<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><GetPassage xmlns="http://relaxng.org/ns/structure/1.0" xmlns:tei="http://www.tei-c.org/ns/1.0" xmlns:ti="http://chs.harvard.edu/xmlns/cts"><request><requestName>GetPassage</requestName><requestUrn>urn:cts:pbc:bible.parallel.ita.diodati:7</requestUrn></request><reply><urn>urn:cts:pbc:bible.parallel.ita.diodati:7</urn><passage>ORA , dopo la morte di Giosuè , i figliuoli d’ Israele domandarono il Signore , dicendo : Chi di noi salirà il primo contro a’ Cananei , per far loro guerra ? E il Signore disse : Salga Giuda ; ecco , io gli ho dato il paese nelle mani . E Giuda disse a Simeone , suo fratello : Sali meco alla mia parte ; e noi guerreggeremo contro a’ Cananei ; poi , ancora io andrò alla tua parte . E Simeone andò con lui . Giuda adunque salì ; e il Signore diede loro nelle mani i Cananei ed i Ferizzei ; ed essi li percossero in Bezec , in numero di diecimila . E trovarono Adonibezec in Bezec , e combatterono contro a lui , e percossero i Cananei ed i Ferizzei . E Adonibezec fuggì ; ma essi lo perseguitarono , e , presolo , gli tagliarono i diti grossi delle mani e de’ piedi . E Adonibezec disse : Settanta re , che aveano i diti grossi delle mani e de’ piedi tagliati , se ne stavano già sotto la mia tavola , a ricoglier ciò che ne cadea ; come io ho fatto , così mi ha Iddio renduto . Ed essi lo menarono in Gerusalemme , e quivi morì . Ora i figliuoli di Giuda aveano combattuta Gerusalemme , e l’ aveano presa , e messa a fil di spada ; e aveano messa la città a fuoco e fiamma . E poi erano scesi per guerreggiar contro a’ Cananei , che abitavano il monte , e nella parte meridionale , e nella pianura . Giuda ancora era andato contro a’ Cananei che abitavano in Hebron , il cui nome per addietro era stato Chiriat-Arba , e avea percosso Sesai , Ahiman e Talmai . E di là era andato contro agli abitanti di Debir , il cui nome per addietro era stato Chiriat-sefer . E Caleb avea detto : Chi percoterà Chiriat-sefer , e la piglierà , io gli darò Acsa , mia figliuola , per moglie . E Otniel , figliuolo di Chenaz , fratel minore di Caleb , l’ avea presa ; ed egli gli diede Acsa , sua figliuola , per moglie . E quando ella venne a marito , ella l’ indusse a domandare un campo a suo padre . Poi ella si gittò giù dall’ asino . E Caleb le disse : Che hai ? Ed ella gli disse : Fammi un dono ; poichè tu m’ hai data una terra asciutta , dammi ancora delle fonti d’ acque . E Caleb le donò delle fonti ch’ erano disopra , e disotto di quella terra . Ora i figliuoli del Cheneo , suocero di Mosè , erano anch’ essi saliti co’ figliuoli di Giuda , dalla città delle palme , al deserto di Giuda , che è dal Mezzodì di Arad . Essi adunque andarono , e dimorarono col popolo . Poi Giuda andò con Simeone , suo fratello , e percosse i Cananei che abitavano in Sefat , e distrussero quella città al modo dell’ interdetto ; onde le fu posto nome Horma . Giuda prese anche Gaza e i suoi confini ; Ascalon e i suoi confini ; ed Ecron e i suoi confini . E il Signore fu con Giuda ; ed essi scacciarono gli abitanti del monte ; ma non poterono scacciar gli abitanti della valle ; perchè aveano de’ carri di ferro . E diedero Hebron a Caleb , secondo che Mosè avea detto ; ed egli ne scacciò i tre figliuoli di Anac . Ora i figliuoli di Beniamino non iscacciarono i Gebusei che abitavano in Gerusalemme ; anzi i Gebusei son dimorati in Gerusalemme , co’ figliuoli di Beniamino , infino a questo giorno . La casa di Giuseppe salì anch’ essa contro a Betel ; e il Signore fu con loro . E fecero spiare Betel , il cui nome anticamente era Luz . E quelli ch’ erano all’ agguato videro un uomo che usciva della città ; e gli dissero : Deh ! mostraci da qual parte si può entrar nella città , e noi useremo benignità inverso te . Egli adunque mostrò loro la parte per la quale potevano entrar nella città ; ed essi la misero a fil di spada ; ma lasciarono andar quell’ uomo con tutta la sua famiglia . Ed egli se ne andò nel paese degli Hittei , ed edificò una città , e le pose nome Luz ; il qual nome le dura infino al dì d’ oggi . Manasse anch’ esso non iscacciò gli abitanti di Bet-sean , nè delle terre del suo territorio ; nè di Taanac , nè delle terre del suo territorio ; nè gli abitanti di Dor , nè delle terre del suo territorio ; nè gli abitanti d’ Ibleam , nè delle terre del suo territorio ; nè gli abitanti di Meghiddo , nè delle terre del suo territorio . E i Cananei si misero in cuore di abitare in quel paese . Ben avvenne che , dopo che Israele si fu rinforzato , egli fece tributari i Cananei ; ma non li scacciò . Efraim anch’ esso non iscacciò i Cananei che abitavano in Ghezer ; anzi i Cananei abitarono per mezzo esso in Ghezer . Zabulon non iscacciò gli abitanti di Chitron , nè gli abitanti di Nahalol ; anzi i Cananei abitarono per mezzo esso , e furono fatti tributari . Aser non iscacciò gli abitanti di Acco , nè gli abitanti di Sidon , nè di Alab , nè di Aczib , nè di Helba , nè di Afic , nè di Rehob . Anzi Aser abitò per mezzo i Cananei che abitavano nel paese ; perciocchè egli non li scacciò . Neftali non iscacciò gli abitanti di Bet-semes , nè gli abitanti di Bet-anat ; anzi abitò per mezzo i Cananei che abitavano nel paese ; e gli abitanti di Bet-semes , e di Bet-anat , furono loro tributari . E gli Amorrei tennero i figliuoli di Dan ristretti nel monte ; perciocchè non li lasciavano scender nella valle . E gli Amorrei si misero in cuore di abitare in Harheres , in Aialon , ed in Saalbim ; ma , essendo la potenza di Giuseppe accresciuta , furono fatti tributari . E i confini degli Amorrei erano dalla salita di Acrabbim , dalla Rocca in su . ORA l’ Angelo del Signore salì di Ghilgal in Bochim , e disse : Io vi ho fatti salir fuori di Egitto , e vi ho condotti nel paese , il quale io avea giurato a’ vostri padri ; e ho detto ; Io non annullerò giammai in eterno il mio patto con voi . Ma voi altresì non patteggiate con gli abitanti di questo paese ; disfate i loro altari ; ma voi non avete ubbidito alla mia voce ; che cosa è questa che voi avete fatta ? Perciò io altresì ho detto : Io non li scaccerò d’ innanzi a voi ; anzi vi saranno a’ fianchi , e i lor dii vi saranno per laccio . E mentre l’ Angelo del Signore diceva queste parole a tutti i figliuoli d’ Israele , il popolo alzò la voce , e pianse . Onde posero nome a quel luogo Bochim ; e quivi sacrificarono al Signore . OR Giosuè rimandò il popolo ; e i figliuoli d’ Israele se ne andarono ciascuno alla sua eredità , per possedere il paese . E il popolo servì al Signore tutto il tempo di Giosuè , e tutto il tempo degli Anziani che sopravvissero a Giosuè , i quali aveano vedute tutte le grandi opere del Signore , le quali egli avea fatte inverso Israele . Poi Giosuè , figliuolo di Nun , servitor del Signore , morì d’ età di cendieci anni ; e fu seppellito ne’ confini della sua eredità in Timnat-heres , nel monte d’ Efraim , dal Settentrione del monte di Gaas . E tutta quella generazione ancora fu raccolta a’ suoi padri ; poi , surse dopo loro un’ altra generazione , la quale non avea conosciuto il Signore , nè le opere ch’ egli avea fatte inverso Israele . E i figliuoli d’ Israele fecero ciò che dispiace al Signore , e servirono a’ Baali . E abbandonarono il Signore Iddio de’ lor padri , il quale li avea tratti fuor del paese di Egitto , e andarono dietro ad altri dii , d’ infra gl’ iddii de’ popoli ch’ erano d’ intorno a loro ; e li adorarono , e irritarono il Signore . E abbandonarono il Signore , e servirono a Baal e ad Astarot . Laonde l’ ira del Signore si accese contro ad Israele , ed egli li diede nelle mani di predatori , i quali li predarono ; e li vendè nelle mani de’ lor nemici d’ ogni intorno , talchè non poterono più stare a fronte a’ lor nemici . Dovunque uscivano , la mano del Signore era contro a loro in male , come il Signore avea loro detto e giurato ; onde furono grandemente distretti . Or il Signore suscitava de’ Giudici , i quali li liberavano dalla mano di quelli che li predavano . Ma non pure a’ lor Giudici ubbidivano ; anzi andavano fornicando dietro ad altri dii , e li adoravano ; subito si rivolgevano dalla via , per la quale erano camminati i lor padri , ubbidendo a’ comandamenti del Signore ; essi non facevano già così . E pure , quando il Signore suscitava loro de’ Giudici , il Signore era col Giudice , e li liberava dalla mano de’ lor nemici , tutto il tempo del Giudice ; perciocchè il Signore si pentiva , per li loro sospiri , che gittavano per cagion di coloro che li oppressavano , e tenevano in distretta . Ma , quando il Giudice era morto , tornavano a corrompersi più che i lor padri , andando dietro ad altri dii , per servirli , e per adorarli ; non tralasciavano nulla delle loro opere , nè della lor via indurata . Laonde l’ ira del Signore si accese contro a Israele ; ed egli disse : Perciocchè questa gente ha trasgredito il mio patto , il quale io avea ordinato a’ lor padri , e non hanno ubbidito alla mia voce ; io altresì non continuerò di scacciar d’ innanzi a loro alcuna delle genti , le quali Giosuè lasciò quando egli morì . Il che fu , per provar per esse Israele se osserverebbero la via del Signore , per camminare in essa , come l’ osservarono i padri loro , o no . Il Signore adunque lasciò quelle genti , senza scacciarle così subito ; e non le diede nelle mani di Giosuè . Ora queste son le genti , che il Signore lasciò per provar con esse Israele , cioè tutti quelli che non aveano avuta conoscenza di tutte le guerra di Canaan ; acciocchè almeno le generazioni de’ figliuoli d’ Israele sapessero che cosa è la guerra , essendo ammaestrati ; quegli almeno che prima non ne aveano conoscenza : I cinque principati de’ Filistei , e tutti i Cananei , i Sidonii , e gli Hivvei che abitavano il monte Libano , dal monte Baal-hermon fino all’ entrata di Hamat . Quelli adunque furono per provar con essi Israele ; per saper se ubbidirebbero a’ comandamenti del Signore , i quali egli avea dati a’ lor padri , per Mosè . COSÌ i figliuoli d’ Israele abitarono per mezzo i Cananei , e gli Hittei , e gli Amorrei , e i Ferizzei , e gli Hivvei , e i Gebusei . E presero le lor figliuole per mogli , e diedero le lor figliuole a’ figliuoli di quelli , e servirono agl’ iddii loro . Così i figliuoli d’ Israele fecero ciò che dispiace al Signore , e dimenticarono il Signore Iddio loro , e servirono a’ Baali , e a’ boschi . Laonde l’ ira del Signore si accese contro ad Israele , ed egli li vendè nelle mani di Cusan-risataim , re di Mesopotamia ; e i figliuoli d’ Israele servirono a Cusan-risataim ott’ anni . Poi i figliuoli d’ Israele gridarono al Signore , ed egli suscitò loro un liberatore che li liberò , cioè : Otniel , figliuolo di Chenaz , fratel minore di Caleb . E lo Spirito del Signore fu sopra lui , ed egli giudicò Israele , e uscì fuori in battaglia ; e il Signore gli diede in mano Cusan-risataim , re di Mesopotamia ; e la sua mano si rinforzò contro a Cusan-risataim . E il paese ebbe requie lo spazio di quarant’ anni . Poi Otniel , figliuolo di Chenaz , morì . E I figliuoli d’ Israele continuarono a fare ciò che dispiace al Signore ; laonde il Signore fortificò Eglon , re di Moab , contro ad Israele ; perciocchè aveano fatto ciò che dispiace al Signore . Ed egli adunò appresso di sè i figliuoli di Ammon , e gli Amalechiti , e andò , e percosse Israele ; ed essi occuparono la città delle palme . E i figliuoli d’ Israele servirono diciotto anni ad Eglon , re di Moab . Poi i figliuoli d’ Israele gridarono al Signore , ed egli suscitò loro un liberatore , cioè : Ehud , figliuolo di Ghera , Beniaminita , il quale era mancino . Or i figliuoli d’ Israele mandarono per lui un presente ad Eglon , re di Moab . Ed Ehud si fece un pugnale a due tagli , lungo un cubito ; e se lo cinse sotto i vestimenti , in su la coscia destra . E presentò il presente ad Eglon , re di Moab , il quale era uomo molto grasso . Ed avendo compiuto di presentare il presente , accommiatò la gente che avea portato il presente . Ma egli se ne ritornò al re , dalle statue di pietra , che son presso di Ghilgal ; e gli disse : Io ho alcuna cosa segreta a dirti . Ed egli gli disse : Taci . Allora tutti quelli che gli stavano d’ intorno uscirono fuori d’ appresso a lui . Ed Ehud si accostò a lui , che sedeva tutto solo nella sua sala dell’ estate ; e disse : Io ho da dirti alcuna cosa da parte di Dio . Ed egli si levò d’ in sul seggio reale . Ed Ehud , dato della man sinistra al pugnale , lo prese d’ in su la coscia destra , e gliel ficcò nel ventre . E quello entrò dietro alla lama infino all’ elsa , e il grasso serrò la lama d’ intorno , sì ch’ egli non potè trargli il pugnale dal ventre ; e lo sterco uscì fuori . Ed Ehud uscì verso il portico , e chiuse le porte della sala dietro a sè , e serrò quella con la chiave . E , dopo ch’ egli fu uscito , i servitori di Eglon vennero , e videro che le porte della sala erano serrate con la chiave ; e dissero : Per certo egli fa i suoi bisogni naturali nella cameretta della sala dell’ estate . E tanto aspettarono che ne furono confusi ; ed ecco , egli non apriva le porte della sala ; laonde presero la chiave , e l’ apersero ; ed ecco , il lor signore giaceva in terra morto . Ma Ehud scampò , mentre essi indugiavano , e passò le statue di pietra , e si salvò in Seira . E , come egli fu giunto , sonò con la tromba nel monte di Efraim ; e i figliuoli d’ Israele scesero con lui dal monte , ed egli andava davanti a loro . Ed egli disse loro : Seguitatemi ; perciocchè il Signore vi ha dati nelle mani i Moabiti , vostri nemici . Così scesero giù dietro a lui , e occuparono a’ Moabiti i passi del Giordano , e non ne lasciarono passare alcuno . E in quel tempo percossero i Moabiti in numero d’ intorno a diecimila uomini , tutti grassi e possenti ; e non ne scampò neppur uno . Così in quel giorno Moab fu abbattuto sotto la mano d’ Israele ; e il paese ebbe riposo ottant’ anni . E , dopo Ehud , fu Samgar , figliuolo di Anat , il quale percosse i Filistei in numero di seicento , con un pungolo da buoi . Ed egli ancora liberò Israele . ORA , dopo che fu morto Ehud , i figliuoli d’ Israele seguitarono a far ciò che dispiace al Signore . Laonde il Signore li vendè nelle mani di Iabin , re di Canaan , che regnava in Hasor ; il Capo del cui esercito era Sisera ; ed egli abitava in Haroset de’ Gentili . E i figliuoli d’ Israele gridarono al Signore ; perciocchè Iabin avea novecento carri di ferro ; e avea già vent’ anni oppressato Israele con violenza . Or in quel tempo Debora , donna profetessa , moglie di Lappidot , giudicava Israele . Ed essa dimorava sotto la Palma di Debora , fra Rama e Betel , nel monte di Efraim ; e i figliuoli d’ Israele salivano a lei a giudicio . Or essa mandò a chiamare , da Chedes di Neftali , Barac , figliuolo di Abinoam ; e gli disse : Non t’ ha il Signore Iddio d’ Israele comandato : Va’ , fa’ massa di gente nel monte di Tabor , e prendi teco diecimila uomini de’ figliuoli di Neftali , e de’ figliuoli di Zabulon ? E io accoglierò contro a te , al torrente di Chison , Sisera , Capo dell’ esercito di Iabin insieme co’ suoi carri , e con la massa della sua gente ; e io te lo darò nelle mani . E Barac le disse : Se tu vai meco , io andrò ; ma , se tu non vai meco , io non andrò . Ed ella disse : Del tutto io andrò teco ; ma pur tu non avrai onore nell’ impresa che tu fai , quando il Signore avrà venduto Sisera nelle mani di una donna . E Debora si mosse e andò con Barac in Chedes . E Barac adunò a grida Zabulon , e Neftali , in Chedes ; e salì , e menò seco diecimila uomini . E Debora salì con lui . Or Heber Cheneo , partitosi da’ Chenei , ch’ erano de’ discendenti di Hobab , suocero di Mosè , avea tesi i suoi padiglioni fino al querceto di Saanaim , ch’ è vicin di Chedes . Allora fu rapportato a Sisera , che Barac , figliuolo di Abinoam , era salito al monte di Tabor . Ed egli adunò tutti i suoi carri , ch’ erano in numero di novecento carri di ferro , e tutta la gente che era seco , da Haroset de’ Gentili fino al torrente di Chison . E Debora disse a Barac : Moviti ; perciocchè questo è il giorno , nel quale il Signore ha messo Sisera nelle tue mani ; il Signore non è egli uscito davanti a te ? Allora Barac scese giù dal monte di Tabor , avendo dietro a sè diecimila uomini . E il Signore mise in rotta Sisera , e tutti i carri , e tutto il campo , mettendolo a fil di spada , davanti a Barac . E Sisera scese giù dal carro , e se ne fuggì a piè . E Barac perseguitò i carri , e il campo , fino in Haroset de’ Gentili ; e tutto il campo di Sisera fu messo a fil di spada , e non ne scampò pur un uomo . E Sisera se ne fuggì a piè verso il padiglione di Iael , moglie di Heber Cheneo ; perciocchè v’ era pace fra Iabin , re di Hasor , e la casa di Heber Cheneo . E Iael uscì fuori incontro a Sisera ; e gli disse : Riduciti , signor mio , riduciti appresso di me ; non temere . Egli adunque si ridusse appresso di lei nel padiglione ; ed ella lo coprì con una schiavina . Ed egli le disse : Deh ! dammi a bere un poco d’ acqua ; perciocchè io ho sete . Ed ella , aperto un baril di latte , gli diè a bere , poi lo ricoperse . Ed egli le disse : Stattene all’ entrata del padiglione ; e se alcuno viene , e ti domanda : Evvi alcuno qua entro ? di’ di no . Ma Iael , moglie di Heber , prese un piuolo del padiglione ; e , messosi un martello in mano , venne a Sisera pianamente , e gli cacciò il piuolo nella tempia , sì ch’ esso si ficcò in terra . Or Sisera era profondamente addormentato e stanco . E così egli morì . Ed ecco Barac , che perseguitava Sisera ; e Iael gli uscì incontro e gli disse : Vieni , e io ti mostrerò l’ uomo che tu cerchi . Ed egli entrò da lei ; ed ecco , Sisera giaceva morto col piuolo nella tempia . Così Iddio abbattè in quel giorno Iabin , re di Canaan , davanti a’ figliuoli di Israele . E la mano de’ figliuoli d’ Israele si andò del continuo aggravando sopra Iabin , re di Canaan , finchè l’ ebbero distrutto . ORA in quel giorno , Debora , con Barac , figliuolo di Abinoam , cantò questo Cantico , dicendo : Benedite il Signore : Perciocchè egli ha fatte le vendette in Israele ; Perciocchè il popolo vi s’ è portato volenterosamente . Ascoltate , o re ; e voi principi , porgete le orecchie ; Io , io canterò al Signore ; Io salmeggerò al Signore Iddio d’ Israele . O Signore , quando tu uscisti di Seir , Quando tu camminasti fuor del territorio di Edom , La terra tremò , i cieli eziandio gocciolarono , E le nuvole eziandio stillarono acqua . I monti colarono , per la presenza del Signore ; Questo Sinai anch’ esso , per la presenza del Signore Iddio d’ Israele . Al tempo di Samgar , figliuolo di Anat ; Al tempo di Iael , le strade maestre erano cessate , E i viandanti andavano per sentieri torti . Le villate in Israele erano venute meno ; Erano venute meno , finch’ io Debora sursi ; Finch’ io sursi , per esser madre in Israele . Quando Israele ha scelti nuovi dii , Allora la guerra è stata alle porte ; Si vedeva egli alcuno scudo , o lancia , Fra quarantamila uomini in Israele ? Il cuor mio è inverso i rettori d’ Israele , Che si son portati francamente fra il popolo . Benedite il Signore . Voi , che cavalcate asine bianche , Che sedete in sul luogo del giudicio ; E voi , viandanti , ragionate di questo . Essendo lo strepito degli arcieri venuto meno , Per mezzo i luoghi ove si attigne l’ acqua , Narrinsi quivi le giustizie del Signore ; Le sue giustizie eseguite per le sue villate in Israele . A tal’ ora il popolo del Signore è sceso alle porte . Destati , destati , Debora ; Destati , destati , di’ un Cantico . Levati , Barac ; e tu , figliuolo di Abinoam , Mena in cattività i tuoi prigioni . A tal’ ora il Signore ha fatto signoreggiare colui ch’ era scampato ; Egli ha fatto signoreggiare il popolo sopra i magnifici ; Egli mi ha fatta signoreggiare sopra i possenti . Da Efraim , da coloro la cui radice è in Amalec , I quali sono dietro a te , o Beniamino , co’ tuoi popoli ; E da Machir , e da Zabulon , son discesi i rettori , Conducendo le loro schiere con bacchette da scriba . I principali d’ Issacar sono stati anch’ essi con Debora , Insieme col popolo d’ Issacar . Così Barac è stato mandato nella valle , Con la gente ch’ egli conduceva . Fra le fiumane di Ruben Vi sono stati grandi uomini in risoluzione di cuore . Perchè sei tu dimorato fra le sbarre delle stalle , Per udire il belar delle gregge ? Fra le fiumane di Ruben , Vi sono stati grandi uomini in deliberazioni di cuore . Galaad è dimorato di là dal Giordano ; E perchè è Dan dimorato presso alle navi ? Ed è Aser restato presso al lito del mare , E si è rattenuto ne’ suoi porti ? Zabulon è un popolo che ha esposta la sua vita alla morte ; Così ancora ha fatto Neftali , In alta campagna . I re son venuti , hanno combattuto ; A tal’ ora i re di Canaan hanno combattuto In Taanac , presso all’ acque di Meghiddo ; Non hanno fatto alcun guadagno d’ argento . Ei s’ è combattuto dal cielo ; Le stelle hanno combattuto contro a Sisera da’ lor cerchi . Il torrente di Chison li ha strascinati via ; Il torrente di Chedumim , il torrente di Chison ; Anima mia , tu hai calpestata la forza . Allora i cavalli si tritarono l’ unghie , Per lo gran calpestio , calpestio de’ lor destrieri . Maledite Meroz , ha detto l’ Angelo del Signore ; Maledite pur gli abitanti di essa ; Perciocchè non son venuti al soccorso del Signore , co’ prodi . Sia benedetta , sopra tutte le donne , Iael , Moglie di Heber Cheneo ; Sia benedetta sopra tutte le donne che stanno in padiglioni . Egli chiese dell’ acqua , ed ella gli diè del latte ; Ella gli porse del fior di latte nella coppa de’ magnifici . Ella diè della man sinistra al piuolo , E della destra al martello de’ lavoranti , E colpì sopra Sisera , e gli passò il capo ; Ella gli trafisse , e gli conficcò la tempia . Egli si chinò fra i piedi di essa , Cadde , giacque in terra ; Si chinò fra i piedi di essa , cadde ; Dove si chinò , quivi cadde deserto . La madre di Sisera riguardava per la finestra ; E , mirando per li cancelli , si lagnava , dicendo : Perchè indugia a venire il suo carro ? Perchè si muovono lentamente i suoi carri ? Le più savie delle sue dame le rispondevano , Ed ella ancora rispondeva a sè stessa : Non hanno essi trovata la preda ? non la spartiscono essi ? Una fanciulla , due fanciulle per uomo ; Le spoglie delle robe di color variato son per Sisera ; Le spoglie delle robe di color variato ricamate ; Egli ha fatta preda di robe di color variato , ricamate da amendue i lati , Da passarvi il collo . Così periscano , o Signore , tutti i tuoi nemici ; E quelli che amano il Signore Sieno come quando il sole esce fuori nella sua forza . Poi il paese ebbe riposo quarant’ anni . ORA i figliuoli d’ Israele fecero ciò che dispiace al Signore : e il Signore li diede nelle mani de’ Madianiti per sette anni . E la mano de’ Madianiti si rinforzò contro ad Israele ; laonde i figliuoli d’ Israele si fecero quelle grotte che son ne’ monti ; e delle spelonche e delle rocche , per tema de’ Madianiti . E , quando Israele avea seminato , i Madianiti , e gli Amalechiti , e gli Orientali , salivano contro a lui . E , fatto campo sopra gl’ Israeliti , guastavano i frutti della terra fino a Gaza ; e non lasciavano in Israele nè vittuaglia , nè pecore , nè buoi , nè asini . Perciocchè salivano con le lor gregge , e co’ lor padiglioni , e venivano come locuste in moltitudine ; ed erano innumerabili , essi e i lor cammelli ; e venivano nel paese per guastarlo . Israele adunque impoverì grandemente , per cagion de’ Madianiti ; laonde i figliuoli d’ Israele gridarono al Signore . E avvenne che , quando i figliuoli di Israele ebbero gridato al Signore , per cagion de’ Madianiti , il Signore mandò loro un uomo profeta , il qual disse loro : Così ha detto il Signore Iddio d’ Israele : Io vi ho fatti salire fuor di Egitto , e vi ho tratti fuor della casa di servitù ; e vi ho riscossi dalla mano degli Egizj , e dalla mano di tutti coloro che vi oppressavano ; e li ho scacciati d’ innanzi a voi , e vi ho dato il lor paese . Or io vi avea detto : Io sono il Signore Iddio vostro ; non temiate gl’ iddii degli Amorrei , nel cui paese voi abitate ; ma voi non avete ubbidito alla mia voce . Poi l’ Angelo del Signore venne , e si pose a sedere sotto la quercia ch’ è in Ofra , il qual luogo era di Ioas Abiezerita . E Gedeone , figliuolo di esso , batteva il grano nel torchio , per salvarlo d’ innanzi a’ Madianiti . E l’ Angelo del Signore gli apparve , e gli disse : Il Signore sia teco , valent’ uomo . E Gedeone gli disse : Ahi ! Signor mio ; come è possibile che il Signore sia con noi ? perchè dunque ci sarebbero avvenute tutte queste cose ? E dove son tutte le sue maraviglie , le quali i nostri padri ci hanno raccontate , dicendo : Il Signore non ci ha egli tratti fuor di Egitto ? ma ora il Signore ci ha abbandonati , e ci ha dati nelle mani de’ Madianiti . E il Signore riguardò verso lui , e gli disse : Vai con cotesta tua forza , e tu salverai Israele dalla mano de’ Madianiti : non t’ ho io mandato ? Ma egli gli disse : Ahi ! Signor mio ; con che salverei io Israele ? ecco , il mio migliaio è il più misero di Manasse , ed io sono il minimo della casa di mio padre . E il Signore gli disse : Perciocchè io sarò teco , e tu percoterai i Madianiti , come se fossero un uomo solo . E Gedeone gli disse : Deh ! se io ho trovata grazia appo te , dammi un segno che tu sei desso , tu che parli meco . Deh ! non moverti di qui , finch’ io venga a te , e ti rechi il mio presente , e te lo metta davanti . Ed egli gli disse : Io rimarrò qui , finchè tu ritorni . Gedeone adunque entrò in casa , e apparecchiò un capretto , e fece de’ pani azzimi d’ un efa di farina ; poi mise la carne in un canestro , e il brodo in una pentola , e gliel recò sotto la quercia , e gliel presentò . E l’ Angelo del Signore gli disse : Piglia questa carne , e questi pani azzimi , e posali in su quel sasso , e spandi il brodo . Ed egli fece così . Allora l’ Angelo del Signore distese il bastone ch’ egli avea in mano , e toccò con la cima di esso la carne e i pani azzimi ; ed ei salì del fuoco dal sasso , che consumò la carne e i pani azzimi . E l’ Angelo del Signore se ne andò via dal cospetto di esso . E Gedeone , avendo veduto ch’ egli era l’ Angelo del Signore , disse : Oimè ! Signore Iddio ; è egli per questo , ch’ io ho veduto l’ Angelo del Signore , a faccia a faccia ? Ma il Signore gli disse : Abbi pace ; non temere , tu non morrai . E Gedeone edificò un altare al Signore , e lo nominò : La pace è del Signore ; il qual resta fino ad oggi in Ofra degli Abiezeriti . E in quella stessa notte il Signore gli disse : Prendi il giovenco di tuo padre , e il secondo bue di sette anni ; e disfai l’ altare di Baal , che è di tuo padre , e taglia il bosco che gli è appresso . Ed edifica un altare al Signore Iddio tuo in su la cima di questa rocca , nell’ istesso luogo ove tu avevi posto l’ apparecchio di quelle vivande ; poi prendi quel secondo bue , e offeriscilo in olocausto con le legne del bosco che tu avrai tagliato . Gedeone adunque prese seco dieci uomini , d’ infra i suoi servitori , e fece così , come il Signore gli avea detto ; e , temendo di farlo di giorno , per cagion della casa di suo padre , e degli uomini della città , lo fece di notte . Ed essendosi gli uomini della città levati la mattina , ecco , l’ altare di Baal era stato disfatto , e il bosco che gli era appresso era stato tagliato , e quel secondo bue era stato offerto sopra l’ altare ch’ era stato edificato . Ed essi dissero l’ uno all’ altro : Chi ha fatto questo ? E avendone domandato , e ricercato , fu detto : Gedeone , figliuol di Ioas , ha fatto questo . E gli uomini della città dissero a Ioas : Mena fuori il tuo figliuolo , e sia fatto morire ; conciossiachè egli abbia disfatto l’ altare di Baal , ed abbia tagliato il bosco che gli era appresso . Ma Ioas disse a tutti i circostanti : Volete voi difender la causa di Baal ? lo volete voi salvare ? chi difenderà la sua causa sarà fatto morire , mentre è ancor mattina . Se egli è dio , contenda con Gedeone , poich’ egli ha disfatto il suo altare . E in quel giorno Ioas pose nome Ierubbaal a Gedeone , dicendo : Contenda Baal con lui , poich’ egli ha disfatto il suo altare . Or tutti i Madianiti , e gli Amalechiti , e gli Orientali , adunatisi insieme , passarono il Giordano , e si accamparono nella valle d’ Izreel . E lo Spirito del Signore investì Gedeone , ed egli sonò con la tromba ; e gli Abiezeriti furono adunati a grida , per seguitarlo . Egli mandò ancora de’ messi per tutto Manasse ; ed esso ancora fu adunato a grida per seguitarlo : mandò anche de’ messi in Aser , e in Zabulon , e in Neftali ; ed essi salirono ad incontrar quegli altri . E Gedeone disse a Dio : Se pur tu vuoi salvar Israele per la mia mano , come tu hai detto , ecco , io porrò in su l’ aia un vello di lana ; se la rugiada è in sul vello solo , e tutta la terra è asciutta , io conoscerò che tu salverai Israele per la mia mano , come tu hai detto . Ed egli avvenne così . Ed egli si levò la mattina seguente , e stringendo il vello , spremè della rugiada una piena coppa d’ acqua . E Gedeone disse a Dio : L’ ira tua non si accenda contro a me , ed io parlerò ancora sol questa volta ; deh ! permetti ch’ io faccia ancora questa sola volta prova col vello ; deh ! sia il vello solo asciutto , e sia la rugiada sopra tutta la terra . E Iddio fece così in quella notte ; e il vello solo fu asciutto , e la rugiada fu sopra tutta la terra . IERUBBAAL adunque che è Gedeone , levatosi la mattina , con tutta la gente ch’ era con lui , si accampò con essa presso alla fonte di Harod ; e il campo de Madianiti gli era dal Settentrione , verso il colle di More , nella valle . E il Signore disse a Gedeone : La gente ch’ è teco è troppa , perchè io dia loro Madian nelle mani ; che talora Israele non si glorii sopra me , dicendo : La mia mano mi ha salvato . Ora dunque fai una grida , che il popolo oda , dicendo : Chi è pauroso e timido , se ne ritorni prestamente indietro dal monte di Galaad . E se ne ritornarono indietro ventiduemila uomini del popolo ; e ne rimasero diecimila . E il Signore disse a Gedeone : La gente è ancora troppa ; falli scendere all’ acqua , e quivi io te li discernerò ; e colui del quale io ti dirò : Costui andrà teco , vada teco ; e colui del quale io ti dirò : Costui non andrà teco , non vada teco . Gedeone adunque fece scender la gente all’ acqua ; e il Signore gli disse : Metti da parte chiunque lambirà l’ acqua con la lingua , come lambisce il cane ; e altresì chiunque s’ inchinerà sopra le ginocchia , per bere . E il numero di coloro che , recatasi l’ acqua con la mano alla bocca , la lambirono , fu di trecento uomini ; e tutto il rimanente della gente s’ inchinò sopra le ginocchia per ber dell’ acqua . E il Signore disse a Gedeone : Per questi trecent’ uomini , che hanno lambita l’ acqua , io vi salverò , e ti darò i Madianiti nelle mani ; ma vadasene tutta l’ altra gente , ciascuno al luogo suo . E quella gente prese della vittuaglia in mano , e le sue trombe . Gedeone adunque rimandò a casa tutti gli altri Israeliti , ciascuno alle sue stanze , e ritenne seco que’ trecent’ uomini . Or il campo de’ Madianiti era disotto di lui nella valle . E in quella notte il Signore gli disse : Levati , scendi nel campo ; perciocchè io te l’ ho dato nelle mani . E se pur tu temi di scendervi , scendi prima tu , con Fura , tuo servitore , verso il campo . E tu udirai ciò che vi si dirà ; e poi le tue mani saranno rinforzate , e tu scenderai nel campo . Egli adunque , con Fura , suo servitore , scese all’ estremità della gente ch’ era in armi nel campo . E i Madianiti , e gli Amalechiti , e tutti gli Orientali , giacevano nella valle , come locuste in moltitudine ; e i lor cammelli erano innumerevoli , ed erano in moltitudine come la rena ch’ è in sul lito del mare . Giuntovi adunque Gedeone , ecco , uno raccontava un sogno al suo compagno , e gli diceva : Ecco , io ho sognato un sogno . E’ mi parea che una focaccia d’ orzo si rotolava verso il campo de’ Madianiti , e giungeva infino a’ padiglioni , e li percoteva , ed essi cadevano ; e li riversava sottosopra , e i padiglioni cadevano . E il suo compagno rispose , e disse : Questo non è altro , se non la spada di Gedeone , figliuolo di Ioas , uomo Israelita ; Iddio gli ha dati i Madianiti , e tutto il campo , nelle mani . E , quando Gedeone ebbe udito raccontare il sogno , ed ebbe intesa la sua interpretazione , adorò . Poi , ritornato al campo d’ Israele , disse : Levatevi ; perciocchè il Signore vi ha dato il campo de’ Madianiti nelle mani . Poi spartì quei trecent’ uomini in tre schiere , e diede a tutti delle trombe in mano , e de’ testi voti , e delle fiaccole dentro ai testi . E disse loro : Riguardate ciò che da me sarà fatto , e fate così voi . Quando adunque io sarò giunto all’ estremità del campo , fate così come farò io . E quando io , con tutti quelli che sono meco , sonerò con la tromba , sonate ancora voi con le trombe , intorno a tutto il campo , e dite : Al Signore , ed a Gedeone . Gedeone adunque , e i cent’ uomini che erano con lui , vennero all’ estremità del campo , al principio della veglia della mezzanotte , come prima furono poste le guardie , e sonarono con le trombe , e spezzarono i testi che aveano nelle mani . Allora le tre schiere sonarono con le trombe , e spezzarono i testi , e tenevano con la man sinistra le fiaccole , e con la destra le trombe per sonare , e gridavano ; La spada del Signore , e di Gedeone . E ciascuno di essi stette fermo nel suo luogo , intorno al campo ; e tutto il campo discorreva qua e là , sclamando , e fuggendo . Ora , mentre que’ trecent’ uomini sonavano con le trombe , il Signore voltò la spada di ciascuno contro al suo compagno , e ciò per tutto il campo . E il campo fuggì fino a Bet-sitta , verso Serera , infino alla ripa d’ Abel-mehola , presso a Tabbat . E gl’ Israeliti furono raunati a grida , di Neftali , e di Aser , e di tutto Manasse , e perseguitarono i Madianiti . E Gedeone mandò de’ messi per tutto il monte d’ Efraim , a dire : Scendete giù ad incontrare i Madianiti , e prendete loro i passi delle acque fino a Bet-bara , lungo il Giordano . Tutti gli Efraimiti adunque , adunatisi a grida , presero i passi delle acque fino a Bet-bara , lungo il Giordano . E presero due Capi dei Madianiti , Oreb e Zeeb ; e ammazzarono Oreb nel luogo detto : Il sasso d’ Oreb ; e Zeeb , nel luogo detto : Il torcolo di Zeeb ; e , dopo aver perseguitati i Madianiti , portarono le teste di que’ Capi a Gedeone , di qua dal Giordano . E GLI uomini di Efraim gli dissero : Che cosa è questo che tu ci hai fatto , di non averci chiamati , quando tu sei andato a combattere contro a Madian ? E contesero aspramente con lui . Ma egli disse loro : Che ho io ora fatto al par di voi ? il raspollar d’ Efraim non vale egli meglio che la vendemmia d’ Abiezer ? Iddio vi ha dati i Capi de’ Madianiti , Oreb , e Zeeb , nelle mani ; e che ho io potuto fare al par di voi ? Allora , dopo ch’ ebbe loro così parlato , il lor cruccio contro a lui si acquetò . Or Gedeone arrivò al Giordano , e , passandolo con que’ trecent’ uomini ch’ erano con lui , i quali stanchi come erano , pur perseguitavano i Madianiti , disse a que’ di Succot : Deh ! date alcuni pezzi di pane alla gente che è al mio seguito ; perciocchè sono stanchi , e io perseguito Zeba , e Salmunna , re di Madian . Ma i principali di Succot risposero : Hai tu già in mano le palme di Zeba e di Salmunna , che noi diamo del pane al tuo esercito ? E Gedeone rispose : Perciò , quando il Signore mi avrà dato nelle mani Zeba e Salmunna , io vi sminuzzerò le carni con delle spine del deserto , e con triboli . Poi di là egli salì in Penuel , e parlò a que’ di Penuel nella medesima maniera ; ed essi gli risposero come que’ di Succot aveano risposto . Ed egli disse parimente a que’ di Penuel : Quando io ritornerò in pace , io disfarò questa torre . Or Zeba e Salmunna , erano in Carcor , co’ lor campi d’ intorno a quindicimila uomini , ch’ erano tutti quelli ch’ erano rimasti di tutto il campo degli Orientali ; e i morti erano cenventimila uomini , che potevano trar la spada . E Gedeone salì traendo al paese di coloro che abitano in padiglioni , dal lato orientale di Noba , e di Iogbea ; e percosse il campo , il qual se ne stava in sicurtà . E Zeba , e Salmunna , fuggirono ; ma egli li perseguitò , e prese i due re di Madian , Zeba , e Salmunna , e mise in rotta tutto il campo . Poi Gedeone , figliuolo di Ioas , se ne ritornò dalla battaglia , dalla salita di Heres . E prese un fanciullo della gente di Succot , e lo domandò ; ed egli gli descrisse i principali e gli Anziani di Succot , ch’ erano settantasette uomini . Poi Gedeone venne agli uomini di Succot , e disse : Ecco Zeba , e Salmunna , de’ quali per ischerno voi mi diceste : Hai tu già nelle mani le palme di Zeba , e di Salmunna , che noi diamo del pane alla tua gente stanca ? Ed egli prese gli Anziani della città , e delle spine del deserto , e de’ triboli , e con essi castigò quegli uomini di Succot . Disfece ancora la torre di Penuel , e uccise gli uomini della città . Poi disse a Zeba , ed a Salmunna : Come erano quegli uomini che voi uccideste in Tabor ? Ed essi risposero : Come tu appunto ; ciascuno di essi pareva nel sembiante un figliuolo di re . Ed egli disse loro : Essi erano miei fratelli , figliuoli di mia madre ; come il Signore vive , se voi aveste loro salvata la vita , io non vi ucciderei . Poi disse a Ieter , suo primogenito : Levati , uccidili . Ma il fanciullo non trasse fuori la sua spada ; perciocchè avea paura ; conciossiachè egli fosse ancor giovanetto . E Zeba , e Salmunna , dissero : Levati su tu , e avventati sopra noi ; perciocchè quale è l’ uomo tale è la sua forza . Gedeone adunque si levò , e uccise Zeba , e Salmunna , e prese le borchie che i lor cammelli aveano al collo . E gl’ Israeliti dissero a Gedeone : Signoreggia sopra noi , tu , e il tuo figliuolo , e il figliuolo del tuo figliuolo ; conciossiachè tu ci abbi salvati dalla mano de’ Madianiti . Ma Gedeone disse loro : Nè io , nè il mio figliuolo , signoreggeremo sopra voi ; il Signore signoreggerà sopra voi . Poi Gedeone disse loro : Io vi farò una richiesta , che ciascun di voi mi dia il monile ch’ egli ha predato ; perciocchè coloro aveano de’ monili d’ oro , perchè erano Ismaeliti . Ed essi dissero : Noi del tutto te li daremo . Steso adunque un ammanto , ciascuno vi gittò il monile ch’ egli aveva predato . E il peso dei monili d’ oro , che Gedeone avea chiesti , fu di mille settecento sicli d’ oro ; oltre alle borchie , e alle collane , e a’ vestimenti di porpora , che i re di Madian aveano indosso ; e oltre a’ collari che i cammelli loro aveano al collo . E Gedeone fece di quell’ oro un Efod , e lo pose in Ofra , sua città ; e tutto Israele fornicò quivi dietro ad esso ; e ciò fu in laccio a Gedeone e alla sua casa . Così Madian fu depresso davanti a’ figliuoli d’ Israle , e non alzò più il capo ; e il paese ebbe riposo per quarant’ anni , a’ dì di Gedeone . E Ierubbaal , figliuolo di Ioas , se ne andò , e dimorò in casa sua . Or Gedeone ebbe settanta figliuoli , ch’ erano usciti della sua anca ; conciossiachè egli avesse molte mogli . E la sua concubina , ch’ era in Sichem , gli partorì anch’ essa un figliuolo , al quale egli pose nome Abimelec . Poi Gedeone , figliolo di Ioas , morì in buona vecchiezza , e fu seppellito nella sepoltura di Ioas , suo padre , in Ofra degli Abiezeriti . E , dopo che Gedeone fu morto , i figliuoli d’ Israele tornarono a fornicare dietro a’ Baali , e si costituirono Baal-berit per dio . E non si ricordarono del Signore Iddio loro , il quale li avea riscossi dalle mani di tutti i lor nemici d’ ogn’ intorno ; e non usarono benignità inverso la casa di Ierubbaal , cioè , di Gedeone , secondo tutto il bene ch’ egli avea operato inverso Israele . OR Abimelec , figliuolo di Ierubbaal , andò in Sichem a’ fratelli di sua madre , e parlò loro , e a tutta la famiglia della casa del padre di sua madre , dicendo : Deh ! parlate a tutti i Sichemiti , e dite loro : Qual cosa è migliore per voi , che settant’ uomini , cioè tutti i figliuoli di Ierubbaal , signoreggino sopra voi , ovvero , che un uomo solo signoreggi sopra voi ? ricordatevi ancora che io sono vostre ossa , e vostra carne . E i fratelli di sua madre parlarono di lui a tutti i Sichemiti , e dissero loro tutte quelle parole ; e il cuor loro s’ inchinò a seguitare Abimelec ; perchè dissero : Egli è nostro fratello . E gli diedero settanta sicli d’ argento , tolti dal tempio di Baal-berit , co’ quali Abimelec soldò degli uomini da nulla , e vagabondi , i quali lo seguitarono . Ed egli venne in casa di suo padre , in Ofra , e uccise in su una stessa pietra i suoi fratelli , figliuoli di Ierubbaal , ch’ erano settant’ uomini ; ma Giotam , figliuol minore di Ierubbaal , scampò ; perchè s’ era nascosto . Poi tutti i Sichemiti , e tutta la casa di Millo , si adunarono insieme , e andarono , e costituirono re Abimelec , presso alla quercia dove era rizzato il piliere in Sichem . E ciò essendo rapportato a Giotam , egli andò , e si fermò in su la sommità del monte di Gherizim ; e alzò la voce , e gridò , e disse loro : Ascoltatemi , Sichemiti , e così vi ascolti Iddio . Gli alberi andarono già per ungere un re che regnasse sopra loro ; e dissero all’ ulivo : Regna sopra noi . Ma l’ ulivo disse loro : Resterei io di produrre il mio olio , il quale Iddio e gli uomini onorano in me , per andar vagando per gli altri alberi ? Poi gli alberi dissero al fico : Vieni tu , regna sopra noi . Ma il fico disse loro : Resterei io di produrre la mia dolcezza , e il mio buon frutto , per andar vagando per gli altri alberi ? E gli alberi dissero alla vite : Vieni tu , regna sopra noi . Ma la vite disse loro : Resterei io di produrre il mio mosto , che rallegra Iddio e gli uomini , per andar vagando per gli altri alberi ? Allora tutti gli alberi dissero al pruno : Vieni tu , regna sopra noi . E il pruno disse agli alberi : Se ciò che voi fate , ungendomi per re sopra voi , è con verità , venite , riparatevi sotto alla mia ombra ; se no , esca il fuoco dal pruno , e consumi i cedri del Libano . Ora altresì , se voi siete proceduti con verità e con integrità , costituendo Abimelec re ; e se avete operato bene inverso Ierubbaal , e inverso la sua casa ; e se voi gli avete renduta la retribuzione delle sue opere conciossiachè mio padre abbia guerreggiato per voi , e abbia cacciato dietro alle spalle ogni riguardo alla sua vita , e vi abbia riscossi dalla mano de’ Madianiti . Ma oggi voi vi siete sollevati contro alla casa di mio padre , e avete uccisi sopra una medesima pietra i suoi figliuoli , in numero di settant’ uomini , e avete costituito re sopra i Sichemiti Abimelec , figliuolo della sua serva , perciocchè egli è vostro fratello ; se , dico , siete oggi proceduti con verità e con integrità , verso Ierubbaal e verso la sua casa , godete d’ Abimelec , e Abimelec goda di voi ; se no , esca il fuoco d’ Abimelec , e consumi i Sichemiti e la casa di Millo ; esca parimente il fuoco de’ Sichemiti e della casa di Millo , e consumi Abimelec . Poi Giotam scampò e se ne fuggì d’ innanzi ad Abimelec suo fratello , e andò in Beer , e quivi dimorò . E Abimelec signoreggiò sopra Israele tre anni . E Iddio mandò uno spirito maligno fra Abimelec e i Sichemiti ; e i Sichemiti ruppero la fede ad Abimelec ; acciocchè la violenza fatta a’ settanta figliuoli di Ierubbaal , e il sangue loro , venisse ad esser messo addosso ad Abimelec lor fratello , il quale li avea uccisi ; e addosso a’ Sichemiti , i quali aveano tenuta mano con lui a uccidere i suoi fratelli . I Sichemiti adunque gli posero agguati in su le sommità de’ monti , i quali rubavano in su la strada chiunque passava appresso di loro . E ciò fu rapportato ad Abimelec . Poi Gaal , figliuolo di Ebed , e i suoi fratelli , vennero , e passarono in Sichem ; e i Sichemiti presero confidenza in lui . E , usciti alla campagna , vendemmiarono le lor vigne , e calcarono le uve , e cantarono delle canzoni . Poi entrarono nel tempio dell’ iddio loro , e mangiarono , e bevvero , e maledissero Abimelec . E Gaal , figliuolo di Ebed , disse : Chi è Abimelec , e quale è Sichem , che noi serviamo ad Abimelec ? non è egli figliuolo di Ierubbaal ? e Zebul non è egli suo commissario ? Servite a’ discendenti di Hemor , padre di Sichem . E perchè serviremo noi a costui ? Oh ! fossemi pur data questa gente sotto la mia condotta , io caccerei Abimelec . Poi disse ad Abimelec : Accresci pure il tuo esercito , e vien fuori . E Zebul , capitano della città , avendo udite le parole di Gaal , figliuolo di Ebed , si accese nell’ ira . E cautamente mandò messi ad Abimelec , a dirgli : Ecco , Gaal , figliuolo di Ebed , e i suoi fratelli , son venuti in Sichem ; ed ecco , stringono la città contro a te . Ora , dunque , levati di notte , con la gente ch’ è teco , e poni agguati nella campagna ; e domattina a buon’ ora , in sul levar del sole , levati , e fa’ una correria sopra la città ; ed ecco , egli e la gente ch’ è con lui , uscirà incontro a te , e tu gli farai secondo che ti occorrerà . Abimelec adunque si levò di notte , con tutta la gente ch’ era con lui , e stettero agli agguati contro a Sichem , in quattro schiere . Or Gaal , figliuolo di Ebed , uscì fuori , e si fermò in su l’ entrata della porta della città ; e Abimelec si levò dagli agguati , con la gente ch’ era con lui . E Gaal , veduta quella gente , disse a Zebul : Ecco della gente , che scende dalle sommità de’ monti . E Zebul gli disse : Tu vedi l’ ombra de’ monti , e ti pare che sieno uomini . E Gaal parlò di nuovo , e disse : Ecco della gente che scende dal bellico del paese , ed una schiera che viene dalla via del querceto degl’ indovini . E Zebul gli disse : Dove è ora la tua bocca , con la quale tu dicevi : Chi è Abimelec , che noi gli serviamo ? Non è egli questo popolo quello che tu sprezzavi ? Deh ! esci ora fuori , e combatti con lui . Allora Gaal uscì fuori davanti a’ Sichemiti , e combattè con Abimelec . Ma Abimelec gli diè la caccia , ed egli fuggì d’ innanzi a lui , e molti caddero uccisi infino all’ entrata della porta . E Abimelec si fermò in Aruma ; e Zebul cacciò di Sichem Gaal , e i suoi fratelli ; talchè non poterono più stare in Sichem . E il giorno seguente , il popolo di Sichem uscì fuori a’ campi ; e ciò fu rapportato ad Abimelec . Ed egli prese la sua gente , e la spartì in tre schiere , e si pose in agguato su per li campi ; e , veggendo che il popolo usciva della città , si levò contro ad esso , e lo percosse . Ed Abimelec , con la schiera ch’ egli avea seco , corse verso la città , e si fermò all’ entrata della porta della città ; e le altre due schiere corsero sopra tutti quelli ch’ erano per li campi , e li percossero . Ed Abimelec combattè contro alla città tutto quel giorno , e la prese , e uccise il popolo ch’ era in essa ; poi spianò la città , e vi seminò del sale . E tutti gli abitanti della torre di Sichem , udito ciò , si ridussero nella fortezza del tempio d’ El-berit . E fu rapportato ad Abimelec , che tutti gli abitanti della torre di Sichem si erano adunati là . Laonde Abimelec salì in sul monte di Salmon , con tutta la gente ch’ era con lui ; e prese delle scuri in mano , e tagliò un ramo d’ albero ; e , toltolo , sel recò in ispalla ; poi disse alla gente ch’ era con lui : Quello che mi avete veduto fare , fatelo prestamente , come ho fatto io . Tutta la gente adunque tagliò anch’ essa de’ rami , ciascuno il suo ; poi , andati dietro ad Abimelec , posero quelli intorno alla fortezza , e arsero la fortezza sopra coloro che v’ erano dentro ; e tutti gli abitanti morirono anch’ essi , in numero d’ intorno a mille persone , tra uomini e donne . Poi Abimelec andò a Tebes , e vi pose campo , e la prese . Ora , nel mezzo della città v’ era una torre forte , nella quale tutti gli uomini e le donne , e tutti gli abitanti della città , si rifuggirono ; e , serratisi dentro , salirono in sul tetto della torre . Ed Abimelec , venuto fino alla torre , la combattè , e si accostò infino alla porta della torre , per bruciarla col fuoco . Ma una donna gittò giù un pezzo di macina in sul capo di Abimelec , e gli spezzò il teschio . Laonde egli prestamente chiamò il fante che portava le sue armi , e gli disse : Tira fuori la tua spada , e uccidimi , che talora non si dica di me : Una donna l’ ha ammazzato . Il suo fante adunque lo trafisse , ed egli morì . E quando gl’ Israeliti ebber veduto che Abimelec era morto , se ne andarono ciascuno al suo luogo . Così Iddio fece la retribuzione ad Abimelec , del male ch’ egli avea commesso contro a suo padre , uccidendo i suoi settanta fratelli . Iddio fece ancora ritornare in sul capo degli uomini di Sichem tutto il male che aveano commesso ; e avvenne loro la maledizione di Giotam , figliuolo di Ierubbaal . ORA , dopo Abimelec , surse , per liberare Israele , Tola , figliuolo di Pua , figliuolo di Dodo , uomo d’ Issacar , il quale dimorava in Samir , nel monte di Efraim . Ed egli giudicò Israele ventitrè anni ; poi morì , e fu seppellito in Samir . E , dopo lui , surse Iair , Galaadita , il quale giudicò Israele ventidue anni . Ed esso ebbe trenta figliuoli , i quali cavalcavano trent’ asinelli , e aveano trenta città , che si chiamano fino ad oggi le Villate di Iair , le quali sono nel paese di Galaad . Poi Iair morì , e fu seppellito in Camon . E I figliuoli d’ Israele continuarono a far ciò che dispiace al Signore , e servirono a’ Baali , e ad Astarot , e agli iddii di Siria , e agl’ iddii di Sidon , e agl’ iddii di Moab , e agl’ iddii de’ figliuoli di Ammon , e agl’ iddii de’ Filistei ; e abbandonarono il Signore , e non gli servivano più . Laonde l’ ira del Signore si accese contro ad Israele ; ed egli lo vendè nelle mani de’ Filistei , e nelle mani dei figliuoli di Ammon . E in quell’ anno , ch’ era il diciottesimo , quelli afflissero ed oppressarono i figliuoli d’ Israele , cioè tutti i figliuoli d’ Israele ch’ erano di là dal Giordano , nel paese degli Amorrei , ch’ è in Galaad . E i figliuoli di Ammon passarono il Giordano , per combattere eziandio contro a Giuda , e contro a Beniamino , e contro alla casa di Efraim ; onde Israele fu grandemente distretto . Allora i figliuoli d’ Israele gridarono al Signore , dicendo : Noi abbiamo peccato contro a te ; conciossiachè abbiamo abbandonato il nostro Dio , e abbiamo servito a’ Baali . E il Signore disse a’ figliuoli d’ Israele : Quando voi avete gridato a me , non vi ho io salvati dalle mani degli Egizi , e degli Amorrei , e de’ figliuoli di Ammon , e de’ Filistei , e de’ Sidonii , e degli Amalechiti , e dei Maoniti , i quali vi oppressavano ? Ma voi mi avete abbandonato , ed avete servito ad altri dii ; perciò , io non vi libererò più . Andate , e gridate agl’ iddii che avete scelti ; salvinvi essi al tempo della vostra angoscia . Ma i figliuoli d’ Israele dissero al Signore : Noi abbiamo peccato ; facci tu tutto quello che ti piacerà ; sol ti preghiamo che tu ci liberi oggi . Allora tolsero gl’ iddii degli stranieri del mezzo di loro , e servirono al Signore ; ed egli si accorò l’ animo per lo travaglio d’ Israele . Or i figliuoli di Ammon si adunarono a grida , e si accamparono in Galaad . I figliuoli d’ Israele si adunarono anch’ essi , e si accamparono in Mispa . E il popolo , cioè i principali di Galaad , dissero gli uni agli altri : Chi sarà l’ uomo che comincerà a combattere contro a’ figliuoli di Ammon ? esso sarà capo a tutti gli abitanti di Galaad . OR Iefte Galaadita era un valente uomo , ed era figliuolo d’ una meretrice ; e Galaad l’ avea generato . E la moglie di Galaad gli avea partoriti de’ figliuoli ; e quando i figliuoli della moglie furono grandi , cacciarono Iefte , e gli dissero : Tu non avrai eredità nella casa di nostro padre ; perciocchè tu sei figliuolo d’ una donna straniera . E Iefte se ne fuggì d’ innanzi a’ suoi fratelli , e dimorò nel paese di Tob ; e presso a lui si adunarono degli uomini da nulla , e uscivano fuori con lui . E , dopo alquanto tempo , avvenne che i figliuoli di Ammon fecero guerra ad Israele . E , mentre i figliuoli di Ammon facevano guerra ad Israele , gli Anziani di Galaad andarono a prender Iefte nel paese di Tob . E dissero a Iefte : Vieni , e sii nostro capitano ; acciocchè noi combattiamo contro a’ figliuoli di Ammon . Ma Iefte disse agli Anziani di Galaad : Non mi avete voi odiato , e cacciato della casa di mio padre ? perchè dunque venite a me , ora che voi siete distretti ? E gli Anziani di Galaad dissero a Iefte : Perciò siamo noi ora ritornati a te , acciocchè tu venga con noi , e combatta contro a’ figliuoli di Ammon ; e che tu sii capo di tutti gli abitanti di Galaad . E Iefte disse agli Anziani di Galaad : Se voi mi riconducete per combattere contro a’ figliuoli di Ammon , e il Signore li mette in mio potere , sarò io vostro capo ? E gli Anziani di Galaad dissero a Iefte : Il Signore attenda a quello che diciamo fra noi , se non facciamo secondo che tu hai detto . Iefte adunque andò con gli Anziani di Galaad ; e il popolo lo costituì capo e condottiere sopra sè ; e Iefte pronunziò davanti al Signore , in Mispa , tutte le parole ch’ egli avea prima dette . Poi Iefte mandò ambasciatori al re de’ figliuoli di Ammon , a dirgli : Che v’ è egli fra me e te , che tu sei venuto contro a me , per far guerra nel mio paese ? E il re de’ figliuoli di Ammon disse agli ambasciatori di Iefte : Io son venuto , perciocchè , quando Israele salì fuor di Egitto , prese il mio paese , dall’ Arnon fino a Iabboc , e infino al Giordano ; ora dunque rendimi quelle contrade amichevolmente . E Iefte mandò di nuovo ambasciatori al re de’ figliuoli di Ammon , a dirgli : Così dice Iefte : Israele non prese il paese di Moab , nè il paese de’ figliuoli di Ammon . Anzi , dopo che Israele fu salito fuor di Egitto , e fu camminato per lo deserto fino al mar rosso , e fu giunto a Cades , mandò ambasciatori al re di Edom , a dirgli : Deh ! lascia che io passi per lo tuo paese ; ma il re di Edom nol consentì ; mandò eziandio al re di Moab , e anch’ egli non volle . Laonde , dopo che Israele fu dimorato in Cades , camminò per lo deserto , e circuì il paese di Edom , e il paese di Moab , e giunse al lato orientale del paese di Moab , e si accampò di là dall’ Arnon , e non entrò dentro a’ confini di Moab , consiossiachè l’ Arnon sia il confine di Moab . E Israele mandò ambasciatori a Sihon , re degli Amorrei , re di Hesbon , e dirgli : Deh ! lascia che noi passiamo per lo tuo paese , finchè siamo giunti al nostro luogo . Ma Sihon non si fidò d’ Israele , ch’ egli passasse per li suoi confini ; anzi adunò tutta la sua gente , e con essa si accampò in Iaas , e combattè con Israele . E il Signore Iddio d’ Israele diede Sihon , e tutta la sua gente , nelle mani degl’ Israeliti , i quali li percossero , e conquistarono tutto il paese degli Amorrei , che abitavano in quel paese . Conquistarono eziandio tutti i confini degli Amorrei , dall’ Arnon fino a Iabboc , e dal deserto fino al Giordano . Ora dunque , avendo il Signore Iddio d’ Israele cacciati gli Amorrei d’ innanzi ad Israele , suo popolo , possederesti tu il lor paese ? Non possederesti tu ciò che Chemos , tuo dio , ti avrebbe dato a possedere ? noi altresì possederemo il paese di tutti quelli che il Signore Iddio nostro avrà cacciati d’ innanzi a noi . Ed ora vali tu in alcun modo meglio che Balac , figliuolo di Sippor , re di Moab ? contese egli con Israele , o fecegli guerra ? Essendo Israele dimorato in Hesbon , e nelle terre del suo territorio , e in Aroer , e nelle terre del suo territorio , e in tutte le città che sono lungo l’ Arnon , lo spazio di trecent’ anni , perchè non le avete voi riscosse in quel tempo ? E anche io non t’ ho offeso ; e tu procedi malvagiamente inverso me , guerreggiando contro a me . Il Signore , che è il Giudice , giudichi oggi fra i figliuoli d’ Israele e i figliuoli di Ammon . Ma il re de’ figliuoli di Ammon non attese alle parole , che Iefte gli avea mandato a dire . E lo Spirito del Signore fu sopra Iefte , ed egli traversò Galaad e Manasse , e passò in Mispe di Galaad , e di Mispe di Galaad passò a’ figliuoli di Ammon . E Iefte votò un voto al Signore , e disse : Se pur tu mi dài i figliuoli di Ammon nelle mani ; quando io ritornerò in pace da’ figliuoli di Ammon , ciò che uscirà dell’ uscio di casa mia sarà del Signore , e io l’ offerirò in olocausto . Iefte adunque passò a’ figliuoli di Ammon , per combatter con loro ; e il Signore li diede nelle mani di esso . Ed egli li percosse d’ una grandissima sconfitta , da Aroer fino a Minnit , venti città ; e fino alla pianura delle vigne . E così i figliuoli di Ammon furono abbassati dinanzi ai figliuoli d’ Israele . Ora , come Iefte ritornava a casa sua in Mispe , ecco , la sua figliuola gli uscì incontro con tamburi , e con flauti ; or ella era unica e sola , ed egli non avea altri proceduto da lui , nè figliuolo , nè figliuola . E , come egli la vide , stracciò i suoi vestimenti , e disse : Ahi ! figliuola mia ; tu mi hai affatto abbattuto , e sei di quelli che mi conturbano ; conciossiachè io abbia aperta la mia bocca al Signore , e non possa ritrarmene . Ed ella gli disse : Padre mio , se pur tu hai aperta la bocca al Signore , fammi come t’ è uscito di bocca ; poichè il Signore ha fatte le tue vendette sopra i figliuoli di Ammon , tuoi nemici . Poi disse a suo padre : Facciamisi questo : Lasciami per due mesi , acciocchè io vada su e giù per li monti , e pianga la mia verginità , con le mie compagne . Ed egli le disse : Va’ . Così la lasciò andare per due mesi . Ed ella andò con le sue compagne , e pianse la sua verginità su per li monti . E , al termine di due mesi , ella ritornò a suo padre , ed egli le fece secondo il voto ch’ egli avea votato . Or ella non avea conosciuto uomo . E di qui nacque l’ usanza in Israele , che le figliuole d’ Israele andavano ogni anno a far lamento della figliuola di Iefte Galaadita , quattro giorni dell’ anno . OR gli Efraimiti , adunatisi a grida , passarono verso il Settentrione , e dissero a Iefte : Perchè sei tu passato per combattere contro a’ figliuoli di Ammon , e non ci hai chiamati per andar teco ? noi bruceremo col fuoco la tua casa , e te insieme . E Iefte disse loro : Il mio popolo ed io abbiamo avuta gran contesa co’ figliuoli di Ammon ; ed io v’ ho chiamati , ma voi non mi avete liberato dalle lor mani . Laonde , veggendo che voi non mi liberavate , io ho messa la mia vita nella palma della mia mano , e son passato agli Ammoniti ; e il Signore me li ha dati nelle mani ; perchè dunque siete voi oggi saliti a me , per farmi guerra ? E Iefte adunò tutti i Galaaditi , e combattè contro ad Efraim ; e i Galaaditi percossero Efraim ; perciocchè dicevano : Voi siete degli scampati di Efraim ; Galaad è in mezzo di Efraim e di Manasse . E i Galaaditi occuparono i passi del Giordano a que’ di Efraim ; e quando alcuno di que’ di Efraim che scampavano diceva : Lascia ch’ io passi , i Galaaditi gli dicevano : Sei tu di Efraim ? E s’ egli diceva : No , i Galaaditi gli dicevano : Deh ! di’ Scibbolet ; ma egli diceva : Sibbolet ; e non accertava a profferir dirittamente . Ed essi lo prendevano , e lo scannavano a’ passi del Giordano . Così in quel tempo caddero morti di Efraim quarantaduemila uomini . E Iefte Galaadita giudicò Israele sei anni ; poi morì , e fu seppellito nella città di Galaad . E , DOPO lui , Ibsan , da Bet-lehem , giudicò Israele . Ed ebbe trenta figliuoli , e mandò fuori trenta figliuole a marito , a menò trenta fanciulle di fuori a’ suoi figliuoli per mogli ; e giudicò Israele sett’ anni . Poi Ibsan morì , e fu seppellito in Bet-lehem . E , dopo lui , Elon Zabulonita fu Giudice d’ Israele ; e giudicò Israele dieci anni . Poi Elon Zabulonita morì , e fu seppellito in Aialon , nel paese di Zabulon . E , dopo lui , Abdon , figliuolo di Hillel , Piratonita , giudicò Israele . Ed ebbe quaranta figliuoli , e trenta figliuoli di figliuoli , i quali cavalcavano settant’ asinelli ; e giudicò Israele ott’ anni . Poi Abdon , figliuolo di Hillel , Piratonita , morì , e fu seppellito in Piraton , nel paese di Efraim , nel monte degli Amalechiti . POI i figliuoli d’ Israele seguitarono a far ciò che dispiace al Signore ; laonde il Signore li diede nelle mani de’ Filistei per quarant’ anni . Or v’ era un uomo da Sorea , della nazione di Dan , chiamato Manoa , la cui moglie era sterile , e non avea mai partorito . E l’ Angelo del Signore apparve a questa donna , e le disse : Ecco , ora tu sei sterile , e non hai mai partorito ; ma tu concepirai , e partorirai un figliuolo . Ora dunque , guardati pur di non ber vino , nè cervogia , e di non mangiar cosa alcuna immonda . Perciocchè , ecco , tu concepirai , e partorirai un figliuolo , sopra il cui capo non salirà giammai rasoio ; perciocchè il fanciullo sarà dal ventre della madre Nazireo a Dio ; ed egli comincerà a salvare Israele dalle mani de’ Filistei . E la donna se ne venne al suo marito , e gli disse : Un uomo di Dio è venuto a me , col sembiante simile a quel di un Angelo di Dio , molto tremendo ; e io non gli ho domandato onde egli si fosse , ed egli altresì non mi ha dichiarato il suo nome . Ma egli mi ha detto : Ecco , tu concepirai , e partorirai un figliuolo ; ora dunque non ber vino , nè cervogia , e non mangiar cosa alcuna immonda ; perciocchè il fanciullo sarà Nazireo a Dio , dal ventre della madre , fino al giorno della sua morte . Allora Manoa supplicò al Signore , e disse : Ahi ! Signore , deh ! venga ancora una volta a noi l’ uomo di Dio che tu mandasti , e insegnici ciò che abbiamo da fare al fanciullo che ha da nascere . E Iddio esaudì la voce di Manoa ; e l’ Angelo di Dio venne un’ altra volta alla donna , mentre ella sedeva in un campo . Or Manoa , suo marito , non era con lei . Essa adunque corse prestamente a rapportarlo al suo marito , e gli disse : Ecco , quell’ uomo , che venne quel giorno a me , mi è apparito . E Manoa si levò , e andò dietro alla sua moglie , e venne a quell’ uomo , e gli disse : Sei tu quell’ uomo che hai parlato a questa donna ? Ed egli rispose : Io son desso . E Manoa disse : Avvengano pure ora le cose che tu hai dette ; qual modo s’ ha egli da tenere inverso il fanciullo ? e che si deve fare intorno a lui ? E l’ Angelo del Signore disse a Manoa : Guardisi la donna da tutte le cose che io le ho dette . Non mangi di cosa alcuna prodotta dalla vite , e non beva nè vino , nè cervogia , e non mangi cosa alcuna immonda ; osservi tutto quello che io le ho comandato . E Manoa disse all’ Angelo del Signore : Deh ! lascia che noi ti riteniamo ; e noi apparecchieremo un capretto da porti innanzi . E l’ Angelo del Signore disse a Manoa : Avvegnachè tu mi ritenga , non però mangerò del tuo cibo ; e , se pur tu fai un olocausto , offeriscilo al Signore . Perciocchè Manoa non sapeva ch’ egli fosse l’ Angelo del Signore . Poi Manoa disse all’ Angelo del Signore : Quale è il tuo nome ? acciocchè , quando le cose che tu hai dette saranno avvenute , noi ti onoriamo . E l’ Angelo del Signore gli disse : Perchè domandi del mio nome ? conciossiachè egli sia incomprensibile . E Manoa prese il capretto e l’ offerta , e l’ offerse al Signore sopra il sasso . E l’ Angelo del Signore fece una cosa maravigliosa alla vista di Manoa e della sua moglie ; che fu che , come la fiamma saliva d’ in su l’ altare al cielo , l’ Angelo del Signore salì con la fiamma dell’ altare . E Manoa e la sua moglie , veduto ciò , caddero in terra in su le lor facce . E l’ Angelo del Signore non apparve più a Manoa , nè alla sua moglie . Allora Manoa conobbe ch’ egli era l’ Angelo del Signore . E Manoa disse alla sua moglie : Per certo noi morremo ; perciocchè abbiamo veduto Iddio . Ma la sua moglie gli disse : Se fosse piaciuto al Signore di farci morire , egli non avrebbe accettato l’ olocausto , nè l’ offerta dalla nostra mano , e non ci avrebbe fatte veder tutte queste cose ; e in un tal tempo egli non ci avrebbe fatte intender cotali cose . Poi quella donna partorì un figliuolo , ed essa gli pose nome Sansone . E il fanciullo crebbe , e il Signore lo benedisse . E lo Spirito del Signore cominciò a sospingerlo in Mahane-Dan , fra Sorea ed Estaol . OR Sansone discese in Timnat , e vide quivi una donna delle figliuole de’ Filistei . E , ritornato a casa , dichiarò il fatto a suo padre e a sua madre , dicendo : Io ho veduta in Timnat una donna delle figliuole de’ Filistei ; ora dunque , prendetemela per moglie . E suo padre e sua madre gli dissero : Non v’ è egli alcuna donna fra le figliuole de’ tuoi fratelli , o fra tutto il nostro popolo , che tu vada a prendere una moglie d’ infra i Filistei incirconcisi ? Ma Sansone disse a suo padre : Prendimi costei ; perciocchè ella piace a’ miei occhi . Or suo padre e sua madre non sapevano che questa cosa procedesse dal Signore ; perciocchè egli cercava che i Filistei gli dessero cagione . Or in quel tempo i Filistei signoreggiavano sopra Israele . Sansone adunque , con suo padre e con sua madre , discese in Timnat ; e , come furono giunti alle vigne di Timnat , ecco , un leoncello veniva ruggendo incontro a lui . E lo Spirito del Signore si avventò sopra Sansone , ed egli lacerò quel leoncello , come se avesse lacerato un capretto , senza aver cosa alcuna in mano ; e non dichiarò a suo padre , nè a sua madre , ciò ch’ egli avea fatto . Poi discese , e parlò alla donna , ed ella piacque agli occhi di Sansone . E alquanti giorni appresso , tornando per menarla , si torse dalla via , per vedere la carogna del leone ; ed ecco , dentro della carogna del leone v’ era uno sciame d’ api , e del miele . Ed egli ne prese nelle palme delle mani , e ne andava mangiando ; e andò a suo padre e a sua madre , e ne diede loro , ed essi ne mangiarono ; ma non dichiarò loro che avesse tolto il miele dalla carogna del leone . Suo padre adunque discese alla donna ; e Sansone fece quivi un convito ; perciocchè così solevano fare i giovani . E , come i Filistei l’ ebbero veduto , presero trenta compagni per esser con lui . E Sansone disse loro : Io vi proporrò ora un enimma ; e se pur voi me lo dichiarate infra i sette giorni del convito , e lo rinvenite , io vi darò trenta panni lini , e trenta mute di vesti ; ma , se voi non potete dichiararmelo , mi darete trenta panni lini , e trenta mute di vesti . Ed essi gli dissero : Proponi pure il tuo enimma , che noi l’ udiamo . Ed egli disse loro : Da colui che divorava è uscito del cibo , e dal forte è uscita della dolcezza . E per lo spazio di tre giorni essi non poterono dichiarar l’ enimma . E , al settimo giorno , dopo ch’ ebbero detto alla moglie di Sansone : Induci il tuo marito a dichiararci l’ enimma , che talora noi non bruciamo col fuoco te , e la casa di tuo padre ; che ? ci avete voi chiamati per avere il nostro ? e che la moglie di Sansone gli ebbe pianto appresso , e dettogli : Tu mi hai pure in odio , e non mi ami ; non hai tu proposto un enimma a’ figliuoli del mio popolo ? e tu non me l’ hai dichiarato ; e ch’ egli le ebbe detto : Ecco , io non l’ ho dichiarato nè a mio padre , nè a mia madre , e lo dichiarerei a te ? e ch’ ella gli ebbe pianto appresso per lo spazio de’ sette giorni , che fu loro fatto il convito ; al settimo giorno egli glielo dichiarò , perchè lo premeva ; ed ella dichiarò l’ enimma ai figliuoli del suo popolo . Laonde gli uomini della città dissero a Sansone al settimo giorno , avanti che il sole tramontasse : Che cosa è più dolce che il miele ? e chi è più forte che il leone ? Ed egli disse loro : Se voi non aveste arato con la mia giovenca , non avreste rinvenuto il mio enimma . E lo Spirito del Signore si avventò sopra lui , ed egli discese in Ascalon , e uccise trenta nomini di quella gente , e prese le loro spoglie , e diede quelle mute di vesti a quelli che aveano dichiarato l’ enimma . Ed egli si accese nell’ ira , e se ne ritornò alla casa di suo padre . E la moglie di Sansone fu data al compagno di esso , il quale era il suo intimo amico . ORA , dopo alquanti giorni , al tempo della ricolta delle biade , Sansone andò a visitare la sua moglie , portandole un capretto , e disse : Io voglio entrar dalla mia moglie , in camera sua ; ma il padre di essa non gli permise di entrarvi . E gli disse : Io stimava sicuramente che del tutto tu l’ odiavi ; e però la diedi al tuo compagno ; la sorella sua minore non è ella più bella di lei ? deh ! prendila in luogo di essa . E Sansone disse loro : Ora non avrò colpa de’ Filistei , quando io farò loro del male . Sansone adunque andò , e prese trecento volpi ; prese ancora delle fiaccole ; e , volte le code delle volpi l’ una contro all’ altra , mise una fiaccola nel mezzo fra due code . Poi accese le fiaccole , e cacciò le volpi nelle biade de’ Filistei , ed arse le biade ch’ erano in bica , e quelle ch’ erano ancora in piè , e le vigne , e gli ulivi . E i Filistei dissero : Chi ha fatto questo ? E fu detto : Sansone , genero di quel Timneo ; perciocchè egli ha presa la sua moglie , e l’ ha data al suo compagno . E i Filistei andarono , ed arsero col fuoco lei , e suo padre . E Sansone disse loro : Fate voi a questo modo ? se io non mi vendico di voi ; poi resterò . Ed egli li percosse con grande sconfitta , percotendoli con la coscia in su i fianchi . Poi discese , e si fermò nella caverna della rupe di Etam . E i Filistei salirono , e si accamparono in Giuda , e si sparsero in Lehi . E gli uomini di Giuda dissero : Perchè siete voi saliti contro a noi ? Ed essi dissero : Noi siamo saliti per far prigione Sansone ; acciocchè facciamo a lui , come egli ha fatto a noi . E tremila uomini di Giuda discesero nella caverna della rupe di Etam , e dissero a Sansone : Non sai tu che i Filistei signoreggiano sopra noi ? Che cosa è dunque questo che tu ci hai fatto ? Ed egli disse loro : Come hanno fatto a me , così ho fatto a loro . Ed essi gli dissero : Noi siamo discesi per farti prigione , per darti nelle mani dei Filistei . E Sansone disse loro : Giuratemi che voi non vi avventerete sopra me . Ed essi gli dissero : No ; ma ben ti legheremo , e ti daremo nelle mani de’ Filistei ; ma non ti faremo già morire . Così lo legarono con due funi nuove , e lo menarono via dalla rupe . Quando egli fu giunto a Lehi , i Filistei gli vennero incontro , con grida d’ allegrezza ; ma lo Spirito del Signore si avventò sopra lui ; e le funi ch’ egli avea in su le braccia , diventarono come lino che si arde al fuoco , e i suoi legami si sciolsero d’ in su le sue mani . E , trovata una mascella d’ asino non ancora secca , vi diè della mano ; e , presala , ammazzò con essa mille uomini . Poi Sansone disse : Con una mascella d’ asino , un mucchio , due mucchi ! Con una mascella d’ asino , ho uccisi mille uomini ! E , quando ebbe finito di parlare , gittò via di sua mano la mascella ; e pose nome a quel luogo Ramat-lehi . Poi ebbe gran sete ; e gridò al Signore , e disse : Tu hai messa questa gran vittoria in mano al tuo servo ; ed ora ho io a morir di sete , e a cader nelle mani degl’ incirconcisi ? Allora Iddio fendè un sasso concavo ch’ era in Lehi ; e d’ esso uscì dell’ acqua , onde Sansone bevve , ed egli tornò in vita ; perciò pose nome a quel luogo En-haccore ; la qual fonte è in Lehi , fino a questo giorno . Ed egli giudicò Israele al tempo dei Filistei vent’ anni . OR Sansone andò in Gaza , e vide quivi una meretrice , ed entrò da lei . E fu detto a que’ di Gaza : Sansone è venuto qua . Ed essi l’ intorniarono , e gli posero insidie tutta quella notte , stando alla porta della città , e stettero cheti tutta quella notte , dicendo : Aspettiamo fino allo schiarir della mattina ; allora l’ uccideremo . Ma Sansone , giaciuto fino a mezza notte , in su la mezza notte si levò , e diè di piglio alle reggi delle porte della città , e alla due imposte , e le levò via , insieme con la sbarra ; e , recatelesi in ispalla , le portò in su la sommità del monte , ch’ è dirimpetto ad Hebron . Egli avvenne poi , ch’ egli amò una donna , della valle di Sorec , il cui nome era Delila . E i principi de’ Filistei salirono a lei , e le dissero : Lusingalo , e vedi in che consiste quella sua gran forza , e come noi potremmo superarlo , acciocchè lo leghiamo , per domarlo ; e ciascun di noi ti donerà mille e cento sicli d’ argento . Delila adunque disse a Sansone : Deh ! dichiarami in che consiste la tua gran forza , e come tu potresti esser legato , per esser domato . E Sansone le disse : Se io fossi legato di sette ritorte fresche , che non fossero ancora secche , io diventerei fiacco , e sarei come un altr’ uomo . E i principi de’ Filistei le portarono sette ritorte fresche , che non erano ancora secche ; ed ella lo legò con esse . Or ella avea posto un agguato nella sua camera . Ed ella gli disse : O Sansone , i Filistei ti sono addosso . Ed egli ruppe le ritorte , come si rompe un fil di stoppa , quando sente il fuoco . E non fu conosciuto in che consistesse la sua forza . E Delila disse a Sansone : Ecco , tu mi hai beffata , e mi hai dette delle bugie ; ora dunque , dichiarami , ti prego , con che tu potresti esser legato . Ed egli le disse : Se io fossi legato ben bene con grosse corde nuove , le quali non fossero ancora state adoperate , io diventerei fiacco , e sarei come un altr’ uomo . E Delila prese delle grosse corde nuove , e lo legò ; poi gli disse : O Sansone , i Filistei ti sono addosso . Or l’ agguato era posto nella camera . Ed egli ruppe quelle corde d’ in su le sue braccia , come refe . Poi Delila gli disse : Tu mi hai beffata fino ad ora , e mi hai dette delle bugie ; dichiarami con che tu potresti esser legato . Ed egli le disse : Se tu tessessi le sette ciocche del mio capo ad un subbio . Ed ella conficcò il subbio con la caviglia , e gli disse : O Sansone , i Filistei ti sono addosso . Ed egli , svegliatosi dal suo sonno , se ne andò con la caviglia del telaro , e col subbio . Ed ella gli disse : Come dici : Io t’ amo ; e pure il tuo cuore non è meco ? Già tre volte tu mi hai beffata , e non mi hai dichiarato in che consiste la tua gran forza . Or avvenne che , premendolo essa ogni giorno con le sue parole , e molestandolo , sì ch’ egli si ne accorava l’ animo fino alla morte , egli le dichiarò tutto il suo cuore , e le disse : Rasoio non salì mai in sul mio capo ; perciocchè io son Nazireo a Dio dal seno di mia madre ; se io fossi raso , la mia forza si partirebbe da me , e diventerei fiacco , e sarei come qualunque altr’ uomo . Delila adunque , veduto ch’ egli le avea dichiarato tutto il cuor suo , mandò a chiamare i principi de’ Filistei , dicendo : Venite questa volta ; perciocchè egli mi ha dichiarato tutto il cuor suo . E i principi de’ Filistei salirono a lei , recando in mano i danari . Ed ella addormentò Sansone sopra le sue ginocchia ; poi , chiamato un uomo , gli fece radere le sette ciocche del capo ; e così fu la prima a domarlo , e la sua forza si partì da lui . Allora ella gli disse : O Sansone , i Filistei ti sono addosso . Ed egli , risvegliatosi dal suo sonno , disse : Io uscirò come l’ altre volte , e mi riscoterò ; ma egli non sapeva che il Signore si era partito da lui . E i Filistei lo presero , e gli abbacinarono gli occhi , e lo menarono in Gaza , e lo legarono con due catene di rame . Ed egli se ne stava macinando nella prigione . Or i capelli del capo ricominciandogli a crescere , come erano quando fu raso , i principi de’ Filistei si adunarono per fare un gran sacrificio a Dagon , loro dio , e per rallegrarsi ; e dissero : Il nostro dio ci ha dato nelle mani Sansone , nostro nemico . Il popolo anch’ esso , avendolo veduto , avea lodato il suo dio ; perciocchè dicevano : Il nostro dio ci ha dato nelle mani il nostro nemico , e il distruggitore del nostro paese , il quale ha uccisi tanti di noi . E , quando ebbero il cuore allegro , dissero : Chiamate Sansone , acciocchè ci faccia ridere . Sansone adunque fu chiamato dalla prigione , e giocava in presenza loro . Ed essi lo fecero stare in piè fra le colonne . E Sansone disse al fanciullo che lo teneva per la mano : Lasciami , e fammi toccar le colonne , sopra le quali la casa è posta ; acciocchè io mi appoggi ad esse . Or la casa era piena d’ uomini e di donne ; e tutti i principi de’ Filistei erano quivi ; e in sul tetto v’ erano intorno a tremila persone , uomini e donne , che stavano a veder Sansone , che giocava . Allora Sansone invocò il Signore , e disse : Signore Iddio , ricordati , ti prego , di me , e fortificami pur questa volta , o Dio ; acciocchè ad un tratto io mi vendichi de’ Filistei , per li miei due occhi . Poi , abbracciate le due colonne di mezzo , sopra le quali la casa era posta , pontò , attenendosi ad esse , avendo l’ una alla man destra , e l’ altra alla sinistra . E disse : Muoia io pur co’ Filistei . E , inchinatosi di forza , la casa cadde addosso a’ principi , e addosso a tutto il popolo che v’ era dentro . E più furono quelli che Sansone fece morire alla sua morte , che quelli ch’ egli avea fatti morire in vita sua . Poi i suoi fratelli , e tutta la casa di suo padre , vennero , e lo portarono via ; e salirono , e lo seppellirono fra Sorea ed Estaol , nella sepoltura di Manoa , suo padre . Or egli giudicò Israele venti anni . OR v’ era un uomo della montagna di Efraim , il cui nome era Mica . Ed esso disse a sua madre : I mille e cento sicli d’ argento che ti erano stati tolti , per li quali tu scongiurasti con maledizioni , le quali eziandio tu proferisti in mia presenza ; ecco , sono appresso di me ; io li avea presi . E sua madre gli disse : Benedetto sia il mio figliuolo appo il Signore . E , quando egli rendè i mille e cento sicli d’ argento a sua madre , ella disse : Io avea del tutto consacrato questo argento al Signore , dispodestandomene per lo mio figliuolo , per farne una scultura , e una statua di getto ; ora dunque io te lo renderò . Esso adunque rendè quell’ argento a sua madre ; ed ella ne prese dugento sicli , e li diede all’ orafo ; ed egli ne fece una scultura , e una statua di getto , che furono in casa di Mica . Quest’ uomo Mica ebbe dunque un tempio , e fece un Efod , e degl’ idoli ; e consacrò uno de’ suoi figliuoli , il qual gli fu per sacerdote . In quel tempo non v’ era alcun re in Israele ; ciascuno faceva ciò che gli parea bene . Or un certo giovane di Bet-lehem di Giuda , che è della nazione di Giuda , il quale era Levita , ed era dimorato quivi , partitosi di quella città , cioè , di Bet-lehem di Giuda , per dimorare ovunque troverebbe luogo , e procedendo a suo cammino , giunse al monte di Efraim , alla casa di Mica . E Mica gli disse : Onde vieni ? E il Levita gli disse : Io son di Bet-lehem di Giuda , e vo a dimorare ovunque troverò luogo . E Mica gli disse : Dimora meco , e siimi per padre , e per sacerdote ; e io ti darò dieci sicli d’ argento l’ anno , e il tuo vestire ordinario , e il tuo nudrimento . E il Levita vi andò . Così quel giovane Levita si convenne di dimorar con quell’ uomo , il qual lo tenne come l’ uno de’ suoi figliuoli . E Mica consacrò quel Levita ; e il giovane gli fu per sacerdote , e stette in casa di Mica . E Mica disse : Ora conosco che il Signore mi farà del bene , poichè io ho un Levita per sacerdote . IN quel tempo non v’ era re alcuno in Israele ; e in que’ dì la tribù di Dan si cercava eredità , da abitare ; perciocchè fino a quel dì non le era scaduta sorte fra le tribù d’ Israele in eredità . Laonde i figliuoli di Dan mandarono cinque uomini della lor nazione , presi qua e là d’ infra loro , uomini di valore , da Sorea e da Estaol , a spiare un certo paese , e ad investigarlo ; e dissero loro : Andate , investigate quel paese . Essi adunque , giunti al monte di Efraim , alla casa di Mica , albergarono quivi . Come furono presso alla casa di Mica , riconobbero la voce del giovane Levita ; e , ridottisi là , gli dissero : Chi ti ha condotto qua ? e che fai qui ? e che hai da far qui ? Ed egli disse loro : Mica mi ha fatte tali e tali cose , e mi ha condotto per prezzo per essergli sacerdote . Ed essi gli dissero : Deh ! domanda Iddio , acciocchè sappiamo se il viaggio che facciamo sarà prospero . E il sacerdote disse loro : Andate in pace ; il viaggio che voi fate è davanti al Signore . Que’ cinque uomini adunque andarono ; e , giunti in Lais , videro il popolo che era in quella città , la quale era situata in luogo sicuro , stare in riposo e in sicurtà , nella maniera de’ Sidonii ; non essendovi alcuno nel paese , che desse loro molestia in cosa alcuna ; ed erano padroni del loro stato , e lontani da’ Sidonii , e non aveano da far nulla con alcuno . Poi , essendo ritornati a’ lor fratelli , in Sorea ed in Estaol , i lor fratelli dissero loro : Che dite voi ? Ed essi dissero ; Or su , saliamo contro a quella gente : perciocchè noi abbiamo veduto il paese , ed ecco , egli è grandemente buono : e voi ve ne state a bada ? non siate pigri a mettervi in cammino , per andare a prender possessione di quel paese . Quando voi giungerete là consciossiachè Iddio ve l’ abbia dato nelle mani , verrete ad un popolo che se ne sta sicuro , e il paese è largo ; è un luogo , nel quale non v’ è mancamento di cosa alcuna che sia in su la terra . Allora seicent’ uomini della nazione de’ Daniti si partirono di là , cioè , di Sorea e di Estaol , in armi . E salirono , e si accamparono in Chiriat-iearim , in Giuda ; perciò quel luogo è stato chiamato Mahane-Dan , fino a questo giorno ; ed ecco , egli è dietro a Chiriat-iearim . E di là passarono al monte di Efraim , e giunsero alla casa di Mica . Allora , i cinque uomini ch’ erano andati a spiare il paese di Lais , fecero motto a’ lor fratelli , e dissero loro : Sapete voi che in queste case vi è un Efod , e delle immagini , e una scultura , e una statua di getto ? Ora dunque , considerate ciò che avete a fare . Ed essi si ridussero là , e vennero alla casa del giovane Levita , nella casa di Mica , e gli domandarono del suo bene stare . Or i seicent’ uomini de’ figliuoli di Dan armati si fermarono all’ entrata della porta . Ma que’ cinque uomini , ch’ erano andati per ispiar il paese , salirono , ed entrarono là entro , e presero la scultura , e l’ Efod , e le immagini , e la statua di getto , mentre il sacerdote era arrestato all’ entrata della porta , co’ seicent’ uomini armati . Essi adunque , essendo entrati in casa di Mica , e avendo presa la scultura , e l’ Efod e le immagini , e la statua di getto , il sacerdote disse loro : Che fate voi ? Ed essi gli dissero : Taci ; mettiti la mano in su la bocca , e vieni con noi , e siici per padre , e per sacerdote ; quale è meglio per te , esser sacerdote a una casa d’ un uomo , ovvero esser sacerdote a una tribù , e ad una nazione in Israele ? E il sacerdote se ne rallegrò nel suo cuore , e prese l’ Efod , e le immagini , e la scultura , e se ne andò fra quella gente . Poi i Daniti si rimisero al lor cammino , avendo posto innanzi a loro i piccoli fanciulli , ed il bestiame , e le robe . Ed essendo già lungi della casa di Mica , gli uomini ch’ erano nelle case vicine alla casa di Mica , si adunarono a grida , e seguitarono di presso i figliuoli di Dan . E gridarono a’ figliuoli di Dan . Ed essi , voltando la faccia , dissero a Mica : Che cosa hai , che tu hai adunata la tua gente ? Ed egli disse : Voi avete presi i miei dii , che io avea fatti , e il sacerdote , e ve ne siete andati via . Che mi resta egli più ? E come dunque mi dite voi : Che hai ? Ma i figliuoli di Dan gli dissero : Non far che s’ intenda la tua voce appresso di noi ; che talora alcuni uomini d’ animo iracondo non si avventino sopra voi ; e che tu , e que’ di casa tua , perdiate la vita . I figliuoli di Dan adunque seguitarono il lor cammino ; e Mica , veggendo ch’ erano più forti di lui , rivoltosi indietro , se ne ritornò a casa sua . Ed essi , preso quello che Mica avea fatto , e il sacerdote ch’ egli avea , giunsero a Lais , ad un popolo che se ne stava in quiete e in sicurtà ; e percossero la gente a fil di spada , e arsero la città col fuoco . E non vi fu alcuno che la riscotesse ; perciocchè era lungi di Sidon , e gli abitanti non aveano da far nulla con niuno ; e la città era nella valle che è nel paese di Bet-rehob . Poi riedificarono la città , e abitarono in essa . E le posero nome Dan , del nome di Dan , lor padre , il qual fu figliuolo d’ Israele ; in luogo che il nome di quella città prima era Lais . E i figliuoli di Dan si rizzarono la scultura ; e Gionatan , figliuolo di Ghersom , figliuolo di Manasse , e i suoi figliuoli dopo di lui , furono sacerdoti della tribù di Dan , infino al giorno che gli abitanti del paese furono menati in cattività . Si rizzarono adunque quella scultura di Mica , ch’ egli avea fatta ; ed ella vi fu tutto il tempo che la Casa di Dio fu in Silo . OR in quel tempo , non essendovi alcun re in Israele , avvenne che un uomo Levita , dimorando nel fondo del monte di Efraim , si prese una donna concubina di Bet-lehem di Giuda . E questa sua concubina fornicò in casa sua , e si partì da lui , e se ne andò a casa di suo padre , in Bet-lehem di Giuda , ove stette lo spazio di quattro mesi . Poi il suo marito si levò , e le andò dietro , per piegare il cuor suo con dolci parole , e per ricondurla ; e avea seco il suo servitore , e un paio d’ asini . Ed ella lo menò in casa di suo padre ; e il padre della giovane , come l’ ebbe veduto , gli si fece lietamente incontro . E il suo suocero , padre della giovane , lo ritenne ; ed egli dimorò con lui tre giorni ; e mangiarono , e bevvero , e albergarono quivi . E , al quarto giorno , si levarono la mattina ; e il Levita si mise in ordine per andarsene ; ma il padre della giovane disse al suo genero : Confortati il cuore con un boccon di pane , e poi voi ve ne andrete . Così si posero amendue a sedere , e mangiarono , e bevvero insieme ; e il padre della giovane disse a quell’ uomo : Deh ! piacciati star qui questa notte , e il cuor tuo si rallegri . Ma quell’ uomo si levò per andarsene ; ma pure il suo suocero gli fece forza , talchè egli se ne ritornò , e stette quivi quella notte . E al quinto giorno , egli si levò la mattina per andarsene ; e il padre della giovane gli disse : Deh ! confortati il cuore . E , postisi amendue a mangiare insieme , indugiarono finchè il giorno fu calato . Allora quell’ uomo si levò , per andarsene con la sua concubina , e col suo servitore . Ma il suo suocero , padre della giovane , gli disse : Ecco ora , il giorno vien mancando e fassi sera ; deh ! state qui questa notte : ecco , il giorno cade ; deh ! sta’ qui questa notte , e rallegrisi il cuor tuo ; e domattina voi vi leverete per andare a vostro cammino , e tu te ne andrai a casa tua . Ma quell’ uomo non volle star quivi la notte ; anzi si levò , e se ne andò ; e giunse fin dirincontro a Iebus , che è Gerusalemme , co’ suoi due asini carichi , e con la sua concubina . Come furono presso a Iebus , il giorno era molto calato ; laonde il servitore disse al suo padrone : Deh ! vieni , riduciamoci in questa città de’ Gebusei , e alberghiamo in essa . Ma il suo padrone gli disse : Noi non ci ridurremo in alcuna città di stranieri , che non sia de’ figliuoli d’ Israele ; anzi passeremo fino a Ghibea . Poi disse al suo servitore : Cammina , e arriviamo ad uno di que’ luoghi , e alberghiamo in Ghibea , o in Rama . Essi adunque passarono oltre , e camminarono ; e il sole tramontò loro presso a Ghibea , la quale è di Beniamino . Ed essi si rivolsero là , per andare ad albergare in Ghibea . Ed essendo quel Levita entrato nella città , si fermò in su la piazza ; e non vi fu alcuno che li accogliesse in casa per passar la notte . Ma ecco , un uomo vecchio , che veniva in su la sera dal suo lavoro da’ campi , il quale era della montagna di Efraim , e dimorava in Ghibea ; gli abitanti del qual luogo erano Beniaminiti . Ed esso , alzati gli occhi , vide quel viandante nella piazza della città ; e gli disse : Ove vai ? ed onde vieni ? Ed egli gli disse : Noi passiamo da Bet-lehem di Giuda , per andare al fondo della montagna di Efraim ; io sono di là , ed era andato fino a Bet-lehem di Giuda ; e ora me ne vo alla Casa del Signore ; e non vi è alcuno che mi accolga in casa . E pure abbiamo della paglia , e della pastura , per li nostri asini ; e anche del pane e del vino , per me , e per la tua servente , e per lo famiglio che è co’ tuoi servitori ; noi non abbiamo mancamento di nulla . E quell’ uomo vecchio gli disse : Datti pace ; lascia pur la cura a me d’ ogni tuo bisogno ; sol non istar la notte in su la piazza . Ed egli lo menò in casa sua , e diè della pastura agli asini ; ed essi si lavarono i piedi , e mangiarono e bevvero . Mentre stavano allegramente , ecco , gli uomini di quella città , uomini scellerati , furono attorno alla casa , picchiando all’ uscio ; e dissero a quell’ uomo vecchio , padron della casa : Mena fuori quell’ uomo ch’ è venuto in casa tua , acciocchè noi lo conosciamo . Ma quell’ uomo , padron della casa , uscì fuori a loro , e disse loro : No , fratelli miei ; deh ! non fate questo male ; poichè quest’ uomo è venuto in casa mia , non fate questa villania . Ecco , la mia figliuola , ch’ è vergine , e la concubina di esso ; deh ! lasciate che io ve le meni fuori , e usate con esse , e fate loro ciò che vi piacerà ; ma non fate questa villania a quest’ uomo . Ma quegli uomini non vollero ascoltarlo ; laonde quell’ uomo prese la sua concubina , e la menò loro nella strada ; ed essi la conobbero , e la straziarono tutta quella notte infino alla mattina ; poi , all’ apparir dell’ alba , la rimandarono . E quella donna se ne venne , in sul far del dì , e cascò alla porta della casa di quell’ uomo , nella quale il suo signore era ; e stette quivi finchè fosse dì chiaro . E il suo signore si levò la mattina , e aprì l’ uscio della casa , e usciva fuori per andarsene a suo cammino ; ed ecco , quella donna , sua concubina , giaceva alla porta della casa , con le mani in su la soglia . Ed egli le disse : Levati , e andiamocene . Ma non v’ era chi rispondesse . Allora egli la caricò sopra un asino , e si levò , e se ne andò al suo luogo . E , come fu giunto a casa sua , tolse un coltello , e prese la sua concubina , e la tagliò , per le sue ossa , in dodici pezzi , e la mandò per tutte le contrade d’ Israele . E chiunque vide ciò , disse : Tal cosa non è giammai stata fatta , nè veduta , dal dì che i figliuoli d’ Israele salirono fuor del paese di Egitto , fino a questo giorno ; prendete il fatto a cuore , tenetene consiglio e parlamento . ALLORA tutti i figliuoli d’ Israele uscirono fuori , e la raunanza si adunò , come se non fosse stata che un uomo solo , da Dan fino a Beerseba , e dal paese di Galaad appresso al Signore , in Mispa . E i capi di tutto il popolo , di tutte le tribù d’ Israele , comparvero nella raunanza del popolo di Dio , in numero di quattrocentomila uomini a piè , che potevano trar la spada . E i figliuoli di Beniamino udirono che i figliuoli di Israele erano saliti in Mispa . E i figliuoli d’ Israele dissero : Dicasi come questo male è stato commesso . E quell’ uomo Levita , marito della donna ch’ era stata ammazzata , rispose , e disse : Io giunsi in Ghibea , che è di Beniamino , con la mia concubina , per albergarvi la notte . E gli abitanti di Ghibea si levarono , e intorniarono la casa di notte contro a me , avendo intenzione d’ ammazzarmi ; poi straziarono la mia concubina , tanto ch’ ella ne morì . Ed io presi la mia concubina , e la tagliai a pezzi , e la mandai per tutte le contrade dell’ eredità d’ Israele ; conciossiachè quella gente abbia commessa una scelleratezza , e una villania in Israele . Eccovi tutti , figliuoli d’ Israele ; mettete qui il fatto in deliberazione , e tenetene consiglio . E tutto il popolo si levò , come se non fosse stato che un uomo solo , dicendo : Noi non ce ne andremo ciascuno alla sua stanza , nè ci ritrarremo ciascuno in casa sua . Ma ora , ecco quel che faremo a Ghibea : noi trarremo la sorte contro ad essa . E prenderemo di cent’ uomini d’ ogni tribù d’ Israele dieci , e di mille cento , e di diecimila mille ; per far provvisione di vittuaglia per lo popolo , acciocchè vada , e faccia a Ghibea di Beniamino , secondo tutta la villania che ha commessa in Israele . Così tutti gli uomini d’ Israele furono adunati contro a quella città , congiunti come se non fossero stati che un uomo solo . E le tribù d’ Israele mandarono degli uomini per tutte le comunità di Beniamino , a dire : Che male è questo ch’ è stato commesso fra voi ? Ora dunque , dateci quegli uomini scellerati che sono in Ghibea , e noi li faremo morire , e torremo via il male d’ Israele . Ma i figliuoli di Beniamino non vollero attendere alla voce de’ figliuoli d’ Israele , lor fratelli . Anzi i figliuoli di Beniamino si adunarono dall’ altre città , in Ghibea , per uscire in battaglia contro a’ figliuoli d’ Israele . E in quel dì furono annoverati i figliuoli di Beniamino dell’ altre città , in numero di ventiseimila uomini , che potevano trar la spada ; senza gli abitanti di Ghibea , che furono annoverati , in numero di settecento uomini scelti . Di tutta questa gente , v’ erano settecento uomini scelti ch’ erano mancini ; tutti costoro tiravano pietre con la frombola ad un capello , senza fallire . E que’ d’ Israele furono annoverati senza Beniamino , in numero di quattrocentomila uomini , che potevano trar la spada ; tutti costoro erano uomini di guerra . Poi i figliuoli d’ Israele si levarono , e salirono alla Casa di Dio , e domandarono Iddio , e dissero : Chi di noi salirà il primo in battaglia contro a’ figliuoli di Beniamino ? E il Signore disse : Giuda sia il primo . I figliuoli d’ Israele adunque si levarono la mattina , e posero campo sopra Ghibea . E gl’ Israeliti uscirono in battaglia contro a que’ di Beniamino ; e ordinarono la battaglia contro a loro presso a Ghibea . Allora i figliuoli di Beniamino uscirono di Ghibea , e in quel dì tagliarono a pezzi , e misero per terra ventiduemila uomini degl’ Israeliti . Ma pure il popolo , cioè , que’ d’ Israele , prese animo , e ordinò di nuovo la battaglia nel luogo dove l’ avea ordinata il primo giorno . Perciocchè i figliuoli d’ Israele erano saliti , e aveano pianto davanti al Signore infino alla sera , e aveano domandato il Signore , dicendo : Debbo io di nuovo venire a battaglia co’ figliuoli di Beniamino , mio fratello ? E il Signore avea risposto : Salite contro a loro . I figliuoli d’ Israele adunque vennero a battaglia contro a’ figliuoli di Beniamino , il secondo giorno . E que’ di Beniamino uscirono loro incontro di Ghibea , il secondo giorno ; e tagliarono a pezzi , e misero per terra ancora diciottomila uomini , i quali tutti potevano trar la spada . Allora tutti i figliuoli d’ Israele , e tutto il popolo , salirono , e vennero alla Casa del Signore , e piansero , e stettero quivi davanti al Signore , e digiunarono quel dì fino alla sera ; e offersero olocausti e sacrificii da render grazie , davanti al Signore . E i figliuoli d’ Israele domandarono il Signore or in que’ dì l’ Arca del patto di Dio era quivi ; e Finees , figliuolo d’ Eleazaro , figliuolo di Aaronne , in que’ dì si presentava davanti al Signore , dicendo : Uscirò io ancora di nuovo in battaglia contro a’ figliuoli di Beniamino , mio fratello ; o me ne rimarrò io ? E il Signore disse : Salite ; perciocchè domani io ve li darò nelle mani . E Israele pose degli agguati a Ghibea d’ ogni intorno . E i figliuoli d’ Israele nel terzo giorno salirono contro a’ figliuoli di Beniamino , e ordinarono la battaglia presso a Ghibea , come le altre volte . E i figliuoli di Beniamino uscirono incontro al popolo , e furono tratti fuor della città ; e cominciarono , come l’ altre volte , a uccidere alcuni del popolo , in su le strade , delle quali l’ una sale in Betel , e l’ altra sale in Ghibea , nella campagna ; che furono intorno a trenta uomini d’ Israele . E i figliuoli di Beniamino dissero : Essi sono sconfitti davanti a noi , come per addietro . Ma i figliuoli d’ Israele dicevano : Fuggiamo , e tiriamoli fuori della città alle grandi strade . Tutti gl’ Israeliti adunque si levarono dal luogo loro , e ordinarono la battaglia in Baal-tamar ; e gli agguati d’ Israele uscirono del luogo loro , dalla costa di Ghibea . E , nel maggior calore della battaglia , diecimila uomini , scelti di tutto Israele , vennero a dirittura contro a Ghibea ; e que’ della città non si avvidero che quel male veniva loro addosso . E il Signore sconfisse Beniamino davanti ad Israele ; e in quel giorno i figliuoli d’ Israele tagliarono a pezzi venticinquemila e cent’ uomini di Beniamino , i quali tutti potevano trar la spada . E i figliuoli di Beniamino videro ch’ erano sconfitti . Gl’ Israeliti adunque diedero luogo a que’ di Beniamino ; perciocchè si confidavano in su gli agguati che aveano posti contro a Ghibea . E gli agguati corsero prestamente sopra Ghibea ; ed essendo tratti là , percossero la città , mettendola a fil di spada . Ora , fra la gente d’ Israele e gli agguati , v’ era un punto preso , cioè : quando accenderebbero un gran fuoco , con fumo . Così , dopo che la gente d’ Israele ebbe voltate le spalle nella battaglia e che que’ di Beniamino ebbero cominciato a uccidere della gente d’ Israele intorno a trenta uomini perciocchè dicevano : Per certo essi son del tutto sconfitti davanti a noi , come nella precedente battaglia ; quando l’ incendio cominciò a salir dalla città , in una colonna di fumo , que’ di Beniamino si rivoltarono , ed ecco , l’ incendio della città saliva al cielo . E gl’ Israeliti voltarono faccia ; e i Beniaminiti furono spaventati ; perchè vedevano che il male era loro sopraggiunto . E voltarono le spalle davanti agl’ Israeliti , traendo verso la via dal deserto ; ma la battaglia li perseguiva da presso ; e anche quelli che uscivano della città li ammazzavano , avendoli rinchiusi nel mezzo di loro . Gl’ Israeliti adunque intorniarono i Beniaminiti , e li perseguitarono , e li calpestarono a loro agio , fin dirincontro a Ghibea , dal sol levante . E caddero morti de’ Beniaminiti diciottomila uomini , tutti uomini di valore . Or i Beniaminiti , voltate le spalle , fuggirono verso il deserto , alla rupe di Rimmon ; ma gl’ Israeliti ne raspollarono per le grandi strade cinquemila uomini ; poi , perseguitandoli da presso fino a Ghideom , ne percossero ancora duemila . Così tutti quelli che in quel giorno caddero morti de’ Beniaminiti , furono venticinquemila uomini , che potevano trar la spada , tutti uomini di valore . E seicent’ uomini voltarono le spalle , e se ne fuggirono verso il deserto , alla rupe di Rimmon , ove stettero quattro mesi . Poi gl’ Israeliti ritornarono a’ figliuoli di Beniamino , e li percossero , e li misero a fil di spada , così le persone ch’ erano nella città , come le bestie , e tutto ciò che si ritrovò ; misero eziandio a fuoco e fiamma tutte le città che si ritrovarono . OR gl’ Israeliti aveano giurato in Mispa , dicendo : Niuno di noi darà la sua figliuola per moglie ad alcun Beniaminita . Poi il popolo venne alla Casa di Dio , e stette quivi fino alla sera davanti a Dio ; e alzò la voce , e pianse d’ un gran pianto , e disse : Perchè , Signore Iddio d’ Israele , è questo avvenuto in Israele , che oggi una tribù d’ Israele sia venuta meno ? E il giorno seguente , il popolo si levò la mattina , ed edificò quivi un altare , e offerse olocausti , e sacrificii da render grazie . Poi i figliuoli d’ Israele dissero : Chi , d’ infra tutte le tribù d’ Israele , non è salito alla raunanza appresso al Signore ? conciossiachè un giuramento grande fosse stato fatto contro a chi non salirebbe in Mispa appresso al Signore , dicendo : Egli del tutto sarà fatto morire . I figliuoli d’ Israele adunque , pentendosi di quello che aveano fatto a’ Beniaminiti , lor fratelli , dissero : Oggi è stata ricisa una tribù d’ Israele . Che faremo noi inverso quelli che son rimasti , per delle donne ? poichè noi abbiamo giurato per lo Signore , che noi non daremo loro delle nostre figliuole per mogli . Poi dissero : Chi è quell’ unica comunità , d’ infra le tribù d’ Israele , che non è salita in Mispa appresso al Signore ? Ed ecco , niuno di Iabes di Galaad era venuto nel campo alla raunanza . E fattasi la rassegna del popolo , ecco , quivi non v’ era alcuno degli abitanti di Iabes di Galaad ; perciò la raunanza vi mandò dodicimila uomini , de’ più valenti , e diede loro ordine , dicendo : Andate , e percotete gli abitanti di Iabes di Galaad a fil di spada , con le donne , e co’ piccoli fanciulli . Or ecco ciò che voi farete : Distruggete al modo dell’ interdetto ogni maschio , ed ogni donna che ha conosciuto carnalmente uomo . Ed essi trovarono quattrocento fanciulle vergini d’ infra gli abitanti di Iabes di Galaad , le quali non aveano conosciuto carnalmente uomo ; ed essi le menarono al campo , in Silo , ch’ è nel paese di Canaan . Allora tutta la raunanza mandò a parlare a’ figliuoli di Beniamino , ch’ erano nella rupe di Rimmon , e bandirono loro la pace . Ed allora i figliuoli di Beniamino ritornarono , e i figliuoli d’ Israele diedero loro le donne che aveano lasciate in vita d’ infra le donne di Iabes di Galaad ; ma non ve ne fu abbastanza per loro . E il popolo si pentì di quello che avea fatto a Beniamino ; perciocchè il Signore avea fatta una rottura nelle tribù d’ Israele . Laonde gli Anziani della raunanza dissero : Che faremo noi a quelli che restano , per delle donne ? poichè le donne sono state distrutte d’ infra i Beniaminiti ? Poi dissero : Quelli che sono scampati possederanno ciò ch’ era di Beniamino , e non sarà spenta una tribù d’ Israele . Or noi non possiam dar loro mogli delle nostre figliuole ; conciossiachè i figliuoli d’ Israele abbiano giurato , dicendo : Maledetto sia chi darà moglie a’ Beniaminiti . Perciò dissero : Ecco , la solennità annuale del Signore si celebra in Silo , nel luogo che è dal Settentrione della Casa di Dio , e dal sol levante della grande strada , che sale dalla Casa di Dio in Sichem , e dal Mezzodì di Lebona . E diedero ordine a’ figliuoli di Beniamino , dicendo : Andate , e ponetevi in agguato nelle vigne . E riguardate ; ed ecco , quando le fanciulle di Silo usciranno per far balli , allora uscite delle vigne , e rapitevene ciascuno una per sua moglie , e andatevene al paese di Beniamino . E , quando i lor padri , ovvero i lor fratelli , verranno a noi per litigarne , noi diremo loro : Datele a noi di grazia ; perciocchè in quella guerra non abbiamo presa per ciascun di loro la sua donna ; conciossiachè voi non le abbiate loro date , onde ora siate colpevoli . I figliuoli di Beniamino adunque fecero così , e tolsero delle mogli secondo il numero loro , d’ infra quelle che ballavano , le quali essi rapirono ; poi se ne andarono , e ritornarono alla loro eredità ; e riedificarono le città e abitarono in esse . E in quel medesimo tempo i figliuoli d’ Israele se ne andarono di là ciascuno alla sua tribù , e alla sua nazione , e si ridussero di là ciascuno alla sua eredità . In quel tempo non v’ era alcun re in Israele ; ciascuno faceva ciò che gli piaceva . </passage></reply></GetPassage>