<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><GetPassage xmlns="http://relaxng.org/ns/structure/1.0" xmlns:tei="http://www.tei-c.org/ns/1.0" xmlns:ti="http://chs.harvard.edu/xmlns/cts"><request><requestName>GetPassage</requestName><requestUrn>urn:cts:pbc:bible.parallel.ita.diodati:1</requestUrn></request><reply><urn>urn:cts:pbc:bible.parallel.ita.diodati:1</urn><passage>NEL principio Iddio creò il cielo e la terra . E la terra era una cosa deserta e vacua ; e tenebre erano sopra la faccia dell’ abisso . E lo Spirito di Dio si moveva sopra la faccia delle acque . E Iddio disse : Sia la luce . E la luce fu . E Iddio vide che la luce era buona . E Iddio separò la luce dalle tenebre . E Iddio nominò la luce Giorno , e le tenebre Notte . Così fu sera , e poi fu mattina , che fu il primo giorno . Poi Iddio disse : Siavi una distesa tra le acque , la quale separi le acque dalle acque . E Iddio fece quella distesa : e separò le acque che son disotto alla distesa , da quelle che son disopra d’ essa . E così fu . E Iddio nominò la distesa Cielo . Così fu sera , e poi fu mattina , che fu il secondo giorno . Poi Iddio disse : Sieno tutte le acque , che son sotto al cielo , raccolte in un luogo , ed apparisca l’ asciutto . E così fu . E Iddio nominò l’ asciutto Terra , e la raccolta delle acque Mari . E Iddio vide che ciò era buono . Poi Iddio disse : Produca la terra erba minuta , erbe che facciano seme , ed alberi fruttiferi che portino frutto , secondo le loro specie ; il cui seme sia in esso , sopra la terra . E così fu . La terra adunque produsse erba minuta , erbe che fanno seme , secondo le loro specie , ed alberi che portano frutto , il cui seme è in esso , secondo le loro specie . E Iddio vide che ciò era buono . Così fu sera , e poi fu mattina , che fu il terzo giorno . Poi Iddio disse : Sienvi de’ luminari nella distesa del cielo , per far distinzione tra il giorno e la notte : e quelli sieno per segni , e per distinguer le stagioni e i giorni e gli anni . E sieno per luminari nella distesa del cielo , per recar la luce in su la terra . E così fu . Iddio adunque fece i due gran luminari il maggiore per avere il reggimento del giorno , e il minore per avere il reggimento della notte , e le stelle . E Iddio li mise nella distesa del cielo , per recar la luce sopra la terra , e per avere il reggimento del giorno e della notte , e per separar la luce dalle tenebre . E Iddio vide che ciò era buono . Così fu sera , e poi fu mattina , che fu il quarto giorno . Poi Iddio disse : Producano le acque copiosamente rettili , che sieno animali viventi ; e volino gli uccelli sopra la terra , e per la distesa del cielo . Iddio adunque creò le grandi balene , ed ogni animal vivente che va serpendo ; i quali animali le acque produssero copiosamente , secondo le loro specie ; ed ogni sorta di uccelli che hanno ale , secondo le loro specie . E Iddio vide che ciò era buono . E Iddio li benedisse , dicendo : Figliate , moltiplicate , ed empiete le acque ne’ mari ; moltiplichino parimente gli uccelli sulla terra . Così fu sera , e poi fu mattina , che fu il quinto giorno . Poi Iddio disse : Produca la terra animali viventi , secondo le loro specie ; bestie domestiche , rettili e fiere della terra , secondo le loro specie . E così fu . Iddio adunque fece le fiere della terra , secondo le loro specie ; e gli animali domestici , secondo le loro specie ; ed ogni sorta di rettili della terra , secondo le loro specie . E Iddio vide che ciò era buono . Poi Iddio disse : Facciamo l’ uomo alla nostra immagine , secondo la nostra somiglianza ; ed abbia la signoria sopra i pesci del mare , e sopra gli uccelli del cielo , e sopra le bestie , e sopra tutta la terra , e sopra ogni rettile che serpe sopra la terra . Iddio adunque creò l’ uomo alla sua immagine ; egli lo creò all’ immagine di Dio ; egli li creò maschio e femmina . E Iddio li benedisse , e disse loro : Fruttate e moltiplicate , ed empiete la terra , e rendetevela soggetta , e signoreggiate sopra i pesci del mare , e sopra gli uccelli del cielo , e sopra ogni bestia che cammina sopra la terra . Oltre a ciò , Iddio disse : Ecco , io vi do tutte l’ erbe che producono seme , che son sopra tutta la terra ; e tutti gli alberi fruttiferi che fanno seme . Queste cose vi saranno per cibo . Ma a tutte le bestie della terra , ed a tutti gli uccelli del cielo , ed a tutti gli animali che serpono sopra la terra , ne’ quali è anima vivente , io do ogni erba verde per mangiarla . E così fu . E Iddio vide tutto quello ch’ egli avea fatto ; ed ecco , era molto buono . Così fu sera , e poi fu mattina , che fu il sesto giorno . Così furono compiuti i cieli e la terra , e tutto l’ esercito di quelli . Ora , avendo Iddio compiuta nel settimo giorno l’ opera sua , la quale egli avea fatta , si riposò nel settimo giorno da ogni sua opera , che egli avea fatta . E Iddio benedisse il settimo giorno , e lo santificò ; perciocchè in esso egli s’ era riposato da ogni sua opera ch’ egli avea creata , per farla . TALI furono le origini del cielo e della terra , quando quelle cose furono create , nel giorno che il Signore Iddio fece la terra e il cielo ; e ogni albero ed arboscello della campagna , avanti che ne fosse alcuno in su la terra ; ed ogni erba della campagna , avanti che ne fosse germogliata alcuna ; perciocchè il Signore Iddio non avea ancora fatto piovere in su la terra , e non v’ era alcun uomo per lavorar la terra . Or un vapore saliva dalla terra , che adacquava tutta la faccia della terra . E il Signore Iddio formò l’ uomo del la polvere della terra , e gli alitò nelle nari un fiato vitale ; e l’ uomo fu fatto anima vivente . Or il Signore Iddio piantò un giardino in Eden , dall’ Oriente , e pose quivi l’ uomo ch’ egli avea formato . E il Signore Iddio fece germogliar dalla terra ogni sorta d’ alberi piacevoli a riguardare , e buoni a mangiare ; e l’ albero della vita , in mezzo del giardino ; e l’ albero della conoscenza del bene e del male . Ed un fiume usciva di Eden , per adacquare il giardino ; e di là si spartiva in quattro capi . Il nome del primo è Pison ; questo è quello che circonda tutto il paese di Havila , ove è dell’ oro . E l’ oro di quel paese è buono ; quivi ancora si trovano le perle e la pietra onichina . E il nome del secondo fiume è Ghihon ; questo è quello che circonda tutto il paese di Cus . E il nome del terzo fiume è Hiddechel ; questo è quello che corre di rincontro all’ Assiria . E il quarto fiume è l’ Eufrate . Il Signore Iddio adunque prese l’ uomo e lo pose nel giardino di Eden , per lavorarlo , e per guardarlo . E il Signore Iddio comandò all’ uomo , dicendo : Mangia pur d’ ogni albero del giardino . Ma non mangiar dell’ albero della conoscenza del bene e del male ; perciocchè , nel giorno che tu ne mangerai per certo tu morrai . Il Signore Iddio disse ancora : E’ non è bene che l’ uomo sia solo ; io gli farò un aiuto convenevole a lui . Or il Signore Iddio , avendo formate della terra tutte le bestie della campagna , e tutti gli uccelli del cielo , li menò ad Adamo , acciocchè vedesse qual nome porrebbe a ciascuno di essi ; e che qualunque nome Adamo ponesse a ciascuno animale , esso fosse il suo nome . E Adamo pose nome ad ogni animal domestico , ed agli uccelli del cielo , e ad ogni fiera della campagna ; ma non si trovava per Adamo aiuto convenevole a lui . E il Signore Iddio fece cadere un profondo sonno sopra Adamo , onde egli si addormentò ; e Iddio prese una delle coste di esso , e saldò la carne nel luogo di quella . E il Signore Iddio fabbricò una donna della costa che egli avea tolta ad Adamo , e la menò ad Adamo . E Adamo disse : A questa volta pure ecco osso delle mie ossa , e carne della mia carne ; costei sarà chiamata femmina d’ uomo , conciossiachè costei sia stata tolta dall’ uomo . Perciò l’ uomo lascerà suo padre e sua madre , e si atterrà alla sua moglie , ed essi diverranno una stessa carne . Or amendue , Adamo e la sua moglie , erano ignudi , e non se ne vergognavano . OR il serpente era astuto più che qualunque altra bestia della campagna , che il Signore Iddio avesse fatta . Ed esso disse alla donna : Ha pure Iddio detto : Non mangiate del frutto di tutti gli alberi del giardino ? E la donna disse al serpente : Noi possiamo mangiare del frutto degli alberi del giardino . Ma del frutto dell’ albero , ch’ è in mezzo del giardino , Iddio ha detto : Non ne mangiate , e nol toccate , chè non muoiate . E il serpente disse alla donna : Voi non morreste punto . Ma Iddio sa che , nel giorno che voi ne mangereste , i vostri occhi si aprirebbero ; onde sareste come dii , avendo conoscenza del bene e del male . La donna adunque , veggendo che il frutto dell’ albero era buono a mangiare , e ch’ era dilettevole a vedere e che l’ albero era desiderabile per avere intelletto , prese del frutto , e ne mangiò , e ne diede ancora al suo marito , acciocchè ne mangiasse seco . Ed egli ne mangiò . Allora gli occhi di amendue loro si apersero , e conobbero ch’ erano ignudi ; onde cucirono insieme delle foglie di fico , e se ne fecero delle coperte da cignersi attorno . Poi , all’ aura del dì , udirono la voce del Signore Iddio che camminava per lo giardino . E Adamo , con la sua moglie , si nascose dal cospetto del Signore Iddio , per mezzo gli alberi del giardino . E il Signore Iddio chiamò Adamo , e gli disse : Ove sei ? Ed egli disse : Io intesi la tua voce per lo giardino , e temetti , perciocchè io era ignudo ; e mi nascosi . E Iddio disse : Chi ti ha mostrato che tu fossi ignudo ? Hai tu mangiato del frutto dell’ albero , del quale io ti avea vietato di mangiare ? E Adamo disse : La donna , che tu hai posta meco , è quella che mi ha dato del frutto dell’ albero , ed io ne ho mangiato . E il Signore Iddio disse alla donna : Che cosa è questo che tu hai fatto ? E la donna rispose : Il serpente mi ha sedotta , ed io ho mangiato di quel frutto . Allora il Signore Iddio disse al serpente : Perciocchè tu hai fatto questo , sii maledetto sopra ogni altro animale , e sopra ogni altra bestia della campagna ; tu camminerai in sul tuo ventre , e mangerai la polvere tutti i giorni della tua vita . Ed io metterò inimicizia fra te e la donna , e fra la tua progenie e la progenie di essa ; essa progenie ti triterà il capo e tu le ferirai il calcagno . Poi disse alla donna : Io accrescerò grandemente i dolori del tuo parto e della tua gravidanza ; tu partorirai figliuoli con dolori , e i tuoi desiderii dipenderanno dal tuo marito , ed egli signoreggerà sopra te . E ad Adamo disse : Perciocchè tu hai atteso alla voce della tua moglie , ed hai mangiato del frutto dell’ albero , del quale io ti avea data questo comandamento : Non mangiarne : la terra sarà maledetta per cagion tua ; tu mangerai del frutto di essa con affanno , tutti i giorni della tua vita . Ed ella ti produrrà spine e triboli ; e tu mangerai l’ erba de’ campi . Tu mangerai il pane col sudor del tuo volto , fin che tu ritorni in terra ; conciossiachè tu ne sii stato tolto ; perciocchè tu sei polvere , tu ritornerai altresì in polvere . E Adamo pose nome Eva alla sua moglie ; perciocchè ella è stata madre di tutti i viventi . E il Signore Iddio fece delle toniche di pelle ad Adamo ed alla sua moglie ; e li vestì . Poi il Signore Iddio disse : Ecco , l’ uomo è divenuto come uno di noi , avendo conoscenza del bene e del male ; ora adunque e’ si convien provvedere che talora egli non istenda la mano , e non prenda ancora del frutto dell’ albero della vita , e ne mangi , e viva in perpetuo . Perciò il Signore Iddio mandò l’ uomo fuor del giardino di Eden , per lavorar la terra , dalla quale era stato tolto . Così egli cacciò l’ uomo , e pose dei Cherubini davanti al giardino di Eden , con una spada fiammeggiante che si vibrava in giro , per guardar la via dell’ albero della vita . OR Adamo conobbe la sua moglie , ed ella concepette , e partorì Caino , e disse : Io ho acquistato un uomo col Signore . Poi partorì ancora Abele , fratello di esso . Ed Abele fu pastore di pecore , e Caino fu lavorator della terra . Or avvenne , in capo di alquanto tempo , che Caino offerse al Signore offerta de’ frutti della terra . Ed Abele offerse anch’ esso de’ primogeniti delle sue pecore , e del grasso di esse . E il Signore riguardò ad Abele ed alla sua offerta . Ma non riguardò a Caino , nè alla sua offerta ; onde Caino si sdegnò grandemente , e il suo volto fu abbattuto . E il Signore disse a Caino : Perchè sei tu sdegnato ? e perchè è il tuo volto abbattuto ? Se tu fai bene , non vi sarà egli esaltazione ? ma altresì , se tu fai male , il peccato giace alla porta . Ora i desiderii di esso dipendono da te , e tu hai la signoria sopra lui . E Caino disse ad Abele suo fratello : Andiamo ai campi . Ed avvenne che essendo essi ai campi , Caino si levò contro ad Abele suo fratello , e l’ uccise . E il Signore disse a Caino : Ov’ è Abele tuo fratello ? Ed egli disse : Io non so ; sono io guardiano del mio fratello ? E il Signore gli disse : Che hai fatto ? ecco la voce del sangue del tuo fratello grida a me dalla terra . Ora dunque tu sei maledetto , e sarai cacciato dalla terra , che ha aperta la sua bocca per ricevere il sangue del tuo fratello dalla tua mano . Quando tu lavorerai la terra , ella non continuerà più di renderti la sua virtù ; e tu sarai vagabondo ed errante sulla terra . E Caino disse al Signore : La mia iniquità è più grande che io non posso portare . Ecco , tu mi hai oggi cacciato d’ in su la faccia della terra , ed io sarò nascosto dal tuo cospetto , e sarò vagabondo ed errante sulla terra ; ed avverrà che chiunque mi troverà mi ucciderà . E il Signore gli disse : Perciò , chiunque ucciderà Caino sarà punito a sette doppi più che Caino . E il Signore pose un segnale in Caino , acciocchè alcuno , trovandolo , non lo uccidesse . E Caino si partì dal cospetto del Signore , e dimorò nel paese di Nod , dalla parte orientale di Eden . E Caino conobbe la sua moglie , ed ella concepette , e partorì Enoch . Poi egli si mise ad edificare una città , e la nominò del nome del suo figliuolo Enoch . E ad Enoch nacque Irad ; ed Irad generò Mehujael ; e Mehujael generò Metusael ; e Metusael generò Lamec . E Lamec si prese due mogli ; il nome dell’ una delle quali era Ada , e il nome dell’ altra Silla . E Ada partorì Iabal . Esso fu padre di coloro che dimorano in tende , e son mandriani . E il nome del suo fratello fu Iubal . Esso fu padre di tutti coloro che maneggiano la cetera e l’ organo . E Silla partorì anch’ ella Tubal-cain , il quale ha ammaestrato ogni fabbro di rame e di ferro ; e la sorella di Tubal-cain fu Naama . E Lamec disse ad Ada e Silla sue mogli : Ascoltate la mia voce , mogli di Lamec ; Porgete l’ orecchio al mio parlare . Certo io ho ucciso un uomo , dandogli una ferita ; Ed un giovane , dandogli una percossa . Se Caino è vendicato a sette doppi , Lamec lo sarà a settanta volte sette doppi . E Adamo conobbe ancora la sua moglie ; ed ella partorì un figliuolo , e gli pose nome Set ; perciocchè , disse ella , Iddio mi ha riposta un’ altra progenie in luogo di Abele , che Caino ha ucciso . Ed a Set ancora nacque un figliuolo ; ed egli gli pose nome Enos . Allora si cominciò a nominare una parte degli uomini del Nome del Signore . QUESTA è la descrizione delle generazioni di Adamo . Nel giorno che Iddio creò l’ uomo , egli lo fece alla sua somiglianza . Egli li creò maschio e femmina , e li benedisse , e pose loro nome UOMO , nel giorno che furono creati . Ora Adamo , essendo vivuto centotrent’ anni , generò un figliuolo alla sua somiglianza , secondo la sua immagine ; e gli pose nome Set . E il tempo che visse Adamo , dopo ch’ ebbe generato Set , fu ottocent’ anni ; e generò figliuoli e figliuole . Così tutto il tempo che visse Adamo fu novecentrent’ anni ; poi morì . E Set , essendo vivuto centocinque anni , generò Enos . E Set , dopo che ebbe generato Enos , visse ottocensette anni , e generò figliuoli e figliuole . Così tutto il tempo che visse Set fu novecendodici anni ; poi morì . Ed Enos , essendo vivuto novant’ anni , generò Chenan . Ed Enos , dopo ch’ ebbe generato Chenan , visse ottocenquindici anni , e generò figliuoli e figliuole . Così tutto il tempo che visse Enos fu novecencinque anni ; poi morì . E Chenan , essendo vivuto settant’ anni , generò Mahalaleel . E Chenan , dopo ch’ ebbe generato Mahalaleel , visse ottocento quaranta anni , e generò figliuoli e figliuole . Così tutto il tempo che Chenan visse fu novecendieci anni ; poi morì . E Mahalaleel , essendo vivuto sessantacinque anni , generò Iared . E Mahalaleel , dopo ch’ ebbe generato Iared , visse ottocento trenta anni , e generò figliuoli e figliuole . Così tutto il tempo che Mahalaleel visse fu ottocento novanta cinque anni ; poi morì . E Iared , essendo vivuto censessantadue anni , generò Enoc . E Iared , dopo ch’ ebbe generato Enoc , visse ottocent’ anni , e generò figliuoli e figliuole . Così tutto il tempo che Iared visse fu novecento sessantadue anni ; poi morì . Ed Enoc essendo vivuto sessantacinque anni , generò Metusela . Ed Enoc , dopo ch’ ebbe generato Metusela , camminò con Dio per lo spazio di trecent’ anni e generò figliuoli e figliuole . Così , tutto il tempo che Enoc visse fu trecento sessanta cinque anni . E dopo che Enoc fu camminato con Dio , non si vide più ; perciocchè Iddio lo prese . E Metusela , essendo vivuto cento ottantasette anni , generò Lamec . E Metusela , dopo ch’ ebbe generato Lamec , visse settecento ottantadue anni , e generò figliuoli e figliuole . Così , tutto il tempo che Metusela visse fu novecento sessantanove anni ; poi morì . E Lamec , essendo vivuto cento ottantadue anni , generò un figliuolo . E gli pose nome Noè , dicendo : Costui ci consolerà della nostra opera , e della fatica delle nostre mani , la quale portiamo per cagion della terra che il Signore ha maladetta . E Lamec , dopo ch’ ebbe generato Noè , visse cinquecento novantacinque anni , e generò figliuoli e figliuole . Così tutto il tempo che Lamec visse fu settecento settantasette anni ; poi morì . E Noè , essendo di età di cinquecent’ anni , generò Sem , Cam e Iafet . OR avvenne che , quando gli uomini cominciarono a moltiplicar sopra la terra , e che furono loro nate delle figliuole , i figliuoli di Dio , veggendo che le figliuole degli uomini erano belle , si presero per mogli quelle che si scelsero d’ infra tutte . E il Signore disse : Lo Spirito mio non contenderà in perpetuo con gli uomini ; perciocchè anche non sono altro che carne ; e il termine loro sarà centovent’ anni . In quel tempo i giganti erano in su la terra , e furono anche dappoi , quando i figliuoli di Dio entrarono dalle figliuole degli uomini , ed esse partorirono loro de’ figliuoli . Costoro son quegli uomini possenti , i quali già anticamente erano uomini famosi . E il Signore , veggendo che la malvagità degli uomini era grande in terra ; e che tutte le immaginazioni de’ pensieri del cuor loro non erano altro che male in ogni tempo , ei si pentì d’ aver fatto l’ uomo in su la terra , e se ne addolorò nel cuor suo . E il Signore disse : Io sterminerò d’ in su la terra gli uomini che io ho creati ; io sterminerò ogni cosa , dagli uomini fino agli animali , ai rettili ed agli uccelli del cielo ; perciocchè io mi pento di averli fatti . Ma Noè trovò grazia appo il Signore . Queste son le generazioni di Noè . Noè fu uomo giusto , intiero nelle sue età , e camminò con Dio . E generò tre figliuoli : Sem , Cam e Iafet . Ora , la terra si era corrotta nel cospetto di Dio , ed era piena di violenza . E Iddio riguardò la terra , ed ecco era corrotta ; poichè ogni carne aveva corrotta la sua via in su la terra . E Iddio disse a Noè : Appo me la fine di ogni carne è giunta ; perciocchè la terra è ripiena di violenza per cagion di costoro ; ed ecco io li farò perire , insieme con la terra . Fatti un’ Arca di legno di Gofer ; falla a stanze , ed impeciala , di fuori e di dentro , con pece . E questa è la forma della qual tu la farai : la lunghezza di essa sia di trecento cubiti , e la larghezza di cinquanta cubiti , e l’ altezza di trenta cubiti . E da’ lume all’ Arca ; e fa’ il comignolo di essa disopra di un cubito ; e metti la porta dell’ Arca al lato di essa ; falla a tre palchi , basso , secondo e terzo . Ed ecco io farò venir sopra la terra il diluvio delle acque , per far perir di sotto al cielo ogni carne in cui è alito di vita ; tutto ciò ch’ è in terra morrà . Ma io fermerò il mio patto teco ; e tu entrerai nell’ Arca , tu , ed i tuoi figliuoli , e la tua moglie , e le mogli de’ tuoi figliuoli teco . E di ogni creatura vivente , di ogni carne , fanne entrar dentro l’ Arca due per ciascuna , che saranno maschio e femmina , per conservarli in vita teco . Degli uccelli , secondo le loro specie ; delle bestie , secondo le loro specie ; e di tutti i rettili , secondo le loro specie ; due per ciascuna verranno a te , per esser conservati in vita . E tu , prenditi di ogni cibo che si mangia , ed accoglilo appresso a te ; acciocchè sia a te ed a quegli animali per cibo . E Noè fece così ; egli fece secondo tutto ciò che Iddio gli avea comandato . Poi il Signore disse a Noè : Entra tu , e tutta la tua famiglia dentro l’ Arca ; perciocchè in questa età io ti ho veduto giusto davanti a me . Di ciascuna specie di animali mondi , prendine sette paia , maschio e femmina ; e degli animali immondi , un paio , un maschio e la sua femmina . Degli uccelli del cielo , prendine parimente di ciascuna specie sette paia , maschio e femmina ; per conservarne in vita la generazione sopra la terra . Perciocchè fra qui e sette dì , io farò piovere in su la terra per lo spazio di quaranta giorni e di quaranta notti , e sterminerò d’ in su la terra ogni cosa sussistente che io ho fatta . E Noè fece secondo tutto ciò che il Signore gli avea comandato . Or Noè era di età di seicento anni , quando il diluvio fu , e le acque vennero sopra la terra . E Noè , insieme co’ suoi figliuoli , e con la sua moglie , e con le mogli de’ suoi figliuoli , entrò nell’ Arca d’ innanzi alle acque del diluvio . Degli animali mondi , e degli animali immondi , e degli uccelli , e di tutto ciò che serpe in su la terra , ne vennero delle paia , maschio e femmina , a Noè , dentro l’ Arca ; come Iddio avea comandato a Noè . Ed avvenne , al termine de’ sette giorni , che le acque del diluvio vennero sopra la terra . L’ anno seicentesimo della vita di Noè , nel secondo mese , nel decimosettimo giorno del mese , in quel giorno tutte le fonti del grande abisso scoppiarono , e le cateratte del cielo furono aperte . E la pioggia fu in su la terra , per lo spazio di quaranta giorni e di quaranta notti . In quel giorno stesso Noè entrò nell’ Arca , insieme con Sem , Cam e Iafet , suoi figliuoli , e con la sua moglie , e con le tre mogli de’ suoi figliuoli . Essi vi entrarono , ed anche fiere de ogni specie , ed animali domestici di ogni specie , e rettili che serpono sopra la terra di ogni specie , ed uccelli di ogni specie , ed uccelletti di ogni sorta di qualunque ala . In somma , di ogni carne , in cui è alito di vita , ne venne un paio a Noè dentro l’ Arca . E gli animali che vennero erano maschio e femmina , come Iddio avea comandato a Noè . Poi il Signore serrò l’ Arca sopra esso . E il diluvio venne sopra la terra , per lo spazio di quaranta giorni ; e le acque crebbero , e sollevarono l’ Arca , ed ella fu alzata d’ in su la terra . E le acque si rinforzarono , e crebbero grandemente sopra la terra ; e l’ Arca notava sopra le acque . E le acque si rinforzarono grandissimamente sopra la terra ; e tutti gli alti monti , che son sotto tutti i cieli , furono coperti . Le acque avanzarono essi monti , dell’ altezza di quindici cubiti . Così i monti furono coperti . Ed ogni carne che si muove sopra la terra , degli uccelli , degli animali domestici , delle fiere e di tutti i rettili che serpono sopra la terra , morì , insieme con tutti gli uomini . Tutto ciò che ha fiato d’ alito di vita nelle sue nari , d’ infra tutto ciò ch’ era nell’ asciutto , morì . E fu sterminata ogni cosa sussistente , che era sopra la faccia della terra , dagli uomini fino alle bestie , e i rettili , e gli uccelli del cielo ; furono , dico , sterminati d’ in su la terra ; e Noè solo scampò , con quelli ch’ erano con lui nell’ Arca . E le acque furono alte sopra la terra , per lo spazio di cencinquanta giorni . OR Iddio si ricordò di Noè , e di tutte le fiere , e di tutti gli animali domestici ch’ erano con lui nell’ Arca ; e fece passare un vento in su la terra ; e le acque si posarono . Ed essendo state le fonti dell’ abisso e le cateratte del cielo serrate , e rattenuta la pioggia del cielo , le acque andarono del continuo ritirandosi d’ in su la terra . Al termine adunque di cencinquanta giorni cominciarono a scemare . E , nel decimosettimo giorno del settimo mese , l’ Arca si fermò sopra le montagne di Ararat . E le acque andarono scemando fino al decimo mese . Nel primo giorno del decimo mese , le sommità de’ monti apparvero . E , in capo di quaranta giorni , Noè aperse la finestra dell’ Arca , ch’ egli avea fatta . E mandò fuori il corvo , il quale usciva del continuo fuori , e tornava , fin che le acque furono asciutte d’ in su la terra . Poi mandò d’ appresso a sè la colomba , per veder se le acque erano scemate d’ in su la faccia della terra . Ma la colomba , non trovando ove posar la pianta del piè , se ne ritornò a lui dentro l’ Arca ; perciocchè v’ erano ancora delle acque sopra la faccia di tutta la terra . Ed egli , stesa la mano , la prese , e l’ accolse a sè , dentro l’ Arca . Ed egli aspettò sette altri giorni , e di nuovo mandò la colomba fuor dell’ Arca . Ed in sul tempo del vespro , la colomba ritornò a lui ; ed ecco , avea nel becco una fronde spiccata di un ulivo ; onde Noè conobbe che le acque erano scemate d’ in su la terra . Ed egli aspettò sette altri giorni , e mandò fuori la colomba , ed essa non ritornò più a lui . E , nell’ anno seicentunesimo di Noè , nel primo giorno del primo mese , le acque furono asciutte d’ in su la terra . E Noè , levato il coperto dell’ Arca , vide che la faccia della terra era asciutta . E , nel ventisettesimo giorno del secondo mese , la terra era tutta asciutta . E Iddio parlò a Noè , dicendo : Esci fuor dell’ Arca , tu , e la tua moglie , ed i tuoi figliuoli , e le mogli de’ tuoi figliuoli teco . Fa uscir fuori teco tutti gli animali che son teco , di qualunque carne , degli uccelli , delle bestie , e di tutti i rettili che serpono sopra la terra ; e lascia che scorrano per la terra , e figlino , e moltiplichino in su la terra . E Noè uscì fuori , co’ suoi figliuoli , e con la sua moglie , e con le mogli de’ suoi figliuoli . Tutte le bestie ancora , e tutti i rettili , e tutti gli uccelli , e tutti gli animali che si muovono sopra la terra , secondo le lor generazioni , uscirono fuor dell’ Arca . E Noè edificò un altare al Signore ; e prese d’ ogni specie di animali mondi , e d’ ogni specie di uccelli mondi , ed offerse olocausti sopra l’ altare . E il Signore odorò un odor soave ; e disse nel cuor suo : Io non maledirò più la terra per l’ uomo ; conciossiachè l’ immaginazione del cuor dell’ uomo sia malvagia fin dalla sua fanciullezza ; e non percoterò più ogni cosa vivente , come ho fatto . Da ora innanzi , quanto durerà la terra , sementa e ricolta , freddo e caldo , state e verno , giorno e notte giammai non cesseranno . E IDDIO benedisse Noè , e i suoi figliuoli ; e disse loro ; Fruttate , e moltiplicate , e riempiete la terra . E la paura e lo spavento di voi sia sopra tutte le bestie della terra , e sopra tutti gli uccelli del cielo ; essi vi son dati nelle mani , insieme con tutto ciò che serpe sopra la terra , e tutti i pesci del mare . Ogni cosa che si muove , ed ha vita , vi sarà per cibo ; io ve le do tutte , come l’ erbe verdi . Ma pur non mangiate la carne con l’ anima sua , ch’ è il suo sangue . E certamente io ridomanderò conto del vostro sangue , per le vostre persone ; io ne ridomanderò conto ad ogni bestia , ed agli uomini ; io ridomanderò conto della vita dell’ uomo a qualunque suo fratello . Il sangue di colui che spanderà il sangue dell’ uomo sarà sparso dall’ uomo ; perciocchè Iddio ha fatto l’ uomo alla sua immagine . Voi dunque fruttate e moltiplicate ; generate copiosamente sulla terra , e crescete in essa . Poi Iddio parlò a Noè , ed a’ suoi figliuoli con lui , dicendo : E quant’ è a me , ecco , io fermo il mio patto con voi , e con la vostra progenie dopo voi ; e con ogni animal vivente ch’ è con voi , così degli uccelli , come degli animali domestici , e di tutte le fiere della terra , con voi ; così con quelle che sono uscite fuor dell’ Arca , come con ogni altra bestia della terra . Io fermo il mio patto con voi , che ogni carne non sarà più distrutta per le acque del diluvio , e che non vi sarà più diluvio , per guastar la terra . Oltre a ciò , Iddio disse : Questo sarà il segno del patto che io fo fra me e voi e tutti gli animali viventi , che son con voi , in perpetuo per ogni generazione . Io ho messo il mio Arco nella nuvola ; ed esso sarà per segno del patto fra me e la terra . Ed avverrà che , quando io avrò coperta la terra di nuvole , l’ Arco apparirà nella nuvola . Ed io mi ricorderò del mio patto , ch’ è fra me e voi , ed ogni animal vivente , di qualunque carne ; e le acque non faranno più diluvio , per distruggere ogni carne . L’ Arco adunque sarà nella nuvola , ed io lo riguarderò , per ricordarmi del patto perpetuo , fra Dio ed ogni animal vivente , di qualunque carne ch’ è sopra la terra . Così Iddio disse a Noè : Questo è il segno del patto , che io ho fermato fra me ed ogni carne ch’ è sopra la terra . OR i figliuoli di Noè , che uscirono fuor dell’ Arca , furono Sem , Cam e Iafet . E Cam fu padre di Canaan . Questi tre furono figliuoli di Noè ; e da essi , sparsi per tutta la terra , ella è stata popolata . E Noè cominciò ad esser lavorator della terra e piantò la vigna . E bevve del vino , e s’ inebbriò , e si scoperse in mezzo del suo tabernacolo . E Cam , padre di Canaan , vide le vergogne di suo padre , e lo rapportò fuori a’ suoi due fratelli . Ma Sem e Iafet presero un mantello , e se lo misero amendue in su le spalle ; e , camminando a ritroso , copersero le vergogne del padre loro ; e le faccie loro erano volte indietro , tal che non videro le vergogne del padre loro . E , quando Noè si fu svegliato dal suo vino , seppe ciò che gli avea fatto il suo figliuol minore . E disse : Maledetto sia Canaan ; sia servo de’ servi de’ suoi fratelli . Ma disse : Benedetto sia il Signore Iddio di Sem , e sia Canaan lor servo . Iddio allarghi Iafet , ed abiti egli ne’ tabernacoli di Sem ; e sia Canaan lor servo . E Noè visse dopo il diluvio trecencinquanta anni . E tutto il tempo che Noè visse fu novecencinquento anni ; poi morì . OR queste sono le generazioni dei figliuoli di Noè : Sem , Cam e Iafet ; e ad essi nacquero figliuoli dopo il diluvio . I figliuoli di Iafet furono Gomer , e Magog , e Madai , e Iavan , e Tubal , e Mesec , e Tiras . E i figliuoli di Gomer furono Aschenaz , e Rifat , e Togarma . E i figliuoli di Iavan furono Elisa e Tarsis , Chittim e Dodanim . Da costoro , per le lor famiglie , nelle lor nazioni , è venuto lo spartimento dell’ Isole delle genti , nei loro paesi , secondo la lingua di ciascun di essi . E i figliuoli di Cam furono Cus , Misraim , e Put , e Canaan . E i figliuoli di Cus furono Seba , ed Havila , e Sabta , e Rama , e Sabteca ; ed i figliuoli di Rama furono Seba e Dedan . E Cus generò Nimrod . Esso cominciò ad esser possente sulla terra . Egli fu un potente cacciatore nel cospetto del Signore ; perciò si dice : Come Nimrod , potente cacciatore nel cospetto del Signore . E il principio del suo regno fu Babilonia , ed Erec , ed Accad , e Calne , nel paese di Sinear . Di quel paese uscì Assur , ed edificò Ninive , e la città di Rehobot , a Cala ; e , fra Ninive e Cala , Resen , la gran città . E Misraim generò Ludim , ed Anamim , e Lehabim , e Naftuhim , e Patrusim , e Casluhim onde sono usciti i Filistei , e Caftorim . E Canaan generò Sidon suo primogenito , ed Het ; e il Gebuseo , e l’ Amorreo , e il Ghirgaseo ; e l’ Hivveo , e l’ Archeo , e il Sineo ; e l’ Arvadeo , e il Semareo , e l’ Hamateo . E poi le famiglie de’ Cananei si sparsero . Ed i confini de’ Cananei furono da Sidon , traendo verso Gherar , fino a Gaza ; e traendo verso Sodoma , e Gomorra , ed Adma , e Seboim , fino a Lesa . Questi sono i figliuoli di Cam , secondo le lor famiglie e lingue , ne’ lor paesi e nazioni . A Sem ancora , padre di tutti i figliuoli di Eber , e fratel maggiore di Iafet , nacquero figliuoli . I figliuoli di Sem furono Elam , ed Assur , ed Arfacsad , e Lud , ed Aram . E i figliuoli di Aram furono Us , Hul , Gheter , e Mas . Ed Arfacsad generò Sela , e Sela generò Eber . E ad Eber nacquero due figliuoli , il nome dell’ uno fu Peleg , perciocchè al suo tempo la terra fu divisa ; e il nome dell’ altro suo fratello fu Ioctan . E Ioctan generò Almodad , e Selef , ed Asarmavet , e Iera ; e Hadoram , ed Huzal , e Dicla ; ed Obal , ed Abimael , e Seba ; ed Ofir , ed Havila , e Iobab . Tutti costoro furono figliuoli di Ioctan . E le loro abitazioni furono da Mesa , traendo verso Sefar , fino al monte Orientale . Costoro furono i figliuoli di Sem , secondo le lor famiglie e lingue , ne’ lor paesi , per le lor nazioni . Queste son le famiglie de’ figliuoli di Noè secondo le loro generazioni , nelle lor nazioni ; e da costoro sono discese le genti divise per la terra , dopo il diluvio . OR tutta la terra era d’ una favella e di un linguaggio . Ed avvenne che , partendosi gli uomini di Oriente , trovarono una pianura nel paese di Sinear , e quivi si posarono . E dissero l’ uno all’ altro : Or su , facciamo de’ mattoni , e cociamoli col fuoco . I mattoni adunque furono loro in vece di pietre , e il bitume in vece di malta . Poi dissero : Or su , edifichiamoci una città , ed una torre , la cui sommità giunga fino al cielo , ed acquistiamoci fama ; che talora noi non siamo dispersi sopra la faccia di tutta la terra . E il Signore discese , per veder la città e la torre che i figliuoli degli uomini edificavano . E il Signore disse : Ecco un medesimo popolo , ed essi tutti hanno un medesimo linguaggio , e questo è il cominciamento del lor lavoro , ed ora tutto ciò che hanno disegnato di fare , non sarà loro divietato . Or su , scendiamo e confondiamo ivi la lor favella ; acciocchè l’ uno non intenda la favella dell’ altro . E il Signore li disperse di là sopra la faccia di tutta la terra ; ed essi cessarono di edificar la città . Perciò essa fu nominata Babilonia ; perciocchè il Signore confuse quivi la favella di tutta la terra , e disperse coloro di là sopra la faccia di tutta la terra . QUESTE sono le generazioni di Sem : Sem , essendo d’ età di cent’ anni , generò Arfacsad , due anni dopo il diluvio . E Sem , dopo ch’ ebbe generato Arfacsad , visse cinquecent’ anni , e generò figliuoli e figliuole . Ed Arfacsad , essendo vivuto trentacinque anni , generò Sela . Ed Arfacsad , dopo ch’ egli ebbe generato Sela , visse quattrocentotre anni , e generò figliuoli e figliuole . E Sela , essendo vivuto trent’ anni , generò Eber . E Sela , dopo ch’ ebbe generato Eber , visse quattrocentotre anni , e generò figliuoli e figliuole . Ed Eber , essendo vivuto trentaquattr’ anni , generò Peleg . Ed Eber , dopo ch’ ebbe generato Peleg , visse quattrocentrenta anni , e generò figliuoli e figliuole . E Peleg , essendo vivuto trent’ anni , generò Reu . E Peleg , dopo ch’ ebbe generato Reu , visse dugennove anni , e generò figliuoli e figliuole . E Reu , essendo vivuto trentadue anni , generò Serug . E Reu , dopo che ebbe generato Serug , visse dugensette anni , e generò figliuoli e figliuole . E Serug , essendo vivuto trent’ anni , generò Nahor . E Serug , dopo che ebbe generato Nahor , visse dugent’ anni , e generò figliuoli e figliuole . E Nahor , essendo vivuto ventinove anni , generò Tare . E Nahor , dopo ch’ ebbe generato Tare , visse cendiciannove anni , e generò figliuoli e figliuole . E Tare , essendo vivuto settant’ anni , generò Abramo , Nahor , e Haran . E queste sono le generazioni di Tare : Tare generò Abramo , Nahor e Haran ; e Haran generò Lot . Or Haran morì in presenza di Tare suo padre , nel suo natio paese , in Ur de’ Caldei . Ed Abramo e Nahor si presero delle mogli ; il nome della moglie di Abramo era Sarai ; e il nome della moglie di Nahor , Milca , la quale era figliuola di Haran , padre di Milca e d’ Isca . Or Sarai era sterile , e non avea figliuoli . E Tare prese Abramo suo figliuolo , e Lot figliuol del suo figliuolo , cioè di Haran , e Sarai sua nuora , moglie di Abramo suo figliuolo ; ed essi uscirono con loro fuori d’ Ur de’ Caldei , per andar nel paese di Canaan ; e , giunti fino in Charan , dimorarono quivi . E il tempo della vita di Tare fu dugentocinque anni ; poi morì in Charan . OR il Signore avea detto ad Abramo : Vattene fuor del tuo paese , e del tuo parentado , e della casa di tuo padre , nel paese che io ti mostrerò . Ed io ti farò divenire una gran gente , e ti benedirò , e magnificherò il tuo nome ; e tu sarai benedizione . Ed io benedirò coloro che ti benediranno , e maledirò coloro che ti malediranno ; e tutte le nazioni della terra saranno benedette in te . Ed Abramo se ne andò , come il Signore gli avea detto ; e Lot andò con lui . Or Abramo era d’ età di settantacinque anni quando partì di Charan . Abramo adunque prese Sarai sua moglie , e Lot figliuol del suo fratello , e tutte le lor facoltà che aveano acquistate , e parimente le persone che aveano acquistate in Charan ; e si partirono , per andar nel paese di Canaan . E pervennero al paese di Canaan . Ed Abramo passò per lo paese , fino al luogo di Sichem , fino alla pianura di More . Ed in quel tempo i Cananei erano nel paese . E il Signore apparve ad Abramo , e gli disse : Io darò questo paese alla tua progenie . Ed Abramo edificò quivi un altare al Signore che gli era apparito . Poi egli si tramutò di là verso il monte , dalla parte orientale di Betel ; e tese i suoi padiglioni , avendo dal lato occidentale Betel , e dall’ orientale Ai ; ed edificò quivi un altare al Signore , ed invocò il Nome del Signore . Poi Abramo si partì , camminando e traendo verso il Mezzodì . OR sopravvenne una fame nel paese ; ed Abramo scese in Egitto , per dimorarvi , perciocchè la fame era grave nel paese . E , come egli fu presso ad entrare in Egitto , disse a Sarai sua moglie : Ecco , ora io so che tu sei donna di bell’ aspetto . Laonde avverrà che , quando gli Egizj ti vedranno , diranno : Costei è moglie di costui ; e mi uccideranno , e a te scamperanno la vita . Deh ! ‘ che tu sei mia sorella ; acciocchè per cagion di te mi sia fatto del bene , e per amor tuo la vita mi sia conservata . Avvenne adunque che , come Abramo fu venuto in Egitto , gli Egizj riguardarono quella donna , perchè ella era molto bella . Ed i principi di Faraone , vedutala , la commendarono a Faraone ; onde quella donna fu presa e menata in casa di Faraone . Ed egli fece del bene ad Abramo , per amor di lei ; ed egli n’ ebbe pecore , e buoi , ed asini , e servi , e serve , ed asine , e cammelli . Ma il Signore percosse Faraone e la sua casa di gran piaghe , per cagion di Sarai , moglie di Abramo . E Faraone chiamò Abramo , e gli disse : Che cosa è questo che tu mi hai fatto ? perchè non mi hai tu dichiarato ch’ ella era tua moglie ? Perchè dicesti : Ell’ è mia sorella ? onde io me l’ avea presa per moglie ; ora dunque , eccoti la tua moglie , prendila , e vattene . E Faraone diede commissione di lui a certi uomini ; ed essi accommiatarono lui e la sua moglie e tutto quello ch’ era suo . Abramo adunque salì di Egitto , con la sua moglie , e con tutto ciò ch’ era suo , e con Lot , traendo verso il Mezzodì . Or Abramo era grandemente possente in bestiame , in argento ed in oro . Ed egli , seguendo il suo viaggio , andò dal Mezzodì fino a Betel , fino al luogo dove prima erano stati i suoi padiglioni , fra Betel ed Ai , nel luogo ove era l’ altare che egli aveva prima fatto quivi ; ed Abramo invocò quivi il nome del Signore . OR Lot ancora , che andava con Abramo , avea pecore , e buoi , e padiglioni . E il paese non li poteva portare , abitando amendue insieme ; perciocchè le lor facoltà erano grandi , e non potevano dimorare insieme . E nacque contesa fra i pastori del bestiame di Abramo , ed i pastori del bestiame di Lot . Or i Cananei ed i Ferezei abitavano allora nel paese . Ed Abramo disse a Lot : Deh ! non siavi contesa fra me e te , nè fra i miei pastori ed i tuoi ; conciossiachè noi siamo fratelli . Tutto il paese non è egli davanti a te ? deh ! separati d’ appresso a me ; se tu vai a sinistra , io andrò a destra ; e se tu vai a destra , io andrò a sinistra . E Lot , alzati gli occhi , riguardò tutta la pianura del Giordano , ch’ era tutta adacquata ; avanti che il Signore avesse distrutto Sodoma e Gomorra , quella era come il giardino del Signore , come il paese di Egitto , fino a Soar . E Lot elesse per sè tutta la pianura del Giordano ; ed egli si partì , traendo verso l’ Oriente ; e così si separarono l’ uno dall’ altro . Abramo dimorò nel paese di Canaan , e Lot dimorò nelle terre della pianura , e andò tendendo i suoi padiglioni fin che venne a Sodoma . Ora gli uomini di Sodoma erano grandemente scellerati e peccatori contro al Signore . E il Signore disse ad Abramo , dopo che Lot si fu separato d’ appresso a lui : Alza ora gli occhi tuoi , e riguarda , dal luogo ove tu sei , verso il Settentrione , verso il Mezzodì , verso l’ Oriente , e verso l’ Occidente . Perciocchè io darò a te ed alla tua progenie , in perpetuo , il paese che tu vedi . E farò che la tua progenie sarà come la polvere della terra ; che se alcuno può annoverar la polvere della terra , anche potrassi annoverar la tua progenie . Levati , va’ attorno per lo paese , per largo e per lungo ; perciocchè io tel darò . Abramo adunque andò tendendo i suoi padiglioni ; e , giunto alle pianure di Mamre , che sono in Hebron , dimorò quivi , e vi edificò un altare al Signore . OR avvenne al tempo di Amrafel re di Sinear , d’ Arioc re di Ellasar , di Chedor-laomer re di Elam , e di Tideal re de’ Goi , ch’ essi fecero guerra contro a Bera re di Sodoma , e contro a Birsa re di Gomorra , e contro a Sineab re di Adma , e contro a Semeeber re di Seboim , e contro al re di Bela , ch’ è Soar . Tutti costoro , fatta lega insieme , si adunarono nella Valle di Siddim , ch’ è il mar salato . Essi erano stati soggetti a Chedor-laomer , lo spazio di dodici anni , ed al decimoterzo si erano ribellati . E nell’ anno decimoquarto , Chedor-laomer e i re ch’ erano con lui erano venuti , ed aveano percossi i Rafei in Asterot-carnaim , e gli Zuzei in Ham , e gli Emei nella pianura di Chiriataim , e gli Horei nelle lor montagne di Seir , fino alla pianura di Paran , ch’ è presso al deserto . Poi , rivoltisi , erano venuti in Enmispat , ch’ è Cades ; ed aveano percosso tutto il territorio degli Amalechiti , ed anche gli Amorrei che dimoravano in Hasason-tamar . E il re di Sodoma , e il re di Gomorra , e il re di Adma , e il re di Seboim , e il re di Bela , ch’ è Soar , uscirono , ed ordinarono la battaglia nella Valle di Siddim , contro a questi : contro a Chedor-laomer re di Elam , e Tideal re de’ Goi , ed Amrafel re di Sinear , ed Arioc re di Ellasar ; quattro re contro a cinque . Or la valle di Siddim era piena di pozzi di bitume ; e i re di Sodoma e di Gomorra si misero in fuga , e cascarono dentro que’ pozzi ; e coloro che scamparono fuggirono verso il monte . E quei re presero tutte le ricchezze di Sodoma e di Gomorra , e tutta la lor vittuaglia ; poi se ne andarono . Presero ancora Lot figliuol del fratello di Abramo , il quale abitava in Sodoma , e la roba di esso ; poi se ne andarono . Ed alcuno ch’ era scampato venne e rapportò la cosa ad Abramo Ebreo , il qual dimorava nelle pianure di Mamre Amorreo , fratello di Escol , e fratello di Aner , i quali erano collegati con Abramo . Ed Abramo , com’ ebbe inteso che il suo fratello era menato prigione , armò trecendiciotto de’ suoi allievi nati in casa sua , e perseguì coloro fino in Dan . Ed egli , co’ suoi servitori , li assalì di notte da diverse bande , e li sconfisse , e li perseguì fino in Hoba , ch’ è dal lato sinistro di Damasco . E ricoverò tutta la roba ; riscosse ancora Lot suo fratello , e la sua roba , ed anche le donne , e il popolo . E di poi , come egli se ne ritornava dalla sconfitta di Chedor-laomer e de’ re ch’ erano con lui , il re di Sodoma gli uscì incontro nella Valle della pianura , ch’ è la Valle del re . E Melchisedec , re di Salem , arrecò pane e vino ; or egli era sacerdote dell’ Iddio altissimo . E lo benedisse , dicendo : Benedetto sia Abramo , appo l’ Iddio altissimo , possessor del cielo e della terra . E benedetto sia l’ altissimo Iddio , che ti ha dati i tuoi nemici nelle mani . Ed Abramo gli diede la decima di ogni cosa . E il re di Sodoma disse ad Abramo : Dammi le persone , e prendi per te la roba . Ma Abramo rispose al re di Sodoma : Io ho alzata la mano al Signore Iddio altissimo , possessor del cielo e della terra ; se , di tutto ciò ch’ è tuo , io prendo pure un filo , od una correggia di scarpa ; che talora tu non dica : Io ho arricchito Abramo ; salvo sol quello che questi fanti hanno mangiato , e la parte degli uomini che sono andati meco , cioè : Aner , Escol e Mamre ; essi prenderanno la lor parte . DOPO queste cose , la parola del Signore fu indirizzata ad Abramo in visione , dicendo : Non temere , o Abramo , io ti sono scudo ; il tuo premio è molto grande . Ed Abramo disse : O Signore Iddio , che mi daresti ? conciossiachè io viva senza figliuoli , e colui che ha il governo della mia casa è questo Eliezer Damasceno . Abramo disse ancora : Ecco , tu non mi hai data progenie ; ed ecco , un servo nato in casa mia sarà mio erede . Ed in quello stante , la parola del Signore gli fu indirizzata , dicendo : Costui non sarà tuo erede ; anzi colui che uscirà delle tue viscere sarà tuo erede . Poi lo menò fuori , e gli disse : Riguarda ora verso il cielo , ed annovera le stelle , se pur tu le puoi annoverare . Poi gli disse : Così sarà la tua progenie . Ed esso credette al Signore ; e il Signore gl’ imputò ciò a giustizia . E gli disse : Io sono il Signore che ti ho fatto uscire di Ur de’ Caldei , per darti questo paese , acciocchè tu lo possegga . Ed Abramo rispose : Signore Iddio , a che conoscerò io che io lo possederò ? E il Signore gli disse : Pigliami una giovenca di tre anni , ed una capra di tre anni , ed un montone di tre anni , ed una tortora ed un pippione . Ed egli prese tutte quelle cose , e le partì per lo mezzo , e pose ciascuna metà dirimpetto all’ altra ; ma non partì gli uccelli . Or certi uccelli discesero sopra quei corpi morti , ed Abramo , sbuffando , li cacciò . Ed in sul tramontar del sole , un profondo sonno cadde sopra Abramo ; ed ecco , uno spavento ed una grande oscurità cadde sopra lui . E il Signore disse ad Abramo : Sappi pure che la tua progenie dimorerà come straniera in un paese che non sarà suo , e servirà alla gente di quel paese , la quale l’ affliggerà ; e ciò sarà per lo spazio di quattrocent’ anni . Ma altresì io farò giudicio della gente alla quale avrà servito ; poi essi se ne usciranno con gran ricchezze . E tu te ne andrai a’ tuoi padri in pace , e sarai seppellito in buona vecchiezza . E nella quarta generazione , essi ritorneranno qua ; perciocchè fino ad ora l’ iniquità degli Amorrei non è compiuta . Ora , come il sole si fu coricato , venne una caligine ; ed ecco , un forno fumante , ed un torchio acceso , il qual passò per mezzo quelle parti di quegli animali . In quel giorno il Signore fece patto con Abramo , dicendo : Io ho dato alla tua progenie questo paese , dal fiume di Egitto fino al fiume grande , ch’ è il fiume Eufrate ; il paese de’ Chenei , e de’ Chenizzei , e de’ Cadmonei ; e degl’ Hittei , e de’ Ferezei , e de’ Rafei ; e degli Amorrei , e de’ Cananei , e de’ Ghirgasei , e de’ Gebusei . OR Sarai , moglie di Abramo , non gli partoriva figliuoli ; ed avendo una serva egizia , nominata Agar , disse ad Abramo : Ecco , ora il Signore mi ha fatta sterile , tal che non posso far figliuoli ; deh ! entra dalla mia serva ; forse avrò progenie da lei . Ed Abramo acconsentì alla voce di Sarai . Sarai adunque , moglie di Abramo , prese Agar egizia , sua serva , dopo che Abramo fu abitato nel paese di Canaan lo spazio di dieci anni , e la diede ad Abramo suo marito , da essergli per moglie . Ed egli entrò da lei , ed ella concepette ; e , veggendo che avea conceputo , sprezzò la sua padrona . E Sarai disse ad Abramo : L’ ingiuria ch’ è fatta a me è sopra te ; io ti ho data la mia serva in seno ; ed ella , veggendo che ha conceputo , mi sprezza ; il Signore giudichi fra me e te . Ed Abramo rispose a Sarai : Ecco , la tua serva è in mano tua ; falle come ti piacerà . Sarai adunque l’ afflisse ; laonde ella se ne fuggì dal suo cospetto . E l’ Angelo del Signore la trovò presso di una fonte d’ acqua , nel deserto , presso della fonte ch’ è in su la via di Sur . E le disse : Agar , serva di Sarai , onde vieni ? ed ove vai ? Ed ella rispose : Io me ne fuggo dal cospetto di Sarai , mia padrona . E l’ Angelo del Signore le disse : Ritornatene alla tua padrona , ed umiliati sotto la sua mano . L’ Angelo del Signore le disse ancora : Io moltiplicherò grandemente la tua progenie ; e non si potrà annoverare , per la moltitudine . L’ Angelo del Signore le disse oltre a ciò : Ecco , tu sei gravida , e partorirai un figliuolo , al quale poni nome Ismaele ; perciocchè il Signore ha udita la tua afflizione . Ed esso sarà un uomo simigliante ad un asino salvatico ; la man sua sarà contro a tutti , e la man di tutti contro a lui ; ed egli abiterà dirimpetto a tutti i suoi fratelli . Allora Agar chiamò il nome del Signore che parlava con lei : Tu sei l’ Iddio della veduta ; perciocchè disse : Ho io pur qui ancora veduto , dopo la mia visione ? Perciò quel pozzo è stato nominato : Il pozzo del Vivente che mi vede ; ecco , egli è fra Cades e Bered . Ed Agar partorì un figliuolo ad Abramo ; ed Abramo nominò il suo figliuolo , che Agar avea partorito , Ismaele . Ed Abramo era di età d’ ottantasei anni , quando Agar gli partorì Ismaele . POI , quando Abramo fu d’ età di novantanove anni , il Signore gli apparve , e gli disse : Io son l’ Iddio Onnipotente ; cammina davanti a me , e sii intiero . Ed io stabilirò il mio patto fra me e te ; e ti accrescerò grandissimamente . Allora Abramo cadde sopra la sua faccia , e Iddio parlò con lui , dicendo : Quant’ è a me , ecco , io fo il mio patto teco : Tu diventerai padre d’ una moltitudine di nazioni . E tu non sarai più nominato Abramo ; anzi il tuo nome sarà Abrahamo ; perciocchè io ti ho costituito padre d’ una moltitudine di nazioni . E ti farò moltiplicare grandissimamente , e ti farò divenir nazioni ; e re usciranno di te Ed io fermerò il mio patto fra me e te , ed i tuoi discendenti dopo te , per le lor generazioni , per patto perpetuo ; per esser l’ Iddio tuo , e della tua progenie dopo te . E darò a te , ed a’ tuoi discendenti dopo te , il paese dove tu abiti come forestiere , tutto il paese di Canaan , in possessione perpetua ; e sarò loro Dio . Iddio disse ancora ad Abrahamo : Tu altresì , ed i tuoi discendenti dopo te , per le lor generazioni , osservate il mio patto . Questo è il mio patto , che io fo fra me e voi , e la tua progenie dopo te , il quale voi avete ad osservare : Ogni maschio d’ infra voi sia circonciso . E voi circonciderete la carne del vostro prepuzio , e ciò sarà per segno del patto fra me a voi . Ed ogni maschio d’ infra voi sarà circonciso nell’ età di otto giorni per le vostre generazioni ; così il servo che sarà nato in casa , come colui che sarà stato comperato con danari d’ infra qualunque popolo straniero , che non sarà della tua progenie . Circoncidasi del tutto , così colui che sarà nato in casa tua , come colui che tu avrai comperato co’ tuoi danari ; e sia il mio patto nella vostra carne , per patto perpetuo . E quant’ è al maschio incirconciso , la carne del cui prepuzio non sarà stata circoncisa , sia una tal persona ricisa dai suoi popoli ; ella ha violato il mio patto . Oltre a ciò Iddio disse ad Abraham : Quant’ è a Sarai , non chiamar più la tua moglie Sarai ; perciocchè il suo nome ha ad esser Sara . Ed io la benedirò , ed anche ti darò d’ essa un figliuolo ; io la benedirò , ed ella diventerà nazioni ; e d’ essa usciranno re di popoli . Ed Abrahamo cadde sopra la sua faccia , e rise , e disse nel cuor suo : Nascerà egli pure un figliuolo ad un uomo di cent’ anni ? e Sara , ch’ è d’ età di novant’ anni partorirà ella pure ? Ed Abrahamo disse a Dio : Viva pure Ismaele nel tuo cospetto . E Iddio disse : Anzi Sara tua moglie ti partorirà un figliuolo , e tu gli porrai nome Isacco ; ed io fermerò il mio patto con lui , per patto perpetuo per la sua progenie dopo lui . E quant’ è ad Ismaele ancora , io ti ho esaudito ; ecco , io l’ ho benedetto , e lo farò moltiplicare e crescer grandissimamente ; egli genererà dodici principi , ed io lo farò divenire una gran nazione . Ma io fermerò il mio patto con Isacco , il qual Sara ti partorirà l’ anno vegnente , in quest’ istessa stagione . E , quando Iddio ebbe finito di parlare con Abrahamo , egli se ne salì d’ appresso a lui . Ed Abrahamo prese Ismaele suo figliuolo , e tutti coloro che gli erano nati in casa , e tutti coloro ch’ egli avea comperati co’ suoi danari , tutti i maschi dei suoi famigliari ; e circoncise il prepuzio della lor carne , in quell’ istesso giorno , come Iddio gliene avea parlato . Or Abrahamo era d’ età di novantanove anni , quando egli circoncise la carne del suo prepuzio . Ed Ismaele suo figliuolo era d’ età di tredici anni , quando gli fu circoncisa la carne del suo prepuzio . In quell’ istesso giorno fu circonciso Abraham , ed Ismaele suo figliuolo . Furono parimente circoncisi con lui tutti gli uomini della sua casa , così quelli ch’ erano nati in casa , come quelli ch’ erano stati comperati con danari d’ infra gli stranieri . POI il Signore gli apparve nelle pianure di Mamre , essendo egli a sedere all’ entrata del padiglione , in sul caldo del giorno . Ed egli , alzati gli occhi , riguardò , ed ecco , tre uomini si presentarono a lui ; e come egli li ebbe veduti , corse loro incontro dall’ entrata del padiglione , e s’ inchinò verso terra . E disse : Deh ! Signore mio , se io ho trovato grazia appo te , non passare , ti prego , oltre la stanza del tuo servitore . Deh ! prendasi un poco d’ acqua , e lavatevi i piedi , e vi posate sotto quest’ albero . Ed io arrecherò una fetta di pane , e voi vi conforterete il cuore ; poi procederete al vostro cammino ; conciossiachè per questo siate passati dal vostro servitore . Ed essi dissero : Fa’ così come tu hai detto . Abrahamo adunque se ne andò in fretta nel padiglione a Sara , e le disse : Prendi prestamente tre misure di fior di farina , ed intridila , e fanne delle schiacciate . Abrahamo corse ancora all’ armento , e ne prese un vitello tenero e buono , e lo diede al servitore , il qual si affrettò d’ apparecchiarlo . Poi prese del burro e del latte , e quel vitello che il servitore avea apparecchiato , e pose queste cose davanti a loro : ed egli si stette presso di loro sotto quell’ albero ; ed essi mangiarono . E gli dissero : Ov’ è Sara tua moglie ? Ed egli rispose : Eccola nel padiglione . Ed egli gli disse : Io del tutto ritornerò a te , l’ anno vegnente , in quest’ istessa stagione ; ed ecco , Sara tua moglie avrà un figliuolo . Or Sara ascoltava all’ uscio del padiglione , dietro al quale essa era . Or Abrahamo e Sara erano vecchi ed attempati ; ed era cessato a Sara ciò che sogliono aver le donne . E Sara rise tra sè stessa , dicendo : Avrei io diletto , dopo essere invecchiata ? ed oltre a ciò , il mio signore è vecchio . E il Signore disse ad Abrahamo : Perchè ha riso Sara , dicendo : Partorirei io pur certamente , essendo già vecchia ? Evvi cosa alcuna difficile al Signore ? io ritornerò a te al termine posto , l’ anno vegnente , in quest’ istessa stagione , e Sara avrà un figliuolo . E Sara negò d’ aver riso , dicendo : Io non ho riso ; perciocchè ebbe paura . Ma egli le disse : Non dir così , perciocchè tu hai riso . POI quegli uomini si levarono di là , e si dirizzarono verso Sodoma ; ed Abrahamo andava con loro , per accommiatarli . E il Signore disse : Celerò io ad Abrahamo ciò ch’ io son per fare ? Conciossiachè Abrahamo abbia pure a diventare una grande e possente nazione ; ed in lui saranno benedette tutte le nazioni della terra . Perciocchè io l’ ho conosciuto , io glielo paleserò , acciocchè ordini a’ suoi figliuoli ed alla sua casa , dopo sè , che osservino la via del Signore , per far giustizia e giudicio ; acciocchè il Signore faccia avvenire ad Abrahamo quello che gli ha promesso . Il Signore adunque disse : Certo il grido di Sodoma e di Gomorra è grande , e il lor peccato è molto grave . Ora io scenderò , e vedrò se son venuti allo stremo , come il grido n’ è pervenuto a me ; e se no , io lo saprò . Quegli uomini adunque , partitisi di là , s’ inviarono verso Sodoma ; ed Abrahamo stette ancora davanti al Signore . Ed Abrahamo si accostò , e disse : Faresti tu pur perire il giusto con l’ empio ? Forse vi son cinquanta uomini giusti dentro a quella città ; li faresti tu eziandìo perire ? anzi non perdoneresti tu a quel luogo per amor di cinquanta uomini giusti , che vi fosser dentro ? Sia lungi da te il fare una cotal cosa , di far morire il giusto con l’ empio , e che il giusto sia al par con l’ empio . Sia ciò lungi da te ; il Giudice di tutta la terra non farebbe egli diritta giustizia ? E il Signore disse : Se io trovo dentro alla città di Sodoma cinquanta uomini giusti , io perdonerò a tutto il luogo per amor di essi . Ed Abrahamo rispose , e disse : Ecco , ora io ho pure impreso di parlare al Signore , benchè io sia polvere e cenere . Forse ne mancheranno cinque di quei cinquanta uomini giusti ; distruggeresti tu tutta la città per cinque persone ? E il Signore disse : Se io ve ne trovo quarantacinque , io non la distruggerò . Ed Abrahamo continuò a parlargli , dicendo : Forse vi se ne troveranno quaranta . E il Signore disse : Per amor di que’ quaranta , io nol farò . Ed Abrahamo disse : Deh ! non adirisi il Signore , ed io parlerò : Forse vi se ne troveranno trenta . E il Signore disse : Io nol farò , se ve ne trovo trenta . Ed Abrahamo disse : Ecco , ora io ho impreso di parlare al Signore : Forse vi se ne troveranno venti . E il Signore disse : Per amor di que’ venti , io non la distruggerò . Ed Abrahamo disse : Deh ! non adirisi il Signore , ed io parlerò sol questa volta : Forse vi se ne troveranno dieci . E il Signore disse : Per amor di que’ dieci , io non la distruggerò . E quando il Signore ebbe finito di parlare ad Abrahamo , egli se ne andò ; ed Abrahamo se ne ritornò al suo luogo . OR que’ due Angeli giunsero in Sodoma , in su la sera ; e Lot sedeva alla porta di Sodoma ; e come egli li vide , si levò per andar loro incontro , e s’ inchinò verso terra . E disse : Or su , signori miei , io vi prego , riducetevi in casa del vostro servitore , e statevi questa notte ad albergo , e vi lavate i piedi : poi domattina voi vi leverete , e ve ne andrete al vostro cammino . Ed essi dissero : No ; anzi noi staremo questa notte in su la piazza . Ma egli fece loro gran forza , tanto che essi si ridussero appo lui , ed entrarono in casa sua . Ed egli fece loro un convito , e cosse de’ pani azzimi , ed essi mangiarono . Avanti che si fossero posti a giacere , gli uomini della città di Sodoma intorniarono la casa , giovani e vecchi , tutto il popolo , fin dalle estremità della città . E chiamarono Lot , e gli dissero : Ove son quegli uomini che son venuti a te questa notte ? menaceli fuori , acciocchè noi li conosciamo . E Lot uscì fuori a loro , in su la porta , e si serrò l’ uscio dietro . E disse : Deh ! fratelli miei , non fate male . Ecco , ora io ho due figliuole che non hanno conosciuto uomo ; deh ! lasciate che io ve le meni fuori , e fate loro come vi piacerà ; solo non fate nulla a questi uomini ; perciocchè per questo son venuti all’ ombra del mio coperto . Ma essi gli dissero : Fatti in là . Poi dissero : Quest’ uno è venuto qua per dimorarvi come straniere , e pur fa il giudice ! Ora noi faremo peggio a te che a loro . Fecero adunque gran forza a quell’ uomo Lot , e si accostarono per romper l’ uscio . E quegli uomini stesero le mani , e ritrassero Lot a loro , dentro alla casa ; poi serrarono l’ uscio . E percossero d’ abbarbaglio gli uomini ch’ erano alla porta della casa , dal minore al maggiore ; onde essi si stancarono , per trovar la porta . E quegli uomini dissero a Lot : Chi de’ tuoi è ancora qui ? fa’ uscir di questo luogo generi , figliuoli e figliuole , e chiunque è de’ tuoi in questa città . Perciocchè noi di presente distruggeremo questo luogo ; perchè il grido loro è grande nel cospetto del Signore ; e il Signore ci ha mandati per distruggerlo . Lot adunque uscì fuori , e parlò a’ suoi generi , che doveano prender le sue figliole , e disse loro : Levatevi , uscite di questo luogo ; perciocchè il Signore di presente distruggerà questa città . Ma parve loro ch’ egli si facesse beffe . E , come l’ alba cominciò ad apparire , gli Angeli sollecitarono Lot , dicendo : Levati , prendi la tua moglie , e le tue due figliuole che qui si ritrovano ; che talora tu non perisca nell’ iniquità della città . Ed egli s’ indugiava ; ma quegli uomini presero lui , la sua moglie e le sue due figliuole , per la mano perciocchè il Signore voleva risparmiarlo , e lo fecero uscire , e lo misero fuor della città . E quando li ebber fatti uscir fuori , il Signore disse : Scampa sopra l’ anima tua ; non riguardare indietro , e non fermarti in tutta la pianura ; scampa verso il monte , che talora tu non perisca . E Lot disse loro : Deh ! no , Signore . Ecco , ora il tuo servitore ha trovato grazia appo te , e tu hai usata gran benignità in ciò che hai fatto verso me , conservando in vita la mia persona ; ma io non potrò scampar verso il monte , che il male non mi giunga , onde io morrò . Deh ! ecco , questa città è vicina , per rifuggirmici , ed è poca cosa ; deh ! lascia che io mi salvi là non è ella poca cosa ? , e la mia persona resterà in vita . Ed egli gli disse : Ecco , io ti ho esaudito eziandio in questa cosa , per non sovvertir quella città , della quale tu hai parlato . Affrettati , scampa là ; perciocchè io non potrò far nulla fin che tu non vi sii arrivato . Perciò quella città è stata nominata Soar . Il sole si levava in su la terra , quando Lot arrivò a Soar . E il Signore fece piover dal cielo sopra Sodoma e sopra Gomorra , solfo e fuoco , dal Signore . E sovvertì quelle città e tutta la pianura , e tutti gli abitanti di esse città , e le piante della terra . Or la moglie di Lot riguardò di dietro a lui , e divenne una statua di sale . Ed Abrahamo levatosi la mattina a buon’ ora , andò al luogo ove si era fermato davanti al Signore . E , riguardando verso Sodoma e Gomorra e verso tutto il paese della pianura , vide che dalla terra saliva un fumo simile ad un fumo di fornace . Così avvenne che , quando Iddio distrusse le città della pianura , egli si ricordò di Abrahamo , e mandò Lot fuori di mezzo la sovversione , mentre egli sovvertiva le città nelle quali Lot era dimorato . POI Lot salì di Soar , e dimorò sul monte , insieme con le sue due figliuole perciocchè egli temeva di dimorare in Soar , e dimorò in una spelonca , egli e le sue due figliuole . E la maggiore disse alla minore : Nostro padre è vecchio , e non vi è più uomo alcuno sulla terra ch’ entri da noi , secondo l’ usanza di tutta la terra . Vieni , diam da bere del vino a nostro padre , e giaciamoci con lui ; e così di nostro padre conserveremo in vita alcuna progenie . Quell’ istessa notte adunque diedero a ber del vino al loro padre ; e la maggiore venne , e si giacque con suo padre , il quale non si avvide nè quando ella si pose a giacere , nè quando si levò . E il giorno seguente , la maggiore disse alla minore : Ecco , la notte passata io son giaciuta con mio padre ; diamogli a ber del vino ancora questa notte ; poi va’ , e giaciti con lui ; così di nostro padre conserveremo in vita alcuna progenie . Quella notte adunque diedero ancora a ber del vino al padre loro , e la minore si levò , e si giacque con lui ; ed egli non si avvide nè quando ella si pose a giacere , nè quando si levò . E le due figliuole di Lot concepettero di lor padre . E la maggiore partorì un figliuolo , al quale pose nome Moab . Esso è il padre de’ Moabiti , che son fino ad oggi . E la minore partorì anch’ essa un figliuolo , al quale pose nome Ben-ammi . Esso è il padre degli Ammoniti , che son fino ad oggi . ED Abrahamo se ne andò di là verso il paese del Mezzodì , e dimorò fra Cades e Sur ; ed abitò come forestiere in Gherar . Ed Abrahamo disse della sua moglie Sara : Ell’ è mia sorella . Ed Abimelecco , re di Gherar , mandò a torla . Ma Iddio venne ad Abimelecco in sogno di notte , e gli disse : Ecco , tu sei morto , per cagion della donna che tu hai tolta , essendo ella maritata ad un marito . Or Abimelecco non se l’ era accostato . Ed egli disse : Signore , uccideresti tu tutta una nazione , ed anche giusta ? Non mi ha egli detto : Ell’ è mia sorella ? ed essa ancora ha detto : Egli è mio fratello ; io ho fatto questo con integrità del mio cuore , e con innocenza delle mie mani . E Iddio gli disse in sogno : Anch’ io so che tu hai fatto questo con integrità del tuo cuore ; onde io ancora ti ho impedito di peccar contro a me ; perciò non ti ho permesso di toccarla . Ora dunque restituisci la moglie a quest’ uomo ; perciocchè egli è profeta ; ed egli pregherà per te , e tu viverai ; ma , se tu non la restituisci , sappi che per certo morrai , tu e tutti i tuoi . Ed Abimelecco , levatosi la mattina , chiamò tutti i suoi servitori , e raccontò in lor presenza tutte queste cose ; e quegli uomini temettero grandemente . Ed Abimelecco chiamò Abrahamo , e gli disse : Che cosa ci hai tu fatto ? e di che ti ho io offeso , che tu abbi fatto venir sopra me , e sopra il mio regno , un gran peccato ? Tu hai fatto inverso me cose che non si convengono fare . Abimelecco disse ancora ad Abrahamo : A che hai tu riguardato , facendo questo ? Ed Abrahamo disse : Io l’ ho fatto , perciocchè io diceva : E’ non vi è pure alcun timor di Dio in questo luogo ; e mi uccideranno per cagion della mia moglie . E pure anche certo ella è mia sorella , figliuola di mio padre , ma non già figliuola di mia madre ; ed è divenuta mia moglie . Or facendomi Iddio andar qua e là , fuor della casa di mio padre , io le ho detto : Questo è il favor che tu mi farai : dovunque noi giungeremo , di’ di me : Egli è mio fratello . Ed Abimelecco prese pecore , buoi , servi e serve , e le diede ad Abrahamo , e gli restituì Sara sua moglie . Ed Abimelecco disse : Ecco , il mio paese è davanti a te , dimora dovunque ti piacerà . Ed a Sara disse : Ecco , io ho donati mille sicli d’ argento al tuo fratello ; ecco , egli ti è coperta d’ occhi appo tutti coloro che son teco . E con tutto ciò , ella fu ripresa . Ed Abrahamo fece orazione a Dio ; e Iddio guarì Abimelecco , e la sua moglie , e le sue serve ; e poterono partorire . Perciocchè il Signore avea del tutto serrata ogni matrice alla casa di Abimelecco , per cagion di Sara moglie di Abrahamo . E IL Signore visitò Sara , come avea detto . E il Signore fece a Sara come ne avea parlato . Ella adunque concepette , e partorì un figliuolo ad Abrahamo , nella vecchiezza di esso , al termine che Iddio gli aveva detto . Ed Abrahamo pose nome Isacco al suo figliuolo che gli era nato , il qual Sara gli avea partorito . Ed Abrahamo circoncise Isacco suo figliuolo , nell’ età di otto giorni , come Iddio gli avea comandato . Or Abrahamo era d’ età di cent’ anni , quando Isacco suo figliuolo gli nacque . E Sara disse : Iddio mi ha fatto di che ridere ; chiunque l’ intenderà riderà meco . Disse ancora : Chi avrebbe detto ad Abrahamo che Sara allatterebbe figliuoli ? conciossiachè io gli abbia partorito un figliuolo nella sua vecchiezza . Poi , essendo il fanciullo cresciuto , fu spoppato ; e nel giorno che Isacco fu spoppato , Abrahamo fece un gran convito . E Sara vide che il figliuolo di Agar Egizia , il quale ella avea partorito ad Abrahamo , si faceva beffe . Onde ella disse ad Abrahamo : Caccia via questa serva e il suo figliuolo ; perciocchè il figliuol di questa serva non ha da essere erede col mio figliuolo Isacco . E ciò dispiacque grandemente ad Abrahamo , per amor del suo figliuolo . Ma Iddio gli disse : Non aver dispiacere per lo fanciullo , nè per la tua serva ; acconsenti a Sara in tutto quello ch’ ella ti dirà ; perciocchè in Isacco ti sarà nominata progenie . Ma pure io farò che anche il figliuolo di questa serva diventerà una nazione ; perciocchè egli è tua progenie . Abrahamo adunque , levatosi la mattina a buon’ ora , prese del pane , ed un bariletto d’ acqua , e diede ciò ad Agar , metendoglielo in ispalla ; le diede ancora il fanciullo , e la mandò via . Ed ella si partì , e andò errando per lo deserto di Beerseba . Ed essendo l’ acqua del bariletto venuta meno , ella gittò il fanciullo sotto un arboscello . Ed ella se ne andò , e si pose a sedere dirimpetto , di lungi intorno ad una tratta d’ arco ; perciocchè ella diceva : Ch’ io non vegga morire il fanciullo ; e sedendo così dirimpetto , alzò la voce e pianse . E Iddio udì la voce del fanciullo , e l’ Angelo di Dio chiamò Agar dal cielo , e le disse : Che hai , Agar ? non temere ; perciocchè Iddio ha udita la voce del fanciullo , là dove egli è . Levati , togli il fanciullo , e fortificati ad averne cura ; perciocchè io lo farò divenire una gran nazione . E Iddio le aperse gli occhi , ed ella vide un pozzo d’ acqua , ed andò , ed empiè il bariletto d’ acqua , e diè bere al fanciullo . E Iddio fu con quel fanciullo , ed egli divenne grande , e dimorò nel deserto , e fu tirator d’ arco . Ed egli dimorò nel deserto di Paran ; e sua madre gli prese una moglie del paese di Egitto . OR avvenne in quel tempo che Abimelecco con Picol , capo del suo esercito , parlò ad Abrahamo , dicendo : Iddio è teco in tutto ciò che tu fai . Ora dunque giurami qui per lo Nome di Dio , se tu menti a me , od al mio figliuolo , od al mio nipote ; che tu userai la medesima benignità inverso me , ed inverso il paese dove tu sei dimorato come forestiere , la quale io ho usata inverso te . Ed Abrahamo disse : Sì , io il giurerò . Ma Abrahamo si querelò ad Abimelecco , per cagion di un pozzo d’ acqua , che i servitori di Abimelecco aveano occupato per forza . Ed Abimelecco disse : Io non so chi abbia fatto questo ; nè anche tu me l’ hai fatto assapere , ed io non ne ho inteso nulla , se non oggi . Ed Abrahamo prese pecore e buoi , e li diede ad Abimelecco , e fecero amendue lega insieme . Poi Abrahamo mise da parte sette agnelle della greggia . Ed Abimelecco disse ad Abrahamo : Che voglion dire qui queste sette agnelle che tu hai poste da parte ? Ed egli disse : Che tu prenderai queste sette agnelle dalla mia mano ; acciocchè questo sia per testimonianza che io ho cavato questo pozzo . Perciò egli chiamò quel luogo Beerseba ; perchè amendue vi giurarono . Fecero adunque lega insieme in Beerseba . Poi Abimelecco con Picol , capo del suo esercito , si levò , ed essi se ne ritornarono nel paese de’ Filistei . Ed Abrahamo piantò un bosco in Beerseba , e quivi invocò il Nome del Signore Iddio eterno . Ed Abrahamo dimorò come forestiere nel paese de’ Filistei molti giorni . DOPO queste cose , avvenne che Iddio provò Abrahamo , e gli disse : Abrahamo . Ed egli disse : Eccomi . E Iddio gli disse : Prendi ora il tuo figliuolo , il tuo unico , il qual tu ami , cioè , Isacco ; e vattene nella contrada di Moria , ed offeriscilo quivi in olocausto , sopra l’ uno di que’ monti , il quale io ti dirò . Abrahamo adunque , levatosi la mattina a buon’ ora , mise il basto al suo asino , e prese due suoi servitori seco , ed Isacco , suo figliuolo ; e schiappate delle legne per l’ olocausto , si levò , e se ne andò al luogo il quale Iddio gli avea detto . Al terzo giorno , Abrahamo alzò gli occhi , e vide quel luogo di lontano . E disse a’ suoi servitori : Restate qui con l’ asino ; ed io e il fanciullo andremo fin colà , ed adoreremo ; poi ritorneremo a voi . Ed Abrahamo prese le legne per l’ olocausto , e le mise addosso ad Isacco , suo figliuolo ; e prese in mano il fuoco e il coltello ; e se ne andarono amendue insieme . Ed Isacco disse ad Abrahamo suo padre : Padre mio . Ed egli rispose : Eccomi , figliuol mio . Ed Isacco disse : Ecco il fuoco e le legne ; ma dove è l’ agnello per l’ olocausto ? Ed Abrahamo disse : Figliuol mio , Iddio si provvederà d’ agnello per l’ olocausto . Ed essi se ne andarono amendue insieme . E giunsero al luogo il quale Iddio avea detto ad Abrahamo ; ed egli edificò quivi un altare , ed ordinò le legne ; e legò Isacco suo figliuolo , e lo mise su l’ altare disopra alle legne . Ed Abrahamo stese la mano , e prese il coltello per iscannare il suo figliuolo . Ma l’ Angelo del Signore gli gridò dal cielo , e disse : Abrahamo , Abrahamo . Ed egli disse : Eccomi . E l’ Angelo gli disse : Non metter la mano addosso al fanciullo , e non fargli nulla ; perciocchè ora conosco che tu temi Iddio , poichè tu non mi hai dinegato il tuo figliuolo , il tuo unico . Ed Abrahamo alzò gli occhi , e riguardò ; ed ecco un montone dietro a lui , rattenuto per le corna ad un cespuglio . Ed Abrahamo andò , e prese quel montone , e l’ offerse in olocausto , in luogo del suo figliuolo . Ed Abrahamo nominò quel luogo : Il Signor provvederà . Che è quel che oggi si dice : Nel monte del Signore sarà provveduto . E l’ Angelo del Signore gridò ad Abrahamo dal cielo , la secondo volta . E disse : Io giuro per me stesso , dice il Signore , che , poichè tu hai fatto questo e non mi hai dinegato il tuo figliuolo , il tuo unico ; io del tutto ti benedirò , e farò moltiplicar grandemente la tua progenie , tal che sarà come le stelle del cielo , e come la rena che è in sul lido del mare ; e la tua progenie possederà la porta de’ suoi nemici . E tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua progenie ; perciocchè tu hai ubbidito alla mia voce . Poi Abrahamo se ne ritornò a’ suoi servitori . E si levarono , e se ne andarono insieme in Beerseba , ove Abrahamo dimorava . E DOPO queste cose , fu rapportato ad Abrahamo : Ecco , Milca ha anch’ essa partoriti figliuoli a Nahor , tuo fratello . Questi furono : Us primogenito di esso , e Buz suo fratello , e Chemuel padre di Aram , e Chesed , ed Hazo , e Pildas , ed Idlaf , e Betuel . Or Betuel generò Rebecca . Milca partorì questi otto a Nahor fratello di Abrahamo . E la concubina di esso , il cui nome era Reuma , partorì anch’ essa Tebach , e Gaham , e Tahas , e Maaca . OR la vita di Sara fu di cenventisette anni . Questi furono gli anni della vita di Sara . E Sara morì in Chiriat-Arba , ch’ è Hebron , nel paese di Canaan , ed Abrahamo entrò , per far duolo di Sara , e per piangerla . Poi Abrahamo si levò d’ appresso al suo morto , e parlò a’ figliuoli di Het , dicendo : Io sono straniere ed avveniticcio appresso di voi ; datemi la possessione di una sepoltura appo voi ; acciocchè io seppellisca il mio morto , e mel levi d’ innanzi . E i figliuoli di Het risposero ad Abrahamo , dicendogli : Signor mio , ascoltaci : Tu sei per mezzo noi un principe divino ; seppellisci il tuo morto nella più scelta delle nostre sepolture ; niuno di noi ti rifiuterà la sua sepoltura , che tu non vi seppellisca il tuo morto . Ed Abrahamo si levò , e s’ inchinò al popolo del paese , a’ figliuoli di Het ; e parlò con loro , dicendo : Se voi avete nell’ animo che io seppellisca il mio morto , e mel levi d’ innanzi , ascoltatemi : Intercedete per me appo Efron , figliuolo di Sohar ; che mi dia la spelonca di Macpela , che è sua , la quale è nell’ estremità del suo campo ; che me la dia per lo suo prezzo intiero , per possession di sepoltura fra voi . Or Efron sedeva per mezzo i figliuoli di Het . Ed Efron Hitteo rispose ad Abrahamo , in presenza de’ figliuoli di Het , di tutti coloro ch’ entravano nella porta della sua città , dicendo : No , signor mio ; ascoltami : Io ti dono il campo ; ti dono ancora la spelonca ch’ è in esso ; io te ne fo un dono , in presenza de’ figliuoli del mio popolo ; seppelliscivi il tuo morto . Ed Abrahamo s’ inchinò al popolo del paese ; e parlò ad Efron , in presenza del popolo del paese , dicendo : Anzi se così ti piace , ascoltami , ti prego : Io darò i danari del campo ; prendili da me , ed io vi seppellirò il mio morto . Ed Efron rispose ad Abrahamo , dicendogli : Signor mio , ascoltami : Fra me e te che cosa è una terra di quattrocento sicli d’ argento ? seppelliscivi pure il tuo morto . Ed Abrahamo acconsentì ad Efron , e gli pagò i danari ch’ egli gli avea detto , in presenza de’ figliuoli di Het ; cioè quattrocento sicli d’ argento , correnti fra’ mercatanti . Così l’ acquisto del campo di Efron , il quale è in Macpela , ch’ è dirimpetto a Mamre , insieme con la spelonca che è in esso , e con tutti gli alberi ch’ erano in esso campo , in tutti i suoi confini attorno attorno , fu fermato ad Abrahamo , in presenza de’ figliuoli di Het , fra tutti coloro ch’ entravano nella porta della città di esso . E dopo ciò , Abrahamo seppellì Sara , sua moglie , nella spelonca del campo di Macpela , ch’ è dirimpetto a Mamre , ch’ è Hebron , nel paese di Canaan . Così l’ acquisto di quel campo , e della spelonca ch’ è in esso , fu fermato ad Abrahamo , per possession di sepoltura , dai figliuoli di Het . OR Abrahamo , essendo vecchio ed attempato , ed avendolo il Signore benedetto in ogni cosa , disse ad un suo servitore , ch’ era il più vecchio di casa sua , il quale avea il governo di tutte le cose sue : Deh ! metti la tua mano sotto la mia coscia ; ed io ti farò giurar per lo Signore Iddio del cielo , ed Iddio della terra , che tu non prenderai al mio figliuolo moglie delle figliuole de’ Cananei , fra’ quali io dimoro . Ma che tu andrai al mio paese , ed al mio parentado , e di esso prenderai moglie al mio figliuolo Isacco . E quel servitore gli disse : Forse non aggradirà a quella donna di venir dietro a me in questo paese ; mi converrà egli del tutto rimenare il tuo figliuolo nel paese onde tu sei uscito ? Ed Abrahamo gli disse : Guardati che tu non rimeni là il mio figliuolo . Il Signore Iddio del cielo , il qual mi ha preso di casa di mio padre , e del mio natio paese , e mi ha parlato , e mi ha giurato , dicendo : Io darò alla tua progenie questo paese ; esso manderà l’ Angelo suo davanti a te , e tu prenderai di là moglie al mio figliuolo . E se non aggrada alla donna di venir dietro a te , tu sarai sciolto di questo giuramento che io ti fo fare ; sol non rimenar là il mio figliuolo . E il servitore pose la sua mano sotto la coscia di Abrahamo , suo signore , e gli giurò intorno a quest’ affare . E il servitore prese dieci cammelli , di quei del suo signore , e si partì , portando seco di ogni sorta di beni del suo signore ; e , messosi in viaggio , andò in Mesopotamia , alla città di Nahor . E , fatti posare in su le ginocchia i cammelli fuor della città , presso ad un pozzo d’ acqua , in su la sera , al tempo ch’ escono fuori quelle che vanno ad attigner l’ acqua , disse : O Signore Iddio di Abrahamo mio signore , dammi , ti prego , ch’ io scontri oggi buono incontro ; ed usa benignità inverso Abrahamo mio signore . Ecco , io mi fermerò presso alla fonte d’ acqua , e le figliuole della gente della città usciranno per attigner dell’ acqua . Avvenga adunque , che la fanciulla , la quale , dicendole io : Deh ! abbassa la tua secchia , acciocchè io bea ; mi dirà : Bevi , ed anche darò a bere a’ tuoi cammelli ; essa sia quella che tu hai preparata ad Isacco , tuo servitore ; ed in ciò conoscerò che tu avrai usata benignità verso il mio signore . Ed avvenne che , avanti ch’ egli avesse finito di parlare , ecco Rebecca , figliuola di Betuel , figliuol di Milca , moglie di Nahor , fratello di Abrahamo , usciva fuori , avendo la sua secchia in su la spalla . E la fanciulla era di molto bello aspetto , vergine , ed uomo alcuno non l’ avea conosciuta . Ed ella scese alla fonte , ed empiè la sua secchia , e se ne ritornava . E quel servitore le corse incontro , e le disse : Deh ! dammi a bere un poco d’ acqua della tua secchia . Ed ella disse : Bevi , signor mio . E prestamente , calatasi la secchia in mano , gli diè da bere . E , dopo avergli dato da bere a sufficienza , disse : Io ne attignerò eziandio per li tuoi cammelli , finchè abbiano bevuto a sufficienza . E prestamente votò la sua secchia nell’ abbeveratoio , e corse di nuovo al pozzo per attignere ; e attinse per tutti i cammelli di esso . E quell’ uomo stupiva di lei , stando tacito a considerare se il Signore avea fatto prosperare il suo viaggio , o no . E quando i cammelli ebber finito di bere , quell’ uomo prese un monile d’ oro , di peso d’ un mezzo siclo , e gliel mise disopra al naso ; e un par di maniglie d’ oro di peso di dieci sicli , e gliele mise in su le mani . E le disse : Di chi sei tu figliuola ? deh ! dichiaramelo . Evvi in casa di tuo padre luogo per albergarci ? Ed ella rispose : Io son figliuola di Betuel , figliuolo di Milca ; il quale ella partorì a Nahor . Gli disse ancora : E’ vi è strame e pastura assai appo noi , ed anche luogo da albergarvi . E quell’ uomo s’ inchinò , e adorò il Signore . E disse : Benedetto sia il Signore Iddio di Abrahamo mio signore , il qual non ha dismessa la sua benignità e lealtà inverso il mio signore ; e quant’ è a me , il Signore mi ha condotto per la diritta via in casa de’ fratelli del mio signore . E la fanciulla corse , e rapportò quelle cose in casa di sua madre . Or Rebecca avea un fratello , il cui nome era Labano ; costui corse fuori a quell’ uomo , alla fonte . Come adunque egli ebbe veduto quel monile , e quelle maniglie nelle mani della sua sorella ; e come ebbe intese le parole di Rebecca sua sorella , che dicea : Quell’ uomo mi ha così parlato ; egli se ne venne a quell’ uomo ; ed ecco , egli se ne stava presso de’ cammelli , appresso alla fonte . Ed egli gli disse : Entra , benedetto dal Signore ; perchè te ne stai fuori ? io ho pure apparecchiata la casa , e il luogo per i cammelli . E quell’ uomo entrò dentro la casa , e Labano scaricò i cammelli , e diede loro dello strame e della pastura ; parimente recò dell’ acqua per lavare i piedi a quell’ uomo , ed a quelli che erano con lui . Poi gli fu posto avanti da mangiare ; ma egli disse : Io non mangerò , finchè io non abbia detto ciò che ho da dire . Ed esso gli disse : Parla . Ed egli disse : Io son servitore di Abrahamo . Ora , il Signore ha grandemente benedetto il mio signore , ed egli è divenuto grande ; e il Signore gli ha dato pecore , e buoi , ed oro , ed argento , e servi , e serve , e cammelli , ed asini . E Sara , moglie del mio signore , dopo esser divenuta vecchia gli ha partorito un figliuolo , al quale egli ha dato tutto ciò ch’ egli ha . E il mio signore mi ha fatto giurare , dicendo : Non prender moglie al mio figliuolo delle figliuole de’ Cananei , nel cui paese io dimoro . Anzi , va’ alla casa di mio padre , ed alla mia nazione , e prendi moglie al mio figliuolo . Ed io ho detto al mio signore : Forse quella donna non vorrà venirmi dietro . Ed egli mi ha detto : Il Signore , nel cui cospetto io son camminato , manderà il suo Angelo teco , e prospererà il tuo viaggio , e tu prenderai moglie al mio figliuolo , della mia nazione , e della casa di mio padre . Allora sarai sciolto del giuramento che io ti fo fare ; quando sarai andato alla mia nazione , se essi non te l’ avranno voluta dare , allora sarai sciolto del giuramento che io ti fo fare . Essendo adunque oggi giunto alla fonte , io dissi : Signore Iddio di Abrahamo mio signore , se pur ti piace prosperare il viaggio che io ho impreso ; ecco , io mi fermerò presso a questa fontana di acqua ; avvenga adunque , che la vergine che uscirà per attignere , la quale , dicendole io : Deh ! dammi da bere un poco d’ acqua della tua secchia ; mi dirà : Bevi pure ; ed anche attignerò per i tuoi cammelli ; essa sia la moglie che il Signore ha preparata al figliuolo del mio signore . Avanti che io avessi finito di parlare fra me stesso , ecco , Rebecca uscì fuori , avendo la sua secchia in su la spalla ; e scese alla fontana , ed attinse . Ed io le dissi : Deh ! dammi da bere . Ed ella , calatasi prestamente la sua secchia d’ addosso , mi disse : Bevi ; ed anche darò da bere a’ tuoi cammelli . Ed io bevvi , ed ella diede ancora da bere a’ cammelli . Ed io la domandai , e le dissi : Di chi sei tu figliuola ? Ed ella mi disse : Io son figliuola di Betuel , figliuolo di Nahor , il quale Milca gli partorì . Allora io le posi quel monile disopra al naso , e quelle maniglie in su le mani . E m’ inchinai , e adorai il Signore , e benedissi il Signore Iddio d’ Abrahamo mio signore , il quale mi avea , per la vera via , condotto a prendere al figliuolo del mio signore la figliuola del fratello di esso . Ora dunque , se voi volete usar benignità e lealtà verso il mio signore , significatemelo ; se no , fatemelo assapere , ed io mi rivolgerò a destra o a sinistra . E Labano e Betuel risposero , e dissero : Questa cosa è proceduta dal Signore ; noi non possiamo dirti nè mal nè bene . Ecco Rebecca al tuo comando ; prendila , e vattene ; e sia moglie del figliuol del tuo signore , siccome il Signore ne ha parlato . E quando il servitore di Abrahamo ebbe udite le lor parole , s’ inchinò a terra , e adorò il Signore . Poi quel servitore trasse fuori vasellamenti d’ argento e d’ oro , e vestimenti ; e li diede a Rebecca ; ed al fratello , ed alla madre di essa donò cose preziose . E poi mangiarono e bevvero , egli , e gli uomini ch’ erano con lui , ed albergarono quivi quella notte ; e la mattina seguente , essendosi levati , egli disse : Rimandatemi al mio signore . E il fratello e la madre di Rebecca dissero : Rimanga la fanciulla con noi alcuni giorni , almeno dieci ; poi tu te ne andrai . Ed egli disse loro : Non mi ritardate , poichè il Signore ha fatto prosperare il mio viaggio : datemi commiato , acciocchè io me ne vada al mio signore . Ed essi dissero : Chiamiamo la fanciulla , e domandiamone lei stessa . Chiamarono adunque Rebecca , e le dissero : Vuoi tu andar con quest’ uomo ? Ed ella rispose : Sì , io vi andrò . Così mandarono Rebecca , lor sorella , e la sua balia , col servitore di Abrahamo , e con la sua gente . E benedissero Rebecca , e le dissero : Tu sei nostra sorella : moltiplica in mille migliaia ; e possegga la tua progenie la porta de’ suoi nemici . E Rebecca si levò , insieme con le sue serventi , e montarono sopra i cammelli , e andarono dietro a quell’ uomo . E quel servitore prese Rebecca , e se ne andò . Or Isacco se ne ritornava di verso il Pozzo del Vivente che mi vede ; perciocchè egli abitava nella contrada del mezzodì . Ed era uscito fuori per fare orazione alla campagna , in sul far della sera . E , alzati gli occhi , riguardò , ed ecco de’ cammelli che venivano . Rebecca alzò anch’ essa gli occhi , e vide Isacco , e si gittò giù d’ in sul cammello . Perciocchè avendo detto a quel servitore : Chi è quell’ uomo che ci cammina incontro nel campo ? egli le avea detto : Egli è il mio signore . E prese un velo , e se ne coprì . E il servitore raccontò ad Isacco tutte le cose ch’ egli avea fatte . E Isacco menò Rebecca nel padiglione di Sara , sua madre ; e la prese , ed ella divenne sua moglie , ed egli l’ amò . E Isacco si consolò dopo la morte di sua madre . ED Abrahamo prese un’ altra moglie , il cui nome era Chetura . Ed ella gli partorì Zimran , e Iocsan , e Medan , e Madian , e Isbac , e Sua . E Iocsan generò Seba e Dedan . Ed i figliuoli di Dedan furono Assurim , e Letusim , e Leummim . Ed i figliuoli di Madian furono Efa , ed Efer ed Hanoc , ed Abida , ed Eldaa . Tutti questi furono figliuoli di Chetura . Ed Abrahamo donò tutto il suo avere ad Isacco . Ed a’ figliuoli delle sue concubine diede doni ; e mentre era in vita , li mandò via d’ appresso al suo figliuolo Isacco , verso il Levante , nel paese Orientale . Or il tempo della vita di Abrahamo fu di centosettanta cinque anni . Poi trapassò , e morì in buona vecchiezza , attempato , e sazio di vita : e fu raccolto a’ suoi popoli . E Isacco ed Ismaele , suoi figliuoli , lo seppellirono nella spelonca di Macpela nel campo di Efron , figliuoli di Sohar Hitteo , ch’ è dirimpetto a Mamre ; ch’ è il campo che Abrahamo avea comperato da’ figliuoli di Het ; quivi fu seppellito Abrahamo , e Sara , sua moglie . Ora , dopo che Abrahamo fu morto , Iddio benedisse Isacco , suo figliuolo ; e Isacco abitò presso del Pozzo del Vivente che mi vede . OR queste sono le generazioni d’ Ismaele , figliuolo di Abrahamo , il quale Agar Egizia , serva di Sara , avea partorito ad Abrahamo . E questi sono i nomi de’ figliuoli d’ Ismaele secondo i lor nomi nelle lor generazioni : Il primogenito d’ Ismaele fu Nebaiot ; poi v’ era Chedar , ed Adbeel , e Mibsam ; e Misma , e Duma , e Massa ; ed Hadar , e Tema , e Ietur , e Nafis , e Chedma . Questi furono i figliuoli d’ Ismaele , e questi sono i lor nomi , nelle lor villate , e nelle lor castella ; e furono dodici principi fra’ lor popoli . E gli anni della vita d’ Ismaele furono centrentasette ; poi trapassò , e morì , e fu raccolto a’ suoi popoli . Ed i suoi figliuoli abitarono da Havila fin a Sur , ch’ è dirimpetto all’ Egitto , traendo verso l’ Assiria . Il paese di esso gli scadde dirimpetto a tutti i suoi fratelli . E QUESTE sono le generazioni d’ Isacco , figliuolo di Abrahamo : Abrahamo generò Isacco . Ed Isacco era d’ età di quarant’ anni , quando prese per moglie Rebecca , figliuola di Betuel , Sirio , da Paddanaram , e sorella di Labano , Sirio . E Isacco fece orazione al Signore per la sua moglie ; perciocchè ella era sterile : e il Signore l’ esaudì ; e Rebecca sua moglie concepette . Ed i figliuoli si urtavano l’ un l’ altro nel suo seno . Ed ella disse : Se così è , perchè sono io in vita ? E andò a domandarne il Signore . E il Signore le disse : Due nazioni sono nel tuo seno ; e due popoli diversi usciranno delle tue interiora ; e l’ un popolo sarà più possente dell’ altro , e il maggiore servirà al minore . E quando fu compiuto il termine di essa da partorire , ecco , due gemelli erano nel suo seno . E il primo uscì fuori , ed era rosso , tutto peloso come un mantel velluto ; e gli fu posto nome Esaù . Appresso uscì il suo fratello , il quale con la mano teneva il calcagno di Esaù ; e gli fu posto nome Giacobbe . Or Isacco era d’ età di settant’ anni , quando ella li partorì . ED i fanciulli crebbero ; ed Esaù fu uomo intendente della caccia , uomo di campagna ; ma Giacobbe fu uomo semplice , che se ne stava ne’ padiglioni . E Isacco amava Esaù ; perciocchè le selvaggine erano di suo gusto ; e Rebecca amava Giacobbe . Ora , concendo Giacobbe una minestra , Esaù giunse da’ campi , ed era stanco . Ed Esaù disse a Giacobbe : Deh ! dammi a mangiare un po’ di cotesta minestra rossa ; perciocchè io sono stanco ; perciò egli fu nominato Edom . E Giacobbe gli disse : Vendimi oggi la tua primogenitura . Ed Esaù disse : Ecco , io me ne vo alla morte , che mi gioverà la primogenitura ? E Giacobbe disse : Giurami oggi che tu me la vendi . Ed Esaù gliel giurò ; e vendette la sua primogenitura a Giacobbe . E Giacobbe diede ad Esaù del pane , ed una minestra di lenticchie . Ed egli mangiò e bevve ; poi si levò e se ne andò . Così Esaù sprezzò la primogenitura . OR vi fu fame nel paese , oltre alla prima fame ch’ era stata al tempo di Abrahamo . E Isacco se ne andò ad Abimelecco , re de’ Filistei , in Gherar . E il Signore gli apparve , e gli disse : Non iscendere in Egitto ; dimora nel paese che io ti dirò . Dimora in questo paese , ed io sarò teco , e ti benedirò ; perciocchè io darò a te , ed alla tua progenie , tutti questi paesi ; ed atterrò ciò che io ho giurato ad Abrahamo tuo padre . E moltiplicherò la tua progenie , talchè sarà come le stelle del cielo ; e darò alla tua progenie tutti questi paesi ; e tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua progenie . Perciocchè Abrahamo ubbidì alla mia voce ed osservò ciò che io gli avea imposto di osservare , i miei comandamenti , i miei statuti , e le mie leggi . E Isacco adunque dimorò in Gherar . E le genti del luogo lo domandarono della sua moglie . Ed egli disse : Ella è mia sorella ; perciocchè egli temeva di dire : Ella è mia moglie ; che talora le genti del luogo non l’ uccidessero per cagion di Rebecca ; perciocchè ella era di bell’ aspetto . Or avvenne che , dopo ch’ egli fu dimorato quivi alquanti giorni , Abimelecco , re de’ Filistei , riguardando per la finestra , vide Isacco , che scherzava con Rebecca , sua moglie . E Abimelecco chiamò Isacco , e gli disse : Ecco , costei è pur tua moglie ; come adunque hai tu detto : Ell’ è mia sorella ? E Isacco gli disse : Perciocchè io diceva : E’ mi convien guardare che io non muoia per cagion d’ essa . E Abimelecco gli disse : Che cosa è questo che tu ci hai fatto ? per poco alcuno del popolo si sarebbe giaciuto con la tua moglie , e così tu ci avresti fatto venire addosso una gran colpa . E Abimelecco fece un comandamento a tutto il popolo , dicendo : Chiunque toccherà quest’ uomo , o la sua moglie , del tutto sarà fatto morire . E Isacco seminò in quel paese ; e quell’ anno trovò cento per uno . E il Signore lo benedisse . E quell’ uomo divenne grande , e andò del continuo crescendo , finchè fu sommamente accresciuto . Ed avea gregge di minuto bestiame , ed armenti di grosso , e molta famiglia ; e perciò i Filistei lo invidiavano . Laonde turarono , ed empierono di terra tutti i pozzi che i servitori di suo padre aveano cavati al tempo di Abrahamo . E Abimelecco disse ad Isacco : Partiti da noi ; perciocchè tu sei divenuto molto più possente di noi . Isacco adunque si partì di là , e tese i padiglioni nella Valle di Gherar , e dimorò quivi . E Isacco cavò di nuovo i pozzi d’ acqua , che erano stati cavati al tempo di Abrahamo , suo padre , i quali i Filistei aveano turati dopo la morte di Abrahamo ; e pose loro gli stessi nomi che suo padre avea lor posti . E i servitori d’ Isacco cavarono in quella valle , e trovarono quivi un pozzo d’ acqua viva . Ma i pastori di Gherar contesero co’ pastori d’ Isacco , dicendo : Quest’ acqua è nostra . Ed esso nominò quel pozzo Esec ; perciocchè essi ne aveano mossa briga con lui . Poi cavarono un altro pozzo , e per quello ancora contesero ; laonde Isacco nominò quel pozzo Sitna . Allora egli si tramutò di là , e cavò un altro pozzo , per lo quale non contesero ; ed egli nominò quel pozzo Rehobot ; e disse : Ora ci ha pure il Signore allargati , essendo noi moltiplicati in questo paese . Poi di là salì in Beerseba . E il Signore gli apparve in quella stessa notte , e gli disse : Io son l’ Iddio di Abrahamo , tuo padre ; non temere ; perciocchè io son teco , e ti benedirò , e moltiplicherò la tua progenie , per amor di Abrahamo mio servitore . Ed egli edificò quivi un altare , ed invocò il Nome del Signore , e tese quivi i suoi padiglioni ; e i suoi servitori cavarono quivi un pozzo . E Abimelecco andò a lui da Gherar , insieme con Ahuzat suo famigliare , e con Picol capo del suo esercito . E Isacco disse loro : Perchè siete voi venuti a me , poichè mi odiate , e mi avete mandato via d’ appresso a voi ? Ed essi dissero : Noi abbiamo chiaramente veduto che il Signore è teco ; laonde abbiamo detto : Siavi ora giuramento fra noi ; fra noi e te , e facciamo lega teco : Se giammai tu ci fai alcun male ; come ancora noi non ti abbiamo toccato ; e non ti abbiam fatto se non bene , e ti abbiamo rimandato in pace ; tu che ora sei benedetto dal Signore . Ed egli fece loro un convito ; ed essi mangiarono e bevvero . E , levatisi la mattina seguente a buon’ ora , giurarono l’ uno all’ altro . Poi Isacco li accommiatò ; ed essi si partirono da lui amichevolmente . In quell’ istesso giorno , i servitori d’ Isacco vennero , e gli fecero rapporto di un pozzo che aveano cavato ; e gli dissero : Noi abbiam trovato dell’ acqua . Ed egli pose nome a quel pozzo Siba ; perciò quella città è stata nominata Beerseba fino ad oggi . Or Esaù , essendo d’ età di quarant’ anni , prese per moglie Iudit , figliuola di Beeri Hitteo ; e Basmat , figliuola di Elon Hitteo . Ed esse furono cagione di amaritudine d’ animo a Isacco ed a Rebecca . OR avvenne che , essendo già invecchiato Isacco , ed essendo gli occhi suoi scurati , sì che non vedeva , chiamò Esaù suo figliuol maggiore , e gli disse : Figliuol mio . Ed egli gli disse : Eccomi . E Isacco disse : Ecco , ora io sono invecchiato , e non so il giorno della mia morte . Deh ! prendi ora i tuoi arnesi , il tuo turcasso e il tuo arco ; e vattene fuori a’ campi , e prendimi qualche cacciagione . Ed apparecchiami alcune vivande saporite , quali io le amo , e portamele , che io ne mangi ; acciocchè l’ anima mia ti benedica avanti che io muoia . Or Rebecca stava ad ascoltare , mentre Isacco parlava ad Esaù , suo figliuolo . Esaù adunque andò a’ campi per prender qualche cacciagione , e portarla a suo padre . E Rebecca parlò a Giacobbe suo figliuolo , e gli disse : Ecco , io ho udito che tuo padre parlava ad Esaù , tuo fratello , dicendo : Portami della cacciagione , ed apparecchiami alcun mangiare saporito , acciocchè io ne mangi ; ed io ti benedirò nel cospetto del Signore , avanti che io muoia . Ora dunque , figliuol mio , attendi alla mia voce , in ciò che io ti comando . Vattene ora alla greggia , ed arrecami di là due buoni capretti , ed io ne apparecchierò delle vivande saporite a tuo padre , quali egli le ama . E tu le porterai a tuo padre , acciocchè ne mangi , e ti benedica , avanti ch’ egli muoia . E Giacobbe disse a Rebecca sua madre : Ecco , Esaù mio fratello è uomo peloso , ed io son uomo senza peli . Per avventura mio padre mi tasterà , e sarò da lui reputato un ingannatore ; e così mi farò venire addosso maledizione , e non benedizione . Ma sua madre gli disse : Figliuol mio , la tua maledizione sia sopra me ; attendi pure alla mia voce , e va’ ed arrecami que’ capretti . Egli adunque andò , e prese que’ capretti , e li arrecò a sua madre ; e sua madre ne apparecchiò delle vivande saporite , quali il padre di esso le amava . Poi Rebecca prese i più bei vestimenti di Esaù suo figliuol maggiore , ch’ ella avea appresso di sè in casa , e ne vestì Giacobbe suo figliuol minore . E con le pelli de’ capretti coperse le mani di esso , e il collo ch’ era senza peli . E diede in mano a Giacobbe suo figliuolo , quelle vivande saporite , e quel pane che avea apparecchiato . Ed egli venne a suo padre , e gli disse : Padre mio . Ed egli disse : Eccomi : chi sei , figliuol mio ? E Giacobbe disse a suo padre : Io sono Esaù , tuo primogenito ; io ho fatto come tu mi dicesti . Deh ! levati , assettati , e mangia della mia cacciagione , acciocchè l’ anima tua mi benedica . E Isacco disse al suo figliuolo : Come ne hai tu così presto trovato , figliuol mio ? Ed egli rispose : Perciocchè il Signore Iddio tuo me ne ha fatto scontrare . E Isacco disse a Giacobbe : Deh ! appressati , figliuol mio , che io ti tasti , per saper se tu sei pure il mio figliuolo Esaù , o no . Giacobbe adunque si appressò ad Isacco suo padre ; e come egli l’ ebbe tastato , disse : Cotesta voce è la voce di Giacobbe , ma queste mani son le mani di Esaù . E nol riconobbe ; perciocchè le sue mani erano pelose , come le mani di Esaù , suo fratello ; e lo benedisse . E disse : Sei tu pur desso , figliuol mio Esaù ? Ed egli disse : Sì , io son desso . Ed egli disse : Recami della cacciagione del mio figliuolo , acciocchè io ne mangi , e che l’ anima mia ti benedica . E Giacobbe gliela recò , e Isacco mangiò . Giacobbe ancora gli recò del vino , ed egli bevve . Poi Isacco suo padre gli disse : Deh ! appressati e baciami , figliuol mio . Ed egli si appressò , e lo baciò . E Isacco odorò l’ odor dei vestimenti di esso , e lo benedisse ; e disse : Ecco l’ odor del mio figliuolo , simile all’ odor di un campo che il Signore ha benedetto . Iddio adunque ti dia della rugiada del cielo , E delle grassezze della terra , Ed abbondanza di frumento e di mosto . Servanti i popoli , Ed inchininsi a te le nazioni ; Sii pardrone de’ tuoi fratelli , Ed inchininsi a te i figliuoli di tua madre ; Sieno maledetti coloro che ti malediranno , E benedetti coloro che ti benediranno . E come Isacco ebbe finito di benedir Giacobbe , ed essendo appena Giacobbe uscito d’ appresso ad Isacco suo padre , Esaù suo fratello giunse dalla sua caccia . E apparecchiò anch’ egli delle vivande saporite , e le recò a suo padre , e gli disse : Levisi mio padre , e mangi della cacciagion del suo figliuolo ; acciocchè l’ anima tua mi benedica . E Isacco suo padre gli disse : Chi sei tu ? Ed egli disse : Io sono Esaù tuo figliuolo primogenito . E Isacco sbigottì di un grandissimo sbigottimento , e disse : Or chi è colui che prese della cacciagione e me la recò ; talchè , avanti che tu fossi venuto , io mangiai di tutto ciò ch’ egli mi presentò , e lo benedissi ? ed anche sarà benedetto . Quando Esaù ebbe intese le parole di suo padre , fece un grande ed amarissimo gridare : poi disse a suo padre : Benedici me ancora , padre mio . Ed egli gli disse : Il tuo fratello è venuto con inganno , ed ha tolta la tua benedizione . Ed Esaù disse : Non fu egli pur nominato Giacobbe ? egli mi ha frodato già due volte ; egli mi tolse già la mia primogenitura ; ed ecco , ora mi ha tolta la mia benedizione . Poi disse a suo padre : Non mi hai tu riserbata alcuna benedizione ? E Isacco rispose , e disse ad Esaù : Ecco , io l’ ho costituito tuo padrone , e gli ho dati tutti i suoi fratelli per servi ; e l’ ho fornito di frumento e di mosto ; ora dunque , che ti farei io , figliuol mio ? Ed Esaù disse a suo padre : Hai tu una sola benedizione , padre mio ? benedici ancora me , padre mio . E alzò la voce , e pianse . E Isacco suo padre rispose , a gli disse : Ecco , la tua stanza sarà in luoghi grassi di terreno , E per la rugiada del cielo disopra . E tu viverai con la tua spada , E servirai al tuo fratello ; Ma egli avverrà che , dopo che tu avrai gemuto , Tu spezzerai il suo giogo d’ in sul tuo collo . Ed Esaù prese ad odiar Giacobbe , per cagion della benedizione , con la quale suo padre l’ avea benedetto ; e disse nel suo cuore : I giorni del duolo di mio padre si avvicinano ; allora io ucciderò Giacobbe mio fratello . E le parole di Esaù , suo figliuol maggiore , furono rapportate a Rebecca ; ed ella mandò a chiamar Giacobbe , suo figliuol minore , e gli disse : Ecco , Esaù tuo fratello si consola intorno a te , ch’ egli ti ucciderà . Ora dunque , figliuol mio , attendi alla mia voce ; levati , fuggitene in Charan , a Labano , mio fratello . E dimora con lui alquanto tempo , finchè l’ ira del tuo fratello sia racquetata ; finchè il cruccio del tuo fratello sia racquetato inverso te , e ch’ egli abbia dimenticato ciò che tu gli hai fatto ; e allora io manderò a farti tornar di là ; perchè sarei io orbata di amendue voi in uno stesso giorno ? E Rebecca disse ad Isacco : La vita mi è noiosa per cagion di queste Hittee ; se Giacobbe prende moglie delle figliuole degli Hittei , quali son queste che son delle donne di questo paese , che mi giova il vivere ? ISACCO adunque chiamò Giacobbe , e lo benedisse , e gli comandò , e gli disse : Non prender moglie delle figliuole di Canaan . Levati , vattene in Paddan-aram , alla casa di Betuel , padre di tua madre , e prenditi di là moglie , delle figliuole di Labano , fratello di tua madre . E l’ Iddio Onnipotente ti benedica , e ti faccia fruttare , e crescere ; talchè tu diventi una raunanza di popoli . E ti dia la benedizione di Abrahamo ; a te , ed alla tua progenie teco ; acciocchè tu possegga il paese dove sei andato peregrinando , il quale Iddio donò ad Abrahamo . Isacco adunque ne mandò Giacobbe ; ed egli si ne andò in Paddan-aram , a Labano , figliuolo di Betuel , Sirio , fratello di Rebecca , madre di Giacobbe e di Esaù . Ed Esaù vide che Isacco avea benedetto Giacobbe , e l’ avea mandato in Paddan-aram , acciocchè di là si prendesse moglie ; e che , benedicendolo , gli avea vietato e detto : Non prender moglie delle figliuole di Canaan ; e che Giacobbe avea ubbidito a suo padre ed a sua madre , e se n’ era andato in Paddan-aram . Esaù vedeva , oltre a ciò , che le figliuole di Canaan dispiacevano ad Isacco suo padre . Ed egli andò ad Ismaele , e prese per moglie Mahalat , figliuola d’ Ismaele , figliuolo di Abrahamo , sorella di Nebaiot ; oltre alle sue altre mogli . OR Giacobbe partì di Beerseba , ed andando in Charan , capitò in un certo luogo , e vi stette la notte ; perciocchè il sole era già tramontato , e prese delle pietre del luogo , e le pose per suo capezzale ; e giacque in quel luogo . E sognò ; ed ecco una scala rizzata in terra , la cui cima giungeva al cielo ; ed ecco gli angeli di Dio salivano e scendevano per essa . Ed ecco , il Signore stava al disopra di essa . Ed egli disse : Io sono il Signore Iddio di Abrahamo tuo padre , e l’ Iddio d’ Isacco ; io darò a te , ed alla tua progenie , il paese sopra il quale tu giaci . E la tua progenie sarà come la polvere della terra ; e tu ti spanderai verso occidente , e verso oriente , e verso settentrione , e verso mezzodì ; e tutte le nazioni della terra saranno benedette in te , e nella tua progenie . Ed ecco , io son teco , e ti guarderò dovunque tu andrai , e ti ricondurrò in questo paese ; perciocchè io non ti abbandonerò , finchè io abbia fatto ciò che ti ho detto . E quando Giacobbe si fu risvegliato dal suo sonno , disse : Per certo il Signore è in questo luogo , ed io nol sapeva . E temette , e disse : Quanto è spaventevole questo luogo ! questo luogo non è altro che la casa di Dio , e questa è la porta del cielo . E Giacobbe si levò la mattina a buon’ ora , e prese la pietra , la quale avea posta per suo capezzale , e ne fece un piliere , e versò dell’ olio sopra la sommità di essa . E pose nome a quel luogo Betel ; conciossiachè prima il nome di quella città fosse Luz . E Giacobbe fece un voto , dicendo : Se Iddio è meco , e mi guarda in questo viaggio che io fo , e mi dà del pane da mangiare , e de’ vestimenti da vestirmi ; e se io ritorno sano e salvo a casa di mio padre , il Signore sarà il mio Dio . E questa pietra , della quale ho fatto un piliere , sarà una casa di Dio , e del tutto io ti darò la decima di tutto quel che tu mi avrai donato . POI Giacobbe si mise in cammino , e andò nel paese degli Orientali . E riguardò , ed ecco un pozzo in un campo , e quivi erano tre gregge di pecore , che giacevano appresso di quello ; perciocchè di quel pozzo si abbeveravano le gregge ; ed una gran pietra era sopra la bocca del pozzo . E quivi si raunavano tutte le gregge , e i pastori rotolavano quella pietra d’ in su la bocca del pozzo , e abbeveravano le pecore ; e poi tornavano la pietra al suo luogo , in su la bocca del pozzo . E Giacobbe disse loro : Fratelli miei , onde siete voi ? Ed essi risposero : Noi siamo di Charan . Ed egli disse loro : Conoscete voi Labano , figliuolo di Nahor ? Ed essi dissero : Sì , noi lo conosciamo . Ed egli disse loro : Sta egli bene ? Ed essi dissero : Sì , egli sta bene ; ed ecco Rachele , sua figliuola , che viene con le pecore . Ed egli disse loro : Ecco , il giorno è ancora alto ; non è tempo di raccogliere il bestiame ; abbeverate queste pecore , ed andate , e pasturatele . Ma essi dissero : Noi non possiamo , finchè tutte le gregge non sieno adunate , e che si rotoli la pietra d’ in su la bocca del pozzo ; allora abbevereremo le pecore . Mentre egli parlava ancora con loro , Rachele sopraggiunse , con le pecore di suo padre ; perciocchè ella era guardiana di pecore . E , quando Giacobbe ebbe veduta Rachele , figliuola di Labano , fratello di sua madre , con le pecore di Labano , fratello di sua madre , egli si fece innanzi , e rotolò quella pietra d’ in su la bocca del pozzo , e abbeverò le pecore di Labano , fratello di sua madre . E Giacobbe baciò Rachele , e alzò la sua voce , e pianse . E Giacobbe dichiarò a Rachele come egli era fratello di suo padre ; e come egli era figliuolo di Rebecca . Ed ella corse , e lo rapportò a suo padre . E , come Labano ebbe udite le novelle di Giacobbe , figliuolo della sua sorella , gli corse incontro , e l’ abbracciò , e lo baciò , e lo menò in casa sua . E Giacobbe raccontò a Labano tutte queste cose . E Labano gli disse : Veramente tu sei mie ossa e mia carne . Ed egli dimorò con lui un mese intiero . E Labano gli disse : Perchè tu sei mio fratello , mi serviresti tu gratuitamente ? dichiarami qual deve essere il tuo premio . Or Labano avea due figliuole : la maggiore si chiamava Lea , e la minore Rachele . E Lea avea gli occhi teneri ; ma Rachele era formosa , e di bello aspetto . E Giacobbe amava Rachele ; e disse a Labano : Io ti servirò sett’ anni per Rachele , tua figliuola minore . E Labano disse : Meglio è che io la dia a te , che ad un altro uomo ; stattene pur meco . E Giacobbe servì per Rachele lo spazio di sette anni ; e quelli gli parvero pochi giorni , per l’ amore ch’ egli le portava . E Giacobbe disse a Labano : Dammi la mia moglie ; perciocchè il mio termine è compiuto ; e lascia che io entri da lei . E Labano adunò tutte le genti del luogo , e fece un convito . Ma la sera prese Lea , sua figliuola , e la menò a Giacobbe ; il quale entrò da lei . E Labano diede Zilpa , sua serva , a Lea , sua figliuola , per serva . Poi , venuta la mattina , ecco , colei era Lea . E Giacobbe disse a Labano : Che cosa è ciò che tu mi hai fatto ? non ho io servito appo te per Rachele ? perchè dunque mi hai ingannato ? E Labano gli disse : E’ non si suol far così appo noi , di dar la minore avanti la maggiore . Fornisci pure la settimana di questa ; e poi ti daremo ancora quest’ altra , per lo servigio che tu farai in casa mia altri sett’ anni . Giacobbe adunque fece così ; e fornì la settimana di quella ; poi Labano gli diede ancora per moglie Rachele , sua figliluola . E Labano diede Bilha , sua serva , a Rachele , sua figliola , per serva . E Giacobbe entrò eziandio da Rachele , ed anche amò Rachele più che Lea , e servì ancora sett’ altri anni appo Labano . E il Signore , veggendo che Lea era odiata , aperse la sua matrice ; ma Rachele era sterile . E Lea concepette , e partorì un figliuolo , al quale ella pose nome Ruben ; perciocchè disse : Il Signore ha pur riguardato alla mia afflizione ; ora mi amerà pure il mio marito . Poi concepette di nuovo , e partorì un figliuolo , e disse : Il Signore ha pure inteso che io era odiata , e però mi ha dato ancora questo figliuolo ; perciò gli pose nome Simeone . Ed ella concepette ancora , e partorì un figliuolo , e disse : Questa volta pure il mio marito starà congiunto meco ; perciocchè io gli ho partoriti tre figliuoli ; perciò fu posto nome a quel figliuolo Levi . Ed ella concepette ancora , e partorì un figliuolo , e disse : Questa volta io celebrerò il Signore ; perciò pose nome a quel figliuolo Giuda ; poi restò di partorire . E Rachele , veggendo che non faceva figliuoli a Giacobbe , portò invidia alla sua sorella ; e disse a Giacobbe : Dammi de’ figliuoli ; altrimenti io son morta . E Giacobbe s’ accesse in ira contro a Rachele , e disse : Sono io in luogo di Dio , il qual t’ ha dinegato il frutto del ventre ? Ed ella disse : Ecco Bilha , mia serva ; entra da lei ed ella partorirà sopra le mie ginocchia , ed io ancora avrò progenie da lei . Ed ella diede a Giacobbe Bilha , sua serva , per moglie , ed egli entrò da lei . E Bilha concepette , e partorì un figliuolo a Giacobbe . E Rachele disse : Iddio mi ha fatto ragione , ed ha eziandio ascoltata la mia voce , e mi ha dato un figliuolo ; perciò ella gli pose nome Dan . E Bilha , serva di Rachele , concepette ancora , e partorì un secondo figliuolo a Giacobbe . E Rachele disse : Io ho lottate le lotte di Dio con la mia sorella ; ed anche ho vinto ; perciò pose nome a quel figliuolo Neftali . E Lea , veggendo ch’ era restata di partorire , prese Zilpa , sua serva , e la diede a Giacobbe per moglie . E Zilpa , serva di Lea , partorì un figliuolo a Giacobbe . E Lea disse : Buona ventura è giunta ; e pose nome a quel figliuolo Gad . Poi Zilpa , serva di Lea , partorì un secondo figliuolo a Giacobbe . E Lea disse : Quest’ è per farmi beata ; conciossiachè le donne mi chiameranno beata ; perciò ella pose nome a quel figliuolo Aser . Or Ruben andò fuori al tempo della ricolta de’ grani , e trovò delle mandragole per i campi , e le portò a Lea , sua madre . E Rachele disse a Lea : Deh ! dammi delle mandragole del tuo figliuolo . Ed ella le disse : È egli poco che tu mi abbi tolto il mio marito , che tu mi vuoi ancora togliere le mandragole del mio figliuolo ? E Rachele disse : Or su , giacciasi egli questa notte teco per le mandragole del tuo figliuolo . E come Giacobbe se ne veniva in su la sera da’ campi , Lea gli uscì incontro , e gli disse : Entra da me ; perciocchè io ti ho tolto a prezzo per le mandragole del mio figliuolo . Egli adunque si giacque con lei quella notte . E Iddio esaudì Lea , talchè ella concepette , e partorì il quinto figliuolo a Giacobbe . Ed ella disse : Iddio mi ha dato il mio premio , di ciò che io diedi la mia serva al mio marito ; e pose nome a quel figliuolo Issacar . E Lea concepette ancora , e partorì il sesto figliuolo a Giacobbe . E Lea disse : Iddio mi ha dotata d’ una buona dote ; questa volta il mio marito abiterà meco , poichè io gli ho partoriti sei figliuoli ; e pose nome a quel figliuolo Zabulon . Poi partorì una figliuola , e le pose nome Dina . E Iddio si ricordò di Rachele , e l’ esaudì , e le aperse la matrice . Ed ella concepette , e partorì un figliuolo ; e disse : Iddio ha tolto via il mio obbrobrio . E pose nome a quel figliuolo Giuseppe , dicendo : Il Signore mi aggiunga un altro figliuolo . E , dopo che Rachele ebbe partorito Giuseppe , Giacobbe disse a Labano : Dammi licenza , acciocchè io me ne vada al mio luogo , ed al mio paese . Dammi le mie mogli , per le quali io ti ho servito , ed i miei figliuoli ; acciocchè io me ne vada ; perciocchè tu sai il servigio che io t’ ho renduto . E Labano gli disse : Deh ! se pure ho trovato grazia appo te : Io ho veduto che il Signore mi ha benedetto per cagion tua . Poi disse : Significami appunto qual salario mi ti converrà dare , ed io te lo darò . Ed egli gli disse : Tu sai come io ti ho servito , e quale è divenuto il tuo bestiame meco . Perciocchè poco era quello che tu avevi , avanti che io venissi ; ma ora egli è cresciuto sommamente ; e il Signore ti ha benedetto per lo mio governo ; ed ora quando mi adopererò io ancora per la mia famiglia ? Ed egli disse : Che ti darò io ? E Giacobbe disse : Non darmi nulla ; se tu mi fai questo , io tornerò a pasturare , ed a guardar le tue pecore . Io passerò oggi per mezzo tutte le tue gregge , levandone , d’ infra le pecore , ogni agnello macchiato e vaiolato ; e ogni agnello di color fosco ; e , d’ infra le capre , le vaiolate e le macchiate ; e tal sarà da ora innanzi il mio salario . Così da questo dì innanzi , quando tu mi contenderai il mio salario , la mia giustizia risponderà per me nel tuo cospetto ; tutto ciò che non sarà macchiato o vaiolato fra le capre , e di color fosco fra le pecore , e sarà trovato appo me , sarà furto . E Labano disse : Ecco , sia come tu hai detto . Ed in quel dì mise da parte i becchi , e i montoni macchiati e vaiolati ; e tutte le capre macchiate e vaiolate ; e tutte quelle in cui era alcuna macchia bianca ; e , d’ infra le pecore , tutte quelle ch’ erano di color fosco ; e le mise tra le mani de’ suoi figliuoli . E frappose il cammino di tre giornate fra sè e Giacobbe . E Giacobbe pasturava il rimanente delle gregge di Labano . E Giacobbe prese delle verghe verdi di pioppo , di nocciuolo , e di castagno ; e vi fece delle scorzature bianche , scoprendo il bianco ch’ era nelle verghe . Poi piantò le verghe ch’ egli avea scorzate , dinanzi alle gregge , ne’ canali dell’ acqua , e negli abbeveratoi , ove le pecore venivano a bere ; e le pecore entravano in calore quando venivano a bere . Le pecore adunque e le capre entravano in calore , vedendo quelle verghe ; onde figliavano parti vergati , macchiati , e viaolati . Poi , come Giacobbe avea spartiti gli agnelli , faceva volger gli occhi alle pecore delle gregge di Labano , verso le vaiolate , e verso tutte quelle ch’ erano di color fosco ; e metteva le sue gregge da parte , e non le metteva di rincontro alle pecore di Labano . E ogni volta che le pecore primaiuole entravano in calore , Giacobbe metteva quelle verghe ne’ canali , alla vista delle pecore e delle capre ; acciocchè entrassero in calore , alla vista di quelle verghe . Ma , quando le pecore erano serotine , egli non ve le poneva ; e così le pecore serotine erano di Labano , e le primaiuole di Giacobbe . E quell’ uomo crebbe sommamente in facoltà , ed ebbe molte gregge , e servi , e serve , e cammelli , ed asini . OR egli udì le parole de’ figliuoli di Labano , che dicevano : Giacobbe ha tolto a nostro padre tutto il suo avere ; e di quello ch’ era di nostra padre , egli ha acquistata tutta questa dovizia . Giacobbe ancora vide che la faccia di Labano non era verso lui qual soleva esser per addietro . E il Signore disse a Giacobbe : Ritornatene al paese de’ tuoi , ed al tuo luogo natio , ed io sarò teco . E Giacobbe mandò a chiamar Rachele e Lea , a’ campi , presso della sua greggia . E disse loro : Io veggo che la faccia di vostro padre non è inverso me qual soleva esser per addietro ; e pur l’ Iddio di mio padre è stato meco . E voi sapete che ho servito a vostro padre di tutto il mio potere . Ma egli mi ha ingannato , e m’ ha cambiato il mio salario dieci volte ; ma Iddio non gli ha permesso di farmi alcun danno . Se egli diceva così : Le macchiate saranno il tuo salario , tutta la greggia figliava parti macchiati ; e se diceva così : Le vergate saranno il tuo salario , tutta la greggia figliava parti vergati . E Iddio ha tolto il bestiame a vostro padre , e me lo ha dato . Ed avvenne una volta , al tempo che le pecore entrano in calore , che io alzai gli occhi , e vidi in sogno che i becchi ed i montoni che ammontavano le pecore e le capre , erano vergati , macchiati e grandinati . E l’ angelo di Dio mi disse in sogno : Giacobbe . Ed io dissi : Eccomi . Ed egli disse : Alza ora gli occhi , e vedi tutti i becchi e i montoni , che ammontano le capre e le pecore , come son tutti vergati , macchiati , e grandinati ; perciocchè io ho veduto tutto quello che Labano ti fa . Io son l’ Iddio di Betel , dove tu ugnesti quel piliere , e dove tu mi facesti quel voto ; ora levati , e partiti di questo paese , e ritornatene nel tuo natio paese . E Rachele e Lea risposero , e dissero : Abbiamo noi più alcuna parte od eredità in casa di nostro padre ? Non fummo noi da lui reputate straniere , quando egli ci vendette ? ed oltre a ciò egli ha tutti mangiati i nostri danari . Conciossiachè tutte queste facoltà che Iddio ha tolte a nostro padre , già fosser nostre e de’ nostri figliuoli ; ora dunque fa’ pur tutto quello che Iddio ti ha detto . E Giacobbe si levò , e mise i suoi figliuoli e le sue mogli in su de’ cammelli . E ne menò tutto il suo bestiame , e tutte le sue facoltà ch’ egli avea acquistate ; il bestiame ch’ egli avea acquistato in Paddan-aram per venirsene nel paese di Canaan , ad Isacco suo padre . Or Labano se n’ era andato a tondere le sue pecore ; e Rachele rubò gl’ idoli di suo padre . E Giacobbe si partì furtivamente da Labano , Sirio ; perciocchè egli non gliel dichiarò ; conciossiachè egli se ne fuggisse . Egli adunque se ne fuggì , con tutto quello ch’ egli avea ; e si levò , e passò il Fiume , e si dirizzò verso il monte di Galaad . E il terzo giorno appresso fu rapportato a Labano , che Giacobbe se n’ era fuggito . Allora egli prese seco i suoi fratelli , e lo perseguì per sette giornate di cammino ; e lo raggiunse al monte di Galaad . Ma Iddio venne a Labano , Sirio , in sogno di notte , e gli disse : Guardati che tu non venga a parole con Giacobbe , nè in bene , nè in male . Labano adunque raggiunse Giacobbe . E Giacobbe avea tesi i suoi padiglioni in sul monte ; e Labano , co’ suoi fratelli , tese parimente i suoi nel monte di Galaad . E Labano disse a Giacobbe : Che hai tu fatto , partendoti da me furtivamente , e menandone le mie figliuole come prigioni di guerra ? Perchè ti sei fuggito celatamente , e ti sei furtivamente partito da me , e non me l’ hai fatto assapere ? ed io ti avrei accommiatato con allegrezza e con canti , con tamburi e con cetere . E non mi hai pur permesso di baciare i miei figliuoli e le mie figliuole ; ora tu hai stoltamente fatto . E’ sarebbe in mio potere di farvi del male ; ma l’ Iddio del padre vostro mi parlò la notte passata , dicendo : Guardati che tu non venga a parole con Giacobbe , nè in bene , nè in male . Ora dunque , siitene pure andato , poichè del tutto bramavi la casa di tuo padre ; ma , perchè hai tu rubati i miei dii ? E Giacobbe rispose , e disse a Labano : Io me ne son così andato , perchè io avea paura ; perciocchè io diceva che mi conveniva guardar che talora tu non rapissi le tue figliuole d’ appresso a me . Colui , appo il quale tu avrai trovati i tuoi dii , non sia lasciato vivere ; riconosci , in presenza de’ nostri fratelli , se vi è nulla del tuo appo me , e prenditelo . Or Giacobbe non sapeva che Rachele avesse rubati quegl’ iddii . Labano adunque entrò nel padiglione di Giacobbe , e nel padiglione di Lea , e nel padiglione delle due serve , e non li trovò ; ed uscito del padiglione di Lea , entrò nel padiglione di Rachele . Ma Rachele avea presi quegl’ idoli , e li avea messi dentro l’ arnese d’ un cammello , e s’ era posta a sedere sopra essi ; e Labano frugò tutto il padiglione , e non li trovò . Ed ella disse a suo padre : Non prenda il mio signore sdegno , ch’ io non posso levarmi su davanti a te ; perciocchè io ho quello che sogliono aver le donne . Egli adunque investigò , ma non trovò quegl’ idoli . E Giacobbe si adirò , e contese con Labano , e gli parlò , e gli disse : Qual misfatto , o qual peccato ho io commesso , che tu mi abbi così ardentemente perseguito ? Poichè tu hai frugate tutte le mie masserizie , che hai tu trovato di tutte le masserizie di casa tua ? mettilo qui davanti a’ tuoi e miei fratelli , acciocchè giudichino chi di noi due ha ragione . Già son vent’ anni ch’ io sono stato teco ; le tue pecore e le tue capre non hanno disperduto , ed io non ho mangiati i montoni della tua greggia . Io non ti ho portato ciò ch’ era lacerato ; io l’ ho pagato ; tu me lo hai ridomandato : come ancora se alcuna cosa era stata rubata di giorno o di notte . Io mi son portato in maniera che il caldo mi consumava di giorno , e di notte il gelo , e il sonno mi fuggiva dagli occhi . Già son vent’ anni ch’ io sono in casa tua , io ti ho servito quattordici anni per le tue due figliuole , e sei anni per le tue pecore ; e tu mi hai mutato il mio salario dieci volte . Se l’ Iddio di mio padre , l’ Iddio di Abrahamo , e il terrore d’ Isacco , non fosse stato meco , certo tu mi avresti ora rimandato voto . Iddio ha veduta la mia afflizione , e la fatica delle mie mani : e però la notte passata ne ha data la sentenza . Labano rispose a Giacobbe , e gli disse : Queste figliuole son mie figliuole , e questi figliuoli son miei figliuoli , e queste pecore son mie pecore , e tutto quello che tu vedi è mio ; e che farei io oggi a queste mie figliuole , ovvero a’ lor figliuoli che esse hanno partoriti ? Ora dunque , vieni , facciam patto insieme , tu ed io ; e sia ciò per testimonianza fra me e te . E Giacobbe prese una pietra , e la rizzò per un piliere . E Giacobbe disse a’ suoi fratelli : Raccogliete delle pietre . Ed essi presero delle pietre , e ne fecero un mucchio , e mangiarono quivi . E Labano chiamò quel mucchio Iegar-sahaduta ; e Giacobbe gli pose nome Galed . E Labano disse : Questo mucchio è oggi testimonio fra me e te ; perciò fu nominato Galed : ed anche Mispa ; perciocchè Labano disse : Il Signore riguardi fra te e me , quando non ci potremo vedere l’ un l’ altro . Se tu affliggi le mie figliuole , ovvero , se tu prendi altre mogli oltre alle mie figliuole , non un uomo è testimonio fra noi ; vedi : Iddio è testimonio fra me e te . Labano , oltre a ciò , disse a Giacobbe : Ecco questo mucchio che io ho ammonticchiato , ed ecco questo piliere fra me e te . Questo mucchio sarà testimonio , e questo piliere ancora sarà testimonio , che nè io non passerò questo mucchio per andare a te , nè tu non passerai questo mucchio e questo piliere , per venire a me , per male . L’ Iddio di Abrahamo , e l’ Iddio di Nahor , l’ Iddio del padre loro , sieno giudici fra noi . Ma Giacobbe giurò per lo terrore d’ Isacco , suo padre . E Giacobbe sacrificò un sacrificio in su quel monte , e chiamò i suoi fratelli a mangiar del pane . Essi adunque mangiarono del pane , e dimorarono quella notte in su quel monte . E la mattina , Labano si levò a buon’ ora , e baciò le sue figliuole , e i suoi figliuoli , e li benedisse . Poi se ne andò , e ritornò al suo luogo . E GIACOBBE andò al suo cammino ; ed egli scontrò degli Angeli di Dio . E come Giacobbe li vide , disse : Quest’ è un campo di Dio : perciò pose nome a quel luogo Mahanaim . E Giacobbe mandò davanti a sè dei messi ad Esaù , suo fratello , nel paese di Seir , territorio di Edom . E diede loro quest’ ordine : Dite così ad Esaù , mio signore : Così ha detto il tuo servitore Giacobbe : Io sono stato forestiere appo Labano , e vi son dimorato infino ad ora . Ed ho buoi , ed asini , e pecore , e servi , e serve ; e mando significandolo al mio signore , per ritrovar grazia appo te . E i messi se ne ritornarono a Giacobbe , e gli dissero : Noi siamo andati ad Esaù , tuo fratello ; ed egli altresì ti viene incontro , menando seco quattrocent’ uomini . E Giacobbe temette grandemente , e fu angosciato ; e spartì la gente ch’ era seco , e le gregge , e gli armenti , e i cammelli in due schiere . E disse : Se Esaù viene ad una delle schiere , e la percuote , l’ altra scamperà . Poi Giacobbe disse : O Dio di Abrahamo , mio padre , e Dio parimente d’ Isacco , mio padre ; o Signore , che mi dicesti : Ritorna al tuo paese , ed al tuo luogo natio , ed io ti farò del bene , io son piccolo appo tutte le benignità , e tutta la lealtà che tu hai usata inverso il tuo servitore ; perciocchè io passai questo Giordano col mio bastone solo , ed ora son divenuto due schiere . Liberami , ti prego , dalle mani del mio fratello , dalle mani di Esaù ; perciocchè io temo di lui , che talora egli non venga , e mi percuota , madre e figliuoli insieme . E pur tu hai detto : Per certo io ti farò del bene , e farò che la tua progenie sarà come la rena del mare , la qual non si può annoverare per la sua moltitudine . Ed egli dimorò quivi quella notte ; e prese di ciò che gli venne in mano per farne un presente ad Esaù , suo fratello ; cioè dugento capre , e venti becchi ; dugento pecore , e venti montoni ; trenta cammelle allattanti , insieme co’ lor figli ; quaranta vacche , e dieci giovenchi ; venti asine , e dieci puledri d’ asini . E diede ciascuna greggia da parte in mano ai suoi servitori ; e disse loro : Passate davanti a me , e fate che vi sia alquanto spazio fra una greggia e l’ altra . E diede quest’ ordine al primo : Quando Esaù , mio fratello , ti scontrerà , e ti domanderà : Di cui sei tu ? e dove vai ? e di cui son questi animali che vanno davanti a te ? di’ : Io son del tuo servitore Giacobbe ; quest’ è un presente mandato al mio signore Esaù ; ed ecco , egli stesso viene dietro a noi . E diede lo stesso ordine al secondo , ed al terzo , ed a tutti que’ servitori che andavano dietro a quelle gregge ; dicendo : Parlate ad Esaù in questa maniera , quando voi lo troverete . E ditegli ancora : Ecco il tuo servitore Giacobbe dietro a noi . Perciocchè egli diceva : Io lo placherò col presente che va davanti a me ; e poi potrò veder la sua faccia ; forse mi farà egli buona accoglienza . Quel presente adunque passò davanti a lui ; ed egli dimorò quella notte nel campo . Ed egli si levò di notte , e prese le sue due mogli , e le sue due serve , e i suoi undici figliuoli ; e passò il guado di Iabboc . E , dopo che li ebbe presi , ed ebbe loro fatto passare il torrente , fece passare tutto il rimanente delle cose sue . E Giacobbe restò solo ; ed un uomo lottò con lui fino all’ apparir dell’ alba . Ed esso , veggendo che non lo potea vincere , gli toccò la giuntura della coscia ; e la giuntura della coscia di Giacobbe fu smossa , mentre quell’ uomo lottava con lui . E quell’ uomo gli disse : Lasciami andare ; perciocchè già spunta l’ alba . E Giacobbe gli disse : Io non ti lascerò andare , che tu non mi abbi benedetto . E quell’ uomo gli disse : Quale è il tuo nome ? Ed egli disse : Giacobbe . E quell’ uomo gli disse : Tu non sarai più chiamato Giacobbe , anzi Israele ; conciossiachè tu sii stato prode e valente con Dio e con gli uomini , ed abbi vinto . E Giacobbe lo domandò , e gli disse : Deh ! dichiarami il tuo nome . Ed egli disse : Perchè domandi del mio nome ? E quivi lo benedisse . E Giacobbe pose nome a quel luogo Peniel ; perciocchè disse : Io ho veduto Iddio a faccia a faccia ; e pur la vita mi è stata salvata . E il sole gli si levò come fu passato Peniel ; ed egli zoppicava della coscia . Perciò i figliuoli d’ Israele non mangiano fino ad oggi del muscolo della commessura dell’ anca ch’ è sopra la giuntura della coscia ; perciocchè quell’ uomo toccò la giuntura della coscia di Giacobbe , al muscolo della commessura dell’ anca . POI Giacobbe alzò gli occhi , e riguardò ; ed ecco Esaù veniva , menando seco quattrocent’ uomini . Ed egli spartì i fanciulli in tre schiere , sotto Lea , sotto Rachele , e sotto le due serve . E mise le serve e i lor figliuoli davanti ; e Lea e i suoi figliuoli appresso ; e Rachele e Giuseppe gli ultimi . Ed egli passò davanti a loro , e s’ inchinò sette volte a terra , finchè fu presso al suo fratello . Ed Esaù gli corse incontro , e l’ abbracciò , e gli si gittò al collo , e lo baciò ; ed amendue piansero . Ed Esaù alzò gli occhi , e vide quelle donne e que’ fanciulli , e disse : Che ti son costoro ? E Giacobbe disse : Sono i fanciulli che Iddio ha donati al tuo servitore . E le serve si accostarono , coi loro figliuoli , e s’ inchinarono . Poi Lea si accostò , co’ suoi figliuoli , e s’ inchinarono . Poi si accostò Giuseppe e Rachele , e si inchinarono . Ed Esaù disse a Giacobbe : Che vuoi far di tutta quell’ oste che io ho scontrata ? Ed egli disse : Io l’ ho mandata per trovar grazia appo il mio signore . Ed Esaù disse : Io ne ho assai , fratel mio ; tienti per te ciò ch’ è tuo . Ma Giacobbe disse : Deh ! no ; se ora io ho trovato grazia appo te , prendi dalla mia mano il mio presente ; conciossiachè per ciò io abbia veduta la tua faccia , il che mi è stato come se avessi veduta la faccia di Dio ; e tu mi hai gradito . Deh ! prendi il mio presente che ti è stato condotto ; perciocchè Iddio mi è stato liberal donatore , ed io ho di tutto . E gli fece forza , sì ch’ egli lo prese . Poi Esaù disse : Partiamoci , ed andiamocene ; ed io ti accompagnerò . Ma Giacobbe gli disse : Ben riconosce il mio signore che questi fanciulli son teneri ; ed io ho le mie pecore e le mie vacche pregne ; e se sono spinte innanzi pure un giorno , tutta la greggia morrà . Deh ! passi il mio signore davanti al suo servitore , ed io mi condurrò pian piano , al passo di questo bestiame ch’ è davanti a me , e di questi fanciulli , finchè io arrivi al mio signore in Seir . Ed Esaù disse : Deh ! lascia che io faccia restar teco della gente ch’ è meco . Ma Giacobbe disse : Perchè questo ? lascia che io ottenga questa grazia dal mio signore . Esaù adunque in quel dì se ne ritornò verso Seir , per lo suo cammino . E Giacobbe partì , e venne in Succot , e si edificò una casa , e fece delle capanne per lo suo bestiame ; perciò pose nome a quel luogo Succot . Poi Giacobbe arrivò sano e salvo nella città di Sichem , nel paese di Canaan , tornando di Paddan-aram ; e tese i suoi padiglioni davanti alla città . E comperò da’ figliuoli d’ Hemor , padre di Sichem , per cento pezze di moneta , la parte del campo , ove avea tesi i suoi padiglioni . E rizzò un altare , e lo nominò Iddio , l’ Iddio d’ Israele . OR Dina , figliuola di Lea , la quale ella avea partorita a Giacobbe , uscì fuori , per veder le donne del paese . E Sichem , figliuolo d’ Hemor , Hivveo , principe del paese , vedutala , la rapì , e si giacque con lei , e la sforzò . E l’ animo suo si apprese a Dina , figliuola di Giacobbe ; ed amò quella giovane , e la racconsolò . Poi disse ad Hemor , suo padre : Prendimi questa giovane per moglie . E Giacobbe intese che Sichem avea contaminata Dina , sua figliuola ; ed essendo i suoi figliuoli a’ campi col suo bestiame , Giacobbe si tacque finchè fosser venuti . Ed Hemor , padre di Sichem , venne a Giacobbe , per parlarne con lui . E quando i figliuoli di Giacobbe ebbero inteso il fatto , se ne vennero da’ campi ; e quegli uomini furono addolorati , e gravemente adirati , che colui avesse commessa villania in Israele , giacendosi con la figliuola di Giacobbe ; il che non si conveniva fare . Ed Hemor parlò con loro , dicendo : Sichem , mio figliuolo , ha posto il suo amore alla figliuola di casa vostra ; deh ! dategliela per moglie . Ed imparentatevi con noi ; dateci le vostre figliuole , e prendetevi le nostre . Ed abitate con noi ; e il paese sarà a vostro comando ; dimoratevi , e trafficatevi , ed acquistate delle possessioni in esso . Sichem ancora disse al padre ed a’ fratelli di essa : Lasciate che io trovi grazia appo voi ; ed io darò ciò che mi direte . Imponetemi pur gran dote e presenti , ed io li darò , secondo che mi direte ; e datemi la fanciulla per moglie . E i figliuoli di Giacobbe risposero a Sichem , e ad Hemor suo padre , con inganno , e lo trattennero con parole ; perciocchè egli avea contaminata Dina , lor sorella . E disser loro : Noi non possiam far questa cosa , di dar la nostra sorella ad un uomo incirconciso ; perciocchè il prepuzio ci è cosa vituperosa . Ma pur vi compiaceremo con questo , che voi siate come noi , circoncidendosi ogni maschio d’ infra voi . Allora noi vi daremo le nostre figliuole , e ci prenderemo le vostre , ed abiteremo con voi , e diventeremo uno stesso popolo . Ma se voi non ci acconsentite di circoncidervi , noi prenderemo la nostra fanciulla , e ce ne andremo . E le lor parole piacquero ad Hemor , ed a Sichem figliuolo d’ Hemor . E quel giovane non indugiò il far questa cosa ; perciocchè egli portava affezione alla figliuola di Giacobbe ; ed egli era il più onorato di tutta la casa di suo padre . Ed Hemor , e Sichem suo figliuolo , vennero alla porta della città , e parlarono agli uomini della lor città , dicendo : Questi uomini vivono pacificamente con noi , e dimoreranno nel paese , e vi trafficheranno ; ed ecco il paese è ampio assai per loro ; e noi ci prenderemo le lor figliuole per mogli , e daremo loro le nostre . Ma pure a questi patti ci compiaceranno di abitar con noi , per diventare uno stesso popolo , che ogni maschio d’ infra noi sia circonciso , siccome essi son circoncisi . Il lor bestiame , e le lor facoltà , e tutte le lor bestie non saranno elle nostre ? compiacciamo pur loro , ed essi abiteranno con noi . E tutti quelli che uscivano per la porta della lor città , acconsentirono loro ; e ogni maschio d’ infra tutti quelli che uscivano per la porta della lor città , fu circonciso . E al terzo giorno , mentre essi erano in dolore , due figliuoli di Giacobbe , Simeone e Levi fratelli di Dina , presa ciascuno la sua spada , assalirono a man salva la città , ed uccisero tutti i maschi . Uccisero ancora Hemor e Sichem suo figliuolo , mettendoli a fil di spada ; e presero Dina della casa di Sichem , e se ne uscirono . Dopo che coloro furono uccisi , sopraggiunsero i figliuoli di Giacobbe , e predarono la città ; perciocchè la lor sorella era stata contaminata . E presero le lor gregge , e i loro armenti , e i loro asini , e ciò ch’ era nella città e per li campi . Così predarono tutte le facoltà de’ Sichemiti , e tutto ciò ch’ era nelle case , e menarono prigioni i lor piccoli figliuoli e le lor mogli . E Giacobbe disse a Simeone ed a Levi : Voi mi avete messo in gran turbamento , rendendomi abbominevole agli abitanti di questo paese , a’ Cananei , ed a’ Ferezei ; laonde , avendo io poca gente , essi si rauneranno contro a me , e mi percoteranno ; e sarò distrutto io e la mia famiglia . Ed essi dissero : Avrebbe egli fatto della nostra sorella come d’ una meretrice ? E IDDIO disse a Giacobbe : Levati , vattene in Betel , e dimora quivi , e fa’ un altare all’ Iddio che ti apparve quando tu fuggivi per tema di Esaù , tuo fratello . E Giacobbe disse alla sua famiglia , ed a tutti coloro ch’ erano con lui : Togliete via gl’ iddii stranieri che son fra voi , e purificatevi , e cambiatevi i vestimenti . E noi ci leveremo , ed andremo in Betel ; ed io farò quivi un altare all’ Iddio che mi ha risposto al giorno della mia angoscia , ed è stato meco per lo viaggio che io ho fatto . Ed essi diedero a Giacobbe tutti gl’ iddii degli stranieri , ch’ erano nelle lor mani , e i monili che aveano agli orecchi ; e Giacobbe il nascose sotto la quercia , ch’ è vicina a Sichem . Poi si partirono . E il terror di Dio fu sopra le città ch’ erano d’ intorno a loro ; laonde non perseguirono i figliuoli di Giacobbe . E Giacobbe , con tutta la gente ch’ era con lui , giunse a Luz , ch’ è nel paese di Canaan , la quale è Betel . Ed edificò quivi un altare , e nominò quel luogo : L’ Iddio di Betel ; perciocchè quivi gli apparve Iddio , quando egli si fuggiva per tema del suo fratello . E Debora , balia di Rebecca , morì , e fu seppellita al disotto di Betel , sotto una quercia , la quale Giacobbe nominò : Quercia di pianto . E Iddio apparve ancora a Giacobbe , quando egli veniva di Paddan-aram , e lo benedisse . E Iddio gli disse : Il tuo nome è Giacobbe : tu non sarai più nominato Giacobbe , anzi il tuo nome sarà Israele ; e gli pose nome Israele . Oltre a ciò Iddio gli disse : Io son l’ Iddio Onnipotente ; cresci e moltiplica ; una nazione , anzi una raunanza di nazioni , verrà da te , e re usciranno da’ tuoi lombi . Ed io donerò a te , ed alla tua progenie dopo te , il paese che io diedi ad Abrahamo e ad Isacco . Poi Iddio risalì d’ appresso a lui , nel luogo stesso dove egli avea parlato con lui . E Giacobbe rizzò un piliere di pietra nel luogo ove Iddio avea parlato con lui ; e versò sopra esso una offerta da spandere , e vi sparse su dell’ olio . Giacobbe adunque pose nome Betel a quel luogo , dove Iddio avea parlato con lui . Poi Giacobbe , co’ suoi , partì di Betel ; e , restandovi ancora alquanto spazio di paese per arrivare in Efrata , Rachele partorì , ed ebbe un duro parto . E , mentre penava a partorire , la levatrice le disse : Non temere ; perciocchè eccoti ancora un figliuolo . E , come l’ anima sua si partiva perciocchè ella morì , ella pose nome a quel figliuolo : Ben-oni ; ma suo padre lo nominò Beniamino . E Rachele morì , e fu seppellita nella via d’ Efrata , ch’ è Bet-lehem . E Giacobbe rizzò una pila sopra la sepoltura di essa . Quest’ è la pila della sepoltura di Rachele , che dura infino al dì d’ oggi . E Israele si partì , e tese i suoi padiglioni di là da Migdal-eder . Ed avvenne , mentre Israele abitava in quel paese , che Ruben andò , e si giacque con Bilha , concubina di suo padre ; e Israele lo intese . Or i figliuoli di Giacobbe furono dodici . I figliuoli di Lea furono Ruben , primogenito di Giacobbe , e Simeone e Levi , e Giuda , ed Issacar , e Zabulon . E i figliuoli di Rachele furono Giuseppe e Beniamino . E i figliuoli di Bilha , serva di Rachele , furono Dan e Neftali . E i figliuoli di Zilpa , serva di Lea , furono Gad ed Aser . Questi sono i figliuoli di Giacobbe , i quali gli nacquero in Paddan-aram . E Giacobbe arrivò ad Isacco , suo padre , in Mamre , nella città di Arba , ch’ è Hebron , ove Abrahamo ed Isacco erano dimorati . Or il tempo della vita d’ Isacco fu di centottant’ anni . Poi Isacco trapassò , e morì , e fu raccolto a’ suoi popoli , vecchio e sazio di giorni . Ed Esaù e Giacobbe , suoi figliuoli , lo seppellirono . OR queste sono le generazioni di Esaù , che è Edom . Esaù prese le sue mogli d’ infra le figliuole de’ Cananei ; Ada , figliuola di Elon Hitteo ; ed Oholibama , figliuola di Ana , e figliuola di Sibon Hivveo ; e Basemat , figliuola d’ Ismaele , sorella di Nebaiot . E Ada partorì ad Esaù Elifaz ; e Basemat partorì Reuel . Ed Oholibama partorì Ieus , e Ialam , e Cora . Questi sono i figliuoli di Esaù , che gli nacquero nel paese di Canaan . Ed Esaù prese le sue mogli , ed i suoi figliuoli , e le sue figliuole , e tutte le persone di casa sua , e le sue gregge , e tutte le sue bestie , e tutte le sue facoltà , che egli avea acquistate nel paese di Canaan ; ed andò nel paese , lungi da Giacobbe , suo fratello . Perciocchè le lor facoltà erano troppo grandi , per poter dimorare insieme ; e il paese , nel quale abitavano come forestieri , non li poteva comportare per cagion de’ lor bestiami . Ed Esaù abitò nella montagna di Seir . Esaù è Edom . E queste sono le generazioni di Esaù , padre degl’ Idumei , nella montagna di Seir . Questi sono i nomi de’ figliuoli di Esaù : Elifaz , figliuolo di Ada , moglie di Esaù ; e Reuel , figliuolo di Basemat , moglie di Esaù . E i figliuoli di Elifaz furono Teman , Omar , Sefo , Gatam , e Chenaz . E Timna fu concubina d’ Elifaz , figliuolo di Esaù , e gli partorì Amalec . Questi furono i figliuoli di Ada moglie di Esaù . E questi furono i figliuoli di Reuel : Nahat , e Zera , e Samma , e Mizza . Questi furono i figliuoli di Basemat , moglie di Esaù . E questi furono i figliuoli d’ Oholibama figliuola di Ana , figliuola di Sibon , moglie di Esaù . Ella partorì ad Esaù Ieus , Ialam e Cora . Questi sono i duchi de’ figliuoli di Esaù : de’ figliuoli di Elifaz , primogenito di Esaù , il duca Teman , il duca Omar , il duca Sefo , il duca Chenaz ; il duca Cora , il duca Gatam , il duca Amalec . Questi furono i duchi della linea di Elifaz , nel paese degl’ Idumei . Essi furono dei figliuoli di Ada . E questi furono i duchi de’ figliuoli di Reuel , figliuolo di Esaù : il duca Nahat , il duca Zera , il duca Samma , il duca Mizza . Questi furono i duchi della linea di Reuel , nel paese degl’ Idumei . Questi furono de’ figliuoli di Basemat , moglie di Esaù . E questi furono de’ figliuoli di Oholibama , moglie di Esaù : il duca Ieus , il duca Ialam , il duca Cora . Questi furono i duchi de’ figliuoli di Oholibama , figliuola di Ana , moglie di Esaù . Questi furono i figliuoli di Esaù , che è Edom ; e questi furono i duchi d’ infra loro . Questi furono i figliuoli di Seir Horeo , i quali abitavano in quel paese cioè : Lotan , e Sobal , e Sibon , ed Ana ; e Dison , ed Eser , e Disan . Questi furono i duchi degli Horei , figliuoli di Seir , nel paese degl’ Idumei . E i figliuoli di Lotan furono Hori , ed Hemam ; e la sorella di Lotan fu Timna . E questi furono i figliuoli di Sobal , cioè : Alvan , e Manahat , ed Ebal , e Sefo , ed Onam . E questi furono i figliuoli di Sibon : Aia , ed Ana . Questo Ana fu colui che trovò le acque calde nel deserto , mentre pasturava gli asini di Sibon , suo padre . E questi furono i figliuoli di Ana : Dison , ed Oholibama , figliuola di Ana . E questi furono i figliuoli di Dison : Hemdan , ed Esban , ed Itran , e Cheran . Questi furono i figliuoli di Eser , cioè : Bilhan , e Zaavan , ed Aran . Questi furono i figliuoli di Dison , cioè : Us , ed Aran . Questi furono i duchi degli Horei : il duca Lotan , il duca Sobal , il duca Sibon , il duca Ana ; il duca Dison , il duca Eser , il duca Disan . Questi furono i duchi degli Horei , secondo il numero de’ lor duchi nel paese di Seir . E questi furono i re , che regnarono nel paese d’ Idumea , avanti che re alcuno regnasse sopra i figliuoli d’ Israele . Bela , figliuolo di Beor , regnò in Idumea ; e il nome della sua città era Dinhaba . E , morto Bela , Iobab , figliuolo di Zera , da Bosra , regnò in luogo suo . E , morto Iobab , Husam , del paese de’ Temaniti , regnò in luogo suo . E , morto Husam , Hadad , figliuolo di Bedad , il qual percosse i Madianiti nel territorio di Moab , regnò in luogo suo ; e il nome della sua città era Avit . E , morto Hadad , Samla , da Masreca , regnò in luogo suo . E , morto Samla , Saul , da Rehobot del Fiume , regnò in luogo suo . E , morto Saul , Baal-hanan , figliuolo di Acbor , regnò in luogo suo . E , morto Baal-hanan , figliuolo di Acbor , Hadar regnò in luogo suo ; il nome della cui città era Pau e il nome della sua moglie era Mehetabeel , figliuola di Matred , figliuola di Mezahab . E questi sono i nomi de’ duchi di Esaù , per le lor famiglie , secondo i lor luoghi , nominati de’ loro nomi : il duca Timna , il duca Alva , il duca Ietet ; il duca Oholibama , il duca Ela , il duca Pinon ; il duca Chenaz , il duca Teman , il duca Mibsar ; il duca Magdiel , e il duca Iram . Questi furono i duchi degl’ Idumei , spartiti secondo le loro abitazioni , nel paese della lor possessione . Così Esaù fu padre degl’ Idumei . OR Giacobbe abitò nel paese dove suo padre era andato peregrinando , nel paese di Canaan . E le generazioni di Giacobbe furono quelle . Giuseppe , essendo giovane , d’ età di diciassette anni , pasturava le gregge , coi suoi fratelli , co’ figliuoli di Bilha , e coi figliuoli di Zilpa , mogli di suo padre . Ed egli rapportava al padre loro la mala fama che andava attorno di loro . Or Israele amava Giuseppe più che tutti gli altri suoi figliuoli ; perciocchè gli era nato nella sua vecchiezza , e gli fece una giubba vergata . E i suoi fratelli , veggendo che il padre loro l’ amava più che tutti i suoi fratelli , l’ odiavano , e non potevano parlar con lui in pace . E Giuseppe sognò un sogno , ed egli lo raccontò a’ suoi fratelli ; ed essi l’ odiarono vie maggiormente . Egli adunque disse loro : Deh ! udite questo sogno che io ho sognato . Ecco , noi legavamo i covoni in mezzo di un campo ; ed ecco , il mio covone si levò su , ed anche si tenne ritto ; ed ecco , i vostri covoni furon d’ intorno al mio covone , e gli s’ inchinarono . E i suoi fratelli gli dissero : Regneresti tu pur sopra noi ? signoreggeresti tu pur sopra noi ? Essi adunque l’ odiarono vie maggiormente per i suoi sogni , e per le sue parole . Ed egli sognò ancora un altro sogno , e lo raccontò a’ suoi fratelli , dicendo : Ecco , io ho sognato ancora un sogno : ed ecco , il sole , e la luna , ed undici stelle , mi s’ inchinavano . Ed egli lo raccontò a suo padre , e a’ suoi fratelli . E suo padre lo sgridò , e gli disse : Quale è questo sogno che tu hai sognato ? avremo noi , io , e tua madre , e i tuoi fratelli , pure a venire ad inchinarci a te a terra ? E i suoi fratelli gli portavano invidia ; ma suo padre riserbava appo sè queste parole . Or i suoi fratelli andarono a pasturar le gregge del padre loro in Sichem . Ed Israele disse a Giuseppe : I tuoi fratelli non pasturano essi in Sichem ? Vieni , ed io ti manderò a loro . Ed egli disse : Eccomi . Ed esso gli disse : Or va’ , e vedi se i tuoi fratelli , e le gregge , stanno bene , e rapportamelo . Così lo mandò dalla valle di Hebron ; ed egli venne in Sichem . Ed un uomo lo trovò ch’ egli andava errando per li campi ; e quell’ uomo lo domandò , e gli disse : Che cerchi ? Ed egli disse : Io cerco i miei fratelli ; deh ! insegnami dove essi pasturano . E quell’ uomo gli disse : Essi son partiti di qui ; perciocchè io li udii che dicevano : Andamocene in Dotain . Giuseppe adunque andò dietro a’ suoi fratelli , e li trovò in Dotain . Ed essi lo videro da lungi ; ed avanti che si appressasse a loro , macchinarono contro a lui , per ucciderlo . E dissero l’ uno all’ altro : Ecco cotesto sognatore viene . Ora dunque venite , ed uccidiamolo ; e poi gittiamolo in una di queste fosse ; e noi diremo che una mala bestia l’ ha divorato ; e vedremo che diverranno i suoi sogni . Ma Ruben , udendo questo , lo riscosse dalle lor mani , e disse : Non percotiamolo a morte . Ruben ancora disse loro : Non ispandete il sangue ; gittatelo in quella fossa ch’ è nel deserto , ma non gli mettete la mano addosso ; per riscuoterlo dalle lor mani e per rimenarlo a suo padre . E , quando Giuseppe fu venuto a’ suoi fratelli , essi lo spogliarono della sua giubba , di quella giubba vergata ch’ egli avea indosso . Poi lo presero , e lo gittarono in quella fossa : or la fossa era vota , e non vi era acqua alcuna dentro . Poi si assettarono per prender cibo , ed alzarono gli occhi , e videro una carovana d’ Ismaeliti che veniva di Galaad , i cui cammelli erano carichi di cose preziose , di balsamo e di mirra ; ed essi andavano per portar quelle cose in Egitto . E Giuda disse a’ suoi fratelli : Che guadagno faremo , quando avremo ucciso il nostro fratello , ed avremo occultato il suo sangue ? Venite , vendiamolo a cotesti Ismaeliti , e non mettiamogli la mano addosso ; perciocchè egli è nostro fratello , nostra carne . E i suoi fratelli gli acconsentirono . E come que’ mercatanti Madianiti passavano , essi trassero e fecero salir Giuseppe fuor di quella fossa , e per venti sicli d’ argento lo vendettero a quegl’ Ismaeliti ; ed essi lo menarono in Egitto . Or Ruben tornò alla fossa , ed ecco , Giuseppe non v’ era più ; ed egli stracciò i suoi vestimenti . E tornò a’ suoi fratelli , e disse : Il fanciullo non si trova ; ed io , dove andrò io ? Ed essi presero la giubba di Giuseppe ; e scannarono un becco , e tinsero quella col sangue . E mandarono a portar quella giubba vergata al padre loro , ed a dirgli : Noi abbiam trovata questa giubba : riconosci ora se è la giubba del tuo figliuolo , o no . Ed egli la riconobbe , e disse : Questa è la giubba del mio figliuolo ; una mala bestia l’ ha divorato ; Giuseppe per certo è stato lacerato . E Giacobbe stracciò i suoi vestimenti , e si mise un sacco sopra i lombi , e fece cordoglio del suo figliuolo per molti giorni . E tutti i suoi figliuoli , e tutte le sue figliuole , si levarono per consolarlo ; ma egli rifiutò di esser consolato , e disse : Certo io scenderò con cordoglio al mio figliuolo nel sepolcro . E suo padre lo pianse . E que’ Madianiti , menato Giuseppe in Egitto , lo vendettero a Potifarre , Eunuco di Faraone , Capitan delle guardie . OR avvenne in quel tempo , che Giuda discese d’ appresso a’ suoi fratelli , e si ridusse ad albergare in casa di un uomo Adullamita , il cui nome era Hira . E Giuda vide quivi una figliuola di un uomo Cananeo , il nome del quale era Sua ; ed egli la prese per moglie , ed entrò da lei . Ed ella concepette e partorì un figliuolo , al quale Giuda pose nome Er . Poi ella concepette ancora , e partorì un figliuolo , e gli pose nome Onan . Ed ella partorì ancora un figliuolo , e gli pose nome Sela ; or Giuda era in Chezib , quando ella lo partorì . E Giuda prese una moglie ad Er , suo primogenito , il cui nome era Tamar . Ma Er , primogenito di Giuda , dispiacque al Signore , e il Signore lo fece morire . E Giuda disse ad Onon : Entra dalla moglie del tuo fratello , e sposala per ragion di consanguinità , e suscita progenie al tuo fratello . Ma Onan , sapendo che quella progenie non sarebbe sua , quando entrava dalla moglie del suo fratello , si corrompeva in terra , per non dar progenie al suo fratello . E ciò ch’ egli faceva dispiacque al Signore ; ed egli fece morire ancora lui . E Giuda disse a Tamar , sua nuora : Stattene vedova in casa di tuo padre , finchè Sela , mio figliuolo , sia divenuto grande ; perciocchè egli diceva : E’ si convien provvedere che costui ancora non muoia , come i suoi fratelli . Tamar adunque se ne andò , e dimorò in casa di suo padre . E , dopo molti giorni , morì la figliuola di Sua , moglie di Giuda ; e , dopo che Giuda si fu consolato , salì in Timna , con Hira Adullamita , suo famigliare amico , a’ tonditori delle sue pecore . Ed e’ fu rapportato a Tamar , e detto : Ecco , il tuo suocero sale in Timna , per tonder le sue pecore . Allora ella si levò d’ addosso gli abiti suoi vedovili , e si coperse di un velo , e se ne turò il viso , e si pose a sedere alla porta di Enaim , ch’ è in sulla strada , traendo verso Timna ; perciocchè vedeva che Sela era divenuto grande , e pure ella non gli era data per moglie . E Giuda la vide , e stimò lei essere una meretrice ; conciossiachè ella avesse coperto il viso . E , stornatosi verso lei in su la via , le disse : Deh ! permetti che io entri da te perciocchè egli non sapeva ch’ ella fosse sua nuora . Ed ella gli disse : Che mi darai , perchè tu entri da me ? Ed egli le disse : Io ti manderò un capretto della greggia . Ed ella disse : Mi darai tu un pegno , finchè tu me l’ abbi mandato ? Ed egli disse : Qual pegno ti darò io ? Ed ella disse : Il tuo suggello , e la tua benda , e il tuo bastone che tu hai in mano . Ed egli le diede quelle cose , ed entrò da lei , ed ella concepette di lui . Poi si levò , e se ne andò , e si levò d’ addosso il suo velo , e si rivestì i suoi abiti vedovili . E Giuda mandò il capretto per le mani di quell’ Adullamita , suo famigliare amico , per ritrarre il pegno da quella donna ; ma egli non la trovò . E ne domandò gli uomini del luogo dove era stata , dicendo : Dove è quella meretrice ch’ era alla porta di Enaim in sulla strada ? Ed essi risposero : Qui non è stata alcuna meretrice . Ed egli se ne ritornò a Giuda , e gli disse : Io non ho trovata colei ; ed anche gli uomini di quel luogo mi hanno detto : Qui non è stata alcuna meretrice . E Giuda disse : Tengasi pure il pegno , che talora noi non siamo in isprezzo : ecco , io le ho mandato questo capretto ; ma tu non l’ hai trovata . Or intorno a tre mesi appresso , fu rapportato , e detto a Guida : Tamar , tua nuora , ha fornicato , ed anche ecco , è gravida di fornicazione . E Giuda disse : Menatela fuori , e sia arsa . Come era menata fuori , mandò a dire al suo suocero : Io son gravida di colui al quale appartengono queste cose . Gli mandò ancora a dire : Riconosci ora di cui è questo suggello , e queste bende , e questo bastone . E Giuda riconobbe quelle cose , e disse : Ell’ è più giusta di me ; conciossiachè ella abbia fatto questo , perciocchè io non l’ ho data per moglie a Sela , mio figliuolo . Ed egli non la conobbe più da indi innanzi . Or avvenne che al tempo ch’ ella dovea partorire , ecco , avea due gemelli in corpo . E , mentre partoriva , l’ uno porse la mano ; e la levatrice la prese , e vi legò dello scarlatto sopra , dicendo : Costui è uscito il primo . Ma avvenne ch’ egli ritrasse la mano ; ed ecco , il suo fratello uscì fuori ; e la levatrice disse : Qual rottura hai tu fatta ? la rottura sia sopra te ; e gli fu posto nome Fares . Poi uscì il suo fratello che avea lo scarlatto sopra la mano ; e gli fu posto nome Zara . ORA , essendo stato Giuseppe menato in Egitto , Potifarre , Eunuco di Faraone , Capitan delle guardie , uomo Egizio , lo comperò da quegl’ Ismaeliti , che l’ aveano menato . E il Signore fu con Giuseppe ; e fu uomo che andava prosperando ; e stette in casa del suo signore Egizio . E il suo signore vide che il Signore era con lui , e che il Signore gli prosperava nelle mani tutto ciò ch’ egli faceva . Laonde Giuseppe venne in grazia di esso , e gli serviva ; ed egli lo costituì sopra tutta la sua casa , e gli diede in mano tutto ciò ch’ egli avea . E da che quell’ Egizio l’ ebbe costituito sopra la sua casa , e sopra tutto ciò ch’ egli avea , il Signore benedisse la casa di esso , per amor di Giuseppe ; e la benedizione del Signore fu sopra tutto ciò ch’ egli avea in casa , e ne’ campi . Ed egli rimise nelle mani di Giuseppe tutto ciò ch’ egli avea , e non tenea ragion con lui di cosa alcuna , salvo del suo mangiare . Or Giuseppe era formoso , e di bell’ aspetto . Ed avvenne , dopo queste cose , che la moglie del signore di Giuseppe gli pose l’ occhio addosso , e gli disse : Giaciti meco . Ma egli il ricusò , e disse alla moglie del suo signore : Ecco , il mio signore non tiene ragione meco di cosa alcuna che sia in casa , e mi ha dato in mano tutto ciò ch’ egli ha . Egli stesso non è più grande di me in questa casa , e non mi ha divietato null’ altro che te ; perciocchè tu sei sua moglie ; come dunque farei questo gran male , e peccherei contro a Dio ? E , benchè ella gliene parlasse ogni giorno , non però le acconsentì di giacerlesi allato , per esser con lei . Or avvenne un giorno , che , essendo egli entrato in casa per far sue faccende , e non essendovi alcuno della gente di casa ivi in casa ; ella , presolo per lo vestimento , gli disse : Giaciti meco . Ma egli , lasciatole il suo vestimento in mano , se ne fuggì , e se ne uscì fuori . E , quando ella vide ch’ egli le avea lasciato il suo vestimento in mano , e che se ne era fuggito fuori ; chiamò la gente di casa sua , e disse loro : Vedete , egli ci ha menato in casa un uomo Ebreo per ischernirci ; esso venne a me per giacersi meco ; ma io gridai ad alta voce . E come egli udì che io avea alzata la voce , e gridava , lasciò il suo vestimento appresso a me , e se ne fuggì , e se ne uscì fuori . Ed ella ripose il vestimento di Giuseppe appo sè , finchè il signore di esso fosse tornato in casa sua . Poi gli parlò in questa maniera : Quel servo Ebreo che tu ci menasti venne a me per ischernirmi . Ma , come io ebbi alzata la voce , ed ebbi gridato , egli lasciò il suo vestimento appresso a me , e se ne fuggì fuori . E quando il signore di Giuseppe ebbe intese le parole che sua moglie gli diceva , cioè : Il tuo servo mi ha fatte cotali cose , si accese nell’ ira . E il signore di Giuseppe lo prese , e lo mise nel Torrione , ch’ era il luogo dove i prigioni del re erano incarcerati ; ed egli fu ivi nel Torrione . E il Signore fu con Giuseppe , e spiegò la sua benignità inverso lui , e lo rendette grazioso al carceriere . E il carceriere diede in mano a Giuseppe tutti i prigioni ch’ erano nel Torrione ; ed egli faceva tutto ciò che vi si avea a fare . Il carceriere non riguardava a cosa alcuna ch’ egli avesse nelle mani ; perciocchè il Signore era con lui ; e il Signore prosperava tutto quello ch’ egli faceva . OR , dopo queste cose , avvenne che il coppiere del re di Egitto , e il panattiere , peccarono contro al re di Egitto , lor signore . E Faraone si crucciò gravemente contro a que’ suoi due Eunuchi , cioè : contro al coppier maggiore , e contro al panattier maggiore . E li fece mettere in prigione in casa del Capitan delle guardie , nel Torrione , nello stesso luogo ove Giuseppe era incarcerato . E il Capitan delle guardie commise a Giuseppe d’ esser con loro ; ed egli li serviva . Ed essi furono un anno in prigione . Ed amendue , il coppiere ed il panattiere del re di Egitto , ch’ erano incarcerati nel Torrione , sognarono ciascuno un sogno in una stessa notte , conveniente alla interpretazione che ne fu data a ciascun d’ essi . E Giuseppe , venuto la mattina a loro , li riguardò ; ed ecco , erano conturbati . Ed egli domandò quegli Eunuchi di Faraone , ch’ erano seco in prigione , in casa del suo signore , dicendo : Perchè sono oggi le vostre facce meste ? Ed essi gli dissero : Noi abbiam sognato ciascuno un sogno , e non vi è alcuno che ce lo interpreti . E Giuseppe disse loro : Le interpretazioni non appartengono esse a Dio ? deh ! raccontatemeli . E il coppier maggiore raccontò a Giuseppe il suo sogno , e gli disse : E’ mi pareva nel mio sogno di veder davanti a me una vite . E in quella vite erano tre tralci ; e parve ch’ ella germogliasse , poi che fiorisse , ed in fine che i suoi grappoli maturassero le uve . Ed io avea la coppa di Faraone in mano ; e prendeva quelle uve , e le spremeva nella coppa di Faraone , e dava la coppa in mano a Faraone . E Giuseppe gli disse : Quest’ è l’ interpretazione di cotesto sogno : I tre tralci son tre giorni . Fra qui e tre giorni , Faraone , rivedendo la sua famiglia , ti rassegnerà , e ti rimetterà nel tuo stato ; e tu porgerai in mano a Faraone la sua coppa , secondo il tuo primiero ufficio , quando eri suo coppiere . Ma abbi appo te memoria di me , quando avrai del bene ; ed usa , ti prego , benignità inverso me , e fa’ menzion di me a Faraone , e fa’ che io esca fuor di questa casa . Perciocchè in verità io sono stato rubato dal paese degli Ebrei ; ed anche qui non ho fatto nulla , perchè io dovessi esser messo in questa fossa . E il panattier maggiore , veggendo che Giuseppe avea interpretato il sogno di colui in bene , disse a Giuseppe : A me ancora pareva nel mio sogno di aver tre panieri bianchi in su la testa . E nel più alto paniere vi erano di tutte le vivande di Faraone , di lavoro di fornaio ; e gli uccelli le mangiavano di dentro quel paniere d’ in sul mio capo . E Giuseppe rispose , e disse : Questa è l’ interpretazione di cotesto sogno : I tre panieri son tre giorni . Fra qui e tre giorni , Faraone , rivedendo la sua famiglia , ti casserà e ti torrà il tuo ufficio , e ti farà appiccare ad un legno , e gli uccelli ti mangeranno la carne d’ addosso . Ed egli avvenne il terzo giorno appresso , ch’ era il giorno della natività di Faraone , ch’ egli fece un convito a tutti i suoi servitori ; e trovò fra’ suoi servitori rassegnati , il coppier maggiore , e il panattier maggiore . Ed egli rimise il coppier maggiore nel suo ufficio di coppiere ; ed egli porse la coppa in mano a Faraone . Ma fece appiccare il panattier maggiore , secondo l’ interpretazione che Giuseppe avea lor data . E il coppier maggiore non si ricordò di Giuseppe ; anzi lo dimenticò . ED avvenne , in capo di due anni intieri , che Faraone sognò , e gli pareva di essere presso al fiume . Ed ecco , dal fiume salivano sette vacche di bella apparenza , e grasse , e carnose , e pasturavano nella giuncaia . Poi ecco , dal fiume salivano sette altre vacche di brutta apparenza , e magre , e scarne ; e si fermarono presso a quelle altre in su la riva del fiume . E le vacche di brutta apparenza , e magre , e scarne , mangiarono le sette vacche di bella apparenza , e grasse . E Faraone si risvegliò . Poi , raddormentatosi , sognò di nuovo : ed ecco , sette spighe prospere , e belle , salivano da un gambo . Poi ecco , sette altre spighe minute , ed arse dal vento orientale , germogliavano dopo quelle . E le spighe minute tranghiottirono le sette spighe prospere e piene . E Faraone si risvegliò ; ed ecco un sogno . E venuta la mattina , lo spirito suo fu conturbato ; e mandò a chiamar tutti i Magi ed i Savi d’ Egitto , e raccontò loro i suoi sogni ; ma non vi fu alcuno che li potesse interpretare a Faraone . Allora il coppier maggiore parlò a Faraone , dicendo : Io mi rammemoro oggi i miei falli . Faraone si crucciò già gravemente contro a’ suoi servitori , e mise me e il panattier maggiore in prigione , in casa del Capitan delle guardie . E sognammo egli ed io , in una stessa notte ciascuno un sogno ; noi sognammo ciascuno il suo sogno , conveniente all’ interpretazione che ne fu data . Or quivi con noi era un giovane Ebreo , servitor del Capitan delle guardie , al quale noi raccontammo i nostri sogni , ed egli ce l’ interpretò , dando la interpretazione a ciascuno secondo il suo sogno . Ed avvenne che , secondo l’ interpretazione ch’ egli ci avea data , Faraone mi rimise nel mio stato , e fece appiccar quell’ altro . Allora Faraone mandò a chiamar Giuseppe , il quale prestamente fu tratto fuor della fossa ; ed egli si tondè , e si cambiò i vestimenti , e venne a Faraone . E Faraone disse a Giuseppe : Io ho sognato un sogno , e non vi è niuno che l’ interpreti ; or io ho udito dir di te , che tu intendi i sogni , per interpretarli . E Giuseppe rispose a Faraone , dicendo : V’ è altri che me ; Iddio risponderà ciò che sarà per la prosperità di Faraone . E Faraone disse a Giuseppe : E’ mi pareva nel mio sogno che io stava presso alla riva del fiume . Ed ecco , dal fiume salivano sette vacche , grasse , e carnose , e di bella apparenza , e pasturavano nella giuncaia . Poi ecco , sette altre vacche salivano dietro a quelle , magre , e di bruttissima apparenza , e scarne ; io non ne vidi mai di così misere in tutto il paese di Egitto . E le vacche magre , e misere , mangiarono le sette prime vacche grasse . E quelle entrarono loro in corpo ; ma pur non se ne riconobbe nulla ; conciossiachè fossero di così brutto aspetto , come prima . Ed io mi risvegliai . E’ mi parve ancora , sognando , veder sette spighe piene e belle , che salivano da un gambo . Poi ecco , sette altre spighe aride , minute , arse dal vento orientale , germogliarono dopo quelle . E le spighe minute tranghiottirono le sette spighe belle . Or io ho detti questi sogni a’ Magi ; ma non vi è stato alcuno che me li abbia saputi dichiarare . Allora Giuseppe disse a Faraone : Ciò che ha sognato Faraone è una stessa cosa . Iddio ha significato a Faraone ciò ch’ egli è per fare . Le sette vacche belle son sette anni ; e le sette spighe belle sono altresì sette anni ; l’ uno e l’ altro sogno sono una stessa cosa . Parimente , le sette vacche magre e brutte , che salivano dopo quelle , son sette anni ; e le sette spighe vote , arse dal vento orientale , saranno sette anni di fame . Questo è quello che io ho detto a Faraone : Che Iddio ha mostrato a Faraone ciò ch’ egli è per fare . Ecco , vengono sette anni di grande abbondanza in tutto il paese di Egitto . Poi , dopo quelli , verranno sette anni di fame ; e tutta quella abbondanza sarà dimenticata nel paese di Egitto ; e la fame consumerà il paese . E quell’ abbondanza non si conoscerà nel paese , per cagion di quella fame che verrà appresso ; perciocchè ella sarà molto aspra . E quant’ è a ciò che il sogno è stato reiterato per due volte a Faraone , ciò è avvenuto , perchè la cosa è determinata da Dio ; e Iddio l’ eseguirà tosto . Ora dunque provveggasi Faraone di un uomo intendente e savio , il quale egli costituisca sopra il paese di Egitto . Faraone faccia questo : Ordini de’ commissari nel paese ; e facciasi dare il quinto della rendita del paese di Egitto , ne’ sette anni dell’ abbondanza . E adunino essi tutta la vittuaglia di questi sette buoni anni che vengono , e ammassino il grano sotto la mano di Faraone , per vittuaglia nella città ; e lo conservino . E quella vittuaglia sarà per provvisione del paese , ne’ sette anni della fame che saranno nel paese di Egitto ; e il paese non sarà distrutto per la fame . E la cosa piacque a Faraone e a tutti i suoi servitori . E Faraone disse a’ suoi servitori : Potremmo noi trovare alcuno pari a costui , ch’ è uomo in cui è lo Spirito di Dio ? E Faraone disse a Giuseppe : Poichè Iddio ti ha manifestato tutto questo , e’ non vi è alcuno intendente , nè savio , come sei tu . Tu sarai sopra la mia casa , e tutto il mio popolo ti bacerà in bocca ; io non sarò più grande di te , salvo che nel trono . Oltre a ciò , Faraone disse a Giuseppe : Vedi , io ti costituisco sopra tutto il paese di Egitto . E Faraone si trasse il suo anello di mano , e lo mise in mano a Giuseppe , e lo fece vestir di vestimenti di bisso , e gli mise una collana d’ oro al collo . E lo fece salir sopra il carro della seconda persona del suo regno ; e si gridava davanti a lui : Ognuno s’ inginocchi ; e ch’ egli lo costituiva sopra tutto il paese di Egitto . Faraone disse ancora a Giuseppe : Io son Faraone ; niuno leverà il piè , nè la mano , in tutto il paese di Egitto , senza te . E Faraone pose nome a Giuseppe Safenatpaanea ; e gli diede per moglie Asenat , figliuola di Potifera , Governatore di On . E Giuseppe andò attorno per lo paese di Egitto . Or Giuseppe era d’ età di trent’ anni , quando egli si presentò davanti a Faraone , re di Egitto . Giuseppe adunque si partì dal cospetto di Faraone , e passò per tutto il paese di Egitto . E la terra produsse a menate , ne’ sette anni dell’ abbondanza . E Giuseppe adunò tutta la vittuaglia di quei sette anni , che furono nel paese di Egitto , e la ripose nelle città ; egli ripose in ciascuna tutta la vittuaglia del contado circonvicino . Giuseppe adunque ammassò grano in grandissima quantità , come la rena del mare ; tanto che si rimase di annoverarlo ; perciocchè era innumerabile . Ora , avanti che venisse il primo anno della fame , nacquero a Giuseppe due figliuoli ; i quali Asenat , figliuola di Potifera , Governatore di On , gli partorì . E Giuseppe pose nome al primogenito Manasse ; perciocchè , disse egli , Iddio mi ha fatto dimenticare ogni affanno , e tutta la casa di mio padre . E pose nome al secondo , Efraim ; perciocchè , disse egli , Iddio mi ha fatto fruttare nel paese della mia afflizione . Poi , finiti i sette anni dell’ abbondanza che fu nel paese di Egitto ; cominciarono a venire i sette anni della fame , siccome Giuseppe avea detto ; e vi fu fame per tutti i paesi ; ma per tutto Egitto vi era del pane . Alla fine tutto il paese di Egitto fu anch’ esso affamato , e il popolo gridò a Faraone per del pane . E Faraone disse a tutti gli Egizj : Andate a Giuseppe , e fate ciò ch’ egli vi dirà . Ed essendo la fame per tutto il paese , Giuseppe aperse tutti i granai , e ne vendè agli Egizj . E la fame si aggravò nel paese di Egitto . Da ogni paese eziandio si veniva in Egitto a Giuseppe , per comperar del grano ; perciocchè la fame si era aggravata per tutta la terra . E GIACOBBE , veggendo che vi era del grano da vendere in Egitto , disse a’ suoi figliuoli : Perchè state a riguardarvi l’ un l’ altro ? Poi disse : Ecco , io ho udito che in Egitto v’ è del grano da vendere ; scendete là , e compratacene di là ; e noi viveremo , e non morremo . E dieci de’ fratelli di Giuseppe scesero in Egitto , per comperar del grano di là . Ma Giacobbe non mandò Beniamino , fratello di Giuseppe , co’ suoi fratelli ; perciocchè diceva : E’ si convien guardare che talora alcuna mortale sciagura non gl’ intervenga . I figliuoli d’ Israele adunque giunsero in Egitto , per comperar del grano , per mezzo altri che vi andavano ; perciocchè la fame era nel paese di Canaan . Or Giuseppe , ch’ era rettor del paese , vendeva il grano a ciascun popolo della terra . I fratelli di Giuseppe adunque , essendo giunti , s’ inchinarono a lui , con la faccia verso terra . E , come Giuseppe ebbe veduti i suoi fratelli , li riconobbe ; ma pur s’ infinse strano inverso loro , e parlò loro aspramente , e disse loro : Onde venite voi ? Ed essi dissero : Dal paese di Canaan , per comperar della vittuaglia . Giuseppe adunque riconobbe i suoi fratelli , ma essi non riconobber lui . E Giuseppe si ricordò de’ sogni che egli avea sognati di loro , e disse loro : Voi siete spie ; voi siete venuti per vedere i luoghi sforniti del paese . Ma essi dissero : No , signor mio , anzi i tuoi servitori son venuti per comperar della vittuaglia . Noi siamo tutti figliuoli di uno stesso uomo ; noi siamo uomini leali ; i tuoi servitori non furono giammai spie . Ed egli disse loro : No ; anzi voi siete venuti per veder i luoghi sforniti del paese . Ed essi dissero : Noi , tuoi servitori , eravamo dodici fratelli , figliuoli di uno stesso uomo , nel paese di Canaan ; ed ecco , il minore è oggi con nostro padre , e uno non è più . E Giuseppe disse loro : Quest’ è pur quello che io vi ho detto , che voi siete spie . E’ si farà prova di voi in questo : Come vive Faraone , voi non partirete di qui , prima che il vostro fratel minore sia venuto qua . Mandate un di voi a prendere il vostro fratello ; e voi restate qui incarcerati , e si farà prova delle vostre parole , se vi è in voi verità ; se no , come vive Faraone , voi siete spie . E li serrò in prigione , per tre dì . E al terzo giorno , Giuseppe disse loro : Fate questo , e voi viverete ; io temo Iddio . Se voi siete uomini leali uno di voi fratelli rimanga incarcerato nella prigione dove siete stati posti , e voi altri andate , portatene del grano , secondo la necessità delle vostre case . E menatemi il vostro fratel minore , e così le vostre parole saranno verificate , e voi non morrete . Ed essi fecero così . E dicevano l’ uno all’ altro : Certamente noi siamo colpevoli intorno al nostro fratello ; perciocchè noi vedemmo l’ angoscia dell’ anima sua , quando egli ci supplicava , e non l’ esaudimmo ; perciò è avvenuta questa angoscia a noi . E Ruben rispose loro , dicendo : Non vi diceva io : Non peccate contro al fanciullo ? ma voi non mi voleste ascoltare ; perciò altresì , ecco , è domandata ragion del suo sangue . Or essi non sapevano che Giuseppe li intendesse ; perciocchè fra loro vi era un interprete . E Giuseppe si rivoltò indietro da loro , e pianse . Poi ritornò a loro , e parlò loro , e prese d’ infra loro Simeone , il quale egli fece incarcerare in lor presenza . Poi Giuseppe comandò che si empiessero di grano le lor sacca , e che si rimettessero i danari di ciascun d’ essi nel suo sacco , e che si desse loro provvisione per lo viaggio . E così fu lor fatto . Ed essi , caricato sopra i loro asini il grano che aveano comperato , si partirono di là . E l’ uno di essi , aperto il suo sacco , per dar della pastura al suo asino nell’ albergo , vide i suoi danari ch’ erano alla bocca del suo sacco . E disse a’ suoi fratelli : I miei danari mi sono stati restituiti ; e anche eccoli nel mio sacco . E il cuore isvenne loro , e si spaventarono , dicendo l’ uno all’ altro : Che cosa è questo che Iddio ci ha fatto ? Poi , venuti a Giacobbe , lor padre , nel paese di Canaan , gli raccontarono tutte le cose ch’ erano loro intervenute , dicendo : Quell’ uomo , che è rettor del paese , ci ha parlato aspramente , e ci ha trattati da spie del paese . E noi gli abbiam detto : Noi siamo uomini leali ; noi non fummo giammai spie . Noi eravamo dodici fratelli , figliuoli di nostro padre , e l’ uno non è più ; e il minore è oggi con nostro padre , nel paese di Canaan . E quell’ uomo , rettor del paese , ci ha detto : Per questo conoscerò che voi siete uomini leali : lasciate un di voi fratelli appo me , e prendete quanto vi fa bisogno per la necessità delle vostre casa , e andate . E menatemi il vostro fratel minore ; ed io conoscerò che voi non siete spie , anzi uomini leali ; ed io vi renderò il vostro fratello , e voi potrete andare attorno trafficando per lo paese . Ora , come essi votavano le lor sacca , ecco , il sacchetto de’ denari di ciascuno era nel suo sacco ; ed essi , e il padre loro , videro i sacchetti de’ lor danari , e temettero . E Giacobbe , lor padre , disse loro : Voi mi avete orbato di figliuoli ; Giuseppe non è più , Simeone non è più , e ancora volete tormi Beniamino ; tutte queste cose son contro a me . E Ruben disse a suo padre : Fa’ morire i miei due figliuoli , se io non te lo riconduco ; rimettilo nelle mie mani , ed io te lo ricondurrò . Ma Giacobbe disse : Il mio figliuolo non iscenderà con voi ; perciocchè il suo fratello è morto , ed egli è rimasto solo ; e , se gli avvenisse alcuna mortale sciagura per lo viaggio che farete , voi fareste scender la mia canutezza con cordoglio nel sepolcro . OR la fame era grave nel paese . E , dopo ch’ essi ebber finito di mangiare il grano che aveano portato di Egitto , il padre loro disse loro : Tornate a comperarci un poco di vittuaglia . E Giuda gli disse : Quell’ uomo ci ha espressamente protestato , e detto : Voi non vedrete la mia faccia , che il vostro fratello non sia con voi . Se tu mandi il nostro fratello con noi , noi scenderemo , e ti compreremo della vittuaglia . Ma , se pur tu non vel mandi , noi non iscenderemo ; perciocchè quell’ uomo ci ha detto : Voi non vedrete la mia faccia , che il vostro fratello non sia con voi . E Israele disse : Perchè mi avete voi fatto questa offesa , di dichiarare a quell’ uomo che avevate ancora un fratello ? Ed essi dissero : Quell’ uomo ci domandò partitamente di noi , e del nostro parentado , dicendo : Il padre vostro vive egli ancora ? avete voi alcun altro fratello ? E noi gliene demmo contezza , secondo quelle parole ; potevamo noi in alcun modo sapere ch’ egli direbbe : Fate venire il vostro fratello ? E Giuda disse a Israele , suo padre : Lascia venire il giovane meco , e noi ci leveremo , e andremo , e viveremo , e non morremo , e noi , e tu , e le nostre famiglie . Io te lo sicuro ; ridomandalo dalla mia mano ; se io non tel riconduco , e non tel rappresento , io sarò colpevole inverso te in perpetuo . Che se non ci fossimo indugiati , certo ora saremmo già ritornati due volte . E Israele , lor padre , disse loro : Se pur qui così bisogna fare , fate questo : Prendete delle più isquisite cose di questo paese nelle vostre sacca , e portatene un presente a quell’ uomo ; un poco di balsamo , e un poco di mele , e degli aromati , e della mirra , e de’ pinocchi , e delle mandorle . E pigliate in mano danari al doppio ; riportate eziandio i danari che vi furono rimessi alla bocca de’ vostri sacchi ; forse fu errore . E prendete il vostro fratello , e levatevi e ritornate a quell’ uomo . E facciavi l’ Iddio Onnipotente trovar pietà appo quell’ uomo , sì ch’ egli vi rilasci il vostro altro fratello , e Beniamino ; e se pure io sarò orbato di figliuoli , sialo . Quegli uomini adunque presero quel presente ; presero eziandio danari al doppio , e Beniamino ; e , levatisi , scesero in Egitto , e si presentarono davanti a Giuseppe . E Giuseppe , veggendo Beniamino con loro , disse al suo mastro di casa : Mena questi uomini dentro alla casa , e ammazza delle carni e apparecchiale ; perciocchè questi uomini mangeranno meco a meriggio . E colui fece come Giuseppe avea detto , e menò quegli uomini dentro alla casa di Giuseppe . E quegli uomini temettero , perciocchè erano menati dentro alla casa di Giuseppe , e dissero : Noi siamo menati qua entro per que’ danari che ci furono tornati ne’ nostri sacchi la prima volta ; acciocchè egli si rivolti addosso a noi , e si avventi contro a noi , e ci prenda per servi , insieme co’ nostri asini . E accostatisi al mastro di casa di Giuseppe , gli parlarono in su l’ entrata della casa . E dissero : Ahi , signor mio ! certo da principio noi scendemmo per comperar della vittuaglia . Or avvenne , come fummo giunti all’ albergo , che , aprendo i nostri sacchi , ecco , i danari di ciascun di noi erano alla bocca del suo sacco ; i nostri danari vi erano appunto secondo il lor peso ; e noi li abbiamo riportati con noi . Abbiamo , oltre a ciò , portati nelle nostre mani altri danari per comperar della vittuaglia ; noi non sappiamo chi mettesse i nostri danari ne’ nostri sacchi . Ed egli disse loro : Datevi pace ; non temiate ; l’ Iddio vostro , e l’ Iddio del padre vostro , ha messo un tesoro ne’ vostri sacchi ; i vostri danari mi vennero in mano . Poi trasse lor fuori Simeone . E , menatili dentro alla casa di Giuseppe , fece portar dell’ acqua , ed essi si lavarono i piedi ; ed egli diede della pastura ai loro asini . E aspettando che Giuseppe venisse a meriggio , essi apparecchiarono quel presente ; perciocchè aveano inteso che resterebbero quivi a mangiare . E quando Giuseppe fu venuto in casa , essi gli porsero quel presente che aveano in mano , dentro alla casa ; e gli s’ inchinarono fino in terra . E egli li domandò del lor bene stare , e disse : Il padre vostro , quel vecchio di cui mi parlaste , sta egli bene ? vive egli ancora ? Ed essi dissero : Nostro padre , tuo servitore , sta bene ; egli vive ancora . E s’ inchinarono , e gli fecero riverenza . E Giuseppe alzò gli occhi , e vide Beniamino , suo fratello , figliuol di sua madre , e disse : È costui il vostro fratel minore , del qual mi parlaste ? Poi disse : Iddio ti sia favorevole , figliuol mio . E Giuseppe si ritrasse prestamente ; perciocchè le sue viscere si riscaldavano inverso il suo fratello ; e cercando luogo per piangere , se n’ entrò nella cameretta , e quivi pianse . Poi , lavatosi il viso , uscì fuori , e si fece forza , e disse : Recate le vivande . Furono adunque recate le vivande a lui da parte , a loro da parte , e agli Egizj che mangiavano con lui da parte ; conciossiachè gli Egizj non possano mangiare con gli Ebrei ; perciocchè ciò è cosa abbominevole agli Egizj . Essi adunque si posero a sedere nel suo cospetto , il primogenito , secondo l’ ordine suo di primogenito ; e il minore , secondo l’ ordine della sua età minore ; e quegli uomini , maravigliandosi , si riguardavano l’ un l’ altro . Ed egli prese de’ messi delle vivande d’ appresso a sè , e le mandò loro ; e la parte di Beniamino fu cinque volte maggiore di quella di qualunque altro di loro . Ed essi bevvero , e goderono con lui . E GIUSEPPE comandò , e disse al suo mastro di casa : Empi le sacca di questi uomini di vittuaglia , quanto essi ne potranno portare ; e rimetti i danari di ciascuno di essi alla bocca del suo sacco . Metti eziandio la mia coppa , quella coppa di argento , alla bocca del sacco del minore , insieme co’ danari del suo grano . Ed egli fece come Giuseppe gli avea detto . In su lo schiarir della mattina , quegli uomini furono accommiatati co’ loro asini . Essendo usciti fuor della città , e non essendo ancora lungi , Giuseppe disse al suo mastro di casa : Levati , persegui quegli uomini ; e , quando tu li avrai aggiunti , di’ loro : Perchè avete voi renduto mal per bene ? Non è quella la coppa , nella quale il mio signore suol bere , per la quale egli suole indovinare ? voi avete malvagiamente operato in ciò che avete fatto . Egli adunque li raggiunse , e disse loro quelle parole . Ed essi gli dissero : Perchè dice il mio signore cotali parole ? tolga Iddio che i tuoi servitori facciano una cotal cosa . Ecco , noi ti riportammo dal paese di Canaan i danari che avevamo trovati alle bocche delle nostre sacca ; come dunque avremmo noi rubato della casa del tuo signore oro od argento ? Muoia colui de’ tuoi servitori , appo il quale quella coppa sarà trovata ; e oltre a ciò noi saremo servi al mio signore . Ed egli disse : Quantunque ora fosse ragionevole di far secondo le vostre parole , pur nondimeno colui solo appo il quale ella sarà trovata , mi sarà servo , e voi altri sarete sciolti . E ciascun d’ essi mise giù il suo sacco in terra , e l’ aperse . E il maestro di casa li frugò tutti , cominciando dal sacco del maggiore , e finendo a quel del minore ; e la coppa fu ritrovata nel sacco di Beniamino . Allora essi stracciarono i lor vestimenti ; e , caricato ciascuno il suo asino , tornarono nella città . E Giuda , co’ suoi fratelli , entrò nella casa di Giuseppe , il quale era ancora quivi ; ed essi si gittarono in terra davanti a lui . E Giuseppe disse loro : Quale è questo atto che voi avete fatto ? non sapete voi che un par mio per certo indovina ? E Giuda disse : Che diremo al mio signore ? quali parole useremo ? e come ci giustificheremo noi ? Iddio ha ritrovata l’ iniquità de’ tuoi servitori ; ecco , noi siamo servi al mio signore , così noi altri , come colui appo il quale è stata ritrovata la coppa . Ma Giuseppe disse : Tolga Iddio che io faccia questo ; colui , appo il quale è stata trovata la coppa , mi sia servo , e voi altri ritornatevene in pace a vostro padre . E Giuda gli si accostò , e disse : Ahi ! signor mio : deh ! lascia che il tuo servitore dica una parola al mio signore , e non accendasi la tua ira contro al tuo servitore ; conciossiachè tu sii appunto come Faraone . Il mio signore domandò i suoi servitori , dicendo : Avete voi padre o fratello ? Enoi : dicemmo al mio signore : Noi abbiamo un padre vecchio , e un giovane piccol fratello , nato a nostro padre nella sua vecchiezza , e il suo fratello è morto ; talchè egli è rimasto solo di sua madre , e suo padre l’ ama . Allora tu dicesti a’ tuoi servitori : Menatemelo , ed io porrò l’ occhio mio sopra lui . E noi dicemmo al mio signore : Il fanciullo non può lasciar suo padre ; perciocchè s’ egli lo lasciasse , suo padre morrebbe . E tu dicesti a’ tuoi servitori : Se il vostro fratel minore non iscende con voi , voi non vedrete più la mia faccia . Come dunque fummo ritornati a mio padre , tuo servitore , gli rapportammo le parole del mio signore . Dipoi nostro padre disse : Tornate a comperarci un poco di vittuaglia . E noi dicemmo : Noi non possiamo scender là ; ma , se il nostro fratello minore è con noi , noi vi scenderemo ; perciocchè noi non possiam veder la faccia di quell’ uomo , se il nostro fratel minore non è con noi . E mio padre , tuo servitore , ci disse : Voi sapete che mia moglie mi partorì due figliuoli . L’ uno de’ quali , essendosi dipartito d’ appresso a me , io ho detto : Certo egli del tutto è stato lacerato ; ed io non l’ ho veduto fino ad ora . E se voi togliete ancora questo d’ appresso a me , e gli avviene alcuna mortal sciagura , voi farete scender la mia canutezza con afflizione nel sepolcro . Ora dunque se , quando io giungerò a mio padre , tuo servitore , il fanciullo , alla cui anima la sua è legata , non è con noi ; egli avverrà che , come vedrà che il fanciullo non vi sarà , egli si morrà ; e così i tuoi servitori avranno fatto scender la canutezza di nostro padre , tuo servitore , con cordoglio , nel sepolcro . Ora , perciocchè il tuo servitore ha assicurato di questo fanciullo a mio padre , menandonelo d’ appresso a lui , dicendo : Se io non te lo riconduco , io sarò colpevole inverso mio padre in perpetuo ; deh ! lascia ora che il tuo servitore rimanga servo al mio signore , in luogo del fanciullo , e che il fanciullo se ne ritorni co’ suoi fratelli . Perciocchè , come ritornerei io a mio padre , non essendo il fanciullo meco ? Io non potrei farlo , che talora io non vedessi l’ afflizione che ne avverrebbe a mio padre . ALLORA Giuseppe , non potendo più farsi forza in presenza di tutti i circostanti , gridò : Facciasi uscire ognuno fuori d’ appresso a me . E niuno restò con lui , quando egli si diede a conoscere a’ suoi fratelli . Ed egli diede un grido con pianto , e gli Egizj lo intesero ; que’ della casa di Faraone lo intesero anch’ essi . E Giuseppe disse a’ suoi fratelli : Io son Giuseppe ; mio padre vive egli ancora ? Ma i suoi fratelli non gli potevano rispondere ; perciocchè erano tutti sbigottiti della sua presenza . E Giuseppe disse a’ suoi fratelli : Deh ! appressatevi a me . Ed essi si appressarono a lui . Ed egli disse : Io son Giuseppe , vostro fratello , il qual voi vendeste per esser menato in Egitto . Ma ora non vi contristate , e non vi rincresca di avermi venduto per esser menato qua ; conciossiachè Iddio mi abbia mandato davanti a voi per vostra conservazione . Perciocchè quest’ è l’ anno secondo della fame dentro del paese ; e ve ne saranno ancora cinque , ne’ quali non vi sarà nè aratura , nè mietitura . Ma Iddio mi ha mandato davanti a voi , per far che abbiate alcun rimanente nella terra , e per conservarvelo in vita , per un grande scampo . Ora dunque , non voi mi avete mandato qua , anzi Iddio ; ed egli mi ha costituito per padre a Faraone , e per padrone sopra tutta la sua casa , e rettore in tutto il paese di Egitto . Ritornatevene prestamente a mio padre , e ditegli : Così dice il tuo figliuolo Giuseppe : Iddio mi ha costituito rettor di tutto l’ Egitto ; scendi a me , non restare . E tu dimorerai nella contrada di Gosen , e sarai presso di me , tu , e i tuoi figliuolo , e i figliuoli de’ tuoi figliuoli e le tue gregge , e i tuoi armenti , e tutto ciò ch’ è tuo . E io ti sostenterò quivi , perciocchè vi saranno ancora cinque anni di fame ; acciocchè talora tu non sofferi necessità , tu , e la tua famiglia , e tutto ciò ch’ è tuo . Ed ecco , gli occhi vostri veggono , gli occhi del mio fratello Beniamino anch’ essi veggono , che la mia bocca è quella che vi parla . Rapportate adunque a mio padre tutta la gloria , nella quale io sono in Egitto , e tutto ciò che voi avete veduto ; e fate prestamente venir qua mio padre . Poi , gittatosi al collo di Beniamino , suo fratello , pianse ; Beniamino altresì pianse sopra il collo di esso . Baciò ancora tutti i suoi fratelli , e pianse sopra loro . E , dopo questo , i suoi fratelli parlarono con lui . E il grido ne fu udito nella casa di Faraone , e fu detto : I fratelli di Giuseppe son venuti . E la cosa piacque a Faraone ed a’ suoi servitori . E Faraone disse a Giuseppe : Di’ a’ tuoi fratelli : Fate questo : caricate le vostre bestie , e andatevene ; e , quando sarete giunti nel paese di Canaan , prendete vostro padre , e le vostre famiglie , e venite a me ; ed io vi darò il meglio del paese di Egitto , e voi mangerete il grasso del paese . E a te , Giuseppe , è ordinato questo : fate ciò : prendete de’ carri del paese di Egitto , per le vostre famiglie , e per le vostre mogli ; e levate vostro padre , e venitevene . E non vi rincresca di lasciar le vostre masserizie ; perciocchè il meglio di tutto il paese di Egitto sarà vostro . E i figliuoli d’ Israele fecero così ; e Giuseppe diede loro de’ carri secondo il comandamento di Faraone ; diede loro ancora provvisione per lo viaggio . Diede eziandio a ciascun d’ essi tutti delle mute di vestimenti ; e a Beniamino diede trecento sicli di argento , e cinque mute di vestimenti . E a suo padre mandò questo : dieci asini carichi delle migliori cose di Egitto ; e dieci asine cariche di grano , e di pane , e di vittuaglia , per suo padre , per lo viaggio . E diede commiato a’ suoi fratelli , ed essi se ne andarono . Ed egli disse loro : Non vi crucciate per cammino . Ed essi se ne ritornarono di Egitto ; e vennero nel paese di Canaan , a Giacobbe , lor padre . E gli rapportarono la cosa , dicendo : Giuseppe vive ancora ; e anche è rettore in tutto il paese di Egitto . E il cuore gli venne meno ; perciocchè non credeva loro . Ma essi gli dissero tutte le parole che Giuseppe avea lor dette ; ed egli vide i carri , che Giuseppe avea mandati per levarlo ; allora lo spirito si ravvivò a Giacobbe , lor padre . E Israele disse : Basta , il mio figliuolo Giuseppe vive ancora ; io andrò , e lo vedrò , avanti che io muoia . ISRAELE adunque si partì , con tutto ciò ch’ egli avea . E , giunto in Beerseba , sacrificò sacrificii all’ Iddio d’ Isacco suo padre . E Iddio parlò a Israele in visioni di notte , e disse : Giacobbe , Giacobbe . Ed egli disse : Eccomi . E Iddio disse : Io sono Iddio , l’ Iddio di tuo padre ; non temer di andare in Egitto ; perciocchè io ti farò divenir quivi una gran nazione . Io scenderò teco in Egitto ; e altresì te ne ricondurrò fuori ; e Giuseppe metterà la sua mano sopra gli occhi tuoi . E Giacobbe partì di Beerseba ; e i figliuoli d’ Israele fecero salire Giacobbe , loro padre , e i lor piccoli figliuoli , e le lor mogli , sopra i carri , che Faraone avea mandati per levar Giacobbe . Presero ancora i lor bestiami , e le facoltà che aveano acquistate nel paese di Canaan ; e vennero in Egitto , Giacobbe e tutta la sua progenie . Egli menò seco in Egitto i suoi figliuoli , e i figliuoli de’ suoi figliuoli ; le sue figliuole , e le figliuole de’ suoi figliuoli , e tutta la sua progenie . E questi sono i nomi de’ figliuoli d’ Israele , che vennero in Egitto : Giacobbe , vi venne , co’ suoi figliuoli ; il primogenito di Giacobbe fu Ruben . E i figliuoli di Ruben furono Henoc , e Pallu , e Hesron , e Carmi . E i figliuoli di Simeone furono Iemuel , e Iamin , e Ohad , e Iachin , e Sohar , e Saul , figliuolo di una Cananea . E i figliuoli di Levi furono Gherson , e Chehat , e Merari . E i figliuoli di Giuda furono Er , e Onan , e Sela , e Fares , e Zara ; or Er , e Onan morirono nel paese di Canaan . E i figliuoli di Fares furono Hesron , e Hamul . E i figliuoli d’ Issacar furono Tola , e Puva , e Iob , e Simron . E i figliuoli di Zabulon furono Sered , ed Elon , e Ialeel . Questi sono i figliuoli di Lea , i quali ella partorì a Giacobbe in Paddan-aram , oltre a Dina , figliuola di esso : tutte le persone de’ suoi figliuoli , con le sue figliuole , erano trentatre . E i figliuoli di Gad furono Siflon , e Hagghi , e Suni , ed Esbon , ed Eri , e Arodi , e Areeli . E i figliuoli di Aser furono Imna , e Isua , e Isui , e Beria , e Sera , lor sorella . E i figliuoli di Beria furono Heber , e Malchiel . Questi sono i figliuoli di Zilpa , la quale Labano diede a Lea , sua figliuola ; ed ella partorì costoro a Giacobbe , che furono sedici persone . I figliuoli di Rachele , moglie di Giacobbe , furono Giuseppe , e Beniamino . E a Giuseppe , nel paese di Egitto , nacquero Manasse ed Efraim , i quali Asenat , figliuola di Potifera , Governatore di On , gli partorì . E i figliuoli di Beniamino furono Bela , e Becher , e Asbel , e Ghera , e Naaman , ed Ehi , e Ros , e Muppim , e Huppim , e Ard . Questi sono i figliuoli di Rachele , i quali nacquero a Giacobbe : in tutto quattordici persone . E il figliuolo di Dan fu Husim . E i figliuoli di Neftali furono Iaseel , e Guni , e Ieser , e Sillem . Questi sono i figliuoli di Bilha , la quale Labano diede a Rachele , sua figliuola : ed ella partorì costoro a Giacobbe ; in tutto sette persone . Tutte le persone che vennero in Egitto , appartenenti a Giacobbe , procedute dalla sua anca , oltre alle mogli de’ figliuoli di Giacobbe , furono in tutto sessantasei . E i figliuoli di Giuseppe , che gli nacquero in Egitto , furono due persone ; talchè tutte le persone della famiglia di Giacobbe , che vennero in Egitto , furono settanta . Or Giacobbe mandò davanti a sè Giuda a Giuseppe , per avvisarlo che gli venisse incontro in Gosen . Ed essi giunsero alla contrada di Gosen . E Giuseppe fece mettere i cavalli al suo carro , e andò incontro a Israele , suo padre , in Gosen , e gli si fece vedere , e gli si gittò al collo , e pianse sopra il suo collo , per lungo spazio . E Israele disse a Giuseppe : Muoia io pure questa volta , poichè ho veduta la tua faccia ; conciossiachè tu vivi ancora . Poi Giuseppe disse a’ suoi fratelli , e alla famiglia di suo padre : Io andrò , e farò assapere la vostra venuta a Faraone , e gli dirò : I miei fratelli , e la famiglia di mio padre , i quali erano nel paese di Canaan , son venuti a me . E questi uomini son pastori di gregge ; conciossiachè sieno sempre stati gente di bestiame ; e hanno menate le lor gregge , e i loro armenti , e tutto ciò che hanno . Ora , s’ egli avviene che Faraone vi chiami , e vi dica : Qual’ è il vostro mestiere ? dite : I tuoi servitori , dalla nostra giovanezza infino ad ora , sono sempre stati gente di bestiame , così noi , come i nostri padri ; acciocchè dimoriate nella contrada di Gosen : perciocchè ogni pastor di greggia è in abbominio agli Egizj . GIUSEPPE adunque venne , e rapportò e disse a Faraone : Mio padre , e i miei fratelli , con le lor gregge , e co’ loro armenti , e con tutto ciò che hanno , son venuti dal paese di Canaan ; ed ecco , sono nella contrada di Gosen . Prese eziandio una parte de’ suoi fratelli , cioè cinque , e li presentò davanti a Faraone . E Faraone disse a’ fratelli di Giuseppe : Qual’ è il vostro mestiere ? Ed essi dissero a Faraone : I tuoi servitori son pastori di gregge , come anche furono i nostri padri . Poi dissero a Faraone : Noi siam venuti per dimorare in questo paese ; perciocchè non vi è pastura per le gregge de’ tuoi servitori nel paese di Canaan , conciossiachè la fame vi sia grave ; deh ! permetti ora che i tuoi servitori dimorino nella contrada di Gosen . E Faraone disse a Giuseppe : Poichè tuo padre , e i tuoi fratelli , son venuti a te ; il paese di Egitto è al tuo comando ; fa’ abitar tuo padre , e i tuoi fratelli , nel meglio del paese ; dimorino pur nella contrada di Gosen , e se tu conosci che fra loro vi sieno degli uomini di valore , costituiscili governatori del mio bestiame . Poi Giuseppe menò Giacobbe , suo padre , a Faraone , e gliel presentò . E Giacobbe benedisse Faraone . E Faraone disse a Giacobbe : Quanti anni hai ? E Giacobbe rispose a Faraone : Il tempo degli anni de’ miei pellegrinaggi è centrent’ anni ; il tempo degli anni della mia vita è stato corto , e malvagio , e non è giunto al tempo degli anni della vita de’ miei padri , ne’ quali andarono peregrinando . Poi Giacobbe , salutato Faraone , se ne uscì fuori dal suo cospetto . E Giuseppe diede a suo padre , e ai suoi fratelli , stanza e possessione nel paese di Egitto , nel meglio del paese , nella contrada di Rameses , come Faraone avea comandato . E Giuseppe sostentò suo padre , e i suoi fratelli , e tutta la casa di suo padre , provvedendo loro di pane , secondo le bocche delle lor famiglie . OR in tutta la terra non vi era pane ; perciocchè la fame era gravissima ; e il paese di Egitto , e di Canaan , si veniva meno per la fame . E Giuseppe raccolse tutti i danari che si ritrovarono nel paese di Egitto , e nel paese di Canaan , per lo grano che la gente di que’ paesi comperava ; e Giuseppe portò que’ danari in casa di Faraone . E , quando i danari furono mancati nel paese di Egitto , e nel paese di Canaan , tutti gli Egizj vennero a Giuseppe , dicendo : Dacci del pane , perchè morremmo noi davanti agli occhi tuoi per mancamento di danari ? E Giuseppe disse : Datemi il vostro bestiame , ed io vi darò del pane per lo vostro bestiame , se pure i danari son mancati . Ed essi menarono il lor bestiame a Giuseppe ; e Giuseppe diede loro del pane per cavalli , e per gregge di pecore , e per armenti di buoi , e per asini . Così li sostentò di pane quell’ anno per tutto il lor bestiame . E , passato quell’ anno , ritornarono l’ anno seguente a lui , e gli dissero : Noi non possiamo celare il nostro bisogno al mio signore ; ma i danari son mancati , e i nostri bestiami son pervenuti al mio signore ; e’ non ci resta nulla che il mio signore possa pigliare , salvo i nostri corpi , e le nostre terre . Perchè periremmo , e noi , e le nostre terre , davanti agli occhi tuoi ? compera noi , e le nostre terre , per del pane ; e noi , e le nostre terre , saremo servi a Faraone ; e dacci della semenza , acciocchè viviamo , e non muoiamo , e che la terra non sia desolata . Giuseppe adunque acquistò a Faraone tutte le terre di Egitto ; perciocchè gli Egizj venderono ciascun la sua possessione ; conciossiachè la fame si fosse aggravata sopra loro ; e così le terre furono acquistate a Faraone . E Giuseppe trasportò il popolo nelle città , da un capo de’ confini di Egitto infino all’ altro . Sol non acquistò le terre de’ sacerdoti ; perciocchè vi era una provvisione assegnata da Faraone a’ sacerdoti ; onde essi mangiarono la provvisione che Faraone dava loro , e perciò non venderono le lor terre . E Giuseppe disse al popolo : Ecco io ho oggi acquistati a Faraone e voi e le vostre terre ; eccovi della semenza : seminate la terra . E al tempo della ricolta , voi darete il quinto di essa a Faraone , e le altre quattro parti saranno vostre , per la sementa de’ campi , e per lo mangiar di voi , e di coloro che son nelle vostre case , e per lo mangiar delle vostre famiglie . Ed essi dissero : Tu ci hai scampata la vita ; troviamo pur grazia appo il mio signore , e siamo servi a Faraone . E Giuseppe , per istatuto che dura infino ad oggi , fece una imposta sopra le terre di Egitto , del quinto della rendita , per Faraone ; sol le terre de’ sacerdoti non furono di Faraone . Così gl’ Israeliti abitarono nel paese di Egitto , nella contrada di Gosen , e ne furono fatti possessori , e moltiplicarono , e crebbero grandemente . E Giacobbe visse nel paese di Egitto diciassette anni ; e gli anni della vita di Giacobbe furono cenquarantasette . Or avvicinandosi il tempo della morte di Israele , egli chiamò il suo figliuolo Giuseppe , e gli disse : Deh ! se io ho trovato grazia appo te , metti ora la tua mano sotto la mia coscia , promettendomi che tu userai inverso me benignità e lealtà ; deh ! non seppellirmi in Egitto . Anzi , quando io giacerò co’ miei padri , portami fuor di Egitto , e seppelliscimi nella lor sepoltura . E Giuseppe disse : Io farò secondo la tua parola . E Israele disse : Giuramelo . Ed egli gliel giurò . E Israele , inchinatosi verso il capo del letto , adorò . ORA , dopo queste cose , fu detto a Giuseppe : Ecco , tuo padre è infermo . Allora egli prese seco i suoi due figliuoli , Manasse ed Efraim . Ed egli fu rapportato , e detto a Giacobbe : Ecco , Giuseppe , tuo figliuolo , viene a te . E Israele , isforzatosi , si mise a sedere in sul letto . E Giacobbe disse a Giuseppe : L’ Iddio Onnipotente mi apparve in Luz , nel paese di Canaan , e mi benedisse . E mi disse : Ecco , io ti farò moltiplicare , e ti accrescerò , e ti farò divenir raunanza di popoli ; e darò questo paese alla tua progenie dopo te , per possession perpetua . Ora dunque , i tuoi due figliuoli , che ti son nati nel paese di Egitto , prima che io venissi a te in Egitto , son miei ; Efraim e Manasse saranno miei , come Ruben e Simeone . Ma i figliuoli che tu genererai dopo loro , saranno tuoi ; nella loro eredità saranno nominati del nome de’ lor fratelli . Or , quant’ è a me , quando io veniva di Paddan , Rachele morì appresso di me nel paese di Canaan , per cammino , alquanto spazio lungi di Efrata ; e io la seppellii quivi nel cammino di Efrata , ch’ è Betlehem . E Israele , veduti i figliuoli di Giuseppe , disse : Chi son costoro ? E Giuseppe disse a suo padre : Sono i miei figliuoli , i quali Iddio mi ha dati qui . E Giacobbe disse : Deh ! falli appressare a me , ed io li benedirò . Or gli occhi d’ Israele erano gravi per la vecchiezza , talchè egli non potea vedere . E Giuseppe glieli fece appressare . Ed egli li baciò , e li abbracciò . E Israele disse a Giuseppe : Io non pensava di veder mai più la tua faccia ; ed ecco , Iddio mi ha fatto vedere eziandio della tua progenie . Poi Giuseppe , fattili levar d’ appresso alle ginocchia di esso , s’ inchinò con la faccia in terra . E li prese amendue , e pose Efraim alla sua destra , dalla sinistra d’ Israele ; e Manasse alla sua sinistra , dalla destra d’ Israele ; e così glieli fece appressare . E Israele porse la sua man destra , e la pose sopra il capo di Efraim , ch’ era il minore , e pose la sinistra sopra il capo di Manasse ; e , benchè Manasse fosse il primogenito , nondimeno avvedutamente pose così le mani . E benedisse Giuseppe , e disse : Iddio , nel cui cospetto i miei padri , Abrahamo ed Isacco , son camminati ; Iddio , che mi ha pasciuto da che io sono al mondo infino a questo giorno ; l’ Angelo , che mi ha riscosso d’ ogni male , benedica questi fanciulli , e sieno nominati del mio nome , e del nome de’ miei padri , Abrahamo ed Isacco ; e moltiplichino copiosamente sulla terra . Ora , veggendo Giuseppe che suo padre avea posta la sua man destra sopra il capo di Efraim , ciò gli dispiacque , e prese la mano di suo padre , per rimoverla d’ in sul capo di Efraim , e per metterla in sul capo di Manasse . E Giuseppe disse a suo padre : Non così , padre mio ; conciossiachè questo sia il primogenito , metti la tua man destra sopra il suo capo . Ma suo padre ricusò di farlo , e disse : Io il so , figliuol mio , io il so ; ancora esso diventerà un popolo , e ancora esso sarà grande ; ma pure il suo fratel minore sarà più grande di lui , e la progenie di esso sarà una piena di genti . Così in quel giorno li benedisse , dicendo : Israele benedirà altrui , prendendone l’ esempio in te ; dicendo : Iddio ti faccia esser simile ad Efraim ed a Manasse . E Israele antepose Efraim a Manasse . Poi Israele disse a Giuseppe : Ecco , io muoio , e Iddio sarà con voi , e vi ricondurrà al paese de’ vostri padri . Ed io ti dono una parte sopra i tuoi fratelli , la quale io ho conquistata dalle mani degli Amorrei con la mia spada e col mio arco . POI Giacobbe chiamò i suoi figliuoli , e disse : Adunatevi , ed io vi dichiarerò ciò che vi avverrà nel tempo a venire . Adunatevi e ascoltate , figliuoli di Giacobbe ! Prestate udienza a Israele , vostro padre . RUBEN , tu sei il mio primogenito , La mia possa , e il principio delle mie forze , Eccellente in dignità , ed eccellente in forza . Tutto ciò è scolato come acqua ; non aver la maggioranza ! Perciocchè tu salisti in sul letto di tuo padre ; Allora che tu contaminasti il mio letto , tutto ciò sparì . SIMEONE e LEVI son fratelli ; Le loro spade sono arme di violenza . Non entri l’ anima mia nel lor consiglio segreto ; Non uniscasi la gloria mia alla lor raunanza ; Perciocchè nella loro ira hanno uccisi uomini , E hanno a lor voglia spianato il muro . Maledetta sia l’ ira loro , perciocchè è stata violenta ; E il furor loro , perciocchè è stato aspro ; Io li dividerò per Giacobbe , E li spargerò per Israele . GIUDA , te celebreranno i tuoi fratelli ; La tua mano sarà sopra il collo de’ tuoi nemici ; I figliuoli di tuo padre s’ inchineranno a te ; Giuda è un leoncello ; Figliuol mio , tu sei ritornato dalla preda ; Quando egli si sarà chinato , e si sarà posto a giacere come un leone , Anzi come un gran leone , chi lo desterà ? Lo Scettro non sarà rimosso da Giuda , Nè il Legislatore d’ infra i piedi di esso , Finchè non sia venuto colui al quale quello appartiene ; E inverso lui sarà l’ ubbidienza de’ popoli . Egli lega il suo asinello alla vite , E al tralcio della vite nobile il figlio della sua asina ; Egli lava il suo vestimento nel vino , E i suoi panni nel liquor delle uve . Egli ha gli occhi rosseggianti per lo vino , E i denti bianchi per lo latte . ZABULON abiterà nel porto de’ mari Egli sarà al porto delle navi ; E il suo confine sarà fino a Sidon . ISSACAR è un asino ossuto , Che giace fra due sbarre . E avendo egli veduto che il riposo è cosa buona , E che il paese è ameno , Chinerà la spalla per portar la soma , E diverrà tributario . DAN giudicherà il suo popolo , Come una delle tribù d’ Israele . Dan sarà una serpe in su la strada , Un colubro in sul sentiero , Il qual morde i pasturali del cavallo , Onde colui che lo cavalca cade indietro . O Signore , io ho aspettata la tua salute . Quant’ è a GAD , schiere lo scorreranno ; Ma egli in iscambio scorrerà altri . Dal paese di ASER procederà la grascia della sua vittuaglia , Ed esso produrrà delizie reali . NEFTALI è una cerva sciolta ; Egli proferisce belle parole . GIUSEPPE è un ramo di una vite fruttifera , Un ramo di una vite fruttifera appresso ad una fonte , I cui rampolli si distendono lungo il muro . E benchè egli sia stato amaramente afflitto , E che degli arcieri l’ abbiano saettato e nimicato ; Pur è dimorato l’ arco suo nella sua forza ; E le sue braccia e le sue mani si son rinforzate , Per l’ aiuto del Possente di Giacobbe : Quindi egli è stato il pastore , la pietra d’ Israele , Ciò è proceduto dall’ Iddio di tuo padre , il quale ancora ti aiuterà ; E dall’ Onnipotente , il quale ancora ti benedirà Delle benedizioni del cielo di sopra , Delle benedizioni dell’ abisso che giace disotto , Delle benedizioni delle mammelle e della matrice . Le benedizioni di tuo padre Hanno avanzate le benedizioni de’ miei genitori , E son giunte fino al sommo de’ colli eterni . Esse saranno sopra il capo di Giuseppe , E sopra la sommità del capo di lui , Ch’ è stato messo da parte d’ infra i suoi fratelli . BENIAMINO è un lupo rapace ; La mattina egli divorerà la preda , E in su la sera partirà le spoglie . Tutti costoro sono i capi delle dodici tribù d’ Israele ; e questo è quello che il padre loro disse loro , quando il benedisse , benedicendo ciascuno di essi secondo la sua propria benedizione . Poi comandò , e disse loro : Tosto sarò raccolto al mio popolo ; seppellitemi coi miei padri , nella spelonca ch’ è nel campo di Efron Hitteo ; nella spelonca , ch’ è nel campo di Macpela , il quale è dirincontro a Mamre , nel paese di Cannan ; la quale spelonca Abrahamo comperò da Efron Hitteo , insieme col campo , per possession di sepoltura . Quivi fu seppellito Abrahamo e Sara , sua moglie ; quivi fu seppellito Isacco e Rebecca , sua moglie ; quivi ancora ho seppellita Lea . L’ acquisto di quel campo , e della spelonca ch’ è in esso , fu fatto da’ figliuoli di Het . E , dopo che Giacobbe ebbe finito di dar questi comandamenti a’ suoi figliuoli , ritrasse i piedi dentro al letto , e trapassò , e fu raccolto a’ suoi popoli . E GIUSEPPE , gittatosi sopra la faccia di suo padre , pianse sopra lui , e lo baciò . Poi comandò a’ suoi servitori medici , che imbalsamassero suo padre . E i medici imbalsamarono Israele . E quaranta giorni intieri furono posti ad imbalsamarlo ; perciocchè tanto tempo appunto si metteva ad imbalsamar coloro che s’ imbalsamavano ; e gli Egizj lo piansero per settanta giorni . E , dopo che furono passati i giorni del pianto che si fece per lui , Giuseppe parlò alla famiglia di Faraone , dicendo : Deh ! se io ho trovata grazia appo voi , parlate , vi prego , a Faraone , e ditegli : Che mio padre mi ha fatto giurare , dicendo : Ecco , io mi muoio ; seppelliscimi nella mia sepoltura , la quale io mi ho cavata nel paese di Canaan . Deh ! lascia ora dunque che io vada a seppellire mio padre ; poi ritornerò . E Faraone disse : Va’ , seppellisci tuo padre , come egli ti ha fatto giurare . Giuseppe adunque salì , per seppellir suo padre ; e con lui andarono tutti gli anziani della casa di Faraone , servitori di esso , e tutti gli anziani del paese di Egitto ; e tutta la famiglia di Giuseppe , e i suoi fratelli , e la famiglia di suo padre ; sol lasciarono nella contrada di Gosen le lor famiglie , e le lor gregge , e i loro armenti . Con lui andarono eziandio carri e cavalieri ; talchè lo stuolo fu grandissimo . E , come furono giunti all’ aia di Atad , che era di là dal Giordano , fecero quivi un grande e molto grave lamento . E Giuseppe fece cordoglio di suo padre per sette giorni . Or i Cananei , abitanti di quel paese , veggendo il cordoglio che si faceva nell’ aia di Atad , dissero : Quest’ è un duolo grave agli Egizj : perciò fu posto nome a quell’ aia , Abel-Misraim , ch’ è di là dal Giordano . E i figliuoli di Giacobbe gli fecero come egli avea lor comandato . E lo portarono nel paese di Canaan , e lo seppellirono nella spelonca del campo di Macpela , dirimpetto a Mamre , la quale Abrahamo avea comperata , insieme col campo , da Efron Hitteo , per possession di sepoltura . E Giuseppe , dopo ch’ ebbe seppellito suo padre , se ne ritornò in Egitto , co’ suoi fratelli , e con tutti coloro che erano andati con lui , per seppellir suo padre . Or i fratelli di Giuseppe , veggendo che il padre loro era morto , dissero : Forse Giuseppe ci porterà odio , e nimistà , e non mancherà di renderci tutto il male che gli abbiam fatto . Laonde commisero ad alcuni di andare a Giuseppe , per dirgli ; Tuo padre , avanti che morisse , ordinò , e disse : Dite così a Giuseppe : Perdona , ti prego , ora a’ tuoi fratelli il lor misfatto , e il lor peccato ; conciossiachè essi ti abbiano fatto del male . Deh ! perdona dunque ora a’ servitori dell’ Iddio di tuo padre il lor misfatto . E Giuseppe pianse , quando coloro gli parlarono . I suoi fratelli andarono eziandio a lui ; e , gittatisi in terra davanti a lui , gli dissero : Eccociti per servi . Ma Giuseppe disse loro : Non temiate ; perciocchè , sono io in luogo di Dio ? Voi certo avevate pensato del male contro a me ; ma Iddio ha pensato di convertir quel male in bene , per far ciò che oggi appare , per conservare in vita una gran gente . Ora dunque , non temiate ; io sostenterò voi , e le vostre famiglie . Così li consolò , e li riconfortò . E Giuseppe dimorò in Egitto , con la famiglia di suo padre , e visse centodieci anni . E vide ad Efraim figliuoli della terza generazione ; i figliuoli di Machir , figliuolo di Manasse , nacquero anch’ essi , e furono allevati sopra le ginocchia di Giuseppe . E Giuseppe disse a’ suoi fratelli : Tosto morrò , e Iddio per certo vi visiterà , e vi farà salire fuor di questo paese , nel paese il quale egli giurò ad Abrahamo , a Isacco , e a Giacobbe . E Giuseppe fece giurare i figliuoli d’ Israele , dicendo : Iddio per certo vi visiterà ; allora trasportate di qui le mie ossa . Poi Giuseppe morì , essendo di età di centodieci anni ; e fu imbalsamato , e posto in un cataletto in Egitto . </passage></reply></GetPassage>