<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><GetPassage xmlns="http://relaxng.org/ns/structure/1.0" xmlns:tei="http://www.tei-c.org/ns/1.0" xmlns:ti="http://chs.harvard.edu/xmlns/cts"><request><requestName>GetPassage</requestName><requestUrn>urn:cts:pbc:bible.parallel.ita.diodati:22</requestUrn></request><reply><urn>urn:cts:pbc:bible.parallel.ita.diodati:22</urn><passage>Il Cantico de’ cantici di Salomone . BACIMI egli de’ baci della sua bocca ; Perciocchè i tuoi amori son migliori che il vino . Per l’ odore de’ tuoi preziosi olii odoriferi , Il tuo nome è un olio odorifero sparso , Ti amano le fanciulle . Tirami , noi correremo dietro a te ; Il re mi ha introdotta nelle sue camere ; Noi gioiremo , e ci rallegreremo in te ; Noi ricorderemo i tuoi amori , anzi che il vino ; Gli uomini diritti ti amano . O figliuole di Gerusalemme , io son bruna , ma bella ; Come le tende di Chedar , come i padiglioni di Salomone . Non riguardate che io son bruna ; Perciocchè il sole mi ha tocca co’ suoi raggi ; I figliuoli di mia madre si sono adirati contro a me ; Mi hanno posta guardiana delle vigne ; Io non ho guardata la mia vigna , che è mia . O tu , il qual l’ anima mia ama , dichiarami Ove tu pasturi la greggia , Ed ove tu la fai posare in sul mezzodì ; Perciocchè , perchè sarei io come una donna velata Presso alle mandre de’ tuoi compagni ? Se tu nol sai , o la più bella d’ infra le femmine , Esci seguendo la traccia delle pecore , E pastura le tue caprette . Presso alle tende de’ pastori . AMICA mia , io ti assomiglio alle cavalle Che sono a’ carri di Faraone . Le tue guance son belle ne’ lor fregi , E il tuo collo ne’ suoi monili . Noi ti faremo de’ fregi d’ oro Con punti d’ argento . Mentre il re è nel suo convito , Il mio nardo ha renduto il suo odore . Il mio amico m’ è un sacchetto di mirra , Che passa la notte sul mio seno . Il mio amico m’ è un grappolo di cipro Delle vigne di En-ghedi . Eccoti bella , amica mia , eccoti bella ; I tuoi occhi somigliano quelli de’ colombi . Eccoti bello , amico mio , ed anche piacevole ; Il nostro letto eziandio è verdeggiante . Le travi delle nostre case son di cedri , I nostri palchi son di cipressi . Io son la rosa di Saron , Il giglio delle valli . Quale è il giglio fra le spine , Tale è l’ amica mia fra le fanciulle . Quale è il melo fra gli alberi d’ un bosco , Tale è il mio amico fra i giovani ; Io ho desiderato d’ esser all’ ombra sua , E mi vi son posta a sedere ; E il suo frutto è stato dolce al mio palato . Egli mi ha condotta nella casa del convito , E l’ insegna ch’ egli mi alza è : Amore . Confortatemi con delle schiacciate d’ uva , Sostenetemi con de’ pomi , Perciocchè io languisco d’ amore . Sia la sua man sinistra sotto al mio capo , Ed abbraccimi la sua destra . IO vi scongiuro , o figliuole di Gerusalemme , Per le cavriuole , e per le cerve della campagna , Che voi non isvegliate l’ amor mio , e non le rompiate il sonno , Finchè non le piaccia . Ecco la voce del mio amico ; Ecco , egli ora viene Saltando su per i monti , Saltellando su per i colli . L’ amico mio è simile ad un cavriuolo , O ad un cerbiatto ; Ecco ora sta dietro alla nostra parete , Egli riguarda per le finestre , Egli si mostra per i cancelli . Il mio amico mi ha fatto motto , e mi ha detto : Levati , amica mia , bella mia , e vientene . Perciocchè , ecco , il verno è passato ; Il tempo delle gran piogge è mutato , ed è andato via ; I fiori si veggono sulla terra ; Il tempo del cantare è giunto , E s’ ode la voce della tortola nella nostra contrada . Il fico ha messi i suoi ficucci , E le viti fiorite rendono odore ; Levati , amica mia , bella mia , e vientene . O colomba mia , che stai nelle fessure delle rocce , Ne’ nascondimenti de’ balzi , Fammi vedere il tuo aspetto , Fammi udir la tua voce ; Perciocchè la tua voce è soave , e il tuo aspetto è bello . Pigliateci le volpi , Le piccole volpi che guastano le vigne , Le nostre vigne fiorite . Il mio amico è mio , ed io son sua ; Di lui , che pastura la greggia fra i gigli . Ritornatene , amico mio , A guisa di cavriuolo o di cerbiatto , Sopra i monti di Beter , Finchè spiri l’ aura del giorno , E che le ombre se ne fuggano . Io ho cercato nel mio letto , nelle notti , Colui che l’ anima mia ama ; Io l’ ho cercato , e non l’ ho trovato . Ora mi leverò , e andrò attorno per la città , Per le strade , e per le piazze ; Io cercherò colui che l’ anima mia ama ; Io l’ ho cercato , ma non l’ ho trovato . Le guardie che vanno attorno alla città , mi hanno trovata ; Ed io ho detto loro : Avete voi punto veduto colui che l’ anima mia ama ? Di poco li avea passati , Ed io trovai colui che l’ anima mia ama ; Io lo presi , e nol lascerò , Finchè io non l’ abbia menato in casa di mia madre , E nella camera di quella che mi ha partorita . Io vi scongiuro , figliuole di Gerusalemme , Per le cavriuole , e per le cerve della campagna , Che voi non isvegliate l’ amor mio , e non le rompiate il sonno , Finchè le piaccia . CHI è costei che sale dal deserto , Simile a colonne di fumo , Profumata di mirra , e d’ incenso , E d’ ogni polvere di profumiere ? Ecco il letto di Salomone , Intorno al quale sono sessant’ uomini valenti , De’ prodi d’ Israele . Essi tutti maneggiano la spada , E sono ammaestrati nell’ arme ; Ciascuno ha la sua spada al fianco , Per gli spaventi notturni . Il re Salomone si ha fatta una lettiera Di legno del Libano . Egli ha fatte le sue colonne d’ argento , Il suo capezzale d’ oro , Il suo cielo di porpora , E il mezzo di essa figurato a lavoro di mosaico Dell’ effigie di colei ch’ egli ama , Fra le figliuole di Gerusalemme . Figliuole di Sion , uscite fuori , e vedete Il re Salomone Con la corona , della quale sua madre l’ ha coronato , Nel giorno delle sue sponsalizie , E nel giorno dell’ allegrezza del suo cuore . Eccoti bella , amica mia , eccoti bella ; I tuoi occhi , per entro la tua chioma , Somigliano que’ de’ colombi ; I tuoi capelli son come una mandra di capre lisce , Del monte di Galaad . I tuoi denti son come una mandra di pecore tutte uguali , Che salgono fuor del lavatoio , Ed hanno tutte due gemelli , Senza che ve ne sia alcuna senza figlio . Le tue labbra somigliano un filo tinto in iscarlatto , E il tuo parlare è grazioso ; La tua tempia , per entro la tua chioma , Pare un pezzo di melagrana . Il tuo collo somiglia la torre di Davide , Edificata per gli esercizii dell’ armi , Alla quale sono appiccati mille scudi , Tutte le targhe de’ prodi . I tuoi due seni Son come due cavrioletti gemelli , Che pasturano fra i gigli . Finchè spiri l’ aura del giorno , E che le ombre se ne fuggano , Io me ne andrò al monte della mirra , Ed al colle dell’ incenso . Tu sei tutta bella , amica mia , E non vi è difetto alcuno in te . Vieni meco dal Libano , o Sposa , Vieni meco dal Libano ; Riguarda dalla sommità di Amana , Dalla sommità di Senir , e di Hermon , Da’ ricetti de’ leoni , Da’ monti de’ pardi . Tu mi hai involato il cuore , o Sposa , sorella mia ; Tu mi hai involato il cuore con uno de’ tuoi occhi , Con uno de’ monili del tuo collo . Quanto son belli i tuoi amori , o Sposa , sorella mia ! Quanto son migliori i tuoi amori che il vino ! E l’ odor de’ tuoi olii odoriferi più eccellenti che tutti gli aromati ! O Sposa , le tue labbra stillano favi di miele ; Miele e latte è sotto alla tua lingua ; E l’ odor de’ tuoi vestimenti è come l’ odor del Libano . O Sposa , sorella mia , tu sei un orto serrato , Una fonte chiusa , una fontana suggellata . Le tue piante novelle sono un giardino di melagrani , E d’ altri alberi di frutti deliziosi ; Di piante di cipro e di nardo ; Di nardo e di gruogo ; di canna odorosa , e di cinnamomo , E d’ ogni albero d’ incenso ; Di mirra , e d’ aloe , E d’ ogni più eccellente aromato . O fonte degli orti , O pozzo d’ acque vive , O ruscelli correnti giù dal Libano ! Levati , Aquilone , e vieni , Austro ; Spira per l’ orto mio , e fa’ che i suoi aromati stillino . Venga l’ amico mio nel suo orto , E mangi il frutto delle sue delizie . O Sposa , sorella mia , io son venuto nell’ orto mio ; Io ho colta la mia mirra ed i miei aromati ; Io ho mangiato il mio favo ed il mio miele ; Io ho bevuto il mio vino ed il mio latte . Amici , mangiate , bevete , ed inebbriatevi d’ amori . IO dormiva , ma il mio cuore vegliava ; Ed io udii la voce del mio amico , il quale , picchiando , diceva : Aprimi , sorella mia , amica mia , Colomba mia , compiuta mia ; Perciocchè il mio capo è pieno di rugiada , E le mie chiome delle stille della notte . Ed io risposi : Io ho spogliata la mia gonna , come la rivestirei ? Io mi ho lavati i piedi , come li brutterei ? L’ amico mio mise la mano per lo buco dell’ uscio , E le mie interiora si commossero per amor di lui . Io mi levai , per aprire al mio amico ; E le mie mani stillarono mirra , E le mie dita mirra schietta , Sopra la maniglia della serratura . Io apersi all’ amico mio ; Ma l’ amico mio già si era ritratto , ed era passato oltre . Io era fuor di me , quando egli parlava ; Io lo cercai , ma non lo trovai ; Io lo chiamai , ma egli non mi rispose . Le guardie , che vanno attorno alla città , mi trovarono , Mi batterono , mi ferirono ; Le guardie delle mura mi levarono il mio velo d’ addosso . Io vi scongiuro , figliuole di Gerusalemme , Se trovate il mio amico , Che gli rapporterete ? Rapportategli che io languisco di amore . Che è il tuo amico , più che un altro amico , O la più bella d’ infra le femmine ? Che è il tuo amico , più che un altro amico , Che tu ci hai così scongiurate ? Il mio amico è bianco e vermiglio , Portando la bandiera fra diecimila . Il suo capo è oro finissimo , Le sue chiome sono crespe , Brune come un corvo . I suoi occhi paiono colombe presso a ruscelli d’ acque ; E sono come lavati in latte , Posti come dentro i castoni d’ un anello . Le sue guance son simili ad un’ aia d’ aromati , Ad aiuole di fiori odorosi ; Le sue labbra paiono gigli , E stillano mirra schietta . Le sue mani paiono anelli d’ oro , Ne’ quali sono incastonati berilli ; Il suo corpo è avorio pulito , Coperto di zaffiri . Le sue gambe son come colonne di marmo , Fondate sopra piedistalli d’ oro fino ; Il suo aspetto è simile al Libano , Eccellente come i cedri . Il suo palato è tutto dolcezze , Ed egli è tutto amorevolezze . Tale è l’ amor mio , tale è l’ amico mio , O figliuole di Gerusalemme . Ove è andato il tuo amico , O la più bella d’ infra le femmine ? Dove si è volto l’ amico tuo , E noi lo cercheremo teco ? Il mio amico è disceso nel suo orto , All’ aie degli aromati , Per pasturar la sua greggia negli orti , E per coglier gigli . Io son dell’ amico mio ; e l’ amico mio , Che pastura la sua greggia fra i gigli , è mio . Amica mia , tu sei bella come Tirsa , Vaga come Gerusalemme , Tremenda come campi a bandiere spiegate . Rivolgi gli occhi tuoi , che non mi guardino fiso ; Perciocchè essi mi sopraffanno ; I tuoi capelli son come una mandra di capre Che pendono dai fianchi di Galaad . I tuoi denti son simili ad una mandra di pecore Che salgono fuor del lavatoio , Le quali hanno tutte due gemelli , E fra esse non ve n’ è alcuna senza figlio . La tua tempia , per entro la tua chioma , È simile ad un pezzo di melagrana . Vi son sessanta regine , ed ottanta concubine , E fanciulle senza numero ; Ma la colomba mia , la compiuta mia , È unica ; ella è unica a sua madre , E singolare a quella che l’ ha partorita ; Le fanciulle l’ hanno veduta , e l’ hanno celebrata beata ; Le regine altresì , e le concubine , e l’ hanno lodata . Chi è costei , che apparisce simile all’ alba , Bella come la luna , pura come il sole , Tremenda come campi a bandiere spiegate ? Io son discesa al giardino delle noci , Per veder le piante verdeggianti della valle , Per veder se le viti mettevano le lor gemme , E i melagrani le lor bocce . Io non mi sono avveduta che il mio desiderio mi ha renduta simile A’ carri di Amminadab . Ritorna , ritorna , o Sullamita ; Ritorna , ritorna , che noi ti miriamo . Perchè mirate la Sullamita Come una danza a due schiere ? O figliuola di principe , quanto son belli i tuoi piedi nel lor calzamento ! Le giunture delle tue membra son come monili Di lavoro di mani d’ artefice . Il tuo seno è come una tazza rotonda , Nella quale non manchi mai il vino profumato ; Il tuo corpo è un mucchio di grano , Intorniato di gigli . I tuoi due seni Paiono due cavrioletti gemelli . Il tuo collo pare una torre d’ avorio ; E gli occhi tuoi le pescine che sono in Hesbon , Presso alla porta di Bat-rabbim ; Il tuo naso pare la Torre del Libano Che riguarda verso Damasco . Il tuo capo sopra te pare un Carmel , E la chioma del tuo capo sembra di porpora , Il re è tenuto prigione dalle tue treccie . Quanto sei bella , e quanto sei piacevole , O amor mio , fra tutte le delizie ! Questa tua statura è simile ad una palma , Ed i tuoi seni a grappoli d’ uva . Io ho detto : Io salirò sopra la palma , E mi appiglierò a’ suoi rami ; Ed i tuoi seni saranno ora come grappoli di vite , E l’ odor del tuo alito come quello de’ pomi ; E la tua bocca sarà come il buon vino , Che cola dolcemente per il mio amico , E scivola fra le labbra de’ dormenti . Io son del mio amico , E il suo desiderio è verso me . Vieni , amico mio , usciamo a’ campi , Passiam la notte nelle ville . Leviamoci la mattina , per andare alle vigne ; Veggiamo se la vite è fiorita , se l’ agresto si scopre , Se i melagrani hanno messe le lor bocce ; Quivi ti darò i miei amori . Le mandragole rendono odore , E in su gli usci nostri vi son delizie d’ ogni sorta , E nuove , e vecchie , Le quali io ti ho riposte , amico mio . Oh fossi tu pur come un mio fratello , Che ha poppato le mammelle di mia madre ! Trovandoti io fuori , ti bacerei , E pur non ne sarei sprezzata . Io ti menerei , e ti condurrei in casa di mia madre ; Tu mi ammaestreresti , Ed io ti darei a bere del vino aromatico , Del mosto del mio melagrano . Sia la sua man sinistra sotto al mio capo , Ed abbraccimi la sua destra . Io vi scongiuro , figliuole di Gerusalemme , Che non destiate l’ amor mio e non le rompiate il sonno , Finchè non le piaccia . CHI è costei , che sale dal deserto , Che si appoggia vezzosamente sopra il suo amico ? Io ti ho svegliato sotto un melo , Dove tua madre ti ha partorito , Là dove quella che ti ha partorito si è sgravidata di te . Mettimi come un suggello in sul tuo cuore , Come un suggello in sul tuo braccio ; Perciocchè l’ amore è forte come la morte , La gelosia è dura come l’ inferno . Le sue brace son brace di fuoco , Son fiamma dell’ Eterno . Molte acque non potrebbero spegnere quest’ amore , Nè fiumi inondarlo ; Se alcuno desse tutta la sostanza di casa sua per quest’ amore , Non se ne farebbe stima alcuna . Noi abbiamo una piccola sorella , La quale non ha ancora mammelle ; Che faremo noi alla nostra sorella , Quando si terrà ragionamento di lei ? Se ella è un muro , Noi vi edificheremo sopra un palazzo d’ argento ; E se è un uscio , Noi la rinforzeremo di tavole di cedro . Io sono un muro , Ed i miei seni son come torri ; Allora sono stata nel suo cospetto come quella che ha trovata pace . Salomone avea una vigna in Baal-hamon , Ed egli la diede a de’ guardiani , Con patti che ciascun di loro gli portasse mille sicli d’ argento Per lo frutto di essa . La mia vigna , che è mia , è davanti a me . Sieno i mille sicli tuoi , o Salomone ; Ed abbianne i guardiani del frutto di essa dugento . O tu , che dimori ne’ giardini , I compagni attendono alla tua voce ; Fammela udire . Riduciti prestamente , o amico mio , A guisa di cavriuolo , o di cerbiatto , Sopra i monti degli aromati . </passage></reply></GetPassage>