ; acciocchè il reame fosse basso e non si elevasse ; e serbasse il patto fatto con lui , acciocchè restasse in piè . Ma colui si è ribellato contro a lui , mandando i suoi ambasciatori in Egitto , acciocchè gli fosser dati cavalli , e gran gente . Colui che fa cotali cose prospererebbe egli ? scamperebbe egli ? avendo rotto il patto , scamperebbe egli pure ? Come io vivo , dice il Signore Iddio , egli morrà in mezzo di Babilonia , luogo del re che l’ avea costituito re , ed appresso di lui , il cui giuramento egli ha sprezzato , e il cui patto egli ha rotto . E Faraone , con grande esercito , e con gran gente radunata , non farà nulla con lui , in guerra ; dopo che colui avrà fatti degli argini , ed avrà edificate delle bastie , per distruggere molte anime . Poi ch’ egli ha sprezzato il giuramento fatto con esecrazione , rompendo il patto , ed ecco , dopo aver data la mano , pure ha fatte tutte queste cose ; egli non iscamperà . Perciò , così ha detto il Signore Iddio : Come io vivo , io gli renderò in sul capo il mio giuramento ch’ egli ha sprezzato , e il mio patto ch’ egli ha rotto . Ed io stenderò la mia rete sopra lui , ed egli sarà preso ne’ miei lacci , ed io lo farò venire in Babilonia , e quivi verrò in giudicio , con lui , del misfatto , ch’ egli ha commesso contro a me . E tutti quelli delle sue schiere , che fuggiranno , caderanno per la spada ; e quelli che rimarranno saran dispersi ad ogni vento ; e voi conoscerete che io , il Signore , ho parlato . Così ha detto il Signore Iddio : Pur prenderò una delle vette di quell’ alto cedro , e la porrò ; io spiccherò un tenero ramoscello dalla cima de’ suoi rami , e lo pianterò sopra un alto ed elevato monte . Io lo pianterò nell’ alto monte d’ Israele , ed egli alzerà i suoi rami , e porterà frutto , e diverrà cedro eccellente ; e sotto esso , all’ ombra dei suoi rami , si ripareranno gli uccelli d’ ogni specie . E tutti gli alberi della campagna conosceranno che io sono il Signore , che abbasso gli alberi alti , e innalzo gli alberi bassi ; che dissecco gli alberi verdi , e fo germogliare gli alberi secchi . Io , il Signore , ho parlato , ed altresì metterò la cosa ad effetto . LA parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Che volete dir voi , che usate questo proverbio intorno alla terra d’ Israele , dicendo : I padri han mangiato l’ agresto , e i denti de’ figliuoli ne sono allegati ? Come io vivo , dice il Signore Iddio , voi non avrete più cagione d’ usar questo proverbio in Israele . Ecco , tutte le anime son mie ; siccome l’ anima del padre , così ancora l ‘ anima del figliuolo , è mia ; l’ anima che avrà peccato , quella morrà . Ma l’ uomo che sarà giusto , e farà giudicio , e giustizia ; e che non avrà mangiato sopra i monti , e non avrà levati gli occhi agl’ idoli della casa d’ Israele , e non avrà contaminata la moglie del suo prossimo , e non si sarà accostato a donna mentre è appartata ; e non avrà oppressato alcuno , ed avrà renduto il pegno al debitore , e non avrà fatta rapina ; ed avrà dato del suo pane a colui che ha fame , e avrà ricoperto di vestimento l’ ignudo ; e non avrà prestato ad usura , e non avrà preso vantaggio ; ed avrà ritratta la man sua d’ iniquità , ed avrà fatto leal giudicio tra un uomo e l’ altro ; e sarà camminato ne’ miei statuti , ed avrà osservate le mie leggi , per fare opere di lealtà e di verità ; un tale è giusto ; di certo egli viverà , dice il Signore Iddio . Ma se egli genera un figliuolo , che sia ladrone , che spanda il sangue , o faccia qualche cosa simigliante all’ una di quelle ; e non faccia tutte le cose suddette ; anzi , e mangi sopra i monti , e contamini la moglie del suo prossimo ; ed oppressi il povero , e il bisognoso , e faccia rapine , e non renda il pegno , e levi gli occhi agl’ idoli , e commetta abbominazione ; e presti ad usura , e prenda vantaggio ; viverà egli ? egli non viverà ; egli ha fatte tutte queste cose abbominevoli ; egli di certo sarà fatto morire ; il suo sangue sarà sopra lui . Ma ecco , se egli genera un figliuolo , il quale , avendo veduti tutti i peccati di suo padre , ch’ egli avrà commessi , vi ponga mente , e non faccia cotali cose ; e non mangi sopra i monti , e non levi gli occhi agl’ idoli della casa d’ Israele , e non contamini la moglie del suo prossimo ; e non oppressi alcuno , e non prenda pegno , e non faccia rapine , e dia del suo pane a colui che ha fame , e ricopra di vestimento l’ ignudo ; e ritragga la sua mano dal povero , e non prenda nè usura , nè vantaggio , e metta ad effetto le mie leggi , e cammini ne’ miei statuti ; esso non morrà per l’ iniquità di suo padre ; di certo egli viverà . Quant’ è a suo padre , perchè avrà usate oppressioni , ed avrà fatta rapina al suo fratello , e avrà fatto ciò che non è bene in mezzo de’ suoi popoli ; ecco , egli morrà per la sua iniquità . E se pur dite : Perchè non porta quel figliuolo l’ iniquità del padre ? Perciocchè quel figliuolo ha fatto giudicio e giustizia , ed ha osservati tutti i miei statuti , e li ha messi ad effetto ; di certo egli viverà . La persona che avrà peccato , quella morrà ; il figliuolo non porterà l’ iniquità del padre , nè il padre l’ iniquità del figliuolo ; la giustizia del giusto sarà sopra lui , e l’ empietà dell’ empio altresì sarà sopra lui . E quando l’ empio si ritrarrà da tutti i suoi peccati , ch’ egli avrà commessi ; ed osserverà tutti i miei statuti , e farà giudicio e giustizia , egli di certo viverà , egli non morrà . Tutti i suoi misfatti , ch’ egli avrà commessi , non gli saranno più rammemorati ; egli viverà , per la giustizia ch’ egli avrà operata . Mi diletto io per alcuna maniera nella morte dell’ empio ? dice il Signore Iddio ; non viverà egli , se si converte dalle sue vie ? Se altresì il giusto si ritrae dalla sua giustizia , e commette iniquità , e fa secondo tutte le abbominazioni che l’ empio commette , viverà egli ? tutte le sue giustizie ch’ egli avrà operate , non saranno più ricordate ; egli morrà per lo suo misfatto , ch’ egli avrà commesso , e per lo suo peccato , ch’ egli avrà fatto . E direte voi : La via del Signore non è bene addirizzata ? Ascoltate ora , o casa d’ Israele . Non è la mia via bene addirizzata ? anzi , non son le vostre vie quelle che non son bene addirizzate ? Quando il giusto si ritrarrà dalla sua giustizia , e commetterà iniquità , egli morrà per queste cose ; egli morrà per l’ iniquità ch’ egli avrà commessa . Quando altresì l’ empio si ritrarrà dalla sua empietà ch’ egli avrà commessa , e farà giudicio , e giustizia , egli farà vivere l’ anima sua . Se dunque egli prende guardia , e si ritrae da tutti i suoi misfatti ch’ egli avrà commessi , di certo viverà , egli non morrà . E pur la casa d’ Israele dice : La via del Signore non è bene addirizzata . O casa d’ Israele , non son le mie vie bene addirizzate ? anzi , non son le vostre vie quelle che non sono bene addirizzate ? Perciò , o casa d’ Israele , io vi giudicherò , ciascuno secondo le sue vie , dice il Signore Iddio . Convertitevi , e ritraetevi da tutti i vostri misfatti ; e l’ iniquità non vi sarà in intoppo . Gettate via d’ addosso a voi tutti i vostri misfatti , che avete commessi ; fatevi un cuor nuovo , ed uno spirito nuovo ; e perchè morreste voi , o casa d’ Israele ? Conciossiachè io non mi diletti nella morte di chi muore , dice il Signore Iddio . Convertitevi adunque , e voi viverete . OR tu prendi a far lamento dei principi d’ Israele . E di’ : Quale era tua madre ? una leonessa ; ella era giaciuta fra i leoni , ella avea allevati i suoi leoncini in mezzo de’ leoncelli . Or ella avea allevato uno de’ suoi leoncini , che divenne leoncello , e imparò a rapir la preda , e divorava gli uomini . E le nazioni , uditone il grido , vennero contro a lui ; ed egli fu preso nella lor fossa ; e lo menarono incatenato nel paese di Egitto . Ed ella , quando vide che si era assai trattenuta aspettando , e che la sua speranza era perduta , prese un altro dei suoi leoncini , e ne fece un leoncello . Ed egli , essendo divenuto leoncello , andava , e veniva fra i leoni , e imparò a rapir la preda , e divorava gli uomini . Ed ebbe sol cura de’ suoi palazzi , e desertò le lor città ; e il paese , e tutto ciò che è in esso fu desolato per la voce del suo ruggire . E le nazioni delle provincie d’ ogn’ intorno gli diedero addosso , e tesero contro a lui la lor rete , ed egli fu preso nella lor fossa . Poi lo misero incatenato in una gabbia , e lo condussero al re di Babilonia ; e lo misero in certe fortezze , acciocchè la sua voce non si udisse più ne’ monti d’ Israele . La madre tua , quando tu ti fosti taciuto , divenne come una vite piantata presso alle acque ; divenne fruttifera , e fronzuta , per la copia dell’ acqua . Ed ebbe delle verghe forti , da scettri di signori ; e divenne alta di ceppo , sopra gli alberi folti , fra i quali ella era , e fu ragguardevole per la sua altezza , per l’ abbondanza de’ suoi tralci . Ma è stata sterpata con ira , è stata gettata in terra , e il vento orientale ha seccato il suo frutto ; le sue verghe forti sono state rotte , e non seccate ; il fuoco le ha consumate . Ed ora , ella è piantata nel deserto , in terra secca ed arida . E d’ una verga de’ suoi rami è uscito un fuoco che ha consumato il frutto di essa , e non vi è più in lei verga forte , scettro da signoreggiare . Quest’ è un lamento , e sarà per lamento . OR avvenne nell’ anno settimo , nel decimo giorno del quinto mese , che alcuni degli anziani d’ Israele vennero per domandare il Signore , e si posero a sedere davanti a me . E la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , parla agli anziani d’ Israele , e di’ loro : Così ha detto il Signore Iddio : Venite voi per domandarmi ? come io vivo , dice il Signore Iddio , io non son ricercato da voi . Non li giudicherai tu , figliuol d’ uomo , non li giudicherai tu ? dichiara loro le abbominazioni de’ lor padri , e di’ loro : Così ha detto il Signore Iddio : Nel giorno che io elessi Israele , e levai la mano alla progenie della casa di Giacobbe , e mi diedi loro a conoscere nel paese di Egitto , e levai lor la mano , dicendo : Io sono il Signore Iddio vostro ; in quel medesimo giorno levai lor la mano , che io li trarrei fuor del paese di Egitto , per introdurli nel paese che io avea loro scoperto ; che è un paese stillante latte e miele , la gloria di tutti i paesi . E dissi loro : Gettate via ciascuno le abbominazioni de’ suoi occhi , e non vi contaminate negl’ idoli di Egitto ; io sono il Signore Iddio vostro . Ma essi si ribellarono contro a me , e non vollero ascoltarmi ; non gettarono via ciascuno le abbominazioni de’ suoi occhi , e non lasciarono gl’ idoli di Egitto ; laonde io dissi di volere spandere sopra loro l’ ira mia , e d’ adempiere il mio cruccio sopra loro , in mezzo del paese di Egitto . Pur nondimeno , per lo mio Nome , acciocchè non fosse profanato nel cospetto delle nazioni , fra le quali essi erano , nella cui presenza io mi era data loro a conoscere ; io operai per trarli fuor del paese di Egitto . Io adunque li trassi fuor del paese di Egitto , e li condussi nel deserto . E diedi loro i miei statuti , e feci loro assapere le mie leggi , per le quali l’ uomo che le metterà ad effetto viverà . Oltre a ciò , ordinai loro i miei sabati , per essere un segno fra me e loro ; acciocchè conoscessero che io sono il Signore , che li santifico . Ma la casa d’ Israele si ribellò contro a me nel deserto ; non camminarono ne’ miei statuti , e rigettarono le mie leggi , per le quali l’ uomo che le metterà ad effetto viverà ; e profanarono grandemente i miei sabati ; laonde io dissi di volere spander l’ ira mia sopra loro nel deserto , per consumarli . Pur nondimeno , io operai , per lo mio Nome ; acciocchè non fosse profanato nel cospetto delle genti , davanti a’ cui occhi io li avea tratti fuori . E benchè io levassi lor la mano nel deserto , che io non li introdurrei nel paese che io ho loro dato ; paese stillante latte e miele , la gloria di tutti i paesi ; perciocchè aveano rigettate le mie leggi , e non erano camminati ne’ miei statuti , ed aveano profanati i miei sabati ; conciossiachè il cuor loro andasse dietro a’ loro idoli ; pur nondimeno , l’ occhio mio li risparmiò , per non distruggerli ; e non ne feci un finale sterminio nel deserto . E dissi a’ lor figliuoli , nel deserto : Non camminate negli statuti de’ vostri padri , e non osservate i lor costumi , e non vi contaminate ne’ loro idoli . Io sono il Signore Iddio vostro ; camminate ne’ miei statuti , ed osservate le mie leggi , e mettetele ad effetto . E santificate i miei sabati , e sieno quelli per un segno fra me , e voi ; acciocchè conosciate che io sono il Signore Iddio vostro . Ma i figliuoli ancora si ribellarono contro a me ; non camminarono ne’ miei statuti , e non osservarono le mie leggi , per metterle ad effetto , per le quali l’ uomo che le metterà ad effetto viverà ; profanarono i miei sabati ; laonde io dissi di volere spander sopra loro la mia ira , e di adempiere il mio cruccio sopra loro nel deserto . Pur nondimeno , io ritrassi la mia mano , ed operai , per l’ amor del mio Nome ; acciocchè non fosse profanato nel cospetto delle genti , alla vista delle quali io li avea tratti fuori . Ma altresì levai lor la mano nel deserto , che io li dispergerei fra le genti , e li sventolerei fra i paesi ; perciocchè non misero ad effetto le mie leggi , e rigettarono i miei statuti , e profanarono i miei sabati , e i loro occhi furono dietro agli idoli de’ lor padri . Ed io altresì diedi loro statuti non buoni , e leggi per le quali non viverebbero ; e li contaminai ne’ lor doni , ed offerte , in ciò che fecero passar per lo fuoco tutto ciò che apre la matrice ; acciocchè io li mettessi in desolazione , affinchè conoscessero che io sono il Signore . Perciò , figliuol d’ uomo , parla alla casa d’ Israele , e di’ loro : Così ha detto il Signore Iddio : In ciò ancora mi hanno oltraggiato i padri vostri , commettendo misfatto contro a me ; cioè : che dopo che io li ebbi introdotti nel paese , del quale io avea levata la mano , che io lo darei loro , hanno riguardato ad ogni alto colle , e ad ogni albero folto ; e quivi hanno sacrificati i lor sacrificii , e quivi hanno presentata l’ irritazione delle loro offerte , e quivi hanno posti gli odori lor soavi , e quivi hanno sparse le loro offerte da spandere . Ed io dissi loro : Che cosa è l’ alto luogo , dove voi andate ? egli è pure stato sempre chiamato : Alto luogo , fino a questo giorno . Per tanto , di’ alla casa d’ Israele : Così ha detto il Signore Iddio : Mentre voi vi contaminate nella via de’ vostri padri , e fornicate dietro alle loro abbominazioni ; e vi contaminate in tutti i vostri idoli , infino al dì d’ oggi , offerendo le vostre offerte , e facendo passare i vostri figliuoli per lo fuoco ; sarei io di vero ricercato da voi , o casa d’ Israele ? come io vivo , dice il Signore Iddio , io non son ricercato da voi . E ciò che v’ immaginate nel vostro spirito non avverrà per modo alcuno ; in quanto dite : Noi saremo come le genti , come le nazioni de’ paesi , servendo al legno , ed alla pietra . Come io vivo , dice il Signore Iddio , io regnerò sopra voi con man forte , e con braccio steso , e con ira sparsa ; e vi trarrò fuori d’ infra i popoli , e vi raccoglierò da’ paesi , dove sarete stati dispersi , con man forte , e con braccio steso , e con ira sparsa . E vi condurrò nel deserto de’ popoli , e quivi verrò a giudicio con voi , a faccia a faccia . Siccome io venni a giudicio co’ padri vostri nel deserto del paese di Egitto , così verrò a giudicio con voi , dice il Signore Iddio ; e vi farò passar sotto la verga , e vi metterò ne’ legami del patto ; e metterò da parte , d’ infra voi , i ribelli , e quelli che si rivoltano da me ; io li trarrò fuor del paese delle lor dimore , ma pur non entreranno nel paese d’ Israele ; e voi conoscerete che io sono il Signore . Voi dunque , o casa d’ Israele , così ha detto il Signore Iddio : Andate , servite ciascuno a’ vostri idoli ; sì , poscia che voi non mi volete ascoltare ; e non profanate più il mio santo Nome con le vostre offerte , e co’ vostri idoli . Perciocchè nel mio monte santo , nell’ alto monte d’ Israele , dice il Signore Iddio , quivi mi servirà tutta quanta la casa d’ Israele , che sarà nella terra ; quivi li gradirò , e quivi richiederò le vostre offerte , e le primizie de’ vostri doni , con tutte le vostre cose consacrate . Io vi gradirò co’ vostri soavi odori , dopo che vi avrò tratti fuori d’ infra i popoli , e vi avrò raccolti da’ paesi , dove sarete stati dispersi ; e mi santificherò in voi nel cospetto delle nazioni . E voi conoscerete che io sono il Signore , quando vi avrò condotti nella terra d’ Israele , nel paese del quale io levai la mano , che io lo darei a’ vostri padri . E quivi voi vi ricorderete delle vostre vie , e di tutti i vostri fatti , per li quali vi siete contaminati ; e vi accorerete appo voi stessi per tutti i mali che avete commessi . E conoscerete che io sono il Signore , quando avrò operato inverso voi , per l’ amor del mio Nome ; non secondo le vostre vie malvage , nè secondo i vostri fatti corrotti , o casa d’ Israele , dice il Signore Iddio . LA parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , volgi la tua faccia verso la parte australe , e parla contro al Mezzodì , e profetizza contro alla selva del campo meridionale ; e di’ alla selva del Mezzodì : Ascolta la parola del Signore : Così ha detto il Signore Iddio : Ecco , io accendo in te un fuoco che consumerà in te ogni albero verde , ed ogni albero secco ; la fiamma del suo incendio non si spegnerà , ed ogni faccia ne sarà divampata , dal Mezzodì fino al Settentrione . Ed ogni carne vedrà che io , il Signore , avrò acceso quello ; egli non si spegnerà . Ed io dissi : Ahi lasso me ! Signore Iddio ; costoro dicon di me : Quest’ uomo non è egli un dicitor di parabole ? E la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , volgi la tua faccia verso Gerusalemme , e parla contro a’ luoghi santi , e profetizza contro alla terra d’ Israele ; e di’ alla terra d’ Israele : Così ha detto il Signore : Eccomi contro a te ; io trarrò la mia spada dal suo fodero , e distruggerò di te il giusto , e l’ empio . Perciocchè io ho determinato di distruggere di te il giusto , e l’ empio , perciò sarà tratta la mia spada fuor del suo fodero contro ad ogni carne , dal Mezzodì fino al Settentrione . Ed ogni carne conoscerà che io , il Signore , avrò tratta la mia spada , fuor del suo fodero ; ella non vi sarà più rimessa . Oltre a ciò , tu , figliuol d’ uomo , sospira ; sospira con rottura di lombi , e con amaritudine , nel cospetto loro . E quando ti diranno : Perchè sospiri ? di’ : Per lo grido ; perciocchè la cosa viene ; ed ogni cuore si struggerà , e ogni mano diverrà rimessa , ed ogni spirito si verrà meno , e tutte le ginocchia si dissolveranno in acqua ; ecco , la cosa viene , e sarà messa ad effetto , dice il Signore Iddio . Poi la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , profetizza , e di’ : Così ha detto il Signore : Di’ : La spada , la spada è aguzzata , ed anche è forbita ; è aguzzata , per fare una grande uccisione ; è forbita , acciocchè folgori ; ci potremmo noi rallegrare , o scettro del mio figliuolo , che sprezzi ogni legno ? E il Signore l’ ha data a forbire , per impugnarla ; è una spada aguzzata , e forbita , per darla in mano d’ un ucciditore . Grida , ed urla , o figliuol d’ uomo ; perciocchè ella è contro il mio popolo ; ella è contro a tutti i principi d’ Israele ; il mio popolo non è altro che uomini atterrati per la spada ; perciò , percuotiti in su la coscia . Perciocchè una prova è stata fatta ; e che dunque , se anche lo scettro sprezzante non sarà più ? dice il Signore Iddio . Tu adunque , figliuol d’ uomo , profetizza , e battiti a palme ; la spada sarà raddoppiata fino a tre volte ; essa è la spada degli uccisi ; la spada del grande ucciso che penetrerà fin dentro alle lor camerette . Io ho posto lo spavento della spada sopra tutte le lor porte , per far che ogni cuore si strugga , e per moltiplicar le ruine ; ahi lasso me ! ella è apparecchiata per folgorare ; è aguzzata per ammazzare . O spada , giugni a man destra , colpisci a sinistra , dovunque la tua faccia sarà dirizzata . Io altresì mi batterò a palme , ed acqueterò la mia ira . Io , il Signore , ho parlato . La parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Or tu , figliuol d’ uomo , fatti due vie , dalle quali venga la spada del re di Babilonia ; escano amendue d’ una stessa terra ; ed appiana un certo spazio ; appianalo in capo d’ una strada di città . Fa’ una via , per la quale la spada venga contro a Rabba de’ figliuoli di Ammon ; ed un’ altra , per la quale venga in Giuda contro a Gerusalemme , città forte . Perciocchè il re di Babilonia si è fermato in una forca di strada , in un capo di due vie , per prendere augurio ; egli ha sparse le saette , ha domandati gl’ idoli , ha riguardato nel fegato . L’ augurio è stato , ch’ egli si volgesse dalla man destra , verso Gerusalemme , per rizzar contro ad essa dei trabocchi , per aprir la bocca con uccisione , per alzar la voce con istormo , per rizzar trabocchi contro alle porte , per fare argini , per edificar bastie . Ma ciò è parso un augurio vano a quelli che aveano loro fatti molti giuramenti ; ma ora egli rammemorerà loro l’ iniquità ; acciocchè sieno presi . Perciò , così ha detto il Signore Iddio : Perciocchè voi riducete a memoria la vostra iniquità ; palesandosi i vostri misfatti , e mostrandosi i vostri peccati in tutti i vostri fatti ; perciocchè , dico , voi la riducete a memoria , voi sarete presi a forza di mano . E tu , empio profano , principe d’ Israele , il cui giorno è venuto , nel tempo del colmo dell’ iniquità ; così ha detto il Signore Iddio : Togli cotesta benda reale , e leva via cotesta corona ; ella non sarà più dessa ; io innalzerò colui che è basso , ed abbasserò colui che è innalzato . Io la riverserò , la riverserò , la riverserò ; ed ella non sarà più dessa , fin che venga colui a cui appartiene il giudicio ; ed io gliela darò . E tu , figliuol d’ uomo , profetizza , e di’ : Così ha detto il Signore Iddio , intorno a’ figliuoli di Ammon , ed intorno al lor vituperio : Di’ adunque : La spada , la spada è sguainata ; ella è forbita per ammazzare , per consumare , per folgorare . Mentre ti si veggono visioni di vanità , mentre ti s’ indovina menzogna , mettendoti sopra il collo degli empi uccisi , il cui giorno è venuto , nel tempo del colmo dell’ iniquità ; rimetterebbesi quella spada nel suo fodero ? Io ti giudicherò nel luogo stesso ove sei stata creata , nel tuo natio paese ; e spanderò sopra te il mio cruccio ; io soffierò nel fuoco della mia indegnazione contro a te , e ti darò in man d’ uomini insensati , artefici di distruzione . Tu sarai per pastura del fuoco ; il tuo sangue sarà in mezzo del paese ; tu non sarai più ricordata ; perciocchè io , il Signore , ho parlato . LA parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : E tu , figliuol d’ uomo , non giudicherai tu , non giudicherai tu la città di sangue , e non le farai tu conoscere tutte le sue abbominazioni ? Di’ adunque : Così ha detto il Signore Iddio : Il tempo della città che spande il sangue dentro di sè , e che fa degl’ idoli contro a sè stessa , per contaminarsi , viene . Tu ti sei resa colpevole per lo tuo sangue , che tu hai sparso ; e ti sei contaminata per li tuoi idoli , che tu hai fatti ; ed hai fatti avvicinare i tuoi giorni , e sei giunta alla fine de’ tuoi anni ; perciò , ti ho messa in vituperio appo le nazioni , e in derizione appo tutti i paesi . I paesi che son vicini , e quelli che son lontani di te , si faran beffe di te , o tu contaminata di fama , grande in ruina . Ecco , i principi d’ Israele , dentro di te , si son dati a spandere il sangue , ciascuno secondo il suo potere . Si è sprezzato in te padre , e madre ; si è usata storsione contra il forestiere in mezzo di te ; si è oppressato in te l’ orfano , e la vedova . Tu hai sprezzate le mie cose sante , ed hai profanati i miei sabati . Uomini sparlatori , e calunniatori sono stati in mezzo di te , per ispandere il sangue ; e si è mangiato in te sopra i monti ; si son commesse scelleratezze in mezzo di te . Le vergogne del padre si sono scoperte in te ; si è sforzata in te la donna appartata per la sua immondizia . L’ uno ha commessa abbominazione con la moglie del suo prossimo ; l’ altro ha contaminata la sua nuora con iscelleratezza ; e l’ altro ha violata la sua sorella , figliuola di suo padre , dentro di te . Si son presi presenti in te , per ispandere il sangue ; tu hai presa usura , e vantaggio , ed hai frodati i tuoi prossimi con oppressione , e mi hai dimenticato , dice il Signore Iddio . Laonde ecco , io mi son battuto a palme , per la tua avarizia , che hai usata ; e per lo tuo sangue che è stato in mezzo di te . Potrà il cuor tuo esser fermo , o le tue mani esser forti al tempo che io opererò contro a te ? Io , il Signore , ho parlato , ed altresì opererò . E ti dispergerò fra le nazioni , io ti sventolerò per i paesi , e farò venir meno in te la tua immondizia . E tu sarai profanata dentro di te , nel cospetto delle nazioni ; e conoscerai che io sono il Signore . La parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , la casa d’ Israele mi è divenuta schiuma ; tutti quanti son rame , e stagno , e ferro , e piombo , in mezzo d’ un fornello ; son divenuti schiuma d’ argento . Perciò , così ha detto il Signore Iddio : Perciocchè voi tutti siete divenuti schiume , però , ecco , io vi raduno in mezzo di Gerusalemme . Come si raduna l’ argento , e il rame , e il ferro , e il piombo , e lo stagno , in mezzo d’ un fornello , per soffiarvi su il fuoco per fonder quelle cose : così vi raccorrò nella mia ira , e nel mio cruccio , e vi porrò quivi , e vi struggerò . Così vi radunerò , e soffierò sopra voi nel fuoco della mia indegnazione ; e voi sarete strutti in mezzo di quella . Come l’ argento si strugge nel fornello , così sarete strutti in mezzo di quella ; e voi conoscerete che io , il Signore , avrò versata l’ ira mia sopra voi . La parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , dille : Tu sei un paese che non sei stato nettato , che non sei stato bagnato d’ alcuna pioggia nel giorno del cruccio . Vi è una cospirazione de’ suoi profeti in mezzo di lei ; han divorate le anime come un leone ruggente , che rapisce la preda ; han tolte le facoltà , e le cose preziose ; han moltiplicate le vedove in mezzo di essa . I suoi sacerdoti han violata la mia Legge , ed han profanate le mie cose sante ; non han posta differenza tra la cosa santa , e la profana , e non hanno insegnato a discerner tra la cosa monda , e l’ immonda ; e si sono turati gli occhi , per non prender guardia a’ miei sabati , ed io sono stato profanato nel mezzo di loro . I suoi principi sono stati dentro di essa come lupi che rapiscono la preda , spandendo il sangue , e distruggendo le anime , per saziar la loro avarizia . E i suoi profeti han fatto loro uno smalto mal tegnente ; hanno avute visioni di vanità , ed hanno loro indovinata menzogna , dicendo : Così ha detto il Signore Iddio ; benchè il Signore non avesse parlato . Il popolo del paese ha fatte delle storsioni , e rapine , ed han fatta violenza al povero , ed al bisognoso ; hanno oppressato il forestiere , senza che gli si sia fatta ragione . Ed io ho cercato d’ infra loro alcuno che facesse alcun riparo ; e che si presentasse davanti a me alla rottura , per lo paese ; acciocchè io non lo desertassi ; ma non ne ho trovato alcuno . Perciò , io spanderò sopra loro l’ ira mia ; io li consumerò col fuoco della mia indegnazione ; io renderò loro la lor via in sul capo , dice il Signore Iddio . LA parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , vi erano due donne , figliuole d’ una medesima madre , le quali fornicarono in Egitto nella lor giovanezza ; quivi furono premute le lor mammelle , e quivi fu compresso il seno della lor verginità . Or i nomi loro sono : Ohola , la maggiore ; ed Oholiba , sua sorella ; ma esse divennero mie , e mi partorirono figliuoli , e figliuole ; ed i lor nomi sono : d’ Ohola , Samaria ; e d’ Oholiba , Gerusalemme . Ed Ohola ha fornicato , ricevendo altri in luogo mio , e si è innamorata de’ suoi amanti , degli Assiri , suoi vicini ; vestiti di giacinto , principi , e satrapi , giovani vaghi tutti quanti , cavalieri montati sopra cavalli . E si è abbondonata a fornicar con loro , che erano tutti la scelta de’ figliuoli di Assur ; e si è contaminata con tutti gl’ idoli di coloro , de’ quali ella si era innamorata . E con tutto ciò , ella non ha lasciate le sue fornicazioni di Egitto ; perciocchè gli Egizi erano giaciuti con lei nella sua giovanezza , ed aveano compresso il seno della sua verginità , ed aveano sparse le lor fornicazioni sopra lei . Perciò , io l’ ho data in man de’ suoi amanti , in man de’ figliuoli di Assur , de’ quali ella si era innamorata . Essi hanno scoperte le sue vergogne , hanno presi i suoi figliuoli , e le sue figliuole , ed hanno uccisa lei con la spada ; ed ella è stata famosa fra le donne , ed essi hanno eseguiti giudicii sopra lei . E la sua sorella Oholiba ha veduto ciò , e si è corrotta ne’ suoi innamoramenti più di lei ; e nelle sue fornicazioni , più che la sua sorella nelle sue . Ella si è innamorata de’ figliuoli di Assur , suoi vicini , principi , e satrapi , vestiti perfettamente , cavalieri montati sopra cavalli , giovani vaghi tutti quanti . Ed io ho veduto ch’ ella si era contaminata , che amendue seguivano un medesimo procedere . Anzi , che questa ha sopraggiunto alle fornicazioni dell’ altra ; perciocchè avendo veduti degli uomini ritratti in su la parete , delle immagini di Caldei , dipinte di minio , cinte di cinture sopra i lor lombi , con delle tiare tinte in sul capo , d’ aspetto di capitani tutte quante , di’ sembianza di figliuoli di Babilonia , del paese de’ Caldei , lor terra natia , ella se n’ è innamorata , per lo sguardo degli occhi suoi , ed ha lor mandati ambasciatori nel paese dei Caldei . Ed i figliuoli di Babilonia son venuti con lei a giacitura amorosa , e l’ hanno contaminata con la lor fornicazione , ed ella si è contaminata con loro ; e poi l’ animo suo si è stolto da loro . Ella adunque ha pubblicate le sue fornicazioni , ed ha scoperte le sue vergogne ; laonde l’ animo mio si è stolto da lei , siccome si era stolto dalla sua sorella . E pure anch’ ella ha accresciute le sue fornificazioni , ricordandosi dei giorni della sua giovanezza , quando fornicava nel paese di Egitto ; e si è innamorata degli Egizi , più che le lor concubine stesse ; perciocchè la lor carne è carne d’ asini , e il lor flusso è flusso di cavalli . Così tu sei tornata alla scelleratezza della tua fanciullezza , quando le tue mammelle furon compresse dagli Egizi , a cagione de’ tuoi seni di fanciulla . Perciò , Oholiba , così ha detto il Signore Iddio : Ecco , io eccito contro a te i tuoi amanti , da’ quali l’ animo tuo si è stolto ; e li farò venire sopra te d’ ogni intorno . Cioè : i figliuoli di Babilonia , e tutti i Caldei ; que’ di Pecod , di Soa , di Coa , e tutti i figliuoli di Assur con loro , giovani vaghi , principi , e satrapi , tutti quanti ; capitani , ed uomini famosi , montati sopra cavalli tutti quanti . E verranno contro a te con carri , con carrette , e con ruote , e con gran raunata di genti ; porranno contro a te d’ ogn’ intorno scudi , e targhe , ed elmi ; ed io metterò in lor potere il far giudicio , ed essi ti giudicheranno de’ lor giudicii . Ed io eseguirò la mia gelosia contro a te , ed essi opereranno inverso te con ira ; ti taglieranno il naso , e gli orecchi , e ciò che di te sarà rimasto caderà per la spada ; prenderanno i tuoi figliuoli , e le tue figliuole ; e il tuo rimanente sarà consumato per lo fuoco . E ti spoglieranno dei tuoi vestimenti , e rapiranno gli ornamenti della tua magnificenza . Ed io farò venir meno in te la tua scelleratezza , e la tua fornicazione , nel paese di Egitto ; e tu non leverai più gli occhi a loro , e non ricorderai più l’ Egitto . Perciocchè , così ha detto il Signore Iddio : Ecco , io ti do in man di coloro che tu odii : in man di coloro da’ quali l’ animo tuo si è stolto . Ed essi procederanno teco con odio , e rapiranno tutti i tuoi beni , e ti lasceranno ignuda , e scoperta ; e sarà palesata la turpitudine delle tue fornicazioni , e la tua scelleratezza , e le tue prostituzioni . Io ti farò queste cose , perciocchè tu hai fornicato dietro alle genti ; perciocchè tu ti sei contaminata co’ loro idoli . Tu sei camminata nella via della tua sorella ; io altresì ti darò in mano la sua coppa . Così ha detto il Signore Iddio : Tu berrai la coppa profonda , e larga , della tua sorella ; tu sarai in derisione , ed in ischerno ; quella coppa sarà di gran capacità . Tu sarai ripiena di ebbrezza , e di affanno , per la coppa della desolazione , e del disertamento , per la coppa di Samaria , tua sorella . E tu la berrai , e la succerai , e ne spezzerai i testi , e ti strapperai le mammelle ; perciocchè io ho parlato , dice il Signore Iddio . Perciò così ha detto il Signore Iddio : Perciocchè tu mi hai dimenticato , e mi hai gettato dietro alle spalle , tu altresì porta la tua scelleratezza , e le tue fornicazioni . Poi il Signore mi disse : Figliuol d’ uomo , non giudicherai tu Ohola , ed Oholiba ? or dichiara loro le loro abbominazioni . Perciocchè han commesso adulterio , e vi è del sangue nelle lor mani , ed han commesso adulterio co’ loro idoli ; ed anche han fatti passar per lo fuoco i lor figliuoli , i quali mi aveano partoriti , per consumarli . Ancor questo mi han fatto : in quel medesimo giorno hanno contaminato il mio santuario , ed han profanati i miei sabati . E dopo avere scannati i lor figliuoli a’ loro idoli , son venute in quel medesimo giorno nel mio santuario , per profanarlo ; ed ecco , così han fatto dentro della mia Casa . Ed oltre a ciò , han mandato ad uomini , vegnenti di lontano , i quali , tosto che il messo è stato loro mandato , son venuti ; ed alla giunta loro , tu ti sei lavata , tu ti sei lisciato il viso , e ti sei adorna di ornamenti . E ti sei posta a sedere sopra un letto magnifico , davanti al quale era una tavola apparecchiata ; e sopra quella tu hai posti i miei profumi , ed i miei olii odoriferi . Quivi è stato uno strepito di moltitudine sollazzante ; ed oltre agli uomini della turba del popolazzo , sono stati introdotti degli ubriachi del deserto ; i quali han poste delle maniglie in su le mani di quelle due donne , ed una corona di gloria sopra le lor teste . Ed io ho detto di quella , invecchiata in adulterii : Ora fornicheranno essi con lei a suo modo . Altri dunque è venuto a lei , come si viene ad una meretrice ; così son venuti coloro ad Ohola , e ad Oholiba , donne scellerate . Perciò , gli uomini giusti le giudicheranno , come si giudicano le adultere , e quelle che spandono il sangue ; conciossiachè esse sieno adultere , ed abbiano del sangue nelle lor mani . Perciocchè , così ha detto il Signore Iddio : Io fo venir contro a loro una gran raunata di genti , e le metterò in turbamento ed in preda . E quella raunata le lapiderà con pietre , e le taglierà a pezzi con le sue spade ; ucciderà i lor figliuoli , e le lor figliuole , e brucerà le lor case col fuoco . Ed io farò cessar la scelleratezza nel paese ; e tutte le donne saranno ammaestrate a non fare secondo le vostre scelleratezze . E coloro vi metteranno la vostra scelleratezza addosso ; e voi porterete i peccati de’ vostri idoli , e conoscerete che io sono il Signore Iddio . OR nell’ anno nono , del decimo mese , nel decimo giorno del mese , la parola del Signore mi fu indirizzata dicendo : Figliuol d’ uomo , scriviti il nome di questo giorno , di questo stesso giorno ; il re di Babilonia si è posto sopra Gerusalemme questo stesso giorno . E proponi una parabola a questa casa ribelle , e di’ loro : Così ha detto il Signore Iddio : Metti la pignatta al fuoco ; mettivela ed anche versavi dentro dell’ acqua . Raccogli i suoi pezzi di carne dentro di essa , ogni buon pezzo , coscia , e spalla ; empila della scelta delle ossa . Prendi delle migliori bestie della greggia , e anche disponi le ossa nel fondo di essa ; falla bollire a gran bollori , e sieno anche le sue ossa cotte dentro di essa . Perciò , così ha detto il Signore Iddio : Guai alla città di sangue , alla pignatta , che ha dentro di sè la sua bruttura , la cui bruttura non è uscita fuori ! vuotala a pezzo a pezzo ; non traggasi la sorte sopra essa . Conciossiachè il suo sangue sia stato in mezzo di lei ; essa l’ ha posto sopra un sasso liscio , non l’ ha sparso in terra , per coprirlo di polvere . Io altresì , montando in ira , per far vendetta , metterò il suo sangue sopra un sasso liscio , acciocchè non sia coperto . Perciò , così ha detto il Signore Iddio : Guai alla città di sangue ! anch’ io farò una grande stipa ; mettendovi legne assai , accendendo il fuoco , e facendo consumar la carne , e riducendola ad esser come una composizione di odori ; talchè anche le ossa saranno arse . Poi facendola star vuota sopra le sue brace ; acciocchè si riscaldi , e sia bruciato il suo rame , e che la sua bruttura sia strutta in mezzo di essa , e che la sua schiuma sia consumata . Ella si è affaticata intorno a cose vane , e la sua grossa schiuma non è uscita fuor di lei ; la sua schiuma non è uscita per lo fuoco . Vi è scelleratezza nella tua immondizia ; perciocchè io ti avea nettata , e tu non sei stata netta ; tu non sarai più nettata della tua immondizia , finchè io abbia acquetata l’ ira mia sopra te . Io , il Signore , ho parlato ; la cosa avverrà , ed io l’ eseguirò ; io non la rivocherò , e non risparmierò , e non mi pentirò . Coloro ti giudicheranno secondo le tue vie , e secondo i tuoi fatti , dice il Signore Iddio . La parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , ecco , io ti tolgo il desio de’ tuoi occhi , per una piaga ; e tu , non farne cordoglio , e non piangerne , e non ispanderne lagrime . Rimanti di sospirare , non far duolo di morto ; legati la tua tiara in sul capo , e mettiti le tue scarpe ne’ piedi , e non velarti il labbro disopra , e non mangiare il pan delle persone afflitte . Io parlai adunque la mattina al popolo , e la sera la mia moglie morì ; e la mattina seguente feci come mi era stato comandato . E il popolo mi disse : Non ci dichiarerai tu ciò che ci significano queste cose che tu fai ? Ed io risposi loro : La parola del Signore mi è stata indirizzata , dicendo : Di’ alla casa d’ Israele : Così ha detto il Signore Iddio : Ecco , io profano il mio santuario , la magnificenza della vostra forza , il desio degli occhi vostri , e la tenerezza delle anime vostre ; e i vostri figliuoli , e le vostre figliuole , che voi avete lasciate , caderanno per la spada . E voi farete come ho fatto io ; voi non vi velerete il labbro di sopra , e non mangerete il pane delle persone afflitte ; ed avrete le vostre tiare in su la testa , e le vostre scarpe ne’ piedi ; non farete cordoglio , e non piangerete ; ma vi struggerete per le vostre iniquità , e gemerete l’ un con l’ altro . Ed Ezechiele vi sarà per segno ; voi farete del tutto come egli ha fatto ; quando ciò sarà avvenuto , voi conoscerete che io sono il Signore Iddio . E quant’ è a te , figliuol d’ uomo , nel giorno che io torrò loro la lor forza , la gioia della lor gloria , il desio degli occhi loro , e l’ intento delle anime loro , i lor figliuoli , e le lor figliuole ; in quel giorno , colui che sarà scampato non verrà egli a te , per fartene saper le novelle ? In quel giorno la bocca tua ti sarà aperta , per parlar con colui che sarà scampato , e tu parlerai , e non sarai più mutolo , e sarai loro per segno ; ed essi conosceranno che io sono il Signore . LA parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , volgi la tua faccia verso i figliuoli di Ammon , e profetizza contro a loro ; e di’ a’ figliuoli di Ammon : Ascoltate la parola del Signore Iddio : Così ha detto il Signore Iddio : Perciocchè tu hai detto : Eia ! contro al mio santuario , perchè era profanato ; e contro alla terra d’ Israele , perchè era desolata ; e contro alla casa di Giuda , perchè andavano in cattività ; perciò , ecco io ti do in eredità a’ figliuoli d’ Oriente , ed essi porranno i lor castelli in te , e rizzeranno in te i lor padiglioni ; essi mangeranno i tuoi frutti , e berranno il tuo latte . Ed io ridurrò Rabba in albergo di cammelli , e il luogo de’ figliuoli di Ammon in mandra di pecore ; e voi conoscerete che io sono il Signore . Imperocchè , così ha detto il Signore Iddio : Perciocchè tu ti sei battuta a palme , ed hai scalpitata la terra co’ piedi , e oltre a tutto il tuo sprezzo , tu ti sei rallegrata nell’ animo per lo paese d’ Israele ; per questo , ecco , io stendo la mia mano sopra te , e ti darò in preda alle nazioni , e ti sterminerò d’ infra i popoli , e ti farò perire d’ infra i paesi ; io ti distruggerò , e tu conoscerai che io sono il Signore . Così ha detto il Signore Iddio : Perciocchè Moab e Seir hanno detto : Ecco , la casa di Giuda è come tutte le altre nazioni ; perciò , ecco , io aprirò il lato di Moab , dal canto delle città , dal canto delle sue città , che sono all’ estremità del suo paese ; il bel paese di Bet-iesimot , di Baal-meon , e di Chiriataim , a’ figliuoli d’ Oriente ; oltre al paese dei figliuoli di Ammon , il quale io ho loro dato in eredità ; acciocchè i figliuoli di Ammon non sieno più mentovati fra le nazioni . E farò giudicii sopra Moab , ed essi conosceranno ch’ io sono il Signore . Così ha detto il Signore Iddio : Per ciò che Edom ha fatto , prendendo vendetta della casa di Guida ; perchè si son renduti colpevoli , vendicandosi di loro ; perciò così ha detto il Signore Iddio : Io stenderò la mia mano sopra Edom , e ne sterminerò uomini e bestie ; e lo ridurrò in deserto , fin da Teman ; e caderanno per la spada fino a Dedan . E farò la mia vendetta sopra Edom , per man del mio popolo Israele ; ed essi opereranno contro ad Edom secondo la mia ira , e secondo il mio cruccio ; ed essi conosceranno la mia vendetta , dice il Signore Iddio . Così ha detto il Signore Iddio : Perciocchè i Filistei son proceduti con vendetta , ed hanno presa vendetta , per isprezzo , con diletto , per distruggere per inimicizia antica ; perciò , così ha detto il Signore Iddio : Ecco , io stendo la mia mano sopra i Filistei , e sterminerò i Cheretei , e distruggerò il rimanente del lito del mare . E farò sopra loro gran vendette , con castighi d’ ira ; ed essi conosceranno che io sono il Signore , quando avrò eseguite le mie vendette sopra loro . Ed avvenne , nell’ anno undecimo , nel primo giorno del mese , che la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , perciocchè Tiro ha detto di Gerusalemme : Eia ! quella che era la porta de’ popoli è ruinata , ella è rivolta a me ; io mi empierò , ella è deserta ; perciò , così ha detto il Signore Iddio : Eccomi contro a te , o Tiro ; e farò salir contro a te molte genti , come il mare fa salir le sue onde . E quelle guasteranno le mura di Tiro , e diroccheranno le sue torri ; ed io ne raschierò la polvere , e la renderò simile ad un sasso ignudo . Ella sarà in mezzo del mare un luogo da stendervi le reti da pescare : perciocchè io ho parlato , dice il Signore Iddio ; e sarà in preda alle genti . E le sue città , che sono in terra ferma , saran messe a fil di spada ; e conosceranno che io sono il Signore . Perciocchè , così ha detto il Signore Iddio : Ecco , io fo venire di Settentrione , contro a Tiro , Nebucadnesar , re di Babilonia , re dei re , con cavalli , e con carri , e con cavalieri , e con raunata di gente , e molto popolo . Egli metterà a fil di spada le tue città , che sono in terra ferma ; e rizzerà contro a te delle bastie , e farà contro a te degli argini , e leverà contro a te lo scudo ; e percoterà le tue mura co’ suoi trabocchi , e diroccherà le tue torri co’ suoi picconi . Cotanto sarà grande la moltitudine dei suoi cavalli , che la lor polvere ti coprirà ; per lo strepito de’ cavalieri , e delle ruote , e de’ carri , le tue mura tremeranno , quando egli entrerà dentro alle tue porte , come si entra in una città sforzata . Egli calcherà tutte le tue strade con le unghie de’ suoi cavalli , ucciderà il tuo popolo con la spada , e le statue della tua gloria caderanno a terra . Ed essi prederanno le tue facoltà , e ruberanno le tue mercatanzie , e disfaranno le tue mura , e distruggeranno le tue belle case , e getteranno in mezzo delle acque le tue pietre , e il tuo legname , e la tua polvere . Ed io farò cessar lo strepito delle tue canzoni , e il suono delle tue cetere non sarà più udito . Ed io ti renderò simile ad un sasso ignudo ; tu sarai un luogo da stender le reti da pescare , tu non sarai più riedificata ; perciocchè io , il Signore , ho parlato , dice il Signore Iddio . Così ha detto il Signore Iddio a Tiro : Le isole non tremeranno esse per lo romore della tua caduta , quando i feriti gemeranno , quando l’ uccisione si farà in mezzo di te ? Tutti i principi del mare scenderanno anch’ essi d’ in su i lor troni , e torranno via i loro ammanti , e spoglieranno i lor vestimenti di ricami ; si vestiranno di spaventi , sederanno sopra la terra , e tremeranno ad ogni momento , e saranno attoniti di te . E prenderanno a fare un lamento di te , e ti diranno : Come sei perita , tu , che eri abitata da gente di marina , città famosa , che eri forte in mare ; tu , e i tuoi abitanti , i quali si facevan temere a tutti quelli che dimoravano in te ! Ora le isole saranno spaventate nel giorno della tua caduta , e le isole che son nel mare saranno conturbate per la tua uscita . Perciocchè , così ha detto il Signore Iddio : Quando io ti avrò renduta città deserta , come son le città disabitate ; quando avrò fatto traboccar sopra te l’ abisso , e le grandi acque ti avran coperta ; e ti avrò fatta scendere , con quelli che scendono nella fossa , al popolo antico ; e ti avrò stanziata nelle più basse parti della terra , ne’ luoghi desolati ab antico , con quelli che scendono nella fossa , acciocchè tu non sii mai più abitata , allora rimetterò la gloria nella terra de’ viventi . Io farò che tu non sarai altro che spaventi , e tu non sarai più ; e sarai cercata , ma non sarai giammai più in perpetuo trovata , dice il Signore Iddio . LA parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : E tu , figliuol d’ uomo , prendi a far lamento di Tiro . E di’ a Tiro , che è posta all’ entrata del mare , che mercanteggia co’ popoli in molte isole : Così ha detto il Signore Iddio : O Tiro , tu hai detto : Io son compiuta in bellezza . I tuoi confini erano nel cuor del mare ; i tuoi edificatori ti aveano fatta compiutamente bella . Fabbricavano tutte le tue navi di tavole d’ abeti di Senir ; prendevano de’ cedri del Libano , per farti degli alberi di nave ; facevano i tuoi remi di querce di Basan ; facevano i tuoi tavolati di avorio , e di legno di busso , che era portato dalle isole di Chittim . Il fin lino di Egitto , lavorato a ricami , era ciò che tu spiegavi in luogo di vela ; il giacinto , e la porpora , venuta dalle isole di Elisa , erano il tuo padiglione . Gli abitanti di Sidon , e di Arvad , erano tuoi vogatori ; i tuoi savi , o Tiro , erano in te ; erano i tuoi nocchieri . Gli anziani di Ghebal , e i suoi savi , erano in te , riparando le tue navi sdrucite ; tutte le navi del mare , ed i lor marinai , erano in te , per trafficar teco . Que’ di Persia , e di Lud , e di Put , erano tuoi soldati , ne’ tuoi eserciti ; appiccavano in te lo scudo e l’ elmo ; essi ti rendevano magnifica . I figliuoli di Arvad , e il tuo esercito , erano sopra le tue mura , attorno attorno ; e i Gammadei erano nelle tue torri , appiccavano le lor targhe alle tue mura d’ ogni’ intorno ; essi aggiungevano perfezione alla tua bellezza . La gente di Tarsis mercanteggiava teco , con ricchezze d’ ogni maniera in abbondanza ; frequentavano le tue fiere , con argento , ferro , stagno , e piombo . Que’ di Iavan , di Tubal , e di Mesec , eran tuoi mercatanti ; frequentavano i tuoi mercati con anime umane , e vasellamenti di rame . Que’ della casa di Togarma frequentavano le tue fiere con cavalli , e cavalcatori , e muli . I figliuoli di Dedan erano tuoi mercatanti ; molte isole passavano per lo traffico delle tue mani ; ti pagavano presenti di denti di avorio , e d’ ebano . La Siria trafficava teco della moltitudine de’ tuoi lavori ; frequentava le tue fiere , con ismeraldi , e porpora , e ricami , e bisso , e coralli , e rubini . Que’ di Giuda , e del paese d’ Israele , erano tuoi mercatanti ; frequentavano i tuoi mercati , con grani di Minnit , e Fannag , e miele , e olio , e balsamo . Damasco faceva traffico teco della moltitudine de’ tuoi lavorii , con robe d’ ogni maniera in abbondanza ; con vino di Helbon , e con lana candida . Dan ancora , e il vagabondo Iavan frequentavano le tue fiere ; e facevano che ne’ tuoi mercati vi era ferro forbito , cassia , e canna odorosa . Que’ di Dedan erano tuoi mercatanti , in panni nobili , da cavalli , e da carri , Gli Arabi , e tutti i principi di Chedar , negoziavano teco ; facevano teco traffico d’ agnelli , e di montoni , e di becchi . I mercatanti di Seba , e di Raema , trafficavano teco ; frequentavano le tue fiere con aromati squisiti , e con pietre preziose d’ ogni maniera , e con oro . Que’ di Haran , di Canne , e di Eden , mercatanti di Seba , e que’ di Assiria , e di Chilmad , trafficavano teco . Essi negoziavano teco in grosso , di balle di giacinto , e di ricami , e di casse di vestimenti preziosi , legate di corde , e fatte di legno di cedro . Le navi di Tarsis erano le tue carovane , ne’ tuoi mercati ; e tu sei stata ripiena , e grandemente glorificata nel cuor de’ mari . I tuoi vogatori ti hanno condotta in alto mare ; il vento orientale ti ha rotta nel cuor del mare . Le tue ricchezze , e le tue fiere , e il tuo traffico , i tuoi marinai , e i tuoi nocchieri , quelli che riparavano le tue navi sdrucite , e i tuoi fattori , e tutta la tua gente di guerra , ch’ era in te , insieme con tutto il popolo , ch’ era in mezzo di te , caderanno nel cuor del mare , nel giorno della tua ruina . Alla voce del grido de’ tuoi nocchieri , le barche tremeranno . E tutti quelli che trattano il remo , i marinai , e tutti i nocchieri del mare , smonteranno dalle lor navi , e si fermeranno in terra . E faranno sentir la lor voce sopra te , e grideranno amaramente , e si getteranno della polvere in sul capo , e si voltoleranno nella cenere . E per te si dipeleranno , e si cingeranno di sacchi , e piangeranno per te con amaritudine d’ animo , con amaro cordoglio . E prenderanno a far lamento di te , nelle lor doglianze , e diranno di te ne’ lor rammarichii : Chi era come Tiro ? chi era pari a quella che è stata distrutta in mezzo del mare ? All’ uscir delle tue fiere per mare , tu saziavi molti popoli ; tu arricchivi i re della terra per l’ abbondanza delle tue ricchezze , e del tuo commercio . Nel tempo che tu sei stata rotta dal mare , nelle profondità delle acque , la tua mercatanzia , e tutto il tuo popolo son caduti in mezzo di te . Tutti gli abitanti delle isole sono stati attoniti di te , e i loro re ne hanno avuto orrore , e ne sono stati conturbati in faccia . I mercatanti fra i popoli hanno zufolato sopra te ; tu sei divenuta tutta spaventi , e tu non sarai mai più in perpetuo . La parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , di’ al principe di Tiro : Così ha detto il Signore Iddio : Perciocchè il tuo cuore si è innalzato , e tu hai detto : Io son Dio , io seggo nel seggio di Dio , nel cuor del mare , e pur tu sei uomo , e non Dio ; ed hai fatto il cuor tuo simile al cuor di Dio ; ecco , tu sei più savio che Daniele ; niun segreto ti è nascosto ; tu hai acquistate gran facoltà per la tua sapienza , e per lo tuo intendimento ; ed hai adunato oro ed argento ne’ tuoi tesori . Per la grandezza della tua sapienza , con la tua mercatanzia , tu hai accresciute le tue facoltà ; e il cuor tuo si è innalzato per le tue facoltà . Perciò , così ha detto il Signore Iddio : Perciocchè tu hai fatto il cuor tuo simile al cuor di Dio ; perciò , ecco , io fo venir sopra te degli stranieri , i più fieri d’ infra le nazioni ; ed essi sguaineranno le loro spade contro alla bellezza della tua sapienza , e contamineranno il tuo splendore ; ti faranno scender nella fossa , e tu morrai delle morti degli uccisi , nel cuor del mare . Dirai tu pure : Io son Dio , dinanzi a colui che ti ucciderà ? ma tu sarai pur uomo , e non Dio , nella mano di colui che ti ferirà a morte . Tu morrai delle morti degl’ incirconcisi , per man di stranieri ; perciocchè io ho parlato , dice il Signore Iddio . La parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , prendi a far lamento sopra il re di Tiro , e digli : Così ha detto il Signore Iddio : Tu eri al sommo , pieno di sapienza e perfetto in bellezza . Tu eri in Eden , giardin di Dio ; tu eri coperto di pietre preziose , di rubini , di topazi , di diamanti , di grisoliti , di pietre onichine , di diaspri , di zaffiri , di smeraldi , e di carbonchi , e di oro ; l’ arte de’ tuoi tamburi , e de’ tuoi flauti era appo te ; quella fu ordinata nel giorno che tu fosti creato . Tu eri un cherubino unto , protettore ; ed io ti avea stabilito ; tu eri nel monte santo di Dio , tu camminavi in mezzo alle pietre di fuoco . Tu sei stato compiuto nelle tue faccende , dal giorno che tu fosti creato , finchè si è trovata iniquità in te . Nella moltitudine del tuo traffico , il didentro di te è stato ripieno di violenza , e tu hai peccato ; perciò , io altresì ti ho scacciato , come profano , dal monte di Dio ; e ti ho distrutto , o cherubino protettore , di mezzo alle pietre di fuoco . Il tuo cuore si è innalzato per la tua bellezza ; tu hai corrotta la tua sapienza per lo tuo splendore ; io ti ho gettato a terra , io ti ho esposto alla vista dei re , acciocchè ti riguardino . Tu hai profanati i tuoi santuari , per la moltitudine della tua iniquità , nella dislealtà della tua mercatanzia ; laonde io ho fatto uscir del mezzo di te un fuoco , il quale ti ha divorato ; e ti ho ridotto in cenere sopra la terra , nel cospetto di tutti quei che ti veggono . Tutti coloro , d’ infra i popoli , che ti conoscono , sono stati attoniti di te ; tu non sei più altro che spaventi ; giammai in eterno tu non sarai più . La parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuolo d’ uomo , volgi la tua faccia verso Sidon , e profetizza contro ad essa , e di’ : Così ha detto il Signore Iddio : Eccomi contro a te , Sidon , e sarò glorificato in mezzo di te ; e si conoscerà che io sono il Signore , quando avrò eseguiti i miei giudicii contro ad essa , e sarò stato santificato in essa . E manderò in lei la pestilenza , e il sangue nelle sue strade ; e gli uccisi caderanno in mezzo di essa , per la spada , che sarà sopra lei d’ ogn’ intorno ; e si conoscerà che io sono il Signore . Ed essa non sarà più alla casa d’ Israele uno stecco pungente , nè una spina dolorosa , più che tutti gli altri lor vicini , che li rubano ; e si conoscerà che io sono il Signore Iddio . Così ha detto il Signore Iddio : Quando io avrò raccolti que’ della casa d’ Israele , d’ infra i popoli fra i quali saranno stati dispersi io sarò santificato in loro nel cospetto delle genti , ed essi abiteranno nel lor paese , che io ho dato a Giacobbe , mio servo . Ed abiteranno in esso in sicurtà , ed edificheranno case , e pianteranno vigne , ed abiteranno sicuramente , dopo che io avrò eseguiti i miei giudicii sopra tutti quelli che li hanno rubati d’ ogn’ intorno ; e conosceranno che io sono il Signore Iddio loro . NELL’ anno decimo , nel duodecimo giorno del mese , la parola del Signore mi fu indirizzato , dicendo : Figliuol d’ uomo , volgi la tua faccia contro a Faraone , re di Egitto , e profetizza contro a lui , e contro a tutto l’ Egitto . Parla , e di’ : Così ha detto il Signore Iddio : Eccomi sopra te , Faraone , re di Egitto , gran coccodrillo , che giaci in mezzo de’ tuoi fiumi ; che hai detto : Il mio fiume è mio ; ed io mi son fatto me stesso . E ti metterò de’ graffi nelle mascelle , e farò che il pesce de’ tuoi fiumi si attaccherà alle tue scaglie , e ti trarrò fuor di mezzo de’ tuoi fiumi , e tutto il pesce de’ tuoi fiumi resterà attaccato alle tue scaglie . E ti esporrò in abbandono nel deserto , te , e tutto il pesce dei tuoi fiumi ; tu caderai sopra la campagna , tu non sarai nè raccolto , nè ricercato ; io ti ho dato per pasto alle fiere della terra , ed agli uccelli del cielo . E tutti gli abitatori di Egitto conosceranno che io sono il Signore ; perciocchè sono stati un sostegno di canna alla casa d’ Israele . Quando essi ti han preso in mano , tu ti sei rotto , ed hai lor forato tutto il costato ; e quando si sono appoggiati sopra te , tu ti sei spezzato , e li hai tutti lasciati star ritti sopra i lombi . Perciò , così ha detto il Signore Iddio : Ecco , io fo venir sopra te la spada , e distruggerò di te uomini e bestie . E il paese di Egitto sarà ridotto in desolazione , e in deserto ; e si conoscerà che io sono il Signore ; perciocchè egli ha detto : Il fiume è mio , ed io l’ ho fatto . Perciò , eccomi contro a te , e contro al tuo fiume ; e ridurrò il paese di Egitto in deserto di solitudine , e di desolazione , da Migdol a Sevene , fino al confine di Etiopia . Alcun piè , nè d’ uomo , nè di bestia , non passerà per esso ; e resterà quarant’ anni senza essere abitato . E ridurrò il paese di Egitto in desolazione , fra i paesi desolati ; e le sue città saranno distrutte , fra le città deserte , lo spazio di quarant’ anni ; ed io dispergerò gli Egizi fra le genti , e li sventolerò fra i paesi . Perciocchè , così ha detto il Signore Iddio : In capo di quarant’ anni , io raccoglierò gli Egizi d’ infra i popoli , dove saranno stati dispersi . E ritrarrò di cattività gli Egizi , e li ricondurrò nel paese di Patros , nel lor paese natio ; e quivi saranno un regno basso . Esso sarà basso , più che alcun altro regno , e non si eleverà più sopra le genti ; io li farò piccoli , acciocchè non signoreggino più sopra le nazioni . E l’ Egitto non sarà più alla casa d’ Israele per confidanza , per far che sia ricordata l’ iniquità , commessa in ciò ch’ esso ha riguardato dietro a loro ; e conosceranno che io sono il Signore Iddio . Or avvenne , nell’ anno ventisettesimo , nel primo giorno del primo mese , che la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , Nebucadnesar , re di Babilonia , ha adoperato il suo esercito in grave servitù contro a Tiro ; ogni testa n’ è stata dipelata , ed ogni spalla scorticata ; e nè egli , nè il suo esercito , non hanno avuto alcun premio per Tiro , della servitù , nella quale si sono adoperati contro ad essa . Perciò , così ha detto il Signore Iddio : Ecco , io dono a Nebucadnesar , re di Babilonia , il paese di Egitto ; ed egli ne menerà via il popolo , e ne spoglierà le spoglie , e ne prederà la preda ; e ciò sarà il premio del suo esercito . Io gli ho dato il paese di Egitto , per premio dell’ opera sua , nella quale si è adoperato contro ad essa ; conciossiachè abbiano operato per me , dice il Signore Iddio . In quel giorno , io farò rigermogliare il corno della casa d’ Israele , e a te darò , apritura di bocca in mezzo di loro ; e conosceranno che io sono il Signore . LA parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , profetizza , e di’ : Così ha detto il Signore Iddio : Urlate , e dite : Ohimè lasso ! qual giorno è questo ! Perciocchè vicino è il giorno , vicino è il giorno del Signore ; sarà un giorno nuvoloso , il tempo delle nazioni . E la spada verrà sopra l’ Egitto , e vi sarà spavento in Etiopia , quando gli uccisi caderanno in Egitto , e quando si menerà via la sua moltitudine , e quando i suoi fondamenti si disfaranno . Cus , e Put , e Lud , e tutto il popolo mischiato , e Cub , e que’ del paese del patto , caderanno con loro per la spada . Così ha detto il Signore : Quelli che sostengono l’ Egitto caderanno , e l’ alterezza della sua forza sarà abbattuta ; cadranno in esso per la spada , da Migdol a Sevene , dice il Signore Iddio ; e saran desolati fra i paesi desolati , e le città d’ Egitto saranno fra le città deserte ; e conosceranno che io sono il Signore , quando avrò messo il fuoco in Egitto , e quando tutti i suoi aiutatori saranno stati rotti . In quel giorno partiranno de’ messi dalla mia presenza sopra navi , per ispaventar l’ Etiopia , che se ne sta in sicurtà ; e vi sarà fra loro lo spavento , come nel giorno di Egitto ; perciocchè , ecco , la cosa viene . Così ha detto il Signore Iddio : Io farò venir meno la moltitudine di Egitto , per man di Nebucadnesar , re di Babilonia . Egli , e il suo popolo con lui , che sono i più fieri delle genti , saranno condotti a guastare il paese , e sguaineranno le loro spade sopra gli Egizi ed empieranno di uccisi il paese . Ed io ridurrò i fiumi in luogo arido , e venderò il paese in man di genti malvage ; e distruggerò il paese , e tutto quel che è in esso , per man di stranieri . Io , il Signore , ho parlato . Così ha detto il Signore Iddio : Io distruggerò ancora gl’ idoli , e farò venir meno i falsi dii di Nof , e non vi sarà più principe che sia del paese di Egitto ; e metterò spavento nel paese di Egitto . E deserterò Patros , e metterò il fuoco in Soan , e farò giudicii in No . E spanderò la mia ira sopra Sin , fortezza di Egitto ; e sterminerò la moltitudine di No . E metterò il fuoco in Egitto ; Sin sarà in gran travaglio , e No sarà smantellata , e Nof non sarà altro che angosce tuttodì . I giovani di Aven , e di Pibeset , caderanno per la spada , e queste due città andranno in cattività . E il giorno scurerà in Tafnes , quando io romperò quivi le sbarre di Egitto ; e l’ alterezza della sua forza verrà meno in essa ; una nuvola la coprirà ; e quant’ è alle sue città , andranno in cattività . Ed io farò giudicii sopra l’ Egitto , ed essi conosceranno che io sono il Signore . Ora nell’ anno undecimo , nel settimo giorno del primo mese , la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , io ho rotto il braccio di Faraone , re di Egitto ; ed ecco , non è stato curato , applicandovi de’ medicamenti , e ponendovi delle fasce , per fasciarlo , e per fortificarlo , per poter tenere in mano la spada . Perciò , così ha detto il Signore Iddio : Eccomi contro a Faraone , re di Egitto , e gli romperò le braccia , così quel ch’ è ancora saldo , come quel che già è rotto ; e gli farò cader la spada di mano . E dispergerò gli Egizi fra le nazioni , e li sventolerò per li paesi . E fortificherò le braccia del re di Babilonia , e gli metterò la mia spada in mano ; e romperò le braccia di Faraone , ed egli gemerà davanti a lui , dei gemiti d’ un uomo ferito a morte . Così fortificherò le braccia del re di Babilonia , e le braccia di Faraone caderanno ; e si conoscerà che io sono il Signore , quando avrò data la mia spada in man del re di Babilonia , ed egli l’ avrà stesa contro al paese di Egitto . E dispergerò gli Egizi fra le nazioni , e li sventolerò per li paesi ; e conosceranno che io sono il Signore . AVVENNE , eziandio , nell’ anno undecimo , nel primo giorno del terzo mese , che la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , di’ a Faraone , re di Egitto , ed alla sua moltitudine : A chi sei tu simile nella tua grandezza ? Ecco l’ Assirio ; egli era un cedro nel Libano , bello di frondi , ed ombroso di rami , e alto di tronco ; e la sua cima era fra rami folti . Le acque l’ aveano fatto crescere , l’ abisso l’ avea fatto divenir alto ; esso , co’ suoi fiumi , andava d’ intorno alla sua pianta , e rimandava i suoi condotti a tutti gli alberi della campagna . Perciò , la sua altezza si era elevata sopra tutti gli alberi della campagna , ed i suoi rami erano moltiplicati , e i suoi ramoscelli si erano allungati , per la copia delle acque , che l’ aveano adacquato , mentre metteva . Tutti gli uccelli del cielo si annidavano ne’ suoi rami , e tutte le bestie della campagna figliavano sotto a’ suoi ramoscelli ; e tutte le gran nazioni dimoravano all’ ombra sua . Egli era adunque bello nella sua grandezza , nella lunghezza de’ suoi rami ; perciocchè la sua radice era presso a grandi acque . I cedri non gli facevano ombra nel giardin di Dio ; gli abeti non eran simili pure a’ suoi rami ; ed i platani non eran pur come i suoi ramoscelli ; niun albero , nel giardino del Signore , lo pareggiava di bellezza . Io l’ avea fatto bello nella moltitudine de’ suoi rami ; e tutti gli alberi di Eden , ch’ erano nel giardino di Dio , l’ invidiavano . Perciò , così ha detto il Signore Iddio : Perciocchè tu ti sei elevato in altezza ; e ch’ esso ha messe le sue vette di mezzo i rami folti , che il suo cuor si è elevato nella sua altezza ; io l’ ho dato in man del più forte delle nazioni , per far di lui ad ogni suo volere , e l’ ho scacciato per la sua empietà . E stranieri , i più fieri delle nazioni l’ hanno tagliato , e l’ han lasciato in abbandono ; i suoi rami son caduti su per li monti , e per tutte le valli ; ed i suoi ramoscelli sono stati rotti per tutte le pendici della terra ; e tutti i popoli della terra sono scesi dall’ ombra sua , e l’ hanno lasciato . Tutti gli uccelli del cielo albergano sopra le sue ruine , e tutte le fiere della campagna sono sopra i suoi ramoscelli ; acciocchè niun albero , innaffiato d’ acque , non si elevi nella sua altezza , e non innalzi la sua cima d’ infra i rami folti ; e che le lor querce , anzi tutti gli alberi che bevono le acque , non si rizzino nella loro altezza ; conciossiachè tutti quanti sieno dati alla morte , e sieno gettati nelle più basse parti della terra , per mezzo il comun degli uomini , con quelli che scendono nella fossa . Così ha detto il Signore Iddio : Nel giorno ch’ egli scese nell’ inferno , io ne feci far cordoglio ; io copersi l’ abisso sopra lui , e ritenni i suoi fiumi , e le grandi acque furono arrestate ; ed io feci imbrunire il Libano per lui , e tutti gli alberi della campagna si venner meno per lui . Io scrollai le nazioni per lo suon della sua ruina , quando lo feci scender nell’ inferno , con quelli che scendono nella fossa ; e tutti gli alberi di Eden , la scelta , ed i più begli alberi del Libano , tutti quelli che erano abbeverati d’ acqua , furono racconsolati nelle più basse parti della terra . Anch’ essi sono scesi con lui nell’ inferno , a quelli che sono stati uccisi con la spada ; il suo braccio eziandio , alla cui ombra dimoravano fra le genti , vi è sceso . A cui , d ‘ infra gli alberi di Eden , sei tu simile , in pari gloria e grandezza ? ma pur sarai tratto giù con gli altri alberi di Eden , nelle più basse parti della terra ; tu giacerai per mezzo gl’ incirconcisi , con quelli che sono stati uccisi con la spada . Questo è Faraone , e tutta la sua moltitudine , dice il Signore Iddio . AVVENNE eziandio , nell’ anno duodecimo , nel duodecimo mese , nel primo giorno del mese , che la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , prendi a fare un lamento di Faraone , re di Egitto , e digli : Tu sei stato simile ad un leoncello fra le nazioni , e come un coccodrillo ne’ mari , ed uscivi fuori per li tuoi fiumi , e intorbidavi le acque co’ tuoi piedi , e calpestavi i lor fiumi . Così ha detto il Signore Iddio : Io altresì stenderò la mia rete sopra te , con raunata di molti popoli , i quali ti trarranno fuori con la mia rete . E ti lascerò sopra la terra , e ti getterò sopra la faccia della campagna ; e farò albergar sopra te tutti gli uccelli del cielo , e sazierò di te le fiere di tutta la terra . E metterò la tua carne su per li monti , ed empierò le valli della tua strage . Ed abbevererò del tuo sangue la terra nella quale tu nuoti , fin sopra i monti ; e i letti de’ fiumi saran ripieni di te . E quando ti avrò spento , io coprirò il cielo , e farò imbrunir le stelle loro ; io coprirò il sol di nuvoli , e la luna non farà risplendere il suo lume . Io farò scurare sopra te tutti i luminari della luce nel cielo , e manderò tenebre sopra il tuo paese , dice il Signore Iddio . E farò che il cuore di molti popoli si sdegnerà , quando avrò fatto pervenire il grido della tua ruina fra le genti , in paesi che tu non conosci . E farò che molti popoli saranno attoniti di te , e che i loro re avranno orrore per cagion di te , quando io vibrerò la mia spada nel lor cospetto ; e ciascun d’ essi sarà spaventato ad ogni momento nell’ animo suo , nel giorno della tua caduta . Perciocchè , così ha detto il Signore Iddio : La spada del re di Babilonia ti sopraggiungerà . Io farò cader la tua moltitudine per le spade d’ uomini possenti , che son tutti quanti i più fieri delle nazioni ; ed essi guasteranno la magnificenza di Egitto , e tutta la sua moltitudine sarà distrutta . Ed io farò perire tutto il suo bestiame d’ in su le grandi acque ; e niun piè d’ uomo , nè unghia di bestia , le intorbiderà più . Allora farò che le acque loro si poseranno , e che i lor fiumi correranno a guisa d’ olio , dice il Signore Iddio ; quando avrò ridotto il paese di Egitto in desolazione , e il paese sarà deserto , e vuoto di tutto ciò ch’ è in esso ; quando avrò in esso percossi tutti i suoi abitatori ; e si conoscerà che io sono il Signore . Questo è un lamento , il qual si farà ; le figliuole delle nazioni lo faranno ; lo faranno intorno all’ Egitto , e a tutta la sua moltitudine , dice il Signore Iddio . AVVENNE eziandio nell’ anno duodecimo , nel quintodecimo giorno del mese , che la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , intuona una canzon funebre sopra la moltitudine di Egitto , ed accompagna il suo mortorio con le figliuole di nazioni illustri , nelle più basse parti della terra , con quelli che scendono nella fossa . Più grazioso di chi sei tu ? scendi , e sii posto a giacere con gl’ incirconcisi . Essi caderanno per mezzo gli uccisi con la spada ; la spada è stata data in mano ; strascinatela , con tutta la sua moltitudine . I capi de’ prodi , coloro che gli aveano dato soccorso , che sono scesi , e giacciono incirconcisi , uccisi con la spada , parleranno con lui di mezzo il sepolcro , dicendo : Ivi è l’ Assirio , e tutta la sua raunata , le sue sepolture sono d’ intorno a lui ; essi tutti sono uccisi , i quali son caduti per la spada . Perciocchè le sepolture d’ esso sono state poste nel fondo della fossa , e la sua raunata è stata posta d’ intorno alla sua sepoltura ; essi tutti sono uccisi , caduti per la spada ; perciocchè avean dato spavento nella terra de’ viventi . Ivi è l’ Elamita , e tutta la sua moltitudine , d’ intorno alla sua sepoltura ; essi tutti sono uccisi , caduti per la spada , i quali sono scesi incirconcisi nelle più basse parti della terra ; perciocchè avean dato spavento di loro nella terra de’ viventi ; e perciò han portata la loro ignominia , con quelli che scendono nella fossa . È stato posto un letto , per mezzo gli uccisi , a lui , ed a tutta la sua moltitudine ; le sue sepolture sono d’ intorno a lui ; essi tutti sono incirconcisi , uccisi con la spada ; perciocchè era stato dato spavento di loro nella terra de’ viventi ; e perciò han portato il lor vituperio , con quelli che scendono nella fossa ; e sono stati posti per mezzo gli uccisi . Ivi è Mesec , e Tubal , e tutta la sua moltitudine ; le sue sepolture sono d’ intorno a lui ; essi tutti sono incirconcisi , uccisi con la spada ; perciocchè avean dato spavento di loro nella terra de’ viventi . E non giacciono con gli uomini prodi , caduti d’ infra gl’ incirconcisi , i quali sono scesi nell’ inferno con le loro armi ; e le cui spade sono state poste sotto alle lor teste , e la cui iniquità è stata sopra le loro ossa ; perciocchè lo spavento degli uomini prodi è nella terra de’ viventi . Così ancora tu sarai fiaccato per mezzo gl’ incirconcisi , e giacerai con gli uccisi con la spada . Ivi è Edom , i suoi re , e tutti i suoi duchi , i quali , con tutta la lor forza , sono stati posti fra gli uccisi con la spada ; essi giacciono fra gl’ incirconcisi , e con quelli che sono scesi nella fossa . Ivi son tutti i principi del Settentrione , e tutti i Sidonii , i quali sono scesi con gli uccisi , con tutto il loro spavento , confusi della lor forza ; e giacciono incirconcisi , con gli uccisi con la spada ; ed hanno portata la loro ignominia , con quelli che sono scesi nella fossa . Faraone li vedrà , e si racconsolerà di tutta la sua moltitudine ; Faraone , dico , e tutto il suo esercito , che sono stati uccisi con la spada , dice il Signore Iddio . Perciocchè io ho dato spavento di me nella terra de’ viventi ; e Faraone , con tutta la sua moltitudine , sarà posto a giacere per mezzo gl’ incirconcisi , con gli uccisi con la spada , dice il Signore Iddio . LA parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , parla a’ figliuoli del tuo popolo , e di’ loro : Quando io farò venire la spada sopra un paese , e il popolo del paese prenderà un uomo d’ infra loro , e se lo porrà per vedetta ; ed esso , veggendo venir la spada sopra il paese , avrà sonato con la tromba , ed avrà avvisato il popolo ; se alcuno , avendo udito il suon della tromba , non si guarda , e la spada , essendo giunta , lo coglie , il suo sangue sarà sopra il suo capo . Egli ha udito il suon della tromba , e non si è guardato ; il suo sangue sarà sopra lui ; se si fosse guardato , avrebbe scampata la vita sua . Ma , se la vedetta vede venir la spada , e non suona con la tromba , e il popolo non è stato avvisato , e la spada viene , e coglie alcuna persona d’ infra esso , ben sarà quella stata colta per la sua iniquità ; ma io ridomanderò il suo sangue alla vedetta . Così , figliuol d’ uomo , io ti ho costituito vedetta , alla casa d’ Israele ; ascolta adunque la parola dalla mia bocca , ed ammoniscili da parte mia . Quando io avrò detto all’ empio : Empio , di certo tu morrai ; e tu non avrai parlato , per ammonir l’ empio che si ritragga dalla sua via , esso empio morrà per la sua iniquità ; ma io ridomanderò il suo sangue dalla tua mano . Ma se tu ammonisci l’ empio ch’ egli si converta dalla sua via , ed egli non se ne converte , egli morrà per la sua iniquità ; ma tu avrai scampata l’ anima tua . Ora , figliuol d’ uomo , di’ ancora alla casa d’ Israele : Voi avete parlato così , dicendo : I nostri peccati , e i nostri misfatti son sopra noi ; e noi ci siamo strutti per essi ; e come potremo noi vivere ? Di’ loro : Come io vivo , dice il Signore Iddio , io non prendo diletto nella morte dell’ empio : anzi prendo diletto che l’ empio si converta dalla sua via , e che viva ; convertitevi , convertitevi dalle vostre vie malvage : e perchè morreste voi , o casa d’ Israele ? Figliuol d’ uomo , di’ ancora a’ figliuoli del tuo popolo : La giustizia del giusto non lo salverà , qualora egli avrà misfatto ; ed altresì l’ empio non caderà per la sua empietà , nel giorno ch’ egli si sarà convertito dalla sua empietà ; come per essa il giusto non potrà vivere , nel giorno ch’ egli avrà peccato . Quando io avrò detto al giusto , ch’ egli di certo viverà , se egli , confidatosi nella sua giustizia , commette iniquità , tutte le sue giustizie non saranno ricordate ; anzi egli morrà per la sua iniquità , ch’ egli avrà commessa . Quando altresì avrò detto all’ empio : Di certo tu morrai ; se egli si converte dal suo peccato , e fa giudicio , e giustizia ; e rende il pegno , e restituisce ciò ch’ egli ha rapito , e cammina negli statuti della vita , per non commettere iniquità ; di certo egli viverà , non morrà . Tutti i suoi peccati , ch’ egli avrà commessi , non gli saranno ricordati ; egli ha fatto giudicio e giustizia ; egli viverà di certo . Ora i figliuoli del tuo popolo han detto : La via del Signore non è bene addirizzata ; ma la lor propria via è quella che non è bene addirizzata . Quando il giusto si ritrarrà dalla sua giustizia , e commetterà iniquità , egli morrà per queste cose . Quando altresì l’ empio si ritrarrà dalla sua empietà , e farà giudicio , e giustizia , egli viverà per queste cose . E voi avete detto : La via del Signore non è bene addirizzata ! O casa d’ Israele , io vi giudicherò , ciascuno secondo le sue vie . OR avvenne che nell’ anno duodecimo della nostra cattività , nel quinto giorno del decimo mese , venne a me uno ch’ era scampato di Gerusalemme , dicendo : La città è stata percossa . E la sera avanti la venuta di colui ch’ era scampato , la mano del Signore era stata sopra me ; ed egli mi avea aperta la bocca , finchè colui venne a me la mattina ; e così la mia bocca fu aperta , e non fui più mutolo . E la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , gli abitatori di quei luoghi deserti , nel paese d’ Israele , dicono : Abrahamo era solo , e pur possedette il paese ; e noi siamo molti ; il paese ci è dato in eredità . Perciò , di’ loro : Così ha detto il Signore Iddio : Voi mangiate la carne col sangue , e levate gli occhi verso i vostri idoli , e spandete il sangue ; possedereste voi il paese ? Voi vi mantenete in su la vostra spada , voi fate cose abbominevoli , e contaminate ciascuno la moglie del suo prossimo ; e possedereste voi il paese ? Di’ loro così : Così ha detto il Signore Iddio : Come io vivo , quelli che sono in quei luoghi deserti caderanno per la spada ; ed io darò coloro che son per li campi alle fiere , acciocchè li divorino ; e quelli che son nelle fortezze e nelle spelonche morranno di pestilenza . E metterò il paese in desolazione , e in deserto ; e l’ alterezza della sua forza verrà meno ; e i monti d’ Israele saranno deserti , senza che vi passi più alcuno . Ed essi conosceranno che io sono il Signore , quando avrò messo il paese in desolazione , e in deserto , per tutte le loro abbominazioni , che hanno commesse . Ora , quant’ è a te , figliuol d’ uomo , i figliuoli del tuo popolo favellan di te , presso alle pareti , e in su gli usci delle case ; e parlano l’ un con l’ altro , ciascuno col suo fratello , dicendo : Deh ! venite , e udite quale è la parola ch’ è proceduta dal Signore . E vengono a te , come per maniera di raunanza di popolo ; e il mio popolo siede davanti a te , ed ascolta le tue parole , ma non le mette ad effetto ; perciocchè egli ne fa de’ ragionamenti d’ amori nella sua bocca ; ma il cuor suo va dietro alla sua avarizia . Ed ecco , tu sei loro a guisa d’ una canzone di amori , d’ uno che abbia bella voce , e suoni bene ; ed essi ascoltano le tue parole , ma non le metton punto ad effetto . Ma quando la cosa sarà avvenuta ecco viene ! , essi conosceranno che vi è stato un profeta in mezzo di loro . E la parola dell’ Eterno mi fu rivolta in questi termini : &quot; Figliuol d’ uomo , profetizza contro i pastori d’ Israele ; profetizza , e di’ a quei pastori : Così parla il Signore , l’ Eterno : Guai ai pastori d’ Israele , che non han fatto se non pascer se stessi ! Non è forse il gregge quello che i pastori debbon pascere ? Voi mangiate il latte , vi vestite della lana , ammazzate ciò ch’ è ingrassato , ma non pascete il gregge . Voi non avete fortificato le pecore deboli , non avete guarito la malata , non avete fasciato quella ch’ era ferita , non avete ricondotto la smarrita , non avete cercato la perduta , ma avete dominato su loro con violenza e con asprezza . Ed esse , per mancanza di pastore , si sono disperse , son diventate pasto a tutte le fiere dei campi , e si sono disperse . Le mie pecore vanno errando per tutti i monti e per ogni alto colle ; le mie pecore si disperdono su tutta la faccia del paese , e non v’ è alcuno che ne domandi , alcuno che le cerchi ! Perciò , o pastori , ascoltate la parola dell’ Eterno ! Com’ è vero ch’ io vivo , dice il Signore , l’ Eterno , poiché le mie pecore sono abbandonate alla rapina ; poiché le mie pecore , essendo senza pastore , servon di pasto a tutte le fiere de’ campi , e i miei pastori non cercano le mie pecore ; poiché i pastori pascon se stessi e non pascono le mie pecore , perciò , ascoltate , o pastori , la parola dell’ Eterno ! Così parla il Signore , l’ Eterno : Eccomi contro i pastori ; io ridomanderò le mie pecore alle loro mani ; li farò cessare dal pascere le pecore ; i pastori non pasceranno più se stessi ; io strapperò le mie pecore dalla loro bocca , ed esse non serviran più loro di pasto . Poiché , così dice il Signore , l’ Eterno : Eccomi ! io stesso domanderò delle mie pecore , e ne andrò in cerca . Come un pastore va in cerca del suo gregge il giorno che si trova in mezzo alle sue pecore disperse , così io andrò in cerca delle mie pecore , e le ritrarrò da tutti i luoghi dove sono state disperse in un giorno di nuvole e di tenebre ; e le trarrò di fra i popoli e le radunerò dai diversi paesi , e le ricondurrò sul loro suolo , e le pascerò sui monti d’ Israele , lungo i ruscelli e in tutti i luoghi abitati del paese . Io le pascerò in buoni pascoli , e i loro ovili saranno sugli alti monti d’ Israele ; esse riposeranno quivi in buoni ovili , e pascoleranno in grassi pascoli sui monti d’ Israele . Io stesso pascerò le mie pecore , e io stesso le farò riposare , dice il Signore , l’ Eterno . Io cercherò la perduta , ricondurrò la smarrita , fascerò la ferita , fortificherò la malata , ma distruggerò la grassa e la forte : io le pascerò con giustizia . E quant’ è a voi , o pecore mie , così dice il Signore , l’ Eterno : Ecco , io giudicherò fra pecora e pecora , fra montoni e capri . Vi par egli troppo poco il pascolar in questo buon pascolo , che abbiate a pestare co’ piedi ciò che rimane del vostro pascolo ? il bere le acque più chiare , che abbiate a intorbidare co’ piedi quel che ne resta ? E le mie pecore hanno per pascolo quello che i vostri piedi han calpestato ; e devono bere , ciò che i vostri piedi hanno intorbidato ! Perciò , così dice loro il Signore , l’ Eterno : Eccomi , io stesso giudicherò fra la pecora grassa e la pecora magra . Siccome voi avete spinto col fianco e con la spalla e avete cozzato con le corna tutte le pecore deboli finché non le avete disperse e cacciate fuori , io salverò le mie pecore , ed esse non saranno più abbandonate alla rapina ; e giudicherò fra pecora e pecora . E susciterò sopra d’ esse un solo pastore , che le pascolerà : il mio servo Davide ; egli le pascolerà , egli sarà il loro pastore . E io , l’ Eterno , sarò il loro Dio , e il mio servo Davide sarà principe in mezzo a loro . Io , l’ Eterno , son quegli che ho parlato . E fermerò con esse un patto di pace ; farò sparire le male bestie dal paese , e le mie pecore dimoreranno al sicuro nel deserto e dormiranno nelle foreste . E farò ch’ esse e i luoghi attorno al mio colle saranno una benedizione ; farò scenderà la pioggia a sua tempo , e saran piogge di benedizione . L’ albero dei campi darà il suo frutto , e la terra darà i suoi prodotti . Esse staranno al sicuro sul loro suolo , e conosceranno che io sono l’ Eterno , quando spezzerò le sbarre del loro giogo e le libererò dalla mano di quelli che le tenevano schiave . E non saranno più preda alle nazioni ; le fiere dei campi non le divoreranno più , ma se ne staranno al sicuro , senza che nessuno più le spaventi . E farò sorgere per loro una vegetazione , che le farà salire in fama ; e non saranno più consumate dalla fame nel paese , e non porteranno più l’ obbrobrio delle nazioni . E conosceranno che io , l’ Eterno , l’ Iddio loro , sono con esse , e che esse , la casa d’ Israele , sono il mio popolo , dice il Signore , l’ Eterno . E voi , pecore mie , pecore del mio pascolo , siete uomini , e io sono il vostro Dio , dice l’ Eterno &quot; . LA parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , volgi la tua faccia verso il monte di Seir , e profetizza contro ad esso , e digli : Così ha detto il Signore Iddio : Eccomi a te , o monte di Seir , e stenderò la mia mano sopra te , e ti ridurrò in desolazione , e in deserto . Io metterò le tue città in deserto , e tu sarai desolato , e conoscerai che io sono il Signore . Perciocchè tu hai avuta nimicizia antica , ed hai atterrati i figliuoli d’ Israele per la spada , nel tempo della lor calamità , nel tempo del colmo dell’ iniquità . Perciò , come io vivo , dice il Signore Iddio , io ti metterò tutto in sangue , e il sangue ti perseguiterà ; se tu non hai avuto in odio il sangue , il sangue altresì ti perseguiterà . E metterò il monte di Seir in desolazione , e in deserto ; e farò che non vi sarà più chi vada , nè chi venga . Ed empierò i suoi monti de’ suoi uccisi ; gli uccisi con la spada caderanno sopra i tuoi colli , nelle tue valli , e per tutte le tue pendici . Io ti ridurrò in deserti eterni , e le tue città non saranno giammai più ristorate ; e voi conoscerete che io sono il Signore . Perciocchè tu hai detto : Quelle due nazioni , e que’ due paesi saranno miei ; e noi le possederemo benchè il Signore sia stato quivi ; perciò , come io vivo , dice il Signore Iddio , io opererò secondo la tua ira , e secondo la tua gelosia , onde hai prodotti gli effetti , per lo grande odio tuo contro a loro ; e sarò conosciuto fra loro , quando ti avrò giudicato . E tu conoscerai che io , il Signore , ho udito tutti i tuoi oltraggi , che tu hai detti contro a’ monti d’ Israele , dicendo : Eglino son deserti , ci son dati per divorarli ; e che altresì ho udito come voi vi siete magnificati contro a me con la vostra bocca , e avete moltiplicate le vostre parole contro a me . Così ha detto il Signore Iddio : Quando tutta la terra si rallegrerà , io ti ridurrò in desolazione . Siccome tu ti sei rallegrato per l’ eredità della casa d’ Israele , per ciò ch’ era deserta ; così ancora io opererò inverso te ; tu sarai desolato , o monte di Seir ; anzi Edom tutto quanto ; e si conoscerà che io sono il Signore . E TU figliuol d’ uomo , profetizza a’ monti d’ Israele , e di’ : Monti d’ Israele , ascoltate la parola del Signore . Così ha detto il Signore Iddio : Perciocchè il nemico ha detto di voi : Eia ! i colli eterni son divenuti nostra possessione ! Perciò , profetizza , e di’ : Così ha detto il Signore Iddio : Perciocchè voi siete stati distrutti , e tranghiottiti d’ ogn’ intorno , per divenir possessione delle altre genti ; e siete passati per le labbra di maldicenza , e per l’ infamia de’ popoli ; perciò , o monti d’ Israele , ascoltate la parola del Signore Iddio : Così ha detto il Signore Iddio a’ monti ed a’ colli , alle pendici ed alle valli ; a’ luoghi desolati , ridotti in deserti , ed alle città abbandonate , che sono state in preda , e in beffa alle altre genti , che son d’ ogn’ intorno ; perciò , così ha detto il Signore Iddio : Se io non ho parlato nel fuoco della mia gelosia contro altre genti , e contro a tutta quanta l’ Idumea , le quali hanno fatto del mio paese la lor possessione , con allegrezza di tutto il cuore , e con isprezzo dell’ animo , per iscacciarne gli abitatori , acciocchè ella fosse in preda . Perciò , profetizza alla terra d’ Israele , e di’ a’ monti , ed a’ colli , alle pendici , ed alle valli : Così ha detto il Signore Iddio : Ecco , io ho parlato nella mia gelosia , e nella mia ira . Perciocchè voi avete portato il vituperio delle genti . Perciò , così ha detto il Signore Iddio : Io ho alzata la mano : Se le genti , che son d’ intorno a voi , non portano il lor vituperio . Ma voi , o monti d’ Israele , gitterete i vostri rami , e porterete il vostro frutto al mio popolo Israele ; perciocchè egli è vicino a venire . Perciocchè , eccomi a voi , e mi rivolgerò a voi , e sarete lavorati , e seminati . Ed io farò moltiplicare in voi gli uomini , la casa d’ Israele tutta quanta ; e le città saranno abitate , e i luoghi deserti saranno edificati . E farò moltiplicare in voi uomini , ed animali ; ed essi moltiplicheranno , e frutteranno ; e farò che sarete abitati , come a’ dì vostri antichi ; e vi farò del bene più che ne’ vostri primi tempi ; e voi conoscerete che io sono il Signore . E farò camminar sopra voi degli uomini , cioè il mio popolo Israele , i quali vi possederanno , e voi sarete loro per eredità ; e voi non li farete più morire . Così ha detto il Signore Iddio : Perciocchè si dice di voi : Tu sei un paese che divora gli uomini , e tu hai sempre fatte morir le tue genti ; perciò , tu non divorerai più gli uomini , e non farai più morir le tue genti , dice il Signore Iddio . E non ti farò più udire l’ onte delle nazioni , e tu non porterai più il vituperio de’ popoli , e non farai più morir le tue genti , dice il Signore Iddio . LA parola del Signore mi fu ancora indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , que’ della casa d’ Israele , dimorando nella lor terra , l’ hanno contaminata col lor procedere , e co’ lor fatti ; il lor procedere è stato nel mio cospetto , come la lordura della donna immonda . Laonde io ho sparsa la mia ira sopra loro , per lo sangue che aveano sparso sopra la terra ; e perciocchè l’ aveano contaminata co’ loro idoli . E li ho dispersi fra le genti , e sono stati sventolati fra i paesi ; io li ho giudicati secondo il lor procedere , e secondo i lor fatti . Ma essendo giunti fra le genti , dove son venuti , han profanato il mio Nome santo ; essendo detto di loro : Costoro sono il popolo di Dio , e sono usciti del suo paese . Ed io ho avuto riguardo al mio santo Nome , il quale la casa d’ Israele ha profanato fra le nazioni , dove son venuti . Perciò , di’ alla casa d’ Israele : Così ha detto il Signore Iddio : Io opero , non per cagion di voi , o casa d’ Israele ; anzi , per amor del mio santo Nome , il quale voi avete profanato fra le genti , dove siete venuti . E santificherò il mio gran Nome , ch’ è stato profanato fra le genti , il qual voi avete profanato in mezzo di esse ; e le genti conosceranno che io sono il Signore , dice il Signore Iddio ; quando io mi sarò santificato in voi , nel cospetto loro . E vi ritrarrò d’ infra le genti , e vi raccoglierò da tutti i paesi , e vi ricondurrò nella vostra terra . E spanderò sopra voi delle acque nette , e sarete nettati ; io vi netterò di tutte le vostre brutture , e di tutti i vostri idoli . E vi darò un cuor nuovo , e metterò uno spirito nuovo dentro di voi ; e rimoverò il cuor di pietra dalla vostra carne , e vi darò un cuor di carne . E metterò il mio Spirito dentro di voi , e farò che camminerete ne’ miei statuti , e che osserverete , e metterete ad effetto le mie leggi . E voi abiterete nel paese , che io ho dato a’ vostri padri ; e mi sarete popolo , ed io vi sarò Dio . E vi salverò , di tutte le vostre brutture ; e chiamerò il frumento , e lo farò moltiplicare ; e non manderò più sopra voi la fame . Ed accrescerò i frutti degli alberi , e la rendita de’ campi ; acciocchè non riceviate più vituperio fra le genti , per la fame . E voi vi ricorderete delle vostre vie malvage , e de’ vostri fatti , che non sono stati buoni ; e vi accorerete appo voi stessi , per le vostre iniquità , e per le vostre abbominazioni . Egli non è per amor di voi che io opero , dice il Signore Iddio ; siavi pur noto ; vergognatevi , e siate confusi delle vostre vie , o casa d’ Israele . Così ha detto il Signore Iddio : Nel giorno che io vi netterò di tutte le vostre iniquità , io farò che le città saranno abitate , e che i luoghi deserti saranno riedificati . E la terra desolata sarà lavorata , in luogo ch’ ella era tutta deserta , alla vista d’ ogni passante . E si dirà : Questa terra ch’ era desolata , è divenuta simile al giardino di Eden ; e queste città ch’ eran distrutte , deserte , e ruinate , ora son murate , ed abitate . E le nazioni che saran rimaste d’ intorno a voi , conosceranno che io , il Signore , avrò riedificati i luoghi ruinati , e piantata la terra deserta . Io , il Signore , ho parlato , ed altresì metterò la cosa ad effetto . Così ha detto il Signore Iddio : Ancora sarò io richiesto dalla casa d’ Israele , di far loro questo , cioè , di farli moltiplicar d’ uomini , a guisa di pecore . A guisa delle gregge delle bestie consacrate , a guisa delle gregge di Gerusalemme , nelle sue feste solenni ; così saranno le città deserte piene di gregge d’ uomini ; e si conoscerà che io sono il Signore . LA mano del Signore fu sopra me , e il Signore mi menò fuori in ispirito , e mi posò in mezzo d’ una campagna , la quale era piena d’ ossa . E mi fece passar presso di esse , attorno attorno ; ed ecco , erano in grandissimo numero sopra la campagna ; ed ecco , erano molto secche . E mi disse : Figliuol d’ uomo , potrebbero quest’ ossa rivivere ? Ed io dissi : Signore Iddio , tu il sai . Ed egli mi disse : Profetizza sopra queste ossa , e di’ loro : Ossa secche , ascoltate la parola del Signore . Così ha detto il Signore Iddio a quest’ ossa : Ecco , io fo entrare in voi lo spirito , e voi riviverete ; e metterò sopra voi de’ nervi , e farò venir sopra voi della carne , e vi ricoprirò di pelle ; poi metterò lo spirito in voi , e riviverete ; e conoscerete che io sono il Signore . Ed io profetizzai , come mi era stato comandato ; e come io profetizzava , si fece un suono ; ed ecco un tremoto ; e le ossa si accostarono , ciascun osso al suo . Ed io riguardai ; ed ecco , sopra quelle vennero de’ nervi , e della carne , e furono ricoperte di sopra di pelle ; ma non vi era ancora spirito alcuno in loro . E il Signore mi disse : Profetizza allo spirito ; profetizza , figliuol d’ uomo , e di’ allo spirito : Così ha detto il Signore Iddio : Vieni , o spirito , da’ quattro venti , e soffia in questi uccisi , acciocchè rivivano . Ed io profetizzai , come egli mi avea comandato ; e lo spirito entrò in essi , e ritornarono in vita , e si rizzarono in piè , ed erano un grandissimo esercito . Ed egli mi disse : Figliuol d’ uomo queste ossa son tutta la casa d’ Israele ; ecco , essi dicono : Le nostre ossa son secche , e la nostra speranza è perita ; e , quant’ è a noi , siamo sterminati . Perciò , profetizza , e di’ loro : Così ha detto il Signore Iddio : Ecco , io apro i vostri sepolcri , e vi trarrò fuor delle vostre sepolture , o popol mio ; e vi ricondurrò nel paese d’ Israele . E voi conoscerete che io sono il Signore , quando avrò aperti i vostri sepolcri , e vi avrò tratti fuor delle vostre sepolture , o popol mio . E metterò lo Spirito mio in voi , e voi ritornerete in vita ; e vi poserò sopra la vostra terra ; e voi conoscerete che io , il Signore , ho parlato , e che altresì ho messa la cosa ad effetto , dice il Signore . Poi la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , prenditi ancora un pezzo di legno , e scrivi sur esso : Per Giuda , e per li figliuoli d’ Israele , suoi congiunti ; poi prenditi un altro pezzo di legno , e scrivi sur esso : Per Giuseppe , il legno di Efraim , e di tutta la casa d’ Israele , suoi congiunti . Poi accostali l’ uno all’ altro , come se non fossero che un sol pezzo di legno ; e sieno così congiunti nella tua mano . E quando i figliuoli del tuo popolo ti diranno : Non ci dichiarerai tu che cosa vuoi dire per queste cose ? di’ loro : Così ha detto il Signore Iddio : Ecco , io prendo il pezzo di legno di Giuseppe , che è in mano di Efraim , e quel delle tribù d’ Israele , sue congiunte ; e lo metterò sopra questo , cioè , sopra il pezzo di legno di Giuda ; e ne farò un medesimo pezzo di legno , e saranno una stessa cosa nella mia mano . Tieni adunque que’ due pezzi di legno , sopra i quali avrai scritto , nella tua mano , nel lor cospetto ; e di’ loro : Così ha detto il Signore Iddio : Ecco , io ritrarrò i figliuoli d’ Israele di mezzo delle genti , dove sono andati , e li raccoglierò d’ ogn’ intorno , e li ricondurrò nella lor terra . E ne farò una medesima nazione , nella terra , nei monti d’ Israele ; ed un solo re sarà lor re a tutti ; e non saranno più due nazioni , e non saranno più divisi in due regni . E non si contamineranno più co’ loro idoli , nè con le loro abbominazioni , nè con tutti i lor misfatti ; ed io li salverò di tutte le loro abitazioni , nelle quali hanno peccato ; e li netterò , e mi saran popolo , ed io sarò loro Dio . E il mio servitore Davide sarà re sopra loro , ed essi tutti avranno un medesimo Pastore , e cammineranno nelle mie leggi , ed osserveranno i miei statuti , e li metteranno in opera . Ed abiteranno nel paese che io ho dato a Giacobbe , mio servitore ; nel quale i padri vostri abitarono ; ed abiteranno in quello , essi , e i lor figliuoli , e i figliuoli de’ lor figliuoli , in perpetuo ; e il mio servitore Davide sarà lor principe in eterno . Ed io farò con loro un patto di pace ; vi sarà un patto eterno con loro ; e li stanzierò , e li accrescerò , e metterò il mio santuario in mezzo di loro in perpetuo . E il mio tabernacolo sarà appresso di loro ; ed io sarò loro Dio , ed essi mi saran popolo . E le genti conosceranno che io sono il Signore , che santifico Israele , quando il mio santuario sarà in mezzo di loro in perpetuo . POI la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Figliuol d’ uomo , volgi la tua faccia verso Gog , verso il paese di Magog , principe , e capo di Mesec , e di Tubal ; e profetizza contro a lui ; e di’ : Così ha detto il Signore Iddio : Eccomi a te , o Gog , principe e capo di Mesec , e di Tubal . E ti farò tornare indietro , e ti metterò de’ graffi nelle mascelle , e ti trarrò fuori , con tutto il tuo esercito , cavalli , e cavalieri , tutti quanti perfettamente ben vestiti , gran raunata di popolo , con targhe , e scudi , i quali trattano le spade tutti quanti . E con loro le gente di Persia , di Cus , e di Put , tutti con iscudi , ed elmi ; Gomer , e tutte le sue schiere ; la casa di Togarma , dal fondo del Settentrione , insieme con tutte le sue schiere ; molti popoli teco . Mettiti in ordine , ed apparecchiati , tu , e tutta la tua gente , che si è radunata appresso di te ; e sii loro per salvaguardia . Tu sarai visitato dopo molti giorni ; in su la fin degli anni tu verrai nel paese del popolo riscosso dalla spada , e raccolto da molti popoli , ne’ monti d’ Israele , i quali erano stati ridotti in deserto perpetuo ; allora che il popolo di quel paese , essendo stato ritratto d’ infra i popoli , abiterà tutto in sicurtà . E salirai , e verrai a guisa di ruinosa tempesta ; tu sarai a guisa di nuvola , da coprir la terra ; tu , e tutte le tue schiere , e molti popoli teco . Così ha detto il Signore Iddio : Egli avverrà in quel giorno , che molte cose ti saliranno nel cuore , e penserai un malvagio pensiero . E dirai : Io salirò contro al paese delle villate ; io verrò sopra la gente quieta , che abita in sicurtà eglino abitano tutti in luoghi senza mura , e non han nè sbarre , nè porte ; per ispogliare spoglie , e per predar preda ; rimettendo la tua mano sopra i luoghi deserti , di nuovo abitati ; e sopra il popolo raccolto dalle genti , che si adopererà intorno al bestiame , ed alle sue facoltà ; ed abiterà nel bellico del paese . Seba , e Dedan , e i mercatanti di Tarsis , e tutti i suoi leoncelli , ti diranno : Sei tu venuto per ispogliare spoglie ? hai tu fatta la tua raunata per predar preda , per portarne via argento ed oro ; per rapir bestiame , e facoltà ; per ispogliar molte spoglie ? Perciò , figliuol d’ uomo , profetizza , e di’ a Gog : Così ha detto il Signore Iddio : In quel giorno , quando il mio popolo Israele abiterà in sicurtà , nol saprai tu ? E tu verrai dal tuo luogo , dal fondo del Settentrione ; tu , e molti popoli teco , tutti montati sopra cavalli , gran raunata , e grosso esercito . E salirai contro al mio popolo Israele , a guisa di nuvola , per coprir la terra ; tu sarai in su la fine de’ giorni , ed io ti farò venir sopra la mia terra ; acciocchè le genti mi conoscano , quando io mi sarò santificato in te , nel cospetto loro , o Gog . Così ha detto il Signore Iddio : Non sei tu quello , del quale io parlai a’ tempi antichi , per li profeti d’ Israele , miei servitori , i quali profetizzarono in quei tempi , per molti anni , che io ti farei venir contro a loro ? Ma egli avverrà in quel giorno , nel giorno che Gog sarà venuto sopra il paese d’ Israele , dice il Signore Iddio , che l’ ira mi salirà nelle nari . Ed io ho parlato nella mia gelosia , nel fuoco della mia indegnazione : Se in quel giorno non vi è un gran tremoto nel paese d’ Israele . E i pesci del mare , e gli uccelli del cielo , e le fiere della campagna , ed ogni rettile che va serpendo sopra la terra , ed ogni uomo che è sopra la terra , tremeranno per la mia presenza ; e i monti saranno diroccati e i balzi caderanno , e ogni muro ruinerà a terra . Ed io chiamerò la spada contro a lui , per tutti i miei monti , dice il Signore Iddio ; la spada di ciascun di loro sarà contro al suo fratello . E verrò a giudicio con lui con pestilenza , e con sangue ; e farò piover sopra lui , e sopra le sue schiere , e sopra i molti popoli , che saranno con lui , una pioggia strabocchevole , pietre di gragnuola , fuoco , e zolfo . Ed io mi magnificherò , e mi santificherò , e sarò conosciuto nel cospetto di molte genti ; e conosceranno che io sono il Signore . Tu adunque , figliuol d’ uomo , profetizza contro a Gog , e di : Così ha detto il Signore Iddio : Eccomi a te , o Gog , principe e capo di Mesec , e di Tubal . E ti farò tornare indietro , e ti farò andare errando , dopo che ti avrò tratto dal fondo del Settentrione , e ti avrò fatto venir sopra i monti d’ Israele . E scoterò l’ arco tuo dalla tua man sinistra , e farò cader le tue saette dalla tua destra . Tu caderai sopra i monti d’ Israele , tu , e tutte le tue schiere , e i popoli che saranno teco ; io ti ho dato per pasto agli uccelli , e agli uccelletti d’ ogni specie , ed alle fiere della campagna . Tu sarai atterrato su per la campagna ; perciocchè io ho parlato , dice il Signore Iddio . Ed io manderò un fuoco in Magog , e sopra quelli che abitano nelle isole in sicurtà ; e conosceranno che io sono il Signore . E farò che il mio Nome santo sarà conosciuto in mezzo del mio popolo Israele , e non lascerò più profanare il mio santo Nome ; e le genti conosceranno che io sono il Signore , il Santo in Israele . Ecco , la cosa è avvenuta , ed è stata fatta , dice il Signore Iddio ; questo è quel giorno , del quale io ho parlato . E gli abitanti delle città d’ Israele usciranno fuori , ed accenderanno un fuoco , ed arderanno armi , e targhe , e scudi , ed archi , e saette , e dardi maneschi , e lance ; e con quelle terranno il fuoco acceso lo spazio di sett’ anni . E non recheranno legne dalla campagna , e non ne taglieranno ne’ boschi ; anzi faranno fuoco di quelle armi ; e spoglieranno quelli che li aveano spogliati , e prederanno quelli che li aveano predati , dice il Signore Iddio . Ed avverrà in quel giorno , che io darò quivi in Israele un luogo da sepoltura a Gog , cioè : la Valle de’ viandanti , dal Levante del mare ; ed ella sarà turata a’ viandanti ; e quivi sarà seppellito Gog , e tutta la sua moltitudine ; e quel luogo si chiamerà : La Valle della moltitudine di Gog . E que’ della casa d’ Israele li seppelliranno per sette mesi , per nettare il paese . E tutto il popolo del paese li seppellirà , e questo sarà loro per fama , nel giorno che io mi sarò glorificato , dice il Signore Iddio . E metteranno da parte degli uomini , i quali del continuo andranno attorno per lo paese , e seppelliranno , insieme co’ viandanti , quelli che saranno rimasti su la faccia della terra , per nettarla ; in capo di sette mesi ne ricercheranno ancora . E chiunque passerà per lo paese , e vedrà un ossa d’ uomo , rizzerà presso d’ esso un segnale , finchè i sotterratori l’ abbiano seppellito nella Valle della moltitudine di Gog . Ed anche il nome della città sarà : Hamona ; e così netteranno il paese . Oltre a ciò , figliuol d’ uomo , così ha detto il Signore Iddio : Di’ agli uccelli d’ ogni maniera , ed a tutte le fiere della campagna : Adunatevi , e venite ; raccoglietevi d’ ogn’ intorno all’ uccisione che io vi fo ; alla grande uccisione che io fo sopra i monti d’ Israele ; e voi mangerete della carne , e berrete del sangue . Mangerete carne d’ uomini prodi , e berrete sangue di principi della terra ; tutti montoni , agnelli , e becchi , giovenchi , bestie grasse di Basan . E mangerete del grasso a sazietà , e berrete del sangue fino ad ebbrezza , della mia uccisione , che io vi ho fatto . E sarete saziati , sopra la mia tavola , di cavalli , di bestie da carri , d’ uomini prodi , e d’ uomini di guerra d’ ogni maniera , dice il Signore Iddio . Ed io metterò la mia gloria fra le genti , e tutte le nazioni vedranno il mio giudicio , che io avrò eseguito ; e la mia mano che io avrò messa sopra quelli . E da quel giorno innanzi , la casa d’ Israele conoscerà che io sono il Signore Iddio loro . E le genti conosceranno che la casa d’ Israele era stata menata in cattività per la sua iniquità ; perciocchè avea misfatto contro a me ; laonde io avea nascosta la mia faccia da loro , e li avea dati in man de’ lor nemici ; ed erano tutti caduti per la spada . Io avea operato inverso loro secondo la lor contaminazione , e secondo i lor misfatti ; ed avea nascosta la mia faccia da loro . Perciò , così ha detto il Signore Iddio : Ora ritrarrò Giacobbe di cattività , ed avrò pietà di tutta la casa d’ Israele , e sarò geloso del mio santo Nome ; dopo che avranno portato il lor vituperio , e la pena di tutti i lor misfatti , che aveano commessi contro a me , mentre dimoravano sopra la lor terra in sicurtà , senza che alcuno li spaventasse ; quando io li ricondurrò d’ infra i popoli , e li raccoglierò da’ paesi de’ lor nemici , e mi santificherò in loro , nel cospetto di molte genti . E conosceranno che io sono il Signore Iddio loro , quando , dopo averli fatti menare in cattività fra le genti , li avrò poi raccolti nella lor terra , senza averne quivi lasciato alcun di resto . E non nasconderò più la mia faccia da loro ; perciocchè avrò sparso il mio Spirito sopra la casa d’ Israele , dice il Signore Iddio . NELL’ anno venticinquesimo della nostra cattività , nel principio dell’ anno , nel decimo giorno del mese , nell’ anno quartodecimo da che la città fu percossa ; in quell’ istesso giorno la mano del Signore fu sopra me , ed egli mi menò là . Egli mi menò nel paese d’ Israele , in visioni di Dio ; e mi posò sopra un monte altissimo , sopra il quale , dal Mezzodì , vi era come un edificio di città . E come egli mi ebbe menato là , ecco un uomo , il cui sembiante pareva di rame , ed avea in mano un fil di lino , ed una canna da misurare ; ed egli stava in piè in su la porta . E quell’ uomo parlò a me , dicendo : Figliuol d’ uomo , riguarda con gli occhi , ed ascolta con le orecchie , e pon mente a tutte le cose che io ti mostro ; perciocchè tu sei stato menato qua , per fartele vedere ; fa’ assapere alla casa d’ Israele tutte le cose che tu vedi . Or ecco un muro di fuori della casa d’ ogn’ intorno . E quell’ uomo , avendo in mano una canna da misurare , di sei cubiti e d’ un palmo , misurò la larghezza di quell’ edificio , ed era d’ una canna ; e l’ altezza , ed era parimente di una canna . Poi venne ad una porta che guardava verso il Levante , e salì per li gradi di essa , e misurò l’ un degli stipiti della porta , ed era d’ una canna di larghezza ; poi l’ altro , ed era parimente d’ una canna di larghezza . Poi misurò le logge , e ciascuna d’ esse era d’ una canna di lunghezza , e d’ una canna di larghezza ; e fra l’ una loggia e l’ altra vi era lo spazio di cinque cubiti ; poi misurò il limitar della porta d’ appresso al portale della casa di dentro , ed era d’ una canna . Poi egli misurò il portale della porta di dentro , ed era d’ una canna . Poi misurò ancora il portale della porta , ed era d’ otto cubiti ; e le sue fronti , ed erano di due cubiti ; e l’ antiporto della porta era indentro . E le logge della porta , verso il Levante , erano tre di qua , e tre di là ; tutte e tre erano d’ una medesima misura ; parimente d’ una stessa misura erano le fronti di qua , e di là . Poi egli misurò la larghezza del vano della porta , ed era di dieci cubiti ; e la lunghezza della porta , ed era di tredici cubiti . E vi era una chiusura davanti alle logge , d’ un cubito ; e parimente una chiusura d’ un cubito dall’ altro lato ; ed ogni loggia avea sei cubiti di qua , e sei di là . Poi egli misurò la porta , dal tetto d’ una delle logge a quel dell’ altra opposta ; e vi era la larghezza di venticinque cubiti ; gli usci di quelle essendo l’ uno dirincontro all’ altro . Poi impiegò in pilastrate sessanta cubiti ; e la porta d’ ogn’ intorno era al pari d’ una delle pilastrate del cortile . E dalla facciata anteriore della porta fino alla facciata del portale della porta di dentro , vi erano cinquanta cubiti . E vi erano delle finestre fatte a cancelli nelle logge , e ne’ loro archi di dentro della porta d’ ogn’ intorno ; e così era in tutti i corridori delle porte ; vi erano delle finestre indentro , d’ ogn’ intorno ; e delle palme alle fronti . Poi egli mi menò nel cortile di fuori ; ed ecco delle camere , ed un lastrico lavorato d’ ogn’ intorno del cortile ; di sopra a quel lastrico vi erano trenta camere . E quel lastrico , ch’ era allato alle porte , al pari della lunghezza d’ esse , era il suolo da basso . Poi egli misurò uno spazio , dalla facciata della porta di sotto , fino alla facciata di fuori del cortile di dentro , di larghezza di cento cubiti , verso l’ Oriente , e verso il Settentrione . Egli misurò eziandio la porta del cortile di fuori , la quale riguardava verso il Settentrione per la sua lunghezza , e per la sua larghezza ; e le sue logge , ch’ erano tre di qua , e tre di là ; egli misurò eziandio le sue fronti , e le sue pilastrate , ed esse erano della medesima misura di quelle della prima porta ; misurò eziandio la lunghezza di questa porta , ed era di cinquanta cubiti ; e la sua larghezza , ed era di venticinque cubiti . Misurò eziandio le sue finestre , e i suoi archi , e le sue palme , ed erano secondo la misura della porta che riguardava verso il Levante , e si saliva ad essa per sette scaglioni ; e gli archi di quella porta erano in faccia a quelli scaglioni . E la porta del cortile di dentro era dirincontro all’ altra porta del Settentrione , come dal lato del Levante ; ed egli misurò da porta a porta , e vi erano cento cubiti . Poi egli mi menò verso il Mezzodì ; ed ecco una porta , che riguardava verso il Mezzodì ; ed egli misurò le fronti , e le pilastrate di essa , ed erano secondo le misure precedenti . E vi erano delle finestre in essa , e ne’ suoi archi d’ ogni’ intorno , simili a quelle finestre precedenti ; la lunghezza d’ essa porta era di cinquanta cubiti , e la larghezza di venticinque cubiti . E i suoi gradi erano di sette scaglioni , e i suoi archi erano in faccia a quelli ; ella avea eziandio delle palme alle sue fronti , una di qua , ed un’ altra di là di ciascuna di esse . Vi era eziandio una porta nel cortile di dentro , che riguardava verso il Mezzodì ; ed egli misurò da porta a porta , dal lato del Mezzodì , e vi erano cento cubiti . Poi egli mi menò al cortile di dentro per la porta meridionale ; ed egli misurò la porta meridionale , ed era secondo le misure precedenti . E le sue logge , e le sue fronti , e le sue pilastrate , erano secondo quelle misure precedenti ; e vi erano in essa , e ne’ suoi archi , delle finestre d’ ogn’ intorno ; la lunghezza d’ essa porta era di cinquanta cubiti , e la larghezza di venticinque cubiti . E le pilastrate d’ ogn’ intorno erano di venticinque cubiti di lunghezza , e di cinque cubiti di larghezza . E i suoi archi riguardavano verso il cortile di fuori , e vi erano delle palme alle sue fronti ; e i suoi gradi erano di otto scaglioni . Poi egli mi menò nel cortile di dentro dal Levante , e misurò la porta ; ed essa era secondo le misure precedenti . E le sue logge , e le sue fronti , e le sue pilastrate , erano secondo quelle misure precedenti ; e vi erano in essa e nelle sue pilastrate , d’ ogn’ intorno , delle finestre ; la lunghezza d’ essa porta era di cinquanta cubiti . E i suoi archi riguardavano verso il cortile di fuori , e vi erano delle palme alle sue fronti , di qua , e di là ; e i suoi gradi erano di otto scaglioni . Poi egli mi menò alla porta settentrionale , e la misurò secondo quelle misure precedenti ; insieme con le sue logge , e le sue fronti , e le sue pilastrate ; e vi erano delle finestre d’ ogn’ intorno ; la lunghezza d’ essa porta era di cinquanta cubiti , e la larghezza di cinquanta cubiti . E le sue fronti riguardavano verso il cortile di fuori ; e vi erano delle palme alle sue fronti di qua , e di là ; e i suoi gradi erano di otto scaglioni . E fra le pilastrate di quelle porte vi erano delle logge , co’ loro usci ; quivi si lavavano gli olocausti . E presso al portale dell’ una di quelle porte vi erano due tavole da un lato , e due dall’ altro , da scannar sopra esse gli olocausti , e i sacrificii per lo peccato , e per la colpa . E parimente dall’ uno de’ lati , di fuori della soglia dell’ entrata dell’ altra porta , cioè della settentrionale , vi erano due tavole ; e dall’ altro lato del portale di essa porta , due altre tavole . Così vi erano quattro tavole di qua , e quattro di là , a’ lati di ciascuna porta , che erano in tutto otto tavole , sopra le quali si scannavano i sacrificii . E le quattro tavole , che erano per gli olocausti , erano di pietra pulita ; la lunghezza di ciascuna era d’ un cubito e mezzo , e la larghezza d’ un cubito e mezzo ; e l’ altezza d’ un cubito ; e sopra quelle si riponevano gli strumenti , co’ quali si scannavano gli olocausti ed i sacrificii . Vi erano eziandio degli arpioni d’ un palmo , messi per ordine d’ ogn’ intorno della casa ; e sopra le tavola si metteva la carne delle offerte . E di fuori della porta di dentro vi erano le camere de’ cantori , nel cortile di dentro , le quali erano allato alla porta settentrionale ; e le lor facce erano verso il Mezzodì . Ve n’ era una allato della porta orientale , traendo verso il Settentrione . E quell’ uomo mi parlò , dicendo : Questa camera , che riguarda verso il Mezzodì , è per li sacerdoti che fanno l’ ufficio della casa . E quell’ altra camera , che riguarda verso il Settentrione , è per li sacerdoti che fanno l’ ufficio dell’ altare . Essi sono i figliuoli di Sadoc , i quali , d’ infra i figliuoli di Levi , si accostarono al Signore , per fare il suo servigio . Poi misurò il cortile , ed era di cento cubiti di lunghezza , e di cento di larghezza , quadro ; e l’ altare era a diritto davanti alla casa . Poi egli mi menò al portico della casa , e misurò gli stipiti del portico , ed erano di cinque cubiti di qua , e di cinque di là ; poi la larghezza della porta , ed era di tre cubiti di qua , e di tre di là . La lunghezza del portico era di venti cubiti , e la larghezza di undici cubiti , oltre allo spazio de’ gradi , per li quali si saliva ad esso ; e le colonne erano presso degli stipiti , l’ una di qua , l’ altra di là . POI egli mi menò nel Tempio , e misurò gli stipiti , ed erano di sei cubiti di larghezza di qua , e di sei cubiti di larghezza di là ; quanta era la larghezza del tabernacolo . E la larghezza della porta era di sei cubiti , e le spalle della porta erano di cinque cubiti di qua , e di cinque cubiti di là . Poi egli misurò la lunghezza del Tempio , ed era di quaranta cubiti ; e la larghezza , ed era di venti cubiti . Poi entrò nella parte interiore , e misurò lo stipite della porta , ed era di due cubiti ; e poi la porta , ed era di sei cubiti ; ed oltre alla larghezza della porta , vi erano sette cubiti . Poi misurò la lunghezza di questa parte interiore , ed era di venti cubiti ; e la larghezza , ed era di venti cubiti , in faccia al Tempio . Poi egli disse : Questo è il Luogo santissimo . Poi egli misurò il muro della casa , ed era di sei cubiti ; e la larghezza di ciascuna pila , ed era di quattro cubiti , d’ ogn’ intorno della casa . E queste pile , accozzando una pila con l’ altra , erano di trentatrè piedi ; e vi erano delle ritratte nelle pareti di dentro delle pile d’ ogn’ intorno , per servir di sostegni alle travi , e acciocchè le travi non si attenessero al muro della casa . Or vi era in quelle pile uno spazio , per lo quale si saliva sopra al giro ; perciocchè si saliva per una scala a lumaca nella casa d’ ogn’ intorno ; e perciò vi era quello spazio nella casa fino in cima ; e così dal solaio da basso si saliva al sommo , per quel di mezzo . E riguardando l’ altezza della casa d’ ogn’ intorno , io vidi che le fondamenta delle pile erano d’ una canna intiera , cioè , di sei gran cubiti . La larghezza del muro , ch’ era alle pile in fuori , era di cinque cubiti ; come anche ciò ch’ era stato lasciato di vuoto fra le pile della casa . Or fra le camere vi era uno spazio di venti cubiti di larghezza , d’ ogn’ intorno della casa . E vi era una porta in ciascuna pila , per entrare in quello spazio ch’ era stato lasciato vuoto ; una porta , dico , verso il Settentrione , ed un’ altra porta verso il Mezzodì ; e la larghezza dello spazio , lasciato vuoto era di cinque cubiti d’ ogni intorno . E l’ edificio , che era allato al corpo del Tempio dall’ un lato , e dall’ altro , traendo verso l’ Occidente , avea settanta cubiti nella sua larghezza ; e il muro dell’ edificio avea cinque cubiti di larghezza d’ ogn’ intorno ; e novanta cubiti di lunghezza . Poi egli misurò la casa , ed era di lunghezza di cento cubiti ; il corpo del Tempio , l’ edificio , e i suoi muri , tutto insieme era di lunghezza di cento cubiti . E la piazza davanti alla casa , ed al corpo del Tempio , dall’ Oriente , era di cento cubiti . Poi egli misurò la lunghezza dell’ edificio ch’ era dirimpetto al corpo del Tempio , nella parte di dietro di esso , co’ suoi portici di qua , e di là ; ed era di cento cubiti . Così egli misurò il Tempio di dentro , e le pilastrate del cortile ; gli stipiti , e le finestre fatte a cancelli , e i portici d’ intorno , da’ lor tre lati , opposti a’ palchi del Tempio , i quali erano coperti di legname d’ ogn’ intorno . Or il terrazzo arrivava fino alle finestre , e le finestre erano coperte , dal disopra della porta fino alla casa , di dentro e di fuori , e in somma per tutto il muro d’ intorno , di dentro , e di fuori , a misure uguali . E vi era un lavoro di Cherubini , e di palme ; ed una palme era fra un Cherubino e l’ altro ; e ciascun Cherubino avea due facce . E la faccia dell’ uomo era volta verso una palma , da un lato ; e la faccia del leoncello era volta verso un’ altra palma , dall’ altro lato . Questo lavoro era per tutta la casa attorno attorno . Da terra fin di sopra alla porta , vi erano de’ Cherubini , e delle palme lavorate . E tali erano le pareti del Tempio . Gli stipiti , e il limitar della porta del Tempio , erano quadri ; e la faccia del santuario era del medesimo aspetto che quella del Tempio . L’ altare era di legno , di tre cubiti d’ altezza , e di due cubiti di lunghezza ; ed avea i suoi cantoni ; e la sua tavola , e i suoi lati erano di legno . E quell’ uomo mi disse : Quest’ è la mensa , che è davanti al Signore . Or il Tempio , e il santuario , aveano due reggi agli usci loro . E quelle due reggi erano di due pezzi , che si ripiegavano ; e così ciascuna regge era di due pezzi . E sopra gli usci del Tempio vi era un lavoro di Cherubini , e di palme , simile al lavoro delle pareti ; e vi era una travatura di legno nella facciata del portico di fuori . Vi erano eziandio delle finestre fatte a cancelli , e delle palme di qua , e di là , alle spalle del portico , come alle pile della casa ed alle travature . POI quell’ uomo mi menò fuori al cortile di fuori , per la via che traeva verso il Settentrione ; e mi condusse nelle camere , ch’ erano dirimpetto al corpo del Tempio , e dell’ edificio , verso il Settentrione ; in fronte alla lunghezza di cento cubiti della porta settentrionale , ed alla larghezza di cinquanta cubiti ; dirimpetto a’ venti cubiti del cortile di dentro , ed al lastrico , ch’ era nel cortile di fuori ; un portico riscontrandosi con l’ altro da tre parti . E davanti alle camere vi era un corridoio , largo dieci cubiti , ritratto in dentro d’ un cubito ; e gli usci delle camere erano verso il Settentrione . Or le camere del solaio più alto erano raccorciate ; perciocchè i pilastri di quello erano più piccoli che que’ degli altri , cioè , che que’ del solaio basso , e del mezzano dell’ edificio . Perciocchè quelle camere erano a tre solai , e quelle non aveano colonne , come quelle de’ cortili ; e perciò , quell’ alto solaio era raccorciato più che il basso , e il mezzano da terra . E la chiusura , ch’ era in fuori , davanti alle camere , traendo verso il cortile di fuori , dirincontro alle camere , era di cinquanta cubiti di lunghezza . Perciocchè la lunghezza delle camere , ch’ erano nel cortile di fuori , era di cinquanta cubiti . Ed ecco , davanti al Tempio vi era uno spazio di cento cubiti . E disotto a quelle camere vi era una entrata dal lato d’ Oriente , entrando in esse dal cortile di fuori . Nella larghezza del procinto del cortile , traendo verso l’ Oriente , dirimpetto al corpo del Tempio , ed all’ edificio , vi erano delle camere . E vi era un corridoio davanti a quelle , di simil forma come quello delle camere ch’ erano verso il Settentrione ; esse erano d’ una medesima lunghezza , e d’ una medesima larghezza ; ed aveano tutte le medesime uscite , ed i medesimi ordini , e le medesime porte . E quali erano le porte delle camere ch’ erano verso il Mezzodì , tale era altresì la porta ch’ era in fondo al corridoio , che faceva capo alla chiusura del parapetto , ch’ era dall’ Oriente , quando si entrava in esse . E quell’ uomo mi disse : Le camere settentrionali , e le camere meridionali , che sono dirimpetto al corpo del Tempio , son le camere sante , dove i sacerdoti che si accostano al Signore devono mangiar le cose santissime ; quivi eziandio devono riporre le cose santissime , e le offerte di panatica , e i sacrificii per lo peccato , e per la colpa ; perciocchè quel luogo è santo . Quando i sacerdoti saranno entrati nel Luogo santo , non usciranno di quello nel cortile di fuori ; anzi poseranno quivi i lor vestimenti , co’ quali fanno il servigio , e vestiranno altri vestimenti ; ed allora potranno venire nel cortile del popolo . Poi quell’ uomo , avendo finito di misurar la casa di dentro , mi menò fuori per la via della porta che guardava verso Oriente ; e misurò il ricinto d’ ogn’ intorno . Egli misurò il lato orientale con la canna da misurare ; e vi erano cinquecento canne , alla canna da misurare , d’ ogn’ intorno . Poi misurò il lato settentrionale e vi erano cinquecento canne , alla canna da misurare , d’ ogn’ intorno . Poi misurò il lato meridionale ; e vi erano cinquecento canne , alla canna da misurare , d’ ogn’ intorno . Poi egli si rivolse verso il lato occidentale , e lo misurò ; ed era di cinquecento canne , alla canna da misurare . Egli misurò la casa da’ quattro venti ; ed ella avea un muro d’ ogn’ intorno , di lunghezza di cinquecento cubiti , e di larghezza di cinquecento cubiti : per separare il luogo santo dal profano . POI egli mi condusse alla porta , che riguardava verso il Levante . Ed ecco la gloria dell’ Iddio d’ Israele , che veniva di verso il Levante ; e la sua voce era simile al suon di grandi acque ; e la terra risplendeva della sua gloria . E la visione che io vidi era nell’ aspetto simigliante alla visione che io vidi , quando venni per distrugger la città ; e le sembianze erano le medesime con quelle che io avea vedute presso al fiume Chebar ; ed io caddi sopra la mia faccia . E la gloria del Signore entrò nella casa , per la via della porta , che riguardava verso il Levante . E lo Spirito mi elevò , e mi menò nel cortile di dentro ; ed ecco , la casa era ripiena della gloria del Signore . Ed io udii uno che parlava a me dalla casa ; ed un uomo fu quivi in piè appresso di me . E mi disse : Figliuol d’ uomo , ecco il luogo del mio trono , e il luogo delle piante de’ miei piedi , dove io abiterò fra i figliuoli d’ Israele in perpetuo ; e la casa d’ Israele non contaminerà più il mio santo Nome , nè essi nè i lor re , con le lor fornicazioni , e con le carcasse de’ lor re , e co’ loro alti luoghi . Come hanno fatto , quando hanno posta la lor soglia presso della mia soglia , e il loro stipite presso del mio stipite , talchè vi era sol la parete fra me e loro ; e così hanno contaminato il mio Nome santo , con le loro abbominazioni , che hanno commesse ; onde io li ho consumati nella mia ira . Ora allontaneranno da me le lor fornicazioni , e le carcasse de’ lor re ; ed io abiterò in mezzo di loro in perpetuo . TU , figliuol d’ uomo , dichiara alla casa d’ Israele il disegno di questa Casa ; e sieno confusi delle loro iniquità ; poi misurino la pianta di essa . E quando si saranno vergognati di tutto quello che hanno fatto , fa’ loro assapere la forma di questa casa , e la sua disposizione , e le sue uscite , e le sue entrate , e tutte le sue figure , e tutti i suoi ordini , e tutte le sue forme , e tutte le sue regole ; e disegnale davanti agli occhi loro ; acciocchè osservino tutta la sua forma , e tutti i suoi ordini , e li mettano in opera . Quest’ è l’ ordine della Casa : Sopra la sommità del monte , tutto il suo ricinto d’ ogn’ intorno sarà un luogo santissimo . Ecco , quest’ è l’ ordine della Casa . E queste son le misure dell’ altare , a cubiti , de’ quali ciascuno è d’ un cubito e d’ un palmo : Il suo seno era d’ un cubito , ed altresì d’ un cubito di larghezza ; e il ricinto , ch’ era sopra l’ orlo di quello d’ ogn’ intorno , era d’ una spanna ; e quello era il suolo dell’ altare . Or dal seno , ch’ era in terra , fino alla sportatura da basso vi erano due cubiti ; e quella sportatura avea un cubito di larghezza ; e dalla più piccola sportatura , fino alla maggiore , vi erano quattro cubiti ; e la larghezza della maggiore era d’ un cubito . E l’ Ariel era alto quattro cubito , e dall’ Ariel in su vi erano le quattro corna . E l’ Ariel avea di lunghezza dodici cubiti , e altrettanti di larghezza ; ed era quadro per ogni verso . E la sportatura avea di lunghezza quattordici cubiti , ed altrettanti di larghezza , da tutti e quattro i suoi lati ; e l’ orlo , ch’ era d’ intorno a questa parte dell’ altare , era d’ un mezzo cubito ; e il seno , ch’ era presso all’ altra , era d’ un cubito d’ ogni intorno ; e i suoi gradi erano volti verso il Levante . E quell’ uomo mi disse : Figliuol d’ uomo , così ha detto il Signore Iddio : Questi son gli ordini dell’ altare , nel giorno che sarà fatto , per offerire sopra esso gli olocausti , e per ispandere sopra esso il sangue . Ed allora tu darai a’ sacerdoti Leviti , che son della progenie di Sadoc , i quali si accostano a me , dice il Signore Iddio , per ministrarmi , un giovenco , per sacrificio per lo peccato . E prenderai del sangue di esso , e ne metterai sopra le quattro corna dell’ altare , ed ai quattro canti della sportatura , e sopra l’ orlo , attorno attorno . Così netterai l’ altare , e farai purgamento per esso . Poi prenderai il giovenco del sacrificio per lo peccato , e quello sarà arso in un luogo della Casa appartato , fuori del Luogo santo . E il secondo giorno tu offerirai , per sacrificio per lo peccato , un becco , senza difetto ; e con esso si farà il purgamento per l’ altare , come si sarà fatto col giovenco . Quando tu avrai finito di far quel purgamento , tu offerirai un giovenco dell’ armento , senza difetto ; e un montone della greggia , senza difetto . E tu li offerirai davanti al Signore , e i sacerdoti getteranno del sale sopra , e li offeriranno in olocausto al Signore . Per lo spazio di sette giorni , tu sacrificherai un becco per giorno , per lo peccato ; e i sacerdoti sacrificheranno un giovenco dell’ armento , ed un montone della greggia , senza difetto . Per lo spazio di sette giorni , essi faranno il purgamento per l’ altare , e lo purificheranno ; ed essi si consacreranno nel lor ministerio . E compiuti que’ giorni , dall’ ottavo giorno innanzi , quando i sacerdoti sacrificheranno sopra l’ altare i vostri olocausti , e i vostri sacrificii da render grazie , io vi gradirò , dice il Signore Iddio . POI egli mi ricondusse verso la porta di fuori del Luogo santo , la quale riguardava verso il Levante ; ed essa era chiusa . E il Signore mi disse : Questa porta sarà chiusa , e non si aprirà , e niuno entrerà per essa ; perciocchè il Signore Iddio d’ Israele è entrato per essa ; perciò resterà chiusa . Ella è per lo principe ; il principe sederà in essa per mangiar davanti al Signore ; egli entrerà per la via del portale di questa porta , e per la via di quello stesso se ne uscirà . Ed egli mi menò , per la via della porta settentrionale , davanti alla casa ; ed io riguardai , ed ecco , la gloria del Signore avea ripiena la Casa del Signore ; ed io caddi sopra la mia faccia . E il Signore mi disse : Figliuol d’ uomo , considera col cuore , e riguarda con gli occhi , ed ascolta con gli orecchi , tutte le cose che io ti dico , intorno a tutti gli ordini della Casa del Signore , ed a tutte le regole di essa ; considera ancora l’ entrate della casa , per tutte le uscite del santuario . E di’ a quella ribelle , alla casa d’ Israele : Così ha detto il Signore Iddio : Bastinvi tutte le vostre abbominazioni , o casa d’ Israele . Allora che avete introdotti gli stranieri , incirconcisi di cuore , e incirconcisi di carne , per esser nel mio santuario , per profanar la mia Casa ; ed avete offerti i miei cibi , grasso e sangue , mentre quelli violavano il mio patto in tutte le vostre abbominazioni ; e non avete osservata l’ osservanza delle mie cose sante ; anzi avete costituite , a vostro senno , persone , per guardie delle mie osservanze , nel mio santuario . Così ha detto il Signore Iddio : Niun figliuolo di straniere , incirconciso di cuore , e incirconciso di carne , d’ infra tutti i figliuoli degli stranieri , che sono nel mezzo de’ figliuoli d’ Israele , entrerà nel mio santuario . Ma i sacerdoti Leviti , che si sono allontanati da me , quando Israele si è sviato , e che si sono sviati da me , dietro a’ loro idoli , porteranno la loro iniquità . E saranno sol ministri nel mio santuario , costituiti alla guardia delle porte della casa , e facendo i servigi della casa ; essi scanneranno gli olocausti , e i sacrificii al popolo , e saranno in piè davanti a lui , per servirgli . Perciocchè han loro servito davanti ai loro idoli , e sono stati alla casa d’ Israele per intoppo d’ iniquità ; perciò , io ho alzata la mia mano contro a loro , dice il Signore Iddio , che porteranno la loro iniquità . E non si accosteranno più a me , per esercitarmi il sacerdozio , nè per accostarsi ad alcuna delle mie cose sante , cioè alle mie cose santissime ; anzi porteranno la loro ignominia , e la pena delle abbominazioni che hanno commesse ; e li porrò per guardiani della casa , e per fare ogni servigio di essa , e tutto ciò che vi si deve fare . Ma quant’ è a’ sacerdoti Leviti , figliuoli di Sadoc , i quali hanno osservata l’ osservanza del mio santuario , quando i figliuoli d’ Israele si sono sviati da me , essi si accosteranno a me , per ministrarmi ; e staranno in piè davanti a me , per offerirmi grasso e sangue , dice il Signore Iddio . Essi entreranno nel mio santuario , ed essi si accosteranno alla mia mensa , per ministrarmi ; ed osserveranno ciò che io ho comandato che si osservi . Ora , quando entreranno nelle porte del cortile di dentro , sieno vestiti di panni lini ; e non abbiano addosso lana alcuna , quando ministreranno nelle porte del cortile di dentro , e più innanzi . Abbiano in capo delle tiare line , e delle calze line sopra i lor lombi , non cingansi dove si suda . E quando usciranno ad alcuno de’ cortili di fuori , al popolo , spoglino i lor vestimenti , ne’ quali avranno fatto il servigio , e riponganli nelle camere sante , e vestano altri vestimenti , acciocchè non santifichino il popolo coi lor vestimenti . E non radansi il capo , nè nudrichino la chioma ; tondansi schiettamente il capo . E niun sacerdote beva vino , quando entrerà nel cortile di dentro . E non prendansi per moglie alcuna vedova , nè ripudiata ; anzi una vergine della progenie della casa d’ Israele ; ovvero una vedova , che sia vedova di un sacerdote . Ed ammaestrino il mio popolo a discernere tra la cosa santa , e la profana , e dichiaringli la differenza che vi è tra la cosa monda , e l’ immonda . E soprastieno alle liti , per giudicare ; dien giudicio secondo le mie leggi ; ed osservino le mie leggi , ed i miei statuti , in tutte le mie solennità ; e santifichino i miei sabati . E non entri alcun sacerdote dove sia un morto , per contaminarsi ; pur si potrà contaminare per padre , e per madre , e per figliuolo , e per figliuola , e per fratello , e per sorella , che non abbia avuto marito . E dopo ch’ egli sarà stato nettato , continglisi sette giorni ; e nel giorno ch’ egli entrerà nel Luogo santo , nel cortile di dentro , per ministrar nel Luogo santo , offerisca il suo sacrificio per lo peccato , dice il Signore Iddio . E queste cose saranno loro per loro eredità ; io sono la loro eredità ; e voi non darete loro alcuna possessione in Israele ; io son la lor possessione . Essi mangeranno le offerte di panatica , e i sacrificii per lo peccato , e per la colpa ; parimente , ogn’ interdetto in Israele sarà loro . E le primizie di tutti i primi frutti d’ ogni cosa , e tutte le offerte elevate di qualunque cosa , d’ infra tutte le vostre offerte , saranno de’ sacerdoti ; parimente voi darete al sacerdote le primizie delle vostre paste , per far riposar la benedizione sopra le case vostre . Non mangino i sacerdoti alcun carname di uccello , o di bestia morta da sè , o lacerata dalle fiere . ORA , quando voi spartirete a sorte il paese per eredità , offerite , per offerta al Signore , una porzione consacrata del paese , di lunghezza di venticinquemila cubiti , e di larghezza di diecimila . Quello spazio sarà santo , per tutti i suoi confini , d’ ogn’ intorno . Di esso prendansi per lo Luogo santo cinquecento cubiti per lungo , ed altrettanti per largo , in quadro d’ ogn’ intorno ; e cinquanta cubiti per le pertinenze di fuori d’ ogn’ intorno . Misura adunque uno spazio di questa misura , cioè , di lunghezza di venticinquemila cubiti , e di larghezza di diecimila ; ed in quello spazio sarà il santuario , il Luogo santissimo . Esso è una porzione santificata del paese ; essa sarà per i sacerdoti , ministri del santuario che si accostano al Signore , per ministrargli ; sarà loro un luogo da case ; oltre al Luogo santo per lo santuario . Poi misura un altro spazio di venticinquemila cubiti di lunghezza , e di diecimila di larghezza ; quello sarà per i Leviti , ministri della Casa , per lor possessione , con venti camere . Poi ordinate , per la possession della città , cinquemila cubiti in larghezza , e venticinquemila in lunghezza , allato all’ offerta la casa d’ Israele . Poi assegnate la parte al principe , di qua , e di là della santa offerta , e della possession della città , allato alla santa offerta , ed alla possession della città , dall’ Occidente , e fino all’ estremità occidentale ; e dall’ Oriente , fino all’ estremità orientale ; e la lunghezza sia uguale ad una di quelle parti , dall’ estremità occidentale fino all’ orientale . Egli avrà quello del paese per sua possessione in Israele ; ed i miei principi non oppresseranno più il mio popolo , e lasceranno il rimanente del paese alla casa d’ Israele , per le lor tribù . Così ha detto il Signore Iddio : Bastivi , principi d’ Israele ; togliete via la violenza , e la rapina ; e fate giustizia , e giudicio ; levate le vostre storsioni d’ addosso al mio popolo , dice il Signore Iddio . Abbiate bilance giuste , ed efa giusto , e bat giusto . Sia l’ efa , e il bat , d’ una medesima misura , prendendo il bat per la decima parte d’ un homer , e l’ efa similmente per la decima parte d’ un homer ; sia la misura dell’ uno e dell’ altro a ragion dell’ homer ; e sia il siclo di venti oboli ; e siavi la mina di venti sicli , di venticinque sicli , e di quindici sicli . QUEST’ è l’ offerta che voi offerirete : la sesta parte d’ un efa dell’ homer del frumento ; voi darete parimente la sesta parte d’ un efa dell’ homer dell’ orzo . E lo statuto dell’ olio il bat è la misura dell’ olio è che si dia la decima parte d’ un bat , per coro , che è l’ homer di dieci bati ; conciossiachè l’ homer sia di dieci bati . E del minuto bestiame lo statuto è che si dia di dugento bestie una dei luoghi grassi d’ Israele ; e quest’ offerta sarà per le offerte di panatica , e per gli olocausti , e per li sacrificii da render grazie , per far purgamento per essi , dice il Signore Iddio . Tutto il popolo del paese sarà tenuto a quell’ offerta , la quale egli darà al principe che sarà in Israele . Ed al principe si apparterrà di fornir gli olocausti , e le offerte di panatica , e le offerte da spandere , nelle feste solenni , e nelle calendi , e ne’ sabati , in tutte le solennità della casa d’ Israele ; egli fornirà i sacrificii per lo peccato , e le offerte di panatica , e gli olocausti , e i sacrificii da render grazie , per far purgamento per la casa d’ Israele . Così ha detto il Signore Iddio : Nel primo mese , nel primo giorno del mese , prendi un giovenco senza difetto , e purifica il santuario , sacrificando questo giovenco per lo peccato . E prenda il sacerdote del sangue di questo sacrificio per lo peccato , e mettalo sopra gli stipiti della casa , e sopra i quattro canti delle sportature dell’ altare , e sopra gli stipiti della porta del cortile di dentro . Fa’ il simigliante nel settimo giorno del medesimo mese , per colui che avrà peccato per errore , e per lo scempio ; e così purgherete la casa . Nel primo mese , nel quartodecimo giorno del mese , siavi la Pasqua ; sia una festa solenne di sette giorni , ne’ quali manginsi pani azzimi . E in quel giorno sacrifichi il principe , per sè , e per tutto il popolo del paese , un giovenco per sacrificio per lo peccato . E ne’ sette giorni della festa , sacrifichi , per olocausto al Signore , sette giovenchi , e sette montoni , senza difetto , per ciascuno di que’ sette giorni ; e , per sacrificio per lo peccato , un becco per giorno . Offerisca eziandio per offerta di panatica , un efa di fior di farina , per giovenco ; e parimente un efa per montone , e un hin d’ olio per efa . Nel settimo mese , nel quintodecimo giorno del mese , nella festa solenne , offerisca le medesime cose per sette giorni , il medesimo sacrificio per lo peccato , il medesimo olocausto , la medesima offerta di panatica , ed il medesimo olio . COSI ha detto il Signore Iddio : La porta del cortile di dentro , la quale riguarda verso il Levante , sia chiusa i sei giorni di lavoro ; ma aprasi nel giorno del sabato ; aprasi parimente nel giorno delle calendi . Ed entrivi il principe per la via del portale della porta di fuori , e fermisi allo stipite della porta , mentre i sacerdoti offeriranno il suo olocausto , e i suoi sacrificii da render grazie ; e adori sopra la soglia della porta , poi escasene fuori ; e non serrisi la porta infino alla sera . E adori il popolo del paese davanti al Signore , all’ entrata di quella porta , ne’ sabati , e nelle calendi . Or l’ olocausto , che il principe offerirà al Signore , nel giorno del sabato , sia di sei agnelli senza difetto , e d’ un montone senza difetto . E l’ offerta di panatica sia d’ un efa di fior di farina , per lo montone ; e , per gli agnelli , quanto egli vorrà donare ; e d’ un hin d’ olio per efa . E nel giorno delle calendi sia il suo olocausto d’ un giovenco senza difetto ; e di sei agnelli , e d’ un montone , senza difetto . Ed offerisca , per offerta di panatica , un efa di fior di farina , per lo giovenco ; ed un efa per lo montone ; e per gli agnelli , quanto gli verrà a mano ; ed un hin d’ olio per efa . E quando il principe entrerà nel tempio , entri per la via del portale di quella porta , e per quella stessa via esca fuori . Ma quando il popolo del paese verrà davanti al Signore nelle feste solenni , chi sarà entrato per la via della porta settentrionale per adorare , esca per la via della porta meridionale ; e chi sarà entrato per la via della porta meridionale , esca per la via della porta settentrionale ; non ritorni per la via della porta , per la quale sarà entrato ; anzi esca per quella che è dirincontro . E quant’ è al principe , entri con loro , quando quello entrerà ; ed esca , quando quello uscirà . E nelle feste , e nelle solennità , sia l’ offerta di panatica d’ un efa di fior di farina per giovenco , e parimente d’ un efa per montone ; e di quanto il principe vorrà dare , per gli agnelli ; e d’ un hin d’ olio per efa . E quando il principe farà una offerta volontaria , olocausto , o sacrificii da render grazie , per offerta volontaria al Signore , apraglisi allora la porta che riguarda verso il Levante , e faccia il suo olocausto , e i suoi sacrificii da render grazie , siccome egli suol fare nel giorno del sabato ; poi esca fuori ; e dopo ch’ egli sarà uscito , serrisi la porta . Or tu sacrificherai ogni giorno al Signore in olocausto un agnello di un anno , senza difetto ; sacrificalo ogni mattina . Offerisci parimente ogni mattina con esso , per offerta di panatica , la sesta parte d’ un efa di fior di farina , e la terza d’ un hin d’ olio , per istemperare il fior di farina . Quest’ è la continua offerta di panatica , che si deve presentare al Signore , per istatuti perpetui . Offeriscasi adunque quell’ agnello , e quell’ offerta di panatica , e quell’ olio , ogni mattina , per olocausto continuo . COSI ha detto il Signore Iddio : Quando il principe avrà fatto alcun dono ad alcuno de’ suoi figliuoli , quello è sue eredità ; quel dono appartenga a’ suoi figliuoli ; quella è lor possessione , per ragion d’ eredità . Ma quando avrà fatto un dono della sua eredità ad uno de’ suoi servitori , sia quel dono suo fino all’ anno della libertà ; poi ritorni al principe ; ma la sua eredità appartiene a’ suoi figliuoli ; sia loro . E il principe non prenda nulla dell’ eredità del popolo , per dispodestarlo con oppressione della sua possessione ; egli lascerà eredità a’ suoi figliuoli della sua propria possessione , acciocchè alcuno del mio popolo non sia disperso , essendo scacciato ciascuno dalla sua possessione . POI egli mi menò , per l’ entrata che era allato alla porta , nelle camere sante , ch’ erano per li sacerdoti , le quali riguardavano verso il Settentrione ; ed ecco , quivi era un certo luogo , nel fondo , verso il Ponente . Ed egli mi disse : Quest’ è il luogo , dove i sacerdoti coceranno le carni de’ sacrificii per la colpa , e per lo peccato ; e dove coceranno le offerte di panatica , per non portarle fuori , al cortile di fuori ; onde il popolo sia santificato . Poi egli mi menò fuori , al cortile di fuori , e mi fece passare a’ quattro canti del cortile ; ed ecco un cortile in un canto del cortile , ed un altro cortile in un altro canto del cortile . Ai quattro canti del cortile vi erano de’ cortili , co’ lor fumaiuoli , di quaranta cubiti di lunghezza , e di trenta di larghezza ; tutti e quattro erano d’ una medesima misura , ed erano a’ canti . E in tutti e quattro vi era un ordine di volte d’ intorno ; e disotto a quelle volte vi erano i focolari disposti d’ ogn’ intorno . Ed egli mi disse : Queste son le cucine , dove i ministri della casa coceranno i sacrificii del popolo . POI egli mi rimenò all’ entrata della Casa ; ed ecco , delle acque uscivano di sotto alla soglia della Casa , verso il Levante ; perciocchè la casa era verso il Levante ; e quelle acque scendevano disotto , dal lato destro della Casa , dalla parte meridionale dell’ altare . Poi egli mi menò fuori , per la via della porta settentrionale , e mi fece girare per la via di fuori , traendo verso il Levante ; ed ecco , quelle acque sorgevano dal lato destro . Quando quell’ uomo uscì verso il Levante , egli avea in mano una cordicella , e misurò mille cubiti , e mi fece valicar quelle acque ; ed esse mi giungevano solo alle calcagna . Poi misurò altri mille cubiti , e mi fece valicar quelle acque ; ed esse mi giungevano fino alle ginocchia . Poi misurò altri mille cubiti , e mi fece valicar quelle acque ; ed esse mi giungevano fino a’ lombi . Poi misurò altri mille cubiti , e quelle acque erano un torrente , il quale io non poteva valicare co’ piedi ; perciocchè le acque erano cresciute tanto ch’ erano acque che conveniva passare a nuoto ; un torrente che non si poteva guadare . Allora egli mi disse : Hai tu veduto , figliuol d’ uomo ? Poi mi menò più innanzi , e mi fece ritornare alla riva del torrente . E quando vi fui tornato , ecco un grandissimo numero d’ alberi in su la riva del torrente di qua e di là . Ed egli mi disse : Quest’ acque hanno il lor corso verso il confine orientale del paese , e scendono nella pianura , ed entrano nel mare ; e quando saranno nel mare , le acque di esso saranno rendute sane . Ed avverrà che ogni animale rettile vivente , dovunque verranno que’ due torrenti , viverà ; e il pesce vi sarà in grandissima copia ; quando quest’ acque saranno venute là , le altre saranno rendute sane ; e ogni animale viverà , dove quel torrente sarà venuto . Avverrà parimente che presso di esso mare staranno pescatori ; da En-ghedi fino ad En-eglaim , sarà un luogo da stendervi reti da pescare ; il pesce di que’ luoghi sarà , secondo le sue specie , in grandissimo numero , come il pesce del mar grande . Le paludi d’ esso , e le sue lagune non saranno rendute sane ; saranno abbandonate a salsuggine . E presso al torrente , in su la riva d’ esso , di qua e di là , cresceranno alberi fruttiferi d’ ogni maniera ; le cui frondi non si appasseranno , ed il cui frutto non verrà giammai meno ; a’ lor mesi produrranno i lor frutti primaticci ; perciocchè le acque di quello usciranno del santuario ; e il frutto loro sarà per cibo , e le lor frondi per medicamento . COSI ha detto il Signore Iddio : Questi sono i confini del paese , il quale voi spartirete per eredità alle dodici tribù d’ Israele , avendone Giuseppe due parti . E tutti , l’ uno al par dell’ altro , possederete quel paese , del quale io alzai la mano , che io lo darei a’ padri vostri ; ed esso paese vi scaderà per eredità . Questi sono adunque i confini del paese : Dal lato settentrionale , dal mar grande , traendo verso Hetlon , finchè si giunge in Sedad : Hamat , Berota , Sibraim , che è fra i confini di Damasco , e i confini di Hamat ; Haser-hatticon , che è a’ confini di Hauran . Così i confini saranno dal mare , Haser-enon , confine di Damasco , e lungo il Settentrione , onde il confine sarà Hamat . E questo sarà il lato settentrionale . E il lato orientale sarà d’ infra Hauran , e Damasco , e passerà fra Galaad , e il paese d’ Israele lungo il Giordano . Misurate dal confine fino al mare orientale . E questo sarà il lato orientale . E il lato meridionale , di verso l’ Austro , sarà da Tamar fino alle acque delle contese di Cades , lungo il torrente fino al mar grande . E questo sarà il lato meridionale , di verso l’ Austro . E il lato occidentale sarà il mar grande , dal confine del paese , fin dirincontro all’ entrata di Hamat . E questo sarà il lato occidentale . E voi spartirete fra voi questo paese , secondo le tribù d’ Israele . Or dividetelo in eredità fra voi , e i forestieri che dimoreranno nel mezzo di voi , i quali avranno generati figliuoli nel mezzo di voi ; e sienvi quelli come i natii d’ infra i figliuoli d’ Israele ; ed entrino con voi in parte dell’ eredità , fra le tribù d’ Israele . Date al forestiere la sua eredità , nella tribù , nella quale egli dimorerà , dice il Signore Iddio . E questi sono i nomi delle tribù . Partendo dall’ estremità settentrionale , lungo la via d’ Hethlon per andare a Hamath , fino ad Hatsar-Enon , frontiera di Damasco a settentrione verso Hamath , avranno questo : dal confine orientale al confine occidentale , Dan , una parte . Sulla frontiera di Dan , dal confine orientale al confine occidentale : Ascer , una parte . Sulla frontiera di Ascer , dal confine orientale al confine occidentale : Neftali , una parte . Sulla frontiera di Neftali , dal confine orientale al confine occidentale : Manasse , una parte . Sulla frontiera di Manasse , dal confine orientale al confine occidentale : Efraim , una parte . Sulla frontiera di Efraim , dal confine orientale al confine occidentale : Ruben , una parte . Sulla frontiera di Ruben dal confine orientale al confine occidentale : Giuda , una parte . Sulla frontiera di Giuda , dal confine orientale al confine occidentale , sarà la parte che preleverete di venticinquemila cubiti di larghezza , e lunga come una delle altre parti dal confine orientale al confine occidentale ; e quivi in mezzo sarà il santuario . La parte che preleverete per l’ Eterno avrà venticinquemila cubiti di lunghezza diecimila di larghezza . E questa parte santa prelevata apparterrà ai sacerdoti : venticinquemila cubiti di lunghezza al settentrione , diecimila di larghezza all’ occidente , diecimila di larghezza all’ oriente , e venticinquemila di lunghezza al mezzogiorno ; e il santuario dell’ Eterno sarà quivi in mezzo . Essa apparterrà ai sacerdoti consacrati di tra i figliuoli di Tsadok che hanno fatto il mio servizio , e non si sono sviati quando i figliuoli d’ Israele si sviarono , come si sviavano i Leviti . Essa apparterrà loro come parte prelevata dalla parte del paese che sarà stata prelevata : una cosa santissima , verso la frontiera dei Leviti . I Leviti avranno , parallelamente alla frontiera de’ sacerdoti , una lunghezza di venticinquemila cubiti e una larghezza di diecimila cubiti : tutta la lunghezza sarà di venticinquemila , e la larghezza di diecimila . Essi non potranno venderne nulla ; questa primizia del paese non potrà essere né scambiata né alienata , perché è cosa consacrata all’ Eterno . I cinquemila cubiti che rimarranno di larghezza sui venticinquemila , formeranno un’ area non consacrata destinata alla città , per le abitazioni e per il contado ; la città sarà in mezzo , ed eccone le dimensioni : dal lato settentrionale , quattromila cinquecento cubiti ; dal lato meridionale , quattromila cinquecento ; dal lato orientale , quattromila cinquecento ; e dal lato occidentale , quattromila cinquecento . La città avrà un contado di duecentocinquanta cubiti a settentrione , di duecentocinquanta a mezzogiorno ; di duecentocinquanta a oriente , e di duecentocinquanta a occidente . Il resto della lunghezza , parallelamente alla parte santa , cioè diecimila cubiti a oriente e diecimila a occidente , parallelamente alla parte santa servirà , coi suoi prodotti , al mantenimento dei lavoratori della città . I lavoratori della città , di tutte le tribù d’ Israele , ne lavoreranno il suolo . Tutta la parte prelevata sarà di venticinquemila cubiti di lunghezza per venticinquemila di larghezza ; ne preleverete così una parte uguale al quarto della parte santa , come possesso della città . Il rimanente sarà del principe , da un lato e dall’ altro della parte santa prelevata e del possesso della città , difaccia ai venticinquemila cubiti della parte santa sino alla frontiera d’ oriente e a occidente difaccia ai venticinquemila cubiti verso la frontiera d’ occidente , parallelamente alle parti ; questo sarà del principe ; e la parte santa e il santuario della casa saranno in mezzo . Così , toltone il possesso dei Leviti e il possesso della città situati in mezzo a quello del principe , ciò che si troverà tra la frontiera di Giuda e la frontiera di Beniamino , apparterrà al principe . Poi verrà il resto della tribù . Dal confine orientale al confine occidentale : Beniamino , una parte . Sulla frontiera di Beniamino , dal confine orientale al confine occidentale : Simeone , una parte . Sulla frontiera di Simeone , dal confine orientale al confine occidentale : Issacar , una parte . Sulla frontiera di Issacar , dal confine orientale al confine occidentale : Zabulon , una parte . Sulla frontiera di Zabulon , dal confine orientale al confine occidentale : Gad , una parte . Sulla frontiera di Gad , dal lato meridionale verso mezzogiorno , la frontiera sarà da Tamar fino alle acque di Meriba di Kades , fino al torrente che va nel mar Grande . Tale è il paese che vi spartirete a sorte , come eredità delle tribù d’ Israele , e tali ne sono le parti , dice il Signore , l’ Eterno . E queste sono le uscite della città . Dal lato settentrionale , quattromila cinquecento cubiti misurati ; le porte della città porteranno i nomi delle tribù d’ Israele , e ci saranno tre porte a settentrione : la Porta di Ruben , l’ una ; la Porta di Giuda , l’ altra ; la Porta di Levi , l’ altra . Dal lato orientale , quattromila cinquecento cubiti , e tre porte : la Porta di Giuseppe , l’ una ; la Porta di Beniamino , l’ altra ; la Porta di Dan , l’ altra . Dal lato meridionale , quattromila cinquecento cubiti , e tre porte : la Porta di Simeone , l’ una ; la Porta di Issacar , l’ altra ; la Porta di Zabulon , l’ altra . Dal lato occidentale , quattromila cinquecento cubiti , e tre porte : la Porta di Gad , l’ una ; la Porta d’ Ascer , l’ altra ; la Porta di Neftali , l’ altra . La circonferenza sarà di diciottomila cubiti . E , da quel giorno , il nome della città sarà : L’ Eterno è quivi &quot; . NELL’ anno terzo del regno di Gioiachim , re di Giuda , Nebucadnesar , re di Babilonia , venne contro a Gerusalemme , e l’ assediò . E il Signore diede in man sua Gioiachim , re di Giuda , ed una parte degli arredi della Casa di Dio ; ed egli li condusse nel paese di Sinear , nella casa de’ suoi dii ; e portò quegli arredi nella casa del tesoro de’ suoi dii . E il re disse ad Aspenaz , capo de’ suoi eunuchi , che , d’ infra i figliuoli d’ Israele , e del sangue reale , e de’ principi , ne menasse de’ fanciulli , in cui non fosse alcun difetto , belli d’ aspetto , e intendenti in ogni sapienza , e saputi in iscienza , e dotati d’ avvedimento , e di conoscimento , e prodi della persona , per istare nel palazzo del re ; e che s’ insegnassero loro le lettere , e la lingua de’ Caldei . E il re assegnò loro una certa provvisione per giorno , delle vivande reali , e del vino del suo bere ; e ordinò ancora che si allevassero lo spazio di tre anni , in capo de’ quali stessero davanti al re . Or fra essi furono , de’ figliuoli di Giuda , Daniele , Anania , Misael , ed Azaria . Ma il capo degli eunuchi pose loro altri nomi : a Daniele pose nome Beltsasar ; e ad Anania , Sadrac ; ed a Misael , Mesac ; e ad Azaria , Abed-nego . Or Daniele si mise in cuore di non contaminarsi con le vivande del re , nè col vino del suo bere ; e richiese il capo degli eunuchi che gli fosse permesso di non contaminarsi . E Iddio fece trovare a Daniele grazia , e pietà appresso il capo degli eunuchi . Ma il capo degli eunuchi disse a Daniele : Io temo il re , mio signore , il quale ha ordinato il vostro cibo , e le vostre bevande ; imperocchè , perchè s’ egli vedesse le vostre facce più triste di quelle degli altri fanciulli , pari vostri , vorreste voi rendermi colpevole di fallo capitale inverso il re ? Ma Daniele disse al Melsar , il quale il capo degli eunuchi avea costituito sopra Daniele , Anania , Misael , ed Azaria : Deh ! fa’ prova dei tuoi servitori lo spazio di dieci giorni ; e sienci dati de’ legumi da mangiare , e dell’ acqua da bere . E poi sieno riguardate in presenza tua le nostre facce , e quelle de’ fanciulli che mangiano delle vivande reali ; e allora fa’ co’ tuoi servitori , come tu avviserai . Ed egli acconsentì loro , e fece prova di essi per dieci giorni . E in capo de’ dieci giorni , le lor facce apparvero più belle , e più piene di carne , che quelle di tutti gli altri fanciulli che mangiavano le vivande reali . Laonde il Melsar da quel dì innanzi prendeva le lor vivande , e il vino del lor bere , e dava lor de’ legumi . E Iddio donò a tutti e quattro quei fanciulli conoscimento , e intendimento in ogni letteratura e sapienza ; e rendette Daniele intendente in ogni visione , ed in sogni . E in capo del tempo , che il re avea detto che que’ fanciulli gli fosser menati , il capo degli eunuchi li menò nel cospetto di Nebucadnesar . E il re parlò con loro ; ma fra essi tutti non si trovò alcuno simile a Daniele , ad Anania , a Misael , e ad Azaria ; ed essi stettero nella presenza del re . E in ogni affare di sapienza , e d’ intendimento , del quale il re li domandasse , li trovò sopravanzar per dieci volte tutti i magi , e gli astrologi , ch’ erano in tutto il suo regno . E Daniele fu così fino all’ anno primo del re Ciro . OR Nebucadnesar , nell’ anno , secondo del suo regno , sognò de’ sogni , e il suo spirito ne fu sbigottito , e il suo sonno fu rotto . E il re disse che si chiamassero i magi , e gli astrologi , e gl’ incantatori , e i Caldei , per dichiarare al re i suoi sogni . Ed essi vennero , e si presentarono davanti al re . E il re disse loro : Io ho sognato un sogno , e il mio spirito è sbigottito , desiderando pure di sapere il sogno . E i Caldei dissero al re , in lingua siriaca : O re , possa tu vivere in perpetuo ! di’ il sogno a’ tuoi servitori , e noi ne dichiareremo l’ interpretazione . Il re rispose , e disse a’ Caldei : La cosa mi è fuggita di mente ; se voi non mi fate assapere il sogno , e la sua interpretazione , sarete squartati , e le vostre case saranno ridotte in latrine . Ma se voi mi dichiarate il sogno , e la sua interpretazione , riceverete da me doni , presenti , e grandi onori ; dichiaratemi adunque il sogno , e la sua interpretazione . Essi risposero per la seconda volta , e dissero : Il re dica il sogno a’ suoi servitori , e noi ne dichiareremo l’ interpretazione . Il re rispose , e disse : Io conosco per fermo che voi volete guadagnar tempo ; perciocchè avete veduto che la cosa mi è fuggita di mente . Che se voi non mi dichiarate il sogno , vi è una sola sentenza per voi . Or voi vi eravate preparati a dire in mia presenza alcuna cosa falsa , e perversa , finchè il tempo fosse mutato ; perciò , ditemi il sogno , ed io conoscerò che voi me ne dichiarerete l’ interpretazione . I Caldei risposero in presenza del re , e dissero : Non vi è uomo alcuno sopra la terra , che possa dichiarare al re ciò ch’ egli richiede ; perciò anche alcun re , nè grande , nè signore , non domandò mai cotal cosa ad alcun mago , astrologo , o Caldeo . E la cosa che il re richiede è tanto ardua , che non vi è alcun altro che la possa dichiarare al re , se non gl’ iddii , la cui abitazione non è con la carne . Perciò , il re si adirò , e si crucciò gravemente , e comandò che tutti i savi di Babilonia fosser fatti morire . E il decreto uscì fuori , e i savi erano uccisi ; e si cercò Daniele , e i suoi compagni per farli morire . Allora Daniele stolse l’ esecuzione del decreto , e della sentenza , commessa ad Arioc , capitano delle guardie del re , ch’ era uscito per uccidere i savi di Babilonia . E fece motto ad Arioc , ufficiale del re , e gli disse : Qual è la cagione , che il re ha dato un decreto tanto affrettato ? Allora Arioc fece assapere il fatto a Daniele . E Daniele entrò dal re , e lo richiese che gli desse tempo , e ch’ egli dichiarerebbe l’ interpretazione del sogno al re . Allora Daniele andò a casa sua , e fece assaper la cosa ad Anania , a Misael , e ad Azaria , suoi compagni . Ed essi chiesero misericordia all’ Iddio del cielo , intorno a questo segreto ; acciocchè Daniele , e i suoi compagni non fosser messi a morte con gli altri savi di Babilonia . Allora il segreto fu rivelato a Daniele , in vision notturna . In quello stante Daniele benedisse l’ Iddio del cielo . E Daniele prese a dire : Sia il Nome di Dio benedetto di secolo in secolo ; perciocchè a lui si appartiene la sapienza , e la potenza ; ed egli muta i tempi , e le stagioni ; egli rimuove i re , e altresì li stabilisce ; egli dà la sapienza a’ savi , e il conoscimento a quelli che son dotati d’ intendimento . Egli palesa le cose profonde ed occulte ; egli conosce quel ch’ è nelle tenebre , e la luce abita appo lui . O Dio de’ miei padri , io ti rendo gloria , e lode , che tu mi hai data sapienza , e forza ; e mi hai ora dichiarato quel che noi ti abbiam domandato , avendoci fatto assapere ciò che il re richiede . Per tanto , Daniele entrò da Arioc , al quale , il re avea data commissione di far morire i savi di Babilonia ; e andò , e gli disse così : Non far morire i savi di Babilonia ; menami davanti al re , ed io gli dichiarerò l’ interpretazione del sogno . Allora Arioc menò prestamente Daniele davanti al re , e gli disse così : Io ho trovato un uomo , d’ infra i Giudei , che sono in cattività , il quale dichiarerà al re l’ interpretazione del suo sogno . Il re prese a dire a Daniele , il cui nome era Beltsasar : Mi puoi tu dichiarare il sogno , che io ho veduto , e la sua interpretazione ? Daniele rispose davanti al re , e disse : Il segreto , che il re domanda , nè savi , nè astrologi , nè magi , nè indovini , non possono dichiararlo al re . Ma vi è un Dio in cielo , che rivela i segreti , ed ha fatto assapere al re Nebucadnesar quello che deve avvenire nella fine de’ tempi . Il tuo sogno , e le visioni del tuo capo , in sul tuo letto , erano queste : O re , de’ pensieri ti son saliti sopra il tuo letto , che cosa avverrebbe da questo tempo innanzi , e colui che rivela i segreti ti ha fatto assapere ciò che deve avvenire . Ora , quant’ è a me , questo segreto mi è stato rivelato , non per sapienza , che sia in me sopra tutti i viventi ; ma acciocchè l’ interpretazione ne sia dichiarata al re , e che tu intenda i pensieri del cuor tuo . Tu , o re , riguardavi , ed ecco una grande statua . Questa statua grande , e il cui splendore era eccellente , era in piè dirincontro a te ; e il suo aspetto era spaventevole . Il capo di questa statua era d’ oro fino ; il suo petto , e le sue braccia , d’ argento ; il suo ventre , e le sue cosce , di rame ; le sue gambe , di ferro ; e i suoi piedi , in parte di ferro , in parte di argilla . Tu stavi riguardando , finchè fu tagliata una pietra , senza opera di mani , la qual percosse la statua in su i piedi , ch’ erano di ferro , e d’ argilla ; e li tritò . Allora furono insieme tritati il ferro , l’ argilla , il rame , l’ argento , e l’ oro , e divennero come la pula della aie di state , e il vento li portò via , e non si trovò luogo alcuno per loro ; e la pietra che avea percossa la statua divenne un gran monte , ed empiè tutta la terra . Quest’ è il sogno ; ora ne diremo l’ interpretazione davanti al re . Tu , o re , sei il re dei re ; conciossiachè l’ Iddio del cielo ti abbia dato regno , potenza , e forza , e gloria . E dovunque dimorano i figliuoli degli uomini , le bestie della campagna , e gli uccelli del cielo , egli te li ha dati in mano , e ti ha fatto signore sopra essi tutti . Tu sei quel capo d’ oro . E dopo te sorgerà un altro regno , più basso del tuo ; e poi anche un terzo regno , ch’ è quel del rame , il quale signoreggerà sopra tutta la terra . Poi vi sarà un quarto regno , duro come ferro ; conciossiachè il ferro triti , e fiacchi ogni cosa : e come il ferro trita tutte quelle cose , quello triterà , e romperà tutto . E quant’ è a ciò che tu hai veduti i piedi , e le lor dita , in parte d’ argilla di vasellaio , e in parte di ferro , ciò significa che il regno sarà diviso ; ed anche che vi sarà in esso della durezza del ferro ; conciossiachè tu abbi veduto il ferro mescolato con l’ argilla di vasellaio . E quant’ è a ciò che le dita dei piedi erano in parte di ferro , e in parte d’ argilla , ciò significa che il regno in parte sarà duro , in parte sarà frale . E quant’ è a ciò che tu hai veduto il ferro mescolato con l’ argilla di vasellaio , ciò significa che coloro si mescoleranno per seme umano , ma non potranno unirsi l’ un con l’ altro ; siccome il ferro non può mescolarsi con l’ argilla . E a’ dì di questi re , l’ Iddio del cielo farà sorgere un regno , il quale giammai in eterno non sarà distrutto ; e quel regno non sarà lasciato ad un altro popolo ; esso triterà , e consumerà tutti que’ regni ; ma esso durerà in eterno . Conciossiachè tu abbi veduto che dal monte è stata tagliata una pietra , senza opera di mani , la quale ha tritato il ferro , il rame , l’ argilla , l’ argento , e l’ oro . Il grande Iddio ha fatto assapere al re ciò che avverrà da questo tempo innanzi ; e il sogno è verace , e la sua interpretazione è fedele . Allora il re Nebucadnesar cadde sopra la sua faccia , e adorò Daniele ; e comandò che gli si offerissero offerte e profumi . E il re fece motto a Daniele , e gli disse : Di vero il vostro Dio è l’ Iddio degl’ iddii , e il Signore dei re , e il rivelatore de’ segreti ; poichè tu hai potuto rivelar questo segreto . Allora il re aggrandì Daniele , e gli donò molti gran presenti , e lo costituì rettore sopra tutta la provincia di Babilonia , e capo de’ magistrati , sopra tutti i savi di Babilonia . E alla richiesta di Daniele , il re costituì sopra gli affari della provincia di Babilonia , Sadrac , Mesac , ed Abed-nego ; ma Daniele stava alla porta del re . IL re Nebucadnesar fece una statua d’ oro , d’ altezza di sessanta cubiti , e di larghezza di sei cubiti ; e la rizzò nella pianura di Dura , nella provincia di Babilonia . E il re Nebucadnesar mandò a radunare i satrapi , i magistrati , e i duchi , i giudici , i tesorieri , i senatori , i presidenti , e tutti i rettori delle provincie , per venire alla dedicazione della statua , che il re Nebucadnesar avea rizzata . Allora furono radunati i satrapi , i magistrati , e i duchi , i giudici , i tesorieri , i senatori , i presidenti , e tutti i rettori delle provincie , alla dedicazione della statua , che il re Nebucadnesar avea rizzata . Ed essi erano in piè dinanzi alla statua , che Nebucadnesar avea rizzata . E un banditore gridò di forza , dicendo : O popoli , nazioni , e lingue , a voi si dice , che nell’ ora , che voi udirete il suon del corno , del flauto , della cetera , dell’ arpicordo , del salterio , della sampogna , e d’ ogni specie di strumenti di musica , vi gettiate in terra , e adoriate la statua d’ oro , che il re Nebucadnesar ha rizzata . E chiunque non si getterà in terra , e non l’ adorerà , in quella stessa ora sarà gettato nel mezzo d’ una fornace di fuoco ardente . Per la qual cosa , tutti i popoli , nazioni , e lingue , in quello stante ch’ ebbero udito il suon del corno , del flauto , della cetera , dell’ arpicordo , del salterio , e d’ ogni specie di strumenti di musica , si gettarono in terra , e adorarono la statua d’ oro , che il re Nebucadnesar avea rizzata . Perciò , in quel punto alcuni uomini Caldei si fecero avanti , ed accusarono i Giudei . E fecero motto al re Nebucadnesar , e gli dissero : O re , possa tu vivere in perpetuo . Tu , o re , hai fatto un decreto : che ogni uomo che avrà udito il suon del corno , del flauto , della cetera , dell’ arpicordo , del salterio , della sampogna , e d’ ogni specie di strumenti di musica , si getti in terra , ed adori la statua d’ oro ; e che chiunque non si getterà in terra e non l’ adorerà , sia gettato nel mezzo d’ una fornace di fuoco ardente . Or vi son degli uomini Giudei , che tu hai costituiti sopra gli affari della provincia di Babilonia , cioè : Sadrac , Mesac , ed Abed-nego ; questi uomini non fanno conto di te , o re ; non servono a’ tuoi dii , e non adorano la statua d’ oro , che tu hai rizzata . Allora Nebucadnesar , con ira e cruccio , comandò che si menassero Sadrac , Mesac , ed Abed-nego . In quello stante quegli uomini furono menati alla presenza del re . E Nebucadnesar fece loro motto , e disse loro : È egli vero , Sadrac , Mesac , ed Abed-nego , che voi non servite a’ miei dii , e non adorate la statua d’ oro che io ho rizzata ? Or , non siete voi presti , qualora udirete il suon del flauto , della cetera , dell’ arpicordo , del salterio , della sampogna , e d’ ogni specie di strumenti di musica , a gettarvi in terra , e adorar la statua che io ho fatta ? Chè , se non l’ adorate , in quell’ istessa ora sarete gettati nel mezzo d’ una fornace di fuoco ardente ; e quale è quel dio , che vi riscuota di man mia ? Sadrac , Mesac , ed Abed-nego risposero , e dissero al re : O Nebucadnesar , noi non abbiamo bisogno di darti risposta intorno a questo . Ecco , l’ Iddio nostro , al qual serviamo , è potente per liberarci ; ora , o re , liberici egli dalla fornace del fuoco ardente , e dalla tua mano , o no , sappi pure , o re , che noi non serviremo a’ tuoi dii , e che non adoreremo la statua d’ oro , che tu hai rizzata . Allora Nebucadnesar fu ripieno d’ ira , e il sembiante della sua faccia si alterò contro a Sadrac , Mesac , ed Abed-nego ; e prese a dire che si accendesse la fornace sette volte più dell’ usato . Poi comandò a certi uomini de’ più possenti del suo esercito , di legare Sadrac , Mesac , ed Abed-nego , per gettarli nella fornace del fuoco ardente . Allora furono legati quegli uomini , con le lor giubbe , le lor calze , le lor tiare , e tutti i lor vestimenti , e furono gettati nel mezzo della fornace del fuoco ardente . E perciocchè la parola del re affrettava , e la fornace era sommamente accesa , le faville del fuoco uccisero quegli uomini , che vi aveano gettati dentro Sadrac , Mesac , ed Abed-nego . E que’ tre uomini , Sadrac , Mesac , ed Abed-nego , caddero legati nel mezzo della fornace del fuoco ardente . Allora il re Nebucadnesar sbigottì , e si levò prestamente , e fece motto a’ suoi consiglieri , e disse loro : Non abbiamo noi gettati tre uomini legati nel mezzo della fornace del fuoco ardente ? Essi risposero , e dissero al re : Egli è vero , o re . Ed egli rispose , e disse : Ecco , io veggo quattro uomini sciolti , i quali camminano nel mezzo del fuoco , e non vi è nulla di guasto in loro ; e l’ aspetto del quarto è somigliante ad un figliuolo di Dio . Allora Nebucadnesar si accostò alla bocca della fornace del fuoco ardente , e prese a dire : Sadrac , Mesac , ed Abed-nego , servitori dell’ Iddio altissimo , uscite , e venite . Allora Sadrac , Mesac , ed Abed-nego uscirono del mezzo del fuoco . E i satrapi , i magistrati , i duchi , e i consiglieri del re , si adunarono , e riguardavano quegli uomini , sopra i cui corpi il fuoco non avea avuto alcun potere ; talchè non pure un capello del lor capo era stato arso , e le lor giubbe non erano mutate , e l’ odor del fuoco non era penetrato in loro . E Nebucadnesar prese a dire : Benedetto sia l’ Iddio di Sadrac , di Mesac , e di Abed-nego , il quale ha mandato il suo Angelo , ed ha liberati i suoi servitori , che si son confidati in lui , ed hanno trapassato il comandamento del re , ed hanno esposti i lor corpi , per non servire , nè adorare alcun altro dio , che il lor Dio . Perciò , da me è fatto un decreto : che chiunque , di qual popolo , nazione , o lingua egli si sia , proferirà bestemmia contro all’ Iddio di Sadrac , di Mesac , e di Abed-nego , sia squartato , e la sua casa ridotta in latrina ; conciossiachè non vi sia alcun altro Dio , che possa liberare in questa maniera . Allora il re avanzò Sadrac , Mesac , ed Abed-nego , nella provincia di Babilonia . IL re Nebucadnesar , a tutti i popoli , nazioni , e lingue , che abitano in tutta la terra : La vostra pace sia accresciuta . Ei mi è paruto bene di dichiarare i segni , ed i miracoli , che l’ Iddio altissimo ha fatti verso me . O quanto son grandi i suoi segni ! e quanto son potenti i suoi miracoli ! il suo regno è un regno eterno , e la sua signoria è per ogni età . Io , Nebucadnesar , era quieto in casa mia , e fioriva nel mio palazzo . Io vidi un sogno che mi spaventò ; e le immaginazioni ch’ ebbi in sul mio letto , e le visioni del mio capo , mi conturbarono . E da me fu fatto un comandamento , che tutti i savi di Babilonia fossero menati davanti a me , per dichiararmi l’ interpretazione del sogno . Allora vennero i magi , gli astrologi , i Caldei , e gl’ indovini ; ed io dissi loro il sogno ; ma non me ne poterono dichiarare l’ interpretazione . Ma all’ ultimo venne in mia presenza Daniele , il cui nome è Beltsasar , secondo il nome del mio dio , e in cui è lo spirito degl’ iddii santi ; ed io raccontai il sogno davanti a lui , dicendo : O Beltsasar , capo de’ magi ; conciossiachè io sappia che lo spirito degl’ iddii santi è in te , e che niun segreto ti è difficile ; di’ le visioni del mio sogno , che io veduto , cioè , la sua interpretazione . Or le visioni del mio capo , in sul mio letto , erano tali : Io riguardava , ed ecco un albero , in mezzo della terra , la cui altezza era grande . Quell’ albero era grande , e forte , e la sua cima giungeva al cielo , e i suoi rami si stendevano fino all’ estremità della terra . I suoi rami eran belli , e il suo frutto era copioso , e vi era in quello da mangiar per tutti ; le bestie de’ campi si riparavano all’ ombra sotto ad esso , e gli uccelli del cielo albergavano ne’ suoi rami , e d’ esso era nudrita ogni carne . Io riguardava nelle visioni del mio capo , in sul mio letto ; ed ecco , un vegghiante , e santo , discese dal cielo . E gridò di forza , e disse così : Tagliate l’ albero , e troncate i suoi rami ; scotete le sue frondi , e spargete il suo frutto ; dileguinsi le bestie di sotto ad esso , e gli uccelli da’ suoi rami ; ma pure , lasciate in terra il ceppo delle sue radici , e sia legato di legami di ferro , e di rame , fra l’ erba della campagna ; e sia bagnato della rugiada del cielo , e la sua parte sia con le bestie , nell’ erba della terra . Sia il suo cuore mutato , e in luogo di cuor d’ uomo siagli dato cuor di bestia ; e sette stagioni passino sopra lui . La cosa è determinata per la sentenza de’ vegghianti , e la deliberazione è stata conchiusa per la parola de’ santi ; acciocchè i viventi conoscano che l’ Altissimo signoreggia sopra il regno degli uomini , e ch’ egli lo dà a cui gli piace , e costituisce sopra esso l’ infimo d’ infra gli uomini . Questo è il sogno , che io , re Nebucadnesar , ho veduto . Or tu , Beltsasar , dinne l’ interpretazione ; conciossiachè fra tutti i savi del mio regno niuno me ne possa dichiarare l’ interpretazione ; ma tu puoi farlo ; perciocchè lo spirito degl’ iddii santi è in te . Allora Daniele , il cui nome è Beltsasar , restò stupefatto lo spazio di un’ ora , e i suoi pensieri lo spaventavano . Ma il re gli fece motto , e disse : O Beltsasar , non turbiti il sogno , nè la sua interpretazione . Beltsasar rispose , e disse : Signor mio , avvenga il sogno a’ tuoi nemici , e la sua interpretazione a’ tuoi avversari . L’ albero che tu hai veduto , il quale era grande , e forte , e la cui cima giungeva fino al cielo , e i cui rami si stendevano per tutta la terra ; e le cui frondi erano belle , e il frutto copioso , e nel quale vi era da mangiar per tutti ; sotto il quale dimoravano le bestie della campagna , e ne’ cui rami albergavano gli uccelli del cielo ; sei tu stesso , o re , che sei divenuto grande , e forte , e la cui grandezza è cresciuta , ed è giunta al cielo , e la cui signoria è pervenuta fino all’ estremità della terra . E quant’ è a quello che il re ha veduto un vegghiante , e santo , che scendeva dal cielo , e diceva : Tagliate l’ albero , e guastatelo ; ma pure , lasciate il ceppo delle sue radici in terra , legato con legami di ferro , e di rame , fra l’ erba della campagna ; e sia bagnato della rugiada del cielo , e sia la sua parte con le bestie della campagna , finchè sette stagioni sieno passate sopra lui ; questa , o re , ne è l’ interpretazione , e questo è il decreto dell’ Altissimo , che deve essere eseguito sopra il mio signore : Tu sarai scacciato d’ infra gli uomini , e la tua dimora sarà con le bestie della campagna , e pascerai l’ erba come i buoi , e sarai bagnato della rugiada del cielo , e sette stagioni passeranno sopra te , infino a tanto che tu riconosca che l’ Altissimo signoreggia sopra il regno degli uomini , e ch’ egli lo dà a cui gli piace . E ciò ch’ è stato detto , che si lasciasse il ceppo delle radici dell’ albero , significa che il tuo regno ti sarà ristabilito , da che avrai riconosciuto che il cielo signoreggia . Perciò , o re , gradisci il mio consiglio , e poni un termine ai tuoi peccati con la giustizia , ed alle tue iniquità con la misericordia inverso gli afflitti ; ecco , forse la tua prosperità sarà prolungata . Tutte queste cose avvennero al re Nebucadnesar . In capo di dodici mesi egli passeggiava sopra il palazzo reale di Babilonia . E il re prese a dire : Non è questa la gran Babilonia , che io ho edificata per istanza reale , e per gloria della mia magnificenza , con la forza della mia potenza ? Il re avea ancora la parola in bocca , quando una voce discese dal cielo : Ei ti si dice , o re Nebucadnesar : Il regno ti è tolto . E sarai scacciato d’ infra gli uomini , e la tua dimora sarà con le bestie della campagna , e pascerai l’ erba come i buoi , e sette stagioni passeranno sopra te , infino a tanto che tu riconosca che l’ Altissimo signoreggia sopra il regno degli uomini , e ch’ egli lo dà a cui gli piace . In quella stessa ora fu adempiuta quella parola sopra Nebucadnesar ; ed egli fu scacciato d’ infra gli uomini , e mangiò l’ erba come i buoi , e il suo corpo fu bagnato della rugiada del cielo ; tanto che il pelo gli crebbe , come le penne alle aquile , e le unghie , come agli uccelli . Ma , in capo di quel tempo , io Nebucadnesar levai gli occhi al cielo , e il mio conoscimento ritornò in me , e benedissi l’ Altissimo ; e lodai , e glorificai colui che vive in eterno , la cui podestà è una podestà eterna , e il cui regno è per ogni generazione . Ed appo cui tutti gli abitatori della terra son riputati come niente ; e il quale opera come gli piace , nell’ esercito del cielo , e con gli abitatori della terra ; e non vi è alcuno che lo percuota in su la mano , e gli dica : Che cosa fai ? In quel tempo il mio conoscimento tornò in me ; e , con la gloria del mio regno , mi fu restituita la mia maestà , e il mio splendore ; e i miei principi mi ricercarono ; ed io fui ristabilito nel mio regno , e mi fu aggiunta maggior grandezza . Al presente io Nebucadnesar lodo , esalto , e glorifico il Re del cielo , tutte le cui opere son verità , e le vie giudicio ; e il quale può abbassar quelli che procedono con superbia . IL re Belsasar fece un gran convito a mille de’ suoi grandi , e bevea del vino in presenza di que’ mille . E Belsasar , avendo assaporato il vino , comandò che fossero portati i vasi d’ oro e d’ argento , che Nebucadnesar , suo padre , avea tratti fuor del Tempio , ch’ era in Gerusalemme , acciocchè il re , e i suoi grandi , le sue mogli , e le sue concubine , vi bevessero dentro . Allora furono portati i vasi d’ oro , ch’ erano stati tratti fuor del Tempio della Casa del Signore , ch’ era in Gerusalemme . E il re , e i suoi grandi , le sue mogli , e le sue concubine , vi bevvero dentro . Essi beveano del vino , e lodavano gl’ iddii d’ oro , e d’ argento , di rame , di ferro , di legno , e di pietra . In quella stessa ora uscirono delle dita di man d’ uomo , le quali scrivevano dirincontro al candelliere , in su lo smalto della parete del palazzo reale ; e il re vide quel pezzo di mano che scriveva . Allora il color della faccia del re si mutò , e i suoi pensieri lo spaventarono , e i cinti de’ suoi lombi si sciolsero , e le sue ginocchia si urtarono l’ un contro all’ altro . E il re gridò di forza che si facesser venire gli astrologi , i Caldei , e gl’ indovini . E il re prese a dire a’ savi di Babilonia : Chiunque leggerà questa scrittura , e me ne dichiarerà l’ interpretazione , sarà vestito di porpora , e porterà una collana d’ oro in collo , e sarà il terzo signore nel regno . Allora entrarono tutti i savi del re ; ma non poterono leggere quella scrittura , nè dichiararne al re l’ interpretazione . Allora il re Belsasar fu grandemente spaventato , e il color della sua faccia si mutò in lui ; i suoi grandi ancora furono smarriti . La regina , alle parole del re , e de’ suoi grandi , entrò nel luogo del convito , e fece motto al re , e gli disse : O re , possi tu vivere in perpetuo ; i tuoi pensieri non ti spaventino , e il colore della tua faccia non si muti . Vi è un uomo nel tuo regno , in cui è lo spirito degl’ iddii santi ; e al tempo di tuo padre si trovò in lui illuminazione , ed intendimento , e sapienza , pari alla sapienza degl’ iddii ; e il re Nebucadnesar , tuo padre , o re , lo costituì capo de’ magi , degli astrologi , de’ Caldei , e degl’ indovini . Conciossiachè in lui , che è Daniele , a cui il re avea posto nome Beltsasar , fosse stato trovato uno spirito eccellente , e conoscimento , e intendimento , per interpretar sogni , e per dichiarar detti oscuri , e per isciogliere enimmi . Ora chiamisi Daniele , ed egli dichiarerà l’ interpretazione . Allora Daniele fu menato davanti al re . E il re fece motto a Daniele , e gli disse : Sei tu quel Daniele , che è de’ Giudei che sono in cattività , i quali il re , mio padre , condusse di Giudea ? Io ho inteso dir di te , che lo spirito degl’ iddii santi è in te , e che si è trovata in te illuminazione , e intendimento , e sapienza eccellente . Or al presente i savi , e gli astrologi , sono stati menati davanti a me , affin di leggere questa scrittura , e dichiararmi la sua interpretazione ; ma non possono dichiarar l’ interpretazione della cosa . Ma io ho udito dir di te , che tu puoi dare interpretazioni , e sciogliere enimmi . Ora , se tu puoi legger questa scrittura , e dichiararmene l’ interpretazione , tu sarai vestito di porpora , e porterai una collana d’ oro in collo , e sarai il terzo signore nel regno . Allora Daniele rispose , e disse in presenza del re : Tienti i tuoi doni , e da’ ad un altro i tuoi presenti ; pur nondimeno io leggerò la scrittura al re , e gliene dichiarerò l’ interpretazione . O tu re , l’ Iddio altissimo avea dato regno , e grandezza , e gloria , e magnificenza , a Nebucadnesar , tuo padre ; e per la grandezza , ch’ egli gli avea data , tutti i popoli , nazioni , e lingue , tremavano , e temevano della sua presenza ; egli uccideva chi egli voleva , ed altresì lasciava in vita chi egli voleva ; egli innalzava chi gli piaceva , ed altresì abbassava chi gli piaceva . Ma , quando il cuor suo s’ innalzò , e il suo spirito s’ indurò , per superbire , fu tratto giù dal suo trono reale , e la sua gloria gli fu tolta . E fu scacciato d’ infra gli uomini , e il cuor suo fu renduto simile a quel delle bestie , e la sua dimora fu con gli asini salvatichi ; egli pascè l’ erba come i buoi , e il suo corpo fu bagnato della rugiada del cielo , finchè riconobbe che l’ Iddio altissimo signoreggia sopra il regno degli uomini , e ch’ egli stabilisce sopra quello chi gli piace . Or tu , Belsasar , suo figliuolo , non hai umiliato il tuo cuore , con tutto che tu sapessi tutto ciò . Anzi ti sei innalzato contro al Signore del cielo , e sono stati portati davanti a te i vasi della sua Casa , e in quelli avete bevuto , tu , e i tuoi grandi , e le tue mogli , e le tue concubine ; e tu hai lodati gl’ iddii d’ argento , d’ oro , di rame , di ferro , di legno , e di pietra , i quali non veggono , e non odono , e non hanno conoscimento alcuno ; e non hai glorificato Iddio , nella cui mano è l’ anima tua , ed a cui appartengono tutte le tue vie . Allora da parte sua è stato mandato quel pezzo di mano , ed è stata disegnata quella scrittura . Or quest’ è la scrittura ch’ è stata disegnata : MENE , MENE , TECHEL , UPHARSIN . Questa è l’ interpretazione delle parole : MENE : Iddio ha fatto ragione del tuo regno , e l’ ha saldata . TECHEL : tu sei stato pesato alle bilance , e sei stato trovato mancante . PERES : il tuo regno è messo in pezzi , ed è dato a’ Medi , ed a’ Persiani . Allora , per comandamento di Belsasar , Daniele fu vestito di porpora , e portò in collo una collana d’ oro ; e per bando pubblico egli fu dichiarato il terzo signore nel regno . In quella stessa notte Belsasar , re dei Caldei , fu ucciso . E Dario Medo ricevette il regno , essendo d’ età d’ intorno a sessantadue anni . EI piacque a Dario di costituire sopra il regno cenventi satrapi , i quali fossero per tutto il regno ; e sopra essi tre presidenti , de’ quali Daniele era l’ uno , a’ quali que’ satrapi rendessero ragione ; acciocchè il re non sofferisse danno . Or quel personaggio Daniele sopravanzava gli altri presidenti , e satrapi ; perciocchè in lui era uno spirito eccellente , onde il re pensava di costituirlo sopra tutto il regno . Perciò , i presidenti , e i satrapi , cercavano il modo di trovar qualche cagione contro a Daniele , intorno agli affari del regno ; ma non potevano trovare alcuna cagione , nè misfatto ; perciocchè egli era fedele , e non si trovava in lui alcun fallo , nè misfatto . Allora quegli uomini dissero : Noi non possiamo trovar cagione alcuna contro a questo Daniele , se non la troviamo contro a lui intorno alla legge del suo Dio . Allora que’ presidenti , e satrapi , si radunarono appresso del re , e gli dissero così : Re Dario , possa tu vivere in perpetuo . Tutti i presidenti del regno , i magistrati , e i satrapi , i consiglieri , e i duchi , han preso consiglio di formare uno statuto reale , e fare uno stretto divieto che chiunque farà richiesta alcuna a qualunque dio , od uomo , fra qui e trenta giorni , salvo che a te , o re , sia gettato nella fossa dei leoni . Ora , o re , fa’ il divieto , e scrivine lettere patenti , che non si possano mutare ; quali son le leggi di Media , e di Persia , che sono irrevocabili . Il re Dario adunque scrisse le lettere patenti , e il divieto . Or Daniele , quando seppe che le lettere erano scritte , entrò in casa sua ; e , lasciando le finestre della sua sala aperte verso Gerusalemme , a tre tempi del giorno si poneva inginocchioni , e faceva orazione , e rendeva grazie davanti al suo Dio ; perciocchè così era uso di fare per addietro . Allora quegli uomini si radunarono , e trovarono Daniele orando , e supplicando davanti al suo Dio . Ed in quello stante vennero al re , e dissero in sua presenza , intorno al divieto reale : Non hai tu scritto il divieto , che chiunque farà alcuna richiesta a qualunque dio , od uomo , di qui a trenta giorni , salvo che a te , o re , sia gettato nella fossa de’ leoni ? Il re rispose , e disse : La cosa è ferma , nella maniera delle leggi di Media , e di Persia , che sono irrevocabili . Allora essi risposero , e dissero in presenza del re : Daniele , che è di quelli che sono stati menati in cattività di Giudea , non ha fatto conto alcuno di te , o re , nè del divieto che tu hai scritto ; anzi a tre tempi del giorno fa le sue orazioni . Allora , come il re ebbe intesa la cosa , ne fu molto dolente , e pose cura di liberar Daniele ; e fino al tramontar del sole , fece suo sforzo , per iscamparlo . In quel punto quegli uomini si radunarono appresso del re , e gli dissero : Sappi , o re , che i Medi , e i Persiani hanno una legge , che alcun divieto , o statuto , che il re abbia fermato , non si possa mutare . Allora il re comandò che si menasse Daniele , e che si gettasse nella fossa de’ leoni . E il re fece motto a Daniele , e gli disse : L’ Iddio tuo , al qual tu servi con perseveranza , sarà quello che ti libererà . E fu portata una pietra , che fu posta sopra la bocca della fossa ; e il re la suggellò col suo anello , e con l’ anello de’ suoi grandi ; acciocchè non si mutasse nulla intorno a Daniele . Allora il re andò al suo palazzo , e passò la notte senza cena , e non si fece apparecchiar la mensa , e perdette il sonno . Poi il re si levò la mattina a buon’ ora , in su lo schiarir del dì , e andò in fretta alla fossa de’ leoni . E come fu presso della fossa , chiamò Daniele con voce dolorosa , E il re prese a dire a Daniele : Daniele , servitore dell’ Iddio vivente , il tuo Dio , al qual tu servi con perseveranza , avrebbe egli pur potuto scamparti da’ leoni ? Allora Daniele parlò al re , dicendo : O re , possi tu vivere in perpetuo . L’ Iddio mio ha mandato il suo Angelo , il quale ha turata la bocca de’ leoni , talchè non mi hanno guasto ; perciocchè io sono stato trovato innocente nel suo cospetto ; ed anche inverso te , o re , non ho commesso alcun misfatto . Allora il re si rallegrò molto di lui , e comandò che Daniele fosse tratto fuor della fossa ; e Daniele fu tratto fuor della fossa , e non si trovò in lui lesione alcuna ; perciocchè egli si era confidato nel suo Dio . E per comandamento del re , furon menati quegli uomini che aveano accusato Daniele , e furon gettati nella fossa de’ leoni , essi , i lor figliuoli , e le lor mogli ; e non erano ancor giunti al fondo della fossa , che i leoni furono loro addosso , e fiaccaron loro tutte le ossa . Allora il re Dario scrisse a tutti i popoli , nazioni , e lingue , che abitano per tutta la terra , lettere dell’ infrascritto tenore : La vostra pace sia accresciuta . Da parte mia è fatto un decreto : che in tutto l’ imperio del mio regno si riverisca , e tema l’ Iddio di Daniele ; perciocchè egli è l’ Iddio vivente , e che dimora in eterno ; e il suo regno è un regno che non sarà giammai distrutto , e la sua signoria durerà infino al fine . Egli riscuote , e libera , e fa segni , e miracoli in cielo , ed in terra ; egli è quel che ha Daniele riscosso dalle branche dei leoni . Or questo personaggio Daniele prosperò nel regno di Dario , e nel regno di Ciro Persiano . NELL’ anno primo di Belsasar , re di Babilonia , Daniele vide un sogno , e delle visioni del suo capo , sopra il suo letto . Allora egli scrisse il sogno , e dichiarò la somma delle cose . Daniele adunque prese a dire : Io riguardava nella mia visione , di notte , ed ecco , i quattro venti del cielo salivano impetuosamente in sul mar grande . E quattro gran bestie salivano fuor del mare , differenti l’ una dall’ altra . La prima era simile ad un leone , ed avea delle ale d’ aquila ; io stava riguardando , finchè le furono divelte le ale , e fu fatta levar da terra , e che si rizzò in piè , a guisa d’ uomo ; e le fu dato cuor d’ uomo . Poi , ecco un’ altra seconda bestia , simigliante ad un orso , la quale si levò da un lato , ed avea tre costole in bocca , fra i suoi denti . E le fu detto così : Levati , mangia molta carne . Poi io riguardava , ed eccone un’ altra , simigliante ad un pardo , la quale avea quattro ale d’ uccello in sul dosso ; e quella bestia avea quattro teste , e le fu data la signoria . Appresso , io riguardava nelle visioni di notte , ed ecco una quarta bestia , spaventevole , terribile , e molto forte , la quale avea di gran denti di ferro ; ella mangiava , e tritava e calpestava il rimanente co’ piedi ; ed era differente da tutte le bestie , ch’ erano state davanti a lei , ed avea dieci corna . Io poneva mente a queste corna , ed ecco un altro corno piccolo saliva fra quelle , e tre delle prime corna furono divelte d’ innanzi a quello ; ed ecco , quel corno avea degli occhi simiglianti agli occhi d’ un uomo , ed una bocca che proferiva cose grandi . Io stava riguardando , finchè i troni furono posti , e che l’ Antico de’ giorni si pose a sedere ; il suo vestimento era candido come neve , e i capelli del suo capo erano simili a lana netta , e il suo trono era a guisa di scintille di fuoco , e le ruote d’ esso simili a fuoco ardente . Un fiume di fuoco traeva , ed usciva dalla sua presenza ; mille migliaia gli ministravano , e diecimila decine di migliaia stavano davanti a lui ; il giudicio si tenne , e i libri furono aperti . Allora io riguardai , per la voce delle grandi parole , che quel corno proferiva ; e riguardai , finchè la bestia fu uccisa , e il suo corpo fu distrutto , e fu dato ad essere arso col fuoco . La signoria fu eziandio tolta alle altre bestie , e fu loro dato prolungamento di vita , fino ad un tempo , e termine costituito . Io riguardava nelle visioni notturne , ed ecco , con le nuvole del cielo , veniva uno , simile ad un figliuol d’ uomo ; ed egli pervenne fino all’ Antico de’ giorni , e fu fatto accostar davanti a lui . Ed esso gli diede signoria , e gloria , e regno ; e tutti i popoli , nazioni , e lingue , devono servirgli ; la sua signoria è una signoria eterna , la qual non trapasserà giammai ; e il suo regno è un regno che non sarà giammai distrutto . Quant’ è a me Daniele lo spirito mi venne meno in mezzo del corpo , e le visioni del mio capo mi conturbarono . E mi accostai ad uno de’ circostanti , e gli domandai la verità intorno a tutte queste cose ; ed egli me la disse , e mi dichiarò l’ interpretazione delle cose , dicendo : Queste quattro gran bestie significano quattro re , che sorgeranno dalla terra . E poi i santi dell’ Altissimo riceveranno il regno , e lo possederanno in perpetuo , ed in sempiterno . Allora io desiderai di sapere la verità intorno alla quarta bestia , ch’ era differente da tutte le altre , ed era molto terribile ; i cui denti erano di ferro , e le unghie di rame ; che mangiava , tritava , e calpestava il rimanente co’ piedi ; e intorno alle dieci corna ch’ ella avea in capo , e intorno a quell’ ultimo , che saliva , e d’ innanzi al quale tre erano cadute ; e intorno a ciò che quel corno avea degli occhi , e una bocca che proferiva cose grandi ; e che l’ aspetto di esso era maggiore di quello de’ suoi compagni . Io avea riguardato , e quel corno faceva guerra co’ santi , e li vinceva ; finchè l’ Antico de’ giorni venne , e il giudicio fu dato a’ santi dell’ Altissimo ; e venne il tempo che i santi doveano possedere il regno . E colui mi disse così : La quarta bestia significa un quarto regno che sarà in terra , il qual sarà differente da tutti quegli altri regni , e divorerà tutta le terra , e la calpesterà , e la triterà . E le dieci corna significano dieci re , che sorgeranno di quel regno ; ed un altro sorgerà dopo loro , il qual sarà differente da’ precedenti , ed abbatterà tre re . E proferirà parole contro all’ Altissimo , e distruggerà i santi dell’ Altissimo ; e penserà di mutare i tempi , e la Legge ; e i santi gli saran dati nelle mani fino ad un tempo , più tempi , e la metà d’ un tempo . Poi si terrà il giudicio , e la sua signoria gli sarà tolta ; ed egli sarà sterminato , e distrutto fino all’ estremo . E il regno , e la signoria , e la grandezza de’ regni , che sono sotto tutti i cieli , sarà data al popolo de’ santi dell’ Altissimo ; il regno d’ esso sarà un regno eterno , e tutti gl’ imperi gli serviranno , ed ubbidiranno . Qui è la fine delle parole . Quant’ è a me Daniele , i miei pensieri mi spaventarono forte , e il color del mio volto fu mutato in me ; e conservai la cosa nel mio cuore . NELL’ anno terzo del regno del re Belsasar , una visione apparve a me , Daniele , dopo quella che mi era apparita al principio . Io adunque riguardava in visione or io era , quando vidi quella visione , in Susan , stanza reale , ch’ è nella provincia di Elam ; riguardava , dico , in visione , essendo in sul fiume Ulai . Ed alzai gli occhi , e riguardai , ed ecco un montone stava in piè dirincontro al fiume , il quale avea due corna , e quelle due corna erano alte ; me l’ uno era più alto dell’ altro , e il più alto saliva l’ ultimo . Io vidi che quel montone cozzava verso l’ Occidente , verso il Settentrione , e verso il Mezzodì ; e niuna bestia poteva durar davanti a lui ; e non vi era alcuno che riscotesse di man sua , e faceva ciò che gli piaceva , e divenne grande . Ed io posi mente , ed ecco un becco veniva d’ Occidente , sopra la faccia di tutta la terra , e non toccava punto la terra ; e questo becco avea un corno ritorto in mezzo degli occhi . Ed esso venne fino al montone che avea quelle due corna , il quale io avea veduto stare in piè , dirincontro al fiume ; e corse sopra lui nel furor della sua forza . Ed io vidi che , essendo presso del montone , egli infellonì contro a lui , e cozzò il montone , e fiaccò le sue due corna , e non vi fu forza nel montone da durar davanti a lui ; laonde lo gettò per terra , e lo calpestò ; e non vi fu chi scampasse il montone di man sua . E il becco divenne sommamente grande ; ma come egli si fu fortificato , quel gran corno fu rotto ; e in luogo di quello , sorsero quattro altre corna ritorte , verso i quattro venti del cielo . E dell’ uno d’ essi uscì un piccol corno , il quale divenne molto grande verso il Mezzodì , e verso il Levante , e verso il paese della bellezza ; e divenne grande fino all’ esercito del cielo , ed abbattè in terra una parte di quell’ esercito , e delle stelle , e le calpestò . Anzi si fece grande fino al capo dell’ esercito ; e da quel corno fu tolto via il sacrificio continuo e fu gettata a basso la stanza del santuario d’ esso . E l’ esercito fu esposto a misfatto contro al sacrificio continuo ; ed egli gettò la verità in terra , ed operò , e prosperò . Ed io udii un santo , che parlava ; e un altro santo disse a quel tale che parlava : Fino a quando durerà la visione intorno al servigio continuo , ed al misfatto che devasta ? infino a quando saranno il santuario , e l’ esercito , esposti ad esser calpestati ? Ed egli mi disse : Fino a duemila trecento giorni di sera , e mattina ; poi il santuario sarà giustificato . Ora , quando io Daniele ebbi veduta la visione , ne richiesi l’ intendimento ; ed ecco , davanti a me stava come la sembianza di un uomo . Ed io udii la voce d’ un uomo , nel mezzo di Ulai , il qual gridò , e disse : Gabriele , dichiara a costui la visione . Ed esso venne presso del luogo dove io stava ; e quando fu venuto , io fui spaventato , e caddi sopra la mia faccia ; ed egli mi disse : Intendi , figliuol d’ uomo ; perciocchè questa visione è per lo tempo della fine . E mentre egli parlava a me , mi addormentai profondamente , con la faccia in terra ; ma egli mi toccò , e mi fece rizzare in piè , nel luogo dove io stava . E disse : Ecco , io ti farò assapere ciò che avverrà , alla fine dell’ indegnazione ; perciocchè vi sarà una fine al tempo ordinato . Il montone con due corna , che tu hai veduto , significa i re di Media , e di Persia . E il becco irsuto significa il re di Iavan ; e il gran corno , ch’ era in mezzo de’ suoi occhi , è il primo re . E ciò che quello è stato rotto , e quattro son sorti in luogo di esso significa che quattro regni sorgeranno della medesima nazione , ma non già con medesima possanza di quello . Ed alla fine del lor regno , quando gli scellerati saranno venuti al colmo , sorgerà un re audace , e sfacciato , ed intendente in sottigliezze . E la sua potenza si fortificherà , ma non già per la sua forza ; ed egli farà di strane ruine , e prospererà , ed opererà , e distruggerà i possenti , e il popolo de’ santi . E per lo suo senno , la frode prospererà in man sua ; ed egli si magnificherà nel cuor suo , e in pace ne distruggerà molti ; e si eleverà contro al Principe de’ principi ; ma sarà rotto senza opera di mani . E la visione de’ giorni di sera , e mattina , ch’ è stata detta , è verità ; or tu , serra la visione ; perciocchè è di cose che avverranno di qui a molto tempo . Ed io Daniele fui tutto disfatto , e languido per molti giorni ; poi mi levai , e feci gli affari del re ; ed io stupiva della visione ; ma niuno se ne avvide . NELL’ anno primo di Dario , figliuol di Assuero , della progenie di Media , il quale era stato costituito re sopra il regno de’ Caldei ; nell’ anno primo di esso , io Daniele avendo inteso per i libri che il numero degli anni , de’ quali il Signore avea parlato al profeta Geremia , ne’ quali si dovevano compiere le desolazioni di Gerusalemme , era di settant’ anni ; volsi la mia faccia verso il Signore Iddio , con digiuno , con sacco , e con cenere , per dispormi ad orazione , e supplicazione ; e fece orazione , e confessione al Signore Iddio mio , e dissi : Ahi ! Signore , Dio grande , e tremendo , che osservi il patto , e la benignità , a quelli che ti amano , ed osservano i tuoi comandamenti ; noi abbiam peccato , ed abbiamo operato iniquamente , ed empiamente ; e siamo stati ribelli , e ci siam rivolti da’ tuoi comandamenti , e dalle tue leggi . E non abbiamo ubbidito a’ profeti tuoi servitori , i quali hanno , in Nome tuo , parlato a’ nostri re , a’ nostri principi , ed a’ nostri padri , ed a tutto il popolo del paese . A te appartiene la giustizia , o Signore ; ed a noi la confusion di faccia , come appare al dì d’ oggi ; agli uomini di Giuda , agli abitanti di Gerusalemme , ed a tutto Israele , vicini , e lontani , in tutti i paesi dove tu li hai scacciati per lo misfatto loro , che han commesso contro a te . O Signore , a noi appartiene la confusion di faccia , a’ nostri re , a’ nostri principi , e a’ nostri padri ; conciossiachè abbiam peccato contro a te . Al Signore Iddio nostro appartengono le misericordie , e i perdoni ; perciocchè noi ci siam ribellati contro a lui ; e non abbiamo ubbidito alla voce del Signore Iddio nostro , per camminar nelle sue leggi , ch’ egli ci ha proposte per li profeti suoi servitori . E tutto Israele ha trasgredita la tua Legge , e si è tratto indietro , per non ascoltar la tua voce ; laonde è stata versata sopra noi l’ esecrazione , e il giuramento , scritto nella Legge di Mosè , servitor di Dio ; perciocchè noi abbiam peccato contro a lui . Ed egli ha messe ad effetto le sue parole , ch’ egli avea pronunziate contro a noi , e contro a’ nostri rettori , che ci han retti , facendo venir sopra noi un mal grande ; talchè giammai , sotto tutti i cieli , non avvenne cosa simile a quello ch’ è avvenuto in Gerusalemme . Tutto questo male è venuto sopra noi , secondo quello ch’ è scritto nella Legge di Mosè ; e pur noi non abbiam supplicato al Signore Iddio nostro , convertendoci dalle nostre iniquità , e attendendo alla tua verità . E il Signore ha vigilato sopra questo male , e l’ ha fatto venir sopra noi ; perciocchè il Signore Iddio nostro è giusto in tutte le sue opere ch’ egli ha fatte ; conciossiachè noi non abbiamo ubbidito alla sua voce . Or dunque , o Signore Iddio nostro , che traesti il tuo popolo fuori del paese di Egitto , con man forte , e ti acquistasti un Nome , qual’ è al dì d’ oggi ; noi abbiam peccato , noi abbiamo operato empiamente . Signore , secondo tutte le tue giustizie , racquetisi , ti prego , l’ ira tua , e il tuo cruccio , inverso Gerusalemme , tua città ; inverso il monte tuo santo ; conciossiachè , per li nostri peccati , e per l’ iniquità de’ nostri padri , Gerusalemme , e il tuo popolo , sieno in vituperio appo tutti quelli che sono d’ intorno a noi . Ed ora , ascolta , o Dio nostro , l’ orazione del tuo servitore , e le sue supplicazioni ; e per amor del Signore , fa’ risplendere il tuo volto sopra il tuo santuario , che è desolato . Inchina , o Dio mio , il tuo orecchio , ed ascolta ; apri gli occhi , e vedi le nostre desolazioni , e la città che si chiama del tuo Nome ; perciocchè noi non presentiamo le nostre supplicazioni nel tuo cospetto , fondati sopra le nostre giustizie , anzi sopra le tue grandi misericordie . Signore , esaudisci ; Signore , perdona ; Signore , attendi , ed opera , senza indugio , per amor di te stesso , o Dio mio ; perciocchè la tua città , e il tuo popolo , si chiamano del tuo Nome . Ora , mentre io parlava ancora , e faceva orazione , e confessione del mio peccato , e del peccato del mio popolo Israele ; e presentava la mia supplicazione davanti al Signore Iddio mio , per lo monte santo dell’ Iddio mio ; mentre io parlava ancora , orando , quell’ uomo Gabriele , il quale io avea veduto in visione al principio , volò ratto , e mi toccò , intorno al tempo dell’ offerta della sera . Ed egli m’ insegnò , e parlò meco , e disse : Daniele , io sono ora uscito per darti ammaestramento , ed intendimento . Fin dal cominciamento delle tue supplicazioni , la parola è uscita ; ed io son venuto per annunziartela ; perciocchè tu sei uomo gradito ; ora dunque pon mente alla parola , e intendi la visione . Vi sono settanta settimane determinate sopra il tuo popolo , e sopra la tua santa città , per terminare il misfatto , e per far venir meno i peccati , e per far purgamento per l’ iniquità , e per addurre la giustizia eterna , e per suggellar la visione , ed i profeti ; e per ungere il Santo de’ santi . Sappi adunque , ed intendi , che da che sarà uscita la parola , che Gerusalemme sia riedificata , infino al Messia , Capo dell’ esercito , vi saranno sette settimane , e altre sessantadue settimane , nelle quali saranno di nuovo edificate le piazze , e le mura , e i fossi ; e ciò , in tempi angosciosi . E dopo quelle sessantadue settimane , essendo sterminato il Messia senza , che gli resti più nulla , il popolo del Capo dell’ esercito a venire distruggerà la città , e il santuario ; e la fine di essa sarà con inondazione , e vi saranno desolazioni determinate infino al fine della guerra . Ed esso confermerà il patto a molti in una settimana ; e nella metà della settimana farà cessare il sacrificio , e l’ offerta ; poi verrà il desertatore sopra le ale abbominevoli ; e fino alla finale e determinata perdizione , quell’ inondazione sarà versata sopra il popolo desolato . NELL’ anno terzo di Ciro , re di Persia , fu rivelata una parola a Daniele , il cui nome si chiamava Beltsasar ; e la parola è verità , e l’ esercito era grande . Ed egli comprese la parola , ed ebbe intelligenza della visione . In quel tempo io Daniele feci cordoglio lo spazio di tre settimane . Io non mangiai cibo di diletto , e non mi entrò in bocca carne , nè vino , e non mi unsi punto , finchè fu compiuto il termine di tre settimane . E nel ventesimoquarto giorno del primo mese , essendo io in su la ripa del gran fiume , che è Hiddechel , alzai gli occhi , e riguardai , ed ecco un uomo vestito di panni lini , avendo sopra i lombi una cintura di fino oro di Ufaz . E il suo corpo somigliava un grisolito , e la sua faccia era come l’ aspetto del folgore ; e i suoi occhi eran simili a torchi accesi ; e le sue braccia , e i suoi piedi , somigliavano in vista del rame forbito , e il suono delle sue parole pareva il romore d’ una moltitudine . Ed io Daniele solo vidi la visione , e gli uomini ch’ erano meco non la videro ; anzi gran terrore cadde sopra loro , e fuggirono per nascondersi . Ed io rimasi solo , e vidi quella gran visione , e non restò in me forza alcuna , e il mio bel colore fu mutato in ismorto , e non ritenni alcun vigore . Ed io udii la voce delle parole di colui ; e quando ebbi udita la voce delle sue parole , mi addormentai profondamente sopra la mia faccia , col viso in terra . Ed ecco , una mano mi toccò , e mi fece muovere , e stare sopra le ginocchia , e sopra le palme delle mani . E mi disse : O Daniele , uomo gradito , intendi le parole che io ti ragiono , e rizzati in piè nel luogo dove stai ; perciocchè ora sono stato mandato a te . E quando egli mi ebbe detta quella parola , io mi rizzai in piè tutto tremante . Ed egli mi disse : Non temere , o Daniele : perciocchè , dal primo dì che tu recasti il cuor tuo ad intendere , e ad affliggerti nel cospetto dell’ Iddio tuo , le tue parole furono esaudite , ed io son venuto per le tue parole . Ma il principe del regno di Persia mi ha contrastato ventun giorno ; ma ecco , Micael , l’ uno de’ primi principi , è venuto per aiutarmi . Io dunque son rimasto quivi appresso i re di Persia . Ed ora son venuto per farti intendere ciò che avverrà al tuo popolo nella fine de’ giorni ; perciocchè vi è ancora visione per quei giorni . E mentre egli parlava meco in questa maniera , io misi la mia faccia in terra , ed ammutolii . Ed ecco uno , che avea la sembianza d’ un figliuol d’ uomo , mi toccò in su le labbra ; allora io apersi la mia bocca , e parlai , e dissi a colui ch’ era in piè davanti a me : Signor mio , le mie giunture son tutte svolte in me in questa visione , e non ho ritenuto alcun vigore . E come porterebbe il servitore di cotesto mio Signore parlar con cotesto mio Signore ? conciossiachè fino ad ora non sia restato fermo in me alcun vigore , e non sia rimasto in me alcun fiato . Allora di nuovo una sembianza come d’ un uomo mi toccò , e mi fortificò , e disse : Non temere , uomo gradito ; abbi pace , fortificati , e confortati . E come egli parlava meco , io mi fortificai , e dissi : Parli il mio Signore ; perciocchè tu mi hai fortificato . E colui disse : Sai tu perchè io son venuto a te ? Or di presente io ritornerò per guerreggiar col principe di Persia ; poi uscirò , ed ecco , il principe di Iavan verrà . Ma pure io ti dichiarerò ciò ch’ è stampato nella scrittura della verità ; or non vi è niuno che si porti valorosamente meco in queste cose , se non Micael , vostro principe . Or io , nell’ anno primo di Dario Medo , sono stato presente per confortarlo , e per fortificarlo . Ed ora , io ti dichiarerò cose vere . Ecco , vi saranno ancora tre re in Persia ; poi il quarto acquisterà di gran ricchezze sopra tutti gli altri ; e come egli si sarà fortificato nelle sue ricchezze , egli farà muover tutti contro al regno di Iavan . Poi sorgerà un re possente , e valoroso ; il quale possederà un grande imperio , e farà ciò ch’ egli vorrà . Ma tosto ch’ egli sarà sorto , il suo regno sarà rotto , e sarà diviso per li quattro venti del cielo , e non alla sua progenie ; e quello non sarà pari all’ imperio che esso avrà posseduto ; perciocchè il suo regno sarà stirpato , e sarà di altri , oltre a coloro . E il re del Mezzodì si fortificherà , ed un altro de’ capitani d’ esso ; costui si fortificherà sopra quell’ altro , e regnerà , e il suo imperio sarà grande . E in capo d’ alcuni anni , si congiungeranno insieme , e la figliuola del re del Mezzodì verrà al re del Settentrione , per far loro accordi ; ma ella non potrà rattener la forza del braccio ; e nè colui , nè il suo braccio , non potrà durare ; e colei , insieme con quelli che l’ avranno condotta , e il figliuolo di essa , e chi terrà la parte sua , saranno dati a morte in que’ tempi . Ma d’ un rampollo delle radici di essa sorgerà uno , nello stato di colui , il qual verrà con esercito , e verrà contro alle fortezze del re del Settentrione , e farà di gran fatti contro ad esse , e se ne impadronirà ; ed anche menerà in cattività in Egitto i lor dii , co’ lor principi , e co’ lor preziosi arredi d’ oro , e d’ argento ; ed egli durerà per alquanti anni , senza tema del re del Settentrione . E il re del Mezzodì verrà nel suo regno , e se ne ritornerà al suo paese . Poi i figliuoli di colui entreranno in guerra , e aduneranno una moltitudine di grandi eserciti ; e l’ un d’ essi verrà di subito , e inonderà , e passerà oltre ; poi ritornerà ancora , e darà battaglia , e perverrà fino alla fortezza del re del Mezzodì . E il re del Mezzodì , inasprito , uscirà fuori , e combatterà con lui , cioè col re del Settentrione , il qual leverà una gran moltitudine ; ma quella moltitudine sarà data in man del re del Mezzodì . E dopo ch’ egli avrà disfatta quella moltitudine , il cuor suo s’ innalzerà ; onde , benchè abbia abbattute delle decine di migliaia , non però sarà fortificato . E il re del Settentrione leverà di nuovo una moltitudine maggiore della primiera ; e in capo di qualche tempo , ed anni , egli verrà con grosso esercito , e con grande apparecchio . E in quei tempi molti si leveranno contro al re del Mezzodì ; e degli uomini ladroni d’ infra il tuo popolo si eleveranno , per adempier la visione ; e caderanno . E il re del Settentrione verrà , e farà degli argini , e prenderà le città delle fortezze ; e le braccia del Mezzodì , e la scelta del suo popolo non potranno durare , e non vi sarà forza alcuna da resistere . E colui che sarà venuto contro ad esso farà ciò che gli piacerà ; e non vi sarà alcuno che gli possa stare a fronte ; poi egli si fermerà nel paese della bellezza , il quale sarà consumato per man sua . Poi egli imprenderà di venire con le forze di tutto il suo regno , offerendo condizioni d’ accordo , onde egli verrà a capo ; e darà a quell’ altro una figliuola per moglie , corrompendola ; ma ella non sarà costante , e non terrà per lui . Poi egli volgerà la faccia alle isole , e ne prenderà molte ; ma un capitano farà cessare il vituperio fattogli da colui ; e , oltre a ciò , renderà a lui stesso il suo vituperio . Poi egli volgerà la faccia alle fortezze del suo paese , e traboccherà , e caderà , e sarà rotto , e non sarà più trovato . Poi sorgerà nello stato di esso , con maestà reale , uno che manderà attorno esattori : ma fra alquanti dì sarà rotto , non in ira , nè in guerra . Appresso sorgerà nel suo stato uno sprezzato , al qual non sarà imposta la gloria reale ; ma egli verrà quetamente , ed occuperà il regno per lusinghe . E le braccia del paese inondato saranno inondate da lui , e saranno rotte , come anche il capo del patto . E dopo l’ accordo fatto con quell’ altro , egli procederà con frode , e salirà , e si fortificherà con poca gente . Egli entrerà nel riposo , e nei luoghi grassi della provincia , e farà cose , che i suoi padri , nè i padri de’ suoi padri , non avranno mai fatte ; egli spargerà alla sua gente preda , spoglie , e richezze ; e farà delle imprese contro alle fortezze ; e ciò fino ad un tempo . Poi egli moverà le sue forze , e il cuor suo , contro al re del Mezzodì , con grande esercito ; e il re del Mezzodì , verrà a battaglia , con grande e potentissimo esercito ; ma non potrà durare ; perciocchè si faranno delle macchinazioni contro a lui . E quelli che mangeranno il suo piatto lo romperanno ; e l’ esercito di colui inonderà il paese , e molti caderanno uccisi . E il cuore di que’ due re sarà volto ad offender l’ un l’ altro , e in una medesima tavola parleranno insieme con menzogna ; ma ciò non riuscirà bene ; perciocchè vi sarà ancora una fine , al tempo determinato . E colui se ne ritornerà al suo paese con gran ricchezze ; e il suo cuore sarà contro al Patto santo ; ed egli farà di gran cose : e poi se ne ritornerà al suo paese . Al tempo determinato , egli verrà di nuovo contro al paese del Mezzodi ; ma la cosa non riuscirà quest’ ultima volta come la prima . E verranno contro a lui delle navi di Chittim , ed egli ne sarà contristato , e se ne ritornerà , e indegnerà contro al Patto santo , e farà di gran cose : poi ritornerà , e porgerà le orecchie a quelli che avranno abbandonato il Patto santo . E le braccia terranno la parte sua , e profaneranno il santuario della fortezza , e torranno via il sacrificio continuo , e vi metteranno l’ abbominazione disertante . E per lusinghe egli indurrà a contaminarsi quelli che avran misfatto contro al Patto ; ma il popolo di quelli che conoscono l’ Iddio loro si fortificherà , e si porterà valorosamente . E gl’ intendenti d’ infra il popolo ne ammaestreranno molti ; e caderanno per la spada , e per le fiamme , e andranno in cattività , e saranno in preda , per molti giorni . Ma mentre caderanno così , saranno soccorsi di un po’ di soccorso ; e molti si aggiungeranno con loro con bei sembianti infinti . Di quegl’ intendenti adunque ne caderanno alcuni : acciocchè fra loro ve ne sieno di quelli che sieno posti al cimento , e purgati , e imbiancati , fino al tempo della fine ; perciocchè vi sarà ancora una fine , al tempo determinato . Questo re adunque farà ciò che gli piacerà , e s’ innalzerà , e si magnificherà sopra ogni dio ; e proferirà cose strane contro all’ Iddio degl’ iddii ; e prospererà , finchè l’ indegnazione sia venuta meno ; conciossiachè una determinazione ne sia stata fatta . Ed egli non si curerà degl’ iddii de’ suoi padri , nè d’ amor di donne , nè di dio alcuno ; perciocchè egli si magnificherà sopra ogni cosa . Ed egli onorerà un dio delle fortezze sopra il suo seggio ; egli onorerà , con oro , e con argento , e con gemme , e con cose preziose , un dio , il quale i suoi padri non avranno conosciuto . Ed egli verrà a capo de’ luoghi muniti delle fortezze , con quell’ iddio strano ; egli accrescerà d’ onore quelli ch’ egli riconoscerà , e li farà signoreggiar sopra molti , e spartirà la terra per prezzo . Or in sul tempo della fine , il re del Mezzodì cozzerà con lui ; e il re del Settentrione gli verrà addosso , a guisa di turbo , con carri , e con cavalieri , e con molto naviglio ; ed entrerà ne’ paesi d’ esso , e inonderà e passerà a traverso ; ed entrerà nel paese della bellezza , e molti paesi ruineranno ; e questi scamperanno dalla sua mano : Edom , Moab , e la principal parte de’ figliuoli di Ammon . Così egli metterà la mano sopra molti paesi , e il paese di Egitto non iscamperà . E si farà padrone de’ tesori d’ oro , e d’ argento , e di tutte le cose preziose di Egitto ; e i Libii , e gli Etiopi saranno al suo seguito . Ma rumori dal Levante e dal Settentrione lo turberanno ; ed egli uscirà con grande ira , per distruggere , e per disperder molti . E pianterà le tende del suo padiglione reale fra i mari , presso del santo monte di bellezza ; poi , come sarà pervenuto al suo fine , non vi sarà alcun che l’ aiuti . Or in quel tempo si leverà Micael , quel gran principe , che sta per li figliuoli del tuo popolo ; e vi sarà un tempo di distretta , quel non fu giammai , da che questo popolo è stato nazione , fino a quel tempo ; ed in quel tempo d’ infra il tuo popolo sarà salvato chiunque si troverà scritto nel libro . E la moltitudine di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglierà ; gli uni a vita eterna , e gli altri a vituperii , e ad infamia eterna . E gl’ intendenti risplenderanno come lo splendor della distesa ; e quelli che avranno giustificati molti , risplenderanno come le stelle in sempiterno . Or tu , Daniele , serra queste parole , e suggella questo libro , infino al tempo della fine ; allora molti andranno attorno , e la conoscenza sarà accresciuta . Poi io Daniele riguardai , ed ecco , altri due , che stavano ritti in piè ; l’ uno di qua sopra l’ una delle ripe del fiume ; l’ altro di là , sopra l’ altra . E l’ uno d’ essi disse all’ uomo vestito di panni lini , il quale era sopra le acque del fiume : Quando sarà infine il compimento di queste maraviglie ? Ed io udii l’ uomo vestito di panni lini , ch’ era sopra le acque del fiume , il quale , levata la man destra , e la sinistra , al cielo , giurò per Colui che vive in eterno , che tutte queste cose sarebbero compiute , infra un tempo , de’ tempi , e la metà di un tempo ; ed allora che colui avrebbe finito di dissipar le forze del popolo santo . Ed io udii ben ciò , ma non l’ intesi . E dissi : Signor mio , qual sarà la fine di queste cose ? Ed egli mi disse : Va’ , Daniele ; perciocchè queste parole son nascoste , e suggellate , infino al tempo della fine . Molti saranno purificati , e imbiancati , e posti al cimento ; ma gli empi opereranno empiamente ; e niuno degli empi intenderà queste cose : ma gli intendenti le intenderanno . Ora , del tempo che sarà stato tolto il sacrificio continuo , e sarà stata posta l’ abbominazione desertante , vi saranno mille dugennovanta giorni . Beato chi aspetterà pazientemente , e giungerà a mille trecentrentacinque giorni ! Ma quant’ è a te , vattene al tuo fine ; or tu avrai riposo , e dimorerai nella tua condizione fino alla fine de’ tuoi dì . La parola del Signore , che fu indirizzata ad Osea , figliuolo di Beeri , a’ dì di Uzzia , di Iotam , di Achaz , e di Ezechia , re di Giuda ; e a’ dì di Geroboamo , figliuolo di Gioas , re d’ Israele . NEL principio , quando il Signore parlò per Osea , il Signore disse ad Osea : Va’ , prenditi per moglie una meretrice , e genera de’ figliuoli di fornicazione ; perciocchè il paese fornica senza fine , sviandosi dal Signore . Ed egli andò , e prese Gomer , figliuola di Diblaim , ed ella concepette , e gli partorì un figliuolo . E il Signore gli disse : Pongli nome Izreel , perciocchè fra qui a poco tempo farò punizione del sangue d’ Izreel , sopra la casa di Iehu ; e farò venir meno il regno della casa d’ Israele . E in quel giorno avverrà che io romperò l’ areo d’ Israele nella valle d’ Izreel . Poi ella concepette ancora , e partorì una figliuola . E il Signore disse ad Osea : Ponle nome Lo-ruhama ; perciocchè io non continuerò più a far misericordia alla casa d’ Israele , ma li torrò del tutto via . Ma farò misericordia alla casa di Giuda , e li salverò per lo Signore Iddio loro ; e non li salverò per arco , nè per ispada , nè per battaglia , nè per cavalli , nè per cavalieri . Poi ella spoppò Lo-ruhama , e concepette , e partorì un figliuolo . E il Signore disse ad Osea : Pongli nome Lo-ammi ; perciocchè voi non siete mio popolo , ed io altresì non sarò vostro . Pur nondimeno il numero de’ figliuoli d’ Israele sarà come la rena del mare , che non si può nè misurare , nè annoverare ; ed avverrà che in luogo che sarà loro stato detto : Voi non siete mio popolo ; si dirà loro : Figliuoli dell’ Iddio vivente . E i figliuoli di Giuda , e i figliuoli d’ Israele , si raduneranno insieme , e si costituiranno un capo , e saliranno dalla terra ; perciocchè il giorno d’ Izreel sarà grande . Dite a’ vostri fratelli : Ammi ; ed alle vostre sorelle : Ruhama . Contendete con la madre vostra , contendete , dicendole ch’ ella non è più mia moglie , e che io non sono più suo marito ; e che tolga le sue fornicazioni dalla sua faccia , e i suoi adulterii d’ infra le sue mammelle . Che talora io non la spogli tutta nuda , e non la metta nello stato ch’ era nel giorno che nacque ; e non la renda simile ad un deserto , e non la riduca ad essere come una terra arida , e non la faccia morir di sete . E non abbia pietà de’ suoi figliuoli ; perciocchè son figliuoli di fornicazione . Conciossiachè la madre loro abbia fornicato ; quella che li ha partoriti è stata svergognata ; perciocchè ha detto : Io andrò dietro a’ miei amanti , che mi dànno il mio pane , e la mia acqua , la mia lane , e il mio lino , il mio olio , e le mie bevande . Perciò , ecco , io assieperò la sua via di spine , e le farò una chiusura attorno , ed ella non ritroverà i suoi sentieri . Ed andrà dietro a’ suoi amanti , ma non li aggiungerà ; e li ricercherà , ma non li troverà ; laonde dirà : Io andrò , e ritornerò al mio primiero marito ; perciocchè allora io stava meglio che al presente . Or ella non ha riconosciuto che io le avea dato il frumento , e il mosto , e l’ olio , e che io le avea accresciuto l’ argento , e l’ oro , il quale essi hanno impiegato intorno a Baal . Perciò , io ripiglierò il mio frumento nel suo tempo , e il mio mosto nella sua stagione ; e riscoterò la mia lana , e il mio lino , ch’ erano per coprir le sue vergogne . Ed ora io scoprirò le sue vergogne , alla vista de’ suoi amanti ; e niuno la riscoterà di man mia . E farò venir meno tutte le sue letizie , le sue feste , le sue calendi , e i suoi sabati , e tutte le sue solennità . E deserterò le sue viti , e i suoi fichi , dei quali ella diceva : Queste cose sono il mio premio , che i miei amanti mi hanno donato ; ed io li ridurrò in bosco , e le fiere della campagna li mangeranno . E farò punizione sopra lei de’ giorni dei Baali , ne’ quali ella ha fatti loro profumi , e si è adorna de’ suoi pendenti , e monili , ed è andata dietro a’ suoi amanti , e mi ha dimenticato , dice il Signore . Perciò , ecco , io l’ attrarrò , e la farò camminare per lo deserto , e la racconsolerò ; e le darò le sue vigne , da quel luogo ; e la valle di Acor , per entrata di speranza ; ed ella canterà quivi , come ai dì della sua fanciullezza , e come quando salì fuor del paese di Egitto . E in quel giorno avverrà , dice il Signore , che tu mi chiamerai : Marito mio ; e non mi chiamerai più : Baal mio . Ed io torrò via dalla sua bocca i Baali , e quelli non saranno più ricordati per li nomi loro . E in quel tempo farò che avran patto con le fiere della campagna , e con gli uccelli del cielo , e co’ rettili della terra ; e romperò archi , e spade , e strumenti di guerra , e farò che verranno meno nel paese ; e li farò giacere in sicurtà . Ed io ti sposerò in eterno ; e ti sposerò in giustizia , e in giudicio , e in benignità , e in compassioni . Anzi ti sposerò in verità ; e tu conoscerai il Signore . Ed avverrà in quel giorno , che io risponderò , dice il Signore , risponderò al cielo , ed esso risponderà alla terra . E la terra risponderà al frumento , ed al mosto , ed all’ olio ; e queste cose risponderanno ad Izreel . Ed io me la seminerò nella terra , ed avrò pietà di Lo-ruhama ; e dirò a Lo-ammi : Tu sei mio popolo ; ed egli mi dirà : Dio mio . Poi il Signore mi disse : Va’ ancora ed ama una donna , la quale , essendo , amata dal suo marito , sia adultera ; secondo che il Signore ama i figliuoli di Israele , ed essi riguardano ad altri dii , ed amano le schiacciate d’ uva . Io adunque mi acquistai quella donna per quindici sicli d’ argento , e per un homer , ed un letec di orzo . Poi le dissi : Rimantimi così per molti giorni ; non fornicare , e non maritarti ad alcuno ; ed io altresì aspetterò dietro a te . Perciocchè i figliuoli d’ Israele se ne staranno molti giorni senza re , e senza principe ; senza sacrificio , e senza statua ; senza efod , e senza idoli . Poi i figliuoli d’ Israele ricercheranno di nuovo il Signore Iddio loro , e Davide lor re ; e con timore si ridurranno al Signore , ed alla sua bontà , nella fine de’ giorni . ASCOLTATE la parola del Signore , figliuoli d’ Israele ; perciocchè il Signore ha una lite con gli abitanti del paese ; perchè non vi è nè verità , nè benignità , nè conoscenza alcuna di Dio nel paese . Non fanno altro che spergiurare , e mentire , ed uccidere , e furare , e commettere adulterio ; sono straboccati , un sangue tocca l’ altro . Perciò , il paese farà cordoglio , e chiunque abita in esso languirà , insieme con le bestie della campagna , e con gli uccelli del cielo ; ed anche i pesci del mare morranno . Pur nondimeno niuno litighi , e niuno riprenda ; conciossiachè il tuo popolo somigli quelli che contendono col sacerdote . Perciò , tu caderai di giorno , ed anche il profeta caderà di notte ; ed io distruggerò tua madre . Il mio popolo perisce per mancamento di conoscenza ; perciocchè tu hai sdegnata la conoscenza , io altresì ti sdegnerò , acciocchè tu non mi eserciti il sacerdozio ; e , perciocchè tu hai dimenticata la Legge dell’ Iddio tuo , io altresì dimenticherò i tuoi figliuoli . Al pari che son cresciuti , han peccato contro a me ; io muterò la lor gloria in vituperio . Mangiano i peccati del mio popolo , ed hanno l’ animo intento alla sua iniquità . Perciò , il sacerdote sarà come il popolo ; ed io farò punizione sopra lui delle sue vie , e gli renderò la retribuzione dei suoi fatti . E mangeranno , ma non si sazieranno ; fornicheranno , ma non moltiplicheranno ; perciocchè han lasciato il servigio del Signore . La fornicazione , e il vino , e il mosto , tolgono il senno . Il mio popolo domanda il suo legno , e il suo bastone gli dà avviso ; perciocchè lo spirito delle fornicazioni fa traviare ; ed essi fornicano , sottraendosi dall’ Iddio loro . Sacrificano sopra le sommità de’ monti , e fan profumi sopra i colli , sotto le querce , e i pioppi , e gli olmi ; perciocchè la loro ombra è bella ; perciò , le vostre figliuole fornicheranno , e le vostre nuore commetteranno adulterio . Io non farò punizione delle vostre figliuole , quando avran fornicato ; nè delle vostre nuore , quando avranno commesso adulterio : perciocchè essi si separono con le meretrici , e sacrificano con le cortigiane , perciò , il popolo che non ha intendimento caderà . O Israele , se tu fornichi , Giuda almeno non rendasi colpevole ; e non venite in Ghilgal , e non salite in Bet-aven ; e non giurate : Il Signore vive . Perciocchè Israele è divenuto ritroso , a guisa di giovenca ritrosa ; ora li pasturerà il Signore , a guisa di agnello in luogo spazioso . Efraim è congiunto con gl’ idoli , lascialo . La lor bevanda si è rivolta , hanno fornicato senza fine ; amano il Porgete ; i rettori di questa nazione sono vituperosi . Il vento se la legherà nelle ale , ed essi saranno svergognati de’ lor sacrificii . ASCOLTATE questo , o sacerdoti , e siate attenti , o casa d’ Israele , e porgete l’ orecchio , o casa del re ; conciossiachè a voi appartenga il giudicio ; perciocchè voi siete stati un laccio in Mispa , e una rete tesa sopra Tabor . Ed essi hanno di nascosto scannati quelli che si stornano dalla strada maestra : ma io sarò correzione ad essi tutti . Io conosco Efraim , e Israele non mi è nascosto ; conciossiachè ora , o Efraim , tu abbi fornicato , e Israele si sia contaminato . Essi non dispongono le loro opere a convertirsi all’ Iddio loro ; perciocchè lo spirito delle fornicazioni è dentro loro , e non conoscono il Signore . E la superbia d’ Israele testimonia contro a lui in faccia ; laonde Israele ed Efraim caderanno per la loro iniquità ; Giuda ancora caderà con loro . Andranno con le lor pecore , e co’ lor buoi , a cercare il Signore ; ma non lo troveranno ; egli si è sottratto da loro . Essi si sono dislealmente portati inverso il Signore ; conciossiachè abbiano generati figliuoli bastardi ; ora li divorerà un mese , con le lor possessioni . Sonate col corno in Ghibea , e con la tromba in Rama ; sonate a stormo in Bet-aven , dietro a te , o Beniamino . Efraim sarà messo in desolazione , nel giorno del castigamento ; io ho fatto assapere una cosa certa fra le tribù d’ Israele . I principi di Giuda son simili a quelli che muovono i termini , io spanderò la mia indegnazione sopra loro , a guisa d’ acqua . Efraim è oppressato , egli è fiaccato per giudicio ; perciocchè volontariamente è ito dietro al comandamento . Perciò , io sarò ad Efraim come una tignuola , e come un tarlo alla casa di Giuda . Or Efraim , avendo veduta la sua infermità , e Giuda la sua piaga , Efraim è andato ad Assur , e Giuda ha mandato ad un re , che difendesse la sua causa ; ma egli non potrà risanarvi , e non vi guarirà della vostra piaga . Perciocchè io sarò come un leone ad Efraim , e come un leoncello alla casa di Giuda ; io , io rapirò , e me ne andrò ; io porterò via , e non vi sarà alcuno che riscuota . Io me ne andrò , e me ne ritornerò al mio luogo , finchè si riconoscano colpevoli , e cerchino la mia faccia . Quando saranno in distretta , mi ricercheranno . VENITE , e convertiamoci al Signore ; perciocchè egli ha lacerato , ed altresì ci risanerà ; egli ha percosso , altresì ci fascerà le piaghe . Infra due giorni egli ci avrà rimessi in vita ; nel terzo giorno egli ci avrà risuscitati , e noi viveremo nel suo cospetto . E conoscendo il Signore , proseguiremo a conoscerlo ancora ; la sua uscita sarà stabilmente ordinata , come quella dell’ alba ; ed egli verrà a noi come la pioggia , come la pioggia della stagion della ricolta , che innaffia la terra . Che ti farò , o Efraim ? che ti farò , o Giuda ? conciossiachè la vostra pietà sia simile ad una nuvola mattutina , ed alla rugiada , la qual viene la mattina , e poi se ne va via . Perciò , io li ho asciati per li profeti ; li ho uccisi per le parole della mia bocca ; e i tuoi giudicii , o Israele , ti sono stati pronunziati al levar del sole . Perciocchè io gradisco benignità , e non sacrificio ; e il conoscere Iddio , anzi che olocausti . Ma essi hanno trasgredito il patto , come Adamo ; ecco là , si son portati dislealmente inverso me . Galaad è una città di operatori d’ iniquità ; è segnata di sangue . E come gli scherani aspettano gli uomini , così la compagnia de’ sacerdoti uccide le persone in su la strada , verso Sichem ; perciocchè han commesse scelleratezze . Io ho veduto nella casa d’ Israele una cosa orribile ; ivi è la fornicazione di Efraim , Israele si è contaminato . Ancora porrà Giuda delle piante in te , quando io ritrarrò di cattività il mio popolo . MENTRE io ho medicato Israele , l’ iniquità di Efraim , e le malvagità di Samaria si sono scoperte ; perciocchè fanno il mestiere della falsità ; e il ladro entra , e lo scherano spoglia di fuori . E non han detto nel cuor loro , che io serbo la memoria di tutta la lor malvagità ; ora li intorniano i lor fatti ; quelli sono nel mio cospetto . Essi rallegrano il re con la loro malvagità , e i principi con le lor falsità . Essi tutti commettono adulterio ; sono come un forno scaldato dal fornaio , quando è restato di destare , dopo che la pasta è stata intrisa , finchè sia levitata . Nel giorno del nostro re , i principi l’ han sopraffatto con l’ ardore del vino ; egli ha stesa la sua mano co’ giullari . Quando recano il cuor loro , che è simile ad un forno , alle lor insidie , il lor fornaio dorme tutta la notte , e la mattina il forno è acceso come fuoco di vampa . Tutti quanti son riscaldati come un forno , e divorano i lor rettori ; tutti i lor re son caduti ; non vi è fra loro alcuno che gridi a me . Efraim si rimescola co’ popoli ; Efraim è una focaccia che non è voltata . Stranieri han divorata la sua forza , ed egli non vi ha posta mente ; ed anche egli è faldellato di capelli bianchi , ed egli non l’ ha riconosciuto . Perciò , la superbia d’ Israele testimonierà contro a lui in faccia ; conciossiachè non si sieno convertiti al Signore Iddio loro , e non l’ abbiano cercato per tutto ciò . Ed Efraim è stato come una colomba scempia , senza senno ; han chiamato l’ Egitto , sono andati in Assiria . Quando vi andranno , io spanderò la mia rete sopra loro ; io li trarrò giù come uccelli del cielo ; io li gastigherò , secondo ch’ è stato predicato alla lor raunanza . Guai a loro ! perciocchè si sono deviati da me ; guastamento avverrà loro , perciocchè han misfatto contro a me ; ed io li ho riscossi , ma essi mi hanno parlato con menzogne . E non hanno gridato a me col cuor loro ; anzi hanno urlato sopra i lor letti ; si son radunati per lo frumento , e per lo mosto ; si son rivolti contro a me . Quando io li ho castigati , ho fortificate le lor braccia ; ma essi han macchinato del male contro a me . Essi si rivolgono , non all’ Altissimo ; sono stati come un arco fallace ; i lor principi caderanno per la spada , per lo furor della lor lingua . Ciò sarà il loro scherno nel paese di Egitto . METTITI una tromba al palato . Colui viene contro alla Casa del Signore , come un’ aquila ; perciocchè han trasgredito il mio patto , ed han misfatto contro alla mia Legge . Israele griderà a me : Tu sei l’ Iddio mio , noi ti abbiam conosciuto . Israele ha allontanato da sè il bene ; il nemico lo perseguirà . Hanno costituiti dei re , non da parte mia ; e creati de’ principi senza mia saputa ; si hanno , del loro argento , e del loro oro , fatti degl’ idoli ; acciocchè sieno sterminati . O Samaria , il tuo vitello ti ha scacciata : la mia ira è accesa contro a loro ; fino a quando non potranno esser nettati ? Certo quel vitello è anch’ esso d’ Israele ; un fabbro l’ ha fatto , e non è Dio ; il vitello di Samaria sarà ridotto in scintille . Perciocchè han seminato del vento , mieteranno un turbo , non avranno biade ; i germogli non faranno farina ; se pur ne faranno , gli stranieri la trangugeranno . Israele è divorato ; ora sono fra le nazioni , come un vaso di cui non si fa alcuna stima . Perciocchè essi sono saliti ad Assur , che è un asino salvatico , che se ne sta in disparte da per sè ; Efraim ha dati presenti ad amanti . Ora altresì , perciocchè han dati presenti ad amanti fra le genti , io radunerò quegli amanti : e fra poco si dorranno per la gravezza del re de’ principi . Perciocchè Efraim ha moltiplicati gli altari per peccare , egli ha avuti altari da peccare . Io gli avea scritte le cose grandi della mia Legge ; ma sono state reputate come cosa strana . Quant’ è a’ sacrificii delle mie offerte , sacrificano della carne , e la mangiano ; il Signore non li gradisce ; ora si ricorderà egli della loro iniquità , e farà punizione de’ lor peccati ; essi ritorneranno in Egitto . Or Israele ha dimenticato il suo Fattore , e ha edificati de’ tempii , e Giuda ha fatte molte città forti ; ma io manderò fuoco nelle città dell’ uno , ed esso consumerà i tempii dell’ altro . NON rallegrarti , o Israele , per festeggiar come gli altri popoli ; perciocchè tu hai fornicato , lasciando l’ Iddio tuo ; tu hai amato il prezzo delle fornicazioni , sopra tutte le aie del frumento . L’ aia e il tino non li pasceranno ; e il mosto fallirà loro . Non abiteranno nel paese del Signore ; anzi Efraim tornerà in Egitto , e mangeranno cibi immondi in Assiria . Le loro offerte da spandere di vino non son fatte da loro al Signore ; e i lor sacrificii non gli son grati ; sono loro come cibo di cordoglio ; chiunque ne mangia si contamina ; perciocchè il lor cibo è per le lor persone , esso non entrerà nella casa del Signore . Che farete voi a’ dì delle solennità , e a’ giorni delle feste del Signore ? Conciossiachè , ecco , se ne sieno andati via , per lo guasto ; Egitto li accoglierà , Mof li seppellirà ; le ortiche erederanno i luoghi di diletto , comperati da’ lor danari ; le spine cresceranno ne’ lor tabernacoli . I giorni della visitazione son venuti , i giorni della retribuzione son venuti ; Israele lo conoscerà ; i profeti sono stolti , gli uomini d’ ispirazione son forsennati : per la grandezza della tua iniquità , l’ odio altresì sarà grande . Le guardie di Efraim sono con l’ Iddio mio ; i profeti sono un laccio d’ uccellatore sopra tutte le vie di esso ; essi sono la cagione dell’ odio contro alla Casa dell’ Iddio loro . Essi si son profondamente corrotti , come a’ dì di Ghibea ; Iddio si ricorderà della loro iniquità , farà punizione de’ lor peccati . Io trovai Israele , come delle uve nel deserto ; io riguardai i vostri padri , come i frutti primaticci nel fico , nel suo principio . Essi entrarono da Baal-peor , e si separarono dietro a quella cosa vergognosa , e divennero abbominevoli , come ciò che amavano . La gloria di Efraim se ne volerà via come un uccello , dal nascimento , dal ventre , e dalla concezione . Che se pure allevano i lor figliuoli , io li priverò d’ essi , togliendoli d’ infra gli uomini ; perciocchè , guai pure a loro , quando io mi sarò ritratto da loro ! Efraim , mentre io l’ ho riguardato , è stato simile a Tiro , piantato in una stanza piacevole ; ma Efraim menerà fuori i suoi figliuoli all’ ucciditore . O Signore , da’ loro ; che darai ? da’ loro una matrice sperdente , e delle mammelle asciutte . Tutta la lor malvagità è in Ghilgal ; quivi certo li ho avuti in odio ; per la malizia de’ lor fatti , io li scaccerò dalla mia Casa ; io non continuerò più ad amarli ; tutti i lor principi son ribelli . Efraim è stato percosso , la lor radice è seccata , non faranno più frutto ; avvegnachè generino , io farò morire i cari frutti del lor ventre . L’ Iddio mio li sdegnerà , perciocchè non gli hanno ubbidito ; e saranno vagabondi fra le genti . Israele è stato una vigna deserta ; pur nondimeno egli ha ancora portato del frutto ; ma , al pari che il suo frutto ha abbondato , egli ha fatti molti altari ; al pari che la sua terra ha ben risposto , egli ha adorne le statue . Iddio ha diviso il lor cuore ; ora saranno desolati ; egli abbatterà i loro altari , guasterà le loro statue . Perciocchè ora diranno : Noi non abbiamo alcun re , perchè non abbiamo temuto il Signore ; ed anche : Che ci farebbe un re ? Han proferite delle parole , giurando falsamente , facendo patto ; perciò , il giudicio germoglierà come tosco sopra i solchi dei campi . Gli abitanti di Samaria saranno spaventati per le vitelle di Bet-aven ; perciocchè il popolo del vitello farà cordoglio di esso ; e i suoi Camari , che solevano festeggiar d’ esso , faranno cordoglio della sua gloria ; perciocchè si sarà dipartita da lui . Ed egli stesso sarà portato in Assiria , per presente al re protettore ; Efraim riceverà vergogna , e Israele sarà confuso del suo consiglio . Il re di Samaria perirà , come la schiuma in su l’ acqua . E gli alti luoghi di Aven , che sono il peccato d’ Israele , saran distrutti ; spine , e triboli cresceranno sopra i loro altari , ed essi diranno a’ monti : Copriteci ; ed a’ colli : Cadeteci addosso . O Israele , tu hai peccato da’ giorni di Ghibea ; là si presentarono in battaglia , la quale non li colse in Ghibea , coi figliuoli d’ iniquità . Io li castigherò secondo il mio desiderio ; e i popoli saran radunati contro a loro , quando saranno legati a’ lor due peccati . Or Efraim è una giovenca ammaestrata , che ama di trebbiare ; ma io passerò sopra la bellezza del suo collo ; io farò tirar la carretta ad Efraim , Giuda arerà , Giacobbe erpicherà . Fatevi sementa di giustizia , e mieterete ricolta di benignità ; aratevi il campo novale ; egli è pur tempo di cercare il Signore , finchè egli venga , e vi faccia piover giustizia . Voi avete arata empietà , ed avete mietuta iniquità ; voi avete mangiato il frutto di menzogna ; conciossiachè tu ti sii confidato nelle tue vie , nella moltitudine de’ tuoi uomini prodi . Perciò , si leverà uno stormo contro a’ tuoi popoli , e tutte le tue fortezze saranno distrutte ; siccome Salman ha distrutto Bet-arbel , nel giorno della battaglia ; la madre sarà schiacciata sopra i figliuoli . Così vi farà Betel , per cagion della malvagità della vostra malizia ; il re d’ Israele perirà del tutto all’ alba . QUANDO Israele era fanciullo , io l’ amai , e chiamai il mio figliuolo fuor di Egitto . Al pari che sono stati chiamati , se ne sono iti d’ innanzi a quelli che li chiamavano ; hanno sacrificato a’ Baali , ed han fatti profumi alle sculture . Ed io ho insegnato ad Efraim a camminare , prendendolo per le braccia ; ma essi non han conosciuto che io li ho sanati . Io li ho tratti con corde umane , con funi di amorevolezza ; e sono loro stato a guisa di chi levasse loro il giogo d’ in su le mascelle , ed ho loro porto da mangiare . Egli non ritornerà nel paese di Egitto , anzi l’ Assiro sarà suo re ; perciocchè han ricusato di convertirsi . E la spada si fermerà sopra le sue città , e consumerà le sue sbarre , e le divorerà , per cagion de’ lor consigli . Or il mio popolo è dedito a sviarsi da me ; ed egli è richiamato all’ Altissimo ; ma non vi è niuno , di quanti sono , che lo esalti . O Efraim , come ti darò ; o Israele , come ti metterò in man de’ tuoi nemici ? come ti renderò simile ad Adma , e ti ridurrò nello stato di Seboim ? il mio cuore si rivolta sottosopra in me , tutte le mie compassioni si commuovono . Io non eseguirò l’ ardor della mia ira , io non tornerò a distruggere Efraim ; perciocchè io sono Dio , e non uomo ; io sono il Santo in mezzo di te ; io non verrò più contro alla città . Andranno dietro al Signore , il qual ruggirà come un leone ; quando egli ruggirà , i figliuoli accorreranno con timore dal mare . Accorreranno con timore di Egitto , come uccelletti ; e dal paese di Assiria , come colombe ; ed io li farò abitare nelle lor case , dice il Signore . EFRAIM mi ha intorniato di menzogna , e la casa d’ Israele di frode ; ma Giuda signoreggia ancora , congiunto con Dio ; ed è fedele , congiunto co’ santi . Efraim si pasce di vento , e va dietro al vento orientale ; tuttodì moltiplica menzogna , e rapina ; e fanno patto con l’ Assiro , ed olii odoriferi son portati in Egitto . Il Signore ha bene anche lite con Giuda ; ma egli farà punizione sopra Giacobbe , secondo le sue vie ; egli gli renderà la retribuzione secondo le sue opere . Nel ventre egli prese il calcagno del suo fratello , e con la sua forza fu vincitore , lottando con Iddio . Egli fu vincitore , lottando con l’ Angelo , e prevalse ; egli pianse , e gli supplicò ; lo trovò in Betel e quivi egli parlò con noi . Or il Signore è l’ Iddio degli eserciti ; la sua ricordanza è : IL SIGNORE . Tu adunque , convertiti all’ Iddio tuo ; osserva benignità , e dirittura ; e spera sempre nell’ Iddio tuo . Efraim è un Cananeo , egli ha in mano bilance false , egli ama far torto . Ed Efraim ha detto : Io son pure arricchito ; io mi sono acquistate delle facoltà ; tutti i miei acquisti non mi hanno cagionata iniquità , che sia peccato . Pur nondimeno io sono il Signore Iddio tuo , fin dal paese di Egitto ; ancora ti farò abitare in tabernacoli , come a’ dì della festa solenne . E parlerò a’ profeti , e moltiplicherò le visioni , e proporrò parabole per li profeti . Certo , Galaad è tutto iniquità ; non sono altro che vanità ; sacrificano buoi in Ghilgal ; ed anche i loro altari son come mucchi di pietre su per li solchi de’ campi . Or Giacobbe se ne fuggì nella contrada di Siria , e Israele servì per una moglie , e per una moglie fu guardiano di greggia . E il Signore , per lo profeta , trasse Israele fuor di Egitto , ed Israele fu guardato per lo profeta . Efraim ha provocato il suo Signore ad ira acerbissima ; perciò , egli gli lascerà addosso il suo sangue , e gli renderà il suo vituperio . QUANDO Efraim parlava , si tremava ; egli si era innalzato in Israele ; ma egli si è renduto colpevole intorno a Baal , ed è morto . Ed ora continuano a peccare , e si fanno delle statue di getto del loro argento ; e degl’ idoli , con la loro industria , i quali son tutti quanti lavoro di artefici . Essi dicono loro : Gli uomini che sacrificano bacino i vitelli . Perciò , saranno come una nuvola mattutina , e come la rugiada che cade la mattina e poi se ne va via ; come pula portata via dall’ aia da un turbo , e come fumo ch’ esce dal fumaiuolo . Or io sono il Signore Iddio tuo , fin dal paese di Egitto ; e tu non devi riconoscere altro Dio che me ; e non vi è Salvatore alcuno fuori che me . Io ti conobbi nel deserto , in terra aridissima . Secondo ch’ è stato il lor pasco , così si son satollati ; si son satollati , e il lor cuore si è innalzato ; perciò mi hanno dimenticato . Laonde io son loro stato come un leone ; io li ho spiati in su la strada , a guisa di pardo . Io li ho incontrati a guisa di un’ orsa che abbia perduti i suoi orsacchi ; ed ho loro lacerato il chiuso del cuore ; e quivi li ho divorati , a guisa di leone , o d’ altra fiera della campagna , che li avesse squarciati . O Israele , tu sei stato perduto ; ma il tuo aiuto è in me . Dove è ora il tuo re ? salviti egli in tutte le tue città ; dove è egli , e i tuoi rettori , de’ quali tu dicesti : Dammi un re , e de’ principi ? Io li ho dato un re nella mia ira , e lo torrò nella mia indegnazione . L’ iniquità di Efraim è legata in un fascio , il suo peccato è riposto . Dolori , come di donna che partorisce , gli verranno ; egli è un figliuolo non savio ; perciocchè altrimenti egli non si fermerebbe tanto tempo nell’ apritura della matrice . Io li riscatterei dal sepolcro , io li riscoterei dalla morte ; dove sarebbero , o morte , le tue pestilenze ? dove sarebbe , o sepolcro , il tuo sterminio ? il pentirsi sarebbe nascosto dagli occhi miei . Quando egli sarà moltiplicato fra i suoi fratelli , il vento orientale , vento del Signore , che sale dal deserto , verrà ; e la vena di esso sarà asciutta , e la sua fonte sarà seccata ; esso prederà il tesoro di tutti i cari arredi . Samaria sarà desolata , perciocchè si è ribellata contro all’ Iddio suo ; caderanno per la spada ; i lor piccoli fanciulli saranno schiacciati , e le lor donne gravide saranno fesse . ISRAELE , convertiti al Signore Iddio tuo ; conciossiachè tu sii caduto per la tua iniquità . Prendete con voi delle parole , e convertitevi al Signore ; ditegli : Togli tutta l’ iniquità , e ricevi il bene ; e noi ti renderemo de’ giovenchi , con le nostre labbra . Assur non ci salverà , noi non cavalcheremo più sopra cavalli ; e non diremo più all’ opera delle nostre mani : Dio nostro ; conciossiachè l’ orfano ottenga misericordia appo te . Io guarirò la lor ribellione , io li amerò di buona volontà ; perciocchè la mia ira si sarà rivolta da loro . Io sarò come la rugiada ad Israele ; egli fiorirà come il giglio , e getterà le sue radici come gli alberi del Libano . I suoi rampolli si spanderanno , e la sua bellezza sarà come quella dell’ ulivo , e renderà odore come il Libano . Ritorneranno , e sederanno all’ ombra di esso ; germoglieranno come il frumento , e fioriranno come la vite ; la ricordanza di esso sarà come il vino del Libano . O Efraim , che ho io più da far con gl’ idoli ? Io l’ esaudirò , e lo riguarderò ; io gli sarò come un abete verdeggiante ; per me si troverà il tuo frutto . Chi è savio ? ponga mente a queste cose ; chi è intendente ? le riconosca ; conciossiachè le vie del Signore sieno diritte , e i giusti cammineranno in esse ; ma i trasgressori vi caderanno . La parola del Signore , la quale fu indirizzata a Gioele , figliuolo di Petuel . UDITE questo , o vecchi ; e voi , tutti gli abitanti del paese , porgete l’ orecchio . Avvenne egli mai a’ dì vostri , o mai a’ dì de’ padri vostri , una cotal cosa ? Raccontatela a’ vostri figliuoli ; e raccontinla i vostri figliuoli a’ lor figliuoli , e i lor figliuoli alla generazione seguente . La locusta ha mangiato il rimanente della ruca , e il bruco ha mangiato il rimanente della locusta , e il grillo ha mangiato il rimanente del bruco . Destatevi , ubbriachi , e piangete ; e voi bevitori di vino tutti , urlate per lo mosto ; perciocchè egli vi è del tutto tolto di bocca . Perciocchè è salita contro al mio paese , una nazione possente e innumerabile ; i suoi denti son denti di leone , ed ha de’ mascellari di fiero leone . Ha deserte le mie viti , e scorzati i miei fichi : li ha del tutto spogliati , e lasciati in abbandono ; i lor rami son divenuti tutti bianchi . Lamentati , come una vergine cinta di un sacco per lo marito della sua fanciullezza . L’ offerta di panatica , e da spandere , è del tutto mancata nella Casa del Signore ; i sacerdoti , ministri del Signore , fanno cordoglio . I campi son guasti , la terra fa cordoglio ; perciocchè il frumento è stato guasto , il mosto è seccato , l’ olio è venuto meno . Lavoratori , siate confusi ; urlate , vignaiuoli , per lo frumento , e per l’ orzo ; perciocchè la ricolta de’ campi è perita . La vite è seccata , e il fico langue ; il melagrano , ed anche la palma , e il melo , e tutti gli altri alberi della campagna son secchi ; certo la letizia è seccata d’ infra i figliuoli degli uomini . Cingetevi di sacchi , e piangete , o sacerdoti ; urlate , ministri dell’ altare ; venite , passate la notte in sacchi , ministri dell’ Iddio mio ; perciocchè l’ offerta di panatica , e da spandere , è divietata dalla Casa dell’ Iddio vostro . Santificate il digiuno , bandite la solenne raunanza , radunate gli anziani , e tutti gli abitanti del paese , nella Casa del Signore Iddio vostro , e gridate al Signore : Ahi lasso ! l’ orribil giorno ! perciocchè il giorno del Signore è vicino , e verrà come un guasto fatto dall’ Onnipotente . Non è il cibo del tutto riciso d’ innanzi agli occhi nostri ? la letizia , e la gioia non è ella recisa dalla Casa dell’ Iddio nostro ? Le granella son marcite sotto alle loro zolle ; le conserve son deserte , i granai son distrutti ; perciocchè il frumento è perito per la siccità . Quanto hanno sospirato le bestie ! e quanto sono state perplesse le mandre de’ buoi , perciocchè non vi è alcun pasco per loro ! anche le gregge delle pecore sono state desolate . O Signore , io grido a te ; perciocchè il fuoco ha consumati i paschi del deserto , e la fiamma ha divampati tutti gli alberi della campagna . Anche le bestie della campagna hanno agognato dietro a te ; perciocchè i rivi delle acque son seccati , e il fuoco ha consumati i paschi del deserto . Sonate con la tromba n Sion , e date di gran gridi nel monte mio santo , sieno commossi tutti gli abitanti del paese ; perciocchè il giorno del Signore viene , perciocchè egli è presso ; giorno di tenebre e di caligine ; giorno di nuvola e di folta oscurità , che si spande su per li monti , come l’ alba ; un grande , e possente popolo viene , il cui simile non fu giammai nè sarà dopo lui in alcuna età . Davanti a lui un fuoco divora , e dietro a lui una fiamma divampa ; la terra è davanti a lui come il giardino di Eden , e dietro a lui è un deserto di desolazione ; ed anche egli non lascia nulla di resto . Il suo aspetto è come l’ aspetto de’ cavalli , e corrono come cavalieri . Saltano su per le cime de’ monti , facendo strepito come carri ; come fiamma di fuoco , che arde della stoppia ; come un gran popolo apparecchiato alla battaglia . I popoli saranno angosciati veggendolo , ogni faccia ne impallidirà . Correranno come uomini prodi , saliranno sopra le mura come uomini di guerra ; e cammineranno ciascuno nell’ ordine suo , e non torceranno i lor sentieri . E l’ uno non incalzerà l’ altro , ciascuno camminerà per la sua strada , e si avventeranno per mezzo le spade , e non saranno feriti . Andranno attorno per la città , correranno sopra le mura , saliranno nelle case , entreranno per le finestre , come un ladro . La terra tremerà davanti a loro , il cielo ne sarà scrollato ; il sole e la luna ne saranno oscurati , e le stelle sottrarranno il loro splendore . E il Signore darà fuori la sua voce in capo al suo esercito ; perciocchè il suo campo sarà grandissimo ; perciocchè l’ esecutor della sua parola sarà possente ; perciocchè il giorno del Signore sarà grande , e grandemente spaventevole ; e chi lo potrà sostenere ? Ma pure anche , dice il Signore , ora convertitevi a me di tutto il cuor vostro , e con digiuno , e con pianto , e con cordoglio . E stracciate i vostri cuori , e non i vostri vestimenti ; e convertitevi al Signore Iddio vostro ; perciocchè egli è misericordioso e pietoso , lento all’ ira , e di gran benignità , e si pente del male . Chi sa se egli si rivolgerà , e si pentirà , e lascerà dietro a sè qualche benedizione , qualche offerta di panatica , e da spandere , da fare al Signore Iddio vostro ? Sonate la tromba in Sion , santificate il digiuno , bandite la solenne raunanza ; adunate il popolo , santificate la raunanza , congregate i vecchi , accogliete i piccoli fanciulli , e quelli che lattano ancora le mammelle ; esca lo sposo della sua camera , e la sposa del suo letto di nozze . Piangano i sacerdoti , ministri del Signore , fra il portico e l’ altare , e dicano : Perdona , Signore , al tuo popolo ; e non esporre la tua eredità a vituperio , facendo che le genti la signoreggino ; perchè si direbbe egli fra i popoli : Dove è l’ Iddio loro ? OR è il Signore ingelosito per lo suo paese , ed ha avuta compassione del suo popolo . E il Signore ha risposto , ed ha detto al suo popolo : Ecco , io vi mando del frumento , del mosto , e dell’ olio ; e voi ne sarete saziati ; e non vi esporrò più a vituperio fra le genti ; ed allontanerò da voi il Settentrionale , e lo sospingerò in un paese arido e deserto ; la parte dinnanzi di esso verso il mare orientale , e quella di dietro verso il mare occidentale ; e la puzza di esso salirà , e l’ infezione ne monterà dopo ch’ egli avrà fatte cose grandi . Non temere , o terra ; festeggia , e rallegrati ; perciocchè il Signore ha fatte cose grandi . Non temiate , bestie della campagna ; perciocchè i paschi del deserto hanno germogliato , e gli alberi hanno portato il lor frutto ; il fico e la vite han prodotta la lor virtù . E voi , figliuoli di Sion , festeggiate , e rallegratevi nel Signore Iddio vostro ; perciocchè egli vi ha data la pioggia giustamente , e vi ha fatta scender la pioggia della prima , e dell’ ultima stagione , nel primo mese . E le aie saranno ripiene di frumento ; e i tini traboccheranno di mosto e di olio . Ed io vi ristorerò delle annate che la locusta , il bruco , il grillo , e la ruca , quel mio grande esercito , che io avea mandato contro a voi , avranno mangiate . E voi mangerete abbondantemente , e sarete saziati ; e loderete il Nome del Signore Iddio vostro , il quale avrà operato maravigliosamente inverso voi ; e il mio popolo non sarà giammai più confuso . E voi conoscerete che io sono in mezzo d’ Israele ; e che io sono il Signore Iddio vostro ; e che non ve n’ è alcun altro ; e il mio popolo non sarà giammai più confuso . ED avverrà , dopo queste cose , che io spanderò il mio Spirito sopra ogni carne , e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profetizzeranno ; i vostri vecchi sogneranno de’ sogni , i vostri giovani vedranno delle visioni . E in quei giorni spanderò il mio Spirito eziandio sopra i servi e le serve ; e farò prodigi in cielo ed in terra ; sangue , e fuoco , e colonne di fumo . Il sole sarà mutato in tenebre , e la luna diventerà sanguigna ; avanti che venga il grande e spaventevole giorno del Signore . Ma egli avverrà , che chiunque invocherà il Nome del Signore sarà salvato ; perciocchè nel monte di Sion , e in Gerusalemme , vi sarà salvezza , come ha detto il Signore ; e fra i rimasti , che il Signore avrà chiamati . PERCIOCCHÈ , ecco , in que’ giorni , e in quel tempo , quando avrò tratto Giuda e Gerusalemme di cattività ; io radunerò tutte le nazioni , e le farò scendere nella valle di Giosafat ; e verrò quivi a giudicio con esse , per lo mio popolo , e per Israele , mia eredità ; il quale essi hanno disperso fra le genti , ed hanno spartito il mio paese . Ed han tratta la sorte sopra il mio popolo , ed han dato un fanciullo per una meretrice , e venduta una fanciulla per del vino che hanno bevuto . Ed anche , che mi siete voi , o Tiro , e Sidon , e tutte le contrade della Palestina ? mi fareste voi pagamento ? mi ricompensereste voi ? tosto e prestamente , io vi renderò la vostra retribuzione in sul capo . Perciocchè voi avete predato il mio oro e il mio argento ; ed avete portato dentro i vostri tempii il meglio , e il più bello delle mie cose preziose . Ed avete venduti i figliuoli di Giuda , e i figliuoli di Gerusalemme , a’ figliuoli de’ Greci , per allontanarli dalla lor contrada . Ecco , io li farò muovere dal luogo , dove saranno andati , dopo che voi li avrete venduti ; e vi renderò la vostra retribuzione in sul capo . E venderò i vostri figliuoli , e le vostre figliuole , in man dei figliuoli di Giuda ; ed essi li venderanno a’ Sabei , per esser condotti ad una nazione lontana ; perciocchè il Signore ha parlato . Bandite questo fra le genti , dinunziate la guerra , fate muover gli uomini prodi ; accostinsi , e salgano tutti gli uomini di guerra . Fabbricate spade delle vostre zappe , e lance delle vostre falci ; dica il fiacco : Io son forte . Adunatevi , e venite , o nazioni tutte , d’ ogn’ intorno , e accoglietevi insieme ; o Signore , fa’ quivi scendere i tuoi prodi . Muovansi , e salgano le nazioni alla valle di Giosafat ; perciocchè quivi sederò per guidicar tutte le nazioni d’ ogn’ intorno . Mettete la falce nelle biade ; perciocchè la ricolta è matura ; venite , scendete ; perciocchè il torcolo è pieno , i tini traboccano ; conciossiachè la lor malvagità sia grande . Turbe , turbe , alla valle del giudicio finale ; perciocchè il giorno del Signore , nella valle del giudicio finale , è vicino . Il sole e la luna sono oscurati , e le stelle hanno sottratto il loro splendore . E il Signore ruggirà da Sion , e manderà fuori la sua voce da Gerusalemme ; e il cielo e la terra tremeranno ; ma il Signore sarà un ricetto al suo popolo , e una fortezza a’ figliuoli d’ Israele . E voi conoscerete che io sono il Signore Iddio vostro , che abito in Sion , monte mio santo ; e Gerusalemme sarà tutta santità , e gli stranieri non passeranno più per essa . Ed avverrà in quel giorno , che i monti stilleranno mosto , e i colli si struggeranno in latte , e per tutti i rivi di Giuda correranno acque ; ed una fonte uscirà della Casa del Signore , e adacquerà la valle di Sittim . Egitto sarà messo in desolazione , ed Edom sarà ridotto in deserto di desolazione , per la violenza fatta a’ figliuoli di Giuda ; perciocchè hanno sparso il sangue innocente nel lor paese . Ma Giuda sarà stanziato in eterno , e Gerusalemme per ogni età . Ed io netterò il lor sangue , il quale io non avea nettato ; e il Signore abiterà in Sion . Le parole di Amos , che era de’ mandriali di Tecoa ; le quali gli furono rivelate in visione intorno ad Israele , a’ di Uzzia , re di Giuda ; e a’ dì di Geroboamo , figliuolo di Gioas , re d’ Israele ; due anni avanti il tremoto . EGLI disse adunque : Il Signore ruggirà da Sion , e darà fuori la sua voce da Gerusalemme ; ed i paschi de’ pastori faranno cordoglio , e la sommità di Carmel si seccherà . Così ha detto il Signore : Per tre misfatti di Damasco , nè per quattro , io non gli renderò la sua retribuzione ; ma , perciocchè hanno tritato Galaad con trebbie di ferro . E manderò un fuoco nella casa di Hazael , il quale consumerà i palazzi di Ben-hadad . Ed io romperò le sbarre di Damasco , e sterminerò della valle di Aven gli abitanti , e della casa di Eden colui che tiene lo scettro ; e il popolo di Siria andrà in cattività in Chir , ha detto il Signore . Così ha detto il Signore : Per tre misfatti di Gaza , nè per quattro , io non le renderò la sua retribuzione ; ma , perciocchè hanno tratto il mio popolo in cattività intiera , mettendolo in mano di Edom . E manderò un fuoco nelle mura di Gaza , il quale consumerà i suoi palazzi ; e sterminerò di Asdod gli abitanti , e di Aschelon colui che tiene lo scettro ; poi rivolterò la mia mano sopra Ecron , e il rimanente de’ Filistei perirà , ha detto il Signore Iddio . Così ha detto il Signore : Per tre misfatti di Tiro , nè per quattro , io non gli renderò la sua retribuzione ; ma , perciocchè hanno messo il mio popolo in man di Edom , in cattività intiera ; e non si son ricordati del patto fraterno . E manderò un fuoco nelle mura di Tiro , il quale consumerà i suoi palazzi . Così ha detto il Signore : Per tre misfatti di Edom , nè per quattro , io non gli renderò la sua retribuzione ; ma , perciocchè egli ha perseguitato con la spada il suo fratello , ed ha violate le sue compassioni ; e la sua ira lacera perpetuamente , ed egli serba la sua indegnazione senza fine . E manderò un fuoco in Teman , il quale consumerà i palazzi di Bosra . Così ha detto il Signore : Per tre misfatti de’ figliuoli di Ammon , nè per quattro , io non renderò loro la lor retribuzione ; ma , perciocchè hanno fesse le donne gravide di Galaad , per allargare i lor confini . E accenderò un fuoco nelle mura di Rabba , il quale consumerà i suoi palazzi , con istormo nel giorno della battaglia , e con turbo nel giorno della tempesta . E Malcam andrà in cattività , con tutti i suoi principi , ha detto il Signore . Così ha detto il Signore : Per tre misfatti di Moab , nè per quattro , io non gli renderò la sua retribuzione ; ma , perciocchè ha arse le ossa del re di Edom , fino a calcinarle . E manderò un fuoco in Moab , il quale consumerà i palazzi di Cheriot ; e Moab morrà con fracasso , con istormo , e con suon di tromba . Ed io sterminerò del mezzo di quella il rettore , ed ucciderò con lui i principi di essa , ha detto il Signore . Così ha detto il Signore : Per tre misfatti di Giuda , nè per quattro , io non gli renderò la sua retribuzione ; ma , perciocchè hanno sprezzata la Legge del Signore , e non hanno osservati i suoi statuti ; e le lor menzogne , dietro alle quali andarono già i lor padri , li hanno traviati . E manderò un fuoco in Giuda , il quale consumerà i palazzi di Gerusalemme . Così ha detto il Signore : Per tre misfatti d’ Israele , nè per quattro , io non gli renderò la sua retribuzione ; ma , perciocchè hanno venduto il giusto per danari ; e il bisognoso , per un paio di scarpe . Essi , che anelano di veder la polvere della terra sul capo de’ poveri , e pervertono la via degli umili ; e un uomo , e suo padre , vanno amendue a una stessa fanciulla , per profanare il Nome mio santo . E si coricano sopra i vestimenti tolti in pegno , presso ad ogni altare ; e bevono il vino delle ammende , nelle case de’ loro iddii . Or io distrussi già d’ innanzi a loro gli Amorrei , ch’ erano alti come cedri , e forti come querce ; e distrussi il lor frutto di sopra , e le lor radici di sotto . Ed io vi trassi fuor del paese di Egitto , e vi condussi per lo deserto , lo spazio di quarant’ anni , a possedere il paese degli Amorrei . Oltre a ciò , io ho suscitati de’ vostri figliuoli per profeti , e de’ vostri giovani per Nazirei . Non è egli vero , o figliuoli d’ Israele ? dice il Signore . Ma voi avete dato a bere del vino a’ Nazirei , ed avete fatto divieto a’ profeti , dicendo : Non profetizzate . Ecco , io vi stringerò ne’ vostri luoghi , come si stringe un carro , pieno di fasci di biade . Ed ogni modo di fuggire verrà meno al veloce , e il forte non potrà rinforzar le sue forze , nè il prode scampar la sua vita . E chi tratta l’ arco non potrà star fermo , nè il leggier di piedi scampare , nè chi cavalca cavallo salvar la vita sua . E il più animoso d’ infra gli uomini prodi se ne fuggirà nudo , in quel giorno , dice il Signore . FIGLIUOLI d’ Israele , udite questa parola , che il Signore ha pronunziata contro a voi ; contro a tutta la nazione che io trassi fuor del paese di Egitto , dicendo : Voi soli ho conosciuti d’ infra tutte le nazioni della terra ; perciò , farò punizione sopra voi di tutte le vostre iniquità . Due cammineranno essi insieme , se prima non si son convenuti l’ uno con l’ altro ? Il leone ruggirà egli nel bosco , senza che egli abbia alcuna preda ? il leoncello darà egli fuori la sua voce dal suo ricetto , senza che prenda nulla ? L’ uccello caderà egli nel laccio in terra , se non gli è stato teso alcuna rete ? il laccio sarà egli levato da terra , senza aver preso nulla ? La tromba sonerà ella nella città , senza che il popolo accorra tutto spaventato ? saravvi alcun male nella città , che il Signore non l’ abbia fatto ? Perciocchè il Signore Iddio non fa nulla , ch’ egli non abbia rivelato il suo segreto a’ profeti , suoi servitori . Se il leone rugge , chi non temerà ? se il Signore Iddio ha parlato , chi non profetizzerà ? Bandite sopra i palazzi di Asdod , e sopra i castelli del paese di Egitto , e dite : Radunatevi sopra i monti di Samaria , e vedete i gran disordini che sono in mezzo di essa ; e gli oppressati che son dentro di essa . Essi non sanno operar dirittamente , dice il Signore ; essi , che fanno tesoro di violenza , e di rapina nei lor palazzi . Perciò , così ha detto il Signore Iddio : Ecco il nemico ; egli è d’ intorno al paese , e trarrà giù da te la tua forza , e i tuoi palazzi saranno predati . Così ha detto il Signore : Come il pastore riscuote dalla bocca del leone due garetti , od un pezzo d’ orecchio , così scamperanno i figliuoli d’ Israele , che abitano in Samaria , in un canto di letto , o nelle cortine di una lettiera . Ascoltate , e protestate contro alla casa di Giacobbe , dice il Signore Iddio , l’ Iddio degli eserciti : Che nel giorno che io farò punizione sopra Israele dei suoi misfatti , farò ancora punizione sopra gli altari di Betel . E le corna dell’ altare saranno mozzate , e caderanno in terra . E percoterò le case del verno , insieme con le case della state ; e le case d’ avorio saranno distrutte , e le case grandi periranno , dice il Signore . Ascoltate questa parola , vacche di Basan , che siete nella montagna di Samaria , che oppressate i miseri , che fiaccate i poveri , che dite a’ vostri signori : Recate , acciocchè beviamo . Il Signore Iddio ha giurato per la sua santità , che ecco , i giorni vi vengono addosso , ch’ egli vi trarrà fuori con uncini , e il vostro rimanente con ami da pescare . E voi uscirete per le rotture , ciascuna dirincontro a sè ; e lascerete in abbandono i palazzi , dice il Signore . Venite pure in Betel , e commettete misfatto , moltiplicate i vostri misfatti in Ghilgal , e adducete ogni mattina i vostri sacrificii , e le vostre decime a’ tre giorni . E fate ardere per profumo del pane levitato , per offerta di lode ; e bandite a grida le offerte volontarie ; poichè così amate di fare , o figliuoli d’ Israele , dice il Signore Iddio . E benchè io vi abbia data nettezza di denti in tutte le vostre città , e mancamento di pane in tutti i luoghi vostri ; non però vi siete convertiti a me , dice il Signore . E benchè io vi abbia divietata la pioggia , tre mesi intieri avanti la mietitura , ed abbia fatto piovere sopra una città , e non sopra l’ altra ; e un campo sia stato adacquato di pioggia , ed un altro , sopra il quale non è piovuto , sia seccato ; e due , e tre città si sieno mosse verso una città , per bere dell’ acqua , e non si sieno saziate ; non però vi siete convertiti a me , dice il Signore . Io vi ho percossi di arsura , e di rubigine ; le ruche hanno mangiata la moltitudine de’ vostri giardini , e delle vostre vigne , e de’ vostri fichi , e de’ vostri ulivi ; e pur voi non vi siete convertiti a me , dice il Signore . Io ho mandata fra voi la pestilenza , nella via di Egitto ; io ho uccisi con la spada i vostri giovani , oltre alla presa de’ vostri cavalli ; ed ho fatto salire il puzzo de’ vostri eserciti , fino alle vostre nari ; e pur voi non vi siete convertiti a me , dice il Signore . Io vi ho sovvertiti , come Iddio sovvertì Sodoma e Gomorra ; e siete stati come un tizzone salvato da un incendio ; e pur voi non vi siete convertiti a me , dice il Signore . Perciò , io ti farò così , o Israele ; e perciocchè io ti farò questo , preparati allo scontro dell’ Iddio tuo , o Israele . Perciocchè , ecco colui che ha formati i monti , e che crea il vento , e che dichiara all’ uomo qual sia il suo pensiero ; che fa dell’ alba oscurità , e che cammina sopra gli alti luoghi della terra ; il cui Nome è : Il Signore Iddio degli eserciti . ASCOLTATE questa parola , il lamento che io prendo a far di voi , o casa d’ Israele . La vergine d’ Israele è caduta , ella non risorgerà più ; è abbandonata sopra la sua terra , non vi è niuno che la rilevi . Perciocchè , così ha detto il Signore Iddio : Nella città onde ne uscivano mille , ne resteranno sol cento ; e in quella onde ne uscivano cento , ne resteranno sol dieci , alla casa d’ Israele . Perciocchè , così ha detto il Signore alla casa d’ Israele : Cercatemi , e voi viverete . E non cercate Betel , e non entrate in Ghilgal e non passate in Beerseba ; perciocchè Ghilgal del tutto sarà menato in cattività , e Betel sarà ridotto al niente . Cercate il Signore , e voi viverete ; che talora egli non si avventi sopra la casa di Giuseppe , a guisa di fuoco , e non la consumi , senza che Betel abbia chi spenga il fuoco , o voi , che mutate il giudicio in assenzio , e lasciate in terra la giustizia ! Cercate colui che ha fatte le Gallinelle e l’ Orione , e che muta l’ ombra della morte in mattutino , e fa scurare il giorno come la notte ; che chiama le acque del mare , e le spande sopra la faccia della terra ; il cui Nome è : Il Signore : che fa sorger subita ruina sopra il forte , talchè la distruzione occupa la fortezza . Essi odiano nella porta chi li riprende , ed abbominano chi parla con integrità . Laonde , perciocchè voi aggravate il povero , e prendete da lui la soma del frumento : voi avete edificate delle case di pietre pulite , ma non abiterete in esse ; voi avete piantate delle vigne belle , ma non ne berrete il vino . Perciocchè io conosco i vostri misfatti , che son molti , e i vostri peccati , che son gravi ; oppressatori del giusto , prenditori di taglia , e sovvertitori della ragione de’ poveri nella porta . Perciò , l’ uomo prudente in quel tempo tacerà ; perciocchè sarà un cattivo tempo . Cercate il bene , e non il male , acciocchè viviate ; e il Signore Iddio degli eserciti sarà con voi , come avete detto . Odiate il male , ed amate il bene , e stabilite il giudicio nella porta ; forse avrà il Signore Iddio d’ Israele pietà del rimanente di Giuseppe . Perciò , così ha detto il Signore Iddio degli eserciti , il Signore : Vi sarà pianto in tutte le piazze ; e si dirà in tutte le strade : Ahi lasso ! Ahi lasso ! e si chiameranno i lavoratori al duolo , ed al lamento quelli che sono intendenti in lamenti lugubri . In tutte le vigne ancora vi sarà pianto ; perciocchè io passerò nel mezzo di te , ha detto il Signore . Guai a voi , che desiderate il giorno del Signore ! perchè desiderate così il giorno del Signore ? esso sarà giorno di tenebre , e non di luce . Come se un uomo fuggisse d’ innanzi ad un leone , ed un orso lo scontrasse ; ovvero entrasse in casa , ed appoggiasse la mano alla parete , ed una serpe lo mordesse . Il giorno del Signore non sarà egli tenebre , e non luce ? e caligine , senza alcuno splendore ? Io odio , io sdegno le vostre feste ; e non odorerò più le vostre solenni raunanze . Che se mi offerite olocausti , e le vostre offerte , io non le gradirò ; e non riguarderò a’ sacrificii da render grazie , fatti delle vostre bestie grasse . Toglimi d’ appresso lo strepito delle tue canzoni , e fa’ ch’ io non oda il concento de’ tuoi salterii . Anzi corra il giudicio , a guisa d’ acque ; e la giustizia , a guisa di rapido torrente . O casa d’ Israele , mi offeriste voi sacrificii ed offerte nel deserto , per lo spazio di quarant’ anni ? Anzi voi portaste il tabernacolo del vostro Melec , e l’ effigie delle vostre immagini ; la stella dei vostri dii , che voi vi avevate fatti . Perciò , io vi farò andare in cattività di là da Damasco , ha detto il Signore , il cui Nome è : L’ Iddio degli eserciti . GUAI a quelli che sono agiati in Sion , e che se ne stanno sicuri nel monte di Samaria , luoghi famosi per capi di nazioni , a’ quali va la casa d’ Israele ! Passate in Calne , e vedete ; e di là andate in Hamat la grande ; poi scendete in Gat de’ Filistei ; non valevano que’ regni meglio di questi ? non erano i lor confini maggiori de’ vostri ? Voi , che allontanate il giorno malvagio , e fate accostare il seggio della violenza ; che giacete sopra letti di avorio , e lussuriate sopra le vostre lettiere ; e mangiate gli agnelli della greggia , e i vitelli tolti di mezzo della stia ; che fate concento al suon del salterio ; che vi divisate degli strumenti musicali , come Davide ; che bevete il vino in bacini , e vi ungete de’ più eccellenti olii odoriferi ; e non sentite alcuna doglia della rottura di Giuseppe . Perciò , ora andranno in cattività , in capo di quelli che andranno in cattività ; e i conviti de’ lussurianti cesseranno . Il Signore Iddio ha giurato per l’ anima sua , dice il Signore Iddio degli eserciti : Io abbomino l’ alterezza di Giacobbe , e odio i suoi palazzi , e darò in man del nemico la città , e tutto ciò che vi è dentro . Ed avverrà che se pur dieci uomini rimangono in una casa , morranno . E lo zio , o il cugin loro li torrà , e li brucerà , per trarre le ossa fuor della casa ; e dirà a colui che sarà in fondo della casa : Evvi ancora alcuno teco ? Ed esso dirà : Niuno . E colui gli dirà : Taci ; perciocchè egli non è tempo di ricordare il Nome del Signore . Perciocchè , ecco , il Signore dà commissione di percuotere le case grandi di ruine , e le case piccole di rotture . I cavalli romperanno essi le zolle su per le rocce ? o vi si arerà co’ buoi ? conciossiachè voi abbiate cangiato il giudicio in veleno , e il frutto della giustizia in assenzio ; voi , che vi rallegrate di cose da nulla ; che dite : Non abbiamo noi acquistate delle corna con la nostra forza ? Perciocchè , ecco , io fo sorgere contro a voi , o casa d’ Israele , una nazione , che vi oppresserà dall’ entrata di Hamat , fino al torrente del deserto , dice il Signore Iddio degli eserciti . IL Signore Iddio mi fece vedere una cotal visione : Ecco , egli formava delle locuste , in sul principio dello spuntar del guaime ; ed ecco del guaime , dopo le segature del re . E come quelle finivano di mangiar l’ erba della terra , io dissi : Deh ! Signore Iddio , perdona ; quale è Giacobbe , ch’ egli possa risorgere ? conciossiachè egli sia già tanto piccolo . Il Signore si pentì di ciò . Questo non avverrà , disse il Signore . Poi il Signore Iddio mi fece vedere una cotal visione : Ecco , il Signore bandiva di voler contendere col fuoco ; e il fuoco consumò il grande abisso ; consumò anche una parte del paese . Ed io dissi : Deh ! Signore Iddio , resta ; quale è Giacobbe , ch’ egli possa risorgere ? conciossiachè egli sia già tanto piccolo . Il Signore si pentì di ciò . Ancora questo non avverrà , disse il Signore . Poi egli mi fece vedere una cotal visione : Ecco , il Signore stava sopra un muro , fatto all’ archipenzolo ; ed avea in mano un archipenzolo . E il Signore mi disse : Che vedi , Amos ? Ed io dissi : Un archipenzolo . E il Signore disse : Ecco , io pongo l’ archipenzolo per mezzo il mio popolo Israele ; io non glielo passerò più . E gli alti luoghi d’ Isacco saranno distrutti , e i santuarii d’ Israele saranno deserti ; ed io mi leverò con la spada contro alla casa di Geroboamo . ALLORA Amasia , sacerdote di Betel , mandò a dire a Geroboamo , re d’ Israele : Amos ha fatta congiura contro a te , in mezzo della casa d’ Israele ; il paese non potrà portare tutte le sue parole . Perciocchè , così ha detto Amos : Geroboamo morrà per la spada , e Israele sarà del tutto menato in cattività d’ in su la sua terra . Poi Amasia disse ad Amos : Veggente , va’ , fuggitene nel paese di Giuda ; e quivi mangia del pane , e quivi profetizza . E non profetizzar più in Betel ; perciocchè è il santuario del re , ed una stanza reale . Ma Amos rispose , e disse ad Amasia : Io non era profeta , nè figliuol di profeta ; anzi era mandriale , e andava cogliendo de’ sicomori ; e il Signore mi prese di dietro alla greggia , e mi disse : Va’ , profetizza al mio popolo Israele . Ora dunque , ascolta la parola del Signore . Tu dici : Non profetizzar contro ad Israele , e non istillar sopra la casa d’ Isacco . Perciò , così ha detto il Signore : La tua moglie fornicherà nella città , e i tuoi figliuoli , e le tue figliuole caderanno per la spada ; e la tua terra sarà spartita con la cordicella , e tu morrai in terra immonda , e Israele sarà del tutto menato in cattività , d’ in su la sua terra . IL Signore Iddio mi fece vedere una cotal visione : Ecco un canestro di frutti di state . Ed egli mi disse : Che vedi , Amos ? Ed io dissi : Un canestro di frutti di state . E il Signore mi disse : Lo statuito fine è giunto al mio popolo Israele ; io non glielo passerò più . E in quel giorno i canti del palazzo saranno urli , dice il Signore Iddio ; vi sarà gran numero di corpi morti ; in ogni luogo si udirà : Getta via , e taci . Ascoltate questo , voi che tranghiottite il bisognoso , e fate venir meno i poveri del paese ; dicendo : Quando saranno passate le calendi , e noi venderemo la vittuaglia ? e il sabato , e noi apriremo i granai del frumento ? scemando l’ efa , ed accrescendo il siclo , e falsando le bilance , per ingannare ; comperando i poveri per danari , e il bisognoso per un paio di scarpe ; e noi venderemo la vagliatura del frumento ? Il Signore ha giurato per la gloria di Giacobbe : Se mai in perpetuo io dimentico tutte le loro opere . La terra non sarà ella commossa per questo ? ogni suo abitatore non ne farà egli cordoglio ? e non salirà ella tutta come un fiume ? e non ne sarà ella portata via , e sommersa , come per lo fiume di Egitto ? Ed avverrà in quel giorno , dice il Signore Iddio , che io farò tramontare il sole nel mezzodì , e spanderò le tenebre sopra la terra in giorno chiaro . E cangerò le vostre feste in duolo , e tutti i vostri canti in lamento ; e farò che si porrà il sacco sopra tutti i lombi , e che ogni testa sarà rasa ; e metterò il paese in cordoglio , quale è quel che si fa per lo figluolo unico ; e la sua fine sarà come un giorno amaro . Ecco , i giorni vengono , dice il Signore Iddio , che io manderò la fame nel paese ; non la fame di pane , nè la sete d’ acqua ; anzi d’ udire le parole del Signore . Ed essi si moveranno da un mare all’ altro , e dal Settentrione fino all’ Oriente ; andranno attorno , cercando la parola del Signore , e non la troveranno . In quel giorno le belle vergini , e i giovani verranno meno di sete ; i quali giurano per lo misfatto di Samaria , e dicono : Come l’ Iddio tuo vive , o Dan ; e : Come vive il rito di Beerseba ; e caderanno , e non risorgeranno mai più . IO vidi il Signore che stava in piè sopra l’ altare . Ed egli disse : Percuoti il frontispicio , e sieno scrollati gli stipiti ; trafiggi il capo ad essi tutti quanti ; perciocchè io ucciderò con la spada il lor rimanente ; niun di loro potrà salvarsi con la fuga , nè scampare . Avvegnachè cavassero ne’ luoghi più bassi sotterra , la mia mano li prenderà di là ; ed avvegnachè salissero in cielo , io li trarrò giù di là . Ed avvegnachè si nascondessero in su la sommità di Carmel , io li investigherò e li torrò di là ; ed avvegnachè si occultassero dal mio cospetto nel fondo del mare , di là comanderò al serpente che li morda . E se vanno in cattività davanti a’ lor nemici , di là darò commissione alla spada che li uccida ; e metterò l’ occhio mio sopra loro in male , e non in bene . Or il Signore Iddio degli eserciti è quel che , quando tocca la terra , ella si strugge , e tutti gli abitanti di essa fanno cordoglio ; ed essa sale tutta , come un fiume ; ed è sommersa , come per lo fiume di Egitto ; che edifica ne’ cieli le sue sale , e che ha fondata la sua fabbrica sopra la terra ; che chiama le acque del mare , e le spande sopra la faccia della terra ; il cui Nome è : Il Signore . Non mi siete voi , o figliuoli d’ Israele , come i figliuoli degli Etiopi ? dice il Signore : come io trassi Israele fuor del paese di Egitto , non ho io altresì tratti i Filistei di Caftor , e i Siri di Chir ? Ecco , gli occhi del Signore Iddio sono sopra il regno peccatore , ed io lo distruggerò d’ in su la faccia della terra ; salvo che io non distruggerò del tutto la casa di Giacobbe , dice il Signore . Perciocchè , ecco , per lo mio comandamento farò che la casa d’ Israele sarà agitata fra tutte le genti , siccome il grano è dimenato nel vaglio , senza che ne caggia pure un granello in terra . Tutti i peccatori , d’ infra il mio popolo , morranno per la spada ; i quali dicono : Il male non ci giugnerà , e non c’ incontrerà . In quel giorno io ridirizzerò il tabernacolo di Davide , che sarà stato abbattuto ; e riparerò le lor rotture , e ridirizzerò le lor ruine , e riedificherò quello , come era a’ dì antichi . Acciocchè quelli che si chiamano del mio nome posseggano il rimanente di Edom , e tutte le nazioni , dice il Signore , che fa questo . Ecco , i giorni vengono , dice il Signore , che l’ aratore giungerà il mietitore , e il calcator delle uve il seminatore ; e i monti stilleranno mosto , e tutti i colli si struggeranno . Ed io ritrarrò di cattività il mio popolo Israele , ed essi riedificheranno le città desolate , e vi abiteranno ; e pianteranno delle vigne , e ne berranno il vino ; e lavoreranno de’ giardini , e ne mangeranno il frutto . Ed io li pianterò in su la lor terra , e non saranno più divelti d’ in su la lor terra , che io ho loro data , ha detto il Signore Iddio tuo . La visione di Abdia . COSÌ ha detto il Signore Iddio ad Edom : Noi abbiamo udito un grido da parte del Signore , ed un ambasciatore è stato mandato fra le genti , dicendo : Movetevi , e leviamoci i contro a lei in battaglia . Ecco , io ti ho fatto piccolo fra le genti ; tu sei grandemente sprezzato . La superbia del cuor tuo ti ha ingannato , o tu che abiti nelle fessure delle rocce , che son l’ alta tua stanza ; che dici nel cuor tuo : Chi mi trarrà giù in terra ? Avvegnachè tu avessi innalzato il tuo nido come l’ aquila , e l’ avessi posto fra le stelle ; pur ti trarrò giù di là , dice il Signore . Se quelli che son venuti a te fosser ladri , o ladroni notturni , come saresti stato distrutto ? non avrebbero essi rubato quanto fosse lor bastato ? se de’ vendemmiatori fosser venuti a te , non ti avrebbero essi lasciati alcuni grappoli ? Come sono stati investigati , e ricercati i nascondimenti di Esaù ! Tutti i tuoi collegati ti hanno accompagnato fino a’ confini ; quelli co’ quali tu vivevi in buona pace ti hanno ingannato , e ti hanno vinto ; hanno messo il tuo pane per una trappola sotto di te ; non vi è in lui alcuno intendimento . In quel giorno , dice il Signore , non farò io perir di Edom i savi , e del monte di Esaù l’ intendimento ? I tuoi uomini prodi saranno eziandio spaventati , o Teman ; acciocchè sia sterminato ogni uomo dal monte di Esaù , per uccisione . Per la violenza fatta al tuo fratello Giacobbe , vergogna ti coprirà , e sarai sterminato in perpetuo . Nel giorno , che tu gli stavi dirincontro ; nel giorno , che gli stranieri menavano in cattività il suo esercito , e i forestieri entravano dentro alle sue porte , e traevano le sorti sopra Gerusalemme , anche tu eri come l’ un di loro . Or non istare a riguardare , nel giorno del tuo fratello , nel giorno ch’ egli è condotto in terra strana ; e non rallegrarti de’ figliuoli di Giuda , nel giorno che periscono ; e non allargar la bocca , nel giorno della lor distretta . Non entrar nella porta del mio popolo , nel giorno della loro calamità ; e non istare ancora tu a riguardare il suo male , nel giorno della sua calamità ; e non metter le mani sopra i suoi beni , nel giorno della sua calamità . E non istartene in su le forche delle strade , per ammazzar quelli d’ esso che si salvano ; e non mettere in mano de’ nemici quelli d’ esso che scampano , nel giorno della distretta . Perciocchè il giorno del Signore contro a tutte le nazioni è vicino ; come tu hai fatto , così sarà fatto a te ; la tua retribuzione ti ritornerà in sul capo . Perciocchè , siccome voi avete bevuto in sul monte mio santo , così berranno tutte le nazioni continuamente ; anzi berranno , e inghiottiranno , e saranno come se non fossero state . Ma nel monte di Sion vi sarà qualche scampo , e quello sarà santo ; e la casa di Giacobbe possederà le sue possessioni . E la casa di Giacobbe sarà un fuoco , e la casa di Giuseppe una fiamma ; e la casa di Esaù sarà come stoppia ; essi si apprenderanno in loro , e li consumeranno ; e la casa di Esaù non avrà alcuno che resti in vita ; perciocchè il Signore ha parlato . E possederanno la parte meridionale col monte di Esaù ; e il piano col paese de’ Filistei ; possederanno ancora il territorio di Efraim , e il territorio di Samaria ; e Beniamino con Galaad . E questo esercito de’ figliuoli d’ Israele , che è stato menato in cattività , possederà quello ch’ era de’ Cananei , fino in Sarepta ; e que’ di Gerusalemme , che sono stati menati in cattività , che sono in Sefarad , possederanno le città del Mezzodì . E de’ liberatori saliranno nel monte di Sion , per giudicare il monte di Esaù ; e il regno sarà del Signore . LA parola del Signore fu indirizzata a Giona , figliuolo di Amittai , dicendo : Levati , va’ in Ninive , la gran città , e predica contro ad essa ; perciocchè la lor malvagità è salita nel mio cospetto . Ma Giona si levò , per fuggirsene in Tarsis , dal cospetto del Signore ; e scese in Iafo , ove trovò una nave , che andava in Tarsis ; ed egli , pagato il nolo , vi entrò , per andarsene con la gente della nave in Tarsis , lungi dal cospetto del Signore . Ma il Signore lanciò un gran vento nel mare , e vi fu una gran tempesta in mare , talchè la nave si credette rompere . E i marinai temettero , e gridarono ciascuno al suo dio , e gettarono gli arredi ch’ erano nella nave in mare , per alleviarsene . Or Giona era sceso nel fondo della nave , e giaceva , ed era profondamente addormentato . E il nocchiero si accostò a lui , e gli disse : Che fai tu , dormitore ? Levati , grida all’ Iddio tuo ; forse Iddio si darà pensier di noi , e non periremo . Poi dissero l’ uno all’ altro : Venite , e tiriamo le sorti , e sappiamo chi è cagione che questo male ci è avvenuto . Trassero adunque le sorti , e la sorte cadde sopra Giona . Allora essi gli dissero : Deh ! dichiaraci chi è cagione che questo male ci è avvenuto ; quale è il tuo mestiere ? ed onde vieni ? quale è il tuo paese ? e di qual popolo sei ? Ed egli disse loro : Io sono Ebreo , e temo il Signore Iddio del cielo , che ha fatto il mare e l’ asciutto . E quegli uomini temettero di gran timore , e gli dissero : Che hai tu fatto ? Conciossiachè quegli uomini sapessero ch’ egli se ne fuggiva dal cospetto del Signore ; perciocchè egli l’ avea lor dichiarato . Ed essi gli dissero : Che ti faremo , acciocchè il mare si acqueti , lasciandoci in riposo ? conciossiachè la tempesta del mare andasse vie più crescendo . Ed egli disse loro : Prendetemi , e gettatemi nel mare , e il mare si acqueterà lasciandovi in riposo ; perciocchè io conosco che per cagion mia questa gran tempesta vi è sopraggiunta . E quegli uomini a forza di remi si studiavano di ammainare a terra ; ma non potevano , perciocchè la tempesta del mare andava vie più crescendo contro a loro . Allora gridarono al Signore , e dissero : Ahi Signore ! deh ! non far che periamo per la vita di quest’ uomo ; e non metterci addosso il sangue innocente ; conciossiachè tu Signore , abbi operato come ti è piaciuto . E presero Giona , e lo gettarono in mare ; e il mare si fermò , cessando dal suo cruccio . E quegli uomini temettero di gran timore il Signore ; e sacrificarono sacrificii al Signore , e votarono voti . OR il Signore avea preparato un gran pesce , per inghiottir Giona ; e Giona fu nelle interiora del pesce tre giorni , e tre notti . E Giona fece orazione al Signore Iddio suo , dentro alle interiora del pesce . E disse : Io ho gridato al Signore dalla mia distretta , Ed egli mi ha risposto ; Io ho sclamato dal ventre del sepolcro , E tu hai udita la mia voce . Tu mi hai gettato al fondo , nel cuor del mare ; E la corrente mi ha circondato ; Tutti i tuoi flutti , e le tue onde , mi son passate addosso . Ed io ho detto : Io sono scacciato d’ innanzi agli occhi tuoi ; Ma pure io vedrò ancora il Tempio della tua santità . Le acque mi hanno intorniato infino all’ anima , L’ abisso mi ha circondato , L’ alga mi si è avvinghiata intorno al capo . Io son disceso fino alle radici de’ monti ; Le sbarre della terra son sopra me in perpetuo ; Ma tu hai tratta fuor della fossa la vita mia , O Signore Iddio mio . Quando l’ anima mia si veniva meno in me , Io ho ricordato il Signore ; E la mia orazione è pervenuta a te , Nel Tempio della tua santità . Quelli che osservano le vanità di menzogna Abbandonano la lor pietà ; Ma io , con voce di lode , ti sacrificherò ; Io adempierò i voti che ho fatti ; Il salvare appartiene al Signore . Il Signore disse al pesce , che sgorgasse Giona in su l’ asciutto ; e così fece . E LA parola del Signore fu indirizzata a Giona , la seconda volta , dicendo : Levati , va’ in Ninive , la gran città , e predicale la predicazione che io ti dichiaro . E Giona si levò , e se ne andò in Ninive , secondo la parola del Signore . Or Ninive era una grandissima città , di tre giornate di cammino . E Giona cominciò ad andar per la città il cammino d’ una giornata , e predicò , e disse : Infra quaranta giorni Ninive sarà sovvertita . E i Niniviti credettero a Dio , e bandirono il digiuno , e si vestirono di sacchi , dal maggiore fino al minor di loro . Anzi , essendo quella parola pervenuta al re di Ninive , egli si levò su dal suo trono , e si tolse d’ addosso il suo ammanto , e si coperse di un sacco , e si pose a sedere in su la cenere . E fece andare una grida , e dire in Ninive : Per decreto del re , e de’ suoi grandi , vi si fa assapere , che nè uomo , nè bestia , nè minuto , nè grosso bestiame , non assaggi nulla , e non pasturi , e non beva acqua ; e che si coprano di sacchi gli uomini , e le bestie ; e che si gridi di forza a Dio ; e che ciascuno si converta dalla sua via malvagia , e dalla violenza ch’ è nelle sue mani . Chi sa se Iddio si rivolgerà , e si pentirà , e si storrà dall’ ardor della sua ira ; sì che noi non periamo ? E Iddio vide le loro opere ; come si erano convertiti dalla lor via malvagia ; ed egli si pentì del male , ch’ egli avea detto di far loro , e non lo fece . MA ciò dispiacque forte a Giona , ed egli se ne sdegnò ; e fece orazione al Signore , e disse : Ahi ! Signore , non è questo ciò che io diceva , mentre era ancora nel mio paese ? perciò , anticipai di fuggirmene in Tarsis ; conciossiachè io sapessi che tu sei un Dio misericordioso , e pietoso , lento all’ ira , e di gran benignità ; e che ti penti del male . Ora dunque , Signore , togli da me , ti prego , l’ anima mia ; perciocchè meglio è per me di morire che di vivere . Ma il Signore gli disse : È egli ben fatto di sdegnarti in questa maniera ? E Giona uscì della città , e si pose a sedere dal levante della città ; e si fece quivi un frascato , e sedette sotto esso all’ ombra , finchè vedesse ciò che avverrebbe nella città . E il Signore Iddio preparò una pianta di ricino , e la fece salire di sopra a Giona , per fargli ombra sopra il capo , per trarlo della sua noia . E Giona si rallegrò di grande allegrezza per quel ricino . Ma il giorno seguente , all’ apparir dell’ alba , Iddio preparò un verme , il qual percosse il ricino , ed esso si seccò . E quando il sole fu levato , Iddio preparò un vento orientale sottile ; e il sole ferì sopra il capo di Giona , ed egli si veniva meno , e richiese fra sè stesso di morire , e disse : Meglio è per me di morire che di vivere . E Iddio disse a Giona : È egli ben fatto , di sdegnarti in questa maniera per lo ricino ? Ed egli disse : Sì , egli è ben fatto , di essermi sdegnato fino alla morte . E il Signore gli disse : Tu hai voluto risparmiare il ricino , intorno al quale tu non ti sei affaticato , e il quale tu non hai cresciuto ; che è nato in una notte , e in una notte altresì è perito . E non risparmierei io Ninive , quella gran città , nella quale sono oltre a dodici decine di migliaia di creature umane , che non sanno discernere fra la lor man destra , e la sinistra ; e molte bestie ? LA parola del Signore , che fu indirizzata a Michea Morastita , a’ dì di Giotam , di Achaz , e di Ezechia , re di Giuda , la quale gli fu rivelata in visione , contro a Samaria , e contro a Gerusalemme . O POPOLI tutti , ascoltate ; sii attenta , o terra , con tutto ciò ch’ è in te ; e il Signore Iddio sarà testimonio contro a voi ; il Signore , dico , dal Tempio della sua santità . Perciocchè , ecco , il Signore esce del suo luogo , e scenderà , e camminerà sopra gli alti luoghi della terra . E i monti si struggeranno sotto lui , e le valli si schianteranno ; come la cera si strugge al fuoco , come le acque si spandono per una pendice . Tutto questo avverrà per lo misfatto di Giacobbe , e per li peccati della casa d’ Israele . Quale è il misfatto di Giacobbe ? non è egli Samaria ? E quali sono gli alti luoghi di Giuda ? non sono eglino Gerusalemme ? Perciò , io ridurrò Samaria in un luogo desolato di campagna da piantar vigne ; e verserò le sue pietre nella valle , e scoprirò i suoi fondamenti . E tutte le sue sculture saranno tritate , e tutti i suoi premii di fornicazioni saranno arsi col fuoco , ed io metterò in desolazione tutti i suoi idoli ; perciocchè ella ha adunate quelle cose di prezzo di meretrice , torneranno altresì ad esser prezzo di meretrice . Perciò , io lamenterò , ed urlerò ; io andrò spogliato e nudo ; io farò un lamento , gridando come gli sciacalli ; e un cordoglio , urlando come l’ ulule . Perciocchè le piaghe di essa sono insanabili ; perciocchè son pervenute fino a Giuda , son giunte fino alla porta del mio popolo , fino a Gerusalemme . Non l’ annunziate in Gat , non piangete punto ; io mi son voltolato nella polvere a Bet-Leafra . Passatene , o abitatrice di Safir , con le vergogne nude ; l’ abitatrice di Saanan non è uscita ; la casa di Bet-haesel è piena di lamento ; egli ha tolta da voi la sua difesa . Perciocchè l’ abitatrice di Marot è dolente per li suoi beni ; perciocchè il male è sceso da parte del Signore , fino alla porta di Gerusalemme . Metti i corsieri al carro , o abitatrice di Lachis ; ella è stata il principio di peccato alla figliuola di Sion ; conciossiachè in te si sieno trovati i misfatti d’ Israele . Perciò , manda pur presenti a Moreset-Gat ; le case di Aczib saranno fallaci ai re d’ Israele . Ancora ti addurrò un erede , o abitatrice di Maresa ; egli perverrà fino ad Adullam , fino alla gloria d’ Israele . Dipelati , e tosati , per li figliuoli delle tue delizie ; allarga la tua calvezza , come un’ aquila ; perciocchè quelli sono stati menati via da te in cattività . Guai a quelli che divisano iniquità , e macchinano del male sopra i lor letti , e lo mettono ad effetto allo schiarir della mattina ; perciocchè ne hanno il potere in mano ! Desiderano de’ campi , e li rapiscono ; desiderano delle case , e le tolgono ; ed oppressano l’ uomo , e la sua casa ; e la persona , e la sua eredità . Perciò , così ha detto il Signore : Ecco , io diviso del male contro a questa nazione , dal quale voi non potrete ritrarre il collo ; e non camminerete più alteramente ; perciocchè sarà un tempo malvagio . In quel giorno gli uni prenderanno a far di voi un proverbio , e gli altri un lamento lamentevole , e diranno : Noi siamo del tutto guasti ; egli ha trasportata ad altri la parte del mio popolo ; come mi avrebbe egli tolte , ed avrebbe spartite le mie possessioni , per restituirmele ? Perciò , tu non avrai alcuno che tiri la cordicella , per far delle parti a sorte , nella raunanza del Signore . Non profetizzate ; pure profetizzeranno ; non profetizzeranno a costoro ; e non riceveranno vituperio . È questo da dirsi , o casa di Giacobbe ? è lo Spirito del Signore raccorciato ? son queste le sue opere ? non son le mie parole buone inverso chi cammina dirittamente ? Oltre a ciò , per addietro il mio popolo si levava contro al nemico ; ma ora , voi , stando agli agguati contro ai vestimenti , spogliate del loro ammanto i passanti che se ne stanno in sicurtà , essendo in riposo della guerra . Voi scacciate le donne del mio popolo fuor delle case delle lor delizie , voi togliete in perpetuo la mia gloria d’ in su i lor piccoli figliuoli . Levatevi , e camminate ; perciocchè questo non è il luogo del riposo ; conciossiachè sia contaminato , egli vi dissiperà , ed anche d’ una dissipazione violenta . Se vi è alcuno che proceda per ispirazioni , e menta falsamente , dicendo : Io ti profetizzerò di vino , e di cervogia ; colui è il profeta di questo popolo . Per certo , io ti raccoglierò , o Giacobbe , tutto quanto ; per certo io radunerò il rimanente d’ Israele ; io lo metterò insieme , come pecore di Bosra , come una greggia in mezzo della sua mandra ; vi sarà una gran calca per la moltitudine degli uomini . Lo sforzatore salirà davanti a loro ; essi sforzeranno gli ostacoli , e passeranno ; sforzeranno la porta , ed usciranno per essa ; e il lor re passerà davanti a loro , e il Signore sarà in capo di essi . OR io ho detto : Deh ! ascoltate , capi di Giacobbe , e voi conduttori della casa d’ Israele : Non vi si appartiene egli di conoscer la dirittura ? Essi odiano il bene , ed amano il male ; scorticano il mio popolo , e gli strappano la carne d’ in su le ossa . E ciò che mangiano è la carne del mio popolo , e gli traggono la pelle d’ addosso , e gli fiaccano le ossa ; e tagliano quella a pezzi , come per metterla in una pignatta ; ed a guisa di carne , che si mette in mezzo d’ una pentola . Allora grideranno al Signore , ma egli non risponderà loro ; anzi , in quel tempo egli nasconderà la sua faccia da loro , secondo che hanno malvagiamente operato . Così ha detto il Signore contro a’ profeti , che traviano il mio popolo ; che predicando pace , mordono co’ lor denti ; e se alcuno non dà loro nulla in bocca , bandiscono contro a lui la guerra ; perciò , ei vi si farà notte e non vedrete più alcuna visione ; e vi si farà scuro , e non potrete più indovinare ; e il sole tramonterà a questi profeti , e il giorno scurerà loro . E i vedenti saranno svergognati , e gl’ indovini confusi ; e tutti quanti si veleranno il labbro di sopra ; perciocchè non vi sarà risposta alcuna di Dio . Ma quant’ è a me , io son ripieno di forza , per lo Spirito del Signore ; e di dirittura , e di prodezza , per dichiarare a Giacobbe il suo misfatto , e ad Israele il suo peccato . Deh ! udite questo , capi della casa di Giacobbe , e rettori della casa d’ Israele , che abbominate la ragione , e pervertite ogni dirittura ; che edificate Sion di sangue , e Gerusalemme d’ iniquità : I capi d’ essa giudicano per presenti , e i suoi sacerdoti insegnano per prezzo , e i suoi profeti indovinano per danari ; e pure ancora si appoggiano in sul Signore , dicendo : Non è il Signore nel mezzo di noi ? male alcuno non ci sopraggiungerà . Perciò , per cagion vostra Sion sarà arata come un campo , e Gerusalemme sarà ridotta in mucchi di ruine , e il monte del tempio in alti luoghi di selva . MA egli avverrà negli ultimi tempi che il monte della Casa del Signore sarà fermato in su la sommità dei monti , e sarà alzato sopra i colli ; e i popoli accorreranno ad esso . E molte genti andranno , e diranno : Venite , e saliamo al monte del Signore , ed alla Casa dell’ Iddio di Giacobbe ; ed egli ci ammaestrerà nelle sue vie , e noi cammineremo ne’ suoi sentieri ; perciocchè la Legge uscirà di Sion , e la parola del Signore di Gerusalemme . Ed egli farà giudicio fra molti popoli , e castigherà nazioni possenti , fin ben lontano ; e quelle delle loro spade fabbricheranno zappe , e delle lor lance falci ; l’ una nazione non leverà più la spada contro all’ altra , e non impareranno più la guerra . Anzi sederanno ciascuno sotto alla sua vite , e sotto al suo fico ; e non vi sarà alcuno che li spaventi ; perciocchè la bocca del Signor degli eserciti ha parlato . Poichè tutti i popoli camminano ciascuno nel nome dell’ iddio suo , noi ancora cammineremo nel Nome del Signore Iddio nostro , in sempiterno . In quel giorno , dice il Signore , io raccoglierò le pecore zoppe , e ricetterò le scacciate , e quelle che io avea afflitte ; e farò che le zoppe saranno per un riserbo , e che le allontanate diverranno una possente nazione ; e il Signore regnerà sopra loro nel monte di Sion ; da quell’ ora fino in sempiterno . E tu , torre della mandra , rocca della figliuola di Sion , quelle verranno a te ; verrà parimente a te la dominazione antica , il regno della figliuola di Gerusalemme . Ora , perchè dài tu di gran gridi ? vi è egli alcun re in te ? i tuoi consiglieri sono eglino periti , che dolore ti ha colta , come la donna che partorisce ? Senti pur doglie , e premiti , figliuola di Sion , come la donna che partorisce ; perciocchè ora uscirai della città , ed abiterai per li campi , e perverrai fino in Babilonia ; ma quivi sarai riscossa , quivi ti riscatterà il Signore di man de’ tuoi nemici . Or al presente molte nazioni si son radunate contro a te , le quali dicono : Sia profanata ; e vegga l’ occhio nostro in Sion ciò che desidera . Ma esse non conoscono i pensieri del Signore , e non intendono il suo consiglio ; conciossiachè egli le abbia raccolte , a guisa di mannelle nell’ aia . Levati , e trebbia , figliuola di Sion ; perciocchè io renderò di ferro il tuo corno , e di rame le tue unghie , e tu stritolerai molti popoli ; ed io consacrerò , a guisa d’ interdetto , il lor guadagno al Signore , e le lor facoltà al Signore di tutta le terra . Radunati ora a schiere , figliuola di scherani ; l’ assedio è stato posto contro a noi ; il rettore d’ Israele è stato percosso con una bacchetta in su la guancia . MA di te , o Betlehem Efrata , benchè tu sii il minimo de’ migliai di Giuda , mi uscirà colui che sarà il Signore in Israele ; le cui uscite sono ab antico , da’ tempi eterni . Perciò , egli li darà in man de’ lor nemici , fino al tempo che colei che ha da partorire , abbia partorito ; allora il rimanente dei suoi fratelli ritornerà a’ figliuoli d’ Israele . E colui starà ritto , e li pasturerà nella forza del Signore , nell’ altezza del Nome del Signore Iddio suo ; ed essi giaceranno ; perciocchè ora egli si farà grande fino agli estremi termini della terra . E costui sarà la pace ; quando l’ Assiro entrerà nel nostro paese , e quando metterà il piè ne’ nostri palazzi , noi ordineremo contro a lui sette pastori , e otto principi d’ infra il comun degli uomini . Ed essi deserteranno il paese degli Assiri con la spada , e il paese di Nimrod con le sue proprie coltella ; ed egli ci riscoterà dagli Assiri , quando saranno entrati nel nostro paese , ed avranno messo il piè ne’ nostri confini . E il rimanente di Giacobbe sarà , in mezzo di molti popoli , come la rugiada mandata dal Signore , come pioggia minuta sopra l’ erba , che non aspetta l’ uomo , e non ispera ne’ figliuoli degli uomini . Il rimanente di Giacobbe sarà eziandio fra le genti , in mezzo di molti popoli , come un leone fra il bestiame delle selve ; come un leoncello fra le mandre delle pecore ; il quale , se passa in alcun luogo , calpesta e lacera ; e non vi è alcuno che possa riscuotere . La tua mano sarà alzata sopra i tuoi avversari , e tutti i tuoi nemici saranno sterminati . Ed avverrà in quel giorno , dice il Signore , che io distruggerò i tuoi cavalli del mezzo di te , e farò perire i tuoi carri ; e distruggerò le città del tuo paese , e manderò in ruina tutte le tue fortezze . Sterminerò eziandio di man tua gl’ incantesimi , e tu non avrai più alcuni pronosticatori . E distruggerò del mezzo di te le tue sculture , e le tue statue ; e tu non adorerai più l’ opera delle tue mani . E stirperò i tuoi boschi del mezzo di te , e disfarò le tue città . E farò vendetta , con ira , e con cruccio , sopra le genti che non avranno ascoltato . DEH ! ascoltate ciò che dice il Signore : Levati , litiga appo i monti , e odano i colli la tua voce . Udite , o monti , e voi saldi fondamenti della terra , la lite del Signore ; perciocchè il Signore ha una lite col suo popolo , e vuol contendere con Israele . O popol mio , che t’ ho io fatto ? e in che t’ ho io travagliato ? testimonia pur contro a me . Conciossiachè io t’ abbia tratto fuor del paese di Egitto , e riscosso della casa di servitù ; ed abbia mandati davanti a te Mosè , Aaronne , e Maria . Deh ! popol mio , ricordati qual consiglio prese Balac , re di Moab ; e qual risposta gli diede Balaam , figliuolo di Beor ; di ciò che ti avvenne da Sittim fino in Ghilgal ; acciocchè tu riconosca le giustizie del Signore . Con che verrò io davanti al Signore ? con che m’ inchinerò io all’ Iddio altissimo ? gli verrò io davanti con olocausti , con vitelli di un anno ? Il Signore avrà egli a grado le migliaia de’ montoni , le decine delle migliaia delle bestie delle valli grasse ? darò il mio primogenito per lo mio misfatto ? il frutto del mio ventre per lo peccato dell’ anima mia ? O uomo , egli ti ha dichiarato ciò ch’ è buono ; e che richiede il Signore da te , se non che tu faccia ciò che è diritto , e ami benignità , e cammini in umiltà col tuo Dio ? La voce del Signore grida alla città e colui ch’ è savio temerà il tuo Nome : Ascoltate la verga , e colui che l’ ha fatta venire . Non vi son eglino ancora nella casa dell’ empio de’ tesori d’ empietà , e l’ efa scarso , che è cosa abbominevole ? Sarei io innocente , avendo bilance false , ed un sacchetto di pesi ingannevoli ? Perciocchè i ricchi di essa son ripieni di violenza , e i suoi abitanti ragionano falsità , e la lor lingua non è altro che frode nella lor bocca . Perciò , io altresì ti renderò dolente , percotendoti , e desolandoti per li tuoi peccati . Tu mangerai , e non sarai saziato ; e il tuo abbassamento sarà dentro di te ; tu darai di piglio , ma non salverai ; e ciò che tu avrai salvato io lo darò alla spada . Tu seminerai , e non mieterai ; tu pesterai le ulive , e non ti ungerai dell’ olio ; e il mosto , e non berrai il vino . Oltre a ciò , gli statuti di Omri , e tutte le opere della casa di Achab , sono state osservate ; e voi siete camminati ne’ lor consigli ; acciocchè io vi metta in desolazione , e gli abitanti di Gerusalemme in zufolo ; e acciocchè voi portiate il vituperio del mio popolo . AHI lasso me ! perciocchè io son divenuto come quando si son fatte le ricolte de’ frutti della state ; come quando si è racimolato dopo la vendemmia ; non vi è più grappolo da mangiare ; l’ anima mia ha desiderato un frutto primaticcio . L’ uomo pio è venuto meno in terra , e non vi è più alcun uomo diritto fra gli uomini ; tutti quanti insidiano al sangue , ognuno caccia con la rete al suo fratello . Ambe le mani sono intente a far male a più potere ; il principe chiede , e il giudice giudica per ricompensa , e il grande pronunzia la perversità dell’ anima sua , ed essi l’ intrecciano . Il miglior di loro è come una spina , il più diritto è peggior che una siepe ; il giorno delle tue guardie , la tua punizione è venuta ; ora sarà la lor perplessità . Non credete al famigliare amico , non vi confidate nel conduttore ; guarda gli usci della tua bocca da colei che ti giace in seno . Perciocchè il figliuolo villaneggia il padre , la figliuola si leva contro alla madre , e la nuora contro alla suocera ; i famigliari di ciascuno sono i suoi nemici . Ma io starò alla veletta , riguardando al Signore ; io aspetterò l’ Iddio della mia salute ; l’ Iddio mio mi esaudirà . Non rallegrarti di me , nemica mia ; se son caduta , io mi rileverò ; se seggo nelle tenebre , il Signore mi sarà luce . Io porterò l’ indegnazione del Signore ; perciocchè io ho peccato contro a lui , finchè egli dibatta la mia lite , e mi faccia ragione , e mi tragga fuori alla luce ; finchè io vegga la sua giustizia . Allora la mia nemica lo vedrà , e vergogna la coprirà ; essa che mi diceva : Dov’ è il Signore Iddio tuo ? gli occhi miei vedranno in lei ciò che desiderano ; ora sarà ridotta ad esser calpestata , come il fango delle strade . Nel giorno stesso che le tue chiusure saranno riedificate , l’ editto si allontanerà . In quel tempo si verrà a te fin dall’ Assiria ; e dalle città del paese della fortezza ; e dal paese della fortezza fino al fiume , e da un mare fino all’ altro , e da un monte fino all’ altro . Ma pure il paese sarà messo in desolazione , per cagion de’ suoi abitanti , per lo frutto de’ lor fatti . Pastura il tuo popolo con la tua verga ; la greggia della tua eredità , che se ne sta solitaria nelle selve , in mezzo di Carmel ; pasturi ella in Basan , ed in Galaad , come a’ dì antichi . Io le farò veder cose maravigliose , come a’ dì che tu uscisti del paese di Egitto . Le genti vedranno queste cose , e saranno svergognate di tutta la lor potenza ; si metteranno la mano in su la bocca , le loro orecchie saranno assordate . Leccheranno la polvere , come la biscia , come i rettili della terra ; tremeranno da’ lor ricetti , e si verranno ad arrendere al Signore Iddio nostro , con ispavento ; e temeranno di te . Chi è l’ Iddio pari a te , che perdoni l’ iniquità , e passi di sopra al misfatto del rimanente della tua eredità ? egli non ritiene in perpetuo l’ ira sua ; perciocchè egli prende piacere in benignità . Egli avrà di nuovo pietà di noi , egli metterà le nostre iniquità sotto i piedi , e getterà nel fondo del mare tutti i nostri peccati . Tu atterrai a Giacobbe la verità , e ad Abrahamo la benignità , la quale tu giurasti a’ nostri padri già anticamente . Il carico di Ninive ; il libro della visione di Nahum Elcoseo . IL Signore è un Dio geloso , e vendicatore ; il Signore è vendicatore , e che sa adirarsi ; il Signore è vendicatore a’ suoi avversari , e serba l’ ira a’ suoi nemici . Il Signore è lento all’ ira , e grande in forza , e non tiene punto il colpevole per innocente ; il camminar del Signore è con turbo , e con tempesta ; e le nuvole sono la polvere de’ suoi piedi . Egli sgrida il mare , e lo fa seccare ; ed asciuga tutti i fiumi ; Basan , e Carmel ne languiscono ; ne languisce parimente il fior del Libano . Egli fa tremare i monti , e struggere i colli ; e la terra , e il mondo , e tutti i suoi abitanti son divampati dalla sua presenza . Chi durerà davanti alla sua indegnazione ? e chi starà fermo nell’ ardor della sua ira ? il suo cruccio si spande come fuoco , ed egli fa scoscendere le rocce . Il Signore è buono ; egli è per fortezza in tempo di distretta ; ed egli conosce quelli che sperano in lui . Ma egli farà una final distruzione del luogo di quella , con inondazione che non potrà esser sostenuta ; e tenebre perseguiranno i suoi nemici . Che delibererete voi contro al Signore ? egli farà una final distruzione ; la distretta non sorgerà a due riprese . Perciocchè , mentre saranno intralciati come spine , e gli ubbriachi s’ inebbrieranno , saranno consumati come una stipa di stoppia secca . Di te è uscito uno che ha divisato del male contro al Signore , un consigliere scellerato . Così ha detto il Signore : Quando saran pervenuti al colmo , come già saran grandi , così saranno segati , e trapasseranno . Or io ti ho afflitta , ma non ti affliggerò più . Anzi ora spezzerò il suo giogo d’ addosso a te , e romperò i tuoi legami . Ma contro a te il Signore ha ordinato che non vi sia più posterità del tuo nome ; io sterminerò della casa de’ tuoi dii le sculture , e le statue di getto ; io farò di quella il tuo sepolcro , perciocchè tu sei degno di spezzo . Ecco sopra i monti i piedi del messo delle buone novelle , di colui che annunzia la pace ; celebra pure , o Giudea , le tue feste ; adempi i tuoi voti ; perciocchè gli scellerati non passeranno più per te ; tutti son distrutti . IL dissipatore è salito contro a te , o Ninive ; guarda pur ben la fortezza , considera le vie , rinforzati i lombi , fortifica grandemente la tua forza . Perciocchè il Signore ha restituita a Giacobbe la sua gloria , quale è la gloria d’ Israele ; conciossiachè de’ vendemmiatori li abbiano vendemmiati , ed abbiano guasti i lor tralci . Gli scudi degli uomini prodi di colui son tinti di rosso , i suoi uomini di guerra son vestiti di scarlatto ; nel giorno ch’ egli ordinerà la battaglia , i carri si muoveranno con fuoco di faci , e gli abeti saranno scossi . I carri smanieranno per le strade , e faranno un grande scalpiccio per le piazze ; gli aspetti di coloro saran simili a torchi accesi , essi scorreranno come folgori . Egli chiamerà per nome i suoi bravi guerrieri , essi s’ intopperanno camminando , correranno in fretta al muro di essa , e la difesa sarà apparecchiata . Le cateratte de’ fiumi saranno aperte , e i palazzi scoscenderanno . E le dame del serraglio saran menate in cattività , e tratte fuori ; e le lor serventi le accompagneranno con voci , simili a quelle delle colombe , picchiandosi i petti come tamburi . Or Ninive è stata , dal tempo che è in essere , come un vivaio di acque ; ora fuggono essi . Fermatevi , fermatevi ; ma niuno si rivolge . Predate l’ argento , predate l’ oro ; vi è apparecchio senza fine ; predate la gloria degli arredi preziosi d’ ogni sorta . Ella è vuotata , e spogliata , e desolata ; ed ogni cuore è strutto , e tutte le ginocchia si battono , e vi è doglia in tutti i lombi , e le facce di tutti sono impallidite . Dov’ è il ricetto de’ leoni , e quel ch’ era il pasco de’ leoncelli , dove andava il leone , il fiero leone , e il leoncello , senza che alcuno li spaventasse ? Quivi rapiva il leone per li suoi leoncelli abbastanza , e strangolava per le sue leonesse ; ed empieva le sue grotte di preda , e i suoi ricetti di rapina . Eccomi a te , dice il Signor degli eserciti ; io arderò , e ridurrò in fumo i tuoi carri , e la spada divorerà i tuoi leoncelli ; e sterminerò dalla terra la tua preda , e la voce de’ tuoi messi non sarà più udita . GUAI alla città di sangue , che è tutta piena di menzogna , e di storsione ! dalla quale il predare non si diparte giammai . Suon di sferza , e fracasso di ruote , e cavalli scalpitanti , e carri saltellanti ; cavalieri balzanti , fiammeggiar di spade , e folgorar di lance , e moltitudine di uccisi , e gran numero di corpi morti , e cadaveri senza fine ; l’ uomo s’ intopperà ne’ lor corpi morti . Per la moltitudine delle fornicazioni della graziosa meretrice , maestra d’ incantesimi ; che fa mercatanzia delle genti per le sue fornicazioni , e delle nazioni per li suoi incantesimi , eccomi a te , dice il Signore degli eserciti ; io ti rimboccherò i tuoi lembi in su la faccia , e farò vedere alle genti le tue vergogne , e a’ regni la tua turpitudine . E ti getterò addosso cose abbominevoli , e ti villaneggerò , e ti ridurrò ad esser come dello sterco . E tutti quelli che ti vedranno fuggiranno lungi da te , e diranno : Ninive è stata guasta ; chi si condorrà seco ? onde ti cercherei de’ consolatori ? Vali tu meglio di No , piena di popolo , situata fra i rivi , intorniata d’ acque , il cui antimuro era il mare , e le cui mura sorgevano dal mare ? Cus , ed Egitto , ed altri popoli senza fine , erano la sua forza ; que’ di Put , e i Libii erano in tuo aiuto , o No . E pure ella è stata trasportata , è andata in cattività ; e pure i suoi piccoli fanciulli sono stati schiacciati in capo d’ ogni strada , e si son tratte le sorti sopra i suoi personaggi onorati , e tutti i suoi grandi sono stati incatenati , e messi ne’ ceppi . Anche tu sarai inebbriato , e ti nasconderai ; anche tu cercherai qualche luogo forte , da salvarti dal nemico . Tutte le tue fortezze saranno come fichi , e frutti primaticci ; i quali , essendo scossi , caggiono in bocca di chi li vuol mangiare . Ecco , il tuo popolo sarà come tante donne , dentro di te ; le porte del tuo paese saranno tutte aperte a’ tuoi nemici ; il fuoco consumerà le tue sbarre . Attigniti pur dell’ acqua per l’ assedio , fortifica le tue fortezze , entra nella malta , e intridi l’ argilla ; rifa’ la fornace da mattoni . Quivi ti consumerà il fuoco , la spada ti distruggerà ; il fuoco ti consumerà , a guisa di bruchi ; adunati pure in gran numero , a guisa di bruchi ; adunati pure in gran numero , a guisa di locuste . Tu hai moltiplicati i tuoi mercatanti sopra il numero delle stelle del cielo ; il bruco è scorso , e poi se ne è volato via . I tuoi coronati son come locuste , e i tuoi capitani son come le maggiori locuste , che si accampano nelle chiusure , in tempo di freddo ; e quando il sole è levato , si dileguano , e non si riconosce più il loro luogo , dove erano . O re di Assur , i tuoi pastori sono addormentati ; i tuoi bravi guerrieri si son ritratti in casa loro ; il tuo popolo è disperso su per li monti , e non vi è alcuno che lo raccolga . La tua rottura non si può risaldare in modo alcuno ; la tua piaga è dolorosa ; tutti quelli che udiranno il grido di te si batteranno a palme di te ; perciocchè , sopra cui non è del continuo passata la tua malvagità ? Il carico che il profeta Abacuc vide . INFINO a quando , o Signore , griderò io , e tu non mi esaudirai ? infino a quando sclamerò a te : Violenza ! e tu non salverai ? Perchè mi fai tu veder l’ iniquità , e mi fai spettatore della perversità ? e perchè vi è davanti a me rapina , e violenza ? e vi è chi muove lite , e contesa ? Perciò , la legge è indebolita , e il giudicio non esce giammai fuori ; perciocchè l’ empio intornia il giusto ; perciò esce il giudicio tutto storto . Vedete fra le genti , e riguardate , e maravigliatevi , e siate stupefatti ; perciocchè io fo un’ opera a’ dì vostri , la quale voi non crederete , quando sarà raccontata . Perciocchè ecco , io fo muovere i Caldei , quell’ aspra e furiosa nazione , che cammina per tutta la larghezza della terra , per impodestarsi di stanze che non son sue . Ella è fiera , e spaventevole ; la sua ragione , e la sua altezza procede da lei stessa . E i suoi cavalli saran più leggieri che pardi , e più rapaci che lupi in sul vespro ; e i suoi cavalieri si spanderanno ; e , venendo di lontano , voleranno , a guisa d’ aquila che si affretta al pasto . Ella verrà tutta per rapire ; lo scontro delle lor facce sarà come un vento orientale ; ed ella accoglierà prigioni a guisa di rena . E si farà beffe dei re , ed i principi le saranno in derisione ; si riderà d’ ogni fortezza , e farà de’ terrati , e la prenderà . Ma allora il vento si muterà , ed essa trapasserà , e sarà distrutta . Questa sarà la forza che le sarà data dal suo dio . Non sei tu ab eterno , o Signore Iddio mio , Santo mio ? noi non morremo . O Signore , tu l’ hai posta per far giudicio ; e tu , o Rocca , l’ hai fondata per castigare . Tu hai gli occhi troppo puri per vedere il male , e non puoi riguardare l’ iniquità ; perchè dunque riguardi i disleali ? perchè taci , mentre l’ empio tranghiottisce colui che è più giusto di lui ? E perchè hai renduti gli uomini simili a’ pesci del mare , a’ rettili che non hanno signore ? Egli li ha tutti tratti fuori con l’ amo , egli li ha accolti nel suo giacchio , e li ha radunati nella sua rete : Perciò , egli si rallegra , e trionfa . Perciò , sacrifica al suo giacchio , e fa profumo alla sua rete ; perciocchè per essi la sua parte è grassa , e la sua vivanda opima . Voterà egli perciò il suo giacchio , e non resterà egli giammai di uccider le genti del continuo ? IO me ne stava nella mia vedetta , e mi teneva in piè nella fortezza , e considerava , per veder ciò che il Signore mi direbbe , e ciò che io potrei rispondere a quello che mi sarebbe opposto . E il Signore mi rispose , e disse : Scrivi la visione , e distendila chiaramente sopra delle tavole ; acciocchè si possa leggere speditamente . Perciocchè vi è ancora visione fino ad un certo tempo , e il Signore parlerà ancora delle cose che avverranno alla fine , e non mentirà ; se tarda , aspettalo , perciocchè egli per certo verrà , e non indugerà . Ecco , l’ anima di colui che si sottrae non è diritta in lui ; ma il giusto viverà per la sua fede . E inoltre , il vino è perfido ; e l’ uomo superbo non sussisterà ; perciocchè egli ha allargata l’ anima sua , a guisa del sepolcro ; ed e stato come la morte , e non si è saziato , ed ha accolte a sè tutte le genti , ed ha radunati a sè tutti i popoli . Tutti questi popoli non prenderanno essi a proverbiarlo , ed a motteggiarlo , e a dire : Guai a chi accumula ciò che non è suo ? infino a quando si ammasserà egli addosso dello spesso fango ? Non si leveranno eglino di subito di quelli che ti morderanno ? e non si desteranno eglino di quelli che ti scrolleranno , ed a cui tu sarai in preda ? Perciocchè tu hai spogliate molte genti , tutto il rimanente de’ popoli ti spoglierà ; per gli omicidii degli uomini , e per la violenza fatto alla terra , alle città , ed a tutti i loro abitanti . Guai a colui che è acceso di malvagia cupidigia per la sua casa , per mettere il suo nido in luogo alto , per iscampar dal male ! Tu hai preso un consiglio che sarà di confusione alla tua casa : di tagliare a pezzi molti popoli ; ed hai peccato contro all’ anima tua . Perciocchè la pietra griderà dalla parete , e il mattone testimonierà di ciò d’ infra il legname . Guai a colui che edifica la città con sangue , e che la fonda con iniquità ! Ecco , questo non procede egli dal Signor degli eserciti , che i popoli si sieno faticati per lo fuoco , e le nazioni si sieno stancate intorno ad un lavoro che dovea esser ridotto al niente ? Conciossiachè la terra abbia da esser ripiena della gloria del Signore , siccome le acque coprono il fondo del mare ; acciocchè quella sia riconosciuta . Guai a colui che dà bere a’ suoi compagni ! guai a te , che versi loro il tuo veleno e li innebbrii , per riguardare le lor vergogne ! Tu sarai saziato di vituperio , e spogliato di gloria ; bevi ancora tu , e scopri le tue vergogne ; la coppa della destra del Signore si rivolgerà a te , e vi sarà vomito vituperoso sopra il seggio della tua gloria . Perciocchè la violenza usata contro al Libano ti coprirà , e il guasto fatto dalle bestie ti spaventerà ; per cagione del sangue degli uomini , e della violenza usata contro alla terra , alle città , ed a tutti i loro abitanti . Che giova la scultura , perchè il suo formatore la scolpisca ? che giova la statua di getto , e il dottor di menzogna , perchè l’ artefice si confidi nel suo lavoro , facendo degl’ idoli mutoli ? Guai a colui che dice al legno : Risvegliati ! ed alla pietra mutola : Destati ! potrebbe quella insegnar cosa alcuna ? Ecco , ella è coperta d’ oro , e d’ argento ; e non vi è dentro di lei spirito alcuno . Ma il Signore è nel Tempio della sua santità ; fa’ silenzio per la sua presenza , o terra tutta . L’ orazione del profeta Abacuc , sopra Sighionot . O SIGNORE , io ho udito ciò che tu mi hai fatto udire ; Signore , timore mi ha occupato ; Conserva viva l’ opera tua in mezzo degli anni , In mezzo degli anni che tu ci hai notificati ; Nell’ ira , ricordati di aver pietà . Iddio venne già di Teman ; E il Santo , dal monte di Paran ; Sela ; La sua gloria coperse i cieli , E la terra fu ripiena della sua lode . Ed egli avea intorno a sè uno splendore simile al sole , E de’ raggi a’ suoi lati ; E quivi era il nascondimento della sua gloria . Davanti a lui camminava la pestilenza , E folgori uscivano dietro a lui . Egli si fermò , e misurò la terra ; Egli riguardò , e rendette le genti fiacche ; E i monti eterni furono scossi , E i colli antichi furono abbassati ; Le andature eterne son sue . Io ho veduto che le tende di Cusan , I padiglioni del paese di Madian , Tremarono di affanno . Il Signore s’ era egli adirato contro a’ fiumi ? Era il tuo cruccio contro alle fiumane ? Era la tua indegnazione contro al mare ? Quando tu cavalcavi sopra i tuoi cavalli , I tuoi carri erano salvazione . Il tuo arco fu tratto fuori , Il tuo parlare era esecrazioni , e dardi Sela . Tu fendesti la terra in fiumi ; I monti ti videro , e tremarono ; Una piena d’ acque passò ; L’ abisso diede la sua voce , Egli levò in alto le sue mani . Il sole e la luna si fermarono nel loro abitacolo ; Ei si camminò alla luce delle tue saette , Allo splendor del folgorar della tua lancia . Tu camminasti sopra la terra con indegnazione , Tu trebbiasti le genti con ira . Tu uscisti fuori in salute del tuo popolo , In salute sua col tuo Unto ; Tu trafiggesti il capo della casa dell’ empio , Spianandola da cima a fondo . Sela . Tu trafiggesti , co’ suoi dardi stessi , il capo delle villate di esso ; Essi venivano a guisa di turbo , per dissiparmi ; Il lor trionfo era come di genti apparecchiate a divorare il povero di nascosto . Tu camminasti co’ tuoi cavalli sopra il mare , Sopra il mucchio delle grandi acque . Or io ho udito , e le mie viscere si sono commosse , Le mie labbra han tremato a quella voce , Un tarlo mi è entrato nelle ossa , Io son tutto spaventato in me stesso ; Come avrei io riposo nel giorno della distretta , Quando colui che darà il guasto al popolo salirà contro a lui ? Perciocchè il fico non germoglierà , E non vi sarà frutto alcuno nelle viti ; La rendita dell’ ulivo fallirà , E i campi non produrranno cibo ; Le gregge verranno meno nelle mandre , E non vi saranno più buoi nelle stalle . Ma pure , io trionferò nel Signore , Io festeggerò nell’ Iddio della mia salute . Il Signore Iddio mio è la mia forza , E renderà i miei piedi simili a que’ delle cerve , E mi condurrà sopra i miei alti luoghi . Dato al Capo de’ Musici , sopra Neghinot . La parola del Signore , che fu indirizzata a Sofonia , figliuolo di Cusi , figliuolo di Ghedalia , figliuolo di Amaria , figliuolo di Ezechia , a’ dì di Giosia , figliuolo di Amon , re di Giuda . IO farò del tutto perire ogni cosa d’ in su la faccia della terra , dice il Signore . Io farò perir gli uomini , e gli animali ; io farò perir gli uccelli del cielo , e i pesci del mare ; e gl’ intoppi , insieme con gli empi ; e sterminerò gli uomini d’ in su la faccia della terra , dice il Signore . E stenderò la mia mano sopra Giuda , e sopra tutti gli abitanti di Gerusalemme ; e sterminerò di questo luogo il rimanente de’ Baali , il nome de’ Camari , insieme co’ sacerdoti . E quelli parimente che adorano l’ esercito del cielo sopra i tetti ; e quelli ancora che adorano il Signore , e gli giurano ; e quelli che giurano per Malcam ; e quelli che si ritraggono indietro dal Signore , e quelli che non cercano il Signore , e non lo richieggono . Silenzio , per la presenza del Signore Iddio ! conciossiachè il giorno del Signore sia vicino ; perciocchè il Signore ha apparecchiato un sacrificio , egli ha ordinati i suoi convitati . Ed avverrà , nel giorno del sacrificio del Signore , che io farò punizione de’ principi , e de’ figliuoli del re , e di tutti quelli che si vestono di vestimenti strani . In quel giorno ancora farò punizione di tutti coloro che saltano sopra la soglia ; che riempiono le case de’ lor signori di rapina , e di frode . E in quel giorno , dice il Signore , vi sarà una voce di grido verso la porta de’ pesci , ed un urlo verso la seconda porta , ed un gran fracasso verso i colli . Urlate , abitanti del Mortaio ; perciocchè tutto il popolo de’ mercatanti è perito , tutti i portatori di danari sono sterminati . Ed avverrà in quel tempo , che io investigherò Gerusalemme con delle lucerne , e farò punizione degli uomini che si sono rappresi sopra le lor fecce ; che dicono nel cuor loro : Il Signore non fa nè bene nè male . E le lor facoltà saranno in preda , e le lor case in desolazione ; ed avranno edificate delle case , e non vi abiteranno ; e piantate delle vigne , e non ne berranno il vino . Il gran giorno del Signore è vicino ; egli è vicino , e si affretta molto ; la voce del giorno del Signore sarà di persone che grideranno amaramente . I capitani sono già là . Quel giorno sarà giorno d’ indegnazione ; giorno di distretta , e d’ angoscia ; giorno di tumulto , e di fracasso ; giorno di tenebre , e di caligine ; giorno di nebbia , e di folta oscurità ; giorno di tromba , e di stormo , sopra le città forti , e sopra gli alti cantoni . Ed io metterò gli uomini in distretta , e cammineranno come ciechi ; perciocchè han peccato contro al Signore ; e il lor sangue sarà sparso come polvere , e la lor carne come sterchi . Nè il loro argento , nè il loro oro , non li potrà scampare nel giorno dell’ indegnazione del Signore ; e tutto il paese sarà consumato per lo fuoco della sua gelosia ; perciocchè egli farà una finale , ed anche affrettata distruzione di tutti gli abitanti del paese . ADUNATEVI come della stoppia ; adunatevi , o nazione rincrescevole . Avanti che il decreto partorisca , e il giorno sia passato a guisa di pula ; avanti che venga sopra voi l’ ardor dell’ ira del Signore ; avanti che venga sopra voi il giorno dell’ ira del Signore ; voi , tutti i mansueti del paese , che fate ciò ch’ egli ordina , cercate il Signore ; cercate giustizia , procacciate mansuetudine ; forse sarete nascosti nel giorno dell’ ira del Signore . Perciocchè Gaza sarà abbandonata , ed Aschelon sarà messa in desolazione ; Asdod sarà scacciata in pien mezzodì , ed Ecron sarà diradicato . Guai a quelli che abitano nella contrada della marine , alla nazione de’ Cheretei ! la parola del Signore è contro a voi , o Cananei , o paese de’ Filistei ; ed io ti distruggerò , talchè in te non abiterà più alcuno . E la contrada della marina sarà tutta mandre , e capanne di pastori , e stabbi di gregge . E quella contrada sarà per lo rimanente della casa di Giuda ; essi pastureranno in que’ luoghi ; la sera giaceranno nelle case di Aschelon ; perciocchè il Signore Iddio loro li visiterà , e li ritrarrà di cattività . Io ho udito il vituperio di Moab , e gli oltraggi de’ figliuoli di Ammon , i quali han fatto vituperio al mio popolo , e si sono ingranditi sopra i lor confini . Perciò , come io vivo , dice il Signor degli eserciti , l’ Iddio d’ Israele , Moab sarà come Sodoma , e i figliuoli di Ammon come Gomorra : un luogo abbandonato alle lappole , e una salina , e un deserto in perpetuo ; il rimanente del mio popolo li prederà , e il resto della mia nazione li possederà . Questo avverrà loro per la loro alterezza ; perciocchè han fatto vituperio al popolo del Signor degli eserciti , e si sono elevati contro a lui . Il Signore sarà terribile contro a loro ; perciocchè egli farà venir meno tutti gl’ iddii della terra ; e ciascuno dal suo luogo l’ adorerà , tutte le isole delle genti . Anche voi , Etiopi , sarete uccisi con la mia spada . Egli stenderà eziandio le sua mano sopra il Settentrione , e distruggerà Assur , e metterà Ninive in desolazione , in luogo arido , come un deserto . E le gregge , tutte le bestie delle genti giaceranno nel mezzo di lei ; e il pellicano , e la civetta albergheranno ne’ frontispizii de’ lor portali ; canteranno con la lor voce sopra le finestre ; desolazione sarà nelle soglie ; perciocchè quella sarà spogliata de’ suoi cedri . Tal sarà la città trionfante , che abitava in sicurtà , che diceva nel cuor suo : Io son dessa , e non vi è altri che me . Come è ella stata ridotta in desolazione , in ricetto di bestie ! chiunque passerà presso di essa zufolerà , e moverà la mano . GUAI alla ribella , e contaminata ; alla città d’ oppressione ! Ella non ha ascoltata la voce , non ha ricevuta correzione , non si è confidata nel Signore , non si è accostata al suo Dio . I suoi principi son dentro di lei leoni ruggenti ; i suoi rettori son lupi della sera , che non han la mattina rotto alcun osso ; i suoi profeti son temerari , uomini dislealissimi ; i suoi sacerdoti han contaminate le cose sante , han fatta violenza alla Legge . Il Signore giusto è nel mezzo di lei ; egli non fa alcuna iniquità ; ogni mattina egli reca fuori alla luce il suo giudicio , egli non manca ; ma il perverso non sa vergognarsi . Io ho sterminate le genti , le lor fortezze sono state distrutte ; io ho deserte le loro strade , talchè non vi passa più alcuno ; le lor città sono state desolate , talchè non vi è più alcuno , non vi è più abitatore . Io diceva : Tu mi temerai pure , tu riceverai pur correzione ; e la sua stanza non sarà distrutta , con tutta la punizione che io ho fatta di lei ; ma essi si son levati da mattina , hanno corrotte tutte le loro opere . Tuttavolta , aspettatemi , dice il Signore , nel giorno che io mi leverò per ispogliare ; conciossiachè il mio decreto sia di adunar le genti , di raccogliere i regni , per ispander sopra loro la mia indegnazione , tutto l’ ardore della mia ira ; perciocchè tutta la terra sarà consumata per lo fuoco della mia gelosia . Perciocchè allora muterò le labbra de’ popoli in labbra pure ; acciocchè tutti quanti invochino il Nome del Signore , e lo servano di pari consentimento . Di là da’ fiumi d’ Etiopia i miei supplicanti , la moltitudine de’ miei dispersi , porteranno le mie offerte . In quel giorno tu non sarai confusa per tutte le tue opere , con le quali hai misfatto contro a me ; perciocchè allora io torrò del mezzo di te i tuoi superbi trionfanti , e tu non superbirai più per lo monte mio santo ; e lascerò di resto dentro di te un popolo umile , e povero , il quale spererà nel Nome del Signore . Il rimanente d’ Israele non commetterà iniquità , e non proferirà menzogna , e non si troverà nella lor bocca lingua frodolente ; perciocchè pastureranno , e giaceranno , e non vi sarà alcuno che li spaventi . Giubila , figliuola di Sion ; da’ voci d’ allegrezza , o Israele ; rallegrati , e festeggia di tutto il cuor tuo , figliuola di Gerusalemme . Il Signore ha rimossi i tuoi giudicii , ha sgombrati i tuoi nemici ; il Re d’ Israele , il Signore , è dentro di te , tu non vedrai più il male . In quel giorno si dirà a Gerusalemme : Non temere ; Sion , non sieno le tue mani rimesse . Il Signore Iddio tuo , che è dentro di te , il Possente , ti salverà ; egli gioirà di te di grande allegrezza : egli si acqueterà nel suo amore , egli festeggerà di te con grida di allegrezza . Io raccoglierò quelli che essendo dilungati da te , erano attristati per le solennità , di ciò che , in luogo di offerte , non vi era se non obbrobrio . Ecco , in quel tempo io fiaccherò tutti quelli che ti avranno afflitta ; e salverò le zoppe , e raccoglierò le scacciate ; e le porrò in lode , e in fama , in tutti i paesi dove saranno state in vituperio . In quel tempo io vi ricondurrò , e in quello stesso tempo vi raccoglierò ; perciocchè io vi metterò in fama , e in lode , fra tutti i popoli della terra ; quando io vi avrò tratti di cattività , davanti agli occhi vostri , ha detto il Signore . NELL’ anno secondo del re Dario , nel sesto mese , nel primo giorno del mese , la parola del Signore fu indirizzata , per lo profeta Aggeo , a Zorobabel , figliuolo di Sealtiel , governatore di Giuda , ed a Iosua , figliuolo di Iosadac , sommo sacerdote , dicendo : Così ha detto il Signor degli eserciti : Questo popolo ha detto : Il tempo non è ancora venuto , il tempo che la Casa del Signore ha da esser riedificata . E perciò la parola del Signore fu rivelata per lo profeta Aggeo , dicendo : È egli ben tempo per voi di abitar nelle vostre case intavolate , mentre questa Casa resta deserta ? Ora dunque , così ha detto il Signor degli eserciti : Ponete mente alle vie vostre . Voi avete seminato assai , ed avete riposto poco ; avete mangiato , e non vi siete potuti saziare ; avete bevuto , e non vi siete potuti inebbriare ; siete stati vestiti , e niuno si è potuto riscaldare ; e colui che si è messo a servire per prezzo , l’ ha fatto per mettere il suo salario in un sacco forato . Così ha detto il Signore degli eserciti : Ponete mente alle vie vostre . Salite al monte , e adducetene del legname , ed edificate questa Casa ; ed io mi compiacerò in essa , e mi glorificherò , ha detto il Signore . Voi avete riguardato ad assai , ed ecco , ciò si è ridotto a poco ; ed avete menato in casa , ed io ho soffiato sopra . Perchè ? dice il Signor degli eserciti . Per la mia Casa , che è deserta ; laddove ciascun di voi corre per la sua casa . Perciò , il cielo è stato serrato sopra voi , per non dar rugiada la terra eziandio ha ristretta la sua rendita . Ed io ho chiamata la secchezza sopra la terra , e sopra i monti , e sopra il frumento , e sopra il mosto , e sopra l’ olio , e sopra tutto ciò che la terra produce ; e sopra gli uomini , e sopra le bestie , e sopra tutta la fatica delle mani . Or Zorobabel , figliuolo di Sealtiel , e Iosua , figliuolo di Iosadac , sommo sacerdote , e tutto il rimanente del popolo , ubbidirono alla voce del Signore Iddio loro , ed alle parole del profeta Aggeo , secondo che il Signore Iddio loro l’ avea mandato ; e il popolo temette del Signore . Ed Aggeo , messo del Signore , disse al popolo , per commission del Signore : Io son con voi , dice il Signore . Il Signore adunque destò lo spirito di Zorobabel , figliuolo di Sealtiel governatore di Giuda , e lo spirito di Iosua , figliuolo di Iosadac , sommo sacerdote , e lo spirito di tutto il rimanente del popolo ; e vennero , e lavorarono intorno alla Casa del Signor degli eserciti , loro Dio . Ciò fu nel ventesimoquarto giorno del sesto mese , nell’ anno secondo del re Dario . NEL settimo mese , nel ventesimoprimo giorno del mese , la parola del Signore fu rivelata per lo profeta Aggeo , dicendo : Parla ora a Zorobabel , figliuolo di Sealtiel , governatore di Giuda , ed a Iosua , figliuolo di Iosadac , sommo sacerdote , ed al rimanente del popolo , dicendo : Chi di voi è rimasto , che abbia veduta questa Casa nella sua primiera gloria ? e qual la vedete voi al presente ? non è essa , appo quella , come nulla agli occhi vostri ? Ma pure , fortificati ora , o Zorobabel , dice il Signore ; fortificati parimente , o Iosua , figliuolo di Iosadac , sommo sacerdote ; fortificatevi ancora voi , o popol tutto del paese , dice il Signore ; e mettetevi all’ opera ; perciocchè io sono con voi , dice il Signor degli eserciti ; secondo la parola che io patteggiai con voi , quando usciste di Egitto ; e il mio Spirito dimorerà nel mezzo di voi ; non temiate . Perciocchè , così ha detto il Signor degli eserciti : Ancora una volta , fra poco , io scrollerò il cielo , e la terra , e il mare , e l’ asciutto ; scrollerò ancora tutte le genti , e la scelta di tutte le nazioni verrà ; ed io empierò questa Casa di gloria , ha detto il Signor degli eserciti . L’ argento è mio , e l’ oro è mio , dice il Signor degli eserciti . Maggiore sarà la gloria di questa seconda Casa , che la gloria della primiera , ha detto il Signor degli eserciti ; ed io metterò la pace in questo luogo , dice il Signor degli eserciti . NEL ventesimoquarto giorno del nono mese , nell’ anno secondo di Dario , la parola del Signore fu rivelata per lo profeta Aggeo , dicendo : Così ha detto il Signor degli eserciti : Domanda ora i sacerdoti , intorno alla Legge , dicendo : Se un uomo porta della carne consacrata nel lembo del suo vestimento , e tocca col suo lembo del pane , o della polta , o del vino , o dell’ olio , o qualunque altra vivanda , sarà quella santificata ? E i sacerdoti risposero , e dissero : No . Poi Aggeo disse : Se alcuno , essendo immondo per un morto , tocca qualunque di queste cose , non sarà ella immonda ? E i sacerdoti risposero , e dissero : Sì , ella sarà immonda . Ed Aggeo rispose , e disse : Così è questo popolo , e così , è questa nazione , nel mio cospetto , dice il Signore ; e così è ogni opera delle lor mani ; anzi quello stesso che offeriscono quivi è immondo . Or al presente , ponete mente , come , da questo giorno addietro , avanti che fosse posta pietra sopra pietra nel Tempio del Signore ; da che le cose sono andate così , altri è venuto ad un mucchio di venti misure , e ve ne sono state sol dieci ; altri è venuto al tino per attingere cinquanta barili , e ve ne sono stati sol venti . Io vi ho percossi d’ arsura , e di rubigine , e di gragnuola , in tutte le opere delle vostre mani ; ma voi non vi siete curati di convertirvi a me , dice il Signore . Ora considerate , avanti questo giorno , che è il ventesimoquarto del nono mese : considerate dal giorno che il Tempio del Signore è stato fondato . Vi era egli più grano ne’ granai ? fino alla vite , e al fico , e al melagrano e all’ ulivo , nulla ha portato ; ma da questo giorno innanzi io vi benedirò . E LA parola del Signore fu indirizzata la seconda volta ad Aggeo , nel ventesimoquarto giorno del mese , dicendo : Parla a Zorobabel , governatore di Giuda , dicendo : Io scrollerò il cielo , e la terra ; e sovvertirò il trono de’ regni , e distruggerò la forza de’ reami delle genti ; e sovvertirò i carri , e quelli che saranno montati sopra ; e i cavalli , e i lor cavalieri , saranno abbattuti , ciascuno per la spada del suo fratello . In quel giorno , dice il Signor degli eserciti , io ti prenderò , o Zorobabel , figliuolo di Sealtiel , mio servitore , dice il Signore ; e ti metterò come un suggello ; perciocchè io ti ho eletto , dice il Signor degli eserciti . NELL’ ottavo mese , nell’ anno secondo di Dario , la parola del Signore fu indirizzata al profeta Zaccaria , figliuolo di Berechia , figliuolo di Iddo , dicendo : Il Signore è stato gravemente adirato contro a’ vostri padri ; ma tu di’ loro : Così ha detto il Signor degli eserciti : Convertitevi a me , dice il Signor degli eserciti , ed io mi rivolgerò a voi , ha detto il Signor degli eserciti . Non siate come i vostri padri , a’ quali i profeti dei tempi passati gridavano , dicendo : Così ha detto il Signor degli eserciti : Deh ! convertitevi dalle vostre vie malvage , e dalle vostre malvage opere ; ma essi non mi ubbidirono , e non mi porsero le orecchie , dice il Signore . I vostri padri dove son eglino ? e que’ profeti potevano essi vivere in perpetuo ? Le mie parole , e i miei statuti , de’ quali io avea data commissione a’ profeti , miei servitori , non aggiunsero esse pure i padri vostri ? laonde essi si son convertiti , ed han detto : Come il Signore degli eserciti avea pensato di farci , secondo le nostre vie , e secondo le nostre opere , così ha egli operato inverso noi . NEL ventesimoquarto giorno dell’ undecimo mese , che è il mese di Sebat , nell’ anno secondo di Dario , la parola del Signore fu indirizzata al profeta Zaccaria , figliuolo di Berechia , figliuolo di Iddo , dicendo : Io ho avuta di notte una visione , ed ecco un uomo , montato sopra un cavallo sauro , il quale se ne stava fra delle mortine , ch’ erano in un luogo basso ; e dietro a lui vi erano de’ cavalli sauri , e de’ vaiolati , e de’ bianchi . Ed io dissi : Che voglion dire queste cose , Signor mio ? E l’ Angelo che parlava meco , mi disse : Io ti mostrerò che vogliono dir queste cose . E l’ uomo , che stava fra le mortine , rispose , e disse : Costoro son quelli che il Signore ha mandati , per andare attorno per la terra . E quelli fecero motto all’ Angelo del Signore , che stava fra le mortine , e dissero : Noi siamo andati attorno per la terra ; ed ecco , tutta la terra si riposa , e gode di quiete . E l’ Angelo del Signore si fece a dire : O Signor degli eserciti , infino a quando non avrai tu pietà di Gerusalemme , e delle città di Giuda , contro alle quali tu sei stato gravemente adirato , lo spazio di questi settant’ anni ? E il Signore rispose all’ Angelo , che parlava meco , buone parole , parole di consolazione . E l’ Angelo , che parlava meco , mi disse : Grida , dicendo : Così ha detto il Signor degli eserciti : Io sono ingelosito di gran gelosia per Gerusalemme , e per Sion . E sono adirato di grande ira contro alle nazioni che godono di agio , e di quiete ; perciocchè io era un poco adirato , ma esse hanno aiutato al male . Perciò , così ha detto il Signore : Io mi son rivolto verso Gerusalemme in compassione ; la mia Casa sarà in essa riedificata , dice il Signor degli eserciti ; e il regolo sarà disteso sopra Gerusalemme . Grida ancora , dicendo : Così ha detto il Signor degli eserciti : Ancora traboccheranno di beni le mie città ; e il Signore consolerà ancora Sion , ed eleggerà ancora Gerusalemme . POI io alzai gli occhi , e riguardai , ed ecco quattro corna . Ed io dissi all’ Angelo che parlava meco : Che voglion dire queste corna ? Ed egli disse : Queste son le corna , che han dissipato Giuda , Israele , e Gerusalemme . Poi il Signore mi fece veder quattro fabbri . Ed io dissi : Che vengono a far costoro ? Ed egli rispose , e disse : Quelle son le corna , che han dissipato Giuda , secondo che niuno ha alzato il capo ; ma costoro son venuti per dar loro lo spavento ; per abbatter le corna delle genti , che hanno alzato il corno contro al paese di Giuda per dissiparlo . POI io alzai gli occhi , e riguardai ; ed ecco un uomo , che avea in mano una cordicella da misurare . Ed io gli dissi : Dove vai ? Ed egli mi disse : Io vo a misurar Gerusalemme , per veder qual sia la sua larghezza , e quale la sua lunghezza . Ed ecco , l’ Angelo che parlava meco uscì ; e un altro Angelo gli uscì incontro . Ed egli gli disse : Corri , parla a quel giovane , dicendo : Gerusalemme sarà abitata per villate ; per la moltitudine degli uomini , e delle bestie , che saranno in mezzo di lei . Ed io le sarò , dice il Signore , un muro di fuoco d’ intorno , e sarò per gloria in mezzo di lei . Oh ! oh ! fuggite dal paese di Settentrione , dice il Signore ; perciocchè io vi ho sparsi per li quattro venti del cielo , dice il Signore . O Sion , scampa ; tu , che abiti con la figliuola di Babilonia . Perciocchè , così ha detto il Signor degli eserciti : Dietro alla gloria ! Egli mi ha mandato contro alle genti che vi hanno spogliati ; perciocchè chi vi tocca , tocca la pupilla dell’ occhio suo . Perciocchè , ecco , io levo la mano contro a loro , ed esse saranno in preda a’ lor servi ; e voi conoscerete che il Signor degli eserciti mi ha mandato . Giubila , e rallegrati , figliuola di Sion ; perciocchè ecco , io vengo , ed abiterò in mezzo di te , dice il Signore . E molte nazioni si aggiungeranno al Signore in quel giorno , e mi saranno per popolo ; ed io abiterò in mezzo di te , e tu conoscerai che il Signore degli eserciti mi ha mandato a te . E il Signore possederà Giuda , per sua parte , nella terra santa ; ed eleggerà ancora Gerusalemme . Silenzio , ogni carne , per la presenza del Signore ; perciocchè egli si è destato dalla stanza della sua santità . POI il Signore mi fece veder Iosua , sommo sacerdote , che stava ritto in piè davanti all’ Angelo del Signore ; e Satana stava alla sua destra , per essergli contra , come parte avversa . E il Signore disse a Satana : Sgriditi il Signore , o Satana ; sgriditi il Signore , che ha eletta Gerusalemme ; non è costui un tizzone scampato dal fuoco ? Or Iosua era vestito di vestimenti sozzi , e stava ritto in piè davanti all’ Angelo . E l’ Angelo prese a dire in questa maniera a quelli che stavano ritti davanti a lui : Toglietegli d’ addosso quei vestimenti sozzi . Poi gli disse : Vedi , io ho rimossa d’ addosso a te la tua iniquità , e t’ ho vestito di vestimenti nuovi . Ho parimente detto : Mettaglisi una tiara netta in sul capo . Coloro adunque gli misero un tiara netta in sul capo , e lo vestirono di vestimenti nuovi . Or l’ Angelo del Signore stava in piè . E l’ Angelo del Signore protestò a Iosua , dicendo : Così ha detto il Signor degli eserciti : Se tu cammini nelle mie vie , ed osservi ciò che io ho ordinato che si osservi , tu giudicherai la mia Casa , e guarderai i miei cortili ; ed io ti darò di camminare fra costoro che son qui presenti . Or ascolta , Iosua , sommo sacerdote , tu , e i tuoi compagni , che seggono nel tuo cospetto ; perciocchè voi siete uomini di prodigio ; perciocchè , ecco , io adduco il mio Servitore , il Germoglio . Perciocchè , ecco , la pietra , che io ho posta davanti a Iosua ; sopra quell’ una pietra vi sono sette occhi : ecco , io scolpisco la scultura di essa , dice il Signor degli eserciti ; e torrò via l’ iniquità di questo paese in un giorno . In quel giorno , dice il Signor degli eserciti , voi chiamerete ciascuno il suo compagno sotto alla vite , e sotto al fico . POI l’ Angelo che parlava meco ritornò , e mi destò , a guisa d’ uomo che è destato dal suo sonno . Ed egli mi disse : Che vedi ? Ed io dissi : Io ho riguardato , ed ecco un candelliere tutto d’ oro , di sopra al quale vi è un bacino , e sopra il candelliere vi son sette sue lampane ; e vi son sette colatoi , per le lampane , che sono in cima del candelliere . Vi sono ancora due ulivi di sopra ad esso ; l’ uno dalla destra del bacino , e l’ altro dalla sinistra . Ed io feci motto all’ Angelo che parlava meco , e gli dissi : Che voglion dire queste cose , signor mio ? E l’ Angelo che parlava meco rispose , e mi disse : Non sai tu che voglion dire queste cose ? Ed io dissi : No , signor mio . Ed egli rispose , e mi disse in questa maniera : Quest’ è la parola del Signore a Zorobabel : Non per esercito , nè per forza ; ma per lo mio Spirito , ha detto il Signor degli eserciti . Chi sei tu , o gran monte , davanti a Zorobabel ? tu sarai ridotto in piano ; e la pietra del capo sarà tratta fuori , con rimbombanti acclamazioni : Grazia , grazia ad essa . Poi la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Le mani di Zorobabel han fondata questa Casa , e le sue mani altresì la compieranno ; e tu conoscerai che il Signor degli eserciti mi ha mandato a voi . Perciocchè chi è colui che ha sprezzato il giorno delle piccole cose ? Pur si rallegreranno ; e quei sette che son gli occhi del Signore , che vanno attorno per tutta la terra , riguarderanno la pietra del piombino in mano di Zorobabel . Ed io risposi , e gli disse : Che voglion dire questi due ulivi , che sono dalla destra e dalla sinistra del candelliere ? E presi di nuovo a dirgli : Che voglion dire questi due ramoscelli d’ ulivo , che sono allato a’ due doccioni d’ oro , che versano in giù l’ oro ? Ed egli mi disse : Non sai tu che voglion dire queste cose ? Ed io dissi : No , signor mio . Ed egli disse : Questi ramoscelli sono i due figliuoli dell’ olio , che stanno ritti appresso il Signor di tutta la terra . POI alzai di nuovo gli occhi , e riguardai ; ed ecco un rotolo volante . E l’ Angelo mi disse : Che vedi ? Ed io dissi : Io veggo un rotolo volante , la cui lunghezza è di venti cubiti , e la larghezza di dieci cubiti . Ed egli mi disse : Quest’ è l’ esecrazione , che è uscita fuori sopra la faccia di tutta la terra ; perciocchè da un lato , ogni ladro è stato riciso , secondo quella ; e dall’ altro , ogni uomo che giura falsamente è stato riciso , secondo quella . Io l’ ho messa fuori , dice il Signor degli eserciti , ed è venuta contro alla casa del ladro , e contro alla casa di chi giura per lo mio Nome falsamente ; ed è dimorata in mezzo della sua casa , e l’ ha consumata , insieme col suo legname , e le sue pietre . POI l’ Angelo che parlava meco uscì , e mi disse : Deh ! alza gli occhi , e riguarda che cosa è questa che esce fuori . Ed io dissi : Che cosa è ? Ed egli disse : Quest’ è un moggio , che esce . Poi disse : Quest’ è l’ occhio loro , che va per tutta la terra . Ed ecco , una massa di piombo fu portata ; ed ecco una donna , che sedeva in mezzo del moggio . Ed egli disse : Quest’ è l’ empietà . Ed egli la gettò in mezzo del moggio ; poi gettò la massa del piombo in su la bocca di esso . Poi , io alzai gli occhi , e riguardai ; ed ecco , due donne uscivano , le quali aveano il vento nelle loro ale ; ed aveano delle ale somiglianti alle ale di una cicogna ; ed esse levarono il moggio fra cielo e terra . Ed io dissi all’ Angelo che parlava meco : Dove portano esse il moggio ? Ed egli mi disse : Nel paese di Sinear per edificargli quivi una casa ; e quivi sarà stanziato , e posato sopra la sua base . POI alzai di nuovo gli occhi , e riguardai ; ed ecco quattro carri , che uscivano d’ infra due monti ; e quei monti erano monti di rame . Nel primo carro vi erano cavalli sauri , e nel secondo carro cavalli morelli ; e nel terzo carro cavalli bianchi , e nel quarto carro cavalli sauri , faldellati di bianco . Ed io presi a dire all’ Angelo che parlava meco : Che voglion dire queste cose , signor mio ? E l’ Angelo rispose , e mi disse : Questi sono i quattro spiriti del cielo , che escono dalla presenza del Signore di tutta la terra , dove stanno . Il carro , nel qual sono i cavalli morelli , esce verso il paese del Settentrione ; ed i bianchi escono dietro a loro ; ma i faldellati di bianco escono verso il paese del Mezzodì . Poi uscirono i sauri , e richiesero di andare a scorrere per la terra . Ed egli disse loro : Andate , scorrete per la terra . Essi adunque scorsero per la terra . Poi egli mi chiamò , e mi parlò , dicendo : Vedi , quelli che escono verso il paese del Settentrione hanno acquetata l’ ira mia nel paese del Settentrione . POI la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Prendi , d’ infra quelli che sono stati in cattività ; da Heldai , da Tobia , e da Iedaia ; vieni anche in quello stesso giorno , ed entra in casa di Giosia , figliuolo di Sefania , i quali son venuti di Babilonia ; prendi , dico , da loro dell’ argento , e dell’ oro , e fanne delle corone ; e mettile sopra il capo di Iosua , figliuolo di Iosadac , sommo sacerdote . E parla a lui , dicendo : Così ha detto il Signor degli eserciti : Ecco un uomo , il cui nome è : Il Germoglio ; ed egli germoglierà sotto di sè , ed edificherà il tempio del Signore . Ed egli sarà quel ch’ edificherà il tempio del Signore , e porterà la gloria ; e sederà , e signoreggerà sopra il suo trono , e insieme sarà Sacerdote sopra il suo seggio ; e consiglio di pace sarà fra questi due . E quant’ è alle corone , sieno per Helem , e per Tobia , e per Iedaia , e per Hen , figliuolo di Sefania ; per ricordanza nel tempio del Signore . E que’ che son lontani verranno , ed edificheranno nel tempio del Signore ; e voi conoscerete che il Signor degli eserciti mi ha mandato a voi ; e questo avverrà , se pure ascoltate la voce del Signore Iddio vostro . POI avvenne nell’ anno quarto del re Dario , che la parola del Signore fu indirizzata a Zaccaria , nel quarto giorno del nono mese , cioè , di Chisleu ; quando que’ della Casa di Dio ebbero mandati Sareser , e Reghemmelec , e i lor principali , per far supplicazione nel cospetto del Signore ; e per dire a’ sacerdoti della Casa del Signor degli eserciti , ed a’ profeti , in questa maniera : Piangerò io nel quinto mese , separandomi , come ho fatto già per tanti anni ? E la parola del Signore mi fu indirizzata , dicendo : Parla a tutto il popolo del paese , ed ai sacerdoti , dicendo : Quando voi avete digiunato , e pianto , nel quinto , e nel settimo mese , lo spazio di settant’ anni , avete voi pur digiunato a me ? E quando voi mangiate , e quando bevete , non siete voi quelli che mangiate , e che bevete ? Non son queste le parole che il Signore ha fatte predicare per li profeti de’ tempi passati , mentre Gerusalemme era abitata , e tranquilla , insieme con le sue città d’ intorno ; ed era parimente abitata la parte meridionale , e la pianura ? Poi la parola del Signore fu indirizzata a Zaccaria , dicendo : Così disse già il Signor degli eserciti : Fate fedel giudicio , ed usate benignità , e pietà , ciascuno inverso il suo fratello . E non oppressate la vedova , nè l’ orfano , nè il forestiere nè il povero ; e non macchinate nel vostro cuore male alcuno l’ un contro all’ altro . Ma essi ricusarono di attendere , e porsero una spalla ritrosa , ed aggravarono le loro orecchie , per non ascoltare ; e rendettero il cuor loro simile ad un diamante , per non ascoltar la Legge , nè le parole che il Signor degli eserciti mandava a dir loro per lo suo Spirito , per lo ministerio de’ profeti de’ tempi passati ; laonde vi è stata grande indegnazione da parte del Signor degli eserciti . Ed è avvenuto che , come quando egli chiamava , essi non ascoltarono ; così , quando hanno gridato , io non li ho ascoltati , ha detto il Signor degli eserciti . Ed io li ho dissipati fra tutte le genti , le quali essi non conoscevano ; e il paese è stato desolato dietro a loro , senza che alcuno andasse , o venisse più per esso ; ed essi han messo il paese dilettissimo in desolazione . LA parola del Signor degli eserciti mi fu ancora indirizzata , dicendo : Così ha detto il Signor degli eserciti : Io sono ingelosito di gran gelosia per amor di Sion , e sono stato geloso per essa con grande ira . Così ha detto il Signore : Io son ritornato in Sion , ed abiterò in mezzo di Gerusalemme ; e Gerusalemme sarà chiamata : Città di verità , e : Monte del Signor degli eserciti , Monte santo . Così ha detto il Signor degli eserciti : Ancora vi saranno de’ vecchi , e delle vecchie , che sederanno nelle piazze di Gerusalemme ; e ciascuno avrà in mano il suo bastone , per la grande età . E le piazze della città saran ripiene di fanciulli , e di fanciulle , che si sollazzeranno per le piazze di essa . Così ha detto il Signor degli eserciti : Se ciò par maraviglioso al rimanente di questo popolo in que’ giorni , sarà egli però impossibile appo me ? dice il Signor degli eserciti . Così ha detto il Signor degli eserciti : Ecco , io salvo il mio popolo dal paese del Levante , e dal paese del Ponente ; e li condurrò , ed abiteranno in mezzo di Gerusalemme , e mi saranno popolo ; ed io sarò loro Dio , in verità , e in giustizia . Così ha detto il Signor degli eserciti : Sieno le vostre mani rinforzate , o voi , che udite queste parole in questi tempi , dalla bocca de’ profeti , che sono stati nel giorno che la Casa del Signor degli eserciti , il tempio , è stata fondata , per esser riedificata . Perciocchè , avanti questi giorni , non vi era alcun premio nè per uomini , nè per bestie e non vi era alcuna pace a chi andava , e veniva , per cagion del nemico ; ed io mandava tutti gli uomini l’ uno contro all’ altro ; ma ora , io non sarà al rimanente di questo popolo , come sono stato ne’ tempi addietro , dice il Signor degli eserciti . Perciocchè vi sarà sementa di pace ; la vite porterà il suo frutto , e la terra produrrà la sua rendita , e i cieli daranno la lor rugiada ; ed io farò eredar tutte queste cose al rimanente di questo popolo . Ed avverrà che , come voi , o casa di Giuda , e casa d’ Israele , siete stati in maledizione fra le genti , così vi salverò e sarete in benedizione ; non temiate , sieno le vostre mani rinforzate . Perciocchè , così ha detto il Signore degli eserciti : Siccome io pensai d’ affliggervi , quando i vostri padri mi provocarono a indegnazione , ha detto il Signor degli eserciti , e non me ne son pentito ; così in contrario in questi tempi ho pensato di far del bene a Gerusalemme , ed alla casa di Giuda ; non temiate . Queste son le cose che avete a fare : parlate in verità , ciascuno col suo compagno ; fate giudicio di verità , e di pace , nelle vostre porte . E non macchinate nel vostro cuore male alcuno l’ un contro all’ altro , e non amate il giuramento falso ; perciocchè tutte queste cose son quelle che io odio . Poi la parola del Signor degli eserciti mi fu indirizzata , dicendo : Così ha detto il Signor degli eserciti : Il digiuno del quarto , e il digiuno del quinto , e il digiuno del settimo , e il digiuno del decimo mese , sarà convertito alla casa di Giuda in letizia , ed allegrezza , e in buone feste ; amate dunque la verità , e la pace . Così ha detto il Signor degli eserciti : Ancora avverrà che popoli , ed abitanti di molte città , verranno ; e che gli abitanti d’ una città andranno all’ altra , dicendo : Andiam pure a far supplicazione al Signore , ed a ricercare il Signor degli eserciti ; anch’ io vi andrò . E gran popoli , e possenti nazioni , verranno , per cercare il Signor degli eserciti , in Gerusalemme , e per far supplicazione al Signore . Così ha detto il Signor degli eserciti : In que’ tempi avverrà che dieci uomini , di tutte le lingue delle genti , prenderanno un uomo Giudeo per lo lembo della sua vesta , dicendo : Noi andremo con voi ; perciocchè abbiamo udito che Iddio è con voi . IL carico della parola del Signore contro al paese di Hadrac , e contro a Damasco , luogo del suo riposo : Perciocchè al Signore si volge l’ occhio degli uomini , e di tutte le tribù d’ Israele . Ed egli porrà eziandio i termini ad Hamat , e a Tiro , ed a Sidon ; benchè quelle città sieno grandemente savie ; e che Tiro si sia edificata una fortezza , ed abbia ammassato dell’ argento , a guisa del fango delle strade . Ecco , il Signore la scaccerà , e percoterà i suoi ripari , e li getterà nel mare , ed ella sarà consumata col fuoco . Aschelon lo vedrà , e temerà ; Gaza anch’ ella , e sentirà gran doglia ; come anche Ecron ; perciocchè quella a cui ella riguardava sarà confusa ; e il re perirà di Gaza , ed Aschelon non sarà più abitata . E de’ bastardi abiteranno in Asdod , ed io distruggerò l’ alterezza dei Filistei . E torrò il lor sangue dalla lor bocca , e le loro abbominazioni d’ infra i lor denti ; e ciò che sarà rimasto apparterrà anch’ esso all’ Iddio nostro , e sarà come un capo in Giuda ; ma Ecron sarà come il Gebuseo . Ed io mi accamperò intorno alla mia Casa , per difenderla da esercito , da chi va e viene ; e l’ oppressore non passerà più a loro ; perciocchè ora io l’ ho riguardata con gli occhi miei . Festeggia grandemente , o figliuola di Sion ; giubila , figliuola di Gerusalemme . Ecco , il tuo Re , giusto , e Salvatore , umile , e montato sopra un asino , anzi sopra un puledro d’ infra le asine , verrà a te . Ed io sterminerò di Efraim i carri , e di Gerusalemme i cavalli ; e gli archi di guerra saran distrutti ; e quel Re parlerà di pace alle nazioni ; e la sua signoria sarà da un mare all’ altro , e dal Fiume fino agli estremi termini della terra . Quant’ è a te , ancora , o Sion , per lo sangue del tuo patto , io ho messi in libertà i tuoi prigioni fuor della fossa , ove non era acqua alcuna . Ritornate alla fortezza , o prigioni di speranza ; ancor oggi ti annunzio che io ti renderò de’ beni al doppio . Perciocchè io mi ho teso Giuda , come un arco ; io ho impugnato Efraim a piena mano , ed ho destati i tuoi figliuoli , o Sion , contro a’ tuoi figliuoli , o Iavan ; e ti ho renduta simile alla spada di un uomo prode . E il Signore apparirà di sopra a loro , e le sue saette saranno tratte , a guisa di folgori ; e il Signore Iddio sonerà con la tromba , e camminerà co’ turbini dell’ Austro . Il Signor degli eserciti sarà lor protettore ; ed essi mangeranno , e ribatteranno le pietre delle frombole ; e berranno , e romoreggeranno , come per lo vino ; e saran ripieni , come il bacino , come i canti dell’ altare . E il Signore Iddio loro li salverà in quel giorno , come la greggia del suo popolo ; perciocchè pietre coronate saran rizzate per insegne sopra la sua terra . Perciocchè quanta sarà la sua bontà ? e quanta la sua bellezza ? il frumento farà crescere e fiorire i giovani , e il mosto le fanciulle . DOMANDATE al Signore la pioggia nel tempo della stagione della ricolta ; il Signore manderà lampi , e darà loro nembi di pioggia , ed a ciascuno dell’ erba nel suo campo . Conciossiachè gl’ idoli abbian detta menzogna , e gl’ indovini abbian vedute visioni di falsità , e i sognatori abbian detta vanità , ed abbian date vane consolazioni ; perciò il popolo se n’ è andato qua e là , a guisa di pecore , ed è stato oppressato ; perciocchè non vi era alcun pastore . La mia ira si è accesa contro a quei pastori , ed io ho fatta punizione sopra i becchi . Dopo che il Signor degli eserciti ha visitata la sua mandra , la casa di Giuda , egli li ha fatti essere come il suo cavallo di gloria , nella guerra . Da lui è il cantone , da lui il chiodo , da lui l’ arco della guerra ; da lui parimente procede ogni oppressore . E saranno simili ad uomini prodi , calpestanti nella battaglia i nemici , come il fango delle strade ; e combatteranno , perciocchè il Signore sarà con loro ; e quelli che saran montati sopra cavalli saranno confusi . Ed io fortificherò la casa di Giuda , e salverò la casa di Giuseppe , e li ricondurrò in casa loro ; perciocchè io avrò pietà di loro ; e saranno come se io non li avessi mai scacciati lontano ; perciocchè io sono il Signore Iddio loro , e li esaudirò . E que’ di Efraim saranno come un uomo prode , e il cuor loro si rallegrerà , come per lo vino ; e i lor figliuoli lo vedranno , e si rallegreranno ; il cuor loro festeggerà nel Signore . Io fischierò loro , e li raccoglierò , quando li avrò riscattati ; e moltiplicheranno , come già moltiplicarono . E dopo che io li avrò seminati fra i popoli , si ricorderanno di me in paesi lontani ; e viveranno co’ lor figliuoli , e se ne ritorneranno . Ed io li ricondurrò dal paese di Egitto , e li raccoglierò di Assiria , e li menerò nel paese di Galaad , e nel Libano ; e quello non basterà loro . Ed egli passerà per lo stretto del mare , e percoterà le onde nel mare , e tutte le profondità del fiume saran seccate ; e l’ alterezza di Assur sarà abbattuta , e lo scettro di Egitto sarà tolto via . Ed io lo fortificherò nel Signore , ed essi cammineranno nel suo Nome , dice il Signore . APRI , o Libano , le tue porte , e il fuoco consumerà i tuoi cedri . Urlate , abeti ; perciocchè i cedri son caduti , e gli alberi nobili sono stati guasti ; urlate , querce di Basan ; perciocchè la selva chiusa è stata abbattuta . Vi è un grido d’ urlo de’ pastori , perciocchè la lor gloria è stata guasta ; vi è un grido di ruggito de’ leoncelli , perciocchè l’ altezza del Giordano è stata guasta . Così ha detto il Signore Iddio mio : Pastura le pecore esposte ad uccisione ; i cui comperatori le uccidono , e non ne son tenuti colpevoli ; ed i cui venditori dicono : Benedetto sia il Signore ; io son pure arricchito ; ed i cui pastori non le risparmiano punto . Perciocchè io non risparmierò più gli abitanti del paese , dice il Signore ; anzi ecco , io farò cader gli uomini nelle mani l’ un dell’ altro , e nelle mani del loro re ; ed essi metteranno il paese in conquasso , ed io non li riscoterò dalle lor mani . Io adunque pasturai le pecore esposte ad uccisione , che son veramente le più povere della greggia ; e mi presi due verghe ; all’ una posi nome : Piacevolezza , e all’ altra posi nome : Vincoli ; e pasturai la greggia . Ed io sterminai tre pastori in un mese ; ma l’ anima mia si accorò per essi , ed anche l’ anima loro mi ebbe a sdegno . Ed io dissi : Io non vi pasturerò più ; quella che muore muoia , quella che perisce perisca , e quelle che rimangono mangino la carne l’ una dell’ altra . Ed io presi la mia verga , detta Piacevolezza , e la spezzai ; annullando il mio patto , che io avea fatto con tutti i popoli . E quello fu annullato in quel giorno , e i poveri d’ infra la greggia che mi osservavano conobbero che ciò era parola del Signore . Ed io dissi loro : Se così vi piace , datemi il mio premio ; se no , rimanetevene . Ed essi mi pesarono trenta sicli d’ argento per lo mio premio . E il Signore mi disse : Gettali via , perchè sien dati ad un vasellaio ; quest’ è il prezzo onorevole , nel quale io sono stato da loro apprezzato . Io presi adunque i trenta sicli d’ argento , e li gettai nella Casa del Signore , per esser dati ad un vasellaio . Poi ruppi la mia seconda verga , detta Vincoli , rompendo la fratellanza fra Giuda ed Israele . E il Signore mi disse : Prenditi ancora gli arnesi d’ un pazzo pastore . Perciocchè , ecco , io farò sorgere nel paese un pastore , il qual non avrà cura delle pecore che periranno ; egli non cercherà le disperse , e non risanerà le fiaccate , e non sostenterà quelle che stanno ancora in piè ; anzi mangerà la carne delle grasse , e schianterà loro le unghie . Guia al pastore da nulla , che abbandona la greggia ; la spada soprasta al suo braccio , ed al suo occhio destro ; il suo braccio si seccherà del tutto , ed il suo occhio destro sarà del tutto oscurato . IL carico della parola del Signore intorno ad Israele . Il Signore che ha stesi i cieli , ed ha fondata la terra ; e che forma lo spirito dell’ uomo dentro di esso ; dice : Ecco , io farò che Gerusalemme sarà una coppa di stordimento a tutti i popoli d’ intorno ; eziandio , quando avran posto l’ assedio a Gerusalemme , facendo guerra contro a Giuda . E avverrà in quel giorno che io farò che Gerusalemme sarà una pietra pesante a tutti i popoli ; tutti coloro che se la caricheranno addosso saran del tutto lacerati . E tutte le nazioni della terra si raduneranno contro a lei . Ma in quel giorno , dice il Signore , io percoterò tutti i cavalli di smarrimento , e i lor cavalcatori di smania ; ed aprirò i miei occhi sopra la casa di Giuda , e percoterò di cecità tutti i cavalli de’ popoli . Ed i capi di Giuda diranno nel cuor loro : Oh ! sienmi fortificati gli abitanti di Gerusalemme , nel Signor degli eserciti , loro Dio . In quel giorno farò che i capi di Giuda saranno come un focolare fra delle legne , e come una fiaccola accesa fra delle mannelle di biade ; e consumeranno a destra , ed a sinistra , tutti i popoli d’ intorno ; e Gerusalemme sarà ancora abitata nel luogo suo , in Gerusalemme . E il Signore salverà imprima i tabernacoli di Giuda ; acciocchè la gloria della casa di Davide , e la gloria degli abitanti di Gerusalemme , non s’ innalzi sopra Giuda . In quel giorno il Signore sarà protettore degli abitanti di Gerusalemme ; e colui d’ infra loro che vacillerà sarà in quel giorno simile a Davide ; e la casa di Davide sarà come un Dio , come un Angelo del Signore , davanti a loro . Ed avverrà in quel giorno che io cercherò tutte le nazioni che verranno contro a Gerusalemme , per distruggerle . E spanderò sopra la casa di Davide , e sopra gli abitanti di Gerusalemme , lo Spirito di grazia , e di supplicazioni ; e riguarderanno a me che avranno trafitto ; e ne faran cordoglio , simile al cordoglio che si fa per lo figliuolo unico ; e ne saranno in amaritudine , come per un primogenito . In quel giorno vi sarà un gran cordoglio in Gerusalemme , quale è il cordoglio di Hada-rimmon , nella campagna di Meghiddon . E il paese farà cordoglio , ciascuna nazione a parte ; la nazione della casa di Davide a parte , e le lor mogli a parte ; la nazione della casa di Natan a parte , e le lor mogli a parte ; la nazione della casa di Levi a parte , e le lor mogli a parte ; la nazione della casa di Simi a parte , e le lor mogli a parte ; tutte le nazioni rimaste ciascuna a parte , e le lor mogli a parte . In quel giorno vi sarà una fonte aperta alla casa di Davide , ed agli abitanti di Gerusalemme , per lo peccato , e per l’ immondizia . Ed avverrà in quel giorno , dice il Signor degli eserciti , che io sterminerò i nomi degl’ idoli dal paese , ed essi non saran più ricordati ; ed ancora torrò via dal paese i profeti , e lo spirito immondo . E avverrà che quando alcuno profetizzerà ancora , suo padre , e sua madre , che l’ avran generato , gli diranno : Tu non viverai ; conciossiachè tu abbi proferita menzogna nel Nome del Signore ; e suo padre , e sua madre , che l’ avran generato , lo trafiggeranno , mentre egli profetizzerà . Ed avverrà in quel giorno , che i profeti saran confusi , ciascuno della visione ch’ egli avrà proposta , quando egli profetizzava ; e non si vestiranno più d’ ammanto velloso , per mentire . E ciascun di loro dirà : Io non son profeta , io son lavorator di terra ; perciocchè altri mi ha fatto andar dietro al bestiame fin dalla mia giovanezza . E gli si dirà : Che voglion dire quelle ferite , che tu hai in mezzo delle mani ? Ed egli dirà : Son quelle che mi sono state date nella casa de’ miei amici . O SPADA , destati contro al mio Pastore , contro all’ uomo che è mio prossimo , dice il Signor degli eserciti ; percuoti il Pastore , e le pecore saran disperse ; ma pure io volgerò la mia mano sopra i piccoli . Ed avverrà in tutta la terra , dice il Signore , che le due parti ne saranno sterminate , e morranno ; e la terza dimorerà sol di resto in esse . E ancora metterò quella terza nel fuoco , e nel cimento , come si mette l’ argento ; e li proverò , come si prova l’ oro ; essi invocheranno il mio Nome , ed io risponderò loro , e dirò : Essi sono mio popolo ; e ciascun di loro dirà : Il Signore è l’ Iddio mio . Ecco , un giorno viene , mandato dal Signore , nel quale le tue spoglie saranno spartite nel mezzo di te , o Gerusalemme . Ed io adunerò tutte le nazioni contro a Gerusalemme in battaglia , e la città sarà presa , e le case saranno predate , e le donne sforzate ; e la metà della città andrà in cattività ; ma il rimanente del popolo non sarà sterminato dalla città . Poi il Signore uscirà , e combatterà contro alle nazioni , come nel giorno che egli combattè , nel giorno della battaglia . E i suoi piedi si fermeranno in quel giorno sopra il monte degli Ulivi , che è dirincontro a Gerusalemme , dal Levante ; e il monte degli Ulivi sarà fesso per la metà , dal Levante al Ponente ; e vi si farà una grandissima valle ; e la metà del monte si ritrarrà verso il Settentrione , e l’ altra sua metà verso il Mezzodì . E voi fuggirete nella valle de’ miei monti ; perciocchè la valle di que’ monti giungerà fino ad Asal ; e fuggirete come fuggiste per lo tremoto a’ dì di Uzzia , re di Giuda ; e il Signore Iddio mio verrà ; e tutti i santi saranno teco . Ed avverrà in quel giorno che la luce non sarà serenità e caligine . E vi sarà un giorno unico , che è conosciuto al Signore , che non sarà composto di giorno , e di notte ; ed al tempo della sera vi sarà luce . E in quel giorno avverrà che delle acque vive usciranno di Gerusalemme ; la metà delle quali trarrà verso il mare orientale , e l’ altra metà verso il mare occidentale ; e quelle dureranno state , e verno . E il Signore sarà re sopra tutta la terra . In quel giorno non vi sarà altri che il Signore , e il Nome del Signore . Tutto il paese sarà mutato in una pianura , da Gheba fino a Rimmon , che è dal Mezzodì di Gerusalemme ; e Gerusalemme sarà esaltata , ed abitata nel luogo suo , dalla porta di Beniamino fino al luogo della prima porta , e fino alla porta de’ cantoni ; e dalla torre di Hananeel fino a’ torcoli del re . E si abiterà in essa , e non vi sarà più distruzione a modo d’ interdetto ; e Gerusalemme sarà abitata in sicurtà . E questa sarà la piaga , della quale il Signore percoterà tutti i popoli che avran guerreggiato contro a Gerusalemme : egli farà struggere la loro carne , mentre se ne stanno in piedi ; i loro occhi eziandio si struggeranno ne’ lor bucchi , e la loro lingua si struggerà loro in bocca . E avverrà , in quel giorno , che il fracasso del Signore sarà grande fra loro ; e ciascun di loro prenderà la mano del suo compagno , e metterà la mano sopra la mano del suo compagno . Giuda eziandio guerreggerà contro a Gerusalemme ; e le ricchezze di tutte le nazioni saran radunate d’ ogn’ intorno : oro , ed argento , e vestimenti , in grandissima quantità . La piaga ancora de’ cavalli , de’ muli , de’ cammelli , e degli asini , e di tutte le bestie , che saranno in quegli accampamenti , sarà come quella . Ed avverrà che tutti quelli che saran rimasti di tutte le nazioni , che saran venute contro a Gerusalemme , saliranno d’ anno in anno , per adorare il Re , il Signor degli eserciti ; e per celebrar la festa de’ tabernacoli . Ed avverrà che se alcuni delle nazioni della terra non salgono in Gerusalemme , per adorare il Re , il Signor degli eserciti , e’ non caderà sopra loro alcuna pioggia . E se la nazione di Egitto non vi sale , e non vi viene , eziandio sopra loro non caderà alcuna pioggia ; vi sarà la piaga , della quale il Signore percoterà le nazioni che non saranno salite per celebrar la festa de’ tabernacoli . Tal sarà la punizione del peccato di Egitto , e la punizione del peccato di tutte le nazioni , che non saliranno per celebrar la festa de’ tabernacoli . In quel giorno vi sarà sopra le borchie de’ cavalli : SANTITÀ AL SIGNORE ; e le caldaie nella Casa del Signore saranno come i bacini davanti all’ altare . Ed ogni caldaia , in Gerusalemme , e in Giuda , sarà consacrata al Signor degli eserciti ; e tutti quelli che sacrificheranno verranno , e prenderanno di quelle caldaie , e coceranno in esse ; e non vi sarà più Cananeo alcuno nella Casa del Signore degli eserciti , in quel giorno . Il carico della parola del Signore , indirizzata ad Israele , per Malachia . IO vi ho amati , ha detto il Signore . E voi avete detto : In che ci hai amati ? Non era Esaù fratello di Giacobbe ? dice il Signore . Or io ho amato Giacobbe ; ed ho odiato Esaù , ed ho messi i suoi monti in desolazione , ed ho abbandonata la sua eredità agli sciacalli del deserto . Se pure Edom dice : Noi siamo impoveriti , ma torneremo a edificare i luoghi deserti ; così ha detto il Signor degli eserciti : Essi edificheranno , ma io distruggerò ; e saranno chiamati : Contrada d’ empietà ; e : Popolo contro al quale il Signore è indegnato in perpetuo . E gli occhi vostri lo vedranno , e voi direte : Il Signore sia magnificato dalla contrada d’ Israele . Il figliuolo deve onorare il padre , e il servitore il suo signore ; se dunque io son Padre , ov’ è il mio onore ? e se son Signore , ov’ è il mio timore ? ha detto il Signor degli eserciti a voi , o sacerdoti che sprezzate il mio Nome . E pur dite : In che abbiamo noi sprezzato il tuo Nome ? Voi offerite sul mio altare del cibo contaminato . E pur dite : In che ti abbiamo noi contaminato ? In ciò , che voi dite : La mensa del Signore è spregevole . E quando adducete un animale cieco , per sacrificarlo , non vi è male alcuno ? parimente , quando adducete un animale zoppo , o infermo , non vi è male alcuno ? presentalo pure al tuo governatore ; te ne saprà egli grado , o gli sarai tu accettevole ? ha detto il Signor degli eserciti . Ora dunque , supplicate pure a Dio , ch’ egli abbia pietà di noi ; questo essendo proceduto dalle vostre mani , sarebbegli alcun di voi accettevole ? ha detto il Signor degli eserciti . Chi è eziandio d’ infra voi colui che serri le porte ? E pur voi non accendete il fuoco sopra il mio altare per nulla . Io non vi gradisco , ha detto il Signor degli eserciti ; e non accetterò alcuna offerta dalle vostre mani . Ma dal sol levante fino al ponente , il mio Nome sarà grande fra le genti ; e in ogni luogo si offerirà al mio Nome profumo , ed offerta pura ; perciocchè il mio Nome sarà grande fra le genti , ha detto il Signor degli eserciti . Ma quant’ è a voi , voi lo profanate , dicendo : La mensa del Signore è contaminata ; e quant’ è alla sua rendita , il suo cibo è spregevole . Voi avete eziandio detto : Ecco , quanta fatica ! E pure a lui avete dato l’ affanno , ha detto il Signor degli eserciti ; mentre adducete animali rapiti , e zoppi , ed infermi ; e li adducete per offerta , li gradirei io dalla vostra mano ? ha detto il Signore . Or maledetto sia il frodolente , il quale , avendo nella sua mandra un maschio , vota , e sacrifica al Signore un animale difettoso ; conciossiachè io sia il gran Re , ha detto il Signor degli eserciti ; e il mio Nome sia tremendo fra le genti . Or dunque , o sacerdoti , a voi s’ indirizza questo comandamento : Se voi non ubbidite , e non vi mettete in cuore di dar gloria al mio Nome , ha detto il Signor degli eserciti , io manderò contro a voi la maledizione , e maledirò le vostre benedizioni ; ed anche , già le ho maledette , perciocchè voi non vi mettete questo in cuore . Ecco , io sgriderò le vostre sementi , e verserò dello sterco sopra le vostre facce , lo sterco delle vostre feste ; e sarete portati via nel luogo di quello . E voi conoscerete che io vi avea mandato questo comandamento , acciocchè il mio patto fosse con Levi , ha detto il Signor degli eserciti . Il mio patto fu già con lui , di vita , e di pace ; e gli diedi quelle cose , per lo timore del quale egli mi temette ; e perciocchè egli ebbe spavento del mio Nome . La Legge della verità fu nella sua bocca , e non si trovò alcuna iniquità nelle sue labbra ; egli camminò meco in pace , e in dirittura , e convertì molti dall’ iniquità . Conciossiachè le labbra del sacerdote abbiano a conservar la scienza , e si abbia da cercar la Legge dalla sua bocca ; perciocchè egli è l’ Angelo del Signor degli eserciti . Ma voi vi siete stornati dalla via , voi ne avete fatti intoppar molti nella Legge , voi avete violato il patto di Levi , ha detto il Signor degli eserciti . Laonde altresì vi ho resi vili , ed abbietti appo tutto il popolo ; siccome voi non osservate le mie vie , ed avete riguardo alla qualità delle persone spiegando la Legge . NON abbiam noi tutti uno stesso Padre ? non ci ha uno stesso Dio creati ? perchè usa dislealtà l’ uno inverso l’ altro , violando il patto de’ nostri padri ? Giuda ha usata dislealtà ; ed abominazione è stata commessa in Israele ed in Gerusalemme ; conciossiachè Giuda abbia profanata la santità del Signore che l’ ha amato , ed abbia sposate delle figliuole di dii stranieri . Il Signore sterminerà da’ tabernacoli di Giuda , l’ uomo che avrà ciò fatto , colui che veglia , e colui che canta , e colui che presenta offerte al Signor degli eserciti . E in secondo luogo voi fate questo : Voi coprite di lagrime , di pianto , e di strida , l’ altar del Signore , talchè egli non riguarda più alle offerte , e non riceva più dalle vostre mani cosa alcuna a grado . E pur dite : Perchè ? Perciocchè il Signore è stato testimonio fra te , e la moglie della tua giovanezza , inverso la quale tu usi dislealtà ; benchè ella sia tua consorte , e la moglie del tuo patto . Or non fece egli un sol uomo ? e pure egli avea abbondanza di spirito ; e che vuol dir quell’ un solo ? Egli cercava una progenie di Dio . Guardatevi adunque sopra lo spirito vostro , che niun di voi usi dislealtà inverso la moglie della sua giovanezza . Che se pur l’ odia , rimandila , ha detto il Signore Iddio d’ Israele ; e copra la violenza col suo vestimento , ha detto il Signor degli eserciti . Guardatevi adunque sopra lo spirito vostro , che non usiate dislealtà . VOI avete travagliato il Signore con le vostre parole ; e pur dite : In che l’ abbiamo travagliato ? In ciò che voi dite : Chiunque fa male piace al Signore , ed egli prende diletto in tali ; ovvero : Ov’ è l’ Iddio del giudicio ? Ecco , io mando il mio Angelo , ed egli acconcerà la via davanti a me ; e subito il Signore , il qual voi cercate , e l’ Angelo del Patto , il qual voi desiderate , verrà nel suo tempio ; ecco , egli viene , ha detto il Signor degli eserciti . E chi sosterrà il giorno della sua venuta ? e chi durerà , quando egli apparirà ? perciocchè egli è come il fuoco di chi fonde i metalli , e come l’ erba de’ purgatori di panni . Ed egli sederà , struggendo , e purgando l’ argento ; e netterà i figliuoli di Levi , e li affinerà a guisa dell’ oro , e dell’ argento ; ed essi offeriranno al Signore offerte in giustizia . E l’ offerta di Giuda , e di Gerusalemme , sarà piacevole al Signore , come a’ dì antichi , e come negli anni di prima . Ed io mi accosterò a voi in giudicio ; e sarò testimonio pronto contro agl’ incantatori , e contro agli adulteri , e contro a quelli che giurano falsamente , e contro a quelli che fraudano il mercenario della sua mercede ; ed oppressano la vedova , e l’ orfano ; e pervertono il diritto del forestiere , e non mi temono , ha detto il Signor degli eserciti . Perciocchè io sono il Signore che non mi muto , voi , figliuoli di Giacobbe , non siete stati consumati . FIN dal tempo de’ vostri padri , voi vi siete stornati da’ miei statuti , e non li avete osservati . Convertitevi a me , ed io mi rivolgerò a voi , ha detto il Signor degli eserciti . E pur voi dite : In che ci convertiremo ? L’ uomo deve egli rubare Iddio , che voi mi rubate ? E pur dite : In che ti abbiam noi rubato ? Nelle decime , e nelle offerte . Voi sarete maledetti di maledizione , perciocchè mi rubate , o nazione tutta quanta . Portate tutte le decime nelle conserve , e siavi del cibo nella mia Casa ; e fin da ora provatemi in questo , ha detto il Signor degli eserciti , se io non vi apro le cateratte del cielo , e non vi verso tanta benedizione che non le basterete . Io sgriderò , oltre a ciò , per amor vostro , le bestie divoranti , ed esse non guasteranno più i frutti della terra , e le vostre viti non isperderanno più ne’ campi , ha detto il Signor degli eserciti . E tutte le genti vi predicheranno beati ; perciocchè voi sarete un paese di diletto , ha detto il Signor degli eserciti . Voi avete usate parole dure contro a me , ha detto il Signore . E pur dite : Che abbiamo noi detto contro a te ? Voi avete detto : In vano si serve a Dio ; e che abbiamo noi guadagnato , mentre abbiamo osservato ciò ch’ egli ha comandato che si osservi , e mentre siam camminati vestiti a bruno , per lo Signor degli eserciti ? Or dunque noi reputiamo beati i superbi ; benchè operino empiamente , pur sono edificati ; benchè tentino il Signore , pur sono scampati . Allora coloro che temono il Signore han parlato l’ uno all’ altro , e il Signore è stato attento , e l’ ha udito ; ed un libro di memoria è stato scritto nel suo cospetto , per coloro che temono il Signore , e che pensano al suo Nome . E quelli mi saranno , ha detto il Signor degli eserciti , nel giorno che io opererò , un tesoro riposto ; ed io li risparmierò , come un uomo risparmia il suo figliuolo che lo serve . E se pur voi vi convertite , voi vedrete qual differenza vi è tra il giusto e l’ empio ; tra colui che serve Iddio , e colui che non lo serve . Perciocchè , ecco , quel giorno viene , ardente come un forno ; e tutti i superbi , e chiunque opera empiamente , saran come stoppia ; e il giorno che viene li divamperà , ha detto il Signor degli eserciti ; talchè non lascerà loro nè radice , nè ramo . Ma a voi , che temete il mio Nome , si leverà il Sole della giustizia , e guarigione sarà nelle sue ale ; e voi uscirete , e saltellerete a guisa di vitelli di stia . E calpesterete gli empi ; perciocchè saran come cenere sotto la pianta de’ vostri piedi , nel giorno che io opererò , ha detto il Signor degli eserciti . Ricordatevi della Legge di Mosè , mio servitore ; al quale io ordinai , in Horeb , statuti e leggi , per tutto Israele . Ecco , io vi mando il profeta Elia , avanti che venga quel grande e spaventevole giorno del Signore . Ed egli convertirà il cuor de’ padri a’ figliuoli , e il cuor de’ figliuoli a’ lor padri ; che talora io non venga , e non percuota la terra di sterminio a modo d’ interdetto . LIBRO della generazione di Gesù Cristo , figliuolo di Davide , figliuolo di Abrahamo . Abrahamo generò Isacco ; ed Isacco generò Giacobbe ; e Giacobbe generò Giuda , ed i suoi fratelli . E Giuda generò Fares , e Zara , di Tamar ; e Fares generò Esrom ; ed Esrom generò Aram . Ed Aram generò Aminadab ; ed Aminadab generò Naasson ; e Naasson generò Salmon . E Salmon generò Booz , di Rahab ; e Booz generò Obed , di Rut ; ed Obed generò Iesse . E Iesse generò il re Davide . E il re Davide generò Salomone , di quella ch’ era stata di Uria . E Salomone generò Roboamo ; e Roboamo generò Abia ; ed Abia generò Asa . Ed Asa generò Giosafat ; e Giosafat generò Gioram ; e Gioram generò Hozia . E Hozia generò Ioatam ; e Ioatam generò Achaz ; ed Achaz generò Ezechia . Ed Ezechia generò Manasse ; e Manasse generò Amon ; ed Amon generò Giosia . E Giosia generò Ieconia , e i suoi fratelli che furono al tempo della cattività di Babilonia . E , dopo la cattività di Babilonia , Ieconia generò Salatiel ; e Salatiel generò Zorobabel . E Zorobabel generò Abiud ; ed Abiud generò Eliachim ; ed Eliachim generò Azor . Ed Azor generò Sadoc ; e Sadoc generò Achim ; ed Achim generò Eliud . Ed Eliud generò Eleazaro ; ed Eleazaro generò Mattan ; e Mattan generò Giacobbe . E Giacobbe generò Giuseppe , marito di Maria , della quale è nato Gesù , che è nominato Cristo . Così tutte le generazioni , da Abrahamo fino a Davide , son quattordici generazioni ; e da Davide fino alla cattività di Babilonia , altresì quattordici ; e dalla cattività di Babilonia fino a Cristo , altresì quattordici . OR la natività di Gesù Cristo avvenne in questo modo . Maria , sua madre , essendo stata sposata a Giuseppe , avanti che fossero venuti a stare insieme si trovò gravida ; il che era dello Spirito Santo . E Giuseppe , suo marito , essendo uomo giusto , e non volendola pubblicamente infamare , voleva occultamente lasciarla . Ma , avendo queste cose nell’ animo , ecco , un angelo del Signore gli apparve in sogno , dicendo : Giuseppe , figliuol di Davide , non temere di ricever Maria , tua moglie ; perciocchè , ciò che in essa è generato è dello Spirito Santo . Ed ella partorirà un figliuolo , e tu gli porrai nome Gesù ; perciocchè egli salverà il suo popolo da’ lor peccati . Or tutto ciò avvenne , acciocchè si adempiesse quello ch’ era stato detto dal Signore , per lo profeta , dicendo : Ecco , la Vergine sarà gravida , e partorirà un figliuolo , il qual sarà chiamato Emmanuele ; il che , interpretato , vuol dire : Dio con noi . E Giuseppe , destatosi dal sonno , fece secondo che l’ angelo del Signore gli avea comandato , e ricevette la sua moglie . Ma egli non la conobbe , finchè ebbe partorito il suo figliuol primogenito . Ed ella gli pose nome Gesù . ORA , essendo Gesù nato in Betleem di Giudea , a’ dì del re Erode , ecco , de’ magi d’ Oriente arrivarono in Gerusalemme , dicendo : Dov’ è il Re de’ Giudei , che è nato ? Poichè noi abbiamo veduta la sua stella in Oriente , e siam venuti per adorarlo . E il re Erode , udito questo , fu turbato , e tutta Gerusalemme con lui . Ed egli , raunati tutti i principali sacerdoti , e gli scribi del popolo , s’ informò da loro dove il Cristo dovea nascere . Ed essi gli dissero : In Betleem di Giudea ; perciocchè così è scritto per lo profeta : E tu , Betleem , terra di Giuda , non sei punto la minima fra i capi di Giuda ; perciocchè di te uscirà un Capo , il qual pascerà il mio popolo Israele . Allora Erode , chiamati di nascosto i magi , domandò loro del tempo appunto , che la stella era apparita . E , mandandoli in Betleem , disse loro : Andate , e domandate diligentemente del fanciullino ; e quando l’ avrete trovato , rapportatemelo , acciocchè ancora io venga , e l’ adori . Ed essi , udito il re , andarono ; ed ecco , la stella che aveano veduta in Oriente , andava dinanzi a loro , finchè giunta di sopra al luogo dov’ era il fanciullino , vi si fermò . Ed essi , veduta la stella , si rallegrarono di grandissima allegrezza . Ed entrati nella casa , trovarono il fanciullino , con Maria , sua madre ; e gettatisi in terra , adorarono quello ; ed aperti i lor tesori , gli offerirono doni : oro , incenso , e mirra . Ed avendo avuta una rivelazione divina in sogno , di non tornare ad Erode , per un’ altra strada si ridussero nel lor paese . ORA , dopo che si furono dipartiti , ecco , un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe , dicendo : Destati , e prendi il fanciullino , e sua madre , e fuggi in Egitto , e sta’ quivi finch’ io non tel dica ; perciocchè Erode cercherà il fanciullino , per farlo morire . Egli adunque , destatosi , prese il fanciullino , e sua madre , di notte , e si ritrasse in Egitto . E stette quivi fino alla morte di Erode ; acciocchè si adempiesse quello che fu detto dal Signore per lo profeta , dicendo : Io ho chiamato il mio figliuolo fuori di Egitto . Allora Erode , veggendosi beffato dai magi , si adirò gravemente , e mandò a fare uccidere tutti i fanciulli che erano in Betleem , ed in tutti i suoi confini , d’ età da due anni in giù , secondo il tempo , del quale egli si era diligentemente informato da’ magi . Allora si adempiè quello che fu detto dal profeta Geremia , dicendo : Un grido è stato udito in Rama , un lamento , un pianto , ed un gran rammarichìo ; Rachele piange i suoi figliuoli , e non è voluta esser consolata , perciocchè non son più . ORA , dopo che Erode fu morto , ecco , un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe , in Egitto , dicendo : Destati , e prendi il fanciullino , e sua madre , e vattene nel paese d’ Israele ; perciocchè coloro che cercavano la vita del fanciullino son morti . Ed egli , destatosi , prese il fanciullino , e sua madre , e venne nel paese d’ Israele . Ma , avendo udito che Archelao regnava in Giudea , in luogo di Erode , suo padre , temette di andar là ; ed avendo avuta una rivelazione divina in sogno , si ritrasse nelle parti della Galilea . Ed essendo venuto là , abitò in una città detta Nazaret , acciocchè si adempiesse quello che fu detto da’ profeti , ch’ egli sarebbe chiamato Nazareo . OR in que’ giorni venne Giovanni Battista , predicando nel deserto della Giudea , e dicendo : Ravvedetevi , perciocchè il regno de’ cieli è vicino . Perciocchè questo Giovanni è quello del qual fu parlato dal profeta Isaia , dicendo : Vi è una voce d’ uno che grida nel deserto : Acconciate la via del Signore , addirizzate i suoi sentieri . Or esso Giovanni avea il suo vestimento di pel di cammello , ed una cintura di cuoio intorno a’ lombi , e il suo cibo erano locuste e miele salvatico . Allora Gerusalemme , e tutta la Giudea , e tutta la contrada d’ intorno al Giordano , uscirono a lui . Ed erano battezzati da lui nel Giordano , confessando i lor peccati . Or egli , veggendo molti de’ Farisei e de’ Sadducei venire al suo battesimo , disse loro : Progenie di vipere , chi vi ha mostrato di fuggir dall’ ira a venire ? Fate adunque frutti degni dal ravvedimento . E non pensate di dir fra voi stessi : Noi abbiamo Abrahamo per padre ; perciocchè io vi dico , che Iddio può , eziandio da queste pietre , far sorgere dei figliuoli ad Abrahamo . Or già è ancora posta la scure alla radice degli alberi ; ogni albero adunque che non fa buon frutto , sarà di presente tagliato , e gettato nel fuoco . Ben vi battezzo io con acqua , a ravvedimento ; ma colui che viene dietro a me è più forte di me , le cui suole io non son degno di portare ; egli vi battezzerà con lo Spirito Santo e col fuoco . Egli ha la sua ventola in mano , e monderà interamente l’ aia sua , e raccoglierà il suo grano nel granaio ; ma arderà la paglia col fuoco inestinguibile . ALLORA venne Gesù di Galilea al Giordano a Giovanni , per esser da lui battezzato . Ma Giovanni lo divietava forte , dicendo : Io ho bisogno di esser battezzato da te , e tu vieni a me ! E Gesù , rispondendo , gli disse : Lascia al presente ; perciocchè così ci conviene adempiere ogni giustizia . Allora egli lo lasciò fare . E Gesù , tosto che fu battezzato , salì fuor dell’ acqua ; ed ecco , i cieli gli si apersero , ed egli vide lo Spirito di Dio scendere in somiglianza di colomba , e venire sopra di esso . Ed ecco una voce dal cielo , che disse : Questo è il mio diletto Figliuolo , nel quale io prendo il mio compiacimento . ALLORA Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto , per esser tentato dal diavolo . E dopo che ebbe digiunato quaranta giorni , e quaranta notti , alla fine ebbe fame . E il tentatore , accostatoglisi , disse : Se pur tu sei Figliuol di Dio , di’ che queste pietre divengano pani . Ma egli , rispondendo , disse : Egli è scritto : L’ uomo non vive di pan solo , ma d’ ogni parola che procede dalla bocca di Dio . Allora il diavolo lo trasportò nella santa città , e lo pose sopra l’ orlo del tetto del tempio . E gli disse : Se pur sei Figliuol di Dio , gettati giù ; perciocchè egli è scritto : Egli darà ordine a’ suoi angeli intorno a te ; ed essi ti torranno nelle lor mani , che talora tu non t’ intoppi del piè in alcuna pietra . Gesù gli disse : Egli è altresì scritto : Non tentare il Signore Iddio tuo . Di nuovo il diavolo lo trasportò sopra un monte altissimo , e gli mostrò tutti i regni del mondo , e la lor gloria , e gli disse : Io ti darò tutte queste cose , se , gettandoti in terra , tu mi adori . Allora Gesù gli disse : Va’ , Satana ; poichè egli è scritto : Adora il Signore Iddio tuo , e servi a lui solo . Allora il diavolo lo lasciò ; ed ecco , degli angeli vennero a lui , e gli ministravano . OR Gesù , avendo udito che Giovanni era stato messo in prigione , si ritrasse in Galilea . E , lasciato Nazaret , venne ad abitare in Capernaum , città posta in su la riva del mare , a’ confini di Zabulon e di Neftali ; acciocchè si adempiesse quello che fu detto dal profeta Isaia , dicendo : Il paese di Zabulon e di Neftali , che trae verso il mare , la contrada d’ oltre il Giordano , la Galilea de’ Gentili ; il popolo che giaceva in tenebre , ha veduta una gran luce ; ed a coloro che giacevano nella contrada e nell’ ombra della morte , si è levata la luce . Da quel tempo Gesù cominciò a predicare , e a dire : Ravvedetevi , perciocchè il regno de’ cieli è vicino . Or Gesù , passeggiando lungo il mare della Galilea , vide due fratelli : Simone , detto Pietro , e Andrea , suo fratello , i quali gettavano la rete nel mare , perciocchè erano pescatori . E disse loro : Venite dietro a me , ed io vi farò pescatori d’ uomini . Ed essi , lasciate prontamente le reti , lo seguitarono . Ed egli , passato più oltre , vide due altri fratelli : Giacomo , il figliuolo di Zebedeo , e Giovanni , suo fratello , in una navicella , con Zebedeo , lor padre , i quali racconciavano le lor reti ; e li chiamò . Ed essi , lasciata prestamente la navicella , e il padre loro , lo seguitarono . E Gesù andava attorno per tutta la Galilea , insegnando nelle lor sinagoghe , e predicando l’ evangelo del regno , e sanando ogni malattia , ed ogni infermità fra il popolo . E la sua fama andò per tutta la Siria ; e gli erano presentati tutti quelli che stavano male , tenuti di varie infermità e dolori : gl’ indemoniati , e i lunatici , e i paralitici ; ed egli li sanava . E molte turbe lo seguitarono di Galilea , e di Decapoli , e di Gerusalemme , e della Giudea , e d’ oltre il Giordano . ED egli , vedendo le turbe , salì sopra il monte ; e postosi a sedere , i suoi discepoli si accostarono a lui . Ed egli , aperta la bocca , li ammaestrava , dicendo : Beati i poveri in ispirito , perciocchè il regno de’ cieli è loro . Beati coloro che fanno cordoglio , perciocchè saranno consolati . Beati i mansueti , perciocchè essi erederanno la terra . Beati coloro che sono affamati ed assetati della giustizia , perciocchè saranno saziati . Beati i misericordiosi , perciocchè misericordia sarà loro fatta . Beati i puri di cuore , perciocchè vedranno Iddio . Beati i pacifici , perciocchè saranno chiamati figliuoli di Dio . Beati coloro che son perseguitati per cagion di giustizia , perciocchè il regno de’ cieli è loro . Voi sarete beati , quando gli uomini vi avranno vituperati , e perseguitati ; e , mentendo , avran detto contro a voi ogni mala parola per cagion mia . Rallegratevi , e giubilate ; perciocchè il vostro premio è grande ne’ cieli ; perciocchè così hanno perseguitati i profeti che sono stati innanzi a voi . VOI siete il sale della terra ; ora , se il sale diviene insipido , con che lo si salerà egli ? non val più a nulla , se non ad esser gettato via , e ad essere calpestato dagli uomini . Voi siete la luce del mondo ; la città posta sopra un monte non può esser nascosta . Parimente , non si accende la lampana , e si mette sotto il moggio ; anzi si mette sopra il candelliere , ed ella luce a tutti coloro che sono in casa . Così risplenda la vostra luce nel cospetto degli uomini , acciocchè veggano le vostre buone opere , e glorifichino il Padre vostro che è ne’ cieli . NON pensate ch’ io sia venuto per annullar la legge od i profeti ; io non son venuto per annullarli ; anzi per adempierli . Perciocchè , io vi dico in verità , che , finchè sia passato il cielo e la terra , non pure un iota , od una punta della legge trapasserà , che ogni cosa non sia fatta . Chi adunque avrà rotto uno di questi minimi comandamenti , ed avrà così insegnati gli uomini , sarà chiamato il minimo nel regno de’ cieli ; ma colui che li metterà ad effetto , e li insegnerà , sarà chiamato grande nel regno de’ cieli . Perciocchè io vi dico che se la vostra giustizia non abbonda più che quella degli Scribi e de’ Farisei , voi non entrerete punto nel regno de’ cieli . Voi avete udito che fu detto agli antichi : Non uccidere ; e : Chiunque ucciderà sarà sottoposto al giudizio . Ma io vi dico che chiunque si adira contro al suo fratello , senza cagione , sarà sottoposto al giudizio ; e chi gli avrà detto : Raca , sarà sottoposto al concistoro ; e chi gli avrà detto : Pazzo , sarà sottoposto alla geenna del fuoco . Se dunque tu offerisci la tua offerta sopra l’ altare , e quivi ti ricordi che il tuo fratello ha qualche cosa contro a te , lascia quivi la tua offerta dinanzi all’ altare , e va’ , e riconciliati prima col tuo fratello ; ed allora vieni , ed offerisci la tua offerta . Fa’ presto amichevole accordo col tuo avversario , mentre sei tra via con lui ; che talora il tuo avversario non ti dia in mano del giudice , e il giudice ti dia in mano del sergente , e sii cacciato in prigione . Io ti dico in verità , che tu non uscirai di là , finchè tu non abbia pagato l’ ultimo quattrino . Voi avete udito che fu detto agli antichi : Non commettere adulterio . Ma io vi dico che chiunque riguarda una donna , per appetirla , già ha commesso adulterio con lei nel suo cuore . Ora , se l’ occhio tuo destro ti fa intoppare , cavalo , e gettalo via da te ; perciocchè egli val meglio per te che un de’ tuoi membri perisca , che non che tutto il tuo corpo sia gettato nella geenna . E se la tua man destra ti fa intoppare , mozzala , e gettala via da te ; perciocchè egli val meglio per te che un de’ tuoi membri perisca , che non che tutto il tuo corpo sia gettato nella geenna . Or egli fu detto , che chiunque ripudierà la sua moglie , le dia la scritta del divorzio . Ma io vi dico , che chiunque avrà mandata via la sua moglie , salvo che per cagion di fornicazione , la fa essere adultera ; e chiunque avrà sposata colei ch’ è mandata via commette adulterio . Oltre a ciò , voi avete udito che fu detto agli antichi : Non ispergiurarti ; anzi attieni al Signore le cose che avrai giurate . Ma io vi dico : Del tutto non giurate ; nè per lo cielo , perciocchè è il trono di Dio ; nè per la terra , perciocchè è lo scannello de’ suoi piedi ; nè per Gerusalemme , perciocchè è la città del gran Re . Non giurare eziandio per lo tuo capo , conciossiachè tu non possa fare un capello bianco , o nero . Anzi , sia il vostro parlare : Sì , sì ; no , no ; ma ciò che è di soverchio sopra queste parole , procede dal maligno . Voi avete udito che fu detto : Occhio per occhio , e dente per dente . Ma io vi dico : Non contrastate al male ; anzi , se alcuno ti percuote in su la guancia destra , rivolgigli ancor l’ altra . E se alcuno vuol contender teco , e torti la tonica , lasciagli eziandio il mantello . E se alcuno ti angaria un miglio , vanne seco due . Da’ a chi ti chiede , e non rifiutar la domanda di chi vuol prendere alcuna cosa in prestanza da te . Voi avete udito ch’ egli fu detto : Ama il tuo prossimo , e odia il tuo nemico . Ma io vi dico : Amate i vostri nemici , benedite coloro che vi maledicono , fate bene a coloro che vi odiano , e pregate per coloro che vi fanno torto , e vi perseguitano ; acciocchè siate figliuoli del Padre vostro , che è ne’ cieli ; poichè egli fa levare il suo sole sopra i buoni , e sopra i malvagi ; e piovere sopra i giusti , e sopra gl’ ingiusti . Perciocchè , se voi amate coloro che vi amano , che premio ne avrete ? non fanno ancora i pubblicani lo stesso ? E se fate accoglienza solo a’ vostri amici , che fate di singolare ? non fanno ancora i pubblicani il simigliante ? Voi adunque siate perfetti , come è perfetto il Padre vostro , che è ne’ cieli . GUARDATEVI dal praticare la vostra giustizia nel cospetto degli uomini , per esser da loro riguardati ; altrimenti , voi non ne avrete premio appo il Padre vostro , che è ne’ cieli . Quando adunque tu farai limosina , non far sonar la tromba dinanzi a te , come fanno gl’ ipocriti nelle sinagoghe e nelle piazze , per essere onorati dagli uomini ; io vi dico in verità , che ricevono il premio loro . Ma quando tu fai limosina , non sappia la tua sinistra quello che fa la destra , acciocchè la tua limosina si faccia in segreto ; e il Padre tuo , che riguarda in segreto , te ne renderà la retribuzione in palese . E quando tu farai orazione , non esser come gl’ ipocriti ; perciocchè essi amano di fare orazione , stando ritti in piè , nelle sinagoghe , e ne’ canti delle piazze , per esser veduti dagli uomini ; io vi dico in verità , che ricevono il loro premio . Ma tu , quando farai orazione , entra nella tua cameretta , e serra il tuo uscio , e fa’ orazione al Padre tuo , che è in segreto ; e il Padre tuo , che riguarda in segreto , ti renderà la tua retribuzione in palese . Ora , quando farete orazione , non usate soverchie dicerie , come i pagani ; perciocchè pensano di essere esauditi per la moltitudine delle lor parole . Non li rassomigliate adunque ; perciocchè il Padre vostro sa le cose di che voi avete bisogno , innanzi che gliele chiediate . Voi adunque orate in questa maniera : PADRE NOSTRO che sei ne’ cieli , sia santificato il tuo nome . Il tuo regno venga . La tua volontà sia fatta in terra come in cielo . Dacci oggi il nostro pane cotidiano . E rimettici i nostri debiti , come noi ancora li rimettiamo a’ nostri debitori . E non indurci in tentazione , ma liberaci dal maligno ; perciocchè tuo è il regno , e la potenza , e la gloria , in sempiterno . Amen . Perciocchè , se voi rimettete agli uomini i lor falli , il vostro Padre celeste rimetterà ancora a voi i vostri . Ma se voi non rimettete agli uomini i lor falli , il Padre vostro altresì non vi rimetterà i vostri . Ora , quando digiunerete , non siate mesti di aspetto , come gl’ ipocriti ; perciocchè essi si sformano le facce , acciocchè apparisca agli uomini che digiunano ; io vi dico in verità , che ricevono il loro premio . Ma tu , quando digiuni , ungiti il capo , e lavati la faccia ; acciocchè non apparisca agli uomini che tu digiuni , ma al Padre tuo , il quale è in segreto ; e il Padre tuo , che riguarda in segreto , ti renderà la tua retribuzione in palese . NON vi fate tesori in sulla terra , ove la tignuola e la ruggine guastano , e dove i ladri sconficcano e rubano . Anzi , fatevi tesori in cielo , ove nè tignuola , nè ruggine guasta ; ed ove i ladri non sconficcano , e non rubano . Perciocchè , dove è il vostro tesoro , quivi eziandio sarà il vostro cuore . La lampana del corpo è l’ occhio ; se dunque l’ occhio tuo è puro , tutto il tuo corpo sarà illuminato . Ma se l’ occhio tuo è viziato , tutto il tuo corpo sarà tenebroso ; se dunque il lume ch’ è in te è tenebre , quante saranno le tenebre stesse ? Niuno può servire a due signori ; perciocchè , o ne odierà l’ uno , ed amerà l’ altro ; ovvero , si atterrà all’ uno , e sprezzerà l’ altro ; voi non potete servire a Dio ed a Mammona . Perciò , io vi dico : Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra , di che mangerete , o di che berrete ; nè per lo vostro corpo , di che vi vestirete ; non è la vita più che il nutrimento , e il corpo più che il vestire ? Riguardate agli uccelli del cielo ; come non seminano , e non mietono , e non accolgono in granai ; e pure il Padre vostro celeste li nudrisce ; non siete voi da molto più di loro ? E chi è colui di voi , che , con la sua sollecitudine , possa aggiungere alla sua statura pure un cubito ? Ed intorno al vestire , perchè siete con ansietà solleciti ? considerate come crescono i gigli della campagna ; essi non faticano , e non filano ; e pure io vi dico che Salomone stesso , con tutta la sua gloria , non fu vestito al pari dell’ un di loro . Or se Iddio riveste in questa maniera l’ erba de’ campi , che oggi è , e domani è gettata nel forno , non vestirà egli molto più voi , o uomini di poca fede ? Non siate adunque con ansietà solleciti , dicendo : Che mangeremo , o che berremo , o di che saremo vestiti ? Poichè i pagani son quelli che procacciano tutte queste cose ; perciocchè il Padre vostro celeste sa che voi avete bisogno di tutte queste cose . Anzi , cercate in prima il regno di Dio , e la sua giustizia ; e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte . Non siate adunque con ansietà solleciti del giorno di domani ; perciocchè il giorno di domani sarà sollecito delle cose sue ; basta a ciascun giorno il suo male . NON giudicate , acciocchè non siate giudicati . Perciocchè , di qual giudizio voi giudicherete , sarete giudicati ; e della misura che voi misurerete , sarà altresì misurato a voi . E che guardi tu il fuscello ch’ è nell’ occhio del tuo fratello ? e non iscorgi la trave ch’ è nell’ occhio tuo ? Ovvero , come dici al tuo fratello : Lascia che io ti tragga dell’ occhio il fuscello , ed ecco , la trave è nell’ occhio tuo ? Ipocrita , trai prima dell’ occhio tuo la trave , e poi ci vedrai bene per trarre dell’ occhio del tuo fratello il fuscello . Non date ciò che è santo a’ cani , e non gettate le vostre perle dinanzi a’ porci ; che talora non le calpestino co’ piedi , e rivoltisi , non vi lacerino . Chiedete , e vi sarà dato ; cercate , e troverete ; picchiate , e vi sarà aperto . Perciocchè , chiunque chiede riceve , e chi cerca trova , e sarà aperto a chi picchia . Evvi egli alcun uomo fra voi , il quale , se il suo figliuolo gli chiede del pane , gli dia una pietra ? Ovvero anche , se gli chiede un pesce , gli porga un serpente ? Se dunque voi , che siete malvagi , sapete dar buoni doni a’ vostri figliuoli , quanto maggiormente il Padre vostro , che è ne’ cieli , darà egli cose buone a coloro che lo richiederanno ? Tutte le cose adunque , che voi volete che gli uomini vi facciano , fatele altresì voi a loro ; perciocchè questa è la legge ed i profeti . Entrate per la porta stretta , perciocchè larga è la porta , e spaziosa la via , che mena alla perdizione ; e molti son coloro che entran per essa . Quanto è stretta la porta , ed angusta la via che mena alla vita ! e pochi son coloro che la trovano . Ora , guardatevi da’ falsi profeti , i quali vengono a voi in abito di pecore ; ma dentro son lupi rapaci . Voi li riconoscerete da’ frutti loro ; colgonsi uve dalle spine , o fichi da’ triboli ? Così , ogni buon albero fa buoni frutti ; ma l’ albero malvagio fa frutti cattivi . L’ albero buono non può far frutti cattivi , nè l’ albero malvagio far frutti buoni . Ogni albero che non fa buon frutto è tagliato , e gettato nel fuoco . Voi adunque li riconoscerete da’ loro frutti . Non chiunque mi dice : Signore , Signore , entrerà nel regno de’ cieli ; ma chi fa la volontà del Padre mio , che è ne’ cieli . Molti mi diranno in quel giorno : Signore , Signore , non abbiam noi profetizzato in nome tuo , e in nome tuo cacciati demoni , e fatte , in nome tuo , molte potenti operazioni ? Ma io allora protesterò loro : Io non vi conobbi giammai ; dipartitevi da me , voi tutti operatori d’ iniquità . Perciò , io assomiglio chiunque ode queste mie parole , e le mette ad effetto , ad un uomo avveduto , il quale ha edificata la sua casa sopra la roccia . E quando è caduta la pioggia , e son venuti i torrenti , e i venti hanno soffiato , e si sono avventati a quella casa , ella non è però caduta ; perciocchè era fondata sopra la roccia . Ma chiunque ode queste parole , e non le mette ad effetto , sarà assomigliato ad un uomo pazzo , il quale ha edificata la sua casa sopra la rena . E quando la pioggia è caduta , e son venuti i torrenti , e i venti hanno soffiato , e si sono avventati a quella casa , ella è caduta , e la sua ruina è stata grande . Ora , quando Gesù ebbe finiti questi ragionamenti , le turbe stupivano della sua dottrina ; perciocchè egli le ammaestrava , come avendo autorità , e non come gli Scribi . ORA , quando egli fu sceso dal monte , molte turbe lo seguitarono . Ed ecco , un lebbroso venne , e l’ adorò , dicendo : Signore , se tu vuoi , tu puoi nettarmi . E Gesù , distesa la mano , lo toccò , dicendo : Sì , io lo voglio , sii netto . E in quello stante la lebbra di esso fu nettata . E Gesù gli disse : Guarda che tu nol dica ad alcuno ; ma va’ , mostrati al sacerdote , ed offerisci l’ offerta che Mosè ordinò , in testimonianza a loro . ORA , quando egli fu entrato in Capernaum , un centurione venne a lui , pregandolo , e dicendo : Signore , il mio famiglio giace in casa paralitico , gravemente tormentato . E Gesù gli disse : Io verrò , e lo sanerò . Ed il centurione , rispondendo , disse : Signore , io non son degno che tu entri sotto al mio tetto ; ma solamente di’ la parola , ed il mio famiglio sarà guarito . Perciocchè io son uomo sottoposto alla podestà altrui , ed ho sotto di me de’ soldati ; e pure , se dico all’ uno : Va’ , egli va ; e se all’ altro : Vieni , egli viene ; e se dico al mio servitore : Fa’ questo , egli lo fa . E Gesù , avendo udite queste cose , si maravigliò , e disse a coloro che lo seguitavano : Io vi dico in verità , che non pure in Israele ho trovata cotanta fede . Or io vi dico , che molti verranno di Levante e di Ponente , e sederanno a tavola con Abrahamo , con Isacco , e con Giacobbe , nel regno de’ cieli . Ed i figliuoli del regno saranno gettati nelle tenebre di fuori . Quivi sarà il pianto , e lo stridor de’ denti . E Gesù disse al centurione : Va’ ; e come hai creduto , siati fatto . Ed il suo famiglio fu guarito in quello stante . POI Gesù , entrato nella casa di Pietro , vide la suocera di esso che giaceva in letto con la febbre . Ed egli le toccò la mano , e la febbre la lasciò ; ed ella si levò , e ministrava loro . Ora , fattosi sera , gli furono presentati molti indemoniati ; ed egli , con la parola , cacciò fuori gli spiriti , e sanò tutti i malati ; acciocchè si adempiesse ciò che fu detto dal profeta Isaia dicendo : Egli ha prese sopra di sè le nostre infermità , ed ha portate le nostre malattie . OR Gesù , vedendo d’ intorno a sè molte turbe , comandò che si passasse all’ altra riva . Allora uno Scriba , accostatosi , gli disse : Maestro , io ti seguirò , dovunque tu andrai . E Gesù gli disse : Le volpi hanno delle tane , e gli uccelli del cielo de’ nidi ; ma il Figliuol dell’ uomo non ha pur dove posare il capo . Poi un altro , ch’ era de’ suoi discepoli , gli disse : Signore , permettimi che prima io vada , e seppellisca mio padre . Ma Gesù gli disse : Seguitami , e lascia i morti seppellire i loro morti . ED essendo egli entrato nella navicella , i suoi discepoli lo seguitarono . Ed ecco , avvenne in mare un gran movimento , talchè la navicella era coperta dalle onde ; or egli dormiva . E i suoi discepoli , accostatisi , lo svegliarono , dicendo : Signore , salvaci , noi periamo . Ed egli disse loro : Perchè avete voi paura , o uomini di poca fede ? E destatosi , sgridò i venti e il mare , e si fece gran bonaccia . E la gente si maravigliò , dicendo : Qual uomo è costui , che eziandio il mare ed i venti gli ubbidiscono ? E QUANDO egli fu giunto all’ altra riva , nella contrada de’ Ghergheseni , gli si fecero incontro due indemoniati , usciti de’ monumenti , fieri oltre modo , talchè niuno poteva passar per quella via . Ed ecco , gridarono , dicendo : Che vi è tra noi e te , o Gesù , Figliuol di Dio ? sei tu venuto qua , per tormentarci innanzi il tempo ? Or lungi da essi vi era una greggia di molti porci , che pasceva . E i demoni lo pregavono , dicendo : Se tu ci cacci , permettici di andare in quella greggia di porci . Ed egli disse loro : Andate . Ed essi , usciti , se ne andarono in quella greggia di porci ; ed ecco , tutta quella greggia di porci si gettò per lo precipizio nel mare , e quelli morirono nelle acque . E coloro che li pasturavano fuggirono ; e , andati nella città , riferirono tutte queste cose , ed anche il fatto degli indemoniati . Ed ecco , tutta la città uscì incontro a Gesù ; ed avendolo veduto , lo pregarono che si dipartisse da’ lor confini . Ed egli , entrato nella navicella , passò all’ altra riva , e venne nella sua città . ED ecco , gli fu presentato un paralitico che giaceva in letto . E Gesù , veduta la fede loro , disse al paralitico : Figliuolo , sta’ di buon cuore , i tuoi peccati ti son rimessi . Ed ecco , alcuni degli Scribi dicevano fra sè stessi : Costui bestemmia . E Gesù , veduti i lor pensieri , disse : Perchè pensate voi cose malvage ne’ vostri cuori ? Perciocchè , quale è più agevole , dire : I tuoi peccati ti son rimessi , ovver dire : Levati , e cammina ? Ora , acciocchè voi sappiate che il Figliuol dell’ uomo ha autorità in terra di rimettere i peccati : Tu , levati disse egli allora al paralitico , togli il tuo letto , e vattene a casa tua . Ed egli , levatosi , se ne andò a casa sua . E le turbe , veduto ciò , si maravigliarono , e glorificarono Iddio , che avea data cotal podestà agli uomini . POI Gesù , passando oltre , vide un uomo che sedeva al banco della gabella , chiamato Matteo ; ed egli gli disse : Seguitami . Ed egli , levatosi , lo seguitò . Ed avvenne che , essendo Gesù a tavola in casa , ecco , molti pubblicani e peccatori vennero , e si misero a tavola con Gesù , e co’ suoi discepoli . E i Farisei , vedendo ciò , dissero a’ discepoli di esso : Perchè mangia il vostro maestro co’ pubblicani e co’ peccatori ? E Gesù , avendoli uditi , disse loro : Coloro che stanno bene non hanno bisogno di medico , ma i malati . Or andate , e imparate che cosa è : Io voglio misericordia , e non sacrifizio ; perciocchè io non son venuto per chiamare a ravvedimento i giusti , anzi i peccatori . ALLORA si accostarono a lui i discepoli di Giovanni , dicendo : Perchè noi ed i Farisei digiuniamo noi spesso , e i tuoi discepoli non digiunano ? E Gesù disse loro : Que’ della camera delle nozze posson eglino far cordoglio , mentre lo sposo è con loro ? ma verranno i giorni , che lo sposo sarà loro tolto , ed allora digiuneranno . Or niuno mette un pezzo di panno rozzo in un vestimento vecchio ; perciocchè quel ripieno porta via un pezzo del vestimento , e la rottura si fa peggiore . Parimente , non si mette vin nuovo in otri vecchi ; altrimenti gli otri si rompono , e il vino si spande , e gli otri si perdono ; ma si mette il vin nuovo in otri nuovi , e amendue si conservano . MENTRE egli ragionava loro queste cose , ecco , uno de’ capi della sinagoga venne , e gli s’ inchinò , dicendo : La mia figliuola è pur ora trapassata ; ma vieni , e metti la mano sopra di lei , ed ella viverà . E Gesù , levatosi , lo seguitò , insieme co’ suoi discepoli . Ed ecco , una donna , inferma di flusso di sangue già da dodici anni , si accostò di dietro , e toccò il lembo della sua vesta . Perciocchè ella diceva fra sè stessa : Se sol tocco la sua vesta , sarò liberata . E Gesù , rivoltosi , e vedutala , le disse : Sta’ di buon cuore , figliuola ; la tua fede ti ha salvata . E da quell’ ora la donna fu liberata . E quando Gesù fu venuto in casa del capo della sinagoga , ed ebbe veduti i sonatori , e la moltitudine che romoreggiava , disse loro ; Ritraetevi ; perciocchè la fanciulla non è morta , ma dorme . Ed essi si ridevano di lui . Ma quando la moltitudine fu messa fuori , egli entrò , e prese la fanciulla per la mano , ed ella si destò . E la fama di ciò andò per tutto quel paese . E PARTENDOSI Gesù di là , due ciechi lo seguitarono , gridando e dicendo : Abbi pietà di noi , Figliuolo di Davide . E quando egli fu venuto in casa , que’ ciechi si accostarono a lui . E Gesù disse loro : Credete voi che io possa far cotesto ? Essi gli risposero : Sì certo , Signore . Allora egli toccò gli occhi loro , dicendo : Siavi fatto secondo la vostra fede . E gli occhi loro furono aperti ; e Gesù fece loro un severo divieto , dicendo : Guardate che niuno lo sappia . Ma essi , usciti fuori , pubblicarono la fama di esso per tutto quel paese . Ora , come que’ ciechi uscivano , ecco , gli fu presentato un uomo mutolo , indemoniato . E quando il demonio fu cacciato fuori , il mutolo parlò , e le turbe si maravigliavano , dicendo : Giammai non si vide cotal cosa in Israele . Ma i Farisei dicevano : Egli caccia i demoni per lo principe de’ demoni . E GESÙ andava attorno per tutte le città , e per le castella , insegnando nelle lor sinagoghe , e predicando l’ evangelo del regno , e sanando ogni malattia , ed ogni infermità , fra il popolo . E , vedendo le turbe , n’ ebbe compassione , perciocchè erano stanchi e dispersi , a guisa di pecore che non hanno pastore . Allora egli disse a’ suoi discepoli : Ben è la ricolta grande , ma pochi sono gli operai . Pregate adunque il Signore della ricolta , ch’ egli spinga degli operai nella sua ricolta . POI , chiamati a sè i suoi dodici discepoli , diede lor podestà sopra gli spiriti immondi , da cacciarli fuori , e da sanare qualunque malattia , e qualunque infermità . Ora i nomi de’ dodici apostoli son questi : Il primo è Simone , detto Pietro , ed Andrea suo fratello ; Giacomo di Zebedeo , e Giovanni , suo fratello ; Filippo , e Bartolomeo ; Toma , e Matteo , il pubblicano ; Giacomo di Alfeo , e Lebbeo , chiamato per soprannome Taddeo ; Simone Cananita , e Giuda Iscariot , quel che poi ancora lo tradì . Questi dodici mandò Gesù , dando loro questi ordini : Non andate a’ Gentili , e non entrate in alcuna città de’ Samaritani ; ma andate più tosto alle pecore perdute della casa d’ Israele . E andate , e predicate , dicendo : Il regno de’ cieli è vicino . Sanate gl’ infermi , nettate i lebbrosi , risuscitate i morti , cacciate i demoni ; in dono l’ avete ricevuto , in dono datelo . Non fate provvisione nè di oro , nè di argento , nè di moneta nelle vostre cinture ; nè di tasca per lo viaggio , nè di due toniche , nè di scarpe , nè di bastone ; perciocchè l’ operaio è degno del suo nutrimento . Or in qualunque città , o castello voi sarete entrati , ricercate chi in quello è degno , e quivi dimorate finchè partiate . E quando entrerete nella casa , salutatela , dicendo : Pace sia a questa casa . E se quella è degna , venga la pace vostra sopra di essa ; ma , se non è degna , la vostra pace ritorni a voi . E se alcuno non vi riceve , e non ascolta le vostre parole , uscendo di quella casa , o di quella città , scotete la polvere de’ vostri piedi . Io vi dico in verità che quei del paese di Sodoma e di Gomorra saranno più tollerabilmente trattati nel giorno del giudizio , che quella città . Ecco , io vi mando come pecore in mezzo de’ lupi ; siate dunque prudenti come serpenti , e semplici come colombe . Or guardatevi dagli uomini ; perciocchè essi vi metteranno in man de’ concistori , ed essi vi sferzeranno nelle lor sinagoghe . Ed anche sarete menati davanti a’ rettori , e davanti ai re , per cagion mia , in testimonianza a loro , ed ai Gentili . Ma , quando essi vi metteranno nelle lor mani , non siate in sollecitudine come o che parlerete ; perciocchè , in quella stessa ora , vi sarà dato ciò che avrete a parlare . Poichè non siete voi quelli che parlate , ma lo Spirito del Padre vostro è quel che parla in voi . Ora il fratello darà il fratello alla morte , e il padre il figliuolo ; e i figliuoli si leveranno contro a’ lor padri e madri , e li faran morire . E sarete odiati da tutti per lo mio nome ; ma chi avrà sostenuto fino alla fine , sarà salvato . Ora , quando vi perseguiteranno in una città , fuggite in un’ altra ; perciocchè io vi dico in verità , che non avrete finito di circuire le città d’ Israele , che il Figliuol dell’ uomo non sia venuto . Il discepolo non è da più del maestro , nè il servitore da più del suo signore . Basta al discepolo di essere come il suo maestro , e al servitore di essere come il suo signore ; se hanno chiamato il padron della casa Beelzebub , quanto più chiameranno così i suoi famigliari ? Non li temiate adunque ; poichè niente è nascosto , che non abbia ad essere scoperto ; nè occulto , che non abbia a venire a notizia . Quello che io vi dico nelle tenebre , ditelo voi nella luce ; e ciò che udite detto all’ orecchio predicatelo sopra i tetti . E non temiate di coloro che uccidono il corpo , ma non possono uccider l’ anima ; ma temete più tosto colui che può far perire l’ anima e il corpo nella geenna . Due passeri non si vendon eglino solo un quattrino ? pur nondimeno l’ un d’ essi non può cadere in terra , senza il volere del Padre vostro . Ma , quant’ è a voi , eziandio i capelli del vostro capo son tutti annoverati . Non temiate adunque ; voi siete da più di molti passeri . Ogni uomo adunque che mi avrà riconosciuto davanti agli uomini , io altresì lo riconoscerò davanti al Padre mio , che è ne’ cieli . Ma chiunque mi avrà rinnegato davanti agli uomini , io altresì lo rinnegherò davanti al Padre mio che è ne’ cieli . Non pensate ch’ io sia venuto a metter pace in terra ; io non son venuto a mettervi la pace , anzi la spada . Perciocchè io son venuto a mettere in discordia il figliuolo contro al padre , e la figliuola contro alla madre , e la nuora contro alla suocera . E i nemici dell’ uomo saranno i suoi famigliari stessi . Chi ama padre o madre più di me non è degno di me ; e chi ama figliuolo o figliuola più di me non è degno di me . E chi non prende la sua croce , e non viene dietro a me , non è degno di me . Chi avrà trovata la vita sua la perderà ; e chi avrà perduta la vita sua per cagion mia , la troverà . Chi vi riceve , riceve me ; e chi riceve me , riceve colui che mi ha mandato . Chi riceve un profeta , in nome di profeta , riceverà premio di profeta ; e chi riceve un giusto , in nome di giusto , riceverà premio di giusto . E chiunque avrà dato da bere solo un bicchier d’ acqua fredda , ad uno di questi piccoli , in nome di discepolo , io vi dico in verità , ch’ egli non perderà punto il suo premio . E DOPO che Gesù ebbe finito di dare istruzioni a’ suoi dodici discepoli , egli si partì di là , per insegnare , e per predicar nelle loro città . Or Giovanni , avendo nella prigione udite le opere di Gesù , mandò due dei suoi discepoli , a dirgli : Sei tu colui che ha da venire , o pur ne aspetteremo noi un altro ? E Gesù , rispondendo , disse loro : Andate , e rapportate a Giovanni le cose che voi udite , e vedete : I ciechi ricoverano la vista , e gli zoppi camminano ; i lebbrosi son mondati , e i sordi odono ; i morti risuscitano , e l’ evangelo è annunziato a’ poveri . E beato è colui che non si sarà scandalezzato di me . Ora , come essi se ne andavano , Gesù prese a dire alle turbe intorno a Giovanni : Che andaste voi a veder nel deserto ? una canna dimenata dal vento ? Ma pure , che andaste a vedere ? un uomo vestito di vestimenti morbidi ? ecco , coloro che portano vestimenti morbidi son nelle case dei re . Ma pure , che andaste a vedere ? un profeta ? sì certo , vi dico , e più che profeta . Perciocchè costui è quello di cui è scritto : Ecco , io mando il mio angelo davanti alla tua faccia , il quale acconcerà il tuo cammino dinanzi a te . Io vi dico in verità , che fra quelli che son nati di donne , non sorse giammai alcuno maggiore di Giovanni Battista ; ma il minimo nel regno de’ cieli è maggior di lui . Ora , da’ giorni di Giovanni Battista infino ad ora , il regno de’ cieli è sforzato , ed i violenti lo rapiscono . Poichè tutti i profeti , e la legge , hanno profetizzato infino a Giovanni . E se voi lo volete accettare , egli è Elia , che dovea venire . Chi ha orecchie per udire , oda . Or a chi assomiglierò io questa generazione ? Ella è simile a’ fanciulli , che seggono nelle piazze , e gridano a’ lor compagni ; e dicono : Noi vi abbiamo sonato , e voi non avete ballato ; vi abbiam cantate lamentevoli canzoni , e voi non avete fatto cordoglio . Poichè Giovanni è venuto , non mangiando , nè bevendo ; ed essi dicevano : Egli ha il demonio . Il Figliuol dell’ uomo è venuto , mangiando , e bevendo ; ed essi dicono : Ecco un mangiatore , e bevitor di vino ; amico de’ pubblicani , e de’ peccatori ; ma la Sapienza è stata giustificata da’ suoi figliuoli . ALLORA egli prese a rimproverare alle città , nelle quali la maggior parte delle sue potenti operazioni erano state fatte , che esse non si erano ravvedute , dicendo : Guai a te , Chorazin ! Guai a te , Betsaida ! perciocchè , se in Tiro e Sidon fossero state fatte le potenti operazioni , che sono state fatte in voi , si sarebbero già anticamente pentite , con sacco e cenere . Ma pure io vi dico che Tiro e Sidon saranno più tollerabilmente trattate nel dì del giudizio , che voi . E tu , o Capernaum , che sei stata innalzata infino al cielo , sarai abbassata fin nell’ inferno ; perciocchè , se in Sodoma fossero state fatte le potenti operazioni , che sono state fatte in te , ella sarebbe durata infino al dì d’ oggi . Ma pure io vi dico , che il paese di Sodoma sarà più tollerabilmente trattato nel giorno del giudizio , che tu . IN quel tempo Gesù prese a dire : Io ti rendo gloria e lode , o Padre , Signor del cielo e della terra , che tu hai nascoste queste cose a’ savi e intendenti , e le hai rivelate a’ piccoli fanciulli . Sì certo , o Padre , perciocchè così ti è piaciuto . Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio , e niuno conosce il Figliuolo , se non il Padre ; parimente , niuno conosce il Padre , se non il Figliuolo , e colui , a cui il Figliuolo avrà voluto rivelarlo . Venite a me , voi tutti che siete travagliati ed aggravati , ed io vi darò riposo . Togliete sopra voi il mio giogo , ed imparate da me ch’ io son mansueto , ed umil di cuore ; e voi troverete riposo alle anime vostre . Perciocchè il mio giogo è dolce , e il mio carico è leggiero . IN quel tempo , Gesù camminava , in giorno di sabato , per li seminati ; or i suoi discepoli ebber fame , e presero a svellere delle spighe , ed a mangiarle . E i Farisei , veduto ciò , gli dissero : Ecco , i tuoi discepoli fan quello che non è lecito di fare in giorno di sabato . Ma egli disse loro : Non avete voi letto ciò che fece Davide , quando ebbe fame , egli e coloro ch’ erano con lui ? Come egli entrò nella casa di Dio , e mangiò i pani di presentazione i quali non gli era lecito di mangiare , nè a coloro ch’ eran con lui , anzi a’ sacerdoti soli ? Ovvero non avete voi letto nella legge , che nel tempio , i sacerdoti , ne’ giorni del sabato , violano il sabato , eppur non ne sono colpevoli ? Or io vi dico , che qui vi è alcuno maggior del tempio . Ora , se voi sapeste che cosa è : Io voglio misericordia e non sacrificio , voi non avreste condannati gl’ innocenti . Perciocchè , il Figliuol dell’ uomo è Signore eziandio del sabato . POI , partitosi di là , venne nella lor sinagoga ; ed ecco , quivi era una uomo che avea la mano secca . Ed essi fecero una domanda a Gesù , dicendo : È egli lecito di guarire alcuno in giorno di sabato ? per poterlo accusare . Ed egli disse loro : Chi è l’ uomo fra voi , il quale avendo una pecora , se quella cade in giorno di sabato in una fossa , non la prenda , e non la rilevi ? Ora , da quanto più è un uomo , che una pecora ? Egli è dunque lecito di far del bene in giorno di sabato . Allora egli disse a quell’ uomo : Distendi la tua mano . Ed egli la distese , e fu resa sana come l’ altra . Ma i Farisei , usciti fuori , presero consiglio contro a lui , come lo farebbero morire . Ma Gesù , conoscendo ciò , si ritrasse di là ; e molte turbe lo seguitarono , ed egli li guarì tutti . E divietò loro severamente , che nol palesassero ; acciocchè si adempiesse ciò che fu detto dal profeta Isaia , dicendo : Ecco , il mio Servitore , il quale io ho eletto ; l’ amato mio in cui l’ anima mia ha preso il suo compiacimento ; io metterò lo Spirito mio sopra lui , ed egli annunzierà giudizio alle genti . Egli non contenderà , e non griderà ; e niuno udirà la sua voce per le piazze . Egli non triterà la canna rotta , e non ispegnerà il lucignolo fumante ; finchè abbia messo fuori il giudizio in vittoria . E le genti spereranno nel suo nome . ALLORA gli fu presentato un indemoniato , cieco , e mutolo ; ed egli lo sanò ; talchè colui che prima era cieco , e mutolo , parlava e vedeva . E tutte le turbe stupivano , e dicevano : Non è costui il Cristo , il Figliuol di Davide ? Ma i Farisei , udendo ciò , dicevano : Costui non caccia i demoni , se non per Beelzebub , principe de’ demoni . E Gesù , conoscendo i lor pensieri , disse loro : Ogni regno , diviso in sè stesso in parti contrarie , è deserto ; parimente , ogni città , o casa , divisa in sè stessa in parti contrarie , non può durare . Ora , se Satana caccia Satana , egli è diviso in parti contrarie ; come adunque può durare il suo regno ? E se io caccio i demoni per Beelzebub , per cui li cacciano i vostri figliuoli ? Perciò , essi saranno i vostri giudici . Ma , se io caccio i demoni per lo Spirito di Dio , il regno di Dio è pur pervenuto a voi . Ovvero , come può alcuno entrar nella casa d’ un possente uomo , e rapirgli le sue masserizie , se prima non ha legato quel possente uomo ? allora veramente gli prederà la casa . Chi non è meco è contro a me , e chi non raccoglie meco , sparge . Perciò , io vi dico : Ogni peccato e bestemmia sarà rimessa agli uomini ; ma la bestemmia contro allo Spirito non sarà loro rimessa . Ed a chiunque avrà detta alcuna parola contro al Figliuol dell’ uomo , sarà perdonato ; ma a niuno che l’ abbia detta contro allo Spirito Santo , sarà perdonato , nè in questo secolo , nè nel futuro . FATE l’ albero buono , e il suo frutto sarà buono ; o fate l’ albero malvagio , e il suo frutto sarà malvagio ; poichè dal frutto si conosce l’ albero . Progenie di vipere , come potete parlar cose buone , essendo malvagi ? poichè la bocca parla di ciò che soprabbonda nel cuore . L’ uomo buono , dal buon tesoro del cuore , reca fuori cose buone ; ma l’ uomo malvagio , dal malvagio tesoro del cuore , reca fuori cose malvage . Or io vi dico che gli uomini renderanno ragione , nel giorno del giudizio , eziandio d’ ogni oziosa parola che avranno detta . Perciocchè , per le tue parole tu sarai giustificato , ed altresì per le tue parole sarai condannato . ALLORA alcuni degli Scribi e Farisei gli fecero motto , dicendo : Maestro , noi vorremmo veder da te qualche segno . Ma egli , rispondendo , disse loro : La malvagia , e adultera generazione richiede un segno ; ma niun segno le sarà dato , se non il segno del profeta Giona . Perciocchè , siccome Giona fu tre giorni , e tre notti , nel ventre della balena , così sarà il Figliuol dell’ uomo tre giorni , e tre notti , nel cuor della terra . I Niniviti risorgeranno nel giudizio con questa generazione , e la condanneranno ; perciocchè essi si ravvidero alla predicazion di Giona ; ed ecco qui è uno che è più che Giona . La regina del Mezzodì risusciterà nel giudizio con questa generazione , e la condannerà ; perciocchè ella venne dagli estremi termini della terra , per udir la sapienza di Salomone ; ed ecco , qui è uno che è più che Salomone . Ora , quando lo spirito immondo è uscito d’ un uomo , egli va attorno per luoghi aridi , cercando riposo , e non lo trova . Allora dice : Io me ne tornerò a casa mia , onde sono uscito ; e se , quando egli vi viene , la trova vuota , spazzata , ed adorna ; allora va , e prende seco sette altri spiriti , peggiori di lui , i quali entrano , ed abitano quivi ; e l’ ultima condizione di quell’ uomo diviene peggiore della prima . Così anche avverrà a questa malvagia generazione . ORA , mentre egli parlava ancora alle turbe , ecco , sua madre , ed i suoi fratelli , fermatisi di fuori , cercavano di parlargli . Ed alcuno gli disse : Ecco tua madre , ed i tuoi fratelli , sono là fuori cercando di parlarti . Ma egli , rispondendo , disse a colui che gli avea ciò detto : Chi è mia madre , e chi sono i miei fratelli ? E distesa la mano verso i suoi discepoli , disse : Ecco la madre mia , ed i miei fratelli . Perciocchè , chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio , che è ne’ cieli , esso è mio fratello , sorella , e madre . ORA in quel giorno stesso , Gesù , uscito di casa , si pose a sedere presso del mare . E molte turbe si raunarono appresso di lui , talchè egli , entrato in una navicella , si pose a sedere ; e tutta la moltitudine stava in piè in su la riva . Ed egli ragionava loro molte cose , in parabole , dicendo : Ecco , un seminatore uscì fuori a seminare . E mentre egli seminava , una parte della semenza cadde lungo la strada , e gli uccelli vennero , e la mangiarono tutta . Ed un’ altra cadde in luoghi pietrosi , ove non avea molta terra , e subito nacque , perciocchè non avea profondo terreno ; ma , essendo levato il sole , fu riarsa ; e , perciocchè non avea radice , si seccò . Ed un’ altra cadde sopra le spine , e le spine crebbero , e l’ affogarono . Ed un’ altra cadde in buona terra , e portò frutto , qual granel cento , qual sessanta , qual trenta . Chi ha orecchie da udire , oda . Allora i discepoli , accostatisi , gli dissero : Perchè parli loro in parabole ? Ed egli , rispondendo , disse loro : Perciocchè a voi è dato di conoscere i misteri del regno de’ cieli , ma a loro non è dato . Perciocchè , a chiunque ha , sarà dato , ed egli soprabbonderà ; ma , a chiunque non ha , eziandio quel ch’ egli ha gli sarà tolto . Perciò , parlo io loro in parabole , perchè veggendo non veggono , udendo non odono , e non intendono . E si adempie in loro la profezia d’ Isaia , che dice : Bene udirete , ma non intenderete ; ben riguarderete , ma non vedrete . Perciocchè il cuore di questo popolo è ingrassato , e odono gravemente con gli orecchi , e chiudono gli occhi ; acciocchè non veggano con gli occhi , e non odano con gli orecchi , e non intendano col cuore , e non si convertano , ed io non li sani . Ma , beati gli occhi vostri , perchè veggono ; e le vostre orecchie , perchè odono . Perciocchè , io vi dico in verità , che molti profeti e giusti hanno desiderato di veder le cose che voi vedete e non le hanno vedute ; e di udir le cose che voi udite , e non le hanno udite . Voi dunque intendete la parabola del seminatore . Quando alcuno ode la parola del regno , e non l’ intende , il maligno viene , e rapisce ciò ch’ era stato seminato nel cuor di esso . Un tale è la semenza seminata lungo la strada . E colui che è seminato in luoghi pietrosi è colui che ode la parola , e subito con allegrezza la riceve ; ma non ha radice in sè , anzi è di corta durata : ed avvenendo tribolazione , o persecuzione , per la parola , incontanente è scandalezzato . E colui che è seminato fra le spine è colui che ode la parola ; ma la sollecitudine di questo secolo e l’ inganno delle ricchezze , affogano la parola ; ed essa diviene infruttuosa . Ma colui che è seminato nella buona terra è colui che ode la parola , e l’ intende ; il quale ancora frutta , e fa qual cento , qual sessanta , qual trenta . EGLI propose loro un’ altra parabola , dicendo : Il regno de’ cieli è simile ad un uomo che seminò buona semenza nel suo campo . Ma , mentre gli uomini dormivano , venne il suo nemico , e seminò delle zizzanie per mezzo il grano , e se ne andò . E quando l’ erba fu nata , ed ebbe fatto frutto , allora apparvero eziandio le zizzanie . E i servitori del padron di casa vennero a lui , e gli dissero : Signore , non hai tu seminata buona semenza nel tuo campo ? onde avvien dunque che vi son delle zizzanie ? Ed egli disse loro : Un uomo nemico ha ciò fatto . E i servitori gli dissero : Vuoi dunque che andiamo , e le cogliamo ? Ma egli disse : No ; che talora , cogliendo le zizzanie , non diradichiate insieme con esse il grano . Lasciate crescere amendue insieme , infino alla mietitura ; e nel tempo della mietitura , io dirò a’ mietitori : Cogliete prima le zizzanie , e legatele in fasci , per bruciarle ; ma accogliete il grano nel mio granaio . EGLI propose loro un’ altra parabola , dicendo : Il regno de’ cieli è simile ad un granel di senape , il quale un uomo prende , e lo semina nel suo campo . Esso è bene il più piccolo di tutti i semi ; ma quando è cresciuto è la maggiore di tutte l’ erbe , e divien albero , talchè gli uccelli del cielo vengono , e si riparano ne’ suoi rami . Egli disse loro un’ altra parabola : Il regno de’ cieli è simile al lievito , il quale una donna prende , e lo ripone dentro tre staia di farina , finchè tutta sia levitata . Tutte queste cose ragionò Gesù in parabole alle turbe ; e non parlava loro senza parabola ; acciocchè si adempiesse ciò che fu detto dal profeta : Io aprirò la mia bocca in parabole ; io sgorgherò cose occulte fin dalla fondazione del mondo . ALLORA Gesù , licenziate le turbe , se ne ritornò a casa , e i suoi discepoli gli si accostarono , dicendo : Dichiaraci la parabola delle zizzanie del campo . Ed egli , rispondendo , disse loro : Colui che semina la buona semenza è il Figliuol dell’ uomo . E il campo è il mondo , e la buona semenza sono i figliuoli del regno , e le zizzanie sono i figliuoli del maligno . E il nemico che le ha seminate è il diavolo , e la mietitura è la fin del mondo , e i mietitori son gli angeli . Siccome adunque si colgono le zizzanie , e si bruciano col fuoco , così ancora avverrà nella fin del mondo . Il Figliuol dell’ uomo manderà i suoi angeli , ed essi raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali , e gli operatori d’ iniquità ; e li getteranno nella fornace del fuoco . Ivi sarà il pianto e lo stridor de’ denti . Allora i giusti risplenderanno come il sole , nel regno del Padre loro . Chi ha orecchie da udire , oda . DI nuovo , il regno de’ cieli è simile ad un tesoro nascosto in un campo , il quale un uomo , avendolo trovato , nasconde ; e per l’ allegrezza che ne ha , va , e vende tutto ciò ch’ egli ha , e compera quel campo . Di nuovo , il regno de’ cieli è simile ad un uomo mercatante , il qual va cercando di belle perle . E trovata una perla di gran prezzo , va , e vende tutto ciò ch’ egli ha , e la compera . Di nuovo , il regno de’ cieli è simile ad una rete gettata in mare , la qual raccoglie d’ ogni maniera di cose . E quando è piena , i pescatori la traggono fuori in sul lito ; e postisi a sedere , raccolgono le cose buone ne’ lor vasi , e gettan via ciò che non val nulla . Così avverrà nella fin del mondo : gli angeli usciranno , e metteranno da parte i malvagi d’ infra i giusti ; e li getteranno nella fornace del fuoco . Ivi sarà il pianto e lo stridor de’ denti . Gesù disse loro : Avete voi intese tutte queste cose ? Essi gli dissero : Sì , Signore . Ed egli disse loro : Perciò ogni Scriba , ammaestrato per lo regno de’ cieli , è simile ad un padrone di casa , il qual trae fuori dal suo tesoro cose vecchie , e nuove . ORA , quando Gesù ebbe finite queste parabole si dipartì di là . Ed essendo venuto nella sua patria , li insegnava nella lor sinagoga , talchè essi stupivano , e dicevano : Onde viene a costui cotesta sapienza , e coteste potenti operazioni ? Non è costui il figliuolo del falegname ? sua madre non si chiama ella Maria ? e i suoi fratelli Giacomo , e Iose , e Simone , e Giuda ? E non son le sue sorelle tutte appresso di noi ? onde vengono dunque a costui tutte queste cose ? Ed erano scandalizzati di lui . E Gesù disse loro : Niun profeta è sprezzato , se non nella sua patria , e in casa sua . Ed egli non fece quivi molte potenti operazioni , per la loro incredulità . IN quel tempo , Erode il tetrarca udì la fama di Gesù . E disse ai suoi servitori : Costui è Giovanni Battista ; egli è risuscitato da’ morti ; e però le potenze operano in lui . Perciocchè Erode avea preso Giovanni , e l’ avea messo ne’ legami , e l’ avea incarcerato , a motivo di Erodiada , moglie di Filippo , suo fratello . Perciocchè Giovanni gli diceva : Ei non ti è lecito di ritenere costei . E volendolo far morire , pure temette il popolo ; perciocchè essi lo teneano per profeta . Ora , celebrandosi il giorno della natività di Erode , la figliuola di Erodiada avea ballato ivi in mezzo , ed era piaciuta ad Erode . Onde egli le promise , con giuramento , di darle tutto ciò ch’ ella chiederebbe . Ed ella , indotta prima da sua madre , disse : Dammi qui in un piatto la testa di Giovanni Battista . E il re se ne attristò ; ma pure , per li giuramenti , e per rispetto di coloro ch’ erano con lui a tavola , comandò che le fosse data . E mandò a far decapitar Giovanni Battista in prigione . E la sua testa fu portata in un piatto , e data alla fanciulla ; ed ella la portò a sua madre . E i discepoli d’ esso vennero , e tolsero il corpo , e lo seppellirono ; poi vennero , e rapportarono il fatto a Gesù . E GESÙ , udito ciò , si ritrasse di là sopra una navicella , in un luogo deserto , in disparte . E la turbe uditolo , lo seguitarono a piè , dalle città . E Gesù , essendo smontato dalla navicella , vide una gran moltitudine , e fu mosso a compassione inverso loro , e sanò gl’ infermi d’ infra loro . E , facendosi sera , i suoi discepoli gli si accostarono , dicendo : Questo luogo è deserto , e l’ ora è già passata ; licenzia le turbe , acciocchè vadano per le castella , e si comperino da mangiare . Ma Gesù disse loro : Non han bisogno di andarsene ; date lor voi da mangiare . Ed essi gli dissero : Noi non abbiam qui se non cinque pani , e due pesci . Ed egli disse : Recatemeli qua . E comandò che le turbe si coricassero sopra l’ erba ; poi prese i cinque pani , e i due pesci ; e levati gli occhi al cielo , fece la benedizione ; e , rotti i pani , li diede a’ discepoli , e i discepoli alle turbe . E tutti mangiarono , e furon saziati ; poi i discepoli levarono l’ avanzo de’ pezzi , e ve ne furono dodici corbelli pieni . Or coloro che aveano mangiato erano intorno a cinquemila uomini , oltre alle donne ed i fanciulli . INCONTANENTE appresso , Gesù costrinse i suoi discepoli a montare in su la navicella , ed a passare innanzi a lui all’ altra riva , mentre egli licenziava le turbe . Ed egli , dopo aver licenziate le turbe , salì in sul monte in disparte , per orare . E , fattosi sera , era quivi tutto solo . E la navicella era già in mezzo del mare , travagliata dalle onde ; perciocchè il vento era contrario . E nella quarta vigilia della notte , Gesù se ne andò a loro , camminando sopra il mare . E i discepoli , vedendolo camminar sopra il mare , si turbarono , dicendo : Egli è un fantasma . E di paura gridarono . Ma subito Gesù parlò loro , dicendo : Rassicuratevi ; sono io , non temiate . E Pietro , rispondendogli , disse : Signore , se sei tu , comanda che io venga a te sopra le acque . Ed egli disse : Vieni . E Pietro , smontato dalla navicella , camminava sopra le acque , per venire a Gesù . Ma , vedendo il vento forte , ebbe paura ; e , cominciando a sommergersi , gridò , dicendo : Signore , salvami . E incontanente Gesù distese la mano , e lo prese , e gli disse : O uomo di poca fede , perchè hai dubitato ? Poi , quando furono entrati nella navicella , il vento si acquetò . E coloro ch’ erano nella navicella vennero , e l’ adorarono , dicendo : Veramente tu sei il Figliuol di Dio . Poi , essendo passati all’ altra riva , vennero nella contrada di Gennesaret . E gli uomini di quel luogo , avendolo riconosciuto , mandarono a farlo sapere per tutta quella contrada circonvicina ; e gli presentarono tutti I malati ; e lo pregavano che potessero sol toccare il lembo della sua vesta ; e tutti quelli che lo toccarono furono sanati . ALLORA gli Scribi ed i Farisei di Gerusalemme vennero a Gesù , dicendo : Perchè trasgrediscono i tuoi discepoli la tradizion degli anziani ? poichè non si lavano le mani , quando prendono cibo . Ma egli , rispondendo , disse loro : E voi , perchè trasgredite il comandamento di Dio per la vostra tradizione ? Poichè Iddio ha comandato in questa maniera : Onora padre , e madre ; e : Chi maledice padre , o madre , muoia di morte . Ma voi dite : Chiunque avrà detto al padre , o alla madre : Tutto ciò , di che tu potresti esser da me sovvenuto , è offerta a Dio ; può non più onorar suo padre , e sua madre . Ed avete annullato il comandamento di Dio con la vostra tradizione . Ipocriti , ben di voi profetizzò Isaia , dicendo : Questo popolo si accosta a me con la bocca , e mi onora con le labbra ; ma il cuor loro è lungi da me . Ma invano mi onorano insegnando dottrine , che son comandamenti d’ uomini . Poi , chiamata a sè la moltitudine , le disse : Ascoltate , ed intendete : Non ciò che entra nella bocca contamina l’ uomo ; ma ben lo contamina ciò che esce dalla bocca . Allora i suoi discepoli , accostatisi , gli dissero : Sai tu che i Farisei , udito questo ragionamento , sono stati scandalizzati ? Ed egli , rispondendo , disse : Ogni pianta che il padre mio celeste non ha piantata sarà diradicata . Lasciateli ; son guide cieche di ciechi ; ora , se un cieco guida un altro cieco amendue cadranno nella fossa . E Pietro , rispondendo , gli disse : Dichiaraci quella parabola . E Gesù disse : Siete voi eziandio ancor privi d’ intelletto ? Non intendete voi ancora che tutto ciò che entra nella bocca se ne va nel ventre , e poi è gettato fuori nella latrina ? Ma le cose che escono dalla bocca procedono dal cuore , ed esse contaminano l’ uomo . Poichè dal cuore procedono pensieri malvagi , omicidii , adulterii , fornicazioni , furti , false testimonianze , maldicenze . Queste son le cose che contaminano l’ uomo ; ma il mangiare con mani non lavate non contamina l’ uomo . POI Gesù , partitosi di là , si ritrasse nelle parti di Tiro , e di Sidon . Ed ecco , una donna Cananea , uscita di que’ confini , gli gridò , dicendo : Abbi pietà di me , o Signore , figliuol di Davide ! la mia figliuola è malamente tormentata dal demonio . Ma egli non le rispondeva nulla . E i suoi discepoli , accostatisi , lo pregavano , dicendo : Licenziala , perciocchè ella grida dietro a noi . Ma egli , rispondendo , disse : Io non son mandato se non alle pecore perdute della casa d’ Israele . Ed ella venne , e l’ adorò , dicendo : Signore , aiutami . Ma egli , rispondendo , disse : Non è cosa onesta prendere il pan de’ figliuoli , e gettarlo a’ cagnuoli . Ed ella disse : Ben dici , Signore ; poichè anche i cagnuoli mangiano delle miche che cadono dalla tavola de’ lor padroni . Allora Gesù , rispondendo , le disse : O donna , grande è la tua fede ; siati fatto come tu vuoi . E da quell’ ora , la sua figliuola fu sanata . E GESÙ , partendo di là , venne presso al mar della Galilea ; e salito sopra il monte , si pose quivi a sedere . E molte turbe si accostarono a lui , le quali aveano con loro degli zoppi , dei ciechi , de’ mutoli , de’ monchi , ed altri molti ; e li gettarono a’ piedi di Gesù , ed egli li sanò ; talchè le turbe si maravigliavano , vedendo i mutoli parlare , i monchi esser sani , gli zoppi camminare , e i ciechi vedere ; e glorificarono l’ Iddio d’ Israele . E Gesù , chiamati a sè i suoi discepoli , disse : Io ho gran pietà della moltitudine ; perciocchè già tre giorni continui dimora appresso di me , e non ha di che mangiare ; e pure io non voglio licenziarli digiuni , che talora non vengano meno tra via . E i suoi discepoli gli dissero : Onde avremmo in un luogo deserto tanti pani , che bastassero a saziare una cotanta moltitudine ? E Gesù disse loro : Quanti pani avete ? Ed essi dissero : Sette , e alcuni pochi pesciolini . Ed egli comandò alle turbe che si mettessero a sedere in terra . Poi prese i sette pani , e i pesci , e rese grazie , li ruppe , e li diede a’ suoi discepoli ; e i discepoli alla moltitudine . E tutti ne mangiarono , e furon saziati ; poi levaron l’ avanzo de’ pezzi , e ve ne furono sette panieri pieni . Or coloro che avean mangiato erano quattromila uomini , oltre alle donne e i fanciulli . Poi , licenziate le turbe , egli montò nella navicella , e venne ne’ confini di Magdala . ED accostatisi a lui i Farisei , e i Sadducei , tentandolo , lo richiesero di mostrar loro un segno dal cielo . Ma egli , rispondendo , disse loro : Quando si fa sera , voi dite : Farà tempo sereno , perciocchè il cielo rosseggia . E la mattina dite : Oggi sarà tempesta , perciocchè il cielo tutto mesto rosseggia . Ipocriti , ben sapete discernere l’ aspetto del cielo , e non potete discernere i segni de’ tempi ! La gente malvagia ed adultera richiede un segno , ma segno alcuno non le sarà dato , se non il segno del profeta Giona . E , lasciatili , se ne andò . E quando i suoi discepoli furon giunti all’ altra riva , ecco , aveano dimenticato di prender del pane . E Gesù disse loro : Vedete , guardatevi dal lievito de’ Farisei , e de’ Sadducei . Ed essi ragionavano fra loro , dicendo : Noi non abbiam preso del pane . E Gesù , conosciuto ciò , disse loro : Perchè questionate fra voi , o uomini di poca fede , di ciò che non avete preso del pane ? Ancora siete voi senza intelletto , e non vi ricordate dei cinque pani de’ cinquemila uomini , e quanti corbelli ne levaste ? Nè de’ sette pani de’ quattromila uomini , e quanti panieri ne levaste ? Come non intendete voi , che non del pane vi dissi che vi guardaste dal lievito de’ Farisei , e de’ Sadducei ? Allora intesero ch’ egli non avea detto che si guardassero dal lievito del pane , ma della dottrina dei Farisei , e de’ Sadducei . POI Gesù , essendo venuto nelle parti di Cesarea di Filippo , domandò i suoi discepoli : Chi dicono gli uomini che io , il Figliuol dell’ uomo , sono ? Ed essi dissero : Alcuni , Giovanni Battista ; altri , Elia ; altri , Geremia , od uno de’ profeti . Ed egli disse loro : E voi , chi dite che io sono ? E Simon Pietro , rispondendo , disse : Tu sei il Cristo , il Figliuol dell’ Iddio vivente . E Gesù , rispondendo , gli disse : Tu sei beato , o Simone , figliuol di Giona , poichè la carne ed il sangue non t’ hanno rivelato questo , ma il Padre mio che è ne’ cieli . Ed io altresì ti dico , che tu sei Pietro , e sopra questa pietra io edificherò la mia chiesa , e le porte dell’ inferno non la potranno vincere . Ed io ti darò le chiavi del regno dei cieli ; e tutto ciò che avrai legato in terra sarà legato ne’ cieli , e tutto ciò che avrai sciolto in terra sarà sciolto ne’ cieli . Allora egli divietò a’ suoi discepoli , che non dicessero ad alcuno ch’ egli fosse Gesù , il Cristo . Da quell’ ora Gesù cominciò a dichiarare a’ suoi discepoli , che gli conveniva andare in Gerusalemme , e sofferir molte cose dagli anziani , e da’ principali sacerdoti , e dagli Scribi , ed essere ucciso , e risuscitare nel terzo giorno . E Pietro , trattolo da parte , cominciò a riprenderlo , dicendo : Signore , tolga ciò Iddio ; questo non ti avverrà punto . Ma egli , rivoltosi , disse a Pietro : Vattene indietro da me , Satana ; tu mi sei in iscandalo , perciocchè tu non hai il senso alle cose di Dio , ma alle cose degli uomini . ALLORA Gesù disse a’ suoi discepoli : Se alcuno vuol venir dietro a me , rinunzi a sè stesso , e tolga la sua croce , e mi segua . Perciocchè , chi avrà voluto salvar la vita sua la perderà ; ma chi avrà perduta la vita sua , per amor di me , la troverà . Perciocchè , che giova egli all’ uomo , se guadagna tutto il mondo , e fa perdita dell’ anima sua ? ovvero , che darà l’ uomo in iscambio dell’ anima sua ? Perciocchè il Figliuol dell’ uomo verrà nella gloria del Padre suo , co’ suoi angeli ; ed allora egli renderà la retribuzione a ciascuno secondo i suoi fatti . Io vi dico in verità , che alcuni di coloro che son qui presenti non gusteranno la morte , che non abbiano veduto il Figliuol dell’ uomo venir nel suo regno . E SEI giorni appresso , Gesù prese seco Pietro , e Giacomo , e Giovanni , suo fratello , e li condusse sopra un alto monte , in disparte . E fu trasfigurato in lor presenza , e la sua faccia risplendè come il sole , e i suoi vestimenti divenner candidi come la luce . Ed ecco , apparvero loro Mosè ed Elia , che ragionavano con lui . E Pietro fece motto a Gesù , e gli disse : Signore , egli è bene che noi stiam qui ; se tu vuoi , facciam qui tre tabernacoli ; uno a te , uno a Mosè , ed uno ad Elia . Mentre egli parlava ancora , ecco , una nuvola lucida li adombrò ; ed ecco , una voce venne dalla nuvola , dicendo : Questo è il mio diletto Figliuolo , in cui ho preso il mio compiacimento ; ascoltatelo . E i discepoli , udito ciò , caddero sopra le lor facce , e temettero grandemente . Ma Gesù , accostatosi , li toccò , e disse : Levatevi , e non temiate . Ed essi , alzati gli occhi , non videro alcuno , se non Gesù tutto solo . Poi , mentre scendevano dal monte , Gesù diede loro questo comandamento : Non dite la visione ad alcuno , finchè il Figliuol dell’ uomo sia risuscitato dai morti . E i suoi discepoli lo domandarono dicendo : Come adunque dicono gli Scribi che convien che prima venga Elia ? E Gesù , rispondendo , disse loro : Elia veramente deve prima venire , e ristabilire ogni cosa . Ma io vi dico , che Elia è già venuto , ed essi non l’ hanno riconosciuto , anzi hanno fatto inverso lui ciò che hanno voluto ; così ancora il Figliuol dell’ uomo sofferirà da loro . Allora i discepoli intesero ch’ egli avea loro detto ciò di Giovanni Battista . E QUANDO furon venuti alla moltitudine , un uomo gli si accostò , inginocchiandosi davanti a lui , e dicendo : Signore , abbi pietà del mio figliuolo , perciocchè egli è lunatico , e malamente tormentato ; poichè spesso cade nel fuoco , e spesso nell’ acqua . Ed io l’ ho presentato a’ tuoi discepoli , ma essi non l’ hanno potuto guarire . E Gesù , rispondendo , disse : Ahi ! generazione incredula e perversa ! infino a quando mai sarò con voi ? infino a quando mai vi comporterò ? conducetemelo qua . E Gesù sgridò il demonio , ed egli uscì fuor di lui ; e da quell’ ora il fanciullo fu guarito . Allora i discepoli , accostatisi a Gesù in disparte , dissero : Perchè non abbiam noi potuto cacciarlo ? E Gesù disse loro : Per la vostra incredulità ; perciocchè io vi dico in verità , che se avete di fede quant’ è un granel di senape , voi direte a questo monte : Passa di qui a là , ed esso vi passerà ; e niente vi sarà impossibile . Or questa generazione di demoni non esce fuori , se non per orazione , e per digiuno . Ora , mentre essi conversavano nella Galilea , Gesù disse loro : Egli avverrà che il Figliuol dell’ uomo sarà dato nelle mani degli uomini ; ed essi l’ uccideranno ; ma nel terzo giorno egli risusciterà . Ed essi ne furono grandemente contristati . E QUANDO furon venuti in Capernaum , coloro che ricoglievano le didramme vennero a Pietro , e dissero : Il vostro Maestro non paga egli le didramme ? Egli disse : Sì . E quando egli fu entrato in casa , Gesù lo prevenne , dicendo : Che ti pare , Simone ? da cui prendono i re della terra i tributi , o il censo ? da’ figliuoli loro , o dagli stranieri ? Pietro gli disse : Dagli stranieri . Gesù gli disse : Dunque i figliuoli son franchi . Ma , acciocchè noi non li scandalezziamo , vattene al mare , e getta l’ amo , e togli il primo pesce che salirà fuori , ed aprigli la gola , e tu vi troverai uno statere ; prendilo e dallo loro , per te , e per me . IN quell’ ora i discepoli vennero a Gesù dicendo : Deh ! chi è il maggiore nel regno de’ cieli ? E Gesù , chiamato a sè un piccol fanciullo , lo pose nel mezzo di loro , e disse : Io vi dico in verità , che se non siete mutati , e non divenite come i piccoli fanciulli , voi non entrerete punto nel regno de’ cieli . Ogni uomo adunque , che si sarà abbassato , come questo piccol fanciullo , è il maggiore nel regno de’ cieli . E chiunque riceve un tal piccol fanciullo , nel nome mio , riceve me . Ma chi avrà scandalezzato uno di questi piccoli che credono in me , meglio per lui sarebbe che gli fosse appiccata una macina da asino al collo , e che fosse sommerso nel fondo del mare . Guai al mondo per gli scandali ! perciocchè , bene è necessario che scandali avvengano ; ma nondimeno , guai a quell’ uomo per cui lo scandalo avviene ! Ora , se la tua mano , o il tuo piè , ti fa intoppare , mozzali , e gettali via da te ; meglio è per te d’ entrar nella vita zoppo , o monco , che , avendo due mani , e due piedi , esser gettato nel fuoco eterno . Parimente , se l’ occhio tuo ti fa intoppare , cavalo , e gettalo via da te ; meglio è per te d’ entrar nella vita , avendo un occhio solo , che , avendone due , esser gettato nella geenna del fuoco . Guardate che non isprezziate alcuno di questi piccoli ; perciocchè io vi dico che gli angeli loro vedono del continuo ne’ cieli la faccia del Padre mio , che è ne’ cieli . Poichè il Figliuol dell’ uomo è venuto per salvar ciò che era perito . Che vi par egli ? Se un uomo ha cento pecore , ed una di esse si smarrisce , non lascerà egli le novantanove , e non andrà egli su per i monti cercando la smarrita ? E se pure avviene ch’ egli la trovi , io vi dico in verità , che egli più si rallegra di quella , che delle novantanove , che non si erano smarrite . Così , la volontà del Padre vostro ch’ è ne’ cieli è , che neppur uno di questi piccoli perisca . ORA , se il tuo fratello ha peccato contro a te , va’ e riprendilo fra te e lui solo ; se egli ti ascolta , tu hai guadagnato il tuo fratello . Ma , se non ti ascolta , prendi teco ancora uno o due , acciocchè ogni parola sia confermata per la bocca di due , o di tre testimoni . E s’ egli disdegna di ascoltarli , dillo alla chiesa ; e se disdegna eziandio di ascoltar la chiesa , siati come il pagano , o il pubblicano . Io vi dico in verità , che tutte le cose che voi avrete legate sopra la terra saranno legate nel cielo , e tutte le cose che avrete sciolte sopra la terra saranno sciolte nel cielo . Oltre a ciò , io vi dico , che , se due di voi consentono sopra la terra , intorno a qualunque cosa chiederanno , quella sarà lor fatta dal Padre mio , che è ne’ cieli . Perciocchè , dovunque due , o tre , son raunati nel nome mio , quivi son io nel mezzo di loro . Allora Pietro , accostatoglisi , disse : Signore , quante volte , peccando il mio fratello contro a me , gli perdonerò io ? fino a sette volte ? Gesù gli disse : Io non ti dico fino a sette volte , ma fino a settanta volte sette . Perciò , il regno de’ cieli è assomigliato ad un re , il qual volle far ragione co’ suoi servitori . Ed avendo cominciato a far ragione , gli fu presentato uno , ch’ era debitore di diecimila talenti . E non avendo egli da pagare , il suo signore comandò ch’ egli , e la sua moglie , e i suoi figliuoli , e tutto quanto avea , fosse venduto , e che il debito fosse pagato . Laonde il servitore , gettatosi a terra , si prostese davanti a lui , dicendo : Signore , abbi pazienza inverso me , ed io ti pagherò tutto . E il signor di quel servitore , mosso da compassione , lo lasciò andare , e gli rimise il debito . Ma quel servitore , uscito fuori , trovò uno de’ suoi conservi , il qual gli dovea cento denari : ed egli lo prese , e lo strangolava , dicendo : Pagami ciò che tu mi devi . Laonde il suo conservo , gettatoglisi a’ piedi , lo pregava , dicendo : Abbi pazienza inverso me , ed io ti pagherò tutto . Ma egli non volle , anzi andò , e lo cacciò in prigione , finchè avesse pagato il debito . Or i suoi conservi , veduto il fatto , ne furono grandemente contristati , e vennero al lor signore , e gli dichiararono tutto il fatto . Allora il suo signore lo chiamò a sè , e gli disse : Malvagio servitore , io ti rimisi tutto quel debito , perciocchè tu me ne pregasti . Non ti si conveniva egli altresì aver pietà del tuo conservo , siccome io ancora avea avuta pietà di te ? E il suo signore , adiratosi , lo diede in man de’ sergenti , da martoriarlo , infino a tanto ch’ egli avesse pagato tutto ciò che gli era dovuto . Così ancora vi farà il vostro Padre celeste , se voi non rimettete di cuore ognuno al suo fratello i suoi falli . E QUANDO Gesù ebbe finiti questi ragionamenti , si dipartì di Galilea , e venne ne’ confini della Giudea , lungo il Giordano . E molte turbe lo seguitarono , ed egli li sanò quivi . E i Farisei si accostarono a lui , tentandolo , e dicendogli : È egli lecito all’ uomo di mandar via la sua moglie per qualunque cagione ? Ed egli , rispondendo , disse loro : Non avete voi letto che Colui , che da principio fece ogni cosa , fece gli uomini maschio e femmina ? E disse : Perciò , l’ uomo lascerà il padre e la madre , e si congiungerà con la sua moglie , e i due diverranno una stessa carne . Talchè , non son più due , anzi una stessa carne ; ciò dunque che Iddio ha congiunto l’ uomo nol separi . Essi gli dissero : Perchè dunque comandò Mosè che si desse la scritta del divorzio , e che così si mandasse via la moglie ? Egli disse loro : Ben vi permise Mosè , per la durezza de’ vostri cuori , di mandar via le vostre mogli ; ma da principio non era così . Or io vi dico che chiunque manda via la sua moglie , salvochè per cagion di fornicazione , e ne sposa un’ altra , commette adulterio ; ed altresì chi sposa colei che è mandata via commette adulterio . I suoi discepoli gli dissero : Se così sta l’ affare dell’ uomo con la moglie , non è spediente maritarsi . Ma egli disse loro : Non tutti son capaci di questa cosa che voi dite , ma sol coloro a cui è dato . Perciocchè vi son degli eunuchi , i quali son nati così dal seno della madre ; e vi son degli eunuchi , i quali sono stati fatti eunuchi dagli uomini ; e vi son degli eunuchi , i quali si son fatti eunuchi loro stessi per lo regno de’ cieli . Chi può esser capace di queste cose , sialo . ALLORA gli furono presentati dei piccoli fanciulli , acciocchè imponesse loro le mani , ed orasse ; ma i discepoli sgridavano coloro che li presentavano . Ma Gesù disse : Lasciate quei piccoli fanciulli , e non li divietate di venire a me ; perciocchè di tali è il regno de’ cieli . Ed imposte loro le mani , si partì di là . ED ecco , un certo , accostatosi , gli disse : Maestro buono , che bene farò io per aver la vita eterna ? Ed egli gli disse : Perchè mi chiami buono ? niuno è buono , se non un solo , cioè : Iddio . Ora , se tu vuoi entrar nella vita , osserva i comandamenti . Colui gli disse : Quali ? E Gesù disse : Questi : Non uccidere . Non commettere adulterio . Non rubare . Non dir falsa testimonianza . Onora tuo padre e tua madre , ed ama il tuo prossimo come te stesso . Quel giovane gli disse : Tutte queste cose ho osservate fin dalla mia giovanezza ; che mi manca egli ancora ? Gesù gli disse : Se tu vuoi esser perfetto , va’ , vendi ciò che tu hai , e donalo a’ poveri , e tu avrai un tesoro nel cielo ; poi vieni , e seguitami . Ma il giovane , udita quella parola , se ne andò contristato ; perciocchè egli avea molte ricchezze . E Gesù disse a’ suoi discepoli : Io vi dico in verità , che un ricco malagevolmente entrerà nel regno de’ cieli . E da capo vi dico : Egli è più agevole che un cammello passi per la cruna di un ago , che un ricco entri nel regno di Dio . E i suoi discepoli , udito ciò , sbigottirono forte , dicendo : Chi adunque può esser salvato ? E Gesù , riguardatili , disse loro : Questo è impossibile agli uomini , ma a Dio ogni cosa è possibile . Allora Pietro , rispondendo , gli disse : Ecco , noi abbiamo abbandonato ogni cosa , e ti abbiam seguitato ; che ne avremo dunque ? E Gesù disse loro : Io vi dico in verità , che nella nuova creazione , quando il Figliuol dell’ uomo sederà sopra il trono della sua gloria , voi ancora che mi avete seguitato sederete sopra dodici troni , giudicando le dodici tribù d’ Israele . E chiunque avrà abbandonato casa , o fratelli , o sorelle , o padre , o madre , o moglie , o figliuoli , o possessioni , per lo mio nome , ne riceverà cento cotanti , ed erederà la vita eterna . Ma molti primi saranno ultimi , e molti ultimi saranno primi . PERCIOCCHÈ , il regno de’ cieli è simile ad un padron di casa , il quale , in sul far del dì , uscì fuori , per condurre e prezzo de’ lavoratori , per mandarli nella sua vigna . E convenutosi co’ lavoratori in un denaro al dì , li mandò nella sua vigna . Poi , uscito intorno alle tre ore , ne vide altri che stavano in su la piazza scioperati . Ed egli disse loro : Andate voi ancora nella vigna , ed io vi darò ciò che sarà ragionevole . Ed essi andarono . Poi , uscito ancora intorno alle sei , ed alle nove ore , fece il simigliante . Ora , uscito ancora intorno alle undici ore , ne trovò degli altri che se ne stavano scioperati , ed egli disse loro : Perchè ve ne state qui tutto il dì scioperati ? Essi gli dissero : Perciocchè niuno ci ha condotti a prezzo . Egli disse loro : Andate voi ancora nella vigna , e riceverete ciò che sarà ragionevole . Poi , fattosi sera , il padron della vigna disse al suo fattore : Chiama i lavoratori , e paga loro il salario , cominciando dagli ultimi fino a’ primi . Allora quei delle undici ore vennero , e ricevettero un denaro per uno . Poi vennero i primi , i quali pensavano di ricever più , ma ricevettero anch’ essi un denaro per uno . E , ricevutolo , mormoravano contro al padron di casa , dicendo : Questi ultimi han lavorato solo un’ ora , e tu li hai fatti pari a noi , che abbiam portata la gravezza del dì , e l’ arsura . Ma egli , rispondendo , disse all’ un di loro : Amico , io non ti fo alcun torto ; non ti convenisti tu meco in un denaro ? Prendi ciò che ti appartiene , e vattene ; ma io voglio dare a quest’ ultimo quanto a te . Non mi è egli lecito di far ciò che io voglio del mio ? l’ occhio tuo è egli maligno , perciocchè io son buono ? Così , gli ultimi saranno primi , e i primi ultimi ; perciocchè molti son chiamati , ma pochi eletti . POI Gesù , salendo in Gerusalemme , tratti da parte i suoi dodici discepoli nel cammino , disse loro : Ecco , noi saliamo in Gerusalemme , e il Figliuol dell’ uomo sarà dato in man dei principali sacerdoti , e degli Scribi , ed essi lo condanneranno a morte . E lo metteranno nelle mani de’ Gentili , da schernirlo , e flagellarlo , e crocifiggerlo , ma egli risusciterà nel terzo giorno . Allora la madre de’ figliuoli di Zebedeo si accostò a lui , co’ suoi figliuoli , adorandolo , e chiedendogli qualche cosa . Ed egli le disse : Che vuoi ? Ella gli disse : Ordina che questi miei due figliuoli seggano l’ uno alla tua destra , l’ altro alla sinistra , nel tuo regno . E Gesù , rispondendo , disse : Voi non sapete ciò che vi chieggiate ; potete voi bere il calice che io berrò , ed essere battezzati del battesimo del quale io sarò battezzato ? Essi gli dissero : Sì , lo possiamo . Ed egli disse loro : Voi certo berrete il mio calice , e sarete battezzati del battesimo del quale io sarò battezzato ; ma , quant’ è al sedere alla mia destra , o alla sinistra , non istà a me il darlo ; ma sarà dato a coloro a cui è preparato dal Padre mio . E gli altri dieci , avendo ciò udito , furono indegnati di que’ due fratelli . E Gesù , chiamatili a sè , disse : Voi sapete che i principi delle genti le signoreggiano , e che i grandi usano podestà sopra esse . Ma non sarà così fra voi ; anzi chiunque fra voi vorrà divenir grande sia vostro ministro ; e chiunque fra voi vorrà esser primo sia vostro servitore . Siccome il Figliuol dell’ uomo non è venuto per esser servito , anzi per servire , e per dar l’ anima sua per prezzo di riscatto per molti . OR uscendo essi di Gerico , una gran moltitudine lo seguitò . Ed ecco , due ciechi , che sedevano presso della via , avendo udito che Gesù passava , gridarono , dicendo : Abbi pietà di noi , Signore , Figliuol di Davide ! Ma la moltitudine li sgridava , acciocchè tacessero ; ma essi vie più gridavano , dicendo : Abbi pietà di noi , Signore , Figliuolo di Davide . E Gesù , fermatosi , li chiamò , e disse : Che volete ch’ io vi faccia ? Essi gli dissero : Signore , che gli occhi nostri sieno aperti . E Gesù , mosso a pietà , toccò gli occhi loro , e incontanente gli occhi loro ricoverarono la vista , ed essi lo seguitarono . E QUANDO furon vicino a Gerusalemme , e furon venuti in Betfage , presso al monte degli Ulivi , Gesù mandò due discepoli , dicendo loro : Andate nel castello che è dirimpetto a voi ; e subito troverete un’ asina legata , ed un puledro con essa ; scioglieteli , e menatemeli . E se alcuno vi dice nulla , dite che il Signore ne ha bisogno ; e subito li manderà . Or tutto ciò fu fatto , acciocchè si adempiesse ciò che fu detto dal profeta , dicendo : Dite alla figliuola di Sion : Ecco , il tuo Re viene a te , mansueto , e montato sopra un asino , ed un puledro , figlio di un’ asina che porta il giogo . E i discepoli andarono , e fecero come Gesù avea loro imposto . E menaron l’ asina , ed il puledro ; e misero sopra quelli le lor veste , e Gesù montò sopra il puledro . Ed una grandissima moltitudine distese le sue veste nella via ; ed altri tagliavano de’ rami dagli alberi , e li distendevano nella via . E le turbe che andavano davanti , e che venivano dietro gridavano , dicendo : Osanna al Figliuolo di Davide ! Benedetto colui che viene nel nome del Signore ! Osanna ne’ luoghi altissimi ! Ed essendo egli entrato in Gerusalemme , tutta la città fu commossa , dicendo : Chi è costui ? E le turbe dicevano : Costui è Gesù , il Profeta che è da Nazaret di Galilea . E GESÙ entrò nel tempio di Dio , e cacciò fuori tutti coloro che vendevano , e comperavano nel tempio ; e riversò le tavole de’ cambiatori , e le sedie di coloro che vendevano i colombi . E disse loro : Egli è scritto : La mia Casa sarà chiamata Casa d’ orazione , ma voi ne avete fatta una spelonca di ladroni . Allora vennero a lui de’ ciechi , e degli zoppi , nel tempio , ed egli li sanò . Ma i principali sacerdoti , e gli Scribi , vedute le maraviglie ch’ egli avea fatte , ed i fanciulli che gridavano nel tempio : Osanna al Figliuolo di Davide ! furono indegnati . E gli dissero : Odi tu ciò che costoro dicono ? E Gesù disse loro : Sì . Non avete voi mai letto : Dalla bocca de’ fanciulli , e di que’ che poppano , tu hai stabilita la tua lode ? E lasciatili , uscì della città verso Betania , e quivi albergò . E LA mattina ritornando nella città , ebbe fame . E , vedendo un fico in su la strada , andò ad esso , ma non vi trovò nulla , se non delle foglie . Ed egli gli disse : Giammai più in eterno non nasca frutto alcuno da te . E subito il fico si seccò . E i discepoli , veduto ciò , si maravigliarono , dicendo : Come si è di subito seccato il fico ? E Gesù , rispondendo , disse loro : Io vi dico in verità , che , se avete fede e non dubitate , non sol farete la cosa del fico , ma ancora se dite a questo monte : Togliti di là , e gettati nel mare , sarà fatto . E tutte le cose , le quali con orazione richiederete , credendo , voi le riceverete . POI , quando egli fu venuto nel tempio , i principali sacerdoti , e gli anziani del popolo , si accostarono a lui mentre egli insegnava , dicendo : Di quale autorità fai tu queste cose ? e chi ti ha data cotesta autorità ? E Gesù , rispondendo , disse loro : Ancora io vi domanderò una cosa , la qual se voi mi dite io altresì vi dirò di quale autorità fo queste cose . Il battesimo di Giovanni onde era egli ? dal cielo o dagli uomini ? Ed essi ragionavan tra loro , dicendo : Se diciamo che era dal cielo , egli ci dirà : Perchè dunque non gli credeste ? Se altresì diciamo che era dagli uomini noi temiamo la moltitudine perciocchè tutti tengono Giovanni per profeta . E risposero a Gesù , e dissero : Noi non sappiamo . Egli altresì disse loro : Ed io ancora non vi dirò di quale autorità io fo queste cose . ORA , che vi par egli ? Un uomo avea due figliuoli ; e , venuto al primo , disse : Figliuolo , va’ , lavora oggi nella mia vigna . Ma egli , rispondendo , disse : Non voglio , pur nondimeno , poi appresso , ravvedutosi , vi andò . Poi , venuto al secondo , gli disse il simigliante . Ed egli , rispondendo , disse : Sì , lo farò , signore , e pur non vi andò . Qual de’ due fece il voler del padre ? Essi gli dissero : Il primo . Gesù disse loro : Io vi dico in verità , che i pubblicani , e le meretrici vanno innanzi a voi nel regno de’ cieli . Perciocchè Giovanni è venuto a voi per la via della giustizia , e voi non gli avete creduto ; ma i pubblicani e le meretrici gli hanno creduto ; e pur voi , veduto ciò , non vi siete poi appresso ravveduti , per credergli . UDITE un’ altra parabola : Vi era un padre di famiglia , il quale piantò una vigna e le fece una siepe attorno , e cavò in essa un luogo da calcar la vendemmia , e vi edificò una torre ; poi allogò quella a certi lavoratori , e se ne andò in viaggio . Ora , quando venne il tempo de’ frutti , egli mandò i suoi servitori a’ lavoratori , per ricevere i frutti di quella . Ma i lavoratori , presi que’ servitori , ne batterono l’ uno , e ne uccisero l’ altro , e ne lapidarono l’ altro . Da capo egli mandò degli altri servitori , in maggior numero che i primi ; e quelli fecero loro il simigliante . Ultimamente , egli mandò loro il suo figliuolo , dicendo : Avran riverenza al mio figliuolo . Ma i lavoratori , veduto il figliuolo , disser fra loro : Costui è l’ erede ; venite , uccidiamolo , ed occupiamo la sua eredità . E presolo , lo cacciarono fuor della vigna , e l’ uccisero . Quando adunque il padron della vigna sarà venuto , che farà egli a que’ lavoratori ? Essi gli dissero : Egli li farà perir malamente , quegli scellerati , ed allogherà la vigna ad altri lavoratori , i quali gli renderanno i frutti a’ suoi tempi . Gesù disse loro : Non avete voi mai letto nelle Scritture : La pietra che gli edificatori hanno riprovata è divenuta il capo del cantone ; ciò è stato fatto dal Signore , ed è cosa maravigliosa agli occhi nostri ? Perciò , io vi dico , che il regno di Dio vi sarà tolto , e sarà dato ad una gente che farà i frutti di esso . E chi caderà sopra questa pietra sarà tritato , ed ella fiaccherà colui sopra cui ella caderà . E i principali sacerdoti , e i Farisei , udite le sue parabole , si avvidero ch’ egli diceva di loro . E cercavano di pigliarlo ; ma temettero le turbe , perciocchè quelle lo tenevano per profeta . E GESÙ , messosi a parlare , da capo ragionò loro in parabole , dicendo : Il regno de’ cieli è simile ad un re , il qual fece le nozze al suo figliuolo . E mandò i suoi servitori a chiamar gl’ invitati alle nozze , ma essi non vollero venire . Di nuovo mandò altri servitori , dicendo : Dite agl’ invitati : Ecco , io ho apparecchiato il mio desinare , i miei giovenchi , e i miei animali ingrassati sono ammazzati , ed ogni cosa è apparecchiata ; venite alle nozze . Ma essi non curandosene , se ne andarono , chi alla sua possessione , chi alla sua mercatanzia . E gli altri , presi i suoi servitori , li oltraggiarono ed uccisero . E quel re , udito ciò , si adirò , e mandò i suoi eserciti , e distrusse que’ micidiali , ed arse la lor città . Allora egli disse a’ suoi servitori : Ben son le nozze apparecchiate , ma i convitati non n’ erano degni . Andate adunque in su i capi delle strade , e chiamate alle nozze chiunque troverete . E quei servitori , usciti in su le strade , raunarono tutti coloro che trovarono , cattivi e buoni , e il luogo delle nozze fu ripieno di persone ch’ erano a tavola . Or il re , entrato per vedere quei che erano a tavola , vide quivi un uomo che non era vestito di vestimento da nozze . E gli disse : Amico , come sei entrato qua , senza aver vestimento da nozze ? E colui ebbe la bocca chiusa . Allora il re disse a’ servitori : Legategli le mani e i piedi , e toglietelo , e gettatelo nelle tenebre di fuori . Ivi sarà il pianto , e lo stridor dei denti . Perciocchè molti son chiamati , ma pochi eletti . ALLORA i Farisei andarono , e tenner consiglio come lo sorprenderebbero in fallo nelle sue parole . E gli mandarono i lor discepoli , con gli Erodiani , a dirgli : Maestro , noi sappiamo che tu sei verace , e che insegni la via di Dio in verità , e che non ti curi d’ alcuno ; perciocchè tu non riguardi alla qualità delle persone degli uomini . Dicci adunque : Che ti par egli ? È egli lecito di dare il censo a Cesare , o no ? E Gesù , riconosciuta la lor malizia , disse : Perchè mi tentate , o ipocriti ? Mostratemi la moneta del censo . Ed essi gli porsero un denaro . Ed egli disse loro : Di chi è questa figura , e questa soprascritta ? Essi gli dissero : Di Cesare . Allora egli disse loro : Rendete dunque a Cesare le cose che appartengono a Cesare , e a Dio le cose che appartengono a Dio . Ed essi , udito ciò , si maravigliarono , e , lasciatolo , se ne andarono . IN quell’ istesso giorno vennero a lui i Sadducei , i quali dicono che non vi è risurrezione , e lo domandarono , dicendo : Maestro , Mosè ha detto : Se alcuno muore senza figliuoli , sposi il suo fratello per ragione d’ affinità la moglie di esso , e susciti progenie al suo fratello . Or appo noi vi erano sette fratelli ; e il primo , avendo sposata moglie , morì ; e , non avendo progenie , lasciò la sua moglie al suo fratello . Simigliantemente ancora il secondo , e il terzo , fino a tutti e sette . Ora , dopo tutti , morì anche la donna . Nella risurrezione adunque , di cui d’ infra i sette sarà ella moglie ? poichè tutti l’ hanno avuta . Ma Gesù , rispondendo , disse loro : Voi errate , non intendendo le Scritture , nè la potenza di Dio . Perciocchè nella risurrezione non si prendono , nè si dànno mogli ; anzi gli uomini son nel cielo come angeli di Dio . E quant’ è alla risurrezione de’ morti , non avete voi letto ciò che vi fu detto da Dio , quando disse : Io son l’ Iddio d’ Abrahamo , e l’ Iddio d’ Isacco , e l’ Iddio di Giacobbe ? Iddio non è l’ Iddio de’ morti , ma de’ viventi . E le turbe , udite queste cose , stupivano della sua dottrina . ED i Farisei , udito ch’ egli avea chiusa la bocca a’ Sadducei , si raunarono insieme . E un dottor della legge lo domandò , tentandolo , e dicendo : Maestro , quale è il maggior comandamento della legge ? E Gesù gli disse : Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore , e con tutta l’ anima tua , e con tutta la mente tua . Quest’ è il primo , e il gran comandamento . E il secondo , simile ad esso , è : Ama il tuo prossimo come te stesso . Da questi due comandamenti dipendono tutta la legge , ed i profeti . ED essendo i Farisei raunati , Gesù domandò loro , dicendo : Che vi par egli del Cristo ? di chi è egli figliuolo ? Essi gli dicono : Di Davide . Egli disse loro : Come adunque Davide lo chiama egli in ispirito Signore , dicendo : Il Signore ha detto al mio Signore : Siedi alla mia destra , finchè io abbia posti i tuoi nemici per iscannello de’ tuoi piedi ? Se dunque Davide lo chiama Signore , come è egli suo figliuolo ? E niuno poteva rispondergli nulla ; niuno eziandio ardì più , da quel dì innanzi , fargli alcuna domanda . ALLORA Gesù parlò alle turbe , ed a’ suoi discepoli , dicendo : Gli Scribi e i Farisei seggono sopra la sedia di Mosè . Osservate adunque , e fate tutte le cose che vi diranno che osserviate ; ma non fate secondo le opere loro ; perchè dicono , ma non fanno . Perciocchè legano pesi gravi ed importabili , e li mettono sopra le spalle degli uomini ; ma essi non li vogliono pur muovere col dito . E fanno tutte le loro opere per esser riguardati dagli uomini ; ed allargano le lor filatterie , ed allungano le fimbrie delle lor veste . Ed amano i primi luoghi a tavola ne’ conviti , e i primi seggi nelle raunanze ; e le salutazioni nelle piazze ; e d’ esser chiamati dagli uomini : Rabbi , Rabbi . Ma voi , non siate chiamati Maestro ; perciocchè un solo è il vostro Dottore , cioè Cristo ; e voi tutti siete fratelli . E non chiamate alcuno sopra la terra vostro padre ; perciocchè un solo è vostro Padre , cioè , quel ch’ è ne’ cieli . E non siate chiamati dottori ; perciocchè un solo è il vostro Dottore , cioè Cristo . E il maggior di voi sia vostro ministro . Or chiunque si sarà innalzato , sarà abbassato ; e chiunque si sarà abbassato , sarà innalzato . Ora , guai a voi , Scribi e Farisei ipocriti ! perciocchè voi serrate i regno dei cieli davanti agli uomini ; poichè voi non entrate , nè lasciate entrar coloro ch’ erano per entrare . Guai a voi , Scribi e Farisei ipocriti ! perciocchè voi divorate le case delle vedove ; e ciò , sotto specie di far lunghe orazioni ; perciò , voi riceverete maggior condannazione . Guai a voi , Scribi e Farisei ipocriti ! perciocchè voi circuite il mare e la terra , per fare un proselito ; e , quando egli è fatto , voi lo fate figliuol della geenna il doppio più di voi . Guai a voi , guide cieche ! che dite : Se alcuno ha giurato per lo tempio , non è nulla ; ma se ha giurato per l’ oro del tempio , è obbligato . Stolti e ciechi ! perciocchè , quale è maggiore , l’ oro , o il tempio che santifica l’ oro ? Parimente , se alcuno ha giurato per l’ altare , non è nulla ; ma se ha giurato per l’ offerta che è sopra esso , è obbligato . Stolti e ciechi ! perciocchè , quale è maggiore , l’ offerta , o l’ altare che santifica l’ offerta ? Colui adunque che giura per l’ altare giura per esso , e per tutte le cose che son sopra esso . E chi giura per lo tempio giura per esso , e per colui che l’ abita . E chi giura per lo cielo giura per lo trono di Dio , e per colui che siede sopra esso . Guai a voi , Scribi e Farisei ipocriti ! perciocchè voi decimate la menta , e l’ aneto , e il comino , e lasciate le cose più gravi della legge : il giudizio , e la misericordia , e la fede ; ei si conveniva far queste cose , e non lasciar quelle altre . Guide cieche ! che colate la zanzara , e inghiottite il cammello . Guai a voi , Scribi e Farisei ipocriti ! perciocchè voi nettate il difuori della coppa e del piatto ; ma dentro quelli son pieni di rapina e d’ intemperanza . Fariseo cieco ! netta prima il didentro della coppa e del piatto ; acciocchè il difuori ancora sia netto . Guai a voi , Scribi e Farisei ipocriti ! perciocchè voi siete simili a’ sepolcri scialbati , i quali di fuori appaiono belli , ma dentro son pieni d’ ossami di morti , e d’ ogni bruttura . Così ancora voi apparite giusti di fuori agli uomini ; ma dentro , siete pieni d’ ipocrisia e d’ iniquità . Guai a voi , Scribi e Farisei ipocriti ! perciocchè voi edificate i sepolcri de’ profeti , e adornate i monumenti de’ giusti ; e dite : Se noi fossimo stati a’ dì de’ padri nostri , non saremmo già stati lor compagni nell’ uccisione de’ profeti . Talchè voi testimoniate contro a voi stessi , che siete figliuoli di coloro che uccisero i profeti . Voi ancora empiete pur la misura de’ vostri padri . Serpenti , progenie di vipere ! come fuggirete dal giudizio della geenna ? Perciò , ecco , io vi mando de’ profeti , e de’ savi , e degli Scribi ; e di loro ne ucciderete e crocifiggerete alcuni , altri ne flagellerete nelle vostre raunanze , e li perseguiterete di città in città . Acciocchè vi venga addosso tutto il sangue giusto sparso in terra , dal sangue del giusto Abele , infino al sangue di Zaccaria , figliuol di Barachia , il qual voi uccideste fra il tempio e l’ altare . Io vi dico in verità , che tutte queste cose verranno sopra questa generazione . Gerusalemme , Gerusalemme , che uccidi i profeti , e lapidi coloro che ti son mandati ! quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figliuoli , nella maniera che la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ale , e voi non avete voluto ! Ecco , la vostra casa vi è lasciata deserta . Perciocchè io vi dico , che da ora innanzi voi non mi vedrete , finchè diciate : Benedetto colui che viene nel nome del Signore . E GESÙ , essendo uscito , se ne andava fuor del tempio ; e i discepoli gli si accostarono , per mostrargli gli edifici del tempio . Ma Gesù disse loro : Non vedete voi tutte queste cose ? Io vi dico in verità , che non sarà qui lasciata pietra sopra pietra che non sia diroccata . Poi , essendosi egli posto a sedere sopra il monte degli Ulivi , i discepoli gli si accostarono da parte , dicendo : Dicci , quando avverranno queste cose ? e qual sarà il segno della tua venuta , e della fin del mondo ? E Gesù , rispondendo , disse loro : Guardatevi che niun vi seduca . Perciocchè molti verranno sotto il mio nome , dicendo : Io sono il Cristo ; e ne sedurranno molti . Or voi udirete guerre , e romori di guerre ; guardatevi , non vi turbate ; perciocchè conviene che tutte queste cose avvengano ; ma non sarà ancor la fine . Perciocchè una gente si leverà contro all’ altra ; ed un regno contro all’ altro ; e vi saranno pestilenze , e fami , e tremoti in ogni luogo . Ma tutte queste cose saranno sol principio di dolori . Allora vi metteranno nelle mani altrui , per essere afflitti , e vi uccideranno ; e sarete odiati da tutte le genti per lo mio nome . Ed allora molti si scandalezzeranno , e si tradiranno , e odieranno l’ un l’ altro . E molti falsi profeti sorgeranno , e ne sedurranno molti . E perciocchè l’ iniquità sarà moltiplicata , la carità di molti si raffredderà . Ma chi sarà perseverato infino al fine sarà salvato . E questo evangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo , in testimonianza a tutte le genti ; ed allora verrà la fine . QUANDO adunque avrete veduta l’ abominazione della desolazione , della quale ha parlato il profeta Daniele , posta nel luogo santo chi legge pongavi mente ; allora coloro che saranno nella Giudea fuggansene sopra i monti . Chi sarà sopra il tetto della casa non iscenda , per toglier cosa alcuna di casa sua . E chi sarà nella campagna non torni addietro , per toglier la sua vesta . Or guai alle gravide , ed a quelle che latteranno in que’ dì ! E pregate che la vostra fuga non sia di verno , nè in giorno di sabato ; perciocchè allora vi sarà grande afflizione , qual non fu giammai , dal principio del mondo infino ad ora ; ed anche giammai più non sarà . E se que’ giorni non fossero abbreviati , niuna carne scamperebbe ; ma per gli eletti que’ giorni saranno abbreviati . ALLORA , se alcuno vi dice : Ecco , il Cristo è qui , o là , nol crediate . Perciocchè falsi cristi , e falsi profeti sorgeranno , e faranno gran segni , e miracoli ; talchè sedurrebbero , se fosse possibile , eziandio gli eletti . Ecco , io ve l’ ho predetto . Se dunque vi dicono : Ecco , egli è nel deserto , non vi andate ; ecco , egli è nelle camerette segrete , nol crediate . Perciocchè , siccome il lampo esce di Levante , ed apparisce fino in Ponente , tale ancora sarà la venuta del Figliuol dell’ uomo . Perciocchè dovunque sarà il carname , quivi si accoglieranno le aquile . Ora , subito dopo l’ afflizione di quei giorni , il sole scurerà , e la luna non darà il suo splendore , e le stelle caderanno dal cielo , e le potenze de’ cieli saranno scrollate . Ed allora apparirà il segno del Figliuol dell’ uomo , nel cielo ; allora ancora tutte le nazioni della terra faranno cordoglio , e vedranno il Figliuol dell’ uomo venir sopra le nuvole del cielo , con potenza , e gran gloria . Ed egli manderà i suoi angeli , con tromba , e gran grido ; ed essi raccoglieranno i suoi eletti da’ quattro venti , dall’ un de’ capi del cielo infino all’ altro . Ora imparate dal fico questa similitudine : Quando già i suoi rami sono in succhio , e le frondi germogliano , voi sapete che la state è vicina ; così ancora voi , quando avrete vedute tutte queste cose , sappiate ch’ egli è vicino , in su la porta . Io vi dico in verità , che questa età non passerà , finchè tutte queste cose non sieno avvenute . Il cielo e la terra trapasseranno , ma le mie parole non trapasseranno . MA quant’ è a quel giorno , e a quell’ ora , niuno la sa , non pur gli angeli de’ cieli ; ma il mio Padre solo . Ora , come erano i giorni di Noè , così ancora sarà la venuta del Figliuol dell’ uomo . Perciocchè , siccome gli uomini erano , a’ dì che furono avanti il diluvio , mangiando e bevendo , prendendo e dando mogli , sino al giorno che Noè entrò nell’ arca ; e non si avvidero di nulla , finchè venne il diluvio e li portò tutti via ; così ancora sarà la venuta del Figliuol dell’ uomo . Allora due saranno nella campagna ; l’ uno sarà preso , e l’ altro lasciato . Due donne macineranno nel mulino ; l’ una sarà presa , e l’ altra lasciata . Vegliate adunque , perciocchè voi non sapete a qual’ ora il vostro Signore verrà . Ma sappiate ciò , che se il padre di famiglia sapesse a qual vigilia della notte il ladro deve venire , egli veglierebbe , e non lascerebbe sconficcar la sua casa . Perciò , voi ancora siate presti ; perciocchè , nell’ ora che non pensate , il Figliuol dell’ uomo verrà . QUALE è pur quel servitor leale , ed avveduto , il quale il suo signore abbia costituito sopra i suoi famigliari , per dar loro il nutrimento al suo tempo ? Beato quel servitore , il quale il suo signore , quando egli verrà , troverà facendo così . Io vi dico in verità , ch’ egli lo costituirà sopra tutti i suoi beni . Ma , se quel servitore , essendo malvagio , dice nel cuor suo : Il mio signore mette indugio a venire ; e prende a battere i suoi conservi , ed a mangiare , ed a bere con gli ubbriachi ; il signor di quel servitore verrà , nel giorno ch’ egli non l’ aspetta , e nell’ ora ch’ egli non sa ; e lo riciderà , e metterà la sua parte con gl’ ipocriti . Ivi sarà il pianto , e lo stridor de’ denti . ALLORA il regno de’ cieli sarà simile a dieci vergini , le quali , prese le lor lampane , uscirono fuori incontro allo sposo . Or cinque d’ esse erano avvedute , e cinque pazze . Le pazze , prendendo le lor lampane , non aveano preso seco dell’ olio ; ma le avvedute aveano , insieme con le lor lampane , preso seco dell’ olio ne’ loro vasi . Ora , tardando lo sposo , tutte divennero sonnacchiose , e si addormentarono . E in su la mezza notte si fece un grido : Ecco , lo sposo viene , uscitegli incontro . Allora tutte quelle vergini si destarono , ed acconciarono le lor lampane . E le pazze dissero alle avvedute : Dateci dell’ olio vostro , perciocchè le nostre lampane si spengono . Ma le avvedute risposero , e dissero : Noi nol faremo ; che talora non ve ne sia assai per noi , e per voi ; andate più tosto a coloro che lo vendono , e compratene . Ora , mentre quelle andavano a comprarne , venne lo sposo ; e quelle ch’ erano apparecchiate entrarono con lui nelle nozze ; e la porta fu serrata . Poi appresso , vennero anche le altre vergini , dicendo : Signore , signore , aprici . Ma egli rispondendo , disse : Io vi dico in verità , che io non vi conosco . Vegliate adunque , poichè non sapete nè il giorno , nè l’ ora , che il Figliuol dell’ uomo verrà . PERCIOCCHÈ egli è come un uomo , il quale , andando fuori in viaggio , chiamò i suoi servitori , e diede loro in mano i suoi beni . Ed all’ uno diede cinque talenti , ed all’ altro due , ed all’ altro uno : a ciascuno secondo la sua capacità ; e subito si partì . Or colui che avea ricevuti i cinque talenti andò , e trafficò con essi , e ne guadagnò altri cinque . Parimente ancora colui che avea ricevuti i due ne guadagnò altri due . Ma colui che ne avea ricevuto uno andò , e fece una buca in terra , e nascose i danari del suo signore . Ora , lungo tempo appresso , venne il signore di que’ servitori , e fece ragion con loro . E colui che avea ricevuti i cinque talenti venne , e ne presentò altri cinque , dicendo : Signore , tu mi desti in mano cinque talenti ; ecco , sopra quelli ne ho guadagnati altri cinque . E il suo signore gli disse : Bene sta , buono e fedel servitore ; tu sei stato leale in poca cosa ; io ti costituirò sopra molte cose ; entra nella gioia del tuo signore . Poi , venne anche colui che avea ricevuti i due talenti , e disse : Signore , tu mi desti in mano due talenti ; ecco , sopra quelli ne ho guadagnati altri due . Il suo signore gli disse : Bene sta , buono e fedel servitore ; tu sei stato leale in poca cosa ; io ti costituirò sopra molte cose ; entra nella gioia del tuo signore . Poi , venne ancora colui che avea ricevuto un sol talento , e disse : Signore , io conosceva che tu sei uomo aspro , che mieti ove non hai seminato , e ricogli ove non hai sparso ; laonde io temetti , e andai , e nascosi il tuo talento in terra ; ecco , tu hai il tuo . E il suo signore , rispondendo , gli disse : Malvagio e negligente servitore , tu sapevi che io mieto ove non ho seminato e ricolgo ove non ho sparso ; perciò ei ti si conveniva mettere i miei danari in man di banchieri ; e quando io sarei venuto , avrei riscosso il mio con frutto . Toglietegli adunque il talento , e datelo a colui che ha i dieci talenti . Perciocchè , a chiunque ha , sarà dato , ed egli soprabbonderà ; ma chi non ha , eziandio quel ch’ egli ha , gli sarà tolto . E cacciate il servitor disutile nelle tenebre di fuori . Ivi sarà il pianto , e lo stridor de’ denti . ORA , quando il Figliuol dell’ uomo sarà venuto nella sua gloria con tutti i santi angeli , allora egli sederà sopra il trono della sua gloria . E tutte le genti saranno radunate davanti a lui ; ed egli separerà gli uomini gli uni dagli altri , come il pastore separa le pecore da’ capretti . E metterà le pecore alla sua destra , e i capretti alla sinistra . Allora il Re dirà a coloro che saranno alla sua destra : Venite , benedetti del Padre mio ; eredate il regno che vi è stato preparato fino dalla fondazion del mondo . Perciocchè io ebbi fame , e voi mi deste a mangiare ; io ebbi sete , e voi mi deste a bere ; io fui forestiere , e voi mi accoglieste . Io fui ignudo , e voi mi rivestiste ; io fui infermo , e voi mi visitaste ; io fui in prigione , e voi veniste a me . Allora i giusti gli risponderanno , dicendo : Signore , quando ti abbiam noi veduto aver fame , e ti abbiam dato a mangiare ? ovvero , aver sete , e ti abbiam dato a bere ? E quando ti abbiam veduto forestiere , e ti abbiamo accolto ? o ignudo , e ti abbiam rivestito ? E quando ti abbiam veduto infermo , o in prigione , e siamo venuti a te ? E il Re , rispondendo , dirà loro : Io vi dico in verità , che in quanto l’ avete fatto ad uno di questi miei minimi fratelli , voi l’ avete fatto a me . Allora egli dirà ancora a coloro che saranno a sinistra : Andate via da me , maledetti , nel fuoco eterno , ch’ è preparato al diavolo , ed a’ suoi angeli . Perciocchè io ebbi fame , e voi non mi deste a mangiare ; ebbi sete , e non mi deste a bere . Io fui forestiere , e non mi accoglieste ; ignudo , e non mi rivestiste ; infermo , ed in prigione , e non mi visitaste . Allora quelli ancora gli risponderanno , dicendo : Signore , quando ti abbiam veduto aver fame , o sete , o esser forestiere , o ignudo , o infermo , o in prigione , e non ti abbiam sovvenuto ? Allora egli risponderà loro , dicendo : Io vi dico in verità , che in quanto non l’ avete fatto ad uno di questi minimi , nè anche l’ avete fatto a me . E questi andranno alle pene eterne , e i giusti nella vita eterna . ED avvenne che , quando Gesù ebbe finiti tutti questi ragionamenti , disse a’ suoi discepoli : Voi sapete che fra due giorni è la pasqua ; e il Figliuol dell’ uomo sarà dato in mano del magistrato , per essere crocifisso . Allora si raunarono i principali sacerdoti , e gli Scribi , e gli anziani del popolo , nella corte del sommo sacerdote , detto Caiafa ; e presero insieme consiglio di pigliar Gesù con inganno , e di farlo morire . Ma dicevano : Non convien farlo nella festa ; acciocchè non si faccia tumulto fra il popolo . ORA , essendo Gesù in Betania , in casa di Simone lebbroso , era venuta a lui una donna , avendo un alberello d’ olio odorifero di gran prezzo ; ed ella l’ avea sparso sopra il capo di Cristo , mentre era a tavola . E i suoi discepoli , avendo ciò veduto , furono indegnati , dicendo : A che far questa perdita ? Poichè quest’ olio si sarebbe potuto vendere un gran prezzo , e quello darsi a’ poveri . Ma Gesù , conosciuto ciò , disse loro : Perchè date voi noia a questa donna ? poichè ella ha fatta una buona opera inverso me . Perciocchè sempre avete i poveri con voi ; ma me non mi avete sempre . Poichè costei , versando quest’ olio sopra il mio corpo , l’ ha fatto per imbalsamarmi . Io vi dico in verità , che dovunque sarà predicato quest’ evangelo , in tutto il mondo , si racconterà eziandio ciò che costei ha fatto , in memoria di lei . ALLORA uno de’ dodici , detto Giuda Iscariot , andò a’ principali sacerdoti , e disse loro : Che mi volete dare , ed io ve lo darò nelle mani ? Ed essi gli pesarono trenta sicli d’ argento . E da quell’ ora egli cercava opportunità di tradirlo . OR nel primo giorno degli azzimi , i discepoli vennero a Gesù , dicendogli : Ove vuoi che noi ti apparecchiamo da mangiar la pasqua ? Ed egli disse : Andate nella città ad un tale , e ditegli : Il Maestro dice : Il mio tempo è vicino ; io farò la pasqua in casa tua , coi miei discepoli . E i discepoli fecero come Gesù avea loro ordinato , ed apparecchiarono la pasqua . E quando fu sera , egli si mise a tavola co’ dodici . E mentre mangiavano , disse : Io vi dico in verità , che un di voi mi tradirà . Ed essendone eglino grandemente attristati , ciascun di loro prese a dirgli : Son io desso , Signore ? Ed egli , rispondendo , disse : Colui che intinge con la mano meco nel piatto mi tradirà . Il Figliuol dell’ uomo certo se ne va , secondo ch’ è scritto di lui ; ma , guai a quell’ uomo per lo quale il Figliuol dell’ uomo è tradito ! meglio sarebbe stato per lui di non esser mai nato . E Giuda che lo tradiva prese a dire : Maestro , son io desso ? Egli gli disse : Tu l’ hai detto . Ora , mentre mangiavano , Gesù , preso il pane , e fatta la benedizione , lo ruppe , e lo diede a’ discepoli , e disse : Prendete , mangiate ; quest’ è il mio corpo . Poi , preso il calice , e rendute le grazie , lo diede loro , dicendo : Bevetene tutti . Perciocchè quest’ è il mio sangue , ch’ è il sangue del nuovo patto , il quale è sparso per molti , in remission de’ peccati . Or io vi dico , che da ora io non berrò più di questo frutto della vigna , fino a quel giorno che io lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio . E DOPO ch’ ebbero cantato l’ inno , se ne uscirono al monte degli Ulivi . Allora Gesù disse loro : Voi tutti sarete scandalezzati in me questa notte ; perciocchè egli è scritto : Io percoterò il Pastore , e le pecore della greggia saranno disperse . Ma , dopo che io sarò risuscitato , andrò dinanzi a voi in Galilea . Ma Pietro , rispondendo , gli disse : Avvegnachè tutti sieno scandalezzati in te , io non sarò giammai scandalezzato . Gesù gli disse : Io ti dico in verità , che questa stessa notte , innanzi che il gallo canti , tu mi rinnegherai tre volte . Pietro gli disse : Benchè mi convenisse morir teco , non però ti rinnegherò . Il simigliante dissero eziandio tutti i discepoli . ALLORA Gesù venne con loro in una villa , detta Ghetsemane , e disse a’ discepoli : Sedete qui , finchè io sia andato là , ed abbia orato . E preso seco Pietro , e i due figliuoli di Zebedeo , cominciò ad esser contristato , e gravemente angosciato . Allora egli disse loro : L’ anima mia è occupata di tristizia infino alla morte ; dimorate qui , e vegliate meco . E andato un poco innanzi , si gettò sopra la sua faccia , orando , e dicendo : Padre mio , se egli è possibile , trapassi da me questo calice ; ma pure , non come io voglio , ma come tu vuoi . Poi venne a’ discepoli , e li trovò che dormivano , e disse a Pietro : Così non avete potuto vegliar pure un’ ora meco ? Vegliate , ed orate , che non entriate in tentazione ; perciocchè lo spirito è pronto , ma la carne è debole . Di nuovo , la seconda volta , egli andò , ed orò , dicendo : Padre mio , se egli non è possibile che questo calice trapassi da me , che io nol beva , la tua volontà sia fatta . Poi , essendo di nuovo venuto , li trovò che dormivano ; perciocchè i loro occhi erano aggravati . E , lasciatili , andò di nuovo , ed orò la terza volta , dicendo le medesime parole . Allora egli venne a’ suoi discepoli , e disse loro : Dormite pure da ora innanzi , e riposatevi ; ecco , l’ ora è giunta , e il Figliuol dell’ uomo è dato nelle mani dei peccatori . Levatevi , andiamo ; ecco , colui che mi tradisce è vicino . E MENTRE egli parlava ancora , ecco , Giuda , uno de’ dodici , venne , e con lui un grande stuolo , con ispade , ed aste , mandato da’ principali sacerdoti , e dagli anziani del popolo . Or colui che lo tradiva avea loro dato un segnale , dicendo : Colui il quale io avrò baciato è desso ; pigliatelo . E in quello stante , accostatosi a Gesù , gli disse : Bene stii , Maestro ; e baciollo . E Gesù gli disse : Amico , a che far sei tu qui ? Allora coloro , accostatisi a Gesù , gli posero le mani addosso , e lo presero . Ed ecco , un di coloro ch’ erano con Gesù , distesa la mano , trasse fuori la spada , e percosse il servitore del sommo sacerdote , e gli spiccò l’ orecchio . Allora Gesù gli disse : Riponi la tua spada nel suo luogo ; perciocchè tutti coloro che avranno presa la spada , periranno per la spada . Pensi tu forse che io non potessi ora pregare il Padre mio , il qual mi manderebbe subito più di dodici legioni d’ angeli ? Come dunque sarebbero adempiute le Scritture , le quali dicono che conviene che così avvenga ? In quella stessa ora Gesù disse alle turbe : Voi siete usciti con ispade e con aste , come contro a un ladrone , per prendermi ; io tuttodì sedeva appresso di voi , insegnando nel tempio ; e voi non mi avete preso . Ma tutto ciò è avvenuto , acciocchè le Scritture de’ profeti fossero adempiute . Allora tutti i discepoli , lasciatolo , se ne fuggirono . OR coloro che aveano preso Gesù lo menarono a Caiafa , sommo sacerdote , ove gli Scribi e gli anziani erano raunati . E Pietro lo seguitava da lungi infino alla corte del sommo sacerdote ; ed entrato dentro , si pose a seder co’ sergenti , per veder la fine . Or i principali sacerdoti , e gli anziani , e tutto il concistoro , cercavano qualche falsa testimonianza contro a Gesù , per farlo morire ; ma non ne trovarono alcuna ; eziandio dopo che molti falsi testimoni si furono fatti avanti , non ne trovavano però , alcuna ; ma , alla fine , vennero due falsi testimoni ; i quali dissero : Costui ha detto : Io posso disfare il tempio di Dio , e infra tre giorni riedificarlo . Allora il sommo sacerdote , levatosi , gli disse : Non rispondi tu nulla ? che testimoniano costoro contro a te ? Ma Gesù taceva . E il sommo sacerdote replicò , e gli disse : Io ti scongiuro per l’ Iddio vivente , che tu ci dica se tu sei il Cristo , il Figliuol di Dio . Gesù gli disse : Tu l’ hai detto . Anzi io vi dico , che da ora innanzi voi vedrete il Figliuol dell’ uomo sedere alla destra della Potenza , e venir sopra le nuvole del cielo . Allora il sommo sacerdote stracciò i suoi vestimenti , dicendo : Egli ha bestemmiato ; che abbiamo noi più bisogno di testimoni ? ecco , ora voi avete udita la sua bestemmia . Che vi par egli ? Ed essi , rispondendo , dissero : Egli è reo di morte . Allora gli sputarono nel viso , e gli diedero delle guanciate ; ed altri gli diedero delle bacchettate , dicendo : O Cristo , indovinaci chi ti ha percosso . OR Pietro sedeva di fuori nella corte ; ed una fanticella si accostò a lui , dicendo : Anche tu eri con Gesù il Galileo . Ma egli lo negò davanti a tutti , dicendo : Io non so ciò che tu ti dici . E , come egli fu uscito fuori all’ antiporto , un’ altra lo vide , e disse a coloro ch’ erano quivi : Anche costui era con Gesù il Nazareo . Ma egli di nuovo lo negò con giuramento , dicendo : Io non conosco quell’ uomo . E poco appresso , quelli ch’ erano presenti , accostatisi , dissero a Pietro : Di vero anche tu sei di quelli ; perciocchè la tua favella ti fa manifesto . Allora egli cominciò a maledirsi , ed a giurare , dicendo : Io non conosco quell’ uomo . E in quello stante il gallo cantò . Allora Pietro si ricordò della parola di Gesù , il quale gli avea detto : Innanzi che il gallo canti , tu mi rinnegherai tre volte . Ed egli uscì , e pianse amaramente . POI , venuta la mattina , tutti i principali sacerdoti , e gli anziani del popolo , tenner consiglio contro a Gesù per farlo morire . E , legatolo , lo menarono , e misero nelle mani di Ponzio Pilato governatore . Allora Giuda , che l’ avea tradito , vedendo ch’ egli era stato condannato , si pentì , e tornò i trenta sicli d’ argento a’ principali sacerdoti , ed agli anziani , dicendo : Io ho peccato , tradendo il sangue innocente . Ma essi dissero : Che tocca questo a noi ? pensavi tu . Ed egli , gettati i sicli d’ argento nel tempio , si ritrasse , e se ne andò , e si strangolò . E i principali sacerdoti presero quei denari , e dissero : Ei non è lecito di metterli nel tesoro del tempio ; poichè sono prezzo di sangue . E , preso consiglio , comperarono di quelli il campo del vasellaio , per luogo di sepoltura agli stranieri . Perciò , quel campo è stato , infino al dì d’ oggi , chiamato : Campo di sangue . Allora si adempiè ciò che fu detto dal profeta Geremia , dicendo : Ed io presi i trenta sicli d’ argento , il prezzo di colui che è stato apprezzato , il quale hanno apprezzato d’ infra i figliuoli d’ Israele ; e li diedi , per comperare il campo del vasellaio , secondo che il Signore mi avea ordinato . OR Gesù comparve davanti al governatore ; e il governatore lo domandò , dicendo : Sei tu il Re de’ Giudei ? E Gesù gli disse : Tu il dici . Ed essendo egli accusato da’ principali sacerdoti , e dagli anziani , non rispose nulla . Allora Pilato gli disse : Non odi tu quante cose testimoniano contro a te ? Ma egli non gli rispose a nulla ; talchè il governatore si maravigliava grandemente . Or il governatore soleva ogni festa liberare un prigione alla moltitudine , quale ella voleva . E allora aveano un prigione segnalato , detto Barabba . Essendo essi adunque raunati , Pilato disse loro : Qual volete che io vi liberi , Barabba ovvero Gesù , detto Cristo ? Perciocchè egli sapeva che glielo aveano messo nelle mani per invidia . Ora , sedendo egli in sul tribunale , la sua moglie gli mandò a dire : Non aver da far nulla con quel giusto , perciocchè io ho sofferto oggi molto per lui in sogno . Ma i principali sacerdoti , e gli anziani , persuasero le turbe che chiedessero Barabba , e che facessero morir Gesù . E il governatore , replicando , disse loro : Qual de’ due volete che io vi liberi ? Ed essi dissero : Barabba . Pilato disse loro : Che farò dunque di Gesù , detto Cristo ? Tutti gli dissero : Sia crocifisso . E il governatore disse : Ma pure che male ha egli fatto ? Ed essi vie più gridavano , dicendo : Sia crocifisso . E Pilato , vedendo che non profittava nulla , anzi , che si sollevava un tumulto , prese dell’ acqua , e si lavò le mani nel cospetto della moltitudine , dicendo : Io sono innocente del sangue di questo giusto ; pensatevi voi . E tutto il popolo , rispondendo , disse : Sia il suo sangue sopra noi , e sopra i nostri figliuoli . Allora egli liberò loro Barabba ; e dopo aver flagellato Gesù , lo diede loro nelle mani , acciocchè fosse crocifisso . Allora i soldati del governatore , avendo tratto Gesù dentro al pretorio , raunarono attorno a lui tutta la schiera . E , spogliatolo , gli misero attorno un saio di scarlatto . E , contesta una corona di spine , gliela misero sopra il capo , ed una canna nella man destra ; e , inginocchiatiglisi davanti , lo beffavano , dicendo : Ben ti sia , o Re de’ Giudei . Poi , sputatogli addosso , presero la canna , e gliene percotevano il capo . E , dopo che l’ ebbero schernito , lo spogliarono di quel saio , e lo rivestirono de’ suoi vestimenti ; poi lo menarono a crocifiggere . ORA , uscendo , trovarono un Cireneo , chiamato per nome Simone , il quale angariarono a portar la croce di Gesù . E , venuti nel luogo detto Golgota , che vuol dire : Il luogo del teschio ; gli diedero a bere dell’ aceto mescolato con fiele ; ma egli avendolo gustato , non volle berne . Poi , avendolo crocifisso , spartirono i suoi vestimenti , tirando la sorte ; acciocchè fosse adempiuto ciò che fu detto dal profeta : Hanno spartiti fra loro i miei vestimenti , ed hanno tratta la sorte sopra la mia veste . E , postisi a sedere , lo guardavano quivi . Gli posero ancora , di sopra al capo , il maleficio che gli era apposto , scritto in questa maniera : COSTUI È GESÙ , IL RE DE’ GIUDEI . Allora furono crocifissi con lui due ladroni : l’ uno a destra , l’ altro a sinistra . E coloro che passavano ivi presso , l’ ingiuriavano , scotendo il capo ; e dicendo : Tu che disfai il tempio , e in tre giorni lo riedifichi , salva te stesso ; se sei Figliuolo di Dio , scendi giù di croce . Simigliantemente ancora i principali sacerdoti , con gli Scribi , e gli anziani , e Farisei , facendosi beffe , dicevano : Egli ha salvati gli altri , e non può salvare sè stesso ; se egli è il re d’ Israele , scenda ora giù di croce , e noi crederemo in lui . Egli si è confidato in Dio ; liberilo ora , se pur lo gradisce ; poichè egli ha detto : Io son Figliuolo di Dio . Lo stesso gli rimproveravano ancora i ladroni , ch’ erano stati crocifissi con lui . Ora , dalle sei ore si fecero tenebre sopra tutta la terra , insino alle nove . E intorno alle nove , Gesù gridò con gran voce , dicendo : Eli , Eli , lamma sabactani ? cioè : Dio mio , Dio mio , perchè mi hai lasciato ? Ed alcuni di coloro ch’ erano ivi presenti , udito ciò , dicevano : Costui chiama Elia . E in quello stante un di loro corse , e prese una spugna , e l’ empiè d’ aceto ; e messala intorno ad una canna , gli diè da bere . E gli altri dicevano : Lascia , vediamo se Elia verrà a salvarlo . E Gesù , avendo di nuovo gridato con gran voce , rendè lo spirito . Ed ecco , la cortina del tempio si fendè in due , da cima a fondo ; e la terra tremò , e le pietre si schiantarono ; e i monumenti furono aperti e molti corpi de’ santi , che dormivano , risuscitarono . E quelli , essendo usciti de’ monumenti dopo la risurrezion di Gesù , entrarono nella santa città , ed apparvero a molti . Ora il centurione , e coloro ch’ erano con lui , guardando Gesù , veduto il tremoto , e le cose avvenute , temettero grandemente , dicendo : Veramente costui era Figliuol di Dio . Or quivi erano molte donne , riguardando da lontano , le quali aveano seguitato Gesù da Galilea , ministrandogli ; fra le quali era Maria Maddalena , e Maria madre di Giacomo e di Iose ; e la madre de’ figliuoli di Zebedeo . POI , in su la sera , venne un uomo ricco di Arimatea , chiamato per nome Giuseppe , il quale era stato anch’ egli discepolo di Gesù . Costui venne a Pilato , e chiese il corpo di Gesù . Allora Pilato comandò che il corpo gli fosse reso . E Giuseppe , preso il corpo , lo involse in un lenzuolo netto . E lo pose nel suo monumento nuovo , il quale egli avea fatto tagliar nella roccia ; ed avendo rotolato una gran pietra in su l’ apertura del monumento , se ne andò . Or Maria Maddalena , e l’ altra Maria , erano quivi , sedendo di rincontro al sepolcro . E il giorno seguente , ch’ era il giorno d’ appresso la preparazione , i principali sacerdoti , e i Farisei si raunarono appresso di Pilato , dicendo : Signore , ei ci ricorda che quel seduttore , mentre viveva ancora , disse : Io risusciterò infra tre giorni . Ordina adunque che il sepolcro sia sicuramente guardato , fino al terzo giorno ; che talora i suoi discepoli non vengano di notte , e nol rubino , e dicano al popolo : Egli è risuscitato dai morti ; onde l’ ultimo inganno sia peggiore del primiero . Ma Pilato disse loro : Voi avete la guardia ; andate , assicuratelo come l’ intendete . Essi adunque , andati , assicurarono il sepolcro , suggellando la pietra , oltre la guardia . ORA , finita la settimana , quando il primo giorno della settimana cominciava a schiarire , Maria Maddalena , e l’ altra Maria , vennero a vedere il sepolcro . Ed ecco , si fece un gran tremoto , perciocchè un angelo del Signore , sceso dal cielo , venne , e rotolò la pietra dall’ apertura del sepolcro , e si pose a seder sopra essa . E il suo aspetto era come un folgore , e il suo vestimento era bianco come neve . E per timor d’ esso , le guardie tremarono , e divennero come morti . Ma l’ angelo fece motto alle donne , e disse loro : Voi , non temiate ; perciocchè io so che cercate Gesù , il quale è stato crocifisso . Egli non è qui , perciocchè egli è risuscitato , come egli avea detto ; venite , vedete il luogo dove il Signore giaceva . E andate prestamente , e dite a’ suoi discepoli ch’ egli è risuscitato dai morti ; ed ecco , egli va innanzi a voi in Galilea ; quivi lo vedrete ; ecco , io ve l’ ho detto . Esse adunque uscirono prestamente del monumento , con ispavento , ed allegrezza grande ; e corsero a rapportar la cosa a’ discepoli di esso . Ed ecco , Gesù venne loro incontro , dicendo : Ben vi sia . Ed esse , accostatesi gli presero i piedi , e l’ adorarono . Allora Gesù disse loro : Non temiate ; andate , rapportate a’ miei fratelli , che vadano in Galilea , e che quivi mi vedranno . E MENTRE esse andavano , ecco , alcuni della guardia vennero nella città , e rapportarono a’ principali sacerdoti tutte le cose ch’ erano avvenute . Ed essi , raunatisi con gli anziani , presero consiglio di dar buona somma di danari a’ soldati , dicendo : Dite : I suoi discepoli son venuti di notte , e l’ han rubato , mentre noi dormivamo . E se pur questo viene alle orecchie del governatore , noi l’ appagheremo con parole , e vi metteremo fuor di pena . Ed essi , presi i danari , fecero come erano stati ammaestrati ; e quel dire è stato divolgato fra i Giudei , infino al dì d’ oggi . MA gli undici discepoli andarono in Galilea , nel monte ove Gesù avea loro ordinato . E vedutolo , l’ adorarono ; ma pure alcuni dubitarono . E Gesù , accostatosi , parlò loro , dicendo : Ogni podestà mi è data in cielo , ed in terra . Andate adunque , ed ammaestrate tutti i popoli ; battezzandoli nel nome del Padre , e del Figliuolo , e dello Spirito Santo ; insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandate . Or ecco , io son con voi in ogni tempo , infino alla fin del mondo . Amen . IL principio dell’ evangelo di Gesù Cristo , Figliuol di Dio . Secondo ch’ egli è scritto ne’ profeti : Ecco , io mando il mio Angelo davanti alla tua faccia , il qual preparerà la tua via d’ innanzi a te . Vi è una voce d’ uno che grida nel deserto : Acconciate la via del Signore , addirizzate i suoi sentieri . Giovanni battezzava nel deserto , e predicava il battesimo della penitenza , in remission de’ peccati . E tutto il paese della Giudea , e que’ di Gerusalemme , uscivano a lui , ed eran tutti battezzati da lui nel fiume Giordano , confessando i lor peccati . Or Giovanni era vestito di pel di cammello , avea una cintura di cuoio intorno a’ lombi , e mangiava locuste , e miele salvatico . E predicava , dicendo : Dietro a me vien colui ch’ è più forte di me , di cui io non son degno , chinandomi , di sciogliere il correggiuol delle scarpe . Io vi ho battezzati con acqua , ma esso vi battezzerà con lo Spirito Santo . ED avvenne in que’ giorni , che Gesù venne di Nazaret di Galilea , e fu battezzato da Giovanni , nel Giordano . E subito , come egli saliva fuor dell’ acqua , vide fendersi i cieli , e lo Spirito scendere sopra esso in somiglianza di colomba . E venne una voce dal cielo , dicendo : Tu sei il mio diletto Figliuolo , nel quale io ho preso il mio compiacimento . E tosto appresso , lo Spirito lo sospinse nel deserto . E fu quivi nel deserto quaranta giorni , tentato da Satana ; e stava con le fiere , e gli angeli gli ministravano . ORA , dopo che Giovanni fu messo in prigione , Gesù venne in Galilea , predicando l’ evangelo del regno di Dio ; e dicendo : Il tempo è compiuto , e il regno di Dio è vicino ; ravvedetevi , e credete all’ evangelo . Ora , passeggiando lungo il mar della Galilea , egli vide Simone , e Andrea , fratello d’ esso Simone , che gettavano la lor rete in mare ; perciocchè erano pescatori . E Gesù disse loro : Venite dietro a me , ed io vi farò esser pescatori d’ uomini . Ed essi , lasciate prestamente le lor reti , lo seguitarono . Poi , passando un poco più oltre di là , vide Giacomo di Zebedeo , e Giovanni , suo fratello , i quali racconciavan le lor reti nella navicella ; e subito li chiamò ; ed essi , lasciato Zebedeo lor padre , nella navicella , con gli operai , se ne andarono dietro a lui . ED entrarono in Capernaum , e subito , in giorno di sabato , egli entrò nella sinagoga , ed insegnava . E gli uomini stupivano della sua dottrina , perciocchè egli li ammaestrava come avendo autorità , e non come gli Scribi . Ora , nella lor sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito immondo , il qual diede un grido , dicendo : Ahi ! che vi è fra te e noi , o Gesù Nazareno ? sei tu venuto per mandarci in perdizione ? io so chi tu sei : il Santo di Dio . Ma Gesù lo sgridò dicendo : Ammutolisci , ed esci fuori di lui . E lo spirito immondo , straziatolo , e gridando con gran voce , uscì fuori di lui . E tutti sbigottirono , talchè domandavan fra loro : Che cosa è questa ? quale è questa nuova dottrina ? poichè egli con autorità comanda eziandio agli spiriti immondi , ed essi gli ubbidiscono . E la sua fama andò subito per tutta la contrada circonvicina della Galilea . E TOSTO appresso , essendo usciti della sinagoga , vennero , con Giacomo e Giovanni , in casa di Simone e di Andrea . Or la suocera di Simone giaceva in letto , con la febbre ; ed essi subito gliene parlarono . Ed egli , accostatosi , la prese per la mano , e la sollevò ; e subito la febbre la lasciò , ed ella ministrava loro . Poi , fattosi sera , quando il sole andava sotto , gli menarono tutti coloro che stavan male , e gl’ indemoniati . E tutta la città era raunata all’ uscio . Ed egli ne guarì molti che stavan male di diverse malattie , e cacciò molti demoni ; e non permetteva a’ demoni di parlare , perciocchè sapevano chi egli era . Poi , la mattina , essendo ancor molto buio , Gesù si levò , e se ne andò in luogo deserto , e quivi orava . E Simone , e gli altri ch’ eran con lui gli andarono dietro . E , trovatolo , gli dissero : Tutti ti cercano . Ed egli disse loro : Andiamo alle castella vicine , acciocchè io predichi ancora là ; poichè è per questo che io sono uscito . Ed egli andava predicando nelle lor sinagoghe , per tutta la Galilea , e cacciando i demoni . ED un lebbroso venne a lui , pregandolo , ed inginocchiandosi davanti a lui , e dicendogli : Se tu vuoi , tu puoi mondarmi . E Gesù , mosso a pietà , distese la mano , e lo toccò , e gli disse : Sì , io lo voglio , sii mondato . E come egli ebbe detto questo , subito la lebbra si partì da lui , e fu mondato . E Gesù , avendogli fatti severi divieti , lo mandò prestamente via ; e gli disse : Guarda che tu nol dica ad alcuno ; anzi va’ , mostrati al sacerdote , ed offerisci per la tua purificazione le cose che Mosè ha ordinate in testimonianza a loro . Ma egli , essendo uscito , cominciò a predicare , e a divolgar grandemente la cosa , talchè Gesù non poteva più palesemente entrar nella città ; anzi se ne stava di fuori in luoghi deserti , e d’ ogni luogo si veniva a lui . ED alquanti giorni appresso , egli entrò di nuovo in Capernaum ; e s’ intese ch’ egli era in casa . E subito si raunò gran numero di gente , talchè non pure i contorni della porta li potevan più contenere ; ed egli annunziava loro la parola . Allora vennero a lui alcuni che menavano un paralitico , portato da quattro . E , non potendosi accostare a lui , per la calca , scopersero il tetto della casa dove era Gesù ; e , foratolo , calarono il letticello , in sul quale giaceva il paralitico . E Gesù , veduta la lor fede , disse al paralitico : Figliuolo , i tuoi peccati ti son rimessi . Or alcuni d’ infra gli Scribi sedevano quivi , e ragionavan ne’ lor cuori , dicendo : Perchè pronunzia costui bestemmie in questa maniera ? chi può rimettere i peccati , se non il solo Dio ? E Gesù , avendo subito conosciuto , per lo suo Spirito , che ragionavan così fra sè stessi , disse loro : Perchè ragionate voi coteste cose ne’ vostri cuori ? Quale è più agevole , dire al paralitico : I tuoi peccati ti son rimessi ; ovver dire : Levati , togli il tuo letticello , e cammina ? Ora , acciocchè voi sappiate che il Figliuol dell’ uomo ha podestà di rimettere i peccati in terra , io ti dico disse egli al paralitico : Levati , togli il tuo letticello , e vattene a casa tua . Ed egli prestamente si levò ; e , caricatosi addosso il suo letticello , uscì in presenza di tutti ; talchè tutti stupivano , e glorificavano Iddio , dicendo : Giammai non vedemmo cotal cosa . POI appresso Gesù uscì di nuovo lungo il mare ; e tutta la moltitudine veniva a lui , ed egli li ammaestrava . E passando , vide Levi , il figliuol di Alfeo , che sedeva al banco della gabella . Ed egli gli disse : Seguitami . Ed egli , levatosi , lo seguitò . Ed avvenne che , mentre Gesù era a tavola in casa d’ esso , molti pubblicani e peccatori erano anch’ essi a tavola con lui , e co’ suoi discepoli ; perciocchè eran molti , e l’ aveano seguitato . E gli Scribi e i Farisei , vedutolo mangiar co’ pubblicani e co’ peccatori , dissero a’ suoi discepoli : Che vuol dir ch’ egli mangia e beve co’ pubblicani e co’ peccatori ? E Gesù , udito ciò , disse loro : I sani non hanno bisogno di medico , ma i malati ; io non son venuto per chiamare i giusti , anzi i peccatori , a penitenza . OR i discepoli di Giovanni , e quei de’ Farisei , digiunavano . E quelli vennero a Gesù , e gli dissero : Perchè digiunano i discepoli di Giovanni , e quei de’ Farisei , e i tuoi discepoli non digiunano ? E Gesù disse loro : Que’ della camera delle nozze possono eglino digiunare , mentre lo sposo è con loro ? quanto tempo hanno seco lo sposo non possono digiunare . Ma verranno i giorni , che lo sposo sarà loro tolto , ed allora in que’ giorni digiuneranno . Niuno eziandio cuce una giunta di panno nuovo sopra un vestimento vecchio ; altrimenti , quel nuovo ripieno strappa del vecchio , e la rottura si fa peggiore . Parimente , niuno mette vino nuovo in otri vecchi ; altrimenti , il vin nuovo rompe gli otri , e il vino si spande , e gli otri si perdono ; anzi conviensi mettere il vino nuovo in otri nuovi . ED avvenne , in un giorno di sabato , ch’ egli camminava per li seminati , e i suoi discepoli presero a svellere delle spighe , camminando . E i Farisei gli dissero : Vedi , perchè fanno essi ciò che non è lecito in giorno di sabato ? Ed egli disse loro : Non avete voi mai letto ciò che fece Davide , quando ebbe bisogno , ed ebbe fame , egli , e coloro ch’ erano con lui ? Come egli entrò nella casa di Dio , sotto il sommo sacerdote Abiatar , e mangiò i pani di presentazione , i quali non è lecito di mangiare , se non a’ sacerdoti , e ne diede ancora a coloro ch’ eran con lui ? Poi disse loro : Il sabato è fatto per l’ uomo , e non l’ uomo per il sabato . Dunque il Figliuol dell’ uomo è Signore eziandio del sabato . POI egli entrò di nuovo nella sinagoga , e quivi era un uomo che avea la mano secca . Ed essi l’ osservavano se lo sanerebbe in giorno di sabato , per accusarlo . Ed egli disse all’ uomo che avea la mano secca : Levati là nel mezzo . Poi disse loro : È egli lecito di far bene o male ; di salvare una persona , o di ucciderla , in giorno di sabato ? Ma essi tacevano . Allora , avendoli guardati attorno con indegnazione , contristato per l’ induramento del cuor loro , disse a quell’ uomo : Distendi la tua mano . Ed egli la distese . E la sua mano fu restituita sana come l’ altra . E i Farisei , essendo usciti , tenner subito consiglio con gli Erodiani contro a lui , come lo farebber morire . Ma Gesù , co’ suoi discepoli , si ritrasse al mare , e gran moltitudine lo seguitò , da Galilea , e da Giudea , e da Gerusalemme , e da Idumea , e da oltre il Giordano ; parimente , una gran moltitudine da’ contorni di Tiro , e di Sidon , avendo udite le gran cose ch’ egli faceva , venne a lui . Ed egli disse a’ suoi discepoli , che vi fosse sempre una navicella appresso di lui , per la moltitudine ; che talora non l’ affollasse . Perciocchè egli ne avea guariti molti ; talchè tutti coloro che aveano qualche flagello si avventavano a lui , per toccarlo . E gli spiriti immondi , quando lo vedevano , si gettavano davanti a lui , e gridavano , dicendo : Tu sei il Figliuol di Dio . Ma egli li sgridava forte acciocchè nol manifestassero . POI egli montò in sul monte , e chiamò a sè coloro ch’ egli volle ; ed essi andarono a lui . Ed egli ne ordinò dodici , per esser con lui , e per mandarli a predicare ; e per aver la podestà di sanare le infermità , e di cacciare i demoni . Il primo fu Simone , al quale ancora pose nome Pietro . Poi Giacomo figliuol di Zebedeo ; e Giovanni , fratello di Giacomo , a’ quali pose nome Boanerges , che vuol dire : Figliuoli di tuono ; e Andrea , e Filippo , e Bartolomeo , e Matteo , e Toma , e Giacomo figliuol di Alfeo ; e Taddeo , e Simone Cananeo ; e Giuda Iscariot , il quale anche lo tradì . POI vennero in casa . Ed una moltitudine si raunò di nuovo ; talchè non potevano pur prender cibo . Or i suoi , udite queste cose , uscirono per pigliarlo , perciocchè dicevano : Egli è fuori di sè . Ma gli Scribi ch’ eran discesi di Gerusalemme , dicevano : Egli ha Beelzebub ; e per lo principe de’ demoni , caccia i demoni . Ma egli , chiamatili a sè , disse loro in similitudine : Come può Satana cacciar Satana ? E se un regno è diviso in parti contrarie , egli non può durare . E , se una casa è divisa in parti contrarie , ella non può durare . Così , se Satana si leva contro a sè stesso , ed è diviso in parti contrarie , egli non può durare , anzi vien meno . Niuno può entrar nella casa d’ un uomo possente , e rapirgli le sue masserizie , se prima non l’ ha legato ; allora veramente gli prederà la casa . Io vi dico in verità , che a’ figliuoli degli uomini sarà rimesso qualunque peccato , e qualunque bestemmia avranno detta . Ma chiunque avrà bestemmiato contro allo Spirito Santo , giammai in eterno non ne avrà remissione ; anzi sarà sottoposto ad eterno giudicio . Or egli diceva questo , perciocchè dicevano : Egli ha lo spirito immondo . I SUOI fratelli adunque , e sua madre , vennero ; e , fermatisi di fuori , mandarono a chiamarlo . Or la moltitudine sedeva d’ intorno a lui , e gli disse : Ecco , tua madre , e i tuoi fratelli son là di fuori , e ti cercano . Ma egli rispose loro , dicendo : Chi è mia madre , o chi sono i miei fratelli ? E , guardati in giro coloro che gli sedevano d’ intorno , disse : Ecco mia madre , e i miei fratelli . Perciocchè , chiunque avrà fatta la volontà di Dio , esso è mio fratello e mia sorella , e mia madre . POI prese di nuovo ad insegnare , presso al mare ; ed una gran moltitudine si raunò presso a lui , talchè egli , montato nella navicella , sedeva in essa sul mare ; e tutta la moltitudine era in terra , presso del mare . Ed egli insegnava loro molte cose in parabole , e diceva loro nella sua dottrina : Udite : Ecco , un seminatore uscì a seminare . Ed avvenne che mentre egli seminava , una parte cadde lungo la via , e gli uccelli del cielo vennero , e la mangiarono . Ed un’ altra cadde in luoghi pietrosi , ove non avea molta terra ; e subito nacque , perciocchè non avea terreno profondo ; ma quando il sole fu levato , fu riarsa ; e , perciocchè non avea radice , si seccò . Ed un’ altra cadde fra le spine , e le spine crebbero , e l’ affogarono , e non fece frutto . Ed un’ altra cadde in buona terra , e portò frutto , il quale montò , e crebbe ; e portò l’ uno trenta , l’ altro sessanta e l’ altro cento . Poi egli disse : Chi ha orecchie da udire , oda . Ora , quando egli fu in disparte coloro che lo seguitavano , co’ dodici , lo domandarono della parabola . Ed egli disse loro : A voi è dato di conoscere il misterio del regno di Dio ; ma a coloro che son di fuori tutte queste cose si propongono per parabole . Acciocchè riguardino bene , ma non veggano ; e odano bene , ma non intendano ; che talora non si convertano , ed i peccati non sien loro rimessi . Poi disse loro : Non intendete voi questa parabola ? e come intenderete tutte le altre parabole ? Il seminatore è colui che semina la parola . Or questi son coloro che ricevono la semenza lungo la strada , cioè , coloro ne’ quali la parola è seminata , e dopo che l’ hanno udita , subito viene Satana , e toglie via la parola seminata ne’ loro cuori . E simigliantemente questi son coloro che ricevono la semenza in luoghi pietrosi , cioè , coloro i quali , quando hanno udita la parola , prestamente la ricevono con allegrezza . Ma non hanno in sè radice , anzi son di corta durata ; e poi , avvenendo tribolazione , o persecuzione per la parola , subito sono scandalezzati . E questi son coloro che ricevono la semenza fra le spine , cioè , coloro che odono la parola . Ma le sollecitudini di questo secolo , e l’ inganno delle ricchezze , e le cupidità delle altre cose , entrate , affogano la parola , onde diviene infruttuosa . Ma questi son coloro che hanno ricevuta la semenza in buona terra , cioè , coloro i quali odono la parola , e la ricevono , e portano frutto , l’ un trenta , e l’ altro sessanta , e l’ altro cento . DISSE loro ancora : È la lampana recata , acciocchè si ponga sotto il moggio , o sotto il letto ? non è ella recata , acciocchè sia posta sopra il candelliere ? Poichè nulla è occulto , che non debba esser manifestato ; ed anche nulla è restato occulto per lo passato : ma è convenuto che fosse palesato . Se alcuno ha orecchie da udire , oda . Disse loro ancora : Ponete mente a ciò che voi udite . Della misura che misurate , vi sarà misurato ; ed a voi che udite sarà sopraggiunto . Perciocchè a chiunque ha , sarà dato ; ma chi non ha , eziandio quel ch’ egli ha gli sarà tolto . OLTRE a ciò disse : Il regno di Dio è come se un uomo avesse gettata la semenza in terra ; e dormisse , e si levasse di giorno , e di notte ; ed intanto la semenza germogliasse , e crescesse nella maniera ch’ egli non sa . Poichè la terra da sè stessa produce prima erba , poi spiga , poi grano compiuto nella spiga . E quando il frutto è maturo , subito vi si mette la falce , perciocchè la mietitura è venuta . DICEVA ancora : A che assomiglieremo il regno di Dio ? o con qual similitudine lo rappresenteremo ? Egli è simile ad un granel di senape , il quale , quando è seminato in terra , è il più piccolo di tutti i semi che son sopra la terra ; ma , dopo che è stato seminato , cresce , e si fa la maggiore di tutte l’ erbe , e fa rami grandi , talchè gli uccelli del cielo possono ripararsi sotto l’ ombra sua . E per molte tali parabole proponeva loro la parola , secondo che potevano udire . E non parlava loro senza similitudine ; ma , in disparte , egli dichiarava ogni cosa a’ suoi discepoli . OR in quello stesso giorno , fattosi sera , disse loro : Passiamo all’ altra riva . E i discepoli , licenziata la moltitudine , lo raccolsero , così come egli era , nella navicella . Or vi erano delle altre navicelle con lui . Ed un gran turbo di vento si levò , e cacciava le onde dentro alla navicella , talchè quella già si empieva . Or egli era a poppa , dormendo sopra un guanciale . Ed essi lo destarono , e gli dissero : Maestro , non ti curi tu che noi periamo ? Ed egli , destatosi , sgridò il vento , e disse al mare : Taci , e sta’ cheto . E il vento si acquetò , e si fece gran bonaccia . Poi disse loro : Perchè siete voi così timidi ? come non avete voi fede ? Ed essi temettero di gran timore , e dicevano gli uni agli altri : Chi è pur costui , cui il vento ed il mare ubbidiscono ? E GIUNSERO all’ altra riva del mare nella contrada de’ Gadareni . E , come Gesù fu uscito della navicella , subito gli venne incontro da’ monumenti , un uomo posseduto da uno spirito immondo . Il quale avea la sua dimora fra i monumenti , e niuno potea tenerlo attaccato , non pur con catene . Perciocchè spesso era stato attaccato con ceppi , e con catene ; e le catene eran da lui state rotte , e i ceppi spezzati , e niuno potea domarlo . E del continuo , notte e giorno , fra i monumenti , e su per li monti , andava gridando , e picchiandosi con pietre . Ora , quando egli ebbe veduto Gesù da lungi , corse e l’ adorò . E dato un gran grido , disse : Che vi è fra me e te , Gesù , Figliuol dell’ Iddio altissimo ? Io ti scongiuro nel nome di Dio , che tu non mi tormenti . Perciocchè egli gli diceva : Spirito immondo , esci di quest’ uomo . E Gesù gli domandò : Quale è il tuo nome ? Ed esso rispose , dicendo : Io ho nome Legione , perciocchè siam molti . Ed esso lo pregava molto che non li mandasse fuori di quella contrada . Or quivi presso al monte era una gran greggia di porci che pasceva . E tutti que’ demoni lo pregavano , dicendo : Mandaci in que’ porci , acciocchè entriamo in essi . E Gesù prontamente lo permise loro ; laonde quegli spiriti immondi , usciti , entraron ne’ porci ; e quella greggia si gettò per lo precipizio nel mare or erano intorno a duemila , ed affogaron nel mare . E coloro che pasturavano i porci fuggirono , e rapportaron la cosa nella città , e per li campi ; e la gente uscì fuori , per vedere ciò che era avvenuto . E venne a Gesù , e vide l’ indemoniato che sedeva , ed era vestito ; e colui che avea avuta la legione essere in buon senno ; e temette . E coloro che avean veduta la cosa raccontaron loro come era avvenuto all’ indemoniato , e il fatto de’ porci . Ed essi presero a pregarlo che se ne andasse da’ lor confini . E come egli fu entrato nella navicella , colui ch’ era stato indemoniato lo pregava di poter stare con lui . Ma Gesù non gliel permise : anzi gli disse : Va’ a casa tua a’ tuoi , e racconta loro quanto gran cose il Signore ti ha fatte , e come egli ha avuta pietà di te . Ed egli andò , e prese a predicare in Decapoli quanto gran cose Gesù gli avea fatte . E tutti si maravigliavano . ED essendo Gesù di nuovo passato all’ altra riva , in su la navicella , una gran moltitudine si raunò appresso di lui ; ed egli se ne stava appresso del mare . Ed ecco , un de’ capi della sinagoga , chiamato per nome Iairo , venne ; e vedutolo , gli si gittò a’ piedi . E lo pregava molto instantemente , dicendo : La mia figliolina è all’ estremo ; deh ! vieni , e metti le mani sopra lei acciocchè sia salvata , ed ella viverà . Ed egli se ne andò con lui , e gran moltitudine lo seguitava , e l’ affollava . Or una donna , che avea un flusso di sangue già da dodici anni , ed avea sofferte molte cose da molti medici , ed avea speso tutto il suo , senza alcun giovamento , anzi più tosto era peggiorata ; avendo udito parlar di Gesù , venne di dietro , nella turba , e toccò il suo vestimento . Perciocchè diceva : Se sol tocco i suoi vestimenti , sarò salva . E in quello stante il flusso del suo sangue si stagnò ; ed ella si avvide nel suo corpo ch’ ella era guarita di quel flagello . E subito Gesù , conoscendo in se stesso la virtù ch’ era proceduta da lui , rivoltosi nella turba , disse : Chi mi ha toccati i vestimenti ? Ed i suoi discepoli gli dissero : Tu vedi la turba che ti affolla , e dici : Chi mi ha toccato ? Ma egli guardava pure attorno , per veder colei che avea ciò fatto . E la donna , paurosa , e tremante , sapendo ciò ch’ era stato fatto in lei , venne , e gli si gittò a’ piedi , e gli disse tutta la verità . Ma egli le disse : Figliuola , la tua fede ti ha salvata ; vattene in pace , e sii guarita del tuo flagello . Mentre egli parlava ancora , vennero alcuni di casa del capo della sinagoga , dicendo : La tua figliuola è morta ; perchè dài più molestia al Maestro ? Ma subito Gesù , udito ciò che si diceva , disse al capo della sinagoga : Non temere , credi solamente . E non permise che alcuno lo seguitasse , se non Pietro , e Giacomo , e Giovanni , fratel di Giacomo . E venne in casa del capo della sinagoga , e vide quivi un grande strepito , gente che piangevano , e facevano un grande urlare . Ed entrato dentro , disse loro : Perchè fate tanto romore , e tanti pianti ? la fanciulla non è morta , ma dorme . Ed essi si ridevan di lui . Ma egli , messi fuori tutti , prese seco il padre e la madre della fanciulla , e coloro ch’ erano con lui , ed entrò là dove la fanciulla giaceva . E presa la fanciulla per la mano , le disse : Talita cumi ; il che , interpretato , vuol dire : Fanciulla io tel dico , levati . E subito la fanciullina si levò , e camminava ; perciocchè era d’ età di dodici anni . Ed essi sbigottirono di grande sbigottimento . Ed egli comandò loro molto strettamente , che niuno lo sapesse ; e ordinò che si desse da mangiare alla fanciulla . POI , egli si partì di là , e venne nella sua patria , e i suoi discepoli lo seguitarono . E venuto il sabato , egli si mise ad insegnar nella sinagoga ; e molti , udendolo , sbigottivano , dicendo : Onde ha costui queste cose ? e quale è questa sapienza che gli è data ? ed onde è che cotali potenti operazioni son fatte per mano sua ? Non è costui quel falegname , figliuol di Maria , fratel di Giacomo , di Iose , di Giuda , e di Simone ? e non sono le sue sorelle qui appresso di noi ? Ed erano scandalezzati in lui . Ma Gesù disse loro : Niun profeta è disonorato , se non nella sua patria , e fra i suoi parenti , e in casa sua . E non potè quivi fare alcuna potente operazione , salvo che , poste le mani sopra alcuni pochi infermi , li sanò . E si maravigliava della loro incredulità ; e andava attorno per le castella , insegnando . ED egli chiamò a sè i dodici , e prese a mandarli a due a due ; e diede loro podestà sopra gli spiriti immondi . E comandò loro che non prendessero nulla per lo viaggio , se non solo un bastone ; non tasca , non pane , non moneta nelle lor cinture . E che fossero sol calzati di sandali , e non portassero due toniche indosso . Disse loro ancora : Dovunque sarete entrati in alcuna casa , dimorate in quella , finchè usciate di quel luogo . E se alcuni non vi ricevono , e non vi ascoltano , partitevi di là , e scotete la polvere di sotto a’ vostri piedi , in testimonianza contro a loro . Io vi dico in verità , che Sodoma e Gomorra saranno più tollerabilmente trattate nel giorno del giudizio , che quella città . Essi adunque , partitisi , predicavano che gli uomini si ravvedessero . E cacciavano molti demoni , ed ungevano d’ olio molti infermi e li sanavano . OR il re Erode udì parlar di Gesù , perciocchè il suo nome era divenuto chiaro , e diceva : Quel Giovanni che battezzava è risuscitato da’ morti ; e perciò le potenze operano in lui . Altri dicevano : Egli è Elia ; ed altri : Egli è un profeta , pari ad un de’ profeti . Ma Erode , udite quelle cose , disse : Egli è quel Giovanni , che io ho decapitato ; esso è risuscitato da’ morti . Perciocchè esso Erode avea mandato a prender Giovanni , e l’ avea messo nei legami in prigione , a motivo di Erodiada , moglie di Filippo , suo fratello ; perciocchè egli l’ avea sposata , e Giovanni avea detto ad Erode : Ei non ti è lecito di aver la moglie del tuo fratello . Ed Erodiada gliene avea mal talento ; e volentieri l’ avrebbe fatto morire , ma non poteva . Perciocchè Erode temeva Giovanni , conoscendolo uomo giusto , e santo ; e l’ osservava ; ed avendolo udito , faceva molte cose , e volentieri l’ udiva . Ora , venuto un giorno opportuno , che Erode , nel giorno della sua natività , feceva un convito a’ suoi grandi , e capitani , ed a’ principali della Galilea ; la figliuola di essa Erodiada entrò , e ballò , e piacque ad Erode , ed a coloro ch’ erano con lui a tavola . E il re disse alla fanciulla : Domandami tutto ciò che vorrai , ed io tel donerò . E le giurò , dicendo : Io ti donerò tutto ciò che mi chiederai , fino alla metà del mio regno . Ed essa uscì e disse a sua madre : Che chiederò ? Ed ella disse : La testa di Giovanni Battista . E subito rientrò frettolosamente al re , e gli fece la domanda , dicendo : Io desidero che subito tu mi dia in un piatto la testa di Giovanni Battista . E benchè il re se ne attristasse grandemente , pur nondimeno per li giuramenti , e per rispetto di coloro ch’ eran con lui a tavola , non gliel volle disdire . E subito , mandato un sergente , comandò che fosse recata la testa di esso . E quello andò e lo decapitò in prigione , e portò la sua testa in un piatto , e la diede alla fanciulla , e la fanciulla la diede a sua madre . E i discepoli di esso , udito ciò , vennero e tolsero il suo corpo morto , e lo posero in un monumento . OR gli Apostoli si accolsero appresso di Gesù , e gli rapportarono ogni cosa , tutto ciò che avean fatto ed insegnato . Ed egli disse loro : Venite voi in disparte , in qualche luogo solitario , e riposatevi un poco ; perciocchè coloro che andavano e venivano erano in gran numero , talchè quelli non aveano pur agio di mangiare . E se ne andarono in su la navicella in un luogo solitario in disparte . E la moltitudine li vide partire , e molti lo riconobbero ; ed accorsero là a piè da tutte le città , e giunsero avanti loro , e si accolsero appresso di lui . E Gesù smontato , vide una gran moltitudine , e si mosse a compassione inverso loro ; perciocchè erano come pecore che non hanno pastore ; e si mise ad insegnar loro molte cose . Ed essendo già tardi , i suoi discepoli vennero a lui , e gli dissero : Questo luogo è deserto , e già è tardi . Licenzia questa gente , acciocchè vadano per le villate , e per le castella d’ intorno , e si comperino del pane , perciocchè non hanno nulla da mangiare . Ma egli , rispondendo , disse loro : Date lor voi da mangiare . Ed essi gli dissero : Andremmo noi a comperar per dugento denari di pane , e darem loro da mangiare ? Ed egli disse loro : Quanti pani avete ? andate , e vedete . Ed essi , dopo essersene accertati , dissero : Cinque , e due pesci . Ed egli comandò loro che il facesser tutti coricar sopra l’ erba verde , per brigate . Ed essi si coricarono per cerchi , a cento , ed a cinquanta , per cerchio . Poi prese i cinque pani , e i due pesci , e levò gli occhi al cielo , e fece la benedizione ; poi ruppe i pani , e li diede a’ suoi discepoli , acciocchè li mettessero davanti a loro : egli spartì eziandio i due pesci a tutti . E tutti mangiarono , e furon saziati . E i discepoli levaron de’ pezzi de’ pani dodici corbelli pieni , ed anche qualche rimanente de’ pesci . Or coloro che avean mangiato di que’ pani erano cinquemila uomini . E TOSTO appresso egli costrinse i suoi discepoli a montar nella navicella , ed a trarre innanzi a lui all’ altra riva , verso Betsaida , mentre egli licenziava la moltitudine . Poi , quando l’ ebbe accommiatata , se ne andò in sul monte , per orare . E , fattosi sera , la navicella era in mezzo del mare , ed egli era in terra tutto solo . E vide i discepoli che travagliavano nel vogare , perciocchè il vento era loro contrario ; e intorno alla quarta vigilia della notte , egli venne a loro , camminando sopra il mare ; e voleva passar oltre a loro . Ma essi , vedutolo camminar sopra il mare , pensarono che fosse una fantasima , e sclamarono . Perciocchè tutti lo videro , e furon turbati ; ma egli tosto parlò con loro , e disse : State di buon cuore , son io , non temiate . E montò a loro nella navicella , e il vento si acquetò ; ed essi vie più sbigottirono in loro stessi , e si maravigliarono . Perciocchè non aveano posto mente al fatto de’ pani ; perciocchè il cuor loro era stupido . E , passati all’ altra riva , vennero nella contrada di Gennesaret , e presero terra . E , quando furono smontati dalla navicella , subito la gente lo riconobbe . E , correndo qua e là per tutta quella contrada circonvicina , prese a portare attorno in letticelli i malati , là dove udiva ch’ egli fosse . E dovunque egli entrava , in castella , o in città , o in villate , la gente metteva gl’ infermi nelle piazze , e lo pregava che sol potessero toccare il lembo della sua vesta ; e tutti quelli che lo toccavano erano guariti . ALLORA si raunarono appresso di lui i Farisei , ed alcuni degli Scribi , ch’ eran venuti di Gerusalemme . E veduti alcuni de’ discepoli di esso prender cibo con le mani contaminate , cioè , non lavate , ne fecer querela . Perciocchè i Farisei , anzi tutti i Giudei , non mangiano , se non si sono più volte lavate le mani , tenendo così la tradizion degli anziani . Ed anche , venendo d’ in su la piazza , non mangiano , se non si son lavati tutto il corpo . Vi sono eziandio molte altre cose , che hanno ricevute da osservare : lavamenti di coppe , d’ orciuoli , di vasellamenti di rame , e di lettiere . Poi i Farisei , e gli Scribi , lo domandarono , dicendo : Perchè non procedono i tuoi discepoli secondo la tradizione degli anziani , anzi prendon cibo senza lavarsi le mani ? Ma egli , rispondendo , disse loro : Ben di voi , ipocriti , profetizzò Isaia , siccome è scritto : Questo popolo mi onora con le labbra , ma il cuor loro è lungi da me . Ma invano mi onorano , insegnando dottrine che son comandamenti d’ uomini . Avendo lasciato il comandamento di Dio , voi tenete la tradizione degli uomini , i lavamenti degli orciuoli e delle coppe , e fate assai altre simili cose . Disse loro ancora : Bene annullate voi il comandamento di Dio , per osservar la vostra tradizione . Perciocchè Mosè ha detto : Onora tuo padre , e tua madre ; e : Chi maledice padre , o madre , muoia di morte . Ma voi dite : Se un uomo dice a suo padre , od a sua madre : Tutto ciò , onde tu potresti esser sovvenuto da me , sia Corban cioè offerta a Dio , voi non gli lasciate più far cosa alcuna per suo padre , o per sua madre ; annullando così la parola di Dio con la vostra tradizione , la quale voi avete ordinata . E fate assai cose simili . Poi , chiamata a sè tutta la moltitudine , le disse : Ascoltatemi tutti , ed intendete : Non vi è nulla di fuor dell’ uomo , che , entrando in lui , possa contaminarlo ; ma le cose che escon di lui son quelle che lo contaminano . Se alcuno ha orecchie da udire , oda . Poi , quando egli fu entrato in casa , lasciando la moltitudine , i suoi discepoli lo domandarono intorno alla parabola . Ed egli disse loro : Siete voi ancora così privi d’ intelletto ? non intendete voi che tutto ciò che di fuori entra nell’ uomo non può contaminarlo ? Poichè non gli entra nel cuore , anzi nel ventre , e poi se ne va nella latrina , purgando tutte le vivande . Ma , diceva egli , ciò che esce dall’ uomo è quel che lo contamina . Poichè di dentro , cioè , dal cuore degli uomini , procedono pensieri malvagi , adulterii , fornicazioni , omicidii , furti , cupidigie , malizie , frodi , lascivie , occhio maligno , bestemmia , alterezza , stoltizia . Tutte queste cose malvagie escon di dentro l’ uomo , e lo contaminano . POI appresso , levatosi di là , se ne andò a’ confini di Tiro e di Sidon ; ed entrato in una casa , non voleva che alcun lo sapesse ; ma non potè esser nascosto . Perciocchè una donna , la cui figliuoletta avea uno spirito immondo , udito parlar di Gesù , venne , e gli si gettò ai piedi ; or quella donna era Greca , Sirofenice di nazione ; e lo pregava che cacciasse il demonio fuor della sua figliuola . Ma Gesù le disse : Lascia che prima i figliuoli sieno saziati ; perciocchè non è onesto prendere il pan de’ figliuoli , e gettarlo a’ cagnuoli . Ma ella rispose , e gli disse : Dici bene , o Signore : poichè anche i cagnuoli , di sotto alla tavola , mangiano delle miche de’ figliuoli . Ed egli le disse : Per cotesta parola , va’ , il demonio è uscito dalla tua figliuola . Ed ella , andata in casa sua , trovò il demonio essere uscito , e la figliuola coricata sopra il letto . POI Gesù , partitosi di nuovo dai confini di Tiro e di Sidon , venne presso al mar della Galilea , per mezzo i confini di Decapoli . E gli fu menato un sordo scilinguato ; e fu pregato che mettesse la mano sopra lui . Ed egli , trattolo da parte d’ infra la moltitudine , gli mise le dita nelle orecchie ; ed avendo sputato , gli toccò la lingua : poi , levati gli occhi al cielo , sospirò , e gli disse : Effata , che vuol dire : Apriti . E subito le orecchie di colui furono aperte , e gli si sciolse lo scilinguagnolo , e parlava bene . E Gesù ordinò loro , che nol dicessero ad alcuno ; ma più lo divietava loro , più lo predicavano . E stupivano sopra modo , dicendo : Egli ha fatta ogni cosa bene ; egli fa udire i sordi , e parlare i mutoli . IN que’ giorni , essendo la moltitudine grandissima , e non avendo da mangiare , Gesù , chiamati a sè i suoi discepoli , disse loro : Io ho pietà di questa moltitudine ; perciocchè già tre giorni continui dimora appresso di me , e non ha da mangiare . E se io li rimando digiuni a casa , verranno meno tra via , perciocchè alcuni di loro son venuti di lontano . E i suoi discepoli gli risposero : Onde potrebbe alcuno saziar costoro di pane qui in luogo deserto ? Ed egli domandò loro : Quanti pani avete ? Ed essi dissero : Sette . Ed egli ordinò alla moltitudine che si coricasse in terra ; e presi i sette pani , e rese grazie , li ruppe , e li diede a’ suoi discepoli , acciocchè li ponessero dinanzi alla moltitudine ; ed essi glieli posero dinanzi . Aveano ancora alcuni pochi pescetti ; ed avendo fatta la benedizione , comandò di porre , quelli ancora dinanzi a loro . Ed essi mangiarono , e furon saziati ; e i discepoli levarono degli avanzi de’ pezzi sette panieri ; or que’ che aveano mangiato erano intorno a quattromila , poi li licenziò . ED in quello stante egli entrò nella navicella co’ suoi discepoli , e venne nelle parti di Dalmanuta . E i Farisei uscirono , e si misero a disputar con lui , chiedendogli un segno dal cielo , tentandolo . Ma egli , dopo aver sospirato nel suo spirito , disse : Perchè questa generazione chiede ella un segno ? Io vi dico in verità , che alcun segno non sarà dato a questa generazione . E lasciatili , montò di nuovo nella navicella , e passò all’ altra riva . Or i discepoli aveano dimenticato di prender del pane , e non aveano seco nella navicella se non un pane solo . Ed egli dava lor de’ precetti , dicendo : Vedete , guardatevi dal lievito de’ Farisei , e dal lievito di Erode . Ed essi disputavan fra loro , dicendo : Noi non abbiamo pane . E Gesù , conosciuto ciò , disse loro : Perchè disputate fra voi , perciocchè non avete pane ? Siete voi ancora senza conoscimento , e senza intendimento ? avete voi ancora il vostro cuore stupido ? Avendo occhi , non vedete voi ? e avendo orecchie , non udite voi ? e non avete memoria alcuna ? Quando io distribuii que’ cinque pani fra que’ cinquemila uomini , quanti corbelli pieni di pezzi ne levaste ? Essi dissero : Dodici . E quando distribuii que’ sette pani fra que’ quattromila uomini , quanti panieri pieni di pezzi ne levaste ? Ed essi dissero : Sette . Ed egli disse loro : Come dunque non avete voi intelletto ? POI venne in Betsaida , e gli fu menato un cieco , e fu pregato che lo toccasse . Ed egli , preso il cieco per la mano , lo menò fuor del castello ; e sputatogli negli occhi , e poste le mani sopra lui , gli domandò se vedeva cosa alcuna . Ed esso , levati gli occhi in su , disse : Io veggo camminar gli uomini , che paiono alberi . Poi di nuovo mise le sue mani sopra gli occhi di esso , e lo fece riguardare in su ; ed egli ricoverò la vista , e vedeva tutti chiaramente . E Gesù lo rimandò a casa sua , dicendo : Non entrar nel castello , e non dirlo ad alcuno nel castello . POI Gesù , co’ suoi discepoli , se ne andò nelle castella di Cesarea di Filippo ; e per lo cammino domandò i suoi discepoli , dicendo loro : Chi dicono gli uomini che io sono ? Ed essi risposero : Alcuni , che tu sei Giovanni Battista ; ed altri , Elia ; ed altri , un de’ profeti . Ed egli disse loro : E voi , chi dite che io sono ? E Pietro , rispondendo , gli disse : Tu sei il Cristo . Ed egli divietò loro severamente che a niuno dicessero ciò di lui . Poi prese ad insegnar loro , che conveniva che il Figliuol dell’ uomo sofferisse molte cose , e fosse riprovato dagli anziani , e da’ principali sacerdoti , e dagli Scribi ; e fosse ucciso , e in capo di tre giorni risuscitasse . E ragionava queste cose apertamente . E Pietro , trattolo da parte , cominciò a riprenderlo . Ma egli , rivoltosi , e riguardando i suoi discepoli , sgridò Pietro , dicendo : Vattene indietro da me , Satana ; perciocchè tu non hai il senso alle cose di Dio , ma alle cose degli uomini . E CHIAMATA a sè la moltitudine , coi suoi discepoli , disse loro : Chiunque vuol venir dietro a me , rinunzi a sè stesso , e tolga la sua croce , e mi segua . Perciocchè , chiunque avrà voluto salvar la vita sua la perderà ; ma , chi avrà perduta la vita sua , per amor di me , e dell’ evangelo , esso la salverà . Perciocchè , che gioverà egli all’ uomo se guadagna tutto il mondo , e fa perdita dell’ anima sua ? Ovvero , che darà l’ uomo in iscambio dell’ anima sua ? Perciocchè , se alcuno ha vergogna di me , e delle mie parole , fra questa generazione adultera e peccatrice , il Figliuol dell’ uomo altresì avrà vergogna di lui , quando sarà venuto nella gloria del Padre suo , co’ santi angeli . Oltre a ciò disse loro : Io vi dico in verità , che alcuni di coloro che son qui presenti non gusteranno la morte , che non abbian veduto il regno di Dio , venuto con potenza . E SEI giorni appresso , Gesù prese seco Pietro , e Giacomo , e Giovanni , e li condusse soli , in disparte , sopra un alto monte ; e fu trasfigurato in lor presenza . E i suoi vestimenti divennero risplendenti , e grandemente candidi , come neve ; quali niun purgator di panni potrebbe imbiancar sopra la terra . Ed Elia apparve loro , con Mosè ; ed essi ragionavano con Gesù . E Pietro fece motto a Gesù , e gli disse : Maestro , egli è bene che noi stiamo qui ; facciamo adunque tre tabernacoli , uno a te , uno a Mosè , ed uno ad Elia . Perciocchè non sapeva ciò ch’ egli si dicesse , perchè erano spaventati . E venne una nuvola , che li adombrò ; e dalla nuvola venne una voce , che disse : Quest’ è il mio diletto Figliuolo ; ascoltatelo . E in quello stante , guardando essi attorno , non videro più alcuno , se non Gesù tutto solo con loro . Ora , come scendevano dal monte , Gesù divietò loro che non raccontassero ad alcuno le cose che avean vedute , se non quando il Figliuol dell’ uomo sarebbe risuscitato da’ morti . Ed essi ritennero quella parola in loro stessi , domandando fra loro che cosa fosse quel risuscitar da’ morti . Poi lo domandarono , dicendo : Perchè dicono gli Scribi , che convien che prima venga Elia ? Ed egli , rispondendo , disse loro : Elia veramente deve venir prima , e ristabilire ogni cosa ; e siccome egli è scritto del Figliuol dell’ uomo , conviene che patisca molte cose , e sia annichilato . Ma io vi dico che Elia è venuto , e gli hanno fatto tutto ciò che hanno voluto ; siccome era scritto di lui . POI , venuto a’ discepoli , vide una gran moltitudine d’ intorno a loro , e degli Scribi , che quistionavan con loro . E subito tutta la moltitudine , vedutolo , sbigottì ; ed accorrendo , lo salutò . Ed egli domandò gli Scribi : Che quistionate fra voi ? Ed uno della moltitudine , rispondendo , disse : Maestro , io ti avea menato il mio figliuolo , che ha uno spirito mutolo . E dovunque esso lo prende , lo atterra ; ed allora egli schiuma , e stride de’ denti , e divien secco ; or io avea detto a’ tuoi discepoli che lo cacciassero , ma non hanno potuto . Ed egli , rispondendogli , disse : O generazione incredula , infino a quando omai sarò con voi ? infino a quando omai vi comporterò ? menatemelo . Ed essi glielo menarono ; e quando egli l’ ebbe veduto , subito lo spirito lo scosse con violenza ; e il figliuolo cadde in terra , e si rotolava schiumando . E Gesù domandò il padre di esso : Quanto tempo è che questo gli è avvenuto ? Ed egli disse : Dalla sua fanciullezza . E spesse volte l’ ha gettato nel fuoco , e nell’ acqua , per farlo perire ; ma , se tu ci puoi nulla , abbi pietà di noi , ed aiutaci . E Gesù gli disse : Se tu puoi credere , ogni cosa è possibile a chi crede . E subito il padre del fanciullo , sclamando con lagrime , disse : Io credo , Signore ; sovvieni alla mia incredulità . E Gesù , veggendo che la moltitudine concorreva a calca , sgridò lo spirito immondo , dicendogli : Spirito mutolo e sordo , esci fuori di lui io tel comando , e giammai più non entrare in lui . E il demonio , gridando , e straziandolo forte , uscì fuori ; e il fanciullo divenne come morto ; talchè molti dicevano : Egli è morto . Ma Gesù , presolo per la mano , lo levò , ed egli si rizzò in piè . E quando Gesù fu entrato in casa , i suoi discepoli lo domandarono in disparte : Perchè non abbiam noi potuto cacciarlo ? Ed egli disse loro : Questa generazion di demoni non esce per alcun altro modo , che per orazione , e per digiuno . POI , essendosi partiti di là , passarono per la Galilea ; ed egli non voleva che alcun lo sapesse . Perciocchè egli ammaestrava i suoi discepoli , e diceva loro : Il Figliuol dell’ uomo sarà tosto dato nelle mani degli uomini , ed essi l’ uccideranno ; ma , dopo che sarà stato ucciso , risusciterà nel terzo giorno . Ma essi non intendevano questo ragionamento , e temevano di domandarlo . Poi venne in Capernaum ; e quando egli fu in casa , domandò loro : Di che disputavate fra voi per lo cammino ? Ed essi tacquero ; perciocchè per lo cammino aveano fra loro disputato chi di loro dovesse essere il maggiore . Ed egli , postosi a sedere , chiamò i dodici , e disse loro : Se alcuno vuol essere il primo , sia l’ ultimo di tutti , e il servitor di tutti . E preso un piccolo fanciullo , lo pose in mezzo di loro ; poi recatoselo in braccio , disse loro : Chiunque riceve uno di tali piccoli fanciulli nel mio nome , riceve me ; e chiunque mi riceve , non riceve me , ma colui che mi ha mandato . ALLORA Giovanni gli fece motto , dicendo : Maestro , noi abbiam veduto uno che cacciava i demoni nel nome tuo , il qual non ci seguita ; e perciocchè egli non ci seguita , glielo abbiam divietato . Ma Gesù disse : Non gliel divietate ; imperocchè niuno può far potente operazione nel nome mio , e tosto appresso dir male di me . Perciocchè chi non è contro a noi è per noi . Imperocchè , chiunque vi avrà dato a bere pure un bicchier d’ acqua , nel nome mio , perciocchè siete di Cristo , io vi dico in verità , ch’ egli non perderà punto il suo premio . E CHIUNQUE avrà scandalezzato uno di questi piccoli che credono in me , meglio per lui sarebbe che gli fosse messa intorno al collo una pietra da macina , e ch’ egli fosse gettato in mare . Ora , se la tua mano ti fa intoppare , mozzala ; meglio è per te entrar monco nella vita , che , avendo due mani , andar nella geenna , nel fuoco inestinguibile , ove il verme loro non muore , e il fuoco non si spegne . E se il tuo piede ti fa intoppare , mozzalo ; meglio è per te entrar zoppo nella vita , che , avendo due piedi , esser gettato nella geenna , nel fuoco inestinguibile , ove il verme loro non muore , e il fuoco non si spegne . Parimente , se l’ occhio tuo ti fa intoppare , cavalo ; meglio è per te entrar con un occhio solo nella vita , che , avendone due , esser gettato nella geenna del fuoco , ove il verme loro non muore , e il fuoco non si spegne . Perciocchè ognuno deve esser salato con fuoco , ed ogni sacrificio deve esser salato con sale . Il sale è buono , ma , se il sale diviene insipido , con che lo condirete ? Abbiate del sale in voi stessi , e state in pace gli uni con gli altri . POI , levatosi di là , venne ne’ confini della Giudea , lungo il Giordano ; e di nuovo si raunarono appresso di lui delle turbe ; ed egli di nuovo le ammaestrava , come era usato . E i Farisei , accostatisi , lo domandarono , tentandolo : È egli lecito al marito di mandar via la moglie ? Ed egli , rispondendo , disse loro : Che vi comandò Mosè ? Ed essi dissero : Mosè permise di scrivere la scritta del divorzio , e di mandar via la moglie . E Gesù , rispondendo disse loro : Egli vi scrisse quel comandamento per la durezza del vostro cuore . Ma dal principio della creazione , Iddio fece gli uomini maschio e femmina . E disse : Perciò l’ uomo lascerà suo padre , e sua madre , e si congiungerà con la sua moglie ; e i due diverranno una stessa carne ; talchè non son più due , ma una stessa carne . Ciò adunque che Iddio ha congiunto , l’ uomo nol separi . E in casa i suoi discepoli lo domandaron di nuovo intorno a quello stesso . Ed egli disse loro : Chiunque manda via la sua moglie , e ne sposa un’ altra , commette adulterio contro ad essa . Parimente , se la moglie lascia il suo marito , e si marita ad un altro , commette adulterio . ALLORA gli furono presentati dei piccoli fanciulli , acciocchè li toccasse ; ma i discepoli sgridavan coloro che li presentavano . E Gesù , veduto ciò , s’ indegnò , e disse loro : Lasciate i piccoli fanciulli venire a me , e non li divietate ; perciocchè di tali è il regno di Dio . Io vi dico in verità , che chiunque non avrà ricevuto il regno di Dio come piccolo fanciullo , non entrerà in esso . E recatiseli in braccio , ed imposte loro le mani , li benedisse . OR come egli usciva fuori , per mettersi in cammino , un tale corse a lui ; e inginocchiatosi davanti a lui , lo domandò : Maestro buono , che farò per ereditare la vita eterna ? E Gesù gli disse : Perchè mi chiami buono ? niuno è buono , se non un solo , cioè Iddio . Tu sai i comandamenti : Non commettere adulterio . Non uccidere . Non furare . Non dir falsa testimonianza . Non far danno ad alcuno . Onora tuo padre e tua madre . Ed egli rispondendo , gli disse : Maestro , tutte queste cose ho osservate fin dalla mia giovanezza . E Gesù , riguardatolo in viso , l’ amò , e gli disse : Una cosa ti manca ; va’ , vendi tutto ciò che tu hai , e dallo a’ poveri ; e tu avrai un tesoro nel cielo ; poi vieni , e tolta la tua croce , seguitami . Ma egli , attristato di quella parola , se ne andò dolente ; perciocchè avea di gran beni . E Gesù , riguardatosi attorno , disse ai suoi discepoli : Quanto malagevolmente coloro che hanno delle ricchezze entreranno nel regno di Dio ! E i discepoli sbigottirono per le sue parole . E Gesù da capo replicò , e disse loro : Figliuoli , quanto malagevol cosa è , che coloro che si confidano nelle ricchezze entrino nel regno di Dio ! Egli è più agevole che un cammello passi per la cruna di un ago , che un ricco entri nel regno di Dio . Ed essi vie più stupivano , dicendo fra loro : Chi può adunque esser salvato ? E Gesù , riguardatili , disse : Agli uomini è impossibile , ma non a Dio , perciocchè ogni cosa è possibile a Dio . E Pietro prese a dirgli : Ecco , noi abbiamo lasciata ogni cosa , e ti abbiam seguitato . E Gesù , rispondendo , disse : Io vi dico in verità , che non vi è alcuno che abbia lasciata casa , o fratelli , o sorelle , o padre , o madre , o moglie , o figliuoli , o possessioni , per amor di me , e dell’ evangelo , che ora , in questo tempo , non ne riceva cento cotanti : case , e fratelli , e sorelle , e madri , e figliuoli , e possessioni , con persecuzioni ; e , nel secolo a venire , la vita eterna . Ma , molti primi saranno ultimi , e molti ultimi saranno primi . OR essi erano per cammino , salendo in Gerusalemme ; e Gesù andava innanzi a loro , ed essi erano spaventati , e lo seguitavano con timore . Ed egli , tratti di nuovo da parte i dodici , prese a dir loro le cose che gli avverrebbero , dicendo : Ecco , noi saliamo in Gerusalemme ; e il Figliuol dell’ uomo sarà dato nelle mani de’ principali sacerdoti , e degli Scribi ; ed essi lo condanneranno a morte , e lo metteranno nelle mani de’ Gentili ; i quali lo scherniranno , e lo flagelleranno , e gli sputeranno addosso , e l’ uccideranno ; ma nel terzo giorno egli risusciterà . E Giacomo , e Giovanni , figliuoli di Zebedeo si accostarono a lui , dicendo : Maestro , noi desideriamo che tu ci faccia ciò che chiederemo . Ed egli disse loro : Che volete che io vi faccia ? Ed essi gli dissero : Concedici che nella tua gloria , noi sediamo , l’ uno alla tua destra , l’ altro alla tua sinistra . E Gesù disse loro : Voi non sapete ciò che vi chieggiate ; potete voi bere il calice il quale io berrò , ed esser battezzati del battesimo del quale io sarò battezzato ? Ed essi gli dissero : Sì , lo possiamo . E Gesù disse loro : Voi certo berrete il calice che io berrò , e sarete battezzati del battesimo del quale io sarò battezzato ; ma , quant’ è al sedermi a destra ed a sinistra , non istà a me il darlo ; ma sarà dato a coloro a cui è preparato . E gli altri dieci , udito ciò , presero ad indegnarsi di Giacomo e di Giovanni . Ma Gesù , chiamatili a sè , disse loro : Voi sapete che coloro che si reputano principi delle genti le signoreggiano , e che i lor grandi usano podestà sopra esse . Ma non sarà così fra voi ; anzi chiunque vorrà divenir grande fra voi sia vostro ministro ; e chiunque fra voi vorrà essere il primo , sia servitor di tutti . Poichè anche il Figliuol dell’ uomo non è venuto per esser servito ; anzi per servire , e per dar l’ anima sua per prezzo di riscatto per molti . POI vennero in Gerico ; e come egli usciva di Gerico , co’ suoi discepoli , e gran moltitudine , un certo figliuol di Timeo , Bartimeo il cieco , sedeva presso della strada , mendicando . Ed avendo udito che colui che passava era Gesù il Nazareno , prese a gridare , e a dire : Gesù , Figliuol di Davide , abbi pietà di me ! E molti lo sgridavano , acciocchè tacesse ; ma egli vie più gridava : Figliuol di Davide , abbi pietà di me ! E Gesù , fermatosi , disse che si chiamasse . Chiamarono adunque il cieco , dicendogli : Sta’ di buon cuore , levati , egli ti chiama . Ed egli , gettatasi d’ addosso la sua veste , si levò , e venne a Gesù . E Gesù gli fece motto , e disse : Che vuoi tu ch’ io ti faccia ? E il cieco gli disse : Rabboni , che io ricoveri la vista . E Gesù gli disse : Va’ , la tua fede ti ha salvato . E in quello stante egli ricoverò la vista , e seguitò Gesù per la via . E QUANDO furon giunti vicino a Gerusalemme , in Betfage , e Betania , presso al monte degli Ulivi , Gesù mandò due de’ suoi discepoli . E disse loro : Andate nel castello ch’ è dirimpetto a voi ; e subito , come entrerete là , troverete un puledro d’ asino attaccato , sopra il quale non montò mai alcuno ; scioglietelo , e menatemelo . E se alcuno vi dice : Perchè fate questo ? dite : Il Signore ne ha bisogno . E subito lo manderà qua . Essi adunque andarono , e trovarono il puledro attaccato di fuori ad una porta , presso ad un capo di strada , e lo sciolsero . Ed alcuni di coloro ch’ eran quivi presenti dissero loro : Che fate voi in isciogliere il puledro ? Ed essi dissero loro come Gesù avea ordinato . Ed essi li lasciarono andare . Ed essi menarono il puledro a Gesù , e gettarono sopra quello le lor vesti ; ed egli montò sopra esso . E molti distendevano le lor vesti nella via , ed altri tagliavan de’ rami dagli alberi , e li distendevano nella via . E coloro che andavan davanti , e coloro che venivan dietro , gridavano , dicendo : Osanna ! Benedetto sia colui che viene nel nome del Signore ! Benedetto sia il regno di Davide , nostro padre , il quale viene nel nome del Signore . Osanna ne’ luoghi altissimi ! E Gesù , entrato in Gerusalemme , venne nel tempio ; ed avendo riguardata ogni cosa attorno attorno , essendo già l’ ora tarda , uscì verso Betania , co’ dodici . ED il giorno seguente , quando furono usciti di Betania , egli ebbe fame . E veduto di lontano un fico che avea delle foglie , andò a vedere se vi troverebbe cosa alcuna ; ma , venuto a quello , non vi trovò nulla , se non delle foglie ; perciocchè non era la stagion de’ fichi . E Gesù prese a dire al fico : Niuno mangi mai più in perpetuo frutto da te . E i suoi discepoli l’ udirono . E vennero in Gerusalemme . E Gesù , entrato nel tempio , prese a cacciar fuori coloro che vendevano , e che comperavano nel tempio ; e riversò le tavole dei cambiatori , e le sedie di coloro che vendevano i colombi . E non permetteva che alcuno portasse alcun vaso attraverso al tempio . Ed insegnava , dicendo loro : Non è egli scritto : La mia casa sarà chiamata : Casa d’ orazione , per tutte le genti ? ma voi ne avete fatta una spelonca di ladroni . Or gli Scribi , e i principali sacerdoti udirono queste cose , e cercavano il modo di farlo morire ; perchè lo temevano ; perciocchè tutta la moltitudine era rapita in ammirazione della sua dottrina . E quando fu sera , Gesù se ne uscì fuori della città . E la mattina seguente , come essi passavano presso del fico , lo videro seccato fin dalle radici . E Pietro , ricordatosi , gli disse : Maestro , ecco , il fico che tu maledicesti è seccato . E Gesù , rispondendo , disse loro : Abbiate fede in Dio . Perciocchè io vi dico in verità , che chi avrà detto a questo monte : Togliti di là , e gettati nel mare ; e non avrà dubitato nel cuor suo , anzi avrà creduto che ciò ch’ egli dice avverrà ; ciò ch’ egli avrà detto gli sarà fatto . Perciò io vi dico : Tutte le cose che voi domanderete pregando , crediate che le riceverete , e voi le otterrete . E quando vi presenterete per fare orazione , se avete qualche cosa contro ad alcuno , rimettetegliela ; acciocchè il Padre vostro ch’ è ne’ cieli vi rimetta anch’ egli i vostri falli . Ma , se voi non perdonate , il Padre vostro ch’ è ne’ cieli non vi perdonerà i vostri falli . POI vennero di nuovo in Gerusalemme ; e mentre egli passeggiava per lo tempio , i principali sacerdoti , e gli Scribi , e gli anziani vennero a lui , e gli dissero : Di quale autorità fai queste cose ? e chi ti ha data cotesta autorità da far queste cose ? E Gesù , rispondendo , disse loro : Anch’ io vi domanderò una cosa ; rispondetemi adunque , ed io vi dirò di quale autorità io fo queste cose . Il battesimo di Giovanni era egli dal cielo , o dagli uomini ? rispondetemi . Ed essi ragionavan tra loro , dicendo : Se diciamo : Dal cielo , egli dirà : Perchè dunque non gli credeste ? Ma se diciamo : Dagli uomini , noi temiamo il popolo perciocchè tutti tenevano che Giovanni era veramente profeta ; perciò , rispondendo , dissero a Gesù : Noi non sappiamo . E Gesù , rispondendo , disse loro : Io ancora non vi dirò di quale autorità fo queste cose . POI egli prese a dir loro in parabole : Un uomo piantò una vigna , e le fece attorno una siepe , e cavò in essa un luogo da calcar la vendemmia , e vi edificò una torre , e l’ allogò a certi lavoratori ; e poi se ne andò in viaggio . E nella stagion de’ frutti , mandò a que’ lavoratori un servitore , per ricever da loro del frutto della vigna . Ma essi , presolo , lo batterono , e lo rimandarono vuoto . Ed egli di nuovo vi mandò un altro servitore ; ma essi , tratte anche a lui delle pietre , lo ferirono nel capo , e lo rimandarono vituperato . Ed egli da capo ne mandò un altro , e quello uccisero ; poi molti altri , de’ quali alcuni batterono , alcuni uccisero . Perciò , avendo ancora un suo diletto figliuolo , mandò loro anche quello in ultimo , dicendo : Avranno riverenza al mio figliuolo . Ma que’ lavoratori disser tra loro : Costui è l’ erede , venite , uccidiamolo , e l’ eredità sarà nostra . E , presolo , l’ uccisero , e lo gettaron fuor della vigna . Che farà dunque il padron della vigna ? Egli verrà , e distruggerà que’ lavoratori , e darà la vigna ad altri . Non avete ancor letta questa scrittura : La pietra , che gli edificatori hanno riprovata , è divenuta il capo del cantone ; ciò è stato fatto dal Signore , ed è cosa maravigliosa agli occhi nostri ? Ed essi cercavano di pigliarlo ; perciocchè si avvidero ch’ egli avea detta quella parabola contro a loro ; ma temettero la moltitudine ; e , lasciatolo , se ne andarono . POI gli mandarono alcuni de’ Farisei , e degli Erodiani , acciocchè lo cogliessero in parole . Ed essi , venuti , gli dissero : Maestro , noi sappiamo che tu sei verace , e che tu non ti curi di alcuno ; perciocchè tu non hai riguardo alla qualità delle persone degli uomini , ma insegni la via di Dio in verità . È egli lecito di dare il censo a Cesare o no ? glielo dobbiamo noi dare , o no ? Ma egli , conosciuta la loro ipocrisia , disse loro : Perchè mi tentate ? portatemi un denaro , che io lo vegga . Ed essi gliel portarono . Ed egli disse loro : Di chi è questa figura , e questa soprascritta ? Ed essi gli dissero : Di Cesare . E Gesù , rispondendo , disse loro : Rendete a Cesare le cose di Cesare , e a Dio le cose di Dio . Ed essi si maravigliarono di lui . POI vennero a lui de’ Sadducei , i quali dicono che non vi è risurrezione ; e lo domandarono , dicendo : Maestro , Mosè ci ha scritto , che se il fratello di alcuno muore , e lascia moglie senza figliuoli , il suo fratello prenda la sua moglie , e susciti progenie al suo fratello . Vi erano sette fratelli ; e il primo prese moglie ; e , morendo , non lasciò progenie . E il secondo la prese , e morì ; ed esso ancora non lasciò progenie ; simigliantemente ancora il terzo . E tutti e sette la presero , e non lasciarono progenie ; ultimamente , dopo tutti , morì anche la donna . Nella risurrezione adunque , quando saranno risuscitati , di chi di loro sarà ella moglie ? poichè tutti e sette l’ hanno avuta per moglie . Ma Gesù , rispondendo , disse loro : Non errate voi per ciò che ignorate le scritture , e la potenza di Dio ? Perciocchè , quando gli uomini saranno risuscitati da’ morti , non prenderanno , nè daranno mogli ; ma saranno come gli angeli che son ne’ cieli . Ora , quant’ è a’ morti , che essi risuscitino , non avete voi letto nel libro di Mosè , come Iddio gli parlò nel pruno , dicendo : Io son l’ Iddio d’ Abrahamo , l’ Iddio d’ Isacco , e l’ Iddio di Giacobbe ? Iddio non è Dio de’ morti , ma Dio de’ viventi . Voi adunque errate grandemente . ALLORA uno degli Scribi , avendoli uditi disputare , e riconoscendo ch’ egli avea loro ben risposto , si accostò e lo domandò : Quale è il primo comandamento di tutti ? E Gesù gli rispose : Il primo di tutti i comandamenti è : Ascolta Israele : Il Signore Iddio nostro è l’ unico Signore ; e : Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore , e con tutta l’ anima tua , e con tutta la mente tua , e con tutta la tua forza . Quest’ è il primo comandamento . E il secondo , simile , è questo : Ama il tuo prossimo come te stesso . Non vi è altro comandamento maggior di questi . E lo Scriba gli disse : Maestro , bene hai detto secondo verità , che vi è un solo Iddio , e che fuor di lui non ve ne è alcun altro ; e che amarlo con tutto il cuore , e con tutta la mente , e con tutta l’ anima , e con tutta la forza ; ed amare il suo prossimo come sè stesso , è più che tutti gli olocausti , e sacrificii . E Gesù , vedendo che egli avea avvedutamente risposto , gli disse : Tu non sei lontano dal regno di Dio . E niuno ardiva più fargli alcuna domanda . E GESÙ , insegnando nel tempio , prese a dire : Come dicono gli Scribi , che il Cristo è Figliuol di Davide ? Poichè Davide stesso , per lo Spirito Santo , ha detto : Il Signore ha detto al mio Signore : Siedi alla mia destra , finchè io abbia posti i tuoi nemici per iscannello de’ tuoi piedi . Davide stesso adunque lo chiama Signore ; come adunque è egli il suo figliuolo ? E la maggior parte della moltitudine l’ udiva volentieri . ED egli diceva loro nella sua dottrina : Guardatevi dagli Scribi , i quali amano di passeggiare in robe lunghe , e le salutazioni nelle piazze , ed i primi seggi nelle raunanze , ed i primi luoghi ne’ conviti . I quali divorano le case delle vedove , e ciò , sotto specie di lunghe orazioni ; essi ne riceveranno maggior condannazione . E GESÙ , postosi a sedere di rincontro alla cassa delle offerte , riguardava come il popolo gettava denari nella cassa ; e molti ricchi vi gettavano assai . Ed una povera vedova venne , e vi gettò due piccioli , che sono un quattrino . E Gesù , chiamati a sè i suoi discepoli , disse loro : Io vi dico in verità , che questa povera vedova ha gettato più di tutti quanti hanno gettato nella cassa delle offerte . Poichè tutti gli altri vi hanno gettato di ciò che soprabbonda loro ; ma essa , della sua inopia , vi ha gettato tutto ciò ch’ ella avea , tutta la sua sostanza . E COME egli usciva del tempio , uno de’ suoi discepoli gli disse : Maestro , vedi quali pietre , e quali edifici ! E Gesù , rispondendo , gli disse : Vedi tu questi grandi edifici ? ei non sarà lasciata pietra sopra pietra , che non sia diroccata . Poi , sedendo egli sopra il monte degli Ulivi , di rincontro al tempio , Pietro , e Giacomo , e Giovanni , e Andrea lo domandarono in disparte , dicendo : Dicci , quando avverranno queste cose ? e qual sarà il segno del tempo , nel quale tutte queste cose avranno fine ? E Gesù , rispondendo loro , prese a dire : Guardate che nessun vi seduca . Perciocchè molti verranno sotto il mio nome , dicendo : Io son desso ; e ne sedurranno molti . Ora , quando udirete guerre , e romori di guerre , non vi turbate ; perciocchè conviene che queste cose avvengano ; ma non sarà ancora la fine . Perciocchè una gente si leverà contro all’ altra , ed un regno contro all’ altro ; e vi saranno tremoti in ogni luogo , e fami , e turbamenti . Queste cose saranno solo principii di dolori ; or prendete guardia a voi stessi ; perciocchè sarete messi in man de’ concistori , e sarete battuti nelle raunanze ; e sarete fatti comparire davanti a’ rettori , ed ai re , per cagion mia , in testimonianza a loro . E conviene che prima l’ evangelo sia predicato fra tutte le genti . Ora , quando vi meneranno , per mettervi nelle lor mani , non istate innanzi in sollecitudine di ciò che avrete a dire , e non lo premeditate ; anzi , dite ciò che vi sarà dato in quello stante ; perciocchè non siete voi que’ che parlate , anzi lo Spirito Santo . Ora il fratello darà il fratello alla morte , e il padre il figliuolo ; e i figliuoli si leveranno contro a’ padri e le madri , e li faranno morire . E voi sarete odiati da tutti per lo mio nome ; ma chi avrà sostenuto infino al fine sarà salvato . ORA , quando avrete , veduta l’ abbominazion della desolazione , detta dal profeta Daniele , posta dove non si conviene chi legge pongavi mente , allora coloro che saranno nella Giudea fuggansene a’ monti . E chi sarà sopra il tetto della casa non iscenda in casa , e non vi entri , per toglier cosa alcuna di casa sua . E chi sarà per la campagna non torni addietro , per toglier la sua veste . Or guai alle gravide , ed a quelle che latteranno in que’ dì ! E pregate che la vostra fuga non sia di verno . Perciocchè in que’ giorni vi sarà afflizione tale , qual non fu giammai , dal principio della creazione delle cose che Iddio ha create , infino ad ora ; ed anche giammai non sarà . E , se il Signore non avesse abbreviati que’ giorni , niuna carne scamperebbe ; ma , per gli eletti , i quali egli ha eletti , il Signore ha abbreviati que’ giorni . Ed allora , se alcuno vi dice : Ecco qui il Cristo ; ovvero : Eccolo là ; nol crediate . Perciocchè falsi cristi , e falsi profeti sorgeranno , e faranno segni e miracoli , per sedurre , se fosse possibile , eziandio gli eletti . Ma voi , guardatevi ; ecco , io vi ho predetta ogni cosa . MA in que’ giorni , dopo quell’ afflizione , il sole scurerà , e la luna non darà il suo splendore . E le stelle del cielo caderanno , e le potenze che son ne’ cieli saranno scrollate . Ed allora gli uomini vedranno il Figliuol dell’ uomo venir nelle nuvole , con gran potenza , e gloria . Ed egli allora manderà i suoi angeli , e raccoglierà i suoi eletti da’ quattro venti , dall’ estremo termine della terra , infino all’ estremo termine del cielo . Or imparate dal fico questa similitudine : Quando già i suoi rami son divenuti teneri , e le sue frondi germogliano , voi conoscete che la state è vicina . Così ancora voi , quando vedrete avvenir queste cose , sappiate ch’ egli è vicino , in su la porta . Io vi dico in verità , che questa età non passerà , che prima tutte queste cose non sieno avvenute . Il cielo e la terra passeranno , ma le mie parole non passeranno . MA , quant’ è a quel giorno , ed a quell’ ora , niuno li sa , non pur gli angeli che son nel cielo , nè il Figliuolo , ma solo il Padre . Prendete guardia ; vegliate , ed orate ; perciocchè voi non sapete quando sarà quel tempo . Come se un uomo , andando in viaggio , lasciasse la sua casa , e desse sopra essa podestà a’ suoi servitori , ed a ciascuno l’ opera sua , e comandasse al portinaio che vegliasse . Vegliate adunque , perciocchè voi non sapete quando il padron di casa verrà ; la sera , o alla mezza notte , o al cantar del gallo , o la mattina . Che talora , venendo egli di subito improvviso , non vi trovi dormendo . Ora , ciò che dico a voi , lo dico a tutti : Vegliate . ORA , due giorni appresso , era la pasqua , e la festa degli azzimi ; e i principali sacerdoti , e gli Scribi , cercavano il modo di pigliar Gesù con inganno , e di ucciderlo . Ma dicevano : Non lo facciam nella festa , che talora non vi sia qualche tumulto del popolo . OR essendo egli in Betania , in casa di Simone lebbroso , mentre era a tavola , venne una donna , avendo un alberello d’ olio odorifero di nardo schietto , di gran prezzo ; e , rotto l’ alberello , glielo versò sopra il capo . Ed alcuni indegnarono tra sè stessi , e dissero : Perchè si è fatta questa perdita di quest’ olio ? Poichè si sarebbe potuto venderlo più di trecento denari , e quelli darli a’ poveri . E fremevano contro a lei . Ma Gesù disse : Lasciatela ; perchè le date voi noia ? ella ha fatta una buona opera inverso me . Perciocchè , sempre avete i poveri con voi ; e quando vorrete , potete far loro del bene ; ma me non mi avete sempre . Ella ha fatto ciò che per lei si poteva ; ella ha anticipato d’ ungere il mio corpo , per una imbalsamatura . Io vi dico in verità , che per tutto il mondo , dovunque questo evangelo sarà predicato , sarà eziandio raccontato ciò che costei ha fatto , in memoria di lei . ALLORA Giuda Iscariot , l’ un dei dodici , andò a’ principali sacerdoti , per darlo lor nelle mani . Ed essi , udito ciò , si rallegrarono , e promisero di dargli denari . Ed egli cercava il modo di tradirlo opportunamente . ORA , nel primo giorno della festa degli azzimi , quando si sacrificava la pasqua , i suoi discepoli gli dissero : Dove vuoi che andiamo ad apparecchiarti da mangiar la pasqua ? Ed egli mandò due de’ suoi discepoli , e disse loro : Andate nella città , e voi scontrerete un uomo , portando un testo pieno d’ acqua ; seguitelo . E , dovunque egli sarà entrato , dite al padron della casa : Il Maestro dice : Ov’ è la stanza , dov’ io mangerò la pasqua co’ miei discepoli ? Ed egli vi mostrerà una gran sala acconcia , tutta presta ; preparateci quivi la pasqua . E i suoi discepoli andarono , e vennero nella città , e trovarono come egli avea lor detto ; ed apparecchiarono la pasqua . Ed egli , quando fu sera , venne co’ dodici . E , mentre erano a tavola , e mangiavano , Gesù disse : Io vi dico in verità , che l’ un di voi , il qual mangia meco , mi tradirà . Ed essi presero ad attristarsi , e a dirgli ad uno ad uno : Sono io desso ? Ed egli , rispondendo , disse loro : Egli è uno de’ dodici , il quale intinge meco nel piatto . Certo , il Figliuol dell’ uomo se ne va , siccome egli è scritto di lui ; ma guai a quell’ uomo , per cui il Figliuol dell’ uomo è tradito ! ben sarebbe stato per lui di non esser mai nato . E mentre essi mangiavano , Gesù prese del pane ; e fatta la benedizione , lo ruppe , e lo diede loro , e disse : Prendete , mangiate ; quest’ è il mio corpo . Poi , preso il calice , e rese grazie , lo diede loro ; e tutti ne bevvero . Ed egli disse loro : Quest’ è il mio sangue , che è il sangue del nuovo patto , il quale è sparso per molti . Io vi dico in verità , che io non berrò più del frutto della vigna , fino a quel giorno che io lo berrò nuovo nel regno di Dio . E dopo ch’ ebbero cantato l’ inno , se ne uscirono al monte degli Ulivi . E GESÙ disse loro : Voi tutti sarete scandalezzati in me questa notte ; perciocchè egli è scritto : Io percoterò il Pastore , e le pecore saranno disperse . Ma dopo che sarò risuscitato , io andrò dinanzi a voi in Galilea . E Pietro gli disse : Avvegnachè tutti gli altri sieno scandalezzati di te , io però non lo sarò . E Gesù gli disse : Io ti dico in verità , che oggi , in questa stessa notte , avanti che il gallo abbia cantato due volte , tu mi rinnegherai tre volte . Ma egli vie più fermamente diceva : Quantunque mi convenisse morir teco , non però ti rinnegherò . Il simigliante dicevano ancora tutti gli altri . POI vennero in un luogo detto Ghetsemane ; ed egli disse a’ suoi discepoli : Sedete qui , finchè io abbia orato . E prese seco Pietro , e Giacomo , e Giovanni ; e cominciò ad essere spaventato e gravemente angosciato . E disse loro : L’ anima mia è occupata di tristizia infino alla morte ; dimorate qui , e vegliate . E andato un poco innanzi , si gettò in terra , e pregava che , se era possibile , quell’ ora passasse oltre da lui . E disse : Abba , Padre , ogni cosa ti è possibile ; trasporta via da me questo calice ; ma pure , non ciò che io voglio , ma ciò che tu vuoi . Poi venne , e trovò i discepoli che dormivano , e disse a Pietro : Simone , dormi tu ? non hai tu potuto vegliar pure un’ ora ? Vegliate , ed orate , che non entriate in tentazione ; bene è lo spirito pronto , ma la carne è debole . E di nuovo andò , ed orò , dicendo le medesime parole . E tornato , trovò i discepoli , che di nuovo dormivano ; perciocchè i loro occhi erano aggravati ; e non sapevano che rispondergli . Poi venne la terza volta , e disse loro : Dormite pur da ora innanzi , e riposatevi ; basta ! l’ ora è venuta ; ecco , il Figliuol dell’ uomo è dato nelle mani dei peccatori . Levatevi , andiamo ; ecco , colui che mi tradisce è vicino . ED in quello stante , mentre egli parlava ancora , giunse Giuda , l’ uno de’ dodici , e con lui una gran turba , con ispade , ed aste , da parte de’ principali sacerdoti , degli Scribi , e degli anziani . Or colui che lo tradiva avea dato loro un segnale , dicendo : Colui il quale io avrò baciato è desso ; pigliatelo , menatelo sicuramente . E come fu giunto , subito si accostò a lui , e disse : Ben ti sia , Maestro ! e lo baciò . Allora coloro gli misero le mani addosso , e lo presero . Ed un di coloro ch’ erano quivi presenti trasse la spada , e percosse il servitore del sommo sacerdote , e gli spiccò l’ orecchio . E Gesù fece lor motto , e disse : Voi siete usciti con ispade , e con aste , come contro ad un ladrone , per pigliarmi . Io era tuttodì appresso di voi insegnando nel tempio , e voi non mi avete preso : ma ciò è avvenuto , acciocchè le scritture sieno adempiute . E tutti , lasciatolo , se ne fuggirono . Ed un certo giovane lo seguitava , involto d’ un panno lino sopra la carne ignuda , e i fanti lo presero . Ma egli , lasciato il panno , se ne fuggì da loro , ignudo . ED essi ne menarono Gesù al sommo sacerdote ; appresso il quale si raunarono insieme tutti i principali sacerdoti , e gli anziani , e gli Scribi . E Pietro lo seguitava da lungi , fin dentro alla corte del sommo sacerdote ; ove si pose a sedere co’ sergenti , e si scaldava al fuoco . Or i principali sacerdoti , e tutto il concistoro , cercavan testimonianza contro a Gesù , per farlo morire ; e non ne trovavano alcuna . Perciocchè molti dicevano falsa testimonianza contro a lui ; ma le loro testimonianze non eran conformi . Allora alcuni , levatisi , disser falsa testimonianza contro a lui , dicendo : Noi l’ abbiamo udito che diceva : Io disfarò questo tempio , fatto d’ opera di mano , e in tre giorni ne riedificherò un altro , che non sarà fatto d’ opera di mano . Ma , non pur così la lor testimonianza era conforme . Allora il sommo sacerdote , levatosi in piè quivi in mezzo , domandò a Gesù , dicendo : Non rispondi tu nulla ? che testimoniano costoro contro a te ? Ma egli tacque , e non rispose nulla . Da capo il sommo sacerdote lo domandò , e gli disse : Sei tu il Cristo , il Figliuol del Benedetto ? E Gesù disse : Sì , io lo sono ; e voi vedrete il Figliuol dell’ uomo sedere alla destra della Potenza , e venire con le nuvole del cielo . E il sommo sacerdote , stracciatesi le vesti , disse : Che abbiam noi più bisogno di testimoni ? Voi avete udita la bestemmia ; che ve ne pare ? E tutti lo condannarono , pronunziando ch’ egli era reo di morte . Ed alcuni presero a sputargli addosso , ed a velargli la faccia , e a dargli delle guanciate , e a dirgli : Indovina . Ed i sergenti gli davan delle bacchettate . ORA , essendo Pietro nella corte di sotto , venne una delle fanti del sommo sacerdote . E veduto Pietro che si scaldava , lo riguardò in viso , e disse : Ancora tu eri con Gesù Nazareno . Ma egli lo negò , dicendo : Io non lo conosco , e non so ciò che tu ti dica . Ed uscì fuori all’ antiporto , e il gallo cantò . E la fante , vedutolo di nuovo , cominciò a dire a quelli ch’ eran quivi presenti : Costui è di quelli . Ma egli da capo lo negò . E poco stante , quelli ch’ eran quivi disser di nuovo a Pietro : Veramente tu sei di quelli ; perciocchè tu sei Galileo , e la tua favella ne ha la somiglianza . Ma egli prese a maledirsi , ed a giurare : Io non conosco quell’ uomo che voi dite . E il gallo cantò la seconda volta ; e Pietro si ricordò della parola che Gesù gli avea detta : Avanti che il gallo canti due volte , tu mi rinnegherai tre volte . E si mise a piangere . E SUBITO la mattina , i principali sacerdoti , con gli anziani , e gli Scribi , e tutto il concistoro , tenuto consiglio , legarono Gesù , e lo menarono , e lo misero in man di Pilato . E Pilato gli domandò : Sei tu il Re de’ Giudei ? Ed egli , rispondendo , gli disse : Tu lo dici . E i principali sacerdoti l’ accusavano di molte cose ; ma egli non rispondeva nulla . E Pilato da capo lo domandò , dicendo : Non rispondi tu nulla ? vedi quante cose costoro testimoniano contro a te . Ma Gesù non rispose nulla di più , talchè Pilato se ne maravigliava . Or ogni festa egli liberava loro un prigione , qualunque chiedessero . Or vi era colui , ch’ era chiamato Barabba , ch’ era prigione co’ suoi compagni di sedizione , i quali avean fatto omicidio nella sedizione . E la moltitudine , gridando , cominciò a domandare che facesse come sempre avea lor fatto . E Pilato rispose loro , dicendo : Volete che io vi liberi il Re de’ Giudei ? Perciocchè riconosceva bene che i principali sacerdoti glielo aveano messo nelle mani per invidia . Ma i principali sacerdoti incitarono la moltitudine a chieder che più tosto liberasse loro Barabba . E Pilato , rispondendo , da capo disse loro : Che volete adunque che io faccia di colui che voi chiamate Re de’ Giudei ? Ed essi di nuovo gridarono : Crocifiggilo . E Pilato disse loro : Ma pure , che male ha egli fatto ? Ed essi vie più gridavano : Crocifiggilo . Pilato adunque , volendo soddisfare alla moltitudine , liberò loro Barabba . E dopo aver flagellato Gesù , lo diede loro in mano , per esser crocifisso . Allora i soldati lo menarono dentro alla corte , che è il Pretorio , e raunarono tutta la schiera . E lo vestirono di porpora ; e contesta una corona di spine , gliela misero intorno al capo . Poi presero a salutarlo , e a dire : Ben ti sia , Re de’ Giudei . E gli percotevano il capo con una canna , e gli sputavano addosso ; e postisi inginocchioni , l’ adoravano . E dopo che l’ ebbero schernito , lo spogliarono della porpora , e lo rivestirono de’ suoi propri vestimenti , e lo menarono fuori , per crocifiggerlo . ED angariarono a portar la croce di esso , un certo passante , detto Simon Cireneo , padre di Alessandro e di Rufo , il qual tornava da’ campi . E menarono Gesù al luogo detto Golgota ; il che , interpretato , vuol dire : Il luogo del teschio . E gli dieder da bere del vino condito con mirra ; ma egli non lo prese . E dopo averlo crocifisso , spartirono i suoi vestimenti , tirando la sorte sopra essi , per saper ciò che ne torrebbe ciascuno . Or era l’ ora di terza , quando lo crocifissero . E la soprascritta del maleficio che gli era apposto era scritta di sopra a lui , in questa maniera : IL RE DE’ GIUDEI . Crocifissero ancora con lui due ladroni , l’ un dalla sua destra , e l’ altro dalla sinistra . E si adempiè la scrittura che dice : Ed egli è stato annoverato fra i malfattori . E coloro che passavano ivi presso l’ ingiuriavano , scotendo il capo , e dicendo : Eia ! tu che disfai il tempio , ed in tre giorni lo riedifichi , salva te stesso , e scendi giù di croce . Simigliantemente ancora i principali sacerdoti , con gli Scribi , beffandosi , dicevano l’ uno all’ altro : Egli ha salvati gli altri , e non può salvar sè stesso . Scenda ora giù di croce il Cristo , il Re d’ Israele ; acciocchè noi lo vediamo , e crediamo . Coloro ancora ch’ erano stati crocifissi con lui l’ ingiuriavano . Poi , venuta l’ ora sesta , si fecero tenebre per tutta la terra , infino all’ ora di nona . Ed all’ ora di nona , Gesù gridò con gran voce , dicendo : Eloi , Eloi , lamma sabactani ? il che , interpretato , vuol dire : Dio mio , Dio mio , perchè mi hai abbandonato ? Ed alcuni di coloro ch’ eran quivi presenti , udito ciò , dicevano : Ecco , egli chiama Elia . E un di loro corse ; ed empiuta una spugna d’ aceto , e postala intorno ad una canna , gli diè da bere , dicendo : Lasciate ; vediamo se Elia verrà , per trarlo giù . E Gesù , gettato un gran grido , rendè lo spirito . E la cortina del tempio si fendè in due , da cima a fondo . E il centurione , ch’ era quivi presente di rincontro a Gesù , veduto che dopo aver così gridato , egli avea reso lo spirito , disse : Veramente quest’ uomo era Figliuol di Dio . Or quivi erano ancora delle donne , riguardando da lontano ; fra le quali era Maria Maddalena , e Maria madre di Giacomo il piccolo , e di Iose , e Salome ; le quali , eziandio mentre egli era nella Galilea , l’ aveano seguitato , e gli aveano ministrato ; e molte altre , le quali erano salite con lui in Gerusalemme . POI , essendo già sera perciocchè era la preparazione , cioè l’ antisabato , Giuseppe , da Arimatea , consigliere onorato , il quale eziandio aspettava il regno di Dio , venne , e , preso ardire , entrò da Pilato , e domandò il corpo di Gesù . E Pilato si maravigliò ch’ egli fosse già morto . E chiamato a sè il centurione , gli domandò se era gran tempo ch’ egli era morto ; e , saputo il fatto dal centurione , donò il corpo a Giuseppe . Ed egli , comperato un panno lino , e tratto Gesù giù di croce , l’ involse nel panno , e lo pose in un monumento , che era tagliato dentro una roccia ; e rotolò una pietra all’ apertura del monumento . E Maria Maddalena , e Maria madre di Iose , riguardavano ove egli sarebbe posto . ORA , passato il sabato , Maria Maddalena , e Maria madre di Giacomo , e Salome , avendo comperati degli aromati , per venire ad imbalsamar Gesù , la mattina del primo giorno della settimana , molto per tempo , vennero al monumento , in sul levar del sole . E dicevan fra loro : Chi ci rotolerà la pietra dall’ apertura del monumento ? E riguardando , vedono che la pietra era stata rotolata , perciocchè era molto grande . Ed essendo entrate nel monumento , videro un giovanetto , che sedeva dal lato destro , vestito d’ una roba bianca ; e furono spaventate . Ed egli disse loro : Non vi spaventate ; voi cercate Gesù , il Nazareno , ch’ è stato crocifisso ; egli è risuscitato , egli non è qui ; ecco il luogo ove l’ aveano posto . Ma andate , e dite a’ suoi discepoli ed a Pietro , ch’ egli va innanzi a voi in Galilea ; quivi lo vedrete , come egli vi ha detto . Ed esse , uscite prontamente , se ne fuggirono dal monumento ; perciocchè tremito e spavento le avea occupate ; e non dissero nulla ad alcuno , perciocchè aveano paura . OR Gesù , essendo risuscitato la mattina del primo giorno della settimana , apparve prima a Maria Maddalena , della quale avea cacciati sette demoni . Ed ella andò , e l’ annunziò a coloro ch’ erano stati con lui , i quali facevan cordoglio , e piangevano . Ed essi , udito ch’ egli viveva , e ch’ era stato veduto da lei , nol credettero . Ora , dopo queste cose , apparve in altra forma a due di loro , i quali erano in cammino , andando a’ campi . E quelli andarono , e l’ annunziarono agli altri ; ma quelli ancora non credettero . Ultimamente , apparve agli undici , mentre erano a tavola ; e rimproverò loro la loro incredulità , e durezza di cuore ; perciocchè non avean creduto a coloro che l’ avean veduto risuscitato . Ed egli disse loro : Andate per tutto il mondo , e predicate l’ evangelo ad ogni creatura . Chi avrà creduto , e sarà stato battezzato , sarà salvato ; ma chi non avrà creduto sarà condannato . Or questi segni accompagneranno coloro che avranno creduto : Cacceranno i demoni nel mio nome ; parleranno nuovi linguaggi ; torranno via i serpenti ; ed avvegnachè abbiano bevuta alcuna cosa mortifera , quella non farà loro alcun nocimento ; metteranno le mani sopra gl’ infermi , ed essi staranno bene . Il Signore adunque , dopo ch’ ebbe lor parlato , fu raccolto nel cielo , e sedette alla destra di Dio . Ed essi , essendo usciti , predicarono in ogni luogo , operando insieme il Signore , e confermando la parola per i segni che seguivano . POICHÈ molti hanno impreso d’ ordinare la narrazion delle cose , delle quali siamo stati appieno accertati ; secondo che ce l’ hanno tramandate quelli che da principio le videro essi stessi , e furon ministri della parola ; a me ancora è parso , dopo aver dal capo rinvenuta ogni cosa compiutamente , di scrivertene per ordine , eccellentissimo Teofilo ; acciocchè tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state insegnate . A’ DÌ di Erode , re di Giudea , vi era un certo sacerdote , chiamato per nome Zaccaria , della muta di Abia ; e la sua moglie era delle figliuole di Aaronne , e il nome di essa era Elisabetta . Or amendue eran giusti nel cospetto di Dio , camminando in tutti i comandamenti e leggi del Signore , senza biasimo . E non aveano figliuoli , perciocchè Elisabetta era sterile ; ed amendue eran già avanzati in età . Or avvenne che esercitando Zaccaria il sacerdozio , davanti a Dio , nell’ ordine della sua muta ; secondo l’ usanza del sacerdozio , gli toccò a sorte d’ entrar nel tempio del Signore , per fare il profumo . E tutta la moltitudine del popolo era di fuori , orando , nell’ ora del profumo . Ed un angelo del Signore gli apparve , stando in piè dal lato destro dell’ altar de’ profumi . E Zaccaria , vedutolo , fu turbato , e timore cadde sopra lui . Ma l’ angelo gli disse : Non temere , Zaccaria , perciocchè la tua orazione è stata esaudita , ed Elisabetta , tua moglie , ti partorirà un figliuolo , al quale porrai nome Giovanni . Ed egli ti sarà in allegrezza e gioia , e molti si rallegreranno del suo nascimento . Perciocchè egli sarà grande nel cospetto del Signore ; e non berrà nè vino , nè cervogia ; e sarà ripieno dello Spirito Santo , fin dal seno di sua madre . E convertirà molti de’ figliuoli d’ Israele al Signore Iddio loro . E andrà innanzi a lui , nello Spirito e virtù d’ Elia , per convertire i cuori de’ padri a’ figliuoli , e i ribelli alla prudenza de’ giusti ; per apparecchiare al Signore un popolo ben composto . E Zaccaria disse all’ angelo : A che conoscerò io questo ? poichè io son vecchio , e la mia moglie è bene avanti nell’ età . E l’ angelo , rispondendo , gli disse : Io son Gabriele , che sto davanti a Dio ; e sono stato mandato per parlarti , ed annunziarti queste buone novelle . Ed ecco , tu sarai mutolo , e non potrai parlare , infino al giorno che queste cose avverranno ; perciocchè tu non hai creduto alle mie parole , le quali si adempieranno al tempo loro . Or il popolo stava aspettando Zaccaria , e si maravigliava ch’ egli tardasse tanto nel tempio . E quando egli fu uscito , egli non poteva lor parlare ; ed essi riconobbero ch’ egli avea veduta una visione nel tempio ; ed egli faceva loro cenni , e rimase mutolo . Ed avvenne che quando furon compiuti i giorni del suo ministerio , egli se ne andò a casa sua . Ora , dopo que’ giorni , Elisabetta , sua moglie , concepette , e si tenne nascosta cinque mesi , dicendo : Così mi ha pur fatto il Signore ne’ giorni ne’ quali ha avuto riguardo a togliere il mio vituperio fra gli uomini . ED al sesto mese , l’ angelo Gabriele fu da Dio mandato in una città di Galilea , detta Nazaret ; ad una vergine , sposata ad un uomo , il cui nome era Giuseppe , della casa di Davide ; e il nome della vergine era Maria . E l’ angelo , entrato da lei , disse : Ben ti sia , o tu cui grazia è stata fatta ; il Signore è teco ; benedetta tu sei fra le donne . Ed ella , avendolo veduto , fu turbata delle sue parole ; e discorreva in sè stessa qual fosse questo saluto . E l’ angelo le disse : Non temere , Maria , perciocchè tu hai trovata grazia presso Iddio . Ed ecco tu concepirai nel seno , e partorirai un figliuolo , e gli porrai nome GESÙ . Esso sarà grande , e sarà chiamato Figliuol dell’ Altissimo ; e il Signore Iddio gli darà il trono di Davide , suo padre . Ed egli regnerà sopra la casa di Giacobbe , in eterno ; e il suo regno non avrà mai fine . E Maria disse all’ angelo : Come avverrà questo , poichè io non conosco uomo ? E l’ angelo , rispondendo , le disse : Lo Spirito Santo verrà sopra te , e la virtù dell’ Altissimo ti adombrerà ; per tanto ancora ciò che nascerà da te Santo sarà chiamato Figliuol di Dio . Ed ecco , Elisabetta , tua cugina , ha eziandio conceputo un figliuolo nella sua vecchiezza ; e questo è il sesto mese a lei ch’ era chiamata sterile . Poichè nulla è impossibile a Dio . E Maria disse : Ecco la serva del Signore ; siami fatto secondo le tue parole . E l’ angelo si partì da lei . OR in que’ giorni , Maria si levò , e andò in fretta nella contrada delle montagne , nella città di Giuda ; ed entrò in casa di Zaccaria , e salutò Elisabetta . Ed avvenne che , come Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria , il fanciullino le saltò nel seno ; ed Elisabetta fu ripiena dello Spirito Santo . E sclamò ad alta voce , e disse : Benedetta tu sei fra le donne , e benedetto è il frutto del tuo seno . E donde mi vien questo , che la madre del mio Signore venga a me ? Poichè , ecco , come prima la voce del tuo saluto mi è pervenuta agli orecchi , il fanciullino è saltato d’ allegrezza nel mio seno . Ora , beata è colei che ha creduto ; perciocchè le cose , dettele da parte del Signore , avranno compimento . E Maria disse : L’ ANIMA mia magnifica il Signore ; E lo spirito mio festeggia in Dio , mio Salvatore . Poichè egli ha riguardato alla bassezza della sua servente Perciocchè , ecco , da ora innanzi tutte le età mi predicheranno beata . Poichè il Potente mi ha fatte cose grandi ; E santo è il suo nome . E la sua misericordia è per ogni età , Inverso coloro che lo temono . Egli ha operato potentemente col suo braccio ; Egli ha dissipati i superbi per lo proprio pensier del cuor loro . Egli ha tratti giù da’ troni i potenti , Ed ha innalzati i bassi . Egli ha ripieni di beni i famelici , E ne ha mandati vuoti i ricchi . Egli ha sovvenuto Israele , suo servitore , Per aver memoria della sua misericordia ; Siccome egli avea parlato a’ nostri padri ; Ad Abrahamo , ed alla sua progenie , in perpetuo . E Maria rimase con Elisabetta intorno a tre mesi ; poi se ne tornò a casa sua . OR si compiè il termine di Elisabetta , per partorire , e partorì un figliuolo . E i suoi vicini e parenti , avendo udito che il Signore avea magnificata la sua misericordia inverso lei , se ne rallegravan con essa . Ed avvenne che nell’ ottavo giorno vennero per circoncidere il fanciullo , e lo chiamavano Zaccaria , del nome di suo padre . Ma sua madre prese a dire : No ; anzi sarà chiamato Giovanni . Ed essi le dissero : Non vi è alcuno nel tuo parentado che si chiami per questo nome . E con cenni domandarono al padre di esso , come voleva ch’ egli fosse nominato . Ed egli , chiesta una tavoletta , scrisse in questa maniera : Il suo nome è Giovanni . E tutti si maravigliarono . E in quello stante la sua bocca fu aperta , e la sua lingua sciolta ; e parlava , benedicendo Iddio . E spavento ne venne su tutti i lor vicini ; e tutte queste cose si divolgarono per tutta la contrada delle montagne della Giudea . E tutti coloro che le udirono le riposero nel cuor loro , dicendo : Chi sarà mai questo fanciullo ? E la mano del Signore era con lui . E Zaccaria , suo padre , fu ripieno dello Spirito Santo , e profetizzò , dicendo : BENEDETTO sia il Signore Iddio d’ Israele ; Perciocchè egli ha visitato , e riscattato il suo popolo ; E ci ha rizzato il corno della salvazione Nella casa di Davide , suo servitore , Secondo ch’ egli ci avea promesso Per la bocca de’ suoi santi profeti , che sono stati d’ ogni secolo ; Salvazione da’ nostri nemici , E di man di tutti coloro che ci odiano ; Per usar misericordia inverso i nostri padri , E ricordarsi del suo santo patto : Secondo il giuramento fatto ad Abrahamo , nostro padre . Di concederci che , liberati di man de’ nostri nemici , Gli servissimo senza paura ; In santità , ed in giustizia , nel suo cospetto , Tutti i giorni della nostra vita . E tu , o piccol fanciullo , sarai chiamato Profeta dell’ Altissimo ; Perciocchè tu andrai davanti alla faccia del Signore , Per preparar le sue vie ; Per dare al suo popolo conoscenza della salute , In remission de’ lor peccati , Per le viscere della misericordia dell’ Iddio nostro , Per le quali l’ Oriente da alto , ci ha visitati , Per rilucere a coloro che giacevano nelle tenebre , E nell’ ombra della morte ; Per indirizzare i nostri piedi nella via della pace . E il piccol fanciullo cresceva , e si fortificava in ispirito ; e stette ne’ deserti , infino al giorno ch’ egli si dovea mostrare ad Israele . OR in que’ dì avvenne che un decreto uscì da parte di Cesare Augusto , che si facesse la rassegna di tutto il mondo . Questa rassegna fu la prima che fu fatta , sotto Quirinio , governator della Siria . E tutti andavano , per esser rassegnati , ciascuno nella sua città . Or anche Giuseppe salì di Galilea , della città di Nazaret , nella Giudea , nella città di Davide , che si chiama Betleem ; perciocchè egli era della casa , e nazione di Davide ; per esser rassegnato con Maria , ch’ era la moglie che gli era stata sposata , la quale era gravida . Or avvenne che , mentre eran quivi , il termine nel quale ella dovea partorire si compiè . Ed ella partorì il suo figliuolo primogenito , e lo fasciò , e lo pose a giacer nella mangiatoia ; perciocchè non vi era luogo per loro nell’ albergo . OR nella medesima contrada vi erano de’ pastori , i quali dimoravano fuori a’ campi , facendo le guardie della notte intorno alla lor greggia . Ed ecco , un angelo del Signore si presentò a loro , e la gloria del Signore risplendè d’ intorno a loro ; ed essi temettero di gran timore . Ma l’ angelo disse loro : Non temiate ; perciocchè io vi annunzio una grande allegrezza , che tutto il popolo avrà ; cioè che oggi , nella città di Davide , vi è nato il Salvatore , che è Cristo , il Signore . E questo ve ne sarà il segno : voi troverete il fanciullino fasciato , coricato nella mangiatoia . E in quello stante vi fu con l’ angelo una moltitudine dell’ esercito celeste , lodando Iddio , e dicendo : Gloria a Dio ne’ luoghi altissimi , Pace in terra , Benivoglienza inverso gli uomini , Ed avvenne che quando gli angeli se ne furono andati da loro al cielo , que’ pastori disser fra loro : Or passiam fino in Betleem , e veggiamo questa cosa ch’ è avvenuta , la quale il Signore ci ha fatta assapere . E vennero in fretta , e trovarono Maria , e Giuseppe , e il fanciullino , che giaceva nella mangiatoia . E vedutolo , divolgarono ciò ch’ era loro stato detto di quel piccolo fanciullo . E tutti coloro che li udirono si maravigliarono delle cose ch’ eran lor dette da’ pastori . E Maria conservava in sè tutte queste parole , conferendole insieme nel cuor suo . E i pastori se ne ritornarono , glorificando e lodando Iddio di tutte le cose che aveano udite e vedute , secondo ch’ era loro stato parlato . E QUANDO gli otto giorni , in capo de’ quali egli dovea esser circonciso , furon compiuti , gli fu posto nome GESÙ , secondo ch’ era stato nominato dall’ angelo , innanzi che fosse conceputo nel seno . E quando i giorni della loro purificazione furon compiuti secondo la legge di Mosè , portarono il fanciullo in Gerusalemme , per presentarlo al Signore come egli è scritto nella legge del Signore : Ogni maschio che apre la matrice sarà chiamato Santo al Signore ; e per offerire il sacrificio , secondo ciò ch’ è detto nella legge del Signore , d’ un paio di tortole , o di due pippioni . OR ecco , vi era in Gerusalemme un uomo il cui nome era Simeone ; e quell’ uomo era giusto , e religioso , ed aspettava la consolazione d’ Israele ; e lo Spirito Santo era sopra lui . E gli era stato divinamente rivelato dallo Spirito Santo , ch’ egli non vedrebbe la morte , che prima non avesse veduto il Cristo del Signore . Egli adunque , per movimento dello Spirito , venne nel tempio ; e , come il padre e la madre vi portavano il fanciullo Gesù , per far di lui secondo l’ usanza della legge , egli sel recò nelle braccia , e benedisse Iddio , e disse : Ora , Signore , ne mandi il tuo servitore in pace , Secondo la tua parola ; Perciocchè gli occhi miei hanno veduta la tua salute ; La quale tu hai preparata , per metterla davanti a tutti i popoli ; Luce da illuminar le Genti , E la gloria del tuo popolo Israele . E Giuseppe , e la madre d’ esso , si maravigliavano delle cose ch’ erano dette da lui . E Simeone li benedisse , e disse a Maria , madre di esso : Ecco , costui è posto per la ruina , e per lo rilevamento di molti in Israele ; e per segno al quale sarà contradetto ed una spada trafiggerà a te stessa l’ anima ; acciocchè i pensieri di molti cuori sieno rivelati . Vi era ancora Anna profetessa , figliuola di Fanuel , della tribù di Aser ; la quale era molto attempata , essendo vissuta sett’ anni col suo marito dopo la sua verginità . Ed era vedova d’ età d’ intorno ad ottantaquattro anni ; e non si partiva mai dal tempio , servendo a Dio , notte e giorno , in digiuni ed orazioni . Ella ancora , sopraggiunta in quell’ ora , lodava il Signore , e parlava di quel fanciullo a tutti coloro che aspettavano la redenzione in Gerusalemme . ORA , quando ebber compiute tutte le cose che si convenivano fare secondo la legge del Signore , ritornarono in Galilea , in Nazaret , lor città . E il fanciullo cresceva , e si fortificava in ispirito , essendo ripieno di sapienza ; e la grazia di Dio era sopra lui . Or suo padre e sua madre andavano ogni anno in Gerusalemme , nella festa della Pasqua . E come egli fu d’ età di dodici anni , essendo essi saliti in Gerusalemme , secondo l’ usanza della festa ; ed avendo compiuti i giorni d’ essa , quando se ne tornavano , il fanciullo Gesù rimase in Gerusalemme , senza la saputa di Giuseppe , nè della madre di esso . E stimando ch’ egli fosse fra la compagnia , camminarono una giornata ; ed allora si misero a cercarlo fra i lor parenti , e fra i lor conoscenti . E , non avendolo trovato , tornarono in Gerusalemme , cercandolo . Ed avvenne che tre giorni appresso , lo trovaron nel tempio , sedendo in mezzo de’ dottori , ascoltandoli , e facendo loro delle domande . E tutti coloro che l’ udivano stupivano del suo senno , e delle sue risposte . E quando essi lo videro , sbigottirono . E sua madre gli disse : Figliuolo , perchè ci hai fatto così ? ecco , tuo padre ed io ti cercavamo , essendo in gran travaglio . Ma egli disse loro : Perchè mi cercavate ? non sapevate voi ch’ egli mi conviene attendere alle cose del Padre mio ? Ed essi non intesero le parole ch’ egli avea lor dette . Ed egli discese con loro , e venne in Nazaret , ed era loro soggetto . E sua madre riserbava tutte queste parole nel suo cuore . E Gesù si avanzava in sapienza , e in istatura , e in grazia dinanzi a Dio , e dinanzi gli uomini . OR nell’ anno quintodecimo dell’ imperio di Tiberio Cesare , essendo Ponzio Pilato governator della Giudea ; ed Erode tetrarca della Galilea ; e Filippo , suo fratello , tetrarca dell’ Iturea , e della contrada Traconitida ; e Lisania tetrarca di Abilene ; sotto Anna , e Caiafa , sommi sacerdoti ; la parola di Dio fu indirizzata a Giovanni , figliuol di Zaccaria , nel deserto . Ed egli venne per tutta la contrada d’ intorno al Giordano , predicando il battesimo del ravvedimento , in remission de’ peccati . Siccome egli è scritto nel libro delle parole del profeta Isaia , dicendo : Vi è una voce d’ uno , che grida nel deserto : Acconciate la via del Signore , addirizzate i suoi sentieri . Sia ripiena ogni valle , e sia abbassato ogni monte , ed ogni colle ; e sieno ridirizzati i luoghi distorti , e le vie aspre appianate . Ed ogni carne vedrà la salute di Dio . Egli adunque diceva alle turbe , che uscivano per esser da lui battezzate : Progenie di vipere , chi vi ha mostrato a fuggir dall’ ira a venire ? Fate adunque frutti degni del ravvedimento ; e non prendete a dir fra voi stessi : Noi abbiamo Abrahamo per padre ; perciocchè io vi dico che Iddio può , eziandio da queste pietre , far sorgere de’ figliuoli ad Abrahamo . Or già è posta la scure alla radice degli alberi ; ogni albero adunque che non fa buon frutto è tagliato , e gettato nel fuoco . E le turbe lo domandarono , dicendo : Che faremo noi dunque ? Ed egli , rispondendo , disse loro : Chi ha due vesti ne faccia parte a chi non ne ha ; e chi ha da mangiare faccia il simigliante . Or vennero ancora de’ pubblicani , per essere battezzati , e gli dissero : Maestro , che dobbiam noi fare ? Ed egli disse loro : Non riscotete nulla più di ciò che vi è stato ordinato . I soldati ancora lo domandarono , dicendo : E noi , che dobbiam fare ? Ed egli disse loro : Non fate storsione ed alcuno , e non oppressate alcuno per calunnia ; e contentatevi del vostro soldo . Ora , stando il popolo in aspettazione , e ragionando tutti ne’ lor cuori , intorno a Giovanni , se egli sarebbe punto il Cristo ; Giovanni rispose , dicendo a tutti : Ben vi battezzo io con acqua ; ma colui ch’ è più forte di me , di cui io non son degno di sciogliere il correggiuol delle scarpe , viene ; esso vi battezzerà con lo Spirito Santo , e col fuoco . Egli ha la sua ventola in mano , e netterà interamente l’ aia sua , e raccoglierà il grano nel suo granaio ; ma arderà la paglia col fuoco inestinguibile . Così egli evangelizzava al popolo , esortandolo per molti altri ragionamenti . Or Erode il tetrarca , essendo da lui ripreso a motivo di Erodiada , moglie di Filippo , suo fratello ; e per tutti i mali ch’ egli avea commessi ; aggiunse ancora questo a tutti gli altri , ch’ egli rinchiuse Giovanni in prigione . ORA avvenne che mentre tutto il popolo era battezzato , Gesù ancora , essendo stato battezzato , ed orando , il cielo si aperse ; e lo Spirito Santo scese sopra di lui , in forma corporale , a guisa di colomba ; e venne una voce dal cielo , dicendo : Tu sei il mio diletto Figliuolo ; in te ho preso il mio compiacimento . E GESÙ , quando cominciò ad insegnare , avea circa trent’ anni ; figliuolo , com’ era creduto , di Giuseppe , figliuolo di Eli ; figliuol di Mattat , figliuol di Levi , figliuol di Melchi , figliuol di Ianna , figliuol di Giuseppe , figliuol di Mattatia , figliuol di Amos , figliuol di Naum , figliuol di Esli , figliuol di Nagghe , figliuol di Maat , figliuol di Mattatia , figliuol di Semei , figliuol di Giuseppe , figliuol di Giuda , figliuol di Ioanna , figliuol di Resa , figliuol di Zorobabel , figliuol di Sealtiel , figliuol di Neri , figliuol di Melchi , figliuol di Addi , figliuol di Cosam , figliuol di Elmodam , figliuol di Er , figliuol di Iose , figliuol di Eliezer , figliuol di Iorim , figliuol di Mattat , figliuol di Levi , figliuol di Simeone , figliuol di Giuda , figliuol di Giuseppe , figliuol di Ionan , figliuol di Eliachim , figliuol di Melea , figliuol di Mena , figliuol di Mattata , figliuol di Natan , figliuol di Davide , figliuol di Iesse , figliuol di Obed , figliuol di Booz , figliuol di Salmon , figliuol di Naasson , figliuol di Aminadab , figliuol di Aram , figliuol di Esrom , figliuol di Fares , figliuol di Giuda , figliuol di Giacobbe , figliuol d’ Isacco , figliuol d’ Abrahamo , figliuol di Tara , figliuol di Nahor , figliuol di Saruc , figliuol di Ragau , figliuol di Faleg , figliuol di Eber , figliuol di Sala , figliuol di Arfacsad , figliuol di Sem , figliuol di Noè , figliuol di Lamec , figliuol di Matusala , figliuol di Enoc , figliuol di Iared , figliuol di Maleleel , figliuol di Cainan , figliuol di Enos , figliuol di Set , figliuol di Adamo , che fu di Dio . OR Gesù , ripieno dello Spirito Santo , se ne ritornò dal Giordano ; e fu sospinto dallo Spirito nel deserto . E fu quivi tentato dal diavolo quaranta giorni ; e in que’ giorni non mangiò nulla ; ma , dopo che quelli furon compiuti , infine egli ebbe fame . E il diavolo gli disse : Se tu sei Figliuol di Dio , di’ a questa pietra che divenga pane . E Gesù gli rispose , dicendo : Egli è scritto : L’ uomo non vive di pan solo , ma d’ ogni parola di Dio . E il diavolo , menatolo sopra un alto monte , gli mostrò in un momento di tempo tutti i regni del mondo . E il diavolo gli disse : Io ti darò tutta la podestà di questi regni , e la gloria loro ; perciocchè ella mi è stata data in mano , ed io la do a cui voglio . Se dunque tu mi adori , tutta sarà tua . Ma Gesù , rispondendo , gli disse : Vattene indietro da me , Satana . Egli è scritto : Adora il Signore Iddio tuo , e servi a lui solo . Egli lo menò ancora in Gerusalemme ; e lo pose sopra l’ orlo del tetto del tempio , e gli disse : Se tu sei il Figliuol di Dio , gettati giù di qui ; perciocchè egli è scritto : Egli ordinerà a’ suoi angeli , che ti guardino ; ed essi ti leveranno nelle lor mani , che talora tu non t’ intoppi del piè in alcuna pietra . E Gesù , rispondendo , gli disse : Egli è stato detto : Non tentare il Signore Iddio tuo . E il diavolo , finita tutta la tentazione , si partì da lui , infino ad un certo tempo . E GESÙ nella virtù dello Spirito , se ne tornò in Galilea ; e la fama di esso andò per tutta la contrada circonvicina . Ed egli insegnava nelle lor sinagoghe , essendo onorato da tutti . E venne in Nazaret , ove era stato allevato ; ed entrò , come era usato , in giorno di sabato , nella sinagoga ; e si levò per leggere . E gli fu dato in mano il libro del profeta Isaia ; e , spiegato il libro , trovò quel luogo dove era scritto : Lo Spirito del Signore è sopra me ; perciocchè egli mi ha unto ; egli mi ha mandato per evangelizzare a’ poveri , per guarire i contriti di cuore ; per bandir liberazione a’ prigioni , e racquisto della vista a’ ciechi ; per mandarne in libertà i fiaccati , e per predicar l’ anno accettevole del Signore . Poi , ripiegato il libro , e rendutolo al ministro , si pose a sedere ; e gli occhi di tutti coloro ch’ erano nella sinagoga erano affissati in lui . Ed egli prese a dir loro : Questa scrittura è oggi adempiuta ne’ vostri orecchi . E tutti gli rendevano testimonianza , e si maravigliavano delle parole di grazia che procedevano dalla sua bocca , e dicevano : Non è costui il figliuol di Giuseppe ? Ed egli disse loro : Del tutto voi mi direte questo proverbio : Medico , cura te stesso ; fa’ eziandio qui , nella tua patria , tutte le cose che abbiamo udite essere state fatte in Capernaum . Ma egli disse : Io vi dico in verità , che niun profeta è accetto nella sua patria . Io vi dico in verità , che a’ dì di Elia , quando il cielo fu serrato tre anni e sei mesi , talchè vi fu gran fame in tutto il paese , vi erano molte vedove in Israele ; e pure a niuna d’ esse fu mandato Elia ; anzi ad una donna vedova in Sarepta di Sidon . Ed al tempo del profeta Eliseo vi erano molti lebbrosi in Israele ; e pur niun di loro fu mondato ; ma Naaman Siro . E tutti furono ripieni d’ ira nella sinagoga , udendo queste cose . E levatisi , lo cacciarono della città , e lo menarono fino al margine della sommità del monte , sopra il quale la lor città era edificata , per traboccarlo giù . Ma egli passò per mezzo loro , e se ne andò . E scese in Capernaum , città della Galilea ; ed insegnava la gente ne’ sabati . Ed essi stupivano della sua dottrina ; perciocchè la sua parola era con autorità . OR nella sinagoga vi era un uomo , che avea uno spirito d’ immondo demonio ; ed esso diede un gran grido , dicendo : Ahi ! che vi è fra te e noi , o Gesù Nazareno ? sei tu venuto per mandarci in perdizione ? io so chi tu sei : il Santo di Dio . Ma Gesù lo sgridò , dicendo : Ammutolisci , ed esci fuor di lui . E il demonio , gettatolo quivi in mezzo , uscì da lui , senza avergli fatto alcun nocimento . E spavento nacque in tutti ; e ragionavan fra loro , dicendo : Quale è questa parola ch’ egli , con autorità , e potenza , comandi agli spiriti immondi , ed essi escano fuori ? E il grido di esso andò per tutti i luoghi del paese circonvicino . POI Gesù , levatosi della sinagoga , entrò nella casa di Simone . Or la suocera di Simone era tenuta d’ una gran febbre ; e lo richiesero per lei . Ed egli , stando di sopra a lei , sgridò la febbre , ed essa la lasciò ; ed ella , levatasi prontamente , ministrava loro . E in sul tramontar del sole , tutti coloro che aveano degl’ infermi di diverse malattie li menarono a lui ; ed egli , imposte le mani sopra ciascun di loro , li guarì . I demoni ancora uscivano di molti , gridando , e dicendo : Tu sei il Cristo , il Figliuol di Dio . Ma egli li sgridava , e non permetteva loro di parlare ; perciocchè sapevano ch’ egli era il Cristo . Poi , fattosi giorno , egli uscì , e andò in un luogo deserto ; e le turbe lo cercavano , e vennero infino a lui , e lo ritenevano ; acciocchè non si partisse da loro . Ma egli disse loro : Ei mi conviene evangelizzare il regno di Dio eziandio alle altre città ; perciocchè a far questo sono stato mandato . E andava predicando per le sinagoghe della Galilea . OR avvenne che , essendogli la moltitudine addosso , per udir la parola di Dio , e stando egli in piè presso del lago di Gennesaret ; vide due navicelle ch’ erano presso della riva del lago , delle quali erano smontati i pescatori , e lavavano le lor reti . Ed essendo montato in una di quelle , la quale era di Simone , lo pregò che si allargasse un poco lungi da terra . E postosi a sedere , ammaestrava le turbe d’ in su la navicella . E come fu restato di parlare , disse a Simone : Allargati in acqua , e calate le vostre reti per pescare . E Simone , rispondendo , gli disse : Maestro , noi ci siamo affaticati tutta la notte , e non abbiam preso nulla ; ma pure , alla tua parola , io calerò la rete . E fatto questo , rinchiusero gran moltitudine di pesci ; e la lor rete si rompeva . Ed accennarono a’ lor compagni , ch’ erano nell’ altra navicella , che venissero per aiutarli . Ed essi vennero , ed empierono amendue le navicelle , talchè affondavano . E Simon Pietro , veduto questo , si gettò alle ginocchia di Gesù , dicendo : Signore , dipartiti da me ; perciocchè io son uomo peccatore . Poichè spavento aveva occupato lui , e tutti coloro che eran con lui , per la presa de’ pesci che aveano fatta . Simigliantemente ancora Giacomo , e Giovanni , figliuol di Zebedeo , ch’ eran compagni di Simone . E Gesù disse a Simone : Non temere ; da ora innanzi tu sarai prenditore d’ uomini vivi . Ed essi , condotte le navicelle a terra , lasciarono ogni cosa , e lo seguitarono . OR avvenne che mentre egli era in una di quelle città , ecco un uomo pien di lebbra , il quale , veduto Gesù , e gettatosi sopra la faccia in terra , lo pregò , dicendo : Signore , se tu vuoi , tu puoi mondarmi . Ed egli , distesa la mano , lo toccò , dicendo : Sì , io lo voglio , sii netto . E subito la lebbra si partì da lui . Ed egli gli comandò di non dirlo ad alcuno ; anzi va’ , diss’ egli , mostrati al sacerdote , ed offerisci , per la tua purificazione , secondo che Mosè ha ordinato in testimonianza a loro . E la fama di lui si spandeva vie più ; e molte turbe si raunavano per udirlo , e per esser da lui guarite delle loro infermità . Ma egli si sottraeva ne’ deserti , ed orava . ED avvenne un di que’ giorni , ch’ egli insegnava ; e quivi sedevano de’ Farisei , e de’ dottori della legge , i quali eran venuti di tutte le castella della Galilea , e della Giudea , e di Gerusalemme ; e la virtù del Signore era quivi presente , per sanarli . Ed ecco certi uomini , che portavano sopra un letto un uomo paralitico , e cercavano di portarlo dentro , e di metterlo davanti a lui . E non trovando onde lo potessero metter dentro , per la moltitudine , salirono sopra il tetto della casa , e lo calaron pe’ tegoli , insieme col letticello , ivi in mezzo , davanti a Gesù . Ed egli , veduta la lor fede , disse a colui : Uomo , i tuoi peccati ti son rimessi . E gli Scribi e i Farisei presero a ragionare , dicendo : Chi è costui che pronunzia bestemmie ? chi può rimettere i peccati , se non Iddio solo ? Ma Gesù , riconosciuti i lor ragionamenti , fece lor motto , e disse : Che ragionate voi ne’ vostri cuori ? Quale è più agevole , dire : I tuoi peccati ti son rimessi , ovver dire : Levati , e cammina ? Ora , acciocchè voi sappiate che il Figliuol dell’ uomo ha autorità in terra di rimettere i peccati : Io ti dico disse egli al paralitico : Levati , e togli il tuo letticello , e vattene a casa tua . Ed egli , in quello stante , levatosi nel lor cospetto , e tolto in su le spalle ciò sopra di che giaceva , se ne andò a casa sua , glorificando Iddio . E stupore occupò tutti , e glorificavano Iddio , ed eran pieni di paura , dicendo : Oggi noi abbiam vedute cose strane . E DOPO queste cose , egli uscì , e vide un pubblicano , detto per nome Levi , che sedeva al banco della gabella , e gli disse : Seguitami . Ed egli , lasciato ogni cosa , si levò , e lo seguitò . E Levi gli fece un gran convito in casa sua ; e la moltitudine di pubblicani , e di altri , ch’ eran con loro a tavola , era grande . E gli Scribi e i Farisei di quel luogo mormoravano contro a’ discepoli di Gesù , dicendo : Perchè mangiate , e bevete co’ pubblicani , e co’ peccatori ? E Gesù , rispondendo , disse loro : I sani non han bisogno di medico , ma i malati . Io non son venuto per chiamare i giusti , anzi i peccatori , a ravvedimento . ED essi gli dissero : Perchè i discepoli di Giovanni , e simigliantemente que’ de’ Farisei , digiunano eglino , e fanno spesso orazioni , ed i tuoi mangiano , e bevono ? Ed egli disse loro : Potete voi far digiunare quei della camera delle nozze , mentre lo sposo è con loro ? Ma i giorni verranno , che lo sposo sarà loro tolto , ed allora in que’ giorni digiuneranno . Disse loro , oltre a ciò , una similitudine : Niuno straccia un pezzo da un vestimento nuovo per metterlo sopra un vestimento vecchio ; altrimenti , egli straccia quel nuovo , e la pezza tolta dal nuovo non si confà al vecchio . Parimente , niuno mette vin nuovo in otri vecchi ; altrimenti , il vin nuovo rompe gli otri , ed esso si spande , e gli otri si perdono . Ma convien mettere il vin nuovo in otri nuovi , ed amendue si conserveranno . Niuno ancora , avendo bevuto del vin vecchio , vuol subito del nuovo ; perciocchè egli dice : Il vecchio val meglio . OR avvenne , nel primo sabato dal dì appresso la pasqua , ch’ egli camminava per le biade ; e i suoi discepoli svellevano delle spighe , e le mangiavano , sfregandole con le mani . Ed alcuni de’ Farisei disser loro : Perchè fate ciò che non è lecito di fare nei giorni di sabato ? E Gesù , rispondendo , disse loro : Non avete voi pur letto ciò che fece Davide , quando ebbe fame , egli , e coloro ch’ eran con lui ? Come egli entrò nella casa di Dio , e prese i pani di presentazione , e ne mangiò , e ne diede ancora a coloro ch’ eran con lui ; i quali però non è lecito di mangiare , se non a’ sacerdoti soli ? Poi disse loro : Il Figliuol dell’ uomo è Signore eziandio del sabato . OR avvenne , in un altro sabato , ch’ egli entrò nella sinagoga , ed insegnava ; e quivi era un uomo , la cui man destra era secca . E i Farisei e gli Scribi l’ osservavano , se lo guarirebbe nel sabato ; per trovar di che accusarlo . Ma egli conosceva i lor pensieri , e disse all’ uomo che avea la man secca : Levati , e sta’ in piè ivi in mezzo . Ed egli , levatosi , stette in piè . Gesù adunque disse loro : Io vi domando : Che ? è egli lecito di far bene o male , ne’ sabati ? di salvar una persona , o d’ ucciderla ? E guardatili tutti d’ intorno , disse a quell’ uomo : Distendi la tua mano . Ed egli fece così . E la sua mano fu resa sana come l’ altra . Ed essi furono ripieni di furore , e ragionavano fra loro , che cosa farebbero a Gesù . OR avvenne , in que’ giorni , ch’ egli uscì al monte , per orare , e passò la notte in orazione a Dio . E quando fu giorno , chiamò a sè i suoi discepoli , e ne elesse dodici , i quali ancora nominò Apostoli ; cioè : Simone , il quale ancora nominò Pietro , ed Andrea , suo fratello ; Giacomo , e Giovanni ; Filippo , e Bartolomeo ; Matteo , e Toma ; Giacomo di Alfeo , e Simone , chiamato Zelote ; Giuda , fratel di Giacomo , e Giuda Iscariot , il quale ancora fu traditore . POI , sceso con loro , si fermò in una pianura , con la moltitudine dei suoi discepoli , e con gran numero di popolo di tutta la Giudea , e di Gerusalemme , e della marina di Tiro , e di Sidon , i quali eran venuti per udirlo , e per esser guariti delle loro infermità ; insieme con coloro ch’ erano tormentati da spiriti immondi ; e furon guariti . E tutta la moltitudine cercava di toccarlo , perciocchè virtù usciva di lui , e li sanava tutti . Ed egli , alzati gli occhi verso i suoi discepoli , diceva : Beati voi , poveri , perciocchè il regno di Dio è vostro . Beati voi , che ora avete fame , perciocchè sarete saziati . Beati voi , che ora piangete , perciocchè voi riderete . Voi sarete beati , quando gli uomini vi avranno odiati , e vi avranno scomunicati , e vituperati , ed avranno bandito il vostro nome , come malvagio , per cagion del Figliuol dell’ uomo . Rallegratevi , e saltate di letizia in quel giorno ; perciocchè , ecco , il vostro premio è grande nei cieli ; poichè il simigliante fecero i padri loro a’ profeti . Ma , guai a voi , ricchi ! perciocchè voi avete la vostra consolazione . Guai a voi , che siete ripieni ! perciocchè voi avrete fame . Guai a voi , che ora ridete ! perciocchè voi farete cordoglio , e piangerete . Guai a voi , quando tutti gli uomini diranno bene di voi ! poichè il simigliante fecero i padri loro a’ falsi profeti . Ma io dico a voi che udite : Amate i vostri nemici ; fate bene a coloro che vi odiano ; benedite coloro che vi maledicono ; e pregate per coloro che vi molestano . Se alcuno ti percuote su di una guancia , porgigli eziandio l’ altra ; e non divietar colui che ti toglie il mantello di prendere ancora la tonica . E da’ a chiunque ti chiede ; e se alcuno ti toglie il tuo , non ridomandarglielo . E , come voi volete che gli uomini vi facciano , fate ancor loro simigliantemente . E se amate coloro che vi amano , che grazia ne avrete ? poichè i peccatori ancora amano coloro che li amano . E se fate bene a coloro che fan bene a voi , che grazia ne avrete ? poichè i peccatori fanno il simigliante . E se prestate a coloro da’ quali sperate riaverlo , che grazie ne avrete ? poichè i peccatori prestano a’ peccatori , per riceverne altrettanto . Ma voi , amate i vostri nemici , e fate bene , e prestate , non isperandone nulla ; e il vostro premio sarà grande , e sarete i figliuoli dell’ Altissimo ; poichè egli è benigno inverso gl’ ingrati , e malvagi . Siate adunque misericordiosi , siccome ancora il Padre vostro è misericordioso . E non giudicate , e non sarete giudicati ; non condannate , e non sarete condannati ; rimettete , e vi sarà rimesso . Date , e vi sarà dato ; buona misura , premuta , scossa , e traboccante , vi sarà data in seno ; perciocchè , di qual misura misurate , sarà altresì misurato a voi . Or egli disse loro una similitudine . Può un cieco guidar per la via un altro cieco ? non caderanno essi amendue nella fossa ? Niun discepolo è da più del suo maestro ; ma ogni discepolo perfetto dev’ essere come il suo maestro . Ora , che guardi tu il fuscello ch’ è nell’ occhio del tuo fratello , e non iscorgi la trave ch’ è nell’ occhio tuo proprio ? Ovvero , come puoi dire al tuo fratello : Fratello , lascia che io ti tragga il fuscello ch’ è nell’ occhio tuo ; non veggendo tu stesso la trave ch’ è nell’ occhio tuo proprio ? Ipocrita , trai prima dell’ occhio tuo la trave , ed allora ci vedrai bene per trarre il fuscello , ch’ è nell’ occhio del tuo fratello . Perciocchè non vi è buon albero , che faccia frutto cattivo ; nè albero cattivo , che faccia buon frutto . Perciocchè ogni albero è riconosciuto dal proprio frutto ; poichè non si colgono fichi dalle spine , e non si vendemmiano uve dal pruno . L’ uomo buono , dal buon tesoro del suo cuore , reca fuori il bene ; e l’ uomo malvagio , dal malvagio tesoro del suo cuore , reca fuori il male ; perciocchè la sua bocca parla di ciò che gli soprabbonda nel cuore . Ora , perchè mi chiamate Signore , e non fate le cose che io dico ? Chiunque viene a me , e ode le mie parole , e le mette ad effetto , io vi mostrerò a cui egli è simile . Egli è simile ad un uomo che edifica una casa , il quale ha cavato , e profondato , ed ha posto il fondamento sopra la pietra ; ed essendo venuta una piena , il torrente ha urtata quella casa , e non l’ ha potuta scrollare , perciocchè era fondata in su la pietra . Ma chi le ha udite , e non le ha messe ad effetto , è simile ad un uomo che ha edificata una casa sopra la terra , senza fondamento ; la quale il torrente avendo urtata , ella è di subito caduta , e la sua ruina è stata grande . ORA , dopo ch’ egli ebbe finiti tutti questi suoi ragionamenti , udente il popolo , entrò in Capernaum . E il servitore di un certo centurione , il quale gli era molto caro , era malato , e stava per morire . Or il centurione , avendo udito parlar di Gesù , gli mandò degli anziani de’ Giudei , pregandolo che venisse , e salvasse il suo servitore . Ed essi , venuti a Gesù , lo pregarono instantemente , dicendo : Egli è degno che tu gli conceda questo ; perciocchè egli ama la nostra nazione , ed egli è quel che ci ha edificata la sinagoga . E Gesù andava con loro . E come egli già era non molto lungi dalla casa , il centurione gli mandò degli amici , per dirgli : Signore , non faticarti , perciocchè io non son degno che tu entri sotto al mio tetto . Perciò ancora , non mi son reputato degno di venire a te ma comanda solo con una parola , e il mio servitore sarà guarito . Perciocchè io sono uomo sottoposto alla podestà altrui , ed ho sotto di me de’ soldati ; e pure , se dico all’ uno : Va’ , egli va ; se all’ altro : Vieni , egli viene ; e se dico al mio servitore : Fa’ questo , egli lo fa . E Gesù , udite queste cose , si maravigliò di lui , e rivoltosi , disse alla moltitudine che lo seguitava : Io vi dico , che non pure in Israele ho trovata una cotanta fede . E quando coloro ch’ erano stati mandati furon tornati a casa , trovarono il servitore ch’ era stato infermo esser sano . ED avvenne nel giorno seguente , che egli andava in una città , detta Nain ; e i suoi discepoli , in gran numero , e una gran moltitudine andavano con lui . E come egli fu presso della porta della città , ecco , si portava a seppellire un morto , figliuolo unico di sua madre , la quale ancora era vedova , e gran moltitudine della città era con lei . E il Signore , vedutala , ebbe pietà di lei , e le disse : Non piangere . Ed accostatosi , toccò la bara or i portatori si fermarono , e disse : Giovanetto , io tel dico , levati . E il morto si levò a sedere , e cominciò a parlare . E Gesù lo diede a sua madre . E spavento li occupò tutti , e glorificavano Iddio , dicendo : Un gran profeta è sorto fra noi ; Iddio ha visitato il suo popolo . E questo ragionamento intorno a lui si sparse per tutta la Giudea , e per tutto il paese circonvicino . OR i discepoli di Giovanni gli rapportarono tutte queste cose . Ed egli , chiamati a sè due de’ suoi discepoli , li mandò a Gesù , a dirgli : Sei tu colui che ha da venire , o pur ne aspetteremo noi un altro ? Quegli uomini adunque , essendo venuti a Gesù , gli dissero : Giovanni Battista ci ha mandati a te , a dirti : Sei tu colui che ha da venire , o pur ne aspetteremo noi un altro ? Or in quella stessa ora egli ne guarì molti d’ infermità , e di flagelli , e di spiriti maligni ; ed a molti ciechi donò il vedere E Gesù , rispondendo , disse loro : Andate , e rapportate a Giovanni le cose che avete vedute ed udite : che i ciechi ricoverano la vista , che gli zoppi camminano , che i lebbrosi son nettati , che i sordi odono , che i morti sono risuscitati , che l’ evangelo è annunziato a’ poveri . E beato è chi non sarà stato scandalezzato in me . E quando i messi di Giovanni se ne furono andati , egli prese a dire alle turbe , intorno a Giovanni : Che andaste voi a veder nel deserto ? una canna dimenata dal vento ? Ma pure che andaste voi a vedere ? un uomo vestito di vestimenti morbidi ? ecco , coloro che usano vestimenti magnifici , e vivono in delizie , stanno ne’ palazzi dei re . Ma pure , che andaste voi a vedere ? un profeta ? certo , io vi dico , uno eziandio più che profeta . Egli è quello del quale è scritto : Ecco , io mando il mio messo davanti alla tua faccia , il quale preparerà il tuo cammino dinanzi a te . Perciocchè io vi dico che fra coloro che son nati di donna , non vi è profeta alcuno maggior di Giovanni Battista ; ma il minimo nel regno di Dio è maggior di lui . E tutto il popolo , e i pubblicani ch’ erano stati battezzati del battesimo di Giovanni , udite queste cose , giustificarono Iddio . Ma i Farisei , e i dottori della legge , che non erano stati battezzati da lui , rigettarono a lor danno il consiglio di Dio . E il Signore disse : A chi dunque assomiglierò gli uomini di questa generazione ? ed a chi sono essi simili ? Son simili a’ fanciulli che seggono in su la piazza , e gridano gli uni agli altri , e dicono : Noi vi abbiamo sonato , e voi non avete ballato ; vi abbiamo cantate canzoni lamentevoli , e voi non avete pianto . Perciocchè Giovanni Battista è venuto , non mangiando pane , nè bevendo vino , e voi avete detto : Egli ha il demonio . Il Figliuol dell’ uomo è venuto , mangiando , e bevendo , e voi dite : Ecco un uomo mangiatore , e bevitor di vino , amico di pubblicani , e di peccatori . Ma la Sapienza è stata giustificata da tutti i suoi figliuoli . OR uno de’ Farisei lo pregò a mangiare in casa sua ; ed egli , entrato in casa del Fariseo , si mise a tavola . Ed ecco , vi era in quella città una donna ch’ era stata peccatrice , la quale , avendo saputo ch’ egli era a tavola in casa del Fariseo , portò un alberello d’ olio odorifero . E stando a’ piedi di esso , di dietro , piangendo , prese a rigargli di lagrime i piedi , e li asciugava co’ capelli del suo capo ; e gli baciava i piedi , e li ungeva con l’ olio . E il Fariseo che l’ avea convitato , avendo veduto ciò , disse fra sè medesimo : Costui , se fosse profeta , conoscerebbe pur chi , e quale sia questa donna che lo tocca ; perciocchè ella è una peccatrice . E Gesù gli fece motto , e disse : Simone , io ho qualche cosa a dirti . Ed egli disse : Maestro , di’ pure . E Gesù gli disse : Un creditore avea due debitori ; l’ uno gli dovea cinquecento denari , e l’ altro cinquanta . E non avendo essi di che pagare , egli rimise il debito ad amendue . Di’ adunque , qual di loro l’ amerà più ? E Simone , rispondendo , disse : Io stimo colui a cui egli ha più rimesso . E Gesù gli disse : Tu hai dirittamente giudicato . E rivoltosi alla donna , disse a Simone : Vedi questa donna ; io sono entrato in casa tua , e tu non mi hai dato dell’ acqua a’ piedi ; ma ella mi ha rigati di lagrime i piedi , e li ha asciugati coi capelli del suo capo . Tu non mi hai dato neppure un bacio ; ma costei , da che è entrata , non è mai restata di baciarmi i piedi . Tu non mi hai unto il capo d’ olio ; ma ella mi ha unti i piedi d’ olio odorifero . Per tanto , io ti dico , che i suoi peccati , che sono in gran numero , le son rimessi , perchè ella ha molto amato ; ma a chi poco è rimesso poco ama . Poi disse a colei : I tuoi peccati ti son rimessi . E coloro ch’ eran con lui a tavola presero a dire fra loro stessi : Chi è costui , il quale eziandio rimette i peccati ? Ma Gesù disse alla donna : La tua fede ti ha salvata ; vattene in pace . ED avvenne poi appresso , ch’ egli andava attorno di città in città , e di castello in castello , predicando , ed evangelizzando il regno di Dio , avendo seco i dodici . Ed anche certe donne , le quali erano state guarite da spiriti maligni , e da infermità , cioè : Maria , detta Maddalena , della quale erano usciti sette demoni ; e Giovanna , moglie di Cuza , procurator di Erode ; e Susanna , e molte altre ; le quali gli ministravano , sovvenendolo delle lor facoltà . ORA , raunandosi gran moltitudine , e andando la gente di tutte le città a lui , egli disse in parabola : Un seminatore uscì a seminar la sua semenza ; e mentre egli seminava , una parte cadde lungo la via , e fu calpestata , e gli uccelli del cielo la mangiarono tutta . Ed un’ altra cadde sopra la pietra ; e come fu nata , si seccò ; perciocchè non avea umore . Ed un’ altra cadde per mezzo le spine ; e le spine , nate insieme , l’ affogarono . Ed un’ altra cadde in buona terra ; ed essendo nata , fece frutto , cento per uno . Dicendo queste cose , gridava : Chi ha orecchie da udire , oda . E i suoi discepoli lo domandarono , che voleva dir quella parabola . Ed egli disse : A voi è dato di conoscere i misteri del regno di Dio ; ma agli altri quelli son proposti in parabole , acciocchè veggendo non veggano , e udendo non intendano . Or questo è il senso della parabola : La semenza è la parola di Dio . E coloro che son seminati lungo la via son coloro che odono la parola ; ma poi viene il diavolo , e toglie via la parola dal cuor loro ; acciocchè non credano , e non sieno salvati . E coloro che son seminati sopra la pietra son coloro i quali , quando hanno udita la parola , la ricevono con allegrezza ; ma costoro non hanno radice , non credendo se non a tempo ; ed al tempo della tentazione si ritraggono indietro . E la parte ch’ è caduta fra le spine son coloro che hanno udita la parola ; ma , quando se ne sono andati , sono affogati dalle sollecitudini , e dalle ricchezze , e da’ piaceri di questa vita , e non fruttano . Ma la parte che è caduta nella buona terra son coloro i quali , avendo udita la parola , la ritengono in un cuore onesto e buono , e fruttano con perseveranza . OR niuno , accesa una lampana , la copre con un vaso , o la mette sotto il letto ; anzi la mette sopra il candelliere ; acciocchè coloro ch’ entrano veggano la luce . Poichè non v’ è nulla di nascosto , che non abbia a farsi manifesto ; nè di segreto , che non abbia a sapersi , ed a venire in palese . Guardate adunque come voi udite ; perciocchè a chiunque ha , sarà dato ; ma a chi non ha , eziandio quel ch’ egli pensa di avere gli sarà tolto . OR sua madre e i suoi fratelli vennero a lui , e non potevano avvicinarglisi per la moltitudine . E ciò gli fu rapportato , dicendo alcuni : Tua madre , e i tuoi fratelli , son là fuori , volendoti vedere . Ma egli , rispondendo , disse loro : La madre mia , e i miei fratelli , son quelli che odono la parola di Dio , e la mettono ad effetto . ED avvenne un di que’ dì , ch’ egli montò in una navicella , co’ suoi discepoli , e disse loro : Passiamo all’ altra riva del lago . Ed essi vogarono in alta acqua . E mentre navigavano , egli si addormentò ; ed un turbo di vento calò nel lago , talchè la lor navicella si empieva ; e pericolavano . Ed essi , accostatisi , lo svegliarono , dicendo : Maestro , Maestro , noi periamo . Ed egli , destatosi , sgridò il vento , e il fiotto dell’ acqua , e quelli si acquetarono , e si fece bonaccia . E Gesù disse a’ suoi discepoli : Ov’ è la vostra fede ? Ed essi , impauriti , si maravigliarono , dicendo l’ uno all’ altro : Chi è pur costui , ch’ egli comanda eziandio al vento ed all’ acqua , ed essi gli ubbidiscono ? E NAVIGARONO alla contrada de’ Gadareni , ch’ è di rincontro alla Galilea . E quando egli fu smontato in terra , gli venne incontro un uomo di quella città , il quale , già da lungo tempo , avea i demoni , e non era vestito d’ alcun vestimento ; e non dimorava in casa alcuna , ma dentro i monumenti . E , quando ebbe veduto Gesù , diede un gran grido , e gli si gettò a’ piedi , e disse con gran voce : Gesù , Figliuol dell’ Iddio altissimo , che vi è egli fra te e me ? io ti prego , non tormentarmi . Perciocchè egli comandava allo spirito immondo di uscir di quell’ uomo ; perchè già da lungo tempo se n’ era impodestato ; e benchè fosse guardato , legato con catene , e con ceppi , rompeva i legami , ed era trasportato dal demonio ne’ deserti . E Gesù lo domandò , dicendo : Qual’ è il tuo nome ? Ed esso disse : Legione ; perciocchè molti demoni erano entrati in lui . Ed essi lo pregavano che non comandasse loro di andar nell’ abisso . Or quivi presso era una greggia di gran numero di porci , che pasturavan sul monte ; e que’ demoni lo pregavano che permettesse loro d’ entrare in essi . Ed egli lo permise loro . E que’ demoni , usciti di quell’ uomo , entrarono ne’ porci ; e quella greggia si gettò per lo precipizio nel lago , ed affogò . E quando coloro che li pasturavano videro ciò ch’ era avvenuto , se ne fuggirono , e andarono , e lo rapportarono nella città , e per lo contado . E la gente uscì fuori , per veder ciò ch’ era avvenuto ; e venne a Gesù , e trovò l’ uomo , del quale i demoni erano usciti , che sedeva a’ piedi di Gesù , vestito , e in buon senno ; e temette . Coloro ancora che l’ aveano veduto , raccontaron loro come l’ indemoniato era stato liberato . E tutta la moltitudine del paese circonvicino dei Gadareni richiese Gesù che si dipartisse da loro ; perciocchè erano occupati di grande spavento . Ed egli , montato nella navicella , se ne ritornò . Or quell’ uomo , del quale erano usciti i demoni , lo pregava di poter stare con lui . Ma Gesù lo licenziò , dicendo : Ritorna a casa tua , e racconta quanto gran cose Iddio ti ha fatte . Ed egli se ne andò per tutta la città , predicando quanto gran cose Gesù gli avea fatte . OR avvenne , quando Gesù fu ritornato , che la moltitudine l’ accolse ; perciocchè tutti l’ aspettavano . Ed ecco un uomo , il cui nome era Iairo , il quale era capo della sinagoga , venne , e gettatosi a’ piedi di Gesù , lo pregava che venisse in casa sua . Perciocchè egli avea una figliuola unica , d’ età d’ intorno a dodici anni , la qual si moriva . Or mentre egli vi andava , la moltitudine l’ affollava . Ed una donna , la quale avea un flusso di sangue già da dodici anni , ed avea spesa ne’ medici tutta la sua sostanza , e non era potuta esser guarita da alcuno ; accostatasi di dietro , toccò il lembo della vesta di esso ; e in quello stante il flusso del suo sangue si stagnò . E Gesù disse : Chi mi ha toccato ? E negandolo tutti , Pietro , e coloro ch’ eran con lui , dissero : Maestro , le turbe ti stringono , e ti affollano , e tu dici : Chi mi ha toccato ? Ma Gesù disse : Alcuno mi ha toccato , perciocchè io ho conosciuto che virtù è uscita di me . E la donna , veggendo ch’ era scoperta , tutta tremante venne ; e , gettataglisi a’ piedi , gli dichiarò , in presenza di tutto il popolo , per qual cagione l’ avea toccato , e come in quello stante era guarita . Ed egli le disse : Sta’ di buon cuore , figliuola ; la tua fede ti ha salvata ; vattene in pace . Ora , mentre egli parlava ancora , venne uno di casa del capo della sinagoga , dicendogli : La tua figliuola è morta ; non dar molestia al Maestro . Ma Gesù , udito ciò , gli fece motto , e disse : Non temere ; credi solamente , ed ella sarà salva . Ed entrato nella casa , non permise che alcuno vi entrasse , se non Pietro , e Giovanni , e Giacomo , e il padre , e la madre della fanciulla . Or tutti piangevano , e facevan cordoglio di lei . Ma egli disse : Non piangete ; ella non è morta , ma dorme . Ed essi si ridevano di lui , sapendo ch’ ella era morta . Ma egli , avendo messi fuori tutti , e presala per la mano , gridò , dicendo : Fanciulla , levati . E il suo spirito ritornò in lei , ed ella si levò prontamente ; ed egli comandò che le si desse da mangiare . E il padre , e la madre di essa , sbigottirono . E Gesù comandò loro , che non dicessero ad alcuno ciò ch’ era stato fatto . ORA , chiamati tutti insieme i suoi dodici discepoli , diede loro potere , ed autorità sopra tutti i demoni , e di guarir le malattie . E li mandò a predicare il regno di Dio , ed a guarire gl’ infermi . E disse loro : Non togliete nulla per lo cammino : nè bastoni , nè tasca , nè pane , nè danari ; parimente , non abbiate ciascuno due vesti . E in qualunque casa sarete entrati , in quella dimorate , e di quella partite . E se alcuni non vi ricevono , uscite di quella città , e scotete eziandio la polvere dai vostri piedi , in testimonianza contro a loro . Ed essi , partitisi , andavano attorno per le castella , evangelizzando , e facendo guarigioni per tutto . OR Erode il tetrarca udì tutte le cose fatte da Gesù , e n’ era perplesso ; perciocchè si diceva da alcuni , che Giovanni era risuscitato da’ morti ; e da altri , che Elia era apparito ; e da altri , che uno de’ profeti antichi era risuscitato . Ed Erode disse : Io ho decapitato Giovanni ; chi è dunque costui , del quale io odo cotali cose ? E cercava di vederlo . E GLI apostoli , essendo ritornati , raccontarono a Gesù tutte le cose che aveano fatte . Ed egli , avendoli presi seco , si ritrasse in disparte , in un luogo deserto della città detta Betsaida . Ma le turbe , avendolo saputo , lo seguitarono ; ed egli , accoltele , ragionava loro del regno di Dio , e guariva coloro che avean bisogno di guarigione . Or il giorno cominciava a dichinare ; e i dodici , accostatisi , gli dissero : Licenzia la moltitudine , acciocchè se ne vadano per le castella , e il contado d’ intorno ; ed alberghino , e trovino da mangiare ; perciocchè noi siam qui in luogo deserto . Ma egli disse loro : Date lor voi da mangiare . Ed essi dissero : Noi non abbiam altro che cinque pani e due pesci ; se già non andassimo a comperar della vittuaglia per tutto questo popolo . Perciocchè erano intorno a cinquemila uomini . Ma egli disse a’ suoi discepoli : Fateli coricare in terra per cerchi , a cinquanta per cerchio . Ed essi fecero così , e li fecero coricar tutti . Ed egli prese i cinque pani , e i due pesci ; e levati gli occhi al cielo , li benedisse , e li ruppe , e li diede a’ suoi discepoli , per metterli davanti alla moltitudine . E tutti mangiarono , e furono saziati ; e si levò de’ pezzi , ch’ eran loro avanzati , dodici corbelli . OR avvenne che , essendo egli in orazione in disparte , i discepoli erano con lui . Ed egli li domandò , dicendo : Chi dicono le turbe che io sono ? Ed essi , rispondendo , dissero : Alcuni , Giovanni Battista , ed altri , Elia , ed altri , che uno de’ profeti antichi è risuscitato . Ed egli disse loro : E voi , chi dite ch’ io sono ? E Pietro , rispondendo , disse : Il Cristo di Dio . Ed egli divietò loro strettamente che nol dicessero ad alcuno ; dicendo : Ei conviene che il Figliuol dell’ uomo patisca molte cose , e sia riprovato dagli anziani , e da’ principali sacerdoti , e dagli Scribi ; e sia ucciso , e risusciti al terzo giorno . DICEVA , oltre a ciò , a tutti : Se alcuno vuol venir dietro a me , rinunzii a sè stesso , e tolga ogni dì la sua croce in ispalla , e mi seguiti . Perciocchè , chi avrà voluto salvar la vita sua la perderà ; ma chi avrà perduta la vita sua , per me , la salverà . Perciocchè , che giova egli all’ uomo , se guadagna tutto il mondo , e perde sè stesso , ovvero è punito nella vita ? Perciocchè , se alcuno ha vergogna di me , e delle mie parole , il Figliuol dell’ uomo altresì avrà vergogna di lui , quando egli verrà nella gloria sua , e del Padre suo , e de’ santi angeli . Or io vi dico in verità , che alcuni di coloro che son qui presenti non gusteranno la morte , che prima non abbiano veduto il regno di Dio . OR avvenne che , intorno ad otto giorni appresso questi ragionamenti , egli prese seco Pietro , Giovanni , e Giacomo , e salì in sul monte per orare . E mentre egli orava , il sembiante della sua faccia fu mutato , e la sua veste divenne candida folgorante . Ed ecco , due uomini parlavano con lui , i quali erano Mosè ed Elia . I quali , appariti in gloria , parlavano della fine di esso , la quale egli doveva compiere in Gerusalemme . Or Pietro , e coloro ch’ eran con lui , erano aggravati di sonno ; e quando si furono svegliati , videro la gloria di esso , e que’ due uomini , ch’ eran con lui . E come essi si dipartivano da lui , Pietro disse a Gesù : Maestro , egli è bene che noi stiamo qui ; facciamo adunque tre tabernacoli : uno a te , uno a Mosè , ed uno ad Elia ; non sapendo ciò ch’ egli si dicesse . Ma , mentre egli diceva queste cose , venne una nuvola , che adombrò quelli ; e i discepoli temettero , quando quelli entrarono nella nuvola . Ed una voce venne dalla nuvola , dicendo : Quest’ è il mio diletto Figliuolo ; ascoltatelo . E in quello stante che si facea quella voce , Gesù si trovò tutto solo . Or essi tacquero , e non rapportarono in quei giorni ad alcuno nella delle cose che aveano vedute . OR avvenne il giorno seguente , che , essendo scesi dal monte , una gran moltitudine venne incontro a Gesù . Ed ecco , un uomo d’ infra la moltitudine sclamò , dicendo : Maestro , io ti prego , riguarda al mio figliuolo ; perciocchè egli mi è unico . Ed ecco , uno spirito lo prende , ed egli di subito grida ; e lo spirito lo dirompe , ed egli schiuma ; e quello a fatica si parte da lui , fiaccandolo . Ed io ho pregati i tuoi discepoli che lo cacciassero , ma non hanno potuto . E Gesù , rispondendo , disse : O generazione incredula e perversa , infino a quando omai sarò con voi , e vi comporterò ? Mena qua il tuo figliuolo . E come egli era ancora tra via , il demonio lo diruppe , e lo straziò . Ma Gesù sgridò lo spirito immondo , e guarì il fanciullo , e lo rendè a suo padre . E tutti sbigottivano della grandezza di Dio . Ora , mentre tutti si maravigliavano di tutte le cose che Gesù faceva , egli disse a’ suoi discepoli : Voi , riponetevi queste parole nelle orecchie ; perciocchè il Figliuol dell’ uomo sarà dato nelle mani degli uomini . Ma essi ignoravano quel detto , ed era loro nascosto ; per modo che non l’ intendevano , e temevano di domandarlo intorno a quel detto . POI si mosse fra loro una quistione : chi di loro fosse il maggiore . E Gesù , veduto il pensier del cuor loro , prese un piccol fanciullo , e lo fece stare appresso di sè . E disse loro : Chi riceve questo piccol fanciullo , nel nome mio , riceve me ; e chi riceve me , riceve colui che mi ha mandato ; perciocchè chi è il minimo di tutti voi , esso è grande . OR Giovanni gli fece motto , e disse : Maestro , noi abbiam veduto uno che cacciava i demoni nel nome tuo , e glielo abbiam divietato , perciocchè egli non ti seguita con noi . Ma Gesù gli disse : Non gliel divietate , perciocchè chi non è contro a noi è per noi . OR avvenne che , compiendosi il tempo ch’ egli dovea essere accolto in cielo , egli si mise risolutamente in via per andare a Gerusalemme . E mandò davanti a sè de’ messi , i quali essendo partiti , entrarono in un castello de’ Samaritani , per apparecchiargli albergo . Ma que’ del castello non lo voller ricevere , perciocchè al suo aspetto pareva ch’ egli andasse in Gerusalemme . E Giacomo , e Giovanni , suoi discepoli , avendo ciò veduto , dissero : Signore , vuoi che diciamo che scenda fuoco dal cielo , e li consumi , come anche fece Elia ? Ma egli , rivoltosi , li sgridò , e disse : Voi non sapete di quale spirito voi siete . Poichè il Figliuol dell’ uomo non è venuto per perder le anime degli uomini , anzi per salvarle . E andarono in un altro castello . OR avvenne che mentre camminavano per la via , alcuno gli disse ; Signore , io ti seguiterò dovunque tu andrai . E Gesù gli disse : Le volpi hanno delle tane , e gli uccelli del cielo de’ nidi ; ma il Figliuol dell’ uomo non ha pure ove posi il capo . Ma egli disse ad un altro : Seguitami . Ed egli disse : Signore , permettimi che io prima vada , e seppellisca mio padre . Ma Gesù gli disse : Lascia i morti seppellire i lor morti ; ma tu , va’ , ed annunzia il regno di Dio . Or ancora un altro gli disse : Signore , io ti seguiterò , ma permettimi prima d’ accomiatarmi da que’ di casa mia . Ma Gesù gli disse : Niuno , il quale , messa la mano all’ aratro , riguarda indietro , è atto al regno di Dio . ORA , dopo queste cose , il Signore ne ordinò ancora altri settanta , e li mandò a due a due dinanzi a sè , in ogni città , e luogo , ove egli avea da venire . Diceva loro adunque : Bene è la ricolta grande , ma gli operai son pochi ; pregate adunque il Signor della ricolta che spinga degli operai nella sua ricolta . Andate ; ecco , io vi mando come agnelli in mezzo de’ lupi . Non portate borsa , nè tasca , nè scarpe ; e non salutate alcuno per lo cammino . Ed in qualunque casa sarete entrati , dite imprima : Pace sia a questa casa . E se quivi è alcun figliuolo di pace , la vostra pace si poserà sopra esso ; se no , ella ritornerà a voi . Ora , dimorate in quella stessa casa , mangiando , e bevendo di quello che vi sarà ; perciocchè l’ operaio è degno del suo premio ; non passate di casa in casa . E in qualunque città sarete entrati , se vi ricevono , mangiate di ciò che vi sarà messo davanti . E guarite gl’ infermi , che saranno in essa , e dite loro : Il regno di Dio si è avvicinato a voi . Ma in qualunque città sarete entrati , se non vi ricevono , uscite nelle piazze di quella , e dite : Noi vi spazziamo eziandio la polvere che si è attaccata a noi dalla vostra città ; ma pure sappiate questo , che il regno di Dio si è avvicinato a voi . Or io vi dico , che in quel giorno Sodoma sarà più tollerabilmente trattata che quella città . Guai a te , Chorazin ! guai a te , Betsaida ! perciocchè , se in Tiro , ed in Sidon , fossero state fatte le potenti operazioni che sono state fatte in voi , già anticamente , giacendo in sacco , e cenere , si sarebbero pentite . Ma pure Tiro e Sidon , saranno più tollerabilmente trattate nel giudicio , che voi . E tu , Capernaum , che sei stata innalzata infino al cielo , sarai abbassata fin nell’ inferno . Chi ascolta voi ascolta me , chi sprezza voi sprezza me , e chi sprezza me sprezza colui che mi ha mandato . Or que’ settanta tornarono con allegrezza , dicendo : Signore , anche i demoni ci son sottoposti nel nome tuo . Ed egli disse loro : Io riguardava Satana cader del cielo , a guisa di folgore . Ecco , io vi do la podestà di calcar serpenti , e scorpioni ; vi do eziandio potere sopra ogni potenza del nemico ; e nulla vi offenderà . Ma pure non vi rallegrate di ciò che gli spiriti vi son sottoposti ; anzi rallegratevi che i vostri nomi sono scritti ne’ cieli . In quella stessa ora , Gesù giubilò in ispirito , e disse : Io ti rendo onore , e lode , o Padre , Signor del cielo e della terra , che tu hai nascoste queste cose ai savi , ed intendenti , e le hai rivelate ai piccoli fanciulli ; sì certo , o Padre , perciocchè così ti è piaciuto . Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio ; e niuno conosce chi è il Figliuolo , se non il Padre ; nè chi è il Padre , se non il Figliuolo ; e colui a cui il Figliuolo avrà voluto rivelarlo . E rivoltosi a’ discepoli , disse loro in disparte : Beati gli occhi che veggono le cose che voi vedete ; perciocchè io vi dico , che molti profeti , e re , hanno desiderato di veder le cose che voi vedete , e non le hanno vedute , e di udir le cose che voi udite , e non le hanno udite . ALLORA ecco , un certo dottor della legge si levò , tentandolo , e dicendo : Maestro , facendo che , erediterò la vita eterna ? Ed egli gli disse : Nella legge che è egli scritto ? come leggi ? E colui , rispondendo , disse : Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore , e con tutta l’ anima tua , e con tutta la forza tua , e con tutta la mente tua ; e il tuo prossimo come te stesso . Ed egli gli disse : Tu hai dirittamente risposto ; fa’ ciò , e viverai . Ed egli , volendo giustificarsi , disse a Gesù : E chi è mio prossimo ? E Gesù , replicando , disse : Un uomo scendeva di Gerusalemme in Gerico , e si abbattè in ladroni ; i quali , spogliatolo , ed anche dategli di molte ferite , se ne andarono , lasciandolo mezzo morto . Or a caso un sacerdote scendeva per quella stessa via ; e , veduto colui , passò oltre di rincontro . Simigliantemente ancora , un Levita , essendo venuto presso di quel luogo , e , vedutolo , passò oltre di rincontro . Ma un Samaritano , facendo viaggio , venne presso di lui ; e , vedutolo , n’ ebbe pietà . Ed accostatosi , fasciò le sue piaghe , versandovi sopra dell’ olio , e del vino ; poi lo mise sopra la sua propria cavalcatura , e lo menò nell’ albergo , e si prese cura di lui . E il giorno appresso , partendo , trasse fuori due denari , e li diede all’ oste , e gli disse : Prenditi cura di costui ; e tutto ciò che spenderai di più , io tel renderò quando io ritornerò . Quale adunque di questi tre ti pare essere stato il prossimo di colui che si abbattè ne’ ladroni ? Ed egli disse : Colui che usò misericordia inverso lui . Gesù adunque gli disse : Va’ , e fa’ tu il simigliante . ORA , mentre essi erano in cammino , avvenne ch’ egli entrò in un castello ; ed una certa donna , chiamata per nome Marta , lo ricevette in casa sua . Or ella avea una sorella , chiamata Maria , la quale ancora , postasi a sedere a’ piedi di Gesù , ascoltava la sua parola . Ma Marta era occupata intorno a molti servigi . Ed ella venne , e disse : Signore , non ti cale egli che la mia sorella mi ha lasciata sola a servire ? dille adunque che mi aiuti . Ma Gesù , rispondendo , le disse : Marta , Marta , tu sei sollecita , e ti travagli intorno a molte cose . Or d’ una sola cosa fa bisogno . Ma Maria ha scelta la buona parte , la qual non le sarà tolta . ED avvenne che , essendo egli in un certo luogo , orando , come fu restato , alcuno de’ suoi discepoli gli disse : Signore , insegnaci ad orare , siccome , ancora Giovanni ha insegnato a’ suoi discepoli . Ed egli disse loro : Quando orerete , dite : PADRE NOSTRO , che sei ne’ cieli , sia santificato il tuo nome , il tuo regno venga , la tua volontà sia fatta in terra , come in cielo . Dacci di giorno in giorno il nostro pane cotidiano . E rimettici i nostri peccati ; perciocchè ancor noi rimettiamo i debiti ad ogni nostro debitore ; e non indurci in tentazione , ma liberaci dal maligno . POI disse loro : Chi è colui d’ infra voi che abbia un amico , il quale vada a lui alla mezzanotte , e gli dica : Amico , prestami tre pani ; perciocchè mi è giunto di viaggio in casa un mio amico , ed io non ho che mettergli dinanzi ? Se pur colui di dentro risponde , e dice : Non darmi molestia ; già è serrata la porta , e i miei fanciulli son meco in letto ; io non posso levarmi , e darteli ; io vi dico che , avvegnachè non si levi , e non glieli dia , perchè è suo amico ; pure per l’ importunità di esso egli si leverà , e gliene darà quanti ne avrà di bisogno . Io altresì vi dico : Chiedete , e vi sarà dato ; cercate , e troverete ; picchiate , e vi sarà aperto . Perciocchè , chiunque chiede riceve , e chi cerca trova , ed è aperto a chi picchia . E chi è quel padre tra voi , il quale , se il figliuolo gli chiede del pane , gli dia una pietra ? ovvero anche un pesce , e in luogo di pesce , gli dia una serpe ? Ovvero anche , se gli domanda un uovo , gli dia uno scorpione ? Se voi dunque , essendo malvagi , sapete dar buoni doni ai vostri figliuoli , quanto più il vostro Padre celeste donerà lo Spirito Santo a coloro che glielo domanderanno ? Or egli cacciava un demonio , il quale era mutolo ; ed avvenne che quando il demonio fu uscito , il mutolo parlò ; e le turbe si maravigliarono . Ma alcuni di quelle dissero : Egli caccia i demoni per Beelzebub , principe de’ demoni . Ed altri , tentandolo , chiedevano da lui un segno dal cielo . Ma egli , conoscendo i lor pensieri , disse loro : Ogni regno diviso in parti contrarie è deserto ; parimente , ogni casa divisa in parti contrarie , ruina . Così anche , se Satana è diviso in parti contrarie , come può durare il suo regno ? poichè voi dite che io caccio i demoni per Beelzebub . E , se io caccio i demoni per Beelzebub , per cui li cacciano i vostri figliuoli ? perciò , essi saranno vostri giudici . Ma , se io , per lo dito di Dio , caccio i demoni , il regno di Dio è adunque giunto a voi . Quando un possente uomo bene armato guarda il suo palazzo , le cose sue sono in pace . Ma se uno , più potente di lui , sopraggiunge , e lo vince , esso gli toglie le sue armi , nelle quali si confidava , e spartisce le sue spoglie . Chi non è meco , è contro a me ; e chi non raccoglie meco , sparge . Quando lo spirito immondo è uscito d’ alcun uomo , egli va attorno per luoghi aridi , cercando riposo ; e , non trovandone , dice : Io ritornerò a casa mia , onde io uscii . E se , essendovi venuto , la trova spazzata , ed adorna ; allora va , e prende seco sette altri spiriti , peggiori di lui ; e quelli entrano là , e vi abitano ; e l’ ultima condizion di quell’ uomo è peggiore della primiera . Or avvenne che , mentre egli diceva queste cose , una donna della moltitudine alzò la voce , e gli disse : Beato il seno che ti portò , e le mammelle che tu poppasti . Ma egli disse : Anzi , beati coloro che odono la parola di Dio , e l’ osservano . ORA , raunandosi le turbe , egli prese a dire : Questa generazione è malvagia ; ella chiede un segno ; ma segno alcuno non le sarà dato , se non il segno del profeta Giona . Perciocchè , siccome Giona fu segno a’ Niniviti , così ancora il Figliuol dell’ uomo sarà segno a questa generazione . La regina del Mezzodì risusciterà nel giudicio con gli uomini di questa generazione , e li condannerà ; perciocchè ella venne dagli estremi termini della terra , per udir la sapienza di Salomone ; ed ecco , qui è alcuno da più di Salomone . I Niniviti risorgeranno nel giudicio con questa generazione , e la condanneranno ; perciocchè essi si ravvidero alla predicazione di Giona ; ed ecco , qui è alcuno da più di Giona . OR niuno , avendo accesa una lampana , la mette in luogo nascosto , nè sotto il moggio ; anzi sopra il candelliere , acciocchè coloro che entrano veggan la luce . La lampana del corpo è l’ occhio , se dunque l’ occhio tuo è puro , tutto il tuo corpo sarà illuminato ; ma se l’ occhio tuo è viziato , tutto il tuo corpo ancora sarà tenebroso . Riguarda adunque , se la luce che è in te non è tenebre . Se dunque tutto il tuo corpo è illuminato , non avendo parte alcuna tenebrosa , tutto sarà rischiarato , come quando la lampana ti illumina col suo splendore . ORA , mentre egli parlava , un certo Fariseo lo pregò che desinasse in casa sua . Ed egli vi entrò , e si mise a tavola . E il Fariseo , veduto che prima , avanti il desinare , egli non si era lavato , se ne maravigliò . E il Signore gli disse : Ora voi Farisei nettate il difuori della coppa e del piatto ; ma il didentro di voi è pieno di rapina e di malvagità . Stolti , non ha colui che ha fatto il difuori , fatto eziandio il didentro ? Ma date per limosina quant’ è in poter vostro ; ed ecco , ogni cosa vi sarà netta . Ma , guai a voi , Farisei ! perciocchè voi decimate la menta , e la ruta , ed ogni erba , e lasciate addietro il giudicio , e la carità di Dio ; ei si conveniva far queste cose , e non lasciar quell’ altre . Guai a voi , Farisei ! perciocchè voi amate i primi seggi nelle raunanze , e le salutazioni nelle piazze . Guai a voi , Scribi , e Farisei ipocriti ! perciocchè voi siete come i sepolcri che non si vedono ; e gli uomini che ci camminan di sopra non ne sanno nulla . Allora uno de’ dottori della legge , rispondendo , gli disse : Maestro , dicendo queste cose , tu ingiurii ancor noi . Ed egli gli disse : Guai ancora a voi , dottori della legge ! perciocchè voi caricate gli uomini di pesi importabili , e voi non toccate que’ pesi pur con l’ uno de’ vostri diti . Guai a voi ! perciocchè voi edificate i monumenti de’ profeti ; e i vostri padri li uccisero . Voi dunque testimoniate de’ fatti de’ vostri padri , e li approvate ; perciocchè essi uccisero i profeti , e voi edificate i lor monumenti . Perciò ancora la sapienza di Dio ha detto : Io manderò loro de’ profeti e degli apostoli ; ed essi ne uccideranno gli uni , e ne perseguiteranno gli altri . Acciocchè sia ridomandato a questa generazione il sangue di tutti i profeti , che è stato sparso fin dalla fondazione del mondo ; dal sangue di Abele , infino al sangue di Zaccaria , che fu ucciso tra l’ altare e il tempio ; certo , io vi dico , che sarà ridomandato a questa generazione . Guai a voi , dottori della legge ! perciocchè avete tolta la chiave della scienza ; voi medesimi non siete entrati , ed avete impediti coloro che entravano . Ora , mentre egli diceva lor queste cose , gli Scribi e i Farisei cominciarono ad esser fieramente inanimati contro a lui , ed a trargli di bocca risposta intorno a molte cose ; spiandolo , e cercando di coglierlo in qualche cosa che gli uscirebbe di bocca , per accusarlo . Intanto , essendosi raunata la moltitudine a migliaia , talchè si calpestavano gli uni gli altri , Gesù prese a dire a’ suoi discepoli : Guardatevi imprima dal lievito de’ Farisei , ch’ è ipocrisia . Or niente è coperto , che non abbia a scoprirsi ; nè occulto , che non abbia a venire a notizia . Perciò , tutte le cose che avete dette nelle tenebre saranno udite alla luce ; e ciò che avete detto all’ orecchio nelle camerette sarà predicato sopra i tetti delle case . OR a voi , miei amici , dico : Non temiate di coloro che uccidono il corpo , e , dopo ciò , non possono far altro di più . Ma io vi mostrerò chi dovete temere : temete colui , il quale , dopo aver ucciso , ha la podestà di gettar nella geenna ; certo , io vi dico , temete lui . Cinque passere non si vendono elleno per due quattrini ? e pur niuna di esse è dimenticata appo Iddio . Anzi eziandio i capelli del vostro capo son tutti annoverati ; non temiate adunque ; voi siete da più di molte passere . Or io vi dico : Chiunque mi avrà riconosciuto davanti agli uomini , il Figliuol dell’ uomo altresì lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio . Ma chi mi avrà rinnegato davanti agli uomini sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio . Ed a chiunque avrà detta alcuna parola contro al Figliuol dell’ uomo sarà perdonato ; ma , a chi avrà bestemmiato contro allo Spirito Santo non sarà perdonato . Ora , quando vi avranno condotti davanti alle raunanze , e a’ magistrati , ed alle podestà , non istate in sollecitudine come , o che avrete a rispondere a vostra difesa , o che avrete a dire . Perciocchè lo Spirito Santo , in quell’ ora stessa , v’ insegnerà ciò che vi converrà dire . OR alcuno della moltitudine gli disse : Maestro , di’ a mio fratello che partisca meco l’ eredità . Ma egli disse : O uomo , chi mi ha costituito sopra voi giudice , o partitore ? Poi disse loro : Badate , e guardatevi dall’ avarizia ; perciocchè , benchè alcuno abbondi , egli non ha però la vita per li suoi beni . Ed egli disse loro una parabola : Le possessioni d’ un uomo ricco fruttarono copiosamente . Ed egli ragionava fra sè medesimo , dicendo : Che farò ? poichè io non ho ove riporre i miei frutti . Poi disse : Questo farò : io disfarò i miei granai , e ne edificherò di maggiori , e quivi riporrò tutte le mie entrate , e i miei beni . E dirò all’ anima mia : Anima , tu hai molti beni , riposti per molti anni , quietati , mangia , bevi , e godi . Ma Iddio gli disse : Stolto , questa stessa notte , l’ anima tua ti sarà ridomandata ; e di cui saranno le cose che tu hai apparecchiate ? Così avviene a chi fa tesoro a sè stesso , e non è ricco in Dio . POI disse a’ suoi discepoli : Perciò io vi dico : Non siate solleciti per la vita vostra , che mangerete ; nè per lo corpo vostro , di che sarete vestiti . La vita è più che il nudrimento , e il corpo più che il vestimento . Ponete mente a’ corvi , perciocchè non seminano , e non mietono , e non hanno conserva , nè granaio ; e pure Iddio li nudrisce ; da quanto siete voi più degli uccelli ? E chi di voi può , con la sua sollecitudine , aggiungere alla sua statura pure un cubito ? Se dunque non potete pur ciò ch’ è minimo , perchè siete solleciti del rimanente ? Considerate i gigli , come crescono ; essi non lavorano , e non filano ; e pure io vi dico , che Salomone stesso , con tutta la sua gloria , non fu vestito al par dell’ uno di essi . Ora , se Iddio riveste così l’ erba che oggi è nel campo , e domani è gettata nel forno , quanto maggiormente rivestirà egli voi , o uomini di poca fede ? Voi ancora non ricercate che mangerete , o che berrete , e non ne state sospesi . Perciocchè le genti del mondo procacciano tutte queste cose , ma il Padre vostro sa che voi ne avete bisogno . Anzi , cercate il regno di Dio , e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte . Non temere , o piccola greggia , perciocchè al Padre vostro è piaciuto di darvi il regno . Vendete i vostri beni , e fatene limosina ; fatevi delle borse che non invecchiano ; un tesoro in cielo , che non vien giammai meno ; ove il ladro non giunge , ed ove la tignuola non guasta . Perciocchè , dov’ è il vostro tesoro , quivi eziandio sarà il vostro cuore . I VOSTRI lombi sieno cinti , e le vostre lampane accese . E voi , siate simili a coloro che aspettano il lor signore , quando egli ritornerà dalle nozze ; acciocchè , quando egli verrà , e picchierà , subito gli aprano . Beati quei servitori , i quali il Signore troverà vegliando , quando egli verrà . Io vi dico in verità , ch’ egli si cingerà , e li farà mettere a tavola , ed egli stesso verrà a servirli . E s’ egli viene nella seconda vigilia , o nella terza , e li trova in questo stato , beati que’ servitori . Or sappiate questo , che se il padron della casa sapesse a quale ora il ladro verrà , egli veglierebbe , e non si lascerebbe sconficcar la casa . Ancora voi dunque siate presti , perciocchè , nell’ ora che voi non pensate , il Figliuol dell’ uomo verrà . E Pietro gli disse : Signore , dici tu a noi questa parabola , ovvero anche a tutti ? E il Signore disse : Qual è pur quel dispensator leale ed avveduto , il quale il suo signore abbia costituito sopra i suoi famigliari , per dar loro a suo tempo la porzione del viver loro ? Beato quel servitore il quale il suo signore troverà facendo così , quando egli verrà . Io vi dico in verità , ch’ egli lo costituirà sopra tutti i suoi beni . Ma , se quel servitore dice nel cuor suo : Il mio signore mette indugio a venire ; e prende a battere i servitori , e le serventi ; ed a mangiare , ed a bere , e ad inebriarsi , il signore di quel servitore verrà nel giorno ch’ egli non l’ aspetta , e nell’ ora ch’ egli non sa ; e lo riciderà , e metterà la sua parte con gl’ infedeli . Or il servitore che ha saputa la volontà del suo signore , e non si è disposto a far secondo la volontà d’ esso , sarà battuto di molte battiture . Ma colui che non l’ ha saputa , se fa cose degne di battitura , sarà battuto di poche battiture ; ed a chiunque è stato dato assai sarà ridomandato assai ; ed appo cui è stato messo assai in deposito , da lui ancora sarà tanto più richiesto . IO son venuto a mettere il fuoco in terra ; e che voglio , se già è acceso ? Or io ho ad esser battezzato d’ un battesimo ; e come son io distretto , finchè sia compiuto ! Pensate voi che io sia venuto a metter pace in terra ? No , vi dico , anzi discordia . Perciocchè , da ora innanzi cinque saranno in una casa , divisi tre contro a due , e due contro a tre . Il padre sarà diviso contro al figliuolo , e il figliuolo contro al padre ; la madre contro alla figliuola , e la figliuola contro alla madre ; la suocera contro alla sua nuora , e la nuora contro alla sua suocera . OR egli disse ancora alle turbe : Quando voi vedete la nuvola che si leva dal Ponente , subito dite : La pioggia viene ; e così è . E quando sentite soffiar l’ Austro , dite : Farà caldo ; e così avviene . Ipocriti ! voi sapete discerner l’ aspetto del cielo e della terra , e come non discernete voi questo tempo ? E perchè da voi stessi non giudicate ciò ch’ è giusto ? Perciocchè , quando tu vai col tuo avversario al rettore , tu dei dare opera per cammino che tu sii liberato da lui ; che talora egli non ti tragga al giudice , e il giudice ti dia in man del sergente , e il sergente ti cacci in prigione . Io ti dico , che tu non ne uscirai , finchè tu abbia pagato fino all’ ultimo picciolo . IN quello stesso tempo furono quivi alcuni , i quali gli fecer rapporto de’ Galilei , il cui sangue Pilato avea mescolato co’ lor sacrificii . E Gesù , rispondendo , disse loro : Pensate voi che que’ Galilei fossero i maggiori peccatori di tutti i Galilei , perciocchè hanno sofferte cotali cose ? No , vi dico , anzi , se voi non vi ravvedete , tutti perirete simigliantemente . Ovvero , pensate voi che que’ diciotto , sopra i quali cadde la torre in Siloe , e li uccise fossero i più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme ? No , vi dico , anzi , se voi non vi ravvedete , tutti perirete simigliantemente . OR disse questa parabola : Un uomo avea un fico piantato nella sua vigna ; e venne cercandovi del frutto , e non ne trovò . Onde disse al vignaiuolo : Ecco , già son tre anni che io vengo , cercando del frutto in questo fico , e non ve ne trovo ; taglialo ; perchè rende egli ancora inutile la terra ? Ma egli , rispondendo , gli disse : Signore , lascialo ancora quest’ anno , finchè io l’ abbia scalzato , e vi abbia messo del letame ; e se pur fa frutto , bene ; se no , nell’ avvenire tu lo taglierai . OR egli insegnava in una delle sinagoghe , in giorno di sabato . Ed ecco , quivi era una donna che avea uno spirito d’ infermità già per ispazio di diciotto anni , ed era tutta piegata , e non poteva in alcun modo ridirizzarsi . E Gesù , vedutala , la chiamò a sè , e le disse : Donna , tu sei liberata dalla tua infermità . E pose le mani sopra lei , ed ella in quello stante fu ridirizzata , e glorificava Iddio . Ma il capo della sinagoga , sdegnato che Gesù avesse fatta guarigione in giorno di sabato , prese a dire alla moltitudine : Vi son sei giorni , ne’ quali convien lavorare ; venite adunque in que’ giorni , e siate guariti ; e non nel giorno del sabato . Laonde il Signore gli rispose , e disse : Ipocriti ! ciascun di voi non iscioglie egli dalla mangiatoia , in giorno di sabato , il suo bue , o il suo asino , e li mena a bere ? E non conveniva egli scioglier da questo legame , in giorno di sabato , costei , ch’ è figliuola d’ Abrahamo , la qual Satana avea tenuta legata lo spazio di diciotto anni ? E mentre egli diceva queste cose , tutti i suoi avversari erano confusi ; ma tutta la moltitudine si rallegrava di tutte le opere gloriose che si facevano da lui . OR egli disse : A che è simile il regno di Dio , ed a che l’ assomiglierò io ? Egli è simile ad un granel di senape , il quale un uomo ha preso , e l’ ha gettato nel suo orto ; e poi è cresciuto , ed è divenuto albero grande ; e gli uccelli del cielo si son ridotti al coperto ne’ suoi rami . E di nuovo disse : A che assomiglierò il regno di Dio ? Egli è simile al lievito , il quale una donna prende , e lo ripone in tre staia di farina , finchè tutta sia levitata . POI egli andava attorno per le città , e per le castella , insegnando , e facendo cammino verso Gerusalemme . Or alcuno gli disse : Signore , sono eglino pochi coloro che son salvati ? Ed egli disse loro : Sforzatevi d’ entrar per la porta stretta , perciocchè io vi dico che molti cercheranno d’ entrare , e non potranno . Ora , da che il padron della casa si sarà levato , ed avrà serrato l’ uscio , voi allora , stando difuori , comincerete a picchiare alla porta , dicendo : Signore , Signore , aprici . Ed egli , rispondendo , vi dirà : Io non so d’ onde voi siate . Allora prenderete a dire : Noi abbiam mangiato , e bevuto in tua presenza ; e tu hai insegnato nelle nostre piazze . Ma egli dirà : Io vi dico che non so d’ onde voi siate ; dipartitevi da me , voi tutti gli operatori d’ iniquità . Quivi sarà il pianto e lo stridor de’ denti , quando vedrete Abrahamo , Isacco , e Giacobbe , e tutti i profeti , nel regno di Dio ; e che voi ne sarete cacciati fuori . E che ne verranno d’ Oriente , e d’ Occidente , e di Settentrione , e di Mezzodì , i quali sederanno a tavola nel regno di Dio . Ed ecco , ve ne son degli ultimi che saranno i primi , e de’ primi che saranno gli ultimi . IN quello stesso giorno vennero alcuni Farisei , dicendogli : Partiti , e vattene di qui , perciocchè Erode ti vuol far morire . Ed egli disse loro : Andate , e dite a quella volpe : Ecco , io caccio i demoni , e compio di far guarigioni oggi , e domani , e nel terzo giorno perverrò al mio fine . Ma pure , mi convien camminare oggi , domani , e posdomani ; poichè non conviene che alcun profeta muoia fuor di Gerusalemme . Gerusalemme , Gerusalemme , che uccidi i profeti , e lapidi coloro che ti son mandati ! quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figliuoli , come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ale , e voi non avete voluto ! Ecco , la vostra casa vi è lasciata deserta . Or io vi dico , che voi non mi vedrete più , finchè venga il tempo che diciate : Benedetto colui che viene nel nome del Signore ! OR avvenne che , essendo egli entrato in casa d’ uno de’ principali de’ Farisei , in giorno di sabato , a mangiare , essi l’ osservavano . Ed ecco , un certo uomo idropico era quivi davanti a lui . E Gesù prese a dire a’ dottori della legge , ed a’ Farisei : È egli lecito di guarire alcuno in giorno di sabato ? Ed essi tacquero . Allora , preso colui per la mano , lo guarì , e lo licenziò . Poi fece lor motto , e disse : Chi è colui di voi , che , se il suo asino , o bue , cade in un pozzo , non lo ritragga prontamente fuori nel giorno del sabato ? Ed essi non gli potevan risponder nulla in contrario a queste cose . ORA , considerando come essi eleggevano i primi luoghi a tavola , propose questa parabola agl’ invitati , dicendo : Quando tu sarai invitato da alcuno a nozze , non metterti a tavola nel primo luogo , che talora alcuno più onorato di te non sia stato invitato dal medesimo . E che colui che avrà invitato te e lui , non venga , e ti dica : Fa’ luogo a costui ; e che allora tu venga con vergogna a tener l’ ultimo luogo . Ma , quando tu sarai invitato , va’ , mettiti nell’ ultimo luogo , acciocchè , quando colui che t’ avrà invitato verrà , ti dica : Amico , sali più in su . Allora tu ne avrai onore appresso coloro che saranno teco a tavola . Perciocchè chiunque s’ innalza sarà abbassato , e chi si abbassa sarà innalzato . Or egli disse a colui che l’ avea invitato : Quando tu farai un desinare , o una cena , non chiamare i tuoi amici , nè i tuoi fratelli , nè i tuoi parenti , nè i tuoi vicini ricchi ; che talora essi a vicenda non t’ invitino , e ti sia reso il contraccambio . Anzi , quando fai un convito , chiama i mendici , i monchi , gli zoppi , i ciechi . E sarai beato ; perciocchè essi non hanno il modo di rendertene il contraccambio ; ma la retribuzione te ne sarà resa nella risurrezion dei giusti . OR alcun di coloro ch’ erano insieme a tavola , udite queste cose , disse : Beato chi mangerà del pane nel regno di Dio . E Gesù gli disse : Un uomo fece una gran cena , e v’ invitò molti . Ed all’ ora della cena , mandò il suo servitore a dire agl’ invitati : Venite , perciocchè ogni cosa è già apparecchiata . Ma in quel medesimo punto tutti cominciarono a scusarsi . Il primo gli disse : Io ho comperata una possessione , e di necessità mi conviene andar fuori a vederla ; io ti prego abbimi per iscusato . Ed un altro disse : Io ho comperate cinque paia di buoi , e vo a provarli ; io ti prego abbimi per iscusato . Ed un altro disse : Io ho sposata moglie , e perciò non posso venire . E quel servitore venne e rapportò queste cose al suo signore . Allora il padron di casa , adiratosi , disse al suo servitore : Vattene prestamente per le piazze , e per le strade della città , e mena qua i mendici , ed i monchi , e gli zoppi , ed i ciechi . Poi il servitore gli disse : Signore , egli è stato fatto come tu ordinasti , ed ancora vi è luogo . E il signore disse al servitore : Va’ fuori per le vie , e per le siepi , e costringili ad entrare , acciocchè la mia casa sia ripiena . Perciocchè io vi dico che niuno di quegli uomini ch’ erano stati invitati assaggerà della mia cena . OR molte turbe andavano con lui ; ed egli , rivoltosi , disse loro : Se alcuno viene a me , e non odia suo padre , e sua madre , e la moglie , e i figliuoli , e i fratelli , e le sorelle , anzi ancora la sua propria vita , non può esser mio discepolo . E chiunque non porta la sua croce , e non vien dietro a me , non può esser mio discepolo . Perciocchè , chi è colui d’ infra voi , il quale , volendo edificare una torre , non si assetti prima , e non faccia ragion della spesa , se egli ha da poterla finire ? Che talora , avendo posto il fondamento , e non potendola finire , tutti coloro che la vedranno non prendano a beffarlo , dicendo : Quest’ uomo cominciò ad edificare , e non ha potuto finire . Ovvero , qual re , andando ad affrontarsi in battaglia con un altro re , non si assetta prima , e prende consiglio , se può con diecimila incontrarsi con quell’ altro , che vien contro a lui con ventimila ? Se no , mentre quel l’ altro è ancora lontano , gli manda un’ ambasciata , e lo richiede di pace . Così adunque , niun di voi , il qual non rinunzia a tutto ciò ch’ egli ha , può esser mio discepolo . Il sale è buono , ma se il sale diviene insipido , con che lo si condirà egli ? Egli non è atto nè per terra , nè per letame ; egli è gettato via . Chi ha orecchie da udire , oda . OR tutti i pubblicani e peccatori , si accostavano a lui , per udirlo . Ed i Farisei e gli Scribi ne mormoravano , dicendo : Costui accoglie i peccatori , e mangia con loro . Ed egli disse loro questa parabola . Chi è l’ uomo d’ infra voi , il quale , avendo cento pecore , se ne perde una , non lasci le novantanove nel deserto , e non vada dietro alla perduta , finchè l’ abbia trovata ? Ed avendola trovata , non se la metta sopra le spalle tutto allegro ? E venuto a casa , non chiami insieme gli amici , e i vicini , dicendo : Rallegratevi meco , perciocchè io ho trovata la mia pecora , ch’ era perduta ? Io vi dico , che così vi sarà letizia in cielo per un peccatore ravveduto , più che per novantanove giusti , che non hanno bisogno di ravvedimento . Ovvero , qual’ è la donna , che , avendo dieci dramme , se ne perde una , non accenda la lampana , e non ispazzi la casa , e non cerchi studiosamente , finchè l’ abbia trovata ? E quando l’ ha trovata , non chiami insieme le amiche , e le vicine , dicendo : Rallegratevi meco , perciocchè io ho trovata la dramma , la quale io avea perduta ? Così , vi dico , vi sarà allegrezza fra gli angeli di Dio , per un peccatore ravveduto . DISSE ancora : Un uomo avea due figliuoli . E il più giovane di loro disse al padre : Padre , dammi la parte de’ beni che mi tocca . E il padre spartì loro i beni . E , pochi giorni appresso , il figliuol più giovane , raccolto ogni cosa , se ne andò in viaggio in paese lontano , e quivi dissipò le sue facoltà , vivendo dissolutamente . E , dopo ch’ egli ebbe speso ogni cosa , una grave carestia venne in quel paese , talchè egli cominciò ad aver bisogno . E andò , e si mise con uno degli abitatori di quella contrada , il qual lo mandò a’ suoi campi , a pasturare i porci . Ed egli desiderava d’ empiersi il corpo delle silique , che i porci mangiavano , ma niuno gliene dava . Ora , ritornato a sè medesimo , disse : Quanti mercenari di mio padre hanno del pane largamente , ed io mi muoio di fame ! Io mi leverò , e me ne andrò a mio padre , e gli dirò : Padre , io ho peccato contro al cielo , e davanti a te ; e non son più degno d’ esser chiamato tuo figliuolo ; fammi come uno de’ tuoi mercenari . Egli adunque si levò , e venne a suo padre ; ed essendo egli ancora lontano , suo padre lo vide , e n’ ebbe pietà ; e corse , e gli si gettò al collo , e lo baciò . E il figliuolo gli disse : Padre , io ho peccato contro al cielo , e davanti a te , e non son più degno d’ esser chiamato tuo figliuolo . Ma il padre disse a’ suoi servitori : Portate qua la più bella vesta , e vestitelo , e mettetegli un anello in dito , e delle scarpe ne’ piedi . E menate fuori il vitello ingrassato , ed ammazzatelo , e mangiamo , e rallegriamoci ; perciocchè questo mio figliuolo era morto , ed è tornato a vita ; era perduto , ed è stato ritrovato . E si misero a far gran festa . Or il figliuol maggiore di esso era a’ campi ; e come egli se ne veniva , essendo presso della casa , udì il concento e le danze . E , chiamato uno de’ servitori , domandò che si volesser dire quelle cose . Ed egli gli disse : Il tuo fratello è venuto , e tuo padre ha ammazzato il vitello ingrassato , perciocchè l’ ha ricoverato sano e salvo . Ma egli si adirò , e non volle entrare ; laonde suo padre uscì , e lo pregava d’ entrare . Ma egli , rispondendo , disse al padre : Ecco , già tanti anni io ti servo , e non ho giammai trapassato alcun tuo comandamento ; e pur giammai tu non mi hai dato un capretto , per rallegrarmi co’ miei amici . Ma , quando questo tuo figliuolo , che ha mangiati i tuoi beni con le meretrici , è venuto , tu gli hai ammazzato il vitello ingrassato . Ed egli gli disse : Figliuolo , tu sei sempre meco , e ogni cosa mia è tua . Or conveniva far festa , e rallegrarsi , perciocchè questo tuo fratello era morto , ed è tornato a vita , era perduto , ed è stato ritrovato . OR egli disse ancora a’ suoi discepoli : Vi era un uomo ricco , che avea un fattore ; ed esso fu accusato dinanzi a lui , come dissipando i suoi beni . Ed egli lo chiamò , e gli disse : Che cosa è questo che io odo di te ? rendi ragione del tuo governo , perciocchè tu non puoi più essere mio fattore . E il fattore disse fra sè medesimo : Che farò ? poichè il mio signore mi toglie il governo ; io non posso zappare , e di mendicar mi vergogno . Io so ciò che io farò , acciocchè , quando io sarò rimosso dal governo , altri mi riceva in casa sua . Chiamati adunque ad uno ad uno i debitori del suo signore , disse al primo : Quanto devi al mio signore ? Ed egli disse : Cento bati d’ olio . Ed egli gli disse : Prendi la tua scritta , e siedi , e scrivine prestamente cinquanta . Poi disse ad un altro : E tu , quanto devi ? Ed egli disse : Cento cori di grano . Ed egli gli disse : Prendi la tua scritta , e scrivine ottanta . E il signore lodò l’ ingiusto fattore , perciocchè avea fatto avvedutamente ; poichè i figliuoli di questo secolo sono più avveduti , nella lor generazione , che i figliuoli della luce . Io altresì vi dico : Fatevi degli amici delle ricchezze ingiuste ; acciocchè quando verrete meno , vi ricevano ne’ tabernacoli eterni . Chi è leale nel poco , è anche leale nell’ assai ; e chi è ingiusto nel poco , è anche ingiusto nell’ assai . Se dunque voi non siete stati leali nelle ricchezze ingiuste , chi vi fiderà le vere ? E se non siete stati leali nell’ altrui , chi vi darà il vostro ? Niun famiglio può servire a due signori ; perciocchè , o ne odierà l’ uno , ed amerà l’ altro ; ovvero , si atterrà all’ uno , e sprezzerà l’ altro ; voi non potete servire a Dio , ed a Mammona . OR i Farisei , ch’ erano avari , udivano anch’ essi tutte queste cose , e lo beffavano . Ed egli disse loro : Voi siete que’ che giustificate voi stessi davanti agli uomini , ma Iddio conosce i vostri cuori ; perciocchè quel ch’ è eccelso appo gli uomini è cosa abominevole nel cospetto di Dio . La legge e i profeti sono stati infino a Giovanni ; da quel tempo il regno di Dio è evangelizzato , ed ognuno vi entra per forza . Or egli è più agevole che il cielo e la terra passino , che non che un sol punto della legge cada . Chiunque manda via la sua moglie , e ne sposa un’ altra , commette adulterio ; e chiunque sposa la donna mandata via dal marito commette adulterio . OR vi era un uomo ricco , il qual si vestiva di porpora e di bisso , ed ogni giorno godeva splendidamente . Vi era altresì un mendico , chiamato Lazaro , il quale giaceva alla porta d’ esso , pieno d’ ulceri . E desiderava saziarsi delle miche che cadevano dalla tavola del ricco ; anzi ancora i cani venivano , e leccavano le sue ulceri . Or avvenne che il mendico morì , e fu portato dagli angeli nel seno d’ Abrahamo ; e il ricco morì anch’ egli , e fu seppellito . Ed essendo ne’ tormenti nell’ inferno , alzò gli occhi , e vide da lungi Abrahamo , e Lazaro nel seno d’ esso . Ed egli , gridando , disse : Padre Abrahamo , abbi pietà di me , e manda Lazaro , acciocchè intinga la punta del dito nell’ acqua ; e mi rinfreschi la lingua ; perciocchè io son tormentato in questa fiamma . Ma Abrahamo disse : Figliuolo , ricordati che tu hai ricevuti i tuoi beni in vita tua , e Lazaro altresì i mali ; ma ora egli è consolato , e tu sei tormentato . Ed oltre a tutto ciò , fra noi e voi è posta una gran voragine , talchè coloro che vorrebbero di qui passare a voi non possono ; parimente coloro che son di là non passano a noi . Ed egli disse : Ti prego adunque , o padre , che tu lo mandi in casa di mio padre ; perciocchè io ho cinque fratelli ; acciocchè testifichi loro ; che talora anch’ essi non vengano in questo luogo di tormento . Abrahamo gli disse : Hanno Mosè i profeti , ascoltin quelli . Ed egli disse : No , padre Abrahamo ; ma , se alcun de’ morti va a loro , si ravvedranno . Ed egli gli disse : Se non ascoltano Mosè e i profeti , non pur crederanno , avvegnachè alcun de’ morti risusciti . OR egli disse a’ suoi discepoli : Egli è impossibile che non avvengano scandali ; ma , guai a colui per cui avvengono ! Meglio per lui sarebbe che una macina d’ asino gli fosse appiccata al collo , e che fosse gettato nel mare , che di scandalezzare uno di questi piccoli . Prendete guardia a voi . Ora , se il tuo fratello ha peccato contro a te , riprendilo ; e se si pente , perdonagli . E benchè sette volte il dì pecchi contro a te , se sette volte il dì ritorna a te , dicendo : Io mi pento , perdonagli . Allora gli apostoli dissero al Signore : Accrescici la fede . E il Signore disse : Se voi avete pur tanta fede quant’ è un granel di senape , voi potreste dire a questo moro : Diradicati , e piantati nel mare , ed esso vi ubbidirebbe . Ora , chi è colui d’ infra voi , il quale , avendo un servo che ari , o che pasturi il bestiame , quando esso , tornando dai campi , entra in casa , subito gli dica : Passa qua , mettiti a tavola ? Anzi , non gli dice egli : Apparecchiami da cena , e cingiti , e servimi , finchè io abbia mangiato e bevuto , poi mangerai e berrai tu ? Tiene egli in grazia da quel servo , ch’ egli ha fatte le cose che gli erano stato comandate ? Io nol penso . Così ancora voi , quando avrete fatte tutte le cose che vi son comandate , dite : Noi siam servi disutili ; poichè abbiam fatto ciò ch’ eravamo obbligati di fare . OR avvenne che , andando in Gerusalemme , egli passava per mezzo la Samaria e la Galilea . E come egli entrava in un certo castello , dieci uomini lebbrosi gli vennero incontro , i quali si fermarono da lungi . E levarono la voce , dicendo : Maestro Gesù , abbi pietà di noi . Ed egli , vedutili , disse loro : Andate , mostratevi a’ sacerdoti . Ed avvenne , che come essi andavano , furon mondati . Ed un di loro , veggendo ch’ era guarito , ritornò , glorificando Iddio ad alta voce . E si gettò sopra la sua faccia ai piedi di Gesù , ringraziandolo . Or colui era Samaritano . E Gesù prese a dire : I dieci non son eglino stati nettati ? e dove sono i nove ? Ei non se n’ è trovato alcuno , che sia ritornato per dar gloria a Dio , se non questo straniero ? E disse a colui : Levati , e vattene ; la tua fece ti ha salvato . ORA , essendo domandato da’ Farisei , quando verrebbe il regno di Dio , rispose loro , e disse : Il regno di Dio non verrà in maniera che si possa osservare . E non si dirà : Eccolo qui , o eccolo là ; perciocchè ecco , il regno di Dio è dentro di voi . Or egli disse ancora a’ suoi discepoli : I giorni verranno che voi desidererete vedere un de’ giorni del Figliuol dell’ uomo , e non lo vedrete . E vi si dirà : Eccolo qui , o eccolo là ; non vi andate , e non li seguitate . Perciocchè , quale è il lampo , il quale , lampeggiando , risplende da una parte di sotto al cielo infino all’ altra , tale ancora sarà il Figliuol dell’ uomo , nel suo giorno . Ma conviene ch’ egli prima sofferisca molte cose , e sia rigettato da questa generazione . E come avvenne a’ dì di Noè , così ancora avverrà a’ dì del Figliuol dell’ uomo . Gli uomini mangiavano , beveano , sposavano mogli , e si maritavano , infino al giorno che Noè entrò nell’ arca ; e il diluvio venne , e li fece tutti perire . Parimente ancora , come avvenne a’ dì di Lot : la gente mangiava , bevea , comperava , vendeva , piantava ed edificava ; ma , nel giorno che Lot uscì di Sodoma , piovve dal cielo fuoco e zolfo , e li fece tutti perire . Tal sarà il giorno , nel quale il Figliuol dell’ uomo apparirà . In quel giorno , colui che sarà sopra il tetto della casa , ed avrà le sue masserizie dentro la casa , non iscenda per toglierle ; e parimente che sarà nella campagna non torni addietro . Ricordatevi della moglie di Lot . Chiunque avrà cercato di salvar la vita sua la perderà ; ma chi l’ avrà perduta farà ch’ ella viverà . Io vi dico che in quella notte due saranno in un letto ; l’ uno sarà preso , e l’ altro lasciato . Due donne macineranno insieme ; l’ una sarà presa , e l’ altra lasciata . Due saranno nella campagna ; l’ uno sarà preso , e l’ altro lasciato . E i discepoli , rispondendo , gli dissero : Dove , Signore ? Ed egli disse loro : Dove sarà il carname , quivi ancora si accoglieranno le aquile . OR propose loro ancora una parabola , per mostrare che convien del continuo orare , e non istancarsi , dicendo : Vi era un giudice in una città , il quale non temeva Iddio , e non avea rispetto ad alcun uomo . Or in quella stessa città vi era una vedova , la qual venne a lui , dicendo : Fammi ragione del mio avversario . Ed egli , per un tempo , non volle farlo ; ma pur poi appresso disse fra sè medesimo : Quantunque io non tema Iddio , e non abbia rispetto ad alcun uomo , nondimeno , perciocchè questa vedova mi dà molestia , io le farò ragione ; che talora non venga tante volte che alla fine mi stanchi . E il Signore disse : Ascoltate ciò che dice il giudice iniquo . E Iddio non vendicherà egli i suoi eletti , i quali giorno e notte gridano a lui ; benchè sia lento ad adirarsi per loro ? Certo , io vi dico , che tosto li vendicherà . Ma , quando il Figliuol dell’ uomo verrà , troverà egli pur la fede in terra ? DISSE ancora questa parabola a certi , che si confidavano in loro stessi d’ esser giusti , e sprezzavano gli altri . Due uomini salirono al tempio , per orare ; l’ uno era Fariseo , e l’ altro pubblicano . Il Fariseo , stando in piè , orava in disparte , in questa maniera : O Dio , io ti ringrazio che io non son come gli altri uomini : rapaci , ingiusti , adulteri ; nè anche come quel pubblicano . Io digiuno due volte la settimana , io pago la decima di tutto ciò che posseggo . Ma il pubblicano , stando da lungi , non ardiva neppure d’ alzar gli occhi al cielo ; anzi si batteva il petto , dicendo : O Dio , sii placato inverso me peccatore . Io vi dico , che costui ritornò in casa sua giustificato , più tosto che quell’ altro ; perciocchè chiunque s’ innalza sarà abbassato , e chi si abbassa sarà innalzato . OR gli furono presentati ancora dei piccoli fanciulli , acciocchè li toccasse ; e i discepoli , veduto ciò , sgridavano coloro che li presentavano . Ma Gesù , chiamati a sè i fanciulli , disse : Lasciate i piccoli fanciulli venire a me , e non li divietate ; perciocchè di tali è il regno di Dio . Io vi dico in verità , che chi non avrà ricevuto il regno di Dio come piccol fanciullo , non entrerà in esso . ED un certo de’ principali lo domandò , dicendo : Maestro buono , facendo che , erederò la vita eterna ? E Gesù gli disse : Perchè mi chiami buono ? niuno è buono , se non un solo , cioè Iddio . Tu sai i comandamenti : Non commettere adulterio . Non uccidere . Non furare . Non dir falsa testimonianza . Onora tuo padre e tua madre . E colui disse : Tutte queste cose ho osservate fin dalla mia giovanezza . E Gesù , udito questo , gli disse : Una cosa ti manca ancora : vendi tutto ciò che tu hai , e distribuiscilo a’ poveri , ed avrai un tesoro nel cielo ; poi vieni , e seguitami . Ma egli , udite queste cose , ne fu grandemente attristato , perciocchè era molto ricco . E Gesù , veduto ch’ egli si era attristato , disse : O quanto malagevolmente coloro che hanno delle ricchezze entreranno nel regno di Dio ! Perciocchè , egli è più agevole che un cammello entri per la cruna d’ un ago , che non che un ricco entri nel regno di Dio . E coloro che l’ udirono dissero : Chi adunque può esser salvato ? Ed egli disse : Le cose impossibili agli uomini son possibili a Dio . E Pietro disse : Ecco , noi abbiam lasciato ogni cosa , e ti abbiam seguitato . Ed egli disse loro : Io vi dico in verità , che non vi è alcuno , che abbia lasciato casa , o padre e madre , o fratelli , o moglie , o figliuoli , per lo regno di Dio ; il qual non ne riceva molti cotanti in questo tempo , e nel secolo a venire la vita eterna . POI , presi seco i dodici , disse loro : Ecco , noi saliamo in Gerusalemme , e tutte le cose scritte da’ profeti intorno al Figliuol dell’ uomo saranno adempiute . Perciocchè egli sarà dato in man de’ Gentili , e sarà schernito , ed oltraggiato ; e gli sarà sputato nel volto . Ed essi , dopo averlo flagellato , l’ uccideranno ; ma egli risusciterà al terzo giorno . Ed essi non compresero nulla di queste cose ; anzi questo ragionamento era loro occulto , e non intendevano le cose ch’ eran loro dette . ORA , come egli s’ avvicinava a Gerico , un certo cieco sedeva presso della via , mendicando . E udita la moltitudine che passava , domandò che cosa ciò fosse . E gli fu fatto assapere che Gesù il Nazareo passava . Ed egli gridò , dicendo : Gesù , Figliuol di Davide , abbi pietà di me . E coloro che andavano avanti lo sgridavano , acciocchè tacesse ; ma egli vie più gridava : Figliuol di Davide , abbi pietà di me . E Gesù , fermatosi , comandò che gli fosse menato . E come fu presso di lui , lo domandò , dicendo : Che vuoi che io ti faccia ? Ed egli disse : Signore , che io ricoveri la vista . E Gesù gli disse : Ricovera la vista ; la tua fede ti ha salvato . Ed egli in quello stante ricoverò la vista , e lo seguitava , glorificando Iddio . E tutto il popolo , veduto ciò , diede lode a Dio . E GESÙ , essendo entrato in Gerico , passava per la città . Ed ecco un uomo , detto per nome Zaccheo , il quale era il capo de’ pubblicani , ed era ricco ; e cercava di veder Gesù , per saper chi egli era ; ma non poteva per la moltitudine , perciocchè egli era piccolo di statura . E corse innanzi , e salì sopra un sicomoro , per vederlo ; perciocchè egli avea da passare per quella via . E come Gesù fu giunto a quel luogo , alzò gli occhi , e lo vide , e gli disse : Zaccheo , scendi giù prestamente , perciocchè oggi ho ad albergare in casa tua . Ed egli scese prestamente , e lo ricevette con allegrezza . E tutti , veduto ciò , mormoravano , dicendo : Egli è andato ad albergare in casa d’ un uomo peccatore . E Zaccheo , presentatosi al Signore , gli disse : Signore , io dono la metà di tutti i miei beni a’ poveri ; e se ho frodato alcuno , io gliene fo la restituzione a quattro doppi . E Gesù gli disse : Oggi è avvenuta salute a questa casa ; poichè anche costui è figliuol d’ Abrahamo . Perciocchè il Figliuol dell’ uomo è venuto per cercare , e per salvare ciò ch’ era perito . OR ascoltando essi queste cose , Gesù soggiunse , e disse una parabola ; perciocchè egli era vicino a Gerusalemme , ed essi stimavano che il regno di Dio apparirebbe subito in quello stante . Disse adunque : Un uomo nobile andò in paese lontano , per prender la possession d’ un regno , e poi tornare . E chiamati a sè dieci suoi servitori , diede loro dieci mine , e disse loro : Trafficate , finchè io venga . Or i suoi cittadini l’ odiavano , e gli mandarono dietro un’ ambasciata , dicendo : Noi non vogliamo che costui regni sopra di noi . Ed avvenne che quando egli fu ritornato , dopo aver presa la possessione del regno , comandò che gli fosser chiamati que’ servitori , a’ quali avea dati i denari , acciocchè sapesse quanto ciascuno avea guadagnato trafficando . E il primo si presentò , dicendo : Signore , la tua mina ne ha guadagnate altre dieci . Ed egli gli disse : Bene sta , buon servitore ; perciocchè tu sei stato leale in cosa minima , abbi podestà sopra dieci città . Poi venne il secondo , dicendo : Signore , la tua mina ne ha guadagnate cinque . Ed egli disse ancora a costui : E tu sii sopra cinque città . Poi ne venne un altro , che disse : Signore , ecco la tua mina , la quale io ho tenuta riposta in uno sciugatoio . Perciocchè io ho avuto tema di te , perchè tu sei uomo aspro , e togli ciò che non hai messo , e mieti ciò che non hai seminato . E il suo signore gli disse : Io ti giudicherò per la tua propria bocca , malvagio servitore ; tu sapevi che io sono uomo aspro , che tolgo ciò che non ho messo , e mieto ciò che non ho seminato ; perchè dunque non desti i miei denari a’ banchieri , ed io , al mio ritorno , li avrei riscossi con frutto ? Allora egli disse a coloro ch’ erano ivi presenti : Toglietegli la mina , e datela a colui che ha le dieci mine . Ed essi gli dissero : Signore , egli ha dieci mine . Perciocchè io vi dico , che a chiunque ha sarà dato ; ma , a chi non ha , eziandio quel ch’ egli ha gli sarà tolto . Oltre a ciò , menate qua que’ miei nemici , che non hanno voluto che io regnassi sopra loro , e scannateli in mia presenza . ORA , avendo dette queste cose , egli andava innanzi , salendo in Gerusalemme . E come egli fu vicin di Betfage , e di Betania , presso al monte detto degli Ulivi , mandò due de’ suoi discepoli , dicendo : Andate nel castello , che è qui di rincontro ; nel quale essendo entrati , troverete un puledro d’ asino legato , sopra il quale niun uomo giammai montò ; scioglietelo , e menatemelo . E se alcun vi domanda perchè voi lo sciogliete , ditegli così : Perciocchè il Signore ne ha bisogno . E coloro ch’ erano mandati andarono , e trovarono come egli avea lor detto . E come essi scioglievano il puledro , i padroni d’ esso dissero loro : Perchè sciogliete voi quel puledro ? Ed essi dissero : Il Signore ne ha bisogno . E lo menarono a Gesù ; e gettaron le lor vesti sopra il puledro , e vi fecero montar Gesù sopra . E mentre egli camminava , stendevan le lor veste nella via . E come egli già era presso della scesa del monte degli Ulivi , tutta la moltitudine de’ discepoli con allegrezza prese a lodare Iddio con gran voce , per tutte le potenti operazioni che avean vedute ; dicendo : Benedetto sia il Re che viene nel nome del Signore ; pace in cielo , e gloria ne’ luoghi altissimi ! Ed alcuni de’ Farisei d’ infra la moltitudine gli dissero : Maestro , sgrida i tuoi discepoli ! Ed egli , rispondendo , disse loro : Io vi dico che se costoro si tacciono , le pietre grideranno . E come egli fu presso della città , veggendola , pianse sopra lei , dicendo : Oh ! se tu ancora , almeno in questo giorno , avessi riconosciute le cose appartenenti alla tua pace ! ma ora , esse son nascoste agli occhi tuoi . Perciocchè ti sopraggiungeranno giorni , ne’ quali i tuoi nemici ti faranno degli argini attorno , e ti circonderanno , e ti assedieranno d’ ogn’ intorno . Ed atterreranno te , e i tuoi figliuoli dentro di te ; e non lasceranno in te pietra sopra pietra ; perciocchè tu non hai riconosciuto il tempo della tua visitazione . POI , entrato nel tempio , prese a cacciare coloro che vendevano , e che comperavano in esso ; dicendo loro : Egli è scritto : La casa mia è casa di orazione ; ma voi ne avete fatta una spelonca di ladroni . Ed ogni giorno egli insegnava nel tempio . Ed i principali sacerdoti , e gli Scribi , e i capi del popolo cercavano di farlo morire . E non trovavano che cosa potesser fare , perciocchè tutto il popolo pendeva dalla sua bocca , ascoltandolo . ED avvenne un di que’ giorni , che , mentre egli insegnava il popolo nel tempio , ed evangelizzava , i principali sacerdoti , e gli Scribi , con gli anziani , sopraggiunsero . E gli dissero : Dicci di quale autorità tu fai coteste cose ; o , chi è colui che ti ha data cotesta autorità . Ed egli , rispondendo , disse loro : Anch’ io vi domanderò una cosa ; e voi ditemela : Il battesimo di Giovanni era egli dal cielo , o dagli uomini ? Ed essi ragionavan fra loro , dicendo : Se diciamo che era dal cielo , egli ci dirà : Perchè dunque non gli credeste ? Se altresì diciamo che era dagli uomini , tutto il popolo ci lapiderà ; perciocchè egli è persuaso che Giovanni era profeta . Risposero adunque che non sapevano onde egli fosse . E Gesù disse loro : Io ancora non vi dirò di quale autorità io fo queste cose . POI prese a dire al popolo questa parabola . Un uomo piantò una vigna , e l’ allogò a certi lavoratori , e se ne andò in viaggio , e dimorò fuori lungo tempo . E nella stagione mandò un servitore a que’ lavoratori , acciocchè gli desser del frutto della vigna ; ma i lavoratori , battutolo , lo rimandarono vuoto . Ed egli di nuovo vi mandò un altro servitore ; ma essi , battuto ancora lui , e vituperatolo , lo rimandarono vuoto . Ed egli ne mandò ancora un terzo ; ma essi , ferito ancora costui , lo cacciarono . E il signor della vigna disse : Che farò ? io vi manderò il mio diletto figliuolo ; forse , quando lo vedranno , gli porteranno rispetto . Ma i lavoratori , vedutolo , ragionaron fra loro , dicendo : Costui è l’ erede ; venite , uccidiamolo , acciocchè l’ eredità divenga nostra . E , cacciatolo fuor della vigna , l’ uccisero . Che farà loro adunque il signor della vigna ? Egli verrà , e distruggerà que’ lavoratori , e darà la vigna ad altri . Ma essi , udito ciò , dissero : Così non sia . Ed egli , riguardatili in faccia , disse : Che cosa adunque è questo ch’ è scritto : La pietra che gli edificatori hanno riprovata è divenuta il capo del cantone ? Chiunque caderà sopra quella pietra sarà fiaccato , ed ella triterà colui sopra cui ella caderà . ED i principali sacerdoti , e gli Scribi , cercavano in quella stessa ora di mettergli le mani addosso , perciocchè riconobbero ch’ egli avea detta quella parabola contro a loro ; ma temettero il popolo . E , spiandolo , gli mandarono degl’ insidiatori , che simulassero d’ esser giusti , per soprapprenderlo in parole ; per darlo in man della signoria , ed alla podestà del governatore . E quelli gli fecero una domanda , dicendo : Maestro , noi sappiamo che tu parli ed insegni dirittamente , e che non hai riguardo alla qualità delle persone , ma insegni la via di Dio in verità ; ecci egli lecito di pagare il tributo a Cesare , o no ? Ed egli , avvedutosi della loro astuzia , disse loro : Perchè mi tentate ? Mostratemi un denaro ; di cui porta egli la figura , e la soprascritta ? Ed essi , rispondendo , dissero : Di Cesare . Ed egli disse loro : Rendete adunque a Cesare le cose di Cesare , e a Dio le cose di Dio . E non lo poterono soprapprendere in parole davanti al popolo ; e , maravigliatisi della sua risposta , si tacquero . OR alcuni de’ Sadducei , i quali pretendono non esservi risurrezione , accostatisi , lo domandarono , dicendo : Maestro , Mosè ci ha scritto , che se il fratello d’ alcuno muore avendo moglie , e muore senza figliuoli , il suo fratello prenda la moglie , e susciti progenie al suo fratello . Or vi furono sette fratelli ; e il primo , presa moglie , morì senza figliuoli . E il secondo prese quella moglie , e morì anch’ egli senza figliuoli . Poi il terzo la prese ; e simigliantemente tutti e sette ; e morirono senza aver lasciati figliuoli . Ora , dopo tutti , morì anche la donna . Nella risurrezione adunque , di chi di loro sarà ella moglie ? poichè tutti e sette l’ hanno avuta per moglie . E Gesù , rispondendo , disse loro : I figliuoli di questo secolo sposano , e son maritati ; ma coloro che saranno reputati degni d’ ottener quel secolo , e la risurrezion de’ morti , non isposano , e non son maritati . Perciocchè ancora non possono più morire ; poichè siano pari agli angeli ; e son figliuoli di Dio , essendo figliuoli della risurrezione . Or che i morti risuscitino , Mosè stesso lo dichiarò presso al pruno , quando egli nomina il Signore l’ Iddio d’ Abrahamo , e l’ Iddio d’ Isacco , e l’ Iddio di Giacobbe . Or egli non è Dio de’ morti , anzi de’ viventi ; poichè tutti vivono per lui . Ed alcuni degli Scribi gli fecer motto , e dissero : Maestro , bene hai detto . E non ardirono più fargli alcuna domanda . ED egli disse loro : Come dicono che il Cristo sia figliuolo di Davide ? E pur Davide stesso , nel libro de’ Salmi , dice : Il Signore ha detto al mio Signore : Siedi alla mia destra , finchè io abbia posti i tuoi nemici per iscannello de’ tuoi piedi . Davide adunque lo chiama Signore . E come è egli suo figliuolo ? ORA , mentre tutto il popolo stava ascoltando , egli disse a’ suoi discepoli . Guardatevi dagli Scribi , i quali volentieri passeggiano in vesti lunghe , ed amano le salutazioni nelle piazze , e i primi seggi nelle raunanze , e i primi luoghi ne’ conviti . I quali divorano le case delle vedove , eziandio sotto specie di far lunghe orazioni ; essi ne riceveranno maggior condannazione . OR Gesù , riguardando , vide i ricchi che gettavano i lor doni nella cassa delle offerte . Vide ancora una vedova poveretta , la qual vi gettava due piccioli . E disse : Io vi dico in verità , che questa povera vedova ha gettato più di tutti gli altri . Perciocchè tutti costoro hanno gettato nelle offerte di Dio di ciò che soprabbonda loro ; ma costei vi ha gettato della sua inopia , tutta la sostanza ch’ ella avea . POI appresso , dicendo alcuni del tempio , ch’ esso era adorno di belle pietre , e d’ offerte , egli disse : Quant’ è a queste cose che voi riguardate , verranno i giorni , che non sarà lasciata pietra sopra pietra che non sia diroccata . Ed essi lo domandarono , dicendo : Maestro , quando avverranno dunque queste cose ? e qual sarà il segno del tempo , nel qual queste cose devono avvenire ? Ed egli disse : Guardate che non siate sedotti ; perciocchè molti verranno sotto il mio nome , dicendo : Io son desso ; e : Il tempo è giunto . Non andate adunque dietro a loro . Ora , quando udirete guerre , e turbamenti , non siate spaventati ; perciocchè conviene che queste cose avvengano prima ; ma non però subito appresso sarà la fine . Allora disse loro : Una gente si leverà contro all’ altra gente , ed un regno contro all’ altro . E in ogni luogo vi saranno gran tremoti , e fami , e pestilenze ; vi saranno eziandio de’ prodigi spaventevoli , e dei gran segni dal cielo . Ma , avanti tutte queste cose , metteranno le mani sopra voi , e vi perseguiranno , dandovi in man delle raunanze , e mettendovi in prigione ; traendovi ai re , ed a’ rettori , per lo mio nome . Ma ciò vi riuscirà in testimonianza . Mettetevi adunque in cuore di non premeditar come risponderete a vostra difesa . Perciocchè io vi darò bocca , e sapienza , alla quale non potranno contradire , nè contrastare tutti i vostri avversari . Or voi sarete traditi , eziandio da padri , e da madri , e da fratelli , e da parenti , e da amici ; e ne faran morir di voi . E sarete odiati da tutti per lo mio nome . Ma pure un capello del vostro capo non perirà . Possederete le anime vostre per la vostra pazienza . ORA , quando vedrete Gerusalemme circondata d’ eserciti , sappiate che allora la sua distruzione è vicina . Allora coloro che saranno nella Giudea fuggano a’ monti ; e coloro che saranno dentro d’ essa dipartansi ; e coloro che saranno su per li campi non entrino in essa . Perciocchè que’ giorni saranno giorni di vendetta ; acciocchè tutte le cose che sono scritte sieno adempiute . Ora , guai alle gravide , ed a quelle che latteranno a que’ dì ! perciocchè vi sarà gran distretta nel paese , ed ira sopra questo popolo . E caderanno per lo taglio della spada , e saranno menati in cattività fra tutte le genti ; e Gerusalemme sarà calpestata da’ Gentili , finchè i tempi de’ Gentili sieno compiuti . POI appresso , vi saranno segni nel sole , e nella luna , e nelle stelle ; e in terra , angoscia delle genti con ismarrimento ; rimbombando il mare e il fiotto ; gli uomini , spasimando di paura , e d’ aspettazion delle cose che sopraggiungeranno al mondo ; perciocchè le potenze de’ cieli saranno scrollate . Ed allora vedranno il Figliuol dell’ uomo venire in una nuvola , con potenza , e gran gloria . Ora , quando queste cose cominceranno ad avvenire , riguardate ad alto , e alzate le vostre teste ; perciocchè la vostra redenzione è vicina . E disse loro una similitudine : Riguardate il fico , e tutti gli alberi . Quando già hanno germogliato , voi , veggendolo , riconoscete da voi stessi che già la state è vicina . Così ancora voi , quando vedrete avvenir queste cose , sappiate che il regno di Dio è vicino . Io vi dico in verità , che questa età non passerà , finchè tutte queste cose non sieno avvenute . Il cielo e la terra passeranno ; ma le mie parole non passeranno . OR guardatevi , che talora i vostri cuori non sieno aggravati d’ ingordigia , nè d’ ebbrezza , nè delle sollecitudini di questa vita ; e che quel giorno di subito improvviso non vi sopravvenga . Perciocchè , a guisa di laccio , egli sopraggiungerà a tutti coloro che abitano sopra la faccia di tutta la terra . Vegliate adunque , orando in ogni tempo , acciocchè siate reputati degni di scampar tutte le cose che devono avvenire ; e di comparire davanti al Figliuol dell’ uomo . Or di giorno egli insegnava nel tempio , e le notti , uscito fuori , dimorava in sul monte detto degli Ulivi . E tutto il popolo , la mattina a buon’ ora , veniva a lui , nel tempio , per udirlo . OR la festa degli azzimi , detta la pasqua , si avvicinava . E i principali sacerdoti , e gli Scribi , cercavano come lo farebbero morire , perciocchè temevano il popolo . Or Satana entrò in Giuda , detto per soprannome Iscariot , il quale era del numero de’ dodici . Ed egli andò , e ragionò co’ principali sacerdoti , e co’ capitani , come egli lo metterebbe loro nelle mani . Ed essi se ne rallegrarono , e patteggiarono con lui di dargli danari . Ed egli promise di darglielo nelle mani ; e cercava opportunità di farlo senza tumulto . OR venne il giorno degli azzimi , nel qual conveniva sacrificar la pasqua . E Gesù mandò Pietro e Giovanni , dicendo : Andate , apparecchiateci la pasqua , acciocchè la mangiamo . Ed essi gli dissero : Ove vuoi che l’ apparecchiamo ? Ed egli disse loro : Ecco , quando sarete entrati nella città , voi scontrerete un uomo , portando un testo pien d’ acqua ; seguitatelo nella casa ov’ egli entrerà . E dite al padron della casa : Il Maestro ti manda a dire : Ov’ è la stanza , nella quale io mangerò la pasqua co’ miei discepoli ? Ed esso vi mostrerà una gran sala acconcia ; quivi apparecchiate la pasqua . Essi dunque , andati , trovaron come egli avea lor detto , ed apparecchiaron la pasqua . E quando l’ ora fu venuta , egli si mise a tavola , co’ dodici apostoli . Ed egli disse loro : Io ho grandemente desiderato di mangiar questa pasqua con voi , innanzi che io soffra . Perciocchè io vi dico che non ne mangerò più , finchè tutto sia compiuto nel regno di Dio . Ed avendo preso il calice , rendè grazie , e disse : Prendete questo calice , e distribuitelo tra voi ; perciocchè , io vi dico che non berrò più del frutto della vigna , finchè il regno di Dio sia venuto . Poi , avendo preso il pane , rendè grazie , e lo ruppe , e lo diede loro , dicendo : Quest’ è il mio corpo , il quale è dato per voi ; fate questo in rammemorazione di me . Parimente ancora , dopo aver cenato , diede loro il calice , dicendo : Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue , il quale è sparso per voi . Nel rimanente , ecco , la mano di colui che mi tradisce è meco a tavola . E il Figliuol dell’ uomo certo se ne va , secondo ch’ è determinato ; ma , guai a quell’ uomo per cui egli è tradito ! Ed essi cominciarono a domandarsi gli uni gli altri , chi fosse pur quel di loro che farebbe ciò . OR nacque ancora fra loro una contesa , chi di loro paresse che fosse il maggiore . Ma egli disse loro : I re delle genti le signoreggiano , e coloro che hanno podestà sopra esse son chiamati benefattori . Ma non già così voi ; anzi , il maggiore fra voi sia come il minore , e quel che regge come quel che ministra . Perciocchè , quale è il maggiore , colui ch’ è a tavola , o pur colui che serve ? non è egli colui ch’ è a tavola ? or io sono in mezzo di voi come colui che serve . Or voi siete quelli che siete perseverati meco nelle mie tentazioni . Ed io altresì vi dispongo il regno , siccome il Padre mio me l’ ha disposto ; acciocchè voi mangiate , e beviate , alla mia tavola , nel mio regno ; e sediate sopra de’ troni , giudicando le dodici tribù d’ Israele . IL Signore disse ancora : Simone , Simone , ecco , Satana ha richiesto di vagliarvi , come si vaglia il grano . Ma io ho pregato per te , acciocchè la tua fede non venga meno ; e tu , quando un giorno sarai convertito , conferma i tuoi fratelli . Ma egli disse : Signore , io son presto ad andar teco , e in prigione , ed alla morte . Ma Gesù disse : Pietro , io ti dico che il gallo non canterà oggi , prima che tu non abbi negato tre volte di conoscermi . POI disse loro : Quando io vi ho mandati senza borsa , e senza tasca , e senza scarpe , avete voi avuto mancamento di cosa alcuna ? Ed essi dissero : Di niuna . Disse loro adunque : Ma ora , chi ha una borsa tolgala ; parimente ancora una tasca ; e chi non ne ha venda la sua vesta , e comperi una spada . Perciocchè , io vi dico che conviene che eziandio questo ch’ è scritto sia adempiuto in me : Ed egli è stato annoverato fra i malfattori . Perciocchè le cose , che sono scritte di me , hanno il lor compimento . Ed essi dissero : Signore , ecco qui due spade . Ed egli disse loro : Basta . POI , essendo uscito , andò , secondo la sua usanza , al monte degli Ulivi ; e i suoi discepoli lo seguitavano anch’ essi . E giunto al luogo , disse loro : Orate , che non entriate in tentazione . Allora egli fu divelto da loro , quasi per una gettata di pietra ; e postosi in ginocchioni , orava , dicendo : Padre , oh ! volessi tu trasportar da me questo calice ! ma pure , non la mia volontà , me la tua sia fatta . Ed un angelo gli apparve dal cielo confortandolo . Ed egli , essendo in agonia , orava vie più intentamente ; e il suo sudore divenne simile a grumoli di sangue , che cadevano in terra . Poi , levatosi dall’ orazione , venne ai suoi discepoli , e trovò che dormivano di tristizia . E disse loro : Perchè dormite ? levatevi , ed orate , che non entriate in tentazione . ORA , mentre egli parlava ancora , ecco una turba ; e colui che si chiamava Giuda , uno de’ dodici , andava davanti a loro , e si accostò a Gesù per baciarlo ; perciocchè egli avea loro dato questo segno : Colui chi io bacerò è desso . E Gesù gli disse : Giuda , tradisci tu il Figliuol dell’ uomo con un bacio ? E coloro ch’ erano della compagnia di Gesù , veggendo che cosa era per avvenire , dissero : Signore , percoteremo noi con la spada ? Ed un certo di loro percosse il servitore del sommo sacerdote , e gli spiccò l’ orecchio destro . Ma Gesù fece lor motto , e disse : Lasciate , basta ! E , toccato l’ orecchio di colui , lo guarì . E Gesù disse a’ principali sacerdoti , ed a’ capi del tempio , ed agli anziani , che eran venuti contro a lui : Voi siete usciti contro a me con ispade , e con aste , come contro ad un ladrone . Mentre io era con voi tuttodì nel tempio , voi non metteste mai le mani sopra me ; ma quest’ è l’ ora vostra , e la podestà delle tenebre . ED essi lo presero , e lo menarono , e lo condussero dentro alla casa del sommo sacerdote ; e Pietro lo seguitava da lungi . Ed avendo essi acceso del fuoco in mezzo della corte , ed essendosi posti a sedere insieme , Pietro si sedette nel mezzo di loro . Or una certa fanticella , vedutolo seder presso del fuoco , e guardatolo fiso , disse : Anche costui era con lui . Ma egli lo rinnegò , dicendo : Donna , io nol conosco . E , poco appresso , un altro , vedutolo , gli disse : Anche tu sei di quelli . Ma Pietro disse : O uomo , non sono . E , infraposto lo spazio quasi d’ un’ ora , un certo altro affermava lo stesso , dicendo : In verità , anche costui era con lui ; perciocchè egli è Galileo . Ma Pietro disse : O uomo , io non so quel che tu dici . E subito , parlando egli ancora , il gallo cantò . E il Signore , rivoltosi , riguardò Pietro . E Pietro si rammentò la parola del Signore , come egli gli avea detto : Avanti che il gallo canti , tu mi rinnegherai tre volte . E Pietro se ne uscì , e pianse amaramente . E COLORO che tenevano Gesù lo schernivano , percotendolo . E velatigli gli occhi , lo percotevano in su la faccia ; e lo domandavano , dicendo : Indovina chi è colui che ti ha percosso . Molte altre cose ancora dicevano contro a lui , bestemmiando . Poi , come fu giorno , gli anziani del popolo , i principali sacerdoti , e gli Scribi , si raunarono , e lo menarono nel lor concistoro . E gli dissero : Sei tu il Cristo ? diccelo . Ed egli disse loro : Benchè io vel dica , voi nol crederete . E se altresì io vi fo qualche domanda , voi non mi risponderete , e non mi lascerete andare . Da ora innanzi il Figliuol dell’ uomo sederà alla destra della potenza di Dio . E tutti dissero : Sei tu adunque il Figliuol di Dio ? Ed egli disse loro : Voi lo dite , perciocchè io lo sono . Ed essi dissero : Che abbiam più bisogno di testimonianza ? poichè noi stessi l’ abbiamo udito dalla sua propria bocca . ALLORA tutta la moltitudine di loro si levò , e lo menò a Pilato . E cominciarono ad accusarlo , dicendo : Noi abbiam trovato costui sovvertendo la nazione , e divietando di dare i tributi a Cesare , dicendo sè esser il Cristo , il Re . E Pilato lo domandò , dicendo : Sei tu il Re de’ Giudei ? Ed egli , rispondendogli , disse : Tu lo dici . E Pilato disse a’ principali sacerdoti , ed alle turbe : Io non trovo maleficio alcuno in quest’ uomo . Ma essi facevan forza , dicendo : Egli commuove il popolo , insegnando per tutta la Giudea , avendo cominciato da Galilea fin qua . Allora Pilato , avendo udito nominar Galilea , domandò se quell’ uomo era Galileo . E , risaputo ch’ egli era della giurisdizione di Erode , lo rimandò ad Erode , il quale era anche egli in Gerusalemme a que’ dì . Ed Erode , veduto Gesù , se ne rallegrò grandemente ; perciocchè da molto tempo desiderava di vederlo ; perchè avea udite molte cose di lui , e sperava veder fargli qualche miracolo . E lo domandò per molti ragionamenti ; ma egli non gli rispose nulla . Ed i principali sacerdoti , e gli Scribi , comparvero quivi , accusandolo con grande sforzo . Ma Erode , co’ suoi soldati , dopo averlo sprezzato , e schernito , lo vestì d’ una veste bianca , e lo rimandò a Pilato . Ed Erode e Pilato divennero amici insieme in quel giorno ; perciocchè per l’ addietro erano stati in inimicizia fra loro . E Pilato , chiamati insieme i principali sacerdoti , ed i magistrati , e il popolo , disse loro : Voi mi avete fatto comparir quest’ uomo davanti , come se egli sviasse il popolo ; ed ecco , avendolo io in presenza vostra esaminato , non ho trovato in lui alcun maleficio di quelli de’ quali l’ accusate . Ma non pure Erode ; poichè io vi ho mandati a lui ; ed ecco , non gli è stato fatto nulla , onde egli sia giudicato degno di morte . Io adunque lo castigherò , e poi lo libererò . Or gli conveniva di necessità liberar loro uno , ogni dì di festa . E tutta la moltitudine gridò , dicendo : Togli costui , e liberaci Barabba . Costui era stato incarcerato per una sedizione , fatta nella città , con omicidio . Perciò Pilato da capo parlò loro , desiderando liberar Gesù . Ma essi gridavano in contrario , dicendo : Crocifiggilo , crocifiggilo . Ed egli , la terza volta , disse loro : Ma pure , che male ha fatto costui ? io non ho trovato in lui maleficio alcuno degno di morte . Io adunque lo castigherò , e poi lo libererò . Ma essi facevano istanza con gran grida , chiedendo che fosse crocifisso ; e le lor grida e quelle de’ principali sacerdoti , si rinforzavano . E Pilato pronunziò che fosse fatto ciò che chiedevano . E liberò loro colui ch’ era stato incarcerato per sedizione , e per omicidio , il quale essi aveano chiesto ; e rimise Gesù alla lor volontà . E COME essi lo menavano , presero un certo Simon Cireneo , che veniva da’ campi , e gli misero addosso la croce , per portarla dietro a Gesù . Or una gran moltitudine di popolo , e di donne , lo seguitava , le quali ancora facevano cordoglio , e lo lamentavano . Ma Gesù , rivoltosi a loro , disse : Figliuole di Gerusalemme , non piangete per me ; anzi , piangete per voi stesse , e per li vostri figliuoli . Perciocchè , ecco , i giorni vengono che altri dirà : Beate le sterili ! e beati i corpi che non hanno partorito , e le mammelle che non hanno lattato ! Allora prenderanno a dire ai monti : Cadeteci addosso ; ed a’ colli : Copriteci . Perciocchè , se fanno queste cose al legno verde , che sarà egli fatto al secco ? Or due altri ancora , ch’ erano malfattori , erano menati con lui , per esser fatti morire . E QUANDO furono andati al luogo , detto del Teschio , crocifissero quivi lui , e i malfattori , l’ uno a destra , e l’ altro a sinistra . E Gesù diceva : Padre , perdona loro , perciocchè non sanno quel che fanno . Poi , avendo fatte delle parti de’ suoi vestimenti , trassero le sorti . E il popolo stava quivi , riguardando ; ed anche i rettori , insiem col popolo , lo beffavano , dicendo : Egli ha salvati gli altri , salvi sè stesso , se pur costui è il Cristo , l’ Eletto di Dio . Or i soldati ancora lo schernivano , accostandosi , e presentandogli dell’ aceto ; e dicendo : Se tu sei il Re de’ Giudei , salva te stesso . Or vi era anche questo titolo , di sopra al suo capo , scritto in lettere greche , romane , ed ebraiche : COSTUI È IL RE DE’ GIUDEI . Or l’ uno de’ malfattori appiccati lo ingiuriava , dicendo : Se tu sei il Cristo , salva te stesso , e noi . Ma l’ altro , rispondendo , lo sgridava , dicendo : Non hai tu timore , non pur di Dio , essendo nel medesimo supplizio ? E noi di vero vi siam giustamente , perciocchè riceviamo la condegna pena de’ nostri fatti ; ma costui non ha commesso alcun misfatto . Poi disse a Gesù : Signore , ricordati di me , quando sarai venuto nel tuo regno . E Gesù gli disse : Io ti dico in verità , che oggi tu sarai meco in paradiso . Or era intorno delle sei ore , e si fecer tenebre sopra tutta la terra , infino alle nove . E il sole scurò , e la cortina del tempio si fendè per lo mezzo . E Gesù , dopo aver gridato con gran voce , disse : Padre , io rimetto lo spirito mio nelle tue mani . E detto questo , rendè lo spirito . E il centurione , veduto ciò ch’ era avvenuto , glorificò Iddio , dicendo : Veramente quest’ uomo era giusto . E tutte le turbe , che si erano raunate a questo spettacolo , vedute le cose ch’ erano avvenute , se ne tornarono , battendosì il petto . ORA , tutti i suoi conoscenti , e le donne che l’ aveano insieme seguitato da Galilea , si fermarono da lontano , riguardando queste cose . Ed ecco un certo uomo , chiamato per nome Giuseppe , ch’ era consigliere , uomo da bene , e diritto ; il qual non avea acconsentito al consiglio , nè all’ atto loro ; ed era da Arimatea , città de’ Giudei ; ed aspettava anch’ egli il regno di Dio ; costui venne a Pilato , e chiese il corpo di Gesù . E trattolo giù di croce , l’ involse in un lenzuolo , e lo mise in un monumento tagliato in una roccia , nel quale niuno era stato ancora posto . Or quel giorno era la preparazion della festa , e il sabato soprastava . E le donne , le quali eran venute insieme da Galilea con Gesù , avendo seguitato Giuseppe , riguardarono il monumento , e come il corpo d’ esso vi era posto . Ed essendosene tornate , apparecchiarono degli aromati , e degli olii odoriferi , e si riposarono il sabato , secondo il comandamento . E NEL primo giorno della settimana , la mattina molto per tempo , esse , e certe altre con loro , vennero al monumento , portando gli aromati che aveano preparati . E trovarono la pietra rotolata dal monumento . Ed entrate dentro , non trovarono il corpo del Signore Gesù . E mentre stavano perplesse di ciò , ecco , due uomini sopraggiunsero loro , in vestimenti folgoranti . I quali , essendo esse impaurite , e chinando la faccia a terra , disser loro : Perchè cercate il vivente tra i morti ? Egli non è qui , ma è risuscitato ; ricordatevi come egli vi parlò , mentre era ancora in Galilea ; dicendo che conveniva che il Figliuol dell’ uomo fosse dato nelle mani degli uomini peccatori , e fosse crocifisso , ed al terzo giorno risuscitasse . Ed esse si ricordarono delle parole di esso . Ed essendosene tornate dal monumento , rapportarono tutte queste cose agli undici , ed a tutti gli altri . Or quelle che dissero queste cose agli apostoli erano Maria Maddalena , e Giovanna , e Maria , madre di Giacomo ; e le altre ch’ eran con loro . Ma le lor parole parvero loro un vaneggiare , e non credettero loro . Ma pur Pietro , levatosi , corse al monumento ; ed avendo guardato dentro , non vide altro che le lenzuola , che giacevano quivi ; e se ne andò , maravigliandosi tra sè stesso di ciò ch’ era avvenuto . OR ecco , due di loro in quello stesso giorno andavano in un castello , il cui nome era Emmaus , distante da Gerusalemme sessanta stadi . Ed essi ragionavan fra loro di tutte queste cose , ch’ erano avvenute . Ed avvenne che mentre ragionavano e discorrevano insieme , Gesù si accostò , e si mise a camminar con loro . Or gli occhi loro erano ritenuti , per non conoscerlo . Ed egli disse loro : Quali son questi ragionamenti , che voi tenete tra voi , camminando ? e perchè siete mesti ? E l’ uno , il cui nome era Cleopa , rispondendo , gli disse : Tu solo , dimorando in Gerusalemme , non sai le cose che in essa sono avvenute in questi giorni ? Ed egli disse loro : Quali ? Ed essi gli dissero : Il fatto di Gesù Nazareno , il quale era un uomo profeta , potente in opere , e in parole , davanti a Dio , e davanti a tutto il popolo . E come i principali sacerdoti , ed i nostri magistrati l’ hanno dato ad esser giudicato a morte , e l’ hanno crocifisso . Or noi speravamo ch’ egli fosse colui che avesse a riscattare Israele ; ma ancora , oltre a tutto ciò , benchè sieno tre giorni che queste cose sono avvenute , certe donne d’ infra noi ci hanno fatti stupire ; perciocchè , essendo andate la mattina a buon’ ora al monumento , e non avendo trovato il corpo d’ esso , son venute , dicendo d’ aver veduta una visione d’ angeli , i quali dicono ch’ egli vive . Ed alcuni de’ nostri sono andati al monumento , ed hanno trovato così , come le donne avean detto ; ma non han veduto Gesù . Allora egli disse loro : O insensati , e tardi di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno dette ! Non conveniva egli che il Cristo sofferisse queste cose , e così entrasse nella sua gloria ? E cominciando da Mosè , e seguendo per tutti i profeti , dichiarò loro in tutte le scritture le cose ch’ erano di lui . Ed essendo giunti al castello , ove andavano , egli fece vista d’ andar più lungi . Ma essi gli fecer forza , dicendo : Rimani con noi , perciocchè ei si fa sera , e il giorno è già dichinato . Egli adunque entrò nell’ albergo , per rimaner con loro . E quando egli si fu messo a tavola con loro , prese il pane , e fece la benedizione ; e rottolo , lo distribuì loro . E gli occhi loro furono aperti , e lo riconobbero ; ma egli sparì da loro . Ed essi dissero l’ uno all’ altro : Non ardeva il cuor nostro in noi , mentre egli ci parlava per la via , e ci apriva le scritture ? E in quella stessa ora si levarono , e ritornarono in Gerusalemme , e trovarono raunati gli undici , e quelli ch’ erano con loro . I quali dicevano : Il Signore è veramente risuscitato , ed è apparito a Simone . Ed essi ancora raccontarono le cose avvenute loro per la via , e come egli era stato riconosciuto da loro nel rompere il pane . ORA , mentre essi ragionavano queste cose , Gesù stesso comparve nel mezzo di loro , e disse loro : Pace a voi . Ma essi , smarriti , ed impauriti , pensavano vedere uno spirito . Ed egli disse loro : Perchè siete turbati ? e perchè salgono ragionamenti ne’ cuori vostri ? Vedete le mie mani , e i miei piedi ; perciocchè io son desso ; palpatemi , e vedete ; poichè uno spirito non ha carne , nè ossa , come mi vedete avere . E detto questo , mostrò loro le mani , e i piedi . Ma , non credendo essi ancora per l’ allegrezza , e maravigliandosi , egli disse loro : Avete voi qui alcuna cosa da mangiare ? Ed essi gli diedero un pezzo di pesce arrostito , e di un fiale di miele . Ed egli presolo , mangiò in lor presenza . Poi disse loro : Questi sono i ragionamenti che io vi teneva , essendo ancora con voi : che conveniva che tutte le cose scritte di me nella legge di Mosè , e ne’ profeti , e ne’ salmi , fossero adempiute . Allora egli aperse loro la mente , per intendere le scritture . E disse loro : Così è scritto , e così conveniva che il Cristo sofferisse , ed al terzo giorno risuscitasse da’ morti ; e che nel suo nome si predicasse ravvedimento , e remission dei peccati , fra tutte le genti , cominciando da Gerusalemme . Or voi siete testimoni di queste cose . Ed ecco , io mando sopra voi la promessa del Padre mio ; or voi , dimorate nella città di Gerusalemme , finchè siate rivestiti della virtù da alto . POI li menò fuori fino in Betania ; e , levate le mani in alto , li benedisse . Ed avvenne che mentre egli li benediceva , si dipartì da loro , ed era portato in su nel cielo . Ed essi , adoratolo , ritornarono in Gerusalemme con grande allegrezza . Ed erano del continuo nel tempio , lodando , e benedicendo Iddio . Amen . NEL principio la Parola era , e la Parola era appo Dio , e la Parola era Dio . Essa era nel principio appo Dio . Ogni cosa è stata fatta per mezzo di essa ; e senz’ essa niuna cosa fatta è stata fatta . In lei era la vita , e la vita era la luce degli uomini . E la luce riluce nelle tenebre , e le tenebre non l’ hanno compresa . Vi fu un uomo mandato da Dio , il cui nome era Giovanni . Costui venne per testimonianza , affin di testimoniar della Luce , acciocchè tutti credessero per mezzo di lui . Egli non era la Luce , anzi era mandato per testimoniar della Luce . Colui , che è la Luce vera , la quale illumina ogni uomo che viene nel mondo , era . Era nel mondo , e il mondo è stato fatto per mezzo d’ esso ; ma il mondo non l’ ha conosciuto . Egli è venuto in casa sua , ed i suoi non l’ hanno ricevuto . Ma , a tutti coloro che l’ hanno ricevuto , i quali credono nel suo nome , egli ha data questa ragione , d’ esser fatti figliuoli di Dio ; i quali , non di sangue , nè di volontà di carne , nè di volontà d’ uomo , ma son nati di Dio . E la Parola è stata fatta carne , ed è abitata fra noi e noi abbiam contemplata la sua gloria , gloria , come dell’ unigenito proceduto dal Padre , piena di grazia , e di verità . GIOVANNI testimoniò di lui , e gridò , dicendo : Costui è quel di cui io diceva : Colui che viene dietro a me mi è antiposto , perciocchè egli era prima di me . E noi tutti abbiamo ricevuto della sua pienezza , e grazia per grazia . Perciocchè la legge è stata data per mezzo di Mosè , ma la grazia , e la verità sono venute per mezzo di Gesù Cristo . Niuno vide giammai Iddio ; l’ unigenito Figliuolo , ch’ è nel seno del Padre , è quel che l’ ha dichiarato . E questa è la testimonianza di Giovanni , quando i Giudei da Gerusalemme mandarono de’ sacerdoti , e de’ Leviti , per domandargli : Tu chi sei ? Ed egli riconobbe chi egli era , e nol negò ; anzi lo riconobbe , dicendo : Io non sono il Cristo . Ed essi gli domandarono : Che sei dunque ? Sei tu Elia ? Ed egli disse : Io nol sono . Sei tu il Profeta ? Ed egli rispose : No . Essi adunque gli dissero Chi sei ? acciocchè rendiamo risposta a coloro che ci hanno mandati ; che dici tu di te stesso ? Egli disse : Io son la voce di colui che grida nel deserto : Addirizzate la via del Signore , siccome il profeta Isaia ha detto . Or coloro ch’ erano stati mandati erano d’ infra i Farisei . Ed essi gli domandarono , e gli dissero : Perchè dunque battezzi , se tu non sei il Cristo , nè Elia , nè il profeta ? Giovanni rispose loro , dicendo : Io battezzo con acqua ; ma nel mezzo di voi è presente uno , il qual voi non conoscete . Esso è colui che vien dietro a me , il qual mi è stato antiposto , di cui io non son degno di sciogliere il correggiuol della scarpa . Queste cose avvennero in Betabara , di là dal Giordano , ove Giovanni battezzava . Il giorno seguente , Giovanni vide Gesù che veniva a lui , e disse : Ecco l’ Agnello di Dio , che toglie il peccato del mondo . Costui è quel del quale io diceva : Dietro a me viene un uomo , il qual mi è antiposto ; perciocchè egli era prima di me . E quant’ è a me , io nol conosceva ; ma , acciocchè egli sia manifestato ad Israele , per ciò son venuto , battezzando con acqua . E Giovanni testimoniò , dicendo : Io ho veduto lo Spirito , ch’ è sceso dal cielo in somiglianza di colomba , e si è fermato sopra lui . E quant’ è a me , io nol conosceva ; ma colui che mi ha mandato a battezzar con acqua mi avea detto : Colui sopra il quale tu vedrai scender lo Spirito , e fermarsi , è quel che battezza con lo Spirito Santo . Ed io l’ ho veduto , e testifico che costui è il Figliuol di Dio . IL giorno seguente , Giovanni di nuovo si fermò , con due de’ suoi discepoli . Ed avendo riguardato in faccia Gesù che camminava , disse : Ecco l’ Agnello di Dio . E i due discepoli l’ udirono parlare , e seguitarono Gesù . E Gesù , rivoltosi , e veggendo che lo seguitavano , disse loro : Che cercate ? Ed essi gli dissero : Rabbi il che , interpretato , vuol dire : Maestro , dove dimori ? Egli disse loro : Venite , e vedetelo . Essi adunque andarono , e videro ove egli dimorava , e stettero presso di lui quel giorno . Or era intorno le dieci ore . Andrea , fratello di Simon Pietro , era uno de’ due , che aveano udito quel ragionamento da Giovanni , ed avean seguitato Gesù . Costui trovò il primo il suo fratello Simone , e gli disse : Noi abbiam trovato il Messia ; il che , interpretato , vuol dire : Il Cristo ; e lo menò da Gesù . E Gesù , riguardatolo in faccia , disse : Tu sei Simone , figliuol di Giona ; tu sarai chiamato Cefa , che vuol dire : Pietra . Il giorno seguente , Gesù volle andare in Galilea , e trovò Filippo , e gli disse : Seguitami . Or Filippo era da Betsaida , della città d’ Andrea e di Pietro . Filippo trovò Natanaele , e gli disse : Noi abbiam trovato colui , del quale Mosè nella legge , ed i profeti hanno scritto ; che è Gesù , figliuol di Giuseppe , che è da Nazaret . E Natanaele gli disse : Può egli esservi bene alcuno da Nazaret ? Filippo gli disse : Vieni , e vedi . Gesù vide venir Natanaele a sè , e disse di lui : Ecco veramente un Israelita , nel quale non vi è frode alcuna . Natanaele gli disse : Onde mi conosci ? Gesù rispose , e gli disse : Avanti che Filippo ti chiamasse , quando tu eri sotto il fico , io ti vedeva . Natanaele rispose , e gli disse : Maestro , tu sei il Figliuol di Dio ; tu sei il Re d’ Israele . Gesù rispose , e gli disse : Perciocchè io ti ho detto ch’ io ti vedeva sotto il fico , tu credi ; tu vedrai cose maggiori di queste . Poi gli disse : In verità , in verità , io vi dico , che da ora innanzi voi vedrete il cielo aperto , e gli angeli di Dio salienti , e discendenti sopra il Figliuol dell’ uomo . E TRE giorni appresso , si fecero delle nozze in Cana di Galilea , e la madre di Gesù era quivi . Or anche Gesù , co’ suoi discepoli , fu chiamato alle nozze . Ed essendo venuto meno il vino , la madre di Gesù gli disse : Non hanno più vino . Gesù le disse : Che v’ è fra te e me , o donna ? l’ ora mia non è ancora venuta . Sua madre disse ai servitori : Fate tutto ciò ch’ egli vi dirà . Or quivi erano sei pile di pietra , poste secondo l’ usanza della purificazion dei Giudei , le quali contenevano due , o tre misure grandi per una . Gesù disse loro : Empiete d’ acqua le pile . Ed essi le empierono fino in cima . Poi egli disse loro : Attingete ora , e portatelo allo scalco . Ed essi gliel portarono . E come lo scalco ebbe assaggiata l’ acqua ch’ era stata fatta vino or egli non sapeva onde quel vino si fosse , ma ben lo sapevano i servitori che aveano attinta l’ acqua , chiamò lo sposo , e gli disse : Ogni uomo presenta prima il buon vino ; e dopo che si è bevuto largamente , il men buono ; ma tu hai serbato il buon vino infino ad ora . Gesù fece questo principio di miracoli in Cana di Galilea , e manifestò la sua gloria ; e i suoi discepoli credettero in lui . Dopo questo discese in Capernaum , egli , e sua madre , e i suoi fratelli , e i suoi discepoli , e stettero quivi non molti giorni . OR la pasqua de’ Giudei era vicina ; e Gesù salì in Gerusalemme . E trovò nel tempio coloro che vendevano buoi , e pecore , e colombi ; e i cambiatori che sedevano . Ed egli , fatta una sferza di cordicelle , li cacciò tutti fuor del tempio , insieme co’ buoi , e le pecore ; e sparse la moneta de’ cambiatori , e riversò le tavole . Ed a coloro che vendevano i colombi disse : Togliete di qui queste cose ; non fate della casa del Padre mio una casa di mercato . E i suoi discepoli si ricordarono ch’ egli è scritto : Lo zelo della tua casa mi ha roso . Perciò i Giudei gli fecer motto , e dissero : Che segno ci mostri , che tu fai coteste cose ? Gesù rispose , e disse loro : Disfate questo tempio , e in tre giorni io lo ridirizzerò . Laonde i Giudei dissero : Questo tempio è stato edificato in quarantasei anni , e tu lo ridirizzeresti in tre giorni ? Ma egli diceva del tempio del suo corpo . Quando egli adunque fu risuscitato da’ morti , i suoi discepoli si ricordarono ch’ egli avea lor detto questo ; e credettero alla scrittura , ed alle parole che Gesù avea dette . ORA , mentre egli era in Gerusalemme nella pasqua , nella festa , molti credettero nel suo nome , veggendo i suoi miracoli ch’ egli faceva . Ma Gesù non fidava loro sè stesso , perciocchè egli conosceva tutti ; e perciocchè egli non avea bisogno che alcuno gli testimoniasse dell’ uomo , poichè egli stesso conosceva quello ch’ era nell’ uomo . Or v’ era un uomo , d’ infra i Farisei , il cui nome era Nicodemo , rettor de’ Giudei . Costui venne a Gesù di notte , e gli disse : Maestro , noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio ; poichè niuno può fare i segni che tu fai , se Iddio non è con lui . Gesù rispose , e gli disse : In verità , in verità , io ti dico , che se alcuno non è nato di nuovo , non può vedere il regno di Dio . Nicodemo gli disse : Come può un uomo , essendo vecchio , nascere ? può egli entrare una seconda volta nel seno di sua madre , e nascere ? Gesù rispose : In verità , in verità , io ti dico , che se alcuno non è nato d’ acqua e di Spirito , non può entrare nel regno di Dio . Ciò che è nato dalla carne è carne ; ma ciò che è nato dallo Spirito è spirito . Non maravigliarti ch’ io ti ho detto che vi convien nascer di nuovo . Il vento soffia ove egli vuole , e tu odi il suo suono , ma non sai onde egli viene , nè ove egli va ; così è chiunque è nato dello Spirito . Nicodemo rispose , e gli disse : Come possono farsi queste cose ? Gesù rispose , e gli disse : Tu sei il dottore d’ Israele , e non sai queste cose ? In verità , in verità , io ti dico , che noi parliamo ciò che sappiamo , e testimoniamo ciò che abbiamo veduto ; ma voi non ricevete la nostra testimonianza . Se io vi ho dette le cose terrene , e non credete , come crederete , se io vi dico le cose celesti ? Or niuno è salito in cielo , se non colui ch’ è disceso dal cielo , cioè il Figliuol dell’ uomo , ch’ è nel cielo . E come Mosè alzò il serpente nel deserto , così conviene che il Figliuol dell’ uomo sia innalzato ; acciocchè chiunque crede in lui non perisca , ma abbia vita eterna . Perciocchè Iddio ha tanto amato il mondo , ch’ egli ha dato il suo unigenito Figliuolo , acciocchè chiunque crede in lui non perisca , ma abbia vita eterna . Poichè Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo , acciocchè condanni il mondo , anzi , acciocchè il mondo sia salvato per mezzo di lui . Chi crede in lui non sarà condannato , ma chi non crede già è condannato , perciocchè non ha creduto nel nome dell’ unigenito Figliuol di Dio . Or questa è la condannazione : che la luce è venuta nel mondo , e gli uomini hanno amate le tenebre più che la luce , perciocchè le loro opere erano malvage . Poichè chiunque fa cose malvage odia la luce , e non viene alla luce , acciocchè le sue opere non sieno palesate . Ma colui che fa opere di verità viene alla luce , acciocchè le opere sue sieno manifestate , perciocchè son fatte in Dio . DOPO queste cose , Gesù , co’ suoi discepoli , venne nel paese della Giudea , e dimorò quivi con loro , e battezzava . Or Giovanni battezzava anch’ egli in Enon , presso di Salim , perciocchè ivi erano acque assai ; e la gente veniva , ed era battezzata . Poichè Giovanni non era ancora stato messo in prigione . Laonde fu mossa da’ discepoli di Giovanni una quistione co’ Giudei , intorno alla purificazione . E vennero a Giovanni e gli dissero : Maestro , ecco , colui che era teco lungo il Giordano , a cui tu rendesti testimonianza , battezza , e tutti vengono a lui . Giovanni rispose e disse : L’ uomo non può ricever nulla , se non gli è dato dal cielo . Voi stessi mi siete testimoni ch’ io ho detto : Io non sono il Cristo ; ma ch’ io son mandato davanti a lui . Colui che ha la sposa è lo sposo , ma l’ amico dello sposo , che è presente , e l’ ode , si rallegra grandemente della voce dello sposo ; perciò , questa mia allegrezza è compiuta . Conviene ch’ egli cresca , e ch’ io diminuisca . Colui che vien da alto è sopra tutti ; colui ch’ è da terra è di terra , e di terra parla ; colui che vien dal cielo è sopra tutti ; e testifica ciò ch’ egli ha veduto ed udito ; ma niuno riceve la sua testimonianza . Colui che ha ricevuta la sua testimonianza ha suggellato che Iddio è verace . Perciocchè , colui che Iddio ha mandato parla le parole di Dio ; poichè Iddio non gli dia lo Spirito a misura . Il Padre ama il Figliuolo , e gli ha data ogni cosa in mano . Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna , ma chi non crede al Figliuolo , non vedrà la vita , ma l’ ira di Dio dimora sopra lui . QUANDO adunque il Signore ebbe saputo che i Farisei aveano udito , che Gesù faceva , e battezzava più discepoli che Giovanni quantunque non fosse Gesù che battezzava , ma i suoi discepoli ; lasciò la Giudea , e se ne andò di nuovo in Galilea . Or gli conveniva passare per il paese di Samaria . Venne adunque ad una città del paese di Samaria , detta Sichar , che è presso della possessione , la quale Giacobbe diede a Giuseppe , suo figliuolo . Or quivi era la fontana di Giacobbe . Gesù adunque , affaticato dal cammino , sedeva così in su la fontana ; or era intorno alle sei ore . Ed una donna di Samaria venne , per attinger dell’ acqua . E Gesù le disse : Dammi da bere . Perciocchè i suoi discepoli erano andati nella città , per comperar da mangiare . Laonde la donna Samaritana gli disse : Come , essendo Giudeo , domandi tu da bere a me , che son donna Samaritana ? Poichè i Giudei non usano co’ Samaritani . Gesù rispose , e le disse : Se tu conoscessi il dono di Dio , e chi è colui che ti dice : Dammi da bere , tu stessa gliene avresti chiesto , ed egli ti avrebbe dato dell’ acqua viva . La donna gli disse : Signore , tu non hai pure alcun vaso da attingere , ed il pozzo è profondo : onde adunque hai quell’ acqua viva ? Sei tu maggiore di Giacobbe , nostro padre , il qual ci diede questo pozzo , ed egli stesso ne bevve , e i suoi figliuoli , e il suo bestiame ? Gesù rispose , e le disse : Chiunque beve di quest’ acqua , avrà ancor sete ; ma , chi berrà dell’ acqua ch’ io gli darò , non avrà giammai in eterno sete ; anzi , l’ acqua ch’ io gli darò diverrà in lui una fonte d’ acqua saliente in vita eterna . La donna gli disse : Signore , dammi cotest’ acqua , acciocchè io non abbia più sete , e non venga più qua ad attingerne . Gesù le disse : Va’ , chiama il tuo marito , e vieni qua . La donna rispose , e gli disse : Io non ho marito . Gesù le disse : Bene hai detto : Non ho marito . Perciocchè tu hai avuti cinque mariti , e quello che tu hai ora non è tuo marito ; questo hai tu detto con verità . La donna gli disse : Signore , io veggo che tu sei profeta . I nostri padri hanno adorato in questo monte ; e voi dite che in Gerusalemme è il luogo ove conviene adorare . Gesù le disse : Donna , credimi che l’ ora viene , che voi non adorerete il Padre nè in questo monte , nè in Gerusalemme . Voi adorate ciò che non conoscete ; noi adoriamo ciò che noi conosciamo ; poichè la salute è dalla parte de’ Giudei . Ma l’ ora viene , e già al presente è , che i veri adoratori adoreranno il Padre in ispirito e verità ; perciocchè anche il Padre domanda tali che l’ adorino ; Iddio è Spirito ; perciò , conviene che coloro che l’ adorano , l’ adorino in ispirito e verità . La donna gli disse : Io so che il Messia , il quale è chiamato Cristo , ha da venire ; quando egli sarà venuto , ci annunzierà ogni cosa . Gesù le disse : Io , che ti parlo , son desso . E in su quello , i suoi discepoli vennero , e si maravigliarono ch’ egli parlasse con una donna ; ma pur niuno disse : Che domandi ? o : Che ragioni con lei ? La donna adunque , lasciata la sua secchia , se ne andò alla città , e disse alla gente : Venite , vedete un uomo che mi ha detto tutto ciò ch’ io ho fatto ; non è costui il Cristo ? Uscirono adunque della città , e vennero a lui . OR in quel mezzo i suoi discepoli lo pregavano , dicendo : Maestro , mangia . Ma egli disse loro : Io ho da mangiare un cibo , il qual voi non sapete . Laonde i discepoli dicevano l’ uno all’ altro : Gli ha punto alcuno portato da mangiare ? Gesù disse loro : Il mio cibo è ch’ io faccia la volontà di colui che mi ha mandato , e ch’ io adempia l’ opera sua . Non dite voi che vi sono ancora quattro mesi infino alla mietitura ? ecco , io vi dico : Levate gli occhi vostri , e riguardate le contrade , come già son bianche da mietere . Or il mietitore riceve premio , e ricoglie frutto in vita eterna ; acciocchè il seminatore , e il mietitore si rallegrino insieme . Poichè in questo quel dire è vero : L’ uno semina , l’ altro miete . Io vi ho mandati a mieter ciò intorno a che non avete faticato ; altri hanno faticato , e voi siete entrati nella lor fatica . Or di quella città molti de’ Samaritani credettero in lui , per le parole della donna che testimoniava : Egli mi ha dette tutte le cose che io ho fatte . Quando adunque i Samaritani furon venuti a lui , lo pregarono di dimorare presso di loro ; ed egli dimorò quivi due giorni . E più assai credettero in lui per la sua parola . E dicevano alla donna : Noi non crediamo più per le tue parole ; perciocchè noi stessi l’ abbiamo udito , e sappiamo che costui è veramente il Cristo , il Salvator del mondo . ORA , passati que’ due giorni , egli si partì di là , e se ne andò in Galilea . Poichè Gesù stesso avea testimoniato che un profeta non è onorato nella sua propria patria . Quando adunque egli fu venuto in Galilea , i Galilei lo ricevettero , avendo vedute tutte le cose ch’ egli avea fatte in Gerusalemme nella festa ; perciocchè anche essi eran venuti alla festa . Gesù adunque venne di nuovo in Cana di Galilea , dove avea fatto dell’ acqua vino . Or v’ era un certo ufficial reale , il cui figliuolo era infermo in Capernaum . Costui , avendo udito che Gesù era venuto di Giudea in Galilea , andò a lui , e lo pregò che scendesse , e guarisse il suo figliuolo ; perciocchè egli stava per morire . Laonde Gesù gli disse : Se voi non vedete segni e miracoli , voi non crederete . L’ ufficial reale gli disse : Signore , scendi prima che il mio fanciullo muoia . Gesù gli disse : Va’ , il tuo figliuolo vive . E quell’ uomo credette alla parola che Gesù gli avea detta ; e se ne andava . Ora , come egli già scendeva , i suoi servitori gli vennero incontro , e gli rapportarono , e dissero : Il tuo figliuolo vive . Ed egli domandò loro dell’ ora ch’ egli era stato meglio . Ed essi gli dissero : Ieri a sette ora la febbre lo lasciò . Laonde il padre conobbe ch’ era nella stessa ore , che Gesù gli avea detto : Il tuo figliuolo vive ; e credette egli , e tutta la sua casa . Questo secondo segno fece di nuovo Gesù , quando fu venuto di Giudea in Galilea . DOPO queste cose v’ era una festa de’ Giudei ; e Gesù salì in Gerusalemme . Or in Gerusalemme , presso della porta delle pecore , v’ è una pescina , detta in Ebreo Betesda , che ha cinque portici . In essi giaceva gran moltitudine d’ infermi , di ciechi , di zoppi , di secchi , aspettando il movimento dell’ acqua . Perciocchè di tempo in tempo un angelo scendeva nella pescina , ed intorbidava l’ acqua ; e il primo che vi entrava , dopo l’ intorbidamento dell’ acqua , era sanato , di qualunque malattia egli fosse tenuto . Or quivi era un certo uomo , ch’ era stato infermo trentotto anni . Gesù , veduto costui giacere , e sapendo che già lungo tempo era stato infermo , gli disse : Vuoi tu esser sanato ? L’ infermo gli rispose : Signore , io non ho alcuno che mi metta nella pescina , quando l’ acqua è intorbidata ; e quando io vi vengo , un altro vi scende prima di me . Gesù gli disse : Levati , togli il tuo letticello , e cammina . E in quello stante quell’ uomo fu sanato , e tolse il suo letticello , e camminava . Or in quel giorno era sabato . Laonde i Giudei dissero a colui ch’ era stato sanato : Egli è sabato ; non ti è lecito di togliere il tuo letticello . Egli rispose loro : Colui che mi ha sanato mi ha detto : Togli il tuo letticello , e cammina . Ed essi gli domandarono : Chi è quell’ uomo che ti ha detto : Togli il tuo letticello , e cammina ? Or colui ch’ era stato sanato non sapeva chi egli fosse ; perciocchè Gesù s’ era sottratto dalla moltitudine ch’ era in quel luogo . Di poi Gesù lo trovò nel tempio , e gli disse : Ecco , tu sei stato sanato ; non peccar più , che peggio non ti avvenga . Quell’ uomo se ne andò , e rapportò ai Giudei che Gesù era quel che l’ avea sanato . E PERCIÒ i Giudei perseguivano Gesù , e cercavano d’ ucciderlo , perciocchè avea fatte quelle cose in sabato . Ma Gesù rispose loro : Il Padre mio opera infino ad ora , ed io ancora opero . Perciò adunque i Giudei cercavano vie più d’ ucciderlo , perciocchè non solo violava il sabato , ma ancora diceva Iddio esser suo Padre , facendosi uguale a Dio . Laonde Gesù rispose , e disse loro : In verità , in verità , io vi dico , che il Figliuolo non può far nulla da sè stesso , ma fa ciò che vede fare al Padre , perciocchè le cose ch’ esso fa , il Figliuolo le fa anch’ egli simigliantemente . Poichè il Padre ama il Figliuolo , e gli mostra tutte le cose ch’ egli fa ; ed anche gli mostrerà opere maggiori di queste , acciocchè voi vi maravigliate . Perciocchè , siccome il Padre suscita i morti , e li vivifica , così ancora il Figliuolo vivifica coloro ch’ egli vuole . Poichè il Padre non giudica alcuno , ma ha dato tutto il giudicio al Figliuolo ; acciocchè tutti onorino il Figliuolo , come onorano il Padre ; chi non onora il Figliuolo , non onora il Padre che l’ ha mandato . In verità , in verità , io vi dico , che chi ode la mia parola , e crede a colui che mi ha mandato , ha vita eterna , e non viene in giudicio ; anzi è passato dalla morte alla vita . In verità , in verità , io vi dico , che l’ ora viene , e già al presente è , che i morti udiranno la voce del Figliuol di Dio , e coloro che l’ avranno udita viveranno . Perciocchè , siccome il Padre ha vita in sè stesso , così ha dato ancora al Figliuolo d’ aver vita in sè stesso ; e gli ha data podestà eziandio di far giudicio , in quanto egli è Figliuol d’ uomo . Non vi maravigliate di questo ; perciocchè l’ ora viene , che tutti coloro che son ne’ monumenti udiranno la sua voce ; ed usciranno , coloro che avranno fatto bene , in risurrezion di vita ; e coloro che avranno fatto male , in risurrezion di condannazione . Io non posso da me stesso far cosa alcuna ; io giudico secondo che io odo ; e il mio giudicio è giusto , perciocchè io non cerco la mia volontà , me la volontà del Padre che mi ha mandato . Se io testimonio di me stesso , la mia testimonianza non è verace . V’ è un altro che rende testimonianza di me , ed io so che la testimonianza ch’ egli rende di me è verace . Voi mandaste a Giovanni , ed egli rendette testimonianza alla verità . Or io non prendo testimonianza da uomo alcuno , ma dico queste cose , acciocchè siate salvati . Esso era una lampana ardente , e lucente ; e voi volentieri gioiste , per un breve tempo , alla sua luce . Ma io ho la testimonianza maggiore di quella di Giovanni , poichè le opere che il Padre mi ha date ad adempiere , quelle opere , dico , le quali io fo , testimoniano di me , che il Padre mio mi ha mandato . Ed anche il Padre stesso che mi ha mandato ha testimoniato di me ; voi non udiste giammai la sua voce , nè vedeste la sua sembianza ; e non avete la sua parola dimorante in voi , perchè non credete a colui ch’ egli ha mandato . Investigate le scritture , perciocchè voi pensate per esse aver vita eterna ; ed esse son quelle che testimoniano di me . Ma voi non volete venire a me , acciocchè abbiate vita . Io non prendo gloria dagli uomini . Ma io vi conosco , che non avete l’ amor di Dio in voi . Io son venuto nel nome del Padre mio , e voi non mi ricevete ; se un altro viene nel suo proprio nome , quello riceverete . Come potete voi credere , poichè prendete gloria gli uni dagli altri , e non cercate la gloria che viene da un solo Dio ? Non pensate che io vi accusi appo il Padre ; v’ è chi vi accusa , cioè Mosè , nel qual voi avete riposta la vostra speranza . Perciocchè , se voi credeste a Mosè , credereste ancora a me ; poichè egli ha scritto di me . Ma se non credete agli scritti d’ esso , come crederete alle mie parole ? DOPO queste cose , Gesù se ne andò all’ altra riva del mar della Galilea , che è il mar di Tiberiade . E gran moltitudine lo seguitava , perciocchè vedevano i miracoli ch’ egli faceva negl’ infermi . Ma Gesù salì in sul monte , e quivi sedeva co’ suoi discepoli . Or la pasqua , la festa de’ Giudei , era vicina . Gesù adunque , alzati gli occhi , e veggendo che gran moltitudine veniva a lui , disse a Filippo : Onde comprerem noi del pane , per dar da mangiare a costoro ? Or diceva questo , per provarlo , perciocchè egli sapeva quel ch’ era per fare . Filippo gli rispose : Del pane per dugento denari non basterebbe loro , perchè ciascun d’ essi ne prendesse pure un poco . Andrea , fratello di Simon Pietro , l’ uno de’ suoi discepoli , gli disse : V’ e qui un fanciullo , che ha cinque pani d’ orzo , e due pescetti ; ma , che è ciò per tanti ? E Gesù disse : Fate che gli uomini si assettino . Or v’ era in quel luogo erba assai . La gente adunque si assettò , ed erano in numero d’ intorno a cinquemila . E Gesù prese i pani , e , rese grazie , li distribuì a’ discepoli , e i discepoli alla gente assettata ; il simigliante fece dei pesci , quanti ne volevano . E dopo che furon saziati , Gesù disse a’ suoi discepoli : Raccogliete i pezzi avanzati , che nulla se ne perda . Essi adunque li raccolsero , ed empierono dodici corbelli di pezzi di que’ cinque pani d’ orzo , ch’ erano avanzati a coloro che aveano mangiato . Laonde la gente , avendo veduto il miracolo che Gesù avea fatto , disse : Certo costui è il profeta , che deve venire al mondo . Gesù adunque , conoscendo che verrebbero , e lo rapirebbero per farlo re , si ritrasse di nuovo in sul monte , tutto solo . E QUANDO fu sera , i suoi discepoli discesero verso il mare . E montati nella navicella , traevano all’ altra riva del mare , verso Capernaum ; e già era scuro , e Gesù non era venuto a loro . E perchè soffiava un gran vento , il mare era commosso . Ora , quando ebbero vogato intorno a venticinque o trenta stadi , videro Gesù che camminava in sul mare , e si accostava alla navicella , ed ebbero paura . Ma egli disse loro : Son io , non temiate . Essi adunque volonterosamente lo ricevettero dentro la navicella ; e subitamente la navicella arrivò là dove essi traevano . IL giorno seguente , la moltitudine ch’ era restata all’ altra riva del mare , avendo veduto che quivi non v’ era altra navicella che quell’ una nella quale erano montati i discepoli di Gesù , e ch’ egli non v’ era montato con loro ; anzi che i suoi discepoli erano partiti soli or altre navicelle eran venute di Tiberiade , presso del luogo , ove , avendo il Signore rese grazie , aveano mangiato il pane ; la moltitudine , dico , come ebbe veduto che Gesù non era quivi , nè i suoi discepoli , montò anch’ ella in quelle navicelle , e venne in Capernaum , cercando Gesù . E trovatolo di là dal mare , gli disse : Maestro , quando sei giunto qua ? Gesù rispose loro , e disse : In verità , in verità , io vi dico , che voi mi cercate , non perciocchè avete veduti miracoli ; ma , perciocchè avete mangiato di quei pani , e siete stati saziati . Adoperatevi , non intorno al cibo che perisce , ma intorno al cibo che dimora in vita eterna , il quale il Figliuol dell’ uomo vi darà ; perciocchè esso ha il Padre , cioè Iddio , suggellato . Laonde essi gli dissero : Che faremo , per operar le opere di Dio ? Gesù rispose , e disse loro : Questa è l’ opera di Dio : che voi crediate in colui ch’ egli ha mandato . Laonde essi gli dissero : Qual segno fai tu adunque , acciocchè noi lo veggiamo , e ti crediamo ? che operi ? I nostri padri mangiarono la manna nel deserto , come è scritto : Egli diè loro a mangiare del pan celeste . Allora Gesù disse loro : In verità , in verità , io vi dico , che Mosè non vi ha dato il pane celeste ; ma il Padre mio vi dà il vero pane celeste . Perciocchè il pan di Dio è quel che scende dal cielo , e dà vita al mondo . Essi adunque gli dissero : Signore , dacci del continuo cotesto pane . E Gesù disse loro : Io sono il pan della vita ; chi viene a me non avrà fame , e chi crede in me non avrà giammai sete . Ma io vi ho detto che , benchè mi abbiate veduto , non però credete . Tutto quello che il Padre mi dà verrà a me , ed io non caccerò fuori colui che viene a me . Perciocchè io son disceso del cielo , non acciocchè io faccia la mia volontà , ma la volontà di colui che mi ha mandato . Ora questa è la volontà del Padre che mi ha mandato : ch’ io non perda niente di tutto ciò ch’ egli mi ha dato ; anzi , ch’ io lo riscusciti nell’ ultimo giorno . Ma altresì la volontà di colui che mi ha mandato è questa : che chiunque vede il Figliuolo , e crede in lui , abbia vita eterna ; ed io lo risusciterò nell’ ultimo giorno . I Giudei adunque mormoravano di lui , perciocchè egli avea detto : Io sono il pane ch’ è disceso dal cielo . E dicevano : Costui non è egli Gesù , figliuol di Giuseppe , di cui noi conosciamo il padre e la madre ? come adunque dice costui : Io son disceso dal cielo ? Laonde Gesù rispose , e disse loro : Non mormorate tra voi . Niuno può venire a me , se non che il Padre che mi ha mandato lo tragga ; ed io lo risusciterò nell’ ultimo giorno . Egli è scritto ne’ profeti : E tutti saranno insegnati da Dio . Ogni uomo dunque che ha udito dal Padre , ed ha imparato , viene a me . Non già che alcuno abbia veduto il Padre , se non colui ch’ è da Dio ; esso ha veduto il Padre . In verità , in verità , io vi dico : Chi crede in me ha vita eterna . Io sono il pan della vita . I vostri padri mangiarono la manna nel deserto , e morirono . Quest’ è il pane ch’ è disceso dal cielo , acciocchè chi ne avrà mangiato non muoia . Io sono il vivo pane , ch’ è disceso dal cielo ; se alcun mangia di questo pane viverà in eterno ; or il pane che io darò è la mia carne , la quale io darò per la vita del mondo . I Giudei adunque contendevan fra loro , dicendo : Come può costui darci a mangiar la sua carne ? Perciò Gesù disse loro : In verità , in verità , io vi dico , che se voi non mangiate la carne del Figliuol dell’ uomo , e non bevete il suo sangue , voi non avete la vita in voi . Chi mangia la mia carne , e beve il mio sangue , ha vita eterna ; ed io lo risusciterò nell’ ultimo giorno . Perciocchè la mia carne è veramente cibo , ed il mio sangue è veramente bevanda . Chi mangia la mia carne , e beve il mio sangue , dimora in me , ed io in lui . Siccome il vivente Padre mi ha mandato , ed io vivo per il Padre , così , chi mi mangia viverà anch’ egli per me . Quest’ è il pane ch’ è disceso dal cielo ; non quale era la manna che i vostri padri mangiarono , e morirono ; chi mangia questo pane viverà in eterno . Queste cose disse nella sinagoga , insegnando in Capernaum . LAONDE molti de’ suoi discepoli , uditolo , dissero : Questo parlare è duro , chi può ascoltarlo ? E Gesù , conoscendo in sè stesso che i suoi discepoli mormoravan di ciò , disse loro : Questo vi scandalezza egli ? Che sarà dunque , quando vedrete il Figliuol dell’ uomo salire ove egli era prima ? Lo spirito è quel che vivifica , la carne non giova nulla ; le parole che io vi ragiono sono spirito e vita . Ma ve ne sono alcuni di voi , i quali non credono poichè Gesù conosceva fin dal principio chi erano coloro che non credevano , e chi era colui che lo tradirebbe . E diceva : Perciò vi ho detto che niuno può venire a me se non gli è dato dal Padre mio . Da quell’ ora molti de’ suoi discepoli si trassero indietro , e non andavano più attorno con lui . Laonde Gesù disse a’ dodici : Non ve ne volete andare ancor voi ? E Simon Pietro gli rispose : Signore , a chi ce ne andremmo ? tu hai le parole di vita eterna . E noi abbiamo creduto , ed abbiamo conosciuto che tu sei il Cristo , il Figliuol dell’ Iddio vivente . Gesù rispose loro : Non ho io eletti voi dodici ? e pure un di voi è diavolo . Or egli diceva ciò di Giuda Iscariot , figliuol di Simone ; perciocchè esso era per tradirlo , quantunque fosse uno de’ dodici . DOPO queste cose , Gesù andava attorno per la Galilea , perciocchè non voleva andare attorno per la Giudea ; perchè i Giudei cercavano di ucciderlo . Or la festa de’ Giudei , cioè la solennità de’ tabernacoli , era vicina . Laonde i suoi fratelli gli dissero : Partiti di qui , e vattene nella Giudea , acciocchè i tuoi discepoli ancora veggano le opere che tu fai . Perchè niuno che cerca d’ esser riconosciuto in pubblico fa cosa alcuna in occulto ; se tu fai coteste cose , palesati al mondo . Perciocchè non pure i suoi fratelli credevano in lui . Laonde Gesù disse loro ; Il mio tempo non è ancora venuto ; ma il vostro tempo sempre è presto . Il mondo non vi può odiare , ma egli mi odia , perciocchè io rendo testimonianza d’ esso , che le sue opere son malvage . Salite voi a questa festa ; io non salgo ancora a questa festa , perciocchè il mio tempo non è ancora compiuto . E dette loro tali cose , rimase in Galilea . ORA , dopo che i suoi fratelli furon saliti alla festa , allora egli ancora vi salì , non palesemente , ma come di nascosto . I Giudei adunque lo cercavano nella festa , e dicevano : Ov’ è colui ? E v’ era gran mormorio di lui fra le turbe ; gli uni dicevano : Egli è da bene ; altri dicevano : No ; anzi egli seduce la moltitudine . Ma pur niuno parlava di lui apertamente , per tema de’ Giudei . Ora , essendo già passata mezza la festa , Gesù salì nel tempio , ed insegnava . E i Giudei si maravigliavano , dicendo : Come sa costui lettere , non essendo stato ammaestrato ? Laonde Gesù rispose loro , e disse : La mia dottrina non è mia , ma di colui che mi ha mandato . Se alcuno vuol far la volontà d’ esso , conoscerà se questa dottrina è da Dio , o pur se io parlo da me stesso . Chi parla da sè stesso cerca la sua propria gloria ; ma chi cerca la gloria di colui che l’ ha mandato , esso è verace , ed ingiustizia non è in lui . Mosè non v’ ha egli data la legge ? e pur niuno di voi mette ad effetto la legge ; perchè cercate di uccidermi ? La moltitudine rispose , e disse : Tu hai il demonio ; chi cerca di ucciderti ? Gesù rispose , e disse loro : Io ho fatta un’ opera , e tutti siete maravigliati . E pur Mosè vi ha data la circoncisione non già ch’ ella sia da Mosè , anzi da’ padri ; e voi circoncidete l’ uomo in sabato . Se l’ uomo riceve la circoncisione in sabato , acciocchè la legge di Mosè non sia rotta , vi adirate voi contro a me , ch’ io abbia sanato tutto un uomo in sabato ? Non giudicate secondo l’ apparenza , ma fate giusto giudicio . Laonde alcuni di que’ di Gerusalemme dicevano : Non è costui quel ch’ essi cercano di uccidere ? E pure , ecco , egli parla liberamente , ed essi non gli dicono nulla ; avrebbero mai i rettori conosciuto per vero che costui è il Cristo ? Ma pure , noi sappiamo onde costui è ; ma , quando il Cristo verrà , niuno saprà onde egli sia . Laonde Gesù gridava nel tempio , insegnando , e dicendo : E voi mi conoscete , e sapete onde io sono , ed io non son venuto da me stesso ; ma colui che mi ha mandato è verace , il qual voi non conoscete . Ma io lo conosco , perciocchè io son proceduto da lui , ed egli mi ha mandato . Perciò cercavano di pigliarlo ; ma niuno gli mise la mano addosso ; perciocchè la sua ora non era ancora venuta . E molti della moltitudine credettero in lui , e dicevano : Il Cristo , quando sarà venuto , farà egli più segni che costui non ha fatti ? I Farisei udirono la moltitudine che bisbigliava queste cose di lui ; e i Farisei , e i principali sacerdoti , mandarono de’ sergenti per pigliarlo . Perciò Gesù disse loro : Io son con voi ancora un poco di tempo : poi me ne vo a colui che mi ha mandato . Voi mi cercherete , e non mi troverete ; e dove io sarò , voi non potrete venire . Laonde i Giudei dissero fra loro : Dove andrà costui , che noi nol troveremo ? andrà egli a coloro che son dispersi fra i Greci , ad insegnare i Greci ? Quale è questo ragionamento ch’ egli ha detto : Voi mi cercherete , e non mi troverete ; e : Dove io sarò , voi non potrete venire ? Or nell’ ultimo giorno , ch’ era il gran giorno della festa , Gesù , stando in piè , gridò , dicendo : Se alcuno ha sete , venga a me , e beva . Chi crede in me , siccome ha detto la scrittura , dal suo seno coleranno fiumi d’ acqua viva . Or egli disse questo dello Spirito , il qual riceverebbero coloro che credono in lui ; perchè lo Spirito Santo non era ancora stato mandato ; perciocchè Gesù non era ancora stato glorificato . Molti adunque della moltitudine , udito quel ragionamento , dicevano : Costui è veramente il profeta . Altri dicevano : Costui è il Cristo . Altri dicevano : Ma il Cristo verrà egli di Galilea ? La scrittura non ha ella detto , che il Cristo verrà della progenie di Davide , e di Betleem , castello ove dimorò Davide ? Vi fu adunque dissensione fra la moltitudine a motivo di lui . Ed alcuni di loro volevan pigliarlo , ma pur niuno mise le mani sopra lui . I sergenti adunque tornarono a’ principali sacerdoti , ed a’ Farisei ; e quelli dissero loro : Perchè non l’ avete menato ? I sergenti risposero : Niun uomo parlò giammai come costui . Laonde i Farisei risposer loro : Siete punto ancora voi stati sedotti ? Ha alcuno dei rettori , o de’ Farisei , creduto in lui ? Ma questa moltitudine , che non sa la legge , è maledetta . Nicodemo , quel che venne di notte a lui , il quale era un di loro , disse loro : La nostra legge condanna ella l’ uomo , avanti ch’ egli sia stato udito , e che sia conosciuto ciò ch’ egli ha fatto ? Essi risposero , e gli dissero : Sei punto ancor tu di Galilea ? investiga , e vedi che profeta alcuno non sorse mai di Galilea . E ciascuno se ne andò a casa sua . E GESÙ se ne andò al monte degli Ulivi . E in sul far del giorno , venne di nuovo nel tempio , e tutto il popolo venne a lui ; ed egli , postosi a sedere , li ammaestrava . Allora i Farisei , e gli Scribi , gli menarono una donna , ch’ era stata colta in adulterio ; e fattala star in piè ivi in mezzo , dissero a Gesù : Maestro , questa donna è stata trovata in sul fatto , commettendo adulterio . Or Mosè ci ha comandato nella legge , che cotali si lapidino ; tu adunque , che ne dici ? Or dicevano questo , tentandolo , per poterlo accusare . Ma Gesù chinatosi in giù , scriveva col dito in terra . E come essi continuavano a domandarlo , egli , rizzatosi , disse loro : Colui di voi ch’ è senza peccato getti il primo la pietra contro a lei . E chinatosi di nuovo in giù , scriveva in terra . Ed essi , udito ciò , e convinti dalla coscienza , ad uno ad uno se ne uscirono fuori , cominciando da’ più vecchi infino agli ultimi ; e Gesù fu lasciato solo con la donna , che era ivi in mezzo . E Gesù , rizzatosi , e non veggendo alcuno , se non la donna , le disse : Donna , ove sono que’ tuoi accusatori ? niuno t’ ha egli condannata ? Ed ella disse : Niuno , Signore . E Gesù le disse : Io ancora non ti condanno ; vattene , e da ora innanzi non peccar più . E GESÙ di nuovo parlò loro , dicendo : Io son la luce del mondo ; chi mi seguita non camminerà nelle tenebre , anzi avrà la luce della vita . Laonde i Farisei gli dissero : Tu testimonii di te stesso ; la tua testimonianza non è verace . Gesù rispose , e disse loro : Quantunque io testimonii di me stesso , pure è la mia testimonianza verace ; perciocchè io so onde io son venuto , ed ove io vo ; ma voi non sapete nè onde io vengo , nè ove io vo . Voi giudicate secondo la carne ; io non giudico alcuno . E benchè io giudicassi , il mio giudicio sarebbe verace , perciocchè io non son solo ; anzi son io , e il Padre che mi ha mandato . Or anche nella vostra legge è scritto , che la testimonianza di due uomini è verace . Io son quel che testimonio di me stesso ; e il Padre ancora , che mi ha mandato , testimonia di me . Laonde essi gli dissero : Ove è il Padre tuo ? Gesù rispose : Voi non conoscete nè me , nè il Padre mio ; se voi conosceste me , conoscereste ancora il Padre mio . Questi ragionamenti tenne Gesù in quella parte , dov’ era la cassa delle offerte , insegnando nel tempio ; e niuno lo pigliò , perciocchè la sua ora non era ancora venuta . Gesù adunque disse loro di nuovo : Io me ne vo , e voi mi cercherete , e morrete nel vostro peccato ; là ove io vo , voi non potete venire . Laonde i Giudei dicevano : Ucciderà egli sè stesso , ch’ egli dice : Dove io vo , voi non potete venire ? Ed egli disse loro : Voi siete da basso , io son da alto ; voi siete di questo mondo , io non son di questo mondo . Perciò vi ho detto che voi morrete ne’ vostri peccati , perciocchè , se voi non credete ch’ io son desso , voi morrete ne’ vostri peccati . Laonde essi gli dissero : Tu chi sei ? E Gesù disse loro : Io sono quel che vi dico dal principio . Io ho molte cose a parlare , ed a giudicar di voi ; ma colui che mi ha mandato è verace , e le cose che io ho udite da lui , quelle dico al mondo . Essi non conobbero che parlava loro del Padre . Gesù adunque disse loro : Quando voi avrete innalzato il Figliuol dell’ uomo , allora conoscerete che io son desso , e che non fo nulla da me stesso ; ma che parlo queste cose , secondo che il Padre mi ha insegnato . E colui che mi ha mandato è meco : il Padre non mi ha lasciato solo ; poichè io del continuo fo le cose che gli piacciono . Mentre egli ragionava queste cose , molti credettero in lui . E Gesù disse a’ Giudei che gli aveano creduto : Se voi perseverate nella mia parola , voi sarete veramente miei discepoli ; e conoscerete la verità , e la verità vi francherà . Essi gli risposero : Noi siam progenie d’ Abrahamo , e non abbiam mai servito ad alcuno ; come dici tu : Voi diverrete franchi ? Gesù rispose loro : In verità , in verità , io vi dico , che chi fa il peccato è servo del peccato . Or il servo non dimora in perpetuo nella casa ; il figliuolo vi dimora in perpetuo . Se dunque il Figliuolo vi franca , voi sarete veramente franchi . Io so che voi siete progenie d’ Abrahamo ; ma voi cercate d’ uccidermi , perciocchè la mia parola non penetra in voi . Io parlo ciò che ho veduto presso il Padre mio ; e voi altresì fate le cose che avete vedute presso il padre vostro . Essi risposero , e gli dissero : Il padre nostro è Abrahamo . Gesù disse loro : Se voi foste figliuoli d’ Abrahamo , fareste le opere d’ Abrahamo . Ma ora voi cercate d’ uccider me , uomo , che vi ho proposta la verità ch’ io ho udita da Dio ; ciò non fece già Abrahamo . Voi fate le opere del padre vostro . Laonde essi gli dissero : Noi non siam nati di fornicazione ; noi abbiamo un solo Padre , che è Iddio . E Gesù disse loro : Se Iddio fosse vostro Padre , voi mi amereste ; poichè io sono proceduto , e vengo da Dio ; perciocchè io non son venuto da me stesso , anzi esso mi ha mandato . Perchè non intendete voi il mio parlare ? perchè voi non potete ascoltar la mia parola . Voi siete dal diavolo , che è vostro padre ; e volete fare i desideri del padre vostro ; egli fu micidiale dal principio , e non è stato fermo nella verità ; poichè verità non è in lui ; quando proferisce la menzogna , parla del suo proprio ; perciocchè egli è mendace , e il padre della menzogna . Ma , quant’ è a me , perciocchè io dico la verità , voi non mi credete . Chi di voi mi convince di peccato ? e se io dico verità , perchè non mi credete voi ? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio ; perciò , voi non l’ ascoltate , perciocchè non siete da Dio . Laonde i Giudei risposero , e gli dissero : Non diciamo noi bene che tu sei Samaritano , e che hai il demonio ? Gesù rispose : Io non ho demonio , ma onoro il Padre mio , e voi mi disonorate . Or io non cerco la mia gloria ; v’ è chi la cerca , e ne giudica . In verità , in verità , io vi dico che se alcuno guarda la mia parola , non vedrà giammai in eterno la morte . Laonde i Giudei gli dissero : Ora conosciamo che tu hai il demonio . Abrahamo , ed i profeti son morti ; e tu dici : Se alcuno guarda la mia parola , egli non gusterà giammai in eterno la morte . Sei tu maggiore del padre nostro Abrahamo , il quale è morto ? i profeti ancora son morti ; che fai te stesso ? Gesù rispose : Se io glorifico me stesso , la mia gloria non è nulla ; v’ è il Padre mio che mi glorifica , che voi dite essere vostro Dio . E pur voi non l’ avete conosciuto ; ma io lo conosco ; e , se io dicessi che io non lo conosco , sarei mendace , simile a voi ; ma io lo conosco , e guardo la sua parola . Abrahamo , vostro padre , giubilando , desiderò di vedere il mio giorno , e lo vide , e se ne rallegrò . I Giudei adunque gli dissero : Tu non hai ancora cinquant’ anni , ed hai veduto Abrahamo ? Gesù disse loro : In verità , in verità , io vi dico , che avanti che Abrahamo fosse nato , io sono . Essi adunque levarono delle pietre , per gettarle contro a lui ; ma Gesù si nascose , ed uscì del tempio , essendo passato per mezzo loro ; e così se ne andò . E PASSANDO , vide un uomo che era cieco dalla sua natività . E i suoi discepoli lo domandaron , dicendo : Maestro , chi ha peccato , costui , o suo padre e sua madre , perchè egli sia nato cieco ? Gesù rispose : Nè costui , nè suo padre , nè sua madre hanno peccato ; anzi ciò è avvenuto , acciocchè le opere di Dio sieno manifestate in lui . Conviene che io operi l’ opere di colui che mi ha mandato , mentre è giorno ; la notte viene che niuno può operare . Mentre io son nel mondo , io son la luce del mondo . Avendo dette queste cose , sputò in terra , e fece del loto con lo sputo , e ne impiastrò gli occhi del cieco . E gli disse : Va’ , lavati nella pescina di Siloe il che s’ interpreta : Mandato ; egli adunque vi andò , e si lavò , e ritornò vedendo . Laonde i vicini , e coloro che innanzi l’ avean veduto cieco , dissero : Non è costui quel che sedeva , e mendicava ? Gli uni dicevano : Egli è l’ istesso . Gli altri : Egli lo rassomiglia . Ed egli diceva : Io son desso . Gli dissero adunque : Come ti sono stati aperti gli occhi ? Egli rispose , e disse : Un uomo , detto Gesù , fece del loto , e me ne impiastrò gli occhi , e mi disse : Vattene alla pescina di Siloe , e lavati . Ed io , essendovi andato , e lavatomi , ho ricuperata la vista . Ed essi gli dissero : Ov’ è colui ? Egli disse : Io non so . Ed essi condussero a’ Farisei colui che già era stato cieco . Or era sabato , quando Gesù fece il loto , ed aperse gli occhi d’ esso . I Farisei adunque da capo gli domandarono anch’ essi , come egli avea ricoverata la vista . Ed egli disse loro : Egli mi mise del loto in su gli occhi , ed io mi lavai , e veggo . Alcuni adunque de’ Farisei dicevano : Quest’ uomo non è da Dio , perciocchè non osserva il sabato . Altri dicevano : Come può un uomo peccatore far cotali miracoli ? E v’ era dissensione fra loro . Dissero adunque di nuovo al cieco : Che dici tu di lui , ch’ egli ti ha aperti gli occhi ? Egli disse : Egli è profeta . Laonde i Giudei non credettero di lui , ch’ egli fosse stato cieco , ed avesse ricoverata la vista ; finchè ebbero chiamati il padre , e la madre di quell’ uomo che avea ricoverata la vista . E quando furon venuti , li domandarono , dicendo : È costui il vostro figliuolo , il qual voi dite esser nato cieco ? come dunque vede egli ora ? E il padre , e la madre di esso risposero loro , e dissero : Noi sappiamo che costui è nostro figliuolo , e ch’ egli è nato cieco . Ma , come egli ora vegga , o chi gli abbia aperti gli occhi , noi nol sappiamo ; egli è già in età , domandateglielo ; egli parlerà di sè stesso . Questo dissero il padre , e la madre d’ esso ; perciocchè temevano i Giudei ; poichè i Giudei avevano già costituito che se alcuno lo riconosceva il Cristo , fosse sbandito dalla sinagoga . Perciò , il padre e la madre d’ esso dissero : Egli è già in età , domandate lui stesso . Essi adunque chiamarono di nuovo quell’ uomo ch’ era stato cieco , e gli dissero : Da’ gloria a Dio ; noi sappiamo che quest’ uomo è peccatore . Laonde colui rispose , e disse : Se egli è peccatore , io nol so ; una cosa so , che , essendo io stato cieco , ora veggo . Ed essi da capo gli dissero : Che ti fece egli ? come ti aperse egli gli occhi ? Egli rispose loro : Io ve l’ ho già detto , e voi non l’ avete ascoltato ; perchè volete udirlo di nuovo ? volete punto ancora voi divenir suoi discepoli ? Perciò essi l’ ingiuriarono , e dissero : Sii tu discepolo di colui ; ma , quant’ è a noi , siam discepoli di Mosè . Noi sappiamo che Iddio ha parlato a Mosè ; ma , quant’ è a costui , non sappiamo onde egli sia . Quell’ uomo rispose , e disse loro : V’ è ben di vero da maravigliarsi in ciò che voi non sapete onde egli sia ; e pure egli mi ha aperti gli occhi . Or noi sappiamo che Iddio non esaudisce i peccatori ; ma , se alcuno è pio verso Iddio , e fa la sua volontà , quello esaudisce egli . Ei non si è giammai udito che alcuno abbia aperti gli occhi ad uno che sia nato cieco . Se costui non fosse da Dio , non potrebbe far nulla . Essi risposero , e gli dissero : Tu sei tutto quanto nato in peccati , e ci ammaestri ! E lo cacciarono fuori . Gesù udì che l’ aveano cacciato fuori ; e trovatolo , gli disse : Credi tu nel Figliuol di Dio ? Colui rispose , e disse : E chi è egli , Signore , acciocchè io creda in lui ? E Gesù gli disse : Tu l’ hai veduto , e quel che parla teco è desso . Allora egli disse : Io credo , Signore , e l’ adorò . Poi Gesù disse : Io son venuto in questo mondo per far giudicio , acciocchè coloro che non veggono veggano , e coloro che veggono divengan ciechi . Ed alcuni de’ Farisei ch’ eran con lui udirono queste cose , e gli dissero : Siamo ancora noi ciechi ? Gesù disse loro : Se voi foste ciechi , non avreste alcun peccato ; ma ora voi dite : Noi veggiamo ; perciò il vostro peccato rimane . IN verità , in verità , io vi dico , che chi non entra per la porta nell’ ovile delle pecore , ma vi sale altronde , esso è rubatore , e ladrone . Ma chi entra per la porta è pastor delle pecore . A costui apre il portinaio , e le pecore ascoltano la sua voce , ed egli chiama le sue pecore per nome , e le conduce fuori . E quando ha messe fuori le sue pecore , va davanti a loro , e le pecore lo seguitano , perciocchè conoscono la sua voce . Ma non seguiteranno lo straniero , anzi se ne fuggiranno da lui , perciocchè non conoscono la voce degli stranieri . Questa similitudine disse loro Gesù ; ma essi non riconobbero quali fosser le cose ch’ egli ragionava loro . Laonde Gesù da capo disse loro : In verità , in verità , io vi dico , che io son la porta delle pecore . Tutti quanti coloro che son venuti sono stati rubatori , e ladroni ; ma le pecore non li hanno ascoltati . Io son la porta ; se alcuno entra per me , sarà salvato , ed entrerà , ed uscirà , e troverà pastura . Il ladro non viene se non per rubare , ed ammazzare , e distrugger le pecore ; ma io son venuto acciocchè abbiano vita , ed abbondino . Io sono il buon pastore ; il buon pastore mette la sua vita per le pecore . Ma il mercenario , e quel che non è pastore , e di cui non son le pecore , se vede venire il lupo , abbandona le pecore , e sen fugge ; e il lupo le rapisce , e disperge le pecore . Or il mercenario se ne fugge , perciocchè egli è mercenario , e non si cura delle pecore . Io sono il buon pastore , e conosco le mie pecore , e son conosciuto dalle mie . Siccome il Padre mi conosce , ed io conosco il Padre ; e metto la mia vita per le mie pecore . Io ho anche delle altre pecore , che non son di quest’ ovile ; quelle ancora mi conviene addurre , ed esse udiranno la mia voce ; e vi sarà una sola greggia , ed un sol pastore . Per questo mi ama il Padre , perciocchè io metto la vita mia , per ripigliarla poi . Niuno me la toglie , ma io da me stesso la dipongo ; io ho podestà di diporla , ed ho altresì podestà di ripigliarla ; questo comandamento ho ricevuto dal Padre mio . Perciò nacque di nuovo dissensione tra i Giudei , per queste parole . E molti di loro dicevano : Egli ha il demonio , ed è forsennato ; perchè l’ ascoltate voi ? Altri dicevano : Queste parole non son d’ un indemoniato ; può il demonio aprir gli occhi de’ ciechi ? OR la festa della dedicazione si fece in Gerusalemme , ed era di verno . E Gesù passeggiava nel tempio , nel portico di Salomone . I Giudei adunque l’ intorniarono , e gli dissero : Infino a quando terrai sospesa l’ anima nostra ? Se tu sei il Cristo , diccelo apertamente . Gesù rispose loro : Io ve l’ ho detto , e voi nol credete ; le opere , che io fo nel nome del Padre mio , son quelle che testimoniano di me . Ma voi non credete , perciocchè non siete delle mie pecore , come io vi ho detto . Le mie pecore ascoltano la mia voce , ed io le conosco , ed esse mi seguitano . Ed io do loro la vita eterna , e giammai in eterno non periranno , e niuno le rapirà di man mia . Il Padre mio , che me le ha date , è maggior di tutti ; e niuno le può rapire di man del Padre mio . Io ed il Padre siamo una stessa cosa . Perciò i Giudei levarono di nuovo delle pietre , per lapidarlo . Gesù rispose loro : Io vi ho fatte veder molte buone opere , procedenti dal Padre mio ; per quale di esse mi lapidate voi ? I Giudei gli risposero , dicendo : Noi non ti lapidiamo per alcuna buona opera , anzi per bestemmia , perciocchè tu , essendo uomo , ti fai Dio . Gesù rispose loro : Non è egli scritto nella vostra legge : Io ho detto : Voi siete dii ? Se chiama dii coloro , a’ quali la parola di Dio è stata indirizzata ; e la scrittura non può essere annullata ; dite voi che io , il quale il Padre ha santificato , ed ha mandato nel mondo , bestemmio , perciocchè ho detto : Io son Figliuolo di Dio ? Se io non fo le opere del Padre mio , non crediatemi . Ma , s’ io le fo , benchè non crediate a me , credete alle opere , acciocchè conosciate , e crediate che il Padre è in me , e ch’ io sono in lui . Essi adunque di nuovo cercavano di pigliarlo ; ma egli uscì dalle lor mani . E se ne andò di nuovo di là dal Giordano , al luogo ove Giovanni prima battezzava ; e quivi dimorò . E molti vennero a lui , e dicevano : Giovanni certo non fece alcun miracolo ; ma pure , tutte le cose che Giovanni disse di costui eran vere . E quivi molti credettero in lui . OR v’ era un certo Lazaro , di Betania , del castello di Maria , e di Marta , sua sorella , il quale era infermo . Or Maria era quella che unse d’ olio odorifero il Signore , ed asciugò i suoi piedi co’ suoi capelli ; della quale il fratello Lazaro era infermo . Le sorelle adunque mandarono a dire a Gesù : Signore , ecco , colui che tu ami è infermo . E Gesù , udito ciò , disse : Questa infermità non è a morte , ma per la gloria di Dio , acciocchè il Figliuol di Dio sia glorificato per essa . Or Gesù amava Marta , e la sua sorella , e Lazaro . Come dunque egli ebbe inteso ch’ egli era infermo , dimorò ancora nel luogo ove egli era due giorni . Poi appresso disse a’ suoi discepoli : Andiam di nuovo in Giudea . I discepoli gli dissero : Maestro , i Giudei pur ora cercavan di lapidarti , e tu vai di nuovo là ? Gesù rispose : Non vi son eglino dodici ore del giorno ? se alcuno cammina di giorno , non s’ intoppa , perciocchè vede la luce di questo mondo . Ma , se alcuno cammina di notte , s’ intoppa , perciocchè egli non ha luce . Egli disse queste cose ; e poi appresso disse loro : Lazaro , nostro amico , dorme ; ma io vo per isvegliarlo . Laonde i suoi discepoli dissero : Signore , se egli dorme , sarà salvo . Or Gesù avea detto della morte di esso ; ma essi pensavano ch’ egli avesse detto del dormir del sonno . Allora adunque Gesù disse loro apertamente : Lazaro è morto . E per voi , io mi rallegro che io non v’ era , acciocchè crediate ; ma andiamo a lui . Laonde Toma , detto Didimo , disse a’ discepoli , suoi compagni : Andiamo ancor noi , acciocchè muoiamo con lui . Gesù adunque , venuto , trovò che Lazaro era già da quattro giorni nel monumento . Or Betania era vicin di Gerusalemme intorno a quindici stadi . E molti dei Giudei eran venuti a Marta , e Maria , per consolarle del lor fratello . Marta adunque , come udì che Gesù veniva , gli andò incontro , ma Maria sedeva in casa . E Marta disse a Gesù : Signore , se tu fossi stato qui , il mio fratello non sarebbe morto . Ma pure , io so ancora al presente che tutto ciò che tu chiederai a Dio , egli te lo darà . Gesù le disse : Il tuo fratello risusciterà . Marta gli disse : Io so ch’ egli risusciterà nella risurrezione , nell’ ultimo giorno . Gesù le disse : Io son la risurrezione e la vita ; chiunque crede in me , benchè sia morto , viverà . E chiunque vive , e crede in me , non morrà giammai in eterno . Credi tu questo ? Ella gli disse : Sì , Signore ; io credo che tu sei il Cristo , il Figliuol di Dio , che avea da venire al mondo . E , detto questo , se ne andò , e chiamò di nascosto Maria , sua sorella , dicendo : Il Maestro è qui , e ti chiama . Essa , come ebbe ciò udito , si levò prestamente , e venne a lui . Or Gesù non era ancor giunto nel castello ; ma era nel luogo ove Marta l’ avea incontrato . Laonde i Giudei ch’ eran con lei in casa , e la consolavano , veggendo che Maria s’ era levata in fretta , ed era uscita fuori , la seguitarono , dicendo : Ella se ne va al monumento , per pianger quivi . Maria adunque , quando fu venuta là ove era Gesù , vedutolo , gli si gittò ai piedi , dicendogli : Signore , se tu fossi stato qui , il mio fratello non sarebbe morto . Gesù adunque , come vide che ella , e i Giudei ch’ eran venuti con lei , piangevano , fremè nello spirito , e si conturbò . E disse : Ove l’ avete voi posto ? Essi gli dissero : Signore , vieni , e vedi . E Gesù lagrimò . Laonde i Giudei dicevano : Ecco , come l’ amava ! Ma alcuni di loro dissero : Non poteva costui , che aperse gli occhi al cieco , fare ancora che costui non morisse ? Laonde Gesù , fremendo di nuovo in sè stesso , venne al monumento ; or quello era una grotta , e v’ era una pietra posta disopra . E Gesù disse : Togliete via la pietra . Ma Marta , la sorella del morto , disse : Signore , egli pute già ; perciocchè egli è morto già da quattro giorni . Gesù le disse : Non t’ ho io detto che , se tu credi , tu vedrai la gloria di Dio ? Essi adunque tolsero via la pietra dal luogo ove il morto giaceva . E Gesù , levati in alto gli occhi , disse : Padre , io ti ringrazio che tu mi hai esaudito . Or ben sapeva io che tu sempre mi esaudisci ; ma io ho detto ciò per la moltitudine qui presente , acciocchè credano che tu mi hai mandato . E detto questo , gridò con gran voce : Lazaro , vieni fuori . E il morto uscì , avendo le mani e i piedi fasciati , e la faccia involta in uno sciugatoio . Gesù disse loro : Scioglietelo , e lasciatelo andare . Laonde molti de’ Giudei che eran venuti a Maria , vedute tutte le cose che Gesù avea fatte , credettero in lui . MA alcuni di loro andarono a’ Farisei , e disser loro le cose che Gesù avea fatte . E perciò i principali sacerdoti , e i Farisei , raunarono il concistoro , e dicevano : Che facciamo ? quest’ uomo fa molti miracoli . Se noi lo lasciamo così , tutti crederanno in lui , e i Romani verranno , e distruggeranno e il nostro luogo , e la nostra nazione . Ed un di loro , cioè Caiafa , ch’ era sommo sacerdote di quell’ anno , disse loro : Voi non avete alcun conoscimento ; e non considerate ch’ egli ci giova che un uomo muoia per lo popolo , e che tutta la nazione non perisca . Or egli non disse questo da sè stesso ; ma , essendo sommo sacerdote di quell’ anno , profetizzò che Gesù morrebbe per la nazione ; e non solo per quella nazione , ma ancora per raccogliere in uno i figliuoli di Dio dispersi . Da quel giorno adunque presero insieme consiglio d’ ucciderlo . Laonde Gesù non andava più apertamente attorno tra i Giudei ; ma se ne andò di là nella contrada vicina del deserto , in una città detta Efraim , e quivi se ne stava co’ suoi discepoli . Or la pasqua de’ Giudei era vicina ; e molti di quella contrada salirono in Gerusalemme , innanzi la pasqua , per purificarsi . Cercavano adunque Gesù ; ed essendo nel tempio , dicevano gli uni agli altri : Che vi par egli ? non verrà egli alla festa ? Or i principali sacerdoti , e i Farisei avean dato ordine che , se alcuno sapeva ove egli fosse , lo significasse , acciocchè lo pigliassero . GESÙ adunque , sei giorni avanti la pasqua , venne in Betania ove era Lazaro , quel ch’ era stato morto , il quale egli avea suscitato da’ morti . E quivi gli fecero un convito ; e Marta ministrava , e Lazaro era un di coloro ch’ eran con lui a tavola . E Maria prese una libbra d’ olio odorifero di nardo schietto , di gran prezzo , e ne unse i piedi di Gesù , e li asciugò co’ suoi capelli , e la casa fu ripiena dell’ odor dell’ olio . Laonde un de’ discepoli d’ esso , cioè Giuda Iscariot , figliuol di Simone , il quale era per tradirlo , disse : Perchè non si è venduto quest’ olio trecento denari , e non si è il prezzo dato a’ poveri ? Or egli diceva questo , non perchè si curasse de’ poveri , ma perciocchè era ladro , ed avea la borsa , e portava ciò che vi si metteva dentro . Gesù adunque disse : Lasciala ; ella l’ avea guardato per lo giorno della mia imbalsamatura . Perciocchè sempre avete i poveri con voi , ma me non avete sempre . Una gran moltitudine dunque de’ Giudei seppe ch’ egli era quivi ; e vennero , non sol per Gesù , ma ancora per veder Lazaro , il quale egli avea suscitato dai morti . Or i principali sacerdoti preser consiglio d’ uccidere eziandio Lazaro ; perciocchè per esso molti de’ Giudei andavano , e credevano in Gesù . IL giorno seguente , una gran moltitudine , ch’ era venuta alla festa , udito che Gesù veniva in Gerusalemme , prese de’ rami di palme , ed uscì incontro a lui , e gridava : Osanna ! benedetto sia il Re d’ Israele , che viene nel nome del Signore . E Gesù , trovato un asinello , vi montò su , secondo ch’ egli è scritto : Non temere , o figliuola di Sion ; ecco , il tuo Re viene , montato sopra un puledro d’ asina . Or i suoi discepoli non intesero da prima queste cose ; ma , quando Gesù fu glorificato , allora si ricordarono che queste cose erano scritte di lui , e ch’ essi gli avean fatte queste cose . La moltitudine adunque ch’ era con lui testimoniava ch’ egli avea chiamato Lazaro fuori del monumento , e l’ avea suscitato da’ morti . Perciò ancora la moltitudine gli andò incontro , perciocchè avea udito che egli avea fatto questo miracolo . Laonde i Farisei disser tra loro : Vedete che non profittate nulla ? ecco , il mondo gli va dietro . OR v’ erano certi Greci , di quelli che salivano per adorar nella festa . Costoro adunque , accostatisi a Filippo , ch’ era di Betsaida , città di Galilea , lo pregarono , dicendo : Signore , noi vorremmo veder Gesù . Filippo venne , e lo disse ad Andrea ; e di nuovo Andrea e Filippo lo dissero a Gesù . E Gesù rispose loro , dicendo : L’ ora è venuta , che il Figliuol dell’ uomo ha da esser glorificato . In verità , in verità , io vi dico che , se il granel del frumento , caduto in terra , non muore , riman solo ; ma , se muore , produce molto frutto . Chi ama la sua vita la perderà , e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà in vita eterna . Se alcun mi serve , seguitimi ; ed ove io sarò , ivi ancora sarà il mio servitore ; e se alcuno mi serve , il Padre l’ onorerà . Ora è turbata l’ anima mia ; e che dirò ? Padre , salvami da quest’ ora ; ma , per questo sono io venuto in quest’ ora . Padre , glorifica il tuo nome . Allora venne una voce dal cielo , che disse : E l’ ho glorificato , e lo glorificherò ancora . Laonde la moltitudine , ch’ era quivi presente , ed avea udita la voce , diceva essersi fatto un tuono . Altri dicevano : Un angelo gli ha parlato . E Gesù rispose , e disse : Questa voce non si è fatta per me , ma per voi . Ora è il giudicio di questo mondo ; ora sarà cacciato fuori il principe di questo mondo . Ed io , quando sarò levato in su dalla terra , trarrò tutti a me . Or egli diceva questo , significando di qual morte egli morrebbe . La moltitudine gli rispose : Noi abbiamo inteso dalla legge che il Cristo dimora in eterno ; come dunque dici tu che convien che il Figliuol dell’ uomo sia elevato ad alto ? chi è questo Figliuol dell’ uomo ? Gesù adunque disse loro : Ancora un poco di tempo la Luce è con voi ; camminate , mentre avete la luce , che le tenebre non vi colgano ; perciocchè , chi cammina nelle tenebre non sa dove si vada . Mentre avete la Luce , credete nella Luce , acciocchè siate figliuoli di luce . Queste cose ragionò Gesù ; e poi se ne andò , e si nascose da loro . E , benchè avesse fatti cotanti segni davanti a loro , non però credettero in lui ; acciocchè la parola che il profeta Isaia ha detta s’ adempiesse : Signore , chi ha creduto alla nostra predicazione ? ed a cui è stato rivelato il braccio del Signore ? Per tanto non potevano credere , perciocchè Isaia ancora ha detto : Egli ha accecati loro gli occhi , ed ha indurato loro il cuore , acciocchè non veggano con gli occhi , e non intendano col cuore , e non si convertano , ed io non li sani . Queste cose disse Isaia , quando vide la gloria d’ esso , e d’ esso parlò . Pur nondimeno molti , eziandio dei principali , credettero in lui ; ma , per tema de’ Farisei , non lo confessavano , acciocchè non fossero sbanditi dalla sinagoga . Perciocchè amarono più la gloria degli uomini , che la gloria di Dio . Or Gesù gridò , e disse : Chi crede in me non crede in me , ma in colui che mi ha mandato . E chi vede me vede colui che mi ha mandato . Io , che son la Luce , son venuto nel mondo , acciocchè chiunque crede in me non dimori nelle tenebre . E se alcuno ode le mie parole , e non crede , io non lo giudico ; perciocchè io non son venuto a giudicare il mondo , anzi a salvare il mondo . Chi mi sprezza , e non riceve le mie parole , ha chi lo giudica ; la parola che io ho ragionata sarà quella che lo giudicherà nell’ ultimo giorno . Perciocchè io non ho parlato da me medesimo ; ma il Padre che mi ha mandato è quello che mi ha ordinato ciò ch’ io debbo dire e parlare . Ed io so che il suo comandamento è vita eterna ; le cose adunque ch’ io ragiono , così le ragiono come il Padre mi ha detto . OR avanti la festa di Pasqua , Gesù , sapendo che la sua ora era venuta , da passar di questo mondo al Padre ; avendo amati i suoi che erano nel mondo , li amò infino alla fine . E finita la cena avendo già il diavolo messo nel cuor di Giuda Iscariot , figliuol di Simone , di tradirlo , Gesù , sapendo che il Padre gli avea dato ogni cosa in mano , e ch’ egli era proceduto da Dio , e se ne andava a Dio ; si levò dalla cena , e pose giù la sua vesta ; e preso uno sciugatoio , se ne cinse . Poi mise dell’ acqua in un bacino , e prese a lavare i piedi de’ discepoli , e ad asciugarli con lo sciugatoio , del quale egli era cinto . Venne adunque a Simon Pietro . Ed egli disse : Signore , mi lavi tu i piedi ? Gesù rispose , e gli disse : Tu non sai ora quel ch’ io fo , ma lo saprai appresso . Pietro gli disse : Tu non mi laverai giammai i piedi . Gesù gli disse : Se io non ti lavo , tu non avrai parte alcuna meco . Simon Pietro gli disse : Signore , non solo i piedi , ma anche le mani , e il capo . Gesù gli disse : Chi è lavato non ha bisogno se non di lavare i piedi , ma è tutto netto ; voi ancora siete netti , ma non tutti . Perciocchè egli conosceva colui che lo tradiva ; perciò disse : Non tutti siete netti . Dunque , dopo ch’ egli ebbe loro lavati i piedi , ed ebbe ripresa la sua vesta , messosi di nuovo a tavola , disse loro : Sapete voi quel ch’ io vi ho fatto ? Voi mi chiamate Maestro , e Signore , e dite bene , perciocchè io lo sono . Se dunque io , che sono il Signore , e il Maestro , v’ ho lavati i piedi , voi ancora dovete lavare i piedi gli uni agli altri . Perchè io vi ho dato esempio , acciocchè , come ho fatto io , facciate ancor voi . In verità , in verità , io vi dico , che il servitore non è maggior del suo signore , nè il messo maggior di colui che l’ ha mandato . Se sapete queste cose , voi siete beati se le fate . Io non dico di voi tutti ; io so quelli che io ho eletti ; ma conviene che s’ adempia questa scrittura : Colui che mangia il pane meco ha levato contro a me il suo calcagno . Fin da ora io vel dico , avanti che sia avvenuto ; acciocchè , quando sarà avvenuto , crediate ch’ io son desso . In verità , in verità , io vi dico , che , se io mando alcuno , chi lo riceve riceve me , e chi riceve me riceve colui che mi ha mandato . DOPO che Gesù ebbe dette queste cose , fu turbato nello spirito ; e protestò , e disse : In verità , in verità , io vi dico , che l’ un di voi mi tradirà . Laonde i discepoli si riguardavano gli uni gli altri , stando in dubbio di chi dicesse . Or uno de’ discepoli , il quale Gesù amava , era coricato in sul seno d’ esso . Simon Pietro adunque gli fece cenno , che domandasse chi fosse colui , del quale egli parlava . E quel discepolo , inchinatosi sopra il petto di Gesù , gli disse : Signore , chi è colui ? Gesù rispose : Egli è colui , al quale io darò il boccone , dopo averlo intinto . Ed avendo intinto il boccone , lo diede a Giuda Iscariot , figliuol di Simone . Ed allora , dopo quel boccone , Satana entrò in lui . Laonde Gesù gli disse : Fa’ prestamente quel che tu fai . Ma niun di coloro ch’ erano a tavola intese perchè gli avea detto quello . Perciocchè alcuni stimavano , perchè Giuda avea la borsa , che Gesù gli avesse detto : Comperaci le cose che ci bisognano per la festa ; ovvero , che desse qualche cosa ai poveri . Egli adunque , preso il boccone , subito se ne uscì . Or era notte . QUANDO fu uscito , Gesù disse : Ora è glorificato il Figliuol dell’ uomo , e Dio è glorificato in lui . E se Dio è glorificato in lui , egli altresì lo glorificherà in sè medesimo , e tosto lo glorificherà . Figliuoletti , io sono ancora un poco di tempo con voi ; voi mi cercherete , ma come ho detto a’ Giudei , che là ove io vo essi non posson venire , così altresì dico a voi al presente . Io vi do un nuovo comandamento : che voi vi amiate gli uni gli altri ; acciocchè , come io vi ho amati , voi ancora vi amiate gli uni gli altri . Da questo conosceranno tutti che voi siete miei discepoli , se avrete amore gli uni per gli altri . Simon Pietro gli disse : Signore , dove vai ? Gesù gli rispose : Là ove io vo , tu non puoi ora seguitarmi ; ma mi seguiterai poi appresso . Pietro gli disse : Signore , perchè non posso io ora seguitarti ? io metterò la vita mia per te . Gesù gli rispose : Tu metterai la vita tua per me ? in verità , in verità , io ti dico che il gallo non canterà , che tu non mi abbi rinnegato tre volte . Il vostro cuore non sia turbato ; voi credete in Dio , credete ancora in me . Nella casa del Padre mio vi son molte stanze ; se no , io ve l’ avrei detto ; io vo ad apparecchiarvi il luogo . E quando io sarò andato , e vi avrò apparecchiato il luogo , verrò di nuovo , e vi accoglierò appresso di me , acciocchè dove io sono , siate ancora voi . Voi sapete ove io vo , e sapete anche la via . Toma gli disse : Signore , noi non sappiamo ove tu vai ; come dunque possiamo saper la via ? Gesù gli disse : Io son la via , la verità , e la vita ; niuno viene al Padre se non per me . Se voi mi aveste conosciuto , conoscereste anche il Padre ; e fin da ora lo conoscete , e l’ avete veduto . Filippo gli disse : Signore , mostraci il Padre , e ciò ci basta . Gesù gli disse : Cotanto tempo sono io già con voi , e tu non mi hai conosciuto , Filippo ? chi mi ha veduto ha veduto il Padre ; come dunque dici tu : Mostraci il Padre ? Non credi tu che io son nel Padre , e che il Padre è in me ? le parole che io vi ragiono , non le ragiono da me stesso ; e il Padre , che dimora in me , è quel che fa le opere . Credetemi ch’ io son nel Padre , e che il Padre è in me ; se no , credetemi per esse opere . In verità , in verità , io vi dico , che chi crede in me farà anch’ egli le opere le quali io fo ; anzi ne farà delle maggiori di queste , perciocchè io me ne vo al Padre . Ed ogni cosa che voi avrete chiesta nel nome mio , quella farò ; acciocchè il Padre sia glorificato nel Figliuolo . Se voi chiedete cosa alcuna nel nome mio , io la farò . Se voi mi amate , osservate i miei comandamenti . Ed io pregherò il Padre , ed egli vi darà un altro Consolatore , che dimori con voi in perpetuo . Cioè lo Spirito della verità , il quale il mondo non può ricevere ; perciocchè non lo vede , e non lo conosce ; ma voi lo conoscete ; perciocchè dimora appresso di voi , e sarà in voi . Io non vi lascerò orfani ; io tornerò a voi . Fra qui ed un poco di tempo , il mondo non mi vedrà più ; ma voi mi vedrete ; perciocchè io vivo , e voi ancora vivrete . In quel giorno voi conoscerete che io son nel Padre mio , e che voi siete in me , ed io in voi . Chi ha i miei comandamenti , e li osserva , esso è quel che mi ama ; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio ; ed io ancora l’ amerò , e me gli manifesterò . Giuda , non l’ Iscariot , gli disse : Signore , che vuol dire che tu ti manifesterai a noi , e non al mondo ? Gesù rispose , e gli disse : Se alcuno mi ama , osserverà la mia parola , e il Padre mio l’ amerà ; e noi verremo a lui , e faremo dimora presso lui . Chi non mi ama non osserva le mie parole ; e la parola che voi udite , non è mia , ma del Padre che mi ha mandato . Io vi ho ragionate queste cose , dimorando appresso di voi . Ma il Consolatore , cioè lo Spirito Santo , il quale il Padre manderà nel nome mio , esso v’ insegnerà ogni cosa , e vi rammemorerà tutte le cose che io vi ho dette . Io vi lascio pace , io vi do la mia pace : io non ve la do , come il mondo la dà ; il vostro cuore non sia turbato , e non si spaventi . Voi avete udito che io vi ho detto : Io me ne vo , e tornerò a voi ; se voi mi amaste , certo voi vi rallegrereste di ciò che ho detto : Io me ne vo al Padre ; poichè il Padre è maggiore di me . Ed ora , io ve l’ ho detto , innanzi che sia avvenuto ; acciocchè , quando sarà avvenuto , voi crediate . Io non parlerò più molto con voi ; perciocchè il principe di questo mondo viene , e non ha nulla in me . Ma quest’ è , acciocchè il mondo conosca che io amo il Padre , e che fo come il Padre mi ha ordinato . Levatevi , andiamcene di qui . IO son la vera vite , e il Padre mio è il vignaiuolo . Egli toglie via ogni tralcio che in me non porta frutto ; ma ogni tralcio che porta frutto egli lo rimonda , acciocchè ne porti vie più . Già siete voi mondi , per la parola che io vi ho detta . Dimorate in me , ed io dimorerò in voi ; siccome il tralcio non può portar frutto da sè stesso , se non dimora nella vite , così nè anche voi , se non dimorate in me . Io son la vite , voi siete i tralci ; chi dimora in me , ed io in lui , esso porta molto frutto , poichè fuor di me non potete far nulla . Se alcuno non dimora in me , è gettato fuori , come il sermento , e si secca ; poi cotali sermenti son raccolti , e son gettati nel fuoco , e si bruciano . Se voi dimorate in me , e le mie parole dimorano in voi , voi domanderete ciò che vorrete , e vi sarà fatto . In questo è glorificato il Padre mio , che voi portiate molto frutto ; e così sarete miei discepoli . Come il Padre mi ha amato , io altresì ho amati voi ; dimorate nel mio amore . Se voi osservate i miei comandamenti , voi dimorerete nel mio amore ; siccome io ho osservati i comandamenti del Padre mio , e dimoro nel suo amore . Queste cose vi ho io ragionate , acciocchè la mia allegrezza dimori in voi , e la vostra allegrezza sia compiuta . Quest’ è il mio comandamento : Che voi vi amiate gli uni gli altri , come io ho amati voi . Niuno ha maggiore amor di questo : di metter la vita sua per i suoi amici . Voi sarete miei amici , se fate tutte le cose che io vi comando . Io non vi chiamo più servi , perciocchè il servo non sa ciò che fa il suo signore ; ma io vi ho chiamati amici , perciocchè vi ho fatte assaper tutte le cose che ho udite dal Padre mio . Voi non avete eletto me , ma io ho eletti voi ; e vi ho costituiti , acciocchè andiate , e portiate frutto , e il vostro frutto sia permanente ; acciocchè qualunque cosa chiederete al Padre nel mio nome , egli ve la dia . Io vi comando queste cose , acciocchè vi amiate gli uni gli altri . Se il mondo vi odia , sappiate che egli mi ha odiato prima di voi . Se voi foste del mondo , il mondo amerebbe ciò che sarebbe suo ; ma , perciocchè voi non siete del mondo , anzi io vi ho eletti dal mondo , perciò vi odia il mondo . Ricordatevi delle parole che io vi ho dette : Che il servitore non è da più del suo signore ; se hanno perseguito me , perseguiranno ancora voi ; se hanno osservate le mie parole , osserveranno ancora le vostre . Ma vi faranno tutte queste cose per lo mio nome ; perciocchè non conoscono colui che mi ha mandato . Se io non fossi venuto , e non avessi lor parlato , non avrebbero alcun peccato ; ma ora non hanno scusa alcuna del lor peccato . Chi odia me , odia eziandio il Padre mio . Se io non avessi fatte tra loro opere quali niuno altro ha fatte , non avrebbero alcun peccato ; ma ora essi le hanno vedute , ed hanno odiato me , ed il Padre mio . Ma questo è acciocchè si adempia la parola scritta nella lor legge : M’ hanno odiato senza cagione . Ma , quando sarà venuto il Consolatore , il quale io vi manderò dal Padre , che è lo Spirito della verità , il qual procede dal Padre mio , esso testimonierà di me . E voi ancora ne testimonierete , poichè dal principio siete meco . IO vi ho dette queste cose , acciocchè non siate scandalezzati . Vi sbandiranno dalle sinagoghe ; anzi l’ ora viene che chiunque vi ucciderà penserà far servigio a Dio . E vi faranno queste cose , perciocchè non hanno conosciuto il Padre , nè me . Ma io vi ho dette queste cose , acciocchè , quando quell’ ora sarà venuta , voi vi ricordiate ch’ io ve le ho dette ; or da principio non vi dissi queste cose , perciocchè io era con voi . Ma ora io me ne vo a colui che mi ha mandato ; e niun di voi mi domanda : Ove vai ? Anzi , perciocchè io vi ho dette queste cose , la tristizia vi ha ripieno il cuore . Ma pure io vi dico la verità : Egli v’ è utile ch’ io me ne vada , perciocchè , se io non me ne vo , il Consolatore non verrà a voi ; ma se io me ne vo , io ve lo manderò . E quando esso sarà venuto , convincerà il mondo di peccato , di giustizia e di giudicio . Di peccato , perciocchè non credono in me ; di giustizia , perciocchè io me ne vo al Padre mio , e voi non mi vedrete più ; di giudicio , perciocchè il principe di questo mondo è già giudicato . Io ho ancora cose assai a dirvi , ma voi non le potete ora portare . Ma , quando colui sarà venuto , cioè lo Spirito di verità , egli vi guiderà in ogni verità ; perciocchè egli non parlerà da sè stesso , ma dirà tutte le cose che avrà udite , e vi annunzierà le cose a venire . Esso mi glorificherà , perciocchè prenderà del mio , e ve l’ annunzierà . Tutte le cose che ha il Padre son mie : perciò ho detto ch’ egli prenderà del mio , e ve l’ annunzierà . Fra poco voi non mi vedrete ; e di nuovo , fra poco voi mi vedrete ; perciocchè io me ne vo al Padre . Laonde alcuni de’ suoi discepoli dissero gli uni agli altri : Che cosa è questo ch’ egli ci dice : Fra poco voi non mi vedrete ; e di nuovo : Fra poco mi vedrete ? e : Perciocchè io me ne vo al Padre ? Dicevano adunque : Che cosa è questo fra poco , ch’ egli dice ? noi non sappiam ciò ch’ egli si dica . Gesù adunque conobbe che lo volevano domandare , e disse loro : Domandate voi gli uni gli altri di ciò ch’ io ho detto : Fra poco voi non mi vedrete ? e di nuovo : Fra poco voi mi vedrete ? In verità , in verità , io vi dico , che voi piangerete , e farete cordoglio ; e il mondo si rallegrerà , e voi sarete contristati ; ma la vostra tristizia sarà mutata in letizia . La donna , quando partorisce , sente dolori , perciocchè il suo termine è venuto ; ma , dopo che ha partorito il fanciullino , ella non si ricorda più dell’ angoscia , per l’ allegrezza che sia nata una creatura umana al mondo . Voi dunque altresì avete ora tristizia , ma io vi vedrò di nuovo , e il vostro cuore si rallegrerà , e niuno vi torrà la vostra letizia . E in quel giorno voi non mi domanderete di nulla . In verità , in verità , io vi dico , che tutte le cose che domanderete al Padre , nel nome mio , egli ve le darà . Fino ad ora voi non avete domandato nulla nel nome mio ; domandate e riceverete , acciocchè la vostra letizia sia compiuta . Io vi ho ragionate queste cose in similitudini ; ma l’ ora viene che io non vi parlerò più in similitudini , ma apertamente vi ragionerò del Padre . In quel giorno voi chiederete nel nome mio ; ed io non vi dico ch’ io pregherò il Padre per voi . Perciocchè il Padre stesso vi ama ; perciocchè voi mi avete amato , ed avete creduto ch’ io son proceduto da Dio . Io son proceduto dal Padre , e son venuto nel mondo ; di nuovo io lascio il mondo , e vo al Padre . I suoi discepoli gli dissero : Ecco , tu parli ora apertamente , e non dici alcuna similitudine . Or noi sappiamo che tu sai ogni cosa , e non hai bisogno che alcun ti domandi ; perciò crediamo che tu sei proceduto da Dio . Gesù rispose loro : Ora credete voi ? Ecco , l’ ora viene , e già è venuta , che sarete dispersi , ciascuno in casa sua , e mi lascerete solo ; ma io non son solo , perciocchè il Padre è meco . Io vi ho dette queste cose , acciocchè abbiate pace in me ; voi avrete tribolazione nel mondo ; ma state di buon cuore , io ho vinto il mondo . QUESTE cose disse Gesù ; poi alzò gli occhi al cielo , e disse : Padre , l’ ora è venuta ; glorifica il tuo Figliuolo , acciocchè altresì il Figliuolo glorifichi te , secondo che tu gli hai data podestà sopra ogni carne , acciocchè egli dia vita eterna a tutti coloro che tu gli hai dati . Or questa è la vita eterna , che conoscano te , che sei il solo vero Iddio , e Gesù Cristo , che tu hai mandato . Io ti ho glorificato in terra ; io ho adempiuta l’ opera che tu mi hai data a fare . Ora dunque , tu , Padre , glorificami appo te stesso , della gloria che io ho avuta appo te , avanti che il mondo fosse . Io ho manifestato il nome tuo agli uomini , i quali tu mi hai dati del mondo ; erano tuoi , e tu me li hai dati , ed essi hanno osservata la tua parola . Ora hanno conosciuto che tutte le cose che tu mi hai date son da te . Perciocchè io ho date loro le parole che tu mi hai date , ed essi le hanno ricevute , ed hanno veramente conosciuto che io son proceduto da te , ed hanno creduto che tu mi hai mandato . Io prego per loro ; io non prego per lo mondo , ma per coloro che tu mi hai dati , perciocchè sono tuoi . E tutte le cose mie sono tue , e le cose tue sono mie ; ed io sono in essi glorificato . Ed io non sono più nel mondo , ma costoro son nel mondo , ed io vo a te . Padre santo , conservali nel tuo nome , essi che tu mi hai dati , acciocchè sieno una stessa cosa come noi . Quand’ io era con loro nel mondo , io li conservava nel nome tuo ; io ho guardati coloro che tu mi hai dati , e niun di loro è perito , se non il figliuol della perdizione , acciocchè la scrittura fosse adempiuta . Or al presente io vengo a te , e dico queste cose nel mondo , acciocchè abbiano in loro la mia allegrezza compiuta . Io ho loro data la tua parola , e il mondo li ha odiati , perciocchè non son del mondo , siccome io non son del mondo . Io non chiedo che tu li tolga dal mondo , ma che tu li guardi dal maligno . Essi non son del mondo , siccome io non son del mondo . Santificali nella tua verità ; la tua parola è verità . Siccome tu mi hai mandato nel mondo , io altresì li ho mandati nel mondo . E per loro santifico me stesso ; acciocchè essi ancora sieno santificati in verità . Or io non prego sol per costoro , ma ancora per coloro che crederanno in me per la lor parola . Acciocchè tutti sieno una stessa cosa , come tu , o Padre , sei in me , ed io sono in te ; acciocchè essi altresì sieno una stessa cosa in noi ; affinchè il mondo creda che tu mi hai mandato . Ed io ho data loro la gloria che tu hai data a me , acciocchè sieno una stessa cosa , siccome noi siamo una stessa cosa . Io sono in loro , e tu sei in me ; acciocchè essi sieno compiuti in una stessa cosa , ed acciocchè il mondo conosca che tu mi hai mandato , e che tu li hai amati , come tu hai amato me . Padre , io voglio che dove son io , sieno ancor meco coloro che tu mi hai dati , acciocchè veggano la mia gloria , la quale tu mi hai data ; perciocchè tu mi hai amato avanti la fondazion del mondo . Padre giusto , il mondo non ti ha conosciuto ; ma io ti ho conosciuto , e costoro hanno conosciuto che tu mi hai mandato . Ed io ho loro fatto conoscere il tuo nome , e lo farò conoscere ancora , acciocchè l’ amore , del quale tu mi hai amato , sia in loro , ed io in loro . GESÙ , avendo dette queste cose , uscì co’ suoi discepoli , e andò di là dal torrente di Chedron , ove era un orto , nel quale entrò egli ed i suoi discepoli . Or Giuda , che lo tradiva , sapeva anch’ egli il luogo ; perciocchè Gesù s’ era molte volte accolto là co’ suoi discepoli . Giuda adunque , presa la schiera , e de’ sergenti , da’ principali sacerdoti , e da’ Farisei , venne là con lanterne , e torce , ed armi . Laonde Gesù , sapendo tutte le cose che gli avverrebbero , uscì , e disse loro : Chi cercate ? Essi gli risposero : Gesù il Nazareo . Gesù disse loro : Io son desso . Or Giuda che lo tradiva era anch’ egli presente con loro . Come adunque egli ebbe detto loro : Io son desso , andarono a ritroso , e caddero in terra . Egli adunque di nuovo domandò loro : Chi cercate ? Essi dissero : Gesù il Nazareo . Gesù rispose : Io vi ho detto ch’ io son desso ; se dunque cercate me , lasciate andar costoro . Acciocchè si adempiesse ciò ch’ egli avea detto : Io non ho perduto alcuno di coloro che tu mi hai dati . E Simon Pietro , avendo una spada , la trasse , e percosse il servitore del sommo sacerdote , e gli ricise l’ orecchio destro ; or quel servitore avea nome Malco . E Gesù disse a Pietro : Riponi la tua spada nella guaina ; non berrei io il calice il quale il Padre mi ha dato ? LA schiera adunque , e il capitano , e i sergenti de’ Giudei , presero Gesù , e lo legarono . E prima lo menarono ad Anna ; perciocchè egli era suocero di Caiafa , il quale era sommo sacerdote di quell’ anno ; ed Anna lo rimandò legato a Caiafa , sommo sacerdote . Or Caiafa era quel che avea consigliato a’ Giudei , ch’ egli era utile che un uomo morisse per lo popolo . Or Simon Pietro ed un altro discepolo seguitavano Gesù ; e quel discepolo era noto al sommo sacerdote , laonde egli entrò con Gesù nella corte del sommo sacerdote . Ma Pietro stava di fuori alla porta . Quell’ altro discepolo adunque , ch’ era noto al sommo sacerdote , uscì , e fece motto alla portinaia , e fece entrar Pietro . E la fante portinaia disse a Pietro : Non sei ancor tu de’ discepoli di quest’ uomo ? Egli disse : Non sono . Ora i servitori , e i sergenti , stavano quivi ritti , avendo accesi de’ carboni , e si scaldavano , perciocchè faceva freddo ; e Pietro stava in piè con loro , e si scaldava . Or il sommo sacerdote domandò Gesù intorno a’ suoi discepoli , ed alla sua dottrina . Gesù gli rispose : Io ho apertamente parlato al mondo ; io ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio , ove i Giudei si raunano d’ ogni luogo , e non ho detto niente in occulto . Perchè mi domandi tu ? domanda coloro che hanno udito ciò ch’ io ho lor detto ; ecco , essi sanno le cose ch’ io ho dette . Ora quando Gesù ebbe dette queste cose , un de’ sergenti , ch’ era quivi presente , gli diede una bacchettata , dicendo : Così rispondi tu al sommo sacerdote ? Gesù gli rispose : Se io ho mal parlato , testimonia del male ; ma , se ho parlato bene , perchè mi percuoti ? Anna adunque l’ avea rimandato legato a Caiafa , sommo sacerdote . E Simon Pietro era quivi presente , e si scaldava . Laonde gli dissero : Non sei ancor tu de’ suoi discepoli ? Ed egli lo negò , e disse : Non sono . Ed uno dei servitori del sommo sacerdote , parente di colui a cui Pietro avea tagliato l’ orecchio , disse : Non ti vidi io nell’ orto con lui ? E Pietro da capo lo negò , e subito il gallo cantò . POI menarono Gesù da Caiafa nel palazzo ; or era mattina , ed essi non entrarono nel palazzo , per non contaminarsi , ma per poter mangiar la pasqua . Pilato adunque uscì a loro , e disse : Quale accusa portate voi contro a quest’ uomo ? Essi risposero , e gli dissero : Se costui non fosse malfattore , noi non te l’ avremmo dato nelle mani . Laonde Pilato disse loro : Pigliatelo voi , e giudicatelo secondo la vostra legge . Ma i Giudei gli dissero : A noi non è lecito di far morire alcuno . Acciocchè si adempiesse quello che Gesù avea detto , significando di qual morte morrebbe . Pilato adunque rientrò nel palazzo , e chiamò Gesù , e gli disse : Se’ tu il Re de’ Giudei ? Gesù gli rispose : Dici tu questo da te stesso , o pur te l’ hanno altri detto di me ? Pilato gli rispose : Son io Giudeo ? la tua nazione , e i principali sacerdoti ti hanno messo nelle mie mani ; che hai tu fatto ? Gesù rispose : Il mio regno non è di questo mondo ; se il mio regno fosse di questo mondo , i miei ministri contenderebbero , acciocchè io non fossi dato in man de’ Giudei ; ma ora il mio regno non è di qui . Laonde Pilato gli disse : Dunque sei tu Re ? Gesù rispose : Tu il dici ; perciocchè io son Re ; per questo sono io nato , e per questo son venuto nel mondo , per testimoniar della verità ; chiunque è della verità ascolta la mia voce . Pilato gli disse : Che cosa è verità ? E detto questo , di nuovo uscì a’ Giudei , e disse loro : Io non trovo alcun misfatto in lui . Or voi avete una usanza ch’ io vi liberi uno nella pasqua ; volete voi adunque ch’ io vi liberi il Re de’ Giudei ? E tutti gridarono di nuovo , dicendo : Non costui , anzi Barabba . Or Barabba era un ladrone . Allora adunque Pilato prese Gesù , e lo flagellò . Ed i soldati , contesta una corona di spine , gliela posero in sul capo , e gli misero attorno un ammanto di porpora , e dicevano : Ben ti sia , o Re de’ Giudei ; e gli davan delle bacchettate . E Pilato uscì di nuovo , e disse loro : Ecco , io ve lo meno fuori , acciocchè sappiate ch’ io non trovo in lui alcun maleficio . Gesù adunque uscì , portando la corona di spine , e l’ ammanto di porpora . E Pilato disse loro : Ecco l’ uomo . Ed i principali sacerdoti , ed i sergenti , quando lo videro , gridarono , dicendo : Crocifiggilo , crocifiggilo . Pilato disse loro : Prendetelo voi , e crocifiggetelo , perciocchè io non trovo alcun maleficio in lui . I Giudei gli risposero : Noi abbiamo una legge ; e secondo la nostra legge , egli deve morire ; perciocchè egli si è fatto Figliuol di Dio . Pilato adunque , quando ebbe udite quelle parole , temette maggiormente . E rientrò nel palazzo , e disse a Gesù : Onde sei tu ? Ma Gesù non gli diede alcuna risposta . Laonde Pilato gli disse : Non mi parli tu ? non sai tu ch’ io ho podestà di crocifiggerti , e podestà di liberarti ? Gesù rispose : Tu non avresti alcuna podestà contro a me , se ciò non ti fosse dato da alto ; perciò , colui che mi t’ ha dato nelle mani ha maggior peccato . Da quell’ ora Pilato cercava di liberarlo ; ma i Giudei gridavano , dicendo : Se tu liberi costui , tu non sei amico di Cesare : chiunque si fa re si oppone a Cesare . Pilato adunque , avendo udite queste parole , menò fuori Gesù , e si pose a sedere in sul tribunale , nel luogo detto Lastrico , ed in Ebreo Gabbata or era la preparazione della pasqua , ed era intorno all’ ora sesta ; e disse a’ Giudei : Ecco il vostro Re . Ma essi gridarono : Togli , togli , crocifiggilo . Pilato disse loro : Crocifiggerò io il vostro Re ? I principali sacerdoti risposero : Noi non abbiamo altro re che Cesare . Allora adunque egli lo diede lor nelle mani , acciocchè fosse crocifisso . Ed essi presero Gesù , e lo menarono via . ED egli , portando la sua croce , uscì al luogo detto del Teschio , il quale in Ebreo si chiama Golgota . E quivi lo crocifissero , e con lui due altri , l’ uno di qua , e l’ altro di là , e Gesù in mezzo . Or Pilato scrisse ancora un titolo , e lo pose sopra la croce ; e v’ era scritto : GESÙ IL NAZAREO , IL RE DE’ GIUDEI . Molti adunque de’ Giudei lessero questo titolo , perciocchè il luogo ove Gesù fu crocifisso era vicin della città ; e quello era scritto in Ebreo , in Greco , e in Latino . Laonde i principali sacerdoti de’ Giudei dissero a Pilato : Non iscrivere : Il Re de’ Giudei ; ma che costui ha detto : Io sono il Re de’ Giudei . Pilato rispose : Io ho scritto ciò ch’ io ho scritto . Or i soldati , quando ebber crocifisso Gesù , presero i suoi panni , e ne fecero quattro parti , una parte per ciascun soldato , e la tonica . Or la tonica era senza cucitura , tessuta tutta al di lungo fin da capo ; laonde dissero gli uni agli altri : Non la stracciamo , ma tiriamone le sorti , a cui ella ha da essere , acciocchè si adempiesse la scrittura , che dice : Hanno spartiti fra loro i miei panni , ed hanno tratta la sorte sopra la mia vesta . I soldati adunque fecero queste cose . Or presso della croce di Gesù stava sua madre , e la sorella di sua madre , Maria di Cleopa , e Maria Maddalena . Laonde Gesù , veggendo quivi presente sua madre , e il discepolo ch’ egli amava , disse a sua madre : Donna , ecco il tuo figliuolo ! Poi disse al discepolo : Ecco tua madre ! E da quell’ ora quel discepolo l’ accolse in casa sua . Poi appresso , Gesù , sapendo che ogni cosa era già compiuta , acciocchè la scrittura si adempiesse , disse : Io ho sete . Or quivi era posto un vaso pien d’ aceto . Coloro adunque , empiuta di quell’ aceto una spugna , e postala intorno a dell’ isopo , gliela porsero alla bocca . Quando adunque Gesù ebbe preso l’ aceto , disse : Ogni cosa è compiuta . E chinato il capo , rendè lo spirito . Or i Giudei pregarono Pilato che si fiaccasser loro le gambe , e che si togliesser via ; acciocchè i corpi non restassero in su la croce nel sabato , perciocchè era la preparazione ; e quel giorno del sabato era un gran giorno . I soldati adunque vennero , e fiaccarono le gambe al primo , e poi anche all’ altro , ch’ era stato crocifisso con lui . Ma essendo venuti a Gesù , come videro che egli già era morto , non gli fiaccarono le gambe . Ma uno de’ soldati gli forò il costato con una lancia , e subito ne uscì sangue ed acqua . E colui che l’ ha veduto ne rendè testimonianza , e la sua testimonianza è verace ; ed esso sa che egli dice cose vere , acciocchè voi crediate . Perciocchè queste cose sono avvenute , acciocchè la scrittura fosse adempiuta : Niun osso d’ esso sarà fiaccato . Ed ancora un’ altra scrittura dice : Essi vedranno colui che han trafitto . DOPO queste cose , Giuseppe da Arimatea , il quale era discepolo di Gesù , ma occulto , per tema de’ Giudei , chiese a Pilato di poter togliere il corpo di Gesù , e Pilato gliel permise . Egli adunque venne , e tolse il corpo di Gesù . Or venne anche Nicodemo , che al principio era venuto a Gesù di notte , portando intorno a cento libbre d’ una composizione di mirra , e d’ aloe . Essi adunque presero il corpo di Gesù , e l’ involsero in lenzuoli , con quegli aromati ; secondo ch’ è l’ usanza de’ Giudei d’ imbalsamare . Or nel luogo , ove egli fu crocifisso , era un orto , e nell’ orto un monumento nuovo , ove niuno era stato ancora posto . Quivi adunque posero Gesù , per cagion della preparazion de’ Giudei , perciocchè il monumento era vicino . OR il primo giorno della settimana , la mattina , essendo ancora scuro , Maria Maddalena venne al monumento , e vide che la pietra era stata rimossa dal monumento . Laonde ella se ne corse , e venne a Simon Pietro ed all’ altro discepolo , il qual Gesù amava , e disse loro : Hanno tolto dal monumento il Signore , e noi non sappiamo ove l’ abbian posto . Pietro adunque , e l’ altro discepolo uscirono fuori , e vennero al monumento . Or correvano amendue insieme ; ma quell’ altro discepolo corse innanzi più prestamente che Pietro , e venne il primo al monumento . E chinatosi vide le lenzuola che giacevano nel monumento ; ma non vi entrò . E Simon Pietro , che lo seguitava , venne , ed entrò nel monumento , e vide le lenzuola che giacevano , e lo sciugatoio ch’ era sopra il capo di Gesù , il qual non giaceva con le lenzuola , ma era involto da parte in un luogo . Allora adunque l’ altro discepolo ch’ era venuto il primo al monumento , vi entrò anch’ egli , e vide , e credette . Perciocchè essi non aveano ancora conoscenza della scrittura : che conveniva ch’ egli risuscitasse da’ morti . I discepoli adunque se ne andarono di nuovo a casa loro . MA Maria se ne stava presso al monumento , piangendo di fuori ; e mentre piangeva , si chinò dentro al monumento . E vide due angeli , vestiti di bianco , i quali sedevano , l’ uno dal capo , l’ altro da’ piedi del luogo ove il corpo di Gesù era giaciuto . Ed essi le dissero : Donna , perchè piangi ? Ella disse loro : Perciocchè hanno tolto il mio Signore , ed io non so ove l’ abbiano posto . E detto questo , ella si rivolse indietro e vide Gesù , che stava quivi in piè ; ed ella non sapeva ch’ egli fosse Gesù . Gesù le disse : Donna , perchè piangi ? chi cerchi ? Ella , pensando ch’ egli fosse l’ ortolano , gli disse : Signore , se tu l’ hai portato via , dimmi ove tu l’ hai posto , ed io lo torrò . Gesù le disse : Maria ! Ed ella , rivoltasi , gli disse : Rabboni ! che vuol dire : Maestro . Gesù le disse : Non toccarmi , perciocchè io non sono ancora salito al Padre mio ; ma va’ a’ miei fratelli , e di’ loro , ch’ io salgo al Padre mio , ed al Padre vostro ; ed all’ Iddio mio , ed all’ Iddio vostro . Maria Maddalena venne , annunziando a’ discepoli ch’ ella avea veduto il Signore , e ch’ egli aveale dette quelle cose . ORA , quando fu sera , in quell’ istesso giorno ch’ era il primo della settimana ; ed essendo le porte del luogo , ove erano raunati i discepoli , serrate per tema de’ Giudei , Gesù venne , e si presentò quivi in mezzo , e disse loro : Pace a voi ! E detto questo , mostrò loro le sue mani , ed il costato . I discepoli adunque , veduto il Signore , si rallegrarono . E Gesù di nuovo disse loro : Pace a voi ! come il Padre mi ha mandato , così vi mando io . E detto questo , soffiò loro nel viso ; e disse loro : Ricevete lo Spirito Santo . A cui voi avrete rimessi i peccati saran rimessi , ed a cui li avrete ritenuti saran ritenuti . Or Toma , detto Didimo , l’ un de’ dodici , non era con loro , quando Gesù venne . Gli altri discepoli adunque gli dissero : Noi abbiam veduto il Signore . Ma egli disse loro : Se io non veggo nelle sue mani il segnal de’ chiodi , e se non metto il dito nel segnal de’ chiodi , e la mano nel suo costato , io non lo crederò . Ed otto giorni appresso , i discepoli eran di nuovo dentro la casa , e Toma era con loro . E Gesù venne , essendo le porte serrate , e si presentò quivi in mezzo , e disse : Pace a voi ! Poi disse a Toma : Porgi qua il dito , e vedi le mie mani ; porgi anche la mano , e mettila nel mio costato ; e non sii incredulo , anzi credente . E Toma rispose , e gli disse : Signor mio , e Iddio mio ! Gesù gli disse : Perciocchè tu hai veduto , Toma , tu hai creduto ; beati coloro che non hanno veduto , ed hanno creduto . Or Gesù fece ancora , in presenza dei suoi discepoli , molti altri miracoli , i quali non sono scritti in questo libro . Ma queste cose sono scritte , acciocchè voi crediate che Gesù è il Cristo , il Figliuol di Dio ; ed acciocchè , credendo , abbiate vita nel nome suo . DOPO queste cose , Gesù si fece vedere di nuovo a’ discepoli presso al mar di Tiberiade ; e si fece vedere in questa maniera . Simon Pietro , e Toma detto Didimo , e Natanaele , ch’ era da Cana di Galilea , ed i figliuoli di Zebedeo , e due altri dei discepoli d’ esso , erano insieme . Simon Pietro disse loro : Io me ne vo a pescare . Essi gli dissero : Ancor noi veniam teco . Così uscirono , e montarono prestamente nella navicella , e in quella notte non presero nulla . Ma , essendo già mattina , Gesù si presentò in su la riva ; tuttavia i discepoli non conobbero ch’ egli era Gesù . E Gesù disse loro : Figliuoli , avete voi alcun pesce ? Essi gli risposero : No . Ed egli disse loro : Gettate la rete al lato destro della navicella , e ne troverete . Essi adunque la gettarono , e non potevano più trarla , per la moltitudine dei pesci . Laonde quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro : Egli è il Signore . E Simon Pietro , udito ch’ egli era il Signore , succinse la sua veste perciocchè egli era nudo , e si gettò nel mare . Ma gli altri discepoli vennero in su la navicella perciocchè non erano molto lontan dalla terra , ma solo intorno a dugento cubiti , traendo la rete piena di pesci . Come adunque furono smontati in terra , videro delle brace poste , e del pesce messovi su , e del pane . Gesù disse loro : Portate qua de’ pesci che ora avete presi . Simon Pietro montò nella navicella , e trasse la rete in terra , piena di cencinquantatre grossi pesci ; e benchè ve ne fossero tanti , la rete però non si stracciò . Gesù disse loro : Venite , e desinate . Or niuno de’ discepoli ardiva domandarlo : Tu chi sei ? sapendo ch’ egli era il Signore . Gesù adunque venne , e prese il pane , e ne diede loro ; e del pesce simigliantemente . Questa fu già la terza volta che Gesù si fece vedere a’ suoi discepoli , dopo che fu risuscitato da’ morti . Ora , dopo ch’ ebbero desinato , Gesù disse a Simon Pietro : Simon di Giona , m’ ami tu più che costoro ? Egli gli disse : Veramente , Signore , tu sai ch’ io t’ amo . Gesù gli disse : Pasci i miei agnelli . Gli disse ancora la seconda volta : Simon di Giona , m’ ami tu ? Egli gli disse : Veramente , Signore , tu sai ch’ io t’ amo . Gesù gli disse : Pasci le mie pecore . Gli disse la terza volta : Simon di Giona , m’ ami tu ? Pietro s’ attristò ch’ egli gli avesse detto fino a tre volte : M’ ami tu ? E gli disse : Signore , tu sai ogni cosa , tu sai ch’ io t’ amo . Gesù gli disse : Pasci le mie pecore . In verità , in verità , io ti dico , che quando tu eri giovane , tu ti cingevi , e andavi ove volevi ; ma , quando sarai vecchio , tu stenderai le tue mani , ed un altro ti cingerà , e ti condurrà là ove tu non vorresti . Or disse ciò , significando di qual morte egli glorificherebbe Iddio . E detto questo , gli disse : Seguitami . Or Pietro , rivoltosi , vide venir dietro a sè il discepolo che Gesù amava , il quale eziandio nella cena era coricato in sul petto di Gesù , ed avea detto : Signore , chi è colui che ti tradisce ? Pietro , avendolo veduto , disse a Gesù : Signore , e costui , che ? Gesù gli disse : Se io voglio ch’ egli dimori finch’ io venga , che tocca ciò a te ? tu seguitami . Laonde questo dire si sparse tra i fratelli , che quel discepolo non morrebbe ; ma Gesù non avea detto a Pietro ch’ egli non morrebbe ; ma : Se io voglio ch’ egli dimori finch’ io venga , che tocca ciò a te ? Quest’ è quel discepolo , che testimonia di queste cose , e che ha scritte queste cose ; e noi sappiamo che la sua testimonianza è verace . Or vi sono ancora molte altre cose , che Gesù ha fatte , le quali , se fossero scritte ad una ad una , io non penso che nel mondo stesso capissero i libri che se ne scriverebbero . Amen . IO ho fatto il primo trattato , o Teofilo , intorno a tutte le cose che Gesù prese a fare , e ad insegnare , infino al giorno ch’ egli fu accolto in alto , dopo aver dati mandamenti per lo Spirito Santo agli apostoli , i quali egli avea eletti . A’ quali ancora , dopo aver sofferto , si presentò vivente , con molte certe prove , essendo da loro veduto per quaranta giorni , e ragionando delle cose appartenenti al regno di Dio . E , ritrovandosi con loro , ordinò loro che non si dipartissero di Gerusalemme ; ma che aspettassero la promessa del Padre , la quale , diss’ egli , voi avete udita da me . Perciocchè Giovanni battezzò con acqua , ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo , fra qui e non molti giorni . Essi adunque , essendo raunati , lo domandarono , dicendo : Signore , sarà egli in questo tempo , che tu restituirai il regno ad Israele ? Ma egli disse loro : Egli non istà a voi di sapere i tempi , e le stagioni , le quali il Padre ha messe nella sua propria podestà . Ma voi riceverete la virtù dello Spirito Santo , il qual verrà sopra voi ; e mi sarete testimoni , e in Gerusalemme , e in tutta la Giudea , e in Samaria , infino all’ estremità della terra . E , dette queste cose , fu elevato , essi veggendolo ; ed una nuvola lo ricevette , e lo tolse d’ innanzi agli occhi loro . E come essi aveano gli occhi fissi in cielo , mentre egli se ne andava , ecco , due uomini si presentarono loro in vestimenti bianchi . I quali ancora dissero : Uomini Galilei , perchè vi fermate riguardando verso il cielo ? Questo Gesù , il quale è stato accolto in cielo d’ appresso voi , verrà nella medesima maniera che voi l’ avete veduto andare in cielo . Allora essi ritornarono in Gerusalemme , dal monte chiamato dell’ Uliveto , il quale è presso di Gerusalemme la lunghezza del cammin del sabato . E come furono entrati nella casa , salirono nell’ alto solaio , dove dimoravano Pietro , e Giacomo , e Giovanni , ed Andrea , e Filippo , e Toma , e Bartolomeo , e Matteo , e Giacomo d’ Alfeo , e Simone il Zelote , e Giuda di Giacomo . Tutti costoro perseveravano di pari consentimento in orazione , e in preghiera , con le donne , e con Maria , madre di Gesù , e co’ fratelli di esso . ED in que’ giorni , Pietro , levatosi in mezzo de’ discepoli , disse or la moltitudine delle persone tutte insieme era d’ intorno a centoventi persone : Uomini fratelli , ei conveniva che questa scrittura si adempiesse , la qual lo Spirito Santo predisse per la bocca di Davide , intorno a Giuda , che fu la guida di coloro che presero Gesù . Perciocchè egli era stato assunto nel nostro numero , ed avea ottenuta la sorte di questo ministerio . Egli adunque acquistò un campo del premio d’ ingiustizia ; ed essendosi precipitato , crepò per lo mezzo , e tutte le sue interiora si sparsero . E ciò è venuto a notizia a tutti gli abitanti di Gerusalemme ; talchè quel campo , nel lor proprio linguaggio , è stato chiamato Acheldama , che vuol dire : Campo di sangue . Perciocchè egli è scritto nel libro de’ Salmi : Divenga la sua stanza deserta , e non vi sia chi abiti in essa ; e : Un altro prenda il suo ufficio . Egli si conviene adunque , che d’ infra gli uomini che sono stati nella nostra compagnia , in tutto il tempo che il Signor Gesù è andato e venuto fra noi , cominciando dal battesimo di Giovanni , fino al giorno ch’ egli fu accolto in alto d’ appresso noi , un d’ essi sia fatto testimonio con noi della risurrezione d’ esso . E ne furono presentati due : Giuseppe , detto Barsaba , il quale era soprannominato Giusto , e Mattia . Ed orando , dissero : Tu , Signore , che conosci i cuori di tutti , mostra qual di questi due tu hai eletto , per ricever la sorte di questo ministerio ed apostolato , dal quale Giuda si è sviato , per andare al suo luogo . E trassero le sorti loro , e la sorte cadde sopra Mattia , ed egli fu per comuni voti aggiunto agli undici apostoli . E COME il giorno della Pentecosta fu giunto , tutti erano insieme di pari consentimento . E di subito si fece dal cielo un suono , come di vento impetuoso che soffia , ed esso riempiè tutta la casa , dove essi sedevano . Ed apparvero loro delle lingue spartite , come di fuoco ; e ciascuna d’ esse si posò sopra ciascun di loro . E tutti furono ripieni dello Spirito Santo , e cominciarono a parlar lingue straniere , secondo che lo Spirito dava loro a ragionare . Or in Gerusalemme dimoravano dei Giudei , uomini religiosi , d’ ogni nazione di sotto il cielo . Ora , essendosi fatto quel suono , la moltitudine si radunò , e fu confusa ; perciocchè ciascun di loro li udiva parlar nel suo proprio linguaggio . E tutti stupivano , e si maravigliavano , dicendo gli uni agli altri : Ecco , tutti costoro che parlano non son eglino Galilei ? Come adunque li udiam noi parlare ciascuno nel nostro proprio natio linguaggio ? Noi Parti , e Medi , ed Elamiti , e quelli che abitiamo in Mesopotamia , in Giudea , ed in Cappadocia , in Ponto , e nell’ Asia ; nella Frigia , e nella Panfilia ; nell’ Egitto , e nelle parti della Libia ch’ è di rincontro a Cirene ; e noi avveniticci Romani ; e Giudei , e proseliti ; Cretesi , ed Arabi ; li udiamo ragionar le cose grandi di Dio ne’ nostri linguaggi . E tutti stupivano , e ne stavan sospesi , dicendo l’ uno all’ altro : Che vuol esser questo ? Ma altri , cavillando , dicevano : Son pieni di vin dolce . MA Pietro , levatosi in piè , con gli undici , alzò la sua voce , e ragionò loro , dicendo : Uomini Giudei , e voi tutti che abitate in Gerusalemme , siavi noto questo , e ricevete le mie parole ne’ vostri orecchi . Perciocchè costoro non son ebbri , come voi stimate , poichè non sono più che le tre ore del giorno . Ma quest’ è quello che fu detto dal profeta Gioele : Ed avverrà negli ultimi giorni , dice Iddio , che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne ; e i vostri figliuoli , e le vostre figliuole profetizzeranno ; e i vostri giovani vedranno delle visioni , e i vostri vecchi sogneranno de’ sogni . E in quei giorni io spanderò dello Spirito mio sopra i miei servitori , e sopra le mie serventi ; e profetizzeranno . E farò prodigi di sopra nel cielo , e segni di sotto in terra , sangue , e fuoco , e vapor di fumo . Il sole sarà mutato in tenebre , e la luna in sangue ; innanzi che quel grande ed illustre giorno del Signore venga . Ed avverrà , che chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvo . Uomini Israeliti , udite queste parole : Gesù il Nazareo , uomo di cui Iddio vi ha date delle prove certe con potenti operazioni , e prodigi , e segni , i quali Iddio fece per lui fra voi , come ancora voi sapete ; esso , dico , per lo determinato consiglio , e la provvidenza di Dio , vi fu dato nelle mani , e voi lo pigliaste , e per mani d’ iniqui lo conficcaste in croce , e l’ uccideste . Il quale Iddio ha suscitato , avendo sciolte le doglie della morte ; poichè non era possibile ch’ egli fosse da essa ritenuto . Perciocchè Davide dice di lui : Io ho avuto del continuo il Signore davanti agli occhi ; perciocchè egli è alla mia destra , acciocchè io non sia smosso . Perciò si è rallegrato il cuor mio , ed ha giubilato la lingua mia , ed anche la mia carne abiterà in isperanza . Perciocchè tu non lascerai l’ anima mia ne’ luoghi sotterra , e non permetterai che il tuo Santo vegga corruzione . Tu mi hai fatte conoscer le vie della vita , tu mi riempirai di letizia colla tua presenza . Uomini fratelli , ben può liberamente dirvisi intorno al patriarca Davide , che egli è morto , ed è stato seppellito ; e il suo monumento è presso noi infino a questo giorno . Egli adunque , essendo profeta , e sapendo che Iddio gli avea con giuramento promesso , che del frutto dei suoi lombi , secondo la carne , susciterebbe il Cristo , per farlo seder sopra il suo trono ; antivedendo le cose avvenire , parlò della risurrezion di Cristo , dicendo che l’ anima sua non è stata lasciata ne’ luoghi sotterra , e che la sua carne non ha veduta corruzione . Esso Gesù ha Iddio suscitato , di che noi tutti siam testimoni . Egli adunque , essendo stato innalzato dalla destra di Dio , ed avendo ricevuta dal Padre la promessa dello Spirito Santo , ha sparso quello che ora voi vedete , ed udite . Poichè Davide non è salito in cielo ; anzi egli stesso dice : Il Signore ha detto al mio Signore : Siedi alla mia destra , finchè io abbia posti i tuoi nemici per iscannello de’ tuoi piedi . Sappia adunque sicuramente tutta la casa d’ Israele , che quel Gesù , che voi avete crocifisso , Iddio l’ ha fatto Signore , e Cristo . OR essi , avendo udite queste cose , furon compunti nel cuore , e dissero a Pietro , ed agli altri apostoli : Fratelli , che dobbiam fare ? E Pietro disse loro : Ravvedetevi , e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo , in remission de’ peccati ; e voi riceverete il dono dello Spirito Santo . Perciocchè a voi è fatta la promessa , ed a’ vostri figliuoli , ed a coloro che verranno per molto tempo appresso ; a quanti il Signore Iddio nostro ne chiamerà . E con molte parole protestava loro , e li confortava , dicendo : Salvatevi da questa perversa generazione . Coloro adunque , i quali volonterosamente ricevettero la sua parola , furono battezzati ; e in quel giorno furono aggiunte intorno a tremila persone . Or erano perseveranti nella dottrina degli apostoli , e nella comunione , e nel rompere il pane , e nelle orazioni . Ed ogni persona avea timore ; e molti segni e miracoli si facevano dagli apostoli . E tutti coloro che credevano erano insieme , ed aveano ogni cosa comune ; e vendevano le possessioni , ed i beni ; e li distribuivano a tutti , secondo che ciascuno ne avea bisogno . E perseveravano di pari consentimento ad esser tutti i giorni nel tempio ; e rompendo il pane di casa in casa , prendevano il cibo insieme , con letizia , e semplicità di cuore , lodando Iddio , ed avendo grazia presso tutto il popolo . E il Signore aggiungeva alla chiesa ogni giorno coloro che erano salvati . OR Pietro e Giovanni salivano insieme al tempio , in su l’ ora nona , che è l’ ora dell’ orazione . E si portava un certo uomo , zoppo dal seno di sua madre , il quale ogni giorno era posto alla porta del tempio detta Bella , per chieder limosina a coloro che entravano nel tempio . Costui , avendo veduto Pietro e Giovanni , che erano per entrar nel tempio , domandò loro la limosina . E Pietro , con Giovanni , affissati in lui gli occhi , disse : Riguarda a noi . Ed egli li riguardava intentamente , aspettando di ricever qualche cosa da loro . Ma Pietro disse : Io non ho nè argento , nè oro ; ma quel ch’ io ho io tel dono : nel nome di Gesù Cristo , il Nazareo , levati , e cammina . E presolo per la man destra , lo levò ; ed in quello stante , le sue piante e caviglie si raffermarono . Ed egli d’ un salto si rizzò in piè , e camminava ; ed entrò con loro nel tempio , camminando , e saltando , e lodando Iddio . E tutto il popolo lo vide camminare , e lodare Iddio . E lo riconoscevano , che egli era quel che sedeva in su la Bella porta del tempio , per chieder limosina ; e furono ripieni di sbigottimento , e di stupore , per ciò che gli era avvenuto . E mentre quello zoppo ch’ era stato sanato teneva abbracciato Pietro e Giovanni ; tutto il popolo attonito concorse a loro al portico detto di Salomone . E Pietro , veduto ciò , parlò al popolo , dicendo : Uomini Israeliti , perchè vi maravigliate di questo ? ovvero , che fissate in noi gli occhi , come se per la nostra propria virtù , o santità , avessimo fatto che costui cammini ? L’ Iddio di Abrahamo , e d’ Isacco , e di Giacobbe , l’ Iddio dei nostri padri , ha glorificato il suo Figliuol Gesù , il qual voi metteste in man di Pilato , e rinnegaste davanti a lui , benchè egli giudicasse ch’ egli dovesse esser liberato . Ma voi rinnegaste il Santo , e il Giusto , e chiedeste che vi fosse donato un micidiale . Ed uccideste il Principe della vita , il quale Iddio ha suscitato da’ morti ; di che noi siam testimoni . E per la fede nel nome d’ esso , il nome suo ha raffermato costui il qual voi vedete , e conoscete ; e la fede ch’ è per esso gli ha data questa intiera disposizion di membra , in presenza di tutti voi . Ma ora , fratelli , io so che lo faceste per ignoranza , come anche i vostri rettori . Ma Iddio ha adempiute in questa maniera le cose ch’ egli avea innanzi annunziate per la bocca di tutti i suoi profeti , cioè : che il suo Cristo sofferirebbe . Ravvedetevi adunque , e convertitevi ; acciocchè i vostri peccati sien cancellati , e tempi di refrigerio vengano dalla presenza del Signore , ed egli vi mandi Gesù Cristo , che vi è stato destinato ; il qual conviene che il cielo tenga accolto , fino a’ tempi del ristoramento di tutte le cose ; de’ quali Iddio ha parlato per la bocca di tutti i suoi santi profeti , fin dal principio del mondo . Perciocchè Mosè stesso disse a’ padri : Il Signore Iddio vostro vi susciterà un profeta , d’ infra i vostri fratelli , come me ; ascoltatelo in tutte le cose ch’ egli vi dirà . Ed avverrà che ogni anima , che non avrà ascoltato quel profeta , sarà distrutta d’ infra il popolo . Ed anche tutti i profeti , fin da Samuele , e ne’ tempi seguenti , quanti hanno parlato hanno eziandio annunziati questi giorni . Voi siete i figliuoli de’ profeti , e del patto che Iddio fece co’ nostri padri , dicendo ad Abrahamo : E nella tua progenie tutte le nazioni della terra saranno benedette . A voi per i primi , Iddio , dopo aver suscitato Gesù suo Servitore , l’ ha mandato per benedirvi , convertendo ciascuno di voi dalle sue malvagità . ORA , mentre essi parlavano al popolo , i sacerdoti , e il capo del tempio , e i Sadducei , sopraggiunsero loro ; essendo molto crucciosi , perchè ammaestravano il popolo , ed annunziavano in Gesù la risurrezione de’ morti . E misero loro le mani addosso , e li posero in prigione , fino al giorno seguente , perciocchè già era sera . Or molti di coloro che aveano udita la parola credettero ; e il numero degli uomini divenne intorno a cinquemila . E il dì seguente , i rettori , anziani , e Scribi , si raunarono in Gerusalemme ; insieme con Anna , sommo sacerdote ; e Caiafa , e Giovanni , ed Alessandro , e tutti quelli che erano del legnaggio sacerdotale . E fatti comparir quivi in mezzo Pietro e Giovanni , domandaron loro : Con qual podestà , o in nome di chi avete voi fatto questo ? Allora Pietro , ripieno dello Spirito Santo , disse loro : Rettori del popolo , ed anziani d’ Israele ; poichè oggi noi siamo esaminati intorno ad un beneficio fatto ad un uomo infermo , per saper come egli è stato sanato ; sia noto a tutti voi , ed a tutto il popolo d’ Israele , che ciò è stato fatto nel nome di Gesù Cristo il Nazareo , che voi avete crocifisso , e il quale Iddio ha suscitato da’ morti ; in virtù d’ esso comparisce quest’ uomo in piena sanità in presenza vostra . Esso è quella pietra , che è stata da voi edificatori sprezzata , la quale è divenuta il capo del cantone . E in niun altro è la salute ; poichè non vi è alcun altro nome sotto il cielo , che sia dato agli uomini , per lo quale ci convenga esser salvati . Or essi , veduta la franchezza di Pietro e di Giovanni ; ed avendo inteso ch’ erano uomini senza lettere , e idioti , si maravigliavano , e riconoscevan bene che erano stati con Gesù . E veggendo quell’ uomo ch’ era stato guarito quivi presente con loro , non potevano dir nulla incontro . Ed avendo lor comandato di uscire dal concistoro , conferivan fra loro , dicendo : Che faremo a questi uomini ? poichè egli è noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme che un evidente miracolo è da loro stato fatto ; e noi nol possiamo negare . Ma , acciocchè questo non si spanda maggiormente fra il popolo , divietiam loro con severe minacce , che non parlino più ad alcun uomo in questo nome . Ed avendoli chiamati , ingiunser loro che del tutto non parlassero , e non insegnassero nel nome di Gesù . Ma Pietro , e Giovanni , rispondendo , dissero loro : Giudicate voi , s’ egli è giusto nel cospetto di Dio , di ubbidire a voi , anzi che a Dio . Poichè , quant’ è a noi , non possiam non parlare le cose che abbiam vedute , ed udite . Ed essi , minacciatili di nuovo , li lasciarono andare , non trovando nulla da poterli castigare , per cagion del popolo ; poichè tutti glorificavano Iddio di ciò ch’ era stato fatto . Perciocchè l’ uomo , in cui era stato fatto quel miracolo della guarigione , era d’ età di più di quarant’ anni . Or essi , essendo stati rimandati , vennero a’ loro , e rapportaron loro tutte le cose che i principali sacerdoti , e gli anziani avean lor dette . Ed essi , uditele , alzaron di pari consentimento la voce a Dio , e dissero : Signore , tu sei l’ Iddio che hai fatto il cielo , e la terra , e il mare , e tutte le cose che sono in essi ; che hai , per lo Spirito Santo , detto per la bocca di Davide , tuo servitore : Perchè hanno fremuto le genti , ed hanno i popoli divisate cose vane ? I re della terra son compariti , e i principi si son raunati insieme contro al Signore , e contro al suo Cristo . Poichè veramente , contro al tuo santo Figliuolo , il quale tu hai unto , si sono raunati Erode , e Ponzio Pilato , insiem co’ Gentili , e co’ popoli d’ Israele ; per far tutte le cose , che la tua mano , e il tuo consiglio aveano innanzi determinato che fosser fatte . Or al presente , Signore , riguarda alle lor minacce , e concedi ai tuoi servitori di parlar la tua parola con ogni franchezza ; porgendo la tua mano , acciocchè si faccian guarigioni , e segni , e prodigi , per lo nome del tuo santo Figliuolo Gesù . E dopo ch’ ebbero orato , il luogo ove erano raunati tremò ; e furon tutti ripieni dello Spirito Santo , e parlavano la parola di Dio con franchezza . E LA moltitudine di coloro che aveano creduto avea uno stesso cuore , ed una stessa anima ; e niuno diceva alcuna cosa , di ciò ch’ egli avea , esser sua ; ma tutte le cose erano loro comuni . E gli apostoli con gran forza rendevan testimonianza della risurrezion del Signor Gesù ; e gran grazia era sopra tutti loro . Poichè non vi era alcun bisognoso fra loro ; perciocchè tutti coloro che possedevan poderi , o case , vendendole , portavano il prezzo delle cose vendute , e lo mettevano a’ piedi degli apostoli ; e poi era distribuito a ciascuno , secondo ch’ egli avea bisogno . Or Giuseppe , soprannominato dagli apostoli Barnaba il che , interpretato , vuol dire : Figliuol di consolazione , Levita , Cipriota di nazione , avendo un campo , lo vendè , e portò i danari , e li pose a’ piedi degli apostoli . Ma un certo uomo , chiamato per nome Anania , con Saffira , sua moglie , vendè una possessione ; e frodò del prezzo , con saputa della sua moglie ; e , portatane una parte , la pose a’ piedi degli apostoli . Ma Pietro disse : Anania , perchè ha Satana riempito il cuor tuo , per mentire allo Spirito Santo , e frodar del prezzo della possessione ? S’ ella restava , non restava ella a te ? ed essendo venduta , non era ella in tuo potere ? perchè ti sei messo in cuore questa cosa ? tu non hai mentito agli uomini , ma a Dio . Ed Anania , udendo queste parole , cadde , e spirò . E gran paura venne a tutti coloro che udirono queste cose . E i giovani , levatisi , lo tolsero via ; e , portatolo fuori , lo seppellirono . Or avvenne intorno a tre ore appresso , che la moglie d’ esso , non sapendo ciò che era avvenuto , entrò . E Pietro le fece motto , dicendo : Dimmi , avete voi cotanto venduta la possessione ? Ed ella rispose : Sì , cotanto . E Pietro le disse : Perchè vi siete convenuti insieme di tentar lo Spirito del Signore ? ecco , i piedi di coloro che hanno seppellito il tuo marito sono all’ uscio , ed essi ti porteranno via . Ed ella in quello stante cadde ai piedi d’ esso e spirò . E i giovani , entrati , la trovarono morta ; e , portatala via , la seppellirono presso al suo marito . E gran paura ne venne alla chiesa , e a tutti coloro che udivano queste cose . E molti segni e prodigi eran fatti fra il popolo per le mani degli apostoli ; ed essi tutti di pari consentimento si ritrovavano nel portico di Salomone . E niuno degli altri ardiva aggiungersi con loro ; ma il popolo li magnificava . E di più in più si aggiungevano persone che credevano al Signore , uomini e donne , in gran numero . Talchè portavan gl’ infermi per le piazze , e li mettevano sopra letti , e letticelli ; acciocchè , quando Pietro venisse , l’ ombra sua almeno adombrasse alcun di loro . La moltitudine ancora delle città circonvicine accorreva in Gerusalemme , portando i malati , e coloro ch’ erano tormentati dagli spiriti immondi ; i quali tutti erano sanati . OR il sommo sacerdote si levò , insieme con tutti coloro ch’ erano con lui , ch’ era la setta de’ Sadducei , essendo ripieni d’ invidia ; e misero le mani sopra gli apostoli , e li posero nella prigion pubblica . Ma un angelo del Signore di notte aperse le porte della prigione ; e , condottili fuori , disse loro : Andate , e presentatevi nel tempio , e ragionate al popolo tutte le parole di questa vita . Ed essi , avendo ciò udito , entrarono in su lo schiarir del dì nel tempio , ed insegnavano . Or il sommo sacerdote , e coloro che erano con lui , vennero e raunarono il concistoro , e tutti gli anziani de’ figliuoli d’ Israele , e mandarono nella prigione , per far menar davanti a loro gli apostoli . Ma i sergenti , giunti alla prigione , non ve li trovarono ; laonde ritornarono , e fecero il lor rapporto , dicendo : Noi abbiam ben trovata la prigione serrata con ogni diligenza , e le guardie in piè avanti le porte ; ma , avendole aperte , non vi abbiamo trovato alcuno dentro . Ora , come il sommo sacerdote , e il capo del tempio , e i principali sacerdoti ebbero udite queste cose , erano in dubbio di loro , che cosa ciò potesse essere . Ma un certo uomo sopraggiunse , il qual rapportò , e disse loro : Ecco , quegli uomini che voi metteste in prigione , son nel tempio , e stanno quivi , ammaestrando il popolo . Allora il capo del tempio , co’ sergenti , andò là , e li menò , non però con violenza ; perciocchè temevano il popolo , che non fossero lapidati . E , avendoli menati , li presentarono al concistoro ; e il sommo sacerdote li domandò , dicendo : Non vi abbiam noi del tutto vietato d’ insegnare in cotesto nome ? e pure ecco , voi avete ripiena Gerusalemme della vostra dottrina , e volete trarci addosso il sangue di cotesto uomo . Ma Pietro , e gli altri apostoli , rispondendo , dissero : Conviene ubbidire anzi a Dio che agli uomini . L’ Iddio de’ padri nostri ha suscitato Gesù , il qual voi uccideste , avendolo appiccato al legno . Ma Iddio l’ ha esaltato con la sua destra , e l’ ha fatto Principe e Salvatore , per dar ravvedimento ad Israele , e remission de’ peccati . E noi gli siam testimoni di queste cose che diciamo ; ed anche lo Spirito Santo , il quale Iddio ha dato a coloro che gli ubbidiscono . Ma essi , avendo udite queste cose , scoppiavano d’ ira , e consultavano d’ ucciderli . Ma un certo Fariseo , chiamato per nome Gamaliele , dottor della legge , onorato presso tutto il popolo , levatosi in piè nel concistoro , comandò che gli apostoli fosser un poco messi fuori . Poi disse a que’ del concistoro : Uomini Israeliti , prendete guardia intorno a questi uomini , che cosa voi farete . Perciocchè , avanti questo tempo sorse Teuda , dicendosi esser qualche gran cosa , presso al quale si accolsero intorno a quattrocento uomini ; ed egli fu ucciso , e tutti coloro che gli aveano prestata fede furon dissipati , e ridotti a nulla . Dopo lui sorse Giuda il Galileo , a’ dì della rassegna , il quale sviò dietro a sè molto popolo ; ed egli ancora perì , e tutti coloro che gli aveano prestata fede furon dispersi . Ora dunque , io vi dico , non vi occupate più di questi uomini , e lasciateli ; perciocchè , se questo consiglio , o quest’ opera è dagli uomini , sarà dissipata ; ma , se pure è da Dio , voi non la potete dissipare ; e guardatevi che talora non siate ritrovati combattere eziandio con Dio . Ed essi gli acconsentirono . E , chiamati gli apostoli , li batterono , ed ingiunsero loro che non parlassero nel nome di Gesù ; poi li lasciarono andare . Ed essi se ne andarono dalla presenza del concistoro , rallegrandosi d’ essere stati reputati degni d’ esser vituperati per lo nome di Gesù . Ed ogni giorno , nel tempio , e per le case , non restavano d’ insegnare , e d’ evangelizzar Gesù Cristo . OR in que’ giorni , moltiplicando i discepoli , avvenne un mormorio de’ Greci contro agli Ebrei , perciocchè le lor vedove erano sprezzate nel ministerio cotidiano . E i dodici , raunata la moltitudine de’ discepoli , dissero : Egli non è convenevole che noi , lasciata la parola di Dio , ministriamo alle mense . Perciò , fratelli , avvisate di trovar fra voi sette uomini , de’ quali si abbia buona testimonianza , pieni di Spirito Santo , e di sapienza , i quali noi costituiamo sopra quest’ affare . E quant’ è a noi , noi persevereremo nelle orazioni , e nel ministerio della parola . E questo ragionamento piacque a tutta la moltitudine ; ed elessero : Stefano , uomo pieno di fede , e di Spirito Santo , e Filippo , e Procoro , e Nicanor , e Timon , e Parmena , e Nicolao , proselito Antiocheno . I quali presentarono davanti agli apostoli ; ed essi , dopo avere orato , imposero lor le mani . E la parola di Dio cresceva , e il numero de’ discepoli moltiplicava grandemente in Gerusalemme ; gran moltitudine eziandio de’ sacerdoti ubbidiva alla fede . OR Stefano , pieno di fede , e di potenza , faceva gran prodigi , e segni , fra il popolo . Ed alcuni di que’ della sinagoga , detta de’ Liberti , e de’ Cirenei , e degli Alessandrini , e di que’ di Cilicia , e d’ Asia , si levarono , disputando con Stefano . E non potevano resistere alla sapienza , ed allo Spirito , per lo quale egli parlava . Allora suscitarono degli uomini che dicessero : Noi l’ abbiamo udito tener ragionamenti di bestemmia , contro a Mosè , e contro a Dio . E commossero il popolo , e gli anziani , e gli Scribi ; e venutigli addosso , lo rapirono , e lo menarono al concistoro . E presentarono de’ falsi testimoni , che dicevano : Quest’ uomo non resta di tener ragionamenti di bestemmia contro a questo santo luogo , e la legge . Perciocchè noi abbiamo udito ch’ egli diceva , che questo Gesù il Nazareo distruggerà questo luogo , e muterà i riti che Mosè ci ha dati . E tutti coloro che sedevano nel concistoro , avendo affissati in lui gli occhi , videro la sua faccia simile alla faccia di un angelo . E il sommo sacerdote gli disse : Stanno queste cose in questa maniera ? Ed egli disse : Uomini fratelli , e padri , ascoltate : L’ Iddio della gloria apparve ad Abrahamo , nostro padre , mentre egli era in Mesopotamia , innanzi che abitasse in Carran ; e gli disse : Esci dal tuo paese , e dal tuo parentado , e vieni in un paese il quale io ti mostrerò . Allora egli uscì dal paese de’ Caldei , ed abitò in Carran ; e di là , dopo che suo padre fu morto , Iddio gli fece mutare stanza , e venire in questo paese , nel quale ora voi abitate . E non gli diede alcuna eredità in esso , non pure un piè di terra . Or gli avea promesso di darlo in possessione a lui , ed alla sua progenie dopo lui , allora ch’ egli non avea ancora alcun figliuolo . Ma Iddio parlò così , che la sua progenie dimorerebbe come forestiera in paese strano ; e che quivi sarebbe tenuta in servitù , e maltrattata quattrocent’ anni . Ma , disse Iddio , io farò giudicio della nazione alla quale avranno servito ; e poi appresso usciranno , e mi serviranno in questo luogo . E gli diede il patto della circoncisione ; e così Abrahamo generò Isacco ; e lo circoncise nell’ ottavo giorno ; ed Isacco generò Giacobbe , e Giacobbe i dodici patriarchi . E i patriarchi , portando invidia a Giuseppe , lo venderono per esser menato in Egitto ; e Iddio era con lui . E lo liberò di tutte le sue afflizioni , e gli diede grazia , e sapienza davanti a Faraone , re di Egitto , il qual lo costituì governatore sopra l’ Egitto , e sopra tutta la sua casa . Or soppravvenne una fame , e gran distretta a tutto il paese d’ Egitto , e di Canaan ; e i nostri padri non trovavano vittuaglia . E Giacobbe , avendo udito che in Egitto v’ era del grano , vi mandò la prima volta i nostri padri . E nella seconda , Giuseppe fu riconosciuto da’ suoi fratelli , e il legnaggio di Giuseppe fu fatto manifesto a Faraone . E Giuseppe mandò a chiamar Giacobbe , suo padre , e tutto il suo parentado , ch’ era di settantacinque anime . E Giacobbe scese in Egitto , e morì egli , e i padri nostri . E furono trasportati in Sichem , e posti nel sepolcro , il quale Abrahamo avea per prezzo di danari comperato da’ figliuoli d’ Emmor , padre di Sichem . Ora , come si avvicinava il tempo della promessa , la quale Iddio avea giurata ad Abrahamo , il popolo crebbe , e moltiplicò in Egitto . Finchè sorse un altro re in Egitto , il qual non avea conosciuto Giuseppe . Costui , procedendo cautamente contro al nostro legnaggio , trattò male i nostri padri , facendo loro esporre i lor piccoli fanciulli , acciocchè non allignassero . In quel tempo nacque Mosè ed era divinamente bello ; e fu nudrito tre mesi in casa di suo padre . Poi appresso , essendo stato esposto , la figliuola di Faraone lo raccolse , e se l’ allevò per figliuolo . E Mosè fu ammaestrato in tutta la sapienza degli Egizi ; ed era potente ne’ suoi detti e fatti . E , quando egli fu pervenuto all’ età di quarant’ anni , gli montò nel cuore d’ andare a visitare i suoi fratelli , i figliuoli d’ Israele . E , vedutone uno a cui era fatto torto , egli lo soccorse ; e fece la vendetta dell’ oppressato , uccidendo l’ Egizio . Or egli stimava che i suoi fratelli intendessero che Iddio era per dar loro salute per man sua ; ma essi non l’ intesero . E il giorno seguente egli comparve fra loro , mentre contendevano ; ed egli li incitò a pace , dicendo : O uomini , voi siete fratelli , perchè fate torto gli uni agli altri ? Ma colui che faceva torto al suo prossimo lo ributtò , dicendo : Chi ti ha costituito principe , e giudice sopra noi ? Vuoi uccidere me , come ieri uccidesti l’ Egizio ? E a questa parola Mosè fuggì , e dimorò come forestiere nel paese di Madian , ove generò due figliuoli . E in capo a quarant’ anni , l’ angelo del Signore gli apparve nel deserto del monte Sina in una fiamma di fuoco d’ un pruno . E Mosè , avendola veduta , si maravigliò di quella visione ; e come egli si accostava per considerar che cosa fosse , la voce del Signore gli fu indirizzata , dicendo : Io son l’ Iddio de’ tuoi padri , l’ Iddio d’ Abrahamo , e l’ Iddio d’ Isacco , e l’ Iddio di Giacobbe . E Mosè , divenuto tutto tremante , non ardiva por mente che cosa fosse . E il Signore gli disse : Sciogli il calzamento de’ tuoi piedi , perciocchè il luogo nel qual tu stai è terra santa . Certo , io ho veduta l’ afflizion del mio popolo ch’ è in Egitto , ed ho uditi i lor sospiri , e son disceso per liberarli ; or dunque , vieni , io ti manderò in Egitto . Quel Mosè , il quale aveano rinnegato , dicendo : Chi ti ha costituito principe , e giudice ? esso mandò loro Iddio per rettore , e liberatore , per la man dell’ angelo , che gli era apparito nel pruno . Esso li condusse fuori , avendo fatti segni , e prodigi nel paese di Egitto , e nel mar Rosso , e nel deserto , lo spazio di quarant’ anni . Quel Mosè , il qual disse a’ figliuoli d’ Israele : Il Signore Iddio vostro vi susciterà un Profeta d’ infra i vostri fratelli , come me ; ascoltatelo ; esso è quel che nella raunanza nel deserto , fu con l’ angelo che parlava a lui nel monte Sina , e co’ padri nostri ; e ricevette le parole viventi , per darcele . Al quale i padri nostri non vollero essere ubbidienti ; anzi lo ributtarono , e si rivoltarono co’ lor cuori all’ Egitto ; dicendo ad Aaronne : Facci degl’ iddii , che vadano davanti a noi ; perciocchè quant’ è a questo Mosè , che ci ha condotti fuor del paese di Egitto , noi non sappiamo quel che gli sia avvenuto . E in que’ giorni fecero un vitello , ed offersero sacrificio all’ idolo , e si rallegrarono nelle opere delle lor mani . E Iddio si rivoltò indietro , e li diede a servire all’ esercito del cielo ; come egli è scritto nel libro de’ profeti : Casa d’ Israele , mi offeriste voi sacrificii , ed offerte , lo spazio di quarant’ anni nel deserto ? Anzi , voi portaste il tabernacolo di Moloc , e la stella del vostro dio Refan ; le figure , le quali voi avevate fatte per adorarle ; perciò , io vi trasporterò di là da Babilonia . Il tabernacolo della testimonianza fu appresso i nostri padri nel deserto , come avea comandato colui che avea detto a Mosè , che lo facesse secondo la forma ch’ egli avea veduta . Il quale ancora i padri nostri ricevettero , e lo portarono con Giosuè , nel paese ch’ era stato posseduto da’ Gentili , i quali Iddio scacciò d’ innanzi a’ padri nostri ; e quivi dimorò fino a’ giorni di Davide . Il qual trovò grazia nel cospetto di Dio , e chiese di trovare una stanza all’ Iddio di Giacobbe . Ma Salomone fu quello che gli edificò una casa . Ma l’ Altissimo non abita in templi fatti per opera di mani ; siccome dice il profeta : Il cielo è il mio trono , e la terra lo scannello de’ miei piedi ; qual casa mi edifichereste voi ? dice il Signore ; o qual sarebbe il luogo del mio riposo ? Non ha la mia mano fatte tutte queste cose ? Uomini di collo duro , ed incirconcisi di cuore e di orecchi , voi contrastate sempre allo Spirito Santo ; come fecero i padri vostri , così fate ancora voi . Qual de’ profeti non perseguitarono i padri vostri ? Uccisero eziandio coloro che innanzi annunziavano la venuta del Giusto , del qual voi al presente siete stati traditori , ed ucciditori . Voi , che avete ricevuta la legge , facendone gli angeli le pubblicazioni , e non l’ avete osservata . Or essi , udendo queste cose , scoppiavano ne’ lor cuori , e digrignavano i denti contro a lui . Ma egli , essendo pieno dello Spirito Santo , affissati gli occhi al cielo , vide la gloria di Dio , e Gesù che stava alla destra di Dio . E disse : Ecco , io veggo i cieli aperti , ed il Figliuol dell’ uomo che sta alla destra di Dio . Ma essi , gettando di gran gridi , si turarono gli orecchi , e tutti insieme di pari consentimento si avventarono sopra lui . E cacciatolo fuor della città , lo lapidavano ; ed i testimoni miser giù le lor veste a’ piedi d’ un giovane , chiamato Saulo . E lapidavano Stefano , che invocava Gesù , e diceva : Signore Gesù , ricevi il mio spirito . Poi , postosi in ginocchioni , gridò ad alta voce : Signore , non imputar loro questo peccato . E detto questo , si addormentò . OR Saulo era consenziente alla morte d’ esso . Ed in quel tempo vi fu gran persecuzione contro alla chiesa ch’ era in Gerusalemme ; e tutti furono dispersi per le contrade della Giudea , e della Samaria , salvo gli apostoli . Ed alcuni uomini religiosi portarono a seppellire Stefano , e fecero gran cordoglio di lui . Ma Saulo disertava la chiesa , entrando di casa in casa ; e trattine uomini e donne , li metteva in prigione . Coloro adunque che furono dispersi andavano attorno , evangelizzando la parola . E Filippo discese nella città di Samaria , e predicò loro Cristo . E le turbe di pari consentimento attendevano alle cose dette da Filippo , udendo , e veggendo i miracoli ch’ egli faceva . Poichè gli spiriti immondi uscivano di molti che li aveano , gridando con gran voce ; molti paralitici ancora , e zoppi , erano sanati . E vi fu grande allegrezza in quella città . Or in quella città era prima stato un uomo , chiamato per nome Simone , che esercitava le arti magiche , e seduceva la gente di Samaria , dicendosi esser qualche grand’ uomo . E tutti , dal maggiore al minore , attendevano a lui , dicendo : Costui è la gran potenza di Dio . Ora attendevano a lui , perciocchè già da lungo tempo li avea dimentati con le sue arti magiche . Ma , quando ebbero creduto a Filippo , il quale evangelizzava le cose appartenenti al regno di Dio , ed al nome di Gesù Cristo , furono battezzati tutti , uomini e donne . E Simone credette anch’ egli ; ed essendo stato battezzato , si riteneva del continuo con Filippo ; e , veggendo le potenti operazioni , ed i segni ch’ erano fatti , stupiva . Ora , gli apostoli ch’ erano in Gerusalemme , avendo inteso che Samaria avea ricevuta la parola di Dio , mandarono loro Pietro e Giovanni . I quali , essendo discesi là , orarono per loro , acciocchè ricevessero lo Spirito Santo . Perciocchè esso non era ancor caduto sopra alcun di loro ; ma solamente erano stati battezzati nel nome del Signor Gesù . Allora imposero loro le mani , ed essi ricevettero lo Spirito Santo . Or Simone , veggendo che per l’ imposizion delle mani degli apostoli , lo Spirito Santo era dato , proferse lor danari , dicendo : Date ancora a me questa podestà , che colui al quale io imporrò le mani riceva lo Spirito Santo . Ma Pietro gli disse : Vadano i tuoi danari teco in perdizione , poichè tu hai stimato che il dono di Dio si acquisti con danari . Tu non hai parte , nè sorte alcuna in questa parola ; perciocchè il tuo cuore non è diritto davanti a Dio . Ravvediti adunque di questa tua malvagità ; e prega Iddio , se forse ti sarà rimesso il pensier del tuo cuore . Perciocchè io ti veggo essere in fiele d’ amaritudine , e in legami d’ iniquità . E Simone , rispondendo , disse : Fate voi per me orazione al Signore , che nulla di ciò che avete detto venga sopra me . Essi adunque , dopo aver testificata , ed annunziata la parola del Signore , se ne ritornarono in Gerusalemme ; ed evangelizzarono a molte castella de’ Samaritani . OR un angelo del Signore parlò a Filippo , dicendo : Levati , e vattene verso il mezzodì , alla via che scende di Gerusalemme in Gaza , la quale è deserta . Ed egli , levatosi , vi andò ; ed ecco un uomo Etiopo , eunuco , barone di Candace , regina degli Etiopi , ch’ era soprantendente di tutti i tesori d’ essa , il quale era venuto in Gerusalemme per adorare . Or egli se ne tornava ; e , sedendo sopra il suo carro , leggeva il profeta Isaia . E lo Spirito disse a Filippo : Accostati , e giungi questo carro . E Filippo accorse , ed udì ch’ egli leggeva il profeta Isaia , e gli disse : Intendi tu le cose che tu leggi ? Ed egli disse : E come potrei io intenderle , se non che alcuno mi guidi ? E pregò Filippo che montasse , e sedesse con lui . Or il luogo della scrittura ch’ egli leggeva era questo : Egli è stato menato all’ uccisione , come una pecora ; ed a guisa d’ agnello che è mutolo dinanzi a colui che lo tosa , così egli non ha aperta la sua bocca . Per lo suo abbassamento la sua condannazione è stata tolta ; ma chi racconterà la sua età ? poichè la sua vita è stata tolta dalla terra . E l’ eunuco fece motto a Filippo , e disse : Di cui , ti prego , dice questo il profeta ? lo dice di sè stesso , o pur d’ un altro ? E Filippo , avendo aperta la bocca , e cominciando da questa scrittura , gli evangelizzò Gesù . E , mentre andavano al lor cammino , giunsero ad una cert’ acqua . E l’ eunuco disse : Ecco dell’ acqua , che impedisce che io non sia battezzato ? E Filippo disse : Se tu credi con tutto il cuore , egli è lecito . Ed egli , rispondendo , disse : Io credo che Gesù Cristo è il Figliuol di Dio . E comandò che il carro si fermasse ; ed amendue , Filippo e l’ eunuco , disceser nell’ acqua ; e Filippo lo battezzò . E quando furono saliti fuori dell’ acqua , lo Spirito del Signore rapì Filippo , e l’ eunuco nol vide più ; perciocchè egli andò a suo cammino tutto allegro . E Filippo si ritrovò in Azot ; e , passando , evangelizzò a tutte le città , finchè venne in Cesarea . OR Saulo , sbuffando ancora minacce ed uccisione contro a’ discepoli del Signore , venne al sommo sacerdote ; e gli chiese lettere alle sinagoghe in Damasco , acciocchè , se pur ne trovava alcuni di questa setta , uomini , o donne , li menasse legati in Gerusalemme . Ora , mentre era in cammino , avvenne che , avvicinandosi a Damasco , di subito una luce dal cielo gli folgorò d’ intorno . Ed essendo caduto in terra , udì una voce che gli diceva : Saulo , Saulo , perchè mi perseguiti ? Ed egli disse : Chi sei , Signore ? E il Signore disse : Io son Gesù , il qual tu perseguiti ; egli ti è duro di ricalcitrar contro agli stimoli . Ed egli , tutto tremante , e spaventato , disse : Signore , che vuoi tu ch’ io faccia ? E il Signore gli disse : Levati , ed entra nella città , e ti sarà detto ciò che ti convien fare . Or gli uomini che facevano il viaggio con lui ristettero attoniti , udendo ben la voce , ma non veggendo alcuno . E Saulo si levò da terra ; ed aprendo gli occhi , non vedeva alcuno ; e coloro , menandolo per la mano , lo condussero in Damasco . E fu tre giorni senza vedere , ne’ quali non mangiò , e non bevve . Or in Damasco v’ era un certo discepolo , chiamato per nome Anania , al quale il Signore disse in visione : Anania . Ed egli disse : Eccomi , Signore . E il Signore gli disse : Levati , e vattene nella strada detta Diritta ; e cerca , in casa di Giuda , un uomo chiamato per nome Saulo , da Tarso ; perciocchè , ecco , egli fa orazione . Or egli avea veduto in visione un uomo , chiamato per nome Anania , entrare , ed imporgli la mano , acciocchè ricoverasse la vista . Ed Anania rispose : Signore , io ho udito da molti di quest’ uomo , quanti mali egli ha fatti a’ tuoi santi in Gerusalemme . E qui eziandio ha podestà da’ principali sacerdoti di far prigioni tutti coloro che invocano il tuo nome . Ma il Signore gli disse : Va’ , perciocchè costui mi è un vaso eletto , da portare il mio nome davanti alle genti , ed ai re , ed a’ figliuoli d’ Israele . Perciocchè io gli mostrerò quante cose gli convien patire per lo mio nome . Anania adunque se ne andò , ed entrò in quella casa ; ed avendogli imposte le mani , disse : Fratello Saulo , il Signore Gesù , che ti è apparito per lo cammino , per lo qual tu venivi , mi ha mandato , acciocchè tu ricoveri la vista , e sii ripieno dello Spirito Santo . E in quello stante gli cadder dagli occhi come delle scaglie ; e subito ricoverò la vista ; poi si levò , e fu battezzato . Ed avendo preso cibo , si riconfortò . E SAULO stette alcuni giorni co’ discepoli ch’ erano in Damasco . E subito si mise a predicar Cristo nelle sinagoghe , insegnando ch’ egli è il Figliuol di Dio . E tutti coloro che l’ udivano , stupivano , e dicevano : Non è costui quel che ha distrutti in Gerusalemme quelli che invocano questo nome ? e per questo è egli eziandio venuto qua , per menarli prigioni a’ principali sacerdoti . Ma Saulo vie più si rinforzava , e confondeva i Giudei che abitavano in Damasco , dimostrando che questo Gesù è il Cristo . Ora , passati molti giorni , i Giudei presero insieme consiglio di ucciderlo . Ma le loro insidie vennero a notizia a Saulo . Or essi facevan la guardia alle porte , giorno e notte , acciocchè lo potessero uccidere . Ma i discepoli , presolo di notte , lo calarono a basso per il muro in una sporta . E Saulo , quando fu giunto in Gerusalemme , tentava d’ aggiungersi co’ discepoli ; ma tutti lo temevano , non potendo credere ch’ egli fosse discepolo . Ma Barnaba lo prese , e lo menò agli apostoli , e raccontò loro come per cammino egli avea veduto il Signore , e come egli gli avea parlato , e come in Damasco avea francamente parlato nel nome di Gesù . Ed egli fu con loro in Gerusalemme , andando , e venendo , e parlando francamente nel nome del Signor Gesù . Egli parlava eziandio , e disputava coi Greci ; ed essi cercavano d’ ucciderlo . Ma i fratelli , avendolo saputo , lo condussero in Cesarea , e di là lo mandarono in Tarso . Così la chiesa , per tutta la Giudea , Galilea , e Samaria , avea pace , essendo edificata ; e , camminando nel timor del Signore , e nella consolazion dello Spirito Santo , moltiplicava . Or avvenne che Pietro , andando attorno da tutti , venne eziandio a’ santi , che abitavano in Lidda . E quivi trovò un uomo , chiamato per nome Enea , il qual già da otto anni giacea in un letticello , essendo paralitico . E Pietro gli disse : Enea , Gesù , che è il Cristo , ti sana ; levati , e rifatti il letticello . Ed egli in quello stante si levò . E tutti gli abitanti di Lidda , e di Saron , lo videro , e si convertirono al Signore . Or in Ioppe v’ era una certa discepola , chiamata Tabita ; il qual nome , interpretato , vuol dire Cavriuola ; costei era piena di buone opere , e di limosine , le quali ella faceva . Ed in que’ giorni avvenne ch’ ella infermò , e morì . E dopo che fu stata lavata , fu posta in una sala . E , perciocchè Lidda era vicin di Ioppe , i discepoli , udito che Pietro vi era , gli mandarono due uomini , per pregarlo che senza indugio venisse fino a loro . Pietro adunque si levò , e se ne venne con loro . E , come egli fu giunto , lo menarono nella sala ; e tutte le vedove si presentarono a lui , piangendo , e mostrandogli tutte le robe , e le veste , che la Cavriuola faceva , mentre era con loro . E Pietro , messi tutti fuori , si pose inginocchioni , e fece orazione . Poi , ricoltosi al corpo , disse : Tabita , levati . Ed ella aperse gli occhi ; e , veduto Pietro , si levò a sedere . Ed egli le diè la mano , e la sollevò ; e , chiamati i santi e le vedove , la presentò loro in vita . E ciò fu saputo per tutta Ioppe , e molti credettero nel Signore . E Pietro dimorò molti giorni in Ioppe , in casa d’ un certo Simone coiaio . OR v’ era in Cesarea un certo uomo chiamato per nome Cornelio , centurione della schiera detta Italica . Esso , essendo uomo pio e temente Iddio , con tutta la sua casa , e facendo molte limosine al popolo , e pregando Iddio del continuo , vide chiaramente in visione , intorno l’ ora nona del giorno , un angelo di Dio , che entrò a lui , e gli disse : Cornelio . Ed egli , riguardatolo fiso , e tutto spaventato , disse : Che v’ è , Signore ? E l’ angelo gli disse : Le tue orazioni , e le tue limosine , son salite davanti a Dio per una ricordanza . Or dunque , manda uomini in Ioppe , e fa’ chiamare Simone , il quale è soprannominato Pietro . Egli alberga appo un certo Simone coiaio , che ha la casa presso del mare ; esso ti dirà ciò ch’ ei ti convien fare . Ora , come l’ angelo che parlava a Cornelio se ne fu partito , egli , chiamati due de’ suoi famigli , ed un soldato di que’ che si ritenevano del continuo appresso di lui , uomo pio , e raccontata loro ogni cosa , li mandò in Ioppe . E il giorno seguente , procedendo essi al lor cammino , ed avvicinandosi alla città , Pietro salì in sul tetto della casa , intorno l’ ora sesta , per fare orazione . Or avvenne ch’ egli ebbe gran fame , e desiderava prender cibo ; e come que’ di casa gliene apparecchiavano , gli venne un ratto di mente . E vide il cielo aperto , ed una vela simile ad un gran lenzuolo , che scendeva sopra lui , legato per li quattro capi , e calato in terra ; nella quale vi erano degli animali terrestri a quattro piedi , e delle fiere , e de’ rettili , e degli uccelli del cielo d’ ogni maniera . Ed una voce gli fu indirizzata , dicendo : Levati , Pietro , ammazza , e mangia . Ma Pietro disse : In niun modo , Signore , poichè io non ho giammai mangiato nulla d’ immondo , nè di contaminato . E la voce gli disse la seconda volta : Le cose che Iddio ha purificate , non farle tu immonde . Or questo avvenne fino a tre volte ; e poi la vela fu ritratta in cielo . E come Pietro era in dubbio in sè stesso che cosa potesse esser quella visione ch’ egli avea veduta , ecco , gli uomini mandati da Cornelio , avendo domandato della casa di Simone , furono alla porta . E chiamato alcuno , domandarono se Simone , soprannominato Pietro , albergava ivi entro . E come Pietro era pensoso intorno alla visione , lo Spirito gli disse : Ecco , tre uomini ti cercano . Levati adunque , e scendi , e va’ con loro , senza farne difficoltà , perciocchè io li ho mandati . E Pietro , sceso agli uomini che gli erano stati mandati da Cornelio , disse loro : Ecco , io son quello che voi cercate ; quale è la cagione per la qual siete qui ? Ed essi dissero : Cornelio , centurione , uomo giusto e temente Iddio , e del quale rende buona testimonianza tutta la nazion de’ Giudei , è stato divinamente avvisato da un santo angelo di farti chiamare in casa sua , e d’ udir ragionamenti da te . Pietro adunque , avendoli convitati d’ entrare in casa , li albergò ; poi , il giorno seguente , andò con loro ; ed alcuni de’ fratelli di que’ di Ioppe l’ accompagnarono . E il giorno appresso entrarono in Cesarea . Or Cornelio li aspettava , avendo chiamati i suoi parenti ed i suoi intimi amici . E come Pietro entrava , Cornelio , fattoglisi incontro , gli si gittò a’ piedi , e l’ adorò . Ma Pietro lo sollevò , dicendo : Levati , io ancora sono uomo . E ragionando con lui , entrò , e trovò molti , che si erano quivi raunati . Ed egli disse loro : Voi sapete come non è lecito ad un uomo Giudeo aggiungersi con uno strano , od entrare in casa sua ; ma Iddio mi ha mostrato di non chiamare alcun uomo immondo , o contaminato . Perciò ancora , essendo stato mandato a chiamare , io son venuto senza contradire . Io vi domando adunque : Per qual cagione mi avete mandato a chiamare ? E Cornelio disse : Quattro giorni sono , che io fino a quest’ ora era digiuno , ed alle nove ore io faceva orazione in casa mia ; ed ecco , un uomo si presentò davanti a me , in vestimento risplendente , e disse : Cornelio , la tua orazione è stata esaudita , e le tue limosine sono state ricordate nel cospetto di Dio . Manda adunque in Ioppe , e chiama di là Simone , soprannominato Pietro ; egli alberga in casa di Simone coiaio , presso del mare ; quando egli sarà venuto , egli ti parlerà . Perciò , in quello stante io mandai a te , e tu hai fatto bene di venire ; ed ora noi siamo tutti qui presenti davanti a Dio , per udir tutte le cose che ti sono da Dio state ordinate . Allora Pietro , aperta la bocca , disse : In verità io comprendo , che Iddio non ha riguardo alla qualità delle persone ; anzi che in qualunque nazione , chi lo teme , ed opera giustamente , gli è accettevole ; secondo la parola ch’ egli ha mandata a’ figliuoli d’ Israele , evangelizzando pace per Gesù Cristo , ch’ è il Signor di tutti . Voi sapete ciò che è avvenuto per tutta la Giudea , cominciando dalla Galilea , dopo il battesimo che Giovanni predicò : come Iddio ha unto di Spirito Santo , e di potenza , Gesù di Nazaret , il quale andò attorno facendo beneficii , e sanando tutti coloro che erano posseduti dal diavolo , perciocchè Iddio era con lui . E noi siamo testimoni , di tutte le cose ch’ egli ha fatte nel paese de’ Giudei , e in Gerusalemme ; il quale ancora essi hanno ucciso , appiccandolo al legno . Esso ha Iddio risuscitato nel terzo giorno , ed ha fatto che egli è stato manifestato . Non già a tutto il popolo , ma a’ testimoni prima da Dio ordinati , cioè a noi , che abbiamo mangiato e bevuto con lui , dopo ch’ egli fu risuscitato da’ morti . Ed egli ci ha comandato di predicare al popolo , e di testimoniare ch’ egli è quello che da Dio è stato costituito Giudice de’ vivi e de’ morti . A lui rendono testimonianza tutti i profeti : che chiunque crede in lui , riceve remission de’ peccati per lo nome suo . Mentre Pietro teneva ancora questi ragionamenti , lo Spirito Santo cadde sopra tutti coloro che udivano la parola . E tutti i fedeli della circoncisione , i quali eran venuti con Pietro , stupirono che il dono dello Spirito Santo fosse stato sparso eziandio sopra i Gentili . Poichè li udivano parlar diverse lingue , e magnificare Iddio . Allora Pietro prese a dire : Può alcuno vietar l’ acqua , che non sieno battezzati costoro che hanno ricevuto lo Spirito Santo , come ancora noi ? Ed egli comandò che fossero battezzati nel nome del Signore Gesù . Allora essi lo pregarono che dimorasse quivi alquanti giorni . OR gli apostoli , ed i fratelli ch’ erano per la Giudea , intesero che i Gentili aveano anch’ essi ricevuta la parola di Dio . E quando Pietro fu salito in Gerusalemme , que’ della circoncisione quistionavano con lui , dicendo : Tu sei entrato in casa d’ uomini incirconcisi , ed hai mangiato con loro . Ma Pietro , cominciato da capo , dichiarò loro per ordine tutto il fatto , dicendo : Io era nella città di Ioppe , orando ; ed in ratto di mente vidi una visione , cioè una certa vela , simile ad un gran lenzuolo , il quale scendeva , essendo per li quattro capi calato giù dal cielo ; ed esso venne fino a me . Ed io , riguardando fiso in esso , scorsi , e vidi degli animali terrestri a quattro piedi , delle fiere , dei rettili , e degli uccelli del cielo . E udii una voce che mi diceva : Pietro , levati , ammazza e mangia . Ma io dissi : Non già , Signore ; poichè nulla d’ immondo , o di contaminato , mi è giammai entrato in bocca . E la voce mi rispose la seconda volta dal cielo : Le cose che Iddio ha purificate , tu non farle immonde . E ciò avvenne per tre volte ; poi ogni cosa fu di nuovo ritratta in cielo . Ed ecco , in quello stante tre uomini furono alla casa ove io era , mandati a me da Cesarea . E lo Spirito mi disse che io andassi con loro , senza farne alcuna difficoltà . Or vennero ancora meco questi sei fratelli , e noi entrammo nella casa di quell’ uomo . Ed egli ci raccontò come egli avea veduto in casa sua un angelo , che si era presentato a lui , e gli avea detto : Manda uomini in Ioppe , e fa’ chiamare Simone , che è soprannominato Pietro ; il quale ti ragionerà delle cose , per le quali sarai salvato tu , e tutta la casa tua . Ora , come io avea cominciato a parlare , lo Spirito Santo cadde sopra loro , come era caduto ancora sopra noi dal principio . Ed io mi ricordai della parola del Signore , come egli diceva : Giovanni ha battezzato con acqua , ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo . Dunque , poichè Iddio ha loro dato il dono pari come a noi ancora , che abbiam creduto nel Signore Gesù Cristo , chi era io da potere impedire Iddio ? Allora essi , udite queste cose , si acquetarono , e glorificarono Iddio , dicendo : Iddio adunque ha dato il ravvedimento eziandio a’ Gentili , per ottener vita ? OR coloro ch’ erano stati dispersi per la tribolazione avvenuta per Stefano , passarono fino in Fenicia , in Cipri , e in Antiochia , non annunziando ad alcuno la parola , se non a’ Giudei soli . Or di loro ve n’ erano alcuni Ciprioti , e Cirenei , i quali , entrati in Antiochia , parlavano a’ Greci , evangelizzando il Signore Gesù . E la mano del Signore era con loro ; e gran numero di gente , avendo creduto , si convertì al Signore . E la fama di loro venne agli orecchi della chiesa ch’ era in Gerusalemme ; laonde mandarono Barnaba , acciocchè passasse fino in Antiochia . Ed esso , essendovi giunto , e veduta la grazia del Signore , si rallegrò ; e confortava tutti di attenersi al Signore , con fermo proponimento di cuore . Perciocchè egli era uomo da bene , e pieno di Spirito Santo , e di fede . E gran moltitudine fu aggiunta al Signore . Poi Barnaba si partì , per andare in Tarso , a ricercar Saulo ; ed avendolo trovato , lo menò in Antiochia . Ed avvenne che per lo spazio di un anno intiero , essi si raunarono nella chiesa , ed ammaestrarono un gran popolo ; e i discepoli primieramente in Antiochia furono nominati Cristiani . Or in que’ giorni certi profeti scesero di Gerusalemme in Antiochia . E un di loro , chiamato per nome Agabo , levatosi , significò per lo Spirito che una gran fame sarebbe in tutto il mondo ; la quale ancora avvenne sotto Claudio Cesare . Laonde i discepoli , ciascuno secondo le sue facoltà , determinarono di mandar a fare una sovvenzione a’ fratelli che abitavano nella Giudea ; il che ancora fecero , mandando quella agli anziani per le mani di Barnaba e di Saulo . OR intorno a quel tempo il re Erode mise le mani a straziare alcuni di que’ della chiesa . E fece morir con la spada Giacomo , fratel di Giovanni . E veggendo che ciò era grato a’ Giudei , aggiunse di pigliare ancora Pietro or erano i giorni degli azzimi . E presolo , lo mise in prigione , dandolo a guardare a quattro mute di soldati di quattro l’ una ; volendone , dopo la Pasqua , dare uno spettacolo al popolo . Pietro adunque era guardato nella prigione ; ma continue orazioni erano fatte della chiesa per lui a Dio . Or la notte avanti che Erode ne facesse un pubblico spettacolo , Pietro dormiva in mezzo di due soldati , legato di due catene ; e le guardie davanti alla porta guardavano la prigione . Ed ecco , un angelo del Signore sopraggiunse , ed una luce risplendè nella casa ; e l’ angelo , percosso il fianco a Pietro , lo svegliò , dicendo : Levati prestamente . E le catene gli caddero dalle mani . E l’ angelo gli disse : Cingiti , e legati le scarpe . Ed egli fece così . Poi gli disse : Mettiti la tua veste attorno , e seguitami . Pietro adunque , essendo uscito , lo seguitava , e non sapeva che fosse vero quel che si faceva dall’ angelo ; anzi pensava vedere una visione . Ora , com’ ebbero passata la prima e la seconda guardia , vennero alla porta di ferro che conduce alla città , la qual da sè stessa si aperse loro ; ed essendo usciti , passarono una strada , e in quello stante l’ angelo si dipartì da lui . E Pietro , ritornato in sè , disse : Ora per certo conosco , che il Signore ha mandato il suo angelo , e mi ha liberato di man d’ Erode , e di tutta l’ aspettazion del popolo de’ Guidei . E considerando la cosa , venne in casa di Maria , madre di Giovanni , soprannominato Marco , ove molti fratelli erano raunati , ed oravano . Ed avendo Pietro picchiato all’ uscio dell’ antiporto , una fanticella , chiamata per nome Rode , si accostò chetamente per sottascoltare . E , riconosciuta la voce di Pietro , per l’ allegrezza non aperse la porta ; anzi , corse dentro , e rapportò che Pietro stava davanti all’ antiporto . Ma essi le dissero : Tu farnetichi . Ed ella pure affermava che così era . Ed essi dicevano : Egli è il suo angelo . Or Pietro continuava a picchiare . Ed essi , avendogli aperto , lo videro , e sbigottirono . Ma egli , fatto lor cenno con la mano che tacessero , raccontò loro come il Signore l’ avea tratto fuor di prigione . Poi disse : Rapportate queste cose a Giacomo , ed ai fratelli . Ed essendo uscito , andò in un altro luogo . Ora , fattosi giorno , vi fu non piccol turbamento fra i soldati , che cosa Pietro fosse divenuto . Ed Erode , ricercatolo , e non avendolo trovato , dopo avere esaminate le guardie , comandò che fosser menate al supplicio . Poi discese di Giudea in Cesarea , e quivi dimorò alcun tempo . Or Erode era indegnato contro a’ Tirii , e Sidonii , ed avea nell’ animo di far lor guerra ; ma essi di pari consentimento si presentarono a lui ; e , persuaso Blasto , cameriere del re , chiedevano pace ; perciocchè il lor paese era nudrito di quel del re . E in un certo giorno assegnato , Erode , vestito d’ una vesta reale , e sedendo sopra il tribunale , arringava loro . E il popolo gli fece delle acclamazioni , dicendo : Voce di Dio , e non d’ uomo . E in quello stante un angelo del Signore lo percosse , perciocchè non avea data gloria a Dio ; e morì , roso da’ vermini . Ora la parola di Dio cresceva , e moltiplicava . E Barnaba , e Saulo , compiuto il servigio , ritornarono di Gerusalemme in Antiochia , avendo preso ancora seco Giovanni soprannominato Marco . OR in Antiochia , nella chiesa che vi era , v’ eran certi profeti , e dottori , cioè : Barnaba , e Simeone , chiamato Niger , e Lucio Cireneo , e Manaen , figliuol della nutrice di Erode il tetrarca , e Saulo . E mentre facevano il pubblico servigio del Signore , e digiunavano , lo Spirito Santo disse : Appartatemi Barnaba e Saulo , per l’ opera , alla quale io li ho chiamati . Allora , dopo aver digiunato , e fatte orazioni , imposer loro le mani , e li accommiatarono . Essi adunque , mandati dallo Spirito Santo , scesero in Seleucia , e di là navigarono in Cipri . E giunti in Salamina , annunziarono la parola di Dio nelle sinagoghe de’ Giudei ; or aveano ancora Giovanni per ministro . Poi , traversata l’ isola fino in Pafo , trovarono quivi un certo mago , falso profeta Giudeo , che avea nome Bar-Gesù . Il quale era col proconsolo Sergio Paolo , uomo prudente . Costui , chiamati a sè Barnaba e Saulo , richiese d’ udir la parola di Dio . Ma Elima , il mago perciocchè così s’ interpreta il suo nome , resisteva loro , cercando di stornare il proconsolo dalla fede . E Saulo , il quale ancora fu nominato Paolo , essendo ripieno dello Spirito Santo , ed avendo affissati in lui gli occhi , disse : O pieno d’ ogni frode , e d’ ogni malizia , figliuol del diavolo , nemico di ogni giustizia ! non resterai tu mai di pervertir le diritte vie del Signore ? Ora dunque , ecco , la mano del Signore sarà sopra te , e sarai cieco , senza vedere il sole , fino ad un certo tempo . E in quello stante caligine e tenebre caddero sopra lui ; e andando attorno , cercava chi lo menasse per la mano . Allora il proconsolo , veduto ciò ch’ era stato fatto , credette , essendo sbigottito della dottrina del Signore . OR Paolo , e i suoi compagni si partiron di Pafo , ed arrivaron per mare in Perga di Panfilia ; e Giovanni , dipartitosi da loro , ritornò in Gerusalemme . Ed essi , partitisi da Perga , giunsero in Antiochia di Pisidia ; ed entrati nella sinagoga nel giorno del sabato , si posero a sedere . E dopo la lettura della legge e de’ profeti , i capi della sinagoga mandarono loro a dire : Fratelli , se voi avete alcun ragionamento d’ esortazione a fare al popolo , ditelo . Allora Paolo , rizzatosi , e fatto cenno con la mano , disse : Uomini Israeliti , e voi che temete Iddio , ascoltate . L’ Iddio di questo popolo Israele elesse i nostri padri , ed innalzò il popolo nella sua dimora nel paese di Egitto ; e poi con braccio elevato lo trasse fuor di quello . E per lo spazio d’ intorno a quarant’ anni , comportò i modi loro nel deserto . Poi , avendo distrutte sette nazioni nel paese di Canaan , distribuì loro a sorte il paese di quelle . E poi appresso , per lo spazio d’ intorno a quattrocencinquant’ anni , diede loro de’ Giudici , fino al profeta Samuele . E da quell’ ora domandarono un re ; e Iddio diede loro Saulle , figliuol di Chis , uomo della tribù di Beniamino ; e così passarono quarant’ anni . Poi Iddio , rimossolo , suscitò loro Davide per re ; al quale eziandio egli rendette testimonianza , e disse : Io ho trovato Davide , il figliuolo di Iesse , uomo secondo il mio cuore , il qual farà tutte le mie volontà . Della progenie di esso ha Iddio , secondo la sua promessa , suscitato ad Israele il Salvatore Gesù ; avendo Giovanni , avanti la venuta di lui , predicato il battesimo del ravvedimento a tutto il popolo d’ Israele . E come Giovanni compieva il suo corso disse : Chi pensate voi che io sia ? io non son desso ; ma ecco , dietro a me viene uno , di cui io non son degno di sciogliere i calzari de’ piedi . Uomini fratelli , figliuoli della progenie d’ Abrahamo , e que’ d’ infra voi che temete Iddio , a voi è stata mandata la parola di questa salute . Perciocchè gli abitanti di Gerusalemme , e i lor rettori , non avendo riconosciuto questo Gesù , condannandolo , hanno adempiuti i detti de’ profeti , che si leggono ogni sabato . E benchè non trovassero in lui alcuna cagion di morte , richiesero Pilato che fosse fatto morire . E , dopo ch’ ebbero compiute tutte le cose che sono scritte di lui , egli fu tratto giù dal legno , e fu posto in un sepolcro . Ma Iddio lo suscitò da’ morti . Ed egli fu veduto per molti giorni da coloro ch’ erano con lui saliti di Galilea in Gerusalemme , i quali sono i suoi testimoni presso il popolo . E noi ancora vi evangelizziamo la promessa fatta a’ padri ; dicendovi , che Iddio l’ ha adempiuta inverso noi , lor figliuoli , avendo risuscitato Gesù , siccome ancora è scritto nel salmo secondo : Tu sei il mio Figliuolo , oggi ti ho generato . E perciocchè egli l’ ha suscitato da’ morti , per non tornar più nella corruzione , egli ha detto così : Io vi darò le fedeli benignità promesse a Davide . Perciò ancora egli dice in un altro luogo : Tu non permetterai che il tuo Santo vegga corruzione . Poichè veramente Davide , avendo servito al consiglio di Dio nella sua età , si è addormentato , ed è stato aggiunto a’ suoi padri , ed ha veduta corruzione . Ma colui che Iddio ha risuscitato non ha veduta corruzione . Siavi adunque noto , fratelli , che per costui vi è annunziata remission de’ peccati . E che di tutte le cose , onde per la legge di Mosè non siete potuti esser giustificati , chiunque crede è giustificato per mezzo di lui . Guardatevi adunque , che non venga sopra voi ciò che è detto ne’ profeti : Vedete , o sprezzatori , e maravigliatevi ; e riguardate , e siate smarriti ; perciocchè io fo un’ opera a’ dì vostri , la quale voi non crederete , quando alcuno ve la racconterà . Ora , quando furono usciti dalla sinagoga de’ Giudei , i Gentili li pregarono che infra la settimana le medesime cose fosser loro proposte . E dopo che la raunanza si fu dipartita , molti d’ infra i Giudei , e i proseliti religiosi , seguitarono Paolo e Barnaba ; i quali , ragionando loro , persuasero loro di perseverar nella grazia di Dio . E il sabato seguente , quasi tutta la città si raunò per udir la parola di Dio . Ma i Giudei , veggendo la moltitudine , furono ripieni d’ invidia , e contradicevano alle cose dette da Paolo , contradicendo e bestemmiando . E Paolo , e Barnaba , usando franchezza nel lor parlare , dissero : Egli era necessario che a voi prima si annunziasse , la parola di Dio ; ma , poichè la ributtate , e non vi giudicate degni della vita eterna , ecco , noi ci volgiamo a’ Gentili . Perciocchè così ci ha il Signore ingiunto , dicendo : Io ti ho posto per esser luce delle Genti , acciocchè tu sii in salute fino all’ estremità della terra . E i Gentili , udendo queste cose , si rallegrarono , e glorificavano la parola di Dio ; e tutti coloro ch’ erano ordinati a vita eterna credettero . E la parola del Signore si spandeva per tutto il paese . Ma i Giudei instigarono le donne religiose ed onorate , e i principali della città , e commossero persecuzione contro a Paolo , e contro a Barnaba , e li scacciarono da’ lor confini . Ed essi , scossa la polvere de’ lor piedi contro a loro , se ne vennero in Iconio . E i discepoli eran ripieni di allegrezza , e di Spirito Santo . Or avvenne che in Iconio pure Paolo e Barnaba entrarono nella sinagoga dei Giudei e parlarono in maniera che una gran moltitudine di Giudei e di Greci credette . Ma i Giudei , rimasti disubbidienti , misero su e inasprirono gli animi dei Gentili contro i fratelli . Essi dunque dimoraron quivi molto tempo , predicando con franchezza , fidenti nel Signore , il quale rendeva testimonianza alla parola della sua grazia , concedendo che per le lor mani si facessero segni e prodigi . Ma la popolazione della città era divisa ; gli uni tenevano per i Giudei , e gli altri per gli apostoli . Ma essendo scoppiato un moto dei Gentili e dei Giudei coi loro capi , per recare ingiuria agli apostoli e lapidarli , questi , conosciuta la cosa , se ne fuggirono nelle città di Licaonia , Listra e Derba e nel paese d’ intorno ; e quivi si misero ad evangelizzare . Or in Listra c’ era un certo uomo , impotente nei piedi , che stava sempre a sedere , essendo zoppo dalla nascita , e non aveva mai camminato . Egli udì parlare Paolo , il quale , fissati in lui gli occhi , e vedendo che avea fede da esser sanato , disse ad alta voce : Lèvati ritto in piè . Ed egli saltò su , e si mise a camminare . E le turbe , avendo veduto ciò che Paolo avea fatto , alzarono la voce , dicendo in lingua licaonica : Gli dèi hanno preso forma umana , e sono discesi fino a noi . E chiamavano Barnaba , Giove , e Paolo , Mercurio , perché era il primo a parlare . E il sacerdote di Giove , il cui tempio era all’ entrata della città , menò dinanzi alle porte tori e ghirlande , e volea sacrificare con le turbe . Ma gli apostoli Barnaba e Paolo , udito ciò , si stracciarono i vestimenti , e saltarono in mezzo alla moltitudine , esclamando : Uomini , perché fate queste cose ? Anche noi siamo uomini della stessa natura che voi ; e vi predichiamo che da queste cose vane vi convertiate all’ Iddio vivente , che ha fatto il cielo , la terra , il mare e tutte le cose che sono in essi ; che nelle età passate ha lasciato camminare nelle loro vie tutte le nazioni , benché non si sia lasciato senza testimonianza , facendo del bene , mandandovi dal cielo piogge e stagioni fruttifere , dandovi cibo in abbondanza , e letizia ne’ vostri cuori . E dicendo queste cose , a mala pena trattennero le turbe dal sacrificar loro . Or sopraggiunsero quivi de’ Giudei da Antiochia e da Iconio ; i quali , avendo persuaso le turbe , lapidarono Paolo e lo trascinaron fuori della città , credendolo morto . Ma essendosi i discepoli raunati intorno a lui , egli si rialzò , ed entrò nella città ; e il giorno seguente , partì con Barnaba per Derba . E avendo evangelizzata quella città e fatti molti discepoli se ne tornarono a Listra , a Iconio ed Antiochia , confermando gli animi dei discepoli , esortandoli a perseverare nella fede , dicendo loro che dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni . E fatti eleggere per ciascuna chiesa degli anziani , dopo aver pregato e digiunato , raccomandarono i fratelli al Signore , nel quale aveano creduto . E traversata la Pisidia , vennero in Panfilia . E dopo aver annunziata la Parola in Perga , discesero ad Attalia ; e di là navigarono verso Antiochia , di dove erano stati raccomandati alla grazia di Dio , per l’ opera che aveano compiuta . Giunti colà e raunata la chiesa , riferirono tutte le cose che Dio avea fatte per mezzo di loro , e come avea aperta la porta della fede ai Gentili . E stettero non poco tempo coi discepoli . OR alcuni , discesi di Giudea , insegnavano i fratelli : Se voi non siete circoncisi , secondo il rito di Mosè , voi non potete esser salvati . Onde essendo nato turbamento e quistione non piccola di Paolo e di Barnaba contro a loro , fu ordinato che Paolo , e Barnaba , ed alcuni altri di loro , salissero in Gerusalemme agli apostoli , ed anziani , per questa quistione . Essi adunque , accompagnati dalla chiesa fuor della città , traversarono la Fenicia , e la Samaria , raccontando la conversion dei Gentili ; e portarono grande allegrezza a tutti i fratelli . Ed essendo giunti in Gerusalemme , furono accolti dalla chiesa , e dagli apostoli , e dagli anziani ; e rapportarono quanto gran cose Iddio avea fatte con loro . Ma , dicevano , alcuni della setta de’ Farisei , i quali hanno creduto , si son levati , dicendo che convien circoncidere i Gentili , e comandar loro d’ osservar la legge di Mosè . Allora gli apostoli e gli anziani si raunarono , per provvedere a questo fatto . Ed essendosi mossa una gran disputazione , Pietro si levò in piè , e disse loro : Fratelli , voi sapete che già da’ primi tempi Iddio elesse fra noi me , acciocchè per la mia bocca i Gentili udissero la parola dell’ evangelo , e credessero . E Iddio , che conosce i cuori , ha reso loro testimonianza , dando loro lo Spirito Santo , come ancora a noi . E non ha fatta alcuna differenza tra noi e loro ; avendo purificati i cuori loro per la fede . Ora dunque , perchè tentate Iddio , mettendo un giogo sopra il collo de’ discepoli , il qual nè i padri nostri , nè noi , non abbiam potuto portare ? Ma crediamo di esser salvati per la grazia del Signor Gesù Cristo , come essi ancora . E tutta la moltitudine si tacque , e stavano ad ascoltar Barnaba , e Paolo , che narravano quanti segni e prodigi Iddio avea fatti per loro fra i Gentili . E dopo ch’ essi si furon taciuti , Giacomo prese a dire : Fratelli , ascoltatemi . Simeone ha narrato come Iddio ha primieramente visitati i Gentili , per di quelli prendere un popolo nel suo nome . Ed a questo si accordano le parole de’ profeti , siccome egli è scritto : Dopo queste cose , io edificherò di nuovo il tabernacolo di Davide , che è caduto ; e ristorerò le sue ruine , e lo ridirizzerò . Acciocchè il rimanente degli uomini , e tutte le genti che si chiamano del mio nome , ricerchino il Signore , dice il Signore , che fa tutte queste cose . A Dio son note ab eterno tutte le opere sue . Per la qual cosa io giudico che non si dia molestia a coloro che d’ infra i Gentili si convertono a Dio . Ma , che si mandi loro che si astengano dalle cose contaminate per gl’ idoli , dalla fornicazione , dalle cose soffogate , e dal sangue . Perciocchè , quant’ è a Mosè , già dalle età antiche egli ha persone che lo predicano per ogni città , essendo ogni sabato letto nelle sinagoghe . Allora parve bene agli apostoli , ed agli anziani , con tutta la chiesa , di mandare in Antiochia , con Paolo e Barnaba , certi uomini eletti d’ infra loro , cioè : Giuda , soprannominato Barsaba , e Sila , uomini principali tra i fratelli ; scrivendo per lor mani queste cose : Gli apostoli , e gli anziani , e i fratelli , a’ fratelli d’ infra i Gentili , che sono in Antiochia , in Siria , ed in Cilicia , salute . Perciocchè abbiamo inteso che alcuni , partiti d’ infra noi , vi hanno turbati con parole , sovvertendo le anime vostre , dicendo che conviene che siate circoncisi , ed osserviate la legge ; a’ quali però non ne avevamo data alcuna commissione ; essendoci raunati , siamo di pari consentimento convenuti in questo parere , di mandarvi certi uomini eletti , insieme co’ cari nostri Barnaba , e Paolo ; uomini , che hanno esposte le vite loro per lo nome del Signor nostro Gesù Cristo . Abbiamo adunque mandati Giuda , e Sila , i quali ancora a bocca vi faranno intendere le medesime cose . Perciocchè è parso allo Spirito Santo , ed a noi , di non imporvi alcuno altro peso , se non quel ch’ è necessario ; che è di queste cose : Che vi asteniate dalle cose sacrificate agl’ idoli , dal sangue , dalle cose soffogate , e dalla fornicazione ; dalle quali cose farete ben di guardarvi . State sani . Essi adunque , essendo stati accommiatati , vennero in Antiochia ; e , raunata la moltitudine , renderono la lettera . E quando que’ di Antiochia l’ ebber letta , si rallegrarono della consolazione . E Giuda , e Sila , essendo anch’ essi profeti , con molte parole confortarono i fratelli , e li confermarono . E dopo che furono dimorati quivi alquanto tempo , furono da’ fratelli rimandati in pace agli apostoli . Ma parve bene a Sila di dimorar quivi . OR Paolo e Barnaba rimasero qualche tempo in Antiochia , insegnando , ed evangelizzando , con molti altri , la parola del Signore . Ed alcuni giorni appresso , Paolo disse a Barnaba : Torniamo ora , e visitiamo i nostri fratelli in ogni città , dove abbiamo annunziata la parola del Signore , per veder come stanno . Or Barnaba consigliava di prender con loro Giovanni detto Marco . Ma Paolo giudicava che non dovessero prender con loro colui che si era dipartito da loro da Panfilia e non era andato con loro all’ opera . Laonde vi fu dell’ acerbità , talchè si dipartirono l’ un dall’ altro ; e Barnaba , preso Marco , navigò in Cipri . MA Paolo , eletto per suo compagno Sila , se ne andò , raccomandato da’ fratelli alla grazia di Dio . E andava attorno per la Siria , e Cilicia , confermando le chiese . Or egli giunse in Derba , ed in Listra ; ed ecco , quivi era un certo discepolo , chiamato per nome Timoteo , figliuol d’ una donna Giudea fedele , ma di padre Greco ; del quale i fratelli , ch’ erano in Listra , ed in Iconio , rendevan buona testimonianza . Costui volle Paolo che andasse seco ; e presolo , lo circoncise , per cagion de’ Giudei ch’ erano in quei luoghi ; perciocchè tutti sapevano che il padre d’ esso era Greco . E passando essi per le città , ordinavano loro d’ osservar gli statuti determinati dagli apostoli , e dagli anziani , ch’ erano in Gerusalemme . Le chiese adunque erano confermate nella fede , e di giorno in giorno crescevano in numero . Poi , avendo traversata la Frigia , e il paese della Galazia , essendo divietati dallo Spirito Santo d’ annunziar la parola in Asia , vennero in Misia , e tentavano d’ andare in Bitinia ; ma lo Spirito di Gesù nol permise loro . E passata la Misia , discesero in Troas . ED una visione apparve di notte a Paolo . Un uomo Macedone gli si presentò , pregandolo , e dicendo : Passa in Macedonia , e soccorrici . E quando egli ebbe veduta quella visione , presto noi procacciammo di passare in Macedonia , tenendo per certo che il Signore ci avea chiamati là , per evangelizzare a que’ popoli . E perciò , partendo di Troas , arrivammo per diritto corso in Samotracia , e il giorno seguente a Napoli ; e di là a Filippi , ch’ è la prima città di quella parte di Macedonia , ed è colonia ; e dimorammo in quella città alquanti giorni . E nel giorno del sabato andammo fuor della città , presso del fiume , dove era il luogo ordinario dell’ orazione ; e postici a sedere , parlavamo alle donne ch’ erano quivi raunate . Ed una certa donna , chiamata per nome Lidia , mercatante di porpora , della città di Tiatiri , la qual serviva a Dio , stava ad ascoltare . E il Signore aperse il suo cuore , per attendere alle cose dette da Paolo . E , dopo che fu battezzata ella e la sua famiglia , ci pregò dicendo : Se voi mi avete giudicata esser fedele al Signore , entrate in casa mia , e dimoratevi . E ci fece forza . Or avvenne , come noi andavamo all’ orazione , che noi incontrammo una fanticella , che avea uno spirito di Pitone , la quale con indovinare facea gran profitto a’ suoi padroni . Costei , messasi a seguitar Paolo e noi , gridava , dicendo : Questi uomini son servitori dell’ Iddio altissimo , e vi annunziano la via della salute . E fece questo per molti giorni ; ma , essendone Paolo annoiato , si rivoltò , e disse allo spirito : Io ti comando , nel nome di Gesù Cristo , che tu esca fuor di lei . Ed egli uscì in quello stante . Or i padroni d’ essa , veggendo che la speranza del lor guadagno era svanita , presero Paolo , e Sila , e li trassero alla corte a’ rettori . E presentatili a’ pretori , dissero : Questi uomini turbano la nostra città ; perciocchè son Giudei ; ed annunziano dei riti , i quali non è lecito a noi , che siam Romani , di ricevere , nè di osservare . La moltitudine ancora si levò tutta insieme contro a loro ; e i pretori , stracciate loro le vesti , comandarono che fosser frustati . E dopo aver loro data una gran battitura , li misero in prigione , comandando al carceriere di guardarli sicuramente . Il quale , ricevuto un tal comandamento , li mise nella prigione più addentro , e serrò loro i piedi ne’ ceppi . Or in su la mezzanotte , Paolo e Sila , facendo orazione , cantavono inni a Dio ; e i prigioni li udivano . E di subito si fece un gran tremoto , talchè i fondamenti della prigione furono scrollati ; e in quello stante tutte le porte si apersero , e i legami di tutti si sciolsero . E il carceriere , destatosi , e vedute le porte della prigione aperte , trasse fuori la spada , ed era per uccidersi , pensando che i prigioni se ne fosser fuggiti . Ma Paolo gridò ad alta voce , dicendo : Non farti male alcuno ; perciocchè noi siam tutti qui . Ed egli , chiesto un lume , saltò dentro ; e tutto tremante , si gettò a’ piedi di Paolo e di Sila . E menatili fuori , disse : Signori , che mi conviene egli fare per esser salvato ? Ed essi dissero : Credi nel Signor Gesù Cristo , e sarai salvato tu , e la casa tua . Ed essi annunziarono la parola del Signore a lui , ed a tutti coloro ch’ erano in casa sua . Ed egli , presili in quell’ istessa ora della notte , lavò loro le piaghe . Poi in quell’ istante fu battezzato egli , e tutti i suoi . Poi , menatili in casa sua , mise loro la tavola ; e giubilava d’ avere , con tutta la sua casa , creduto a Dio . Ora , come fu giorno , i pretori mandarono i sergenti a dire al carceriere : Lascia andar quegli uomini . E il carceriere rapportò a Paolo queste parole , dicendo : I pretori hanno mandato a dire che siate liberati ; ora dunque uscite , e andatevene in pace . Ma Paolo disse loro : Dopo averci pubblicamente battuti , senza essere stati condannati in giudicio , noi che siam Romani , ci hanno messi in prigione ; ed ora celatamente ci mandano fuori ! La cosa non andrà così ; anzi , vengano eglino stessi , e ci menino fuori . E i sergenti rapportarono queste parole a’ pretori ; ed essi temettero , avendo inteso ch’ erano Romani . E vennero , e li pregarono di perdonar loro ; e menatili fuori , li richiesero d’ uscir della città . Ed essi , usciti di prigione , entrarono in casa di Lidia ; e , veduti i fratelli , li consolarono , e poi si dipartirono . ED essendo passati per Anfipoli , e per Apollonia , vennero in Tessalonica , dove era la sinagoga de’ Giudei ; e Paolo , secondo la sua usanza , entrò da loro ; e per tre sabati tenne loro ragionamenti tratti dalle scritture , dichiarando , e proponendo loro , ch’ era convenuto che il Cristo sofferisse , e risuscitasse da’ morti ; e ch’ esso il quale , disse egli , io vi annunzio era Gesù il Cristo . Ed alcuni di loro credettero , e si aggiunsero con Paolo e Sila ; come anche gran numero di Greci religiosi , e delle donne principali non poche . Ma i Giudei , ch’ erano increduli , mossi d’ invidia , preser con loro certi uomini malvagi della gente di piazza ; e , raccolta una turba , commossero a tumulto la città ; ed avendo assalita la casa di Giasone , cercavano di trarli fuori al popolo . Ma , non avendoli trovati , trassero Giasone , ed alcuni de’ fratelli , a’ rettori della città , gridando : Costoro che hanno messo sottosopra il mondo sono eziandio venuti qua . E Giasone li ha raccolti ; ed essi tutti fanno contro agli statuti di Cesare , dicendo esservi un altro re , cioè Gesù . E commossero il popolo , e i rettori della città , che udivano queste cose . Ma pure essi , ricevuta cauzione da Giasone e dagli altri , li lasciarono andare . E i fratelli subito di notte mandarono via Paolo e Sila , in Berrea ; ed essi , essendovi giunti , andarono nella sinagoga de’ Giudei . Or costoro furon più generosi che gli altri ch’ erano in Tessalonica ; e con ogni prontezza ricevettero la parola , esaminando tuttodì le scritture , per vedere se queste cose stavano così . Molti adunque di loro credettero , e non piccol numero di donne Greche onorate , e d’ uomini . Ma , quando i Giudei di Tessalonica ebbero inteso che la parola di Dio era da Paolo stata annunziata eziandio in Berrea , vennero anche là , commovendo le turbe . Ma allora i fratelli mandarono prontamente fuori Paolo , acciocchè se ne andasse , facendo vista di andare al mare ; e Sila , e Timoteo rimasero quivi . E COLORO che aveano la cura di por Paolo in salvo , lo condussero sino in Atene ; e , ricevuta da lui commission di dire a Sila , ed a Timoteo , che quanto prima venissero a lui , si partirono . Ora , mentre Paolo li aspettava in Atene , lo spirito suo s’ inacerbiva in lui , veggendo la città piena d’ idoli . Egli adunque ragionava nella sinagoga coi Giudei , e con le persone religiose , ed ogni dì in su la piazza con coloro che si scontravano . Ed alcuni de’ filosofi Epicurei , e Stoici , conferivan con lui . Ed alcuni dicevano : Che vuol dire questo cianciatore ? E gli altri : Egli pare essere annunziatore di dii stranieri ; perciocchè egli evangelizzava loro Gesù , e la risurrezione . E lo presero , e lo menarono nell’ Areopago , dicendo : Potrem noi sapere qual sia questa nuova dottrina , la qual tu proponi ? Perciocchè tu ci rechi agli orecchi cose strane ; noi vogliamo dunque sapere che cosa si vogliano coteste cose . Or tutti gli Ateniesi , e i forestieri che dimoravano in quella città , non passavano il tempo ad altro , che a dire , o ad udire alcuna cosa di nuovo . E Paolo , stando in piè in mezzo dell’ Areopago , disse : Uomini Ateniesi , io vi veggo quasi troppo religiosi in ogni cosa . Perciocchè , passando , e considerando le vostre deità , ho trovato eziandio un altare , sopra il quale era scritto : ALL’ IDDIO SCONOSCIUTO . Quello adunque il qual voi servite , senza conoscerlo , io ve l’ annunzio . L’ Iddio che ha fatto il mondo , e tutte le cose che sono in esso , essendo Signore del cielo e della terra , non abita in tempii fatti d’ opera di mani . E non è servito per mani d’ uomini , come avendo bisogno d’ alcuna cosa ; egli che dà a tutti e la vita , e il fiato , ed ogni cosa . Ed ha fatto d’ un medesimo sangue tutta la generazion degli uomini , per abitar sopra tutta la faccia della terra , avendo determinati i tempi prefissi , ed i confini della loro abitazione ; acciocchè cerchino il Signore , se pur talora potessero , come a tastone , trovarlo : benchè egli non sia lungi da ciascun di noi . Poichè in lui viviamo , e ci moviamo , e siamo ; siccome ancora alcuni de’ vostri poeti hanno detto : Perciocchè noi siamo eziandio sua progenie . Essendo noi adunque progenie di Dio , non dobbiamo stimar che la Deità sia simigliante ad oro , o ad argento , od a pietra ; a scoltura d’ arte , e d’ invenzione umana . Avendo Iddio adunque dissimulati i tempi dell’ ignoranza , al presente dinunzia per tutto a tutti gli uomini che si ravveggano . Perciocchè egli ha ordinato un giorno , nel quale egli giudicherà il mondo in giustizia , per quell’ uomo , il quale egli ha stabilito ; di che ha fatta fede a tutti , avendolo suscitato da’ morti . Quando udirono mentovar la risurrezion de’ morti , altri se ne facevano beffe , altri dicevano : Noi ti udiremo un’ altra volta intorno a ciò . E così Paolo uscì del mezzo di loro . Ed alcuni si aggiunsero con lui , e credettero ; fra i quali fu anche Dionigio l’ Areopagita , ed una donna chiamata per nome Damaris , ed altri con loro . ORA , dopo queste cose , Paolo si partì d’ Atene , e venne in Corinto . E , trovato un certo Giudeo , chiamato per nome Aquila , di nazione Pontico , nuovamente venuto d’ Italia , insieme con Priscilla , sua moglie perciocchè Claudio avea comandato che tutti i Giudei si partissero di Roma , si accostò a loro . E perciocchè egli era della medesima arte , dimorava in casa loro , e lavorava ; perciocchè l’ arte loro era di far padiglioni . Ed ogni sabato faceva un sermone nella sinagoga , e induceva alla fede Giudei e Greci . Ora , quando Sila e Timoteo furon venuti di Macedonia , Paolo era sospinto dallo Spirito , testificando a’ Giudei che Gesù è il Cristo . Ma , contrastando eglino , e bestemmiando , egli scosse i suoi vestimenti , e disse loro : Il sangue vostro sia sopra il vostro capo , io ne son netto ; da ora innanzi io andrò a’ Gentili . E partitosi di là , entrò in casa d’ un certo chiamato per nome Giusto , il qual serviva a Dio ; la cui casa era contigua alla sinagoga . Or Crispo , capo della sinagoga , credette al Signore , con tutta la sua famiglia ; molti ancora de’ Corinti , udendo Paolo , credevano , ed erano battezzati . E il Signore disse di notte in visione a Paolo : Non temere ; ma parla , e non tacere . Perciocchè io son teco , e niuno metterà le mani sopra te , per offenderti ; poichè io ho un gran popolo in questa città . Egli adunque dimorò quivi un anno , e sei mesi , insegnando fra loro la parola di Dio . Poi , quando Gallione fu proconsolo d’ Acaia , i Giudei di pari consentimento si levarono contro a Paolo , e lo menarono al tribunale , dicendo : Costui persuade agli uomini di servire a Dio contro alla legge . E come Paolo era per aprir la bocca , Gallione disse a’ Giudei : Se si trattasse di alcuna ingiustizia o misfatto , o Giudei , io vi udirei pazientemente , secondo la ragione . Ma , se la quistione è intorno a parole , e a nomi , e alla vostra legge , provvedeteci voi ; perciocchè io non voglio esser giudice di coteste cose . E li scacciò dal tribunale . E tutti i Greci presero Sostene , capo della sinagoga , e lo battevano davanti al tribunale ; e Gallione niente si curava di queste cose . Ora , quando Paolo fu dimorato quivi ancora molti giorni , prese commiato dai fratelli , e navigò in Siria , con Priscilla , ed Aquila ; essendosi fatto tondere il capo in Cencrea , perciocchè avea voto . Ed essendo giunto in Efeso , li lasciò quivi . Or egli entrò nella sinagoga , e fece un sermone a’ Giudei . Ed essi lo pregavano di dimorare appresso di loro più lungo tempo ; ma egli non acconsentì ; anzi prese commiato da loro , dicendo : Del tutto mi conviene far la festa prossima in Gerusalemme ; ma io ritornerò ancora a voi , se piace a Dio . Così si partì per mare da Efeso . Ed essendo disceso in Cesarea , salì in Gerusalemme ; poi , dopo aver salutata la chiesa , scese in Antiochia . Ed essendo quivi dimorato alquanto tempo , si partì , andando attorno di luogo in luogo per lo paese di Galazia , e di Frigia , confermando tutti i discepoli . OR un certo Giudeo , il cui nome era Apollo , di nazione Alessandrino , uomo eloquente , e potente nelle scritture , arrivò in Efeso . Costui era ammaestrato ne’ principii della via del Signore ; e , fervente di spirito , parlava , ed insegnava diligentemente le cose del Signore , avendo sol conoscenza del battesimo di Giovanni . E prese a parlar francamente nella sinagoga . Ed Aquila , e Priscilla , uditolo , lo presero con loro , e gli esposero più appieno la via di Dio . Poi , volendo egli passare in Acaia , i fratelli vel confortarono , e scrissero ai discepoli che l’ accogliessero . Ed egli , essendo giunto là , conferì molto a coloro che avean creduto per la grazia . Perciocchè con grande sforzo convinceva pubblicamente i Giudei , dimostrando per le scritture che Gesù è il Cristo . OR avvenne , mentre Apollo era in Corinto , che Paolo , avendo traversate le provincie alte , venne in Efeso ; e trovati quivi alcuni discepoli , disse loro : Avete voi ricevuto lo Spirito Santo , dopo che avete creduto ? Ed essi gli dissero : Anzi non pure abbiamo udito se vi è uno Spirito Santo . E Paolo disse loro : In che dunque siete stati battezzati ? Ed essi dissero : Nel battesimo di Giovanni . E Paolo disse : Certo , Giovanni battezzò del battesimo del ravvedimento , dicendo al popolo che credessero in colui che veniva dopo lui , cioè in Cristo Gesù . E , udito questo , furono battezzati nel nome del Signore Gesù . E , dopo che Paolo ebbe loro imposte le mani , lo Spirito Santo venne sopra loro , e parlavano lingue strane , e profetizzavano . Or tutti questi uomini erano intorno di dodici . Poi egli entrò nella sinagoga , e parlava francamente , ragionando per lo spazio di tre mesi , e persuadendo le cose appartenenti al regno di Dio . Ma , come alcuni s’ induravano , ed erano increduli , dicendo male di quella professione , in presenza della moltitudine , egli , dipartitosi da loro , separò i discepoli , facendo ogni dì sermone nella scuola d’ un certo Tiranno . E questo continuò lo spazio di due anni ; talchè tutti coloro che abitavano nell’ Asia , Giudei e Greci , udirono la parola del Signor Gesù . E Iddio faceva delle non volgari potenti operazioni per le mani di Paolo . Talchè eziandio d’ in sul suo corpo si portavano sopra gl’ infermi degli sciugatoi , e de’ grembiuli ; e le infermità si partivano da loro , e gli spiriti maligni uscivan di loro . Or alcuni degli esorcisti Giudei , che andavano attorno , tentarono d’ invocare il nome del Signor Gesù sopra coloro che aveano gli spiriti maligni , dicendo : Noi vi scongiuriamo per Gesù , il quale Paolo predica . E coloro che facevano questo eran certi figliuoli di Sceva , Giudeo , principal sacerdote , in numero di sette . Ma lo spirito maligno , rispondendo , disse : Io conosco Gesù , e so chi è Paolo ; ma voi chi siete ? E l’ uomo che avea lo spirito maligno si avventò a loro ; e sopraffattili , fece loro forza ; talchè se ne fuggiron di quella casa , nudi e feriti . E questo venne a notizia a tutti i Giudei e Greci che abitavano in Efeso ; e timore cadde sopra tutti loro , e il nome del Signor Gesù era magnificato . E molti di coloro che aveano creduto venivano , confessando e dichiarando le cose che aveano fatte . Molti ancora di coloro che aveano esercitate le arti curiose , portarono insieme i libri , e li arsero in presenza di tutti ; e fatta ragion del prezzo di quelli , si trovò che ascendeva a cinquantamila denari d’ argento . Così la parola di Dio cresceva potentemente , e si rinforzava . Ora , dopo che queste cose furono compiute , Paolo si mise nell’ animo di andare in Gerusalemme , passando per la Macedonia , e per l’ Acaia , dicendo : Dopo che io sarò stato quivi , mi conviene ancora veder Roma . E mandati in Macedonia due di coloro che gli ministravano , cioè Timoteo ed Erasto , egli dimorò ancora alquanto tempo in Asia . Or in quel tempo nacque non piccol turbamento a proposito della via del Signore . Perciocchè un certo chiamato per nome Demetrio , intagliator d’ argento , che faceva de’ piccoli tempii di Diana d’ argento , portava gran profitto agli artefici . Costui , raunati quelli , e tutti gli altri che lavoravano di cotali cose , disse : Uomini , voi sapete che dall’ esercizio di quest’ arte viene il nostro guadagno . Or voi vedete ed udite , che questo Paolo , con le sue persuasioni , ha sviata gran moltitudine , non solo in Efeso , ma quasi in tutta l’ Asia , dicendo che quelli non son dii , che son fatti di lavoro di mani . E non vi è solo pericolo per noi , che quest’ arte particolare sia discreditata ; ma ancora che il tempio della gran dea Diana sia reputato per nulla ; e che la maestà d’ essa , la qual tutta l’ Asia , anzi tutto il mondo adora , non sia abbattuta . Ed essi , udite queste cose , ed essendo ripieni d’ ira , gridarono , dicendo : Grande è la Diana degli Efesi . E tutta la città fu ripiena di confusione ; e tratti a forza Gaio , ed Aristarco , Macedoni , compagni del viaggio di Paolo , corsero di pari consentimento a furore nel teatro . Or Paolo voleva presentarsi al popolo ; ma i discepoli non gliel permisero . Alcuni eziandio degli Asiarchi , che gli erano amici , mandarono a lui , pregandolo che non si presentasse nel teatro . Gli uni adunque gridavano una cosa , gli altri un’ altra ; perciocchè la raunanza era confusa ; ed i più non sapevano per qual cagione fosser raunati . Ora , d’ infra la moltitudine fu prodotto Alessandro , spingendolo i Giudei innanzi . Ed Alessandro , fatto cenno con la mano , voleva arringare al popolo a lor difesa . Ma , quando ebber riconosciuto ch’ egli era Giudeo , si fece un grido da tutti , che gridarono lo spazio d’ intorno a due ore : Grande è la Diana degli Efesi . Ma il cancelliere , avendo acquetata la turba , disse : Uomini Efesi , chi è pur l’ uomo , che non sappia che la città degli Efesi è la sagrestana della gran dea Diana , e dell’ immagine caduta da Giove ? Essendo adunque queste cose fuor di contradizione , conviene che voi vi acquetiate , e non facciate nulla di precipitato . Poichè avete menati qua questi uomini , i quali non sono nè sacrileghi , nè bestemmiatori della vostra dea . Se dunque Demetrio , e gli artefici che son con lui , hanno alcuna cosa contro ad alcuno , si tengono le corti , e vi sono i proconsoli ; facciansi eglino citar gli uni gli altri . E se richiedete alcuna cosa intorno ad altri affari , ciò si risolverà nella raunanza legittima . Perciocchè noi siamo in pericolo d’ essere accusati di sedizione per lo giorno d’ oggi ; non essendovi ragione alcuna , per la quale noi possiamo render conto di questo concorso . E , dette queste cose , licenziò la raunanza . ORA , dopo che fu cessato il tumulto , Paolo , chiamati a sè i discepoli , ed abbracciatili , si partì per andare in Macedonia . E , dopo esser passato per quelle parti , ed averli con molte parole confortati , venne in Grecia . Dove quando fu dimorato tre mesi , essendogli poste insidie da’ Giudei , se fosse navigato in Siria , il parer fu che ritornasse per la Macedonia . Or Sopatro Berreese l’ accompagnò fino in Asia ; e de’ Tessalonicesi , Aristarco , e Secondo , e Gaio Derbese , e Timoteo ; e di que’ d’ Asia , Tichico , e Trofimo . Costoro , andati innanzi , ci aspettarono in Troas . E noi , dopo i giorni degli azzimi , partimmo da Filippi , e in capo di cinque giorni arrivammo a loro in Troas , dove dimorammo sette giorni . E nel primo giorno della settimana , essendo i discepoli raunati per rompere il pane , Paolo , dovendo partire il giorno seguente , fece loro un sermone , e distese il ragionamento sino a mezzanotte . Or nella sala , ove eravamo raunati , vi erano molte lampane . Ed un certo giovanetto , chiamato per nome Eutico , sedendo sopra la finestra , sopraffatto da profondo sonno , mentre Paolo tirava il suo ragionamento in lungo , traboccato dal sonno , cadde giù dal terzo solaio , e fu levato morto . Ma Paolo , sceso a basso , si gettò sopra lui , e l’ abbracciò , e disse : Non tumultuate ; perciocchè l’ anima sua è in lui . Poi , essendo risalito , ed avendo rotto il pane , e preso cibo , dopo avere ancora lungamente ragionato sino all’ alba , si dipartì così . Or menarono quivi il fanciullo vivente , onde furono fuor di modo consolati . E noi , andati alla nave , navigammo in Asso , con intenzione di levar di là Paolo ; perciocchè egli avea così determinato , volendo egli far quel cammino per terra . Ed avendolo scontrato in Asso , lo levammo , e venimmo a Mitilene . E , navigando di là , arrivammo il giorno seguente di rincontro a Chio ; e il giorno appresso ammainammo verso Samo ; e fermatici in Trogillio , il giorno seguente giungemmo a Mileto . Perciocchè Paolo avea deliberato di navigare oltre ad Efeso , per non avere a consumar tempo in Asia ; poichè egli si affrettava per essere , se gli era possibile , al giorno della Pentecosta in Gerusalemme . E DA Mileto mandò in Efeso , a far chiamare gli anziani della chiesa . E quando furono venuti a lui , egli disse loro : Voi sapete in qual maniera , dal primo giorno che io entrai nell’ Asia , io sono stato con voi in tutto quel tempo ; servendo al Signore , con ogni umiltà e con molte lagrime , e prove , le quali mi sono avvenute nelle insidie de’ Giudei . Come io non mi son ritratto d’ annunziarvi , ed insegnarvi , in pubblico , e per le case , cosa alcuna di quelle che son giovevoli ; testificando a’ Giudei , ed a’ Greci , la conversione a Dio , e la fede nel Signor nostro Gesù Cristo . Ed ora , ecco , io , cattivato dallo Spirito , vo in Gerusalemme , non sapendo le cose che mi avverranno in essa . Se non che lo Spirito Santo mi testifica per ogni città , dicendo che legami e tribolazioni mi aspettano . Ma io non fo conto di nulla ; e la mia propria vita non mi è cara , purchè io adempia con allegrezza il mio corso , e il ministerio il quale ho ricevuto dal Signore Gesù , che è di testificar l’ evangelo della grazia di Dio . Ed ora , ecco , io so che voi tutti , fra i quali io sono andato e venuto , predicando il regno di Dio , non vedrete più la mia faccia . Perciò ancora , io vi protesto oggi , che io son netto del sangue di tutti . Perciocchè io non mi son tratto indietro da annunziarvi tutto il consiglio di Dio . Attendete dunque a voi stessi , ed a tutta la greggia , nella quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi , per pascer la chiesa di Dio , la quale egli ha acquistata col proprio sangue . Perciocchè io so questo : che dopo la mia partita , entreranno fra voi de’ lupi rapaci , i quali non risparmieranno la greggia . E che d’ infra voi stessi sorgeranno degli uomini che proporrano cose perverse , per trarsi dietro i discepoli . Perciò , vegliate , ricordandovi che per lo spazio di tre anni , giorno e notte , non son restato d’ ammonir ciascuno con lagrime . Ed al presente , fratelli , io vi raccomando a Dio , e alla parola della grazia di lui , il quale è potente da continuar d’ edificarvi , e da darvi l’ eredità con tutti i santificati . Io non ho appetito l’ argento , nè l’ oro , nè il vestimento di alcuno . E voi stessi sapete che queste mani hanno sovvenuto a’ bisogni miei , e di coloro ch’ erano meco . In ogni cosa vi ho mostrato che affaticandosi , si convengono così sopportar gl’ infermi ; e ricordarsi delle parole del Signore Gesù , il qual disse che più felice cosa è il dare che il ricevere . E quando ebbe dette queste cose , si pose in ginocchioni , ed orò con tutti loro . E si fece da tutti un gran pianto ; e gettatisi al collo di Paolo , lo baciavano ; dolenti principalmente per la parola ch’ egli avea detta , che non vedrebbero più la sua faccia . E l’ accompagnarono alla nave . ORA , dopo che ci fummo con gran pena separati da loro , navigammo , e per diritto corso arrivammo a Coo , e il giorno seguente a Rodi , e di là a Patara . E trovata una nave che passava in Fenicia , vi montammo su , e facemmo vela . E , scoperto Cipri , e lasciatolo a man sinistra , navigammo in Siria , ed arrivammo a Tiro ; perciocchè quivi si dovea scaricar la nave . E , trovati i discepoli , dimorammo quivi sette giorni ; ed essi , per lo Spirito , dicevano a Paolo , che non salisse in Gerusalemme . Ora , dopo che avemmo passati quivi que’ giorni , partimmo , e ci mettemmo in cammino , accompagnati da tutti loro , con le mogli , e figliuoli , fin fuor della città ; e postici in ginocchioni in sul lito , facemmo orazione . Poi , abbracciatici gli uni gli altri , montammo in su la nave ; e quelli se ne tornarono alle case loro . E noi , compiendo la navigazione , da Tiro arrivammo a Ptolemaida ; e , salutati i fratelli , dimorammo un giorno appresso di loro . E il giorno seguente , essendo partiti , arrivammo a Cesarea ; ed entrati in casa di Filippo l’ evangelista , ch’ era l’ uno de’ sette , dimorammo appresso di lui . Or egli avea quattro figliuole vergini , le quali profetizzavano . E , dimorando noi quivi molti giorni , un certo profeta , chiamato per nome Agabo , discese di Giudea . Ed egli , essendo venuto a noi , e presa la cintura di Paolo , se ne legò le mani ed i piedi , e disse : Questo dice lo Spirito Santo : Così legheranno i Giudei in Gerusalemme l’ uomo di cui è questa cintura , e lo metteranno nelle mani de’ Gentili . Ora , quando udimmo queste cose , e noi , e que’ del luogo , lo pregavamo che non salisse in Gerusalemme . Ma Paolo rispose : Che fate voi , piangendo , e macerandomi il cuore ? poichè io sia tutto pronto , non solo ad esser legato , ma eziandio a morire in Gerusalemme , per lo nome del Signor Gesù . E , non potendo egli esser persuaso , noi ci acquetammo , dicendo : La volontà del Signore sia fatta . E , dopo que’ giorni , ci mettemmo in ordine , e salimmo in Gerusalemme . E con noi vennero eziandio alcuni de’ discepoli di Cesarea , menando con loro un certo Mnason Cipriota , antico discepolo , presso il quale dovevamo albergare . Ora , come fummo giunti in Gerusalemme , i fratelli ci accolsero lietamente . E il giorno seguente , Paolo entrò con noi da Giacomo ; e tutti gli anziani vi si trovarono . E Paolo , salutatili , raccontò loro ad una ad una le cose che il Signore avea fatte fra i Gentili , per lo suo ministerio . Ed essi , uditele , glorificavano Iddio ; poi dissero a Paolo : Fratello , tu vedi quante migliaia vi sono de’ Giudei che hanno creduto ; e tutti son zelanti della legge . Or sono stati informati intorno a te , che tu insegni tutti i Giudei , che son fra i Gentili , di rivoltarsi da Mosè , dicendo che non circoncidano i figliuoli , e non camminino secondo i riti . Che devesi adunque fare ? del tutto conviene che la moltitudine si raduni , perciocchè udiranno che tu sei venuto . Fa’ dunque questo che ti diciamo . Noi abbiamo quattro uomini , che hanno un voto sopra loro . Prendili teco , e purificati con loro , e fa’ la spesa con loro ; acciocchè si tondano il capo , e tutti conoscano che non è nulla di quelle cose delle quali sono stati informati intorno a te ; ma che tu ancora procedi osservando la legge . Ma , quant’ è a’ Gentili che hanno creduto , noi ne abbiamo scritto , avendo statuito che non osservino alcuna cosa tale ; ma solo che si guardino dalle cose sacrificate agl’ idoli , e dal sangue , e dalle cose soffocate , e dalla fornicazione . Allora Paolo , presi seco quegli uomini , il giorno seguente , dopo essersi con loro purificato , entrò con loro nel tempio , pubblicando i giorni della purificazione esser compiuti , infino a tanto che l’ offerta fu presentata per ciascun di loro . Ora , come i sette giorni erano presso che compiuti , i Giudei dell’ Asia , vedutolo nel tempio , commossero tutta la moltitudine , e gli misero le mani addosso , gridando : Uomini Israeliti , venite al soccorso ; costui è quell’ uomo , che insegna per tutto a tutti una dottrina che è contro al popolo , e contro alla legge , e contro a questo luogo ; ed oltre a ciò , ha eziandio menati de’ Greci dentro al tempio , ed ha contaminato questo santo luogo . Perciocchè dinanzi avean veduto Trofimo Efesio nella città con Paolo , e pensavano ch’ egli l’ avesse menato dentro al tempio . E tutta la città fu commossa , e si fece un concorso di popolo ; e , preso Paolo , lo trassero fuor del tempio ; e subito le porte furon serrate . Ora , com’ essi cercavano d’ ucciderlo , il grido salì al capitano della schiera , che tutta Gerusalemme era sottosopra . Ed egli in quello stante prese de’ soldati , e de’ centurioni , e corse a’ Giudei . Ed essi , veduto il capitano , e i soldati , restarono di batter Paolo . E il capitano , accostatosi , lo prese , e comandò che fosse legato di due catene ; poi domandò chi egli era , e che cosa avea fatto . E gli uni gridavano una cosa , e gli altri un’ altra , nella moltitudine ; laonde , non potendone egli saper la certezza , per lo tumulto , comandò ch’ egli fosse menato nella rocca . Ed avvenne , quando egli fu sopra i gradi , ch’ egli fu portato da’ soldati , per lo sforzo della moltitudine . Poichè la moltitudine del popolo lo seguitava , gridando : Toglilo . OR Paolo , come egli era per esser menato dentro alla rocca , disse al capitano : Emmi egli lecito di dirti qualche cosa ? Ed egli disse : Sai tu Greco ? Non sei tu quell’ Egizio , il quale a’ dì passati suscitò , e menò nel deserto que’ quattromila ladroni ? E Paolo disse : Quant’ è a me , io son uomo Giudeo , da Tarso , cittadino di quella non ignobile città di Cilicia ; or io ti prego che tu mi permetta di parlare al popolo . Ed avendoglielo egli permesso , Paolo , stando in piè sopra i gradi , fece cenno con la mano al popolo . E , fattosi gran silenzio , parlò loro in lingua ebrea , dicendo : Uomini fratelli , e padri , ascoltate ciò che ora vi dico a mia difesa . Ora , quando ebbero udito ch’ egli parlava loro in lingua ebrea , tanto più fecero silenzio . Poi disse : Io certo son uomo Giudeo , nato in Tarso di Cilicia , ed allevato in questa città a’ piedi di Gamaliele , ammaestrato secondo l’ isquisita maniera della legge de’ padri , zelatore di Dio , come voi tutti siete oggi . Ed ho perseguitata questa professione sino alla morte , mettendo ne’ legami , ed in prigione uomini e donne . Come mi son testimoni il sommo sacerdote , e tutto il concistoro degli anziani ; da cui eziandio avendo ricevute lettere a’ fratelli , io andava in Damasco , per menar prigioni in Gerusalemme quegli ancora ch’ erano quivi , acciocchè fosser puniti . Or avvenne che , mentre io era in cammino , e mi avvicinava a Damasco , in sul mezzodì , di subito una gran luce mi folgorò d’ intorno dal cielo . Ed io caddi in terra , ed udii una voce che mi disse : Saulo , Saulo , perchè mi perseguiti ? Ed io risposi : Chi sei , Signore ? Ed egli mi disse : Io son Gesù il Nazareo , il qual tu perseguiti . Or coloro che eran meco videro ben la luce , e furono spaventati ; ma non udiron la voce di colui che parlava meco . Ed io dissi : Signore , che debbo io fare ? E il Signor mi disse : Levati , e va’ in Damasco ; e quivi ti sarà parlato di tutte le cose che ti sono ordinate di fare . Ora , perciocchè io non vedeva nulla , per la gloria di quella luce , fui menato per la mano da coloro ch’ erano meco ; e così entrai in Damasco . Or un certo Anania , uomo pio secondo la legge , al quale tutti i Giudei che abitavano in Damasco rendevano buona testimonianza , venne a me , ed essendo appresso a me , disse : Fratello Saulo , ricovera la vista . E in quello stante io ricoverai la vista , e lo riguardai . Ed egli mi disse : L’ Iddio de’ nostri padri ti ha preordinato a conoscer la sua volontà , ed a vedere il Giusto , e ad udire una voce dalla sua bocca . Perciocchè tu gli devi essere presso tutti gli uomini testimonio delle cose che tu hai vedute , ed udite . Ed ora , che indugi ? levati , e sii battezzato , e lavato de’ tuoi peccati , invocando il nome del Signore . Or avvenne che , dopo che io fui ritornato in Gerusalemme , orando nel tempio , mi venne un ratto di mente . E vidi esso Signore che mi diceva : Affrettati , ed esci prestamente di Gerusalemme ; perciocchè essi non riceveranno la tua testimonianza intorno a me . Ed io dissi : Signore , eglino stessi sanno che io incarcerava , e batteva per le raunanze coloro che credono in te . E quando si spandeva il sangue di Stefano , tuo martire , io ancora era presente , e acconsentiva alla sua morte , e guardava i vestimenti di coloro che l’ uccidevano . Ed egli mi disse : Vattene , perciocchè io ti manderò lungi a’ Gentili . Or essi l’ ascoltarono fino a questa parola ; ma poi alzarono la lor voce , dicendo : Togli via di terra un tal uomo ; perciocchè ei non conviene ch’ egli viva . E , come essi gridavano , e gettavano i lor vestimenti , e mandavano la polvere in aria , il capitano comandò che Paolo fosse menato dentro alla rocca , ordinando che si facesse inquisizion di lui per flagelli , per sapere per qual cagione gridavano così contro a lui . Ma , come l’ ebbero disteso con le coregge , Paolo disse al centurione ch’ era quivi presente : Evvi egli lecito di flagellare un uomo Romano , e non condannato ? E il centurione , udito ciò , venne , e lo rapportò al capitano , dicendo : Guarda ciò che tu farai , perciocchè quest’ uomo è Romano . E il capitano venne a Paolo , e gli disse : Dimmi , sei tu Romano ? Ed egli disse : Sì , certo . E il capitano rispose : Io ho acquistata questa cittadinanza per gran somma di danari . E Paolo disse : Ma io l’ ho anche di nascita . Laonde coloro che doveano far l’ inquisizion di lui si ritrassero subito da lui ; e il capitano stesso ebbe paura , avendo saputo ch’ egli era Romano ; perciocchè egli l’ avea legato . E IL giorno seguente , volendo saper la certezza di ciò onde egli era accusato da’ Giudei , lo sciolse da’ legami , e comandò a’ principali sacerdoti , ed a tutto il lor concistoro , di venire . E , menato Paolo a basso , lo presentò davanti a loro . E Paolo , affissati gli occhi nel concistoro , disse : Fratelli , io , fino a questo giorno , ho conversato presso Iddio con ogni buona coscienza . E il sommo sacerdote Anania comandò a coloro ch’ eran presso di lui di percuoterlo in su la bocca . Allora Paolo gli disse : Iddio ti percoterà , parete scialbata ; tu siedi per giudicarmi secondo la legge , e trapassando la legge , comandi ch’ io sia percosso ! E coloro ch’ erano quivi presenti dissero : Ingiurii tu il sommo sacerdote di Dio ? E Paolo disse : Fratelli , io non sapeva ch’ egli fosse sommo sacerdote ; perciocchè egli è scritto : Tu non dirai male del principe del tuo popolo . Or Paolo , sapendo che l’ una parte era di Sadducei , e l’ altra di Farisei , sclamò nel concistoro : Uomini fratelli , io son Fariseo , figliuol di Fariseo ; io son giudicato per la speranza , e per la risurrezione de’ morti . E , come egli ebbe detto questo , nacque dissensione tra i Farisei , e i Sadducei ; e la moltitudine si divise . Perciocchè i Sadducei dicono che non vi è risurrezione , nè angelo , nè spirito ; ma i Farisei confessano e l’ uno e l’ altro . E si fece un gridar grande . E gli Scribi della parte de’ Farisei , levatisi , contendevano , dicendo : Noi non troviamo male alcuno in quest’ uomo ; che se uno spirito , o un angelo , ha parlato a lui , non combattiamo contro a Dio . Ora , facendosi grande la dissensione , il capitano , temendo che Paolo non fosse da loro messo a pezzi , comandò a’ soldati che scendessero giù , e lo rapissero del mezzo di loro , e lo menassero nella rocca . E la notte seguente , il Signore si presentò a lui , e gli disse : Paolo , sta’ di buon cuore , perciocchè , come tu hai resa testimonianza di me in Gerusalemme , così convienti renderla ancora a Roma . E , QUANDO fu giorno , certi Giudei fecero raunata , e sotto esecrazione si votarono , promettendo di non mangiare , nè bere , finchè non avessero ucciso Paolo . E coloro che avean fatta questa congiura erano più di quaranta ; i quali vennero a’ principali sacerdoti , ed agli anziani , e dissero : Noi ci siamo sotto esecrazione votati di non assaggiar cosa alcuna , finchè non abbiamo ucciso Paolo . Or dunque , voi comparite davanti al capitano col concistoro , pregandolo che domani vel mani , come per conoscer più appieno del fatto suo ; e noi , innanzi ch’ egli giunga , siam pronti per ucciderlo . Ma il figliuolo della sorella di Paolo , udite queste insidie , venne ; ed entrato nella rocca , rapportò il fatto a Paolo . E Paolo , chiamato a sè uno de’ centurioni , disse : Mena questo giovane al capitano , perciocchè egli ha alcuna cosa da rapportargli . Egli adunque , presolo , lo menò al capitano , e disse : Paolo , quel prigione , mi ha chiamato , e mi ha pregato ch’ io ti meni questo giovane , il quale ha alcuna cosa da dirti . E il capitano , presolo per la mano , e ritrattosi in disparte , lo domandò : Che cosa hai da rapportarmi ? Ed egli disse : I Giudei si son convenuti insieme di pregarti che domani tu meni giù Paolo nel concistoro , come per informarsi più appieno del fatto suo . Ma tu non prestar loro fede , perciocchè più di quarant’ uomini di loro gli hanno poste insidie , essendosi sotto esecrazione votati di non mangiare , nè bere , finchè non l’ abbiano ucciso ; ed ora son presti , aspettando che tu lo prometta loro . Il capitano adunque licenziò il giovane , ordinandogli di non palesare ad alcuno che gli avesse fatte assaper queste cose . Poi , chiamati due de’ centurioni , disse loro : Tenete presti fin dalle tre ore della notte dugento soldati , e settanta cavalieri , e dugento sergenti , per andar fino in Cesarea . Disse loro ancora che avessero delle cavalcature pronte , per farvi montar su Paolo , e condurlo salvamente al governatore Felice . Al quale egli scrisse una lettera dell’ infrascritto tenore : Claudio Lisia , all’ eccellente governatore Felice : salute . Quest’ uomo , essendo stato preso dai Giudei , ed essendo in sul punto d’ esser da loro ucciso io son sopraggiunto coi soldati , e l’ ho riscosso , avendo inteso ch’ egli era Romano . E , volendo sapere il maleficio del quale l’ accusavano , l’ ho menato nel lor concistoro . Ed ho trovato ch’ egli era accusato intorno alle quistioni della lor legge ; e che non vi era in lui maleficio alcuno degno di morte , nè di prigione . Ora , essendomi state significate le insidie , che sarebbero da’ Giudei poste a quest’ uomo , in quello stante l’ ho mandato a te , ordinando eziandio a’ suoi accusatori di dir davanti a te le cose che hanno contro a lui . Sta’ sano . I soldati adunque , secondo ch’ era loro stato ordinato , presero con loro Paolo , e lo condussero di notte in Antipatrida . E il giorno seguente , lasciati i cavalieri per andar con lui , ritornarono alla rocca . E quelli , giunti in Cesarea , e consegnata la lettera al governatore , gli presentarono ancora Paolo . E il governatore , avendo letta la lettera , e domandato a Paolo di qual provincia egli era , e inteso ch’ egli era di Cilicia , gli disse : Io ti udirò , quando i tuoi accusatori saranno venuti anch’ essi . E comandò che fosse guardato nel palazzo di Erode . ORA , cinque giorni appresso , il sommo sacerdote Anania discese , insieme con gli anziani , e con un certo Tertullo , oratore ; e comparvero davanti al governatore contro a Paolo . Ed esso essendo stato chiamato , Tertullo cominciò ad accusarlo , dicendo : Godendo per te di molta pace , ed essendo molti buoni ordini stati fatti da te a questa nazione , per lo tuo provvedimento , noi in tutto e per tutto lo riconosciamo con ogni ringraziamento , eccellentissimo Felice . Or acciocchè io non ti dia più lungamente impaccio , io ti prego che secondo la tua equità , tu ascolti quello che abbiamo a dirti in breve . Che è , che noi abbiam trovato quest’ uomo essere una peste , e commuover sedizione fra tutti i Giudei che son per lo mondo , ed essere il capo della setta de’ Nazarei . Il quale ha eziandio tentato di profanare il tempio ; onde noi , presolo , lo volevam giudicare secondo la nostra legge . Ma il capitano Lisia sopraggiunto , con grande sforzo , ce l’ ha tratto delle mani , e l’ ha mandato a te ; comandando eziandio che gli accusatori d’ esso venissero a te ; da lui potrai tu stesso , per l’ esaminazione che tu ne farai , saper la verità di tutte le cose delle quali non l’ accusiamo . E i Giudei acconsentirono anch’ essi a queste cose , dicendo che stavan così . E Paolo , dopo che il governatore gli ebbe fatto cenno che parlasse , rispose : Sapendo che tu già da molti anni sei stato giudice di questa nazione , più animosamente parlo a mia difesa . Poichè tu puoi venire in notizia che non vi son più di dodici giorni , che io salii in Gerusalemme per adorare . Ed essi non mi hanno trovato nel tempio disputando con alcuno , nè facendo raunata di popolo nelle sinagoghe , nè per la città . Nè anche possono provare le cose , delle quali ora mi accusano . Ora , ben ti confesso io questo , che , secondo la professione , la quale essi chiamano setta , così servo all’ Iddio de’ padri , credendo a tutte le cose che sono scritte nella legge , e ne’ profeti ; avendo speranza in Dio , che la risurrezione de’ morti , così giusti come ingiusti , la quale essi ancora aspettano , avverrà . E intanto , io esercito me stesso in aver del continuo la coscienza senza offesa inverso Iddio , e inverso gli uomini . Ora , in capo di molti anni , io son venuto per far limosine , ed offerte alla mia nazione . Le quali facendo , alcuni Giudei dell’ Asia mi hanno trovato purificato nel tempio , senza turba , e senza tumulto . A loro conveniva di comparire davanti a te , e d’ accusarmi , se aveano cosa alcuna contro a me . Ovvero , dicano questi stessi , se hanno trovato alcun misfatto in me , quando io mi son presentato davanti al concistoro . Se non è di questa sola parola , che io gridai , essendo in piè fra loro : Io sono oggi giudicato da voi intorno alla risurrezione de’ morti . Or Felice , udite queste cose , li rimise ad un altro tempo , dicendo : Dopo che io sarò più appieno informato di questa professione , quando il capitano Lisia sarà venuto , io prenderò conoscenza dei fatti vostri . E ordinò al centurione che Paolo fosse guardato , ma che fosse largheggiato , e ch’ egli non divietasse ad alcun de’ suoi di servirlo , o di venire a lui . Or alcuni giorni appresso , Felice , venuto con Drusilla , sua moglie , la quale era Giudea , mandò a chiamar Paolo , e l’ ascoltò intorno alla fede in Cristo Gesù . E , ragionando egli della giustizia , e della temperanza , e del giudizio a venire , Felice , tutto spaventato , rispose : Al presente vattene ; ma un’ altra volta , quando io avrò opportunità , io ti manderò a chiamare . Sperando insieme ancora che gli sarebber dati danari da Paolo , acciocchè lo liberasse ; per la qual cosa ancora , mandandolo spesso a chiamare , ragionava con lui . ORA , in capo di due anni , Felice ebbe per successore Porcio Festo ; e Felice volendo far cosa grata ai Giudei , lasciò Paolo prigione . Festo adunque , essendo entrato nella provincia , tre giorni appresso salì di Cesarea in Gerusalemme . E il sommo sacerdote , ed i principali de’ Giudei , comparvero dinanzi a lui , contro a Paolo . E lo pregavano , chiedendo una grazia contro a lui , che egli lo facesse venire in Gerusalemme , ponendo insidie , per ucciderlo per lo cammino . Ma Festo rispose , che Paolo era guardato in Cesarea ; e che egli tosto vi andrebbe . Quegli adunque di voi , disse egli , che potranno , scendano meco ; e se vi è in quest’ uomo alcun misfatto , accusinlo . Ed essendo dimorato appresso di loro non più di otto o di dieci giorni discese in Cesarea ; e il giorno seguente , postosi a sedere in sul tribunale , comandò che Paolo gli fosse menato davanti . E , quando egli fu giunto , i Giudei che erano discesi di Gerusalemme , gli furono d’ intorno , portando contro a Paolo molte e gravi accuse , le quali però essi non potevano provare . Dicendo lui a sua difesa : Io non ho peccato nè contro alla legge de’ Giudei , nè contro al tempio , nè contro a Cesare . Ma Festo , volendo far cosa grata ai Giudei , rispose a Paolo , e disse : Vuoi tu salire in Gerusalemme , ed ivi esser giudicato davanti a me intorno a queste cose ? Ma Paolo disse : Io comparisco davanti al tribunal di Cesare , ove mi conviene esser giudicato ; io non ho fatto torto alcuno a’ Giudei , come tu stesso lo riconosci molto bene . Perciocchè se pure ho misfatto , o commessa cosa alcuna degna di morte , non ricuso di morire ; ma , se non è nulla di quelle cose , delle quali costoro mi accusano , niuno può donarmi loro nelle mani ; io mi richiamo a Cesare . Allora Festo , tenuto parlamento col consiglio , rispose : Tu ti sei richiamato a Cesare ? a Cesare andrai . E DOPO alquanti giorni , il re Agrippa , e Bernice , arrivarono in Cesarea , per salutar Festo . E , facendo quivi dimora per molti giorni , Festo raccontò al re l’ affare di Paolo , dicendo : Un certo uomo è stato lasciato prigione da Felice . Per lo quale , quando io fui in Gerusalemme , comparvero davanti a me i principali sacerdoti , e gli anziani de’ Giudei , chiedendo sentenza di condannazione contro a lui . A’ quali risposi che non è l’ usanza de’ Romani di donare alcuno , per farlo morire , avanti che l’ accusato abbia gli accusatori in faccia e gli sia stato dato luogo di purgarsi dell’ accusa . Essendo eglino adunque venuti qua , io , senza indugio , il giorno seguente , sedendo in sul tribunale , comandai che quell’ uomo mi fosse menato davanti . Contro al quale gli accusatori , essendo compariti , non proposero alcuna accusa delle cose che io sospettava . Ma aveano contro a lui certe quistioni intorno alla lor superstizione , ed intorno ad un certo Gesù morto , il qual Paolo dicea esser vivente . Ora , stando io in dubbio come io procederei nell’ inquisizion di questo fatto , gli dissi se voleva andare in Gerusalemme , e quivi esser giudicato intorno a queste cose . Ma , essendosi Paolo richiamato ad Augusto , per esser riserbato al giudicio d’ esso , io comandai ch’ egli fosse guardato , finchè io lo mandassi a Cesare . Ed Agrippa disse a Festo : Ben vorrei ancor io udir cotest’ uomo . Ed egli disse : Domani l’ udirai . Il giorno seguente adunque , essendo venuti Agrippa e Bernice , con molta pompa , ed entrati nella sala dell’ udienza , co’ capitani , e co’ principali della città , per comandamento di Festo , Paolo fu menato quivi . E Festo disse : Re Agrippa , e voi tutti che siete qui presenti con noi , voi vedete costui , al quale tutta la moltitudine de’ Giudei ha dato querela davanti a me , ed in Gerusalemme , e qui , gridando che non convien che egli viva più . Ma io , avendo trovato ch’ egli non ha fatta cosa alcuna degna di morte , ed egli stesso essendosi richiamato ad Augusto , io son deliberato di mandarglielo . E , perciocchè io non ho nulla di certo da scriverne al mio signore , l’ ho menato qui davanti a voi , e principalmente davanti a te , o re Agrippa , acciocchè , fattane l’ inquisizione , io abbia che scrivere . Perciocchè mi par cosa fuor di ragione di mandare un prigione , e non significar le accuse che son contro a lui . Ed Agrippa disse a Paolo : Ei ti si permette di parlar per te medesimo . Allora Paolo , distesa la mano , parlò a sua difesa in questa maniera : Re Agrippa , io mi reputo felice di dover oggi purgarmi davanti a te di tutte le cose , delle quali sono accusato da’ Giudei . Principalmente , sapendo che tu hai conoscenza di tutti i riti , e quistioni , che son fra i Giudei ; perciò ti prego che mi ascolti pazientemente . Quale adunque sia stata , dalla mia giovanezza , la mia maniera di vivere , fin dal principio , per mezzo la mia nazione in Gerusalemme , tutti i Giudei lo sanno . Poichè mi hanno innanzi conosciuto fin dalla mia prima età , e sanno se voglion renderne testimonianza , che secondo la più squisita setta della nostra religione , son vissuto Fariseo . Ed ora , io sto a giudicio per la speranza della promessa fatta da Dio a’ padri . Alla quale le nostre dodici tribù , servendo del continuo a Dio , giorno e notte , sperano di pervenire ; per quella speranza sono io , o re Agrippa , accusato da’ Giudei . Che ? è egli da voi giudicato incredibile che Iddio risusciti i morti ? Ora dunque , quant’ è a me , ben avea pensato che mi conveniva far molte cose contro al nome di Gesù il Nazareo . Il che eziandio feci in Gerusalemme ; ed avendone ricevuta la podestà da’ principali sacerdoti , io serrai nelle prigioni molti de’ santi ; e , quando erano fatti morire , io vi diedi la mia voce . E spesse volte , per tutte le sinagoghe , con pene li costrinsi a bestemmiare ; ed infuriato oltre modo contro a loro , li perseguitai fin nelle città straniere . Il che facendo , come io andava eziandio in Damasco , con la podestà , e commissione da parte de’ principali sacerdoti , io vidi , o re , per lo cammino , di mezzo giorno , una luce maggiore dello splendor del sole , la quale dal cielo lampeggiò intorno a me , ed a coloro che facevano il viaggio meco . Ed essendo noi tutti caduti in terra , io udii una voce che mi parlò , e disse in lingua ebrea : Saulo , Saulo , perchè mi perseguiti ? ei ti è duro di ricalcitrar contro agli stimoli . Ed io dissi : Chi sei tu , Signore ? Ed egli disse : Io son Gesù , il qual tu perseguiti . Ma levati , e sta’ in piedi ; perciocchè per questo ti sono apparito , per ordinarti ministro , e testimonio delle cose , le quali tu hai vedute ; e di quelle ancora , per le quali io ti apparirò , riscotendoti dal popolo , e dai Gentili , a’ quali ora ti mando ; per aprir loro gli occhi , e convertirli dalle tenebre alla luce , e dalla podestà di Satana a Dio ; acciocchè ricevano , per la fede in me , remission de’ peccati , e sorte fra i santificati . Perciò , o re Agrippa , io non sono stato disubbidiente alla celeste apparizione . Anzi , prima a que’ di Damasco , e poi in Gerusalemme , e per tutto il paese della Giudea , ed a’ Gentili , ho annunziato che si ravveggano , e si convertano a Dio , facendo opere convenevoli al ravvedimento . Per queste cose i Giudei , avendomi preso nel tempio , tentarono d’ uccidermi . Ma , per l’ aiuto di Dio , son durato fino a questo giorno , testificando a piccoli ed a grandi ; non dicendo nulla , dalle cose infuori che i profeti e Mosè hanno dette dovere avvenire . Cioè : che il Cristo sofferirebbe ; e ch’ egli , ch’ è il primo della risurrezion de’ morti , annunzierebbe luce al popolo , ed a’ Gentili . Ora , mentre Paolo diceva queste cose a sua difesa , Festo disse ad alta voce : Paolo , tu farnetichi ; le molte lettere ti mettono fuor del senno . Ma egli disse : Io non farnetico , eccellentissimo Festo ; anzi ragiono parole di verità , e di senno ben composto . Perciocchè il re , al quale ancora parlo francamente , sa bene la verità di queste cose ; imperocchè io non posso credere che alcuna di queste cose gli sia occulta ; poichè questo non è stato fatto in un cantone . O re Agrippa , credi tu a’ profeti ? io so che tu ci credi . Ed Agrippa disse a Paolo : Per poco che tu mi persuadi di divenir Cristiano . E Paolo disse : Piacesse a Dio che , e per poco , ed affatto , non solamente tu , ma ancora tutti coloro che oggi mi ascoltano , divenissero tali quali son io , da questi legami infuori . E dopo ch’ egli ebbe dette queste cose , il re si levò , e insieme il governatore , e Bernice , e quelli che sedevano con loro . E ritrattisi in disparte , parlavano gli uni agli altri , dicendo : Quest’ uomo non ha fatto nulla che meriti morte , o prigione . Ed Agrippa disse a Festo : Quest’ uomo poteva esser liberato , se non si fosse richiamato a Cesare . ORA , dopo che fu determinato che noi navigheremmo in Italia , Paolo , e certi altri prigioni , furono consegnati ad un centurione , chiamato per nome Giulio , della schiera Augusta . E , montati sopra una nave Adramittina , noi partimmo , con intenzion di costeggiare i luoghi dell’ Asia , avendo con noi Aristarco Macedone Tessalonicese . E il giorno seguente arrivammo a Sidon ; e Giulio , usando umanità inverso Paolo , gli permise di andare a’ suoi amici , perchè avesser cura di lui . Poi , essendo partiti di là , navigammo sotto Cipri ; perciocchè i venti erano contrari . E , passato il mar di Cilicia , e di Panfilia , arrivammo a Mira di Licia . E il centurione , trovata qui una nave Alessandrina che faceva vela in Italia , ci fece montar sopra . E , navigando per molti giorni lentamente , ed appena pervenuti di rincontro a Gnido , per l’ impedimento che ci dava il vento , navigammo sotto Creti , di rincontro a Salmona . E , costeggiando quella con gran difficoltà , venimmo in un certo luogo , detto Belli porti , vicin del quale era la città di Lasea . Ora , essendo già passato molto tempo , ed essendo la navigazione omai pericolosa ; poichè anche il digiuno era già passato , Paolo ammonì que’ della nave , dicendo loro : Uomini , io veggo che la navigazione sarà con offesa , e grave danno , non solo del carico , e della nave , ma anche delle nostre proprie persone . Ma il centurione prestava più fede al padron della nave , ed al nocchiero , che alle cose dette da Paolo . E , perchè il porto non era ben posto da vernare , i più furono di parere di partirsi di là , per vernare in Fenice , porto di Creti , che riguarda verso il vento Libeccio , e Maestro ; se pure in alcun modo potevano arrivarvi . Ora , messosi a soffiar l’ Austro , pensando esser venuti a capo del lor proponimento , levate le ancore , costeggiavano Creti più da presso . Ma , poco stante , un vento turbinoso , che si domanda Euroclidone percosse l’ isola . Ed essendo la nave portata via , e non potendo reggere al vento , noi la lasciammo in abbandono ; e così eravamo portati . E scorsi sotto una isoletta , chiamata Clauda , appena potemmo avere in nostro potere lo schifo . Il quale avendo pur tratto sopra la nave , i marinari usavano tutti i ripari , cingendo la nave di sotto ; e , temendo di percuoter nella secca , calarono le vele , ed erano così portati . Ed essendo noi fieramente travagliati dalla tempesta , il giorno seguente fecero il getto . E tre giorni appresso , con le nostre proprie mani gettammo in mare gli arredi della nave . E non apparendo nè sole , nè stelle , già per molti giorni , e soprastando non piccola tempesta , omai era tolta ogni speranza di scampare . Ora , dopo che furono stati lungamente senza prender pasto , Paolo si levò in mezzo di loro , e disse : Uomini , ben conveniva credermi , e non partir di Creti ; e risparmiar quest’ offesa , e questa perdita . Ma pure , al presente vi conforto a star di buon cuore , perciocchè non vi sarà perdita della vita d’ alcun di voi , ma sol della nave . Perciocchè un angelo dell’ Iddio , di cui sono , ed al qual servo , mi è apparito questa notte , dicendo : Paolo , non temere ; ei ti conviene comparir davanti a Cesare ; ed ecco , Iddio ti ha donati tutti coloro che navigan teco . Perciò , o uomini , state di buon cuore , perciocchè io ho fede in Dio che così avverrà , come mi è stato detto . Or ci bisogna percuotere in un’ isola . E la quartadecima notte essendo venuta , mentre eravamo portati qua e là nel mare Adriatico , in su la mezzanotte i marinari ebbero opinione ch’ erano vicini di qualche terra . E , calato lo scandaglio , trovarono venti braccia ; ed essendo passati un poco più oltre , ed avendo scandagliato di nuovo , trovarono quindici braccia . E temendo di percuotere in luoghi scogliosi , gettarono dalla poppa quattro ancore , aspettando con desiderio che si facesse giorno . Ora , cercando i marinari di fuggir dalla nave , ed avendo calato lo schifo in mare , sotto specie di voler calare le ancore dalla proda . Paolo disse al centurione , ed a’ soldati : Se costoro non restano nella nave , voi non potete scampare . Allora i soldati tagliarono le funi dello schifo , e lo lasciarono cadere . Ed aspettando che si facesse giorno , Paolo confortava tutti a prender cibo , dicendo : Oggi sono quattordici giorni che voi dimorate digiuni , aspettando , senza prender nulla . Perciò , io vi esorto di prender cibo : perciocchè , questo farà la vostra salute ; imperocchè non caderà pur un capello dal capo d’ alcun di voi . E , dette queste cose , prese del pane , e rendè grazie a Dio , in presenza di tutti ; poi rottolo , cominciò a mangiare . E tutti , fatto buon animo , presero anch’ essi cibo . Or noi eravamo in su la nave fra tutti dugensettantasei persone . E quando furono saziati di cibo , alleviarono la nave , gittando il frumento in mare . E , quando fu giorno , non riconoscevano il paese ; ma scorsero un certo seno che avea lito , nel qual presero consiglio di spinger la nave , se potevano . Ed avendo ritratte le ancore , ed insieme sciolti i legami de’ timoni , si rimisero alla mercè del mare ; ed alzata la vela maestra al vento , traevano al lito . Ma , incorsi in una piaggia , che avea il mare da amendue i lati , vi percossero la nave ; e la proda , ficcatasi in quella , dimorava immobile ; ma la poppa si sdruciva per lo sforzo delle onde . Or il parer de’ soldati era d’ uccidere i prigioni , acciocchè niuno se ne fuggisse a nuoto . Ma il centurione , volendo salvar Paolo , li stolse da quel consiglio , e comandò che coloro che potevano nuotare si gettassero i primi , e scampassero in terra . E gli altri , chi sopra tavole , chi sopra alcuni pezzi della nave ; e così avvenne che tutti si salvarono in terra . E , DOPO che furono scampati , allora conobbero che l’ isola si chiamava Malta . E i Barbari usarono inverso noi non volgare umanità ; perciocchè , acceso un gran fuoco , ci accolsero tutti , per la pioggia che faceva , e per lo freddo . Or Paolo , avendo adunata una quantità di sermenti , e postala in sul fuoco , una vipera uscì fuori per lo caldo , e gli si avventò alla mano . E , quando i Barbari videro la bestia che gli pendeva dalla mano , dissero gli uni agli altri : Quest’ uomo del tutto è micidiale , poichè essendo scampato dal mare , pur la vendetta divina non lo lascia vivere . Ma Paolo , scossa la bestia nel fuoco , non ne sofferse male alcuno . Or essi aspettavano ch’ egli enfierebbe , o caderebbe di subito morto ; ma , poichè ebbero lungamente aspettato , ed ebber veduto che non gliene avveniva alcuno inconveniente , mutarono parere , e dissero ch’ egli era un dio . Or il principale dell’ isola , chiamato per nome Publio , avea le sue possessioni in que’ contorni ; ed esso ci accolse , e ci albergò tre giorni amichevolmente . E s’ imbattè che il padre di Publio giacea in letto , malato di febbre , e di dissenteria ; e Paolo andò a trovarlo ; ed avendo fatta l’ orazione , ed impostegli le mani , lo guarì . Essendo adunque avvenuto questo , ancora gli altri che aveano delle infermità nell’ isola venivano , ed eran guariti . I quali ancora ci fecero grandi onori ; e , quando ci partimmo , ci fornirono delle cose necessarie . E , TRE mesi appresso , noi ci partimmo sopra una nave Alessandrina , che avea per insegna Castore e Polluce , la quale era vernata nell’ isola . Ed arrivati a Siracusa , vi dimorammo tre giorni . E di là girammo , ed arrivammo a Reggio . Ed un giorno appresso , levatosi l’ Austro , in due giorni arrivammo a Pozzuoli . Ed avendo quivi trovati de’ fratelli , fummo pregati di dimorare presso a loro sette giorni . E così venimmo a Roma . Or i fratelli di là , avendo udite le novelle di noi , ci vennero incontro fino al Foro Appio , ed alle Tre Taverne ; e Paolo , quando li ebbe veduti , rendè grazie a Dio , e prese animo . E , quando fummo giunti a Roma , il centurione mise i prigioni in man del capitan maggiore della guardia ; ma a Paolo fu conceduto d’ abitar da sè , col soldato che lo guardava . E , tre giorni appresso , Paolo chiamò i principali de’ Giudei ; e , quando furono raunati , disse loro : Uomini fratelli , senza che io abbia fatta cosa alcuna contro al popolo , nè contro a’ riti de’ padri , sono stato da Gerusalemme fatto prigione , e dato in man de’ Romani . I quali avendomi esaminato , volevano liberarmi ; perciocchè non vi era in me alcuna colpa degna di morte . Ma , opponendosi i Giudei , io fui costretto di richiamarmi a Cesare ; non già come se io avessi da accusar la mia nazione d’ alcuna cosa . Per questa cagione adunque vi ho chiamati , per vedervi , e per parlarvi ; perciocchè per la speranza d’ Israele son circondato di questa catena . Ma essi gli dissero : Noi non abbiam ricevute alcune lettere di Giudea intorno a te ; nè pure è venuto alcun de’ fratelli , che abbia rapportato , o detto alcun male di te . Ben chiediamo intender da te ciò che tu senti , perciocchè , quant’ è a cotesta setta , ci è noto che per tutto è contradetta . Ed avendogli dato un giorno , vennero a lui nell’ albergo in gran numero ; ed egli esponeva , e testificava loro il regno di Dio ; e per la legge di Mosè , e per li profeti , dalla mattina fino alla sera , persuadeva loro le cose di Gesù . Ed alcuni credettero alle cose da lui dette , ma gli altri non credevano . Ed essendo in discordia gli uni con gli altri , si dipartirono , avendo loro Paolo detta questa unica parola : Ben parlò lo Spirito Santo a’ nostri padri per lo profeta Isaia , dicendo : Va’ a questo popolo , e digli : Voi udirete bene , ma non intenderete ; voi riguarderete bene , ma non vedrete . Perciocchè il cuor di questo popolo è ingrassato , ed odono gravemente con gli orecchi , e chiudono gli occhi ; che talora non veggano con gli occhi , e non odano con gli orecchi , e non intendano col cuore , e non si convertano , ed io li sani . Sappiate adunque che questa salute di Dio è mandata a’ Gentili , i quali ancora l’ ascolteranno . E , quando egli ebbe dette queste cose , i Giudei se ne andarono , avendo gran quistione fra loro stessi . E Paolo dimorò due anni intieri in una sua casa tolta a fitto , ed accoglieva tutti coloro che venivano a lui ; predicando il regno di Dio , ed insegnando le cose di Gesù Cristo , con ogni franchezza , senza divieto . PAOLO , servo di Gesù Cristo , chiamato ad essere apostolo , appartato per l’ Evangelo di Dio , il quale egli avea innanzi promesso , per li suoi profeti , nelle scritture sante , intorno al suo Figliuolo , Gesù Cristo , nostro Signore ; fatto del seme di Davide , secondo la carne ; dichiarato Figliuol di Dio in potenza , secondo lo Spirito della santità , per la risurrezione da’ morti ; per lo quale noi abbiam ricevuta grazia ed apostolato , all’ ubbidienza di fede fra tutte le genti , per lo suo nome ; fra le quali siete ancora voi , chiamati da Gesù Cristo ; a voi tutti che siete in Roma , amati da Dio , santi chiamati : grazia , e pace da Dio , nostro Padre , e dal Signor Gesù Cristo . IMPRIMA io rendo grazie all’ Iddio mio per Gesù Cristo , per tutti voi , che la vostra fede è pubblicata per tutto il mondo . Perciocchè Iddio , al quale io servo nello spirito mio , nell’ evangelo del suo Figliuolo , mi è testimonio , ch’ io non resto mai di far menzione di voi ; pregando del continuo nelle mie orazioni di poter venire a voi ; se pure , per la volontà di Dio , in fine una volta mi sarà porta la comodità di fare il viaggio . Perciocchè io desidero sommamente di vedervi , per comunicarvi alcun dono spirituale , acciocchè siate confermati . E questo è , per esser congiuntamente consolato in voi , per la fede comune fra noi , vostra e mia . Ora , fratelli , io non voglio che ignoriate che molte volte io ho proposto di venire a voi , acciocchè io abbia alcun frutto fra voi , come ancora fra le altre genti ; ma sono stato impedito infino ad ora . Io son debitore a’ Greci , ed ai Barbari ; a’ savi , ed a’ pazzi . Così , quant’ è a me , io son pronto ad evangelizzare eziandio a voi che siete in Roma . PERCIOCCHÈ io non mi vergogno dell’ evangelo di Cristo ; poichè esso è la potenza di Dio in salute ad ogni credente ; al Giudeo imprima , poi anche al Greco . Perciocchè la giustizia di Dio è rivelata in esso , di fede in fede ; secondo ch’ egli è scritto : E il giusto viverà per fede . POICHÈ l’ ira di Dio si palesa dal cielo sopra ogni empietà , ed ingiustizia degli uomini , i quali ritengono la verità in ingiustizia . Imperocchè , ciò che si può conoscer dì Dio è manifesto in loro , perciocchè Iddio l’ ha manifestato loro . Poichè le cose invisibili d’ esso , la sua eterna potenza , e deità , essendo fin dalla creazion del mondo intese per le opere sue , si veggono chiaramente , talchè sono inescusabili . Perciocchè , avendo conosciuto Iddio , non però l’ hanno glorificato , nè ringraziato , come Dio ; anzi sono invaniti nei lor ragionamenti , e l’ insensato lor cuore è stato intenebrato . Dicendosi esser savi , son divenuti pazzi . Ed hanno mutata la gloria dell’ incorruttibile Iddio nella simiglianza dell’ immagine dell’ uomo corruttibile , e degli uccelli , e delle bestie a quattro piedi , e de’ rettili . Perciò ancora Iddio li ha abbandonati a bruttura , nelle concupiscenze de’ lor cuori , da vituperare i corpi loro gli uni con gli altri . Essi , che hanno mutata la verità di Dio in menzogna , ed hanno adorata e servita la creatura , lasciato il Creatore , che è benedetto in eterno . Amen . Perciò , Iddio li ha abbandonati ad affetti infami ; poichè anche le lor femmine hanno mutato l’ uso naturale in quello che è contro a natura . E simigliantemente i maschi , lasciato l’ uso natural della femmina , si sono accesi nella lor libidine gli uni inverso gli altri , commettendo maschi con maschi la disonestà , ricevendo in loro stessi il pagamento del loro errore qual si conveniva . E , siccome non hanno fatta stima di riconoscere Iddio , così li ha Iddio abbandonati ad una mente reproba , da far le cose che non si convengono ; essendo ripieni d’ ogni ingiustizia , di malvagità , di cupidigia , di malizia ; pieni d’ invidia , d’ omicidio , di contesa , di frode , di malignità ; cavillatori , maldicenti , nemici di Dio , ingiuriosi , superbi , vanagloriosi , inventori di mali , disubbidienti a padri ed a madri ; insensati , senza fede ne’ patti , senza affezion naturale , implacabili , spietati . I quali , avendo riconosciuto il diritto di Dio , che coloro che fanno cotali cose son degni di morte , non solo le fanno , ma ancora acconsentono a coloro che le commettono . PERCIÒ , o uomo , chiunque tu sii , che giudichi , tu sei inescusabile ; perciocchè , in ciò che giudichi altrui , tu condanni te stesso ; poichè tu che giudichi fai le medesime cose . Or noi sappiamo che il giudicio di Dio è , secondo verità , sopra coloro che fanno cotali cose . E stimi tu questo , o uomo , che giudichi coloro che fanno cotali cose , e le fai , che tu scamperai il giudicio di Dio ? Ovvero , sprezzi tu le ricchezze della sua benignità , e della sua pazienza , e lentezza ad adirarsi ; non conoscendo che la benignità di Dio ti trae a ravvedimento ? Là dove tu , per la tua durezza , e cuore che non sa ravvedersi , ti ammassi a guisa di tesoro ira , nel giorno dell’ ira , e della manifestazione del giusto giudicio di Dio . Il quale renderà a ciascuno secondo le sue opere ; cioè : la vita eterna a coloro che , con perseveranza in buone opere , procaccian gloria , onore , ed immortalità . Ma a coloro che son contenziosi , e non ubbidiscono alla verità , anzi ubbidiscono all’ ingiustizia , soprastà indegnazione ed ira . Tribolazione , ed angoscia soprastà ad ogni anima d’ uomo che fa il male ; del Giudeo primieramente , e poi anche del Greco . Ma gloria , ed onore , e pace , sarà a chiunque fa il bene ; al Giudeo primieramente , poi anche al Greco . Perciocchè presso a Dio non v’ è riguardo alla qualità delle persone . Imperocchè tutti coloro che avranno peccato , senza la legge , periranno senza la legge ; e tutti coloro che avranno peccato , avendo la legge , saranno giudicati per la legge . Perciocchè , non gli uditori della legge son giusti presso a Dio , ma coloro che mettono ad effetto la legge saranno giustificati . Perciocchè , poichè i Gentili , che non hanno la legge , fanno di natura le cose della legge , essi , non avendo legge , son legge a sè stessi ; i quali mostrano , che l’ opera della legge è scritta ne’ lor cuori per la testimonianza che rende loro la lor coscienza ; e perciocchè i lor pensieri infra sè stessi si scusano , od anche si accusano . Ciò si vedrà nel giorno che Iddio giudicherà i segreti degli uomini , per Gesù Cristo , secondo il mio evangelo . ECCO , tu sei nominato Giudeo , e ti riposi in su la legge , e ti glorii in Dio ; e conosci la sua volontà , e discerni le cose contrarie , essendo ammaestrato dalla legge ; e ti dài a credere d’ esser guida de’ ciechi , lume di coloro che son nelle tenebre ; educator degli scempi , maestro de’ fanciulli , e d’ avere la forma della conoscenza , e della verità nella legge . Tu adunque , che ammaestri gli altri , non ammaestri te stesso ? tu , che predichi che non convien rubare , rubi ? Tu , che dici che non convien commettere adulterio , commetti adulterio ? tu , che abbomini gl’ idoli , commetti sacrilegio ? Tu , che ti glorii nella legge , disonori Iddio per la trasgression della legge ? Poichè il nome di Dio è per voi bestemmiato fra i Gentili , siccome è scritto . Perciocchè ben giova la circoncisione , se tu osservi la legge ; ma , se tu sei trasgreditor della legge , la tua circoncisione divien incirconcisione . Se dunque gl’ incirconcisi osservano gli statuti della legge , non sarà la loro incirconcisione reputata circoncisione ? E se la incirconcisione ch’ è di natura , adempie la legge , non giudicherà egli te , che , con la lettera e con la circoncisione , sei trasgreditor della legge ? Perciocchè non è Giudeo colui che l’ è in palese ; e non è circoncisione quella che è in palese nella carne . Ma Giudeo è colui che l’ è in occulto ; e la circoncisione è quella del cuore in ispirito , non in lettera ; e d’ un tal Giudeo la lode non è dagli uomini , ma da Dio . QUALE è dunque il vantaggio del Giudeo ? o quale è l’ utilità della circoncisione ? Grande per ogni maniera ; imprima invero , in ciò che gli oracoli di Dio furon loro fidati . Perciocchè , che è egli , se alcuni sono stati increduli ? la loro incredulità annullerà essa la fedeltà di Dio ? Così non sia ; anzi , sia Iddio verace , ed ogni uomo bugiardo ; siccome è scritto : Acciocchè tu sii giustificato nelle tue parole , e vinca quando sei giudicato . Ora , se la nostra ingiustizia commenda la giustizia di Dio , che diremo ? Iddio è egli ingiusto , quando egli impone punizione ? Io parlo umanamente . Così non sia ; altrimenti , come giudicherebbe Iddio il mondo ? Imperocchè , se la verità di Dio per la mia menzogna è soprabbondata alla sua gloria , perchè sono io ancor condannato come peccatore ? E non dirassi come siamo infamati , e come alcuni dicono che noi diciamo : Facciamo i mali , acciocchè ne avvengano i beni ? de’ quali la condannazione è giusta . CHE dunque ? abbiamo noi qualche eccellenza ? del tutto no ; poichè innanzi abbiamo convinti tutti , così Giudei , come Greci , ch’ essi sono sotto peccato ; siccome è scritto : Non v’ è alcun giusto , non pure uno . Non v’ è alcuno che abbia intendimento , non v’ è alcuno che ricerchi Iddio . Tutti son deviati , tutti quanti son divenuti da nulla ; non v’ è alcuno che faccia bene , non pure uno . La lor gola è un sepolcro aperto ; hanno usata frode con le lor lingue ; v’ è un veleno d’ aspidi sotto alle lor labbra ; la lor bocca è piena di maledizione e d’ amaritudine ; i lor piedi son veloci a spandere il sangue ; nelle lor vie v’ è ruina e calamità ; e non hanno conosciuta la via della pace ; il timor di Dio non è davanti agli occhi loro . Or noi sappiamo che , qualunque cosa dica la legge , parla a coloro che son nella legge , acciocchè ogni bocca sia turata , e tutto il mondo sia sottoposto al giudicio di Dio . Perciocchè niuna carne sarà giustificata dinanzi a lui per le opere della legge ; poichè per la legge è data conoscenza del peccato . MA ora , senza la legge , la giustizia di Dio è manifestata , alla quale rendon testimonianza la legge ed i profeti ; la giustizia , dico , di Dio , per la fede in Gesù Cristo , inverso tutti , e sopra tutti i credenti , perciocchè non v’ è distinzione . Poichè tutti hanno peccato , e son privi della gloria di Dio . Essendo gratuitamente giustificati per la grazia d’ esso , per la redenzione ch’ è in Cristo Gesù . Il quale Iddio ha innanzi ordinato , per purgamento col suo sangue , mediante la fede ; per mostrar la sua giustizia , per la remission de’ peccati , che sono stati innanzi , nel tempo della pazienza di Dio . Per mostrare , dico , la sua giustizia nel tempo presente , acciocchè egli sia giusto e giustificante colui che è della fede di Gesù . Dov’ è adunque il vanto ? Egli è escluso . Per qual legge ? Delle opere ? No ; anzi , per la legge della fede . Noi adunque conchiudiamo che l’ uomo è giustificato per fede senza le opere della legge . Iddio è egli Dio solo de’ Giudei ? non lo è egli eziandio de’ Gentili ? certo , egli lo è eziandio de’ Gentili . Poichè v’ è un solo Iddio , il quale giustificherà la circoncisione dalla fede , e l’ incirconcisione per la fede . Annulliamo noi dunque la legge per la fede ? Così non sia ; anzi stabiliamo la legge . CHE diremo adunque che il padre nostro Abrahamo abbia ottenuto secondo la carne ? Perciocchè , se Abrahamo è stato giustificato per le opere , egli ha di che gloriarsi ; ma egli non ha nulla di che gloriarsi appo Iddio . Imperocchè , che dice la scrittura ? Or Abrahamo credette a Dio , e ciò gli fu imputato a giustizia . Ora , a colui che opera , il premio non è messo in conto per grazia , ma per debito . Ma , a colui che non opera , anzi crede in colui che giustifica l’ empio , la sua fede gli è imputata a giustizia . Come ancora Davide dice la beatitudine esser dell’ uomo , a cui Iddio imputa la giustizia , senza opere , dicendo : Beati coloro , le cui iniquità son rimesse , e i cui peccati son coperti . Beato l’ uomo , a cui il Signore non avrà imputato peccato . Ora dunque , questa beatitudine cade ella sol nella circoncisione , ovvero anche nell’ incirconcisine ? poichè noi diciamo che la fede fu imputata ad Abrahamo a giustizia . In che modo dunque gli fu ella imputata ? mentre egli era nella circoncisione , o mentre era nell’ incirconcisione ? non mentre era nella circoncisione , anzi nell’ incirconcisione . Poi ricevette il segno della circoncisione , suggello della giustizia della fede , la quale egli avea avuta , mentre egli era nell’ incirconcisione , affin d’ esser padre di tutti coloro che credono , essendo nell’ incirconcisione , acciocchè ancora a loro sia imputata la giustizia ; e padre della circoncisione , a rispetto di coloro che non solo son della circoncisione , ma eziandio seguono le pedate della fede del padre nostro Abrahamo , la quale egli ebbe mentre era nell’ incirconcisione . Perciocchè la promessa d’ essere erede del mondo non fu fatta ad Abrahamo , od alla sua progenie per la legge , ma per la giustizia della fede . Poichè , se coloro che son della legge sono eredi , la fede è svanita , e la promessa annullata ; perciocchè la legge opera ira ; ma dove non è legge , eziandio non vi è trasgressione . Perciò , è per fede affin d’ esser per grazia ; acciocchè la promessa sia ferma a tutta la progenie ; non a quella solamente ch’ è della legge , ma eziandio a quella ch’ è della fede d’ Abrahamo ; il quale secondo che è scritto : Io ti ho costituito padre di molte nazioni , è padre di tutti noi davanti a Dio , a cui egli credette , il qual fa vivere i morti , e chiama le cose che non sono , come se fossero . Il quale contro a speranza in isperanza credette ; per divenir padre di molte nazioni , secondo che gli era stato detto : Così sarà la tua progenie . E , non essendo punto debole nella fede , non riguardò al suo corpo già ammortito , essendo egli d’ età presso di cent’ anni ; nè all’ ammortimento della matrice di Sara . E non istette in dubbio per incredulità intorno alla promessa di Dio ; anzi fu fortificato per la fede , dando gloria a Dio . Ed essendo pienamente accertato che ciò ch’ egli avea promesso , era anche potente da farlo . Laonde ancora ciò gli fu imputato a giustizia . Ora , non per lui solo è scritto che gli fu imputato . Ma ancora per noi , ai quali sarà imputato ; i quali crediamo in colui che ha suscitato da’ morti Gesù , nostro Signore . Il quale è stato dato per le nostre offese , ed è risuscitato per la nostra giustificazione . GIUSTIFICATI adunque per fede , abbiam pace presso Iddio , per Gesù Cristo , nostro Signore . Per lo quale ancora abbiamo avuta , per la fede , introduzione in questa grazia , nella quale sussistiamo , e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio . E non sol questo , ma ancora ci gloriamo nelle afflizioni , sapendo che l’ afflizione opera pazienza ; e la pazienza sperienza , e la sperienza speranza . Or la speranza non confonde , perciocchè l’ amor di Dio è sparso ne’ cuori nostri per lo Spirito Santo che ci è stato dato . Perchè , mentre eravamo ancor senza forza , Cristo è morto per gli empi , nel suo tempo . Perciocchè , appena muore alcuno per un giusto ; ma pur per un uomo da bene forse ardirebbe alcuno morire . Ma Iddio commenda l’ amor suo verso noi , in ciò che mentre eravamo ancor peccatori , Cristo è morto per noi . Molto maggiormente adunque , essendo ora giustificati nel suo sangue , saremo per lui salvati dall’ ira . Perciocchè se , mentre eravamo nemici , siamo stati riconciliati con Dio per la morte del suo Figliuolo ; molto maggiormente , essendo riconciliati , sarem salvati per la vita d’ esso . E non sol questo , ma ancora ci gloriamo in Dio , per lo Signor nostro Gesù Cristo , per lo quale ora abbiam ricevuta la riconciliazione . PERCIÒ , siccome per un uomo il peccato è entrato nel mondo , e per il peccato la morte ; ed in questo modo la morte è trapassata in tutti gli uomini , perchè tutti hanno peccato ; perciocchè fino alla legge il peccato era nel mondo ; or il peccato non è imputato , se non vi è legge ; nondimeno la morte regnò da Adamo infino a Mosè , eziandio sopra coloro che non aveano peccato alla somiglianza della trasgressione di Adamo , il quale è figura di colui che dovea venire . Ma pure la grazia non è come l’ offesa ; perciocchè , se per l’ offesa dell’ uno que’ molti son morti , molto più è abbondata inverso quegli altri molti la grazia di Dio , e il dono , per la grazia dell’ un uomo Gesù Cristo . Ed anche non è il dono come ciò ch’ è venuto per l’ uno che ha peccato ; perciocchè il giudicio è di una offesa a condannazione ; ma la grazia è di molte offese a giustizia . Perciocchè , se , per l’ offesa di quell’ uno , la morte ha regnato per esso uno ; molto maggiormente coloro che ricevono l’ abbondanza della grazia , e del dono della giustizia , regneranno in vita , per l’ uno , che è Gesù Cristo . Siccome adunque per una offesa il giudicio è passato a tutti gli uomini , in condannazione , così ancora per un atto di giustizia la grazia è passata a tutti gli uomini , in giustificazione di vita . Perciocchè , siccome per la disubbidienza dell’ un uomo que’ molti sono stati costituiti peccatori , così ancora per l’ ubbidienza dell’ uno quegli altri molti saranno costituiti giusti . Or la legge intervenne , acciocchè l’ offesa abbondasse ; ma , dove il peccato è abbondato , la grazia è soprabbondata ; acciocchè , siccome il peccato ha regnato nella morte , così ancora la grazia regni per la giustizia , a vita eterna , per Gesù Cristo , nostro Signore . CHE diremo adunque ? rimarremo noi nel peccato , acciocchè la grazia abbondi ? Così non sia : noi , che siam morti al peccato , come viveremo ancora in esso ? Ignorate voi , che noi tutti , che siamo stati battezzati in Gesù Cristo , siamo stati battezzati nella sua morte ? Noi siamo adunque stati con lui seppelliti per lo battesimo , a morte ; acciocchè , siccome Cristo è risuscitato da’ morti per la gloria del Padre , noi ancora simigliantemente camminiamo in novità di vita . Perciocchè , se siamo stati innestati con Cristo alla conformità della sua morte , certo lo saremo ancora a quella della sua risurrezione . Sapendo questo : che il nostro vecchio uomo è stato con lui crocifisso , acciocchè il corpo del peccato sia annullato , affinchè noi non serviamo più al peccato . Poichè colui che è morto è sciolto dal peccato . Ora , se siam morti con Cristo , noi crediamo che altresì viveremo con lui . Sapendo che Cristo , essendo risuscitato da’ morti , non muore più ; la morte non signoreggia più sopra lui . Perciocchè , in quanto egli è morto , è morto al peccato una volta ; ma in quanto egli vive , vive a Dio . Così ancora voi reputate che ben siete morti al peccato ; ma che vivete a Dio , in Cristo Gesù , nostro Signore . Non regni adunque il peccato nel vostro corpo mortale , per ubbidirgli nelle sue concupiscenze . E non prestate le vostre membra ad essere armi d’ iniquità al peccato ; anzi presentate voi stessi a Dio , come di morti fatti viventi ; e le vostre membra ad essere armi di giustizia a Dio . Perciocchè il peccato non vi signoreggerà ; poichè non siete sotto la legge , ma sotto la grazia . Che dunque ? peccheremo noi , perciocchè non siamo sotto la legge , ma sotto la grazia ? Così non sia . Non sapete voi , che a chiunque vi rendete servi per ubbidirgli , siete servi a colui a cui ubbidite , o di peccato a morte , o d’ ubbidienza a giustizia ? Ora , ringraziato sia Iddio , ch’ eravate servi del peccato ; ma avete di cuore ubbidito alla forma della dottrina , nella quale siete stati tramutati . Ora , essendo stati francati dal peccato , voi siete stati fatti servi della giustizia . Io parlo nella maniera degli uomini , per la debolezza della vostra carne . Perciocchè , siccome già prestaste le vostre membra ad esser serve alla bruttura , ed all’ iniquità , per commetter l’ iniquità ; così ora dovete prestare le vostre membra ad esser serve alla giustizia , a santificazione . Perciocchè , allora che voi eravate servi del peccato , voi eravate franchi della giustizia . Qual frutto adunque avevate allora nelle cose , delle quali ora vi vergognate ? poichè la fin d’ esse è la morte . Ma ora , essendo stati francati dal peccato , e fatti servi a Dio , voi avete il vostro frutto a santificazione , ed alla fine vita eterna . Perciocchè il salario del peccato è la morte , ma il dono di Dio è la vita eterna , in Cristo Gesù , nostro Signore . IGNORATE voi , fratelli perciocchè io parlo a persone che hanno conoscenza della legge , che la legge signoreggia l’ uomo per tutto il tempo ch’ egli è in vita ? Poichè la donna maritata è , per la legge , obbligata al marito , mentre egli vive ; ma , se il marito muore , ella è sciolta dalla legge del marito . Perciò , mentre vive il marito , ella sarà chiamata adultera , se divien moglie di un altro marito ; ma , quando il marito è morto , ella è liberata da quella legge ; talchè non è adultera , se divien moglie di un altro marito . Così adunque , fratelli miei , ancora voi siete divenuti morti alla legge , per lo corpo di Cristo , per essere ad un altro , che è risuscitato da’ morti , acciocchè noi fruttifichiamo a Dio . Perciocchè , mentre eravam nella carne , le passioni de’ peccati , le quali erano mosse per la legge , operavano nelle nostre membra , per fruttificare alla morte . Ma ora siamo sciolti della legge , essendo morti a quello , nel quale eravam ritenuti ; talchè serviamo in novità di spirito , e non in vecchiezza di lettera . Che diremo adunque ? che la legge sia peccato ? Così non sia ; anzi , io non avrei conosciuto il peccato , se non per la legge ; perciocchè io non avrei conosciuta la concupiscenza , se la legge non dicesse : Non concupire . Ma il peccato , presa occasione per questo comandamento , ha operata in me ogni concupiscenza . Perciocchè , senza la legge , il peccato è morto . E tempo fu , che io , senza la legge , era vivente ; ma , essendo venuto il comandamento , il peccato rivisse , ed io morii . Ed io trovai che il comandamento , che è a vita , esso mi tornava a morte . Perciocchè il peccato , presa occasione per lo comandamento , m’ ingannò , e per quello mi uccise . Talchè , ben è la legge santa , e il comandamento santo , e giusto , e buono . Mi è dunque ciò che è buono divenuto morte ? Così non sia ; anzi il peccato mi è divenuto morte , acciocchè apparisse esser peccato , operandomi la morte per quello che è buono ; affinchè , per lo comandamento , il peccato sia reso estremamente peccante . Perciocchè noi sappiamo che la legge è spirituale ; ma io son carnale , venduto ad esser sottoposto al peccato . Poichè io non riconosco ciò che io opero ; perciocchè , non ciò che io voglio quello fo , ma , ciò che io odio quello fo . Ora , se ciò che io non voglio , quello pur fo , io acconsento alla legge ch’ ella è buona . Ed ora non più io opero quello , anzi l’ opera il peccato che abita in me . Perciocchè io so che in me , cioè nella mia carne , non abita alcun bene ; poichè ben è in me il volere , ma di compiere il bene , io non ne trovo il modo . Perciocchè , il bene che io voglio , io nol fo ; ma il male che io non voglio , quello fo . Ora , se ciò che io non voglio quello fo , non più io opero quello , anzi l’ opera il peccato che abita in me . Io mi trovo adunque sotto questa legge : che volendo fare il bene , il male è presso a me . Perciocchè io mi diletto nella legge di Dio , secondo l’ uomo di dentro . Ma io veggo un’ altra legge nelle mie membra , che combatte contro alla legge della mia mente , e mi trae in cattività sotto alla legge del peccato , che è nelle mie membra . Misero me uomo ! chi mi trarrà di questo corpo di morte ? Io rendo grazie a Dio , per Gesù Cristo , nostro Signore . Io stesso adunque , con la mente , servo alla legge di Dio ; ma , con la carne , alla legge del peccato . ORA dunque non vi è alcuna condannazione per coloro che sono in Cristo Gesù , i quali non camminano secondo la carne , ma secondo lo Spirito . Perciocchè la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù , mi ha francato dalla legge del peccato , e della morte . Imperocchè ciò che era impossibile alla legge in quanto che per la carne era senza forza , Iddio , avendo mandato il suo proprio Figliuolo , in forma simigliante alla carne del peccato , ed a motivo del peccato , ha condannato il peccato nella carne . Acciocchè la giustizia della legge si adempia in noi , i quali non camminiamo secondo la carne , ma secondo lo Spirito . Perciocchè coloro che son secondo la carne , pensano , ed hanno l’ animo alle cose della carne ; ma coloro che son secondo lo Spirito , alle cose dello Spirito . Imperocchè ciò a che la carne pensa , ed ha l’ animo , è morte ; ma ciò a che lo Spirito pensa , ed ha l’ animo , è vita e pace . Poichè il pensiero , e l’ affezion della carne è inimicizia contro a Dio ; perciocchè ella non si sottomette alla legge di Dio ; imperocchè non pure anche può . E coloro che son nella carne non possono piacere a Dio . Or voi non siete nella carne , anzi nello Spirito , se pur lo Spirito di Dio abita in voi ; ma , se alcuno non ha lo Spirito di Cristo , egli non è di lui . E se Cristo è in voi , ben è il corpo morto per lo peccato ; ma lo Spirito è vita per la giustizia . E , se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù da’ morti abita in voi , colui che risuscitò Cristo da’ morti vivificherà ancora i vostri corpi mortali , per lo suo Spirito , che abita in voi . Perciò , fratelli , noi siamo debitori , non alla carne , per viver secondo la carne . Perciocchè , se voi vivete secondo la carne , voi morrete ; ma , se per lo Spirito mortificate gli atti del corpo , voi viverete . Poichè , tutti coloro che son condotti per lo Spirito di Dio , sono figliuoli di Dio . Perciocchè voi non avete di nuovo ricevuto lo spirito di servitù , a timore ; anzi avete ricevuto lo Spirito d’ adottazione , per lo quale gridiamo : Abba , Padre . Quel medesimo Spirito rende testimonianza allo spirito nostro , che noi siam figliuoli di Dio . E se siam figliuoli , siamo ancora eredi , eredi di Dio , e coeredi di Cristo ; se pur sofferiamo con lui , acciocchè ancora con lui siamo glorificati . PERCIOCCHÈ io fo ragione che le sofferenze del tempo presente non son punto da agguagliare alla gloria che sarà manifestata inverso noi . Poichè l’ intento , e il desiderio del mondo creato aspetta la manifestazione dei figliuoli di Dio . Perciocchè il mondo creato è stato sottoposto alla vanità non di sua propria inclinazione , ma per colui che l’ ha sottoposto ad essa , con la speranza che il mondo creato ancora sarà liberato dalla servitù della corruzione , e messo nella libertà della gloria de’ figliuoli di Dio . Perciocchè noi sappiamo che fino ad ora tutto il mondo creato geme insieme , e travaglia . E non solo esso , ma ancora noi stessi , che abbiamo le primizie dello Spirito ; noi stessi , dico , gemiamo , in noi medesimi , aspettando l’ adottazione , la redenzion del nostro corpo . Perciocchè noi siamo salvati per isperanza ; or la speranza la qual si vede non è speranza ; perciocchè , perchè spererebbe altri ancora ciò ch’ egli vede ? E se speriamo quello che non veggiamo , noi l’ aspettiamo con pazienza . Parimente ancora lo Spirito solleva le nostre debolezze ; perciocchè noi non sappiamo ciò che dobbiam pregare , come si conviene ; ma lo Spirito interviene egli stesso per noi con sospiri ineffabili . E colui che investiga i cuori conosce qual sia il sentimento , e l’ affetto dello Spirito ; poichè esso interviene per li santi , secondo Iddio . Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene , a coloro che amano Iddio ; i quali son chiamati secondo il suo proponimento . Perciocchè coloro che egli ha innanzi conosciuti , li ha eziandio predestinati ad esser conformi all’ immagine del suo Figliuolo ; acciocchè egli sia il primogenito fra molti fratelli . E coloro ch’ egli ha predestinati , essi ha eziandio chiamati ; e coloro ch’ egli ha chiamati , essi ha eziandio giustificati ; e coloro ch’ egli ha giustificati , essi ha eziandio glorificati . CHE diremo noi adunque a queste cose ? Se Iddio è per noi , chi sarà contro a noi ? Colui certo , che non ha risparmiato il suo proprio Figliuolo , anzi l’ ha dato per tutti noi , come non ci donerebbe egli ancora tutte le cose con lui ? Chi farà accusa contro agli eletti di Dio ? Iddio è quel che giustifica . Chi sarà quel che li condanni ? Cristo è quel che è morto , ed oltre a ciò ancora è risuscitato ; il quale eziandio è alla destra di Dio , il quale eziandio intercede per noi . Chi ci separerà dall’ amor di Cristo ? sarà egli afflizione , o distretta , o persecuzione , o fame , o nudità , o pericolo , o spada ? Siccome è scritto : Per amor di te tuttodì siamo fatti morire ; noi siamo stati reputati come pecore del macello . Anzi , in tutte queste cose noi siam di gran lunga vincitori per colui che ci ha amati . Perciocchè io son persuaso , che nè morte , nè vita , nè angeli , nè principati , nè podestà , nè cose presenti , nè cose future ; nè altezza , nè profondità , nè alcuna altra creatura , non potrà separarci dall’ amor di Dio , ch’ è in Cristo Gesù , nostro Signore . IO dico verità in Cristo , io non mento , rendendomene insieme testimonianza la mia coscienza per lo Spirito Santo : che io ho gran tristezza , e continuo dolore nel cuor mio . Perciocchè desidererei d’ essere io stesso anatema , riciso da Cristo , per li miei fratelli , miei parenti secondo la carne ; i quali sono Israeliti , de’ quali è l’ adottazione , e la gloria , e i patti , e la costituzion della legge , e il servigio divino , e le promesse ; de’ quali sono i padri , e de’ quali è uscito , secondo la carne , il Cristo , il quale è sopra tutti Iddio benedetto in eterno . Amen . TUTTAVIA non è che la parola di Dio sia caduta a terra ; poichè non tutti coloro che son d’ Israele , sono Israele . Ed anche , perchè son progenie d’ Abrahamo , non sono però tutti figliuoli ; anzi : In Isacco ti sarà nominata progenie . Cioè : non quelli che sono i figliuoli della carne , son figliuoli di Dio ; ma i figliuoli della promessa son reputati per progenie . Perciocchè questa fu la parola della promessa : In questa medesima stagione io verrò , e Sara avrà un figliuolo . E non solo Abrahamo , ma ancora Rebecca , avendo conceputo d’ un medesimo , cioè d’ Isacco nostro padre , udì questo . Perciocchè , non essendo ancor nati i figliuoli , e non avendo fatto bene o male alcuno acciocchè il proponimento di Dio secondo l’ elezione dimorasse fermo , non per le opere , ma per colui che chiama , le fu detto : Il maggiore servirà al minore , secondo ch’ egli è scritto : Io ho amato Giacobbe , ed ho odiato Esaù . Che diremo adunque ? Evvi egli iniquità in Dio ? Così non sia . Perciocchè egli dice a Mosè : Io avrò mercè di chi avrò mercè , e farò misericordia a chi farò misericordia . Egli non è adunque di chi vuole , nè di chi corre , ma di Dio che fa misericordia . Poichè la scrittura dice a Faraone : Per questo stesso ti ho suscitato , per mostrare in te la mia potenza , ed acciocchè il mio nome sia predicato per tutta la terra . Così , egli fa misericordia a chi egli vuole , e indura chi egli vuole . Tu mi dirai adunque : Perchè si cruccia egli ancora ? perciocchè , chi può resistere alla sua volontà ? Anzi , o uomo , chi sei tu , che replichi a Dio ? la cosa formata dirà ella al formatore : Perchè mi hai fatta così ? Non ha il vasellaio la podestà sopra l’ argilla , da fare d’ una medesima massa un vaso ad onore , ed un altro a disonore ? Quanto meno se , volendo Iddio mostrar la sua ira , e far conoscere il suo potere , pure ha comportati con molta pazienza i vasi dell’ ira , composti a perdizione ? Acciocchè ancora facesse conoscere le ricchezze della sua gloria sopra i vasi della misericordia , i quali egli ha innanzi preparati a gloria ? I quali eziandio ha chiamati , cioè noi , non sol d’ infra i Giudei , ma anche d’ infra i Gentili . Siccome ancora egli dice in Osea : Io chiamerò Mio popolo , quel che non è mio popolo ; ed Amata , quella che non è amata . Ed avverrà che là dove era loro stato detto : Voi non siete mio popolo , saranno chiamati Figliuoli dell’ Iddio vivente . Ma Isaia sclama intorno ad Israele : Avvegnachè il numero de’ figliuoli d’ Israele fosse come la rena del mare , il rimanente solo sarà salvato . Perciocchè il Signore definisce e decide il fatto con giustizia ; il Signore farà una decisione sopra la terra . E come Isaia avea innanzi detto : Se il Signor degli eserciti non ci avesse lasciato qualche seme , saremmo divenuti come Sodoma , e simili a Gomorra . Che diremo adunque ? Che i Gentili , che non procacciavano la giustizia , hanno ottenuta la giustizia ; anzi la giustizia che è per la fede . Ma che Israele , che procacciava la legge della giustizia non è pervenuto alla legge della giustizia . Perchè ? perciocchè egli non l’ ha procacciata per la fede , ma come per le opere della legge ; perciocchè si sono intoppati nella pietra dell’ intoppo . Siccome è scritto : Ecco , io pongo in Sion una pietra d’ intoppo , ed un sasso d’ incappo ; ma chiunque crede in esso non sarà svergognato . FRATELLI , l’ affezion del mio cuore , e la preghiera che io fo a Dio per Israele , è a sua salute . Perciocchè io rendo loro testimonianza che hanno lo zelo di Dio , ma non secondo conoscenza . Poichè , ignorando la giustizia di Dio , e cercando di stabilir la lor propria giustizia , non si sono sottoposti alla giustizia di Dio . Perciocchè il fin della legge è Cristo , in giustizia ad ogni credente . Poichè Mosè descrive così la giustizia che è per la legge : Che l’ uomo , che avrà fatte quelle cose , vivrà per esse . Ma la giustizia , che è per la fede , dice così : Non dir nel cuor tuo : Chi salirà in cielo ? Quest’ è trarre Cristo a basso . Ovvero : Chi scenderà nell’ abisso ? Quest’ è ritrarre Cristo da’ morti . Ma , che dice ella ? La parola è presso di te , nella tua bocca , e nel tuo cuore . Quest’ è la parola della fede , la qual noi predichiamo . Che se tu confessi con la tua bocca il Signore Gesù , e credi nel tuo cuore che Iddio l’ ha risuscitato da’ morti , sarai salvato . Poichè col cuore si crede a giustizia , e con la bocca si fa confessione a salute . Perciocchè la scrittura dice : Chiunque crede in lui non sarà svergognato . Poichè non vi è distinzione di Giudeo , e di Greco ; perciocchè uno stesso è il Signor di tutti , ricco inverso tutti quelli che l’ invocano . Imperocchè , chiunque avrà invocato il nome del Signore , sarà salvato . Come adunque invocheranno essi colui , nel quale non hanno creduto ? e come crederanno in colui , del quale non hanno udito parlare ? e come udiranno , se non v’ è chi predichi ? E come predicherà altri , se non è mandato ? Siccome è scritto : Quanto son belli i piedi di coloro che evangelizzano la pace , che evangelizzano le cose buone ! Ma tutti non hanno ubbidito all’ evangelo ; perciocchè Isaia dice : Signore , chi ha creduto alla nostra predicazione ? La fede adunque è dall’ udito , e l’ udito è per la parola di Dio . Ma io dico : Non hanno eglino udito ? Anzi , il lor suono è uscito per tutta la terra ; e le lor parole fino agli estremi termini del mondo . Ma io dico : Israele non ha egli avuto alcun conoscimento ? Mosè dice il primo : Io vi moverò a gelosia per una nazione che non è nazione ; io vi provocherò a sdegno per una gente stolta . E Isaia arditamente dice : Io sono stato trovato da coloro che non mi cercavano ; son chiaramente apparito a coloro che non mi domandavano . Ma , intorno ad Israele , dice : Io ho tutto il dì stese le mani verso un popolo disubbidiente e contradicente . IO dico adunque : Ha Iddio rigettato il suo popolo ? Così non sia ; perciocchè io ancora sono Israelita , della progenie d’ Abrahamo , della tribù di Beniamino . Iddio non ha rigettato il suo popolo , il quale egli ha innanzi conosciuto . Non sapete voi ciò che la scrittura dice nella storia di Elia ? come egli si richiama a Dio contro ad Israele , dicendo : Signore , hanno uccisi i tuoi profeti , ed hanno distrutti i tuoi altari , ed io son rimasto solo ; ed anche cercano l’ anima mia ? Ma , che gli disse la voce divina ? Io mi son riserbato settemila uomini , che non han piegato il ginocchio all’ idolo di Baal . Così adunque ancora nel tempo presente è stato lasciato alcun rimanente , secondo l’ elezion della grazia . E se è per grazia , non è più per opere ; altrimenti , grazia non è più grazia ; ma , se è per opere , non è più grazia ; altrimenti , opera non è più opera . Che dunque ? Israele non ha ottenuto quel ch’ egli cerca ; ma l’ elezione l’ ha ottenuto , e gli altri sono stati indurati , infino a questo giorno . Secondo ch’ egli è scritto : Iddio ha loro dato uno spirito di stordimento , occhi da non vedere , ed orecchi da non udire . E Davide dice : Sia la lor mensa loro in laccio , ed in rete , ed in intoppo , ed in retribuzione . Sieno i loro occhi oscurati da non vedere , e piega loro del continuo il dosso . Io dico adunque : Si son eglino intoppati acciocchè cadessero ? Così non sia ; anzi , per la lor caduta è avvenuta la salute a’ Gentili , per provocarli a gelosia . Ora , se la lor caduta è la ricchezza del mondo , e la lor diminuzione la ricchezza de’ Gentili , quanto più lo sarà la lor pienezza ? Perciocchè io parlo a voi Gentili ; in quanto certo sono apostolo de’ Gentili , io onoro il mio ministerio ; per provare se in alcuna maniera posso provocare a gelosia que’ della mia carne , e salvare alcuni di loro . Perciocchè , se il lor rigettamento è la riconciliazione del mondo , qual sarà la loro ammissione , se non vita da’ morti ? Ora , se le primizie son sante , la massa ancora è santa ; e se la radice è santa , i rami ancora son santi . E se pure alcuni de’ rami sono stati troncati , e tu , essendo ulivastro , sei stato innestato in luogo loro , e fatto partecipe della radice , e della grassezza dell’ ulivo ; non gloriarti contro a’ rami ; e se pur tu ti glorii contro a loro , tu non porti la radice , ma la radice porta te . Forse adunque dirai : I rami sono stati troncati , acciocchè io fossi innestato . Bene ; sono stati troncati per l’ incredulità , e tu stai ritto per la fede ; non superbir nell’ animo tuo , ma temi . Perciocchè , se Iddio non ha risparmiati i rami naturali , guarda che talora te ancora non risparmi . Vedi adunque la benignità , e la severità di Dio : la severità , sopra coloro che son caduti ; e la benignità , inverso te , se pur tu perseveri nella benignità ; altrimenti , tu ancora sarai reciso . E quelli ancora , se non perseverano nell’ incredulità , saranno innestati ; perciocchè Iddio è potente da innestarli di nuovo . Imperocchè , se tu sei stato tagliato dall’ ulivo che di natura era salvatico , e sei fuor di natura stato innestato nell’ ulivo domestico ; quanto più costoro , che son rami naturali , saranno innestati nel proprio ulivo ? Perciocchè io non voglio , fratelli , che ignoriate questo misterio acciocchè non siate presuntuosi in voi stessi , che induramento è avvenuto in parte ad Israele , finchè la pienezza de’ Gentili sia entrata . E così tutto Israele sarà salvato , secondo ch’ egli è scritto : Il Liberatore verrà di Sion , e torrà d’ innanzi a sè l’ empietà di Giacobbe . E questo sarà il patto che avranno da me , quando io avrò tolti via i lor peccati . Ben son essi nemici , quant’ è all’ evangelo , per voi ; ma quant’ è all’ elezione , sono amati per i padri . Perciocchè i doni , e la vocazione di Dio son senza pentimento . Imperocchè , siccome ancora voi già eravate disubbidienti a Dio ; ma ora avete ottenuta misericordia , per la disubbidienza di costoro ; così ancora costoro al presente sono stati disubbidienti ; acciocchè , per la misericordia che vi è stata fatta , essi ancora ottengano misericordia . Perciocchè Iddio ha rinchiusi tutti in disubbidienza , acciocchè faccia misericordia a tutti . O PROFONDITÀ di ricchezze , e di sapienza , e di conoscimento di Dio ! quanto è impossibile di rinvenire i suoi giudicii , e d’ investigar le sue vie ! Perciocchè chi ha conosciuta la mente del Signore ? o chi è stato suo consigliere ? O chi gli ha dato il primiero , e gliene sarà fatta retribuzione ? Poichè da lui , e per lui , e per amor di lui , sono tutte le cose . A lui sia la gloria in eterno . Amen . IO vi esorto adunque , fratelli , per le compassioni di Dio , che voi presentiate i vostri corpi , il vostro razional servigio , in ostia vivente , santa , accettevole a Dio . E non vi conformiate a questo secolo , anzi siate trasformati per la rinnovazion della vostra mente ; acciocchè proviate qual sia la buona , accettevole , e perfetta volontà di Dio . Perciocchè io , per la grazia che mi è stata data , dico a ciascuno che è fra voi : che non abbia alcun sentimento sopra ciò che conviene avere ; anzi senta a sobrietà , secondo che Iddio ha distribuita a ciascuno la misura della fede . Perciocchè , siccome in uno stesso corpo abbiam molte membra , e tutte le membra non hanno una medesima operazione , così noi , che siam molti , siamo un medesimo corpo in Cristo ; e ciascun di noi è membro l’ uno dell’ altro . Ora , avendo noi doni differenti , secondo la grazia che ci è stata data , se abbiam profezia , profetizziamo secondo la proporzion della fede ; se ministerio , attendiamo al ministerio ; parimente il dottore attenda all’ insegnare ; e colui che esorta , attenda all’ esortare ; colui che distribuisce , faccialo in semplicità ; colui che presiede , con diligenza ; colui che fa opere pietose , con allegrezza . LA carità sia senza simulazione ; abborrite il male , ed attenetevi fermamente al bene . Siate inclinati ed avervi gli uni agli altri affezione per amor fraterno ; prevenite gli uni gli altri nell’ onore . Non siate pigri nello zelo ; siate ferventi nello Spirito , serventi al Signore ; allegri nella speranza , pazienti nell’ afflizione , perseveranti nell’ orazione ; comunicanti a’ bisogni de’ santi , procaccianti l’ ospitalità . Benedite quelli che vi perseguitano ; benediteli , e non li maledite . Rallegratevi con quelli che sono allegri , piangete con quelli che piangono . Abbiate fra voi un medesimo sentimento ; non abbiate l’ animo alle cose alte , ma accomodatevi alle basse ; non siate savi secondo voi stessi . Non rendete ad alcuno male per male ; procurate cose oneste nel cospetto di tutti gli uomini . S’ egli è possibile , e quanto è in voi , vivete in pace con tutti gli uomini . Non fate le vostre vendette , cari miei ; anzi date luogo all’ ira di Dio ; perciocchè egli è scritto : A me la vendetta , io renderò la retribuzione , dice il Signore . Se dunque il tuo nemico ha fame , dagli da mangiare ; se ha sete , dagli da bere ; perciocchè , facendo questo , tu raunerai de’ carboni accesi sopra il suo capo . Non esser vinto dal male , anzi vinci il male per il bene . OGNI persona sia sottoposta alle podestà superiori ; perciocchè non vi è podestà se non da Dio ; e le podestà che sono , son da Dio ordinate . Talchè chi resiste alla podestà , resiste all’ ordine di Dio ; e quelli che vi resistono ne riceveranno giudicio sopra loro . Poichè i magistrati non sono di spavento alle buone opere , ma alle malvage ; ora , vuoi tu non temer della podestà ? fa’ ciò che è bene , e tu avrai lode da essa . Perciocchè il magistrato è ministro di Dio per te , nel bene ; ma , se tu fai male , temi , perciocchè egli non porta indarno la spada ; poichè egli è ministro di Dio , vendicatore in ira contro a colui che fa ciò che è male . Perciò convien di necessità essergli soggetto , non solo per l’ ira , ma ancora per la coscienza . Poichè per questa cagione ancora pagate i tributi ; perciocchè essi son ministri di Dio , vacando del continuo a questo stesso . Rendete adunque a ciascuno il debito ; il tributo , a chi dovete il tributo ; la gabella , a chi la gabella ; il timore , a chi il timore ; l’ onore , a chi l’ onore . NON dobbiate nulla ad alcuno , se non di amarvi gli uni gli altri ; perciocchè , chi ama altrui ha adempiuta la legge . Poichè questi comandamenti : Non commettere adulterio , Non uccidere , Non rubare , Non dir falsa testimonianza , Non concupire , e se v’ è alcun altro comandamento , sono sommariamente compresi in questo detto : Ama il tuo prossimo come te stesso . La carità non opera male alcuno contro al prossimo ; l’ adempimento adunque della legge è la carità . E questo vie più dobbiam fare , veggendo il tempo ; perciocchè egli è ora che noi ci risvegliamo omai dal sonno ; poichè la salute è ora più presso di noi , che quando credemmo . La notte è avanzata , e il giorno è vicino ; gettiamo adunque via le opere delle tenebre , e siam vestiti degli arnesi della luce . Camminiamo onestamente , come di giorno ; non in pasti , ed ebbrezze ; non in letti , e lascivie ; non in contesa , ed invidia . Anzi siate rivestiti del Signor Gesù Cristo , e non abbiate cura della carne a concupiscenze . OR accogliete quel che è debole in fede ; ma non già a quistioni di dispute . L’ uno crede di poter mangiar d’ ogni cosa ; ma l’ altro , che è debole , mangia dell’ erbe . Colui che mangia non isprezzi colui che non mangia , e colui che non mangia non giudichi colui che mangia ; poichè Iddio l’ ha preso a sè . Chi sei tu , che giudichi il famiglio altrui ? egli sta ritto , o cade , al suo proprio Signore , ma sarà raffermato , perciocchè Iddio è potente da raffermarlo . L’ uno stima un giorno più che l’ altro ; e l’ altro stima tutti i giorni pari ; ciascuno sia appieno accertato nella sua mente . Chi ha divozione al giorno ve l’ ha al Signore ; e chi non ha alcuna divozione al giorno non ve l’ ha al Signore . E chi mangia , mangia al Signore ; perciocchè egli rende grazie a Dio ; e chi non mangia non mangia al Signore , e pur rende grazie a Dio . Poichè niun di noi vive a sè stesso , nè muore a sè stesso . Perciocchè , se pur viviamo , viviamo al Signore ; e se moriamo , moriamo al Signore ; dunque , o che viviamo , o che moriamo , siamo del Signore . Imperocchè a questo fine Cristo è morto , e risuscitato , e tornato a vita , acciocchè egli signoreggi e sopra i morti , e sopra e vivi . Or tu , perchè giudichi il tuo fratello ? ovvero tu ancora , perchè sprezzi il tuo fratello ? poichè tutti abbiamo a comparire davanti al tribunal di Cristo . Perciocchè egli è scritto : Come io vivo , dice il Signore , ogni ginocchio si piegherà davanti a me , ed ogni lingua darà gloria a Dio . Così adunque ciascun di noi renderà ragion di sè stesso a Dio . PERCIÒ , non giudichiamo più gli uni gli altri ; ma più tosto giudicate questo , di non porre intoppo , o scandalo al fratello . Io so , e son persuaso nel Signor Gesù , che niuna cosa per sè stessa è immonda ; ma , a chi stima alcuna cosa essere immonda , ad esso è immonda . Ma , se il tuo fratello è contristato per lo cibo , tu non cammini più secondo carità ; non far , col tuo cibo , perir colui per cui Cristo è morto . Il vostro bene adunque non sia bestemmiato . Perciocchè il regno di Dio non è vivanda , nè bevanda ; ma giustizia , e pace , e letizia nello Spirito Santo . Perciocchè , chi in queste cose serve a Cristo è grato a Dio , ed approvato dagli uomini . Procacciamo adunque le cose che son della pace , e della scambievole edificazione . Non disfar l’ opera di Dio per la vivanda ; ben sono tutte le cose pure ; ma vi è male per l’ uomo che mangia con intoppo . Egli è bene non mangiar carne , e non ber vino , e non far cosa alcuna , nella quale il tuo fratello s’ intoppa , o è scandalezzato , o è debole . Tu , hai tu fede ? abbila in te stesso , davanti a Dio ; beato chi non condanna sè stesso in ciò ch’ egli discerne . Ma colui che sta in dubbio , se mangia , è condannato ; perciocchè non mangia con fede ; or tutto ciò che non è di fede è peccato . OR noi , che siam forti , dobbiam comportare le debolezze de’ deboli , e non compiacere a noi stessi . Ciascun di noi compiaccia al prossimo , nel bene , ad edificazione . Poichè Cristo ancora non ha compiaciuto a sè stesso , anzi ha fatto come è scritto : Gli oltraggi di coloro che ti oltraggiano son caduti sopra me . Perciocchè tutte le cose , che furono già innanzi scritte , furono scritte per nostro ammaestramento ; acciocchè , per la pazienza , e per la consolazione delle scritture , noi riteniamo la speranza . Or l’ Iddio della pazienza , e della consolazione , vi dia d’ avere un medesimo sentimento fra voi , secondo Cristo Gesù . Acciocchè , di pari consentimento , d’ una stessa bocca , glorifichiate Iddio , che è Padre del nostro Signor Gesù Cristo . Perciò , accoglietevi gli uni gli altri , siccome ancora Cristo ci ha accolti nella gloria di Dio . Or io dico , che Cristo è stato ministro della circoncisione , per dimostrar la verità di Dio , compiendo le promesse fatte a’ padri . E perchè i Gentili glorifichino Iddio per la sua misericordia , siccome è scritto : Per questo io ti celebrerò fra le Genti , e salmeggerò al tuo nome . Ed altrove la scrittura dice : Rallegratevi , o Genti , col suo popolo . Ed altrove : Tutte le Genti , lodate il Signore ; e voi , popoli tutti , celebratelo . Ed altrove Isaia dice : Vi sarà la radice di Iesse , e colui che sorgerà per regger le Genti ; le nazioni spereranno in lui . Or l’ Iddio della speranza vi riempia d’ ogni allegrezza e pace , credendo ; acciocchè abbondiate nella speranza , per la forza dello Spirito Santo . ORA , fratelli miei , io stesso son persuaso di voi , che voi ancora siete pieni di bontà , ripieni d’ ogni conoscenza , sufficienti eziandio ad ammonirvi gli uni gli altri . Ma , fratelli , io vi ho scritto alquanto più arditamente , come per ricordo , per la grazia che mi è stata data da Dio , per esser ministro di Gesù Cristo presso i Gentili , adoperandomi nel sacro servigio dell’ evangelo di Dio , acciocchè l’ offerta de’ Gentili sia accettevole , santificata per lo Spirito Santo . Io ho adunque di che gloriarmi in Cristo Gesù , nelle cose che appartengono al servigio di Dio . Perciocchè io non saprei dir cosa che Cristo non abbia operata per me , per l’ ubbidienza de’ Gentili , per parola e per opera ; con potenza di segni e di prodigi ; con la virtù dello Spirito di Dio ; talchè , da Gerusalemme , e da’ luoghi d’ intorno infino all’ Illirico , io ho compiuto il servigio dell’ evangelo di Cristo . Avendo ancora in certo modo l’ ambizione di evangelizzare , non dove fosse già stata fatta menzion di Cristo ; per non edificar sopra il fondamento altrui . Ma , come è scritto : Coloro a’ quali non è stato annunziato nulla di lui lo vedranno ; e coloro che non ne hanno udito parlare l’ intenderanno . Per la qual cagione ancora sono spesse volte stato impedito di venire a voi . Ma ora , non avendo più luogo in queste contrade , ed avendo già da molti anni gran desiderio di venire a voi , quando andrò in Ispagna , verrò a voi ; perciocchè io spero , passando , di vedervi , e d’ esser da voi accompagnato fin là , dopo che prima mi sarò in parte saziato di voi . Ora al presente io vo in Gerusalemme , per sovvenire a’ santi . Perciocchè a que’ di Macedonia , e d’ Acaia , è piaciuto di far qualche contribuzione per li poveri d’ infra i santi , che sono in Gerusalemme . È , dico , lor piaciuto di farlo ; ed anche son loro debitori , perciocchè , se i Gentili hanno partecipato ai lor beni spirituali , debbono altresì sovvenir loro ne’ carnali . Appresso adunque che io avrò compiuto questo , ed avrò lor consegnato questo frutto , io andrò in Ispagna , passando da voi . Or io so che , venendo a voi , verrò con pienezza di benedizione dell’ evangelo di Cristo . Or io vi prego , fratelli , per lo Signor nostro Gesù Cristo , e per la carità dello Spirito , che combattiate meco presso Iddio per me , nelle vostre orazioni ; acciocchè io sia liberato da’ ribelli , che son nella Giudea ; e che il mio ministerio , che è per Gerusalemme , sia accettevole a’ santi . Acciocchè se piace a Dio , io venga con allegrezza a voi , e sia ricreato con voi . Or l’ Iddio della pace sia con tutti voi . Amen . OR io vi raccomando Febe , nostra sorella , che è diaconessa della chiesa che è in Cencrea . Acciocchè voi l’ accogliate nel Signore , come si conviene a’ santi , e le sovveniate in qualunque cosa avrà bisogno di voi ; perciocchè ella è stata protettrice di molti , e di me stesso ancora . Salutate Priscilla , ed Aquila , miei compagni d’ opera in Cristo Gesù . I quali hanno , per la vita mia , esposto il lor proprio collo ; a’ quali non io solo , ma ancora tutte le chiese de’ Gentili , rendono grazie . Salutate ancora la chiesa che è nella lor casa , salutate il mio caro Epeneto , il quale è le primizie dell’ Acaia in Cristo . Salutate Maria , la quale si è molto affaticata per noi . Salutate Andronico e Giunia , miei parenti , e miei compagni di prigione , i quali son segnalati fra gli apostoli , ed anche sono stati innanzi a me in Cristo . Salutate Amplia , caro mio nel Signore . Salutate Urbano , nostro compagno d’ opera in Cristo ; e il mio caro Stachi . Salutate Apelle , che è approvato in Cristo . Salutate que’ di casa di Aristobulo . Salutate Erodione , mio parente . Salutate que’ di casa di Narcisso che son nel Signore . Salutate Trifena , e Trifosa , le quali si affaticano nel Signore . Salutate la cara Perside , la quale si è molto affaticata nel Signore . Salutate Rufo , che è eletto nel Signore , e la madre sua , e mia . Salutate Asincrito , Flegonte , Erma , Patroba , Erme , e i fratelli che son con loro . Salutate Filologo , e Giulia , e Nereo , e la sua sorella ; ed Olimpa , e tutti i santi che son con loro . Salutatevi gli uni gli altri con un santo bacio ; le chiese di Cristo vi salutano . Or io vi esorto , fratelli , che prendiate guardia a coloro che commettono le dissensioni , e gli scandali , contro alla dottrina , la quale avete imparata ; e che vi ritiriate da essi . Perciocchè tali non servono al nostro Signor Gesù Cristo , ma al proprio ventre ; e con dolce e lusinghevol parlare , seducono i cuori de’ semplici . Poichè la vostra ubbidienza è divolgata fra tutti ; laonde io mi rallegro per cagion vostra ; or io desidero che siate savi al bene ; e semplici al male . Or l’ Iddio della pace triterà tosto Satana sotto a’ vostri piedi . La grazia del Signor nostro Gesù Cristo sia con voi . Amen . Timoteo , mio compagno d’ opera , e Lucio , e Giason , e Sosipatro , miei parenti , vi salutano . Io Terzio , che ho scritta questa epistola , vi saluto nel Signore . Gaio , albergator mio , e di tutta la chiesa , vi saluta . Erasto , il camarlingo della città , e il fratello Quarto , vi salutano . La grazia del nostro Signor Gesù Cristo sia con tutti voi . Amen . Or a colui che vi può raffermare , secondo il mio evangelo , e la predicazione di Gesù Cristo , secondo la rivelazion del misterio , celato per molti secoli addietro , ed ora manifestato , e dato a conoscere fra tutte le Genti , per le scritture profetiche , secondo il comandamento dell’ eterno Dio , all’ ubbidienza della fede ; a Dio , sol savio , sia la gloria in eterno , per Gesù Cristo . Amen . PAOLO , chiamato ad essere apostolo di Gesù Cristo , per la volontà di Dio , e il fratello Sostene ; alla chiesa di Dio , la quale è in Corinto , a’ santificati in Gesù Cristo , chiamati santi ; insieme con tutti coloro , i quali in qualunque luogo invocano il nome di Gesù Cristo , Signor di loro , e di noi ; grazia , e pace a voi , da Dio , nostro Padre , e dal Signor Gesù Cristo . Io del continuo rendo grazie di voi all’ Iddio mio , per la grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù . Perciocchè in lui siete stati arricchiti in ogni cosa , in ogni dono di parola , e in ogni conoscenza ; secondo che la testimonianza di Cristo è stata confermata fra voi . Talchè non vi manca dono alcuno , aspettando la manifestazione del Signor nostro Gesù Cristo ; il quale eziandio vi confermerà infino al fine , acciocchè siate senza colpa nel giorno del nostro Signor Gesù Cristo . Fedele è Iddio , dal quale siete stati chiamati alla comunione del suo Figliuolo Gesù Cristo , nostro Signore . ORA , fratelli , io vi esorto , per lo nome del nostro Signor Gesù Cristo , che abbiate tutti un medesimo parlare , e che non vi sieno fra voi scismi ; anzi che siate uniti insieme in una medesima mente , e in un medesimo sentire . Perciocchè , fratelli miei , mi è stato di voi significato da que’ di casa Cloe , che vi son fra voi delle contenzioni . Or questo voglio dire , che ciascun di voi dice : Io son di Paolo , ed io di Apollo , ed io di Cefa ed io di Cristo . Cristo è egli diviso ? Paolo è egli stato crocifisso per voi ? ovvero siete voi stati battezzati nel nome di Paolo ? Io ringrazio Iddio , che io non ho battezzato alcun di voi , fuori che Crispo e Gaio ; acciocchè alcuno non dica ch’ io abbia battezzato nel mio nome . Ho battezzata ancora la famiglia di Stefana ; nel rimanente , non so se ho battezzato alcun altro . PERCIOCCHÈ Cristo non mi ha mandato per battezzare , ma per evangelizzare ; non in sapienza di parlare , acciocchè la croce di Cristo non sia resa vana . Perciocchè la parola della croce è ben pazzia a coloro che periscono ; ma a noi , che siam salvati , è la potenza di Dio . Poichè egli è scritto : Io farò perir la sapienza dei savi , ed annullerò l’ intendimento degl’ intendenti . Dov’ è alcun savio ? dov’ è alcuno scriba ? dov’ è alcun ricercatore di questo secolo ? non ha Iddio resa pazza la sapienza di questo mondo ? Perciocchè , poichè nella sapienza di Dio , il mondo non ha conosciuto Iddio per la sapienza , è piaciuto a Dio di salvare i credenti per la pazzia della predicazione . Poichè e i Giudei chieggono segno , e i Greci cercano sapienza . Ma noi predichiamo Cristo crocifisso , che è scandalo a’ Giudei , e pazzia a’ Greci . Ma a coloro che son chiamati , Giudei e Greci , noi predichiam Cristo , potenza di Dio , e sapienza di Dio . Poichè la pazzia di Dio è più savia che gli uomini , e la debolezza di Dio più forte che gli uomini . Perciocchè , fratelli , vedete la vostra vocazione ; che non siete molti savi secondo la carne , non molti potenti , non molti nobili . Anzi Iddio ha scelte le cose pazze del mondo , per isvergognare le savie . E Iddio ha scelte le cose deboli del mondo , per isvergognare le forti . E Iddio ha scelte le cose ignobili del mondo , e le cose spregevoli , e le cose che non sono , per ridurre al niente quelle che sono . Acciocchè niuna carne si glorii nel cospetto di Dio . Or da lui voi siete in Cristo Gesù , il quale ci è stato fatto da Dio sapienza , e giustizia , e santificazione , e redenzione ; acciocchè , siccome è scritto : Chi si gloria , si glorii nel Signore . ED io , fratelli , quando venni a voi , venni , non con eccellenza di parlare , o di sapienza , annunziandovi la testimonianza di Dio . Perciocchè io non mi era proposto di sapere altro fra voi , se non Gesù Cristo , ed esso crocifisso . Ed io sono stato presso di voi con debolezza , e con timore , e gran tremore . E la mia parola , e la mia predicazione non è stata con parole persuasive dell’ umana sapienza ; ma con dimostrazione di Spirito e di potenza . Acciocchè la vostra fede non sia in sapienza d’ uomini , ma in potenza di Dio . Or noi ragioniamo sapienza fra gli uomini compiuti ; ed una sapienza , che non è di questo secolo , nè de’ principi di questo secolo , i quali son ridotti al niente . Ma ragioniamo in misterio la sapienza di Dio occulta , la quale Iddio ha innanzi i secoli determinata a nostra gloria . La quale niuno de’ principi di questo secolo ha conosciuta ; perciocchè , se l’ avessero conosciuta , non avrebbero crocifisso il Signor della gloria . Ma egli è come è scritto : Le cose che occhio non ha vedute , ed orecchio non ha udite , e non son salite in cuor d’ uomo , son quelle che Iddio ha preparate a quelli che l’ amano . Ma Iddio le ha rivelate a noi per lo suo Spirito ; perciocchè lo Spirito investiga ogni cosa , eziandio le cose profonde di Dio . Perciocchè , fra gli uomini , chi conosce le cose dell’ uomo , se non lo spirito dell’ uomo , che’ è in lui ? così ancora , niuno conosce le cose di Dio , se non lo Spirito di Dio . Or noi abbiam ricevuto , non lo spirito del mondo , ma lo Spirito , il quale è da Dio ; acciocchè conosciamo le cose che ci sono state donate da Dio . Le quali ancora ragioniamo , non con parole insegnate della sapienza umana , ma insegnate dallo Spirito Santo ; adattando cose spirituali a cose spirituali . Or l’ uomo animale non comprende le cose dello Spirito di Dio , perciocchè gli sono pazzia , e non le può conoscere ; perchè si giudicano spiritualmente . Ma lo spirituale giudica d’ ogni cosa , ed egli non è giudicato da alcuno . Perciocchè , chi ha conosciuto la mente del Signore , per poterlo ammaestrare ? or noi abbiamo la mente di Cristo . OR io , fratelli , non ho potuto parlare a voi , come a spirituali , anzi vi ho parlato come a carnali , come a fanciulli in Cristo . Io vi ho dato a bere del latte , e non vi ho dato del cibo , perciocchè voi non potevate ancora portarlo ; anzi neppure ora potete , perchè siete carnali . Imperocchè , poichè fra voi vi è invidia , e contenzione , e divisioni , non siete voi carnali , e non camminate voi secondo l’ uomo ? Perciocchè , quando l’ uno dice : Quant’ è a me , io son di Paolo ; e l’ altro : Ed io d’ Apollo ; non siete voi carnali ? Chi è adunque Paolo ? e chi è Apollo ? se non ministri , per i quali voi avete creduto , e ciò secondo che il Signore ha dato a ciascuno ? Io ho piantato , Apollo ha adacquato , ma Iddio ha fatto crescere . Talchè , nè colui che pianta , nè colui che adacqua , non è nulla ; ma non vi è altri che Iddio , il quale fa crescere . Ora , e colui che pianta , e colui che adacqua , sono una medesima cosa ; e ciascuno riceverà il suo proprio premio , secondo la sua fatica . POICHÈ noi siamo operai nell’ opera di Dio ; voi siete il campo di Dio , l’ edificio di Dio . Io , secondo la grazia di Dio che mi è stata data , come savio architetto , ho posto il fondamento , ed altri edifica sopra ; ora ciascun riguardi come egli edifica sopra . Perciocchè niuno può porre altro fondamento che quello ch’ è stato posto , il quale è Gesù Cristo . Ora , se alcuno edifica sopra questo fondamento oro , argento , pietre preziose , ovvero legno , fieno , stoppia , l’ opera di ciascuno sarà manifestata ; perciocchè il giorno la paleserà ; poichè ha da esser manifestata per fuoco ; e il fuoco farà la prova qual sia l’ opera di ciascuno . Se l’ opera d’ alcuno , la quale egli abbia edificata sopra il fondamento , dimora , egli ne riceverà premio . Se l’ opera d’ alcuno è arsa , egli farà perdita ; ma egli sarà salvato , per modo però , che sarà come per fuoco . Non sapete voi che siete il tempio di Dio , e che lo Spirito di Dio abita in voi ? Se alcuno guasta il tempio di Dio , Iddio guasterà lui ; perciocchè il tempio del Signore è santo , il quale siete voi . Niuno inganni sè stesso ; se alcuno fra voi si pensa esser savio in questo secolo , divenga pazzo , acciocchè diventi savio . Perciocchè la sapienza di questo mondo è pazzia presso Iddio ; poichè è scritto : Egli è quel che prende i savi nella loro astuzia . Ed altrove : Il Signore conosce i pensieri de’ savi , e sa che son vani . Perciò , niuno si glorii negli uomini , perciocchè ogni cosa è vostra . E Paolo , ed Apollo , e Cefa , e il mondo , e la vita , e la morte , e le cose presenti , e le cose future ; ogni cosa è vostra . E voi siete di Cristo , e Cristo è di Dio . COSÌ faccia l’ uomo stima di noi , come di ministri di Cristo , e di dispensatori de’ misteri di Dio . Ma nel resto ei si richiede ne’ dispensatori , che ciascuno sia trovato fedele . Ora , quant’ è a me , io tengo per cosa minima d’ esser giudicato da voi , o da alcun giudicio umano ; anzi , non pur mi giudico me stesso . Perciocchè non mi sento nella coscienza colpevole di cosa alcuna ; tuttavolta , non per questo sono giustificato ; ma il Signore è quel che mi giudica . Perciò , non giudicate di nulla innanzi al tempo , finchè sia venuto il Signore , il quale metterà in luce le cose occulte delle tenebre , e manifesterà i consigli de’ cuori ; e allora ciascuno avrà la sua lode da Dio . ORA , fratelli , io ho rivolte queste cose , per una cotal maniera di parlare , in me , e in Apollo , per amor vostro , acciocchè impariate in noi a non esser savi sopra ciò ch’ è scritto ; affin di non gonfiarvi l’ un per l’ altro contro ad altrui . Perciocchè , chi ti discerne ? e che hai tu che tu non lo abbi ricevuto ? e se pur tu l’ hai ricevuto , perchè ti glorii , come non avendolo ricevuto ? Già siete saziati , già siete arricchiti , già siete divenuti re senza noi ; e fosse pur così , che voi foste divenuti re , acciocchè noi ancora regnassimo con voi . Perciocchè io stimo che Iddio ci ha menati in mostra , noi gli ultimi apostoli , come uomini dannati a morte ; poichè noi siamo stati fatti un pubblico spettacolo al mondo , agli angeli , ed agli uomini . Noi siam pazzi per Cristo , e voi siete savi in Cristo ; noi siam deboli , e voi forti ; voi siete gloriosi , e noi disonorati . Infino ad ora sofferiamo fame , e sete , e nudità ; e siam battuti di guanciate , e non abbiamo alcuna stanza ferma . E ci affatichiamo , lavorando con le proprie mani ; ingiuriati , benediciamo , perseguitati , comportiamo ; biasimati , supplichiamo ; noi siamo divenuti come le spazzature del mondo , e come la lordura di tutti infino ad ora . Io non scrivo queste cose per farvi vergogna , ma vi ammonisco come miei cari figli . Perciocchè , avvegnachè voi aveste diecimila pedagoghi in Cristo , non però avreste molti padri ; poichè io vi ho generati in Cristo Gesù , per l’ evangelo . Io vi esorto adunque che siate miei imitatori . Per questo vi ho mandato Timoteo , che è mio figliuol diletto , e fedele nel Signore , il qual vi rammemorerà quali son le mie vie in Cristo , come io insegno per tutto in ogni chiesa . Or alcuni si son gonfiati , come se io non dovessi venire a voi . Ma tosto verrò a voi , se piace al Signore ; e conoscerò , non il parlar di coloro che si son gonfiati , ma la potenza . Perciocchè il regno di Dio non consiste in parlare , ma in potenza . Che volete ? verrò io a voi con la verga ? ovvero con amore , e con ispirito di mansuetudine ? DEL tutto si ode che vi è fra voi fornicazione ; e tal fornicazione , che non pur fra i Gentili è nominata , cioè , che alcuno si tien la moglie del padre . E pure ancora voi siete gonfi , e più tosto non avete fatto cordoglio , acciocchè colui che ha commesso questo fatto fosse tolto del mezzo di voi . Poichè io , come assente del corpo , ma presente dello spirito , ho già giudicato , come presente , che colui che ha commesso ciò in questa maniera voi , e lo spirito mio essendo raunati nel nome del nostro Signor Gesù Cristo , con la podestà del Signor nostro Gesù Cristo ; che il tale , dico , sia dato in mano di Satana , alla perdizion della carne , acciocchè lo spirito sia salvato nel giorno del Signor Gesù . Il vostro vanto non è buono ; non sapete voi che un poco di lievito levita tutta la pasta ? Purgate adunque il vecchio lievito , acciocchè siate nuova pasta , secondo che siete senza lievito ; poichè la nostra pasqua , cioè Cristo , è stata immolata per noi . Perciò facciam la festa , non con vecchio lievito , nè con lievito di malvagità , e di nequizia , ma con azzimi di sincerità , e di verità . Io vi ho scritto in quell’ epistola che voi non vi mescoliate co’ fornicatori ; non però del tutto co’ fornicatori di questo secolo , o con gli avari , o co’ rapaci , o con gl’ idolatri ; perciocchè altrimenti vi converrebbe uscire del mondo . Ma ora , ecco coloro co’ quali vi ho scritto che non vi mescoliate , cioè , che se alcuno , che si nomina fratello , è o fornicatore , o avaro , o idolatra , o ubbriaco , o maldicente , o rapace , non pur mangiate con un tale . Perciocchè che ho io da far di giudicar que’ di fuori ? non giudicate voi que’ di dentro ? Or Iddio giudica que’ di fuori ; ma togliete il malvagio d’ infra voi stessi . ARDISCE alcun di voi , avendo qualche affare con un altro , chiamarlo in giudizio davanti agl’ iniqui , e non davanti a’ santi ? Non sapete voi che i santi giudicheranno il mondo ? e se il mondo è giudicato per voi , siete voi indegni de’ minimi giudicii ? Non sapete voi che noi giudicheremo gli angeli ? quanto più possiamo giudicar delle cose di questa vita ? Dunque , se avete delle liti per cose di questa vita , fate seder per giudici quelli che nella chiesa sono i più dispregevoli . Io lo dico per farvi vergogna . Così non vi è egli pur un savio fra voi , il qual possa dar giudicio fra l’ uno de’ suoi fratelli e l’ altro ? Ma fratello con fratello litiga , e ciò davanti agl’ infedeli . Certo adunque già vi è del tutto del difetto in voi , in ciò che voi avete delle liti gli uni con gli altri ; perchè non sofferite voi più tosto che torto vi sia fatto ? perchè non vi lasciate più tosto far qualche danno ? Ma voi fate torto , e danno ; e ciò a’ fratelli . Non sapete voi che gl’ ingiusti non erederanno il regno di Dio ? Non v’ ingannate ; nè i fornicatori , nè gl’ idolatri , nè gli adulteri , nè i molli , nè quelli che usano co’ maschi ; nè i ladri , nè gli avari , nè gli ubbriachi , nè gli oltraggiosi , nè i rapaci , non erederanno il regno di Dio . Or tali eravate già alcuni ; ma siete stati lavati , ma siete stati santificati , ma siete stati giustificati , nel nome del Signore Gesù , e per lo Spirito dell’ Iddio nostro . OGNI cosa mi è lecita , ma ogni cosa non è utile ; ogni cosa mi è lecita , ma non però sarò per cosa alcuna reso soggetto . Le vivande son per il ventre , ed il ventre per le vivande ; e Iddio distruggerà e quello , e queste ; ma il corpo non è per la fornicazione , anzi per lo Signore , e il Signore per lo corpo . Or Iddio , come egli ha risuscitato il Signore , così ancora risusciterà noi , per la sua potenza . Non sapete voi che i vostri corpi son membra di Cristo ? torrò io adunque le membra di Cristo , e faronne membra d’ una meretrice ? Così non sia . Non sapete voi che chi si congiunge con una meretrice è uno stesso corpo con essa ? perciocchè i due , dice il Signore , diverranno una stessa carne . Ma chi è congiunto col Signore è uno stesso spirito con lui . Fuggite la fornicazione ; ogni altro peccato che l’ uomo commette è fuor del corpo ; ma chi fornica , pecca contro al suo proprio corpo . Non sapete voi che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo ch’ è in voi , il quale avete da Dio ? e che non siete a voi stessi ? Poichè siete stati comperati con prezzo ; glorificate adunque Iddio col vostro corpo , e col vostro spirito , i quali sono di Dio . ORA , quant’ è alle cose delle quali mi avete scritto , egli sarebbe bene per l’ uomo di non toccar donna . Ma , per le fornicazioni , ogni uomo abbia la sua moglie , ed ogni donna il suo proprio marito . Il marito renda alla moglie la dovuta benivoglienza ; e parimente la moglie al marito . La moglie non ha podestà sopra il suo proprio corpo , ma il marito ; parimente ancora il marito non ha podestà sopra il suo proprio corpo , ma la moglie . Non frodate l’ un l’ altro , se pur non è di consentimento , per un tempo , per vacare a digiuno , e ad orazione ; poi di nuovo tornate a stare insieme , acciocchè Satana non vi tenti per la vostra incontinenza . Or io dico questo per concessione , non per comandamento . Perciocchè io vorrei che tutti gli uomini fossero come son io ; ma ciascuno ha il suo proprio dono da Dio : l’ uno in una maniera , l’ altro in un’ altra . Or io dico a quelli che non son maritati , ed alle vedove , ch’ egli è bene per loro che se ne stieno come me ne sto io ancora . Ma , se non si contengono , maritinsi , perciocchè meglio è maritarsi , che ardere . Ma a’ maritati ordino , non io , ma il Signore , che la moglie non si separi dal marito . E se pure ella si separa , rimanga senza maritarsi , o si riconcilii col marito . Il marito altresì non lasci la moglie . Ma agli altri dico io , non il Signore : Se alcun fratello ha moglie infedele , ed ella consente d’ abitar con lui , non la lasci . Parimente ancora la donna che ha un marito infedele , se egli consente d’ abitar con lei , non lo lasci . Perciocchè il marito infedele è santificato nella moglie , e la moglie infedele è santificata nel marito ; altrimenti , i vostri figliuoli sarebbero immondi ; ma ora son santi . Che se l’ infedele si separa , separisi ; in tal caso il fratello , o la sorella , non son sottoposti a servitù ; ma Iddio ci ha chiamati a pace . Perciocchè , che sai tu , moglie , se tu salverai il marito ? ovvero tu , marito , che sai se tu salverai la moglie ? Ad ogni modo , secondo che Iddio ha distribuito a ciascuno , secondo che il Signore ha chiamato ciascuno , così cammini ; e così ordino in tutte le chiese . Alcuno è egli stato chiamato , essendo circonciso ? non voglia sembrare incirconciso ; alcuno è egli stato chiamato , essendo incirconciso ? non circoncidasi . La circoncisione è nulla , e l’ incirconcisione è nulla ; ma il tutto è l’ osservanza dei comandamenti a Dio . Ciascuno rimanga nella vocazione , nella quale è stato chiamato . Sei tu stato chiamato , essendo servo ? non curartene ; ma se pur puoi divenir libero , usa più tosto quella comodità . Perciocchè colui che è chiamato nel Signore , essendo servo , è servo francato del Signore ; parimente ancora colui ch’ è chiamato , essendo libero , è servo di Cristo . Voi siete stati comperati con prezzo , non divenite servi degli uomini . Fratelli , ognun rimanga dinnanzi a Dio nella condizione , nella quale egli è stato chiamato . Or intorno alle vergini , io non ne ho comandamento dal Signore ; ma ne do avviso , come avendo ottenuta misericordia dal Signore d’ esser fedele . Io stimo adunque ciò esser bene per la soprastante necessità ; perciocchè egli è bene per l’ uomo di starsene così . Sei tu legato a moglie ? non cercar d’ essere sciolto ; sei tu sciolto da moglie ? non cercar moglie . Che se pure ancora prendi moglie , tu non pecchi ; e se la vergine si marita , non pecca ; ma tali persone avranno tribolazione nella carne ; or io vi risparmio . Ma questo dico , fratelli , che il tempo è omai abbreviato ; acciocchè , e coloro che hanno mogli sieno come se non l’ avessero ; e coloro che piangono , come se non piangessero ; e coloro che si rallegrano , come se non si rallegrassero ; e coloro che comperano , come se non dovessero possedere ; e coloro che usano questo mondo , come non abusandolo ; perciocchè la figura di questo mondo passa . Or io desidero che voi siate senza sollecitudine . Chi non è maritato , ha cura delle cose del Signore , come egli sia per piacere al Signore ; ma colui che è maritato ha cura delle cose del mondo , come egli sia per piacere alla sua moglie . Vi è differenza tra la donna e la vergine ; quella che non è maritata ha cura delle cose del Signore , acciocchè sia santa di corpo e di spirito ; ma la maritata ha cura delle cose del mondo , come ella sia per piacere al marito . Ora , questo dico io per la vostra propria comodità ; non per mettervi addosso un laccio , ma per ciò che è decente , e convenevole da attenervi costantemente al Signore , senza esser distratti . Ma , se alcuno stima far cosa disonorevole inverso la sua vergine , se ella trapassa il fior dell’ età , e che così pur si debba fare , faccia ciò ch’ egli vuole , egli non pecca ; sieno maritate . Ma chi sta fermo nel suo cuore , e non ha necessità , ed è padrone della sua volontà , ed ha determinato questo nel cuor suo , di guardar la sua vergine , fa bene . Perciò , chi marita la sua vergine fa bene , e chi non la marita , fa meglio . La moglie è legata per la legge , tutto il tempo che il suo marito vive ; ma , se il marito muore , ella è libera di maritarsi a cui vuole , purchè nel Signore . Nondimeno , ella è più felice , secondo il mio avviso , se rimane così ; or penso d’ avere anch’ io lo Spirito di Dio . ORA , quant’ è alle cose sacrificate agl’ idoli , noi sappiamo che tutti abbiam conoscenza ; la conoscenza gonfia , ma la carità edifica . Ora , se alcuno si pensa saper qualche cosa , non sa ancora nulla , come si convien sapere . Ma , se alcuno ama Iddio , esso è da lui conosciuto . Perciò , quant’ è al mangiar delle cose sacrificate agl’ idoli , noi sappiamo che l’ idolo non è nulla nel mondo , e che non vi è alcun altro Dio , se non uno . Perciocchè , benchè ve ne sieno , ed in cielo , ed in terra , di quelli che son nominati dii secondo che vi son molti dii , e molti signori , nondimeno , quant’ è a noi , abbiamo un solo Iddio , il Padre ; dal quale son tutte le cose , e noi in lui ; ed un sol Signor Gesù Cristo , per lo quale son tutte le cose , e noi per lui . Ma la conoscenza non è in tutti ; anzi alcuni mangiano quelle cose infino ad ora , con coscienza dell’ idolo , come cosa sacrificata all’ idolo ; e la lor coscienza , essendo debole , è contaminata . Ora il mangiare non ci commenda a Dio ; perciocchè , avvegnachè noi mangiamo , non abbiamo però nulla di più ; e avvegnachè non mangiamo , non abbiamo però nulla di meno . Ma , guardate che talora questa vostra podestà non divenga intoppo a’ deboli . Perciocchè , se alcuno vede te , che hai conoscenza , essere a tavola nel tempio degl’ idoli , non sarà la coscienza d’ esso , che è debole , edificata a mangiar delle cose sacrificate agl’ idoli ? E così , per la tua conoscenza , perirà il fratello debole , per cui Cristo è morto ? Ora , peccando così contro a’ fratelli , e ferendo la lor coscienza debole , voi peccate contro a Cristo . Per la qual cosa , se il mangiare dà intoppo al mio fratello , giammai in perpetuo non mangerò carne , acciocchè io non dia intoppo al mio fratello . NON sono io apostolo ? non sono io libero ? non ho io veduto il nostro Signor Gesù Cristo ? non siete voi l’ opera mia nel Signore ? Se io non sono apostolo agli altri , pur lo sono a voi ; poichè voi siete il suggello del mio apostolato nel Signore . Quest’ è quel ch’ io dico a mia difesa a coloro che mi accusano . Non abbiamo noi podestà di mangiare e di bere ? Non abbiamo noi podestà di menare attorno una donna sorella , come ancora gli altri apostoli , e i fratelli del Signore , e Cefa ? Ovvero , io solo , e Barnaba , non abbiam noi podestà di non lavorare ? Chi guerreggia mai al suo proprio soldo ? chi pianta una vigna , e non ne mangia del frutto ? o chi pastura una greggia , e non mangia del latte della greggia ? Dico io queste cose secondo l’ uomo ? la legge non dice ella eziandio queste cose ? Poichè nella legge di Mosè è scritto : Non metter la museruola in bocca al bue che trebbia . Ha Iddio cura dei buoi ? Ovvero , dice egli del tutto ciò per noi ? certo , queste cose sono scritte per noi , perciocchè , chi ara deve arare con isperanza , e chi trebbia deve trebbiare con isperanza d’ esser fatto partecipe di ciò ch’ egli spera . Se noi vi abbiam seminate le cose spirituali , è egli gran cosa se mietiamo le vostre carnali ? Se gli altri hanno parte a questa podestà sopra voi , non l’ avremmo noi molto più ? ma noi non abbiamo usata questa podestà ; anzi sofferiamo ogni cosa , per non dare alcuno sturbo all’ evangelo di Cristo . Non sapete voi che coloro che fanno il servigio sacro mangiano delle cose del tempio ? e che coloro che vacano all’ altare partecipano con l’ altare ? Così ancora il Signore ha ordinato a coloro che annunziano l’ evangelo , che vivano dell’ evangelo . MA pure io non ho usata alcuna di queste cose ; ed anche non ho scritto questo , acciocchè così sia fatto inverso me ; perciocchè , meglio è per me morire , che non che alcuno renda vano il mio vanto . Perciocchè , avvegnachè io evangelizzi , non ho però da gloriarmi ; poichè necessità me ne è imposta ; e guai a me , se io non evangelizzo ! Perciocchè , se io lo facessi volontariamente , meriterei un premio ; ma , se lo fo non di mia volontà , è un ministerio che m’ è stato confidato . Qual premio ne ho io adunque ? questo , che , predicando l’ evangelo , io faccia che l’ evangelo di Cristo non costi nulla ; e non usi della podestà che ho dall’ evangelo . Perciocchè , benchè io sia libero da tutti , pur mi son fatto servo a tutti , per guadagnarne il maggior numero . E sono stato a’ Giudei come Giudeo , per guadagnare i Giudei ; a coloro che son sotto la legge , come se io fossi sotto la legge , per guadagnare quei che son sotto la legge ; a quanti son senza la legge , come se io fossi senza la legge benchè io non sia a Dio senza la legge , ma a Cristo sotto la legge , per guadagnar quanti sono senza la legge . Io sono stato come debole a’ deboli , per guadagnare i deboli ; a tutti sono stato ogni cosa , per salvarne del tutto alcuni . Or io fo questo per l’ evangelo , acciocchè ne sia partecipe io ancora . Non sapete voi che coloro che corrono nell’ arringo , corrono ben tutti , ma un solo ne porta il palio ? correte per modo , che ne portiate il palio . Ora , chiunque si esercita ne’ combattimenti è temperato in ogni cosa ; e que’ tali fanno ciò , per ricevere una corona corruttibile ; ma noi dobbiam farlo per riceverne una incorruttibile . Io dunque corro per modo , che non corra all’ incerto ; così schermisco , come non battendo l’ aria ; anzi , macero il mio corpo , e lo riduco in servitù ; acciocchè talora , avendo predicato agli altri , io stesso non sia riprovato . ORA , fratelli , io non voglio che ignoriate che i nostri padri furono tutti sotto la nuvola , e che tutti passarono per lo mare ; e che tutti furono battezzati in Mosè , nella nuvola , e nel mare ; e che tutti mangiarono il medesimo cibo spirituale ; e che tutti bevvero la medesima bevanda spirituale ; perciocchè bevevano della pietra spirituale , che li seguitava ; or quella pietra era Cristo . Ma Iddio non gradì la maggior parte di loro ; perciocchè furono abbattuti nel deserto . Or queste cose furon figure a noi ; acciocchè noi non appetiamo cose malvage , siccome anch’ essi le appetirono . E che non diveniate idolatri , come alcuni di loro ; secondo ch’ egli è scritto : Il popolo si assettò per mangiare , e per bere , poi si levò per sollazzare . E non fornichiamo , come alcuni di loro fornicarono , onde ne caddero in un giorno ventitremila . E non tentiamo Cristo , come ancora alcuni di loro lo tentarono , onde perirono per li serpenti . E non mormoriate , come ancora alcuni di loro mormorarono , onde perirono per lo distruttore . Or tutte queste cose avvennero loro per servir di figure ; e sono scritte per ammonizion di noi , ne’ quali si sono scontrati gli ultimi termini de’ secoli . Perciò , chi si pensa star ritto , riguardi che non cada . Tentazione non vi ha ancora colti , se non umana ; or Iddio è fedele , il qual non lascerà che siate tentati sopra le vostre forze ; ma con la tentazione darà l’ uscita , acciocchè la possiate sostenere . PERCIÒ , cari miei , fuggite dall’ idolatria . Io parlo come ad intendenti ; giudicate voi ciò che io dico . Il calice della benedizione , il qual noi benediciamo , non è egli la comunione del sangue di Cristo ? il pane , che noi rompiamo , non è egli la comunione del corpo di Cristo ? Perciocchè vi è un medesimo pane , noi , benchè molti , siamo un medesimo corpo ; poichè partecipiamo tutti un medesimo pane . Vedete l’ Israele secondo la carne ; non hanno coloro che mangiano i sacrificii comunione con l’ altare ? Che dico io adunque ? che l’ idolo sia qualche cosa ? o che ciò che è sacrificato agl’ idoli sia qualche cosa ? Anzi dico , che le cose che i Gentili sacrificano , le sacrificano a’ demoni , e non a Dio ; or io non voglio che voi abbiate comunione co’ demoni . Voi non potete bere il calice del Signore , e il calice de’ demoni ; voi non potete partecipar la mensa del Signore , e la mensa de’ demoni . Vogliamo noi provocare il Signore a gelosia ? siamo noi più forti di lui ? OGNI cosa mi è lecita , ma non ogni cosa è utile ; ogni cosa mi è lecita , ma non ogni cosa edifica . Niuno cerchi il suo proprio , ma ciascuno cerchi ciò che è per altrui . Mangiate di tutto ciò che si vende nel macello , senza farne scrupolo alcuno per la coscienza ; perciocchè del Signore è la terra , e tutto ciò che ella contiene . E se alcuno degl’ infedeli vi chiama , e volete andarvi , mangiate di tutto ciò che vi è posto davanti , senza farne scrupolo alcuno per la coscienza . Ma , se alcuno vi dice : Questo è delle cose sacrificate agl’ idoli , non ne mangiate , per cagion di colui che ve l’ ha significato , e per la coscienza . Or io dico coscienza , non la tua propria , ma quella d’ altrui ; perciocchè , perchè sarebbe la mia libertà giudicata dalla coscienza altrui ? Che se per grazia io posso usar le vivande , perchè sarei biasimato per ciò di che io rendo grazie ? Così adunque , o che mangiate , o che beviate , o che facciate alcun’ altra cosa , fate tutte le cose alla gloria di Dio . Siate senza dare intoppo nè a’ Giudei , nè a’ Greci , nè alla chiesa di Dio . Siccome io ancora compiaccio a tutti in ogni cosa , non cercando la mia propria utilità , ma quella di molti , acciocchè sieno salvati . Siate miei imitatori , siccome io ancora lo son di Cristo . OR io vi lodo , fratelli , di ciò che vi ricordate di me in ogni cosa ; e che ritenete gli ordinamenti , secondo che io ve li ho dati . Ma io voglio che sappiate , che il capo d’ ogni uomo è Cristo , e che il capo della donna è l’ uomo , e che il capo di Cristo è Iddio . Ogni uomo , orando , o profetizzando , col capo coperto , fa vergogna al suo capo . Ma ogni donna , orando , o profetizzando , col capo scoperto , fa vergogna al suo capo ; perciocchè egli è una medesima cosa che se fosse rasa . Imperocchè , se la donna non si vela , si tagli anche i capelli ! Ora se è cosa disonesta per la donna il tagliarsi i capelli , o il radersi il capo , si veli . Poichè , quant’ è all’ uomo , egli non deve velarsi il capo , essendo l’ immagine , e la gloria di Dio ; ma la donna è la gloria dell’ uomo . Perciocchè l’ uomo non è dalla donna , ma la donna dall’ uomo . Imperocchè ancora l’ uomo non fu creato per la donna , ma la donna per l’ uomo . Perciò , la donna deve , per cagion degli angeli , aver sul capo un segno della podestà da cui dipende . Nondimeno , nè l’ uomo è senza la donna , nè la donna senza l’ uomo , nel Signore . Perciocchè , siccome la donna è dall’ uomo , così ancora l’ uomo è per la donna ; ed ogni cosa è da Dio . Giudicate fra voi stessi : è egli convenevole che la donna faccia orazione a Dio , senza esser velata ? La natura stessa non v’ insegna ella ch’ egli è disonore all’ uomo se egli porta chioma ? Ma , se la donna porta chioma , che ciò le è onore ? poichè la chioma le è data per velo . Ora , se alcuno vuol parer contenzioso , noi , nè le chiese di Dio , non abbiamo una tale usanza . OR io non vi lodo in questo , ch’ io vi dichiaro , cioè , che voi vi raunate non in meglio , ma in peggio . Perciocchè prima , intendo che quando vi raunate nella chiesa , vi son fra voi delle divisioni ; e ne credo qualche parte . Poichè bisogna che vi sieno eziandio delle sette fra voi , acciocchè coloro che sono accettevoli , sien manifestati fra voi . Quando adunque voi vi raunate insieme , ciò che fate non è mangiar la Cena del Signore . Perciocchè , nel mangiare , ciascuno prende innanzi la sua propria cena ; e l’ uno ha fame , e l’ altro è ebbro . Perciocchè , non avete voi delle case per mangiare , e per bere ? ovvero , sprezzate voi la chiesa di Dio , e fate vergogna a quelli che non hanno ? che dirovvi ? loderovvi in ciò ? io non vi lodo . Poichè io ho dal Signore ricevuto ciò che ancora ho dato a voi , cioè : che il Signore Gesù , nella notte ch’ egli fu tradito , prese del pane ; e dopo aver rese grazie , lo ruppe , e disse : Pigliate , mangiate ; quest’ è il mio corpo , il qual per voi è rotto ; fate questo in rammemorazione di me . Parimente ancora prese il calice , dopo aver cenato , dicendo : Questo calice è il nuovo patto nel sangue mio ; fate questo , ogni volta che voi ne berrete , in rammemorazione di me . Perciocchè , ogni volta che voi avrete mangiato di questo pane , o bevuto di questo calice , voi annunzierete la morte del Signore , finchè egli venga . Perciò , chiunque avrà mangiato questo pane , o bevuto il calice del Signore , indegnamente , sarà colpevole del corpo , e del sangue del Signore . Or provi l’ uomo sè stesso , e così mangi di questo pane , e beva di questo calice . Poichè chi ne mangia , e beve indegnamente , mangia e beve giudicio a sè stesso , non discernendo il corpo del Signore . Perciò fra voi vi son molti infermi , e malati ; e molti dormono . Perciocchè , se esaminassimo noi stessi , non saremmo giudicati . Ora , essendo giudicati , siamo dal Signore corretti , acciocchè non siamo condannati col mondo . Per tanto , fratelli miei , raunandovi per mangiare , aspettatevi gli uni gli altri . E se alcuno ha fame , mangi in casa ; acciocchè non vi rauniate in giudicio . Or quant’ è alle altre cose , io ne disporrò , quando sarà venuto . ORA , intorno a’ doni spirituali , fratelli , io non voglio che siate in ignoranza . Voi sapete che eravate Gentili , trasportati dietro agl’ idoli mutoli , secondo che eravate menati . Perciò , io vi fo assapere che niuno , parlando per lo Spirito di Dio , dice Gesù essere anatema ; e che altresì niuno può dire Gesù esser il Signore , se non per lo Spirito Santo . Or vi sono diversità di doni ; ma non vi è se non un medesimo Spirito . Vi sono ancora diversità di ministeri ; ma non vi è se non un medesimo Signore . Vi son parimente diversità d’ operazioni ; ma non vi è se non un medesimo Iddio , il quale opera tutte le cose in tutti . Ora a ciascuno è data la manifestazion dello Spirito per ciò che è utile e spediente . Poichè ad uno è data , per lo Spirito , parola di Sapienza ; e ad un altro , secondo il medesimo Spirito , parola di scienza ; e ad un altro fede , nel medesimo Spirito ; e ad un altro doni delle guarigioni , per lo medesimo Spirito ; e ad un altro l’ operar potenti operazioni ; e ad un altro profezia ; e ad un altro discernere gli spiriti ; e ad un altro diversità di lingue ; e ad un altro l’ interpretazion delle lingue . Or tutte queste cose opera quell’ uno e medesimo Spirito , distribuendo particolarmente i suoi doni a ciascuno , come egli vuole . PERCIOCCHÈ , siccome il corpo è un solo corpo , ed ha molte membra , e tutte le membra di quel corpo , che è un solo , benchè sieno molte , sono uno stesso corpo , così ancora è Cristo . Poichè in uno stesso Spirito noi tutti siamo stati battezzati , per essere un medesimo corpo ; e Giudei , e Greci ; e servi , e franchi ; e tutti siamo stati abbeverati in un medesimo Spirito . Perciocchè ancora il corpo non è un sol membro , ma molti . Se il piè dice : Perciocchè io non son mano , io non son del corpo , non è egli però del corpo ? E se l’ orecchio dice : Perciocchè io non son occhio , io non son del corpo ; non è egli però del corpo ? Se tutto il corpo fosse occhio , ove sarebbe l’ udito ? se tutto fosse udito , ove sarebbe l’ odorato ? Ma ora Iddio ha posto ciascun de’ membri nel corpo , siccome egli ha voluto . Che se tutte le membra fossero un sol membro , dove sarebbe il corpo ? Ma ora , ben vi son molte membra , ma vi è un sol corpo . E l’ occhio non può dire alla mano : Io non ho bisogno di te ; nè parimente il capo dire a’ piedi : Io non ho bisogno di voi . Anzi , molto più necessarie che le altre son le membra del corpo , che paiono essere le più deboli . Ed a quelle , che noi stimiamo esser le mano onorevoli del corpo , mettiamo attorno più onore , e le parti nostre meno oneste son più onestamente adorne . Ma le parti nostre oneste non ne hanno bisogno ; anzi Iddio ha temperato il corpo , dando maggiore onore alla parte che ne avea mancamento ; acciocchè non vi sia dissensione nel corpo , anzi le membra abbiano tutte una medesima cura le une per le altre . E se pure un membro patisce , tutte le membra patiscono con lui ; e se un membro è onorato , tutte le membra ne gioiscono insieme . Or voi siete il corpo di Cristo , e membra di esso , ciascuno per parte sua . E Iddio ne ha costituiti nella chiesa alcuni , prima apostoli , secondamente profeti , terzamente dottori ; poi ha ordinate le potenti operazioni ; poi i doni delle guarigioni , i sussidii , i governi , le diversità delle lingue . Tutti sono eglino apostoli ? tutti sono eglino profeti ? tutti sono eglino dottori ? Tutti hanno eglino il dono delle potenti operazioni ? tutti hanno eglino i doni delle guarigioni ? parlano tutti diverse lingue ? tutti sono eglino interpreti ? Or appetite , come a gara , i doni migliori ; e ancora io ve ne mostrerò una via eccellentissima . QUAND’ anche io parlassi tutti i linguaggi degli uomini e degli angeli se non ho carità , divengo un rame risonante , ed un tintinnante cembalo . E quantunque io avessi profezia , e intendessi tutti i misteri , e tutta la scienza ; e benchè io avessi tutta la fede , talchè io trasportassi i monti , se non ho carità , non son nulla . E quand’ anche io spendessi in nudrire i poveri tutte le mie facoltà , e dessi il mio corpo ad essere arso ; se non ho carità , quello niente mi giova . La carità è lenta all’ ira , è benigna ; la carità non invidia , non procede perversamente , non si gonfia . Non opera disonestamente , non cerca le cose sue proprie , non s’ inasprisce , non divisa il male . Non si rallegra dell’ ingiustizia , ma congioisce della verità . Scusa ogni cosa , crede ogni cosa , spera ogni cosa , sopporta ogni cosa . La carità non iscade giammai ; ma le profezie saranno annullate , e le lingue cesseranno , e la scienza sarà annullata . Poichè noi conosciamo in parte , ed in parte profetizziamo . Ma , quando la perfezione sarà venuta , allora quello che è solo in parte sarà annullato . Quando io era fanciullo , io parlava come fanciullo , io avea senno da fanciullo , io ragionava come fanciullo ; ma , quando son divenuto uomo , io ho dismesse le cose da fanciullo , come non essendo più d’ alcuno uso . Perciocchè noi veggiamo ora per ispecchio , in enimma ; ma allora vedremo a faccia a faccia ; ora conosco in parte , ma allora conoscerò come ancora sono stato conosciuto . Or queste tre cose durano al presente ; fede , speranza , e carità ; ma la maggiore di esse è la carità . PROCACCIATE la carità , ed appetite , come a gara , i doni spirituali ; ma principalmente che voi profetizziate . Perciocchè , chi parla in linguaggio strano non parla agli uomini , ma a Dio ; poichè niuno l’ intende , ma egli ragiona misteri in ispirito . Ma chi profetizza ragiona agli uomini , in edificazione , ed esortazione , e consolazione . Chi parla in linguaggio strano edifica sè stesso ; ma chi profetizza edifica la chiesa . Or io voglio bene che voi tutti parliate linguaggi ; ma molto più che profetizziate ; perciocchè maggiore è chi profetizza che chi parla linguaggi , se non ch’ egli interpreti , acciocchè la chiesa ne riceva edificazione . Ed ora , fratelli , se io venissi a voi parlando in linguaggi strani , che vi gioverei , se non che io vi parlassi o in rivelazione , o in scienza , o in profezia , o in dottrina ? Le cose inanimate stesse che rendono suono , o flauto , o cetera , se non dànno distinzione a’ suoni , come si riconoscerà ciò che è sonato in sul flauto , o in su la cetera ? Perciocchè , se la tromba dà un suono sconosciuto , chi si apparecchierà alla battaglia ? Così ancor voi , se per lo linguaggio non proferite un parlare intelligibile , come s’ intenderà ciò che sarà detto ? perciocchè voi sarete come se parlaste in aria . Vi sono , per esempio , cotante maniere di favelle nel mondo , e niuna nazione fra gli uomini è mutola . Se dunque io non intendo ciò che vuol dir la favella , io sarò barbaro a chi parla , e chi parla sarà barbaro a me . Così ancor voi , poichè siete desiderosi de’ doni spirituali , cercate d’ abbondarne , per l’ edificazion della chiesa . Perciò , chi parla linguaggio strano , preghi di potere interpretare . Perciocchè , se io fo orazione in linguaggio strano , ben fa lo spirito mio orazione , ma la mia mente è infruttuosa . Che si deve adunque fare ? io farò orazione con lo spirito , ma la farò ancora con la mente ; salmeggerò con lo spirito , ma salmeggerò ancora con la mente . Poichè , se tu benedici con lo spirito , come dirà colui che occupa il luogo dell’ idiota Amen al tuo ringraziamento , poichè egli non intende ciò che tu dici ? Perciocchè tu rendi ben grazie , ma altri non è edificato . Io ringrazio l’ Iddio mio , che io ho più di questo dono di parlar diverse lingue che tutti voi . Ma nella chiesa io amo meglio dir cinque parole per la mia mente , acciocchè io ammaestri ancora gli altri , che diecimila in lingua strana . Fratelli , non siate fanciulli di senno ; ma siate bambini in malizia , e uomini compiuti in senno . Egli è scritto nella legge : Io parlerò a questo popolo per genti di lingua strana , e per labbra straniere ; e non pur così mi ascolteranno , dice il Signore . Per tanto , i linguaggi son per segno , non a’ credenti , anzi agli infedeli ; ma la profezia non è per gl’ infedeli , anzi per li credenti . Se dunque , quando tutta la chiesa è raunata insieme , tutti parlano linguaggi strani , ed entrano degl’ idioti , o degl’ infedeli , non diranno essi che voi siete fuori del senno ? Ma , se tutti profetizzano , ed entra alcun infedele , o idiota , egli è convinto da tutti , è giudicato da tutti . E così i segreti del suo cuore son palesati ; e così , gettandosi in terra sopra la sua faccia , egli adorerà Iddio , pubblicando che veramente Iddio è fra voi . CHE convien dunque fare , fratelli ? Quando voi vi raunate , avendo ciascun di voi , chi salmo , chi dottrina , chi linguaggio , chi rivelazione , chi interpretazione , facciasi ogni cosa ad edificazione . Se alcuno parla linguaggio strano , facciasi questo da due , o da tre al più ; e l’ un dopo l’ altro ; ed uno interpreti . Ma , se non vi è alcuno che interpreti , tacciasi nella chiesa colui che parla linguaggi strani ; e parli a sè stesso , e a Dio . Parlino due o tre profeti , e gli altri giudichino . E se ad un altro che siede è rivelata alcuna cosa , tacciasi il precedente . Poichè tutti ad uno ad uno potete profetizzare ; acciocchè tutti imparino , e tutti sieno consolati . E gli spiriti de’ profeti son sottoposti a’ profeti . Perciocchè Iddio non è Dio di confusione , ma di pace ; e così si fa in tutte le chiese de’ santi . Tacciansi le vostre donne nelle raunanze della chiesa , perciocchè non è loro permesso di parlare , ma debbono esser soggette , come ancora la legge dice . E se pur vogliono imparar qualche cosa , domandino i lor propri mariti in casa ; perciocchè è cosa disonesta alle donne di parlare in chiesa . La parola di Dio è ella proceduta da voi ? ovvero è ella pervenuta a voi soli ? Se alcuno si stima esser profeta , o spirituale , riconosca che le cose che io vi scrivo son comandamenti del Signore . E se alcuno è ignorante , sialo . Così dunque , fratelli miei , appetite , come a gara , il profetizzare , e non divietate il parlar linguaggi . Facciasi ogni cosa onestamente , e per ordine . ORA , fratelli , io vi dichiaro l’ evangelo , il quale io vi ho evangelizzato , il quale ancora avete ricevuto , e nel quale state ritti . Per lo quale ancora siete salvati , se lo ritenete nella maniera , che io ve l’ ho evangelizzato ; se non che abbiate creduto in vano . Poichè imprima io vi ho dato ciò che ancora ho ricevuto : che Cristo è morto per i nostri peccati , secondo le scritture . E ch’ egli fu seppellito , e che risuscitò al terzo giorno , secondo le scritture . E ch’ egli apparve a Cefa , e dipoi a’ dodici . Appresso apparve ad una volta a più di cinquecento fratelli , dei quali la maggior parte resta infino ad ora ; ed alcuni ancora dormono . Poi apparve a Giacomo , e poi a tutti gli apostoli insieme . E dopo tutti , è apparito ancora a me , come all’ abortivo . Perciocchè io sono il minimo degli apostoli , e non son pur degno d’ esser chiamato apostolo , perciocchè io ho perseguitata la chiesa di Dio . Ma , per la grazia di Dio , io son quel che sono ; e la grazia sua , ch’ è stata verso me , non è stata vana ; anzi ho vie più faticato che essi tutti ; or non già io , ma la grazia di Dio , la quale è meco . Ed io adunque , ed essi , così predichiamo , e così avete creduto . Ora , se si predica che Cristo è risuscitato da’ morti , come dicono alcuni fra voi che non vi è risurrezione de’ morti ? Ora , se non vi è risurrezione de’ morti , Cristo ancora non è risuscitato . E se Cristo non è risuscitato , vana è adunque la nostra predicazione , vana è ancora la vostra fede . E noi ancora siamo trovati falsi testimoni di Dio ; poichè abbiamo testimoniato di Dio , ch’ egli ha risuscitato Cristo ; il quale egli non ha risuscitato , se pure i morti non risuscitano . Perciocchè , se i morti non risuscitano , Cristo ancora non è risuscitato . E se Cristo non è risuscitato , vana è la vostra fede , voi siete ancora ne’ vostri peccati . Quelli adunque ancora che dormono in Cristo son periti . Se noi speriamo in Cristo solo in questa vita , noi siamo i più miserabili di tutti gli uomini . Ma ora Cristo è risuscitato da’ morti ; egli è stato fatto le primizie di coloro che dormono . Perciocchè , poichè per un uomo è la morte , per un uomo altresì è la risurrezione de’ morti . Imperocchè , siccome in Adamo tutti muoiono , così in Cristo tutti saranno vivificati . Ma ciascuno nel suo proprio ordine : Cristo è le primizie ; poi , nel suo avvenimento , saranno vivificati coloro che son di Cristo . Poi sarà la fine , quando egli avrà rimesso il regno in man di Dio Padre ; dopo ch’ egli avrà ridotta al niente ogni signoria , ed ogni podestà , e potenza . Poichè conviene ch’ egli regni , finchè egli abbia messi tutti i nemici sotto i suoi piedi . Il nemico , che sarà distrutto l’ ultimo , è la morte . Perciocchè Iddio ha posta ogni cosa sotto i piedi di esso ; ora , quando dice che ogni cosa gli è sottoposta , è cosa chiara che ciò è detto da colui infuori , che gli ha sottoposta ogni cosa . Ora , dopo che ogni cosa gli sarà stata sottoposta , allora il Figliuolo sarà anch’ egli sottoposto a colui che gli ha sottoposta ogni cosa , acciocchè Iddio sia ogni cosa in tutti . Altrimenti , che faranno coloro che son battezzati per li morti ? se del tutto i morti non risuscitano , perchè son eglino ancora battezzati per li morti ? Perchè siamo noi ancora ad ogni ora in pericolo ? Io muoio tuttodì ; sì , per la gloria di voi , ch’ io ho in Cristo Gesù , nostro Signore . Se , secondo l’ uomo , io ho combattuto con le fiere in Efeso , che utile ne ho io ? se i morti non risuscitano , mangiamo e beviamo , perciocchè domani morremo . Non errate : cattive compagnie corrompono i buoni costumi . Svegliatevi giustamente , e non peccate ; perciocchè alcuni sono ignoranti di Dio ; io lo dico per farvi vergogna . Ma dirà alcuno : Come risuscitano i morti , e con qual corpo verranno ? Pazzo ! quel che tu semini non è vivificato , se prima non muore . E quant’ è a quel che tu semini , tu non semini il corpo che ha da nascere ; ma un granello ignudo , secondo che accade , o di frumento , o d’ alcun altro seme . E Iddio , secondo che ha voluto , gli dà il corpo ; a ciascuno de’ semi il suo proprio corpo . Non ogni carne è la stessa carne ; anzi , altra è la carne degli uomini , altra la carne delle bestie , altra la carne de’ pesci , altra la carne degli uccelli . Vi sono ancora de’ corpi celesti , e de’ corpi terrestri ; ma altra è la gloria de’ celesti , altra quella de’ terrestri . Altro è lo splendore del sole , ed altro lo splendor della luna , ed altro lo splendor delle stelle ; perciocchè un astro è differente dall’ altro astro in isplendore . Così ancora sarà la risurrezione dei morti ; il corpo è seminato in corruzione , e risusciterà in incorruttibilità . Egli è seminato in disonore , e risusciterà in gloria ; egli è seminato in debolezza , e risusciterà in forza ; egli è seminato corpo animale , e risusciterà corpo spirituale . Vi è corpo animale , e vi è corpo spirituale . Così ancora è scritto : Il primo uomo Adamo fu fatto in anima vivente ; ma l’ ultimo Adamo in ispirito vivificante . Ma lo spirituale non è prima ; ma prima è l’ animale , poi lo spirituale . Il primiero uomo , essendo di terra , fu terreno ; il secondo uomo , che è il Signore , è dal cielo . Qual fu il terreno , tali sono ancora i terreni ; e quale è il celeste , tali ancora saranno i celesti . E come noi abbiam portata l’ immagine del terreno , porteremo ancora l’ immagine del celeste . Or questo dico , fratelli , che la carne e il sangue , non possono eredare il regno di Dio ; parimente , la corruzione non ereda l’ incorruttibilità . Ecco , io vi dico un misterio : non già tutti morremo , ma ben tutti saremo mutati ; in un momento , in un batter d’ occhio , al sonar dell’ ultima tromba . Perciocchè la tromba sonerà , e i morti risusciteranno incorruttibili , e noi saremo mutati . Poichè conviene che questo corruttibile rivesta incorruttibilità , e che questo mortale rivesta immortalità . E quando questo corruttibile avrà rivestita incorruttibilità , e che questo mortale avrà rivestita immortalità , allora sarà adempiuta la parola che è scritta : La morte è stata abissata in vittoria . O morte , ov’ è il tuo dardo ? o inferno , ov’ è la tua vittoria ? Or il dardo della morte è il peccato , e la forza del peccato è la legge . Ma ringraziato sia Iddio , il qual ci dà la vittoria per lo Signor nostro Gesù Cristo . Perciò , fratelli miei diletti , state saldi , immobili , abbondanti del continuo nell’ opera del Signore , sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore . ORA , quant’ è alla colletta che si fa per i santi , come ne ho ordinato alle chiese della Galazia , così ancor fate voi . Ogni primo giorno della settimana ciascun di voi riponga appresso di sè ciò che gli sarà comodo ; acciocchè , quando io sarò venuto , le collette non si abbiano più a fare . E quando io sarò giunto , io manderò coloro che voi avrete approvati per lettere a portar la vostra liberalità in Gerusalemme . E se converrà ch’ io stesso ci vada , essi verranno meco . OR io verrò a voi , dopo che sarò passato per la Macedonia , perciocchè io passerò per la Macedonia . E forse farò qualche dimora appresso di voi , ovvero ancora ci vernerò ; acciocchè voi mi accompagniate dovunque io andrò . Perciocchè io non voglio questa volta vedervi di passaggio ; ma spero dimorar qualche tempo appresso di voi , se il Signore lo permette . Or io resterò in Efeso fino alla Pentecosta . Perciocchè una grande ed efficace porta mi è aperta ; e vi son molti avversari . Ora , se Timoteo viene , vedete ch’ egli stia sicuramente appresso di voi ; perciocchè egli si adopera nell’ opera del Signore , come io stesso . Niuno adunque lo sprezzi , anzi accompagnatelo in pace , acciocchè egli venga a me ; perciocchè io l’ aspetto co’ fratelli . Ora , quant’ è al fratello Apollo , io l’ ho molto confortato di andare a voi co’ fratelli ; ma egli del tutto non ha avuta volontà di andarvi ora ; ma pur vi andrà , quando avrà l’ opportunità . Vegliate , state fermi nella fede , portatevi virilmente , fortificatevi . Tutte le cose vostre facciansi con carità . Ora , fratelli , io vi esorto che voi conoscete la famiglia di Stefana , e sapete che è le primizie dell’ Acaia e che si son dedicati al servigio de’ santi voi ancora vi sottomettiate a tali , ed a chiunque si adopera , e s’ affatica nell’ opera comune . Or io mi rallegro della venuta di Stefana , e di Fortunato , e d’ Acaico ; poichè hanno supplito alla vostra assenza . Perciocchè hanno ricreato lo spirito mio , ed il vostro ; riconoscete adunque coloro che son tali . Le chiese dell’ Asia vi salutano ; Aquila , e Priscilla , insieme con la chiesa che è nella lor casa , vi salutano molto nel Signore . Tutti i fratelli vi salutano ; salutatevi gli uni gli altri con un santo bacio . Il saluto di man propria di me Paolo . Se alcuno non ama il Signor Gesù Cristo , sia anatema ! Maranata . La grazia del Signor Gesù Cristo sia con voi . La mia carità sia con tutti voi , in Cristo Gesù . Amen . PAOLO , apostolo di Gesù Cristo , per la volontà di Dio ; e il fratello Timoteo ; alla chiesa di Dio , ch’ è in Corinto , con tutti i santi , che sono in tutta l’ Acaia ; grazia , e pace a voi , da Dio nostro Padre , e dal Signor Gesù Cristo . BENEDETTO sia Iddio , e Padre del nostro Signor Gesù Cristo , il Padre delle misericordie , e l’ Iddio d’ ogni consolazione , il qual ci consola in ogni nostra afflizione ; acciocchè , per la consolazione , con la quale noi stessi siamo da Dio consolati , possiamo consolar coloro che sono in qualunque afflizione . Perciocchè , come le sofferenze di Cristo abbondano in noi , così ancora per Cristo abbonda la nostra consolazione . Ora , sia che siamo afflitti , ciò è per la vostra consolazione e salute ; sia che altresì siamo consolati , ciò è per la vostra consolazione , la quale opera efficiacemente nel vostro sostenere le medesime sofferenze , le quali ancora noi patiamo . E la nostra speranza di voi è ferma , sapendo che come siete partecipi delle sofferenze , così ancora sarete partecipi della consolazione . Perciocchè , fratelli , non vogliamo che ignoriate la nostra afflizione , che ci è avvenuta in Asia : come siamo stati sommamente gravati sopra le nostre forze ; talchè siamo stati in gran dubbio , eziandio della vita . Anzi avevamo già in noi stessi la sentenza della morte ; acciocchè noi non ci confidiamo in noi stessi , ma in Dio , il qual risuscita i morti ; il qual ci ha liberati , e libera da un sì gran pericolo di morte ; nel quale speriamo che ancora per l’ avvenire ce ne libererà ; sovvenendoci ancora voi congiuntamente con l’ orazione ; acciocchè del beneficio che ci sarà avvenuto per l’ orazione di molte persone , grazie sieno rese da molti per noi . PERCIOCCHÈ questo è il nostro vanto , cioè la testimonianza della nostra coscienza , che in semplicità , e sincerità di Dio , non in sapienza carnale , ma nella grazia di Dio , siam conversati nel mondo , e vie più ancora fra voi . Perciocchè noi non vi scriviamo altre cose , se non quelle che discernete , ovvero ancora riconoscete ; ed io spero che le riconscerete eziandio infino al fine . Siccome ancora ci avete in parte riconosciuti , che noi siamo il vostro vanto , come altresì voi siete il nostro , il quale avremo nel giorno del Signor nostro Gesù Cristo . Ed in questa confidanza io voleva innanzi venire a voi , acciocchè aveste una seconda grazia . E passando da voi , venire in Macedonia ; e poi di nuovo di Macedonia venire a voi , e da voi essere accompagnato in Giudea . Facendo adunque questa deliberazione , ho io usata leggerezza ? ovvero , le cose che io delibero , le delibero io secondo la carne , talchè vi sia in me sì , sì ; e no , no ? Ora , come Iddio è fedele , la nostra parola inverso voi non è stata sì , e no . Perciocchè il Figliuol di Dio , Gesù Cristo , che è stato fra voi predicato da noi , cioè da me , da Silvano , e da Timoteo , non è stato sì , e no ; ma è stato sì in lui . Poichè tutte le promesse di Dio sono in lui sì ed Amen ; alla gloria di Dio , per noi . Or colui , che ci conferma con voi in Cristo , e il quale ci ha unti , è Iddio ; il quale ancora ci ha suggellati , e ci ha data l’ arra dello Spirito nei cuori nostri . Or io chiamo Iddio per testimonio sopra l’ anima mia , che per risparmiarvi , non sono ancora venuto a Corinto . Non già che noi signoreggiamo la vostra fede , ma siamo aiutatori della vostra allegrezza : perchè voi state ritti per la fede . Or io avea determinato in me stesso di non venir di nuovo a voi con tristizia . Perciocchè , se io vi contristo , chi sarà dunque colui che mi rallegrerà , se non colui stesso che sarà stato da me contristato ? E quello stesso vi ho io scritto , acciocchè quando verrò , io non abbia tristezza sopra tristezza da coloro , dai quali io dovea avere allegrezza ; confidandomi di tutti voi , che la mia allegrezza è quella di tutti voi . Perciocchè di grande afflizione , e distretta di cuore , io vi scrissi con molte lagrime ; non acciocchè foste contristati , ma acciocchè conosceste la carità , che io ho abbondantissima inverso voi . E se alcuno ha contristato , non ha contristato me , anzi in parte , per non aggravarlo , voi tutti . Al tale basta quella riprensione , che gli è stata fatta dalla raunanza . Talchè , in contrario , più tosto vi convien perdonargli , e consolarlo ; che talora quell’ uomo non sia assorto dalla troppa tristezza . Perciò , io vi prego di ratificare inverso lui la carità . Perciocchè a questo fine ancora vi ho scritto , acciocchè io conosca la prova di voi , se siete ubbidienti ad ogni cosa . Or a chi voi perdonate alcuna cosa , perdono io ancora ; perciocchè io altresì , se ho perdonata cosa alcuna , a chi l’ ho perdonata , l’ ho fatto per amor vostro , nel cospetto di Cristo , acciocchè noi non siamo soverchiati da Satana . Perciocchè noi non ignoriamo le sue macchinazioni . Ora , essendo venuto in Troas per l’ Evangelo di Cristo , ed essendomi aperta una porta nel Signore , non ho avuta alcuna requie nello spirito mio , per non avervi trovato Tito , mio fratello . Anzi , essendomi da loro accommiatato , me ne sono andato in Macedonia . OR ringraziato sia Iddio , il qual fa che sempre trionfiamo in Cristo , e manifesta per noi in ogni luogo l’ odor della sua conoscenza . Perciocchè noi siamo il buono odore di Cristo a Dio , fra coloro che son salvati , e fra coloro che periscono ; a questi veramente , odor di morte a morte ; ma a quelli , odor di vita a vita . E chi è sufficiente a queste cose ? Poichè noi non falsifichiamo la parola di Dio , come molti altri ; ma come di sincerità , ma come da parte di Dio , parliamo in Cristo , nel cospetto di Dio . Cominciamo noi di nuovo a raccomandar noi stessi ? ovvero , abbiam noi bisogno , come alcuni , di lettere raccomandatorie a voi , o di raccomandatorie da voi ? Voi siete la nostra lettera , scritta ne’ cuori nostri , intesa e letta da tutti gli uomini ; essendo manifesto che voi siete la lettera di Cristo , amministrata da noi ; scritta , non con inchiostro , ma con lo Spirito dell’ Iddio vivente ; non in tavole di pietra , ma nelle tavole di carne del cuore . Or una tal confidanza abbiamo noi per Cristo presso Iddio . Non già che siamo da noi stessi sufficienti pure a pensar cosa alcuna , come da noi stessi ; ma la nostra sufficienza è da Dio ; il quale ancora ci ha resi sufficienti ad esser ministri del nuovo patto , non di lettera , ma di spirito ; poichè la lettera uccide , ma lo spirito vivifica . Ora , se il ministerio della morte , che non era se non in lettere , scolpito in pietre , fu glorioso , talchè i figliuoli d’ Israele non potevano riguardar fiso nel volto di Mosè , per la gloria del suo volto la qual però dovea essere annullata , come non sarà più tosto con gloria il ministerio dello Spirito ? Perciocchè , se il ministerio della condannazione fu con gloria , molto più abbonderà in gloria il ministerio della giustizia . Per questo rispetto , ciò che fu glorificato non fu reso glorioso a cagione di questa che è gloria più eccellente . Perciocchè , se quel che ha da essere annullato fu per gloria ; molto maggiormente ha da essere in gloria ciò che ha da durare . Avendo adunque questa speranza , usiamo gran libertà di parlare . E non facciamo come Mosè , il quale si metteva un velo su la faccia ; acciocchè i figliuoli d’ Israele non riguardassero fiso nella fine di quello che avea ad essere annullato . Ma le lor menti son divenute stupide ; poichè sino ad oggi , nella lettura del vecchio testamento , lo stesso velo dimora senza esser rimosso ; il quale è annullato in Cristo . Anzi , infino al dì d’ oggi , quando si legge Mosè , il velo è posto sopra il cuor loro . Ma , quando Israele si sarà convertito al Signore ; il velo sarà rimosso . Or il Signore è quello Spirito ; e dove è lo Spirito del Signore , ivi è libertà . E noi tutti , contemplando a faccia scoperta , come in uno specchio , la gloria del Signore , siam trasformati nella stessa immagine , di gloria , come per lo Spirito del Signore . PERCIÒ , avendo questo ministerio , secondo che ci è stata fatta misericordia , noi non veniam meno dell’ animo . Anzi abbiam rinunziato a’ nascondimenti della vergogna , non camminando con astuzia , e non falsando la parola di Dio ; anzi rendendoci approvati noi stessi da ogni coscienza degli uomini , davanti a Dio , per la manifestazion della verità . Che se il nostro evangelo ancora è coperto , egli è coperto fra coloro che periscono ; fra i quali l’ Iddio di questo secolo ha accecate le menti degl’ increduli , acciocchè la luce dell’ evangelo della gloria di Cristo , il quale è l’ immagine dell’ invisibile Iddio , non risplenda loro . Poichè non predichiamo noi stessi , ma Cristo Gesù , il Signore ; e noi siamo vostri servitori , per Gesù . Perciocchè Iddio , che disse che la luce risplendesse dalle tenebre , è quel che ha fatto schiarire il suo splendore ne’ cuori nostri , per illuminarci nella conoscenza della gloria di Dio , che splende sul volto di Gesù Cristo . Or noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra , acciocchè l’ eccellenza di questa potenza sia di Dio , e non da noi . Essendo per ogni maniera afflitti , ma non però ridotti ad estreme distrette ; perplessi , ma non però disperati ; perseguiti , ma non però abbandonati ; abbattuti , ma non però perduti . Portando del continuo nel nostro corpo la mortificazione del Signor Gesù ; acciocchè ancora si manifesti la vita di Gesù nel nostro corpo . Poichè noi che viviamo siamo del continuo esposti alla morte per Gesù ; acciocchè ancora la vita di Gesù si manifesti nella nostra carne mortale . Talchè la morte opera in noi , ma la vita in voi . Ma pure , avendo noi lo stesso spirito della fede , secondo che è scritto : Io ho creduto , perciò ho parlato ; noi ancora crediamo , perciò eziandio parliamo . Sapendo che colui che ha risuscitato il Signor Gesù , risusciterà ancora noi per Gesù , e ci farà comparire con voi . Perciocchè tutte queste cose son per voi ; acciocchè la grazia , essendo abbondata , soprabbondi , per lo ringraziamento di molti , alla gloria di Dio . PERCIÒ noi non veniam meno dell’ animo ; ma , benchè il nostro uomo esterno si disfaccia , pur si rinnova l’ interno di giorno in giorno . Perciocchè la leggiera nostra afflizione , che è sol per un momento , ci produce un sopra modo eccellente peso eterno di gloria ; mentre non abbiamo il riguardo fisso alle cose che si veggono , ma a quelle che non si veggono ; poichè le cose che si veggono sono sol per un tempo ; ma quelle che non si veggono sono eterne . Perciocchè noi sappiamo che , se il nostro terrestre albergo di questa tenda è disfatto , noi abbiamo da Dio un edificio , che è una casa fatta senza opera di mano , eterna ne’ cieli . Poichè in questa tenda ancora sospiriamo , desiderando d’ esser sopravvestiti della nostra abitazione , che è celeste . Se pur saremo trovati vestiti , e non ignudi . Perciocchè noi , che siamo in questa tenda , sospiriamo , essendo aggravati ; e perciò non desideriamo già d’ essere spogliati , ma sopravvestiti ; acciocchè ciò che è mortale sia assorbito dalla vita . Or colui che ci ha formati a questo stesso , è Iddio , il quale ancora ci ha data l’ arra dello Spirito . Noi adunque abbiamo sempre confidanza ; e sappiamo che , mentre dimoriamo come forestieri nel corpo , siamo in pellegrinaggio , assenti dal Signore . Poichè camminiamo per fede , e non per aspetto . Ma noi abbiamo confidanza , ed abbiamo molto più caro di partire dal corpo , e di andare ad abitar col Signore . Perciò ancora ci studiamo , e dimorando come forestieri nel corpo , e partendone , d’ essergli grati . Poichè bisogna che noi tutti compariamo davanti al tribunal di Cristo , acciocchè ciascuno riceva la propria retribuzione delle cose ch’ egli avrà fatte quand’ era nel corpo ; secondo ch’ egli avrà operato , o bene , o male . SAPENDO adunque lo spavento del Signore , noi persuadiamo gli uomini , e siamo manifesti a Dio ; or io spero che siamo manifesti eziandio alle vostre coscienze . Perciocchè noi non ci raccomandiamo di nuovo a voi , ma vi diamo cagione di gloriarvi di noi ; acciocchè abbiate di che gloriarvi inverso coloro che si gloriano di faccia , e non di cuore . Imperocchè , se noi siam fuori del senno , lo siamo a Dio ; se altresì siamo in buon senno , lo siamo a voi . Poichè l’ amor di Cristo ci possiede . Avendo fatta questa determinazione : che , se uno è morto per tutti , tutti adunque erano morti ; e ch’ egli è morto per tutti , acciocchè coloro che vivono non vivano più per l’ innanzi a sè stessi , ma a colui che è morto , e risuscitato per loro . Talchè noi da quest’ ora non conosciamo alcuno secondo la carne ; e se abbiam conosciuto Cristo secondo la carne , pur ora non lo conosciamo più . Se adunque alcuno è in Cristo , egli è nuova creatura ; le cose vecchie son passate ; ecco , tutte le cose son fatte nuove . Or il tutto è da Dio , che ci ha riconciliati a sè , per Gesù Cristo ; e ha dato a noi il ministerio della riconciliazione . Poichè Iddio ha riconciliato il mondo a sè in Cristo , non imputando agli uomini i lor falli ; ed ha posta in noi la parola della riconciliazione . Noi adunque facciam l’ ambasciata per Cristo , come se Iddio esortasse per noi ; e vi esortiamo per Cristo : Siate riconciliati a Dio . Perciocchè egli ha fatto esser peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato ; acciocchè noi fossimo fatti giustizia di Dio in lui . OR essendo operai nell’ opera sua , vi esortiamo ancora che non abbiate ricevuta la grazia di Dio in vano perciocchè egli dice : Io ti ho esaudito nel tempo accettevole , e ti ho aiutato nel giorno della salute . Ecco ora il tempo accettevole , ecco ora il giorno della salute ; non dando intoppo alcuno in cosa veruna , acciocchè il ministerio non sia vituperato . Anzi , rendendoci noi stessi approvati in ogni cosa , come ministri di Dio , in molta sofferenza , in afflizioni , in necessità , in distrette , in battiture , in prigioni , in turbamenti , in travagli , in vigilie , in digiuni ; in purità , in conoscenza , in pazienza , in benignità , in Ispirito Santo , in carità non finta ; in parola di verità , in virtù di Dio , con le armi di giustizia a destra ed a sinistra ; per gloria , e per ignominia ; per buona fama , e per infamia ; come seduttori , e pur veraci ; come sconosciuti , e pur riconosciuti ; come morenti , e pure ecco viviamo ; come castigati , ma pure non messi a morte ; come contristati , e pur sempre allegri ; come poveri , e pure arricchendo molti ; come non avendo nulla , e pur possedendo ogni cosa . LA nostra bocca è aperta inverso voi , o Corinti ; il cuor nostro è allargato . Voi non siete allo stretto in noi , ma ben siete stretti nelle vostre viscere . Ora , per far par pari , io parlo come a figliuoli , allargatevi ancora voi . Non vi accoppiate con gl’ infedeli ; perciocchè , che partecipazione vi è egli tra la giustizia e l’ iniquità ? e che comunione vi è egli della luce con le tenebre ? E che armonia vi è egli di Cristo con Belial ? o che parte ha il fedele con l’ infedele ? E che accordo vi è egli del tempio di Dio con gl’ idoli ? poichè voi siete il tempio dell’ Iddio vivente ; siccome Iddio disse : Io abiterò nel mezzo di loro , e camminerò fra loro ; e sarò lor Dio , ed essi mi saranno popolo . Perciò , dipartitevi del mezzo di loro , e separatevene , dice il Signore ; e non toccate nulla d’ immondo , ed io vi accoglierò ; e vi sarò per padre , e voi mi sarete per figliuoli e per figliuole , dice il Signore Onnipotente . Avendo adunque queste promesse , cari miei , purghiamoci d’ ogni contaminazione di carne , e di spirito , compiendo la nostra santificazione nel timor di Dio . DATECI luogo in voi ; noi non abbiam fatto torto ad alcuno , non abbiamo corrotto alcuno , non abbiamo frodato alcuno . Io non lo dico a vostra condannazione ; perciocchè già innanzi ho detto che voi siete ne’ cuori nostri , da morire insieme , e da vivere insieme . Io ho gran libertà di parlare inverso voi , io ho molto di che gloriarmi di voi ; io son ripieno di consolazione , io soprabbondo di letizia in tutta la nostra afflizione . Perciocchè , essendo noi venuti in Macedonia , la nostra carne non ha avuta requie alcuna ; ma siamo stati afflitti in ogni maniera : combattimenti di fuori , spaventi di dentro . Ma Iddio , che consola gli umiliati , ci ha consolati per la venuta di Tito . E non sol per la venuta d’ esso , ma ancora per la consolazione della quale è stato consolato appresso di voi ; rapportandoci la vostra grande affezione , il vostro pianto , il vostro zelo per me ; talchè io me ne son molto maggiormente rallegrato . Perciocchè , benchè io vi abbia contristati per quell’ epistola , ora non me ne pento , benchè io me ne fossi pentito ; poichè io vedo che quell’ epistola , quantunque per un breve tempo , vi ha contristati . Or mi rallegro , non perchè siate stati contristati , ma perchè siete stati contristati a ravvedimento ; perciocchè voi siete stati contristati secondo Iddio , acciocchè in cosa alcuna voi non riceveste alcun danno da noi . Poichè la tristizia secondo Iddio produce ravvedimento a salute , del quale l’ uomo non si pente mai ; ma la tristizia del mondo produce la morte . Perciocchè , ecco , questo stesso fatto che voi siete stati contristati secondo Iddio , quanta premura ha prodotta in voi , qual giustificazione , quale indegnazione , qual timore , qual grande affezione , quale zelo , qual punizione ! per ogni maniera voi avete dimostrato che siete puri in quest’ affare . Benchè adunque io vi abbia scritto , io non l’ ho fatto , nè per colui che ha fatta l’ ingiuria , nè per colui a cui è stata fatta ; ma , acciocchè fosse manifestato fra voi , davanti a Dio , lo studio nostro , che noi abbiamo per voi . Perciò , noi siamo stati consolati ; ed oltre alla consolazione che noi abbiamo avuta di voi , vie più ci siam rallegrati per l’ allegrezza di Tito , perciocchè il suo spirito è stato ricreato da voi tutti . Perciocchè , se mi sono presso lui gloriato di voi in cosa alcuna , non sono stato confuso ; ma , come vi abbiam parlato in tutte le cose in verità , così ancora ciò di che ci eravamo gloriati a Tito si è trovato verità . Laonde ancora egli è vie più sviscerato inverso voi , quando si ricorda dell’ ubbidienza di voi tutti , come l’ avete ricevuto con timore , e tremore . Io mi rallegro adunque che in ogni cosa io mi posso confidar di voi . ORA , fratelli , noi vi facciamo assapere la grazia di Dio , ch’ è stata data nelle chiese della Macedonia ; cioè : che in molta prova d’ afflizione , l’ abbondanza della loro allegrezza , e la lor profonda povertà è abbondata nelle ricchezze della loro liberalità . Poichè , secondo il poter loro , io ne rendo testimonianza , anzi , sopra il poter loro , sono stati volonterosi . Pregandoci , con molti conforti , d’ accettar la grazia , e la comunione di questa sovvenzione che è per li santi . Ed hanno fatto , non solo come speravamo ; ma imprima si son donati loro stessi al Signore ; ed a noi , per la volontà di Dio . Talchè noi abbiamo esortato Tito che , come innanzi ha cominciato , così ancora compia eziandio presso voi questa grazia . Ma , come voi abbondate in ogni cosa , in fede , e in parola , ed in conoscenza , e in ogni studio , e nella carità vostra inverso noi ; fate che abbondiate ancora in questa grazia . Io non lo dico per comandamento ; ma per lo studio degli altri , facendo prova ancora della schiettezza della vostra carità . Perciocchè voi sapete la grazia del Signor nostro Gesù Cristo , come , essendo ricco , si è fatto povero per voi ; acciocchè voi arricchiste per la sua povertà . E do consiglio in questo ; perciocchè questo è utile a voi , i quali non soltanto avete cominciato a fare , ma già ne avevate l’ intenzione , fin dall’ anno passato . Ora , compiete dunque eziandio il fare ; acciocchè , come vi è stata la prontezza del volere , così ancora vi sia il compiere secondo il vostro avere . Perciocchè , se vi è la prontezza dell’ animo , uno è accettevole secondo ciò ch’ egli ha , e non secondo ciò ch’ egli non ha . Poichè questo non si fa acciocchè vi sia alleggiamento per altri , ed aggravio per voi ; ma , per far par pari , al tempo presente le vostra abbondanza sarà impiegata a sovvenire alla loro inopia . Acciocchè altresì la loro abbondanza sia impiegata a sovvenire alla vostra inopia ; affinchè vi sia ugualità ; secondo che è scritto : Chi ne avea raccolto assai , non n’ ebbe di soverchio ; e chi poco , non n’ ebbe mancamento . Ora , ringraziato sia Iddio , che ha messo nel cuor di Tito lo stesso studio per voi . Poichè egli ha accettata l’ esortazione ; e in gran diligenza si è volonterosamente messo in cammino , per andare a voi . Or noi abbiam mandato con lui questo fratello , la cui lode nell’ evangelo è per tutte le chiese . E non sol questo ; ma ancora è stato dalle chiese eletto , per esser nostro compagno di viaggio con questa sovvenzione , ch’ è da noi amministrata alla gloria del Signore stesso , ed al servigio della prontezza dell’ animo vostro ; schivando noi questo : che niuno ci biasimi in quest’ abbondanza , che è da noi amministrata ; procurando cose oneste , non solo nel cospetto del Signore , ma ancora nel cospetto degli uomini . Or noi abbiam mandato con loro questo nostro fratello , il quale abbiamo spesse volte , in molte cose , sperimentato esser diligente , ed ora lo è molto più , per la molta confidanza che si ha di voi . Quant’ è a Tito , egli è mio consorte , e compagno d’ opera inverso voi ; quant’ è a’ fratelli , sono apostoli delle chiese , gloria di Cristo . Dimostrate adunque inverso loro , nel cospetto delle chiese , la prova della vostra carità , e di ciò che ci gloriamo di voi . Perciocchè della sovvenzione , che è per i santi , mi è soverchio scrivervene . Poichè io conosco la prontezza dell’ animo vostro , per la quale io mi glorio di voi presso i Macedoni , dicendo che l’ Acaia è pronta fin dall’ anno passato ; e lo zelo da parte vostra ne ha provocati molti . Or io ho mandati questi fratelli , acciocchè il nostro vanto di voi non riesca vano in questa parte ; affinchè , come io dissi , siate presti . Che talora , se , quando i Macedoni saranno venuti meco , non vi trovano presti , non siamo svergognati noi per non dir voi , in questa ferma confidanza del nostro vanto . Perciò ho reputato necessario d’ esortare i fratelli , che vadano innanzi a voi , e prima dieno compimento alla già significata vostra benedizione ; acciocchè sia presta , pur come benedizione , e non avarizia . Or questo è ciò che è detto : Chi semina scarsamente , mieterà altresì scarsamente ; e chi semina liberalmente , mieterà altresì in benedizione . Ciascuno faccia come è deliberato nel cuor suo , non di mala voglia , nè per necessità ; perciocchè Iddio ama un donatore allegro . Or Iddio è potente , da fare abbondare in voi ogni grazia ; acciocchè , avendo sempre ogni sufficienza in ogni cosa , voi abbondiate in ogni buona opera ; siccome è scritto : Egli ha sparso , egli ha donato a’ poveri ; la sua giustizia dimora in eterno . Or colui che fornisce di semenza il seminatore , e di pane da mangiare , ve ne fornisca altresì , e moltiplichi la vostra semenza , ed accresca i frutti della vostra giustizia ; in maniera che del tutto siate arricchiti ad ogni liberalità , la quale per noi produce rendimento di grazie a Dio . Poichè l’ amministrazione di questo servigio sacro non solo supplisce le necessità de’ santi , ma ancora ridonda inverso Iddio per molti ringraziamenti . In quanto che , per la prova di questa somministrazione , glorificano Iddio , di ciò che vi sottoponete alla confessione dell’ evangelo di Cristo , e comunicate liberalmente con loro , e con tutti . E con le loro orazioni per voi vi dimostrano singolare affezione per l’ eccellente grazia di Dio sopra voi . Or ringraziato sia Iddio del suo ineffabile dono . OR io Paolo vi esorto per la benignità , e mansuetudine di Cristo ; io dico , che fra voi presente in persona ben sono umile ; ma , assente , sono ardito inverso voi . E vi prego che , essendo presente , non mi convenga procedere animosamente con quella confidanza , per la quale son reputato audace , contro ad alcuni che fanno stima di noi , come se camminassimo secondo la carne . Poichè , camminando nella carne , non guerreggiamo secondo la carne perciocchè le armi della nostra guerra non son carnali , ma potenti a Dio alla distruzione delle fortezze , sovvertendo i discorsi , ed ogni altezza che si eleva contro alla conoscenza di Dio ; e cattivando ogni mente all’ ubbidienza di Cristo . Ed avendo presta in mano la punizione d’ ogni disubbidienza , quando la vostra ubbidienza sarà compiuta . Riguardate voi alle cose che sono in apparenza ? se alcuno si confida in sè stesso d’ esser di Cristo , reputi altresì da sè medesimo questo : che , siccome egli è di Cristo , così ancora noi siam di Cristo . Perciocchè , benchè io mi gloriassi ancora alquanto più della nostra podestà , che il Signore ci ha data , ed edificazione , e non a distruzion vostra , io non ne sarei svergognato . Ora , non facciasi stima di me , come se vi spaventassi per lettere . Perciocchè , ben sono , dice alcuno , le lettere gravi e forti ; ma la presenza del corpo è debole , e la parola dispregevole . Il tale reputi questo : che , quali siamo assenti , in parola , per lettere ; tali saremo ancora presenti , in fatti . Perciocchè noi non osiamo aggiungerci , nè paragonarci con alcuni di coloro che si raccomandano loro stessi ; ma essi , misurandosi per sè stessi , e paragonandosi con sè stessi , non hanno alcuno intendimento . Ma , quant’ è a noi , non ci glorieremo all’ infinito ; anzi , secondo la misura del limite che Iddio ci ha spartito come misura del nostro lavoro , ci glorieremo d’ esser pervenuti infino a voi . Perciocchè noi non ci distendiamo oltre il convenevole , come se non fossimo pervenuti infino a voi ; poichè siam pervenuti eziandio fino a voi nella predicazione dell’ evangelo di Cristo ; non gloriandoci all’ infinito delle fatiche altrui ; ma avendo speranza , che crescendo la fede vostra , saremo in voi abbondantemente magnificati , secondo i limiti assegnatici . Ed anche che noi evangelizzeremo ne’ luoghi , che son di là da voi ; e non ci glorieremo nei limiti assegnati ad altrui , di cose preparate per altri . Ora , chi si gloria , gloriisi nel Signore . Poichè , non colui che raccomanda sè stesso è approvato , ma colui che il Signore raccomanda . OH quanto desidererei che voi comportaste un poco la mia follia ! ma sì , comportatemi . Poichè io son geloso di voi d’ una gelosia di Dio ; perciocchè io vi ho sposati ad un marito , per presentare una casta vergine a Cristo . Ma io temo che come il serpente sedusse Eva , con la sua astuzia ; così talora le vostre menti non sieno corrotte , e sviate dalla semplicità che deve essere inverso Cristo . Perciocchè se uno viene a voi a predicarvi un altro Gesù che noi non abbiam predicato , o se voi da esso ricevete un altro Spirito che non avete ricevuto , o un vangelo diverso da quello che avete accettato ; voi lo tollerate . Or io stimo di non essere stato da niente meno di cotesti apostoli sommi . Che se pur sono idiota nel parlare , non lo son già nella conoscenza ; anzi , del tutto siamo stati manifestati presso voi in ogni cosa . Ho io commesso peccato , in ciò che mi sono abbassato me stesso , acciocchè voi foste innalzati ? inquanto che gratuitamente vi ho evangelizzato l’ evangelo di Dio ? Io ho predate le altre chiese , prendendo salario per servire a voi . Ed anche , essendo appresso di voi , ed avendo bisogno , non sono stato grave ad alcuno ; perciocchè i fratelli , venuti di Macedonia , hanno supplito al mio bisogno ; ed in ogni cosa mi son conservato senza esservi grave , ed anche per l’ avvenire mi conserverò . La verità di Cristo è in me , che questo vanto non sarà turato in me nelle contrade dell’ Acaia . Perchè ? forse perciocchè io non v’ amo ? Iddio lo sa . Anzi ciò che io fo , lo farò ancora , per toglier l’ occasione a coloro che desiderano occasione ; acciocchè in ciò che si gloriano sieno trovati quali noi ancora . Perciocchè tali falsi apostoli sono operai frodolenti , trasformandosi in apostoli di Cristo . E non è maraviglia ; perciocchè Satana stesso si trasforma in angelo di luce . Ei non è dunque gran cosa , se i suoi ministri ancora si trasformano in ministri di giustizia ; de’ quali la fine sarà secondo le loro opere . IO lo dico di nuovo : Niuno mi stimi esser pazzo ; se no , ricevetemi eziandio come pazzo ; acciocchè io ancora mi glorii un poco . Ciò ch’ io ragiono in questa ferma confidanza di vanto , non lo ragiono secondo il Signore , ma come in pazzia . Poichè molti si gloriano secondo la carne , io ancora mi glorierò . Poichè voi , così savi , volentieri comportate i pazzi . Perciocchè , se alcuno vi riduce in servitù , se alcuno vi divora , se alcuno prende , se alcuno s’ innalza , se alcuno vi percuote in sul volto , voi lo tollerate . Io lo dico a nostro vituperio , noi siamo stati deboli ; e pure , in qualunque cosa alcuno si vanta , io lo dico in pazzia , mi vanto io ancora . Sono eglino Ebrei ? io ancora ; sono eglino Israeliti ? io ancora ; sono eglino progenie di Abrahamo ? io ancora . Sono eglino ministri di Cristo ? io parlo da pazzo , io lo son più di loro ; in travagli molto più ; in battiture senza comparazione più ; in prigioni molto più ; in morti molte volte più . Da’ Giudei ho ricevute cinque volte quaranta battiture meno una . Io sono stato battuto di verghe tre volte , sono stato lapidato una volta , tre volte ho rotto in mare , ho passato un giorno ed una notte nell’ abisso . Spesse volte sono stato in viaggi , in pericoli di fiumi , in pericoli di ladroni , in pericoli della mia nazione , in pericoli da’ Gentili , in pericoli in città , in pericoli in solitudine , in pericoli in mare , in pericoli fra falsi fratelli ; in fatica , e travaglio ; sovente in veglie , in fame , ed in sete ; in digiuni spesse volte ; in freddo , e nudità . Oltre alle cose che son di fuori , ciò che si solleva tuttodì contro a me , è la sollecitudine per tutte le chiese . Chi è debole , ch’ io ancora non sia debole ? chi è scandalezzato , ch’ io non arda ? Se convien gloriarsi , io mi glorierò delle cose della mia debolezza . Iddio e Padre del nostro Signor Gesù Cristo , il quale è benedetto in eterno , sa ch’ io non mento . In Damasco , il governatore del re Areta avea poste guardie nella città de’ Damasceni , volendomi pigliare ; ma io fui calato dal muro per una finestra , in una sporta ; e così scampai dalle sue mani . CERTO , il gloriarmi non mi è spediente ; nondimeno io verrò alle visioni e rivelazioni del Signore . Io conosco un uomo in Cristo , il quale , son già passati quattordici anni , fu rapito se fu col corpo , o senza il corpo , io nol so , Iddio il sa fino al terzo cielo . E so che quel tal uomo se fu col corpo , o senza il corpo , io nol so , Iddio il sa fu rapito in paradiso , e udì parole ineffabili , le quali non è lecito ad uomo alcuno di proferire . Io mi glorierò di quel tale ; ma non mi glorierò di me stesso , se non nelle mie debolezze . Perciocchè , benchè io volessi gloriarmi , non però sarei pazzo ; poichè direi verità ; ma io me ne rimango , acciocchè niuno stimi di me sopra ciò ch’ egli mi vede essere , ovvero ode da me . Ed anche , acciocchè io non m’ innalzi sopra modo per l’ eccellenza delle rivelazioni , mi è stato dato uno stecco nella carne , un angelo di Satana , per darmi delle guanciate ; acciocchè io non m’ innalzi sopra modo . Per la qual cosa ho pregato tre volte il Signore , che quello si dipartisse da me . Ma egli mi ha detto : La mia grazia ti basta ; perciocchè la mia virtù si adempie in debolezza . Perciò molto volentieri mi glorierò più tosto nelle mie debolezze , acciocchè la virtù di Cristo mi ripari . Perciò , io mi diletto in debolezze , in ingiurie , in necessità , in persecuzioni , in distrette per Cristo ; perciocchè , quando io sono debole , allora son forte . IO son divenuto pazzo , gloriandomi ; voi mi ci avete costretto ; poichè da voi doveva io essere commendato ; perciocchè io non sono stato da nulla meno di cotesti apostoli sommi , benchè io non sia niente . Certo i segni dell’ apostolo sono stati messi in opera fra voi , in ogni sofferenza ; in segni , e prodigi , e potenti operazioni . Perciocchè , in che siete voi stati da meno delle altre chiese , se non ch’ io non vi sono stato grave ? perdonatemi questo torto . Ecco , questa è la terza volta ch’ io son pronto a venire a voi , e non vi sarò grave ; perchè io non cerco i vostri beni , ma voi ; perciocchè i figliuoli non debbono far tesoro a’ padri ed alle madri , ma i padri e le madri ai figliuoli . E quant’ è a me , molto volentieri spenderò , anzi sarò speso per le anime vostre ; quantunque , amandovi io sommamente , sia meno amato . Ora , sia pur così ch’ io non vi abbia gravati ; ma forse , essendo astuto , vi ho presi per frode . Ho io , per alcun di coloro che ho mandati a voi , fatto profitto di voi ? Io ho pregato Tito , ed ho con lui mandato questo fratello . Tito ha egli fatto profitto di voi ? non siamo noi camminati d’ un medesimo spirito , per medesime pedate ? PENSATE voi di nuovo , che noi ci giustifichiamo presso a voi ? noi parliamo davanti a Dio , in Cristo ; e tutto ciò , diletti , per la vostra edificazione . Perciocchè io temo che talora , quando io verrò , io non vi trovi quali io vorrei ; e ch’ io altresì sia da voi ritrovato quale voi non vorreste ; che talora , non vi sieno contese , gelosie , ire , risse , detrazioni , bisbigli , gonfiamenti , tumulti . E che , essendo di nuovo venuto , l’ Iddio mio non m’ umilii presso voi ; e ch’ io non pianga molti di coloro che innanzi hanno peccato , e non si son ravveduti dell’ immondizia , e della fornicazione , e della dissoluzione che hanno commessa . Ecco , questa è la terza volta ch’ io vengo a voi ; ogni parola è confermata per la bocca di due , o di tre testimoni . Già l’ ho detto innanzi tratto , e lo dico ancora , come presente ; anzi , essendo assente , ora scrivo a coloro che hanno innanzi peccato , e tutti gli altri : che se io vengo di nuovo , non risparmierò alcuno . Poichè voi cercate la prova di Cristo che parla in me , il quale inverso voi non è debole , ma è potente in voi . Perciocchè , se egli è stato crocifisso per debolezza , pur vive egli per la potenza di Dio ; perciocchè ancora noi siam deboli in lui , ma viveremo con lui , per la potenza di Dio , inverso voi . Provate voi stessi , se siete nella fede ; fate sperienza di voi stessi ; non vi riconoscete voi stessi , che Gesù Cristo è in voi ? se già non siete riprovati . Ed io spero che voi riconoscerete che noi non siam riprovati . Or io prego Iddio che voi non facciate alcun male ; non acciocchè noi appaiamo approvati , ma acciocchè voi facciate quel che è bene , e noi siamo come riprovati . Perciocchè noi non possiam nulla contro alla verità , ma tutto ciò che possiamo è per la verità . Poichè ci rallegriamo quando siam deboli , e voi siete forti ; ma ben desideriamo ancora questo , cioè il vostro intiero ristoramento . Perciò , io scrivo queste cose , essendo assente ; acciocchè , essendo presente , io non proceda rigidamente , secondo la podestà , la quale il Signore mi ha data , a edificazione , e non a distruzione . Nel rimanente , fratelli , rallegratevi , siate ristorati , siate consolati , abbiate un medesimo sentimento , e state in pace ; e l’ Iddio della carità , e della pace sarà con voi . Salutatevi gli uni gli altri con un santo bacio ; tutti i santi vi salutano . La grazia del Signor Gesù Cristo , e la carità di Dio , e la comunione dello Spirito Santo , sia con tutti voi . Amen . PAOLO apostolo non dagli uomini , nè per alcun uomo , ma per Gesù Cristo , e Iddio Padre , che l’ ha suscitato da’ morti , e tutti i fratelli , che sono meco , alle chiese della Galazia . Grazia a voi , e pace , da Dio Padre , e dal Signor nostro Gesù Cristo . Il quale ha dato sè stesso per i nostri peccati , per ritrarci dal presente malvagio secolo , secondo la volontà di Dio , nostro Padre . Al quale sia la gloria ne’ secoli de’ secoli . Amen . IO mi maraviglio che , sì tosto , da Cristo che vi ha chiamati in grazia , voi siate trasportati ad un altro evangelo . Non che ce ne sia un altro ; ma vi sono alcuni che vi turbano , e vogliono pervertir l’ evangelo di Cristo . Ma , quand’ anche noi , od un angelo del cielo , vi evangelizzassimo oltre a ciò che vi abbiamo evangelizzato , sia anatema . Come già abbiam detto , da capo ancora dico al presente : Se alcuno vi evangelizza oltre a ciò che avete ricevuto , sia anatema . Perciocchè , induco io ora a credere agli uomini , ovvero a Dio ? o cerco io di compiacere agli uomini ? poichè , se compiacessi ancora agli uomini , io non sarei servitor di Cristo . Ora , fratelli , io vi fo assapere , che l’ evangelo , che è stato da me evangelizzato , non è secondo l’ uomo . Perciocchè ancora io non l’ ho ricevuto , nè imparato da alcun uomo ; ma per la rivelazione di Gesù Cristo . Imperocchè voi avete udita qual fu già la mia condotta nel Giudaesimo : come io perseguiva a tutto potere la chiesa di Dio , e la disertava . Ed avanzava nel Giudaesimo , sopra molti di pari età nella mia nazione , essendo stremamente zelante delle tradizioni dei miei padri . Ma , quando piacque a Dio il qual mi ha appartato fin dal seno di mia madre , e mi ha chiamato per la sua grazia , di rivelare in me il suo Figliuolo , acciocchè io l’ evangelizzassi fra i Gentili ; subito , senza conferir più innanzi con carne , e sangue ; anzi , senza salire in Gerusalemme a quelli ch’ erano stati apostoli davanti a me , me ne andai in Arabia , e di nuovo ritornai in Damasco . Poi , in capo a tre anni , salii in Gerusalemme , per visitar Pietro ; e dimorai appresso di lui quindici giorni . E non vidi alcun altro degli apostoli , se non Giacomo , fratello del Signore . Ora , quant’ è alle cose che io vi scrivo , ecco , nel cospetto di Dio , io non mento . Poi venni nelle contrade della Siria , e della Cilicia . Or io era sconosciuto di faccia alle chiese della Giudea , che sono in Cristo ; ma solo aveano udito : Colui , che già ci perseguiva , ora evangelizza la fede , la quale egli già disertava . E glorificavano Iddio in me . Poi , in capo a quattordici anni , io salii di nuovo in Gerusalemme , con Barnaba , avendo preso meco ancora Tito . Or vi salii per rivelazione ; e narrai a que’ di Gerusalemme l’ evangelo che io predico fra i Gentili ; e in particolare , a coloro che sono in maggiore stima ; acciocchè in alcuna maniera io non corressi , o non fossi corso in vano . Ma , non pur Tito , ch’ era meco , essendo Greco , fu costretto d’ essere circonciso . E ciò , per i falsi fratelli , intromessi sotto mano , i quali erano sottentrati per ispiar la nostra libertà , che noi abbiamo in Cristo Gesù , affin di metterci in servitù . A’ quali non cedemmo per soggezione pur un momento ; acciocchè la verità dell’ evangelo dimorasse ferma fra voi . Ma non ricevei nulla da coloro che son reputati essere qualche cosa ; quali già sieno stati niente m’ importa ; Iddio non ha riguardo alla qualità d’ alcun uomo ; perciocchè quelli che sono in maggiore stima non mi sopraggiunsero nulla . Anzi , in contrario , avendo veduto che m’ era stato commesso l’ evangelo dell’ incirconcisione , come a Pietro quel della circoncisione perciocchè colui che avea potentemente operato in Pietro per l’ apostolato della circoncisione , avea eziandio potentemente operato in me inverso i Gentili , e Giacomo , e Cefa , e Giovanni , che son reputati esser colonne , avendo conosciuta la grazia che m’ era stata data , diedero a me , ed a Barnaba , la mano di società ; acciocchè noi andassimo a’ Gentili , ed essi alla circoncisione . Sol ci raccomandarono che ci ricordassimo de’ poveri ; e ciò eziandio mi sono studiato di fare . Ora , quando Pietro fu venuto in Antiochia , io gli resistei in faccia ; poichè egli era da riprendere . Perciocchè , avanti che certi fosser venuti d’ appresso a Giacomo , egli mangiava co’ Gentili ; ma , quando coloro furon venuti , si sottrasse , e si separò , temendo quei della circoncisione . E gli altri Giudei s’ infingevano anch’ essi con lui ; talchè eziandio Barnaba era insieme trasportato per la loro simulazione . Ma , quando io vidi che non camminavano di piè diritto , secondo la verità dell’ evangelo , io dissi a Pietro , in presenza di tutti : Se tu , essendo Giudeo , vivi alla gentile , e non alla giudaica , perchè costringi i Gentili a giudaizzare ? Noi , di nascita Giudei , e non peccatori d’ infra i Gentili , sapendo che l’ uomo non è giustificato per le opere della legge , ma per la fede di Gesù Cristo , abbiamo ancora noi creduto in Cristo Gesù , acciocchè fossimo giustificati per la fede di Cristo , e non per le opere della legge ; perciocchè niuna carne sarà giustificata per le opere della legge . Or se , cercando d’ esser giustificati in Cristo , siam trovati ancor noi peccatori , è pur Cristo ministro del peccato ? Così non sia . Perciocchè , se io edifico di nuovo le cose che ho distrutte , io costituisco me stesso trasgressore . Poichè per una legge io son morto ad un’ altra legge , acciocchè io viva a Dio . Io son crocifisso con Cristo ; e vivo , non più io , ma Cristo vive in me ; e ciò che ora vivo nella carne , vivo nella fede del Figliuol di Dio , che mi ha amato , e ha dato sè stesso per me . Io non annullo la grazia di Dio ; perciocchè , se la giustizia è per la legge , Cristo dunque è morto in vano . O GALATI insensati ! chi vi ha ammaliati per non ubbidire alla verità , voi , a’ quali Gesù Cristo è stato prima ritratto davanti agli occhi come se fosse stato crocifisso fra voi ? Questo solo desidero saper da voi : avete voi ricevuto lo Spirito per le opere della legge , o per la predicazion della fede ? Siete voi così insensati , che , avendo cominciato per lo Spirito , vogliate finire ora per la carne ? Avete voi sofferte cotante cose in vano ? se pure ancora in vano . Colui adunque che vi dispensa lo Spirito , ed opera fra voi potenti operazioni , lo fa egli per le opere della legge , o per la predicazion della fede ? Siccome Abrahamo credette a Dio , e ciò gli fu imputato a giustizia ; voi sapete pure , che coloro che son della fede son figliuoli di Abrahamo . E la scrittura , antivedendo che Iddio giustifica le nazioni per la fede , evangelizzò innanzi ad Abrahamo : Tutte le nazioni saranno benedette in te . Talchè coloro che son della fede son benedetti col fedele Abrahamo . Poichè tutti coloro che son delle opere della legge , sono sotto maledizione ; perciocchè egli è scritto : Maledetto chiunque non persevera in tutte le cose scritte nel libro della legge , per farle . Ora , che per la legge niuno sia giustificato presso Iddio , è manifesto , perciocchè : Il giusto viverà di fede . Ma la legge non è di fede ; anzi : L’ uomo che avrà fatte queste cose viverà per esse . Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge , essendo per noi fatto maledizione perciocchè egli è scritto : Maledetto è chiunque è appiccato al legno ; acciocchè la benedizione di Abrahamo avvenga alle nazioni in Cristo Gesù ; affinchè per la fede riceviamo la promessa dello Spirito . Fratelli , io parlo nella maniera degli nomini : se un patto è fermato , benchè sia un patto d’ uomo , niuno l’ annulla , o vi sopraggiunge cosa alcuna . Or le promesse furono fatte ad Abrahamo , ed alla sua progenie ; non dice : Ed alle progenie , come parlando di molte ; ma come d’ una : Ed alla tua progenie , che è Cristo . Or questo dico io : La legge , venuta quattrocentrent’ anni appresso , non annulla il patto fermato prima da Dio in Cristo , per ridurre al niente la promessa . Perciocchè , se l’ eredità è per la legge , non è più per la promessa . Or Iddio donò quella ad Abrahamo per la promessa . Perchè dunque fu data la legge ? fu aggiunta per le trasgressioni , finchè fosse venuta la progenie , alla quale era stata fatta la promessa ; essendo pubblicata dagli angeli , per mano d’ un mediatore . Or il mediatore non è d’ uno ; ma Iddio è uno . La legge è ella dunque stata data contro alle promesse di Dio ? Così non sia ; perciocchè , se fosse stata data la legge , che potesse vivificare , veramente la giustizia sarebbe per la legge . Ma la scrittura ha rinchiuso ogni cosa sotto peccato , acciocchè la promessa fosse data a’ credenti per la fede di Gesù Cristo . Ora , avanti che fosse venuta la fede , noi eravamo guardati sotto la legge , essendo rinchiusi , aspettando la fede che dovea essere rivelata . Talchè la legge è stata nostro pedagogo , aspettando Cristo , acciocchè fossimo giustificati per fede . Ma , la fede essendo venuta , noi non siam più sotto pedagogo . Perciocchè tutti siete figliuoli di Dio per la fede in Cristo Gesù . Poichè voi tutti , che siete stati battezzati in Cristo , avete vestito Cristo . Non vi è nè Giudeo , nè Greco ; non vi è nè servo , nè libero ; non vi è nè maschio , nè femmina . Perciocchè voi tutti siete uno in Cristo Gesù . Ora , se siete di Cristo , siete adunque progenie d’ Abrahamo , ed eredi secondo la promessa . ORA , io dico che in tutto il tempo che l’ erede è fanciullo , non è punto differente dal servo , benchè egli sia signore di tutto . Anzi egli è sotto tutori e curatori , fino al tempo ordinato innanzi dal padre . Così ancora noi , mentre eravamo fanciulli , eravamo tenuti in servitù sotto gli elementi del mondo . Ma , quando è venuto il compimento del tempo , Iddio ha mandato il suo Figliuolo , fatto di donna , sottoposto alla legge ; affinchè riscattasse coloro ch’ eran sotto la legge , acciocchè noi ricevessimo l’ adottazione . Ora , perciocchè voi siete figliuoli , Iddio ha mandato lo Spirito del suo Figliuolo ne’ cuori vostri , che grida : Abba , Padre . Talchè tu non sei più servo , ma figliuolo ; e se tu sei figliuolo , sei ancora erede di Dio , per Cristo . Ma allora voi , non conoscendo Iddio , servivate a coloro che di natura non sono dii . Ed ora , avendo conosciuto Iddio ; anzi più tosto essendo stati conosciuti da Dio , come vi rivolgete di nuovo a’ deboli e poveri elementi , a’ quali , tornando addietro , volete di nuovo servire ? Voi osservate giorni , e mesi , e stagioni , ed anni . Io temo di voi , ch’ io non abbia faticato invano inverso voi . Siate come sono io , perciocchè io ancora son come voi ; fratelli , io ve ne prego , voi non mi avete fatto alcun torto . Ora , voi sapete come per l’ addietro io vi evangelizzai con infermità della carne . E voi non isprezzaste , nè schifaste la mia prova , che era nella mia carne ; anzi mi accoglieste come un angelo di Dio , come Cristo Gesù stesso . Che cosa adunque vi faceva così predicar beati ? poichè io vi rendo testimonianza che se fosse stato possibile , voi vi sareste cavati gli occhi , e me li avreste dati . Son io dunque divenuto vostro nemico , proponendovi la verità ? Coloro sono zelanti per voi , non onestamente ; anzi vi vogliono distaccare da noi , acciocchè siate zelanti per loro . Or egli è bene d’ esser sempre zelanti in bene , e non solo quando io son presente fra voi . Deh ! figlioletti miei , i quali io partorisco di nuovo , finchè Cristo sia formato in voi ! Or io desidererei ora esser presente fra voi , e mutar la mia voce , perciocchè io son perplesso di voi . DITEMI , voi che volete essere sotto la legge , non udite voi la legge ? Poichè egli è scritto , che Abrahamo ebbe due figliuoli : uno della serva , e uno della franca . Or quel che era della serva fu generato secondo la carne ; ma quel che era della franca fu generato per la promessa . Le quali cose hanno un senso allegorico ; poichè quelle due donne sono i due patti : l’ uno dal monte Sina , che genera a servitù , il quale è Agar . Perciocchè Agar è Sina , monte in Arabia ; e corrisponde alla Gerusalemme del tempo presente ; ed è serva , co’ suoi figliuoli . Ma la Gerusalemme di sopra è franca ; la quale è madre di tutti noi . Poichè egli è scritto : Rallegrati , o sterile che non partorivi ; prorompi , e grida , tu che non sentivi doglie di parto ; perciocchè più saranno i figliuoli della lasciata , che di colei che avea il marito . Or noi , fratelli , nella maniera d’ Isacco , siamo figliuoli della promessa . Ma come allora quel che era generato secondo la carne , perseguiva quel che era generato secondo lo spirito , così ancora avviene al presente . Ma , che dice la scrittura ? Caccia fuori la serva , e il suo figliuolo ; perciocchè il figliuol della serva non sarà erede col figliuol della franca . Così adunque , fratelli , noi non siamo figliuoli della serva , ma della franca . STATE adunque fermi nella libertà , della quale Cristo ci ha francati , e non siate di nuovo ristretti sotto il giogo della servitù . Ecco , io Paolo vi dico che se siete circoncisi , Cristo non vi gioverà nulla . E da capo testifico ad ogni uomo che si circoncide , ch’ egli è obbligato ad osservar tutta la legge . O voi , che siete giustificati per la legge , Cristo non ha più alcuna virtù in voi ; voi siete scaduti dalla grazia . Perciocchè noi , in Ispirito , per fede , aspettiamo la speranza della giustizia . Poichè in Cristo Gesù nè la circoncisione , nè l’ incirconcisione non è d’ alcun valore ; ma la fede operante per carità . Voi correvate bene ; chi vi ha dato sturbo per non prestar fede alla verità ? Questa persuasione non è da colui che vi chiama . Un poco di lievito lievita tutta la pasta . Io mi confido di voi nel Signore , che non avrete altro sentimento ; ma colui che vi turba ne porterà la pena , chiunque egli si sia . Ora , quant’ è a me , fratelli , se io predico ancora la circoncisione , perchè sono ancora perseguito ? lo scandalo della croce è pur tolto via . Oh ! fosser pur eziandio ricisi coloro che vi turbano ! Poichè voi siete stati chiamati a libertà , fratelli ; sol non prendete questa libertà per un’ occasione alla carne ; ma servite gli uni agli altri per la carità . Perciocchè tutta la legge si adempie in questa unica parola : Ama il tuo prossimo , come te stesso . Che se voi vi mordete , e divorate gli uni gli altri , guardate che non siate consumati gli uni dagli altri . OR io dico : Camminate secondo lo Spirito , e non adempiete la concupiscenza della carne . Poichè la carne appetisce contro allo Spirito , e lo Spirito contro alla carne ; e queste cose son ripugnanti l’ una all’ altra ; acciocchè non facciate qualunque cosa volete . Che se siete condotti per lo Spirito , voi non siete sotto la legge . Ora , manifeste son le opere della carne , che sono : adulterio , fornicazione , immondizia , dissoluzione , idolatria , avvelenamento , inimicizie , contese , gelosie , ire , risse , dissensioni , sette , invidie , omicidii , ebbrezze , ghiottonerie , e cose a queste simiglianti ; delle quali cose vi predico , come ancora già ho predetto , che coloro che fanno cotali cose non erederanno il regno di Dio . Ma il frutto dello Spirito è : carità , allegrezza , pace , lentezza all’ ira , benignità , bontà , fedeltà , mansuetudine , continenza . Contro a cotali cose non vi è legge . Or coloro che son di Cristo hanno crocifissa la carne con gli affetti , e con le concupiscenze . Se noi viviamo per lo Spirito , camminiamo altresì per lo Spirito . Non siamo vanagloriosi , provocandoci gli uni gli altri , invidiandoci gli uni gli altri . FRATELLI , benchè alcuno sia soprappreso in alcun fallo , voi , gli spirituali , ristorate un tale con ispirito di mansuetudine ; prendendo guardia a te stesso , che ancora tu non sii tentato . Portate i carichi gli uni degli altri , e così adempiete la legge di Cristo . Perciocchè , se alcuno si stima esser qualche cosa , non essendo nulla , inganna sè stesso nell’ animo suo . Ora provi ciascuno l’ opera sua , ed allora avrà il vanto per riguardo di sè stesso solo , e non per riguardo d’ altri . Perciocchè ciascuno porterà il suo proprio peso . Or colui che è ammaestrato nella parola , faccia parte d’ ogni suo bene a colui che lo ammaestra . Non v’ ingannate : Iddio non si può beffare ; perciocchè ciò che l’ uomo avrà seminato , quello ancora mieterà . Imperocchè colui che semina alla sua carne , mieterà della carne corruzione ; ma , chi semina allo Spirito , mieterà dello Spirito vita eterna . Or non veniam meno dell’ animo facendo bene ; perciocchè , se non ci stanchiamo , noi mieteremo nella sua propria stagione . Mentre adunque abbiam tempo , facciam bene a tutti ; ma principalmente a’ domestici della fede . Voi vedete quanto gran lettere vi ho scritte di mia propria mano . Tutti coloro che voglion piacere nella carne , per bel sembiante , vi costringono d’ essere circoncisi ; solo acciocchè non sieno perseguiti per la croce di Cristo . Poichè eglino stessi , che son circoncisi , non osservano la legge ; ma vogliono che siate circoncisi , acciocchè si gloriino della vostra carne . Ma , quant’ è a me , tolga Iddio ch’ io mi glorii in altro che nella croce del Signor nostro Gesù Cristo , per la quale il mondo è crocifisso a me , ed io al mondo . Perciocchè in Cristo Gesù nè la circoncisione , nè l’ incirconcisione non è di alcun valore ; ma la nuova creatura . E sopra tutti coloro che cammineranno secondo questa regola sia pace , e misericordia ; e sopra l’ Israele di Dio . Nel rimanente , niuno mi dia molestia , perciocchè io porto nel mio corpo le stimmate del Signor Gesù . Fratelli , sia la grazia del Signor nostro Gesù Cristo con lo spirito vostro . Amen . PAOLO , apostolo di Gesù Cristo , per la volontà di Dio , a’ santi che sono in Efeso , e fedeli in Cristo Gesù . Grazia a voi , e pace , da Dio , Padre nostro , e dal Signor Gesù Cristo . BENEDETTO sia Iddio , Padre del Signor nostro Gesù Cristo , il qual ci ha benedetti d’ ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo . In lui ci ha Dio eletti avanti la fondazione del mondo , acciocchè siamo santi , ed irreprensibili nel suo cospetto , in carità ; avendoci predestinati ad adottarci per Gesù Cristo , a sè stesso , secondo il beneplacito della sua volontà , alla lode della gloria della sua grazia , per la quale egli ci ha resi graditi a sè , in colui che è l’ amato . In cui noi abbiamo la redenzione per lo suo sangue , la remission de’ peccati , secondo le ricchezze della sua grazia . Della quale egli è stato abbondante inverso noi in ogni sapienza , ed intelligenza ; avendoci dato a conoscere il misterio della sua volontà secondo il suo beneplacito , il quale egli avea determinato in sè stesso . Che è di raccogliere , nella dispensazione del compimento de’ tempi , sotto un capo , in Cristo , tutte le cose , così quelle che son nei cieli , come quelle che son sopra la terra . In lui siamo stati fatti eredi , essendo stati predestinati secondo il proponimento di colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà ; acciocchè siamo alla lode della sua gloria , noi che prima abbiamo sperato in Cristo . In lui anche voi , avendo udita la parola della verità , l’ evangelo della vostra salute ; in lui dico anche voi , avendo creduto , siete stati suggellati con lo Spirito Santo della promessa . Il quale è l’ arra della nostra eredità , mentre aspettiamo la redenzione di quelli che Dio si è acquistati , alla lode della gloria d’ esso . Perciò , io ancora , udita la fede vostra nel Signor Gesù , e la carità vostra inverso tutti i santi , non resto mai di render grazie per voi , facendo di voi memoria nelle mie orazioni . Acciocchè l’ Iddio del Signor nostro Gesù Cristo , il Padre della gloria , vi dia lo Spirito di sapienza , e di rivelazione , per la conoscenza d’ esso . Ed illumini gli occhi della mente vostra , acciocchè sappiate quale è la speranza della sua vocazione , e quali son le ricchezze della gloria della sua eredità , nè luoghi santi . E quale è , inverso noi che crediamo , l’ eccellente grandezza della sua potenza ; secondo la virtù della forza della sua possanza . La quale egli ha adoperata in Cristo , avendolo suscitato da’ morti , e fattolo sedere alla sua destra ne’ luoghi celesti ; di sopra ad ogni principato , e podestà , e potenza , e signoria , ed ogni nome che si nomina non solo in questo secolo , ma ancora nel secolo avvenire ; avendogli posta ogni cosa sotto a’ piedi , ed avendolo dato per capo sopra ogni cosa , alla Chiesa ; la quale è il corpo d’ esso , il compimento di colui che compie tutte le cose in tutti . E V’ HA risuscitati ancor voi , che eravate morti ne’ falli , e ne’ peccati . Ne’ quali già camminaste , seguendo il secolo di questo mondo , secondo il principe della podestà dell’ aria , dello spirito che opera al presente ne’ figliuoli della disubbidienza . Fra i quali ancora noi tutti vivemmo già nelle concupiscenze della nostra carne , adempiendo le voglie della carne , e de’ pensieri ; ed eravam di natura figliuoli d’ ira , come ancora gli altri . Ma Iddio , che è ricco in misericordia , per la sua molta carità , della quale ci ha amati ; eziandio mentre eravamo morti ne’ falli , ci ha vivificati in Cristo voi siete salvati per grazia ; e ci ha risuscitati con lui , e con lui ci ha fatti sedere ne’ luoghi celesti , in Cristo Gesù . Acciocchè mostrasse ne’ secoli avvenire l’ eccellenti ricchezze della sua grazia , in benignità inverso noi , in Cristo Gesù . Perciocchè voi siete salvati per la grazia , mediante la fede , e ciò non è da voi , è il dono di Dio . Non per opere , acciocchè niuno si glorii . Poichè noi siamo la fattura d’ esso , essendo creati in Cristo Gesù a buone opere , le quali Iddio ha preparate , acciocchè camminiamo in esse . PERCIÒ , ricordatevi che già voi Gentili nella carne , che siete chiamati Incirconcisione da quella che è chiamata Circoncisione nella carne , fatta con la mano ; in quel tempo eravate senza Cristo , alieni dalla repubblica d’ Israele , e stranieri de’ patti della promessa , non avendo speranza , ed essendo senza Dio nel mondo . Ma ora , in Cristo Gesù , voi , che già eravate lontani , siete stati approssimati per il sangue di Cristo . Perciocchè egli è la nostra pace , il quale ha fatto de’ due popoli uno ; e avendo disfatta la parete di mezzo che facea la separazione , ha nella sua carne annullata l’ inimicizia , la legge de’ comandamenti , posta in ordinamenti ; acciocchè creasse in sè stesso i due in un uomo nuovo , facendo la pace ; e li riconciliasse amendue in un corpo a Dio , per la croce , avendo uccisa l’ inimicizia in sè stesso . Ed essendo venuto , ha evangelizzato pace a voi che eravate lontani , e a quelli che eran vicini . Perciocchè per esso abbiamo gli uni e gli altri introduzione al Padre , in uno Spirito . Voi dunque non siete più forestieri , nè avveniticci ; ma concittadini de’ santi , e membri della famiglia di Dio . Essendo edificati sopra il fondamento degli apostoli e de’ profeti , essendo Gesù Cristo stesso la pietra del capo del cantone ; in cui tutto l’ edificio ben composto cresce in tempio santo nel Signore . Nel quale ancor voi siete insieme edificati , per essere un abitacolo di Dio , in Ispirito . PER questa cagione io Paolo , il prigione di Cristo Gesù per voi Gentili ; Se pure avete udita la dispensazion della grazia di Dio , che mi è stata data inverso voi . Come per rivelazione egli mi ha fatto conoscere il misterio ; siccome avanti in breve scrissi . A che potete , leggendo , conoscere qual sia la mia intelligenza nel misterio di Cristo . Il quale non fu dato a conoscere nell’ altre età a’ figliuoli degli uomini , come ora è stato rivelato a’ santi apostoli , e profeti d’ esso , in Ispirito ; acciocchè i Gentili sieno coeredi , e d’ un medesimo corpo , e partecipi della promessa d’ esso in Cristo , per l’ evangelo . Del quale io sono stato fatto ministro , secondo il dono della grazia di Dio , che mi è stata data , secondo la virtù della sua potenza . A me , dico , il minimo di tutti i santi , è stata data questa grazia d’ evangelizzar fra i Gentili le non investigabili ricchezze di Cristo ; e di manifestare a tutti , quale è la dispensazion del misterio , il quale da’ secoli è stato occulto in Dio , che ha create tutte le cose per Gesù Cristo ; acciocchè nel tempo presente sia data a conoscere ai principati , e alle podestà , ne’ luoghi celesti , per la chiesa , la molto varia sapienza di Dio , secondo il proponimento eterno , il quale egli ha fatto in Cristo Gesù , nostro Signore . In cui noi abbiamo la libertà , e l’ introduzione in confidanza , per la fede d’ esso . Per la qual cosa io richieggo che non veniate meno dell’ animo per le mie tribolazioni , che soffro per voi ; il che è la vostra gloria . Per questa cagione , dico , io piego le mie ginocchia al Padre del Signor nostro Gesù Cristo ; dal quale è nominata tutta la famiglia , ne’ cieli , e sopra la terra ; ch’ egli vi dia , secondo le ricchezze della sua gloria , d’ esser fortificati in virtù , per lo suo Spirito , nell’ uomo interno ; e che Cristo abiti ne’ vostri cuori per la fede . Acciocchè , essendo radicati , e fondati in carità , possiate comprendere , con tutti i santi , qual sia la larghezza , e la lunghezza , e la profondità , e l’ altezza , e conoscer la carità di Cristo , che sopravanza ogni conoscenza ; acciocchè siate ripieni fino a tutta la pienezza di Dio . Or a colui che può , secondo la potenza che opera in noi , fare infinitamente sopra ciò che noi chieggiamo , o pensiamo ; a lui sia la gloria nella Chiesa , in Cristo Gesù , per tutte le generazioni del secolo de’ secoli . Amen . IO adunque , il prigione , vi esorto nel Signore , che camminiate condegnamente alla vocazione , della quale siete stati chiamati ; con ogni umiltà , e mansuetudine ; con pazienza , comportandovi gli uni gli altri in carità ; studiandovi di serbar l’ unità dello Spirito per il legame della pace . V’ è un corpo unico , e un unico Spirito ; come ancora voi siete stati chiamati in un’ unica speranza della vostra vocazione . V’ è un unico Signore , una fede , un battesimo ; un Dio unico , e Padre di tutti , il quale è sopra tutte le cose , e fra tutte le cose , e in tutti voi . Ma a ciascun di noi è stata data la grazia , secondo la misura del dono di Cristo . Per la qual cosa dice : Essendo salito in alto , egli ha menata in cattività moltitudine di prigioni , e ha dati de’ doni agli uomini . Or quello : È salito , che cosa è altro , se non che prima ancora era disceso nelle parti più basse della terra ? Colui che è disceso è quello stesso , il quale ancora è salito di sopra a tutti i cieli , acciocchè empia tutte le cose . Ed egli stesso ha dati gli uni apostoli , e gli altri profeti , e gli altri evangelisti , e gli altri pastori , e dottori ; per lo perfetto adunamento de’ santi , per l’ opera del ministerio , per l’ edificazione del corpo di Cristo ; finchè ci scontriamo tutti nell’ unità della fede , e della conoscenza del Figliuol di Dio , in uomo compiuto , alla misura della statura perfetta del corpo di Cristo . Acciocchè non siam più bambini , fiottando e trasportati da ogni vento di dottrina , per la baratteria degli uomini , per la loro astuzia all’ artificio , ed insidie dell’ inganno . Ma che , seguitando verità in carità , cresciamo in ogni cosa in colui che è il capo , cioè in Cristo . Dal quale tutto il corpo ben composto , e commesso insieme per tutte le giunture di cui è fornito , secondo la virtù che è nella misura di ciascun membro , prende il suo accrescimento alla propria edificazione in carità . QUESTO dico adunque , e protesto nel Signore , che voi non camminiate più come camminano ancora gli altri Gentili , nella vanità della lor mente ; intenebrati nell’ intelletto , alieni dalla vita di Dio , per l’ ignoranza che è in loro , per l’ induramento del cuor loro . I quali , essendo divenuti insensibili ad ogni dolore , si sono abbandonati alla dissoluzione , da operare ogni immondizia , con insaziabile cupidità . Ma voi non avete così imparato Cristo ; se pur l’ avete udito , e siete stati in lui ammaestrati , secondo che la verità è in Gesù : di spogliare , quant’ è alla primiera condotta , l’ uomo vecchio , il qual si corrompe nelle concupiscenze della seduzione ; e d’ essere rinnovati per lo Spirito della vostra mente ; e d’ esser vestiti dell’ uomo nuovo , creato , secondo Iddio , in giustizia , e santità di verità . Perciò , deposta la menzogna , parlate in verità ciascuno col suo prossimo ; poichè noi siam membra gli uni degli altri . Adiratevi , e non peccate ; il sole non tramonti sopra il vostro cruccio . E non date luogo al diavolo . Chi rubava non rubi più ; anzi più tosto fatichi , facendo qualche buona opera con le proprie mani , acciocchè abbia di che far parte a colui che ha bisogno . Niuna parola malvagia esca dalla vostra bocca ; ma , se ve n’ è alcuna buona ad edificazione , secondo il bisogno ; acciocchè conferisca grazia agli ascoltanti . E non contristate lo Spirito Santo di Dio , col quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione . Sia tolta via da voi ogni amaritudine , ed ira , e cruccio , e grido , e maldicenza , con ogni malizia . Ma siate gli uni inverso gli altri benigni , misericordiosi , perdonandovi gli uni gli altri , siccome ancora Iddio vi ha perdonati in Cristo . Siate adunque imitatori di Dio , come figliuoli diletti . E camminate in carità , siccome ancora Cristo ci ha amati , e ha dato sè stesso per noi , in offerta e sacrificio a Dio , in odor soave . E come si conviene a santi , fornicazione , e niuna immondizia , ed avarizia , non sia pur nominata fra voi ; nè disonestà , nè stolto parlare , o buffoneria , le quali cose non si convengono ; ma più tosto , ringraziamento . Poichè voi sapete questo : che niun fornicatore , nè immondo , nè avaro , il quale è idolatra , ha eredità nel regno di Cristo , e di Dio . Niuno vi seduca con vani ragionamenti ; perciocchè per queste cose vien l’ ira di Dio , sopra i figliuoli della disubbidienza . Non siate adunque loro compagni . Perciocchè già eravate tenebre , ma ora siete luce nel Signore ; camminate come figliuoli di luce poichè il frutto dello Spirito è in ogni bontà , e giustizia , e verità , provando ciò che è accettevole al Signore . E non partecipate le opere infruttuose delle tenebre , anzi più tosto ancora riprendetele . Perciocchè egli è disonesto pur di dire le cose che si fanno da coloro in occulto . Ma tutte le cose , che sono condannate sono manifestate dalla luce ; perciocchè tutto ciò che è manifestato è luce . Perciò dice : Risvegliati , tu che dormi , e risorgi da’ morti , e Cristo ti risplenderà . Riguardate adunque come voi camminate con diligente circospezione ; non come stolti , ma come savi ; ricomperando il tempo , perciocchè i giorni sono malvagi . Perciocchè , non siate disavveduti , ma intendenti qual sia la volontà del Signore . E non v’ inebbriate di vino , nel quale vi è dissoluzione ; ma siate ripieni dello Spirito ; parlando a voi stessi con salmi , ed inni , e canzoni spirituali , cantando , e salmeggiando col cuor vostro al Signore . Rendendo del continuo grazie d’ ogni cosa a Dio e Padre , nel nome del Signor nostro Gesù Cristo . Sottoponendovi gli uni agli altri nel timor di Cristo . MOGLI , siate soggette a’ vostri mariti , come al Signore . Poichè il marito è capo della donna , siccome ancora Cristo è capo della Chiesa , ed egli stesso è Salvatore del corpo . Ma altresì , come la Chiesa è soggetta a Cristo , così le mogli debbono esser soggette a’ lor mariti in ogni cosa . Mariti , amate le vostre mogli , siccome ancora Cristo ha amata la Chiesa , e ha dato sè stesso per lei ; acciocchè , avendola purgata col lavacro dell’ acqua , la santificasse per la parola ; per farla comparire davanti a sè , gloriosa , non avendo macchia , nè crespa , nè cosa alcuna tale ; ma santa ed irreprensibile . Così debbono i mariti amare le loro mogli , come i lor propri corpi : chi ama la sua moglie ama sè stesso . Perciocchè niuno giammai ebbe in odio la sua carne , anzi la nudrisce , e la cura teneramente , siccome ancora il Signore la Chiesa . Poichè noi siamo membra del suo corpo , della sua carne , e delle sue ossa . Perciò , l’ uomo lascerà suo padre , e sua madre , e si congiungerà con la sua moglie , e i due diverranno una stessa carne . Questo mistero è grande ; or io dico , a riguardo di Cristo , e della Chiesa . Ma ciascun di voi così ami la sua moglie , come sè stesso ; ed altresì la moglie riverisca il marito . Figliuoli , ubbidite nel Signore a’ vostri padri e madri , perciocchè ciò è giusto . Onora tuo padre , e tua madre che è il primo comandamento con promessa , acciocchè ti sia bene , e tu sii di lunga vita sopra la terra . E voi , padri , non provocate ad ira i vostri figliuoli ; ma allevateli in disciplina , ed ammonizion del Signore . Servi , ubbidite a’ vostri signori secondo la carne , con timore , e tremore , nella semplicità del cuor vostro , come a Cristo . Non servendo all’ occhio , come per piacere agli uomini ; ma , come servi di Cristo , facendo il voler di Dio d’ animo ; servendo con benivoglienza , come a Cristo , e non come agli uomini ; sapendo che del bene che ciascuno , o servo o franco ch’ egli sia , avrà fatto , egli ne riceverà la retribuzion dal Signore . E voi , signori , fate par pari inverso loro , rallentando le minacce ; sapendo che il Signore , e vostro , e loro , è ne’ cieli ; e che dinanzi a lui non v’ è riguardo alla qualità delle persone . NEL rimanente , fratelli miei , fortificatevi nel Signore , e nella forza della sua possanza . Vestite tutta l’ armatura di Dio , per poter dimorar ritti , e fermi contro alle insidie del diavolo . Poichè noi non abbiamo il combattimento contro a sangue e carne ; ma contro a’ principati , contro alle podestà , contro a’ rettori del mondo , e delle tenebre di questo secolo , contro agli spiriti maligni , ne’ luoghi celesti . Perciò , prendete tutta l’ armatura di Dio , acciocchè possiate contrastare nel giorno malvagio ; e dopo aver compiuta ogni cosa , restar ritti in piè . Presentatevi adunque al combattimento , cinti di verità intorno a’ lombi , e vestiti dell’ usbergo della giustizia ; ed avendo i piedi calzati della preparazione dell’ evangelo della pace . Sopra tutto , prendendo lo scudo della fede , col quale possiate spegnere tutti i dardi infocati del maligno . Pigliate ancora l’ elmo della salute ; e la spada dello Spirito , che è la parola di Dio . Orando in ogni tempo , con ogni maniera di preghiera , e supplicazione , in Ispirito ; ed a questo stesso vegliando , con ogni perseveranza , ed orazione per tutti i santi . E per me ancora , acciocchè mi sia data parola con apertura di bocca , per far conoscere con libertà il misterio dell’ evangelo . Per lo quale io sono ambasciatore in catena ; acciocchè io l’ annunzii francamente , come mi convien parlare . OR acciocchè ancora voi sappiate lo stato mio , e ciò che io fo , Tichico , il caro fratello , e fedel ministro nel Signore , vi farà assapere il tutto . Il quale io ho mandato a voi a questo stesso fine , acciocchè voi sappiate lo stato nostro , e ch’ egli consoli i cuori vostri . Pace a’ fratelli , e carità con fede , da Dio Padre , e dal Signor Gesù Cristo . La grazia sia con tutti quelli che amano il Signor nostro Gesù Cristo , in purità incorruttibile . Amen . PAOLO , e Timoteo , servitori di Gesù Cristo , a tutti i santi in Cristo Gesù , che sono in Filippi , co’ vescovi e diaconi . Grazia a voi e pace , da Dio nostro Padre , e dal Signor Gesù Cristo . IO rendo grazie all’ Iddio mio , di tutta la memoria che io ho di voi facendo sempre , con allegrezza , preghiera per tutti voi , in ogni mia orazione ; per la vostra comunione nell’ evangelo , dal primo dì infino ad ora . Avendo di questo stesso fidanza : che colui che ha cominciata in voi l’ opera buona , la compierà fino al giorno di Cristo Gesù . Siccome è ragionevole che io senta questo di tutti voi ; perciocchè io vi ho nel cuore , voi tutti che siete miei consorti nella grazia , così ne’ miei legami , come nella difesa , e confermazione dell’ evangelo . Perciocchè Iddio m’ è testimonio , come io vi amo tutti affettuosamente con la tenerezza di Gesù Cristo . E di questo prego che la vostra carità abbondi sempre di più in più in conoscenza , ed in ogni intendimento . Affinchè discerniate le cose migliori ; acciocchè siate sinceri , e senza intoppo , per lo giorno di Cristo ; ripieni di frutti di giustizia , che son per Gesù Cristo ; alla gloria , e lode di Dio . ORA , fratelli , io voglio che sappiate che i fatti miei son riusciti a maggiore avanzamento dell’ evangelo ; talchè i miei legami son divenuti palesi in Cristo , in tutto il pretorio , e a tutti gli altri . E molti de’ fratelli nel Signore , rassicurati per i miei legami , hanno preso vie maggiore ardire di proporre la parola di Dio senza paura . Vero è , che ve ne sono alcuni che predicano anche Cristo per invidia e per contenzione , ma pure ancora altri che lo predicano per buona affezione . Quelli certo annunziano Cristo per contenzione , non puramente ; pensando aggiungere afflizione a’ miei legami . Ma questi lo fanno per carità , sapendo che io son posto per la difesa dell’ evangelo . Ma che ? pure è ad ogni modo , o per pretesto o in verità , Cristo annunziato ; e di questo mi rallegro , anzi ancora me ne rallegrerò per l’ avvenire . Poichè io so che ciò mi riuscirà a salute , per la vostra orazione , e per la somministrazione dello Spirito di Gesù Cristo ; secondo l’ intento e la speranza mia , che io non sarò svergognato in cosa alcuna ; ma che , con ogni franchezza , come sempre , così ancora al presente , Cristo sarà magnificato nel mio corpo , o per vita , o per morte . Perciocchè a me il vivere è Cristo , e il morire guadagno . Or io non so se il vivere in carne mi è vantaggio , nè ciò che io debbo eleggere . Perciocchè io son distretto da’ due lati ; avendo il desiderio di partire di quest’ albergo , e di esser con Cristo , il che mi sarebbe di gran lunga migliore ; ma il rimanere nella carne è più necessario per voi . E questo so io sicuramente : che io rimarrò , e dimorerò appresso di voi tutti , all’ avanzamento vostro , e all’ allegrezza della vostra fede . Acciocchè il vostro vanto abbondi in Cristo Gesù , per me , per la mia presenza di nuovo fra voi . SOL conversate condegnamente all’ evangelo di Cristo ; acciocchè , o ch’ io venga , e vi vegga , o ch’ io sia assente , io oda de’ fatti vostri , che voi state fermi in uno Spirito , combattendo insieme d’ un medesimo animo per la fede dell’ evangelo ; e non essendo in cosa alcuna spaventati dagli avversari ; il che a loro è una dimostrazione di perdizione , ma a voi di salute ; e ciò da Dio . Poichè a voi è stato di grazia dato per Cristo , non sol di credere in lui , ma ancora di patir per lui ; avendo lo stesso combattimento , il quale avete veduto in me , ed ora udite essere in me . Se dunque vi è alcuna consolazione in Cristo , se alcun conforto di carità , se alcuna comunione di Spirito , se alcune viscere e misericordie , rendete compiuta la mia allegrezza , avendo un medesimo sentimento , ed una medesima carità ; essendo d’ un animo , sentendo una stessa cosa ; non facendo nulla per contenzione , o vanagloria ; ma per umiltà , ciascun di voi pregiando altrui più che sè stesso . Non riguardate ciascuno al suo proprio , ma ciascuno riguardi eziandio all’ altrui . Perciocchè conviene che in voi sia il medesimo sentimento , il quale ancora è stato in Cristo Gesù . Il quale , essendo in forma di Dio , non reputò rapina l’ essere uguale a Dio . E pure annichilò sè stesso , presa forma di servo , fatto alla somiglianza degli uomini ; e trovato nell’ esteriore simile ad un uomo , abbassò sè stesso , essendosi fatto ubbidiente infino alla morte , e la morte della croce . Per la qual cosa ancora Iddio lo ha sovranamente innalzato , e gli ha donato un nome , che è sopra ogni nome ; acciocchè nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature celesti , e terrestri , e sotterranee ; e che ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore , alla gloria di Dio Padre . Perciò , cari miei , come sempre mi avete ubbidito , non sol come nella mia presenza , ma ancora molto più al presente nella mia assenza , compiete la vostra salute con timore , e tremore . Poichè Iddio è quel che opera in voi il volere e l’ operare , per il suo beneplacito . Fate ogni cosa senza mormorii , e quistioni ; acciocchè siate irreprensibili , e sinceri , figliuoli di Dio senza biasimo , in mezzo della perversa e storta generazione , fra la quale risplendete come luminari nel mondo , portando innanzi a quella la parola della vita ; acciocchè io abbia di che gloriarmi nel giorno di Cristo , ch’ io non son corso in vano , nè in vano ho faticato . E se pure anche sono , a guisa d’ offerta da spandere , sparso sopra l’ ostia e il sacrificio della fede vostra , io ne gioisco , e ne congioisco con tutti voi . Gioitene parimente voi , e congioitene meco . OR io spero nel Signore Gesù di mandarvi tosto Timoteo , acciocchè io ancora , avendo saputo lo stato vostro , sia inanimato . Perciocchè io non ho alcuno d’ animo pari a lui , il quale sinceramente abbia cura de’ fatti vostri . Poichè tutti cercano il lor proprio , non ciò che è di Cristo Gesù . Ma voi conoscete la prova d’ esso ; come egli ha servito meco nell’ evangelo , nella maniera che un figliuolo serve al padre . Io spero adunque mandarlo , subito che avrò veduto come andranno i fatti miei . Or io ho fidanza nel Signore ch’ io ancora tosto verrò . Ma ho stimato necessario di mandarvi Epafrodito , mio fratello , e compagno d’ opera , e di milizia , e vostro apostolo , e ministro de’ miei bisogni . Perciocchè egli desiderava molto vedervi tutti ; ed era angosciato per ciò che avevate udito ch’ egli era stato infermo . Perciocchè certo egli è stato infermo , ben vicin della morte ; ma Iddio ha avuta pietà di lui ; e non solo di lui , ma di me ancora , acciocchè io non avessi tristizia sopra tristizia . Perciò vie più diligentemente l’ ho mandato , acciocchè , veggendolo , voi vi rallegriate di nuovo , e ch’ io stesso sia men contristato . Accoglietelo adunque nel Signore con ogni allegrezza , ed abbiate tali in istima . Perciocchè egli è stato ben presso della morte per l’ opera di Cristo , avendo esposta a rischio la propria vita , per supplire alla mancanza del vostro servigio inverso me . QUANT’ è al rimanente , fratelli miei , rallegratevi nel Signore . A me certo non è grave scrivervi le medesime cose , e per voi è sicuro . Guardatevi da’ cani , guardatevi dai cattivi operai , guardatevi dal ricidimento . Poichè la circoncisione siam noi , noi che serviamo in Ispirito a Dio , e ci gloriamo in Cristo Gesù , e non ci confidiamo nella carne . Benchè eziandio nella carne io avrei di che confidarmi ; se alcun altro si pensa aver di che confidarsi nella carne , io l’ ho molto più . Io , che sono stato circonciso l’ ottavo giorno , che sono della nazione d’ Israele , della tribù di Beniamino , Ebreo di Ebrei ; quant’ è alla legge , Fariseo ; quant’ è alla zelo , essendo stato persecutor della chiesa ; quant’ è alla giustizia , che è nella legge , essendo stato irreprensibile . Ma le cose che mi eran guadagni , quelle ho reputate danno , per Cristo . Anzi pure ancora reputo tutte queste cose esser danno , per l’ eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù , mio Signore , per il quale io ho fatta perdita di tutte queste cose , e le reputo tanti sterchi , acciocchè io guadagni Cristo . E sia trovato in lui , non già avendo la mia giustizia , che è dalla legge ; ma quella che è per la fede di Cristo : la giustizia che è da Dio , mediante la fede ; per conoscere esso Cristo , e la virtù della sua risurrezione , e la comunione delle sue sofferenze , essendo reso conforme alla sua morte ; per provare se una volta perverrò alla risurrezione de’ morti . Non già ch’ io abbia ottenuto il premio , o che già sia pervenuto alla perfezione ; anzi proseguo , per procacciar di ottenere il premio ; per la qual cagione ancora sono stato preso da Gesù Cristo . Fratelli , io non reputo d’ avere ancora ottenuto il premio ; ma una cosa fo : dimenticando le cose che sono dietro , e distendendomi alle cose che son davanti , proseguo il corso verso il segno , al palio della superna vocazione di Dio , in Cristo Gesù . Perciò , quanti siamo compiuti , abbiam questo sentimento ; e se voi sentite altrimenti in alcuna cosa , Iddio vi rivelerà quello ancora . Ma pur camminiamo d’ una stessa regola , e sentiamo una stessa cosa , in ciò a che siam pervenuti . Siate miei imitatori , fratelli ; e considerate coloro che camminano così , come avete noi per esempio . Percioccchè molti camminano , de’ quali molte volte vi ho detto , ed ancora al presente lo dico piangendo , che sono i nemici della croce di Cristo , il cui fine è perdizione , il cui Dio è il ventre , e la cui gloria è in ciò che torna alla confusione loro ; i quali hanno il pensiero , e l’ affetto alle cose terrestri . Poichè noi viviamo ne’ cieli , come nella nostra città : onde ancora aspettiamo il Salvatore , il Signor Gesù Cristo . Il quale trasformerà il nostro corpo vile , acciocchè sia reso conforme al suo corpo glorioso , secondo la virtù per la quale può eziandio sottoporsi ogni cosa . Perciò fratelli miei cari e desideratissimi , allegrezza e corona mia , state in questa maniera fermi nel Signore , diletti . Io esorto Evodia , esorto parimente Sintiche , d’ avere un medesimo sentimento nel Signore . Io prego te ancora , leal consorte , sovvieni a queste donne , le quali hanno combattuto meco nell’ evangelo , insieme con Clemente , e gli altri miei compagni d’ opera , i cui nomi sono nel libro della vita . Rallegratevi del continuo nel Signore ; da capo dico , rallegratevi . La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini , il Signore è vicino . Non siate con ansietà solleciti di cosa alcuna ; ma sieno in ogni cosa le vostre richieste notificate a Dio , per l’ orazione e per la preghiera , con ringraziamento . E la pace di Dio , la qual sopravanza ogni intelletto , guarderà i vostri cuori , e le vostre menti , in Cristo Gesù . Quant’ è al rimanente , fratelli , tutte le cose che son veraci , tutte le cose che sono oneste , tutte le cose che son giuste , tutte le cose che sono pure , tutte le cose che sono amabili , tutte le cose che son di buona fama , se vi è alcuna virtù , e se vi è alcuna lode , a queste cose pensate . Le quali ancora avete imparate , e ricevute , e udite da me , e vedute in me ; fate queste cose , e l’ Iddio della pace sarà con voi . OR io mi son grandemente rallegrato nel Signore , che omai voi siete rinverditi ad aver cura di me ; di cui ancora avevate cura , ma vi mancava l’ opportunità . Io nol dico , perchè io abbia mancamento ; perciocchè io ho imparato ad esser contento nello stato nel qual mi trovo . Io so essere abbassato , so altresì abbondare ; in tutto , e per tutto sono ammaestrato ad esser saziato , e ad aver fame ; ad abbondare , ed a sofferir mancamento . Io posso ogni cosa in Cristo , che mi fortifica . Tuttavolta , voi avete fatto bene d’ aver dal canto vostro preso parte alla mia afflizione . Or voi ancora , o Filippesi , sapete che nel principio dell’ evangelo , quando io partii di Macedonia , niuna chiesa mi comunicò nulla , per conto del dare e dell’ avere , se non voi soli . Poichè ancora in Tessalonica mi avete mandato , una e due volte , quel che mi era bisogno . Non già ch’ io ricerchi i doni , anzi ricerco il frutto che abbondi a vostra ragione . Or io ho ricevuto il tutto , ed abbondo ; io son ripieno , avendo ricevuto da Epafrodito ciò che mi è stato mandato da voi , che è un odor soave , un sacrificio accettevole , piacevole a Dio . Or l’ Iddio mio supplirà ogni vostro bisogno , secondo le ricchezze sue in gloria , in Cristo Gesù . Or all’ Iddio , e Padre nostro , sia la gloria ne’ secoli de’ secoli . Amen . Salutate tutti i santi in Cristo Gesù . I fratelli che son meco vi salutano ; tutti i santi vi salutano , e massimamente quei della casa di Cesare . La grazia del Signor nostro Gesù Cristo sia con tutti voi . Amen . PAOLO , apostolo di Gesù Cristo , per la volontà di Dio , e il fratello Timoteo ; a’ santi , e fedeli fratelli in Cristo , che sono in Colosse . Grazia a voi , e pace , da Dio nostro Padre , e dal Signor Gesù Cristo . NOI rendiam grazie a Dio , e Padre del Signor nostro Gesù Cristo , facendo del continuo orazione per voi ; avendo udita la fede vostra in Cristo Gesù , e la vostra carità inverso tutti i santi ; per la speranza che vi è riposta ne’ cieli , la quale innanzi avete udita nella parola della verità dell’ evangelo . Il quale è pervenuto a voi , come ancora per tutto il mondo ; e fruttifica , e cresce , siccome ancora fra voi , dal dì che voi udiste , e conosceste la grazia di Dio in verità . Come ancora avete imparato da Epafra , nostro caro conservo , il quale è fedel ministro di Cristo per voi . Il quale ancora ci ha dichiarata la vostra carità in Ispirito . Perciò ancora noi , dal dì che abbiamo ciò udito , non restiamo di fare orazione per voi e di richiedere che siate ripieni della conoscenza della volontà d’ esso in ogni sapienza , ed intelligenza spirituale . Acciocchè camminiate condegnamente al Signore , per compiacergli in ogni cosa , fruttificando in ogni opera buona , e crescendo nella conoscenza di Dio ; essendo fortificati in ogni forza , secondo la possanza della sua gloria , ad ogni sofferenza e pazienza , con allegrezza ; rendendo grazie a Dio , e Padre , che ci ha fatti degni di partecipar la sorte de’ santi nella luce . Il quale ci ha riscossi dalla podestà delle tenebre , e ci ha trasportati nel regno del Figliuolo dell’ amor suo . In cui abbiamo la redenzione per lo suo sangue , la remission de’ peccati . EGLI è l’ immagine dell’ Iddio invisibile , il primogenito d’ ogni creatura . Poichè in lui sono state create tutte le cose , quelle che son ne’ cieli , e quelle che son sopra la terra ; le cose visibili e le invisibili ; e troni , e signorie , e principati , e podestà ; tutte le cose sono state create per lui , e per cagione di lui . Ed egli è avanti ogni cosa , e tutte le cose consistono in lui . Ed egli stesso è il capo del corpo della chiesa ; egli , dico , che è il principio , il primogenito da’ morti ; acciocchè in ogni cosa tenga il primo grado . Perciocchè è piaciuto al Padre che tutta la pienezza abiti in lui ; ed avendo fatta la pace per il sangue della croce d’ esso , riconciliarsi per lui tutte le cose ; così quelle che sono sopra la terra , come quelle che sono ne’ cieli . E voi stessi , che già eravate alieni , e nemici con la mente , nelle opere malvage ; pure ora vi ha riconciliati nel corpo della sua carne , per la morte , per farvi comparire davanti a sè santi , ed irreprensibili , e senza colpa . Se pure perseverate nella fede , essendo fondati e fermi ; e non essendo smossi dalla speranza dell’ evangelo che voi avete udito , il quale è stato predicato fra ogni creatura che è sotto il cielo ; del quale io Paolo sono stato fatto ministro . ORA mi rallegro nelle mie sofferenza per voi , e per mia vicenda compio nella mia carne ciò che resta ancora a compiere delle afflizioni di Cristo , per lo corpo d’ esso , che è la chiesa . Della quale io sono stato fatto ministro , secondo la dispensazione di Dio , che mi è stata data inverso voi , per compiere il servigio della parola di Dio . Il misterio , che è stato occulto da secoli ed età ; ed ora è stato manifestato a’ santi d’ esso . A’ quali Iddio ha voluto far conoscere quali sieno le ricchezze della gloria di questo misterio inverso i Gentili , che è Cristo in voi , speranza di gloria . Il quale noi annunziamo , ammondendo , ed ammaestrando ogni uomo in ogni sapienza ; acciocchè presentiamo ogni uomo compiuto in Cristo Gesù . A che ancora io fatico , combattendo secondo la virtù d’ esso , la quale opera in me con potenza . PERCIOCCHÈ io voglio che sappiate quanto gran combattimento io ho per voi , e per quelli che sono in Laodicea , e per tutti quelli che non hanno veduta la mia faccia in carne . Acciocchè i lor cuori sieno consolati , essendo eglino congiunti in carità , ed in tutte le ricchezze del pieno accertamento dell’ intelligenza , alla conoscenza del misterio di Dio e Padre , e di Cristo . In cui son nascosti tutti i tesori della sapienza , e della conoscenza . Or questo dico , acciocchè niuno v’ inganni per parlare acconcio a persuadere . Perciocchè , benchè di carne io sia assente , pur son con voi di spirito , rallegrandomi , e veggendo il vostro ordine , e la fermezza della vostra fede in Cristo . Come dunque voi avete ricevuto il Signor Cristo Gesù , così camminate in esso , essendo radicati , ed edificati in lui , e confermati nella fede ; siccome siete stati insegnati , abbondando in essa con ringraziamento . Guardate che non vi sia alcuno che vi tragga in preda per la filosofia , e vano inganno , secondo la tradizione degli uomini , secondo gli elementi del mondo , e non secondo Cristo . Poichè in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità . E voi siete ripieni in lui , che è il capo d’ ogni principato , e podestà . Nel quale ancora siete stati circoncisi d’ una circoncisione fatta senza mano , nello spogliamento del corpo de’ peccati della carne , nella circoncisione di Cristo . Essendo stati con lui seppelliti nel battesimo ; in cui ancora siete insieme risuscitati , per la fede della virtù di Dio , che ha risuscitato lui da’ morti . Ed ha con lui vivificati voi , che eravate morti ne’ peccati , e nell’ incirconcisione della vostra carne ; avendovi perdonati tutti i peccati ; avendo cancellata l’ obbligazione che era contro a noi negli ordinamenti , la quale ci era contraria ; e quella ha tolta via , avendola confitta nella croce . Ed avendo spogliate le podestà , e i principati , li ha pubblicamente menati in ispettacolo , trionfando d’ essi in esso . Niuno adunque vi giudichi in mangiare , od in bere , o per rispetto di festa , o di calendi , o di sabati . Le quali cose son ombra di quelle che dovevano avvenire ; ma il corpo è di Cristo . Niuno vi condanni a suo arbitrio , in umiltà , e servigio degli angeli , ponendo il piè nelle cose che non ha vedute , essendo temerariamente gonfio dalla mente della sua carne . E non attenendosi al Capo , dal quale tutto il corpo , fornito , e ben commesso insieme per le giunture , ed i legami , prende l’ accrescimento di Dio . Se dunque , essendo morti con Cristo , siete sciolti dagli elementi del mondo , perchè , come se viveste nel mondo , vi s’ impongono ordinamenti ? Non toccare , non assaggiare , non maneggiare le quali cose tutte periscono per l’ uso , secondo i comandamenti , e le dottrine degli uomini ? Le quali cose hanno bene alcuna apparenza di sapienza , in religion volontaria , ed in umiltà , e in non risparmiare il corpo in ciò che è per satollar la carne ; non in onore alcuno . SE dunque voi siete risuscitati con Cristo , cercate le cose di sopra , dove Cristo è a sedere alla destra di Dio . Pensate alle cose di sopra , non a quelle che son sopra la terra . Perciocchè voi siete morti , e la vita vostra è nascosta con Cristo in Dio . Quando Cristo , che è la vita vostra , apparirà , allora ancor voi apparirete con lui in gloria . Mortificate adunque le vostre membra che son sopra la terra ; fornicazione , immondizia , lussuria nefanda , mala concupiscenza , ed avarizia , che è idolatria . Per le quali cose viene l’ ira di Dio sopra i figliuoli della disubbidienza . Nelle quali già camminaste ancor voi , quando vivevate in esse . Ma ora deponete ancora voi tutte queste cose : ira , cruccio , malizia , e fuor della vostra bocca maldicenza , e parlar disonesto . Non mentite gli uni agli altri , avendo spogliato l’ uomo vecchio co’ suoi atti ; e vestito il nuovo , che si rinnova a conoscenza , secondo l’ immagine di colui che l’ ha creato . Dove non vi è Greco e Giudeo , circoncisione e incirconcisione , Barbaro e Scita , servo e franco ; ma Cristo è ogni cosa , ed in tutti . Vestitevi adunque , come eletti di Dio , santi , e diletti , di viscere di misericordia , di benignità , d’ umiltà , di mansuetudine , di pazienza ; comportandovi gli uni gli altri , e perdonandovi , se alcuno ha qualche querela contro ad un altro ; come Cristo ancora vi ha perdonati , fate voi altresì il simigliante . E per tutte queste cose , vestitevi di carità , che è il legame della perfezione . Ed abbia la presidenza ne’ cuori vostri la pace di Dio , alla quale ancora siete stati chiamati in un corpo ; e siate riconoscenti . La parola di Cristo abiti in voi doviziosamente , in ogni sapienza ; ammaestrandovi , ed ammonendovi gli uni gli altri , con salmi , ed inni , e canzoni spirituali ; cantando con grazia del cuor vostro al Signore . E qualunque cosa facciate , in parola , o in opera , fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù , rendendo grazie a Dio , e Padre , per lui . MOGLI , siate soggette a’ mariti , come si conviene nel Signore . Mariti , amate le mogli , e non v’ inasprite contro a loro . Figliuoli , ubbidite a’ padri e madri , in ogni cosa ; poichè questo è accettevole al Signore . Padri , non provocate ad ira i vostri figliuoli , acciocchè non vengan meno dell’ animo . Servi , ubbidite in ogni cosa a quelli che son vostri signori secondo la carne ; non servendo all’ occhio , come per piacere agli uomini ; ma in semplicità di cuore , temendo Iddio . E qualunque cosa facciate , operate d’ animo , facendolo come al Signore , e non agli uomini ; sapendo che dal Signore riceverete la retribuzione dell’ eredità ; poichè voi servite a Cristo , il Signore . Ma chi fa torto riceverà la retribuzione del torto ch’ egli avrà fatto , e non vi è riguardo a qualità di persona . Signori , fate ciò che è giusto , e ragionevole inverso i servi , sapendo che ancora voi avete un Signore ne’ cieli . PERSEVERATE nell’ orazione , vegliando in essa con ringraziamento . Pregando insieme ancora per noi , acciocchè Iddio apra eziandio a noi la porta della parola , per annunziare il misterio di Cristo , per lo quale anche sono prigione ; acciocchè io lo manifesti , come mi convien parlare . Procedete con sapienza inverso quei di fuori ; ricomperando il tempo . Il vostro parlare sia sempre con grazia , condito con sale ; per sapere come vi si convien rispondere a ciascuno . TICHICO , il caro fratello , e fedel ministro , e mio conservo nel Signore , vi farà assapere tutto lo stato mio . Il quale io ho mandato a voi a questo stesso fine , acciocchè sappia lo stato vostro , e consoli i cuori vostri , insieme col fedele , e caro fratello Onesimo , il quale è de’ vostri ; essi vi faranno assaper tutte le cose di qua . Aristarco , prigione meco , vi saluta ; così ancora Marco , il cugino di Barnaba ; intorno al quale avete ricevuto ordine ; se viene a voi , accoglietelo . E Gesù , detto Giusto , i quali son della circoncisione ; questi soli son gli operai nell’ opera del regno di Dio , i quali mi sono stati di conforto . Epafra , che è de’ vostri , servo di Cristo , vi saluta ; combattendo sempre per voi nelle orazioni , acciocchè stiate fermi , perfetti , e compiuti in tutta la volontà di Dio . Perciocchè io gli rendo testimonianza , ch’ egli ha un gran zelo per voi , e per quelli che sono in Laodicea , e per quelli che sono in Ierapoli . Il diletto Luca , il medico , e Dema , vi salutano . Salutate i fratelli che sono in Laodicea , e Ninfa , e la chiesa che è in casa sua . E quando quest’ epistola sarà stata letta fra voi , fate che sia ancor letta nella chiesa de’ Laodicesi ; e che ancora voi leggiate quella che vi sarà mandata da Laodicea . E dite ad Archippo : Guarda al ministerio che tu hai ricevuto nel Signore , acciocchè tu l’ adempia . Il saluto , scritto di mano propria di me Paolo . Ricordatevi de’ miei legami . La grazia sia con voi . Amen . PAOLO , e Silvano , e Timoteo , alla chiesa de’ Tessalonicesi , che è in Dio Padre , e nel Signor Gesù Cristo . Grazia a voi e pace , da Dio nostro Padre , e dal Signor Gesù Cristo . NOI rendiamo del continuo grazie a Dio per tutti voi , facendo di voi menzione nelle nostre orazioni ; rammemorandoci continuamente l’ opera della vostra fede , e la fatica della vostra carità , e la sofferenza della speranza che voi avete nel Signor nostro Gesù Cristo ; nel cospetto di Dio , nostro Padre ; sapendo , fratelli amati di Dio , la vostra elezione . Poichè il nostro evangelo non è stato inverso voi in parola solamente , ma ancora in virtù , e in Ispirito Santo , e in molto accertamento ; siccome voi sapete quali siamo stati fra voi per amor vostro . E voi siete stati imitatori nostri , e del Signore , avendo ricevuta la parola in molta afflizione , con allegrezza dello Spirito Santo . Talchè siete stati esempi a tutti i credenti in Macedonia , ed in Acaia . Perciocchè non sol da voi è risonata la parola del Signore nella Macedonia , e nell’ Acaia ; ma ancora la fede vostra , la quale avete inverso Iddio , è stata divolgata in ogni luogo ; talchè non abbiam bisogno di dirne cosa alcuna . Poichè eglino stessi raccontano di noi , quale entrata noi abbiamo avuta tra voi , e come vi siete convertiti dagl’ idoli a Dio , per servire all’ Iddio vivente , e vero ; e per aspettar da’ cieli il suo Figliuolo , il quale egli ha risuscitato da’ morti , cioè Gesù , che ci libera dall’ ira a venire . PERCIOCCHÈ voi stessi sapete , fratelli , che la nostra entrata fra voi non è stata vana . Anzi , benchè prima avessimo , come sapete , patito , e fossimo stati ingiuriati in Filippi , pur ci siamo francamente inanimati nell’ Iddio nostro , da annunziarvi l’ evangelo di Dio , con molto combattimento . Poichè la nostra esortazione non procede da inganno , nè da impurità ; e non è con frode . Anzi , come siamo stati approvati da Dio , per fidarci l’ Evangelo ; così parliamo , non come per piacere agli uomini , ma a Dio che prova i nostri cuori . Perciocchè ancora noi non abbiamo giammai usato parlar lusinghevole , come voi sapete , nè occasione d’ avarizia ; Iddio ne è testimonio . Nè abbiamo cercato gloria dagli uomini , nè da voi , nè da altri , benchè potessimo usar gravità , come apostoli di Cristo . Ma siamo stati mansueti fra voi , come una balia , che alleva teneramente i suoi propri figliuoli . In questa maniera , avendovi sommamente cari , eravamo mossi di buona volontà a comunicarvi , non sol l’ evangelo di Dio , ma ancora le nostre proprie anime ; perchè ci eravate diletti . Perciocchè , fratelli , voi vi ricordate della nostra fatica , e travaglio ; poichè , lavorando giorno e notte , per non gravare alcun di voi , abbiam predicato in mezzo a voi l’ Evangelo di Dio . Voi siete testimoni , e Dio ancora , come ci siam portati santamente , e giustamente , e senza biasimo , inverso voi che credete . Siccome voi sapete che , come un padre i suoi figliuoli , noi abbiamo esortato , e consolato ciascun di voi ; e protestato che camminiate condegnamente a Dio , che vi chiama al suo regno e gloria . Perciò ancora , noi non restiamo di render grazie a Dio , di ciò che , avendo ricevuta da noi la parola della predicazione di Dio , voi l’ avete raccolta , non come parola d’ uomini ; ma , siccome è veramente , come parola di Dio , la quale ancora opera efficacemente in voi che credete . Poichè voi , fratelli , siete divenuti imitatori delle chiese di Dio , che son nella Giudea , in Cristo Gesù ; perciocchè ancora voi avete sofferte da quei della vostra nazione le medesime cose ch’ essi da’ Giudei . I quali ed hanno ucciso il Signor Gesù , e i lor propri profeti ; e ci hanno scacciati , e non piacciono a Dio , e son contrari a tutti gli uomini ; divietandoci di parlare a’ Gentili , acciocchè sieno salvati ; affin di colmar sempre la misura de ‘ lor peccati ; or l’ ira è venuta sopra loro fino all’ estremo . OR noi , fratelli , orbati di voi per un momento di tempo , di faccia , e non di cuore , ci siam vie più studiati di veder la vostra faccia , con molto desiderio . Perciò , siam voluti , io Paolo almeno , una e due volte , venire a voi ; ma Satana ci ha impediti . Perciocchè , quale è la nostra speranza , o allegrezza , o corona di gloria ? non siete dessa ancora voi , nel cospetto del Signor nostro Gesù Cristo , nel suo avvenimento ? Poichè voi siete la nostra gloria ed allegrezza . Perciò , non potendo più sofferire , avemmo a grado d’ esser lasciati soli in Atene ; E mandammo Timoteo , nostro fratello , e ministro di Dio , e nostro compagno d’ opera nell’ evangelo di Cristo , per confermarvi , e confortarvi intorno alla vostra fede . Acciocchè niuno fosse commosso in queste afflizioni ; poichè voi stessi sapete che noi siam posti a questo . Perciocchè , eziandio quando eravamo fra voi , vi predicevamo , che saremmo afflitti ; siccome ancora è avvenuto , e voi il sapete . Perciò ancora , non potendo più sofferire , io lo mandai , per conoscer la fede vostra ; che talora il tentatore non vi avesse tentati , e la nostra fatica non fosse riuscita vana . Or al presente , essendo Timoteo venuto da voi a noi , ed avendoci rapportate liete novelle della vostra fede , e carità ; e che voi avete del continuo buona ricordanza di noi , desiderando grandemente di vederci , siccome ancora noi voi ; perciò , fratelli , noi siamo stati consolati di voi , in tutta la nostra afflizione , e necessità , per la vostra fede . Poichè ora viviamo , se voi state fermi nel Signore . Perciocchè , quali grazie possiam noi render di voi a Dio , per tutta l’ allegrezza , della quale ci rallegriamo per voi , nel cospetto dell’ Iddio nostro ? Pregando intentissimamente , notte e giorno , di poter vedere la vostra faccia , e compier le cose che mancano ancora alla fede vostra . Or Iddio stesso , Padre nostro , e il Signor nostro Gesù Cristo , addirizzi il nostro cammino a voi . E il Signore vi accresca , e faccia abbondare in carità gli uni inverso gli altri , e inverso tutti ; come noi ancora abbondiamo inverso voi ; per raffermare i vostri cuori , acciocchè sieno irreprensibili in santità , nel cospetto di Dio , Padre nostro , all’ avvenimento del Signor nostro Gesù Cristo , con tutti i suoi santi . Amen . NEL rimanente adunque , fratelli , noi vi preghiamo , ed esortiamo nel Signore Gesù , che , come avete da noi ricevuto come vi convien camminare , e piacere a Dio , in ciò vie più abbondiate . Perciocchè voi sapete quali comandamenti vi abbiamo dati per lo Signore Gesù . Poichè questa è la volontà di Dio , cioè : la vostra santificazione ; acciocchè vi asteniate dalla fornicazione ; e che ciascun di voi sappia possedere il suo vaso in santificazione , ed onore ; non in passione di concupiscenza , come i Gentili , i quali non conoscono Iddio . E che niuno oppressi il suo prossimo , nè gli faccia frode negli affari di questa vita ; perciocchè il Signore è il vendicator di tutte queste cose ; siccome ancora vi abbiamo innanzi detto , e protestato . Poichè Iddio non ci ha chiamati ad immondizia , ma a santificazione . Perciò chi sprezza queste cose non isprezza un uomo , ma Iddio , il quale ancora ha messo il suo Spirito Santo in noi . Ora , quant’ è all’ amor fraterno , voi non avete bisogno ch’ io ve ne scriva ; perciocchè voi stessi siete insegnati da Dio ad amarvi gli uni gli altri . Perciocchè lo stesso fate voi ancora inverso tutti i fratelli , che sono in tutta la Macedonia ; or vi esortiamo , fratelli , che in ciò vie più abbondiate . E procacciate studiosamente di vivere in quiete , e di fare i fatti vostri , e di lavorar colle proprie mani , siccome vi abbiamo ordinato . Acciocchè camminiate onestamente inverso que’ di fuori , e non abbiate bisogno di cosa alcuna . ORA , fratelli , noi non vogliamo che siate in ignoranza intorno a quelli che dormono ; acciocchè non siate contristati , come gli altri che non hanno speranza . Poichè , se crediamo che Gesù è morto , ed è risuscitato , Iddio ancora addurrà con lui quelli che dormono in Gesù . Perciocchè noi vi diciamo questo per parola del Signore : che noi viventi , che sarem rimasti fino alla venuta del Signore , non andremo innanzi a coloro che dormono . Perciocchè il Signore stesso , con acclamazion di conforto , con voce di arcangelo , e con tromba di Dio , discenderà dal cielo ; e quelli che son morti in Cristo risusciteranno primieramente . Poi noi viventi , che saremo rimasti , saremo insieme con loro rapiti nelle nuvole , a scontrare il Signore nell’ aria ; e così saremo sempre col Signore . Consolatevi adunque gli uni gli altri con queste parole . Ora , quant’ è a’ tempi , ed alle stagioni , fratelli , voi non avete bisogno che ve ne sia scritto . Poichè voi stessi sapete molto bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte . Perciocchè , quando diranno : Pace e sicurtà , allora di subito sopraggiungerà loro perdizione , come i dolori del parto alla donna gravida ; e non iscamperanno punto . Ma voi , fratelli , non siete in tenebre , sì che quel giorno vi colga , a guisa di ladro . Voi tutti siete figliuoli di luce , e figliuoli di giorno ; noi non siam della notte , nè delle tenebre . Perciò , non dormiamo , come gli altri ; ma vegliamo , e siamo sobri . Perciocchè coloro che dormono , dormono di notte , e coloro che s’ inebbriano , s’ inebbriano di notte . Ma noi , essendo figliuoli del giorno , siamo sobri , vestiti dell’ usbergo della fede , e della carità ; e per elmo , della speranza della salute . Poichè Iddio non ci ha posti ad ira , ma ad acquisto di salute , per lo Signor nostro Gesù Cristo ; il quale è morto per noi , acciocchè , o che vegliamo , o che dormiamo , viviamo insieme con lui . Perciò , consolatevi gli uni gli altri , ed edificate l’ un l’ altro , come ancora fate . ORA , fratelli , non vi preghiamo di riconoscer coloro che fra voi faticano , e che vi son preposti nel Signore , e che vi ammoniscono ; e d’ averli in somma stima in carità , per l’ opera loro . Vivete in pace fra voi . Ora , fratelli , noi vi esortiamo che ammoniate i disordinati , confortiate i pusillanimi , sostentiate i deboli , siate pazienti inverso tutti . Guardate che niuno renda male per male ad alcuno ; anzi procacciate sempre il bene , così gli uni inverso gli altri , come inverso tutti . Siate sempre allegri . Non restate mai d’ orare . In ogni cosa rendete grazie , perciocchè tale è la volontà di Dio in Cristo Gesù inverso voi . Non ispegnete lo Spirito . Non isprezzate le profezie . Provate ogni cosa , ritenete il bene . Astenetevi da ogni apparenza di male . Or l’ Iddio della pace vi santifichi egli stesso tutti intieri ; e sia conservato intiero il vostro spirito , e l’ anima , e il corpo , senza biasimo , all’ avvenimento del Signor nostro Gesù Cristo . Fedele è colui che vi chiama , il quale ancora lo farà . Fratelli , pregate per noi . Salutate tutti i fratelli con un santo bacio . Io vi scongiuro per lo Signore , che questa epistola sia letta a tutti i santi fratelli . La grazia del Signor nostro Gesù Cristo sia con voi . Amen . PAOLO , e Silvano , e Timoteo , alla chiesa de’ Tessalonicesi , che è in Dio , nostro Padre ; e nel Signor Gesù Cristo . Grazia a voi , e pace , da Dio nostro Padre , e dal Signor Gesù Cristo . NOI siamo obbligati di render sempre grazie di voi a Dio , fratelli , come egli è ben convenevole ; perciocchè la vostra fede cresce sommamente , e la carità di ciascun di tutti voi abbonda fra voi scambievolmente . Talchè noi stessi ci gloriamo di voi , nelle chiese di Dio , per la vostra sofferenza , e fede , in tutte le vostre persecuzioni , ed afflizioni , che voi sostenete . Il che è una dimostrazione del giusto giudizio di Dio , acciocchè siate reputati degni del regno di Dio , per lo quale ancora patite . Poichè è cosa giusta dinnanzi a Dio , di rendere afflizione a coloro che vi affliggono ; ed a voi , che siete afflitti , requie con noi , quando il Signor Gesù Cristo apparirà dal cielo , con gli angeli della sua potenza ; con fuoco fiammeggiante , prendendo vendetta di coloro che non conoscono Iddio , e di coloro che non ubbidiscono all’ evangelo del Signor nostro Gesù Cristo . I quali porteranno la pena , la perdizione eterna , dalla faccia del Signore , e dalla gloria della sua possanza ; quando egli sarà venuto per esser glorificato ne’ suoi santi , e reso maraviglioso in tutti i credenti poichè alla nostra testimonianza presso voi è stata prestata fede , in quel giorno . Per la qual cosa ancora noi preghiamo del continuo per voi , che l’ Iddio nostro vi faccia degni di questa vocazione , e compia tutto il beneplacito della sua bontà , e l’ opera della fede , con potenza . Acciocchè sia glorificato il nome del Signor nostro Gesù Cristo in voi , e voi in lui ; secondo la grazia dell’ Iddio nostro e del Signor Gesù Cristo . OR noi vi preghiamo , fratelli , riguardo all’ avvenimento del Signor nostro Gesù Cristo , ed al nostro adunamento in lui , che non siate tosto smossi della mente , nè turbati , per ispirito , nè per parola , nè per epistola , come da parte nostra , quasi che il giorno di Cristo soprastia vicino . Niuno v’ inganni per alcuna maniera ; perciocchè quel giorno non verrà , che prima non sia venuta l’ apostasia , e non sia manifestato l’ uomo del peccato , il figliuol della perdizione . L’ avversario , che s’ innalza sopra chiunque è chiamato dio , o divinità ; talchè siede nel tempio di Dio , come Dio ; mostrando sè stesso , e dicendo , ch’ egli è Dio . Non vi ricordate voi che , essendo ancora fra voi , io vi diceva queste cose ? Ed ora voi sapete ciò che lo ritiene , acciocchè egli sia manifestato al suo tempo . Perciocchè già fin da ora opera il misterio dell’ iniquità ; soltanto colui che lo ritiene al presente dev’ esser tolto di mezzo . Ed allora sarà manifestato quell’ empio , il quale il Signore distruggerà per lo spirito della sua bocca , e ridurrà al niente per l’ apparizion del suo avvenimento . Del quale empio l’ avvenimento sarà , secondo l’ operazione di Satana , con ogni potenza , e prodigi , e miracoli di menzogna ; e con ogni inganno d’ iniquità , in coloro che periscono , perciocchè non hanno dato luogo all’ amor della verità , per esser salvati . E però Iddio manderà loro efficacia d’ errore , affin che credano alla menzogna ; acciocchè sieno giudicati tutti coloro che non hanno creduto alla verità , ma si non compiaciuti nell’ iniquità . Ma noi siamo obbligati di render del continuo grazie di voi a Dio , fratelli amati dal Signore , di ciò che Iddio vi ha eletti dal principio a salute , in santificazion di Spirito , e fede alla verità . A che egli vi ha chiamati per il nostro evangelo , all’ acquisto della gloria del Signor nostro Gesù Cristo . Perciò , fratelli , state saldi , e ritenete gl’ insegnamenti che avete imparati per parola , o per epistola nostra . Ora , il Signor nostro Gesù Cristo stesso , e l’ Iddio e Padre nostro , il qual ci ha amati , e ci ha data eterna consolazione , e buona speranza in grazia , consoli i cuori vostri , e vi confermi in ogni buona parola , ed opera . NEL rimanente , fratelli , pregate per noi , acciocchè la parola del Signore corra , e sia glorificata , come fra voi . Ed acciocchè noi siam liberati dagli uomini insolenti , e malvagi ; perchè la fede non è di tutti . Or il Signore è fedele , il quale vi raffermerà , e vi guarderà dal maligno . E noi ci confidiam di voi , nel Signore , che voi fate , e farete le cose che vi ordiniamo . Or il Signore addirizzi i vostri cuori all’ amor di Dio , e alla paziente aspettazione di Cristo . Ora , fratelli , noi vi ordiniamo , nel nome del Signor nostro Gesù Cristo , che vi ritiriate da ogni fratello che cammina disordinatamente , e non secondo l’ insegnamento che ha ricevuto da noi . Perciocchè voi stessi sapete come ci conviene imitare ; poichè non ci siam portati disordinatamente fra voi . E non abbiam mangiato il pane , ricevutolo da alcuno in dono ; ma con fatica , e travaglio , lavorando notte e giorno , per non gravare alcun di voi . Non già che non ne abbiamo la podestà ; ma per darvi noi stessi per esempi , acciocchè c’ imitiate . Perciocchè ancora , quando eravamo fra voi , vi dinunziavamo questo : che chi non vuol lavorare non mangi . Imperocchè intendiamo che fra voi ve ne sono alcuni che camminano disordinatamente , non facendo opera alcuna , ma occupandosi in cose vane . Or a tali dinunziamo , e li esortiamo per lo Signor nostro Gesù Cristo che lavorando quietamente , mangino il pane loro . Ma , quant’ è a voi , fratelli , non vi stancate facendo bene . E se alcuno non ubbidisce alla nostra parola , significata per questa epistola , notate un tale , e non vi mescolate con lui , acciocchè si vergogni . Ma pur nol tenete per nemico , anzi ammonitelo come fratello . Or il Signore stesso della pace vi dia del continuo la pace in ogni maniera . Il Signore sia con tutti voi . Il saluto di man propria di me Paolo , che è un segnale in ogni epistola : così scrivo . La grazia del Signor nostro Gesù Cristo sia con tutti voi . Amen . PAOLO , apostolo di Gesù Cristo , per comandamento di Dio , nostro Salvatore ; e del Signor Gesù Cristo , nostra speranza ; a Timoteo , mio vero figliuolo in fede ; grazia , misericordia , e pace , da Dio nostro padre , e da Cristo Gesù , nostro Signore . SICCOME io ti esortai di rimanere in Efeso , quando io andava in Macedonia , fa’ che tu dinunzi ad alcuni che non insegnino dottrina diversa . E che non attendano a favole , ed a genealogie senza fine ; le quali producono piuttosto quistioni , che edificazion di Dio , che è in fede . Or il fine del comandamento è carità , di cuor puro , e di buona coscienza , e di fede non finta . Dalle quali cose alcuni essendosi sviati , si son rivolti ad un vano parlare ; volendo esser dottori della legge , non intendendo nè le cose che dicono , nè quelle delle quali affermano . Or noi sappiamo che la legge è buona , se alcuno l’ usa legittimamente . Sapendo questo : che la legge non è posta al giusto , ma agl’ iniqui , e ribelli , agli empi , e peccatori , agli scellerati , e profani , agli uccisori di padri e madri , a’ micidiali , a’ fornicatori , a quelli che usano co’ maschi , a’ rubatori d’ uomini , a’ falsari , agli spergiuratori ; e se vi è alcun’ altra cosa contraria alla sana dottrina ; secondo l’ evangelo della gloria del beato Iddio , il qual m’ è stato fidato . E rendo grazie a Cristo nostro Signore , il qual mi fortifica , ch’ egli mi ha reputato fedele , ponendo al ministerio me , il quale innanzi era bestemmiatore , e persecutore , ed ingiurioso ; ma misericordia mi è stata fatta , perciocchè io lo feci ignorantemente , non avendo la fede . Ma la grazia del Signor nostro è soprabbondata , con fede e carità , che è in Cristo Gesù . Certa è questa parola , e degna d’ essere accettata per ogni maniera : che Cristo Gesù è venuto nel mondo , per salvare i peccatori , de’ quali io sono il primo . Ma , per questo mi è stata fatta misericordia , acciocchè Gesù Cristo mostrasse in me primieramente tutta la sua clemenza , per essere esempio a coloro che per l’ avvenire crederebbero in lui a vita eterna . Or al Re de’ secoli , immortale , invisibile , a Dio solo savio , sia onore , e gloria ne’ secoli de’ secoli . Amen . Io ti raccomando questo comandamento , o figliuol Timoteo : che secondo le profezie che innanzi sono state di te , tu guerreggi , in virtù d’ esse , la buona guerra . Avendo fede , e buona coscienza ; la quale avendo alcuni gettata via , hanno fatto naufragio intorno alla fede . De’ quali è Imeneo , ed Alessandro , i quali io ho dati in man di Satana , acciocchè sieno castigati , ed ammaestrati a non bestemmiare . IO esorto adunque , innanzi ad ogni cosa , che si facciano preghiere , orazioni , richieste , e ringraziamenti per tutti gli uomini . Pei re , e per tutti quelli che sono in dignità ; acciocchè possiam menare una tranquilla e quieta vita , in ogni pietà ed onestà . Perciocchè quest’ è buono ed accettevole nel cospetto di Dio , nostro Salvatore . Il quale vuole che tutti gli uomini sieno salvati , e che vengano alla conoscenza della verità . Perciocchè v’ è un sol Dio , ed anche un sol Mediatore di Dio , e degli uomini : Cristo Gesù uomo . Il quale ha dato sè stesso per prezzo di riscatto per tutti ; secondo la testimonianza riserbata a’ propri tempi . A che io sono stato costituito banditore , ed apostolo io dico verità in Cristo , non mento , dottor de’ Gentili in fede , e verità . Io voglio adunque che gli uomini facciano orazione in ogni luogo , alzando le mani pure , senza ira e disputazione . SIMIGLIANTEMENTE ancora che le donne si adornino d’ abito onesto , con verecondia e modestia ; non di trecce , o d’ oro , o di perle , o di vestimenti preziosi ; ma come si conviene a donne che fanno professione di servire a Dio per opere buone . La donna impari con silenzio , in ogni soggezione . Ma io non permetto alla donna d’ insegnare , nè d’ usare autorità sopra il marito ; ma ordino che stia in silenzio . Perciocchè Adamo fu creato il primo , e poi Eva . E Adamo non fu sedotto ; ma la donna , essendo stata sedotta , fu in cagion di trasgressione . Ma pure sarà salvata , partorendo figliuoli , se saranno perseverate in fede , e carità , e santificazione , con onestà . CERTA è questa parola : Se alcuno desidera l’ ufficio di vescovo , desidera una buona opera . Bisogna adunque che il vescovo sia irreprensibile , marito d’ una sola moglie , sobrio , vigilante , temperato , onesto , volonteroso albergator de’ forestieri , atto ad insegnare ; non dato al vino , non percotitore , non disonestamente cupido del guadagno ; ma benigno , non contenzioso , non avaro . Che governi bene la sua propria famiglia , che tenga i figliuoli in soggezione , con ogni gravità . Ma , se alcuno non sa governar la sua propria famiglia , come avrà egli cura della chiesa di Dio ? Che non sia novizio ; acciocchè divenendo gonfio , non cada nel giudicio del diavolo . Or conviene che egli abbia ancora buona testimonianza da que’ di fuori , acciocchè non cada in vituperio , e nel laccio del diavolo . Parimente bisogna che i diaconi sieno gravi , non doppi in parole , non dati a molto vino , non disonestamente cupidi del guadagno . Che ritengano il misterio della fede in pura coscienza . Or questi ancora sieno prima provati , poi servano , se sono irreprensibili . Simigliantemente sieno le lor mogli gravi , non calunniatrici , sobrie , fedeli in ogni cosa . I diaconi sien mariti d’ una sola moglie , governando bene i figliuoli , e le proprie famiglie . Perciocchè coloro che avranno ben servito si acquistano un buon grado , e gran libertà nella fede , ch’ è in Cristo Gesù . Io ti scrivo queste cose , sperando di venir tosto a te . E se pur tardo , acciocchè tu sappi come si convien conversar nella casa di Dio , che è la chiesa dell’ Iddio vivente , colonna e sostegno della verità . E senza veruna contradizione , grande è il misterio della pietà : Iddio è stato manifestato in carne , è stato giustificato in Ispirito , è apparito agli angeli , è stato predicato a’ Gentili , è stato creduto nel mondo , è stato elevato in gloria . OR lo Spirito dice espressamente , che negli ultimi tempi alcuni apostateranno dalla fede , attendendo a spiriti seduttori , e a dottrine diaboliche ; d’ uomini che proporranno cose false per ipocrisia , cauterizzati nella propria coscienza . Che vieteranno il maritarsi , e comanderanno d’ astenersi da’ cibi , che Iddio ha creati , acciocchè i fedeli , e quelli che hanno conosciuta la verità , li usino con rendimento di grazie . Poichè ogni cosa creata da Dio è buona , e niuna è da riprovare , essendo usata con rendimento di grazie ; perciocchè ella è santificata per la parola di Dio , e per l’ orazione . RAPPRESENTANDO queste cose a’ fratelli , tu sarai buon ministro di Gesù Cristo , nudrito nelle parole della fede , e della buona dottrina , la qual tu hai ben compresa . Ma schiva le favole profane , e da vecchie ; ed esercitati alla pietà . Perciocchè l’ esercizio corporale è utile a poca cosa ; ma la pietà è utile ad ogni cosa , avendo la promessa della vita presente , e della futura . Certa è questa parola , a degna d’ essere accettata per ogni maniera . Poichè per questo travagliamo , e siamo vituperati ; perciocchè abbiamo sperato nell’ Iddio vivente , il quale è Salvator di tutti gli uomini , principalmente de’ fedeli . Annunzia queste cose , ed insegnale . Niuno sprezzi la tua giovanezza ; ma sii esempio de’ fedeli , in parola , in conversazione , in carità , in ispirito , in fede , in castità . Attendi alla lettura , all’ esortazione , alla dottrina , finchè io venga . Non trascurare il dono che è in te , il quale ti è stato dato per profezia , con l’ imposizion delle mani del collegio degli anziani . Medita queste cose , e datti interamente ad esse ; acciocchè il tuo avanzamento sia manifesto fra tutti . Attendi a te stesso , e alla dottrina ; persevera in queste cose ; perciocchè , facendo questo , salverai te stesso , e coloro che ti ascoltano . NON isgridar l’ uomo attempato , ma esortalo come padre , i giovani come fratelli , le donne attempate come madri , le giovani come sorelle , in ogni castità . Onora le vedove , che son veramente vedove . Ma , se alcuna vedova ha dei figliuoli , o de’ nipoti , imparino essi imprima d’ usar pietà inverso que’ di casa loro , e rendere il cambio a’ loro antenati ; perciocchè quest’ è buono ed accettevole nel cospetto di Dio . Or quella che è veramente vedova , e lasciata sola , spera in Dio , e persevera in preghiere ed orazioni , notte e giorno . Ma la voluttuosa , vivendo , è morta . Anche queste cose annunzia , acciocchè sieno irreprensibili . Che se alcuno non provvede ai suoi , e principalmente a que’ di casa sua , egli ha rinnegata la fede , ed è peggiore che un infedele . Sia la vedova assunta nel numero delle vedove , non di minore età che di sessant’ anni , la qual sia stata moglie d’ un sol marito . Che abbia testimonianza d’ opere buone : se ha nudriti i suoi figliuoli , se ha albergati i forestieri , se ha lavati i piedi dei santi , se ha sovvenuti gli afflitti , se del continuo è ita dietro ad ogni buona opera . Ma rifiuta le vedove più giovani , perciocchè , dopo che hanno lussuriato contro a Cristo , vogliono maritarsi , avendo condannazione , perciocchè hanno rotta la prima fede . Ed anche , essendo , oltre a ciò , oziose , imparano ad andare attorno per le case ; e non sol sono oziose , ma anche cianciatrici e curiose , parlando di cose che non si convengono . Io voglio adunque che le giovani vedove si maritino , faccian figliuoli , sieno madri di famiglia , non dieno all’ avversario alcuna occasione di maldicenza . Poichè già alcune si sono sviate dietro a Satana . Se alcun uomo , o donna fedele , ha delle vedove , sovvenga loro , e non sia la chiesa gravata , acciocchè possa bastare a sovvenir quelle che son veramente vedove . GLI anziani , che fanno bene l’ ufficio della presidenza , sien reputati degni di doppio onore ; principalmente quelli che faticano nella parola e nella dottrina . Perciocchè la scrittura dice : Non metter la museruola in bocca al bue che trebbia ; e : L’ operaio è degno del suo premio . Non ricevere accusa contro all’ anziano , se non in su due o tre testimoni . Riprendi , nel cospetto di tutti , quelli che peccano ; acciocchè gli altri ancora abbian timore . Io ti scongiuro davanti a Dio , e il Signor Gesù Cristo , e gli angeli eletti , che tu osservi queste cose senza pregiudicio , non facendo nulla per parzialità . Non imporre tosto le mani ad alcuno , e non partecipare i peccati altrui ; conserva te stesso puro . Non usar più per l’ innanzi acqua sola nel tuo bere , ma usa un poco di vino , per lo tuo stomaco , e per le frequenti tue infermità . D’ alcuni uomini i peccati son manifesti , prima che sian giudicati ; ma ve ne sono altri che si vedono solo dopo . Le buone opere d’ alcuni altresì son manifeste ; e quelle che sono altrimenti non possono essere occultate . TUTTI i servi che son sotto il giogo reputino i lor signori degni d’ ogni onore , acciocchè non sia bestemmiato il nome di Dio , e la dottrina . E quelli che hanno signori fedeli non li sprezzino , perchè son fratelli ; anzi molto più li servano , perciocchè son fedeli e diletti , i quali hanno ricevuto il beneficio . Insegna queste cose , ed esorta ad esse . SE alcuno insegna diversa dottrina , e non si attiene alle sane parole del Signor nostro Gesù Cristo , ed alla dottrina che è secondo pietà , esso è gonfio , non sapendo nulla , ma languendo intorno a quistioni , e risse di parole , dalle quali nascono invidia , contenzione , maldicenze , mali sospetti ; vane disputazioni d’ uomini corrotti della mente e privi della verità , che stimano la pietà esser guadagno ; ritratti da tali . Or veramente la pietà , con contentamento d’ animo , è gran guadagno . Poichè non abbiam portato nulla nel mondo , e chiaro è che altresì non ne possiamo portar nulla fuori ; ma , avendo da nudrirci e da coprirci , saremo di ciò contenti . Ma coloro che vogliono arricchire cadono in tentazione , ed in laccio , ed in molte concupiscenze insensate e nocive , le quali affondano gli uomini in distruzione e perdizione . Perciocchè la radice di tutti i mali è l’ avarizia ; alla quale alcuni datisi , si sono smarriti dalla fede , e si son fitti in molte doglie . Ma tu , o uomo di Dio , fuggi queste cose ; e procaccia giustizia , pietà , fede , carità , sofferenza , mansuetudine . Combatti il buon combattimento della fede , afferra la vita eterna , alla quale sei stato chiamato e ne hai fatta la buona confessione davanti a molti testimoni . Io t’ ingiungo nel cospetto di Dio , il qual vivifica tutte le cose , e di Cristo Gesù , che testimoniò davanti a Ponzio Pilato la buona confessione , che tu osservi questo comandamento , essendo immacolato ed irreprensibile , fino all’ apparizione del Signor nostro Gesù Cristo . La quale a’ suoi tempi mostrerà il beato e solo Principe , il Re dei re , e il Signor de’ signori . Il qual solo ha immortalità ed abita una luce inaccessibile ; il quale niun uomo ha veduto , nè può vedere ; al quale sia onore ed imperio eterno . Amen . Dinunzia a’ ricchi nel presente secolo , che non sieno d’ animo altiero , che non pongano la loro speranza nell’ incertitudine delle ricchezze ; ma nell’ Iddio vivente , il qual ci porge doviziosamente ogni cosa , per goderne . Che faccian del bene , che sien ricchi in buone opere , pronti a distribuire , comunichevoli ; facendosi un tesoro d’ un buon fondamento per l’ avvenire , acciocchè conseguano la vita eterna . O Timoteo , guarda il deposito , schivando le profane vanità di parole , e le contradizioni della falsamente nominata scienza ; della quale alcuni facendo professione , si sono sviati dalla fede . La grazia sia teco . Amen . PAOLO , apostolo di Gesù Cristo , per la volontà di Dio , secondo la promessa della vita , che è in Cristo Gesù , a Timoteo , figliuol diletto , grazia , misericordia , e pace , da Dio Padre , e dal Signor nostro Cristo Gesù . IO rendo grazie a Dio , al qual servo fin da’ miei antenati , in pura coscienza ; che non resto mai di ritener la memoria di te nelle mie orazioni , notte e giorno ; desideroso di vederti , ricordandomi delle tue lagrime , acciocchè io sia ripieno d’ allegrezza ; riducendomi a memoria la fede non finta che è in te , la qual prima abitò in Loide tua avola , ed in Eunice tua madre ; or son persuaso che abita in te ancora . Per la qual cagione io ti rammemoro che tu ravvivi il dono il Dio , il quale è in te per l’ imposizione delle mie mani . Poichè Iddio non ci ha dato spirito di timore ; ma di forza , e d’ amore , e di correzione . Non recarti adunque a vergogna la testimonianza del Signor nostro , nè me suo prigione ; anzi partecipa le afflizioni dell’ evangelo , secondo la virtù di Dio . Il qual ci ha salvati , e ci ha chiamati per santa vocazione ; non secondo le nostre opere , ma secondo il proprio proponimento , e grazia , la quale ci è stata data in Cristo Gesù avanti i tempi de’ secoli . Ed ora è stata manifestata per l’ apparizione del Salvator nostro Gesù Cristo , che ha distrutta la morte , ed ha prodotta in luce la vita , e l’ immortalità , per l’ evangelo . A che io sono stato posto banditore , ed apostolo , e dottor de’ Gentili . Per la qual cagione ancora io soffro queste cose ; ma non me ne vergogno ; perciocchè io so a cui ho creduto , e son persuaso ch’ egli è potente da guardare il mio deposito per quel giorno . Ritieni la forma delle sane parole , che tu hai udite da me , in fede , e carità , che è in Cristo Gesù . Guarda il buon deposito , per lo Spirito Santo , che abita in noi . Tu sai questo : che tutti quelli che son nell’ Asia si son ritratti da me ; de’ quali è Figello , ed Ermogene . Conceda il Signore misericordia alla famiglia di Onesiforo ; perciocchè spesse volte egli mi ha ricreato , e non si è vergognato della mia catena . Anzi , essendo a Roma , studiosissimamente mi ha cercato , e mi ha trovato . Concedagli il Signore di trovar misericordia presso il Signore in quel giorno . Quanti servigi ancora egli ha fatti in Efeso , tu il sai molto bene . Tu adunque , figliuol mio , fortificati nella grazia che è in Cristo Gesù . E le cose che tu hai udite da me , in presenza di molti testimoni , commettile ad uomini fedeli , i quali sieno sufficienti ad ammaestrare ancora gli altri . Tu adunque soffri afflizioni , come buon guerriero di Gesù Cristo . Niuno che va alla guerra s’ impaccia nelle faccende della vita , acciocchè piaccia a colui che l’ ha soldato . Ed anche , se alcuno combatte , non è coronato , se non ha legittimamente combattuto . Egli è convenevole che il lavoratore che fatica goda il primo i frutti . Considera le cose che io dico ; perciocchè io prego il Signore che ti dia intendimento in ogni cosa . Ricordati che Gesù Cristo è risuscitato da’ morti , il quale è della progenie di Davide , secondo il mio evangelo . Nel quale io soffro afflizione fino ad esser prigione ne’ legami , a guisa di malfattore ; ma la parola di Dio non è prigione . Perciò io soffro ogni cosa per gli eletti , acciocchè essi ancora ottengano la salute , che è in Cristo Gesù , con gloria eterna . Certa è questa parola ; che se moriamo con lui , con lui altresì viveremo . Se perseveriamo , con lui altresì regneremo ; se lo rinneghiamo , egli altresì ci rinnegherà . Se siamo infedeli , egli pur rimane fedele ; egli non può rinnegar sè stesso . RAMMEMORA queste cose , protestando , nel cospetto di Dio , che non si contenda di parole , il che a nulla è utile , anzi è per sovvertir gli uditori . Studiati di presentar te stesso approvato a Dio , operaio che non abbia ad esser confuso , che tagli dirittamente la parola della verità . Ma schiva le profane vanità di voci ; perciocchè procederanno innanzi a maggiore empietà . E la parola di tali andrà rodendo , a guisa di gangrena ; dei quali è Imeneo , e Fileto ; i quali si sono sviati dalla verità ; dicendo che la risurrezione è già avvenuta ; e sovvertono la fede d’ alcuni . Ma pure il fondamento di Dio sta fermo , avendo questo suggello : Il Signore conosce que’ che son suoi , e : Ritraggasi dall’ iniquità chiunque nomina il nome di Cristo . Or in una gran casa non vi sono sol vasi d’ oro e d’ argento , ma ancora di legno , e di terra ; e gli uni sono ad onore , gli altri a disonore . Se dunque alcuno si purifica da queste cose , sarà un vaso ad onore , santificato ed acconcio al servigio del Signore , preparato ad ogni buona opera . Or fuggi gli appetiti giovanili , e procaccia giustizia , fede , carità , pace con quelli che di cuor puro invocano il Signore . E schiva le quistioni stolte e scempie , sapendo che generano contese . Or non bisogna che il servitor del Signore contenda ; ma che sia benigno inverso tutti , atto e pronto ad insegnare , che comporti i mali ; che ammaestri con mansuetudine quelli che son disposti in contrario , per provar se talora Iddio desse loro di ravvedersi , per conoscer la verità ; in maniera che , tornati a sana mente , uscissero dal laccio del diavolo , dal quale erano stati presi , per far la sua volontà . OR sappi questo , che negli ultimi giorni sopraggiungeranno tempi difficili . Perciocchè gli uomini saranno amatori di loro stessi , avari , vanagloriosi , superbi , bestemmiatori , disubbidienti a padri e madri , ingrati , scellerati ; senza affezion naturale , mancatori di fede , calunniatori , incontinenti , spietati , senza amore inverso i buoni ; traditori , temerari , gonfi , amatori della voluttà anzi che di Dio ; avendo apparenza di pietà , ma avendo rinnegata la forza d’ essa ; anche tali schiva . Perciocchè del numero di costoro son quelli che sottentrano nelle case , e cattivano donnicciuole cariche di peccati , agitate da varie cupidità ; le quali sempre imparano , giammai non possono pervenire alla conoscenza della verità . Ora , come Ianne e Iambre contrastarono a Mosè , così ancora costoro contrastano alla verità ; uomini corrotti della mente , riprovati intorno alla fede . Ma non procederanno più oltre ; perciocchè la loro stoltizia sarà manifesta a tutti , siccome ancora fu quella di coloro . ORA , quant’ è a te , tu hai ben compresa la mia dottrina , il mio procedere , le mie intenzioni , la mia fede , la mia pazienza , la mia carità , la mia sofferenza ; le mie persecuzioni , le mie afflizioni , quali mi sono avvenute in Antiochia , in Iconio , in Listri ; tu sai quali persecuzioni io ho sostenute ; e pure il Signore mi ha liberato , da tutte . Ora , tutti quelli ancora , che voglion vivere piamente in Cristo Gesù , saranno perseguitati . Ma gli uomini malvagi ed ingannatori , procederanno in peggio , seducendo , ed essendo sedotti . Ma tu , persevera nelle cose che hai imparate , e delle quali sei stato accertato , sapendo da chi tu le hai imparate ; e che da fanciullo tu hai conoscenza delle sacre lettere , le quali ti possono render savio a salute , per la fede che è in Cristo Gesù . Tutta la scrittura è divinamente inspirata , ed utile ad insegnare , ad arguire , a correggere , ad ammaestrare in giustizia ; acciocchè l’ uomo di Dio sia compiuto , appieno fornito per ogni buona opera . Io adunque ti protesto , nel cospetto di Dio , e del Signor Gesù Cristo , il quale ha da giudicare i vivi ed i morti , nella sua apparizione , e nel suo regno , che tu predichi la parola , che tu faccia instanza a tempo , e fuor di tempo ; riprendi , sgrida , esorta , con ogni pazienza , e dottrina . Perciocchè verrà il tempo , che non comporteranno la sana dottrina ; ma , pizzicando loro gli orecchi , si accumuleranno dottori , secondo i lor propri appetiti : e rivolteranno le orecchie dalla verità , e si volgeranno alle favole . Ma tu sii vigilante in ogni cosa , soffri afflizioni , fa’ l’ opera d’ evangelista , fa’ appieno fede del tuo ministerio . PERCIOCCHÈ , quant’ è a me , ad ora son per essere offerto a guisa d’ offerta da spandere , e soprastà il tempo della mia tornata a casa . Io ho combattuto il buon combattimento , io ho finito il corso , io ho serbata la fede . Nel rimanente , mi è riposta la corona della giustizia , della quale mi farà in quel giorno retribuzione il Signore , il giusto Giudice ; e non solo a me , ma a tutti coloro ancora che avranno amata la sua apparizione . Studiati di venir tosto a me . Perciocchè Dema mi ha lasciato , avendo amato il presente secolo , e se n’ è andato in Tessalonica ; Crescente in Galazia , Tito in Dalmazia . Luca è solo meco ; prendi Marco , e menalo teco ; perciocchè egli mi è molto utile al ministerio . Or io ho mandato Tichico in Efeso . Quando tu verrai , porta la cappa che io ho lasciata in Troade , appresso di Carpo ; ed i libri , principalmente le pergamene . Alessandro , il fabbro di rame , mi ha fatto del male assai ; gli renderà il Signore secondo le sue opere . Da esso ancora tu guardati ; perciocchè egli ha grandemente contrastato alle nostre parole . Niuno si è trovato meco nella mia prima difesa ; ma tutti mi hanno abbandonato ; non sia loro imputato . Ma il Signore è stato meco , e mi ha fortificato ; acciocchè la predicazione fosse per me appieno accertata , e che tutti i Gentili l’ udissero ; ed io sono stato liberato dalla gola del leone . E il Signore mi libererà ancora da ogni mala opera e mi salverà , e raccorrà nel suo regno celeste . A lui sia la gloria ne’ secoli de’ secoli . Amen . Saluta Priscilla ed Aquila , e la famiglia d’ Onesiforo . Erasto è rimasto in Corinto , ed io ho lasciato Trofimo infermo in Mileto . Studiati di venire avanti il verno . Eubulo , e Pudente , e Lino , e Claudia , e tutti i fratelli ti salutano . Sia il Signor Gesù Cristo con lo spirito tuo . La grazia sia con voi . Amen . PAOLO , servitor di Dio , e apostolo di Gesù Cristo , secondo la fede degli eletti di Dio , e la conoscenza della verità , che è secondo pietà ; in isperanza della vita eterna la quale Iddio , che non può mentire , ha promessa avanti i tempi de’ secoli ; ed ha manifestata ai suoi propri tempi la sua parola , per la predicazione che mi è stata fidata , per mandato di Dio , nostro Salvatore ; a Tito , mio vero figliuolo , secondo la fede comune ; grazia , misericordia , e pace , da Dio Padre , e dal Signor Gesù Cristo , nostro Salvatore . PER questo ti ho lasciato in Creta , acciocchè tu dia ordine alle cose che restano , e costituisca degli anziani per ogni città , siccome ti ho ordinato ; se alcuno è irreprensibile , marito d’ una sola moglie , che abbia figliuoli fedeli , che non sieno accusati di dissoluzione , nè ribelli . Perciocchè conviene che il vescovo sia irreprensibile , come dispensatore della casa di Dio ; non di suo senno , non iracondo , non dato al vino , non percotitore , non disonestamente cupido del guadagno ; anzi volonteroso albergatore de’ forestieri , amator de’ buoni , temperato , giusto , santo , continente . Che ritenga fermamente la fedel parola , che è secondo ammaestramento ; acciocchè sia sufficiente ad esortar nella sana dottrina , ed a convincere i contradicenti . Perciocchè vi son molti ribelli cianciatori , e seduttori di menti ; principalmente quei della circoncisione , a cui convien turare la bocca . I quali sovverton le case intiere , insegnando le cose che non si convengono , per disonesto guadagno . Uno di loro , lor proprio profeta , ha detto : I Cretesi son sempre bugiardi , male bestie , ventri pigri . Questa testimonianza è verace ; per questa cagione riprendili severamente , acciocchè sieno sani nella fede ; non attendendo a favole giudaiche , nè a comandamenti d’ uomini che hanno a schifo la verità . Ben è ogni cosa pura a’ puri ; ma a’ contaminati ed infedeli , niente è puro ; anzi e la mente e la coscienza loro è contaminata . Fanno professione di conoscere Iddio , ma lo rinnegano con le opere , essendo abbominevoli e ribelli , e riprovati ad ogni buona opera . MA tu , proponi le cose convenienti alla sana dottrina . Che i vecchi sieno sobri , gravi , temperati , sani nella fede , nella carità , nella sofferenza . Parimente , che le donne attempate abbiano un portamento convenevole a santità ; non sieno calunniatrici , non serve di molto vino , ma maestre d’ onestà . Acciocchè ammaestrino le giovani ad esser modeste , ad amare i lor mariti , ed i loro figliuoli ; ad esser temperate , caste , a guardar la casa , ad esser buone , soggette a’ propri mariti ; acciocchè la parola di Dio non sia bestemmiata . Esorta simigliantemente i giovani che sieno temperati , recando te stesso in ogni cosa per esempio di buone opere ; mostrando nella dottrina integrità incorrotta , gravità , parlar sano , irreprensibile : acciocchè l’ avversario sia confuso , non avendo nulla di male da dir di voi . Che i servi sieno soggetti a’ propri signori , compiacevoli in ogni cosa , non contradicenti ; che non usino frode , ma mostrino ogni buona lealtà ; acciocchè in ogni cosa onorino la dottrina di Dio , Salvator nostro . PERCIOCCHÈ la grazia salutare di Dio è apparita a tutti gli uomini ; ammaestrandoci che , rinunziando all’ empietà , e alla mondane concupiscenze , viviamo nel presente secolo temperatamente , e giustamente , e piamente ; aspettando la beata speranza , e l’ apparizione della gloria del grande Iddio , e Salvator nostro , Gesù Cristo . Il quale ha dato sè stesso per noi , acciocchè ci riscattasse d’ ogni iniquità , e ci purificasse per essergli un popolo acquistato in proprio , zelante di buone opere . Proponi queste cose , ed esorta , e riprendi con ogni autorità di comandare . Niuno ti sprezzi . Ricorda loro che sieno soggetti a’ principati , ed alle podestà ; che sieno ubbidienti , preparati ad ogni buona opera . Che non dican male di alcuno ; che non sien contenziosi , ma benigni , mostrando ogni mansuetudine inverso tutti gli uomini . Perciocchè ancora noi eravamo già insensati , ribelli , erranti , servendo a varie concupiscenze , e voluttà ; menando la vita in malizia , ed invidia ; odiosi , e odiando gli uni gli altri . Ma , quando la benignità di Dio , nostro Salvatore , e il suo amore inverso gli uomini è apparito , egli ci ha salvati ; non per opere giuste , che noi abbiam fatte ; ma , secondo la sua misericordia , per lo lavacro della rigenerazione , e per lo rinnovamento dello Spirito Santo ; il quale egli ha copiosamente sparso sopra noi , per Gesù Cristo , nostro Salvatore . Acciocchè , giustificati per la grazia d’ esso , siam fatti eredi della vita eterna , secondo la nostra speranza . Certa è questa parola , e queste cose voglio che tu affermi ; acciocchè coloro che hanno creduto a Dio abbiano cura d’ attendere a buone opere . Queste sono le cose buone ed utili agli uomini . Ma fuggi le stolte quistioni , e le genealogie , e le contese e risse intorno alla legge ; poichè sono inutili e vane . Schiva l’ uomo eretico , dopo la prima e la seconda ammonizione ; sapendo che il tale è sovvertito e pecca , essendo condannato da sè stesso . QUANDO io avrò mandato a te Artema , o Tichico , studiati di venire a me in Nicopoli ; perciocchè io son deliberato di passar quivi il verno . Accommiata studiosamente Zena , il dottor della legge , ed Apollo ; acciocchè nulla manchi loro . Or imparino ancora i nostri d’ attendere a buone opere per gli usi necessari , acciocchè non sieno senza frutto . Tutti quelli che sono meco ti salutano . Saluta quelli che ci amano in fede . La grazia sia con tutti voi . Amen . PAOLO , prigione di Gesù Cristo , e il fratello Timoteo , a Filemone , nostro diletto , e compagno d’ opera ; ed alla diletta Appia , e ad Archippo , nostro compagno di milizia , ed alla chiesa che è in casa tua ; grazia a voi e pace , da Dio Padre nostro , e dal Signor Gesù Cristo . Io rendo grazie all’ Iddio mio , facendo sempre di te memoria nelle mie orazioni ; udendo la tua carità , e la fede che tu hai inverso il Signore Gesù , e inverso tutti i santi ; acciocchè la comunione della tua fede sia efficace , col far riconoscere tutto il bene che è in voi , inverso Cristo Gesù . Perciocchè noi abbiamo grande allegrezza e consolazione della tua carità ; poichè le viscere dei santi siano state per te ricreate , fratello . PERCIÒ , benchè io abbia molta libertà in Cristo , di comandarti ciò che è del dovere ; pur nondimeno , più tosto ti prego per carità così come sono , Paolo , vecchio , ed al presente ancora prigione di Gesù Cristo ; ti prego , dico , per lo mio figliuolo Onesimo , il quale io ho generato ne’ miei legami . Il quale già ti fu disutile , ma ora è utile a te ed a me . Il quale io ho rimandato ; or tu accoglilo , cioè , le mie viscere . Io lo voleva ritenere appresso di me , acciocchè in vece tua mi ministrasse nei legami dell’ evangelo ; ma non ho voluto far nulla senza il tuo parere ; acciocchè il tuo beneficio non fosse come per necessità , ma di spontanea volontà . Perciocchè , forse per questa cagione egli si è dipartito da te per un breve tempo , acciocchè tu lo ricoveri in perpetuo ; non più come servo , ma da più di servo , come caro fratello , a me sommamente ; ora , quanto più a te , ed in carne , e nel Signore ? Se dunque tu mi tieni per consorte , accoglilo come me stesso . Che se ti ha fatto alcun torto , o ti deve cosa alcuna , scrivilo a mia ragione . Io Paolo ho scritto questo di man propria , io lo pagherò , per non dirti che tu mi devi più di ciò , cioè te stesso . Deh ! fratello , fammi pro in ciò nel Signore ; ricrea le mie viscere nel Signore . Io ti ho scritto , confidandomi della tua ubbidienza , sapendo che tu farai eziandio sopra ciò che io dico . OR apparecchiami insieme ancora albergo ; perciocchè io spero che per le vostre orazioni vi sarò donato . Epafra , prigione meco in Cristo Gesù , e Marco , ed Aristarco , e Dema , e Luca , miei compagni d’ opera , ti salutano . La grazia del Signor nostro Gesù Cristo sia con lo spirito vostro . Amen . AVENDO Iddio variamente , ed in molte maniere , parlato già anticamente a’ padri , ne’ profeti , in questi ultimi giorni , ha parlato a noi nel suo Figliuolo , il quale egli ha costituito erede d’ ogni cosa ; per lo quale ancora ha fatti i secoli . Il quale , essendo lo splendor della gloria , e l’ impronta della sussistenza d’ esso ; e portando tutte le cose con la parola della sua potenza , dopo aver fatto per sè stesso il purgamento de’ nostri peccati , si è posto a sedere alla destra della Maestà , ne’ luoghi altissimi ; essendo fatto di tanto superiore agli angeli , quanto egli ha eredato un nome più eccellente ch’ essi . Perciocchè , a qual degli angeli disse egli mai : Tu sei il mio Figliuolo , oggi io ti ho generato ? E di nuovo : Io gli sarò Padre , ed egli mi sarà Figliuolo ? Ed ancora , quando egli introduce il Primogenito nel mondo , dice : E adorinlo tutti gli angeli di Dio . Inoltre , mentre degli angeli egli dice : Il qual fa dei venti suoi angeli , ed una fiamma di fuoco i suoi ministri , del Figliuolo dice : O Dio , il tuo trono è ne’ secoli de’ secoli ; lo scettro del tuo regno è uno scettro di dirittura . Tu hai amata giustizia , ed hai odiata iniquità ; perciò , Iddio , l’ Iddio tuo , ti ha unto d’ olio di letizia più che i tuoi pari . E tu , Signore , nel principio fondasti la terra , ed i cieli son opere delle tue mani . Essi periranno , ma tu dimori ; ed invecchieranno tutti , a guisa di vestimento . E tu li piegherai come una vesta , e saranno mutati ; ma tu sei sempre lo stesso , e i tuoi anni non verranno giammai meno . Ed a qual degli angeli disse egli mai : Siedi alla mia destra , finchè io abbia posti i tuoi nemici per iscannello de’ tuoi piedi ? Non son eglino tutti spiriti ministratori , mandati a servire , per amor di coloro che hanno ad eredar la salute ? PERCIÒ , conviene che vie maggiormente ci atteniamo alle cose udite , che talora non ce ne allontaniamo . Perciocchè , se la parola pronunziata per gli angeli fu ferma ; ed ogni trasgressione e disubbidienza ricevette giusta retribuzione ; come scamperemo noi , se trascuriamo una cotanta salute , la quale , essendo cominciata ad essere annunziata dal Signore , è stata confermata presso noi da coloro che lo aveano udito ? Rendendo Iddio a ciò testimonianza , con segni , e prodigi , e diverse potenti operazioni , e distribuzioni dello Spirito Santo , secondo la sua volontà ? Infatti non è agli angeli che egli ha sottoposto il mondo a venire , del quale parliamo . Ma alcuno ha testimoniato in alcun luogo , dicendo : Che cosa è l’ uomo , che tu ti ricordi di lui ? o il figliuol dell’ uomo , che tu ne abbia cura ? Tu l’ hai fatto per un poco di tempo minor degli angeli ; tu l’ hai coronato di gloria e d’ onore , e l’ hai costituito sopra le opere delle tue mani ; tu gli hai sottoposto ogni cosa sotto i piedi . Perciocchè , in ciò ch’ egli gli ha sottoposte tutte le cose , non ha lasciato nulla che non gli sia sottoposto . Ma pure ora non vediamo ancora che tutte le cose gli sieno sottoposte . Ben vediamo però coronato di gloria e d’ onore , per la passione della morte , Gesù , che è stato fatto per un poco di tempo minor degli angeli , acciocchè , per la grazia di Dio , gustasse la morte per tutti . Perciocchè , egli era convenevole a colui , per cagion di cui , e per cui son tutte le cose , di consacrare per sofferenze il principe della salute di molti figliuoli , i quali egli avea da addurre a gloria . Perciocchè , e colui che santifica , e coloro che son santificati son tutti d’ uno ; per la qual cagione egli non si vergogna di chiamarli fratelli , dicendo : Io predicherò il tuo nome a’ miei fratelli , io ti salmeggerò in mezzo della raunanza . E di nuovo : Io mi confiderò in lui . E ancora : Ecco me , ed i fanciulli che Iddio mi ha donati . Poi dunque che que’ fanciulli parteciparono la carne ed il sangue , egli simigliantemente ha partecipate le medesime cose ; acciocchè per la morte distruggesse colui che ha l’ imperio della morte , cioè il diavolo ; e liberasse tutti quelli che , per il timor della morte , eran per tutta la loro vita soggetti a servitù . Poichè certo egli non viene in aiuto agli angeli , ma alla progenie d’ Abrahamo . Laonde è convenuto ch’ egli fosse in ogni cosa simile a’ fratelli ; acciocchè fosse misericordioso , e fedel sommo sacerdote , nelle cose appartenenti a Dio , per fare il purgamento de’ peccati del popolo . Perciocchè in quanto ch’ egli stesso , essendo tentato , ha sofferto , può sovvenire a coloro che son tentati . LAONDE , fratelli santi , che siete partecipi della celeste vocazione , considerate l’ apostolo , e il sommo sacerdote della nostra professione , Gesù Cristo ; che è fedele a colui che lo ha costituito , siccome ancora fu Mosè in tutta la casa d’ esso . Perciocchè , di tanto maggior gloria che Mosè è costui stato reputato degno , quanto maggior gloria ha colui che ha fabbricata la casa , che la casa stessa . Poichè ogni casa è fabbricata da alcuno ; or colui che ha fabbricate tutte le cose è Dio . E ben fu Mosè fedele in tutta la casa d’ esso , come servitore , per testimoniar delle cose che si dovevano dire . Ma Cristo è sopra la casa sua , come Figliuolo ; e la sua casa siamo noi , se pur riteniamo ferma infino al fine la libertà , e il vanto della speranza . Perciò , come dice lo Spirito Santo : Oggi , se udite la sua voce , non indurate i cuori vostri , come nella ribellione , nel giorno della tentazione , nel deserto ; dove i vostri padri mi tentarono , fecer prova di me , e videro le mie opere , lo spazio di quarant’ anni . Perciò , io mi recai a noia quella generazione , e dissi : Sempre errano del cuore ; ed anche non hanno conosciute le mie vie ; talchè giurai nell’ ira mia : Se giammai entrano nel mio riposo . Guardate , fratelli , che talora non vi sia in alcun di voi un cuor malvagio d’ incredulità , per ritrarvi dall’ Iddio vivente . Anzi esortatevi gli uni gli altri tuttodì , mentre è nominato quest’ oggi , acciocchè niun di voi sia indurato per inganno del peccato . Poichè noi siamo stati fatti partecipi di Cristo , se pur riteniamo fermo infino al fine il principio della nostra sussistenza . Mentre ci è detto : Oggi , se udite la sua voce , non indurate i cuori vostri , come nel dì della ribellione . Perciocchè chi , avendola udita , si ribellò ? Non furono eglino già tutti quelli ch’ erano usciti d’ Egitto per opera di Mosè ? Ora , chi furon coloro ch’ egli si recò a noia lo spazio di quarant’ anni ? non furono eglino coloro che peccarono , i cui corpi caddero nel deserto ? Ed a’ quali giurò egli che non entrerebbero nel suo riposo , se non a quelli che furono increduli ? E noi vediamo che per l’ incredulità non vi poterono entrare . Temiamo adunque che talora , poichè vi resta una promessa d’ entrar nel riposo d’ esso , alcun di voi non paia essere stato lasciato addietro . Poichè è stato evangelizzato a noi ancora , come a coloro ; ma la parola della predicazione non giovò loro nulla , non essendo incorporata per la fede in coloro che l’ aveano udita . Perciocchè noi , che abbiam creduto , entriamo nel riposo siccome egli disse : Talchè io giurai nell’ ira mia : Se giammai entrano nel mio riposo ; e questo disse benchè le sue opere fossero compiute fin dalla fondazione del mondo . Poichè egli ha in un certo luogo detto del settimo giorno : E Iddio si riposò al settimo giorno da tutte le opere sue . E in questo luogo egli dice ancora : Se giammai entrano nel mio riposo . Poichè dunque resta che alcuni entrino in esso , e quelli a cui fu prima evangelizzato per incredulità non vi entrarono , egli determina di nuovo un giorno : Oggi , in Davide , dicendo , dopo cotanto tempo , come s’ è già detto : Oggi , se udite la sua voce , non indurate i cuori vostri . Perciocchè , se Giosuè li avesse messi nel riposo , Iddio non avrebbe dipoi parlato d’ altro giorno . Egli resta adunque un riposo di sabato al popolo di Dio . Perciocchè colui che entra nel riposo d’ esso si riposa anch’ egli dalle sue opere , come Iddio dalle sue . Studiamoci adunque d’ entrare in quel riposo , acciocchè niuno cada per un medesimo esempio d’ incredulità . Perciocchè la parola di Dio è viva , ed efficace , e vie più acuta che qualunque spada a due tagli ; e giunge fino alla divisione dell’ anima e dello spirito , e delle giunture e delle midolle ; ed è giudice de’ pensieri e delle intenzioni del cuore . E non vi è creatura alcuna occulta davanti a colui al quale abbiamo da render ragione ; anzi tutte le cose son nude e scoperte agli occhi suoi . AVENDO adunque un gran sommo sacerdote , ch’ è entrato ne’ cieli , Gesù , il Figliuol di Dio , riteniamo fermamente la professione della nostra fede . Perciocchè noi non abbiamo un sommo sacerdote , che non possa compatire alle nostre infermità ; anzi , che è stato tentato in ogni cosa simigliantemente , senza peccato . Accostiamoci adunque con confidanza al trono della grazia , acciocchè otteniamo misericordia , e troviamo grazia , per soccorso opportuno . Perciocchè ogni sommo sacerdote , assunto d’ infra gli uomini , è costituito per gli uomini , nelle cose appartenenti a Dio , acciocchè offerisca offerte e sacrificii per li peccati ; potendo aver convenevol compassione degli ignoranti , ed erranti ; poichè egli stesso ancora è circondato d’ infermità . E per esse infermità è obbligato d’ offerir sacrificii per li peccati , così per sè stesso , come per lo popolo . E niuno si prende da sè stesso quell’ onore ; ma colui l’ ha , ch’ è chiamato da Dio , come Aaronne . Così ancora Cristo non si è glorificato sè stesso , per esser fatto sommo sacerdote ; ma colui l’ ha glorificato , che gli ha detto : Tu sei il mio Figliuolo , oggi io ti ho generato . Siccome ancora altrove dice : Tu sei sacerdote in eterno , secondo l’ ordine di Melchisedec . Il quale a’ giorni della sua carne , avendo , con gran grido , e lagrime , offerte orazioni e supplicazioni , a colui che lo poteva salvar da morte ; ed essendo stato esaudito per la sua pietà ; benchè fosse Figliuolo , pur dalle cose che sofferse imparò l’ ubbidienza . Ed essendo stato appieno consacrato , è stato fatto cagione di salute eterna a tutti coloro che gli ubbidiscono ; essendo nominato da Dio sommo sacerdote , secondo l’ ordine di Melchisedec . Del quale abbiamo a dir cose assai , e malagevoli a dichiarar con parole ; perciocchè voi siete divenuti tardi d’ orecchi . Poichè , là dove voi dovreste esser maestri , rispetto al tempo , avete di nuovo bisogno che vi s’ insegnino quali sieno gli elementi del principio degli oracoli di Dio ; e siete venuti a tale , che avete bisogno di latte , e non di cibo sodo . Perciocchè , chiunque usa il latte non ha ancora l’ uso della parola della giustizia ; poichè egli è un piccolo fanciullo . Ma il cibo sodo è per i compiuti , i quali , per l’ abitudine , hanno i sensi esercitati a discernere il bene ed il male . Perciò , lasciata la parola del principio di Cristo , tendiamo alla perfezione , non ponendo di nuovo il fondamento del rinunziamento alla opere morte , e della fede in Dio ; e della dottrina de’ battesimi , e dell’ imposizione delle mani , e della risurrezion de’ morti , e del giudicio eterno . E ciò faremo , se Iddio lo permette . Perciocchè egli è impossibile , che coloro che sono stati una volta illuminati , e che hanno gustato il dono celeste , e sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo ; ed hanno gustata la buona parola di Dio , e le potenze del secolo a venire ; se cadono , sieno da capo rinnovati a ravvedimento ; poichè di nuovo crocifiggono a sè stessi il Figliuol di Dio , e lo espongono ad infamia . Perciocchè la terra , che beve la pioggia che viene spesse volte sopra essa , e produce erba comoda a coloro da’ quali altresì è coltivata , riceve benedizione da Dio . Ma quella che porta spine e triboli , è riprovata , e vicina a maledizione ; la cui fine è d’ essere arsa . Ora , diletti , noi ci persuadiamo di voi cose migliori , e che attengono alla salute ; benchè parliamo in questa maniera . Perciocchè Iddio non è ingiusto , per dimenticar l’ opera vostra , e la fatica della carità che avete mostrata inverso il suo nome , avendo ministrato , e ministrando ancora a’ santi . Ma desideriamo che ciascun di voi mostri infino al fine il medesimo zelo , alla piena certezza della speranza ; acciocchè non diveniate lenti ; anzi siate imitatori di coloro che per fede e pazienza , eredano le promesse . Perciocchè , facendo Iddio le promesse ad Abrahamo , perchè non potea giurare per alcun maggiore , giurò per sè stesso ; dicendo : Certo , io ti benedirò , e ti moltiplicherò grandemente . E così egli , avendo aspettato con pazienza , ottenne la promessa . Perciocchè gli uomini giurano bene per un maggiore , e pure il giuramento è per loro suprema conferma in ogni contesa . Secondo ciò , volendo Iddio vie maggiormente dimostrare agli eredi della promessa come il suo consiglio è immutabile , intervenne con giuramento . Acciocchè , per due cose immutabili , nelle quali egli è impossibile che Iddio abbia mentito , abbiamo ferma consolazione , noi , che ci siamo rifugiati in lui , per ottener la speranza propostaci . La quale noi abbiamo , a guisa d’ ancora sicura e ferma dell’ anima , e che entra fino al didentro della cortina ; dov’ è entrato per noi , come precursore , Gesù , fatto in eterno sommo sacerdote , secondo l’ ordine di Melchisedec . PERCIOCCHÈ , questo Melchisedec era re di Salem , sacerdote dell’ Iddio Altissimo ; il quale venne incontro ad Abrahamo , che ritornava dalla sconfitta dei re , e lo benedisse ; al quale ancora Abrahamo diede per parte sua la decima d’ ogni cosa . E prima è interpretato : Re di giustizia ; e poi ancora egli è nominato : Re di Salem , cioè : Re di pace ; senza padre , senza madre , senza genealogia ; non avendo nè principio di giorni , nè fin di vita ; anzi , rappresentato simile al Figliuol di Dio , dimora sacerdote in perpetuo . Ora , considerate quanto grande fu costui , al quale Abrahamo il patriarca diede la decima delle spoglie . Or quelli , d’ infra i figliuoli di Levi , i quali ottengono il sacerdozio , hanno bene il comandamento , secondo la legge , di prender le decime dal popolo , cioè dai lor fratelli , benchè sieno usciti de’ lombi di Abrahamo . Ma quel che non trae il suo legnaggio da loro decimò Abrahamo , e benedisse colui che avea le promesse . Ora , fuor d’ ogni contradizione , ciò che è minore è benedetto da ciò che è più eccellente . Oltre a ciò , qui son gli uomini mortali che prendono le decime ; ma là le prende colui di cui è testimoniato che egli vive . E per dir così , in Abrahamo fu decimato Levi stesso , che prende le decime . Perchè egli era ancora ne’ lombi del padre , quando Melchisedec l’ incontrò . Se adunque la perfezione era per il sacerdozio levitico poichè in su quello fu data la legge al popolo , che era egli più bisogno che sorgesse un altro sacerdote secondo l’ ordine di Melchisedec , e che non fosse nominato secondo l’ ordine d’ Aaronne ? Perciocchè , mutato il sacerdozio , di necessità si fa ancor mutazione di legge . Imperocchè colui , al cui riguardo queste cose son dette , è stato d’ un’ altra tribù , della quale niuno vacò mai all’ altare . Poichè egli è notorio che il Signor nostro è uscito di Giuda , per la qual tribù Mosè non disse nulla del sacerdozio . E ciò è ancora vie più manifesto , poichè sorge un altro sacerdote alla somiglianza di Melchisedec . Il quale , non secondo una legge di comandamento carnale , è stato fatto sacerdote ; ma secondo una virtù di vita indissolubile . Perciocchè egli testifica : Tu sei sacerdote in eterno , secondo l’ ordine di Melchisedec . Certo v’ ha annullamento del comandamento precedente , per la sua debolezza , ed inutilità . Poichè la legge non ha compiuto nulla ; e v’ ha d’ altra parte introduzione d’ una migliore speranza , per la quale ci accostiamo a Dio . Ed anche , in quanto che ciò non si è fatto senza giuramento ; perciocchè quelli sono stati fatti sacerdoti senza giuramento . Ma questo con giuramento ; per colui che gli dice : Il Signore ha giurato , e non se ne pentirà : Tu sei sacerdote in eterno , secondo l’ ordine di Melchisedec . D’ un patto cotanto più eccellente è stato fatto Gesù mallevadore . Oltre a ciò , coloro sono stati fatti sacerdoti più in numero ; perciocchè per la morte erano impediti di durare . Ma costui , perciocchè dimora in eterno , ha un sacerdozio che non trapassa ad un altro . Laonde ancora può salvare appieno coloro , i quali per lui si accostano a Dio , vivendo sempre , per interceder per loro . Perciocchè a noi conveniva un tal sommo sacerdote , che fosse santo , innocente , immacolato , separato da’ peccatori , e innalzato di sopra a’ cieli . Il qual non abbia ogni dì bisogno , come que’ sommi sacerdoti , d’ offerir sacrificii , prima per i suoi propri peccati , poi per quelli del popolo ; poichè egli ha fatto questo una volta , avendo offerto sè stesso . Perciocchè la legge costituisce sommi sacerdoti uomini , che hanno infermità ; ma la parola del giuramento fatto dopo la legge costituisce il Figliuolo , che è stato appieno consacrato in eterno . ORA , fra le cose suddette , il principal capo è : che noi abbiamo un sommo sacerdote , il qual si è posto a sedere alla destra del trono della Maestà , ne’ cieli ; ministro del santuario , e del vero tabernacolo , il quale il Signore ha piantato , e non un uomo . Perciocchè ogni sommo sacerdote è costituito per offerir doni , e sacrificii ; laonde è necessario che costui ancora abbia qualche cosa da offerire . Ora , se egli fosse sopra la terra , non sarebbe neppure sacerdote , essendovi ancora i sacerdoti che offeriscon le offerte secondo la legge ; i quali servono alla rappresentazione ed all’ ombra delle cose celesti ; siccome fu da Dio detto a Mosè , che dovea compiutamente fabbricare il tabernacolo : Ora , guarda , diss’ egli , che tu faccia ogni cosa secondo la forma , che ti è stata mostrata sul monte . Ma ora Cristo ha ottenuto un tanto più eccellente ministerio , quanto egli è mediatore d’ un patto migliore , fermato in su migliori promesse . Poichè , se quel primo fosse stato senza difetto , non si sarebbe cercato luogo ad un secondo . Perciocchè Iddio , querelandosi di loro , dice : Ecco , i giorni vengono , dice il Signore , ch’ io fermerò con la casa d’ Israele , e con la casa di Giuda , un patto nuovo . Non secondo il patto ch’ io feci co’ padri loro , nel giorno ch’ io li presi per la mano , per trarli fuor del paese di Egitto ; poichè essi non hanno perseverato nel mio patto ; onde io li ho rigettati , dice il Signore . Perciocchè questo sarà il patto ch’ io farò con la casa d’ Israele , dopo que’ giorni , dice il Signore : Io porrò le mie leggi nella mente loro , e le scriverò sopra i lor cuori ; e sarò loro Dio , ed essi mi saranno popolo . E non insegneranno ciascuno il suo prossimo , e ciascuno il suo fratello , dicendo : Conosci il Signore ; perciocchè tutti mi conosceranno , dal minore al maggior di loro . Perciocchè io perdonerò loro le loro iniquità , e non mi ricorderò più de’ lor peccati , e de’ lor misfatti . Dicendo un nuovo patto , egli ha anticato il primiero ; or quello ch’ è anticato , ed invecchia , è vicino ad essere annullato . IL primo patto adunque ebbe anche esso degli ordinamenti del servigio divino , e il santuario terreno . Perciocchè il primo tabernacolo fu fabbricato , nel quale era il candelliere , e la tavola , e la presentazione de’ pani ; il quale è detto : Il Luogo santo . E dopo la seconda cortina , v’ era il tabernacolo , detto : Il Luogo santissimo ; dov’ era un turibolo d’ oro , e l’ arca del patto , coperta d’ oro d’ ogn’ intorno ; nel quale era ancora il vaso d’ oro dove era la manna , e la verga d’ Aaronne , ch’ era germogliata , e le tavole del patto . E di sopra ad essa arca , i cherubini della gloria , che adombravano il propiziatorio ; delle quali cose non è da parlare ora a parte a parte . Or essendo queste cose composte in questa maniera , i sacerdoti entrano bene in ogni tempo nel primo tabernacolo , facendo tutte le parti del servigio divino . Ma il solo sommo sacerdote entra nel secondo una volta l’ anno , non senza sangue , il quale egli offerisce per sè stesso , e per gli errori del popolo . Lo Spirito Santo dichiarava con questo : che la via del santuario non era ancora manifestata , mentre il primo tabernacolo ancora sussisteva . Il quale è una figura corrispondente al tempo presente , durante il quale si offeriscono doni e sacrificii , che non possono appieno purificare , quanto è alla coscienza , colui che fa il servigio divino ; essendo cose , che consistono solo in cibi , e bevande , e in varii lavamenti , ed ordinamenti per la carne ; imposte fino al tempo della riforma . Ma Cristo , sommo sacerdote de’ futuri beni , essendo venuto , per mezzo del tabernacolo che è maggiore e più perfetto , non fatto con mano , cioè non di questa creazione ; e non per sangue di becchi e di vitelli ; ma per lo suo proprio sangue , è entrato una volta nel santuario , avendo acquistata una redenzione eterna . Perciocchè , se il sangue de’ tori e de’ becchi , e la cenere della giovenca , sparsa sopra i contaminati , santifica alla purità della carne ; quanto più il sangue di Cristo , il quale per lo Spirito eterno ha offerto sè stesso puro d’ ogni colpa a Dio , purificherà egli la vostra coscienza dalle opere morte , per servire all’ Iddio vivente ? E perciò egli è mediatore del nuovo testamento ; acciocchè , essendo intervenuta la morte per lo pagamento delle trasgressioni state sotto il primo testamento , i chiamati ricevano la promessa della eterna eredità . Poichè , dov’ è testamento , è necessario che intervenga la morte del testatore . Perciocchè il testamento è fermo dopo la morte ; poichè non vale ancora mentre vive il testatore . Laonde la dedicazione del primo non fu fatta senza sangue . Perciocchè , dopo che tutti i comandamenti , secondo la legge , furono da Mosè stati pronunziati a tutto il popolo ; egli , preso il sangue de’ vitelli e de’ becchi , con acqua , e lana tinta in iscarlatto , ed isopo , ne spruzzò il libro stesso , e tutto il popolo ; dicendo : Questo è il sangue del patto , che Iddio ha ordinato esservi presentato . Parimente ancora con quel sangue spruzzò il tabernacolo , e tutti gli arredi del servigio divino . E presso che ogni cosa si purifica con sangue , secondo la legge ; e senza spargimento di sangue non si fa remissione . Egli era adunque necessario , poichè le cose rappresentanti quelle che son ne’ cieli sono purificate con queste cose ; che anche le celesti stesse lo fossero con sacrificii più eccellenti di quelli . Poichè Cristo non è entrato in un santuario fatto con mano , figura del vero ; ma nel cielo stesso , per comparire ora davanti alla faccia di Dio per noi . E non acciocchè offerisca più volte sè stesso , siccome il sommo sacerdote entra ogni anno una volta nel santuario con sangue che non è il suo . Altrimenti gli sarebbe convenuto soffrir più volte dalla fondazione del mondo ; ma ora , una volta , nel compimento de’ secoli , è apparito per annullare il peccato , per lo sacrificio di sè stesso . E come agli uomini è imposto di morire una volta , e dopo ciò è il giudicio ; così ancora Cristo , essendo stato offerto una volta , per levare i peccati di molti , la seconda volta apparirà non più per espiare il peccato , ma a salute a coloro che l’ aspettano . Perciocchè la legge , avendo l’ ombra de’ futuri beni , non l’ immagine viva stessa delle cose , non può giammai , per que’ sacrificii che sono gli stessi ogni anno , i quali son del continuo offerti , santificar quelli che si accostano all’ altare . Altrimenti , sarebber restati d’ essere offerti ; perciocchè coloro che fanno il servigio divino , essendo una volta purificati , non avrebbero più avuta alcuna coscienza di peccati . Ma per essi si fa ogni anno rammemorazion dei peccati . Perciocchè egli è impossibile che il sangue di tori e di becchi , tolga i peccati . Perciò , entrando egli nel mondo , dice : Tu non hai voluto sacrificio , nè offerta ; ma tu mi hai apparecchiato un corpo . Tu non hai gradito olocausti , nè sacrificii per lo peccato . Allora io ho detto : Ecco , io vengo ; egli è scritto di me nel rotolo del libro ; io vengo per fare , o Dio , la tua volontà . Avendo detto innanzi : Tu non hai voluto , nè gradito sacrificio , nè offerta , nè olocausti , nè sacrificio per lo peccato i quali si offeriscono secondo la legge , egli aggiunge : Ecco , io vengo , per fare , o Dio , la tua volontà . Egli toglie il primo , per istabilire il secondo . E per questa volontà siamo santificati , noi che lo siamo per l’ offerta del corpo di Gesù Cristo , fatta una volta . E oltre a ciò , ogni sacerdote è in piè ogni giorno ministrando , ed offerendo spesse volte i medesimi sacrificii , i quali giammai non possono togliere i peccati . Ma esso , avendo offerto un unico sacrificio per li peccati , si è posto a sedere in perpetuo alla destra di Dio ; nel rimanente , aspettando finchè i suoi nemici sieno posti per iscannello de’ suoi piedi . Poichè per un’ unica offerta , egli ha in perpetuo appieno purificati coloro che sono santificati . Or lo Spirito Santo ancora ce lo testifica ; perciocchè , dopo avere innanzi detto : Quest’ è il patto , che io farò con loro dopo que’ giorni ; il Signore dice : Io metterò le mie leggi ne’ loro cuori , e le scriverò nelle lor menti . E non mi ricorderò più de’ lor peccati , nè delle loro iniquità . Ora , dov’ è remissione di queste cose , non vi è più offerta per lo peccato . AVENDO adunque , fratelli , libertà d’ entrare nel santuario , in virtù del sangue di Gesù , che è la via recente , e vivente , la quale egli ci ha dedicata , per la cortina , cioè per la sua carne , ed un sommo sacerdote sopra la casa di Dio , accostiamoci con un vero cuore , in piena certezza di fede , avendo i cuori cospersi e netti di mala coscienza , e il corpo lavato d’ acqua pura . Riteniamo ferma la confessione della nostra speranza ; perciocchè fedele è colui che ha fatte le promesse . E prendiam guardia gli uni agli altri , per incitarci a carità , ed a buone opere ; non abbandonando la comune nostra raunanza , come alcuni son usi di fare ; ma esortandoci gli uni gli altri ; e tanto più , che voi vedete approssimarsi il giorno . Perciocchè , se noi pecchiamo volontariamente , dopo aver ricevuta la conoscenza della verità , ei non vi resta più sacrificio per i peccati ; ma una spaventevole aspettazione di giudizio , ed una infocata gelosia , che divorerà gli avversari . Se alcuno ha rotta la legge di Mosè , muore senza misericordia , in sul dire di due o tre testimoni . Di quanto peggior supplicio stimate voi che sarà reputato degno colui che avrà calpestato il Figliuol di Dio , ed avrà tenuto per profano il sangue del patto , col quale è stato santificato ; ed avrà oltraggiato lo Spirito della grazia ? Poichè noi sappiamo chi è colui che ha detto : A me appartiene la vendetta , io farò la retribuzione , dice il Signore . E altrove : Il Signore giudicherà il suo popolo . Egli è cosa spaventevole di cader nelle mani dell’ Iddio vivente . Ora , ricordatevi de’ giorni di prima , ne’ quali , dopo essere stati illuminati , voi avete sostenuto un gran combattimento di sofferenze ; parte , messi in ispettacolo per vituperii e tribolazioni ; parte ancora , essendo fatti compagni di coloro che erano in tale stato . Poichè avete ancora patito meco ne’ miei legami , ed avete ricevuta con allegrezza la ruberia de’ vostri beni , sapendo che avete una sostanza ne’ cieli , che è migliore e permanente . Non gettate adunque via la vostra franchezza , la quale ha gran retribuzione . Perciocchè voi avete bisogno di pazienza ; acciocchè , avendo fatta la volontà di Dio , otteniate la promessa . Imperocchè , fra qui e ben poco tempo , colui che deve venire verrà , e non tarderà . E il giusto viverà per fede ; ma se egli si sottrae , l’ anima mia non lo gradisce . Ora , quant’ è a noi , non siamo da sottrarci , a perdizione ; ma da credere , per far guadagno dell’ anima . OR la fede è una sussistenza delle cose che si sperano , ed una dimostrazione delle cose che non si veggono . Perciocchè per essa fu resa testimonianza agli antichi . Per fede intendiamo che i secoli sono stati composti per la parola di Dio ; sì che le cose che si vedono non sono state fatte di cose apparenti . Per fede Abele offerse a Dio sacrificio più eccellente che Caino ; per la quale fu testimoniato ch’ egli era giusto , rendendo Iddio testimonianza delle sue offerte ; e per essa , dopo esser morto , parla ancora . Per fede Enoc fu trasportato , per non veder la morte , e non fu trovato ; perciocchè Iddio l’ avea trasportato ; poichè , avanti ch’ egli fosse trasportato , fu di lui testimoniato ch’ egli era piaciuto a Dio . Ora , senza fede , è impossibile di piacergli ; perciocchè colui che si accosta a Dio deve credere ch’ egli è , e che egli è premiatore di coloro che lo ricercano . Per fede Noè , ammonito per oracolo delle cose che non si vedevano ancora , avendo temuto , fabbricò , per la salvazione della sua famiglia , l’ arca , per la quale egli condannò il mondo , e fu fatto erede della giustizia ch’ è secondo la fede . Per fede Abrahamo , essendo chiamato , ubbidì , per andarsene al luogo che egli avea da ricevere in eredità ; e partì , non sapendo dove si andasse . Per fede Abrahamo dimorò nel paese della promessa , come in paese strano , abitando in tende , con Isacco , e Giacobbe , coeredi della stessa promessa . Perciocchè egli aspettava la città che ha i fondamenti , e il cui architetto e fabbricatore è Iddio . Per fede ancora Sara stessa , essendo sterile , ricevette forza da concepir seme , e partorì fuor d’ età ; perciocchè reputò fedele colui che avea fatta la promessa . Perciò ancora da uno , e quello già ammortato , son nati discendenti , in moltitudine come le stelle del cielo , e come le rena innumerabile che è lungo il lito del mare . In fede son morti tutti costoro , non avendo ricevute le cose promesse ; ma , avendole vedute di lontano , e credutele , e salutatele ; ed avendo confessato ch’ erano forestieri , e pellegrini sopra la terra . Poichè coloro che dicono tali cose dimostrano che cercano una patria . Che se pur si ricordavano di quella onde erano usciti , certo avean tempo da ritornarvi . Ma ora ne desiderano una migliore , cioè , la celeste ; perciò , Iddio non si vergogna di loro , d’ esser chiamato lor Dio ; poichè egli ha loro preparata una città . Per fede Abrahamo , essendo provato , offerse Isacco ; e colui che avea ricevute le promesse offerse il suo unigenito . Egli , dico , a cui era stato detto : In Isacco ti sarà nominata progenie . Avendo fatta ragione che Iddio era potente eziandio da suscitarlo da’ morti ; onde ancora per similitudine lo ricoverò . Per fede Isacco benedisse Giacobbe ed Esaù , intorno a cose future . Per fede Giacobbe , morendo , benedisse ciascuno de’ figliuoli di Giuseppe ; e adorò , appoggiato sopra la sommità del suo bastone . Per fede Giuseppe , trapassando , fece menzione dell’ uscita de’ figliuoli d’ Israele , e diede ordine intorno alle sue ossa . Per fede Mosè , essendo nato , fu nascosto da suo padre e da sua madre , lo spazio di tre mesi ; perciocchè vedevano il fanciullo bello ; e non temettero il comandamento del re . Per fede Mosè , essendo divenuto grande , rifiutò d’ esser chiamato figliuolo della figliuola di Faraone ; eleggendo innanzi d’ essere afflitto col popol di Dio , che d’ aver per un breve tempo godimento di peccato ; avendo reputato il vituperio di Cristo ricchezza maggiore de’ tesori di Egitto ; perciocchè egli riguardava alla rimunerazione . Per fede lasciò l’ Egitto , non avendo temuta l’ ira del re ; perciocchè egli stette costante , come veggendo l’ invisibile . Per fede fece la pasqua , e lo spruzzamento del sangue ; acciocchè colui che distruggeva i primogeniti non toccasse gli Ebrei . Per fede passarono il Mar rosso , come per l’ asciutto ; il che tentando fare gli Egizi , furono abissati . Per fede caddero le mura di Gerico , essendo state circuite per sette giorni . Per fede Raab , la meretrice , avendo accolte le spie in pace , non perì con gli increduli . E che dirò io di più ? poichè il tempo mi verrebbe meno , se imprendessi a raccontar di Gedeone , e di Barac , e di Sansone , e di Iefte , e di Davide , e di Samuele , e de’ profeti . I quali per fede vinsero regni , operarono giustizia , ottennero promesse , turarono le gole de’ leoni , spensero la forza del fuoco , scamparono i tagli delle spade , guarirono d’ infermità , divennero forti in guerra , misero in fuga i campi degli stranieri . Le donne ricuperarono per risurrezione i lor morti ; ed altri furon fatti morire di battiture , non avendo accettata la liberazione , per ottenere una migliore risurrezione . Altri ancora provarono scherni e flagelli ; ed anche legami e prigione . Furon lapidati , furon segati , furon tentati ; morirono uccisi con la spada , andarono attorno in pelli di pecore e di capre ; bisognosi , afflitti , maltrattati de’ quali non era degno il mondo , erranti in deserti , e monti , e spelonche , e nelle grotte della terra . E pur tutti costoro , alla cui fede la scrittura rende testimonianza , non ottennero la promessa . Avendo Iddio provveduto qualche cosa di meglio per noi , acciocchè non pervenissero al compimento senza noi . PERCIÒ , ancor noi , avendo intorno a noi un cotanto nuvolo di testimoni , deposto ogni fascio , e il peccato che è atto a darci impaccio , corriamo con perseveranza il palio propostoci , riguardando a Gesù , capo , e compitor della fede ; il quale , per la letizia che gli era posta innanzi , sofferse la croce , avendo sprezzato il vituperio ; e si è posto a sedere alla destra del trono di Dio . Perciocchè , considerate attentamente chi è colui che sostenne una tal contradizione de’ peccatori contro a sè ; acciocchè , venendo meno nell’ animo , non siate sopraffatti . Voi non avete ancora contrastato fino al sangue , combattendo contro al peccato . Ed avete dimenticata l’ esortazione , che vi parla come a figliuoli : Figliuol mio , non far poca stima del castigamento del Signore , e non perdere animo , quando tu sei da lui ripreso . Perciocchè il Signore castiga chi egli ama , e flagella ogni figliuolo ch’ egli gradisce . Se voi sostenete il castigamento , Iddio si presenta a voi come a figliuoli ; perciocchè , quale è il figliuolo , che il padre non castighi ? Che se siete senza castigamento , del qual tutti hanno avuta la parte loro , voi siete dunque bastardi , e non figliuoli . Oltre a ciò , ben abbiamo avuti per castigatori i padri della nostra carne , e pur li abbiam riveriti ; non ci sottoporremo noi molto più al Padre degli spiriti , e viveremo ? Poichè quelli , per pochi giorni , come parea loro , ci castigavano ; ma questo ci castiga per util nostro , acciocchè siamo partecipi della sua santità . Or ogni castigamento par bene per l’ ora presente non esser d’ allegrezza anzi di tristizia ; ma poi rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati per esso esercitati . PERCIÒ , ridirizzate le mani rimesse , e le ginocchia vacillanti . E fate diritti sentieri a’ piedi vostri ; acciocchè ciò che è zoppo non si smarrisca dalla via , anzi più tosto sia risanato . Procacciate pace con tutti , e la santificazione , senza la quale niuno vedrà il Signore . Prendendo guardia che niuno scada dalla grazia di Dio ; che radice alcuna d’ amaritudine , germogliando in su , non vi turbi ; e che per essa molti non sieno infetti . Che niuno sia fornicatore , o profano , come Esaù , il quale , per una vivanda , vendette la sua ragione di primogenitura . Poichè voi sapete che anche poi appresso , volendo eredar la benedizione , fu riprovato ; perciocchè non trovò luogo a pentimento , benchè richiedesse quella con lagrime . Imperocchè voi non siete venuti al monte che si toccava con la mano , ed al fuoco acceso , ed al turbo , ed alla caligine , ed alla tempesta ; ed al suon della tromba , ed alla voce delle parole , la quale coloro che l’ udirono richiesero che non fosse loro più parlato . Perciocchè non potevano portare ciò che era ordinato : che se pure una bestia toccasse il monte , fosse lapidata o saettata . E tanto era spaventevole ciò che appariva Mosè disse : Io son tutto spaventato e tremante . Anzi voi siete venuti al monte di Sion , ed alla Gerusalemme celeste , che è la città dell’ Iddio vivente ; ed alle migliaia degli angeli ; all’ universal raunanza , ed alla chiesa de’ primogeniti scritti ne’ cieli ; e a Dio , giudice di tutti ; ed agli spiriti de’ giusti compiuti . Ed a Gesù mediatore del nuovo patto ; ed al sangue dello spargimento , che pronunzia cose migliori che quello di Abele . Guardate che non rifiutiate colui che parla ; perciocchè , se quelli non iscamparono , avendo rifiutato colui che rendeva gli oracoli sopra la terra ; quanto meno scamperemo noi , se rifiutiamo colui che parla dal cielo ? La cui voce allora commosse la terra ; ma ora egli ha dinunziato , dicendo : Ancora una volta io commoverò , non sol la terra , ma ancora il cielo . Or quello : Ancora una volta , significa il sovvertimento delle cose commosse , come essendo state fatte ; acciocchè quelle che non si commovono dimorino ferme . Perciocchè , ricevendo il regno che non può esser commosso riteniamo la grazia , per la quale serviamo gratamente a Dio , con riverenza , e timore . Perciocchè anche l’ Iddio nostro è un fuoco consumante . L’ amor fraterno dimori fra voi . Non dimenticate l’ ospitalità ; perciocchè per essa alcuni albergarono già degli angeli , senza saperlo . Ricordatevi de’ prigioni , come essendo lor compagni di prigione ; di quelli che sono afflitti , come essendo ancora voi nel corpo . Il matrimonio e il letto immacolato sia onorevole fra tutti ; ma Iddio giudicherà i fornicatori e gli adulteri . Sieno i costumi vostri senza avarizia , essendo contenti delle cose presenti ; perciocchè egli stesso ha detto : Io non ti lascerò , e non ti abbandonerò . Talchè possiam dire in confidanza : Il Signore è il mio aiuto ; ed io non temerò ciò che mi può far l’ uomo . Ricordatevi de’ vostri conduttori , i quali vi hanno annunziata la parola di Dio ; la cui fede imitate , considerando la fine della loro condotta . Gesù Cristo è lo stesso ieri , ed oggi , e in eterno . Non siate trasportati qua e là per varie e strane dottrine ; perciocchè egli è bene che il cuor sia stabilito per grazia , non per vivande ; dalle quali non han ricevuto alcun giovamento coloro che sono andati dietro ad esse . Noi abbiamo un altare , del qual non hanno podestà di mangiar coloro che servono al tabernacolo . Perciocchè i corpi degli animali , il cui sangue è portato dal sommo sacerdote dentro al santuario per lo peccato , son arsi fuori del campo . Perciò ancora Gesù , acciocchè santificasse il popolo per lo suo proprio sangue , ha sofferto fuor della porta . Usciamo adunque a lui fuor del campo , portando il suo vituperio . Perciocchè noi non abbiam qui una città stabile , anzi ricerchiamo la futura . Per lui adunque offeriamo del continuo a Dio sacrificii di lode , cioè : il frutto delle labbra confessanti il suo nome . E non dimenticate la beneficenza , e di far parte agli altri dei vostri beni ; poichè per tali sacrificii si rende servigio grato a Dio . Ubbidite a’ vostri conduttori , e sottomettetevi loro ; perchè essi vegliano per le anime vostre , come avendone a render ragione ; acciocchè facciano questo con allegrezza , e non sospirando ; perciocchè quello non vi sarebbe d’ alcun utile . Pregate per noi ; perciocchè noi ci confidiamo d’ aver buona coscienza , desiderando di condurci onestamente in ogni cosa . E vie più vi prego di far questo , acciocchè più presto io vi sia restituito . OR l’ Iddio della pace , che ha tratto da’ morti il Signor nostro Gesù Cristo , il gran Pastor delle pecore , per il sangue del patto eterno , vi renda compiuti in ogni buona opera , per far la sua volontà , operando in voi ciò ch’ è grato nel suo cospetto , per Gesù Cristo ; al qual sia la gloria ne’ secoli de’ secoli . Amen . Ora , fratelli , comportate , vi prego , il ragionamento dell’ esortazione ; poichè io vi ho scritto brevemente . Sappiate che il fratel Timoteo è liberato ; col quale , se viene tosto , vi vedrò . Salutate tutti i vostri conduttori , e tutti i santi . Quei d’ Italia vi salutano . La grazia sia con tutti voi . Amen . GIACOMO , servitor di Dio , e del Signor Gesù Cristo , alle dodici tribù , che son nella dispersione ; salute . REPUTATE compiuta allegrezza , fratelli miei , quando sarete caduti in diverse tentazioni ; sapendo che la prova della vostra fede produce pazienza . Or abbia la pazienza un’ opera compiuta ; acciocchè voi siate compiuti ed intieri , non mancando di nulla . Che se alcun di voi manca di sapienza , chieggala a Dio , che dona a tutti liberalmente , e non fa onta , e gli sarà donata . Ma chieggala in fede , senza star punto in dubbio ; perciocchè chi sta in dubbio è simile al fiotto del mare , agitato dal vento e dimenato . Imperocchè , non pensi già quel tal uomo di ricever nulla dal Signore ; essendo uomo doppio di cuore , instabile in tutte le sue vie . Or il fratello che è in basso stato si glorii della sua altezza . E il ricco , della sua bassezza ; perciocchè egli trapasserà come fior d’ erba . Imperocchè , come quando è levato il sole con l’ arsura , egli ha tosto seccata l’ erba , e il suo fiore è caduto , e la bellezza della sua apparenza è perita , così ancora si appasserà il ricco nelle sue vie . Beato l’ uomo che sopporta la tentazione ; perciocchè , essendosi reso approvato , egli riceverà la corona della vita , la quale il Signore ha promessa a coloro che l’ amano . Niuno , essendo tentato , dica : Io son tentato da Dio ; poichè Iddio non può esser tentato di mali , e altresì non tenta alcuno . Ma ciascuno è tentato , essendo attratto e adescato dalla propria concupiscenza . Poi appresso , la concupiscenza , avendo conceputo , partorisce il peccato ; e il peccato , essendo compiuto , genera la morte . Non errate , fratelli miei diletti : ogni buona donazione , ed ogni dono perfetto , è da alto , discendendo dal padre dei lumi , nel quale non vi è mutamento , nè ombra di cambiamento . Egli ci ha di sua volontà generati per la parola della verità , acciocchè siamo in certo modo le primizie delle sue creature . PERCIÒ , fratelli miei diletti , sia ogni uomo pronto all’ udire , tardo al parlare , lento all’ ira . Perciocchè l’ ira dell’ uomo non mette in opera la giustizia di Dio . Perciò , deposta ogni lordura , e feccia di malizia , ricevete con mansuetudine la parola innestata in voi , la quale può salvar le anime vostre . E siate facitori della parola , e non solo uditori ; ingannando voi stessi . Perciocchè , se alcuno è uditor della parola , e non facitore , egli è simile ad un uomo che considera la sua natia faccia in uno specchio . Imperocchè , dopo ch’ egli si è mirato , egli se ne va , e subito ha dimenticato quale egli fosse . Ma chi avrà riguardato bene addentro nella legge perfetta , che è la legge della libertà , e sarà perseverato ; esso , non essendo uditore dimentichevole , ma facitor dell’ opera , sarà beato nel suo operare . Se alcuno pare esser religioso fra voi , e non tiene a freno la sua lingua , ma seduce il cuor suo , la religion di quel tale è vana . La religione pura ed immacolata , dinanzi a Dio e Padre , è questa ; visitar gli orfani , e le vedove , nelle loro afflizioni ; e conservarsi puro dal mondo . FRATELLI miei , non abbiate la fede della gloria di Gesù Cristo , Signor nostro , con riguardi alle qualità delle persone . Perciocchè , se nella vostra raunanza entra un uomo con l’ anel d’ oro , in vestimento splendido ; e v’ entra parimente un povero , in vestimento sozzo ; e voi riguardate a colui che porta il vestimento splendido , e gli dite : Tu , siedi qui onorevolmente ; e al povero dite : Tu , stattene quivi in piè , o siedi qui sotto allo scannello de’ miei piedi ; non avete voi fatta differenza in voi stessi ? e non siete voi divenuti de’ giudici con malvagi pensieri ? Ascoltate , fratelli miei diletti : non ha Iddio eletti i poveri del mondo , per esser ricchi in fede , ed eredi dell’ eredità ch’ egli ha promessa a coloro che l’ amano ? Ma voi avete disonorato il povero . I ricchi non son eglino quelli che vi tiranneggiano ? non son eglino quelli che vi traggono alle corti ? Non son eglino quelli che bestemmiano il buon nome , del quale voi siete nominati ? Se invero voi adempiete la legge reale , secondo la scrittura : Ama il tuo prossimo , come te stesso , fate bene . Ma , se avete riguardo alla qualità delle persone , voi commettete peccato , essendo dalla legge convinti , come trasgressori . Perciocchè , chiunque avrà osservata tutta la legge , ed avrà fallito in un sol capo , è colpevole di tutti . Poichè colui che ha detto : Non commettere adulterio ; ha ancor detto : Non uccidere ; che se tu non commetti adulterio , ma uccidi , tu sei divenuto trasgressor della legge . Così parlate , e così operate , come avendo da esser giudicati per la legge della libertà . Perciocchè il giudicio senza misericordia sarà contro a colui che non avrà usata misericordia ; e misericordia si gloria contro a giudicio . CHE utilità vi è , fratelli miei , se alcuno dice d’ aver fede , e non ha opere ? può la fede salvarlo ? Che se un fratello , o sorella , son nudi , e bisognosi del nudrimento cotidiano ; ed alcun di voi dice loro : Andatevene in pace , scaldatevi , e satollatevi ; e voi non date loro i bisogni del corpo ; qual pro fate loro ? Così ancora la fede a parte , se non ha le opere , è per sè stessa morta . Anzi alcuno dirà ; Tu hai la fede , ed io ho le opere ; mostrami la tua fede senza le tue opere , ed io ti mostrerò la fede mia per le mie opere . Tu credi che Iddio è un solo ; ben fai ; i demoni lo credono anch’ essi , e tremano . Ora , o uomo vano , vuoi tu conoscere che la fede senza le opere è morta ? Non fu Abrahamo , nostro padre , giustificato per le opere , avendo offerto il suo figliuolo Isacco sopra l’ altare ? Tu vedi che la fede operava insieme con le opere d’ esso , e che per le opere la fede fu compiuta . E fu adempiuta la scrittura , che dice : Ed Abrahamo credette a Dio , e ciò gli fu imputato a giustizia ; ed egli fu chiamato : Amico di Dio . Voi vedete adunque che l’ uomo è giustificato per le opere , e non per la fede solamente . Simigliantemente ancora non fu Raab , la meretrice , giustificata per le opere , avendo accolti i messi , e mandatili via per un altro cammino ? Poichè , siccome il corpo senza spirito è morto , così ancora la fede senza le opere è morta . FRATELLI miei , non siate molti maestri ; sapendo che noi ne riceveremo maggior condannazione . Poichè tutti falliamo in molte cose ; se alcuno non fallisce nel parlare , esso è uomo compiuto , e può tenere a freno eziandio tutto il corpo . Ecco , noi mettiamo i freni nelle bocche de’ cavalli , acciocchè ci ubbidiscano , e facciamo volgere tutto il corpo loro . Ecco ancora le navi , benchè sieno cotanto grandi , e che sieno sospinte da fieri venti , son volte con un piccolissimo timone , dovunque il movimento di colui che le governa vuole . Così ancora la lingua è un piccol membro , e si vanta di gran cose . Ecco , un piccol fuoco quante legne incende ! La lingua altresì è un fuoco , è il mondo dell’ iniquità ; così dentro alle nostre membra è posta la lingua , la qual contamina tutto il corpo , e infiamma la ruota della vita , ed è infiammata dalla geenna . Poichè ogni generazione di fiere , e d’ uccelli , e di rettili , e d’ animali marini , si doma ed è stata domata dalla natura umana ; ma niun uomo può domar la lingua ; ella è un male che non si può rattenere ; è piena di mortifero veleno . Per essa benediciamo Iddio e Padre ; e per essa malediciamo gli uomini , che son fatti alla simiglianza di Dio . D’ una medesima bocca procede benedizione e maledizione . Non bisogna , fratelli miei , che queste cose si facciano in questa maniera . La fonte sgorga ella da una medesima buca il dolce e l’ amaro ? Può , fratelli miei , un fico fare ulive , o una vite fichi ? così niuna fonte può gettare acqua salsa , e dolce . CHI è savio e saputo , fra voi ? mostri , per la buona condotta , le sue opere , con mansuetudine di sapienza . Ma , se voi avete nel cuor vostro invidia amara e contenzione , non vi gloriate contro alla verità , e non mentite contro ad essa . Questa non è la sapienza che discende da alto ; anzi è terrena , animale , diabolica . Perciocchè , dov’ è invidia e contenzione , ivi è turbamento ed opera malvagia . Ma la sapienza che è da alto prima è pura , poi pacifica , moderata , arrendevole , piena di misericordia e di frutti buoni , senza parzialità , e senza ipocrisia . Or il frutto della giustizia si semina in pace da coloro che si adoperano alla pace . ONDE vengon le guerre , e le contese fra voi ? non è egli da questo , cioè dalle vostre voluttà , che guerreggiano nelle vostre membra ? Voi bramate , e non avete ; voi uccidete , e procacciate a gara , e non potete ottenere ; voi combattete e guerreggiate , e non avete ; perciocchè non domandate . Voi domandate , e non ricevete ; perciocchè domandate male , per ispender ne’ vostri piaceri . Adulteri ed adultere , non sapete voi che l’ amicizia del mondo è inimicizia contro a Dio ? colui adunque che vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio . Pensate voi che la scrittura dica in vano : Lo spirito che abita in voi appetisce ad invidia ? Ma egli dà vie maggior grazia ; perciò dice : Iddio resiste a’ superbi , e dà grazia agli umili . Sottomettetevi adunque a Dio , contrastate al diavolo , ed egli fuggirà da voi . Appressatevi a Dio , ed egli si appresserà a voi : nettate le vostre mani o peccatori ; e purificate i cuori vostri , o doppi d’ animo . Siate afflitti , e fate cordoglio , e piangete ; sia il vostro riso convertito in duolo , e l’ allegrezza in tristizia . Umiliatevi nel cospetto del Signore , ed egli v’ innalzerà . Non parlate gli uni contro agli altri , fratelli ; chi parla contro al fratello , e giudica il suo fratello , parla contro alla legge , e giudica la legge ; ora , se tu condanni la legge , tu non sei facitor della legge , ma giudice . V’ è un solo Legislatore , il qual può salvare , e perdere ; ma tu , chi sei , che tu condanni altrui ? OR su , voi che dite : Oggi , o domani , andremo in tal città , ed ivi dimoreremo un anno , e mercateremo , e guadagneremo . Che non sapete ciò che sarà domani ; perciocchè , qual’ è la vita vostra ? poich’ ella è un vapore , che apparisce per un poco di tempo , e poi svanisce . Invece di dire : Se piace al Signore , e se siamo in vita , noi farem questo o quello . E pure ora voi vi vantate nelle vostre vane glorie ; ogni tal vanto è cattivo . Vi è adunque peccato a colui che sa fare il bene , e non lo fa . OR su al presente , ricchi , piangete , urlando per le miserie vostre , che sopraggiungono . Le vostre ricchezze son marcite , e i vostri vestimenti sono stati rosi dalle tignuole . L’ oro e l’ argento vostro è arrugginito e la lor ruggine sarà in testimonianza contro a voi , e divorerà le vostre carni , a guisa di fuoco ; voi avete fatto un tesoro per gli ultimi giorni . Ecco , il premio degli operai che hanno mietuti i vostri campi , del quale sono stati frodati da voi , grida ; e le grida di coloro che hanno mietuto sono entrate nelle orecchie del Signor degli eserciti . Voi siete vissuti sopra la terra in delizie e morbidezze ; voi avete pasciuti i cuori vostri , come in giorno di solenne convito . Voi avete condannato , voi avete ucciso il giusto ; egli non vi resiste . ORA dunque , fratelli , siete pazienti fino alla venuta del Signore ; ecco , il lavoratore aspetta il prezioso frutto della terra con pazienza , finchè quello abbia ricevuta la pioggia della prima e dell’ ultima stagione . Siate ancor voi pazienti ; raffermate i cuori vostri ; perciocchè l’ avvenimento del Signore è vicino . Non sospirate gli uni contro agli altri , fratelli ; acciocchè non siate giudicati ; ecco il giudice è alla porta . Fratelli miei , prendete per esempio d’ afflizione e di pazienza , i profeti , i quali hanno parlato nel Nome del Signore . Ecco , noi predichiamo beati coloro che hanno sofferto ; voi avete udita la pazienza di Giobbe , ed avete veduto il fine del Signore ; poichè il Signore è grandemente pietoso e misericordioso . Ora , innanzi ad ogni cosa , fratelli miei , non giurate nè per lo cielo , nè per la terra ; nè fate alcun altro giuramento ; anzi sia il vostro sì , sì , il no , no ; acciocchè non cadiate in giudicio . Evvi alcun di voi afflitto ? ori ; evvi alcuno d’ animo lieto ? salmeggi . È alcuno di voi infermo ? chiami gli anziani della chiesa , ed orino essi sopra lui , ungendolo d’ olio , nel nome del Signore . E l’ orazione della fede salverà il malato , e il Signore lo rileverà ; e s’ egli ha commessi de’ peccati , gli saranno rimessi . Confessate i falli gli uni agli altri , ed orate gli uni per gli altri , acciocchè siate sanati ; molto può l’ orazione del giusto , fatta con efficacia . Elia era uomo sottoposto a medesime passioni come noi , e pur per orazione richiese che non piovesse , e non piovve sopra la terra lo spazio di tre anni e sei mesi . E di nuovo egli pregò , e il cielo diè della pioggia , e la terra produsse il suo frutto . Fratelli , se alcun di voi si svia dalla verità , ed alcuno lo converte ; sappia colui , che chi avrà convertito un peccatore dall’ error della sua via , salverà un’ anima da morte , e coprirà moltitudine di peccati . PIETRO , apostolo di Gesù Cristo , a quelli della dispersione di Ponto , di Galazia , di Cappadocia , d’ Asia , e di Bitinia ; che abitano in que’ luoghi come forestieri ; eletti , secondo la preordinazion di Dio Padre , in santificazione di Spirito , ad ubbidienza , e ad esser cospersi col sangue di Gesù Cristo ; grazia e pace vi sia moltiplicata . BENEDETTO sia Iddio , e Padre del Signor nostro Gesù Cristo , il quale , secondo la sua gran misericordia , ci ha rigenerati in isperanza viva , per la risurrezione di Gesù Cristo da’ morti ; all’ eredità incorruttibile , ed immacolata , e che non può scadere , conservata ne’ cieli per noi . I quali siamo , nella virtù di Dio , per la fede , guardati per la salute presta ad essere rivelata nell’ ultimo tempo . Nel che voi gioite , essendo al presente un poco , se così bisogna , contristati in varie tentazioni . Acciocchè la prova della fede vostra , molto più preziosa dell’ oro che perisce , e pure è provato per lo fuoco , sia trovata a lode , ed onore , e gloria , nell’ apparizione di Gesù Cristo . Il quale , benchè non l’ abbiate veduto , voi amate ; nel quale credendo , benchè ora nol veggiate , voi gioite d’ un’ allegrezza ineffabile e gloriosa ; ottenendo il fine della fede vostra : la salute delle anime . Della qual salute cercarono , e investigarono i profeti , che profetizzarono della grazia riserbata per voi ; investigando qual tempo e quali circostanze volesse significare lo Spirito di Cristo ch’ era in loro , e che già testimoniava innanzi le sofferenze che avverrebbero a Cristo , e le glorie che poi appresso seguirebbero . Ai quali fu rivelato , che non a sè stessi , ma a noi , ministravano quelle cose , le quali ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno evangelizzato per lo Spirito Santo , mandato dal cielo ; nelle quali gli angeli desiderano riguardare addentro . PERCIÒ , avendo i lombi della vostra mente cinti , stando sobri , sperate perfettamente nella grazia che vi sarà conferita nell’ apparizione di Gesù Cristo ; come figliuoli di ubbidienza , non conformandovi alle concupiscenze del tempo passato , mentre eravate in ignoranza . Anzi , siccome colui che vi ha chiamati è santo , voi altresì siate santi in tutta la vostra condotta . Poichè egli è scritto : Siate santi , perciocchè io sono santo . E , se chiamate Padre colui il quale , senza aver riguardo alla qualità delle persone , giudica secondo l’ opera di ciascuno : conducetevi in timore , tutto il tempo della vostra peregrinazione ; sapendo che , non con cose corruttibili , argento od oro , siete stati riscattati dalla vana condotta vostra , insegnata di mano in mano da’ padri ; ma col prezioso sangue di Cristo , come dell’ agnello senza difetto , nè macchia ; ben preordinato avanti la fondazione del mondo , ma manifestato negli ultimi tempi per voi ; i quali per lui credete in Dio , che l’ ha suscitato da’ morti , e gli ha data gloria ; acciocchè la vostra fede e speranza fosse in Dio . Avendo voi purificate le anime vostre ubbidendo alla verità , per mezzo dello Spirito , per avere fraterna carità non finta , portate amore intenso gli uni agli altri di puro cuore . Essendo rigenerati , non di seme corruttibile , ma incorruttibile , per la parola di Dio viva e permanente in eterno . Perciocchè ogni carne è come erba , ed ogni gloria d’ uomo come fior d’ erba ; l’ erba è tosto seccata , ed il suo fiore è tosto caduto . Ma la parola del Signore dimora in eterno ; e questa è la parola che vi è stata evangelizzata . Deposta adunque ogni malizia , ed ogni frode , e le ipocrisie , ed invidie , ed ogni maldicenza ; come fanciulli pur ora nati , appetite il latte puro della parola , acciocchè per esso cresciate . Se pure avete gustato che il Signore è buono ; al quale accostandovi , come alla pietra viva , riprovata dagli uomini , ma dinanzi a Dio eletta , preziosa ; ancora voi , come pietre vive , siete edificati , per essere una casa spirituale , un sacerdozio santo , per offerire sacrificii spirituali , accettevoli a Dio per Gesù Cristo . Per la qual cosa ancora è contenuto nella scrittura : Ecco , io pongo in Sion la pietra del capo del cantone , eletta , preziosa ; e chi crederà in essa non sarà punto svergognato . A voi adunque , che credete , ella è quella cosa preziosa ; ma a’ disubbidienti è , come è detto : La pietra , che gli edificatori hanno riprovata , è divenuta il capo del cantone , e pietra d’ incappo , e sasso d’ intoppo . I quali s’ intoppano nella parola , essendo disubbidienti ; a che ancora sono stati posti . Ma voi siete la generazione eletta ; il real sacerdozio , la gente santa , il popolo d’ acquisto ; acciocchè predichiate le virtù di colui che vi ha dalle tenebre chiamati alla sua maravigliosa luce . I quali già non eravate popolo , ma ora siete popolo di Dio ; a’ quali già non era stata fatta misericordia , ma ora vi è stata fatta misericordia . DILETTI , io vi esorto che , come avveniticci e forestieri , vi asteniate dalle carnali concupiscenze , le quali guerreggiano contro all’ anima ; avendo una condotta onesta fra i Gentili ; acciocchè , là dove sparlano di voi come di malfattori , glorifichino Iddio , nel giorno della visitazione , per le vostre buone opere , che avranno vedute . Siate adunque soggetti ad ogni podestà creata dagli uomini , per l’ amor del Signore : al re , come al sovrano ; ed ai governatori , come a persone mandate da lui , in vendetta de’ malfattori , e in lode di quelli che fanno bene . Perciocchè tale è la volontà di Dio : che facendo bene , turiate la bocca all’ ignoranza degli uomini stolti ; come liberi , ma non avendo la libertà per coverta di malizia ; anzi , come servi di Dio . Onorate tutti , amate la fratellanza , temete Iddio , rendete onore al re . SERVI , siate con ogni timore , soggetti a’ vostri signori ; non solo a’ buoni , e moderati ; ma a’ ritrosi ancora . Perciocchè questo è cosa grata , se alcuno , per la coscienza di Dio , sofferisce molestie , patendo ingiustamente . Imperocchè , qual gloria è egli , se , peccando ed essendo puniti , voi il sofferite ? ma , se facendo bene , e pur patendo , voi il sofferite , ciò è cosa grata dinnanzi a Iddio . Poichè a questo siete stati chiamati ; perciocchè Cristo ha patito anch’ egli per noi , lasciandoci un esempio , acciocchè voi seguitiate le sue pedate . Il qual non fece alcun peccato , nè fu trovata frode alcuna nella sua bocca . Il quale , oltraggiato , non oltraggiava all’ incontro ; patendo , non minacciava ; ma si rimetteva in man di colui che giudica giustamente . Il quale ha portato egli stesso i nostri peccati nel suo corpo , in sul legno ; acciocchè , morti al peccato , viviamo a giustizia ; per lo cui lividore voi siete stati sanati . Perciocchè voi eravate come pecore erranti ; ma ora siete stati convertiti al Pastore , e al Vescovo delle anime vostre . PARIMENTE sieno le mogli soggette a’ lor mariti ; acciocchè , se pur ve ne sono alcuni che non ubbidiscono alla parola , sieno , per la condotta delle mogli , guadagnati senza parola ; avendo considerata la vostra condotta casta unita a timore . Delle quali l’ ornamento sia , non l’ esteriore dell’ intrecciatura de’ capelli , o di fregi d’ oro , o sfoggio di vestiti ; ma l’ uomo occulto del cuore , nell’ incorrotta purità dello spirito benigno e pacifico ; il quale è di gran prezzo nel cospetto di Dio . Perciocchè in questa maniera ancora già si adornavano le sante donne , che speravano in Dio , essendo soggette a’ lor mariti . Siccome Sara ubbidì ad Abrahamo , chiamandolo signore ; della quale voi siete figliuole , se fate ciò che è bene , non temendo alcuno spavento . Voi mariti , fate il simigliante , abitando con loro discretamente ; portando onore al vaso femminile , come al più debole ; come essendo voi ancora coeredi della grazia della vita ; acciocchè le vostre orazioni non sieno interrotte . E IN somma , siate tutti concordi , compassionevoli , fratellevoli , pietosi , benevoglienti ; non rendendo mal per male , od oltraggio per oltraggio ; anzi , al contrario , benedicendo ; sapendo che a questo siete stati chiamati , acciocchè erediate la benedizione . Perciocchè , chi vuole amar la vita , e veder buoni giorni , rattenga la sua bocca dal male ; e le sue labbra , che non proferiscano frode ; ritraggasi dal male , e faccia il bene ; cerchi la pace , e la procacci . Perciocchè gli occhi del Signore son sopra i giusti , e le sue orecchie sono intente alla loro orazione ; ma il volto del Signore è contro a quelli che fanno male . E chi sarà colui che vi faccia male , se voi seguite il bene ? Ma , se pure ancora patite per giustizia , beati voi ; or non temiate del timor loro , e non vi conturbate . Anzi santificate il Signore Iddio ne’ cuori vostri ; e siate sempre pronti a rispondere a vostra difesa a chiunque vi domanda ragione della speranza ch’ è in voi , con mansuetudine , e timore . Avendo buona coscienza ; acciocchè , là dove sparlano di voi come di malfattori , sieno svergognati coloro che calunniano la vostra buona condotta in Cristo . Perciocchè , meglio è che , se pur tale è la volontà di Dio , patiate facendo bene , anzi che facendo male . Poichè Cristo ancora ha sofferto una volta per i peccati , egli giusto per gl’ ingiusti , acciocchè ci adducesse a Dio ; essendo mortificato in carne , ma vivificato per lo Spirito . Nel quale ancora andò già , e predicò agli spiriti che sono in carcere . I quali già furon ribelli , quando la pazienza di Dio aspettava ai giorni di Noè , mentre si apparecchiava l’ arca ; nella quale poche anime , cioè otto , furon salvate per mezzo l’ acqua . Alla qual figura corrisponde il battesimo , il quale non il nettamento delle brutture della carne , ma la domanda di buona coscienza verso Iddio ora salva ancora noi , per la risurrezione di Gesù Cristo . Il quale , essendo andato in cielo , è alla destra di Dio , essendogli sottoposti angeli , e podestà , e potenze . POI dunque che Cristo ha sofferto per noi in carne , ancor voi armatevi del medesimo pensiero , che chi ha sofferto in carne , ha cessato dal peccato ; per vivere il tempo che resta in carne , non più alle concupiscenze degli uomini , ma alla volontà di Dio . Perciocchè il tempo passato della vita ci dev’ esser bastato per avere operata la volontà de’ Gentili , essendo camminati in lascivie , cupidità , ebbrezze , conviti , bevimenti , e nefande idolatrie . Laonde ora essi stupiscono , come di cosa strana , che voi non concorrete ad una medesima strabocchevol dissoluzione ; e ne bestemmiano . I quali renderanno ragione a colui che è presto a giudicare i vivi ed i morti . Poichè per questo è stato predicato l’ evangelo ancora a’ morti , acciocchè fossero giudicati in carne , secondo gli uomini ; ma vivessero in ispirito , secondo Iddio . Or la fine d’ ogni cosa è vicina ; siate adunque temperati , e vigilanti alle orazioni . Avendo , innanzi ad ogni cosa , la carità intensa gli uni inverso gli altri ; perciocchè la carità coprirà moltitudine di peccati . Siate volonterosi albergatori gli uni degli altri , senza mormorii . Secondo che ciascuno ha ricevuto alcun dono , amministratelo gli uni agli altri , come buoni dispensatori della svariata grazia di Dio . Se alcuno parla , parli come gli oracoli di Dio ; se alcuno ministra , faccialo come per lo potere che Iddio fornisce ; acciocchè in ogni cosa sia glorificato Iddio per Gesù Cristo , a cui appartiene la gloria e l’ imperio , ne’ secoli de’ secoli . Amen . Diletti , non vi smarrite , come se vi avvenisse cosa strana , d’ esser messi al cimento ; il che si fa per provarvi . Anzi , in quanto partecipate le sofferenze di Cristo , rallegratevi ; acciocchè ancora nell’ apparizione della sua gloria voi vi rallegriate giubilando . Se siete vituperati per lo nome di Cristo , beati voi ; poichè lo Spirito di gloria e di Dio , riposa sopra voi ; ben è egli , quant’ è a loro , bestemmiato ; ma , quant’ è a voi , è glorificato . Perciocchè , niun di voi patisca come micidiale , o ladro , o malfattore , o curante le cose che non gli appartengono . Ma , se patisce come Cristiano , non si vergogni ; anzi glorifichi Iddio in questa parte . Perciocchè , egli è il tempo che il giudicio cominci dalla casa di Dio ; e se comincia prima da noi , qual sarà la fine di coloro che non ubbidiscono all’ evangelo di Dio ? E se il giusto è appena salvato , dove comparirà l’ empio e il peccatore ? Perciò quelli ancora , che patiscono secondo la volontà di Dio , raccomandingli le anime loro , come al fedele Creatore , con far bene . IO esorto gli anziani d’ infra voi , io che sono anziano con loro , e testimonio delle sofferenze di Cristo , ed insieme ancora partecipe della gloria che dev’ esser manifestata , che voi pasciate la greggia di Dio che è fra voi , avendone la cura , non isforzatamente , ma volontariamente ; non per disonesta cupidità del guadagno , ma di animo franco . E non come signoreggiando le eredità , ma essendo gli esempi della greggia . E , quando sarà apparito il sommo Pastore , voi otterrete la corona della gloria che non si appassa . Parimente voi giovani , siate soggetti a’ più vecchi ; e sottomettetevi tutti gli uni agli altri ; siate adorni d’ umiltà ; perciocchè Iddio resiste a’ superbi , e dà grazia agli umili . Umiliatevi adunque sotto alla potente mano di Dio , acciocchè egli v’ innalzi , quando sarà il tempo ; gettando sopra lui tutta la vostra sollecitudine ; perciocchè egli ha cura di voi . Siate sobri ; vegliate ; perciocchè il vostro avversario , il diavolo , a guisa di leon ruggente , va attorno , cercando chi egli possa divorare . Al quale resistete , essendo fermi nella fede ; sapendo che le medesime sofferenze si compiono nella vostra fratellanza , che è per lo mondo . OR l’ Iddio di ogni grazia , il quale vi ha chiamati alla sua eterna gloria in Cristo Gesù , dopo che avrete sofferto per poco tempo ; esso vi renda compiuti , vi raffermi , vi fortifichi , vi fondi . A lui sia la gloria , e l’ imperio , ne’ secoli de’ secoli . Amen . Per Silvano , che vi è fedel fratello , come io lo giudico , io vi ho scritto brevemente ; esortandovi , e protestandovi che la vera grazia di Dio è questa nella quale voi siete . La chiesa che è in Babilonia , eletta come voi , e Marco , mio figliuolo , vi salutano . Salutatevi gli uni gli altri col bacio della carità , Pace sia a voi tutti , che siete in Cristo Gesù . Amen . SIMON PIETRO , servitore ed apostolo di Gesù Cristo , a coloro che hanno ottenuta fede di pari prezzo che noi , nella giustizia dell’ Iddio e Salvator nostro , Gesù Cristo ; grazia e pace vi sia moltiplicata nella conoscenza di Dio , e di Gesù , nostro Signore . SICCOME la sua potenza divina ci ha donate tutte le cose , che appartengono alla vita ed alla pietà , per la conoscenza di colui che ci ha chiamati per la sua gloria e virtù ; per le quali ci son donate le preziose e grandissime promesse ; acciocchè per esse voi siate fatti partecipi della natura divina , essendo fuggiti dalla corruzione in concupiscenza , che è nel mondo ; voi ancora simigliantemente , recando a questo stesso ogni studio , sopraggiungete alla fede vostra la virtù , e alla virtù la conoscenza ; e alla conoscenza la continenza , e alla continenza la sofferenza , e alla sofferenza la pietà ; e alla pietà l’ amor fraterno , e all’ amor fraterno la carità . Perciocchè , se queste cose sono ed abbondano in voi , non vi renderanno oziosi , nè sterili nella conoscenza del Signor nostro Gesù Cristo . Poichè colui nel quale queste cose non sono , è cieco , di corta vista , avendo dimenticato il purgamento de’ suoi vecchi peccati . Perciò , fratelli , vie più studiatevi di render ferma la vostra vocazione ed elezione ; perciocchè , facendo queste cose , non v’ intopperete giammai . Imperocchè così vi sarà copiosamente porta l’ entrata all’ eterno regno del Signor nostro Gesù Cristo . Perciò io non trascurerò di rammemorarvi del continuo queste cose ; benchè siate già intendenti , e confermati nella presente verità . Or io stimo esser cosa ragionevole , che , mentre io sono in questa tenda , io vi risvegli per ricordo ; sapendo che fra poco la mia tenda ha da essere posta giù ; siccome ancora il Signor nostro Gesù Cristo me l’ ha dichiarato . Ma io mi studierò che ancora , dopo la mia partenza , abbiate il modo di rammemorarvi frequentemente queste cose . Poichè non vi abbiamo data a conoscer la potenza e l’ avvenimento del Signor nostro Gesù Cristo , andando dietro a favole artificiosamente composte ; ma essendo stati spettatori della maestà di esso . Perciocchè egli ricevette da Dio Padre onore e gloria , essendogli recata una cotal voce dalla magnifica gloria : Questi è il mio diletto Figliuolo , nel quale io ho preso il mio compiacimento . E noi udimmo questa voce recata dal cielo , essendo con lui sul monte santo . Noi abbiamo ancora la parola profetica più ferma , alla quale fate bene di attendere , come ad una lampana rilucente in un luogo scuro , finchè schiarisca il giorno , e che la stella mattutina sorga ne’ cuori vostri ; sapendo questo imprima , che alcuna profezia della scrittura non è di particolare interpretazione . Perciocchè la profezia non fu già recata per volontà umana ; ma i santi uomini di Dio hanno parlato , essendo sospinti dallo Spirito Santo . OR vi furono ancora de’ falsi profeti fra il popolo , come altresì vi saranno fra voi de’ falsi dottori , i quali sottintrodurranno eresie di perdizione , e rinnegheranno il Signore che li ha comperati , traendosi addosso subita perdizione . E molti seguiteranno le lor lascivie ; per i quali la via della verità sarà bestemmiata . E per avarizia faranno mercatanzia di voi con parole finte ; sopra i quali già da lungo tempo il giudicio non tarda , e la perdizione loro non dorme . Perciocchè , se Iddio non ha risparmiati gli angeli che hanno peccato ; anzi , avendoli abissati , li ha messi in catene di caligine , per esser guardati al giudicio ; e non risparmiò il mondo antico ; ma salvò Noè , predicator di giustizia , sol con otto persone , avendo addotto il diluvio sopra il mondo degli empi ; e condannò a sovversione le città di Sodoma , e di Gomorra , avendole ridotte in cenere , e poste per esempio a coloro che per l’ avvenire viverebbero empiamente ; e scampò il giusto Lot , travagliato per la lussuriosa condotta degli scellerati poichè quel giusto , abitando fra loro , per ciò ch’ egli vedeva , ed udiva , tormentava ogni dì l’ anima sua giusta per le scellerate loro opere ; il Signore sa trarre di tentazione i pii , e riserbar gli empi ad esser puniti nel giorno del giudicio ; massimamente coloro che vanno dietro alla carne , in concupiscenza d’ immondizia ; e che sprezzano le signorie : che sono audaci , di lor senno , e non hanno orrore di dir male delle dignità . Mentre gli angeli , benchè sieno maggiori di forza e di potenza , non dànno contro ad esse dinanzi al Signore giudicio di maldicenza . Ma costoro , come animali senza ragione , andando dietro all’ impeto della natura , nati ad esser presi , ed a perire bestemmiando nelle cose che ignorano , periranno del tutto nella lor corruzione , ricevendo il pagamento dell’ iniquità . Essi , che reputano tutto il lor piacere consistere nelle delizie della giornata ; che son macchie , e vituperii , godendo de’ loro inganni , mentre mangiano con voi ne’ vostri conviti . Avendo gli occhi pieni d’ adulterio , e che non restano giammai di peccare ; adescando le anime instabili ; avendo il cuore esercitato ad avarizia , figliuoli di maledizione . I quali , lasciata la diritta strada , si sono sviati , seguitando la via di Balaam , figliuolo di Bosor , il quale amò il salario d’ iniquità . Ma egli ebbe la riprensione della sua prevaricazione ; un’ asina mutola , avendo parlato in voce umana , represse la follia del profeta . Questi son fonti senz’ acqua , nuvole sospinte dal turbo , a’ quali è riserbata la caligine delle tenebre . Perciocchè , parlando cose vane sopra modo gonfie , adescano per concupiscenze della carne , e per lascivie , coloro che erano un poco fuggiti da quelli che conversano in errore . Promettendo loro libertà , là dove eglino stessi son servi della corruzione ; poichè ancora , se altri è vinto da alcuno , diviene suo servo . Perciocchè , quelli che son fuggiti dalle contaminazioni del mondo , per la conoscenza del Signore e Salvator Gesù Cristo , se di nuovo essendo in quelle avviluppati , sono vinti , l’ ultima condizione è loro peggiore della primiera . Imperocchè meglio era per loro non aver conosciuta la via della giustizia , che , dopo averla conosciuta , rivolgersi indietro dal santo comandamento che era loro stato dato . Ma egli è avvenuto loro ciò che si dice per vero proverbio : Il cane è tornato al suo vomito , e la porca lavata è tornata a voltolarsi nel fango . DILETTI , questa è già la seconda epistola che io vi scrivo ; nell’ una e nell’ altra delle quali io desto con ricordo la vostra sincera mente . Acciocchè vi ricordiate delle parole dette innanzi da’ santi profeti , e del comandamento di noi apostoli , che è del Signore e Salvatore stesso . Sapendo questo imprima , che negli ultimi giorni verranno degli schernitori , che cammineranno secondo le lor proprie concupiscenze ; e diranno : Dov’ è la promessa del suo avvenimento ? poichè , da che i padri si sono addormentati , tutte le cose perseverano in un medesimo stato , fin dal principio della creazione . Perciocchè essi ignorano questo volontariamente , che per la parola di Dio , ab antico , i cieli furono fatti ; e la terra ancora , consistente fuor dell’ acqua , e per mezzo l’ acqua . Per le quali cose il mondo di allora , diluviato per l’ acqua , perì . Ma i cieli e la terra del tempo presente , per la medesima parola , son riposti ; essendo riserbati al fuoco , per il giorno del giudicio , e della perdizione degli uomini empi . Or quest’ unica cosa non vi sia celata , diletti , che per il Signore un giorno è come mille anni , e mille anni come un giorno . Il Signore non ritarda l’ adempimento della sua promessa , come alcuni reputano tardanza ; anzi è paziente inverso noi , non volendo che alcuni periscano , ma che tutti vengano a ravvedimento . Ora il giorno del Signore verrà come un ladro di notte ; e in quello i cieli passeranno rapidamente , e gli elementi divampati si dissolveranno ; e la terra , e le opere che sono in essa , saranno arse . Poi dunque che tutte queste cose hanno da dissolversi , quali convienvi essere in santa condotta , ed opere di pietà ? Aspettando , e affrettandovi all’ avvenimento del giorno di Dio , per il quale i cieli infocati si dissolveranno , e gli elementi infiammati si struggeranno . Ora , secondo la promessa d’ esso , noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra , ne’ quali giustizia abita . Perciò , diletti , aspettando queste cose , studiatevi che da lui siate trovati immacolati e irreprensibili , in pace . E reputate per salute la pazienza del Signor nostro ; siccome ancora il nostro caro fratello Paolo , secondo la sapienza che gli è stata data , vi ha scritto . Come ancora egli fa in tutte le sue epistole , parlando in esse di questi punti , nei quali vi sono alcune cose malagevoli ad intendere , le quali gli uomini male ammaestrati ed instabili torcono , come ancora le altre scritture , alla lor propria perdizione . Voi adunque , diletti , sapendo queste cose innanzi , guardatevi che , trasportati insieme per l’ errore degli scellerati , non iscadiate dalla propria fermezza . Anzi crescete nella grazia , e conoscenza del Signore e Salvator nostro Gesù Cristo . A lui sia la gloria , ed ora , ed in sempiterno . Amen . QUELLO che era dal principio , quello che abbiamo udito , quello che abbiam veduto con gli occhi nostri , quello che abbiam contemplato , e che le nostre mani hanno toccato della Parola della vita e la vita è stata manifestata , e noi l’ abbiam veduta , e ne rendiam testimonianza , e vi annunziamo la vita eterna , la quale era presso il Padre , e ci è stata manifestata ; quello , dico , che abbiam veduto ed udito , noi ve l’ annunziamo ; acciocchè ancora voi abbiate comunione con noi , e che la nostra comunione sia col Padre , e col suo Figliuol Gesù Cristo . E vi scriviamo queste cose , acciocchè la vostra allegrezza sia compiuta . OR questo è l’ annunzio che abbiamo udito da lui , e il qual vi annunziamo : che Iddio è luce , e che non vi sono in lui tenebre alcune . Se noi diciamo che abbiamo comunione con lui , e camminiamo nelle tenebre , noi mentiamo , e non procediamo in verità . Ma , se camminiamo nella luce , siccome egli è nella luce , abbiamo comunione egli e noi insieme ; e il sangue di Gesù Cristo , suo Figliuolo , ci purga di ogni peccato . SE noi diciamo che non v’ è peccato in noi , inganniamo noi stessi , e la verità non è in noi . Se confessiamo i nostri peccati , egli è fedele e giusto , per rimetterci i peccati , e purgarci di ogni iniquità . Se diciamo di non aver peccato , lo facciamo bugiardo , e la sua parola non è in noi . Figliuoletti miei , io vi scrivo queste cose , acciocchè non pecchiate ; e se pure alcuno ha peccato , noi abbiamo un avvocato presso il Padre , cioè Gesù Cristo giusto ; ed esso è il purgamento dei peccati nostri ; e non solo de’ nostri , ma ancora di quelli di tutto il mondo . E PER questo conosciamo che noi l’ abbiamo conosciuto , se osserviamo i suoi comandamenti . Chi dice : Io l’ ho conosciuto , e non osserva i suoi comandamenti , è bugiardo , e la verità non è nel tale . Ma chi osserva la sua parola , l’ amor di Dio è veramente compiuto nel tale ; per questo conosciamo che noi siamo in lui . Chi dice di dimorare in lui , deve , come egli camminò , camminare egli ancora simigliantemente . Fratelli , io non vi scrivo un nuovo comandamento ; anzi il comandamento vecchio , il quale aveste dal principio ; il comandamento vecchio è la parola che voi udiste dal principio . Ma pure ancora , io vi scrivo un comandamento nuovo ; il che è vero in lui , ed in voi ; perciocchè le tenebre passano , e già risplende la vera luce . Chi dice d’ esser nella luce , e odia il suo fratello , è ancora nelle tenebre . Chi ama il suo fratello dimora nella luce , e non vi è intoppo in lui . Ma chi odia il suo fratello è nelle tenebre , e cammina nelle tenebre , e non sa ove egli si vada ; perciocchè le tenebre gli hanno accecati gli occhi . Figlioletti , io vi scrivo , perciocchè vi son rimessi i peccati per lo nome d’ esso . Padri , io vi scrivo , perciocchè avete conosciuto quello che è dal principio . Giovani , io vi scrivo , perciocchè avete vinto il maligno . Fanciulli , io vi scrivo , perciocchè avete conosciuto il Padre . Padri , io vi ho scritto , perciocchè avete conosciuto quello che è dal principio . Giovani , io vi ho scritto , perciocchè siete forti , e la parola di Dio dimora in voi , ed avete vinto il maligno . Non amate il mondo , nè le cose che son nel mondo ; se alcuno ama il mondo , l’ amor del Padre non è in lui . Perciocchè tutto quello che è nel mondo : la concupiscenza della carne , e la concupiscenza degli occhi , e la superbia della vita , non è dal Padre , ma è dal mondo . E il mondo , e la sua concupiscenza , passa via ; ma chi fa la volontà di Dio dimora in eterno . FANCIULLI , egli è l’ ultimo tempo ; e come avete inteso che l’ anticristo verrà , fin da ora vi son molti anticristi ; onde noi conosciamo ch’ egli è l’ ultimo tempo . Sono usciti d’ infra noi , ma non eran de’ nostri ; perciocchè , se fossero stati de’ nostri , sarebber rimasti con noi ; ma conveniva che fosser manifestati ; perciocchè non tutti sono de’ nostri . Ma , quant’ è a voi , voi avete l’ unzione dal Santo , e conoscete ogni cosa . Ciò ch’ io vi ho scritto , non è perchè non sappiate la verità ; anzi , perciocchè la sapete , e perciocchè niuna menzogna è dalla verità . Chi è il mendace , se non colui che nega che Gesù è il Cristo ? esso è l’ anticristo , il qual nega il Padre , e il Figliuolo . Chiunque nega il Figliuolo , nè anche ha il Padre ; chi confessa il Figliuolo , ha ancora il Padre . Quant’ è a voi dunque , dimori in voi ciò che avete udito dal principio ; se ciò che avete udito dal principio dimora in voi , ancora voi dimorerete nel Figliuolo , e nel Padre . E questa è la promessa , ch’ egli ci ha fatta , cioè : la vita eterna . Io vi ho scritte queste cose intorno a coloro che vi seducono . Ma , quant’ è a voi , l’ unzione che avete ricevuta da lui dimora in voi , e non avete bisogno che alcuno v’ insegni ; ma , come la stessa unzione v’ insegna ogni cosa , ed essa è verace , e non è menzogna ; dimorate in esso , come quella vi ha insegnato . Ora dunque , figlioletti , dimorate in lui , acciocchè , quando egli sarà apparito , abbiam confidanza , e non siamo confusi per la sua presenza , nel suo avvenimento . Se voi sapete ch’ egli è giusto , sappiate che chiunque opera la giustizia è nato da lui . VEDETE qual carità ci ha data il Padre , che noi siam chiamati figliuoli di Dio ; perciò non ci conosce il mondo , perciocchè non ha conosciuto lui . Diletti , ora siamo figliuoli di Dio , ma non è ancora apparito ciò che saremo ; ma sappiamo che quando sarà apparito , saremo simili a lui ; perciocchè noi lo vedremo come egli è . E chiunque ha questa speranza in lui si purifica , com’ esso è puro . Chiunque fa il peccato fa ancora la trasgressione della legge ; e il peccato è la trasgressione della legge . E voi sapete ch’ egli è apparito , acciocchè togliesse via i nostri peccati ; e peccato alcuno non è in lui . Chiunque dimora in lui non pecca ; chiunque pecca non l’ ha veduto , e non l’ ha conosciuto . Figlioletti , niuno vi seduca : chi opera la giustizia è giusto , siccome esso è giusto . Chiunque fa il peccato , è dal Diavolo ; poichè il Diavolo pecca dal principio ; per questo è apparito il Figliuol di Dio , acciocchè disfaccia le opere del Diavolo . Chiunque è nato da Dio , non fa peccato ; perciocchè il seme d’ esso dimora in lui ; e non può peccare , perciocchè è nato da Dio . Per questo son manifesti i figliuoli di Dio , e i figliuoli del Diavolo ; chiunque non opera la giustizia , e chi non ama il suo fratello , non è da Dio . Perciocchè questo è l’ annunzio , che voi avete udito dal principio : che noi amiamo gli uni gli altri . E non facciamo come Caino , il quale era dal maligno ; ed uccise il suo fratello ; e per qual cagione l’ uccise egli ? perciocchè le opere sue erano malvage , e quelle del suo fratello giuste . Non vi maravigliate , fratelli miei , se il mondo vi odia . Noi , perciocchè amiamo i fratelli , sappiamo che siamo stati trasportati dalla morte alla vita ; chi non ama il fratello dimora nella morte . Chiunque odia il suo fratello , è micidiale ; e voi sapete che alcun micidiale non ha la vita eterna dimorante in sè . In questo noi abbiam conosciuto l’ amor di Dio ; ch’ esso ha posta l’ anima sua per noi ; ancora noi dobbiam porre le anime per i fratelli . Ora , se alcuno ha de’ beni del mondo , e vede il suo fratello aver bisogno , e gli chiude le sue viscere , come dimora l’ amor di Dio in lui ? Figlioletti miei , non amiamo di parola , nè della lingua ; ma d’ opera , e in verità . E in questo conosciamo che noi siam della verità , ed accerteremo i cuori nostri nel suo cospetto . Perciocchè , se il cuor nostro ci condanna , Iddio è pur maggiore del cuor nostro , e conosce ogni cosa . Diletti , se il cuor nostro non ci condanna , noi abbiam confidanza dinanzi a Iddio . E qualunque cosa chiediamo , la riceviamo da lui ; perciocchè osserviamo i suoi comandamenti , e facciamo le cose che gli son grate . E questo è il suo comandamento : che crediamo al nome del suo Figliuol Gesù Cristo , e ci amiamo gli uni gli altri , siccome egli ne ha dato il comandamento . E chi osserva i suoi comandamenti dimora in lui , ed egli in esso ; e per questo conosciamo ch’ egli dimora in noi , cioè : dallo Spirito che egli ci ha donato . DILETTI , non crediate ad ogni spirito , ma provate gli spiriti , se son da Dio ; poichè molti falsi profeti sono usciti fuori nel mondo . Per questo si conosce lo Spirito di Dio : ogni spirito , che confessa Gesù Cristo venuto in carne , è da Dio . Ed ogni spirito , che non confessa Gesù Cristo venuto in carne , non è da Dio ; e quello è lo spirito d’ anticristo , il quale voi avete udito dover venire ; ed ora egli è già nel mondo . Voi siete da Dio , figlioletti , e li avete vinti ; perciocchè maggiore è colui ch’ è in voi , che quello che è nel mondo . Essi sono dal mondo ; e per ciò , quello che parlano è del mondo ; e il mondo li ascolta . Noi siamo da Dio ; chi conosce Iddio ci ascolta ; chi non è da Dio non ci ascolta ; da questo conosciamo lo spirito della verità , e lo spirito dell’ errore . DILETTI , amiamoci gli uni gli altri ; perciocchè la carità è da Dio ; e chiunque ama è nato da dio , e conosce Iddio . Chi non ama non ha conosciuto Iddio ; poichè Iddio è carità . In questo si è manifestata la carità di Dio inverso noi : che Iddio ha mandato il suo Unigenito nel mondo , acciocchè per lui viviamo . In questo è la carità : non che noi abbiamo amato Iddio , ma ch’ egli ha amati noi , ed ha mandato il suo Figliuolo , per esser purgamento de’ nostri peccati . Diletti , se Iddio ci ha così amati , ancor noi ci dobbiamo amar gli uni gli altri . Niuno vide giammai Iddio ; se noi ci amiamo gli uni gli altri , Iddio dimora in noi , e la sua carità è compiuta in noi . Per questo conosciamo che dimoriamo in lui , ed egli in noi : perciocchè egli ci ha donato del suo Spirito . E noi siamo stati spettatori , e testimoniamo che il Padre ha mandato il Figliuolo , per essere Salvatore del mondo . Chi avrà confessato che Gesù è il Figliuol di Dio , Iddio dimora in lui , ed egli in Dio . E noi abbiam conosciuta , e creduta la carità che Iddio ha inverso noi . Iddio è carità ; e chi dimora nella carità , dimora in Dio , e Iddio dimora in lui . In questo è compiuta la carità inverso noi acciocchè abbiamo confidanza nel giorno del giudicio : che quale egli è , tali siamo ancor noi in questo mondo . Paura non è nella carità ; anzi la compiuta carità caccia fuori la paura ; poichè la paura ha pena ; e chi teme non è compiuto nella carità . Noi l’ amiamo , perciocchè egli ci ha amati il primo . Se alcuno dice : Io amo Iddio , ed odia il suo fratello , è bugiardo ; perciocchè , chi non ama il suo fratello ch’ egli ha veduto , come può amare Iddio ch’ egli non ha veduto ? E questo comandamento abbiam da lui : che chi ama Iddio , ami ancora il suo fratello . OGNUNO che crede che Gesù è il Cristo è nato da Dio ; e chiunque ama colui che l’ ha generato , ama ancora colui che è stato generato da esso . Per questo conosciamo che amiamo i figliuoli di Dio , quando amiamo Iddio , ed osserviamo i suoi comandamenti . Perciocchè questo è l’ amore di Dio , che noi osserviamo i suoi comandamenti ; e i suoi comandamenti non sono gravi . Poichè tutto quello che è nato da Dio vince il mondo ; e questa è la vittoria che ha vinto il mondo , cioè , la fede nostra . Chi è colui che vince il mondo , se non colui che crede che Gesù è il Figliuolo di Dio ? Questi è quel che è venuto con acqua , e sangue , cioè Gesù Cristo ; non con acqua solamente , ma con sangue , e con acqua ; e lo Spirito è quel che ne rende testimonianza ; poichè lo Spirito è la verità . Perciocchè tre son quelli che testimoniano nel cielo : il Padre , e la Parola , e lo Spirito Santo ; e questi tre sono una stessa cosa . Tre ancora son quelli che testimoniano sopra la terra : lo Spirito , e l’ acqua , e il sangue ; e questi tre si riferiscono a quell’ una cosa . Se noi riceviamo la testimonianza degli uomini , la testimonianza di Dio è pur maggiore ; poichè questa è la testimonianza di Dio , la quale egli ha testimoniata del suo Figliuolo . Chi crede nel Figliuol di Dio , ha quella testimonianza in sè stesso ; chi non crede a Dio , lo fa bugiardo ; poichè non ha creduto alla testimonianza , che Iddio ha testimoniata intorno al suo Figliuolo . E la testimonianza è questa : che Iddio ci ha data la vita eterna , e che questa vita è nel suo Figliuolo . Chi ha il Figliuolo ha la vita ; chi non ha il Figliuol di Dio non ha la vita . Io ho scritte queste cose a voi che credete nel nome del Figliuol di Dio acciocchè sappiate che avete la vita eterna , ed acciocchè crediate nel nome del Figliuol di Dio . E QUESTA è la confidanza che abbiamo in lui : che se domandiamo alcuna cosa secondo la sua volontà , egli ci esaudisce . E , se sappiamo che qualunque cosa chieggiamo , egli ci esaudisce , noi sappiamo che abbiamo le cose che abbiam richieste da lui . Se alcuno vede il suo fratello commetter peccato che non sia a morte , preghi Iddio , ed egli gli donerà la vita , cioè , a quelli che peccano , ma non a morte . Vi è un peccato a morte ; per quello io non dico che egli preghi . Ogni iniquità è peccato ; ma v’ è alcun peccato che non è a morte . Noi sappiamo che chiunque è nato da Dio non pecca ; ma chi è nato da Dio conserva sè stesso , e il maligno non lo tocca . Noi sappiamo che siam da Dio e che tutto il mondo giace nel maligno . Ma noi sappiamo che il Figliuol di Dio è venuto , e ci ha dato intendimento , acciocchè conosciamo colui che è il vero ; e noi siamo nel vero , nel suo Figliuol Gesù Cristo ; questo è il vero Dio , e la vita eterna . Figlioletti , guardatevi dagl’ idoli . Amen . L’ ANZIANO alla signora eletta , ed ai suoi figliuoli , i quali io amo in verità e non io solo , ma ancora tutti quelli che hanno conosciuta la verità ; per la verità che dimora in noi , e sarà con noi in eterno . Grazia , misericordia , e pace , da Dio Padre , e dal Signor Gesù Cristo , Figliuol del Padre , sia con voi , in verità , e carità . IO mi son grandemente rallegrato che ho trovato de’ tuoi figliuoli che camminano in verità , secondo che ne abbiam ricevuto il comandamento dal Padre . Ed ora io ti prego , signora , non come scrivendoti un comandamento nuovo , ma quello che abbiamo avuto dal principio , che amiamo gli uni gli altri . E questa è la carità , che camminiamo secondo i comandamenti d’ esso . Quest’ è il comandamento , siccome avete udito dal principio , che camminiate in quella . Poichè sono entrati nel mondo molti seduttori , i quali non confessano Gesù Cristo esser venuto in carne ; un tale è il seduttore e l’ anticristo . Prendetevi guardia , acciocchè non perdiamo le buone opere , che abbiamo operate ; anzi riceviamo pieno premio . Chiunque si rivolta , e non dimora nella dottrina di Cristo , non ha Iddio ; chi dimora nella dottrina di Cristo ha e il Padre , e il Figliuolo . Se alcuno viene a voi , e non reca questa dottrina , non lo ricevete in casa , e non salutatelo . Perciocchè , chi lo saluta partecipa le malvage opere d’ esso . Benchè io avessi molte cose da scrivervi , pur non ho voluto farlo per carta , e per inchiostro ; ma spero di venire a voi , e parlarvi a bocca ; acciocchè la vostra allegrezza sia compiuta . I figliuoli della tua sorella eletta ti salutano . Amen . L’ ANZIANO al diletto Gaio , il quale io amo in verità . Diletto , io desidero che tu prosperi in ogni cosa e stii sano , siccome l’ anima tua prospera . Perciocchè io mi son grandemente rallegrato , quando son venuti i fratelli , ed hanno reso testimonianza della tua verità , secondo che tu cammini in verità . Io non ho maggiore allegrezza di questa , d’ intendere che i miei figliuoli camminano in verità . Diletto , tu fai da vero fedele , in ciò che tu operi inverso i fratelli , e inverso i forestieri . I quali hanno reso testimonianza della tua carità nel cospetto della chiesa ; i quali farai bene d’ accomiatar degnamente , secondo Iddio . Poichè si sono dipartiti da’ Gentili per lo suo nome , senza prender nulla ; noi adunque dobbiamo accoglier que’ tali , acciocchè siamo aiutatori alla verità . IO ho scritto alla chiesa ; ma Diotrefe , il qual procaccia il primato fra loro , non ci riceve . Perciò , se io vengo , ricorderò le opere ch’ egli fa , cianciando di noi con malvage parole ; e , non contento di questo , non solo egli non riceve i fratelli , ma ancora impedisce coloro che li vogliono ricevere , e li caccia fuor della chiesa . Diletto , non imitare il male , ma il bene ; chi fa bene è da Dio ; ma chi fa male non ha veduto Iddio . A Demetrio è resa testimonianza da tutti , e dalla verità stessa ; ed ancora noi ne testimoniamo , e voi sapete che la nostra testimonianza è vera . Io avea molte cose da scrivere , ma non voglio scrivertele con inchiostro , e con penna . Ma spero di vederti tosto , ed allora ci parleremo a bocca . Pace sia teco . Gli amici ti salutano . Saluta gli amici ad uno ad uno . GIUDA , servitore di Gesù Cristo , e fratello di Giacomo , a’ chiamati , santificati in Dio Padre , e conservati in Cristo Gesù ; misericordia , pace , e carità , vi sia moltiplicata . DILETTI , poichè io pongo ogni studio in iscrivervi della comune salute , mi è stato necessario scrivervi , per esortarvi di proseguire a combattere per la fede che è stata una volta insegnata a’ santi . Perciocchè son sottentrati certi uomini , i quali già innanzi ab antico sono stati scritti a questa condannazione ; empi , i quali rivolgono la grazia dell’ Iddio nostro a lascivia , e negano il solo Dio e Padrone , il Signor nostro Gesù Cristo . Or io voglio ricordar questo a voi , che avete saputo una volta questo : che il Signore , avendo salvato il suo popolo dal paese di Egitto , poi appresso distrusse quelli che non credettero . Ed ha messi in guardia sotto caligine , con legami eterni , per il giudicio del gran giorno , gli angeli che non hanno guardata la loro origine , ma hanno lasciata la lor propria stanza . Come Sodoma e Gomorra , e le città d’ intorno , avendo fornicato nelle medesima maniera che costoro , ed essendo andate dietro ad altra carne , sono state proposte per esempio , portando la pena dell’ eterno fuoco . E pur simigliantemente ancora costoro , trasognati , contaminano la carne , e sprezzano le signorie , e dicon male delle dignità . Là dove l’ arcangelo Michele , quando , contendendo col diavolo , disputava intorno al corpo di Mosè , non ardì lanciar contro a lui sentenza di maldicenza ; anzi disse : Sgriditi il Signore . Ma costoro dicon male di tutte le cose che ignorano ; e si corrompono in tutte quelle , le quali , come gli animali senza ragione , naturalmente sanno . Guai a loro ! perciocchè son camminati per la via di Caino , e si son lasciati trasportare per l’ inganno del premio di Balaam , e son periti per la ribellione di Core . Costoro son macchie ne’ vostri pasti di carità , mentre sono a tavola con voi , pascendo loro stessi senza riverenza ; nuvole senz’ acqua , sospinte qua e là da’ venti ; alberi appassati , sterili , due volte morti , diradicati ; fiere onde del mare , schiumanti le lor brutture ; stelle erranti , a cui è riserbata la caligine delle tenebre in eterno . Or a tali ancora profetizzò Enoc , settimo da Adamo , dicendo : Ecco , il Signore è venuto con le sue sante migliaia ; per far giudicio contro a tutti , ed arguire tutti gli empi d’ infra loro , di tutte le opere d’ empietà , che hanno commesse ; e di tutte le cose felle , che hanno proferite contro a lui gli empi peccatori . Costoro son mormoratori , querimoniosi , camminando secondo le loro concupiscenze ; e la lor bocca proferisce cose sopra modo gonfie , ammirando le persone per l’ utilità . Ma voi , diletti , ricordatevi delle parole predette dagli apostoli del Signor nostro Gesù Cristo ; come vi dicevano , che nell’ ultimo tempo vi sarebbero degli schernitori ; i quali camminerebbero secondo le concupiscenze delle loro empietà . Costoro son quelli che separano sè stessi , essendo sensuali , non avendo lo Spirito . Ma voi , diletti , edificando voi stessi sopra la vostra santissima fede , orando per lo Spirito Santo , conservatevi nell’ amor di Dio , aspettando la misericordia del Signor nostro Gesù Cristo , a vita eterna . Ed abbiate compassione degli uni , usando discrezione ; ma salvate gli altri per ispavento , rapendoli dal fuoco ; odiando eziandio la vesta macchiata dalla carne . Or a colui che è potente da conservarvi senza intoppo , e farvi comparir davanti alla gloria sua irreprensibili , con giubilo ; a Dio sol savio , Salvator nostro , sia gloria e magnificenza ; imperio , e podestà ; ed ora e per tutti i secoli . Amen . LA Rivelazione di Gesù Cristo , la quale Iddio gli ha data , per far sapere a’ suoi servitori le cose che debbono avvenire in breve tempo ; ed egli l’ ha dichiarata , avendola mandata per il suo angelo , a Giovanni , suo servitore . Il quale ha testimoniato della parola di Dio , e della testimonianza di Gesù Cristo , e di tutte le cose che egli ha vedute . Beato chi legge , e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia , e serbano le cose che in essa sono scritte ; perciocchè il tempo è vicino . GIOVANNI , alle sette chiese , che son nell’ Asia : Grazia a voi , e pace , da colui che è , e che era , e che ha da venire ; e da’ sette spiriti , che son davanti al suo trono ; e da Gesù Cristo , il fedel testimonio , il primogenito dai morti , e il principe dei re della terra . Ad esso , che ci ha amati , e ci ha lavati de’ nostri peccati col suo sangue ; e ci ha fatti re , e sacerdoti , a Dio suo Padre ; sia la gloria e l’ imperio , ne’ secoli de’ secoli . Amen . Ecco , egli viene con le nuvole , ed ogni occhio lo vedrà , eziandio quelli che l’ hanno trafitto : e tutte le nazioni della terra faran cordoglio per lui . Sì , Amen . Io son l’ Alfa , e l’ Omega ; il principio , e la fine , dice il Signore Iddio , che è , e che era , e che ha da venire , l’ Onnipotente . IO Giovanni , che son vostro fratello , ed insieme compagno nell’ afflizione , e nel regno , e nella sofferenza di Cristo Gesù , era nell’ isola chiamata Patmo , per la parola di Dio , e per la testimonianza di Gesù Cristo . Io era in ispirito nel giorno della Domenica ; e udii dietro a me una gran voce , come d’ una tromba , che diceva : Io son l’ Alfa , e l’ Omega ; il primo , e l’ ultimo ; e : Ciò che tu vedi scrivilo in un libro , e mandalo alle sette chiese , che sono in Asia : ad Efeso , ed a Smirna , ed a Pergamo , ed a Tiatiri , ed a Sardi , ed a Filadelfia , ed a Laodicea . Ed io in quello mi rivoltai , per veder la voce che avea parlato meco ; e rivoltomi , vidi sette candellieri d’ oro . E in mezzo di que’ sette candellieri , uno , simigliante ad un figliuol d’ uomo , vestito d’ una vesta lunga fino a’ piedi , e cinto d’ una cintura d’ oro all’ altezza del seno . E il suo capo , e i suoi capelli eran candidi come lana bianca , a guisa di neve ; e i suoi occhi somigliavano una fiamma di fuoco . E i suoi piedi eran simili a del calcolibano , a guisa che fossero stati infocati in una fornace ; e la sua voce era come il suono di molte acque . Ed egli avea nella sua man destra sette stelle ; e della sua bocca usciva una spada a due tagli , acuta ; e il suo sguardo era come il sole , quando egli risplende nella sua forza . E quando io l’ ebbi veduto , caddi ai suoi piedi come morto . Ed egli mise la sua man destra sopra me , dicendomi : Non temere ; io sono il primo , e l’ ultimo ; e quel che vive ; e sono stato morto , ma ecco , son vivente ne’ secoli de’ secoli , Amen ; ed ho le chiavi della morte , e dell’ inferno . Scrivi adunque le cose che tu hai vedute , e quelle che sono , e quelle che saranno da ora innanzi ; il misterio delle sette stelle , che tu hai vedute sopra la mia destra , e quello de’ sette candellieri d’ oro . Le sette stelle son gli angeli delle sette chiese ; e i sette candellieri , che tu hai veduti , sono le sette chiese . ALL’ ANGELO della chiesa d’ Efeso scrivi : Queste cose dice colui che tiene le sette stelle nella sua destra , il qual cammina in mezzo de’ sette candellieri d’ oro : Io conosco le opere tue , e la tua fatica , e la tua sofferenza , e che tu non puoi sopportare i malvagi ; ed hai provati coloro che si dicono essere apostoli , e nol sono ; e li hai trovati mendaci ; ed hai portato il carico , ed hai sofferenza , ed hai faticato per il mio nome , e non ti sei stancato . Ma io ho contro a te questo : che tu hai lasciata la tua primiera carità . Ricordati adunque onde tu sei scaduto , e ravvediti , e fa’ le primiere opere ; se no , tosto verrò a te , e rimoverò il tuo candelliere dal suo luogo , se tu non ti ravvedi . Ma tu hai questo : che tu odii le opere dei Nicolaiti , le quali odio io ancora . Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese : A chi vince io darò a mangiare dell’ albero della vita , che è in mezzo del paradiso dell’ Iddio mio . E ALL’ ANGELO della chiesa di Smirna scrivi : Queste cose dice il primo , e l’ ultimo ; il quale è stato morto , ed è tornato in vita : Io conosco le tue opere , e la tua afflizione , e la tua povertà ma pur tu sei ricco ; e la bestemmia di coloro che si dicono esser Giudei , e nol sono ; anzi sono una sinagoga di Satana . Non temer nulla delle cose che tu soffrirai ; ecco , egli avverrà che il Diavolo caccerà alcuni di voi in prigione , acciocchè siate provati ; e voi avrete tribolazione di dieci giorni ; sii fedele infino alla morte , ed io ti darò la corona della vita . Chi ha orecchio , ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese : Chi vince non sarà punto offeso dalla morte seconda . E ALL’ ANGELO della chiesa di Pergamo scrivi : Queste cose dice colui che ha la spada a due tagli , acuta : Io conosco le tue opere , e dove tu abiti , cioè là dove è il seggio di Satana ; e pur tu ritieni il mio nome , e non hai rinnegata la mia fede , a’ dì che fu ucciso il mio fedel testimonio Antipa fra voi , là dove abita Satana . Ma io ho alcune poche cose contro a te , cioè : che tu hai quivi di quelli che tengono la dottrina di Balaam , il quale insegnò a Balac di porre intoppo davanti a’ figliuoli d’ Israele , acciocchè mangiassero delle cose sacrificate agl’ idoli , e fornicassero . Così hai ancora tu di quelli che tengono la dottrina de’ Nicolaiti ; il che io odio . Ravvediti ; se no , tosto verrò a te , e combatterò con loro con la spada della mia bocca . Chi ha orecchio , ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese : A chi vince io darò a mangiar della manna nascosta , e gli darò un calcolo bianco , e in su quel calcolo un nuovo nome scritto , il qual niuno conosce , se non colui che lo riceve . E ALL’ ANGELO della chiesa di Tiatiri scrivi : Queste cose dice il Figliuol di Dio , il quale ha gli occhi come fiamma di fuoco , e i cui piedi sono simili a calcolibano : Io conosco le tue opere , e la tua carità , e la tua fede , e il tuo ministerio , e la tua sofferenza ; e che le tue opere ultime sopravanzano le primiere . Ma ho contro a te alcune poche cose , cioè : che tu lasci che la donna Iezabel , la quale si dice esser profetessa , insegni , e seduca i miei servitori , per fornicare , e mangiar de’ sacrificii degl’ idoli . Ed io le ho dato tempo da ravvedersi della sua fornicazione ; ma ella non si è ravveduta . Ecco , io la fo cadere in letto ; e quelli che adulterano con lei , in gran tribolazione , se non si ravveggono delle opere loro . E farò morir di morte i figliuoli di essa ; e tutte le chiese conosceranno che io son quello che investigo le reni , ed i cuori , e renderò a ciascun di voi secondo le vostre opere . Ma a voi altri che siete in Tiatiri , che non avete questa dottrina , e non avete conosciute le profondità di Satana , come coloro parlano , io dico : Io non metterò sopra voi altro carico . Tuttavolta , ciò che voi avete , ritenetelo finchè io venga . Ed a chi vince , e guarda fino al fine le opere mie , io darò podestà sopra le nazioni ; ed egli le reggerà con una verga di ferro , e saranno tritate come i vasi di terra ; siccome io ancora ho ricevuto dal Padre mio . E gli darò la stella mattutina . Chi ha orecchio , ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese . E ALL’ ANGELO della chiesa di Sardi scrivi : Queste cose dice colui che ha i sette spiriti di Dio , e le sette stelle : Io conosco le tue opere ; che tu hai nome di vivere , e pur sei morto . Sii vigilante , e rafferma il rimanente che sta per morire ; poichè io non ho trovate le opere tue compiute nel cospetto dell’ Iddio mio . Ricordati adunque quanto hai ricevuto ed udito ; e serbalo , e ravvediti . Che se tu non vegli , io verrò sopra te , a guisa di ladro , e tu non saprai a qual’ ora io verrò sopra te . Ma pur hai alcune poche persone in Sardi , che non hanno contaminate le lor vesti ; e quelli cammineranno meco in vesti bianche , perciocchè ne son degni . Chi vince sarà vestito di veste bianca , ed io non cancellerò il suo nome dal libro della vita ; anzi confesserò il suo nome nel cospetto del Padre mio , e nel cospetto de’ suoi angeli . Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese . E ALL’ ANGELO della chiesa di Filadelfia scrivi : Queste cose dice il santo , il verace , colui che ha la chiave di Davide ; il quale apre , e niuno chiude ; il qual chiude , e niuno apre : Io conosco le tue opere ; ecco , io ti ho posto la porta aperta davanti , la qual niuno può chiudere ; perciocchè tu hai un poco di forza , ed hai guardata la mia parola , e non hai rinnegato il mio nome . Ecco , io riduco quei della sinagoga di Satana , che si dicono esser Giudei , e nol sono , anzi mentono , in tale stato , che farò che verranno , e s’ inchineranno davanti a’ tuoi piedi , e conosceranno che io t’ ho amato . Perciocchè tu hai guardata la parola della mia pazienza , io altresì ti guarderò dall’ ora della tentazione che verrà sopra tutto il mondo , per far prova di coloro che abitano sopra la terra . Ecco , io vengo in breve ; ritieni ciò che tu hai , acciocchè niuno ti tolga la tua corona . Chi vince io lo farò una colonna nel tempio dell’ Iddio mio , ed egli non uscirà mai più fuori ; e scriverò sopra lui il nome dell’ Iddio mio , e il nome della città dell’ Iddio mio , della nuova Gerusalemme , la quale scende dal cielo , d’ appresso all’ Iddio mio , e il mio nuovo nome . Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese . E ALL’ ANGELO della chiesa di Laodicea scrivi : Queste cose dice l’ Amen , il fedel testimonio , e verace ; il principio della creazione di Dio : Io conosco le tue opere ; che tu non sei nè freddo , nè fervente ; oh fossi tu pur freddo , o fervente ! Così , perciocchè tu sei tiepido , e non sei nè freddo , nè fervente , io ti vomiterò fuor della mia bocca . Perciocchè tu dici : Io son ricco , e sono arricchito , e non ho bisogno di nulla ; e non sai che tu sei quel calamitoso , e miserabile , e povero , e cieco , e nudo . Io ti consiglio di comperar da me dell’ oro affinato col fuoco , acciocchè tu arricchisca ; e de’ vestimenti bianchi , acciocchè tu sii vestito , e non apparisca la vergogna della tua nudità ; e d’ ungere con un collirio gli occhi tuoi , acciocchè tu vegga . Io riprendo , e castigo tutti quelli che io amo ; abbi adunque zelo , e ravvediti . Ecco , io sto alla porta , e picchio ; se alcuno ode la mia voce , ed apre la porta , io entrerò a lui , e cenerò con lui , ed egli meco . A chi vince io donerò di seder meco nel trono mio ; siccome io ancora ho vinto , e mi son posto a sedere col Padre mio nel suo trono . Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese . DOPO queste cose io vidi , ed ecco una porta aperta nel cielo ; ecco ancora quella prima voce , a guisa di tromba , che io avea udita parlante meco , dicendo : Sali qua , ed io ti mostrerò le cose che debbono avvenire da ora innanzi . E subito io fui rapito in ispirito ; ed ecco , un trono era posto nel cielo , e in sul trono v’ era uno a sedere . E colui che sedea era nell’ aspetto simigliante ad una pietra di diaspro , e sardia ; e intorno al trono v’ era l’ arco celeste , simigliante in vista ad uno smeraldo . E intorno al trono v’ erano ventiquattro troni , e in su i ventiquattro troni vidi sedere i ventiquattro vecchi , vestiti di vestimenti bianchi ; ed aveano in su le lor teste delle corone d’ oro . E dal trono procedevano folgori , e suoni , e tuoni ; e v’ erano sette lampane ardenti davanti al trono , le quali sono i sette spiriti di Dio . E davanti al trono v’ era come un mare di vetro , simile a cristallo . E quivi in mezzo , ove era il trono , e d’ intorno ad esso , v’ erano quattro animali , pieni d’ occhi , davanti e dietro . E il primo animale era simile ad un leone , e il secondo animale simile ad un vitello , e il terzo animale avea la faccia come un uomo , e il quarto animale era simile ad un’ aquila volante . E i quattro animali aveano per uno sei ale d’ intorno , e dentro erano pieni d’ occhi ; e non restano mai , nè giorno , nè notte , di dire : Santo , Santo , Santo è il Signore Iddio , l’ Onnipotente che era , che è , che ha da venire ! E quando gli animali rendevano gloria , ed onore , e grazie , a colui che sedeva in sul trono , a colui che vive nei secoli de’ secoli ; i ventiquattro vecchi si gettavano giù davanti a colui che sedeva in sul trono , e adoravan colui che vive ne’ secoli de’ secoli ; e gettavano le lor corone davanti al trono , dicendo : Degno sei , o Signore e Iddio nostro , o Santo , di ricever la gloria , l’ onore , e la potenza ; perciocchè tu hai create tutte le cose , e per la tua volontà sono , e sono state create . POI io vidi nella man destra di colui che sedeva in sul trono un libro scritto dentro e di fuori , suggellato con sette suggelli . E vidi un possente angelo , che bandiva con gran voce : Chi è degno di aprire il libro , e di sciorre i suoi suggelli ? E niuno , nè in cielo , nè sopra la terra , nè di sotto alla terra , poteva aprire il libro , nè riguardarlo . Ed io piangeva forte , perciocchè niuno era stato trovato degno di aprire , e di leggere il libro ; e non pur di riguardarlo . E uno de’ vecchi mi disse : Non piangere ; ecco il Leone , che è della tribù di Giuda , la Radice di Davide , ha vinto , per aprire il libro , e sciorre i suoi sette suggelli . Poi io vidi , ed ecco , in mezzo del trono , e de’ quattro animali , e in mezzo dei vecchi , un Agnello che stava in piè , che pareva essere stato ucciso , il quale avea sette corna , e sette occhi , che sono i sette spiriti di Dio , mandati per tutta la terra . Ed esso venne , e prese il libro dalla man destra di colui che sedeva in sul trono . E quando egli ebbe preso il libro , i quattro animali , e i ventiquattro vecchi , si gettarono giù davanti all’ Agnello , avendo ciascuno delle cetere , e delle coppe piene di profumi , che sono le orazioni de’ santi . E cantavano un nuovo cantico , dicendo : Tu sei degno di ricevere il libro , e d’ aprire i suoi suggelli perciocchè tu sei stato ucciso , e col tuo sangue ci hai comperati a Dio , d’ ogni tribù , e lingua , e popolo , e nazione ; e ci hai fatti re , e sacerdoti all’ Iddio nostro ; e noi regneremo sopra la terra . Ed io riguardai , e udii la voce di molti angeli intorno al trono , ed agli animali , ed ai vecchi ; e il numero loro era di migliaia di migliaia , e di decine di migliaia di decine di migliaia ; che dicevano con gran voce : Degno è l’ Agnello , che è stato ucciso , di ricever la potenza , e le ricchezze , e la sapienza , e la forza , e l’ onore , e la gloria , e la benedizione . Io udii ancora ogni creatura che è nel cielo , e sopra la terra , e di sotto alla terra ; e quelle che son nel mare , e tutte le cose che sono in essi , che dicevano : A colui che siede in sul trono , ed all’ Agnello , sia la benedizione , e l’ onore , e la gloria , e la forza , ne’ secoli de’ secoli . E i quattro animali dicevano : Amen ! e i ventiquattro vecchi si gettarono giù , e adorarono colui che vive ne’ secoli dei secoli . POI vidi , quando l’ Agnello ebbe aperto l’ uno de’ sette suggelli ; ed io udii uno de’ quattro animali , che diceva , a guisa che fosse stata la voce d’ un tuono : Vieni , e vedi . Ed io vidi , ed ecco un caval bianco ; e colui che lo cavalcava avea un arco ; e gli fu data una corona , ed egli uscì fuori vincitore , ed acciocchè vincesse . E quando egli ebbe aperto il secondo suggello , io udii il secondo animale , che diceva : Vieni , e vedi . E uscì fuori un altro cavallo sauro ; ed a colui che lo cavalcava fu dato di toglier la pace dalla terra , acciocchè gli uomini si uccidessero gli uni gli altri ; e gli fu data una grande spada . E quando egli ebbe aperto il terzo suggello , io udii il terzo animale , che diceva : Vieni , e vedi . Ed io vidi , ed ecco un caval morello ; e colui che lo cavalcava avea una bilancia in mano . Ed io udii una voce , in mezzo de’ quattro animali , che diceva ; La chenice del frumento per un danaro , e le tre chenici d’ orzo per un danaro ; e non danneggiare il vino , nè l’ olio . E quando egli ebbe aperto il quarto suggello , io udii la voce del quarto animale che diceva : Vieni , e vedi . Ed io vidi , ed ecco un caval fulvo ; e colui che lo cavalcava avea nome la Morte ; e dietro ad essa seguitava l’ Inferno ; e fu loro data podestà sopra la quarta parte della terra , da uccider con ispada , con fame , e con mortalità , e per le fiere della terra . E quando egli ebbe aperto il quinto suggello , io vidi disotto all’ altare le anime degli uomini uccisi per la parola di Dio , e per la testimonianza dell’ Agnello , che avevano resa . E gridarono con gran voce , dicendo : Infino a quando , o Signore , che sei il santo , e il verace , non fai tu giudicio , e non vendichi tu il nostro sangue sopra coloro che abitano sopra la terra ? E furono date a ciascuna d’ esse delle stole bianche , e fu loro detto che si riposassero ancora un poco di tempo , infino a tanto che fosse ancora compiuto il numero de’ lor conservi , e de’ lor fratelli , che hanno da essere uccisi , com’ essi . Poi vidi quando egli ebbe aperto il sesto suggello ; ed ecco , si fece un gran tremoto , e il sole divenne nero , come un sacco di crine ; e la luna divenne tutta come sangue ; e le stelle del cielo caddero in terra , come quando il fico , scosso da un gran vento , lascia cadere i suoi ficucci . E il cielo si ritirò , come una pergamena che si rotola ; e ogni montagna ed isola fu mossa dal suo luogo . E i re della terra , e i grandi , e i capitani , e i ricchi , e i possenti , ed ogni servo , ed ogni libero , si nascosero nelle spelonche , e nelle rocce de’ monti . E dicevano a’ monti , ed alle rocce : Cadeteci addosso , e nascondeteci dal cospetto di colui che siede sopra il trono , e dall’ ira dell’ Agnello ; perciocchè è venuto il gran giorno della sua ira ; e chi potrà durare ? E DOPO queste cose , io vidi quattro angeli , che stavano in piè sopra i quattro canti della terra , ritenendo i quattro venti della terra , acciocchè non soffiasse vento alcuno sopra la terra , nè sopra il mare , nè sopra alcun albero . Poi vidi un altro angelo , che saliva dal sol levante , il quale avea il suggello dell’ Iddio vivente ; ed egli gridò con gran voce a’ quattro angeli , a’ quali era dato di danneggiar la terra , ed il mare , dicendo : Non danneggiate la terra , nè il mare , nè gli alberi , finchè noi abbiam segnati i servitori dell’ Iddio nostro in su le fronti loro . Ed io udii il numero de’ segnati , che era di cenquarantaquattromila segnati di tutte le tribù de’ figliuoli d’ Israele . Della tribù di Giuda , dodicimila segnati ; della tribù di Ruben , dodicimila segnati ; della tribù di Gad , dodicimila segnati ; della tribù di Aser , dodicimila segnati ; della tribù di Neftali , dodicimila segnati ; della tribù di Manasse , dodicimila segnati ; della tribù di Simeon , dodicimila segnati ; della tribù di Levi , dodicimila segnati ; della tribù d’ Issacar , dodicimila segnati ; della tribù di Zabulon , dodicimila segnati ; della tribù di Giuseppe , dodicimila segnati ; della tribù di Beniamino , dodicimila segnati . DOPO queste cose , io vidi , ed ecco una turba grande , la qual niuno poteva annoverare , di tutte le nazioni , e tribù , e popoli , e lingue , i quali stavano in piè davanti al trono , e davanti all’ Agnello , vestiti di stole bianche , ed aveano delle palme nelle mani . E gridavano con gran voce , dicendo : La salute appartiene all’ Iddio nostro , il quale siede sopra il trono , ed all’ Agnello . E tutti gli angeli stavano in piè intorno al trono , ed a’ vecchi , ed a’ quattro animali ; e si gettarono giù in su le lor facce , davanti al trono ; e adorarono Iddio , dicendo : Amen ! la benedizione , e la gloria , e la sapienza , e le grazie e l’ onore , e la potenza , e la forza , appartengono all’ Iddio nostro ne’ secoli de’ secoli . Amen ! Ed uno de’ vecchi mi fece motto , e mi disse : Chi son costoro , che son vestiti di stole bianche ? ed onde son venuti ? Ed io gli dissi : Signor mio , tu il sai . Ed egli mi disse : Costoro son quelli che son venuti dalla gran tribolazione , ed hanno lavate le loro stole , e le hanno imbiancate nel sangue dell’ Agnello . Perciò sono davanti al trono di Dio , e gli servono giorno e notte , nel suo tempio ; e colui che siede sopra il trono tenderà sopra loro il suo padiglione . Non avranno più fame , nè sete ; e non caderà più sopra loro nè sole , nè arsura alcuna ; perciocchè l’ Agnello che è in mezzo del trono li pasturerà , e li guiderà alle vive fonti delle acque ; e Iddio asciugherà ogni lagrima dagli occhi loro . E QUANDO l’ Agnello ebbe aperto il settimo suggello , si fece silenzio nel cielo lo spazio d’ intorno ad una mezz’ ora . Ed io vidi i sette angeli , i quali stavano in piè davanti a Dio , e furono loro date sette trombe . Ed un altro angelo venne , e si fermò appresso l’ altare , avendo un turibolo d’ oro ; e gli furono dati molti profumi , acciocchè ne desse alle orazioni di tutti i santi , sopra l’ altar d’ oro , che era davanti al trono . E il fumo de’ profumi , dati alle orazioni de’ santi , salì , dalla mano dell’ angelo , nel cospetto di Dio . Poi l’ angelo prese il turibolo , e l’ empiè del fuoco dell’ altare , e lo gettò nella terra ; e si fecero suoni , e tuoni , e folgori , e tremoto . E i sette angeli che avean le sette trombe si apparecchiarono per sonare . E il primo angelo sonò ; e venne una gragnuola , e del fuoco , mescolati con sangue ; e furon gettati nella terra ; e la terza parte della terra fu arsa ; la terza parte degli alberi altresì , ed ogni erba verde fu bruciata . Poi sonò il secondo angelo ; e fu gettato nel mare come un gran monte ardente ; e la terza parte del mare divenne sangue ; e la terza parte delle creature che son nel mare , le quali hanno vita , morì ; e la terza parte delle navi perì . Poi sonò il terzo angelo ; e cadde dal cielo una grande stella , ardente come una torcia ; e cadde sopra la terza parte de’ fiumi , e sopra le fonti delle acque . E il nome della stella si chiama Assenzio ; e la terza parte delle acque divenne assenzio ; e molti degli uomini morirono di quelle acque ; perciocchè eran divenute amare . Poi sonò il quarto angelo ; e la terza parte del sole fu percossa , e la terza parte della luna , e la terza parte delle stelle , sì che la terza parte loro scurò ; e la terza parte del giorno non luceva , nè la notte simigliantemente . Ed io riguardai , e udii un angelo volante in mezzo del cielo , che disse con gran voce tre volte : Guai , guai , guai a coloro che abitano sopra la terra , per gli altri suoni della tromba de’ tre angeli che hanno da sonare ! POI sonò il quinto angelo , ed io vidi una stella caduta dal cielo in terra ; e ad esso fu data la chiave del pozzo dell’ abisso . Ed egli aperse il pozzo dell’ abisso , e di quel pozzo salì un fumo , simigliante al fumo d’ una gran fornace ardente ; e il sole e l’ aria scurò , per il fumo del pozzo . E di quel fumo uscirono in terra locuste ; e fu loro dato potere , simile a quello degli scorpioni della terra . E fu lor detto , che non danneggiassero l’ erba della terra , nè verdura alcuna , nè albero alcuno ; ma solo gli uomini che non hanno il segnale di Dio in su le lor fronti . E fu loro dato , non di ucciderli , ma di tormentarli lo spazio di cinque mesi ; e il lor tormento era come quello dello scorpione , quando ha ferito l’ uomo . E in que’ giorni gli uomini cercheranno la morte , e non la troveranno ; e desidereranno di morire , e la morte fuggirà da loro . Or i sembianti delle locuste erano simili a cavalli apparecchiati alla battaglia ; ed aveano in su le lor teste come delle corone d’ oro , e le lor facce erano come facce d’ uomini . Ed avean capelli , come capelli di donne : e i lor denti erano come denti di leoni . Ed aveano degli usberghi , come usberghi di ferro ; e il suon delle loro ale era come il suono de’ carri , o di molti cavalli correnti alla battaglia . Ed aveano delle code simili a quelle degli scorpioni , e v’ erano delle punte nelle lor code ; e il poter loro era di danneggiar gli uomini lo spazio di cinque mesi . Ed aveano per re sopra loro l’ angelo dell’ abisso , il cui nome in Ebreo è Abaddon , ed in Greco Appollion . Il primo Guaio è passato ; ecco , vengono ancora due Guai dopo queste cose . POI il sesto angelo sonò ; ed io udii una voce dalle quattro corna dell’ altar d’ oro , ch’ era davanti a Dio ; la quale disse al sesto angelo che avea la tromba : Sciogli i quattro angeli , che son legati in sul gran fiume Eufrate . E furono sciolti que’ quattro angeli , che erano apparecchiati per quell’ ora , e giorno , e mese , ed anno ; per uccider la terza parte degli uomini . E il numero degli eserciti della cavalleria era di venti migliaia di decine di migliaia ; ed io udii il numero loro . Simigliantemente ancora vidi nella visione i cavalli , e quelli che li cavalcavano , i quali aveano degli usberghi di fuoco , di giacinto , e di zolfo ; e le teste de’ cavalli erano come teste di leoni ; e dalle bocche loro usciva fuoco , e fumo , e zolfo . Da queste tre piaghe : dal fuoco , dal fumo , e dallo zolfo , che usciva delle bocche loro , fu uccisa la terza parte degli uomini . Perciocchè il poter de’ cavalli era nella lor bocca , e nelle lor code ; poichè le lor code erano simili a serpenti , avendo delle teste , e con esse danneggiavano . E il rimanente degli uomini , che non furono uccisi di queste piaghe , non si ravvide ancora delle opere delle lor mani , per non adorare i demoni , e gl’ idoli d’ oro , e d’ argento , e di rame , e di pietra , e di legno , i quali non possono nè vedere , nè udire , nè camminare . Parimente non si ravvidero de’ lor omicidii , nè delle lor malie , nè della loro fornicazione , nè de’ lor furti . POI vidi un altro possente angelo , che scendeva dal cielo , intorniato d’ una nuvola , sopra il capo del quale era l’ arco celeste ; e la sua faccia era come il sole , e i suoi piedi come colonne di fuoco ; ed avea in mano un libretto aperto ; ed egli posò il suo piè destro in sul mare , e il sinistro in su la terra ; e gridò con gran voce , nella maniera che rugge il leone ; e quando ebbe gridato , i sette tuoni proferirono le lor voci . E quando i sette tuoni ebbero proferite le lor voci , io era pronto per iscriverle , ma io udii una voce dal cielo , che mi disse : Suggella le cose che i sette tuoni hanno proferite , e non iscriverle . E l’ angelo , il quale io avea veduto stare in piè in sul mare , e in su la terra , levò la man destra al cielo ; e giurò per colui che vive ne’ secoli de’ secoli , il quale ha creato il cielo , e le cose che sono in esso ; e la terra , e le cose che sono in essa ; e il mare , e le cose che sono in esso , che non vi sarebbe più tempo . Ma , che al tempo del suono del settimo angelo , quando egli sonerebbe , si compierebbe il segreto di Dio , il quale egli ha annunziato a’ suoi servitori profeti . E la voce che io avea udita dal cielo parlò di nuovo meco , e disse : Va’ , prendi il libretto aperto , che è in mano dell’ angelo , che sta in sul mare , e in su la terra . Ed io andai a quell’ angelo , dicendogli : Dammi il libretto . Ed egli mi disse : Prendilo , e divoralo ; ed esso ti recherà amaritudine al ventre ; ma nella tua bocca sarà dolce come miele . Ed io presi il libretto di mano dell’ angelo , e lo divorai ; e mi fu dolce in bocca , come miele ; ma , quando l’ ebbi divorato , il mio ventre sentì amaritudine . Ed egli mi disse : Ei ti bisogna di nuovo profetizzare contro a molti popoli , e nazioni , e lingue , e re . POI mi fu data una canna , simile ad una verga . E l’ angelo si presentò a me , dicendo : Levati , e misura il tempio di Dio , e l’ altare , e quelli che adorano in quello ; ma tralascia il cortile di fuori del tempio , e non misurarlo ; perciocchè egli è stato dato a’ Gentili , ed essi calcheranno la santa città lo spazio di quarantadue mesi . Ed io darò a’ miei due testimoni di profetizzare ; e profetizzeranno milledugensessanta giorni , vestiti di sacchi . Questi sono i due ulivi , e i due candellieri , che stanno nel cospetto del Signor della terra . E se alcuno li vuole offendere , fuoco esce dalla bocca loro , e divora i lor nemici ; e se alcuno li vuole offendere , convien ch’ egli sia ucciso in questa maniera . Costoro hanno podestà di chiudere il cielo , che non cada alcuna pioggia a’ dì della lor profezia ; hanno parimente podestà sopra le acque , per convertirle in sangue ; e di percuoter la terra di qualunque piaga , ogni volta che vorranno . E quando avranno finita la loro testimonianza , la bestia che sale dall’ abisso farà guerra con loro , e li vincerà , e li ucciderà . E i lor corpi morti giaceranno in su la piazza della gran città , la quale spiritualmente si chiama Sodoma ed Egitto ; dove ancora è stato crocifisso il Signor loro . E gli uomini d’ infra i popoli , e tribù , e lingue , e nazioni , vedranno i lor corpi morti lo spazio di tre giorni e mezzo ; e non lasceranno che i lor corpi morti sieno posti in monumenti . E gli abitanti della terra si rallegreranno di loro , e ne faranno festa , e si manderanno presenti gli uni agli altri ; perciocchè questi due profeti avranno tormentati gli abitanti della terra . E in capo di tre giorni e mezzo , lo Spirito della vita , procedente da Dio , entrò in loro , e si rizzarono in piè , e grande spavento cadde sopra quelli che li videro . Ed essi udirono una gran voce dal cielo , che disse loro : Salite qua . Ed essi salirono al cielo nella nuvola ; e i lor nemici li videro . E in quell’ ora si fece un gran tremoto , e la decima parte della città cadde , e settemila persone furono uccise in quel tremoto , e il rimanente fu spaventato , e diede gloria all’ Iddio del cielo . Il secondo Guaio è passato ; ed ecco , tosto verrà il terzo Guaio . POI il settimo angelo sonò , e si fecero gran voci nel cielo , che dicevano : Il regno del mondo è venuto ad esser del Signore nostro , e del suo Cristo ; ed egli regnerà ne’ secoli de’ secoli . E i ventiquattro vecchi , che sedevano nel cospetto di Dio in sui lor troni , si gettarono già sopra le lor facce , e adorarono Iddio , dicendo : Noi ti ringraziamo , o Signore Iddio onnipotente , che sei , che eri , e che hai da venire ; che tu hai presa in mano la tua gran potenza , e ti sei messo a regnare . E le nazioni si sono adirate ; ma l’ ira tua è venuta , e il tempo de’ morti , nel quale conviene ch’ essi sieno giudicati , e che tu dii il premio a’ tuoi servitori profeti , ed a’ santi , ed a coloro che temono il tuo nome , piccoli e grandi ; e che tu distrugga coloro che distruggon la terra . E il tempio di Dio fu aperto nel cielo , e apparve l’ arca del patto d’ esso nel suo tempio ; e si fecero folgori , e suoni , e tuoni , e tremoto , e gragnuola grande . POI apparve un gran segno nel cielo : una donna intorniata del sole , di sotto a’ cui piedi era la luna , e sopra la cui testa era una corona di dodici stelle . Ed essendo incinta , gridava , sentendo i dolori del parto , e travagliava da partorire . Apparve ancora un altro segno nel cielo . Ed ecco un gran dragone rosso , che avea sette teste , e dieci corna ; e in su le sue teste v’ erano sette diademi . E la sua coda strascinava dietro a sè la terza parte delle stelle del cielo , ed egli le gettò in terra . E il dragone si fermò davanti alla donna che avea da partorire , acciocchè , quando avesse partorito , egli divorasse il suo figliuolo . Ed ella partorì un figliuol maschio , il quale ha da reggere tutte le nazioni con verga di ferro ; e il figliuol d’ essa fu rapito , e portato appresso a Dio , ed appresso al suo trono . E la donna fuggì nel deserto , dove ha un luogo apparecchiato da Dio , acciocchè sia quivi nudrita milledugensessanta giorni . E si fece battaglia nel cielo ; Michele , e i suoi angeli , combatterono col dragone ; il dragone parimente , e i suoi angeli , combatterono . Ma non vinsero , e il luogo loro non fu più trovato nel cielo . E il gran dragone , il serpente antico , che è chiamato Diavolo e Satana , il qual seduce tutto il mondo , fu gettato in terra ; e furono con lui gettati ancora i suoi angeli . Ed io udii una gran voce nel cielo , che diceva : Ora è venuta ad esser dell’ Iddio nostro la salute , e la potenza , e il regno ; e la podestà del suo Cristo ; perciocchè è stato gettato a basso l’ accusatore de’ nostri fratelli , il quale li accusava davanti all’ Iddio nostro , giorno e notte . Ma essi l’ hanno vinto per il sangue dell’ Agnello , e per la parola della loro testimonianza ; e non hanno amata la vita loro ; fin là , che l’ hanno esposta alla morte . Perciò , rallegratevi , o cieli , e voi che abitate in essi . Guai a voi , terra , e mare ! perciocchè il Diavolo è disceso a voi , avendo grande ira , sapendo che egli ha poco tempo . E quando il dragone vide ch’ egli era stato gettato in terra , perseguitò la donna , che avea partorito il figliuol maschio . Ma furono date alla donna due ale della grande aquila , acciocchè se ne volasse d’ innanzi al serpente nel deserto , nel suo luogo , per esser quivi nudrita un tempo , de’ tempi , e la metà d’ un tempo . E il serpente gettò dalla sua bocca , dietro alla donna , dell’ acqua , a guisa di fiume ; per far che il fiume la portasse via . Ma la terra soccorse la donna ; e la terra aperse la sua bocca , ed assorbì il fiume , che il dragone avea gettato della sua bocca . E il dragone si adirò contro alla donna , e se ne andò a far guerra col rimanente della progenie d’ essa , che serba i comandamenti di Dio , ed ha la testimonianza di Gesù Cristo . Ed io mi fermai in su la rena del mare . POI vidi salir dal mare una bestia , che aveva dieci corna e sette teste ; e in su le sue corna dieci diademi , e in su le sue teste un nome di bestemmia . E la bestia ch’ io vidi era simigliante ad un pardo , e i suoi piedi erano come piedi d’ orso , e la sua bocca come una bocca di leone ; e il dragone le diede la sua potenza , e il suo trono , e podestà grande . Ed io vidi una delle sue teste come ferita a morte ; ma la sua piaga mortale fu sanata ; e tutta la terra si maravigliò dietro alla bestia . E adorarono il dragone , che avea data la podestà alla bestia ; adorarono ancora la bestia , dicendo : Chi è simile alla bestia , e chi può guerreggiare con lei ? E le fu data bocca parlante cose grandi , e bestemmie , e le fu data podestà di durar quarantadue mesi . Ed ella aperse la sua bocca in bestemmia contro a Dio , da bestemmiare il suo nome , e il suo tabernacolo , e quelli che abitano nel cielo . E le fu dato , di far guerra a’ santi , e di vincerli ; le fu parimente data podestà sopra ogni tribù , e lingua , e nazione . E tutti gli abitanti della terra , i cui nomi non sono scritti , fin dalla fondazione del mondo , nel libro della vita dell’ Agnello , che è stato ucciso , l’ adorarono . Se alcuno ha orecchio , ascolti . Se alcuno mena in cattività , andrà in cattività ; se alcuno uccide con la spada , bisogna che sia ucciso con la spada . Qui è la sofferenza , e la fede dei santi . POI vidi un’ altra bestia , che saliva dalla terra , ed avea due corna simili a quelle dell’ Agnello , ma parlava come il dragone . Ed esercitava tutta la podestà della prima bestia , nel suo cospetto ; e facea che la terra , e gli abitanti d’ essa adorassero la prima bestia , la cui piaga mortale era stata sanata . E faceva gran segni ; sì che ancora faceva scender fuoco dal cielo in su la terra , in presenza degli uomini . E seduceva gli abitanti della terra , per i segni che le erano dati di fare nel cospetto della bestia , dicendo agli abitanti della terra , che facessero una immagine alla bestia , che avea ricevuta la piaga della spada , ed era tornata in vita . E le fu dato di dare spirito all’ immagine della bestia , sì che ancora l’ immagine della bestia parlasse ; e di far che tutti coloro che non adorassero l’ immagine della bestia fossero uccisi . Faceva ancora che a tutti , piccoli e grandi , ricchi e poveri , liberi e servi , fosse posto un marchio in su la lor mano destra , o in su le lor fronti ; e che niuno potesse comperare , o vendere , se non chi avesse il marchio , o il nome della bestia , o il numero del suo nome . Qui è la sapienza . Chi ha intendimento conti il numero della bestia ; poichè è numero d’ uomo ; e il suo numero è seicentosessantasei . POI vidi , ed ecco l’ Agnello , che stava in piè in sul monte di Sion ; e con lui erano cenquarantaquattromila persone , che aveano il suo nome , e il nome di suo Padre , scritto in su le lor fronti . Ed io udii una voce dal cielo , a guisa d’ un suono di molte acque , ed a guisa d’ un rumore di gran tuono ; e la voce che io udii era come di ceteratori , che sonavano in su le lor cetere . E cantavano un cantico nuovo , davanti al trono , e davanti a’ quattro animali , e davanti a’ vecchi ; e niuno poteva imparare il cantico , se non quei cenquarantaquattromila , i quali sono stati comperati dalla terra . Costoro son quelli che non si sono contaminati con donne ; perciocchè son vergini ; costoro son quelli che seguono l’ Agnello , dovunque egli va ; costoro sono stati da Gesù comperati d’ infra gli uomini , per esser primizie a Dio , ed all’ Agnello . E nella bocca loro non è stata trovata menzogna ; poichè sono irreprensibili davanti al trono di Dio . POI vidi un altro angelo volante per lo mezzo del cielo , avendo l’ evangelo eterno , per evangelizzare agli abitanti della terra , e ad ogni nazione , e tribù , e lingua , e popolo , dicendo con gran voce : Temete Iddio , e dategli gloria ; perciocchè l’ ora del suo giudicio è venuta ; e adorate colui che ha fatto il cielo , e la terra , e il mare , e le fonti delle acque . Poi seguì un altro angelo , dicendo : Caduta , caduta , è Babilonia , la gran città ; perciocchè ella ha dato a bere a tutte le nazioni del vino dell’ ira della sua fornicazione . E dopo quelli , seguitò un terzo angelo , dicendo con gran voce : Se alcuno adora la bestia , e la sua immagine , e prende il suo carattere in su la sua fronte , o in su la sua mano ; anch’ egli berrà del vino dell’ ira di Dio , mesciuto tutto puro nel calice della sua ira ; e sarà tormentato con fuoco , e zolfo , nel cospetto de’ santi angeli , e dell’ Agnello . E il fumo del tormento loro salirà ne’ secoli de’ secoli ; e non avranno requie , nè giorno , nè notte , coloro che adoran la bestia , e la sua immagine , e chiunque prende il marchio del suo nome . Qui è la pazienza de’ santi ; qui son coloro che osservano i comandamenti di Dio , e la fede di Gesù . Poi io udii dal cielo una voce che mi diceva : Scrivi : Beati i morti , che per l’ innanzi muoiono nel Signore ; sì certo , dice lo Spirito ; acciocchè si riposino delle lor fatiche ; e le loro opere li seguitano . ED io vidi , ed ecco una nuvola bianca , e in su la nuvola era a sedere uno , simile a un figliuol d’ uomo , il quale avea in sul capo una corona d’ oro , e nella mano una falce tagliente . Ed un altro angelo uscì fuor del tempio , gridando con gran voce a colui che sedeva in su la nuvola : Metti dentro la tua falce , e mieti ; perciocchè l’ ora del mietere è venuta ; poichè la ricolta della terra è secca . E colui che sedeva in su la nuvola mise la sua falce nella terra , e la terra fu mietuta . Ed un altro angelo uscì del tempio , che è nel cielo , avendo anch’ egli un pennato tagliente . Ed un altro angelo uscì fuor dell’ altare , il quale avea podestà sopra il fuoco ; e gridò con gran grido a quello che avea il pennato tagliente , dicendo : Metti dentro il tuo pennato tagliente , e vendemmia i grappoli della vigna della terra ; poichè le sue uve sono mature . E l’ angelo mise il suo pennato nella terra , e vendemmiò la vigna della terra , e gettò le uve nel gran tino dell’ ira di Dio . E il tino fu calcato fuori della città ; e del tino uscì sangue , che giungeva sino a’ freni de’ cavalli , per mille seicento stadi . POI io vidi nel cielo un altro segno grande , e maraviglioso : sette angeli , che aveano le sette ultime piaghe ; perciocchè in esse è compiuta l’ ira di Dio . Io vidi adunque come un mare di vetro , mescolato di fuoco ; e quelli che aveano ottenuta vittoria della bestia , e della sua immagine , e del suo marchio , e dal numero del suo nome ; i quali stavano in piè in sul mare di vetro , avendo delle cetere di Dio . E cantavano il cantico di Mosè , servitor di Dio , e il cantico dell’ Agnello , dicendo : Grandi e maravigliose son le opere tue , o Signore Iddio onnipotente ; giuste e veraci son le tue vie , o Re delle nazioni . O Signore , chi non ti temerà , e non glorificherà il tuo nome ? poichè tu solo sei santo ; certo tutte le nazioni verranno , e adoreranno nel tuo cospetto ; perciocchè i tuoi giudicii sono stati manifestati . E dopo queste cose , io vidi , e fu aperto il tempio del tabernacolo della testimonianza nel cielo . E i sette angeli , che aveano le sette piaghe , usciron del tempio , vestiti di lino puro e risplendente ; e cinti intorno al petto di cinture d’ oro . E l’ uno de’ quattro animali diede a’ sette angeli sette coppe d’ oro , piene dell’ ira dell’ Iddio vivente ne’ secoli dei secoli . E il tempio fu ripieno di fumo , procedente dalla gloria di Dio , e dalla sua potenza ; e niuno poteva entrare nel tempio , finchè non fossero compiute le sette piaghe degli angeli . Ed io udii una gran voce dal tempio , che diceva a’ sette angeli ; Andate , versate nella terra le coppe dell’ ira di Dio . E il primo andò , e versò la sua coppa in su la terra ; e venne un’ ulcera maligna , e dolorosa , agli uomini che aveano il marchio della bestia , ed a quelli che adoravano la sua immagine . Poi , il secondo angelo versò la sua coppa nel mare ; ed esso divenne sangue , come di corpo morto ; ed ogni anima vivente morì nel mare . Poi , il terzo angelo versò la sua coppa ne’ fiumi , e nelle fonti dell’ acque ; e divennero sangue . Ed io udii l’ angelo delle acque , che diceva : Tu sei giusto , o Signore , che sei , e che eri , che sei il Santo , d’ aver fatti questi giudicii . Poichè essi hanno sparso il sangue de’ santi , e de’ profeti , tu hai loro altresì dato a bere del sangue ; perciocchè ben ne son degni . Ed io ne udii un altro , dal lato dell’ altare , che diceva : Sì certo , Signore Iddio onnipotente , i tuoi giudicii son veraci , e giusti . Poi , il quarto angelo versò la sua coppa sopra il sole ; e gli fu dato d’ ardere gli uomini con fuoco . E gli uomini furono arsi di grande arsura ; e bestemmiarono il nome di Dio , che ha la podestà sopra queste piaghe ; e non si ravvidero , per dargli gloria . Poi , il quinto angelo versò la sua coppa in sul trono della bestia ; e il suo regno divenne tenebroso , e gli uomini si mordevano le lingue per l’ affanno ; e bestemmiarono l’ Iddio del cielo , per i lor travagli , e per le loro ulcere ; e non si ravvidero delle loro opere . Poi , il sesto angelo versò la sua coppa in sul gran fiume Eufrate , e l’ acqua di esso fu asciutta ; acciocchè fosse apparecchiata la via dei re , che vengono dal sol levante . Ed io vidi uscir della bocca del dragone , e della bocca della bestia , e della bocca del falso profeta , tre spiriti immondi , a guisa di rane ; perciocchè sono spiriti di demoni , i quali fan segni , ed escon fuori ai re di tutto il mondo , per raunarli alla battaglia di quel gran giorno dell’ Iddio onnipotente . Ecco , io vengo come un ladrone ; beato chi veglia , e guarda i suoi vestimenti , acciocchè non cammini nudo , e non si veggano le sue vergogne . Ed essi li raunarono in un luogo , detto in Ebreo Armagheddon . Poi , il settimo angelo versò la sua coppa nell’ aria ; e una gran voce uscì dal tempio del cielo , dal trono , dicendo : È fatto . E si fecero folgori , e tuoni , e suoni , e gran tremoto ; tale che non ne fu giammai un simile , nè un così grande , da che gli uomini sono stati sopra la terra . E la gran città fu divisa in tre parti , e le città delle genti caddero ; Dio si ricordò della gran Babilonia , per darle il calice dell’ indegnazione della sua ira . Ed ogni isola fuggì , e i monti non furon trovati . E cadde dal cielo , in su gli uomini , una gragnuola grossa come del peso d’ un talento ; e gli uomini bestemmiarono Iddio per la piaga della gragnuola ; perciocchè la piaga d’ essa era grandissima . ED uno de’ sette angeli , che aveano le sette coppe , venne , e parlò meco , dicendo : Vieni , io ti mostrerò la condannazione della gran meretrice , che siede sopra molte acque ; con la quale hanno fornicato i re della terra ; e del vino della cui fornicazione sono stati inebbriati gli abitanti della terra . Ed egli mi trasportò in ispirito in un deserto ; ed io vidi una donna , che sedeva sopra una bestia di color di scarlatto , piena di nomi di bestemmia , ed avea sette teste , e dieci corna . E quella donna , ch’ era vestita di porpora , e di scarlatto , adorna d’ oro , e di pietre preziose , e di perle , avea una coppa d’ oro in mano , piena d’ abbominazioni , e delle immondizie della sua fornicazione . E in su la sua fronte era scritto un nome : Mistero , Babilonia la grande , la madre delle fornicazioni , e delle abbominazioni della terra . Ed io vidi quella donna ebbra del sangue dei santi , e del sangue de’ martiri di Gesù ; ed avendola veduta , mi maravigliai di gran maraviglia . E l’ angelo mi disse : Perchè ti maravigli ? Io ti dirò il mistero della donna , e della bestia che la porta , la quale ha le sette teste , e le dieci corna . La bestia che tu hai veduta , era , e non è più ; e salirà dell’ abisso , e poi andrà in perdizione ; e gli abitanti della terra , i cui nomi non sono scritti nel libro della vita , fin dalla fondazione del mondo , si maraviglieranno , veggendo la bestia che era , e non è , e pure è . Qui è la mente , che ha sapienza : le sette teste son sette monti , sopra i quali la donna siede . Sono ancora sette re ; i cinque son caduti , l’ uno è , e l’ altro non è ancora venuto ; e quando sarà venuto , ha da durar poco . E la bestia che era , e non è più , è anch’ essa un ottavo re , ed è de’ sette , e se ne va in perdizione . E le dieci corna , che tu hai vedute , son dieci re , i quali non hanno ancora preso il regno ; ma prenderanno podestà , come re , in uno stesso tempo con la bestia . Costoro hanno un medesimo consiglio : e daranno la lor potenza , e podestà alla bestia . Costoro guerreggeranno con l’ Agnello , e l’ Agnello li vincerà ; perciocchè egli è il Signor de’ signori , e il Re dei re ; e coloro che con lui son chiamati , ed eletti , e fedeli . Poi mi disse : Le acque che tu hai vedute , dove siede la meretrice , son popoli , e moltitudini , e nazioni , e lingue . E le dieci corna , che tu hai vedute nella bestia , son quelli che odieranno la meretrice , e la renderanno deserta , e nuda ; e mangeranno le sue carni , e bruceranno lei col fuoco . Perciocchè Iddio ha messo nel cuor loro di eseguire la sua sentenza , e di prendere un medesimo consiglio , e di dare il lor regno alla bestia ; finchè sieno adempiute le parole di Dio . E la donna , che tu hai veduta , è la gran città , che ha il regno sopra i re della terra . E DOPO queste cose , vidi un altro angelo , che scendeva dal cielo , il quale avea gran podestà ; e la terra fu illuminata dalla gloria d’ esso . Ed egli gridò di forza , con gran voce , dicendo : Caduta , caduta è Babilonia , la grande ; ed è divenuta albergo di demoni , e prigione d’ ogni spirito immondo , e prigione d’ ogni uccello immondo ed abbominevole . Perciocchè tutte le nazioni hanno bevuto del vino dell’ ira della sua fornicazione , e i re della terra hanno fornicato con lei , e i mercatanti della terra sono arricchiti della dovizia delle sue delizie . Poi udii un’ altra voce dal cielo , che diceva : Uscite d’ essa , o popol mio ; acciocchè non siate partecipi de’ suoi peccati , e non riceviate delle sue piaghe . Perciocchè i suoi peccati son giunti l’ un dietro all’ altro infino al cielo , e Iddio si è ricordato delle sue iniquità . Rendetele il cambio , al pari di ciò che ella vi ha fatto ; anzi rendetele secondo le sue opere al doppio ; nella coppa , nella quale ella ha mesciuto a voi , mescetele il doppio . Quanto ella si è glorificata , ed ha lussuriato , tanto datele tormento e cordoglio ; perciocchè ella dice nel cuor suo : Io seggo regina , e non son vedova , e non vedrò giammai duolo . Perciò , in uno stesso giorno verranno le sue piaghe : morte , e cordoglio , e fame ; e sarà arsa col fuoco ; perciocchè possente è il Signore Iddio , il quale la giudicherà . E i re della terra , i quali fornicavano , e lussuriavano con lei , la piangeranno , e faranno cordoglio di lei , quando vedranno il fumo del suo incendio ; standosene da lungi , per tema del suo tormento , dicendo : Ahi ! ahi ! Babilonia la gran città , la possente città ; la tua condannazione è pur venuta in un momento ! I mercatanti della terra ancora piangeranno , e faranno cordoglio di lei ; perciocchè niuno comprerà più delle lor merci ; merci d’ oro e d’ argento , e di pietre preziose , e di perle , e di bisso , e di porpora , e di seta , e di scarlatto , e d’ ogni sorte di cedro ; e d’ ogni sorte di vasellamenti d’ avorio , e d’ ogni sorte di vasellamenti di legno preziosissimo , e di rame , e di ferro , e di marmo ; di cinnamomo , e di odori , e di olii odoriferi , e d’ incenso , e di vino , e d’ olio , e di fior di farina , e di frumento , e di giumenti , e di pecore , e di cavalli , e di carri , e di schiavi , e d’ anime umane . E i frutti dell’ appetito dell’ anima tua si son partiti da te ; e tutte le cose grasse e splendide ti sono perite , e tu non le troverai giammai più . I mercatanti di queste cose , i quali erano arricchiti di lei , se ne staranno da lungi , per tema del suo tormento , piangendo , e facendo cordoglio , e dicendo : Ahi ! ahi ! la gran città , ch’ era vestita di bisso , e di porpora , e di scarlatto , e adorna d’ oro , e di pietre preziose , e di perle ; una cotanta ricchezza è stata pur distrutta in un momento ! Ogni padrone di nave ancora , ed ogni ciurma di navi , e i marinai , e tutti coloro che fanno arte marinaresca , se ne staranno da lungi ; e sclameranno , veggendo il fumo dell’ incendio d’ essa , dicendo : Qual città era simile a questa gran città ? E si getteranno della polvere in su le teste , e grideranno , piangendo , e facendo cordoglio , e dicendo : Ahi ! Ahi ! la gran città , nella quale tutti coloro che aveano navi nel mare erano arricchiti della sua magnificenza ; ella è pure stata deserta in un momento ! Rallegrati d’ essa , o cielo ; e voi santi apostoli e profeti ; poichè Iddio ha giudicata la causa vostra , facendo la vendetta sopra lei . Poi un possente angelo levò una pietra grande , come una macina ; e la gettò nel mare , dicendo : Così sarà con impeto gettata Babilonia , la gran città , e non sarà più ritrovata . E suon di ceteratori , nè di musici , nè di sonatori di flauti , e di tromba , non sarà più udito in te : parimente non sarà più trovato in te artefice alcuno , e non si udirà più in te suono di macina . E non lucerà più in te lume di lampana ; e non si udirà più in te voce di sposo , nè di sposa ; perciocchè i tuoi mercatanti erano i principi della terra ; perciocchè tutte le genti sono state sedotte per le tue malie . E in essa è stato trovato il sangue de’ profeti , e de’ santi , e di tutti coloro che sono stati uccisi sopra la terra . E DOPO queste cose , io udii nel cielo come una gran voce d’ una grossa moltitudine , che diceva : Alleluia ! la salute , e la potenza , e la gloria , e l’ onore , appartengono al Signore Iddio nostro . Percioccchè veraci e giusti sono i suoi giudicii ; poichè egli ha fatto giudicio della gran meretrice , che ha corrotta la terra con la sua fornicazione , ed ha vendicato il sangue de’ suoi servitori , ridomandandolo dalla mano di essa . E disse la seconda volta : Alleluia ! e il fumo d’ essa sale ne’ secoli de’ secoli . E i ventiquattro vecchi e i quattro animali , si gettarono giù , e adorarono Iddio , sedente in sul trono , dicendo : Amen , Alleluia ! Ed una voce procedette dal trono , dicendo : Lodate l’ Iddio nostro , voi tutti i suoi servitori , e voi che lo temete , piccoli e grandi . Poi io udii come la voce d’ una gran moltitudine , e come il suono di molte acque , e come il romore di forti tuoni , che dicevano : Alleluia ! perciocchè il Signore Iddio nostro , l’ Onnipotente , ha preso a regnare . Rallegriamoci , e giubiliamo , e diamo a lui la gloria ; perciocchè son giunte le nozze dell’ Agnello , e la sua moglie s’ è apparecchiata . E le è stato dato d’ esser vestita di bisso risplendente e puro ; perciocchè il bisso son le opere giuste de’ santi . E quella voce mi disse : Scrivi : Beati coloro che son chiamati alla cena delle nozze dell’ Agnello . Mi disse ancora : Queste sono le veraci parole di Dio . Ed io mi gettai davanti a lui a’ suoi piedi , per adorarlo . Ma egli mi disse : Guardati che tu nol faccia ; io son conservo tuo , e de’ tuoi fratelli , che hanno la testimonianza di Gesù ; adora Iddio ; perciocchè la testimonianza di Gesù è lo spirito della profezia . POI vidi il cielo aperto ; ed ecco un caval bianco ; e colui che lo cavalcava si chiama il Fedele , e il Verace ; ed egli giudica , e guerreggia in giustizia . E i suoi occhi erano come fiamma di fuoco , e in su la sua testa v’ eran molti diademi ; ed egli avea un nome scritto , il qual niuno conosce , se non egli ; ed era vestito d’ una vesta tinta in sangue ; e il suo nome si chiama : La Parola di Dio . E gli eserciti che son nel cielo lo seguitavano in su cavalli bianchi , vestiti di bisso bianco e puro . E dalla bocca d’ esso usciva una spada a due tagli , acuta , da percuoter con essa le genti ; ed egli le reggerà con una verga di ferro , ed egli stesso calcherà il tino del vino dell’ indegnazione , e dell’ ira dell’ Iddio onnipotente . Ed egli avea in su la sua vesta , e sopra la coscia , questo nome scritto : IL RE DEI RE , E IL SIGNOR DE’ SIGNORI . Poi vidi un angelo in piè nel sole , il qual gridò con gran voce , dicendo a tutti gli uccelli che volano in mezzo del cielo : Venite , raunatevi al gran convito di Dio ; per mangiar carni di re , e carni di capitani , e carni d’ uomini prodi , e carni di cavalli , e di coloro che li cavalcano ; e carni d’ ogni sorte di genti , franchi e servi , piccoli e grandi . Ed io vidi la bestia , e i re della terra , e i loro eserciti , raunati per far guerra con colui che cavalcava quel cavallo , e col suo esercito . Ma la bestia fu presa , e con lei il falso profeta , che avea fatti i segni davanti ad essa , co’ quali egli avea sedotti quelli che aveano preso il marchio della bestia , e quelli che aveano adorata la sua immagine ; questi due furon gettati vivi nello stagno del fuoco ardente di zolfo . E il rimanente fu ucciso con la spada di colui che cavalcava il cavallo , la quale usciva dalla sua bocca ; e tutti gli uccelli furono satollati delle lor carni . POI vidi un angelo , che scendeva dal cielo , ed avea la chiave dell’ abisso , ed una grande catena in mano . Ed egli prese il dragone , il serpente antico , che è il Diavolo e Satana , il qual seduce tutto il mondo , e lo legò per mille anni . E lo gettò nell’ abisso , il quale egli serrò e suggellò sopra esso ; acciocchè non seducesse più le genti , finchè fossero compiuti i mille anni ; e poi appresso ha da essere sciolto per un poco di tempo . Poi vidi de’ troni , e sopra quelli si misero a sedere de’ personaggi , a’ quali fu dato il giudicio ; vidi ancora le anime di coloro che erano stati decollati per la testimonianza di Gesù , e per la parola di Dio ; e che non aveano adorata la bestia , nè la sua immagine ; e non aveano preso il suo marchio in su le lor fronti , e in su la lor mano ; e costoro tornarono in vita , e regnarono con Cristo que’ mille anni . E il rimanente dei morti non tornò in vita , finchè fossero compiuti i mille anni . Questa è la prima risurrezione . Beato e santo è colui che ha parte nella prima risurrezione ; sopra costoro non ha podestà la morte seconda ; ma saranno sacerdoti di Dio e di Cristo ; e regneranno con lui mille anni . E QUANDO que’ mille anni saranno compiuti , Satana sarà sciolto dalla sua prigione , ed uscirà per sedurre le genti , che sono a’ quattro canti della terra , Gog e Magog , per radunarle in battaglia ; il numero delle quali è come la rena del mare . E saliranno in su la distesa della terra , e intornieranno il campo de’ santi , e la diletta città . Ma dal cielo scenderà del fuoco , mandato da Dio , e le divorerà . E il Diavolo , che le ha sedotte , sarà gettato nello stagno del fuoco , e dello zolfo , dove è la bestia , e il falso profeta ; e saranno tormentati giorno e notte , ne’ secoli de’ secoli . POI vidi un gran trono bianco , e quel che sedeva sopra esso , d’ innanzi a cui fuggì il cielo e la terra ; e non fu trovato luogo per loro . Ed io vidi i morti , grandi e piccoli , che stavano ritti davanti al trono ; e i libri furono aperti ; e un altro libro fu aperto , che è il libro della vita ; e i morti furono giudicati dalle cose scritte ne’ libri , secondo le opere loro . E il mare rendè i morti che erano in esso ; parimente la morte e l’ inferno renderono i lor morti ; ed essi furono giudicati , ciascuno secondo le sue opere . E la morte e l’ inferno furon gettati nello stagno del fuoco . Questa è la morte seconda . E se alcuno non fu trovato scritto nel libro della vita , fu gettato nello stagno del fuoco . POI vidi nuovo cielo , e nuova terra ; perciocchè il primo cielo , e la prima terra erano passati , e il mare non era più . Ed io Giovanni vidi la santa città , la nuova Gerusalemme , che scendeva dal cielo , d’ appresso a Dio , acconcia come una sposa , adorna per il suo sposo . Ed io udii una gran voce dal cielo , che diceva : Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini , ed egli abiterà con loro ; ed essi saranno suo popolo , e Iddio stesso sarà con essi Iddio loro ; ed asciugherà ogni lagrima dagli occhi loro , e la morte non sarà più ; parimente non vi sarà più cordoglio nè grido , nè travaglio ; perciocchè le cose di prima sono passate . E colui che sedeva in sul trono disse : Ecco , io fo ogni cosa nuova . Poi mi disse : Scrivi ; perciocchè queste parole son veraci e fedeli . Poi mi disse : È fatto . Io son l’ Alfa e l’ Omega ; il principio e la fine ; a chi ha sete io darò in dono della fonte dell’ acqua della vita . Chi vince , erederà queste cose ; ed io gli sarò Dio , ed egli mi sarà figliuolo . Ma , quant’ è a’ codardi , ed agl’ increduli , ed a’ peccatori , ed agli abbominevoli , ed a’ micidiali , ed a’ fornicatori , ed a’ maliosi , ed agli idolatri , ed a tutti i mendaci , la parte loro sarà nello stagno ardente di fuoco , e di zolfo , che è la morte seconda . ALLORA venne uno de’ sette angeli , che aveano le sette coppe piene delle sette ultime piaghe ; e parlò meco , dicendo : Vieni , io ti mostrerò la sposa , la moglie dell’ Agnello . Ed egli mi trasportò in ispirito sopra un grande ed alto monte ; e mi mostrò la gran città , la santa Gerusalemme , che scendeva dal cielo , d’ appresso a Dio ; che avea la gloria di Dio ; e il suo luminare era simile ad una pietra preziosissima , a guisa d’ una pietra di diaspro trasparente come cristallo . Ed avea un grande ed alto muro ; ed avea dodici porte , e in su le porte dodici angeli , e de’ nomi scritti di sopra , che sono i nomi delle dodici tribù dei figliuoli d’ Israele . Dall’ Oriente v’ erano tre porte , dal Settentrione tre porte , dal Mezzodì tre porte , e dall’ Occidente tre porte . E il muro della città avea dodici fondamenti , e sopra quelli erano i dodici nomi de’ dodici apostoli dell’ Agnello . E colui che parlava meco avea una canna d’ oro , da misurar la città , e le sue porte , e il suo muro . E la città era di figura quadrangolare , e la sua lunghezza era uguale alla larghezza ; ed egli misurò la città con quella canna , ed era di dodicimila stadi ; la lunghezza , la larghezza , e l’ altezza sua erano uguali . Misurò ancora il muro d’ essa ; ed era di cenquarantaquattro cubiti , a misura di uomo , che era quella dell’ angelo . E la fabbrica del suo muro era di diaspro ; e la città era d’ oro puro , simile a vetro puro . E i fondamenti del muro della città erano adorni d’ ogni pietra preziosa ; il primo fondamento era di diaspro , il secondo di zaffiro , il terzo di calcedonio , il quarto di smeraldo , il quinto di sardonico , il sesto di sardio , il settimo di grisolito , l’ ottavo di berillo , il nono di topazio , il decimo di crisopraso , l’ undecimo di giacinto , il duodecimo di ametisto . E le dodici porte erano di dodici perle ; ciascuna delle porte era d’ una perla ; e la piazza della città era d’ oro puro , a guisa di vetro trasparente . Ed io non vidi in essa alcun tempio ; poichè il Signore Iddio onnipotente , e l’ Agnello , è il tempio di essa . E la città non ha bisogno del sole , nè della luna , acciocchè risplendano in lei ; perciocchè la gloria di Dio l’ illumina e l’ Agnello è il suo luminare . E le genti cammineranno al lume di essa ; e i re della terra porteranno la gloria , e l’ onor loro in lei . E le porte d’ essa non saranno giammai serrate di giorno , perciocchè ivi non sarà notte alcuna . E in lei si porterà la gloria , e l’ onor delle genti . E niente d’ immondo , o che commetta abbominazione , o falsità , entrerà in lei ; ma sol quelli che sono scritti nel libro della vita dell’ Agnello . Poi egli mi mostrò un fiume puro d’ acqua di vita , chiaro come cristallo , il qual procedeva dal trono di Dio , e dell’ Agnello . In mezzo della piazza della città , e del fiume , corrente di qua e di là , v’ era l’ albero della vita , che fa dodici frutti , rendendo il suo frutto per ciascun mese ; e le frondi dell’ albero sono per la guarigione delle genti . E quivi non sarà alcuna esecrazione ; e in essa sarà il trono di Dio e dell’ Agnello ; e i suoi servitori gli serviranno ; e vedranno la sua faccia , e il suo nome sarà sopra le lor fronti . E quivi non sarà notte alcuna ; e non avranno bisogno di lampana , nè di luce di sole ; perciocchè il Signore Iddio li illuminerà , ed essi regneranno ne’ secoli de’ secoli . POI mi disse : Queste parole son fedeli e veraci ; e il Signore Iddio degli spiriti de’ profeti ha mandato il suo angelo , per mostrare a’ suoi servitori le cose che hanno da avvenire in breve . Ecco , io vengo tosto ; beato chi serba le parole della profezia di questo libro . Ed io Giovanni son quel che ho udite , e vedute queste cose . E quando le ebbi udite , e vedute , io mi gettai giù , per adorar davanti a’ piedi dell’ angelo che mi avea mostrate queste cose . Ed egli mi disse : Guardati che tu nol faccia : io son conservo tuo , e de’ tuoi fratelli profeti , e di coloro che serbano le parole di questo libro ; adora Iddio . Poi mi disse : Non suggellar le parole della profezia di questo libro ; perciocchè il tempo è vicino . Chi è ingiusto sialo ancora vie più ; e chi è contaminato si contamini vie più ; e chi è giusto operi la giustizia ancora vie più ; e chi è santo sia santificato vie più . Ecco , io vengo tosto , e il mio premio è meco , per rendere a ciascuno secondo che sarà l’ opera sua . Io son l’ Alfa e l’ Omega ; il principio e la fine ; il primo e l’ ultimo . Beati coloro che mettono in opera i comandamenti d’ esso , acciocchè abbiano diritto all’ albero della vita , ed entrino per le porte nella città . Fuori i cani , e i maliosi , e i fornicatori , e i micidiali , e gl’ idolatri , e chiunque ama , e commette falsità . Io Gesù ho mandato il mio angelo , per testimoniarvi queste cose nelle chiese . Io son la radice e la progenie di Davide ; la stella lucente e mattutina E lo Spirito , e la sposa dicono : Vieni . Chi ode dica parimente : Vieni . E chi ha sete , venga ; e chi vuole , prenda in dono dell’ acqua della vita . Io protesto ad ognuno che ode le parole della profezia di questo libro , che , se alcuno aggiunge a queste cose , Iddio manderà sopra lui le piaghe scritte in questo libro . E se alcuno toglie delle parole del libro di questa profezia , Iddio gli torrà la sua parte dell’ albero della vita , e della santa città , e delle cose scritte in questo libro . Colui che testimonia queste cose , dice : Certo , io vengo tosto . Amen . Sì , vieni , Signor Gesù . La grazia del Signor Gesù Cristo sia con tutti voi . Amen . </passage></reply></GetPassage>