<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><GetPassage xmlns="http://relaxng.org/ns/structure/1.0" xmlns:tei="http://www.tei-c.org/ns/1.0" xmlns:ti="http://chs.harvard.edu/xmlns/cts"><request><requestName>GetPassage</requestName><requestUrn>urn:cts:pbc:bible.parallel.ita.diodati:27</requestUrn></request><reply><urn>urn:cts:pbc:bible.parallel.ita.diodati:27</urn><passage>NELL’ anno terzo del regno di Gioiachim , re di Giuda , Nebucadnesar , re di Babilonia , venne contro a Gerusalemme , e l’ assediò . E il Signore diede in man sua Gioiachim , re di Giuda , ed una parte degli arredi della Casa di Dio ; ed egli li condusse nel paese di Sinear , nella casa de’ suoi dii ; e portò quegli arredi nella casa del tesoro de’ suoi dii . E il re disse ad Aspenaz , capo de’ suoi eunuchi , che , d’ infra i figliuoli d’ Israele , e del sangue reale , e de’ principi , ne menasse de’ fanciulli , in cui non fosse alcun difetto , belli d’ aspetto , e intendenti in ogni sapienza , e saputi in iscienza , e dotati d’ avvedimento , e di conoscimento , e prodi della persona , per istare nel palazzo del re ; e che s’ insegnassero loro le lettere , e la lingua de’ Caldei . E il re assegnò loro una certa provvisione per giorno , delle vivande reali , e del vino del suo bere ; e ordinò ancora che si allevassero lo spazio di tre anni , in capo de’ quali stessero davanti al re . Or fra essi furono , de’ figliuoli di Giuda , Daniele , Anania , Misael , ed Azaria . Ma il capo degli eunuchi pose loro altri nomi : a Daniele pose nome Beltsasar ; e ad Anania , Sadrac ; ed a Misael , Mesac ; e ad Azaria , Abed-nego . Or Daniele si mise in cuore di non contaminarsi con le vivande del re , nè col vino del suo bere ; e richiese il capo degli eunuchi che gli fosse permesso di non contaminarsi . E Iddio fece trovare a Daniele grazia , e pietà appresso il capo degli eunuchi . Ma il capo degli eunuchi disse a Daniele : Io temo il re , mio signore , il quale ha ordinato il vostro cibo , e le vostre bevande ; imperocchè , perchè s’ egli vedesse le vostre facce più triste di quelle degli altri fanciulli , pari vostri , vorreste voi rendermi colpevole di fallo capitale inverso il re ? Ma Daniele disse al Melsar , il quale il capo degli eunuchi avea costituito sopra Daniele , Anania , Misael , ed Azaria : Deh ! fa’ prova dei tuoi servitori lo spazio di dieci giorni ; e sienci dati de’ legumi da mangiare , e dell’ acqua da bere . E poi sieno riguardate in presenza tua le nostre facce , e quelle de’ fanciulli che mangiano delle vivande reali ; e allora fa’ co’ tuoi servitori , come tu avviserai . Ed egli acconsentì loro , e fece prova di essi per dieci giorni . E in capo de’ dieci giorni , le lor facce apparvero più belle , e più piene di carne , che quelle di tutti gli altri fanciulli che mangiavano le vivande reali . Laonde il Melsar da quel dì innanzi prendeva le lor vivande , e il vino del lor bere , e dava lor de’ legumi . E Iddio donò a tutti e quattro quei fanciulli conoscimento , e intendimento in ogni letteratura e sapienza ; e rendette Daniele intendente in ogni visione , ed in sogni . E in capo del tempo , che il re avea detto che que’ fanciulli gli fosser menati , il capo degli eunuchi li menò nel cospetto di Nebucadnesar . E il re parlò con loro ; ma fra essi tutti non si trovò alcuno simile a Daniele , ad Anania , a Misael , e ad Azaria ; ed essi stettero nella presenza del re . E in ogni affare di sapienza , e d’ intendimento , del quale il re li domandasse , li trovò sopravanzar per dieci volte tutti i magi , e gli astrologi , ch’ erano in tutto il suo regno . E Daniele fu così fino all’ anno primo del re Ciro . OR Nebucadnesar , nell’ anno , secondo del suo regno , sognò de’ sogni , e il suo spirito ne fu sbigottito , e il suo sonno fu rotto . E il re disse che si chiamassero i magi , e gli astrologi , e gl’ incantatori , e i Caldei , per dichiarare al re i suoi sogni . Ed essi vennero , e si presentarono davanti al re . E il re disse loro : Io ho sognato un sogno , e il mio spirito è sbigottito , desiderando pure di sapere il sogno . E i Caldei dissero al re , in lingua siriaca : O re , possa tu vivere in perpetuo ! di’ il sogno a’ tuoi servitori , e noi ne dichiareremo l’ interpretazione . Il re rispose , e disse a’ Caldei : La cosa mi è fuggita di mente ; se voi non mi fate assapere il sogno , e la sua interpretazione , sarete squartati , e le vostre case saranno ridotte in latrine . Ma se voi mi dichiarate il sogno , e la sua interpretazione , riceverete da me doni , presenti , e grandi onori ; dichiaratemi adunque il sogno , e la sua interpretazione . Essi risposero per la seconda volta , e dissero : Il re dica il sogno a’ suoi servitori , e noi ne dichiareremo l’ interpretazione . Il re rispose , e disse : Io conosco per fermo che voi volete guadagnar tempo ; perciocchè avete veduto che la cosa mi è fuggita di mente . Che se voi non mi dichiarate il sogno , vi è una sola sentenza per voi . Or voi vi eravate preparati a dire in mia presenza alcuna cosa falsa , e perversa , finchè il tempo fosse mutato ; perciò , ditemi il sogno , ed io conoscerò che voi me ne dichiarerete l’ interpretazione . I Caldei risposero in presenza del re , e dissero : Non vi è uomo alcuno sopra la terra , che possa dichiarare al re ciò ch’ egli richiede ; perciò anche alcun re , nè grande , nè signore , non domandò mai cotal cosa ad alcun mago , astrologo , o Caldeo . E la cosa che il re richiede è tanto ardua , che non vi è alcun altro che la possa dichiarare al re , se non gl’ iddii , la cui abitazione non è con la carne . Perciò , il re si adirò , e si crucciò gravemente , e comandò che tutti i savi di Babilonia fosser fatti morire . E il decreto uscì fuori , e i savi erano uccisi ; e si cercò Daniele , e i suoi compagni per farli morire . Allora Daniele stolse l’ esecuzione del decreto , e della sentenza , commessa ad Arioc , capitano delle guardie del re , ch’ era uscito per uccidere i savi di Babilonia . E fece motto ad Arioc , ufficiale del re , e gli disse : Qual è la cagione , che il re ha dato un decreto tanto affrettato ? Allora Arioc fece assapere il fatto a Daniele . E Daniele entrò dal re , e lo richiese che gli desse tempo , e ch’ egli dichiarerebbe l’ interpretazione del sogno al re . Allora Daniele andò a casa sua , e fece assaper la cosa ad Anania , a Misael , e ad Azaria , suoi compagni . Ed essi chiesero misericordia all’ Iddio del cielo , intorno a questo segreto ; acciocchè Daniele , e i suoi compagni non fosser messi a morte con gli altri savi di Babilonia . Allora il segreto fu rivelato a Daniele , in vision notturna . In quello stante Daniele benedisse l’ Iddio del cielo . E Daniele prese a dire : Sia il Nome di Dio benedetto di secolo in secolo ; perciocchè a lui si appartiene la sapienza , e la potenza ; ed egli muta i tempi , e le stagioni ; egli rimuove i re , e altresì li stabilisce ; egli dà la sapienza a’ savi , e il conoscimento a quelli che son dotati d’ intendimento . Egli palesa le cose profonde ed occulte ; egli conosce quel ch’ è nelle tenebre , e la luce abita appo lui . O Dio de’ miei padri , io ti rendo gloria , e lode , che tu mi hai data sapienza , e forza ; e mi hai ora dichiarato quel che noi ti abbiam domandato , avendoci fatto assapere ciò che il re richiede . Per tanto , Daniele entrò da Arioc , al quale , il re avea data commissione di far morire i savi di Babilonia ; e andò , e gli disse così : Non far morire i savi di Babilonia ; menami davanti al re , ed io gli dichiarerò l’ interpretazione del sogno . Allora Arioc menò prestamente Daniele davanti al re , e gli disse così : Io ho trovato un uomo , d’ infra i Giudei , che sono in cattività , il quale dichiarerà al re l’ interpretazione del suo sogno . Il re prese a dire a Daniele , il cui nome era Beltsasar : Mi puoi tu dichiarare il sogno , che io ho veduto , e la sua interpretazione ? Daniele rispose davanti al re , e disse : Il segreto , che il re domanda , nè savi , nè astrologi , nè magi , nè indovini , non possono dichiararlo al re . Ma vi è un Dio in cielo , che rivela i segreti , ed ha fatto assapere al re Nebucadnesar quello che deve avvenire nella fine de’ tempi . Il tuo sogno , e le visioni del tuo capo , in sul tuo letto , erano queste : O re , de’ pensieri ti son saliti sopra il tuo letto , che cosa avverrebbe da questo tempo innanzi , e colui che rivela i segreti ti ha fatto assapere ciò che deve avvenire . Ora , quant’ è a me , questo segreto mi è stato rivelato , non per sapienza , che sia in me sopra tutti i viventi ; ma acciocchè l’ interpretazione ne sia dichiarata al re , e che tu intenda i pensieri del cuor tuo . Tu , o re , riguardavi , ed ecco una grande statua . Questa statua grande , e il cui splendore era eccellente , era in piè dirincontro a te ; e il suo aspetto era spaventevole . Il capo di questa statua era d’ oro fino ; il suo petto , e le sue braccia , d’ argento ; il suo ventre , e le sue cosce , di rame ; le sue gambe , di ferro ; e i suoi piedi , in parte di ferro , in parte di argilla . Tu stavi riguardando , finchè fu tagliata una pietra , senza opera di mani , la qual percosse la statua in su i piedi , ch’ erano di ferro , e d’ argilla ; e li tritò . Allora furono insieme tritati il ferro , l’ argilla , il rame , l’ argento , e l’ oro , e divennero come la pula della aie di state , e il vento li portò via , e non si trovò luogo alcuno per loro ; e la pietra che avea percossa la statua divenne un gran monte , ed empiè tutta la terra . Quest’ è il sogno ; ora ne diremo l’ interpretazione davanti al re . Tu , o re , sei il re dei re ; conciossiachè l’ Iddio del cielo ti abbia dato regno , potenza , e forza , e gloria . E dovunque dimorano i figliuoli degli uomini , le bestie della campagna , e gli uccelli del cielo , egli te li ha dati in mano , e ti ha fatto signore sopra essi tutti . Tu sei quel capo d’ oro . E dopo te sorgerà un altro regno , più basso del tuo ; e poi anche un terzo regno , ch’ è quel del rame , il quale signoreggerà sopra tutta la terra . Poi vi sarà un quarto regno , duro come ferro ; conciossiachè il ferro triti , e fiacchi ogni cosa : e come il ferro trita tutte quelle cose , quello triterà , e romperà tutto . E quant’ è a ciò che tu hai veduti i piedi , e le lor dita , in parte d’ argilla di vasellaio , e in parte di ferro , ciò significa che il regno sarà diviso ; ed anche che vi sarà in esso della durezza del ferro ; conciossiachè tu abbi veduto il ferro mescolato con l’ argilla di vasellaio . E quant’ è a ciò che le dita dei piedi erano in parte di ferro , e in parte d’ argilla , ciò significa che il regno in parte sarà duro , in parte sarà frale . E quant’ è a ciò che tu hai veduto il ferro mescolato con l’ argilla di vasellaio , ciò significa che coloro si mescoleranno per seme umano , ma non potranno unirsi l’ un con l’ altro ; siccome il ferro non può mescolarsi con l’ argilla . E a’ dì di questi re , l’ Iddio del cielo farà sorgere un regno , il quale giammai in eterno non sarà distrutto ; e quel regno non sarà lasciato ad un altro popolo ; esso triterà , e consumerà tutti que’ regni ; ma esso durerà in eterno . Conciossiachè tu abbi veduto che dal monte è stata tagliata una pietra , senza opera di mani , la quale ha tritato il ferro , il rame , l’ argilla , l’ argento , e l’ oro . Il grande Iddio ha fatto assapere al re ciò che avverrà da questo tempo innanzi ; e il sogno è verace , e la sua interpretazione è fedele . Allora il re Nebucadnesar cadde sopra la sua faccia , e adorò Daniele ; e comandò che gli si offerissero offerte e profumi . E il re fece motto a Daniele , e gli disse : Di vero il vostro Dio è l’ Iddio degl’ iddii , e il Signore dei re , e il rivelatore de’ segreti ; poichè tu hai potuto rivelar questo segreto . Allora il re aggrandì Daniele , e gli donò molti gran presenti , e lo costituì rettore sopra tutta la provincia di Babilonia , e capo de’ magistrati , sopra tutti i savi di Babilonia . E alla richiesta di Daniele , il re costituì sopra gli affari della provincia di Babilonia , Sadrac , Mesac , ed Abed-nego ; ma Daniele stava alla porta del re . IL re Nebucadnesar fece una statua d’ oro , d’ altezza di sessanta cubiti , e di larghezza di sei cubiti ; e la rizzò nella pianura di Dura , nella provincia di Babilonia . E il re Nebucadnesar mandò a radunare i satrapi , i magistrati , e i duchi , i giudici , i tesorieri , i senatori , i presidenti , e tutti i rettori delle provincie , per venire alla dedicazione della statua , che il re Nebucadnesar avea rizzata . Allora furono radunati i satrapi , i magistrati , e i duchi , i giudici , i tesorieri , i senatori , i presidenti , e tutti i rettori delle provincie , alla dedicazione della statua , che il re Nebucadnesar avea rizzata . Ed essi erano in piè dinanzi alla statua , che Nebucadnesar avea rizzata . E un banditore gridò di forza , dicendo : O popoli , nazioni , e lingue , a voi si dice , che nell’ ora , che voi udirete il suon del corno , del flauto , della cetera , dell’ arpicordo , del salterio , della sampogna , e d’ ogni specie di strumenti di musica , vi gettiate in terra , e adoriate la statua d’ oro , che il re Nebucadnesar ha rizzata . E chiunque non si getterà in terra , e non l’ adorerà , in quella stessa ora sarà gettato nel mezzo d’ una fornace di fuoco ardente . Per la qual cosa , tutti i popoli , nazioni , e lingue , in quello stante ch’ ebbero udito il suon del corno , del flauto , della cetera , dell’ arpicordo , del salterio , e d’ ogni specie di strumenti di musica , si gettarono in terra , e adorarono la statua d’ oro , che il re Nebucadnesar avea rizzata . Perciò , in quel punto alcuni uomini Caldei si fecero avanti , ed accusarono i Giudei . E fecero motto al re Nebucadnesar , e gli dissero : O re , possa tu vivere in perpetuo . Tu , o re , hai fatto un decreto : che ogni uomo che avrà udito il suon del corno , del flauto , della cetera , dell’ arpicordo , del salterio , della sampogna , e d’ ogni specie di strumenti di musica , si getti in terra , ed adori la statua d’ oro ; e che chiunque non si getterà in terra e non l’ adorerà , sia gettato nel mezzo d’ una fornace di fuoco ardente . Or vi son degli uomini Giudei , che tu hai costituiti sopra gli affari della provincia di Babilonia , cioè : Sadrac , Mesac , ed Abed-nego ; questi uomini non fanno conto di te , o re ; non servono a’ tuoi dii , e non adorano la statua d’ oro , che tu hai rizzata . Allora Nebucadnesar , con ira e cruccio , comandò che si menassero Sadrac , Mesac , ed Abed-nego . In quello stante quegli uomini furono menati alla presenza del re . E Nebucadnesar fece loro motto , e disse loro : È egli vero , Sadrac , Mesac , ed Abed-nego , che voi non servite a’ miei dii , e non adorate la statua d’ oro che io ho rizzata ? Or , non siete voi presti , qualora udirete il suon del flauto , della cetera , dell’ arpicordo , del salterio , della sampogna , e d’ ogni specie di strumenti di musica , a gettarvi in terra , e adorar la statua che io ho fatta ? Chè , se non l’ adorate , in quell’ istessa ora sarete gettati nel mezzo d’ una fornace di fuoco ardente ; e quale è quel dio , che vi riscuota di man mia ? Sadrac , Mesac , ed Abed-nego risposero , e dissero al re : O Nebucadnesar , noi non abbiamo bisogno di darti risposta intorno a questo . Ecco , l’ Iddio nostro , al qual serviamo , è potente per liberarci ; ora , o re , liberici egli dalla fornace del fuoco ardente , e dalla tua mano , o no , sappi pure , o re , che noi non serviremo a’ tuoi dii , e che non adoreremo la statua d’ oro , che tu hai rizzata . Allora Nebucadnesar fu ripieno d’ ira , e il sembiante della sua faccia si alterò contro a Sadrac , Mesac , ed Abed-nego ; e prese a dire che si accendesse la fornace sette volte più dell’ usato . Poi comandò a certi uomini de’ più possenti del suo esercito , di legare Sadrac , Mesac , ed Abed-nego , per gettarli nella fornace del fuoco ardente . Allora furono legati quegli uomini , con le lor giubbe , le lor calze , le lor tiare , e tutti i lor vestimenti , e furono gettati nel mezzo della fornace del fuoco ardente . E perciocchè la parola del re affrettava , e la fornace era sommamente accesa , le faville del fuoco uccisero quegli uomini , che vi aveano gettati dentro Sadrac , Mesac , ed Abed-nego . E que’ tre uomini , Sadrac , Mesac , ed Abed-nego , caddero legati nel mezzo della fornace del fuoco ardente . Allora il re Nebucadnesar sbigottì , e si levò prestamente , e fece motto a’ suoi consiglieri , e disse loro : Non abbiamo noi gettati tre uomini legati nel mezzo della fornace del fuoco ardente ? Essi risposero , e dissero al re : Egli è vero , o re . Ed egli rispose , e disse : Ecco , io veggo quattro uomini sciolti , i quali camminano nel mezzo del fuoco , e non vi è nulla di guasto in loro ; e l’ aspetto del quarto è somigliante ad un figliuolo di Dio . Allora Nebucadnesar si accostò alla bocca della fornace del fuoco ardente , e prese a dire : Sadrac , Mesac , ed Abed-nego , servitori dell’ Iddio altissimo , uscite , e venite . Allora Sadrac , Mesac , ed Abed-nego uscirono del mezzo del fuoco . E i satrapi , i magistrati , i duchi , e i consiglieri del re , si adunarono , e riguardavano quegli uomini , sopra i cui corpi il fuoco non avea avuto alcun potere ; talchè non pure un capello del lor capo era stato arso , e le lor giubbe non erano mutate , e l’ odor del fuoco non era penetrato in loro . E Nebucadnesar prese a dire : Benedetto sia l’ Iddio di Sadrac , di Mesac , e di Abed-nego , il quale ha mandato il suo Angelo , ed ha liberati i suoi servitori , che si son confidati in lui , ed hanno trapassato il comandamento del re , ed hanno esposti i lor corpi , per non servire , nè adorare alcun altro dio , che il lor Dio . Perciò , da me è fatto un decreto : che chiunque , di qual popolo , nazione , o lingua egli si sia , proferirà bestemmia contro all’ Iddio di Sadrac , di Mesac , e di Abed-nego , sia squartato , e la sua casa ridotta in latrina ; conciossiachè non vi sia alcun altro Dio , che possa liberare in questa maniera . Allora il re avanzò Sadrac , Mesac , ed Abed-nego , nella provincia di Babilonia . IL re Nebucadnesar , a tutti i popoli , nazioni , e lingue , che abitano in tutta la terra : La vostra pace sia accresciuta . Ei mi è paruto bene di dichiarare i segni , ed i miracoli , che l’ Iddio altissimo ha fatti verso me . O quanto son grandi i suoi segni ! e quanto son potenti i suoi miracoli ! il suo regno è un regno eterno , e la sua signoria è per ogni età . Io , Nebucadnesar , era quieto in casa mia , e fioriva nel mio palazzo . Io vidi un sogno che mi spaventò ; e le immaginazioni ch’ ebbi in sul mio letto , e le visioni del mio capo , mi conturbarono . E da me fu fatto un comandamento , che tutti i savi di Babilonia fossero menati davanti a me , per dichiararmi l’ interpretazione del sogno . Allora vennero i magi , gli astrologi , i Caldei , e gl’ indovini ; ed io dissi loro il sogno ; ma non me ne poterono dichiarare l’ interpretazione . Ma all’ ultimo venne in mia presenza Daniele , il cui nome è Beltsasar , secondo il nome del mio dio , e in cui è lo spirito degl’ iddii santi ; ed io raccontai il sogno davanti a lui , dicendo : O Beltsasar , capo de’ magi ; conciossiachè io sappia che lo spirito degl’ iddii santi è in te , e che niun segreto ti è difficile ; di’ le visioni del mio sogno , che io veduto , cioè , la sua interpretazione . Or le visioni del mio capo , in sul mio letto , erano tali : Io riguardava , ed ecco un albero , in mezzo della terra , la cui altezza era grande . Quell’ albero era grande , e forte , e la sua cima giungeva al cielo , e i suoi rami si stendevano fino all’ estremità della terra . I suoi rami eran belli , e il suo frutto era copioso , e vi era in quello da mangiar per tutti ; le bestie de’ campi si riparavano all’ ombra sotto ad esso , e gli uccelli del cielo albergavano ne’ suoi rami , e d’ esso era nudrita ogni carne . Io riguardava nelle visioni del mio capo , in sul mio letto ; ed ecco , un vegghiante , e santo , discese dal cielo . E gridò di forza , e disse così : Tagliate l’ albero , e troncate i suoi rami ; scotete le sue frondi , e spargete il suo frutto ; dileguinsi le bestie di sotto ad esso , e gli uccelli da’ suoi rami ; ma pure , lasciate in terra il ceppo delle sue radici , e sia legato di legami di ferro , e di rame , fra l’ erba della campagna ; e sia bagnato della rugiada del cielo , e la sua parte sia con le bestie , nell’ erba della terra . Sia il suo cuore mutato , e in luogo di cuor d’ uomo siagli dato cuor di bestia ; e sette stagioni passino sopra lui . La cosa è determinata per la sentenza de’ vegghianti , e la deliberazione è stata conchiusa per la parola de’ santi ; acciocchè i viventi conoscano che l’ Altissimo signoreggia sopra il regno degli uomini , e ch’ egli lo dà a cui gli piace , e costituisce sopra esso l’ infimo d’ infra gli uomini . Questo è il sogno , che io , re Nebucadnesar , ho veduto . Or tu , Beltsasar , dinne l’ interpretazione ; conciossiachè fra tutti i savi del mio regno niuno me ne possa dichiarare l’ interpretazione ; ma tu puoi farlo ; perciocchè lo spirito degl’ iddii santi è in te . Allora Daniele , il cui nome è Beltsasar , restò stupefatto lo spazio di un’ ora , e i suoi pensieri lo spaventavano . Ma il re gli fece motto , e disse : O Beltsasar , non turbiti il sogno , nè la sua interpretazione . Beltsasar rispose , e disse : Signor mio , avvenga il sogno a’ tuoi nemici , e la sua interpretazione a’ tuoi avversari . L’ albero che tu hai veduto , il quale era grande , e forte , e la cui cima giungeva fino al cielo , e i cui rami si stendevano per tutta la terra ; e le cui frondi erano belle , e il frutto copioso , e nel quale vi era da mangiar per tutti ; sotto il quale dimoravano le bestie della campagna , e ne’ cui rami albergavano gli uccelli del cielo ; sei tu stesso , o re , che sei divenuto grande , e forte , e la cui grandezza è cresciuta , ed è giunta al cielo , e la cui signoria è pervenuta fino all’ estremità della terra . E quant’ è a quello che il re ha veduto un vegghiante , e santo , che scendeva dal cielo , e diceva : Tagliate l’ albero , e guastatelo ; ma pure , lasciate il ceppo delle sue radici in terra , legato con legami di ferro , e di rame , fra l’ erba della campagna ; e sia bagnato della rugiada del cielo , e sia la sua parte con le bestie della campagna , finchè sette stagioni sieno passate sopra lui ; questa , o re , ne è l’ interpretazione , e questo è il decreto dell’ Altissimo , che deve essere eseguito sopra il mio signore : Tu sarai scacciato d’ infra gli uomini , e la tua dimora sarà con le bestie della campagna , e pascerai l’ erba come i buoi , e sarai bagnato della rugiada del cielo , e sette stagioni passeranno sopra te , infino a tanto che tu riconosca che l’ Altissimo signoreggia sopra il regno degli uomini , e ch’ egli lo dà a cui gli piace . E ciò ch’ è stato detto , che si lasciasse il ceppo delle radici dell’ albero , significa che il tuo regno ti sarà ristabilito , da che avrai riconosciuto che il cielo signoreggia . Perciò , o re , gradisci il mio consiglio , e poni un termine ai tuoi peccati con la giustizia , ed alle tue iniquità con la misericordia inverso gli afflitti ; ecco , forse la tua prosperità sarà prolungata . Tutte queste cose avvennero al re Nebucadnesar . In capo di dodici mesi egli passeggiava sopra il palazzo reale di Babilonia . E il re prese a dire : Non è questa la gran Babilonia , che io ho edificata per istanza reale , e per gloria della mia magnificenza , con la forza della mia potenza ? Il re avea ancora la parola in bocca , quando una voce discese dal cielo : Ei ti si dice , o re Nebucadnesar : Il regno ti è tolto . E sarai scacciato d’ infra gli uomini , e la tua dimora sarà con le bestie della campagna , e pascerai l’ erba come i buoi , e sette stagioni passeranno sopra te , infino a tanto che tu riconosca che l’ Altissimo signoreggia sopra il regno degli uomini , e ch’ egli lo dà a cui gli piace . In quella stessa ora fu adempiuta quella parola sopra Nebucadnesar ; ed egli fu scacciato d’ infra gli uomini , e mangiò l’ erba come i buoi , e il suo corpo fu bagnato della rugiada del cielo ; tanto che il pelo gli crebbe , come le penne alle aquile , e le unghie , come agli uccelli . Ma , in capo di quel tempo , io Nebucadnesar levai gli occhi al cielo , e il mio conoscimento ritornò in me , e benedissi l’ Altissimo ; e lodai , e glorificai colui che vive in eterno , la cui podestà è una podestà eterna , e il cui regno è per ogni generazione . Ed appo cui tutti gli abitatori della terra son riputati come niente ; e il quale opera come gli piace , nell’ esercito del cielo , e con gli abitatori della terra ; e non vi è alcuno che lo percuota in su la mano , e gli dica : Che cosa fai ? In quel tempo il mio conoscimento tornò in me ; e , con la gloria del mio regno , mi fu restituita la mia maestà , e il mio splendore ; e i miei principi mi ricercarono ; ed io fui ristabilito nel mio regno , e mi fu aggiunta maggior grandezza . Al presente io Nebucadnesar lodo , esalto , e glorifico il Re del cielo , tutte le cui opere son verità , e le vie giudicio ; e il quale può abbassar quelli che procedono con superbia . IL re Belsasar fece un gran convito a mille de’ suoi grandi , e bevea del vino in presenza di que’ mille . E Belsasar , avendo assaporato il vino , comandò che fossero portati i vasi d’ oro e d’ argento , che Nebucadnesar , suo padre , avea tratti fuor del Tempio , ch’ era in Gerusalemme , acciocchè il re , e i suoi grandi , le sue mogli , e le sue concubine , vi bevessero dentro . Allora furono portati i vasi d’ oro , ch’ erano stati tratti fuor del Tempio della Casa del Signore , ch’ era in Gerusalemme . E il re , e i suoi grandi , le sue mogli , e le sue concubine , vi bevvero dentro . Essi beveano del vino , e lodavano gl’ iddii d’ oro , e d’ argento , di rame , di ferro , di legno , e di pietra . In quella stessa ora uscirono delle dita di man d’ uomo , le quali scrivevano dirincontro al candelliere , in su lo smalto della parete del palazzo reale ; e il re vide quel pezzo di mano che scriveva . Allora il color della faccia del re si mutò , e i suoi pensieri lo spaventarono , e i cinti de’ suoi lombi si sciolsero , e le sue ginocchia si urtarono l’ un contro all’ altro . E il re gridò di forza che si facesser venire gli astrologi , i Caldei , e gl’ indovini . E il re prese a dire a’ savi di Babilonia : Chiunque leggerà questa scrittura , e me ne dichiarerà l’ interpretazione , sarà vestito di porpora , e porterà una collana d’ oro in collo , e sarà il terzo signore nel regno . Allora entrarono tutti i savi del re ; ma non poterono leggere quella scrittura , nè dichiararne al re l’ interpretazione . Allora il re Belsasar fu grandemente spaventato , e il color della sua faccia si mutò in lui ; i suoi grandi ancora furono smarriti . La regina , alle parole del re , e de’ suoi grandi , entrò nel luogo del convito , e fece motto al re , e gli disse : O re , possi tu vivere in perpetuo ; i tuoi pensieri non ti spaventino , e il colore della tua faccia non si muti . Vi è un uomo nel tuo regno , in cui è lo spirito degl’ iddii santi ; e al tempo di tuo padre si trovò in lui illuminazione , ed intendimento , e sapienza , pari alla sapienza degl’ iddii ; e il re Nebucadnesar , tuo padre , o re , lo costituì capo de’ magi , degli astrologi , de’ Caldei , e degl’ indovini . Conciossiachè in lui , che è Daniele , a cui il re avea posto nome Beltsasar , fosse stato trovato uno spirito eccellente , e conoscimento , e intendimento , per interpretar sogni , e per dichiarar detti oscuri , e per isciogliere enimmi . Ora chiamisi Daniele , ed egli dichiarerà l’ interpretazione . Allora Daniele fu menato davanti al re . E il re fece motto a Daniele , e gli disse : Sei tu quel Daniele , che è de’ Giudei che sono in cattività , i quali il re , mio padre , condusse di Giudea ? Io ho inteso dir di te , che lo spirito degl’ iddii santi è in te , e che si è trovata in te illuminazione , e intendimento , e sapienza eccellente . Or al presente i savi , e gli astrologi , sono stati menati davanti a me , affin di leggere questa scrittura , e dichiararmi la sua interpretazione ; ma non possono dichiarar l’ interpretazione della cosa . Ma io ho udito dir di te , che tu puoi dare interpretazioni , e sciogliere enimmi . Ora , se tu puoi legger questa scrittura , e dichiararmene l’ interpretazione , tu sarai vestito di porpora , e porterai una collana d’ oro in collo , e sarai il terzo signore nel regno . Allora Daniele rispose , e disse in presenza del re : Tienti i tuoi doni , e da’ ad un altro i tuoi presenti ; pur nondimeno io leggerò la scrittura al re , e gliene dichiarerò l’ interpretazione . O tu re , l’ Iddio altissimo avea dato regno , e grandezza , e gloria , e magnificenza , a Nebucadnesar , tuo padre ; e per la grandezza , ch’ egli gli avea data , tutti i popoli , nazioni , e lingue , tremavano , e temevano della sua presenza ; egli uccideva chi egli voleva , ed altresì lasciava in vita chi egli voleva ; egli innalzava chi gli piaceva , ed altresì abbassava chi gli piaceva . Ma , quando il cuor suo s’ innalzò , e il suo spirito s’ indurò , per superbire , fu tratto giù dal suo trono reale , e la sua gloria gli fu tolta . E fu scacciato d’ infra gli uomini , e il cuor suo fu renduto simile a quel delle bestie , e la sua dimora fu con gli asini salvatichi ; egli pascè l’ erba come i buoi , e il suo corpo fu bagnato della rugiada del cielo , finchè riconobbe che l’ Iddio altissimo signoreggia sopra il regno degli uomini , e ch’ egli stabilisce sopra quello chi gli piace . Or tu , Belsasar , suo figliuolo , non hai umiliato il tuo cuore , con tutto che tu sapessi tutto ciò . Anzi ti sei innalzato contro al Signore del cielo , e sono stati portati davanti a te i vasi della sua Casa , e in quelli avete bevuto , tu , e i tuoi grandi , e le tue mogli , e le tue concubine ; e tu hai lodati gl’ iddii d’ argento , d’ oro , di rame , di ferro , di legno , e di pietra , i quali non veggono , e non odono , e non hanno conoscimento alcuno ; e non hai glorificato Iddio , nella cui mano è l’ anima tua , ed a cui appartengono tutte le tue vie . Allora da parte sua è stato mandato quel pezzo di mano , ed è stata disegnata quella scrittura . Or quest’ è la scrittura ch’ è stata disegnata : MENE , MENE , TECHEL , UPHARSIN . Questa è l’ interpretazione delle parole : MENE : Iddio ha fatto ragione del tuo regno , e l’ ha saldata . TECHEL : tu sei stato pesato alle bilance , e sei stato trovato mancante . PERES : il tuo regno è messo in pezzi , ed è dato a’ Medi , ed a’ Persiani . Allora , per comandamento di Belsasar , Daniele fu vestito di porpora , e portò in collo una collana d’ oro ; e per bando pubblico egli fu dichiarato il terzo signore nel regno . In quella stessa notte Belsasar , re dei Caldei , fu ucciso . E Dario Medo ricevette il regno , essendo d’ età d’ intorno a sessantadue anni . EI piacque a Dario di costituire sopra il regno cenventi satrapi , i quali fossero per tutto il regno ; e sopra essi tre presidenti , de’ quali Daniele era l’ uno , a’ quali que’ satrapi rendessero ragione ; acciocchè il re non sofferisse danno . Or quel personaggio Daniele sopravanzava gli altri presidenti , e satrapi ; perciocchè in lui era uno spirito eccellente , onde il re pensava di costituirlo sopra tutto il regno . Perciò , i presidenti , e i satrapi , cercavano il modo di trovar qualche cagione contro a Daniele , intorno agli affari del regno ; ma non potevano trovare alcuna cagione , nè misfatto ; perciocchè egli era fedele , e non si trovava in lui alcun fallo , nè misfatto . Allora quegli uomini dissero : Noi non possiamo trovar cagione alcuna contro a questo Daniele , se non la troviamo contro a lui intorno alla legge del suo Dio . Allora que’ presidenti , e satrapi , si radunarono appresso del re , e gli dissero così : Re Dario , possa tu vivere in perpetuo . Tutti i presidenti del regno , i magistrati , e i satrapi , i consiglieri , e i duchi , han preso consiglio di formare uno statuto reale , e fare uno stretto divieto che chiunque farà richiesta alcuna a qualunque dio , od uomo , fra qui e trenta giorni , salvo che a te , o re , sia gettato nella fossa dei leoni . Ora , o re , fa’ il divieto , e scrivine lettere patenti , che non si possano mutare ; quali son le leggi di Media , e di Persia , che sono irrevocabili . Il re Dario adunque scrisse le lettere patenti , e il divieto . Or Daniele , quando seppe che le lettere erano scritte , entrò in casa sua ; e , lasciando le finestre della sua sala aperte verso Gerusalemme , a tre tempi del giorno si poneva inginocchioni , e faceva orazione , e rendeva grazie davanti al suo Dio ; perciocchè così era uso di fare per addietro . Allora quegli uomini si radunarono , e trovarono Daniele orando , e supplicando davanti al suo Dio . Ed in quello stante vennero al re , e dissero in sua presenza , intorno al divieto reale : Non hai tu scritto il divieto , che chiunque farà alcuna richiesta a qualunque dio , od uomo , di qui a trenta giorni , salvo che a te , o re , sia gettato nella fossa de’ leoni ? Il re rispose , e disse : La cosa è ferma , nella maniera delle leggi di Media , e di Persia , che sono irrevocabili . Allora essi risposero , e dissero in presenza del re : Daniele , che è di quelli che sono stati menati in cattività di Giudea , non ha fatto conto alcuno di te , o re , nè del divieto che tu hai scritto ; anzi a tre tempi del giorno fa le sue orazioni . Allora , come il re ebbe intesa la cosa , ne fu molto dolente , e pose cura di liberar Daniele ; e fino al tramontar del sole , fece suo sforzo , per iscamparlo . In quel punto quegli uomini si radunarono appresso del re , e gli dissero : Sappi , o re , che i Medi , e i Persiani hanno una legge , che alcun divieto , o statuto , che il re abbia fermato , non si possa mutare . Allora il re comandò che si menasse Daniele , e che si gettasse nella fossa de’ leoni . E il re fece motto a Daniele , e gli disse : L’ Iddio tuo , al qual tu servi con perseveranza , sarà quello che ti libererà . E fu portata una pietra , che fu posta sopra la bocca della fossa ; e il re la suggellò col suo anello , e con l’ anello de’ suoi grandi ; acciocchè non si mutasse nulla intorno a Daniele . Allora il re andò al suo palazzo , e passò la notte senza cena , e non si fece apparecchiar la mensa , e perdette il sonno . Poi il re si levò la mattina a buon’ ora , in su lo schiarir del dì , e andò in fretta alla fossa de’ leoni . E come fu presso della fossa , chiamò Daniele con voce dolorosa , E il re prese a dire a Daniele : Daniele , servitore dell’ Iddio vivente , il tuo Dio , al qual tu servi con perseveranza , avrebbe egli pur potuto scamparti da’ leoni ? Allora Daniele parlò al re , dicendo : O re , possi tu vivere in perpetuo . L’ Iddio mio ha mandato il suo Angelo , il quale ha turata la bocca de’ leoni , talchè non mi hanno guasto ; perciocchè io sono stato trovato innocente nel suo cospetto ; ed anche inverso te , o re , non ho commesso alcun misfatto . Allora il re si rallegrò molto di lui , e comandò che Daniele fosse tratto fuor della fossa ; e Daniele fu tratto fuor della fossa , e non si trovò in lui lesione alcuna ; perciocchè egli si era confidato nel suo Dio . E per comandamento del re , furon menati quegli uomini che aveano accusato Daniele , e furon gettati nella fossa de’ leoni , essi , i lor figliuoli , e le lor mogli ; e non erano ancor giunti al fondo della fossa , che i leoni furono loro addosso , e fiaccaron loro tutte le ossa . Allora il re Dario scrisse a tutti i popoli , nazioni , e lingue , che abitano per tutta la terra , lettere dell’ infrascritto tenore : La vostra pace sia accresciuta . Da parte mia è fatto un decreto : che in tutto l’ imperio del mio regno si riverisca , e tema l’ Iddio di Daniele ; perciocchè egli è l’ Iddio vivente , e che dimora in eterno ; e il suo regno è un regno che non sarà giammai distrutto , e la sua signoria durerà infino al fine . Egli riscuote , e libera , e fa segni , e miracoli in cielo , ed in terra ; egli è quel che ha Daniele riscosso dalle branche dei leoni . Or questo personaggio Daniele prosperò nel regno di Dario , e nel regno di Ciro Persiano . NELL’ anno primo di Belsasar , re di Babilonia , Daniele vide un sogno , e delle visioni del suo capo , sopra il suo letto . Allora egli scrisse il sogno , e dichiarò la somma delle cose . Daniele adunque prese a dire : Io riguardava nella mia visione , di notte , ed ecco , i quattro venti del cielo salivano impetuosamente in sul mar grande . E quattro gran bestie salivano fuor del mare , differenti l’ una dall’ altra . La prima era simile ad un leone , ed avea delle ale d’ aquila ; io stava riguardando , finchè le furono divelte le ale , e fu fatta levar da terra , e che si rizzò in piè , a guisa d’ uomo ; e le fu dato cuor d’ uomo . Poi , ecco un’ altra seconda bestia , simigliante ad un orso , la quale si levò da un lato , ed avea tre costole in bocca , fra i suoi denti . E le fu detto così : Levati , mangia molta carne . Poi io riguardava , ed eccone un’ altra , simigliante ad un pardo , la quale avea quattro ale d’ uccello in sul dosso ; e quella bestia avea quattro teste , e le fu data la signoria . Appresso , io riguardava nelle visioni di notte , ed ecco una quarta bestia , spaventevole , terribile , e molto forte , la quale avea di gran denti di ferro ; ella mangiava , e tritava e calpestava il rimanente co’ piedi ; ed era differente da tutte le bestie , ch’ erano state davanti a lei , ed avea dieci corna . Io poneva mente a queste corna , ed ecco un altro corno piccolo saliva fra quelle , e tre delle prime corna furono divelte d’ innanzi a quello ; ed ecco , quel corno avea degli occhi simiglianti agli occhi d’ un uomo , ed una bocca che proferiva cose grandi . Io stava riguardando , finchè i troni furono posti , e che l’ Antico de’ giorni si pose a sedere ; il suo vestimento era candido come neve , e i capelli del suo capo erano simili a lana netta , e il suo trono era a guisa di scintille di fuoco , e le ruote d’ esso simili a fuoco ardente . Un fiume di fuoco traeva , ed usciva dalla sua presenza ; mille migliaia gli ministravano , e diecimila decine di migliaia stavano davanti a lui ; il giudicio si tenne , e i libri furono aperti . Allora io riguardai , per la voce delle grandi parole , che quel corno proferiva ; e riguardai , finchè la bestia fu uccisa , e il suo corpo fu distrutto , e fu dato ad essere arso col fuoco . La signoria fu eziandio tolta alle altre bestie , e fu loro dato prolungamento di vita , fino ad un tempo , e termine costituito . Io riguardava nelle visioni notturne , ed ecco , con le nuvole del cielo , veniva uno , simile ad un figliuol d’ uomo ; ed egli pervenne fino all’ Antico de’ giorni , e fu fatto accostar davanti a lui . Ed esso gli diede signoria , e gloria , e regno ; e tutti i popoli , nazioni , e lingue , devono servirgli ; la sua signoria è una signoria eterna , la qual non trapasserà giammai ; e il suo regno è un regno che non sarà giammai distrutto . Quant’ è a me Daniele lo spirito mi venne meno in mezzo del corpo , e le visioni del mio capo mi conturbarono . E mi accostai ad uno de’ circostanti , e gli domandai la verità intorno a tutte queste cose ; ed egli me la disse , e mi dichiarò l’ interpretazione delle cose , dicendo : Queste quattro gran bestie significano quattro re , che sorgeranno dalla terra . E poi i santi dell’ Altissimo riceveranno il regno , e lo possederanno in perpetuo , ed in sempiterno . Allora io desiderai di sapere la verità intorno alla quarta bestia , ch’ era differente da tutte le altre , ed era molto terribile ; i cui denti erano di ferro , e le unghie di rame ; che mangiava , tritava , e calpestava il rimanente co’ piedi ; e intorno alle dieci corna ch’ ella avea in capo , e intorno a quell’ ultimo , che saliva , e d’ innanzi al quale tre erano cadute ; e intorno a ciò che quel corno avea degli occhi , e una bocca che proferiva cose grandi ; e che l’ aspetto di esso era maggiore di quello de’ suoi compagni . Io avea riguardato , e quel corno faceva guerra co’ santi , e li vinceva ; finchè l’ Antico de’ giorni venne , e il giudicio fu dato a’ santi dell’ Altissimo ; e venne il tempo che i santi doveano possedere il regno . E colui mi disse così : La quarta bestia significa un quarto regno che sarà in terra , il qual sarà differente da tutti quegli altri regni , e divorerà tutta le terra , e la calpesterà , e la triterà . E le dieci corna significano dieci re , che sorgeranno di quel regno ; ed un altro sorgerà dopo loro , il qual sarà differente da’ precedenti , ed abbatterà tre re . E proferirà parole contro all’ Altissimo , e distruggerà i santi dell’ Altissimo ; e penserà di mutare i tempi , e la Legge ; e i santi gli saran dati nelle mani fino ad un tempo , più tempi , e la metà d’ un tempo . Poi si terrà il giudicio , e la sua signoria gli sarà tolta ; ed egli sarà sterminato , e distrutto fino all’ estremo . E il regno , e la signoria , e la grandezza de’ regni , che sono sotto tutti i cieli , sarà data al popolo de’ santi dell’ Altissimo ; il regno d’ esso sarà un regno eterno , e tutti gl’ imperi gli serviranno , ed ubbidiranno . Qui è la fine delle parole . Quant’ è a me Daniele , i miei pensieri mi spaventarono forte , e il color del mio volto fu mutato in me ; e conservai la cosa nel mio cuore . NELL’ anno terzo del regno del re Belsasar , una visione apparve a me , Daniele , dopo quella che mi era apparita al principio . Io adunque riguardava in visione or io era , quando vidi quella visione , in Susan , stanza reale , ch’ è nella provincia di Elam ; riguardava , dico , in visione , essendo in sul fiume Ulai . Ed alzai gli occhi , e riguardai , ed ecco un montone stava in piè dirincontro al fiume , il quale avea due corna , e quelle due corna erano alte ; me l’ uno era più alto dell’ altro , e il più alto saliva l’ ultimo . Io vidi che quel montone cozzava verso l’ Occidente , verso il Settentrione , e verso il Mezzodì ; e niuna bestia poteva durar davanti a lui ; e non vi era alcuno che riscotesse di man sua , e faceva ciò che gli piaceva , e divenne grande . Ed io posi mente , ed ecco un becco veniva d’ Occidente , sopra la faccia di tutta la terra , e non toccava punto la terra ; e questo becco avea un corno ritorto in mezzo degli occhi . Ed esso venne fino al montone che avea quelle due corna , il quale io avea veduto stare in piè , dirincontro al fiume ; e corse sopra lui nel furor della sua forza . Ed io vidi che , essendo presso del montone , egli infellonì contro a lui , e cozzò il montone , e fiaccò le sue due corna , e non vi fu forza nel montone da durar davanti a lui ; laonde lo gettò per terra , e lo calpestò ; e non vi fu chi scampasse il montone di man sua . E il becco divenne sommamente grande ; ma come egli si fu fortificato , quel gran corno fu rotto ; e in luogo di quello , sorsero quattro altre corna ritorte , verso i quattro venti del cielo . E dell’ uno d’ essi uscì un piccol corno , il quale divenne molto grande verso il Mezzodì , e verso il Levante , e verso il paese della bellezza ; e divenne grande fino all’ esercito del cielo , ed abbattè in terra una parte di quell’ esercito , e delle stelle , e le calpestò . Anzi si fece grande fino al capo dell’ esercito ; e da quel corno fu tolto via il sacrificio continuo e fu gettata a basso la stanza del santuario d’ esso . E l’ esercito fu esposto a misfatto contro al sacrificio continuo ; ed egli gettò la verità in terra , ed operò , e prosperò . Ed io udii un santo , che parlava ; e un altro santo disse a quel tale che parlava : Fino a quando durerà la visione intorno al servigio continuo , ed al misfatto che devasta ? infino a quando saranno il santuario , e l’ esercito , esposti ad esser calpestati ? Ed egli mi disse : Fino a duemila trecento giorni di sera , e mattina ; poi il santuario sarà giustificato . Ora , quando io Daniele ebbi veduta la visione , ne richiesi l’ intendimento ; ed ecco , davanti a me stava come la sembianza di un uomo . Ed io udii la voce d’ un uomo , nel mezzo di Ulai , il qual gridò , e disse : Gabriele , dichiara a costui la visione . Ed esso venne presso del luogo dove io stava ; e quando fu venuto , io fui spaventato , e caddi sopra la mia faccia ; ed egli mi disse : Intendi , figliuol d’ uomo ; perciocchè questa visione è per lo tempo della fine . E mentre egli parlava a me , mi addormentai profondamente , con la faccia in terra ; ma egli mi toccò , e mi fece rizzare in piè , nel luogo dove io stava . E disse : Ecco , io ti farò assapere ciò che avverrà , alla fine dell’ indegnazione ; perciocchè vi sarà una fine al tempo ordinato . Il montone con due corna , che tu hai veduto , significa i re di Media , e di Persia . E il becco irsuto significa il re di Iavan ; e il gran corno , ch’ era in mezzo de’ suoi occhi , è il primo re . E ciò che quello è stato rotto , e quattro son sorti in luogo di esso significa che quattro regni sorgeranno della medesima nazione , ma non già con medesima possanza di quello . Ed alla fine del lor regno , quando gli scellerati saranno venuti al colmo , sorgerà un re audace , e sfacciato , ed intendente in sottigliezze . E la sua potenza si fortificherà , ma non già per la sua forza ; ed egli farà di strane ruine , e prospererà , ed opererà , e distruggerà i possenti , e il popolo de’ santi . E per lo suo senno , la frode prospererà in man sua ; ed egli si magnificherà nel cuor suo , e in pace ne distruggerà molti ; e si eleverà contro al Principe de’ principi ; ma sarà rotto senza opera di mani . E la visione de’ giorni di sera , e mattina , ch’ è stata detta , è verità ; or tu , serra la visione ; perciocchè è di cose che avverranno di qui a molto tempo . Ed io Daniele fui tutto disfatto , e languido per molti giorni ; poi mi levai , e feci gli affari del re ; ed io stupiva della visione ; ma niuno se ne avvide . NELL’ anno primo di Dario , figliuol di Assuero , della progenie di Media , il quale era stato costituito re sopra il regno de’ Caldei ; nell’ anno primo di esso , io Daniele avendo inteso per i libri che il numero degli anni , de’ quali il Signore avea parlato al profeta Geremia , ne’ quali si dovevano compiere le desolazioni di Gerusalemme , era di settant’ anni ; volsi la mia faccia verso il Signore Iddio , con digiuno , con sacco , e con cenere , per dispormi ad orazione , e supplicazione ; e fece orazione , e confessione al Signore Iddio mio , e dissi : Ahi ! Signore , Dio grande , e tremendo , che osservi il patto , e la benignità , a quelli che ti amano , ed osservano i tuoi comandamenti ; noi abbiam peccato , ed abbiamo operato iniquamente , ed empiamente ; e siamo stati ribelli , e ci siam rivolti da’ tuoi comandamenti , e dalle tue leggi . E non abbiamo ubbidito a’ profeti tuoi servitori , i quali hanno , in Nome tuo , parlato a’ nostri re , a’ nostri principi , ed a’ nostri padri , ed a tutto il popolo del paese . A te appartiene la giustizia , o Signore ; ed a noi la confusion di faccia , come appare al dì d’ oggi ; agli uomini di Giuda , agli abitanti di Gerusalemme , ed a tutto Israele , vicini , e lontani , in tutti i paesi dove tu li hai scacciati per lo misfatto loro , che han commesso contro a te . O Signore , a noi appartiene la confusion di faccia , a’ nostri re , a’ nostri principi , e a’ nostri padri ; conciossiachè abbiam peccato contro a te . Al Signore Iddio nostro appartengono le misericordie , e i perdoni ; perciocchè noi ci siam ribellati contro a lui ; e non abbiamo ubbidito alla voce del Signore Iddio nostro , per camminar nelle sue leggi , ch’ egli ci ha proposte per li profeti suoi servitori . E tutto Israele ha trasgredita la tua Legge , e si è tratto indietro , per non ascoltar la tua voce ; laonde è stata versata sopra noi l’ esecrazione , e il giuramento , scritto nella Legge di Mosè , servitor di Dio ; perciocchè noi abbiam peccato contro a lui . Ed egli ha messe ad effetto le sue parole , ch’ egli avea pronunziate contro a noi , e contro a’ nostri rettori , che ci han retti , facendo venir sopra noi un mal grande ; talchè giammai , sotto tutti i cieli , non avvenne cosa simile a quello ch’ è avvenuto in Gerusalemme . Tutto questo male è venuto sopra noi , secondo quello ch’ è scritto nella Legge di Mosè ; e pur noi non abbiam supplicato al Signore Iddio nostro , convertendoci dalle nostre iniquità , e attendendo alla tua verità . E il Signore ha vigilato sopra questo male , e l’ ha fatto venir sopra noi ; perciocchè il Signore Iddio nostro è giusto in tutte le sue opere ch’ egli ha fatte ; conciossiachè noi non abbiamo ubbidito alla sua voce . Or dunque , o Signore Iddio nostro , che traesti il tuo popolo fuori del paese di Egitto , con man forte , e ti acquistasti un Nome , qual’ è al dì d’ oggi ; noi abbiam peccato , noi abbiamo operato empiamente . Signore , secondo tutte le tue giustizie , racquetisi , ti prego , l’ ira tua , e il tuo cruccio , inverso Gerusalemme , tua città ; inverso il monte tuo santo ; conciossiachè , per li nostri peccati , e per l’ iniquità de’ nostri padri , Gerusalemme , e il tuo popolo , sieno in vituperio appo tutti quelli che sono d’ intorno a noi . Ed ora , ascolta , o Dio nostro , l’ orazione del tuo servitore , e le sue supplicazioni ; e per amor del Signore , fa’ risplendere il tuo volto sopra il tuo santuario , che è desolato . Inchina , o Dio mio , il tuo orecchio , ed ascolta ; apri gli occhi , e vedi le nostre desolazioni , e la città che si chiama del tuo Nome ; perciocchè noi non presentiamo le nostre supplicazioni nel tuo cospetto , fondati sopra le nostre giustizie , anzi sopra le tue grandi misericordie . Signore , esaudisci ; Signore , perdona ; Signore , attendi , ed opera , senza indugio , per amor di te stesso , o Dio mio ; perciocchè la tua città , e il tuo popolo , si chiamano del tuo Nome . Ora , mentre io parlava ancora , e faceva orazione , e confessione del mio peccato , e del peccato del mio popolo Israele ; e presentava la mia supplicazione davanti al Signore Iddio mio , per lo monte santo dell’ Iddio mio ; mentre io parlava ancora , orando , quell’ uomo Gabriele , il quale io avea veduto in visione al principio , volò ratto , e mi toccò , intorno al tempo dell’ offerta della sera . Ed egli m’ insegnò , e parlò meco , e disse : Daniele , io sono ora uscito per darti ammaestramento , ed intendimento . Fin dal cominciamento delle tue supplicazioni , la parola è uscita ; ed io son venuto per annunziartela ; perciocchè tu sei uomo gradito ; ora dunque pon mente alla parola , e intendi la visione . Vi sono settanta settimane determinate sopra il tuo popolo , e sopra la tua santa città , per terminare il misfatto , e per far venir meno i peccati , e per far purgamento per l’ iniquità , e per addurre la giustizia eterna , e per suggellar la visione , ed i profeti ; e per ungere il Santo de’ santi . Sappi adunque , ed intendi , che da che sarà uscita la parola , che Gerusalemme sia riedificata , infino al Messia , Capo dell’ esercito , vi saranno sette settimane , e altre sessantadue settimane , nelle quali saranno di nuovo edificate le piazze , e le mura , e i fossi ; e ciò , in tempi angosciosi . E dopo quelle sessantadue settimane , essendo sterminato il Messia senza , che gli resti più nulla , il popolo del Capo dell’ esercito a venire distruggerà la città , e il santuario ; e la fine di essa sarà con inondazione , e vi saranno desolazioni determinate infino al fine della guerra . Ed esso confermerà il patto a molti in una settimana ; e nella metà della settimana farà cessare il sacrificio , e l’ offerta ; poi verrà il desertatore sopra le ale abbominevoli ; e fino alla finale e determinata perdizione , quell’ inondazione sarà versata sopra il popolo desolato . NELL’ anno terzo di Ciro , re di Persia , fu rivelata una parola a Daniele , il cui nome si chiamava Beltsasar ; e la parola è verità , e l’ esercito era grande . Ed egli comprese la parola , ed ebbe intelligenza della visione . In quel tempo io Daniele feci cordoglio lo spazio di tre settimane . Io non mangiai cibo di diletto , e non mi entrò in bocca carne , nè vino , e non mi unsi punto , finchè fu compiuto il termine di tre settimane . E nel ventesimoquarto giorno del primo mese , essendo io in su la ripa del gran fiume , che è Hiddechel , alzai gli occhi , e riguardai , ed ecco un uomo vestito di panni lini , avendo sopra i lombi una cintura di fino oro di Ufaz . E il suo corpo somigliava un grisolito , e la sua faccia era come l’ aspetto del folgore ; e i suoi occhi eran simili a torchi accesi ; e le sue braccia , e i suoi piedi , somigliavano in vista del rame forbito , e il suono delle sue parole pareva il romore d’ una moltitudine . Ed io Daniele solo vidi la visione , e gli uomini ch’ erano meco non la videro ; anzi gran terrore cadde sopra loro , e fuggirono per nascondersi . Ed io rimasi solo , e vidi quella gran visione , e non restò in me forza alcuna , e il mio bel colore fu mutato in ismorto , e non ritenni alcun vigore . Ed io udii la voce delle parole di colui ; e quando ebbi udita la voce delle sue parole , mi addormentai profondamente sopra la mia faccia , col viso in terra . Ed ecco , una mano mi toccò , e mi fece muovere , e stare sopra le ginocchia , e sopra le palme delle mani . E mi disse : O Daniele , uomo gradito , intendi le parole che io ti ragiono , e rizzati in piè nel luogo dove stai ; perciocchè ora sono stato mandato a te . E quando egli mi ebbe detta quella parola , io mi rizzai in piè tutto tremante . Ed egli mi disse : Non temere , o Daniele : perciocchè , dal primo dì che tu recasti il cuor tuo ad intendere , e ad affliggerti nel cospetto dell’ Iddio tuo , le tue parole furono esaudite , ed io son venuto per le tue parole . Ma il principe del regno di Persia mi ha contrastato ventun giorno ; ma ecco , Micael , l’ uno de’ primi principi , è venuto per aiutarmi . Io dunque son rimasto quivi appresso i re di Persia . Ed ora son venuto per farti intendere ciò che avverrà al tuo popolo nella fine de’ giorni ; perciocchè vi è ancora visione per quei giorni . E mentre egli parlava meco in questa maniera , io misi la mia faccia in terra , ed ammutolii . Ed ecco uno , che avea la sembianza d’ un figliuol d’ uomo , mi toccò in su le labbra ; allora io apersi la mia bocca , e parlai , e dissi a colui ch’ era in piè davanti a me : Signor mio , le mie giunture son tutte svolte in me in questa visione , e non ho ritenuto alcun vigore . E come porterebbe il servitore di cotesto mio Signore parlar con cotesto mio Signore ? conciossiachè fino ad ora non sia restato fermo in me alcun vigore , e non sia rimasto in me alcun fiato . Allora di nuovo una sembianza come d’ un uomo mi toccò , e mi fortificò , e disse : Non temere , uomo gradito ; abbi pace , fortificati , e confortati . E come egli parlava meco , io mi fortificai , e dissi : Parli il mio Signore ; perciocchè tu mi hai fortificato . E colui disse : Sai tu perchè io son venuto a te ? Or di presente io ritornerò per guerreggiar col principe di Persia ; poi uscirò , ed ecco , il principe di Iavan verrà . Ma pure io ti dichiarerò ciò ch’ è stampato nella scrittura della verità ; or non vi è niuno che si porti valorosamente meco in queste cose , se non Micael , vostro principe . Or io , nell’ anno primo di Dario Medo , sono stato presente per confortarlo , e per fortificarlo . Ed ora , io ti dichiarerò cose vere . Ecco , vi saranno ancora tre re in Persia ; poi il quarto acquisterà di gran ricchezze sopra tutti gli altri ; e come egli si sarà fortificato nelle sue ricchezze , egli farà muover tutti contro al regno di Iavan . Poi sorgerà un re possente , e valoroso ; il quale possederà un grande imperio , e farà ciò ch’ egli vorrà . Ma tosto ch’ egli sarà sorto , il suo regno sarà rotto , e sarà diviso per li quattro venti del cielo , e non alla sua progenie ; e quello non sarà pari all’ imperio che esso avrà posseduto ; perciocchè il suo regno sarà stirpato , e sarà di altri , oltre a coloro . E il re del Mezzodì si fortificherà , ed un altro de’ capitani d’ esso ; costui si fortificherà sopra quell’ altro , e regnerà , e il suo imperio sarà grande . E in capo d’ alcuni anni , si congiungeranno insieme , e la figliuola del re del Mezzodì verrà al re del Settentrione , per far loro accordi ; ma ella non potrà rattener la forza del braccio ; e nè colui , nè il suo braccio , non potrà durare ; e colei , insieme con quelli che l’ avranno condotta , e il figliuolo di essa , e chi terrà la parte sua , saranno dati a morte in que’ tempi . Ma d’ un rampollo delle radici di essa sorgerà uno , nello stato di colui , il qual verrà con esercito , e verrà contro alle fortezze del re del Settentrione , e farà di gran fatti contro ad esse , e se ne impadronirà ; ed anche menerà in cattività in Egitto i lor dii , co’ lor principi , e co’ lor preziosi arredi d’ oro , e d’ argento ; ed egli durerà per alquanti anni , senza tema del re del Settentrione . E il re del Mezzodì verrà nel suo regno , e se ne ritornerà al suo paese . Poi i figliuoli di colui entreranno in guerra , e aduneranno una moltitudine di grandi eserciti ; e l’ un d’ essi verrà di subito , e inonderà , e passerà oltre ; poi ritornerà ancora , e darà battaglia , e perverrà fino alla fortezza del re del Mezzodì . E il re del Mezzodì , inasprito , uscirà fuori , e combatterà con lui , cioè col re del Settentrione , il qual leverà una gran moltitudine ; ma quella moltitudine sarà data in man del re del Mezzodì . E dopo ch’ egli avrà disfatta quella moltitudine , il cuor suo s’ innalzerà ; onde , benchè abbia abbattute delle decine di migliaia , non però sarà fortificato . E il re del Settentrione leverà di nuovo una moltitudine maggiore della primiera ; e in capo di qualche tempo , ed anni , egli verrà con grosso esercito , e con grande apparecchio . E in quei tempi molti si leveranno contro al re del Mezzodì ; e degli uomini ladroni d’ infra il tuo popolo si eleveranno , per adempier la visione ; e caderanno . E il re del Settentrione verrà , e farà degli argini , e prenderà le città delle fortezze ; e le braccia del Mezzodì , e la scelta del suo popolo non potranno durare , e non vi sarà forza alcuna da resistere . E colui che sarà venuto contro ad esso farà ciò che gli piacerà ; e non vi sarà alcuno che gli possa stare a fronte ; poi egli si fermerà nel paese della bellezza , il quale sarà consumato per man sua . Poi egli imprenderà di venire con le forze di tutto il suo regno , offerendo condizioni d’ accordo , onde egli verrà a capo ; e darà a quell’ altro una figliuola per moglie , corrompendola ; ma ella non sarà costante , e non terrà per lui . Poi egli volgerà la faccia alle isole , e ne prenderà molte ; ma un capitano farà cessare il vituperio fattogli da colui ; e , oltre a ciò , renderà a lui stesso il suo vituperio . Poi egli volgerà la faccia alle fortezze del suo paese , e traboccherà , e caderà , e sarà rotto , e non sarà più trovato . Poi sorgerà nello stato di esso , con maestà reale , uno che manderà attorno esattori : ma fra alquanti dì sarà rotto , non in ira , nè in guerra . Appresso sorgerà nel suo stato uno sprezzato , al qual non sarà imposta la gloria reale ; ma egli verrà quetamente , ed occuperà il regno per lusinghe . E le braccia del paese inondato saranno inondate da lui , e saranno rotte , come anche il capo del patto . E dopo l’ accordo fatto con quell’ altro , egli procederà con frode , e salirà , e si fortificherà con poca gente . Egli entrerà nel riposo , e nei luoghi grassi della provincia , e farà cose , che i suoi padri , nè i padri de’ suoi padri , non avranno mai fatte ; egli spargerà alla sua gente preda , spoglie , e richezze ; e farà delle imprese contro alle fortezze ; e ciò fino ad un tempo . Poi egli moverà le sue forze , e il cuor suo , contro al re del Mezzodì , con grande esercito ; e il re del Mezzodì , verrà a battaglia , con grande e potentissimo esercito ; ma non potrà durare ; perciocchè si faranno delle macchinazioni contro a lui . E quelli che mangeranno il suo piatto lo romperanno ; e l’ esercito di colui inonderà il paese , e molti caderanno uccisi . E il cuore di que’ due re sarà volto ad offender l’ un l’ altro , e in una medesima tavola parleranno insieme con menzogna ; ma ciò non riuscirà bene ; perciocchè vi sarà ancora una fine , al tempo determinato . E colui se ne ritornerà al suo paese con gran ricchezze ; e il suo cuore sarà contro al Patto santo ; ed egli farà di gran cose : e poi se ne ritornerà al suo paese . Al tempo determinato , egli verrà di nuovo contro al paese del Mezzodi ; ma la cosa non riuscirà quest’ ultima volta come la prima . E verranno contro a lui delle navi di Chittim , ed egli ne sarà contristato , e se ne ritornerà , e indegnerà contro al Patto santo , e farà di gran cose : poi ritornerà , e porgerà le orecchie a quelli che avranno abbandonato il Patto santo . E le braccia terranno la parte sua , e profaneranno il santuario della fortezza , e torranno via il sacrificio continuo , e vi metteranno l’ abbominazione disertante . E per lusinghe egli indurrà a contaminarsi quelli che avran misfatto contro al Patto ; ma il popolo di quelli che conoscono l’ Iddio loro si fortificherà , e si porterà valorosamente . E gl’ intendenti d’ infra il popolo ne ammaestreranno molti ; e caderanno per la spada , e per le fiamme , e andranno in cattività , e saranno in preda , per molti giorni . Ma mentre caderanno così , saranno soccorsi di un po’ di soccorso ; e molti si aggiungeranno con loro con bei sembianti infinti . Di quegl’ intendenti adunque ne caderanno alcuni : acciocchè fra loro ve ne sieno di quelli che sieno posti al cimento , e purgati , e imbiancati , fino al tempo della fine ; perciocchè vi sarà ancora una fine , al tempo determinato . Questo re adunque farà ciò che gli piacerà , e s’ innalzerà , e si magnificherà sopra ogni dio ; e proferirà cose strane contro all’ Iddio degl’ iddii ; e prospererà , finchè l’ indegnazione sia venuta meno ; conciossiachè una determinazione ne sia stata fatta . Ed egli non si curerà degl’ iddii de’ suoi padri , nè d’ amor di donne , nè di dio alcuno ; perciocchè egli si magnificherà sopra ogni cosa . Ed egli onorerà un dio delle fortezze sopra il suo seggio ; egli onorerà , con oro , e con argento , e con gemme , e con cose preziose , un dio , il quale i suoi padri non avranno conosciuto . Ed egli verrà a capo de’ luoghi muniti delle fortezze , con quell’ iddio strano ; egli accrescerà d’ onore quelli ch’ egli riconoscerà , e li farà signoreggiar sopra molti , e spartirà la terra per prezzo . Or in sul tempo della fine , il re del Mezzodì cozzerà con lui ; e il re del Settentrione gli verrà addosso , a guisa di turbo , con carri , e con cavalieri , e con molto naviglio ; ed entrerà ne’ paesi d’ esso , e inonderà e passerà a traverso ; ed entrerà nel paese della bellezza , e molti paesi ruineranno ; e questi scamperanno dalla sua mano : Edom , Moab , e la principal parte de’ figliuoli di Ammon . Così egli metterà la mano sopra molti paesi , e il paese di Egitto non iscamperà . E si farà padrone de’ tesori d’ oro , e d’ argento , e di tutte le cose preziose di Egitto ; e i Libii , e gli Etiopi saranno al suo seguito . Ma rumori dal Levante e dal Settentrione lo turberanno ; ed egli uscirà con grande ira , per distruggere , e per disperder molti . E pianterà le tende del suo padiglione reale fra i mari , presso del santo monte di bellezza ; poi , come sarà pervenuto al suo fine , non vi sarà alcun che l’ aiuti . Or in quel tempo si leverà Micael , quel gran principe , che sta per li figliuoli del tuo popolo ; e vi sarà un tempo di distretta , quel non fu giammai , da che questo popolo è stato nazione , fino a quel tempo ; ed in quel tempo d’ infra il tuo popolo sarà salvato chiunque si troverà scritto nel libro . E la moltitudine di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglierà ; gli uni a vita eterna , e gli altri a vituperii , e ad infamia eterna . E gl’ intendenti risplenderanno come lo splendor della distesa ; e quelli che avranno giustificati molti , risplenderanno come le stelle in sempiterno . Or tu , Daniele , serra queste parole , e suggella questo libro , infino al tempo della fine ; allora molti andranno attorno , e la conoscenza sarà accresciuta . Poi io Daniele riguardai , ed ecco , altri due , che stavano ritti in piè ; l’ uno di qua sopra l’ una delle ripe del fiume ; l’ altro di là , sopra l’ altra . E l’ uno d’ essi disse all’ uomo vestito di panni lini , il quale era sopra le acque del fiume : Quando sarà infine il compimento di queste maraviglie ? Ed io udii l’ uomo vestito di panni lini , ch’ era sopra le acque del fiume , il quale , levata la man destra , e la sinistra , al cielo , giurò per Colui che vive in eterno , che tutte queste cose sarebbero compiute , infra un tempo , de’ tempi , e la metà di un tempo ; ed allora che colui avrebbe finito di dissipar le forze del popolo santo . Ed io udii ben ciò , ma non l’ intesi . E dissi : Signor mio , qual sarà la fine di queste cose ? Ed egli mi disse : Va’ , Daniele ; perciocchè queste parole son nascoste , e suggellate , infino al tempo della fine . Molti saranno purificati , e imbiancati , e posti al cimento ; ma gli empi opereranno empiamente ; e niuno degli empi intenderà queste cose : ma gli intendenti le intenderanno . Ora , del tempo che sarà stato tolto il sacrificio continuo , e sarà stata posta l’ abbominazione desertante , vi saranno mille dugennovanta giorni . Beato chi aspetterà pazientemente , e giungerà a mille trecentrentacinque giorni ! Ma quant’ è a te , vattene al tuo fine ; or tu avrai riposo , e dimorerai nella tua condizione fino alla fine de’ tuoi dì . </passage></reply></GetPassage>